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La materia oscura uno dei grandi

enigmi della cosmologia contemporanea


potrebbe rivelarsi un intero universo
intrecciato segretamente al nostro
di Jonathan Feng
e Mark Trodden
Il LATO
OSCURO
delluniverso
COSMOLOGIA
Attraverso la forza di gravit, la materia oscura
modella luniverso in una ragnatela di galassie. Oggi
i teorici ritengono che possa esercitare anche altre forze.
Questa immagine della Millennium Simulation, effettuata
nel 2005, raffigura una regione dellampiezza di circa 1,6
miliardi di anni luce.
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I
l 23 settembre 1846 Johann Gottfried Galle, diretto-
re dellOsservatorio di Berlino, ricevette una lettera de-
stinata a cambiare la storia dellastronomia. Il mittente
era un francese, Urbain Le Verrier, il quale, studiando
i moti di Urano, aveva concluso che non potessero es-
sere spiegati dallazione delle forze gravitazionali note.
Le Verrier proponeva lesistenza di un oggetto scono-
sciuto la cui attrazione gravitazionale perturbava lorbita di Urano
esattamente nella maniera necessaria per giustificare le osservazio-
ni anomale. Seguendo le indicazioni di Le Verrier, quella notte stes-
sa Galle punt il telescopio e scopr Nettuno.
Una storia simile nella quale gli astronomi rilevano moti co-
smici anomali, ne deducono la presenza di nuova materia e inizia-
no a cercarla si sta ripetendo nella cosmologia moderna. Nella
parte di Urano troviamo stelle e galassie che si muovono come non
dovrebbero; al posto di Nettuno deduciamo lesistenza di compo-
nenti del cosmo finora ignote, chiamate provvisoriamente mate-
ria oscura ed energia oscura. Dai tipi di anomalie che osserviamo,
possiamo dedurre alcune caratteristiche di base di queste compo-
nenti. La materia oscura sembra essere un mare di particelle invi-
sibili che riempiono lo spazio in maniera non uniforme; lenergia
oscura diffusa uniformemente, e si comporta come se fosse in-
trecciata alla struttura stessa dello spazio. Contrariamente a quan-
to fece Galle, in questo caso non possibile puntare i telescopi
verso il cielo e identificare con certezza gli attori finora invisibili;
ma si vanno accumulando indizi preziosi, come la registrazione di
eventi da parte degli acceleratori di particelle.
Dopo la sua scoperta come forza che agiva nellombra su Ura-
no, Nettuno si rivelato un mondo di per s affascinante. Sar
lo stesso per la materia oscura e lenergia oscura? Gli scienziati
stanno prendendo sempre pi sul serio la possibilit che la materia
oscura in particolare, lungi dallessere un espediente per spiega-
re i moti della materia visibile, costituisca invece un lato nascosto
delluniverso, dotato di una vita propria ricca e interessante. Po-
trebbe essere composta da un autentico serraglio di particelle che
interagiscono tramite forze naturali nuove: un intero universo si-
lenziosamente intrecciato al nostro.
Queste ipotesi si distaccano nettamente dalle precedenti idee se-
condo cui la materia oscura e lenergia oscura sarebbero le com-
ponenti pi asociali del cosmo. Fin da quando venne ipotizzata
lesistenza della materia oscura, negli anni trenta, gli astronomi
considerarono linerzia come la sua propriet caratteristica. Le os-
servazioni fanno pensare che la sua massa complessiva superi quel-
la della materia ordinaria di un fattore 6:1. Le galassie e gli am-
massi di galassie sono immersi in gigantesche sfere, o aloni, di
materia oscura. Perch una simile quantit di materia possa sfuggi-
re allindividuazione diretta si ritiene che debba essere costituita da
particelle che interagiscono in misura molto scarsa sia con la ma-
teria ordinaria sia reciprocamente. Il loro contributo consisterebbe
nel dare sostegno gravitazionale alla materia luminosa.
