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Appunti dalle lezioni di DMMIA

TRASDUTTORI DI PRESSIONE PIEZOELETTRICI

PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO Questa tipologia di trasduttori è quella con


la più alta velocità di risposta e pertanto viene utilizzata per la misura di
pressioni rapidamente variabili.
Lo schema basilare è quello rappresentato nella figura seguente.

RESISTENZA Necessaria per


prevenire perdite di carica dal
condensatore CRISTALLO
PIEZOELETTRICO
saturato di elettroni

PULSANTE
DI SCARICA CONDENSATORE V = Q/C
(reset) C
Segnale
uscita

Quando non è applicata nessuna pressione al cristallo piezoelettrico, tra questo


ed il condensatore c’è la distribuzione di carica iniziale.
Quando al cristallo viene invece applicata una sollecitazione di pressione, una
certa quantità di carica migra dal cristallo al condensatore, viceversa quando la
pressione è rimossa (vedi figura pagina successiva).
Attraverso il rilevo della tensione che dipende dalla carica C del condensatore si
ricava la pressione.

CAMPI TIPICI ED ACCURATEZZA Questi trasduttori non sono caratterizzati


da un’accuratezza particolare, questa in genere è compresa fra 0,252% a
fondo scala. Il campo di misura raggiunge i 400 MPa.

CARATTERISTICHE DINAMICHE Come detto si tratta dei trasduttore di


pressione più veloci, hanno frequenze caratteristiche anche superiori a 1000
kHz.

Nelle pagine successive vengono mostrate tabelle in cui sono riassunte le


caratteristiche salienti di alcuni trasduttori piezoelettrici ed una rassegna di
alcuni indicatori utilizzati nel campo delle prove dei motori a combustione
interna.

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IONE IONE
Si+ 02-

CRISTALLO SiO2

++++++++
-----------

+++++++++
----------
Se il cristallo viene sollecitato in Se invece il cristallo è sollecitato in
direzione verticale, la distribuzione direzione ortogonale all’asse, le
caratteristica delle cariche vede le cariche positive si distribuiscono
negative nella zona superiore e le superiormente, e quelle negative
positive in quella inferiore inferiormente

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I trasduttori al quarzo, usati diffusamente nel caso dei motori a combustione


interna, sono molto resistenti ed affidabili e possono operare a temperature
altissime, superiori a 600°C senza alcun mezzo di raffreddamento (trasduttori
uncooled) ed anche più alte se trattasi di trasduttori raffreddati (cooled).
Naturalmente poiché la quantità di carica che è in gioco quando l’elemento e
soggetto a sollecitazione di pressione è piccolissima, essi richiedono particolare
cura nell’impiego.
Questi elementi sono però sensibili soltanto alla parte dinamica di un segnale di
pressione e non riescono a dare nessuna informazione sul livello della
pressione assoluta, non apprezzando null’altro che i gradienti di pressione, i
trasduttori piezoelettrici vanno accoppiati nell’uso a sensori più lenti che
riescono però ad apprezzare un valore medio della pressione, quindi manometri
ad U o strain gage ad esempio, ciò causa inoltre alcuni problemi nella
calibrazione statica.
Inoltre tutta la catena di misura deve essere opportunamente tarata in base alla
sensibilità del trasduttore (espressa in pC/bar ) ed al campo di misura che si
desidera utilizzare:
Esempio: per utilizzare un trasduttore con sensibilità di 15 pC/bar con range di
misura 0200 bar e segnale d’uscita normalizzato 110 Volt, nel campo più
ridotto di 0100 bar, è necessario tarare opportunamente, con un generatore di
cariche , l’amplificatore, più precisamente bisogna produrre una carica di
15x100 pC (sensibilità x campo di misura) cioè 1500 pC e regolare il guadagno
dell’amplificatore (gain) in modo tale da leggere su di un oscilloscopio un
segnale con ampiezza 010 volt, così facendo si sfrutta tutta l’ampiezza del
segnale su un massimo di 100 bar, anche se il sensore ha fondo scala a 200
bar; per tarare invece il campo di misura sul range completo, bisognerà
generare una carica di 15 x 200 = 3000 C e leggere sempre sull’oscilloscopio
un ampiezza del segnale voltmetrico di 010 Volt.
Diciamo che in questa taratura non interviene fisicamente il trasduttore, in
quanto si assumono per conformi i dati rilevati dal certificato di taratura fornito
dal costruttore, con l’esempio sopra si è tarata la sola catena, per una taratura
dinamica del trasduttore, bisognerebbe poter disporre di un dispositivo capace
di generale una pressione velocemente variabile, e questo non fa parte
generalmente della dotazione di un laboratorio di prova sulle macchine.
Lo svantaggio più grande di tali trasduttori risiede però nelle dimensioni, nelle
indagini sul flusso delle turbomacchine di piccole dimensioni, occorre, per
ridurre la risoluzione temporale e per tener conto dei piccolissimi spazi a
disposizione, utilizzare dei trasduttori molto piccoli, attualmente la sezione
frontale più ridotta è una diametrale di circa 3 mm.

