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IL CASO NIBIRU

TRA FANTASIA E SCETTICISMO

Guerrino Crielesi
Copyright 2013

Figura 1: Disegno della Planisfera K8538 (Trustees of the British Museum).

Occhi Che Vogliono Vedere, Che Credono In Quello Che Vedono.

Galileo Galilei: Non Basta Guardare, Occorre Guardare Con

prefazione
Dopo luscita della serie Le Cronache Terrestri dellorientalista russo Zecharia Sitchin (Figura 2a), si scatenata una vera e propria profusione di correnti new age, ognuna delle quali riformulava la teoria originaria stravolgendola con congetture proprie al limite del fantasy. La fusione delle storie sul calendario maya con il presunto ritorno di Nibiru una di queste. Tale mescolanza di congetture ha reso quasi irriconoscibile la teoria originale, che naturalmente non mette mai in relazione Nibiru con il 2012. Tuttavia, al di l di questi racconti, quello che mi lascia basito latteggiamento di molti accademici, i quali dichiarano istericamente limpossibilit della teoria argomentata dallo studioso russo. Nel peggiore dei casi si arriva perno a screditare Sitchin denendolo sumerologo autoproclamato. Questo purtroppo un atteggiamento molto comune fra gli accademici, i quali sono fermamente convinti che sia necessario un titolo accademico per poter essere riconosciuti esperti su un tale argomento di studio.
Citazione 1.1: Enciclopedia Treccani

Scienziato (denizione): Chi ha acquisito profonda conoscenza di una o pi scienze, attraverso studi intensi e costanti, e con seriet di metodo e dindagine.

(a) Zecharia Sitchin.

(b) Carl Edward Sagan.

Figura 2: Lorientalista Zecharia Sitchin e lastrosico Carl Edward Sagan (Lang). Non sembra sia necessario un titolo accademico per poter essere uno scienziato. La scienza si occupa di descrivere nel modo pi accurato possibile la realt, servendosi di un metodo ben preciso e rigoroso, indifferente alle credenziali dello studioso di turno. Chiunque indaghi a nome della scienza dovr seguire con rigore tale metodo. Un esempio eccellente riguarda uno dei pi grandi scienziati che lumanit ricordi, Nikola Tesla, il quale - guarda caso - non si mai laureato in nessuna universit! [1]

Tornando alla teoria argomentata da Sitchin, nonostante la disapprovazione generale arrivata puntualmente dagli esperti del settore, in merito alle personali interpretazioni di quanto riportato in cuneiforme sulle tavole sumeriche, stato possibile vericare linfondatezza di tale riprovazione. Una questione piuttosto interessante riguarda lo studioso italiano Alessandro Demontis, il quale evidenzia in modo molto semplice e preciso la plausibilit delle traduzioni fatte dallorientalista russo, attraverso gli stessi strumenti che sono stati utilizzati per criticarlo (i suoi lavori sono gratuitamente consultabili allindirizzo internet: http://gizidda.altervista.org/site.html). [2] [3] Inoltre Zecharia Sitchin non stato n il solo n il primo a discutere della conoscenza sumera in merito al nostro sistema solare. Un noto particolare della teoria sitchiniana rappresentato dal sigillo accadico risalente al III millennio a.C. (VA/243 - Figura 3). Cos scrisse il noto astrosico Carl Sagan (Figura 2b) 10 anni prima (!) di Z. Sitchin:
Citazione 1.2: Carl Esward Sagan - La Vita Intelligente nellUniverso

Nellillustrazione vediamo che il cerchio centrale circondato da raggi e che pu essere identicato molto chiaramente come un sole o una stella. Ma come dobbiamo interpretare gli altri oggetti che circondano ciascuna stella? quanto meno un assunto naturale che rappresentino i pianeti [...]. Il sigillo cilindrico nellillustrazione in alto a sinistra presenta, curiosamente, nove pianeti attorno al sole prominente in cielo (e, leggermente pi a destra, due pianeti minori). [4]

Figura 3: Stampo del sigillo cilindrico VA/243 (Museo di Stato di Berlino). Agli ostinati che sbandierano il pentimento di Carl Sagan, consiglio la lettura dei seguenti articoli: Velikovsky, Sagan e Sitchin di Luca Scantamburlo [5]; Carl Sagan: lultimo grande ufologo o il primo novello scettico? di Emilio Acunzo [6]. decisamente curioso il fatto che un vero pentito abbia potuto scrivere un romando come Contact!

osservazioni : il sigillo va / 243


La questione Venere-Mercurio Tralasciando gli aspetti che riguardano la fedelt della rappresentazione (artistica) del sigillo accadico rispetto alla realt, gi trattata in modo decisamente esauriente nei documenti di Demontis ai quali rimando, vorrei concentrarmi pi tecnicamente sulla questione Venere-Mercurio. Una delle critiche, del tutto congetturale, che viene fatta alla rappresentazione in oggetto proprio sullaccostamento tra Venere e Mercurio come sistema pianeta-satellite (Figura 4b). Secondo i critici di turno essa invaliderebbe la rappresentazione in quanto al giorno doggi sappiamo benissimo che Mercurio non un satellite di Venere, quindi la questione chiusa. Niente di pi illazionistico! In realt Mercurio rappresenta uno dei pianeti pi enigmatici del nostro sistema solare, considerando la maggiore eccentricit e la maggiore inclinazione della sua orbita. Secondo gli astronomi T.C. Van Flandern e R.S. Harrington, Mercurio sarebbe stato proprio un satellite di Venere. Successivamente sfuggito al suo campo gravitazionale e catturato dal Sole. Per di pi a tuttoggi non stato possibile confutare tale ipotesi.
Citazione 2.1: Thomas C Van Flandern

Si concluso che lipotesi di Mercurio come ex-satellite di Venere rimane valida ed resa pi accattivante dallimpossibilit di confutarla per motivi dinamici. [7]

(a) Mercurio.

(b) Sistema Solare (V A/243).

Figura 4: Mercurio ripreso dalla sonda Messenger (NASA) e lestratto del VA/243. Inoltre, grazie grazie ai dati raccolti dalla sonda Messenger (Figura 4a - Orbitante intorno a Mercurio dal 2011), sappiamo che la composizione della supercie del pianeta

differisce signicativamente da quella degli altri pianeti rocciosi del sistema solare e ci contraddice molte delle attuali teorie sulla formazione del pianeta stesso. Lastronomo L. R. Nittler, tra i principali autori dello studio condotto al Carnegie Institution of Science di Washington [8], asserisce sorprendentemente che: Sulla formazione di questo pianeta, i teorici dovranno ritornare alla lavagna. La maggior parte delle idee che circolavano no a ieri su Mercurio non trovano riscontro con ci che abbiamo effettivamente misurato sulla sua supercie. Un risultato che svela quanto sia sciocco e arrogante pretendere di fare affermazioni conclusive nel tentativo di confutare ipotesi altrui, in settori della conoscenza che necessitano ancora di indagini approfondite. Mercurio appare essere un pianeta completamente diverso rispetto a quanto ipotizzato nora, tanto vero che sulla sua supercie stata riscontrata unimportante presenza di acqua ghiacciata. Proprio cos, sul pianeta pi vicino al Sole c acqua! Ma le nuove osservazioni hanno inoltre sollevato altri nuovi interrogativi afferma S. Solomon del Lamont-Doherty Earth Observatory alla Columbia University. I materiali scuri nei depositi polari sono formati soprattutto da componenti organici? Che tipo di reazioni chimiche mostra il materiale analizzato? Vi sono delle regioni in supercie o sotto di essa che potrebbero avere acqua liquida o componenti organici? Solo con esplorazioni ulteriori e con uno studio continuativo potremo rispondere a queste domande. Fin quando non avremo analizzato a fondo le preziosissime informazioni forniteci dalla missione spaziale, nulla pu essere escluso in merito alle origini di questo pianeta (come vedremo pi avanti). Pertanto la critica al sigillo VA/243, circa lipotesi Venere-Mercurio come sistema pianeta-satellite, oltremodo sconclusionata. Lorigine di Plutone e gli anelli di Saturno Come si vede nella Figura 4b, tra i pianeti Saturno e Urano presente un altro corpo pi piccolo che Sitchin identica con Plutone. Questassunzione stata spesso molto criticata in apparenza giustamente. La composizione di Plutone rispecchia perfettamente il luogo in cui si trova attualmente, inoltre leccentricit e linclinazione della sua orbita sono del tutto normali se paragonati agli altri corpi della fascia di Kuiper. Tuttavia lorigine di questo planetoide ancora in fase di accertamento e sembra che Plutone in precedenza fosse un corpo pi grande. Le recenti scoperte di nuovi satelliti (Figura 5b - Siamo arrivati a cinque!), avvalorano lipotesi avanzata da un recente studio dellastrosica R. M. Canup [9], il quale mostra un possibile scenario dellorigine di Plutone e i suoi satelliti, che dovrebbero essersi formati come conseguenza di un enorme impatto nelle prime fasi di formazione del sistema solare. La sonda New Horizons che raggiunger Plutone nel 2015 permetter di vericare tale ipotesi. Questo potrebbe spiegare la diversa densit, modicatasi in seguito allenorme impatto e non esclude la possibilit che Plutone in precedenza fosse situato in unaltra zona del sistema solare come rafgurato nel sigillo. Anche Eris (Figura 23) rappresenta un vero rompicapo per gli astronomi, a causa della sua densit troppo elevata per un corpo trans-nettuniano, che collocherebbe la sua origine in una zona pi interna del sistema solare. Questi aspetti rafforzano lipotesi, generalmente accettata, di un siste-

ma solare primordiale piuttosto caotico e questi spostamenti/impatti non sono solo possibili, ma probabili. In merito a Plutone, per avere dati pi precisi e restringere il campo delle ipotesi, non resta che attendere i rilevamenti della sonda New Horizons (Figura 5a). In conclusione, allo stato attuale delle nostre conoscenze, non possibile smentire la collocazione di Plutone nellorbita di Saturno in unepoca tanto remota. In merito alla questione della mancanza degli anelli di Saturno nel sigillo accadico, la risposta pi semplice di quanto si pensi. Proprio Robin Canup ha recentemente avanzato una nuova ipotesi (pubblicata su Nature [10]) sulla formazione degli anelli di Saturno. Secondo tale studio un gigantesco satellite paragonabile almeno alle dimensioni di Titano, avvicinatosi troppo al pianeta e subendo il riscaldamento dovuto alla vicinanza con latmosfera, avrebbe cominciato a fondere gli strati acquosi lasciando sprofondare quelli rocciosi. Successivamente le forze mareali avrebbero strappato gli strati esterni, che sarebbero andati a formare i famosi anelli, mentre il nucleo roccioso rimasto integro sarebbe poi precipitato fatalmente nel pianeta. Questa ipotesi oltre a spiegare il perch gli anelli sono composti per il 90-95% di ghiaccio, sembra essere lunica in grado di spiegare la presenza dei satelliti interni del gigante gassoso.

(a) Itinerario di New Horizons.

(b) Plutone e i suoi satelliti.

Figura 5: New Horizons (NASA/SRI) e il sistema di Plutone (NASA/ESA). Questo nuovo scenario inoltre spiegherebbe il perch gli anelli di Saturno non sono rappresentati nel disegno, proprio per la loro formazione molto pi recente rispetto allorigine del sistema solare, come evidenziato dallalta albedo e dalla purezza del ghiaccio (la sonda Cassini ci aiuter a capire anche questo aspetto). Naturalmente rimaniamo sempre nel campo delle ipotesi, ma serve a far comprendere limpossibilit di escludere scienticamente le argomentazioni trattate, come vorrebbero far credere i critici di turno che farebbero bene a rimembrare e ad attenersi al metodo scientico.

Il gigante scomparso Cosa possiamo dire in merito al pianeta senza nome situato tra Marte e Giove? Secondo uno studio condotto dal Dr. David Nesvorny del Southwest Research Institute, basato su 6000 simulazioni del sistema solare primordiale, la probabilit che i quattro pianeti giganti del nostro sistema nissero tutti per assumere orbite stabili solo del 2, 5%! Una percentuale troppo bassa anche per i pi incredibilmente ottimisti. Il risultato sorprendente si vericato quando Nesvorny ha inserito un quinto pianeta gigante (paragonabile ai giganti Urano e Nettuno) nella simulazione, ottenendo una probabilit di successo del 25%, un esito 10 volte maggiore a quello precedente! [11] A questo punto la presenza di un quinto corpo celeste ai primordi del nostro sistema solare, come rappresentato nel sigillo accadico, non solo plausibile ma addirittura probabile! In particolare lo studio spiega linstabilit dinamica vericatasi circa 600 milioni di anni dopo la nascita del nostro sistema, ci ha fortemente inuenzato lorbita dei 4 giganti e distribuito i corpi meno massicci nelle rispettive orbite. Il quinto gigante invece sarebbe stato espulso dalla propria orbita dalla forza gravitazionale di Giove (Figura 6b) [ipotesi: slegando Plutone (Gaga) dallorbita di Saturno (Anar)?].

(a) Placca dei Pioneer.

(b) Il momento dellespulsione.

Figura 6: La Placca dei Pioneer (NASA) e la simulazione di D. Nesvorny (SRI). In conclusione di queste osservazioni, vorrei ricordare che il sigillo accadico esaminato una rappresentazione artistica del sistema solare ed assolutamente ridicolo pretendere una precisione che non gli appartiene. La famosa Placca dei Pioneer, essendo anchessa una rappresentazione simbolica (anche se basata su riferimenti astronomici ben precisi come le pulsar) risulta altrettanto approssimativa nella rappresentazione del sistema solare. Come possibile vericare nella Figura 6a i pianeti rocciosi sono rappresentati tutti delle medesime dimensioni, cos come i giganti Giove e Saturno e anche i giganti esterni Urano e Nettuno. Effettueremo ora lanalisi orbitale di forma.

analisi orbitale : parametri di forma


Utilizzando le leggi della sica e in particolare della meccanica celeste, abbiamo la possibilit di ricostruire lorbita nonostante i pochi dati astronomici disponibili sullipotetico pianeta. Comunque non sar possibile conseguire una descrizione completa: in merito alla posizione dellorbita nello spazio, non conoscendo tutti i parametri di giacitura; e soprattutto degli effetti perturbativi indotti dallinterazione gravitazionale con gli altri corpi celesti del nostro sistema, in quanto non conosciamo la sua massa. La Terza Legge di Keplero ci dice che il rapporto dei quadrati dei periodi orbitali uguale al rapporto dei cubi dei semiassi maggiori delle rispettive orbite, pertanto possiamo scrivere
2 a3 T1 1 = 2 T2 a3 2

(1)

In cui T e a sono il periodo orbitale e il semiasse maggiore dellorbita. Esprimendo questi due parametri in anni e unit astronomiche rispettivamente, sappiamo che per il pianeta Terra essi sono equivalenti allunit per denizione, quindi possibile (caso ridotto dove M N M ) ricavare il semiasse maggiore dal periodo orbitale (T 2 a3 ):
2 TN = a3 N

aN =

2 = TN

36002 anni (2)

a N = 234, 8920584701 UA

Secondo la teoria di Zecharia Sitchin, il perielio P N di Nibiru si troverebbe nella fascia principale, che dista in media 2, 85 UA dal Sole, valore che assumeremo come perielio dellorbita di Nibiru (la fascia si estende da 2, 1 a 3, 6 UA). Avendo anche la distanza al perielio, possibile calcolare leccentricit orbitale secondo la seguente equazione: eN = 1

PN 2, 85 UA = 1 aN 234, 8920584701 UA
e N = 0, 9878667673 (3)

Se vogliamo conoscere approssimativamente lattuale posizione di Nibiru sullorbita, necessario un terzo parametro orbitale: lanomalia vera. Per calcolare questo parametro abbiamo bisogno dellanomalia media, che viene rappresentata da un angolo crescente a ritmo costante, aumentando di 360 ogni orbita. Essendo noto il periodo orbitale possiamo calcolarne il valore in funzione del tempo, utilizzando la relazione: t (4) T Dove M0 il valore di M al tempo t0 . Assumendo t0 come il tempo in cui Nibiru si trova al perielio, M0 - come tutte le altre anomalie - risulta uguale a zero (trascurando la differenza temporale tra perielio e perigeo, che tenuto conto del periodo orbitale di Nibiru e dello scopo della seguente analisi unapprossimazione pi che accettabile).

