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Marted 26 agosto 2 01 4 Anno 6 n 234 e1,30 Arretrati: e2 ,00

Redazione: via Valadier n 42 00193 Roma Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)
tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230 Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
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La schiforma psichiatrica
di Marco Travaglio
Q
uesta volta Calderoli ha esagerato per difet-
to. La schiforma costituzionale approvata
l8 agosto dal Senato non una merdina, come
graziosamente lha definita nelle sue vesti di re-
latore, cio di esperto. una merdaccia sesqui-
pedale. E non solo per il contenuto (i senatori
non pi eletti dai cittadini, ma nominati dai con-
sigli regionali, limmunit, linnalzamento delle
firme per le leggi popolari da 50 a 150 mila e le
altre boiate denunciate nellappello del Fa t to ). Ma
anche per la forma. Che, com noto, anche so-
stanza: una prosa che pare uscita dalla penna di
un malato di mente in avanzato stato di ubria-
chezza, in un dedalo di rimandi, rimpalli, commi,
cavilli, circonlocuzioni, supercazzole burocratesi
che deturpano anche lestetica della Costituzio-
ne, nota finora per la cristallina chiarezza e la sin-
tesi tacitiana. Prendiamo solo tre dei 47 articoli
riformati da questi squilibrati: il 70, il 71 e il 72,
che illustrano liter di formazione delle leggi.
Lattuale articolo 70 conta 9 parole: quello nuovo
363. Lart. 71 quadruplica, da 44 a 171 parole. Il 72
le raddoppia: da 190 a 379. Roba da regolamento
condominiale, non da Carta costituzionale. Si di-
r: ma dora in poi finisce il bicameralismo per-
fetto. S, buonanotte: il palleggio Camera-Senato
(e di nuovo Camera e di nuovo Senato, in caso di
leggi emendate strada facendo) sopravvive per
le leggi di revisione della Costituzione e le altre
leggi costituzionali, per le leggi di attuazione del-
le disposizioni costituzionali in materia di tutela
delle minoranze linguistiche, di referendum po-
polare, per le leggi che danno attuazione allar -
ticolo 117, secondo comma, lettera p), per la leg-
ge di cui allarticolo 122, primo comma, e negli
altri casi previsti dalla Costituzione. E le altre
leggi? Sono approvate dalla Camera dei depu-
tati. Quindi il Senato non le tocca pi? Magari:
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera
dei deputati immediatamente trasmesso al Se-
nato della Repubblica che, entro dieci giorni, su
richiesta di un terzo dei suoi componenti, pu
disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni succes-
sivi il Senato della Repubblica pu deliberare
proposte di modificazione del testo, sulle quali la
Camera dei deputati si pronuncia in via defini-
tiva. Qualora il Senato della Repubblica non di-
sponga di procedere allesame o sia inutilmente
decorso il termine per deliberare, ovvero quando
la Camera dei deputati si sia pronunciata in via
definitiva, la legge pu essere promulgata. Cio
la Camera, a maggioranza semplice, pu infi-
schiarsene delle modifiche proposte dal Senato.
Ma non sempre: fanno eccezione i disegni di
legge che dispongono nelle materie di cui agli
articoli 114, terzo comma, 117, commi secondo,
lettera u), quarto, quinto e nono, 118, quarto
comma, 119, terzo, quarto, limitatamente agli in-
dicatori di riferimento, quinto e sesto comma,
120, secondo comma, e 132, secondo comma,
nonch per la legge di cui allarticolo 81, sesto
comma, e per la legge che stabilisce le forme e i
termini per ladempimento degli obblighi deri-
vanti dallappartenenza dellItalia allUnione eu-
ropea: in questi casi, per snobbare le indicazioni
del Senato, la Camera deve votare a maggioranza
assoluta. Senza dimenticare che i disegni di leg-
ge di cui allarticolo 81, quarto comma, approvati
dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Se-
nato della Repubblica che pu deliberare propo-
ste di modificazione entro quindici giorni dalla
data della trasmissione. Per tali disegni di legge le
disposizioni di cui al comma precedente si ap-
plicano nelle medesime materie e solo qualora il
Senato della Repubblica abbia deliberato a mag-
gioranza assoluta dei suoi componenti. E non
mica finita, perch il Senato della Repubblica
pu, con deliberazione adottata a maggioranza
assoluta dei suoi componenti, richiedere alla Ca-
mera dei deputati di procedere allesame di un
disegno di legge. In tal caso, la Camera dei de-
putati procede allesame e si pronuncia entro il
termine di sei mesi dalla data della deliberazione
del Senato della Repubblica. Tutto chiaro, no?
Segue a pagina 8
Dopo anni di inutile attesa, la casa madre di Pittsburgh chiude lAlcoa di Portovesme
in Sardegna. Centinaia di lavoratori a spasso, mentre la politica racconta favo l e
SENZA MARE NOSTRUM
MORIRANNO TUTTI
Udi Antonello Caporale
IL RICATTO
CHE UCCIDE
LA PIET:
SALPA E MUORI
A
ccadr che ci domande-
remo, anzi alcuni lo
stanno gi facendo, se valga
la pena raccogliere i corpi
dei migranti in mare. Ora-
mai sono morti, ha senso
sprecare energie e denaro?
pag. 3
IL MATCH PER LA PACE
Mai una partita
con gli israeliani:
il Totti dEgitto
dice no al Papa
Anche Marchionne al meeting
di Comunione e Liberazione.
Quindi dal prossimo anno si
terr in Polonia
w w w.fo r u m . s p i n oza . i t
LA CATTIVERIA
FO G G I A
Maxitruffa dellAsl:
spesi 2,5 milioni
invece di 8500 euro
Daina pag. 8
Il nuovo store Eataly Ansa
IL REGISTA
Lammiraglio Pettorino, capo operazioni delle Capitanerie di Porto, spiega qu a l i
sarebbero le conseguenze della minaccia di Alfano: Se ci fermassimo, i migranti
sarebbero destinati ad annegare. Oppure a finire sterminati dalle milizie libiche
COMUNIONE&ALIMENTAZIONE Rimini
Fame da Lupi
Ora Eataly
si mangia Cl
NUOVODIALOGO Dopo il flop degli 80 euro
M5S: Se Renzi
taglia lI r a p,
pronti a dire s
Reality Vanzina
Meglio i cafoni
che i loden
La deputata 5Stelle Laura
Castelli: Disponibili
a votare anche il reddito
di cittadinanza. PA,
scatta il dimezzamento
dei permessi sindacali.
Scuola, la ministra
Giannini: Basta con
il sistema-supplenze
De Carolis e Di Foggia
pag. 4 - 5
Mentre Farinetti fa
il mattatore e discetta
di riforme e priorit
per il Paese, il ministro
delle Infrastrutture oggi
firmer un accordo con
Fs per portare i treni ad
Alta velocit a Fiumicino,
Malpensa e Venezia.
Evvai con il conflitto
di interessi Truzzi pag. 4 Marianna Madia, ministro della PA
Tundo pag. 15
DOnghia pag. 2 - 3
IL FESTIVAL
Leopar di
contro Pasolini:
derby a Venezia
a suon di film
Delbecchi pag. 14
Il re dei cinepanettoni
giudica lestate tamarra:
Tutti vogliono il loro
show, politici compresi. E
io mi godo la mia
rivincita Pagani pag. 6
113 MILA SALVATI IN 10 MESI
Jihad, lorrore
diventa gioco:
bimbo sgozza
la bambola Foley
Rodano pag. 13
GUERRA AL CALIFFATO
I corpi speciali inglesi
gi in Iraq: caccia grossa
al Dj Beatle tagliagole
SENZA SCRUPOLO
Soffici pag. 12
MADIA, DOCCIA AUTOGOL PER LA SLA
2 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
Orban: fate
lavorare i rom al
posto degli immigrati
di Silvia DOnghia

un macabro con-
teggio che si ag-
giorna quasi di ora
in ora, come se
qualcuno in fondo al mare
avesse in mano quelle macchi-
nette con cui le hostess con-
tano e ricontano le persone a
bordo degli aerei. Solo che in
questo caso love r b o o k i n g in-
cluso nel prezzo del biglietto e
la macchinetta conta invece i
cadaveri che il Mediterraneo
mangia e spesso non restitui-
sce. Oltre 230 persone in 48
ore, a partire dal naufragio di
sabato al largo delle coste li-
biche con 200 vittime; il se-
condo nella notte tra sabato e
domenica, con 18 cadaveri; il
terzo, la notte tra domenica e
luned, quando la macchinetta
del conteggio ha fatto sei clic.
Almeno. Perch questi sono
soltanto i morti accertati.
Il mare non una strada, do-
ve se il pulmino ha fatto salire
troppe persone si accosta ai la-
ti e le fa scendere. In mare se
scendi sei morto. Lammira-
glio Giovanni Pettorino il
capo del III Reparto Piani e
Operazioni del Comando ge-
nerale delle Capitanerie di
Porto. un uomo che va drit-
to al sodo e le polemiche po-
litiche le liquida in poche pa-
role: Se finisse Mare No-
strum sarebbe unecatombe.
Alfano o chi verr dopo di lui,
Frontex+ o Italia lasciata sola,
cinismi alla Giampaolo Pansa
(che domenica ha scritto, su
L i b e ro , che ora di finirla con
buonismo e spirito di ca-
rit), la sostanza non cambia:
loperazione che vede impe-
gnata anche la Marina Mili-
tare ha portato a terra, sani e
salvi, circa 113 mila migranti
(il numero stato dato ieri dal
capo di Stato maggiore della
Marina, Giuseppe De Giorgi),
la maggior parte dei quali in
fuga da guerre e persecuzioni.
Non potremmo fare altro che
salvare le vite spiega lam-
miraglio Pettorino ce lo im-
pone la legge e ce lo chiede la
nostra morale.
PRESSO IL COMANDO gene -
rale delle Capitanerie, a Roma,
presente la centrale naziona-
le cui arrivano le richieste di
soccorso: Ci chiamano appe-
na partiti dalle coste libiche
racconta il comandante per -
ch hanno gi il nostro nume-
ro. Parlano un inglese stentato
e dicono quasi tutti le stesse
cose, a prova del fatto che sono
ben istruiti: Abbiamo a bordo
bambini e donne incinte, stia-
mo imbarcando acqua e ri-
schiamo di affondare. Grazie
ai telefoni satellitari, che ven-
gono dati loro da chi organizza
i viaggi, riusciamo a rintrac-
ciarli. E a quel punto abbiamo
il dovere di intervenire.
LItalia ha firmato, con altri
140 paesi, la Convenzione di
Amburgo, che obbliga ogni
firmatario a dotarsi di una
centrale nazionale per la ricer-
ca e il soccorso in mare. In Ita-
lia, il comando delle Capita-
nerie esercita questa funzione
per conto del ministero delle
Infrastrutture. Una legge na-
zionale determina le acque di
nostra giurisdizione, circa 500
mila chilometri quadrati sot-
toposti al controllo delle Guar-
die Costiere, circa il doppio
della superficie del Paese. Ma
quando si tratta di salvare vite
umane, i centimetri di terri-
torialit contano poco, perch
la legge pi importante, quella
che ogni marinaio conosce be-
ne, quella del mare. Se soc-
corriamo qualcuno a sole 40
miglia dalle coste libiche non
possiamo certo riaccompa-
gnarlo su quella terra spiega
Pettorino . La normativa sta-
bilisce che il centro nazionale
di soccorso che riceve per pri-
mo una chiamata si deve co-
munque attivare, anche se le
acque non sono di sua giuri-
sdizione, fino a quando le au-
torit competenti non inter-
vengono e portano a termine il
soccorso. Ma i libici non in-
tervengono e quindi ci trovia-
mo a dover gestire da soli tutte
le informazioni. Poi non di-
mentichiamoci che la Libia
non rispetta la convenzione
sui rifugiati. E se pensiamo
che dalla Libia parte il 94 per
cento del flusso migratorio
proveniente dallAfrica, capia-
mo perch lidea del respingi-
mento sarebbe contro le leggi
internazionali.
Una volta arrivata la chiama-
ta alla centrale operativa, in-
dividuiamo il mezzo pi vici-
no prosegue lammiraglio :
pu essere uno dei nostri, una
nave della Marina o anche un
mercantile privato. Dallinizio
dellanno ne sono stati coin-
volti un centinaio. grazie a
questa imponente macchina
operativa che siamo riusciti a
LA LEGGE DEL MARE LUNICA
A SALVARE I MIGRANTI
I RESPONSABILI DI MARE NOSTRUM: SENZA IL NOSTRO AIUTO MORIREBBERO TUTTI
MARE MOSTRUM
LAMMIRAGLIO G i ovan n i
Pettorino che comanda il reparto
piani e operazioni delle capita-
nerie di porto. Sopra, gli scampati
sulla San Giusto A n s a / La Pre ss e
di Veronica Tomassini
Pozzallo (Ragusa)
I
giornalisti aspettano il pre-
fetto di Ragusa, Annunziato
Vard, alle quattro del pome-
riggio. I furgoni della polizia, i
blindati dellesercito, sono fer-
mi davanti al casermone dalle
pareti chiare. Fuori, non si ve-
dono africani, o lenzuola an-
nodate ai piani o sventolare co-
me il laconico guizzo di una re-
sa. Siamo alle spalle del porto di
Pozzallo, il centro di primo
soccorso apre e chiude i can-
celli moderatamente. Contie-
ne 269 sopravvissuti, a fare i
conti ci si perde. Ci sono i 73
del naufragio con i 18 morti, a
sud di Lampedusa, e i 196 re-
cuperati quasi contempora-
neamente dai pattugliatori di
Mare Nostrum. Ancora nume-
ri: 4 mila uomini salvati in soli
due giorni. E duecento o tre-
cento uomini in fondo al mare
nel medesimo intervallo. Co-
munque sono numeri in cre-
scita, imprecisi per difetto.
