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Biblioteca Tecnica Knauf 01/2008 L’isolamento termico con Knauf Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale
Biblioteca Tecnica Knauf 01/2008 L’isolamento termico con Knauf Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale

Biblioteca Tecnica Knauf

Biblioteca Tecnica Knauf 01/2008 L’isolamento termico con Knauf Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale

01/2008

L’isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

L’isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

Indice

civile e industriale alla luce del DLgs 311 Indice 1. Introduzione .4 2. Concetti di fisica

1. Introduzione

.4

2. Concetti di fisica tecnica

5

2.1 Coibentazione e trasmissione del calore

5

2.2 Prevenzione della condensa e diffusione del vapore

7

2.3 Calcoli relativi al trasporto di calore e alla diffusione d el vapore

10

3. Linee generali della legislazione

24

3.1 Limiti di legge

24

3.2 Risparmio energetico e benessere

25

3.3 Leggi, Decreti, Norme

26

4. Campo di applicazione della norma

27

4.1 Oggetti

27

4.2 Soggetti e sanzioni

28

5. Come applicare la legge

29

5.1 Collocazione dell’edificio sul territorio

.29

5.2 Progettazione integrata involucro-impianto

30

5.3 Isolamento dell’edificio: L’analogia idraulica

30

6. Iter progettuale generale

32

6.1 Verifica dell’isolamento termico

33

6.2 Verifiche di benessere

36

6.3 Progettazione dell’impianto

48

7. Soluzioni tecniche per l’isolamento degli edifici

51

7.1 Sistemi per pareti esistenti

51

7.2 Sistemi per coperture e solai per edifici residenziali esis tenti

55

7.3 Sistemi per coperture e solai per edifici non residenziali

57

7.4 Sistemi per pareti di tamponamento

57

7.5 Contropareti per pareti a contatto con vano scala

62

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 8. Esempio di calcolo 62 8.1

8. Esempio di calcolo

62

8.1 Premessa

63

8.2 Analisi descrittiva dei subsistemi tecnologici

63

8.3 Calcolo delle superfici e dei volumi

.64

8.4 Calcolo del coefficiente dispersione globale H

64

8.5 Il calcolo del fabbisogno energetico utile

6 6

8.6 Calcolo del fabbisogno di energia primaria

67

8.7 Fabbisogno energetico primario

67

9. La certificazione energetica, procedure

68

9.1 Il processo di certificazione energetica

6

8

9.2 L’Attestato di Certificazione Energetica

6

8

9.3 Considerazioni sul metodo di calcolo

6

9

10. Glossario ed elenco di norme tecniche applicabili

70

11. Requisiti energetici degli edifici (DLgs 311)

72

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 1. Introduzione Il protocollo di Kyoto

1. Introduzione

Il protocollo di Kyoto impegna l’Italia a ridurre significativamente le emissioni

di CO2. Purtroppo l’Italia si presenta

gravemente inadempiente.

La speranza di ridurre al minimo i danni

è di poter operare sui 25 milioni di

alloggi fortemente inefficienti che costi- tuiscono il nostro patrimonio edilizio.

In caso contrario, dovremo pagare

ingenti sanzioni e crediti da acquistare. Il governo ha quindi varato alcuni prov- vedimenti molto promettenti ai fini del raggiungimento degli obiettivi di Kyoto:

incentivi fiscali per gli interventi sul- l’edilizia esistente, Legge 311 sulle ristrutturazioni e le nuove costruzioni, certificati bianchi, certificazione ener- getica degli edifici nuovi ed esistenti.

Per gli edifici nuovi si tratta di una svolta epocale: i consumi degli edifici verranno ridotti del 50% rispetto alla normativa precedente e un ruolo pri- mario è finalmente riservato alla coi- bentazione dell’involucro i cui livelli diventano paragonabili a quelli degli altri Paesi europei mediterranei. Per gli edifici esistenti i lavori di ristrut- turazione dovranno comportare anche migliorie dell’efficienza energetica. Naturalmente tutto questo deve tener conto delle specificità dell’organismo edilizio su cui si opera e non indurvi nuove patologie, ma curarne quelle preesistenti accrescendo nel contempo il benessere degli abitanti e dell’ambiente.

Gli interventi sull’edilizia già esisten-

te possono ridurne i consumi di ener-

gia fossile dal 30% al 95%. Si tratta naturalmente di operare in modo inte- grato sull’involucro e sull’impianto.

Spingersi verso risparmi elevati com- porta investimenti elevati, ma se associati a normali lavori di recupero, manutenzione o ristrutturazione pos- sono ridursi considerevolmente. Inoltre oggi è possibile accedere a incentivi fiscali assolutamente vantag- giosi riducendone ulteriormente l’im- pegno finanziario. Infine l’aumento dei costi del combustibile è destinato a consolidarsi in futuro consentendo quindi un ritorno economico assoluta- mente vantaggioso per gli investimenti destinati al risparmio energetico.

Vedrà finalmente il suo avvio la certi- ficazione energetica che premierà anche dal punto di vista monetario gli

edifici meglio costruiti e più efficienti. L’auspicio è che tale efficienza venga ottenuta incrementando nel contempo, com’è del resto possibile, anche il benessere acustico e la sicurezza al fuoco. Inutile sottolineare che questo nuovo scenario richiederà nuove e più spiccate professionalità e che sarà richiesto agli operatori del settore uno sforzo di aggiornamento consistente. Corsi, seminari, manuali e software saranno indispensabili, ma sarà soprattutto richiesta specializzazione

e approfondimento: le nuove sfide

dovranno essere vissute sul piano

sostanziale e non solo formale come purtroppo è successo in passato. Questo manuale realizzato da Knauf

è un concreto contributo a tale cre- scita professionale.

