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AG L i o B LATO R I

DELLA STREN NA TALIZIA


PER LE MONACHE POVERE
Un doveroso espt"SSO non con parole n
ma Qicuni bD'eva strtdd cl; d riconoscenza pell've;nJJteci
cen-wtsnoBO di socco5'si con i01 co'st. deu nosh'o
... ringrazio di cuore, e siccome nel biglietto era scritto:
gheremo, pregheremo, pregheremo ...
... grazie di tutto cuore a V. R. ed a tuttl l cari Benefattori, per
fatto una giornata di particolari preghiere, offrendo, a pro loro, tutti i sacrifici
nostra vita religiosa. Scusate .se spesso Vi molesto, ma 1'estrema necessit
mi Ispinge ...
. .. il S. Cuore di Ges, per cui non lasciamo di pregare con novene
ve ne dia larga ricompensa. Siamo povere nel vero senso della parola!
povero Monastero fradicio piove da per tutto e s'inciampa sui pavimenti
Bisogna lasciarlo in tale brutto stato non avendo nessun mezzo per accomo
... tante ,sono le spese e le malattie con cui iI buon Dio suole provarci! TI
il nostro compagno indivisibiIe, e questo iI fine della no'stra vocazione: la
n:zione. L'umanit peccatrice ha bisogno di vittime propiziatrici per placare
Divina in tempi cos calamitosi, e il nostro Monastero vuole unirsi alle
generose! ...
... Vi ringrazio tanto e poi tanto della preziosIssIma offerta. Non potete
il conforto che ha donato alla povera Comunit. SolG iI Cuore di Ges B
testimone di tutto sapr rimeritarVi...
... promettonQ quotidiane preghiere, hanno applicato ed
l'avvenire, la S. Comunione secondo le Vostre intenzioni. ..
... al sommo commossa, sciolgo inni di ringraziamento al Signore per il
che avete procurato alla ferita. La VOfltra granfIe carit stata
mancheremo di ricambiare tutto con la quotidiana preghiera ...
... solo Ges pu ricompensare tanta carit. La rnanffestazione della nostra
tudine la continua preghiera di giorno e di notte per le Vostre intenzioni
cari Benefattori. ..
... siamo andate subito da Ges, il Dispensatore ai tutti i beni veri
l'abbiamo pregato di essere largo con Loro, anche in compenso deIIa
ci hanno fatto ...
... grazie. grazie, e Ges sia con VoL .
... Gl"S rimuneri Voi e codesti buoni Si!!;nori che si adoperano a
floffel."ente. Noi !'IempJ"f;' il Sif!nore in loro favore ...
GIACOMO MARTEGANI S. I. Direttore responsabile
TIPOGRAFIA CONSORZIO NAZIONALE - Via E. Q. Visconti, 2 - ROMA - Telei.
17 JFlElflBRAJO 1940
QUADERNO 2152
BtfWius poplilus Dominu..,
DJU.s eius. (Psalm. 143. v. 15),
Qapisaldi della pace secondo l'i]]segnal1aento
del Papa. - A. Ifilessineo S. l ..
Il primo decennio dei Patti Lateranensi. - F. !ti.
Cappello S. I ..
psicologia della Inorte e l'univel'sale possi-
bilit della fede. - R. Lombardi S. l ..
Un UOlno e un lihro. - D. lVlondrone S. l.
eologia: Il lnitreo sotto ]a chiesa. - A. Fer-
rlla S. I.
Una buona pubblicazione per ragazzi. - ***
Bibliografia (v. pago interna)
llaca contemporanea .
pere pervenute alla Direzione (3<1 pago {Ili cop.)
Pago
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-AMJH1NIISTRAZIONE: VIA 246, ROMA
ARCHEOLOGIA
Il mitre o sotto la chiesa.
IDi tutti gli dei che mossero dall'oriente verso l'occidente alla
quista del mondo e specialmente del1 'impero romano, Mitra era us
dane regioni pi lontane. Sin dal foudo della Persia. Non
meraviglia che sia arrivato ultimo fra tutti. Ma pur cos, e trovand()
campo gi occupato e contesogli da divinit nazionali e straniere
ogni specie, seppe farsi un. posto ben largo, e quanto piiI tardi era
l1lluto tanto pi vittorioso contese ad altri il luogo, e --ultimo fra
cedette alla definitiva vittoria del cristianesimo. Non per nulla era
celio soldato e dai soldati in special modo OnOI"ato.