Vivi e morti intanto sono ar-
rivati il pomeriggio precedente
con la nave Sirio. Cerano le 18
salme. Adesso sono sistemate
in una camera refrigerata mes-
sa a disposizione dalla Prote-
zione Civile, i famigliari devo-
no riconoscere i congiunti.
Una prima ispezione cadaveri-
ca confermerebbe la morte per
sommersione. Il gommone fa
acqua da un lato, facile im-
maginare, i corpi, la paura, le
urla o il silenzio.
POI CI SONO I 370 del gom-
mone con i sei morti, che fini-
ranno invece a Siracusa. Ed la
questione: i vivi sui morti; 100
mila dallinizio dellanno sui 20
mila sommersi. Dallinizio
dellanno.
Quando arriva il prefetto Var-
d, a Pozzallo, le porte del cen-
tro si aprono anche alla stampa.
Il prefetto dice, una volta den-
tro: La Sicilia il confine
dellEuropa e lintervento
dellUe rientrerebbe nei com-
piti e nel ruolo del controllo dei
confini dellEuropa. Sul crina-
le della promessa di Alfano,
Vard annuncia gli sforzi mol-
tiplicati da ottobre scorso.
Mentre dentro le stanze del
centro emana un forte odore di
fiori, deodorante o solventi per
disinfettare. E dentro gli uomi-
ni riposano su materassi per
terra, o sui letti un sullaltro, o
stanno in fila. Stanno in fila in
pigiama, questi uomini, hanno
il braccialetto al polso, una co-
da lunghissima e braccialetti ai
polsi, con i numeri, come i nu-
meri di matricola: 155a; 153b;
173 e; 231 b eccetera.
Uomini in fila, con gli occhi
sgranati, ciabattine ai piedi,
certi sembrano ragazzini, alcu-
ni si stringono la mano. Non
come un saluto. Piuttosto sem-
bra limpulso dinamico pi
prossimo al sentimento della
paura. Le donne riposano nella
stessa ala. landito che anti-
cipa la prassi dellidentificazio -
ne. La fila di uomini in ciabat-
tine e pigiama finir proprio
nella camera del riconoscimen-
to. La luce dura, fasulla.
Tutto appare molto ostile, nelle
cose soprattutto, bench agenti
e operatori sconfessino lim -
pressione ricavata. Il prefetto
Vard in cima al crocchio di
visitatori. Accediamo allaltra
sala, attraverso un corridoio
stretto e breve. Ci sono uomini
stesi su pagliericci.
DICONO DI ESSERE palestine -
si, palestinesi gi rifugiati in Si-
ria. Uno, molto giovane, rife-
risce al corrispondente di un ta-
bloid americano, probabil-
mente intorno allultimo viag-
gio o alla situazione politica in
Libia, al caos, ai campi, ai raid
israeliani. Scopre la gambe: con
orrore in parecchi notano il
vuoto sulla carne, una specie di
minima amputazione somma-
ria, ricavata durante la perma-
nenza in un campo.
Altri dormono, materassi a ter-
ra e letti su due piani. Sono solo
uomini. Giovanissimi, proven-
gono quasi tutti dallAfrica
centrale, parlano dialetti tribali,
sono in pochi a parlare persino
larabo. Nel frattempo, una
donna, vestita di veli e di stoffe
delicatissime, viene trasportata
in barella, la condurranno in
ospedale. Un paio di uomini
allentrata, seduti davanti la
porta del centro, uomini afri-
cani, hanno strani occhi sbar-
rati. Uno siede accanto alla let-
tiga e recita qualcosa sommes-
samente, una preghiera, qual-
cosa. Non mai finita per.
Gli agenti aspettano altri so-
pravvissuti, non diranno pi
immigrati o sbarcati, saranno
sempre sopravvissuti e nessuno
si aspetter che calamit, come
se a sfondare le frontiere fosse
oramai anche la nostra capacit
di sopportare anzi di normaliz-
zare il terrore.
Tra gli scampati dellaltra Lampedusa
POZZALLO (RAGUSA)
Migranti nel centro di primo soccorso di Pozzallo
I PAESI EUROPEI dovrebbero insegnare ai
10 milioni di rom presenti entro i loro con-
fini a fare i lavori pi umili, a cui si dedicano
soprattutto gli immigrati. Lo ha dichiarato
il premier dUngheria, Viktor Orban, il qua-
le ha aggiunto che stato i r re s p o n s a b i l e
dare agli stranieri dei lavori che potrebbero
esser fatti dai rom. Al contrario, ha prose-
guito, lUe dovrebbe incrementare gli in-
vestimenti in settori come listruzione e
linsegnamento di mestieri nelle comunit
rom. Invece di accogliere grandi quantit di
migranti, lEuropa avrebbe bisogno di fi-
nanziare programmi di sviluppo nei loro
Paesi di origine, in modo che trovino lavoro
dove il buon Dio ha deciso nascessero.
10
MILIONI
IN EUROPA
DOPPIO
RA Z Z I S M O
Lidea del premier
xenofobo ungherese:
creare lavoro
nei paesi do r i gi n e
2 6 9
NEL CENTRO
DI SOCCORSO
113mila
PERSONE
ASSISTITE
2 30
M O RT I
IN 48 ORE
I MEZZI DELLA
CA P I TA N E R I A
Due navi (di 50 e 90
metri), 150 uomini
e 6 motovedette
3 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
Firenze: 8 mila
permessi di
soggiorno mai ritirati
un cimitero dellindifferenza e
dellegoismo. Primo passo,
un aumento dei fondi e, quin-
di, delle capacit di Frontex.
Sulla stessa linea il ministro
della Difesa, Roberta Pinotti:
Frontex non pu sostituire
totalmente Mare Nostrum,
perch nato come una mis-
sione di controllo dei confini
ma deve essere ampliata.
Queste decisioni spettano pe-
r ai governi, non alla Com-
missione. Che ha appena pub-
blicato un dossier per confu-
tare alcune affermazioni dei
politici italiani: titolo, Allar-
me immigrazione: lUe lascia
lItalia da sola. Sar vero?.
Chiara la risposta: Se ci si ri-
ferisce alla Commissione fal-
so, perch la Commissione ha
offerto tutto il supporto finan-
ziario e logistico previsto dalle
competenze che gli Stati le
hanno conferito. Se invece la
critica va a questi ultimi, si
pu affermare che si pu fare
di pi in termini di solidarie-
t. Nel 2007-2013 lItalia ha
ricevuto dallUe 478 milioni
di euro, una grossa fetta
dellinsieme dei fondi per im-
migrazione e asilo. Per il
2014-2020 sono stanziati oltre
310 milioni dal Fondo asilo e
immigrazione (Italia secondo
beneficiario) e oltre 212 mi-
lioni dal Fondo per la sicurez-
za interna. E dopo la tragedia
di Lampedusa del 3 ottobre
2013 costata la vita a 366 per-
sone, Bruxelles ha dato 30 mi-
lioni per incrementare la ca-
pacit delle strutture di acco-
glienza e di assistenza sanita-
ria e per sostenere Mare No-
strum. Frontex stata raffor-
zata e resa pi efficiente, ma
resta una piccola realt. Per
c pure chi mostra insoffe-
renza per le rimostranze ita-
liane, come il ministro degli
Interni bavarese Joachim
Herrmann (Csu), che giudica
sfacciato latteggiamento di
Alfano, sostenendo che lItalia
aggira le procedure dellUe
per ridurre il numero delle ri-
chieste di asilo da gestire. In
base al regolamento Dublino
II, il paese di primo ingresso
nellUe quello cui spetta va-
lutare domande di asilo o di
riconoscimento dello statuto
di rifugiato. Ma, nonostante i
massicci arrivi, lItalia (meno
di 28mila nel 2013) dietro
Germania (oltre 126 mila),
Francia, Gran Bretagna e per-
sino Svezia nelle domande di
asilo.
nel Mediterraneo. Domenica,
in un twe e t , Alfano aveva
scritto: O la questione immi-
grazione viene presa in mano
dallEuropa o lItalia dovr
adottare le proprie decisioni.
Ieri, Sandro Gozi, sottosegre-
tario agli Affari europei, ha
chiesto allUnione coerenza
con le conclusioni del Vertice
di giugno nel condividere la
gestione dellemergenza: Il
Mediterraneo non pu essere
di Giampiero Gramaglia
P
i i barconi (dei mi-
granti) vanno a
fondo nel Mediter-
raneo, pi salgono
di tono i battibecchi senza co-
strutto tra Italia e Ue. Il go-
verno Renzi si rivolge alla
Commissione europea, che lo
rinvia alle decisioni del Con-
siglio dei ministri dellUnio-
ne: i soldi non ci sono perch i
28 Italia compresa non ne
destinano abbastanza nel bi-
lancio comunitario allemer-
genza immigrazione. Sostitui-
re Mare Nostrum con Fron-
tex, loperazione europea di
controllo delle frontiere, non
ipotizzabile perch non ci
sono n fondi n mezzi, ri-
petono i portavoce dellesecu-
tivo dellUe. Richieste, o ad-
dirittura pretese in tal senso,
da parte delle autorit italiane
suonano pretestuose, perch
Roma al corrente della si-
tuazione; e, comunque, non
hanno possibilit di essere ac-
colte. Si pu al massimo pen-
sare al lancio di unoperazione
Frontex Plus, in appoggio a
Mare Nostrum, riducendo gli
oneri per lItalia. La questione
sar oggi discussa a Roma, in
un incontro fra esperti della
Commissione e di Frontex e
responsabili italiani. Le con-
clusioni dei tecnici faranno da
tela di fondo allincontro, do-
mani a Bruxelles, tra il mini-
stro Alfano e la commissaria
Cecilia Malmstrm, sconvol-
ta dalle ennesime tragedie
Italia e Ue litigano sui fondi
mentre la barca affonda
IL GOVERNO HA CHIESTO DI SOSTITUIRE MARE NOSTRUM CON UN PROGRAMMA COMUNITARIO
BRUXELLES: NO, MANCANO I MEZZI. MA ALFANO INSISTE: CI DEVE PENSARE LE U RO PA
MARE MOSTRUM
di Antonello Caporale
A
ccadr che ci domanderemo, alcuni lo
stanno gi facendo, se valga la pena
raccogliere i corpi dei migranti in mare.
Oramai sono morti, ha senso sprecare ener-
gie e soldi per dare loro una sepoltura gi
felicemente avvenuta? La crisi economica
riduce ogni spazio per la comprensione e la
solidariet, e la faticosa conta delle zattere
della disperazione, la quotidiana misura di
un'invasione di corpi che non riusciamo a
ospitare, restituisce alla nostra umanit un
senso di smarrimento, di
afasia. Ma questi sono
motivi decenti per perde-
re ogni seme di civilt, so-
no ragioni sufficienti per
farci incamminare verso
la barbarie? Dobbiamo
davvero augurarci che il
mare, il mare nostrum,
divenga vasca per morti,
luogo di un genocidio in-
discriminato, al quale
guardiamo senza pi stu-
pore e senza nemmeno
pi commiserazione? Facciamo invece il
conto delle operazioni militari internazio-
nali che si susseguono, proviamo a indicar-
ne almeno un paio dove l'intervento armato
abbia contribuito a risolvere anzich acuire
i vari conflitti regionali. Proviamo poi a fare
la resa del conto, a mettere in ordine le spese
in vite e in finanze e una a una addi -
zionarle. Armi e morti e poi armi e altri
morti e poi ancora armi... L'unica risposta
efficiente dell'Occidente divenuta la chia-
mata alle armi, per via diretta o negoziata.
Scomparsa dall'agenda alcuna forma di mo-
bilitazione pacifica inter-
nazionale, di quella che
trent'anni fa da noi fu
chiamata Cooperazione
allo sviluppo (defunta per
il peso della nostra corru-
zione che la depred ren-
dendo anche quella mis-
sione uno strumento per
fare affari loschi lontani da
casa). Abbiamo bombar-
dato Gheddafi, esultato al-
la primavera araba, soste-
nuto la rivolta tunisina e
poi, quando l'azione della nostra civilt e
l'aiuto, l'attenzione dei nostri governi
avrebbero dovuto agevolare una bench
minima tenuta democratica, siamo corsi
via, infischiandocene di ci che sarebbe ac-
caduto. La Libia cos divenuto un pontile
per affamati, una piattaforma di transito per
l'umanit dolente che cerca con la fuga una
prova della dignit della vita. Questo evento
logico nella sua disperazione stato trasfor-
mato da noi in una prova insostenibile di
resistenza al proprio destino di morte. L'I-
talia ha messo in campo la Marina militare
che ha svolto, nei limiti della sua funzione,
un compito egregio, riuscendo a salvare
centinaia di migliaia di persone. Anche
questa minima ma essenziale azione di pro-
tezione civile pare divenuta esorbitante. Il
ministro dell'Interno Alfano chiede che la
nostra marina sia sostituita da altre. Venga
l'Europa a organizzare se non l'accoglienza
almeno la conta dei morti. Siamo a un passo
dall'azione di osservazione muta dell'olo-
causto in mare: lasciamo che i morti nutra-
no le acque e facciano da scudo al nostro
terrore, siano ammonimento ai prossimi in
arrivo: se salpi muori, ti conviene?
