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Comunit in cammino

TRA
EVENTI FORTI
E FERIALIT..
...RIPREADE IL CAMMIAO
COMUAI1ARIO
"Discepoli dello Spirito": in questa Ira-
se e riassunto il cammino comunitario per
l'anno 97-98. Un cammino maturato
nell'incontro del Consiglio Pastorale Parroc-
chiale (a Iine settembre) e nella riIlessione
sulla lettera del nostro Vescovo, che suggeri-
sce di Iar tesoro delle numerose esperienze
vissute nei mesi precedenti, attraverso spazi di
silenzio, di assimilazione, di Ierialita. Il Ve-
scovo, poi, invita in particolare a considerare
l'indicazione del Papa, in preparazione del
Giubileo del 2000, a riscoprire la presenza e
l'agire dello Spirito di Dio, lo Spirito Santo.
Discepoli dunque dello Spirito durante
il nuovo anno. Discepoli: cioe bisognosi di
imparare ancora, di capire meglio, di conosce-
re, apprendere sperimentare; bisognosi di cre-
scere e maturare; bisognosi ancora di luce e di
senso, di novita e di gioia, di coraggio e spe-
ranza; bisognosi e assetati di un Amore vero.
Vogliamo riconoscere che non c'e altro
Maestro in grado di saziare la vastita di biso-
gni che assillano la nostra vita se non Colui
che, del vivere quotidiano e l'Anima, il SoIIio,
il Senso: lo Spirito Santo.
Lui, lo Spirito dell'Amore, ci guidera,
aIIinche possiamo ridare alla nostra vita per-
sonale e comunitaria i lineamenti del Cristo, il
sapore del Vangelo, il gusto della comunione
Iraterna.
Su quattro strade vogliamo lasciarci ac-
compagnare dal Maestro interiore: le strade
della preghiera, dell'unita, della missione, del-
la speranza. Su queste strade lo Spirito ci oI-
Ire strumenti, occasioni, persone, proposte, al
Iine di realizzare quanto ricercato e desidera-
to.
Sulla strada per giungere a una preghie-
ra vera, ci suggerisce di riscoprire il silenzio.
RONAGO '97 - N. 6 1
Comunit in cammino
...R1PRND 1L CAMM1NO COMUN1TAR1O
l'assimilazione della parola di Dio, il con-
Ironto nella catechesi, l'incontro alla Mes-
sa domenicale.
Sulla strada per realizzare l'unita, ci
propone di ricercare quotidianamente la
Iraternita con gesti concreti di accoglien-
za, di rispetto, di perdono.
Sulla strada che porta alla missione,
alla testimonianza, ci dona la Iorza per sa-
per oIIrire, ogni giorno e in ogni ambien-
te, un chiaro esempio di vita cristiana; ci
vuole inoltre guidare, con la sua luce, a
capire, insieme, come possiamo lavorare
meglio a Iavore dei nostri giovani e delle
Iamiglie della nostra comunita. I giovani,
in particolare, dovranno essere quest'anno
al centro della nostra attenzione, del no-
stro aIIetto, del nostro impegno: e questa
la missione alla quale siamo chiamati, nel-
lo sIorzo di capire, di aiutare, di sostenere,
nei giovani, una crescita positiva e co-
struttiva.
InIine, sulla strada di chi cerca spe-
ranza, lo Spirito inIonde nei nostri cuori,
con la sua stessa Presenza, la certezza di
essere amati da Dio, da Lui pensati e vo-
luti per essere suoi testimoni e costruttori
di un mondo che e chiamato a realizzarsi
in pienezza, proprio perche avvolto e pla-
smato dallo stesso Spirito creatore.
Sono queste le linee portanti del
cammino della nostra comunita. Le abbia-
mo anche riassunte su in cartoncino - alle-
gato a questo numero del giornalino - e
accompagnate dal calendario con i diversi
appuntamenti che ci aspettano. Quasi a ri-
cordarci, giorno per giorno, che su queste
strade siamo invitati a procedere, insieme,
attraverso le varie iniziative e proposte
che la Comunita ci suggerisce.
Dopo gli eventi Iorti (l'incontro con
il Papa a Como, il Congresso Eucaristico,
l'esperienza dei giovani a Parigi, a Son-
drio, a Bologna...) torniamo ora alla Ieria-
lita; e non con amarezza e nostalgia, ma
con gioia, gratitudine ed entusiasmo! Sia-
mo consapevoli inIatti che lo Spirito, che
ci ha arricchiti attraverso eventi straordi-
nari, continua ora silenziosamente ad ope-
rare in noi.
Lasciamoci da Lui accompagnare
aIIinche, quanto seminato con abbondan-
za, Iiorisca a beneIicio di quanti incontria-
mo ogni giorno e della comunita nella
quale, con tanti altri Iratelli e sorelle, ri-
prendiamo il cammino Ieriale di un nuovo
anno.
DON SERGIO
Jieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.
Jieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto,
ospite dolce dellanima,
dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto,
O luce beatissima,
invadi nellintimo
il cuore dei tuoi fedeli.
Sen:a la tua for:a,
nulla e nelluomo,
nulla sen:a colpa.
Lava cio che e sordido,
bagna cio che e arido,
sana cio che sanguina.
Piega cio che e rigido,
scalda cio che e gelido,
dri::a cio che sviato.
Dona virtu e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.
RONAGO '97 - N. 6 2
Comunit in cammino
SULLE STRADE DEL VANGELO
La strada deIIa CATECHESI
Settore ragazzi:
* al MARTEDI dalle ore 14.30 alle ore 15.30 i
gruppi di: - seconda elementare
- prima elementare (che ini-
:iera in novembre, dopo lincontro con i genito-
ri, previsto per la sera di venerdi 24 ottobre alle
ore 20.45 in Oratorio)
* al GIOVEDI dalle ore 14.45 alle 15.45
i gruppi di: - terza elementare
- quarta elementare
- quinta eleni,
e prima media
* al GIOVEDI dalle ore 17.15 alle 18.15
il gruppo di seconda e terza media.
Settore adolescenti e giovani:
* al LUNEDI dalle ore 20.45 alle 21.45
i gruppi di
- 1, 2, 3 superiore (ogni lunedi)
- 4, 5 sup. Iino ai 21 anni (incontri
periodici a ini:iare da Lunedi 10 novembre)
Settore Adulti: (oltre i 21 anni)
* al GIOVEDI dalle ore 20.45 alle ore 22.00 nei
seguenti periodi:
- dal 13 novembre al 18 dicembre;
- dal 26 Iebbraio al 2 aprile;
- in maggio nei diversi centri di
incontro Tema guida dell'anno:
riscoprire la preghiera per vivere
meglio!
Settore Anziani:
* al VENERDI , nei seguenti periodi:
- dal 28 novembre al 19 dicembre
alle ore 15.30 in Oratorio;
- dal 27 Iebbraio al 3 aprile
alle ore 16.00 in chiesa
(segue la Jia Crucis)
- in maggio nei diversi Centri di incontro.
Per i CATECHISTI:
sono previsti alcuni incontri per tutto il gruppo
catechisti che prevedono la S. Messa alle ore
20.00 e un momento di scambio e Iormazione.
Ecco le date: - Martedi 2 dicembre
- Martedi 17 Iebbraio
- Martedi 21 aprile
Per le FAMIGLIE:
la possibilita di incontri mensili (alla dome-
nica) per un cammino di conIronto e di so-
stegno nella vita matrimoniale (vedi avviso
nella pagina dedicata alla famiglia)
I GENITORI che desiderano accompagnare i
loro Iigli ai sacramenti della vita cristiana
(Battesimo, Comunione, Cresima) sono invi-
tati a partecipare agli incontri di preparazio-
ne ogni volta che verranno inIormati tramite
i catechisti.
I genitori che desiderano dare il BATTESI-
MO ai loro bambini sono invece pregati di
accordarsi con il Parroco in tempo utile; pre-
Ieribilmente inIormandolo Iin dal giorno del-
la nascita, per condividere cosi la gioia della
Iamiglia e unirsi ai genitori nella gratitudine
a Dio per il dono della vita.
La strada deIIa LITURGIA
Richiamiamo i momenti piu signiIicativi, sia
a livello personale che comunitario, per vi-
vere un autentico rapporto con Dio e cresce-
re insieme nell'attenzione ai Iratelli, vicini e
lontani. A questo inIatti la liturgia ci chiama.
- La Domenica, giorno del Signore e della
comunita: attraverso la partecipazione alla
Messa, le opere di carita, la condivisione dei
momenti comunitari.
- La preghiera personale quotidiana e la let-
tura-ascolto della Parola di Dio, in casa o
alla Messa Ieriale.
- La partecipazione ai momenti 'Iorti' della
vita della Parrocchia:
/ la Iesta dei Santi e il ricordo dei deIunti
(novembre),s
/ la novena di Natale, le Ieste natalizie (S.
