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Questa legge di stabilit viene discussa in un momento difficile per la vita del paese, tra segnali di

invecchiamento profondo delle nostre strutture e speranza di ripresa. Riteniamo


Chiediamo una maggiore attenzione alle disuguaglianze persistenti perch gli ultimi dati istat ci
dicono una lieve diminuzione della povert relativa, e questo un dato da sottolineare, ma allo
stesso tempo restano alti quelli sulla povert assoluta su cui vorrei concentrare lattenzione
cosiddetta povert assoluta, calcolata sulla base di una soglia di povert corrispondente alla spesa
mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi che considerato essenziale per
uno standard di vita minimamente accettabile. Sono classificate come assolutamente povere le
famiglie che non hanno mezzi per comprare generi di prima necessit
Nel 2012, in Italia, 1 milione e 725 mila famiglie (il 6,8% delle famiglie residenti)
risultano in condizione di povert assoluta, per un totale di 4 milioni e 814 mila individui
(l8% dellintera popolazione).
Lincidenza, tra le famiglie, ha mostrato un aumento, rispetto al 2011, di 1,6 punti percentuali, che
ha riguardato tutte le ripartizioni territoriali: 1,8% nel Nord e nel Mezzogiorno e 1% nel Centro.
Lincidenza risulta particolarmente elevata e in aumento per le famiglie con figli
Poveri sono 6 milioni quasi il 10% della popolazione
1 su 10 diventato povero
MINORI Tra loro 1 milione e mezzo i poveri con meno di 18 anni. Gli indicatori di povert o
esclusione sociale assumono in Italia valori pi elevati, rispetto al totale della popolazione, per i
minori. Risulta a rischio di povert o esclusione sociale il 33,8% dei minorenni italiani
Il Consiglio Europeo ha introdotto nella Strategia EU 2020 una visione sociale del
modello europeo, inserendo tra gli obiettivi della strategia anche la lotta alla povert e
allesclusione sociale.
base di un impegno comune da parte degli Stati membri, delle istituzioni UE e dei principali
soggetti interessati a combattere la povert e lesclusione sociale.
Le principali sfide identificate sono: eliminare la povert infantile;
promuovere linclusione attiva nella societ e nel mercato del lavoro dei gruppi pi
vulnerabili; fornire a tutti condizioni abitative decenti; superare le discriminazioni ed
aumentare lintegrazione dei disabili, delle minoranze etniche, degli immigranti e di altri
gruppi vulnerabili; contrastare lesclusione finanziaria e il sovra indebitamento;
promuovere lintegrazione dei Rom.
LItalia nei propri Piani Nazionali di Riforma (PNR) si posta limpegno di concorrere
allobiettivo comunitario di contrasto alla povert, riducendo entro il 2020 di 2,2 milioni
le persone che vivono in condizioni di povert o di esclusione sociale. La scelta compiuta
stata di concentrarsi prioritariamente sulla riduzione della povert assoluta - che trova
riscontro negli alti tassi di deprivazione materiale - e sullincremento della partecipazione
femminile al mercato del lavoro.

Disoccupazione e povert aumentano la diseguaglianza e rendono la societ meno coesa e pi


frammentata ed difficile pensare che puntare solo ad investimenti necessari per crescere in
innovazione e infrastrutture serva a sanare questo grave problema sociale.
NELLA STABILITA 2015 nel corso dellesame del provvedimento stato aggiunto allarticolo 13
il comma 5-bis che, con lintento di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, stanzia per
il 2015 un importo, nel limite massimo di 45 milioni, da utilizzare per la concessione di buoni per
lacquisto di beni e servizi per linfanzia PER FAMIGLIE POVERE CON ALMENO 4 FIGLI
FONDI ALIMENTARI una modifica al comma 6 del medesimo articolo 13 ha disposto
lincremento di 5 milioni di euro della dotazione per lanno 2015 del Fondo per gli interventi in
favore della famiglia, destinandone una quota pari a 8 milioni per il 2015, in favore del Fondo per la
distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti di cui allarticolo 58,co. 1, del D.L. n.83
del 2012;
si tratta di misure di sostegno utili alle famiglie italiane e ai soggetti in difficolt ma sarebbe
opportuno che, alla luce della difficile situazione economica in cui vivono migliaia di famiglie
italiane, fossero previste anche ulteriori risorse per estendere il numero dei beneficiari del
programma di sostegno per l'inclusione attiva nei Comuni ove si realizza la sperimentazione della
carta di acquisti, come strumento di contrasto alla povert assoluta;
Come intervenire? Accanto al rilancio delleconomia non si pu non assumere anche il lavoro
come uscita dalla povert e disoccupazione, come motore di sviluppo e spinta ai consumi in
modo pi diffuso ed equo.
Oggi lItalia non ha ancora un sistema di tutela universale della disoccupazione. E tempo di
pensare a una misura attiva di contrasto alla povert assoluta, essendo lItalia uno dei pochi
paesi in Europa (laltro la Grecia) sprovvisto di uno strumento di reddito
minimo.
Per questo per abbiamo chiesto di potenziare il SIA (Sostegno per linclusione attiva) cio misura
generalizzata di contrasto alla povert assoluta, condizionata alla partecipazione a percorsi di
ricerca attiva del lavoro. (dal secondo semestre 2013 partita nelle 12 citt con pi di 250 mila
abitanti[4] la Sperimentazione della cosiddetta nuova carta acquisti, prevista dallart.
60 del d.l. 5/12 per la quale sono stati stanziati 50 milioni. Lintervento rivolto alle famiglie in
condizioni economiche di estremo disagio, nelle
quali nessuno lavora o vi sia bassa intensit di lavoro, siano presenti minori e siano a
maggior rischio di esclusione (rischio abitativo, ecc.).
si tratta ora di sostenere la definizione di modelli di intervento comuni in materia di contrasto alla
povert e promuovere, attraverso azioni di sistema e progetti pilota, modelli innovativi di intervento
sociale e di integrazione delle comunit e delle persone a rischio di emarginazione. In particolare la
principale finalit del Programma quella di sostenere un percorso condiviso tra i diversi livelli di
governo per la definizione

