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Geometria - primo anno

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Geometria
primo anno

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Geometria - primo anno

InDICE

1. UNITÀ 1: LA GEOMETRIA DEL PIANO ESERCIZI UNITÀ 3:


1.1 Generalità .................................................................... 5 PERPENDICOLARITÀ E PARALLELISMO
1.2 Figure congruenti ....................................................... 10 Conoscenza e comprensione ............................................ 87
1.3 Operazioni con i segmenti ......................................... 12 Applicazioni ....................................................................... 90
1.4 Operazioni con gli angoli ............................................ 14 Costruzione, con riga e squadra,
1.5 Angoli particolari ........................................................ 16 della perpendicolare ad una retta data .............................. 91
Altezze, mediane, bisettrici e assi di un triangolo ............... 93
Costruzione, con riga e squadra,
2. UNITÀ 2: I TRIANGOLI della parallela ad una retta data ......................................... 95
2.1 I poligoni .................................................................... 21 Angoli di un triangolo ......................................................... 97
2.2 I triangoli .................................................................... 22 Criteri di congruenza dei triangoli (rettangoli e non) ............ 99
2.3 Classificazione dei triangoli rispetto ai lati ................... 23 … PROBLEMI ............................................................... 100
2.4 La congruenza dei triangoli ........................................ 24 … OCCHIO ALLE OLIMPIADI! ...................................... 108
2.5 Le disuguaglianze nei triangoli ................................... 29
2.6 Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli ........... 30
… E ORA I PROBLEMI.................................................... 34 4. UNITÀ 4: LE TRASFORMAZIONI GEOMETRICHE
NEL PIANO
4.1 Introduzione ..............................................................111
ESERCIZI UNITÀ 1 – 2: 4.2 Il concetto di trasformazione geometrica ..................112
LA GEOMETRIA DEL PIANO – I TRIANGOLI. 4.3 Le isometrie ..............................................................114
Conoscenza e comprensione ............................................ 40 4.4 La simmetria assiale .................................................117
Esercizi. La geometria del piano ........................................ 45 4.5 La simmetria centrale ...............................................124
Ampiezza di un angolo ...................................................... 52 4.6 La traslazione ...........................................................127
Operazioni tra angoli .......................................................... 53 4.7 La rotazione ..............................................................130
Problemi sui segmenti ....................................................... 58 4.8 Composizione di trasformazioni ...............................132
Problemi sugli angoli .......................................................... 58 4.9 Gruppi di trasformazioni ...........................................134
I triangoli ............................................................................ 59 4.10 Conclusioni ...............................................................134
Problemi sulla congruenza ................................................. 61
Problemi sulla disuguaglianza nei triangoli ......................... 64
ESERCIZI UNITÀ 4
… CORRO ALLE OLIMPIADI!.......................................... 64
Conoscenza e comprensione ...........................................135
La simmetria assiale .........................................................138
3. UNITÀ 3: PERPENDICOLARITÀ E PARALLELISMO La simmetria centrale .......................................................141
3.1 Rette perpendicolari .................................................. 67 La traslazione ...................................................................145
3.2 Le proiezioni ortogonali .............................................. 69 La rotazione ......................................................................148
3.3 Mediane, altezze e bisettrici di un triangolo ................ 71 Composizione di isometrie ...............................................150
3.4 Le rette parallele ........................................................ 73 PROBLEMI .......................................................................155
3.5 Il criterio di parallelismo … AnCORA OLIMPIADI!...................................................158
e le proprietà delle rette parallele ................................ 74
3.6 Proprietà dei triangoli ................................................. 79
3.7 Somma degli angoli interni ed esterni
di un poligono ............................................................ 80
3.8 La congruenza nei triangoli rettangoli ......................... 81
3.9 I luoghi geometrici....................................................... 82
… I PROBLEMI ............................................................... 84

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InDICE

5. UNITÀ 5: I QUADRILATERI
5.1 Generalità .................................................................161
5.2 Poligoni congruenti ...................................................163
5.3 Il trapezio ..................................................................165
5.4 Il parallelogramma ....................................................168
5.5 Il rettangolo ...............................................................173
5.6 Il rombo ....................................................................175
5.7 Il deltoide ..................................................................178
5.8 Il quadrato ................................................................179
5.9 La corrispondenza di Talete ......................................180

ESERCIZI UNITÀ 5
Conoscenza e comprensione ...........................................185
Criteri di congruenza dei poligoni ......................................187
Costruzione e classificazione dei quadrilateri ....................188
Angoli di un quadrilatero ...................................................191
Problemi numerici .............................................................193
Problemi sul trapezio ........................................................194
Problemi sul parallelogramma ..........................................196
Problemi sul rettangolo .....................................................197
Problemi sul rombo ..........................................................199
Problemi sul quadrato ......................................................200
Problemi di riepilogo .........................................................202
… OLIMPIADI ...................................................................205

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Geometria - primo anno

PRESENTAZIONE

Un gruppo di docenti di matematica, facenti parte di istituzioni scolastiche aderenti alla rete nazionale denominata “Book
in Progress”, in seguito, già, alla circolare n. 16 del 10 febbraio 2009 sulle adozione dei libri di testo, ha inteso proporre un
testo da loro scritto, “Dispense di Matematica”, quale strumento funzionale al conseguimento degli obiettivi didattici e
formativi della disciplina.
Il testo, accanto ai contenuti propri della disciplina, riporta attività e propone azioni (esercizi di diversa tipologia: di
completamento, del tipo vero/falso, a scelta multipla, di PROVA TU), frutto dell’esperienza didattica degli autori e ciò
dovrebbe “accompagnare” i percorsi di apprendimento dei singoli studenti, contribuendo ad assicurare sistematicità e
coerenza all’operato quotidiano.
Con questo lavoro, che potrà arricchirsi dei completamenti di volta in volta eventualmente necessari e proposti dai docenti
“in rete”, si è inteso offrire uno strumento che guardasse costantemente agli alunni, che li avviasse al gusto del costruire
insieme, del verificare, del dimostrare, attraverso una metodologia attiva o, più precisamente, interattiva, in una classe vista
sempre più come laboratorio.
Il linguaggio?
Lo sforzo è stato quello di “parlare” di matematica, cercando di non parlare difficile.
Per la geometria, in particolare, si è voluto un po’ “dilatare” il tempo di permanenza nella geometria intuitiva o, più spesso,
cercare l’integrazione del metodo intuitivo e di quello razionale.
Gli alunni vengono sollecitati, inizialmente, in esercizi di disegno, in costruzioni di figure precise e nel riconoscimento di
alcune loro proprietà mediante misure, scomposizioni in parti, sovrapposizioni, ricorso alla carta millimetrata “avvertiti”, però,
che il disegno ha lo scopo di aiutarci a visualizzare concetti e situazioni e mai sostituire la dimostrazione razionale di
un’affermazione.
Il “Book di Matematica” vuole essere il compagno di banco e … di vita dell’alunno, almeno nell’intenzione e nell’ambizione
dei proponenti, convinti che il “modo” di fare scuola e gli “strumenti” utilizzati siano tra le variabili più importanti, responsabili
degli eventuali successi/insuccessi scolastici.

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1. La geometria del piano

UNITÀ 1. LA GEOMETRIA DEL PIANO

1.1 GENERALITÀ
nello studio della geometria euclidea (da Euclide, matematico greco del III secolo a.C.) assume un ruolo fondamentale il
disegno delle varie figure. A tale scopo, useremo sempre squadra e compasso e costruiremo le nostre figure con la
massima attenzione e precisione.
Cominciamo il nostro lavoro ponendo l’attenzione su quelli che sono gli “oggetti”, gli enti, che si studiano in geometria.
Per descriverli utilizzeremo delle definizioni. Una definizione è una frase nella quale viene associato un nome a un ente e
vengono elencate le sue caratteristiche.
Esempio: Un parallelogramma è un quadrilatero che ha i lati opposti paralleli.
Per dare una definizione è necessario conoscere il significato di alcuni termini. nell’esempio precedente, per stabilire che
cos’è un parallelogramma si deve sapere cosa significano le parole “quadrilatero”, “lati”, “opposti”, “paralleli”. Se i termini
usati non sono conosciuti, si devono dare altre definizioni utilizzando altri enti che a loro volta dovranno essere definiti e
così via. Per interrompere questo procedimento «a ritroso» che non può, ovviamente, continuare all’infinito è necessario
che di alcuni concetti, detti concetti o enti primitivi, non venga data alcuna definizione: essi costituiranno la base sulla
quale costruire l’edificio di tutte le altre definizioni.
In geometria consideriamo come enti primitivi:
- il punto;
- la retta;
- il piano.

L’idea di punto ci è suggerita dal segno lasciato dalla punta della matita o dal forellino praticato con un sottile spillo
su un foglio di carta, da un granellino di sabbia, da una stella lontanissima, etc.
Il punto è la più semplice figura geometrica e l’immagine che di essa danno i riferimenti appena indicati è piuttosto
imperfetta. In realtà il punto è un ente geometrico privo di dimensioni; esso indica solo una posizione (Euclide, nei suoi
“Elementi”, definisce il punto come ciò che non ha parti).
Per distinguere un punto dall’altro, si pone accanto a ciascuno di essi una lettera maiuscola ·A ·B ·
dell’alfabeto; diremo perciò: punto A; punto B; punto C; etc. · C ·
Un insieme qualsiasi di punti costituisce una figura geometrica; lo spazio è l’insieme di tutti i punti e contiene quindi tutte
le figure. Una figura che appartiene tutta ad un piano si chiama figura piana, altrimenti si chiama figura solida.

Come modello intuitivo di retta possiamo pensare al bordo di una riga da disegno, idealmente illimitata da entrambe le
parti. La retta geometrica si deve, infatti, pensare illimitata e senza spessore: è costituita da infiniti punti ed ha un’unica
dimensione (si estende solo in lunghezza, illimitatamente).
Per distinguere una retta dall’altra, si pone accanto a ciascuna di esse una lettera minuscola dell’alfabeto; diremo perciò:
retta r ; retta s ; retta t ; etc.
t

s
r
Come modello intuitivo di piano possiamo pensare ad un sottile foglio di carta o alla superficie dell’acqua stagnante di un
lago. Si tratta, naturalmente, di immagini molto approssimative perché il piano geometrico, oltre a non avere spessore, è
indefinitamente esteso in lunghezza e larghezza: ha, cioè, due dimensioni.
I piani si indicano generalmente con le lettere dell’alfabeto greco; diremo perciò: piano a ; piano β ; piano γ ; etc.

a β γ

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Geometria - primo anno

nella geometria razionale si vogliono ricavare, mediante deduzioni1, delle proprietà da altre proprietà. Come per gli enti
primitivi, bisogna, quindi, accettare che alcune proprietà vengano assunte come primitive, ossia non siano dedotte ma
accettate come vere (postulati o assiomi). Le proprietà (o proposizioni) che si possono desumere dagli assiomi si dicono
teoremi; un teorema è quindi una proposizione di cui bisogna controllare la verità mediante un ragionamento (dimostrazione).
Una dimostrazione è, pertanto, una sequenza di deduzioni che, partendo da affermazioni considerate vere (ipotesi), fa
giungere ad una nuova affermazione (tesi).
In seguito scriveremo spesso l’enunciato dei teoremi mediante la struttura linguistica “se ….., allora ……”.
La frase che segue il “se” è l’ipotesi, ossia ciò che supponiamo vero; quella dopo “allora” è la tesi, ossia l’affermazione da
dimostrare.
Dimostrazione diretta

Una dimostrazione è diretta quando, partendo dall’ipotesi ed utilizzando eventualmente postulati e/o proprietà dimostrate
in precedenza, si perviene, attraverso una sequenza di deduzioni logiche, alla tesi.

Dimostrazione indiretta o per assurdo

Una dimostrazione è indiretta o per assurdo quando, partendo dalla negazione della tesi ed utilizzando eventualmente
postulati e/o proprietà dimostrate in precedenza, si perviene, attraverso una sequenza di deduzioni logiche, a qualche
proprietà che è in contrasto con l’ipotesi data o con postulati o con teoremi già dimostrati (contraddizione). Bisogna, quindi,
concludere che l’aver supposto falsa la tesi è sbagliato e che, di conseguenza, la tesi è vera (principio di non contraddizione:
una proposizione non può contemporaneamente essere vera e falsa).

Se in un teorema vengono scambiate l’ipotesi e la tesi, si ottiene la proposizione inversa che prende il nome di teorema
inverso.
Un teorema che è immediata conseguenza di un altro teorema viene chiamato corollario.
Riportiamo ora di seguito alcuni postulati che caratterizzano i punti, le rette e i piani.

- Dati due qualunque punti distinti A e B, esiste una ed una sola retta che li contiene entrambi (fig. 1):

· · (fig. 1)
A B

Questo postulato ci assicura che due punti sono sempre allineati, cioè appartengono ad una stessa retta.
La retta individuata dai due punti A e B (fig. 1) viene detta anche retta congiungente i punti A e B, o retta passante per A
e B o, ancora, retta AB.
Il precedente postulato si suole anche enunciare dicendo che per due punti distinti passa una ed una sola retta.
Dal precedente postulato discende il seguente corollario: Due rette distinte non possono avere più di un punto in comune.
Infatti, se avessero due punti in comune, esse coinciderebbero.
- Per un punto passano infinite rette.
Detto P un punto del piano, l’insieme delle infinite rette passanti per P è chiamato fascio di rette proprio o, anche, fascio
di rette di centro P (fig. 2):

P (fig. 2)

- Una retta può essere percorsa in due versi, l’uno opposto all’altro (fig. 3):

(fig. 3)

1
procedimenti logici consistenti nel derivare, da una o più premesse date, una conclusione come conseguenza logicamente necessaria.

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1. La geometria del piano

I punti di una retta si possono, infatti, pensare ordinati in due versi, uno opposto all’altro, in corrispondenza dei due versi
secondo cui la retta può essere percorsa.
Fissato su r uno dei due versi di percorrenza (retta orientata) e considerati due punti A e B su r, è possibile dire se A
precede B o se A segue B nel verso assegnato.
In fig. 4 si ha che A precede B (o B segue A):

· · (fig. 4)
A B "
r

- Su di un piano esistono infiniti punti ed infinite rette (fig. 5):

·
· · (fig. 5)
a · ·
- Se una retta r ha due punti in comune con un piano a, allora appartiene ad a (fig. 6):

·
· (fig. 6)
a r

- Tre punti distinti che non appartengono ad una medesima retta individuano uno ed un solo piano (fig. 7):

B
·
A
· ·C (fig. 7)
a

- Due rette si dicono complanari se appartengono a uno stesso piano, sghembe se appartengono a piani diversi.
- Due rette r ed s del piano si dicono incidenti se hanno in comune uno ed un solo punto P che prende il nome di
punto di incidenza (o di incontro, o di intersezione) delle rette r ed s (fig. 8):

P
· (fig. 8)
r s
a

- Due rette r ed s del piano si dicono parallele se coincidono (fig. 9a) oppure se non hanno alcun punto in comune
(fig. 9b):
s s
r r
(fig. 9a) (fig. 9b)

a a

Per indicare che due rette r ed s sono parallele scriviamo r // s, dove il simbolo // è detto “simbolo di parallelismo”.
[Osserviamo che abbiamo assunto come parallele anche due rette coincidenti in quanto esse hanno in comune infiniti punti
e non uno solo, così come richiesto per le rette incidenti].
Parleremo ampiamente del parallelismo in altra unità.

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Geometria - primo anno

Seguono le definizioni di nuovi enti, a partire dagli enti elementari:


- Semiretta - Data una retta r e un suo punto A, si dice semiretta, di origine A, ciascuna delle due parti in cui r rimane
divisa da A, compreso lo stesso punto A (fig. 10):

semiretta
·
A semiretta r
(fig. 10)

- Segmento - Un segmento è la parte di retta limitata da due suoi punti che si dicono estremi del segmento.

Il segmento di estremi A e B si indica con AB o con BA, cioè scrivendo una di seguito all’altra le lettere che indicano i suoi
estremi (fig. 11):

·
A segmento AB B
· r
(fig. 11)

Se i due estremi coincidono, il segmento è nullo ed è costituito da un solo punto (non ci sono, quindi, punti interni).
A
- Segmenti consecutivi ·
Due segmenti si dicono consecutivi
se hanno solo un estremo in comune (fig. 12): AB e BC segmenti consecutivi
(fig. 12)

B· ·
C
- Segmenti adiacenti - Due segmenti si dicono adiacenti se sono consecutivi ed appartengono alla stessa retta
(fig. 13):

·
A
·
B
·
C
AB e BC segmenti adiacenti
(fig. 13)

PROVA TU
In relazione alla fig. 14, stabilisci quali tra le seguenti affermazioni sono vere e quali false.
AB e BC sono adiacenti q V q F A· C
AB e DE sono consecutivi q V q F ·
D
BC e CD sono consecutivi q V q F
·B · (fig. 14)
CD e AB sono adiacenti q V q F
CD e DE sono adiacenti q V q F E
·
- Spezzata (o poligonale) – Si dice spezzata o poligonale una figura geometrica formata da più segmenti, a due a due
consecutivi e non adiacenti.
Una spezzata può essere (fig. 15):
- non intrecciata (o semplice), se i segmenti della spezzata non hanno punti interni in comune;
- intrecciata, se almeno due segmenti hanno punti interni in comune;
- aperta, se l’ultimo estremo non coincide con il primo;
- chiusa, se l’ultimo estremo coincide con il primo. Q·

Q ·
P P
E
·
I · ·
A· C ·
· F· M· M·
(fig. 15)

·B ·D ·G ·n ·n
G· O· O·
spezzata non intrecciata spezzata non intrecciata spezzata intrecciata spezzata intrecciata
aperta chiusa aperta chiusa
(I segmenti AB, BC, ..… sono i lati della spezzata; i punti A, B, C, ..... sono i vertici della spezzata).

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1. La geometria del piano

- Semipiano - Data una retta r di un piano a,


a r
si dice semipiano ciascuna delle due parti semipiano
in cui r divide a (fig. 16):
(fig. 16)
la retta r è detta origine, o frontiera, di ciascuno semipiano
dei due semipiani.

F · ·
Figura convessa - Una figura F si dice convessa se,
-
··
considerati due suoi qualsiasi punti, il segmento che li unisce ·
è completamente contenuto in F (fig. 17): (fig. 17)
·
G
·· ·Q
P
- Figura concava - Una figura G si dice concava
se esistono almeno due punti per i quali il segmento che li unisce

··
non è completamente contenuto in G (fig. 18): (fig. 18)
·
il segmento PQ non è completamente contenuto in G.

s
- Angolo - L’angolo è ciascuna delle due parti in cui un piano
viene diviso da due semirette aventi l’origine in comune (fig. 19):
Le semirette r ed s sono dette “lati” dell’angolo; (fig. 19)
O r
l’origine comune O è detto “vertice” dell’angolo.

- Un angolo si dice convesso se non contiene i prolungamenti


dei suoi lati (fig. 20): (fig. 20)

r
O

s
- Un angolo si dice concavo se contiene i prolungamenti
dei suoi lati (fig. 21): (fig. 21)

O r

Quando nel seguito parleremo di angolo senza ulteriore specificazione, intenderemo sempre angolo convesso.

s
Per indicare l’angolo convesso della fig. 22 B
useremo una delle seguenti notazioni: ·
, a, e, se non ci sono ambiguità di interpretazione, . (fig. 22)
a
A
· r
O

Se si vuole fare riferimento ad un angolo concavo lo si deve esprimere in maniera esplicita; così, nel caso della fig. 21,
diremo “angolo concavo” (taluni indicano tale angolo con la scrittura ).

Gli aggettivi convesso e concavo sono in accordo con le definizioni date di figura convessa e di figura concava.

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Geometria - primo anno

- Si dice corda di un angolo convesso un qualsiasi segmento s


i cui estremi appartengono ai lati dell’angolo (fig. 23): B
·
AB corda
A
· r
(fig. 23)
O

A
- Angoli consecutivi – Due angoli si dicono consecutivi
se hanno lo stesso vertice, un lato in comune e gli altri due lati
situati da parte opposta rispetto al lato comune (fig. 24): B (fig. 24)

angoli consecutivi C
O

- Angoli adiacenti – Due angoli si dicono adiacenti se, B


oltre ad essere consecutivi, hanno i lati non comuni
appartenenti ad una stessa retta (fig. 25):
(fig. 25)
A O C
angoli adiacenti

- Angoli opposti al vertice – Due angoli si dicono A B'


opposti al vertice se i lati dell’uno sono i prolungamenti
dei lati dell’altro (fig. 26): (fig. 26)
O
angoli opposti al vertice; B A'
angoli opposti al vertice;

PROVA TU
Vero o falso?
a) Due angoli consecutivi sono anche adiacenti q V q F
b) Due angoli adiacenti sono anche consecutivi q V q F
c) Due angoli consecutivi possono essere entrambi acuti q V q F
d) Due angoli adiacenti possono essere entrambi acuti q V q F

1.2 FIGURE CONGRUENTI2


Il termine “congruente” si usa in geometria per dire che due figure possono essere sovrapposte in modo che tutti i loro
punti coincidano.
Ad esempio due segmenti si dicono congruenti se è possibile sovrapporli in modo che i loro estremi (e, quindi, tutti i punti
che sono tra loro) coincidano. Si usa lo stesso termine quando è possibile sovrapporre altre figure geometriche come angoli,
triangoli, quadrilateri, etc.

2
qui e nel seguito l’argomento viene presentato in maniera intuitiva, “legandolo” all’idea di movimento.

10
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1. La geometria del piano

La nozione di “sovrapponibilità” è legata a quella di “movimento rigido”, ossia di movimento di una figura senza che vi sia
deformazione della stessa. Osserviamo i due segmenti della figura seguente:

B C
· ·
(fig. 27)
25 cm 25 cm
A
· ·D
I due segmenti hanno la stessa lunghezza, cioè stessa distanza tra gli estremi dei segmenti, quindi si è soliti dire che i due
segmenti sono uguali. noi, ora, diremo che “il segmento AB è congruente al segmento CD”, e scriveremo:
(si legge “AB è congruente a CD”).
Perché “congruente” e non “uguale”? Perché questa complicazione terminologica?
Basta osservare che i due segmenti in figura non rappresentano lo stesso oggetto geometrico, non sono la stessa figura;
non possono, quindi, essere definiti “uguali” perché costituiti da punti diversi del piano. Una figura, pertanto, può essere
uguale soltanto a se stessa mentre due figure che si corrispondono punto per punto (corrispondenza biunivoca) si dicono
congruenti.
Si ha, quindi, la seguente definizione:
Due figure F1 e F2 si dicono congruenti, e si scrive , quando esiste un movimento rigido che le sovrappone punto
a punto.

La relazione di congruenza tra figure gode delle seguenti proprietà:

1. riflessiva: (ogni figura è congruente a se stessa);

2. simmetrica: (se la figura F1 è congruente alla figura F2 , allora la figura F2 è congruente alla figura F1);

3. transitiva: (se la figura F1 è congruente alla figura F2 e la figura F2 è congruente alla figura
F3 , allora la figura F1 è congruente alla figura F3).

La relazione di congruenza è, quindi, una relazione di equivalenza.

B
- Assioma del trasporto di un segmento
·
Dati un segmento AB e una semiretta r di origine O, (fig. 28)
esiste ed è unico un punto P appartenente ad r
A
·
tale che OP AB (fig. 28):
O
· P
· r
OQ CD

Si può quindiAB CD di disegnare infiniti segmenti congruenti ad un segmento dato.


pensare
La relazione di congruenza tra segmenti, essendo una relazione di equivalenza (PROVA TU), permette di dividere l’insieme
di tutti i segmenti in classi di equivalenza, ognuna delle quali si chiama lunghezza: ad ogni classe appartengono tutti i
segmenti tra loro congruenti e che hanno, quindi, la stessa lunghezza.

Confronto tra segmenti


Confrontare due segmenti vuol dire stabilire se sono congruenti o, se non lo sono, vedere quale dei due è il maggiore (o il
minore). Siano dati quindi due segmenti qualsiasi AB e CD (fig. 29):
B
·
OP AB
L’assioma del trasporto ci permette il loro confronto.
A
·
Consideriamo, infatti, due segmenti OP AB e OQ CD, (fig. 29)
con l’estremo O in comune ed appartenenti
OQ CD alla stessa semiretta r di origine O. B
AB CD
·
AB CD
C
·

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Geometria - primo anno

Possono verificarsi i seguenti tre casi:

- P “cade” prima dell’estremo Q, allora diciamo che


O
· P
· ·Q r
OP è minore di OQ, e quindi AB è minore di CD, (fig. 30a)
e scriviamo AB < CD (fig. 30a); OP < OQ AB < CD
OP OQ AB CD
OP AB
- P “coincide” con Q, allora i due segmenti OP e OQ,
O
· OP > OQ
OP < OQ
AB· > CD
AB Q< CD r
OQ CD
e quindi AB e CD, sono congruenti, e scriviamo AB CD e EF GH allora AB +EF(fig.CD30b)+ GH
OP OQ AB CD
AB CD (fig. 30b); B C
OP > OQ AB > CD
A C
OP < OQ
AB CD e EFAB <GHCD
P allora AB +EF CD + GH
- P “cade” dopo l’estremo Q, allora diciamo che
O
· OP
· ·
AB Q CD r
B COQ
OP è maggiore di OQ, e quindi AB è maggiore di CD, (fig. 30c)
A >COQ
OP AB > CD
e scriviamo AB > CD (fig. 30c).
AB CD e EF GH allora AB +EF CD + GH
B C AB e CD, facendo coincidere l’estremo
Il confronto può avvenire sovrapponendo, con un movimento rigido, direttamente
A con l’estremo C e verificando dove “cade” l’estremo B (seguiremo tale A C
procedimento nel confronto tra angoli).

1.3 OPERAZIONI CON I SEGMENTI


Somma di due segmenti. La somma di due A
· B
· ·C
segmenti adiacenti AB e BC è il segmento AC (fig. 31)
che ha per estremi gli estremi non comuni
dei due segmenti dati (fig. 31): Scriviamo AB + BC = AC, usando l’usuale simbolo di addizione (*).

OP < OQ AB < CD
B OP C OQ
nel caso di due segmenti AB e CD non adiacenti, · ·
AB CD
(fig. 32)
la loro somma è data dal segmento AD ottenuto trasportando, OP > OQ AB > CD
D
con un movimento rigido, i segmenti AB e CD in modo che
· AB CD e EF · AB +EF
GH allora
siano adiacenti, con l’estremo B coincidente con C (fig. 32): A
B C
A
· A· C ·D
Abbiamo preferito, qui e in seguito, nonostante l’operazione di “trasporto”, mantenere lo stesso nome per i segmenti.

La somma di tre o più segmenti AB, CD, EF, ….. si ottiene addizionando alla somma dei primi due segmenti
OPil terzo
AB e così
via fino all’ultimo segmento.
OQ CD

(*) nel definire le operazioni con i segmenti, così come in seguito quelle con gli angoli, invece del simbolo AB , CDabbiamo
utilizzato il simbolo = , che sta per “ è il segmento …”, “ è l’angolo …”, volendo porre l’attenzione sull’operazione in oggetto
e sul risultato della stessa.
OP < OQ AB < CD
L’addizione tra i segmenti è un’operazione che gode delle proprietà commutativa e associativa.
OP OQ AB CD
Vale la seguente proprietà:
OP > OQ AB > CD
Segmenti somme di segmenti congruenti sono congruenti.
In simboli: se AB CD e EF GH allora AB +EF CD + GH.
B C
A C
PROVA TU a dimostrarla, utilizzando l’assioma del trasporto di un segmento.

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OP < OQ AB < CD 1. La geometria del piano
OP OQ AB CD
Differenza di due segmenti B
La differenza di due segmenti AB e CD, con AB ≥ CD, OP > OQ · > CDC·
AB
è il segmento DB che si ottiene sovrapponendo AB e CD AB CD e EF GH allora AB +EF D GH
CD +
in modo che l’estremo A coincida con l’estremo C e gli · ·
A B C
OP < OQ AB < CD
estremi D e B siano sulla stessa semiretta di origine A (fig. 33): (fig. 33)
A C
OP OQ AB CD · D
· B
·
OP > OQ AB > CD
Scriviamo AB – CD = DB, usando l’usuale simbolo di sottrazione (DB è, quindi, quel segmento che sommato a CD dà per
somma AB). Se AB CD ,eallora
EF il GH
segmento DB+EF
allora AB è il segmento
CD + GHnullo.
B C
Vale la seguente proprietà:
A C Segmenti differenze di segmenti congruenti sono congruenti.
In simboli: se AB CD , EF GH AB EF allora AB – EF CD – GH.

PROVA TU a dimostrarla, utilizzando l’assioma del trasporto di un segmento.


CD = AB + AB + ..... + AB =
n volte
Multiplo e sottomultiplo di un segmentoAB CD , EF GH AB EF allora AB – EF CD – GH.
Il multiplo di un segmento
1 AB, secondo il numero naturale n, è il segmento CD che si ottiene facendo la somma di n
AB = CD
segmenti congruenti n ad AB; cioè: n · AB
CD = AB + AB + ..... + AB =
1 n volte
In particolare:AB = AB"
AB CD , EF GH 3 AB EF allora AB – EF CD – GH.
- se n = 1, il multiplo di AB secondo il numero 11è il segmento AB AB stesso;CD
AB, EFCDGH , EF GH AB EF AB allora
EF AB allora
– EFAB –CD
EF– GH.
CD – GH
AB = CD
- se n = 0 , il multiplo
B A'di AB B' secondo
A" il numero 0n è il segmento nullo.
CD = AB + AB + ..... + AB = CD = AB CD+ =AB
AB+ +.....
AB+ +AB.....= + AB =
1
n volte
Se n ≠ 0, si dice che il segmento AB è sottomultiplo AB = AB" di CD secondo il numero nnevolte
si scrive:
n volte
AB CD , EF GH AB EF 3allora AB – EF CD – GH.
1
AB = CD (si legge “AB è uguale a un n-esimo B A'di CD”B' o A"
“AB è uguale1all’n-esima
AB = AB
1 parte di CD”).
CD = CD
n n n
CD = AB + AB + ..... + AB =
In fig.= 34
1 è n = 3, per cui nAB" volteè multiplo di AB 1· ·B
AB =A AB
AB AB" 1
3 il numero 3 e si scrive: AB" = 3 · AB. AB"= AB"
secondo 3 3 (fig. 34)
Sempre 1
B A'dalla
ABB'fig.
= A"
n
34
CDsi ha che il segmento AB
B A' BB' A'A" B' A"
è il sottomultiplo di AB'' secondo il numero 3 e
A
· · · ·B
si scrive: AB = AB" 1
3

B A'm B'
m m, n ! N e n ≠ 0
mmm,A"
La scrittura CD = AB, n !nn!
m,
m,
n N!eNNnee≠nn0≠≠00, indica che CD è il multiplo, secondo il numero m, del sottomultiplo di AB,
n nn
m 1
secondo il numero n; cioè: m CD = AB =1 m · d ABn
m mAB = n 1 d 1ABn n
CD
CD CD =
= = AB AB = m=· mm · d ABn
d · ABn * * *
In altre parole, il segmenton CD nn è m voltenl’n-esima
nn parte di AB. (fig. 35)
5 A B
Così la scrittura CD = 5 5 5 3
AB indica che CD è 5 volte la terza parte
3 33
di AB, cioè il segmento AB èAM divisoMB in 3 parti congruenti e CD * * * * *
AMAM AMMBMB MB C D
è 5 di quelle parti (fig. 35):
ab rs ab
m abm, ababn ! Nrsersrs ab abab
n ≠ 0 rs' ab
Da quanto detton sul multiplo ers' sottomultiplo
rs'abab
rs' ab di un segmento segue, in particolare, che un qualsiasi segmento può essere
diviso in due partiCD =congruenti.
m
AB = m · d ABn seguente definizione:
Si ha quindi
1 la
n ab e cdn
Punto medio di un segmento.
5 ab ab e cd
eabcde cd
Dato un segmento AB, si dice ab puntocd medio di AB il punto M, (fig. 36)
3
interno ad AB, equidistante
abab abcdcd dagli estremi A e B,
cd
cioè tale che AM MB (fig. 36): A
· // ·
M
// ·B
ab rs ab
Si può dimostrare che il punto
rs' medio
ab di un segmento è unico (PROVA TU).

ab e cd

ab cd
13
m 1 n
CD = AB = m · d ABn
n n m 1
CD = AB = m · d AB
5 n n
3 m, n ! N e n ≠ 0 5 m
Geometria - primo anno
3 n
AM MB
- Assioma del trasporto di un angolo m 1
CD = AB = m · d AM ABnMB
rs ab r di origine O, esiste, in ognuno dei due semipiani neinquali la retta di
Dati un angolo ab e una semiretta n r divide il
piano, una ed una sola semiretta
rs' abdi origine O che forma con la semiretta data un angolo
5 congruente ad ab (fig. 37):rs ab
3
b b rs' ab
AM MB
ab e cd m m, n ! N e n ≠ 0
n ab rs ab ab (fig.
e cd
ab cd 37)
a mO 1 r
CD = AB = m · d ABn rs' ab ab cd
n n
5
s’
3 ab e cd
Si può quindi pensare di disegnare infiniti angoli congruenti ad un angolo dato.
La relazione di congruenza tra angoli, essendo una AM relazione
MB di equivalenza (PROVA TU),
ab permette
cd di dividere l’insieme di
tutti gli angoli in classi di equivalenza, ognuna delle quali si chiama ampiezza: ad ogni classe appartengono tutti gli angoli
tra loro congruenti e che hanno, quindi, la stessa abampiezza. rs ab
rs' ab
Confronto tra angoli
Confrontare due angoli vuol m direm,stabilire se sono congruenti o, se non lo sono, stabilire quale dei due è il maggiore (o il
n ! N e n ≠0 m m, n m! N em,n n≠ ! 0 N e n ≠0
minore). Siano dati quindi due
n angoli qualsiasi ab e cdn (fig. 38): n
m m m, m, nn !! NN ee nn ≠≠00 d
nn m b 1 m m 1 1
CD = AB = m · d abABncdCD = AB CD==m · dABABn = m · d ABn
m m n 11 n n n n n (fig. 38)
CD
CD == AB AB == m m ·· dd ABnABn
nn 5 nn 5 5
m m, n 3 ! N e n ≠0 m3 m, n ! 3Nme n ≠m,
n55 0 n ! N e n ≠0
O 33 a nO’ n c
m AM MB 1 AM MB AM MB
Operando un movimento AB = m · d ABn
n rigido, sovrapponiamo i dueCDangoli
= facendo mcoincidere ABi =vertici
m · dedABn
CD = m 1m 1 uno dei lati, per esempio il lato
AM
AM MB MB n AB = CD · =d ABn
a con il lato c, in modo che abi due angoli rs siab
trovino dallaab n
stessa parte rs rispetto
ab nn
ab rsal lato abcomune.n Possono verificarsi i seguenti
5
tre casi: ab
ab3 rs
rs ab ab rs' ab 5 rs' ab5 rs' ab d
m m, n ! N e n ≠ 0 3 m m, n ! m
N3 e nm,
≠ n
0 ! N e n ≠ 0
rs'
rs' ab ab n n
mmAM m, m,MBnn !n N
! N ee nn ≠≠ 00 b
AM MB AM MB
nn
- il lato b è interno all’angolo ab
CD e cdm , allora
AB =diciamo
m · d che
1
ABn abCD eè cd
minore
=
m abdie cd m
AB =CD
1
m=· d ABn
1
AB = m · d ABn
ab m rs =ab n n n rs ab nn rs ab n
e scriviamo CD ab
ab e=
CD <e=cdm (fig.
cd AB 39a);
AB == cdm
1
1
m ·· dd ABnABn ab ab O (fig.
O' 39a)
nn abrs' 5 ab n
n ab cd ab cd
5 5 O O'
rs' ab rs' ab
ab
ab 55 cd
cd 3 3 3 O O' a c
a c
33 b d
AM MB AM MB a c b d
AM MB
ab e cd
- il lato b coincide
AM con
AM MBil lato d e allora diciamo che ab eè cd
MB congruente abae cd b d
e scriviamo ab cd (fig.
ab39b); rs ab ab rs abab rs ab (fig. 39b)
ab cd ab cd O O'
ab
ab rs
rs ab
ab rs' ab rs' ab rs' ab
O O' a c
rs'
rs' ab
ab
b d
a c b
- il lato b è esterno all’angolo
ab e cd , allora diciamo che ab eè cd
maggiore
abdie cd b d
e scriviamo ab ab > cd (fig. 39c).
ee cd d
ab cd ab cd ab cd
ab
ab cd cd
O (fig.
O' 39c)

