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LOSSERVATOREROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO
Unicuique suum
POLITICO RELIGIOSO
Non praevalebunt
Anno CLIV n. 194 (46.736) Citt del Vaticano gioved 28 agosto 2014
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Dopo cinquanta giorni di guerra Israele e Hamas firmano una tregua a oltranza
Tacciono le armi a Gaza
La riapertura del valico di Rafah permetter lingresso di aiuti umanitari
TEL AVIV, 27. Tregua a Gaza: laccor-
do stato raggiunto ieri tra israelia-
ni e palestinesi, ponendo cos fine a
un conflitto durato sette settimane e
che ha causato quasi tremila vittime.
Israele ha fatto alcune concessioni
ad Hamas per un alleggerimento
dellembargo sulla Striscia, ma la di-
scussione dei punti salienti stata
rinviata di un mese.
Lannuncio dellaccordo, inizial-
mente dato da Hamas, stato con-
fermato dallEgitto. La tregua ini-
ziata ieri alle ore 18, al termine di
una giornata di scontri, lanci di razzi
e raid israeliani. Hamas ha immedia-
tamente definito laccordo una vit-
toria della resistenza palestinese e
ha annunciato che sar riaperto il
valico di Rafah per consentire il pas-
saggio di aiuti umanitari.
A Ramallah, in Cisgiordania, il
presidente palestinese, Mahmoud
Abbas, leader di Al Fatah, in un di-
scorso televisivo ha dichiarato: La
leadership palestinese ha dato il suo
accordo alla proposta egiziana per
una tregua duratura e totale. Len-
trata in vigore del cessate il fuoco
nella Striscia di Gaza deve essere
accompagnata dallinvio di medici-
nali e cibo agli abitanti del territorio
palestinese e dallinizio della rico-
struzione di tutto ci che stato di-
strutto. Abbas dicono numerosi
analisti stato uno dei protagoni-
sti dellaccordo e vorrebbe adesso
utilizzare un tale risultato per raffor-
zare il suo ruolo in vista della solu-
zione dei due Stati. Presenter
ha infatti dichiarato alla leader-
ship palestinese la mia visione per
un accordo generale e definitivo per
la fine del conflitto.
In Israele il Governo stato criti-
cato per aver accettato quello che
Ludienza generale sullunit della Chiesa
Meno chiacchiere
in parrocchia
Quando si parla di peccati contro
lunit della Chiesa non bisogna
pensare soltanto ai grandi scismi o
alle divisioni storiche: anche le par-
rocchie, anzich essere luoghi di
condivisione e di comunione, so-
no spesso tristemente segnate da
invidie, gelosie, antipatie. Peccati
parro cchiali li ha definiti Papa
Francesco alludienza generale di
mercoled 27 agosto, ricordando
che la divisione in una comunit
cristiana un peccato gravissi-
mo, perch opera del diavolo.
Nel riprendere il ciclo di cate-
chesi dedicate alla Chiesa, il Ponte-
fice si soffermato in particolare
sullunit e sulla santit. E ha invi-
tato i fedeli riuniti in piazza San
Pietro a chiedere perdono per tut-
te le volte in cui siamo stati occa-
sione di divisione o di incompren-
sione allinterno delle nostre comu-
nit, domandando al Signore la
grazia di non sparlare, di non criti-
care, di non chiacchierare, di volere
bene a tutti. In proposito France-
sco ha ricordato unanziana donna
argentina morta dopo una vita tra-
scorsa a lavorare in parrocchia e ri-
cordata soprattutto per non aver
mai sparlato degli altri. Una don-
na cos ha commentato pu
essere canonizzata domani!.
PAGINA 8
Una famiglia palestinese lascia una scuola dellOnu per fare ritorno nella propria casa (Reuters)
Negli ultimi otto mesi 1889 migranti sono scomparsi nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere lE u ro p a
Mare di morte
Le bare di alcuni migranti vengono portate a bordo di una nave della marina italiana (Reuters)
NOSTRE
INFORMAZIONI
Il Santo Padre ha accolto la
rinuncia al governo pastorale
dellEparchia di Satna dei Si-
ro-Malabaresi (India), pre-
sentata da Sua Eccellenza
Reverendissima Monsignor
Mathew Vaniakizhakkel, V.C.,
in conformit al can. 210
1-2 del Codice dei Canoni
delle Chiese Orientali.
Nomina
di Vescovo Coadiutore
Il Santo Padre ha nomina-
to Vescovo Coadiutore della
Diocesi di Alto Solimes
(Brasile) il Reverendo Padre
Adolfo Zon Pereira, S.X., fi-
nora Parroco della Parrocchia
Santa Rosa de Lima ad
Abaetetuba ed Economo Re-
gionale dei Saveriani del
Nord del Brasile.
Obama ribadisce limpegno contro il Fronte islamico
Aerei statunitensi
nei cieli della Siria
ROMA, 27. Centosettanta corpi senza
vita sulla spiaggia libica di al Qar-
bouli: sono le ultime vittime di un
orrore senza fine. Il barcone sul qua-
le venerd scorso stavano cercando
di approdare in Italia affondato e
delle duecento persone a bordo se
ne sono salvate solo poche decine.
Abbiamo trovato cento cadaveri
che erano incastrati nel relitto, altri
settanta sono stati portati via dalla
marea ha detto un ufficiale della
Guardia costiera libica.
I cadaveri sulla spiaggia di al
Qarbouli sono solo lultima tragica
testimonianza della gravit che il
problema migratorio sta assumendo
nella pressoch completa indifferen-
za del mondo politico e delle istitu-
zioni internazionali.
D allinizio dellanno 1889 persone
sono morte nel Mediterraneo mentre
cercavano di giungere in Europa in
modo irregolare, 1600 delle quali
dallinizio di giugno. La stima
dellUnhcr (Alto commissariato delle
Nazioni Unite per i rifugiati), che
ieri ha ribadito la richiesta di
unazione europea urgente e con-
certata. Un concetto, questo, riaf-
fermato dal portavoce dellOnu, St-
phane Dujarric, per il quale lItalia
non puo esser lasciata sola nel far
fronte a questa crisi: non dovrebbe
esser lasciato a un solo Paese il com-
pito di gestire il massiccio flusso di
migranti. La strada ha aggiunto
unaltra: Ci dovrebbe essere
uno sforzo internazionale sia a soste-
gno dei Paesi che ricevono i migran-
ti sia perch tornino condizioni di
pace e prosperit nei loro Paesi di
origine.
Quella migratoria ormai
unemergenza quotidiana: le richie-
ste di aiuto e i soccorsi in mare con-
tinuano senza sosta, di ora in ora.
Una nave militare italiana con 272
profughi (tra i quali quaranta donne
e tre minori) attesa oggi al porto
di Messina. Unaltra nave, ieri sera,
giusta ad Augusta, in Sicilia, con
112 migranti a bordo, soccorsi in di-
verse operazioni. Sempre ieri giun-
ta a Pozzallo la nave mercantile che
trasportava altri 480 migranti.
Sul fronte politico, ieri i rappre-
sentanti del Governo italiano e quel-
li dellUnione europea, in un incon-
tro tecnico a Roma, hanno raggiun-
to un accordo su un punto cruciale:
Frontex (lagenzia Ue per la gestio-
ne dellimmigrazione) non pu at-
tualmente rimpiazzare la missione
italiana Mare nostrum nel lavoro di
assistenza ai migranti, ma non
escluso che loperativit dellagenzia
possa essere gradualmente rafforzata
permettendo cos lintegrazione dei
due dispositivi. Le vere decisioni po-
litiche dovrebbero arrivare oggi dal
vertice tra il ministro degli Esteri ita-
liano, Angelino Alfano, e il commis-
sario Ue agli Affari interni, Cecilia
Malmstrm.
Lobiettivo di massima dicono
fonti giornalistiche sarebbe quello
di portare al prossimo Consiglio dei
ministri degli Affari interni Ue, in
programma a Lussemburgo per il 9
e 10 ottobre, un pacchetto di inter-
venti su cui raccogliere il consenso
politico dei ventotto Paesi dellUnio-
ne. E passare cos, entro la fine
dellanno, da unoperazione Mare
nostrum totalmente a carico dellIta-
lia per un budget complessivo di
circa nove milioni di euro al mese
a una nuova missione pi ampia nel-
la quale Palazzo Chigi potrebbe
mantenere un ruolo di leadership,
ma il cui peso in termini di finanzia-
menti, uomini e mezzi sarebbe ripar-
tito tra il bilancio Ue e i vari Paesi
chiamati a farne parte.
Chiesto dallUnicef in riferimento
ai tanti drammi in atto nel Paese
D-Day umanitario
per lIraq
PAGINA 3
Dopo undici anni completata
in Germania
lEncyclopaedia Aethiopica
Orizzonte ampio
ALESSANDRO BAUSI A PAGINA 4
molti hanno definito una resa al
terrorismo. Il premier Netanyahu
ha tuttavia ribadito la linea della fer-
mezza finora seguita dal suo Gover-
no: prima di qualsiasi trattativa ne-
cessaria la smilitarizzazione completa
della Striscia di Gaza nonch il rico-
noscimento di Israele quale Stato
ebraico. Senza queste due condizio-
ni, saranno possibili soltanto conces-
sioni limitate, come quelle accordate
ieri: lapertura temporanea dei vali-
chi, tre miglia in pi di diritto di pe-
sca, ma nulla sul porto e sulla e ro -
porto internazionali.
Come detto, malgrado la c c o rd o ,
ieri stata unaltra giornata di guer-
ra. Il sud di Israele stato colpito
da 150 razzi palestinesi lanciati da
Gaza. Una vittima e diversi feriti so-
no stati segnalati nei villaggi vicini
al confine con la Striscia. Immediata
la replica israeliana: in un raid sono
morti quattro palestinesi.
Il bilancio di cinquanta giorni di
conflitto tra Israele e Hamas molto
pesante. I raid aerei di Tsahal hanno
danneggiato oltre 17.000 abitazioni a
Gaza, secondo una stima delle Na-
zioni Unite, causando circa 100.000
sfollati. Resta particolarmente pesan-
te il bilancio delle vittime: 2138 pale-
stinesi hanno perso la vita, e oltre
11.000 sono stati feriti. Tra gli israe-
liani le vittime sono state 69, tra le
quali cinque civili.
DAMASCO, 27. Voli di ricognizione
statunitensi sarebbero gi in atto
sulla Siria per monitorare le posi-
zioni dei miliziani del Fronte isla-
mico (Is) contro i quali laviazione
di Washington gi impegnata in
Iraq. Il portavoce della Casa Bian-
ca, Josh Earnest, ha per detto che
non ci sar alcun coordinamento
con le autorit siriane. Anche se in
maniera indiretta, Earnest ha volu-
to cos rispondere al ministro degli
Esteri di Damasco, Walid Al Mual-
lim, che aveva definito accettabili
interventi internazionali per ferma-
re lIs solo se in pieno coordina-
mento con il Governo siriano.
Earnest ha ribadito che gli Stati
Uniti non riconoscono la legittimi-
t del Governo del presidente Ba-
shar Al Assad e che non ci sono
piani per cambiare questa politica.
In ogni caso, lintervento statu-
nitense risulterebbe un aiuto di fat-
to alle forze siriane, impegnate
contro lIs, ma anche contro i ribel-
li dellEsercito libero siriano (Els)
espressione di quellopp osizione
che Washington appoggia. Secon-
do The New York Times, questo
potrebbe portare a un ulteriore af-
flusso di armi in Siria, dato che
lAmministrazione di Washington
starebbe rafforzando la collabora-
zione e le forniture militari agli in-
sorti dellEls che perdono sempre
pi terreno sotto il duplice attacco
dellesercito e dellIs.
La sconfitta dellIs, accusato og-
gi dallOnu di arruolare minori,
comunque ritenuta dallo stesso
presidente Barack Obama un
obiettivo cruciale, ma che richiede-
r tempi lunghi. Estirpare un can-
cro come lIs non sar facile n ve-
loce, ha detto ieri Obama, riba-
dendo per la determinazione a ot-
tenere il risultato. Il nostro mes-
saggio ha aggiunto a chiunque
faccia del male alla nostra gente
semplice. Noi non dimentichiamo.
Siamo pazienti e arriviamo lonta-
no. Giustizia sar fatta.
Nel frattempo, secondo fonti
concordi, laviazione siriana solo
nelle ultime quarantotto ore ha
condotto decine di raid nella pro-
vincia nordorientale di Dayr az-Za-
wr, al confine iracheno. Scambi di
colpi sono stati segnalati oggi an-
che tra il territorio siriano e le altu-
re del Golan occupate da Israele.
LOSSERVATORE ROMANO pagina 2 gioved 28 agosto 2014
LOSSERVATORE ROMANO
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Dopo il faccia a faccia a Minsk tra Vladimir Putin e Petro Poroshenko
Spiragli di pace in Ucraina
Al dicastero dellEconomia lex banchiere Macron
Per la Francia
un nuovo Governo
con sorpresa
KIEV, 27. durato oltre due ore il
faccia a faccia ieri a Minsk tra i pre-
sidenti di Russia e Ucraina,
Vladimir Putin e Petro Poroshenko.
Colloquio intenso, non facile, al ter-
mine del quale i due leader si sono
detti daccordo sulla necessit di un
dialogo, annunciando di avere rag-
giunto unintesa per la creazione di
un gruppo di contatto sulla crisi
nellUcraina orientale. Faremo tut-
to il possibile per progredire verso
la pace, dobbiamo intensificare il
dialogo su molte questioni, ha assi-
curato il leader del Cremlino, offren-
do al contempo il sostegno di Mo-
sca per il raggiungimento di un ac-
cordo tra Kiev e i ribelli filorussi.
Fermo restando, ha sottolineato
Putin, che laccordo comunque
una questione interna allUcraina.
Putin e Poroshenko hanno inizia-
to il bilaterale alla fine di un lungo
summit tra Unione doganale (Rus-
sia, Bielorussia, Kazakhstan), Ue e
Ucraina. Il presidente ucraino si
detto pronto a discutere varie possi-
bili exit strategy dalla crisi per mette-
re fine alle violenze a est.
Allapertura di Poroshenko si
per contrapposto il pugno duro di
Putin, che ha sottolineato come la
firma a giugno della c c o rd o
dassociazione tra Kiev e Ue (che
dovrebbe essere ratificato a settem-
bre) potrebbe costare alla Russia pi
di due miliardi di euro e porter ine-
vitabilmente alla cancellazione del
regime preferenziale per le importa-
zioni dallUcraina in modo da pro-
teggere il mercato russo. Ma Putin
ha anche ribadito che la crisi nella
russofona Ucraina sud-orientale non
pu essere risolta senza prendere in
considerazione gli interessi sostan-
ziali di quelle regioni e senza un
dialogo di pace con i loro rappresen-
tanti. Il Cremlino, quindi, sembra
continuare a premere per la federa-
lizzazione dellUcraina, una soluzio-
ne che Kiev ha gi bocciato, caldeg-
giando piuttosto un pi moderato
decentramento dei poteri che conce-
da maggiore autonomia alle regioni.
Poroshenko ha dichiarato che vuole
la pace nel Donbas, la regione mine-
raria del sud-est del Paese martoriata
da quattro mesi di aspri combatti-
menti in cui hanno finora perso la
vita pi di 2200 persone. Ma la zo-
na di guerra sembra per ora allargar-
si con lapertura di un nuovo fronte
a sud, lungo le coste del Mar Nero,
proprio dove nella zona di Novoa-
zovsk i soldati ucraini sostengono
di avere bloccato una colonna di
blindati provenienti dalla Russia e
diretti verso il porto di Mariupol.
Ed esperti russi e ucraini potreb-
bero incontrarsi in settimana per di-
scutere dellaccordo dasso ciazione
tra Ue e Kiev. Lo ha detto oggi il
ministro dello Sviluppo economico
russo, Alexiei Uliukaiev.
Il 6 settembre, invece, in pro-
gramma un vertice sul gas tra i rap-
presentanti di Ucraina, Ue e Russia.
