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CLUB ALPINO ITALIANO

Sezione di Lanciano

LE VIE FERRATE:
STORIA DELLE FERRATE
VALUTAZIONE DELLE DIFFICOLTA
LEQUIPAGGIAMENTO
LE ATTREZZATURE DI UNA VIA FERRATA
LA PROGRESSIONE
I PERICOLI

Lanciano, 23 gennaio 2009

LE VIE FERRATE
Si tratta di escursionismo o alpinismo? Al confine tra le due attivit le
ferrate sono percorsi di accesso alla vetta o a qualsiasi altra meta
alpinistica dotati di cavi, catene, staffe, ecc. che ne facilitano le difficolt
alpinistiche.
STORIA DELLE FERRATE
Le vie ferrate sono nate con la scoperta della montagna. Gi a met dell800 lo statuto delle
associazioni alpinistiche prevedeva di favorire laccesso alla montagna al maggior numero possibile
di persone, consentendo anche alle gentildonne di raggiungere la cima dei monti. Durante la Grande
Guerra, un ulteriore impulso lo diedero poi le truppe alpine italiane e austriache sul fronte
dolomitico. E a partire dal dopoguerra stata la spinta turistica a contribuire ad un rapido e intenso
sviluppo delle vie ferrate: negli anni 60 inizia il ripristino dei sentieri della Grande Guerra, negli
anni 70 si ha una proliferazione di nuove vie ferrate, negli anni 80 il Trentino e il Veneto siglano
leggi che impediscono il proliferare indiscriminato di attrezzature, nel 1991, infine, il CAI centrale
si dichiara ufficialmente contrario ad attrezzare sentieri che non rivestano particolare interesse
storico o culturale. Oggi le ferrate hanno comunque successo: lo dimostra il numero di appassionati,
soprattutto fra i giovani, che le frequentano; esse non solo facilitano laccesso alla vetta, ma anche
ai rifugi, in pi consentono traversate e collegamenti che incrementano lafflusso di persone in
montagna.

VALUTAZIONE DELLE DIFFICOLTA


La difficolt degli itinerari escursionistici indicata abitualmente da alcune sigle: T (per turisti), E
(per escursionisti), EE ( per escursionisti esperti), EEA ( per escursionisti esperti con attrezzatura da
ferrata). Per i percorsi attrezzati inoltre importante conoscere luso dei dispositivi di
autoassicurazione, le attrezzature che caratterizzano le vie ferrate, le tecniche di progressione e i
pericoli oggettivi. Come per gli itinerari non attrezzati, anche per le ferrate, dove vale
indistintamente la sigla EEA, resta comunque indefinita la valutazione della difficolt di un
percorso: se esistono ferrate alla portata di tutti, ce ne sono altre assai tecniche e/o faticose, riservate
a frequentatori con un ottimo allenamento di braccia, abituati allesposizione e in possesso dei
fondamenti della tecnica di arrampicata. Alcuni escursionisti, al contrario, hanno paura delle scale o
di scivolare sul ghiaino, o di affrontare facili tratti di arrampicata perch non sentono lappoggio del
piede. Inoltre, la paura del vuoto, non la vertigine, che un fisiologico turbamento della sensibilit
spaziale, moltiplica inevitabilmente le difficolt su scala esponenziale. Gli strapiombi producono
panico allescursionista che ha paura del vuoto; egli non riesce ad usare la ragione e rimane
immobilizzato con il corpo totalmente irrigidito. Le varie difficolt si possono comunque superare
con gradualit, senza forzature, meglio se sotto locchio vigile di un esperto.
Il dibattito sul modo di classificare in maniera oggettiva i percorsi attrezzati tuttora in corso, per
cui la percezione delle difficolt, nel settore delle ferrate, risulta spesso soggettiva. E consigliabile
perci fare le prime uscite in compagnia di una persona esperta o di una guida alpina in grado di
dare precisi consigli e di risolvere situazioni spiacevoli.