Anzi fu detto con certa enfasi, che se il mondo
cristiano sarebbe restato mitriaco. La quale proposizione, a mio a
110n ha in s apparenza alcuna di verit; ma pu in qualche modo
IDI 'idea del grandissimo numero di santuari mitriaci, che in questi
timi anni si sono scoperti in tutto 1'occidente romano. Tanto
essa ha ragione di essere nel senso di coloro i quali vogliono
nei so strati della dogmatica e della liturgia cristiana una buona
<iIleUa dottrina e del culto di Mjtra.
Perci non in questo senso che suona il titolo messo pi s
Voglio invece parlare di un mitreo reale \"enuto test alla luce
una vera chiesa, fatto che pu parere a prima vista curioso, ma
non affatto unico a Roma. Di un mitreo sotto la chiesa dell'Ara C
si parlato ancOra recentemente; un. altro era apparso gi nel
cino all'abside di S. l\fartino ai Monti, e non pochi dei lettori avI'
visto coi loro occhi il pi celehre esempio di questo genere,
trovato adiacente all'abside della chesa di S. Clemente. Nella s
posizione apparso recentemente quello di cui vogliamo
dare qui notizia.
Quale il significato di adiacenze cos strane, se pure ne hanno
qualcuna? Sar puro caso o intenzione ben determinata di
anche la memoria di un santuario aborrito, erigendog-1i sopra un
cristiano? Se mi fermassi a discutere questi e altri simili quesiti, non
quando comincerei l'illustrazione del nuovo mitreo che ho detto,
quale invece degnissimo che ne facciamo una buona conoscenza,
perci veniamo subito ad esso.
... 77
:\: * *
Che l'antica chiesa di S. Prisca sulPaventino sorgesse primamente
ruderi antichi, era facile indovinare da chiunque desse un'oc-
alle fondazioni ben visibili anche a fior di terra. Ma pochi
e tasti fatti per accertarsi della solidit di queste basi, forse nel-
di svuotare anche vani utili o di incappare qllandochessia in
vetusta casa e chiesetta domestica di S. Prisca, ricollegata da
leggende con la fedele cooperatrice di S. Paolo, l'eponima fon--
del cimitero di Priscilla, fecero scoprire senza fat.ica che tutto-
e ali 'intorno della chiesa esiste ancora il pianterreno di un
palazzo romano del II secolo.
Esso composto di tanti larghi corridoi coperti di volta a botte e
anam.ente intrecciati fra loro, la cui disposizione generale si potr
quan do si siano liberati dalle terre e rottami di cui sono
Uno per si pu gi fin da ora visitare, quello che si stende
NE in prosecuzione della cripta e dell'abside della chiesa, per
a proprio n pi interessante, in cui venuto ad installarsi il
(vedi figura annessa).
Appena entriamo, ci troviamo in una sala rettangolare, coperta di
ta a botte, lunga un Il metri, larga 4,30 (l). Lungo i muri di NO e
SE corrono due podii larghi m. 1,35 e alti circa 0,75, per modo che
pavimento non l"esta lib'era che una corsia di m. 1,60 fra le due
te. Queste erano certamente riservate per gli iniziati, i quali
ti su di esse aJla nl0da degli antichi vi pigliavano i loro pasti sociali
i religiose; prostrati, inginocchiati o in piedi vi assistevano alle
del culto.
Non potevano dunque essere molti i soci della confraternita mi-
. Sebbene il nostro mitre o sia dei pi vasti, tuttavia non potevano
posto nei suoi podii pi di una trentina di persone. Quello di NO
non ha che una lunghezza utile di un 6 m. circa e quello di SE
m. 7,50. Poniamo pure che un certo nlunero restasse nel vestibolo
cui diremo e qualcuno si trattenesse necessariamente in funzioni litur-
o in vari servizi secondari; ben difficilmente il numero totale
iniziati poteva superare i 50.