Gli astronomi ritengono che gli aloni si siano formati in una
fase precoce della storia cosmica e abbiano poi attratto la mate-
ria ordinaria, la quale, essendo capace di una ricca variet di com-
portamenti, si sarebbe sviluppata in strutture complesse, mentre la
materia oscura, essendo inerte, rimaneva nel proprio stato inizia-
le. Per quanto riguarda lenergia oscura, il suo unico ruolo sem-
bra quello di accelerare lespansione cosmica, e le prove disponibi-
li fanno pensare che sia rimasta totalmente immutata per tutta la
storia delluniverso.
La possibilit che la materia oscura sia pi interessante di quan-
to appaia da questa descrizione suggerita non tanto dallastrono-
mia, quanto da indagini approfondite sulla fisica degli atomi e sul
mondo delle particelle subatomiche. ormai tradizione che i fisici
delle particelle aprano spiragli su forme sconosciute della materia
partendo dal comportamento della materia nota, e i risultati delle
loro ricerche sono del tutto indipendenti dai moti cosmici.
Nel caso della materia oscura, il concatenamento di ipotesi ini-
zi con la scoperta del decadimento radioattivo beta agli inizi del
Novecento. Enrico Fermi cerc di dare una spiegazione teorica del
fenomeno postulando una nuova forza naturale e nuove particel-
le mediatrici di questa forza che provocavano il decadimento dei
nuclei atomici. La nuova forza era simile allelettromagnetismo, e
le nuove particelle somigliavano ai fotoni, ma con una differenza
fondamentale. Fermi propose che al contrario dei fotoni, che sono
privi di massa e quindi molto mobili, le nuove particelle dovessero
essere pesanti. La loro massa ne limita le possibilit di moto e spie-
ga perch questa forza, pur essendo in grado di provocare il decadi-
mento dei nuclei, non si eserciti al di l di un raggio estremamente
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FATTI E I POTESI SULLA MATERI A OSCURA
Che cosa si nasconde
nellombra
I moderni strumenti scientifici hanno rivelato lesistenza
di massa ed energia invisibili nelluniverso, ma lidenti-
ficazione dei tipi di materia che potrebbero costituirle
appena agli inizi.
Materia a
specchio
Ciascuna particella
ordinaria potrebbe
avere una sorta
di doppio.
Fredda
Alcune forme
di materia, quando
vengono generate,
si muovono assai
lentamente.
Auto-interagente
Le particelle possono
interagire reciprocamente
in maniera pi intensa di
quanto fanno con le
particelle ordinarie.
Materia non barionica 23%
Questa materia esotica pu esercitare e avvertire solo una
parte delle forze conosciute, oltre a forze del tutto peculiari.
Forze nascoste
(senza WIMP)
Le particelle
potrebbero interagire
per mezzo di versioni
oscure della forza
elettromagnetica e
della forza debole.
Super-WIMP
Le particelle generate
dal decadimento delle
WIMP potrebbero
reagire alla gravit,
ma non alla forza
nucleare debole.
WIMP
Le particelle massicce
debolmente interagenti
reagiscono sia alla gravit sia
alla forza nucleare debole.
Assioni
Particelle ancora pi leggere e
debolmente interagenti dei neutrini,
risolverebbero uno spinoso problema
legato alla forza nucleare forte.
Non auto-interagente
Particelle estremamente
poco reattive sono le candidate
pi accreditate al ruolo
di materia oscura.
Energia del vuoto
Lo spazio apparentemente vuoto
pu essere pervaso di energia
dovuta alle inevitabili fluttuazioni
quantiche della materia.
Quintessenza
Una forma di energia
dinamica potrebbe essere
stata attivata da interazioni
con la materia.
Particelle
supersimmetriche
Il principio di
supersimmetria comporta
naturalmente lesistenza
di nuove particelle.
Calda
Alcune forme di materia,
come i neutrini, vengono
generati a una velocit
confrontabile con quella
della luce.
Materia barionica 4%
La materia ordinaria, che costituisce gli atomi,
pu esercitare tutte le forze conosciute della
natura e reagire a esse. la materia che
possiamo percepire direttamente.
