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PROBLEMI DI CORROSIONE NELLE RETI DI

DISTRIBUZIONE DELLACQUA
Tommaso Pastore
Dipartimento di Progettazione e Tecnologie
Universit di Bergamo

Riassunto
Larticolo descrive le principali forme di corrosione dei materiali metallici di maggior utilizzo negli
impianti di distribuzione dellacqua di uso umano. Sono individuati gli aspetti pi importanti che
riguardano la corrosione generalizzata e localizzata degli acciai e delle leghe di rame e degli acciai
inossidabili. Sono discussi i parametri caratteristici connessi con il materiale, laggressivit
dellacqua e le condizioni operative.

Le problematiche della corrosione


I componenti metallici delle reti di distribuzione e deposito dellacqua per uso umano possono
subire fenomeni di corrosione sia dal lato interno, per lazione dellacqua trasportata, sia dal lato
esterno per la presenza, ad esempio, di terreni aggressivi in cui limpianto si trova ad operare. Ne
possono derivare diversi tipi di danno: perforazione e perdita di fluido, alterazione della qualit
dellacqua trasportata, blocco del funzionamento dei componenti dellimpianto stesso.
Lacqua un bene prezioso che deve essere preservato e la corrosione una delle principali cause
di perforazione e perdita di fluido. La dispersione di acqua dagli acquedotti ancor oggi un
problema rilevante ed esteso a tutto il territorio italiano, con ripercussioni importanti sulla qualit
della vita. Una corretta prevenzione e protezione dalla corrosione, realizzata sia sul lato esterno che
interno, pu non solo contribuire a contenere tali dispersioni ma essere anche economicamente
vantaggiosa per la gestione e manutenzione.
La corrosione interna, oltre a determinare lassottigliamento e la perforazione della parete, pu
alterare la composizione dellacqua e le sue propriet organolettiche, perch provoca il passaggio di
quantit pi o meno rilevanti di ioni metallici in soluzione e di particelle solide di prodotti di
corrosione in sospensione. Ad esempio, i prodotti di corrosione del ferro possono dare luogo al ben
noto fenomeno delle acque rosse.
La scaglia di prodotti di corrosione pu essere distaccata dalle pareti dal movimento dellacqua
oppure a causa delle variazioni di temperatura, indotte dal cambiamento delle condizioni di
funzionamento. Le particelle solide, trasportate dallacqua, possono poi depositarsi sulle superfici di
altri componenti dellimpianto bloccandone il funzionamento.
Gli ioni di metalli nobili, provenienti dalla corrosione di metalli quali tipicamente il rame, possono
stimolare nuovi fenomeni di corrosione su parti dellimpianto costruite con metalli poco nobili. Gli
ioni rame possono, ad esempio, promuovere attacco localizzato (perforante) su tubazioni di acciaio
zincato.
Daltra parte, anche i metodi di prevenzione e protezione dalla corrosione devono essere compatibili
con limpiego per evitare deterioramenti inaccettabili della qualit dellacqua a causa del rilascio di

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specie chimiche da rivestimenti protettivi, o per non idonei trattamenti chimici adottati per
modificare laggressivit dellacqua, o per luso di sostanze inibitrici di corrosione non adatte, ecc.
Anche se lacqua per uso umano ha limiti molto restrittivi che definiscono la massima
concentrazione delle specie chimiche in essa contenute, la sua composizione ne influenza in modo
rilevante laggressivit e la forma di corrosione. Tuttavia, la velocit di corrosione e la forma con
cui essa si manifesta dipendono non solo dalla composizione dellacqua, ma influenzata, spesso in
modo predominante, da altri fattori: dalle caratteristiche del materiale metallico, dalla progettazione
e costruzione, dalla gestione in tutte le fasi della vita dellimpianto, a partire dalla prova idraulica,
alla messa in funzione dellimpianto, alle operazioni di disinfezione, alle condizioni di flusso, alle
condizioni operative in generale (Fig.1).

