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PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)

CAPITOLO III Machiavelli, un maestro del sospetto 1

T24 ON LINE Niccolò Machiavelli


Le colpe della Chiesa
[Discorsi sopra la prima Nel capitolo dodicesimo Machiavelli passa a teorizzare l’importanza della religione nella vita degli Sta-
Deca di Tito Livio, ti e a riscontrare poi la validità di tale teoria attraverso un’analisi della situazione a lui contemporanea.
Libro I, cap. XII]
La crisi dell’Italia sarebbe infatti prodotta anche dalla mancanza di una coesione religiosa. Di ciò sareb-
be responsabile la Chiesa. Infatti questa, da un punto di vista etico-religioso, ha fornito così numerosi e
gravi esempi di corruzione e di empietà da allontanare gli Italiani dalla pratica del culto cristiano; da un
punto di vista politico, poi, ha dato vita a un potere temporale e a uno Stato territoriale che hanno impe-
dito la costituzione in Italia di un moderno Stato unitario sul modello di quello francese.

da Discorsi sopra la prima DI QUANTA IMPORTANZA SIA TENERE CONTO DELLA RELIGIONE, E COME LA ITALIA, PER
Deca di Tito Livio, in N.
Machiavelli, Tutte le opere, a ESSERNE MANCATA MEDIANTE LA CHIESA ROMANA,1 È ROVINATA
cura di M. Martelli, Sansoni,
Firenze, 1971.
Quelli principi o quelle republiche, le quali si vogliono mantenere incorrotte, hanno sopra ogni altra
cosa a mantenere incorrotte le cerimonie2 della loro religione, e tenerle sempre nella loro venerazio-
5 ne; perché nessuno maggiore indizio si puote avere della rovina d’una provincia,3 che vedere dispre-
giato il culto divino. Questo è facile a intendere, conosciuto che si è in su che sia fondata la religione
dove l’uomo è nato;4 perché ogni religione ha il fondamento della vita sua in su qualche principale or-
dine suo.5 La vita della religione Gentile6 era fondata sopra i responsi degli oracoli, e sopra la setta de-
gli indovini e degli aruspici:7 tutte le altre loro cerimonie, sacrifici e riti, dependevano8 da queste; per-
10 ché loro facilmente credevono che quello Iddio che ti poteva predire il tuo futuro bene o il tuo futu-
ro male, te lo potessi ancora concedere.9 Di qui nascevano i templi, di qui i sacrifici, di qui le suppli-
cazioni, ed ogni altra cerimonia in venerarli:10 per che l’oracolo di Delo, il tempio di Giove Ammo-
ne,11 ed altri celebri oracoli, i quali riempivano il mondo di ammirazione e divozione. Come costoro
cominciarono dipoi a parlare a modo de’ potenti, e che questa falsità si fu scoperta ne’ popoli, diven-
15 tarono gli uomini increduli, ed atti a perturbare ogni ordine buono.12 Debbono, adunque, i principi
d’una republica o d’uno regno, i fondamenti della religione che loro tengono, mantenergli;13 e fatto
questo, sarà loro facil cosa mantenere la loro republica religiosa, e, per conseguente, buona e unita. E
debbono, tutte le cose che nascano in favore di quella, come che le giudicassono false,14 favorirle e ac-
crescerle; e tanto più lo debbono fare, quanto più prudenti sono, e quanto più conoscitori delle cose
20 naturali. E perché questo modo è stato osservato dagli uomini savi, ne è nato l’opinione dei miraco-
li, che si celebrano nelle religioni eziandio false; perché i prudenti gli augumentano, da qualunque
principio e’ si nascano; e l’autorità loro dà poi a quelli fede appresso a qualunque.15 Di questi miraco-
li ne fu a Roma assai; intra i quali fu, che, saccheggiando i soldati romani la città de’ Veienti,16 alcuni
di loro entrarono nel tempio di Giunone, ed accostandosi alla imagine di quella, e dicendole: «Vis ve-
25 nire Romam?» parve a alcuno vedere che la accennasse,17 a alcuno altro che la dicesse di sì. Perché,
sendo18 quegli uomini ripieni di religione (il che dimostra Tito Livio, perché, nello entrare nel tem-
pio, vi entrarono sanza tumulto, tutti devoti e pieni di riverenza), parve loro udire quella risposta che
alla domanda loro per avventura si avevano presupposta:19 la quale opinione e credulità da Cammil-