M = M0 + 360

Ora tenendo in considerazione i dati forniti da Sitchin, il prossimo passaggio di Nibiru dovrebbe avvenire nellanno 3400 d.C. (rimanendo nellipotesi ortodossa), quindi in base al periodo orbitale lultimo passaggio sarebbe dovuto avvenire nellanno 200 a.C.. Considerando la data odierna sarebbero trascorsi 2212 anni dallultimo passaggio, quindi possibile inserire i valori nellequazione per calcolare lanomalia media (inseriremo il segno meno al valore dellangolo per tener conto dellorbita retrograda):

M N = 360

t 2212 anni = 360 TN 3600 anni (5)

M N = 221, 2

Prima di poter calcolare lanomalia vera necessario laiuto di un angolo ausiliario: lanomalia eccentrica. possibile ricavare questo valore, essendo note leccentricit orbitale e lanomalia media, attraverso la relazione nota come Equazione di Keplero:

M = E e sin E

(6)

La (6) unequazione trascendente; la sua soluzione esiste ed unica e pu essere calcolata in vari modi a seconda della precisione richiesta. Utilizzando il computer possibile farlo molto velocemente, grazie allottimo algoritmo di Duncan-Levison [12]. Calcolando, con unaccuratezza pi che sufciente, il valore dellanomalia eccentrica: EN = 200, 9563877226 (7)

Ora non resta che calcolare il valore dellanomalia vera tramite la seguente relazione:

tan

N = 2

EN 1 + eN tan 1 eN 2

N = 2 arctan

1 + eN 1 eN

tan

EN 2

(8)

N = 2 arctan

1 + 0, 9878667673 1 0, 9878667673

tan

200, 9563877226 2
(9)

N = 178, 3443802738

La relazione (8) da preferire in quanto risolve il problema del quadrante (il segno positivo perch per tener conto del quadrante langolo espresso su 180 , naturalmente su un angolo di 360 il valore risulterebbe pari a 181, 6556197262 ). Inserendo i dati ottenuti nel software GeoGebra [13] possibile ottenere una ricostruzione in scala piuttosto precisa dellorbita che avrebbe Niburu e della posizione che avrebbe su tale orbita in data odierna (Figura 7 - Nellimmagine lorbita del pianeta complanare al piano delleclittica per evidenziarne leffettiva dimensione rispetto a quella di Nettuno, il pianeta noto pi esterno del sistema solare, la quale pressoch circolare).

Come si vede nellimmagine Nibiru avrebbe appena superato lafelio (punto di massima distanza dal Sole) e si troverebbe sulla strada di ritorno a circa 452 UA (68 miliardi di Km) dal Sole. Decisamente oltre lorbita di Nettuno (Figura 11b) e impossibile da rilevare con gli strumenti a nostra disposizione. Secondo i dati forniti da Z. Sitchin quindi, lipotesi del ritorno di Nibiru nellanno 2012 non avrebbe alcun fondamento.

Figura 7: Orbita e posizione del pianeta Nibiru nellanno 2012 d.C. Per di pi con i pochi dati a disposizione su questo ipotetico corpo celeste, lunica argomentazione scientica che possibile fare quella qui descritta, riguardante la ricostruzione orbitale partendo dai tre parametri forniti da Sitchin: periodo orbitale, distanza al perielio [14] e inclinazione orbitale [15]. Ogni altra asserzione in merito alla natura sica (massa, diametro, atmosfera o addirittura in alcuni articoli incommentabili magnitudine e albedo!!) di questo pianeta non merita alcuna considerazione scientica.

Figura 8: Sedna fotografato dal telescopio Hubble oltre i 13 miliardi di Km (NASA). Spero, senza troppa convinzione, che questo sia sufciente per mettere la parole ne allaccostamento dellipotesi Nibiru, ad altri racconti come la favola della ne del mondo il 21 dicembre 2012 (anchessa derivante dallo stravolgimento di scoperte e studi validissimi sullaffascinante cultura della civilt maya). Nel rispetto degli studiosi che dedicano il loro tempo alla ricerca attenta e rigorosa del nostro misterioso passato, nel rispetto di tutte quelle persone che mantengono ancora - nonostante la quotidiana diseducazione socioculturale amplicata dai media mainstream - un briciolo di curiosit verso la conoscenza e principalmente nel rispetto dovuto alla conoscenza stessa.

analisi orbitale : velocit e tempo


Considerando la forte eccentricit orbitale calcolata necessario analizzare la velocit orbitale al perielio (punto di minima distanza dal Sole). La seconda legge di Keplero ci spiega che in unorbita con forte eccentricit la velocit orbitale non costante, ma aumenta fortemente al perielio per poi diminuire molto allafelio. Questo particolare decisamente rilevante considerando i parametri orbitali di Nibiru. Lintervallo che il pianeta trascorrerebbe in prossimit del Sole sarebbe una frazione molto piccola del tempo complessivo di rivoluzione, rimanendo esposto per la maggior parte del tempo a una debole radiazione solare e a temperature estremamente basse (lirraggiamento solare allafelio sarebbe di 0, 00627 W/m2 , 218 mila volte inferiore rispetto alla Terra). Per rendersi bene conto della differenza di velocit orbitale tra il passaggio al perielio e il passaggio allafelio, possibile calcolarle con i dati di cui gi disponiamo:

VP =
VP =
4 2 (35139351789, 358 Km)3 113607360000 s

4 2 a3 T2

2 1 P a

(10)

2 1 426353931, 469 Km 35139351789, 358 Km

VP = 24, 875 Km/s

(11)

VA =
VA =
4 2 (35139351789, 358 Km)3 113607360000 s

4 2 a3 T2

1 2 A a

(12)

2 1 69852349647, 246 Km 35139351789, 358 Km

VA = 0, 152 Km/s

(13)

Annotare la velocit molto ridotta allafelio. Nibiru orbiterebbe intorno al Sole a una velocit media di circa 2 Km/s (15 volte inferiore alla velocit orbitale terrestre), considerando che la velocit massima al perielio circa 12 volte maggiore, transiterebbe nei pressi della fascia principale per un periodo di tempo relativamente ridotto. Per fare una verica calcoleremo il tempo di percorrenza dellarco orbitale compreso tra il punto A e il punto B (Figura 9), ricavato dalla proiezione della fascia principale sullorbita di Nibiru. Ignorando la precisione dellanalisi innitesimale, non necessaria in questa sede, sappiamo che langolo descritto pari a circa 129, 23 . Ne deriva che il valore dellanomalia vera nel punto B pari a 64, 615 . Possiamo quindi calcolare lequivalente dellanomalia eccentrica con la formulazione inversa della relazione (8): EN = 2 1 eN N tan 1 + eN 2 1 eN 1 + eN N 2

tan

EN = 2 arctan

tan

(14)

10

Figura 9: Proiezione della fascia principale sullorbita di Nibiru. EN = 2 arctan 1 0, 9878667673 1 + 0, 9878667673 tan

64, 615 2
(15)

EN = 5, 6566150050

Per mezzo dellanomalia eccentrica possibile ricavare lanomalia media e quindi il tempo che Nibiru impiegherebbe a percorrere il segmento dorbita che va dal punto P (perielio) al punto B (Figura 9), utilizzando semplicemente lequazione di Keplero:

M = E e N sin E = 0, 0987265563 rad [0, 9878667673 (0, 0985662543)] (16) M = 0, 0777062149


(17)

t( PB) =

|M| TN |M| 3600 anni = = 0, 0777062149 10 anni/ 360 360


t( PB) = 0, 7770621493 anni

(18) (19)

[ 9 mesi 10 giorni ]

Tenendo conto che il tempo di allontanamento uguale al tempo di avvicinamento, il periodo di tempo che Nibiru impiegherebbe per scavalcare la fascia principale di circa un anno e mezzo, circa un duemilaquattrocentesimo del periodo di rivoluzione! Le caratteristiche orbitali sopra descritte renderebbero piuttosto difcile lo sviluppo della vita su questo pianeta, almeno per come la conosciamo e/o per il livello di sviluppo che conosciamo. Tuttavia la grande distanza dal Sole non determina a priori lassenza di qualsiasi fonte di energia, tanto meno limpossibilit della vita stessa. Lo studio del prof. David J. Stevenson del Caltech, mostra come pianeti intersellari possano mantenere una densa atmosfera che proteggerebbe la supercie dalle radiazioni cosmiche e impedirebbe al pianeta di gelare, rendendolo un ambiente abitabile. [16]

11

Risulta interessante valutare da dove potrebbe attingere energia unipotetica civilt presente sul pianeta. Un eccellente esempio ci viene fornito dal recentissimo studio condotto da Tony Del Genio del NASA Goddard Institute for Space Studies e John M. Barbara del Sigma Space Partners, Institute for Space Studies [17]. Lo studio documenta, tramite lanalisi delle numerose immagini di Saturno raccolte negli anni dalla sonda Cassini, che lenergia da cui derivano le fortissime correnti ben visibili nellatmosfera del pianeta (Figura 10), non proverrebbe dal Sole ma dallinterno! la reazione a catena scatenata dalla condensazione di acqua provocata dal riscaldamento interno del pianeta, che genera variazioni di temperatura nellatmosfera da cui hanno origine le perturbazioni che muovono le correnti visibili. La sorpresa stata quella di osservare la maggiore forza dei vortici che generano le correnti nella zona pi interna dellatmosfera, dove la radiazione solare pi debole e di conseguenza la spiegazione pi logica di gran lunga quella del riscaldamento interno, malgrado la distanza dal Sole.

(a) Corrente a getto.

(b) Tempesta.

Figura 10: Atmosfera di Saturno ripresa dalla sonda Cassini (NASA/JPL/Caltech). Naturalmente questi nuovi dati non sono la dimostrazione dellesistenza della vita su Nibiru, ma serve a ricordarci che luniverso riserva sempre interessanti sorprese e non consigliabile escludere a priori una possibilit per noi improbabile. Nonostante le differenze siche tra i giganti gassosi e i pi modesti rocciosi, anche questultimi possiedono a seconda dei casi unenergia interna pi o meno consistente. Il nostro pianeta per esempio possiede unenergia geotermica pari a 12600 YJ (12, 6 1027 J)! [18] Il nostro consumo mondiale globale si aggira intorno ai 0, 00005 YJ allanno, il che signica - se fossimo in grado di utilizzarla tutta (oggi saremmo in grado di estrarne solamente 2 YJ) - un quantitativo sufciente a mandare avanti il nostro pianeta per 250 milioni di anni!! Unipotetica civilt progredita potrebbe sfruttare questo aspetto. Non potendo conoscere il grado di sviluppo di uneventuale forma di vita intelligente non possibile smentire alcunch, oppure chiudere la mente a possibilit non gradite. Un altro recente studio, condotto dal Prof. Radu Popa della Portland State University, dimostra come la vita microbica possa resistere anche nelle condizioni pi estreme e capace di sopravvivere nel sottosuolo di Marte o di un altro corpo planetario. [19]

12

simulazione al computer : astrograv


Si tenga presente che per una maggiore efcacia degli esempi graci, lorbita di Nibiru stata considerata complanare al piano delleclittica. In realt, stando alle informazioni fornite da Sitchin, lorbita avrebbe uninclinazione di 150 [15]. Considerando che linclinazione media della fascia principale 9, 7 [20], la probabilit di un bombardamento asteroidale verrebbe ridotta di molto. Lo stesso vale per la fascia di Kuiper (Figura 14 - distante dalle 30 alle 50 UA dal Sole), che al contrario della nube di Oort (molto pi esterna e pressoch sferica) schiacciata sulleclittica. Pertanto il problema asteroidale potrebbe essere al limite marginale e non intensivo come mostrato in alcuni articoli, dove si arriva addirittura allipotesi della distruzione del corpo celeste. Non essendo nota la massa del pianeta, non possibile avere unidea anche approssimata delle interazioni gravitazionali risultanti dallavvicinamento al sistema solare. Tuttavia possibile fare delle ipotesi escludendo masse piuttosto grandi (paragonabili a quella di Giove), le quali lascerebbero segni perturbativi rilevabili delleventuale passaggio. Sicuramente possibile escludere lipotesi horror/fantasy della nana bruna, in quanto la sua massa (no a 70 volte quella di Giove) causerebbe perturbazioni di entit tale da stravolgere completamente le orbite dei pianeti. Dato che si parla di un corpo che dovrebbe essere gi transitato nei pressi del nostro pianeta e considerando che siamo ancora tutti interi (parliamo di ordini di grandezza che vanno ben al di l di un semplice cataclisma diluviano), tale ipotesi da escludere nel modo pi assoluto.

(a) Urano.

(b) Nettuno.

Figura 11: I giganti di ghiaccio ripresi dalla sonda Voyager 2 (NASA). Si tenga presente che la nana bruna pi fredda mai osservata (classe spettrale Y2)
WISEPA J182831.08+265037.8. Alla distanza di 36, 53,3 anni luce dalla Terra, ha una
+4,2

temperatura di 250-400 K ( 23 -126 C) e una massa 3-6 volte quella di Giove! [21] Il telescopio spaziale WISE sta scrutando il cielo dal 2009 alla ricerca di nane brune.

13

Ma cosa possiamo dire in merito alle masse pi piccole di quella di Giove? Nonostante siano necessari calcoli molto complessi e algoritmi sosticati per poter calcolare le orbite dellintero sistema solare a distanza di tempo, possibile raggiungere un buon grado di approssimazione (sia per i tempi che per gli effetti gravitazionali sulle orbite) con laiuto del calcolatore. Il software che accorre in nostro soccorso si chiama: Astrograv [22]. Inserendo i parametri orbitali di forma e linclinazione orbitale, non resta che stabilire un valore ipotetico per la massa. Per rimanere in linea con le voci che circolano in rete, utilizzeremo un valore pari alla media delle masse di Urano e Nettuno (Figura 11): 9, 46312 1025 Kg (massa alquanto importante). Immettiamo i parametri orbitali del nuovo corpo celeste nel modello del sistema solare comprensivo delle fasce asteroidali (nello specico: fascia principale e fascia di Kuiper, tutti i corpi con massa 1015 Kg), impostiamo la massa signicativa a 0 e moto alla simulazione. Fascia Principale: Fascia di Kuiper:
http://www.secretumomega.net/upload/NIBIRU_Main.7z http://www.secretumomega.net/upload/NIBIRU_Kuiper.7z

Tabella 1: Filmati in alta denizione delle simulazioni con AstroGrav (Nibiru in rosso). Contrariamente a quanto sbandierato su qualche blog, la simulazione al computer non evidenzia alcuna interazione ultra catastroca o degna di nota n con i pianeti n con gli asteroidi, nonostante sia stata considerata una massa sedici volte maggiore di quella terrestre. I dati ad alta precisione relativi agli asteroidi sono stati importati dallarchivio JPL Numbered Asteroids, per un totale di 8000 per la fascia principale; e anche dallarchivio JPL Unnumbered Asteroids per la fascia di Kuiper con un totale di 1500 asteroidi. Evidentemente effettuare una simulazione con masse inferiori a 1015 Kg avrebbe richiesto linclusione di centinaia di migliaia di corpi, nettamente al di l delle possibilit di AstroGrav. Il numero degli asteroidi che ancora non sono stati individuati potrebbe essere enorme, per questo motivo una simulazione siffatta ha il solo scopo di escludere scenari catastroci sulla stabilit orbitale e non, naturalmente, eventuali scenari minori da impatto asteroidale, i quali sarebbero imprevedibili con precisione basandoci sulle nostre attuali conoscenze sullentit complessiva di questi piccoli corpi celesti. Simulazioni con cos tanti corpi richiedono una notevole potenza di calcolo, le simulazioni inerenti questo articolo sono state eseguite su una macchina con 12 threads alla frequenza di 4, 8 GHz e un quantitativo di memoria sica (RAM) pari a 32 GB (gli algoritmi pi accurati di AstroGrav richiedono un hardware potente). Tolti di mezzo quindi gli scenari estremi, sicuramente pi interessante analizzare cosa accadrebbe un po pi nel dettaglio. Si potrebbe obiettare che una massa simile, con unorbita cos eccentrica e vicina alleclittica, non potrebbe circolare indisturbata e senza disturbare allinterno del sistema solare. Pertanto andremo a confrontare due simulazioni, la prima riguardante la normale evoluzione del sistema solare senza la presenza perturbatrice di Nibiru e la seconda inerente levoluzione del sistema solare con laggiunta di Nibiru, partendo dalla stessa data (1 gennaio 2012). Questo servir a individuare anche le pi piccole differenze in merito a tre paramenti fondamentali: inclinazione, eccentricit e semiasse maggiore delle rispettive orbite planetarie esaminate.

