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LA STRANA STORIA DELL'IPNOTISMO (1)

Luce e Ombra 1930


La chiave di volta per comprendere la storia dell'ipnotismo la
seguente: occorre considerare i vari sistemi che successivamente
hanno creduto di darne un'interpretazione definitiva, come
appartenenti a due serie ben distinte: a) quelli che hanno
riscontrato nel fenomeno elementi sovranormali o anche soltanto
anormali, ma di una anormalit patologicamente mal classificabile;
b) quelli che si sono costantemente sforzati di eliminare questi
elementi e di fare dell'ipnotismo un semplice capitolo della
psicopatologia o anche soltanto della psicologia.
La nostra tesi, lo si comprende sin d'ora, contraria a questi
ultimi; pure noi riconosciamo ad alcuni tra i loro assertori, se non
proprio a tutti, dei grandi meriti, in quanto i tentativi in questione
hanno realmente servito, volta per volta, a sgombrare il terreno,
eliminando molte ipotesi parziali parascientifiche, quali si sono
formulate bene spesso da chi ha creduto di dover aderire al primo
ordine di indirizzi. Tra questi semplificatori , geniali anche se la
storia della scienza ha posto in luce definitivamente l'erroneit delle
loro tesi, va posto senz'altro il Mesmer. Qualcuno potr forse
stupirsi di questa affermazione: cercheremo quindi di precisarne la
portata.
Occorre ricordare che sino agli albori del secolo XIX non si
avuto il pieno trionfo del metodo sperimentale con la conseguente
divisione delle scienze in varie branche, interdipendenti in un certo
senso, ma coltivate separatamente, ognuna con propria dignit
scientifica. Sino a tutto il Settecento non ci si era liberati dall'abito
mentale che aveva reso possibile ogni sorta di sincretismi, in cui
elementi di scienza erano fusi con dogmi filosofici o teologici, in cui
si voleva armonizzare la fisica con le Sacre Scritture, in cui accanto
alle prime sicure affermazioni del pensiero scientifico convivevano
pacificamente il magismo grossolano o l'astrologia ad uso dei
regnanti... Ogni tentativo di scomposizione di questi aggregati privi
1

Quest'articolo era gi scritto quando abbiamo potuta prender visione del saggio di E. Pascal: La question de
l'hypzoUsrne, apparso nel numero di settembre-ottobre della Revue i'vltapsychique e da noi ampiamente
riassunto nell'ultimo fascicolo di Luce e Ombra>. Rinviamo a quel riassunto, e meglio ancra all'originale, chi
volesse avere un'idea compiuta dell'odierna crisi dell'ipnotismo , considerata specialmente dal punto di vista
psicoterapeutico. Il Pascal, infatti, non ha insistito sulla questione teoretica dell'ipnotismo come tale, e si soprattutto
preoccupato di rispondere alle critiche di coloro che lo avversano come mezzo di cura. Il nostro saggio, invece, cerca di
lumeggiare maggiormente il problema della natura dell'ipnotismo in s considerato, e del suo carattere di rai d'union
tra la psicopatologia ufficiale e la Metapsichica. Per una fortunata coincidenza, i due articoli non interferiscono che in
minima parte, e in complesso si integrano, contribuendo insieme a fornire alcuni criteri direttivi per le nuove ricerche.

