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CasI il liuto basso poteva avere queste due accordature:

LE INTAVOLATURE re', la-la, mi-mi, do-do', SOL-sol, RE-re (accordatura in re)


PER STRUMENTI ACORDE PIZZICATE mi', si-si, faJHaU, re-re', LA-la, MI-mi (accordatura in mi)
mentre il liuto tenore poteva avere quest'altre due accordature:
Molto probabilmente gia nel secolo XV e sicuramente nei secoli sol', re'-re', la-la, fa-fa', do-do', SOL-sol (accordatura in sol)
XVI, XVII e XVIII, per gli strumenti acorde pizzicate si usarono la', mi'-mi'. si-si, sol-sol', re-re', LA-la (accordatura in la).
dei sistemi di notazione detti intavoLature. Come ved remo in seguito Mantenendo gli stessi intervalli tra coro e coro, poteva esserci
piu dettagliatamente, venne usato un tipo di notazione italiano, uno pure un'accordatura in fa e, piu rar[\mente, anche una in do.
francese ed uno tedesco, ma sebbene si presentino differenti nelle
E risaputo pero che le accordature del liuto riportavano solo
rispettive particolarita grafiche, i tre sistemi si basano su uno stesso in teoria le reali allezze dei suoni poiché, in pratica, gli antici liutisti
ingegnoso principio, e cioe quello di rappresentare la tastiera dello accordavano i .Ioro strumenti (dalle dimensioni piu varie) a seconda
strumento prescelto in ogni singolo momento dell'esecuzione.
dell;, qualita delle corde di cui potevano disporre. Infatti, quando
11 termine intavolatura deriva dal latino tabulatura e, mentre
i trattati dell'epoca danno istruzioni sull'accordatura, consigliaoo,
nei testi italiani lo si puo trovare anche nelle varianti tabolatura, tenendo presenti Le dimensioni di ciascuno strumento, di dare mag-
tabulatura, intabolatura e intabulatura, in francese diventa tablature, gior tensione possibile alle corde, senza pero forzarle (J). In altre
tabelature e tabulature, in spagnolo entablatura, tablatura, cifra
parole, aUora le reali altezze dei suoni non contavano perché si
(anche musica de cifras, musica en cifras), in tedesco Tabulatur e in
badava unicamente al miglior rendimento sonoro.
inglese tablature (qualche volta tabliture).
Lo stesso principio di accordatura empirica si praticava pure
Nell'accingersi a trascrivere in notazione moderna le ¡ntavola-
quando il liuto si accoppiava al canto. Nelle !:,ubblicazioni per voce
ture e ovviamente necessario conoscere tulle le Joro componenti
e liuto, infatti, si usava semplicemente raccomaniraTea' ehi si accin-
grafiche, ma e pure altrettanto necessario sapere che, aUe volte, la
geva .a .. . dCaúenei-si . all'accoi-diliura deJlo strumento con
loro scrittura non e scevra di errori né di omissioni.
espressioni come questa: «La voce del soprano al terLO tasto della
sottana» (2). Pero, di norm-a;-".;n veniva specificato a quale deUe
"accotdature del liuto la voce avrebbe dovuto adeguarsi. Qualche musi-
LE INTAVOLATURE IT ALlANE DI LlUTO cologo, proprio parten do da raccomandazioni del tipo « La voce del so-
prano al terzo tasto della sottana., sostiene che era I'accordatura
Le prime intavolature italiane di liuto vectivano compilate per che doveva venir adeguata alle altezze dei suoni esprcsse dalla nota-
uno strumento a 6 cori normalmente accordato coi rapporti d'inter- zione musicale relativa aUa voceo Maní;i siamo convinti del contrario
vallo 4.a-4.a-3.a-4.a-4.a. I cari, a partire dall'acuto, avevano queste dato che, come abbiamo visto, le alteize delle accordature non erano
denominazioni: canto, sottana, mezzana (J), tenor, bordon c basso altro che I'optimum dclla sonoritll; I'accordatura, cioe, variava a
(o con trabas so o, piu semplicemente, contra). Mentre il 2.0 e il 3.0 seconda delle dimensioni di ogni singolo strumento ed in relazione
coro (sottana e mezzana) venivano raddoppiati all'unisono, il 4.0, alle caratteristiche delle corde di volta in volta reperibili (3). Tutt'al
5.0 e 6.0 coro (tenor, bordon e basso) venivano raddoppiati con piu, quando una determinata tessitura vocale lo imponeva, dato che
l'ottava superiore (2). Le rispettive altezze delle corde «a vuoto» per consuetudine ogni liutista disponeva di piu liuti, lo strumentista
