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L’ENERGIA DI UNA BATTERIA PUÒ ESSERE

RIUTILIZZATA USANDO LA SUA STESSA CARICA


ELETTRICA

Battery Switch di Nikola Tesla


chiunque sa che se una lampadina è collegata da una batteria,la corrente si sposta verso la
lampadina per poi tornare alla batteria ,la lampada si illumina fino a quando la batteria si
scarica.
Cio nonostante non è corretto paragonare la corrente utilizzata per illuminare la lampada
in esaurimento in quanto la batteria è una riserva di corrente come se fosse una clessidra,
la quale si esaurisce nel momento in cui non scende più sabbia. Potrete notare che un
semplice circuito elettrico lo abbiate già visto così:

Noterete che la corrente in entrata dal bulbo è esattamente uguale alla corrente che fluisce
nella lampadina. Quindi,
quanta energia viene effettivamente utilizzata dalla lampadina? Nessuna, L'energia non si
può distruggere al massimo può essere convertita ,ma allora perché la batteria dopo un po
non è più in grado di accendere la lampadina più? Beh, questa è una caratteristica del
funzionamento di una batteria. Se la corrente viaggia in una direzione, allora la batteria
viene caricata, se gira nell'altra,si scarica:

La fase di scarica della batteria, non ha nulla a che fare con la corrente che scorre
attraverso la lampadina, la batteria si ricaricherebbe

se la lampadina venisse staccata .il lavoro svolto dal flusso per illuminarla non utilizza
alcuna corrente e soprattutto , non utilizza tutta l'energia. L'energia non può essersi
dissolta nel nulla, si trasforma in una altra forma . Questo è difficile da capire per come ci è
stato insegnato ;infatti chiunque sa che per alimentare elettricamente qualsiasi dispositivo
ci è stato falsamente detto che possiamo solo ricaricarlo comprando energia che poi viene
"consumata" nel utilizzatore, quindi ne dobbiamo comprare sempre per mantenere carico il
sistema. Questo Lo accettiamo perché è quello che ci hanno insegnato. Non è vero. La
corrente che fluisce attraverso la lampadina può essere utilizzata per tenere in carica
un'altra batteria. Può illuminare
la lampadina e caricare un'altra batteria senza bisogno di alcuna corrente supplementare:

Qui, il circuito è alimentato dalla batteria 1 come prima, ma questa volta la corrente
continua a caricare la batteria 2.La batteria 1 viene scaricata proprio come prima, ma il lato
positivo è che la batteria 2 è sempre in carica .Il passo finale è quello di scambiare le
batterie sopra:

E ora, la batteria 2 appena ricaricata,accende la lampadina e ricarica nuovamente la batteria


1. Sembra impossibile? Ebbe,non lo è. Nikola Tesla lo ha dimostrato con questo suo "4-
Battery Switch",un sistema che usa quattro batterie identiche
per implementare questo circuito:

Con
batterie
da 12
volt, la lampadina subisce i 12 v come se avesse avuto la batteria mostrata nel primo
diagramma, poiché le batterie 1 e 2 sono collegate "in serie" per dare 24 volt, mentre le
batterie 3 e 4 sono collegate"in parallelo" per dare 12 volt. Tesla organizzò il suo circuito
scambiando le batterie 1 e 2 al posto delle batterie 3 e 4. Ha scelto di farlo in un modo
che le batterie si scambiassero centinaia di volte al secondo.
FATTI ANOMALI
C'è un altro fattore importante sfruttabile dalle normali batterie piombo-acido che coinvolge
il processo di ricarica della batteria. Questo dettaglio riguarda i materiali utilizzati. Il
processo di ricarica in questo circuito di commutazione viene eseguito da elettroni che
scorrono lungo il filo collegato alla batteria. Gli elettroni che scorrono lungo la superficie
esterna del filo,si muovono in maniera estremamente rapida. Il flusso elettrico all'interno
della batteria è trasportata dagli ioni caricati all'interno delle piastre di piombo all'interno
della batteria. Questi ioni sono centinaia di migliaia di volte più pesanti degli elettroni.
Questo fattore è trascurabile perchè tutti gli ioni si muovono,ma nella prima frazione di
secondo prima che gli ioni vadano avanti, all’entrata gli elettroni si accumulano come in un
ingorgo di coda. Questo accumulo di elettroni innalza la tensione ben al di sopra della
tensione nominale della batteria, la ricarica inizia quindi con un innalzamento della tensione
ed una maggiore intensità elettrica che pulsa verso la batteria da ricaricare .Questo non si
può notare utilizzando un caricabatterie standard alimentato a batteria,in quanto
l’accensione si verifica solo una volta durante l'intero processo di ricarica. Il Tesla Switch e
i circuiti Bedini mostrati in precedenza, sfruttano la differente velocità con il quale gli
elettroni e gli ioni piombo si muovono. La tecnica è quella di utilizzare impulsi di durata
molto breve per tutto il tempo .Se gli impulsi sono abbastanza corti, la tensione e l’intensità
elettrica nella batteria ricevente si intensificano in pochissimo tempo. Questa non è magia,
sono caratteristiche sfruttabili dai materiali utilizzati in questo circuito. Quasi chiunque ,
vedendo i molti circuiti avanzati di John Bedini per la prima volta, potrebbe avere
l'impressione che siano solo dei banalissimi circuiti. Niente potrebbe essere più lontano
dalla verità. John spesso utilizza la commutazione meccanica perché la fasi di accensione e
interruzione risultano essere molto più nette. John sa esattamente quello che sta facendo.
La Electrodyne Corporation ha testato il Tesla switch(a 4 batterie) per 3 anni, dopo tutto
quel tempo le batterie non hanno mostrato alcun deterioramento insolito. Le batterie
utilizzate erano normali batterie al piombo. Il sistema ha acceso luci, azionato riscaldatori,
televisori, piccoli motori e un motore elettrico da 30 cavalli. Se le batterie vengono scaricate
e mantenute prossime allo scarico completo e si accende il circuito applicando un
utilizzatore, le batterie si sono ricaricate in meno di un minuto. Non sono state individuate
fasi di surriscaldamento delle batterie durante la ricarica rapida. Il calore e stato prodotto
solamente durante la fasi di scarico. Se lasciato indisturbato, ogni batteria carica fino a
quasi 36 volt. é stata sviluppato un sistema di Controllo circuitale per prevenire questo
sovraccarico. Applicando la commutazione meccanica la Electrodyne Corporation ha
dichiarato che sotto 100 Hz non vi erano molti vantaggi ,sopra 800 Hz il sistema potrebbe
essere pericoloso, tuttavia non hanno menzionato perché tassi più elevati di commutazione
possono esserlo. Se consideriamo quanto sta effettivamente accadendo, forse possiamo
capirne il perché. Il processo di carica avviene così
Nella fase A , l'interruttore o commutatore si chiude, collegando una fonte di tensione
(batteria, condensatore caricato, o qualunque) ad una batteria al piombo. Gli elettroni
iniziano a spostarsi verso in basso all’esterno del filo conduttore . Essendo molto leggeri e
avendo resistenza nulla, si muovono velocemente, (gli ioni all'interno del filo si possono
spostare di pochi centimetri all'ora sfruttarli da dentro il cavo non è facile). Tutto va bene
fino a quando alla fase"B" gli elettroni raggiungono le piastre di piombo all'interno della
Batteria. Qui, hanno un problema, perché il flusso di corrente che attraversa le piastre è
trasportato da ioni di piombo. Gli ioni piombo cominciano a trasportare l’energia, ma ci
vuole una frazione di secondo per farle muovere a causa del loro peso. Quindi le particelle
si dividono in quanto viaggiano a differenti velocità in partenza. Lo stacco temporale tra
elettroni e ioni è il momento più importante , è la strada per la free energy. In quella frazione
di secondo, gli elettroni si accumulano perché sono ancora in arrivo lungo il filo a velocità
molto alta. Così, alla fase "C" si forma una diga,ammassamento o ingorgo di elettroni.

