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Prima lezione - Metodi di osservazione e di previsione organizzata del

tempo
L Organizzazione Meteorologica Mondiale Struttura e strumenti di
osservazione del tempo e di diffusione dei dati - Elaborazione dati e
prognosi Possibilit, limiti e nuovi sviluppi.

L Organizzazione Meteorologica Mondiale

L OMM (WMO, World Meteorological Organization, in lingua inglese)


una struttura delle Nazioni Unite che coordina a livello mondiale le attivit
scientifiche e tecniche rivolte alle informazioni sui fenomeni atmosferici ad
uso pubblico, privato e commerciale. Il lavoro dell OMM, attuato con
diversi programmi, contribuisce alla tutela della vita e delle opere, allo
sviluppo socio-economico delle nazioni e alla protezione dell ambiente
naturale. Alcuni esempi di questa attivit sono le osservazioni e le
previsioni meteorologiche, quelle dei cicloni tropicali, l assistenza all
agricoltura e alla produzione di cibo, alla navigazione aerea e marittima, le
ricerche sull inquinamento atmosferico, quelle sui cambiamenti climatici, gli
aiuti alla soluzione dei problemi dell acqua, gli studi sull indebolimento
dello scudo di ozono nella stratosfera, ecc. Altri contributi verrano illustrati
e sviluppati durante lo svolgimento di questo corso.
L OMM nacque dalla Convenzione meteorologica mondiale di
Washington (1947), entrata in vigore nel 1950 e divenuta operativa come
agenzia dell ONU nel 1951. L organizzazione comprende attualmente 185
membri, ovvero 179 stati del mondo e 6 territori (es. Hong Kong), tutti
raggruppati in 6 associazioni regionali: Africa, Asia, Nord e Centro America,
Sud America, Pacifico sud-occidentale ed Europa. Ogni membro dell OMM
ha una propria organizzazione meteorologica e un suo servizio idrologico.
L OMM, che ha sede a Ginevra, riunisce ogni quattro anni l organo
supremo, che il congresso, per prendere decisioni, approvare programmi
e finanziamenti, adottare norme. Vi poi un comitato esecutivo, composto
da 36 membri inclusi un presidente e tre vicepresidenti- che si riunisce
almeno una volta l anno per preparare studi e raccomandazioni per il
congresso, per controllare l attuazione delle risoluzioni del congresso e
per consigliare i membri sulle questioni tecniche. Le associazioni regionali
sono convocate ogni quattro anni al fine di coordinare le attivit
meteorologiche e idrologiche degli stati membri e per esaminare le
questioni proposte loro dal comitato esecutivo. LOrganizzazione
Meteorologica Mondiale comprende inoltre 8 commissioni tecniche
responsabili della meteorologia aeronautica, della meteorologia agricola
(agrometeorologia), delle scienze atmosferiche, dei sistemi di base, della
climatologia, dell idrologia, degli strumenti e dei metodi di osservazione,
della meteorologia oceanica. Ogni commissione si riunisce una volta ogni
quattro anni. Un altro organo importante il segretariato, che provvede
come centro di amministrazione, di documentazione e di informazione,
curando, pubblicando e distribuendo i lavori editoriali dell OMM,
eseguendo i compiti dettati dalla convenzione e fornendo assistenza agli
organi costituenti l organizzazione. Il Segretario generale da molti anni il
Prof Obasi (Nigeria).
Principali programmi dell OMM

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a) La sorveglianza meteorologica mondiale (WWW, World Weather
Watch) costituisce la spina dorsale delle attivit dell OMM, provvedendo
all informazione meteorologica in tempo reale e in tutto il mondo con un
sistema di osservazioni e di telecomunicazioni sostenuto dai paesi membri.
Il sistema comprende 9 satelliti meteorologici (4 in orbita polare e 5
geostazionari), circa 10.000 stazioni terrestri, 7000 stazioni su navi, 800
stazioni per il rilevamento dei dati in quota (radiosondaggi), 650 stazioni
radar, 300 boe marine con stazioni automatiche. Ogni giorno viaggiano
sulle reti delle telecomunicazioni 15 milioni di dati numerici e 2000 carte
del tempo, frutto dell elaborazione di 3 centri mondiali, di 35 centri
regionali e di 183 centri nazionali in reciproca collaborazione.
Oltre alla quotidiana osservazione e previsione del tempo, il WWW
provvede all assistenza in tutti i casi di emergenza, durante le
manifestazioni di violenze atmosferiche (uragani, tornado, alluvioni, ecc.)
come negli incidenti nucleari, allorch necessario seguire e prevedere le
correnti atmosferiche portatrici di particelle radioattive.
b) Il programma del clima e dei suoi cambiamenti (WCP) osserva e
misura nei suoi vari aspetti i componenti del sistema (atmosfera, biosfera,
criosfera e oceani), fa ricerche sul passato e sul presente del clima, sui
suoi cambiamenti in corso e sugli indirizzi futuri, e fornisce indicazioni e
strategie utili sia per gli impatti del clima sulle attivit umane sia, in senso
inverso, per individuare i comportamenti antropici responsabili dei
cambiamenti climatici. Per conseguire questi fini, l OMM e l UNEP (il
programma per l ambiente delle Nazioni Unite) istituirono nel 1988 la
Commissione intergovernativa per i cambiamenti climatici (IPCC), il cui
primo rapporto (1990) prov con certezza l aumento della concentrazione
di gas serra dovuto ad attivit dell uomo. Quel documento port i governi
di 166 paesi del mondo alla Conferenza sull ambiente e lo sviluppo
sostenibile di Rio de Janeiro (1992).
c) Il programma di ricerca atmosferica e dell ambiente si occupa della
struttura e della composizione dell aria, della fisica e della chimica delle
nubi, della modifica del tempo, della meteorologia tropicale e delle
previsioni meteorologiche. Vanno ricordati in questo ambito il sistema
globale di osservazione dell ozono, rete di monitoraggio nata nel 1950 e
comprendente oggi pi di 140 stazioni terrestri e alcuni satelliti, e la rete di
sorveglianza dell inquinamento atmosferico. Queste reti, insieme al
sistema di monitoraggio degli oceani, faranno presto parte di un unico
sistema di sorveglianza, il Global Climate Observing System (GCOS).
d) Programma di studio dell acqua e delle sue risorse. Si tratta di un
esigenza e di un problema ormai pressante. L OMM aiuta la cooperazione
tra i bacini condivisi da nazioni vicine, si occupa della gestione quantitativa
e qualitativa delle riserve idriche -considerate anche le emergenti esigenze
delle grandi aree agricole e metropolitane- e fa studi sulle emergenze
legate all acqua, siano esse alluvioni o siccit.
e) I programmi educativi e di formazione incoraggiano lo scambio di
conoscenza scientifiche con corsi, seminari, conferenze e materiale
didattico.
f) Il programma di cooperazione tecnica getta un ponte tra i paesi
avanzati e quelli in via di sviluppo al fine di trasferire sistematicamente le
conoscenze e le informazioni meteorologiche.
g) Il programma regionale, attuato da 5 uffici dislocati nel mondo, offre
particolare assistenza per la realizzazione dei programmi e delle attivit a
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scala continentale o regionale (un esempio per tutti: la lotta alla
desertificazione).