di organicit era dunque preludio al grande movimento scientifico


del secolo seguente. Il Mesmer appunto, la cui prima opera aveva
lo scopo, tipicamente sincretistico, di riallacciare all'attrazione
Newtoniana le leggi fondamentali della fisiologia, ammettendo come
agente di questa attrazione un fluido sottile che penetrasse in tutti i
corpi e riempisse l'intero universo; il Mesmer, diciamo, dopo tredici
anni d'esperienze sent di dover enucleare dal suo sistema la parte
antropica, la sola che le applicazioni parevano confermargli, e
formulare il suo Mmoire sur la dcouverte du magntisme animal,
mandando a spasso i pianeti, le calamite e quant'altro non si
riferisse all'azione umana. Anche l'uso ch'egli faceva di verghe
metalliche, limatura di ferro, ecc., era giustificato, dal suo punto di
vista, in ordine al contatto preliminare che questi oggetti avevano
con la persona del magnetizzatore. poi soprattutto notevole che il
Mesmerismo si presentasse come metodo terapeutico e non
chiedesse altro se non di essere accettato e inquadrato dalla
medicina ufficiale del tempo.
Se ci non avvenne; se, attraverso discussioni e controversie
infinite, relazioni sfavorevoli. (Societ Reale di Medicina, Accademia
di Medicina) o favorevoli ( Jussieu, Husson), il magnetismo animale
fin con l'esser messo al bando, la causa da vedersi soprattutto,
secondo noi, non tanto in un irrigidimento dogmatico da parte della
scienza ufficiale di fronte a un sistema terapeutico nuovo e curioso,
quanto nel fatto che, specie dopo il Mesmer, ad opera del Deleuze,
del Dupotet e del Puysgur, si erano riscontrati nelle esperienze
magnetistiche fenomeni di chiaroveggenza, telepatia, ecc., ed
anche, come opportunamente ha messo in luce il Bozzano (2),
fenomeni di carattere medianico, a tinta spiritistica.
Ci non poteva essere tollerato da parte di accademie scientifiche;
onde una prima liquidazione dell'argomento, un vero e proprio non
volerne pi sentir parlare, espresso in modo preciso e
inequivocabile nella celebre dichiarazione del 1840, in cui
l'Accademia di Medicina di Parigi decideva che per l'avvenire non
si sarebbe mai pi occupata di magnetismo animale .
Dichiarazione veramente straordinaria e sintomatica, in quanto
rileva una insofferenza che si protrarr, in altre forme, sino
all'epoca odierna.
E altres notevole che questa deliberazione senza appello
dell'Accademia
di
Medicina
sia
stata
presa
abbastanza
tardivamente, quando cio lo stesso magnetismo animale aveva
2

Per la difesa dello piriiismo, Napoli 1927, I.

dato luogo, tra i suoi cultori, a discussioni di carattere


interpretativo, a scritti che ponevano in dubbio la reale esistenza
del fluido e che accentuavano l'importanza dell'elemento psicologico
e suggestivo nella produzione del sonno magnetico. Tali discussioni
e interpretazioni, il cui merito risale soprattutto al Deleuze, al
Bertrand e al Faria, passarono in seconda linea e furono
evidentemente trascurate da coloro che decretarono la morte del
mesmerismo e dei suoi derivati. Solo molti anni dopo, come noto,
le loro supposizioni furono riprese e rafforzate dai partigiani della
suggestione.
Occorre giungere al Braid (1841) per assistere alla
resurrezione del magnetismo, ma heu quantum mutatus ab illo!
Cambiato il nome in quello, pi preciso e meno suscettibile di crear
confusioni, di ipnotismo; abbandonati i passi magnetici; trascurata
infine ( e ci l'elemento pi importante per la nostra disamina)
ogni e qualsiasi manifestazione di carattere metapsichico, gli stessi
fenomeni ottenuti dai magnetizzatori divenivano, purch costretti in
certi limiti, accettabili, e l'ipnotismo cominciava realmente la sua
movimentata carriera. Non si pu peraltro affermare che il Braid
ignorasse del tutto che nello stato ipnotico potevano prodursi
manifestazioni di carattere sovranormale; ma egli non si pronunci
che molto evasivamente in proposito, e ad ogni modo non
conveniva n a lui, n a coloro che ne ripresero le esperienze, di
rivolgere l'attenzione a questo elemento compromettente, che
aveva gi fatto naufragare il magnetismo animale.
L'importanza dell'opera del Braid fu peraltro riconosciuta a
posteriori, quando cio i lavori di scienziati seguiti e stimati in altri
campi, quali lo Charcot e il Richet, ebbero riportato alla ribalta gli
studi sui fenomeni ipnotici. Dopo il Braid, infatti, abbiamo un
periodo abbastanza confusionario: naufragano miseramente le
teorie neo-fluidiste del Grimes, del Reichenbach, del Durand de
Gros, del Baragnon; scarsissima attenzione si presta a quelle del
Libault, in cui tuttavia si dovr poi riconoscere un precursore del
Bernheim. Per alcuni anni l'ipnotismo fu nuovamente dimenticato,
tanto grave pareva la sua macchia originaria alle varie accademie
scientifiche d'Europa e di fuori!
Si giunge cos al periodo aureo dell'ipnotismo, quello che
va, grossolanamente, dal 1875 ai primi anni del secolo ventesimo,
e in cui si assiste al divampare di epiche lotte di scuola,
all'avvicendarsi delle pi varie teorie, al sorgere degli studi pi
diversi sulle applicazioni terapeutiche, pedagogiche, medico-legali
dell'ipnotismo. Tale periodo contraddistinto, come tutti sanno,