microstruttura composizione
ossigeno
disciolto pH
composizione caratteristiche
superficiali salinit
temperatura
durezza
Caratteristiche del Caratteristiche HCO3-/ CO3-
materiale metallico dellacqua
Cl-/SO4--/NO3-
Corrosione fosfati, silicati
dei materiali
metallici carbonio
organico
Progettazione e
Figura. Gestione
costruzione
Fattori che temperatura
influenzano la geometria stato di test idraulico velocit di
velocit di sollecitazione flusso
corrosione accoppiamento tra drenaggio
giunzioni disinfezione
interna. materiali diversi

Il meccanismo elettrochimico
La corrosione dei metalli si produce secondo un processo ad umido, con un meccanismo
elettrochimico. il risultato di quattro processi in serie che avvengono contemporaneamente,
quando un metallo in contatto con un elettrolita, vale a dire una soluzione acquosa che contiene
sali disciolti. Nel nostro caso, allinterno dellimpianto, lacqua trasportata mentre allesterno, ad
esempio per le tubazioni interrate, e lacqua presente nel terreno stesso.
La corrosione il risultato di una reazione anodica di ossidazione del metallo (dissoluzione), che
libera nella fase metallica elettroni, e di una reazione catodica, in genere costituita dalla reazione di
riduzione dellossigeno disciolto nellacqua, che invece li consuma. Per metalli poco nobili (come
zinco, alluminio e magnesio) alla reazione di riduzione di ossigeno pu affiancarsi anche quella
della riduzione dellidrogenione con sviluppo di idrogeno.
Tra le aree anodiche e catodiche si ha, pertanto, la circolazione di una corrente che nell' elettrolita
trasportata dal movimento degli ioni disciolti.
La velocit di corrosione, cio la velocit con cui si produce la dissoluzione nelle zone anodiche,
pu essere misurata come assottigliamento del metallo. Si esprime di solito in m/anno ed
proporzionale alla corrente circolante tra lanodo ed il catodo. Per la reazione anodica del ferro

Fe Fe+2 + 2e- (1)

ogni due elettroni corrispondono ad un atomo di ferro disciolto. Cos, ad un mA/m2 di corrente
sullanodo corrisponde una velocit di corrosione pari a 1,17 m/anno e una perdita di massa pari a
0,25 mg/(dm2giorno).

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O2 O2

I acqua
Cl-
OH-

Me+Z+H2O Fe(OH)Z+zH+
Reazione catodica
O2+4e-+2H2O 4OH- Figura
Reazione anodica
Meccanismo
e- Me Me+Z+ze- elettrochimico della
metallo corrosione.

Alla reazione (1) di dissoluzione segue la formazione di ossidi insolubili che danno luogo a prodotti
di corrosione solidi. Sullacciaio si ha il ben noto fenomeno della ruggine a seguito di reazioni del
tipo

Fe+2+H2O FeO+2H+ (2)

Le caratteristiche di tali prodotti hanno un ruolo importante nella corrosione e sulla possibilit di
alterazione della qualit dellacqua. Ossidi continui, aderenti e protettivi possono ridurre la velocit
di corrosione a valori trascurabili. Viceversa, ossidi solubili e poco aderenti possono generare un
eccessivo rilascio di ioni metallici e di solidi in sospensione.

Traporto di
corrente
nellelettrolita

Figura.
Schema del meccanismo elettrochimico: i quattro
processi della corrosione.

La velocit di corrosione elevata nelle condizioni in cui tutti e quattro i processi coinvolti, e cio
la reazione anodica di dissoluzione, quella catodica di riduzione dellossigeno, il trasporto di
corrente attraverso l'
elettrolita e nel metallo, possono avvenire rapidamente. Viceversa, anche se
uno solo dei processi impedito, la velocit di corrosione pu diventare bassa o nulla.