Questo grande” ingorgo elettrico” si comporta come se ci fosse stato un collegamento


improvviso ad una fonte di tensione più grande in grado di fornire una maggior intensità
elettrica.Questo fenomeno dura pochissimo, ma scatena tre effetti molto importanti.
(1) Alla fase "D”,si ottiene una maggiore intensità elettrica ,ricavata dalla batteria
precedente. (2)Questo effetto altera il campo elettromagnetico del circuito,si ha quindi un
guadagno di energia che passa dall’esterno al circuito. Questo fenomeno si può paragonare
al sole che genera flusso di energia che viene incanalato in un pannello solare,invece di
essere visibile, il flusso di energia non lo è.
(3)L'energia in eccesso carica la batteria, la carica molto più di quanto ci si aspetterebbe,
oltretutto, l’energia in eccesso, alimenta l’utilizzatore. L’utilizzatore potrebbe essere una
lampada, un motore, un inverter, una pompa, un trapano, o qualsiasi altra cosa. L'energia in
eccesso viene recuperata dall'ambiente e viene utilizzata sia per caricare la batteria e
compiere un lavoro. Il vecchio detto"non cè frittata se non rompi le uova" non regge in
questo caso, difatti,la batteria invece di scaricarsi a causa dell’utilizzatore,viene alimentato
e contemporaneamente, la batteria viene caricata. Questo è il motivo per cui, con questo
sistema, una batteria scarica può essere utilizzata per avviare un motore. Funziona perché
le piastre nella batteria scarica sono fatte di piombo,queste ultime ,fungono da collo di
bottiglia per il flusso di elettroni, si creano cosìle giuste condizioni per caricare
contemporaneamente la batteria e l’utilizzatore. Sembra un trucco di magia,invece con
questo metodo la batteria scaricata può essere utilizzata per alimentare qualunque cosa
.Inoltre, più la batteria è scarica, il più velocemente si ricarica, come se l'ambiente si
adattasse automaticamente condizioni poste,aumentando così la carica di una batteria.
L'ambiente ha un potenziale illimitato per tali impieghi. John Bedini lo ha testato
personalmente per tre o più anni con la batteria sempre carica e un motore sempre in
funzione. Per creare le condizioni innescante il fenomeno del flusso di elettroni in
eccesso ,l’interruttore deve chiudersi rapidamente in modo improvviso affinche l’innesco
sia efficace. Per iniziare, si può usare un componente adatto,come tiristore o SCR, questo
componente si accende e spegne rapidamente. Suggerisco che il Tesla switch operi tra i
100 Hz e gli 800 Hz.Si può ottenere un notevole miglioramento interrompendo bruscamente
il flusso di elettroni dalla sorgente di tensione originale mentre gli elettroni in eccesso
stanno ancora viaggiando. Si ha di conseguenza un improvviso e brevissimo lasso
temporale in cui temporaneamente aumenta la tensione e l’intensità, ricaricando più
velocemente la batteria e fornendo maggior energia all’utilizzatore,si può ulteriormente
incrementare la resa energetica del processo se il successivo impulso avviene in tempi
brevissimi, quest’ultimo infatti deve cominciare prima che il precedente impulso sia
terminato. Si presume che la Electrodyne Corporation abbia testato il sistema superando la
frequenza degli 800 hz, potrebbe essere che non sia un caso il fatto che superata tale
soglia, le batterie e gli utilizzatori testati non potessero più ricaricarsi ed essere usati in
quanto la potenza sprigionata non è in grado di essere supportata dalla tecnologia
attuale,la corporazione ha affermato che andando oltre,alcuni componenti del circuito si
rompono………….. Questo non era certo un problema dato che le batterie da 12 volt che
avevano operavano senza problemi a 36 volt,,,,,,,,,,,,,,,,Per riassumere, il Tesla Switch
sembra fare l’impossibile in quanto:
1) mobilita la corrente proveniente dalla batteria ad un altra per ricaricarla senza che la
prima si scarichi
2) utilizza impulsi di commutazione molto brevi e acuti, i quali sfruttando i moti della
corrente ,fanno fluire molto più velocemente gli elettroni rispetto agli ioni piombo(più
pesanti)
3) ricava energia elettrica dall’ambiente per ricaricare le batterie e contemporaneamente
sfruttare un utliizzatore. Quest’ultimo fattore lascia da parte la possibilità degli altri 2
vantaggi a disposizione programmando con precisione gli impulsi di commutazione
( sopratutto per ottenere energia in modo facile ed economico). Quindi si deve tenere
presente che sono necessarie pazienza e buona manualità affinché il circuito lavori in
maniera efficace, si deve infatti programmare una commutazione che sia veloce,pulita e ben
sincronizzata. bloccato ad alta corrente il filo conduttore sarà utile per ottenere
,controbilanciare o espellere l’energia in eccesso nel circuito. Questa è la sequenza di
commutazione del tesla switch
come potete vedere, questo è essenzialmente lo stesso circuito con le batterie 1 e 2 che si
scambiano sopra con le batterie 3 e 4.Ma sono stati aggiunti 2 condensatori e un ponte di
diodi per alimentare l’utilizzatore(bulbo motore tv o altro). Questo è lo schema tecnico