noo erano fisse ma variavano a seconda delle dimensioni dello stru- ne imbracciava quello che, sempre nci limiLi del possibile, si con-
mento che poteva essere un «Iiuto basso» (detto anche «liuto faceva aquella tessitura. Ovviamente, il liutista non avrebbe dovuto
grosso '), oppure un «liuto tenore », piu piccalo rispetto al primo. affrontare con tanta disinvoltura i problemi delle altezze dei suoni
che, almeno in teoria, avrebbero dovu to essere ben precise nei modi
(1) 11 nome mezzana, COffi!;! del resto la Mittelsaúe dei liurisli tedeschi, gregoriani - quelli autentici o plagali, non quelli trasportati - allora
sembra illogico dato che lo strUffil.!nto ave va 6 cari, m<1 la denominaúone sia io uso. Ma la prassi era quella. (Del resto, é noto che le altezze dei
italiana che tcdesca dei primi 5 cori era rimasta la stessa che era stata in uso suoni nOn venivano rigorosamente rispettate nemmeno nelle com-
nel QuattrocenlO, quando cioe la me7.zana - essendo appumo 5 i cori - stava
nel mezzo. posizioni destinate alle sole voci). Il liuto ebbe delle accordature
(2) l.'uso del raddoppio con l'ottava superiorc vcnne abbandonato non ap- ben determinate quando, n!"1.XYII e XVIII secolo, venne usato nella
pena i Liutisti poterono disporre di corde, sempre di budello, di ti nuova» pro- musica d'insieme, ma in Italia (come ved remo nei cenni sulla lette-
duzione, corde cioe dalla sonoritA piu robusta perché di grossezza e lunghezza ratura dello strumento) in quel periodo ad esso si preferirono la
adeguate. Ir: ••• affinché ;1 loro suono sia pii4 chiaro e porti pi", lantano . : cosi
SEBASTIAN VIR!DUNG (in Musica gelUlschl, BasiJea 1511) giuslifiea il raddop- tiorba e il_chitar):one.
pio con ,'otlava superiore deUe 3 corde piil gravi - cfr. BENVBNUTO DISER-
TORI, Remarques sur l'évolurion du lurh en Ilalie au XV, siecle ef au XVle (nel (1) ADRIAN LE ROY, op. cil .. fol. 71v.
vol. Le lurh et sa musique, C.N.R.S., Parigi 1958, p. 23). (2) FRANCISCUS BOSSINENSIS, Tenor; e contrabassi intabulali col sopran
Nel 1585 col melodo del Carrara (cfr. Michele Carrara, La intavotalura di in canto figurafO per cantar e sonar cot taulo. Libro primo, Venezia 1509 e
tiUlo del MDLXXXV a cura di BENVENUTO DISERTORI, Casa Leo Olsehki, Tenor; e contrabassi ¡nfabulali col ... Libro secundo, Fossombronc 1511.
Firenze 1957) il liuto si prescnlava con tutti i raddoppi all'unisono, ma queslO (3) Cfr. JOHN WARD, Le probteme des haUfeurs dans la musique pour
sistema d'accordatura era gia stalo auspicato da ADRIAN LE ROY (A brief and tufh el vihuela au XVlc siecle (nel cii. vol. Le luth el sa musique, C.N.R.S.,
plaine ;n5truclion, Londra 1574, foL 4Ov.). Parigi 1958, p. 17t).
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. La tastiera del liuto era suddivlsa dal tasti per semitono per
bili su! liuto stesso od anche su qua1slasi strumento a !.astiera, in
CUI, ad esempio, la prima corda di uno strumento accordato in mi al moltlssimi casi si possono eseguire pure sulla moderna chitarra .
1.0 tasto dava un fa ', al 2.0 un fal!', ecc. Per analogia non e difficile Attualmente questo strumento e enormemente piu diffuso del Huto
dedurre i suoni ricavabíli dalJe corde rimanenti né ovviamente in e le sue caratteristiche foniche non sono proprio del tutto dissimili
un liuto con qualsiasi delle altre accordature. ' , da quelle liutistiche . Per attenuare poi il piu possibile taH differenze
Come gill abbiamo detto accennando alle intavolature in genere, sara pero necessario che iI chitarrista accordi a fal! (anziché sol) la
il sistema d'intavolatura italiano, per iI fatto di essere la rappre-
terza corda del proprio strumento. rnoltre, tenendo conto dell'irri-
sentazione grafica della tastiera del liuto ad ogni singolo momento levante numero dei Jiutisti contemporanei, non si puo certamen te
deU'esecuzione, si presta alla realizzazione sonora fattibile su qual- dolersi del fatto che i cuhori della chitarra si interessino sempre
siasi liuto di qualsiasi accordatura purché , naturalmente, i rap- piu a far rivivere le pagine piu significative della letteratura dello
pOrli d'intervallo tra coro e coro siano quelli prescritti. strumento tanto negletto nella odierna pratica musicale.