Ecco dunque a che cosa si riduce il grande numero di mitrei che
l'occidente, quale diffusione reale del mitria-
sono leggermente approssimative,perch la grande tra
di ogni particolare costruttivo non consentono misure
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iL 1\1LT1\.EO S'TTO LA CHmSA
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e Immen} di adepti p0.6S0no essi l'appresentare. Di ci si deve
conio, quando si istituisce un paragone con la propagazione di
per esempio del cristianesimo.
Vediamo ora come questi mitriasti si trovassero nel loro santuario.
parte di NO potevano aceedere dalle porte a e b comtmicanti con
ambienti, e venire ad accomodarsi sul podio di quella parte. Un
accesso vi poteva essere pure dall'ambiente X. Attraversando n-
i! corridoio centrale potevano salire per i gradini c e d sul podio
o sboccarvi addirittura venendo dal di fuori, attraverso alla
e.
ogni parte si vedeva benissimo l'edicola di fondo, davanti alla
compivano gli atti principali del culto; nel corridoio centra le
e operavano gli attorno ad un'ara di cui si tro:-
ancora una parte notevole; uno dei tl'e ambienti adiacenti a NO
da sacrestia (appara.torium) , o forse anche il
opportuno fare lIna digressione sopra le credenze ed
mitriaci, ma ci ci porterebbe troppo in lungo e del resto se ne
scritto largamente da altri (1). Basti dire che la sua parte cen-
consisteya nella rievocazione dei fatti del dio .i\iitra, divinit di
aBtrale, sembra, e assimilata spesso al sole o messa con esso in
connessione. TI fatto principale che si trova raffigurato in quasi
i mitrei al posto di onore era. l'uccisione di un toro malefico, che
inseguiva con corsa veloce, raggiungeva finalmente in una grotta,
va e gli piantava il suo largo coltello nella spalla.
grotta el'a per i fedeli di Mitra l'immagine di tutto l'universo
si ripete continuamente la lotta fra il principio huono e quello
perci curavano di organizzare i 101'0 mitrei in una spelonca
e pi spesso in locali coperti semisotterranei., che di spelonche
facilmente assumere l'aspetto. Perci i muri del nostro mitI'eo
in parte intenzionalmente lacerat della loro rivestitura laterizia,
. rendere un sembiante dii grotta naturale, e il resto delle volte la-
in tutta la sua rozzezza primitiva.
l) So.pratuHo. dal Les Mystres de Mithra Bruxelles 1913. Simillllenre
La lgende de Mithra P'arits 1906. Pi brevemente molti libri sulle reli.
. -
misteriosofiche, quali gli itaHani R. PETTAZZ()NI l misteri Bologna s. Il. e
Le religioni misteriosofMche del mondo antico Roma 1923.
302
ARCHEOLOG[A
Anche l'edicola di fondo aveva la volta e i lati cosparsi di
, d' ' di tufo l)er dare la stessa impressione, Essa
peZZI l pomICe e, ", .'
da due muriccioJi sporgenti dal fondo termInantI sulla In
strino corinzio l'abescato d'acanto e colorito in giallo, Al dIsopra
capitelli gira una volta piuttosto bassa, formando un vano alto m .. 2
l
, 2 36 profondo l 22, Tutta l' edico] a sorge sopra un largo
argo " . ,
l
'come la continuazione di quelli laterali, ed el'a un tempo
c le e l' l'
di sacre fiO'urazioni, non modellate in pietra come neg l a ,
ma in istu:co, perci arrivate a noi in lniserabili framUJelltl,
da mani violente e sfal"inati dall'umido e dal tempo,
.Anche i soggetti rappresentati non sono quei soliti. ,
nel mezzo j1 Mitra tauricida, ma una figura
dell'edicola che, sebbene distrutta nella parte superIOre, 81 puo
riconoscere per una pel'sonificazione clell'Ocea,no, ,che non manca,
in altri mitre i , ma in proporzioni molto mInOrI. Doveva teneI
sinistra un' anfora da cui sgorgava una fontanella d'acqua, "
vaschetta al margine dell'edicola (I). Indi per un canale dI
fluiva nella fogna che corre sotto jl pavimento della cella,
verso SO sotto la chiesa attuale.