dalle polemiche tra la scuola della Salptrire (Charcot) e quella di


Nancy (Bernheim), intorno alle quali si raggruppano, con maggiore
o minore indipendenza, quelle degli altri indagatori.
Occorre a questo punto dissipare un grosso equivoco, che ha
viziato costantemente il giudizio di coloro i quali hanno cercato,
come noi cerchiamo, di ricostituire nelle sue linee essenziali una
storia dell'ipnotismo. Tale equivoco quello secondo cui si ritiene
come pacifico e ormai indiscutibile un sostanziale antagonismo tra
le due scuole anzidette (della Salptrire e di Nancy). In realt, se
si pu e si deve ammettere che le teorie di Charcot differiscono da
quelle del Bernheim per ci che riguarda il terreno su cui sorge
l'ipnotismo, tale divergenza si attenua o addirittura si annulla
qualora si considerino le due teorie come miranti a far rientrare i
fenomeni ipnotici nei campi consacrati della patologia (Charcot) o
della psicologia (Bernheim). N allo Charcot, n al Bernheim
venuto in mente che l'ipnotismo potesse costituire uno dei tanti
punti d'intersezione tra normale e paranormale, tra psichico e
metapsichico.
Anche comprendendo l'ipnosi nell'isteria, lo Charcot faceva
rientrare il fenomeno tra quelli contemplati dalla psicopatologia
delle accademie. Il Bernheim, poi, partendo da un equivoco sia,
logico che metodologico, dissolveva l'ipnotismo in un concetto
estremamente generico di suggestione, tanto da non lasciar pi
scorgere in che cosa lo stato ipnotico dovesse teoricamente differire
dalla realizzazione di un consiglio o di un'esortazione, e trascurava
del tutto l'elemento patologico, che ricorre con frequenza negli stati
ipnotici anche se non ne costituisce l'indispensabile presupposto.
Con ci non intendiamo, naturalmente, diminuire i meriti di questi
due grandi studiosi: intendiamo solo affermare che, accanto ad
essi, altri meritano lo stesso tributo di ammirazione, anche se la
loro voce fu per alcun tempo soffocata dal clamore sorto intorno ai
due assi , nei quali parve riassumersi per un momento tutto ci
che intorno al soggetto dell'ipnotismo si potesse credere o
dichiarare.
In realt, come abbiamo accennato, lo Charcot e il Bernheim
furono sostanzialmente pi vicini l'uno all'altro di quanto
generalmente si ritenga, e di quanto essi stessi abbiano mai
sospettato.
Per trovare invece le prime formulazioni teoriche in cui l'ipnotismo
non venisse isolato o annullato, ma fosse inquadrato in una visione
comprensiva e sintetica della vita psichica, occorre risalire
all'Ochorowicz e al Myers. Accanto ad essi stanno da una parte