Ing. Sergio Mammi Presidente ANIT Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e Acustico. www.anit.it

La risposta all'emergenza energetica ed ambientale passa indiscutibilmente per una nuova strategia del costruire:

costruire (e ristrutturare) "bene", ovve- ro isolando adeguatamente gli edifici. Il nuovo approccio è oggi anche ben normato nel nostro Paese e, grazie alla certificazione energetica, si può confidare anche nella corretta valoriz- zazione degli edifici ben isolati sul mercato immobiliare.

Un immobile isolato bene e con criterio, può facilmente risultare confortevole anche per l'isolamento dal rumore e pertanto offrire un alto valore aggiunto alla qualità dell'abitare.

Knauf in questo volume dedicato ai Progettisti vuole offrire il proprio contri- buto tecnico-scientifico per una corretta progettazione dell'involucro edilizio. Le soluzioni a secco presentate qui saranno poi declinate opportunamente sul particolare progetto in cui si vogliano integrare. I tecnici Knauf potranno affiancare il Progettista nella scelta delle soluzioni ottimali.

Con l'auspicio che questo volume possa costituire un valido strumento di consultazione, uno speciale ringrazia- mento va all'ing. Mammi ed all'ing. Panzeri per il loro prezioso lavoro di redazione dell'opera.

Ing. Claudia Chiti Responsabile Tecnico Knauf

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 2. Concetti di fisica tecnica 2.1

2. Concetti di fisica tecnica

2.1 Coibentazione e trasmissione del calore

Il termine coibentazione esprime il concetto di isolamento termico.

E’

necessario mantenere all’interno degli ambienti civili e industriali, con permanenza

di

persone, determinate condizioni di benessere termico, ovvero di comfort.

Tali condizioni sono presenti se la temperatura dell’aria e del le superfici che delimitano

gli

ambienti sono vicini ai 20°C.

La

temperatura delle superfici dei componenti di un edificio, in inverno, tanto più è vicina ai

20 °C, quanto più basso è il passaggio di calore dal lato interno dei componenti verso l’esterno.

Se si vuole dotare un componente edilizio di elevate capacità coibentanti bisogna

tenere in considerazione le leggi fisiche del passaggio di calore. Ad esempio, sulla fac- ciata di un edificio avvengono i seguenti tipi di passaggio di calore:

1. Si ha passaggio di calore dall’aria riscaldata di un ambiente interno (20-22°C) al componente edilizio di chiusura. Parametri significativi per la valutazione qualitativa sono: il coefficiente liminare di passaggio termico (adduttanza o conduttanza unitaria superficiale) αα i tra l’aria e il lato interno del componente; il reciproco di questo termine sarà allora definito come resistenza liminare al pas- saggio termico 1/α i .

2. Segue quindi il trasporto di energia all’interno del componente: si parla di conduzione termica. Il parametro per questa valutazione è la conduttività λ del materiale.

3. Sul lato esterno del componente avviene nuovamente un passaggio di calore, in questo caso con ordine inverso rispetto al lato interno, ovvero dalla superficie del componente all’aria aperta. Il parametro a cui si fa riferimento è nuovamente il coefficiente liminare di passaggio termico α e ovvero la resistenza al passaggio termico 1/ α e .

Conduttività termica (λ) e resistività (1/λ)

La conduttività di un materiale indica il flusso di calore per unità di area che, in condizioni

stazionarie, passa attraverso uno strato unitario (1 m) del materiale in presenza di una

differenza di temperatura unitaria (1 K) tra le due facce opposte e parallele della parete

di materiale considerato.

La conduttività dipende dalla porosità e dal contenuto idrometrico del materiale.

Un materiale compatto a bassa porosità e a struttura chiusa è sempre un buon condut- tore termico. I valori numerici della conduttività saranno allora molto alti. Un materiale ad elevata porosità a celle aperte o chiuse conduce male il calore e si avranno quindi valori di conduttività molto bassi. Si ricava da ciò che materiali ad alto isolamento termico siano leggeri e costituiti in gran parte da celle o zone contenenti aria immobilizzata. Per gli ordini di grandezza di conduttività dei materiali edilizi si può fare riferimento ai seguenti dati sperimentali:

- materiali ad elevate capacità coibentanti hanno valori di conduttività compresi tra 0,03 e 0,1 (W/mK);

compresi tra 0,1 e 1,0 (W/mK);

- pietre naturali compatte come anche i terreni hanno conduttività compresa tra 1,0 e 10 (W/mK);

- conduttori puri come ad esempio i metalli presentano valori di condut- tività superiori a 10 (W/mK). Nel settore dell’edilizia si può fare

riferimento per l’isolamento termico ai valori di conduttività per materiali da costruzione contenuti nelle norme UNI 10351 e UNI EN 12524.

Vi sono grosse differenze fra i dati

ricavabili nell’ambiente condizionato di

un laboratorio su campioni nuovi, parti-

colarmente curati e manipolati con attenzione (λm), rispetto alle

prestazioni che si avranno in opera con

il trascorrere del tempo, sottoposti a regimi igrotermici vari.

Il criterio per valutare tali differenti prestazioni è indicato nella norma UNI 10351, e conglobato nel coefficiente “m” di maggiorazione percentuale.

La

conduttività termica λm di laborato-

rio

va moltiplicata per il coefficiente

“m” per tenere conto delle diverse pos- sibili collocazioni del materiale nella struttura, dei fenomeni di invecchia- mento, delle caratteristiche della posa, etc., per ottenere il valore λ di condut-

tività termica che si verificherà effetti- vamente in opera. E’ evidente che il valore di λ da utiliz- zare risulterà in generale più elevato (in funzione di m) del valore λm.

I valori di “m” da adottare possono

risultare anche elevati; ciò comporta spessori di isolante ben più rilevanti, assicurando però un isolamento in opera adeguato alle reali necessità. Nel caso di materiali non compresi dalla norma, come ad esempio nuovi prodotti, i valori di calcolo della conduttività devono essere ricavati per via sperimentale.

