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Alessandro Biral

Corso 1982-83
L'Ancien Rgime e la Rivoluzione


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Indice
Indice ...................................................................................................................................................... 2
Bibliografia .............................................................................................................................................. 3
12 dicembre 1982 - Tocqueville ............................................................................................................... 3
Segue ..................................................................................................................................................... 4
Segue ..................................................................................................................................................... 6
22 dicembre 1982.................................................................................................................................... 7
19 gennaio 1983...................................................................................................................................... 8
26 gennaio 1983.....................................................................................................................................13
27 gennaio 1983.....................................................................................................................................15
28 gennaio 1983.....................................................................................................................................16
2 febbraio 1983 ......................................................................................................................................18
3 febbraio 1983 Hobbes ......................................................................................................................19
9 febbraio 1983 ......................................................................................................................................21
10 febbraio 1983 ....................................................................................................................................22
11 febbraio 1983 ....................................................................................................................................23
16 febbraio 1983 ....................................................................................................................................24
17 febbraio 1983 ....................................................................................................................................26
23 febbraio 1983 ....................................................................................................................................26
24 febbraio 1983 ....................................................................................................................................27
25 febbraio 1983 ....................................................................................................................................28
2 marzo 1983 .........................................................................................................................................30
3 marzo 1983 .........................................................................................................................................30
10 marzo 1983 .......................................................................................................................................33
11 marzo 1983 .......................................................................................................................................34
17 marzo 1983 .......................................................................................................................................36
18 marzo 1983 .......................................................................................................................................37
23 marzo 1983 .......................................................................................................................................38
7 aprile 1983 ..........................................................................................................................................39
8 aprile 1983 ..........................................................................................................................................39
12 aprile 1983 ........................................................................................................................................40
14 aprile 1983 ........................................................................................................................................41
15 aprile 1983 ........................................................................................................................................42
23 aprile 1983 ........................................................................................................................................42
24 aprile 1983 ........................................................................................................................................43
28 aprile 1983 ........................................................................................................................................45
30 aprile 1983 ........................................................................................................................................46
4 maggio 1983 .......................................................................................................................................47
5 maggio 1983 .......................................................................................................................................49

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Bibliografia

12 dicembre 1982 - Tocqueville
Tocqueville si stacca dal modo tradizionale di fare storia.
Storie che non parlano di quelloggetto, di cui sono storie: la Rivoluzione Francese.
Convinzione che la Rivoluzione Francese spacca in due la storia; dopo la rivoluzione si ha un nuovo
modo di essere, un mondo nuovo.
Approccio che fa scomparire contemporaneamente la Rivoluzione, presente e futuro. In un colpo solo
sono cancellate storie che parlano di niente.
Il discorso sulla rivoluzione non c, c solo tutto ci che la precede e che la segue.
La Rivoluzione Francese era quella che rendeva diversa unepoca.
Immane sforzo per sopprimere la vecchia societ e formazione di una nuova con dolore; quella la
separazione che avviene. Quel parto (la Rivoluzione Francese) doloroso perch esiste chi si oppone al
processo, esiste chi si oppone con tutte le sue forze.
Il carattere violento della Rivoluzione francese legato alle forze controrivoluzionarie che dominano
nel feudalesimo: nobilt e clero.
Tocqueville riesce a legare tutti gli avvenimenti a partire dall89 in poi con una coerenza incredibile.
Capire il nemico che la rivoluzione sta battendo. Questa concezione della spaccatura degli stessi
attori della r, lo stesso anche per Fichte e Kant.
Una volta cos impostata, a questa interpretazione rimane una sola strada obbligata.
Se il risultato della Rivoluzione il toglimento della feudalit (oppressione) e la terra della feudalit,
questo perch prima della rivoluzione lantico regime era pienamente feudale, perch, altrimenti, non
sarebbe stata necessaria la Rivoluzione.
Se la rivoluzione realizza una societ democratica, significa che prima dell89 non cera, e la
rivoluzione ci che libera dal feudalesimo e quindi dallantico regime.
Tutta la letteratura dellantico regime fatta con gli occhi della rivoluzione, col risultato che se
abbiamo studi sulla monarchia, ecc. non esiste nessuno studio che speculi direttamente sullantico regime,
ma solo indirettamente. Lantico regime letto a partire da ci che lo ha distrutto (la rivoluzione).
Dallintensit dello scontro si comprende la potenza del feudalesimo. Se ci sono voluti sei anni e cos
tante morti per distruggerlo, significa che esso era davvero forte e potente.
Per Tocqueville ci significa celebrare la rivoluzione francese, celebrarla senza studiarla, assumere il
punto di vista dei protagonisti, e non solo il loro, proiettarlo sul passato e sul futuro.
Celebrazione della rivoluzione francese come nascita del mondo moderno assolutamente
accettabile perch lantico regime appare tanto pi infame quanto pi la rivoluzione appare giusta.
Per Tocqueville il difetto perch dellantico regime noi abbiamo il volto che la rivoluzione, una volta
compiuta, d al proprio presunto avversario. Non abbiamo il volto dellantico regime come veramente era.
Per Tocqueville lo dobbiamo studiare direttamente per capirlo, mettendo tra parentesi il fascino e
lonore che la rivoluzione nutre.
Il segreto della rivoluzione nasce nellantico regime, non la rivoluzione che pu spiegarci cos
lantico regime, ma lantico regime che pu dirci cos la rivoluzione Con questo la prospettiva
rovesciata.
Per Tocqueville occorre interrogare lantico regime nella sua tomba per altra via, quella storica.
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La rivoluzione fa invece rinascere lantico regime perch la rivoluzione dell89 non ha prodotto un
ordine quieto, ma innesca un processo per cui con lo stesso volto questa rivoluzione ripresenta e
contrassegna le tape fondamentali dell800. Queste rivoluzioni vengono a loro volta interpretate come
necessarie al completamento della prima rivoluzione, perch lantico regime non ancora morto. Si hanno
quindi successivi compimenti di un processo vecchio.
La rivoluzione la paura o la speranza di tutto l800. Il discorso della rivoluzione quindi per
Tocqueville assolutamente non antiquario; ma il carattere specifico dell800 proprio la rivoluzione. In tal
senso, ritorna allora la storia di Michelet.
Falsificano lantico regime senza comprendere, parlando nel presente di una rivoluzione che finire di
togliere lantico regime.
Per Tocqueville le storie fatte col moderno metodo storico sono assolutamente inutilizzabili. Per
questo motivo egli non cita alcuno storico moderno a lui contemporaneo e Tocqueville stato pochissimo
citato e pochissimo letto. Se lui discriminava gli storici, gli storici gli hanno reso lo stesso servizio.
Tocqueville non vuole scrivere una storia, ma uno studio della rivoluzione francese. Per questo, non
pu affidarsi a nulla di ci che stato scritto, ma legge direttamente gli autori, testi pi o meno noti, notizie
che lantico regime ha lasciato parlando direttamente in prima persona. E soprattutto studia le fonti
amministrative dellantico regime, del Settecento in Francia a partire da Parigi e dal Limousin, dal momento
della sua formazione fino al suo arrivo al centro. Per lui fu impossibile prima della rivoluzione, perch nel
Settecento impossibile fare una storia della Francia, si possono fare solo delle storie locali.
Per Tocqueville lamministrazione d limmagine della Francia di quel tempo, intendendo per
amministrazione lintera attivit di governo. Lamministrazione assume su di s tutti gli affari pubblici e
leffettivo svolgimento di tutta lattivit politica ( onnicomprensiva).
La scienza dellamministrazione unica e comprende tutto. Lattivit del governo potentissima,
tocca tutto, persino la sorte individuale e familiare della famiglia.
Tocqueville trova radicati nellantico regime idee e situazioni che credeva invece prodotti della
rivoluzione.
In questo modo antico regime e rivoluzione cambiano significato: la rivoluzione non pi lelemento
che spacca in due la Francia e lantico regime non pi il mostro contrapposto alla bellezza della
rivoluzione. Non c spaccatura, ma continuit. La rivoluzione francese fatta con sentimenti e idee
dellantico regime.
A questo punto, bisogna ristabilire cos la rivoluzione e cos lantico regime. A questo punto la
rivoluzione diventa un enigma perch non c rottura. La rivoluzione non fu causa della nuova societ, ma
ci che stabil, coordin e legalizz sono gli effetti di una causa. Fu ci che legalizz un mutamento e una
grande rivoluzione che essa non fu. Assume un significato capovolto.
Segue
Il testo di Tocqueville appare diviso in tre parti:
1 libro: spiega quale sia il contenuto essenziale della rivoluzione in generale. Ne vuole delineare le
caratteristiche generali (europee) ed esamina le opinioni di altri interpreti.
2 libro: sui fatti dordine generale e sulle cause remote, inavvertite,che si svolgono quasi alle spalle
degli abitanti e sullaccentramento monarchico.
3 libro: fatti pi recenti che determinano il carattere della rivoluzione e il motivo per cui essa accade,
esplode in Francia e non altrove.
Manca la trattazione della rivoluzione vera e propria, nonostante ci fosse preannunciato nella
premessa.
Secondo Tocqueville, la rivoluzione passa attraverso due distinte fasi:
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i francesi vogliono abbattere tutto il passato, caratterizzato da un uguale amore per luguaglianza e la
libert. Non solo desiderio di istituzioni democratiche, ma di libere istituzioni non solo distruggere privilegi,
ma anche consacrare diritti. Questa per Tocqueville la fase nobile della rivoluzione.
I francesi vanno ad attingere nel passato quanto nel passato avevano lasciato. Serie di errori nella 2
fase. Delusioni che sospingono i francesi a dimenticare la libert. Rimane solo lamore per luguaglianza.
Cos si ridussero a voler essere solo servi tutti uguali, comandati da un dio (Napoleone - dispotismo).
Negativo: ci comporta la soppressione di ci che era stato conquistato nell89. Tocqueville distingue tra
libert ed uguaglianza.
Questa distinzione della rivoluzione francese risente dellinflusso di Montesquieu.
1 libro, capitolo 1
Esprime un elemento essenziale: nessun contemporaneo n allestero n in Francia prima dell89
riesce a presentire la rivoluzione stessa, che qualcosa di terribile sta per avvenire. Tocqueville cita Federico
II, che scherza sulla rivoluzione, ma non si accorge di essa, non ne sa nulla.. Quando poi la rivoluzione
esplode, i principi assolutistici chiacchierano su come trarre vantaggio da questa guerra civile. Inoltre
lopinione di Young, il viaggiatore inglese che in Francia, prima dell89, studia i problemi dellagricoltura,
che si sia di fronte ad un tempo che segna laumento dei privilegi per nobili e clero.
Quando la rivoluzione si svolge, nessuno la comprende, appare un avvenimento diabolico (De
Maistre), incomprensibile perch dipende da forze sovrumane.
Secondo Tocqueville, necessario non farsi prendere dalle passioni che la rivoluzione ha creato,
adesso che si nel tempo giusto per capirla. Ed inizia col dire che non fu una rivoluzione antireligiosa, n
una rivoluzione anarchica, anzi. La rivoluzione ha come effetto primo la rinascita della religione in tutta
Europa e soprattutto nei nobili (prima e dopo la rivoluzione si aggrappano alla religione come ancora di
salvezza) ed il ripristino di un potere assoluto che lEuropa non ha visto sin dal tempo dellimpero romano.
Il contenuto della rivoluzione essenzialmente politico e sociale, ma ci che la caratterizza
labolizione di istituti chiamati feudali, al fine di sostituirvi un ordine pi semplice basato sulluguaglianza.
Questo bastato a far sembrare la rivoluzione molto pi di quello che essa fu, perch le istituzioni feudali
erano entrate in tutto e toglierle sembrava togliere tutto. Invece si trattava solo di togliere delle maschere che
si stavano gi sgretolando, erano gi devitalizzate.
Queste istituzioni sarebbero crollate comunque e dovunque in Europa.
La rivoluzione non n improvvisa, n fortuita, n casuale, n innovativa. In questo modo si spoglia la
rivoluzione di quasi tutto.
La rivoluzione francese parte dalla devastazione di queste istituzioni, e questo non specifico della
Francia, ma di tutta Europa. La specificit della Francia sta nella velocit con cui tali istituzioni cadono.
Ma Tocqueville dice che la rivoluzione non era necessaria per il loro abbattimento. Sarebbero coque
cadute in tempi pi lunghi, ma in modo pi sicuro, senza il nascere del dispotismo.
Appare il fatto di come la rivoluzione sia elemento assolutamente autonomo rispetto allevoluzione,
alla distruzione del mondo feudale.. Essa completa un processo, senza esserne parte.
Tocqueville scrive che levoluzione non si accompagna con un declino complessivo, non si assiste
improvvisamente a fenomeni di scollamento della vita politica. Anzi, seguito da unintensa espansione
soprattutto nel campo della ricchezza. Chiude con questa affermazione, confermata dagli studiosi pi
recenti, che il Settecento un periodo di ricchezza. Impedisce di poter spiegare la rivoluzione a partire da
difficolt, dallindigenza, come invece si faceva.
Il trend in fase ascensionale-
Queste istituzioni sono s moribonde, ma la nuova organizzazione, che si impone su tutti i rottami
(burocrazia amministrativa) e che sostituisce via via il governo dei nobili e innesta il trend del progresso
opposta a tutti i principi politici del passato (monarchia accentrata, monarchia amministrativa). Lattore della
rivoluzione questo nuovo potere.
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Segue
Prima dell89 si sono avute, per Tocqueville, due grandi rivoluzioni: nella propriet e
nellaffrancamento dal governo locale dei nobili.
Si pu dire che la rivoluzione ha oscurato tutto ci che non ha distrutto ed il sorprendente della
rivoluzione di aver fatto scomparire queste due rivoluzioni. Oggi non si sa come erano governate le
campagne durante lantico regime (non erano pi governate dai nobili, come normalmente si crede).
Leggendo Tocqueville, la rivoluzione innova sempre, ma fa dimenticare il passato e, proprio per
questa dimenticanza, diventa rivoluzione. Essa tale solo attraverso loblio dellantico regime.
Proprio avendo dimenticato quelle due rivoluzioni, si guarda alla rivoluzione come grande riv.
Libro I, cap. I
Tocqueville: noi siano lontani dalla rivoluzione per essere esenti
Discorso generale sulle rivoluzioni che, vincendo e affermandosi, oscurano le cause determinanti,
tutte le cause oggettive, effettive lasciando spazio ad una ricostruzione immaginaria e trionfalistica.
Proprio perch ha vinto, si inventano cause del tutto fittizie. La rivoluzione inventa i propri attori e
vicende, ma costruiti a partire dal successo della rivoluzione stessa. La rivoluzione si ricostruisce a partire
dalla sua fine. Essa oscura ci che non ha distrutto.
Queste cause sono i contraccolpi dellesito della rivoluzione Conoscendo il reale esito, si tenta di
razionalizzare tutto il percorso. In realt, queste cause sono effetti e non cause, non hanno mai agito, sono
inventate da chi analizza a partire dallesito della rivoluzione.
Tocqueville mette tra parentesi la riv, ne analizza il periodo precedente per costruirla, ma non la
costruisce. La rivoluzione non c stata; per questo motivo non ha scritto lultimo capitolo.
Il governo delle campagne
Il signore non regge pi lamministrazione. Tutti i funzionari dipendevano dal governo centrale, non
spetta pi al signore la cura delle leggi dello Stato. Il signore solo il primo abitante, quello che ha soltanto
alcuni privilegi. Non pi un signore, non conserva il potere politico. Il lato politico scompare, resta quello
pecuniario, monetario.
Non si riesce a capire in cosa consistessero i diritti di questa nobilt. Pi o meno, questi diritti
colpiscono chi coltiva la terra.
Per Tocqueville il risultato della rivoluzione lestensione e il perfezionamento dello stesso potere
proprio del feudalesimo: da un lato impianter cio laccentramento amministrativo, dallaltro lato toglie ci
che per nove decimi era gi stato tolto dal potere monarchico.
Sfasatura tra significato oggettivo della rivoluzione e quella che era ancora la coscienza dei
rivoluzionari, convinti di spaccare in due il mondo. Tale coscienza (creazione di un mondo nuovo) appare,
leggendo Tocqueville, un inganno.
Ci chiediamo allora se tutto non sia stato un inganno: discorsi, fini, ecc., la rivoluzione stessa.
La rivoluzione forse solo un tragico equivoco? Ed i rivoluzionari sono solo coscienze ottuse che
ignorano le condizioni reali?
Libro 2: perch la rivoluzione? Perch in Francia?
La monarchia, lattore morto della rivoluzione, per Tocqueville estranea alle stesse istituzioni feudali.
Questo nuovo potere scalza il potere dei nobili. Prima di essere scalzata, la nobilt aristocrazia, classe
che governa tutte le zone. Laristocrazia, nel momento in cui viene scalzata, diviene una casta, un numero di
persone chiuse, che non ammette intromissioni, che legittima il proprio potere secondo il diritto di nascita.
Questa figura devitalizzata adottata come modello nello spiegare la nobilt anche nel pi profondo
medio evo. Normalmente la si intende cos.
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Libro II (vedi il titolo) perch i diritti dei feudatari erano diventati insopportabili ai francesi? La
rivoluzione scoppia nel paese in cui listituzione feudale era meno pesante. Russia e Austria avevano un
sistema feudale pi incatenante.
Il contadino francese gi prima della rivoluzione proprietario della terra. proprietario in misura
straordinaria. I contadini posseggono la met del territorio. E questa per Tocqueville una rivoluzione che
precede quella dell89 ed molto pi profonda. Non stata la rivoluzione francese a dare la propriet ai
contadini, essa ha semmai affrancato la propriet gi in mano ai contadini, ma impacciata da schiavit dalle
quali non poteva sottrarsi (schiavit, macinare al mulino, ecc.). Da classe di governo, laristocrazia si fa
gruppo di privilegiati, che per sono largamente riconosciuti rispetto al resto dEuropa. Tali diritti
sopravvivono in Inghilterra, e ci non toglie che lagricoltura in Inghilterra sia fiorente. Questi diritti non sono
cio bloccanti per lagricoltura.
Ma allora, perch questi diritti, che non ostacolano la propriet sono molto odiati in Francia? Odio che
oltretutto non scompare quando tali diritti scompaiono. La causa dellodio forse data dal fatto che il
proprietario il contadino.
I diritti feudali innescano un odio tremendo nella coscienza dei contadini, anche se non sono
ostacolati. Questi diritti sono chiamati dai contadini schiavit, schiavit della gleba.
Per Tocqueville questa fase del Settecento non designa il medio evo, ma solo nel Settecento che si
potr affermare il rapporto signore-servo. Lunico rapporto che lega la nobilt ai contadini viene letto in questi
due termini: signore e servo.
Il primo termine produce necessariamente il secondo (il che non stato). Vedi Hegel e la
Fenomenologia dello spirito.
Per Tocqueville con la distruzione dellistituzione feudale rimane un rottame che diviene mille volte pi
insopportabile.
Altra sfasatura: un piccolo elemento diventa un elefante. Ecco perch la rivoluzione scoppia proprio in
Francia.
22 dicembre 1982
La casa un complesso tendenzialmente autarchico, inconcepibile senza un potere allinterno capace
di proteggerlo. Casa =libert
Nellantico regime la libert dipendenza.
Lambito della casa lambito dellautodifesa. La casa ha il diritto di difendersi. Senso pi pregnante di
libert nellantico regime.
Capi della casa: sono escluse le donne perch non in grado di difendere la casa stessa, ad esempio
per incapacit fisica.
Tra il signore e la sua gente (i capi di casa) c un rapporto di dipendenza, ma soprattutto di fedelt.
Non c obbedienza, ma fedelt. Lobbedienza un rapporto univoco, la fedelt reciproca.
Linferiore vaglia egli stesso se la richiesta del superiore legittima, secondo diritto; altrimenti non
si d alla richiesta. Ad ogni richiesta non c immediata risposta, ma un consiglio che determina la liceit di
ci che richiesto. Proprio per questo, il re di Francia non pu tassare direttamente i sudditi, prima deve
passare per il Consiglio.
Capitolo II, libro II
Tocqueville individua il motore della trasformazione dellantico regime.
Il centro del regno presso il trono. un potente corpo, ma anche oscuro, solo la storia riesce a
indicarlo. coperto da quelle forme che mantiene, agisce allinterno, di nascosto.
Capitolo 3
Citt: stessa trasformazione delle campagne tra contadini e nobili.
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Frattura tra popolo e borghesia. I membri della corporazione degli artigiani non sono superiori al terzo
stato, il quale perde lamore per la libert.
Nobili e borghesi perdono la capacit di governare; da classi politiche a classi civili o sociali.
Cos, per Tocqueville, si capiscono le due fasi della rivoluzione.
La prima fase positiva perch condotta e fatta da nobilt (per recuperare il governo perduto) e
borghesia: tende alla libert.
La seconda fase promossa dal popolo. Abitudine non alla libert, ma alluguaglianza. Cos gli inizi
della rivoluzione vengono divorati dal popolo stesso.
Nobilt e borghesia trovarono un mare di nemici (contadini e popolo).
Capitolo terzo: vendita delle cariche
Tocqueville ne parla negativamente come cosa vergognosa da addebitare allantico regime, ma in
seguito sminuisce questa affermazione e sostiene che questa istituzione della vendita ha qualcosa di
positivo, specialmente nel caso dei giudici, perch afferma lindipendenza e sta alla base della giustizia.
Almeno per quanto riguarda le cariche giudiziarie, la vendita positiva (vendita = indipendenza). Chi
compera un ufficio diventa indipendente. La vendita non d possibilit alle promozioni: chi aveva pi soldi,
comprava.
La vendita appare come appropriazione privata delle cariche pubbliche; in realt, se si guarda agli
effetti, pu essere difendibile.
In Francia, le citt erano indebitate fino alla bancarotta. Lunico modo per uscire da questo problema
finanziario era stato individuato dalla monarchia: togliere tutte le cariche pubbliche per poi rivenderle.
Capitolo 4
Conflitto tra tribunali ordinari e tribunali speciali.
I tribunali ordinari erano molti e indipendenti dal governo come in nessunaltra parte. Poich il re non
poteva nulla contro i giudici (per la questione della vendita delle cariche), egli cre dei tribunali speciali, a lui
pi legati.
I tribunali speciali si interessavano delle questioni che riguardavano lamministrazione, linteresse
pubblico. Tutti i conflitti tra amministrazione e nobilt, tra citt e amministrazione vengono affidati ai tribunali
speciali, legati al re. Ai tribunali ordinari restano le questioni private.
Si nota ancora una volta un errore dei moderni, che invece confondono tribunali ordinari e tribunali
speciali e affermano che la loro separazione sarebbe stata una conquista rivoluzionaria.
Capitolo 5 - Continuit tra nuovo e antico regime
La rivoluzione toglie al possente corpo centralizzato ci che oscura, che era solo apparenza.
Tocqueville accusa lantico regime di aver giocato con gli antagonismi per isolare i francesi gli uni
dagli altri.
Il potere accentrato prosegue, anche se ostacolato dai poteri giudiziari. Quanto pi vengono derubati
dalla capacit di amministrare, tanto pi invadono i poteri politici. Discorsi che non hanno pi a che fare con
affari concreti, ma sono sempre pi astratti.
Tocqueville dice che proprio il discorso astratto e non concreto che porta allo scoppio della
rivoluzione.
19 gennaio 1983
3 Libro
Contadini - e lintero edificio la base
Secondo Tocqueville linizio della rivoluzione contadino. I contadini si muovono per primi, ma poi
non giocano alcun ruolo. La rivoluzione avr tutto un altro percorso.
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Il motivo per cui i contadini si muovono lodio per i diritti feudali, che pure erano ben piccola cosa,
ma grande cosa per le coscienze, perch non erano pi in alcun modo concepibili perch i contadini erano
gi stati emancipati dai nobili.
Tocqueville: i contadini parlarono per primi, ma non partirono per un carico reale, per la passione e
limmaginazione pi che la realt. Lantico regime non era cos come tutti lo spiegavano: durissimo, capace
di tassare i modi assurdi soprattutto i contadini, ecc.
C insomma una discrepanza tra la situazione reale e una immaginata. Secondo Tocqueville il
governo feudale gi morto e la monarchia aveva gi compiuto tre rivoluzioni decisive che i contadini poi si
attribuiranno. La nobilt non pi una classe politica, non pi una classe aristocratica, si interessa solo
alle sue terre, ai suoi redditi e non pi ai contadini. La situazione reale dunque non motiverebbe nulla.
Il libro 3 ruota su questa differenza tra realt e apparenza, immaginazione. Tocqueville non scrive la
rivoluzione, ma solo lantico regime. Non vuole fare una storia della rivoluzione perch la natura e la
localizzazione della rivoluzione in Francia non sono comprensibili attraverso la descrizione degli eventi che,
per Tocqueville, devono essere scartati.
Per Tocqueville colui che chiude e realizza la rivoluzione Napoleone perch rende assolutamente
irresistibile la centralizzazione, che lunico risultato della rivoluzione. Il bilancio della rivoluzione non
deducibile dagli avvenimenti e anche le cause della rivoluzione sono fuori dalla sua storia.