Defendente e il Focatico),
/ la quaresima
/ il triduo pasquale e in particolare
la Veglia del sabato santo
/ il mese di Maggio e la Iesta di S. Vittore
RONAGO '97 - N. 6 S
Comunit in cammino
...R1PRND 1L CAMM1NO COMUN1TAR1O
/ la Pentecoste
/ le giornate eucaristiche (Corpus Domini)
/ la novena e la Iesta della Madonna
- L'adorazione eucaristica del primo giovedi
del mese e la preghiera per le vocazioni (ore
15.45-20);
- Il Rosario missionario, ogni terzo mercole-
di del mese (ore 15.00)
- La partecipazione ai sacramenti e alle gioie
e soIIerenza della comunita (Battesimi, Ma-
trimoni, Funerali}
- L'accostarsi alla conIessione, sacramento
della Riconciliazione, per rinnovare periodi-
camente il nostro essere e vivere da Iigli di
Dio e Iratelli (e possibile, normalmente,
ogni sabato alle ore 15.30 e me::ora prima
della S. Messa di ogni giorno)
- la preghiera in Iamiglia e con i Iigli, alme-
no al termine della giornata;
- la partecipazione attiva e gioiosa attraverso
il canto e le preghiere alle celebrazioni co-
munitarie (anche entrando a far parte della
Corale, del gruppo lettori, del gruppo litur-
gico...).
La strada deIIa CARIT
E anche il punto di arrivo sia della catechesi
che della liturgia: vivere tra noi nella Carita
di Dio annunciata e celebrata.
Anche qui, diverse le possibilita che vengo-
no proposte:
- verso le Iamiglie e i vicini: vivendo atteg-
giamenti di dialogo, rispetto reciproco, com-
prensione e perdono; pronti ad aiutare chi si
trova in diIIicolta;
- rendendosi disponibili nel 'Gruppo volonta-
riato' per prestare un aiuto in base alle dispo-
nibilita di tempo;
- prestando il tuo tempo per la distribuzione
del giornalino e della buona stampa tra le Ia-
miglie;
- verso i malati: andando a visitarli sia a
casa che all'ospedale (periodicamente al-
cuni della Caritas si recano in visita ai
malati degenti in ospedale. puoi accordar-
ti con loro),
- verso gli anziani: oltre la visita a domicilio
o prestazioni di servizi volontari, gli anziani
stessi possono quindicinalmente ritrovarsi in
Oratorio per svolgere attivita di volontariato
(al martedi ore 14.30)
- verso i ragazzi e i giovani: prestando tempo
e energie per animare l'Oratorio e le diverse
attivita loro dedicate; e anche collaborando
con loro per un servizio di volontariato pres-
so la Casa Alloggio di Olgiate;
- verso i lontani': attraverso l'inIormazione
missionaria e la partecipazione al G A.M.
(Gruppo missionario), attraverso il sostegno
del Mercatino equo-solidale (ogni seconda
domenica del mese in oratorio) e col Iavori-
re una cultura sempre piu aperta alla mon-
dialita;
- oIIrendo la tua collaborazione perla 'raccol-
ta carta' a Iavore delle missioni;
- sostenendo iniziative particolari di 'emer-
genza' (vedi. terremotati, campagna di rac-
colta firme...)
- collaborando con la Caritas parrocchiale
per l'attivita del locale d'accoglienza parroc-
chiale;
- sostenendo economicamente ogni iniziativa
di carita attraverso versamenti sul Conto Ca-
ritas (presso Banca Briantea c/c n. 1325)
Spazi, possibilita, iniziative, per tut-
ti! E altro ancora puo maturare gra-
zie alla Iantasia dello Spirito che su-
scita doni e capacita.
Da Lui ci lasciamo guidare nel cam-
mino del nuovo anno, aIIinche tutto
cio che vivremo e Iaremo sia per la
lode di Dio e per il vero bene dei
Iratelli!
RONAGO '97 - N. 6 4
Famiglia
MISSIONE FAMIGLIA
Non e il titolo di un nuovo Iilm, bensi l'atteggiamento che la comunita parrocchiale vuo-
le assumere nei conIronti della Iamiglia: mettersi in stato di missione.
Questo comporta volonta di incontrare, dialogare, condividere, annunciare la Iede, pro-
porre il Vangelo di Gesu. E le Iamiglie hanno oggi piu che mai bisogno di tutto cio. ConIuse e
spesso scosse da mentalita dominanti niente aIIatto evangeliche; stordite da un consumismo che
'consuma' pure la salute, la mente e il cuore; derubate del tempo che non basta mai per il lavoro,
gli impegni, le attivita varie, e nemmeno per i Iigli, la moglie o il marito (Iiguriamoci per la ca-
techesi o per incontri Iormativi proposti da parrocchia, scuola o altro...): cresce, in questo conte-
sto, il desiderio di ritrovare chiarezza, serenita, tempo per le persone e per le cose che contano.
Missione Iamiglia vuole essere un tentativo di ristabilire un rapporto piu intenso e conti-
nuativo tra le Iamiglie e la comunita cristiana. Cio avverra in un primo tempo (ottobre-aprile)
con la visita, casa per casa, da parte del parroco; e poi, in un secondo tempo (maggio-giugno)
con incontri tra le Iamiglie nei vari punti di ritrovo del nostro paese e inIine con la Iesta della
Iamiglia a conclusione dell'anno.
Ma, oltre questi appuntamenti uIIiciali, e auspicabile che ogni Iamiglia riprenda, nel cor-
so dell'anno, un cammino di vita cristiana piu intenso che porti all'incontro Iestivo della Messa,
alla partecipazione alle varie proposte che la comunita suggerira. Insomma, non basta il prete in
casa; occorre - necessita - la Iamiglia nella 'grande casa' che e la comunita parrocchiale. Solo
cosi sara possibile, insieme, aiutarci ed aIIrontare i non pochi problemi che ci assillano: condi -
videndo le diIIicolta e le aspettative, aIIrontandole insieme e non tenendole angosciosamente
dentro di noi, dentro le mura delle nostre case, con poche speranze di soluzione.
Ci auguriamo che Missione Iamiglia realizzi, almeno in parte questi obiettivi; quanto
meno diventi occasione di maggior conoscenza e accoglienza in particolare delle diverse nuove
Iamiglie arrivate in Ronago. Ad esse giunga, a nome di tutta la comunita Parrocchiale il benve-
nuto..., in attesa di incontrarci... in casa e non solo...!
DON SERGIO
* La visita alle Iamiglie si terra (salvo imprevisti) ogni martedi, mercoledi e venerdi della setti-
mana a iniziare da Martedi 21 ottobre, dalle ore 17.30 alle ore 19.30.
* Ogni Iamiglia verra avvisata qualche giorno prima attraverso un breve scritto che riportera
giorno e ora (approssimativa) dell'incontro.
* Se la Iamiglia non e disponibile all'incontro e invitata ad avvisare il Parroco o per accordarsi
su un altro giorno o per disdire la visita.
Per permettere la visita alle famiglie lORARIO FERIALE DELLE S.MESSE
subira, a ini:iare dal 20 ottobre, il seguente cambiamento.
LUNEDI S. Messa ore 20.00
MARTEDI S. Messa ore 7.30
MERCOLEDI S. Messa ore 7.30
GIOJEDI S. Messa ore 20.00
JENERDI S. Messa ore 7.30
SABATO S. Messa ore 18.00
RONAGO '97 - N. 6 S
Avvisi
DOMENICA 26 ottobre
prImo Incontro per Ie IamI-
gIIe
A chi sono rivolti gli incontri mensili?
A tutte le coppie e in particolare alle coppie
giovani.
Perche ritrovarci ogni mese tra famiglie?
Per vivere un momento di amicizia, di dialo-
go e conIronto sulla vita di ogni giorno; per
pregare e ascoltare la Parola di Dio; per con-
dividere nella gioia la stessa esperienza di
sposi e genitori, trovando nell'altro un soste-
gno e un motivo di crescita.
Cosa facciamo insieme?
Ecco il programma di Domenica 26
ore 10.00 S. Messa
ore 11.15 Momento di programmazione
delle attivita annuali riguardanti la Iamiglia
(incontri mensili, cammino per i Iidanzati,
Iesta della Iamiglia, collaborazione con
l'Oratorio, ecc...)
NB.: i Iigli durante l'incontro sono aIIidati
ad alcuni volontari.
ore 12.30 Pranzo insieme in Oratorio
ore 14.30 Pomeriggio in Oratorio :
Iilm e castagnata per tutti.
NB. . Chi intende fermarsi anche al pran:o
avvisi entro giovedi 23 ottobre presso la
Casa parrocchiale (980044).Gra:ie.
CAMPAGNA ABBONAMENTI
199S
Diffondere riviste di ispira:ione cristiana e
opera culturale e missionaria, abbonarsi ad
esse poi diventa occasione per imparare a
leggere la vita con lottica del Jangelo.