Il ministro dellInterno Alfano in visita a Lampdusa Ansa
SONO OLTRE OTTOMILA i permessi
di soggiorno - richiesti probabilmente
negli ultimi 2-3 mesi - fra rinnovi e nuo-
ve concessioni, non ritirati allufficio im-
migrazione di Firenze. Si tratta dei do-
cumenti richiesti negli ultimi due tre
mesi da immigrati regolari e mai con-
segnati al proprietario. Per avvisare i de-
stinatari della concessione del permes-
so la questura invia solitamente anche
un sms che probabilmente, in alcuni ca-
si, non andato in porto. Secondo quan-
to rilevato dalla questura, infatti, fra i
numeri forniti ce ne sarebbero anche
numerosi errati. La questura sollecita
per questo a ritirare i permessi allufficio
immigrazione di via della Fortezza 17 a
Fi re n ze .
recente la scoperta di un fiorente mer-
cato dei permessi di soggiorno a Prato:
cittadini italiani si fanno garanti della
pratica di emersione di stranieri dietro
compenso di migliaia di euro (fino a
8mila).
salvare tante persone: 60 mila
la Marina, 22 mila noi, pi o
meno altrettanti i mercantili.
Se questoperazione non ci
fosse stata, sarebbe stata una
strage continua.
I numeri dellimmigrazione
sono in crescita geometrica:
questanno arrivato in Italia
il doppio dei migranti sbarcati
nel 2011 e tre volte quelli giun-
ti lo scorso anno. un bu-
siness talmente forte conclu -
de lammiraglio che le bar-
che sono sempre pi fatiscenti:
sono fatte per navigare per po-
che miglia, potrebbero portare
al massimo una ventina di per-
sone, ne portano persino 800.
Non hanno dotazioni di sal-
vataggio, n individuali n col-
lettive. Se non vengono soc-
corse nel giro di qualche ora
sono destinate a perdersi. E in
caso di rovesciamento, la mag-
gior parte di questa gente non
sa nuotare. Lasciarli annegare?
Sono parole che non possiamo
ricevere, perch siamo uomini
di Stato e quindi rispettiamo le
leggi, e perch rispondiamo al-
la nostra legge morale.
CHI PAGA?
Roma ha ricevuto
478 milioni, una grossa
fetta dei fondi
per li m m i g ra z i o n e
Gli Stati rifiutano per
ulteriori stanziamenti
Il commento
Europa senza carit
La conta dei morti
n el lOloc aus to Me d i t e rr a n eo
SENZA PACIFISMO
L'unica risposta
efficiente dellO cc i d e n te
divenuta la chiamata
alle armi: scomparsa
ogni forma di
mobilitazione pacifica
4 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
Il M5S contro
il Tg1: L i ce n z i a te
il direttore Orfeo
di Luca De Carolis
S
iamo pronti a votare as-
sieme alla maggioranza
misure urgenti per
leconomia: dallaboli -
zione dellIrap e di Equitalia al
reddito di cittadinanza, fino alla
detassazione per famiglie e Pmi.
Ma questa volta niente tavoli:
dobbiamo lavorare nelle com-
missioni e in aula. Laura Castel-
li, deputata dei Cinque Stelle,
membro della commissione Bi-
lancio, lancia un segnale a Renzi.
Ma precisa: Non un cambio di
linea: il nostro obiettivo aiutare
il Paese con le nostre proposte.
il nostro metodo.
Sulleconomia possibile unin -
te s a?
Precisiamo. Il nostro obiettivo
cambiare le priorit politiche
sbagliate di questo governo, che
va avanti a colpi di fiducia e vara
provvedimenti senza le coper-
ture finanziarie.
Per priorit sbagliate che inten-
d e?
Il problema limpostazione.
Vanno avanti con operazioni
come quella degli 80 euro, per
un immediato ritorno elettora-
le. Sostengono la necessit delle
grandi opere, quando tutti i dati
dimostrano che le piccole opere
hanno un effetto moltiplicatore
decisamente maggiore. Trova-
no 7 miliardi e mezzo di coper-
tura per il decreto su Bankitalia,
ma dicono di non avere soldi
per la sanit o per le scuole.
Per sui singoli provvedimenti...
Eravamo e siamo pronti a vo-
tare le nostre proposte, anche se
riprese da altri. Non diremo mai
no a qualcosa che scritto nei
nostri programmi.
Facciamo un po di esempi.
Renzi ha farfugliato in questi
giorni di togliere gli 80 euro per
abolire lIrap. Bene, noi una mi-
sura di questo tipo la voterem-
mo. Pare di capire che ci sia an-
che lintenzione di abolire Equi-
talia, anche se in aula la maggio-
ranza ha ucciso il nostro ddl sul
tema.
Andiamo avanti.
Se Renzi si convincesse che il
reddito di cittadinanza va fatto,
avrebbe il nostro appoggio.
Il premier non pare dellidea.
Una presidente di Regione del
Pd (Debora Serracchiani, ndr)
sta provando a portare avanti il
reddito di cittadinanza, altri go-
vernatori lo descrivono come
necessario. E la gente sa che ne-
gli altri Paesi misure di questo
tipo funzionano.
Se ne potr discutere in un tavo-
lo, come per la legge elettorale?
No, si deve concertare tutto nel-
le sedi opportune, nelle com-
missioni e in aula. Il presidente
del Consiglio deve rapportarsi
al Parlamento, e non fare tavoli
come li ha fatti con noi del Mo-
vimento, cio male.
O ss i a?
Aspettavamo risposte che non
sono mai arrivate.
Ma il dialogo sulle misure eco-
nomiche si pu comunque apri-
r e?
Bisogna votarle. Poi, certo, ci
sono i grandi problemi di que-
sto governo, che pare commis-
sariato dalla Ragioneria dello
Stato.
Ci o ?
Il caso pi eclatante si verifi-
cato sui quota 96 (gli insegnanti
che non hanno potuto andare in
pensione per un errore nella
legge Fornero, ndr). Renzi e
Franceschini avevano promes-
so che la questione sarebbe stata
risolta con il decreto sulla Pub-
blica amministrazione. Ma poi
il governo ha cambiato idea,
perch la Ragioneria aveva dato
parere contrario a una copertu-
ra di 400 milioni. Peccato che
due giorni dopo lesecutivo ab-
bia usato la stessa copertura per
il decreto missioni.
una pressione indebita?
In commissione, mentre si discu-
teva della questione, ho visto rap-
presentanti della Ragioneria che
rimproveravano i deputati del
Pd: Non vi rendete conto della
stupidaggine che state facendo.
Non si sono mai viste cose del ge-
nere. Ed inquietante.
Il M5S insiste sui temi sociali,
ma i sondaggisti vi danno in for-
te calo. Vi risulta?
Ho la percezione che la gente sia
stanca rispetto alla politica, e
questo ci penalizza, perch favo-
risce chi vota per interesse. Dal -
tronde sappiamo che un cam-
biamento radicale si pu ottene-
re solo con anni di lavoro.
I post di Di Battista sul terrori-
smo hanno provocato molte po-
lemiche. Che ne pensa?
Penso che la gente non la fai
mangiare parlando di terrori-
smo internazionale. Ho trovato
il post inopportuno nei toni e
nei tempi.
Il M5S ha presentato uninterro -
gazione alla Rai in cui invoca la
cacciata del direttore del Tg1 e
sanzioni per due giornalisti ac-
cusati di d i s i n fo r m a z i o n e pro -
prio su Di Battista.
Io in due anni non ho mai avuto
problemi con giornali e televi-
sioni.
Come ripartirete a settembre?
Casaleggio riprender gli incon-
tri con voi a Roma?
S. Ma il mio auspicio soprat-
tutto che eletti e attivisti non
fraintendano mai il senso
dellimpegno di Beppe e Gia-
nroberto. E che non si montino
la testa, ricordandosi che siamo
solo dei cittadini.
Qualcuno la testa se l monta-
t a?
Assolutamente s.
Twitter @lucadecarolis
di Silvia Truzzi
inviato a Rimini
L
a frittata lhanno ribaltata cos: meglio che i
grandi protagonisti della politica non siano
al Meeting. No Renzi, no party? Ma quando mai.
Anzi, si riparte dallanima vera, il tessuto sociale.
Del resto il titolo di questa edizione periferica
Verso le periferie del mondo e dellesistenza. La
grande finanza naturalmente non se n andata -
siamo pur sempre al Meeting di Comunione e
Fatturazione e quindi allinizio di ogni evento
viene trasmesso in loop lo spot di Intesa San Pao-
lo, uno dei grandi sponsor. Si era detto di una
clamorosa esclusione di Maurizio Lupi: ma, colpo
da maestro, il ministro ciellino rientra dalla fi-
nestra:oggi sar qui per la firma
di un accordo con Fs (altro
sponsor) per portare lAlta ve-
locit negli aeroporti.
Il secondo giorno della kermes-
se di Cielle si apre con un dibat-
tito sulla Cultura alimentare.
La barella dei soccorritori allin -
gresso della sala incute un certo
timore, ma una cautela neces-
saria: il rischio di svenimento
per noia altissimo. Partecipa-
no il ministro Maurizio Marti-
na, il presidente di Confagricol-
tura Mario Guidi, il presidente di Ferrero (altro
sponsor), Francesco Paolo Fulci e Oscar Farinetti.
Modera, con accento vagamente deutsche, il pre-
sidente della Compagnia delle Opere Bernhard
Scholz (Crozza potrebbe farne un capolavoro).
Parole dordine: il cibo cultura (ma va?), cambio
di mentalit (ma anche di passo), tradizione e in-
novazione vanno insieme, bisogna guardare al
mondo (ma anche al proprio orticello). Chilome-
tro zero e autostrade transoceaniche, globalizza-
zione e qualit, il cibo come sfida educativa,
narrazione delle eccellenze.
IN OMAGGIO alla rottamazione renziana, tra i re-
latori c anche lottantatreenne ambasciatore
Fulci, che dopo la pensione diplomatica diven-
tato il presidente della Ferrero:
dal palco riminese lancia un ap-
pello perch si apra una proce-
dura dinfrazione contro leti -
chettatura semaforica del Re-
gno Unito su cibi e bevande, un
modello di classificazione (bol-
lino rosso per i grassi, verde per
gli alimenti magri) che stravolge
la realt. Del resto le propriet
dietetiche della Nutella sono no-
te a tutti. Martina si associa im-
mediatamente e pure Farinetti
(che, nella sua campagna di con-
quista, sta per aprire a Londra): Potremmo met-
tere un semaforo rosso sulle grandi banche daffari
britanniche e italiane. Dietro di lui c sempre il
logo di Intesa, ma che sar mai? Si parla anche di
Expo 2015: Noi ci saremo. Il guaio che a guar-
dare le desolate aree di Rho, forse Expo no. Ma mr.
Eataly il motivatore rassicura: Finir come To-
rino 2006. Prima che iniziassero i Giochi, i soliti
gufi (sic) gridavano al disastro, poi stato un suc-
cesso. Il dibattito si conclude, giornalisti e fan si
affollano attorno a Farinetti, trascurando il mi-
nistro. Gli chiedono previsioni sulleconomia,
giudizi sui primi mesi di governo dellamico Mat-
teo. E lui non si fa pregare: snocciola pareri sulle
pensioni, sugli sgravi fiscali, gli stipendi dei po-
litici, labolizione delle autonomie regionali. Il pi-
glio da statista: servono mosse di buon esempio
e mosse sull'economia. Un giovanotto gli chiede
consigli per lavviamento della sua impresa agri-
cola. E allora vai con i packaging accattivanti e le
strategie di marketing. The answer is blowin in
the wind: con uno spericolato uso agricolo di Bob
Dylan Farinetti spiega che la qualit dei nostri pro-
dotti sta nei buoni venti che soffiano sullItalia.
Al pomeriggio lospite donore il ministro
dellIstruzione Stefania Giannini (nel tragitto
Versilia-Riviera romagnola si rivestita). Illu-
strando il pacchetto scuola con un articolato in-
tervento, cita Don Milani e Barbiano, scivolan-
do sul finale. Poi una citazione del premier: La
scuola di tutti. Una scuola che non sta nei salotti
ma va in periferia. Scuola pubblica, ma non trop-
po: La libert di scelta educativa non stata ga-
rantita a nessuno. La legge del 2001 va ripensata e
applicata per rispondere a un sistema educativo
globale, non per rispondere a un mondo o a un
altro.
COME SI DICE? La verit sta nella cura con cui la si
nega: e dunque la legge sulle scuole paritarie non
va applicata per fare un favore al mondo cattolico.
Sar, intanto qui vanno tutti in brodo di giuggiole.