Per Montesquieu le passioni, cause delle rivoluzioni, stanno nella dinamica disgregatrice
dellassolutismo. Questa dinamica disgregatrice per Tocqueville inavvertita ed ignorata dai francesi del
Settecento (tesi che ripete in continuazione nel libro II). inavvertita perch la centralizzazione si compie
conservando tutto (come un verme che entra nella mela, che sembra buona finch non si affloscia).
Lattore principale nascosto. Proprio per questo le cause indicate dai contadini per Tocqueville non
sono quelle vere.
Tutte le conquiste della rivoluzione non sono conquiste della rivoluzione e avrebbero potuto essere
ottenute anche senza di essa. La rivoluzione diventa solo un colpo di vento. Non compie alcuna
trasformazione sociale n politica perch questa trasformazione sociale e politica c gi stata, gi
completamente avvenuta. Nella rivoluzione non c neppure un diverso modo di amministrazione, non
realizza la democrazia politica perch lopera iniziale dellantico regime proprio questa. Lantico regime
vuole come unica differenza quella di censo e pone luguaglianza di tutti i cittadini di fronte allo Stato.
Libro 1, capitolo 2
Frase di Mirabeau, un protagonista della rivoluzione, dalla rivoluzione poi liquidato, come tutti i
protagonisti. Tentava una conciliazione con la monarchia. In una corrispondenza segreta col re
scrive:paragonate da ci che nascono, le condizioni evidentemente favorevole al governo
monarchico.
Mirabeau: la rivoluzione non fa nullaltro che quello che hanno cercato di fare i nobili francesi della.r.
A questo punto, il bilancio della rivoluzione completamente azzerato. Unica conquista: ha reso
potentissimo il centralismo e lha reso il destino dell800. Per Tocqueville ci sarebbe stata la possibilit di
bloccarlo e di bloccare luguaglianza.
Antico regime e primo bonapartismo si danno la mano attraverso una rivoluzione che non aveva
alcuna ragione per partire. Non cera nessuna causa che potesse mettere in moto un cos gigantesco
meccanismo. Eppure essa scoppia. E perch proprio in Francia?
I contadini si muovono per una causa immaginaria. La rivoluzione parte, si inasprisce e divora se
stessa proprio perch procede solo su se stessa. La centralizzazione si compie senza riforme, cosicch
laspetto esterno sempre uguale e sembra anzi rafforzarsi.
Ciascuno guarda allaltro attraverso le dignit del corpo (il fornaio guarda al vasaio con occhi diversi).
Mentre le istituzioni rimangono in piedi. Questo fa s che i francesi pensino che lantico ordinamento sia vivo.
Lunica cosa che li distingueva erano i privilegi, cosa ormai morta. Sono per convinti dellesistenza del
regime feudale con i suoi poteri. Altrettanto convinti sono coloro che partono con la convinzione che per
obbedire a un corpo cos potente sia necessaria tanta violenza. Sono convinti che lantico regime sia ancora
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in piedi. Per questo fanno la rivoluzione e si attribuiscono poi i meriti (che Tocqueville chiama demeriti)
della.r..
Per Tocqueville i contemporanei viaggiavano sulla superficie e non capivano nulla di quello che
avevano di fronte. Per questo, nel Libro I, capitolo I cita il viaggiatore inglese Young che, giunto in Franca,
guardando le campagne scrive che sta guardando qualcosa di grande, qualche cambiamento, convinto che
dalla rivoluzione avranno vantaggio nobili e clero e che la vecchia Francia stia totalmente in piedi se vi
saranno spinte, cambiamenti, ecc. coloro che ne usciranno con pi guadagno saranno di sicuro i nobili ed il
clero, che erano invece gi a terra.
I rivoluzionari vogliono abbattere la nobilt che non c. Abbattono i nobili, che avevano solo uno
stemma, nulla pi.
Libro 3, capitolo 1 come verso la met
Libro 2, capitolo 2 come lirreligione
Sono i due punti sui quali Tocqueville si affatica molto pi degli altri. Sono i due capitoli chiave di tutto
il lavoro.
Tocqueville: sento un velo che mi nasconde le cose. Non riesce a vedere bene il virus della
rivoluzione. Egli comunque ha intrapreso uno studio che gli permette di capire la rivoluzione attraverso la
sfasatura tra realt e immaginazione. E chi meglio dei letterati rappresenta questa sfasatura? (Qui si colloca
il testo di DAlembert)
Tocqueville spiega in questo modo la sfasatura: la Francia di quel periodo era la nazione pi colta di
tutta lEuropa, tuttavia gli uomini di lettere non avevano mai mostrato precedentemente quellindole che
invece mostreranno nel XVIII secolo. Nella Francia del 1750 c un ritmo improvvisamente accelerato. Anche
i letterati cambiano indole. Essi non si erano mai occupati di politica, di fatti concreti, sociali (a differenza
dallInghilterra e dalla Germania, che era meno colta) e tuttavia, improvvisamente si occupano di questioni
politiche. La loro attivit si basa quasi esclusivamente sullo studio dellorigine della societ e il modo migliore
per la sua riorganizzazione.
Tocqueville scriver chiaramente che questi letterati politici rimarranno nel loro modo astratto di persi
di fronte alle cose e quindi anche alla politica. Come avevano fatto fino allora, continueranno a vivere fuori
dalla societ, dalla realt concreta dei fatti. Eppure in tutte le opere del tempo (1750) tema principale, se non
unico, quello politico.
Questi trattati sono diversi tra loro solo nel modo di riorganizzare la societ, ma hanno in loro un
postulato generalissimo a cui tutti si richiamano: bisogna sostituire una norma eterna alle consuetudini. Tale
idea non era nuova, ripassava da tre millenni nella mente degli uomini senza mai prendere consistenza.
Dopo tre millenni finalmente si fissa.
Per Tocqueville il 1750 caratterizzato da una serie velocissima di movimenti, la quale dipende dal
fatto che i francesi si affidano ai letterati come ad una vera e propria classe politica.
Nel 1750, distrutta laristocrazia e le classi politiche, compare una nuova classe politica: i letterati, i
quali sono completamente distanti dalla vita politica per origine, ecc.
Questi letterati fanno proprio un principio generalissimo: la societ regolata da una legge di natura
uguale per tutti. Questo diventa il punto da cui si deve svolgere il tema (molto astratto) per la costruzione
della societ giusta. unidea per niente nuova. Questa passione politica diventa oggetto delle
conversazioni degli sfaccendati, dame e contadini. Questo dominio del letterato su tutti i francesi per
Tocqueville determina il carattere della rivoluzione e segna fin dallinizio tutti gli eventi rivoluzionari.
non certo a caso lidea gi esiste ma si fissa perch la realt che hanno sotto gli occhi li porta
a fissarla. Questo perch vedono situazioni che sembrano gravose, e queste situazioni travolgevano gli
spiriti verso luguaglianza di tutti gli uomini. Spettacolo di privilegi ormai scaduti e di elementi irrazionali. Essi
sentivano urgenze che, secondo loro (rivoluzionari e letterati), non potevano essere soddisfatte dalla.r.. I
filosofi ed i letterati sono irretiti dallapparenza. La realizzazione di una societ organizzata diventa una
mania.
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11
Lo stesso modo di vivere disponeva questi letterati ad innamorarsi delle teorie astratte perch lontani
dalla vita pratica. Sono fuori dalla societ, vivono appartati, lontani dalla pratica quotidiana. Non fanno nulla
in questa societ. Ci da legare a se i francesi fossero stati .
I francesi, privi di guida politica, espulsi dalla politica stessa avevano sostituito alla loro precedente
guida politica gli scrittori. Questo connubio sottolinea questa sfasatura.
Anche i parlamentari si fanno corrompere dai filosofi. Lastrazione filosofica quindi gi presente e
operante.
La filosofia illuministica, lIlluminismo, sono del tutto staccati dalla societ del loro tempo. Rimaneva
una sola libert, quella di poter parlare di tutto, di filosofare. Libert di fatto dei francesi che, proprio per
questo, si buttano nella filosofia, nei discorsi astratti. Chiunque ha problemi, tristezze, ecc. invoca
luguaglianza e lidea astratta di una societ ex novo, rinnovata.
Cos ogni guaio che ad ogni uomo poteva capitare dipendeva dal modo errato con cui era costruita la
societ. Tutti i francesi si affidavano al governo come alla Provvidenza.
La vita politica costretta a rifluire violentemente nella letteratura. I letterati presero il posto lasciato
vacante dallaristocrazia, che li ha favoriti nel prenderlo perch anche i nobili giocano col concetto di libert
senza rendersi conto che cos si troveranno a mal partito. Per Tocqueville anche le aristocrazie decadute
sono completamente accecate perch nulla apparentemente cambiato.. Dimostrazione di questo
accecamento sono i rappresentanti.
Il mondo politico della Francia rimane spaccato in due: in uno si amministra, nellaltro si formulano
principi astratti sui quali lamministrazione dovrebbe basarsi.
e sopra la societ reale
A questo punto, ogni francese compie due esistenze: una reale ed una immaginaria, che non ha
nessun rapporto con lesistenza reale. Quando parla di politica vive nella societ immaginaria.
Questa circostanza fu, per Tocqueville, quella che determin lo spirito della rivoluzione, la causa
essenziale.
L89 rischia di diventare la vittoria di una societ immaginaria sulla societ reale.
Ci si precipita verso la rivoluzione a causa di questa rivoluzione culturale.
Il 1750 caratterizzato da una dinamica nuova, tipica della Francia, completamente estranea alle
trasformazioni avvenute in Francia.
Libro 3, capitolo 2,
Lirreligione, come essa dominasse i francesi nel 1750 (da leggere anche nel capitolo 3 del libro I).
C chi, dopo questa affermazione di Tocqueville, dice che abbia tradito limpianto iniziale perch
mentre nel libro I parla di una rivoluzione politica, nel libro 3 afferma che non lo fu, mentre di questo era
convinto allinizio. Pi Tocqueville si avvicina all89 pi si trova in difficolt. Elemento per lui importante il
fatto che la Francia diventa incredula e questo un possibile effetto della riforma che riguarda la libert di
scrittura e lettura. il libero esame che apre le porte allincredulit.
Questo libero esame fu introdotto da Lutero e riproposto da Calvino, anche se con accento moderato.
In nessun Paese questa incredulit era diventata furore ardente come in Francia. un cosa nuova, nel
senso che prima la guerra alla religione era fatta sempre da unaltra religione, nel nome di unaltra religione.
In questo periodo i francesi non vogliono sostituire nessunaltra religione alla vecchia. Lirreligione si
trasform in fanatismo, in mancanza di ogni fede, di ogni religione.
Barruel, il letterato che ha scritto sei volumi di storia del giacobinismo, afferma che la causa della
rivoluzione lirreligione e che il colpevole Voltaire, il quale assieme a Federico II di Prussica avrebbe
organizzato una specie di complotto segreto elaborato con molto anticipo e ben organizzato.
Per Tocqueville questo non vero, e lo ha spiegato affermando che in questo periodo in Francia i
letterati sono una classe politica potente e che ora tutti sono irreligiosi. C dunque qualcosa di molto pi
vasto che permette anche a Voltaire di parlare. Le cause non stanno nei vizi del clero francese, ma stanno
nel fattore sociale pi che in quello religioso (collegamento al capitolo precedente).
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12
Tutta la politica detta e le parole sulla politica erano sconfinate nella letteratura e gli scrittori erano
divenuti i grandi capi della politica per un nuovo ordine che mettesse daccordo tutti.
Il rapporto Chiesa scrittori decide lattacco tremendo della Chiesa , la quale si basava sulla gerarchia
e non sulluguaglianza e rimandava al divino perch lintelligenza umana non era sufficiente.
Nellantico regime la Chiesa ha come compito quello della censura, del controllo delle lettere. Doveva
vigilare sul pensiero.
Tocqueville dice che questo potere era esercitato dalla Chiesa in modo tollerante e poco regolare. Ma
la Chiesa venne attaccata a fondo proprio perch ostacolava il pensiero. Scrive Tocqueville che una totale
libert di stampa sarebbe stata per la Chiesa meno dannosa.
Il sistema complessivo era ora strutturato in modo tale che si consentiva che la Chiesa fosse colpita
da mille frecce soltanto perch censurava una volta ogni tanto qualche libro. Tanto pi i mali erano piccoli,
tanto pi eccitavano alla rivolta.
Si dice che a questo attacco la Chiesa non rispose, che essa muta e che nel 1750 nessuna voce la
difende. Questo un errore. Non vero che tutti tacquero, ma tutti coloro che intervennero a suo favore
vennero letteralmente fatti a pezzi. Questo fu possibile per il fatto che gli scrittori controllavano ormai tutto il
dibattito delle idee e avevano il potere di mettere a tacere.
C quindi un centro di potere esterno (i letterati) molto potente.
Qualcuno tenta di difendere la Chiesa: Frron, Pelissot, Gilbert, Linguet, Dorat, Debros, Sedaine,
Chabanon, Berthlemy. Ma gli scrittori controllano ormai lopinione pubblica, e sono gli scrittori a creare
lopinione (v. Habermas Storia e critica dellopinione pubblica)
Nel \750 Voltaire e tutti i suoi amici si battono per creare lopinione pubblica.
Tocqueville dice che se i francesi erano irreligiosi, avevano un grande lato positivo: credevano in se
stessi, nelle virt e questo li strappava dallegoismo. Erano inesperti quanto generosi. Ma una
consolazione che Tocqueville toglie subito dicendo che lirreligione produsse un danno terribile.
insorsero rivoluzionari di una specie
Tocqueville consapevole che la rivoluzione sempre pi un enigma. Quanto meno, questa ha
prodotto dei rivoluzionari.
Cronologia delle cause: i rivoluzionari considerano luomo per se stesso e come il cristianesimo ha
fatto fuori tutti i pagani, cos la rivoluzione fece fuori il cristianesimo. Guard ai cittadini in maniera astratta,
non come a uomini di una determinata societ. In questo, la rivoluzione si presenta come una nuova
religione. Sei presenta come una religione senza Dio, ma con un modello di nuova societ in testa.
la stessa fiaccola
La causa sta nel fatto che gli uomini differiscono talmente poco tra loro, che luguaglianza diventa
motivo centrale, proprio perch i francesi erano gi tutti uguali. Proprio per questo si vede alluguaglianza
come qualcosa di essenziale, tanto da farla diventare una mania.
i francesi nella letteratura perch estranei dalla politica
Erano troppo uguali rispetto alle loro differenze e troppo diversi rispetto allidea di uguaglianza che
avevano sposato.
Il risultato della rivoluzione fu nullaltro che la consacrazione e celebrazione del centralismo. La
rivoluzione fa crollare ogni opposizione al centralismo. Solo in questo la rivoluzione apre un nuovo che non
altro che il vecchio senza pi opposizione, senza pi resistenza.
Laccentramento il risultato e il principio della rivoluzione, che mantiene una societ che parla
astrattamente di politica. Il fatto stesso che esista il centralismo di fronte ad una societ sfarinata, fa s che il
destino dell800 sia la rivoluzione.
A questo punto Tocqueville fa delle affermazioni sconcertanti. Intende prendere le distanze e liquidare
una tesi che gli si presenta: la tesi della rivoluzione come frutto di un complotto. Si stacca cos dalle
concezioni apparentemente reali, cos come per Barnave le cause erano naturali.
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13
Questa idea della rivoluzione come complotto anche dei rivoluzionari, che si richiamano
costantemente ad essa, ma in senso rovesciato perch tutti i suoi eventi, fin dalla presa della Bastiglia, non
sono altro che leffetto di un complotto. Ma da chi preparato? Dai lacch, dai nobili, ecc. Cos, se il popolo
scende in piazza perch il re sta chiamando le truppe. C sempre un complotto in atto. Questo un
problema che Tocqueville non affronta. Il rivoluzionario non pu fare a meno dellidea di complotto. Nel
momento in cui i rivoluzionari si scatenano, sentono di non avere di fonte a loro nulla di cos potente come
credevano. Non avendo nulla da abbattere, inventano un nemico e per trovare il nemico devono costringerlo
a complottare, perch il complotto il recupero della potenza. Se i nobili come gruppo sono ormai morti,
basta che due nobili si nascondano nellombra per diventare potenti. La rivoluzione va avanti scoprendo ogni
giorno i complotti e procede attraverso autoinganni. (v. Furet: Critica della rivoluzione)
Tocqueville lontano dallidea di complotto perch per lui tutta la Francia letteraria e quindi la
rivoluzione non da intendere come lotta di una minoranza che in una notte progetta qualcosa.
Capitolo 3
Economisti e fisiocratici, sono sostenitori del dispotismo illuminato. Non si fermano perch non hanno
terminato di costruire una societ
Dispotismo: gli sta alla base lidea di uguaglianza. Lidea di libert politica non esiste. La Francia
presa pi per lidea di uguaglianza che da quella di libert. Cos anche per Voltaire.
una nuova razza gli economisti - i loro scritti che
Si so sono avvicinati alla realt dimostrando come la teoria pu diventare realizzazione. una cosa
che gli altri letterati e filosofi non avevano mai fatto.
adoravano luguaglianza perfino nella schiavit
I francesi si muovono indipendentemente da quello che sono: lidea che li spinge.
E come possibile questo passaggio dalla teoria alla pratica? Per gli economisti possibile attraverso
luso straordinario di mezzi coercitivi, attraverso un potere che non soffre di limitazioni e che riassume in s
tutto e tutti. Un potere che tiene tutti i poteri confusi dentro di s. Solo cos pu essere raggiunta la
realizzazione di questa societ.
questi imbecilli
Il potere domina tutta la vita (Cina), padrone di tutte le terre.
Tutti devono diventare filosofi perch solo un filosofo pu sopportare un potere cos grande.
Anche Voltaire fa lelogio della Cina. Per lui unica ragione =conforme a ragione.
Quella del 14 luglio una rivoluzione che nessuno prevedeva. Il 10 agosto ci fu una rivoluzione che
tutti prevedevano e volevano, organizzata e preparata, i cui esiti erano gi previsti.
Dopo il 10 agosto in Francia c la repubblica giacobina, che per alcuni rappresentava un governo, per
altri una dittatura.
cos delineato il problema della rivoluzione, che non pu assolutamente essere lasciata a se stessa,
come successe nell89. C bisogno di un metodo, di una guida e di un fine.
Il metodo pu essere d uno, di moti o del proletariato.
26 gennaio 1983
Capitolo V
In questo capitolo Tocqueville dice che lantico regime morto nel 1787, quando avviene uno
spostamento, nel senso che la Francia sembra volere la libert politica. Anche i Parlamenti si battono per la
libert politica, nonostante abbiano adottato provvedimenti che con questa non si conciliano affatto. Anche la
lotta parlamentare sarebbe un gigantesco inganno.
totalit della nazione somma degli elettori. Qui si basa lamministrazione centralizzata. Da una
parte, la Nazione intesa come il tutto, dallaltra si pensa al singolo come ad uno schiavo. Libert di tutti
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14
nellasservimento di ciascuno. La libert gi divorata dalleguaglianza, in nome della quale i francesi si
assoggettarono a tutti regimi.
La lotta dei Parlamenti in questo senso apr la strada alla rivoluzione. Parte contro la monarchia e
arriver al centralismo che sembrava negare. Il senso della rivoluzione e dellantico regime la creazione di
una societ non politica. Luguaglianza di tutti su tutto possibile solo un uno Stato non politico, con cittadini
spoliticizzati. Si delinea dunque la separazione tra Stato e societ.
La rivoluzione non fu una rivoluzione quanto al suo bilancio, che non fu rivoluzionario. Toglie le
istituzioni, le corporazioni che erano gi morte, per quanto avessero solo libert di parola (lunica che
avevano).
Per Tocqueville se fosse stata la monarchia compiere tale rivoluzione avrebbe mantenuto la libert.
Questo cambiamento invece sancito dal popolo e perci stesso sacralizzato ed impossibile
combatterlo perch non voluto da un singolo (il re), ma il popolo stesso a promuoverlo.
Questa distinzione tra societ e Stato si compie da parte della societ.
Questo lo strano della rivoluzione: essa rovescia le parti. Non pi lo Stato a creare i sudditi tutti
uguali, sono i sudditi stessi a crearsi luguaglianza. E che si esaltano nel momento in cui compiono questa
rottura e legittimano questa separazione perch a farla stato il popolo, perch lhanno fatta loro. Ma questa
uguaglianza era quella che la monarchia stessa si proponeva di fare.
la societ a creare uno Stato superiore a tutti perch bisogna essere tutti uguali. La storia viene
rovesciata. La spoliticizzazione di tutti non viene proposta da un potere, ma viene auspicata dal popolo, che
non si d pace finch non toglie tutta la politica che ha. Questa la tragedia dell89 ed cos che la
rivoluzione diventa il compimento dellantico regime. La rivoluzione muta il detentore del potere: invece del
re la repubblica.
Secondo Bekenfour (???), tutti gli avvenimenti che si susseguono non hanno nessun significato. Per
Tocqueville invece c qualcosa, c il capovolgimento. La rivoluzione costituisce il suo stato e lo costituisce
sulla separazione. Gli avvenimenti della rivoluzione sono quindi insignificanti, come sono insignificanti i tempi
ed i modi di organizzazione.
Brunner: il 4 agosto stato solo la fine formale dellantico regime. Ma si rende conto che la rivoluzione
non la si pu liquidare cos, che presenta molti punti oscuri. In un suo secondo saggio su Lepoca delle
ideologie: inizio e fine porr in luce il significato dirompente: la nascita delle ideologie in Europa, nascita che
egli localizza, come Tocqueville, nella Francia del 1750. Idea di libert ed eguaglianza, mentre tutta la
societ contro il potere monarchico, accusato di mantenere la disuguaglianza. Questo potere monarchico
viene accusato di essere troppo poco dispotico. In questo primo momento partono i Parlamenti per
rivendicare le antiche libert, le antiche province. Dietro loro partono tutti i nobili di provincia, che appena
partono vengono fatti fuori.
La prosperit diventa la causa della rivoluzione. Lintendente non bada pi a controllare la provincia,
ma amministra. In nessun periodo c uno sviluppo cos accelerato della ricchezza generale. Due sono i
potentissimi motori: un centralismo che aveva stranamente perso il carattere dispotico, ma comandava tutti.
Coma mai una tale accelerazione del benessere? perch la macchina centralizzata diventa il
grande economo. Prima la monarchia era s orientata a produrre ricchezza - intesa per come massa
monetaria e quindi scambio con lestero ma con la bilancia dei pagamenti sempre favorevole (molte
esportazioni e pochissime importazioni).
Sostanzialmente la monarchia si disinteressa della Francia perch ha un flusso estero. La monarchia
vuole trasformare la Francia in ununica casa, un edificio semplice e chiuso, con lo scopo di sorreggere la
Francia in virt di ununica economia. Ci comportava prima di tutto leliminazione delle diversit dei vari
territori francesi, ognuno dei quali si governava per s. Per formare la casa si forma una piccola cella. Tutti
questi edifici sparsi per la Francia rappresentano una sorta di autonomia, da contrapporre ad autarchia. La
casa tende a far fronte a tutto ci che pu disgregarla, tende cio a non rimanere vittima di ci che le
esterno. None esclude il mercato, lo smercio di ci che prodotto, che auspicato, ma essenziale che la
casa sia in grado di chiudersi in se stessa se il mercato impazzisce. Qui la casa unautonomia che tende
allautarchia. Quindi se produce per il mercato essa lo intende come integrazione della produzione e per
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15
prevenire crisi future ( in caso di scarsit di raccolti di provviste, ecc.). Ci implica un responsabile che
decida intorno al commercio e determini di anno in anno il piano economico.
Agli occhi dei moderni questa casa antieconomica perch al suo interno si continua a lavorare
anche se il profitto inferiore a quello della provincia. antieconomica perch non si tratta di lavoro
retribuito e quindi non c competizione. Secondo i moderni, queste relazioni antieconomiche lasciano alla
casa autonomia. Cos come il villaggio, che linsieme di case, che diviene autonomo e arriva fino al livello
di provincia. Ad ogni livello ci sono vere e proprie istituzioni che mantengono questa indipendenza. Ci sono
vari lati negativi. Ad esempio, il grano messo da parte senza essere commercializzato resta allinterno,
assicura lautosufficienza.
Tutto questo viene scosso dallaccentramento. Al re di Francia ora interessa che la Francia non sia pi
chiusa, ma che la ricchezza prodotta sia messa in circolazione e che la Francia nel suo complesso diventi un
organismo autonomo e non sia divisa in varie parti. Il grano viene spostato nelle regioni in cui ve ne
scarsit. C quindi labbattimento dei dazi interni e del divieto di commercializzare le derrate agricole. Ora
leconomia di tutti i francesi sempre pi dipendente dal mercato ed ha una complessa direzione centrale.
Di conseguenza avviene un costante livellamento. La monarchia ora mina le basi degli edifici tradizionali,
fino ad arrivare alla casa. Per questo, la monarchia ha bisogno di soldi, di liquidit. Ci spiega il progressivo
indebitamento del 1750 (non dipende dal bilancio, che i soldi non arrivano alle casse dello Stato, si
spendono).