la lotta alla povert deve essere svolta attraverso un piano nazionale che contenga veri strumenti;
e quindi necessario un coordinamento tra il programma di Sostegno per lInclusione Attiva (SIA)
come definito nella legge n.147 del 2013 e la sperimentazione di forme di "reddito di autonomia"(
o di inclusione sociale, o di ultima istanza) collegate a formazione e percorsi di inserimento
lavorativo dei soggetti come definiti nel Programma Operativo Nazionale a titolarit del Ministero
del Lavoro e delle Politiche Sociali.
CHIEDIAMO AL Governo
ad adottare, compatibilmente con i vincoli di bilancio, ulteriori provvedimenti, anche di tipo
normativo , volti a reperire ulteriori risorse da destinare al finanziamento del programma di cui
all'articolo 60 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 e alle connesse misure di accompagnamento
come definite nell'ultimo periodo del comma 216, articolo 1, dalla Legge 147/2013.
SCUOLA
problemi annosi della scuola e spinte innovatrici, le Linee guida Buona scuola propongono
alcune soluzioni, tra cui emerge in primo piano la il tema del personale scolastico e in
particolare la questione dei precari, vero dramma della scuola italiana. Lassunzione di
150.000 precari e leliminazione delle supplenze avrebbero lo scopo soprattutto di dare
stabilit e sicurezza alla scuola.
Sentenza Corte del 26 novembre la procedura di infrazione aperta dalla Commissione
Europea a danno dellItalia per la mancata applicazione delle norme che sanzionano
labuso nei contratti a tempo determinato ha dato ragione allanticipo su cui ha giocato il
Governo.
lascia per intravedere proseguimento del contenzioso. Credo che ci voglia responsabilit
da parte di tutti.
Come previsto, la Corte di Giustizia europea ha condannato l'Italia per i contratti
a tempo determinato nella scuola reiterati oltre i 36 mesi. Le Linee Guida sulla
Buona Scuola avevano gia' affrontato il problema prevedendo l'immissione in ruolo
di circa 150mila precari e il Governo ha stanziato tre miliardi a questo scopo
nella Legge di Stabilita'. Si spera di cominciare a chiudere in questo modo una
pagina ingloriosa della storia repubblicana che ha provocato conflitti sociali e ha
danneggiato anzi tutto la scuola. Occorre pero' esercitare responsabilita' da parte
di tutti, senza arrivare a parlare di risarcimenti miliardari e iniziative
giudiziarie.
Basta con le politiche miopi e clientelari, ma anche con un contenzioso inutile e
dannoso. Bisogna ora occuparsi dell'immissione in ruolo dei 150mila, verificarne le
competenze - come da noi proposto - programmare eventualmente una formazione dove
non fossero adeguate, distribuirli poi nelle scuole per arrivare all'obiettivo
dell'organico funzionale, cioe' i docenti che servono alla buona scuola. E si
arrivi finalmente a un piano di reclutamento coerente e organico che, come chiede
la Corte, preveda d'ora in poi concorsi regolari ogni tre anni".

larticolo 3 del decreto legge a seguito delle modifiche intervenute nel corso
della discussione presso la Commissione Bilancio, prevede tra le finalit

prioritarie del Fondo La Buona Scuola, oltre al piano di assunzioni, anche la


formazione dei docenti e dirigenti scolastici;
la formazione, accanto al potenziamento dellautonomia e allo sviluppo della
valutazione necessaria per garantire una vera qualit dellistruzione; infatti
tra le ulteriori finalit del Fondo inserito un esplicito riferimento alla
valutazione, collegata alla valorizzazione dei docenti e alla sostanziale
attuazione dellautonomia scolastica;
tale formazione deve essere concepita come elemento centrale per sviluppare
le competenze degli alunni/studenti e di conseguenza per contrastare la
dispersione scolastica intesa come abbandoni, ripetenze, evasione;
per quanto riguarda la dispersione unattenzione particolare va data alle
disuguaglianze presenti sul territorio nazionale e alla necessit di unequa
distribuzione delle risorse investite con il piano della Buona scuola
impegna il Governo
a considerare la possibilit di sviluppare la formazione dei docenti che saranno
assunti in ruolo attraverso misure adeguate, tra cui leventuale accertamento
delle competenze linguistiche e informatiche;
a valutare, nellambito del piano de La Buona Scuola, lopportunit di
potenziare il tempo pieno nella scuola primaria al fine di prevenire fenomeni di
dispersione scolastica e conseguentemente prevedere che una quota dei
docenti che saranno assunti in ruolo sia ripartita in modo da coprire
equamente sia le zone dei centri a maggiore densit abitativa, dove il servizio
meno diffuso, sia le zone dove maggiormente diffusa la presenza di alunni
di cittadinanza non italiana;
dispersione
distacchi servono a prevenire