Sei sulla pagina 1di 81

Introduzione alla psicoanalisi

Lezioni introduttive di psicoanalisi


Le lezioni introduttive alla psicoanalisi sono fondamentali poiché sintetizzano molto bene il
pensiero freudiano. Sono lezioni riportate da Freud quando insegnava all’università e descrivono
in maniera molto semplice la disciplina psicoanalitica. Freud è una figura cardine della
psicologia dinamica e della psicoanalisi, di cui ne è fondatore.
Le lezioni di Freud sono divise in tre sezioni:
1. Gli atti mancati
2. Il sogno
3. Teoria generale delle nevrosi
Fu un’opera di grande successo che ebbe ampia diffusione e differenti traduzioni. Non si sa
esattamente quanti studenti frequentarono le lezioni.
Nel 1932 Freud pubblicò una nuova serie di lezioni poiché potevano contribuire ad un rilancio
della casa editrice che pubblicava testi psicoanalitici.
La nuova serie di lezioni rappresenta l’ideale continuazione delle precedenti ⇒ volontà di fornire un
aggiornamento della dottrina psicoanalitica. Queste lezioni non furono mai lette⇒ non ebbero un
uditorio reale poiché Freud cominciò a soffrire di un tumore.
Importanti sono le lezioni numero 31 e 32:
• Lezione 31: la scomposizione della personalità psichica
• Lezione 32: Angoscia e vita pulsionale
La domanda fondamentale è capire in che modo la psicologia dinamica comprende la
psicoanalisi⇒ c’è stato un grande dibattito per capire se le due cose coincidessero. Molti ritenevano
di sì. In realtà psicologia dinamica e psicoanalisi non sono coincidenti⇒ la psicoanalisi è un modo
estremamente raffinato di concepire la mente ed il funzionamento mentale⇒ interpreta da un punto
di vista dinamico il comportamento degli individui.
Psicologia dinamica
La psicologia dinamica può essere definita come una psicologia della motivazione. Il termine
“dinamico” deriva dal greco e si traduce come forza⇒ la psicologia dinamica è quella disciplina che
si occupa di quelle forze che spingono a comportarsi in un certo modo e anche le forze che inducono
ad una certa inibizione. L’aggettivo dinamico non ha tanto a che fare con il senso di movimento⇒ si
riferisce più che altro allo studio delle forze che muovono l’individuo verso un certo
comportamento.
Ci sono diverse definizioni di psicologia dinamica:
• Psicologia della motivazione ⇒ studio del perché si fanno/non si fanno certe cose.
Definizione data da Boring e Murray
1
• Psicologia del profondo ⇒ definizione più vicina al pensiero analitico⇒ psicologia dinamica
che si occupa di forze interne all’individuo⇒ ha a che vedere con la psicologia che si
occupa di zone inconsce. Definizione data da Ellenberger
• Psicologia che studia la complessità dei processi della mente e le relazioni che
quest’ultima intrattiene nel mondo esterno ⇒ importanza dello scambio
individuo/ambiente. Definizione data da Stella, Rossati
• Psicologia che si propone di formare un’attenzione o di mostrare come “apprendere ad
apprendere” ⇒ la psicologia dinamica, facendoci riflettere su cosa accada nella nostra
mente, ha il compito di affinare le nostre competenze⇒ formare un’attenzione su di noi ⇒
psicologia dinamica con funzione riflessiva. Se noi diventiamo consapevoli di come
avvengono i processi mentali dentro di noi impariamo a riflettere su come apprendiamo e
apprendiamo un modo di intendere i nostri comportamenti⇒ apprendiamo come
avvengono i processi di apprendimento.

Il modello psicoanalitico si contrappone all’ipotesi comportamentista (secondo la quale i


comportamenti sono l’esito dell’esposizione dell’individuo ad uno stimolo) e all’ipotesi cognitivista
(secondo cui il comportamento è l’esito dell’elaborazione, a carico dell’individuo di un’informazione)
⇒ secondo la psicoanalisi, invece, ci sono una serie di elementi, di cui il soggetto non è
consapevole.
Ci sono una serie di autori che hanno spiegato la loro visione della mente come dinamica:
1. Rogers
Ci parla di tendenza attualizzante⇒ forza di vita presente nell’organismo volta ad attualizzare le
potenzialità dello stesso⇒ è una spinta all’autorealizzazione. Essa opera sia sul piano ontogenetico
che su quello filogenetico ed è favorita da un contesto di relazioni umane positive⇒ esiste dentro di
noi una tendenza innata (nella natura umana) a realizzare le proprie potenzialità. Quindi, se
non dovessero intervenire particolari fattori psichici, noi saremmo programmati ad autorealizzarci⇒
questa spinta ad autorealizzarci, perciò, rappresenta uno stato di minor conflittualità possibile con
se stessi.
2. Lewin
Lewin costruisce la teoria dinamica della personalità⇒ presenza di un’energia in equilibrio
precario nell’individuo e nell’ambiente. Lewin fu molto attento alle critiche che furono mosse alla
psicoanalisi negli anni ‘20 di usare dati non verificabili e non attendibili. Lewin segna un passaggio
da una concezione aristotelica ad una concezione galileiana. La concezione galileiana studia i
fenomeni a partire da leggi simili a quelle delle fisica e non sulla base di leggi aristoteliche di qualità,
quantità ecc…
Lewin, soprattutto, introduce il concetto di spazio psicologico→ mappa soggettiva dell’ambiente
sociale e degli scopi attuali dell’individuo. Lo spazio psicologico, dunque, rappresenta la totalità dei

2
fatti che determinano il comportamenti di un individuo in un dato momento→ i comportamenti
dipendono dallo spazio.

Lo spazio psicologico di un adulto è molto più complesso→ più passa il tempo più la spiegazione
dei nostri comportamenti diventa ricca ed articolata. Il cerchio piccolo rappresenta il mondo
interno dell’individuo, il cerchio più grande il mondo in cui l’individuo è inserito. Esistono delle
zone della mente che sono protette meno influenzabili dalle forze esterne.

In determinate situazioni (stress, tensione) le regioni dell’individuo interne alla mente si


indeboliscono⇒ il confine tra le varie regioni risulta indebolito.
Esempio: se una persona ha uno screzio al lavoro esso ha ricadute sulle altre regioni⇒ allargamento
della regione ad altre regioni. Il soggetto risulta irritabile anche in situazioni e con soggetti di altre
regioni.
N.B. Esistono degli stati mentali che sono in grado di far traballare i confini che ogni regione
ha con l’altra.
Lewin postula due principi:
1. Principio della contemporaneità: lo spazio psicologico è uno spazio strutturato in modo
finito, è composto da unità o regioni ed ogni regione è dotata di frontiere e valenza.

3
2. Principio dell’interdipendenza: le regioni più interne dell’individuo, quelle che danno vita al
comportamento, (C) sono dipendenti da ambiente e persona. Questa concezione, a tutti gli
effetti matematica, porta Lewin a creare una vera e propria formula: C= f (A,P).
Perciò possiamo affermare che nell’ottica di Lewin c’è proprio un legame matematico tra:
comportamento, individuo, persone e ambiente⇒ sono interdipendenti.
Es. Un comportamento molto controllato di un bambino può farci pensare all’esito su di lui di un
ambiente molto restrittivo e controllante nei suoi confronti⇒ alcune caratteristiche del bambino lo
portano a non ribellarsi all’ambiente.
Infine, Lewin formula un’ipotesi riguardo a come avvenga un conflitto:
1. conflitto appetitivo⇒ persona si trova tra due valenze entrambe positive
2. Conflitto avversivo⇒ persona si trova tra due valenze negative
3. Conflitto appetitivo-avversivo⇒ persona si trova tra una valenza positiva ed una negativa
Lewin si propone di studiare i comportamenti umani partendo non solo da ciò che è esterno ma
ipotizzando che esistano forze interne, nell'individuo e nell’ambiente, che determinano
interazione tra l’uno e l’altra.
L’idea ulteriore che Lewin porta avanti è che riusciamo a descrivere in modo, quasi matematico,
l’intensità delle forze e delle interazioni.

Nell’immagine vediamo l’esempio di un conflitto appetitivo→ due forze a valenza positiva dividono il
soggetto. Quella forza che dirige il comportamento sarà quella più forte che “risolve” il conflitto.
Proprio per questo, quindi, Lewin sostiene fermamente che il comportamento sia il risultato
dell’interazione tra una determinato individuo ed una determinata situazione.

4
Origini della psicologia dinamica

La sofferenza mentale
1. Dalle prime forme di psicoterapia alla prima psichiatria dinamica⇒ fine XVII secolo⇒ 1775
scontro tra Gassner e Mesmer
2. Dalla prima psichiatria dinamica alla nuova psichiatria dinamica⇒ 1882 scritto sull’ipnotismo
di Charcot
3. Rivalità tra scuole⇒ 1882-1883 Salpetrière e Nancy
Ci sono antichi metodi di guarigione che ancora oggi sono considerati dalla psicologia. Le origini
delle forme di aiuto risalgono a differenti forme di psicoterapia primitiva.
• stregone, mago ⇒ acquisisce delle competenze attraverso le quali riesce a curare
• sacerdote⇒ fa riferimento ad un’entità esterna che produce guarigione
• sciamano⇒ lo sciamano ha affrontato una sofferenza che gli permette di aiutare gli altri
RITUALI E PRATICHE: trattamenti antichi ma razionali con erbe si possono considerare moderni.
Oggi si sa che pratiche di magia nera e bianca sono fondate su principi ancora validi.
Le origini del 1775
Il 1775 è considerato l’anno di comparsa della psichiatria dinamica⇒ è un anno fondamentale nella
storia dell’umanità (prima battaglia guerra di indipendenza USA). In Europa nel 1775 si ha un
movimento culturale, il romanticismo⇒ ci sono molte innovazioni.
Gassner
In quegli anni è molto nota la figura di Gassner, un prete tedesco conosciuto per le sue tecniche di
esorcismo e di guarigione. Era capace di guarigione miracolosa.
Secondo Gassner esisteva un male dato dalla malattia fisica, curato dal medico, e le malattie
preternaturali. Le malattie preternaturali erano frutto della stregoneria o del demonio⇒ da
ricondursi ad un entità esterna. Gassner agiva con esorcismo portando a guarigione le persone
possedute. Egli curava malattie che gli altri non erano in grado di curare.
Mesmer:
Gassner viene messo in dubbio⇒ un medico viene incaricato di dissertare ciò che sosteneva
Gassner. Questo medico diceva di aver scoperto un principio, il magnetismo animale, che a suo
giudizio era all’origine delle guarigione di malattie anche particolarmente difficili da guarire.
Egli faceva bere ai suoi pazienti un preparato di acqua con ferro e utilizzava dei magneti, posti sul
corpo del paziente, per produrre correnti che avevano l’effetto di guarire dalla malattia. Egli, però,
sosteneva che i magneti non potevano essere sufficienti per produrre la guarigione⇒ occorreva
l’intervento del medico magnetizzatore⇒ una persona in cui si era accumulato un fluido

5
responsabile della guarigione⇒ il magnete è solo uno strumento ausiliario per aumentare il
magnetismo e dargli una direzione.
I principi del suo metodo sono quattro:
1. Il fluido fisico è presente in tutti i corpi umani
2. La malattia si origina dalla distribuzione del fluido nel corpo in maniera non omogenea→
quando la circolazione del fluido vitale è ostruita da qualcosa, c’è la malattia
3. E’ possibile riportare equilibrio⇒ portare a guarigione
4. Il magnetizzatore provoca una ridistribuzione del fluido⇒ è lui che cura
Nacquero una serie di rituali che consentivano di curare tante persone contemporaneamente.
Puységur
Uno dei seguaci di Mesmer, Puységur, fu particolarmente importante. Egli creò un prototipo della
crisi perfetta, simile ad uno stato di veglia.
1. Il paziente stabilisce una relazione preferenziale con il magnetizzatore eseguendo i suoi
compiti acriticamente
2. I pazienti non ricordavano niente al momento del risveglio⇒ si notò un’analogia tra il
processo messo in atto e il fenomeno del sonnambulismo⇒ sonnambulismo artificiale
Il paziente, dunque, è in condizioni di amnesia rispetto allo stato sonnambolico, ma ha grande
lucidità su di sé e gli altri rispetto a diagnosi e trattamento.
La condizione di crisi perfetta diede lo slancio per formulare il concetto di IPNOSI. Tale concetto
arriverà nel 1843 da Braid⇒ egli cercò di interpretare il magnetismo dando una denominazione che
permettesse di utilizzare un linguaggio comune.
Alcuni neurologi cominciarono ad avere dubbi. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo
magnetismo ed ipnotismo erano caduti in grande discredito⇒ quasi tutti i medici abbandonarono
tali pratiche.
Liebeaut
Liebeaut fu uno dei pochi medici a non abbandonare del tutto le tecniche di ipnotismo. Egli
proponeva ai suoi pazienti di scegliere come farsi curare⇒ gratuitamente con il magnetismo o
a pagamento con i medicinali.
Egli:
1. ipnotizzava i pazienti dicendo loro di guardare negli occhi
2. suggeriva loro che stavano provando una sonnolenza crescente
3. una volta totalmente ipnotizzati diceva loro che sarebbero guariti dai loro malanni
Ebbe un numero di pazienti numerosi.

6
Charcot e la psicologia dinamica, 1882
Charcot era un rinomato medico parigino della clinica della salpetrière. Egli era un neurologo. Iniziò
a descrivere casi di isterie ed ottenne successi importanti sulle paralisi traumatiche. Fu il primo a
riconoscere nell’isteria un’eziologia psichica. In particolare l’isteria viene vista da Charcot come una
creazione di idee fisse che ha effetti specifici sul corpo, queste idee si formano quando l’individuo è
in uno stato ipnoide e:
A. Dipendono da eventi traumatici→ shock psichico
B. Sono come dei parassiti che intaccano la mente del soggetto
Nel 1884 furono ricoverati tre pazienti maschi che avevano monoplegia ad un braccio
successivamente ad un trauma. Egli fu in grado di creare paralisi simili attraverso l’ipnosi⇒
suggeriva ai pazienti sotto ipnosi che avrebbero avuto una paralisi ad un braccio. Le paralisi
ipnotiche erano identiche alle paralisi dei pazienti quando si erano presentati.
Egli distinse tra:
1. paralisi dinamiche⇒ sono quelle di tipo isterico, post-traumatico e ipnotico, tutte di origine
psichica
2. paralisi organiche ⇒ originate da lesioni del sistema nervoso
Charcot indicò proprio le idee fisse inconsce come nuclei da cui originavano tali paralisi.
Freud comincia a seguire le lezioni di Charcot, in un momento dunque di grandi discussioni
sulla valenza delle idee di Charcot.
I punti chiave di Charcot, dunque, sono:
1. studi sulle paralisi istero-traumatiche
2. Utilizzo di un metodo anatomo-clinico⇒ dalle alterazioni funzionali ai sintomi
3. Utilizzo di un metodo comparativo e analisi differenziale ⇒ uno stesso sintomo osservato
e studiato in quadri nosografici differenti
4. Ipotesi sull’esistenza di idee fisse⇒ idee che si creano in uno stato ipnoide ed è in questo
che vanno risolte
Le idee di Charcot sono oggi considerate le più importanti per la psicologia dinamica.
Ipnosi: strumento clinico o variante della suggestione?
Bernheim considerò l’ipnosi correlabile alla dimensione psicologica e si schierò, dunque, a favore
della suggestione. Charcot, invece, considerò sempre le due tecniche sovrapponibili.
Alla fine dell'800 si affacciano due scuole:
1. La scuola della clinica di salpetrière→ seguita da Fred
2. La scuola di Nancy→ non seguita da Freud
Esse avevano sviluppato modi e tecniche differenti ma entrambi fondamentali per lo sviluppo della
psicoanalisi.

7
Concetti chiave della psicoanalisi

Concetti clinici e concetti metapsicologici


I concetti metapsicologici sono i modelli teorici a cui il modello psicoanalitico si ispira. Sono
qualcosa di fondativo⇒ vanno al di là della semplice osservazione psicologica⇒ qualcosa che sta
dietro e spiega i comportamenti teorici. Sono concetti che ogni individuo possiede. Ciò che cambia
è il funzionamento pulsionale che ogni individuo può avere.
Esempio concetto di libido/pulsione/istanza psichica
I concetti clinici sono l’insieme dei concetti dinamici che si attuano all’interno della situazione
terapeutica. Hanno a che vedere con ciò che accade tra un paziente ed un terapeuta.
Esempio concetto di transfert⇒ relazione che si instaura nel setting psicoanalitico. Essa varia da
paziente a paziente⇒ un terapeuta deve essere in grado di modellare la propria relazione a seconda
del paziente⇒ è molto importante essere in grado di modificare gli strumenti clinici⇒ ad esempio,
a seconda dell’età. Un setting può variare a seconda del periodo di analisi.
Normalità e patologia
Non è così rigida la linea di demarcazione tra normalità e patologia⇒ ci sono persone che,
nonostante particolari comportamenti, si considerano normali e viceversa⇒ questi due concetti
sembrerebbero particolarmente soggettivi. Al contrario esiste anche la possibilità di oggettivare
attraverso una corretta identificazione di segni e di sintomi.
SEGNI: ciò che i clinici riescono ad osservare in un paziente⇒ es. il modo in cui ci guarda, la
magrezza, segni di stanchezza ecc…
SINTOMI: ciò che il paziente riferisce⇒ ciò che il paziente racconta riguardo la propria condizione
psichica.
Ci sono manuali che hanno cercato di catalogare l’insieme dei sintomi e di individuare i sintomi che
definiscono un certo disturbo mentale.
Oggi molto conosciuto, ormai giunto alla quinta edizione, è il DSM “Diagnostic and Statistical
Manual of Mental Disorders”⇒ manuale di classificazione dei disturbi mentali in base ai sintomi
che il paziente manifesta. Il DSM ha un modello medico⇒ classificatorio.
Recentemente è stato proposto il PDM “Manuale diagnostico psicodinamico” ha
un’impostazione molto più psicodinamica⇒ tiene in considerazione il modo di funzionare della
mente. C’è una maggior attenzione agli aspetti di funzionamento e di risorse della mente del
paziente⇒ fa riferimento all’esperienza soggettiva della patologia.
In particolare, è diviso in tre sezioni:
1. Valutazione della personalità
2. Funzionamento mentale
8
3. Sintomi ed esperienza dei sintomi
Esiste una continuità della vita mentale⇒ continuità tra normalità e patologia⇒ siamo sempre
noi sia che stiamo bene sia che abbiamo particolari casistiche.

Ansia e angoscia
Per comprendere meglio le condizioni psichiche in cui ci si trova ci sono due descrittori importanti,
l’ansia e l’angoscia.
ANSIA: processo psichico attraverso cui l’individuo reagisce a stimoli esterni di pericolo⇒ il nostro
organismo si attiva in maniera automatica di fronte a determinati ostacoli. Questa attivazione ci aiuta
a risolvere in maniera performante determinate prove fino ad un certo punto⇒ l’arousal ha una curva
che si abbassa dopo un certo livello. L’ansia è di due tipologie:
1. Ansia di stato⇒ ansia legata ad una condizione attuale
2. Ansia di tratto⇒ propria di chi possiede una personalità ansiosa
ANGOSCIA: stato affettivo sgradevole, che si distingue per:
1. ripiegamento assorto e preoccupato su se stesso che impedisce la soluzione del problema⇒
anziché vedere l’ostacolo come responsabile che mi fa vivere un’esperienza negativa ci si
ripiega su se stessi
2. dubbio irrisolvibile concernente la natura della minaccia e la probabilità di superarla
Spesso la psicoanalisi ha affrontato queste due condizioni psichiche. Quando si è in una
condizione di forte ansia e di forte angoscia quali strategie si hanno a disposizione? La
psicologia dinamica si occupa anche di questo o si limita a catalogare?
La psicologia dinamica si occupa anche del modo in cui noi affrontiamo determinate condizioni
psichiche anche a partire dalla nostra personalità.
Strutture psicopatologiche di Kernberg
Kernberg negli anni ottanta ha fatto delle ipotesi su pazienti che non erano nè nevrotici nè psicotici.
Egli ha anche fornito modelli eziologici che spiegano da dove provengono certi disturbi.
La tabella di Kernberg esamina tre fattori fondamentali:
1. L’esame di realtà
È il fatto che l’individuo mantiene un contatto con la realtà⇒ non la distorce e non se ne distacca.
L’esame di realtà ci fa dire che es. la stanza in cui sono ha le pareti lilla.
a. Gli esami di realtà vengono condivisi sia dai pazienti borderline sia nei pazienti
con nevrosi.
b. I pazienti psicotici perdono l’aderenza alla realtà⇒ non hanno capacità di
esaminare la realtà
2. Meccanismi di difesa
Processi mentali che svolgono, per l’individuo, la fondamentale funzione di adattamento ad una
situazione di pericolo o di stress. Le difese negli stati nevrotici e borderline difendono il soggetto dai
9
conflitti presenti dentro di lui⇒ esempio: ansia tra il voler conquistare una persona e il timore di non
esserne in grado⇒ le difese proteggono il soggetto da conflitti intrapsichici. Nella psicosi le difese
sono dedicate a proteggere il soggetto dalla disintegrazione e dalla fusione del sé con l’oggetto.
3. Livello di integrazione dell’identità
Nel nevrotico non c’è una completa disintegrazione del sé; negli stati borderline e psicotici c’è una
diffusione dell’identità⇒ c’è una sensazione che il sé sia fluido e l’identità si disperde. Negli stati
nevrotici e borderline le rappresentazioni del sé sono differenziate da quelle degli oggetti; nei
pazienti psicotici la rappresentazione del sé non è differenziata da quella degli oggetti

Meccanismi di difesa
Operazione mentale che avviene perlopiù in modo inconsapevole, la funzione è di proteggere
l’individuo dal provare eccessiva ansia. Sono perfetti per comprendere meglio come il paziente si
muova. La difesa più importante fu inizialmente scoperta da Freud che costituisce il punto d’avvio
del proprio percorso⇒ LA RIMOZIONE.
Con rimozione si intende un’operazione con cui il soggetto cerca di respingere o mantenere
nell’inconscio rappresentazioni legate ad un pulsione→ queste rappresentazioni sono, quindi,
inaccettabili alla coscienza.
In particolare, Freud distingue:
1. rimozione primaria/originaria⇒ a che vedere con il fatto che noi non ci interroghiamo mai su
alcune questioni originarie⇒ es. non ci fermiamo mai a pensare che le persone con cui
viviamo siano i nostri genitori. La grande maggioranza di noi rimuove l’elemento che si vive
con i propri genitori⇒ giacerà per sempre nel nostro inconscio
2. rimozione secondaria⇒ quando si rimuove un evento poiché questo è affiorato in un certo
modo nella nostra vita o è entrato in conflitto con una parte dell’io⇒ rimozione e invio
dell’evento all’inconscio.
La rimozione è una difesa che è entrata anche nel linguaggio comune. La rimozione è una difesa
che utilizziamo inconsapevolmente fin dalla tenera età di pochi anni. Una delle cose che, secondo
Freud, viene rimossa più frequentemente sono gli aspetti legati alla vita sessuale.