DomenIcbe deIIa dIIIusIone
Nelle DOMENCHE DI OTTOBRE.
Diffusione e conoscen:a della stampa
MISSIONARIA, giornata del quotidiano
cattolico AJJENIRE, diffusione e cono-
scen:a delle riviste per la FAMIGLIA per
RAGAZZI e GIOJANI.
NB. In queste giornate verranno distribuite
gratuitamente le diverse riviste, unitamente
al modulo per un eventuale abbonamento
(nuovo o rinnovo) ad esse.
DomenIcbe per I'abbonamento
DOMENICA 9 e DOMENICA 16 NOJEMBRE
prima e dopo le S. Messe
(anche del sabato sera)
Chi desidera abbonarsi (o rinnovare il pro-
prio abbonamento) ad una o piu riviste e in-
vitato a consegnare, compilato, il modulo ri-
cevuto nelle domeniche precedenti ed eIIet-
tuare il relativo versamento della quota pres-
so gli incaricati entro domenica 16 novem-
bre.
Resoconto economIco deIIa nostra Iesta parroccbIaIe e aItro....
Anche quest'anno la generosita dei ronaghesi si e maniIestata attraverso una partecipazione e un sostegno
alla comunita parrocchiale lodevoli. Un rinnovato grazie a tutti coloro che con oIIerte, aiuto materiale, tempo
ed energie hanno contribuito alla piena riuscita della nostra Iesta. Ecco le ciIre piu signiIicative:
canestri . 13.160.000
pesca . 6.000.000 (netti) Da Fooc e Fiam: per Scuola Materna 7.000.000
oIIerte . 950.000 per Fondo Caritas 4.000.000
lumini . 600.000 per G.A.M. 1.000.000
Un grazie anche a quanti hanno permesso, durante quest'anno, alla nostra parrocchia di vivere una concreta
solidarieta verso tanti Iratelli e situazioni di bisogno:
- .. 2.000.000 pro Ruanda - . 20.000.000 per la Scuola Ostetriche di Kalongo
- . 500.000 per campagna antimine (dal Grest)
- . 800.000 per Corte della Vita e . 1.000.000 per la Casa malati di AIDS (Congresso Eucaristico)
- . 4.000.000 per terremoto Umbria Marche,
di cui 3.050.000 da oIIerte e 950.000 dagli anziani In occasione della loro Iesta (domenica 12/10)
RONAGO '97 - N. 6 6
Caritas
VERSO
IL CENTRO DI ASCOLTO 2ONALE
Tra pochi mesi nascera, in uno dei Co-
muni della nostra Zona Prealpi, un Centro di
Ascolto: la possibilita cioe di uno spazio dove
oIIrire, con generosita ma anche proIessionali-
ta, un'attenzione, Iatta di tempo e di rispetto,
capace di accogliere e ascoltare le richieste di
aiuto e di bisogno di qualsiasi genere.
Il C.d.A. sara un'espressione delle no-
stre comunita parrocchiali che concretamente
vogliono impegnarsi per il bene e la promozio-
ne della persona, con particolare attenzione
agli ultimi e ai piu bisognosi.
Questo, e sicuramente un passo impor-
tante a cui le nostre parrocchie, attraverso il la-
voro delle rispettive Caritas, sono giunte dopo
attenta riIlessione e un anno di studio e appro-
Iondimento delle necessita presenti sul territo-
rio, che abbiamo scoperto essere molteplici e
di non sempre Iacile soluzione.
Il tentativo di aprire "uno spazio di
ascolto", ci oIIrira cosi l'opportunita di pro-
muovere sistematicamente lo studio e la cono-
scenza di queste situazioni di emarginazione e
di pari passo Iavorire la crescita di una cultura
di solidarieta, giustizia e carita, attraverso il
coinvolgimento della stessa comunita nella ri-
soluzione concreta dei bisogni eventualmente
esistenti sul suo territorio.
Lo spazio di ascolto oIIerto permettera
inIatti di capire la richiesta prima e immediata
del bisogno - espresso da chi si presenta -, sco-
prendo poi la situazione che vi sta dietro e
compiendo cosi un primo gesto di solidarieta
che sia di sostegno materiale e morale. Insie-
me si cercheranno poi i modi concreti per aI-
Irontare globalmente e adeguatamente la situa-
zione; di Ironte ad un bisogno che richieda un
intervento speciIico e qualiIicato, si oIIrira la
collaborazione aIIinche la persona stessa possa
essere indirizzata o accompagnata verso quei
servizi pubblici o privati qualiIicati a tale sco-
po.
Ascoltare per costruire una cultura di
solidarieta e tutt'altro che Iacile e richiede un
paziente e costante cammino di Iormazione:
per questo, a partire dal mese di ottobre, colo-
ro che hanno maniIestato il desiderio di diven-
tare operatori del C.d.A. inizieranno un corso
di Iormazione. Esso sara coordinato da una
psicologa e permettera loro di conoscersi ed
acquisire i principi Iondamentali per una buo-
na capacita di ascolto e di relazione, per un in-
tervento che possa essere il piu eIIicace possi-
bile.
Un piccolo gruppo di persone si e inIat-
ti gia reso disponibile per la presenza presso il
C.d.A. e la sua apertura al pubblico, mentre un
altro gruppo si e oIIerto per un appoggio con-
creto nell'accompagnamento delle persone,
Iino a quando le loro comunita di appartenen-
za, attraverso singoli, gruppi o Iamiglie, non
se ne Iaranno carico.
E questa la caratteristica piu importante
del C.dA.: esso non e un gruppo di volontaria-
to sul quale 'scaricare' la soluzione di qualche
problema o la persona stessa, ma vuole essere
invece un punto di ascolto in grado di attivare
poi la comunita stessa (ecclesiale e/o civile),
aIIinche si prenda cura di un suo componente
che sta vivendo una situazione di diIIicolta.
Non ci resta allora che metterci al lavo-
ro, per essere pronti Iin d'ora a rispondere,
come comunita parrocchiale ai bisogni e alle
necessita che ci verranno segnalati.
Se poi qualcuno, particolarmente inte-
ressato, vorra mettersi a disposizione come
operatore del Centro, non Iara altro che esserci
di ulteriore aiuto per la conoscenza, per
l'approIondimento diretto delle situazioni e per
compiere insieme un prezioso e utile servizio
alle nostre Comunita.
CARITAS ZONA PREALPI
(per inIormazioni e adesioni: tel.: 980044)
RONAGO '97 - N. 6 7
Esempi di vita
MADRE TERESA DI CALCUTTA
il cammino
semplice.
Il frutto del silenzio
la preghiera.
Il frutto della preghiera
la fede.
Il frutto della fede
l'amore.
Il frutto dell'amore
il servizio.
Il frutto del servizio
la pace.
LA M1SS1ON
VA 1N PARAD1SO
Una santita gia quasi
proclamata in vita,
ha assunto caratteristiche
di Iama popolare inusitata.
In altri tempi sarebbe bastata
a proclamarne
anche canonicamente
la santiIicazione,
Ora noi attendiamo obbedienti
le decisioni della Chiesa.
Ma intanto osiamo pensare
che Madre Teresa sia gia
al suo posto, in Paradiso,
per continuare la missione
in aiuto ai poveri
e ai piu poveri dei poveri,
coloro che non conoscono
l'Amore.
1997: un anno colmo
di presagi e di singolari
coincidenze.
In questo ottobre missionario
ricordiamo la morte
di Madre Teresa di Calcutta
a 100 anni dalla morte
di Suor Teresa di Lisieux,
la quale, in questo stesso mese,
dopo essere sIata proclamata
Patrona delle Missioni,
sara dichiarata Dottore
della Chiesa, la terza
Donna-Dottore,
dopo Teresa d'Avila
e Caterina da Siena.
RONAGO '97 - N. 6 8
Esempi di vita
MONS. GIOVANNI BATTISTA SCALABRINI
LA SUA BAT1F1CA21ON DOMN1CA 9 NOVMBR A ROMA
* Nasce a Fino Mornasco (Co) l'8 luglio
1839 da Luigi e Colomba, terzogenito. Fre-
quenta le elementari a Fino e poi il ginnasio-
liceo Volta di Como.
* Nel 1857, all'eta di 18 anni, entra in semi-
nario. Il 30 maggio 1863 viene ordinato sa-
cerdote e inizia il suo ministero supplendo in
diverse parrocchie della Diocesi e in seguito
diventa rettore del Seminario.
* Il 12 maggio 1870 viene nominato priore
della parrocchia di S. Bartolomeo in Como.
Nel suo ministero le attenzioni maggiori
sono per il catechismo e per le persone piu
bisognose. Nel 1872 tiene 11 conIerenze sul
Concilio Vaticano I, nel duomo di Como,
che hanno vasta risonanza e successo, Iino
ad arrivare alla conoscenza del Papa Pio IX.