O O' a c
b d
1.4 OPERAZIONI CON GLI ANGOLI a c
aOb e bOc b d
Somma di due angoli.
La somma di due angoli consecutivi aOb e bOc è l’angolo aOc che ha per c aOb e cO'd, con aOb
vertice il vertice
aOb dei due angoli e per lati i due lati non comuni (fig. 40):
e bOc aOb e cO'd, con aOb ≥ cO'd
aOc aOb + bOc = aOc b dOb
aOc dOb cO'd ad aOb
aOb + bOc = aOc aOb e bO'd
Scriviamo aOb + bOc = aOc, usando l’usuale simbolo di addizione. cO'd ad aOb aOb
(fig. 40) > cO'd
aOb e bO'd aOd
aOb > cO'd aOb - cO'd = dOb
aOb e bO'd aOd aOb, cO'd, eO"f O b c c a a
aOb - cO'd = dOb
aOd aOb, cO'd, eO"f b c c a aOb cO'd, allora dO
aOb, cO'd, eO"f b c c a aOb cO'd, allora dOb
14
a b c a c b
aOb e bOc
aOb e bOc
aOb e bOc aOc aObBook
e cO'd,
econ
aOb in aOb
cO'd, ≥ cO'd
con aOb ≥ cO'd
progress
aOc aOc dOb
aOb + bOc = aOc
dOb
1. La geometria del piano
aOb + aOb
bOc +
= bOc
aOc = aOc cO'd
aOb e bO'd adcO'd
aObad aOb
aOb > cO'd
aOb > cO'd
nel caso di due angoli aOb e bO'daOb enon consecutivi, la loro somma è data dall’angolo aOd ottenuto disponendo,
bO'd con un
movimento rigido,aObi edue
bOcangoli in modo che risultino consecutivi (fig. 41): aOb e aOb con
cO'd, - cO'd
aOb
aOb =cO'd
- dOb
≥ cO'd d
= dOb
aOd aOd aOb, cO'd, eO"f b c c a
b
aOc dOb
La somma di tre o più angoli
aOb, cO'd, cO'd, eO"f , b c b c c a c a
aOb,eO"f aOb cO'd, allora dOb
… si ottiene addizionando
aOb + bOc alla somma
= aOc
aOb e bOc cO'd ad aOb aOb cO'd, allora dOb
dei primi due angoli il terzo e così via a aOc aOb > cO'd β
aOb e bO'd a b c a c b c
fino all’ultimo angolo. O a aOb - O’
aOb + bOc = aOc cO'd = dOb
aOd a b ac b c a c ab c b a b ,ac b d, c ad≥ c a
L’addizione tra angoli è un’operazione che gode delle proprietà d ≥ caallora
allora - c ab
aOb e bO'd
commutativa eaOb, cO'd, eO"f
associativa. b c c a aOb cO'd, allora dOb
aOd cd = abcd+ =abab+ +.....
ab++ab.....= +nab
· ab
= n · ab
n volte
Vale la seguente proprietà: aOb, cO'd, eO"f b c c a n volte

Angoli somme di angoli congruenti sono congruenti. (fig. 41)


a+β
In simboli: se a b c a c b a b , ab
c = d1 ab
cd =a 1≥cd
c allora a - c b -d
β n n
a 1
PROVA TU, utilizzando l’assioma del trasporto di un angolo. cd =+1ab
Oa O'
b c a +abab
ca= +3bab
cd = ab ..... cd= n · ab
n volte
3
a c
aOb e cO'd, con aOb ≥ cO'd b d
b 1
ab = cd
Differenza didOb due angoli. n
aOb e cO'd, con aOb aOb e cO'd, cO'dcon
≥cO'd, aOb ≥ cO'd
La differenza di due
cO'd ad aOb angoli aOb e con aOb ≥ cO'd 1 d
ab = cd
è l’angolo
aOb e cO'd, dOb che
con siaObottiene
dObsovrapponendo,
≥ cO'd
3
aOb > cO'd dOb
con un movimento cO'd ad rigido,
aOb cO'd ad aOb , come nel caso del
aOb e cO'd,dOb con aOb
loro confrontoaOb
≥ cO'd
(fig. -42): cO'd = cO'd dOb ad aOb a β
aOb
aOb e> cO'd
cO'd, con aObaOb > ≥cO'd cO'd aOb e cO'd, con aOb ≥ cO'd
dOb cO'd ad aOb aObaOb e cO'd,
> cO'd con ≥ cO'd OaOb e bOc a O’ c a
aOb e cO'd, con aOb aOb ≥ -
cO'd cO'd = dOb b
cO'd ad Se aObaOb > dOb aOb
cO'd aOb -, allora
cO'd cO'd, =dObdOb è l’angolo
allora
aOb -dOb cO'd nullo.= dOb dOb
aOc d
dOb cO'd ad aOb cO'd ad aOb
c aOb a > cO'd aOb - cO'd = dOb cO'd ad aOb d c
c a Vale lacO'd seguente
aOb ad aOb proprietà:
cO'd, allora aObdOb cO'd, allora dOb aOb + bOc = aOc a-β
aOb-ecO'd
aOb cO'd, = con
dOb aOb
aOb ≥> cO'd
cO'd aObaOb > cO'd
aOb ecO'd,
cO'd,allora aObaOb
con dOb
> cO'd≥ cO'd
Angoli differenze di angoli congruenti sono congruenti. (fig. 42) a
aOb e aOb cO'd, e con
cO'd,
aOb > con
aOb cO'd aOb
cO'd ≥=dObcO'd aOb e bO'd
dOb In simboli: aOb cO'd,
aOb
se a-≥ cO'd
allora
b ,c dOb
aOb ddOb
- cO'd a ≥= c dOb aOb a- cO'd
allora - c = bdOb -d a
aOb dOb
cO'd, aOb - cO'd = dOb aOd β a
dOb ad
cO'd aOballora dOb cO'd ad aOb
c a b aOb eccO'd, con aOb ≥ cO'da b , c d a- di caOb a dOb
- ccon baOb - d ≥ cO'd
cO'd>ad
cPROVA
cO'daObad aOb
aTU,aObautilizzando
cd b=cO'd, , c + aOb
ab d +a.....
l’assioma
allora
ab a
dOb b>
cO'd, +del
≥ ccallora
,ab trasporto
= d
allora n
aOb ·aab
dOb accO'd,
≥ cb
≥un -edcO'd,
allora
angolo.
allora
allora a - aOb,
c bcO'd, -Od eO"fO' b c c a
aOb cO'd aOb cO'd a
c aObaObe bOc
dOb e cO'd,aOb con cO'd, aOballora ≥ cO'd dOb
n volte aOb e cO'd, con
dOb aOb aOb ≥ cO'd
e cO'd, con aOb ≥ cO'd
aOb ->cO'daOb
cO'd> a cO'd b ,c d a ≥cdaOb c=allora +=aabn- = +·cab ..... b+ ab - d = n · ab a c
aOb
dOb
= dOb
cO'd ad aObcd = ab + ab + ..... cd =+ab - cO'd
ab
ab + aOb
ab +
dOb
e cO'd,
..... + ab con
dOb
=
cO'd n aOb
·
ad ab ≥ cO'ddOb b d
aOb
c =a aOc
aOcb- cO'd
aOb ,aObc -=dcO'd dOba= ≥ dOb c allora
1 navolte - c e cO'd,
aOb b - d ncon volteaOb ≥ cO'd
aOb
cO'd >
ad cO'd
aOb ab = cd n volte cO'd>ad aOb cO'd ad aOb
cd = ab + ab
adObb , nc dadiaOb+ ..... + ab = n · ab dOb aOb d cO'd
dac=aOb
Oc c
a b+
aOc
aOb Multiplo
cO'd,bOcallora= aOce sottomultiplo ba,angolo.
un
aOb e≥caObc
cO'd, de con
allora a aOb
aa
allora -bcon
≥ cc, ≥
dOb b -da
caOb
allora - ca ≥b c allora
-d a - c b -d
dOb cO'd, cO'd, cO'd ≥ cO'd a b c a c b b
a dib , ec 1nd· ab ,asecondo
≥ =caOb a - c con baOb d n,
n volte
'd cd
aOb
aObIl+multiplo
= ab cO'd, > - cO'd
ab +cO'd, =
.....aOb
+dOb un
dOb
ab angolo
1= 1 il enumero
cO'd ad naturale
aOb aOb
-aOb >
-cO'dcO'd
cO'd = dOb > cO'd
aOb
aOb eaOb
aOb bO'dallora ab = cd
allora
ab =
dOb
cO'd, cd con aOb
ab
cO'd
dOb ad
n
≥allora
1 cO'd
cd
dObaOb cO'd, ≥
aOb è l’angolo
n volte =
- cO'd cddOb =che ab n si+3ottiene
abcd facendo
=ab
+ ..... ab +=+ abnab =la+n
cd somma
aOb · cd
..... ab>+=cO'd
abdi =n+angoli
ab nab
aOb congruenti
+ -.....
· ab + ab
cO'd =aOb
= dOb ad
n ·-ab ; = dOb
cO'd
aOd 1dOb aOb >dOb cO'd c
, eO"f aOb cioè:ab bcO'd,
cd c
= = ab ab
cd
allora c + 1ab +a .....aOb
n +ab
voltecO'd 1
ab≥==cO'd ad aOb
n ·nab ad aOb n volte
aOb n e cO'd, =addOb cd con
ab 31
=cO'd
cd
cd aOb - cO'd =aOb
volte
dOb cO'd, allora dOb a
d, eO"faaOb,
1b , c beO"f
cO'd, d ccO'd a
aOb edOb ≥
c c
3 aOb
aallora
n b
volte ca - a
aOb
aOb
cO'd, con aOb ≥ cO'd c
c - > b
3 b ,
cO'd
cO'd
aOb
a c
- d
ad
=
> aOb
dObd
cO'd a ≥ c allora a - c b -d
ab = aOb cd cO'd, allora aOb cO'd, allora aOb dObcO'd, allora dOb
a nb In,acparticolare:
b d,=caOb ad ≥ ca ≥ caallora a b - c>- dcO'd b - d1
dOb 1
ab cd >1cO'd allora - 1c aOb O (fig. 43) a
b c c a 3ab dOb = cd ab = aOb cd- aOb
cO'd -=cO'd
aOb dOb
ab = = dOb
cO'd, cdallora dOb
c abcd 1 - se n
a == abcd+ ab + ..... = 1,
cO'd il multiplo
ad
1+ ab n
aOb di
= n =· ab secondo
n
cd = ab il
+ abnumero + ..... 1 n è l’angolo
+ ab = n · ab stesso; a
ab = aOb cd- cO'd dOb aOb aOb cO'd, allora
- cO'd = dOb
dOb
a-a+ bncab c+b nd+multiplo a cab a - cil numero bn volte
- d 01è l’angolo
ab = cd a b , c d a ≥ c allora a - c b -d
cd = 3ab cd se=ab n,=
+ 0.....
aOb
volte ,ab
ab ilcO'd
> +cO'd 1ad
.....
ab = +≥ n di
aOb
ab · secondo
=allora
n 1· ab nullo.
cc a c a = cd ab = cd
3 aOb 3 cO'd, allora
aOb cO'd, dOb allora
3 dOb a
a
a ac b c c b= d a cO'd c allora a - c b -d a b , c d a ab ≥, cc allora d a a- ≥ c c allora
b - d ad - c
n volte
c ac b n volte
, ab
aOb aOb
1
aOb
- cO'd cda> cO'd,=≥cdOb b dOb
allora b -d
cdSe= nab≠ +
1 0,ab si dice
3+ .....che + ab = n · abaOb
l’angolo cO'd, allora
è1sottomultiplo di cddOb secondo
= ab + abil +numero
..... + abn e=si nscrive:
· ab
cab b= n cd aOb - cO'd = dOb ab = cd a b , c d
n, c d a ≥ c allora a - c b -d
cd1 ab = ab
=
1+ ab(si
cd n volte
+
ab = cd n aOb cO'd, allora dObcd = legge
..... + “l’angolo
ab = n a
· ab b è uguale
m a un a ≥
n-esimo c cd = ab a
dell’angolo
allora +- c
n volte
ab + b ”
.....
cd =-od
+“l’angolo
ab ab+ =
ab n+· .....
ab + ab = n · ab
1n 1 n ab
b ab = 3 ècduguale all’n-esima parte dell’angolo
n volte
a =b a,cd
ab dOb
3 c cd b ”).d,=cab a +d ab ≥ c+aallora ≥c
..... +a ab- =c n
allora n
a · -b
volte
abc- d b - d n volte
b' a"
1 ab =11 cd aOb cO'd, allora 1ab
b ab = 3ab cd= 3cd a b , c d cd a = ab≥ a c
+ allora
ab
bm ,+c..... a - +cab na
d =b
ab n
≥-
=
volte d
·
c cd
allora a - c b -d b a'
n cd = ab n
1 m n n volte
! dell’angolo 1 a c
abIn=fig.1cd 43 è n = 3 e quindi l’angolo cd =ab,
n
ab +è
cdcon =ab multiplo
abm, ++n .....
ab ++Nab e n=
..... +≠nab
ab =0· ab= n · abab = cd
1n cd
1
a b' a"
ab = n cdailcd
secondo b
numero = ,ab c +3 d
e
ab si + a
scrive:
..... ≥+ cab
cd =
=
allora 3
n
ab a
·
· + ab -abc + b
..... ab
-
+ d =
ab = cd
n · ab
n b a'
3 mab = 1 cd
n volte n volte
3 a
cd 1 ≥= c ab n
ab = cd
1 a b , c n volte dab m =aab,
cd =cdcon
mnallora
abm, =n a
mn! ·- dcN eab
volte 1 nb≠=-0d
abn 3 cd
1
ab = cd
1 a c
3 n n 3 b' a"
Semprecd dalla
= ab fig.+ 43 ab si+ ha .....che
+ ab =1 nn· ab
l’angolo 1 =
n
è il1sottomultiplo secondo il numero 3 a
b a'
ab =1 ab cd=ab cd cd
dell’angolo cd = e1si abscrive:
n+volte
ab +ab .....
m +=
=cd nab
cd5=m 1 nab · ab 3 1
d e nabn
ab = cd cd ab=3=con
ab,
3 n
ab cd m,=nm ! ·N n ≠0
O O' a c
n n volte n 1 n 1
ab = ab cd= cd a c
1= 1 cd 3 51 3
ab cd = m ab 1 b d
ab = cd
n 31 cd = 33 ab = m · d abn
ab = cd
n n
ab = cd
1 n rOb bOs 5 15
ab = cd cd = ab
3
m
m m cd = ab m m
cd = abm cd = ab n cd = ab cd = ab
cdn= ab n n n
Geometria - primo anno
n m b' a"
cd = ab b' a"
n b a'
m ab, con m, n ! N e n ≠ 0 b a'b' a"
m ab,
m con m, n ! N e n ≠ 0 m ab, con m,nn ! N e n ≠ 0m m ab, con m, n !m Nab, c≠ 0m, n ! N e n ≠ 0
ae ncon
La scrittura cd n = m ab,, con m, n ! N e n ≠ 0n, indica che l’angolo cd =è il multiplo,
ab ab secondo il nnumero m, a c b a'
nn mmab, con m, n ! N e n ≠ 0 n n a c
del sottomultiplo dell’angolo cioè: cd = m 1 b' a"
= n ab , secondo
cd m 1 il numero n;m 1 ab = m · d abn
m 1 m 1
cd = abm= m · d
n abn1 cd = ab = m · d n abn cd n
= b d = abn
ab = m ·cd a' ab = m · d abn
In altre parole,
m ab,l’angolocdcd
n= è m ab =m
volte n· d
l’n-esima abnparte n = m ab . mn
dell’angolo n n b'n a" n
con m, ncd !
n N emn ≠ 0 n
= ab = m · d
1
abn
cd
n 5 ab, con m, n ! N e n ≠ 0 a c
b a'
n
Così la scrittura cdm= ab, 5 n n 5 cd = n ab 5 5
ab5 indica
m, n che
! Nl’angolo
e n ≠ 0 cd =è 53 volte
ab la terza3parte dell’angolo
cd = ab , cioè l’angolo
cd = a abcè diviso in 3
cd
3 =conab 3 3
n
m 3 1 m 1 d
parti congruenti
cd =e l’angolo
ab = cdm ·è=d55diab
quelle parti (fig. 44):
abn m ab, con m, n cd = ab
! N e nn ≠ 0 = m · d abn
n 3n n
m 1 n
cd = ab = m · d abn
5 n n b 5
cd = ab mrOb bOs cd = 1 ab
3
rOb bOs5 cd
rOb bOs n = ab = m · d 3 abn
rOb bOs
cd =indicato
ab n rOb bOs rOb bOs
nei due angoli abbiamo 3 (fig. 44)
rOb bOs 5
come vertice lo stesso punto O cd = ab
3
rOb bOs
..
rOb bOs
..
m
. ..
cd = rOb
n
ab bOs
. b' a"
O rOb bOs a O c
Da quanto detto sul multiplo e sottomultiplo di un angolo, segue, in particolare, che un qualsiasi angolo b a' può essere diviso
m ab, con m, n ! N e n ≠ 0 a c
in due partincongruenti.
s
m 1
Si ha quindi cdla seguente
= = m · d abn
ab definizione:
n n
Bisettrice di un angolo.
5 angolo la semiretta b
Si dice bisettrice
cd = di unab (fig. 45)
3
che ha origine nel vertice dell’angolo e lo divide
bisettrice
in due angoli congruenti (fig. 45):

In simboli: rOb bOs O r


Si può dimostrare che la bisettrice di un angolo è unica (PROVA TU).

1.5 ANGOLI PARTICOLARI


- Angolo piatto – Un angolo si dice piatto se i suoi lati sono semirette opposte.
π
[Si può pensare ottenuto facendo ruotare la semiretta OA, intorno ad O,
di mezzo giro, così da assumere la posizione OB (fig. 46)]. . . .
L’angolo piatto si suole indicare con la lettera greca π A O B
(scoprirai il perché nel corso dei tuoi studi). π
(fig. 46)
Angolo piatto ¶ 180°

- Angolo giro – Un angolo concavo i cui lati sono semirette


sovrapposte si dice angolo giro. [Si può pensare ottenuto
.
B
facendo ruotare la semiretta OA, intorno ad O, di un giro O A
completo, descrivendo così tutto il piano (fig. 47)].
(fig. 47)
Angolo giro ¶ 360°

- Angolo nullo – Un angolo convesso i cui lati sono semirette


.
B
sovrapposte si dice angolo nullo. [Si può pensare ottenuto
quando la semiretta OA rimane nella posizione iniziale, cioè O A
se ha una rotazione nulla (fig. 48)].
(fig. 48)
Angolo nullo ¶ 0°

16
Book in
progress
1. La geometria del piano

- Angolo retto – Un angolo si dice retto C


se è la metà di un angolo piatto (fig. 49):

(fig. 49)
Angolo retto ¶ 90°

OC è la bisettrice dell’angolo piatto .


angolo retto angolo retto

B O A

- Angolo acuto – Un angolo si dice acuto


se è minore di un angolo retto (fig. 50):
B
angolo acuto.

Angolo acuto < 90° (fig. 50)

O A

- Angolo ottuso – Un angolo convesso


si dice ottuso se è maggiore di un angolo retto B
(fig. 51):
(fig. 51)
angolo ottuso.

Angolo ottuso > 90°


O A

- Angolo complementari – Due angoli si dicono


C
complementari quando la loro somma è un
angolo retto (fig. 52):
(fig. 52)
angoli complementari B
angolo retto

(Ovviamente i due angoli non devono essere


O A
necessariamente consecutivi).

- Angolo supplementari – Due angoli si dicono B


supplementari quando la loro somma è un
angolo piatto (fig. 53):

angoli supplementari (fig. 53)


angolo piatto

(Ovviamente i due angoli non devono essere C O A


necessariamente adiacenti).

17
Geometria - primo anno

- Angolo esplementari – Due angoli si dicono


B
esplementari quando la loro somma è un
angolo giro (fig. 54):

angoli esplementari (fig. 54)

O A
(Ovviamente i due angoli non devono avere
necessariamente gli stessi lati).

PROVA TU
Esiste sempre il complementare di un angolo? Perché?

Completa le seguenti affermazioni:


- il supplementare di un angolo di 85° è ampio ….....….…; - l’esplementare di un angolo di 60° è ampio …….....……;
- il complementare di un angolo di 89° è ampio ............…; - il supplementare di un angolo di 120° è ampio ...........…;
- il complementare di un angolo di 2° è ampio …….......…; - l’esplementare di un angolo di 107° è ampio …….....… .
m
cd = ab di un angolo di 112° è ampio ........……;
- il supplementare
n
b' a"
m b a'
Vediamo
cd = alcuni
ab teoremi sugli angoli.
m ab,n con m, n ! N e n ≠ 0 a c
b' a"
n
b a'
m ab, con mm, n ! N e n1≠ 0 a c
TEOREMAcd = ab = m cd· d = abn
m m
n n n n ab cd = n ab
- Angoli supplementari m m
cddi= angoliab congruenti
cd =m sono ab congruenti. b' a" b' a"
m5 1 cd =n m ab n
= = abab= m · d
cd cd abn n m
cd =
n m
ab bb' a' a" b a' a"
b'
n3 mnab, con = mnab, a b cb'a' a" ab'
cd m,
n !ab
cd
Ncon n≠ 0n ! N e n ≠ 0
e= nm, ab bc a" a'
a5supplementare nmdi β n m m a bc b'a' a"b a' c a"
ab'
cd = ab ab, con m,
m mm,n !ab, Ne conn ≠m,0 n ! N e n cd ≠ 0= n ab
m
3
cd = a1 supplementare
Hp.: ab n di βm
ab, con n n!
ab, con
m1 Nm, e nn≠!0 N1e n ≠ 0 a bc a' a c a'
b
n cd n= m1 ab n =cdmm=· d ab abn= m · d abn
1m N em,n n≠ !0n N1e n ≠ 0
!
m n ab, con m,ab,
nn con a c a c
β β
rObcd =bOs ab m b' a"
1
cd = n ab = n
m
cd · d
= abn
ab = m · d abn
m
n
cd5 =n
m
ab
cd == m
m
5 ·ndab
1
n =abn m·d
1 n
abn ab, con m, n ! N eabn ≠ a'
0 b' a"
m ab, con m, n ! N ecdn =≠ 0 abn cd = nab m n 1 n 1n a c
Th.: a bOsa1 3cd
5 =
m
cd3==m
ab 5 · d ab = m·d
abn abn b a' β
nrOb m ab, con m, n !cdN=e 3n ab 5 n cd =
5 3 nab n n m 1 a c
cd = ≠ 0abcd = ab cd = ab = m · d abn
nm 1 3 5 3 5 n n
cd = ab = m · d abn cd = abcd = ab
n
Dimostrazione m n 1 3 3 5
cd = m · d bOs
ab =rOb abn rOb bOs cd = ab
Dall’ipotesi
5 discende che:
n n 3
cd = ab rOb bOs rOb bOs
3
a supplementare 5 di β arOb + β bOs π rOb a bOs π – β;
cd = ab
3
a1 supplementare di β1 a1 + rObβ1 bOsπ rOb a1 bOs π – β1.
a1
Poiché tutti gli angoli piatti sono congruenti tra loro e, per ipotesi, β1 si ha:
β bOs
rOb β1
– β bOs
π rOb π – β1 perché differenze di angoli congruenti,
e quindi:
rOba a1.
bOs
C.V.D
(Il teorema può essere visto come un corollario della proprietà
di pag.18 relativa ad angoli differenze di angoli congruenti).

L’enunciato del teorema può, ovviamente, essere formulato come segue:


Angoli supplementari di uno stesso angolo o di angoli congruenti sono congruenti.

PROVA TU
In modo del tutto analogo si dimostrano i seguenti teoremi:
- Angoli complementari di uno stesso angolo o di angoli congruenti sono congruenti.
- Angoli esplementari di uno stesso angolo o di angoli congruenti sono congruenti.

18
Book in
progress
1. La geometria del piano

TEOREMA
- Due angoli opposti al vertice sono congruenti. Q N

Hp.: MOQ opposto


PON al vertice
MOQdi PON
Th.: MOQ
QON PON QON O
QON
Dimostrazione M P
Basta osservare che gli angoli
MOQMOQ
MOQ e PON
PON PON sono entrambi
supplementari dell’angolo QONQON
(poiché, per ipotesi MOQ
QON MOQ e PON
PON
sono angoli opposti al vertice) per cui, in base al teorema
QONprecedente,
QON
si ha: MOQ PON
C.V.D. QON
(Il teorema può essere visto direttamente come un corollario del teorema precedente).

PROVA TU
In relazione alla figura 55, stabilisci quali tra le seguenti affermazioni sono vere e quali false:

a) a e γ sono supplementari q V q F
b) γ e d sono complementari q V q F β
c) a e γ sono congruenti q V q F
d) β e γ sono supplementari q V q F a γ
e) a e γ sono opposti al vertice q V q F
d
f) γ e β sono congruenti q V q F
g) β e d sono complementari q V q F
(fig. 55)

19
Geometria - primo anno

20
Book in
progress
2. I triangoli

UNITÀ 2. I TRIANGOLI

2.1 I POLIGONI
Si chiama poligono la figura formata da una poligonale (chiusa non intrecciata) e dalla parte finita di piano da essa delimitata.
In un poligono chiamiamo:
- vertici del poligono i vertici della poligonale;
- lati del poligono i lati della poligonale;
- contorno del poligono la poligonale stessa;
- punti interni i punti del poligono non situati sul contorno; D
- punti esterni tutti gli altri punti del piano, esclusi quelli del contorno;
- perimetro del poligono il segmento somma dei lati del poligono. E
C
Per indicare un poligono fissiamo un primo vertice e scriviamo
ordinatamente, una accanto all’altra, le lettere dei successivi vertici F (fig. 1)
procedendo in senso antiorario. In fig. 1 è rappresentato B
il poligono ABCDEF. A
Faremo sempre la distinzione tra poligono convesso e poligono concavo, in accordo con le definizioni date di figura
convessa e di figura concava (pag. 8, unità 1).

La fig. 2 ti dovrebbe permettere, comunque, di ricavare le


definizioni di poligono convesso e di poligono concavo (PROVA TU):

p 1 1
p 2 p2
1
p2

Poligono convesso Poligono concavo (fig. 2)


A
B

Quando nel seguito parleremo di poligono senza ulteriore specificazione, intenderemo sempre poligono convesso.
In un poligono convesso chiamiamo:
- angolo interno o angolo del poligono ognuno degli angoli che ha vertice in un vertice del poligono e per lati le semirette
che contengono i lati uscenti da quel vertice (fig. 3a);
- angolo esterno ciascun angolo adiacente ad un angolo interno (fig. 3b). inte
Angolo
Angolo esterno
esterno

Angoli
interni inte (fig. 3a) Angolo (fig. 3b)

Angolo esterno
esterno
Angolo
esterno

Angolo esterno

Osserva che ad ogni angolo interno si possono


associare due angoli esterni, congruenti tra di loro Angolo interno (fig. 4)
perché opposti al vertice (fig. 4):

Angolo esterno

21
Geometria - primo anno

F
corda G
Inoltre (fig. 5) definiamo: E
- corda ogni segmento che unisce due qualsiasi punti del C

contorno del poligono che non appartengono allo stesso lato; diagonale (fig. 5)
- diagonale ogni corda che unisce due vertici non consecutivi.

A B

I poligoni hanno nomi diversi a seconda del numero di lati Numero dei lati Nome del poligono
(o dei vertici o degli angoli) di cui sono costituiti e che 3 triangolo
non possono essere meno di tre. 4 quadrilatero
nella seguente tabella sono riportati i nomi di alcuni poligoni: 5 pentagono
6 esagono
In generale, se i lati sono n si parlerà di poligono di n lati. 7 ettagono
8 ottagono
Un poligono si dice: 9 ennagono
- equilatero se ha tutti i lati congruenti tra loro; 10 decagono
- equiangolo se ha tutti gli angoli interni congruenti tra loro; 11 endecagono
- regolare se è equiangolo ed equilatero. 12 dodecagono

PROVA TU
- Quante diagonali ha un triangolo? q 2 q 1 q nessuna q 3

- Quante diagonali puoi tracciare dal vertice di un poligono di 5 lati? q 3 q 5 q 4 q 2

- Dimostra che il numero delle diagonali di un poligono convesso di n lati è pari a n n 3


2
- Disegna un ettagono e individua gli angoli interni, gli angoli esterni e le diagonali.

- Disegna un poligono con nove diagonali.

2.2 I TRIANGOLI
C
- Un triangolo è un poligono con tre lati (fig. 6):
Riferendoci al triangolo ABC della fig. 6, distinguiamo: (fig. 6)
- tre vertici: i punti A, B, C;
- tre lati: i segmenti AB, BC, CA;
: gligliangoli
- tre angoli: angoli convessi
convessi CAB, ABC, BCA.
A B
I lati e gli angoli vengono detti elementi
ACB del BACtriangolo.
ABC
L’unione dei tre lati, cioè l’insieme dei loro punti, costituisce il contorno del triangolo; il segmento somma dei tre segmenti
è il perimetro del triangolo. Si dicono interni i punti del triangolo che non appartengono al suo contorno, esterni i punti
che non appartengono al triangolo.
In un triangolo, ogni lato si dice opposto all’angolo il cui vertice non appartiene al lato stesso e adiacente agli altri due
: gli angoli
angoli; analogamente, ogni angolo si dice opposto al lato che non contiene il suo vertice convessiagliCAB,
e adiacente ABC,
altri due lati. BCA.
: gli angoli convessi CAB,
: :gli
gliABC,
angoli
angoliconvessi
convessiCAB,
BCA. CAB, ABC,
ABC, BCA.
BCA.
Relativamente alla fig. 6 si ha, ad esempio, che:
li angoli convessi CAB, ABC, BCA. ACB BAC ABC
- il lato AB è opposto all’angolo ACB ed
BACè adiacente
ABC agli angoli
ACB BACeABC
ACB BAC ;
ABC
- l’angolo
ACB BAC èABC
opposto al lato BC ed è adiacente ai lati AB e AC.

22
Book in
progress
2. I triangoli

PROVA TU
Riferendoti sempre alla fig. 6, completa le frasi seguenti:
nvessi CAB, ABC, BCA.
a) il lato BC è opposto all’angolo ……....… ed è adiacente agli angoli …..…… e …..…… ;
ACBb) l’angolo
BAC ABC è opposto al lato ……..... ed è adiacente ai lati ………..…… e …..…… ;
gli angoli convessi CAB, ABC, BCA.
c) il lato AC è opposto all’angolo ……....… ed è adiacente agli angoli …..…… e …..…… ;
d) l’angolo ACB èBAC
opposto
ABCal lato ……..... ed è adiacente ai lati …………..… e ……..… .

2.3 CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AI LATI


Un triangolo si dice:
- equilatero se ha tutti i tre lati congruenti (fig. 7a);
- isoscele se ha due lati congruenti (fig. 7b);
- scaleno se non ha alcuna coppia di lati congruenti (fig. 7c).

C F D E
I

(fig. 7a) (fig. 7b) (fig. 7c)

A B D E G H
AC B
“Soffermiamoci” un po’ sul triangolo isoscele. Consideriamo il triangolo isoscele ABC in cui AC BC (fig. 8):

C
AC BC
- i due lati CAB,
gli angoli convessi congruenti,
ABC, ACBCA.
e BC, vengono detti lati obliqui;
- il terzo lato, AB, si chiama base; (fig. 8)

- l’angolo ACB , BAC


opposto alla base, è detto angolo al vertice;
ABC
nvessi
: gli angoli
CAB, convessi
- gli angoli BCA.
ABC, CAB,e ABC,, adiacenti
BCA. alla base, si dicono angoli alla base.
A B
ACB BAC ABC
ACB BAC ABC
AC BC
R
PROVA TU
Riferendoti alla fig. 9, completa le seguenti frasi:
- Il triangolo PQR è isoscele sulla base …...….. . (fig. 9)
- L’angolo al vertice è l’angolo …....….. .
- I lati obliqui sono …………… . Q
- Gli angoli adiacenti alla base sono gli angoli ……..… e …...…… .
P
AC BC
b
- COSTRUIAMO un triangolo isoscele, Tracciamo la retta a perpendicolare
date la base b e l’altezza h ad essa relativa:
h ad AB in M:
a

Consideriamo il segmento AB di lunghezza b:


A B * . *
A M B
e determiniamo il suo punto medio M: * . *
A M B
CONTINUA ......

23
Geometria - primo anno

2.4 LA CONGRUENZA DEI TRIANGOLI


Abbiamo già detto che due figure sono congruenti se è possibile sovrapporle in modo tale che combacino perfettamente.
A A' , B B' , C C'
Consideriamo, in particolare, due triangoli congruenti ABC e A'B'C' (fig. 10):
A A' , B B' , C C'
C C'
. .
A A' , B B' , C C'
A A' , B* B' , C // C' * // (fig. 10)
AB A'B' , BC B'C' , AC A'C'.
AB A'B' , BC B'C' , AC A'C'.
/ /
A B A' B'
A A' , B B' , C C'
È possibile, qui, stabilire una corrispondenza tra i vertici dei due triangoli: A A' , B B' , C C'
così che angoli e lati corrispondenti siano congruenti, cioè:
A A' , B B' , C C'
A A' , B B' , C C'
AB A'B' , BC B'C' , AC A'C'. A A' , B B' , C C'
A A' , B B' , C C' AB A'B' , BC B'C' , AC A'C'.
nel caso dei triangoli, per stabilire che sono congruenti, non è necessario verificare che tutti e sei i rispettivi elementi - lati
e angoli
AB - sono ordinatamente
A'B' , BC congruenti;
B'C' , AC è sufficiente
A'C'. stabilire solo la congruenza di alcuni elementi.
Esistono, infatti, tre criteri, noti come criteri di congruenza dei triangoli, che permettono di stabilire la congruenza di due
triangoli sapendo che sono congruenti solo tre particolari coppie di elementi.

Primo criterio di congruenza dei triangoli


Due triangoli sono congruenti se hanno due lati e l’angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti.

C C'
AB A'B'
A'C'
Hp.: AC A'C'
* *
A
A'
/ / A A' , B B' , AC A'C' , B
A B A' B'
Th.: ABC A'B'C'
Dimostrazione
Poiché, per ipotesi, A A', possiamo, con un movimento rigido, trasportare l’angolo A e farlo A' coincidere
, B B'con,l’angoloCA C'
A' , B B
A con
in maniera che il vertice A coincida A'C'
A'il vertice A', il lato AB si sovrapponga al lato A'B' e il lato AC al lato A'C'.
AB A'B' , BC B'C'
AB, AC
A'B' A'C'
, B

Essendo:
A'C'
AB AB per
A'B' ipotesi,
A'B'
AC per
AC A'C' ipotesi,
A'C'
A A'
il movimento rigido fa anche coincidere B con B' e C con C', cioè fa coincidere tutti e tre i vertici.
I due triangoli risultano pertanto sovrapponibili e, quindi, sono congruenti. A A'
A A'
C.V.D.
In realtà, volendo essere rigorosi, dovremmo assumere come postulato il primo criterio di congruenza dei
triangoli e, partendo da questo, dimostrare gli altri due criteri.
Come già accennato nell’unità 1, parlando di figure congruenti (pag. 11), abbiamo “scelto” un punto di vista
intuitivo e facciamo riferimento al movimento rigido, legato alla nostra esperienza, come spostamento di oggetti
senza che questi subiscano alcuna deformazione.

