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Gentilissimo Lorenzo

Venerdi 8 verrò ad Oristano da Cagliari assieme al mio ex marito per parlarle del problema di mia
figlia.
Siamo separati da due anni e da uno legalmente dopo 27 anni assieme e 20 di vita in comune – è
stato un matrimonio molto Famiglia del Mulino Bianco... siamo sempre andati d accordo su
praticamente tutti i lati di vita assieme... casa .. figli... amici...una vita che vista da fuori appariva del
tutto serena.
Il primo figlio, Gabriele l'ho avuto a 20 anni e vivevo ancora a casa dei miei genitori sino a quando
mio marito si è laureato nel 1994, trovato lavoro e abbiamo iniziato la convivenza assieme e nel
1997 è nata Maria Vittoria che era come dice il nome stesso “una vittoria su le molte difficoltà”
vissute con mio marito per formare famiglia felice a tutti i costi... e si... a tutti i costi perchè le
famiglie di appartenenza avevano crisi periodiche pesanti.

Ho pensato di scrivere questa mail per esporre la situazione dal mio punto di vista ed avere la
certezza che lei abbia la mia versione dei fatti perchè avrò solo questa occasione, temo, per avere i
suoi preziosi consigli dal momento che il mio ex marito è riluttante a chiedere consulenza per il
problema di mia figlia.
E come spesso accade tra coppie separate si inizia a vedere e sentire le cose DIVERSAMENTE da
prima, quindi rischio che nella ora messa a disposizione per il suo consulto la si finisca a discutere
con divergenze d' opinione sulla questione di mia figlia.

La decisione della separazione l ho presa io con dolore e sofferenza a seguito di diversi malesseri …
un operazione chirurgica e 9 mesi di psicoterapia.... Infatti nonostante io e mio marito non avessimo
piu rapporti intimi da parecchi anni a lui “stava bene così” … ed io avrei anche continuato a far lo
struzzo ancora per anni se non avessi avuto la ribellione del corpo con le malattie che iniziavano a
fiorire una dopo l altra...

la premessa è importante perchè i figli sono stati messi al corrente della separazione durante una
comunicazione attorno ad un tavolo e anche se parlavamo al plurale non ci hanno messo molto a
capire che avevo deciso io.

Anche se avevo deciso stavo sempre male... piangevo in continuazione ed ero sola... mia madre e
mia sorella mi davano addosso in maniera crudele e spietata pensando fossi impazzita e che volessi
abbandonare famiglia e figli per qualche turba psicologica da scuotere con le loro urla.

Al periodo ricordo che l unico che mi aiutò fu proprio mio marito che mi sollevo' da terra un giorno
e mi disse : basta piangere ora andiamo avanti con coraggio e prenditi un paio di settimane lontano
da qui a casa di un mio amico che me la offre in affitto.

Allora chiedemmo ai figli con chi volessero stare e il maggiore, Gabriele che aveva 23 anni disse
che voleva stare con il padre ( anche perchè non lo aveva vissuto granchè dato che viveva con me
nella mia famiglia di origine sino all età di 7 anni e anche negli anni seguenti perchè mio marito ha
lavorato fuori Cagliari per anni rientrando solo il weekend )

Io vidi la cosa come buona per rinsaldare il rapporto padre-figlio che non era al massimo.
Chiesi a mia figlia che aveva 13 anni se voleva seguirmi nella nuova casa e lei con riluttanza venne
piu volte ma alla fine manifesto' la sofferenza della situazione e volle restare nella casa con il
fratello...nella sua cameretta.

Ci organizzammo cosi: i figli nella casa principale, io facevo avanti e indietro da casa e lavoro come
avevo sempre fatto preparando pranzi e cene normalmente e poi andando a dormire nella casetta
presa in affitto ( al periodo soffrivo moltissimo ma tenevo duro sapendo che ormai dovevo andare
avanti )

Mio marito non cambiò le sue abitudini e continuò a mancare a pranzo ( lavora in Saras e non è mai
tornato a casa per il pranzo causa pausa troppo breve a fronte dei km da percorrere ) e qiindi
rientrava a casa verso le 19,00 stava mezz oretta e poi palestra tutti i giorni sino alle 20,30 - dopo la
separazione io cenavo spesso con i ragazzi e poi tornavo alla casetta in affitto e lui invece iniziò ad
uscire sempre piu spesso mancando tutte le sere escluso una o due sere.

Comunque sembrava, seppur con mille difficoltà, andare tutto abbastanza bene considerando la
recente ferita familiare.

La domenica e i sabati io organizzavo pranzo con famiglia mia di origine avendo dopo un po' di
mesi rinsaldato i rapporti con loro e cercavo cosi di sopperire alla solitudine e amarezza che si
respirava in casa dando ai figli una vicinanza con nonne e zie.