Ora tutti i francesi pi si arricchiranno, pi saranno esposti alle crisi economiche, perch prima era
tutto organizzato per prevenire possibili disgrazie. Se invece ora arriva la crisi, essa colpir tutti e
specialmente i pi ricchi. Lattore di questo sviluppo economico dunque il potere monarchico e il suo
centralismo, la sua macchina burocratica.
Gli economisti sono invece soliti dire che la Francia di quel periodo non assiste ad unascesa, ma
aduna discesa economica.
27 gennaio 1983
Si mette in moto una lenta opera di smantellamento di barriere che impedivano lo sviluppo. Erano
barriere sempre pi ristrette fino allultima (la casa).
Lindebitamento per il bisogno di liquidit porta alla necessit di ricorrere alle banche private. Ci
spiega perch Necker diventer figura decisiva nellultima fase dellantico regime.
Questo arricchimento per Tocqueville negativo perch corrompe tutti i rapporti politici. Nel suo
tessuto sociale la Francia diventa sempre pi debole. Diventa incapace di difendersi di fronte a catastrofi
(soprattutto quelle naturali). Per Tocqueville, ci prelude alla rivoluzione.
Le regioni che poi dovevano essere i primi focolai della rivoluzione sono quelle dove il progresso
maggiore e dove lamministrazione effettivamente amministra.
Dove la situazione era peggiore cerano gli antirepubblicani, dove era migliore cerano gli anti
monarchici e quindi i rivoluzionari.
Tilly: la Vandea. Cerca di spiegare questa situazione, descrizione paesaggistica.
Per Tocqueville la Vandea era cos per il fatto che vi era rimasta la nobilt. I privilegi non sono sentiti
come oppressivi, anche se sono pi consistenti che nelle altre parti.
Mai come allora si intrecciavano tra loro le ricchezze dei privati con lamministrazione. Erano state
cos commiste gestioni amministrative e ricchezza privata. Mai come allora la gestione finanziaria divenne
una calamit privata.
La monarchia procura la propria morte con la ricchezza che produce cose che apparentemente
avrebbero dovuto salvarla.
La casa sarebbe la casa su cui costruita, fondata la costruzione dellantico regime.
Economia: la dottrina del governo della casa e come tale tiene in relazione la casa e tutte le attivit
concrete che permettono il mantenimento della buona societas. La casa qui una societ, non un focolaio
degli affetti.
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16
Nellantico regime, leconomia della casa riguardava innumerevoli settori: la conoscenza del mercato,
del salario, dei prezzi, ma anche leducazione dei figli, ecc. Agli occhi dei moderni la trattazione
delleconomia appare come motivo di disordine. Questi settori per noi non unificabili fanno invece parte di
ununica scienza perch qui leconomia una scienza di governo che permette di governare una societ
naturale: la casa. Il punto di unione il signore della casa. Leconomia per lui una scienza signorile. Basta
che crolli la casa, questa societ, perch tutte queste attivit riunite sotto ununica scienza siano divise.
Sar appunto il crollo della casa che permetter la costituzione di discipline particolari. Altra
conseguenza la contrapposizione tra pubblico e privato.
Tutta questa unit si sfalda perch venuto meno il principio unificante. Per costituirsi come scienze
specifiche, devono trovare degli elementi di base, degli elementi fondamentali di chiarificazione. Qui la
scienza non ha nulla a che fare con la vecchia scienza, che era perfettamente ancorata sulla casa. Le
scienze particolari si stabiliscono quando viene fatto fuori il governo della casa. Ora il governo della legge
sembra essere preferibile al governo delluomo. Queste nuove scienze ora si sviluppano su un nuovo
principio: luguaglianza. Mentre la legge oggettiva e fiondata sulluguaglianza, luomo sempre parziale,
egoista, ecc. Cos in questo secolo la legge diventa preferibile alluomo. Questo normativismo nasce
dallidea di uguaglianza. I libri di economia iniziavano con lelencare le virt del capo della casa, le virt della
moglie, ecc.. Ora la virt completamente indifferente. Per il normativismo si richiede il competente, il
tecnico, un competente che faccia essere oggettive le leggi.
Il crollo della casa allinizio del Settecento. Linizio di questo crollo avviene nel momento in cui si
opera una separazione tra i due elementi delleconomia: tra la scienza economica intesa a regolare i rapporti
con le persone e la scienza economica diretta a regolare i rapporti con le persone della casa. I rapporti tra
questi ultimi non vengono pi tenuti in conto.
Nella Francia del 1700, soprattutto per merito della monarchia inizia un orientamento sulle tecniche
agricole, il quale lascia per in sospeso il problema della casa. il modo tipico dellaccentramento.
Costringe al miglioramento delle tecniche agricole e ad una maggio produzione, per la quale i rapporti
personali non contano. Ora interessa solo il mercato, la produzione. Questo spostamento fa s che
leconomia diventi scienza dei commerci, che non ha pi nulla a che fare con la scienza economica
precedente. Si tratta di una produzione che va tutta al commercio. Le tecniche agricole guardano al
problema delle interdipendenze regionali, al gioco dei prezzi, alla concorrenza, ecc Sono cose opposte al
modo precedente.
Il commercio nasce indipendentemente dalla casa, anzi, nasce dalla rottura con la casa. Il signore
della casa comincia a muoversi con le nuove ottiche del mercato. Ora la produzione diretta
allarricchimento, mentre prima aveva un altro scopo. Per effetto di questo, si dimenticano sempre pi i
rapporti tra i membri della casa.
La tendenza allarricchimento spiega perch ora ci sia un recupero dei diritti feudali. Si traduce la
corve in un obbligo. Si tende a governare la gente in un altro modo, pi orientato verso lesterno. Non si
guarda al contadino, ma alluso che se ne pu fare. I diritti feudali si trasformano tutti in prestazioni di lavoro
forzato, anche s e poi i nobili si accorgeranno che i diritti feudali bloccano questa tendenza. Il alvoro libero
diventa pi produttivo della corve.
Si tende a prescindere dai rapporti umani. Per questo nella Francia del 1700 si tende allarricchimento
dei poveri, dei vagabondi che vengono slegati dalla casa, la quale cessa di essere attivit e gente unita
assieme. Questo uno dei momenti che segna il crollo dellantico regime
28 gennaio 1983
Frattura tra i due pilastri che sostengono la casa. Quanto pi ci si avvicina al progresso delle tecniche
agricole, pi ci si allontana dalla struttura sociale della casa.
Proprio a livello della signoria questa rottura pi forte perch era gi avvenuta la liberazione dei
contadini dal signore e dal governo del signore. La signoria non pi una forma di governo che domina la
casa. I contadini sono resi liberi. La signoria si riduce ad una unilaterale richiesta: la prestazione di lavoro.
Tutto il sistema feudale costruito su questa rottura proprio perch la signoria non domina pi la
casa, ma sono gli stessi signori pi disposti ad orientarsi verso larricchimento. Il signore solo proprietario
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17
di terre perch non c pi gente. Si orienta quindi verso larricchimento. La tendenza verso il mercato arriva
dalla signoria.
La causa della ricchezza laccentramento monarchico, ma una causa esterna. Perch diventi
visibile questo orientamento verso la ricchezza necessario un secondo momento. Oltre alla distruzione del
governo nobiliare occorre la pianificazione territoriale da parte della monarchia attraverso investimenti. A
partire dal 1600 si hanno le grandi opere pubbliche (canali, strade, ponti, ecc.). Questo per togliere il
mosaico in Francia, dove bastava attraversare un fiume per trovare tutto diverso.
Dunque perdita dellautonomia.
Il nesso che tiene assieme queste singole parti il commercio, il mercato che tende ad unificarsi .Ed il
formarsi del mercato rende possibile una produzione sempre pi disorientata della casa e sempre pi
orientata verso lo smercio.
Monarchia prestiti sovvenzioni investimenti Tutti si arricchiscono.
Tocqueville: sono i singoli corpi che si arricchiscono, a scapito del corpo nobiliare.
Signoria: grandi possedimenti terrieri, latifondi. A questo punto il feudalesimo non c pi. La signoria
ha ancora questo nome, ma non pi tale. Questo mutamento il crollo dellantico regime.
Briganti e brigantaggio. Su di essi giocher la Grande Paura. Le citt vengono abbandonate per paura
dei briganti. I pi poveri sono quelli che pagano. Tutto questo nel disinteresse del signore. Sulla signoria non
possono pi vivere. La gente si sposta. Ma non pu essere giudicata dai tribunali, sui cui territori giunge
spostandosi. Deve essere rimandata dove proviene. Lamministrazione centralizzata d la colpa alle vecchie
istituzioni, perch non sa come punire questa gente, questi briganti.
Libro 3, capitolo 5
cause
Cio tutti gli amministratori, gli stessi privilegiati, le stesse istituzioni locali si accusano reciprocamente
di fare di tutto per rendere pi povero il povero.
Il povero li accusa tutti. Nella seconda met del Settecento c il problema del povero.
Non c alcuna relazione tra quel complesso di conoscenze tradizionali chiamato economia e le
scienze moderne. Non c sviluppo intellettuale, ma infrastruttura di fondo, che data dalla rottura del
governo. La scienza diventa tale solo se sorretta da leggi.
Capitolo VI
Qui Tocqueville cerca di stabilire in pieno la continuit tra lantico regime e la rivoluzione. Tenta di
sostenere ancora la sua tesi che la rivoluzione si svolge tutta dentro lantico regime e che il suo bilancio il
rafforzamento dellantico regime
come
Come dire che la monarchia mette in atto mezzi e mutamenti che portano alla rivoluzione, che ora tutti
fanno a gara per dire come si deve sradicare e per lasciare agli altri il compito di farlo. Nel primo e secondo
capitolo aveva aperto altre vie affatto diverse (religione, ecc.).Prima per Tocqueville la rivoluzione zero
perch si mette in piedi il centralismo, per nei primi due capitoli sottolineava il fatto che tale compimento
non si attua ad opera della monarchia, ma in nome del popolo. Caratteristica della rivoluzione cos il
cambiamento dei personaggi, del protagonista.
sarebbe stato preferibile se fosse stata la monarchia saremmo stati pi liberi
Se non ci fosse stato il cambiamento dei protagonisti sarebbe stato tutto diverso. Richiamo: se non ci
sono nemici visibili perch complottano.
Riflusso nella letteratura di francesi spoliticizzati, diventano politici attraverso la letteratura e questa
indicata come la causa che porta allesplosione della rivoluzione. Non pi la dinamica dellantico regime
che fa scoppiare la rivoluzione, ma perch i francesi guardano la realt con lottica letteraria e fanno
politica letteraria. una cosa che diventer terribile, che porta ad inganni, fraintendimenti profondi della
realt: antico regime =potentissimo, rapporto signorile =rapporto di schiavit, privilegi =potentissimi.
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18
Ma Tocqueville non dir mai con chiarezza che questa fu la causa. Sembra anzi dire che sia stato
lantico regime ad alimentare coloro che hanno fatto la rivoluzione. Accentramento regio: nascosto
dalledificio regio.
Questa affermazione si scontra coi capitoli primo e secondo. Tocqueville gi in precedenza aveva
detto che la rivoluzione si scatener indipendentemente dai fatti, cio solo perch i francesi sono politici
attraverso la letteratura (ideologi).
La viene fatta fuori per un problema degli scrittori e non per i problemi della societ politica.
Tocqueville ripristina la vecchia interpretazione perch, in un certo senso, il lavoro parte dalla fine, dal
risultato della rivoluzione (Napoleone). Studiando lantico regime ha gi in testa la sua tesi sulla rivoluzione.
Per Tocqueville dall89 al Direttorio c un vuoto insignificante. Ma perch i francesi nuoteranno
intorno al nulla per circa sei anni? La rivoluzione risponde ad una logica diversa. Tocqueville arriva alla
rivoluzione attraverso la via che tendeva ad eliminarla. Ecco perch tenta e ritenta di rifare i due primi
capitoli.
2 febbraio 1983
Coesistono due tesi: quella sviluppata nei capitoli 1 e 3 e quella sviluppata in tutti gli altri capitoli.
Questa differenza si spiega col modo che ha Tocqueville di procedere. Inizia dal consolato,
dallaccentramento. Tesi della continuit, che poneva il problema di cosa fosse la rivoluzione.
Nel libro primo la rivoluzione un movimento selvaggio. Non si tratta di un giudizio morale, ma della
concezione di un movimento insensato. Lessere nel vuoto si muove in modo insensato. Ma rimane per
Tocqueville il problema: perch inizia questo movimento selvaggio? Risposte: a) odio per i privilegi ed i
privilegiati; b) aumento della ricchezza, migliori condizioni di vita rendono tutto pi insopportabile. Il
feudalesimo odiato proprio nel momento in cui sta dileguandosi. Quando la monarchia inizia a governare,
governa di fatto. Quando diventa meno dispotica, lodio verso la monarchia aumenta, mentre proprio chi
sta peggio ad amarla di pi. Questo sta ad indicare la sfasatura.
Capitolo V, libro 3
Se c qualche guaio re e Parlamento si accusano reciprocamente ed a questo odio contribuisce
(capitolo VI) il fatto che la monarchia insegna i mezzi ed i metodi della rivoluzione. Manca per la causa
scatenante. C solo lodio e il suo continuo aumento.
Capitolo VII
Qui Tocqueville individua la causa. Questo capitolo fondamentale per limpianto di Tocqueville.
Limpianto principale qui completamente svolto.
Nell87 lintero impianto amministrativo va a fondo, c labdicazione del re. Lantico regime morto,
non distrutto ma sommerso. Il movimento selvaggio inizia proprio a questo punto. un movimento che non
ha contenuti n direttive perch lantico regime di fatto non c pi. La rivoluzione selvaggia perch non ha
un nemico.
In Tocqueville la rivoluzione non parte da nessuno in particolare. Non c nessuno che labbia decisa ,
n che la porta avanti perch non c nulla da portare avanti.
Ecco perch, come tutti riconosceranno, la rivoluzione sorprende. Perch linizio del tutto
meccanico, slegato dalla realt. Non ha scopo di esserci.
La rivoluzione tuta nell87 e finisce con Napoleone perch con napoleone emerge la burocrazia, la
macchina amministrativa centralizzata. A questo punto, l89 non pi una data significativa. La rivoluzione
era ormai gi avvenuta con labdicazione del re al suo potere e col naufragio dellantico regime e dal fatto
che vennero stabilite le Assemblee provinciali che vedono il raddoppio del Terzo stato.
Lintendente rimane, ma tutte le sue competenze passano allAssemblea. Col risultato che, dopo aver
esonerato gli intendenti si impose loro di assistere le Assemblee, di dare consigli, senza avere alcun potere
sulle Assemblee. Gli intendenti fanno quindi di tutto per ostacolare le Assemblee e queste chiederanno di
estrometterli. un grande caos. Si fa naufragare lelemento essenziale che teneva in piedi tutta la societ.
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19
A questo punto rimangono delle perplessit rispetto al primo e al secondo capitolo.
Tocqueville cerca di penetrare lo spirito di quelle infinite problematiche che si scatenano nell87,
dominano nell88 e scoppiano nell89. Ci indica che egli fu poco convinto della sua conclusione.
Tutta la pubblicistica e una pluralit di testi concorda almeno su un punto: sullidea di democrazia
intesa come una situazione di una societ in cui gli uomini non valgono secondo ci che hanno, ma in
misura del loro numero, di quanti sono. Da qui il sospetto che gli avvenimenti a partire dall89 sono
determinati da questa pubblicistica. L89 e la Repubblica non si possono capire al di fuori di questa
ideologia.
Risale a galla un elemento importante. Un nuovo tipo di ideologia (collegamento col contenuto
filosofico della rivoluzione filosofica, allora ordinata, composta, ecc.). Su questa base Tocqueville scrive gli
ultimi tre capitoli del terzo libro. La filosofia divenuta la guida politica dei francesi. Quindi responsabilit
della rivoluzione anche il fatto che la filosofia diventa politica. Lideologia basata sul diritto di natura e
sulluguaglianza si diffonde in Francia perch i francesi sono ormai ampiamente uguali tra loro: sono tutti
spoliticizzati. Ci che li divide ben poco. La Francia fa politica attraverso la filosofia.
Ma se si tiene fissa questa idea, gli altri capitoli di Tocqueville ribattono sulla continuit, sullodio che
ingigantisce e sulla monarchia che insegna al suo popolo la rivoluzione.
Libro 3, capitolo 3
per gli economisti
Spirito pubblico spostato. Nasce lamore per la libert contro quello per luguaglianza. Ma Tocqueville
lascia in silenzio il perch rinasca lamore per la libert nel 70, se la Francia diventata filosofica e in essa
non c posto per la libert,
Nel 70 c la contesa tra re e Parlamento, contesa che porter allabdicazione del re.
Libro 3, capitolo 3
sarebbe stato meglio se fosse stata la monarchia
In questo passaggio si capisce che la rivoluzione compie una sostituzione di protagonisti. Non colui
che ha fatto tutto che fa la rivoluzione (cio il re), ma laccentramento compiuto dal popolo in nome del
popolo. La notte del 4 agosto, quando si compie la centralizzazione, avviene in nome del popolo.
successo un gioco di specchi che permette questa sostituzione. Tocqueville non si chiede perch
c stato questo cambiamento; dice solo che sarebbe stato meglio se fosse stata la monarchia a completare
il processo. Il re non pi despota nel momento in cui comincia a governare e comincia a governare nel
momento in cui inizia il progresso economico.
Tocqueville costretto a dire che la monarchia, nel momento della rivoluzione, governa.
Capitolo 4
lesperienza ci insegna che
Come dire che la monarchia ha oppresso finch ha governato. Nel momento in cui quel processo
comincia a funzionare, non opprime pi.
3 febbraio 1983 Hobbes
La societ legittima la societ senza governo. Questo sembra strano, visto che Hobbes viene
sempre presentato come sostenitore di un governo duro, assolutistico.
Da: Elementi di legge naturale e politica
Libro 1, capitolo 7
Nega lesistenza di un fine ultimo e di un sommo bene. Diversa concezione della felicit rispetto al
pensiero antico. Per Hobbes la felicit continuare a prosperare, continuare a desiderare e soddisfare il pi
possibile i vari desideri che mano a mano si presentano. La vita non altro che corsa di desiderio in
desiderio: soddisfarli la felicit. La corsa ha fine solo con la morte.
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20
Riconduzione del bene e del male a movimenti causati da oggetti esterni e che si ingenerano intorno
al cuore. La mente reagisce ai movimenti esterni ingenerando delle immagini, che arrivano al cuore. Se il
movimento prodotto asseconda quello del cuore detto piacere (che non ha nulla di reale, se non un
movimento interno al cuore). Se questo movimento non asseconda ma contrasta quello del cuore, non pi
piacere, provoca dolore ed odiato.
Ci significa che luomo si sente attratto o respinto da determinati oggetti solo in base a dei movimenti
soggettivi. Ci che provoca attrazione (quel movimento che provoca attrazione) detto piacere, bene. Ci
che invece d fastidio viene chiamato male. In questo modo ogni uomo si differenzia nel concepire questi
concetti. Basta che luomo sia fisicamente diverso perch il bene ed il male varino da un individuo ad un
altro. Per Hobbes si tratta di movimenti puramente meccanici.
Ogni uomo sente cose sempre diverse da ogni altro e, anzi, in lui stesso tutti i suoi conati mutano
continuamente. In natura e nello stesso individuo non esiste un criterio comune in natura del bene e del
male. Nessuno pu stabilire in anticipo cosa gli piace e cosa non gli piace, cosa bene e cosa male.
Nessuno pu decidere, perch sente solo unalterazione, che provoca attrazione o repulsione.
I movimenti sono per Hobbes precedenti allazione, ma non immediati. Tra la stimolazione e lazione si
colloca un altro intervento del potere delluomo: la ragione (capacit di calcolo). La ragione calcola le
conseguenze di una possibile azione. Se quelloggetto mi attrae, calcolo che lazione verso loggetto che mi
attrae pu portarmi a un bene o a un male. Se mi porta ad un male, anche loggetto diventa cattivo.
Lesperienza mi consente di stimare il mio potere e, di conseguenza, di capire se sono in grado di compiere
quellazione, in quanto mi riporta lesito di azioni simili compiute in passato.
Coraggio: nozione che ci fa sentire superiori in un potere rispetto allostacolo che abbiamo di fronte.
Lumilt il contrario.
Hobbes cerca la negazione della volont. Vuole dimostrare che la volont non esiste nelluomo come
potere. Vuole liquidare lidea che luomo sia responsabile delle proprie azioni.
La deliberazione il calcolo della ragione a partire dai movimenti. Ed spiegata da Hobbes in termini
di piacere e di dolore. Quando agiamo, la deliberazione conclusa e lo facciamo in base allultimo
movimento, allultimo piacere o dolore. Se di piacere cercheremo di avvicinarsi alloggetto, se di dolore
cercheremo di allontanarcene. La volont presiede immediatamente allazione in base al movimento che
provoca bene o male, attrazione o repulsione. Lazione fatta emergere dalla ragione, ma rimanda a sua
volta ad una serie di cause che man mano escono dalluomo e si proiettano fuori di lui; non sono pi in suo
potere. Lazione compiuta il risultato di unidea che attraversa semplicemente luomo. Ogni nostra azione
rimanda a cause esterne.
Luomo quando agisce, in realt reagisce. Le azioni delluomo sono tutte causa te dallesterno, anche
le azioni volontarie. Per questo luomo no ha possibilit di scelta, non ha una volont. La volont non altro
che un movimento, un contro-movimento, una reazione.
Quando noi riteniamo responsabile qualcuno che ha agito in un certo modo, crediamo che avrebbe
potuto agire in un altro, mentre la sua azione stata necessaria. Non avrebbe potuto fare altrimenti. Quando
attribuiamo responsabilit a qualcuno, glielo attribuiamo come persona maschera, gli facciamo recitare
una parte. Questa maschera per non nasconde niente. Dietro non c qualcuno che abbia un criterio per le
proprie azioni, ma c una totale dispersione e un punto di passaggio, di movimento che muta in
continuazione. La maschera necessaria perch d carattere di individualit a ci che non lo affatto.
Lindividualit quindi una finzione, perch nessuno ha (n mai potr avere) un criterio stabile per le proprie
azioni.
Cos Hobbes distrugge la coscienza, che un puro avvertire i conati, il percepire questi movimenti.
Cosa ti fa dire la tua coscienza? Un po di movimenti. Qui il soggetto non esiste pi, ma con la maschera lo
posso identificare il giorno dopo.
Hobbes arriva a stabilire una idea generalissima che presiede a tutte le azioni umane: luomo compir
sempre lazione che presume gli far acquisire un bene e tender sempre a fuggire ci che gli far male o
che non lo fa sentire in potenza di affrontarlo.
Spinoza: vedo il bene e seguo il male. In Hobbes questo impossibile.
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21
nel momento in cui compio lazione che credo che essa mi porto solo al bene perch tal lho stimata
in base al calcolo deliberativo. Magari dopo scopro che male, ma solo dopo. Lazione non mai sicura
perch la deliberazione che la decide si basa sullesperienza e basta. Nel momento in cui la compio
presumo che mi procurer vantaggio.
Allora nessuno in grado di dire cosa sia bene per un altro, cosa sarebbe bene per lui fare, come
comportarsi. Lidea di governo qui fatta crollare perch il criterio del bene e del male non esiste, perch
ogni uomo dovr deliberarlo ogni volta a partire dai movimenti. Per questo per Hobbes il governo illegittimo
(eppure scriver il Leviatano)
Lazione che si compie rimanda sempre ad una concezione attuale sempre da rinnovare.
Su questo poggia la pi grande progressione intellettuale.
Le condizioni necessarie alluomo per agire sono due.
tempo della deliberazione in cui sospende lazione riflessione. Per Hobbes non sospensione, ma
di movimenti che portano alla deliberazione. Le azioni che non hanno questo momento di sospensione; sono
necessarie (esempio: io cado perch mi spingono) e da queste non faremo sicuramente il nostro bene ma il
nostro male
che non si sia impediti nellesecuzione dellultimo desiderio, che le nostre azioni non siano bloccate da
forze esterne.
Se questi due momenti sono messi assieme, luomo detto libero. Hobbes ha ridotto la libert a
libert fisica. La libert assenza di ostacoli o forze esterne preponderanti. Luomo detto libero come
detto libero un sasso, il quale per il fatto che segue la sua natura, cade verso il basso, libero.
9 febbraio 1983
Non esiste alcun criterio stabile per nessuno. Il criterio del bene e del male rimanda sempre allattuale.
La libert lassenza di forze esterne. Luomo libero colui il quale in quelle cose in cui in potere
non ostacolato nel suo volere.
Luomo non ha mai la libert del volere (che necessario), ma solo di fare o di non fare lazione.
La felicit soddisfare i desideri.
Il primo bene da acquisite, il primo in assoluto la libert, che la condizione per la quale si possono
acquisire tutti gli altri. La libert definita da Hobbes un diritto, diritto naturale, linsieme di norme eterne
che trattengono il mondo nellordine.
Luomo pu usare il proprio potere nel senso che vuole. Egli nel diritto ogni volta che agisce,
qualsiasi cosa faccia. Dire che nel diritto significa dire che nel giusto.