L’Isolamento termico con Knauf

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per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Per i materiali isolanti il valore

Per i materiali isolanti il valore della conduttività da impiegare nei calcoli di progetto

deve essere in accordo con le seguenti indicazioni:

- se il materiale isolante è soggetto a marcatura CE, ovvero se esiste una norma di

prodotto di tale materiale, il valore di progetto da inserire nei calcoli per la valutazione

della trasmittanza deriva del valore di λ 90/90 dichiarato dal produttore, ricalcolato in

accordo con i procedimenti presenti nella norma UNI EN ISO 10456 che riassume le

problematiche legate alle condizioni di impiego;

Il calore specifico è definito come la

quantità di energia termica necessaria

a provocare l’innalzamento di una

unità di temperatura nell’unità di

massa della sostanza ed è misurata in

[J/KgK] (cp=(δQ/δT) p ) a pressione

costante o in [J/m 3 K] se riferita all’u-

- il materiale isolante non è soggetto a marcatura CE e il produttore dichiara dei valori

se

nità di volume (cv=(δQ/δT) v ) a volume

 

di

conduttività basati su certificati di laboratorio è possibile impiegare tali valori;

costante.

-

se

il materiale non ha la norma di prodotto e il produttore non attesta la conformità del

Detta ρ la densità di una sostanza [Kg/ m 3 ],

prodotto con i valori di conduttività che dichiara è opportuno seguire le indicazioni

della norma UNI 10351 che contiene anche le maggiorazioni percentuali che tengono

in considerazione invecchiamento e posa in opera.

La resistività dei materiali viene ricavata dall’inverso della conduttività (1/λ).

Il calcolo della resistenza termica unitaria interna di un materiale omogeneo di spessore s

si effettua con la formula: R t =

Nel caso di un componente multistrato, dove gli strati sono normali alla direzione del flusso

di calore, per il calcolo della resistenza termica interna si procede alla somma delle resistenze

unitarie di ogni singolo strato calcolate per i relativi spessori e valori di conduttività:

s

_

λ

R t

=

s _ 1 λ 2

+

_ s 2 λ 2

+

+

s _ n λ n

Resistenza termica

Per il calcolo della resistenza di componenti multistrato bisogna tenere conto della

trasmissione termica dei singoli strati (resistenza termica) e del passaggio di calore dalle

superfici interne ed esterne del componente all’aria.

La resistenza termica si ottiene dalla somma della resistenza termica unitaria dei singoli

strati e della resistenza liminare interna ed esterna.

Il calcolo si effettua con la formula:

interna ed esterna. Il calcolo si effettua con la formula: dove ogni contributo dell’equazione ha come

dove ogni contributo dell’equazione ha come unità di misura [m 2 K/W].

Generalmente per esprimere più chiaramente la trasmissione di calore, si impiega il

parametro trasmittanza termica U che si calcola come reciproco della resistenza termica.

Il calcolo si effettua con la formula:

resistenza termica. Il calcolo si effettua con la formula: espressa in [W/m 2 K]. Come è

espressa in [W/m 2 K].

Come è evidente dall’equazione dimensionale il valore U fornisce una precisa indicazione

sulla quantità di energia che al secondo (W=J/s) viene dispersa su 1 m 2 di superficie

della struttura dell’edificio in esame con una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin.

A ridotti valori di trasmittanza termica U di una struttura corrisponde quindi una minore

dispersione di calore, una migliore coibentazione e un maggiore risparmio dei costi per il

riscaldamento.

Capacità termica ed inerzia termica

Una relazione fra calore e temperatura è data dal concetto di calore specifico.

si

ha la relazione fra i due calori specifici:

c v = c p ρ

capacità termica C di un corpo è

data dal prodotto della sua massa M

per il calore specifico, cp, del materi-

ale; essa rappresenta cioè il rapporto

La

fra la quantità di calore trasmessa ad

una sostanza e la variazione di tem-

peratura subita dalla sostanza stessa,

ed

è espressa in [J/K].

La

capacità termica di una struttura è

data dal prodotto della sua massa per

unità di volume [Kg/m 3 ] per il prodotto

del suo calore specifico, per la densità,

c x p [J/KgK]:

C

=

c p

ρ s

[J/m 3 K]

La capacità termica è utile quando è

possibile sfruttarne il funzionamento:

un muro con 100 kg/m 2 di massa

frontale è in grado di accumulare ener-

gia se posto verso l’esterno in periodo

estivo o all’interno in periodo invernale.

L’energia accumulata viene poi restituita

al variare delle condizioni al contorno.

La capacità termica non è l’unica

grandezza con la quale confrontarsi

per la gestione dell’inerzia della strut-

tura; vi sono infatti anche i parametri

sfasamento e attenuazione che rap-

presentano l’attitudine della struttura a

reagire a sollecitazioni termiche sulla

superficie esterna.

L’Isolamento termico con Knauf

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per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 I due parametri descrivono come e

I due parametri descrivono come e quanto le oscillazioni della temperatura superficiale esterna influiscono su quella interna. Entrambi dipendono dalle caratteristiche dei materiali che compongono la parete:

- calore specifico;

- conduttività termica;

- spessore;

- massa apparente.

Il metodo di calcolo per elaborare tali parametri è presente nelle norma UNI EN ISO 13786 e UNI EN 13791-2.

Temperatura aria esterna Temperatura superficiale esterna Temperatura superficiale interna

Temperatura

aria esterna

Temperatura

superficiale

esterna

Temperatura

superficiale

interna

Lo sfasamento temporale è espresso in ore e minuti e rappresenta il tempo che deve

trascorrere affinchè una variazione sulla superficie esterna venga avvertita sull’interna. L’attenuazione rappresenta la riduzione di ampiezza dell’oscillazione della temperatura dovuta alle caratteristiche della struttura.

I due parametri sono le grandezze che governano il comportamento di una parete nel

periodo estivo (ovvero sono l’equivalente della trasmittanza in periodo invernale).