24
Book in
progress
2. I triangoli

Secondo criterio di congruenza dei triangoli


A' A'
A'A'
A'Due triangoli sono congruenti se hanno un lato e i due angoli ad esso adiacenti ordinatamente congruenti.
A'
C C' AB A'B'
Hp.: A A'
B B'
/ /
A B A' B' Th.: ABC A'B'C'
ABAB
AB
A'B'
ABA'B'
A'B'
A'B'
Dimostrazione
Poiché: AB
A AA',
A AA',
A',
BA',BB',
B BB',
B',B',
A'B' per ipotesi, con un movimento rigido portiamo il lato AB a sovrapporsi al lato A'B' in modo che
A A', B B', l’angolo
BAC
BACBAC vada sopra l’angolo
BAC B'A'C'
B'A'C'
B'A'C'
B'A'C'e l’angoloABCABC
ABC
ABC vada sopra l’angolo A'B'C'.
A'B'C'.
A'B'C'.
A'B'C'.
A A', B B',
A'B'C'.
In questo modo:BAC
AB A'B' B'A'C' ABC A'B'C'.
- la semiretta AC si sovrappone alla semiretta A'C' ;
- la semiretta BC si sovrappone alla semiretta B'C' , A A', B B',
e quindi il punto C, comune alle semirette AC e BC, coincide con il punto C', comune alle semirette A'C' e B'C'.
BAC B'A'C' ABC A'B'C'.
Pertanto vengono a coincidere i tre vertici e quindi i due triangoli sono congruenti.

C.V.D.
Vediamo alcune proprietà del triangolo isoscele, conseguenze dei primi criteri di congruenza dei triangoli.
ACD
ACD
ACDACD
e BCD
ACD ee
e eBCD
ACD BCD BCD
e BCD
BCD
ACD e BCD
TEOREMA
Se un triangolo è isoscele, allora gli angoli alla base sono congruenti.
C

Dimostrazione Hp.: AC BC
Tracciamo la bisettrice dell’angolo di vertice C
ed indichiamo con D il suo punto di intersezione Th.: BAC ABC
con la base AB (“segnare ACD e BCD
BCD con il simbolo . ”). ACD e BCD
C
A B
Consideriamo, quindi, i triangoli ACD e BCD; essi hanno: ..
AC AC AC
BC BC
AC AC BC
BC BC
AC BC per ipotesi;
AC BC
CD CDCD CD
in comune (o
per
CDCD
CD CD
CD CD
la proprietà
CD
CD riflessiva della congruenza);
CD CD ACD e BCD
ACD BCD per costruzione. ACD e BCD
ACD
ACDBCD
ACD
ACD
BCD
ACDBCDBCD
BCD
ACD BCD
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso
ordinatamente congruenti, sono congruenti C A D B
per il 1° criterio di congruenza dei triangoli.
Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti ..
congruenti, in particolare: AC BC
CAD
CAD CAD
CBD
CAD AC
CBD
CAD
CAD CBD
BC
CBDCBD
CBD
CAD CBD , il che è lo stesso dire: CD CD
BAC
BAC BAC
ABC
BAC
BAC
ABC
BAC ABC
ABC (“segnare
ABCABC BACBACe ABC
BAC BAC
eBAC
eABC
BAC ABCee conCD
ABC
e ABC
ABC
CD
il simbolo ”). ACD BCD
CD
BAC CDABC BAC e ABC
ACD BCD
C.V.D.
Al termine del teorema la figura si presenta come segue: A D B
AC BC
CD CD
AC BC CAD CBD
ACD BCD
25
CAD CBD CD CD BAC ABC BAC e ABC
Geometria - primo anno

TEOREMA INVERSO
Se un triangolo ha due angoli congruenti, allora è isoscele. BAC e ABC:
BAC e ABC:
BAC e ABC: C
BAC e ABC:
Dimostrazione
Tracciamo le bisettrici AD e BE rispettivamente Hp.: BAC ABC
degli angoli BAC e ABC:
Th.: AC BC

A B BAC e ABC:
C C

e osserviamo che:
BAC e ABC: BAC e ABC:
BAD CAD ABE CBE BAD , CAD ,
BAD perché
CAD metà ABE CBE
di angoli congruenti BAD , CAD ,
ABE e CBE E D E AB
D AB
(“segnare BAD , CAD , ABE BAD
e ,CBE
CAD ,
BE e CBE con il simbolo . ”).
ABD BAE
Si ha quindi:
BAD ABE .. ..
BAD , CAD , A B A B
Consideriamo i triangoli ABD e ABE che, per maggiore chiarezza, rappresentiamo a parte:
ABE e CBE
Essi hanno:
BAD CAD ABE CBE D E
AB
AB AB
AB
AB in comune
ABAB (o AB
ABAB AB per la AB
proprietà riflessiva della
AB congruenza);
AB
AB ABE BE
AD e CBE
ABD
ABD BAE
BAE per ipotesi;
ABD
D BAEBAE ABD BAE ABD BAE
BAE
BAD
BAD ABE
ABE per precedente osservazione
BAD CAD(metàBADdi angoli
ABE CBEcongruenti).
CAD ABE .
CBE
ADB AEB
. , ADB
BAD
e
CAD ,
BAD
D ABEABE BAD ABE BAD ABE
ABE A BD AEB A ~ B
ABE e CBE ABE e CBE
I due triangoli, avendo un lato e i due angoli ad esso adiacenti ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 2° criterio
di congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, cioè:
C

AB AB
AB AB AB AB
AD
AD BE
BE ABD BAE
ABD BAE ABD BAE
ADBE BE
BE AD BE AD BE
(“segnare * *”);
AD e BE con il simbolo Si ha quindi:
ADB
ADB AEB
AEB ADB
ADB e e AEB
AEB BAD ABE
BAD ABE BAD EABE D
BADBAEBAEB
AEB ADB
ADB AEB (“segnare
ADBADB eADB
AEB
AD e AEB
e eAEB
AEB BE ADB eo”);AEB ADB e AEB
con il simbolo o o
BD AE
BD AE ~
~ con il simbolo ”); ~ ~
BDAE AE ~ ~ ~ (“segnare
BD AEAD e BE ~ ~ *
.. ..
AE BD AE *

A B
Consideriamo ora i triangoli CAD e CBE che, per maggiore chiarezza, rappresentiamo a parte:
C AD BE
C
AD BEAD BE ADB AEB A
Essi hanno:
ADAD BEBE ADB AEB ADB AEB BD AE ADB e ADB
AEB
AD
AD BEBE per precedente dimostrazione; ~ e AEB
EE CAD CBE
CBE
CAD
CAD CBE
CAD BD AEBD AE
CBE per precedente osservazione (metà di angoli congruenti); ~ ~
CBE
CBE
CBE ADC BEC ADB
ADC BEC perché supplementari rispettivamente degli angoli
ADC BEC
ADC BEC ADB D
ADB
ADB E
BEC
BEC
BEC congruenti ADB e AEB ADB
ADB
ADBADCe eBEC BEC
AEB
AEB ADC
ADC e BEC * *
AEB AEB
AEB
AEB
ADC e BEC(“segnareADC
ADC
ADC eAEB
ee
e BEC
BEC
BEC con il
ADC
simbolo
e”).
BEC . .
A B

AD BE
26
ACACBCBC
ADC BEC ADB
AEB ADC e BEC Book in
progress
2. I triangoli
AC BC

I due triangoli, avendo un lato e i due angoli ad esso adiacenti ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 2° criterio
di congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:

AC BC (“segnare AC e BC con il simbolo / ”). C

C.V.D.
Al termine del teorema la figura si presenta come segue: E D A'C'
A'C'
o o A'C'
~ ~
*
..
.. *

A B
I due ultimi teoremi si possono “unificare” nella seguente proposizione:
Condizione necessaria e sufficiente affinchè un triangolo sia isoscele è che abbia due angoli congruenti.

COROLLARIO:
BAR
Un triangolo equiangolo èBAR
B'A'C'
anche equilatero
B'A'C'(PROVA TU).
BAR
BAR e B'A'C'
BAR B'A'C' BAR e
e B'A'C'
B'A'C'
A'C' A'C'
Terzo criterio di congruenza dei triangoli
Due triangoli sono congruenti se hanno i tre lati ordinatamente congruenti.

C C'
AB A'B'

// // Hp.:
BARAC A'C'
* * BAR B'A'C'
B'A'C' BAR eBAR
B'A'C'
e B'A'C'
BC B'C' A'C' A'C'
/ /
A A'C'
BA'C'
A'C'
A' B' BAR BAR B'A'C'B'A'C' BAR BAR
e B'A'C'
e B'A'C'
C'
B'A'C' BAR BAR
e B'A'C'
e B'A'C' Th.: ABC A'B'C'
C C'

AC''
AC'' A'C'
A'C'
Dimostrazione *
AC'' A'C'// * //
nel semipiano avente per origine la B'A'C'
retta AB
BAR BAR e B'A'C' .
e non contenente C, conduciamo la semiretta AR A . /
B A'
/
B'
che forma con AB l’angolo
BAR congruente
BARB'A'C' a B'A'C' BAR eBAR
B'A'C'
e B'A'C'
(“segnareBAR
BAR B'A'C'con il simbolo . ”).
BAReeeB'A'C'
B'A'C'
AC'' AC''
A'C' A'C'
R

C C' AC'' AC''


A'C' A'C'
Sulla semiretta AR prendiamo il punto C''
tale che
AC'' A'C' A'C' (“segnare AC'' con il simbolo *”)
AC'' // //
* *
e congiungiamo C'' con B.
.
A . /
B A'
/
B'
AC'' A'C'

Consideriamo i triangoli ABC'' e A'B'C'; essi hanno: *


AB
AB A'B'
A'B'
AB A'B' per ipotesi; C''
AC''
AC'' A'C' per costruzione; R
AC'' AC''
A'C' A'C'
AC'' A'C'
A'C'
AC''
AC''
AC''
BAC''A'C'
A'C'
A'C'
B'A'C' per costruzione.
BAC''
BAC'' B'A'C'
B'A'C'
AB A'B'
AB A'B'
AC'' AC''
A'C' A'C' 27
Geometria - primo anno

I due triangoli, avendo due lati e l'angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio di
congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:

BC'' B'C'(“segnare BC'' con il simbolo // ”).


BC'' B'C'
La nostra figura è ora la seguente: Congiungiamo C con C'' (in figura i segmenti CC'' e AB si
incontrano in un punto interno al segmento AB):
C C

* // * //

A . /
B A . /
B

AC
AC AC''*
AC AC''
AC'' // AC
AC
AC A'C'
A'C' // AC''
*A'C' A'C'
A'C'
A'C' AC''
AC''
C'' C''
AC AC'' R ACAC A'C'
AC'' A'C' AC''
R
AC
AC AC''
AC'' eAC AC'' che:
osserviamo AC AC A'C'
A'C' A'C'
AC
A'C'A'C'
AC''
AC'' A'C' AC''
AC'' AC A'C' A'C' AC''
AC AC''ACC''
ACC''
ACC''
AC AC''AC''C
AC''C
per la proprietà transitiva della congruenza ( AC A'C'
AC''C ACA'C'A'C' ACC''
)ACC''
ACC''
AC'' A'C' ee eAC''C
AC'' AC''C
AC''C
[i lati AC e AC'' sono già segnati con lo stesso simbolo ], AC AC''
*
ACC''
per AC''CACC'' è isoscele sulla base CC'' e quindi:
cui il triangolo ACC'' AC''CACC'' e AC''C
ACC''
ACC''AC''C
AC''C
ACC'' AC''C perché angoli alla base di un triangolo isoscele (“segnareACC''
ACC''eeeAC''C
AC''C
ACC''
con eil simbolo
AC''C ”).
C'' AC''C BCBC
BC BC''
BC''
BC'',, , ACC'' e AC''C
Analogamente:
ACC'' AC''C
ACC'' AC''C ACC'' AC''C
ACC'' e AC''C
ACC'' e AC''C
BC BC'' , per cui il triangolo BCC'' è isoscele sulla base CC'' e quindi: BC BC'' ,
BCC''
BCC'' BC''C
BC''C
BCC''BC''
BC''C (“segnare BCC''BCC''
BCC'' eee eBC''C
BC''C
BC''Ccon il simbolo ”).
BC
BC BC''
BC'', , BC ,
BC'' , C BC BC'' ,
BC BC'' ,BC BCC''BC'' ,
BC''C BCC'' e BC''C BCC'' BC''C BCC'' e BC''C
BCC''
BCC''BC''C
BC''C
BCC'' BC''C BCC''
BCC''e eBC''C
BC''C
BCC'' e BC''C * //
C'' BC''C BCC''
Si ha, quindi, e BC''C
la seguente figura: BCC'' BC''C BCC'' e BC''C
BCC'' BC''C
BCC'' BC''C
AC AC'' BCC'' e BC''C BCC'' e BC''C
A . /
B
AC
Consideriamo
BC BC''
AC''
ACoraAC''
i triangoli ABC e ABC''; AC A'C' A'C' AC''
* //
essi hanno:ACB
BC AC''B
BC'' ACC'' AC''C BCC'' BC''C
AC AC''
AC
AC
AC AC''
AC''
AC'' C'' AC A'C' A'C' AC''
AC AC''ACB per precedente osservazione;
AC''B ACC'' AC''C BCC'' BC''C
BC BC''
BC BC'' per precedente osservazione; R
BC BC''
BC BC''ACC'' AC''C ACC'' e AC''C
ACB AC''B
ACB AC''B perché somma di angoli congruenti ( ACC'' ACC''
AC''C AC''C BC''C ).BC''C
BCC'' BCC''
BCC'' BC''C
ACB AC''B
ACB AC''B ACC'' AC''C
ACC'' AC''C BCC'' BC''C
I due triangoli,
ACC'' AC''C avendo due lati e l’angolo fra essi compreso
AC AC''ordinatamente congruenti, sono congruenti
ACC'' eperAC''C
il 1° criterio di
ABC ABC''
congruenza dei triangoli. ABC'' A'B'C'.
BC BC'' , BC BC''
Pertanto: ABC ABC'' ABC'' A'B'C'.
ACB AC''B ACC'' AC''C B
e quindi:
ABC A'B'C' per la proprietà transitiva della congruenza.
ABC BC
ABC''
ABC BCC''
BC'' ,ABC''BC''C
ABC'' A'B'C'.BCC'' e BC''C
A'B'C'.A'B'C'.
ABC''
ABC
ABC ABC''
ABC'' ABC''
ABC'' A'B'C'.
C.V.D. ABC A'B'C'

PROVA
A'B'C'
ABC BCC''
ABC TU
A'B'C'
ABC BC''C
A'B'C'
ABC A'B'C' BCC'' e BC''C
Un’analoga dimostrazione può essere condotta nei seguenti casi:
ABC ABC'' ABC'' A'B'C'.
- i segmenti CC'' e AB si incontrano in B (o in A);
- il segmento CC'' interseca il prolungamento di AB.
ABC A'B'C'

28
Book in
progress
2. I triangoli

PROVA TU
Una sola delle seguenti affermazioni è vera. Quale?
Due triangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti, rispettivamente:
a) tre angoli;
b) due lati e un angolo;
c) tre lati;
d) un angolo e un lato;
e) nessuna delle risposte precedenti è corretta.

AM ME
2.5 LE DISUGUAGLIANZE NEI TRIANGOLI
TEOREMA (PRIMO TEOREMA DELL’ANGOLO ESTERNO)
In un triangolo, ogni angolo esterno è maggiore di ciascuno degli angoli interni non adiacenti ad esso.

C AM
AM AMME
MEME
. Hp.: CBD angolo esterno
AMAM
AMMEME
MEAM
AM ME
ME
CBD > ACB
Th.:
CBD > BAC
A B D
Dimostrazione AM ME
Tracciamo la mediana AM del lato BC (“segnare BM e CM
CMconBM
il simbolo * ”) e sul suo prolungamento fissiamo il punto
E in modo che AM ME (“segnare AM ed ME con il simbolo / ”).
AM ME AM ME
AM C E
AMC ME
Congiungiamo
.
BME AMC e BM
CM
CM CMBMBMBM B con E: * M
AM
AM AMME ME
ME i triangoli ACM e BEM; essi hanno: .
Consideriamo
M
CM
CMBMBM
BMCM
CM BM
BM *
AMC
AMC AMC BME
BME BME per costruzione; AMC
AMC
AMC e eBME
e BME BME
MAM
AMMEME
MEAM ME per costruzione;
AM ME A B D
MC
AMC
AMCBME
BME
BME
AMC BME ACM
perché angoli opposti al vertice (“segnare
AMC AMC
AMCMBE
e BME
ee BME
BME
AMCcone ilBMEMBE
simbolo o”).
AMC BME AMC e BME
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio di
CM corrispondenti
congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli elementi BM congruenti, in particolare:
ACM
ACM
ACM MBE
MBE
MBE MBE
MBEcon il simbolo
(“segnareMBE . ”). AMC ME E
BM CBE CBE CBD . CBD
* M
AMC BME AMC e BM
o .o
La nostra
CM figura
BMè ora la seguente:
ACM
ACM
MME MBE
MBE
MBE
ACM
CBD > CBE
CBDMBE MBE
MBE
> CBEMBE MBE CBE CBD
ACM MBE MBE
Osserviamo che l’angolo CBE è una parte CBD
AM ME AMC e BME *
BME dell’angolo
AMC
CBD , per cui: CBD > CBE
BME
AMC e BME
.
AMC e BME
CBD
cioè:
CBD > ACB. > CBE A B D
CBD > ACB.

CBD > ACB.


Analogamente,
CBD > ACB. ACM che:
tracciando la mediana Cn ……... si dimostra MBE
CBD >MBE
CBD (PROVA
> BAC BAC TU).

MBE CBD > BAC


MBE C.V.D. MBE CBD > BAC
ACM MBE MBE
CBD > BAC
COROLLARIO
In ogni triangolo, la somma di due angoli interni è sempre minore di un angolo piatto.

29
Hp.: ABC triangolo
Hp.: Hp.: ABC triangolo
Th.: ABC
ABC triangolo
+ ACB <
Th.: ABC + ACBTh.: < ABC + ACB <
Geometria - primo anno

PROVA TU
a completare la dimostrazione del corollario, con riferimento alla figura seguente:

Dimostrazione C
Osserviamo
ACB < che: Hp.: ABC triangolo
ACB << ……. perACB < dell’angolo esterno;
il teorema
ABC Th.: ABC + ACB <
e, aggiungendo ad ambo i membri l’angolo ABC , si ha:
ABC
ABC + ……. < ABC + ……. A B D
cioè: +
ABC ……. <ABC
.........................
ABC <+ …….
π.+ …….< ABC + …….

C.V.D.

Conseguenze (PROVA TU): ACB <


ACB
1) Ogni triangolo può avere al massimo un angolo retto: gli altri due angoli sono acuti. <
2) Ogni triangolo può avere al massimo un angolo ottuso: gli altri due
ABCangoli sono acuti.
3) Gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono acuti. ABC
ABC + ……. < ABC + …….
ABC + ……. < ABC + …….
2.6 CLASSIFICAZIONE DEI TRIANGOLI RISPETTO AGLI ANGOLI
Quanto detto permette la classificazione dei triangoli rispetto agli angoli. Un triangolo si dice:
- acutangolo se ha tutti i tre angoli acuti (fig.11a);
- rettangolo se ha un angolo retto (fig.11b);
- ottusangolo se ha un angolo ottuso (fig.11c).

γ γ
(fig. 11a) (fig. 11b) (fig. 11c)
γ

α β α β α β
a < 90° a = 90° a > 90°
β < 90° β < 90° β < 90°
γ < 90° γ < 90° γ < 90°

In un triangolo rettangolo, i due lati che formano l’angolo retto


vengono detti cateti, il lato opposto all’angolo retto ipotenusa
viene detto ipotenusa.
cateto

PROVA TU cateto
Fra le seguenti affermazioni una è falsa. Quale?
Un triangolo può avere:
a) tutti e tre gli angoli acuti;
b) più di un angolo esterno ottuso;
c) un angolo acuto e due ottusi;
d) due angoli acuti e uno retto;
e) due angoli acuti e uno ottuso;
f) un angolo ottuso.

30
Book in
progress
2. I triangoli

TEOREMA
In ogni triangolo, con due lati non congruenti, a lato maggiore si oppone angolo maggiore.

CDB CBD C CDB e CBD


Dimostrazione
Poiché per ipotesi
CDBAC > CBD
BC,
Hp.: CDB
AC >e BC
CBD
si ha che esiste un punto D, interno ad AC, tale che:
D BC CDB
CD CDB
BCCBD CBD CBD
CDB
(“segnare CD e BC con il simbolo * ”). CDB
CDB
e CBD
Th.: e CBD
CDB e CBD
ABC > BAC
CDB CBD CDB e CBD
CDB CBD CDB e CBD
CD BC
CDB CBD CDB e CBD
CDB CBD A B CDB e CBD
Congiungiamo D con B , così da avere la seguente figura:

Osserviamo che il triangolo BCD è isoscele


CD BC
sulla base BD e perciò:
CD BC
CDB CBD CDB
angoliCBD
alla base di un triangolo isoscele * * CDB e CBD
CDB e CBD
(“segnareCDB CBDcon il simbolo . ”).
CDB eee CBD ABC CDB CBD
D
ABC > CBD
ABC A B
ABC
CBD CDB C
ABC > CBD ABCABC ABC
ABC > CBD
La figura è ora la seguente:
ABC
ABCABC
> CBD > CBD ABC > CDB.
ABC > CBD CBD
CBD CDB CDB
ABC ABC> CBD
Poiché BD CBDè interno
CBD CDBall’angolo
CDB CDB
CBD ABC , si ha che: * *
ABC
ABC >>CDB.CDB.
ABC > CBD e quindi, CDB essendo
> BAD CBD CDB, CDB
ABC ABC
ABC
> CDB.
risulta: > > CBD
CDB.
ABC > CDB. D .
CBD CDB .
CDB CBD>>BAD ABC > CDB. CDB
CDB BAD ABCCDB> BAD A
CDB B
Ma:
ABC >
> CDB.
CDB CDB > BAD
ABCCDB
BAD
> CDB.
ABC
>> in
BADquanto l’angolo CDB
BAD
è esterno
CDB CDBal triangolo ABD (teorema pag. 40),
ABC
per cui: ABC > BAD ABC
CDB ABC
per la>proprietà
BAD transitiva della relazioneCDB
“>”,
il che è lo stesso dire: ABC > BAC. ABC > CBD
ABCCDB
ABC ABC
> >CBD
BAD
>
ABC
ABCBAD> > CBD
BAD
C.V.D. > BAD CDB
CDB ABC> BAD > BAC.ABC > BAD CDB CBD CDB
CBD CDB
ABC > BAC. CBD CDB
Al
ABCtermine
> BADdel teorema la figura si presenta come segue: ABC > CDB.

ABC >ABC
ABCABC >CDB.
BAC.
> >BAC.
ABC
ABC BAD
>>CDB.
BAC.C
ABC > BAC.
CDB > BAD CDB
ABC > BAC.
CDB
CDB >ABC
BAD > BAD
> BAC. CDB CDB
* * ABC > BAD

. > BAD
DABC
ABC > BAD
.
(Figura riportata … perABC
completezza)
> BAC.
A B

ABC > BAC.


ABC > BAC.
31
Geometria - primo anno

TEOREMA INVERSO
In ogni triangolo, con due angoli non congruenti, ad angolo maggiore si oppone lato maggiore.

C
ABC < ACB,
Dimostrazione
Supponiamo per assurdo che non sia AC > AB.
ABC < ACB, Hp.: ABC > ACB
ABC < ACB,
Se:
AC
- AC <AB
AB, si avrebbe, per il teorema precedente: Th.: AC > AB
ABC < ACB, contro l’ipotesi.
ABC
AC ACB,
AB
AC AB , il triangolo ABC sarebbe isoscele
sulla base BC e quindi:
ABC ACB, contro l’ipotesi. A B
AC AB
ABC ACB,
Pertanto, non potendo essere AC < AB né AC AB, si conclude che: AC > AB.
C.V.D.
ABC ACB,
PROVA TU AC AB
AC AB
Considera un triangolo ABC isoscele sulla base AB. Prendi un punto D sul lato AC e dimostra che BD > AD.

CD CB CD CB
La relazione fra i lati di un triangolo è definita dalAC AB teorema:
seguente
CD CB TEOREMA CD C
In ogni triangolo un lato è minore della somma degli altri due lati e maggiore della loro differenza.
ABC < ACB,
ABC < ACB,
C
Dimostrazione
Ovviamente basta dimostrare il teorema per il lato
Hp.: ABC triangolo
maggiore (nel nostro caso AB). PERCHE'? AC AB
Prolunghiamo il lato AC,AC AB di C,
dalla parte AB < AC + BC CD C
CD CB
Th.:
di un segmento CD CB (“segnare CD e CB
ABC ACB, AB > AC – BC
con il simbolo * ”) e congiungiamo D con B. A B
ABC ACB,
Si ottiene la seguente figura:
D

AC* AB
Osserviamo che il triangolo BCD è isoscele
C
AC AB CD CB
sulla base BD, per cui:
CB
CD
ABD
CBD CDB CBD angoli alla base di un triangolo isosceleABD
perchéCDB CBD CDB CBD*e CDB
CBD e CDB
ABD
(“segnareABD
CBD> CBD,
e CDB con il simbolo ”). .
ABD > CBD,
A B
ABD > CBD, Si ha: D
ABD > CDB
ABD
CBD CDB
Poiché BC è interno all'angolo ABD , risulta:
.
*
ABD > CBD, e quindi anche ABD > CDB CBDCBDCDB
CDB C
ABD > CDB ABD > CBD,
(poiché CBD CDB ).
CBD ABD
Pertanto nel triangolo CDBsi ha: CBD e CDB
CBD e CDB *
AB < AD perché ad angolo maggiore è opposto lato maggiore,
ABD > CDB CBD CDB .
e quindi:
ABD > ABCDB
< AC + CD, CBD CDB
cioè, essendo CD BC : AB < AC + BC. A B
CBD CDB C

32
CD
CBD CDB BC CBD e CDB
CD BC
Book in
progress
2. I triangoli

Come già detto, la disuguaglianza vale ovviamente anche per gli altri lati, cioè:

- BC < AB + AC
- AC < AB + BC

Inoltre: AC < AB + BC (sottraendo ad ambo i membri BC) AC – BC < AB + BC – BC


AC – BC < AB ; cioè: AB > AC – BC.

C.V.D.

Questo teorema evidenzia che tre segmenti qualsiasi non possono essere sempre lati di un triangolo; occorre che ciascuno
di essi sia, appunto, minore della somma degli altri due e maggiore della loro differenza.

PROVA TU
- Prendi tre bastoncini di lunghezza 8 cm , 9 cm e 15 cm e costruisci un triangolo.
- Prendi tre bastoncini di lunghezza 7 cm , 13 cm e 5 cm e costruisci un triangolo.

Quali conclusioni puoi trarre?

33
Geometria - primo anno

1. LEGGI ATTENTAMENTE IL TESTO DEL PROBLEMA.

2. DISEGNA, UTILIZZANDO SQUADRA E COMPASSO,


UNA FIGURA ABBASTANZA GRANDE, SECONDO LE
INDICAZIONI DEL TESTO. “SEGNA”, CON UNO
STESSO SIMBOLO, GLI ELEMENTI CHE SAI ESSERE
CONGRUENTI.

3. SCRIVI L’IPOTESI E LA TESI.

4. UTILIZZA L’IPOTESI PER PERVENIRE ALLA TESI


(tranne nelle dimostrazioni per assurdo).

ANCORA ………. CONSIGLI:


- Per dimostrare che sono congruenti alcuni lati o angoli, devi considerare, in genere, triangoli che “contengano” quei lati
o quegli angoli, deducendo la loro congruenza in base ad uno dei criteri di congruenza dei triangoli. nel caso dovesse
mancare “qualcosa”, sarà necessario considerare altri triangoli, o altre proprietà, che ti permettano di dedurre quel
“qualcosa”, indispensabile, e propedeutico, alla dimostrazione.

- Quando ti viene detto di considerare un triangolo, senza nessuna altra ipotesi sui suoi lati o angoli, devi disegnare un
triangolo qualsiasi, cioè un triangolo non particolare [né isoscele, né equilatero, né con angoli particolari (30°, 45°,
60°, 90°, …)]. Dato un triangolo ABC, prendere …

C C C

SI' NO NO

A B A B A B

34
Book in
progress
2. I triangoli

- Così, quando si dice di prendere un punto P su un dato segmento AB, non devi mai fissare P “nel” punto medio,… o
“vicino” al punto medio, ma in punto, interno al segmento, “lontano” dal punto medio.

. * . * . NO . . . SI'
A P B A P B
- Dato un
AOBangolo AOB , considera una semiretta OC interna all’angolo AOB. AOB.
PROVA TU aedisegnare
AD AB AE AC. una figura corretta eBC DE.particolare (da non fare!).
una figura
AD AB e AE AC. BC DE.
AOB
AD ABAB
AD Tutto eeAE
AD AEAB
questo
AD AB AC.
per AC.
e AE
evitare
e AE AC.
che
AC. BC
BCpossano
figure particolari DE.
DE.
BC
BC DE.
indurti
DE. a conclusioni affrettate e/o a considerazioni che non abbiano
AD AB e AE AC. BC DE.
rispondenza alcuna con i dati del problema in oggetto.

1° Problema risolto
AOB AOB.
AD ABABC,
Dato il triangolo e AE si AC. BCe AC,
prolunghino i lati AB DE. oltre A, rispettivamente di due segmenti AD ed AE
conAD
AD AB ABeeAEAE AC.AC. Dimostrare che BC BC DE.
DE.
C
AD AB
* Hp.:
AE AC
/ /
D A B
Th.: BC DE
*

AB AD E
AB AD
Dimostrazione
AC AE
Consideriamo
AC AE i triangoli ABC e ADE; essi hanno:
BAC
AB
AB AD
AD
AB
AB
AB ADAD DAE
AD
per ipotesi;
BAC e DAE
BAC DAE BAC e DAE
AC
AC AE
AE
AC
AC AE
AE per ipotesi;
AC AE
BAC
BAC DAE
DAE
BAC DAE perché angoli opposti al vertice (“segnare BAC
ABDAE
BAC DAE
AD BAC
DAE e
BACeeDAE
BAC DAE
econ il simbolo
DAE
.”).
BAC BAC e DAE
AC AE
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio di
AB BAC
AB BC
ADAD DE
congruenza
DAE BAC e DAE
dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:
BC
AC DE
AC AE
AE (“segnare BC e DE con il simbolo // ”).

BAC
BAC DAE
C.V.D. DAE BAC
BACeeDAE
DAE
BC
BC DE
DEBC
BC DE
DE
BC
Al DEdel problema la figura si presenta come segue:
termine
BC DE
C

* //
BC
BC DE
DE .
D
/ .A /
B
// *

35
BD
BD
AD BD
AD
AD
AD
AD
Geometria - primo anno
AE BD BF AD.
AE BD
AE BD BF AD.
2° Problema risolto
Dato il triangolo isoscele ABC, sia D un puntoAD della BF
base AB. Si considerino su AC il segmento AE BD e su BC il
segmento AE BD BF
. Si dimostri che il triangolo
DAEDEFDBFAD.
è isoscele.
C
AC BC
Dimostrazione
Consideriamo
Hp.: AE BD
AE BD AE BD i triangoli ADE e BDF; essi hanno:
AE
AE BD
BD E BF AD
AD BF AE BD per ipotesi;
AD BF DE DF
AD
AD BF
BF per ipotesi; F
DAE AD
DBFDAE BF
DBF o Th.: DEF isoscele
BD
DAE
DAE DBF
DBF perché angoli alla base di un triangolo isoscele.
DAE DBF
o AD
A D B
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio di
congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:
DE DF DE DF (“segnare DE e DF con il simbolo *”), C
DE DF
DEcui DF
DF
per
DE il triangolo DEF risulta AE
isoscele
BDsulla base EF.
AE BD
AD BF
C.V.D. AD BF
Al termine del problema la figura
DAE si presenta
DBF come segue: E
DAE DBF
F AE BD
CE CE
AE BD o *
* AD BF
AD BF CE C
o CE
CE DAE DBF
CE CE A D B
3° Problema risolto
DAE DBF DF
DE
DE DF
Sui prolungamenti della base BC di un triangolo isosceleAB
ABCAC
si riportino i segmenti congruenti BD e CE. Dimostrare che
il triangolo ADE è isoscele. BD CE A
ABD ACE ABC A
AB AC
Hp.: DE ABD
DF e ACE
BD CE
DE DF
AB AC AB AC
Dimostrazione
Consideriamo
BD CE BD CE i triangoli ABD e ACE; essi hanno: Th.: ADE isoscele
AB AC AB AC
AB AC AC per ipotesi;
ABD ACEAB
ABD ACE BD CE ABC ACBABC ACB
BD
BD CE
CE per ipotesi;
BD CE //AE //
ABD ACE DADe ACE
ABD B e ACE
ABD C E ABC ACB
ABD ACE in quanto supplementari di angoli ABC ACB
ABD
ABDABC ACE
ACE ACB ABC
ABC ACB ACB
congruenti [ ABC ACB perché angoli alla base di unetriangolo
ABD ACE isoscele (“segnare ABD e ACE
ABD e e ACE
ACE
ABD e ACE conABD il simbolo . ”)]. ABD
e ACE
AB AC
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra di essi compreso ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio
BD CEpertanto, tutti gli altri
di congruenza dei triangoli. Avranno, ABelementi
AC corrispondenti congruenti, in particolare:
ABDcon ilACE A ABC ACB
AD AE AD AE (“segnare AD e AE simbolo * ”), BD CE
ABD ACE ABD e ACE ABC AC
il triangolo ADE è isoscele sullaAD
per cui AE
AD base AE
DE.
AD
AD AE
AE ABD e ACE
C.V.D.
Al termine del problema la figura si presenta come segue: * *

AD AE
. .
// //
D
AD AE B C E

36
AB AB
AB
AB CB = F}
CB = F} Book in CB AD
= F} AC
CB = F} CB = F} progress AD A
AE AB.
AE AB. 2. I triangoli

4° Problema risolto BFE.


