Sei sulla pagina 1di 4

Confederazione Italiana Esercenti Attivit Commerciali Turistiche e dei Servizi

Citt di Firenze

Firenze, Luned 20 Marzo 2017

AllAssessore allo sviluppo economico


del Comune di Firenze
Al Direttore dello Sviluppo Economico del
Comune di Firenze

e.p.c. Al Sig. Sindaco del Comune di Firenze

Oggetto: osservazioni sulle ipotesi di modifica Regolamento Misure per la tutela, il


decoro del patrimonio culturale del Centro Storico.

Con lincontro di Venerd 10 Marzo si aperta una fase di confronto, a nostro parere
opportuna, allo scopo di migliorare e rafforzare i provvedimenti del cosiddetto Regolamento
Unesco.

Diciamo subito che la definitiva approvazione della Legge Franceschini sulla tutela del
nostro patrimonio culturale ed artistico, costituisce una novit importante e che
lAmministrazione Comunale fiorentina bene ha fatto ad utilizzare tale opportunit per
dare struttura e forza ai diversi tentativi di intervenire sul commercio nellarea Unesco allo
scopo di contrastare la banalizzazione ed omologazione dellofferta commerciale e di
servizio.

Un obiettivo che sin dallinizio abbiamo condiviso pur nella consapevolezza che il quadro
normativo non consentiva particolari forzature . Dobbiamo essere per questo consapevoli del fatto
che la Legge Franceschini pu supportare provvedimenti, assolutamente importanti, di
divieto e limitazioni, ma non risolve il problema degli strumenti per gestire, orientare e
guidare i processi e le dinamiche di un commercio che a prescindere da tutto oggetto di
cambiamenti continui.

Lassenza di autorizzazioni amministrative dunque non pu essere purtroppo sostituita da


provvedimenti di divieto, o limitazioni generalizzate.
Abbiamo ascoltato le idee e le proposte dellAmministrazione comunale e ci poniamo
verso di esse con lintenzione di portare un contributo e renderle funzionali allo scopo e gestibili
nella loro applicazione.

C.F. 80023990486 Via della Condotta, 12 50121 Firenze Tel. 055 / 2705300 Fax. 055 / 2382869
Blocco delle nuove aperture di alimentari e somministrazione

I numeri che hanno caratterizzato questi ultimi anni e la presa datto che gli sforzi fatti sul
piano delle regole urbanistiche e i successivi provvedimenti annonari, non hanno sortito leffetto
sperato di un rallentamento delle aperture e di una importante selezione allingresso, con il
conseguente miglioramento della qualit dellofferta e del servizio, ci portano a condividere la
proposta di un blocco triennale delle nuove aperture del settore alimentare e della
somministrazione nellarea Unesco.
Non siamo tra quelli che hanno parlato di una sconfitta, perch in queste materie non mai
scoppiata una guerra e non c un nemico. Siamo impegnati nella ricerca di un quadro normativo
in grado di salvaguardare un commercio di qualit ed evitare la totale banalizzazione dellofferta
indotta da una prevalente domanda turistica.

Pensiamo che tale blocco debba essere colto come una pausa di riflessione e il tempo
sia utilizzato a pensare a strutturare un quadro di norme comunali articolato e coerente,
rafforzando quelle di carattere urbanistico e affinando quelle puramente amministrative
fatte di divieti, limitazioni ma anche di requisiti.

Un lavoro che deve sempre tenere presente lapplicabilit e la facilit di controllo e di


verifica sulleffettivo rispetto di quanto viene previsto dai regolamenti. Richiamo non banale,
dato che uno dei limiti che abbiamo riscontrato nellapplicazione dellattuale norma, sulla tutela
del centro storico patrimonio Unesco, stato proprio nel numero di verifiche effettuate dagli
addetti al controllo che non supera il 20% delle scia.

In questo senso la conferma che gran parte dei nuovi assunti nel Corpo di Polizia
Municipale sar impiegato nella polizia annonaria, ci rende assolutamente soddisfatti,
poich questo potr rendere possibile un contrasto serio ed esteso su i tanti fenomeni di
abusivismo presenti particolarmente nellarea Unesco.

Trasferimenti allinterno dellarea Unesco

Lipotesi quella di indicare una serie di luoghi allinterno dellArea Unesco, nei quali
prevedere delle limitazioni ai trasferimenti in ingresso, in modo specifico per le attivit alimentari
commerciali ed artigianali, lasciando invece libera la possibilit di trasferirsi alle attivit di
somministrazione.
Le aree in questione sono state esemplificate in Piazza Duomo, Piazza Signoria.
Due sono le osservazioni che in questa sede facciamo. La prima relativa al fatto che si
intravede lobiettivo che lAmministrazione intende perseguire, ovvero quello di evitare il
trasferimento in luoghi estremamente identitari di paninerie, pizze a taglio e fastfood in
generale.

Un obiettivo di per se condivisibile se, seconda considerazione, non rischiasse di


essere discriminatorio verso tutte quelle attivit che sono alimentari ma assolutamente di
pregio e rispettose della nostra tradizione e di un alta qualit.
A nostro parere occorre pensare e lavorare affinch questa norma sia accompagnata
da criteri selettivi, proprio per non apparire e anche essere discriminatoria.