In questo schema, Nikola Tesla ha usato 4 diodi per semplificare la commutazione e ridotto
a 2 interruttori on/off e 2 commutatori. In alternativa, si possono usare6 interruttori on/off. In
questo caso, lo schema è un po' più complesso,ma i prossimi 2 schemi possono aiutarci a
comprendere la direzione del flusso di corrente nelle 2 fasi:
Le
batterie 1 e 2 sono collegate in parallelo mentre le batterie 3 e 4 sono collegate in serie.
Questo stadio ha bisogno di 3 interruttori on/off , vengono inseriti 2 diodi per far si che il
polo + della batteria 1 non rimanga collegata per sempre al polo + della batteria 2 , perché
nello stadio 2 ,tale connessione non deve esserci

I collegamenti nello stadio 2 sono quasi identici al primo, abbiamo bisogno di altri 3
interruttori on/off e 2 diodi per evitare un collegamento permanente tra i poli + di batteria 3
e 4. Si suggerisce per semplificare la velocità di commutazione di utilizzare 3 dischi montati
sull’albero di un motore come mostrato in figura
I 3 rotori sono isolati l’uno dall’altro , i settori conduttori sono allineati come pure le
spazzole. Il congegno assemblato crea una commutazione meccanica tale che quando le s
allo stesso tempo,cioè ,vi deve essere una pausa prima che parta la commutazione.pazzole
superiori sono cortocircuitati insieme, le spazzole inferiori sono a circuito aperto.
Ovviamente è essenziale che in nessun punto della rotazione le 2 serie di spazzole
rimangano collegate Molta gente preferisce la commutazione a stato solido rispetto a quella
meccanica,quindi dovrebbe essere possibile organizzare anche questo tipo di
commutazione, ecco un suggerimento per tale esecuzione:

tutti e 3 gli interruttori meccanici, sono stati sostituiti da dei transistor,uno di tipo PNP e 2 di
tipo NPN. Questi,devono essere in grado di gestire 30 Ampere, quindi,anche se non viene
evidenziato,quasi sicuramente saranno coppie darlington , l’eccesso di energia generato
dalla commutazione attuata dal transistor ad alta potenza potrebbe essere amplificata
utilizzando un transistor pilota, forse usando una combinazione 2N3055 / 2N2222A. La
corrente di base del transistor attraversa una resistenza che viene alimentata da un polo
della batteria a caso, una da 12 volt . La commutazione è controllata tramite un
optoisolatore e i tre isolatori ottici che commutano insieme (come mostrato sopra), sono
azionati a lato da un multivibratore astabile (probabilmente questo e collegato ad un chip
NE555). Gli altri 3 isolatori ottici sono necessari per il secondo stadio di commutazione,
quindi nella prima fase di commutazione rimangono spenti, gli altri 3, verranno attivati
quando il chip NE555 avrà invertito il segnale ricevuto. Questo assicura
contemporaneamente l’accensione 3 isolatori ottici e lo spegnimento degli altri 3.
Si può notare da ll’immagine sopra quale transistor di commutazione
suggerito per lo secondo stato di commutazione .Quella che avete
visto è solo una raffigurazione per eseguire la commutazione
utilizzando la tecnologia più semplice possibile. Sempre utilizzando i
transistor, può essere ottenuta una commutazione meccanica in
sostituzione a quella esaminata.