10
Assessment delle difese: quali obiettivi?
Quando si valutano le difese quali obiettivi abbiamo?
1. Riconoscere le dinamiche difensive del paziente
2. Verificare quali dinamiche difensive siano prevalenti o il “peso specifico” di quella
dominante⇒ abitualmente quando ci abituiamo a gestire l’ansia, utilizziamo modalità
standard che diventano nostre (es. mettere in atto difesa di evitare situazioni che mi generino
ansia). Ogni difesa ha un peso specifico differente⇒ un conto è rimuovere un conto e
scindere
3. Correlare difesa vs assetto mentale o quadro diagnostico⇒ se noi ci facciamo un quadro
diagnostico del paziente risulta molto utile valutare le difese
4. Monitorare l’andamento delle difese nel corso del trattamento⇒ nel tempo un paziente può
utilizzare meccanismi di difesa differenti
Criteri definitori dei meccanismi di difesa
• Dove si attivano?
Il luogo di attivazione delle difese risiede nella zona in cui non siamo consapevoli⇒
nell’inconscio⇒ le difese si attivano inconsciamente senza che noi ce ne rendiamo conto
• Quando si attivano?
Le difese si attivano in presenza di una minaccia fisica ed a garanzia dell'integrazione del sé
• Perché si attivano?
I meccanismi di difesa ci aiutano a gestire gli affetti e le emozioni
• A cosa servono concretamente?
Danno una certa stabilità al funzionamento mentale ormonale e sono alla base
dell’adattamento dell’individuo.
• Ci sono dei risvolti negativi nell’uso eccessivo di difese?
Un eccessivo uso di difese porta ad evitare tutte le situazioni ansiogene e mette il soggetto in uno
stato di fobia⇒ l’uso eccessivo di difese può portare a stati patologici
Classificazione dei meccanismi di difesa
Secondo il principio del distinctiveness ogni difesa è distinguibile. Le difese sono stabili nel
tempo⇒ ognuno si affeziona al modo di adattarsi alla realtà⇒ esso permane nel corso del tempo.
Esistono quattro stili difensivi principali (Quattro stili difensivi di Bond):
1. Stile maladattivo
2. Stile image distorting
3. Stile self sacrificing
4. Stile adattivo

11
Stile maladattivo
Lo stile maladattativo è uno stile che porta l’individuo ad adattarsi in modo poco funzionale alla realtà
esterna. Un esempio di stile maladattativo è il meccanismo di difesa della proiezione.
PROIEZIONE:
• ha luogo quando l’individuo affronta conflitti emotivi e stress attribuendo ad altri i propri
sentimenti, impulsi o pensieri non riconosciuti.
• La caratteristica della proiezione è mettere nell’altro un sentimento che è proprio⇒ di
solito sentimenti negativi⇒ immaginare che una persona provi sentimenti quando in realtà li
proviamo noi (mi sembri arrabbiato oggi).
• La proiezione comporta un buttar fuori ciò che diventa intollerabile internamente⇒ a lungo
andare porta a patologia
• E’ diversa da:
o Identificazione proiettiva⇒ difesa particolare e più grave della semplice proiezione⇒
si riferisce al fatto che vengono proiettate non tanto le emozioni bensì viene proiettata
una parte del sé identificata⇒ porta il soggetto a riconoscere una parte di sé come
cattiva e, successivamente, di allontanarla da se stessi
o Spostamento⇒ si è consapevoli che è un emozione mia e che la sto spostando⇒ lo
spostamento prevede maggior consapevolezza della proiezione
o Razionalizzazione⇒ tentativo di conoscere il proprio ruolo e di giustificarlo, porta il
soggetto a giustificarsi maggiormente rispetto a quanto fa nella proiezione
Image distorting o scissione
Il secondo stile viene definito image distorting, è uno stile ancora piuttosto disadattivo. L’image
distorting si concretizza nel concetto di scissione, essa impedisce al soggetto di integrare nell’io le
esperienze che vive.
La scissione è un meccanismo di difesa che si ha quando l’individuo affronta conflitti emotivi e stress
considerando sé stesso e l’altro come completamente buoni o cattivi, con alternanza di
idealizzazione e svalutazione. Nell’image distorting ha luogo un processo di distorsione che si
ha dell’altra persona soprattutto a partire da una netta divisione che si fa della persona in
completamente buona/completamente cattiva. In parole semplici è una divisione delle persone in
buone o cattive senza via di mezzo.
Es. Paziente borderline che inizia il suo percorso di cura in maniera attiva e propositiva portando in
palmo di mano il terapeuta; in realtà basta veramente poco affinché il paziente cambi atteggiamento.
E’ un modo sano di preservare qualcosa di buono⇒ è un po’ più positivo della proiezione.
Si differenzia da:
• Identificazione Proiettiva
• Svalutazione⇒ c’è un maggior distacco emotivo dall’oggetto che nella scissione

12
Self sacrificing
E’ uno stile decisamente più adattativo. E’ un meccanismo per cui l’individuo affronta conflitti
emotivi e stress sostituendo i propri pensieri o sentimenti inaccettabili con comportamenti,
pensieri o sentimenti diametralmente opposti. Il meccanismo di difesa rappresentate lo stile self
sacrificing è la formazione reattiva⇒ si forma un pensiero che porta ad un tipo di comportamento in
reazione ad un sentimento ritenuto inaccettabile⇒ questo pensiero forma comportamenti che vanno
nella direzione opposta.
Es. Persona, fratello maggiore di tre, con problemi a relazionarsi. C’erano i presupposti per entrare
in conflitto con la madre per chiedere in maniera forte un’attenzione ed una cura maggiore ma in
realtà la risposta al cattivo rapporto con la madre si concretizzava in un comportamento
diametralmente opposto⇒ il ragazzo aveva gestito gli elementi aggressivi dentro di sé
concretizzando comportamenti costruttivi (aiutare la madre).
Si differenzia da:
• Annullamento retroattivo⇒ il soggetto percepisce entrambi gli affetti o gli impulsi opposti in
successione⇒ senza soluzione di continuità⇒ buono e cattivo non coesistono⇒ “prima
la persona si sente cattiva poi si sente buona”
Stile adattivo
In questo stile l’individuo affronta conflitti emotivi e stress incanalando sentimenti o impulsi
potenzialmente maladattivi in comportamenti socialmente accettabili. Corrisponde al
meccanismo di difesa della sublimazione. Chi sublima gestisce in modo socialmente accettabile
sentimenti negativi⇒ es. sentimenti aggressivi si concretizzano in gare “ad armi pari”. La
sublimazione è presente ad esempio anche nell’operare dei medici chirurgici⇒ sublimare il
sadismo.
Si differenzia da:
• Spostamento⇒ l’impulso socialmente inaccettabile rimane comunque presente nello
spostamento
• Altruismo⇒ il soggetto aiuta gli altri per risolvere conflitti interiori⇒ curare se stesso
curando gli altri
Ha senso classificare i meccanismi di difesa?
Esistono diversi strumenti di misurazione e classificazione delle difese:
1. D.M.I⇒ 5 classi di difese
2. R.E.M.-71⇒ 2 fattori individuati rispetto al grado di maturità delle difese
3. D.S.Q⇒ quattro stili difensivi di Bond
In sintesi possiamo dire che:
A. Da un certo punto di vista ha senso classificare poiché può aiutare ad individuare pazienti
con un funzionamento migliore e pazienti più gravi che hanno difese più immature.

13
Tuttavia, la struttura gerarchica delle difese è ipotizzabile ma non rigidamente applicabile⇒
esistono pazienti gravemente disturbati e con stili poco funzionali che possono a volte utilizzare
meccanismi di difesa maturi e viceversa.
B. È meglio pensare le difese lungo un continuum immaturità-maturità e malattia-salute
mentale. Non è opportuno cadere nel tranello di considerare la difesa in modo unico e
specifico come modalità per fare diagnosi⇒ non bisogna partire dalla difesa e fare diagnosi
bensì vedere qual è la difesa prevalente e quanto è utilizzata.
Esiste quindi la teoria della specificità debole secondo le quale il criterio migliore per valutare un
soggetto è osservare da un lato quali difese utilizza ma anche con che intensità ne fa uso.
L’attivazione delle difese non fa altro che cercare di mettere insieme:
1. bisogni istintuali⇒ es
2. realtà esterna
3. coscienza morale ed eredità culturale⇒ super-io
4. relazioni con persone significative

14
Freud e il concetto di malattia

La malattia prima di Freud


Prima di Freud c’era l’dea che la malattia fosse qualcosa di strano presente nella mente del malato
e che questa presenza andasse estirpata⇒ ciò che rappresenta la malattia mentale deve essere
eliminato. E’ un ideale che la medicina persegue ancora oggi. In medicina c’è la possibilità di
rendere chiaro da cosa deriva un certo disturbo. In psichiatria questo non è possibile⇒ rendere la
malattia qualcosa di oggettivabile rimane una chimera.
Freud si occupò con passione della questione dell’ipnosi e della suggestione.
Critiche freudiane al trattamento per suggestione
Negli anni che vanno dal 1890-1895 si assiste alla scrittura di alcuni saggi dedicati all’ipnosi e alla
suggestione e anche ad un primo punto di vista sull’isteria. Freud si stava appassionando allo studio
del disagio psichico e alle tecniche innovative usate in Francia da Charcot e altri medici. Egli rimase
più vicino a Charcot e rifiutò la visione della scuola di Nancy. Freud si era accorto che il metodo
ipnotico non era sempre utilizzabile; nel 1890-1891 Freud si sofferma sui limiti della tecnica
ipnotica e sulla suggestionabilità dei pazienti:.
1. I malati psichici si rivelano come poco ipnotizzabili ⇒ per questo Freud creò le tecniche
psicoanalitiche
2. Instabilità dei successi terapeutici⇒ i pazienti migliorano nel corso del trattamento ma una
volta chiuso il periodo di trattamento rapidamente tornavano i sintomi⇒ una tecnica di cura
non deve essere solo efficace bensì dare risultati che durano
3. Si creava tra i pazienti ipnotizzati e il terapeuta una dipendenza da cui è difficile
liberarsi⇒ secondo Freud questa tecnica rende il paziente molto dipendente da terapeuta e
questo è un ostacolo ⇒ Freud farà analisi del transfert come elemento cardine per
sciogliere il rapporto analitico
4. Il trattamento ipnotico è inversamente proporzionale alla sua durata⇒ più un
trattamento è lungo più ha scarse probabilità di essere efficace⇒ un terapeuta ipnotista mano
a mano trascorre il tempo più potere perde
Molto prima che Freud parlasse di psicoanalisi questi limiti inducevano Freud a mantenere una
distanza dalle tecniche che circolavano a quei tempi. Freud era comunque un ammiratore di
queste persone e volle che si conoscessero quelle persone

15
Isteria
Ai tempi Charcot curava soprattutto pazienti isterici con l’ipnosi Rispetto all’isteria Freud, nel 1888,
scrive che:
• L’isteria è una nevrosi⇒ non ha basi organiche bensì ha basi psichiche⇒ ha un substrato
dinamico.
• I sintomi che essa presenta sono che tradiscono la loro origine dinamica relativa alla
presenza di forze non organiche interne all’individuo. I sintomi sono molto circoscritti e
limitati ma di durata variabile→ sono molto intensi e, nel momento in cui non si manifestano
esplicitamente, rimangono inconsci.
Esempio: Se si ha un dolore intenso ad esempio alla mano questo dolore non sparisce del tutto
dopo un mese. Per l’isteria si parla di sintomi che durano pochi giorni⇒ dopo una settimana
tranquillamente regrediscono⇒ a Charcot era chiaro che era qualcosa a livello psichico
• La causa viene attribuita al livello di eccitazione che il sistema nervoso ha mentre i sintomi
di isteria si manifestano⇒ modificazioni della distribuzione dell’eccitazione nervosa⇒
c’è qualcosa che altera l’omeostasi del corpo
• Il ruolo centrale è attribuito al trauma⇒ evento impattante che disturba l’equilibrio psichico.
Un evento traumatico può rimanere nella nostra mente ma in maniera inconscia⇒ la sua
presenza genera delle alterazioni comportamentali dei sintomi
L’idea che Freud appoggiò e che derivava dalla mente di Breuer fu quella per la quale il paziente
poteva guarire dal disagio causato dall’isteria attraverso la terapia catartica⇒ raccontando,
andando a recuperare, il momento in cui il disagio si era installato.
Rispetto all’ipnosi, la tecnica catartica era un po’ più complessa⇒ non si limitava a far ricordare al
paziente l’evento⇒ nella terapia il paziente deve raccontare quanto accaduto nell’evento
traumatico. Dunque, non è importante solo ricordare l’evento bensì saperlo raccontare→ i sintomi
possono scomparire nel momento in cui vengono rese coscienti le radici di quei sintomi.
Sigmund Freud (Freiberg 1856- Londra 1939)
1. 1886-1899: fase pre-psicoanalitica; saggio sull’isteria; Freud si reca a Parigi con una borsa
di studio per seguire le lezioni di Charcot⇒ prima incuriosito poi scioccato dalle sue idee;
pubblicazione di Traumdeutung e Saggi sull’isteria
2. 1899-1920: fase che comporta il soffermarsi di Freud su importanti tematiche come il
narcisismo⇒ in parte collegate a ciò che aveva già scoperto e in parte a ciò che scoprirà;
pubblicazione de Al di là del principio del piacere (1920)
3. 1920-1939: Freud darà una svolta innovativa alle sue teorie; l’ultima sua opera scritta è Il
compendio di psicoanalisi
1. alla teoria pulsionale→ importante è il concetto di angoscia
2. alla teoria della personalità→ es, io, super-io

16
Una cosa che permette di collegare Freud alle sue produzioni teoriche è il fatto che quando nacque
nel cuore dell’impero austro-ungarico Freud era figlio delle terze nozze del padre⇒ fa pensare a
molti che questa mamma così giovane ed un rivale paterno molto debole abbia favorito in Freud
l’interesse per il complesso edipico⇒ le sue circostanze della vita abbiano determinato il suo
interesse nell’innamoramento per il genitore del sesso opposto.
In più punti egli riprende fatti della sua infanzia.
Nel 1873-1881 Freud si recò presso il laboratorio di Von Brucke che era docente di fisiologia e
istologia e apparteneva nel circolo di Berlino che mirava ad una ricerca minuziosa delle cause degli
eventi. Nel 1885-1886 Freud soggiorna a Parigi per ascoltare le lezioni di Charcot che erano
piuttosto teatrali. Freud era molto diverso da Charcot⇒ era più concentrato su aspetti di analisi e
non su aspetti teatrali
• Breuer
Una figura importante, la prima figura importante, fu Breuer⇒ un medico di dieci anni più anziano di
Freud che si appassionò alle tecniche che Freud stava cercando di portare a Vienna legate
alla suggestione. Fu un importante sostenitore di Freud. Nel 1905 abbandonò questo ruolo di
sostenitore poiché non convinto di ciò che Freud sostenne possibile ⇒che le origini delle
nevrosi erano di tipo infantile e collegabili alla sfera sessuale.
• Wilhelm Fliess
Un’altra figura fondamentale nella vita di Freud fu Wilhelm Fliess⇒ otorinolaringoiatrica con cui
Freud ebbe una corrispondenza epistolare⇒ Freud in modo intuitivo pone alcuni contenuti che
saranno sviluppati negli anni successivi es. il concetto di paranoia
• Bernheim (p.45 manuale)
Bernheim ci dice che tutti siamo potenzialmente isterici, solo in alcuni individui però, forti emozioni
diventano patologiche.
• Pierre Janet (p.55 manuale)
Pierre Janet lavorò in modo analogo a Freud su tematiche legate all’isteria e soprattutto, come
Freud, propose una teoria dinamica della mente⇒ ricca di forze tra loro contrastanti e differenti
per intensità. Janet parla di contenuti che verranno poi ripresi da Freud. Tra Janet e Freud non ci fu
un buon rapporto, si rispettavano. Ebbe meno successo di Freud.
Freud e il suo metodo clinico
Il modo di procedere di Freud è sempre caratterizzato da un’alternanza di momenti di teoria e
momenti di clinica a sostegno della teoria. Ciò che viene scoperto anni prima viene inglobato nella
nuova costruzione dell’edificio psicoanalitico. Solo in due casi Freud dirà cose differenti rispetto
al passato:
1. Il caso del trauma
2. Il caso dell’angoscia
I casi clinici fondamentali di Freud sono:
17
1. Frammento di un’analisi d’isteria (Caso clinico di Dora, 1901)
2. Analisi della fobia di un bambino di cinque anni (Caso clinico del piccolo Hans, 1908)⇒
isteria d’angoscia⇒ la carica libidica preme molto nella psiche del bambino perché accadano
certe cose
3. Osservazione su un caso di nevrosi ossessiva (Caso clinico dell’uomo dei topi, 1909)⇒
nevrosi ossessiva
4. Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente (Caso
clinico del presidente Schreber, 1910)⇒ schizofrenia paranoica
5. Dalla storia di una nevrosi infantile (Caso clinico dell’uomo dei lupi, 1914)⇒ dimostrare
che nell’autorità c’è una riattualizzazione del conflitto nevrotico⇒ la nevrosi si installa fin
dai tempi dell’infanzia

18
Studi sull’isteria
Gli studi sull’isteria risalgono al 1892-’95⇒ furono assembrati in momenti differenti. Sono tra i primi
scritti importanti di Freud, ce n’erano già stati altri tuttavia con questi studi Freud fa un salto di
qualità e ci porta in prossimità della strutturazione del primo step psicoanalitico.
Caratteristiche degli studi:
Questi studi sono nati quando la collaborazione con Breuer era quasi terminata. Il paradosso di
quest’opera è che nasce proprio nel momento in cui Freud e Breur si allontanano l’uno dall’altro.
Sono composti da tre parti:
1. Parte teorica ed introduttiva scritta con Breuer
2. Parte di casi clinici
3. Parte di commento teorico prima di Breuer poi di Freud
Comunicazione preliminare I
La comunicazione preliminare I pone l’ipotesi che esista un legame tra un sintomo ed un trauma
vissuto in passato.
È una parte dell’opera in cui viene fatto il punto della situazione rispetto alle conoscenze che si
avevano a quei tempi riguardo l’origine dell’isteria.
• Un primo aspetto è che le cause idiopatiche hanno con il trauma un forte legame ⇒ sintomi
isterici collegati con il trauma spesso⇒ i sintomi si manifestano a partire dall’evento
traumatico (tremori). In particolare, il trauma:
o Vive nella mente del paziente
o È una scissione tra la rappresentazione dell’evento e l’effetto che quell’evento ha
avuto sul soggetto→ questa scissione aumenta all’aumentare dell’impatto dell’evento
Quest’idea che ci sia una connessione tra sintomo e trauma fa pensare che esistano degli stati di
coscienza come l’emotività che si manifesta come stress legato all’evento che colpisce.
• Freud e Breuer ritengono questa una possibile causa dell’isteria⇒ isteria da stato ipnoide⇒
nel momento in cui l’io si trova in una condizione non totalmente vigile che ha favorito
l'irrompere dell’evento e dell’emotività legata all’evento
Quindi, l’isteria si verifica nel momento in cui non c’è stata una scarica emotiva sufficiente di uno
stato traumatico.
• Freud ipotizza anche che ci sia un:
o isteria da ritenzione⇒ il paziente conosce bene l’origine dei sintomi ma trattiene
dentro di sé la comunicazione di ciò che li ha determinati
o isteria da difesa⇒ disturbo psichico che si sviluppa con obiettivi difensivi rispetto ad
un conflitto irrisolto di cui il paziente non vuole sapere nulla (poiché genera stato di

19
disagio)⇒ a partire da esso il paziente instaura i sintomi per difendersi da un
conflitto soggiacente
• Le rappresentazioni normali del trauma non vengono dimenticate⇒ non sono soggette ad
usura come i normali ricordi; questo perché:
o il paziente non ha potuto o voluto reagire ad esse
o il paziente le ha formate in particolari stati psichici

Comunicazione preliminare II
Nella comunicazione preliminare II si vuole sottolineare l’importanza dell’evento in sé, cioè della
carica emotiva associata ad un evento.
L’isterico soffrirebbe di ricordi e reminiscenze, non tanto del ricordo preciso dell’evento stesso,
quanto della carica emotiva legata a quell’evento.
Nell’isteria si ha una scissione della coscienza⇒ una parte del paziente rimane legata alla
rappresentazione mentale dell’evento ma un’altra parte rimane influenzata dalla carica
emotiva che l’evento portava con sé.
L’idea è che ci sia uno scollamento tra la rappresentazione dell’evento e l’affettività che a questa
rappresentazione è connessa.
Secondo Freud e Breurer il metodo catartico consente di dare sfogo all’affetto legato alla
rappresentazione traumatica ⇒ attraverso un racconto. Se noi abbiamo vissuto un evento
particolarmente stressante dal punto di vista emotivo il raccontandolo ad alcune persone
scarichiamo con loro la carica emotiva che era rimasta bloccata quando l’evento capitava.
Tutto ciò non spiega le cause dell’isteria in modo chiaro.
Casi clinici isterici
Gli studi sull’isteria sono costituiti da casi clinici. Sono tutti pazienti isterici che non sono
ipnotizzabili⇒ poiché brillanti dal punto di vista introspettivo⇒ avevano più difficoltà a dipendere in
modo diretto da un ipnotista e a farsi ipnotizzare.
Fräulein Anna O.
Questa paziente venne curata da Breuer, è una delle più famose nella storia della psicoanalisi.
Breuer ebbe in cura Anna O da metà luglio del 1880 a giugno del 1882. Egli descrive in modo
dettagliato quanto avvenne⇒ prese in carico Anna O quando ella si trovava in una condizione
abbastanza difficile: presentava una serie di sintomi di tipo isterico che riguardavano la parte
muscolare dell’adulazione ma poco a poco si estesero alla capacità espressive ed attentive da
chiedere l’intervento di uno specialista.
Tre caratteristiche importanti di Anna O:
1. Non era ipnotizzabile
2. Era molto altruista
3. Aveva una sessualità poco sviluppata
20
Periodo dell’incubazione latente
Anna O comincia a stare male nel luglio del 1880 e a dicembre comincia a presentare condizioni
critiche⇒ alternanza tra momenti di totale assenza e momenti di sonno profondo⇒ la mente
sembrava essere caratterizzata da una nebbia interna⇒ clouds. Già qua Anna O presenta la
scissione→ alterna momenti violenti e momenti di normalità. Anna O si esprimerà in lingua inglese
ad un certo punto.
Periodo della piena manifestazione della patologia isterica
Anna O passa momenti di totale assenza⇒ sonno profondo⇒ la paziente si sentiva totalmente
addormentata e faceva movimenti violenti⇒ la situazione è abbastanza grave ma l’intervento di
Breuer porta ad un miglioramento sul finire del 1880
Quando il padre di Anna muore, nell’aprile del 1881, questo rispecchia un evento importante poiché
emerge nella mente di Breuer il legame che Anna O aveva nei confronti del padre⇒ Anna O fu
sempre una ragazza particolarmente legata al padre e ad aiutare gli altri⇒ nonostante nel
1881 ella non stesse bene decise comunque di stare vicino al padre.
Periodo del sonnambulismo persistente
Dall’aprile al dicembre del 1881 c’è il periodo del sonnambulismo persistente⇒ in questo periodo
Anna O è continuamente presa da una dormiveglia molto importante nel quale Breuer riesce a
rientrare⇒ Breuer si accorge che Anna O mentre è in dormiveglia pronuncia una serie di
parole sulla base delle quali si è instaurato un sintomo.
Il sintomo si era instaurato in Anna O quando provò una sensazione di schifo guardando il
proprio cane bere nel suo bicchiere⇒ decide di imporsi il divieto di non bere più.
Il sintomo del divieto di bere si era instaurato vedendo quell’evento che aveva causato una specie
di Shock→ il divieto di bere è il metodo scelto da Anna O per far fronte al momento traumatico.
Ritornare su questi eventi permetteva ad Anna O di liberarsi di quel sintomo⇒ la graduale scomparsa
derivante dagli stati patologici avviene proprio secondo il procedimento.
Il procedimento avviene nell’arco del periodo tra aprile 1881 e giugno 1882⇒ provoca un’effettiva
guarigione della paziente.
Sono individuabili due fasi principali nel trattamento:
1. Alternanza di momenti di normalità a momenti di assenza, seguiti da sonno profondo⇒
momento di annebbiamento e di conseguente momento di racconto⇒ talking cure o chimney
sweeping (pulizia del camino raccontando)
Questo modo di procedere non fu deciso da Breuer bensì fu Anna O a guidare Breuer verso la
tecnica di racconto⇒ Breuer si accodò a tal punto che si recò lui dalla paziente e quando Anna
non mangiava o beveva la imboccava→ Breuer stava diventando l’oggetto di investimento libidico
di Anna O.
2. Ricostruzione, all’interno dello stato autoipnotico, dell’evento traumatico che aveva posto in
atto il sintomo che porta alla scomparsa di esso⇒ la psicoanalisi prende atto di questa
21
modalità e la ritiene fondamentale⇒ grazie all’analista il paziente deve tornare al
passato nel momento in cui si è instaurato il sintomo.
N.B. Nell’isteria si verifica un’assenza temporanea di reazione allo stimolo traumatico.
E’ un caso di transizione⇒ il legame tra Breuer ed Anna O spaventò Breuer il quale decise ad un
certo punto di chiudere di sua iniziativa il trattamento ritenendo che Anna O fosse guarita. In realtà
Freud dirà che uno dei limiti nel trattamento di Anna O fu quello della relazione che instaurò con
Breuer⇒ elemento fondamentale che caratterizzerà la tecnica psicoanalitica.
Elisabeth Von R
È un caso di isteria da ritenzione→ Elisabeth è sempre stata cosciente dei motivi del proprio disagio.
Elisabeth von R. viene inviata a Freud nel 1892 da un amico medico. E’ un caso che apre la strada
alla psicoanalisi del modello freudiano⇒ i passi definitivi sono questi. E’ un caso non ipnotizzabile
con una serie di importanti sintomi somatici, in particolare la paziente si lamenta di forti dolori
alle gambe che le rendono impossibile la deambulazione⇒ non è un caso di isteria drammatica⇒
isteria dai sintomi più contenuti ma che crea molte difficoltà al paziente.
Elisabeth era la prima figlia di tre, una sorella era sposata con un rozzo ricco, l’altra era sposata con
un uomo molto raffinato da cui Elisabeth era attratta.
La sorella invidiata da Elisabeth si ammala di un problema cardiaco.
Qual è l’ipotesi che fa Freud?
• L’ipotesi è che nonostante la paziente non sia ipnotizzabile sia una che conosce esattamente
i motivi del suo disagio⇒ essi si possono scoprire attraverso il racconto di tutto ciò che
le sopraggiunge nella mente. Gradualmente bisogna riportare elementi alla coscienza,
riducendo così la scissione.
Freud introduce così una nuova tecnica⇒ le associazioni libere⇒ regola aurea della
psicoanalisi.
Laddove il fluire del racconto si inceppa si può toccare il paziente sulla testa rassicurandolo che il
ricordo tornerà→ pressure technique⇒ omaggio a Charcot che utilizzava il corpo per creare un
contatto con il paziente.
• Freud distingue due difese:
o rimozione→ questa è una condizione preliminare per la formazione del sintomo
o resistenza
Se la paziente conosce i motivi della propria sofferenza non c’è modo di dubitare che quella paziente
resista a raccontare quei motivi⇒ l’importante è capire perché resiste a raccontarli⇒ si crea l’isteria
da ritenzione⇒ l’isteria si determina a partire dall’elemento traumatico che non viene però
raccontato⇒ c’è una vaga consapevolezza ma il trauma è trattenuto.
Non deve essere per forza un fatto, può essere anche un pensiero o un desiderio inaccettabile
per la paziente che è talmente carico da divenire traumatico.