Le forme di corrosione
Possiamo suddividere i materiali metallici in due grandi categorie, in base al loro comportamento
elettrochimico.
Le leghe ferrose quali gli acciai al carbonio e basso legati e le ghise (non legate) mostrano un
comportamento cosiddetto attivo. I prodotti di corrosione insolubili che si formano non sono
protettivi. Non rallentano significativamente il processo di dissoluzione. Viene cos meno il blocco
sul processo anodico. Per questi materiali, la corrosione pu cos avvenire con alta velocit se il
processo catodico avviene rapidamente. In acque aerate, in effetti, la velocit di corrosione di questi
materiali pari alla massima velocit di trasporto dellossigeno verso la superficie metallica: tutto

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lossigeno che raggiunge la parete metallica si riduce, determinando il passaggio in soluzione di una
corrispondente quantit di metallo. Per questo tipo di materiali, si hanno tipicamente fenomeni di
corrosione generalizzata a tutta la superficie esposta, con possibilit di rilascio di rilevanti quantit
di prodotti di corrosione. Laggressivit dellacqua quindi legata essenzialmente al contenuto di
ossigeno e, in presenza di questo, alla possibilit di formazione sulla parete metallica di depositi
compatti a base calcarea, in grado di ridurre la velocit di trasporto dellossigeno verso la parete
stessa.
I materiali come gli acciai inossidabili e le leghe di rame, considerati generalmente resistenti alla
corrosione, sono invece in grado di ricoprirsi di un sottile e invisibile (nel caso dellacciaio
inossidabile) strato di ossido continuo ed aderente che impedisce il processo anodico. La velocit di
corrosione diventa cos bassissima e del tutto trascurabile, dettata unicamente dalle propriet
protettive del film di ossido. In queste condizioni, cosiddette di passivit, lacciaio inossidabile, ad
esempio, mantiene inalterato il suo aspetto anche dopo un tempo lunghissimo.
I materiali a comportamento passivo sono resistenti alla corrosione generalizzata. Lattacco, quando
si manifesta, assume una morfologia tipicamente localizzata.
Lattacco localizzato per vaiolatura (pitting) avviene a partire da zone di maggiore difettosit del
film (in corrispondenza di inclusioni affioranti, zone con film di laminazione a caldo, ecc.) o pi
critiche (nelle fessure o sotto deposito) e avviene per la rottura del film di passivit da parte di ioni
aggressivi o per lalterazione del film con formazione locale di patine meno protettive.
Gli acciai inossidabili, le leghe di nichel e di cromo hanno una tendenza a passivarsi molto
accentuata, tanto che, gi per la semplice esposizione allatmosfera, si ricoprono rapidamente di un
film continuo di ossido particolarmente aderente e protettivo. La corrosione localizzata si innesca,
su questi materiali, solo quando gli ioni in grado di rompere localmente lossido protettivo,
principalmente i cloruri, raggiungono una sufficiente concentrazione.
Nel caso del rame e delle sue leghe, e anche di altri metalli quali lo zinco, la patina protettiva si
sviluppa quando il metallo viene in contatto con lacqua e richiede un tempo relativamente lungo,
esteso ai primi mesi di esposizione. Le condizioni ambientali, soprattutto quelle presenti in questo
primo periodo, possono modificare notevolmente il grado di protezione del film di passivit e
possono promuovere modifiche nelle propriet della patina che conducono a fenomeni di corrosione
localizzata.

acqua
Zona passiva O2
(catodo) Opercolo di
prodotti di
corrosione

Cl-
I H+
Fe+ Zona anodica
(pit)
Parete metallica

Figura.
Corrosione per pitting di un acciaio inossidabile in acque contenenti alte concentrazioni di cloruri
e schema della cella occlusa.

Una volta innescata la corrosione localizzata, si ha, sulla superficie metallica, la presenza di aree
anodiche accanto ad aree catodiche sostanzialmente indenni da corrosione perch rimaste passive.
La piccola estensione delle aree anodiche, circoscritte alle zone di rottura del film di passivit,
rispetto allampia zona catodica esterna e la grande quantit di ossigeno che pu giungere su queste
ultime stimolano la velocit di corrosione nella vaiolatura (pit). Di conseguenza si ha unaccentuata