L osservazione del tempo e la diffusione dei dati

Il tempo

Disordinato o regolare, ripetitivo o capriccioso, compensativo o


insistente, provvidenziale o spietato, oppure tranquillo, instabile, bello,
brutto, monotono, variabile. E la cronaca quotidiana di tutto quel che
accade per gli scambi tra la superficie di questo pianeta e l aria che lo
avvolge: se vogliamo uno scenario della nostra vita. E l espressione,
istante per istante e in ogni luogo, dei comportamenti atmosferici, il
risultato di una combinazione di modi di essere dell aria, espressi da valori
di temperatura, pressione, intensit e direzione del vento, quantit,
intensit e tipo delle eventuali precipitazioni, quantit e tipo di nubi, ecc.
Incanalato nei binari della norma oppure di poco o di tanto deragliando
dalle regole, il tempo condiziona comunque la vita degli esseri viventi.
Esaminiamone brevemente alcuni elementi caratteristici. Del vento
parleremo nella prossima lezione.

La radiazione solare

La Terra percorre un orbita ellittica (un cerchio leggermente


schiacciato) intorno al Sole. Quando nella posizione pi vicina alla sua
stella, detta perielio, i raggi solari sono pi inclinati e, per l emisfero nord,
si in inverno (estate per l emisfero sud); quando la Terra pi lontana
dal Sole (afelio) e i raggi sono meno inclinati, cio pi efficaci, si in estate
(inverno per l altro emisfero).
La radiazione solare costituita da onde elettromagnetiche. Maggiore
la frequenza delle onde (o minore la lunghezza d onda), pi alta l
energia associata (nota 1). Al sistema atmosfera-Terra arriva dal Sole un
pacchetto di radiazioni di diverse frequenze, cio con energie differenti. Il
7% costituito da raggi X e ultravioletti (ad alta energia), il 46% da
radiazioni visibili (che la luce che vediamo, nel suo insieme bianca ma
composta da varie onde di varie frequenze, cio da vari colori) e il 47% da
raggi infrarossi (a minore energia, quelli che danno calore).
L atmosfera attenua sensibilmente la radiazione in arrivo e ne lascia
giungere sulla Terra solo una parte. Il nostro pianeta riemette a sua volta
radiazioni verso lo spazio ma, grazie alla presenza dei gas-serra (anidride
carbonica, metano, vapore acqueo e altri), trattiene gran parte delle radia-

Nota 1 Le onde elettromagnetiche viaggiano alla velocit della luce, circa 300.000
km/sec, facendo oscillare forze elettro-magnetiche. Se le onde sono pi distanziate tra
loro (maggiore lunghezza d onda), la frequenza delle oscillazioni minore, e viceversa. L
energia delle onde direttamente proporzionale alla frequenza.
zioni infrarosse (calore), dando luogo all effetto serra naturale. I fenomeni
meteorologici sono in gran parte dovuti al riscaldamento dal basso, cio
all apporto di energia della superficie terrestre e del mare all aria
sovrastante. In seguito a ci, si possono individuare due effetti: 1) l
evaporazione dell acqua dalle superfici dei mari, dei laghi, dei fiumi, degli
stagni, e dalla vegetazione, con immissione di grandi quantit di vapore

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nell atmosfera; 2) il sollevamento dell aria, che, portandosi a quote
superiori, si raffredda e vede condensare il vapore acqueo che contiene,
dando cos luogo alla costruzione delle nubi.
La figura mostra la distribuzione del numero delle ore di sole in
Europa. Si intendono le ore di effettiva presenza in un anno, al netto delle
ore con cielo coperto dalle nubi e delle ore nebbiose. I valori sono
compresi tra le 1000 e le 3000 ore.

La radiazione solare di importanza vitale per la vita. E necessaria


per la crescita e la salute degli esseri viventi. Anche le tradizionali fonti di
energia utilizzate dall uomo, come il petrolio, il carbone, il legno, sono
composte da resti di organismi vissuti sulla Terra grazie al Sole. Ma a dosi
eccessive, i raggi possono provocare problemi, malattie e perfino la morte.

La temperatura dell aria

Esprime una qualit dell aria, quella di essere pi o meno calda o pi o


meno fredda. Si pu anche definire come lo stato di agitazione delle
molecole atmosferiche: pi si agitano, ossia maggiore la loro energia
cinetica, pi alta la temperatura. Mentre non esiste un massimo per l
energia di un gas, e dunque per il calore, se supponiamo di poter regolare
all inverso, diminuendola, l energia (l agitazione) delle molecole,
arriviamo a un limite pratico -ma, per il terzo principio della termodinamica,
anche teorico-corrispondente alla temperatura di circa 273 C, detta zero
assoluto (lo zero della scala Kelvin nota 2). Non possibile scendere al
di sotto di questa temperatura.
Comunque si consideri la temperatura, il suo comportamento
evidentemente una conseguenza della radiazione solare e della radiazione
terrestre. Negli strati pi bassi, prossimi alla superficie terrestre, la