coloro che approfondirono gli studi sul subcosciente, senza dei quali
vano sperar di capire qualcosa dei fenomeni ipnotici; dall'altra
coloro che nell'interpretazione di questi ultimi cercarono soprattutto
le leggi psicologiche, o fornirono comunque una spiegazione non
semplicistica o verbalistica. E chiaro poi che il movimento
metapsichico, iniziatosi di fatto nell'ultimo quarto del secolo scorso,
dovette illuminare singolarmente gli studi di coloro che ne
compresero tempestivamente il significato e l'importanza, mentre
ebbe l'effetto precisamente contrario sulle indagini, in tema
d'ipnotismo, dei misoneisti e dei denigratori.
Ricorderemo sommariamente qui le principali teorie che si
avvicendarono, dopo le lotte delle due scuole francesi, ad
interpretare i fenomeni ipnotici, e ci soffermeremo pi
particolarmente su quelle che secondo noi hanno felicemente
precorso o accompagnato i tempi. La vittoria del Bernheim e dei
suoi seguaci fu dovuta soprattutto alla evidente immaturit delle
spiegazioni a carattere fisiologico, e alla necessit di insistere sul
terreno psicologico prima che su qualunque altro. Scarso seguito
ebbero infatti gli studi del Lehmann, che cerc di ricondurre le
modificazioni organiche dell'ipnosi a fenomeni vasomotori, e le
teorie psicologiche della suggestione si divisero, come sin dal 1892
acutamente osservava il Wundt, in due serie: le une consideranti
lo stato ipnotico e in particolare la suggestione come un fatto
nuovo, avente un valore psicologico fondamentale, proprio a
gettare una luce inattesa sull'insieme della vita psichica, e a far
apparire di conseguenza i fenomeni gi conosciuti della coscienza
allo stato di veglia sotto una luce completamente nuova... ; le
altre partenti invece dalla coscienza normale e cercanti per
quanto possibile di spiegare per suo mezzo le anomalie che si
manifestano durante lo stato ipnotico e gli effetti che esso porta
seco. Nel primo caso si cerca di costruire sul fatto della suggestione
tutta una nuova psicologia, nel secondo, a trarre dai fatti conosciuti
dalla psicologia la suggestione e le sue conseguenze .
S'intende che il Wuncit stesso appartenne a questa seconda
serie, in cui possono allinearsi, oltre a tutti gli allievi del Bernheim
il Binet, il Duprat, il Lefvre, il Baudoin, il Cou (con tutta la nuova
scuola di Nancy) ecc. Meritano un particolare accenno il
Munsterberg, la cui teoria dell'eccesso di attenzione (over
attention), con qualche modificazione e integrazione anatomofisiologica, oggi una di quelle prevalenti tra coloro che non
negano la realt dei fenomeni ipnotici; e gli psicoanalisti, secondo
molti dei quali l'ipnosi consiste sostanzialmente in una repressione

di istinti sessuali (Verdrangung) nel soggetto passivo, e nel loro


trasferto (Uebertragung) sulla persona del soggetto attivo, nel
quale verrebbe a riconoscersi l'elemento paterno dell' OedipusKomplex. Il Ferenczi scrisse che la credulit e la docilit ipnotica
hanno la loro radice nell'elemento masochista della tendenza
sessuale , e il Jones aggiunse che la suggestione affettiva normale
giunge ad un grado molto alto nelle psiconeurosi, data la grande
quantit di desideri che non trovano sbocco adeguato; essa sarebbe
una forma dei processo pi generale dello spostamento
(Verschiebung) per il quale un affetto trasferito da una
concezione originaria, spiacevole e repressa (verdrangt) a un'altra
meno inaccettabile.
La critica a queste dottrine, critica che ne ha mostrato
acutamente i punti deboli, si deve soprattutto al Janet, e non vi
accenneremo qui, premendoci invece di insistere maggiormente sui
lavori degli appartenenti all' altra sponda .
Tali lavori, come abbiamo accennato, vertono soprattutto sul
concetto di subcoscienza o di doppia coscienza , quale si
venuto profilando, in antagonismo con l'indirizzo in allora
prevalente della psicologia, negli ultimi anni del secolo passato. Gi
nel 1870 il Taine formulava l'ipotesi di una doppia coscienza , e
a questa ipotesi il Dessoir dedicava un libro intero nel 1889. In
quest'anno il Janet pubblicava il suo studio fondamentale
sull'automatismo psicologico, che doveva servire di punto di
partenza a tutta una serie di teorici posteriori, e del quale si
ritrovano i fondamenti, insieme a nuovi sviluppi non del tutto in
armonia con le pi recenti osservazioni, nei suoi lavori successivi di
psicoterapia. L'esame di molteplici atti automatici portava il Janet a
supporre l'esistenza di tutta un'oscura zona dell'io; la subcoscienza,
e a limitare il concetto di ipnotismo ai soli casi conclamati di
dissociazione della personalit; tali casi, egli aggiungeva, hanno a
loro fattore fondamentale la nevrosi isterica, e in essi si rende
possibile la suggestione vera e propria, per cui l'attivit automatica
del subcosciente viene diretta e determinata dalla coscienza di
un'altra persona invece che da quella del soggetto. Tale teoria
veniva pi tardi sviluppata e resa di maggiore evidenza dal Grasset,
cui
solo
si
pu
rimproverare
l'eccessivo
schematismo
dell'esposizione.
Quasi contemporaneamente al Janet altri studiosi scavavano,
si pu dire ognuno per proprio conto, lo stesso campo. Vanno dal
1875 al 1888 gli studi del Richet, il quale cominci col riabilitare
l'ipnotismo e termin audacemente con lo studio della suggestione