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penetrazione dellattacco che pu portare rapidamente alla perforazione, anche se la quantit di
metallo disciolta molto inferiore a quella che si ha nel caso della corrosione generalizzata.
La separazione delle aree anodiche da quelle catodiche genera la variazione locale della
composizione dellambiente. La reazione di formazione dei prodotti di corrosione (2) ed il trasporto
elettroforetico, che richiama ioni cloruro dallambiente verso le aree anodiche, producono un
ambiente acido e ricco di cloruri nella vaiolatura. Si forma cos una cella occlusa che stabilizza ed
esalta lattacco localizzato, rendendo difficile la ripassivazione delle aree anodiche, ossia la
riformazione di un film protettivo allinterno della vaiolatura.
Il movimento dellacqua tende ad annullare le variazioni di concentrazione e contrasta il processo di
formazione della cella occlusa. La corrosione localizzata per vaiolatura si manifesta quindi
preferenzialmente in acqua stagnante, sotto depositi e fouling, e nelle fessure ove presenti (in questo
caso si parla pi propriamente di corrosione in fessura o cervice) mentre in acqua fluente, il
continuo rimescolamento ne impedisce linnesco.
Le corrosione localizzata si manifesta in acque aerate. La concentrazione di ossigeno riscontrata
nelle acque per uso umano (di solito intorno ad almeno 3ppm) pi che sufficiente a sostenere
lattacco e solo in acque a bassissimo tenore di questo elemento, minore di 0,1 ppm lattacco non
avviene.
Per la costruzione di componenti di impianti di distribuzione e deposito di acque destinate alluso
umano quali tubazioni, pompe, valvole, scambiatori di calore, ecc., si utilizzano diversi tipi di
materiali metallici, tra questi, soprattutto leghe ferrose (acciaio, acciaio inossidabile, ghise grigie e
sferoidali) e leghe di rame.

Corrosione generalizzata non uniforme degli acciai


In acque aerate, gli acciai e le ghise subiscono corrosione generalizzata per la presenza di ossigeno.
Come detto, la velocit di corrosione dettata dalla massima velocit con cui lossigeno pu
raggiungere, per diffusione, il metallo. Lapporto dellossigeno cresce con la concentrazione
dellossigeno disciolto e la velocit dellacqua. La diffusione verso la parete metallica invece
ostacolata dalla formazione di depositi sulla superficie. La velocit di corrosione, in questo caso,
diminuisce al crescere dello spessore del deposito e al diminuire della sua porosit. Con un deposito
sufficientemente spesso, la velocit di corrosione pu ridursi in modo sensibile e non pi
influenzata dalla velocit del fluido.
Laggressivit nei confronti degli acciai e delle ghise di acque aerate legata alla loro capacit
incrostante, in altre parole alla possibilit di formare uno strato calcareo compatto e continuo.
Per la formazione del deposito calcareo protettivo necessario che lacqua contenga una sufficiente
quantit di ioni calcio (>40 ppm) e bicarbonato (>120 ppm). Acque con concentrazioni di ossigeno
superiori a 3 ppm (soprattutto acque ben aerate >6 ppm) rendono ulteriormente pi stabile e
compatto il deposito calcareo perch stabilizzano i prodotti di corrosione del ferro trivalente, meno
solubili e pi aderenti degli ossidi di ferro bivalente.
La precipitazione del carbonato di calcio (CaCO3) avviene secondo la reazione

Ca+2+HCO3-+OH- CaCO3+H2O (3)

per pH superiori a un valore detto di saturazione (pHs) che pu essere stimato a partire dai dati di
temperatura, contenuto di ioni calcio e bicarbonato e della quantit di sali disciolti nellacqua
(soprattutto solfati e cloruri). Laggressivit pu cos essere valutata in termini di indice di
incrostazione. Tra i pi utilizzati lindice di Lagelier (I) definito come la differenza tra il pH
dellacqua e il valore di saturazione (pHs):

I = pH-pHs (4)

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Per il calcolo dellindice di Langelier sono state proposte diverse relazioni. Tra le pi utilizzate
sono:
pHs = 12,65- 0,0142.(1,8T + 32) -log(Ca) -log(alkM) + 0,1log(TDS) (5)
valida per temperature inferiori a 25C

pHs = 12,27- 0,00915.(1,8T + 32) -log(Ca) -log(alkM) + 0,1log(TDS) (6)

valida per temperature maggiori di 25C.