1 PER...ROMANA: per esserne stata privata a causa del- 10 in venerarli: per venerarli [: gli dèi]. nei miracoli che si celebrano anche (eziandio) nelle re-
la Chiesa romana [: cattolica]. 11 per che...Ammone: per questo motivo [venivano fonda- ligioni false; perché le persone sapienti e accorte ne in-
2 le cerimonie: si intende l’insieme dei rituali religiosi. ti] l’oracolo di Delo, il tempio di Giove Ammone. Que- nalzano il credito, da qualunque origine essi [: i mira-
3 d’una provincia: di un territorio. st’ultimo era situato in un’oasi libica. coli] provengano e la loro autorità ne produce in chiun-
4 Questo...nato: Ciò [: il disprezzo della religione] è fa- 12 Come...buono: Non appena costoro [: gli oracoli] co- que la fede. Come nel caso di Savonarola esposto nel
cile da riconoscere, quando ci si sia resi conto (cono- minciarono a profetizzare in favore dei potenti, e i po- capitolo XI, a Machiavelli importa sottolineare la forza
sciuto che si è) su quali basi sia fondata (in su che sia poli compresero questa falsità, gli uomini divennero scet- indotta dall’autorità anche nel campo religioso, perché
fondata) la religione in cui l’uomo è nato [: la religione tici e pronti a rovesciare ogni buon ordinamento politi- è su questa capacità di coesione che occorre fondare
di quel determinato popolo]. co. L’assenza di saldi e condivisi principi religiosi è cau- il rispetto delle norme civili e degli ordinamenti repub-
5 in su...suo: in qualche particolare principio fondamen- sa di instabilità politica e di pericolosa anarchia all’in- blicani.
tale. terno dello Stato. 16 saccheggiando...Veienti: mentre i soldati romani sta-
6 della religione Gentile: della religione dei pagani. 13 Debbono...mantenergli: I governanti di una repubblica vano saccheggiando la città di Veio. Veio cadde in ma-
7 la setta...aruspici: la classe sacerdotale degli indovini o di un regno devono, dunque, mantenere i fondamenti no romana nel 395 a.C. per opera del dittatore Furio
e degli aruspici. Gli aruspici predicevano il futuro esa- religiosi che lì [: repubblica o regno] vengono seguiti. Camillo.
minando le viscere degli animali (soprattutto il fegato). 14 come che...false: anche se le considerassero false. Co- 17 Vis...accennasse: «Vuoi venire a Roma?», a qualcuno
8 dependevano: derivavano. me sempre in Machiavelli, l’interesse dello Stato è su- sembrò di vedere che essa (la) annuisse [con un cenno].
9 perché loro...concedere: perché essi ritenevano facil- periore all’accertamento di qualsiasi verità e scopo fi- 18 sendo: essendo.
mente che la divinità che poteva prevedere il tuo futu- nale di ogni azione umana. 19 parve...presupposta: a loro parve di udire quella rispo-
ro, positivo o negativo, era in grado anche di conceder- 15 E perché...qualunque: E poiché questo modo è stato ri- sta che per caso (per avventura) avevano presunto per
ti il futuro [che desideravi]. spettato dagli uomini saggi, ne è derivata la credenza la loro domanda.

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]
PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)
CAPITOLO III Machiavelli, un maestro del sospetto 2