* E Pio IX che lo sceglie come Vescovo nel
1875; vien consacrato il 30 gennaio 1876 a
Roma e assegnato alla guida della diocesi di
Piacenza.
* Il 13 Iebbraio 1876 Ia il suo ingresso a Pia-
cenza. La sua attivita pastorale Iu assai va-
sta, Iino a compiere cinque visite pastorali di
tutta la Diocesi che nell'arco di 30 anni lo
portarono in tutte le parrocchie. La sua atten-
zione e soprattutto verso gli emigranti.
* Altre due dimensioni della sua azione sono
state: la Iormazione dei sacerdoti e la promo-
zione cristiana dei laici, in modo particolare
con la cura della catechesi. Scrisse pure un
testo di catechismo.
* Costante nelle sua vita l'attenzione e l'amo-
re verso i piu deboli, aprendo l'episcopio ai
bisognosi, vendendo carrozza., cavalli, un
calice, pur di soccorrere ad esempio i terre-
motati nel 1883. Sua la Iondazione di un Isti-
tuto per sordomute.
* Il suo grande impegno Iu il sostegno agli
emigranti, proprio nel periodo in cui dall'Ita-
lia emigrarono circa 8 milioni di Italiani.
Egli vide nelle migrazioni un segno dei tem-
pi, impegnandosi a seguire i migranti per so-
stenerli nelle diIIicolta materiali e nel mante-
nere viva la loro Iede. Intervenne presso lo
Stato italiano per ottenere una politica mi-
gratoria e promosse il sorgere di un'associa-
zione laicale che si occupasse dell'assistenza
religiosa e sanitaria ai migranti durante il
viaggio. Anche alla Chiesa chiedeva una pa-
storale speciIica. Scalabrini vedeva nelle mi-
grazioni mondiali la mano della Provviden-
za, che uniIica il mondo.
* Nel 1887 Iondo una Congregazione reli-
giosa: i Missionari di San Carlo (Scalabri-
niani). Nel 1895 si aggiunge anche il ramo
Iemminile della Congregazione. Tutti a ser-
vizio dei migranti. Il Vescovo di Piacenza Iu
indiscusso protagonista nel mondo delle mi-
grazioni; anzi divento lui stesso missionario,
andando per il mondo a visitare i suoi mis-
sionari e gli emigranti italiani (negli Stati
Uniti, in Brasile...) Rientrato dal viaggio in
Brasile, concluse la sua quinta visita pastora-
le alla diocesi di Piacenza e indisse la sesta;
ma ormai le Iorze non lo reggevano piu.
* La sua 'nascita al Cielo' avvenne il primo
giugno del 1905. Le sue spoglie Iurono se-
polte nella cattedrale romanica di Piacenza.
RONAGO '97 - N. 6 9
Esempi di vita
TERESA
UNA SANTA GIOVANE
SD STTMBR J99?: CNTNAR1O DLLA MORT.
S. Teresa di Lisieux, Teresa di Gesu
Bambino: la santa che recentemente il
Papa ha proposto come modello ai giova-
ni, nel raduno di Parigi, e che propone a
tutti come esempio di impegno missiona-
rio, come 'maestra' di vita, proclamando-
la, il 19 ottobre "dottore della Chiesa".
Santa in soli 24 anni, attraverso una vita
innamorata di Cristo, spesa per il bene
dei Iratelli, vicini e lontani, conosciuti e
sconosciuti, Iino ad oIIrire per la loro sal-
vezza le soIIerenze e le prove della ma-
lattia, Iino alla morte.
Nella sua "Storia di un'anima" (quasi un
diario della sua esperienza spirituale) Te-
resa oIIre a tutti una piccola e semplice
via per realizzarsi: la via della Iiducia,
dell'abbandono per amore a Gesu; la via
umile e semplice della santita cristiana
alla scuola del Vangelo.
Alcuni tratti sintetici della sua vita.
- 1873, il 2 gennaio, Teresa nasce ad
Alencon;
- 1877 morte della mamma;
- 1883 grave malattia di Teresa e guari-
gione;
- 1884 riceve la prima comunione e la
cresima;
- 1886 periodo di malattia e "conversio-
ne" di Teresa nella notte di Natale;
- 1887 anno delle battaglie per entrare al
Carmelo; viaggio in Italia e udienza da
Leone XIII;
- 1888 ingresso al Carmelo
- 1890 proIessione e cerimonia pubblica
della vestizione;
- 1894 Teresa ha 21 anni. Comincia a di-
giunare e a scrivere, su invito della Prio-
ra, i suoi ricordi. Inizia a soIIrire di gola.
- 1896 diventa maestra ausiliaria di 5 no-
vizie. Prima emottisi. Le vengono aIIidati
come "Iratelli spirituali" due missionari
da sostenere con le preghiere e i sacriIici;
- 1897 in aprile cade gravemente amma-
lata; riceve il 30 luglio la sacra unzione e
muore la sera del 30 settembre.
vivc:c !~mc:c. c aavia:c scaza scs|a
scmiaaa!c ia acc. ia icia ia |a||i i cac:i
riic|a ~ma|c. ia ca:i|a mi siac
rc:c|c |i vc!c aciic aaimc mic sc:ciic
la ca:i|a cccc ia mia scia s|ciia
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uc ii mic mc||c sc:i||c saiia mia vcia
vivc:c ! ~mc:c.
vc:s. ic||c:aic !ai |cs|i c:iiaaii
RONAGO '97 - N. 6 10
La pagina del G.A.M.
L'OTTOBRE MISSIONARIO
"PER DARE SPERAAZA AL MOADO"
Dal messaggio di Ciovanni Paolo II per la 71 Ciornata Missionaria Mondiale.
Carissimi Iratelli e sorelle!
La Giornata Missionaria mondiale costituisce una celebrazione importante nella vita della
Chiesa. Si puo dire che il suo rilievo aumenti man mano che ci si avvicina alla soglia dell'anno
duemila. Gesu Cristo, l'inviato del Padre, il primo Missionario, e l'unico Salvatore del mondo.
Egli e la Via, la Verita, la Vita... La salvezza che Gesu ha portato penetra nelle proIondita piu inti-
me della persona, liberandola dal dominio del Maligno, dal peccato e dalla morte eterna. In posi-
tivo, la salvezza e avvento della "vita nuova" in Cristo. Essa e dono gratuito di Dio che sollecita
la libera adesione dell'uomo... E necessaria pertanto, la nostra personale, instancabile collabora-
zione mediante l'assenso docile della volonta al progetto di Dio.
Nessun uomo, pero, potra mai invocare Gesu, credere in Lui, se non ne avra prima sentito parla-
re... Di qui la consegna da Lui aIIidata alla Chiesa, inviata a prolungare nel tempo la sua opera
per tutta l'umanita.
La vastita dell'impresa e la costatazione della inadeguatezza delle proprie Iorze puo talora
indurre allo scoraggiamelo, ma non bisogna lasciarsi intimorire: non siamo soli. Il Signore stesso
ci ha rassicurato: "Sono con voi tutti i giorni Iino alla Iine del mondo"; "Non vi lascero orIani";
"Vi mandero il Consolatore". Ci sia di conIorto, specie nei momenti di buio e di prova, tener pre-
sente che, per quanto lodevoli e indispensabili siano gli sIorzi dell'uomo, la missione rimane pur
sempre, primariamente, opera di Dio, opera dello Spirito Santo, il Consolatore, che ne e l'indi-
scusso "protagonista". Ogni cristiano, proprio per l'unzione ricevuta nel Battesimo e nella Cre-
sima, deve applicare a se stesso le parole del Signore, credendo Iermamente che anche su di lui
"e" lo Spirito Santo, il quale lo invia a proclamare la Buona Novella e coopera col suo sostegno
ad ogni iniziativa di apostolato.
Esemplare risposta alla universale chiamata alla responsabilita nell'opera missionaria e
quella data a suo tempo da santa Teresa del Bambino Gesu, di cui quest'anno commemoriamo il
centenario della morte. La vicenda e l'insegnamento di Teresa sottolineano il legame strettissimo
che esiste tra missione e contemplazione. Non puo inIatti esservi missione senza una intensa vita
di preghiera e di proIonda comunione col Signore. Amare, assimilando proIondamente l'ardente
desiderio di Cristo "che tutti gli uomini siano salvati"; lasciarsi amare, permettendoGli di servirsi
di noi secondo "le sue vie che non sono le nostre vie", per Iar si che tutti gli uomini, sotto ogni ci-
clo, possano a loro volta conoscerLo e raggiungere la salvezza. Certo, non tutti sono chiamati a
partire per le missioni: "Si e inIatti missionari prima di tutto per cio che si e, prima di esserlo per
cio che si dice o si Ia". Non e determinante il "dove", ma il "come". Si puo essere autentici apo-
stoli, e nel modo piu Iecondo, anche tra le pareti domestiche, nel posto di lavoro, in un letto di
ospedale, nella clausura di un convento...: quel che conta e che il cuore bruci di quella divina ca-
rita che - sola - puo trasIormare in luce, Iuoco e nuova vita per tutto il Corpo Mistico, Iino ai con-
Iini della terra, non soltanto le soIIerenze Iisiche e morali, ma anche la Iatica stessa della quoti -
dianita.