Lo ha annunciato Poroshenko
allagenzia Interfax. A giugno, il
Cremlino ha chiuso per la terza vol-
ta i rubinetti del metano russo per
lUcraina, dopo le cosiddette guer-
re del gas del 2006 e del 2009. Dai
gasdotti ucraini passa circa met del
metano russo diretto in Europa, che
a sua volta rappresenta circa un ter-
zo del fabbisogno di gas europeo.
Putin e Poroshenko si stringono la mano a Minsk (Afp)
Migliaia di abusi
su minori
in Gran Bretagna
Allarme delle Nazioni Unite
In aumento le emissioni
di gas nocivi
LONDRA, 27. Inferno a Rother-
ham: uninchiesta ha rivelato
come nella citt britannica dove
vivono 117 mila persone siano
stati perpetrati su almeno 1.400
minori terribili abusi, sfrut-
tamenti di ogni tipo e soprat-
tutto violenze sessuali dal 1997
al 2013. E questi fatti hanno ri-
guardato in particolare la
comunit asiatica.
La coordinatrice del rapporto,
la professoressa Alexis Jay, ha
dichiarato ieri che nessuno co-
nosce le dimensioni reali dello
sfruttamento subito dai bambini
a Rotherham nel corso degli an-
ni, ovvero le cifre date sono
soltanto approssimazioni al ri-
basso di una realt che potrebbe
anche rivelarsi ben pi spaven-
tosa. Jay, incaricata dalle autori-
t locali di fare luce sugli abusi,
ha sottolineato le pesanti re-
sponsabilit della polizia locale
e degli assistenti sociali, che ne-
gli anni non sono riusciti a fer-
mare le violenze.
I dettagli del rapporto sono
raccapriccianti. Alcuni bambini
stando alle testimonianze rac-
colte sono stati cosparsi di
benzina e poi minacciati di esse-
re dati alle fiamme, altri minac-
ciati con le armi, altri ancora
obbligati ad assistere a stupri di
altri coetanei. Altri bambini so-
no stati venduti, rapiti, picchia-
ti e intimiditi ha sottolineato
Jay. La municipalit di Rothe-
rham ha presentato le sue scu-
se a tutti coloro che sono stati
abbandonati quando invece ave-
vano bisogno di aiuto.
Minacciate oltre un milione e duecentomila persone
Guatemala
a rischio carestia
Contadini guatemaltechi durante una protesta per chiedere aiuti al Governo (Ansa)
Si complica
la partita
sul debito
a rg e n t i n o
BUENOS AIRES, 27. Si complica lo
scenario del contenzioso fra Bue-
nos Aires e i fondi speculativi sul-
la questione del debito argentino.
Mentre i fondi di George Soros e
Kyle Bass hanno denunciato la
Bank of New York Mellon nei tri-
bunali di Londra per aver blocca-
to il risarcimento dei loro titoli in
base alla sentenza della Corte su-
prema statunitense, si costituito
ieri un nuovo gruppo di fondi
speculativi che intendono stan-
do al parere degli esperti lucra-
re sulla vicenda.
La stampa argentina informa
che questi nuovi fondi puntereb-
bero a far riconoscere i diritti
dei loro membri, tenendo conto
delle sentenze della corte di New
York e sarebbero in possesso di
una parte importante di titoli. Si
tratterebbe di fondi rib elli,
ovvero di fondi che non hanno
accettato gli accordi di concambio
del 2005 e del 2010. Insieme
questi fondi potrebbero arrivare a
chiedere il risarcimento di titoli
per un valore di oltre venti miliar-
di di dollari.
Proteste di piazza
in Venezuela
CITT DEL GUATEMALA, 27. Il pre-
sidente del Guatemala, Otto Prez
Molina, ha proclamato lo stato di
calamit pubblica in conseguenza
della pi grave siccit registrata da
anni nel Paese. Secondo il presi-
dente, la situazione potrebbe dege-
nerare in una carestia che minacce-
rebbe almeno un milione e duecen-
tomila persone. Lo stato di calami-
t pubblica, uno strumento neces-
sario per velocizzare la risposta
allemergenza, stato proclamato
in sedici dipartimenti del Paese,
quelli di Jutiapa, Chiquimula, San-
ta Rosa, Quich, El Progreso,
Huehuetenango, Baja Verapaz, Za-
capa, Retalhuleu, Solol, Totonica-
pn, Chimaltenango, San Marcos,
Guatemala, Suchitepquez e Ja-
lapa.
In un messaggio alla Nazione,
Prez Molina ha avvertito che sono
appunto un milione e duecentomi-
la le persone a rischio di non ave-
re a disposizione alimenti nelle loro
case nei prossimi mesi. Il presi-
dente ha chiamato la popolazione
a reagire a quello che ha definito
un disastro naturale, precisando
per che causato dalle politiche
mondiali dissennate di mancata tu-
tela dellambiente. Se non agiamo
ora le vostre vite sono in pericolo.
Ci sono oltre mezzo milione di
bambini che rischiano la morte,
ha detto il capo dello Stato, pun-
tando il dito contro i Paesi indu-
strializzati responsabili dei muta-
menti climatici.
Al tempo stesso, Prez Molina
ha chiesto laiuto di altri Paesi e ha
sollecitato il senso di responsabilit
della comunit internazionale nel
suo complesso.
NEW YORK, 27. Le emissioni di gas-
serra sono in aumento, complicando
gli sforzi politici per affrontare il pro-
blema e aumentando il rischio di un
impatto severo, pervasivo e irreversi-
bile nei prossimi decenni. A lanciare
lallarme lOnu, in una bozza del
rapporto che sar pubblicato in no-
vembre, riportato dal quotidiano
The New York Times.
Lo studio stato stilato dallInter-
governmental Panel on Climate
Change, agenzia dellOnu che perio-
dicamente analizza e sintetizza le ri-
cerche sul clima. Il documento po-
trebbe, per, essere modificato prima
della pubblicazione finale.
Dal rapporto si evince che il riscal-
damento globale ha gi ridotto la
produzione di grano, mentre linnal-
zamento del livello del mare, le on-
date di caldo, le piogge torrenziali e
gli altri estremi climatici causati dalle
emissioni umane sono un fenomeno
gi avvertito a livello globale. E que-
sti problemi potrebbero intensificarsi,
a meno che le emissioni non siano
portate sotto un controllo maggiore.
Linfluenza umana stata identifica-
ta nel riscaldamento dellatmosfera e
degli oceani, nella riduzione di neve
e ghiaccio e nellaumento del livello
del mare. E estremamente probabile
che sia stata la causa dominante
dellosservato cambiamento climatico
dalla met del ventesimo secolo, si
legge nel rapporto. Le continue
emissioni di gas serra conclude il
documento causeranno ulteriore ri-
scaldamento e cambi di lungo perio-
do nel sistema climatico, aumentando
la probabilit di impatti severi, perva-
sivi e irreversibili per le persone e
lecosistema.
PARIGI, 27. Non senza sorprese il
nuovo Governo francese, annuncia-
to ieri dal primo ministro Manuel
Valls. La figura di spicco infatti
rappresentata dal nuovo ministro
dellEconomia, Emmanuel Macron,
36 anni, ex consigliere dellEliseo,
ma soprattutto ex banchiere daffa-
ri per Rothschild. Dopo questa
scelta gli osservatori hanno subito
richiamato una significativa
affermazione fatta dal presidente
Franois Hollande il 22 gennaio
2012, quando nel discorso del
Bourget, tutto orientato a sinistra,
ebbe a dire: Il mio vero avversa-
rio non si candida e non viene elet-
to, eppure governa, e questo avver-
sario il mondo della finanza. Al-
la luce della scelta in merito al mi-
nistro dellEconomia, rilevano gli
osservatori, quei tempi sembrano
molto lontani. Alla vigilia del rim-
pasto si pensava alla creazione di
un super-ministero, che sarebbe
stato affidato al fedelissimo Michel
Sapin: invece Hollande e Valls
hanno preferito mantenere, come
in Germania, la spartizione tra Fi-
nanza (confermato Sapin) ed Eco-
nomia, nominando appunto
Macron, il quale viene considerato
lartefice, da consigliere del presi-
dente, della svolta social-liberale
impressa allinizio di questanno
con ladozione del patto di re-
sponsabilit, che offre sgravi fi-
scali alle aziende in cambio di as-
sunzioni.
Da segnalare poi che Najat
Vallaud-Belkacem, 36 anni, gi
portavoce del Governo e ministro
per la Parit, la prima donna po-
sta a capo del dicastero dellEduca-
zione. Unaltra donna, Fleur
Pellerin (nata a Seoul 41 anni fa)
il nuovo ministro della Cultura:
aveva ricoperto la carica di ex sot-
tosegretario al Commercio estero.
Valls si detto fiducioso sul futuro
operato di una compagine gover-
nativa che a suo parere risulta esse-
re compatta e coerente. Resta da
ottenere la fiducia del Parlamento,
che Valls, come egli stesso ha an-
nunciato, chieder a settembre o a
o t t o b re .
Lesigenza di forgiare una nuova
squadra governativa era nata dopo
le critiche dellex ministro dellEco-
nomia, Arnaud Montebourg,
allausterit imposta dalla Germa-
nia. Montebourg aveva dichiarato
che la Francia non ha alcuna in-
tenzione di allinearsi agli assiomi
ideologici della destra tedesca.
Lex ministro dellEconomia aveva
rivolto critiche anche allop erato
della Banca centrale europea.
CARACAS, 27. Proteste di piazza si
sono riaccese a San Cristbal, la
capitale dello Stato occidentale ve-
nezuelano di Tachira. Questa volta
i protagonisti non sono gli studen-
ti, ma i cittadini scontenti della
legge cosiddetta dei prezzi giusti,
che prevede un nuovo sistema di
identificazione biometrica dei
clienti su ogni acquisto negli eser-
cizi commerciali. Il Governo vuole
applicare il sistema entro novem-
bre per combattere laccaparra-
mento e il contrabbando di pro-
dotti di base.
Sui mezzi di comunicazione lo-
cali sono state diffuse immagini
che ricordano londata di manife-
stazioni antigovernative partite
dalla stessa San Cristbal nel feb-
braio scorso e nelle quali morirono
oltre venti persone: blindati della
Guardia nazionale bolivariana che
inseguono manifestanti dal volto
coperto, i quali a loro volta innal-
zano barricate e lanciano pietre.
Proteste di minore evidenza ci so-
no state anche nella capitale Cara-
cas, dove un agente stato legger-
mente ustionato da una molotov.
Secondo il Governo, il piano
per il monitoraggio degli acquisti
in base al nuovo sistema biometri-
co sarebbe stato accolto in modo
entusiasta dal settore privato. In
questo senso si espresso Andrs
Eloy Mndez, responsabile
dellapplicazione della legge cosid-
detta dei prezzi giusti, dopo un
incontro con lassociazione nazio-
nale dei proprietari di supermerca-
ti e autoservizi.
VIENNA, 27. Il vice cancelliere
austriaco e ministro delle Finan-
ze, Michael Spindelegger, si
dimesso ieri da tutte le funzioni
politiche. Nelle scorse settimane
erano aumentate le critiche
allinterno del partito popolare
vp, di cui ricopriva lincarico
di segretario, che lo accusavano
di immobilismo in riferimento
alla riforma fiscale, da tempo in
discussione nel Paese. mio
dovere fare questo passo, ha
detto Spindelegger.
Il cancelliere, Werner Fa-
ymann (Sp), ha assicurato che
la grande coalizione fra social-
democratici e cristiano-popolari
non in pericolo, mentre le s t re -
ma destra ha chiesto elezioni an-
ticipate. LAustria ha il pi bas-
so tasso di disoccupazione nella
Unione europea e un rapporto
tra deficit e pil dell1,5 per cento
nel 2013. Il debito pubblico
stato pari al 74,5 per cento del
prodotto interno lordo nel 2013
e le previsioni indicano una sua
possibile crescita.
Si dimette
il vice cancelliere
austriaco
LOSSERVATORE ROMANO gioved 28 agosto 2014 pagina 3
Abdullah minaccia il ritiro
Ennesimo rinvio
dellelezione
del presidente
afghano
KABUL, 27. Sembra non finire mai
la strada che dovrebbe portare al-
la nomina del nuovo capo di Sta-
to afghano. Da principio il nome
del successore di Hamid Karzai si
sarebbe dovuto conoscere il 22 lu-
glio. Dopo laccusa di brogli lan-
ciata da uno dei due candidati,
lex ministro degli Esteri, Abdul-
lah Abdullah, in occasione del
ballottaggio del 14 giugno, il ca-
lendario elettorale ha accumulato
un pesante ritardo. Grazie poi
allopera di mediazione del segre-
tario di Stato americano, John
Kerry, si arrivati a un compro-
messo fra Abdullah e laltro candi-
dato, lex ministro delle Finanze,
Ashraf Ghani, per un totale ricon-
teggio dei voti, pi di otto milio-
ni, espressi durante il ballottaggio.
Il compromesso avrebbe permesso
di conoscere il nuovo presidente il
prossimo 2 settembre, come an-
nunciato nei giorni scorsi da
Karzai. Ma quando tutto sembra-
va ormai pronto, arrivato ieri
lennesimo intoppo, che mette a
rischio anche la data del 2
s e t t e m b re .
Abdullah, infatti, ha rilanciato
accuse di presunte irregolarit nel
nuovo vaglio delle schede e si
appellato alla commissione eletto-
rale indipendente affinch provve-
da a garantire la massima traspa-
renza: altrimenti si ritirer. Minac-
cia gi agitata da Abdullah prima
che ci si accordasse sul riconteg-
gio totale dei voti. A rendere que-
sta volta lo scenario ancor pi spi-
noso concorre il fatto che riserve
circa una non corretta gestione
delle schede su cui pende il so-
spetto di brogli sono state avanza-
te, riferiscono le agenzie di stam-
pa internazionali, anche dalla mis-
sione dellOnu di assistenza
allAfghanistan (Unama). I com-
ponenti di tale missione si sono ri-
promessi oggi di avviare unulte-
riore verifica delle schede incri-
minate ma, come ha riferito la
France Presse, Abdullah intende
boicottare tale revisione non par-
tecipando al riesame. Ieri, per cer-
care di tenere sotto controllo que-
sta nuova emergenza, Karzai ave-
va voluto incontrare i due candi-
dati, cercando di convincerli a
non gettare ancora benzina sul
fuoco, visto il contesto politico gi
particolarmente teso, consideran-
do che anche Ashraf ha sollevato
non poche riserve in merito alla
gestione del riconteggio dei voti.
Come rilevano gli analisti, gi
dai primi di settembre avranno
luogo importanti incontri interna-
zionali e, alla luce di questi ultimi
sviluppi, si fa concreto il rischio
che lAfghanistan possa prendervi
parte senza il presidente. Un fatto
che certo non deporrebbe a favore
dellimmagine di un Paese, sottoli-
neano gli osservatori, che nellera
del dopo Karzai vedeva lo ccasio-
ne per rilanciare il proprio ruolo
sulla scena politica internazionale.
Yazidi in fuga dalle violenze nella citt di Sinjar (Reuters)
Chiesto dallUnicef per dare assistenza alla popolazione
D-Day umanitario per lIraq
BAGHDAD, 27. Un ponte aereo sistematico
dallEuropa e listituzione di unarea protetta
con limpiego di truppe di terra (come fu fatto in
Bosnia ed Erzegovina negli anni Novanta): sono
queste le principali richieste formulate dallUnicef
alla comunit internazionale, attraverso il rappre-
sentante dellagenzia dellOnu in Iraq, Marzio
Babille. Richieste che puntano a dare adeguata
assistenza nel contesto dellavanzata dei mili-
ziani dello Stato islamico nel nord dellIraq
agli oltre settecentomila sfollati in fuga dalle effe-
rate violenze. Babille, citato dallagenzia Ansa,
chiede un vero e proprio D-Day umanitario,
usando la similitudine dello sbarco alleato in
Normandia nel 1944 per dare lidea delle dimen-
sioni dellintervento necessario.