Sono in arrivo vere rivoluzioni: nuove regole per i
docenti di ruolo, valutati sulle funzioni e sul me-
rito, con carriere e retribuzioni non pi legate
allanzianit. E poi stop al precariato: Le supplen-
ze fanno male a chi le fa e a chi le riceve: un nodo
da risolvere, servono docenti che si sentano parte
di un grande progetto nazionale. Il resto, con
trionfo di\ slide, lo sapremo venerd in conferenza
stampa.
silviatruzzi1
LOFFERTA L a u ra
Castelli in aula a Montecito-
rio sui banchi del gruppo Cin-
que Stelle Ansa
LO F F E RTA
E ORA IL M5S invoca licenziamenti
per i colpevoli di d i s i n fo r m a z i o n e . In
uninterrogazione alla presidente di
Viale Mazzini Tarantola, i rappresen-
tanti del M5S in commissione di Vi-
gilanza Rai chiedono la testa del di-
rettore del Tg1, Mario Orfeo e prov -
ve d i m e n t i per due giornalisti della
testata, Claudia Mazzola e Alberto
Matano. La loro colpa? Un servizio del
22 agosto, che a detta dei 5Stelle di -
storce clamorosamente la realt dei
fa t t i sul post di Di Battista sullIsis e
sulla linea dei 5Stelle. Sopra il testo, la
foto dei tre giornalisti con scritta: Or -
feo, Mazzola e Matano licenziati!.
Nellinterrogazione, il primo imputato
il conduttore Matano, accusato di
aver male riferito il pensiero di Di Bat-
tista. Poi tocca alla Mazzola (gi of-
fesa in un post sabato): Di 11 minuti
del videomessaggio di Grillo, riprende
soltanto 15 secondi, riportando esclu-
sivamente le parole rivolte a Matteo
Re n z i . Seguono accuse varie. Quindi,
la mannaia: Si chiede al presidente se
non ritenga opportuno sollevare
dallincarico il direttore del Tg1, primo
responsabile di una palese disinfor-
mazione, in evidente contrasto con i
principi di imparzialit e oggettivit
delli n fo r m a z i o n e .
P
rovate voi a trovare un difetto a Matteo Renzi
sulla stampa nazionale. Il Corriere della Sera
domenica ci ha provato. arrivato fino a Isola Ros-
sa, in Sardegna, per andare a cercare Paolo Vivoli,
medico quarantenne impegnato nellassistenza ai
malati di Sla. Il dottore conosce Renzi dai tempi
della scuola. uno di quelli indicati dal premier per
la doccia gelata. Il titolo del quotidiano di via Sol-
ferino punta tutto su quello: Il difetto di Matteo?.
Il lettore si aspetta una risposta dimpatto. Tipo:
Copiava i compiti di matematica. Invece no. La
risposta : un rullo compressore. Come? Il me-
dico spiega: una missione quella di Matteo e lui
ne cos convinto da metterla al di sopra di tutto. Si
diverte ad aiutare la gente, a fare qualcosa per tutti.
E vi assicuro, non un complimento. A scuola?
Non si fermava mai, neppure l. Capo classe, capo
istituto. E contestatore, se occorreva, anche dei
prof.. E i difetti? Uno solo, un rullo compres-
sore, molto volitivo nel volere e ottenere le cose.
Ma sembrerebbe una virt, obietta il cronista: A
volte pu essere un pregio, a volte un difetto.
SCO P E RT E
Quel grosso grasso
difetto di Matteo
LOscar (Farinetti) al Meeting di Cl
CO M U N I O N I
VETRINE
Mr. Eataly superstar
e oggi il ministro
Lupi firma a Rimini
laccordo con Fs
per portare lAlta
velocit negli aeroporti
Laura Castelli
La deputata Cinque Stelle
Se Renzi taglia
lIrap votiamo s
A P E RT U RA
E C O N O M I CA
Anche su reddito
di cittadinanza
e abolizione
di Equitalia voteremmo
con la maggioranza,
ma il lavoro va fatto
in commissione e aula
Oscar Farinetti e Mario Guidi ieri a Rimini La Pre ss e
5 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
Marianna, la doccia
gelata t r i ste
demolita dal web
NON PIACIUTAalla Rete la I ce
Bucket Challenge (la doccia ge-
lata per sensibilizzare la raccolta
fondi per la ricerca sulla Sla) po-
stata su Twitter dal ministro della
Pubblica amministrazione Marian-
na Madia. Sei secondi in cui le s p o-
nente del Pd si rovescia in testa
una pentola dacqua senza profe-
rire verbo. Quindi senza spiegare le
motivazioni del gesto inconsulto e
senza s f i d a re altri alla tenzone
della doccia. La faccia seria, il mi-
nistro di arancio vestito, esegue
seriosa. La Rete implacabile.
Scusa Marianna, ma che proble-
ma hai?. Ma non cera il ghiaccio,
non ha nominato nessuno, e non
ha neanche detto che il gesto era a
favore della ricerca sulla Sla.
sconfortante che un ministro non
capisca un giochino cos semplice.
Che coraggio. Per dire di quelli ri-
fe r i b i l i .
di Carlo Di Foggia
I
n meno di 24 ore il go-
verno assesta un mici-
diale uno-due a sinda-
cati e mondo della
scuola. Ieri, mentre arrivava il
via libera definitivo al taglio
del 50 per cento di permessi e
distacchi sindacali nel pub-
blico impiego, il ministro
dellIstruzione Stefania Gian-
nini, annunciava dal meeting
di Comunione e Liberazione
di Rimini che il governo abo-
lir le supplenze nella scuo-
la.
La misura parte integrante
dellimminente grande ri-
forma dellistruzione che il
governo annuncer venerd
prossimo. Nessun decreto o
disegno di legge, ma la con-
sueta formula delle linee
guida e della consultazione
pubblica. Per i testi definitivi
si vedr. Finora Giannini ha
promesso tutto quello che
cera da promettere, dalla b o-
lizione dei test di medicina
allarchiviazione dei concorsi
per docenti universitari. Ri-
sultato? Nessuno. Lultimo
annuncio riguarder 160 mila
precari delle graduatorie a
esaurimento, e 400 mila sup-
plenti delle graduatorie di s t i-
tuto. I primi potrebbero be-
neficiare di un ingresso pi
rapido, i secondi, invece, ri-
schiano di sparire per sempre
dai radar. Colpa del nuovo
organico funzionale, che
nei progetti del governo as-
segner ai primi sia le lezioni
frontali che le supplenze, con
i rischio di tagliare fuori i se-
condi. Dietro, per, c un
esercito di precari che do-
vrebbe dire addio per sempre
al sogno di un impiego e per
questo pronto a dare battaglia
in autunno.
I NTANTO, nello scontro sot-
terraneo con i sindacati il go-
verno segna un altro punto a
suo favore. Il via libera al ta-
glio, contenuto nel decreto
Pa, arrivato con una circo-
lare firmata dal ministro della
Funzione pubblica, Marianna
Madia. Dal primo settembre
si proceder con una stretta
del 50 per cento di tutte le pre-
rogative di cui godono le sigle
confederali: permessi tempo-
ranei (retribuiti e non); aspet-
tative, e distacchi, cio il pe-
riodo in cui il dipendente
pubblico svolge attivit sinda-
cale nei direttivi delle associa-
zioni per un periodo prolun-
gato conservando, per, lo sti-
pendio. Il premier laveva
promesso presentando le li-
nee guida della grande rifor-
ma della Pa nellultimo gior-
no di aprile. Sul punto, guarda
caso, aveva anche incassato
un plebiscito nella consueta,
bizzarra, consultazione pub-
blica, da cui emergeva un
rapporto di quasi 4 a 1 dei ter-
mini che definiscono positi-
vit e accordo (con le idee del
governo, ndr) rispetto a quelle
che manifestano disaccordo e
opposizione. E ci manche-
rebbe. La novit stata ormai
digerita, con pochi malumori,
dai sindacati. Per la Cgil non
limiter lazione sindacale,
per Cisl e Uil non produrr
risparmi ma un aumento dei
costi, visto che a tutti gli statali
che rientreranno andr ga-
rantito anche lo stipendio ac-
cessorio. Quanti sono? Diffi-
cile dirlo. Una radiografia
completa non mai stata fat-
ta. Ogni anno la Corte dei
conti d una stima del costo
complessivo. Lultima dispo-
nibile parla di 3.721 unit per
un costo complessivo di 115
milioni di euro (nel 2012 era-
no 3.655 per 113,3 milioni). A
questi vanno aggiunti i costi
dei disagi creati anche dai
permessi sindacali non retri-
buiti, difficili per, da quan-
tificare. Dal 2010, quando
erano 4.569 (per un onere di
151 milioni di euro) il loro
numero diminuito sensibil-
mente, e nella migliore delle
ipotesi, il rientro di poco pi
di un migliaio di dipendenti
non produrr risparmi signi-
ficativi.
DI SICURO, per, da ieri Giu-
liano Amato ha di che van-
tarsi. Lex premier e giudice
della Consulta lunico tra i
numerosi tecnici chiamati
da Mario Monti (Giavazzi,
Bondi etc.) a chiudere i ru-
binetti delle risorse pubbliche
e a portare a casa un risultato.
Nel suo dossier Nota sul fi-
nanziamento diretto e indi-
retto del sindacato Amato
aveva individuato tre vie at-
traverso cui lo Stato finanzia
suo malgrado le organizzazio-
ni dei lavoratori: i distacchi, i
patronati e i Caf (centri di as-
sistenza fiscale). A suo dire,
lunica comprimibile era la
prima. Qui la spesa, per Ama-
to, si poteva ridurre o costrin-
gendo i sindacati a pagare di
tasca propria i distacchi, o in-
centivandoli a utilizzare i
propri iscritti in pensione per
gli incarichi direttivi, oppure
tagliando ancora di pi i di-
stacchi, gi limati di un 15 per
cento nel 2009. Il dottor sot-
tile laveva chiesto nel 2012,
Matteo Renzi lha eseguito.
DOPO IL VERTICE UE
Effetto Mogherini: la promozione europea
innesca il rimpasto, il sogno Andrea Guerra
SUPPLENZE ADDIO, PAROLA DI GIANNINI
IL MINISTRO DELLA SCUOLA ANNUNCIA LE LINEE GUIDA. LA MADIA INTANTO D I M E Z Z A I DISTACCHI SINDACALI NELLA PA
TAGLI E RITAGLI
di Stefano Feltri
M
atteo Renzi torna al lavo-
ro e convoca a Palazzo
Chigi per unora il ministro
dellEconomia Pier Carlo Pa-
doan per preparare il Consi-
glio dei ministri di venerd. Ma
nei corridoi dei ministeri si
guarda con pi interesse alla
giornata di sabato, quando il
premier voler a Bruxelles per
il Consiglio europeo da cui de-
ve uscire con la conferma che
Federica Mogherini sar il
prossimo Alto rappresentante
per la politica estera dellUnio-
ne europea. O successo diplo-
matico o disfatta dimmagine.
Dovrebbe farcela, poi ci saran-
no due mesi per gestire il rim-
pasto che deriver dal trasfe-
rimento della bionda ministra
dalla Farnesina alla Commis-
sione europea guidata da Jean
Claude Juncker a novembre.
Ammesso che passi le audizio-
ni del severissimo europarla-
mento.
E al governo che succede?
Renzi non ha mai amato lidea
di un rimpasto cos presto.
Certo, non gli dispiacerebbe
ridimensionare Ncd (a comin-
ciare daMaurizio Lupi) o Scelta
Civica, che si rivelata inesi-
stente nelle urne con il suo ze-
ro virgola, mentre il ministro
che esprime, Stefania Giannini
(Istruzione) sta su giornali, tv e
riviste di gossip quasi quanto il
premier. Ma almeno una no-
mina bisogner farla.
Nei corridoi della Farnesina la
scommessa che al posto della
Mogherini arriver Rober ta
Pi n o t t i , oggi ministro della Di-
fesa, per la verit piuttosto a
suo agio con F-35 e portaerei
militari (viene da Genova,
cresciuta nel mondo Ansal-
do-Finmeccanica). Anche se
Renzi pi di una volta ha fatto
intravedere la poltrona al suo
antico mentore Lapo Pistelli,
oggi viceministro degli Esteri,
che ha gestito il molto televi-
sivo arrivo della sudanese Me-
riam in Italia. Angelino Alfano
vorrebbe sganciarsi dal mini-
stero dellInterno, ma il pre-
mier non orientato a spostar-
lo.
E al posto della Pinotti chi an-
drebbe? Chiss, un po dipen-
de anche da quanto concrete
diventano le ambizioni di Luca
Lo t t i , lamico pi stretto di
Renzi, oggi con una strimin-
zita delega allEditoria ma
molto arrembante (gestisce
anche il Cipe, il comitato che
sblocca i fondi per le grandi
opere). Non prender il posto
di Graziano Delrio, come sot-
tosegretario a Palazzo Chigi,
che ha fatto sapere di non es-
sere coinvolto dal rimpasto.
Ma chiss, tutto possibile.
Renzi sa di aver perso un po di
sintonia con i presunti poteri
forti, banche e industria.
Avrebbe loccasione perfetta
per recuperare: da settembre
sar disoccupato A n d re a
G u e r ra , lattuale amministra-
tore delegato di Luxottica che
sta per lasciare lazienda degli
occhiali, pare per divergenze
con lazionista di riferimento,
Leonardo Del Vecchio. Renzi
ha portato Guerra alla sua con-
vention, la Leopolda, lo avreb-
be gradito nellesecutivo a feb-
braio o alla guida di qualche
azienda partecipata dallo Stato
nella tornata di nomine a mag-
gio. Niente da fare, i tempi non
erano maturi. Ma ora le cose
sono cambiate, Guerra lascer
Luxottica con i suoi 30 milioni
di euro di stock option, una
buonuscita ancora da concor-
dare e sicuramente qualche
clausola di non-concorrenza
che gli complicher la ricerca
di un nuovo posto di rilievo
nel privato. Niente di meglio
che farsi un giro da ministro.