Dato un triangolo ABC, si prolunghino i lati AB e AC rispettivamente dei segmenti BFE. AC ed AE
AD AB.
Detto F il punto di intersezione delle rette DE e CB, dimostrare che:

- il triangolo BEF è isoscele; F


- la semiretta FA è bisettrice dell’angolo BFE.
BFE.
C AD AC
Dimostrazione Hp.: AE AB
AE AB
B AE ABOsserviamo AB
che: AE AB per ipotesi,
DE CB = F}
e quindi il triangolo ABE è isoscele sulla base BE. D AD / AC A B CB = F}
Si ha, pertanto, che: AE AB BEF isoscele
Th.:
DAE AEB
BACe ABE EFA BFA DAE e BA
AEB ABE
AEB ABE perché angoli alla base AEB e ABE
ABE AEB ABE AEB e AB
ABE AEB e ABE
di un triangolo isoscele (“segnare AEB e ABE con il
simbolo . ” ). CB = F}
AD AC E
F
AD AB
AE AC
AD AC
AE
DAE AB
BAC AED DAE
ABCe BAC AED e ABC
C AE AB
DAE BAC AE AB
AE AB DAE DAE
BACe BAC DAE e BA

D / A . B

AEB ABE AEB e ABE


AED ABC AEB
AED e ABC ABE AEB e ABE
AE AB
AED ABC AED e ABC
AED ABC AED e ABC
E AB
. F
E
Consideriamo ora i triangoli ADE e ABC; essi hanno: C
AD AD
AC AC
ADAD ACAC AEB ABE
AD
AD AC
AC per ipotesi;
EB ABEAE AEAE AE
AB AB
AB AB AEB e ABE
AE
AE AB
AB per ipotesi;
DAE
DAE
DAE
DAE
BAC
BAC
DAE
BACBAC
perché BAC
angoli opposti al vertice DAE DDAE
DAE eDAE
BACee/ BAC
DAE
BACe BAC
A . B
DAE BAC DAE e
e BAC
BAC
(“segnare DAE
DAE e BAC con il simbolo
e BAC ” ). FEB FBE

I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso


ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio di congruenza
FE FB
dei triangoli. Avranno, quindi, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, .
in particolare:
AED
AED AEDABC
ABC ABC (“segnareAED AED AED
eeABC e ABC
ABC con il simbolo ” ). E
AED
AED ABC
ABC AED e ABC
AED ABC
AED ABC AED e
e ABC
AED
ED e ABC
e ABC F
FEB FBE
Si
FEBha, pertanto,
FBE che: C
//
FEB FBE perché somme di angoli congruenti,
e quindi il triangolo BEF risulta isoscele sulla base BE, per cui: FE FB
FE FB (“segnare FE e FB con il simbolo // ” ). D // / A . B
FE FB
Congiungiamo A con F (solo ora!):

.
E
37
FE FB
FE FB
FE FB AE AB
AE AB
AEFEFEFB
AB FEFB FB- primo anno
Geometria
AF AF
AEAEAB
AEAB AB AF FAEAF
Consideriamo i triangoli e FAB; essi hanno:
FE FB FE FB AF AFAFAFAF osservato;
AF
FE FB per quanto precedentemente
AE AB AE AB
AE AB per ipotesi;
AF in comune (o AF AF per laAF proprietà riflessiva della congruenza).
AF AF AF
EFA BFA EFA e BFA
EFA deiBFA
I due triangoli, avendo i tre lati ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 3° criterio di congruenza triangoli.
EFA BFA Avranno, pertanto,EFA
tuttiegliBFA
altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:
EFA BFABFA
EFAEFA
BFA EFA
(“segnare e EFA
EFA BFA e BFA
e BFA con il simbolo o ”).
C.V.D.
(AE AB; FE FB; AEF ABF)
EFA BFA EFA EFA
XAYe laBFA
[Si poteva dimostrare
XAY congruenza
XAY EFA triangoli FAE e FAB con il 1° criterio di congruenza (AE AB; FE FB; AEF
deiBFA ABF)
EFA BFA BFA
XAYXAY XAY EFA e e BFA
AB; FE FB; AEF ABF)].
rs rs rs
(AE
(AE(AEAB; FEAB;
AB; FEFB; FE
FB; FB;
AEFAEFAEF ABF)
ABF) ABF) rs rs rs
Al termine del problema XAY
laXAY
figura
XAY si presenta
XAY come segue:
XAY F
XAY
XAYXAY XAY
o
BDBDEC.EC.
OSSERVAZIOnE
BD(volutamente
EC. … ritardata)
o rs
rs rs
AB; FE (AE
FB; AB;
AEF
BD BD
FE ABF)
EC. EC.
FB; BD
AEF EC.
ABF)
(AE AB;nellaFE FB; AEF
risoluzione ABF) avrai notato che, una volta
dei problemi, XAY C
XAY
XAY //
dimostrata la congruenza di due triangoli, ciBD siamoEC.
spesso
limitati a dedurreBD EC.
BDla congruenza
EC. solo di alcuni elementi
corrispondenti (o perché era quanto direttamente richiesto D // / A . B
dal problema o perché, “lungimiranti”, avevamo compreso
quali relazioni ci servivano nel proseguo
XAYdel nostro lavoro).
Altre volte, “meno lungimiranti”, ma in ogni caso non per
rs
miopia matematica, abbiamo preferito, nel dubbio,
XAYanche
elencare tutti gli elementi corrispondenti congruenti,
se qualche relazione non è BDstata poi
.
EC.utilizzata nel proseguo
della dimostrazione. E
XAY
XAY
PROVA TU a completare il seguente problema: XAY
XAY
Sulla bisettrice di un angolo XAY si prenda un punto M e per esso si conducano due rette r, s non parallele ai lati
XAY
BDr conEC.
dell’angolo e tali che AM sia bisettrice di due degli angoli rs. Siano B e C le intersezioni di i lati dell’angolo XAY, e D,
E le intersezioni rs
XAYdi s rispettivamente con gli stessi lati. Dimostrare che BD EC.
Y
XAY
BD EAM
EC.
Dimostrazione
BAM
BAM BAM
EAM EAM C XAY
BAMBAMEAMEAM
BAM EAMi triangoli
Consideriamo BD ABM
EC.
BAM
e ……. ; EAM
essi hanno:
AMB
AMBAME
AMB
AME AME BD EC.
AMBAMB AM
AMEAME
AMB AME …………….. (o AM …..
AMB AMEper la proprietà riflessiva della congruenza); E
BAM EAM
BAM EAM …………… ; M
AMB AME
AMB AME …………… . .
.
I due triangoli, avendo un lato e i due angoli ad essi adiacenti A B D X
ordinatamente congruenti, sono congruenti per il …. criterio di congruenza
r s
AEAEdei triangoli.
AE Avranno,
BAM EAM AE
AE AE AE pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti,
in particolare:AMB
….. AME
AE (“segnare ....... e ....... con il simbolo / ”).
Osserviamo inoltre che: BMD BMD
BMDBMD BMD AE AE BMDBMD BMD
BMDBMD BMD …… perché angoli opposti al vertice (“segnare
BMD BMD
BMD e …… con il simbolo ”),
per cui: AMC BAM EAM
(AMB CME).
AMC…… AMC perché somme di angoli congruenti
AMC
BMD (AMB …… e ……
(AMB (AMB BMD CME).
CME). CME).
BMD
AMCAMC AMC (AMB (AMB (AMB BMDAMB AME CME).
CME).
CME).
AE
M EAM BAM EAM
B AME AMC
AMC (AMB
(AMB AM CME).
CME).
BMD AMB AME BMD
AMAM AM
38 BAM EAM CAM AM
AM AM
BAM EAM
AMC (AMB CME).
AMC (AMB CME). Book in
progress
2. I triangoli
AM
BAM EAM
Consideriamo ora i triangoli AMC e …… ; essi hanno:
AM
AM …………...
CAM (oAMB
….. AME AM per la proprietà …………………………… della congruenza);
…… CAM per ipotesi;
AMD ……… per quanto precedentemente osservato.
AMD
BD EC
I due triangoli, avendo un lato e i due angoli ad essi adiacenti ordinatamente congruenti, sono congruenti per il ….. criterio
di congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare:
BAM EAM AE
AD
AMB ….. (“segnare AD e ..... con il simbolo ~ ”).
AME
BMD BMD
Si ha allora che:
BD EC per …………………… di segmenti congruenti. Y
C.V.D. AMC (AMB CME).
C
Al termine del problema la figura si presenta come segue:
AE
E ~
AM M
BMD BMD
CAM ..
B
~
A D X
AMC (AMB CME).
AMD
r s

AM

CAM

AMD

39
Geometria - primo anno

ESERCIZI UNITÀ 1 – 2: LA GEOMETRIA DEL PIANO – I TRIANGOLI.

CONOSCENZA E COMPRENSIONE

1) Cosa si intende con l’espressione “concetti o enti primitivi”?


2) Quali sono i concetti primitivi della geometria euclidea?
3) Che cos’è un assioma o postulato?
4) Che cos’è un teorema? E un corollario?
5) Quali sono le parti di un teorema?
6) Cosa vuol dire “dimostrare” un teorema?
7) Qual è la differenza fra una dimostrazione diretta ed una indiretta?
8) Scrivi almeno tre postulati della geometria euclidea.
9) Che cos’è un fascio di rette proprio?
10) Cosa vuol dire “orientare” una retta?

40
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

11) Che cos’è una semiretta? Ed un segmento?


12) Quando due segmenti si dicono consecutivi? E quando adiacenti?
D
13) Riferendoti alla seguente figura: .
A. .
C
.E
.
quale delle seguenti proposizioni è vera?
B
a) BC e CD sono segmenti consecutivi, DE e EF sono segmenti adiacenti. .
F
b) AB e BC sono segmenti consecutivi, CD e DE sono segmenti adiacenti.
c) AB e BC sono segmenti consecutivi, CD e EF sono segmenti adiacenti.
d) BC e CD sono segmenti adiacenti, AB e BC sono segmenti adiacenti.
e) AB e BC sono segmenti consecutivi, BC e CD sono segmenti adiacenti.

14) Che cos’è una spezzata?


15) Spiega la differenza fra una spezzata chiusa ed una spezzata aperta.
16) Quando una spezzata si dice intrecciata?
17) Una sola delle seguenti proposizioni è vera. Quale?
a) Due segmenti sono consecutivi se la loro intersezione è almeno un punto.
b) Due segmenti consecutivi sono sempre adiacenti.
c) Se l’intersezione di due segmenti è estremo sia di un segmento che dell’altro, allora i due segmenti sono
consecutivi.
d) L’intersezione di due segmenti è sempre un segmento nullo.
e) Se l’intersezione di due segmenti è l’estremo di un segmento, allora i due segmenti sono consecutivi.

18) Stabilisci quali tra le seguenti affermazioni sono vere e quali false:
a) due rette si dicono complanari se appartengono a piani diversi. q V q F
b) per un punto del piano passano due sole rette. q V q F
c) per un punto del piano passano almeno tre rette. q V q F
d) per un punto del piano passano infinite rette. q V q F
e) su una retta vi sono almeno 10 punti. q V q F
f) due segmenti adiacenti non sono consecutivi. q V q F
g) due segmenti consecutivi non sono mai adiacenti. q V q F
h) se due rette r ed s sono tali che rs = Ø, allora le due rette sono coincidenti. q V q F
i) un piano è individuato da tre punti distinti e allineati. q V q F
l) un piano è individuato da due rette incidenti. q V q F
m) un piano è individuato da una retta e da un punto su di essa. q V q F
n) un piano è individuato da una retta e da un punto non appartenente ad essa. q V q F
o) due rette possono avere almeno due punti in comune. q V q F
p) per tre punti distinti del piano può passare una sola retta. q V q F

19) Completa le seguenti affermazioni, aiutandoti con le opportune figure:


a) se P è un punto non appartenente ad una retta r, le rette passanti per P ed incidenti r sono …………………… ;
b) un punto O di una retta r individua su r due ……………………… ;
c) per un punto A passano …………..… rette, il cui insieme si dice ………….… di ….…..….... di …………….. A ;
d) due punti A e B di una retta r individuano su r due ..…………..…….….. e un ………...………….. ;
e) due segmenti AB e BC si dicono …………..……..…….. se hanno in comune solo l’estremo ….. ;
f) due segmenti AB e BC si dicono adiacenti se ……………………………….………… e ……………………………
………………………………. ;
g) su una retta vi sono …………………… punti;
h) una retta di un piano lo divide in ……………………………… .

41
Geometria - primo anno

20) Stabilisci se sono vere o false le seguente affermazioni:


a) Una semiretta è la metà di una retta. q V q F
b) Due rette possono avere più di due punti in comune. q V q F
c) Due rette che hanno almeno due punti in comune sono parallele. q V q F
d) Per tre punti non allineati passano sempre almeno due rette. q V q F
e) Due rette sono sghembe se appartengono allo stesso piano. q V q F
f) Un segmento è un insieme infinito di punti. q V q F
g) Se l’intersezione di due segmenti è un segmento non nullo, allora q V q F
i due segmenti appartengono alla stessa retta.
h) L’unione di due semirette aventi la stessa origine è una retta. q V q F
i) Se l’intersezione di due semirette è un segmento nullo, allora le q V q F
semirette appartengono alla stessa retta.
l) L’intersezione di due rette complanari è sempre diversa dall’insieme vuoto. q V q F

21) Una sola delle seguenti proposizioni è vera. Quale?


a) Due segmenti appartenenti a semirette opposte sono adiacenti.
b) Due segmenti che hanno un punto in comune sono adiacenti.
d) Due segmenti sono adiacenti se la loro intersezione è un segmento non nullo.
e) Se due segmenti appartengono alla stessa retta e hanno un solo punto in comune, allora sono adiacenti.
f) Due segmenti appartenenti alla stessa semiretta sono adiacenti.

22) Siano R, S, T tre punti di una retta orientata r ; se S precede R e T segue S,


quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera?
a) T precede R.
b) R segue T.
c) T segue R.
d) R coincide con T.
e) nessuna delle precedenti proposizioni è vera.

23) Osserva la seguente figura: . . . . .


A C B D E r
e completa le scritture date, inserendo al posto dei puntini, il termine “precede” o “segue”.
A ………………... C C ………………... E
B ………………... E E ………………... A
D ………………... A A ………………... B
A ………………... D B ………………... D

24) Facendo riferimento alla figura dell’esercizio precedente, stabilisci se se seguenti affermazioni sono vere o false:
a) B è interno al segmento BE q V q F
b) D è esterno al segmento AB q V q F
c) C è interno al segmento AD q V q F
d) A è esterno al segmento AB q V q F

25) Con riferimento alla seguente figura, stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere o false:
a) F segue D q V q F
D
. F
. A
. R. b A precede D q V q F
c) R precede F q V q F
r
d) A segue R q V q F
e) R segue D q V q F
f) A precede F q V q F
g) D segue F q V q F

42
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

26) Cosa vuol dire che una figura è convessa? E che è concava?
27) Che cos’è un angolo? Quando due angoli si dicono consecutivi? E quando si dicono adiacenti?
28) Data la seguente figura:
Completa le seguenti scritture, sostituendo al posto dei
b puntini i termini corretti:
β - O ………………… degli angoli a e β;
- …………………………... a e β : ………… degli …
α ……………………… ;
O a - a angolo …………………. ;
- β …………………………. .

29) Osserva la seguente figura e completa:

A a) L’angolo a si indica con D


…..… oppure con B...........;
b) D oppure ….......…, ma
L’angolo si indica con ……..
α D D
DCB
…...…… si indica con D ;
β DCB D
c) DCB indica l’angolo
D …….;
γ BDA
DCB
d) BDA
DCB….. indica l’angolo a ;
B C DCB BDA
e) BCD ….. indica l’angolo , ma indica l’angolo ……. .
BDA
BDA
BCD
BDA BCD
30) Una sola delle seguenti affermazioni è falsa. Quale? BCD
a) Un angolo acuto è una figura convessa. BCD
BCD
b) L’intersezione di due figure convesse è sempre una figura convessa.
c) L’intersezione di due figure concave è sempre una figura concava.
d) Una semiretta è una figura convessa.
e) Un angolo piatto è una figura convessa.

31) Dato un angolo, esiste sempre il suo complementare? E il suo supplementare? E il suo esplementare?
Motiva le risposte.

32) Completa:
a) Due angoli si dicono consecutivi se hanno il ……………….. e un ………… in comune.
b) Due angoli si dicono adiacenti se sono …………....……… e i lati ……………………….…… appartengono
alla ………… retta.
c) Due angoli sono opposti al vertice se i ……….... di uno sono i ……………………….. dei ………. dell’altro.
d) Due angoli sono ………….…………... quando la loro somma è un angolo retto.
e) Due angoli sono supplementari quando la ……….. ….…………… è un angolo ………….. .
f) Due angoli sono …………….…………… quando la loro ………….. è un angolo giro.

33) Stabilisci quali tra le seguenti affermazioni sono vere e quali false:
a) due angoli adiacenti sono anche consecutivi. q V q F
b due angoli consecutivi sono anche adiacenti. q V q F
c) un angolo i cui lati sono coincidenti e che contiene tutti punti del piano è l’angolo nullo. q V q F
d) un angolo si dice concavo se contiene i prolungamenti dei suoi lati. q V q F
e la somma di due angoli acuti è un angolo ottuso. q V q F
f) la somma di due angoli acuti può essere un angolo ottuso. q V q F
g) il doppio di un angolo acuto può essere ancora un angolo acuto. q V q F
h) il complementare di un angolo acuto è un angolo ottuso. q V q F
i) il supplementare di un angolo acuto è un angolo ottuso. q V q F
l) due angoli che hanno il vertice in comune sono consecutivi. q V q F

43
Geometria - primo anno
XAY

34) Osserva la figura: rs


XAY
Una
BAMsolaEAM
delleBD
seguenti
EC.affermazioni è vera. Quale?
a)
AMBa AME
d γ δ
b) γ è complementare di a
β
c) β è supplementare di j α
d) d > β r

e) j è complementare di γ
AE

BMD BMD

35) Osserva la figura:


AMC (AMB CME).

Una sola delle seguenti affermazioni è falsa. Quale?


a) β è complementare di d
BAM AM β δ
b) β > γEAM
c) a
AMB AME
d α r
CAM ω
d) j è il supplementare di d + γ γ
e)
AMDγ è il complementare di d

36) Quale delle


AE seguenti affermazioni è vera?
a) Il supplementare di un angolo acuto è ancora un angolo acuto.
b) Due angoli opposti al vertice sono supplementari.
c) L’esplementare di un angolo retto è l’angolo piatto.
BMD BMD
d) Il supplementare di un angolo ottuso è sempre un angolo ottuso.
e) Due angoli opposti al vertice sono congruenti.
AMC (AMB CME).
37) Che cos’è un poligono?
38) Che cosa si intende per diagonale di un poligono?
39) Quando un poligono si dice regolare? AM
40) Classifica i triangoli rispetto ai lati.
CAM
41) Riferendoti alla seguente figura, completa le scritture seguenti distinguendo i vari elementi:
a) i punti A, B, C sono i ……………….. del triangolo; C
AMD
b) i segmenti …… , …… , …… sono i tre lati del triangolo;
c) gli angoli convessi …… , ….… , ….… sono gli ……………………………….…

A B
42) Quando due figure si dicono congruenti?
43) Perché la relazione di congruenza fra figure è una relazione d’equivalenza?

44
rs
Book in
XAY progress
BD EC. Esercizi unità 1 - 2

44) Stabilisci quali tra le seguenti affermazioni sono vere e quali false:
a) Per ogni lato di un triangolo vi è un solo angolo adiacente. q V q F
b) Ogni triangolo equilatero è isoscele. q V q F
c) Se un triangolo non è isoscele, allora è scaleno. q V q F
d) Ogni triangolo ha tre vertici. q V q F
e) Un triangolo isoscele non può essere ottusangolo. q V q F
f) Un triangolo acutangolo è sempre scaleno. q V q F
g) Ogni segmento che ha per estremi due punti interni di un triangolo è q V q F
sempre interno al triangolo. (Cosa significa?)
h) Un triangolo rettangolo può anche essere ottusangolo. q V q F
i) Un angolo di un triangolo e l’angolo esterno adiacente ad esso sono supplementari. q V q F
l) Un triangolo isoscele può avere un solo angolo acuto. q V q F
m) Un triangolo rettangolo non può essere isoscele. q V q F

45) Quali sono i criteri di congruenza dei triangoli? Scrivi il loro enunciato.
46) Se a , β e γ sono angoli diBAM EAM
un triangolo e d è l’angolo esterno adiacente a β, una sola delle seguenti affermazioni è vera.
Quale? a) d < β b) γ AME
AMB d c) d < a d) d > β e) d > γ

P
47) Le seguenti terne di numeri rappresentano le misure di tre segmenti; con quali di esse si può formare un triangolo?
a) 15; 9; 6 b) 7; 7; 5 c) 25; 15;FG
8 < FK,
d) 32;KFG
20; 52 e) 7;e5; 13
< KGF KG > f)FG.
46; 23; 24 g) 38; 40; 70
FG < FK, KFG < KGF e KG > FG.

48) Del triangolo FGK si sa che: FGAE


< FK, KFG < KGF e KG > FG. Una sola delle seguenti affermazioni è vera.
a) FG < FK < KG b) KFG < FGK < FKG c) FG < KG < FK
Quale? a) FG < FK < KG b) KFG < FGK < FKG c) FG < KG <P}
FK
d) KFG < FKG
BMD< KGF e) FK < FG < KG
a) FG <
d) FK < KG
KFG < FKG < KGF b) KFGe)< FK
FGK < FKG
< FG < KG c) FG < KG <BMD
FK

d) KFG < FKG < KGF e) FK < FG < KG


AMC (AMB CME).
P}
ESERCIZI
B}
LA GEOMETRIA DEL PIANO P}
AM
1) Completa, utilizzando i simboli opportuni ( … ), le relazioni tra gli enti geometrici rappresentati
B
in ciascuna delle seguenti figure: CAM
B} r
r s
AMD Ø
.A s
r
. B}
P . P}
A …. r
B P}
B …. r Ø
r …. s = {P} AB …… r = {B} r ….. s ; r……=Ø

Ø
. * . * . .A B}
r
A M B

α B} β
AM ….. MB

A ….. a r ….. β

45
Geometria - primo anno

2) Disegna, nel piano, le seguenti figure geometriche:


a) due semirette tali che la loro intersezione sia un segmento;
b) due rette r ed s incidenti in un punto P;
c) le rette che passano per due punti distinti A e B;
d) le rette che passano per un punto D;
e) una retta orientata s e su di essa tre punti O, P, Q, tali che Q precede O e Q segue P;
f) due semirette aventi la stessa origine A;
g) due segmenti consecutivi;
h) due segmenti adiacenti;
i) una spezzata non intrecciata chiusa di 6 lati;
j) una spezzata intrecciata aperta di 5 vertici;
k) quattro punti, a tre a tre non allineati, e tutte le possibili rette da essi individuate;
l) quattro punti di cui tre allineati e tutte le possibili rette da essi individuate.

3) Completa, osservando la seguente figura:

.D r …= r …= A s t = ….
s t = ….

. C E … t E … t … t = B… t = B
E.
D …. t D …. t ED …. = ED
D …. = D
r . . ED r = ….
ED r = …. BC …. = BC
C …. = C
A B
s tr BC = ....r BC = .... D ...... s D ...... s

AC .... = C
AC .... = C C ..... t C ..... t

4) Confronta i segmenti della seguente figura e ridisegnali sul tuo quaderno in ordine crescente (dal più piccolo al più
grande) e, successivamente, in ordine decrescente (dal più grande al più piccolo).
.
D
. . . .
B G H C
. .
A
L
. .
E F

.
I
5) Confronta, utilizzando il compasso o per sovrapposizione con carta trasparente, i segmenti della figura seguente.
Sostituisci, poi, al posto dei puntini il simbolo corretto ( , < , > ). ,<,>

., < , >
G
. . .
A B D
. .
. E F
.
C
H
AB ….. CD AB ….. EF GH ….. AB CD ….. EF
CD ….. GH EF ….. GH EF + CD ….. ….. + CD GH - EF ….. CD

46
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

6) Riferendoti ai segmenti dell’esercizio precedente, costruisci le seguenti figure:


AB + CD AB – CD AB + EF AB – EF
AB + GH AB – GH CD + EF EF – CD
CD + GH EF – GH EF + GH GH – CD

7) Riconosci quali delle seguenti figure sono convesse e quali concave:

XAY
rs
XAY
BD EC.

8) Considera due segmenti AB e CD, con AB > CD. Costruisci, utilizzando squadra e compasso, le seguenti figure:
a) il segmento somma; e) il segmento congruente al doppio di AB;
b) il segmento differenza; 2
c) il segmento multiplo di AB secondo il numero 2; f) il segmento congruente ai di AB;
3
d) il segmento multiplo di CD secondo il numero 3; g) il segmento congruente ai 2 di CD.
3
BAM EAM 3
2
9) Dati due segmenti AB e CD, tali cheAMB
5AB AME 3CD, quale sottomultiplo comune puoi individuare?
3
10) Osserva la figura e completa come nell’esempio: 2
1
GB PQ; HR ….DI;
2
…. PQ; DI …. PQ;
AE 5
2 …. PQ; SN …. HR;
2 6
3
2
3 7
BG …. DI; FM ….;
BMD 3 6 BMD
3
2
3
2 SN ….GB; AE 7 ….;
2 AMC 2 3(AMB CME).
…. AE; …. ….
5 7

AM
47
5 7

Geometria - primo anno

11) Data la figura seguente:


- il punto C tale che AC AB;
r
- il punto D tale che AD 2AB;

1
- il punto E tale che AE AB;
2
5
- il punto F tale che AF AB;
2
. . 2
A B - il punto G tale che AG AB.
3
12) Disegna un triangolo ABC avente i lati di 5 cm, 3 cm e 2,7 cm. Costruisci, poi, un segmento avente lunghezza pari al
perimetro del triangolo.
AC AB;
13) Una spezzata di quattro lati ha il primo lato congruente al doppio del secondo, il terzo lato congruente al secondo e il
quarto lato congruente al doppio del primo. Sapendo che la somma dei lati della spezzata misura 208 cm, quanto
AD 2AB;
misura ogni lato?
[52 cm; 26 cm; 26 cm; 104 cm]
1
AE AB;
Esercizio guidato 2
14) In un triangolo ABC, isoscele sulla
5 base BC, i lati AB e AC superano ciascuno di 6 cm la base.
AF del triangolo
Sapendo che il perimetro AB; è 36 cm, calcola le misure dei lati.
2
COMPLETA: 2
AG AB.
A 3

AB ACAC BC + 6 cm
Hp.: AB ACAC BCBC+ +6 6cm
cm
AB + BC + AC = 36 cm ( * )
* *

Th.: AB = ? ; BC = ? ; AC = ?

B C
[( * ) per la misura della lunghezza dei segmenti utilizziamo il segno di uguaglianza].
È opportuno il seguente ausilio grafico:

base Si ha quindi: 3 . BC = 36 – (…. + … ) = … – 12 = …


.
6 cm
lato BC = …. : 3 = .... cm
6 cm
lato AB AC = …. + 6 = .… cm

15) Una spezzata aperta di quattro lati è lunga 84 cm. Il primo lato misura 36 cm, il secondo è la quarta parte del primo e il
terzo è congruente alla differenza dei primi due. Calcola la misura del quarto lato.
3 BC = 36 – (…. + … ) = … – 12 = … . [12 cm]
3 3BCBC= =36 36–=–(… . . + +……) =) =……– –1212= =…
(… ..
BC
16) =In….
un :triangolo
3 .... cm isoscele sulla base…
ABC, AB, ciascuno dei lati supera di 12 cm la base. Sapendo che il perimetro del
BC = =…. ….=: 3:….
= =.... cm
ABBCtriangolo
AC è372+cm,
....
6 =cmcalcola
.… cm la misura dei lati. [16 cm; 28 cm; 28 cm]
ABAB AC = …. + 6
AC = …. + 6 = .… cm= .… cm

48
4
3
3 3
5 Book4in
5 progress
4
4
5
Esercizi unità 1 - 2
54
3
4 3
17) In un triangolo ABC, retto in A, la somma delle lunghezza dei due cateti è484 cm e uno è i dell’altro. Sapendo che
4
l’ipotenusa è i 5 del cateto maggiore, calcola il perimetro del triangolo.
[144 cm]
3 4 5
5 4
3
18)3 Un triangolo ABC, isoscele sulla base AB, ha il perimetro di 55 cm. Sapendo che ciascuno dei lati è i della base,
3 5
5 calcola la misura dei lati.
[25 cm; 15 cm; 15 cm]
5
19) Utilizzando
3 squadra e compasso, determina il punto medio di ciascuno dei seguenti segmenti:
5 G.
S.

. . .
F. L M T

20) Utilizzando squadra e compasso, disegna le seguenti figure:


a) un angolo concavo e un angolo convesso. e) un angolo convesso AOB e la sua bisettrice OC.
b) due angoli consecutivi. f) due angoli complementari.
c) due angoli adiacenti. g) due angoli supplementari.
d) due angoli opposti al vertice. h) due angoli esplementari.

21) Rappresenta le seguenti figure: AOB


a) due angoli consecutivi complementari.
AOB (come si chiamano?).
b) due angoli consecutivi supplementari
c) due angoli consecutivi esplementari.
d) AOB
un angolo acuto AOB e il suo multiplo secondo il numero 3.
e) l’angolo acuto AOBAOBdel punto d) e il suo sottomultiplo secondo il numero 3.
f) un angolo triplo di un angolo retto.

22) Utilizzando squadra e compasso, costruisci un angolo congruente ad ognuno dei seguenti angoli:

α β

49
Geometria - primo anno

23) Confronta, utilizzando squadra e compasso, o per sovrapposizione con carta trasparente, gli angoli della figura seguente.
Sostituisci, quindi, al posto dei puntini il simbolo corretto ( , < , ,><). , >, <, <, >, >
,<,>

ω
γ β

a…β a…ω d…β γ…j ω…j


a…γ j…a β…ω d…j ω…d
d…a β…γ β…j γ…ω γ…d

24) Riferendoti agli angoli dell’esercizio precedente, costruisci i seguenti angoli:


a + β; a + γ; γ + j; d + a;
a - ω; j - β; d - γ; d - j;

25) Utilizzando squadra e compasso, costruisci la bisettrice dei seguenti angoli:

R M

O A P Q L I

F L I

.
E D G H I

50
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

1
γ
Fissato l’angolo di ciascuno degli esercizi seguenti, disegna
1 l’angolo indicato:
3 γ
26) 3 27)
1
γ 1
3 γ
1 3
disegna 2α disegna β
2
β
AOB e BOC: α AOB e BOC:

28) 29)

1 1 2
disegna γ γ disegna δ
3 3 3

γ δAOB e BOC:

AOB
AOB
e BOC:
e BOC:

Ob1 30)
BOb1 AOb1 BOb1 31)

Ob2 AO B BOb2 AO B
5 5
disegna
Ob2 BOb1 COb2 BOb1 disegna 4ω 2 2

Ob2 AOb2 + AOb


BOb22 AOb2 + BOb2
ω
Ob2 AOb1 +bCOb
1 Ob2 AOb1 + COb
32) nella seguente figura, le semirette b1 e b2 sono le bisettrici, rispettivamente, dei due angoli consecutivi AOB e BOC:
OC BOC AOB AOB
AOb1 BOb1
Stabilisci se sono vere o false le seguenti affermazioni: AOB e BOC:
AOb
AOb
1 1 BOb
BOb
1 1 q V qF BOb2 AO B
b2
BOb
BOb
2 2 AOA
BO B q V5 qF COb2 BOb1
5 C
2 B
COb
COb
2 2 BOb
BOb
1 1
q V qF2 AOb2 AOb2 + BOb2
5
AOb
AOb
2 2AOb
AOb
2 +2 BOb
+ BOb
2 2
q V qF b1 Ob2 AOb1 + COb b2
1 5
2
b1 Ob
b1 Ob
2 2AOb
AOb
1 +1 COb
+ COb q V qF BOC AOB

BOC supplementare di AOB


BOC AOB q V qF O A

33) Dato l’angolo della figura seguente:


E
completa le seguenti relazioni: AOb1 BOb1 D AOb1 BOb1

BObC2
OB … AOEAOB … AOE DOE … BOE BOb2 AO B
AO B
OB … AOCAOB … AOC AOD … COD5 5… COD
COb2 BOb1
2 2 COb2 B
BOb1
OD … AOEBOD … AOE BOE … AOE … AOE
AOb2 AOb2 + BOb2
AOb2 AOb2 + BOb2
OD … AODBOD … AOD COD … AOC … AOC
b1 Ob2 AOb1 + COb
O b1 Ob2 AAOb1 + COb
BOC AOB
BOC AOB
AOB … AOE 51
Geometria - primo anno

34) Individua, tra gli angoli delle figure seguenti, l’angolo nullo, l’angolo acuto, l’angolo retto, l’angolo ottuso, l’angolo piatto,
l’angolo giro.
s

. B B
r
.
O O A O A

angolo ……

O r
.
O r O r

35) Completa, se possibile, la seguente tabella:

angolo complementare supplementare esplementare


32° ... ... ...
... ... 110° ...
... 18° ... ...
... ... ... 252°
... 47° ... ...
59° ... ... ...
... ... ... 281°
... ... 82° ...

Ampiezza di un angolo

Ricorderai che,
1 per quanto0 riguarda
0 la misura degli angoli (ampiezza), è stata fissata come unità di misura il grado, cioè la
' '
1
novantesima 1 60
parte dell’angolo retto, ;con i suoi sottomultipli:
60
0
' 1
- il primo che è la sessantesima parte del grado 1 10 60 ' ;
60
- il secondo che è la sessantesima parte del primo, cioè la tremilaseicentesima parte del grado
' 0
1 1
1'' 1' 60'' 10 3600'' .
60 3600
' 0
1 '' 1
1' e60
1 di un angolo è di 27 gradi , 52 primi
La scrittura 27° 52' 13'' sta ad indicare che l’ampiezza
''
10(tale3600
13 secondi
''
scrittura è in
60 3600
forma normale perché i “primi” e i “secondi” sono inferiori a 60).
La scrittura a = 537' sta ad indicare che l’ampiezza dell’angolo a non è espressa in forma normale, perché i “primi” sono
superiori a 60.

PROVA TU
ad esprimere l’ampiezza dell’angolo α in forma normale (dovresti, in ogni caso, riuscirci dopo aver studiato le pagine
successive).