Ovviamente nulla era come prima e mia figlia iniziò a manifestare i primi segni di depressione con
allontamento da scuola... profitto che sino ad allora era stato ottimo inizio a calare fortemente... e
pensammo ad una psicologa.
La prima che capitò. Segnalazione di amici che avevano trovato giovamento in loro crisi di coppia e
portammo mia figlia da lei. E a tuttoggi continua la terapia da lei.

Dopo un paio di mesi dalla separazione io iniziai una nuova relazione con un amico che conosceva
anche mia figlia e ahimè lei lo venne a sapere e credo che questo le abbia inflitto un ulteriore choc.
Dopo un anno e mezzo frequento ancora questo uomo.

Mia figlia ha iniziato l allontanamento progressivamente sempre piu fortemente dalla primavera
scorsa sino ad oggi manifestando disagio e rabbia per il nuovo assetto familiare dove io presenziavo
tutto il giorno avanti e indietro e il padre dormiva con loro.

L estate appena trascorsa lei ha preso le distanze da me e manifestava disagio ogni volta che doveva
presenziare nel momento del pranzo assieme a me e al fratello.

Ha iniziato a non guardarmi piu a non parlarmi piu e ci sono stati solo due episodi nei quali
abbiamo avuto un confronto assieme e lei mi accusava di “essere falsa” perchè arrivavo all ora di
pranzo e preparavo tutto con umore allegro e sorridente ( lo sforzo per me era immane ma mi
proponevo di essere solare come avevo sempre fatto ) nonostante la situazione fosse per lei
drammatica.

(Il mio ex marito piu volte fece da intermediario tra me e lei... ma questo peggiorò la situazione...
perchè sembrava la figura di un padre che cercava di riappacificare due sorelle …. )

Lei non capisce perchè io e il padre abbiamo trascorso anni con problemi di coppia e non
litigavamo come tutte le coppie.

Ci punta il dito contro perche si sente “presa in giro” … Lei ha la sincerita' spietata dei suoi anni e
non comprende quanto sia difficile il mondo degli adulti.

Veniamo al punto: 4 mesi fa circa mia figlia ha chiesto al padre di non farmi piu andare nella loro
casa … gli chiese un mese nel quale io non ci mettevo piede.

DA QUI IN POI IO DISSENTO FORTEMENTE CON IL METODO DEL MIO EXmarito


Mio ex marito anziché farle capire quali confini può varcare una adolescente nel rispetto genitoriale
le disse : “ bhe figlia mia non posso decidere io d'altronde c'è pure tuo fratello dobbiamo chiedere
anche a lui”
Mio figlio rispose che non aveva nessuna voglia di far sparire sua madre dalla casa sopratutto all
ora del pranzo e che non capiva perchè la sorella volesse ( sempre ) decidere autonomamente.

( mia figlia ha un carattere molto forte e tende a prevaricare )

Da quel giorno mia figlia non si presento' a pranzo e per un mesetto circa io mi trovavo sola con
mio figlio e solo quando abbandonavo la casa per andar al lavoro lei sbucava fuori dalla sua stanza
e mangiava.

Io non ho mai ostacolato la espressione della rabbia di mia figlia … né giudicata né altro... capivo
nel profondo di me stessa che lei aveva necessità di manifestarla “distruggendomi” in qualche
modo... come distruggeva i regali che ogni tanto le portavo..

Tutto questo mi faceva molto male... ma lo capivo.

Dopo il mese di astensione dalla mia presenza accadde qualcosa di estremamente doloroso per me..
Un lunedi mandai il solito messaggio a mio figlio dal posto di lavoro nel quale ci coordinavamo per
orario e spesa del pranzo... ma lui non mi rispose... cercai di chiamarlo al tel... ma non mi rispose...
alla fine mi mandò un sms dove c'era scritto : “mamma tanto non ci puoi fare nulla “
Poi mi disse che era a pranzo ad oristano e che lui a casa non c'era quel giorno.

Io non capivo di cosa si trattava ma sentivo che stava accadendo qualcosa di brutto...