Grande pa.rte aveva l'acqua, uaturalmente quella, fO,nte:
mitl'iaco, e una fontana si ritrovata in quasi tuttI IDltreI, ,
dendo da incerte significazioni mistiche, essa era usata per molte
ZiOlli, nelle quali Tertulliano vide persino un scinlmjottamento
tesimo cristiano. Allo stesso scopo di contenere acqua lustrale '.
un vaso panciuto eli terracotta, inserito profondame,nte mezzo Il
di destra (g). L'interno e la bocca sono ancora rIvestIte della,
ristica muffa verde.
Sopra la figura giacente, all'angolo destro della nicchia,
rata l'uccisione del toro, sempre in istucco: restano
collo della b'estia, la destra del dio e il profilo del
Mitra e di. un grosso cane a tutto tondo con frammenti di. , ,
l
., l'rI'icon'oscibili sono stati trovati ammncchlatl h
rato, per o p1U . , .,
Essi dovevano comporre ]a scena centrale dell'edicola; che
spalle si strascina il mitico toro (da lui inseguito e raggIunto) ,
verna ove poi lo rinchiude: composizione non nuova ma che e
'l d' Resto del manto di un terzo
ricorresse qUI a posto onore. . .
velano chiaramente sulla si.nistra un altro fatto del dIo: la
tra le fronde di un albero.
In alto neII'anu-olo sinistro sotto la volta, doveva essere
un busto de] sole. figurato a traforo in una, lamina di.
che si ritrovata l vicino fra le terre, Il busto del 'sole e
rispondente della luna stanno spesso nei mitrei come a contemplare
alto le geste di Mitra, cui piglia parte, possiamo dire, tutto l'uni-
personaggI In particolare non sogliono mai mancare: il genio
mattino e quello della sera, detti Caute e Cautopate, cio il sole
sorge e quello che tramonta. Qui essi stavano molto lontano dal-
edicola, nelle nicchiette h ed i che si rizzano ben alte al pl"incipio
dei podii. In quella di sinistra tutta. colorita in violaceo era il
della sera, nell'altra di color gialliccio Caute, statua di marmo
cui resta a pezzi la maggior parte. E' un giovane non nel solito ve-
'di Mitra, ma con breve clamide e una tunichetta che non arriva pi
gi delle anche, appoggiato ad un tronco ai cui piedi un gallo canta
sveglia del giorno, Tra le mani doveva tenere una fiaccola alzata.
I convitati di Cana si lamentavano con il di casa, che avesse
to il buon vino alla fine del pranzo; lo stesso potrebbero fal'.e i
lettori con me, che ho riservato loro aIla fine la parte pi nuova
'interessante. Era per necessario premettere quelle generalit per
. rendere meglio quanto resta.
Fin dal prim,o entrare nella sala e facile acorgersi che i due
ali sono coperti di pitture, un d vivaci ed ora in parte sbiadite e
parte l'ovinate con lo stucco, E' questa una grande novit del nostro
, ch pochi altri si sono trovati con tracce di decorazione piuo-
niuno, se' si eccettua quello di Dura Europo, con quadl'i cos nu.'
, e ben conservati. Anche i soggetti rappresentati non la cedono :in
. Esanliniamoli per parte.
dove finisce il podio destro, poco prima dell'edicola, si vede
uomo attempato vestito di abito rosso stretto alla vita con cintola
a e di mantel10 parimente rosso vivo. Seduto sopra una sedia, guarda
profilo verso destra, alzando alquanto la mano verso un energica fi
che si avanza di profilo in simile costume, ma con tunica ben corlta
po scoperto, saluta.t;tdo romanamente. Accanto alla testa dell'uomo
si legge a fatica una scritta dipinta in buona capitale nlStica;
[pa;tri) . I A b oriente I ad occidente ( m) tutela Saturni. Davanti
, testa dell'altro scritto: [Na]ma [heliodromis]. l Tutela S(ol]is.