22
• Le sedute si susseguono e Freud è sempre più convinto che Elisabeth conosca i motivi
che hanno dato vita alla sua isteria⇒ Freud se ne fa un’idea attraverso i racconti che la
paziente fa che vedono protagonisti lei ed il cognato
• La paziente racconta a Freud di una gita fatta con il cognato a cui lei non voleva
partecipare⇒ viene obbligata dalla sorella (malata) ad accompagnare il marito. Durante
la passeggiata in Elisabeth si manifestano i dolori muscolari, il giorno dopo i dolori acquistano
un’intensità tale da non permettere ad Elisabeth di alzarsi.
• Freud intuisce che il sintomo aumenta di intensità all'avvicinarsi con il cognato→
conversione.
Le associazioni libere, per cui si gira intorno all’evento, portano Freud sempre più vicino alla verità;
essa emerge quando Elisabeth racconta cosa accade quando le condizioni di salute della
sorella peggiorano:
• Elizabeth, in vacanza, torna a Vienna per sostenere la sorella. Le viene comunicato, però,
che durante il viaggio la sorella è deceduta e il pensiero che balena nella sua mente è che
finalmente il marito è libero e lei potrà sposarlo⇒
Si tratta non soltanto di una rivalità non desiderata bensì anche di una rivalità significativamente
aggressiva per la sorella⇒ se muori io riesco a raggiungere l’oggetto del mio desiderio.
Il dolore alle gambe di Elizabeth, dunque, era determinato in primis dal desiderio di concupire
il cognato→ questo desiderio era scaturito da un investimento mal superato verso la figura del
padre. In secondo luogo il dolore era dovuto anche ad una manifestazione di immaturità nello
sviluppo psichico.
Alla fine degli studi sull’isteria vengono composti due scritti teorici: uno da Freud ed uno Breuer, il
secondo con un taglio più medico del primo. Costituiscono il punto d’arrivo degli studi
sull’isteria.
Scritto teorico di Breuer
Questo scritto ha un taglio più medico rispetto a quello che verrà scritto da Freud.
Breuer fa delle ipotesi che cercano di radicarsi nel substrato organico/cerebrale del paziente⇒ si
sente l’eco del progetto di una psicologia.
Le osservazioni tratte da Breuer sono:
1. Egli cita in modo molto chiaro qual è il modo con cui si determinano i sintomi e il modo
con cui si presenta il sistema nervoso⇒ principio di costanza dell’eccitamento→
l’eccitamento nervoso, determinato da un evento con forte impatto emotivo, è un elemento
fastidioso per l’equilibrio e il benessere della mente. Per questo la mente cerca sempre di
preservare un certo equilibrio in essa.
2. Quando l'eccitamento nervoso non ha adeguata scarica ha luogo il meccanismo della
conversione⇒ l’eccitamento deve scaricarsi in qualche modo e la via che prende nell’isteria
è la conversione sul soma (dolore a livello corporeo).
23
3. La nostra mente si attiva per determinare delle zone in cui l’eccitamento si scarica⇒
esse diventano delle vie preferenziali. Il sistema nervoso per preservare almeno in parte
il suo equilibrio ha dei meccanismi che isolano aree cerebrali dove si scarica l’eccitamento.
Una volta che l’eccitamento si scarica si è certi che quella via sarà quella più semplice da
seguire e verrà consolidata⇒ principio della via preferenziale→ l’eccitamento si avrà sempre
in quell’area. Ecco perché un isterico non diventa mai un ossessivo.
4. Breuer parla anche di sovradeterminazione dei sintomi ⇒ un sintomo può essere
determinato non da una singola causa bensì possa avere più cause concomitanti→
occorrono più fattori per parlare di isteria.
5. Il problema nel caso dell’isteria è che l’eccitazione in eccesso non può essere utilizzata
poiché non si lega a nessun tipo di rappresentazione⇒ questo la rende dannosa⇒ diventa
un’energia incontrollabile e questo mette il paziente in difficoltà nell’individuare
esattamente l’origine dello stato di tensione.
Scritto teorico di Freud
Rispetto allo scritto di Breuer ha un taglio meno medico.
Freud, nello scritto:
• Riafferma la regola fondamentale dell’analisi⇒ bisogna dire al paziente di raccontare tutto
ciò che ha in mente anche se non è facile per il paziente→ regola aurea
• Postula l’esistenza di un meccanismo di resistenza nella comunicazione di elementi che sono
al bordo dell’inconscio ma di cui il paziente potrebbe diventare presto consapevole
Come si può fare a comunicare e riconoscere il punto di inizio della nevrosi?
• Attraverso uno degli elementi importanti del trattamento analitico⇒ investimento delle
pulsioni o transfert che il paziente opera nei confronti del medico⇒ l’idea è quella che solo
attraverso l’investimento affettivo si possa sperare che la resistenza venga superata.
• Se si supera la resistenza i conflitti vengono chiariti attraverso la messa in chiaro dei falsi
nessi⇒ ciò che il paziente si è raccontato crea dei legami errati.
Uno dei falsi nessi più importanti, dirà Freud, è il meccanismo del transfert stesso dove il
paziente proietta sull’analista, in modo errato, poiché l’analista non c’entra niente, il
desiderio.
N.B. La risoluzione dei conflitti inconsci avviene mettendo in luce i falsi nessi.

Confronto Freud- Breuer


Punti in comune:
1. Idea che l’isteria abbia un’origine traumatica

24
2. Utilizzo del metodo catartico⇒ è il metodo che fa da ponte tra il metodo ipnotico e quello
analitico. La variabile che muta nel corso dello sviluppo della psicoanalisi è proprio il fatto
che il ruolo del paziente cambia:
1. nell’ipnosi è passivo
2. con il metodo catartico il paziente partecipa attivamente⇒ ruolo di grande rilevanza
del paziente
Punti di divergenza:
1. Differenti tipi di isteria⇒ Freud non crede nell’isteria da stato ipnoide⇒ non crede all’idea
di Breuer che l’isteria si insedi nel paziente nel momento in cui l’evento è accaduto in un
momento di scarso controllo da parte dell’io. Freud lascerà da parte le distinzioni
diagnostiche di isteria⇒ si orienterà perlopiù sull’isteria da difesa
2. Importanza della sfera sessuale come fonte dell’esperienza traumatica⇒ secondo Freud gli
eventi dovevano essere stati di natura sessuale; Breuer è dell’idea che non poteva
essere così ridotto l’evento traumatico.
Costerà molto per Freud il concentrarsi sugli aspetti della sessualità nello sviluppo della
psicoanalisi⇒ Jung si allontanerà da Freud per questo motivo
3. Il fenomeno di transfert Freud lo vide come fastidioso⇒ era importante che si determinasse
ma poi era di intralcio. Successivamente Freud lavorerà molto su questo concetto ⇒ il
transfert diventerà una relazione
Il caso di Dora
Il caso di Dora è un caso che segue di pochissimo la pubblicazione dell’interpretazione dei sogni⇒
all’inizio il titolo doveva essere “Sogno e isteria”.
Il trattamento durò solamente tre mesi poiché ella decise di interromperlo.
Freud con il caso di Dora mostra come sia possibile utilizzare i sogni all’interno del
trattamento analitico⇒ con il caso di Dora si nota il terzo grande pilastro della psicoanalisi⇒
l’interpretazione dei sogni.
E’ interessante capire come Freud si muove con questo caso⇒ per capire i progressi ed i limiti della
psicoanalisi.
Premessa del caso clinico
Nella premessa del caso clinico sottolinea il fatto che i sintomi isterici sono l’espressione di desideri
segreti rimossi⇒ si tratta per la maggior parte di desideri sessuali (Breuer non era d’accordo con
Freud ed anche altri medici). I contenuti rimossi a cui fa riferimento Freud sono di natura sessuale⇒
che cosa può essere allontanato da noi perché turbante se non un desiderio sessuale?
Freud è soddisfatto degli avanzamenti che la psicoanalisi ha conseguito negli ultimi tempi e
spiega perché vuole soffermarsi sul caso di Dora.

25
Il caso di Dora giunge a Freud su spinta da parte del padre di Dora⇒ ella nasce nel 1882 e ha
dei problemi di natura respiratoria (crisi asmatica, tosse ecc…); emicrania e altri sintomi somatici
che fanno già pensare alla conversione i sintomi psicologici.
Ciò che fa preoccupare il padre di Dora è una lettera che quest’ultimo trova dove Dora
minaccia di suicidarsi⇒ racconta del suo tedium vitae e del suo poco desiderio di proseguire
la propria vita.
Questa premessa fa capire già che la terapia avrà poche probabilità di successo poiché il
trattamento da parte di Freud è voluto dal padre e non da un bisogno che Dora in prima persona
sente.
Il familiare/relazionale di Dora:

Dora si lega fin da subito al padre e sente un legame più freddo con la madre⇒ entra in conflitto con
la madre. Questo suscita rivalità nella madre. Il fratello di Dora, invece, non entra in conflitto con
la madre.
Il nucleo familiare viene scosso dall’entrata in scena del signor K, la signora K e i due figli. Il padre
di Dora trova probabilmente nella signora K un’amante e Dora è molto infastidita da questa
relazione⇒ Dora comincia ad essere sottoposta alle attenzioni del Signor K⇒ questo interesse è
apparentemente solo univoco ma in realtà Freud mostrerà a Dora che lei stessa è molto
interessata al signor K e ne è molto attratta ⇒ secondo Freud Dora non vuole accettare questa
attrazione ed è per questo che sviluppa una serie di sintomi.
Freud ci dirà che il caso di Dora è un caso di petite hysterie→ non è così grave come quelli descritti
precedentemente.
Lo stato clinico I:
Lo stato clinico si caratterizza per due eventi raccontati da Dora:
1. Il signor K invita Dora nella sua ditta e congeda gli operai e la moglie baciando sulla bocca
Dora⇒ Dora ne rimane molto disgustata e lascia la ditta da sola. La domanda che Freud
si pone è se veramente Dora fosse così disgustata da questo approccio di natura sessuale
2. Una passeggiata con il signor K durante la quale quest’ultimo si lascia andare a proposte
sessuali nei confronti di Dora⇒ Dora raccontò ai genitori questo accaduto. I genitori ed
26
il signor K convengono che Dora si sia inventata tutto con lo scopo di fermare la
relazione tra il padre e la signora K.
Freud all’inizio delle sedute capisce immediatamente che si tratta di una paziente isterica e si
interroga su come mai si sia sviluppata un’isteria e pensa esista in Dora una compiacenza
somatica⇒ predisposizione nella paziente ad utilizzare il corpo per manifestare il suo disagio
Lo stato clinico (II):
1. tornaconto primario e tornaconto secondario della malattia:
1. il tornaconto primario è l’ipotesi che fa Freud che sviluppando una nevrosi il paziente
riesca a trovare una via di fuga da qualcosa che lo tormenta⇒ trovi un
assestamento diverso rispetto a ciò che crea disagio⇒ si tratta di gestire la
propria nevrosi
2. il tornaconto secondario è quello che ha a che vedere con i pazienti che in questo
modo modificano il loro stile di vita e quello di chi vive attorno a loro⇒
l’atteggiamento di Dora preoccupa molto il padre e così Dora ottiene
l’attenzione di quest’ultimo⇒ ottiene l’interessamento che è fonte di piacere per
lei
2. La psiconevrosi costituisce la negativa delle perversioni⇒ ciò che sta dietro alle
psiconevrosi sono contenuti spesso di tipo sessuale che tacciano nella mente del paziente⇒
le psiconevrosi attivano meccanismi di difesa come la rimozione mentre le perversioni
non hanno questi freni e il contenuto viene lasciato defluire ⇒ conseguenze negative
sia nel caso delle nevrosi che nel caso delle perversioni
3. Un sintomo può avere più significati contemporaneamente ma rappresentarli anche in
successione ⇒ la manifestazione clinica che un paziente può avere (fobia) due
significati⇒ spetta all’analista capire quale dei due è prevalente
Es. paziente non esce di casa sia perché vuole stare vicino a qualcuno che è in casa sia
perché stando vicino a qualcuno che è in casa si sente più coeso e meno intimorito
Freud preme molto con Dora perché accetti delle interpretazioni che permettano di mostrare quanto
inconsciamente sia presente il desiderio di legame con il signor K.
Il primo e il secondo sogno:
Nel primo sogno c’è la figura del padre (signor K) che decide di salvare i suoi figli da un incendio e
rimprovera la moglie per aver voluto salvare a tutti i costi uno scrigno di gioielli (organo femminile)⇒
in realtà dice Freud questo desiderio di essere salvata dal padre è un modo con cui Dora si difende
dall’interesse che il signor K dovrebbe rivolgere verso di lei⇒ il padre copre la figura del signor K
ed è perché dal signor K vorrebbe essere sedotta. Dora, quindi, risveglia l’amore per il padre al
fine di difendersi dal signor K.
Il secondo sogno viene fatto poco prima dell’interruzione del trattamento. In esso Dora sogna di
rifiutare l’aiuto di un uomo che incontra fuori dalla stazione ⇒ questo rifiuto è interpretato da Freud
27
come una manifestazione del desiderio di essere accompagnata⇒ esatto contrario. L’uomo da
cui Dora non vuole farsi aiutare potrebbe essere Freud.
Dora interrompe il trattamento e Freud spiega tale interruzione come una messa in atto “acting out”
dei ricordi in Dora⇒ secondo Freud Dora non sarebbe stata in grado di elaborare quei ricordi
che affioravano nella sua mente e riportati in analisi poiché non riusciva a tollerare i desideri
presenti nei ricordi ⇒ l’incapacità elaborativa l’avrebbe portata a mettere in atto un altro
meccanismo di difesa.
Freud si convince dell’idea che Dora abbia agito contro di lui ma con un’azione in realtà
rivolta verso il signor K. Dora aveva, quindi, traslato la figura del signor K su Freud.
Conclusioni:
Quello di Dora è un caso interessante in cui si vede come Freud sia ormai abbastanza esperto nel
maneggiare la tecnica psicoanalitica ma ancora inesperto nel capire le conseguenze dell’utilizzo
degli strumenti di tecnica analitica→ infatti Freud inizialmente non si era accorto della traslazione.
La tecnica del transfert è una tecnica che consente una serie di movimenti psichici che però a volte
generano forti emozioni che l’analista deve essere pronto ad affrontare⇒ Freud più avanti dirà che
l’analista deve essere supervisionato da qualcuno che gli chiarisca bene cosa sta
succedendo durante l’analisi.
È importante sottolineare che Dora, secondo Freud, non ha mai superato la fase fallica e questo l’ha
portata a :
1. Creare un morboso investimento nei confronti del padre, in particolare Dora cerca
nella figura del signor K il padre che in passato l’ha spesso rifiutata
2. Considerare la signora K come colei che era riuscita ad attirare l’attenzione del padre,
cosa in cui Dora non era riuscita
Qualche distinzione nosografica
Nosografia: studio e descrizione delle malattie
L’isteria fa parte di un gruppo più ampio di patologie che vengono chiamate psiconevrosi,
all’interno del gruppo troviamo:
1. isteria d’angoscia ⇒ caso del piccolo Hans (fobia)⇒ Freud le chiama così per sottolineare
il sentimento angoscioso
2. isteria
3. nevrosi ossessiva⇒ l’opposto dell’isteria⇒ l’uomo dei topi
In tutti questi casi i fattori eziologici sono di tipo psichico.
Freud parla anche di nevrosi attuali di cui fanno parte:
1. Nevrastenia⇒ mancanza di energia
2. Nevrosi ossessiva
3. Nevrosi d’angoscia
L’eziologia è somatica.
28
L’interpretazione dei sogni
L’interpretazione dei sogni costituisce un elemento cardine della tecnica psicoanalitica.
Freud si occupa dei sogni poiché si era accorto che i pazienti durante le sedute non solo associano
liberamente bensì raccontano dei sogni⇒ Freud si domanda se questi sogni abbiano un
significato⇒ i sogni, come i sintomi hanno assolutamente un significato.
E’ un’opera molto autobiografica, viene scritta alla fine del XIX secolo e riporta al suo interno alcuni
significativi sogni di Freud⇒ Freud si mette in gioco cercando di portare ed interpretare alcuni suoi
sogni. L’affetto provato per quest’opera è dimostrato dalla cura che Freud mette nella redazione
dell’opera⇒ pubblica varie relazioni ed edizioni.
E’ un’opera molto poderosa e si struttura secondo una sua precisa direzione. Presenta un sottotitolo
interessante “flectere si nequeo Superos, Acheronte movebo”⇒ se non riuscirà a piegare gli dèi
celesti mi riferirò agli dèi degli inferi.
Ciò significa che perché una cosa possa avvenire o non avvenire corrisponde secondo Freud
alla forza dei contenuti inconsci e alla forza che sostiene questi contenuti⇒ anche se noi
cerchiamo di controllare questi contenuti essi tendono comunque a prendere la direzione
che loro vogliono o fuggire al nostro controllo.
E’ un’opera composta da sette capitoli:
1. Primo capitolo
La letteratura scientifica sui problemi del sogno⇒ Freud decide di partire dallo status attuale della
letteratura che è presente sul sogno⇒egli scopre che il sogno è un'attività mentale di secondo
ordine con poco o scarso significato. In realtà, però, il sogno nel passato ha avuto importanza
fondamentale (sogni predittivi)⇒ sogno come collegamento tra due mondi⇒ è l’idea che traspare
anche nell’opera di Freud⇒ il sogno diventerà il tramite tra la vita conscia e quella inconscia
2. Secondo capitolo
Il metodo di interpretazione del sogno. Analisi di un sogno campione⇒ Freud racconta il sogno
dell’iniezione di Irma⇒ Freud lo racconta per far capire come procedere all’interpretazione dei
sogni⇒ un sogno si interpreta cercando di far associare al paziente qualunque cosa gli venga
in mente su momenti chiavi del sogno stesso⇒ è opportuno contestualizzare il sogno.
3. Terzo capitolo
Il sogno è l’appagamento di un desiderio⇒ si sostiene l’ipotesi che il sogno sia l’appagamento di un
desiderio rimosso che però viene espresso nel sogno⇒ senso di appagamento. Il desiderio
rimosso si connota come desiderio infantile⇒ molti dei sogni che compaiono nei sogni si sono
formati durante l’infanzia
4. Quarto capitolo

29
La deformazione nel sogno⇒ i desideri del sogno devono essere deformati o non accettabili per la
vita adulta. In particolare Freud affronta il tema della censura.
5. Quinto capitolo
Il materiale e le fonti del sogno→ Freud afferma che il sogno è il custode del sonno e contiene
contenuti rimossi dell’infanzia e bisogni impellenti.
6. Sesto capitolo
Il lavoro onirico⇒ elemento fondamentale
7. Settimo capitolo
Psicologia dei processi onirici
Definizioni di sogno
Il sogno è un fenomeno tra il fisiologico e lo psicologico:
il sogno è un elemento di collegamento tra ciò che è parte del corpo e ciò che è parte della mente⇒
l’idea di Freud è che spesso il sogno si ricolleghi ad elementi del corpo che danno al sogno
un pretesto contenutistico.
Es. ho fame e sogno di mangiare a tavola un buon piatto⇒ ma bisogna tenere in considerazione
anche chi partecipa a quella tavolata, cosa succede ecc…
Il sogno è il custode, il guardiano del sonno:
questa definizione va contro l’idea che il sogno turbi la mente
Il sogno è la via regia all’inconscio:
è una via maestra che ci porta ad accedere all’inconscio→ il sogno è proprio espressione
dell’inconscio
Il sogno è una formazione di compromesso:
il sogno ha una parte di facile comprensione e parti molto più difficili da comprendere
Il sogno è l’appagamento mascherato di un desiderio rimosso di origine infantile:
definizione più compiuta di sogno
Caratteristiche della vita onirica
• chi sogna è nel sogno⇒ possiamo vederci nel sogno
• Il sogno non è predeterminabile dal sognatore⇒ non possiamo decidere cosa sognare.
Esistono delle strutture (barriere) che ci impediscono di sognare quello che coscientemente
sognamo
• Il sogno è una costruzione soggettiva del sognatore, ma non modificabile da lui
• Il sogno è alogico e atemporale
Il lavoro onirico
Il lavoro onirico costituisce ciò che collega il contenuto latente ed il contenuto manifesto.
Attraverso il lavoro onirico il contenuto latente è reso irriconoscibile, trasformandosi in contenuto
manifesto. E’ costituito da diverse processi: drammatizzazione; simbolizzazione; condensazione;
spostamento.
30
Ci sono dei concetti chiave che riguardano il mondo onirico secondo Freud:
1. Vi è una parte di ricordi dell’infanzia: giacciono nell’inconscio⇒ sono stati rimossi⇒ il
complesso edipico è centrale tra i contenuti mentali dell’infanzia⇒ elemento psichico di
grande rilevanza all’interno dei ricordi infantili
2. La vita diurna contribuisce a dare materiale al sogno ma questo materiale non ha a che
vedere con i contenuti inconsci⇒ infrastruttura utilizzata dai contenuti inconsci affinché essi
si manifestino.
3. la nostra vita infantile è stata per gran parte dimenticata o censurata⇒ sono contenuti
imbarazzanti ed a volte complicati da gestire per il paziente⇒ la censura filtra i contenuti
inconsci mentre questi si spostano verso la zona conscia, portando così a coscienza solo
alcuni contenuti
4. I desideri infantili sono caratterizzati in modo spesso inaccettabile⇒ danno energia al sonno
poiché sono sorretti da forze pulsionali importanti⇒ il lavoro onirico interviene creando
un ponte tra contenuto latente e ciò che effettivamente ricordiamo
5. Spostamento; Condensazione; Simbolizzazione; Drammatizzazione sono i quattro elementi
caratterizzanti il lavoro onirico affinché questo abbia luogo
6. Elaborazione secondaria: processi di lavoro onirico che si mettono in movimento quando ci
stiamo per svegliare
L’analista per capire cosa stia creando disagio al paziente necessita di tornare ai livelli di
contenuto latente e ai livelli del lavoro onirico.

Questo schema rappresenta l’insieme delle operazioni attraverso le quali il contenuto latente del
sogno è tradotto in un contenuto manifesto, che ne rappresenta l’espressione deformata ad opera
della censura.
Il passaggio da contenuto latente a contenuto manifesto è caratterizzato da due momenti diversi:
elaborazione primaria e secondaria.
Elaborazione primaria
L’elaborazione primaria viene attuata immediatamente mentre il sogno stesso si forma e prevede:

31
Condensazione/dispersione⇒ uno stesso elemento ricorre in più parti del sogno con molteplici
significati; esempio: un ponte
Spostamento d’accento⇒ quando in un sogno un particolare sembra irrilevante quando in realtà è
fondamentale ⇒ la censura spinge, da un lato, il paziente a trascurare alcuni dettagli
Drammatizzazione⇒ il sogno non usa la lingua scritta bensì raffigurativa⇒ favorisce il
mascheramento dei contenuti che si vogliono rappresentare
Trascrizione simbolica⇒ molti degli oggetti presenti nel sogno stanno al posto di qualcos’altro→
sono simboli.
Elaborazione secondaria
L’elaborazione secondaria avviene nel momento in cui ci si sveglia, si compone di:
Assimilazione percettiva: quando ci stiamo per svegliare cerchiamo di assimilare un ambiente
presente nel sogno a qualcosa che già conosciamo⇒ la nostra menta lo fa per dare un senso al
sogno⇒ crea una scansione temporale
Razionalizzazione mnestica → nella ricostruzione del sogno si inseriscono regole logiche.
Psicologia dei processi onirici
L’ultima parte dell’opera comprende un modello topografico riguardo le provincie psichiche della
mente.
Freud parla di:
1. Neuroni Phi
Sono permeabili e presiedono alla percezione. L’energia che li investe non li modifica nella forma,
per questo vengono detti permeabili. Non vengono deformati perché non sono in grado di trattenere
l’energia.
2. Neuroni Psi
I neuroni psi sono neuroni che quando vengono colpiti da tensione psichica modificano la loro forma
e trattengono il ricordo di quella sensazione⇒ sono quelli più analizzati da Freud.
3. Neuroni Omega
Si collegano a cose reali→ producono l’esperienza cosciente.