mentale. Uno studio sugli stati ipnotici, in evidente dissenso con le


teorie del Bernheim, pubblic nel 1886 il Morselli. L'anno seguente
l'Azam rendeva di pubblica ragione il suo lavoro, freschissimo anche
oggi, sugli sdoppiamenti di personalit nell'ipnotismo e pure nel
1887 appariva il volume dell'Ochorowicz sulla suggestione mentale.
L'Ochorowicz vide chiaramente che l'ipnotismo era uno dei primi
gradini del paranormale psichico, comprese che la teoria Braidista
degli stimoli meccanici non ne esauriva tutte le possibilit e tutte le
forme, introdusse il concetto di trasmissione psicofisica tra gli
organismi, insieme a quelli di ideoplastia (realizzazione fisiologica di
un'idea) e di monoideismo, per cui son rese possibili le suggestioni,
e manifest chiaramente la convinzione che si dovessero
considerare unitariamente, insieme ai fenomeni d'ipnotismo e di
suggestione diretta o a distanza, quelli di chiaroveggenza, di
allucinazione veridica, di divinazione da parte degli esprits
frappeurs , oltre a molti fatti registrati nella storia della civilt e
riferiti ai demoni, agli oracoli, agli stregoni, agli ossessi. ecc.
(pag. 538-539), affermando solennemente la necessit di
approfondire le ricerche anche nel campo dell'occultismo e della
magia, poich quest'occultismo e questa magia ridiventeranno
una scienza . Non si poteva davvero schierarsi con maggior
decisione contro coloro che avevano voluto ricondurre l'ipnotismo
nei quadri di una psicologia o di una psicopatologia ufficiali !
Anche il Wetterstrand (1891) e lo Schmidkunz (1892) in
Germania videro nell'ipnotismo e nella suggestione, se pure con
molto minor precisione dell'Ochorowicz, uno degli aspetti di un
complesso di misteriose attivit della psiche umana; e il Geley sin
dal 1898, obbedendo a quelle esigenze di semplificazione e di
sintetismo che caratterizzano tutta la sua opera, formulava la sua
teoria dell' essere subcosciente , che costituirebbe il fondo
permanente e pi vero dell'individualit umana, manifestandosi
attraverso essa come per una grandiosa ideopiastia e
trascendendone occasionalmente i limiti sia psichicamente che
fisicamente.
Si
comprende
come
in
questa
concezione
s'inquadrassero tutti i pi oscuri fenomeni di psicologia normale,
anormale e sovranormale, e anche quelli dell'ipnotismo e della
suggestione.
Giungiamo cos al 1903, anno in cui appare la poderosa opera
del Myers, che pu considerarsi il tentativo pi grandioso
d'interpretazione unitaria dei fenomeni psichici e metapsichici sin
qui compiuto. Ognuno sa con quale ricchezza di argomentazioni,
con quale forza persuasiva abbia costruito il Myers la sua dottrina