14

Mercurio

Venere

Terra

Marte

Giove

Saturno

Urano

Nettuno

0,000000000014% 0,000000000029% 0,000000047133% 0,000000000108% 0,000000001074% 0,000000000000% 0,000000011007% 0,000000029235% 0,000000000100% 0,000000000147% 0,000000093503% 0,000000000270% 0,000000002224% 0,000000000161% 0,000000022660% 0,000000059026% 0,000000000171% 0,000000000206% 0,000000046411% 0,000000000595% 0,000000003375% 0,000000000523% 0,000000034571% 0,000000088870% 0,000000000029% 0,000000000118% 0,000000046252% 0,000000000811% 0,000000004448% 0,000000001045% 0,000000047128% 0,000000119330% 0,000000000214% 0,000000000177% 0,000000138102% 0,000000000865% 0,000000005292% 0,000000001728% 0,000000059814% 0,000000149325% 0,000000000243% 0,000000000471% 0,000000138115% 0,000000000757% 0,000000006136% 0,000000002573% 0,000000072889% 0,000000179366% 0,000000000414% 0,000000000412% 0,000000138136% 0,000000000811% 0,000000006673% 0,000000003537% 0,000000085702% 0,000000208512% 0,000000000500% 0,000000000383% 0,000000182929% 0,000000001028% 0,000000007056% 0,000000004663% 0,000000099288% 0,000000238669% 0,000000000628% 0,000000000324% 0,000000228463% 0,000000001244% 0,000000007056% 0,000000005909% 0,000000113268% 0,000000268803% 0,000000000757% 0,000000000530% 0,000000273432% 0,000000001244% 0,000000006826% 0,000000007275% 0,000000127766% 0,000000299610% 0,000000000742% 0,000000000412% 0,000000319624% 0,000000001190% 0,000000006443% 0,000000008763% 0,000000142257% 0,000000329862% 0,000000000828% 0,000000000501% 0,000000318889% 0,000000001190% 0,000000005599% 0,000000010330% 0,000000157010% 0,000000360204% 0,000000000714% 0,000000000589% 0,000000348791% 0,000000001298% 0,000000004755% 0,000000011898% 0,000000171639% 0,000000389522% 0,000000000757% 0,000000000678% 0,000000434020% 0,000000001623% 0,000000003452% 0,000000013626% 0,000000187040% 0,000000419875% 0,000000000785% 0,000000000648% 0,000000390879% 0,000000001839% 0,000000001994% 0,000000015354% 0,000000202827% 0,000000450230% 0,000000000942% 0,000000000648% 0,000000432809% 0,000000001948% 0,000000000307% 0,000000017203% 0,000000219009% 0,000000481118% 0,000000000757% 0,000000000678% 0,000000430121% 0,000000001894% 0,000000001457% 0,000000019012% 0,000000235200% 0,000000511547% 0,000000000857% 0,000000000678% 0,000000472082% 0,000000001894% 0,000000003298% 0,000000020861% 0,000000251513% 0,000000541997% 0,000000000800% 0,000000000589% 0,000000467185% 0,000000002164% 0,000000005216% 0,000000022670% 0,000000267821% 0,000000571437% 0,000000000871% 0,000000000589% 0,000000507258% 0,000000002380% 0,000000007133% 0,000000024479% 0,000000284529% 0,000000601817% 0,000000000985% 0,000000000619% 0,000000549916% 0,000000002489% 0,000000009128% 0,000000026288% 0,000000301766% 0,000000632207% 0,000000000985% 0,000000000412% 0,000000522278% 0,000000002380% 0,000000010968% 0,000000028097% 0,000000319383% 0,000000663120% 0,000000000885% 0,000000000383% 0,000000551019% 0,000000002272% 0,000000012656% 0,000000029786% 0,000000336872% 0,000000693564% 0,000000001071% 0,000000000471% 0,000000590074% 0,000000002380% 0,000000014343% 0,000000031434% 0,000000354638% 0,000000723933% 0,000000001256% 0,000000000560% 0,000000625975% 0,000000002651% 0,000000015647% 0,000000033002% 0,000000372277% 0,000000753824% 0,000000001156% 0,000000000471% 0,000000656055% 0,000000002921% 0,000000016798% 0,000000034491% 0,000000390416% 0,000000784149% 0,000000001242% 0,000000000442% 0,000000578095% 0,000000003084% 0,000000017795% 0,000000035819% 0,000000408826% 0,000000814456% 0,000000001214% 0,000000000648% 0,000000648996% 0,000000003084% 0,000000018408% 0,000000037146% 0,000000427403% 0,000000845183% 0,000000001342% 0,000000000678% 0,000000683066% 0,000000002976% 0,000000018792% 0,000000038273% 0,000000446095% 0,000000875440% 0,000000001342% 0,000000000442% 0,000000607243% 0,000000003192% 0,000000018945% 0,000000039279% 0,000000464895% 0,000000905658% 0,000000001385% 0,000000000560% 0,000000675026% 0,000000003408% 0,000000018792% 0,000000040084% 0,000000483207% 0,000000934834% 0,000000001314% 0,000000000678% 0,000000636439% 0,000000003571% 0,000000018332% 0,000000040729% 0,000000502189% 0,000000964929% 0,000000001328% 0,000000000589% 0,000000671081% 0,000000003463% 0,000000017795% 0,000000041254% 0,000000521402% 0,000000994974% 0,000000001356% 0,000000000648% 0,000000706962% 0,000000003408% 0,000000016875% 0,000000041657% 0,000000541008% 0,000001025508% 0,000000001456% 0,000000000678% 0,000000736055% 0,000000003463% 0,000000015877% 0,000000041819% 0,000000560276% 0,000001055475% 0,000000001385% 0,000000000736% 0,000000735715% 0,000000003733% 0,000000014803% 0,000000041780% 0,000000579793% 0,000001085377% 0,000000001613% 0,000000000530% 0,000000767464% 0,000000004004% 0,000000013576% 0,000000041621% 0,000000598746% 0,000001114218% 0,000000001571% 0,000000000648% 0,000000797085% 0,000000004220% 0,000000012273% 0,000000041180% 0,000000618379% 0,000001143983% 0,000000001799% 0,000000000795% 0,000000795989% 0,000000004220% 0,000000010968% 0,000000040578% 0,000000637925% 0,000001173736% 0,000000001785% 0,000000000795% 0,000000828409% 0,000000004112% 0,000000009588% 0,000000039735% 0,000000658093% 0,000001203778% 0,000000001899% 0,000000000766% 0,000000831428% 0,000000004220% 0,000000008361% 0,000000038690% 0,000000677855% 0,000001233358% 0,000000001985% 0,000000000766% 0,000000828041% 0,000000004437% 0,000000007287% 0,000000037444% 0,000000697783% 0,000001262886% 0,000000002013% 0,000000000943% 0,000000862665% 0,000000004599% 0,000000006366% 0,000000036037% 0,000000716939% 0,000001291325% 0,000000001956% 0,000000000972% 0,000000926914% 0,000000004654% 0,000000005600% 0,000000034349% 0,000000736838% 0,000001320628% 0,000000002056% 0,000000001002% 0,000000925824% 0,000000004599% 0,000000005063% 0,000000032459% 0,000000756862% 0,000001349859% 0,000000002027% 0,000000001061% 0,000000957777% 0,000000004491% 0,000000004756% 0,000000030287% 0,000000776941% 0,000001379489% 0,000000002070% 0,000000001090% 0,000000987888% 0,000000004708% 0,000000004679% 0,000000027994% 0,000000796887% 0,000001408583% 0,000000001956% 0,000000000913% 0,000000987687% 0,000000005032% 0,000000004909% 0,000000025500% 0,000000816777% 0,000001437598% 0,000000001870% 0,000000000884% 0,000001019762% 0,000000005249% 0,000000005523% 0,000000022805% 0,000000836401% 0,000001466088% 0,000000001785% 0,000000000825% 0,000001081810% 0,000000005303% 0,000000006290% 0,000000019869% 0,000000856331% 0,000001494856% 0,000000001942% 0,000000000884% 0,000001108702% 0,000000005303% 0,000000007364% 0,000000016772% 0,000000875989% 0,000001523553% 0,000000001713% 0,000000000766% 0,000001100685% 0,000000005303% 0,000000008592% 0,000000013394% 0,000000896103% 0,000001552659% 0,000000001728% 0,000000000707% 0,000001130470% 0,000000005520% 0,000000010049% 0,000000009894% 0,000000915728% 0,000001581297% 0,000000001642% 0,000000000854% 0,000001129153% 0,000000005736% 0,000000011737% 0,000000006274% 0,000000935531% 0,000001609739% 0,000000001628% 0,000000000736% 0,000001157105% 0,000000005790% 0,000000013424% 0,000000002534% 0,000000954335% 0,000001637132% 0,000000001713% 0,000000000795% 0,000001149352% 0,000000005628% 0,000000015189% 0,000000001408% 0,000000973857% 0,000001665394% 0,000000001756% 0,000000000913% 0,000001180849% 0,000000005628% 0,000000016953% 0,000000005510% 0,000000993208% 0,000001693570% 0,000000001671% 0,000000000972% 0,000001167671% 0,000000005790% 0,000000018794% 0,000000009814% 0,000001012830% 0,000001722084% 0,000000001685% 0,000000000972% 0,000001192128% 0,000000006115% 0,000000020405% 0,000000014118% 0,000001031948% 0,000001750079% 0,000000001671% 0,000000001031% 0,000001188897% 0,000000006386% 0,000000022016% 0,000000018542% 0,000001051052% 0,000001778016%

Tabella 2: Differenza percentuale dellInclinazione Orbitale ogni 60 giorni.

15

Mercurio

Venere

Terra

Marte

Giove

Saturno

Urano

Nettuno

0,000000000069% 0,000000015434% 0,000000006581% 0,000000002422% 0,000000029983% 0,000000061287% 0,000000002301% 0,000000126643% 0,000000000176% 0,000000004397% 0,000000009909% 0,000000004116% 0,000000059504% 0,000000124268% 0,000000009340% 0,000000422678% 0,000000000612% 0,000000006414% 0,000000010716% 0,000000004160% 0,000000087399% 0,000000188071% 0,000000020792% 0,000000866898% 0,000000000329% 0,000000009525% 0,000000002006% 0,000000004611% 0,000000113490% 0,000000253432% 0,000000036467% 0,000001560633% 0,000000000510% 0,000000018873% 0,000000004579% 0,000000003877% 0,000000136687% 0,000000318428% 0,000000057445% 0,000002508893% 0,000000001089% 0,000000025982% 0,000000012823% 0,000000000898% 0,000000156941% 0,000000383938% 0,000000084275% 0,000003620971% 0,000000000282% 0,000000037369% 0,000000006893% 0,000000001244% 0,000000173971% 0,000000447888% 0,000000114670% 0,000004839349% 0,000000000645% 0,000000045952% 0,000000001777% 0,000000001438% 0,000000189149% 0,000000514234% 0,000000150960% 0,000006338009% 0,000000000330% 0,000000027374% 0,000000002095% 0,000000000806% 0,000000202181% 0,000000580930% 0,000000193483% 0,000008037901% 0,000000000611% 0,000000042529% 0,000000007443% 0,000000000539% 0,000000213615% 0,000000649102% 0,000000241730% 0,000009809295% 0,000000000626% 0,000000062772% 0,000000013681% 0,000000002530% 0,000000223863% 0,000000716099% 0,000000292941% 0,000011808074% 0,000000000075% 0,000000051611% 0,000000014713% 0,000000005389% 0,000000233574% 0,000000782759% 0,000000350880% 0,000014269958% 0,000000000404% 0,000000047987% 0,000000005304% 0,000000008052% 0,000000242780% 0,000000847401% 0,000000414167% 0,000016727347% 0,000000000212% 0,000000039750% 0,000000000178% 0,000000008309% 0,000000252621% 0,000000914386% 0,000000484074% 0,000019002137% 0,000000000646% 0,000000046886% 0,000000003241% 0,000000006701% 0,000000263136% 0,000000980539% 0,000000557273% 0,000021436792% 0,000000001003% 0,000000042304% 0,000000000039% 0,000000007040% 0,000000274714% 0,000001046690% 0,000000637272% 0,000024359634% 0,000000001330% 0,000000044556% 0,000000007762% 0,000000004836% 0,000000286854% 0,000001111297% 0,000000722547% 0,000027237218% 0,000000001449% 0,000000055671% 0,000000007020% 0,000000002509% 0,000000299526% 0,000001174849% 0,000000811984% 0,000030042945% 0,000000001801% 0,000000078093% 0,000000004977% 0,000000002415% 0,000000312141% 0,000001234725% 0,000000903191% 0,000033141172% 0,000000001877% 0,000000072241% 0,000000011217% 0,000000004003% 0,000000325099% 0,000001295527% 0,000001004793% 0,000036412040% 0,000000001637% 0,000000072248% 0,000000013126% 0,000000004958% 0,000000337327% 0,000001355395% 0,000001111637% 0,000038967241% 0,000000000969% 0,000000102766% 0,000000004292% 0,000000006625% 0,000000348338% 0,000001413431% 0,000001221061% 0,000041397681% 0,000000001549% 0,000000094202% 0,000000000060% 0,000000009922% 0,000000357366% 0,000001467408% 0,000001332514% 0,000044530335% 0,000000001299% 0,000000105946% 0,000000004487% 0,000000012727% 0,000000364181% 0,000001519747% 0,000001452672% 0,000047701982% 0,000000000093% 0,000000078027% 0,000000001493% 0,000000013631% 0,000000367907% 0,000001569428% 0,000001576703% 0,000049843229% 0,000000001067% 0,000000102430% 0,000000006592% 0,000000013015% 0,000000368002% 0,000001616450% 0,000001703809% 0,000051450650% 0,000000000122% 0,000000083621% 0,000000003823% 0,000000014098% 0,000000364454% 0,000001659885% 0,000001835298% 0,000052995527% 0,000000000232% 0,000000091250% 0,000000004756% 0,000000013187% 0,000000356589% 0,000001701315% 0,000001975228% 0,000053497190% 0,000000000520% 0,000000086995% 0,000000012356% 0,000000010212% 0,000000344456% 0,000001737749% 0,000002113745% 0,000052932830% 0,000000001362% 0,000000110938% 0,000000019741% 0,000000009437% 0,000000328265% 0,000001769039% 0,000002253733% 0,000052826765% 0,000000001435% 0,000000101238% 0,000000012287% 0,000000009184% 0,000000309170% 0,000001796552% 0,000002398240% 0,000052214798% 0,000000002320% 0,000000103924% 0,000000009230% 0,000000010513% 0,000000286061% 0,000001822207% 0,000002554108% 0,000048692316% 0,000000002480% 0,000000110252% 0,000000010478% 0,000000011441% 0,000000259531% 0,000001842466% 0,000002707747% 0,000043346402% 0,000000002787% 0,000000104297% 0,000000016622% 0,000000014025% 0,000000229987% 0,000001856718% 0,000002863376% 0,000038643550% 0,000000002438% 0,000000085968% 0,000000019597% 0,000000016985% 0,000000199439% 0,000001866371% 0,000003023448% 0,000033801868% 0,000000002639% 0,000000081714% 0,000000026690% 0,000000017866% 0,000000167925% 0,000001871795% 0,000003187194% 0,000027285428% 0,000000002883% 0,000000100857% 0,000000019547% 0,000000017645% 0,000000137099% 0,000001871655% 0,000003345168% 0,000020835554% 0,000000003214% 0,000000078381% 0,000000016858% 0,000000017548% 0,000000105877% 0,000001866479% 0,000003512341% 0,000014593782% 0,000000002531% 0,000000075985% 0,000000014822% 0,000000015941% 0,000000075865% 0,000001857468% 0,000003684747% 0,000007378442% 0,000000002183% 0,000000084410% 0,000000022989% 0,000000012963% 0,000000046775% 0,000001842501% 0,000003855666% 0,000000463451% 0,000000002295% 0,000000096941% 0,000000030273% 0,000000011358% 0,000000020063% 0,000001820153% 0,000004017973% 0,000004083232% 0,000000003432% 0,000000078096% 0,000000031438% 0,000000011277% 0,000000003938% 0,000001792793% 0,000004185525% 0,000007847767% 0,000000003611% 0,000000084151% 0,000000024017% 0,000000011995% 0,000000024185% 0,000001764060% 0,000004354800% 0,000012179157% 0,000000004623% 0,000000093599% 0,000000016352% 0,000000013763% 0,000000042796% 0,000001729896% 0,000004525167% 0,000016045827% 0,000000003728% 0,000000110802% 0,000000018730% 0,000000015538% 0,000000059408% 0,000001689100% 0,000004687245% 0,000018406811% 0,000000004239% 0,000000101734% 0,000000024304% 0,000000019065% 0,000000073922% 0,000001643458% 0,000004852571% 0,000020330738% 0,000000004139% 0,000000091661% 0,000000027663% 0,000000020685% 0,000000086403% 0,000001595343% 0,000005012682% 0,000021905725% 0,000000004683% 0,000000118489% 0,000000028925% 0,000000020710% 0,000000098141% 0,000001541902% 0,000005161852% 0,000022552163% 0,000000003466% 0,000000131830% 0,000000022520% 0,000000020369% 0,000000108918% 0,000001485528% 0,000005307372% 0,000022873469% 0,000000003221% 0,000000114168% 0,000000015780% 0,000000019966% 0,000000119205% 0,000001427872% 0,000005460804% 0,000023495689% 0,000000002692% 0,000000108262% 0,000000016140% 0,000000018559% 0,000000129869% 0,000001368261% 0,000005601369% 0,000023688068% 0,000000001780% 0,000000133563% 0,000000021880% 0,000000015301% 0,000000142097% 0,000001302460% 0,000005720184% 0,000022989984% 0,000000001443% 0,000000116051% 0,000000028434% 0,000000015150% 0,000000155044% 0,000001234478% 0,000005832271% 0,000022115896% 0,000000001516% 0,000000111885% 0,000000035092% 0,000000016194% 0,000000168504% 0,000001166616% 0,000005948320% 0,000021496233% 0,000000003010% 0,000000121741% 0,000000022242% 0,000000016640% 0,000000182049% 0,000001099863% 0,000006046346% 0,000020681493% 0,000000003928% 0,000000134515% 0,000000018330% 0,000000018439% 0,000000196675% 0,000001028415% 0,000006131347% 0,000019526552% 0,000000004386% 0,000000129999% 0,000000013711% 0,000000021663% 0,000000211038% 0,000000956314% 0,000006215667% 0,000018454433% 0,000000004904% 0,000000120466% 0,000000021836% 0,000000023672% 0,000000224595% 0,000000882941% 0,000006285888% 0,000017271741% 0,000000005609% 0,000000134884% 0,000000029774% 0,000000023588% 0,000000236520% 0,000000807973% 0,000006325382% 0,000015628273% 0,000000005489% 0,000000140906% 0,000000029241% 0,000000022984% 0,000000246214% 0,000000730406% 0,000006361789% 0,000013817609%