In tutto simile si avanza un terzo personaggio, portando nella destra
ramoscello: davanti alla sua testa sta scritto: [Na]ma Persis. I Tutela
, . Seguivano un quarto un quinto e un sesto, figlue ormai qua.si
iiniconoscibili SU cui si leggono a stento le scritte: IV ama leoni. I
I1ovis. Nama militibus. I Tutela Mart[is]. Nama [cryphiis]. I
llLDercurii] (l). Poi per m. 1,30 il muro resta interrotto dalla porta
S. Gerolamo scrivendo a Leta cos accenna alla conversione di
11]]][ .suo nobile parente (2): Ante paucos anno.') propinquus vester
lI1M}bilitatem patricimn nomine sonans, cum praefecturam regeret
specu llfithrae et onuua. portentuosr;, illa quibus corax, cry
mles, leo, Perses, heliodromus, pater initiantur subvertit, fregi t,
et his quasi obsiclibus alite praemissis inpetravit baptismum Christi?
In questi nomi abbiamo i diversi gradi dell 'iniziazione
garantiti sia nel numero come nell'ordine degli accenni di altri
ein modo pi eloquente dai nostri testi. Il loro ordine discendente
iEell1Illa in tutto quello ascendente di S. Gerolamo e Ile -viene alla sua
inustrato. Che se lnanca il corax o corvo, lo ritroviamo di servizio
raItra parte del muro. Due particolari sono da notare: nessuno di
vestito dell'abito di parata, ma di tunica e mantello alla
1t21re; mentre conforme ad un passo di Porfirio si suole dire che
(CJluattro gradi superiori erano veri partecipanti alla liturgia di
qui tutti compaiono senza nessuna distinzione.
Ma ci che pi interessa, ad ognuno dei gradi assegnato un
ne1ta come suo protettore. Giacch credo che le acclamazioni
f:iamo da tradurre: Gloria ai soldati, protetti di Marte ecc. (3).
gamente saranno da intendere le sette stelle che adornano l'interno
d1!Ino del manto di Mitra nel celebre affresco di S. Maria
\l etere (4). TI che viene a precisare ulteriormente quanto gi s
(d!eU'mpOl'tante ufficio dei sette pianeti nella dottrina mitriaca.
(1) La legittimit di questi supplementi appare sia
uii.O'li come dai nomi dei pianeti che ancora si scorgono. Solo nell'ultimo
"[Doteva forse scegliere per i cryphiis ugualmente bene la luna. La parola
lf:8e;lr'siana e significa onore, gloria, venerazione, conservatasi tale e quale nella
gia di Mitra. Ce n'erano noli iSolo tre poco chiari esempi, quando un gran
(Le ne venne a rivelare il mitreo di Dura, al "quale ora si aggiunge
iiI nostro.
(2) HIERON. Epist. 107, 2 ad Laetam: Corpus Vindob. 55 p. 292. E' dell'anno
]ll secondo grado Cryphi.us nei codici nymphus. llimJus e nimplus; ora
Dura si sono trovate due acclamazioni \lclI-LOC vUI-LCPro e ocyoc66l vUI-LCPro, da confrontare
VI-Lcpe: J(oc'i:pe: di Firmico Materno Math. V. 2. Sarebbe dunque il iSecondo
rmJ!mphus? lo non credo che tutto ci possa infirmare la testimonianza di due
)tiioni le quali dicono (CIL 751a e 753) ostenderunt crypb"ios e tradiderunt
(3) Tutela nel senso o passivo di pr.otetto comune nel linguaggio sacro.
ORAZIO: Virginum primae puerique daris patribus orti Deliae tutela deae.
. (4.) Not. scavi 1924 tav. VIT.
la porta troviamo cinque figure di aspetto totalmente diverso':
le nobili e maschie figure militari n i I"icchi e vivaci vestiti:
tozze e senza espressione nel loro tondeggiare, ora di profilo-
a noi di tre quarti, ricoperte di barba corta ma intera; il
di una sola tunica a mezze maniche, ornata di sottili strisce
stretta alla vita e scendente appena a mezza coscia: vesti"
uffici parimenti servili. Il magnifico carminio ha fatto posto
colore ocraceo diffuso.
