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Appunti di Misure Elettriche

Classe di precisione di uno strumento

CLASSE DI PRECISIONE DI UNO STRUMENTO INDICATORE


Gli strumenti indicatori vengono suddivisi in classi di precisione; la classe di precisione
di uno strumento è ciò che ne caratterizza l’incertezza: infatti, appartengono ad una
determinata classe tutti gli strumenti rispondenti a determinate
prescrizioni metrologiche che mantengono gli errori entro i limiti
specificati. Vediamo di spiegarci meglio.
Sia dato un generico strumento indicatore. Il costruttore, nei certificati di taratura dello strumento,
fornisce il valore della classe di precisione dello strumento stesso, definita dalla seguente
relazione:
dx m
c= ⋅ 100
X FS

In questa formula, XFS è l’indicazione di fondo scala dello strumento, mentre |dxm| è l’errore
massimo assoluto di indicazione compiuto dallo strumento. Esplicitando proprio tale errore,
scriviamo che
c
dx m = ⋅ X FS
100

Questa relazione ci dice che, una volta nota la classe di precisione, è possibile calcolare l’errore
massimo assoluto di indicazione |dxm|. Questo errore è importante in quanto il costruttore ci
garantisce che, eseguita una qualsiasi misura tramite lo strumento, il corrispondente errore
assoluto di indicazione |dx| risulta inferiore, per tutto il campo di misura, al valore |dxm|:

c
dx = X m − X v ≤ X FS = dx m
100
dove, ovviamente, abbiamo indicato con Xm il valore misurato e con XV il valore vero del misurando
(o, tutt’al più, il valore misurato con uno strumento particolarmente accurato) .
In base a questa relazione, dato che |dxm| risulta essere un maggiorante dell’errore assoluto di
indicazione, è più corretto parlare di incertezza assoluta di indicazione.
In pratica, quindi, uno strumento rientra nei limiti della propria classe
di precisione quando l’errore assoluto di indicazione |dx| risulta
inferiore, per tutto il campo di misura, all’errore assoluto |dxm|
corrispondente alla classe dello strumento.
Le norme CEI fissano i seguenti indici di classe normalizzati:

c= 0.05 0.1 0.2 0.3 0.5 1 1.5 2 2.5 3 5 (11 classi)


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La determinazione dell'indice di classe avviene mediante taratura con strumento campione (o


strumento preso come riferimento), come sarà descritto più avanti.
Ciò premesso, si hanno:
• strumenti da laboratorio (impiegati per misure di grande precisione):
- campioni da laboratorio c=0.05 - 0.01
- strumenti con buona precisione c=0.2, 0.3
- strumenti con discreta precisione c= 0.5
• strumenti di controllo (impiegati per controlli saltuari negli impianti e per tarare gli
strumenti da quadro);
• strumenti da quadro (normalmente impiegati in installazioni fisse, servono per misure
continuative sugli impianti e sono caratterizzati da precisione piuttosto modesta).

Volendo dare una interpretazione quantitativa di c, possiamo proprio basarci sulla relazione
c
dx m = ⋅ X FS : essa dice sostanzialmente che la classe di precisione rappresenta l’errore
100
percentuale di indicazione che si commette per una lettura effettuata a fondo scala, ossia, in altri
termini, l’errore assoluto che si commette, in ogni punto della scala, espresso in termini di
percentuale del fondo scala.

Esempio
Facciamo adesso un esempio concreto per comprendere a pieno quanto detto. Supponiamo di
avere 6 distinte misure della stessa quantità: {X1 , X 2 ,..., X 6 } . Ad esse corrisponderanno altrettanti
errori assoluti di indicazione {dx 1 , dx 2 ,..., dx 6 }. Allora, la classe dello strumento ci garantisce che
sia verificata la seguente condizione:

c
dx i ≤ X FS = dx m per ∀i=1,2,..,6
100

La figura seguente chiarisce ulteriormente il concetto:

dx

+dxm

0
X
-dxm

X1 X2 X3 X4 X5 X6

Autore: Sandro Petrizzelli


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Classe di precisione di uno strumento

In ascisse sono riportati i valori Xi ottenuti nelle singole misure, mentre in ordinate sono riportati
i corrispondenti errori assoluti di indicazione (che ovviamente non possiamo conoscere). La classe di
precisione ci garantisce che tali errori siano maggiorati, in modulo, dalla quantità |dxm| e cioè che
siano confinati all’interno della fascia indicata in figura. Questo spiega appunto perché |dxm| è
rigorosamente una incertezza.