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CARATTERISTICHE DI ALCUNI TRASDUTTORI DI PRODUZIONE AVL


Materiale disponibile in rete > http://www.avl.com

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TRASDUTTORI A SEMICONDUTTORE (Piezoresistivi)

Negli ultimi anni il progressi tecnologico nel campo dei semiconduttori ha


permesso di ottenere sensori di pressione del tipo strain-gage che sono
caratterizzati da risposte molto veloci che in virtù delle loro ridottissime
dimensioni sono adatti anche alle applicazioni termoautomobilistiche.
In genere hanno un diametro frontale di circa 1,00  1,20 mm, queste
dimensioni sono ottenute grazie a tecniche fotografiche di incisione dei
componenti sugli elementi sensibili alla pressione.
Quattro resistori incrociati in un ponte di Wheatstone sono direttamente ottenuti
su di un diaframma al silicone esposto alla pressione.

L’orientamento parallelo dei resistori, causa un allungamento quando il


diaframma è esposto alla pressione di due resistori e la compressione di altri
due, in questa maniera si sbilancia il ponte.
Aspetti caratteristici, nel comportamento, dei trasduttori a semiconduttori sono:

o elevata risposta in frequenza e sensibilità alle accelerazioni


o effetti di montaggio
o effetti della temperatura

In particolare questi trasduttori sono condizionati dall’installazione del sensore


nell’ambiente di misura e vanno opportunamente raffreddati per l’impiego ad
elevata temperatura.

CARATTERISTICHE DINAMICHE
In questi trasduttori il diaframma deva avere la minore massa possibile e la
massima deflessione deva essere piccola, deflessioni tipiche sono dell’ordine di
7 x 10-3 mm, mentre lo spessore tipico di un diaframma è di circa 5 x 10-2 mm.
La combinazione di questi elementi dà a questi trasduttori una frequenza
naturale tipica molto elevata.

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Nella figura successiva è rappresentato un tipico diagramma di risposta in


frequenza di un trasduttore a semiconduttore con una frequenza naturale di
circa 150 kHz.

Il rapporto di amplificazione (parte superiore) e la distribuzione dell’angolo di


fase rilevano che questi sistemi
possono operare fino ad 1/3 della
loro frequenza di risonanza senza
generare distorsioni nella
accuratezza di misura (fmax  50
kHz).
Allo scopo di effettuare la taratura di
questi sistemi, si usano, come già
citato, cavità risonanti o sistemi con
valvole ad apertura rapida.
Lo scopo è quello di generare onde
quadre come quelle costruite nella
figura rilevate con l’oscilloscopio.
Allo scopo di generare tali onde
sono stati proposti altri strumenti
come quello mostrato nella figura 5.1
di pagina seguente.

Una ruota realizzata come in figura


5.2 è messa in rotazione a velocità
costante (ma comunque regolabile)
da una turbina.
La ruota è alimentata con due
Tracce d’oscilloscopio di segnali sorgenti di pressione una alta e
di pressione generati (a sinistra) e una bassa, tali due pressioni
misurati (a destra) con trasduttori
a semiconduttore alimentano degli slot posizionati in
modo che sono alimentati e messi,
durante la rotazione, alternativamente in comunicazione con un canale centrale
da cui è prelevato un segnale unico, formato, evidentemente, dalla alta e dalla
bassa pressione alternativamente.

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Fig. 5.1 - Vista in sezione di


un generatore si impulsi di
pressione ad onda quadra.

Fig. 5.2 - Vista della


superficie cilindrica della
ruota di un generatore di
pressione

Con la variazione della velocità di rotazione, dello spessore degli slot e delle
pressioni di alimentazione si riescono ad ottenere onde quadre abbastanza
regolari ed opportunamente variate in modo da consentire una buona taratura
dei trasduttori.
Sistemi di questo genere vengono anche utilizzati per testare l’influenza di
eventuali barriere utilizzate per preservare il diaframma da agenti erosivi.

EFFETTI DOVUTI ALLA DISPOSIZIONE DEL TRASDUTTORE


Nel caso dell’applicazione di trasduttori di questo tipo bisogna tenere in conto
anche questi tipi di effetti talvolta
dovuti alla necessità di preservare
il diaframma dalle alte
temperature, oppure, come capita
frequentemente nel caso delle
turbomacchine per ragioni
connesse al flusso nei condotti
della macchina.
La figura 5.3 mostra gli effetti
Fig. 5.3 – Influenza della lunghezza del tubo della lunghezza del tubo di
di collegamento e del volume della cavità. raccordo e del valore del rapporto

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tra diametro del tubo stesso e il volume della cavità in cui è posto il trasduttore
sulla frequenza risonante del sistema ( fr ).
Come è evidente, nel caso di tubi diritti, già pochi millimetri di lunghezza
riducono notevolmente la risposta in frequenza del trasduttore, rendendo,
eventualmente, vana la scelta di un trasduttore caratterizzato da una elevata
frequenza naturale.