costoro sfilano verso l'edicola, ma fretta. n pI'imo eU
appena va accanto ad un pingue bovino. Il seguente
seno un grosso gano, ricco di penne, con cresta e bargigli vi-
terzo va chino spingendo avanti a s un nlontone che pare non
volentieri alla morte. II quarto procede ritto, portando sulla
p.n cratere o ciotolone an&ato. TI seguente, ultimo dell'a fila, viene
chino, spingendo con qualche fatica un'ombra di animale di
.00 distingue forse un possente grifo suino. Sulla testa di ciascuno
scritta l'acclamazione ]l,cuua seguita dal nome e dall'ufficio:
Resta solo intero un nama Theodoro leoni.
sfilata dei leoni con le loro offerte continua f:ulla prima parte
di sinistra, fra la nicchia i e la porta b. Anche qui abbiaul()
figure similissime alle precedenti ma di tinta alquanto pi
. manicate fino ai e 1m poco pi lunghe. Sono passa-
conservate solo la seconda che porta un cratere e la terzat
o focaccia tenuto fra le mani dentro un altro oggetto non l'i-,
. SOpl"a ciascuna parimenti scritto in una riga:
Py[rit]hoo leoni; lUIma. He[li]odoro leoni; nama Glasio leoni;'
Phoebo leoni ecc.
di sopra e oltre la porta b continuano tre altre figure simili ili/.
precedenti. Sono altri tre leones dei quali il primo ed il se-
portano in mano un mazzo di candele ed un gallo, il terzo poi:
conservato, sta dritto e fermo, 1"volto a noi di tre quarti.
nella sinistra in basso un mazzo di candele, e nella destra in:
di esse accesa.
si egli arrestato dinanzi alla scena augusta che segue, suno
muro che ancora resta. Avviene essa in una grotta scura
con netti contorni conchigliformi quasi di un ombrello spie-
el fondo di un violaceo carico spiccano due figure nimbate di--
di sfarzoso abito rosso stretto alla vita da cintola gialla..
alla nostra destra Mitra, riconoscibile al berretto l'altro
<.JUU
-con capo radiato scoperto, e copiosi capelli scendenti in.
anella sulle gote, il sole: il riverbero della
:un'azzurro ben distinto l'oscurit della grotta.
Le due divinit sono assise ad una mensa circolare, volte
-spettatore, ma parlano fra di loro con gesti solenni. Il sole
mente mentre fa con la destra il gesto oratorio tiene nella >:o,'r
;al fianco il globo del mondo; Mitra dal canto suo leva verso di
.destra un corno da bere. Davanti ai due numi, ai margini
ma ancora dentro di essa, la figura di un mOl'etto con faccia
simo corvo, il servo, che si presenta appunto con un piatto fra
. Tutta la rappresentazione non ignota e facilmente
,convito nel quale Mitra e il sole si giurano eterna alleanza e
Quale il senso generale di queste pitture? Bisogna
,esse ricoprono uno strato inferiore di intonaco pi antico,
:pinto, con soggetti molto simili agli attuali, per quanto ne
re l da brandelli di iscrizioni e tratti di figure. Se non che la
. convito ora descritto mi pare mancasse nella decorazione p
,Di fatto, scoperchiando delicatamente lo
luna lunga iscrizione metrica dipinta, terminante con
Accip(e) et huius ramos, pater, accipe, sancte, leones.
settore doveva far parte della grande processione
-cevuti dal pater sanctus che abbiamo visto figurare all'
parete opposta.
Mi semhra dunque che qui si H'atti di una cerimonia
lenne, credo per l'iniziazione di un gruppo di leones. Poteva
,cos. Entrano prima i gruppi dei fedeli per gradi, si avanzano
'cattedra in cui siede il pater sanctus, lo salutano e vanno a
loro posto sul podio, mentre i compagni cantano l'acclamazione
; heliodromis tutela solis ecc.