Quando dormiamo, secondo Freud, succede che l’energia determinata da una sensazione
fisiologica o anche dal ricordo di esperienze passate non può trovare una via motoria di
espressione⇒ l’eccitamento indietro anziché scaricarsi in avanti⇒ questa direzione viene
chiamata via retrograda→ si forma così il sogno (prodotto dell’inconscio). Dentro di noi esiste una
provincia psichica, un serbatoio di contenuti inconsci, che si sono accumulati nel corso del
tempo a partire dai quali il sogno trae temi e rappresentazioni molto utili.
Mano a mano ci allontaniamo dalla zona di sogno ci svegliamo e la nostra mente lavora a livello
preconscio. I neuroni, al risveglio, si mettono in attività e provocano eccitamento. Questo
eccitamento viene scaricato seguendo stavolta la via motoria.
32
Così i neuroni phi, accolgono le percezioni, i neuroni psi dirigono l’eccitamento in avanti (e non
all’indietro come fanno quando dormiamo) e quelli omega producono l’esperienza cosciente e
motoria.
Oggi si sa che noi abbiamo traccia degli eventi passati solo dopo un certo sviluppo neuronale⇒ ci
sono eventi anche drammatici vissuti nel primo anno che non vengono ricordati⇒ alcuni contenuti
emotivi, però, possono lasciare traccia.
Il sogno infantile
Ci sono situazioni in cui il sogno fallisce e Freud tornerà spesso su questo, un esempio lampante è
il sogno infantile.
Il sogno infantile:
1. Non necessita di interpretazione ma di contestualizzazione
2. È scarsamente deformato
3. È l’appagamento diretto di un desiderio frustrato nell’esperienza diurna
4. Rappresenta il desiderio di appagare in forma allucinatoria→ esempio: ciuccio, seno della
madre
Il sogno manifesta desideri comparsi pochi giorni prima, non desideri passati e non soddisfatti.
Quando il sogno fallisce
Il sogno fallisce in diverse occasioni, tra le quali:
• Nei bambini poiché manca tutto il processo di lavoro onirico
• Quando si esprimono desideri di morte⇒ esprimono desideri estremizzati e riprovevoli
• Quando presentano un contenuto manifesto penoso⇒ facciamo fatica ad ammettere
questi desideri⇒ esprimono desideri autopunitivi
• Quando si tratta di incubi⇒ momento in cui il lavoro onirico non è riuscito ad allontanare
e a mascherare il contenuto latente del sogno stesso
Conclusioni nell’opera
Il sogno può essere paragonato ad un rebus a un enigma illustrato, quindi il sogno ci mette davanti
a diversi elementi ma non ci dice come mai. I sogni sono espressione di un funzionamento sia
normale che patologico, anche se apparentemente senza senso i sogni sono propri sia del
funzionamento normale che patologico. I sogni, come i sintomi, hanno un senso ed un significato,
anche se a volte non li ricordiamo sono fondamentali.
Il sogno è la prova dell’esistenza del sistema psichico inconscio, questa conclusione essenziale
darà vita alla distinzione tra conscio, preconscio, inconscio.

33
Principi dell’accadere psichico & atti mancati

Modello telescopico e topografico della mente


Il modello telescopico è presente in due opere fondamentali:
1. Interpretazione dei sogni
2. Psicopatologia della vita quotidiana

Il modello telescopico emerge nell'interpretazione dei sogni⇒ esistono degli stimoli esterni che
vengono raccolti dalla mente e la attraversano stimolandola ed eccitandola⇒ la mente poi coordina
le azioni motorie. La mente qui è concepita come un grande strumento ottico attraverso il
quale vengono visti i contenuti che vengono dal mondo esterno e che determinano la
reazione dell’individuo allo stimolo⇒ in questa reazione emerge la componente inconscia.

Classico modello con la tripartizione conosciuta.


L’inconscio segue il principio di piacere e l’unità di base che lo caratterizza sono i desideri di tipo
istintuale. Il conscio segue invece il principio di realtà. In particolare bisogna sottolineare che il
preconscio è sede di quei contenuti psichici che non sono ancora stati gettati nell’inconscio e che
possono essere recuperati con uno sforzo di memoria o associativo dalla persona. Ciò che è
preconscio può essere recuperato in un momento diverso da preciso in cui vogliamo recuperarlo.

34
I tre sistemi psichici
I tre sistemi psichici possono essere descritti secondo tre diversi punti di vista:
1. punto di vista topico: è legato alla rappresentazione delle tre aree della mente. L’inconscio
non è soltanto un aggettivo bensì un’area della mente
deputata alla gestione di contenuti non accessibili alla coscienza
2. punto di vista dinamico: a che vedere con l’equilibrio tra le tre aree della mente⇒ esistono
delle forze che spingono queste varie aree→ sono forze di origine pulsionale. Questo punto
di vista ci dice che equilibrio esiste tra queste tre zone della mente⇒ un equilibrio,
comunque, mutevole.
3. punto di vista economico: punto di vista più quantitativo e fa riferimento a quanta energia
psichica viene messa a disposizione dall’individuo per investire altre persone o la
rappresentazione psichica di queste persone
Sono i tre punti di vista che costruiscono la visione metapsicologica che possiamo avere di un evento
psichico⇒ possibilità di spiegare un evento psichico secondo questi tre punti di vista⇒ se
riusciamo a spiegare un evento secondo questi tre punti di vista significa che siamo in grado di
descrivere questo evento da tutti i punti di vista necessari⇒ visione completa dell’evento.
Quindi, i tre sistemi psichici possono essere visti come:

Principi regolatori dell’accadere psichico (1911)


E’ un saggio molto breve ma molto importante dove Freud si sofferma sui principi che hanno a che
vedere con le modalità di funzionamento dell’apparato psichico. I principi regolatori si riferiscono
all’ipotesi che fa Freud dell’esistenza di principi che regolano il modo in cui accadono le cose nella
mente.
I principi in particolare sono due:
1) Principio di piacere: è il principio che governa l’inconscio e regola l’accadere psichico in un
bambino molto piccolo⇒ es. un bambino non ama il dispiacere e cerca di procurarsi situazioni
piacevoli e fatica a non soddisfare un desiderio. In un bambino piccolo dove il desiderio
è legato all’alimentazione egli crea un oggetto che soddisfi tale desiderio
i) esprime la tendenza originaria dell’apparato psichico a evitare il dispiacere
ii) implica l’immediato soddisfacimento del desiderio, del bisogno
iii) è la modalità primitiva di regolazione di quanto accade nella mente

35
2) Principio di realtà: si caratterizza per un progressivo adattamento al mondo esterno.
L’impatto con il mondo esterno, infatti, porta gli organi sensori e della coscienza ad avere un
ruolo determinante→ si attiva l’attenzione, la memoria ma anche aspetti meno tecnici come
il fantasticare. La conseguenza fondamentale è il fatto che il soddisfacimento diventa
posticipabile e migliora le gestione dei desideri e dei bisogni. E’ un principio di
regolazione che è proprio di un’altra provincia psichica bensì quella relativa all’io:
i) esprime la successiva tendenza dell’apparato psichico ad adattarsi al mondo esterno;
ii) implica il soddisfacimento posticipato del desiderio, del bisogno→ ad esempio prima
di fare una cosa piacevole, si finisce quello che si sta facendo e non si soddisfa
immediatamente la pulsione;
iii) è la modalità evoluta di regolazione di quanto accade nella mente
N.B. Conscio ed io non sono la stessa cosa. L’io non coincide poiché una parte dell’io affonda nella
zona inconscia.
Sono, quindi, due principi estremamente diverse ed appartenenti a sistemi psichici differenti⇒
il primo all’inconscio ed il secondo alla zona conscia.
Modalità di funzionamento dell’apparato psichico
Si parla di due modalità:
• Processo primario: legato ai primi anni di vita
i) è legato al principio di piacere
ii) è la modalità espressiva del sistema inconscio⇒ è un modo di funzionare della mente
che viene messo in atto quando l’inconscio ha il sopravvento
iii) tutta l’energia psichica è utilizzata per ottenere il soddisfacimento allucinatorio del
desiderio⇒ es. quando il bambino è piccolo o quando facciamo un sogno l’energia
psichica utilizzata è tutta indirizzata per Freud ad ottenere il soddisfacimento allucinatorio
⇒ l’individuo si concentra su un unico importante bisogno che si manifesta con
forza e vivezza nell’individuo stesso
• Processo secondario : subentra nel corso dello sviluppo dell’individuo
iv) è legato al principio di realtà
v) è la modalità espressiva del sistema coscienza-preconscio
vi) l’energia psichica è parcellizzata e si lega a oggetti che permettono il soddisfacimento
reale del desiderio⇒ es. se un individuo ha fame e sta facendo un’altra cosa si porta
prima a termine ciò che si fa e poi si soddisfa il bisogno imminente⇒ l’energia psichica
ha plasticità che le consente di gestire oggetti diversi
N.B. Gli aspetti che caratterizzano il processo primario non vengono distrutti completamente,
piuttosto vengono rimossi poiché con il tempo questi aspetti aspetti provocano dispiacere.

36
Atti mancati
Gli atti mancati sono dovuti alla presenza di un desiderio inaccettabile che sarebbe per il soggetto
fonte di angoscia. L’opera in cui Freud ne parla è psicopatologia della vita quotidiana.
L’atto mancato è una situazione di improprietà del comportamento (dimenticanza ecc…)
originate dall’interferenza di tendenze inconsapevoli con intenzioni coscienti.
1. Da un lato si è di fronte ad atti mancati ⇒ prestazioni difettose⇒ ci adoperiamo per qualcosa
ma lo facciamo in modo imperfetto⇒ creiamo situazioni di improprietà⇒ il nostro
comportamento non è del tutto consono a ciò che andava fatto
2. Queste attività sono determinate dall’interferenza di tendenze inconsapevoli⇒ da un conflitto
tra aree inconsce e aree coscienti
Disfunzioni momentanee della vita comune
Musatti descrive una classificazione possibile degli atti mancati:
1. Lapsus: sono quei momenti in cui sbagliamo a leggere qualcosa, diciamo una cosa per
un’altra ecc…
i) lapsus verbale→ esempio: dire l’esatto contrario di ciò che si voleva dire
ii) lapsus di lettura→ esempio: leggere in modo errato una parola
iii) lapsus di ascolto→ esempio: sentire in modo errato, indipendentemente delle cause
organiche
Per ogni lapsus c’è una tendenza perturbata (l’errore che viene fatto, l’azione andata male) ed una
tendenza perturbatrice ( la causa dell’errore).
2. disfunzione momentanee della memoria: oblii momentanei di nomi, parole, eventi⇒ sono
elementi disfunzionali della memoria che avvengono poiché la memoria è disturbata da
una tendenza che blocca il funzionamento ottimale della memoria stessa. Freud
ipotizza che possano introdursi ricordi di copertura che impediscono all’individuo di andare a
togliere il contenuto vero di cui è alla ricerca ⇒ es. un nome è così presente dentro di noi
che impedisce di andare a pescare un nome conosciuto precedentemente che serve in quel
momento ⇒ un nome ne copre un altro
3. disfunzioni momentanee del comportamento: sono smarrimenti; rottura di oggetti; piccoli
infortuni⇒ questi piccoli elementi secondo Freud sono la via verso cui noi possiamo vedere
il manifestarsi dell’inconscio⇒ tutto per Freud non accade casualmente⇒ tutto è
governato da leggi psichiche

37
Le disfunzioni momentanee:
• Hanno frequenza limitata⇒ non capitano sempre, altrimenti diventerebbero un sintomo
• Sono il risultato di un compromesso tra tendenza perturbata e tendenza perturbatrice. È
importante concentrarsi su come mai c’è stata la disfunzione e non sull’atto omesso
⇒ chiedersi che cosa abbia perturbato il normale svolgersi delle cose
• Le forze psichiche in gioco sono di minore intensità rispetto a quelle presenti in sogni e
sintomi⇒ per fare una prestazione difettosa non occorre un contenuto psichico inconscio
estremamente carico di energia bensì le forze psichiche sono anche di minore intensità⇒ di
solito noi capiamo il motivo⇒ sono forze psichiche per Freud di minor intensità
rispetto a quelle presenti nei sogni→ il conflitto che genera il lapsus, quindi, risiede
nell’inconscio ma non così in profondità; infatti alla fine noi riusciamo a capire come mai è
avvenuto il lapsus.
• Non avvengono per caso⇒ determinismo psichico⇒ dentro di noi ciò che avviene segue
leggi dello psichismo di conscio, preconscio, inconscio

38
Tre saggi sulla teoria sessuale

E’ un’opera molto importante risalente al 1905. I tre saggi risentono dell'evoluzione del pensiero
freudiano sul tema del narcisismo e sul tema dello sviluppo libidico.
I saggi sono tre:
1. Le aberrazioni sessuali
2. La sessualità infantile
3. Le trasformazioni della pubertà→ il mondo esterno qua diventa fondamentale
Sono tre saggi abbastanza impegnativi che hanno la pretesa della non esaustività⇒ è un primo
consolidamento che sarà necessario ampliarlo nel tempo⇒ non è un trattato.
Freud si era accorto che nella clinica erano emerse delle tematiche di natura sessuale. La cura
dell’isteria spinge Freud ad occuparsi della sessualità.
L’idea di Freud è che la sessualità infantile non può essere capita se non si prendono in
considerazione le sfaccettature delle relazioni sessuali⇒ nell’infanzia la sessualità si manifesta
in modo perverso o polimorfo⇒ il bambino ha un approccio alla sessualità di tipo perverso che si
manifesta in molti suoi comportamenti.
Al centro della teoria sessuale troviamo il concetto di pulsione e di libido.
Bisogna tenere a mente la concezione di pansessualismo freudiano⇒ negli anni passati si riteneva
che Freud avesse esagerato nel dare peso alla sessualità infantile.
Freud parte da due concetti di base:
1. La sessualità andava estesa dall’età adulta all’infanzia ⇒ bisognava secondo Freud
estendere l’indagine sulla storia della sessualità all’infanzia
2. La sessualità è un concetto che si può descrivere in forme diverse da quelle che siamo soliti
individuare nell’età adulta⇒ concetto diverso rispetto a quello dell’età adulta
Per trattare questo argomento sono essenziali due concetti:
A. PULSIONE→ spinta, interna all’organismo, verso una certa meta
B. LIBIDO→ forza attraverso la quale l’istinto sessuale si manifesta, può riguardare uno
specifico distretto del corpo.
Primo saggio: aberrazioni sessuali
Sono forme di manifestazione della sessualità negli individui, queste manifestazioni esulano da una
normale vita sessuale, quella di tipo genitale.
A questo proposito un primo concetto essenziale è quello di deviazione:
1. Deviazione rispetto all’oggetto sessuale: la persona dalla quale parte l’attrazione sessuale.
Freud considera l’omosessualità una perversione sessuale ⇒ inversioni sessuali
2. Deviazione rispetto alla meta sessuale: l’azione verso la quale la pulsione si spinge per
trovare gratificazione per la libido presente nell’individuo stesso⇒ perversioni sessuali.
39
Esempio: sadismo; voyeurismo (provare piacere nel guardare gli altri); masturbazione
3. Pulsioni parziali: è un concetto che ha a che vedere con l’approfondimento che Freud fa della
pulsione⇒ la pulsione non va intesa come qualcosa di compatto bensì la pulsione può essere
compresa meglio se consideriamo che quest’ultima si può parcellizzare ed investire parti del
corpo diverse rispetto a quella genitale. L’investimento di pulsione su zone erogene
determina anche un altro elemento molto importante che ha a che vedere con lo sviluppo
psicosessuale e con la possibilità che la pulsione rimanga fissata ad una fase specifica dello
sviluppo o viceversa che un paziente possa regredire nel suo modo di funzionare a
livello pre-genitale
Questi, dunque, sono i tre elementi con cui possiamo descrivere lo sviluppo della sessualità
patologica nell’individuo.
Secondo saggio: la sessualità infantile
I concetti fondamentali di questo saggio sono:
• L’istinto sessuale è derivato dall’istinto di vita⇒ l’istinto sessuale è secondario rispetto
all’istinto di vita.
Esempio: un bambino che soddisfa la sua fame ha un istinto nel trovare
qualcosa che appaghi il desiderio. Accanto alla gratificazione della pulsione di vita si affianca
un’altra sensazione che è il piacere del succhiare e sentire un contatto con la sua zona
orale ⇒ è un piacere che deriva dal piacere che si prova nel sentire il seno della madre in
bocca⇒ elemento di piacere
• La sessualità infantile non possiede inizialmente un oggetto verso cui è direzionata la
pulsione⇒ tutta la pulsione investe l’io e riceve una gratificazione attraverso l’io
stesso⇒ abbiamo una serie di azioni sui generis che appagano una pulsione. Non ha nulla
a che vedere con la sessualità adulta. L’istinto sessuale del bambino è autoerotico→ c’è una
volontà di soddisfare una pulsione dando solo piacere a se stessi.
• Organizzazioni pregenitali⇒ si parla di tre fasi
o fase orale⇒ concentrata sulla bocca
o fase anale⇒ concentrata sull’ano
o fase fallica→ c’è un’ attenzione a come si differenziano i sessi e si scopre la differenza
maschio/femmina
Dai 6 ai 10 anni si parla di fase di latenza che porta all’adolescenza dove abbiamo la
fase genitale adulta
• Organizzazione genitale⇒ fissazione e regressione della libido
Il bambino psicoanalitico
La sessualità infantile si caratterizza in modo relativamente autonomo⇒ es. un bambino che non ha
particolarmente fame può essere tranquillizzato in un processo allucinatorio per calmare la pulsione
(ciuccio)⇒ finalizzato ad un piacere che è proprio e non dell’oggetto. ù
40
Lo sviluppo delle organizzazioni sessuali avviene gradualmente e per fasi⇒ esistono delle fasi
pregenitali (orale; anale; fallica) e la fase adolescenziale genitale⇒ c’è un percorso per fasi
sequenziale⇒ non ci sono ritorni al passato se non per regressioni patologiche.
Freud proporrà una ritrattazione della teoria del trauma sessuale reale come punto d’origine
della psiconevrosi. La domanda che Freud si era già posto ancora prima del 1900 è se l’evento
traumatico fosse davvero avvenuto o frutto di una costruzione mentale del paziente?
Freud dirà poi che il trauma può essere un evento effettivamente capitato ma l’impatto
emotivo dell’evento è determinato dal modo con cui il paziente ricostruisce l’evento⇒ ciò che
importa non è andare a ritroso fino a trovare l’evento traumatico bensì si tratta di capire perché il
paziente ha iniziato a ricostruire fantasie a partire da un evento ambiguo⇒ bisogna costruire
con il paziente una storia che spieghi la sofferenza del presente.
Sviluppo sessuale normale e patologico
Molti dei contenuti che si esprimono nella fasi evolutive pregenitali vengono rimosse⇒ esempio: la
scoperta della differenza dei sessi che può essere traumatica viene il più delle volte rimossa durante
lo sviluppo.
Si possono avere due condizioni patologiche:
1. psiconevrosi⇒ rimozione eccessiva
2. resistenza ai processi inibitori e di rimozione⇒ perversioni
La sessualità femminile
Per quanto riguarda la sessualità femminile Freud è stato sottoposto ad una serie di critiche. La
sua concezione femminile comprende i seguenti punti:
1. inizialmente l’infante è convinto di poter essere tanto maschio quanto femmina⇒ originaria
bisessualità infantile. Ciò si crede fino alla fase genitale
2. Senso di inferiorità d’organo⇒ sviluppo dell’invidia del pene ⇒ l’invidia del pene può
essere trasposto in un’invidia nel posto di comando⇒ staccandosi dal corpo c’è
un’interessante interpretazione
3. Importanza del periodo pre-edipico⇒ anche la bambina credendosi sulla stessa strada del
bambino si è innamorata della madre ⇒ necessità di spostare l’investimento sul padre e
di identificare la madre come oggetto di identificazione⇒ ciò rende più complesso lo
sviluppo della bambina poiché queste due fasi son complesse
4. Tendenzialmente la libido viene orientata meno sull’esterno⇒ internalizzazione
dell’investimento libidico e aggressivo ⇒ maggiore importanza da dedicare all’interno del
proprio corpo
5. Jung nel 1913 scrive un saggio dedicato al complesso di Elettra⇒ anche la bambina ha uno
sviluppo di complesso analogo al bambino ma verso il padre→ questo è un concetto che è
stato rifiutato da Freud

41
Terzo saggio: le trasformazioni della pubertà
• Nella fase adolescenziale c’è un primato di interesse nei genitali⇒ nella pubertà lo sviluppo
psicosessuale termina e la sessualità si manifesta nell’atto sessuale vero e proprio
• Sviluppo della teoria della libido: la libido, seguendo un suo percorso evolutivo, può essere:
o libido dell’io o narcisista⇒ investe l’io (es. provare piacere nel succhiare il seno della
madre)
o libido oggettuale ⇒ investe gli oggetti esterni (es. interesse nei confronti di qualcun
altro)
• Il rinvenimento dell’oggetto: in adolescenza riscopriamo un oggetto che abbiamo già
incontrato nel corso della prime fasi di sviluppo⇒ come avviene la scelta di questi oggetti?
o per appoggio ai modelli infantili⇒ noi sceglieremo un oggetto od un investimento
libidico rispetto ad un oggetto che richiama i nostri modelli infantili⇒ padre
protettivo; madre nutrice⇒ andiamo ad intercettare partner che richiamano
questi modelli
o per ricerca nell’altro del proprio io ⇒ trovare nell’altro una parte del proprio io⇒
scegliamo un partner a partire da una carenza del nostro io ⇒ scelta narcisistica
Nell’adolescenza c’è una nuova possibilità per riassestare le cose⇒ una volta terminata
dell’adolescenza il gioco è fatto.
Istinto, pulsione e libido
PULSIONE: termine usato da Freud per indicare la presenza di un processo dinamico dovuto alla
presenza di una spinta interna all’organismo verso una certa meta ⇒ accezione più quantitativa
ISTINTO: termine usato raramente da Freud per indicare un comportamento istintuale fissato
ereditariamente in modo simile in una stessa specie
LIBIDO: termine con accezione più qualitativa per indicare la forza attraverso la quale l’istinto
sessuale si manifesta⇒ concezione dinamica. Descrive l’energia sessuale quando è concentrata
in una zona corporea.
Freud dice che le prime forme di curiosità che muovono la mente umana sono curiosità di tipo
sessuale⇒ stimolano la sua curiosità e nel periodo di latenza vengono spostate anche su elementi
non sessuali.
Il caso clinico del piccolo Hans
Il caso clinico del piccolo Hans viene pubblicato da Freud nel 1908, è un caso su cui Freud si
sofferma⇒ si sofferma sulla situazione di disagio di un bambino piccolo che è figlio di un
appassionato cultore della dottrina psicoanalitica e di una donna altrettanto interessata alla
psicoanalisi.
Entrambi i genitori sono interessati allo stato del figlio e, forse, lo sollecitano troppo.
Questo caso non fu mai seguito direttamente da Freud, egli si basò sui fatti riportati a lui dal padre.

42
Freud incontra Hans nel 1922, ormai adulto e musicista.
Freud non si espone né a favore né contro alla psicoterapia infantile, la figlia di Freud, Anna, invece,
si opporrà ad essa. Secondo Anna Freud i bambini non sono adatti all’analisi, vanno infatti
preparati e seguiti nel contesto familiare.
Freud invece pensa che quando si intravedono nel bambino situazioni di angoscia importanti
bisogna avviare un’analisi e offrire al bambino un’occasione di transfert.
Fu un caso che Freud propose alla comunità scientifica per mostrare in che modo la psicoanalisi
potesse trovare nella clinica del sostegno a ciò che nella teoria si esprimeva.
Le sezioni di cui si compone il caso clinico sono:
1. Introduzione
2. Malattia e analisi
3. Epicrisi⇒ giudizio conclusivo sulla malattia
4. Poscritto del 1922
Ciò che caratterizza il piccolo Hans è una quantità di angoscia importante gestita dal bambino
spostando il focus dall’interno all’esterno⇒ spostando la tensione psichica che si crea nel senso
di angoscia dall’interno all’esterno⇒ si sviluppa una fobia. E’ una situazione difficilmente gestibile
dal paziente e che trova una valvola
di sfogo attraverso meccanismi di spostamento.
La vita del piccolo Hans
Fasi antecedenti allo sviluppo della teoria:
Hans nasce nel 1903 e nella primavera autunno del 1906 risalgono le prime annotazioni del padre.
Nell’estate 1906 c’è la prima vacanza fatta da Hans con i genitori⇒ verrà particolarmente ricordata
da Hans anche da adulto.
Nell’autunno 1906 c’è un periodo di atteggiamento abbastanza energico della madre nei confronti
di Hans⇒ la madre tende a manipolare Hans⇒ timore di evirazione.
Nell’ottobre 1906 nasce la sorellina Hanna.