Nel sistema italiano 6 righe orizzontali rappresentano cori Sempre in riferimento all'accordatura in mi, diamo ora un ese m-
dello strurnento: pio di intavolatura di suoni sul secondo coro (sottana) con la rela-
basso _.. ______ 6.0 corO tiva trascrizione in notazione moderna :
bordon _ _ o 5.0 coro
tenor 4.0 coro ®---_._----------_.
mezzana 3.0 coro
sottana ____ ,_ 2.0 coro
e
• • • • •
can to 1.0 coro
Sulle linee orizzontali (cori) vengono poste delle cifre che si riferi-
scono ai tasti da premere con le dita della mano sinistra. Cosi, O, 1,
2, 3, 4, S, 6, 7, 8 e 9 segnano, rispettivamente, i suoni delle corde «a
vuoto . (ossia senza l'intervento della mano sinistra), del Lo, 2.0,
Qui un esempio io' accordi (1):
.
3.0 tasto, ecc., f!no a!.9.0 tasto. Per iI 10.0, 11.0, e 12.0 tasto segnano,
nell'ordine, X, X e X (1), oppure anche X, Ved (2). Comunque,
degli ultimi tre tasti, specie il 12.0 si incontra raramente nelle inta-
v.olature di .liuto (3). In pratica, le cifre dall'l in poi indieano rispet-
tlvamente II numero dei semitoni cui deve venir elevata l'altezza

8
i
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del suono del relativo coro a vuoto.
. Nella. tav. l, segnamo le altezze dei suoni corrispondenti alle Come si puo constatare, nelle versioni musicali non si tiene conto
CIfre dI clascuna delle quattro accordature principali del Huto. dei suoni emessi un'ottava sopra dai cori del registro grave.
POIché, come abbiamo visto, le intavolature riporlavano solo in
teoria le reali altezze dei suoni, per maggior praticitll e chiarezza,
nel riferirci all'accordatura rinasdmentale del liuto considereremo
soltanto I'accordatura in mi. InfaUi, le trascrizioni in notazione
moderna redatte per quest 'accordatura (4), oltre ad essere esegui- Ritml e valorl rltmlci
: (1) L'editore OTTAVIANO ·PETRUCCI netle sue pubblicazioni per liuto usó
Ques ll sunboh. Cfr., ad es., la Regola pe.r quelli che non san no cantare contenula
1 ritmi usati sono: c. ct.
3. e
3 e <J: 3. M_oh? ]\lf.O
neIJa Intabolatura de laulo . Libro secando [SPINACIN01. Veoezi a ÍS07. le ritn'lica iniziale (2).
. (2) Cfr. ALESSAN·DRO PICCININI. [n/avola/ura di liu/o, e/ di chi/arrone. Le precisaziooi ri tmiche in rife rimen to ai vari suoni sono di
LIbro, primo, Bologna 1623 (ad. es. a p. 46). In facsirniJe e riedita nella serie solito poste sopra I'esagramma, anche se non mancano degli esempi
• musical! italicae monumenta bononiens;a _, Vol. I. Universita degli
Studl,dl Bologna: .IslilUlO Discipline Filologiche - Sezlone Musicologia, Bologna : "1
(come nelle edizioni del Petrucci) in cui vengono poste oell'esa-
1962; d Vol.. 11 (IVI, 1965) comprende uno studio e la lrascrizione in notazione! ; gramma stesso (cfr, facsimile n. 1).
moderna -dei tes tl per liUlO a cura di Mirko Caffagn1. . l, Nelle sue pubblicazioni il Petrucci (3) usa dei segni ritmici
. (3) Anche nella seconda meta del Cinquecento i1 12.0 tasio veniva raramente
Inlavolalo. Non compare, ad es., nel ms. Libro de ¡ntabula/ura di liUlO, s.l.
1567 (Monaco. Bayerische Staatsbibliothek, Mus. Ms. 15JJa) né oeU'Opera nova (1) Giro armonico traUo dall'incipit de II Formigoto, contenuto nell'/ntabo·
de lau/o. Libro quarlo, Venezia 1579, op. pOSlUma di GIACOMO GORZANIS che la/ura di la u/o. Libro nono, Veoezia 1549, di MELCHIORO DEBARBERIS.
m questi due Iibri aTriva fino a11'll.o lasto (V). VINCENTlO GALILEI a sua (2) 1 cambiamenti di ritmo nel corso di una stessa composizione normal·
volla, nella seconda ed . del Fronimo. Venezia 1584. ¡nlava la soltanto 'fino al mente vengana segnali nella portata, pero in qualche caso sono segnali sapra
10.0 tasto (X). l'esagramma. Cosl, ad CS ., av viene in Nous bergiers in Intabolatura dt! laulO.
(4) Come vedremo piu avan(j trattando del sistema francese d 'j ntavoJatura Libro primo, Venezia 1546, di FRANCESCO DA MILANO.
nel il liuto ebbe un 'accordatura diversa da qucl1a (3) Cfr. la dI. Regola per qut!lli che non sanP'lO cantart! per coloro che
e qumdl molta dIversa dell'accardatura della chilarra moderna. nan conQSCOno la musical.
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