Sei sulla pagina 1di 1

Pala D Cambiare la Costituzione per tagliare i costi (e tagliano lo Stato)

CAMBIARE LA COSTITUZIONE PER TAGLIARE I COSTI


(E TAGLIANO LO STATO)
di Deanna Pala
22 mag 2016

Sabato scorso Matteo Renzi ha aperto a Bergamo la campagna a sostegno del fronte del SI al
referendum costituzionale. La comunicazione quella tipica renziana, che prima era quella
tipica berlusconiana e che in generale quella tipica studiata a tavolino: Avanti con il sorriso,
chi critica uno sfigato che porta sfiga.
Ma il Rottamatore sa usare mezzi comunicativi meno sempliciotti del sorriso, e infatti utilizza
ci che nellimmaginario collettivo la chiave con cui muovere il consenso popolare: il risparmio
della spesa pubblica.
La riforma costituzionale ci far risparmiare, considerato che quello italiano il
Parlamento pi costoso con 945 parlamentari e che cos si risparmieranno 315 stipendi
dice Renzi, sapendo che anni di dottrina liberista giocheranno a suo favore.
Cosa c di pi brutto di uno Stato che costa, di tanti stipendi ai parlamentari? Cos pi antico
di tanti politici che prendono decisioni sulla base del consenso degli elettori? Cosa c da temere
di pi del dibattito dei Parlamenti? C da temere il suo esatto opposto.
La democrazia costa perch rappresentativa di tutti e ha pi livelli di controllo, a tutela del
confronto reale. Gli Stati moderni costano perch sono complessi: hanno infrastrutture, ricerca,
sanit, sistemi di difesa, istruzione, ecc.
I principi della finanza funzionale di Abba Lerner dovrebbero essere il riferimento per chi ha
capito la pericolosit di queste riforme: se le riforme ci chiedono meno Stato e meno
rappresentanza in nome del principio del contenimento dei costi, allora tanto peggio per le
riforme.
La dottrina liberista ha usato il rigore dei conti per diventare popolare e ha demonizzato il
consenso come variabile che influenza le decisioni politiche. Ma c da temere quando le
decisioni politiche ed economiche sono prese senza tenere conto della pressione democratica
degli elettori. Ci dicono che le decisioni impopolari sono le pi coraggiose, ma in realt anche
quelle sono influenzate dal consenso di quelli pi forti. Come le decisioni dei tecnici sono
orientate dal consenso delle lobby.
Una decisione non sostenuta dal consenso dei tanti difficilmente risponder agli interessi dei
tanti. Lostinatezza con cui il Governo Hollande sta portando avanti la riforma del lavoro
richiesta dallEuropa nonostante la forte protesta popolare ne un esempio.
Non stiamo entrando nel merito delle posizioni dei due fronti referendari, ma fondamentale
che il dibattito venga incentrato sui contenuti e sullinteresse collettivo, e non su quanto
risparmio si otterr. Perch quel principio non fa mai linteresse del 99%.

www.retemmt.it