Tabella 3: Differenza percentuale dellEccentricit Orbitale ogni 60 giorni.

16

Mercurio

Venere

Terra

Marte

Giove

Saturno

Urano

Nettuno

0,000000000145% 0,000000000003% 0,000000000128% 0,000000000177% 0,000000001900% 0,000000003227% 0,000000002898% 0,000000024365% 0,000000000051% 0,000000000207% 0,000000000145% 0,000000000295% 0,000000003792% 0,000000006717% 0,000000006184% 0,000000048894% 0,000000000002% 0,000000000224% 0,000000000016% 0,000000000203% 0,000000005586% 0,000000010406% 0,000000009816% 0,000000073212% 0,000000000511% 0,000000000131% 0,000000000202% 0,000000000087% 0,000000007239% 0,000000014336% 0,000000013862% 0,000000097680% 0,000000000472% 0,000000000222% 0,000000000057% 0,000000000090% 0,000000008649% 0,000000018379% 0,000000018187% 0,000000121522% 0,000000000546% 0,000000000667% 0,000000000073% 0,000000000228% 0,000000009782% 0,000000022555% 0,000000022843% 0,000000145117% 0,000000000036% 0,000000000586% 0,000000000017% 0,000000000476% 0,000000010591% 0,000000026713% 0,000000027659% 0,000000167712% 0,000000000083% 0,000000000453% 0,000000000144% 0,000000000372% 0,000000011102% 0,000000031111% 0,000000032952% 0,000000190811% 0,000000000361% 0,000000000355% 0,000000000095% 0,000000000153% 0,000000011263% 0,000000035594% 0,000000038573% 0,000000213693% 0,000000000759% 0,000000000725% 0,000000000082% 0,000000000106% 0,000000011070% 0,000000040217% 0,000000044613% 0,000000236716% 0,000000001044% 0,000000000473% 0,000000000016% 0,000000000305% 0,000000010536% 0,000000044809% 0,000000050883% 0,000000259108% 0,000000001049% 0,000000000644% 0,000000000076% 0,000000000616% 0,000000009683% 0,000000049422% 0,000000057457% 0,000000281217% 0,000000000724% 0,000000000785% 0,000000000036% 0,000000000881% 0,000000008583% 0,000000053891% 0,000000064088% 0,000000302406% 0,000000000821% 0,000000000973% 0,000000000005% 0,000000000810% 0,000000007195% 0,000000058485% 0,000000071242% 0,000000324098% 0,000000000854% 0,000000000866% 0,000000000141% 0,000000000508% 0,000000005598% 0,000000063039% 0,000000078713% 0,000000345535% 0,000000001091% 0,000000000871% 0,000000000197% 0,000000000388% 0,000000003805% 0,000000067606% 0,000000086595% 0,000000367040% 0,000000000910% 0,000000000881% 0,000000000371% 0,000000000593% 0,000000001934% 0,000000072028% 0,000000094646% 0,000000387993% 0,000000000870% 0,000000000847% 0,000000000338% 0,000000000856% 0,000000000010% 0,000000076345% 0,000000102969% 0,000000408692% 0,000000000660% 0,000000000615% 0,000000000017% 0,000000000789% 0,000000001848% 0,000000080409% 0,000000111287% 0,000000428441% 0,000000000937% 0,000000000601% 0,000000000228% 0,000000000473% 0,000000003717% 0,000000084475% 0,000000120130% 0,000000448631% 0,000000000839% 0,000000000603% 0,000000000149% 0,000000000314% 0,000000005478% 0,000000088390% 0,000000129252% 0,000000468649% 0,000000001117% 0,000000000271% 0,000000000242% 0,000000000482% 0,000000007106% 0,000000092181% 0,000000138807% 0,000000488695% 0,000000001206% 0,000000000192% 0,000000000173% 0,000000000875% 0,000000008509% 0,000000095726% 0,000000148472% 0,000000508098% 0,000000001862% 0,000000000328% 0,000000000130% 0,000000001162% 0,000000009676% 0,000000099067% 0,000000158352% 0,000000527278% 0,000000001923% 0,000000000459% 0,000000000161% 0,000000001150% 0,000000010564% 0,000000102139% 0,000000168311% 0,000000545958% 0,000000001828% 0,000000000227% 0,000000000150% 0,000000000879% 0,000000011175% 0,000000105030% 0,000000178689% 0,000000564652% 0,000000001754% 0,000000000228% 0,000000000100% 0,000000000666% 0,000000011485% 0,000000107669% 0,000000189304% 0,000000583073% 0,000000001682% 0,000000000514% 0,000000000233% 0,000000000820% 0,000000011474% 0,000000110086% 0,000000200315% 0,000000601569% 0,000000001980% 0,000000000601% 0,000000000142% 0,000000001199% 0,000000011154% 0,000000112191% 0,000000211413% 0,000000619482% 0,000000001960% 0,000000000196% 0,000000000001% 0,000000001204% 0,000000010534% 0,000000114007% 0,000000222724% 0,000000637036% 0,000000001807% 0,000000000336% 0,000000000135% 0,000000001133% 0,000000009660% 0,000000115502% 0,000000233822% 0,000000653796% 0,000000001543% 0,000000000576% 0,000000000160% 0,000000000971% 0,000000008502% 0,000000116752% 0,000000245498% 0,000000670934% 0,000000001475% 0,000000000410% 0,000000000163% 0,000000001056% 0,000000007108% 0,000000117693% 0,000000257432% 0,000000687764% 0,000000001736% 0,000000000449% 0,000000000202% 0,000000001345% 0,000000005492% 0,000000118333% 0,000000269768% 0,000000704483% 0,000000002146% 0,000000000471% 0,000000000099% 0,000000001640% 0,000000003750% 0,000000118653% 0,000000282083% 0,000000720652% 0,000000001860% 0,000000000499% 0,000000000127% 0,000000001633% 0,000000001899% 0,000000118654% 0,000000294570% 0,000000736555% 0,000000002138% 0,000000000235% 0,000000000132% 0,000000001453% 0,000000000056% 0,000000118354% 0,000000306849% 0,000000751619% 0,000000002123% 0,000000000346% 0,000000000193% 0,000000001192% 0,000000001859% 0,000000117736% 0,000000319687% 0,000000766860% 0,000000002646% 0,000000000575% 0,000000000350% 0,000000001256% 0,000000003728% 0,000000116805% 0,000000332695% 0,000000781869% 0,000000002831% 0,000000000559% 0,000000000125% 0,000000001603% 0,000000005528% 0,000000115537% 0,000000346145% 0,000000796785% 0,000000003194% 0,000000000467% 0,000000000160% 0,000000001760% 0,000000007146% 0,000000113972% 0,000000359563% 0,000000811003% 0,000000003272% 0,000000000473% 0,000000000288% 0,000000001737% 0,000000008569% 0,000000112112% 0,000000373077% 0,000000824844% 0,000000003378% 0,000000000777% 0,000000000188% 0,000000001538% 0,000000009721% 0,000000110038% 0,000000386264% 0,000000838034% 0,000000003141% 0,000000000758% 0,000000000088% 0,000000001529% 0,000000010648% 0,000000107608% 0,000000400070% 0,000000851342% 0,000000003614% 0,000000000782% 0,000000000101% 0,000000001814% 0,000000011272% 0,000000104890% 0,000000414045% 0,000000864191% 0,000000003351% 0,000000000898% 0,000000000160% 0,000000002229% 0,000000011576% 0,000000101865% 0,000000428355% 0,000000876880% 0,000000003457% 0,000000001014% 0,000000000032% 0,000000002310% 0,000000011543% 0,000000098632% 0,000000442581% 0,000000889043% 0,000000003214% 0,000000000701% 0,000000000034% 0,000000002156% 0,000000011172% 0,000000095156% 0,000000456941% 0,000000900724% 0,000000003234% 0,000000000579% 0,000000000125% 0,000000001872% 0,000000010489% 0,000000091514% 0,000000471135% 0,000000911790% 0,000000003143% 0,000000000442% 0,000000000292% 0,000000001752% 0,000000009495% 0,000000087608% 0,000000485612% 0,000000922789% 0,000000003270% 0,000000000590% 0,000000000243% 0,000000001931% 0,000000008220% 0,000000083500% 0,000000500248% 0,000000933427% 0,000000002868% 0,000000000298% 0,000000000307% 0,000000002358% 0,000000006683% 0,000000079133% 0,000000515272% 0,000000943646% 0,000000003105% 0,000000000238% 0,000000000227% 0,000000002265% 0,000000004978% 0,000000074672% 0,000000530092% 0,000000953209% 0,000000002981% 0,000000000403% 0,000000000146% 0,000000001992% 0,000000003136% 0,000000070072% 0,000000544918% 0,000000962455% 0,000000002932% 0,000000000202% 0,000000000353% 0,000000001922% 0,000000001290% 0,000000065504% 0,000000559348% 0,000000970993% 0,000000003113% 0,000000000312% 0,000000000084% 0,000000002162% 0,000000000624% 0,000000060686% 0,000000574310% 0,000000979300% 0,000000003265% 0,000000000421% 0,000000000020% 0,000000002472% 0,000000002489% 0,000000055786% 0,000000589272% 0,000000987228% 0,000000003140% 0,000000000536% 0,000000000108% 0,000000002602% 0,000000004256% 0,000000050742% 0,000000604530% 0,000000994866% 0,000000003049% 0,000000000467% 0,000000000034% 0,000000002495% 0,000000005804% 0,000000045744% 0,000000619642% 0,000001001781% 0,000000003057% 0,000000000557% 0,000000000041% 0,000000002172% 0,000000007108% 0,000000040755% 0,000000634679% 0,000001008149%

Tabella 4: Differenza percentuale del Semiasse Maggiore ogni 60 giorni.

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Nella Tabella 2 possibile vericare la differenza dellinclinazione con una media generale dello 0, 0000001% e un picco massimo per Nettuno intorno allo 0, 000002% (equivalente a una variazione dellinclinazione di 3, 16 108 gradi). In merito alleccentricit orbitale, la media di circa lo 0, 0000009% e la variazione massima riguarda sempre lorbita di Nettuno, pari allo 0, 00002% (una differenza in valore assoluto pari a 2, 61 109 ). Le variazioni del semiasse maggiore sono relativamente minime, la Tabella 4 mostra una media dello 0, 00000003%, con un picco (Nettuno) dello 0, 000001% (variazione di 3, 05 107 UA, pari a 46 Km su un valore di 4, 5 miliardi di Km). Pianeta Mercurio Venere Terra Marte Giove Saturno Urano Nettuno Semiasse Maggiore 1, 399 1011 7, 333 1012 3, 710 1012 3, 965 1011 6, 022 1010 1, 136 108 1, 222 107 3, 055 107 UA UA UA UA UA UA UA UA 0, 002 Km 0, 001 Km 0, 001 Km 0, 006 Km 0, 090 Km 1, 700 Km 18, 278 Km 45, 698 Km Eccentricit 1, 153 1011 9, 550 1012 5, 900 1012 2, 210 1011 1, 796 1010 9, 575 1010 2, 802 109 3, 651 109 Inclinazione ( ) 1, 450 1010 3, 700 1011 3, 800 1011 1, 180 1010 2, 870 1010 1, 040 109 8, 099 109 3, 156 108

Tabella 5: Differenze massime nei parametri orbitali tra le simulazioni (2012-2021). Prima di cominciare con un confronto diretto bene tenere in considerazione che anche le effemeridi tra le pi accurate di cui disponiamo (INPOP10e e DE424), sono soggette a una certa incertezza. Lincertezza reale data dai cosiddetti errori residui, cio le differenze tra i valori teorizzati e quelli osservati. Per poter calcolare con precisione tale incertezza per occorrono osservazioni continue e molto accurate, che non sono sempre possibili. In tal caso potremo bastarci su unincertezza interna, calcolata dalle differenze fra le effemeridi ad alta precisione di cui disponiamo. Un esempio di tali differenze nellintervallo temporale compreso tra il 1980 e il 2020 (Tabella 6) [23]: Pianeta Mercurio Venere Marte Giove Saturno Urano Nettuno Ascensione Retta ( ) 4, 38889 107 2, 36111 107 5, 83333 107 2, 25000 107 2, 27778 107 2, 72500 105 1, 41667 105 Declinazione ( ) 4, 72222 107 1, 16667 107 1, 72222 107 2, 05556 107 1, 47222 107 1, 08056 105 2, 53611 105 Distanza (m) 0, 65 103 0, 045 103 0, 47 103 1, 11 103 1, 82 103 3, 5973 105 2, 0548 106

Tabella 6: Differenze massime negli osservabili tra INPOP10e e DE423 (1980-2020).