GRAVIT
GRAVIT
FORZA
DEBOLE
Energia
oscura
73%
Due ragioni inducono a ritenere che
il cosmo sia pervaso da una forma di
materia sconosciuta, la materia
oscura. Non solo stelle, galassie e
nubi di gas sembrano muoversi in
risposta allinfluenza gravitazionale di
materia invisibile, ma anche processi
come la radioattivit presentano
problemi che possono essere risolti
ipotizzando lesistenza di particelle
ancora ignote.
Si ritiene che la materia oscura sia
costituita dalle WIMP, particelle che
interagiscono in misura quasi nulla
con il mondo visibile.
O, almeno, questa lopinione pi
diffusa. Ma, in realt, la materia
oscura potrebbe essere pi ricca e
interessante? I fisici che cercano di
capire quale sia la composizione
della materia oscura sono convinti
che possa interagire tramite un
ventaglio di forze, tra le quali una
forma di luce totalmente invisibile.
I N BREVE
Jonathan Feng un fisico teorico che lavora al confine tra
fisica delle particelle e cosmologia, interessandosi in
particolare alla materia oscura. Attualmente professore
di fisica e astronomia allUniversit della California a Irvine.
Mark Trodden si occupa di fisica delle particelle e
cosmologia. condirettore del Center for Particle
Cosmology dellUniversit della Pennsylvania.
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piccolo. Per spiegare il tempo di dimezzamento osservato degli iso-
topi radioattivi, le nuove particelle dovevano avere una massa dav-
vero grande: circa 100 volte quella del protone, ossia circa 100 gi-
gaelettronvolt, lunit standard della fisica delle particelle.
Oggi la nuova forza detta forza nucleare debole, e le particelle
che la trasmettono sono le particelle W e Z, scoperte negli anni ot-
tanta. Esse non sono di per s materia oscura, ma le si avvicinano
per alcune propriet. A priori, non dovrebbero essere cos pesanti.
La loro massa molto elevata indica che sono sottoposte allinfluen-
za di qualche altro fattore: nuove particelle che le inducono ad ac-
quisire massa, un po come un amico che vi convince a cedere al-
la tentazione di mangiare unaltra fetta di torta. Uno degli obiettivi
del Large Hadron Collider la ricerca di queste particelle, che do-
vrebbero avere masse confrontabili con quelle delle particelle W e
Z. In effetti, i fisici sono convinti che siano in attesa di essere sco-
perti decine di tipi di particelle, uno per ciascuna delle particelle
note, alle quali sono accoppiati nella cosiddetta supersimmetria.
Tra queste ipotetiche particelle ve ne sono alcune chiamate col-
lettivamente particelle massicce debolmente interagenti, o WIMP
(da weakly interacting massive particle). Il loro nome dovuto al
fatto che interagiscono solo per mezzo della forza nucleare debole
(oltre che della gravit). Essendo insensibili alle forze elettrica e ma-
gnetica predominanti nel mondo che ci circonda, sono totalmente
invisibili e pressoch prive di effetti sulle particelle normali. Pertan-
to sono candidate ideali al ruolo di materia oscura cosmica.
Che le WIMP spieghino davvero la materia oscura, tuttavia, di-
pende dal loro numero. Ed qui che largomentazione fisica si fa
valere. Come ogni altra specie di particelle, anche le WIMP devo-
no essere state prodotte nel big bang. Venivano create e distrutte
in collisioni tra particelle di alta energia, che consentivano in ogni
dato momento lesistenza di un certo numero di WIMP. Questo nu-
mero variato nel tempo in funzione di due effetti contrapposti
determinati dallespansione delluniverso. Il primo il raffredda-
mento del brodo primordiale, che ha ridotto la quantit di energia
disponibile per la creazione delle WIMP, limitandone il numero. Il
secondo effetto la diluizione delle particelle, che ha ridotto la fre-
quenza delle collisioni fino al punto in cui sono cessate. In quel
momento, circa 10 nanosecondi dopo il big bang, il numero delle
WIMP si fissato per sempre. Luniverso non aveva pi n lener-
gia necessaria per creare nuove WIMP n la densit di massa oc-
corrente per distruggerle.