Auspico di cuore che, alle soglie del nuovo Millennio, la Chiesa intera sperimenti un nuovo slan-
cio di impegno missionario. Ciascun battezzato Iaccia suo e cerchi di vivere al meglio, secondo la
sua personale situazione, il programma della santa Patrona delle Missioni: "Nel cuore della Chie-
sa, mia madre, saro l'amore.... cosi saro tutto!".
Di cuore tutti benedico
GIOVANNI PAOLO II
RONAGO '97 - N. 6 11
La pagina del G.A.M.
UNA LETTERA DI P. PHILIP
Gulu 25/8/97
Carissima Antonietta,
vi ringrazio tantissimo che vi ricorda-
te sempre di me. M'ha incoraggiato molto la
nota con tutte le Iirme che m'avete mandato
all'occasione del mio compleanno e poi la
lettera di Rosanna in occasione dell'ottavo
anniversario della mia ordinazione. Anch'io
mi ricordo di voi e ringrazio il Signore che
continua a maniIestare il suo amore e la sua
provvidenza verso di me attraverso voi. Mi
vergogno che non mi sono Iatto sentire da
molto tempo. Il problema e che Iaccio molta
Iatica a scrivere quando non trovo tranquilli-
ta. Spesso non trovo tempo per me stesso,
neanche per la preghiera personale. Sempre
devo pensare agli altri.
Le notizie da qui erano sempre brutte:
la soIIerenza della gente. Sono sicuro che ne
avete sentito abbastanza. Adesso - Iorse e
troppo presto, comunque e lo stesso - vorrei
dare delle buone notizie: sembra che il Si-
gnore comincia ad ascoltare le vostre pre-
ghiere perche pian piano 'la pace', diciamo
relativa, sta ritornando a Gulu. Ringraziamo
il Signore.
Almeno durante gli ultimi mesi non
abbiamo sentito 'la musica' della quale vi ho
scritto nell'ultima lettera. La gente comincia
man mano a rientrare a casa loro per la notte.
Il pericolo c'e ancora, ma per ogni cosa biso-
gna ricominciare, se no non si Iara niente.
Comunque non e tutto; cio che ho
detto qui sopra e valido solo per la zona di
Gulu. Sembra che i ribelli si sono spostati
verso Kitgum e la zona di Kalongo. Li hanno
veramente dato Iastidio alla gente. Sono si-
curo che, essendo ben inIormati delle notizie
di Kalongo, questa non e una novita per voi.
Pregate anche per loro.
Sono stato a Lira e se la strada di Ka-
longo non Iosse pericolosa ci sarei gia anda-
to. Sono stato al cimitero dove P. Giuseppe
era sepolto a Lira prima della 'traslazione'.
Forse, un giorno, se Dio vuole, arrivero an-
che a Kalongo.
Voi (la comunita parrocchiale di Ro-
nago) avete pubblicato un bel 'libretto-ricor-
do' per il decimo anniversario della sua mor-
te.
Pregate per me perche anch'io diventi
un suo ricordo attraverso l'imitazione della
sua vita - soprattutto l'amore che aveva per i
poveri e i soIIerenti. Come avete scritto sulla
copertina, "Dio e amore e io sono il suo ser-
vo per la gente che soIIre", lui era veramente
un servo degli ammalati e Iaceva tutto per
alleviare le loro soIIerenze.
Dieci anni dopo la sua morte i soIIe-
renti Ira gli Acioli sono ancora tantissimi,
Iorse sono raddoppiati. L'ospedale di Kalon-
go - che si chiama 'Dr. Ambrosoli Memorial
Hospital' - attraverso il servizio che rende ai
soIIerenti e giustamente il suo ricordo per
eccellenza.
Da parte mia qualche volta mi sento
un po' in crisi perche spesso mi sento piutto-
sto indiIIerente. Sento che posso Iare non
soltanto poco, ma assolutamente niente.
Come cappellano del collegio di Layibi - di
cui la maggior parte degli studenti sono 'dis-
placed', cioe senza casa e sostegno da parte
dei loro genitori -trovo tante sIide. I poveri
studenti continuano a mendicare ma non mi
sono mosso Iinora perche ho vergogna di
chiedere a nome loro. Questo vuoi dire che
devo crescere ancora nella mia identita com-
boniana.
Tantissimi saluti a tutti gli amici.
Ricordiamoci a vicenda nella preghie-
ra.
P. PHILIP ZEMA
RONAGO '97 - N. 6 12
La pagina del G.A.M.
LA GIORNATA DEL G.A.M.
Come e ormai tradizione, domeni-
ca 5 ottobre la nostra comunita ha vissuto
la giornata annuale del G.A.M., il Gruppo
Appoggio Missionario che da quasi 30
anni opera a Iavore dei nostri Missionari
e delle popolazioni a loro aIIidate.
E per un paese come Ronago, il
Iatto di avere ben cinque "Iamiglie" da
sostenere in terra di missione e, oltre che
un onore, anche motivo di sempre mag-
giore attenzione e impegno.
L'ospedale di P. Giuseppe, i Pokot
di Suor Amelia, la comunita di Ambro-
gio, le popolazioni di Padre Philip e di
Henry Prem (rispettivamente sacerdote e
seminarista indigeni adottati dalla nostra
parrocchia), contano sulla nostra preghie-
ra e sul nostro aiuto. Per questo, a nome
loro, vorremmo ringraziare tutti coloro
che hanno rinnovato la propria adesione o
la propria oIIerta, Iacendo registrare una
entrata di . 2.612.000, a cui vanno poi
aggiunte le 475.000 . ricavate dalla cam-
minata.
Questo dimostra che siamo vera-
mente stati capaci di "camminare" con il
nostro G.A.M.: da soci veterani, da neo-
iscritti, da sostenitori occasionali e anche
da .... allegri podisti che, con passeggini,
zainetti porta-bimbi e Pongo (cane-
mascotte regolarmente iscritto e anche
sorteggiato) al seguito, hanno percorso
quei bellissimi sentieri che ancora attra-
versano il nostro paese.
Ed e in questo "clima", che ha vi-
sto camminare insieme bambini, giovani,
adulti e anche due gagliarde "seniores",
che vorremmo soIIermarci, per cogliere
tutto cio che il G.A.M. oIIre e propone ad
ogni eta, come spunto di collaborazione,
di impegno, di solidarieta, di Iantasia e di
creativita, di lavoro e di preghiera.
E la cosa piu bella e quella di poter
veramente constatare che il G.A.M. e
vivo grazie a tutti questi spunti e che in
ognuno di essi si rispecchia, con nomi e
volti di persone, perche il G.A.M. e un
gruppo, perche il G.A.M. siamo tutti noi.
Il G.A.M. e solidarieta : e sono i "Iedelis-
simi" che con la loro quota assicurano
sempre la base del bilancio. C'e chi stan-
zia delle ciIre signiIicative e chi aderisce
con un piccolo contributo mensile che
pero, alla Iine dell'anno, Ia sentire il suo
"peso".
Il G.A.M. e collaborazione : e sono i ra-
gazzi dell'Oratorio, i giovani che si pre-
stano a scegliere, preparare e segnalare il
percorso della camminata.
Il G.A.M. e Iantasia e creativita, ed e il
bellissimo cartellone realizzato da Anna,
Maria, Cecilia e Vitto.
Il G.A.M. e lavoro: e sono le nostre don-
ne che preparano, cuciono, ricamano i la-
voretti per il banco vendita. E sono le
mamme che hanno preparato le torte, e
sono la Alda e la Luisa che hanno orga-
nizzato il graditissimo te.
Il G.A.M. e impegno: e sono le persone
che si sono avvicendate nei turni di pre-
senza al Banco-Adesioni.
Il G.A.M. e amicizia e contatto: il nostro
"ponte" con le realta e i bisogni dei Mis-
sionari si chiama Antonietta e batte certa-
mente il record ronaghese di lettere e
messaggi da e per l'AIrica.
Il G.A.M. e attenzione: e sono le persone
che chiedono notizie dei nostri
RONAGO '97 - N. 6 1S
La pagina del G.A.M.
LA G1ORNATA ANNUAL DL GRUPPO APPOGG1O M1SS1ONAR1O
missionari, sono le persone che non potendo partecipare, hanno comunque versato
l'iscrizione alla camminata. Sono le persone che ancora si uniranno (speriamo nume-
rose) per Iar crescere la Iamiglia del G.A.M.