Nel 1907 compaiono diversi sintomi importanti per Freud⇒ Hans comincia a sviluppare segni di
angoscia.
• Gennaio 1907→ primo sogno
«Oggi, quando dormivo, mi pareva di stare a Gmunden con Mariedl»⇒ dimostrazione per Freud che
mancano ancora i segni di angoscia
• Aprile 1907→ trasloco nel nuovo appartamento
Da una loggetta si intravede l’interno dell’appartamento posto di fronte. Dentro ci abita una ragazzina
di sette od otto anni, cui Hans volge la sua curiosità e attenzione. Probabilmente questo è un
tentativo di distogliere il suo coinvolgimento nella famiglia⇒ le cose sono cambiate in famiglia e lui,

43
con la nascita della sorellina, passa in secondo piano. In Hans si aprono una serie di domande
su come nascano e da dove arrivino i bambini nati.
• Estate 1907→ seconda villeggiatura a Gmunden
Qui si hanno i primi segnali di un disagio interiore. Al rientro Hans sviluppa il timore
che il cavallo lo possa mordere
• Gennaio 1908→ sogno d’angoscia e scoppio della nevrosi
«Quando dormivo, ho pensato che tu te n’eri andata e che io non avevo più la mamma per
coccolarmi»⇒ è un vero e proprio sogno di angoscia che segnala un cambio di assetto
mentale nel bambino
• Marzo 1908→ tonsillectomia e sviluppo di forti timori di evirazione
Fantasia delle giraffe attraverso cui Hans vorrebbe prendere il posto del padre.
Con la tonsillectomia secondo Freud Hans ha spostato nella cavità orale qualcosa che può avvenire
più in basso⇒ Hans si fa tante domande sulla distinzione tra caratteri sessuali maschili e
femminili⇒ secondo Freud la sessualità guida dunque un’altra serie di tentativi di classificazione,
orientamento ecc… La scoperta della distinzione tra maschio e femmina genera in lui il timore
d’evirazione.
• Marzo 1908→ prima e unica visita da Freud
Il padre è preoccupato e chiede un resoconto da parte di Freud. Freud dice due cose al riguardo:
1. suggerisce al bambino che ciò che sta provando è una sciocchezza⇒ non deve avere
così importanza. Hans infatti immagina di voler ancora le attenziona della madre
2. La fisionomia del volto del papà di Hans richiama in un certo senso il muso di un
cavallo⇒ Hans ha paura che il cavallo lo morda ma in realtà teme la rabbia del
padre di fronte all’insistenza con cui Hans cerca la madre
• Aprile 1908: la fobia «fluttua» (e, di conseguenza, anche la quota d'angoscia che
essa rappresenta). «Ho paura che i cavalli cadano per terra quando il carro gira».
Hans ha spostato la paura che ha del padre sui cavalli⇒ è un tipico meccanismo di difesa delle
fobie⇒ spostamento su un oggetto neutro di un senso di angoscia e aggressione che si ha in realtà
verso un altro.
Ma perché Hans ha paura del padre?
Hans, in realtà, desidera ardentemente la madre e proprio questo suo desiderio fa nascere in lui la
paura che il padre si arrabbi con lui per questa sua pulsione. Tutto questo, quindi, contribuisce alla
paura del padre, traslata poi in una fobia per i cavalli.
Tuttavia, Hans ha paura del padre e per il padre→ questo lo si vede nelle paure che Hans nutre; da
un lato teme che i cavalli lo possano mordere dall’altro che i cavalli stessi possano cadere mentre
trasportano un carro.
Freud, a questo punto, chiede al padre di spiegare ad Hans che lui non è arrabbiato con il figlio
poiché egli desidera la madre⇒ questo secondo Freud dovrebbe allentare la paura di Hans.

44
Tre sono i pensieri/desideri che assillano la mente di Hans:
A. Paura del padre
B. Gelosia per la sorella appena nata→ al riguardo ci sono due sogni di Hans che mostrano
sentimenti contrastanti per la sorella:
a. Hans sviluppa una fobia per cui teme che un carro trasportato dai cavalli cada→
paura che la madre debba abortire
b. Hans vorebbe che la madre faccia cadere la bimba in una vasca che gli appare in
sogno
C. Eccessivo interesse per la nascita dei bambini→ Hans vorrebbe avere un figlio con la madre

Sviluppo del caso clinico


Nella primavera del 1908 molte cose cambiano nello stato psichico di Hans.
• Aprile 1908→ prima fantasia dello stagnaio
«Io sto nella vasca da bagno e poi viene lo stagnaio e la svita. Poi lui prende un grosso trivello e mi
colpisce nella pancia»⇒ il padre riconduce lo stare nella vasca da bagno come lo stare nel lettone
con la madre, poi arriva lo stagnaio (il padre) che cerca di svitare la vasca per scacciare il bambino.
Il grosso trivello è il pene del papà.
Compare la rivalità edipica che si intreccia con la nascita dei bambini e altri temi di natura
sessuale.
• Aprile 1908→ elaborazione del Complesso edipico
Hans affronta sempre in modo più diretto il confronto con il padre.
• Aprile 1908→ il tema della nascita dei bambini e altre curiosità di natura sessuale
Hans desidera ardentemente di avere un figlio con la madre (il tutto per un desiderio inconscio di
avere quello che il padre ha, cioè la madre)
• Aprile 1908→ il padre affronta la questione con Hans
«Tu vorresti essere il papà ed essere sposato con la mamma, vorresti essere grande come me e
avere i baffi e vorresti che alla mamma nascesse un bambino»⇒ il padre spiega ad Hans che egli
vorrebbe essere uguale a lui
• Maggio 1908 → seconda fantasia dello stagnaio
Hans si immagina uno stagnaio che gli porta via il suo organo genitale, ed il padre che invece gliene
da un altro→ il papà così diventa colui che fornisce al figlio la possibilità immaginarsi che anche da
grande avrà il suo organo genitale→ questa rappresenta la vittoria sul timore di evirazione (timore
di Hans che da grande non avrà più il suo organo genitale).
• Maggio 1908→ conclusione dell’analisi
Fantasia in cui Hans ammette il desiderio di essere sposato con la madre e di avere da lei molti
bambini (il padre andrà in sposo alla nonna, cioè non sarà edipicamente ucciso).

45
Hans pian piano non presenta più le sue angosce⇒ ha superato il complesso edipico affrontando
i timori relativi al padre e anche i timori per il padre. L’ambivalenza di Hans viene risolta con un
processo di identificazione con il padre→ Hans non teme più il padre bensì vuole identificarsi
con esso.
• Poscritto del 1922→ il «velo» della rimozione
Nel 1922 Freud rivede Hans circa ventenne e gli chiede se per caso si ricordasse del periodo in cui
nacque la sorella. Hans ci pensa e poi risponde dicendo di ricordarsi la vacanza a Gmunden e basta
. A questo proposito Freud dirà “questa è la forza della rimozione” → Hans aveva rimosso tutti i
timori e le angosce del tempo. Quindi, la fobia che Hans ha attraversato da piccolo, rappresenta un
sintomo positivo che ha permesso ad Hans di rimuovere in modo corretto e sano le sue pulsioni
infantili.
Caso clinico dell’uomo dei topi: la nevrosi ossessiva
L’uomo dei topi presenta due pensieri ossessivi di base:
1. Rimanere o no fedele al padre?
2. Rimanere o no fedele alla donna amata?
L’idea di Freud è di dare uno spaccato su un’altra area psicopatologica inseribile comunque nel
gruppo nosografico che sono le psiconevrosi. Le grandi distinzioni sono tra psiconevrosi e nevrosi
narcisistica.
L’uomo dei topi fu uno dei casi più gravi avuti da Freud; nella premessa Freud dice sostanzialmente
che la nevrosi ossessiva dovrebbe essere più comprensibile dell’isteria poiché alla nevrosi
ossessiva manca quel salto dallo psichico al somatico⇒ non c’è dunque il meccanismo di
conversione sul corpo ma c’è il meccanismo della trasposizione⇒ un conflitto viene spostato da
una condizione che è stata all’origine del conflitto ad una situazione che non ha nulla che vedere
con la situazione⇒ si crea un falso nesso.
Dal punto di vista clinico la nevrosi ossessiva è caratterizzata da sintomi ossessivi⇒ insieme di
operazioni mentali che: vanno dal dubbio ossessivo alla presenza di divieti di fare qualcosa legati
all’idea che se non si sottostà al divieto succederà qualcosa di terribile, fino a rappresentazioni
mentali disturbanti al funzionamento della persona→ disturbano in particolare l’IO.
Esempio:
all’uomo dei topi veniva in mente, improvvisamente, di tagliarsi la gola con il rasoio.
La seconda parte del sintomo è praticare azioni che non facciano sopraffare l’azione ossessiva.
Nelle nevrosi ossessive le rappresentazioni psichiche sono egodistoniche ⇒ turbano l’IO stesso;
viceversa esistono persone che hanno un tratto ossessivo⇒ sono quelle ipercontrollanti che
tendenzialmente sono poco propense a manifestare la loro ossessività.
Il caso clinico
La descrizione del caso clinico viene pubblicato nel 1909, durò circa 11 mesi e impegnò
particolarmente Freud. Freud spesso incontrò diverse difficoltà con questo caso⇒ questo si sa
46
grazie al ritrovamento di appunti di lavoro che Freud prendeva dopo alcune sedute⇒ questi appunti
ci mostrano un Freud in difficoltà.
L’uomo dei topi era particolarmente aggressivo⇒ l’aggressività è una delle componenti con la
quale i pazienti hanno a che fare di più.
Storia della malattia
Il paziente mostrava un alternarsi di manifestazioni ossessive e timori che qualcosa possa accadere
al padre e a una signora alla quale teneva particolarmente.
Le cause di questi sintomi sono dovuti a:
1. Precoce attività sessuale
Il paziente si mostra attratto da due governanti, le quali si mostrano molto indulgenti rispetto alle
curiosità che il bambino mostra rispetto ai corpi femminili ⇒ sessualità vissuta in maniera attiva ma
in forma molto complicata da gestire per il bambino. Nel bambino ben presto al piacere legato al
momento di curiosità subentra un momento punitivo⇒ si intravede già il doppio andamento del
sintomo ossessivo⇒
2. Simultaneo sentimento perturbante
Il sentimento punitivo si concretizza nel timore che il padre possa morire
3. regole protettive
Il bambino nutre il timore che i genitori conoscano i suoi pensieri⇒ sviluppa regole protettive⇒ azioni
che il paziente fa per tenere a bada una rappresentazione mentale sottostante. Le rappresentazioni
ossessive non sono presenti sempre coscientemente nel bambino. Le cose si complicano quando
la rappresentazione ossessiva di partenza crea una profonda intrusione nella mente del
bambino⇒ si creano i falsi nessi.
Se nell’isteria ciò che succede è che la sessualità viene vissuta come qualcosa che dall’esterno
ha investito il paziente, nella nevrosi ossessiva la sessualità viene vissuta come attiva.
Intorno ai 20 anni l’uomo dei topi si trova a compiere servizio militare, dove avvengono due
avvenimenti:
1. perdita di un paio di occhiali
Il ragazzo incarica un uomo di spedire un nuovo paio di occhiali e giura di ritornare presto le 3,80
corone, costo degli occhiali
2. Racconto del capitano di una tortura praticata in oriente
Il capitano dei soldati racconta una storia di una brutale tortura praticata con l’uso di roditori in
oriente→ questo ricorda all’uomo dei topi le percosse subite dal padre, quindi il capitano prende il
posto del padre che gli infliggeva violenze da piccolo.
Nel paziente si forma la rappresentazione ossessiva che questa tortura possa essere inflitta ad una
donna che ama o al padre⇒ Freud scoprirà che il padre, al momento del racconto, è già morto⇒ è
quindi un timore che la tortura possa essere praticata anche da morto⇒ a volte il pensiero
ossessivo scavalca il confine tra realtà e non realtà.

47
Freud riesce a dimostrare come avvenimenti del genere, come il racconto della tortura, possano
colpire zone iper-sensibili della mente inconscia.
3. Vicenda delle tre corone
Improvvisamente, per un divieto che il paziente si impone, decide che non è necessario pagare gli
occhiali; in un altro momento si sente costretto a pagare gli occhiali andando direttamente Vienna⇒
conflitto interno che Freud riconduce direttamente al padre.

Avvio alla comprensione della cura


A. Il paziente non si presenta al momento della morte del padre
Il paziente, solamente dopo un anno e mezzo si rimprovera per non essere andato al funerale⇒
questo sfasamento temporale fa sì che il paziente non riesca a collegare l’emozione provata con
l’avvenimento accaduto. L’intensità della nevrosi è dunque probabilmente dovuta alla mancata
elaborazione del lutto del padre, un’azione complessa poiché il paziente era affettivamente
attaccato al padre, anche in maniera ambivalente⇒ il tutto ha radici infantili che vengono spesso
rimosse collocate in una zona inconscia.
B. Guida del paziente alla comprensione dei sintomi
Freud individua una sproporzione tra contenuto rappresentativo e affetto, usura del conscio contro
l’inalterabilità dell’inconscio, radici infantili dell’ambivalenza affettiva verso il padre
La causa immediata della malattia
Al paziente viene proposto di unirsi in matrimonio con la figlia di un ricco cugino della madre⇒ utilità
secondaria della malattia, identificazione con il padre, pulsioni aggressive.
Il complesso paterno
Le manifestazioni ossessive vengono ricondotte alla figura paterna verso il quale il paziente ha avuto
un rapporto conflittuale⇒ l’animale del topo rappresenta, dunque:
1. Il padre come spielratte
2. Connessione tra le parole ratten (topi) e raten (rate) → la rata da pagare per gli occhiali
3. Rimandi sessuali nella parola topo: come veicolo di pericolose infenzioni; come organo
genitale
Questo caso clinico permette a Freud di addentrarsi in una situazione complicata⇒ il trattamento,
infatti, dopo undici mesi si interruppe anche perché il paziente morì durante la prima guerra
mondiale.
I disturbi ossessivi sono legati soprattutto alla fase anale⇒ fase sessuale in cui si attivano
nel bambino le competenze per evacuare ed espellere le feci.
Quadro clinico delle nevrosi ossessive:
• Centralità del pensiero ossessivo e sua articolazione
Le manifestazioni ossessiva sono di difficile orientamento⇒ un buon modo per comprenderlo è che
i pazienti ignorano il peso che i pensieri ossessivi possono avere per lui ⇒
48
• Distinzione tra lotta difensiva primaria e secondaria
• I malati ignorano l’enunciazione esatta delle proprie idee ossessive→ ignorano il significato
che l’ossessione ha per lui
L’uomo dei topi non distingue l’ambivalenza tra restituire o meno o i soldi e il rapporto
ambivalente con il padre→ questo lo difende in un certo senso.
• Legame tra pensieri ossessivi e superstizione ⇒ tendenza alla proiezione→ ciò che il
soggetto non riesce a controllare lo sposta sull’esterno
• Bisogno di incertezza e di dubbio nella vita ⇒ tendenza all’isolamento. I pazienti, quindi,
cercano di isolare un evento dall’altro, non provano mai i due sentimenti contrastanti nello
stesso momento.
• Onnipotenza del pensiero⇒ tendenza al controllo e all’annullamento retro-attivo⇒ esempio:
episodio del sasso da togliere o non togliere prima del passaggio della carrozza.
• Forte ambivalenza pulsione tra amore e odio
• Tentativo di gestire il contrasto tra amore e odio⇒ questa lotta può portare alla tendenza a
procrastinare→ tutta la vita dei pazienti ruota attorno al contrasto amore-odio
• Inibizione dell’azione⇒ tendenza alla regressione
• Ci si trova di fronte a pazienti che hanno un iperinvestimento sul pensiero, hanno cioè
una conflittualità interiore che annebbia il pensiero e non viene somatizzata come invece
accade negli isterici. Infatti, rispetto agli isterici, gli ossessivi hanno una regressione
addirittura fino alla fase anale (nella fase anale il bambino cerca in tutti i modi di trattenere le
feci, e l’ossessivo fa la stessa cosa con il pensiero che lo assilla) mentre nell’isteria si ha una
regressione alla fase fallica.

49
Il narcisismo
NARCISISMO: assetto mentale che porta a trattare il proprio corpo come solitamente si tratta il corpo
di un oggetto sessuale→ l’attenzione è rivolta, i maniera eccessiva, a noi stessi.
Il saggio introduzione al narcisismo vede la luce nel 1914 ed è composto da tre parti.
Negli anni in cui Freud ci parla di narcisismo si distaccò anche dalle teorie espresse da Jung.
Introduzione al narcisismo (1913)
L’introduzione al narcisismo segnala la polemica nata tra Freud e Jung. E’ un argomento in via di
completamento.
Paragrafo 1
1. Definizione di Narcisismo
Freud parla di narcisismo come chi assume la propria persona come oggetto d’amore⇒ si
prende se stessi come oggetto d’amore⇒ si investono pulsioni libidiche sul proprio IO.
Esempio: mito di Narciso che non si innamora degli altri bensì della propria immagine riflessa
nell’acqua.
2. Le parafrenie
Un termine adatto per descrivere schizofrenia potrebbe essere il termine parafrenia ⇒ mente messa
fuori (termine che avrà scarso successo⇒ avrà successo, come si sa, il termine schizofrenia). La
parafrenia descrive bene quanto accade nella schizofrenia→ si alternano momenti di delirio di
grandezza e momenti di disinteresse per personee cose del mondo esterno.
3. Ruolo dello stadio narcisistico nello sviluppo
Lo stadio narcisistico fa da ponte tra l’autoerotismo e l’amore per l’altro⇒ la libido è un concetto
metapsicologico che ne sta alla base poiché nelle prime fasi di vita, nel caso narcisistico, la
libido ritira l'investimento nell’oggetto esterno per rivolgersi al proprio IO.
Prima ancora dell’investimento della libido sull’IO c’è una fase in cui non c’è consapevolezza su
un qualcosa di esterno⇒ non c’è alcun indirizzo di investimento della pulsione libidica.
Ci sono tre fasi di sviluppo della libido:
1. Fase in cui la libido non è investita in alcun oggetto
2. La libido investe l’IO del bambino
3. Libido oggettuale⇒ la libido sottrae parte del suo investimento sull’io per rivolgersi
ad un oggetto esterno
Tra la seconda e la terza libido c’è un rapporto ben spiegato da Fredy⇒ la libido è in costante
equilibrio con le fasi appena descritte⇒ più presente la libido oggettuale meno sarà presente
la libido dell’IO.
La libido ha dunque tre fasi e prende il nome anche di LIBIDO DELL’IO e di LIBIDO OGGETTUALE.

50
Tutto questo ha delle conseguenze importanti. Freud utilizza il concetto di differenziazione della
libido per parlare di:
• Isteria e nevrosi ossessiva
Il rapporto con l’oggetto è preservato⇒ prevalenza di libido oggettuale
• Parafrenie o nevrosi narcisistiche
Mancanza di investimento sugli oggetti⇒ prevalenza di libido dell’IO
Le due tipologia di libido, dunque, si concretizzano in patologie diverse e meccanismi diversi.
Paragrafo 2
I fenomeni psichici che troviamo nel narcisismo possono essere connessi a determinate condizioni
di vita⇒ esistono condizioni che tutti possiamo attraversare che manifestano la libido dell’IO
1. La malattia
Durante la malattia il malato tende ad avere sentimenti di preoccupazioni nei confronti della propria
condizione fisica ⇒ solo quando poi starà meglio ci sarà di nuovo un investimento sugli oggetti
esterni
2. L’ipocondria
Condizione in cui ci si preoccupa continuamente della propria salute⇒ deriverebbe da
un iperinvestimento libidico su un organo specifico del proprio corpo
3. Lo stato di sonno
Mentre ci addormentiamo ritiriamo dall’esterno i nostri investimenti e li riportiamo all’IO
4. La vita amorosa
Le stesse pulsioni sessuali sono pulsioni che poggiano inizialmente ad un soddisfacimento dell’IO⇒
esempio: allattamento⇒ il piacere che il bambino può provare nel succhiare il latte dal seno materno
giunge dopo ad un piacere legato al bisogno manifestano dall’IO⇒ la libido segnala questo
bisogno ad essere la prima a manifestarsi ⇒ finito il soddisfacimento del bisogno si orienterà
sugli oggetti esterni.
Questo secondo paragrafo porta Freud a parlare del differente destino della libido:
• Nel caso delle nevrosi narcisistiche prevale decisamente la libido dell’IO⇒ surplus di libido
narcisistica
• Nelle psiconevrosi c’è un surplus di libido oggettuale
Un eccessivo investimento della libido può portare a conseguenze patologiche.
Quando c’è un investimento sull’oggetto, come avviene questo?
La scelta avviene su basi:
1. Narcisistiche
Cercare di trovare nell’investimento in un oggetto in una parte dell’IO⇒ esempio: cercare nell’altro
una parte mancante a noi (sono introverso e cerco una persona estroversa che mi possa
integrare)
2. Anaclitiche
51
La scelta avviene a partire dal ritrovare nell’oggetto esterno qualcosa che ricorda gli oggetti iniziali
di investimento libidico⇒ padre e madre nutrice ⇒ la scelta avviene attraverso un ritrovare
nell’oggetto somiglianze o differenze sostanziali rispetto ai due oggetti iniziali⇒ Freud parla,
infatti, di riscoperta dell’oggetto
Paragrafo 3
Freud introduce i concetti di:
1. Ideale dell’IO
2. Coscienza morale→ commisura l’ideale dell’io all’io attuale
Questi concetti si rivolgono all’importanza che Freud dà in quegli anni al concetto di istanza dell’IO⇒
da qua nasceranno i concetti di super-IO e di ideale dell’IO(= modo di rappresentarsi, da parte della
persona, uguale ai genitori [???]). Nell’infanzia io reale ed io ideale coincidono, quando l’individuo
cresce comincia a crearsi una distanza tra l’ideale dell’IO e l’IO attuale ⇒ il giudizio che si esprime
riguardo la distanza tra le due rappresentazioni dell’IO è determinato dalla coscienza morale.
3. Sentimento di sé
E’ l’ampiezza dell’IO ⇒ sentimento che anima le persone che investono la libido sul proprio
IO. Questo termine avrà un enorme successo nella psicoanalisi successiva.
4. Egosintonico
Gli investimenti amorosi sono in sintonia con l’io⇒ le pulsioni si accordano spingendo tutte nella
stessa direzione.
In questa fase del pensiero di Freud esiste solo eros⇒ pulsione di vita.
Il tema del doppio
Il tema del doppio caratterizza molte importanti produzioni artistiche letterarie.
Il tema del doppio è un tema ben rappresentato dal concetto di narcisismo⇒ guardare se stessi
non può che richiamare un tema narcisistico.