Data la massa attesa delle WIMP e lintensit delle loro interazio-
ni, che determinano la frequenza degli eventi di annichilazione re-
ciproca, possibile calcolare facilmente quante WIMP dovrebbero
essere rimaste oggi. Sorprendentemente, si trova che il numero cor-
risponde a quello necessario per descrivere la materia oscura cosmi-
ca, nei limiti di precisione delle stime di massa e di intensit delle
interazioni. Questa notevole concordanza ha preso il nome di coin-
cidenza delle WIMP: particelle la cui esistenza stata ipotizzata in
relazione a un vecchio enigma di fisica delle particelle, finiscono per
spiegare in maniera quasi perfetta le osservazioni cosmologiche.
Questa argomentazione conferma che le WIMP sono inerti. Un
rapido calcolo permette di prevedere che quasi un miliardo di que-
ste particelle ha attraversato il vostro corpo da quando avete ini-
ziato a leggere questo articolo e, a meno di una combinazione stra-
ordinaria, nessuna ha prodotto effetti discernibili. Nel corso di un
anno, ci si pu attendere che una sola WIMP sia deviata dai nuclei
atomici delle vostre cellule e depositi unesigua quantit di ener-
gia. Per avere qualche speranza di individuare eventi cos rari, in
alcuni degli esperimenti in corso enormi volumi di liquidi o altre
sostanze vengono monitorati con rivelatori di particelle per lunghi
periodi. Un secondo metodo basato su osservazioni astronomiche
consiste nel cercare lampi di radiazione nella galassia che segnali-
no un raro evento di collisione e annichilazione di WIMP in orbita.
Un terzo modo per rivelare queste particelle cercare di sintetiz-
zarle in esperimenti condotti sulla Terra (si veda il box a p. 40).
Oltre le WIMP
Lo straordinario impegno attuale dedicato alla ricerca delle
WIMP potrebbe dare limpressione che queste particelle siano le
sole candidate teoricamente plausibili al ruolo di materia oscura.
Ma davvero cos? In realt recenti sviluppi di fisica delle particel-
le hanno messo in luce nuove possibilit, suggerendo che le WIMP
siano solo la punta delliceberg. Al di sotto potrebbero celarsi mon-
di segreti, con particelle di materia e forze del tutto peculiari.
Una di queste recenti ipotesi prevede lesistenza di particelle che
interagiscono ancora pi debolmente delle WIMP. In base a consi-
derazioni teoriche, sembra che le WIMP formatesi nel primo nano-
secondo della storia del cosmo fossero instabili. In un arco di tempo
compreso tra alcuni secondi e alcuni giorni potrebbero essere deca-
dute in particelle di massa confrontabile, ma che non interagiscono
tramite la forza nucleare debole; la gravit la loro unica connes-
sione al resto del mondo naturale. I fisici le chiamano super-WIMP.
Lidea che siano queste particelle, e non le WIMP, a costituire la
materia oscura delluniverso attuale. Le super-WIMP sfuggirebbe-
ro a tutte le osservazioni dirette, ma si potrebbe dedurne lesisten-
za da unimpronta caratteristica lasciata sulla conformazione delle
galassie. Al momento della loro creazione, le super-WIMP dove-
vano essere in moto a una frazione significativa della velocit del-
la luce. Hanno quindi impiegato un certo tempo per fermarsi, ed
presumibile che solo a quel punto sia potuta iniziare la formazione
di galassie. Questo ritardo avrebbe lasciato meno tempo a disposi-
zione per laccumulo di materia nel centro delle galassie prima che
lespansione cosmica la diluisse. La densit nel centro degli aloni di
materia oscura dovrebbe perci indicare se questi sono costituiti da
WIMP o da super-WIMP; le verifiche sono in corso. Inoltre il deca-
dimento da WIMP a super-WIMP dovrebbe aver generato fotoni o
elettroni come sottoprodotti, e queste particelle possono collidere
con i nuclei leggeri e distruggerli. Esistono alcune prove che luni-
verso contenga meno litio del valore atteso, e lipotesi delle super-
WIMP potrebbe essere un modo per spiegare la discrepanza.