Ci si aspetta che gli opto-isolatori si accendano e spengano


abbastanza velocemente da formare un rubinetto efficace per
l’energia del vuoto cosmico o etere (come chiamava Nikola Tesla) che
è ovunque intorno a noi. Se ciò è possibile, allora è probabile che sarà
necessario aggiungere diversi componenti elettrici per “scaricare”
l’energia in eccesso in quando quest’ultima nelle batterie aumenta al
punto tale da poter mettere in pericolo l’apparecchiatura che si sta
alimentando. Circuiti di questo tipo sono facili da progettare e
costruire, questa infarinatura base di elettronica e i documenti
associati espongono i principi sfruttati per sviluppare il seguente
tesla switch. La mia idea(di chi ha scitto questo documento in inglese)
sarebbe quella di assemblare un circuito di controllo che si stabilizzi a
14 o 15 volt e commuti nuovamente quando la tensione della batteria
scende di nuovo al 12,5 volt o giù di lì. Si dice che il Tesla Switch sia in
grado di alimentare l’utilizzatore all’infinito. Affermò che anche se
una delle batterie è completamente scarica, o quasi , se si inserisce in
una qualsiasi delle quattro posizioni si ricarica entro un minuto. I cavi
devono supportare almeno 30 Ampere ,i diodi e il ponte di diodi
sono tarati a 35 Amps 50 Volts. Il circuito era stato inizialmente
pensato per le batterie al piombo, John Bedini lo ha sperimentato con
successo anche su batterie ricaricabili Nichel-Cadmio. Questo circuito
è stato inventato da Nikola Tesla, lo mostrò al suo caro amico Ronald
Brandt, che a sua volta lo mostrò nel 1983 a John Bedini. John ha
rivelato quanto ha constatato in un documento che ha presentato al
Tesla Centennial Symposium nel 1984. in quell’occasione,John ha
presentato l’invenzione di Tesla tramite circuito di commutazione a
stato solido,usando batterie al nichel cadmio.Il dispositivo di Jonh era
collegato a diversi “utilizzatori” durante il convegno. Passate 24 ore,
le batterie sono rimaste completamente cariche. Per “utilizzatore” si
intende un dispositivo elettrico, per come un luce, un ventilatore, un
riscaldatore, un trapano, o qualsiasi altra strumento elettrico. Il
circuito mostrato fornisce in uscita circa 12 volt, quindi un inverter
permetterebbe di alimentare senza problemi qualsiasi abitazione
senza problemi. Sono state inventate diverse e differenti versioni del
Tesla switch di commutazione a stato solido. Ecco in figura un Tesla
switch progettato da John Bedini :
Qui, 6
transistor 2N3055 (60V, 15A, guadagnano dai 20 ai 70 ampere)
vengono accesi e spenti tramite sei trasformatori audio (sono
suggeriti per l’impiego trasformatori Radio Shack # 273-1380). Gli
avvolgimenti primari di tali trasformatori presentano una resistenza di
8 omh, i primari sono collegati in serie, il segnale elettrico ottenuto
viene convogliato in un generatore di segnale che trasforma il segnale
in un onda quadrata, tale segnale passa poi attraverso un grande
condensatore. Il circuito descritto è mostrato in rosso. Quando l’onda
quadra è positiva, i primari dei trasformatori 1 2 e 3 vengono
alimentati da un diodo posto in avanti rispetto al polo positivo del
trasformatore audio ,si manterrà la tensione ad di massimo 0,7 Volt
in più limitando il funzionamento dei primari. Gli altri trasformatori
( 4 5 e 6) sono alimentati da 3 diodi che attraverso i propri primari
rovesciati ,rispetto alla sorgente positiva di tensione, vanificano
qualsiasi effetto negativo dell’impulso applicato ai loro avvolgimenti.
Il funzionamento dei 2 gruppi di trasformatori è invertito ad ogni
impulso negativo uscito dal generatore onda quadra. I diodi posti tra i
trasformatori sono 1N4148 (100 V, 300 mA, alto velocità) e gli altri
1N1183 (50V, 40A). La mia preoccupazione e che con questa
disposizione gli avvolgimenti secondari hanno resistenza pari a 1000
ohm , sono in rapporto col primario 1 a 125. Se vengono applicati al
primario impulsi da 0,7 volt , teoricamente se fosse circuito aperto nei
secondari verrebbero generati 87,5 volt. Ovviamente, questo non
succederà come nella giunzione base / emettitore del transistor
2N3055 il quale carica il secondario in maniera amplificato. Tuttavia, a mio
parere non è possibile ,con i transistor e il circuito esaminato
,applicare una commutazione perfettamente pulita(nel senso:
impulso-interruzione netta-impulso- interruzione netta ecc...),e
difficile che si possa verificare nettamente tale processo. Suggerisco
quindi a chi utilizza questo circuito di trasmettere l’output del
generatore di onde quadre a 2 circuiti di pilotaggio al fine di separare
nettamente 3 primari dagli altri 3 in modo tale da far ricevere un
voltaggio nullo al secondo insieme di primari rimanendo certi del fatto
che rimangano effettivamente spenti . Mi è stato detto da uno
sperimentatore cheè possibile ottenere considerevoli guadagni di
energia anche azionando un interruttore manualmente e scambiando
le batterie dopo essere passato molto tempo dall’ultima fase di
commutazione.
TESLA SWITCH A 3 BATTERIE
John Bedini ha intuito che il fenomeno elettrico di ricarica del Tesla
Switch a 4 batterie può avvenire usando solamente tre batterie:

Tuttavia,
nella disposizione mostrata sopra, la batteria ‘1’ non subisce l’
inversione della sua direzione di flusso .Tale sistema oltretutto non
può raggiungere una vera e propria soglia di pericolosità critica in
quanto l’energia che viene fornita è stata catturata sfruttando la
forza del vuoto cosmico(ETERE) e non dalle batterie. Lo schema a
blocchi utilizzato da Jonh quando stava progettando il suo circuito era
il seguente:
Questo è un circuito di commutazione molto più difficile da costruire.
Se la batteria 3 nello schema precedente, è completamente scarica,
quando viene inserita nel circuito, si dice che venga ricaricata
completamente in meno di un minuto. Se venisse utilizzata la
commutazione meccanica (che non è possibile in quanto avverrebbe
troppo lentamente ), le connessioni verrebbero rappresentate così;
per lo stato 1:

questa per la fase 2:


questo per lo stadio 3:

L’ideale,sarebbe quella di costruire questo tesla switch utilizzando l'elettronica a stato solido e
quindi usare un sistema di commutazione che non abbia parti in movimento.

SISTEMA A BATTERIA DI RON COLE


Ron Cole ha suggerisce la possibilità di ottenere lo stesso effetto utilizzando 2 condensatori:

nello schema ,2 batterie vengono sostituite da 2 condensatori. Se la carica dei condensatori è


abbinata alla frequenza di commutazione, dovrebbe essere possibile fare in modo che i
condensatori C1 e C2 raggiungano la batteria completa tensione (stato 1 del diagramma)
prima che l'interruttore salti allo stato opposto (stato 2 del diagramma). Questo poi genera il
ciclo di corrente inversa ,in quanto esso viene utilizzato per condizionare la batteria.