2.2 Prevenzione della condensa e diffusione del vapore

La protezione dall’azione dell’umidità di condensa (formazione di condensa sulle super-

fici e all’interno dei componenti edilizi) faceva riferimento nel passato ai valori minimi di resistività dei materiali edili tradizionalmente impiegati. Diversi modi d’uso dell’abitazione, differenti tecniche edilizie e maggiori esigenze fanno spesso mancare ai giorni nostri i presupposti di questo tipo di protezione.

Di seguito vengono indicati concetti e procedure di calcolo che permettono un’esatta val-

utazione quantitativa e qualitativa della formazione di condensa e quindi metodi per assi- curare un ridotto rischio di formazione di condensa.

Permeabilità di un materiale edile inorganico poroso Nelle immagini sono riprodotti schematicamente i differenti strati dell’acqua in un poro (costituito da collo e camera), da aeriforme a liquida, a seconda della quantità.

Fig. A: condizione secca. Le molecole del vapore acqueo si depositano sulle pareti del poro, fissandovisi. Non c’è ancora equilibrio tra il vapore acqueo all’interno del poro e

nell’aria circostante.

acqueo all’interno del poro e nell’aria circostante. Fig. B: le pareti del poro sono rivestite di

Fig. B: le pareti del poro sono rivestite

di più strati di molecole d’acqua. Il

vapore si può diffondere nel poro. La

pellicola molecolare è in equilibrio con

la miscela aria/vapore diffusa. Il mate-

riale ha raggiunto così il livello di sat- urazione. La diffusione superficiale nei pori si è fermata, per riavviarsi in caso

di diminuzione del vapore acqueo.

per riavviarsi in caso di diminuzione del vapore acqueo. Fig. C: con l’aumento dell’acqua in fase

Fig. C: con l’aumento dell’acqua in fase liquida si riempiono i colli del poro. All’interno della camera del poro

continua a prodursi la diffusione illustrata

nel punto precedente. Il meccanismo del

trasporto dell’umidità è costituito dal

trasporto capillare (in piccoli pori) via acqua e di diffusione di vapore in pori

più grossi.

via acqua e di diffusione di vapore in pori più grossi. Fig. D: qui è rappresentato

Fig. D: qui è rappresentato il caso in

cui lo strato depositato sulle pareti del

poro sia aumentato cosicché attraver- so la diffusione superficiale venga trasportata una quantità d’acqua note- vole. Quindi si ha trasporto capillare e

L’Isolamento termico con Knauf

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per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 diffusione di vapore acqueo nei pori

diffusione

di

vapore

acqueo

nei

pori

più grossi.

di vapore acqueo nei pori più grossi. Fig. E – F: avviene esclusivo trasporto di acqua

Fig. E – F: avviene esclusivo trasporto

di acqua in stato liquido sia nei pori

piccoli che in quelli grandi. Il caso E

indica che vi è ancora presente una

bolla d’aria all’interno del poro che è

totalmente avvolta d’acqua.

all’interno del poro che è totalmente avvolta d’acqua. Nel caso F la camera del poro è

Nel caso F la camera del poro è total-

mente invasa dall’acqua e il trasporto

dell’acqua avviene secondo le cor-

rispondenti leggi fisiche.

avviene secondo le cor- rispondenti leggi fisiche. Il fenomeno della condensa Umidità relativa ( φ )

Il fenomeno della condensa

Umidità relativa (φ)

L’aria è una miscela d’azoto, ossigeno, anidride carbonica, idrogeno, gas nobili e

vapore acqueo (fase aeriforme dell’acqua). Dato che sulla superficie terrestre le mole-

cole d’acqua sono diffuse ovunque, tutti i materiali esistenti (tranne metalli, vetro e

altri) hanno un contenuto naturale d’acqua che è in equilibrio con quello del vapore

acqueo dell’aria circostante.

Come misura per la quantità del vapore acqueo presente nell’aria si usa il concetto di

umidità relativa. L’umidità relativa φ è data dal rapporto fra la pressione parziale del

vapore pv presente nell’aria alla temperatura T e la pressione di saturazione ps alla

stessa temperatura: ϕ =

_ Pv .

Ps

Questa viene indicata in percentuale: il 100% indica che l’aria è completamente satura

di vapore acqueo, mentre un’umidità relativa dello 0% definisce una condizione d’aria

totalmente priva di vapore acqueo.

I valori percentuali intermedi forniscono la quantità di vapore acqueo riferito alla saturazione

a parità di temperatura dell’aria.

La quantità di vapore acqueo,

a parità di temperatura,

cresce in rapporto all’aumento

dell’umidità relativa ovvero a

parità di umidità relativa con

l’aumento della temperatura.

Il diagramma indica la quan-

tità d’acqua nell’aria in rap-

porto all’umidità relativa.

Dato il caso di un abbassa-

mento della temperatura del-

l’aria da 25°C (con una umidità

relativa del 35%) a 11,5°C, in

assenza di un ulteriore apporto di vapore acqueo, dal diagramma si ricava come a

fronte di una diminuzione di 13,5°C l’umidità relativa salga all’80%.

Ad un ulteriore abbassamento della temperatura, poniamo a 8,5°C, si raggiunge il livello

di saturazione del vapore acqueo: il valore dell’umidità relativa è del 100%. Con un

ulteriore raffreddamento l’acqua dovrà raggiungere la fase liquida (rugiada e condensa).

Questa temperatura viene indicata come punto di rugiada.

35 Umidità relativa φ = 100% 30 80% 25 20 60% 15 40% 10 20%
35
Umidità
relativa φ =
100%
30
80%
25
20
60%
15
40%
10
20%
5
0%
10
-5
0
+5
+10 +15
+20 +25
+30
Contenuto di acqua nell’aria (10° g/mc)

Temperatura °C

Temperatura del punto di rugiada (υs)

Dal punto di vista fisico la temperatura del punto di rugiada è quella in corrispondenza

della quale, in una miscela gassosa di vapore, il gas è saturo alla quantità presente di

vapore. Al di sotto di questa temperatura limite subentra la condensa del vapore

acqueo (passaggio dalla fase aeriforme a quella liquida) a seguito della sovrasaturazione.