La sopravvivenza delle minoranze e delle loro
culture non sono negoziabili afferma il rappre-
sentante dellUnicef in Iraq, ricordando che tra i
profughi fuggiti dallinizio di giugno per trovare
rifugio nella regione autonoma del Kurdistan vi
sono duecentomila yazidi, ottantamila turcoman-
ni sciiti e trentamila cristiani. Tutte comunit, ri-
corda Babille, fatte oggetto di sistematiche perse-
cuzioni da parte dei jihadisti. A questa ondata di
rifugiati si devono aggiungere 250.000 siriani
giunti nel Kurdistan iracheno fin dallagosto del
2013.
Intanto il Consiglio dei diritti delluomo
dellOnu ha comunicato che terr una riunione
speciale sulla crisi irachena il primo settembre a
Ginevra. Lincontro, si afferma in un comunicato,
servir a esaminare la situazione dei diritti
delluomo in Iraq alla luce delle violenze com-
messe dai miliziani dello Stato islamico. Luned
lAlto commissario dellOnu per i Diritti umani,
Navi Pillay, aveva denunciato una pulizia etnica
e religiosa in Iraq per mano dei miliziani, chie-
dendo di giudicare i responsabili di eventuali cri-
mini contro lumanit.
Da segnalare che ieri, a Erbil, ha avuto luogo
un incontro fra il presidente della regione auto-
noma del Kurdistan, Massoud Barzani, e il mini-
stro degli Esteri iracheno, Mohamed Javad Zarif.
Durante una conferenza stampa congiunta, Bar-
zani ha affermato, citato dalle agenzie di stampa
internazionali, che lIran stato il primo Paese a
fornire armi ai combattenti peshmerga curdi per
difendersi dalloffensiva dei jihadisti. Dal canto
suo il capo della diplomazia iraniana ha voluto
precisare che nessun soldato iraniano presente
in Iraq. Il popolo iracheno ha bisogno di aiuto,
compresa lassistenza su questioni di difesa, ma
non abbiamo alcun soldato in Iraq e non abbia-
mo intenzione di inviarne ha detto Zarif. Il pre-
sidente della regione autonoma del Kurdistan ha
poi tenuto a precisare che la grande diga di Mo-
sul saldamente sotto il controllo dei peshmer-
ga, smentendo cos la notizia che era circolata
nelle ultime ore, secondo cui i miliziani erano riu-
sciti a riprendere la struttura di notevole valore
strategico dopo che i curdi lavevano conqui-
stata, dopo aspri combattimenti, lo scorso 17
agosto.
E ieri si sono registrate nuove violenze a Ba-
ghdad. Unautobomba esplosa in un affollato
incrocio di un quartiere orientale della capitale: il
bilancio di quindici morti e pi di trenta feriti.
Luned, sempre a Baghdad, undici persone erano
rimaste uccise in un attentato compiuto contro
una moschea sciita.
Sostegno da parte
del Cairo
al Parlamento
eletto in Libia
TRIPOLI, 27. LEgitto sostiene il
Parlamento libico, riunito a To-
bruk, eletto in forma trasparen-
te. Lo ha sottolineato il ministro
degli Esteri egiziano, Sameh
Shoukry, in una conferenza stam-
pa al Cairo con il presidente del
Parlamento libico, Akila Saleh
Issa, il nuovo capo di stato mag-
giore dellesercito, Abdul Razik Al
Nazori, e il capo della diplomazia
di Tripoli, Mohamed Abdul Aziz.
Dopo avere confermato che il
Governo del Cairo aiuter la Libia
nelladdestramento degli agenti di
polizia, Shoukry ha nuovamente
smentito le indiscrezioni del Pen-
tagono e del dipartimento di Sta-
to americano citate dal The
New York Times di un pre-
sunto intervento militare egiziano
in Libia, parlando di autentiche
menzogne. Si tratta ha detto
il ministro di notizie divulgate
da alcune parti per illudere i libici
e rovinare i nostri rapporti bilate-
rali. Anche la Lega Araba ha
smentito tali informazioni.
LEgitto rispetta la sovranit
libica, la legittimit del nuovo
Parlamento eletto e delle forze ar-
mate, che siamo disposti a soste-
nere con tutto ci di cui hanno bi-
sogno, ha precisato Shoukry.
Noi non abbandoneremo la Li-
bia: abbiamo un futuro e interessi
in comune, ha aggiunto il mini-
stro degli Esteri, sottolineando
che c differenza tra un contri-
buto per risolvere la crisi libica e
lintervento diretto. Riguardo
alladdestramento, lEgitto si im-
pegnato a garantire le forniture
necessarie in tutti i settori della
polizia. Siamo in grado di otte-
nere armi dalle fazioni sul terreno
e di ricostruire un potente esercito
in cooperazione con lEgitto, ha
detto da parte sua il capo di stato
maggiore dellesercito libico.
Il settore privato
contribuir
agli investimenti
energetici in Egitto
IL CAIRO, 27. Il Governo egiziano
ha approvato uno studio che con-
sentir al settore privato di contri-
buire agli investimenti energetici.
quanto riferiscono i media stata-
li del Cairo, secondo i quali il
contributo del settore privato sar
regolato da un apposito accordo,
il cosiddetto Power Purchase
Agreement (Ppa).
Lo studio ora passer al vaglio
di una squadra economica gover-
nativa, che stabilir i vari termini
finanziari e legali del Ppa. Diver-
se aziende si sono proposte di ge-
nerare energia elettrica da fonti
solari ed eoliche ha detto il mini-
stro dellEnergia elettrica egiziano,
Mohamed Shaker, durante una
conferenza stampa. Abbiamo
coordinato con il ministero del
Petrolio di aumentare le forniture
di gas destinate al dicastero
dellEnergia elettrica, ha aggiun-
to Shaker.
Boko Haram preme
sul confine con il Camerun
Attivisti ad Abuja chiedono la liberazione delle studentesse rapite da Boko Haram (Reuters)
D ivergenze
tra India e Pakistan
sulle dighe
nel Kashmir
NEW DELHI, 27. Non mancano,
come di consueto, motivi di ten-
sione o comunque divergenze fra
India e Pakistan. Come segnalato
ieri da fonti diplomatiche di en-
trambi i Paesi, non stato ancora
raggiunto un accordo sulle dighe
che New Delhi sta costruendo nel
Kashmir, lungo i fiumi Chenab e
Jehlum. Le autorit pakistane si
dicono preoccupate che il proget-
to delle dighe possa provocare
una grave carenza dacqua nel
Paese che, al riguardo, accusa gi
seri problemi. Se non si trover
un accordo, Islamabad, riferisce
lagenzia Agi, minaccia di rivol-
gersi alla Corte internazionale di
giustizia: il contenzioso acquiste-
rebbe cos un peso e una risonan-
za ancora maggiori. Tra laltro in
questi giorni India e Pakistan si
erano rivolti reciproche accuse ri-
guardo allo scambio di colpi dar-
tiglieria nelle regioni del Kashmir
e di Sialkot, che avevano provoca-
to la morte di quattro civili.
Kinshasa e Kigali
demarcano la frontiera
Niger flagellato
da piogge torrenziali
NIAMEY, 27. Sta provocando vittime
e danni la stagione delle piogge in
Niger, peraltro attesa a lungo e feb-
brilmente soprattutto dagli allevato-
ri delle regioni desertiche del nord.
Secondo quanto riferito dal Gover-
no di Niamey, le precipitazioni nel-
le ultime settimane sono state supe-
riori alla media, causando unallu-
vione nella quale sono morte dodici
persone e che ne hanno costrette
oltre trentaseimila a sgomberare
dalle loro case. Nella stessa Niamey,
il fiume Niger ha superato il livello
di allerta, allagando interi quartieri
della capitale. Stiamo registrando
precipitazioni record in sei regioni
con seri danni alle persone e alle
cose, ha comunicato lufficio del
primo ministro.
La sede a Niamey dellO cha,
lufficio delle Nazioni Unite per il
coordinamento degli interventi
umanitari, ha comunicato a sua vol-
ta che le piogge continuano e che,
vista lentit delle distruzioni, servi-
ranno pi mezzi da destinare
allaiuto alimentare urgente e allas-
sistenza in termini di prodotti non
alimentari, in particolare tende.
In Niger, siccit ricorrente o
piogge troppo abbondanti causano
ciclicamente carestia e malattie en-
demiche.
ABUJA, 27. I miliziani di Boko Ha-
ram, il gruppo islamista responsabi-
le di sanguinose violenze in Nige-
ria, ha preso il controllo di unaltra
localit del Borno, lo Stato nordo-
rientale considerato la sua roccafor-
te. Si tratta di Ashigashiya, al confi-
ne con il Camerun. Nel riferirlo,
fonti di stampa nigeriane e interna-
zionali precisano che nellattacco
compiuto nella notte tra luned e
marted almeno tre civili sono stati
uccisi.
Inoltre i miliziani di Boko Ha-
ram hanno cercato, senza successo,
di far esplodere il ponte di Fotokol
che collega la Nigeria con le s t re m o
nord del Camerun, causando la fu-
ga della popolazione. Uomini del
battaglione dei blindati delle s e rc i t o
camerunese sono riusciti a respinge-
re elementi di Boko Haram, che
cercavano di superare la frontiera
per dare la caccia a soldati nigeriani
fuggiti da Ashigashiya, e a uccider-
ne una ventina.
Sui soldati nigeriani, successiva-
mente costretti dallesercito del Ca-
merun a rientrare in patria, sono
circolate versioni discordanti. Fonti
militari nigeriane hanno parlato di
un ripiego strategico, ma testimoni
delle ultime localit conquistate dai
miliziani denunciano che le s e rc i t o ,
male equipaggiato, fugge regolar-
mente davanti a Boko Haram.
BANGUI, 27. Nella Repubblica Cen-
troafricana non si fermano le vio-
lenze. Almeno venticinque combat-
tenti di due fazioni rivali degli ex
ribelli della Seleka sono stati uccisi
nel corso degli scontri che si susse-
guono da due giorni nella citt cen-
trale di Bambari. Responsabili della
missione africana Misca hanno spe-
cificato che ad affrontarsi sono gli
uomini del generale Joseph
Zoundko, capo di stato maggiore
della Seleka, che ha stabilito la sua
base a Bambari, e quelli del genera-
le Ali Djarras.
I combattimenti stanno nuova-
mente gettando nel terrore gli abi-
tanti della citt, dove le violenze
degli ultimi mesi hanno gi provo-
cato trentamila sfollati che soprav-
vivono in condizioni sempre pi
difficili.
Ancora scontri
nella Repubblica
C e n t ro a f r i c a n a
KINSHASA, 27. Repubblica Demo-
cratica del Congo e Rwanda han-
no avviato la demarcazione di due-
cento chilometri di frontiera. Si
tratta di unoperazione molto tec-
nica, ma che avr una portata deci-
siva sul piano sia politico, sia eco-
nomico, sia della sicurezza. Nono-
stante un accordo di massima, ne-
gli ultimi anni si sono moltiplicati
conflitti armati, incursioni militari
rwandesi e tensioni tra i due Go-
verni proprio per il contenzioso
frontaliero, con le accuse di Kin-
shasa a Kigali di ingerenza e di
ambizioni territoriali.
Loperazione, che dovrebbe con-
cludersi in una settimana, consiste
soprattutto nel rinvenimento dei
cippi di confine risalenti allep o ca
coloniale, che sono stati danneg-
giati, spostati o sradicati. I due
Governi, rappresentati nella com-
missione permanente dellUnione
africana per le frontiere, riconosco-
no infatti i confini fissati nel 1911
dal Belgio e dalla Germania,
allepoca rispettive potenze colo-
niali. Spinti dallUnione africana, i
due Paesi dei Grandi Laghi aveva-
no gi cominciato il lavoro di de-
marcazione nel 2009, ma poi lave-
vano sospeso, dopo aver localizza-
to solo 5 cippi su 22.
La squadra di esperti partita da
Goma, il capoluogo della regione
orientale congolese del Nord Kivu,
dovr stabilire la linea precisa di
separazione tra i due Paesi e regi-
strarla su una mappa. Oltre al con-
fine terrestre, tra Goma e Gisenyi,
la mappa dovr riportare quello la-
custre sul lago Kivu e quello flu-
viale sul fiume Ruzizi.
Nel contempo, pi a nord, in
corso la demarcazione della fron-
tiera fra Repubblica Democratica
del Congo e Uganda.
LOSSERVATORE ROMANO pagina 4 gioved 28 agosto 2014
Superuomini nellantichit
Clark Kent in catacomba
Dopo undici anni completata in Germania la pubblicazione della Encyclopaedia Aethiopica
Orizzonte ampio
Dalle glorie del regno di Aksum alle tragiche vicende di oggi
Nei 4360 articoli dei cinque volumi
centinaia di studiosi
hanno iniziato a gettare uno sguardo nuovo
su questa parte del mondo e sulle sue tradizioni
di ALESSANDRO BAUSI*
E
tiopia ed Eritrea sono
quotidianamente alla ri-
balta dellattenzione in-
ternazionale per ben note
tragiche vicende il
dramma umano e umanitario dei mi-
granti, le aspre tensioni geopolitiche,
pirateria, carestie, epidemie o an-
che per i tenui elementi di speranza
offerti dalla costante crescita econo-
mica comune a tutta lAfrica sullim-
peto della profonda penetrazione
delle aggressive economie asiatiche,
o lincredibile moltiplicarsi, specie in
Etiopia, del numero di nuove uni-
versit che testimonia della chiara
volont di progresso e di emancipa-
zione dei popoli.
Etiopia ed Eritrea costituiscono
per anche unarea complessa e rela-
tivamente unitaria di specifico inte-
resse storico-culturale (etnico, lingui-
stico, e naturalmente religioso) entro
il pi vasto Corno dAfrica. Storia e
civilt dellaltopiano eritreo-etiopico
dAfrica non sono spiegabili e com-
prensibili senza tener conto dei mil-
lenari rapporti intercorsi con il resto
del continente africano e le civilt
del bacino del Nilo, con la costa
asiatica del Mar Rosso, il Vicino
oriente, e il mondo mediterraneo, bi-
zantino, islamico, cristiano-orientale
e cristiano a noi pi prossimo e fa-
miliare, e poi europeo, di cui gli
eventi contemporanei non sono che
lultimo episodio. Storia dellAfrica
non solo contemporaneit e dolo-
rosa cronaca umanitaria o politico-
diplomatica o storia coloniale o la
modernit che ha visto lO ccidente
gradualmente s c o p r i re e o ccupa-
re il continente, ma anche e soprat-
tutto studio delle civilt africane nel
loro plurimillenario autonomo svol-
gersi e relazionarsi con le altre, viste
soprattutto attraverso le rispettive
lingue e culture, attestate nei docu-
menti letterari scritti e orali, archeo-
logici, storico-artistici che esse stesse
hanno prodotto
a questi rapporti mutui e reci-
proci che si deve, a pi tardi a parti-
re dal primo millennio prima dellera
cristiana, lattestazione della lingua
sudarabica impiegata da semiti sia
su suolo asiatico (Yemen) sia africa-
no (Eritrea ed Etiopia); e nellanti-
chit fino a tutto il medioevo lin-
tenso rapporto commerciale e ideale
dellEtiopia con il mondo mediterra-
neo greco-romano, bizantino, arabo-
islamico e cristiano orientale; a que-
sto si deve lintroduzione del cristia-
nesimo alla met del IV secolo nel
regno di Aksum, assunto a diocesi
episcopale del patriarcato egiziano
di Alessandria fino allautocefalia nel
XX secolo, come anche la precocissi-
ma presenza dellislam, per tradizio-
ne univoca gi pervenuto ad Aksum
nei primi decenni del VII secolo e
addirittura prima dellgira del 622.