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temperatura pi alta, diminuendo poi generalmente con la quota, il che
dimostra con evidenza che la bassa atmosfera (troposfera) pi
influenzata dalla radiazione terrestre (riscaldamento dal basso) che non da
quella solare. La diminuzione della temperatura dell aria con l altezza,
ovvero il gradiente termico, vale in media (nella troposfera) 0.65 C/100 m.
Accade anche, pi spesso in inverno, che la temperatura, anzich
diminuire, aumenti per un breve tratto con la quota, per poi tornare,
superato quel tratto, a diminuire. In corrispondenza del massimo di
temperatura si hanno in quei casi delle nebbie o delle nubi stratificate,
estese cio sul piano orizzontale fino a coprire il cielo. Ai fini meteorologici,
la temperatura dell aria viene misurata a 1.5-2 metri dal suolo e poi a varie
quote, mentre ai fini agricoli e ambientali anche utile la misura al livello
del terreno e a qualche centimetro di profondit.
La variazione della temperatura con il tempo cronologico presenta
massimi e minimi. Nell arco di una giornata il massimo si verifica di solito
nelle prime ore pomeridiane, mentre il minimo cade intorno all alba. Nell
arco dell anno il massimo si realizza (nel nostro emisfero) tra luglio e
agosto, mentre il minimo avviene intorno a gennaio. La differenza tra valore
massimo e minimo prende il nome di escursione termica. L escursione
termica diurna esprime la differenza tra il valore massimo e il valore minimo
della temperatura nell arco delle 24 ore, mentre quella annua corrisponde
al valore della temperatura (media) del mese pi caldo meno quella del
mese pi freddo. Nelle localit di mare e nelle circostanze con forte umidit
e con cielo coperto l escursione pi bassa, mentre pi elevata nelle
zone interne (climi continentali) e nelle situazioni serene e pi asciutte.
La temperatura si misura in quasi tutto il mondo in gradi centigradi (o
gradi Celsius, C - nota 3). Il grado la centesima parte della scala
termometrica ottenuta fissando a 0 C la temperatura del ghiaccio fondente
e a 100 quella dell'acqua bollente alla pressione atmosferica normale al
livello del mare.
Negli Stati Uniti si usano i gradi Fahrenheit (F). Le relazioni tra le due
scale sono le seguenti:

t (C) = 0.55 x [T(F) 32] T(F) = 1.8 x t(C) + 32

Ad es. 50 F corrispondono (1 a formula) a 0.55x(50-32) = 10 C, mentre


15 C corrispondono (2a formula) a 1.8x15+32 = 59 F.

Una particolare unit pratica, usata sia per la crescita delle piante, sia

Nota 2 Scala termometrica che prende il nome dall inglese William Thomson, noto
anche come Lord Kelvin (1824-1907).
Nota 3- Questa scala fu proposta dall'astronomo svedese Anders Celsius (1701 -
1744).
per il calcolo del combustibile negli impianti di riscaldamento, il grado-
giorno. Fissato un valore di riferimento, si calcola di giorno in giorno la
differenza (positiva o negativa) tra la temperatura effettiva e il riferimento.
Questi scarti vengono poi via via sommati (quantit di gradi-giorno) e tale
somma algebrica viene confrontata con determinate soglie corrispondenti a
diverse fasi di sviluppo di una pianta o a diversi quantitativi di combustibile.

Gli strumenti per la misura della temperatura, i termometri, sfruttano


propriet diverse della materia, e perci hanno diverse forme,

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caratteristiche di funzionamento, pregi e limiti. Possono essere a liquido (a
mercurio i pi diffusi), cio quelli che sfruttano la dilatazione
(approssimativamente lineare con la temperatura) di un liquido posto in un
tubo graduato, a termocoppia, cio quelli che sfruttano la dipendenza dalla
temperatura della forza elettromotrice ai capi di una giunzione tra metalli
diversi (effetto Seebeck), e di altro tipo, come a resistenza metallica, a
semiconduttore, a diodo.

L umidit

Va distinta l umidit assoluta da quella relativa. La prima esprime il


contenuto di vapore acqueo in una determinata massa o volume d aria (ad
es. 10 g/m3). Ad ogni temperatura corrisponde una determinata quantit
massima di vapore acqueo che pu essere contenuta (ancora invisibile)
nella massa d aria, superata la quale l aria si dice satura e il vapore
condensa manifestando la prima gocciolina d acqua. Si potrebbe dire che
l aria ha, per ogni temperatura, un certo grado di ospitalit del vapore
acqueo e che, va aggiunto, tale ospitalit aumenta al crescere della
temperatura. Pi fa caldo e pi l aria disponibile a tenere in s il vapore,
pi fa freddo, invece, e pi facilmente l aria diventa satura e lo espelle
manifestandolo come acqua allo stato liquido.
L umidit relativa, che poi quella a tutti pi familiare, il rapporto
percentuale tra la quantit di vapore contenuto in una massa (o volume d
aria) e quella che pu contenere quando satura a quella temperatura. Si
pu fare il paragone con le stanze parzialmente occupate di un hotel (che
l aria), dicendo che in una certa stagione (temperatura) l albergo pu
ospitare fino a 50 persone (vapore in condizioni di saturazione) e che, di
fatto, ne sono presenti 30 (vapore effettivamente contenuto). La
disponibilit dell hotel (umidit relativa) allora del 30/50 %, vale a dire
del 60%.
L andamento dell umidit relativa nel corso della giornata
generalmente opposto a quello della temperatura, verificandosi il valore pi
basso di umidit nel primo pomeriggio (quando massima la temperatura)
e quello pi alto intorno all alba (temperatura minima). Ci
provvidenziale, perch se temperatura e umidit relativa andassero di pari
passo avremmo nei pomeriggi estivi condizioni sempre insopportabili.

Per misurare l umidit si usa lo psicrometro, strumento costituito da


due termometri a mercurio, uno normale, detto a bulbo asciutto, e un altro
a bulbo bagnato, perch avvolto da una garza inumidita con acqua
distillata. Se laria secca, disposta a ricevere vapore acqueo dalla
garza, che perci si raffredda per fornire energia utile alla trasformazione
acqua-vapore: la temperatura del bulbo bagnato (T w) scende, e ci in
misura proporzionale alla secchezza dell aria. Se laria umida, poco
disponibile ad accettare altro vapore, la garza avr una bassa
evaporazione e Tw non si scoster di molto da T. Lo psicrometro dispone di
una tabella a doppia entrata che, in base ai valori di T e di T- T w , fornisce il
richiesto valore di umidit relativa.
Pi diffuso e in alternativa un altro strumento, l igrometro, che pu
essere: a sensore elettronico (modelli pi recenti), ad assorbimento
(utilizza le propriet igroscopiche di certe sostanze come il cloruro di
calcio), a condensazione, elettrico, fotoelettrico, a capelli (basato sulle

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propriet igroscopiche e il diverso allungamento dei capelli o di certe
specie di setole).

La pressione atmosferica

E il peso della colonna d aria che grava su una certa superficie. Si


misura in varie unit, le pi usate delle quali sono le atmosfere, gli
ettoPascal (hPa) (equivalenti ai vecchi millibar, oggi in disuso), e i millimetri
di mercurio (mm Hg). Equivalenze:

1 atm = 1013 hPa = 760 mm Hg 1 mm Hg = 1.33 hPa = 0.0013 atm

La pressione atmosferica diminuisce con l altezza, di solito secondo


questi gradienti barici:
al livello del mare, 1 hPa ogni 8 metri;
a 1500 metri, 1 hPa ogni 10 metri;
a 3000 metri, 1 hPa ogni 12 metri;
tra i 5 e i 6 Km 1 hPa ogni 15 metri;
oltre gli 8 Km 1 hPa ogni 20 metri.