In natura non vi nessuna azione che sia cattiva o malvagia in s, come non esiste per luomo, in
anticipo, unazione buona, prima che la compia. giusta perch lindividuo la compie, nel momento in cui la
compie e perch la compie. Anzich avere un ordine o un disordine, il mondo ha solo interpretazioni
soggettive. C la mancanza di realt e di pensiero oggettivo.
Non esiste tra queste azioni una che sia pi giusta o pi sbagliata: sono tutte uguali, tutte esattamente
giuste perch non vi pi alcuna valenza morale o etica, una pura con stazione di fatto. La mancanza di
criterio crea il criterio generalissimo delle sue azioni.
Tendenza normale di un uomo accrescere il suo potere libert nelle sue azioni felicit.
Poich vince il pi forte, il pi grave dei problemi luomo. Nella guerra di tutti contro tutti nessuno
pu essere definito malvagio.
Hobbes si schiera contro i teologi (esempio: Adamo peccato originale malvagit dellumanit). In
Hobbes la guerra del tutto innocente.
Anche nella guerra tutti sono dalla parte del giusto. La relazione nemico-nemico lunica relazione tra
gli uomini. la prima tra uomo e uomo, la relazione normale, necessaria.
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22
La guerra viene tolta dal campo etico-teologico.
Luomo crede di essere libero perch non conosce il funzionamento dellagire umano e crede invece
che esista un male in natura. Finch crede ci, sar inevitabilmente portato a criminalizzare gli altri e ad
elevare il proprio giudizio a criterio universale.
Febbre della persuasione. Il tentativo di persuadere, che scatena grandi passioni (odio, ira, ecc.),
viene cos eliminato se si sa che in natura non esiste un criterio fisso.
Nessuno pu cambiare il modo di agire.
Elemento di calcolo che serve a placare la lotta perch ogni uomo si rende conto che la lotta che tenta
non potr mai portare a s gli ideali.
Se la guerra permane, luomo si trova in una situazione in cui il suo potere non gli serve a nulla,
perch vive nel timore costante di essere fatto fuori da un altro. In Hobbes nessuno pu desiderare di
rimanere in questa situazione, sarebbe un suicida. Subentra lorientamento ad abbandonare il diritto di fare
tutto ci che si vuole.
Orientamento alla limitazione della libert che possiede per natura
Ma questa limitazione pu avvenire a condizione che ciascuno rimanga in possesso della libert che
gli sufficiente per essere felice. Si limita per non entrare in conflitto con la libert degli altri. La restringe,
ma non troppo. La restringe perch il troppo della libert lo porta allinfelicit.
10 febbraio 1983
Limitazione della libert naturale. Ogni uomo si accontenta di avere tanta libert quanta ne
concerebbe agli altri nei suoi confronti.
Leggi di natura: sono regole generali che tolgono alla libert la sua conflittualit. Qui la legge si
oppone allo jus, la libert naturale.
Principali leggi di natura:
rinuncia ad una parte di libert naturale
una volta effettuata la rinuncia a parte del proprio diritto, la si rispetti
che ognuno aiuti gli altri non tanto da portare questo aiuto a rappresentare un pericolo per s, per la
sua libert e felicit
perdonare colui che ha fatto un torto
che nessuno odi, disprezzi, manifesti disistime per nessuno
che si riconosca luguaglianza
Se c un contrasto con qualcuno, ci si appelli ad un giudice imparziale
Se queste leggi sembrano difficili a colui che le deve rispettare, deve mettersi nelle vesti dellaltro.
Hobbes chiama queste leggi virt, attribuendo al termine un significato totalmente diverso da quello
tradizionale perch luomo assume questi atteggiamenti solo per superare il alto violento della propria libert,
per raggiungere la pace. Queste virt non implicano da pare di nessuno uno sforzo, una rinuncia di se
stessi, perch portano proprio alla salvaguardia dellinteresse privato.Le virt hanno anzi lo scopo di
assicurare la libert sufficiente per essere felice. Le virt scendono alla rusticit dellegoismo, mentre le virt
tradizionali non rispondono al principio dellinteresse, non erano affatto cos.
La virt per Hobbes tale perch consente il coesistere di individui (societas, associazioni). C quindi
un capovolgimento totale perch per Hobbes il vizio non vizio perch immorale, ma perch antisociale.
E la virt tale perch consente la societ.
Tutto ci che antisociale vizio. Nasce un nuovo concetto che da questo momento non verr pi
confutato. La morale compare come espressione della societ il sociale a ridefinire e tenere tutto, a
distinguere ci che vizio e ci che virt. Secondo la teoria di Hobbes si ha un tipo particolare di societ.
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23
Per Hobbes, la filosofia morale non che lesposizione della legge di natura. La chiama morale
perch sono le limitazioni che rendono possibile la societ e perch le limitazioni indicate dalla legge di
natura sono del tutto diverse da quelle che si trova luomo nella vita. Queste limitazioni non sono ostacoli
esterni. Le leggi di natura sono limitazioni che luomo pone a se stesso volontariamente. E le pone a se
stesso nel momento in cui sa come funziona la legge universale della natura. Allorigine della limitazione c
la ragione. Attraverso queste limitazioni luomo raggiunge il suo bene.
Per Hobbes dunque luomo esce dal meccanicismo perch le segue e solo perch gli prospettano e
gli garantiscono effettivamente il bene, la libert. Solo lazione conforme alle leggi di natura lazione in
completo potere delluomo, perch la causa di questa azione non allesterno, ma nella ragione. Solo qui
responsabile delle sue azioni.
A questo punto, la societ senza guerra in pieno potere delluomo. Se gli uomini seguissero sempre
le leggi di natura limitando il loro diritto naturale secondo la legge di natura potrebbero vivere sempre in
pace, senza guerra n governo. Il governo superfluo. Lo stato di natura potrebbe diventare uno stato di
pace solo in virt delle leggi naturali. Questo stato dunque in potere delluomo ed immediatamente
realizzabile. Lo straordinario che in questa realizzazione nessuno deve sacrificare qualcosa. Ognuno
realizza lo stato di pace in perfetto egoismo, in perfetto isolamento.
Hobbes stesso, subito dopo la costruzione del Leviatano, dir che questa societ senza governo non
potr realizzarsi (o non potr immediatamente realizzarsi) e ne spiega i motivi. Non immediatamente
realizzabile senza mediatori perch le passioni sono pi grandi, pi forti della ragione, cos come lo sono i
bisogni primari, quotidiani, che distraggono luomo dal rispetto della legge di natura. Il desiderio della ragione
pi debole rispetto a quelli esterni. Quindi ogni volta che la ragione offuscata da un desiderio pi potente,
luomo agir contro le leggi di natura perch vedr il proprio vantaggio nel soddisfacimento di quei desideri
che infrangono necessariamente le leggi.
Quindi conoscere le leggi di natura non sufficiente per seguirle. C anche la diffidenza, in base alla
quale non inizio a vivere secondo le leggi di natura finch non sono sicuro che tutti gli altri le seguono perch
gli altri mi toglierebbero tutta la mia libert.
A questo punto, per Hobbes non c altra soluzione che quella del governo forte, del Leviatano.
Se luomo libero, agir inevitabilmente, necessariamente per il proprio bene. Se gli togliete la libert
non sar pi felice.
11 febbraio 1983
Solo attraverso le virt luomo non riesce ad essere libero. Ci vuole qualcosaltro, una forza esterna
che in natura non c. Bisogna crearla. Con questa forza, ciascuno costretto a stare dentro la sua libert: il
patto, la promessa.
Ciascuno promette, a patto che tutti facciano altrettanto, di rinunciare la potere di difendersi e di
trasferirlo ad un uomo o ad unassemblea di uomini. Il potere di tutti trasferito ad un solo uomo ed un
potere irresistibile nei confronti di coloro che hanno patteggiato e creer le barriere di difesa di ciascuno.
Chi fa il patto il suddito, chi riceve la promessa il sovrano. Con le leggi civili il sovrano crea i limiti a
cui ogni uomo deve sottostare. Questi limiti, a differenza dai precedenti, ora sono tutti creati dal sovrano,
dalla sua pura volont. Per esercitare tale potere, il sovrano non deve essere legato alle esigenze di
nessuno (non patteggia con nessuno) ed assoluto, sciolto dalla legge.
La legge del sovrano , rispetto alla natura, assolutamente arbitraria, perch la natura non proibisce
nulla. Solo quando lomicidio viene proibito dalla legge punibile, prima no, perch per natura tutto lecito,
tutto bene. Solo ci che regolamentato dal sovrano non si pu fare, tutto il resto lecito.
Per Hobbes solo il sovrano deve avere tutti i poteri, perch solo lui conosce il senso della legge, solo
lui pu applicarla e deve essere giudice di tutto perch ne conosce il fine.
Il sovrano richiama tutti i poteri su di s; detiene i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, oltre a
quello di dichiarare la guerra. La sovranit (la somma dei poteri) perfetta perch non pu essere suddivisa.
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24
Necessariamente vi sono dei funzionari a disposizione del sovrano, ma sono solo menti morte:
eseguono esattamente la volont del sovrano. Questo vuol dire che l dove c il sovrano non ci sono i
funzionari: dove c il sovrano non c nessun altro. Solo cos la libert assicurata.
Per avere la libert bisogna obbedire. La libert il premio dellobbedienza. Ma si tratta di
unobbedienza nuova; non pi obbedienza a questa o a quella legge, ma obbedienza data ancora prima
dellesistenza delle leggi, a tutte le leggi, qualsiasi esse siano e qualsiasi sia il sovrano. Questo perch per
Hobbes non esiste legge con un criterio tale da essere o meno obbedita. Di qui la necessit che
lobbedienza sia prima della legge, che il sovrano pu cambiare sempre, quando vuole.
Lobbedienza data in modo incondizionato.
Questo per non porta necessariamente i sudditi allobbedienza perch luomo non cambia, non pu
cambiare la sua natura. Luomo continuer sempre ad agire in vista del bene per s, sempre spinto a
soddisfare il desiderio immediato. Per errore di calcolo, per passione, luomo pu essere portato ad
infrangere la legge. Proprio per questo, secondo Hobbes, non clegge che non sia legge penale.
Cos tutte le leggi diventano leggi penali.
Fino al 1789 non era cos; solo le leggi criminali comprendevano il settore della condanna; tutte le
altre non erano leggi penali. Ora invece tutte le leggi sono penali perch cos il sovrano aiuta i sudditi e li
costringe a ragionare sempre meno. La pena costituisce la controparte dei nostri desideri attuali.
Anche la pena arbitraria e spetta dunque al sovrano stabilirla.
Hobbes indica i criteri in base ai quali la pena deve essere data. La pena deve rendere disutile il bene
acquisito no linfrazione della legge. Essa deve far s che il bene diventi un male.
Se qualcuno ha rubato, non solo non gli viene dato il bene che ha sottratto illegalmente, ma gli
vengono anche confiscati i propri.
La pena per non pu essere cos esorbitante da schiacciare colui che ha infranto la legge, perch il
suo comportamento stato naturale. La pena inoltre deve prevenire le infrazioni della legge. Per chi ha
commesso colpa, la pena deve servire solo per impedire che di ricadervi in futuro; quindi deve essere
educativa, deve prevenire una seconda infrazione.
Il sovrano deve avere sempre di mira il bene futuro del suddito, altrimenti si sarebbe di fronte ad atti di
ostilit del sovrano verso i sudditi e questo potrebbe comportare il crollo della societ costituita.
Il Leviatano che fonda la societ non cambia luomo, non pu non dare la libert del volere, il principio
autonomo regolatore delle proprie azioni. Luomo rimane quello che era prima. La societ diventa lambito
della libert tenuta nella coercizione, perch altrimenti la libert si sfalderebbe.
Il sovrano lunico proprietario di tutti i beni: le propriet dei sudditi le stabilisce lui. Cos nessuno pu
violare la propriet dellaltro, perch la propriet stabilita dal sovrano. Egli lunico proprietario di tutto.
Il sovrano deve stabilire le dottrine che possono essere dette, ci che si dice e che si insegna, perch
non si possono ammettere dottrine diverse da questa (altrimenti sedizione, ecc.).
Anche il culto e la religione sono controllati.
IL regno del pi cupo dispotismo per Hobbes preferibile alla guerra di tutti contro tutti.
16 febbraio 1983
Concetto di virt in Hobbes: virt perch sociale. Sono i comportamenti che favoriscono le
associazioni. Ci che antisociale per se stesso immorale.
Voltaire (Dizionario filosofico) riassume questa concezione liquidando le virt cardinali (temperanza,
coraggio, ecc.): non sono pi virt perch antisociali.
Lorganizzazione del sistema hobbesiana poggia su pilastri che ancor oggi reggono il diritto penale.
Oggi come allora, la pena deve essere proporzionata al crimine, educativa e non retroattiva.
Hobbes rimane incompreso se non si coglie il passaggio che gli uomini otterrebbero la pace se
conoscessero le regole del funzionamento delluomo ed il fatto che bene e male assoluti non esistono. La
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25
pace sarebbe allora senza costrizioni, senza governo. Per Hobbes questa societ senza governo lunica
legittima perch lunica che risponde a natura, lunica in grado di assicurare pace e felicit (la pace
lancora della felicit).
Questa societ realizzabile sulla base della virt.
Ma se questa lunica societ legittima, lunica societ regolare, tutte le altre sono irregolari, cio
scassate dentro, destinate a crollare, pronte a sfaldarsi o gi sfaldate, cio generanti conflitti. Dentro
questa societ gli uomini sono perfettamente liberi, cio emancipati da ogni tipo di subordinazione ed una
volont esterna, sono quindi indipendenti e liberi di seguire la loro deliberazione, la loro volont. Nessuno
impone la propria volont agli altri e nessuno la subisce. Tutti obbediscono solo a se stessi e tutti hanno
diritto di obbedire a se solo stessi, perch solo ciascun individuo pu sapere cosa per lui bene o male. Le
uniche relazioni possibili in questa societ sono relazioni di tipo volontario.
In Hobbes il patto stabilito in vista del proprio bene e questo bene indeterminato; determinabile
solo attraverso le pulsioni della volont (di volta in volta).
Il contratto lunica cosa che pu unire questi uomini, che sono associati in modo che la societ abbia
come fine il bene di tutti senza limitazione, senza precisione.
la societ delluguaglianza, delluguale indipendenza di tutti nei confronti di una volont esterna.
Ogni uomo uguale ad ogni altro, dal momento che ognuno segue la propria volont. Questo il concetto
vigente di uguaglianza.
Rivendicare luguaglianza significa rivendicare lindipendenza. E se tutti sono indipendenti, sono
uguali. Lindipendenza di tutti non un atto di beneficenza che uno compie verso gli altri, ma lo fa perch
condizionato dalla sua stessa indipendenza. Se la rivendica, la rivendica in base al suo interesse. Per
Hobbes, lindipendenza la condizione per essere felici.
Questa idea di uguaglianza rimanda esattamente al funzionamento meccanico della natura e
delluomo. Da adesso in poi non cambier pi nulla.
Perch siano possibili rapporti di tipo volontario, necessario che non ci sia alcun legame di tipo
involontario. Non deve esserci perch gli uomini bloccati rapporti involontari saranno sempre dipendenti da
qualcosaltro, non saranno quindi emancipati. Le societ irregolari non permettono di far raggiungere agli
uomini il loro bene.
Per Hobbes qualsiasi corporazione (cos come ogni altro corpo lavorativo) non societ perch
rappresenta lunione di uomini uniti per il lavoro, per qualcosa, ma non per volont. Per Hobbes la parrocchia
non una societ perch tiene assieme uomini solo perch sono nati l, casualmente. Neanche la famiglia
per Hobbes una societ regolare, perch c subordinazione. contro natura perch non per il bene di
tutti. Ma queste associazioni irregolari possono diventare regolari. Ad esempio, la famiglia pu diventarlo nel
momento in cui unita da un contratto reciproco di ciascuno in virt del proprio bene.
In questo modo, lantico regime diventa tutto irregolare e soprattutto diventa antico perch continua a
reggersi sullirregolarit e labitudine, che porta gli uomini a seguirlo. Lorigine di questa societ la violenza,
che forse sta allorigine di ogni societ irregolare.
La societ deve sempre essere retta da un contratto; se invece si basa su qualcosaltro che non sia
un contratto esplicito irregolare ed in quanto tale avr bisogno di puntelli, che invece non servono alla
societ regolare. La societ irregolare non pu sostenersi da sola, se riesce a reggere perch qualcosa la
puntella. Proprio perch irregolare ha bisogno della religione.
La societ diventa il termine primo a cui sono riferiti tutti gli altri (religione, ecc.). La societ regolare
diventa la base per capire tutto. Anche la religione croller quando quella societ diventer unaltra; e pi si
avvicina alleguaglianza, pi la religione sparisce.
La religione e la morale diventano mitologia della necessit materiale, espressione dello status
dellassociazione. Tutto si riduce alla societ. Anche la cultura, che funziona per occultare questa irregolarit
della societ. Anche il potere una funzione sociale. Sono le irregolarit che lo spiegano e lo determinano,
perch la regolarit esclude il governo.
Lirregolarit nasce a partire dallinvenzione della societ regolare. su questa idea di una societ
senza governo che si istituiscono tutte le scienze.
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26
La societ senza governo non un modello storico, ma unidea fissata da Hobbes nel 1642.
Divaricazione tra societ e governo. La societ spoliticizzata. Si ha societ sine imperio una volta
assunto il principio che in natura non esiste un criterio del bene e del male.
LIlluminismo ubriacato da questa idea. Voltaire alla domanda su quale sia la migliore forma di
governo risponde che quella in cui governano le leggi, le leggi di natura, quelle che indicano un
comportamento tale da rendere possibile la convivenza senza forza coercitiva, senza governo. Cos anche
Montesquieu che, dopo la morte di Luigi XIV, espone lidea della societ senza governo in quattro lettere che
narrano la favola dei trogloditi. Al contrario delle virt, le leggi sono facilmente seguibili. Le virt vogliono che
luomo si autolimiti senza costrizioni, ma pi difficile. La virt scompare.
17 febbraio 1983
Il maggior bene per s la libert, lindipendenza che si hanno solo nella societ regolare. Linsieme
di tutte le indipendenze legoismo. Nellambito della propria indipendenza ciascuno persegue la tranquillit.
uno sforzo che ognuno compie per s, tanto vero che la virt viene bandita.
La societ irregolare ha bisogno della forza e di elementi ottundenti che nascondano questa forza. L
dove c governo c irregolarit e la forza che ora si incamerata si cercato di offuscarla per non farla
sentire.
La societ diventa lelemento dal quale tutto si determina. Ad esempio, si dice che Dante non pu
essere compreso se non attraverso la societ in cui vive. Chiunque fa questo discorso rimanda alla
concezione di Hobbes.
La religione condizione di obbedienza necessaria in una societ irregolare. La funzione del bene
viene surrogata dalla religione, visto che la societ non d il bene.
Il discorso che porta tutto alla societ non materialismo, ma il vero idealismo perch porta tutto
allidea della societ regolare.
Per Montesquieu la societ regolare irrealizzabile e lo dimostrano le utile parole del re. Alla sua
favola da contrapporre quella di Voltaire nel Dizionario filosofico alla voce Padrone. Voltare parte dalla
distinzione tra societ regolare e societ irregolare. Quindi qualsiasi societ con un governo irregolare,
retta dalla forza e dalla violenza.
Al contrario di Suarez e Tommaso Moro (utopia), per Hobbes la libert e lindipendenza sono
irrinunciabile e proprio per questo la societ senza governo va immediatamente realizzata (vedi il primo
articolo della Costituzione dell89: societ sine imperio Hobbes). Questa societ va realizzata subito e solo
con la virt. Tutto ci rimanda alla natura meccanica delluomo. Dire che libert =felicit rimanda alla natura
meccanica delluomo.
Per essere concepita, la societ regolare non riporta alla societ vigente, non appare e non pu
apparire entro lorizzonte di una ricognizione politica della situazione, vale a dire di una valutazione degli
schieramenti in campo, delle forze, delle tensioni e delle possibili soluzioni.
Solo chi conosce la legge di natura, il funzionamento delluomo, solo lui pu indicare la soluzione. Gli
altri (politici, ecc.) non sanno niente delluguaglianza perch calcolano quello che vedono. Sono dei politici
pratici che guardano solo a quello che vedono davanti a loro, non sono dei filosofi. Per Hobbes i politici
pratici non riusciranno mai a risolvere nulla. Per lui il politico va tagliato fuori, inutile, pericoloso.
La realizzazione della societ non pu essere avviata prima di conoscere la causa della guerra, che
la discordia tra gli uomini perch non seguono alcun criterio, perch non c nessun criterio da seguire. Tutto
rimanda alla costruzione meccanica.
23 febbraio 1983
Problema della democrazia nel senso moderno.
Condizione per la conoscenza tenere per annichilito il mondo (Hobbes). Anche se la teoria del
meccanicismo falsa, anche se fosse falsa, basta il fatto che chiunque pronto a tutto per la propria
indipendenza e che ogni uomo riesce a sganciarsi da ogni condizionamento della realt in modo da poterla
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tenere come indifferente o inesistente, anche se non possibile e nessuno riuscir mai a farlo. Chi vuole
confutare il meccanicismo di Hobbes cade nella teoretica ancora pi astratta. la strada sbagliata.
Lambiente in cui luomo riesce a staccarsi dalla realt esistito. Anche Hobbes centra.
Lambito che rende possibile la purificazione dalla realt la Repubblica delle Lettre (DAlembert).
Ricerca che non ha pi riferimento di tipo causale. La Repubblica delle Lettere ha in s la chiave per la
comprensione piena della democrazia.
Quale forma ha la societ o Repubblica delle Lettere? Questa Repubblica, proprio perch delle
Lettere, non ha compiti.
Erasmo: sono cittadino del mondo, appartengo ad una repubblica che non rispetta frontiere e che si
forma allinterno di ogni singolo Stato, formata da persone che vivono nelle altre Repubbliche (Venezia,
Lucca, ecc.), che per si dichiarano appartenenti ad una Repubblica pi vasta. La Repubblica delle lettere si
trova allinterno delle societ politiche. Ha altri principi e scopi completamente inconciliabili. Non ha nessun
contatto con la societ politica (nel 1600).
Caratteristica della Repubblica delle Lettere la volontariet. Per accedervi basta volerlo. Non
richiesta nessuna prova. sufficiente e bisogna volerlo perch non si inquadrati in questa societ per
nessun altro motivo.
Ogni associato in questa repubblica libero e resta libero e uguale perch questa Repubblica non ha
come fine la tutela di qualche interesse di qualcuno. Chi entra non vede tutelato nessun interesse, ma entra
per cercare luguaglianza. Non entra per cercare di risolvere problemi legati a compiti quotidiani; anzi, chi
entra lascia fuori ci che riguarda la sua vita quotidiana.
Questa Repubblica, contrariamente a tutte le altre associazioni, non d luogo ad una forma di
organizzazione interna, non fissa una gerarchia, n stabilisce al proprio interno ruoli (cio un governo, che
invece c in ogni altra associazione politica). Non ha ruoli perch non ha fini politici (nel 1600 qualsiasi fine
ci che si riferisce alla pratica quotidiana). Non si costituisce per diffondere una dottrina gi formata, un
corpo di conoscenze gi acquisito, non ha nulla a che fare con scuole, universit, ecc.
La Repubblica delle Lettere la forma pi libera di associazione che si pone in essere.
La nuova letteratura e il nuovo pensiero ha inizio dagli umanisti e dagli scienziati del XVI e XVII
secolo.
Alla fine del Seicento: Bayle scrive che la Repubblica delle Lettere uno stato straordinariamente
libero, non vi si riconosce che limperium della verit e della ragione.
Si associavano per cercare la verit indipendentemente da ogni scopo pratico immediato da riversare
sulla societ politica. Mettono a confronto linsieme dei risultati dei propri studi per raggiungere un grado pi
alto del proprio sapere. Non si associano perch tendono ad una unit di dottrine o perch accomunati da
una verit. Infatti vi sono ammesse tutte le opinioni. Si riuniscono per rinunciare alle loro opinioni di partenza,
per togliere ad esse ogni impurit, in quanto formatesi al di fuori di ogni contatto col sociale. possibile
raggiungere la verit solo allinterno della Repubblica delle lettere.
Non sono uniti dalla verit, ma per la verit. Questo ha per conseguenza che tutti i singoli risultati
raggiunti saranno sempre pi su un punto al di fuori della previsione di ciascuno. La verit ogni volta si
discosta dalle convinzioni sociali di ciascuno. La verit e le sue singole figure cadr ogni volta al di fuori delle
persuasioni iniziali di ciascuno. Il progresso della verit viene anzi per illuminazione.
24 febbraio 1983
Il sapere prodotto non ha alcun rapporto con la societ reale. Questo sapere risolvibile a partire
dalle condizioni dellassociazione stressa.
Il dialogo socratico una collaborazione per la verit (vedi anche le diatribe): quindi non
unesperienza esclusivamente moderna resa possibile dai sistemi di comunicazione tipo la stampa. Anche
Socrate cerca il concetto puro (la virt), che il risultato di una collaborazione tra idee. Gli intrlociutori di
Socrate sono scardinati dalla vita, dalla realt, scagliati nella dimensione della ragione pura.