Incertezza relativa ed assoluta di indicazione


Naturalmente, dall’incertezza assoluta di indicazione possiamo anche passare alla incertezza
relativa di indicazione:
dx m c ⋅ X FS
=
X 100 ⋅ X

Questa quantità rappresenta una maggiorazione dell’errore relativo di indicazione:

dx dx m

X X
E’ evidente che l’incertezza relativa di indicazione diminuisce all’aumentare del valore misurato
X, il che significa che è bene effettuare, quando possibile, tutte le misure
in condizioni di fondo scala.

VERIFICA DI UNO STRUMENTO INDICATORE


Verificare uno strumento di misura significa controllare che le
indicazioni da esso fornite siano affette da errori che rientrano
comunque nella classe di precisione dello strumento stesso. Ovviamente,
tutti i parametri ambientali e certe caratteristiche della grandezza da misurare devono essere
compresi entro limiti fissati dalle Norme o almeno dal costruttore.
Per determinare gli errori di indicazione di uno strumento, è necessario misurare
contemporaneamente la stessa grandezza sia con lo strumento da verificare sia con un altro
strumento (detto quindi strumento di confronto) di gran lunga migliore. In termini quantitativi,
ciò significa che la fascia di incertezza dello strumento di confronto deve essere di gran lunga
inferiore rispetto a quella dello strumento da verificare:

fascia di incertezza dello


dx strumento da verificare
fascia di incertezza dello
+dxm strumento di confronto

+dxmC
-dxmC 0
X

-dxm
XFS
3 Autore: Sandro Petrizzelli
Appunti di “Misure Elettriche”

Dato che
c cC
dx m = X FS dx mC = X FS,C
100 100

è evidente che, a parità di fondo scala, dovremo usare uno strumento di


confronto con classe di precisione sufficientemente inferiore a
quella dello strumento da verificare. La Norma stabilisce che si debba prendere
cC≤ c/5.

Verifica per confronto di amperometri e voltmetri


Supponiamo di dover verificare l’accuratezza di un amperometro A, tramite confronto con un
amperometro campione AC. Il circuito da usare è il seguente:

Im IC

A AC
E

RS

Abbiamo dunque posto in serie i due amperometri, nei quali fluisce quindi la stessa corrente,
prodotta da un generatore di tensione E in serie ad un resistore variabile RS. Da notare che è
opportuno fare in modo che la portata dell’amperometro di confronto sia maggiore di quella
dell’amperometro sotto verifica.
Discorso perfettamente duale dovremo fare per verificare l’accuratezza di un voltmetro V:

E VC
V
Rp
V Vm VC

In questo caso, la tensione da far misurare ai due voltmetri, posti in paralleli, è quella ottenuta
tramite un potenziometro Rp collegato ad una batteria E.
Sia nel caso del voltmetro sia nel caso dell’amperometro, dovremo dunque procedere ad una serie
di misure, avendo cura di variare ogni volta la quantità da misurare, da un valore minimo generico ad
un valore massimo leggermente inferiore alla portata. Successivamente, dovremo controllare che
tutte le misure ottenute rientrino nella fascia di incertezza dello strumento da verificare:

Autore: Sandro Petrizzelli


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Classe di precisione di uno strumento

dx

+dxm

0
X
-dxm

XFS

Qui entra in gioco lo strumento di confronto: infatti, non potendo mai conoscere con precisione
l’errore assoluto dx commesso in ciascuna misura xm, potremo solo farne una stima, adottando,
come stima del valore vero xV del misurando, la misura xC fornita dallo strumento di confronto:

dx = x m − x V ≅ x m − x C

Stimati, quindi, gli errori assoluti corrispondenti a ciascuna misura, dovremo verificare che essi
c
risultino sempre inferiori, in modulo, a dx m = X FS . Se così non fosse, se cioè quella linea
100
spezzata dovessero andare al di fuori della fascia di incertezza, dovremmo aumentare la classe di
precisione, ossia declassare lo strumento.

Autore: SANDRO PETRIZZELLI


e-mail: sandry@iol.it
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5 Autore: Sandro Petrizzelli