Entrano allora i nuovi leones gi pronti nell'apparatorium,
,con arnesi di culto, specialmente quelli per i sacrifizi di ' , ,
',agape finale:. animali di vario genere, focacce, lumi, vasi di
.a,cqua. Pare che il rito speciale della loro consacrazione c
'llnzione di miele stIlla fronte,. E tanto basti, non potendoci,
in altre congetture su tutti i particolari (l). Che gi:
Cl) Solo una nota. Si parla -spesso. di mistica ebbrezza che dove\'a
degli iniziati al gu'Stare del contenuto di quei crateri. Un italiano
IL MITREO LA CHll'.;::iA
ci apprendono le nostr pitture per quel pochissimo
iamo di tutto il cerimoniale mitriaco.
a un'altra domanda per finire. Come nacque e come fini jJ
mitreo con il suo culto?
pi ferventi adoratori di Mitra furono in ogni tempo soldati; mm
conosciamo nei pressi di S, Prisca alcun quartiere di milizie a
possa dfel'ire il nostro santuario: data poi la natlua dei nomi,
potevano essere n pretoriani n delle milizie urbane. Il mitreo
negli androni semisotterranei di un grande palazzo con varie
che sarebbe lungo dire. Il locale di SO prima serv forse di
e di vestibolo, poi in un secondo tempo rest come amplia ..
del mitreo e sacello accessorio dedicato a divinit anguipedi dH,
a determinare,
Quando ci avvenne? I muri pi antichi sono di quel laterizio TiU
. dell'epoca preseveriana; lo stile delle pitture dello strato
Cl riporta al principio del terzo secolo con il suo impres
incipiente, ancora saturo di formalismo ellenistico; infine ano
tempo si deve riferire un 'iscrizione da qualcuno graffita su['-
del mlU"O dell'edicola: Natus prima luce I duobus Augg .
(ulibus) I Severo et Anton[ino] I XII k(alendas) decem(bres) ! die:i
, I lu.na XVIII. Chi nacque il 20 novembre del 202 (essendo con'
Settimio Severo e Antonino (l), fu poi iniziato, credo 1
al 250. Poco pi antica sembra quell'altra iscrizione che forse
alla dedica di tutto il lnitreo: Deo Soli invicto 111it1re I quodt
nu.mini eius I ex audito gratias e[ t vota.] ecc. (2).
Il secolo III segna l'apogeo del favore goduto dal mitracismo. NIe:R
esso perde la protezione ufficiale ed ha a subire i crescenti
delle leggi e dei magistrati cl"stiani. Tuttavia ancora nel 39.2:
Flaviano ne celebra pubblicamente le feste, e una iscrizione
aca porta anCOl'a la data del 387. A lungo dunque resistette quesito
anche dopo le note leggi di Teodosio, duramente difeso da ele,
del1a nobi1t e dell'esercito, che spesso conveniva risparmiare.
ogni giorno vino bene schietto senza provare quei turbamenti di teslt'Jl;
difficilmente persuadev.si che l'appressare le labbra ad un vaso in cui era cet'm
acqua che vino potesse produrre in solidi soldati tali effetti soprannaturali.
(1) natus non credo che si possa prepdere . nel .senso mistico (=iniziato),
le iniziazioni, come appare da varie iscrizioni, dovevano farsi a primave:r:Jl.
bizzarria segnare cos in quel luogo la propria fede di nascita; ma i graffiltn
troppo spesso delle bizzarrie.
(2) Doveva pressapoco continuare: reddere moniti, Sl#J1Lt o simili, Vuole .dire dn,;>;
stati ammoniti, per esempio in sogno, da Mitra stesso a fargli quella dedic,JI, ..

Nel nostro mitreo vi sono parecchi pezzi di muratura che
<1lldl et molto decadenti, alcune lucerne presentano i tipi del
!Co]o quarto, e alla fine di questo secolo ci riportano alcune
Valente e frammenti di epigrafi murati nei podii. Tardi
-vette in esso cessare il culto e non pacificamente, come nel
(ili] Gracco. La statua di Caute fu fatta violentemente in molti
(C]uella di Cautopate sconlparve semplicemente; tutta infranta
dedicatoria; le pitture dei muri ferocemente picconat
facce; ma specialmente le grandi composizioni di stucco pOllCr(].m<
nmo orrendamente macellate. Il locale come luogo conta1rnilna1to<
<1llfubandonato e senza uso, ripieno solo delle sue rovine: per p
che nessuno pi vi si radunasse furono ammassati detriti e gran n
qjli anforoni contro l'ingresso.