52
12° 15' 7'' =
β = 12° 15' 7''
αα== 45°
32° 37'
20' 28''
50'' 44° 35' 57'' Book in
α
α +
+ β
β =
= 44°
? 35' 57'' progress
α = 45° 37' 28'' β =
βα+=+β13°
12° 15'
15' 46''
7''57''
α β==44°
44°35'
35' 57'' Esercizi unità 1 - 2
αβ = =32°
13°20'
15'50''α
46''
α+ +β β=
=? ? 12° 15' 7'' =
Operazioni tra angoli
β =α 12°
+ β =15'
? α7''+ β = 44° 35' 57'' 44° 35' 57''
α = 45° 37' 28'' 12° 15' 7'' =
α +Esempi
β= ? 13° 15' 46'' =
36) αα=15'
βα== 13°
32° =45°
45°
20' 37'
37'28''
50''
46'' 28'' 32° 20' 50'' 44°+ 35' 57''
13° 15' 46'' 58° = 52' 74''
β=
α ββ=
+ β12°
= =13°
?15'13°7''
15'
15'46''
46'' 12° 15' 7'' =
α= 58° 52' 74''
α+
α + β=
β 45°
=
α ++β37'
44°
α? =?28''
β=35'
? 57'' 44° 35' 57''
β = 13° 15' 46''
Quindi: α + β = 44° 35' 57'' 13° (misura 15'
espressa46'' = normale perché i primi e i secondi sono inferiori a 60).
12°in forma
15' 7'' =
α+β= ? 13°
13°
58° 52' 74'' 15'
15' 46''
46'' = =
α + β = 58° 52' 74'' = 45° (poiché37' 44° = 60''
74'' 57'' = 1' + 14'') = 58° 53' 14''
35' + 14''
37) α = 45° 37' 28'' 58°
58° 52'
52'28''74'' +
74''
α + β = 44° 35' 57''
α + β = 58° 52' 74'' = (poiché 74'' =13° 60'' +15' = 1' +=14'') = 58° 53' 14''
14'' 46''
β = 13° 15' 46''
α
α= = 45° 33° 37'16' 28''
28''
α+β= ? 58° 52' 74''
α + βα β =
=βα=44°
==52° 13°
10°
33°35'15'
13'
18'
16' 46''
28''
57''13''
28'' 45° 74'' 37'= 60''
28'' + = 1' + 14'') = 58° 53' 14''
α = 45° 37'α 28''
+ β = 58° 52' 74'' = (poiché
α + β = ?
+ 14''
α = 52° Quindi: β
αβ +ββ10°
13' 28'' =–= 12° 8' 13''
α α+ β===?58°
18'
58° 13''
52'
52'74''
74''=
13° (poichè
=(poiché
(poiché
15' 74''
74'' ==60''
46'' 60''
= ++14''14''==1'1' ++14'')
14'')==58°
58°53'
53'14''
14''
β = 13° 15' 46''
β = 12° α8'
(misura
= 13''
33°espressa
αα–16' –ββ== in
28''
??forma normale).
α + β = ? β = 10°α 18' = 33° 16' 28'' 58° 52' 74''
α – β = ?α = 13'' 13° 15' 46'' =
38)
45° 37'
α + ββ == 58° 10°
28''
52'
18' 74''
13'' = (poiché 74'' = 60'' + 14'' = 1' + 14'') = 58° 53' 14''
α = 52° 13' 28'' 10°52°58° 13'52'
18' 28''
13'' – 8' 13'' = 10° 18' 13'' =
12°74''
=
α = 33°βα16'
= 28''
– β13°
= ?15' 46''
β = 12° αα α==–52° β52°
8' 13'
?13'
=13'' 28''
13°28'' 15' 12° = 8' 13''
46'' 18' 13''
40° == 5' 15''
β = 10°α18' 13'' 10° …° …'
10° 18' …'' 13'' =
α + β = ?
= 33°β β= 16'
=
α – β =α?= 33° 16' 12°
12° 28''8'8'13''
58°13'' 52' 40° 74'' 5' 15''
α–β= ? α = 33° 16' 28''
28'' …° …' …''
α=
β α =βα
+ 10°52°
=α–58° 13' 28''
52'
–ββ=13''
18' =?? 74'' =10° (poiché 74'' = 60'' + 14'' = 1' + 14'') = 58° 53' 14''
αββ –==β10° = …° 18' 13'' 18' 13'' = 10° 18' 13'' =
10° 18'…'13''…'' 13°
10° 15'
18'12°46''
13'' == 13'' =
8' 10° 18' 13'' =
α –β β= =12°
Quindi: ? 8' 13''
α – β = 40° 5' 15''
ααα +
α=– – β
–?ββ= ==??58° 52' 74'' = (poiché
…° …' …'' 58° 52' 40°74''12° 74'' = 60''
12° + 14'' =
8'8' 13'' 1' +
…° …'= 58°
14'')
13'' == …° …''53' 14''
α – β 5' 15'' …' …''
α – β = 40° 5' 15'' 10° 18' 13'' = 10° 18' 13'' =
α = 12° 7' 15'' 40°
40° 5'5' 15''
15''
α +39) αα = =
β = 58°α 52' 52°
33° 13'16' 28''
28'' 1' + 14'')
– β =74''
3αα…° ===12°?(poiché
…' …''15''74'' = 60''
7' 33° + 16'14'' 12°
= 28'' =…°
– COMPLETA
8' 58° =53'
13'' …' 14''
…''
32° 76' 28'' –
β α – β = …° …' 10°
…'' 18' 13'' = 10° 18' 13'' =
β== 12°10°
α3α = 18'8' 13''
52° 13'' 10° 18'
10° 18' 40° 13''
13'' 5' == 15'' …° 10°
10° 18'
18' 13'' 13'' ==
α–β= 40° = 5'? 13'
15''28'' …' …''
α–β=α α
…°
α
–– β
= β…'
= ??…''
=
12° 7' β15''
…°
…°53' …' …''
α+ βα =βα–=
58° –β12°== 40°
52'
α = 12° 7' 15''
40°
8' 5'
5'15''
74'' 15''
13''
= (poiché 74'' = 60'' +
36° 14'' =
21' 1' + 14'')
45'' = 58° …'
14'' …''
α = 52° 13'3α 28''= ? –β = ?
α – β =α3α …°= …' ? …''
12°
36°
8' 13'' =
21' 45''
β =α12°
= 12°Quindi:
8' 13''
7' – βα
α 15'' = – β
40° = …°
5'
α – β = …° …' …'' …'
15'' …''
40° 5' 15''
10° 18' 13'' = 12° 8' 13'' 10°= 18' 13'' =
α –3α
β ==??
40) αα==52° 3α
12°13' = 36°
7' 15''28'' 21' 45'' 12° 7' 40°
36° 21' * 45''
15''
α == 12° 7' 15'' 5' 15''…° …' …''
α 12° 7' 15'' 36° 21' 45''
β
3α= =12° ?3α8' = 36°13'' 21' 45'' 12° 8' 13'' 3= =
α–β= 3α40°
3α == 5'
?? 15''
α – β α
α – β = …° …'27'
= =
? 18° …''36'' 40°36° 5'21' 15''45''
3α = 36° α –==
2α 21'
18° 45''
? 40°
27' 5'36''
Quindi: α 3α β = =36° 15''
21' 45'' 36°
12° 21' 8' 13'' 45'' =
36° 21' 45''
α = 12°2α7'=15'' ? 36° 21' 45''
3α = 36° 21' 45'' 40° 5' 15''
41)
α – β = 40°α 5'
= 18° 27' 36'' 2 *
3α =15'' ?α = 18° 27' 36'' 18° 27' 36''
2α = ? 36° 54' 72''2 =
3α = 36° 2α 21' = ? 45'' COMPLETA
α = 18° 27' 36'' 3α = 36°
3α = 36° 21' 45''21' 45''
36° 54' 72'' …° …' 12''
α – β = 40° 5' 15''
2α = ? 36°
2 21' 45''
α = 18° 27' 36'' 2
Quindi: α α ===18°
2α …°27'
18° …'36''
27' 12''36°
36'' 54' 72''
2α = ? 36° 54' 72''

2α = = ?…°? …' 12'' 2
3α = 36° 21' 45''
α = 35° 20' 36° 32''54' 72''
2
2α = …° 4α …'
α ==35° 12''
? 20' 32'' 22
α = 18°2α 27' = 36''
…° …' 12'' 36° 54'
36°
72''
54' 72''
53
4α = ?
2 2α = …° …' 12''
1 α= ?
α = ?α = 35° 20' 32'' 2
α2 = 73° 20' 18''
2α 4α…' = ?12'' α = 73° 20' 18''
α1=α=73° = …°35° 20'20'
18''32''
α
Geometria - primo
= 72°
α =anno ? 20' 18''
1214α α = ? 1
1 α = ?36° 10' 9''
= 1α= ?
42) α 2 2
= α35° = ?20' 32'' α1 2 =α 72°= 36° 20'40' 18'' 9''
α12= 72° 20' 18'' 35° 20' 32'' * 2 α = 36° 10' 9''
α = 36° 10' 9'' 140° 80' 128'' 2
1
4α 2 =? 4 = α= ?
1 COMPLETA
αα = =73° ? 20' 18'' 2
2 140° 80' 128'' 140° 82' 8'' α = 73° 21' …°18'' …' …''
1 α = 73° 20' 18''
α 1α==
Quindi: α73°72°
=? 4α 20'
20' 18''…' …''
= 18''
…° 1
2 α = 36° 40' 9''
1 1α= ?
121 α = 36° 10' 9'' 140° 80' 128'' 2α= ? 36° 40' 9''
24ααα==? 36° 40' 9''
43) α22= 72° = ?…° 20' …'
18''…'' 72° 20' 18'' 2 2
1
1 Quindi: α = 36° 10' 9''
α1 = α 73°
= 36° 21'10' 9''
18'' 36° 10' 9'' 2
4α 2α
α ===73° ?
…°20' …' 18''
…''
α21= 73° 21' 18'' 72° 20' 18'' 2 α = 73° 21' 18''
1 α = ? 36° 10' 9''
1211 αα73° =
= ??36° 40' 9'' α1 = 73° 20' 18''
α= ?
44) α2 2 =α = 20'
α = 36° 10' 9'' 18'' 73° 20' 18'' 2
2 2
1
12 Quindi: 1 1 α
α= =? 36° 40' 9''
1 α = 36° 40' 9'' 1° = 60' 36° 40' 9'' 2 α = 36° 40' 39''
2
1 α = ? 2
2 α = 36° 10' 9'' 80' 2
α 73° 20' 18'' 2
2α == 73° 21' 18''
73° 20' 18''
1 1° = 36° 40' 9'' α = 73° 21' 18''
45) α1=α73° = ?21' 18''
73° 21' 18'' 2 α = 74° 22' 18''
1
2 α= ? 1
α12=α73° = 36° 20'40'
18''9'' 1 α= ?
2α = ?36° 40' 39'' 1° = 60' 36° 40' 39'' 2α = ?
2
1 73° 21'
81' 18'' 2 1
1α= ? 36° 40' 39'' 60'' Quindi: 3 α = 36° 40' 39'' 9'' 2
2 α = 36° 40' 9'' 1° = 1' = 36° 40' 39'' 2
2 = 73° 21' 18''
α 78''
α = 74° 22' 18''
1 α = 73° 74° 21' 22' 18''
46) α1 =α74° = ? 22' 18''
74° 22' 18'' 3
α21=αα73° ==?36° 21'40'
18''9''
1312 α = 36° 40' 39'' 2° = 120'
74° 22' 18'' 24° 3 47' 26''
1
α=?
12α = ? 32
3 α= ? 142' 1 2
1 = 36° 40' 9'' 2° = 60'' 24° 47' 26'' Quindi: α = 24° 36° 47'40' 26'' 39''
α2 =αα25° =αα25°==39'
25°39'
12''
39'
12''
39''12''
25° 39' 12'' 1' = 32
2α = 73° 21' 18''12'' 78''
βα==β28° α 74°=
=ββ28° 25°
==22'
28°
22'
28°39'
22'
30''
22'
18''30''
22' 30''
30''
1 α = 25° 39' 12''
Esercizio α1svolto
+α β + α
==
α β+
?28°
+ β
25°
= β =22'
25°
=39'
25° 30''
39'
12''
39'
12''
+12''
28°
+ 28°
++22'
28°
22'
30''
22'
30''
30'' α = 74° 22' 18''
α2=αaα73°
Due angoli =e= β?25°
74° 21'
22' 18''12'' β 12''
39'25°
hanno ampiezza
39'
=
28° 22'
28° 22' 30''
rispettivamente
30''
di 25° 39' 12'' e 28° 22' 30''. Determina l’ampiezza dell’angolo γ
131 α + β = 25° 39' 12'' + 28° 22' 30'' 1
1 ααβ==della
supplementare 28°loro
24°
36° 22'
47'
40'somma.
30''
26''
39'' α + β =2°25°
= 39' 12'' + 28° 24°22'47'30''
26''
1 α=?
1 32 α = ? 3
α = 24° 47' 26''
32 α + β = 25° 39' 12'' + 28° 28° 28° 28°
22'22' 22'
28°22' 30''30''30''
30''
22' 30'' == = =
31 α = 24° 47' 26'' 2
Si ha che: 31 α = 25° 39' 12'' 2° = 25°
24° 39'
47' 26'' 12'' + α = 36° 40' 39''
α = 36° 40' 39'' 53°53° 28°
53° 22'
61'61' 30'' =
25°53° 39'61'
42''
61' 42''
42''
42''+
12'' 54°54°1'
54°1'
54°42''
1'
42''
1' (ricorda
42''(ricorda
42'' (ricorda
2 cheche
(ricorda 60'
che
che60'=60'1°)
= 1°)
60' == 1°)
1°)
2 β =
α = 74° 22' 18''28° 22' 30'' 28° 22' 30'' =
53° 61' 42'' 54° 1' 42'' (ricorda che 60' = 1°)
28° 22' 30'' =
α + β = 25° 39' 12'' + 28° 22' 30'' 53° 61' 42'' 54° 1' 42'' (ricorda che
α +αβ1+ααα =β++=54°
=ββ? =54°54°
1' 1'42''
1'42''
42'' α = 74°
α1 31=αα74°
= 54°
22'47'18''
1' 42'' 53° 61' 42'' 54° 1' 42'' (ricorda che22' 60'18'' = 1°)
Quindi: α + = = 24°
36° 40' 26''
β = 54° 1' 42'' 2° =
39'' 24° 47' 26''
32 1
1α= ?
1
1 α + β = 28° 54° 1' 22' 42''30'' = α = 24° 47' 26''
γ = γ
Pertanto: 180°
α3 =
1+α γα180°
= =
γ β== =180°
– ? –

24°54°
180° +–

47'β)
+

– (α β)
=+
26''
1' β)
180°
= 180°
= 180°
– 54°
– 54°
– 1'
54°1'
42''
β) = 180° – 54° 1' 42''
+ 42'' 1'
42''
42'' 3
3 2
3 α = 36° 40' 39''
γ2 = 180° – (α + β) = 180°53° 2° = 61'
– 54° 1' 42''42'' 24° 47' 26''54° 1' 42'' (ricorda che 60' = 1°)
α = 74° 22' 18''γ = 180° – (α + β) = 180° – 54° 1' 42''
Si ha:
180°180°
γ= 1180°
180° – (α + –β) =
180° – 180°
–– – 54° 179°179°
1' 179° 60'60'60'
42''
179° 60' – – –– 179°179° 179°
179° 59'59'59' 60''
59' 60''60''
– – ––
60''
α +αβ ==? 54° 1' 42''
α13=54°
180°
54°54° 54°74°1'22'
1' 42''
1' 18''
42''
1'47' = =–==
42''
42'' 54°179° 54°1' 60'
54°54° 1' 42''
1' = =– ==
1' 42''
42''
42'' 54° 179°
54°54° 54°1' 59'1' 42''
1'1' 42''60'' = =– ==
42''
42''
α = 24° 26'' 2° = 24° 47' 26''
3 180° – 179° 60' – 179° 59
154° 1' 42'' = 54° 1' 42'' = 125179°
1°2 54°
511°2255°8°'581' '42''
8'1'188''''–=
'55818'8' '60''
1
180°
γ1 α = ? – 179° 60' – 1 59'
3= 180° – (α + β)54° = 180°1'– 54° 42''1' =42'' 54° 1' 42'' = α = 24° 47' 26''54°
1325° 58' 18''
1
α = 24° 47' 26'' 2° = 24° 47' 26''
3 γ = 125° 58' 18''
54°
In definitiva: 1' 42'' = 54° 1' 42'' = 54° 1' 42''
125° 58
=
125° 58' 18''
180° – 179° 60' – 179° 59' 60'' –
54° 1
54
α = 1' 24° 47'42''26''= 54° 1' 42'' = 54° 1' 42'' =
3
125° 58' 18''
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

47) Due angoli a e β hanno ampiezza rispettivamente di 25° 22' 18'' e 36° 34' 40''. Determina l’ampiezza dell’angolo γ
complementare della loro somma.
[28° 3' 2'']

48) Due angoli a e β hanno ampiezza rispettivamente 53° 45' 35'' e 37° 29' 56''. Determina l’ampiezza dell’angolo γ
supplementare della loro somma e dell’angolo # complementare della loro differenza.
[88° 44' 29'' ; 73° 44' 21'']

49) L’angolo a ha ampiezza 48° 35' 23'' e l’angolo β è il triplo di a. Qual è l’ampiezza di ? Qual è l’ampiezza dell’angolo d
esplementare dell’angolo a somma fra a e β?
[145° 46' 9'' ; 165° 38' 28'' ]

50) L’angolo j, che ha ampiezza 245° 37' 56'', è la somma di due angoli a e β tali che a è il triplo di β. Qual è l’ampiezza
di ciascuno degli angoli a e β? Qual è l’ampiezza dell’angolo d supplementare dell’angolo differenza fra a e β?

[184° 13' 27'' ; 61° 24' 29'' ; 57° 11' 2'']

51) Due angoli sono, rispettivamente, la metà e la terza parte di un angolo retto. Quanto misura il complementare della loro
somma, e quanto il complementare della loro differenza? E il supplementare della loro somma?
[15°; 75°; 105°]

52) Due angoli a e β sono complementari. Sapendo che a supera β di 32°, quali sono le ampiezze dei due angoli?

[61° ; 29°]

53) Un angolo γ è quadruplo del suo complementare. Qual è la sua ampiezza?


[72°]

54) Un angolo è il triplo del suo supplementare. Qual è la sua ampiezza?


[135°]
11 22
54) Due angoli a e β sono, rispettivamente, ei di un angolo retto. Allora:
66 33
a) a + β è maggiore di un angolo piatto. q V q F
b) Il complementare di a + β è congruente ad a. q V q F
c) Il complementare di β - a è la metà dell’angolo retto. q V q F
d) Il supplementare di a + β è maggiore di a + β. q V q F
e) Il complementare di β - a è la quarta parte dell’angolo piatto. q V q F
f) La somma dei complementari di a e β è un angolo ottuso. q V q F
g) Il complementare della somma di a e β è congruente alla q V q F
somma dei complementari di a e β.
h) La differenza fra il supplementare di a e il supplementare q V q F
di β è congruente al complementare della differenza tra β e a.
i) L’esplementare della somma fra il supplementare di a e il q V q F
supplementare di β è un angolo ottuso.
l) La differenza fra il complementare di a e il complementare di β q V q F
è congruente al complementare di β - a.
m) L’esplementare della somma fra il complementare di a e il q V q F
complementare di β è maggiore di un angolo piatto.

Disegna le figure corrispondenti alle seguenti descrizioni:


56) Due segmenti AB e CD si intersecano nel loro punto medio S; unisci A con C e B con D.
57) Due segmenti AB e CD si intersecano in un punto M; unisci il punto B con il punto medio n di MD e prolunga Bn di un
segmento
ABC nF congruenteABC
e CDE aABC
Bn.e Traccia
CDE il segmento FD e, poi, il segmento AG, passante per il punto medio T di CM,
eCDE
tale che AT sia congruente a TG. Unisci C con G.
58) Disegna due angoli acuti ABC ABC eeCDE
e CDE tali che il vertice D appartenga al semipiano di origine la retta AB non
contenente C e il punto E appartenga al semipiano di origine BC non contenente A. Unisci A con E.
ABC59) Gli angoli ABC
e DBE ABCeeeDBE
DBE sono opposti al vertice; la semiretta s di origine
ABD, B è interna aABD,
ABD, , mentre la semiretta
t di origine B è interna a CBE ; traccia il segmento
CBEFG con F appartenente a s e G appartenente a t.
CBE
ABCABC e DBE
e DBE ABD,
ABD,
CBE
CBE
3 33
22 55
2
ABC e DBE ABD,
ABC e DBE CBE ABD,
CBE 33 33
Geometria - primo anno 22 22
22 22 3
33 3 sono
3 2 3
60) Due segmenti AB e AC consecutivi e formano un angolo acuto, inoltre AB è i di AC. Il segmento BE, che è i
2 2
di AB, è adiacente ad esso. Congiungi il punto C con il punto B e con il punto E.
3 2
61)FKH
3KH,MKH
FKH
FKH FKH è un angolo piatto,
FKFK KH, MKH
FKFK KH,KH,MKHMKH< 90°, T appartiene al semipiano di origine FH contenente M.
TKF > 90° eTKF
TKF TK
TKFesterno a MKH.
MKH. MKH.
MKH.
FKH FK KH, MKH
62)
FKHDue semirette s e m, aventi
TKF FK la stessa
MKH. origine B, formano un angolo retto. D appartiene alla semiretta s e F alla semiretta
KH, MKH
m, inoltre BF è il triplo di BD; traccia il segmento
TKF MKH. DF.

63) Dal vertice A di un triangolo ABC, isoscele sulla base BC, ed esternamente ad esso, conduci due semirette che formino
con i lati del triangolo due angoli congruenti. Le due semirette incontrano il prolungamento della base BC, dalla parte di
B, nel punto E e dalla parte di C nel punto F.

64) ……. al telefono


Marta: “Lucia, mi puoi dire quali sono i compiti di matematica per domani?”
Lucia: “Il prof ha disegnato una figura alla lavagna e ha detto di completare alcune relazioni”.
Marta: “Mandamela per e-mail”.
Lucia: “non posso, ho problemi con internet; è da ieri sera che non riesco a connettermi”.
Marta: “Spiegala per telefono; io provo a disegnarla”.
Lucia: “Va bene; ci provo! Il prof ha disegnato due segmenti consecutivi AB e BC in modo che BC sia il doppio di AB e
che formino tra loro un angolo retto; poi dal punto medio H di BC ha disegnato un segmento HE congruente ad
AB e che forma con BC un angolo retto; infine ha disegnato un segmento che unisce C con il punto medio S di
HE e un segmento che unisce A con E”.
Marta: “Grazie! E le relazioni da completare?”
Lucia: “Ah, dimenticavo. Devi inserire i simboli di congruenza, maggiore o minore, appartiene, non appartiene”.
Scrivi:
AB
AB ….
…. BH;
BH; ES….
ES…. AB;
AB; H
H ….
…. CB;
CB; HCS
HCS ….
…. 90°;
90°; AE
AE CB =
CB = …..
….. ;; SHC…. 90°;
SHC…. 90°;
HEA ….
HEA …. 90°;
90°; HC ….
HC …. HE;
HE; AE
AE ….
…. BH.
BH.
Quale figura avrà disegnato Marta? Come avrà completato le relazioni? Prova a farlo tu!

65) …… il giorno dopo


Lucia: “Marta, mi fai vedere la tua figura? Controlliamo le relazioni?”
Marta: “Subito! Guarda.
Lucia: “Ma sono diverse! Eppure pensavo di essere stata molto precisa. E poi, nella mia figura AE e CB non si incontrano,
invece nella tua figura sì. Anche per l’angolo HEA abbiamo scritto due cose diverse: per me è retto, invece per
te è un angolo acuto.”
Cosa avrebbe dovuto dire Lucia affinché Marta, disegnando la figura, completasse le relazioni nello stesso modo?

Osserva le seguenti figure e descrivile in modo che possano essere riprodotte dai tuoi compagni di classe:

66) COMPLETA:
- È dato un ……………………. AB;
- su AB prendi due ………………. M ed n tali che AM ….. …… ;
- traccia la bisettrice dell’angolo AMN e prendi su di essa
.C
un punto …. tale che …… AMN
…... AMN
….. …..;
- unisci …… con A, ….. e ….. .
AMN AMN AMN *

. * . * . * .
A M N B

56
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

67)
r
P


//

* . α
*
A M B
//

68)

* * . *
A O B r

69)
b1

A
1
r

.
* . *
D O C b2

o
2
s
B

57
MB
NC
a) MN AB
Geometria - primo anno b) AC 2MN
PROBLEMI 2M
a) MN AB
Problemi sui segmenti BC
b) AC 2MN
Esercizio svolto
a) MN e congruenti
AB MB
Dati due segmenti adiacenti AB e BC, siano M e n i rispettivi punti medi.
BC
Dimostra che: b) AC 2MN AM MB BN NC NC
ABC MBπ
a) MN AB
AB NC
BC
b) AC 2MN Hp.:
AM
2MN MB
AM MB BN NC
MN MB + BN (poiché BN AM) MB +BN AM NC
AB
A M B N C 2MN
AC AM + MN + NC (poichè AM MB e NC BN) MB + MN +
MN AB
(MB + BN)Th.:
+ MN MN + MN 2MN.
AM MB BN NC
AC 2MN
MN MB + BN (poiché BN AM
Dimostrazione
che: AM
AM
OsserviamoAM MD.
MD. MB BN NC perché metà di segmenti congruentiAC
(in figura
AMabbiamo
+ MNsegnato
+ NCi quattro
(poichè AM
segmenti con lo stesso simbolo / ).
(MB + BN)
Pertanto: MN AM MB
MB + BN BN BN
(poiché NC AM) MB + AM AB
a) CD
a)
AC CD AM + MN + NC (poichè AMAMABMB e NC BN) MB + MN + BN
MN +MD.
BC
MN MB + BN (poiché BN AM) MB + AM AB
b) AB
b) AB (MB + BN) + MN2 MN + MN 2MN.
C.V.D.
AC AM + MN + NC (poichè AM MB e NC BN) MB + MN + BN
MN + BNMD. (poiché
MBAM (MBBN+ BN) + MN
AM) MN + AB
MB + AM MN 2MN.
a) CD punti medi. Dimostra che:
70) Dati due segmenti adiacenti AB e BC, siano M e n i rispettivi AB + BC
MN
AC AM + MN + NC (poichè AM MB e NC BN) MB + MN +2 BN
b) AB
71) Dati su una retta orientata r tre punti A, B, C, tali +
(MB cheBN)
A precede
+ MN B e MN
B precede
+ MNC, siano
2MN. M e n i punti medi,
rispettivamente, di AB e AC.
a) Dimostra
AM
CD che:
MD. NB AB – BC (se AB > BC)
MN AB + BC 2
AM MD.
72) Considera b) 2
i seguenti AB, BC, CD, adiacenti e congruenti tra loro. Detto M il punto medio di BC, dimostra che:
AB
AM MD. MN AB + BC
55 a) CD2 s+d
MN
MN BC.
BC.
73) Dati due segmenti
NB
88 AB e CD, con AB < CD, considera la loro somma s e la loro differenza d. Dimostra che:
2 2
a) CD s+d
MN b)ABAB+ BCs – d
2 2
2
b) AB
a)unCD
74) Ad segmento
NBBC sono adiacenti, uno da una parte e uno5dall’altra, due segmenti congruenti AB e CD.
MN BC.
Dimostra che il punto medio di2BC è anche punto medio di AD.
8
b) AB
75) Dati su una retta dueNB
segmenti AB e BC tali che BC sia il quadruplo di AB, siano M e n rispettivamente i punti medi di
2
AB e BC. Dimostra che: MN 5
BC.
8
NB
2
Problemi sugli angoli D C
5
76) nella seguente figura: MN BC.
8
si ha che: AOD
5 AOD BOC.
BOC.
MN BC.
Dimostra8 che: AOC
AOC BOD.
BOD. . .
A O B
AOB ee BOC,
AOB BOC,
5 AOD BOC.
MN BC.
58
118 AOC BOD.
MON (AOB + BOC).
AOD BOC.
AOD BOC. AOC BOD. AOD BOC. Book in
progress
AOC BOD. BOC e AOB AOC
DOC. BOD.
Esercizi unità 1 - 2
AOB e BOC,
OD. AOD.
BOC e AOB DOC.
77) Dati due angoli consecutivi sia OM
AOB e BOC,BOC e laAOB
bisettrice dell’angolo AOB e
DOC. e On la bisettrice dell’angolo
BOC,
1
AOB e BOC, Dimostra che: MON (AOB +AOD.
BOC).
2 AOD.
1 1
MON (AOB + BOC). BOC e AOB MON
DOC. (AOBDOC.
BOC e AOB + BOC).
78) nella
2 seguente figura: 2 M
). AOD. AOD. B
BOC e AOB DOC. C
AOB AOC.
OM è bisettrice dell’angolo BOC
BOC e eAOB
AOB DOC.DOC.
BOCBOC e AOB e AOB DOC.DOC. AOD.
Dimostra che OM AOB è bisettrice dell’angolo AOD. AOD. AOC.
DOC AOB AOD.AOD. A AOC.D
2
BOC e AOB DOC.
DOC AOB O
2DOC
AOB AOB AOD. AOC. AOC.
79) Dimostra che le bisettrici di due 2angoli adiacenti formano un angolo retto.
BOC e AOB DOC.
AOB
80) Dimostra che se CODle bisettrici di dueAOB
AOBangoli consecutivi formano un angolo retto, tali angoli sono adiacenti. AOC.
DOC 2 AOD.
DOC
AOB AOC.
81) Dato un angolo 2 AOB
AOB AOB , sia OC 2 la sua bisettrice e OD una semiretta interna all’angolo AOC.AOC.
AOC.
COD AOB e BOC (con AOB > BOC),
Dimostra che: 2DOC
AOBCOD DOB – AOD
AOB
2
2
DOC
DOC AOB e BOC (con AOB > BOC),
DOC
82) DOC 2 2 AOB , sia OC la sua bisettrice AOB
Dato un angolo e OD una
e BOCsemiretta
(conesterna
AOB all’angolo.
> BOC), AOC.
2 2 AOB
CODDimostra che: COD
AOB
AOD – COE AOD + BOD
AOB
2
AOBAOB 2 2
AOB
83) Dati due angoliCOD
DOC consecutivi AOB e BOC (con AOBAOBe > BOCBOC), , siano
(con AOBOD>e OE le rispettive bisettrici.
BOC),
AOD – COE 2 4
Dimostra che: AOD –2COE 2 AOB – BOC AOB e BOC AOB BOC,
COD
COD 3
CODCOD 2 2 AOB 2 AOB e BOC (con AOB > BOC),
2 2 DOC 4
84) Dati due angoli consecutivi AOB AOB e
e BOC
BOC ,
AOB e BOC (con AOBtali
(con che AOB>>BOC),
AOB BOC), 2 siano OD
BOC, 4 e OE le rispettive bisettrici.
7AOB AOB AOB e AOB
BOC 3 AOB BOC,
AODDimostra
– COE che: AOD DOE – COE BOC. e BOC e BOC
(con (con
AOB > BOC),
> BOC), 3
2 6 2 AOB
COD
7 2
DOE BOC.AOD – COE 4 4
6 7AOB e BOC 2 AOB AOB BOC > BOC,
e AOB AOB BOC,
IAOD
triangoli DOE BOC. AOB e BOC (con 3 BOC), 3
AOD– –COE COE 6 COD
AOD AOD
– COE
Utilizzando COE e compasso,
–squadra 22 disegna le seguenti figure: 2 4
2 2 AOB e BOC AOB BOC,
85) un triangolo ABC, isoscele sulla base AB. 44 3 AOB e BOC (con AOB > BOC),
7 7 AOB
AOBe eBOC BOC AOB
AOB 4 BOC, BOC,
DOE BOC.ABC,DOE BOC.
86) un triangolo
6 retto inAOB
6 C. AOB
e BOC e BOC AOB AOB 3BOC, 3 4 BOC,
87) AOD – COEacutangolo ABC.
un triangolo
3 3
7
2
DOE BOC.
88) un triangolo
77 ABC, ottusangolo
6 in B.
DOE
DOE BOC.
BOC. 4
89) un7triangolo
6 7 BOC.
equilatero ABC. Verifica,
AOB econ BOCun goniometro,
AODAOB–che
COEi tre angoli
BOC,sono congruenti.
DOE DOE6BOC. 3
6 6 2
90) un triangolo scaleno acutangolo.
91) un triangolo scaleno ottusangolo. 4
AOB e BOC AOB BOC,
7 3
DOE BOC.
6 π, indica con:
92) nel piano
- P l’insieme dei poligoni; 7
DOE BOC.
- T l’insieme dei triangoli; 6
- I l’insieme dei triangoli isosceli;
- E l’insieme dei triangoli equilateri.
Rappresenta graficamente la relazione tra gli insiemi P , T , I , E .

59
Geometria - primo anno

Costruisci un triangolo isoscele che abbia come base il segmento indicato.

. .E
93) . . 94) 95)
A B D
.
C

.F
Costruisci un triangolo isoscele che abbia come base il segmento indicato.

96) . 97)
C
98)
.
B . E
. D BE D
A
D BE D BE
.
F
.
D

Enuncia il problema espresso dalla figura, dall’ipotesi e dalla tesi indicata.

99) 100)
C
A, B, C allineati
D
AB 2BC
AC BC Hp.:
o o Hp.: ABD CBD BD
AD BE 2BC D 2BC
BE
A B BD CBD BD CBD
* . * . *
Th.: AC > CD
A B C
~ ~ Th.: CDE isoscele

D E

(PROVA TU, poi, a dimostrarlo dopo aver studiato “le disuguaglianze nei triangoli”).

101)

A
AB 2BCAC 2BC MB
BD
AM CBDMB BD MBCBD NC
o o Hp.:
AN NC NC OC
M N
BO OC OC

~ ~
Th.: MO NO
B * O * C

60 MB MB
MD CM.

Book in
ACB ADB. progress
Esercizi unità 1 - 2
A
Problemi sulla MD
congruenza
CM. MD CM. AD AB e AE AC.
102) Dato il triangolo ABC, sia CM la mediana relativa al lato AB. Prolunga CM di un segmento MD tale cheMD
MD CM.
CM.
ACB ADB.
Dimostra che: ACB ADB. BE CD.
ACB ADB.
103) Dato il triangolo ABC, conduci la bisettrice dell’angolo A e su di essaAprendi due punti D ed E, tali cheMD
AD AB
CM.
AE AD
eMD AC. Dimostra
CM. AB e AEADche: BE
MDAC.AB CD.
CM.e AE AC.
ACB ADB.
Disegna due segmenti AB e BC, congruenti e consecutivi. Dopo aver indicato con M il punto medio AD
104) di AB eAB
con en ilAE AC.
ACB ADB. ACB
CD.medio diBE
BE punto ADB.
CD.
BC, unisci C con M e A con n. Dimostra che i triangoli ABn e CBM sono congruenti.
CD BC
A A BE CD.
105) Disegna un triangolo ABC; prolunga il lato BC, oltre C, di un segmentoMD CD BC CECM.e il AC; AD AB
lato AC, sempre oltre C, di un e AE AC.
AD ABMD e AE CM. AC.AD AB e AE AC.
segmento CE AC; congiungi E con D. Dimostra che gli angoli BAC e CED sono congruenti.
ACB ADB. BE CD.
BE 106)
ACBSianoADB.
CD. r e s due
BEretteCD.
incidenti e sia O il loro punto intersezione. Prendi due punti Q e P sulla retta r tali cheMD
OQ OP CM.
CD BC
e due punti F e G sulla retta s tali che
MDOF OG. CM.Indica con M
OQ OP il punto medio
CDdi FP e
BC prolunga il segmento OM,
OF dalla
OG.A
parte di O, fino ad incontrare il segmento QG nel punto AC; è possibile affermare che n è punto medio di QG ?
CE n. Perché
CE AC; A AD AB e AE AC. ACB ADB.
BAC e CED
AD ACB
BAC e
AB edi vertice
AE AC. CEDADB.
107) Disegna un angolo P e la sua bisettrice. Considera sui lati dell’angolo due punti A e B tali che
MDPA PB
CM.e CE
prendi un punto qualsiasi Q sulla bisettrice. Dimostra che BE i triangoli
CD. PAQ e PBQ sono congruenti. BAC e CED
Considera, poi, sulla bisettriceOQ un punto C, esterno al segmento PQ. A AD AB e AE AC.
BE CD. OP OF OG. ACB ADB.
Dimostra che OQi triangoli
OP AQC e BQC ADsonoABcongruenti.
e AE AC. OF CD OG.BC CD BC CE
CE AC; CE AC; BAC e CED
108) PA MD
Dato il triangolo ABC, prolunga il lato AB di un segmento PB AB
BD CM. BE
e il lato BC di un segmento
MDBE CD.
BC.
CM.OQ
Detti MOP
ed
BAC e CED BE medi
CD. BAC e CED
n, rispettivamente, i punti di AC e DE, dimostra che i punti M, B e n sono allineati. AD AB e AE AC.
[suggerimento: tre punti sono allineati se formano un angolo piatto …]
ACB ADB. ACB
ADB. OQ OP
DH
109) Dagli estremi
OQ OP di un segmento AB, conduci, da parti opposte rispetto ad AB,
si sadue semirette
che: BE
a e b CD.
che formino con AB
PA OQPB OP OF OG. CD OF BC OG. CE AC; EDH
angoli congruenti. Dal punto medio M di AB conduci, poi, una qualsiasi retta r che incontri le semirette a e b in C e D
A
PA PBDimostra che i triangoli
rispettivamente. CE ACM AC; e BDM sono
AD congruenti.
AB e AE AC. BAC e CED AD EDF AB e AE BD AC. AB
BAC e CED BE BC PA PB
110) Dei seguenti triangoli: B G CD C BC CE
BE CD. BE CD.
A D CE AC; OQ OP BAC OF
e CED OG
BD AB
AB DE
. OQ
. OP BAC e CED OF
o o OG. PA PB
PA PB DH BE PB
BC AG DH
DH PA BD si sa
ABche: CE
si sa che:si sa che: BAG = GAC EDH OQHDF
BE BC EDH EDH OP
BAC e CED
OQ OP BACOF EDF
OG.
EDF EDF BE BC
CD BC
B G C E H PA PBF CE OQ OP CE
AC; AC;
Dimostra i triangoli ABC e EDF sono congruenti. BD
PA che PB AB BD AB BE BC
BAC e CED BAC e CED
BE BC
[suggerimento: BE il BC
applica prima 1° criterio di congruenza ai triangoli ………]
DH DH PA PB
si sa111)
che: siI triangoli
sa che:ABC e A'B'C' delle seguenti
PA
figure sono congruenti:
PB
A EDH EDH A' OQ OP OQ OP OF OG.
Si sa inoltre che:
EDF EDF BD AB
BD AB BM
BE BC MC ; B'M' M'C'
PA PB
BE BC BAD DAC ; B'A'D' D'A'C'

BD AB BE ADMBC e
Dimostra che i triangoli
B DM BEC BC
B' PA D' M'
PB C' A'D'M' PA
sono congruenti.
PB

BM MC
BM MC
; B'M' ; M'C'
B'M' M'C' BM MC ; B'M'BEM'C'
BC
61
BE CD.

Geometria - primo anno

112) Disegna un triangolo ABC, isoscele sulla base BC. Prolunga il lato AB di un segmento BD e il lato AC di un segmento
CE
MD BD.
CM.Congiungi C con D e B con E. Dimostra che:MD BE CD. CM.

113) Disegna un triangolo equilatero ABC; considera un punto P sul lato AB, un punto Q su BC e un punto R su CA in
ACB ADB.modo che
MDAP MD
BQ CM.Dimostra che ilACB
CM. CR. ADB.
triangolo PQR è equilatero.

114) Sia ABC un triangolo isoscele sulla base AC;Aindica con F il punto intersezione delle bisettrici AT e CS
A degli angoli
ACB ACB ADB. ADB.
AD congruenti.
AB e AE Dimostra
AC.che i segmenti FS e FT sono congruenti
AD ABe che il triangolo
e AE AC. BST è isoscele.
a) BN CM; A segmenti
A
115) Prolunga i lati AB e AC di un triangolo isoscele ABC, di due congruenti BM e Cn. Dimostra che:
BE CD. BE CD.
b) BN ADCO,
a) BO AD
CM;AB eAB
AEeBNAE
essendo AC.CM
AC.
= O} ;

c)
b) BAO
BO CO,CAO.
essendo BN CM = O} ;
BE BE
CD. CD.
c) BAO CAO.

116) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base BC, siano Bn e CM le mediane relative ai lati congruenti. Prolunga Bn di
un segmento nD e CM di un segmento ME tale cheMD nD ME.CM.CD BCche:
Dimostra CD
a) BE CD; CE AC; CE AC;
BAC e CED ACB prima
ADB. BAC eCDCED CD
b)
a) AD
BE CD; AE. [suggerimento: dimostra la congruenza dei triangoli BMCBC BC…]
e BNC
CE CE AC; AC;
117) b) ADil triangolo
Dato AE. isoscele ABC, prolunga la base BC di due segmenti congruenti BD e CE. Considera A internamente
BAC eBACCEDe CED
alla
OQbaseOP BC due punti P e Q tali che
MDBP QC.
CM.Dimostra
ADOF che
OQOG.i triangoli
OP
AB e AE AC. APD e AQE sono congruenti. OF OG.

118) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base AB, dimostra che:
ACB ADB.
a) le medianeOQrelative
OQOPai lati
OPcongruenti BE
sono congruenti;
CD. OF OF
OG. OG.
b) le bisettrici relative ai lati congruenti sono congruenti.
XAB e YBA
XAB e YBA A
XABXAB
e YBA
e YBA XAB e YBA
119) Dato un triangolo ABC, isoscele AD
sulla base
AB AB, prolunga
e AE AC.i lati CA e CB secondo le semirette AX e BY. Traccia le
AP BP;AP BP;
bisettrici
PA PB degli angoli XAB e YBA e sia P il loro punto
AP APBP; PAd’intersezione.
PB
BP; AP BP;
Q}Dimostra
= ACQ}che: AP
MD
=BP
AC BP;
CM.
BP
e R} = e
BC R}
BE CD. = BC
AP, AP,
Q} =Q}AC
Detti = AC BP BP
e R}e =R}BC
= BC AP,AP, dimostra cheQ}il triangolo
= AC PQR BP èeisoscele.
R} = BC AP,
AP BP; CD BC
PA PA PB PB XOY, XOY,
ACB ADB.
Q} = AC 120)BP Sui
e lati
R} OX
= BCe OY diAP,
un angolo XOY, considera, rispettivamente, due punti A CE
XOY, e B taleAC;
che OA OB.
MD
XOY, CM.Dai punti A e B
OA OB. OA OB.
OA OAtraccia
OB.OB.due semirette che formino angoli congruenti con i segmenti BAC e CED considerati e indica con P il loro punto
OA OB. A
d’intersezione. Dimostra che:
XOY, BD AB BD AB
AD AB e AE AC. ACB ADB.
AP AP
PB; PB;
OA OB. BE a) AP
MD BC PB;
CM.
AP APPB;PB; BE BC
b) OP è bisettrice dell’angolo AOB. AOB. AP PB; CD BC
OQ OP OF OG.
AOB.AOB. BD BD AB AB
BE CD.
[suggerimento: unisci A con B¸ il triangolo AOB è ……..…. sulla CE AC;
base …… , quindi …… ] AOB.
APACBPB; ADB. AD AB e AE AC.
BE BE BC BC
BAC e CED
AOB.
121)
XOYSia YOZ e YOZ due angoli acuti consecutiviAcongruenti. Sui lati OX, OY, OZ prendi rispettivamente i punti A, B e
e XOY
XOY
C tale e YOZ
che eOAYOZ OB
CM. OC.
CM.SulleOA bisettrici degli OC.
angoli BE CD.
AD
XOY MD
AB e AE AC.
MD OB OA OB XOY OC. e YOZ considera, rispettivamente, i punti R e S tali
che siaMD OR OS. CM.Dimostra che i triangoliOA ARBOB
OQ OA OPe BSC
OBOC. sono
OC.isosceli e tra loro congruenti.OF OA OG. OB OC.
XOY e YOZ XOY e YOZXOY e YOZ
ACB ACBADB. XOY
ADB. bisettriceXOY e YOZe YOZin A di un triangolo ABC forma con il latoXOY e YOZ
BEOR122)
CD.OS.Dimostra
OR OS.che, se la
OA OB dell’angolo
OC. PA PB opposto BC angoli congruenti, il
OR OR
ACB OS.
ADB.
triangolo ABC è un triangolo isoscele.
OS. OR OS. CD BC
XOY e YOZ A A
CE AC;
OR OS. 123) Dal vertice AD A diADun triangolo
AB eABAEBAC ABC,
e AEAC. isoscele
AC. sulla base
A BC, conduci, esternamente al triangolo, due semirette che
e CED
formano
AD angoli AB congruenti
e AE AC. con i lati del triangolo. Detti D ed E i punti in cui tali semirette incontrano il prolungamento
della base BC, dimostra che il triangolo ADE è isoscele. CE AC;
BE BE CD. CD. PA PB
BD
BAC e CED AB
BE CD. OQ OP OF
CD OG. BC
BE BC
CE AC;
62 BAC e CED OQ OP
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

BD CE.
124) Le bisettrici degli angoli congruenti di un triangolo isoscele ABC di vertice A incontrano i lati AB e AC, rispettivamente,
nei punti D ed E. Dimostra cheMD BD CE. CM.

125) AD il triangolo
Dato AE. ABC, isoscele sulla base BC, prendi su AB un punto D e su AC un punto E tale cheMD
AD AE.
CM.
ACB ADB.
Congiungi il punto medio M di BC con i punti D ed E. Dimostra che:
a) AMD AME; ACB ADB.
A
b) il triangolo DME è isoscele.
AD AB e AE AC.

126) Dato il triangolo ABC, isoscele sulla base BC, dimostra che unendo i punti medi dei tre lati si ottiene
ADun triangolo
AB e AE AC.
isoscele. BE CD.

127) Dimostra che sono congruenti due triangoli isosceli aventi ordinatamente congruenti due lati
BEe gli angoli
CD. al vertice.

128) Dimostra che sono congruenti due triangoli isosceli aventi ordinatamente congruenti le basi e una coppia di angoli
adiacenti ad esse.

129) BF
AE triangolo ABC, costruisci sui suoi lati, esternamente al triangolo, i triangoli equilateri ABD,CD
Dato il CD. BCE eBC
ACF.
Dimostra che: MDAE MDBF
CM. CD.
CM. CE AC;
BAC e CED
130) Dato il triangolo ABC, isoscele sulla base AB, considera sui lati AC e BC, rispettivamente, i punti D ed E tali che CE
ACB ACB CD CE.
ADB.ADB.
CD CE.
MD CM.Dimostra che:
BAC e CED
a) i triangoli ABD e ABE sono congruenti;
b) se AE BD = F} , i triangoli e DEF sono isosceli.A
OQABF OP A OF OG.
ACB ADB.
AD AD
AB eAB
AEe AE
AC. AC.
131) Siano PQ e PR i lati congruenti del triangolo isoscele PQR. Prendi un punto S su PQ ed un punto T su PR tali
OQ che QS
OP
sia congruente a RT; è corretto affermare cheARS è congruente a QT? Giustifica la tua risposta.
ADBE BE
AB CD.
Indicato CD.
conAE
e E il punto
AC. intersezione di RS e QT, dimostra che i triangoli QER e SET sono isosceli.

132) Dato il triangolo ABC, conduci la bisettrice dell’angolo in A ed indica con D il suo punto d’incontro con il lato BC. Dal
BE CD. punto D traccia la semiretta
PAche incontra
PB AB in E tale che MDADE ADC. CM. Dimostra che i segmenti CD e DE sono
congruenti.

ACB ADB. PA PB
133) Dimostra che sono congruenti due triangoli che hanno ordinatamente congruenti un lato e i due angoli esterni aventi
come vertici gli estremi dei lati congruenti. CD CD BC BC
AC; AC;
CE CE A
ADE ADC.
134) Siano ABC e ABD due triangoli e isosceli
BAC BAC CEDe CEDsulla base AB, conAD
i verticiAB
C eeDAE
situati AC.
in semipiani opposti di origine AB.
CD BC BD AB
Dimostra che i triangoli ACD e BCD sono congruenti.
CE BEAC; BC
135) Dimostra che
BACsono congruenti due triangoli cheBE
e CED hannoCD.
ordinatamente congruenti due lati e la mediana relativa ad
uno di essi. OQ OQOP OP OF OF OG. OG. BE BC

OQ OP OF OG.
PROBLEMI

Problemi sulla disuguaglianza nei triangoli CD B


136) Puoi costruire
PA unPA triangolo
PB PBi cui lati misurano 12 cm, 8 cm e 24 cm? In caso di risposta negativa,
CE AC; modifica la lunghezza
di uno dei lati al fine di rendere possibile la costruzione. BAC e CED
BD BC.
137)
PA nelPB
triangolo ABC, con AB > BC, prolunga il lato BC, dalla parte di B, di un segmento
MDBD BC.
CM.
Dimostra che: DAC < ACD + ADC
OQ OP OF OG.
ACB ADB.
BD BDAB AB
rOs,
BE BE
BC BC A
OA OB;
AD AB e AE AC. 63
BD AB
DAC < ACD + ADC
rOs,
DAC < ACD + ADC
OA OB;
Geometria - primo anno
rOs,

138) DatoADO
l’angoloOA
acuto OB;
rOs, conduci la sua bisettrice b. Prendi sul lato r un punto A e sul lato s un punto B tale che
> AOD;
OA OB;
MD CM.indica con D il punto di incontro di b con il segmento AB. Dimostra che:
OA OB;
a) ADO > AOD;
ACB ADB.b) OA > AD e OB > DB.
ADO > AOD;
139) Dato il triangolo ABC, isoscele sulla base BC,Aconsidera un punto P sul lato AC. Dimostra che BP > PC.
AD AB e AE AC.
140) Sia PQR un triangolo con RPQ acuto. Prolunga il lato PQ, dalla parte di P, e sul prolungamento prendi un punto S.
Dimostra che RS > RP.
BE CD. RPQ
141) Dato un triangolo ABC, prendi tre punti qualsiasi D, E ed F, rispettivamente, su AB, BC e CA.
Dimostra che: DE + EF + FD < AB + BC + CA

RPQ

DE + EF + FD < AB + BC + CA CD BC
CE AC;
DE + EF + FD < AB +eBC
BAC
AOB + CA
CED BOC
AOB QOR

OQ OP OF OG.

DE + EF + FD < AB + BC + CA
AOB BOC
AOB Un angoloAOB
142) BOC
AOB AOB viene trisecato dalle semirette OP, OQ; anche l’angolo BOC (supplementare di AOB ) viene
BOCQOR
AOB trisecato
AOB
AOB dalle semirette OR e OS. Quanto vale l’angolo QOR ? QOR
QOR AOB
R a) 45°;
PA PB B b) 60°;
S c) 90°; AOB;
Q d) Dipende dall’angolo AOB;
e) La costruzione non si può fare.
P

C O A [Olimpiadi Matematica, Giochi di Archimede, 2002] [B]


BD AB
BE BC AOB; AOB;
AOB;
AOB;
143) Vi sono cinque sagome di cartoncino identiche, che sono bianche da un lato e nere dall’altro. Poste su un tavolo
esse si trovano nelle posizioni in figura; quattro mostrano la faccia nera e una quella bianca. Qual è la sagoma bianca?

a) b) c) d) e)

[Olimpiadi Matematica, Gara provinciale 1997] [D]

64
Book in
progress
Esercizi unità 1 - 2

144) La città del mistero dista 500 km da Topolinia e 1200 km da Paperopoli. Qual è il minimo valore possibile per la
distanza tra Topolinia e Paperopoli?
a) 500 km; b) 700 km; c) 1200 km; d) 1300 km; e) 1700 km .
[Olimpiadi Matematica, Giochi di Archimede, 1998]

145) Se ordiniamo le cifre seguenti secondo la somma delle lunghezze dei segmenti di cui sono composte, quale cifra
occupa la posizione centrale?

a) Il 3;; b) Il 2; c) Il 4; d) Ce n’è più di una; e) nessuna delle precedenti.


[Olimpiadi Matematica, Giochi di Archimede, 1998]

146) Quanti triangoli equilateri sono presenti nella figura a fianco?

a) 16; b) 20; c) 25;


d) 26; e) 27.

[Olimpiadi Matematica, Giochi di Archimede, 1998]

65
Geometria - primo anno

66
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

.
UNITÀ 3. PERPENDICOLARITA’ E PARALLELISMO
.
.
3.1 RETTE PERPENDICOLARI
nell’unità 1 abbiamo visto che due rette r ed s del piano si dicono incidenti se hanno in comune uno ed un solo punto P.
In particolare, due rette incidenti si dicono perpendicolari se dividono il piano in quattro angoli congruenti, cioè retti (fig. 1):

s
.
Per indicare che la retta r è perpendicolare alla retta s r perpendicolare ad s
si scrive r s (si legge “r perpendicolare ad s”).
In realtà, per stabilire che r s è sufficiente sapere che
uno dei quattro angoli è retto. PERCHE'?

- Due rette incidenti che non sono perpendicolari . (fig. 1)


si dicono oblique. P r

retta qualsiasi
retta qualsiasi
E DELL’UNICITÀ DELLAretta
retta qualsiasi
TEOREMA DELL’ESISTENZA qualsiasi
PERPENDICOLARE

Per un punto P del piano passa una ed una sola retta perpendicolare ad una data retta r.

Dimostrazione
1° caso: P r P punto del piano
P r
Hp.:
r retta qualsiasi
. APB
P r
esiste una retta s r , passante per P
(fig. 2)
Th.:
la retta s è unica

P r retta qualsiasi
È sufficiente prendere su r due punti A e B disposti da parti opposte rispetto a P:

. . .
A P B r
APB P r
APB APB ha un’unica bisettrice (pagg. 20 e 21, unità 1). Pertanto la retta s su cui giace tale
e osservare che l’angolo piatto
APB
bisettrice è la retta cercata:
s
P r
.P

. . .
A P B r r
(fig. 3)
Q r:

P r
P r P r
2° caso: P r (fig. 3)

67
Q r:
Q r:

sQr - primo
Geometria
sQr PQranno
PQr sQr
sQr

Consideriamo,
sQr PQr in tal caso, un punto Q
sQr r :: s
P.
- se la congiungente PQ forma con la retta r due angoli
congruenti (e quindi retti) [ne basta uno, ricordi?],
la retta s su cui giace PQ è la perpendicolare cercata:

QR QP
.
Q r
sQr PQr sQr

- se la congiungente PQ forma con la retta r due angoli non congruenti: .P


QR
QR QP
QP sQr PQr sQr

QR QP
.
sQr PQr Q
sQr r
si considera nel semipiano di origine r, non contenente P,
la semiretta s di origine Q tale che: .P
PQr (“segnare sQr
sQrsQrPQr
sQr PQr con il simbolo
sQrsQr ”):

QR QP .
Prendiamo,
QHpoi, su s un punto R tale che QH QH Q r
(“segnare QR e QP con il simbolo / ”) e congiungiamo P con R,
QP QR
indicando con H il punto d’incontro di PR con la retta r : QR QP
PQH RQH
s
QH
QH QH QH
QH QH
Consideriamo i triangoli QPH e QRH; essi hanno: .P QP
QR
QHQP
QP QR
QR
in comune (o QH QH
QHper QH
la proprietà riflessiva della congruenza);
/
QPPQH
PQH
QR RQH
RQH
per costruzione;
QHP per
PQH RQH QHR costruzione. QR
QRQR
QP
QPQP . .
Q H r
.
I due triangoli, avendo due lati e l’angolo fra essi compreso QHP e QHR /
ordinatamente congruenti, sono congruenti per il 1° criterio .
di congruenza dei triangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi R
s
corrispondenti
QHP
QHP QHQHR
QHR congruenti, in particolare: QH QH

QP QR
che,
QHPessendo
QHR adiacenti, risultano entrambi retti (“segnare QHP QHRcon il simbolo
QHP ee QHR ”) e quindi:
PQH RQH
la retta che contiene PR è perpendicolare ad r. QH QH QH
E’ così dimostrata l’esistenza di una retta s QHP
r, passante pereP.QHR
QP QR
Al termine della 1^ parte del teorema la figura si presenta come
PQHsegue:
RQH
QH QH .P
QH
QP QR /
PQH RQH
QH
QHQH
QHP QHR
QHQHQH
QH QHQH . .
Q H r
QP
QPQP
QR
QRQR QHP e QHR
QHP QHR /
PQH
PQH
PQH
RQH
RQH
RQH
.
R QHP e QHR
retta qualsiasi s
QHP QHR

68 QHP e QHR
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

P.
PAB
PAB
PAB
Rimane da dimostrare l’unicità di tale perpendicolare.
Consideriamo una retta per P che incontri r (fig. 4)
in un punto A diverso da H (fig. 4):

. .
H A r

Dimostriamo che PA non è perpendicolare ad r.


P.
A tale scopo prendiamo sulla semiretta Ar un punto B e
consideriamo l’angolo PAB , esterno al (fig. 5)
triangolo PAH (fig. 5):

Osserviamo che PAB > AHP (per il teorema dell’angolo esterno) AHP PAB
per cui, essendo AHPretto, PAB
AHP PAB è ottuso e quindi la retta PA . . .
H A B r
non è perpendicolare ad r.

[L’unicità della perpendicolare poteva essere dimostrata osservando che, sePAB > PA
anche AHPfosse perpendicolare ad r, il triangolo
PAH avrebbe due angoli retti, il che sarebbe assurdo (pag. 20, unità 2)].

In conclusione dati una retta r ed un punto P, esiste ed è unica la perpendicolare per P ad r :

P r (fig. 6.1) PAB > AHP P r (fig. 6.2)


P.
AHP PAB

. .
P r r H r

3.2 LE PROIEZIONI ORTOGONALI


Data una retta r, si chiama piede della perpendicolare, o proiezione ortogonale, di P su r, il punto in cui la perpendicolare
per P ad r interseca la retta data.
- In fig. 6.1, il piede della perpendicolare condotta da P ad r è il punto P stesso;
- in fig. 6.2, il piede della perpendicolare condotta da P ad r è il punto H.
Il segmento di perpendicolare PH (fig. 6.2) rappresenta la distanza del punto P dalla retta r (nel caso della fig. 6.1 tale
distanza è nulla).

PROVA TU
Riferendoti alla seguente figura:
.P
dimostra che il segmento PH è minore di ogni segmento
obliquo condotto da P alla retta r.

OSSERVAZIONE:
Quanto sopra ti permette di dedurre che il segmento
di perpendicolare PH è il segmento di minima lunghezza
che congiunge P con r.
.
H r

69
Geometria - primo anno

PROVA TU
Indica la distanza punto – retta nelle seguenti figure:

.O r
s
. .
P t
Q

Dati un segmento PQ ed una retta r, siano P' e Q' le proiezioni ortogonali rispettivamente di P e Q su r.
Il segmento P'Q' si dice proiezione ortogonale di PQ su r.

Si hanno i casi illustrati nelle seguenti figure:


Q Q
. .

(fig. 7a)
.P (fig. 7b)

. . . .
P' Q' r P P' Q' r

70
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

.P Q
.

Q
(fig. 7c) . (fig. 7d)

. . . .
P' Q' r P' Q' r
.
P
Q.
COMPLETA: P .
Relativamente alla fig. 7e, il segmento PQ
appartiene ad una retta ……..............................… ad r.
In tal caso la proiezione ortogonale di PQ su r si riduce (fig. 7e)

ad …...…………..… (segmento ……....…). .


P' Q' r

PROVA TU il seguente
TEOREMA
Due segmenti obliqui, condotti da un punto ad una retta e aventi su questa proiezioni congruenti, sono congruenti.

La relazione di perpendicolarità ci permette di dare nuove definizioni:


asse di AB
Si chiama asse di un segmento AB la perpendicolare
ad AB passante per il suo punto medio M (fig. 8):

. * . * .
Parleremo compiutamente dell’asse di un segmento A M B
al termine della presente unità.

3.3 MEDIANE, ALTEZZE E BISETTRICI DI UN TRIANGOLO


Dato un triangolo ABC si dice: C

- mediana relativa al lato AB il segmento CM che unisce (fig. 9)


il vertice C con il punto medio M del lato opposto AB (fig. 9):

CM: mediana relativa al lato AB * . *


A M B
C

- altezza relativa al lato AB il segmento di perpendicolare CH C


condotto dal vertice C alla retta AB (fig. 10): (fig. 10)

CH: altezza relativa al lato AB .


A H B
C
- bisettrice relativa al vertice C, o all’angolo interno di
vertice C, il segmento della bisettrice dell’angolo C compreso
fra il vertice C e il punto D di intersezione con il lato opposto AB (fig. 11)
(fig. 11): B
CD: bisettrice relativa al vertice C .
A D B

71
Geometria - primo anno

OSSERVAZIONE:
In ogni triangolo vi sono quindi:

- tre mediane (ciascuna relativa ad un lato);


- tre altezze (ciascuna relativa ad un lato);
- tre bisettrici (ciascuna relativa ad un angolo interno).

PROVA TU
- Traccia le mediane relative a ciascun lato di un triangolo ABC, nei diversi casi di un triangolo acutangolo, rettangolo,
ottusangolo.
- Traccia le altezze relative a ciascun lato di un triangolo PQR, nei diversi casi di un triangolo acutangolo, rettangolo,
ottusangolo.
- Traccia le bisettrici degli angoli interni di un triangolo STU, nei diversi casi di un triangolo acutangolo, rettangolo,
ottusangolo.

COMPLETA:
le seguenti affermazioni mettendo al posto dei puntini la parola “sono” o “non sono”:
- Le mediane …………….. sempre interne al triangolo;
- Le altezze ……………. sempre interne al triangolo;
- Le bisettrici ……………. sempre interne al triangolo.

A questo punto dimostriamo un’altra proprietà del triangolo isoscele, premettendo la seguente

OSSERVAZIONE:
AC BC BCD BCD
Quando in un teorema (o in un problema) viene “dato” un triangolo isoscele, nell’ipotesi indicheremo solo la congruenza
BCD BCD
BCD
BCD in figura segneremo tali lati con uno stesso simbolo CAD
dei due lati (obliqui), CBD faremo per gli angoli alla base
e analogamente
(pag. 24 e 25). ACD BCD
DB DB
TEOREMA DB
DB
DB
DB isoscele la bisettrice dell’angolo al vertice, è anche altezza e mediana relativa alla base.
In un triangolo

Dimostrazione C
Consideriamo i triangoli ACD e BCD;
essi hanno:
. . Hp.:
AC BC
ADC BDC ADB ADC e
AC BCAC BC ACD BCD BCD
AC BC
AC BC CD AB
CAD CBDCAD CBD
CAD CBD
CAD CBD AD BD CD AB
ACD BCDACD BCD CD
BCD Th.:
ACD
ACD BCD AD DB DB

A D B
I due triangoli, avendo un lato e i due angoli ad esso adiacenti ordinatamente
congruenti, sono congruenti per il 2° criterio di congruenza dei triangoli.
Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare: C

ADC BDC ADC BDC poiché ADB piatto,ADB si ha che ADCretti


e BDC ADC e BDC. . e BDC
ADC
AC BC AC BC ADC e BDC
ADC
ADC BDC BDC il simbolo ADC ”), e ADC
BDC ADCADCe eBDC
BDC
ADB
DC e BDC (“segnare ADC BDC ADB
ADC ee BDC ADB
con
CD
ADCeCD
AB
eBDC
BDC
AB
CD CD
quindi CD CAD CBD CAD CBD
AB CD è altezza relativa adCD
AB;
CD ABAB CD CD
AB CD AD BDADACDBD CD CD ACD BCD
AD
AD BD BD CDCDBCD
mediana relativa ad AB (“segnare AD e BD con il simbolo * ”).
C.V.D.
Al termine del teorema la figura si presenta come segue: * *
A D B

72
ADC BDC ADC
ADB BDC ADCADB
e BDC ADC
ADCe BDC
e BDC ADC e
Book in
r // s r s r progress
s =Ø.
3. Perpendicolarità e parallelismo

PROVA TU
r // s il 1° criterio
Dimostra il teorema precedente utilizzando r s di congruenza
r s = Ødei. triangoli.

Possiamo quindi concludere che in un triangolo isoscele, la bisettrice dell’angolo al vertice, l’altezza e la mediana
relative alla base coincidono. r // s r //r s s r r s s =r Ø s. = Ø .

3.4 LE RETTE PARALLELE


Abbiamo già parlato (pag. 5, unità 1) delle rette parallele. Ricordiamo che: r // s r s r s =Ø.

non sempre, però, è possibile “vedere” rette che si incontrano o meno, dal momento che non possiamo “seguirle”, essendo
infinite.
Vale, però, il seguente teorema che ci assicura l’esistenza di rette che non si incontrano, cioè di rette che sono parallele.
r
TEOREMA
Se due rette distinte s e t sono perpendicolari ad una stessa retta r, allora non hanno alcun punto in comune (fig. 12): r

r s t
A. Hp.: s r r
s r
(fig. 12) t r r
s t Ø,
B.
t Th.: s t=Ø
r
r
r
Dimostrazione A.
Supponiamo per assurdo che s t Ø, s s t sØ, t Ø,
cioè che le rette s e t non siano parallele e che, quindi, .
si incontrino in un punto P (fig. 13). P
B.
t
PAB e PBA
(fig. 13)

Avremmo, pertanto, due rette, s e t, passanti per P e perpendicolari ad r sma ciò


t è Ø,
assurdo per l’unicità della perpendicolare
condotta da un punto ad una retta (pag. 65). L’assurdo deriva per aver negato la tesi; pertanto le rette s e t non hanno
alcun punto in comune e, quindi, sono parallele.
(Si poteva anche osservare che, negando la tesi, il triangolo ABP avrebbe gli angoli PAB e PBA entrambi retti, il che
è assurdo).

OSSERVAZIONE:
La relazione di parallelismo tra le rette del piano è una relazione di equivalenza (PROVA TU).
Tale relazione ripartisce, quindi, l’insieme delle rette del piano, in classi di equivalenza, ciascuna formata da rette tra loro
parallele. Ciascuna classe, che è un elemento dell’insieme quoziente, si chiama direzione.
L’insieme delle rette che hanno la stessa direzione si dice fascio di rette parallele o anche fascio di rette improprio
(fig. 14).

73
Geometria - primo anno

COMPLETA:
Poiché in un piano vi sono ……………… rette, si ha che in esso vi sono ……………… direzioni.

POSTULATO DELLE PARALLELE (o V POSTULATO DI EUCLIDE)


Dati nel piano una retta r ed un punto P, esiste ed è unica la retta s, parallela ad r, passante per P (fig. 15).

. P r sSe PPr rr , si ha che ss rr (fig. 16):


P s
. s
r P r
(fig. 15) (fig. 16)

P r s r
APPROFONDIMENTI
La formulazione data del postulato delle parallele va attribuita a Proclo, filosofo greco (V secolo d.C.), commentatore del
I libro degli Elementi di Euclide. L’enunciato originale di Euclide era il seguente:
“Se una retta (t), venendo a cadere su due rette (r e r'), forma angoli interni e dalla stessa parte la cui somma è minore di
due retti, le due rette prolungate illimitatamente verranno ad incontrarsi da quella parte in cui sono gli angoli minori di due
retti” (fig. 17).

Molte erano le perplessità in merito a tale postulato r


in quanto si aveva difficoltà ad accettarlo come verità evidente, a+β<π
cioè conseguenza della esperienza fisica diretta: vi era la necessità,
infatti, di immaginare spesso il punto d’intersezione molto … α
molto lontano e, oltretutto, le rette potrebbero anche avvicinarsi β .
sempre di più, senza però incontrarsi. r' P
t
Lo stesso Euclide considerava il V postulato “meno naturale” (fig. 17)
degli altri quattro, di seguito riportati:
I. si può condurre una linea retta da un qualsiasi altro punto;
II. una retta terminata si può prolungare continuamente in linea retta;
III. si può descrivere un cerchio con ogni centro ed ogni raggio;
IV. tutti gli angoli retti sono uguali tra loro, e cercò di non utilizzarlo nelle varie dimostrazioni.

Dopo Euclide, molti matematici hanno cercato di “rinunciarvi” ma inutilmente, vista la necessità di ricorrervi per la
dimostrazione di tanti teoremi (come vedremo in seguito).
Si è cercato, allora, di dimostrarlo a partire dagli altri quattro, così da non assumerlo più come postulato.
Furono costruiti, così, nuovi insiemi di postulati formati dai primi quattro e da un quinto postulato, negazione del V postulato
di Euclide. Il fatto che tali nuovi sistemi non portassero a contraddizioni e, anzi, si dimostrassero coerenti, fece concludere
che il V postulato non poteva essere dedotto dagli altri quattro (studi condotti, in particolare, da Gauss, Boljai, Lobacewskii,
all’inizio dell’Ottocento). Si pervenne, così, alla costruzione delle “geometrie non euclidee” e precisamente:
- alla geometria ellittica, ammettendo che per un punto non si possono condurre rette parallele a una retta data (modello
di Riemann);
- alla geometria iperbolica, ammettendo che per un punto si possono condurre più parallele distinte a una retta data
(modello di Klein).

3.5 IL CRITERIO DI PARALLELISMO E LE PROPRIETÀ DELLE RETTE PARALLELE


Abbiamo già detto della difficoltà di stabilire se due rette r ed s sono parallele tra loro.
Il teorema del paragrafo 3.4 assicura l’esistenza di rette distinte parallele tra loro quando si riesce ad individuare una
perpendicolare comune a due rette date, cosa però non sempre possibile.
Si cerca, quindi, di risolvere il problema “ricercando” una condizione generale per affermare che due rette sono parallele.

74
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

A tale scopo consideriamo due rette distinte r ed s e una retta t, detta trasversale, che le incontra entrambe formando otto
angoli (fig. 18):

- Le coppie di angoli ((( 333 ;; 55 )) ee (( 44 ;; 66 )) si dicono angoli alterni interni


;5)e(4;6) t
[gli angoli di ogni coppia
( 3 ;si5trovano
) e ( 4 da ; 6parte
) opposta rispetto
alla trasversale t e all’interno della regione di piano delimitata dalle due rette r ed s].
1 2
- Le coppie di angoli ( 1 ; 7 ) e ( 2 ; 8 ) si dicono angoli alterni esterni 4 3
(( 11 ;; 77 )) ee (( 22 ;; 88 ))
[gli angoli di ogni coppia si trovano da parte opposta rispetto (fig. 18)
(1;7)e(2;8)
alla trasversale t e all’esterno della regione di piano delimitata r
dalle due rette r ed s].
(1;8)e(2;7) 5 6
( 1 ; 5 ) , ( 2; 6 ) , ( 3 ; 7 ) e ( 4 ; 8 )
- Le coppie di angoli (( 11 ;; 55 )) ,, (( 22;; 66 )) ,, (( 33 ;; 77 )) ee (( 44 ;; 88 )) s 8 7
( 1 ; 5 ) , ([gli
si dicono angoli corrispondenti 2 ;angoli
6 ) , (di3ogni ; 7 coppia
) e ( 4 si ; 8trovano
)
dalla stessa parte rispetto alla trasversale t e sono uno
interno e uno esterno alla regione di piano delimitata dalle due rette r ed s].
((( 33
3 ;; 66 )) ee (( 44 ;; 55 ))
;6)e(4;5) (3;5)e(4;6)
- Le coppie di angoli ( 3 ; 6 ) e ( 4 ( ;15; )8si )dicono
e ( 2 ; angoli
7 ) coniugati interni [gli angoli di ogni coppia si trovano dalla stessa
(1;8)e(2;7)
parte rispetto alla trasversale t e sono entrambi interni alla regione di piano delimitata dalle due rette r ed s].

- Le coppie di angoli ( 1 ; 8 ) e ( 2 ; 7 ) si dicono angoli coniugati esterni [gli angoli di ogni coppia si trovano dalla
( 1 ; 7 dalle
stessa parte rispetto alla trasversale t e sono entrambi esterni alla regione di piano delimitata ) e ( due
2 ; rette
8 ) r ed s].

TEOREMA
( 1 ; 5 ) , ( 2 ; 6 ) , ( 3 ; 7 ) e ( 4 ;r 8// s)
Se due rette tagliate da una trasversale formano angoli alterni interni congruenti, allora le due rette sono parallele
(fig. 19).
t

A. (3;6)e(4;5)
α s Hp.: α α'
r // s
α' Th.: r // s
B.
r
r // s
t

A.
α s

Dimostrazione
.
α' P
Ragioniamo per assurdo e neghiamo la tesi, B.
r
cioè supponiamo che le rette r ed s non siano parallele e
che si incontrino in un punto P (fig. 20):
(fig. 20)

Osserviamo che l’angolo a risulta esterno


al triangolo ABP per cui: a > a'
per il primo teorema dell’angolo esterno (pag. 28), il che è un assurdo perché contraddice l’ipotesi.
L’assurdo deriva dall’aver supposto che le rette r ed s non sono parallele e pertanto, per non cadere in un assurdo,
dobbiamo ammettere che r // s.

C.V.D.

75
Geometria - primo anno

PROVA TU
Si può generalizzare il teorema precedente dimostrando il seguente:

Criterio generale di parallelismo


Se due rette tagliate da una trasversale formano:
- angoli alterni (interni o esterni) congruenti;
oppure
- angoli corrispondenti congruenti;
oppure
- angoli coniugati (interni o esterni) supplementari;
allora le due rette sono parallele.

Risulta, infatti, agevole ricondurre le varie situazioni al caso già dimostrato degli angoli alterni interni congruenti.

r α

Per esempio, se due rette r ed s, tagliate da una trasversale t, (fig. 21)


formano angoli alterni esterni congruenti (fig. 21):
s
β

α' α
basta osservare, fig. 22, che sono congruenti gli angoli alterniβ'interni
β a' e β' , essendo:
α' α angoli opposti al vertice α' α
β' β t
β' β angoli opposti al vertice
r α

α'
(fig. 22)

e si è così ricondotti al teorema precedente. β'


s
β

AB A'B'
PROVA
ACTUA'C'
Dimostra il criterio di parallelismo nei casi in cui due rette tagliate da una trasversale formano:
- angoli corrispondenti congruenti;
- angoli coniugati (interni o esterni) supplementari.
[Questi teoremi possono essere visti come corollari del teorema di pag. 73].

Quanto detto permette di concludere che se due rette r ed s, tagliate da una trasversale t, formano due angoli
alterni (interni o esterni) congruenti, o due angoli corrispondenti congruenti, o due angoli coniugati (interni o
esterni) supplementari, allora:

- tutte le coppie di angoli alterni (interni o esterni) sono congruenti;


- tutte le coppie di angoli corrispondenti sono congruenti;
- tutte le coppie di angoli coniugati (interni o esterni) sono supplementari.

76
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

COMPLETA:
nel caso di due rette parallele, tagliate da una trasversale, si ha che gli angoli coniugati (interni o esterni) sono congruenti
se …………………………………………………….. .

TEOREMA INVERSO
Se due rette sono parallele, allora, tagliate da una trasversale, formano con essa angoli alterni interni congruenti
(fig. 23).
t

r A
α Hp.: r // s

α' Th.: α α' α'


s α'
B DBA α
t
(fig. 23)

Dimostrazione r A
Ragioniamo per assurdo e neghiamo la tesi. Supponiamo, cioè, α
che gli angoli a e a' non siano congruenti e che sia, per esempio, α (fig. 24)

a' > a. In tal caso è possibile condurre per B una retta CD, s
α' D
DBA α DBA α
distinta da s, tale che: DBA α (fig. 24): B

Allora le rette r e CD, tagliate dalla trasversale t, formano due angoli alterni interni congruenti per cui, per il criterio generale
di parallelismo, esse risultano parallele. Ciò è un assurdo perché per il punto B passerebbero due rette distinte s e CD,
parallele entrambe alla retta r e ciò contraddice il V postulato di Euclide.
Hp.: r // s
Se a > a', si ripete lo stesso ragionamento pervenendo sempre ad un assurdo (PROVA TU).
Pertanto, per non cadere in un assurdo, dobbiamo concludere che la tesi è vera, cioè che
Th.: α α'.
C.V.D.
Si può generalizzare il teorema precedente dimostrando il seguente:

TEOREMA (INVERSO DEL CRITERIO GENERALE DI PARALLELISMO)


Se due rette sono parallele e distinte, allora, tagliate da una trasversale, formano con essa:
- angoli alterni (interni o esterni) congruenti;
- angoli corrispondenti congruenti;
- angoli coniugati (interni o esterni) supplementari.
DBA α

PROVA TU
Dimostra il teorema precedente nei casi in cui due rette parallele, tagliate da una trasversale, formano:
- angoli alterni esterni congruenti;
- angoli corrispondenti congruenti;
- angoli coniugati (interni o esterni) supplementari.