Peccato che la casella perfetta
per lui sia occupata da Fe d e -
rica Guidi, ministro dello Svi-
luppo accolta con scetticismo
da tutti, Renzi incluso (che dal
mondo confindustriale voleva
Marcella Panucci, direttore ge-
nerale dellassociazione degli
industriali, non la Guidi) e che
per non ha sfigurato finora.
Dicono sia teleguidata dal suo
consigliere Piero Gnudi, gran
commercialista dei potenti
bolognesi ed ex ministro di
Mario Monti. Ma disastri non
ne ha fatti e la Guidi pare tran-
quilla di restare al suo posto,
sta anche gestendo il comples-
so dossier degli incentivi alle
energie rinnovabili senza
drammi.
E se Guerra andasse alla Difesa
al posto della Pinotti? Dagli
occhiali ai missili la distanza
non breve, ma nei due mesi
che ci separano dalle quasi cer-
te dimissioni della Mogherini
si pu immaginare di tutto.
Twitter @stefanofeltri
DISOCCUPATO A settem-
bre Andrea Guerra lascer Lu-
xottica, Renzi lo ha sempre volu-
to in squadra La Pre ss e
DOMINO DI POSTI
Alla Farnesina potrebbe
spostarsi dalla Difesa
Roberta Pinotti,
il manager
di Luxottica sar libero,
ma dove metterlo?
A
pprezzabile sforzo della Cgil di liberarsi
del polveroso gergo sindacalese: meglio un
twe e t di 140 caratteri che comunicati sterminati
densi di parole con troppe sillabe. Sar lestate o
legemonia culturale renziana, ma laccount uf-
ficiale del primo sindacato italiano comincia a
cedere alla logorrea e al giovanilismo. Esempio:
Cgil per una #verasvolta sul lavoro. Finalmente
#ciaovacanze arrivato ora serve #buonapolitica
per creare occupazione e tutelare il lavoro. O
sintesi di difficile comprensione come Cgil per
una #verasvolta sul lavoro. Poche forme con-
trattuali: tutele crescenti, determinato, sommi-
nistrazione, lav aut effettivo, apprendistato.
Lindice Klout che misura il peso su Twitter
di @cgilnazionale buono, merito della frequen-
za ossessiva dei twe e t , ma non strepitoso: 62.
Quello di Renzi 79.
# S I N T E S I &S LO G A N
Basta sindacalese,
la Cgil solo tweet
Il ministro dellIstruzione, Stefania Giannini Dlm
4 0 0
MILA
SUPPLENTI
3 .72 1
D I S TAC C H I
PER 115 MLN
6 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
Addio sobriet:
lestate 2014
ultra cafonal
MARIO MONTI ed Enrico Letta da
questo punto di vista ci avevano abi-
tuato bene: loden, vacanze in Engadi-
na e toni felpati. Nellestate del gover-
no Renzi, invece, la politica tornata
cafonal. E cos abbiamo visto la Boschi
paparazzata in Versilia, il ministro
Giannini in topless, Moretti sbaciuc-
chiarsi in spiaggia con Giletti. E poi
Francesca Pascale in vacanza con ami-
ci gay e senza Berlusconi in Sardegna,
Roberto Calderoli col serpente morto,
le secchiate dacqua della campagna
anti-Sla, ecc. Insomma, almeno dal
punto di vista estetico, ci tocca forse
rimpiangere il loden.
di Malcom Pagani
N
ei secchi dacqua
gelida e nelle giac-
che zuppe ai tempi
del social network,
Enrico Vanzina scorge una v-
visaglia di totale rincoglioni-
mento. Agosto al tramonto:
Ma se dobbiamo parafrasare il
commendator Covelli in vacan-
za a Cortina, questestate non se
la semo ancora levata dalle pal-
le, Lionel Richie in sottofondo
canta All night long e anche il
regista di quasi 100 commedie,
forse, stanco di ballare: Q u e-
sto paese diventato la landa
del cazzeggio continuo senza
mai un istante in cui ci si fermi
a riflettere. Ridono tutti, non si
capisce bene per che cosa. In
radio trionfano, senza unu n-
ghia del suo talento, imitatori di
Fiorello a vario titolo. In giro si
sentono storiacce di guerra e
decapitazioni, ma noi perdia-
mo la testa solo per la battuta.
Fino allautunno che immagino
un po meno allegro del pre-
sente ci attaccheremo a Flaiano
e considereremo la situazione
grave, ma non seria. Dopo, si
vedr. Tra famiglie in posa per
Alfonso Signorini e ministre sul
lettino (Il politico in ferie, dal
trattore di Di Pietro in poi per,
labbiamo sempre visto) Van-
zinatraccia la mappa delle ma-
leducazioni stagionali: La mia
personale palma della cafoneria
va alla vecchia borghesia italia-
na in volontario esilio a
Saint-Tropez. Sono stato tre
giorni e ho visto cose che di
umano hanno davvero poco.
Bentley, Ferrari, ostentazione,
belle ragazze in vetrina e tutto
intorno una percepibile arietta
da ultima danza sul Titanic.
Gente che di per s non lo sa-
rebbe, diventa cafonissima. Di-
serta i porti sardi ormai in ma-
no ai soli rubli russi e corre a
spendere in Francia. Se pro-
prio lultima estate- sembrava-
no dire sul molo-g o d e m o s e-
la.
C da ridere o da piangere?
Da raccontare ancora. Per anni
la commedia allitaliana stata
bistrattata dai seriosi simposi
degli intellettuali che a tutto ci
che esulava dal loro circolo, ri-
servavano il disprezzo che si ri-
serva alle macchiette e ai cial-
troni. Ora, in forma diversa, an-
che se la situazione generale
mette i brividi, si gode la sua
rivincita.
Lei per sostiene che si possa
raccontare ancora.
Solo perch la commedia ha
sempre raccontato le tragedie
con il sorriso. Poi, ovvio, si esa-
gera. Il cinema italiano produce
quasi solo film comici. Un abu-
so che a volte fa rimpiangere
Antonioni.
A proposito di avventure, in
estate, vestendo fogge impro-
babili, hanno imperversato i po-
litici.
Si sono adattati
al nuovo lin-
guaggio seriale.
Tutti vogliono il
loro reality e i
politici non fan-
no eccezione.
Vanno a farsi
prendere in giro
a Striscia o a Le
Iene, diventano
attori comici a loro volta. Il pro-
blema che la politica non pu
essere soltanto avanspettacolo.
Poi c il tema della u t o r e f e r e n-
zialit.
Af frontiamolo.
Prenda Renzi che, ci tengo a
dirlo, per me un bravo ragaz-
zo ed tuttaltro che un cafo-
ne.
Renzi, preso.
Ecco, Renzi si dovuto adattare
ai social network e ineluttabil-
mente, visto che lunico impe-
rativo contemporaneo sembra
essere rimandare in continua-
zione la propria immagine im-
pegnata in una, dieci, cento esi-
stenze, ha creato a sua volta la
propria serialit. Renzi allo sta-
dio, Renzi Scout, Renzi in Iraq.
A volte va bene, a volte meno.
Non importa. Lunica cosa che
conti esserci e riaffermare
unidentit. Sotto Renzi, poi, gli
italiani si comportano esatta-
mente nello stesso modo. E in
una realt parallela, che nulla
ha a che vedere con il reale,
nuotano felici senza alcuna
evoluzione.
Pe rc h ?
Perch nellautonarrazione
non c mai un passo in avanti
nello stile del racconto. Descri-
viamo noi stessi, ma lo faccia-
mo sempre nello stesso modo.
Bisognerebbe uscire dallo s s e s-
sione, ma a dire il vero non so
come.
Siamo passati dal doppiopetto
di Silvio B. al giubbotto Fonzie
di Matteo R. ?
Una nuova stagione, con un al-
tro protagonista vestito diver-
samente. Berlusconi un laico
travestito da democristiano,
Renzi invece proprio un de-
mocristiano impegnato a par-
lare con una sinistra pi per-
benista di lui. Entrambi sanno
comunicare, e bene, con la gen-
te normale. In qualche modo si
somigliano e Berlusconi, per
uno costretto a far convivere
tante anime come Renzi, in-
sieme spettro e modello.
I cafoni del 2014 somigliano a
quelli di ieri?
Neanche un po. Il cafone di ie-
ri, osservato con orrore da chi
nel nuovo ricco vedeva lu s u r-
patore, era ignaro della propria
cafoneria. La sventolava sem-
plicemente, senza curarsi del
contesto.
Il cafone contemporaneo?
compiaciuto, tronfio, perfet-
tamente consapevole di espor-
tare un piccolo modello di suc-
cesso. Se lo tiene stretto, non
dubita mai. terribile? S, lo .
Ma ormai il Cafonal stato sdo-
ganato, difficile invertire la ten-
denza.
Colpe? Responsabilit?
Posso osare un paradosso?
Pre go.
Credo che il punto di non ri-
torno si sia verificato con il de-
clino di Berlusconi. Il paese si
visto proporre i bocconiani e ha
detto no. Non conta che Mario
Monti sia stato bravo o pessimo
e io sicuramente non ce lho
con lui, ma quellepoca stata il
manifesto della noia.
E come ha reagito litaliano al
manifesto della noia?
Sapete che c? si detto un
vastissimo pezzo di Paese: M e-
glio il cafonal della tristezza,
meglio morire coatti che vivere
nellautoflagellazione, meglio
lallegria. Non abbiamo pi
niente e forse moriremo affo-
gati nei debiti, ma almeno lo
faremo ridendo.
T RA S H
Enrico Vanzi-
na. Col fratello
Carlo per molti
anni stato il re
dei cinepanet-
toni Ansa
Lo sguardo sullItalia pacchiana
Anche Renzi da r e a l i ty
ma meglio coatti che col loden
Enrico Vanzina
BELPAE SE
SENZA
V E R G O G NA
Il cafone
contemporaneo
tronfio, compiaciuto,
co n s a p evo l e
di esportare
un modello
di grande successo
di Gianluca Roselli
P
er trovare un politico cos sportivo bisogna
attraversare lAtlantico. Solo il presidente
americano Barack Obama pu competere con
Matteo Renzi su questo terreno. E forse proprio
lui il modello del nostro premier. Almeno per
quanto riguarda la comunicazione. Perch le im-
magini che ritraggono Renzi mentre pratica ogni
genere di sport sono soprattutto questo: comu-
nicazione. In questi giorni di vacanza a Forte dei
Marmi, per esempio, lex rottamatore si fatto
immortalare mentre fa jogging, va in bici e gioca a
tennis. Andando a infarcire ancor di pi il cam-
pionario cafonal dellestate 2014. In passato lo
abbiamo visto giocare a calcio e a calcetto, alle-
narsi in palestra, partecipare a una maratona. Per-
fino palleggiare davanti alla nostra Nazionale di
calcio in partenza per il Brasile (il gesto non ha
portato molta fortuna) e brandire una sciabola ri-
cevendo a Palazzo Chigi gli atleti di scherma nel
giorno in cui il Senato affrontava la riforma co-
stituzionale. Le sue foto mentre si allena alle mac-
chine nella sede della Technogym, poi, rientrano
a pieno titolo nel top della mitologia renziana.
Lunico a reggere il confronto col rottamatore,
appunto, Obama. Che in questi anni abbiamo
visto cimentarsi con basket, calcio, golf, bici, ten-
nis e pure a ping pong, insieme a David Cameron.
Per trovare qualcosa di simile, almeno in Italia,
bisogna andare molto indietro. A Benito Musso-
lini. Che aveva fatto dellestetica sportiva uno dei
pilastri delleducazione fascista. E cos il duce si
faceva ritrarre nelle pi svariate attivit: nuoto,
bicicletta, sci, equitazione, scherma, auto da cor-
sa. Insomma, luomo fascista doveva primeggiare
in tutti gli sport. E lhomo renzianus? Bah. Su Mat-
teo i benefici non si vedono granch. Da qualche
tempo, infatti, gli cresciuta la pancia. Che lui ha
pure cercato di nascondere pietosamente in uno
streaming coi grillini infilandosi la giacca dopo
imbeccata telefonica. Bacchettato pure da Gior-
gio Armani. Renzi con la camicia bianca? Non
mi piace chi vuole fare il giovane a tutti i costi. E
poi ha pure la pancia, ha dichiarato il re dei nostri
stilisti.
Cos viene il sospetto che farsi ritrarre in tutte
quelle discipline equivalga a non eccellere in nes-
suna. Romano Prodi, per esempio, faceva solo bi-
cicletta. Da corsa. Ed era forte. Ne sanno qualcosa
gli uomini della scorta co-
stretti a seguirlo nelle sue pe-
dalate mattutine anche di 30
chilometri. E DAlema (200
addominali al giorni, niente
pancia) in barca a vela non era cos scarso. Ber-
lusconi, invece, sportivo non mai stato. A parte
salire o scendere dallelicottero a Milanello, di lui
si ricorda solo la foto del 1995 alle Bermuda men-
tre guida la truppa di bianco vestita dei suoi col-
laboratori a un forzato jogging mattutino:
DellUtri, Confalonieri, Gianni Letta, tutti con
facce da funerale. Sugli altri, a parte qualche di-
screto tennista (Giuliano Amato), stendiamo un
velo pietoso. Tornando al premier, viene il ter-
ribile sospetto che il Renzi sportivo assomigli e
quello politico. Tanta carne al fuoco e pochi ri-
sultati. Molto fumo e zero arrosto.