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Nel caso di Nettuno, abbiamo una differenza tra i due elaborati di 51 mas (millisecondi darco) per lascensione retta e 91, 3 mas per la declinazione. Il che alla distanza di Nettuno, trascurando lincertezza su tale valore che aumenterebbe lincertezza nale, signica un gap di 1112 Km per lascensione retta e 1991 Km per la declinazione. chiaro che con tali incertezze sulla posizione di Nettuno assolutamente impossibile calcolare un valore dincertezza per il semiasse maggiore inferiore a 46 Km. Ora per esamineremo lorbita di Saturno, che conosciamo con maggiore accuratezza. Le differenze infatti sono molto pi piccole, pari a 0, 82 mas per lascensione retta e 0, 53 mas per la declinazione. Queste differenze alla distanza di Saturno corrispondono a 5, 672 Km e 3, 666 Km rispettivamente. Inoltre abbiamo una differenza massima nel valore della distanza pari a 1, 82 Km. Per avere unidea pi precisa calcoleremo gli elementi orbitali sia con i dati del JPL (DE424-423) che con i dati IMCCE (INPOP10e10b). I dati sono elaborati con gli strumenti dello SPICE NAIF Team della NASA [24].
2012-2021 Parametro Massimo Minimo 2012-2021 Parametro Massimo Minimo 2012-2021 Parametro Massimo Minimo 2012-2021 Parametro Massimo Minimo a (m) 1, 746 103 a (m) 1, 751 103 a (m) a (m) Differenze nei Parametri Orbitali di Saturno (DE424 - INPOP10e) e I ( ) ( ) ( ) ( ) 1, 144 103 3, 933 1010 9, 730 109 2, 144 106 2, 173 106 5, 013 107 6, 740 102 1, 068 1010 7, 356 109 1, 701 106 2, 139 106 1, 845 107 Differenze nei Parametri Orbitali di Saturno (DE423 - INPOP10e) e I ( ) ( ) ( ) ( ) 1, 138 103 2, 870 1010 7, 154 108 1, 933 106 1, 930 106 5, 536 107 7, 939 102 9, 220 1011 6, 910 108 1, 435 106 1, 882 106 1, 966 107 Differenze nei Parametri Orbitali di Saturno (DE424 - INPOP10b) e 5, 032 1010 I ( ) 6, 163 109 ( ) 1, 664 106 ( ) 8, 717 107 ( ) 8, 974 107

1, 031 103 1, 182 1010 3, 491 109 1, 041 106 7, 387 107 3, 575 107 Differenze nei Parametri Orbitali di Saturno (DE423 - INPOP10b) e 4, 193 1010 I ( ) 6, 804 108 ( ) 1, 861 106 ( ) 1, 122 106 ( ) 8, 988 107

1, 151 103 1, 035 1010 6, 514 108 1, 258 106 1, 001 106 3, 681 107

Tabella 7: Differenze max./min. a confronto tra le effemeridi esaminate (2012-2021). Per poter effettuare un confronto utile tra i valori ottenuti, calcoleremo un intervallo dincertezza grezzo per le grandezze calcolate con lutilizzo delle effemeridi sopra menzionate (tale intervallo risulter sottostimato, in quanto verranno trascurati i residui delle effemeridi considerate). Lintervallo dato dalla deviazione standard della media dei quattro valori calcolati nello stesso periodo (ex. DE424, INPOP10e, DE423 e INPOP10b al 1 gennaio 2012). In questo modo potremo controllare se le differenze riscontrate tra le due simulazioni con AstroGrav ricadono allinterno dellintervallo dincertezza ottenuto. Come vediamo in Figura 12 le variazioni causate dalla presenza di Nibiru non rientrano nellintervallo dincertezza considerato in quattro dei sei

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parametri orbitali. In altre parole potremmo essere in grado di escludere lesistenza nel nostro sistema di un corpo celeste con le caratteristiche ipotizzate, in quanto gli effetti che produrrebbe sugli altri corpi planetari sarebbero - in alcuni casi - rilevabili.
1,0E+00

5,0E-10

(DE424/423, INPOP10e/10b)

(DE424/423, INPOP10e/10b) (AstroGrav, AG Nibiru)

Semiasse Maggiore (chilometri)

(AstroGrav, AG Nibiru)

-1,0E+00 0

Eccentricit
-5,0E-10

Tempo (anni)

10

Tempo (anni)

10

(a) Semiasse Maggiore (a).


1,8E-08 8,0E-07

(b) Eccentricit (e).

(DE424/423, INPOP10e/10b)

Argomento del Perielio ()


-8,0E-07

(AstroGrav, AG Nibiru)

(DE424/423, INPOP10e/10b) (AstroGrav, AG Nibiru)

Inclinazione ()
-1,8E-08 0

Tempo (anni)

10

Tempo (anni)

10

(c) Inclinazione (I).


7,0E-07 8,0E-07

(d) Argomento del Perielio ( ).


(DE424/423, INPOP10e/10b) (AstroGrav, AG Nibiru)

Long. del Nodo Ascendente ()

(DE424/423, INPOP10e/10b) (AstroGrav, AG Nibiru)

-7,0E-07 0

Tempo (anni)

Anomalia Vera ()
-8,0E-07 10 0

Tempo (anni)

10

(e) Longitudine del Nodo Ascendente ().

(f) Anomalia Vera ().

Figura 12: Confronto tra i dati ottenuti utilizzando le effemeridi JPL/IMCCE e quelli ottenuti dalle simulazioni con AstroGrav riguardanti lorbita di Saturno. Oltre agli effetti analizzati, importante esaminare anche le conseguenze che una simile congurazione orbitale produrrebbe sullorbita stessa. stata effettuata quindi una simulazione dellevoluzione del sistema solare in un arco temporale pi esteso. Un dato molto evidente la notevole oscillazione del semiasse maggiore dellorbita a ogni passaggio al perielio, con una variazione compresa tra le 174, 0 e le 242, 7 unit

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astronomiche nellarco di tempo vericato (360 mila anni). La prima conseguenza di ci la variazione del periodo orbitale, che si spinge no a un massimo di 3800 anni.
2,45E+02

Semiasse Maggiore (UA)


1,70E+02 0,0E+00

Tempo (anni)

3,6E+05

9,89E-01

Eccentricit
9,80E-01 0,0E+00

Tempo (anni)

3,6E+05

1,54E+02

Inclinazione ()
1,49E+02 0,0E+00

Tempo (anni)

3,6E+05

Figura 13: Cambiamento dei valori di Semiasse Maggiore, Eccentricit e Inclinazione dellorbita di Nibiru nellarco di tempo esaminato (360 mila anni dal 2012). Di conseguenza anche la sua eccentricit subir una variazione consistente, con valore massimo pari a 0, 98843, descrivendo unorbita estremamente allungata. Pertanto come mostrano i graci in Figura 13, unorbita siffatta risulta decisamente instabile e anche tenendo a mente lo scopo indicativo di questa simulazione, in aggiunta al fatto che per avere unidea pi precisa avremmo bisogno di altri due parametri orbitali di giacitura come largomento al perielio e il nodo ascendente (non essendo noti questi parametri angolari non possibile ricostruire la reale posizione dellorbita nello spazio), gli effetti descritti sono cos evidenti da rendere lapprossimazione della simulazione assolutamente accettabile. Un pianeta avente la massa ipotizzata e unorbita cos instabile, potrebbe prima o poi subire perturbazioni gravitazionali molto intense transitando allinterno del sistema solare e quindi, data la sua precaria stabilit rispetto

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agli altri pianeti, potrebbe collidere o venire proiettato su unorbita iperbolica (e > 1). In questultimo caso sarebbe destinato a vagare senza meta nello spazio interstellare. Linstabilit riscontrata inoltre entra in contrasto con quanto affermato da Sitchin in merito alla costanza del periodo di rivoluzione di Nibiru (3600 anni). Infatti tenendo conto dei parametri orbitali attribuitigli, non possibile considerare una tale stabilit orbitale. Siamo al nocciolo della questione, dov lerrore? Naturalmente il punto debole della descrizione orbitale di Nibiru il suo perielio, decisamente troppo vicino al Sole per un periodo orbitale cos lungo. Largomentazione di Sitchin dunque viene contraddetta dalle sue stesse assunzioni e non pu essere considerata valida nel suo complesso. Si deve tener presente che Sitchin assunse una tale distanza al perielio basandosi sulle descrizioni mesopotamiche del passaggio nel cielo del pianeta di Marduk, che veniva chiamato Nibiru quanto la sua posizione apparente era vicina a quella di Giove o pi propriamente quando si trovava nel luogo dellattraversamento (n eberu).

Figura 14: Nibiru transita al di sopra della fascia di Kuiper (AstroGrav). Nella prossima sezione andremo ad analizzare lEpica della Creazione babilonese: Enma Eli. Basandoci sul testo accadico e le traduzioni, non eccessivamente romanzate, tenteremo di formulare uninterpretazione astronomica calzante con le nostre attuali conoscenze. Deve essere chiaro n da subito che lintento di questa revisione non fornire la soluzione denitiva a tali argomentazioni, bens evidenziare le non trascurabili analogie tra quanto scritto nel testo e la cosmogonia del nostro sistema solare. Tale ricostruzione potrebbe apparire fantasiosa non pi di quanto le attuali (gli studiosi di qualche decennio fa la pensavano diversamente) traduzioni di stampo mitologico lo sono. Considerando che non ci possibile avere la certezza sul signicato delle scritture cuneiformi, quantomeno indice di buon senso avere una buona apertura mentale, evitando quei tab che poco si addicono a una mente scientica.

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analisi : enma eli ( quando nel cielo ...)


Il fatto che le conclusioni di Sitchin in merito ai parametri orbitali di Nibiru siano errate, non signica che tutta lipotesi sia sbagliata. Per analizzare lorigine dellinterpretazione astronomica di Nibiru, andremo a esaminare il testo principale dove esso viene descritto: lEnma Eli (lEpica della Creazione). Questo mito della creazione di origine babilonese, molto probabilmente ripreso da testi accadici pi antichi o addirittura sumerici (nel testo vi sono spesso riferimenti a termini di origine nettamente sumerica). Purtroppo non abbiamo a disposizione la versione sumerica del testo, la quale sarebbe stata molto preziosa per comprendere meglio la cosmogonia mesopotamica, soprattutto considerando il fatto che come fonte originale sarebbe priva delle modiche derivanti dalla diversit culturale delle civilt che hanno tramandato il testo (limposizione del dio Marduk a divinit principale babilonese ne un esempio). Il termine Nibiru appare per la prima volta nella tavoletta n. 5, dove viene riportato:
Citazione 6.1: Enma Eli - V:1-2


Egli (Marduk) modell le stazioni celesti (orbite) per i grandi di. I modelli (schemi) delle stelle lui ss, le costellazioni. Nei primi versetti viene spiegata lazione di Marduk nel stabilire i destini (le orbite) degli di (i pianeti), in modo che seguissero un cammino specico (lorbita) nel cielo.
Citazione 6.2: Enma Eli - V:6-7

u a e e

Egli stabil il luogo di Nibiru per ancorare tutti loro (nel loro cammino). In modo che nessuno potesse trasgredire o esitare (da esso). Nel versetto n. 6 compare il termine Nibiru (NI.BI.RI), il quale secondo la maggior parte degli assiriologi viene utilizzato per indicare Giove o Mercurio a seconda dei casi. Questo aspetto per tuttaltro che chiaro, come fa notare Demontis nelle sue analisi, in quanto il luogo di Nibiru viene ssato solamente dopo aver stabilito le orbite dei pianeti compresi Giove e Mercurio. Quindi se Nibiru non rappresenta i pianeti le cui orbite Marduk ha stabilito, cosa rappresenta? Il termine Nibiru deriva da n eberu che signica attraversamento (anche traghetto o guado) [25], quindi il luogo di Nibiru sarebbe il luogo dellattraversamento. Questo ci indica che Nibiru non un corpo celeste come lo un pianeta, bens una zona del sistema solare chiamata dellattraversamento.

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Un indizio sulla posizione di tale zona ci viene fornito dal testo accadico MUL.APIN:
Citazione 6.3: MUL.APIN - I:36-38

e e

Quando le stelle di Enlil sono terminate, una grande stella dalla luce opaca divide il cielo a met: la stella di Marduk, Nibiru. La stella Giove cambia la sua posizione continuamente, attraversando il cielo. Qui viene descritta la stella di Marduk (MUL d AMAR.UD) che divide il cielo a met diventando Nibiru (N.BI.RI). Qui gli accademici ortodossi collegano anche la frase successiva, identicando - secondo la loro personale interpretazione - Nibiru con Giove. Tuttavia analizzando il testo in cuneiforme si nota la presenza del segno di a ogni inizio riga. Infatti tale segno viene impiegato nelle liste come simbolo graco, indicante un nuovo elemento oppure semplicemente una nuova riga [26]. Pertanto il testo indica chiaramente che la descrizione della stella di Marduk associata a Nibiru (che divide il cielo a met e rimane l) cosa ben diversa dalla stella Giove (che cambia continuamente la sua posizione). Ci vericabile continuando a esaminare il testo: ogni rigo che tratta di una stella diversa inizia esattamente con lo stesso segno (di). Inoltre le prime due righe (I:36-37) vengono riportate solamente nelle versioni babilonesi pi recenti, nella versione originale non sono presenti [27]. Evidenziando la seria improbabilit di un collegamento tra le descrizioni della stella di Marduk/Nibiru e quella di Giove, dal momento che vengono riportate in due voci distinte dellelenco. Un altro esempio che ci permette di vericare lassociazione di Nibiru con un luogo nella volta celeste, si trova in un versetto della tavoletta K.6174, dove viene riportato:
Citazione 6.4: K.6174:9

Se Mercurio divide il cielo e rimane l, il suo nome Nibiru. Anche questo passo ci spiega che se Mercurio (mul UDU.IDIM.GU4 .UD) attraversa il cielo (lo divide) e si ferma in una certa posizione celeste, il suo nome diventa Nibiru. Naturalmente i pianeti sono corpi dinamici e mutano la loro posizione apparente nel cielo in moto relativamente rapido, pertanto non avrebbero potuto essere identicati con una regione ssa del cielo. Questo aspetto rende altamente improbabile lipotesi di unassociazione permanente del termine Nibiru con un pianeta del sistema solare. Le scritture sembrano indicare una determinata area del cielo che lo divide a met, come vedremo pi avanti questo un altro tassello sostanziale per risolvere lenigma.

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Un altro riferimento labbiamo dal testo di origine babilonese noto come Astrolabio B:
Citazione 6.5: KAV 218 B - II:28-31

e
La stella rossastra che si trova al sorgere del vento del sud, dopo che gli di della notte hanno completato i loro percorsi e divide il cielo, questa stella Nibiru, il dio Marduk. chiaro a questo punto che il termine Nibiru associato a un certo luogo nel cielo, che sia la stella di Marduk, il pianeta di Marduk, Mercurio o qualunque altro corpo celeste, quando si trovano in una determinata zona del cielo vengono chiamati Nibiru. Il celebre pianeta degli di pertanto si chiamerebbe Nibiru solamente in un determinato momento, mentre normalmente verrebbe associato al dio Marduk (per i babilonesi e probabilmente Enlil per i sumeri). A questo punto lattenzione si sposta sulla storia astronomica del pianeta Marduk, che viene narrata principalmente nellEnma Eli. Naturalmente parliamo di testi scritti millenni or sono, in un ambiente socio-culturale molto diverso dal nostro e per questo non possiamo aspettarci un trattato di astrosica moderna (per non parlare delle modiche effettuate nei secoli da culture diverse!). Nella prima tavoletta dellEpica della Creazione babilonese leggiamo codesti versetti:
Citazione 6.6: Enma Eli - I:81-84

Nel cuore dellAps ebbe origine Marduk. Nel mezzo del profondo Aps fu generato Marduk.

aa

Colui che lo gener era Ea, suo padre. Colei che lo port con s era Damkina, sua madre. Questo passaggio narra la nascita del pianeta di Marduk, il quale ebbe origine nel profondo Aps. Ma cosa rappresenta lAps? Prima di tutto facciamo una premessa. La traduzione integrale e certamente corretta delle scritture cuneiformi impossibile.