LEQUIPAGGIAMENTO
Lattrezzatura necessaria per poter affrontare una ferrata :
Limbragatura
Il set da ferrata
Il casco
Gli scarponcini
Un paio di guanti
Lo zaino
LIMBRAGATURA

L'imbragatura (omologata CE, norma EN 12277) l'elemento principale di tutta l'attrezzatura a cui
andr poi legato il set da ferrata, i moschettoni di rinvio ed eventualmente la corda in caso di
escursioni in cordata. La pi usata quella bassa (cintura con cosciali, anche regolabili), ma con
uno zaino sulle spalle meglio aggiungere una parte "alta" (pettorina) o indossare una imbragatura
completa, per evitare ribaltamenti in caduta (vedi figura 1). Se lo svantaggio della prima
soluzione sta in una minore sicurezza in caso di caduta, il vantaggio sta nella maggior praticit
(possibilit di spogliarsi o coprirsi senza slegarsi) e versatilit (limbracatura bassa pu essere
utilizzata in altre attivit alpinistiche e di arrampicata).
FIGURA 1

IL SET DA FERRATA

Il sistema formato da 2 longe (cavo o fettuccia) a cui sono collegati da una parte due moschettoni
da agganciare al cavo o alle scale metalliche della ferrata e dallaltra un dissipatore, a sua volta
collegato allimbragatura. Il set deve possedere il label CE, norma EN 958. Sono assolutamente da
evitare i fai da te, sempre pericolosi, in quanto i singoli accessori, pur a norme, possono non
compiere il lavoro richiesto se assemblati malamente o con caratteristiche diverse
FIGURA 2

In figura 2 sono rappresentati i 3 modelli di longe generalmente utilizzati. A sinistra il modello


classico e pi datato caratterizzato dal cordino da 8-10 mm; centralmente il modello con fettucce
(set a Y), pi recente, pi ordinato nella sua composizione ma che non si differenzia
particolarmente dal modello precedente. Il terzo ed ultimo modello di destra probabilmente il kit
da ferrata pi recente ed avanzato tecnologicamente, caratterizzato fondamentalmente da 2
elementi: le due longe sono di materiale elastico ed il dissipatore sostituito da un espansore a
strappo (o a lacerazione).Ci che in linea di massima si pu dire rispetto ai tre modelli che i primi
due tipi spesso non lavorano bene per pesi leggeri e possono quindi risultare pericolosi per bambini
e donne; nel caso del kit elasticizzato risulta sicuramente pi comoda la progressione in quanto
l'inferiore lunghezza delle longe evita che queste, specialmente durante tratti verticali, si impiglino
nelle ginocchia; inoltre, il dissipatore concepito in modo da liberare la fettuccia in caso di caduta
in pi fasi progressive, a seconda del peso della persona. In questo modo il set ferrata risulta adatto
a tutti, anche ai bambini e alle donne. Per ci che riguarda la durata questa da valutare a seconda
del tipo di utilizzo in particolar modo dopo una caduta libera di alcuni metri i classici dissipatori
metallici potrebbero ancora essere utilizzati mentre l'espansore del kit elasticizzato deve essere
probabilmente sostituito.

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Il dissipatore lelemento centrale del set poich riduce la botta di arresto che il corpo riceve dopo
una caduta. Ne esistono in commercio due tipi. Quello classico (vedi figura 3a/b) funziona sulla
base dellattrito provocato, in caso di caduta, dallo scorrimento di uno spezzone di corda in una
piastrina metallica con pi aperture. Un secondo tipo, basato su un sistema a esplosione o a
lacerazione, costituito da una fettuccia ripiegata pi volte su se stessa e trattenuta in un apposito
contenitore, che esplode in caso di caduta (vedi terzo modello di figura 2).
FIGURA 3