Valori positivi dellindice sono propri di condizioni favorevoli alla formazione di incrostazione e,
per questo, abbinate a situazioni di bassa velocit di corrosione dellacciaio. Viceversa valori
negativi indicano acque non incrostanti che possono quindi indurre rilevanti fenomeni di corrosione
sullacciaio in ambiente aerato, soprattutto in acqua fluente dove lapporto di ossigeno elevato.
In assenza del deposito calcareo, la corrosione trascurabile solo se la concentrazione di ossigeno
inferiore a 0,1 ppm, in assenza di CO2.
In acque non incrostanti, si pu avere il fenomeno ben noto delle acque rosse in zone terminali
dellimpianto dove in periodi di stagnazione lossigeno rapidamente consumato e diminuisce a
valori inferiori a 1 ppm. In queste condizioni, i prodotti di corrosione presenti sulle pareti sono
trasformati in composti di ferro bivalente, meno aderenti e solubili, che alterano lacqua.
In acqua aerata, la velocit di corrosione aumenta con la velocit dellacqua. In acqua fluente a 0.5-
1 m/s, sono state misurate velocit di corrosione dopo un anno di esposizione intorno a 300-400
m/anno. In questi casi, ladozione di un trattamento di correzione del pH ha reso lacqua
incrostante e ridotto di oltre 10 volte la velocit di corrosione dopo 2 anni.
In acque non incrostanti e in assenza CO2, laggressivit dellacqua talvolta pu essere ridotta dalla
presenza di alcune sostanze naturali contenute nellacqua (quali silicati e fosfati), che tendono a
favorire lo sviluppo di patine protettive, inibendo la corrosione.

Lattacco sugli acciai e le ghise tende spesso a localizzarsi dando luogo a tubercoli di prodotti di
corrosione in corrispondenza dei quali la penetrazione della corrosione maggiore e pu
rapidamente portare alla perforazione della parete. Lattacco assume laspetto tipico del pitting, con
la formazione di una cella occlusa, in zone morte dellimpianto, sotto depositi, dove favorito dalla
presenza di disomogeneit della superficie del metallo (strati discontinui di ossidi di laminazione a
caldo, residui di pitture e di oli). facilitato dalla presenza di batteri che si possono sviluppare, in
condizioni anaerobiche, sotto depositi, in presenza di sostanze organiche e soprattutto per
temperature tra 25 e 50 C che ne favoriscono la crescita. Il loro effetto si annulla, invece, oltre i
60C.
Condizioni di particolare aggressivit si possono riscontrare in zone dellimpianto a funzionamento
intermittente, in cui lacqua cambiata periodicamente. I periodi di stagnazione favoriscono
linnesco dellattacco localizzato sul fondo delle tubazioni orizzontali. Lattacco si propaga
rapidamente durante i periodi in cui lacqua scorre ed aumenta lapporto di ossigeno sulle aree
catodiche.

Il pitting del Rame


La ben nota resistenza alla corrosione del rame e delle sue leghe dovuta alla formazione di una
patina protettiva in grado di passivare questi materiali, quando operano in contatto con lacqua. I
problemi di corrosione di questi materiali sono legati principalmente a condizioni ambientali e di
funzionamento che ostacolano la corretta formazione del film e ne determinano la rottura. Il film di
passivit che protegge le leghe di rame si sviluppa progressivamente dopo che lacqua immessa
nellimpianto e richiede un periodo molto lungo che pu durare diversi mesi. In questi primi mesi
dovrebbero essere assicurate condizioni ambientali appropriate per ottenere un film aderente e
protettivo: acqua non stagnante e rinnovata di frequente, ben ossigenata, priva di solidi sospesi che

