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ANNO 6 N 30 Ottobre 2017

PERIODICO DELLA PICCOLA CASA DELLA DIVINA PROVVIDENZA DI PISA


CON ALCUNI CONTRIBUTI DELLA CASA COTTOLENGO DI FIRENZE

La prima guerra mondiale ha le sue ripercussioni anche in Africa e il Kenya si


popola di ospedali militari, dove le suore sono necessarie per curare,
fasciare, consolare, rasserenare. Finita la guerra, nella missione di Tigania
compare lenterocolite sanguigna, a stremare chi gi cronicamente
indebolito: anche le suore ne sono colpite e Sr. Maria Carola sollecita il
rientro a Torino almeno delle pi gravi, scrivendo in casa madre. Anche lei
sarebbe nel numero delle malate, ma per se stessa non chiede niente, anzi si
carica delle mansioni di chi parte e fino alla fine si porter dietro le
conseguenze dellinfezione. Lei, per libera sua scelta, lultima ha lasciare il
Kenya, quando le cottolenghine sono sostituite dalle missionarie della
Consolata. Nel viaggio di ritorno si aggrava e il 13 novembre 1925 muore a
bordo della nave. La sua salma, avvolta in un semplice lenzuolo, viene
adagiata tra le onde del Mar Rosso e tra queste scompare, come un seme
nel solco della terra. La diocesi di Torino il 25 marzo 2014 ha deciso di far decollare la causa di beatificazione di Suor
Maria Carola Cecchin.

Settembre mese di inizi, di ritorni, di saluti mese in cui diamo larrivederci allestate e diamo il bentornato alla
nuova stagione. Ma cosa porter con s lautunno?
Anche questanno per salutare la caldissima estate, il 17 settembre abbiamo organizzato il consueto pranzo comunitario
con i nostri ospiti, parenti, dipendenti, volontari e religiosi. E sempre una bellissima occasione per passare un po di
tempo tutti assieme, ma soprattutto un bel modo per i parenti dei nostri ospiti di stare con i loro cari in un contesto un
po diverso dal solito. Il pranzo o la cena con la propria famiglia sempre un momento di gioia, condivisione, dove ci
fermiamo per un attimo e siamo l, NOI, dove ci raccontiamo, sfoghiamo, ridiamo. Spesso lo diamo per scontato, ci
sembra una cosa normale, alla quale magari non diamo molta importanza. Ma fermiamoci un attimo a pensare Potr
essere sempre cosi? Ecco, credo che alla fine dare la possibilit ai propri cari di poter rivivere un momento cos semplice
ma allo stesso tempo, purtroppo, sempre pi raro, sia una cosa preziosa.
E stata una domenica anche carica di emozioni. Abbiamo salutato in maniera ufficiale i nostri cari amici del Servizio
Civile che lo scorso 11 settembre hanno terminato il loro percorso qui al Cottolengo e abbiamo approfittato della festa
per poterci congratulare con il nostro direttore, Don Giovanni, per il nuovo importante incarico ricevuto. (Samantha)