Sul mitreo sorse poi la chiesa di S. Pl'isca, e la sua abside
]fJ'osarsi proprio in corrispondenza del vestibolo e dell'entrata
l()ale (l). Un'elegante iscrizione di Callisto III murata sull'abside o
J("]produce ancora la vetnsta leggenda gi letta nel '400 da Pietro
incisa sull'architrave della porta li.tteris anti.quis:
Haee domus est Aquilae seu Priseae virginis almae
qua.'!, lupe Pnule, tuo ore vehis domino.
Ifie, Petre, divini tribuebas fereula verbi
saepius hoeee loeo saerifieans domino (2).
}\:fa la grande casa romana (parte delle terme Surane?) con
ml:1treo venuti oggi alla luce suggeriscono che fino ben tardi non
(i:pli luogo consacrato al culto del vero dio; che perci la do
recclesia di Aquila e Priscilla e il luogo dei primi lninisteri di S.
:um Ronla, se ancora si pu trovare, da ricercare altrove.
. (1) La prima menzione del titulus PriscCl fFa i sottoscrittori del
mano del 499 e in un'iscrizione funeraria di poco anteriore (Silvagni Inscr.
.5153). Per alcune congetture che tendono a riportare le origini della chiesa
llrucora del sec. IV, vedi DE ROSSI Bull. di arch. cristo 1867 p. 46 sego J. P.
Romische Titelkirchen p. 101 segg. MARUCCHI Eglises de Rome Roma 1909
I CARINI Sul titolo pTesbiterale di S. Prisca Roma 1895.
(2) DE ROSSI Inscr. christ. II 443, 165. Il Pau.le lupe non' corruzione del
<Come !Spesso si crede, ma allusione al Beniamin lupus rapax . della Gen. 49,
1P'lIIdri spesso applicato a S. Paolo. Vedi specialmente ARTORE Act. Apost. II 485
RIVISr-fA DELLi\ STAMPi\
UNA BUONA PUBBLICAZIONE PER RAGAZZI
Ministro della cultura popolare, jn data 18 novembre 1938, Ct()l ..
va a tutti gli editori di giornali per ragazzi, convocati apposi-
, le seguenti preziose direttive: (C La stampa per i ragazzi dovr
assolvere una funzione educativa .... L'avventura avr la
, purch sia audace e sana, ripudiando tutto ci che vi neUer
criminali, paradossali, tenebrose e moralmente equivoche che
tanta parte della stampa per ragazzi .
tale affermazione, nlentre si ammetteva che Ultlll
stampa giovanile non era del tutto sanamente educativa, nOItll.
di porre in rilievo come il problema soHevato dalla produ-
aria e giornalistica, destinata agli adolescenti, era di tale nat-
richiedere una pronta soluzione, dettata da quel senso acuto dii.
necessario quando si tratta dell'educazione della tenera
ancora inesperta.
da queste considerazioni e direttive, anche i cattolici ctove-
assare dal campo teorico a quello pratico, senza pi accontentarsi
consigli precauzionali. In realt non erano mancati nel
educatori ed apostoli, i quali avevano cercato di opporre gio:t ..
giornalino, colore a colore, immagini a immagini. Ma la cerchia
di questi tentativi era rimasta troppo ristretta, sopratutt<o)
tali iniziative tradivano facilmente lo sforzo e quindi non riu
a suscitare una larga simpatia nei minuscoli lettori.
Cattolica si messa, invece all'opera e, forte della unione
e dell'appoggio morale di tutti i suoi iscritti, superando non
difficolt tecniche, ha creato un periodico caratteristico per l'a-
alla consegna espressa nel nome datogli,
te il suo cammino da trionfatore, a causa della sua perle-
e della genialit delle sue trovate. Prova della perfezione
la vasta tiratura, alla quale asceso in breve tratto di tempo!
che esso venga ricercato non soltanto in Italia, ma ancora in
. che gi lo riproducono o integralmente o lo inseriscono fra
accreditate e antiche loro pubblicazioni di questo genere.
ad esempio, in Olanda una importante casa editrice si assi