II G.A.M. e oIIerta, silenziosa e quotidiana, della propria soIIerenza che, unita al sa-
criIicio di Cristo, rende possibile la salvezza e la redenzione di tutti: e sono i nostri
ammalati, le persone sole, gli anziani, le nostre Iamiglie che oIIrono al Signore il ca-
rico prezioso della malattia, del dolore, della solitudine, delle prove di ogni giorno.
Il G.A.M. e preghiera: nel ritrovarci al Rosario Missionario del mercoledi, nel prega-
re insieme al vespro domenicale durante il mese di ottobre, nel silenzio della nostra
casa o in un breve momento di sosta nelle giornate Irenetiche. Anche il lavoro dei
missionari non conosce soste, se non quelle della preghiera e ... non dimentichiamolo,
anche loro pregano per noi!
Un grosso GRAZIE a tutti!
ANTONIETTA. ROSANNA. AUSILIA E ANNA.
RONAGO '97 - N. 6 14
Giovani
PAR1G1 JS-2S AGOSTO J99?
12 GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENT
J.M.J.
JOURNES MONDIALES JEUNESSE
Tra i 695 giovani della Diocesi di Como-
Sondrio che hanno avuto la gra:ia di af-
frontare lindimenticabile corso di soprav-
viven:a a Parigi., ceravate anche voi Sul
nostro PASS speciale avevamo sempre al
collo la scritta ITALIA, ma ovviamente
alla voce" GROUPE" (gruppo) non ri-
spondevamo ZONA PREALPI o COMO...
noi rispondevamo RONAGO.
In eIIetti le giornate di Parigi sono state la
magniIica coronatura del cammino gia ini-
ziato nel paesello: gli incontri di catechi-
smo all'EXPO (un gigantesco centro per le
sIilate di moda) hanno ripreso alcuni temi
che i nostri educatori hanno scelto (e indo-
vinato) di proporci a Iebbraio. La diIIeren-
za e trascurabile: moltiplica un'aula
dell'oratorio per 100, riempila di ragazzi di
Latina, Milano, Bari, Cremona e Como (i
nostri "amici del mattino"), metti un Ve-
scovo al microIono (...ma un'eminenza che
parli senza paroloni e che risponda a quello
che noi vorremmo chiedere) e il gioco e
Iatto. Le provocazioni mattutine (il cate-
chismo durava dalle 9.30 alle 11.30 ed era
seguito dalla Messa) erano tutte tratte dal
messaggio che il Papa ha inviato ai giovani
per prepararsi all'evento. Diremmo quasi di
saperlo a memoria, ma diremmo soprattut-
to di aver vissuto ogni riga di quel che
dice: sarebbe stato impossibile, inIatti, non
condividere tutto con tutti date le circo-
stanze "scomode" e insolite in cui ci siamo
trovati. Ma piu che un ricordo "Iaticoso",
quello che abbiamo e un ricordo ricco, una
prospettiva nuova e bella, Iorse la realizza-
zione di quello che i deboli chiamerebbero
sogno...
GIOVANI DEL MONDO INTERO, E
LUNGO I SENTIERI DELL'ESISTENZA
QUOTIDIANA CHE POTETE INCON-
TRARE IL SIGNORE: e noi continuava-
mo a piombargli addosso, in tutta quella
marea di gente che con disinvoltura ti chie-
deva un sorso di AEU DE CRISTALINE
(acqua) o di JUS DE ORANGE
(aranciata), che magari cercava qualcuno
con cui raggiungere ... quota 6. Non c'entra
niente con il latte: era il numero dei buoni
pasto che bisognava raccogliere per poter
ricevere le porzioni (da sei, appunto) a
pranzo (dejuner) e a cena (dinner). Mai vi-
sta tanta spontaneita! E non era la Iame a
Iarci superare la timidezza: c'era qualcosa
nell'aria... Era qualcosa di piu della giovi-
nezza, qualcosa di piu della mondialita
(meravigliose coreograIie...) era la voglia
di ripartire da zero che sentivi appena sve-
glia, la speranza che tutto e ancora possibi-
le.
E GESU CHE PRENDE L'INIZIATIVA.
QUANDO SI HA A CHE FARE CON
LUI, LA DOMANDA VIENE SEMPRE
CAPOVOLTA: DA INTERROGANTI SI
DIVENTA INTERROGATI, DA CERCA-
TORI CI SI SCOPRE CERCATI. E LUI
INFATTI CHE DA SEMPRE CI AMA
PER PRIMO. Qui Giovanni Paolo II si ri-
Ierisce al "titolo" delle giornate:
Gesu si volto e, vedendo
che lo seguivano, disse.
RONAGO '97 - N. 6 1S
Giovani
SPC1AL - PAR1G1 JS-2S AGOSTO J99?
Che cercate? Gli risposero.
Rabbi, dove abiti?
Disse loro. Jenite e vedrete.
E Lui a girarsi verso noi e a chiederci cosa
cerchiamo.... il momento in cui ci e sembrato
piu Iacile sentire l'aria che si sposta al suo
voltarsi, in cui abbiamo capito che era li ad
aprirci la porta di casa, e stato quello della
Veglia a Longchamp di sabato 23, quando la
notte era solo un soIIitto e Lui si e aIIacciato
commosso dalla botola per il Paradiso a
guardare lo spettacolo delle nostre Iiammelle
che riempivano l'ippodromo Iin dove lo
sguardo riusciva ad arrivare. Magari anche
Lui ha applaudito quando il Papa ha detto:
"Giovani, conto sul vostro coraggio e sulla
vostra Iedelta".
VIVIAMO IN UN'EPOCA DI GRANDI
TRASFORMAZIONI, NELLA QUALE
TRAMONTANO RAPIDAMENTE LE
IDEOLOGIE; L UMANITA SI TROVA
SPESSO INCERTA, CONFUSA E PREOC-
CUPATA, MA LA PAROLA DI DIO NON
TRAMONTA; PERCORRE LA STORIA E,
NEL MUTARE DEGLI EVENTI, RESTA
STABILE E LUMINOSA.
E quello che non riesce a capire chi pensa
che i giovani si accontentino di proposte in-
signiIicanti, "diluite" e accomodanti, tanto di
buon senso da rischiare di morirne. Non ab-
biamo paura del sacriIicio, soprattutto se
scegliere la Parola vuoi dire camminare per
chilometri con zaino, materassino, sacco a
pelo e scorte d'acqua in groppa; dire insieme
i vespri appena dopo aver trovato un Iazzo-
letto di prato libero per sedersi; "ringraziare"
le monache che la domenica mattina, dopo
aver dormito con un gruppo di cagliaritani
che suonava la chitarra sulle tue ginocchia,
intonano il MAGNIFICAT ai microIoni alle
5.00....
GESU E UN AMICO ESIGENTE CHE IN-
DICA METE ALTE, CHIEDE DI USCIRE
DA SE STESSI PER ANDARGLI INCON-
TRO. ABBATTETE LE BARRIERE DEL-
LA SUPERFICIALITA E DELLA PAURA.
Un raduno cosi massiccio di ragazzi che
sprigionano la propria umanita, andando al
di la della solita mentalita del sospetto, delle
solite precauzioni e dei Iamigerati pregiudi-
zi, serve ad aprire gli occhi, cioe a capire che
a creare un clima respirabile non era aIIatto
l'essere tutti della stessa pasta (la "pasta
d'oratorio" piuttosto che quella Scout o cose
del genere): si stava bene perche ci si
RONAGO '97 - N. 6 16
Giovani
SPC1AL - PAR1G1 JS-2S AGOSTO J99?
sentiva innamorati della vita, con un oriz-
zonte piu ampio della nostra esperienza, pie-
ni di voglia di buttarci nella mischia senza
paura di sporcarci le mani. Ti Ia rendere con-
to che Iinche stai nel tuo campicello non
puoi andare al di la del recinto, e se il con-
vincersi di questo e gia una buona cosa, il
chiedere scusa a chi non trova aperto il "can-
cello" e ... cosa buona e giusta.
GESU ABITA TRA QUANTI LO INVOCA-
NO SENZA AVERLO CONOSCIUTO,
TRA QUANTI LO HANNO SMARRITO,
TRA QUANTI LO CERCANO CON CUO-
RE SINCERO.
Le JMJ non erano inIatti un'occasione per
compiacersi o vantarsi delle proprie scelte, al
contrario un ripensamento sul senso della
croce che molti portano al collo, il riscoprire
il senso di molti gesti o momenti scontati: le
giornate erano strutturate sulla 'settimana
santa
1
, dall'Ultima cena alla via Crucis, Iino
alla veglia e alla risurrezione...a dire il vero
ce ne siamo accorte che ormai era risorto!
PIU VI STRINGETE A LUI, PIU DIVEN-
TERETE CAPACI DI ESSERE VICINI GLI
UNI AGLI ALTRI; E NELLA MISURA IN
CUI COMPIRETE GESTI CONCRETI DI
RICONCILIAZIONE, ENTRERETE
NELL'INTIMITA DEL SUO AMORE.