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Il funzionamento del dissipatore del tipo classico abbastanza semplice (vedi figure 4-5): come
dimostrato da varie prove i moschettoni di per s non offrono una protezione sicura in caso di
caduta; una persona di media corporatura se cade da 5 m produce una forza probabilmente superiore
ai 2000 kg di peso (20 kN) e dunque ci causerebbe, oltre la rottura dei moschettoni o delle
estremit della corda, anche danni molto gravi al corpo del malcapitato. Per ovviare a ci si utilizza
un ammortizzatore che, sotto il peso della caduta, scivoli su un tratto di corda con una forza
frenante continua e riduca il fattore di caduta(*) a non pi di 600kg (6kN).
FIGURA 4

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FIGURA 5

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(*) Fattore di caduta. Il fattore di caduta Fc uguale al rapporto tra laltezza di caduta h
(distanza tra la quota raggiunta e linfisso sottostante) e la lunghezza della corda l dallattacco
dellimbragatura ai due moschettoni (l circa 1 metro): Fc = h/l. Con riferimento alle figure 4 e 5,
se una persona di media corporatura (80 Kg) cade per unaltezza di 2 m ed il suo set sprovvisto di
dissipatore, il fattore di caduta sar uguale a 2 (Fc=2/1=2) che corrisponde ad uno strappo di circa
1200 Kg-Forza. Dal momento che il corpo umano non in grado di resistere ad improvvisi arresti di
caduta che generano strappi superiori a 1200 Kg-Forza, si deduce che per voli maggiori di 2 m
(Fc>2) si hanno gravi danni corporei e la possibile rottura dei moschettoni. Se si utilizza invece un
set da ferrata completo di dissipatore (omologato alla norma EN 958), per un volo dellescursionista
pari a 5 m (Fc=5 e uno strappo superiore a 2000 Kg-Forza), il dissipatore permette di ridurre la
forza di caduta sotto i 600 Kg con uno scorrimento della corda nel dissipatore minore di 1.2 m.
In figura 6 rappresentato un set fai da te costituito da 2 longe realizzate con un unico cordino e
legate a V tramite dissipatore; attenzione! se i moschettoni vengono utilizzati contemporaneamente
non vi protezione da parte del dissipatore in quanto esso non ha possibilit di assorbire l'energia di
caduta. Pertanto non bisogna mai utilizzare questo tipo di assicurazione! Sono inoltre da evitare i
set da ferrata autocostruiti acquistando separatamente i singoli elementi; la funzionalit di tali set
molto dubbia, poich non si ha alcuna certezza che laccoppiamento tra i vari elementi offra le
garanzie desiderate. Pertanto, la progressione in sicurezza su via ferrata richiede limpiego esclusivo
di materiali dotati del label CE che ne certifica la rispondenza alle norme europee (EN).
FIGURA 6

I due moschettoni da ferrata (omologazione CE, norma EN12275, con punzonatura lettera K)
hanno unapertura adatta ad agganciarsi al cavo metallico o al piolo di una scala o a un
mancorrente. Devono essere provvisti di ghiera di chiusura automatica e azionabili con una sola
mano. Sono costruiti per garantire carichi di rottura superiori a quelli dei moschettoni da alpinismo
e sono anche pi robusti per contrastare lo sfregamento lungo i cavi di assicurazione.
In figura 7 si notano le differenze di utilizzo di tre modelli di moschettoni. Il modello con ghiera A
ed il modello con apertura tramite palmo della mano B sono i due modelli pi recenti e sicuramente
i pi sicuri nel campo delle vie ferrate; infatti l'apertura accidentale di essi molto difficile in
quanto questa richiede contemporaneamente due movimenti: nel primo caso necessario svitare od
abbassare verso il basso la ghiera e contemporaneamente premere la leva d'apertura verso linterno,
mentre nel secondo caso il movimento della ghiera viene sostituito da una leva mossa dal palmo
della mano in contemporanea all'apertura della leva di sgancio. Il secondo moschettone, pi recente
e per ora anche pi costoso, sicuramente preferibile per ci che riguarda la facilit di progressione.
Il terzo modello C il pi datato ed ormai non pi da utilizzare nei kit da ferrata a causa della minor
resistenza allo strappo ed alla maggior possibilit di apertura accidentale, quindi si sconsiglia
lacquisto dei kit che utilizzino ancora questo tipo di moschettoni. Il modello A, che deve essere
sempre impiegato con lanello ferma corda, il classico moschettone da ferrata concepito per
ottenere una chiusura con ghiera a scatto e nello stesso tempo una apertura molto ampia. Il modello
B, senza ghiera e di uso pi generale, ha una semplicit d'uso sicuramente superiore a scapito per
della sicurezza.