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possano sporcare la superficie del metallo. Particolarmente critiche sono le operazioni iniziali quali
il collaudo idraulico e la messa in funzione: se condotte in modo non adeguato possono portare a
propriet non ottimali del film protettivo, e condizionare la resistenza alla corrosione per tutta la
vita dellimpianto. La superficie del metallo deve essere priva di contaminanti provenienti dal ciclo
di produzione e dai processi costruttivi.
I principali fenomeni di corrosione del rame e le sue leghe sono attacchi localizzati per pitting e
sotto deposito (corrosione in fessura) con unincidenza del 60-70% dei casi di corrosione osservati
su questi materiali.
La corrosione per pitting (Tipo 1) avviene in acque fredde di pozzo per azione di ossidi superficiali
conduttivi e di particolari ioni disciolti. Tali strati conduttivi si formano in presenza di film
carboniosi residui del ciclo di produzione del rame (provenienti di solito dal decadimento degli oli
di trafilatura durante i trattamenti termici) o dal residuo dei flussi utilizzati durante la saldatura. Si
manifesta con alte velocit di corrosione fino alla perforazione della parete nellarco di pochi mesi,
al pi qualche anno. Assume una forma semisferica aperta ed caratterizzato da un opercolo di
prodotti di corrosione verde allesterno (idrossicarbonato di rame), e di diversa composizione e
colore negli strati sottostanti (ossidi e ossicloruro di rame). favorito dalla presenza di ioni solfato
e nitrato mentre la presenza di ioni bicarbonato e cloruri ne ostacola linsorgenza. Il pitting tipo 1
non si manifesta in acque di superficie e in acque con temperatura costantemente superiore a 30C.
Un diverso tipo di attacco localizzato (Tipo2) si manifesta in acque calde (T>60C), acide (pH<7),
con basso contenuto di ioni bicarbonato (<100 ppm) e rapporto tra le concentrazioni di bicarbonato
e solfato inferiori a 1,5. caratterizzato da minore velocit di dissoluzione e formazione di
vaiolature pi chiuse ed irregolari, non coperte da prodotti di corrosione (che sono invece presenti
allinterno della vaiolatura).
Un terzo tipo di pitting del rame avviene in acque di superficie a bassa conducibilit e basso
contenuto di bicarbonato, con pH superiore a 8 e temperature inferiori a 55C. favorito dalla
componente microbiologica presente nellacqua. La morfologia delle vaiolature simile e quella del
tipo 1. Le vaiolature si presentano raggruppate in aree, dove sono rintracciabili film di sostanze
organiche prodotte dallattivit microbiologica.

Figura
Corrosione localizzata tipo pitting I
su tubi in rame.

Oltre alla corrosione per vaiolatura, le leghe di rame possono subire, in misura inferiore, fenomeni
di corrosione erosione in acque fluenti ad alta velocit, soprattutto in regime di turbolenza e di bolle
o particelle solide, trasportate dal fluido stesso (circa 15-20% dei casi osservati). Per questo la
velocit di progetto non dovrebbe superare nelle tubazioni i valori di 2 m/s in regime costante o di 3

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m/s in regime intermittente nel caso di acque fredde e di 0,5 m/s per acque calde che sono molto pi
aggressive da questo punto di vista.

Pi rara la corrosione generalizzata in acque acide in cui si forma un film poco protettivo ed
aderente, con un aumento della velocit di corrosione che, tuttavia, rimane contenuta. Il
danneggiamento ridotto sul rame ma porta, principalmente, ad un rilascio maggiore di ioni e
particelle in sospensione di prodotti di corrosione che contaminano lacqua e possono depositarsi in
altre parti dellimpianto, dove determinano attacco localizzato sullacciaio zincato. Ugualmente rare
sono i casi di attacchi selettivi di dezincificazione degli ottoni e, sempre su queste leghe, di
corrosione sotto sforzo in acque contenenti nitriti e ioni ammoniacali. Questi ioni sono normalmente
assenti, ma possono formarsi, in linea di principio, in aree critiche quali fessure e sotto depositi (per
lo scarso apporto di ossigeno).

Figura
Corrosione erosione in una
tubazione in lega di rame in
zone di turbolenza, dovuta a
velocit di flusso troppo
elevate.