NON MI FERMO MAI
Matteo Renzi tennista, ciclista,
calciatore e body builder Ansa
Matteo a cinque cerchi. Gareggio, dunque sono
SPORT & POLITICA
7 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
ALESSANDRO
DI BATTISTA
Sono mesi che denunciamo la nascita
di una pericolosa d i t t at u r a
governativo-par titocraticain Italia e
sono contento che sempre pi la
pubblica opinione se ne stia rendendo
conto. Le riforme costituzionali made
in Verdini-Renzi-Berlusconi sono
pericolosissime perch privano il
popolo italiano di una serie di diritti
politici (strumenti per l'opposizione,
scelta dei rappresentanti, elettivit
del Senato). La perdita di diritti
politici coincide sempre con una
perdita di diritti economici. Questo il
concetto che dobbiamo far passare.
Pi nominati in Parlamento significa
pi tasse.
(deputato M5s)
R O B E RT O
DAGO S T I N O
Aderisco alla campagna,
per cui avevo scritto anche
cinque righe che mi
parevano definitive sui
guasti, anche cerebrali,
della riformite renziana,
sposando la dichiarazione
di Roberto Calderoli che,
dallalto dello scranno di
relatore al Senato della
cosiddetta riforma, ha
condensato perfettamente
la mia opinione: Per la
riforma del Senato siamo
passati da una bella merda
a una merdina, ma sempre
di merda si tratta. Amen.
(blogger)
LA DOPPIA lettura di una legge ha sem-
pre evitato errori insanabili, mentre se
ci fosse una sola Camera a questi errori
non si potrebbe rimediare pi. Non so-
no assolutamente daccordo con un
nuovo Senato non elettivo, perch, pe-
raltro, la scelta degli amministratori lo-
cali non ha niente a che vedere con le
funzioni del Parlamento e la scelta rica-
drebbe pi sui buoni amministratori che
sui buoni legislatori. Sarebbe stato suf-
ficiente ridurre il numero di parlamen-
tari in entrambe le Camere e dare mag-
giore spazio alle Commissioni per mi-
gliorare lefficienza del
sistema. Il mio giudizio
sulla riforma estrema-
mente negativo, anche
perch non si pu para-
gonare il nuovo Senato con quello tede-
sco, perch la Germania una Repub-
blica Federale. Infine, non si pu siste-
mare una zampa e lasciare tutto il resto
immutato e non capisco che senso
avrebbe, in questa nuova conformazio-
ne, limmunit. Le riforme urgenti da fa-
re ci sono, ma sono altre.
(avvocato e docente universitario)
GAETANO PECORELLA
Il Bicameralismo, una garanzia
contro gli errori dei parlamentari
LAPPELLO
Vacanze finite,
arriva la stangata
con tasse e scuola
AU T U N N O nero per gli italiani, che potrebbero
trovarsi di fronte una stangata che arriver fino a
1.900 euro a famiglia. Al rientro dalle ferie, secondo
Adusbef e Federconsumatori, i costi da sostenere
in autunno saranno tanti tra bollette, tasse sulla
casa e rientro a scuola dei figli. Si tratta, denunciano
le associazioni, di una spesa insostenibile per le
famiglie, il cui potere di acquisto ai minimi storici,
diminuito di oltre il -13,4% dal 2008 ad oggi.
Tra settembre e novembre, calcolano i consuma-
tori, la spesa autunnale sar di 1.912 euro. Per la
scuola (libri e corredo) si spenderanno 779,25, per
la Tasi il costo medio sar di 231 euro, le bollette
ammonteranno tra acqua, luce, gas e telefono a
460,77 euro, mentre la Tari coster 156,35 euro. Il
riscaldamento infine porter ad una spesa di 285
euro. Laddove le famiglie avessero figli che fre-
quentano il tempo pieno, proseguono Adusbef e
Federconsumatori a tali voci si aggiunge anche la
mensa scolastica, per un totale di circa 205,50 eu-
ro. Per non parlare, inoltre, di chi ha un figlio che
frequenta luniversit, che dovr sostenere anche
la prima rata delle tasse, per un importo medio di
326 euro.
Ecco il testo dellappello
del Fatto Quotidiano:
Le controriforme dellItalicum e
del Senato, concordate dal
governo con il pregiudicato
Berlusconi e il plurimputato
Verdini, consentono a un pugno
di capi-partito di continuare a
nominarsi i deputati, aboliscono
l'elezione dei senatori ed
espropriano i cittadini della
democrazia diretta: i
referendum (non pi 500mila,
ma 800mila firme) e le leggi di
iniziativa popolare (non pi
50mila, ma 250mila firme).
Chiediamo ai presidenti
Napolitano, Grasso, Boldrini e
Renzi di sostenere solo riforme
che rispettino lo spirito dei
Costituenti, per una vera
democrazia partecipata.
Antonio Padellaro, Marco
Travaglio, Peter Gomez,
la redazione del Fatto Quotidiano,
Barbara Alberti, Mario Almerighi,
Stefano Belisari, Alessandro
Bergonzoni, Gianni Boncompagni,
Sandra Bonsanti,
Stefano Bonaga,
Aldo Busi, Lorenza
Carlassare, Gian
Carlo Caselli,
Luisella
Co s ta m a g n a ,
Rober to
DAg o s t i n o,
Thomas De
Gasperi,
Alessandro Di Battista, Enrico di
Nicola, Roberto Faenza, Fedez,
Sabrina Ferilli, Gianni Ferrara,Elda
Ferri, Dario Fo, Carlo Freccero,
Bruno Gambarotta, Carlo Federico
Grosso, Alessandro Gassman,
Veronica Gentili, Luca Guadagnino,
Roberto Herlitzka, Enzo Iacchetti,
Antonio Ingroia, F. Sylos Labini,
Valentina Lodovini, Carlo Lucarelli,
Daniele Luttazzi, Maurizio
Maggiani,Ivano Marescotti,
Matteo Maffucci, Giovanna
Maggiani Chelli, Fiorella Mannoia,
Tomaso Montanari, Roberta De
Monticelli, Antonio Morabito,
Laura Morante, Milly Moratti,
Piergiorgio Odifreddi, Ermanno
Olmi, Moni Ovadia, Gaetano
Pecorella, Nunzia Penelope, Andrea
Piccioli, Ottavia Piccolo, Stefano
Rodot, Francesco Rosi, Claudio
Sabelli Fioretti, Adriano Sansa,
Salvatore Settis, Vera Slepoj, Rocco
Tanica, Barbara Spinelli, Benedetta
Tobagi, Gianni Vattimo, Dario
Vergassola, Massimo Villone,
Maurizio Viroli, Marco Vitale
Giampaolo Zancan
e Tana de Zulueta
Non toccate la Carta:
Vi manca lautorit morale
Credo che la nostra Costitu-
zione, votata grazie al sangue
di molti italiani e da unAs-
semblea Costituente durata
pi di un anno, non possa es-
sere cambiata da questi perso-
naggi che hanno come solo
scopo il il potere e i soldi.
Giuseppe Biondi
Il vuoto pneumatico
dei nuovi Costituzionalisti
Nihil e nihilo, cio il nulla
viene dal nulla. Non aggiungo
altro se non che aderiamo
convintamente al vostro ap-
pello.
Vincenzo Morelli
di Giorgio Meletti
P
er me non c nulla di
nuovo, Alcoa oggi
prosegue a fare
quanto iniziato due
anni fa. Il commento di Rober-
to Puddu, segretario della Ca-
mera del lavorodi Carbonia, il-
lumina lassurdit della crisi in-
dustriale del Sulcis, la provincia
pi povera dItalia.
LA MULTINAZIONALE ameri -
cana ha confermato ieri che la
fabbrica sarda di alluminio
chiuder i battenti il 31 dicem-
bre. Lo avevano promesso a
gennaio 2012, spiegando che in
Italia non ci sono le condizioni
per produrre: lenergia elettrica
costa troppo, e siccome una
componente decisiva dei costi
dellalluminio, Alcoa ha detto
basta. Ieri ha semplicemente co-
municato agli azionisti che si
prepara a mettere in conto i costi
della chiusura, tra i 170 e i 180
milioni di euro, circa 130 milio-
ni di euro: Continueremo a ri-
spettare gli impegni assunti per i
nostri dipendenti e i nostri sta -
ke h o l d e r , in buona fede, come
abbiamo sempre fatto. Tra gli
s ta ke h o l d e r ci sono i 450 operai e
i 300 delle ditte di manutenzio-
ne, tutti in cassa integrazione.
Tra gli impegni, strappati dal
popolo del Sulcis con le sue ru-
morose proteste, quello di cede-
re limpianto (150 mila tonnel-
late di produzione su 3,6 milioni
totali del gruppo Alcoa) a prez-
zo simbolico e di metterci i 50
milioni di euro necessari a farlo
ripartire.
Da quellannuncio del gennaio
2012 si sono succeduti tre go-
verni (Monti, Letta, Renzi) e tre
ministri dello Sviluppo econo-
mico. Il primo, Corrado Passe-
ra, dopo alcuni mesi disse che
non vedeva vie duscita, e a fine
2012 anche per questo dovette
fuggire da Carbonia in elicotte-
ro. Il secondo, Flavio Zanonato,
non ha lasciato traccia significa-
tiva sulla vertenza Alcoa. La ter-
za, Federica Guidi, potrebbe es-
sere quella in grado di intestarsi
la soluzione. Lasciando inevasa
la questione: perch ci sono vo-
luti pi di due anni per arrivare a
una possibile esito positivo?
LA GLENCORE, multinazionale
svizzera, ha manifestato interes-
se per rilevare limpianto fin
dallinizio. da sempre presente
a Portovesme con unazienda, la
Portovesme srl, che lavora lal -
luminio prodotto dalla ex Alu-
mix pubblica. Chiede solo ci
che Alcoa si stancata di chie-
dere: la fornitura di elettricit a
un prezzo sostenibile e garantito
per un numero congruo di anni.
Il gruppo americano, che aveva
rilevato limpianto dallEfim ai
tempi della privatizzazione, si
visto sanzionare dallUnione
europea lo sconto sullelettricit
ottenuto come aiuto di Stato, e
ha dovuto pagare una multa vi-
cina ai 300 milioni di euro.
Erano i tempi del governo Ber-
lusconi, quando il problema si
risolveva, cio si rinviava, con le
proroghe di pochi mesi. Da due
anni e mezzo i tre governi si so-
no gingillati attorno a due que-
stioni. La prima: ha senso tenere
in vita unindustria pesante sov-
venzionandola? La seconda: se
s, come sovvenzionarla senza
incorrere nelle sanzioni di Bru-
xelles? A nessuna delle due do-
mande stata data risposta. Pe-
r un fatto che, in un modo o
nellaltro, in tutta Europa lallu -
minio si produce pagando lelet -
tricit a prezzi agevolati. Non c
dunque governo europeo che
non abbia risposto s a entrambe
le domande. E adesso sembra
che il governo italiano voglia
imboccare la stessa strada.
A cambiare lo scenario stata
lelezione a governatore della
Sardegna di Francesco Pigliaru,
economista di osservanza ren-
ziana. Pigliaru, che in passato
aveva insistito sullinsostenibili -
t dellalluminio nel Sulcis, nella
campagna elettorale di inizio
2014 ha rovesciato la sua posi-
zione. Non solo. Appena eletto
si impegnato in prima persona
per riportare la Glencore al ta-
volo della trattativa, di cui di-
ventato protagonista, a diffe-
renza del predecessore Ugo
Cappellacci che amava far la
parte dello spettatore. E la no-
vit pi significativa che al ta-
volo adesso partecipa anche
lEnel, che sta discutendo la pos-
sibilit di fornire a Glencore
elettricit a prezzo calmierato.
I MARGINI ci sono, soprattutto
adesso che in Italia c eccesso di
capacit produttiva di chilowat-
tora e quindi le centrali della
Sardegna (che esportatrice di
elettricit) sono spesso ferme
per mancanza di domanda.
La trattativa dovrebbe arrivare a
una stretta nei primi giorni di
settembre. A luglio, Renzi aveva
promesso una visita nel Sulcis, e
pu darsi che voglia presentarsi
in autunno con un pacco regalo,
che sarebbe pi che opportuno.
La Sardegna rimane una polve-
riera. Secondo i calcoli del sin-
dacato, grazie ai provvedimenti
di Elsa Fornero, da qui a Capo-
danno saranno 21 mila i lavo-
ratori in mobilit che, dopo aver
perso il lavoro, perderanno ogni
ammortizzatore sociale. E nes-
suno sa cosa dirgli.
Twitter@giorgiomeletti
Lo stabilimento Alcoa di Portovesme, in provincia di Carbonia Ansa
LA PETIZIONE SUL FATTOQUOTIDIANO.IT
Sulcis, lotta contro il tempo
Alcoa conferma la chiusura
IL 31 DICEMBRE TUTTI A CASA. A DUE ANNI E MEZZO DAL PRIMO ANNUNCIO IL GOVERNO DEVE
ANCORA SCIOGLIERE IL NODO DELLE TARIFFE ELETTRICHE, PER FAR SUBENTRARE LA GL E N CO R E
Uniti per la Costituzione: raggiunta quota 235 mila
REGIONE IN CAMPO
In gioco mille posti
di lavoro pi li n d o t to
Il governatore Pigliaru
al centro del tavolo
sul costo delle n e rg i a
che serve per lalluminio
8 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
intervenire sulle possibili fa-
miliarit nella patologia e
sullo sviluppo di nuove tera-
pie. Una speranza si intrave-
de per i malati di Sla, costretti
a una progressiva immobilit
e ignorati anche dallo p i n i o-
ne pubblica.