E’ necessario spiegare alcuni altri concetti per chiarire meglio i meccanismi di diffu-

sione del vapore acqueo all’interno dei componenti edilizi.

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Pressione del vapore acqueo (P) (pressione

Pressione del vapore acqueo (P) (pressione parziale) e pressione di saturazione (Ps)

La pressione atmosferica totale è il risultato della somma delle pressioni dei singoli gas che

compongono l’aria comprendendo anche la pressione del vapore acqueo.

Di norma la pressione atmosferica totale è uguale da entrambi i lati del componente edilizio

(ad esempio di un componente di facciata). Diverso però è il comportamento della pressione

dei singoli gas. Nel caso di un componente con differenti condizioni microclimatiche all’interno

ed all’esterno, la pressione parziale avrà valori differenti. Queste differenti pressioni del

vapore provocano uno sbalzo di pressione parziale ed innescano un flusso di diffusione del

vapore acqueo.

Analogamente a quanto avviene per il punto di rugiada, dove abbiamo un cambio di stato,

anche la pressione del vapore acqueo

ha la condizione limite pari al 100% di

umidità relativa, saturando l’aria con

il vapore acqueo. Questo valore mas-

simo di pressione del vapore acqueo,

che corrisponde ad una umidità relati-

va del 100% e che è crescente in pro-

porzione alla temperatura, viene

chiamato pressione del vapore saturo.

Il legame tra pressione del vapore

acqueo (P), umidità relativa (ϕ) e

pressione del vapore saturo (Ps) è

espresso dalla formula: P = ϕ Ps

dove l’unità di misura è il [Pa].

P = ϕ • P s dove l’unità di misura è il [Pa]. Le curve della

Le curve della pressione del vapore

saturo, determinate dalla temperatura

e dalla pressione parziale, con un’u-

midità relativa del 50% e del 100%,

sono riprodotte nel grafico.

Permeabilità al vapore dei materiali da costruzione

La permeabilità al vapore δ, al pari della conduttività termica λ, è una caratteristica del

materiale, che esprime l’attitudine a trasmettere per diffusione il vapore d’acqua contenuto

permeabilità al vapore dell’aria in quiete

(187.5210 -12 ) e la permeabilità al vapore

del materiale:

µ

= 187.5210 -12

δ

µ, parametro adimensionale poiché è il

quoziente di permeabilità, serve per

semplificare la percezione della

grandezza per il progettista che può

ben confrontare il comportamento del

materiale in esame con un altro mate-

riale, l’aria, che ben conosce.

Resistenza alla diffusione del

vapore Rv (s/δδ)

La resistenza Rv dello strato al pas-

saggio del flusso di vapore si può

ottenere con due formule differenti,

una in funzione della permeabilità δ

del materiale e l’altra in funzione del

coefficiente µ.

Nel primo caso la resistenza alla diffu-

sione di vapore è definita come rap-

porto tra lo spessore s e la permeabil-

ità δ del materiale;

R v

=

s

δ

Nel secondo caso come prodotto del

coefficiente di resistenza al passaggio

del vapore µ del materiale per la resis-

tività alla diffusione al vapore dell’aria

e per lo spessore s:

1

R v = 187.5210 -12 µ

S

dove le unità di misura sono:

nell’aria atmosferica. L’unità di misura utilizzata è [kg/s m Pa].

- Rv [Pa

s

m 2 /kg]

- s

[m]

Nella norma UNI 10351 sono indicati, per i diversi materiali edilizi, i valori di permeabilità δa

[Kg/

- m

δ

s

Pa]

determinati nell’intervallo di umidità relativa

di UR. 50 ÷ 95% (rispettivamente nel campo asciutto e campo umido).

0 ÷ 50% e quelli δu determinati nell’intervallo

Tale impostazione consente al progettista di poter fare riferim ento a valori di permeabilità al

vapore più realistici in relazione alle effettive condizioni di esercizio dei materiali.

La

resistività alla diffusione del vapore (1/δ) è l’inverso della permeabilità al vapore.

La

resistività alla diffusione al vapore può essere espressa anche come rapporto (µ) fra la

L’Isolamento termico con Knauf

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per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 2.3 Calcoli relativi al trasporto di

2.3 Calcoli relativi al trasporto di calore e

alla diffusione del vapore

Calcoli relativi al trasporto di calore

Calcolo della conduttanza unitaria di com-

ponenti edilizi ad uno o più strati

La conduttanza termica unitaria C è definita

come flusso termico (per unità di tempo, di

superficie e di temperatura) che in “regime

stazionario” passa tra le due (o più) facce

opposte di una parete, costituita da un materi-

ale omogeneo od eterogeneo. La conduttanza

unitaria si ricava dagli spessori s dei compo-

nenti edilizi e dai corrispondenti valori di con-

duttività termica.

Se i differenti strati della parete sono disposti

normalmente al senso del flusso di calore, la

conduttanza si ricava tramite la (1) per i mate-

riali omogenei (in questo caso la conduttanza è

definita come “conduttanza unitaria interna”):

C

=

s

λ

(1)

e tramite la (2) per strutture composte da diversi

diversi strati di materiali omogenei:

composte da diversi diversi strati di materiali omogenei: (2) dove le unità di misura sono -

(2)

dove le unità di misura sono

-

-

- λ [W/mK]

C [W/

s

[m]

m 2 K]

Calcolo della resistenza termica unitaria di

componenti edilizi ad uno o più strati

La resistenza termica unitaria è l’inverso della

conduttanza termica unitaria e si ricava

tramite la (3) per le pareti costituite da un

unico componente, e tramite la (4) per le pareti

costituite da più strati di materiale omogeneo.

le pareti costituite da più strati di materiale omogeneo. (3) (4) Definizioni e valori delle adduttanze
le pareti costituite da più strati di materiale omogeneo. (3) (4) Definizioni e valori delle adduttanze

(3)

(4)

Definizioni e valori delle adduttanze unitarie αi e αe

Le conduttanze unitarie superficiali, interne αi ed esterne αe, tengono conto sia dello

scambio convettivo sia dello scambio per irraggiamento da una superficie verso

l’ambiente circostante e

viceversa.