Lo strumento che misura la pressione il barometro. Si distinguono tre


tipi. Il barometro a mercurio, ideato da Torricelli nel 1643, dove la pressione
atmosferica equilibrata dalla pressione idrostatica di una colonna di
mercurio contenuta in una canna di vetro con l' estremit superiore chiusa
e quella inferiore immersa in un recipiente il cui pelo libero a contatto con
l' aria. Il valore della pressione atmosferica espresso dal livello indicato
dal mercurio. Il barometro metallico o aneroide sfrutta il principio della
deformazione elastica di capsule metalliche vuote di forma tubolare. Da
alcuni anni vengono realizzati barometri con sensori elettronici.

La raccolta dei dati di osservazione

E il primo passo, indispensabile. Dobbiamo sapere come stanno in


questo istante le cose per arrivare in qualche modo a prevederle. E un
principio che vale in fisica come nella vita quotidiana. Occorrono misure,
osservazioni. Di quali e quanti occhi, allora, dispone la meteorologia
moderna? Quanto sono acuti e quanto diffusi?
Gli oggetti dei rilevamenti, prima di tutto, sono: pressione, temperatura,
umidit, vento, radiazione solare, nuvolosit, visibilit, precipitazioni. E poi
misure particolari, dedicate alle acque (temperatura, salinit, acidit) per
scopi idrologici o al terreno (temperatura, umidit, acidit, contenuti salini)
per scopi agro-meteorologici. Poich si tratta di strutture a tre dimensioni,
oltre alle misure dei parametri in superficie ne occorrono altre in profondit
o, nel caso dell atmosfera, misure in quota, almeno fino ai livelli dove si
manifestano i fenomeni meteorologici, quelli che hanno luogo l dove
presente il vapore acqueo (tra 0 e 15 Km circa).
Nel sistema mondiale di osservazioni meteorologiche la pi alta
densit di stazioni in superficie si realizza alle medie latitudini dell emisfero
nord, dove la strumentazione a terra e in mare consente una sorveglianza
del tempo con una rete a maglie di dimensione media di 200-300 Km.
Per coprire le esigenze di osservazioni nei luoghi difficilmente
accessibili, si stanno diffondendo sempre pi le stazioni completamente
automatiche, che misurano una ventina di parametri del tempo e li
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trasmettono via satellite ai centri di raccolta. In mare (ricordiamo che la
Terra coperta per circa tre quarti dalle acque oceaniche e che il tempo
europeo dipende in gran parte dalle correnti atlantiche e mediterranee),
oltre alle navi e alle boe, si ricorre a stazioni galleggianti in posizioni fisse,
che hanno il compito di raccogliere dati meteorologici e di ricevere e di
trasmettere alle stazioni radio costiere i bollettini delle numerose navi
mercantili. L ambiente marino, data la sua vastit, non dispone comunque
ancora di osservazioni sufficienti ad esplorarlo compiutamente.

Le radiosonde

Allo scopo di misurare i parametri atmosferici in quota, si cominci tra il


1880 e il 1890 a far salire nei cieli europei e nordamericani i primi palloni e
aquiloni portanti gli strumenti precursori delle radiosonde, queste ultime poi
diffuse a partire dalla fine degli anni 30.
Una radiosonda composta da un sistema trainante, costituito da un
pallone di caucci gonfio di idrogeno o di elio, e da una scatola per il
sondaggio e la trasmissione, contenente una serie di elementi sensori e
una radio trasmittente. Man mano che il pallone sale in quota, la
progressiva diminuzione della pressione atmosferica fa scattare una serie
di contatti e in corrispondenza di ciascuno vengono inviati a terra segnali
radio realativi a dati di pressione, temperatura e umidit. Seguendo intanto
da terra il pallone con un sistema automatico di puntamento, si individua la
sua posizione e velocit, ottenendo dati del vento in quota.
La precisione delle misure soddisfacente, ma relativamente limitata.
Per la temperatura, ad esempio, si pu riscontrare un errore di circa un
grado. Ci sono poi lacune dovute alla scarsit delle stazioni di
radiosondaggio (800 in tutto il mondo, delle quali solo 100 nell emisfero
sud). Tra una stazione e l altra, a volte distanti migliaia di chilometri,
necessario interpolare i dati, introducendo inevitabilmente altri errori.
Inoltre in alcuni paesi, per motivi organizzativi o economici, viene ridotto il
numero dei lanci (l Organizzazione Meteorologica Mondiale ne
prescriverebbe 4 al giorno, ma ne vengono effettuati solo 2).