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La filosofia greca il prodotto di scuole chiuse , di associazioni separate, quindi anchessa non
avrebbe alcun rapporto con la realt, sarebbe il prodotto sociale di una societ separata.
Nessuna di queste scuole ha mai pensato di diffondere la verit. Il pensiero di Parmenide, ad
esempio, il pensiero della scuola di Elea. Si arriva ad una ragione affrancata, che parla impersonalmente.
Il sistema si regge sul concetto di auctoritas (ipse dixit), che scarta i pregiudizi.
Hobbes una tappa nella storia di questa societ La ragione pu ormai abbandonare ci che altro
da s, ruota su se stessa, produce. La conoscenza la produzione delle idee prime. Non c conoscenza
che non inizi con unidea che la ragione stessa produce. La conoscenza pi avanti di Cartesio, la cui
ragione impotente a produrre le idee delle scienze (Cartesio parla di idee innate).
La legge meccanica che regola il mondo anche una legge morale. Luomo sar felice solo se
lasciato libero, come ogni altro corpo.
Il meccanicismo comprende anche la politica. La ragione (la ricerca della verit) scopre di poter
diventare pratica (non teoretica), di poter organizzare il mondo.
Lamore per la verit ha prodotto, senza volerlo, una ragione, una teoria pratica. Questa la
scoperta di Hobbes.
I filosofi sono entusiasti, ma non Cartesio, che crebbe censurate le idee di Hobbes. Cartesio chiede
una censura fatta dai cittadini della Repubblica delle Lettere. In seguito altri pensatori seguiranno la
valutazione negativa data da Cartesio perch se la ragione pura pu individuare lunico modo di
associazione, era evidente che la repubblica separata era chiamata a ricongiungersi alla societ politica per
chiarirle le idee, il modo giusto per cui Incomincia il passaggio allesterno della Repubblica delle Lettere.
Finiscono le analogie con la Grecia antica.
Lopinione dimezzata diventa pregiudizio, cio giudizio dato prima di ogni esame critico. Questo
progresso verso la verit avviene per gradi. Il punto di partenza sono le opinioni che luomo coltiva nella
societ politica. A forza di discussioni questo punto di partenza si trasforma in pregiudizio. In questo
processo, il sapere tolto da ogni tipo di realt esterna ed sciolto da tutto ci che non riguarda la verit, il
progresso della verit. Deve far lasciare dietro di s tutti gli interessi, che vanno eliminati. Non viene invece
eliminato il pregiudizio, ma le testimonianze storiche di una ragione non affrancata.
Le buone Lettere vanno separate dalle cattive Lettere. La filosofia diventa la scienza della rimozione
dei pregiudizi, delle deviazioni, alterazioni di significato accumulate nel corso del tempo su un testo che va
riportato alla sua integrit. La filosofia rimuove quello che loro chiamano pregiudizio, vale a dire linteresse
diverso da quello per la verit. Il pregiudizio qui inteso rispetto alla concezione delle buone Lettere, che
non riguardano nulla di quotidiano.
Ci che viene eliminato non il pregiudizio, ma il contenuto politico , che appare pregiudizio solo agli
occhi di una ragione affrancata , conseguenza di una particolare societ (la Repubblica delle Lettere).
Le lettere, ecc. i post umanisti prodotti di un soggetto non sono testimonianza della nascita del
soggetto, ma fenomeni sociali di una societ senza rapporto, che non ha nessun collegamento con il mondo
politico (la Societ delle Lettere). Tutto il pensiero moderno ab initio sganciato dalla realt.
25 febbraio 1983
La necessit fisica ingloba in s la necessit morale: ogni corpo tende necessariamente al proprio
bene. Se luomo lasciato libero far necessariamente il bene per s. Il meccanicismo mostra come deve
essere costruito ogni rapporto sociale perch tutti i rapporti sociali si risolvono in uno. Si pu rimanere
assieme solo se si rimane ugualmente liberi. Il rapporto lo stesso sia nel rapporto politico (societas sine
imperio), sia nel rapporto a due. Vale per il rapporto a due, ma anche per tutta la societ, per tutta lumanit,
senza differenza.
Secondo questa teoria la societ esistente appare irregolare. Le guerre civili e religiose sono per
Hobbes dovute alla cattiva costruzione delledificio, sono sintomi di un male pi profondo. La legge
hobbesiana pu rispondere a tutti i tipi di conflitto, a tutti i tipi di societ mal costruite, cio costruite
sullignoranza, che hanno bisogno di travi di appoggio. E questa societ mal costruita dello spreco enorme
e del malessere, quella dellinfelicit di tutti.
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La ragione ha la chiave di risoluzione. Dopo essersi liberata dal mondo esterno, la ragione pretende di
mettere in moto tutto ci da cui si sganciata. Come dire che la societ pu essere regolare a partire da un
principio che nessuno pu desiderare e conoscere finch rimane dentro la societ esistente e finch segue
qualche interesse.
La ragione ora produce un desiderio, produce un movimento intorno al cuore, ma per avvertirlo
bisogna aver fatto sparire tutti gli altri desideri. La ragione non ha un proprio interesse pratico, sospinge
luomo ad agire emancipata, svincolata da tutto.
A questo punto diventa inevitabile il problema del ritorno. Ed ci che preoccupa i dotti perch ora la
ragione comincia a dare ai governanti, ai politici il diritto di governare, non perch pretende di governare, ma
proprio perch non c governo. A questo punto la societ si espone.
Per Cartesio adesso la societ esposta la pericolo, per questo chiede la censura di Hobbes. Per
Cartesio la ragione non deve intromettersi nel campo della morale. Egli ritiene la soluzione di Hobbes non
sufficientemente pura e finch questa non consonante con ledificio che sta costruendo si deve adottare
una soluzione provvisoria, cio accettare tutto cos com senza protestare. latteggiamento tipico del
libertino: allesterno ci si comporta come tutti, allinterno ci si emancipa. Per Cartesio la ragione ha un
carattere non politico, non ha potere allesterno e proprio per questo pu emanciparsi.
La ragione diventa pratica ed in grado di stabilire quei teoremi (leggi di natura), obbedendo ai quali
luomo pu costruire la societ regolare. Tutti questi comportamenti sono sempre per linteresse di ognuno.
Virt fare il proprio interesse, comportamento adatto da seguire per conseguire la propria felicit.
Ma non tutti conoscono le leggi naturali e ciascuno pu mettere in atto i compiti dettati dalle leggi di
natura. Basta il timore che gli altri non facciano altrettanto per bloccare tutto, perch la virt non sia
praticata. Quelli che conoscono le leggi di natura non si espongono al rischio, proprio perch gli altri non le
conoscono. Si crea una spaccatura tra interno ed esterno perch luomo che conosce la legge di natura
vuole convivere secondo quellunico rapporto che rende possibile la pace, ma non pu agire. Quindi la virt
non pu essere un comportamento ma diventa per Hobbes unintenzione: io sar virtuoso quando sar
possibile esserlo senza danno. Quello di Hobbes assomiglia allatteggiamento libertino (differenza tra foro
interno e comportamento esterno).
Nelluomo colto si determina questa frattura perch esistono quelli che non sanno; perch se tutti
conoscessero la legge di natura si avrebbe immediatamente la societ regolare (quella sine imperio). Ma la
societ regolare non si realizza perch ci sono i non letterati che rimangono soggetti a comportamenti
irrazionali, esterni, di origine esterna. Proprio su di loro cade la colpa dellimpossibilit di realizzazione della
societ regolare. La responsabilit di questa impossibilit ricade sugli altri, mentre la colpa, il problema, se
vogliamo, sta proprio nella separazione.
Lintellettuale non si dar pace finch non realizzer la societ sine imperio, anche di fronte a gente
che lo impedisce. Chi vuole luguaglianza deve fare proprio tutto il discorso di Hobbes.
La ragione ora passa allattacco perch ha trovato il responsabile della mancata possibilit della
societ regolare. Pu passare allattacco perch questo corrisponde contemporaneamente allinteresse di
tutti e quindi anche allinteresse di chi non sa. Per questo li posso costringere anche se non sanno che opero
anche per il loro interesse. Non vogliono perch non sanno. Costringeremo tutti coloro che non sanno a
diventare liberi. Questo perch la societ esistente non si lascia regolarizzare dalla virt. Poich nella
societ esistente la virt battuta dal vizio, si cerca qualcosa che renda la virt pi forte del vizio, qualcosa
che renda il vizio impotente (potenza e forza).
La libert diventa ora il principio della pi straordinaria coercizione che sia mai stata pensata. Ma non
si figura come oppressione perch d a tutti la libert e lindipendenza. D cio a ciascuno ci che ciascuno
non pu mai non volere: il suo interesse. Se qualcuno non ci sta, peggio per lui, perch vuol dire che al di
sotto dei suoi interessi, vuol dire che trattenuto dai pregiudizi, da passioni, da convinzioni di fede od altro.
Non c costrizione perch affranca tutti e li lascia ubbidire solo a se stessi. Chiunque si opponga (tutti
quelli che non sanno) si oppone al suo interesse, lo fa solo perch incosciente. Lo si costringer a suo
vantaggio.
Al posto della virt subentra la forza: il Leviatano. Chi vuole luguaglianza deve volere questa forza.
Questo potere viene richiesto per colpa di quelli che non sanno e viene richiesto anche per il loro interesse.
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La societ senza governo attuabile solo mediante questa forza straordinaria. Il Leviatano il mezzo
che sostituisce la virt. Ci che personale al di sotto del proprio vero interesse.
L89 il momento in cui i puntelli vengono tolti, si passa alla realt.
Montaigne afferma che nel mondo vige lidea di uguaglianza per diritto di conquista.
2 marzo 1983
Per Hobbes la vera conoscenza pu essere sviluppata solo a partire dalla ragione e per mezzo della
ragione. Per colpa di coloro che non sono ancora filosofi, non si pu realizzare la societ regolare. Finch ci
sar anche un solo vizioso nessuno potr essere virtuoso. La societ quindi destinata ad essere sempre
irregolare.
Ma, visto che la societ regolare realizza il bene di tutti, si cerca di realizzarla non mediante la virt,
ma con un mezzo sostitutivo: la forza, che costringer tutti a diventare liberi. Se questa costruzione funziona,
non ci sar oppressione perch dar a ciascuno il suo vero interesse (la sua indipendenza e luguaglianza).
Chi sente questo potere come coercizione si mette dalla parte del torto. Se vuole la libert, deve volere
anche questo potere, necessario per colpa di coloro che sono rimasti attaccati alla societ politica.
Virtuoso chi si sganciato dalla societ politica ed ha un sapere completamente staccato da essa.
La concezione della libert una scoperta degli intellettuali completamente sganciati dal reale, che sono
andati oltre la societ politica.
Nessuno potr essere libero da solo, ma tutti assieme contemporaneamente. O tutti o nessuno (e
questo tutti va bene nella sua indeterminatezza).
La Francia rivoluzionaria dichiara guerra allEuropa perch parte dal principio che si pu essere liberi
solo se assieme. un discorso che ritorna. I bolscevichi dichiarano limpossibilit di un solo paese socialista:
bisogna che diventi socialista tutta lumanit.
Il Leviatano potente perch deve scardinare tutti i poteri basati sullignoranza. Deve essere pi
potente per combatterli. Il Leviatano (dal libro di Giobbe, il mostro con sei teste, dopo Dio la forza pi potente
della terra) incondizionato, illimitati, irresistibile: assoluto. La realizzazione della libert il principio che
veicola questo potere.
La democrazia nasce dalla divisione della societ intellettuale da quella politica. Ora la politica diventa
il possesso e luso di questo potere. Dora in poi reazionario sar che ha un potere conservatore, contro
natura. Chi avr tanta pi libert da questo potere, tanto pi lo sosterr. Il governo diventa lesercizio di
questo potere.
un errore credere che i giusnaturalisti siano sostenitori del potere assolutistico e della monarchia,
sono invece amici della democrazia. Democrazia: forma di governo di qualcuno sugli altri, ma nel senso
moderno del termine (Hobbes)
3 marzo 1983
stato un errore credere che Hobbes sia un ideologo dello Stato assolutistico, mentre il suo potere
attestato ab origine proprio per abbattere quello monarchico della societ costituita. Tocqueville preda di
questo errore.
Libro 1, capitolo 6
il potere monarchico
Per Tocqueville il potere accentrato, che la sola molla della vita pubblica, riconosciuto come tale
anche dagli stessi detrattori del potere monarchico. Fa lesempio di Mirabeau, che ha fiducia solo nel potere
centrale. Tutti i rivoluzionari in vista delluguaglianza si rivolgono a questo potere (come anche gli
economisti). Prima tentano di mutare questi ordini (quelli del re, ma quello che costruiscono non pi la
monarchia, ma lo Stato, pi potente del potere che lha preceduto. Questo potere ha tanto poco di simile a
quello del re, che per trovarne uno simile devono guardare alla Cina (della Cina, che era tanto lontana,
potevano dire quello che volevano).
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Per Tocqueville queste riforme sociali hanno bisogno di un forte potere, che alla fine sar qualcosa di
assolutamente diverso dal potere del re. Non pi simile al potere del re perch viene sciolto da tutti i
rapporti che lo costituiscono.
La macchina centralizzata della monarchia cos poco potente, da rivelarsi sempre pi impotente di
qualsiasi protesta.
Per Tocqueville non bisogna guardare come sono scritte le leggi, ma come vengono applicate. Questo
fra tantissime altre astrazioni, che mostravano una grandissima differenza nel modo di presentarsi e nel
modo di agire o di essere reale delle leggi stesse. I poteri intermedi rendono reali queste impotenze.
Tocqueville oscilla, non chiarisce la situazione effettiva.
Questo potere , che nella pratica non assoluto, dichiarato assoluto dai riformatori, dai dotti, dai
letterati, dai propugnatori del vero potere assolutistico perch indicano la monarchia come depositaria di un
potere assoluto capace di portare luguaglianza, mentre questo potere assoluto usato in molte direzioni
illegittime, dando a tutti infelicit.
I francesi sono convinti che il re procuri miseria perch non usa mai, nel senso che lo legittima, il suo
potere assoluto.
Proprio perch il re governa, e governa come si sempre fatto, entra in contraddizione con il potere di
cui dispone. Se non usa il suo potere per luguaglianza, il re sar un despota; e basta far apparire come
assoluto il suo potere per mostrarlo come un despota. E per farlo apparire come assoluto sufficiente
diffondere questa opinione, che per essere diffusa deve far tacere le altre.
Per Tocqueville questo potere crolla perch tutti credono che sia assoluto, mentre non lo era per
niente. La rivoluzione, ecc., tutto succede solo per un gioco dellopinione.
Per coloro che chiacchieravano di potere assoluto le cause del crollo saranno la miseria sociale, i
privilegi, larbitrariet delle leggi, le disuguaglianze. La vera causa della morte della monarchia invece
unopinione di questo tipo. Le presunte cause materiali non spiegano pi niente, sono cause che si trovano
solo dopo che lopinione si affermata. Il materialismo sta insieme con lo spiritualismo.
Barnave, Saint J ust, Robespierre concordano sullaffermazione che la rivoluzione stata possibile
solo mediante lavvento del regno dellopinione.
Voltaire auspica il regno dellopinione. Dal Settecento, la diffusione dellIlluminismo la diffusione di
opinioni di questo tipo. Nasce la cosiddetta opinione pubblica, cresce proprio nel Settecento ed aveva lo
stesso profilo che ha ora.
I sostenitori del potere assolutistico sono i sostenitori delluguaglianza. Lopinione diventa pi potente
delle forze materiali. Essa fa credere che lo scoppio della rivoluzione sia dovuto a migliaia di cause materiali.
il potere di Hobbes contro il potere della monarchia centralizzata.
Il potere di governo nellInghilterra e nellEuropa il vertice di una societ politica, una societ gi
costruita e gi inquadrata nei suoi molteplici edifici (corpi, ordini), ognuno dei quali ha i propri diritti e pu
difendere di fronte a tutti la sua libert. insomma attrezzato per fare politica, per far cambiare idea al re.
Il potere di governo monarchico ha un compito: tenere assieme tate diversit, smorzare tante libert
per renderle equilibrate. La monarchia centralizzata estranea allidea dellesistenza di un sistema di per s
definito (no ad interessi particolari perch non risolvibili nellinteresse generale societ di Hobbes). Per la
societ di antico regime linteresse generale il bilanciamento di tutti gli interessi, il loro equilibrio, che lascia
la diversit di interessi, dato che tutte le libert di ogni corpo, citt, parrocchia, ecc. sono tutte libert di fatto,
sono cio state definite a partire da situazioni determinate (comperate, meritate, rubate, ecc.). Sono libert
tutte diverse. Labitante di Lione ha libert diverse da quello di Bordeaux. Si tratta di libert storiche,
acquisite di fatto.
Ad esempio, per trattare i problemi finanziari il re convoca i tre ordini perch gli interessi erano diversi.
Linteresse generale c solo se trova un equivalente sistema di equilibrio, ma non un superamento delle
diversit di interesse.
Per Hobbes invece linteresse generale uguale allinteresse particolare di ciascuno. Il suo un
mondo di una sola libert per tutti. Il potere di Hobbes nasce per abbattere il potere di governo. Si forma
della disuguaglianza, delloppressione, del dispotismo. Lavversario di Hobbes il potere di governo. Hegel:
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la figura del servo-signore. Basta pensare che lunica forma regolare di societ quella senza governo
perch tutti i rapporti di governo siano Tutte queste categorie sono indipendenti da uno svolgimento
storico, ma lo straordinario che esse sorgono storicamente ed hanno fatto morire lantico regime.
9 marzo 1983
La societ regolare della giustizia ed indipendenza lo stato di natura. Come dire che non ci che
precede listituzione di una societ civile, ma ci che sta dopo listituzione di un potere assoluto. Perch vi
sia uguaglianza ed indipendenza bisogna creare degli individui ( un processo innaturale). Quel potere
inventato per creare lindividuo, tutti gli individui, nel senso vero e proprio del termine. Lindividuo il
prodotto del pi grande consenso che sia mai stato pensato.
Tocqueville, Libro 2, capitolo 9 avverte questo i nostri padri non conoscevano La solitudine
la caratteristica dellindividuo, il suo essere sciolto da tutti i legami. Gli individui ci sono in quanto creati dal
potere. Se esistono gli individui perch questo potere di fatto inizia a macinare la realt. Ci che si chiede
al potere proprio di essere assoluto. Si vuole uscire dalle associazioni in cui si vive e questo potere serve
proprio a ci. Il principio dellindipendenza un principio di dissolvimento, non di costruzione. Lazione di
questo potere lopera di distruzione del vecchio ordine.
La libert come indipendenza non principio di associazione, ma di isolamento. Quanto pi un
individuo viene posto su se stesso, lasciato su se stesso, tanto pi rimandato alla sua volont attuale.
Poich non esiste un criterio del bene e del male, il giudizio su ci che bene e su ci che male si
determina puntualmente e lazione conseguente rimanda al momento attuale. Restando su questo concetto,
affermeremo di essere liberi solo a condizione di poter seguire momento per momento ci che di volta in
volta decidiamo di fare, senza alcun criterio. Ogni tipo di legame ci impedisce di essere liberi, perch un
legame ci vincola nella formulazione dei nostri giudizi, nella nostra volont. Questo vale per ogni tipo di
legame, anche per quelli volontari. Ogni rapporto con laltro ci appare comunque un ostacolo e nessun
rapporto potrebbe esistere se non ci fosse quel potere che lo garantisce. C assoluta necessit di quel
potere che ha creato lindividuo.
Ci vuol dire che la pace di cui parla Hobbes (che la felicit) scorre sulla guerra e deposita dietro di
s la guerra. La societ regolare, quella degli individui si costruisce avvolgendosi nella guerra pi tremenda:
la guerra di ciascuno contro tutti. Il potere diventa lunica ancora di salvezza. Lindividuo non ha speranza di
sopravvivere da solo e proprio perch ognuno consapevole di questo, ognuno rinnova il potere per sua
protezione.
La societ hobbesiana non un dato storico o finzione metodologica, ma ci che avverr se questo
potere si incontra con la realt. Il destino dellEuropa questo: lo stato di natura.
Chiunque pensi che felicit =indipendenza dimostra di essere il prodotto di una forza di disgregazione
potente, di un potere assoluto quale quello di Hobbes. La libert il veicolo di questo potere.
La societ delluguaglianza non una societ, ma un insieme di individui che hanno in comune solo il
potere che li divide. Non hanno pi nessun legame, non dipendono da niente e da nessuno. Lindividuo
razionale richiede che il potere sia sciolto dagli interessi particolari di ognuno per linteresse di tutti perch
solo cos si pu garantire luguaglianza. Una volta che si individui, si richiede al potere di essere assoluto.
Il potere deve guardare tutti indipendentemente da ci che ciascuno ; per lindipendenza che deve
difendere, deve vedere solo il prodotto di massa. Quanto pi saranno divisi gli individui, tanto pi quel potere
sar potente e legittimo; quanto pi gli individui saranno associati, tanto pi quel potere sar impotente ed
illegittimo.
La libert il risultato dellobbedienza. Tutte le virt si risolvono nellobbedienza. lobbedienza che
realizza la libert in quanto indipendenza.
Il nuovo regime si dice basato sul consenso. La democrazia ha il problema del consenso. Per avere
consenso basta dare un po pi di indipendenza, un po pi di libert. Appena inizia ad essere individuo,
necessariamente, automaticamente ubbidir perch non potr fare a meno di quel potere. Hobbes: ma
questo consenso? Consenso significa andare daccordo, trovare un accordo. Lobbedienza non certo
consenso. Per essere libero luomo costretto ad ubbidire. Si tratta di unobbedienza incondizionata a tutto
ci che il potere far . Lindividuo non dovr pi giudicare il potere (lesercizio del potere) perch ognuno ha
una concezione diversa e diversa anche di momento in momento. Sarebbe una continua disputa. Se
formulassimo le nostre opinioni e volessimo che avessero efficacia, il potere cadrebbe e si scatenerebbe la
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guerra. Lindividuo non vuole (Hobbes liquida la volont). Obbedire non una libera scelta, ma una via
obbligata.
Nell89 Mirabeau scisse: il regime delle societ particolari dellantico regime cattivo per essenza
perch sempre in opposizione con il diritto degli individui (la libert).
Nel 91 un decreto vietava qualsiasi associazione perch non esiste un interesse comune, che in
realt solo presunto. Lindipendenza lunico vero interesse che divide e non aggrega, che scinde, separa.
La rivoluzione francese e le altre realizzano luguaglianza della desocializzazione.
10 marzo 1983
Come nasce questo potere? Sulla terra e in natura non esiste nulla di simile. Per Hobbes (e per tutti
gli altri) nasce attraverso ununione anchessa del tutto particolare e originale. unione di forze che nasce in
virt di una dissociazione. La dissociazione il patto, la promessa anche verbale.
La formula questa: trasferisco il diritto di governare me stesso. Solo chi virtuoso capisce che deve
trasferire a quel potere la sua virt. Visto che lo sforzo di essere virtuoso senza quel potere uno sforzo
inutile perch non tutti sono virtuosi e molti sono pronti a sopraffare gli altri.
Trasferire significa che non ho pi tutta la forza che la virt richiederebbe secondo il mio giudizio.
Lascio in libert questo mio potere , che diventa trasferibile ad un altro. Ci che si cede quel tanto di potere
che sarebbe stato insufficiente per far regnare la virt. Ma il trasferimento avviene nel momento in cui c
colui al quale viene lasciata la forza di ognuno, di tutti quelli che hanno fatto il patto. Se tutto il potere che
uno avrebbe usato per la virt lo trattenesse per s, sarebbe un bene sprecato perch non tutti sono virtuosi.
Trasferendolo, diventa un potere utile, che combatte lignoranza e il vizio.
Questo potere utilizza le forze di tutti a proprio giudizio. Sono le forze che da sole erano inutili; messe
a disposizione di un unico individuo o di ununica assemblea diventano utili per realizzare la societ regolare.
Ununica azione utile per la libert; dissociare da s le proprie forze.
Il patto la dissociazione di una facolt, di una capacit di agire. Questa capacit viene dissociata (io
non lho per me, lascio che sia un altro ad usarla). Ma chi ora designato ad usare questo potere di tutti?
Chi si trova a disporre contemporaneamente di tante dissociate capacit di agire e che le riunisce tutte in un
unico potere cos potente proprio perch le tiene tutte sotto di s? La persona designata d unit a singole
capacit di agire dissociate dai loro proprietari naturali (questo il patto).
Il voto un patto. Chi vota, lo fa per la societ regolare e si dissocia per questo dalla sua capacit di
agire. Il voto d origine al potere assoluto, al potere che sciolto dai suoi naturali detentori. Si erige cos, per
la prima volta, il potere politico. la prima volta perch la politica ha cambiato di significato. In Hobbes e da
Hobbes in poi la politica il tipo di potere che ha lintensit sufficiente per realizzare luguaglianza. Politico
quel potere che sostituisce la virt. Tutti gli altri poteri non sono politici perch non hanno intensit sufficiente
per realizzare luguaglianza. Per la prima volta appare necessario il politico, la persona che si incarica di
realizzare la politica. Se non si passa al patto, la politica non viene mai raggiunta. Poich il voto
sostituzione e il patto sostituzione, bisogna farsi sostituire per realizzare la societ regolare, per arrivare
liberi alla politica. Se non c sostituzione i poteri non saranno politici, ci sar sempre vizio e mai virt, mai
uguaglianza. Chi accede al patto un uomo virtuoso che vuole solo la societ regolare.