Sempre a questo si deve lo straordi-
nario ruolo del regno di Aksum nel-
lo scacchiere internazionale tardo-
antico come alleato di Bisanzio con-
tro il monarca giudaizzante Yusuf in
Sudarabia, con la celeberrima spedi-
zione del re Caleb in difesa dei cri-
stiani oltre il Mar Rosso e lo ccupa-
zione etiopica dello Yemen per alcu-
ni decenni a partire dal 525 dellera
cristiana, ancora ricordata dai mona-
ci etiopici che parteciparono al con-
cilio di Firenze del 1439 (cui ha de-
dicato un suggestivo saggio divulga-
tivo Glen W. Bowersock, The Throne
of Adulis: Red Sea Wars on the Eve of
Islam, Emblems of Antiquity,
Oxford University Press, 2013).
Da questo punto di vista, attraver-
so le vicende del decadere del regno
di Aksum, la fioritura di una dina-
stia Zague nel XII-XIII secolo e la
successiva rinascita di un regno cri-
stiano salomonide poi vacillante sot-
to lassalto dellislam nel XVI secolo,
leffimera conversione del sovrano
etiopico Susenyos al cattolicesimo
per opera di una tenace missione
portoghese gesuita nei primi decenni
nel XVII al culmine di quasi un seco-
lo di sforzi missionari poi riusciti va-
ni, e la susseguente resistenza
dellEtiopia a ogni tentativo di colo-
nizzazione fino al XIX e XX secolo in
cui si realizza la sua estensione terri-
toriale attuale, si pu davvero dire
che in questa parte del mondo si so-
no svolte vicende non del tutto prive
di qualche interesse intrinseco anche
se proiettate sullo scenario mondiale
globale. Questo tanto pi vero se i
fatti sono osservati dalla prospettiva
italiana: sia per il trascorso coloniale
eritreo ed etiopico e la sua intermit-
tente memoria, sia per il ruolo che,
con altri, non pochi studiosi orienta-
listi e africanisti italiani tra i massimi
del loro tempo, pur difficilmente
sussumibili entro i limiti e le coordi-
nate di una ben definita e illustre
scuola (Ignazio Guidi, Carlo Conti
Rossini, Enrico Cerulli, per citare
solo i pi eminenti), hanno svolto
nellindagine infaticabile delle lin-
gue, storie, religioni, tradizioni e
culture di Etiopia ed Eritrea e della
loro interrelazione con altre culture.
LEritrea fu infatti colonia italiana
dal 1890 al 1941 e lEtiopia fu aggre-
dita e parzialmente occupata dal
1935 al 1941 in una guerra fortemente
voluta da Mussolini come espressio-
ne per eccellenza dellideologia fasci-
sta, in cui furono ampiamente impie-
gate armi chimiche e che alcuni sto-
rici non esitano a ritenere il primo
momento di una lunga seconda
guerra mondiale, continuata dalla
guerra civile spagnola e deflagrata
definitivamente a conflitto globale
nel 1939.
Oggi che ogni settore scientifico
universitario cosiddetto minore, tan-
to pi se relativo ad aree povere e
minoritarie del mondo o che non
trovi immediata applicazione pratica
nel mercato e pensiero unico globa-
lizzato chiamato a giustificare la
propria stessa esistenza o spesso
immediatamente soppresso nellacca-
demia e nelle istituzioni di ricerca,
senza appello e considerazione del
ruolo che singole pur piccole tra-
Come appare evidente, la Encyclo-
paedia Aethiopica segna un nuovo
traguardo nello sforzo di presenta-
zione sintetica e rigorosa di un com-
plesso di diverse culture interconnes-
se dalle vicende della storia, in una
regione del sud del mondo come
lAfrica subsahariana, e in uno sfor-
zo che ha operato ben oltre il limite
dello stato dellarte delle nostre co-
noscenze, abbracciando per di pi
larco temporale assolutamente inso-
lito, dalla preistoria agli ultimi de-
cenni del XX secolo.
Lopera comprende, in cinque vo-
lumi, 4360 articoli di varia esten-
sione, che includono coordinate es-
senziali su ambiente e geografia del
Corno dAfrica e approfondiscono i
temi di interesse specifico per lEtio-
pia storica; vi dunque incluso a
pari titolo anche tutto quanto con-
cerne lE r i t re a .
Storia generale politica, militare e
diplomatica, archeologia, filologia,
linguistica, letteratura, storia dellar-
te, antropologia, storia missionaria,
storia religiosa sono i temi centrali,
ma grande considerazione trovano
una miriade di aspetti specifici
dalla numismatica alla epigrafia, dal-
la storia coloniale allimmaginario
letterario e cinematografico senza
trascurare i dati fondamentali della
contemporaneit politica, sociale ed
economica.
*Universit di Amburgo
Le civilt africane vanno studiate
nel loro plurimillenario sviluppo
Attraverso le rispettive lingue e culture
attestate nei documenti letterari scritti e orali
Archeologici e storico-artistici
dizioni di studio e ricerca abbiano
svolto contribuendo al progresso di
settori maggiori, certamente un se-
gnale di grande speranza e di soddi-
sfazione che il 16 luglio scorso sia
stato appena presentato il quinto vo-
lume della Encyclopaedia Aethiopica
(YZ, Supplementa, Addenda et Corri-
genda, Maps, Index, Wiesbaden,
Harrassowitz Verlag, 2014, a cura di
Alessandro Bausi in collaborazione
con Siegbert Uhlig, pagine
XXXII+1269) presso lAsien-Afrika-In-
stitut delluniversit di Amburgo,
dove, da ultimo presso il Hiob Lu-
ventennale fortemente voluta da
Siegbert Uhlig, professore di Etiopi-
stica ad Amburgo fino al 2004, cui
si deve la cura dei primi quattro vo-
lumi. Frutto della cooperazione di
diverse centinaia di autori da ogni
parte del mondo, lopera stata resa
possibile dal finanziamento di varie
istituzioni e fondazioni quasi esclusi-
vamente tedesche e della universit
di Amburgo.
La Encyclopaedia Aethiopica
unopera unica nel suo genere: para-
gonabile per spettro di interessi ad
altre maggiori della ricerca orientali-
nella musica. Stanco dei rimproveri di
questultimo maestro tent di ucciderlo,
per cui il padre Anfitrione lo pun man-
dandolo a custodire il gregge sul monte
Citerone, dove Ercole, appena diciotten-
ne, uccise un feroce leone, terrore della
regione su cui regnava Tespio.
Una complessa epopea si crea attorno
a Eracle, ma il passaggio pi celebre di
questa affascinante favola mitologica
costituito dal periodo ben dodici anni
trascorso al servizio di Euristeo, du-
rante il quale affront le dodici fatiche.
Alcune di queste, rappresentate nellarte
antica in maniera continua e capillare,
vengono anche selezionate per decorare
ambienti del celebre ipogeo di via Dino
Compagni a Roma, aggiungendo anche
la struggente storia di Admeto e Alcesti.
Tale ipogeo nel maturo IV secolo, acco-
glie scene neo e veterotestamentarie, ma
anche elementi mitologici, dimostrando
come la committenza, estremamente
elevata in quanto a funzione sociale e
potenziale economico, faccia capo a
quellalta aristocrazia romana anco-
ra non completamente convertita
al cristianesimo e comunque sen-
sibile a quel clima multireligioso
ancora vivace nellultimo scorcio
del IV secolo.
sintomatico che nello stesso
ipogeo appaiano scene estratte
dalla storia di un altro sup eruo-
mo, ossia quella del giudice Sansone,
da cui vengono selezionati gli episodi
che lo vedono in conflitto con i Filistei,
lendo una sorta di prefigurazione vete-
rotestamentaria, facendolo assurgere a
modello di fede (Girolamo, Epistula, 73,
3), ad esempio di grande misericordia
nel difendere la Parola, secondo la pro-
messa (Agostino, Enarrationes in psal-
mos, 88, 10), tanto che egli sconfisse il
leone ruggente, che gli sbarrava la stra-
da per raggiungere la sua promessa spo-
sa.
E, precedentemente, anche Ambrogio
aveva evocato il Cristo, mettendolo in
relazione con lo Spirito Santo, tramite il
quale, gi nellAntico Testamento, furo-
no rivelati i mysteria coelestium sacramen-
torum: dalleucaristia, alla risurrezione,
alla grazia (Ambrogio, De Spiritu
Sancto, 2, 1).
Il ciclo della vita di Sansone trova
una manifestazione estesa in un pavi-
mento musivo venuto alla luce, alla fine
degli anni Cinquanta del secolo scorso
nel centro di Misis, attuale Mopsuestia,
situata nellantica provincia della Cilicia
Seconda, sede del vescovo metropolita
Teodoro (392-428). Al centro del mosai-
co raffigurata larca di No vuota, cir-
condata dagli animali e definita da una
didascalia in greco, mentre nella nava-
tella sinistra si sviluppano le storie di
Sansone, oggi assai compromesse per
quanto riguarda la conservazione. Ci
nonostante, si riconoscono ancora i se-
guenti episodi, rappresentati secondo
una sequenza continua: Sansone che uc-
cide il leone (Giudici, 14, 6); con la car-
cassa della fiera (Giudici, 14, 9); il lancio
delle volpi (Giudici, 15, 5); la strage di
Lechi con la mascella dasino (Giudici,
15, 14-15); Sansone che si disseta (Giudi-
ci, 15, 8); la visita alla prostituta di Gaza
(Giudici, 16, 1-2); lasportazione delle
porte della stessa citt (Giudici, 16, 3); la
corruzione di Dalila (Giudici, 16, 4-14); il
taglio dei capelli (Giudici, 16, 15-17); lac-
cecamento (Giudici, 16, 21); la catastrofe
finale (Giudici, 16,23).
Al di l di questi cicli, pure dettaglia-
ti, il corpo a corpo tra il giudice e il leo-
ne trova analogie schemiche, sia con
lepisodio erculeo, sia con lo scontro di
re Davide con il grande felino che appa-
re in un prezioso piatto dargento del
tesoro di Karavas, ora conservato al Me-
tropolitan Museum di New York e rife-
ribile al VII secolo. Il giro dei confronti,
che comporta similitudini iconografiche,
che attingono al patrimonio figurativo
ellenistico e alla tipologia figurativa che
rimanda ad Alessandro Magno che cac-
cia il leone, sostanzia la lotta tra luomo
e il nemico feroce, tra forza bruta e il
giusto potente, tra il bene e il male, tra
il peccato e la salvezza finale.
dolf Zentrum fr thiopistik, essa
stata realizzata.
La pubblicazione del volume
che oltre allultima serie di articoli
enciclopedici include anche un indi-
ce analitico di oltre seicento pagine,
con pochi paralleli in altre opere
consimili, e carte geografiche, stori-
che e tematiche segue di undici
anni la pubblicazione del primo nel
2003 e conclude unopera ultra-
contributo alla definizione di uno
spazio oltre che disciplinare soprat-
tutto culturale riconosciuto, di cui
cera bisogno nonostante gli studi di
etiopistica godano di una relativa
antichit e nobilt di tradizione, spe-
cie in Italia, essendosi il primo con-
vegno internazionale di studi etiopi-
ci tenuto a Roma presso lAccademia
Nazionale dei Lincei nel lontano
1959 per iniziativa di Enrico Cerulli.
stica, come la En-
cyclopdie de lIslam
e le sue diverse edi-
zioni, la Encyclopae-
dia Judaica, il Lexi-
kon der gyptologie,
il Reallexikon der
As s y r i o l o g i e , la Cop-
tic Encyclopaedia, la
Encyclopaedia Irani-
ca. Come e forse
pi di queste ha
gnificativi episodi che
hanno come protagonista
Sansone, ossia quello che
lo vede intento a spingere
le volpi nei campi di gra-
no dei Filistei (Giudici, 15,
5) e quello che lo coglie
mentre stermina proprio i
Filistei con una mascella
dasino (Giudici, 15, 14-
16). Lesegesi patristica
collega naturalmente
leroe giudaico con la
persona del Cristo, stabi-
Era, a cui leroe avrebbe dedicato le ce-
lebri fatiche.
Da giovane Ercole fu educato da An-
fitrione nella guida del cocchio, da Eu-
rito nel tiro con larco, da Castore nel
maneggio delle armi, da Autolico nella
lotta, da Chirone nelle scienze, da Lino
Una pagina dellenciclopedia
San Giorgio
e la Vergine
col Bambino
(XVII secolo
icona etiopica)
Sansone e il leone e, sotto, Ercole con Cerbero e Alcesti
(IV secolo, Roma, ipogeo di via Dino Compagni)
di FABRIZIO BISCONTI
Quando si pensa alla forza sovrumana,
a una smisurata energia, a una potenza
quasi sovrannaturale oggi si pensa a Su-
perman, un tempo il primo nome che
affiorava era Ercole, leroe pi popolare
e pi celebre della mitologia classica
che, in giovent, si chiamava Alcide, pa-
tronimico che gli derivava dal nonno
Alceo, il re di Tirinto, padre di Perseo.
La denominazione di Eracle, invece,
sembra gli sia stata affidata da Apollo,
per definire la gloria di
una popolazione di origine egeo-cretese
che occupava la pianura costiera medi-
terranea meridionale della terra di Ca-
naan. Ebbene, Sansone vuole sposare
una donna filistea della citt di Timna,
ma, mentre in viaggio con i genitori
per trattare il matrimonio, gli attraversa
la strada un leone, che egli squarta a
mani nude e dalla cui carcassa uscir un
favo di api pregno di miele (Giudici, 14,
6). Nellipogeo di via Dino Compagni
questo prodigioso episodio viene rap-
presentato per ben due volte, forse per
evocare il concetto del disegno divino
che, in ossequio nei confronti delluomo
fedele, offre il cibo vitale, che allude ora
alla Scrittura, secondo Origene (De nu-
meris, 27, 12) ora alla risurrezione, come
spiega Ambrogio (De Spiritu Sancto, 2,
7-8). Ma nella catacomba della via Lati-
na vengono dipinti anche altri due si-
Clark Kent e Lois Lane
LOSSERVATORE ROMANO gioved 28 agosto 2014 pagina 5
Per un ritorno delletica clinica
Confini
sfumati
di CARLO PETRINI
L
a distinzione tra pratica
clinica e sperimentazione
importante sia sotto il
profilo medico-scientifi-
co, sia sotto il profilo eti-
co. Nella pratica clinica si utilizza-
no terapie validate (per le quali so-
no note la sicurezza e lefficacia),
basate su linee guida periodicamen-
te aggiornate alla luce delle nuove
conoscenze. Nella sperimentazione,
invece, viene chiesto al paziente di
acconsentire a essere sottoposto a
un trattamento la cui efficacia non
ancora stata verificata, ma che il
medico reputa essere la migliore
scelta per il paziente. Lobiettivo
della sperimentazione duplice: cu-
rare il paziente e acquisire nuove
conoscenze generalizzabili.
La sperimentazione pone notevo-
sono per, almeno in Europa, poco
n u m e ro s e .
Nella seconda situazione il parere
fornito da un comitato o commis-
sione. In genere i pareri adottati
dai comitati etici per la clinica non
sono vincolanti: infatti, opportu-
no sia il medico curante a prendere
le decisioni che, in scienza e co-
scienza, considera migliori per il
suo assistito. Oltre il ruolo di con-
sulenza su casi clinici, i comitati di
etica per la clinica hanno altre due
funzioni: formazione del personale
sanitario e partecipazione alla reda-
zione di linee guida.
In alcune nazioni, e in particola-
re negli Stati Uniti, i comitati di
etica per la clinica sono diffusi, co-
me attesta anche la vasta disponibi-
lit di manuali (anche prodotti da
istituzioni cattoliche) e di altre pub-
blicazioni specializzate. In tali na-
di ANNA FOA

davvero un piccolo gioiello que-


sto libretto che raccoglie otto rac-
conti di Itskhok Leybush Peretz
Il tempo del Messia e altri racconti
(Roma, Edizioni di Storia e Lette-
ratura, 2014, pagine 131, euro 9)
mai tradotti prima in italiano e qui presentati
tanto in traduzione che nella loro lingua ori-
ginaria, lo yiddish, da Elissa Bemporad e da
Margherita Pascucci.