Corrosione localizzata dellacciaio inossidabile


Gli acciai inossidabili possono subire corrosione localizzata per pitting e in fessura in acque
contenenti ioni cloruro. Le fessure sono date tipicamente dalle giunzioni meccaniche, da
discontinuit geometriche superficiali e da depositi e fouling. Sono critiche le fessure di piccola
ampiezza, tali da essere bagnate dallelettrolita, ma sufficientemente strette da impedire laccesso di
ossigeno al suo interno. Si forma cos una cella ad aerazione differenziale che promuove un
comportamento anodico allinterno della fessura. La fessura pu, infatti, essere vista come una
vaiolatura gi conformata che facilita la formazione della cella occlusa. Per questo motivo, infatti,
la corrosione localizzata si innesca pi facilmente in fessura.
Lattacco localizzato si innesca se il potenziale di corrosione supera il potenziale di pitting (o di
cervice se in fessure). Il potenziale di pitting diminuisce al crescere del contenuto di cloruri, della
temperatura e dellacidit dellacqua e in funzione della composizione della lega. Il potenziale di
corrosione dipende dalla nobilt del processo catodico e in particolare dal contenuto di ossigeno.
Cos, fermo restante le altre condizioni ambientali presenti nellacqua, la corrosione localizzata si
innesca sopra una concentrazione critica di cloruri e per temperature superiori ad un valore critico.
Laggiunta in lega di elementi come il cromo, il molibdeno e, solo per gli acciai inossidabili
austenitici e duplex, di azoto, cio di elementi che rendono il film di passivit ancora pi stabile,
migliora la resistenza alla corrosione localizzata, innalzando il potenziale di pitting.

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La resistenza degli acciai inossidabili austenitici e duplex pu essere valutata tramite lindice di
pitting definito come:

PRE = [%Cr] + 3.3.[%Mo] + 16.[%N] (7)

Per gli acciai inossidabili ferritici e martensitici, lespressione dellindice di pitting ottiene non
considerando il contenuto di azoto in lega perch, in questi acciai, tale elemento promuove la
formazione di carbo-nitruri di cromo, diminuendo la resistenza alla corrosione impartita dal cromo.
In acque fredde aerate, lacciaio inossidabile AISI 304 (PRE=18) pu resistere fino a tenori di 200
ppm di cloruri, ben superiori ai valori limite delle acque per uso umano. Laggiunta di 2-3% di
molibdeno (AISI 316) rende la lega resistente fino a concentrazioni 10 volte superiori.
Gli usuali acciai inossidabili austenitici sono, quindi, pienamente resistenti alla corrosione
localizzata nelle acque dolci fredde. In acqua calda, il limite per lAISI 304 si pu abbassare a 50-
60 ppm o anche meno, soprattutto in aree di scambio termico. In questo caso, luso di leghe
contenenti molibdeno senzaltro preferibile.

Figura
Corrosione per pitting causata su un acciaio inossidabile da trattamenti di disinfezione con
ipoclorito in concentrazione troppo elevata.

La corrosione localizzata degli acciai inossidabili pu essere stimolata da trattamenti di disinfezione


degli impianti. Le sostanze ossidanti, di solito utilizzate per queste operazioni, tendono ad
aumentare il potenziale di corrosione promuovendo condizioni pi critiche. Cos, la presenza di
cloro in soluzione favorisce linsorgenza di attacchi localizzati. Lesperienza indica che per la
clorazione continua con concentrazioni di cloro di 0.1-2 ppm non determina attacchi. I problemi
possono nascere da procedure erronee e a seguito dellaccumulo di cloro in particolari zone, dove il
rischio di corrosione localizzato diventa invece sensibile.
In zone di scambio termico e su elementi sollecitati, per temperature superiori a 60C ed al crescere
del contenuto di cloruri aumenta la probabilit di fenomeni di corrosione sotto sforzo che possono
determinare il cedimento meccanico dei componenti di acciaio inossidabile AISI 304 e AISI 316.

Corrosione per accoppiamento galvanico


Lutilizzo di materiali metallici differenti posti in contatto elettrico e immersi nello stesso ambiente
pu indurre, sul materiale meno nobile, un aumento della velocit di corrosione per
accoppiamento galvanico.
I principali fenomeni di corrosione negli impianti di distribuzione dellacqua per uso umano
possono essere riscontrati in accoppiamenti con leghe di rame ed acciai inossidabili che fungono
solitamente da catodo.