Lidea delle super-WIMP apre anche nuove possibilit osservati-
ve per la fisica sperimentale. Per esempio, le WIMP primordiali non
dovevano per forza essere oscure o debolmente interagenti; pote-
vano anche avere una carica elettrica. Dal punto di vista dellevolu-
zione del cosmo, questa carica non avrebbe prodotto conseguenze,
dato che quelle particelle decaddero con estrema rapidit, ma se ne
deduce che, se fosse possibile ricrearle sperimentalmente, le WIMP
sarebbero molto vistose. Un rivelatore di particelle le registrereb-
be come elettroni pompati: avendo la stessa carica dellelettrone e
una massa 100.000 volte maggiore, simili particelle attraversereb-
bero il rivelatore lasciando dietro di s scie spettacolari.
Forze oscure e mondi nascosti
La lezione principale dei modelli delle super-WIMP che non vi
sono ragioni teoriche n sperimentali perch la materia oscura deb-
ba essere insignificante. Una volta ammessa la possibile esistenza di
particelle nascoste con propriet che vanno oltre lo scenario stan-
dard delle WIMP, diventa naturale considerare tutte le possibilit.
Potrebbe esistere unintera serie di queste sfuggenti particelle? Po-
trebbe esserci un mondo nascosto che la copia esatta del nostro,
contenente versioni ombra di elettroni e protoni, che si combinano
a formare atomi e molecole ombra, che si uniscono a loro volta for-
mando pianeti ombra, stelle ombra e persino esseri viventi ombra?
Lipotesi di un mondo nascosto identico al nostro viene indaga-
ta fin dagli anni cinquanta. Lidea affascinante. possibile che ci
che vediamo come materia oscura sia in realt la prova di un mon-
do segreto speculare al nostro? Dove in questo esatto momento fi-
sici e astronomi si stanno interrogando sulla loro materia oscura,
quando in effetti la loro materia oscura siamo noi?
Purtroppo, semplici osservazioni indicano che i mondi nasco-
sti non possono essere una copia esatta del nostro mondo visibi-
PARTI CELLE I POTETI CHE
Nuove protagoniste
Le super-WIMP sono il primo tipo di particelle ipotetiche ad arricchire
lo scenario standard della materia oscura basato sulle WIMP. Il termine
intenzionalmente ironico: queste particelle sono super non perch
sono pi potenti delle WIMP, ma perch sono pi deboli; infatti interagi-
scono con la materia ordinaria solo per mezzo della forza di gravit.
Nello scenario delle WIMP (colonna di sinistra), queste innescano diret-
tamente la formazione di galassie. In quello delle super-WIMP (colonna
di destra), le WIMP decadono in super-WIMP, che a loro volta avviano la
formazione di galassie con un certo ritardo rispetto al primo scenario.
Creazione primordiale
delle WIMP nel big bang
Creazione primordiale
delle WIMP nel big bang
Le WIMP rallentano e innescano
la formazione di galassie
Formazione
di galassie
Le WIMP decadono
in super-WIMP veloci
Le super-WIMP rallentano e
innescano la formazione di galassie
Formazione
di galassie
Gravit
Forza elettromagnetica
Forza nucleare debole
Forza nucleare forte
Possibili forze oscure
Materia
barionica
WIMP Super-WIMP
Continua evoluzione
delle galassie
DA DOVE VI ENE LA MATERI A OSCURA
Il grande freddo
Tempo
Creazione
e distruzione
della particelle
di materia
oscura
Big bang
Distruzione
della particelle
di materia
oscura
Universo
in espansione
Dieci nanosecondi
dopo il big bang
Un nanosecondo
dopo il big bang
Nelluniverso primordiale caldo e denso, particel-
le di materia oscura come le WIMP venivano cre-
ate e distrutte in equilibrio dinamico. Espandendo-
si, luniverso si raffredd, e a un certo punto non fu
pi in grado di creare nuove particelle. Quelle rima-
ste divennero cos rarefatte da cessare di distrug-
gersi in collisioni reciproche. Nel caso delle WIMP,
le teorie prevedono con buona certezza la quantit
di materia che deve essere sopravvissuta, e questo
risultato coerente con le osservazioni.