Nato intorno allinizio del secondo millen-
nio nella Germania meridionale, lo yiddish
non , com noto, un dialetto ma una vera e
propria lingua: di base, un antico tedesco
scritto in lettere ebraiche, arricchito di apporti
slavi. In yiddish si espressero nellEst Europa
i chassidim, anche se soltanto oralmente, per-
ch la produzione chassidica religiosa veniva
poi redatta per iscritto in ebraico, prima di
essere eventualmente ritradotta in yiddish per
diventare comprensibile a tutti.
Durante lilluminismo ebraico, lHaskalah,
lo yiddish sub forti attacchi, ma sopravvisse,
tanto che gli stessi illuministi furono talvolta
costretti a ricorrervi per essere capiti. solo
negli anni Sessanta dellOttocento che il pri-
mo dei tre grandi scrittori yiddish, Mendele
Moicher Sfurim, fino a quel momento scritto-
re in ebraico, pubblic il suo primo romanzo
in yiddish. Sia le sue opere che quelle degli
altri due grandi scrittori yiddish di quegli an-
ni, Scholem Aleichem e appunto Peretz, por-
tarono lo yiddish a una sorta di unificazione
linguistica depurandolo dalle sue forme pi
particolaristiche.
Lo yiddish gioc un ruolo importantissimo
nellideologia del Bund, il partito socialista
ebraico fondato nel 1897: lingua del popolo
ebraico, essa doveva essere il supporto cultu-
rale della sua autonomia nella diaspora. Alla
conferenza di Czernowitz del 1908, a cui an-
che Peretz partecip, esso si conquist una
In un altro racconto, il golem di Praga gia-
ce coperto di ragnatele nella soffitta dei di-
scendenti del suo creatore, il Maharal di Pra-
ga. E la ragnatela cresce e cresce e la gente
non osa toccarla. Tutto perduto!. Il rac-
conto che d il titolo alla raccolta, Il tempo
del Messia, ci riporta alla tensione messianica
ebraica trasposta secolarmente, al tempo di
Peretz, in speranza del futuro. C un pazzo
simile ai profeti, uno shtetl, il villaggio ebraico
dellest, che come un ghetto si chiude al tra-
monto, un sognatore oppresso dalla vita di
ogni giorno e dalla mancanza di speranze,
unimmagine straordinaria dellera messianica:
Il Messia avr le ali, e tutti avranno ali. Sar
cos: dimprovviso nascer un bambino con le
ali; poi un secondo, un terzo e cos continue-
r (...) allinizio le persone si spaventeranno,
poi si abitueranno, finch arriver unintera
generazione con le ali, una generazione che
non vorr pi voler giacere nel fango, e non
si azzanner pi per un verme di guadagno.
Ben quattro dei raccontini hanno come og-
getto le donne, donne povere ed escluse, pie-
ne di rabbia, o anche donne amate, come la
Chane di Chaim in Felicit domestica, che
Chaim non vuole usare come poggiapiedi in
Paradiso, come gli dice il rabbino, ma far se-
dere accanto a lui, insieme su una sola poltro-
na. Perch la donna di cui Peretz racconta, la
donna del mondo dei chassidim, non ha certo
una vita facile, intenta a tutte le incombenze
domestiche mentre il marito si occupa solo di
studiare la Torah.
In La rabbia di unebrea, la donna ha il
Otto racconti yiddish di Itskhok Leybush Peretz
Il gatto pio
e le sue sorelle coraggiose
produzione letteraria di Peretz ebbe nella
Russia del tempio una fortuna immensa. Lo
scrittore divenne una sorta di nume tutelare
della cultura yiddish, idolatrato dalle folle
ebraiche. Compose ballate, racconti, opere
teatrali, e scrisse anche in ebraico, come molti
degli scrittori yiddish del suo tempo.
I racconti qui pubblicati, scritti tra il 1891 e
il 1900, attingono tanto alla sua vena chassidi-
ca quanto a quella di impegno politico e so-
ciale, mescolandole in una creazione di gran-
de suggestione, al tempo stesso straordinaria-
mente aperta alla modernit e profondamente
legata alla tradizione. La lingua scabra e ter-
sa, nella bella traduzione delle curatrici, ne
accresce il fascino.
Straordinario, nella sua vena polemica con-
tro le ipocrisie dei religiosi, Il gatto pio, la
storia di un gatto molto pio che trova nella
religione la giustificazione per divorare luno
dietro laltro tre innocenti canarini, convinto
com che sia compito suo impedir loro di
peccare. Di grande poesia il breve raccontino
Al b e r i , che ci descrive labbraccio di due alberi
nel rigoglio di fronde e di boccioli nella pri-
mavera e la loro distante estraneit nel rigido
inverno senza foglie.
dignit linguistica alta e
affianc lebraico come
lingua nazionale. La cul-
tura del mondo ebraico
orientale di questi anni
infatti tutta bilingue, yid-
dish ed ebraica, oltre che,
naturalmente, russa e po-
lacca. questo il conte-
sto in cui scrive Peretz
(1852-1915), nato a Za-
mo, nel governatorato
di Lublino, importante
centro chassidico polacco
annesso allImpero russo,
e vissuto dal 1880 a Var-
savia, anchessa annessa
alla Russia con il suo
trenta per cento di popo-
lazione ebraica, duecen-
tomila persone circa.
Frutto del contrasto crea-
tivo tra la cultura tradi-
zionalista chassidica e le
spinte modernizzanti, la
bambino malato, lavora
duramente e non ha
neanche di che comprar-
gli le medicine. E alla fi-
ne, quando il marito ha
sbattuto la porta di casa
infuriato per le sue ri-
chieste gridando di voler
essere lasciato in pace a
pregare, vorrebbe impic-
carsi con una corda, ma
non pu perch il suo
bambino si sporge dalla
culla e la chiama e lei de-
ve impedire che cada e
dargli il seno per nutrir-
lo. E similmente, in La
vedova, un bambino dor-
me nella culla accanto al-
la madre appena divenu-
ta vedova, in una casa
poverissima in cui pian-
gono tutti e quattro i
muri. Poco prima di
morire, il marito le aveva
sorriso e chiesto di passargli le forbici, e la
vedova non ricorda se gliele aveva date oppu-
re no, e questo dubbio la tormenta.
Donne escluse, come Chane in Lesclusa,
che aveva scelto proprio il giorno di Shavuot,
il giorno che ricorda la consegna a Mos del-
le Tavole della Legge, per passare al mondo
dei gentili. Nel mondo ebraico era stata
unesclusa, nessuno fra gli ebrei le aveva sve-
lato ci che vi di bello, prezioso, elevato.
Era una donna e nulla contava per gli uomi-
ni. Ci avete bandite!
un mondo, questo, che abbiamo impara-
to a conoscere nella letteratura, in quella di
Peretz e di Sholem Aleichem, ma anche in
quella pi recente dei fratelli Singer: il mon-
do dello shtetl. Poco ne rimasto, non perch
sia riuscito ad accedere alla modernit, tranne
che per una parte almeno di quanti sono mi-
grati oltre Oceano, ma perch stato distrut-
to nella Shoah, insieme con i suoi abitanti
che parlavano in grande maggioranza la lin-
gua di questi racconti. Un fatto questo che
rende il nazismo, come ha scritto uno studio-
so, Jean Baumgarten, unideologia linguici-
da fra le pi distruttive del secolo.
scere, ma anche interpretare, nor-
mative e linee guida. Si noti inoltre
che spesso i confini tra pratica cli-
nica ricerca medica sono sfumati.
Dunque, anche la pratica clinica,
e non soltanto la sperimentazione,
molto spesso necessita di una con-
sulenza di etica. La consulenza di
etica clinica pu avvenire mediante
singoli eticisti oppure mediante co-
mitati o commissioni di etica. Vi so-
no notevoli differenze tra le due si-
tuazioni.
Nella prima situazione leticista
fornisce pareri che, salvo rare ecce-
zioni, non sono vincolanti. La con-
sulenza di un eticista importante
specialmente nelle situazioni clini-
che in cui lurgenza non compati-
bile con i tempi di lavoro dei comi-
tati. Esistono numerosi documenti e
linee guida, di provenienza soprat-
tutto nordamericana, che elencano
competenze e caratteristiche neces-
sarie per svolgere il ruolo di consu-
lente di etica clinica. Per esempio
lAmerican Society for Bioethics
and Humanities ha pubblicato nel
2011 una nuova edizione del rap-
porto Core Competencies for Heal-
thcare Ethics Consultation.
Il consulente di etica dovrebbe
facilitare il consenso su scelte con-
divise, ma anche indicare criteri irri-
nunciabili sui quali non sono am-
missibili compromessi. Le strutture
sanitarie che prevedano, nel loro or-
ganico, la figura delleticista clinico
A scuola col Grigio
Di solito i diari saltano la pagina della domenica, o le
dedicano uno spazio minuscolo, giusto per rispettare la
sequenza del calendario. Nel diario Don Book invece
succede il contrario: alla domenica dedicata una pagina
intera, riempita da testi che permettono di seguire i
Vangeli dellanno liturgico con un commento scritto
appositamente per i ragazzi. Lomaggio a don Bosco
esplicito, a partire dal titolo, e torna nelle pagine del
diario scolastico pensato per il bicentenario salesiano
2014-2015 anche sotto la forma di una graphic novel c re a t a
appositamente da Alessandro Sabatini che illustra, mese
per mese, linfanzia e ladolescenza di Giovanni Bosco.
Logo e mascotte dellagenda, il Grigio, il cane
minaccioso e aggressivo con chi voleva fare del male a
don Bosco e affettuoso con lui e i suoi ragazzi. Il diario
costa 10 euro e pu essere ordinato via mail
(donbook2015@gmail.com); fra le pagine sono presenti
non solo i richiami alle festivit e alle memorie liturgiche
pi importanti della Chiesa cattolica, ma anche le feste
degli ebrei, dei musulmani e delle religioni doriente.
I comitati etici hanno perso
la funzione di auctoritas
ed esercitano quella di imperium
Eppure la prima
quella per cui sono nati
li problemi di etica (spe-
cialmente nel caso in cui
si voglia verificare leffica-
cia di un potenziale nuo-
vo farmaco) e deve essere
autorizzata dai comitati
di etica. Tuttavia, anche
nella normale pratica cli-
nica si incontrano spesso
gravi problemi di etica.
Tra i molteplici motivi vi
sono, per esempio, il
massiccio intervento della tecnolo-
gia in ogni ambito (nascita, malat-
tia, disabilit, morte); la pratica me-
dica sempre meno caratterizzata da
una relazione a due tra medico e
persona assistita, e sempre pi arti-
colata in relazioni complesse tra
specialisti che si confrontano per
condividere le decisioni; la regola-
mentazione sempre pi pervasiva,
che rende necessario non solo cono-
zioni i comitati di etica per la clini-
ca assumono denominazioni diver-
se. Per esempio sono chiamati
Commissies voor medische
ethiek nei Paesi Bassi, Clinical
ethics committees nel Regno Uni-
to, Comits asistencial de tica in
Spagna. In altri Stati, tra cui lIta-
lia, tali comitati sono pressoch as-
senti: le normative sui comitati di
etica, infatti, riguardano esclusiva-
mente le responsabilit
loro attribuite per lauto-
rizzazione delle sperimen-
tazionie non prevedono
comitati di etica per la
clinica.
Ci non impedisce che
siano istituiti comitati di
etica per la clinica me-
diante spontanee iniziati-
ve locali, ma i dati atte-
stano che ci avviene ra-
ramente. questo un
aspetto allattenzione dei
bioeticisti fin dallistitu-
zione dei primi comitati
di etica (in genere, a se-
conda delle nazioni, tra la
fine degli anni Ottanta e
linizio degli anni Novan-
ta del secolo scorso). In
molte nazioni, infatti, i
comitati di etica hanno
progressivamente perso il
ruolo consultivo finalizza-
to allemanazione di auto-
revoli documenti di indi-
rizzo e sono diventati or-
ganismi burocratici per lautorizza-
zione di sperimentazioni.
Per usare unimmagine cara a
molti bioeticisti, i comitati etici
hanno cio perso la funzione di
auctoritas ed esercitano una funzio-
ne di imperium (limitata specifica-
mente alle sperimentazioni). La pri-
ma funzione invece la principale
ragion dessere per cui sono stati
istituiti i comitati di etica.
In Italia, il Comitato nazionale
per la bioetica (Cnb) ha prodotto
diversi documenti riguardanti il
ruolo e le funzioni dei comitati di
etica. Uno dei primi documenti
prodotti dal Cnb dopo listituzione,
adottato il 27 febbraio 1992, inte-
ramente dedicato allargomento. In
un successivo documento, adottato
il 18 aprile 1997, si afferma che il
Cnb ritiene importante sottolineare
la distinzione tra le due funzioni
(etica della assistenza clinica e sani-
taria ed etica della ricerca biomedi-
ca) che i comitati etici possono
svolgere singolarmente o congiunta-
mente. Ritiene comunque che tali
funzioni si possano ricomprendere
sotto la stessa denominazione.
A distanza di tempo, il problema
segnalato dal Cnb non solo an-
cora attuale, ma per molti aspetti
pi acuto, essendo la funzione di
autorizzazione per le sperimenta-
zioni largamente dominante rispet-
to alla funzione di consulenza per
la clinica.
Jos Mara Pemn
e la divina
impazienza
Morire quando rimane tanto da
fare in tuo ossequio! dice Francesco
Saverio poco prima di perdere
conoscenza sulla spiaggia di San
Chuan a Canton, dove concluder la
sua vita terrena; sono le ultime
battute del dramma teatrale El divino
impaciente di Jos Mara Pemn,
scritto nel 1933.
A me sempre piaciuto pensare al
tramonto del gesuita, quando un
gesuita finisce la vita, quando
tramonta aveva detto Papa
Francesco il 31 luglio 2013 a Roma,
nella Chiesa del Ges, per la festa di
santIgnazio di Loyola, ricordando
lultimo tratto della vita del
preposito generale Pedro Arrupe e i
versi della pice di Pemn. El divino
impaciente, tradotto in italiano,
luscita settimanale della collana
proposta dal Corriere della Sera,
La Biblioteca di Papa Francesco,
venti opere selezionate da padre
Antonio Spadaro tra quelle pi
amate da Bergoglio. Parlando del
libro nella prefazione, Ignacio Prez
del Viso sottolinea limportanza per
Bergoglio dei tre protagonisti
dellopera, Ignazio di Loyola,
Francesco Saverio e Pietro Fabro, e
cita la lunga intervista al Papa
pubblicata dalla rivista dei gesuiti
nel 2013: Abramo partito senza
sapere dove andava, per fede (...) La
nostra vita non ci data come un
libretto dopera in cui c tutto
scritto, ma andare, camminare,
fare, cercare, vedere. Si deve entrare
nellavventura della ricerca
dellincontro e del lasciarsi cercare e
lasciarsi incontrare da Dio.
Marc Chagall
Belle e Ida alla finestra (1916)
Roman Vishniac
Jewish schoolchildren (1935-1938)
Giovanni Bosco bambino in una pagina del diario
Joseph Turner
Snow Storm. Steam-Boat off a Harbours Mouth (1842)
LOSSERVATORE ROMANO pagina 6 gioved 28 agosto 2014
Celebrata la giornata in memoria delle vittime in Orissa
La sofferenza
dei cristiani unisce India e Iraq
Lepiscopato in Pakistan vuole un Consiglio nazionale
Per i diritti delle minoranze
Dalla Siria la testimonianza del vescovo di Alep dei Caldei
Contro chi
non vuole la pace
La Caritas lancia lallarme per le tensioni sociali
In Giordania
ancora emergenza
Dichiarazione dei vescovi tedeschi sulla situazione in Iraq
Il dovere
di fermare la g g re s s o re
AMMAN, 27. Unica nazione del Vi-
cino oriente senza conflitti armati,
la Giordania, rischia di essere
coinvolta dalle gravi situazioni di
crisi vissute nei Paesi vicini. Lal-
larme riferisce in una nota Cari-
tas italiana viene da Caritas
Giordania, che ricorda come nella
zona settentrionale, al confine con
la Siria, linsicurezza sia costante,
non solo per il flusso di rifugiati
siriani che continuano ad arrivare,
ma anche per infiltrazioni di ban-
de armate, che si scontrano con
reparti dellesercito e delle forze
aeree giordane in pattuglia. Se-
condo le ultime cifre fornite
dallAlto commissariato delle Na-
zioni Unite per i rifugiati, sono
820.000 i profughi siriani attual-
mente presenti in Giordania, dei
quali solo 210.000 nei campi pro-
fughi. I tempi di attesa per un re-
golare permesso, circa novanta
giorni, e la presenza di un cos al-
to numero di rifugiati, che a causa
dellinattivit sono disposti a
qualsiasi occupazione, sta portan-
do alle prime tensioni sociali con
i residenti giordani, gi colpiti da
un alto tasso di disoccupazione.
