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Figure 1:

0.1

Balistica

Triste ma vero: un forte impulso alla nascita della fisica moderna venne dal
bisogno di sapere dove accidenti finissero le palle sparate dai cannoni...

0.1.1

Bersaglio fisso

Abbiamo un cannone che spara proiettili di massa M


con velocit di uscita V0 (dalla bocca del cannone). Abbiamo un
bersaglio fisso di cui conosciamo la posizione (rispetto al
punto di sparo). Che alzo si deve usare per colpire il
bersaglio? Si trascurino lattrito dellaria e la rotazione
della Terra.

Iniziamo con la scelta del riferimento. Lorigine dettata dal buon senso:
dobbiamo seguire il moto del proiettile (che consideremo puntiforme) conoscendo
la sua velocit (o meglio il modulo della velocit) al momento della sua uscita dalla bocca del cannone. In tale momento faremo scattare il cronometro
(origine dei tempi) e sulla bocca del cannone porremo lorigine del riferimento
cartesiano. Come scegliere la direzione degli assi? Ci sono due direzioni privilegiate: la prima la verticale lungo la quale allineato il vettore accelerazione
(laccelerazione di gravit g), la seconda direzione data dalla congiungente
origine-bersaglio (vettore posizione del bersaglio rb ). Purtroppo queste due direzioni non sono in generale ortogonali; comunque determinano un piano (salvo
nel caso speciale in cui il bersaglio sia sulla verticale del cannone...): sceglieremo allora tale piano come piano x, y con lasse y verticale rivolto verso lalto e

Figure 2:
lasse x che punta al piede del bersaglio (vedi figura). Lasse z sar fissato di
conseguenza (ma gi dovremmo sapere che non avr nessun ruolo).
Sembra banale, ma dobbiamo puntare il cannone verso il bersaglio... cio
il vettore della velocit di uscita V0 deve essere sul piano x, y e, a naso, deve
formare con lasse x un angolo (alzo del cannone) compreso tra lalzo (o elevazione) del bersaglio () e 90 (figura). Siccome stiamo trascurando lattrito
dellaria e la rotazione della terra (cio trascuriamo anche la forza di Coriolis),
allora sul proiettile agir solo la forza peso e quindi conosciamo lungo il moto
la sua accelerazione che sar costante e pari a g. E bene notare che solo questa
ultima supposizione (costanza di g) in genere abbastanza buona (a meno che il
proiettile non raggiunga grandi altezze). Infatti, considerate le alte velocit dei
proiettili stessi e le lunghe gittate di molti cannoni, sicuramente non trascurabile lattrito dellaria (neanche per proiettili piccoli e aereodinamici) e molto
spesso non trascurabile laccelerazione di Coriolis. I computers, che ai nostri giorni regolano il tiro, tengono facilmente conto di questi fattori aggiuntivi;
ma gli uciali di tiro pre-computer, non avendo tempo di fare complessi calcoli, dovevano basarsi in parte su tabelle precalcolate e ancor pi sul feedback,
apportando correzioni al tiro in base allosservazione di dove avessero colpito
i proiettili sparati precedentemente. In definitiva quello che studieremo un
problema ideale che potrebbe avere adeguata applicazione solo su un pianeta
non ruotante e privo di atmosfera.
Notare che queste considerazioni varranno anche per i successivi problemi di
balistica.
Ritorniamo al punto. Abbiamo un classico problema di cinematica: conoscendo
laccelerazione di un punto materiale e i dati iniziali (posizione e velocit iniziali)
2

vogliamo risalire alla legge oraria.


Dunque per il proiettile abbiamo:
..

r(t) = g

(1)

cio moto uniformente accelerato e quindi dalla teoria sappiamo che


.

v(t) = r(t) = v(0) + g t

(2)

1
r(t) = r(0) + v(0) t + g t2
(3)
2
Notare che le formule vettoriali sono indipendenti dal riferimento scelto;
il riferimento scelto entrer solo quando avremo specificato le componenti dei
vettori sugli assi. Per definizione (stranamente per gli studenti risulta ostico
ricordarlo...)
r
.

r
..

(x, y, z)

(4)

(x,
y,
z)

(5)

(
x, y, z)

(6)

e poi, nel particolare riferimento scelto, abbiamo (vedi figura sopra):


g (0, g, 0)

(7)

v(0) (v (0) cos(), v (0) sen(), 0)

(8)

r(0) (0, 0, 0)

(9)

Perci la legge oraria (3), proiettata sugli assi,


x(t) = v (0) cos() t
1
y(t) = v (0) sen() t g t2
2
z(t) = 0

(10)
(11)
(12)

cio un moto uniforme sullasse x, uniformemente accelerato sullasse y, nessun moto sullasse z (come previsto, data lassenza dellaccelerazione di Coriolis).
Lo studente con qualche conoscenza di geometria avr forse riconosciuto che le
equazioni sopra sono le equazioni parametriche di una parabola nel piano x, y
(t funge da parametro). Ricaviamo ora lequazione cartesiana di tale conica che
poi la traiettoria del proiettile. Per far ci eliminiamo il parametro usando
la (10) per ricavare t e inserendo poi il risultato nella (11):

t=

x
v (0) cos()

(13)

x
1
x2
g 2
(14)
v (0) cos() 2 v (0) cos2 ()
ovvero

x
g
y=
sen ()
x
(15)
cos()
2 v 2 (0) cos()
Vediamo bene allora che la traiettoria in eetti una parabola che incrocia
lasse delle x (orizzontale al livello del cannone) nei punti x = 0 (partenza del
proiettile) e
2 v 2 (0) sen () cos()
x
=
(16)
g
Ottenuta una formula sarebbe sempre il caso di fare un controllo dimensionale: noi lo faremo raramente ma lo studente non dovrebbe esimersi (per
il suo bene..). Dunque, usando la notazione standard per le dimensioni cio l
per lo spazio (lunghezza), t per il tempo e m per la massa, e considerando (vedi
prima) che il seno e il coseno in quanto funzioni trascendenti sono adimensionali,
abbiamo:

y = v (0) sen()

l 2
t
l
t2

l=

(17)