FIGURA 7

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E bene tenere un rinvio (costituito o da una coppia di moschettoni unita da una fettuccia - vedi
figura 8 - o da un cordino con diametro 9/11 mm, lungo 40 cm, con un moschettone a ghiera a
ciascuna delle due estremit), collegato allimbragatura in vita, molto utile per mettersi in sicurezza
durante una pausa qualora ci si trovi in posizione molto esposta.
FIGURA 8

IL CASCO

E' un attrezzo (vedi figura 9) assolutamente indispensabile per la sicurezza; ripara la testa da
eventuali cadute di pietre, urti contro la parete e le sporgenze della roccia. I nuovi modelli (norma
EN 12492) sono molto leggeri, con prese di aerazione ed ergonomici e di conseguenza pi comodi.
Alcuni modelli utilizzano sistemi di chiusura e di regolazione molto pratici e sicuri e in pi hanno la
possibilit di fissare la pila frontale nei tratti in galleria e in caso di rientri serali
FIGURA 9

Il casco rosso il classico modello da ferrata mentre quello blu il modello pi leggero

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GLI SCARPONCINI

Generalmente per tutte le vie ferrate utile possedere un buon paio di scarponcini con suola di
gomma (o vibram) intagliata e la punta liscia per meglio sentire la presenza di appoggi sicuri e
devono reggere il confronto con la roccia e con gradini in ferro senza esagerare con la rigidit per
non pregiudicare la sensibilit alla roccia e senza dimenticare per che esiste anche la discesa
solitamente su ripidi sentieri.
FIGURA 10

I GUANTI DA FERRATA

Leggeri e senza punte delle dita, evitano escoriazioni alle mani determinate da cavi sfilacciati o da
attrezzature logore e mal sagomate. Inoltre agevolano la presa nel caso in cui il cavo sia bagnato. In
commercio ne esistono di specifici per ferrata, ma anche quelli da ciclista o da vela o di pelle da
lavoro possono funzionare bene.
FIGURA 11

LO ZAINO E ALTRI ACCESSORI

Lo zaino deve essere leggero e possibilmente senza tasche laterali che spesso creano problemi di
progressione lungo i camini o certi diedri; utile anche la presenza di una ventina di metri di corda da
8 mm per eventuali emergenze od assicurare in cordata persone inesperte od in difficolt; infine una
giacca a vento non troppo calda ma che isoli bene visto che spesso ci si trova, sudati per lo sforzo, a
passare da canali in ombra, creste ventilate a pareti esposte costantemente al sole.

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LE ATTREZZATURE DI UNA VIA FERRATA


IL CAVO: P U O' E S SE RE UNA F UNE D' ACC IA I O OD
UNA CATENA. GE NERALMENTE VIENE USATO
C OME P UN T O D I AT TACC O DE I M OSC HET T ON I
M A ANC HE C OME AI U T O PE R L A P R OGRE SS I ONE
IN PA RT ICOL ARE L UN GO P A RET I VE RT ICA L I.

I GRADINI: SONO MOLTO UTILIZZATI SPEC IALMENTE PE R


S UP E R ARE L E P L ACC HE . A I UT AN O L A P R OGRE SS I O N E S IA
C ON LE BR ACC I A CHE C ON LE GAM BE E TRAM ITE D UE
M OSC HETT ONI D I RIN V IO C I S I PU O AS S IC UR ARE P ER
R I POS ARE ANC HE SU P ARE TE E SP OSTA.