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Vorrei per lappunto citare le sagge parole del compianto Prof. Giovanni Pettinato ( stato un assiriologo italiano di grande esperienza, tra i decifratori della lingua eblaita). Nonostante avesse idee ben diverse da quelle di Sitchin sullinterpretazione dei testi mesopotamici, le parole che seguono dimostrano la sua ben nota onest intellettuale.
Citazione 6.7: Giovanni Pettinato

Nellusare laggettivo mitologico o il sostantivo mito siamo per coscienti di attribuire al mondo sumerico dei concetti estranei al modo di pensare di tale popolo, essendo la terminologia da noi adoperata presa in prestito dal mondo occidentale e pi precisamente dai Greci. Di ci noi studiosi siamo pienamente consapevoli, ma il lettore medio corre continuamente pericolo di essere fuorviato e confuso. Anche laccezione letteratura mitologica imprecisa, non esistendo nella lingua sumerica un termine corrispondente e calzante, come quello creato dai Greci. Nella civilt sumerica, infatti, le nostre categorie e le nostre classicazioni non trovano un riscontro puntuale, e noi possiamo parlare soltanto di similitudini e tuttal pi di accostamenti delle due culture. Il concetto stesso di Dio, per non parlare di quello di Poteri divini, con cui traduciamo il termine sumerico me, sono talmente inafferrabili, che non consentono una traduzione precisa nella nostra lingua. [28]

Il termine accadico Aps deriva dal sumerico Abzu (ZU.AB, da AB = dimora/luogo e ZU = saggezza/conoscenza [29]), dimora della saggezza oppure luogo della conoscenza. In merito alle critiche ridondanti sulla non etimologizzazione del termine ZU.AB, a cui viene assegnato il signicato acque dolci sotterranee con la giusticazione che questo ci che designa il termine, faccio notare che viene raggiunto un livello interpretativo assolutamente non vericabile dove la faziosit regna sovrana. A questo punto ognuno potrebbe dire la sua per far quadrare la sua visione, sostenendo che quando i testi dicono una cosa in realt vogliono sempre dirne unaltra. Finendo naturalmente per perdere di ogni credibilit, in quanto interpretazioni simili non hanno pi nemmeno una vericabilit linguistica, ma si trovano unicamente nella mente di chi interpreta. Pertanto Marduk venne generato (come gli altri di/pianeti e ogni altra cosa) nel luogo che racchiudeva tutta la conoscenza (lenergia, linformazione), il cosiddetto mare primordiale, il caos primordiale. I 4 principi primi della cosmologia sumerica sono: il Kur (montagna mitica dove ogni cosa ha avuto origine), lAbisso, il Cielo e la Terra [28]. Un riferimento si trova nella tavoletta sumerica NBC 11108 (UrIII) ritrovata a Nippur (il reperto risulta piuttosto danneggiato, ma stato possibile recuperarne una parte):
Citazione 6.8: NBC 11108:1-2

]?
a

]?

[...]

Quando Anu? , il signore, fece splendere il Cielo, la Terra era al buio e nel Kur lo sguardo? non penetrava. DallAbisso non si attingeva acqua, nulla di produceva, nella vasta terra [...] non venivano scavati i solchi.

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Il Kur la montagna mitica, dove risiedevano gli di e da dove proviene ogni essere vivente [30]. Tornando alla nostra interpretazione astronomica, potrebbe trattarsi di una montagna di polvere tanto densa quanto impenetrabile allo sguardo (alla luce?), dove sono nati gli di (i pianeti) e dove avrebbe origine un ambiente favorevole alla vita. Questo scenario rappresenterebbe lo sviluppo di una nebulosa solare (Figura 15a).

(a) Nebulosa Solare.

(b) Disco Protoplanetario.

Figura 15: Genesi del Sistema Solare basata sulle attuali conoscenze (NASA/ESA). Il concetto della montagna mitica da cui la vita ha origine, viene espresso anche nella creazione narrata nei Testi delle Piramidi egizi. Per esempio nella piramide di Ankhkhau
Citazione 6.9: Testi delle Piramidi - Utterance 600:1652A-1652B

B */ 4 < 4 > 2< < B \ \ 2 G 82 9 F MB >2F BB


*

"

;P

Oh, Atum! Che quando venne in essere si lev come un alto colle, che brillasti come la pietra BenBen nel Tempio di Benu a Heliopolis. Infatti secondo le scritture egizie in principio esisteva solo il caos primordiale, il Nun (lAbzu sumero). Da cui ha avuto origine la collina primigenia (il Kur sumero) Atum, dalla quale si origin il creatore, Atum-Ra, il Sole. Inutile dire quanto questo scenario somigli alla genesi di un sistema stellare, in cui una nube interstellare (Abzu/Nun, il non creato che contiene lessenza del creato identicata dalle particelle elementari) si addensa permettendo la formazione di idrogeno molecolare e trasformandosi in una nube molecolare (Kur/Atum, la montagna mitica da cui tutto ha origine), la quale

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arrivando al punto di collasso, genera una protostella (una stella in fase di formazione). Terminata la fase di accrescimento, la materia circostante viene dispersa e la stella entra nella fase detta pre-sequenza principale, momento in cui il disco di accrescimento diventa protoplanetario e costituisce la nebulosa solare da cui nascono i pianeti (gli di). Il disco protoplanetario si divide principalmente in quattro regioni: due pi interne di dimensioni ridotte a distanza ravvicinata con il Sole, la regione turbolenta e la regione della morte (ghiacciata); due pi esterne che costituiscono la quasi totalit del disco, la regione auto-gravitante, calda e arida e la regione turbolenta ghiacciata (Figura 15b) [31]. La linea di conne tra le due regioni pi esterne viene chiamata limite delle nevi (frost line), a una distanza di circa 2, 7 UA dal Sole (nel bel mezzo della fascia principale). Queste due regioni rappresenterebbero il cielo e la terra, infatti secondo i sumeri la montagna cosmica era rappresentata anche dal termine AN.KI (AN = cielo, KI = terra). Non a caso i primi giganti che nascono sono Kiar (Giove) e Anar (Saturno), i cui nomi indicano curiosamente linsieme delle terre (KI.R) e linsieme dei cieli (AN.R). Per capire il senso della planetogenesi analizzeremo i primi versetti dellEnma Eli:
Citazione 6.10: Enma Eli - I:1-4

Quando in alto il Cielo non aveva ancora un nome E la Terra, in basso, non era ancora stata chiamata con il suo nome

Nulla esisteva eccetto lAps primordiale, il loro creatore (degli di/pianeti) Mummu e Tiamat , la portatrice di loro tutti Ecco che compaiono due nuovi nomi: Mummu (MU.UM.MU) viene identicato come il visir, il messaggero dellAbzu [32]; mentre Ti amat (TI.AMAT) sembra correlato alle parole TI = vita e AMA = madre [33] e nellipotesi dellorigine sumerica dellepica, eventualit piuttosto probabile, rappresenterebbe Nammu, madre di tutti gli di [34]. Mummu rappresenterebbe Mercurio, il pianeta pi piccolo e vicino al Sole. Contrariamente a quanto si credeva negli anni passati, lorigine di Mercurio stata di gran lunga pi caotica. Infatti grazie ai rilevamenti della missione spaziale Messenger sono state scoperte diverse peculiarit particolarmente inaspettate, tra cui la dimensione del nucleo pari all85% del raggio planetario, la totale assenza di ferro in supercie e la ragguardevole abbondanza di zolfo con distribuzione tuttaltro che uniforme [35]. Mercurio composto da materiale che si condensato su un ampio intervallo di distanza dal Sole, afferma Stanton Peale, professore emerito di astrosica e cosmologia dellUniversit della California a Santa Barbara che ha partecipato alla ricerca. Pertanto

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Mercurio potrebbe aver raggiunto la sua attuale orbita solamente dopo una fase di accrescimento molto complessa, che lo ha portato a errare allinterno del disco protoplanetario. La denizione di messaggero risulta a questo punto oltremodo azzeccata! molto curiosa lipotesi di alcuni sumerologi, i quali non riuscendo a collocare il termine Mummu nel contesto che hanno deciso di seguire, sono arrivati ad affermare che Mummu in realt sarebbe un errore di scrittura dello scriba! Un modo errato di scrivere Nummu (termine associato allacqua), identicandolo come epiteto di Ti amat. Ipotesi decisamente improbabile, in quanto sono state ritrovate diverse versioni dellEmma Eli e nessuna di esse riporta il termine Nummu, pertanto affermare che tutti gli scribi abbiano commesso lo stesso errore davvero, diciamo cos, avventato. Secondo linterpretazione cosmologica fornita da Sitchin, Ti amat (denito anche il mostro dacqua) sarebbe stato il primo pianeta a formarsi. Questo ordine degli eventi potrebbe essere addirittura probabile! Come abbiamo appena esaminato, la frost line si trova a circa 2, 7 UA dal Sole (il punto in cui avrebbe dovuto essere Ti amat) e in questa regione si accumularono grandi quantit di acqua per via della sublimazione del materiale ghiacciato che precipitava verso le regioni interne del sistema solare in formazione. La discontinuit nelle propriet dei gas generata, cre una caduta di pressione che increment la velocit delle particelle orbitanti, frenando il loro moto di caduta verso il Sole [36]. Questo fenomeno ha causato un accumulo pi rapido di materia nella zona circostante il limite delle nevi e questo spiegherebbe sia perch il planetesimo di Ti amat si sarebbe formato pi rapidamente degli altri planetesimi, sia i diversi riferimenti alle acque di Ti amat. Una possibile super-Terra ricca dacqua [37].
Citazione 6.11: Enma Eli - I:5-8

i a

Le loro acque mescolavano insieme Le terre non erano ancora compatte e non si vedevano canneti/paludi

u i

Quando nessuno degli di si era ancora formato Essi non avevano ancora un nome e i loro destini non erano ancora ssati Questi versi descrivono il sistema solare durante le prime fasi di formazione, quando la nebulosa solare era ancora molto caotica. I primi planetesimi (Ti amat e Mummu) erano ancora in fase di accrescimento (non ancora compatti) e gli altri planetesimi non avevano neanche iniziato ad addensarsi (quindi non avevano n nome n orbita). Nei versi successivi viene descritta la genesi degli di/pianeti, cominciando da quelli rocciosi (Ti amat, Mercurio, Venere e Marte) ai gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno). Tale ordine, Ti amat a parte, piuttosto relativo considerando le tempistiche cosmiche.

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Citazione 6.12: Enma Eli - I:10-16

Lahmu e Lahamu si formarono e vennero chiamati per nome Mentre crescevano e aumentavano la loro statura

ue

Anar e Kiar vennero creati ed erano loro superiori Col prolungarsi dei giorni e il moltiplicarsi degli anni

a a a

Anu, il loro glio, potrebbe rivaleggiare con i suoi padri Anar aveva fatto simile a s Anu, suo primogenito e da Anu, gener Nudimmud suo pari I termini Lahmu (d LAH.MU) e Lahamu (d LA.HA.MU) potrebbero essere riferiti ai pianeti Marte e Venere. Essi derivano da Lah = il maschile e Lahha = il femminile [38] (Marte e Venere appunto) e sono utilizzati nellEmma Eli come termini generici per descrivere esseri associati allAbzu [39]. Pertanto mentre i planetesimi di Venere e Marte continuavano ad accrescersi, aumentando la loro massa, ecco che cominciano a formarsi i planetesimi di Giove e Saturno: Kiar e Anar. Come viene bene indicato nei versi essi erano superiori ai precedenti, come lo sono in realt Giove e Saturno. Questo perch i planetesimi che hanno origine oltre la frost line seguono un processo di accrescimento molto pi complesso, che li porterebbe a raggiungere una massa critica di circa 10 M (masse terrestri) [40], al di l della quale inizierebbe un processo di accrescimento simile a quello stellare, attraverso laccumulo di idrogeno ed elio accumulatisi nelle regioni esterne del disco protoplanetario [36] [41]. Proseguendo i versi descrivono la nascita di Anu (d A.NUM), il pianeta Urano, sottolineandone la somiglianza con Anar (un massiccio pianeta gassoso molto superiore ai primi nati). Poi, come Anu, Anar gener Nudimmud (d NU.DM.MUD, epiteto di Ea/EN.KI), il pianeta Nettuno, suo pari (gemello di Urano). Non si pu che rimanere affascinati da una tale corrispondenza, tuttavia ci sono dei passi successivi a cui alcuni accademici si sono letteralmente ancorati per screditare linterpretazione cosmologica dellepica. La prima delle critiche riguarda la paternit di Nudimmud, che secondo la maggior parte degli accademici sarebbe da attribuire ad Anu. Infatti traducendo letteralmente il verso 16 (prima tavoletta), sembrerebbe proprio che sia Anu a generare Nudimmud.

30

Tuttavia, A. Demontis lo descrive perfettamente, non possiamo leggere e tradurre il verso 16 da solo, in quanto rappresenta la seconda parte di ununica frase che inizia al verso precedente. Analizziamo la traslitterazione dei versi 15 e 16 dal cuneiforme:
Citazione 6.13: Enma Eli - I:15-16 (traslitterazione)

an.r
Anar

a.num bu.uk.ra.u .ma.il.ma


Anu primogenito suo cre come s

a.num tam.i.la. .lid


Anu a sua somiglianza generato

nu.dm.mud
Nudimmud

Il punto critico rappresentato dal segno (u3 = e, anche), allinizio del verso 16. La frase completa diverrebbe: Anar aveva fatto simile a s Anu, suo primogenito e Anu gener a sua somiglianza Nudimmud. In questo modo abbiamo due soggetti che compiono lazione di creare, prima Anar e poi Anu, tuttavia non avrebbe senso specicare che Anar fece simile a s Anu il suo primogenito. Inoltre nel versetto 16 va considerato che .lid, passato di wal adu/al adu, riferito ad Anu e non a Nudimmud. Pertanto la traduzione diverrebbe: Anar Anu suo primogenito cre come s e come Anu generato Nudimmud a sua somiglianza. Anar sarebbe il padre di entrambi, come fratelli gemelli. Infatti al verso 19 troviamo: [Nudimmud] stato reso estremamente forte, anche pi di suo padre Anar [38]. Dunque Anar gener anche Nudimmud, il suo secondogenito, a somiglianza di suo fratello Anu. Il fatto che nel phanteon divino Nudimmud/Ea il glio di Anu non deve trarre in inganno, in quanto gli scribi hanno cercato di raccontare la creazione attraverso le loro conoscenze e la loro cultura, utilizzando anche i nomi di alcune divinit. Lo stesso succede con Gaga (Plutone) che nel poema diventa Bel/Enlil, era considerato il visir di Anar, ma secondo la genealogia divina avrebbe dovuto esserlo di Anu. Andando avanti con il poema incontriamo la seconda critica:
Citazione 6.14: Enma Eli - I:17-20

Nudimmud, egli, futuro ordinatore dei suoi genitori di ampio intelletto, il saggio, potente per la forza

a i

stato reso estremamente forte, anche pi di suo padre Anar Non aveva eguali, a confronto con gli di suoi fratelli

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Il verso 19 indicherebbe unincongruenza con la realt, in quanto Nettuno non certo pi massiccio di Saturno. Tuttavia il testo non pu riferirsi alla forza gravitazionale (che direttamente proporzionale alla massa), ma prende in considerazione le azioni compiute e leffetto sortito. Maggiore sar leffetto dellazione su gli altri di/pianeti, maggiore sar la forza del dio che lha compiuta. Questo trova, ancora una volta, una perfetta corrispondenza proprio con il pianeta Nettuno! Secondo il Modello di Nizza, modello sico che simula levoluzione dinamica del sistema solare, linstaurarsi di una risonanza orbitale 2:1 tra i giganti Giove e Saturno ha causato una forte instabilit dinamica, che avrebbe portato Urano e Nettuno a scambiarsi la posizione [42] [43]. Nettuno si sarebbe formato pi internamente rispetto a Urano e questo spiegherebbe perch ha una massa maggiore del gemello [43]. La migrazione di Nettuno avrebbe causato la stabilizzazione orbitale dei pianeti, aumentando le distanze interplanetarie e diminuendo quindi lintensit delle interazioni gravitazionali. Inoltre la risonanza Giove-Saturno avrebbe raggiunto un meno violento rapporto di 3:2, e singolarmente nel verso 17 leggiamo: Nudimmud, egli, futuro ordinatore dei suoi genitori. Come terza critica viene avanzata limpossibilit di Nettuno di inuire sul Sole e gli altri pianeti, come sembrerebbe essere riportato in questi versi della prima tavola dellEnma Eli:
Citazione 6.15: Enma Eli - I:62-65

a a
(Ea) realizz sapientemente il suo incantamento, superando tutti lo recit e lo vers sulle acque


lo streg nel sonno mentre riposava in una caverna(?) Aps costrinse a dormire, inducendo (stregando) il sonno La critica pu avere senso se si ritiene che lAbzu sia il Sole, ma questassunzione di Sitchin non risulta in nessun testo. Infatti, come mostrato in precedenza, lAbzu non rappresenta il Sole in s, ma linsieme cosmico dal quale tutto ha avuto origine (compreso il Sole). Ea/EN.KI (Nettuno) non avrebbe fatto altro che assopire la dinamica caotica delle orbite planetarie, migrando ai conni della nebulosa solare (nellAbzu) dove ha stabilito la sua dimora (la sua orbita denitiva). Infatti Nettuno ha interrotto la sua migrazione verso lesterno del sistema solare a circa 30 UA da Sole, proprio perch in quel punto terminava il disco protoplanetario [44]. Lazione stabilizzatrice di Nettuno una conseguenza della sua migrazione, non deriva dunque da nessuna forza straordinaria che non possa essere spiegata dalle leggi della sica. Pertanto le critiche sulla planetogenesi raccontata nellEnma Eli si sono palesate inconcludenti.