T24 ON LINE Niccolò Machiavelli ~ Le colpe della Chiesa

lo a dagli altri principi20 della città fu al tutto favorita ed accresciuta. La quale religione se ne’ princi-
30 pi della republica cristiana si fusse mantenuta, secondo che dal datore d’essa ne fu ordinato, sarebbe-
ro gli stati e le republiche cristiane più unite, più felici assai, che le non sono.21 Né si può fare altra mag-
giore coniettura della declinazione d’essa, quanto è vedere come quelli popoli che sono più propin-
qui alla Chiesa romana, capo della religione nostra, hanno meno religione.22 E chi considerasse i fon-
damenti suoi, e vedesse l’uso presente quanto è diverso da quelli, giudicherebbe essere propinquo,
35 sanza dubbio, o la rovina o il fragello.23
E perché molti sono d’opinione, che il bene essere delle città d’Italia nasca dalla Chiesa romana,
voglio, contro a essa, discorrere quelle ragioni che mi occorrono:24 e ne allegherò due potentissime ra-
gioni le quali, secondo me, non hanno repugnanzia.25 La prima è, che, per gli esempli rei di quella cor-
te, questa provincia ha perduto ogni divozione e ogni religione:26 il che si tira dietro infiniti inconve-
40 nienti e infiniti disordini; perché, così come dove è religione si presuppone ogni bene, così, dove quel-
la manca, si presuppone il contrario. Abbiamo, adunque, con la Chiesa e con i preti noi Italiani que-
sto primo obligo,27 di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore,
il quale è la seconda cagione della rovina nostra. Questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa pro-
vincia divisa. E veramente, alcuna provincia non fu mai unita o felice, se la non viene tutta alla ubbi-
45 dienza d’una republica o d’uno principe, come è avvenuto alla Francia ed alla Spagna.28 E la cagione
che la Italia non sia in quel medesimo termine,29 né abbia anch’ella o una republica o uno principe che
la governi, è solamente la Chiesa: perché, avendovi quella abitato e tenuto imperio temporale, non è
stata sì potente né di tanta virtù che l’abbia potuto occupare la tirannide d’Italia e farsene principe;30
e non è stata, dall’altra parte, sì debole, che, per paura di non perdere il dominio delle sue cose tem-
50 porali, la non abbia potuto convocare uno potente che la difenda contro a quello che in Italia fusse di-
ventato troppo potente:31 come si è veduto anticamente per assai esperienze, quando, mediante Car-
lo Magno, la ne cacciò i Longobardi,32 ch’erano già quasi re di tutta Italia; e quando ne’ tempi nostri
ella tolse la potenza a’ Viniziani con l’aiuto di Francia; di poi ne cacciò i Franciosi con l’aiuto de’ Sviz-
zeri.33 Non essendo, adunque, stata la Chiesa potente da potere occupare la Italia, né avendo permes-
so che un altro la occupi, è stata cagione che la non è potuta venire sotto uno capo;34 ma è stata sotto
55 più principi e signori, da’ quali è nata tanta disunione e tanta debolezza, che la si è condotta a essere
stata preda, non solamente de’ barbari potenti, ma di qualunque l’assalta.35 Di che noi altri Italiani ab-
biamo obbligo con la Chiesa, e non con altri. E chi ne volesse per esperienza certa vedere più pronta
la verità,36 bisognerebbe che fusse di tanta potenza che mandasse ad abitare la corte romana, con l’au-
torità che l’ha in Italia, in le terre de’ Svizzeri; i quali oggi sono, solo, popoli che vivono, e quanto alla
religione e quanto agli ordini militari, secondo gli antichi:37 e vedrebbe che in poco tempo farebbero