Questi teoremi possono essere visti, così come fatto per il criterio generale di parallelismo, come corollari del teorema di
pag. 73.

77
Geometria - primo anno

Il criterio generale di parallelismo ed il suo inverso possono essere espressi nel seguente unico teorema:

TEOREMA FONDAMENTALE DELLE RETTE PARALLELE


Due rette distinte del piano sono parallele se e solo se, tagliate da una trasversale, formano:
- due angoli alterni (interni o esterni) congruenti;
oppure

- due angoli corrispondenti congruenti;


oppure

- due angoli coniugati (interni o esterni) supplementari.

Il teorema fondamentale delle rette parallele può, anche, essere formulato nel seguente modo:
Condizione necessaria e sufficiente affinchè due rette siano parallele è che, tagliate da una trasversale, formino
due angoli alterni (interni o esterni) congruenti oppure due angoli corrispondenti congruenti oppure due angoli
coniugati (interni o esterni) supplementari.

PROVA TU
Dimostra i seguenti COROLLARI:
- Se due rette sono parallele, ogni perpendicolare all’una è perpendicolare anche all’altra.
- Due rette perpendicolari ad una terza retta sono parallele.

COMPLETA la seguente dimostrazione:


Rette perpendicolari a due rette incidenti sono incidenti:

D
s
B r s = P}
Hp.: AB …. ….
C . …. s s
….
s
. . Th.: ……………..
P A r ….
s BAC e DCA

Dimostrazione
BAC e BAC DCA e DCA D
Congiungiamo A con C e segniamo gli angoli BAC e DCA s
con due simboli diversi: B

Osserviamo che gli angoli BAC e DCA sono angoli ..………….. C .


perché minori, rispettivamente,
degli angoli …….. e …….. che sono retti per ipotesi. . .
Pertanto, le due rette AB e CD tagliate dalla ……..………….. P A r
formano …………………………...……………….
non ………………… e quindi le rette AB e CD …………………………………. .

BAC e DCA
C.V.D.

BAC e BAC
DCA e DCA
BAC e DCA

78
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

3.6 PROPRIETÀ DEI TRIANGOLI

TEOREMA (SECONDO TEOREMA DELL’ANGOLO ESTERNO)


In ogni triangolo, ciascun angolo esterno è congruente alla somma degli angoli interni ad esso non adiacenti.

C
Hp.: CBD angolo esterno
del triangolo ABC

Th.: CBD BAC + ACB

A B D
C
E
DBE BAC
Dimostrazione
Conduciamo dal vertice B la parallele BE al latoDBE
AC: e BAC .
CBE ACB
e osserviamo che:
CBE e ACB DBE BAC
DBEBAC
DBE BAC perché angoli corrispondenti formati
A
.. ..
DBEBAC
DBE BAC dalle parallele BE e AC tagliate dalla B DBE eDBAC
DBE
DBE e BAC
e BAC
DBE
trasversale AD (“segnare DBE e BAC
e BAC con il simbolo
CBE ACB”);
CBE
CBE ACB
ACB
CBE
CBE ACB
ACB perché angoli alterni interni formati dalle parallele BE e AC tagliate dalla
DBE BAC CBE e ACB
CBE
trasversale BC (“segnare CBE e ACB
e ACB con il simbolo ”);
CBE
CBE e ACB
e ACB DBE e BAC
C
CBE ACB
E
DBE BAC
DBE BAC CBE e ACB
..
Si ha quindi:
DBE ee BAC
DBE BAC
CBE ACB
per cui:
CBE ACB
CBD DBE + CBE BAC + ACB CBE ee ACB
CBE ACB
. .
A B D
C.V.D

Questo teorema permette di “completare” il 1° teorema sull’angolo


CBDesterno
DBEdi un triangoloBAC
+ CBE (pag.+28,
ACBunità 2) nel senso che
CBDDBE
CBD DBE
+ + CBEBAC
CBE BAC
+ + ACB
ACB
ogniDBE
CBD
CBD angolo
+ esterno
DBE nonBAC
+ CBEBAC
CBE solo è+maggiore
+ ACB ACB di ciascuno dei due angoli interni non adiacenti, ma è congruente alla somma di
tale angoli.

Dovresti, ora, essere in grado di stabilire quanto vale la somma CBD DBE + CBE BAC + ACB
degli angoli interni di ogni triangolo.
C E
Osserva, infatti, la seguente figura e COMPLETA:
CBD DBE + CBE BAC + ACB γ
Per il CBD
teoremaDBE + CBEpuoi
precedente BAC + ACBche:
concludere
a+β+γ… …
α β …
Si ha, quindi, il seguente:
A B D
TEOREMA SULLA SOMMA DEGLI ANGOLI INTERNI DI UN TRIANGOLO
La somma degli angoli interni di ogni triangolo è congruente ad un angolo piatto.

79
Geometria - primo anno

PROVA TU
Dimostra i seguenti COROLLARI:
- Gli angoli acuti di un triangolo rettangolo sono complementari.
- In ogni triangolo equilatero, ciascuno degli angoli è la terza parte di un angolo piatto.
- Se due triangoli hanno due angoli ordinatamente congruenti, hanno congruenti anche il terzo angolo.

L’ultimo corollario permette di “generalizzare” il secondo criterio di congruenza dei triangoli, formulando, così, il seguente:

SECONDO CRITERIO GENERALIZZATO DI CONGRUENZA DEI TRIANGOLI


Due triangoli sono congruenti se hanno un lato e due angoli ordinatamente congruenti.

3.7 SOMMA DEGLI ANGOLI INTERNI ED ESTERNI DI UN POLIGONO


Quanto vale la somma degli angoli interni di un poligono di n lati?
Per rispondere a questa domanda, fai riferimento al pentagono della figura seguente:

D D

E C E C
e COMPLETA. P.

A B A B

Unisci i vertici del pentagono con il punto P (un qualsiasi punto interno del pentagono):

Il poligono resta diviso in ............ triangoli, cioè in tanti triangoli ………… sono i lati del poligono.
Segna gli angoli interni di tutti i triangoli. Poiché la somma degli angoli interni di ogni triangolo è congruente a …. , la somma
degli angoli interni di tutti i triangoli, in cui resta diviso il pentagono, è congruente a ….…. .
Quindi la somma degli angoli interni del poligono è congruente alla differenza fra la ………… degli angoli interni di tutti i
triangoli e la ………… degli angoli di vertice …. che vale ……
Indicando con Si la somma degli angoli interni del pentagono, si ha:
Si = 5 · … – 2 … e, applicando la proprietà distributiva, Si = ( … – 2) π = ….. .
In generale, per un poligono di n lati, si ha: Si = ( … - 2) π [= n π – 2π ] .

Vale, quindi, il seguente:

TEOREMA
La somma degli angoli interni di un poligono convesso di n lati è congruente ad (n – 2) angoli piatti (cioè a tanti
angoli piatti quanti sono i lati meno un angolo giro).
E ancora ….. osserva la seguente figura, dove la lettera “e” indica l’angolo esterno; COMPLETA:

Ogni angolo esterno è ...……………….. ad un angolo interno che ha lo stesso vertice,


D
e quindi la somma di un angolo esterno e dell’angolo interno con lo stesso vertice vale
….. .
e
E Indicando con:
C Si = somma degli angoli interni del pentagono;
e
Se = somma degli angoli esterni del pentagono,
si ha:
e Si + Se = …. …. , e poiché, per il pentagono risulta che:
A e B Si = 3 · π, puoi concludere che:
Se = ….. .

80
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

RIPETI lo stesso ragionamento per:


- un poligono di 4 lati; - un poligono di 6 lati; - un poligono di 7 lati; - un poligono di 8 lati.

Ora “GENERALIZZA” il ragionamento per un poligono di n lati, così da dimostrare che:


Se = 2 · π, qualunque sia il numero dei lati del poligono.

Vale, dunque, il seguente:

TEOREMA
La somma degli angoli esterni di un poligono convesso di n lati è congruente ad un angolo giro, qualunque sia il
numero dei lati del poligono.

3.8 LA CONGRUENZA NEI TRIANGOLI RETTANGOLI


TEOREMA (O CRITERIO) DI CONGRUENZA DEI TRIANGOLI RETTANGOLI
Due triangoli rettangoli sono congruenti se, oltre all’angolo retto, hanno due altri elementi ordinatamente congruenti,
che non siano i due angoli acuti.
Ai fini di una puntuale dimostrazione del teorema diamo, dello stesso, la seguente formulazione:
Due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti:
- i due cateti (PROVA TU); oppure

- un cateto e un angolo acuto (PROVA TU); oppure

- l’ipotenusa ed un angolo acuto (PROVA TU); oppure

- l’ipotenusa ed un cateto (PROVA TU).

Relativamente al quarto caso, COMPLETA la seguente dimostrazione:

C C'
ABC
2

Hp.: A'B'C'
2
2
AC A'C'
2 AB A'B'
A ° B A' ° A'C'B' BDBD B'C'
B'C'
Th.: ABC A'B'C'
C C'
Dimostrazione
Prolunghiamo il cateto BC di un BD B'C'
segmento BD B'C'
(“segnare BD e B'C' con il simbolo
e congiungiamo A con D:
* ”) *

Consideriamo i triangoli ABD e A'B'C';


essi hanno:
AB
A ° B A' ° B'
AB … …
AB … ……………………..…………
… B'C'
… B'C' ……………………..…………
… B'C' *
ABD perché entrambi ………….....
ABD … … ABD
ABD
ABD … ABD
(“segnare ABD con il simbolo …. ”).

AD
AD …

AD … 81
AD … … B'C'AD AC

ABD …
AD …
AD AC
Geometria - primo anno

I due triangoli,
AD avendo
ACAD ……………………………………………………………………………….
BC … ,, sono congruenti per ……

……………………………………………………. .
Avranno, pertanto, tutti gli elementi corrispondenti congruenti, in particolare: AD … (“segnare AD con il simbolo … ”).
BC … , BD B'C'
Si ha, quindi: AD AC per la proprietà ………………………………………………… , e quindi il triangolo ACD risulta
….……………… sulla base ….... e AB è ………………….. relativa alla base, per cui è anche ……………….. .
AD AC
Pertanto: BC … , ed essendo: BD B'C' per ……………………... , si ha: BC … per la proprietà transitiva
della congruenza. I due triangoli ABC e A'B'C', avendo ………………………………………………………………………
…………………….……… risultano quindi congruenti per …………………………………………………..………………....
BD B'C' BC …
C.V.D. BC … ,

BC … ,
BC …
3.9 I LUOGHI GEOMETRICI
BD B'C'
Si dice luogo geometrico, o semplicemente luogo, la figura costituita da tutti e soli i punti (del piano) che godono di una
determinata proprietà. Quindi, una figura F è un luogo, definito da una proprietà se:
BD P,B'C'
1. ogni punto di FBC
gode… della proprietà P;
2. ogni punto, che gode della proprietà P, appartiene ad F.
BC …
Vediamo due esempi di “luoghi”: - la bisettrice di un angolo; - l’asse di un segmento.

TEOREMA
La bisettrice di un angolo è il luogo dei punti del piano equidistanti dai lati dell’angolo.
“Riteniamo opportuno” esplicitare per esteso l’ipotesi e la tesi del teorema.
Hp.: Sia b la bisettrice dell’angolo rOs .
rOs
rOs
Th.: - Ogni punto P della bisettrice è equidistante dai lati dell’angolo;
rOs
- se un punto Q del piano è equidistante dai lati dell’angolo, allora Q appartiene alla bisettrice.

Si ha, quindi:
s
Dimostrazione P generico punto della
Consideriamo i triangoli OPH e OPK; essi hanno:
K b bisettrice dell’angolo rOs
OHP
OHP OKPOKP perché retti; rOs
OP PH distanza di P da r
OP in comune (o OP
OHP OKP OP OP OP per la proprietà P
PK distanza di P da s
riflessiva
POH
POH POK della congruenza);
POK OP OP
.
POH POK per ipotesi. PH PK .
O H r

I due triangoli, oltre all’angolo retto, hanno due altri elementi ordinatamente congruenti (che non sono i due angoli acuti) e
quindi sono congruenti per il criterioOHP di congruenza
OKP dei triangoli rettangoli.

OP OP
Avranno, pertanto, tutti gli altri elementiOHP
corrispondenti
OKP congruenti, in particolare: PH PK
e quindi, vista la generalità del puntoPOH
P sulla POK
bisettrice b, si ha che ogni punto della bisettrice
QH' èQK'equidistante dai lati dell’angolo.
OP OP
Dimostriamo, ora, la seconda parte delPOH
teorema.
POK s
Sia Q un punto del piano equidistante K'
dai lati dell’angolo QH' QK' :
.Q Q

Congiungiamo O con Q:

O H' r

82
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

OH'Q
s
OH'QOK'Q OK'Q
e consideriamo i triangoli OQH' e OQK'; OH'Q OK'Q K'
essi hanno: OQ
OQ OQ OQ
.Q
OH'Q OK'Q OQ OQ
OH'Q OK'Q perché
OH'Q OK'Q
QH'
QH'QK'QK' retti (QH' distanza di Q da r ; QK' distanza di Q da s);
OQ OQ QH' QK' PA PA
OQ in comune (o OQ OQ per la proprietà riflessiva della congruenza);
OQ OQ
PAPB;PB;
PB;
QH' QK' per ipotesi. QAQA
QAQB,QB,
QB,
QH'
QH' QK'QK' O H' r

I due triangoli, oltre all’angolo retto, hanno due altri elementi ordinatamente congruenti (che non sono i due angoli acuti) e
quindi sono congruenti per il criterio di congruenza dei triangoli rettangoli. Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi
QOH'
QOH'QOK' QOK' , ,
corrispondenti congruenti, in particolare: QOH' QOK' ,
OH'Q OK'Q
per cui OQ è bisettrice dell’angolo rOrO
s se quindiQ Q b b
QOH' QOK' , rO s Q b
QOH'
QOH' QOK'
C.V.D. QOK', ,
OQ OQ
rO s Q b
rO
rOss QQ bb QH' QK'
TEOREMA
L’asse di un segmento è il luogo geometrico dei punti equidistanti dagli estremi del segmento stesso.
Anche per questo teorema, “decidiamo” di esplicitare per esteso l’ipotesi e la tesi.
Hp.: Sia AB un segmento ed r il suo asse, cioè la perpendicolare al segmento condotta dal suo punto medio M (pag. 69).
Th.: - Ogni punto P di r è equidistante dagli estremi A e B, cioè si ha PAPA PB;PB;
- se Q è un punto del piano equidistante dagli estremi del segmento, cioè tale cheQA QB,allora Q appartiene
QA QB,
ad r. QOH' QOK' ,
Si ha, quindi: r
rO s Q b
COMPLETA la dimostrazione: Consideriamo i triangoli APM e ……… ;
.P
essi hanno:
AMP ….. perché …………. (per ipotesi r è ……………. del segmento ……. AMP
AMP…..…..
AMP );
…..

…………BMBM per …………….. ; …… BM


PM ……… PM
PMPM ……… (o PMPM
………
PM ……… PM….. per la proprietà ………………… della …………….…... ).

I due triangoli avendo, oltre all’angolo …............ , due altri elementi


. * .. * .
ordinatamente congruenti (che non sono i due angoli ………. ), sono congruenti
A M B
per il ………………………………………..… .

Avranno, pertanto, tutti gli altri elementi corrispondenti congruenti, in particolare: …. …. .


…. ….
….…. ….
. ..
….
Vista la generalità del punto P sull’asse del segmento AB, possiamo concludere che ogni punto …………..… è equidistante
dagli ……………….... del segmento. AMP …..
AMP …..
AMP …..
[Si può dedurre
…… BM subito
BM che PA PB;in quanto le loro proiezioni AM e BM sono congruenti (TEOREMA pag. 71)].
…… BM QA
……
PMPM
……………… PMPM QA QB, PM ……… PM
Dimostriamo, ora, la seconda parte del teorema.
Sia Q un punto del piano equidistante dagli estremi Q
del segmento AB, cioè tale che QA QB.
.
Vogliamo dimostrare che Q appartiene all’asse del segmento AB.
Ci riferiamo alla figura seguente:
….…. ….…. . . …. …. .
Osserviamo che il triangolo …..… è ……………..… sulla base ….. e
quindi la …………….. QM, relativa alla ………… AB,
risulta anche ………………… relativa alla base stessa .
Si ha, pertanto, che QM è …………………..…… ad AB,
. * . * .
per cui Q ……………………… all’asse di ….... . A M B
C.V.D.

83
Geometria - primo anno

I PROBLEMI

… SOLO IL TEMPO PER QUALCHE ALTRO CONSIGLIO


NELLA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI.

Ipotesi (…“parallelismo”): Tesi:

r // s (o AB // CD, …) ...............................................

nel corso della dimostrazione dovrai sicuramente utilizzare qualcuna delle seguenti proprietà che derivano dall’ipotesi:
- la congruenza di angoli alterni (interni o esterni) formati dalle rette parallele r ed s (o dai segmenti paralleli AB e CD),
con un’opportuna trasversale; AP AC.
- la congruenza di angoli corrispondenti formati dalle rette parallele r ed s (o dai segmenti paralleli AB e CD), con
un’opportuna trasversale; AP AC.
- la supplementarietà di angoli coniugati (interni o esterni) formati dalle rette parallele r ed s (o dai segmenti paralleli AB
e CD), con un’opportuna trasversale. AP AC.
AP AC.
Ipotesi Tesi (…“parallelismo”):
AP AC. // BC
r, s, … (AB, CD, …) AP AC.
APAP AC.
AC. r // s (o AB // CD, …)
// BC
Perverrai alla tesi se dimostrerai una delle seguenti relazioni:
// BC
- la congruenza di angoli alterni (interni o esterni) formati dalle rette r ed s (o dai segmenti AB e CD), con un’opportuna
trasversale; // BC
- la congruenza di angoli corrispondenti formati dalle rette r ed s (o dai segmenti AB e CD), con un’opportuna
trasversale; AP AC. // BC
// //
BC BC // BC
- la supplementarietà di angoli coniugati (interni o esterni) formati dalle rette r ed s (o dai segmenti AB e CD), con
un’opportuna trasversale.

APB CBP
1° PROBLEMA RISOLTO
APB CBP APB
Dato il triangolo ABC, isoscele sulla base BC, sia r la retta passante per A parallela a BC. Dimostra che la bisettrice
dell’angolo in APB
B interseca r in un punto P tale che AP AC. APB
// BC
CBP
ABP CBP
CBP APB AP AC. AP AC.
Dimostrazione APB
Osserviamo che:
CBP ABP A APB P r
APB CBP r
APB perché angoli alterni
APBinterni rispetto
APB
APB CBPCBP CBP CBP
ABP.
ABP AP e BC tagliate dallaAPB
.
alle parallele
APBtrasversale
ABP.BP (“segnare CBP
APBAPB ABP APB
con il simbolo ”); AB AC
e poiché:
// BC // B
Hp. r // BC
CBP ABP APBper ipotesi,
ABP. si ha,
APper laABproprietà transitiva
CBP ABP ABP CBP
CBP ABP
CBP ABP della congruenza, che: APB ABP.
PB
AP AB
CBP Il triangolo ABP risulta quindi isoscele sulla base BP, ..
APB
APB
per
APB
ABP.
cui si ha: AP
ABP. ABP.
APB ABP.
AB (“segnare
AB AC
APBAP con il simbolo ”); B . C
Th.: AP AC

ed essendo: AB APper laAB


AC per ipotesi, si ha, proprietà
transitiva della congruenza, che: AP AC.
BP ABP AP AB AB
C.V.D.
AC
AP AB AP
APAP ABAB AC. AB AC
APB CBP APB CBP
PB CBP
PB ABP. AB AC AP AC.
APB APB
AB
ABAB AC
AC AC APB AP AC.
84
AP AC. Book in
progress
CED. 3. Perpendicolarità e parallelismo

A r
Al termine del problema la figura
come segue:
CED.
CED.
si presenta
. P

CED.
CED.

..
B C
ED. 2° PROBLEMA RISOLTO
CED.
Dato un triangolo ABC, sia AD la bisettrice dell’angolo A. Conduci dal puntoADED laBAD
parallela al lato AB che incontri AC in E.
Tracciata
ADE BAD da E la parallela ad AD, sia F il suo punto d’incontro con il
ADElato BC.
BAD ADE
CED.
ADE BAD
Dimostra che: ADE C . ADE
a) il triangolo EAD è isoscele; ADE F.
b) EF è bisettrice dell’angolo CED. BAD EAD
E D BAD CAD
BAD
ADE EAD
BAD BAD EAD
Dimostrazione DE // AB
Hp.
BAD EAD
Osserviamo che: ADE .
ADE BAD
ADE BAD perché angoli alterni interni rispetto
.. ADE EAD
EF // AD
ADE
ADE BAD
BAD ADE A
alle parallele DE e AB tagliate dalla
ADE
.
ADE .EAD B
ADE EAD
BAD EAD
ADE EAD
trasversale AD (“segnare
ADE
ADE con il simbolo . ”);. EAD isoscele
e poiché Th.
CEF DEF
BAD
BAD EAD EAD per ipotesi,
segue che:
BAD
BAD EADEAD
CEF CAD
ADE EAD per la proprietà transitiva della congruenza, per cui il triangolo EAD risulta isoscele sulla base AD.
ADE BAD CAD ADE
Inoltre:
CEF CAD CEF CAD CEF
ADE EAD ADE .
CEF
ADE CAD EAD perché angoli corrispondenti
ADE BAD rispetto alle parallele EF e AD tagliate dalla trasversale AC (“segnare CEF
CEF
ADE EADADE con il simbolo . ”);
ADE EAD DEF ADE
CEF CEF ADE DEF .
DEF ADE perché angoli interni rispetto alle parallele EF e AD DEF
tagliateADE
dalla trasversale DE (“segnare DEF con il
BAD EAD
ADE simbolo . ”); DEF
CAD ADE
ADE CAD
DEF
CEF DEF
e poiché: BAD
DEF EAD CEF
ADE BAD per quanto precedentemente dimostrato,
CEF
CAD CAD
CEF ADE
CAD
ADEdella congruenza (la .tua figura si presenta, infatti, con i due angoli
ADE EAD
CEF siDEF
CEF CADha
CADche:
ADECEF DEF per la proprietà transitiva
CEF
CEF
contrassegnati con lo stesso simbolo
ADE). EAD
DEF CEF
CEF C
.
C.V.D.
DEF
ADE
DEF DEF
CEF ADE F
BAD
ADE EAD
. ..
DEF
DEF ADE DEF
DEF
Al termine del problema la figura si presenta come segue: CEF
DEFDEF CAD E . D

CEF
CEF CAD
ADE EAD
n.B.: Quando abbiamo dimostrato che il triangolo EAD DEF ADE .CEF
.
risultava isoscele sulla base AD, non abbiamo volutamente scritto A B
CEF DEF
“segnare AE e DE con il simbolo .....”,
DEFin quanto
ADE avevamo compreso
che tale indicazione non era utile per la seconda parte della tesi,
néCEF
volevamo “sporcare” la nostra figura, aggiungendo simboli DEF
DEF che potevano oltretutto essere motivo di “disturbo” nel proseguo del
problema.
CEF CAD
DEF CEF

85
DEF ADE
AE DE.

Geometria - primo anno


BED BAC
3° PROBLEMA RISOLTO BDE
AE DE DB. AE DE DB.
Dato un triangolo isoscele ABC, di base AB, traccia la bisettrice dell’angolo A e dal punto D di intersezione di questa con
il lato BC manda la parallela al lato AC che incontri AB in E.
Dimostra che: AE DE DB. C
BAC ABC
Dimostrazione
PRIMA DI InIZIARE LA DIMOSTRAZIOnE RIFLETTIAMO AC BC
SULL’IPOTESI (E QUInDI SULLA FIGURA!!!,
BDE ADE BED ABC Hp. BAD CAD
VISTO CHE VI ABBIAMO
CAD RIPORTATO TUTTI I DATI) // A
E SU QUAnTO DOBBIAMO DIMOSTRARE. AE DE. . DE // AC
D
ADE
LA TESI, CIOÈ LA COnGRUEnZA DEI LATI RICHIESTI, CAD
DOVRÀ DERIVARE RAGIOnAnDO SULL’IPOTESI Th.: AE DE DB
ADEDE CAD
// AC
. DE DB. // AC
(NELLA
AE
AE DE. DE.FIGURA “NON CI SEMBRA”
INFATTI TRIANGOLI CONGRUENTI).
VI SIANO
. BED BAC ADE .
AE CAD
DE. DAE A E B
ADE CAD BDE
Osserviamo che: AE DE DB. BeC
BED
BED BAC
ADEBAC
CAD perché angoli alterni interni formati dalle parallele DE e AC tagliate dalla trasversale AD (“segnare
AE DE. ADE
con il simbolo . ”), e poiché:BDE
CAD DAE per ipotesi, si ha, MN
. per la proprietà transitiva della congruenza,
ADE BM + CN.
BDE ADE
BED
AE BAC
che: DE.
ADE DAE per cui il triangolo ADE è isoscele sulla base AD
BACe quindi:
ABC AE DE. (1) (“segnare AE e DE con il
AEAE DE.DE.
simbolo * ”). BDE
BED BAC CAD DAE Al termine del problema la figura si
Inoltre: ABC presenta come segue: C
BAC
BAC ABC ADE BDE
DAE
CAD BAC
BED DAE perché angoli corrispondenti rispetto BED ABC BED BAC
BED
BED BAC BAC
BAC ABC alle parallele DE e AC tagliate dalla
BDE BDE
trasversale AB (“segnareBDEBDE con il simbolo ”),
ADE DAE
e poiché:
BED
BED ABC
ABC BAC ABC perché angoli alla base di un triangolo isoscele,
si
ADEha: DAE DE DB.
D *
BED
BAC ABC
BAC
BAC ABC
ABC
ABC
per la proprietà transitiva della congruenza, BAC ABC
BeC .
per cui il triangolo BED è isoscele sulla base BE e quindi:
DEDE DB.DB.BED (2) ABC(“segnare DB con il simbolo * ”).
ADE * CAD . * *
Da (1) e (2) segue, per la proprietà transitiva della congruenza che: AE DE DB. . BeC
C.V.D.DB.
DE
BED ABC
MN BM + CN.
* AADE
BED ABC
*
E . B
BED
BED ABC ABC
ADE CAD MN BM + CN.
DE
DB.DB.
AEAE DEDE DB. *
4° PROBLEMA ADEA . ABO CBO
AE
DE DEtriangolo
DatoADE
un
DB. DB.
CAD ABC, conduci le bisettrici degliCAD
angoli DAE
* B eBCe C DE DB.
DEDE DB.
DB. **
e, dal loro punto O di intersezione, traccia la parallela al lato BC. Hp. ACO BCO
Detti M edAE DE di incontro
n i punti DB. rispettivamente con i latiADEAB e AC, . MN // BC
dimostra che:MNMN BMBM + CN.
+ CN.
CAD DAE DAE M O
AE DE DB. ADE AE DE N DB.
Th.: MN BM + CN
AEAE DEDE DB.
DB.
Dimostrazione
PROVA
CAD TU DAE
…………….…………….…………….…………….
..
B C
ADE DAE
…………….…………….…………….……………. A
BCO
BCO
…………….…………….…………….…………….
…………….…………….…………….……………. // BC
// BC
ADE DAE
…………….…………….…………….…………….
…………….…………….…………….…………….
M
/
O
. *
N
Al termine del problema la figura si presenta come segue: *
..
B C

86
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

ESERCIZI UNITÀ 3

Perpendicolarità e parallelismo
Conoscenza e comprensione
1) Quando due rette si dicono incidenti?

2) Quando due rette si dicono perpendicolari?

3) Quando due rette si dicono oblique?

4) Cosa si intende per distanza di un punto P da una retta r ?

5) Stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere o false:


a) dati un punto P e una retta r, esiste sempre una retta che passa per P e che è perpendicolare ad r. qV qF
b) per un punto P possono esistere due perpendicolari ad una retta r. qV qF
c) la proiezione ortogonale di un segmento su una retta può essere maggiore del segmento stesso. qV qF
d) la proiezione ortogonale di un segmento su una retta è sempre minore del segmento stesso. qV qF
e) la proiezione ortogonale di un segmento su una retta è sempre minore o congruente
al segmento stesso. qV qF
f) due segmenti obliqui, condotti da un stesso punto ad una retta e aventi su questa proiezioni
ortogonali non congruenti, possono essere congruenti. qV qF
g) la relazione di perpendicolarità fra rette è una relazione di equivalenza.
h) la proiezione di un punto P su una retta è il punto Q di r che ha la minore distanza da P. qV qF
i) dati un punto P e una retta r, il segmento di perpendicolare PH è maggiore di ogni segmento
obliquo condotto da P alla retta r. qV qF

6) Riferendoti alla seguente figura, completa le seguenti affermazioni:


s
- il punto H è la ………………………………………………… .P
di … su r ;
- il punto H è il …………… della ………………………………
condotta da P su …;
.
- il segmento PH si dice ………………………. di P da …; r H
- il segmento PH si dice il segmento di ……………………….
condotto da … ad …;
- la retta s è la perpendicolare alla retta ….. , passante per … ;
- le rette r ed s dividono il piano in ……..…. angoli ……….… ;
- la retta r è la perpendicolare alla retta ….. , passante per … .

7) Una sola delle seguenti affermazioni è vera. Quale?


L’asse di un segmento AB è:
a) la retta che passa per un qualsiasi punto del segmento AB ed è perpendicolare al segmento stesso;
b) la retta che passa per il punto A ed è perpendicolare al segmento AB;
c) la retta che passa per il punto B ed è perpendicolare al segmento AB;
d) la retta che passa per il punto medio del segmento AB ed è perpendicolare al segmento stesso;
e) una retta passante per il punto medio del segmento AB;
f) un segmento con un estremo nel punto medio di AB, perpendicolare e congruente ad AB stesso.

8) Dato un triangolo ABC, definisci:


- la mediana relativa al lato AC;
- l’altezza relativa al lato AB;
- la bisettrice relativa al vertice B;
- l’asse del segmento BC.

87
Geometria - primo anno

9) Osserva la figura e completa le proposizioni relative al triangolo ABC: H


- AD è la …………………… dell’angolo ……. ;
- M è il …………………….. del lato ……. ;
- ……. è …………………… relativo al lato AB; C
- H è il ……………………... della …………………
condotta da A alla retta ……. ; D
- AH è ……………………... relativa al lato ……. ; .
- CM è la …………………... relativa al ………… . .
* *
A M B
10) Quando due rette si dicono parallele?
a
11) Quando un fascio di rette si dice improprio?

12) Cosa si intende per direzione di una retta?

13) Cosa dice il V postulato di Euclide?

14) Cosa si intende per geometria non euclidea?

15) Perché sono nate le geometrie non euclidee?

16) Enuncia il criterio generale di parallelismo.

17) Enuncia il teorema inverso del criterio generale di parallelismo.

18) Enuncia il teorema fondamentale delle rette parallele.

19) Cosa afferma il secondo criterio generalizzato di congruenza dei triangoli?

20) Stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere o false:


a) se due rette parallele hanno almeno un punto in comune, allora coincidono. qV qF
b) due rette parallele formano con una terza retta incidente angoli alterni interni supplementari. qV qF
c) se una retta r è perpendicolare ad una retta s ed s è perpendicolare ad una retta t,
allora le rette r e t sono parallele. qV qF
d) due rette coincidenti sono parallele. qV qF
e) se due rette distinte r e t sono perpendicolari ad una stessa retta s, allora le rette r e t sono incidenti. qV qF
f) la relazione di parallelismo è una relazione di equivalenza. qV qF
g) esiste una ed una sola parallela ad una retta data. qV qF
h) esiste una ed una sola parallela ad una retta data, passante per un dato punto. qV qF
i) due rette parallele non hanno mai alcun punto in comune. qV qF
j) date tre rette r, s, t, se r non è parallela ad s ed s non è parallela a t, allora anche r non è parallela a t
(cosiddetto “criterio di non parallelismo”). qV qF
k) esistono infinite rette parallele ad una retta data. qV qF
l) due rette parallele sono rette equidistanti. qV qF

21) Indica il nome degli angoli indicati in ognuna delle seguenti figure:
a) b)
r s

t
s

t
............................................................................ ............................................................................

88
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

c) d)
r
r

s
s

t t
............................................................................ ............................................................................

e)

t
............................................................................

22) nella figura a lato, le rette r ed s sono parallele.

Completa: t

1– 8
–7 1– 7
angoli ………………. angoli ………………. 1 2
2– 7 2– 7
–8 2– 8
4 3 s

–5 3– 5 3– 6 3– 6
angoli ……………….
angoli ………………. 5 6
–6 4– 6 4– 5 4– 5
8 7 r

–5 1– 5
–6 2– 6 1– 7
angoli ………………. 2– 7
–7 3– 7 2– 8 1– 7
–8 4– 8 2– 8 2– 7
3– 5 3– 6
4– 6 4– 5
Verifica, poi, con il goniometro 3 –o 5
per sovrapposizione con carta trasparente, che: 3 – 6
- gli angoli alterni (interni o esterni) sono congruenti;
1– 5 4– 6 4– 5
- gli angoli corrispondenti sono congruenti;
- gli angoli
2 – 6 coniugati (interni o esterni) sono supplementari.
1– 5
3– 7
23) Completa le seguenti affermazioni:
2– 6
4– 8
- in un triangolo, ciascun angolo ………………… è congruente alla somma degli …………...………………… ad
3– 7
esso non …………………… .
- la somma degli angoli 4 –interni
8 di ogni triangolo è ………………… ad un angolo …………. .
- gli angoli acuti di un triangolo rettangolo sono ……..………………… .
- in un triangolo rettangolo isoscele, ciascun angolo acuto è ………………….….. di un angolo retto.

89
Geometria - primo anno

- ciascun angolo di ogni triangolo equilatero è congruente alla …………. parte di un angolo piatto.
- la somma degli angoli interni di un pentagono è congruente a …….. angoli piatti.
- la somma degli angoli interni di un ottagono è congruente a …….. angoli piatti.
- la somma degli angoli interni di un poligono di n lati è congruente a ………….. angoli piatti.
- la somma degli angoli esterni di un esagono è congruente a ………………… piatti.
- la somma degli angoli esterni di un decagono è congruente a ………………… piatti.
- la somma degli angoli esterni di un poligono di n lati è congruente a ……… angoli piatti.

24) Uno dei seguenti enunciati è falso. Quale?


a) Un angolo esterno di un triangolo può essere congruente ad un angolo interno ad esso adiacente.
b) La somma degli angoli interni di un triangolo è congruente alla somma dei suoi angoli esterni.
c) Ogni angolo esterno di un triangolo è maggiore di ciascun angolo interno, ad esso non adiacente.
d) Un triangolo può essere contemporaneamente isoscele e rettangolo.
e) In un triangolo, due angoli esterni sono sempre ottusi.
f) Ogni angolo esterno di un triangolo equilatero è congruente al doppio dell’angolo interno adiacente.
g) La somma degli angoli interni di un quadrilatero è congruente ad un angolo giro.

25) Stabilisci se le seguenti affermazioni sono vere o false:


a) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno almeno un lato congruente. qV qF
b) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti l’ipotenusa
e l’angolo retto. qV qF
c) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti un cateto e l’ipotenusa. q V qF
d) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti un cateto e l’angolo
ad esso opposto. qV qF
e) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti i due cateti. qV qF
f) due triangoli rettangoli sono congruenti se hanno ordinatamente congruenti un cateto e l’angolo retto.q V qF
[ovviamente, parlando di triangoli rettangoli, gli angoli retti sono sempre congruenti]

26) Completa le seguenti affermazioni:


- un luogo geometrico è la figura costituita da ………………………….. i punti del piano che godono di una
determinata proprietà.
- la bisettrice di un angolo è il luogo dei punti ……………………….….….. dai …………. dell’angolo.
- l’asse di un segmento è il luogo dei punti …………………….….. dagli ………….……… del ………………..……
- il luogo geometrico dei punti P del piano che sono allineati con due punti distinti A e B è …………………………
……………………………… .
- il luogo geometrico dei punti medi dei segmenti aventi un estremo su una retta r e l’altro su una retta s, parallela
ad r, è ………………………………………………………………….. .
- il luogo geometrico dei punti aventi una fissata distanza h da una data retta r sono due ………… parallele ad … ,
ciascuna a distanza … da … .