Caro Don Giovanni,
la notizia da tempo era nellaria, cos che quando arrivata non ha
avuto leffetto di una bomba, ma ci ha lasciato tutti ugualmente
costernati.
La prima reazione stata di sgomento: E ora, che succeder?. Poi la
gioia ha fatto capolino ed venuta avanti. Gioia per lei, Don Giovanni,
perch i suoi confratelli hanno riconosciuto i suoi meriti. Meriti che noi,
in tutti questi anni, abbiamo avuto modo di apprezzare. La sua presenza
in casa era
rassicurant
e, e quando partiva per Firenze, sapevamo che presto
sarebbe tornato e questo bastava per metterci tranquilli. Le
sue doti di competenza nella difficile gestione della Casa di
Pisa, la cordialit improntata a fermezza, con le autorit
cittadine, i rapporti con i parenti degli Ospiti e con il
personale sono davvero difficili da sostituire. Ma noi
sappiamo, e anche questo ce lo ha ribadito lei tante volte,
che la Divina Provvidenza non ci abbandoner. A noi resta
che ringraziarla per tutto quanto ci ha dato e fatto in questi
anni. Ringraziamenti che sgorgano dal cuore, anche se in
questi giorni un po triste. Ringraziamenti per le sue doti
di bont e anche di tenerezza nei nostri riguardi.
Ringraziamenti per la sua presenza e le parole buone che
non ci faceva mai mancare. Ringraziamenti che sono
Nella foto: Don Peter Don Giovanni Don Carmine
accompagnati dalla preghiera per la sua nuova e importante
Don Andrea Don Elio
missione. Un ringraziamento va anche al nostro Don Peter per
aver accettato la carica di Consigliere del Padre e del Vice Padre.
Se i suoi confratelli lo hanno proposto perch hanno visto in lui una persona equilibrata e pacificatrice, capace di dare
consigli giusti e saggi. A questo punto ci fermiamo per non commuoverci, ma terminiamo con il Cottolenghino: Deo
Gratias! (Suor Clara)