I valori delle adduttanze

unitarie sono forniti dalla

norma UNI EN ISO 6946:

Dove:

- αi = adduttanza unitaria interna. Si intende quella riferita al caso di scambio di

calore dall’ambiente alla parete (ammissione);

- αe = adduttanza unitaria esterna. Si intende quella riferita al caso di scambio di

calore dalla parete all’ambiente (emissione).

scambio di calore dalla parete all’ambiente (emissione). Calcolo della resistenza termica Rt La resistenza termica Rt

Calcolo della resistenza termica Rt

La resistenza termica Rt di una parete è data dalla sommatoria delle varie resistenze

e
e

termiche interne del componente

e di emissione

delle resistenze esterne di ammissione

.
.

(5)

Calcolo della trasmittanza termica U

La trasmittanza termica U di una parete si ricava dall’inverso della resistenza termica Rt.

si ricava dall’inverso della resistenza termica Rt. (6) Calcolo del flusso termico specifico attraverso una

(6)

Calcolo del flusso termico specifico attraverso una parete

Dato un componente sul cui lato interno la temperatura sia Ti e Te sul lato esterno, in

condizioni di “regime stazionario” si ha il flusso termico specifico di calore q dato dal

prodotto della trasmittanza termica U per la differenza di temperatura T = (Ti – Te)

con Ti

> Te.

q

=

U

T

[W/m 2 ]

(7)

Per meglio comprendere l’analisi termofisica delle leggi che governano la trasmis-

sione di calore nel caso di sistemi composti, in cui cioè vi sia la trasmissione per con-

duzione e per convezione, noti i valori di αe e αi (dalla norma UNI) consideriamo il

caso di una parete piana in regime stazionario immersa in due fluidi.

Siano λ e s la conduttività termica e lo spessore della parete, αi e αe i coefficienti

liminari dei due fluidi, Ti e Te le loro temperature con Ti > Te.

1. Calore ceduto dal fluido alla parete per unità di tempo e di superficie (q1)

2. Calore trasmesso nella parete per conduzione (q2)

3. Calore ceduto dalla parete al secondo fluido (q3)

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Poiché siamo a regime il valore
per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Poiché siamo a regime il valore

Poiché siamo a regime il valore che viene ceduto dal primo fluido alla parete è uguale a quello che attraver- sa la parete e a quello che viene cedu- to al secondo fluido; il calore è quindi uguale nelle tre equazioni scritte:

il calore è quindi uguale nelle tre equazioni scritte: Per cui sommando membro a membro si

Per cui sommando membro a membro si ottiene l’equazione

Per cui sommando membro a membro si ottiene l’equazione Essendo (8) cioè pari alla resistenza termica

Essendo

sommando membro a membro si ottiene l’equazione Essendo (8) cioè pari alla resistenza termica della parete,

(8)

cioè

pari alla resistenza termica della parete, si ritorna quindi all’equazione (7).

Calcolo delle temperature in ogni strato Una volta conosciuta la resistenza totale 1/U di una parete risulta facile e proficuo rappresentare gli andamenti di temperatura nei diversi strati della parete stessa. I salti di temperatura in corrispondenza alle due superfici terminali e nei diversi strati risultano, nel caso di parete piana ed indefinita, proporzionali alle diverse resistenze termiche, come indicato in figura.

alle diverse resistenze termiche, come indicato in figura. Temperatura della superficie interna θ i La variazione

Temperatura della superficie interna θi La variazione di temperatura che si verifica tra la superficie della parete interna (tem- peratura θi) e l’aria interna (temperatura Ti) è data dalla relazione:

e l’aria interna (temperatura Ti) è data dalla relazione: (9) Temperatura della superficie di interfaccia θ

(9)

Temperatura della superficie di interfaccia θi,…,5 Le successive variazioni della temperatura θ¡ che si verificano tra le interfacce dei j strati omogenei costituenti la parete sono ottenibili dalle relazioni:

dove

costituenti la parete sono ottenibili dalle relazioni: dove con j =1,2, ,5 (10) (11) Temperatura della
costituenti la parete sono ottenibili dalle relazioni: dove con j =1,2, ,5 (10) (11) Temperatura della

con j =1,2,

,5

parete sono ottenibili dalle relazioni: dove con j =1,2, ,5 (10) (11) Temperatura della superficie esterna

(10)

(11)

Temperatura della superficie esterna θe La variazione di temperatura che si verifica tra la superficie della parete esterna (temperatura θe) e l’aria (temperatura Te) è data dalla relazione:

tra la superficie della parete esterna (temperatura θ e) e l’aria (temperatura Te) è data dalla
tra la superficie della parete esterna (temperatura θ e) e l’aria (temperatura Te) è data dalla

(12)

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Calcoli relativi alla diffusione del Un

Calcoli

relativi

alla

diffusione

del

Un componente che abbia permeanza molto bassa (cioè resistenza alla diffusione del

Calcolo del flusso di vapore specifico attraverso una parete

vapore

vapore elevata) viene definito “barriera al vapore”, in quanto attraverso ad esso il

Calcolo della resistenza alla diffu- sione del vapore di componenti edilizi ad uno o più strati La resistenza alla diffusione al vapore Rvt è definita come rapporto fra lo spessore s dei componenti edilizi e la corrispondente permeabilità δ del mate- riale costituente lo strato.

vapore fluisce in quantità molto ridotte. A differenza del caso del flusso di calore gli strati d’aria adiacenti alle superfici delle pareti non esercitano resistenza rispetto alla diffusione del vapore (è come se avessero permeanza infinita o resistenza alla diffusione del vapore nulla). Ne con- segue che i valori della pressione di vapore all’interno dell’ambiente Pvi e all’esterno Pve agiscono direttamente sulle superfici delimitanti la parete.