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La corrosione dovuta al funzionamento di una macrocoppia in cui il materiale meno nobile
costituisce lanodo, mentre laltro materiale si comporta da catodo. Tutto o parte dellossigeno che
arriva su quest'ultimo provoca la corrosione del materiale meno nobile.
La velocit di corrosione su questultimo molto elevata se il catodo esteso rispetto allanodo
perch in questo modo si possono ridurre quantit elevate di ossigeno mentre lossidazione e
limitata ad una zona anodica concentrata. Viceversa, elevati rapporti tra le superfici anodica e
catodica possono rendere non rilevante laumento di corrosione allanodo.
La corrente di macrocoppia che fluisce tra i due materiali, a seguito dellaccoppiamento galvanico,
dipende dalla conducibilit dellelettrolita. Allaumentare di questa aumenta leffetto
dellaccoppiamento che, inoltre, pu manifestarsi anche per distanze maggiori.
La conducibilit dellacqua aumenta con i sali in essa disciolti. In acqua di mare molto elevata
tanto che la corrosione per accoppiamento galvanico uno dei principali fenomeni di corrosione
marina. Nelle acque dolci per uso umano, la quantit di sali disciolti molto bassa e i fenomeni
sono molto minori e, quando avvengono, sono limitati alle zone pi vicine dei due materiali. In
acque dolci con contenuto di sali disciolti inferiore a 500 ppm e contenuto di cloruri minore di 150
ppm, la corrosione per accoppiamento galvanico di solito trascurabile.
In acqua contenenti ioni calcio, il funzionamento della macrocoppia galvanica tende a rallentare nel
tempo. Infatti, durante il funzionamento, si ha, sulla superficie catodica, la formazione di alcalinit.
Laumento locale di pH promuove la precipitazione di carbonato di calcio con formazione del
deposito calcaree che ostacola laccesso dellossigeno e, di conseguenza, riduce la velocit di
corrosione allanodo.
La corrosione per accoppiamento galvanico avviene tra materiali a differente nobilt pratica. La
nobilt pratica data dal potenziale di corrosione libera assunto da un metallo, quando inserito in
una soluzione acquosa. Si modifica con le caratteristiche dellacqua. Cos, la differenza di nobilt
tra due materiali si modifica con le caratteristiche dellambiente, in primo luogo contenuto di
ossigeno, pH, temperatura, presenza di particolari ioni, e pu, in alcuni casi, invertirsi al variare di
questi parametri. Ad esempio, ben noto che lazione protettiva dello zinco nei confronti
dellacciaio dovuta alla sua minore nobilt (pratica). Lo zinco si corrode proteggendo lacciaio
sottostante nelle zone in cui questo lasciato scoperto dalla discontinuit della zincatura. A
temperature oltre 60C, lo zinco pu passivarsi, per la formazione di un ossido protettivo. Il
potenziale di corrosione dello zinco aumenta cos sopra di quello dellacciaio, invertendo la polarit
della coppia galvanica. In questo caso, la discontinuit della zincatura pu stimolare la corrosione
localizzata dellacciaio in queste zone.

Bibliografia
1. P.Pedeferri, Corrosione e protezione dei materiali metallici, CLUP, Milano1978
2. G.Bianche, F.Mazz, Corrosione e protezione dei metalli, Masson Ed, Milano1989.
3. AA.VV.,Corrosion and related aspects of materials for potable water supplies, Eds.
P.McIntyre, A.D.Mercer, Institute of Materials, 1993.
4. La corrosione del calcestruzzo e negli ambienti naturali, McGraw-Hill, Milano 1996.
5. AA.VV., Corrosion in the water and waste water industries, Ed. M.J.Szeliga, NACE,
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6. UNI EN 805:2002, Approvvigionamento di acqua. Requisiti per sistemi e componenti
allesterno di edifici.
7. M.Davies, P.J.B.Scott, Guide to the use of materials in Waters, NACE, 2003.
8. UNI EN 12502/1-5:2005 Raccomandazioni sulla valutazione della probabilit di corrosione
in impianti di distribuzione e di deposito di acqua.

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