Abbiamo dato il benvenuto ai nostri nuovi ragazzi del


Servizio Civile: Riccardo, Vincenzo e Fafa. Tre ragazzi tra loro
molto diversi e con la loro diversit hanno tanto da offrirci,
ma per prepararli al meglio nel loro percorso, abbiamo
pensato di fare una formazione alternativa. Un percorso che
sia in grado di metterli in sintonia con laltro diverso da s,
con delle sensazioni ed emozioni a loro estranee o che
molto spesso danno per scontate. Allinizio mettendoli a
loro agio in una stanza, gli abbiamo spiegato la tecnica dello
stencil e fatti impratichire con il materiale. Dalla loro prima
realizzazione abbiamo cercato di stimolare la loro fantasia e
gli abbiamo chiesto di inventare una storia con le immagini
utilizzate. Dopo li abbiamo privati del senso maggiore: la
vista. Hanno cos provato a dipingere senza vedere cosa
realmente facessero. E qui che le sensazioni maggiori sono
uscite fuori, il senso di smarrimento, di non essere in grado
di fare. Hanno cercato di capire cosa potesse provare una persona che vive costantemente la sensazione di essere
privato di un senso e come loro possano essere di aiuto. Ci auguriamo che questa esperienza sia il primo passo per un
lungo e proficuo anno, ricco di emozioni.
Questo mese abbiamo inoltre salutato il nostro servizio civile Leonardo, che ci ha accompagnato in questo lungo anno.
Grazie alla sua intraprendenza e alla sua bravura manuale ha seguito con costanza i nostri progetti. Non abbiamo non
potuto organizzargli una festa a sorpresa! Gli ospiti hanno preparato dei cartelloni con i lori pensieri e alla fine, dopo
balli e canti, abbiamo condiviso un dolcino tutti insieme! Arrivederci Leonardo! (Giovanna Piccola Casa di Firenze)
Chiara nel mese di luglio/agosto, ha trascorso due settimane al Cottolengo di Pisa per poter fare unesperienza di
volontariato. Ha voluto lasciarci alcuni suoi pensieri e riflessioni a riguardo
D molta angoscia il pensarsi totalmente dipendente dagli altri, il non poter determinare alcuna azione della propria
vita,il chiedere e lattendere, il ricevere con modi e tempi che spesso non sono i nostri, il rendere trasparenti pensieri e
sentimenti, desideri e difficolt, tutto quellinsieme di interiorit, talvolta profonda e inviolabile che, nel corso della vita,
abbiamo imparato a custodire e restituire agli altri con sapienza e intelligenza. A un tratto tutto questo uno spazio
aperto, luogo di affidamento, solo talvolta cosciente e consapevole. Quale senso abbia tutto questo, e tanto altro,
giusto lasciare alla sensibilit di ciascuno; ma quanto profondo e santo il senso di questo affidamento mi pare ne sia
il centro. Tutta la vita , o dovrebbe essere, un progressivo percorso di affidamento a Dio, alla sua Volont, credo.
Laffidare a Dio la propria vita, nel suo insieme e ogni istante vissuto, la vera libert dei figli di Dio, che d pace e forza,
chiarezza di intelletto e fantasia di azione. Ma forse laffidamento vero e quello dellassoluta debolezza, quello che non
ha forza, n azione, n intelletto per discernere. la forza della
debolezza. Il riportare chi anziano e non autosufficiente allinfanzia
credo sia un vero e proprio abominio morale e culturale, prodotto di
un pensiero che esalta il concetto di libert come diritto di
autodeterminazione assoluta. Non riesco a pensare ad un altro
modo di prendersi cura di queste creature se non in un affidare
continuamente se stessi e loro a Dio: un affidamento che sale al
Signore e da Lui discende, nelle forme in cui Lui solo sa essere pi
appropriato. La Volont di Dio si pu solo amare, amabile. Come la
interpretano gli uomini spesso causa di sofferenza, giudizio,
incomprensione, esclusione. Il rendersi strumento della Volont di Dio, affidarsi a Lui, totalmente mi pare il solo modo di
essere veri, di Essere, e cos rendere pi bello questo mondo. Quanto sono belli Signore i sorrisi di chi non ha denti,
quanto sono soavi gli sguardi di chi non ha pi voce per parlare, quanto ricche di sentimento le carezze di chi non ha
avuto amore, quanto affascinano i viaggi di chi non ha gambe e piedi per andare, i ricordi di chi ha perduto la memoria
ma trova sempre un dolce alleato nella fantasia L non c pi gara, n antagonismo, non astuzie n prevaricazioni,
non c simulazione. C solo il loro Essere, essere fratelli, figli amati del Padre. Forse un pezzetto del tuo Regno,
Signore Ogni giorno, ogni mattino, nella celebrazione dellEucaristia e delle Lodi, ho contemplato la semplicit e la
pazienza delle sorelle del Cottolengo, di madre Carla e delle altre sorelle; mi sono riempita della fede loro e dei
sacerdoti, dellesempio umile e discreto di Fratel Pietro. Ogni mattina mi sono chiesta, nuovamente, e di nuovo me lo
chieder, se e come si possa davvero servire ogni fratello bisognoso come fosse realmente Cristo. Scorrono dinanzi a me
i volti di chi ho conosciuto, di coloro che mi hanno affidato parti della loro vita, di chi mi ha aperto lo scrigno dei
sentimenti e mi ha fatto intravvedere le preziosit di s. Scorrono dinanzi a me le espressioni cariche di vita e i sorrisi
semplici e puliti di chi ha riposto tutto ai piedi del Trono. Un tesoro di sguardi e sorrisi donati, inestimabile ricchezza che
tutti dovrebbero conoscere. Sia benedetto Dio che mi ha donato tanto di S. (Chiara Bossi Volontaria)