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Figura 16: Sequenza della migrazione di Nettuno [Gomes et al., Nature (2005)] Ora arriviamo al punto cruciale: lentrata in scena del dio/pianeta Marduk. Secondo quanto riportato nel testo Marduk proverrebbe dal profondo Abzu, quindi dallesterno del disco protoplanetario. In questo scenario Marduk sarebbe un esopianeta errante nello spazio interstellare (rogue planets), catturato dal campo gravitazionale del Sole. Non solo questo tipo di pianeti erano stati previsti [45], ma la loro consistenza nella nostra galassia potrebbe essere addirittura superiore ( 2:1) a quella delle stelle [46]. Altre stime suggeriscono un rapporto molto maggiore, nientemeno che 100.000:1 [47]! Considerando che la nostra galassia formata da un numero di stelle stimato che va da 200 a 400 miliardi, quantomeno possibile affermare che la cattura di un pianeta solitario non un fenomeno cos improbabile come potrebbe sembrare. Richiamiamo i versi 83-84 della quinta tavoletta, in cui viene attribuita la paternit di Marduk a Ea/EN.KI e la maternit a Damkina. Per quello che riguarda la dea Damkina (moglie di Ea) la controparte accadica della dea sumera Damgalnunna (moglie di EN.KI).

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Viene indicata in seguito allazione compiuta da Ea/Nettuno come controparte femminile atta a giusticare (agli occhi dei popoli mesopotamici) la creazione di Marduk (come accade per Lahmu-Lahamu/Anar-Kiar). Astronomicamente potrebbe venire associata a uno dei corpi trans-nettuniani a esclusione di GA.GA/Plutone (Figura 17).
10 20
100 11

30
200 4 53 4 23

40
300 3 54 7 12

50
37 400 25

60
500 13

70
600

a [AU]
14

P [y]

i[ ]
60 50 40 30

S A T U R N

U R A N U S Centaurs
Chariklo
Pholus Bienor

N E P T U N E
2007 VL 305 2005 TN 53

P L U T I N O S

Scattered disk Kuiper Belt


Haumea Makemake
2005 TB 190 2007 UK126 2006 QH181 2002 TX 300 2005 UQ513 1999 CD158 2005 RR43 2003 OP32 2002 AW 197 2003 MW 12 2000 YW 134 2004 XR190

Eris

2002 TC 302

20 10

Orcus
Asbolus 2002 GZ32 Amycus

2004 GV9 Ixion 2005 RN43 2002 UX25 Huya 2002 MS4 2003 VS 2 2003 AZ 84 2000 GN171 2001 YH140

Pluto

Varuna

Chaos

2007 JJ

43

2005 CA79

2003 FY 128 1999 DE9 2003 LA 7 2001 UR163

Chiron

2006 RJ 103 2005 TO74 2004 UP10 2001 QR322

1999 TC 36

Quaoar

2002 WC 19

2003 QX113

2002 KX 14

D 1000km

3.0

4.0

5.0

6.0

7.0

8.0

Trans-Neptunian objects

Figura 17: Distribuzione degli oggetti trans-nettuniani (Eurocommuter). Lazione generatrice di Ea/Nettuno corrisponderebbe alla spinta gravitazionale che ha deviato la traiettoria orbitale di Marduk. Chiaramente non possibile ricostruire con esattezza la dinamica della cattura, tuttavia sicamente lipotesi assolutamente possibile. Considerando le conseguenze delle interazioni gravitazionali tra il pianeta straniero e i giganti esterni, si deve tenere in considerazione che il sistema solare era ancora in formazione e i pianeti - al contrario del pianeta invasore - erano ancora nello stato di planetesimi o al pi di embrioni planetari. Questo aspetto estremamente importante sia per gli effetti gravitazionali che per i rapporti relativi alle dimensioni.
Citazione 6.16: Enma Eli - I:87-88 & I:91-92

La sua forma era ben sviluppata, lo sguardo dei suoi occhi era abbagliante Virile divenne la sua crescita, fu dato alla procreazione dallinizio

a
(Ea) Ha perfezionato lui dotandolo di una doppia natura divina stato reso estremamente alto e li superava di un poco

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Nei primi versetti leggiamo che la sua forma era ben sviluppata, come lo sarebbe la forma di un pianeta gi formato. Questo potrebbe signicare che Marduk era gi un vero e proprio corpo celeste ben formato, al contrario dei pianeti del sistema solare ancora in formazione. Proseguendo leggiamo che egli li superava (gli di/pianeti) di un poco il che, considerando le dimensioni degli embrioni planetari (r 4.000 Km e m 1024 Kg), non dovrebbe indicare una dimensione-massa particolarmente elevata. necessario dunque riconsiderare lipotetica interazione tra Marduk ed Ea/Nettuno, data la massa inferiore di questultimo infatti, la traiettoria orbitale di Marduk non avrebbe subito variazioni signicative. Pertanto lincontro con Ea/Nettuno potrebbe aver inuito minimamente e non decisivamente sullorbita (non conoscendo i valori delle masse in gioco non possibile essere pi precisi). Per quanto riguarda le critiche sulleccentricit orbitale di Nettuno, noto da tempo che lattrito dinamico nel disco protoplanetario causato dai planetesimi di minore dimensione, riduce sia leccentricit che linclinazione degli embrioni planetari pi massicci [48]. Questo spiega perch lattuale orbita nettuniana non evidenzia segni di questa interazione, come non evidenzia segni di un fenomeno molto pi signicativo come la sua migrazione. Marduk sarebbe quindi un pianeta pi massiccio degli embrioni planetari in formazione, che attraversa il sistema solare diretto verso la sua parte interna. Un incontro molto pi ravvicinato deve essere stato quello con Anu/Urano, come viene descritto:
Citazione 6.17: Enma Eli - I:105-106

a a
Anu cre e diede vita ai quattro venti E li lasci a lui (Marduk) Figlio mio, falli girare! Nellipotesi astronomica i quattro venti che Anu/Urano cede a Marduk, sarebbero quattro protosatelliti catturati dal campo gravitazionale del pi massiccio Marduk. Il tratto falli girare calza molto con la dinamica dei satelliti che girano intorno al pianeta. Inoltre Urano sembra aver subito una o pi violente collisioni che hanno portato il suo asse a inclinarsi di ben 98 e che, considerando la stessa inclinazione dei satelliti, ci avvenuto quando il pianeta era ancora immerso nel disco protoplanetario [49]. Gli impatti che hanno causato la graduale inclinazione di Urano, potrebbero essere stati causati dalle interazioni gravitazionali generate dal passaggio ravvicinato di un corpo massiccio (questa naturalmente solo una delle possibili cause per gli impatti). La traiettoria orbitale di Marduk sembra essere destinata a imbattersi in quella della super-Terra Ti amat, dando origine alla celebre battaglia celeste. Questo aspetto il pi complesso da analizzare astronomicamente, in quanto secondo lipotesi di Sitchin si sarebbe vericato un vero e proprio impatto planetario. Naturalmente non possibile n smentire n confermare tale scenario con i dati a nostra disposizione, tuttavia dal punto di vista sico ci assolutamente possibile, soprattutto considerando il sistema solare ancora in formazione. Di sicuro interesse sono le analisi delle conseguenze di un tale scenario, come potrebbero essere lorigine della fascia principale e la Luna.

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ipotesi : la fascia principale e la luna


Lorigine del pianeta Terra come conseguenza di un impatto planetario come quello ipotizzato, risulta decisamente improbabile se consideriamo che lattuale orbita della Terra non ha nessun punto in comune con lorbita originaria di Ti amat. Questa la prima obiezione che sorgerebbe in unanalisi dinamica, tuttavia tale obiezione risulta valida in condizioni normali, cio con il sistema solare gi ben formato e nessun attrito interplanetario. Le cose cambiano radicalmente se consideriamo un sistema solare in formazione, dove la presenza del disco protoplanetario, come abbiamo spiegato poco sopra, esercita sui corpi orbitanti un attrito dinamico causato dai numerosissimi planetesimi. La Terra pertanto sarebbe stata proiettata su unorbita eccentrica a causa dellimpatto e successivamente tale orbita sarebbe stata rimodellata dallattrito sopra menzionato, riducendo man mano leccentricit e linclinazione orbitale. Una prima conseguenza di un tale scenario rappresentata dallorigine della fascia principale (gli asteroidi), argomento molto dibattuto in ambito accademico. Vediamo i dettagli. La massa totale della fascia principale Mbelt (18 2) 1010 M (masse solari), il che signica Mbelt (3, 6 0, 4) 1021 Kg [50] (un valore pari a circa un quarto della massa di Plutone). Una massa decisamente ridotta se confrontata con lattuale massa terrestre, ma si deve tener presente che tale valore rappresenta solo una frazione della massa totale originaria della fascia principale. Infatti secondo le ricerche pi recenti, basate su numerose simulazioni del Modello di Nizza, la massa complessiva iniziale della fascia principale sarebbe stata di circa 2, 1 M , cio Mp-belt 1, 3 1025 Kg [51]. Inoltre lo studio dimostra che gli effetti dovuti alle risonanze dei giganti Giove e Saturno, non sono sufcienti per giusticare la perdita di massa della fascia principale. Anche considerando leccitazione dinamica causata da eventuali embrioni planetari formatisi allinterno della fascia, la perdita di massa resta ancora 10-20 volte inferiore rispetto a quanto necessario per spiegare lattuale valore [51]. Risulterebbe necessario infatti un secondo evento di espulsione materiale, causato dalle lente migrazioni dei giganti gassosi dopo circa 600 milioni di anni (dato ipotetico per giusticare il LHB). Laspetto interessante che Giove non avrebbe raggiunto la sua attuale massa prima di 3-5 milioni di anni dopo la CAI (inclusione ricca di calcio e alluminio) [52], in accordo inoltre con lo studio sulle particelle della cometa Wild 2 effettuato dallHawaii Institute of Geophysics and Planetology [53]. Considerando che Marte avrebbe raggiun0,9 6 to circa met della sua dimensione attuale in un tempo (1, 8+ 1,0 ) 10 anni [54], molto probabile che la forza gravitazionale di Giove non avrebbe potuto interferire durante la fase di accrescimento della fascia principale. Infatti secondo altri studi la popolazione primordiale di asteroidi con diametro inferiore a 1.000 Km, sarebbe stata circa 150 volte maggiore di quella attuale e Giove si sarebbe formato 1-10 milioni di anni dopo che questa popolazione asteroidale venne eccitata dinamicamente dalla presenza di embrioni planetari [55] [56]. Ci indica che la fase di accrescimento della fascia principale si sarebbe conclusa almeno un milione di anni prima che Giove raggiungesse la sua attuale dimensione. Quindi lo scenario della formazione di un protopianeta roccioso massiccio nella fascia principale, non risulta affatto improponibile.

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Un aspetto piuttosto interessante emerso dallanalisi sempre pi accurata della fascia principale, il curioso rilevamento di asteroidi basaltici. Il basalto un materiale che compone gran parte della crosta terrestre e dei pianeti interni, afferma Ren Duffard dellInstitute of Astrophysics of Andalusia in Grenada, esso indica che una volta il corpo era abbastanza grande da sostenere il riscaldamento interno. Il secondo asteroide pi massiccio della fascia principale basaltico: Vesta (Figura 18a). Infatti si pensava che tutti gli asteroidi contenenti basalto fossero frammenti di Vesta, ma sono stati scoperti altri asteroidi, come (1459) Magnya, che hanno una composizione chimica lievemente differente e di conseguenza non deriverebbero, quasi sicuramente, dal corpo 4 Vesta.

(a) Planetoide 4 Vesta e frammenti.

(b) La nostra Luna.

Figura 18: Fotograe del planetoide Vesta (NASA/JPL) e della Luna (NASA/GSFC). Inoltre la scoperta di due nuovi asteroidi basaltici con spettroscopia e caratteristiche dinamiche molto simili, (7472) Kumakiri e (10537) 1991 RY16, rende molto plausibile lipotesi della stessa origine da un corpo genitore pi massiccio [57]. Grazie alla missione Dawn sono state fatte scoperte del tutto inaspettate, infatti i dati raccolti in circa dieci mesi di osservazioni forniscono chiare indicazioni sulla natura protoplanetesimale di Vesta, dimostrando che si tratta in realt di un corpo celeste che ha subito un processo di differenziazione analogamente ai pianeti rocciosi, con un nucleo di ferro formatosi sin dai primi giorni del sistema solare. Ci quanto dichiarato dallAgenzia Spaziale Italiana, a seguito dello studio pubblicato sulla rivista Science [58], in pieno accordo con una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters [59]. A rafforzare questa ipotesi una nuova scoperta frutto dellanalisi del meteorite Allan Hills A81001, rinvenuto in Antartide nel 1981. Tale meteorite evidenzia una magnetizzazione residua che indica, al momento della sua formazione, lintensit del campo magnetico superciale di Vesta, pari a 12 T (sulla Terra oscilla tra 30 e 50 T) [60]. Questo eccezionale risultato dimostra che anticamente Vesta possedeva un nucleo metallico liquido il cui moto produceva un campo magnetico (similmente alla Terra).