I giornali (che hanno avuto la Iantasia di de-
Iinire "sconIitto", Iorse per gli acciacchi,
IOANNES PAULUS, piu acclamato come
JEAN PAUL o JUAN PABLO SEGUNDO),
della lunga omelia di sabato 23, hanno ripor-
tato quella parte che si puo deIinire storica:
"Alla vigilia del 24 agosto, non possiamo di-
menticare il doloroso massacro di San Barto-
lomeo. Dei cristiani hanno compiuto atti che
il Vangelo condanna... L'appartenenza a tra-
dizioni religiose diverse non deve costituire
oggi Ionte di opposizione o di tensione". E
cosi la volonta di costruirci un avvenire piu
paciIico ed ospitale ci ha Iatto recitare il "Pa-
dre nostro" mano nella mano di ragazzi che
lo pronunciavano in un'altra lingua, ci ha Iat-
to scambiare il segno di pace con bandiere di
chissa dove e ci ha Iatto capire che l'unita e
possibile: tutti quelli che l'hanno vista sanno
che e vera e che hanno il compito di non per-
mettere che chi non l'ha mai sentita si abbat-
ta.
GESU ABITA PARTICOLARMENTE NEL-
LE VOSTRE PARROCCHIE, NELLE CO-
MUNITA IN CUI VIVETE, NELLE ASSO-
CIAZIONI E NEI MOVIMENTI DI CUI
FATE PARTE - NELLA PAROLA -
NELL'EUCARISTIA.
La Sua croce era piantata ai piedi della torre
EiIIel, che indica luminosamente i giorni che
mancano al 2000. Durante la Messa
nell'ippodromo di Long champ di domenica
24 agosto il Papa ci ha detto di non Iarci se-
durre da un mondo superIiciale e precario,
ma di contemplare Gesu sulla croce: "Noi
predichiamo Cristo crociIisso". E un Papa
che non oIIre illusioni e non inventa cose
nuove, ma ripropone novita di sempre.
Questo e il nostro commento al Messaggio
del Papa, potremmo commentare le sue pre-
diche... ma adesso abbiamo voglia di scrive-
re quello che abbiamo fatto, attingendo da
appunti di viaggio, catrame rimasto sui san-
dali e tanti ricordi
Lunedi 18. partenza alle 8 da Como; sul tre-
no veniamo inIormate che saremo ospitate in
una Iamiglia Irancese per la notte e la prima
colazione, alla Iaccia degli sIortunati che
dormiranno in palestre o scuole; arriviamo a
Parigi alle 18.40 e prendiamo il treno per
S.te Michele Sur Orge, la diocesi che ci ac-
coglie, 30 Km da Parigi; andiamo a "casa",
dal signor Gerard e dalla moglie Nicole, che
ci Ianno dormire nella camera della Iiglia in
vacanza... siamo partite con i sacchi a pelo e
ci siamo trovate con letti, stereo, televisione
in camera...a voi il commento.
RONAGO '97 - N. 6 17
Giovani
SPC1AL - PAR1G1 JS-2S AGOSTO J99?
Martedi 19. colazione con latte e croassant.
La signora Nicole ci porta in macchina Iino
alla chiesetta del quartiere (e una donna molto
apprensiva) dove diciamo le preghiere in
Irancese e don Maurizio di Olgiate traduce.
Verso le 10 vediamo per la prima volta la Tor-
re EiIIel, poi visitiamo i dintorni; alle 15 ca-
piamo come Iunziona la distribuzione dei pa-
sti (don Maurizio e Cecilia parlavano con i
volontari) e mangiamo paella (specialita spa-
gnola), Iormaggio Saint-Nectaire, yogurt alla
Irutta. Alle 16 S. Messa d'apertura al Champ
de Mars celebrata da cardinale di Parigi.
Cena: insalata di lenticchie, prosciutto, Ior-
maggio, carre de l'Est e un'arancia. Visita
all'Arco di TrionIo e gelateria limitroIa.
Mercoledi 20. ore 8: Cecilia riesce a convin-
cere la signora Nicole che riusciremo ad arri-
vare sane e salve alla chiesetta a piedi. Pre-
ghiera. Ore 10 con il ritardo che caratterizzera
la zona Prealpi, arriviamo al catechismo
(tema: alla ricerca del volto del Signore).
Dopo la Messa pranziamo: Iinalmente pasta!
Pomeriggio: visita a Piace de la Concorde, Le
Tuileries, la Iontana del Louvre, Notre Dame.
Verso le 19 ci dirigiamo a Saint Geneviev, ar-
riviamo in ritardo e mangiamo pollo Ireddo
sul prato su cui la sera si terra una Iesta dan-
zante per noi comaschi e per un gruppo di co-
reani.
Giovedi 21. ci alziamo alle 6.45 e dopo la so-
lita abbondante colazione e la preghiera nella
chiesetta, proviamo a prendere il primo treno
per Parigi. Ci riusciamo, ma in metropolitana
perdiamo Albiolo. Arriviamo a catechismo in
ritardo. Pranzo: spezzatino, patate e budino al
cioccolato. Al pomeriggio Anna visita il Lou-
vre e Cecilia visita i giardini del Lussembur-
go, la chiesa di Sulpice e le Sacre Coeur. Al
punto di ritrovo vediamo passare il Papa in
papamobile. Decidiamo di cenare al
Mc'Donalds a base di palatine Iritte e ham-
burger per non rischiare di mangiare ancora
Ireddo, causa... ritardo. Poi torniamo da sole
da madame Nicole verso le 21.00 e la trovia-
mo come sempre in ansia... le mamme sono
tutte uguali.
Jenerdi 22. dopo la preghiera Anna torna in
camera a prendere il pass che si era dimenti-
cata sul comodino, tanto per tranquillizzare la
nostra madame... Dopo la Messa all'Expo,
mangiamo riso al pesce. Al pomeriggio Anna
visita il museo d'Orsay e Cecilia Notre Dame
e la Iontana del Louvre. Alla sera partecipia-
mo alla Via Crucis a St. Michele tradotta in
italiano, inglese e tedesco.
Sabato 23. nella chiesetta di Saint Loren don
Maurizio celebra in Iranco-italiano. Dopo
pranzo (Iagiolata messicana) andiamo a piedi
a Long champ perche le metropolitane sono
stracolme. Chilometri sotto il sole e alcuni di
noi non riusciranno nemmeno a trovare un
posto all'interno dell'ippodromo: Cecilia si ac-
campera Iuori. Dopo aver sentito cantare Bo-
celli e altri Iamosi artisti, inizia la grande Ve-
glia notturna in cui il Papa battezza e cresima
dieci catecumeni adulti provenienti da altret-
tante parti del mondo. Dormiremo all'aperto.
Domenica 24. le monache ci svegliano can-
tando. Dopo una strana colazione in scatola,
aspettiamo la Messa. Dopo la Messa aspettia-
mo il pranzo. Dopo il pranzo (ancora lentic-
chie) aspettiamo la cena preparataci da mada-
me Nicole.
Lunedi 25. dopo i saluti alla Iamiglia Irancese
aspettiamo il treno per tornare a Como. Dopo
tutto aspettiamo la prossima giornata mondia-
le a Roma.
Aspettando Roma c'e chi e andato anche a
Bologna, alla chiusura del congresso eucari-
stico nazionale, per ritrovare il Papa a cui ci
siamo aIIezionate. Ha trasIormato un concer-
to in una veglia, ha raccolto intorno all'altare
centinaia di Iedeli... ma il miracolo piu grande
e la semplicita con cui parla al cuore "la ri-
sposta alle domande della vostra vita sta sof-
fiando nel vento, per non nel vento che tut-
to disperde nei vortici del nulla, ma nel ven-
to che soffio e voce dello Spirito".
CECILIA E ANNA
RONAGO '97 - N. 6 18
Biblioteca
UNA VITA, UN CANTO
UA COACER1O IA MEMORIA DI P. CIUSEPPE,
IA OCCASIOAE DEI 2 AAAI DELLA BIBLIO1ECA
1977-1997: la Biblioteca Comunale
Iesteggia quest'anno i suoi 20 anni di
attivita.
In questa particolare occasione la
Commissione ha deciso di intitolare la
Biblioteca alla memoria di Padre Giu-
seppe Ambrosoli, nel 10 anno della
sua morte, attuando la proposta Iatta in
consiglio Comunale dal consigliere
Maurizio Russo, cosi motivata: "Padre
Giuseppe Ambrosoli, medico e missio-
nario, uomo di scienza e di cultura oc-
cidentale, espressione della comunita
ronaghese, ha saputo con autentico
spirito di servizio e coerente abnega-
zione incontrare una cultura diversa
dalla nostra e lavorare per la promo-
zione umana delle popolazioni aIrica-
ne. In una societa che propone sempre
piu Irequentemente modelli sbagliati,
si intende oIIrire, soprattutto ai giova-
ni, che dovrebbero essere i principali
utenti della Biblioteca, un esempio che
ha saputo incarnare i valori piu alti".