LE PLACCHETTE: PE RME TT ON O L' APP O GGI O D I UN P IEDE AL LA


VOLTA E SONO USATI SA LTUARIAMENTE PER AIUT ARE IN UN
S I N GO L O P AS S AG G IO . N ON P E RME T T ON O D I A SS IC U RA RSI .
Q U E S T I IN F IS S I P O S S ON O T R OV AR S I ANC HE SOT T O F ORM A D I
ANELLO O SEMP LICE E PERICOLOSO SPUNTONE.

LE SCALE: GENERALMENTE SE LA SCALA E PARTICOLARMENTE LUNGA, AI


SUOI LATI SCORRE ANCHE IL CAVO. E' MOLTO UTILIZZATA IN AMBIENTE
DOLOMITICO ED E' PRESENTE LA' DOVE SI E' VOLUTO DARE UN'IMPRONTA
PIU' FACILE ALLA FERRATA. PUO' CREARE FASTIDI SE PERCORSA IN DISCESA.

IL PONTE: NON E' DI NESSUNA DIFFICOLTA' SE NON


PER UN PO' DI BRIDVIDI VISTA L'ONDULAZIONE. VI E'
OLTRETUTTO ANCHE LA POSSIBILITA' DI
ASSICURARSI.

PONTE TIBETANO O NEPALESE: E' SICURAMENTE


L'ARTIFICIO PIU' "SPERICOLATO" CHE SI PUO
INCONTRARE DURANTE UNA VIA. CI SI PUO'
ASSICURARE MA, AL CONTRARIO DEL PRECEDENTE,
RICHIEDE CALMA ED EQUILIBRIO.

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LA PROGRESSIONE
Prima di affrontare una via ferrata bisogna collegare il set allimbragatura (vedi figura 12) con un
nodo a otto o con una maglia rapida, mai con un moschettone (molti set dispongono di una
fettuccia che deve essere passata nel punto di legatura dellimbragatura, strozzandola); bisogna,
inoltre, indossare il casco e controllare bene tutte le attrezzature prima di utilizzarle.

FIFURA 12

Per quanto riguarda la progressione in ferrata esistono alcune regole che bisogna rispettare.
Controllare sempre lo stato di sicurezza delle attrezzature e delle corde fisse prima di
utilizzarle.
Mantenere un tratto di corda in uscita dal dissipatore di circa 1,2 m, senza ostacoli che
possano intralciarne lo scorrimento nel dissipatore.
Assicurarsi al cavo fin dal primo ancoraggio. Prima di oltrepassare lancoraggio successivo,
occorre collegare il moschettone al cavo nel tratto successivo, poi sganciare laltro
moschettone (quello piazzato sotto linfisso) e posizionare anche questo nel tratto successivo
(vedi figura 13). Occorre rimanere sempre assicurati in ogni istante al cavo, almeno con
un moschettone!!!

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FIGURA 13

In prossimit di un tratto impegnativo, bene spostare i moschettoni prima del passaggio


per evitare di dover cambiare lassicurazione nel bel mezzo di uno strapiombo o in punti
scomodi ed esposti.
Un errore ricorrente quello di dimenticarsi di sganciare il moschettone sotto linfisso,
accorgendosene solo quando la longe si tende e si costretti a ridiscendere per sganciare
il moschettone e riagganciarlo nel tratto successivo.