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Il basalto, una struttura interna straticata, un nucleo che anticamente generava un campo magnetico, sono tutti elementi che rendono piuttosto plausibile lipotesi che 4 Vesta sia in realt il residuo di un corpo celeste pi massiccio. Naturalmente si tratta solo di unipotesi, che in ogni caso poggia su argomentazioni concrete come quelle appena discusse. Per di pi, altra sorpresa, stata riscontrata una forte presenza di composti volatili su Vesta, in particolare quelli contenenti idrogeno! sorprendente perch Vesta un asteroide basaltico, su cui le temperature sono molto elevate commenta Maria Cristina de Sanctis dellIstituto di Astrosica e Planetologia Spaziali di Roma, coautrice dello studio basato sullo spettrometro VIR [61]. Indubbiamente stata una scoperta inaspettata, ma considerando che la snow line passa proprio nella fascia principale, non da escludere che questi elementi possano essere stati raccolti durante la fase di formazione nella zona di conne tra la regione arida e quella ghiacciata. Lipotesi che va per la maggiore quella della consegna dei composti volatili da parte delle condriti carbonacee, che servirebbe anche a spiegare la presenza dellacqua sulla Terra. Non ancora possibile stabilire quale delle due ipotesi sia quella corretta, ma il punto in comune, se vogliamo, la provenienza dellacqua dalla fascia principale, come suggerisce lo studio guidato da Conel Alexander della Carnegie Institution di Washington e non, come creduto nora, dal sistema solare esterno [62].

(a) Pianeta Terra (vista oceano Atlantico).

(b) Pianeta Terra (vista oceano Indiano).

Figura 19: Il Geoide pi accurato mai realizzato grazie ai dati del satellite GOCE (ESA) [Per rendere visibili gli effetti in scala, il geoide amplicato di 7000 volte]. evidente che ci sono ancora molti misteri da risolvere prima di poter affermare con certezza quale sia lorigine della fascia principale, e allo stato attuale non possibile smentire n luna n laltra ipotesi. Come si evince dai risultati del progetto Gravity eld and steady state Ocean Circulation Explorer dellESA, il geoide del nostro pianeta non corrisponde a quella bella sfera bluastra che vediamo dallo spazio, bens mostra una supercie piuttosto irregolare (Figura 19). Sono questi i segni di un gigantesco impatto da cui, secondo rivalutazioni recenti, sarebbe nata la Luna (Figura 18b) [63]?

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Lorigine della Luna ha rappresentato, e rappresenta tuttora, un bel grattacapo per gli scienziati del settore. La teoria attualmente considerata la pi probabile, grazie al contributo di studi molto recenti con simulazioni al computer e analisi comparative tra i campioni di roccia lunari e terrestri, quella della collisione con un corpo celeste massiccio. Matija Cuk e Sarah T. Stewart-Mukhopadhyay del Department of Earth and Planetary Sciences della Harvard University, affermano che se la Terra avesse avuto un moto di rotazione pi rapido al momento dellimpatto con un corpo di 0, 1 M , avrebbe avuto origine una nube di condensazione della Luna ben pi miscelata e in grado di dar conto della somiglianza geochimica tra Terra e Luna, mentre la risonanza di evezione, dovuta alle interazioni gravitazionali fra il Sole, la Terra e la nuova Luna, avrebbe provocato una riduzione del momento angolare del sistema Terra-Luna [64]. Uno studio parallelo di Robin M. Canup dellSouthwest Research Institute di Boulder, si basa sulla simulazione al computer di un gigantesco impatto tra due protopianeti di massa pari al 45% e al 55% di quella terrestre (Figura 22). Un impatto che avrebbe prodotto un pianeta con un disco protolunare della stessa composizione, ma anche un momento angolare elevato (no a 2, 5 volte quello che la Terra possiede oggi) [65]. Unulteriore conferma arriva dallanalisi della composizione isotopica di elementi volatili nelle rocce lunari e nei meteoriti raccolti in Antartide. Grazie allutilizzo di uno spettrometro di massa di ultimissima generazione un gruppo di ricerca del Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego e della Washington University di St. Louis, hanno scoperto che il suolo lunare fortemente impoverito di Zinco. Questo indicherebbe un evento di evaporazione su scala planetaria: C bisogno di un qualche tipo di evento di fusione totale della Luna per fornire il calore necessario per far evaporare lo zinco, ha osservato James Day del Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego [66]. Siffatti isotopi volatili pi leggeri non avrebbero preso parte allaggregazione del materiale lunare, dopo essere stati liberati dallimpatto. Questa sembra essere lipotesi pi probabile per spiegare la carenza di questi isotopi dalla composizione delle rocce lunari, al contrario di quelle terrestri dove tali isotopi sono presenti in quantit pi elevata. Ulteriore conferma della Teoria dellImpatto Gigante arriva dalla recentissima e molto dettagliata mappa del campo gravitazionale lunare (Figura 20), grazie alla missione GRAIL (Gravity Recovery and Interior Laboratory) della NASA. Uno degli aspetti pi importanti emersi dallanalisi dei dati raccolti linaspettata sottigliezza della crosta lunare: 34-43 Km (rispetto ai 50-60 Km previsti). Con questo spessore della crosta la composizione di massima della Luna simile a quella della Terra. Ci supporta i modelli secondo i quali la Luna trasse origine da materiali terrestri che furono espulsi nel corso di un gigantesco evento di impatto, nelle epoche iniziali della storia del sistema solare, afferma M. Wieczorek dellInstitut de Physique du Globe di Parigi [67]. Daltro canto uno studio condotto dalla NASA su un campione di roccia lunare di origine vulcanica (cod. 74220), raccolto durante la missione Apollo 17 nel 1972, ha permesso agli scienziati di stimare la quantit dacqua presente nel mantello lunare: 615-1410 ppm! Una quantit 100 volte superiore di quella stimata in precedenza [68]. Le rocce vulcaniche tendono a includere in esse, allinterno di microstrutture cristalline, alcuni elementi volatili, tra cui lacqua, e con

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analisi molto sosticate (nel caso specico con microsonde a ioni) possibile ricavare la quantit dacqua presente nel suolo lunare. Secondo la teoria dellimpatto lacqua dovrebbe essersi dissolta quasi completamente durante lo scontro, mentre i risultati mostrano una quantit simile a quella presente nella crosta terrestre (500-1000 ppm).

Figura 20: La mappa gravitazionale lunare pi accurata mai realizzata (NASA). Inoltre la quantit di ossido di ferro (FeO) presente nella massa lunare del 13% (18% per Marte e 8% per Terra). Lelevato contenuto di ossido di ferro, afferma S.R. Taylor del Dipartimento di Fisica Nucleare dellAustralian National University, implica che il materiale proto-lunare proverrebbe da una qualsiasi ma piccola frazione del mantello terrestre [69]. Tenendo conto di tale dato, se il materiale da cui avrebbe avuto origine la Luna proviene dallaltro corpo in collisione, dovremmo avere riscontro di elevate quantit di elementi sideroli, al contrario ne sono state rilevate quantit minime [70]. Come abbiamo visto anche la teoria pi gettonata presenta dei punti oscuri, la Luna potrebbe essersi formata per aggregazione vicino alla proto-Terra, come riformulato recentemente da P. Noerdlinger della Saint Marys University di Halifax, proponendo unespansione della Teoria dellAccrescimento. Secondo lo scienziato infatti il nucleo ferroso della Luna sarebbe stato strappato via dalla gravit terrestre poco dopo la sua formazione, lasciando un satellite povero di ferro orbitante intorno alla Terra [71]. A questo punto risulta chiaro quanta strada ci sia ancora da fare prima di poter escludere ogni altra ipotesi. In conclusione assolutamente possibile lipotesi secondo cui la Luna si sarebbe formata dallo stesso disco di accrescimento della super-Terra Ti amat (considerando anche le dimensioni eccessive per la Terra), nella zona della snowline e dellattuale fascia principale (questo sarebbe in accordo anche con lelevata presenza

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dacqua nel mantello lunare). A seguito di un evento cosmico la super-Terra sarebbe entrata in collisione con un corpo estraneo e sbalzata su unaltra orbita pi interna, assestandosi per mezzo dellattrito esercitato dal disco proto-planetario formando lattuale pianeta Terra. La Luna a causa della collisione avrebbe perso il legame gravitazionale con Ti amat, assumendo unorbita eliocentrica (come quella di un pianeta). Lambiente caotico del sistema solare in formazione potrebbe aver portato la Luna in prossimit della nuova orbita terrestre, entrando nel suo campo gravitazionale e formando lattuale sistema Terra-Luna (Teoria della Cattura). Lo scenario della cattura gravitazionale sicamente possibile, ma le probabilit che vengano a crearsi le condizioni necessarie perch un simile evento possa vericarsi, soprattutto considerando le masse in gioco, sono piuttosto scarse. Un sistema di cattura a tre corpi (Sole, Terra e Luna) risulta dinamicamente impossibile tenendo conto della sola interazione gravitazionale, tuttavia necessario considerare che al momento dellevento i protopianeti si trovavano immersi nella nebulosa solare, pertanto la sfera di Hill della Terra sarebbe stata riempita dai gas interplanetari formando una densa ed estesa atmosfera primordiale. Come spiega K. Nakazawa del Dipartimento di Scienze Planetarie al Tokyo Institute of Technology, tale atmosfera avrebbe dissipato lenergia cinetica della Luna la cui orbita, secondo i calcoli effettuati, sarebbe diventata quasi circolare in tempi molto brevi [72] (lo scenario simile a quello che potrebbe essere accaduto alla Terra allinterno della nebulosa solare). I risultati hanno mostrato che un planetesimo di massa lunare potrebbe rimanere intrappolato nella sfera di Hill terrestre con una probabilit piuttosto alta (grazie inoltre alleffetto stabilizzante delle forze di marea).

(a) Rafgurazione in scala tra Terra e Luna.

(b) Rafgurazione in scala tra Giove e Ganimede.

Figura 21: Il sistema Terra-Luna e Giove con il satellite maggiore Ganimede (NASA). Pertanto allo stato attuale delle nostre conoscenze scientiche, lipotesi dellorigine lunare per aggregazione e successivamente per cattura non pu essere esclusa, sebbene sia uno scenario singolare. In fondo anche lorigine della vita nel sistema solare lo !

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Figura 22: Gentile concessione del Southwest Research Institute di Boulder, Colorado.
Simulazione di una collisione decentrata a bassa velocit di due protopianeti con una massa uguale al 45% e al 55% di quella della Terra. La scala dei colori indica la temperatura delle particelle in Kelvin, con temperature che vanno da 2.000 K (blu) al di sopra dei 6.440 K (rosso). Dopo limpatto iniziale, i protopianeti tornano a collidere, si fondono e formano un pianeta di massa terrestre in rapida rotazione circondato da un disco protolunare di circa tre masse lunari povero di ferro. La composizione del disco e del mantello terrestre nale differiscono per meno dell1% (Southwest Research Institute di Boulder).

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conclusione : oltre la fascia di kuiper


Non si ferma lesplorazione del sistema solare. Il noto astronomo Rodney Gomes del National Observatory del Brasile, ha esposto i risultati del suo complesso modello [73] (con sosticati calcoli eseguiti al computer) ideato per spiegare le anomalie dei corpi trans-nettuniani (come Sedna ed Eris) al Meeting dellAmerican Astronomical Society. Generando non poco stupore tra i colleghi, ha affermato singolarmente quanto segue:
Citazione 8.1: Rodney Gomes

Un pianeta quattro volte le dimensioni della Terra potrebbe orbitare ai conni del nostro Sistema Solare interno, oltre lorbita di Plutone. Troppo distante per essere rilevabile con telescopi da terra, il pianeta non ancora osservato potrebbe essere gravitazionalmente attratto dai piccoli oggetti ghiacciati che si trovano oltre Nettuno, quelli che vengono in genere chiamati oggetti trans-nettuniani [...]

Solo qualche anno fa queste ricerche erano ritenute pura idiozia, eppure oggi sembrano avere un valore decisamente diverso, soprattutto grazie al merito di scienziati che si sono dedicati seriamente alla ricerca anche nei settori pi rischiosi della scienza, come Rodney Gomes. Sicuramente serviranno ulteriori studi e approfondimenti, come prevede il giusto approccio scientico che Gomes sta rispettando perfettamente. Il suo modello tuttavia, a detta dei presenti alla conferenza, sembra essere molto convincente e se dovesse essere confermato da ulteriori veriche, verrebbe coronato dalla scoperta di un nuovo mondo! La verica potrebbe arrivare presto, come spiega il Prof. Lorenzo Iorio [74]. Precisamente la sonda spaziale New Horizons in viaggio verso Plutone, che dovrebbe raggiungere nel 2015, potrebbe essere sfruttata per rilevare linuenza gravitazionale di un corpo massiccio situato oltre lorbita di Plutone. Grazie a uno strumento a bordo della sonda (REX) con funzionalit di radiometro, laccuratezza dellintervallo di rilevamento dovrebbe essere migliore di 10 m (1) no a 50 UA di distanza; mentre dovrebbe essere possibile misurare la velocit Doppler con unaccuratezza migliore di 0, 1 mm/s. Questo permetterebbe di stabilire un limite inferiore per la distanza di un corpo trans-nettuniano massiccio, in base alla sua massa e quindi agli effetti gravitazionali che produrrebbe sulla sonda. Secondo i calcoli di Iorio un corpo di 0, 7 M , in accordo anche con lipotesi di Gomes, dovrebbe trovarsi a una distanza minima di 4500 UA (o anche pi, a seconda della geometria orbitale) per non sortire effetti rilevabili sulla sonda; mentre una nana bruna di 5 M (masse gioviane) potrebbe trovarsi a non meno di 60000 UA (9 mila miliardi di Km)! Naturalmente se non dovremmo misurare effetti sulla sonda, difcilmente potremo sperare in un rilevamento diretto (nettamente al di l delle nostre attuali possibilit). Secondo le informazioni di Sitchin, Nibiru si dovrebbe attualmente a 452 UA dal Sole e di conseguenza dovrebbe essere rilevabile dalle inuenze gravitazionali che avrebbe sulla sonda New Horizons. Tuttavia abbiamo osservato come la descrizione di Nibiru eseguita da Sitchin sia inconciliabile con le leggi della meccanica celeste, inoltre abbiamo anche evidenziato come Nibiru sia in realt un luogo nel cielo e non un vero e proprio pianeta. Un dato importante che la massa del pianeta di Marduk

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potrebbe essere molto pi contenuta del previsto, come osservato nellipotesi cosmologica dellEnma Eli. Questo aspetto potrebbe corrispondere con una delle ipotesi classiche dellesistenza del Piantea X: un pianeta di roccia e ghiaccio con massa pari a 0, 7 M , semiasse maggiore di 100-175 UA e inclinazione di 20-40 [75] [76]. Valori che potrebbero rappresentare lorbita del pianeta di Marduk conseguentemente allo scenario cosmico con Ti amat e alle altre interazioni gravitazionali con i corpi del sistema solare. Infatti il cosiddetto luogo dellattraversamento potrebbe indicare quella regione del cielo dove in tempi remoti (con il sistema solare ancora in formazione) transit il pianeta invasore. Il periodo di rivoluzione di 3600 anni non un valore riconducibile allinterpretazione cosmologica dellEnma Eli, ma Sitchin congettura questo dato ricavandolo indirettamente da un insieme di elementi (ex. lo Shar principale unit di misura sumerico-babilonese ha valore 3600). Pertanto il celebre Pianeta degli Di non avrebbe pi a che fare con il sistema solare interno da molto tempo, tuttavia lipotesi della presenza di un corpo al di l della fascia di Kuiper risulta decisamente probabile.

Figura 23: Rappresentazione artistica di 136199 Eris distante 67 UA (NASA). Leccitazione orbitale complessiva alla distanza di 40-50 UA e il brusco troncamento della fascia di Kuiper intorno alle 48 UA, sarebbero le prove dellazione perturbatrice del planetoide risalente ai primi milioni di anni dopo la formazione dei pianeti del sistema solare, afferma P. S. Lykawka della Faculty of Social and Natural Sciences alla Kinki University e coordinatore del gruppo di ricerca, insieme a T. Mukai professore emerito della Kobe University dove ha diretto il Centre for Planetary Sciences. Quindi non resta che aspettare larrivo di New Horizons a destinazione (Plutone) e vericare eventuali effetti perturbativi, i quali ci permetterebbero di avere quasi la sicurezza dellesistenza o meno di un altro pianeta nel nostro sistema solare. I valori ipotizzati inoltre bene si accordano con la massa pi contenuta per il pianeta di Marduk, dedotta dalla nuova lettura in chiave astronomica dellEnma Eli. Credere o non credere ha ben poco signicato, aspettiamo un riscontro sico e arriveremo alla conclusione.

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