I radar meteorologici

Il radar uno strumento prezioso per ottenere alcune informazioni sul


tempo in atto. In particolare adatto per individuare il percorso delle
perturbazioni, per stabilire la struttura delle nubi, la natura delle
precipitazioni (pioggia o grandine) e darne misure quantitative quali l
intensit. La parola radar comprende le iniziali di radio detection and
ranging, ossia rilevamento radio e misura a distanza. Viene inviato da un
trasmettitore un segnale elettromagnetico che, una volta incontrato il
bersaglio, viene riflesso, un po attenuato, verso un ricevitore. Poich l
impulso viaggia alla velocit della luce, che nota, dal tempo impiegato dal
segnale di ritorno facile risalire alla distanza del bersaglio. Questo dato,
insieme alla direzione di puntamento del trasmettitore, consente di
individuare la posizione dell oggetto. I radar impiegati nel secondo conflitto
mondiale erano fortemente disturbati in caso di pioggia fitta, poich gli echi
provenienti dagli aerei in volo dietro le nubi si confondevano con quelli
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delle nubi stesse oppure sparivano del tutto. Di qui nacque l idea del radar
meteorologico.
Il rilevamento delle dimensioni delle gocce di pioggia dipende dalle
lunghezze d onda delle radiazioni elettromagnetiche inviate. Si distinguono
radar un banda K (lunghezza d onda pari a 1 cm.), in banda X (3 cm.),
C (5 cm.), S (10 cm.), e L (20 cm.). Con lunghezze d onda pi brevi si
rilevano gocce piccole e con lunghezze maggiori gocce grosse e chicchi di
grandine. I radar cosiddetti doppler, delle ultime generazioni, sono anche
in grado di calcolare il vento, poich gli impulsi elettromagnetici
interferiscono con le molecole gassose dell aria in movimento.
Un impiego molto utile dei radar meteo la stima dell intensit e della
quantit di precipitazione in atto su una certa zona. Collegando un radar o
una rete di piccoli radar con un computer, si pu ottenere la misura in
tempo reale della precipitazione su una citt o su un intero bacino
idrografico, informazioni necessarie per lo smaltimento urbano delle acque
meteoriche o per il controllo e la previsione di piena delle acque fluviali. Di
questi dati possono giovarsi vari utenti, quali i servizi meteorologici (per
emettere avvisi o per utilizzare i dati per successive previsioni), i servizi
idrologici (per formulare stime previste sulle quantit d acqua necessarie
per l irrigazione o per la regolazione dei bacini al fine di evitare onde di
piena o al fine di produrre energia elettrica), il controllo del traffico aereo
(per fronteggiare gli effetti locali delle precipitazioni sugli aeroporti o lungo
le rotte) e del traffico stradale (per avvisare tempestivamente gli
automobilisti in caso di forti piogge), l agricoltura (avvisi tempestivi agli
operatori in caso di piogge rovinose, di grandinate o di forti turbini di
vento), ecc. Negli Stati Uniti il radar impiegato per sorvegliare
perturbazioni a piccola scala ma ad alta energia, quali i tornado. Nell
analisi del tornado si fa uso di radar doppler a colori. Le tracce rosse e
blu indicano moti di avvicinamento e di allontanamento dei fenomeni
rispetto al centro dello schermo, mentre le tracce grigio-verdi indicano
stazionariet. In questo modo si riesce a individuare un tornado gi nella
fase embrionale, 20 minuti prima della sua effettiva formazione.
L uso del radar, va detto, pu essere limitato e anche in misura
sensibile, in corrispondenza di terreni montuosi, dato il disturbo ai segnali
rappresentato dai rilievi. I cosiddetti echi di terra possono essere
minimizzati utilizzando alzi d antenna maggiori ma allora necessario
operare una serie di opportune correzioni per non incorrere nelle stime in
errori anche vistosi.

I satelliti meteorologici

Oltre a fornire spettacolari immagini del tempo in atto, i satelliti


integrano l indagine incompleta delle stazioni meteorologiche, dei radar e
dei radiosondaggi, con informazioni quantitative di alcuni parametri del
tempo. Sorvegliano dunque le condizioni atmosferiche e nello stesso
tempo forniscono dati utili per l elaborazione delle previsioni.
Il primo lancio nello spazio di un dispositivo di sorveglianza atmosferica
avvenne il 1 aprile 1960 con il TIROS (Television Infra-Red Observation
Satellite), primo di una serie di dieci controllori americani del tempo. Il
primo satellite meteorologico sovietico fu il COSMOS 144 (1967). Il primo
giapponese, il GHS-Himawari, del 1977. Nello stesso anno, il 23
novembre, entr in orbita l Europa con il suo primo METEOSAT.
Arrivarono poi altri paesi, come l India e la Cina.
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Alcuni satelliti viaggiano in orbita polare, altri sono geostazionari.
I polari si muovono a una quota compresa tra gli 800 e i 1000 km lungo
una triettoria ellittica, pochissimo eccentrica, passante per i poli. Il piano
dell orbita inclinato di circa 80 rispetto a quello equatoriale terrestre,
sicch l angolo tra il piano orbitale e i raggi solari costante e questi
satelliti sono anche detti eliosincroni. Il periodo orbitale di 102 minuti e
in questo intervallo di tempo la Terra ruota di 25 gradi di meridiano. I dati
provenienti dai satelliti polari devono perci essere ricevuti per
appuntamento, due volte al giorno, per l Italia intorno alle ore 8 e alle 20.
La zona esplorata costituisce una striscia larga 6000 Km (da orizzonte a
orizzonte) anche se le deformazioni dovute alla curvatura terrestre
riducono l ampiezza dell area utilizzabile.
I satelliti geostazionari sono disposti a 35.800 km dalla superficie
terreste, su un orbita equatoriale e fermi rispetto al pianeta (per questo
sono detti anche geosincroni). Mostrano perci sempre la stessa finestra
e per questo sono comodi per seguire i movimenti delle perturbazioni all
interno di una cornice geografica fissa. Il Meteosat europeo ( operativo il
7 della serie) fa osservazioni ogni mezz ora, nella banda del visibile, dell
infrarosso e dell assorbimento del vapore acqueo (nota 4). La verticale di
posizionamento corrisponde a latitudine e longitudine zero, sul Golfo di
Guinea e sul meridiano di Greenwich. Il campo di vista ha un diametro di
circa 18.000 km (sono inquadrati l Africa, l Europa, il Vicino Oriente e le
coste atlantiche del Sud America, cio quasi un terzo della superficie
terrestre), dei quali circa 12.000 km (quasi un quarto della superficia
terrestre) in buona prospettiva. I dettagli sono meglio distinguibili nella
fascia compresa tra la latitudine 50 nord e 50 sud, con una risoluzione
dell ordine di 2.5 km nella banda del visibile e di 5 km nelle altre bande
spettrali.
Il Meteosat osserva la posizione, la struttura, l altezza delle nubi e il
loro spostamento, rilevando di conseguenza la velocit del vento in quota.

Nota 4 - Il prossimo modello (entro il 2002) consentir immagini aggiornate ogni 15


minuti e in dodici canali spettrali anziche' i tre oggi disponibili.

Misura la temperatura del tetto delle nubi, della superficie del mare e
dei suoli, nonch il loro stato di imbibizione; rileva l estensione del manto
nevoso e dei ghiacci marini; misura anche dati per il bilancio della
radiazione solare. Le immagini, opportunamente filtrate, vengono inoltre
utilizzate per dedurre il volume di pioggia dalla temperatura delle sommit
delle nubi (lette nel canale dell infrarosso, 10.5-12.5 micron). La precisione
delle misure inferiore a quella dei radiosondaggi, specie nelle zone
coperte dalle nubi e negli strati pi bassi dell atmosfera. Le misure delle
temperature terrestri possono essere affette da errori fino a 2 C.
Ai fini economici, i benefici per l Europa dai satelliti meteo si
distribuiscono in percentuale tra l edilizia (30%), i trasporti (27%), l
agricoltura (21%), la produzione di energia (9%) e diversi altri settori (il
restante 13%).

I pi recenti strumenti di osservazione

Tra gli ultimi sistemi di indagine meteorologica, climatologica e


ambientale, si possono citare i radar ottici e i satelliti-radar.