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E fondamentale muovere un solo arto per volta, tenendo gli altri saldamente attaccati
alla roccia, al cavo o ai pioli metallici della ferrata e non avanzare con grandi balzi per
evitare strappi e stiramenti muscolari. Quando ci si tiene al cavo, mettere le mani sempre
pi in alto dei moschettoni.
Procedere uno alla volta nel tratto compreso tra un infisso e laltro. Pertanto, prima di
passare i moschettoni al tratto successivo necessario verificare che il tratto stesso non
sia ancora impegnato da un altro escursionista. Questa regola estremamente importante
perch, in caso di caduta dellescursionista che precede, il suo volo arriver al di sotto
del primo infisso della sua posizione sul cavo di protezione, per cui bisogna sempre
tenersi fuori dalla portata di una tale caduta al fine di evitare serie conseguenze per chi
segue.
Invece di progredire tirandosi sul cavo di assicurazione con le braccia, utilizzare il pi
possibile la spinta delle gambe e dei piedi, posizionando questi ultimi su buoni appoggi e
scaricare su di loro il peso. Gli arti superiori devono essere utilizzati essenzialmente per
mantenere lequilibrio o impiegati nei tratti in cui risultino indispensabili.
In caso di sosta in un tratto molto esposto si deve agganciare il cordino di rinvio in un
punto sicuro di ancoraggio e appendersi sedendosi nellimbragatura. Anche in questo
caso il set da ferrata deve essere perfettamente collegato al cavo di assicurazione.
Diverse ferrate vanno percorse in una sola direzione, in altre sempre bene procedere in
salita o nella direzione consigliata. Muoversi contromano pu comportare incroci
pericolosi con altri escursionisti.

I PERICOLI
CADUTA PIETRE E/O MASSI
Il pericolo pi frequente sulle vie ferrate (ed anche sui normali sentieri escursionistici) la caduta di
massi o scariche di pietre provocati quasi sempre dagli escursionisti stessi e, in minor misura, per
cause naturali. In questi casi bisogna tenere i nervi ben saldi, guardare subito in alto, seguire il pi
possibile la traiettoria delle pietre o del masso e spostarsi lateralmente per evitarli. Al contrario, se
si su pareti verticali, come spesso accade in ferrata, bisogna ripararsi con lo zaino o con il casco
restando aderenti alla parete e con il viso contro la roccia. Quando si procede su pendii caratterizzati
da rocce mal sicure e facilmente sfaldabili, bene aspettare che il gruppo che precede abbia lasciato
il tratto considerato a rischio. E comunque opportuno ed estremamente importante avvisare
gridando larrivo di un sasso.
ATTREZZATURE MAL SICURE O MANCANTI
Attrezzature danneggiate o addirittura mancanti in alcuni tratti di una ferrata costituiscono un serio
pericolo. Pu capitare che i cavi sono danneggiati dalla ruggine, gli infissi non sono pi fissi a causa
della roccia sfaldabile e pi in generale sono da considerare i continui danni causati dagli agenti
atmosferici che possono rendere impraticabile un sentiero prima in perfetto stato. Quindi buona
norma controllare sempre lo stato delle attrezzature presenti lungo la via ferrata, stimare leventuale
entit dei danni riscontrati, valutare se il caso proseguire ed avere anche il buon senso di
rinunciare se i danni alle strutture sono talmente gravi da mettere a repentaglio la vita
dellaccompagnatore e quella degli altri che seguono.

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PERICOLI OGGETTIVI DI VARIO GENERE
I pericoli oggettivi che si possono presentare durante una ferrata sono di vario genere; i principali
sono la nebbia, cavi bagnati, neve, scarso allenamento, mancanza di esperienza, vertigine, ecc
che possono creare problemi su qualunque sentiero. La via ferrata , inoltre, un ottimo parafulmine.
In caso di temporale essa spesso la linea pi seguita dai fulmini; occorre quindi prestare la
massima attenzione ai bollettini meteo prima di partire. Pertanto buona norma non avventurarsi
mai da soli in questa attivit ed consigliabile fare le prime uscite in compagnia di un
accompagnatore esperto o di una guida alpina.
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Gianfranco C.
Fonti informative:
Rivista della Montagna RDM, n 297
Rivista Lo Scarpone aprile 2005
Sito Internet www.vieferrate.it