Fig. 5.4 – Effetto della cavità di


montagggio e del foro su di un onda
quadra rilevata con trasduttore piezo.

Foro  0.8 mm
Volume cavità 10-15 mm3

Nei casi estremi l’eventualità di riempire la colonna con un gas di migliori


prestazioni rispetto alla velocità di propagazione dei disturbi, come l’elio ( He ),
può apportare, a parità di lunghezza del tubo, sensibili miglioramenti.
La figura 5.4 mostra un esempio dell’effetto sul segnale rilevato quando questo
viene aumentato di frequenza, nel caso di un trasduttore montato in una cavità
di 10 mm3 con un foro di comunicazione di 0,8 mm.
Queste osservazioni evidenziano come, nel caso di indagini su fenomeni
pulsanti caratterizzati da alte frequenze di oscillazione, le pulsazioni della
pressione devono agire
direttamente sul diaframma del
trasduttore.
Questo significa che dovendosi
rilevare pressioni di parete
(MCI) o pressioni statiche, il
trasduttore deve essere
Fig. 5.5 - Sistemazione raccomandata montato “flusshed” (rasente)
“flusshed” per rilievi di pressione di parete o mentre dovendosi rilevare
di pressione totale
pressioni totali, il trasduttore
dovrebbe essere montato sempre “flusshed” nella testa delle sonde come è
mostrato nella figura 5.5.

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EFFETTO DELLA TEMPERATURA

Un altro importante aspetto di questi trasduttori è il comportamento del


trasduttore al variare della temperatura.
La principale caratteristica di un trasduttore a tale proposito è lo spostamento
dello zero a causa della temperatura
(ad esempio: in un trasduttore KULITE
da 2 mm di  ho uno zero shift di
meno di 0,02% f.s/°C)
Le condizioni di test standard per
valutare le caratteristiche tecniche
sono di montare il trasduttore ad un
temperatura costante per 45 minuti e
poi sottoporlo ad un variazione di
10°C/ora.
Un tipico risultato di tali test è mostrato
in figura 5.6 dove è mostrata la curva
di calibrazione di un trasduttore a
semiconduttore per diversi valori di
temperatura ambientale e si può
Fig. 5.6 – Curva di calibrazione di un notare lo spostamento dallo zero sotto
trasduttore a semiconduttore per
differenti temperature di esercizio. questa influenza che è comunque
limitata.
In effetti i risultati di questi test sono limitati e non utili per un valutazione critica
delle prestazioni “tecniche” di questi trasduttori, peraltro molto importanti nelle
applicazioni macchinistiche.
I test di gradiente termico mostrati in
figura 5.7 risultano più appropriati.
In questo caso è ancora tenuto a
temperatura costante per 45 minuti
prima di essere sottoposto ad uno
scalino di temperatura di assegnata
entità.
Si nota una variazione nulla del
segnale di uscita che per un T di  20
Fig. 5.7 – Spostamento dello zero del K è di quasi il 15% del fondo scala.
trasduttore per doversi gradienti
Si nota pure che mantenendo lo

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scalino di temperatura per un’ora, prima di riportarlo alla temperatura iniziale,


l’uscita a 0 varia non riportando al valore iniziale, questo problema viene risolto
sistemando il trasduttore in una camicia d’acqua per raffreddarlo.

Nella figura 5.9 sono mostrate


due pratiche applicazioni di
trasduttore a semiconduttore
per misura di pressione di
parete e di pressione totale
con raffreddamento ad acqua.
In tale misura, il segnale di un
trasduttore da 1,8 mm di
diametro è stabilizzato, ed è
Fig. 5.8 – Effetti del raffreddamento ad acqua
sulle prestazioni di un trasduttore a eliminato ogni possibile effetto
della temperatura sulla
sensibilità.
In definitiva si può riassumere e ricordare che:
o questi trasduttori possono essere utilizzati fino ad 1/3 della loro
frequenza naturale
o danno una accurata misura solo della parte dinamica di un segnale di
pressione
o con il loro raffreddamento si ottiene un aumento del loro campo
operativo nei confronti della temperatura (schermatura nei confronti
della temperatura).

Fig. 5.9 - Esempio di


installazione di un trasduttore
a semiconduttore per misure
di pressione di parete e
pressione totale.

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