Si inventa cos la cosiddetta classe politica, che nasce in questo contesto, quello di Hobbes e non
cambier pi (Sieys: Cos il Terzo Stato?).
Lantico regime non conosce classe politica perch non passa alla politica attraverso votazioni.
Lantico regime linsieme di associazioni stabilmente organizzate. In esso linteresse generale non era altro
che lequilibrio delle diverse cerchie naturalmente costituite, attrezzato per fare politica cos come essa .
Ogni citt, ogni provincia era attrezzata per difendersi dal potere del re, dal potere centrale e per risolvere da
se stessa i propri problemi, senza mutare se stessa.
Nel nuovo regime invece, per accedere alla politica bisogna cambiare volto, non si pu accedervi cos
come si , come naturalmente si vive. Luomo che vota non politico, ma votando rende possibile la politica
perch crea un potere che diventa politico e pu farlo solo attraverso il voto.
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La persona politica eletta il rappresentante (cos lo chiama Hobbes). Questa la teoria pura del
regime rappresentativo, la teoria parlamentare dello Stato puro. il voto pu provenire dal basso ma anche
dallalto Le persone non esprimono nel voto la loro volont, che molteplice e diversa in ciascuno. La
volont muta di contenuto in base al meccanismo che la fa esprimere. Ad esempio, nell89 non si ha
elezione, ma convocazione degli Stati generali, che gi esistono e vanno solo fatti valere. Per una serie di
strani equivoci viene prodotta unelezione e muta di colpo la volont espressa dai francesi proprio perch
porta a mostrarsi in altro modo (col voto). Per millenni lumanit non ha conosciuto le elezioni, che sono la
condizione necessaria per la societ giusta, quella contro il vizio. Colui che viene eletto ha il compito di
stabilire i tempi ed i modi di realizzazione della libert di ciascuno perch questa libert non sussiste ancora
(se sussistesse non avrebbe senso votare). Il votante si rende indipendente dalla volont delleletto.
Lobbedienza non configura al votante una dipendenza nei confronti della volont delleletto perch prima
dellistituzione della persona politica, del voto, non possibile per nessuno agire secondo il proprio
interesse. Si arriva al patto proprio per la realizzazione di questa possibilit. Votare lunica azione possibile
per lindipendenza.
Solo nella volont del designato c la volont retta. La sua lunica volont in accordo con la volont
di tutti, lunica in accordo con la libert. Solo la persona rappresentativa pu dire cosa conforme alla
libert. La volont del rappresentante lunico modo effettivo per realizzare la libert di tutti. Il voto, cio il
modo di esprimere la volont cambia il senso della volont stessa. La societ civile ci che viene prima, la
societ di natura ci che viene dopo. Il potere assoluto si crea dissociando il potere.
11 marzo 1983
Il patto lesito di una costruzione gigantesca. Nella costruzione di Hobbes la politica si risolve nella
definizione del modo e della caratteristica di quel potere che permette la giusta societ. Politica un termine
nuovo, che ha un nuovo significato ed introduce un nuovo personaggio: la classe e la persona politica
(colui che detiene il potere politico che riceve attraverso il patto). Leletto non riceve un potere politico, ma
una serie di spezzati poteri umani, che diventano poteri politici perch messi tutti a disposizione, tutti riuniti
verso un unico potere.
Per accedere alla politica bisogna che una societ esistente si trasformi in una massa di elettori. Ogni
volta che ci avviene siamo in presenza della formazione del potere politico. Il rappresentante agisce al
posto di altri, su autorizzazione di altri, con le forze di tutti, che tutti gli hanno messo a disposizione.
I soldi sono il sostituto delle potenze. Si apre il regno delle tasse.
Non si pu raggiungere direttamente o con le solo proprie forze ci che si desidera, le forze vanno
unite nel rappresentante. In Hobbes la rappresentazione politica sostituisce la virt. questo che rende
sempre pi giusto il potere.
Compare ora il principio di maggioranza, per cui sufficiente il 51% dei voti e il 49% deve accettare.
Questo possibile perch maggioranza e minoranza rimandano ad una unanimit precedente. Ci
possibile perch al voto si accede da soli. Un voto uguale ad un altro, per questo possibile la somma
aritmetica.
Maggioranza e minoranza non sono che differenza non critica, compatibile, che sotto ha lunanimit.
Questa unanimit il motivo per cui si vota (la societ regolare). Se alla base non ci fosse lunanimit, il
principio di maggioranza sarebbe un asservimento, una dipendenza. Bisogna vedere se ci che vogliamo
corrisponde a quello che dovrebbe essere il fine.
il rappresentante che decide i tempi ed i modi e pu farlo perch possiede il potere. Nella volont
delleletto, lelettore scorge solo la volont sufficiente per la realizzazione della volont di ogni elettore, che
gli ha lasciato la propria volont.
La volont retta solo quella del rappresentante ed il modo pi opportuno per raggiungere la libert
quello indicato dal rappresentante. Per questo non si tratta di dipendenza. Chi vuole la libert non pu
volerla se non attraverso ci che decide il rappresentante. Ma questo non significa che il rappresentante fa
ci che gli elettori ritengono giusto; per Hobbes non c non c mai (o quasi ami) unidentit di giustizia.
Per la prima volta appare lopinione privata di fronte allopinione del rappresentante. Lopinione
pubblica ci che detto dal rappresentante, ci che egli dice di fare o di non fare agli elettori. pubblica
perch lunica manifestazione dellunico interesse comune a tutti (la libert e lindipendenza); ed pubblica
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perch deve essere pubblicizzata, resa nota a tutti, altrimenti nessuno saprebbe perch deve rinunciare,
votare, ecc.
Pubblico ci che viene stabilito dal rappresentante. Ci che vuole non ci che vero, ma ci che
ha deciso. Lopinione degli altri non n pi vera n pi falsa di quella del rappresentante, solo privata
perch quella di una persona non politica, di una persona qualsiasi. Se unopinione diversa su uno
stesso argomento trattato dal rappresentante, non deve essere seguita perch non quella del
rappresentante. Si cercher di eliminare questa differenza perch appare non giusta: si cercher di portare
allo stesso livello giudizio pubblico e giudizio privato. Quando non esiter pi la differenza si avr il
toglimento della teoria rappresentativa e si avr la teoria della sovranit popolare. Finch c questa
differenza, la teoria rappresentativa indispensabile. Ci che colma questa differenza la pena. Ogni
opinione del rappresentante legata ad una pena. Questo fa s che lelettore segua sempre lopinione del
rappresentante. Non esiste opinione pubblica senza la forza coercitiva che accompagna il suo verdetto. Se
non coercitiva non pi legge, pu magari essere un consiglio. La pena fa essere disutile lopinione
personale.
Per Hobbes chi si adegua allopinione del rappresentante per paura della pena sempre lincosciente,
che non ha capito nulla di questa costruzione e si adegua solo per paura. colui il quale rimane sempre al
di sotto del proprio interesse (lindipendenza). Per chi ha capito e non segue lopinione del rappresentante
per paura, la pena solo un richiamo per correggere possibili dimenticanze (non nulla di pi), un
deterrente contro gli impulsi del momento, che poi passano. Fa cadere la purezza della ragione, la quale sta
alla base di questa costruzione. La pena sentita come costrizione solo dallignorante. Per il cosciente, per
colui che sa, sempre condizione della propria libert. come rigenerazione sociale e morale. La
conseguenza che c chi non lede mai la legge eppure ingiusto (lo fa solo perch ha paura) e chi, pur
essendo giusto (perch obbedisce per comprensione e non per paura), infrange la legge, ma solo perch
qualche volta ha sballato perch aggredito da impulsi momentanei. Lingiusto sempre chi non conosce
questa costruzione. E la costruzione di questo Stato fatta proprio per chi non conosce.
La persona politica non comanda mai sul principio del cos voglio, ma su quello del voi volete. un
principio che diventer proprio della democrazia diretta, della sovranit popolare.
Non esiste mai il potere come esercizio di una indipendenza, ma c il riscatto morale e sociale: chi
ubbidisce sar libero.
Il patto porta allobbedienza incondizionata a tutto ci che esprimer il rappresentante. Non comporta
mai adesione a nessuna legge in particolare, ma al rappresentante, a ci che egli decide di volta in volta. Chi
si legasse alla legge tradirebbe questo potere (il quale dice che una legge buona e non vuole cambiarla),
mostrerebbe di non essere allaltezza dellunico interesse (la virt) e di essere legato ancora ad interessi
suoi particolari.
Lobbedienza non tale in attesa di una precisa costruzione di un assetto normativo. obbedienza ad
una persona ed a tutto ci che dir. unadesione che si accende col patto. politica, nel senso che
permette laccentramento di tanti poteri che per questo diventano politici, ed volontaria perch viene data
solo per il proprio interesse e non per quello degli altri. Ognuno per s, anche se ognuno vuole la stessa
cosa (lindipendenza). unassociazione non politica ma per la politica e lobbedienza per qualcosa che
non c, ma che si vuole realizzare. Per questo non esiste nessun legame tra tutti quelli che hanno aderito al
patto, ma tutti saranno uniti nella figura del rappresentante. questo lunico loro elemento comune. Sono
tutti sciolti ma hanno un unico legame ed quello che li isola definitivamente e li rende tutti indipendenti da
tutti. Lunione per la politica la societ regolare nella sua forma.
La democrazia ha bisogno della rappresentazione. La politica, lassociazione politica laltra faccia
perch se ssi vuole la societ regolare non si pu fare a meno della politica, di questa politica (voto e
rappresentazione).
Lo scopo di questa unione lisolamento e la societ regolare sar attuata quando tutti saranno divisi
e chi non vuole essere diviso resta al di sotto del suo stesso interesse e chi vuole essere diviso chi non d
d valore a ci che lo unisce, tutte le unioni di qualsiasi tipo diventeranno prive di valore. Se sono prive di
valore si pu passare al voto e vota solo chi tiene prive di valore quelle unioni.
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36
17 marzo 1983
Obiezione: Forse la costruzione di Hobbes, spacciandosi per costruzione che ha come fine la
realizzazione dellinteresse generale (la libert), solo un modo per mascherare linteresse di una classe
nascente (la nascente borghesia mercantile). Ma una classe mercantile ha bisogno proprio dei filosofi per
fare il proprio interesse? Tra laltro, Hobbes attribuisce al ceto imprenditoriale le maggiori colpe nei disordini.
Dunque non lo appoggia.
La vita premoderna, preistituzionale dellEuropa e dellInghilterra organizzata in modo tale che
linteresse generale solo lequilibrio tra gli interessi particolari, perch tutti gli interessi particolari trovano
posto per esprimersi istituzionalmente.. Non esiste linteresse generale. Gli interessi sono tutti diversi perch
non c nulla che li accomuna. Tutti agiscono secondo il proprio interesse particolare nei limiti della libert
degli altri.
Questa obiezione relativa al travestimento possibile solo nel momento in cui esiste un interesse
generale. Ed proprio Hobbes che inventa linteresse generale, lunico interesse, lindipendenza.
Il termine libert molto equivoco, forse pi del termine politica.
In Inghilterra dellet premoderna la Magna Carta afferma le libert di ciascuno, le libert particolari e
spiega cosa sono in concreto quelle libert. In Hobbes invece la libert di fatto non si incontra, la libert
una conquista intellettuale.
Nel 1688 lInghilterra accetta apertamente di fare linteresse di un determinato ceto mercantile, per cui
la tesi che afferma quel travestimento smentita. Usare la filosofia non cosa da nulla, la filosofia richiede
addestramento.
Nello Stato moderno la lotta avviene secondo concezioni filosofiche perch ora tutti agiscono
filosoficamente, dato che la lotta politica lotta in nome del bene generale e il bene generale altro non che
il prodotto della filosofia. La lotta politica diventa lotta di parole; dietro non c niente.
Cos la politica in cui noi viviamo. A partire dal momento in cui si pensata una societ senza
governo la politica cos. Da questo momento la politica pensare lazione, non pi fare. proprio lo
schema di Hobbes che fa funzionare questo discorso.
L dove c la societ regolare c felicit, dove essa non c, c infelicit, lotta, guerra, conflitto, c
governo. Ed il governo contro natura, perci disumano ed ha bisogno di puntelli che lo reggano; per
stabilirsi ha bisogno di occultarsi. cos che il governo chiama a s i preti, i letterati, ecc.: lo fa per
nascondersi. Questo concetto possibile solo sulla base dellopinione della societ regolare, che altro da
esso.
Presunzione del filosofo quella di dire che , leggendo i filosofi si capisce la societ del tempo.
Questa convinzione nasce da tutta questa persuasione concettuale (che i filosofi abbiano capito tutto).
Invece leggendo i filosofi non si sa nulla della realt. Si sa solo lo stadio in cui arrivata una societ
letteraria. Non si sa lo stadio in cui arrivata la storia o la societ.
Il concetto chiave che sospende tutto linteresse generale che entra nella storia, nella societ, ma
non nella realt.
Io entro in questa classe e non vi conosco. Entro per la prima volta, ma so che c linteresse generale
e che lunico che importi, il resto non conta. Linteresse generale c perch siete uomini e, come tali,
volete essere liberi, indipendenti. Siete uomini e non animali, siete uomini perch ci che vi distingue la
ragione. La politica discorso sullazione, non pi agire.
Tutto quello che si fa secondo la politica cos intesa scandalo, corruzione, interesse privato, ecc.
Linteresse naturale espansione di una concezione meccanica (del meccanicismo). Il meccanicismo fisico
si estende a quello morale. A questo punto fatta, perch il meccanicismo si estende a scienza morale. Il
meccanicismo la forma filosofica di associazione di uomini. Indica una scissione tra societ letteraria e la
societ civile o politica e tutte le sue associazioni basate sugli interessi, quelli reali.
lIlluminismo a pubblicizzare, estendere, inculcare lidea di meccanicismo di Hobbes.
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37
Lenoble studia lIlluminismo e si chiede come sia stato possibile che lEuropa cos diversa, cos divisa,
potesse contemporaneamente pensare al meccanicismo come fondamento di tutto. In base allinteresse
reale, la societ concreta di interessi concreti questo non sarebbe possibile.
Linteresse generale non esiste: unidea che rimanda ad una costruzione filosofica, ad unaltra idea.
La democrazia attuale non altro che la societ di pensiero.
18 marzo 1983
Lenoble: Storia dellidea di natura. Nascita del meccanicismo e origine del pensiero scientifico.
Nessuno si assume il merito dellinvenzione del meccanicismo (una sorta di materializzazione della natura).
La Repubblica delle Lettere tiene a battesimo la psicologia, la psicanalisi (scienze ingannatrici per
eccellenza).
Per Lenoble per secoli gli uomini avevano avuto bisogno della natura, come una materna mamma.
Improvvisamente tutti diventano adulti e la trasformeranno in una macchia da sfruttare. Indice di una
realizzazione dellindividuo che rimanda al meccanismo hobbesiano.
LEuropa si ricostruisce nella meccanica attraverso una societ che al di l delle divisioni religiose. Il
meccanicismo permette di sottrarsi a puntelli politici e religiosi.
Mandrou declina i tipi di intellettuali, descrive che allinizio del 1600 prende consistenza, prende il volo
quella che lui chiama Repubblica delle Lettere, Repubblica dei dotti, la quale passa dalla filosofia umanistica
(prima forma) allo studio scientifico (fisico-matematico). Egli attesta che il fenomeno delle riunioni raggiunge
il massimo della sua intensit proprio in Francia.
Cartesio parla dellimportanza di queste riunioni per lavanzare del sapere. Anche Pascal ne riconosce
linsostituibile importanza per lavanzare del sapere.
La repubblica delle lettere rifiuta lautorit, rifiuta qualsiasi opinione non ragionata; il regno della
critica, della ragione che si purifica dal pregiudizio.
Umanisti e scienziati, afferma tra laltro Mandrou, sono quelli della Repubblica delle Lettere.
Il meccanicismo il prodotto di una forma di associazione. Il legame che si intreccia tra i dotti di
solidariet, cos lo definiscono i letterati.

Risultato della Repubblica delle Lettere il pensiero desocializzati, che si separa da tutte le opinioni
reali, da quelle opinioni che hanno una motivazione esterna.
Hobbes si impadronisce di tutte le scienze morali e politiche semplicemente estendendo il
meccanicismo. Hobbes non ha mai espresso un qualche motivo che risenta della collocazione storica. La
vita reale viene tagliata fuori. Il lui la politica la sostituzione della morale perch la virt impotente.
Socrate la prima forma di pensiero desocializzati. Per essere legittimo agli occhi di tutti deve
funzionare in modo da costringere tutti a pensare attraverso la ragione pura. Se ci riesce, allora il Leviatano
perfetto. Perch riesca basta farlo diventare un individuo, scioglierlo da tutto e da tutti; egli sar allora
costretto a rifugiarsi nella ragione pura.
Lindividuo completamente isolato, indipendente, sciolto da tutto e da tutti. Quanto pisar individuo,
tanto pi le due societ saranno unite.
Basta porre in alto il potere assoluto per far funzionare la societ regolare. Ma come si fa a porre in
alto il potere assoluto? Basta che lattuale detentore del governo sia convinto di questa costruzione e che
quindi converta luso del potere facendolo funzionare in modo assoluto. Linterlocutore del leviatano il
governante, il quale deve mutare luso del potere. Ma proprio perch consigliato, da questo momento
diventa possibile alla Societ delle lettere accusare il governo di ogni problema. Il potere istituito cos
criminalizzato in anticipo in tutto. Cos si spiegano le molteplici accuse alla monarchia francese.
La Repubblica delle Lettere agisce cos indirettamente. Questa la sua potenza. Da questo momento
entra in azione la politica.
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Ma il pensiero di Hobbes il pensiero della Societ delle Lettere? La Societ delle Lettere lo critica. Il
loro compito (di letterati) quello di occultare, scombussolare la Repubblica delle lettere. Hobbes quindi
criticato perch si deve criticarlo per giungere ancora di pi alla ragione pura, a parlare ancora di pi
dellirreale.
Il libertino Sorbire elabora la perfetta teoria della transizione. Al centro tra la societ irregolare e
quella regolare che si deve raggiungere si trova questo potere sfrenato. Per la sua teoria la transizione si
attua attraverso un tipo di assolutismo micidiale. Egli elabora la seconda parte della trappola.
23 marzo 1983
Sorbire complica la costruzione di Hobbes, elaborando una teoria su tre fasi, delle quali la
costruzione hobbesiana risulta essere quella di transizione.
Per capire Sorbire dobbiamo tenere presente la particolare situazione francese. Con Sorbire si ha un
nuovo intreccio il quale fa s che la Francia acquisti ci che le manca: listituzionalizzazione.
Il problema pi importante era liquidare i partiti confessionali.
Editto di Nantes: tollera il culto ugonotto e accetta la presenza sul suolo francese di un esercito
ugonotto, che lo tuteli. Ma in Francia c un partito cattolico che vuole spazzare via il culto ugonotto e per
questo si allea con la Spagna.
Linteresse della Francia non coincide con nessuno dei due partiti confessionali; diverso da quello di
entrambi. Li deve eliminare, ma per farlo deve eliminare gli ugonotti.
Mazarino e Richelieu: la politica della ragion di Stato, svincolata dai due culti e loro nemica.
Luigi XIV revoca lEditto di Nantes. La politica di Mazarino e Richelieu effettivamente assolutistica:
azione militare e azione fiscale, che espande le tasse.
La Societ delle Lettere individua Mazarino e Richelieu come amici, nel senso che potrebbero farsi
carico della trasformazione del potere in senso hobbesiano. I letterati si schierano a favore e questi circoli di
dotti vengono cos istituzionalizzati (fondi, ecc.) . unalleanza sorprendente e mortale per chi lha stretta (la
monarchia e chi per lei Mazarino e Richelieu)
Ci che istituzionalizza il peggior nemico. Ci che rende la Francia pi illuminata semplicemente
questa alleanza tra i dotti ed il potere, alleanza che non avviene con gli altri poteri. La rivoluzione il suo
destino.
Hobbes nello stesso tempo accolto e tenuto a distanza. I letterati lo criticano in primo luogo
cercando che cosa impuro nel suo sistema, che cosa cio non allaltezza della ragione.
Lelettore ha trasferito il compito, il dovere di regolarizzare la societ. Caratteristica dellazione della
persona rappresentativa quella di dissolvere tutta la socialit.
Condizione di perfetta felicit per Hobbes: lo stato di natura realizzazione che legittima la persona
politica. Ci significa che per assolvere il suo compito, la persona rappresentativa deve guardare ai sudditi
senza preferenze, per lei sono tutti uguali, sempre perfettamente sciolti da tutto, sempre indeterminati,
sottratti di fatto a ci che sono ed a quanto di fatto fanno. Appaiono emancipati da tutto, da ogni impegno
sociale, ecc. Se uno fa il contadino e laltro lavvocato non fa differenza, il rappresentante li tratta come nel
patto dichiarano di voler diventare: individui tutti uguali. La persona politica deve appoggiare una legge che
sia uguale per tutti (solo per questi motivi oggi la legge uguale per tutti) perch di fronte a s il
rappresentante ha i patteggianti, persone che si vogliono uguali. solo per questa idea di natura che la
legge deve essere uguale per tutti. Perch la legge sia uguale per tutti deve prescindere da tutte le
differenze reali concrete che ci sono tra noi. Si finge che tutti siano uguali, mentre nella concretezza non lo
sono. Lo siamo nelle idee, perch vogliamo essere liberi ed indipendenti.
Senso delle pene nello Stato post rivoluzionario: la legge comporta la pena. Le pene devono essere
predeterminate. Non esiste delitto senza legge (toglie la possibilit della retroattivit della legge).
Impossibilit della retroattivit delle idee. Se il re non dice che rubare proibito, tutti rubano. La pena non
deve essere troppo grave, deve solo far diventare inutile il crimine commesso. un avvertimento, un
ammonimento per gli altri.
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Elementi che possono attenuare una pena sono, ad esempio, la situazione in cui il crimine stato
commesso, le particolari condizioni del colpevole, ecc. Il giudice si incarica di far emergere quelle
circostanze particolari che il legislatore ha eliminato perch il giudice ha di fronte a s degli individui, degli
atomi immersi in uno stato di natura. Tutto ci che stato rimosso ritorna al giudice e vi ritorna rovesciato,
come ritorno di una individualit non rimossa. Tutte le concretezze in cui uno immerso appaiono come
irregolari di fronte al giudice. Ci che normale gli viene mostrato come anormale.
Il sistema penalistico moderno pensato contro la violenza di amministrare la giustizia, pensato per
mezzo di quel calcolo sospeso che rimanda alla costruzione di Hobbes.
7 aprile 1983
Con Rousseau sorge una societ che vive nella mancanza di ogni rapporto extrarazionale. Tra gli
individui vi la massima diffidenza, sono completamente isolati.
Diderot afferma che la ragione ha preso il posto della grazia. La progressione che Rousseau d ad
Hobbes del tutto intellettuale. Il primo passo di Hobbes lallargamento del meccanicismo, poi
leliminazione di tutti ci che non razionale. Nessun riferimento ad una societ reale, ad istituzioni di fatto.
possibile lautogoverno di tutti? possibile un corpo politico che si regga senza rappresentazione?
Bisogna che i tempi ed i modi della costruzione regolare siano decisi da tutti contemporaneamente e che il
potere assoluto di ciascuno sia contemporaneamente con gli altri. Tutti devono partecipare alla
determinazione dellinteresse e della volont generale attraverso la discussione. Tutti si riuniscono per
trovare assieme linteresse generale di quel momento e si ha lobbligo di aderire alla decisione collettiva.
La legge della decisione comune la legge dellepurazione: epurato tutto ci che non espresso in
ambito pubblico. Chi parla (e tutti devono parlare) lo fa in nome dellinteresse generale. E quelli che danno la
legge (cio tutti) nel momento in cui lo fanno ignorano ci che devono decidere. Chi presume, presume di
prevaricare gli altri (decisione privata). Nessuno sapr mai cosa vorr il sovrano.
In Hobbes almeno uno sapeva cosa voleva. Questo per Rousseau il pregio del suo sistema. Che
nessuno sappia prima la garanzia di una legge comune, che non risente delle posizioni iniziali di ciascuno
e di interessi particolari.
Per dirigere questa Assemblea di tutti serve un legislatore. Per Rousseau un ricorso extra
costituzionale. Il legislatore non ha nessun potere di fatto e pu solo proporre la legge perch il popolo che
deve legiferare. Il popolo si riduce a dire di s o di no alle proposte del legislatore. La forma della legge il
referendum. Il popolo d semplicemente il suo assenso a una proposta.
Senza il ricorso extra legale il popolo rimarrebbe muto. Tutti questi sistemi di volont regolare
rimandano ad un individuo anomalo, gi virtuosi di per s. Ma da dove riceve la sua virt, se vive in una
societ irregolare? Per Rousseau la rappresentazione il regime pi imperfetto e repressivo. Egli propone di
togliere di mezzo la fiducia e di governarsi da soli.