Il tema dell’IO scisso è un tema ripreso da molti analisti, i quali parleranno di sé⇒ falso sé, sé sociale,
vero sé, ecc…
Rank si occupa del doppio come tema presente in molti ambiti culturali, Rank, infatti, non era un
medico⇒ ci sono molti esempi nella letteratura, nell’arte che dimostrano la passione di molti letterati
e artisti il tema del doppio.
Rank dice che il tema del doppio simbolizza il significativo rapporto dell’uomo con il proprio
IO. Il doppio può essere raffigurato come l’ombra, la propria immagine riflessa nello
52
specchio, il sosia, un’entità reale che si stacca dal corpo, da cui nascondersi come si si
fuggisse da se stessi. In tutto questo c’è una tradizione che accomuna le varie produzioni del
doppio⇒ c’è una base psicologica comune⇒ tutto ruota attorno alle tematiche narcisistiche.
Si è in presenza di manie paranoiche di persecuzione alla cui base si trova una fissazione sul
narcisismo⇒ il proprio IO si rivela il principale esecutore contro cui rivolgere il meccanismo della
proiezione.
Lo sdoppiamento può risultare inquietante e angosciante per la persona. Rank segue questa
direzione per dirci cosa succede nelle condizioni estreme ⇒ succede che il doppio diventa uno
strumento per sconfiggere il senso di morte che ci terrorizza. Per Rank esiste una tendenza
universale a rimuovere (guarda slide)
Alla paura di quell’attesa intollerabile della morte è preferibile il suicidio⇒ materialmente, però, è un
altro io ad essere ucciso⇒ narcisismo distruttivo. Il narcisismo distruttivo è caratterizzato da un IO
che duplice, ma queste due immagini dell’IO non vengono più integrate⇒ in modo irrealistico si
crede di poter controllare la parte esterna del proprio io uccidendola quando in realtà la parte
che si vuole controllare è dentro di noi.
Psicosi
E’ un concetto introdotto nella metà dell’800, un termine abbastanza ampio. Formata dai termini
psico e osi (malattia degenerativa). Psicosi è un termine che coincide con la schizofrenia, infatti la
psicosi si divide in tre parti:
1. Alterazioni organiche riconosciute: processi degenerativi del sistema nervoso
che generano sintomi simili alle psicosi (per assunzione di droghe ecc…). Molto dipende
dalla forza dell’io.
2. Schizofrenia e altri disturbi deliranti⇒ alterazione della percezione della realtà in credenze
non reali→ manca l’esame di realtà
3. Disturbi affettivi severi con sintomi psicotici: si abbinano o no ai sintomi psicotici⇒ psicosi in
cui abbinato al sintomo psicotico alterazioni dell’umore⇒ confusione, disorientamento,
allucinazioni, deliri, fenomeni di pervasività ecc…
Tanto più il paziente si trova in sintomi psicotici tanto più si svilupperà un impoverimento del
pensiero.
La schizofrenia ai tempi di Freud
Ai tempi di Freud un grande studioso della schizofrenia è Bleuler→ il cuore della schizofrenia è
costituito dalla condizione autistica intesa come perdita del contatto con il mondo esterno e come
netta predominanza della vita interiore. Proprio per questo, Bleuler, propone il concetto di
dissociazione autismo→ esiste un disturbo primario determinato da un substrato biologico ancora
sconosciuto, a fronte del quale si attiverebbero una serie di risposte adattive che determinano il
quadro clinico della schizofrenia. È stato proprio Bleuer a sostituire il concetto di Schizofrenia a

53
quello di dementia praecox→ termine che rende più giustizia alla dissociazione che si verifica nei
soggetti schizofrenici.
Bleuler fa appunto una distinzione tra sintomi primari (disturbi associativi, autismo, appiattimento
affettivo, ambivalenza)⇒ questi sintomi hanno origine psicodinamica(=legame tra schizofrenia e
Psicoanalisi); e sintomi secondari (causati da tentativi di adattamento al primo).
L’idea della scissione porterà Bleuler ad introdurre il concetto di schizofrenia e ad utilizzare
approcci meno medici e più psicoanalitici.
Caso clinico di Schreber
E’ una caso clinico di paronoia. Non fu un caso che Freud seguì direttamente⇒ fu segnalato a
Freud da parte di Jung che in quegli anni era molto vicino a Bleuler ⇒ era molto appassionato alla
patologia grave.
Schreber stese una serie di memorie sulle sue paranoie.
Questi pazienti paranoici hanno un modo di funzionare diverso rispetto ai nevrotici⇒ casi di difficile
interpretazione.
Questi pazienti non sono trattabili psicoanaliticamente poiché non sviluppano il transfert non
avendo una pulsione libidica nei confronti dell’analista⇒ impossibilità di cura (smentito dagli
analisti dopo Freud come Bion).
Leggere ciò che le persone paranoiche riportano garantisce la veridicità di ciò che i pazienti
raccontano⇒ questi pazienti non creano falsi nessi e non sono soggetti a rimozione, bensì il
sintomo si mostra con grande chiarezza.
Nella paranoia si sviluppa il meccanismo di proiezione⇒ proiettare all’esterno sentimenti
intollerabili e parti dell’IO.
Storia della malattia
• Nel 1884 c’è un primo episodio psicotico
Schreber non si sente bene e si fa curare dal medico che l'aveva in cura da una serie di anni⇒
Flechsig ipotizza un attacco di ipocondria ⇒ condizioni in cui la libido si concentra su una funzionalità
di un organo⇒ classica situazione clinica in cui la libido è orientata sull’IO corporeo non
investendo gli oggetti esterni⇒ diagnosi che predispone a qualcosa di più grave.
• Nel 1893 altro episodio
Schreber è un magistrato molto rispettato e dirà poi che è solo rattristato e deluso dal fatto di non
riuscire ad avere figli⇒ in questa situazione di stress si ripresenta d’estate la malattia. Schreber
fa sogni angosciosi in cui si immagina con un corpo da donna mentre soggiace ad un
rapporto sessuale⇒ secondo ricovero⇒ il medico Flechsig ipotizza la paranoia⇒ tipo di
schizofrenia più frequente.
• Estate 1894
Schreber non vuole più essere curato da Flechsig e decide di cambiare clinica⇒ verrà seguito dal
Dottor Weber.
54
Schreber vive gli ultimi anni della sua vita in maniera più tranquilla dopo che gli furono restituiti i suoi
diritti civili⇒ nel 1910 Freud pubblica il caso clinico mentre Schreber muore nel 1911.
Questa malattia permette in alcuni casi di uscire completamente dal disturbo, in altri casi si
presentano delle recidive più gravi delle precedenti.
I punti essenziali della perizia psichiatrica
L’idea di Schreber è quella che il tutto sia collegato alla distruzione del mondo⇒ egli si sente
coinvolto nella distruzione innanzitutto nella trasformazione in donna presente nei suoi sogni. L’idea
delirante si collega all’idea di fondo persecutoria che deve essere gestita attraverso la
creazione di un delirio in cui invece viene sottoposta a trasformazione la stessa idea
persecutoria.
La trasformazione in donna è la soluzione che la mente di Schreber trova per gestire l’angoscia
persecutoria⇒ la trasformazione è collocata in un pensiero di salvezza che riguarda l’umanità⇒
delirio fuori da ogni contatto con la realtà. Il delirio è una costruzione staccata dalla realtà oggettiva
ma di grande importanza per la realtà soggettiva del paziente. Quello che si vede nelle produzione
delirante di Schreber sono due aspetti importanti:
1. Necessità di salvare il mondo ⇒ il mondo è in pericolo e nel delirio Schreber diventerà lo
strumento della salvezza del mondo
2. Perché si possa salvare il mondo Schreber pensa di dover aver la possibilità di trasformarsi
in donna
Questi aspetti si collegano a due aspetti psicopatologici:
1. Senso di persecuzione
L’essere redentore che Freud legge tra le righe delle memorie autobiografiche è qualcosa che si
ricollega al senso persecutorio sentito in Schreber⇒ la necessità di salvare il mondo salva
Schreber stesso⇒ ciò da cui si sente perseguitato è il desiderio omosessuale nei confronti del suo
medico curante⇒ secondo Freud questo è estremamente angosciante per il paziente⇒ il senso
d’amore si trasforma nel timore di essere perseguitato dal medico curante⇒ ecco il motivo del
processo di redenzione.
2. Delirio di grandezza
Il paziente prende su di sé non solo la sua salvezza bensì l’umanità intera.
QUINDI: il senso di attrazione sessuale spaventa molto Schreber⇒ per allontanare da sé questo
sentimento Schreber tramuta il tutto in un senso di persecuzione ⇒
questo comporta il timore di essere distrutto come persona⇒ la trasformazione in donna,
seppur non voluta, è vista da Schreber come l’unica soluzione.

Secondo Freud esistono tre tipi di cause che determinano i sintomi delle paranoie di Schreber:
1. Causa determinante della malattia
Attrazione omosessuale nei confronti di Flechsig ⇒ assalto della libido omosessuale
55
2. Causa remota della malattia
Il difficile rapporto di Schreber con la figura del padre(=Dio nel delirio) e quello con la figura del
fratello(=Flechsig nel delirio). Entrambe queste figure sono morte→ lotta con Dio e Flechsig
rappresentata in realtàun conflitto tra Schreber e il padre
3. Causa concomitante della malattia
Frustrazione derivante dal desiderio di avere figli e convinzione di Schreber che solo accoppiandosi
con Dio potrà avere figli.
Conclusioni sul caso clinico:
Freud giungerà alla conclusione che la psicoanalisi può spiegare la mente di questi pazienti ma
non li può curare poiché i pazienti non riescono ad investire una parte della loro libido
sull’oggetto esterno.
• Importanza e significato della scissione dell’IO
• La paranoia scompone laddove l’isteria condensa
• La formazione delirante è un tentativo di guarigione, di ricostruzione
• Il delirio è uno specchio sul mondo interno del paziente
• Il delirio è una prova delle funzioni mitopoietiche (=relativo alla creazione di miti) dell’uomo
• Introduzione degli istinti dell’IO che provengono dall’Io e che ad esso sono rivolti
I pazienti psicotici lavorano parecchio⇒ lavorano mentalmente per gestire l’angoscia generata dal
loro stesso delirio⇒ lavorano per costruire un delirio o gestire delle voci che sentono o gestire
un senso di frammentazione che sentono mettere in pericolo l’integrità del proprio IO.
Il meccanismo della paranoia
La paranoia è dovuta a prevalenza della proiezione che si può ad esempio notare nel rapporto tra il
sentimento omosessuale di Schreber e il rapporto che Schreber ha con questa attrazione⇒
meccanismo difensivo di proiezione. La percezione interna è repressa e al suo posto il
contenuto di essa deformato perviene alla coscienza sotto forma di percezione esterna.
La rimozione ha particolare importanza nel processo delirante ⇒ il ritorno del rimosso prende forma
nel delirio⇒ il rimosso torna vivo e pressante proprio nel momento del delirio.
Freud ipotizza che pazienti di questo tipo abbiano alterazioni dello sviluppo libidico e di regressione
dello sviluppo libidico nel momento in cui dovrebbe esserci il passaggio tra libido dell’IO e libido
oggettuale⇒ il passaggio si concretizza in una regressione⇒ fissazione o regressione che porta il
soggetto a non investire le proprie emozioni su altri oggetti bensì ancora su se stesso, come avviene
nella sessualità infantile (una sessualità autoerotica).
1. Segmento di sviluppo libidico implicato autoerotico, narcisistico, omosessuale
2. Centro del conflitto della paranoia ⇒ fantasia di desiderio omosessuale di amare un uomo
3. Principali forme di paranoia: quattro forme che vogliono contraddire la proposizione “IO
(uomo) amo lui (un uomo).”
Possiamo, infine, distinguere quattro tipologie di delirio:
56
1. Delirio di persecuzione→ sostituzione della percezione interna d’odio con una percezione di
essere odiato e perseguitato da qualcun’altro.
2. Erotomania→ sostituzione della percezione interna d’amare con una percezione di essere
amato
3. Delirio di gelosia
4. Delirio di grandezza→ convinzione di avere capacità incredibili che vanno oltre l’ordinario
Cinque saggi di metapsicologia
E’ uno dei saggi compresi in quelli di natura metapsicologica. Con metapsicologia si intende uno
sforzo che Freud fece di sistematizzare la teoria psicoanalitica⇒ dare un contributo che ponesse un
punto fermo nella storia del movimento psicoanalitico trattando argomenti di natura teorica ma
importanti per la teoria psicoanalitica.
I saggi di natura metapsicologia sarebbe dovuti essere 12 ma ce ne sono giunti solamente 5-6
perché gli altri furono distrutti da Freud stesso il quale riteneva insoddisfacenti le conclusioni a
cui era giunti in quegli scritti. Sono comunque la testimonianza di uno spirito attento alla
costruzione teorica del modello psicoanalitico; la stesura di questi saggi testimonia anche una
vena molto creativa.
Freud sente il bisogno di dare alla luca qualcosa anche in un momento luttuoso⇒ per molti Lutto e
melanconia è l’espressione di un periodo di depressione da Freud
stesso attraversato.
I saggi che fanno parte della metapsicologia sono:
1. Pulsioni e loro destini
Saggio importante poiché Freud riprende i concetti di pulsioni dell’IO e pulsioni oggettuali⇒ la
pulsione viene definita come un concetto tra somatico e psichico⇒ questo legame è molto
articolato e complesso ecostituisce una base per la medicina somatica, inoltre ci dice qualcosa su
come la mente umana trasformi qualcosa che è presente a livello biologico in qualcosa coglibile a
livello mentale⇒ una pulsione, ad esempio, aggressiva, viene trasformata dalla nostra mente
in una rappresentazione mentale, ad esempio immaginare di aggredire qualcuno. Il destino
della pulsione è quello di cercare una sua scarica. Freud, dunque, con questo saggio ribadisce
la centralità del concetto teorico di pulsione.
2. La rimozione
Freud dedica questo saggio per esprimere come la mente, dentro il suo modello, gestisca i
conflitti. La rimozione, infatti, è il meccanismo principe di gestione del conflitto mentale. Freud
rimane dell’idea che la difesa naturale sia proprio la rimozione⇒ rimozione alla base di un
processo di crescita.
3. L’inconscio
Saggio di cui Freud andò più soddisfatto. E’ un saggio dedicato al confermare la tripartizione
della mente e al sottolineare che l’inconscio sia un’area della nostra mente che fa da magazzino
57
ad una serie di elementi passati. Freud quindi intuisce che esistano contenuti psichici che vengono
rimossi fin dall’inizio e che non verranno mai resi consapevoli nel corso della vita dell’individuo. La
rimozione originaria, rispetto a quella secondaria, riguarda quei contenuti inconsci e che
rimarranno inconsci.
4. Supplemento metapsicologico alla teoria del sogno
Freud con soddisfazione racconta dei suoi lavori attorno al tema del sogno. Qua troviamo una
conferma di ciò che era stato detto nell'interpretazione dei sogni.
5. Lutto e melanconia

Lutto e melanconia
Freud parte dalla distinzione tra la condizione luttuosa e quella malinconica. Freud intuisce che
esistano dei punti di contatto tra i due e che i fenomeni luttuosi non sono solo legati a perdite
significative bensì sono legati a situazioni che non implicano necessariamente la perdita di
una persona⇒ anche la perdita della libertà genera un sentimento luttuoso.
Ci sono degli elementi comuni tra lutto e melanconia:
1. Profondo e doloroso scoramento
Scoramento è un termine che Freud prende da Abraham (pioniere che ha condiviso con Freud lo
studio della melanconia). Lo scoramento è la situazione del lasciarsi andare ⇒ non riuscire più
a reagire ad una situazione che sovrasta⇒ opprimente. Il profondo e doloroso scoramento è una
situazione della nostra mente che non ci fa più reagire.
2. Scarso interesse per il mondo esterno
Chi si trova in uno stato melanconico o luttuoso è poco interessato a quanto avviene nel mondo
esterno. La persona è interessata solo a ciò che prova dentro di sé⇒ si perde la capacità di
relazionarsi con gli altri e il desiderio di svolgere attività.

Sintomi e segni del quadro melanconico


A. Perdita oggettuale sottratta alla coscienza
La perdita sembra qualcosa che si sottrae dalla coscienza⇒ il melanconico è colui che sente un
vuoto interno ma non sa bene a cosa sia dovuto il vuoto, mentre chi vive il lutto è consapevole
di ciò che ha perso.
B. Impoverimento e svuotamento dell’IO
C. Senso di perdita che coinvolge l’IO
D. Centralità del senso di colpa
Il senso di colpa è un elemento centrale della melanconia⇒ condizione presente sia in lutto sia in
melanconia ma in quantità diverse. Più il senso di colpa è intenso più ci si sposta sulla
melanconia⇒ il melanconico si rimprovera di vivere in situazioni delle quali cui non è
responsabile⇒ senso di colpa delirante.
58
Esempio: un conto è sentirsi in colpa per non aver curato abbastanza un proprio caro, un altro conto
è sentirsi in colpa per bere troppo nonostante le scorte di acqua dolce del Pianeta si stiano
esaurendo.
Considerazioni
Il nocciolo della questione è legato alla progressiva contrapposizione tra melanconia e lutto
normale e anche a come si pongono questi due stati psichici.
• Impoverimento del mondo e dell’IO
Quando ci si trova di fronte ad una persona melanconica la questione che bisogna affrontare è
capire in che senso si percepisca un impoverimento del mondo e dell’IO. Nel lutto il senso di
perdita riguarda il mondo esterno; nella melanconia la perdita sembra riguardare noi stessi e il vuoto
che proviamo dentro di noi. La domanda centrale dunque è: questa differenza non potrebbe aiutarci
a capire la differenza tra i due concetti? Sì, è proprio in questo modo che lutto e melanconia si
distinguono.
L’ipotesi che fa Freud è che ci siano di base dei processi psichici differenti.
• Scissione
Quando subiamo un LUTTO c’è una trasformazione da libido oggettuale a libido dell’IO⇒ la libido
viene ritirata dall’oggetto poiché lo si è perduto. Questa ritiro sull’IO permette di mettere in pratica
meccanismi come la scissione⇒ una parte dell’IO viene scissa dall’altra. Nel lutto le parti scisse tra
loro rimangono nell’IO, con il tempo, cioè, con l’elaborazione del lutto la persona investirà
nuovamente la libido su un nuovo oggetto esterno.
• Identificazione narcisistica→ identificazione dell’IO con l’oggetto
Nella MELANCONIA la parte dell’IO esce dall’IO stesso e si identificheranno narcisisticamente con
l’oggetto stesso. L’identificazione narcisistica è quel processo per cui la parte persa si identifica
con una parte dell’oggetto perso uscendo dalla persona stessa⇒ una parte dell’IO esce e si
identifica, narcisisticamente, con l’oggetto perso che acquista una vita autonoma. L’io, o una
porzione dell’IO acquista una vita autonoma e giudica un’altra parte dell’IO.
• Suicidio ed innamoramento
Nel suicidio l’IO viene diviso in due parti e una tratta l’altra come un oggetto. L’innamoramento porta
ad una scissione ⇒ totale svuotamento dell’IO che si identifica con la persona amata⇒
sovrapposizione tra i due amanti.
• Passaggio dalla melanconia alla mania
Da un punto di vista dinamico, la libido viene utilizzata per l’innalzamento del tono dell’umore⇒
iperinvestimento nei confronti dell’altro.

59
I pionieri della psicoanalisi

Sandor Ferenczi
1873-1933
Ferenczi ha dato luogo ad una scuola di pensiero⇒ scuola ungherese. Questa scuola ebbe un
grande successo e, successivamente, negli anni ‘30 ebbe un grande successo in Gran Bretagna.
Ferenczi nasce in Ungheria il 7 luglio 1873, ottavo di dodici figli⇒ sarà un autore che sottolineerà
molto il rapporto con la madre reale. Nel 1894 consegue la laurea in medicina a Vienna. Prima di
incontrare Freud aveva già pubblicato alcuni articoli su tematiche di tipo psicologico⇒ era interessato
a ipnosi, spiritismo, scrittura romantica.
Tramite Jung, nel febbraio 1908, incontra Freud che lo invita a fare un intervento al primo congresso
psicoanalitico ⇒ presenterà lo scritto Psicoanalisi e pedagogia.
Il primo contatto con Freud si tradurrà un rapporto molto intenso tra i due. Ferenczi è descritto da
Freud una persona molto calma, tranquilla, un bravo terapeuta.
Nel 1914 inizia la sua analisi con Freud⇒ Ferenczi non sarà mai soddisfatto di questa esperienza,
ma non manifestò mai a Freud questa sua insoddisfazione.
Nel 1924 Ferenczi e Rank pubblicano un lavoro dedicato alla tecnica psicoanalitica⇒ prospettive di
sviluppo della psicoanalisi. Sull’interdipendenza tra teoria e pratica. Questo lavoro segnerà un
distacco nei confronti di Freud e la sua concezione della sessualità infantile.
Lo stesso anno pubblica Thalassa⇒ qui Ferenczi sostiene che come la vita sia nata dall’acqua
analogamente il feto crescerebbe in un liquidi e riepilogherebbe in sé tutti i passaggi. E’ importante
ricordare che in quest’opera Ferenczi attribuisce al periodo primordiale un’importanza molto
grande.
Nel 1932 pubblica Confusione di lingue tra l’adulto e il bambino⇒ in quest'opera la posizione di
Ferenczi si allontana nettamente da Freud.
Il 22 maggio muore a seguito di problemi respiratori, solo più di trenta anni dopo, nel 1969, verrà
pubblicato il Diario Clinico
Lo sviluppo del bambino
Ferenczi scrisse tante opere riguardanti la sessualità infantile: psicoanalisi e pedagogia; introiezione
e transfert, analisi infantili con gli adulti, confusione di lingue tra gli adulti e il bambino ecc…
Es. il bambino gallo⇒ prototipo del bambino ferencziano
Ferenczi sposta l’accento sul ruolo dei fattori personali come fondamentali per la crescita e
lo sviluppo del bambino⇒ la famiglia, le caratteristiche dei genitori e la qualità delle cure parentali.
Per Ferenczi non è tanto importante l’orientamento che la pulsione ha bensì è fondamentale
l’ambiente con cui il bambino ha a che fare nelle prime fasi di vita. Il bambino è imitativo→

60
tende innanzitutto ad identificarsi con i genitori. La psicoterapia aiuterà a percorrere la storia della
relazione parentale al fine di rintracciare l’originaria mancanza di amore.
L’idea di Ferenczi è che un’educazione sbagliata nei bambini è la fonte delle più svariate
nevrosi⇒ no all’educazione fatta di repressione e negazione perché alimenta rimozioni inutili. Si
generano dunque delle zone oscure che nei casi più gravi possono costituire una vera a
propria seconda personalità. L’idea che una rigida educazione porti allo sviluppo della nevrosi
sarà uno dei punti cardine del pensiero di Melanie Klein.
I divieti portano ad una cecità interiore come un lato ombra che sottrae energia psichica. Solo
la psicoanalisi può insegnare a riconoscere e gestire i propri desideri ed impulsi.
Come avviene l’evoluzione psichica del bambino?
Ferenczi distingue uno stadio primario ed uno stadio secondario in cui intercorrono una fase
introiettiva ed una proiettiva→ questi stadi spiegano il rapporto tra io ed ambiente.
A. Stadio primario
Senso di onnipotenza che ha origine nella vita intrauterina, megalomania infantile, dominio del
principio di piacere, fasi introiettive. E’ una fase in cui il bambino sente di non avere un
distaccamento dalla vita intrauterina (nella vita intrauterina il bisogno è soddisfatto
nell’immediato), e questo genera in lui frustrazione⇒ questo distaccamento è fondamentale per
costruire un IO sufficientemente solido⇒ l’IO ha bisogno di sperimentarsi onnipotente→ questo
è fondamentale per l’acquisizione dl senso di realtà. Il bambino nelle prime fasi di sviluppo crea la
realtà esterna e quest’ultima non è qualcosa da cui deve dipendere.
Ci sono tre periodi in questo stadio:
1. periodo di onnipotenza incondizionata: il desiderare coincide con l’agire⇒ fusione armonica
madre-bambino e dipendenza dalla madre. Il bambino è ancora molto legato alla vita
intrauterina.
2. periodo di onnipotenza magico-allucinatorio: ogni desiderio può essere soddisfatto in
maniera allucinatoria
3. periodo di onnipotenza con l’aiuto di gesti magici: si afferma un vero e proprio linguaggio
gestuale. Il gesto rappresenta un mezzo per ottenere una risposta. In questo periodo il
bambino comincia a distinguere dal proprio io i gesti ostili che non corrispondono alla sua
volontà.
Queste tra fasi sono di estrema importanza poiché rafforzano l’IO, vengono dette introiettive
poiché l’IO immagina la realtà esterna come qualcosa che possa entrare dentro di lui e che
possa arricchirlo⇒ gli oggetti esterni vengono creati e il bambino ha la fantasia di metterli dentro
di sè→ si attribuiscono agli oggetti caratteri del proprio io (simbolismo).

61
B. Stadio secondario
Si passa dall’autoerotismo all’erotismo oggettuale.
L’io entra in contatto con la realtà esterna⇒ c’è un passaggio dall’investimento di un proprio IO ad
un investimento sull’oggetto esterno⇒ distinzione tra IO e NON IO. Questo permette un
cambiamento nel funzionamento psichico.
Qua si riconoscono due fasi proiettive:
1. Periodo animistico→ gli oggetti esterni acquisiscono una vita autonoma
Il neonato cerca in ogni oggetto parti di sè formando delle relazioni di analogia tra il proprio
corpo e il mondo degli oggetti esterni ⇒ gli oggetti esterni acquisiscono una propria vita
autonoma. L’IO cerca di trovare somiglianze tra parti del proprio corpo e oggetti esterni
2. Periodo di pensieri magici e di parole magiche→ linguaggio riconosciuto come qualcosa di
esterno, le parole diventano rituali.
Il linguaggio sostituisce gradualmente il simbolismo gestuale ⇒ l’IO subisce un’amara
delusione ogni volta che non si sottopone all’esame di realtà→ il bambino capisce che desideri e
pensieri sono condizionati da una realtà esterna.
Qua si entra in una fase proiettiva⇒ proietto fuori ciò che è cattivo⇒ si distingue il buono dal
cattivo. Si rinuncia alle difese contro gli stimoli che danno dispiacere.
Quali conseguenze ha questo sviluppo infantile?
Bisogna partire dal presupposto che il benessere del bambino è dato dalla capacità del genitore di
rispondere ai bisogni del piccolo.
L’ingresso del bambino nella società è un passaggio delicato che può determinare dei traumi⇒
secondo Ferenczi lo svezzamento e l’educazione all’igiene sono fasi alle quali non si pone
abbastanza attenzione ⇒ è un momento in cui si sta formando il carattere del bambino. Queste
non sono pratiche innate bensì sono codici di adattamento pensati dagli adulti, in un momento in cui
si sta formando il carattere del bambino e che generano conflitti. I bambini dovrebbero essere
accompagnati gradualmente a sublimare i propri impulsi⇒ accettare le proposte che vengono dal
mondo adulto in una formazione culturale che tenga conto delle pulsioni.
Ferenczi dice che a volte un’incomprensione da parte dei genitori delle sue sensazioni genera
forti difficoltà nel bambino stesso⇒ graduale dissintonia tra bambino e genitore. Potrebbero
avviarsi possibili disturbi somatici (asma bronchiale). Alcune malattie organiche possono
esprimere una pulsione autodistruttiva→ pulsione che genera sfiducia per le figure affettive.
Il sentimento di rifiuto e una mancanza di tenerezza porterebbero il neonato verso una non
esistenza, essendo ancora instabile la forza vitale verso l’esistenza⇒ ciò che conta è quanto il
genitore è in grado di rispondere alle esigenze del bambino.
L’attenzione di Ferenczi all’ambiente lo ha portato a manifestare un’attitudine materna nei
confronti dei propri pazienti⇒ Ferenczi ad oggi è considerato la madre della psicoanalisi.