Una mattina di settembre gli ospiti sono scesi in attivit per iniziare la giornata ed hanno trovato appese le loro
rificolone. La festa popolare fiorentina ha dato alla giornata un inizio diverso dal solito, le rificolone le avevano costruite
e decorate nei giorni passati e magari non ci pensavano neanche
pi.
Gli ospiti appena le hanno viste hanno ricordato che giorno fosse
e si sono messi a cantare la canzone e a ricordare la loro infanzia.
Di solito la festa si svolge di sera e le rificolone si accendono per
metterle in mostra nelle piazze del centro.
L'attivit si trasformata tutta in un gioco e nell'aria si
respiravano i ricordi di ciascuno di loro. Per un istante tutti sono
tornati bambini e raccontavano e guardavano con stupore le loro
decorazioni e quanto erano belle.
Abbiamo cantato e fatto tante risate ricordando le forme e come
le facevano ai loro tempi.
Il volontario Riccardo ha proposto un prototipo di rificolona fatta
con il sacchetto di carta della frutta e un altro tipo con l'involucro
di carta irrigidito con la colla. Nastri, bottoni, brillantini, carta crespa, colori a tempera hanno fatto il resto per abbellire
e rendere uniche le loro creazioni. Basta poco perch un giorno possa essere diverso dall'altro! (M. Chiara Soriani
Piccola Casa di Firenze)
Durante il periodo estivo abbiamo la fortuna di poter sfruttare il nostro bellissimo giardino
allestito con gazebo. Le attivit vengono svolte allaperto allombra di magnifici alberi.
Una delle tante attivit stata "Pittura al ritmo di Musica", con l'obiettivo di educare
lespressivit attraverso il colore e la musica, sperimentando il colore come linguaggio,
comunicazione, espressione, creativit e condivisione nell' ambito artistico -musicale.
Attraverso 4 diversi ritmi di musica, da lento a veloce, i nostri ospiti avevano il compito di
coordinare il ritmo manuale a quello musicale passando per le sensazioni/emozioni
trasmesse dai suoni.
Ad ogni cambio di ritmo venivano scambiati i fogli, per poi creare magnifici capolavori ai
quali dare un titolo tutti insieme ( condivisione).
stata un esperienza bellissima che ha coinvolto anche gli ospiti pi compromessi e ci
riserviamo di proporla anche al chiuso! (Federica Piccola Casa di Firenze)

Sabato 2 settembre abbiamo partecipato ad una


Maurizio ospite nel reparto B. Paleari di bellissima cerimonia organizzata dai Cavalieri
Firenze ha avuto esperienza come chef e dellOrdine di Malta, nella sede dei locali delle Suore di
vuole dare il suo contributo nel farci Marina di Pisa. Nonostante la giornata ventosa e anche
conoscere una delle sue specialit. piovosa, tutto si svolto nel modo migliore. Abbiamo
Mentre lui ci racconta c' chi sarebbe partecipato alla Santa Messa, presenti numerosi
pronto a gustare sacerdoti. Ha presieduto la cerimonia il nostro Rev.
Arcivescovo, sua eccellenza Giovanni Paolo Benotto. Ha
Pasta della Nonna partecipato anche il nostro Don Giovanni. Dopo la
cerimonia religiosa abbiamo visitato i locali della
Ingredienti: struttura, moderni e molto funzionali, poi siamo stati
Pasta 500gr accolti dal personale in un bel locale per la mensa, dove
Passato pomodoro 250gr c stato offerto un ottimo pranzo! Erano presenti, oltre
Aglio q.b il Cottolengo, altre strutture di Lucca, Livorno e Massa.
Peperoncino q.b La cerimonia terminata con un caloroso
Olio ringraziamento, in particolare al Dottor Carlo Giacobbe,
Rosmarino che ha organizzato la bellissima giornata. (Anna Maria
Salvia C. Ospite di Pisa)
Cipolla 1
Origano
Carota 1
Sedano 1
Panna
Prezzemolo e basilico

Tritare tutto con un mixer e far


soffriggere 10 minuti a fuoco lento
aggiungere il passato e far sobbollire
ancora 15 minuti.
Nel frattempo mettere l' acqua per la
pasta, appena pronta scolarla e mettere
il sugo della nonna mescolando e
aggiungendo panna da cucina. Pensiero Religioso
Buon appetito!
Facciamo frutti degni di penitenza. E
amiamo i prossimi come noi stessi. E se
Pro manoscritto circolare interna
Redazione: Via Mazzini 61, 56125 Pisa qualcuno non vuole amarli come se stesso,
Tel. 050 23709 Fax 050 20354 almeno non arrechi loro del male, ma faccia
Email: cottopisanews@gmail.com del bene.
http://assistenza.cottolengo.org/index.php
Il giornalino consultabile nella pagina di Pisa San Francesco dAssisi