Andai come al solito a casa a preparare il pranzo e arrivò per prima la telefonata del mio ex marito
che chiamava tutti i giorni all ora di pranzo facendo il giro dei figli e sentendo tutti al tel. Compresa
me, ebbene quel giorno era allarmato assai e mi disse in tono preoccupato : MA è GIA ARRIVATA
MARIA VITTORIA A CASA?
Io gli risposi di no... ma non capivo ancora...e lui mi disse : Gabri non c'è a casa .. ( sottointendendo
: cosa ci fai li visto che tua figlia non gradisce la tua presenza? )

Dopo poco entro mia figlia come una tigre spalanco' la porta di cucina e mi chiese DURISSIMA :
COSA CI FAI QUI? Io le risposi dolce e ferma.... “ sto' preparando il pranzo tesoro...” lei mi rispose
: “fai quello che devi e vattene”

Di li a poco lasciai tutto sul tavolo e andai via piangendo senza farmi vedere.
Il giorno dopo....

Venni a sapere da un sms scritto da mia figlia che NON dovevo piu presentarmi nella casa perchè
LEI aveva chiuso la porta a chiave e che DOVEVO starmene pure dove ero e che non ci facevo
nulla li.

Ricevendo questo capii quanto mio ex marito era soggiogato dalla ragazza ( o magari la ha usata per
disfarsi di un problema – ma in sede di separazioni ci sta pure questo... )

Il mio ex cercò SOLO a quel punto... solo dopo che la bomba era scoppiata di contattarmi ma io non
gli volli rispondere... e restai due settimane chiusa nel dolore... il mio figlio maggiore era stato
messo in una posizione terribile nel mezzo di un “complotto padre figlia”
Venni a sapere che avevano avuto una riunione nella quale il mio ex marito parlò ai figli stanco del
disordine in casa dettato dalla piu assoluta anarchia.

( io avevo smesso da quell' estate di sistemare in casa perchè ero distrutta e stufa di vedere che i
figli percependo la nuova situazione di non allineamento genitoriale ci stavano marciando e di non
avere l appoggio suo nel gestire i figli per le normali faccende di casa … lui mi disse che non
poteva rientrare a casa ed adirarsi per il caos che regnava visto che mancava tutto il giorno e che
non poteva pretendere troppo dai figli....e aggiunse che secondo lui lo dovevo fare io in silenzio e
senza far sentire ai figli il problema..... io ci ho provato per un po'... ma poi ho capito che il
problema era piu profondo.... e che lottavo contro i mulini a vento di una ribellione del figlio
maggiore contro la sorella protetta dal padre )

Nella riunione mia figlia chiedeva al padre di allontarmi di casa perchè lei avrebbe iniziato a pulire
e sistemare SOLO se io non ci mettevo piu piede.

E così fu.

Io dopo 15 giorni scrissi una lunga mail a Filippo il mio ex marito nel quale gli dicevo che era
molto pericoloso il rapporto incestuale che si stava creando sopratutto per la salute psicologica di
nostra figlia..

Lui mi rispose durante un colloquio avuto di persona dicendomi in poche parole che lui non aveva
le energie per contrastare tutto il volere della ragazza … e che d altronde non poteva pretendere
chissa' cosa visto che LUI la aveva fatta risollevare a scuola e che era riuscito a farla promuovere...
che era una brava ragazza... non si drogava...etc.. e che era soddisfatto della ragazza perche
manifestava una grande intelligenza... lucidita' di intenti... e volonta' … ( riferito alle decisioni prese
da mia figlia nel non volermi piu vedere )

Quando il mio ex parla di sua figlia... anche con gli amici … ne parla come una donna che sa quello
che vuole.

Questo è pericolo ai miei occhi !

Inoltre ho mandato una mail alla psicologa dicendole che ero assai delusa del sistema utilizzato con
mia figlia perchè far usare le forbici per l anima ad una adolescente per tagliare via la madre e non
sentire dolore significava ritrovarsi con una futura donna amputata nel cuore.
Mi ha risposto chiamandomi e dicendomi che lei aveva gia in mente di convocarmi assieme a mia
figlia ma che lo avrebbe fatto ai primi di novembre ( me lo disse 20 giorni fa) .

Mi scuso Lorenzo, se ho scritto di getto e sicuramente certe parti sono prolisse e non scorrevoli...
ma avevo bisogno di farle vedere come io vivo la situazione... che mi sta' davvero facendo dolore al
cuore e all anima...

Io desidero che il mio ex marito realizzi che mia figlia ha necessita' di entrambi i genitori anche se
in questo momento la piccola ha difficolta ad accettarmi è NECESSARIO che il padre appoggi la
madre nel far seguire alla figlia il rispetto genitoriale nella sua essenza.
Ho paura che mia figlia cresca con una sensazione distorta di potere.

Io non ho paura di soffrire e farmi da parte pero' questo deve essere una decisione presa ASSIEME
al padre DAVANTI a mia figlia.

Lei deve capire che esisto anche io e che non deve essere appoggiata dal genitore di convenienza a
seconda delle situazioni.

MI aiuti a capire … la prego.

Grazie Valeria