62
Il trauma
Nel 1932 Ferenczi presenta lo scritto Confusione di lingue tra l’adulto e il bambino. In questo saggio
Ferenczi propone una definizione di trauma molto distante da quella di Freud. Il fattore traumatico
originario spiega l’eziologia della nevrosi.
Lo sviluppo di Freud è che da un evento reale si debba passare ad un evento fantasmatico.
Da subito, invece, Ferenczi fa un percorso opposto⇒ l’evento traumatico non esiste solo nelle
fantasie del paziente⇒ quando un paziente ci racconta qualcosa in realtà ci sta dicendo qualcosa di
reale→ non credere al paziente è un pregiudizio errato. Il trauma è dato dalla confusione di due
linguaggi⇒ quello della tenerezza del bambino e quello erotico dell’adulto→ sono due linguaggi
molto diversi. Sono le tendenze incestuose a creare il trauma.
Il bambino ne risulta sopraffatto, soprattutto per la fiducia che prova nei confronti dell’adulto. Il
bambino si trova in una situazione di difficoltà⇒ il male deriva da quelle persone che gli fanno
credere del bene. L’autorità dell’adulto ammutolisce il bambino⇒ non sa se credere alle
proprie percezioni o a quello che vorrebbe l’adulto.
Il rifiuto dell’adulto, che nega quello che è successo, crea confusione nel bambino⇒ troviamo adulti
che minimizzano il loro atteggiamento nei confronti del bambino.
Può anche innestarsi un processo di identificazione con l’aggressore⇒ il bambino smette di
credere nella propria soggettività. Ne consegue una autoscissione narcisistica ( tra il sé e la parte
che si identifica con l’adulto) che ha lo scopo di rendere tollerabile la solitudine e proteggere in
modo materno la parte di sé sofferente.
Nel 1923 Ferenczi pubblica Il sogno del poppante saggio dove con una metafora (poppante saggio)
viene trasformato il bambino in psichiatra.
La tecnica terapeutica
La tecnica di Ferenczi prende il nome di controtransfert. Egli ha elaborato un nuovo modo di porsi
al paziente sicuramente per le sue vicende familiari. Come si diceva infatti il legame figlio-genitori è
fondamentale per lo sviluppo psichico del paziente.
Ferenczi, inoltre, vede una certa tipologia di pazienti rispetto a Freud⇒ i pazienti di Freud erano
della media/alta borghesia piuttosto facoltosi. I pazienti di Ferenczi erano pazienti che avevano
subito abbandoni, non accuditi dai familiari ecc…
In ferenczi si affaccia l’idea di accentuare l’aspetto materno dell’analista e non l’uomo maturo come
era in Freud. Ferenczi sembra avere un atteggiamento accudente⇒ cerca di far cadere il paziente
in una sorta di regressione che lo porta ad aprire la sua mente all’analista.
Le fasi di terapia di Ferenczi si divide in tre tecniche:
1. Prima fase: tecnica attiva
In questa fase il paziente deve essere attivo e deve aumentare la tensione libidica.
L’opera in cui se ne parle è “La tecnica psicoanalitica” e “Prospettive di sviluppo della psicoanalisi.
Sull’interdipendenza tra teoria e pratica”
63
L’analisi deve diventare un’esperienza emotiva unica ( lasciar fluire le energie bloccate) in cui la
verità dell’affetto, il vissuto è più importante rispetto alla comprensione ⇒ il paziente esprime le
sue sofferenze e l’analista dovrà tenere conto dei bisogni che il paziente porta. Da un certo
punto di vista questa tecnica potrebbe aiutare il paziente a ripercorrere la propria vita. L’analista
deve, dunque, attualizzare i bisogni del paziente e attraverso essi ripercorrere le tappe della
vita di quest’ultimo. Il vero e proprio fattore terapeutico è quello esperienziale⇒ essere disponibili
a sperimentare la situazione vissuta dal paziente all’inizio della propria vita→ permettergli di
ripercorrere le tappe evolutive. Lo scopo è aumentare la tensione libidica del paziente, affinché
instauri una nevrosi da transfert⇒ favorire una regressione iniziale per poi intervenire affinché le
pulsioni siano rieducate.
2. Seconda fase: tecnica del rilassamento
Fase in cui bisogna avere un certo tatto, l’effetto ricercato è quello di rilassamento→ deve
abbassarsi la tensione libidica.
Fase in cui il terapeuta deve essere molto più vicino al paziente. Gli elementi di tecnica sono
caratterizzati dall’ apertura e flessibilità nell’approccio al paziente⇒ per il miglior recupero di
un’esperienza primitiva. Ciò a cui pensa Ferenczi è che in questa fase lo strumento cardine è
ridurre la tensione libidica con l’elasticità e il rilassamento⇒ risultare affettuosi per il paziente.
L’analista consente agli impulsi affettivi del paziente di riemergere. E’ una sperimentazione che
parte dal corpo e dalle emozioni del paziente a cui l’inconscio dell’analista risponde⇒ il
rilassamento analitico può essere indotto attraverso tecnica ipnotica (per dar voce al bambino
presente nel paziente) o coinvolgendo il paziente in particolari azioni come baci, abbracci→ Ferenczi
parla proprio di tecnica del bacio.
3. Terza fase: Analisi reciproca
In questa fase l’analista deve lasciar andare il proprio inconscio.
Ferenczi arriva a portare il tipo di relazione tra paziente e analista da un piano asimmetrico a un
livello simmetrico⇒ non si tratta di avere un analista meno distaccato ma si tratta anche di
avere un analista che si mette alla pari del paziente. Anche il terapeuta può capire dal paziente
le proprie angosce⇒ riconoscimento delle proprie debolezze e dei propri errori; l’umiltà è un fattore
etico e tecnico per l’analista; il terapeuta come una funzione materna che permetta di rielaborare le
esperienze traumatiche del paziente. L’analisi diventa dunque qualcosa di sperimentale→ questo
concetto rende Ferenczi accusabile di violazione dei parametri che fissano cosa sia analisi e cosa
non lo sia.
Questa tecnica ha una serie di limiti:
• L’analisi reciproca rimanda in realtà all’analisi di Ferenczi incompleta
• Un esperimento sull’intreccio transfert-controtransfert che rivela dinamiche sempre più
complesse di ruoli interscambiabili

64
Controtransfert
Ferenczi parla anche di controtransfert come uno strumento utile per comprendere il materiale
inconscio del paziente; Freud parlerà di attenzione fluttuante⇒ atteggiamento non cognitivo volto
ad un lasciarsi andare da parte dell’analista a suoi vissuti. L’analista deve combinare insieme un
doppio ruolo⇒ persona che è all’ascolto del suo inconscio e che cerca di dare ordine al materiale
portato dal paziente.
Ci sono tre fasi di controtransfert:
1. Prima fase: nello stato euforico dei primi mesi dell’analisi, l’analista è molto lontano dal
considerare il proprio controtransfert e ancor di più dal dominarlo
2. Seconda fase di resistenza: l’analista rischia di diventare troppo brusco e scostante nei
confronti del paziente
3. Terza fase: l’analista ora può iniziare il controllo
Quando Freud sente parlare di tecnica attiva da parte di Ferenczi pensa subito che ciò possa minare
la serietà della tecnica psicoanalitica.
Otto Rank
Otto Rank fu il primo uomo a praticare la psicoanalisi senza essere medico. Fu uno degli
studenti preferiti da Freud. Il padre di Otto era un alcolista⇒ la figura paterna fu presente in modo
drammatico⇒ Otto cambiò per questo cognome.
Rank fu il redattore e segretario del nascente movimento psicoanalitico, la sua vicenda rimanda alle
vicende di altri pionieri della psicoanalisi.
Nel periodo in cui visse a Parigi iniziò a praticare metodi terapeutici discordanti dalla pratica
freudiana approfondendo la concezione di terapia attiva elaborata nel 1924 da Ferenczi.
L’idea era quella di partire da Freud ma di prendere poi una strada diversa. Ferenczi e Rank
accentuano il concetto di coazione a ripetere allo scopo di far rivivere al paziente il suo
sviluppo libidico. In questa prima fase l’analista apparirà passivo e l’obiettivo diverrà sostituire la
nevrosi originale con quella da transfert come nuova esperienza relazionale⇒ il nevrotico ha modo
di realizzare autonomamente il distacco della figura materna con miglior successo→ attaccare
la malattia piuttosto che rivivere il passato. L’analisi ha proprio il compito di scegliere, tramite il
transfert, questa fissazione libidica sulla madre e compiere questa separazione. Ciò che succede ai
pazienti è di intercettare il primo trauma⇒ nascita in cui c’è la separazione madre-bambino.
Questo trauma non viene superato quando non c’è adeguata separazione tra il bambino e la madre⇒
si sviluppa una fissazione libidica che deve essere elaborata nella terapia⇒ lo scopo è creare un
transfert intenso.
Bisogna portare a galla quelle esperienze che hanno creato un intoppo⇒ favorire una sorta di
seconda nascita.
La terapia limitata

65
Un altro aspetto tecnico è la possibilità di porre un termine all’analisi, dunque un limite
temporale ⇒ modo per il paziente di rinunciare al transfert sull’analista, avviando un processo di
sublimazione⇒ perdita della parte pulsionale aggressiva che permetterebbe di neutralizzare
l’emotività più intensa aiutando il paziente a rinunciare al proprio analista. Freud si interroga molto
sul significato di questo⇒ da un lato può favorire il raccontare più cose in meno tempo, dall’altro se
alcuni aspetti non emergono finiranno per essere repressi e ciò è negativo.
Secondo Rank la terapia attiva non fa altro che riprendere quelle parti bloccate nel passato e
far leva sulle risorse dell’individuo favorendo l’emergere di quei meccanismi non elaborati.
Karl Abraham
Karl Abraham nasce a Brema nel 1877 e muore a Berlino nel 1925. Era il secondogenito di una
famiglia di stretta osservanza ebraica e il clima nella famiglia era molto positivo. Ha un ottimo
rapporto con il padre il quale lo lascia libero di seguire le proprie inclinazioni⇒ per questo fu
molto avvantaggiato. Nella sua iniziale formazione culturale si appassionò molto alle lingue⇒
conoscenza 3-4 lingue in modo perfetto e sapeva leggere il latino. Ben presto si appassionò all’area
medica⇒ dopo qualche anno di odontoiatria passò a medicina e prese un dottorato.
Nel 1906 si sposa. Pose grande attenzione alla formazione dei futuri psicoanalisti⇒ è fondamentale
per Abraham la coniugazione formazione teorica e pratica. Sviluppò una grande rivalità nei
confronti di Jung a partire dal primo congresso di psicoanalisi di Salisburgo. A Berlino stringe
amicizia con Eitingon e la fondazione della Società Psicoanalitica di Berlino.
Abraham ebbe diverse corrispondenze epistolari con Freud.

Produzioni fondamentali
Abraham con queste produzioni compie diverse riflessioni riguardo due specifici individui alla luce
della teoria psicoanalitica.
1. Amenofi IV
Amenofi IV era un faraone salito al trono in giovane età, probabilmente fece un periodo di regno
condiviso con Amenofi III, ma non si è sicuri. Muore molto giovane, a 28 anni, ca nel 1336 a.C.
Amenofi era molto legato alla madre ed era molto fedele alla moglie Nefertiti anche se non gli darà
mai figli maschi. Amenofi IV introduce il culto del Dio Aton i sostituzione agli altri Dèi e del padre.
Aton è un Dio contro l’odio e la violenza⇒ proibisce i sacrifici umani e cancella la guerra⇒ è
un modo attraverso cui il giovane faraone sublima l’amore che lo lega per molti anni alle due fig.
femminili.
Abraham si convince dell’ipotesi che il legame sia con la madre sia con la moglie spiega
l’attenzione che Amenofi diede al culto del Dio Aton⇒ legame del faraone con madre e moglie è
sostenuto da un legame intenso che il faraone ha verso la figura femminile, sublimato nel
culto del Dio Aton.

66
Probabilmente Amenofi IV era dell’idea di dover ridurre il potere dei sacerdoti e questo culto di un
unico Dio era la strategia migliore.
Quello che emerge da questo saggio è l’importanza del legame affettivo tra il faraone e la figura
femminile⇒ Abraham sottolinea l’importanza della figura materna e della figura femminile dopo.
Abraham per questo viene definito la madre della psicoanalisi anche se rimase molto coerente
con il pensiero di Freud.
2. Giovanni Segantini
Giovanni Segantini era un pittore del XIX secolo. Abraham si sofferma su questa figura poiché
Segantini fu un bambino più o meno orfano⇒ la madre morì quando aveva 8-9 anni e da quel
momento fu molto cagionevole di salute. Il padre era molto povero e lo lasciò alla sorellastra che lo
mandò in un orfanotrofio.
Per tutta la vita Segantini cercò l’oggetto materno rappresentandolo in modi diversi nei propri
quadri⇒ la figura della madre ispira molto le opere del pittore.
Cfr. Le due madri: colpisce la doppia raffigurazione madre-bambino⇒ quella del mondo animale e
quella del mondo umano. La diade del mondo umano si identifica con una madre che non ha la forza
di prendersi cura del figlio

Cfr. L’ora mesta: in cui coesistono mondo animale e mondo umano ⇒ questa volontà di inserire la
figura femminile immersa nella natura dona alla donna un significato di madre natura.

Abraham si domanda il perché di questa attenzione per la natura⇒ probabilmente il pittore non
aveva elaborato la perdita della figura femminile e per questo acquistò sempre più peso nei
suoi dipinti. Tutta l’ultima produzione è incentrata su paesaggi alpini poiché Segantini si spostò su
un alpeggio. Segantini morirà anche in montagna⇒ Abraham la interpreta come una morte
nelle braccia della natura⇒ morte nelle braccia di madre natura.
QUINDI:
67
L’assenza di un riferimento materno nei primi anni di vita, nella fase che arriva fino al complesso di
Edipo, è per Abraham un fattore di estremo rischio e di estrema vulnerabilità per lo sviluppo di quadri
depressivi.
Lavori sulla depressione I
Abraham scrisse saggi molto densi in cui alternava sempre momenti di riflessione teorica a vignette
cliniche. Questo saggio è dedicato al contributo che la psicoanalisi può dare nel trattamento
della psicosi maniaco-depressiva⇒ stati psicotici in cui si alternano momenti maniacali e momenti
depressivi. Il saggio parte cercando di differenziare ciò che è angoscia da ciò che è lutto ⇒ l’angoscia
si collega alla paura che possa succedere qualcosa mentre il lutto si lega alla depressione.
L’angoscia, dunque, nasce da un mancato soddisfacimento pulsionale poiché è intervenuto
un meccanismo di difesa molto potente come quello della rimozione che genera un surplus
di libido. Nella depressione al meccanismo di rimozione si associa quello della proiezione⇒ senso
di incapacità d’amare e incapacità di essere amato.
Nella depressione psicotica c’è un problema che è legato alla continua alternanza tra stati di
melanconia e a stati mania→ nel momento di mania il paziente sembra viaggiare al di sopra del
baratro della tristezza. Le psicosi maniaco-depressive sono dunque caratterizzate da deliri di
onnipotenza alternate a momenti di depressione in cui non ci si sente amati.
Sia nella psicosi depressiva sia nella nevrosi ossessiva sono presenti due tendenze tra loro
contrapposte, quella di odio e amore⇒ questa è la via che Abraham percorre anche nella
spiegazione della psicosi maniaco-depressiva con l’idea che l’ambivalenza tra odio e amore va ad
inserirsi nelle primissime modalità di relazione con l’oggetto materno⇒ se nella nevrosi ossessiva ci
si ferma alla fase anale nella psicosi depressiva ci si ferma alla fase orale→ c’è una fissazione a
queste fasi di sviluppo.
Nella psicosi depressiva più che al meccanismo di rimozione si associa quello della proiezione⇒
l’abbinarsi del meccanismo della proiezione determina un sentimento aggressivo che da
interno diventa gradualmente presente in tutto il mondo esterno⇒ si proietta la rabbia al di
fuori.
Il paziente affetto da psicosi maniaco-depressiva si sente odiato e rifiutato da tutti provando
sentimenti di inferiorità e incompletezza. Quindi si ha uno sviluppo di idee di colpevolezza ma
contemporaneamente una gratificazione di un desiderio rimosso⇒ ci si sente un criminale in grande
stile⇒ ci si addossa la colpa di tutti gli altri esseri umani.
Nella fase maniacale diverso è solo l’atteggiamento del malato verso i complessi che restano gli
stessi⇒ le pulsioni non incorrono nella rimozione.
La forte ambivalenza dunque è tra un senso di inferiorità e incompletezza alternato ad un sentimento
di fierezza. Quando il paziente è in fase depressiva emergono sentimenti di estrema colpa.
Abraham conclude il saggio ipotizzando che nelle fasi maniacali l’individuo non spende una quantità
di energia importante poiché la libido non incorre nella rimozione.
68
Il trattamento di questi pazienti andrebbe iniziato nei periodi liberi⇒ nel momento in cui il
paziente non è nè eccessivamente depresso nè eccessivamente maniacale.
Lavori sulla depressione II
In questo lavoro Abraham distingue tra depressione nevrotica e depressione psicotica. Nella
depressione nevrotica la rabbia si ferma all’attacco sadico→ c’è un’alternanza di momenti di sadismo
a momenti libidici.
A partire dalla zona orale Abraham sottolinea che nella depressione nevrotica rimane il legame con
la fase di sviluppo psico-sessuale ⇒ importanza della fase orale. Nevroticamente potremmo dire
che appartiene a questo tipo di depressione anche anomali sensi di fame che hanno a che vedere
con insoddisfazioni legate a questa zona o mancati soddisfacimenti legati alla zona su cui la libido
è stata investita.
Nella depressione psicotica le cose sono un po’ diverse ⇒ si passa da una sensazione di
frustrazione ad una sensazione di scoramento. Anziché trovare dei soddisfacimenti alternativi di
stampo nevrotico, il paziente sviluppa comportamenti sintomatologici che hanno a che vedere
con la radicalità della rabbia ⇒ quest’ultima si manifesta in rappresentazioni cannibalesche,
rifiuto del cibo, paura di morire di fame ecc…
Si radicalizzano dei sentimenti di rabbia difficili da gestire per il soggetto⇒ nella depressione c’è una
regressione alla fase anale⇒ l’insieme dei sintomi che si manifestano riguardano appunto
l’oralità.
Esempio: il modo con cui il soggetto incorpora il cibo è spia di come vanno le cose da questo punto
di vista.
Questa rabbia può manifestarsi in modo ambivalente:
1. Rifiuto del cibo
2. Desiderio di possedere cibo, incorporarlo, farlo a pezzi
Lavori sulla depressione III
Karl Abraham ci dice dunque che il desiderio di corporazione, che è legato al senso di perdita
dell’oggetto e alla rabbia legata alla perdita, porta ad una accentuazione dell’atteggiamento
corporativo e questa corporazione porta ad annientamento dell’oggetto.
Esempio: sentire il senso di perdita del capezzolo della madre durante la suzione porta ad un
movimento che cerca di trattenere l’oggetto.
Nel paziente depresso l’attacco all’oggetto porta alla disgregazione dell’oggetto. Il desiderio di non
perdere l’oggetto è tale da cercare di conservare almeno un pezzo
⇒ volontà di fare a pezzi l’oggetto per poterne avere un pezzo. Questa rabbia ha un ritorno sul
soggetto che la produce→ mediante auto-accuse il soggetto riporta su di sé la rabbia che sta
provando.
Fasi dello sviluppo psicosessuale
Sono stati che si concentrano su un concetto fondamentale, quello di ambivalenza.
69
1. Stadio orale primissimo
Momento di autoerotismo⇒ momento di pre-ambivalenza ove non c’è un oggetto esterno su cui si
concentrano le pulsioni.
2. Stadio orale più tardo
Narcisismo. Incorporazione totale dell’oggetto
3. Stadio sadico-anale primissimo
Amore parziale con incorporazione
4. Stadio sadico anale più tardo
Amore parziale ⇒ ambivalenza verso l’oggetto.
In questi due stadi anali, dunque, subentra il bisogno di espellere→ le feci rappresentano l’oggetto
esterno da espellere dalla mente, oppure da trattenere.
5. Stadio genitale precoce
Amore oggettuale con esclusione del genitale ⇒ ambivalenza verso l’oggetto
6. Stadio genitale definitivo
Si stabilisce un amore oggettuale stabile
Sempre in questo saggio, molto lungo, vengono evidenziati alcuni concetti, tra i quali la melanconia.
La melanconia ha diverse eziologie:
A. Fissazione della libido alla fase orale
B. Mancata fase del narcisismo infantile
C. Delusione d’amore prima che si verifichi il complesso d’Edipo.
In primo luogo la melanconia viene collocata all’interno dello sviluppo psicosessuale⇒
importanza della figura materna poiché fa sviluppare per la prima volta l’assenza al bambino→
questa prima esperienza di assenza viene definita scoramento originario. Rispetto a Freud Abraham
trova un modo per distinguere il lutto normale dal lutto patologico. Secondo Abraham la differenza
tra i due lutti è legata ad un diverso processo di introiezione dell’oggetto perduto⇒ dentro la mente
del paziente melanconico si forma la rappresentazione dell’oggetto, essa può essere colorata
con sfumature diverse⇒ può essere un oggetto di attacchi oppure si può ricostruire all’interno della
mente del paziente. Un paziente melanconico arriva con una rappresentazione dell'oggetto
spesso frantumata e l’analisi aiuta il soggetto a recuperare l’integrità dell’oggetto perso.
Cfr: caso seguito da Abraham⇒ l’oggetto che è morto, la moglie, viene in un primo tempo attacca
dal paziente, nel sogno, sogna l’autopsia (riguardare).
Abraham finisce questo saggio del 1924 sottolineando l’importanza della perdita dell’oggetto e
l’introiezione nel lutto normale e negli stati psichici anormali⇒ se una persona ha subito una
perdita importante nell’infanzia ed è riuscito a superarla, se perde un'altra persona cara da
adulta piomba in uno stato di depressione⇒ questo stato di grande depressione diventa tale
perché si è creata vulnerabilità. Più la perdita è precoce più c’è la possibilità di sviluppare stati