La Caritas locale denuncia inol-
tre come unaltissima percentuale
di donne che si rivolgono alle sue
strutture di accoglienza sia vittima
di violenze, mentre si sono regi-
strati un centinaio di casi di tu-
bercolosi a causa dellinsufficiente
igiene dei campi profughi e delle
altre strutture ricettive. La crisi
irachena, a seguito dei crimini
compiuti dallIsis, rischia di por-
tare a ulteriori afflussi di profughi
che sarebbero costretti a un viag-
gio di oltre 500 chilometri in pie-
no deserto prima di raggiungere il
confine con la Giordania. Un
confine, tra laltro, non controlla-
to dalle autorit di Baghdad. La
Giordania che dal 2003 gi
ospita trecentocinquantamila rifu-
giati iracheni si sta progressiva-
mente avvicinando alla drammati-
ca situazione del Libano, dove
pi di un quarto della popolazio-
ne costituito da rifugiati.
Caritas Giordania informa
Caritas italiana assiste circa ot-
tantamila famiglie, grazie a pi di
trecento fra operatori e volontari.
Un lavoro capillare suddiviso in
sette centri operativi. Dopo un
appello andato a buon fine nel
2013, che ha portato a finanziare
progetti per oltre 16 milioni di
dollari, per il 2014 non si sa se i
fondi saranno sufficienti per tutte
le attivit previste. Un nuovo ap-
pello alla solidariet verr lanciato
nei prossimi giorni. Caritas italia-
na supporta Caritas Giordania e
le altre Caritas della regione con
specifiche raccolte fondi e uno
stanziamento finora di 180.000
euro, destinati soprattutto allalle-
stimento di un piccolo centro a
Zafraq, a pochi chilometri dal
confine con la Siria, per assistenza
sanitaria e sostegno psicologico
alle fasce pi colpite della popola-
zione, specialmente donne e bam-
bini. Alcuni fondi sono stati messi
a disposizione per la logistica dei
numerosi volontari e per la forma-
zione professionale dei rifugiati si-
riani.
Caritas internationalis ha con-
tribuito finora con oltre 6 milioni
di euro (9 milioni di dollari) per
aiuti umanitari cibo, acqua, ser-
vizi sanitari e igienici, alloggi,
scuole alle popolazioni colpite
dai conflitti in Siria, in Iraq, a
Gaza, in Kurdistan, e ai tre-quat-
tro milioni di rifugiati siriani in
Giordania, Libano e Turchia. Un
impegno economico destinato ad
aumentare, viste le notizie dram-
matiche provenienti dallarea. Una
riunione durgenza straordinaria
sullemergenza nel Vicino oriente
stata convocata da Caritas inter-
nationalis dal 15 al 17 settembre a
Roma. Vi parteciperanno rip or-
ta il Sir tutte le Caritas coinvol-
te in quella che Papa Francesco
chiama la terza guerra mondiale,
ma fatta a pezzi, a capitoli. Dal
canto suo la Caritas italiana
pronta a dare una risposta umani-
taria pi ampia. Faremo unana-
lisi della situazione spiega il vi-
cedirettore Paolo Beccegato, re-
sponsabile dellarea internazionale
per capire come migliorare il
nostro intervento complessivo.
Non si tratta solo di fare un inter-
vento umanitario ma di integrarlo
con politiche sociali.

LOsservatore Romano in tutte le sue


componenti direzione, redazione, anti-
camera, edizioni periodiche, segreteria,
archivio, ufficio correttori, ufficio grafici,
ufficio abbonamenti e diffusione, servizio
fotografico, tipografia, amministrazione,
direzione generale partecipa al profon-
do dolore che ha colpito Jean-Michel
Coulet per la morte della mamma
MARYSE
MARTIAL COULET
ed vicino con grande affetto a tutti i
familiari, ai quali assicura il ricordo nel-
la preghiera.
Citt del Vaticano, 27 agosto 2014

I colleghi delledizione in lingua france-


se de LOsservatore Romano
Claire, Olivia e Frdric abbracciano
con affetto Jean-Michel Coulet in que-
sto momento di profondo dolore per la
morte della madre
MARYSE
e assicurano a lui e a tutti i familiari la
loro vicinanza nel ricordo e nella pre-
ghiera.
Citt del Vaticano, 27 agosto 2014

Giovanni Maria Vian e Carlo Di Cicco


abbracciano con affetto il collega e ami-
co Jean-Michel Coulet e gli sono vicini
nel dolore per la morte della madre
signora
MARYSE
MARTIAL COULET
ricordandola nella preghiera.
Citt del Vaticano, 27 agosto 2014
DAMASCO, 27. Come cristiani, co-
me siriani, speriamo di avere una
soluzione di riconciliazione, di pa-
ce, con laiuto delle Nazioni Uni-
te. Di fronte alloffensiva, in Siria
come in Iraq, dei jihadisti del co-
siddetto Stato islamico, c biso-
gno di una forza internazionale per
la pace. Ad auspicarla, dai micro-
foni di Radio Vaticana, il vescovo
di Alep dei Caldei, Antoine Audo,
che da Aleppo racconta una situa-
zione difficile, con problemi di
elettricit, di acqua, e la continua
minaccia delle bombe. Malgrado
tutto, come cristiani cerchiamo di
essere presenti, di fare attivit. Per
esempio, questa settimana faremo
alcuni giorni di riflessione con tut-
ta la gente che lavora con noi alla
Caritas. Si cerca di sopravvivere.
Non possiamo fare altro.
Al momento, nel centro di Alep-
po, dove vive la maggioranza dei
cristiani, non ci sono episodi di
guerriglia. Siamo sotto la prote-
zione del Governo, dice monsi-
gnor Audo, mentre intorno alla cit-
t ci sono molti gruppi che attacca-
no e lanciano bombe.
Sono le notizie da fuori a incute-
re timore, le notizie che arrivano
dal governatorato siriano di Ar-
Raqqah (dove lIs nei giorni scorsi
ha conquistato un aeroporto) e da
Mosul, in Iraq. Parlano di leggi,
di comportamenti da tenere, di vio-
lenze. E questo fa paura general-
mente alla gente, osserva il presu-
le, il quale conclude con domande
legittime, che fanno riflettere, rivol-
te alla coscienza degli organismi
internazionali: Chi sostiene questi
gruppi? Chi vende armi? Chi nutre
interesse da queste violenze?.
Il 7 settembre ricorrer il primo
anniversario della Giornata di pre-
ghiera e digiuno per la pace in Si-
ria indetta da Papa Francesco. Da-
vanti alla tragica situazione nel
Paese, monsignor Giuseppe Nazza-
ro, gi vicario apostolico di Alep,
in una nota diffusa dal blog Ora-
proSiria e ripresa dal Sir, invita a
fare memoria di quellevento, servi-
to a scongiurare una guerra di in-
vasione che poteva rivelarsi una ca-
tastrofe mondiale. Vi erano parec-
chi interessi in gioco, non tutti
avrebbero accettato di far tacere le
proprie armi permettendo di fare
scempio di quello che restava anco-
ra in piedi nella nostra amata terra
siriana, scrive Nazzaro, il quale
chiede ai mass media di non di-
menticare il conflitto siriano. Non
possiamo restare muti, diventando
cos conniventi, dinanzi a quanto
laggi sta accadendo, massacri di
inermi, soprattutto di donne e
bambini. Da qui lappello a rinno-
vare il gesto di pace del 7 settem-
bre scorso.
BHUBANESWAR, 27. Sono passa-
ti sei anni dal terrore dei po-
grom, ma rimane salda nella
mente di tutti noi la testimo-
nianza offerta dalle vittime.
Questa ha prodotto semi fecon-
di. Lo ha detto larcivescovo di
Cuttack-Bhubaneswar, John
Barwa, in occasione della Gior-
nata della memoria che si cele-
brata ieri in diverse citt dellIn-
dia, in ricordo delle stragi com-
piute dagli estremisti ind il 25
agosto 2008 nello Stato di Oris-
sa, in particolare nel distretto di
Kandhamal. La fede nel Cristo
crocifisso affonda le sue radici
in maniera profonda in Orissa.
La nostra gente vive con fedelt
e amore, e nonostante il dolore
le vocazioni alla vita religiosa
sono aumentate, ha dichiarato
il presule ad AsiaNews.
A partire da quel giorno i cri-
stiani locali affrontarono setti-
mane di persecuzione a causa
della loro fede: accusati ingiu-
stamente di aver ucciso un san-
tone ind, finirono nel mirino di
un gruppo di ultranazionalisti
ind che scatenarono una vera e
propria caccia alluomo, senza
che il Governo locale intervenis-
se. Durante le violenze circa 400
villaggi vennero epurati di tutti i
cristiani, pi di 6.000 case, 340
chiese, cappelle, dispensari e
scuole bruciati o distrutti. Un
centinaio di persone persero la
vita (tra esse ventidue cattolici,
ventotto battisti, dodici penteco-
stali, quattro anglicani della
Church of North India, uno
della Chiesa indipendente e
otto tribali non cristiani), mi-
gliaia furono ferite, tante donne
e ragazze, persino suore, subiro-
no stupri.
A fronte di queste violenze
sono state presentate 3.331 de-
nunce allautorit civile, ma sol-
tanto poco pi di 800 sono state
accettate. Solo 247 episodi cri-
minosi si sono chiusi con una
condanna per gli assalitori e, dei
trenta casi di omicidio giudicati
fino a oggi, soltanto due hanno
visto una condanna per questo
reato. La Chiesa locale ha pi
volte manifestato la propria in-
dignazione e continua a chiede-
re giustizia: Giustizia per le
vittime spiega monsignor Bar-
wa significa volont di curare
le ferite. Giustizia per suor
Meena (nipote della rc i v e s c o v o )
avrebbe significato rispetto per
le donne e amore per le nostre
giovani. Giustizia per i sette
cristiani accusati di aver ucciso
lo swami Laxamananda Sara-
swati (il santone ind assassina-
to da alcuni maoisti oggi in li-
bert, la cui morte ha scatenato
i pogrom) vorrebbe dire amore
e rispetto fra le comunit. Quei
giorni terribili sono passati, ma
non devono ripetersi pi.
Il cardinale Oswal Gracias,
arcivescovo di Bombay, lega le
sofferenze dei cristiani del Kan-
dhamal a quelle dei cristiani in
Iraq: Oggi preghiamo per lan-
niversario di quella tragedia e
per la situazione dei nostri fra-
telli che soffrono in tutto il
mondo. Voglio invitare i nostri
fedeli a pregare per la pace e
per la fine di queste violenze
senza senso. Penso proprio
allIraq, dove migliaia di cristia-
ni e membri di altre minoranze
sono nel mirino di estremisti re-
ligiosi. Possa la sofferenza dei
cristiani del Kandhamal portare
pace ai fratelli iracheni.
ISLAMABAD, 27. Consultazioni e
incontri con esperti della societ
civile, intellettuali, associazioni,
leader religiosi, con lobiettivo di
esplorare le vie da seguire per mi-
gliorare la protezione dei diritti
delle minoranze religiose. E, so-
prattutto, per arrivare allistituzio-
ne in Pakistan del Consiglio na-
zionale per i diritti delle minoran-
ze, realizzando quanto stabilito
dalla Corte suprema. ci che ha
organizzato nei giorni scorsi la
Commissione giustizia e pace del-
la Conferenza episcopale. Gli in-
contri riferisce lagenzia Fides
si sono svolti nella capitale
Islamabad, a Karachi e a Lahore.
Passo fondamentale, stato sot-
tolineato, dare seguito e applica-
re la recente sentenza della Corte
suprema del Pakistan: con un
provvedimento suo motu partito
dopo la strage nella chiesa di Pe-
shawar avvenuta nel settembre
2013, il presidente della Corte su-
prema, Tassaduq Hussain Dilani,
ha stabilito che il Governo deve
istituire un Consiglio nazionale
per i diritti delle minoranze, for-
mare gruppi speciali delle forze
dellordine per proteggere i luoghi
di culto non musulmani e creare
uno specifico Centro studi per
combattere lintolleranza religiosa.
I numerosi rappresentanti della
societ civile interpellati hanno ri-
marcato che questa sentenza
molto importante per la tutela dei
diritti delle minoranze. La senten-
za viene apprezzata perch rap-
presenta uno strumento giuridico
per salvaguardare la libert reli-
giosa in Pakistan. Oggi lo Stato
ha raccomandazioni vincolanti, ed
un passo notevole, hanno con-
cordato gli esperti.
I partecipanti alle consultazioni
hanno auspicato unalleanza delle
diverse organizzazioni che opera-
no per la tutela delle minoranze,
invitandole a continuare nella
campagna e a tenere alta latten-
zione dei mass-media: occorre fa-
re pressioni sul Governo perch,
senza indugiare, provveda a isti-
tuire il nuovo organismo. Tra i
passi necessari per i gruppi della
societ civile, occorre maggiore
coinvolgimento dei leader religio-
si, accrescere la consapevolezza a
livello di base, mettere in rete le
competenze e collaborare a livello
giuridico.
BERLINO, 27. Il terrore in Iraq deve
essere fermato e agli sfollati deve es-
sere data la possibilit di rientrare al
pi presto nelle proprie case: lo
scrive in una dichiarazione il Consi-
glio permanente della Conferenza
episcopale tedesca, che si sofferma
anche sulla fornitura di armi ai pe-
shmerga curdi per contrastare
lavanzata dei jihadisti dellIs. Se
unazione militare, compresa la for-
nitura di armi, non automatica-
mente un mezzo per garantire la pa-
ce e la sicurezza afferma in so-
stanza la nota in alcune circostan-
ze, quando sono in gioco lo ster-
minio di interi gruppi etnici e gravi
violazioni dei diritti umani, la co-
munit internazionale ha il dovere
di fermare in qualche modo lag-
gressore ingiusto per scongiurare
crimini peggiori.
I vescovi tedeschi si rivolgono poi
ai musulmani, respingendo con fer-
mezza le tesi circa la natura intrinse-
camente violenta dellislam (lIs e
lislam non sono la stessa cosa),
ma contemporaneamente chiedono
una chiara presa di posizione dei
leader religiosi: i musulmani che
amano la pace e che sono la stra-
grande maggioranza devono chie-
dersi quali fattori hanno permesso
questi sviluppi preoccupanti nella
loro comunit religiosa. Infine
lappello a pregare e a fornire aiuti
umanitari urgenti alle vittime delle
persecuzioni nel Vicino oriente:
questa non solo una responsabi-
lit degli Stati della regione. Tutti
possono contribuire, anche offrendo
disponibilit ad accogliere i rifu-
giati.
Sullo stesso argomento era inter-
venuto il 15 agosto, nellomelia pro-
nunciata in occasione della solenni-
t dellAssunzione, il cardinale arci-
vescovo di Mnchen und Freising,
Reinhard Marx, presidente della
Conferenza episcopale tedesca, il
quale aveva lanciato un appello ai
leader musulmani a condannare
pubblicamente il terrorismo islamico
in Iraq e a dichiarare che la violenza
in nome di Dio non mai giustifi-
cata. So che lo Stato islamico (Is)
non lislam ha affermato il por-
porato ma non ho sentito in giro
parlare tanto di leader sciiti e sunni-
ti che si sono riuniti pubblicamente
e, con forza, affermare che non ci
deve mai essere violenza in nome di
Dio, mai assassinio in nome di Dio,
mai soppressione in nome di Dio.