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Il LIDAR, o radar ottico, un dispositivo che invia un raggio laser
verso l atmosfera. Laser sta per light amplification by stimulated emission
of radiation, ovvero amplificazione della luce mediante emissione stimolata
di radiazioni. Si tratta di un fascio di luce monocromatica e coerente, ossia
di radiazione luminosa avente fase e lunghezza d onda rigorosamente
costanti. Il raggio laser, a cortissima lunghezza d onda, interferisce con le
molecole gassose e con il pulviscolo dell atmosfera. La parte riflessa della
radiazione viene raccolta da specchi parabolici e analizzata da un
computer. Questo sistema consente una grande precisione nella misura dei
venti, della turbolenza atmosferica e della distribuzione delle nubi a varie
quote. Per questo motivo potrebbe in futuro sostituire le tradizionali
radiosonde. Il LIDAR si presta anche a misure dell inquinamento, della
temperatura e dell ozono della stratosfera e a tarature di misure effettuate
da satellite.
Il satellite-radar costituito da un apparecchiatura radar a microonde
installata a bordo di un satellite. L ESS (European Sensing Satellite) sfrutta
la capacit delle microonde di penetrare nei sistemi nuvolosi e di leggere
alcune caratteristiche della Terra sottostante. L ESS, che in orbita polare
a una quota di 785 Km, ha per missione lo studio globale del clima, dei
venti, degli oceani, delle correnti marine e dei ghiacci polari. E
contemplato il monitoraggio dell ozono, dello stato dei suoli, della
vegetazione e delle risorse idriche. La precisione dei dettagli di 30 metri
e l errore nelle misure non supera il mezzo grado centigrado nella stima
delle temperature della superficie del mare, i 2 metri al secondo nella stima
del vento, i 10 cm in quella del livello degli oceani e 1 metro in quella dello
spessore dei ghiacci polari.

Il trattamento e la diffusione dei dati

Il sistema mondiale per il trattamento dei dati comprende 3 centri


principali, a Washingtnon, a Mosca e a Melbourne, e 22 centri regionali,
distribuiti nel mondo, per l elaborazione di tutte le informazioni provenienti
dagli organi di rilevamento. L ultimo livello del sistema a scala nazionale.
L elaborazione ha un duplice fine: per le applicazioni immediate (analisi e
previsioni dell atmosfera) e per quelle differite nel tempo (ricerche
scientifiche e climatologiche). Roma uno dei centri meteorologici
regionali europei ed addetto all area mediterranea.
Il sistema mondiale delle telecomunicazioni diffonde poi i dati e le
informazioni elaborate. Viaggiano su canali organizzati a tre livelli
-mondiale, regionale e nazionale- non solo i dati meteorologici ma anche
quelli sismici e quelli utili alla salvaguardia dell ambiente. Anche i satelliti
meteorologici e quelli dedicati alla sorveglianza ambientale sono utilizzati
come mezzi di telecomunicazione.

Le previsioni meteorologiche

La sorveglianza del tempo in atto indispensabile non solo nel caso di


intense perturbazioni e, alle latitudini tropicali, degli uragani, ma,
quotidianamente, per la definizione dello stato iniziale delle condizioni
atmosferiche, ovvero del primo passo dei processi logici, fisici e di calcolo
che conducono alla rappresentazione del tempo previsto.

a) Nowcasting
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Per prognosi a corto raggio, entro le 12-24 ore, una buona indagine del
tempo in atto, con dovizia di particolari e di informazioni provenienti da
stazioni meteo, radar e satelliti, porta con s numerosi elementi di
previsione, stante la continuit fisica dei fenomeni naturali in tempi cos
brevi e data la possibilit di estrapolare i fenomeni fisici e le grandezze che
li caratterizzano. Questo tipo di previsione, detta nowcasting,
particolarmente adatta per la cornice mediterranea, dove assumono grande
importanza le caratteristiche orografiche e la peculiarit di un mare caldo e
perci dispensatore di energia (calore sensibile e calore latente nota 5)
per i fenomeni meteorologici, specie quelli a piccola scala. Tutte le notizie
fornite fino ad ora sulla strumentazione tradizionale e avanzata sono da
ritenere attinenti a questo tipo di indagine.

b) Le previsioni numeriche
Quando la prognosi deve spingersi oltre le 24 ore, non pi possibile
limitarsi alla estrapolazione dei fenomeni in corso e, ferma la necessit dei
dati di partenza, occorre immetterli in processi di indagine diversi. Quelli
che ormai tutti i servizi meteorologici adottano, sono basati sulla
risoluzione delle equazioni della fisica dell atmosfera mediante potenti e
veloci computer.
Nel 1904, Vilhelm Bjerknes, dell Istituto Geofisico Norvegese, ricord
che le previsioni del tempo potevano essere considerate un problema
risolvibile attraverso la conoscenza dello stato iniziale e il calcolo
matematico delle equazioni rappresentative delle leggi fisiche.
Nota 5 - Il calore sensibile e' lenergia che puo' essere rilevata misurando una
variazione di temperatura, mentre il calore latente e' lenergia che tiene unite le molecole
dacqua allo stato liquido e che deve essere fornita affinche' abbandonino lo stato liquido e
passino allo stato di vapore. Laggettivo latente sta a indicare che lenergia fornita durante
il passaggio liquido-vapore non si manifesta attraverso un aumento di temperatura ma
rappresenta una quantit che verr restituita nel passaggio inverso vapore-liquido.
Una situazione meteorologica definita quando si conoscono i valori di
7 elementi, vale a dire la pressione, la temperatura, la densit dell aria, la
velocit del vento (3 componenti: direzione, verso e intensit) e l umidit.
Queste 7 variabili sono governate da 7 equazioni: quella dei gas, quelle
che traducono il primo e il secondo principio della termodinamica, le tre
equazioni generali del moto e l equazione di continuit. Il problema
quindi teoricamente determinato. In pratica, per, le equazioni sono di
difficilissima soluzione, perch sono di tipo non lineare, ossia non
possono essere risolte senza far uso di complesse tecniche matematiche.
Nel 1922 l inglese Lewis Fry Richardson pubblic il libro Weather
Prediction by numerical process, ovvero previsioni del tempo mediante un
procedimento numerico. Nella sua opera Richardson propose il metodo
della risoluzione approssimata delle equazioni rappresentative dell
atmosfera mediante un procedimento step by step, ossia a piccoli passi
successivi. Nel suo libro era presente un esercizio, il calcolo della
variazione della pressione al suolo in Europa nello spazio di 6 ore con l
impiego di una semplice calcolatrice meccanica da tavolo.
Nel 1948 John von Neumann, insieme ai suoi colleghi della Princeton
University, sfrutt le capacit di uno dei primi calcolatori (grande come un
enorme armadio) per realizzare il sogno di Richardson. Verso la fine degli
anni 50 altri ricercatori, partendo dal lavoro di von Neumann, svilupparono
tecniche numeriche mediante un calcolatore per prevedere la pressione, la
temperatura e il vento su una larga scala geografica. La storia successiva

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delle previsioni numeriche segue passo passo i progressi delle generazioni
degli elaboratori elettronici.