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le. Anzitutto, la materia oscura sei volte pi abbondante di quel-
la ordinaria. Inoltre, se la materia oscura si comportasse come la
materia ordinaria, gli aloni si sarebbero appiattiti formando dischi
come quello della Via Lattea, con enormi conseguenze gravitazio-
nali che non sono mai state osservate. Infine, lesistenza di parti-
celle nascoste identiche alle nostre avrebbe influito sullespansio-
ne cosmica, alterando la sintesi di idrogeno ed elio nelluniverso
primordiale, e le misurazioni della composizione cosmica lo esclu-
dono. Queste considerazioni rendono poco plausibile lesistenza di
unumanit ombra.
Tuttavia, il mondo oscuro potrebbe essere davvero un compli-
cato intrico di particelle e forze. Vari studiosi hanno rilevato che lo
stesso quadro concettuale supersimmetrico che porta alle WIMP
lascia spazio per scenari alternativi senza WIMP, ma con nume-
rosi altri tipi di particelle. Per di pi, in molte di queste teorie sen-
za WIMP le nuove particelle interagiscono reciprocamente trami-
te forze oscure, appena ipotizzate, che cambierebbero la velocit di
creazione e annichilazione di particelle nelluniverso primordiale.
Per i conti non tornano di nuovo, perch il numero di particelle ri-
manenti tale da descrivere adeguatamente la materia oscura. N
A
S
A
Questi modelli prevedono che la materia oscura possa essere
accompagnata da una forza debole nascosta o addirittura da una
versione nascosta dellelettromagnetismo: ci implicherebbe che
la materia oscura possa emettere e riflettere luce segreta. Poich
questa luce invisibile per noi, la materia oscura resta tale ai
nostri occhi. Le nuove forze potrebbero per avere effetti molto si-
gnificativi. Per esempio potrebbero far s che le nubi di particel-
le oscure vengano distorte in caso di reciproco attraversamento.
Gli astronomi hanno cercato prove di questo effetto nellAmmas-
so del Proiettile, costituito da due ammassi di galassie che si sono
attraversati a vicenda. Le osservazioni mostrano che il breve in-
contro dei due ammassi ha turbato pochissimo la materia oscu-
ra, indicando che le forze oscure, se esistono, non possono esse-
re molto intense.
Simili forze permetterebbero anche alle particelle oscure di
scambiarsi reciprocamente energia e quantit di moto, in un pro-
cesso che tenderebbe a uniformarle e a rendere sferici gli aloni ini-
zialmente irregolari. Questo processo di uniformazione dovrebbe
essere particolarmente pronunciato nelle piccole galassie, le co-
siddette galassie nane, dove la materia oscura si muove lentamen-
te, le particelle restano vicine per un tempo relativamente lungo e
i piccoli effetti hanno il tempo di accumularsi. Losservazione che
le piccole galassie sono sistematicamente pi tondeggianti rispetto
a quelle grandi sarebbe un segno eloquente delle interazioni del-
la materia oscura tramite nuove forze. Gli studi in questa direzione
sono appena agli inizi.
Una possibilit ugualmente attraente che la materia oscura
interagisca con lenergia oscura. La maggior parte delle teorie le
considera non connesse, ma non vi alcuna prova a conforto di
questa ipotesi, e ora alcuni fisici stanno riflettendo su come ma-
teria oscura ed energia oscura possono influenzarsi a vicenda. Si
spera che lindividuazione di un legame renda meno ardui alcu-
ni problemi cosmologici, come quello della coincidenza: perch
materia oscura ed energia oscura hanno densit confrontabili? La
densit dellenergia oscura circa tre volte superiore a quella della
materia oscura, ma il rapporto avrebbe anche potuto essere 1000
o un milione. La coincidenza troverebbe una spiegazione logica
se in qualche modo la materia oscura avesse indotto la comparsa
dellenergia oscura.