20 principi: intende, come al solito, tutte le autorità laiche la corte pontificia, questo territorio [: l’Italia] ha perdu- reciproche e le rivalità fra gli Stati italiani.
e religiose della città. to ogni rispetto verso la religione. 32 come...Longobardi: come si è potuto vedere nel pas-
21 La quale...non sono: La quale religione, se si fosse man- 27 obligo: obbligo di riconoscenza, ma detto in senso iro- sato in molti casi, quando, grazie a Carlo Magno, fece
tenuta nei capi della comunità cristiana nei modi previ- nico e sarcastico. cacciare i Longobardi dall’Italia. I Longobardi, a parti-
sti dal suo ispiratore (dal datore d’essa) [: Cristo], gli 28 se...Spagna: se non è tutta unificata nell’obbedire al re dal 568, si erano stabiliti nell’Italia settentrionale ma
Stati e le repubbliche cristiane sarebbero più unite e mol- potere di una repubblica o di un principe, come è ac- avevano territori anche in Italia centrale e meridionale
to più felici di quanto non lo sono adesso. Machiavelli ri- caduto in Francia e in Spagna. Le due potentissime ra- (ducati di Spoleto e di Benevento), dunque a nord e a
badisce la superiorità della religione pagana greco-latina gioni esposte da Machiavelli conserveranno la loro sud dello Stato della Chiesa. Proprio per impedire una
(socialmente rispettata e condivisa) nei confronti del cri- straordinaria attualità fino al Risorgimento quando, con loro pericolosa riunificazione, il Papato chiese più vol-
stianesimo che nella Chiesa di Roma ha storicamente la scomparsa dello Stato della Chiesa, sarà resa possi- te l’aiuto dei Franchi, che con Carlo Magno, nel 774, po-
trovato il suo “traditore” e nemico. bile la riunificazione, almeno territoriale, dell’Italia. Il ri- sero fine al potere longobardo in Italia.
22 Né si...religione: E non possiamo avere prova più con- ferimento alla situazione francese e spagnola, comun- 33 e quando...Svizzeri: Machiavelli si riferisce alla Lega di
vincente del suo declino quanto vedere come i popoli que, nasce all’autore dalla consapevolezza di una rea- Cambrai stipulata nel 1508 da Giulio II con i Francesi,
più vicini (propinqui) alla Chiesa di Roma (centro del- le mancanza di peso politico da parte dei vari Stati ita- gli Asburgo, i Gonzaga, gli Este per impedire l’espansio-
la nostra religione) dimostrano minor senso religioso. liani, di volta in volta sottomessi alle dinastie e al po- ne territoriale di Venezia. La spregiudicatezza di tali al-
23 E chi...fragello: E chi considerasse i suoi principi e ve- tere delle due grandi monarchie europee. leanze emerge dal fatto che il Papato non esitò a chie-
desse quanto i comportamenti presenti sono diversi da 29 in quel...termine: nelle stesse condizioni [: della Fran- dere l’appoggio della stessa Venezia (oltre che della
quelli, riterrebbe senza dubbio assai vicini o la rovina o cia e della Spagna]. Svizzera, della Spagna, dell’Inghilterra) per limitare l’in-
la punizione [delle colpe]. Queste frasi suonano come un 30 perché...principe: perché, pur avendo essa [: la Chie- fluenza francese (Lega Santa).
tremendo atto di accusa verso la Chiesa e dimostrano la sa] la sua sede e il potere temporale in Italia, non è sta- 34 la non...capo: non si è potuta riunificare sotto un uni-
grande preoccupazione storica di Machiavelli, soprattut- ta così potente né di tanto valore da riuscire a occupa- co capo.
to qualora si consideri che dal 1513 al 1521 siede sul re il potere e istituirne il principato (farsene principe). 35 che la...l’assalta: che [l’Italia] si è ridotta a essere pre-
soglio pontificio Leone X, papa Medici, dunque stretta- 31 e non...potente: e non è stata, per altro, così debole, per da non solo dei forti Stati stranieri (barbari potenti),
mente collegato a Firenze e ai suoi interessi politici. paura di perdere il controllo del potere temporale, da non ma di chiunque l’assalga.
24 voglio...occorrono: voglio, contro quella [opinione], esa- chiamare in aiuto un potente che la difendesse contro 36 chi...verità: chi volesse vedere, con prove certe, ancor
minare le ragioni che mi vengono in mente. quello [Stato] che fosse divenuto troppo forte. Secondo più manifesta la verità.
25 non hanno repugnanzia: non possono essere contrad- Machiavelli, dunque, la Chiesa non solo divide geografi- 37 i quali...antichi: i quali oggi sono la sola popolazione
dette. camente l’Italia, ma con la sua politica di alleanze con- che vive secondo i costumi degli antichi, in riferimento
26 per gli...religione: a causa dei cattivi esempi offerti dal- tribuisce a mantenerla frantumata alimentando le lotte allo spirito religioso e agli ordinamenti militari.