Il Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine

Nato a Reading (Londra) nel 1979 dal progetto di alcuni paesi europei,
il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine
(ECMWF) si avvale oggi della collaborazione di 18 componenti (nota 6), tra
i quali i l Italia, che naturalmente beneficia dei suoi frutti.
Il Centro di Reading elabora per una finestra europea, nord-atlantica e
nord-africana, analisi previste dei moti atmosferici, orizzontali e verticali,
della pressione, della temperatura e delle caratteristiche dell aria al suolo
e in quota, fino a una gittata di 6 giorni e con indicazioni di tendenza fino a
9 giorni. Il modello adottato comporta la suddivisione dell atmosfera in 60
livelli sovrapposti (nota 7) in una griglia tridimensionale composta da
8.300.760 punti nodali, in corrispondenza di ciascuno dei quali vengono
calcolate ogni 20 minuti le principali variabili meteorologiche dal tempo
zero fino a 10 giorni avanti. Il calcolo impiega 1 ora e 35 minuti.
I dati iniziali, ricevuti dalle reali osservazioni atmosferiche, vengono
immessi nel modello, in modo da definire con tecniche di interpolazione lo
stato iniziale dell atmosfera ai punti nodali del grigliato. Il calcolo porta poi
a definire a un tempo successivo, supponiamo di 6 ore, i nuovi valori
assunti ai punti nodali, valori che vengono immessi come nuovi dati iniziali

Nota 6 - Belgio, Danimarca, Germania, Spagna, Francia, Grecia, Irlanda, Italia,


Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Austria, Portogallo, Svizzera, Finlandia, Svezia, Turchia
e Gran Bretagna.
Nota 7 Dalla pressione al livello del mare fino al valore di 0.1 hPa.
per dar vita a un nuovo passo di elaborazione. Passo dopo passo si arriva
alle tappe richieste, con definizione dello stato dell atmosfera a pi giorni.
Non si tratta ancora, si badi bene, di una vera previsione del tempo, ma di
calcoli di successivi stati dell atmosfera. Per arrivare ai veri e propri
scenari del tempo previsto, quali ad esempio le piogge che cadono in un
certo numero di ore, oppure la nuvolosit a una certa quota, o le
temperature minime e massime in date localit, sono necessari successivi
e diversi processi di post-elaborazione, che, partendo dai parametri
atmosferici calcolati e tenendo conto degli scenari ambientali, nonch dei
processi fisici alla base della formazione delle nubi, degli scambi di
radiazione, dei moti verticali dell atmosfera e dei passaggi di stato dell
acqua, riescano alla fine a dettagliare una vera e propria prognosi del
tempo.
Oltre a quello di Reading, esistono nel mondo diversi altri centri di
calcolo di grande potenza e capacit prognostica.

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Le isolinee dei rilievi nel modello di Reading (Nord Europa ed Europa centro-meridionale)

Dal 1979 al 1985, grazie all impiego di macchine sempre pi potenti e


veloci (supercomputer), la capacit di gittata delle previsioni di Reading e
la qualit delle stesse sono migliorate. Dalla fine degli anni 80 non sono
stati registrati sensibili progressi. Questo significa un fatto molto
importante, e cio che i limiti della previsione non dipendono solo dalla
capacit dei supercomputer.
Certo, anche da questa. I computer pi veloci attualmente impiegati
calcolano al ritmo di quasi 400 Gflops (gigaflops, cio 400 miliardi di
operazioni al secondo). L obiettivo dei progettisti delle nuove generazioni
di supercomputer, sulla spinta delle richieste degli studiosi dei sistemi pi
complessi, quali quelli impegnati nella decodificazione dei cromosomi
cellulari o, appunto, nella rappresentazione quadridimensionale dei
fenomeni atmosferici, la realizzazione di macchine con velocit di un
teraflop (1000 miliardi di operazioni al secondo) e l impiego di molte
macchine in grado di dividere il processo di calcolo, lavorando in parallelo
e comunicando continuamente tra di loro.
Ma almeno altri due fattori intervengono nella limitazione dei modelli e
sono dovuti alla imperfetta determinazione dello stato iniziale dell
atmosfera e ai limiti del modello fisico-matematico che simula l atmosfera
stessa.

Limiti della prognosi numerica e possibili progressi

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Gli errori del primo fattore sono di osservazione e di interpolazione.
Quelli di osservazione sono strumentali, come quelli che intervengono
nella misura della temperatura (vedi soprattutto i radiosondaggi, errori fino
a un grado, e le letture da satellite, fino a due gradi), nella misura dell
umidit relativa (imprecisione del 10%) e della velocit del vento (qualche
unit in km/h). Gli errori di interpolazione possono essere contenuti
infittendo le sorgenti di osservazione. Questi problemi devono dunque
essere affrontati con l uso di una strumentazione sempre pi diffusa e
raffinata. Occorrono, si pu dire, occhi pi numerosi e pi acuti. Ma ci
non sufficiente.
Con un articolo scientifico apparso nell ormai lontano 1963, il
meteorologo Edward Lorenz, introdusse per la prima volta la teoria del
caos. Lorenz cominci a mettere in discussione il concetto che l atmosfera
si comporti in modo deterministico, ma afferm anzi che, essendo un
sistema enormemente complesso, a prima vista non prevedibile. Gli
sviluppi degli ultimi anni della teoria del caos hanno tentato di scorgere una
logica che possa legare fenomeni apparentemente irregolari, quali ad
esempio il processo formativo di una nube o la scarica di un fulmine. I
processi molto complessi sono tali da risentire fortemente della precisione
dei dati iniziali. Due stati di partenza molto vicini tra loro possono in tempi
brevi portare a due stati molto diversi tra loro, tanto che una valutazione
iniziale di poco diversa dalla realt pu condurre a una valutazione
prevista del tutto errata. Si pu dimostrare che il tempo di raddoppio dell
errore proporzionale al logaritmo della precisione.
Consideriamo un insieme di stati iniziali rappresentativi di condizioni
dell atmosfera di poco diverse tra loro ma tutte relative al tempo zero.
Assimiliamo questi stati a una piccola nuvola di punti. Dopo un prefissato
tempo t, da ciascuno di questi punti il calcolo ci porter, a un nuovo punto
rappresentativo di un nuovo stato dell atmosfera. Poich il sistema
caotico non tutti i nuovi punti (stati) saranno tra loro vicini, ma anzi alcuni
saranno lontani (condizioni molto diverse). Se associamo il concetto di
probabilit a quello di densit della nuvola di punti -cosa logica e intuitiva-
potremo concludere che i nuovi stati dell atmosfera si addenseranno
intorno

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a certe posizioni pi probabili, mentre esisteranno altri stati pi isolati, poco
o comunque meno probabili. Le posizioni di maggiore probabilit vengono
detti attrattori. Un esempio figurativo di uno stato attrattore di tutte le
posizioni di un pendolo in libera oscillazione frenata dalla resistenza dell
aria la posizione centrale (verticale). Altri esempi sono le pressocch
infinite forme geometriche assunte dai cristalli di neve e la configurazione
esagonale che costituisce l attrattore del novero delle possibilit. Cos
anche gli esseri umani sono tutti diversi l uno dall altro ma hanno tutti dei
comuni denominatori fisici, appunto i nostri attrattori genetici.

