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COMUNICATO STAMPA

GIUSTIZIA NEGATA
Nonostante la sentenza del TAR riponiamo la massima fiducia
nelloperato della magistratura, ma ci non toglie il diritto di critica.

Lo Statuto del Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza, allart. 2, recita testualmente: La

gestione di ci che riconosciuto come bene comune deve essere attuata nel suo pieno rispetto e
con la massima trasparenza; a tal fine il Comitato ripudia qualsiasi forma di illegalit e di
illegittimit ad essi collegata.
Dal momento che laffidamento del servizio idrico a Brianzacque risultava palesemente illegittimo
ab originem (fu affidato nel maggio 2011 dallallora giunta provinciale, organo che nemmeno ne
aveva le competenze), il Comitato ha ritenuto doveroso opporsi a tale decisione in tutte le
possibili sedi, compresa, con il supporto di tre Consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle,
limpugnazione, depositata nellestate 2013 avanti il TAR sezione Milano, dellultima Delibera di
affidamento assunta dallATO provinciale.
Non si tenti di svilire lazione del Comitato a sterile polemica; essa , invece, espressione di
civilt giuridica e di attenzione verso il bene comune per eccellenza, cio lAcqua.
Tanto vero che le istanze del Comitato sono state reiteratamente accolte sia dallAGCM che dal
Governo. Il Governo, anzi, non solo ha riconosciuto che quanto sostenuto dal Comitato fosse vero
(mancanza dei requisiti, da parte di Brianzacque, per ottenere laffidamento) ma ha anche
affermato che il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza ha la piena legittimazione a far valere
queste istanze.
Eppure il 6 novembre scorso il TAR di Milano, senza nemmeno sfiorare il merito della questione,
ha dichiarato inammissibile il ricorso per carenza di interesse ad agire sia del Comitato che dei
Consiglieri comunali.
Pensavamo che fosse una virt democratica quella di segnalare, da cittadini che hanno a cuore il
bene comune, una evidente prevaricazione delle norme vigenti e abbiamo creduto che un

Tribunale potesse esprimersi nel merito anzich cercare, per oltre un anno, un motivo per non
dare credibilit alle persone che lo hanno denunciato.
Ma la sentenza del TAR Milano si inserisce purtroppo nel solco della decisione adottata dallo
stesso Tribunale nellambito del Ricorso del Comitato Parco contro la sias, dove la questione
stata liquidata con la non legittimazione delle associazioni ambientaliste a intervenire su materie
quali le gare dappalto. Se poi volessimo ampliare il discorso potremmo citare alcune recentissime
sentenze penali che hanno sconcertato lopinione pubblica.
Viene quasi da pensare che i Cittadini non siano tutelati dalle leggi di questo Stato e che gli
stessi siano considerati solo come consumatori e contribuenti da depredare, come le risorse di
questo Paese e del suo territorio.
Al di l dei tecnicismi giuridici, la sentenza sul caso Brianzacque non pu che essere interpretata
come lulteriore sconfitta dei Cittadini che chiedono solo il rispetto delle leggi. Ma allora, siamo la
Patria del diritto o solo la residenza di tanti Ponzio Pilato? Non permettere il sindacato di
legittimit, limitando la legittimazione di consigliere e cittadini un atto pericoloso per la
democrazia. Viene infatti da chiedersi chi eserciti, a questo punto, il controllo di legittimit sugli
atti amministrativi? Non sarebbe indice di democrazia permetterlo ai cittadini? Di cosa si ha
paura? Forse che i Cittadini possano riprendersi il controllo della cosa pubblica?
La sentenza da leggere come una sconfitta per tutti quelli che fanno politica nellinteresse dei
Cittadini e la sua conseguenza di escludere il popolo dalla gestione della cosa pubblica. Il
pericolo consiste nel fatto che l'ordinamento giuridico sia visto come sempre pi votato a
garantire il mantenimento del potere alla classe politica attuale e a un ristretto altro gruppo di
potenti. Limpressione, infatti, che solo chi disponga di adeguato capitale possa chiedere
giustizia. Per tale motivo non riteniamo opportuno impugnare la sentenza al Consiglio di Stato. Si
rischierebbe solo di ottenere gli stessi risultati raggiunti con il ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica, tuttora pendente e insabbiato. Con i Parlamentari del Movimento 5
Stelle eletti a Strasburgo stiamo invece valutando la possibilit di una via europea alla giustizia
che in Italia sembra negata ai deboli e al popolo.
Pagheremo le spese legali nella speranza che ci determini nella classe politica che ha il controllo
di Brianzacque lintenzione di richiedere il dovuto anche a coloro che si sono macchiati di
sperpero di denaro pubblico come per il caso New Lisi (un progetto che si riteneva innovativo ma
dimostratosi da subito fallimentare), per affidamenti di incarichi (come quello allattuale
Direttore), per il Master Plan (soldi spesi per un progetto inutilizzato e probabile risarcimento
del danno allaggiudicatario della gara), per la cartella esattoriale di ALSI (pagata con i soldi dei
Cittadini), ecc.
Certamente non ci faremo intimidire dalla sentenza e continueremo la lotta alla malapolitica e
verso comportamenti poco trasparenti. Solo chi in malafede non riconosce che la nostra azione
ha contribuito a rinnovare gli amministratori di questa societ, a pi riprese coinvolti in inchieste
giudiziarie; una societ priva di un reale controllo pubblico che, lentamente, con molta fatica e
forti contraddizioni si avvia a svolgere correttamente il servizio in house, anche grazie al
contributo delle denunce di semplici cittadini. Questo lo si deve riconoscere!
La nostra azione di denuncia e informazione proseguir inalterata, perch a muoverci il
desiderio di giustizia ed equit e non il meschino interesse privato.

La prosecuzione della lotta politica contro i soprusi e per la libert comporta in primo luogo il
pagamento delle spese processuali a cui il TAR ci ha condannati. Dover pagare le spese per aver
chiesto giustizia per un atto palesemente illegittimo assurdo perch abbiamo semplicemente
fatto quello che anni or sono avrebbe fatto il CO.RE.CO. o altri organi di controllo che sono poi
stati eliminati, lasciando la Pubblica Amministrazione locale priva di qualsiasi controllo, con gli
effetti che sono noti sulle finanze pubbliche.
Per porre un freno alla deriva antidemocratica e dare sostegno alla nostra battaglia chiediamo di
contribuire alle spese processuali, bonificando sul conto IT55A0312733100000000000517
Unipol Banca, Filiale di Desio, anche una somma simbolica, come gesto di stima e incitamento.

Comitato Beni Comuni di MB

Monza 24 Novembre 2014