della coscienza subliminale, dotata di poteri sconosciuti: un primo


esempio di questi ci sarebbe dato dai fenomeni ipnotici. Cento
pagine dell'opera del Myers sono dedicate ad approfondire l'analisi
di questi fenomeni e a giustificare questo punto di vista.
Dopo il Myers, si pu dire che altri tentativi importanti, nel
senso di studiare i fenomeni dell'ipnotismo in correlazione coi nuovi
apporti della metapsichica, non siano stati compiuti. E ben si spiega
questa defezione, quando ancor oggi le ricerche psichiche son
considerate per lo pi negli ambienti accademici come malfondate o
illegittime. Quindi, mentre alcuni scienziati, opponendosi alle
dottrine degli epigoni del Bernheim e in genere a quelle
normalistiche , insistevano sul carattere patologico degli stati
ipnotici senza preoccuparsi di guardar pi oltre (abbiamo ricordato
il Janet e il Grasset, cui son da aggiungere il Benedikt, il Moll, lo
Schilder, il Kaudes vari altri), si veniva profilando l'ultima crisi
dell'ipnotismo, quella che vige tuttora e che ripete, con
modificazioni pi di forma che di sostanza, situazioni gi pi volte
verificatesi e su cui abbiamo insistito. Evidentemente colpiti dalla
sconfitta, chiara anche se non confessata dagli ultimi teorici della
nuova scuola di Nancy, delle dottrine miranti a spiegare
l'ipnotismo coi criteri della vecchia psicologia; comprendendo
oscuramente che seguire l'indirizzo del Janet o di coloro che press'a
poco la pensano come lui voleva dire fare una prima concessione e
avvicinarsi alla metapsichica che si andava affermando; in
avversione finalmente a quest'ultima, dichiarata a priori indegna di
cittadinanza scientifica, alcuni studiosi hanno ricorso al sistema gi
adottato pi volte con successo: la negazione. Considerando nulle
le diecine di migliaia di osservazioni compiute, arrogandosi non si
sa come il diritto di ritenere allucinati o impostori tutti gli indagatori
precedenti, il Babinski formul la sua teoria del pitiatismo, e
afferm che l'ipnotismo e perfino l'isterismo si riducono a
suggestione generica, sia da parte del soggetto attivo che da parte
del soggetto passivo, e, pi spesso ancora, a simulazione. Su
questa comoda e semplicistica teoria si gettarono vari altri (Delmas,
Boll, Logre, ecc.), e accade oggi sovente di leggere che quella
dell'ipnotismo una vecchia favola, che ormai pacificamente
ammesso trattarsi di simulazione e d'inganno, ecc... Nil sub sole
novi: a nulla valso che dal 1900 a oggi si moltiplicassero gli studi
su sul cosciente (citiamo soltanto Jastrow, Morton Prince,
Dwelshauvers, Abrarnowsky, Geley, Mackenzie, e il recentissimo
studio del Lubac), che quelli sui fenomeni soggettivi della medianit
venissero documentati ed esaminati con sempre maggior cura, che

il Freud e i suoi seguaci partissero dal concetto di un'attivit


psichica subcosciente come da un presupposto... Tutto vien
considerato privo di consistenza e di base di fronte al no reciso
di chi chiude gli occhi per non vedere. Tale l'odierna situazione
degli studi sull'ipnotismo, dopo oltre un secolo di discussioni,
dopoch sull'argomento si sono scritte intere biblioteche.
*
* *
Non per questo si deve rinunziare alla ricerca. Occorre che gli
studiosi di metapsichica forniti della preparazione adeguata
ricordino che il problema dell'ipnotismo un problema aperto,
una domanda che attende risposta. Al pari di tutti i fenomeni
metapsichici, l'ipnotismo va studiato, e lo studio si deve riprendere
ab imis, con indagini pazienti e severe, valendosi di tutti i mezzi che
l'esperienza ha posto a disposizione di ricercatori; questi, chiaro
ormai debbono rinunziare all'aiuto della scienza ufficiale, la quale
limiter sempre il campo, paralizzer costantemente ogni tentativo
di andare oltre . Lo studio dell'ipnotismo, che con dispiacere
vediamo trascurato dalla maggioranza dei metapsichisti, degno di
essere approfondito appunto per le difficolt che presenta, appunto
perch richiede uno studio preliminare non lieve. Noi crediamo che
soltanto la metapsichica possa ottenere nuovi frutti in questo
campo; la metapsichica la quale, ricordiamolo bene, la sfida di
una minoranza, un impegno formale e preciso che tutti dobbiamo
mantenere.
EMILIO SERVADIO