Marx, invitando i rappresentanti
musulmani a dare un segno concre-
to di pace, ha detto che i cristiani e
altre minoranze religiose si trovano
in una situazione cos terribile in
Iraq che giusto e doveroso sal-
varli con tutti i mezzi a disposizio-
ne. Salvare delle persone le cui vite
sono minacciate e che si trovano in
uno stato di angoscia non solo le-
cito ma obbligatorio.
Il cardinale giorni fa aveva anche
chiesto ai cittadini tedeschi di soste-
nere con generosit le attivit svolte
dalle associazioni caritative in favore
delle popolazioni colpite.
LOSSERVATORE ROMANO gioved 28 agosto 2014 pagina 7
Protagonisti i giovani di Rinnovamento nello Spirito Santo
Beatitudini in piazza
Gruppi di fedeli
alludienza generale
der Pfarre HI. Franziskus, Linz;
Ministranten aus der Pfarre HI.
Andreas, Kitzbhel.
De Espaa: Parroquia San Lu-
cas, de Villanueva del Pardillo;
Parroquia Mara Auxiliadora y
San Isidro, de Algeciras; Parro-
quia de la Pursima Concepcin,
de Sabadell.
De Venezuela: Parroquia Mara
Inmaculada, de Maracaibo.
De Chile: grupo de peregrinos.
De Argentina: grupos de pere-
grinos.
Do Brasil: grupo de Porto Ale-
gre; Parquia Nossa Senhora de
Ftima, de Santo Andr.
Al l udienza generale di mercoled 27
agosto, in piazza San Pietro, erano
presenti i seguenti gruppi.
Da diversi Paesi: Partecipanti al
Capitolo generale delle Suore di
SantAnna.
DallItalia: gruppi di fedeli dal-
le Parrocchie: Santo Stefano, in
Villazzano; SantAndrea, in Basi-
liano; Santa Cecilia, in Villafranca
Padovana; Purificazione della
Beata Vergine, in Tarzo; Santo
Stefano, in Lpia; Santa Maria
Immacolata, in Santorso-Schio;
San Mauro, in Cavarzere Catte-
drale di Saluzzo; Santi Pietro e
Paolo, in Pumenengo; SantAgo-
stino, in Cava Manara; San Bene-
detto Abate, in San Benedetto Po;
San Celestino, in Castelnuovo
Rangone; San Michele, in Monta-
le Rangone; San Ruffino, in Por-
tile; Nativit di Santa Maria, in
Voghiera; San Nicol, in Meldola;
Beata Vergine Addolorata, in
Campocavallo, con lA rc i v e s c o v o
di Ancona Edoardo Menichelli;
San Cetteo, in Pescara; Santi Pie-
tro e Callisto, in Civitella dAglia-
no; San Giuseppe, in Trani; Santa
Maria delle Grazie, in Squinzano;
Santa Famiglia, in Nard; San
Michele, in Supersano; Santissima
Annunziata, in Agerola; Santa
Gianna Beretta Molla, in Melfi;
SantAntonio, in Cattolica Era-
clea; Maria Santissima del Monte
Carmelo, in Aci Platani; San Pie-
tro, in Milazzo; Santa Maria As-
sunta, in Spezzano Piccolo; San
Pietro, in Nuraminis; San Gior-
gio, in Donori; Immacolata, in
Ceglie Messapica; Parrocchia di
Branca. Comunit pastorale Ma-
donna delle Lacrime, di Treviglio;
Vicaria di Bovolone-Cerea. Parte-
cipanti ai Campionati militari pa-
ralimpici di Londra; Federazione
nazionale suonatori di campane;
Confraternita Santissima Annun-
ziata, di Capriata dOrba; Istituto
Maria Ausiliatrice, di Cesar;
Gruppo dellUnitalsi, di Taranto;
Gruppo TerzOrdine Carmelitano,
di Trapani; Gruppi di preghiera
Padre Pio, di Massalengo, Pescara
Colli; Gruppo di preghiera Santi
Domenico e Sisto, di Roma; Cen-
tro Paolo VI, di Magenta; Comita-
to Nobile Quartiere Monte, di
Piazza Armerina, con il Vescovo
Rosario Gisana; Associazione cul-
turale e musicale Mascagni, di
Bagheria; Gruppi Avis e Aido, da
Valdobbiadene, e Castrezzato;
Gruppi di Ciclisti dalla Toscana,
con il Vescovo di San Miniato,
Fausto Tardelli; e dalla Diocesi di
Milano; Gruppo Scout, di Chiari.
Gruppi di fedeli da Aci SantAn-
tonio, Cene, Caltanissetta, Cata-
nia, Sforzatica, Albegno, Curna-
sco, San Giovanni Bianco, Stria-
no, Minturno, Santa Cristina
dAspromonte, San Germano, Ri-
mini.
Coppie di sposi novelli.
Gruppi di fedeli da: Repubblica
Ceca.
I polacchi: Pielgrzymi z Gnie-
zna; dzieci i mo dzie ze Strefy
JP2 Centrum Modych z
Szydowca; pracownicy Przed-
sibiorstwa Energetyki Cieplnej z
Sandomierza; grupy turystyczne z
Opola i Bydgoszczy; pielgrzymi
indywidualni.
De France: Association Enavan-
ce, de Louveciennes.
From England: A group of Boy
Scouts of Polish descent.
From Malta: A group of altar
servers assisting this month at
Saint Peters Basilica, and their
families.
From Canada: A group of pil-
grims.
Aus der Bundesrepublik Deutsch-
land: Pilgergruppen aus den
Pfarrgemeinden Maria Himmel-
fahrt, Dankenfeld; St. Petrus,
Hartheim; St. Dionysius, Rotten-
burg; Kreisjugendfeuerwehr,
Vechta; Schlerinnen, Schler
und Lehrer folgender Schulen;
Privates Gymnasium Maria Kni-
gin, Lennestadt; Marienschule,
Lippstadt; Ministranten aus den
Pfarreien Herz Jesu, Mayen und
St. Theresia, Rhens; Jugendliche
aus dem Feriencamp in Rom-
O stia.
Aus der Republik sterreich: Pil-
gergruppen aus den Pfarren Kob-
lach; St. Pantaleon, Riedersbach;
Pilgergruppen aus Frohnleiten;
Schwarzach im Pongau; Katholi-
sche Mnnerbewegung, Graz;
Franziskanische Pilgergruppe aus
Intervento del segretario generale della Cei alla Settimana liturgica nazionale
Il luogo
della misericordia
Lassemblea eucaristica il luogo
della misericordia: essa dovrebbe es-
sere dunque un luogo dove tutti si
sentano a casa: migranti, fedeli in
situazione matrimoniale irregolare,
persone disabili, malati, poveri, an-
ziani, bambini. lesortazione, in
estrema sintesi, contenuta in un lun-
go intervento che il vescovo Nunzio
Galantino, segretario generale della
Conferenza episcopale italiana (Cei),
ha pronunciato mercoled a Orvieto
in occasione della 65 Settimana li-
turgica nazionale organizzata dal
Cal (Centro azione liturgica). Il pre-
sule ha evidenziato prima di tutto la
necessit di adottare latteggiamento
suggerito da Papa Francesco di una
Chiesa in uscita, che prende
liniziativa di essere accogliente
e accorciare le distanze. Ci non
in contrasto con limmagine della
Chiesa riunita in assemblea liturgica:
Secondo un certo modo di vedere
la Chiesa ha detto il vescovo Ga-
lantino da parte di chi ne sta al di
fuori e talvolta persino da parte di
alcuni cristiani, gode di maggiore
apprezzamento lazione per i poveri,
quale per esempio una mensa della
Caritas, che non limmagine di
unassemblea radunata per la cele-
brazione liturgica. Questo giudizio,
per quanto talvolta giustificato, in
verit un giudizio superficiale; non
coglie infatti la realt autentica e
profonda della comunit ecclesiale,
che vive per sua natura di questo
duplice movimento: laccoglienza
del dono di Dio e la sua trasmissio-
ne vitale. La costituzione dogmati-
ca Lumen gentium, aggiunge il presu-
le, delineando i tratti della Chiesa
missionaria, mostra che, anche
quando celebra i sacramenti, la
Chiesa svolge la propria missione; in
questo senso, la liturgia atto mis-
sionario, anche se non nel modo
della Chiesa in uscita.
Ma la cultura della misericor-
dia, ha detto il vescovo, deve es-
sere attuata nella Chiesa in modo
evidente in ogni suo gesto. Non so-
lo nellazione sociale e caritativa con
lattenzione verso gli ultimi, ma an-
che nella celebrazione liturgica, in
particolare dellEucaristia. Lassem-
blea liturgica epifania della Chiesa
(cfr. Sacrosanctum concilium, 26) e, in
quanto tale, deve essere epifania del-
la Chiesa misericordiosa e incarna-
zione della misericordia del Padre.
In questa ottica, monsignor Galanti-
no ha raccomandato, passando
allambito liturgico, di non organiz-
zare celebrazioni eucaristiche setto-
riali, pensate cio solo per qual-
che gruppo o categoria ma mo-
mento di convocazione e raduno di
tutta la comunit. Nelle messe dei
bambini, ad esempio, non si trat-
ta di celebrare in modo infantile, n
di snaturare i riti liturgici con lillu-
sione di renderli pi comprensibili o
interessanti, ma di porre in atto al-
cune attenzioni, come canti adat-
ti, valorizzazione delle posizioni del
corpo, opportune e brevi monizio-
ni. Anche i gruppi presenti nelle
comunit sono invitati a non voler-
si isolare nel proprio cammino.
Unattenzione particolare dellas-
semblea eucaristica, ha ricordato il
vescovo Galantino, la misericor-
dia nei confronti dei poveri: sono
lontani i tempi in cui nelle chiese
era evidente la differenza fra ricchi e
poveri ha osservato monsignor
Galantino per esempio con i posti
riservati per le persone pi agiate o
anche con sedie e banchi di loro
propriet. Questo grazie a Dio non
accade pi. Ma basta questo per di-
re che i poveri nelle nostre assem-
blee sono accolti? I poveri sono sco-
modi, lo sappiamo bene.
Il segretario generale della Cei ha
posto una serie di domande provo-
catorie sulle quali i cristiani sono
chiamati a interrogarsi: Siamo sicu-
ri si chiesto il presule che i
poveri partecipino volentieri alla
messa domenicale perch si sentono
accolti? Siamo sicuri che nelle no-
stre assemblee non si facciano dav-
vero differenze tra ricchi e poveri?
In che modo ci interroga la presen-
za di persone che chiedono lelemo-
sina alla porta della chiesa? Talvolta
costoro sono cristiani, anche cattoli-
ci, ed entrano in chiesa per pregare
o per partecipare alla messa: quale
accoglienza viene loro riservata?.
Allo stesso modo, ha proseguito, le
celebrazioni devono dedicare parti-
colari premure verso malati, soffe-
renti, persone disabili, per esempio
eliminando le barriere architettoni-
che e riservando dei posti che si
adattino alle condizioni fisiche e psi-
cologiche dei malati, in particolare
per le difficolt motorie e uditive.
Stesso atteggiamento va espresso
nei confronti dei migranti: Le co-
munit del luogo hanno il dovere
dellaccoglienza, sono tenute ad ac-
cordare loro ospitalit, evitando di
farli sentire ospiti, perch nella
Chiesa ogni cristiano a casa pro-
pria. Nel caso di singoli fedeli, fa-
miglie o piccoli gruppi da preve-
dere unaccoglienza e una conoscen-
za da parte del sacerdote o di altre
persone. Per le comunit pi gran-
di non si tratta soltanto di offrire
lospitalit in un edificio di culto
ha suggerito il vescovo Galantino
ma opportuno cercare anche dei
contatti tra le comunit e, almeno
qualche volta allanno, svolgere delle
celebrazioni comuni.
Infine, il segretario generale della
Cei ha ricordato la situazione dei fe-
deli in situazione matrimoniale irre-
golare, che vivono la loro condizio-
ne con grande sofferenza e perce-
piscono la disciplina della Chiesa
come molto severa, non comprensi-
va se non addirittura punitiva. Ha
detto il vescovo: Con sincerit do-
vremmo per riconoscere che anche
gli altri fedeli percepiscono la disci-
plina della Chiesa come unesclusio-
ne di questi loro fratelli e sorelle, e,
talora, li osservano con uno sguardo
carico di pregiudizio, imponendo
loro un ulteriore fio da pagare, una
loro discriminazione di fatto. Serve
quindi accoglienza, comprensione,
accompagnamento, supporto, e
percorsi di vita ecclesiale sebbene
questi fedeli non possano ricevere
la comunione eucaristica.
tutta la comunit cristiana, ha
concluso monsignor Galantino, che
deve farsi carico di queste attenzioni
pastorali, da manifestarsi anche
nellambito dellassemblea liturgica.
Se alcuni fedeli si sentono esclusi
dalla vita della comunit e per que-
sto non partecipano allassemblea
domenicale, sicuramente sono i pri-
mi a soffrirne; ma questo dovrebbe
essere motivo di sofferenza per tutta
la comunit a causa della mancanza
di alcuni suoi figli, che evidente-
mente non ha saputo accogliere con
misericordia. Lassemblea eucaristi-
ca, che celebra la misericordia del
Padre, sa accogliere tutti i suoi figli,
soprattutto coloro che si trovano in
situazioni di sofferenza.
Messa
al Governatorato
in suffragio
del cardinale Szoka
Il cardinale Angelo Sodano, decano
del Collegio cardinalizio, presieder
la messa in suffragio del cardinale
Edmund Casimir Szoka, presidente
emerito della Pontificia Commissio-
ne per lo Stato della Citt del Vati-
cano e del Governatorato, morto lo
scorso 20 agosto. La celebrazione
avr luogo gioved 4 settembre, alle
8.30, nella chiesa di Maria Madre
della Famiglia, nel palazzo del Go-
vernatorato.
I cardinali, i vescovi e i preti che
desiderano concelebrare sono invita-
ti a darne comunicazione al Gover-
natorato utilizzando lindirizzo di
posta elettronica eventi@scv.va
mentre i sacerdoti sono pregati di
portare con s camice e stola.
MATERA, 27. Da luned e fino a
sabato 30 agosto pi di cinque-
cento giovani di et compresa tra
i 16 e i 30 anni partecipano a E-
statEvangelizzando?, organizza-
to a Policoro (Matera) dal movi-
mento ecclesiale cattolico Rinno-
vamento nello Spirito Santo.
Unoriginale esperienza attraverso
la quale i ragazzi vivranno un
tempo di formazione e di prepa-
razione spirituale necessario alla
prosecuzione del cammino di
evangelizzazione portato avanti
nelle strade della loro citt. Una
vera e propria sfida si legge in
una nota vivere la beatitudi-
ne, dunque la pienezza della
gioia di Ges.
Il tema Vieni e usciamo in-
sieme ad annunciare: Beati i po-
veri in spirito (Ma t t e o , 5, 3). Ci
saranno relazioni sul tema delle
beatitudini, condivisioni di espe-
rienze in gruppo, tempi di pre-
ghiera comunitaria carismatica e
adorazioni eucaristiche che scan-
diranno le giornate di preparazio-
ne allevangelizzazione. Saranno
poi i giovani, protagonisti
delliniziativa, a mettere in piaz-
za la beatitudine i giorni 28, 29
e 30 agosto nelle spiagge di Poli-
coro e dintorni. Sar una gioiosa
invasione che travolger e sor-
prender la gente con modalit
inedite, in uno scenario tipico del
turismo estivo.
LOSSERVATORE ROMANO pagina 8 gioved 28 agosto 2014
Per il dialogo
e la convivenza
pacifica
Continuare a pregare per i
cristiani perseguitati, soprattutto
in Iraq. E visitare il Pakistan
con lo spirito del padre che sta
accanto ai suoi figli. Ecco cosa
ha chiesto al Papa Martha Jacob,
mamma di Shahbaz Batthi,
il politico cristiano pakistano
assassinato il 2 marzo 2011.