Il controllo ok, ma ricordate che se il controllo fosse stato negativo la


formula sarebbe stata sicuramente sbagliata, mentre un controllo positivo non
assicura che sia esatta... ammettiamo per esempio che invece della (16) avessimo
trovato
4 v 2 (0) sen2 () cos()
x
=
(18)
g
e controlliamone lesattezza dimensionale...
Ritorniamo alla formula (16): x
la gittata del cannone cio la massima
distanza in orizzontale a cui giunge il proiettile sparato con alzo .
La massima altezza sar nel vertice della parabola che si trova ovviamente
in
x
=

v 2 (0) sen () cos()


g

(19)

e quindi
y =
=

v 2 (0) sen () cos()


1
cos()
g
2
2
1 v (0) sen ()
2
g

sen ()

g
v 2 (0) sen () cos()
(20)
2 v 2 (0) cos()
g
(21)

Notare che si poteva trovare la massima altezza anche considerando che nel
vertice la velocit (che sempre tangente alla traiettoria) deve essere orizzontale
quindi la componente y , ottenuta derivando la (11) deve essere nulla:
0 = v (0) sen() g t
4

(22)

Figure 3:
Cio il proiettile raggiunge la massima altezza al tempo
v (0) sen()
t =
g

(23)

Sostituendo nella (11) abbiamo


v (0) sen() 1
y(t) = v (0) sen()
g
g
2
1 v 2 (0) sen2 ()
=
2
g

v (0) sen()
g

(24)
(25)

come deve essere.


Esercizi per lo studente: con che alzo la gittata sar massima? la massima
gittata la massima distanza raggiungibile dal proiettile di quel cannone? con
che alzo la massima altezza sar massima? a che tempo si raggiunge x
? con
che velocit? etc. etc. a seconda della curiosit dello studente...
Dopo aver discusso il moto del proietto (come avrebbe detto Galileo) torniamo al problema originale: con che alzo si colpisce il bersaglio?
Essendo il bersaglio fermo, baster che le sue coordinate xb , yb soddisfino
lequazione (15): cio la traiettoria deve passare per il bersaglio

xb
g
yb =
(26)
sen ()
xb
cos()
2 v 2 (0) cos()
5

In tale equazione tutto noto tranne langolo di alzo : epper una equazione
trascendente nellincognita e le equazioni trascendenti sono ostiche... Lo studente dovrebbe ora provare da solo e trovare un qualche escamotage prima di
leggere sotto.
Riscriviamo
yb

1
g x2b
2 v 2 (0) cos2 ()
g x2b sen2 () + cos2 ()
= xb tan ()
2 v 2 (0)
cos2 ()
g x2b
g x2b
tan2 ()
= xb tan ()
2
2 v (0)
2 v 2 (0)
= xb tan ()

(27)
(28)
(29)

Bene! ci siamo ridotti ad una semplice equazione algebrica di secondo grado


nella variabile = tan (). Riscriviamola (e controllate le dimensioni!):
2

2 v 2 (0)
2 v 2 (0) yb
+1+
=0
g xb
g x2b

(30)

Le soluzioni sono

v 2 (0)
=

g xb

v 2 (0)
g xb

2 v 2 (0) yb
g x2b

(31)

Di nuovo abbiamo una soluzione matematica che va interpretata fisicamente.


Innanzitutto = tan () dovrebbe essere reale (e positivo...), quindi

v 2 (0)
g xb

2 v 2 (0) yb
0
g x2b

(32)

v 4 (0)
2 v 2 (0) yb
1
2
2
g xb
g x2b

(33)

Riscrivendo
0
yb

g x2b
v 2 (0)
+
2 v 2 (0)
2g

(34)

g x2b
v 2 (0)
+
2 v 2 (0)
2g

(35)

ma
yb =

lequazione di una parabola che incrocia lasse delle x (yb = 0) in


x
b =

v 2 (0)
g

e ha il vertice in
x
b = 0, yb =
6

v 2 (0)
2g

(36)

(37)

Figure 4:
Questa parabola detta parabola di sicurezza (Nota 1) nel senso che chi
FUORI da questa parabola sta sicuro cio non pu essere colpito dal cannone (discriminante negativo, nessuna soluzione per lalzo). Un bersaglio sulla
parabola di sicurezza pu essere
colpito ma c un solo tiro possibile (discrim2
inante nullo: alzo = arctan g vg (0)
xb , vedi (31)). Un bersaglio allinterno
della parabola di sicurezza pu essere raggiunto con due alzi diversi: per lalzo
pi vicino allelevazione del bersaglio si parla di tiro diretto (quello dei
fucili...), per lalzo superiore si parla di tiro a parabola (quello dei mortai...).
Ovviamente in tutti e due i casi la traiettoria pur sempre una parabola:

Quesito

Che relazione c tra i due angoli del tiro diretto e + del tiro
a "parabola"?
Dimostrare che:
I due angoli + = +, = sono simmetrici rispetto alla bisettrice
dellangolo tra la verticale e la linea del bersaglio (congiungente originebersaglio).
(Per = 0, cio quando il bersaglio sullorizzontale, allora =
risultato ottenuto era gi noto a Galileo.)
7

e il

Tra parentesi, infine, che fine ha fatto la massa del proiettile? perch non
stata mai utilizzata?