Analogamente al fenomeno di scambio termico, una parete solida che separa due

(13)di scambio termico, una parete solida che separa due La resistenza si ottiene dalla (13) per

La resistenza si ottiene dalla (13) per una parete costituita da un materiale omogeneo e dalla seguente relazione per una parete costituita da diversi materiali omogenei:

(14)per una parete costituita da diversi materiali omogenei: Dove le unità di misura sono: R vt

Dove le unità di misura sono:

Rvt [Pa m 2 s/kg];

-

- s [m];

- δ [kg/s m Pa].

Calcolo della permeanza al vapore di componenti edilizi ad uno o più strati La permeanza al vapore (specifica alla superficie) P è l’inverso della resisten- za alla diffusione al vapore e si ricava tramite le relazioni:

(15)alla diffusione al vapore e si ricava tramite le relazioni: (16) dove le unità di misura

(16)diffusione al vapore e si ricava tramite le relazioni: (15) dove le unità di misura sono:

dove le unità di misura sono:

P [kg/Pa

-

- s [m];

m 2

s];

- δ [kg/s m Pa]; rispettivamente la (15) nel caso di un mate- riale omogeneo e la (16) per una succes- sione di diversi strati di materiali omogenei.

ambienti in cui si ha una diversa pressione parziale di vapor d’acqua è attraversata da

un flusso di vapore che si ricava, nel caso di regime stazionario, dalla formula per le

pareti omogenee

di regime stazionario, dalla formula per le pareti omogenee (17) e dalla formula per le pareti

(17)

e dalla formula per le pareti composte da più strati:

(17) e dalla formula per le pareti composte da più strati: Dove: - ∆ Pv -

Dove:

- Pv

- Pvi è la pressione parziale di vapore all’interno;

- Pve è la pressione parziale di vapore all’esterno;

-

-

-

- Pv [Pa].

=

Pvi – Pve;

Φvap [kg/sm 2 ]; s [m],

δ

[kg/s m Pa];

(18)

Per il calcolo di Pvi e Pve bisogna rifarsi al diagramma dell’aria umida che permette

di ricavare i suddetti valori. Nella stagione invernale, quando normalmente interessa

verificare il pericolo di condensa, il flusso di vapore è diretto dall’interno verso l’ester- no, poiché la pressione di vapore interna Pvi è superiore a quella esterna Pve.

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Calcolo delle pressioni di saturazione Conoscendo

Calcolo delle pressioni di saturazione Conoscendo l’andamento della temperatura lungo tutta la parete è possibile ricavare in ogni punto, da apposite tabelle o dal diagramma di Mollier, il valore massimo che può raggiun- gere la pressione parziale di vapore, detta pressione di satu- razione (Pvs), e di conseguenza costruire il diagramma indica- to in figura.

Calcolo delle pressioni parziali di vapore in ogni strato Il gradiente della pressione parziale del vapore tra l’interno e l’esterno si ripartisce fra i diversi strati della parete in relazione alla resistenza dei singoli strati. Questa caduta di pressione si ricava dalla relazione

strati. Questa caduta di pressione si ricava dalla relazione (19) Dove: - ∆ Pn [Pa]; -

(19)

Dove:

- Pn [Pa];

-

- Pvi e Pve [Pa].

Rvn, Rvt [kg/sm 2 Pa];

Dati quindi i valori limite di progetto Pvi e Pve risulta immediato

lo

tracciare

spessore della parete.

l’andamento

della

pressione

di

vapore

su

tutto

Il sistema graficamente più semplice è rappresentato in figura, perfettamente analogo al tracciamento dell’andamento di tem- peratura: in ascissa si riportano i valori della resistenza alla diffusione al vapore s/δ dei diversi strati ed in ordinata si riportano i valori della pressione di vapore. Il confronto fra la curva Ps e la curva Pv punto per punto per- mette di controllare che Pv sia sempre inferiore a Ps. Se non si verifica questa condizione, nei punti in cui Pv è superiore a Ps, il vapor d’acqua condensa, provocando gravi danneggiamenti alla struttura. Si verificherebbe il fenomeno di condensazione interstiziale.

condensa, provocando gravi danneggiamenti alla struttura. Si verificherebbe il fenomeno di condensazione interstiziale. 13
condensa, provocando gravi danneggiamenti alla struttura. Si verificherebbe il fenomeno di condensazione interstiziale. 13

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 Analogia fra la legge del flusso

Analogia fra la legge del flusso termico e la legge del flusso di vapore

TRASMISSIONE DI CALORE

Q

dove Q è il flusso di calore espresso in W

=

U

S

(T i

-

T e )

di calore espresso in W = U • S • (T i - T e )

- U = trasmittanza termica in [W/m 2 K];

- S = superficie della parete in [m 2 ];

- Ti = temperatura all’interno dell’ambiente in [°C];

- Te = temperatura esterna in [°C];

La trasmittanza termica U è data dall’inverso della sommatoria

delle resistenze termiche:

dall’inverso della sommatoria delle resistenze termiche: Dove: - α i, α e = coefficienti di adduzione

Dove:

- αi, αe = coefficienti di adduzione [W/m 2 K];

- λ = conducibilità termica del materiale costituente lo strato in [W/mK];

- s = spessore del materiale costituente lo strato in [m].