Lincontro avvenuto stamani,
mercoled 27 agosto,
durante ludienza generale in
piazza San Pietro.
Accanto alla donna, che ha
ottantanove anni, cera il figlio
Paul Jacob, che ha seguito le
orme del fratello, dedicandosi
allattivit politica e divenendo
anche lui ministro per lArmonia
nazionale e le questioni delle
minoranze, e poi presidente
dellAll Pakistan minorities
alliance. La nostra famiglia
dice Bhatti ha sempre sentito la
vicinanza affettuosa della Chiesa
universale e ricordiamo con
gratitudine la delicatezza avuta
anche da Papa Benedetto XVI.
Proprio questo sostegno concreto,
spiega, non ci ha mai fatto
sentire soli e ci sta aiutando a
portare avanti il nostro impegno
per promuovere i diritti dei
cristiani. In Pakistan, come in
ogni altro luogo caldo del
pianeta, secondo Bhatti, bisogna
puntare ancora di pi sul dialogo
tra le religioni, senza stancarsi, in
particolare con il mondo
islamico. E vanno sostenuti
soprattutto quei musulmani che
cercano dialogo e convivenza
pacifica con i cristiani. Da parte
nostra, conclude, ripetiamo
sempre che lodio si vince con
lamore e non con altro odio.
Anche per questa ragione Paul
Jacob ha deciso di non lasciare il
Pakistan nonostante le minacce.
A presentare
al Papa unaltra realt povera
ma piena di speranza cera
Marcellin Cishambo Ruhoya,
governatore cattolico
della provincia del Sud Kivu,
nella Repubblica Democratica del
Congo, particolarmente
impegnato per sostenere la
comunit cristiana nel Paese.
Inoltre, prima di entrare in piazza
San Pietro, allarco delle
Campane, il Pontefice ha
benedetto un grande carro
artistico, interamente realizzato
con spighe di grano intrecciate a
raffigurare la basilica Vaticana.
Lo hanno realizzato gli abitanti
di Campocavallo, una frazione di
Osimo. La tradizione della
cosiddetta festa del covo risale
al 1939 e spiega monsignor
Edoardo Menichelli, arcivescovo
di Ancona-Osimo vede
coinvolto tutto il paese, che vive
cos unesperienza aggregante e
di comunione, in spirito di
collaborazione ma soprattutto di
fede. E nel 1994 questi veri e
propri artisti realizzarono, sempre
con le spighe,
la basilica argentina di Lujn
ricorda il presule.
D allArgentina, precisamente
dalla provincia di Crdoba, sono
venuti alcuni lontani parenti del
Pontefice. Tra loro Eduardo
Bergoglio, sindaco di Alicia.
La testimonianza di Papa
Francesco dice sta suscitando
una nuova vitalit spirituale nel
nostro popolo.
Meno chiacchiere in parrocchia
Alludienza generale il Papa parla dellunit della Chiesa
Quando si parla di peccati
contro lunit della Chiesa
non bisogna pensare soltanto
ai grandi scismi: anche le parrocchie,
anzich essere luoghi di condivisione
e di comunione, sono spesso
tristemente segnate da invidie,
gelosie, antipatie. Lo ha detto
Papa Francesco alludienza generale
di mercoled 27 agosto, in piazza
San Pietro.
Cari fratelli e sorelle, buongiorno.
Ogni volta che rinnoviamo la nostra
professione di fede recitando il C re -
do, noi affermiamo che la Chiesa
una e santa. una, perch ha
la sua origine in Dio Trinit, mistero
di unit e di comunione piena. La
Chiesa poi santa, in quanto fon-
data su Ges Cristo, animata dal
suo Santo Spirito, ricolmata del suo
amore e della sua salvezza. Allo stes-
so tempo, per, santa e composta
di peccatori, tutti noi, peccatori, che
facciamo esperienza ogni giorno del-
le nostre fragilit e delle nostre mise-
rie. Allora, questa fede che professia-
mo ci spinge alla conversione, ad
avere il coraggio di vivere quotidia-
namente lunit e la santit, e se noi
non siamo uniti, se non siamo santi,
perch non siamo fedeli a Ges.
Ma Lui, Ges, non ci lascia soli,
non abbandona la sua Chiesa! Lui
cammina con noi, Lui ci capisce.
Capisce le nostre debolezze, i nostri
peccati, ci perdona, sempre che noi
ci lasciamo perdonare. Lui sempre
con noi, aiutandoci a diventare me-
no peccatori, pi santi, pi uniti.
Il primo conforto ci viene dal fat-
to che Ges ha pregato tanto per
lunit dei discepoli. la preghiera
dellUltima Cena, Ges ha chiesto
tanto: Padre, che siano una cosa
sola. Ha pregato per lunit, e lo
ha fatto proprio nellimminenza del-
la Passione, quando stava per offrire
tutta la sua vita per noi. quello
che siamo invitati continuamente a
rileggere e meditare, in una delle pa-
gine pi intense e commoventi del
Vangelo di Giovanni, il capitolo di-
ciassette (cfr. vv. 11.21-23). Com
bello sapere che il Signore, appena
prima di morire, non si preoccupa-
to di s stesso, ma ha pensato a noi!
E nel suo dialogo accorato col Pa-
dre, ha pregato proprio perch pos-
siamo essere una cosa sola con Lui e
tra di noi. Ecco: con queste parole,
Ges si fatto nostro intercessore
presso il Padre, perch possiamo en-
trare anche noi nella piena comunio-
ne damore con Lui; allo stesso tem-
po, le affida a noi come suo testa-
mento spirituale, perch lunit pos-
sa diventare sempre di pi la nota
distintiva delle nostre comunit cri-
stiane e la risposta pi bella a chiun-
que ci domandi ragione della spe-
ranza che in noi, (cfr. 1 Pt 3, 15).
Tutti siano una sola cosa; come
tu, Padre, sei in me e io in te, siano
anchessi in noi, perch il mondo
creda che tu mi hai mandato (Gv
17, 21). La Chiesa ha cercato fin
dallinizio di realizzare questo pro-
posito che sta tanto a cuore a Ges.
Gli Atti degli Apostoli ci ricordano
che i primi cristiani si distinguevano
per il fatto di avere un cuore solo e
unanima sola (At 4, 32); lap ostolo
Paolo, poi, esortava le sue comunit
a non dimenticare che sono un solo
corpo (1 Cor 12, 13). Lesp erienza,
per, ci dice che sono tanti i peccati
contro lunit. E non pensiamo solo
agli scismi, pensiamo a mancanze
molto comuni nelle nostre comunit,
a peccati parro cchiali, a quei pec-
cati nelle parrocchie. A volte, infatti,
le nostre parrocchie, chiamate ad es-
sere luoghi di condivisione e di co-
munione, sono tristemente segnate
da invidie, gelosie, antipatie... E le
chiacchiere sono alla portata di tutti.
Quanto si chiacchiera nelle parroc-
chie! Questo non buono. Ad esem-
pio quando uno viene eletto presi-
dente di quella associazione, si
chiacchiera contro di lui. E se
quellaltra viene eletta presidente
della catechesi, le altre chiacchierano
contro di lei. Ma, questa non la
Chiesa. Questo non si deve fare,
non dobbiamo farlo! Bisogna chie-
dere al Signore la grazia di non far-
lo. Questo umano ma non cri-
stiano! Questo succede quando pun-
tiamo ai primi posti; quando mettia-
mo al centro noi stessi, con le nostre
ambizioni personali e i nostri modi
di vedere le cose, e giudichiamo gli
altri; quando guardiamo ai difetti
dei fratelli, invece che alle loro doti;
quando diamo pi peso a quello che
ci divide, invece che a quello che ci
accomuna...
Una volta, nellaltra Diocesi che
avevo prima, ho sentito un commen-
to interessante e bello. Si parlava di
unanziana che per tutta la vita ave-
va lavorato in parrocchia, e una per-
sona che la conosceva bene, ha det-
to: Questa donna non ha mai spar-
lato, mai ha chiacchierato, sempre
era un sorriso. Una donna cos pu
essere canonizzata domani! Questo
un bellesempio. E se guardiamo alla
storia della Chiesa, quante divisioni
fra noi cristiani. Anche adesso siamo
divisi. Anche nella storia noi
cristiani abbiamo fatto la guerra fra
di noi per divisioni teologiche. Pen-
siamo a quella dei 30 anni. Ma, que-
sto non cristiano. Dobbiamo lavo-
rare anche per lunit di tutti i cri-
stiani, andare sulla strada dellunit
che quella che Ges vuole e per
cui ha pregato.
Di fronte a tutto questo, dobbia-
mo fare seriamente un esame di co-
scienza. In una comunit cristiana, la
divisione uno dei peccati pi gravi,
perch la rende segno non dellop era
di Dio, ma dellopera del diavolo, il
quale per definizione colui che se-
para, che rovina i rapporti, che insi-
nua pregiudizi... La divisione in una
comunit cristiana, sia essa una
scuola, una parrocchia, o unasso cia-
zione, un peccato gravissimo, per-
ch opera del Diavolo. Dio, inve-
ce, vuole che cresciamo nella capaci-
t di accoglierci, di perdonarci e di
volerci bene, per assomigliare sem-
pre di pi a Lui che comunione e
amore. In questo sta la santit della
Chiesa: nel riconoscersi ad immagine
di Dio, ricolmata della sua miseri-
cordia e della sua grazia.
Cari amici, facciamo risuonare nel
nostro cuore queste parole di Ges:
Beati gli operatori di pace, perch
saranno chiamati figli di Dio (Mt
5, 9). Chiediamo sinceramente per-
dono per tutte le volte in cui siamo
stati occasione di divisione o di in-
comprensione allinterno delle nostre
comunit, ben sapendo che non si
giunge alla comunione se non attra-
verso una continua conversione. Che
cos la conversione? chiedere al
Signore la grazia di non sparlare, di
non criticare, di non chiacchierare,
di volere bene a tutti. una grazia
che il Signore ci d. Questo con-
vertire il cuore. E chiediamo che il
tessuto quotidiano delle nostre rela-
zioni possa diventare un riflesso
sempre pi bello e gioioso del rap-
porto tra Ges e il Padre.
Nei saluti ai gruppi linvito a superare divisioni e incomprensioni
Vi c i n a n z a
e benedizione ai fedeli cubani
Vicinanza e benedizione
a tutti i fedeli cubani sono state
assicurate da Papa Francesco
durante ludienza generale. Rivolgendo
espressioni di benvenuto ai gruppi
di lingua spagnola presenti
in piazza San Pietro, il Pontefice
ha salutato alcuni vescovi di Cuba,
presenti in occasione di una cerimonia
in programma nella mattina
di gioved 28 nei Giardini vaticani.
Saluto cordialmente i pellegrini di
lingua francese. Quando ritornerete
nelle vostre parrocchie, vi invito ad
essere degli artefici di pace e riconci-
liazione, perch esse siano veramente
il segno della presenza del Dio
damore e di misericordia.
Che Dio vi benedica!
Saluto cordialmente i pellegrini di
lingua inglese presenti a questa
Udienza, specialmente quelli prove-
nienti da Inghilterra, Malta e Cana-
da. Ges Cristo vi confermi nella fe-
de e vi renda testimoni della santit
e dellunit della Chiesa. Dio vi be-
nedica!
Rivolgo un cordiale saluto ai pel-
legrini di lingua tedesca. Saluto in
particolare gli alunni di Lennestadt e
i giovani del campo estivo di Ostia.
Grazie per essere venuti cos nume-
rosi. Abbiate fiducia in Cristo, nella
verit della Sua Parola e nella forza
della Sua grazia. Egli vi accompa-
gner sul vostro cammino!
Saludo a los peregrinos de lengua
espaola, en particular a los grupos
provenientes de Espaa, Venezuela,
Chile, Argentina, Mxico y otros
pases latinoamericanos. Maana
tendr lugar en los jardines del Vati-
cano la colocacin de una imagen
de la Virgen de la Caridad del Co-
bre, patrona de Cuba. Saludo con
afecto a los obispos de Cuba, veni-
dos a Roma para esta ocasin, a la
vez que les pido hacer llegar mi cer-
cana y bendicin a todos los fieles
cubanos. Que Jess les bendiga y la
Virgen Santa les cuide. Muchas gra-
cias.
Saluto cordialmente i pellegrini di
lingua portoghese, in modo speciale
i gruppi brasiliani di Porto Alegre e
di Santo Andr qui convenuti, mossi
dal desiderio di affermare e consoli-
dare la propria fede e adesione a
Ges Cristo: il Signore vi ricolmi di
gioia e illumini le decisioni della vo-
stra vita, affinch adempiate fedel-
mente il volere del Padre celeste a
vostro riguardo. Pregate per me; non
vi mancher la mia preghiera e la
Benedizione di Dio. Grazie.
Rivolgo un cordiale benvenuto ai
pellegrini di lingua araba, in partico-
lare a quelli provenienti dal Medio
Oriente! Cari amici, chiediamo sin-
ceramente perdono per tutte le volte
in cui siamo stati occasione di divi-
sione o di incomprensione allinter-
no delle nostre comunit, ben sa-
pendo che non si giunge alla comu-
nione se non attraverso una continua
conversione. Il Signore vi benedica!
Do il benvenuto ai pellegrini po-
lacchi. Cari fratelli e sorelle, ieri ave-
te celebrato la solennit della Ma-
donna di Jasna Gra. Alla Sua pro-
tezione affido tutti voi, le vostre fa-
miglie e tutta la Nazione polacca. Il
Suo materno amore vi guidi sempre
a Cristo sulle vie della verit, del be-
ne e dellamore vicendevole. Dio vi
b enedica!
Cari pellegrini di lingua italiana:
benvenuti! Saluto le Suore di
SantAnna, che celebrano il Capitolo
Generale; il Comitato Nobile Quar-
tiere Monte di Piazza Armerina con
Nomina episcopale in Brasile
La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Brasile.
Adolfo Zon Pereira, coadiutore di Alto Solimes
Nato il 23 gennaio 1956 a Orense (Spagna), ha emesso i voti religiosi il
2 ottobre 1982 nella Pia societ di San Francesco Saverio per le missioni
estere (saveriani) ed stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1986. Ha fre-
quentato il corso di filosofia al seminario di Orense (1974-1977) e quello
di teologia a Orense e a Madrid (1977-1983). Inoltre ha ottenuto la licen-
za in catechesi e in dottrina sociale in Spagna. Dal 1993 lavora come mis-
sionario in Brasile. Ha ricoperto i seguenti incarichi: animatore missiona-
rio, vocazionale e giovanile a Pamplona (1985-1992); economo locale a
Pamplona (1989-1992); parroco nella diocesi di Abaetetuba, in Brasile
(1994); vice superiore regionale dei saveriani in Brasile (2005-2007; 2008-
2011); economo regionale dei saveriani; parroco di Santa Rosa de Lima ad
Abaetetuba; professore di dottrina sociale della Chiesa allIstituto regio-
nale di formazione presbiterale (Irfp) di Belm do Par.
il Vescovo Mons. Gisana; i ciclisti
pellegrini della pace della Toscana,
accompagnati dal Vescovo di San
Miniato, Mons. Tardelli. Saluto le
Associazioni e i gruppi parrocchiali,
in particolare quelli di Campocaval-
lo, con il Vescovo di Ancona-Osimo,
Mons. Menichelli. La visita alle
Tombe degli Apostoli accresca in
tutti il senso di appartenenza alla
Chiesa.
Mi rivolgo infine ai giovani, agli
ammalati e agli sposi novelli. Oggi
celebriamo la memoria di Santa Mo-
nica, madre di SantAgostino. Il suo
amore per il Signore indichi a voi,
cari giovani, la centralit di Dio nel-
la vostra vita; incoraggi voi, cari am-
malati, ad affrontare con fede i mo-
menti di sofferenza e stimoli voi, ca-
ri sposi novelli, a educare cristiana-
mente i figli che il Signore vorr do-
narvi. Grazie.
Il saluto alla mamma e al fratello di Shahbaz Batthi, il politico cristiano pakistano assassinato il 2 marzo 2011