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Tornando al caso dell atmosfera, possiamo artatamente perturbare lo
stato iniziale (sommando o sottraendo piccole quantit nelle misure e
simulando in questo modo la possibilit dell errore strumentale). Il
processo di calcolo fornir nuvole di nuovi scenari (clusters) ma quelli pi
vicini tra loro saranno i pi probabili e tale probabilit potr essere
calcolata in base alla densit della nube. La soluzione, per concludere, non
pi univoca ma costituita da un insieme di soluzioni pi o meno
probabili. Si perde in nitidezza ma si guadagna in termini di probabilit.
Questo tipo di previsioni si chiamano d insieme oppure ensemble
forecast. Per fare un esempio, si possono rappresentare in base a questi
metodi non posizioni calcolate di determinate isobare, ma fasci di isobare
corrispondenti alle maggiori probabilit (gli americani chiamano queste
rappresentazioni isobare-spaghetti, vedi fig. a pagina precedente).

I limiti del modello matematico possono essere corretti raffinando i


modelli stessi e cio rendendoli sempre pi vicini alla realt. Impresa
ardua. Problemi, ad esempio, derivano dall orografia e dalla piccola
dimensione degli ostacoli naturali opposti alle correnti aeree, con influenza
sui venti, sui moti verticali e sulla struttura delle nubi. Fino a modelli che
utilizzano passi di griglia (che sono le dimensioni delle maglie del
reticolo) superiori a 10 Km possibile adottare l ipotesi semplificativa di
un atmosfera idrostatica (le variazioni della pressione dipendono
unicamente dalle variazioni di altezza). I modelli a passo di griglia inferiori
a 10 Km. devono invece tener conto necessariamente della realt dinamica
delle nubi (accelerazioni verticali nei cumuli e nei cumulonembi, cio le
nubi temporalesche).

I modelli a scala nazionale e quelli ad area limitata

L esigenza di adottare le previsioni numeriche di Reading, o quelle di


altri grandi centri mondiali, a scenari a scala inferiore, scendendo a
dimensioni nazionali o regionali, deriva dalla volont di migliorare un
prodotto di grande qualit, ma necessariamente troppo poco dettagliato,
per soddisfare le realt meteorologiche di aree particolari e poco estese. In
Italia il primo adattamento in questo senso stato fatto dall Aeronautica
Militare che in anni passati ha rielaborato i dati previsti dal Centro Europeo
secondo un modello che teneva conto in misura pi adeguata della
complessa struttura fisica del nostro paese e dei mari che lo circondano.
E evidente che la nostra realt geografica, climatica, ma anche
economica, organizzativa e strutturale, cos complessa e articolata da
giustificare esigenze di modelli di previsione a dimensioni regionali. Sono
cos sorti i primi servizi meteorologici regionali e, a partire dal 1993, i primi
modelli ad area limitata (LAM) in grado di elaborare previsioni fino a 48,
massimo 72 ore, partendo dai dati a larghe maglie previsti da Reading. Altri
centri e modelli si sono poi aggiunti e altri ancora si stanno aggiungendo.

Conclusioni

Di fatto, il limite temporale delle attuali previsioni meteorologiche di


una settimana al massimo. Oltre, i computer dei centri mondiali di calcolo
non sanno andare, o meglio non sanno dare un prodotto di valore
utilizzabile dai meteorologi e dagli altri utenti del tempo. Le esigenze di
numerose attivit dell uomo, in primo piano quelle dell agricoltura e della
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protezione civile, premono d altro canto per prognosi a pi lunga gittata e
sempre pi circostanziate. Non mancano certo gli studi e le ricerche nei
centri di indagine climatica di tutto il mondo.
Per quanto riguarda l Italia, opportuno incoraggiare tutta una serie di
iniziative.
Si rende necessario lo studio approfondito della fisica dei fenomeni a
piccola scala e ad alta energia, quali le intense cellule temporalesche, le
nubi grandinigene, le trombe d aria, fenomeni dalle caratteristiche tropicali
ma che si sviluppano con una certa frequenza alle nostre latitudini e che
possono arrecare danno ingenti all agricoltura come a molte opere, beni
materiali e attivit dell uomo, oltre a mettere a volte in pericolo la sua
stessa vita. Occorre nello stesso tempo potenziare e coordinare tutti i
mezzi di osservazione del tempo e le reti che li gestiscono. In particolare,
ove non esistano grossi ostacoli orografici, possono dimostrarsi preziosi i
radar, o meglio una flessibile rete di miniradar, ai fini dell osservazione
della genesi, dello sviluppo e del transito dei sistemi nuvolosi
preventivamente individuati come potenzialmente pericolosi con tecniche
di osservazione via satellite. I radar, come detto in precedenza, si
dimostrano particolarmente utili per la misura delle precipitazioni. E
opportuno poi investire nelle tecnologie satellitarie, al fine di migliorare la
precisione delle letture dallo spazio dei parametri meteorologici.
I modelli di previsione numerica, tra loro integrati e comunicanti,
possono ancora migliorare e offrire un contributo notevole per la
parametrizzazione dell atmosfera e per la previsione del tempo, sia con
messi di dati sia con mappe a varie scadenze.
Auspicata la nascita e lo sviluppo di servizi meteorologici regionali su
tutto il territorio italiano, sar conveniente convogliare le energie in un
progetto unico che coordini senza sprechi di energie o vuoti indesiderati
queste e altre strutture -siano esse territoriali, nazionali o internazionali,
siano pubbliche o private, gi esistenti o di prevista realizzazione- nonch
coinvolga la comunit scientifica in studi approfonditi dell atmosfera, del
territorio e delle risorse idriche.

Guido Caroselli, 2002


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