La Sanit prevede un fondo
di 278 milioni di euro alla n-
no destinato allassistenza a
favore dei malati di patologie
rare come la Sla, ricorda
Massimo Mauro, Presidente
Aisla. Noi siamo impegnati
da tanto tempo prosegue
ma non bisogna spostare la t-
tenzione esclusivamente
sullassistenza e non sulla ri-
cerca, perch solo con que-
stultima che si riesce a dare
speranza a chi gi ne soffre e a
chi ne soffrir.
Secondo il presidente Aisla,
che ha gi incontrato tre volte
il ministro della salute Loren-
zin e ha tavoli di discussione
sul tema aperti in ogni regio-
ne, non c altro, oltre la sec-
di Chiara Daina
C
orruzione e sprechi
sono una metastasi
che minaccia la sanit
italiana. Ventitr mi-
liardi di euro il totale dei soldi
pubblici scialacquati soltanto
nel 2013 a danno della salute e
delle tasche dei contribuenti.
Quello che successo in provin-
cia di Foggia, negli ospedali di
Manfredonia, San Severo e Lu-
cera, non ha pi dunque dellin -
credibile. In tre anni, dal 2009 al
2011, sono stati spesi 2,5 milioni
di euro per 1200 flaconi di di-
sinfettante, cio 2080 euro
luno, una quantit sproposita-
ta (visto che le farmacie allin -
terno degli ospedali erano gi
provviste del prodotto) a prezzi
gonfiati. LAsl infatti avrebbe
dovuto ordinare solo 90 flaconi
di Trigene (cos si chiama il di-
sinfettante, che usato in sala
operatoria) da 95 euro luno,
per un totale di 8.500 euro.
NON SOLO. Sul rapporto della
Guardia di Finanza si legge che
le societ fornitrici hanno cor-
rotto i pubblici dipendenti con
un giro di mazzette da almeno
14 mila euro. Di male in peggio:
per portare a termine limpresa
illegale sono stati usati timbri
contraffatti per falsificare le at-
testazione dellavvenuto ritiro
della merce. Linchiesta, aperta
dalla Procura di Foggia lo scorso
febbraio, porter sette indagati,
tra funzionari statali e impren-
ditori, davanti al Tribunale. A
denunciare la truffa stato il re-
sponsabile dellospedale San Se-
vero, il dottor Giuseppe DAles -
sandro, non appena si trovato
tra le mani la fattura della primo
carico di disinfettante. Unaltra
truffa, fresca di cronaca, quella
sullaffaire Stamina. Due giorni
fa, i carabinieri del Nas di To-
rino hanno sequestrato tutti i
materiali del metodo Stamina
agli Spedali civici di Brescia. Da-
vide Vannoni, linventore della
cura, risulta indagato insieme
ad altre 12 persone, con laccusa
di associazione a delinquere e
truffa. Per loro il prossimo 4 no-
vembre si aprir ludienza pre-
liminare a Torino.
I numeri sul fenomeno lasciano
a bocca aperta. Nel primo Libro
bianco Ispe-Sanit (Istituto per
la promozione delletica in sani-
t), presentato lo scorso 15 apri-
le a Roma, si legge che la cor-
ruzione in senso stretto ha pe-
sato per 6,4 miliardi di euro sui
114 miliardi di spesa pubblica
destinati al comparto sanitario.
A questo male vanno aggiunti
3,2 miliardi di inefficienza e 14
miliardi di sprechi.
I casi di illegalit si concentrano
soprattutto al Sud (41 per cen-
to), mentre al Centro sono il 30
per cento e al Nord il 23. E in-
teressano cinque settori specifi-
ci (stando al report Corruzione
e sprechi in sanit curato da
Rissc e Transparency International
Italia e ripreso dal Libro Bian-
co). Innanzitutto, le nomine:
ingerenza politica, conflitto di
interessi, revolving doors, spoil
system, insindacabilit, discre-
zionalit e carenza di compe-
tenze. In secondo luogo, la far-
maceutica, provocando l au -
mento artificioso dei prezzi,
brevetti, comparaggio, falsa ri-
cerca scientifica, prescrizioni fa-
sulle, prescrizioni non necessa-
rie e rimborsi fasulli. Terzo:
p ro c u re m e n t , che significa appal-
ti pilotati, cartelli, carenza di
controlli e false attestazioni di
forniture. Poi c la negligenza
(come lo scorrimento liste dat -
tesa, dirottamento verso sanit
privata, false dichiarazioni,
omessi versamenti) e il bagaglio
di illiceit nella sanit privata, ti-
po la mancata concorrenza, zero
controllo dei requisiti, presta-
zioni inutili. In buona sostanza,
la corruzione sotto la luce del
sole e tocca tutti da vicino. Tutti
sanno ma ancora troppo pochi
denunciano. Eppure la corru-
zione in sanit fa scattare una se-
rie infinita di effetti collaterali
che minano economia e sicurez-
za del Paese. Siccome la spesa
pubblica - si legge sul rapporto -
cresce per sprechi, inefficienza e
aumento del costo di forniture e
appaltiallora il prelievo fiscale
cresce per compensare lau -
mento della spesa pubblica ma
la compensazione della spesa
con le nuove entrate del fisco
non immediata, il debito cre-
sce per effetto delleccessivo e
crescente indebitamento e cos
via. Finch si fanno i tagli ai ser-
vizi pubblici, i consumi calano e
la disoccupazione aumenta.
Disinfettante di lusso
gli sprechi in sanit
A FOGGIA SETTE INDAGATI PER UNA TRUFFA DA 2,5 MILIONI
Lotta alla Sla, donati 250 mila euro
MENTRE NEGLI STATI UNITI IN UN MESE DI DOCCE GELATE PER LA RICERCA SONO STATI RACCOLTI 70 MILIONI DI DOLLARI
IN
CORSIA
Medici
e pazienti
in barella
allinterno
di un reparto
dospedale Ansa
MALASANIT
di Chiara Ingrosso
U
n fine settimana da oltre
250 mila euro. la cifra
che in soli tre giorni stata
donata nel nostro Paese a fa-
vore della ricerca per com-
battere la Sla, la sclerosi la-
terale amiotrofica, grazie alla
campagna, divenuta tormen-
tone, dellIce Bucket Challenge.
Venerd scorso, quando an-
che il presidente del Consi-
glio Matteo Renzi ha ceduto
alla doccia ghiacciata, la so-
glia delle donazioni si ferma-
va a 33 mila euro. Li m p e n-
nata di generosit si registra
anche in Italia e fa sperare be-
ne lAisla, lassociazione che
si dedica alla ricerca contro
questa malattia tuttoggi sen-
za cura, che intende raggiun-
gere il milione di euro. Negli
Stati Uniti le cifre sono ancor
pi da capogiro. In un mese
di gavettoni ipotermici, a fa-
vore della ricerca americana
sono stati raccolti oltre 70
milioni di dollari.
Buone notizie arrivano anche
dal gruppo di ricerca
dellIstituto di scienze e tec-
nologie della cognizione del
Cnr di Roma. Uno studio,
pubblicato sulla rivista spe-
cializzata N e u ro l o g y , fa sapere
che la malattia potr essere
diagnosticata precocemente
con il 95 per cento di accu-
ratezza, attraverso lesame
Pet, una tomografia a emis-
sione di positroni. Una sco-
perta che permetter ai me-
dici di guadagnare tempo per
chiata, da chiedere al pre-
mier. Fatta ununica eccezio-
ne: Seguendo il modello
americano, vorrei proporre a
Renzi la defiscalizzazione
delle donazioni, soprattutto
se si tratta di cifre ingenti.
MO LTO, invece, ci sarebbe da
fare anche per chi soffre da
tempo. Ogni nuovo taglio al-
la sanit significa disordine
nella burocrazia, mutamento
dei ruoli e riduzione del per-
sonale, peggiorando la so-
pravvivenza, gi fin troppo
complicata, del malato, spie-
ga Luciano DAndrea, figlio
di Gabriele, 77 anni della pro-
vincia di Pescara, che da otto
lotta insieme alla sua famiglia
contro questa feroce malattia.
Da dieci giorni, Gabriele sta
vivendo una vera odissea sa-
nitaria. Mio padre respira
grazie ad una cannula inserita
nella trachea, sostituita una
volta al mese racconta Lu-
ciano. In estate, tra le ferie e
la totale assenza di una figura
che coordini a un livello su-
periore il lavoro dei singoli
specialisti, mio padre rim-
balzato da un ospedale allal -
tro, sostituendo la cannula
ben tre volte in una settima-
na. Nessuna accusa di ma-
lasanit, precisa DAndrea,
ma solo una serie di singoli
eventi dovuti alla ristrettezza
del personale e alla mancanza
di comunicazione a diversi li-
velli, che fanno vivere al ma-
lato esperienze paradossali
come questa. Dopo aver vi-
sto le condizioni di ricovero
dei malati di Sla in una strut-
tura privata convenzionata
della zona, Luciano ha por-
tato via il pap, sapendo che
questo sarebbe costato molto
sacrificio alla famiglia. Infat-
ti, una volta giunto nel repar-
to di ricovero a lungo termine
che avrebbe ospitato Gabrie-
le, il figlio restato a bocca
aperta davanti alle condizioni
in cui versavano gli altri ospi-
ti. Malati abbandonati a se
stessi, con lo sguardo perso
nel vuoto. Uomini senza co-
pertura e donne con i seni
scoperti, senza che nessuno se
ne curasse. Nonostante ci,
c sempre chi si dedica con
lanima per il bene degli altri,
conclude Luciano ma, sen-
za gli strumenti necessari,
non pu fare molto.
I NUMERI
Nel 2013 in Italia
la corruzione
ha pesato nel settore
6,4 miliardi di euro,
le inefficienze 3,2
e gli sprechi 14
LA SCOPERTA
La malattia potr
essere diagnosticata
p re co ce m e n te
con il 95%
di accuratezza,
tramite lesame Pet
PREZZI GONFIATI
LAsl avrebbe dovuto
ordinare solo 90
confezioni di Trigene
da 95 euro lu n o,
per un totale
di 8.500 euro
Brevi
DONNA DECAPITATA DUBBI SULLA LEGITTIMA DIFESA
Federico Leonelli, 38 anni, stato ucciso dagli agenti dopo aver
decapitato la domestica ucraina. Ma linchiesta dovr stabilire il
movente dellomicidio e se il killer era in fuga, giustificando o
meno la sparatoria degli agenti. La Pre ss e
L I VO R N O OFFESE RAZZISTE A MISS
Cioma, 15 anni, alta un metro e 85, studentessa
con aspirazioni da avvocato, stata incoronata
Miss Livorno. Segni particolari: la pelle nera. Ed
questo che non piaciuto ad alcuni che han-
no pubblicato sul web e sui social frasi dal sa-
pore razzista.
SONDRIO ORSO SBRANA 4 ASINI
Degli allevatori, saliti in alpeggio a quota 2 mila
metri, per mungere le vacche al pascolo nel ter-
ritorio di Spriana hanno trovato sul prato i resti di
quattro asini sbranati dallorso MV25, come
chiamato il plantigrado che da qualche tempo va-
ga nei boschi tra Lombardia, Svizzera e Trentino.
di Marco Travaglio
Q
uindi, ricapitolando. Il disegno di legge
parte dalla Camera, che lo approva. Il
Senato pu metter becco su richiesta di al-
meno 1/10 dei senatori entro 10 giorni. Poi
pu votarlo uguale o emendarlo entro 20
giorni. A quel punto la Camera lo riapprova
come pare a lei (recependo o ignorando le
modifiche del Senato) a maggioranza sem-
plice. Ma non sempre: per una lunga serie di
materie, se vuole fregarsene del Senato deve
farlo a maggioranza assoluta. Per chi fosse
sopravvissuto fin qui, c poi il caso delle leggi
di bilancio e dei rendiconti annuali: il Senato
ha solo 15 giorni per rimaneggiarli, e deve
farlo a maggioranza assoluta; nel qual caso la
Camera, per ignorare le modifiche senato-
riali, vota a maggioranza assoluta, mentre per
recepirle le basta quella semplice. Sempre pi
difficile: che succede ai ddl di conversione in
legge dei decreti del governo? Il Senato deve
cominciare a esaminarli entro 30 giorni da
quando arrivano alla Camera, pure se questa
non ha ancora finito di vagliarli: anche per-
ch il governo pu imporre alla Camera di
votarli entro e non oltre 60 giorni, all inclu-
s i ve .
Tutto questo, si capisce, allo scopo di snellire,
semplificare e accelerare secondo i dettami
del pie veloce Matteo. Otto giorni fa il Sole 24
O re ha tentato di illustrare graficamente il
nuovo percorso delle leggi: ne uscito una
specie di gioco delloca per repartini psichia-
trici che, se tutto va bene, moltiplicher i
tempi, paralizzer le procedure, arroventer
le risse e aumenter i contenziosi fra governo
e Parlamento e fra Camera e Senato. LUcaf,
Ufficio Complicazione Affari Semplici, ha
colpito ancora. Chiamate lambulanza.