Applicazioni
1) Segui e COMPLETA la costruzione di una retta s perpendicolare alla retta r data in figura. Sia data una retta r:

r
Prendi un punto qualsiasi P sulla retta r: .
P r

Facendo centro con il compasso in P, con apertura a piacere,


determina su r due punti A e B:

. . .
A P B r

PA …..

90
PA …..
Book in
progress
A 3. Perpendicolarità e parallelismo

Si ha che: PA …..
.Q
Punta, ora, il compasso in A e, con apertura maggiore di AP,
traccia un arco. Analogamente, dal punto ….. , con la stessa apertura,
traccia un secondo arco che incontrerà il primo in un punto Q. . . .
[Perché l’apertura del compasso deve essere maggiore A P B r
di AP (o di BP)?]

Conduci la retta s passante per i punti P e Q: .Q

Si ha che le rette r ed s sono …….…....………….…… . . .


(VERIFICA le tue conclusioni, utilizzando il goniometro). A P B r

2) Riproduci sul quaderno le rette della seguente figura e traccia, per ognuna, secondo l’esercizio precedente, la
perpendicolare in un loro punto a tua scelta:

r
s

Costruzione, con riga e squadra, della perpendicolare ad una retta data


Osserva la costruzione della perpendicolare alla retta r assegnata, passante per un suo punto P, con l’utilizzo di riga e squadra:

.
P r

P .
r

.
P r

91
Geometria - primo anno

PROVA TU
Puoi facilmente procedere con la stessa costruzione nel caso della perpendicolare alla retta data, passante per un punto
Q qualsiasi del piano.

3) Per ogni retta della figura, traccia una qualsiasi retta perpendicolare ad essa.

u
t
4) Per ogni retta della figura, traccia la retta passante per il punto indicato e perpendicolare alla retta data.

.P
s .
r

r
. .Q
O v u

5) Rappresenta la distanza dalla retta r di ciascuno dei punti indicati nella seguente figura:

.P .A
r
.
Q
.B

6) Disegna la proiezione ortogonale P'Q' del segmento PQ sulla retta r, nei casi indicati dalle figure seguenti:

P.
P
.
.Q
.
r Q r

P .
.Q
r
Q .
P .
r

92
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

.Q
P . . Q

r r
P .

7) Traccia le proiezioni ortogonali dei punti A, B, C e dei segmenti DE e FG sulla retta r.

E.
.B
F.
D.
. r
C

.
G

.A

Disegna le seguenti figure geometriche:

8) Una retta r , due punti distinti A e B che appartengono ad r e la retta s perpendicolare ad r, passante per il punto medio
del segmento AB (“chi è” quest’ultima retta?).

9) Due rette r ed s , incidenti in O, un punto A su r , un punto B su s e le proiezioni ortogonali di A e B, rispettivamente, su


s e su r.

10) Una retta r , due punti A e B nei due semipiani opposti di origine r e le proiezioni ortogonali di A e B su r .

11) Una retta s , un punto P non appartenente ad s, la distanza PH di P da s , un punto Q di s , distinto da H, la proiezione
ortogonale di H sulla retta PQ.

12) Una retta t , due punti P e Q su t , le perpendicolari a t condotte da P e da Q, una retta passante per il punto medio M
del segmento PQ che incontri la perpendicolare in P nel punto A e la perpendicolare in Q nel punto B.

13) Un triangolo ABC, un punto P interno al triangolo, le proiezioni H, K e T del punto P, rispettivamente, sui lati AB, BC e
AC.

14) Un triangolo ABC, ottusangolo in A, la proiezione ortogonale AH del lato AB sulla retta del lato AC, la distanza del punto
H dal lato AB.

Altezze, mediane, bisettrici e assi di un triangolo


Riproduci sul quaderno i triangoli in figura e traccia le altezze relative a ciascun lato. Verifica che le tre altezze, o i loro
prolungamenti, si incontrano in uno stesso punto (ortocentro del triangolo).

15) 16) F
C

A B
D E

93
Geometria - primo anno

17) I
COMPLETA:
L’ortocentro è ……………… al triangolo, se il triangolo è ………
……..……. ; coincide con il vertice dell’angolo ……… , se il
triangolo è rettangolo; è …………… al triangolo, se il triangolo è …
…….................................……. .
G H

Riproduci sul quaderno i triangoli in figura e traccia le mediane relative a ciascun lato. Verifica che le tre mediane si incontrano
in uno stesso punto (baricentro del triangolo).

18) C 19) F

A B
D E
20)
I
COMPLETA:
Il baricentro è sempre …………….… al triangolo.
“Verifica” con la squadretta che il baricentro divide ciascuna
mediana in due parti, delle quali quella che contiene il vertice è
doppia dell’altra.
G H

Riproduci sul quaderno i triangoli in figura e traccia le bisettrici relative a ciascun lato. Verifica che le tre bisettrici si incontrano
in uno stesso punto (incentro del triangolo).

21) C 22) F

A B
D E

23) I
COMPLETA:
L’incentro è sempre …………… al triangolo.
“Verifica” con il compasso che l’incentro è il centro della
circonferenza inscritta nel triangolo (“tocca”, cioè, i tre lati del
triangolo).
G H

94
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

Riproduci sul quaderno i triangoli in figura e traccia gli assi relativi a ciascun lato. Verifica che i tre assi, o i loro prolungamenti,
si incontrano in uno stesso punto (circocentro del triangolo).

24) C 25) F

A B
D E

26) I
COMPLETA:
Il circocentro non è sempre …………… al triangolo.
“Verifica” con il compasso che il circocentro è il centro della
circonferenza circoscritta al triangolo (“passa”, cioè, per i tre vertici
del triangolo).
G H

Costruzione, con riga e squadra, della parallela ad una retta data


Osserva la costruzione di una retta s parallela alla retta r data:

Quindi:

s // r

r
r

95
Geometria - primo anno

27) Costruisci, con riga e squadra, una parallela a ciascuna retta data:

a) b)
r

c) d)

28) Per ogni retta della figura, traccia la parallela passante per il punto indicato.

a) b)
r .B

.A

c) d)
. D

. C
u

96
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

29) In riferimento alla seguente figura, sapendo che r // s, COMPLETA le relazioni indicate.

66==74°
6 =; ; 74°
44==;….
4 = …. 44––664 – 6 t
74° ….
angoli ……………….
55==….
5 = ;….
…. ; 33==….
;….
3 = …. 33––55 3 – 5
1 2

4 3 s
11==….
1 = ;….
…. ; 77==….
;….
7 = …. 11––77 1 – 7
angoli ……………….
22==….
2 = ;….
…. ; 88==….
;….
8 = …. 22––88 2 – 8
74°
5 6
11==….
1 = ;….
…. ; 55==….
;….
5 = …. 11––55 1 – 5
8 7 r
22==….
2 = ;….
…. ; 66==….
;….
6 = …. 22––66 2 – 6
angoli ……………….
33==….
3 = ;….
…. ; 77==….
;….
7 = …. 33––77 3 – 7
44==….
4 = ;….
…. ; 88==….
;….
8 = …. 44––88 4 – 8

x
33++66= ….
3=+….
6 = …. 33––66 3 – 6 6 = 74° ; 4 = …. 4–6
angoli ……………….
44++55= ….
4=+….
5 = …. 44––55 4 – 5 5 = …. ; 3 = …. 3–5

11++88=
1=+
….8 = ….
…. 11––88 1 – 8 1 = …. ; 7 = …. 1–7
angoli ……………….
22++77= ….
2=+….
7 = …. 22––77 2 – 7 2 = …. ; 8 = …. 2–8

30) Due rette parallele a e b sono tagliate da una trasversale


1 = …. t che; 5 forma
= ….con la retta a un1angolo
– 5 di 53°. Calcola le ampiezze
di tutti gli angoli formati da a e da b con la trasversale t.
2 = …. ; 6 = …. 2–6
31) Due rette parallele p e q sono tagliate da una 3= trasversale
…. ; t7che forma con la retta 3
q un
– 7angolo di 27° 42'. Calcola le
x = …. x
ampiezze di tutti gli angoli formati da p e da q con la trasversale t.
4 = …. ; 8 = …. 4–8 x
Angoli di un triangolo
In base ai dati riportati nelle varie figure, calcola l’ampiezza degli angoli indicati con il simbolo x
3 + 6 = …. 3 – 6C
32) C 33)
4 + 5 = …. 4–5
x = ….. x x = …..
1 + 8 = …. 1–8
2 + 7 = …. x 2–7
x 32° 75° 33°
A B A B

34) 35) L x M
R 30° x
x = …..
40° 107°

x N
28°
P Q x = …..

97
x x

Geometria - primo anno

36) 37) T
Q
x = ….. x = …..
x
36°
* *

x x 62° x
O P R S
41)
38) Z 39)
C'
x = ….. x = …..
31°
x
* *
* *
x x
x
*
U V A' B'

41) 41)
40) 41) L'
F'

x = ….. x = …..
x 48°

* *
125°
x

I' x
D' E' G' H'

41) x
42) 43)
P'
S'

O' 134° x = …..

x = ….. * x
* *
*
x Q' R' T'

M' N'

98
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

Criteri di congruenza dei triangoli (rettangoli e non)


In base ai dati riportati nelle varie figure (lati e/o angoli congruenti “segnati” con uno stesso simbolo), indica se i triangoli sono
congruenti e, in caso affermativo, scrivi in base a quale criterio di congruenza lo sono.

44) 45)
C I
E

N
* o
*
o
D *
*
o
A B
o
F G HL M
SI nO SI nO

Criterio …………………. Criterio ………………….

46) T 47)
P Z W

*
*
O

// //
Q R S U VJ K

SI nO SI nO

Criterio …………………. Criterio ………………….

N'
48) 49)
F'
C' F'

o
A' B' D' E' G' H' L' M'

SI nO SI nO

Criterio …………………. Criterio ………………….

99
Geometria - primo anno AP CP.
ABC.
PROBLEMI
1) Siano AB e BC due segmenti consecutivi e congruenti. Dimostra che le proiezioni dei due segmenti sulla retta AC sono
congruenti.

2) Dato un triangolo qualsiasi, considera l’angolo interno e l’angolo esterno relativo ad uno stesso vertice. Dimostra che le
loro bisettrici sono perpendicolari. ABC. ABC. r;C s
3) Dati due segmenti ABAPe BC,CP.consecutivi e congruenti, conduci la bisettrice dell’angolo ABC. s= P
Dimostra che tale bisettrice è l’asse del segmento AC. BCP
4) Siano AB e BC due segmenti consecutivi congruenti. Conduci dagli estremi A e C (vedi figura) due semirette r ed s che
formano angoli congruenti, rispettivamente, con AB e BC. Detto P il punto d’incontro di tali semirette, dimostra che
AP CP.
AB CP.
AP BC
AP CP.
A r;C s
Hp.:
r r s= P

s P BAP BCP
.
r;C s
s= P Th.: AP CP r ; C r ;s C s
BCP .C s= P
s= P
BCP
BCP
*

. * .
A B
r

s P
Osserva che, unendo B con P, ottieni la seguente figura:

e che ai triangoli ABP e BCP non è applicabile alcun criterio .C


di congruenza, né è possibile fare alcuna utile considerazione.

. * .
A B
r
Segui ...... l’altra strada:

s P
Unisci A con C: .
COMPLETA:
Osserva che il triangolo ABC è ………………… sulla base ……
perché …… …… per ipotesi.
.C

Segue quindi che: BAC …… perché angoli alla base BAC


AC …… BAC *
del triangolo …………………. ABC (segna BAC e
……. con il simbolo ).
BAC . . .
*
A B

100
Book in
progress
PAC …… …… PCB e BAC …… PCB e BAC ……
…… 3. Perpendicolarità e parallelismo

PAC …… …… r
PCB e BAC ……

Pertanto: s P. PAC ……
PAC …… perché differenze di angoli congruenti …… PCB e BAC ……
PAC …… …… PCB e BAC ……
( …… PCB e BAC …… ),
…… PCB e BAC ……
per cui il triangolo ACP è isoscele sulla base …… e,
.C
quindi, risulta: …… …… .
[BP è l’asse del segmento …….. PROVA TU]
*

BP C.V.D.
BC. CBP CBP . . .
*
A B
5) Dal punto medio M del lato BC di un triangolo ABC, conduci la perpendicolare al lato stesso e sia P la sua intersezione
BP BC. CBP
con la retta AC. Dimostra che il triangolo PBC è isoscele.

6) nel triangolo scaleno ABC, con AB > BC, prolunga il lato AB di un


PAC …… segmento BP tale cheBP BC. …… PCB e B
BP BC. Traccia la bisettrice dell’angolo CBP e CBP
indica con Q il punto di intersezione con la retta AC. Dimostra che:
BP BC.
CBPa) BQ è perpendicolare a CP;
CBP
XOY. XOY.
b) il triangolo CPQ è isoscele.

7) Disegna un angolo convesso XOY. Da un punto P qualsiasi della sua bisettrice manda la perpendicolare alla bisettrice
stessa che incontra in A e B i lati dell’angolo. Dimostra cheAOB
il triangolo AOB è isoscele.
OPH XOY.
8) con AB > BC. TracciaBla bisettrice dell’angolo B ed indica con D il suo punto di intersezione
Sia dato un triangolo ABC,XOY.
XOY.
con AC. Detto E il punto di AB tale che BDE BDC, , dimostra che BD è l’asse del segmento CE.
Y. BDE BDC,
9) Considera due rette parallele tagliate da una trasversale. Dimostra che: B
PR QR
a) le bisettrici di angoli corrispondenti sono parallele; BDE BDC,
BP BC.
b) le bisettrici di angoli alterni interni sono parallele; CBP
c) le bisettrici di angoli alterni esterni sono parallele. BB B
AOB B BDE BDC,
B BDE BDC,
10) Siano r ed s due rette parallele, tagliate da una trasversale t. Dimostra che le bisettrici di due angoli coniugati interni,
formati da r edBDE
BDEAOB BDC,t, sono fra loro OPH
s con laBDC,
trasversale perpendicolari. Cosa puoi dire nel caso delle bisettrici di due angoli
AOB
coniugati esterni? PE PC; OPH
Alla luce della considerazione che farai, come si può generalizzare il risultato del presente OPH
problema?

AOB PR QR
11) Disegna un angolo acuto AOB e da un punto P del lato OA traccia la perpendicolare PH al lato OB. Dal punto P traccia
XOY.
poi la bisettrice
PR QR dell’angolo OPH che incontra in Q il lato OB. Conduci, infine, dal punto Q la perpendicolare al lato OB
OPH
che incontra in R il lato OA.BDimostra che: PR QR

12) Sia BP la bisettrice dell’angolo B del triangolo ABC, retto in A. Conduci da P la perpendicolare all’ipotenusa BC che
QR incontra l’ipotenusa e la retta del lato AB, rispettivamente, in D ed B
E. Dimostra che:
PR QR B
a) PE PC; c) il triangolo ABD è isoscele;
b) il triangolo BEC è isoscele; d) AD // EC.
BDE B
B PE PC; B
PE PC;
13) Dato un triangolo PQR, retto in R, conduci da P la perpendicolare a PR e da Q la perpendicolare a QR. Detto S il punto
d’incontro di tali perpendicolari, dimostra che il triangolo PQS è congruente al triangolo PQR.
PC;
14) ConsideraPE PC; isoscele ABC e traccia una retta parallela alla base BC che incontra i lati congruenti AB e AC,
un triangolo
rispettivamente, in D ed E. Dimostra che: BE CD

101
BE CD
BE CD XOY

XOY
XOY BE CD
Geometria - primo anno
OA OC e OB OD;

15) Considera un triangolo isoscele ABC XOY e traccia una retta parallela alla base BC che incontra i prolungamenti dei lati
BE CD
congruenti AB e AC, dalla parte di A, rispettivamente nei punti D ed E. Dimostra che: BE CD
OA OC e OB OD;
16) Disegna un angolo convesso XOY e sia OZ la sua bisettrice. Considera su tale bisettrice due punti R ed S tali che
P r PC AB. XOY
OR > OS. Dai punti R ed S conduci:
OA
OA OC
OC e e OB
-OBleOD;
OD;
perpendicolari al lato OX che lo incontrano, rispettivamente, in A e B;
- le perpendicolari al lato OY che lo incontrano, rispettivamente, in C e D.
Dimostra che: a) OA OC e OB OD; P r PC AB. b) AC // BD.

17) Dato il triangolo ABC, conduci per il vertice C la retta r parallela ad AB. Considera nel semipiano di origine BC, non
contenente A, un punto PP r r tale chePC PC AB.
AB.
OA OC e OB OD;
Dimostra che i triangoli ABC e PBC sono congruenti e che AC // BP. OA OC e OB OD;

P r PC AB.
18) Dato il triangolo ABC, retto in A, sia AH l’altezza relativa all’ipotenusa BC. Conduci dal vertice B la perpendicolare al
A
cateto AB ed indica con D il suo punto d’intersezione con la retta AH. Dimostra che i triangoli ACH e BDH hanno gli
angoli congruenti. [Dopo la dimostrazione, “segna” tutti gli angoli dei vari triangoli. Cosa deduci?]
P r PC AB.
P
19) Dato il triangolo ABC, conduci la bisettrice dell’angolo A ed indica con D il suo punto d’incontro con il lato BC.
Dal punto D conduci:
- la parallela ad AB, indicando con E il suo punto d’incontro con AC;
- la parallela ad AC, indicando conAA F MP MQ. MP MQ.
il suo punto d’incontro con AB.
Dimostra che: AE ED DF FA
A
20) Dato un triangolo ABC, conduci dal vertice A la parallela al lato BC e dal vertice C la parallela al lato AB. Detto D il punto
di incontro di tali parallele, dimostra che i triangoli ABC e ACD sono congruenti.
AE ED DF FA
A
21) Dato il segmento AB, indica con M il suo punto medio. Conduci per M una retta r, distinta dalla retta AB, e prendi su di
AE
AE ED DFessa
ED DF FA FAdue punti P e Q tali che MP MQ.. Dimostra che: AQ // BP; AP // BQ.

22) Associa ciascuna delle seguenti figure:


AE ED DF FA

ω
AE ED DF FA
AE ED DF FA
β δ

α γ φ

ai tre casi di seguito elencati:


a) due angoli con i lati paralleli e concordi (stesso verso);
b) due angoli con i lati paralleli e discordi (verso contrario);
c) due angoli con i lati paralleli, di cui due concordi e due discordi.

Dimostra che:
- nel caso a) gli angoli sono congruenti;
- nel caso b) gli angoli sono congruenti;
- nel caso c) gli angoli sono supplementari.

23) Dimostra che sono congruenti due triangoli rettangoli che hanno ordinatamente congruenti un angolo acuto e la bisettrice
relativa.

24) Dato un triangolo ABC, traccia dal vertice C la parallela al lato AB e prendi su di essa due punti distinti D ed E tali che
CD CE BC. Dimostra che le semirette BD e BE sono le bisettrici dell’angolo interno e dell’angolo esterno di
vertice B.

102
Book in
progress
3. Perpendicolarità e parallelismo

25) Dato il triangolo rettangolo ABC della seguente figura: C

dimostra che, conducendo le bisettrici dei due angoli acuti,


l’ampiezza del minore degli angoli formati da tali bisettrici
è indipendente dalle ampiezze di a e di β [tale ampiezza vale,
α β
infatti, 45°].
A B

C
26) Relativamente alla seguente figura:

γ
Dimostra che:
δ φ
δ+φ 2 (β + γ) 2 …. ……………
δ
α β
cioè “la somma dei due angoli esterni di vertice A …COMPLETA
……………………………………………………………………… A B
φ
………………………………………………………………………
………………………………………………………………………

27) Riferendoti al triangolo dell’esercizio precedente dimostra che:


- la somma dei due angoli esterni di vertice B … COMPLETA……………………………………………….…………
δ + φ 2 (β + γ)
………………………………………………………..............................................................……………………..…
2 …. ; ……………
- la somma dei due angoli esterni di vertice C … COMPLETA……………………………………………….…………
…………………………………………………………………………............................................................................. .

28) PROVA TU a generalizzare i risultati dei due esercizi precedenti, completando il seguente enunciato:
“la somma dei due angoli esterni di ciascun vertice …………………………………………………………………………
……………………………………………………………………............................................”
AB AD. δ+φ 2 (β + γ) 2 …. ……………
29) Dimostra che in un triangolo isoscele la somma dei due angoli esterni, aventi comeAB
vertice AD.
un estremo della base, è
congruente alla somma degli angoli alla base e del doppio dell’angolo al vertice.

30) Dato un triangolo isoscele MnP, da un punto Q della base Mn conduci la parallela al lato Pn che incontra PM in R.
Dimostra che il triangolo MQR è isoscele.

31) Dato un triangolo ABC, conduci dal vertice B la parallela alla bisettrice dell’angolo in A e sia D il punto d’intersezione di
tale parallela con il prolungamento del lato AC. Dimostra che AB AD.

32) Dato un triangolo ABC, retto in A, conduci la bisettrice dell’angolo retto e sia D il suo punto d’intersezione con BC. Dal
punto B manda la perpendicolare ad AD ed indica con E il suo punto d’intersezione con AC (o con il suo prolungamento).
Dimostra che il triangolo ABE è isoscele.

PMrettaMQ.
33) Siano A e B i punti in cui una t interseca, rispettivamente, due rette a e b tra loro parallele. Detto M il punto medio
del segmento AB, conduci per M una retta, distinta da t, che interseca a in P e b in Q. Dimostra che PM MQ.

34) Sia AD la bisettrice dell’angolo A di un triangolo ABC. Traccia da un qualsiasi punto P del lato AC la parallela ad AD
che incontra in Q la retta del lato AB. Dimostra che APQ è un triangolo isoscele. A

35) Prolunga i lati AB e AC di un triangolo ABC oltre B e C. Traccia le bisettrici degli angoli esterni così ottenuti e indica con
F il loro punto d’intersezione. Manda da F la parallela al lato BC e siano D ed E i punti di intersezione, rispettivamente,
con le rette dei lati AB e AC. Dimostra che DE BD + CE. PM MQ.

AAD DC.
103
Geometria - primo anno
A

AC BD.
36) La bisettrice AD di un triangolo ABC è tale che DE BD + CE. Manda da D la parallela ad AC e da B la parallela
ad AD e indica con E il punto di intersezione di tali parallele. Dimostra che il triangolo BDE è isoscele. AC BD.
AC BD.
37) Dato un triangolo isoscele ABC, di base BC, traccia l’altezza AH e dai punti B e C manda ADle parallele
DC. a tale altezza.
Indica con D ed E gli ulteriori punti in cui tali rette intersecano, rispettivamente, i prolungamenti dei lati AC e AB.
Dimostra che i triangoli ABD e ACE sono isosceli e congruenti tra loro.

38) Dato un segmento AB, traccia dai suoi estremi due rette parallele r ed s. Considera su tali parallele, nei semipiani opposti
individuati dalla retta AB, due punti C e D tali che AC BD. Unisci C con D e indica con E il punto di intersezione
tra AB e CD. Dimostra
BD AC.che E è il punto medio sia di AB che di CD.
C
39) Dato un triangolo ABC, conduci da ogni vertice la parallela al lato opposto. Dimostra che i tre triangoli che si vengono
a formare sono congruenti al triangolo dato. CD AC.
BAE 3 BDA B CD AC.
40) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base BC, prolunga BC di un segmento CD AC.
BAE Congiungi D con A e considera sul prolungamento del segmento DA, dalla parte di A, un punto qualsiasi E.
3 BDA
Dimostra che: BAE 3 . BDA B
PD AP.
BAE 3 BDA
41) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base BC, prolunga AB di un segmento BD BC.
Congiungi D con C e dimostra che: DCA 3 . ADC BD BC.
BD BC. BD AC.
CD AC.
DCA 42) Dato un triangolo ABC, retto in A, conduci la bisettrice dell’angolo in A e indica con D il suo punto d’incontro con la
3 ADC
perpendicolare DCA
ad AB condotta
3 ADC da B. Dimostra che il triangolo ABD è un triangolo rettangolo isoscele.
A DCA BD3 AC.
ADC
43) Date due rette parallele r ed s, sia t una trasversale che tagli r in A ed s in B. Considera su r un segmento AC e su s,
nello stesso semipiano individuato dalla trasversale t, il segmento BD AC. Dimostra che le rette AB e CD sono
parallele. [suggerimento: unisci B con C e considera i triangoli ………..]
BD BC.
44) Dato un triangolo ABC, retto in A, conduci la bisettrice dell’angolo B e indica con P il punto in cui tale bisettrice interseca
il lato AC. Conduci da P la perpendicolare all’ipotenusa BC e sia D la loro intersezione. Dimostra che PD AP.
C
45) Dato un triangolo equilatero ABC, prolunga il lato AB, dalla parte di B, di un segmento BD congruente ad AB.
Dimostra che il triangolo ACD è retto in C.
PD AP.
46) Dimostra che: BAE 3 BDA
PD AP.
- in ogni triangolo rettangolo, la mediana relativa all’ipotenusa è congruente a metà dell’ipotenusa;
[suggerimento: prolunga la mediana di un segmento congruente ad essa e unisci ……………….] Viceversa
- se in un triangolo, la mediana relativa al lato maggiore è congruente alla sua metà, allora il triangolo è rettangolo.
[suggerimento: detto a l’angolo al vertice di uno dei due triangoli isosceli, si ha ………….]

DCA
47) Dato un triangolo acutangolo ABC, dimostra che 3 dei
la somma ADCcomplementari degli angoli interni del triangolo acutangolo
è congruente ad un angolo retto.

48) Dato un triangolo isoscele ABC, retto in A, conduci dal vertice A, esternamente al triangolo, una retta r. Siano:
- AH l’altezza relativa all’ipotenusa;
- BK la distanza di B dalla retta r;
- CT la distanza di C dalla retta r.
Dimostra che: KT CT + BK.

49) Dato un triangolo acutangolo ABC, siano AH e CK le altezze relative, rispettivamente, ai lati BC e AB. Detto P il punto
di incontro di tali altezze, conduci da P la perpendicolare PQ al lato AC e, sul suo prolungamento, prendi il segmento
QR PQ.
Dimostra che: a) i triangoli ACP e ACR sono congruenti; b) gli angoli ABC e ARC sono supplementari.

ARC
104
XOY
ABC e ARC QR PQ. Book in
ABC e ARC progress
XOY
3. Perpendicolarità e parallelismo
A
QR PQ.
A
50) L’angolo ottuso formato
ABC edalle
ARCbisettrici di due angoli interni di un triangolo qualunque è congruente alla somma di un
angolo retto con la metà del terzo angolo. XOY
ABC e ARC A OD DP;
// PC. XOY C manda la parallela ad AD e sia E il
51) Dato il triangolo ABC, retto in B, conduci la bisettrice AD dell’angolo A . Dal punto
suo punto di incontroXOY DP // OC
con il prolungamento dell’altezza BH, relativa al lato AC. Dimostra che il triangolo BCE èOD // PC.
isoscele
sulla base CE.
A OD DP;
52) Disegna un angolo convesso XOY e conduci la sua bisettrice b Dopo aver preso un punto P su HD b, traccia
DPl’asse
CH // OCdel OD // PC.
OD DP; OA OB.
CH segmento OP ed indica con
ME CM.XOYC e D i suoi punti di intersezione, rispettivamente, con OX e OY. Dimostra
A che:
a)HD
OD CHDP; ME CM. b) DP // OC OD // PC.
HD CH ME CM. AC // BE;
HD CH ME HD CM.CH HD CH ME CM. ME CM.
AC // BE; DP // OC OD // PC.
53) Dato un angolo convesso XOY , considera sul lato OX un punto A e sul lato OY un punto B in modo che OA ACOB. AD BE.
AC ADConduci AC // BE;
AC da OD
BE.// BE; A e BDP;le perpendicolari, rispettivamente, ad OX e ad OY. Detto P il punto di incontro di tali perpendicolari,
AC // BE;
OD AC DP; AD AC // BE; OA OB.
BE.alla bisettrice dell’angolo AC // BE;
dimostra che
AC AD BE. P appartiene XOY .
DP // OC OD // PC.
AC AC AD BE. AC AD BE.
OA AD OB.
DP // BE.
OC OD // PC.
54) Dato il segmento AB, indica con M il suo punto medio. Traccia una retta qualsiasi r passante per M, distinta dalla retta
AB, ed indica
OD con HD diCH
DP; A' e B', rispettivamente, le proiezioni ortogonali A e B su r. Dimostra che: AA' BB'.ME CM.

DP OA
// OC OB.OD // PC.
55) Dato un OA
triangolo
OB.ABC, considera ODun punto
DP; D sul lato BC e conduci gli assi a e b, rispettivamente, dei segmenti BD e
AC // BE;
DC. Indica con E ed F i punti d’intersezione di a e b, rispettivamente, con le rette dei lati AB e AC.
DP // OC OD // PC. AA' BB'.
Dimostra che EDF BAC. AC AD BE.
HD CH ME CM.
OA OB. AA' BB'.
HD CH ME CM.
56) In un triangolo ABC, conduci l’altezza CH e la mediana CM. Prolunga l’altezza di un segmento HD CH e la
HD CH mediana
AA' di un segmento ME CM.
BB'. OADopo aver congiunto
OB. ACA//con
BE;D e B con E, dimostra che:
a) AC // BE; b) AC AD BE.
AC // BE;
AC // AC
BE; ADAA' BE.
AC AD BE.
BB'. DEF, di base EF, dal vertice D manda la parallela alla base. Dimostra che tale retta è bisettrice
57) Dato un triangolo isoscele EDF BAC.
AD AA'
ACdell’angolo BB'.
BE.esterno di vertice D.
EDF BAC.
58) Sia dato il triangolo ABC della figura seguente:
AA' BB'. C
Conduci le bisettrici degli angoli β e γ. EDF BAC. γ
AA' BB'. EDF BAC.
Dal punto A traccia le parallele a tali bisettrici ed indica DE AB + BC + CA;
DE ABrispettivamente
+ BC + CA; con D ed E i loro punti di intersezione
con la retta DAE α + β/2 + γ/2 ; D
DE AB BC.
+DEBCDimostra
AB + BCche:
+ CA; + CA;
α β/2 γ/2 γ/2 β EDF BAC. α β
DAE a) DE AB + BC + CA;
+ + ; D ; E /2 . DE AB + BC + CA; DE AB + BC + CA;
b) DAE + β/2 +αγ/2
αDAE + β/2
; D+ γ/2
γ/2; D; E γ/2β /2 ; .E β /2 . A B
; D αγ/2
+ β/2 EDF BAC.
γ/2β ;/2 γ/2 ; E β /2 .
DAE α + β/2 + γ/2 ; D γ/2 ; E DAE . αAD.
β /2BD + β/2 + γ/2
DAE ; +E D.
59) Dato un triangolo ABC, retto in A, prendi il punto D su BC tale che BD AD. Dimostra che D è equidistante dai tre
BD AD.
vertici del triangolo dato. BD AD. BD AD. BD AD.

60) Di un triangolo rettangolo PQR sappiamo che l’ipotenusa QR è doppia del cateto PQ. È corretto affermare che PQR PRQ
PQR è il doppio di PRQ? (Motiva la tua risposta)
PQR PQR PRQ? PRQ?
61) Di unPQR
triangolo PQR, rettoPRQ? PQRDE
in P, sappiamo che PQR è il doppio di PRQ? AB + BC
. È corretto + CA;che l’ipotenusa QR è
affermare
PRQ?
doppia del cateto PQ? (Motiva la tua risposta) DE AB + BC + CA;
DAE α + β/2 + γ/2 ; D γ/2 ; E β /2 .
DE AB + BC + CA; AD AC
62) Dato un triangolo ABC, retto in A, conduci le proiezioni del
DAEcatetoαAB sull’ipotenusa
+ β/2 + γ/2 ; D e sulla
γ/2 retta
; E della
β /2mediana
. DE BE
relativa AB BC.
+ BC + CA;
DEall’ipotenusa.
AB + BC +Dimostra
CA; che tali proiezioni sono congruenti.
DAE α + β/2 + γ/2 ; D γ/2 ; E β /2 .
1 DAE α + β/2 + γ/2
AD AC
DAE α + β/2 + γ/2 ; D γ/2 ;
BE BC.
E β /2 . ADC BAC ; BEC BD 1AD. ABC ;
63) Dato un triangolo acutangolo ABC, prolunga il lato AB, dalla parte di A, del segmento AD AC e, 2 dalla parte di B, del 2
ADsegmento
AC AD AC Dimostra che: BE BC. BE BC. BD AD.

a) ADC 1 1 b) DCE >


BAC ; BEC ABC ; BD AD. .
2 2 2
1 1 1 1
ADC BAC
ADC ; BEC
BAC ; ABCBEC
; ABC ;
PQR
PQR
PRQ?
PRQ?
2 2 2 2
DCE > .
PQR 2 PRQ? 105
PQR
AE BD.
ADC BAC ; BEC ABC ;
2 2
BAr
AE BD.
DCE > .
2 BAr
Geometria - primo anno

64) nel triangolo ABC, isoscele sulla base BC, l’asse di AC interseca la retta BC in D. Prolunga il segmento DA di un
segmento AE BD. Dimostra che: a) il triangolo ACD è isoscele; b) il triangolo CDE è isoscele.

65) Considera due rette parallele r ed s. Da un punto A di r traccia una semiretta che incontri s nel punto B. Conduci le
bisettrici degli angoli BAr e siano C e D i loro punti di intersezione con la retta s. Dimostra che:
a) il triangolo ACD è rettangolo; b) i triangoli ABC e ABD sono isosceli.

OAB + OBA OCD + ODC;


66) Dato un quadrilatero convesso ABCD, conduci le sue diagonali AC e BD. Detto O il loro punto di intersezione, dimostra
che: a) OAB + OBA OCD + ODC; MH MK; b) OBC + OCB OAD + ODA.
BAr
67) Dato unOBC + OCB
triangolo ABC, OAD + C,
retto in ODA.
sia CH l’altezza relativa all’ipotenusa AB. Dimostra che i triangoli ACH e BCH hanno
gli angoli congruenti a quelli del triangolo ABC.

68) In un triangolo ABC, isoscele sulla base AB, conduci l’altezza CH e da un suo punto ABC. D manda le parallele ai lati AC e
BC. Detti E ed F i punti di incontro di tali parallele con i lati BC e AC, dimostra che:
OAB + OBA OCD + ODC; MH MK;
a) i triangoli CDE e CDF sono congruenti; b) i triangoli ADF e BDE sono congruenti.
BP BQ.
MK; + OCB OAD + ODA.
MH OBC
69) Dal punto medio M della base BC di un triangolo isoscele ABC, conduci le perpendicolari MH e MK rispettivamente ai
lati congruenti AB e AC. Dimostra che: a) MH MK; b) i triangoli AMH e AMK sono congruenti.
OAB + OBA OCD + ODC; ABC.
70) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base AB, considera un punto D sul lato AC e da tale punto conduci la parallela
OBC +alla
OCBbisettrice
OADdell’angolo
+ ODA. ABC. Indica con P e Q i punti di incontro di tale parallela, rispettivamente, con le rette dei lati
AB e BC. Dimostra che BP BQ.
ABC.
BP BQ.
71) Date due rette parallele r ed s, sia t una perpendicolare alle due rette che intersechi r in A ed s in B. Dal punto medio M
del segmento AB conduci una retta u, distinta da t, che intersechi r ed s, rispettivamente, in C e D.
ED // CF.
BP BQ.
Conduci, poi, l’asse del segmento CD ed indica con E ed F, rispettivamente, i suoi punti di intersezione con le rette r ed s.
Dimostra che: ED // CF. [suggerimento: dimostra prima che CM MD ; …….]

72) Dato un triangolo ABC, isoscele sulla base AB, considera su di essa due punti D ed E. Conduci:
- dal punto D la parallela al lato AC e sia F il punto d’intersezione con il lato BC;
BD BA.
- dal punto E la parallela al lato BC e sia G il punto d’intersezioneBD con ilBA.