La democrazia diretta si impone automaticamente con il nascondimento di un potere assolutistico.
Mutamento del concetto di popolo. Nellantico regime cerano in ogni Stato tanti popoli. Non esisteva il
popolo francese. Nella teoria giusnaturalistica di Hobbes e Rousseau il concetto di popolo subisce una
trasformazione. Hobbes dice che il concetto di popolo equivoco. Per lui una persona civile; una
moltitudine diventa popolo nel momento in cui vuole le stesse cose allo stesso modo. Il popolo una
persona politica o rappresentativa. Nella persona rappresentativa sono riuniti gli interessi di tutti i singoli.
Ogni suddito riconosce nella volont del rappresentante lunica manifestazione corretta della sua volont.
8 aprile 1983
Concetto di societ regolare del Seicento. Rousseau. A questa struttura aggrappato tutto lOttocento
e il Novecento. Questo concetto la chiave di comprensione dei fenomeni cosiddetti sociali e dello
sviluppo storico susseguente.
Quella di Rousseau pu essere una struttura valida per gli Stati a democrazia popolare (vedi i paesi
dellEst). Il potere detenuto dal popolo. Ma quei paesi non hanno modo di votare come in Occidente, dive
vige il sistema rappresentativo. La votazione a lista unica e per noi sembra mancanza di democrazia. Ma
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si tratta di referendum e non di voto. un referendum sulle proposte fatte dal legislatore. Il Partito comunista
sovietico un sistema a sovranit popolare. Il legislatore il partito comunista formato dai puri, dai virtuosi. Il
popolo identificato con il partito che non governa, ma guida il popolo. Il partito dovrebbe scomparire con la
realizzazione del socialismo. A differenza dal legislatore di Rousseau, ci che d la garanzia che il
legislatore realizzer il comunismo la scienza (nel legislatore di Rousseau ci voleva fede). LOttocento
elimina anche questa parte di irrazionalit. La scienza moderno diventa scienza della trasformazione della
societ regolare. Eliminazione con lOttocento di ogni elemento irrazionale. A guidare il popolo devono
essere degli uomini intellettualmente preparati (i pi preparati). Se questi sbagliano, sempre colpa
delluomo che ha tradito la teoria. Gli errori risultano deviazioni soggettive; la teoria si salva sempre,
intaccabile.
Dal concetto di societ regolare nasce il concetto di liberalismo classico (lasciar fare). Linteresse di
ciascuno linteresse generale.
Le tesi del liberalismo classico sono le tesi della pura ragione. Niente di storico dunque. Lasciateci
indipendenti e saremo felici. Leconomia classica esplicazione dellidea di societ regolare, una mera
deduzione che non abbisogna di prove di fatto.
12 aprile 1983
Libro 3, capitolo 1. Tocqueville avverte come la rivoluzione derivi da qualcosa che esula da
condizioni storico materiali, da situazioni sociali concrete, ma derivi da una serie di idee. Questo lo intuisce e
tenta di dire come tali idee fuori dal reale fossero state suggerite ai filosofi proprio dalla societ del tempo.
Lidea di uguaglianza non rimanda a nessuna societ reale. La filosofia meccanicistica il prodotto di una
societ di dotti, staccati dalla societ reale.
Il 1750 una data fondamentale. Si nota la fissazione dellidea di uguaglianza e unaccelerazione
della vita culturale. Forse a causa della pubblicazione nel 1751 del primo volume dellEnciclopedia, che il
testo fondamentale dellIlluminismo. un testo minuzioso, che abbraccia tutto, presenta tutte le arti, i
mestieri, tutti i saperi. Nulla del sapere e del fare umano lasciato fuori. Il suo scopo la promozione del
bene dellumanit, la rigenerazione dellumanit.
Diderot: la filosofia sottomette tutto al suo impero. Il lavoro dellEnciclopedia ricalcato sulla natura
delle cose, lesposizione di tutte le branche del sapere dal punto di vista della ragione (non dellesperienza
o della storia), della nantura delle cose.
Dal 1751 lintero sapere umano riformulato a partire dalla pura ragione. Questopera priva di ogni
spirito polemico. Non c spirito di scontro in nessun senso, verso nessuno. Ogni articolo esposizione
argomentata e metodica. un metodo tuttavia aggressivo. Ad esempio, la teologia esposta cos:
ammasso confuso e disordinato che poggia su qualche potere. un rottame arrugginito. Cos, senza
polemica, si distrugge solo esponendo attraverso la ragione.
LEnciclopedia non la contrapposizione tra conoscenza e ignoranza, ma il leggere le conoscenze
esistenti attraverso la ragione al fine di migliorare e perfezionare le conoscenze stesse. Questopera, come
dice Diderot nellarticolo Enciclopedia, non contiene alcuna conoscenza nuova e non ha fatto avanzare di
alcun passo la conoscenza. Ci dimostra che non lha letta o lha letta solo parzialmente.
Per Diderot compito dellaccademico far avanzare la scienza. Per far ci lAccademia raccoglie tutto
il materiale di una specifica materia. Compito dellAccademia pubblicare, ordinare e chiarire, condannare
le conoscenze ristrette. Non progresso. O meglio, ci visto come progresso perch tale ordinamento
fatto a partire dalla ragione. Questo il progetto dellEnciclopedia, il progetto di perfezionamento ed il
progetto dellIlluminismo.
Ora tutto il sapere umano ripristinato a partire da un altro punto di vista, dallottica della ragione, che
un prodotto dellassociazione dei saggi, dei dotti. Questo determina la morte di quel sapere di cui non ci
resta pi notizia. Questo il solo risultato di cui pu essere fiera.
LEnciclopedia il socratico vittorioso in pieno Settecento. opera scritta da una societ di gente di
lettere. Come afferma dAlembert, unopera che pu essere compiuta solo da una societ di letterati. Ad
esempio, nelle societ di agricoltura non c nessun agricoltore; sono tutti letterati.
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41
Tocqueville afferma che cos come si scrive lEnciclopedia, cos si scrive di arte senza essere artisti. E
tutte le opere umane sono scritte a partire da unottica sociale, che non ha nulla di reale, non ha nulla a che
fare con la societ politica. Proprio perch cos sganciato, lIlluminismo critico. La critica morir quando
morir la Societ delle Lettere. Il critico il personaggio tipico della Societ delle Lettere).
Per gli illuministi indispensabile essere completamente sganciati dalla realt, cos come
indispensabile quel passaggio in cui il meccanicismo diventa necessit morale e prende il posto delletica
(Hobbes) e muore letica tradizionale.
Il perfezionamento che lEnciclopedia vuole produrre consiste nel perfezionamento dello spirito; vuole
far passare lumanit dalle tenebre alla luce. impossibile spiegare tale passaggio, perch impossibile
spiegare cosa stato ucciso, cosa stato rimosso. Si arrivati a tale socratismo, a tali confutazioni, che
nessuno sapr mai cosa stato eliminato.
Il selvaggio il personaggio che gli illuministi introducono quando vogliono la perfezione (impersonare
la critica). Ad esempio, Montesquieu (Lettere persiane) mostra due selvaggi in azione, i quali fanno un
viaggio in Europa e criticano istituzioni, mode, vestiti, ecc. Anche Voltaire lo fa con il Candido. Buffon (il
naturalista) fa svegliare Adamo nel 1700 e gli fa criticare tale mondo; Adamo non pu che criticare e
giudicare razionalmente. DAlembert e Diderot fanno risvegliare ciechi, sordi, muti mettendoli in grado di
criticare. tutta gente che guarda senza pregiudizi, sono puri, sono il simbolo della critica: i selvaggi sono i
filosofi. Tutto li colpisce e prendono nota di tutto. E tutto appare loro illogico, insensato. Non possono che
dire: non capisco. il verdetto dellEnciclopedia. Tutta la logica illuminista qui condensata.
14 aprile 1983
Chi critica sempre ed inevitabilmente selvaggio, un personaggio che guarda tutto e definisce tutto
con precisione. Quindi il ritratto che ne fa assolutamente fotografico. Ma questa fotografia falsa perch in
essa manca ci che d la vita alledificio fotografato. Il selvaggio tagliato fuori dalla convinzione, dalle
credenze che hanno creato ci che vede. Il selvaggio il progenitore di tutti i turisti. lavanzamento delle
scienze: descrivere uccidendo. Lo storico Cochin dice che il selvaggio il filosofo, che viene dalla Societ
delle Lettere, viene dalla porta accanto.
Il pensiero illuminista improduttivo. LIlluminismo conserva ci che uccide o uccide conservando;
riceve la sua legittimazione mostrando la foto di ci che avrebbe ucciso e superato. La repubblica delle
Lettere interessata allattacco alla societ politica, ma quasi nessuno avverte il pericolo. Nel 1746
unordinanza del re vieta la diffusione dei volumi pubblicati dellEnciclopedia e degli altri sei previsti; dice che
vogliono distruggere il potere regio. Qualcuno allora si accorge di questo colpo che sta per essere inflitto.
Per il Parlamento e per lordinanza regia il linguaggio dellEnciclopedia oscuro. Tentativo di difendersi da
quellordinanza che non avr effetto: nel 1753 il terzo volume esce lo stesso e nel 1757 esce il settimo,
anche se c una campagna di stampa contro lEnciclopedia da parte di clero, re e nobili. Lordinanza regia
lultimo tentativo di difesa da parte di quei pochi che hanno avvertito il pericolo.
Lapparizione dellEnciclopedia attesta che la Societ delle Lettere attrezzata in modo sufficiente per
buttarsi allesterno, che cio armata. Da quel momento non c nessuna vicenda, nessun argomento su cui
la Societ non intervenga per dire la sua. Nasce unarmonia, una voce unica e appassionata, come se
qualcuno facesse parlare tutti i francesi. Tutte le sezioni della Societ delle Lettere sono unite. Nasce cos
lopinione pubblica che dice la sua su ogni cosa.
Cos la Societ delle Lettere? lAccademia, dicono gli stessi illuministi. LAccademia la cellula
della Societ delle Lettere, il luogo di riunione tra colti che si interessano della conoscenza. I risultati
vengono poi inviati ai corrispondenti dellAccademia, alle altre Accademie. Funziona in modo da informare
sempre tutte le altre, per tenerle al passo con i lumi.
Le Accademie sono riconosciute dal re, mentre tutte le altre cerchie non lo sono. Le Accademie sono
24 nel 1750, 28 dopo il 1750 3 35 nel 11770. LAccademia lassemblea della gente di lettere, dove si
coltivano le scienze e le arti. Vi si tengono conferenze di letterati che comunicano tra loro e lavorano per
incrementare le scienze. Elemento essenziale per lincremento delle scienze dato dal fatto che pi persone
si riuniscono e colloquiano. Lincremento delle scienze dipende dalla forma sociale, dal lavoro comune, dal
parlare. LAccademia non destinata ad insegnare, ma destinata a procurare la perfezione di tutte le
scienze esistenti. Non costituita da scolari, ma da persone dotte che si comunicano i loro lumi
vicendevolmente,alla pari. Non come alluniversit, dove il rapporto allievo insegnante. Limmagine
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42
adeguata di cosa sia lAccademia Platone. In questo giardino (Accademia) si formano i filosofi.
NellAccademia entra chi si interessa di scienze e di arti, chi convinto che la sua conoscenza del mondo
reale sia insufficiente, rozza, imperfetta, che abbia bisogno di essere migliorata. Presupposto per entrare:
bisogna essere dotti, bisogna dire di non sapere, bisogna dire di sapere solo una cosa: di essere ignorante.
Solo loro entrano eliminando tutti i pregiudizi. Per entrare bisogna essere disposti allorientamento sociale,
non bisogna sentirsi vincolati dalle competenze acquisite. La perfezione delle scienze il prodotto del libero
pensiero. LAccademia il luogo che produce filosofi. Il filosofo moderno il prodotto di un lavoro che si
svolge allinterno. La ragione sar un dono estraneo alla realt. Il filosofo in un giardino e la filosofia
espressione di una societ al di fuori della societ. Socrate qui ha vinto.
1789: pi la societ reale viene sconfitta, pi prende il sopravvento la citt della pura ragione. il
contrario di quello che accadde ad Atene, dove con la condanna di Socrate vinse la citt reale.
Lettere: indica tutti i generi di scienze, tutti i saperi. Luomo di lettere quello che coltiva tutte le arti,
tutte le scienze, le coltiva e le perfeziona.
15 aprile 1983
LAdamo di Buffon. Basta entrare in Accademia, nella Repubblica delle Lettere per diventare Adamo
risvegliato nel 1700, luomo rigenerato,il filosofo.
Il Parlamento di Parigi la pi alta corte di giustizia di Francia. Il punto di vista di questo filosofo
selvaggio il punto di vista dellorientamento di tutte le scienze e le arti.
Desocializzazione delle arti: questo che avviene quando unarte viene sganciata dalla situazione
sociale. Lestensione a tutto di tale punto di vista. accanto a questi uomini colti che scompaiono i
pregiudizi.
Tocqueville: la Societ di Agricoltura (1771) composta da funzionari pubblici che non conoscono
nulla di agricoltura. La Societ di Agricoltura piena di filosofi. Il progresso sta ora nel considerare
lagricoltura in s, al di fuori della societ in cui si .
Dal 1751 non c argomento che non abbia il punto di vista illuminato. Per imprimere unidea si usa un
linguaggio direttamente conciliabile, che ci eguagli tutti. Noi siamo addestrati a perpetuare la Repubblica
delle Lettere. Linvito a parlare un far rifluire attraverso la ragione. Compito del professore governare noi
che abbiamo ancora difetti da correggere. LUniversit riforma ogni volta il punto di vista della ragione;
unAccademia, non pi una scuola. Non insegna pi niente. Il sapere si riduce allesposizione.
Scetticismo: sforzo di un libero pensiero. LIlluminismo di forma allinterno di cerchie. Per Diderot solo i
virtuosi possono entrare in tale casella.


23 aprile 1983
Capitolo 1, libro 3: Tocqueville non vuole scrivere una storia. Egli nota che la rivoluzione costruita
col medesimo spirito che regna nella citt immaginaria.
Per Biral non c societ, citt immaginaria contrapposta a quella reale. In realt, alla societ politica
del tempo contrapposta una societ altrettanto reale, quella dei filosofi, che lunica societ emancipata
dallo Stato.
La societ reale appare irregolare perch luogo di dominio e di oppressione. Agli occhi della societ
regolare il governo sempre dominio e dominio equivale ad oppressione.
DAlembert nel suo saggio accentua lautonomia della societ reale dei filosofi, dove non deve valere
alcun criterio di quelli in vigore nella societ politica. La societ non politica ha criteri suoi e pretende la
propria autonomia nella sua separazione e pretende di parlare di tutto. I cittadini della societ letteraria sono
anche i cittadini nellaltra societ. Questa societ letteraria non produce i suoi cittadini, non li fa nascere. I
cittadini nascono nella societ politica e poi cadono in quella letteraria.
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43
Accademia di Bordeaux (vi fa parte Montesquieu): 31% nobili, 18% ecclesiastici, 39% terzo stato. Dal
1750 diminuzione della nobilt, aumentano invece il terzo stato ed il clero. Nel 1715 la nobilt era
preponderante tra gli ordini, era al 90% (nobilt non di sangue, ma di toga). Poi la presenza crolla.
Il punto decisivo sta nel non sapere chi sono i membri della Societ delle lettere, il cui prodotto
pensiero, teorie che non risentono delle decisioni sociali dei tre ordini (decisioni prese secondo la societ
politica). Il punti di intesa che nella societ reale non si pone, non c, si trova sempre nella Societ delle
Lettere, il pensiero della quale frutto di una collaborazione in cui ciascuno chiamato a criticare ci che
dicono gli altri ed a presentare un argomento sempre pi razionale di quelli presentati dagli altri. Questo
pensiero completamente avulso dalla realt politica nonostante i suoi creatori siano cittadini reali, politici
con determinate connotazioni nella societ reale. Chi on abbandona il suo punto di vista, qualsiasi
convinzione religiosa,politica, ecc non un filosofo. Chi mantiene qualche convinzione viene bloccato e
rester indietro finch non sar espulso. Il buon filosofo deve essere sempre pronto ad abbandonare idee,
discorsi, pensieri precedenti, non appena i Lumi sono andati avanti. Allinterno tendenze diverse, ma sono
solo modificazioni di un unico asse, che sempre la societ regolare, la ragione ed il suo uso purificato. Le
differenze derivano dal confronto e dalle necessit di ognuno di portare una propria idea e di offrirla alla
discussione; quindi non si trova sempre necessariamente laccordo perch, se cos fosse, non saremmo di
fronte alla critica. Il tono generale della discussione sempre uguale tra tutti, anche se le posizioni sono
diverse. Tutto sottomesso alla ragione. Rousseau viene espulso perch poco critico.
Questo pensiero completamente anonimo e impersonale perch sempre il prodotto di una
particolare forma di associazione. Il pensiero critico devessere slegato da ogni convinzione, deve essere in
perenne movimento su se stesso; in tutto e per tutto un pensiero sociale, ma quello di una societ
particolare, quella delle Lettere. lunico pensiero che a pieno titolo merita il nome di filosofia sociale.
La Societ delle Lettere parla di tutta la filosofia precedente come avente funzione ideologica e di
sostegno di una societ irregolare, come manifestazione di uno stato patologico di questa societ. Proprio
esso cos: manifestazione di una societ slegata, sulle nuvole, ma tremendamente reale. lunico
pensiero veramente sociale, allo stato puro, al 100%. La critica pensiero sociale.
Barnave, uno dei protagonisti della rivoluzione, scrive in un suo libro la storia dellumanit per arrivare
alla rivoluzione. Per Barnave elemento caratterizzante lopinione. Anche per Necker, il quale nota come sia
lopinione, oltre alle cause finanziarie, a produrre la rivoluzione. Lopinione che caratterizza unepoca (il
diciottesimo secolo) e che porta alla rivoluzione lopinione pubblica, la cui nascita in Francia intorno al
1750. Per Biral, Habermas fa una sintesi acquietante. Per Biral lopinione non caratterizzata da una classe,
appunto perch nella Societ delle Lettere non ci sono differenze, mentre Habermas parla di opinione
borghese, che per lui da mettere allinizio del capitalismo finanziario, che nel XVIII secolo compie passi
decisivi per la formazione dello Stato moderno con la creazione di un apparato di uffici e dellesercito
permanente.
Pubblico qui sinonimo di statuale, cio funzionamento di un apparato cui spetta il monopolio del
potere, monopolio che cade nelle mani della conoscenza (Societ delle Lettere). un monopolio che
neanche Luigi XIV aveva avuto.
Per Habermas al pubblico si contrappone la societ civile dei privati, in quanto destinatari del pubblico
potere, che diventer presto controparte dello Stato, perch intende lui stesso prendersi cura di tutte le
attivit che lo riguardano.
24 aprile 1983
Habermas effettua la sintesi di elementi diversi: la sfera pubblica borghese e lopinione pubblica, che
diventa lopinione di una classe sociale, la borghesia. una teoria marxista, che Biral non condivide.
Lopinione pubblica ha a che fare con il capitale finanziario, il prodotto dei privati. Rispetto a Brunner, che
colloca tutto tra 1700 e il 1800, Habermas anticipai tempi rimandando tutti al XVIII secolo. Per Brunner le
attivit che lo riguardano lo riguardano in quanto privati, che vogliono prendersi cura delleconomia. In tal
senso lopinione pubblica si identifica con la nuova borghesia che non ha nulla a che fare con la vecchia.
Corporativo un termine ottocentesco.
Nel 1600 il mercantilismo non solo tutela amministrativa, ma promuove burocraticamente
lespansione di imprese private attive in senso capitalistico. Ci determina lambivalenza da una parte
dellorientamento pubblico e, dallaltra, delliniziativa privata. Questo d origine ad una zona critica di
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discussione razionale. Il destinatario dellautorit (i privati) si avvia a diventare interlocutore del potere.
Questa critica che tende ad emancipare i rapporti economici e politici dallegida statale lopinione pubblica.
Linteresse di classe alla base dellopinione pubblica. Per Habermas, almeno allinizio del secolo lopinione
pubblica, che la voce della borghesia, coincide con linteresse generale.
Questa critica allo Stato per una migliore organizzazione ha lo scopo non di opporsi al potere, ma di
razionalizzarlo fino a farlo scomparire, di razionalizzare tutta lattivit economica (cio di condurre leconomia
a quello stadio in cui essa non ha pi bisogno di dominio). Scopo della borghesia liquidare il dominio,
liquidare la politica nel vecchio senso della parola, allo scopo di far valere le leggi economiche. Prendersi
cura della religione, delle arti, ecc. per sottoporli alla critica significa, da parte della borghesia, orientare tutto
verso la razionalit della condizione capitalistica. Sono tutti fattori di sostegno del capitalismo. I letterati del
Settecento esprimono oggettivamente questo rendersi capitalistico delle Lettere.
Linteresse generale permette alla borghesia di una concezione della realt positiva che le consente di
sfuggire alle costrizioni della societ reale.
Lopinione pubblica s ideologia perch opinione di una classe, ma unideologia che si eleva al di
sopra di se stessa perch trascina tutti fuori dallautorit, esprime lesigenza di una societ senza potere.
Anche Habermas inquadra quella societ senza imperio, ma per una via diversa da Biral, come societ
legata ad un movimento del tutto reale, che espressione di una classe sociale. Lopinione pubblica agisce
in modo da eliminare lo Stato come strumento di dominio in generale, in cui si divide la sovranit. Richiama i
fisiocratici, che pretendono di aver raggiunto attraverso la natura le leggi oggettive e naturali della societ e
che chiamano il sovrano a calcolare la politica sulla base di quelle leggi, a custodire lordine naturale della
societ. La risposta a tale tentativo arriva dal pubblico raziocinante. Il sovrano chiamato a custodire
lordine naturale e, a loro volta, gli uomini di lettere sorvegliano il sovrano. Gli uomini di lettere determinano
lopinione pubblica ed il sovrano traduce in prassi ci che risulta dal ragionamento illuminato. Il potere
equivale ormai a violenza proprio perch nella societ regolare cos. Lopinione pubblica non pu agire sul
sovrano attraverso la violenza, deve farlo attraverso le buone lettere perch secondo i letterati esercitare la
ragione non mai esercitare la violenza. Solo nel momento in cui il sovrano non rispetta lopinione, gli potr
esser fatta violenza.
Negli economisti viene meno lidea di potere. Ma allora (Habermas non lo dice) sar necessario un
potere straordinario per tutti coloro i quali andranno contro questordine naturale (gli ignoranti). Lopinione
pubblica diviene potenza, pretende che tutti si giustifichino davanti ad essa. Dora in poi (Francia del 1750)
non c pi nessuno che abbia la speranza di legittimarsi in base a ci che fa in concreto, seguendo modi
tradizionali. Per legittimarsi si deve agire secondo lopinione pubblica. Non esiste pi nessun magistrato che
sia buono perch giudica secondo le procedure, ma sar buono solo se ascolta lopinione pubblica (questo
vale anche per il monarca, che altrimenti si trasforma in despota). Per Biral, tale opinione pubblica non di
classe, non ha collegamento con il reale.
Per Tocqueville il dominio dellopinione pubblica il riflesso secondo la letteratura della
politicizzazione. Anche per lui lopinione pubblica non espressione di una classe, ma di spoliticizzati;
attraversa tranquillamente gli strati sociali. Sono le classi pi alte. Coloro che parlano attraverso i discorsi
astratti della ragione sono molti di pi del terzo stato.
La causa di ci laccentramento monarchico che si attua in un periodo molto lungo, con un lento
movimento di assorbimento di poteri locali in quello centrale. un assorbimento che si compie mediante la
conservazione apparente dei poteri costituiti. Per Tocqueville, tale movimento monarchico illegittimo
rispetto ad una pi antica costituzione.
Tocqueville non dice le cause per cui la monarchia si espande, dice solo che un lungo processo
insensibile, non sentito che trasforma laristocrazia in casta o, meglio, che trasforma la nobilt in aristocrazia
nel senso di casta chiusa lasciando solo ed abbandonato il popolo. E qui Tocqueville scarica la
responsabilit della seconda fase della rivoluzione. Tocqueville non analizza lantico regime secondo la
ragione di classe. Ci che far esplodere i contadini non saranno motivazioni di classe, ma il loro essere
abbandonati e la sproporzione tra la realt e ci che pensano della realt. Ad esempio, le propriet dei
contadini sono aumentate, per ed i privilegi dei nobili sono pochi e sempre di meno, ma sempre pi
odiati. Quindi non la realt oggettiva a determinare lesplosione.
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45
28 aprile 1983
Lidea di Tocqueville tiene, se tiene la sua idea di contraddizione come svuotamento di classi politiche,
di poteri locali. Tocqueville non dice cosa fosse la monarchia prima di diventare illegittima (concentrazione di
potere). La centralizzazione un desiderio della monarchia pi che una realt. Tocqueville sostiene che si
sbaglierebbe se si volesse giudicare lantico regime dalle leggi e dalle dichiarazioni regie: bisogna guardare
alle applicazioni. Cera rigidit di norme e rilassatezza nellapplicazione. La monarchia si spaventa al minimo
rumore. Oscillazione del testo di Tocqueville, che dipende dal modo in cui egli tratta largomento (alla
rovescia, a partire da Napoleone).