Laccoppiamento con lenergia oscura potrebbe inoltre consen-
tire alle particelle di materia oscura di interagire in modi che non
sono consentiti alle particelle ordinarie. I modelli pi recenti per-
mettono, e a volte impongono, che lenergia oscura eserciti una
forza differente sulla materia oscura e su quella ordinaria. Per ef-
fetto di questa forza, la materia oscura tenderebbe ad allontanarsi
dalla materia ordinaria alla quale fosse mescolata. Nel 2006 Marc
Kamionkowski, del California Institute of Technology, e Mi chael
Kesden, allora al Canadian Institute for Theoretical Astro physics
di Toronto, hanno proposto di cercare questo effetto nelle galas-
sie nane perturbate dallinfluenza gravitazionale di una vicina pi
grande. La galassia nana del Sagittario, per esempio, in via di
disfacimento per opera della Via Lattea, e gli astronomi ritengo-
no che la sua materia, oscura e ordinaria, stia riversandosi nella
nostra galassia. Nei calcoli di Kamionkowski e Kesden, se le for-
ze che agiscono sulla materia oscura sono almeno del 4 per cento
pi intense o pi deboli di quelle che agiscono sulla materia ordi-
naria, allora le due componenti dovrebbero separarsi in misura ri-
levabile. Attualmente, per, i dati non mostrano alcuna prova di
questo effetto.
Unaltra ipotesi che una connessione tra materia oscura ed
energia oscura possa alterare lo sviluppo delle strutture cosmi-
che, che dipende in maniera molto sensibile dalla composizione
delluniverso, incluso il suo lato oscuro. Diversi ricercatori, tra cui
uno di noi (Trodden), con i suoi collaboratori Rachel Bean, an-
na Flanagan e Istvan Laszlo della Cornell University, hanno recen-
temente sfruttato questo potente vincolo per confutare unampia
classe di modelli.
Nonostante i risultati siano ancora interlocutori, largomenta-
zione teorica a favore di un mondo oscuro complesso appare ormai
cos convincente che molti ricercatori troverebbero pi sorprenden-
te se alla fine la materia oscura risultasse nulla pi di uno sciame
indifferenziato di WIMP. Dopo tutto, la materia visibile compren-
de un ricco spettro di particelle con molteplici interazioni determi-
nate da eleganti principi di simmetria, e nulla fa pensare che la ma-
teria oscura e lenergia oscura debbano essere differenti. Forse non
incontreremo mai stelle, pianeti o esseri viventi oscuri, ma esat-
tamente come non potremmo immaginare il sistema solare senza
Nettuno, Plutone e lo sciame di piccoli oggetti in orbite ancora pi
esterne un giorno potremmo non riuscire a concepire luniverso
senza un complesso e affascinante mondo oscuro. n
OSSERVAZI ONI DI FI SI CA
Come vedere ci che non pu essere visto
Tutto ci che si conosce finora della materia oscura deriva dagli effetti gravi-
tazionali che esercita sulla materia visibile, ma per scoprire che cos biso-
gna individuarla direttamente; compito non facile, perch la materia oscura
elusiva per definizione. Tuttavia migliaia di studiosi sono impegnati in que-
sta ricerca, spinti dalla promessa di scoprire che cosa costituisce un quarto
delluniverso. La maggior parte dei programmi di ricerca si concentra sulle
WIMP e le tre strategie pi comuni prevedono il rilevamento dellannichila-
zione, dello scattering e della produzione di queste particelle.
Annichilazione
Quando due WIMP si incontrano,
si cancellano a vicenda lasciando
una scia di altre particelle quali elettroni,
antielettroni (o positroni) e neutrini. Questi
eventi di annichilazione non possono essere
molto frequenti, altrimenti le WIMP sarebbero
totalmente estinte. Per fortuna oggi gli
esperimenti sono abbastanza sensibili da
rilevare lannichilazione anche di una minuscola
frazione delle WIMP. Elettroni e positroni sono
stati cercati con rivelatori trasportati da palloni
aerostatici. Nel corso del 2011, lAlpha Magnetic
Spectrometer (AMS-02) verr portato sulla
Stazione spaziale internazionale, dove rester
come modulo esterno con il compito di rilevare
lemissione di positroni. Altri osservatori, come
il Super-Kamiokande in Giappone e IceCube
in Antartide, cercano di individuare i neutrini
prodotti dallannichilazione.
Individuazione diretta
La materia oscura in moto
nella galassia dovrebbe fluire
costantemente attraverso il nostro pianeta. In
rari casi, la collisione di una WIMP con un nucleo
atomico fa s che questo venga respinto come
una palla da biliardo colpita da unaltra palla.
