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Invernizzi I Il sangue delleconomia, capire la moneta per capire la nostra crisi

Il sangue delleconomia, capire la moneta per capire la nostra crisi


di Ivan Invernizzi

Quando un sistema entra in crisi bene meditare sulle basi di quel sistema. Se un sistema
economico entra in crisi di liquidit, se cio mancano i soldi ad un'economia, appare essenziale
riflettere sulla natura della moneta.
Purtroppo il pensiero comune riguardo a questo tema non potrebbe essere pi fatalmente
errato. Il denaro non un mezzo di pagamento evolutosi dal baratto e non una convenzione
sviluppatasi tra individui in un contesto di mercato. La moneta nata prima del mercato e
addirittura prima della storia. La scrittura, intesa come registrazione di linguaggi verbali, fu
inventata intorno al 3200 a.C. in Mesopotamia proprio per la registrazione di rapporti debitocredito, ma registrazioni contabili di questi rapporti esistevano gi in forma di Tally stick
(bastoni di registrazione) da molte migliaia di anni. Una visione d'insieme della natura e del
funzionamento della moneta uno strumento potentissimo al fine di riuscire a leggere i
fenomeni che dominano la nostra realt.
L'ORIGINE DELLA MONETA
L'origine e la gestazione della moneta si colloca all'interno del sistema penale delle societ
tribali preistoriche. Comunit in cui non esisteva il mercato, in cui le risorse disponibili erano
allocate mediante sistemi redistributivi su base familistica e di clan. In questo contesto, al fine
di evitare faide tra clan a seguito di scontri (e ferimenti/omicidi) tra individui appartenenti a
gruppi familiari diversi, venne inventato un istituto che gli storici chiamano guidrigildo, cio
un valore economico che stabiliva il valore teorico di un uomo o di una donna; ci
rappresentava un'indennit idonea a risarcire il clan del danneggiato in caso di
omicidio. L'ammontare dell'indennit veniva stabilito, registrato e riscosso dall'assemblea
comune e direttamente pagato al clan vittima. Non a caso, in molte culture, il concetto di
debito legato all'idea di colpa ed in alcune lingue, come in tedesco, i due concetti sono
espressi dalla stessa parola. La stessa preghiera del Padre nostro nella cultura cristiana che
tutti conosciamo ne contiene un chiaro esempio. Il debito inizialmente era denominato in una
quantit di beni reali facilmente riscuotibili e consumabili ed partendo da questo tipo di
rapporti debito-credito, in assenza di mercato, che si sviluppa la moneta.
L'ORIGINE DELLA TASSAZIONE
Con l'evoluzione della societ, lo svilupparsi delle classi sociali maggiormente articolate e la
centralizzazione del potere politico, la classe dirigente (sovente coincidente con l'lite religiosa)
impose gradualmente un debito universale che la collettivit avrebbe dovuto pagare
all'autorit. Si arriv quindi ad una prima forma di tassazione; stiamo parlando dell'Impero
assiro-babilonese, egizio e della Grecia antica. Lo step successivo fu di denominare il debito in
un'unit di conto standardizzata, trovando quindi un bene di riferimento.
L'ORIGINE DELL'EMISSIONE
In occidente il passaggio pi significativo si ha passando dalle citt Stato dell'antica
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Grecia all'Impero Romano, quando lo Stato diventa emettitore dell'unit di conto del debito. La
moneta a questo punto prende la forma di moneta con valore facciale, cio presenta un numero
che ne indica il valore. E' di fondamentale importanza capire che questa moneta, (il sesterzio
romano ne un esempio), non ha valore per il suo peso o per la percentuale di metallo prezioso
che contiene, ma per la cifra riportata su di essa, la quale indica in che misura tale moneta
idonea al pagamento delle tasse. Non mai esistito un rapporto, fisso nel tempo, tra valore
intrinseco e valore facciale; ci dimostrato dal fatto che queste monete, a parit di valore
facciale, avevano pesi e percentuali di materiale prezioso diversi. Poteva accadere anche che
venissero limate (cd. tosatura) dagli utilizzatori per prelevarne furtivamente del metallo, ma
ci nonostante il valore della moneta cos rimaneggiata rimaneva sempre quello facciale.
MONETA COME STRUMENTO DI SFRUTTAMENTO
Storicamente i popoli colonizzatori compresero che un modo semplice per sfruttare una
comunit era quello di imporgli una tassa denominata in una valuta che non emette. La
tassazione, ieri come oggi, crea forzosamente una domanda di moneta all'interno della
popolazione che porta la stessa ad accettare un pagamento nella valuta emessa dal monopolista
della moneta che ha imposto la tassa. Date a Cesare quel che di Cesare indicava proprio il
fatto che in Palestina vi era una tassazione in moneta romana, imposta dallo Stato
occupante. Anche in Ghana, durante il colonialismo, gli inglesi, che volevano sfruttare la
popolazione per la coltivazione di caff, imposero una tassa sulle capanne pagabile solo ed
esclusivamente in valuta emessa dalla Corona inglese. Le capanne sarebbero state bruciate nel
caso di mancato pagamento dell'imposta, per cui gli indigeni erano obbligati a lavorare per i
colonizzatori in cambio della moneta inglese, l'unica con cui avrebbero potuto pagare la tassa. In
questo modo, Romani come Inglesi potevano assicurarsi tutta la mano d'opera di cui
necessitavano, essendo loro gli unici emettitori della valuta necessaria a pagare le tasse.
LA MONETA OGGI
Oggi il sistema economico privato completamente monetizzato. L'economia funziona come un
processo monetario di produzione; tutto gira intorno alla moneta: si parte con gli investimenti e
si termina con i ricavi. La moneta un istituto indispensabile per l'esistenza del capitalismo.
LE TASSE OGGI
In Paesi che emettono la propria valuta, come Svizzera, USA o Giappone, i titoli di Stato e le
tasse non hanno il ruolo di finanziare lo Stato. Infatti, in questi casi, lo Stato l'emettitore della
moneta e prima deve spendere e solo poi pu tassare per limitare l'inflazione e fare ingegneria
sociale. Capite ora le enormi implicazioni derivanti dal fatto che gli Stati dell'eurozona sono
passati dall'essere emettitori di moneta ad essere utilizzatori della stessa:
Adottando l'Euro l'italia si e' ridotta allo stato di una nazione del terzo mondo che deve
prendere in prestito una moneta straniera,con tutti i danni che ci implica.
Paul Krugman, premio Nobel per l'economia.

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