Monarchia: non c editto che non sia preceduto da una dichiarazione di intenti, come per
tranquillizzare. Sono buoni intenti, la spiegazione generale delleditto stesso. Come dire che anche la
monarchia filosofeggia nei suoi editti. Non c editto che non venga modificato a seconda di dove viene
applicato.
La riforma del 1700 (Laveray) vorrebbe sottrarre tutti gli uomini di Francia alla tutela del signore locale
per sottometterli alla tutela regia non lo erano ancora! Questo si dice quanto lontana sia ancora la
centralizzazione, che viene attuata nelle zone di pi sicuro controllo regio, dove le istituzioni locali erano pi
deboli o non esistevano affatto. La monarchia deve quindi fare i conti con una controparte che in grado di
modificare i suoi editti. La modifica avviene sempre in accordo con il diritto consuetudinario della zona, che
viene rispettato. Ci fa capire una massima dellantico regime: che il diritto generale regio ha meno valore di
quello consuetudinario e deve fare i conti anche con quello canonico (in netto declino), che alla met del
Settecento pretendeva di controllare tutto il clero. Qui la sentenza che d la legge. Il giudice decide sul
caso ed il giudizio della Corte sovrana diventa un precedente a cui gli altri giudici devono attenersi. Non c
editto regio che non sia di fatto modificato dalleffettiva azione dei poteri locali, che cercano di far valere il
diritto proprio nei confronti della monarchia.
Bordes: situazione giudiziaria del Settecento. Studiando lopera degli intendenti e le loro competenze,
sostiene che dalla met del Settecento c un declino dellautorit regia e che negli anni 70 diventa
determinante lavvento dellopinione (vince chi si regge sullopinione).
Molti sprazzi del potere regio si realizzano in virt degli intendenti alleati con lopinione. Lesempio
Turgot, che ha tentato di realizzare la fisiocrazia ha tentato alleandosi con lopinione.
La Francia era un paese di tante nazioni. Scriveva Luigi XVI: voglio che le mie nazioni . Che i miei
popoli. Era un mosaico di nazioni con diversit di tradizioni e di diritti. Erano diverse e divise.
Gli editti regi venivano modificati da quei poteri che erano investiti dalleditto stesso.
Naf (storico svizzero) sostiene che lo Stato moderno non opera di uno sviluppo verso
laccentramento, ma il risultato di una collaborazione tra la monarchia e gli stati (in Francia) o tra monarchia,
principi e ceti (in Germania); il che poi la stessa cosa. Lo Stato moderno si realizza nel dualismo e
attraverso questo dualismo il monarca, il principe che chiama in vita come polo alternativo i poteri locali o,
per la prima volta, li fa rimodellare.
In Francia ogni territorio che si avvicina al re viene o viene annesso alla corona produce al suo interno
delle istituzioni in grado di colloquiare con il re. Essenziale decidere il tipo di aiuto che la zona annessa
deve corrispondere al re in cambio della sua protezione.
Il problema finanziario conduce ad una ristrutturazione amministrativa del potere stesso, il quale deve
versare una certa somma al re e deve quindi reperire in modo giusto quella somma (ripartirla tra i cittadini):
cos nascono gli stati di Francia (anche quelli provinciali). Nelle zone che sono via via annesse al dominio
capetingio il re diventa il signore. Non consoce stati, ma elettori (responsabili, amministratori nominati dal re
non eletti dal popolo).
Bretagna e Normandia mantengono lautonomia finch non vengono annesse alla corona.
Collaborazione tra istituzioni dualisticamente contrapposte: tanti Paesi diversi di fronte ad una sola
corona. Ci fa s che liniziativa sia sempre del re. Il polo di sviluppo quello monarchico, ma si diversifica a
seconda della forma, a seconda dei Paesi. Allora parlare di accentramento diviene di nuovo impossibile. Lo
scontro allordine del giorno. La monarchia non riuscir mai ad eliminare di fato qualche diritto o qualche
libert esistenti. Nel corso di un secolo non ha mai abrogato nulla; ogni editto si sovrappone agli altri in una
modifica continua.
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Perch un editto potesse giungere ai sudditi era necessaria lapprovazione e la pubblicazione da parte
dei Parlamenti, mentre i curati lo comunicano direttamente al contadino, ed il passaggio attraverso la
parrocchia comporta spesso modifiche.
30 aprile 1983
Monarchia e poteri locali non si possono dividere: uno condiziona laltro. Per questo la tesi portante di
Tocqueville non accettabile. C una struttura dualistica. Non si pu studiare la Bretagna del Sei-
Settecento senza il suo rapporto con la corona e viceversa.
Le istituzioni pi importanti sono i Parlamenti e gli Stati. Il Settecento caratterizzato dalla lotta tra re
e Parlamenti. La convocazione degli Stati porta alla morte lantico regime. Accanto al parlamento di Parigi se
ne collocano altri 12 nelle zone di pi recente acquisizione da parte della corona e nelle altre di antico
dominio capetingio. Sono Corti superiori, che hanno il compito di giudicare le sentenze dei giudici di grado
inferiore.
Il Parlamento di Parigi la sezione giudiziaria delle Corte del re. Proprio perch il tribunale supremo
anche il luogo del potere supremo, perch la Francia dantico regime una nazione di tipo giurisdizionale,
non di tipo legislativo. La prima qualifica del re di essere il supremo giudice. Il Parlamento la sua Corte
ed in tal senso il re superiore al parlamento. I feudi autonomi annessi alla corona si modellano sullo
schema di organizzazione del Parlamento di Parigi (dualismo).
Compito dei Parlamenti controllare loperato di tutti gli amministratori rispetto ai loro compiti
territoriali, di villaggi, citt, elezioni, intervengono sulle finanze in caso di contenzioso. Ogni citt ha dei
privilegi. La situazione di ciascuno definita in base ai suoi privilegi. Per questo nellantico regime non
pensabile una misura uguale per tutti.
Supremazia del potere giudiziario.
I Parlamenti provinciali hanno il compito di registrare i decreti regi, che non hanno valore senza la loro
registrazione. Quindi un decreto pu essere rifiutato e comunque, anche se lo accettano, spetta al
Parlamento definire i regolamenti di applicazione. Hanno anche il compito di sorvegliare lopera degli
intendenti perch non tocchino alcun diritto del paese.
Gli stati invece sono pi complessi. Il Parlamento non rappresentativo. La rappresentanza mette in
moto il concetto di uguaglianza.
La convocazione degli Stati Generali dell89. Non erano stati convocati dal 1614. Erano composti da
clero, nobilt e terzo stato. Avevano funzione di consulto, ma se il re li fa convocare sempre per questioni
finanziarie. Li consulta separatamente e poi trae le conseguenze. I tre ordini portano interessi diversi. La loro
separatezza permette lesplicazione dei desideri di ciascuno.
Nell89 il totale dei membri era di 187 designati da assemblee separate. La designazione avviene
mediante mandato imperativo: leletto che va a parlare con il re ha scritto gi in modo vincolante ci che
deve dire. quindi rappresentante, ma nel senso medievale del termine (la rappresentanza in senso
hobbesiano moderna), sta a dire ci che quelli che lhanno designato gli hanno detto di dire. In senso
moderno, la rappresentanza ha assoluta libert di azione. Per questo non cera mai problema sul rapporto
tra i tre stati, sul loro numero, non cera equivalenza tra il terzo e gli altri due. La richiesta del raddoppio del
terzo stato possibile solo in base ad una concezione affatto diversa dellantico regime, una concezione
basata sulluguaglianza.
Coloro che vengono eletti sono tutti dei signori (solo i signori formano gli stati), sono coloro che hanno
terra, feudo, giustizia. Non hanno rappresentativit di governo. Se la signoria era esentata dalla tassazione,
ci non significava che la nobilt fosse esentata, lo sono solo i possessi del signore. Gli Stati sono
associazioni di signori amministratori; per questo possono parlare con il re. Non sono classi sociali.
Non vero che la signoria mette capo ai nobili. Molti plebei sono possessori di terre e molti nobili sono
possessori di terre non nobili e quindi pagano. Cera una distinzione tra terre nobili (non soggette alla taglia)
e terre non nobili (soggette alla taglia).
Anche gli Stati provinciali erano composti dai tre ordini. La loro massima prerogativa era il voto
dellimposta. Nessuna imposta poteva essere riscossa senza la loro approvazione. Per questo la tassazione
(soprattutto la taglia) prende il nome di dono gratuito, concesso di spontanea volont e non imposto per
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volont del re. Nel Settecento tale dono sempre approvato. La discussione si aveva solo in caso di ulteriori
prelievi (ed erano molti). Per lapprovazione era necessaria la maggioranza assoluta. Cerano modi diversi di
fare la proposta, e vinceva quella che raccoglieva la maggioranza assoluta. Il controllo fiscale era dunque la
principale funzione degli stati.
Nella met del Seicento c il declino, anche ad opera degli intendenti, che erano commissari di
giustizia, di police e di finanza. Raccoglievano tutte le lamentele dei sudditi ed intervenivano quando non
erano rispettate le regole. In quanto commissari di police vegliano sul mantenimento dellordine pubblico
(contro ribelli e briganti). Lunica giurisdizione che sfugge agli intendenti il Parlamento. Nel campo delle
finanze controllano la riscossione delle taglie ed i collettori delle imposte (gli uffici responsabili della
raccolta). Il loro controllo si fa sempre pi ampio perch investe gli amministratori di tutte le nuove forme di
tassazione che si introducevano nel corso del tempo.
Per Tocqueville tutti gli ingranaggi dellantico regime sono organizzati in modo da scontrarsi e non da
unirsi. Stati ed intendenti hanno competenze simili. C unapparente confusione di funzioni agli occhi della
mentalit raziocinante che viene dopo perch tali ingranaggi sono un frutto complesso del tempo. Il conflitto
collaborazione.
Diaz: Per una storia illuministica. Analisi degli ultimi trentanni del regno di Francia. Appunti sulla
politica dei filosofi alla met del Settecento. Non fa una storia, ma descrive la battaglia dei filosofi contro
lantico regime.
Nella met del Settecento la Francia ha un decollo economico, inizia ad amministrare bene. C
sviluppo. Sono tesi largamente confermate. Lo scontro si fa pi potente proprio nel momento in cui la
situazione migliora. Ci strano.
Tocqueville dice che ci che caratterizza i parlamenti della met del Settecento il tono tribunizio.
Sono ormai spoliticizzati. Sostituiscono il far politica col parlare di politica. Tale diversit di toni deriverebbe
dalla loro emarginazione.
Per Biral non c de-politicizzazione dei tribunali, semmai sono gli intendenti che a met Settecento
tendono a perdere potere. Ma vero che il tono diventa diverso, che un altro linguaggio. A partire da una
dichiarazione del 1755, pur continuando a fare le stesse coso il linguaggio diverso, mutato il tono.
4 maggio 1983
Accentramento: poco accettabile la tesi di Tocqueville, il quale afferma che laccentramento regio
gi compiuto dalla met del Settecento. La centralizzazione una dialettica pi che una realt. Per lantico
regime rimane obbligo di storie locali (della Normandia, della Bretagna, ecc.); non si pu fare una storia della
Francia. Nelle singole zone di Francia le istituzioni iniziano a ristrutturarsi in relazione con la monarchia.
La buona amministrazione della seconda met del Settecento dovuta ad un nuovo equilibrio
raggiunto tra istituzioni locali e intendenti. Luigi XIV aveva invece creato scompensi fortissimi.
Se sono vere queste affermazioni di progresso, vero anche che questi ultimi anni sono caratterizzati
da continue lotte tra monarchia e Stati Provinciali. Lo scontro si fa molto violento quando la situazione
migliora perch la prassi continua ad essere la stessa, cambia il tono, le motivazioni che a questa prassi
vengono date. Non vi editto regio che non parta con intenti strepitosi. Leditto deve essere preceduto da
una trattativa coi Parlamenti. Il re non pu promulgare nulla senza il consenso dei Parlamenti, ma dopo due
o tre rimostranze pu convalidare un suo editto tramite il letto di giustizia, ed imporlo cos ai Parlamenti.
Il Parlamento di Parigi e gli altri dodici formano un solo corpo e non sono che differenti classi della
nazione, dicono i testi parlamentari. Per capire questo, bisogna vedere da dove nasce il Parlamento. Nasce
dalle antiche Assemblee della Nazione. Qui sta lo scarto: il parlamento di Parigi diventa quel corpo che
ancora nel presente attesta lantica democrazia del popolo francese. ci che rimane dellautogoverno della
Nazione. Tanti Parlamenti diversi si riuniscono e si presentano come il luogo in cui si rappresenta ancora la
Nazione. I Parlamenti stanno intendendo se stessi con una teoria che con loro non ha nulla a che fare:
quella delluguaglianza. Se il re vuole imporsi sul Parlamento, nel momento in cui si sottrae al controllo del
Parlamento e non fa verificare dal Parlamento il suo operato diventa un despota. Il re diventato un
semplice governante sorvegliato dai Parlamenti, che rappresentano linteresse della Nazione. Tutte queste
affermazioni fanno s che popoli diversi diventino un solo popolo. Ma questa Nazione un ente del tutto
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inesistente, un fantasma generato dal Parlamento, che si proclama custode del patto tra la Nazione ed il re,
patto in virt del quale la monarchia stata inibita.
La teoria giusnaturalisti delluguaglianza viene rappresentata dal Parlamento come storia, come
richiamo al passato. Si torna indietro fino ad arrivare al momento dellorigine della nobilt per scoprire quel
movimento originario istitutivo della monarchia che sta nellAssemblea della Nazione.
I re hanno il potere di sciogliersi dal patto. Lorigine del patto stata nascosta ai pi da una potenza
occulta, da una trama logica di potere.
Di fronte a questo attacco le risposte da parte regia non si fanno attendere. Ed una risposta
sorprendente perch i Parlamenti vengono fatti a pezzi.
Originariamente i parlamenti sono delle Corti di giustizia, in cui il re era il primo giudice. Non avevano
nessun altro compito tranne quello di migliorare le leggi. Fissandosi a Parigi, queste Corti di giustizia hanno
usurpato un potere che non apparteneva loro. Cos hanno interrotto la comunicazione tra il re e la Nazione.
C un popolo che si fa tale eleggendo un proprio rappresentante che non responsabile di fronte a
nessuno. Il Parlamento un corpo intermedio di privilegiati. E qui il termine acquista per la prima volta un
significato negativo. un gruppo di usurpatori che ha ridotto a frammenti lo Stato. La nobilt nasce da qui:
un corpo si separa dalla Nazione. I parlamentari diventano i bastioni della disuguaglianza. Dicono di tutelare
la Nazione ed invece tutelano se stessi. Togliendoli si pu ridare alla Nazione loriginaria integrit.
Il nodo del legame tra re e Parlamenti sciolto brutalmente da entrambi. Re e Parlamenti diventano
ostili per il solo fatto che hanno tirato fuori la Nazione
tirato fuori per legittimarsi, li rende per sempre nemici e infine li distrugge entrambi.
Tutto il caos provocato dal tono diverso assunto dal parlamento e dal re.
Dentro lAccademia tutti devono cambiare modo di vedere per svincolarsi da tutto. Lunica idea di
base dellAccademia quella delluguaglianza; sono tutti uguali dentro lAccademia perch non mantengono
alcun rapporto con lesterno. NellAccademia sono aboliti i titoli.
Rouche (???): per migliorare, la scienza deve essere scienza autonoma.
Quando ho gli Adami risvegliati ho lavanzamento delle scienze. una richiesta che nasce
frapponendo sulla societ qualcosa che permetta di svincolare lintellettuale.
Prudenza dellAccademia dopo la pubblicazione dellEnciclopedia (1751). Si interessa di questioni
pratiche, politiche, di problemi concreti.
Il fine del progresso delle scienze il bene dellumanit (Diderot), il bene generale. Il bene comune
non esiste nella societ di antico regime, ma dato dallacquietamento di interessi particolari. Delegate al
bene generale sono determinate istituzioni. Ora si dice depositaria e giudice del bene generale la Societ
letteraria.
Brunner lunico ad analizzare il fenomeno, dopo Tocqueville. Brunner scrive sulla Societ patriottica
di Amburgo. Le Societ patriottiche si propongono come fine il bene pubblico con gli scritti ed il libero
riunirsi per discutere. Su ci Brunner si stupisce. Il bene pubblico infatti, fino ad allora, era legato ad alcune
istituzioni: il re, la signoria, la giustizia signorile e cittadina, ecc. Il bene pubblico era insomma sempre
questione di giurisdizione. Ora invece ci che lo interpreta una riunione di privati cittadini.
Sorge cos la societ non politica (1800) chiamata Societ civile.
NellIlluminismo coloro che determinano il bene pubblico sono coloro che sono stati espulsi dalla
politica. Il bene pubblico un punto di vista del bene dei non politici. Ora il bene pubblico esprime un
interesse non politico, linteresse di questa societ separata dalla politica. Brunner dice che una societ di
pensiero inizia a svilupparsi quando inizia ad esistere una societ non politica. Per Biral invece la Societ
delle Lettere non ha nulla a che fare con una dinamica reale della societ politica.
Brunner ne Lepoca dellideologia. Inizio e fine introduce un elemento determinato: dopo aver fatto
riferimento alla Francia (soprattutto alla divisione tra Stato e societ operata da Luigi XIV) afferma che tutte
le differenze di ordine (clero, terzo stato, nobilt) diventano delle maschere che non hanno pi reale
contenuto vivente. Proprio perch il re si appropriato della politica i cittadini possono formarsi
indipendentemente dal loro status e si possono incontrare nobilt e borghesia e dar vita alla Buona Societ
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composta da uomini desocializzati che non tengono conto delle differenze sociali. Per Brunner questa Buona
Societ il modello sul quale si costruir un modello di societ sempre pi allargato. Nel 1750 circa si
attesta in tale societ un gruppo particolare che si definisce di lettere. DAlembert: questa autocoscienza
del letterato il pubblicista che vive solo della sua penna e che vuole essere indipendente e rappresentare
lo spirito del popolo. Questo uno dei presupposti decisivi di un nucleo che prende un posto politico senza
aver nulla di politico. Questo pensiero lideologia. Per Napoleone questa scuola metafisica.
Inizialmente giudizio negativo sullideologia come teoria avulsa dalla realt, ma in seguito il suo
significato diventa quello di teoria politica che incide sullazione di governo, che pretende di influenzare
lazione di governo pur non prevedendo nessun responsabile dellazione di governo. Luogo di nascita di
questa ideologia la frattura tra Stato e societ. LEnciclopedia la summa dellideologia nella sua prima
fase.
Per Brunner non bisogna guardare a situazioni reali per capire cos lideologia perch lideologia
determinata da una societ che a sua volta separata dalla societ politica.
Per Biral questa societ non si forma alla met del Settecento, ma presente gi molto prima. Gi un
secolo prima ne faceva parte Hobbes. Gi il suo pensiero ideologia perch pretende di occuparsi di politica
non avendo alcuna responsabilit in merito. Nel 1750 questa Societ si arma e lo fa in tutte le questioni che
vedevano impegnati i poteri tradizionali (il re ed i poteri locali). Su tali affari elabora il suo punto di vista e lo
manifesta. lapplicazione di una teoria generale a singoli casi concreti. Impone un punto di vista ideologico,
il punto di vista del bene generale perch non pu essere prodotto prima che siano stati espulsi tutti gli
interessi concreti, gli interessi di parte di ogni ordine sociale. In questo modo, linteresse che esprime puro
e disinteressato, sganciato da tutti gli interessi concreti.
Per Fichte esistono uomini che hanno interessi che si riferiscono allesterno (sono interessi patologici)
e uomini invece che, sciolti da questi interessi empirici, sono al servizio dellinteresse della ragione (e questi
sono gli idealisti, gli ideologi).
Per Biral, a differenza da Brunner lideologia un punto di vista assolutamente inconsapevole,
prodotto di una determinata forma di associazione. Lopposizione tra Stato e societ non per Biral
lopposizione tra societ non politica e uno Stato col monopolio del potere, ma lopposizione tra una
cerchia di letterati e una societ politica. Su questo punto daccordo con Brunner: nel 1750 la Societ delle
lettere inizia a fare politica, tenta di governare la societ reale, quella politica. Per Biral, a differenza da
Brunner, laccentramento non ha effetti tanto rilevanti da produrre una societ separata. Se si elimina la
Societ delle Lettere (e non laccentramento) non si avr pi separazione tra Stato e Societ.
5 maggio 1983
La nobilt: la possibilit di giustificazione della sussistenza del corpo nobiliare sta nelle sue origini. La
nobilt lerede di Franchi conquistatori. La monarchia francese, il complesso del regime di Francia ha inizio
con la conquista franca. I Franchi che conquistano la Gallia erano nobili liberi ed uguali. La forma del oro
governo lassemblea di tutti i liberi che decidono su ci che la Nazione deve fare. Non esistono governanti
e governati. Il re il capo militare. I Franchi fanno fuori limpero e soggiogano in schiavit i Galli. Proprio per
questo la Nazione composta da Franchi, perch i Galli sono fuori dalla nazione. La situazione degli schiavi
Galli migliore sotto i nuovi vincitori che sotto gli antichi. La condizione degli schiavi tende a migliorare con il
dominio franco proprio perch molti hanno la possibilit di essere affrancati (resi Franchi, resi membri della
Nazione). Per molti c la possibilit di passare ad un nuovo status e di entrare nella Nazione. C un
processo di promozione verso la libert, ma questo movimento viene interrotto per colpa del re (fa la parte
del cattivo). I re sono pervasi da unansia usurpatrice: vogliono amministrare la nazione, vogliono
accumulare su di loro il potere e gestirlo. In questo sono favoriti dal fatto che i Franchi sono sparpagliati in
tutta la Francia ed difficile riunirli tutti. La difficolt di riunire le assemblee tende a farle scomparire.
Tentativo di sopprimere gli schiavi rendendoli nemici di chi li aveva affrancati (i nobili franchi). Questi
affrancati sono il terzo stato. Ci che caratterizza la storia di Francia linimicizia tra il secondo ed il terzo
stato. Obiettivo del re abbattere la nobilt ( il solo modo per diventare assoluto).
Naturale bastione contro la nobilt:la monarchia diventa cos quasi completamente dispotica.
Contro questo disegno bisogna ripristinare la nazione, cio una situazione in cui tutti siano uguali e
liberi come allinizio e come sarebbe stato nei confronti dei galli, se non ci fosse stato il diabolico re. Questo
lobiettivo della nobilt, lunica interessata a contrastare il re. Non vuole ripristinare se stessa contro il re,
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ma la Nazione. E si legittima a partire dallorigine stessa (che di fatto una nostalgia). Lorigine inizio
storico e luogo del valore. Tutti e tre pongono allorigine una Nazione con cui si identificano. I Parlamenti si
identificano come eredi della nazione franca. una mitologia: la storia non si legittima se non attraverso al
vera origine. lo schema che verr attuato. Inizio felice e comparizione improvvisa di qualcosa che
sconvolge lusurpatore. Come in ogni buona commedia, il buono, per quanto pugnalato, fa fuori il cattivo. La
nobilt fa fuori il re e il suo assolutismo. I Parlamenti vogliono ricondurre il re al rispetto del Parlamento come
tutore della nazione. Il re vuole far fuori i corpi intermedi che hanno osato riunirsi in classi separate, mentre
solo il re pu parlare in nome della nazione.
Per tutti inizia latto finale.
Carcassonne: Montesquieu e il problema della costituzione. La storia un intervallo che separa il
presente dallorigine, ma di fatto uno sviamento. lo sviamento la teoria dellorigine. Lorigine la
ripetizione della teoria delluguaglianza. Si parte da tre punti diversi, masi va finire sullo stesso punto, sia
pure con tre versioni assolutamente diverse. E ciascuno a tale punto fuori da tale legittimit nei confronti
dellaltro. Cos diventano dei nemici che non possono pi convivere assieme, anche se nulla della politica
mutato.
Per Tocqueville sono tutti impazziti perch sono tutti filosofi. Intendono se stessi attraverso la teoria
delluguaglianza e questa lunica cosa che possono produrre. Pensano lazione attraverso la filosofia.
Dicono che i parlamenti non funzionano pi, che la nobilt una casta, che non pi nobilt. I Parlamenti
invece funzionano.
Per Biral non vero che i Parlamenti parlano soltanto; agiscono invece. Esiste s la filosofia ed i
filosofi, ma non sono tutti i francesi. Sono pochi e fanno il loro mestiere. Esiste una Francia con tanti popoli e
un piccolo popolo (filosofi). Per Tocqueville invece tutto il popolo di Francia filosofo.
Capitolo XI: non si pu sostenere che Contrariamente a quanto afferma prima, dice che la
monarchia non assoluta e dispotica. Per Tocqueville i corpi giudiziari, i Parlamenti sono pieni di pregiudizi,
non sanno pi fare giustizia. Tocqueville mostra come non si possa sostenere che la monarchia era
assoluta.
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