L'intitolazione della Biblioteca
avverr domenica 26 ottobre, secon-
do il seguente programma:
- alle ore 11.00, presso la sede,
in via Asilo 5, verra scoperta e bene-
detta la targa in memoria di Padre Giu-
seppe e in seguito verra oIIerto a tutti
un rinIresco;
- alle ore 20.30 presso la chiesa
parrocchiale, la Corale S. Vittore - Ro-
nago, eseguira un'elevazione spirituale
durante la quale verranno proposte
delle riIlessioni sulla vita di Padre
Giuseppe. La Corale sara diretta dal
maestro Angelo Clerici ed accompa-
gnata all'organo da Davide Pusterla.
Appuntamento a tutti
domenica 26 ottobre,
LA COMMISSIONE BIBLIOTECA
RONAGO '97 - N. 6 19
Spazi aperti
IL CORAGGIO DI GOVERNARE
DALLADGUARS1 SUB1R, AL PRVDR-ANAL122AR-R1SPONDR
Spero di appartenere alla schiera dei cittadini che si interessano ancora alla vita politica,
economica e sociale del nostro Paese.
Non e Iacile, un po' perche essere sempre aggiornati non e esercizio agevole, un po' per-
che tanti e tali sono i problemi che diventa impossibile avere un'opinione su tutto.
Dovendo pero riIlettere sugli ultimi avvenimenti, mi sembra che emerga con evidenza
una costante nei comportamenti della nostra classe politica: quella di inseguire i proble-
mi, di rincorrere le soluzioni, di adeguare la propria azione ai comportamenti (non sem-
pre virtuosi) della societa, invece di regolarli e di governarli.
Mi spiego meglio.
E indubbio che la comparsa di Tangentopoli sia stata un grosso dramma per il Paese, per
le sue Istituzioni e per la sua tenuta morale, ma sembra che la problematica della "giusti-
zia" sia apparsa con urgenza all'orizzonte solo quando alcuni "potenti" sono stati interes-
sati da provvedimenti giudiziari.
Eppure il sovraIIollamento delle carceri, la ricerca di misure idonee per il recupero so-
ciale dei detenuti, le legittime preoccupazioni per la diIesa degli imputati in attesa di giu-
dizio avrebbero dovuto esistere da sempre, sia per il ladro di polli che per il corrotto di
turno.
Invece ci si sIorza di varare misure per adeguare il codice penale ad una societa che e
cambiata, che e diventata piu disinvolta e libera nei suoi comportamenti, quasi che, per
esempio, il reato di Ialso in bilancio riIerito ad un'azienda sia paragonabile ad una sosta
vietata.
Altro esempio e l'argomento del secessionismo o della sua variabile Iederalista.
E indubbio che vi siano problemi di natura economica e sociale particolari nel cosiddetto
nord-est, diversi da quelli che caratterizzano altre zone dell'Italia. La risposta alla paven-
tata secessione non puo pero limitarsi ad una spruzzata di Iederalismo per accontentare
Bossi e i suoi Iedelissimi, ma deve essere globale, di natura economica ed istituzionale e
direi, in primo luogo, culturale.
Senza questo sIorzo complessivo, senza questo disegno organico il problema si ripresen-
tera periodicamente con tutti i suoi rischi e le sue contraddizioni. Comprendiamo tutti
come non sia Iacile interpretare una societa in una Iase di cosi lunga e convulsa transi-
zione, ma bisogna avere il coraggio di prevedere, analizzare e rispondere con soluzioni
tempestive ed adeguate, invece di subire i condizionamenti, spesso interessati, di chi ha
un ruolo economico e sociale piu Iorte di altri.
Altrimenti si creano diseguaglianze, si soIIocano valori importanti, ci si adegua acritica-
mente ad un costume sociale che ha assai poco di cristiano.
Il rischio e che ci abituiamo a non stupirci piu nemmeno quando sentiamo dire da un ex
ministro della Repubblica che per una sua prestazione proIessionale gli sono rimasti in
tasca "solo" due miliardi. Con buona pace dei milioni di poveri che ci sono ancora in Ita-
lia e nel mondo.
MAURIZIO
RONAGO '97 - N. 6 20
Oratorio
PER CONTINUARE INSIEME
IL CAMMINO...
L PROPOST PR LMNTAR1, MD1 SUPR1OR1
Riprendono (o meglio continuano,
dopo un'estate ricca di molteplici esperienze)
le proposte e le iniziative dell'Oratorio per i
ragazzi e i giovani.
Due i momenti principali proposti: il
sabato sera, per le classi superiori, e la do-
menica pomeriggio per i ragazzi (elementari
e medie). Un gruppo di animatori, con
l'appoggio di alcune Iamiglie, sono da tempo
all'opera per organizzare al meglio questi
momenti.
Per 1e super1or1
Ogni sabato sera, dalle 20.30 alle
23.00 l'Oratorio e aperto a tutti, per passare
in amicizia alcune ore, sia giocando, sia at-
traverso altre iniziative (musica, pittura, reci-
ta...... e altro ancora).
L'inizio e previsto per SABATO 18
ottobre: tutte le classi superiori sono invitate
a partecipare alla grande FESTA.
Si terranno poi alcune serate organiz-
zate, quali:
- sabato 22 novembre, dove e prevista
la proiezione di un Iilm;
- sabato 20 dicembre, per scambiarci
insieme gli auguri di Natale;
- non manchera poi una proposta 'ge-
niale' per l'ultimo dell'anno e per le vacanze
invernali.
Per e1emen1or1 e med1e
L'appuntamento e alla DOMENICA,
dalle ore 14.30 alle ore 18.00.
Si inizia con Domenica 19 ottobre
con un grande gioco per tutti alle ore 15.00.
Si continua Domenica 26 ottobre:
proiezione Iilm e grande castagnata oIIerta
dai Fooc e Fiam.
Faremo poi una pausa domenica 2 no-
vembre, giorno dei DeIunti, per poi ripren-
dere ogni domenica a iniziare dal 9 novem-
bre, dove ci attende gia una sIida di calcio
(in trasIerta) contro l'Oratorio di Bizzarone.
Con Domenica 16 novembre iniziere-
mo insieme le attivita in preparazione al na-
tale (presepio compreso!).
Con tutte queste proposte rimanere in casa e
proprio da matti' Spegni la TJ, chiudi i libri
(dopo averli aperti in settimana, sintende')
e vieni con noi per vivere con semplicita
unesperien:a di amici:ia e di festa. Ti aspet-
tiamo.
RONAGO '97 - N. 6 21
Sommario
INVITO ALLA LETTURA...
pag. 1 Tra eventi Iorti e Ierialita
pag. 3 Sulle strade del vangelo
pag. 5 Missione Iamiglia
pag. 6 Avvisi: - Incontro Iamiglie
- Campagna abbonamenti
- Rendiconto economico
pag. 7 Verso il Centro di Ascolto Zonale
pag. 8 Madre Teresa di Calcutta
pag. 9 Mons. Giovanni Battista Scalabrini
pag. 10 Teresa, una santa giovane
pag. 11 L'Ottobre Missionario
pag. 12 Una lettera di P. Philip
pag. 13 La giornata del G.A.M.
pag, 15 Speciale Parigi: la giornata mondiale della gioventu
pag. 19 Una vita, un canto: in occasione dei 20 anni della Biblioteca
pag. 20 II coraggio di governare
pag. 21 Oratorio: per continuare insieme il cammino...
LA 5OLIDABIETA DI1ENTA CEMELLACCIO
Continua l'opera di sostegno e aiuto verso le popolazioni delle Marche
e dell'Umbria provate dal terremoto. Alla Caritas di Como abbiamo -
come gia detto - versato 4 milioni raccolti nella nostra Parrocchia. Ora si
tratta di andare oltre. Sempre insieme alla Caritas di Como siamo chiamati
al gemellaggio con una delle zone colpite: si tratta del piccolo paese di
Capodacqua (circa 400 abitanti) nella diocesi di Foligno, con un centro
abitato interamente transennato e altre quattro piccole Irazioni ormai di-
strutte. Il gemellaggio e previsto Iino al dicembre '98 e comporta uno
scambio di aiuti (non solo di soldi) e di presenza sul posto per oIIrire soste-
gno, amicizia, speranza nella ricostruzione (per altre inIormazioni vedi "Il
Settimanale della Diocesi" n. 39). Per il versamento di altre oIIerte che ser-
viranno a sostegno del gemellaggio e possibile rivolgersi sia in chiesa
nell'apposito contenitore (nell'orario delle Messe) o direttamente sul Conto
Caritas presso la Banca Briantea (c/c n. 1325) speciIicando la destinazione.
Ciclostilato in proprio
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