La caduta di temperatura fra le superfici che delimitano gli strati

costituenti

ciascuno strato:

alla resistenza termica di

la

parete

è

proporzionale

alla resistenza termica di la parete è proporzionale dove TRASMISSIONE DI VAPORE G dove G è

dove

alla resistenza termica di la parete è proporzionale dove TRASMISSIONE DI VAPORE G dove G è

TRASMISSIONE DI VAPORE

G

dove G è il flusso di vapore espresso in kg/s

=

P

S

(P vi

-

P ve )

espresso in kg/s = P • S • (P v i - P v e )

- P = permeanza della parete in [kg/sm 2 Pa];

- S = superficie della parete in [m 2 ];

- Pvi = pressione di vapore all’interno dell’ambiente in [Pa];

- Pve = pressione di vapore all’esterno dell’ambiente in [Pa];

La permeanza P è data dall’inverso della sommatoria delle

resistenze al passaggio di vapore:

della sommatoria delle resistenze al passaggio di vapore: Dove: - β i, β e = coefficienti

Dove:

- βi, βe = coefficienti di adduzione [kg/sm 2 Pa];

- δ = permeabilità del materiale costituente lo strato in [kg/smPa];

- s = spessore del materiale costituente lo strato in [m].

(Nel fenomeno della diffusione del vapore i valori dei coefficienti

di adduzione βi e βe sono trascurabili; la diffusione nello strato

liminare è la stessa che si verifica nell’aria ambiente. Non vi è

dunque analogia con i coefficienti di adduzione αi e αe).

La caduta di pressione parziale fra le superfici che delimitano gli

strati costituenti la parete è proporzionale alla resistenza di ciascuno

strato al passaggio di vapore:

gli strati costituenti la parete è proporzionale alla resistenza di ciascuno strato al passaggio di vapore:

dove

gli strati costituenti la parete è proporzionale alla resistenza di ciascuno strato al passaggio di vapore:

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311   δ u • • 10
 

δu 10 -12

kg/msPa

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

1,8 a 4

6.25

4.60

3.75

3.15

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

δa 10 -12

kg/msPa

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

1,3 a 2,6

6.25

4.60

3.75

3.15

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

λutile

W/mK

1.16

1.48

1.91

1.31

1.68

2.16

0.17

0.19

0.22

0.24

0.26

0.30

0.35

0.40

0.44

0.50

0.56

0.65

0.76

0.18

0.21

0.23

0.26

0.29

0.33

0.38

0.43

0.48

0.54

0.61

0.70

VALORI TERMOIGROMETRICI DEI PRINCIPALI MATERIALI DA COSTRUZIONE (UNI 10351)

m

%

15%

15%

15%

30%

30%

30%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

20%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

30%

λm

W/mK

1.01

1.29

1.66

1.01

1.29

1.66

0.14

0.16

0.18

0.20

0.22

0.25

0.29

0.33

0.37

0.42

0.47

0.54

0.63

0.14

0.16

0.18

0.20

0.22

0.25

0.29

0.33

0.37

0.42

0.47

0.54

Massa vol.

kg/m 3

2000

2200

2400

2000

2200

2400

500

600

700

800

900

1000

1100

1200

1300

1400

1500

1600

1700

500

600

700

800

900

1000

1100

1200

1300

1400

1500

1600

DESCRIZIONE

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti esterne non protette

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti esterne non protette

Calcestruzzo con aggregato naturale per pareti esterne non protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

 

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

tipo

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

CLS

15

16

L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 δ u • • 10 -

δu 10 -12

kg/msPa

1.25

6.25

4.60

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

1.25

6.25

4.60

3.75

3.15

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

1.25

18.75

12.50

9.37

7.50

6.25

18.75

12.50

9.37

δa 10 -12

kg/msPa

1.25

6.25

4.60

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

1.25

6.25

4.60

3.75

3.15

2.70

2.35

2.10

1.87

1.70

1.50

1.45

1.33

1.25

18.75

12.50

9.37

7.50

6.25

18.75

12.50

9.37

λutile

W/mK

0.82

0.20

0.23

0.32

0.36

0.42

0.48

0.54

0.61

0.68

0.78

0.91

0.28

0.32

0.36

0.40

0.44

0.50

0.58

0.66

0.74

0.84

0.94

1.08

1.26

0.15

0.18

0.19

0.21

0.25

0.17

0.20

0.21

m

%

30%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

45%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

100%

25%

25%

25%

25%

25%

40%

40%

40%

λm

W/mK

0.63

0.14

0.16

0.22

0.25

0.29

0.33

0.37

0.42

0.47

0.54

0.63

0.14

0.16

0.18

0.20

0.22

0.25

0.29

0.33

0.37

0.42

0.47

0.54

0.63

0.12

0.14

0.15

0.17

0.20

0.12

0.14

0.15

Massa vol.

kg/m 3

1700

500

600

900

1000

1100

1200

1300

1400

1500

1600

1700

500

600

700

800

900

1000

1100

1200

1300

1400

1500

1600

1700

400

500

600

700

800

400

500

600

DESCRIZIONE

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti esterne

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per pareti di scantinati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo di argilla espansa per sottofondi non aerati

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti interne o esterne protette

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti esterne

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti esterne

Calcestruzzo cellulare da autoclave per pareti esterne

N°

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L’Isolamento termico con Knauf

Soluzioni tecniche per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311

per l’edilizia civile e industriale alla luce del DLgs 311 δ u • • 10 -

δu 10 -12

kg/msPa

7.50

6.25

18.75

12.50

9.37

7.50

6.25

2.35

1.87

1.56

37.50

18.75

37.50

18.75

37.50

18.75

9.40

7.50

6.25

5.35

4.70

4.16

3.75

3.40

3.12

2.90

2.67

2.50

2.35

2.20

2.10

1.97

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δa 10 -12

kg/msPa

7.50

6.25

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λutile

W/mK

0.24

0.28

0.18

0.21

0.23

0.26