Lenergia di rinculo prevista piccolissima,
ma potrebbe essere alla portata di rivelatori
particolarmente sensibili. La tecnologia
criogenica rallenta le vibrazioni naturali degli
atomi e pu facilitare lindividuazione del rinculo.
Lenergia depositata nel rivelatore cruciale
per identificare le propriet fondamentali della
materia oscura. Due esperimenti, DAMA e
CoGeNT, hanno annunciato di aver individuato
un segnale, ma altri, come XENON e CDMS, non
hanno trovato nulla. Dato che la sensibilit dei
nuovi esperimenti migliora rapidamente, questa
linea di ricerca appare assai promettente.
Produzione
La materia oscura potrebbe
essere generata in acceleratori
di particelle come il Large Hadron Collider
del CERN, in cui vengono fatti collidere
protoni a energie estremamente elevate. La
produzione della materia oscura linverso
della sua annichilazione: se la materia oscura,
annichilandosi, pu generare particelle normali,
allora pu anche essere prodotta da collisioni
di particelle normali. La firma della produzione
di materia oscura sarebbe losservazione di
collisioni nelle quali energia e quantit di moto
appaiono mancanti, indicando che sono state
generate particelle non reattive, sfuggite dal
rivelatore senza lasciarvi alcuna traccia. Questi
giganteschi esperimenti, progettati per violare
i segreti del mondo subatomico, potrebbero
finalmente individuare la forma di materia
predominante nelluniverso.
Esperimenti che hanno annunciato lindividuazione di particelle di materia oscura
ESPERIMENTO CDMS DAMA CoGeNT PAMELA
Che cosa significa Cryogenic Dark
Matter Search
DArk MAtter Coherent Germanium
Neutrino Technology
Payload for Antimatter Matter Exploration
and Light-nuclei Astrophysics
Dove si trova Miniera di Soudan
nel Minnesota
Laboratorio sotterraneo
del Gran Sasso
Miniera di Soudan A bordo di un satellite russo
Che cosa ha visto Due eventi di rinculo Variazione annuale del
numero di eventi di rinculo
Eventi di rinculo Eccesso di positroni
Perch il segnale
potrebbe essere reale
Segnale diretto e atteso
della materia oscura
Statisticamente
significativo
Sensibile ai rinculi
a energie ultrabasse
Segnale diretto e atteso
dellannichilazione della materia oscura
Perch potrebbe
non esserlo
Non statisticamente
significativo
Apparentemente escluso
da altri risultati
Potrebbero essere dovuti
a eventi nucleari normali
Potrebbe essere spiegato da sorgenti
astrofisiche
Quali esperimenti
lo seguiranno
SuperCDMS, XENON XENON, MAJORANA
Demonstrator
XENON, MAJORANA
Demonstrator
Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02)
OSSERVAZI ONI ASTRONOMI CHE
Ammasso rivelatore
LAmmasso del Proiettile una delle prove astronomiche pi convincen-
ti dellesistenza della materia oscura. Si tratta di una coppia di ammas-
si di galassie che hanno subito una collisione. Levento non ha avuto al-
cun effetto sulle stelle dei due sistemi (immagine ottica), che a queste
scale sono bersagli molto piccoli, ma le nubi di gas interstellare si sono
scontrate, emettendo raggi X (in rosa). La presenza della materia oscura
(in blu) rivelata dalla sua gravit, che distorce la luce degli oggetti sullo
sfondo. Essa rimasta allineata alle stelle, indicando che di qualunque
natura siano le particelle che la compongono, sono assai poco reattive.
Approaches to Understanding Cosmic Acceleration. Silvestri A. e Trodden M., in
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Whats the Matter? The Search for Clues in Our Cold, Dark Universe. Feng J.L.,
Pagels Memorial Public Lecture, 14 luglio 2010. vod.grassrootstv.org/
vodcontent/9251-1.wmv.
Dark Matter Candidates fromParticle Physics and Methods of Detection. Feng
J.L., in Annual Reviews of Astronomy and Astrophysics, 48, pp. 495-545, agosto
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LETTURE