Vincoli merceologici ad alcune strade

Come abbiamo espresso in sede di incontro, lipotesi di prevedere un elenco di strade per
le quali inserire un vincolo di carattere tipologico e merceologico, ci trova assolutamente
favorevoli. Lidea che si possa allargare la norma applicata per Via Tornabuoni e per Ponte
Vecchio a Via Maggio , Via de Fossi e L.no Corsini, pu essere percorsa.
Detto che queste proposte portano con se motivazioni coerenti, riteniamo sia opportuno
creare un momento specifico di comune riflessione allo scopo di individuare se vi fossero altre
realt urbane che possano essere trattate in modo simile.

Abbiamo fatto lesempio di Via S. Spirito ma la portata del provvedimento richiede


una riflessione supplementare e collegiale, allo scopo di cogliere tutte le eventuali specificit.

Modifiche al Titolo II del Regolamento Unesco in materia di contrasto allabuso di


sostanze alcoliche nel centro storico e altri comportamenti che incidono su decoro e
sicurezza.

Relativamente alla ventilata ipotesi di modificare gli orari indicati nellattuale


regolamento, riteniamo che siano gi estremamente limitanti, rispetto alla normativa nazionale di
riferimento e dunque pensiamo debbano essere mantenuti cos, come stabiliti dal regolamento,
senza alcuna modificazione.
Tra le cose introdotte nel dibattito dallAmministrazione comunale vi lipotesi di inserire
nel regolamento luso di Stewart da parte degli esercizi di somministrazione, anche in forma
associata in funzione della gestione degli assembramenti e dunque per contrastare i possibili
eccessi di rumore sulla strada e nelle piazze.
Si tratta di un tema complesso che dobbiamo inquadrare con la massima precisione. La
nostra Associazione stata la prima a proporre codici di autoregolamentazione, patti tra
istituzioni e locali serali in funzione di responsabilizzare, con comportamenti virtuosi, le attivit
di somministrazione ed infine a proporre un progetto sperimentale di monitoraggio del territorio,
tramite la presenza di Stewart in funzione antidegrado e come deterrente verso comportamenti
che possono pregiudicare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.

Se da un lato ci fa molto piacere che lamministrazione comunale valuti


positivamente lesperienza realizzata, tanto da volerla riprendere in modo pi strutturato,
non potremmo condividere lipotesi di introdurre nelle normative in materia un qualche
obbligo per i locali di somministrazione di utilizzare queste figure in funzione antirumore.

Tale ipotesi si scontrerebbe con il principio pi volte affermato e rafforzato da una serie
importante di sentenze che i titolari degli esercizi di somministrazione sono responsabili del
rumore direttamente prodotto dallinterno della propria attivit, compreso le pedane esterne, ma
non di quello generato dalla autonoma presenza negli spazi pubblici di persone.
Nellattuale disciplina anche definito che nelle responsabilit si possa forse
ricomprendere la presenza di persone allesterno del locale, con contenitori di vetro riconducibili
alla propriet ( bicchieri di vetro), ma non certo lindistinto mondo che passa pi o meno per caso
e che si ferma a parlare.

Pensare dunque ad introdurre una qualche forma di obbligo allutilizzo degli Stewart
non sarebbe in linea con le normative nazionali in materia.
Siamo invece assolutamente convinti che molte nostre aziende sarebbero disponibili a
partecipare ad iniziative e progetti promossi dalla Amministrazione comunale, per la
strutturazione di un servizio di Stewart in alcune e circoscritte zone della citt, nelle quali si
registra lesigenza di una azione preventiva antidegrado e di un controllo del territorio, per
aiutare le forze dellordine a garantire la sicurezza.

Ad un tale progetto aderiremmo in modo convinto ed impegnato, allo scopo di contribuire


con le nostre imprese al successo dello stesso.

Negozi Storici

In occasione di questa nuova fase di discussione intorno alle misure per la tutela e il
decoro del patrimonio culturale del centro storico , non possiamo esimerci dal sottolineare come
sia assolutamente necessario assolvere alle disposizioni previste dallArt.5 ( negozi Storici).
Alcuni recenti provvedimenti assunti dalla Amministrazione comunale come quello che
prevede lo sconto IMU sugli immobili sede di esercizi storici , impone ladozione del disciplinare
previsto che doveva essere concordato con la soprintendenza entro 90 giorni.
Tali forme di incentivo oggi sarebbero disponibili solo per una parte di imprese, ovvero
solo quelle che avevano a suo tempo richiesto di essere riconosciute negozio storico e precluse a
tutti quelle che pur avendo le stesse caratteristiche non si erano preoccupate di fare quella
richiesta.

Loccasione del disciplinare quella giusta per poter discutere e condividere le


caratteristiche che ai giorni nostri possono classificare un negozio storico e tradizionale.
Chiediamo dunque che si proceda ad inserire nel dibattito anche questo tema che ci pare
componente essenziale delle politiche di tutela.

Per concludere questa nota, vorremmo esprimere il nostro sostegno allazione


dellAmministrazione comunale in questo impegno per la tutela di questo grande patrimonio
immateriale che sono il commercio e le attivit economiche caratteristiche e tradizionali; un
impegno al quale vogliamo contribuire consapevoli che sarebbe opportuno che nelle norme
nazionali, il tema della tutela dei centri storici si traducesse anche in una specifica normativa che
deroghi dalla totale deregulation subita dal comparto, pensando a possibili e nuove tipologie di
autorizzazioni, limitatamente alle zone soggette a tutela.

Cordiali saluti,
Il Presidente Confesercenti
Citt di Firenze
Santino Cannamela