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CAPITOLO III Machiavelli, un maestro del sospetto 3

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60 più disordine in quella provincia i rei costumi di quella corte, che qualunque altro accidente che in
qualunque tempo vi potesse surgere.38

38 e vedrebbe...surgere: Machiavelli spinge qui alle talmente insidiosa da riuscire a scardinare anche la tacco spietato e sarcastico nei confronti di un Papa-
estreme conseguenze la critica verso il cattolicesimo radicata saldezza religiosa e morale degli Svizzeri. to ritenuto il responsabile principale delle disgrazie
romano. Egli sostiene che la corruzione della Curia è La forma del paradosso, inoltre, è funzionale all’at- italiane.

guida alla lettura


Machiavelli e la religione
Machiavelli ha un atteggiamento profondamente antiecclesiastico. Nel sostanziale estraneità a interessi per il trascendente. Nel capitolo pre-
capitolo II del libro II dei Discorsi arriva a contrapporre la religione pa- cedente a questo non si può non notare una sfumatura di sarcasmo
gana dei Romani a quella cristiana e a preferire la prima, la quale in- a proposito dei pur civilissimi fiorentini i quali arrivavano a credere che
duceva all’amore patrio e alla partecipazione collettiva all’attività civi- Savonarola potesse parlare con Dio (cfr. T23 on line). Machiavelli con-
le, mentre quella cristiana avrebbe incoraggiato l’ozio, l’ascetismo, la sidera la religione esclusivamente dal punto di vista pratico-politico. E
rassegnazione, la vita individuale. In tale atteggiamento un peso deci- da questo punto di vista essa assume per lui una importanza fonda-
sivo ha la concezione materialistica della vita di Machiavelli, la sua mentale per la morale collettiva e per la coesione unitaria dello Stato.

Lo stile dell’indignazione
La seconda parte del capitolo è caratterizzata da un mutamento del re- una qualche sfumatura di minaccia: il debito contratto con la Chiesa
gistro stilistico. La polemica contro la Chiesa e contro quanti identifi- può essere risolto facendole pagare a caro prezzo i danni provocati.
cano in essa la possibilità stessa del «bene essere delle città d’Italia» Nella parte finale del capitolo, l’autore arriva addirittura a immagina-
introduce il sarcasmo. S’accresce lo spessore di immagini e di figure re – con significativo scarto d’umore polemico – che se la corte roma-
retoriche del discorso attraverso l’*ironia espressa dalla ripetizione na fosse spostata in Svizzera, anche i sani e robusti montanari che
della parola figurata «obblighi»: l’Italia avrebbe due obblighi, cioè due l’abitano ne sarebbero rapidamente corrotti, assimilandone «i rei co-
debiti, nei confronti della Chiesa: deve ringraziarla – sembra voler di- stumi». Il passaggio dallo stile rigorosamente razionale della dimostra-
re amaramente e dispettosamente Machiavelli – perché le ha fatto zione logica della prima parte del capitolo al tono irritato e sferzante,
perdere lo spirito religioso e perché le ha impedito di divenire uno Sta- ricco di figure e di impennate, della parte conclusiva rivela un’alternan-
to nazionale unitario. Si noti che l’ironia non solo suggerisce una co- za di esiti che è caratteristica della scrittura machiavelliana e che in-
sa per farne capire un’altra (in effetti l’Italia non deve ringraziare la fatti è riscontrabile anche nel Principe.
Chiesa, perché deve a essa solo la sua disgrazia), ma contiene anche

esercizi
Analizzare e interpretare
1 Perché Machiavelli sostiene che i governanti devono mante- – il Papato è responsabile della divisione dell’Italia.
nere la religione esistente, anche se la ritengono falsa? 4 Perché, passando a trattare delle colpe della Chiesa, l’auto-
2 Da quale punto di vista giudica superiore la religione pagana? re cambia registro stilistico? Che cosa giustifica la sua indi-
gnazione? (tieni presente il contesto storico, cfr. la nota 23)
3 Quale grave atto di accusa Machiavelli rivolge alla Chiesa
romana? Spiegane le «due potentissime ragioni»: 5 Sintetizza in uno schema il ragionamento di Machiavelli evi-
denziandone il rigore argomentativo.
– a causa della Chiesa gli italiani sono diventati «sanza reli-
gione e cattivi»;

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