70
patologici in futuro. Il processo di introiezione nella melanconia è dovuto alla fissazione alla fase
orale dello sviluppo (primissimo, più tardo).
Infine alcune osservazioni:
1. MANIA: si ha quando l’IO sostituisce l’oggetto perso con un altro, in maniera immediata⇒
non si tenta di riparare ciò che è stato perso o distrutto⇒ non si affronta la rabbia⇒
tendenza ad incorporare nuovamente qualcosa
2. Abraham, fedele a Freud, sottolinea che con i pazienti così gravi dobbiamo cercare non di
avere un obiettivo assoluto bensì dobbiamo ipotizzare che sia possibile introdurre sintomi
meno gravi che consentano al paziente di tollerare meglio la situazione depressiva⇒
bisogna transitare da queste situazioni cliniche intermedie, più facili da trattare (come
l’isteria) perché far guarire un paziente in una situazione melanconica è un’operazione
molto complessa.
Lavori sulla psicosi e sul trauma
I lavori sulla psicosi in Karl Abraham si legano molto al concetto di trauma⇒ Abraham si pone in
una condizione che sembra non essere quella di Freud per cui il trauma non è un evento reale
bensì è il risultato dell’immaginazione del paziente. Quello che Abraham sostiene con molta
forza è la forza che le conseguenze di un’esperienza hanno su una persona.
La maggior parte dei traumi sono alla base della vita sessuale (traumi che causano isteria) ⇒
questi eventi non sono sempre vissuti in modo drammatico ⇒ un’esperienza sessuale che può
avere una tendenza drammatica può essere collegata anche ad una sensazione di
piacere. Un evento eccitante dal punto di vista sessuale genera non soltanto un trauma bensì anche
una sensazione di piacere e di colpa ⇒ si intuisce che quella cosa è proibita. Il trauma genera nella
mente di chi lo sperimenta delle condizioni mentali dissociative→ dissociazione tra senso di colpa
e sensazione di piacere. Un trauma se non viene elaborato si ripete.
Esempio: se una donna sta con un uomo violento ma poi lo lascia, molto probabilmente troverà un
altro uomo altrettanto violento.
L’ipersensibilità e la compiacenza agli stimoli sessuali portano alla ripetizione del trauma.
Il trauma sessuale come forma di attività sessuale infantile
Nel 1907 Abraham scrive un altro saggio molto interessante e ci dice che il trauma sessuale
predispone all’isteria e alla dementia praecox.
La sessualità nella sua componente traumatica può entrare a far parte della vita infantile. Le
persone psicotiche e nevrotiche raccontano la loro esperienza infantile; alcuni di essi hanno avuto
un certo di piacere in ciò che è accaduto, altri hanno sentito un sentimento di colpa. Il legame con
la colpa è dovuto al fatto che gli avvenimenti erano legati a qualcosa di proibito⇒ questo è alla base
delle tendenze che si sviluppano in futuro. Il sentimento di colpa è estremamente delicato nei
bambini→ può portare, ad esempio, a sviluppo di masochismo.
Isteria vs dementia praecox
71
Nel 1908, in questo saggio, Abraham pone una differenza tra dementia praecox (psicosi) e isteria
(psico nevrosi).
ISTERIA: dovuta ad attaccamento eccessivo ai genitori
DEMENTIA PRAECOX: dovuta ad indifferenza ed odio nei confronti dei genitori
La differenza sta sostanzialmente nel fatto che la libido si orienta diversamente. I pazienti
psiconevrotici hanno un iperinvestimento libidico (traslazione), i pazienti psicotici non
investono la libido su un oggetto esterno (mancanza di traslazione).
Wilhelm Reich
Reich è uno dei pionieri della psicoanalisi. Egli approfondisce il concetto di carattere.
E’ molto in sintonia con Freud rispetto al ruolo della sessualità, molto meno rispetto al suo impegno
in politica.
Inizia i suoi esperimenti sull’orgone⇒ energia vitale osservata durante l’orgasmo che per Reich è
come un principio universale.
Questa energia viene osservata in una serie di esperimenti molto discutibili. I suoi esperimenti furono
definiti illegali⇒ venne accusato di frode. Reich era anche un dissidente politico e per questo morì
in prigione.
Gli errori di Freud secondo Reich
Secondo Reich l’errore più grosso di Freud è stato quello di considerare la civiltà tout court⇒
quella civiltà che è impegnativa da gestire per le pulsioni che l’uomo sente dentro di sé è la civiltà di
fine ‘800 inizio ‘900⇒ è errato considerare un limite della civiltà così in generale. Il disagio della
civiltà, dunque, non è un concetto generale bensì dipende dal contesto storico.
Le riconoscenze fatte a Freud
L’IO e il super-IO del bambino si strutturano non solo sulla base dei genitori ma anche dal super-IO
ereditato filogeneticamente⇒ come se questa istanza avesse una valenza storica⇒ anche i
genitori hanno un super-IO derivato ad un’istanza giudicante precedente. Il concetto di
resistenza del carattere come atteggiamento egosintonico di intolleranza alla mancata soddisfazione
degli impulsi.
(Riguarda slide e libro profe).
Il carattere pulsionale (1925)
Reich introduce il concetto di carattere pulsionale parlando di caratteropatia → contrapposizione tra
forze dell’ES e forze del SUPER-IO. Reich si era accorto che i modi di essere di una persona
fanno si che la persona resista al cambiamento proposto dalla terapia psicoanalitica⇒ alcuni
pazienti mostrano resistenza nel cambiare il proprio comportamento. Questo modo di essere
costituisce una certa rigidità della persona o dell’eventuale paziente⇒ una rigidità che portò Reich a
coniare il termine di corazza caratteriale⇒ qualcosa di resistente e inflessibile. Il contro della
corazza caratteriale è l'inamovibilità dei pazienti⇒ si parla di caratteropatia ossia una patologia del
carattere. D’altro canto questa corazza protegge l’IO in fase di sviluppo, il quale si trova schiacciato
72
tra ES e SUPER→ la presenza di questo conflitto porta allo sviluppo di nevrosi che hanno un’origine
legata ad una difficoltà che il paziente ha avuto nello sviluppo psicosessuale.
L’IO è il luogo dove avviene la formazione del carattere⇒ IO e carattere sono molto connessi
l’uno con l’altro e l’IO è l’elemento più debole rispetto alla forza dell’ES e del SUPER-IO⇒ il
carattere diventa un mezzo per proteggere narcisisticamente se stesso.
Un IO che sente la necessità di attenzione da parte dei genitori⇒ l’ES spinge per le attenzio potrebbe
spingere il bambino a sviluppare un carattere con un tratto istrionico importante. L’individuo sceglie
come soluzione la possibilità di scegliere quel tratto che soddisfa i suoi bisogni.
Ognuno di questi caratteri è riconducibile a come il singolo individuo si è adattato alle situazioni non
del tutto soddisfacenti che ha incontrato→ che soluzione ha adottato. Il tratto caratteriale del singolo
gli permette di scegliere il modo di adattarsi per lui più funzionale.
Analisi del carattere (1933)
Reich sviluppa quattro prototipi di carattere che individua nei suoi pazienti. I primi quattro prototipi
sono esito di un conflitto tra pulsioni e realtà esterna,
1. Il carattere isterico
Il carattere isterico è un carattere caratterizzato da relativa semplicità e da una levatura caratteriale
non così strutturata. E’ caratterizzato in particolare da sessualizzazione degli atteggiamenti⇒
a fronte di una forte necessità di avere attenzione da parte dell’altro esiste il timore della relazione
reale ⇒ se il soggetto trova una persona che è interessata alle avance tende a ritrarsi
timoroso.
Sono pazienti che vogliono l’attenzione degli altri ma poi non vogliono entrare in relazione con gli
altri→ il piacere sta nel sedurre.
2. Il carattere coatto
Si alternano sadismo e senso di colpa.
Carattere fortemente connotato da pedanteria, controllo estremo. Sono pazienti che non lasciano
nulla al caso⇒ c’è scissione tra la rappresentazioni e gli affetti.
3. Il carattere fallico-narcisistico
È un carattere per il quale si teme una regressione alla passività→ totale disinteresse per quello
che c’è fuori e concentrazione delle pulsioni su di sé.
4. Il carattere masochista
Il timore di essere ignorati dagli altri ed un mancato soddisfacimento pulsionale genera un
comportamento masochista.

5. La peste emozionale
E’ la negazione della vita da ogni punto di vista ⇒ personale, relazionale, lavorativo. Chi ne è
affetto fa della fame di piacere non soddisfatto il suo punto di forza. Alla base vi è l’espressione
della libido con un ingorgo della stessa nell’individuo. Tale espressione non ha fondamento
73
nell’individuo ma si strutturerebbe a partire da rapporti umani e con l’ambiente. E’ la più grave tra le
armature caratteriali ed è difficile da trattare.
6. Il carattere genitale
E’ la struttura di personalità ideale. I desideri di natura pregenitale sono sostituiti da spinte di
natura genitale⇒ un oggetto eterosessuale è subentrato all’oggetto incestuoso. Il fluire della libido
garantisce anche una buona gestione dell’aggressività superegoica.
L’idea di Reich è quella di lavorare non tanto sul sintomo bensì lavorare sul tratto caratteriale vero e
proprio⇒ sperimentare quelle condizioni che hanno determinato lo sviluppo del carattere. Bisogna
dunque individuare come siano andate le cose nell’infanzia e questo deve spiegarci come è
intervenuto l’IO per trovare soluzione ai contrasti irrisolvibili.
Nel paziente deve liberarsi una nuova forza (proprio la forza rappresentata dall’orgone). La
liberazione di questa energia vitale può avvenire anche mediante contatto corporeo⇒ procedura che
ha mosso tante critiche nei confronti di Reich.

74
L'ultimo Freud

L’ultimo periodo di produzione di Freud è un periodo per lui molto complesso ma che lo porterà a
definire dei concetti essenziali per la psicoanalisi.
Il dualismo pulsionale
Il concetto di pulsione è cardine del pensiero freudiano. Riesce a spiegare meglio le situazioni
cliniche di alcuni pazienti. Freud nel corso del suo pensiero fa diverse distinzioni tra le pulsioni (es.
differenza tra pulsione dell’IO e pulsione oggettuale).
Nel 1920 Freud introduce la pulsione di morte.
Con dualismo pulsionale si intende la classica contrapposizione tra pulsione di vita e pulsione di
morte.
Nella definizione del concetto di dualismo pulsionale bisogna considerare due contingenze:
1. contingenza storica: è da poco finita la Prima Guerra Mondiale ⇒ la crisi che colpisce
Vienna si ripercuote sull’attività di Freud
2. contingenza personale: ci sono diversi lutti che colpiscono la vita di Freud in quegli anni
3. Pubblicazione degli studi sul sadomasochismo→ non può essere collegato ad una pulsione
di vita
Al di là del principio di piacere
E’ questa l’opera, del 1920, nella quale viene introdotto il concetto di dualismo pulsionale. E’ una
monografia breve. E’ divisa in sette paragrafi: tre di carattere clinico e quattro di carattere
speculativo.
Il primo punto su cui Freud si sofferma è quello per cui è evidente che non tutti i processi psichici
sono accompagnati dal piacere o portano al piacere. Le tensioni psichiche determinano una
temporanea alterazione dei principi di costanza⇒ a livello mentale il soggetto non riesce più a gestire
la tensione/instabilità, scaricando l’energia che provoca dispiacere, quindi a mantenere una
sensazione di piacere→ il singolo si distacca dalla sensazione di piacere e prova dispiacere.
Un’altra considerazione, di tipo clinico, è che Freud dopo la guerra si era reso conto che i pazienti
continuavano a ritornare e a riportare nelle sedute episodi drammatici vissuti durante la guerra⇒
nella loro attività onirica c’era un’importante presenza di questi contenuti⇒ nevrosi di guerra
⇒ difficoltà di elaborazione. Anche l’osservazione del gioco del rocchetto spinge Freud verso il
cambiamento di prospettiva. Freud notò che il suo nipotino faceva questo gioco quando la madre si
assentava da casa, inoltre il nipotino traeva grande soddisfazione quando riusciva a recuperare il
rocchetto ⇒ Freud ipotizzò che il gioco non fosse soltanto la ricerca del piacere ma fosse
determinato dal tentativo di evitare il dispiacere e di sentire l’assenza/perdita di qualcosa. L’io
aveva bisogno di verificare tante volte che il rocchetto tornasse a sé. Freud arriva a dire che laddove
l’Io è rimosso una sua parte possa non essere ricordata ma possa soltanto essere ripetuta⇒
75
coazione a ripetere. Con coazione a ripetere ci si riferisce alla tendenza a ripetere ciò che non
riusciamo ad elaborare→ si controlla lo stimolo a posteriori.
Mentre esiste una barriera protettiva contro gli stimoli esterni, questa barriera non esiste per gli
stimoli interni⇒ la barriera protettiva non funziona e sorge una quantità di eccitamento difficile
da gestire⇒ nevrosi traumatiche, sogni d’angoscia.
Una persona continua a raccontare una certa cosa o la sogna con una certa frequenza perché cerca
di controllare a posteriori qualcosa che, nel momento in cui è accaduto, non ha potuto evitare⇒
modo che l’IO ha di salvaguardare il suo equilibrio.
E’ evidente che il punto di vista è quello economico⇒ l’IO tanto più è colto di sorpresa tanto più
la pulsione spinge ad alterare l’equilibrio dell’IO. Questa la pulsione spinge l’individuo a
recuperare lo stato inorganico→ lo stato in cui ci si trova prima di nascere.
Freud riconosce come la vita dell’individuo sia volta a contrastare il ritorno all’inorganico, ma in
questo caso è proprio il ritorno all’inorganico che permette al singolo di tornare ad uno stato di
assenza di tensione.
Freud comincia a questo proposito comincia a distinguere tra pulsioni sessuali e pulsioni
dell’IO bensì tra pulsioni sessuali (o di vita) e pulsioni di morte→ le pulsioni di morte sono
presenti nell’IO, ma da quest’ultimo vengono rimosse.
La questione della pulsione di morta è stato ripreso anche da un punto di vista evolutivo con Melanie
Klein e di André Green. In particolare Melanie Klein ci dice che è l’invidia a generare pulsione di
morte.
Altri studi e considerazioni sostengo che più che l’esistenza di una pulsione
di morte esiste un’assenza della pulsione di Vita⇒ esempio: Bowlby.
La clinica e la vita ci insegnano che nel mondo animale molti animali sentono l’arrivo della morte e
si allontanano dal branco⇒ l’idea che possa esistere una spinta nella direzione della morte e
che si lotti contro questa pulsione non è un’idea totalmente sbagliata.
La seconda topica
Saggio di riferimento: l’IO e l’Es (1922)
La seconda topica è costituita dal nuovo modello mentale ⇒ io, es, super-io. L’obiettivo è quello di
integrare la prima teoria delle province psichiche, il modello topografico, (conscio, preconscio,
inconscio) con la nuova teoria delle istanze (es, io, super-io).
N.B. es, io, super-IO non sono sovrapponibili a conscio, preconscio ed inconscio. Bensì un modello
integra l’altro. Nel titolo del saggio non compare il super-io poiché probabilmente Freud vuole
sottolineare come il super-io derivi in un certo senso dall’IO e non è presente fin dall’inizio.
Un elemento su cui Freud si sofferma è la centralità dell’IO nel corso della vita dell’uomo ⇒ mano a
mano si avanza nel modello teorico di Freud più ci si accorge che l’IO diventa sempre più
fondamentale per Freud. L’IO era diventano anche l’oggetto della libido⇒ l’oggetto più importante
sulla quale bisogna investire è l’IO.
76
Nell’IO e l’es ricompare l’attenzione alla libido ma di fatto è l’IO ad avere un ruolo da
protagonista.
All’inizio ci sarebbe solo l’Es, dall’Es si originirebbe l’IO, dall’io si originerebbe il super-io.
In questa seconda topica è ripreso il concetto di dualismo pulsionale. Da un lato si trova l’IO
dall’altro la pulsione che rimane un altro elemento strutturante la teoria e clinica freudiana.
In base al rapporto tra l’IO e le altre istanze il discorso si fa più o meno complesso.
MODELLO STRUTTURALE:
1. Es
L’insieme delle forze istintuali⇒ serbatoio delle energie pulsionali. E’ qualcosa di dato fin
dall’inizio⇒ è puro istinto⇒ ciò che noi vediamo in un bambino molto piccolo.
L’istinto spinge a determinati comportamenti⇒ diventa pulsione.
2. Io
L’IO si forma perlopiù da identificazioni che l’ES ha abbandonato→ scarica attraverso la
sublimazione le pulsioni dell’ES.
E’ il principio organizzatore della mente⇒ mediatore tra es e super-IO. Cerca di mettere d’accordo
ciò che deriva dall’ES, dal super-Io e ciò che arriva dalla realtà esterna. L’io è impegnato a gestire
un equilibrio⇒ media tra l’interno e l’esterno e ci mette in contatto con il mondo esterno.
Un’immagine importante è che l’io non è padrone in casa propria, e infatti Freud utilizza l’immagine
dell’auriga che cerca di governare i cavalli (i cavalli sono ES e SUPER-IO) → spesso, infatti, l’Es è
in contrasto con i divieti imposti dal super-IO.
3. Super-IO
E’ l’erede del complesso edipico⇒ la forza del super-IO dipende dall’esito del complesso edipico⇒
(anche quando i nostri genitori non sono più presente fisicamente nella nostra vita). Il super-IO è
quell’istanza che si costituisce al termine della fase fallica. È lontano dalla coscienza ed è più distante
dal sistema percettivo rispetto all’IO.

77
N.B. Il super-IO è diverso dal concetto di ideale dell’IO. Se l’ideale dell’IO rappresenta ciò che l’IO
vorrebbe diventare; il SUPER-IO rappresenta l’istanza che giudica l’IO per raggiungere questo
ideale.
Nello schema precedente creato da Freud, spicca in modo particolare l’IO⇒ punto di intersezione
della persona. Sotto l’IO troviamo l’es e l’inconscio⇒ ES ED INCONSCIO NON COINCIDONO. L’es
non è sovrapponibile all’inconscio poiché inconsci sono anche parti dell’Io e del super-IO. Non tutti
i processi mentali che attribuiamo all’IO sono di natura conscia. Il super-IO ha sicuramente una
parte cosciente come l’IO, ma in realtà è immerso nell’inconscio→ la parte inconscia del super-IO è
quella che tormenta i pazienti melanconici⇒ i pensieri sono resi forti dalla presenza di un super-
IO.
L’es rimane confinato in una zona primitiva ed istintiva.
N.B. Una topica non sostituisce l’altra, sono entrambe valide ed importanti.
Inibizione, sintomo e angoscia (1925)
Freud in quest’opera mostra un nuovo punto di vista, è un saggio a cui Freud dedicò molto impegno
anche se non ne fu completamente soddisfatto⇒ delle conclusioni.
E’ uno scritto che è molto più complesso e difficile da comprendere⇒ probabilmente sarebbe stata
dedicata a Karl Abraham il quale muore lo stesso anno della pubblicazione dell’opera.
Nella prima pagina del saggio Freud cerca di distinguere in modo preciso cosa sia inibizione e cosa
sia sintomo⇒ l’angoscia è testimoniata dalla presenza di inibizione o di un sintomo
INIBIZIONE: riduzione o restrizione di una funzione dell’IO
SINTOMO: inconsueta modificazione di una funzione o addirittura un suo nuovo modo di
manifestarsi
Esempio: se ci si inibisce a parlare in pubblico ⇒ se non si riesce a parlare in pubblico significa che
c’è stata una riduzione di capacità.
Quando questo processo inibitorio diventa un sintomo?
Quando, poiché ci si sente incapaci, si decide di precludersi determinate esperienze. Il sintomo
è dunque una modificazione vera e propria di un comportamento ⇒ il comportamento non ha più
luogo. Altre volte il sintomo è presentato da un comportamento alternativo.
Ma come può essere definito un sintomo?
E’ un segno o sostituto di un soddisfacimento pulsionale sottoposto a processo di rimozione e, come
tale, mancato.
L’elemento di soddisfazione viene negato e, a volte, viene coscientemente rimosso.
E’ possibile leggere il sintomo e l’inibizione in un altro modo. Possiamo leggere il tutto
anche come segnale che l’IO non è riuscito ad armonizzare la parta istintuale con la parte
ragionevole. L’idea che si fa Freud è che l'inibizione sia un fallimento dell’IO nell’organizzare le
varie parti della quale la mente si compone.

78
Quando ha luogo un sintomo in una persona il paziente lotta non contro la pulsione ma contro il
sintomo stesso che ne deriva⇒ si perde di vista il moto pulsionale da cui è partito il sintomo e
ci si sforza di lottare contro il sintomo stesso.
L’IO, dunque, cerca di far proprio il sintomo⇒ l’IO cerca di non tenere il sintomo come qualcosa
di estraneo bensì cerca di farlo proprio e di adattarsi al sintomo stesso⇒ inglobazione dentro di sé
del sintomo→ il sintomo, quindi, è trattenuto proprio dall’IO ma nello stesso tempo questo sintomo
lo disturba.
L’IO in questo modo è disturbato perché le sue capacità funzionali vengono ridotte⇒ più il sintomo
è impegnativo da gestire più il rituale affatica e limita le capacità dell’IO. Bisogna sempre
ricordare che l’obiettivo delI’IO è di evitare di entrare in conflitto con l’Es o con il Super-IO.

Come si sviluppa il sintomo?


È l’angoscia che genera il sintomo→ la situazione che si sviluppa quando l’IO sente di aver perso il
controllo o una parte delle sue funzioni genera il sintomo.
Ad esempio, nel caso del piccolo Hans e dell’uomo dei lupi l’angoscia che da vita al sintomo è
l’angoscia di evirazione.
Ma come si lotta contro questo sintomo?
Freud ci dice che mentre nei casi del piccolo Hans e dell’uomo dei lupi (esempi di isteria d’angoscia)
prevale la rimozione; nel caso dei nevrotici ossessivi questi utilizzano molteplici difese per difendersi
dall’angoscia e che questa molteplicità confonde e rende più complesso il quadro clinico.
Siamo sicuri che l’insieme di difese utilizzate nella nevrosi sia riconducibile alla sola angoscia di
evirazione?
Freud fa un salto di qualità, forse influenzato da Rank, dicendo che l’angoscia da usare come
confronto per lo studio delle altre angosce è l’angoscia della nascita⇒ essa si lega ad un pericolo
reale del momento di separazione⇒ perdita dell’oggetto. Freud abbandona l’’orizzonte pulsionale e
apre la via ad un orizzonte relazionale⇒ pensare che l’angoscia sia dovuta alla rimozione del
soddisfacimento e all’impossibilità di auto-soddisfarsi è ben diverso dal pensare che
l’angoscia sia legata alla separazione o alla perdita dell’oggetto.
L’angoscia reale è un’angoscia effettiva che si prova nel momento in cui veniamo alla
luce e perdiamo la protezione materna. Questo sentimento viene amplificato da:
1. Angoscia automatica : legata all’impotenza biologica⇒ si attiva di fronte a situazioni che
potrebbero portare alla perdita dell’oggetto⇒ l’angoscia reale è amplificata proprio da
quest’altra tipologia di angoscia. L’IO è impotente e viene travolto.
2. Angoscia segnale: tipicamente umana⇒ impotenza psicologica che viene percepita
consapevolmente dagli umani⇒ non è legata ad una perdita bensì al timore della perdita
dell’oggetto. Nasce dalla consapevolezza che l’uomo ha dei suoi limiti.

79
Questa distinzione tra angoscia reale, automatica e segnale rappresenta un’importante
revisione del concetto di angoscia del primo Freud.
L’angoscia non può essere considerata semplicemente una quota di libido non convertita⇒ non è
più una libido tenuta a freno bensì è una situazione sentita e percepita dall’IO→ Freud comincia a
parlare di emozione dell’IO come sede dell’angoscia.
Come è cambiata la concezione dell’angoscia in Freud?
PRIMA: l’angoscia è dovuta ad un conflitto tra libido e oggetto, ritenuto inaccettabile→ c’è dunque
un surplus libidico che non trova collocazione e genera angoscia.
DOPO: l’angoscia è l’esito di una separazione e di un timore di perdita che si sviluppa
successivamente.
Qual è dunque l’eziologia delle nevrosi?
1. Fattori biologici
L’uomo è più soggetto dalle nevrosi poiché la sua dipendenza dalla madre si protrae nel tempo.
2. Fattori filogenetici
La sessualità infantile si sviluppa in due tempi⇒ c’è un tempo legato all’infanzia e un tempo legato
all'adolescenza con un periodo intermedio di latenza⇒ questo sviluppo contribuisce a generare
angoscia poiché in adolescenza a volte lo sviluppo della sessualità è vissuto come un
pericolo poiché aumenta il quantitativo della pulsione
3. Fattori psicologici
La nostra mente presenta delle imperfezioni dovute al tipo di difese che abbiamo a disposizione⇒
per questo è più probabile che si sviluppi la nevrosi.

Considerazioni finali sull’angoscia


È importante è la distinzione tra:
-Angoscia nevrotica→ l’’IO mantiene la sua integrità⇒ è mantenuta la distinzione tra IO/oggetto
esterno
-Angoscia psicotica→ tende a sgretolare la mente del paziente⇒ c’è uno sdoppiamento dell’IO
e tutte le produzioni deliranti dei pazienti sono totalmente distaccati dalla realtà⇒ angoscia
che travalica i confini della mente.
Freud ci fa notare infine come l’angoscia che ha l'uomo contemporaneo è molto diversa a quella
dell’uomo primitivo→ l’angoscia segue il periodo storico. L’uomo contemporaneo è angosciato
dall’immagine che ha di sé e che gli altri percepiscono, l’uomo primitivo era angosciato dalla
morte. Il modo con cui noi gestiamo l’angoscia cambia molto in base al momento della nostra vita⇒
esempio: la morte è vissuta in maniera diverse se si è bambini, adolescenti o adulti⇒ la mente del
bambino è molto più soggetta a destrutturazione.
Esiste un’angoscia universale? Sì, quella che Freud ha individuato nel momento in cui il soggetto
viene alla luce separandosi dalla madre.
80
Riassunto dei disturbi analizzati da Freud
PSICONEVROSI
A. Isteria, detta anche nevrosi traumatica→ si serve del meccanismo di difesa della
conversione (somatizzazione). Casi clinici esemplari: Anna O. e Elizabeth Von R.
B. Nevrosi ossessiva→ utilizzo del meccanismo di difesa della trasposizione. Caso clinico
esemplare: Piccolo Hans
C. Isteria d’angoscia→ caso clinico del piccolo Hans
N.B. Il fattore eziologico delle psiconevrosi è psichico→ conflitto interno

NEVROSI ATTUALI
A. Nevrastenia
B. Nevrosi d’angoscia
C. Ipocondria
N.B. Le nevrosi attuali risiedono in un problema somatico→ la carica di eccitamento libidico non
defluisce in modo completo e sodisfacente; sono molto difficili da trattare.

NEVROSI NARCISISTICHE/SCHIZOFRENIA PARANOIDE


Utilizza come meccanismo di difesa la proiezione→ caso clinico esemplare il presidente Schreber.

PSICOSI MANIACO-DEPRESSIVA
A. Alternanza di manie con deliri di onnipotenza e melanconia
B. Alternazione di momenti d’odio a momenti d’amore
C. Fissazione alla fase orale
D. Sentimento di inferiorità alternato a sentimento di fierezza

DEPRESSIONE
SCHIZOFRENIA

81

Potrebbero piacerti anche