SEGUE DALLA PRIMA
Massimo Mauro La Pre ss e
9 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4 FINE IMPERO
Raffaele Lombardo
chiedeva voti
ai boss della mafia
LEX PRESIDENTE della Regione Sicilia Raffaele
Lombardo ha sollecitato i vertici di Cosa Nostra a
reperire voti per lui e per il partito per cui militava (le
Regionali in Sicilia del 2001 e nel 2008 e le pro-
vinciali a Enna nel 2003) ingenerando nei medesimi
il convincimento sulla sua disponibilit ad assecon-
dare la consorteria mafiosa nel controllo di conces-
sioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici. Lo
scrive il Gup di Catania, Marina Rizza, nelle moti-
vazioni della sentenza del 19 febbraio con la quale ha
condannato lex presidente della Sicilia a 6 anni e 8
mesi per concorso esterno in associazione mafiosa.
Lombardo determinato e rafforzato il proposito
dei boss di acquisire in modo diretto o indiretto la
gestione o il controllo di attivit economiche, con-
cessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.
di Gianni Barbacetto
Milano
H
a ripreso lattivit
dopo la pausa
estiva, il cardina-
le arcivescovo di
Milano Angelo Scola. Gioved
28 agosto dar udienza, su
prenotazione, ai preti della
diocesi che lo vorranno incon-
trare. Venerd 29 incontrer
invece le missionarie e i mis-
sionari originari di Milano.
Cos partir il nuovo anno
diocesano. Anno difficile, do-
po le cattive notizie arrivate
nelle settimane scorse da Ve-
nezia: la creatura di Scola in
laguna, la Fondazione Marcia-
num, sar progressivamente
smantellata dal suo successo-
re, il patriarca Francesco Mo-
raglia. Sono finiti i soldi, dopo
gli arresti per il Mose, e Mo-
raglia ha chiuso ogni rapporto
con il Consorzio Venezia
Nuova coinvolto nello scan-
dalo che di Marcianum era
tra i promotori e finanziatori.
SCOLA ATTRAVERSA un pe-
riodo di malessere. Ha tenuto
lomelia seduto, a giugno,
quando in Duomo ha ordinato
tre vescovi ausiliari, tra cui, per
la prima volta a Milano, un
ciellino (monsignor Paolo
Martinelli). Gi nei primi anni
Settanta, quando era il disce-
polo prediletto di don Giussa-
ni e il responsabile degli uni-
versitari del movimento, ebbe
un periodo di malattia, quan-
do fu allontanato dal gruppo
dirigente in seguito a un duro
contrasto con il fondatore di
Cl: lo racconta, con le cautele
del caso, anche Massimo Ca-
misasca nella sua storia di Co-
munione e liberazione. Pro-
prio di quel periodo si racconta
che Scola and addirittura in
analisi a Parigi da Jacques La-
can, grande padre della psicoa-
nalisi reinventata attorno al te-
ma del linguaggio e del ritor -
no a Freud. Tuttora, del resto,
una parte della scuola lacania-
na in Italia contigua al mo-
vimento da cui Scola proviene,
Comunione e liberazione.
Certo per il cardinale arcive-
scovo di Milano gli ultimi due
anni non sono stati facili. Ha
assistito con imbarazzo al di-
sgregarsi del sistema politi-
co-affaristico che ruotava at-
torno a Roberto Formigoni,
suo vecchio compagno di mo-
vimento. Ha perso, a sorpresa,
la corsa per il papato: entrato
in conclave come favorito, ne
uscito sconfitto, dopo lelezio -
ne di papa Francesco. Ha poi
subito i contraccolpi dello
scandalo Mose. Il Consorzio
Venezia Nuova era tra i soci di
Marcianum, la coop rossa Co-
veco era tra i suoi finanziatori.
Nel consiglio damministra -
zione della fondazione sedeva-
no due degli arrestati nellin -
chiesta veneziana, Giovanni
Mazzacurati, presidente del
Consorzio, e Giovanni Orsoni,
ormai ex sindaco di Venezia.
Scola ha fatto pubblicare sul si-
to della diocesi ambrosiana un
comunicato durissimo in cui
smentisce di aver mai fatto
pressioni e chiesto fondi agli
uomini del Mose. E poi mette
avanti le mani: intenzione
del cardinale Scola tutelarsi le-
galmente nei confronti di chi
continuasse a dare informa-
zioni imprecise, scorrette o fal-
se. Una tutela necessaria per-
ch sia rispettata la verit e per-
ch non sia disturbata la mis-
sione pastorale del cardinale
Scola nella Chiesa di Milano.
Fatto sta che la Fondazione
Marcianum, creata tra il 2007 e
il 2008 da Scola quando era pa-
triarca di Venezia, un piccolo
impero della cultura, della for-
mazione, delleditoria. Con-
trolla una scuola per linfanzia,
due scuole elementari, una
scuola media, un liceo classico,
luniversit San Pio X di Di-
ritto canonico, lIstituto supe-
riore di scienze religiose Lo-
renzo Giustiniani, lAlta scuo-
la societ economia teologia
(Asset), un master in etica e ge-
stione dazienda, la rivista
Ephemerides, la casa editrice
Marcianum press, una biblio-
teca, una libreria, la fondazio-
ne Oasis, con lomonima rivi-
sta internazionale, una ne-
wsletter quindicinale redatta
in cinque lingue, un sito web e
due collane di libri.
MI SONO RECATO personal -
mente a Milano, ha raccon-
tato il patriarca Moraglia in
unintervista al giornale della
sua diocesi, Gente veneta, e ho
chiesto al cardinale se lui, che
il padre e il fondatore del
Marcianum, di fronte al venir
meno degli sponsor e alla luce
dei recenti fatti veneziani in-
travedeva strade che io non
riuscivo a scorgere. Soprattut-
to gli ho domandato se inten-
deva farsi carico della sua an -
tica creatura, spiegando a Sua
Eminenza che la diocesi di Ve-
nezia non assolutamente in
grado di sostenere limpegno
finanziario necessario, sia per
il numero dei dipendenti, sia
per il fortissimo costo della
struttura, dati questi a lui ben
noti. Il cardinale lha per
escluso ritenendo la strada non
praticabile.
Dopo consultazioni con il Va-
ticano, la Congregazione per il
clero, la Segreteria di Stato e lo
stesso papa Francesco (Ho in-
formato il Santo Padre), Mo-
raglia ha deciso di tagliare:
chiuder progressivamente le
strutture di Marcianum, cer-
cando di garantire al massimo
loccupazione.
A Scola restata lamarezza di
veder affondare, dopo le sue
aspettative di diventare papa,
anche il castello delle sue opere
veneziane.
di Francesco Casula
Taranto
I
fondi sequestrati dalla magistratura milanese
ai Riva non vanno usati per il risanamento de-
gli impianti, ma per la bonifica dei suoli inquinati
dallIlva. Lo sostiene Angelo Bonelli, co-porta-
voce nazionale dei Verdi e consigliere comunale
del capoluogo ionico durante una conferenza nel-
la quale ha illustrato il suo progetto per la ricon-
versione industriale della citt secondo il modello
gi seguito in altri centri come Bilbao o Pittsbur-
gh. Un progetto, inviato al presidente del Con-
siglio Matteo Renzi, che prevede listituzione per
5 anni di unarea No Tax a favore di imprese e
attivit produttive non insalubri.
Bonelli e il movimento Taran -
to Respira indicano come de-
stinatari delle agevolazioni fi-
scali imprese che si occupino di
ricerca nel settore della g re e n
e co n o my , dellinnovazione,
dellefficienza energetica, del
terziario e anche delledilizia per
il recupero del centro storico di
Taranto che giorno dopo giorno
si sgretola tra incuria e degrado.
Nel documento consegnato alla
stampa si parla di riduzione del-
le accise e degli oneri di sistema
su benzina, gasolio e bollette, tagli fino al 50 per
cento di Irap e Ires, contributo alle aziende per la
costruzione di nuove strutture fino a un massimo
di 500 mila euro. Non solo. Il co-portavoce dei
Verdi, infatti, chiede listituzione di un fondo per
il sostegno dellagricoltura, duramente colpita a
seguito delle emissioni nocive dellIlva, ma so-
prattutto propone la riqualificazione, la trasfor-
mazione e rigenerazione urbana e ambientale, a
partire dai suoli contaminati, con un gruppo ope-
rativo di urbanisti, architetti coordinati da Renzo
Piano. Una serie di cantieri, quindi, che secondo
Bonelli garantirebbe 35 mila nuovi posti di lavoro
per circa sette anni.
E i fondi? Secondo lambientalista sono cinque le
strade da seguire per le coperture: un contributo
per 10 anni grazie a un prelievo
dello 0,7 per cento sui redditi
compresi tra 120 mila e 250 mila
e pari a 1 per cento per quelli su-
periori a 250 mila euro; lo storno
del prezzo di 12 aerei F-35 pari a
oltre 1,5 miliardi di euro; lim -
posizione di 1 centesimo come
accisa sui carburanti per 10 an-
ni; fondi statali per le bonifiche
da aggiungere a quelli gi stan-
ziati e, infine, il recupero dei
fondi regionali per la costruzio-
ne di una piattaforma logica col-
legata al porto ionico. Il ca-
poluogo ionico spiega Bo-
nelli non pu continuare a
essere la discarica dei veleni
italiani. Guardando a im-
portanti progetti come quel-
li di Bilbao e Pittsburgh, noi
proponiamo un piano di ri-
conversione, a partire da
agevolazioni fiscali e buro-
cratiche che saranno diretta-
mente proporzionali ai livel-
li di nuovi occupati. Infine,
il leader dei Verdi ha spiegato che lesistenza
dellarea a caldo dellIlva, quella composta dai sei
reparti sequestrati dal gip Patrizia Todisco il 26
luglio 2012, incompatibile con la citt e la salute
della sua popolazione e quindi necessario pre-
vederne la chiusura. Ma oltre allIlva, Bonelli ha
definito incompatibile anche Tempa Rossa: il
progetto dellEni avallato dai ministeri dellAm -
biente e dello Sviluppo lo scorso 17 luglio nono-
stante tre giorni prima il consiglio comunale aves-
se ufficializzato il suo no al potenziamento della
raffineria. Un progetto che prevede lassunzione
di 53 operai per 24 mesi e che alla fine della co-
struzione dei due mega-serbatoi per lo stoccaggio
del greggio proveniente dalla Basilicata produr-
rebbe, secondo la stessa Eni, laumento delle
emissioni del 12 per cento lanno.
Taranto dopo lIlva, il piano dei Verdi
BONELLI MANDA A RENZI IL PROGETTO DI RICONVERSIONE CHE PU GENERARE 35 MILA POSTI DI LAVORO
Angelo Bonelli dei
Verdi Ansa
OLTRE LACC I A I O
La citt potrebbe
rinascere imitando
Bilbao e Pittsburgh:
zona No Tax
per attirare investimenti
e co s o s te n i b i l i
Mose, Cl e Vaticano
Il cupo declino
del cardinale Scola
LARCIVESCOVO DI MILANO NON SI MAI RIPRESO DALLA
MANCATA ELEZIONE A PAPA . E ORA IL SUO MONDO FRANA
RITO AMBROSIANO
U
n altro pezzo del piano di
Etihad per conquistare Alitalia
e rilanciarla senza ripetere gli errori
del passato si incastra al suo posto: le
Ferrovie dello Stato e il ministero dei
Trasporti hanno raggiunto uninte-
sa per la progettazione di collega-
menti della rete Alta velocit con gli
aeroporti di Malpensa, Fiumicino e
Venezia. Laccordo sar firmato og-
gi a Rimini al Meeting di Cl dal mi-
nistro dei Trasporti, Maurizio Lupi,
e lamministratore delegato di Fs,
Michele Mario Elia. Laccordo pre-
vede che il gruppo Fs Italiane, at-
traverso la societ Rdi, quella che ge-
stisce la rete, avvii entro il 2014 i pri-
mi studi per rafforzare le infrastrut-
ture ferroviarie legate agli aeroporti.
un tema che interessa particolar-
mente Etihad: la nuova Alitalia non
sar pi concorrente dei Frecciaros-
sa, ma ne raccoglier i passeggeri per
portarli in giro per il mondo con re-
munerativi voli a lungo raggio.
EFFETTO ETIHAD
Le Fs puntano
sugli aeroporti
DOPO LE DELUSIONI
Il prelato ha attraversato spesso momenti
di difficolt, in passato sarebbe stato
in analisi addirittura con Jacques Lacan
LA FONDAZIONE MARCIANUM
Il suo successore a Venezia ha smontato
il sistema di potere che aveva costruito
usando le risorse che arrivavano per le dighe
11 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
di Daniele Martini
S
tanno costruendo
un cavo elettrico dal
Montenegro allI t a-
lia che passa sotto
l'Adriatico, costa un miliardo
di euro e di fatto ci costringe a
comprare l'elettricit dai Bal-
cani a un prezzo pi che dop-
pio di quello di mercato. No-
nostante l'Italia, soprattutto
nel Sud, stia producendo
molta pi energia di quella
necessaria e non sapendo che
farsene debba venderla all'e-
stero, per esempio alla Grecia. Una grande e
costosissima opera, pensata e decisa in un'al-
tra epoca, prima che la crisi facesse preci-
pitare i consumi di elettricit. Un'infrastrut-
tura che produrr all'Italia pi svantaggi che
vantaggi, almeno nell'immediato e nel breve
periodo, regalandoci bollette pi care fino al 3
per cento secondo le valutazioni dell'Autorit
dell'energia, nel caso teorico il cavo fosse pa-
gato subito e in una sola soluzione.
NONOSTANTE QUESTE controindicazioni, i
lavori per il gigantesco elettrodotto di mille
Megawatt di potenza sono in pieno svolgi-
mento per collegare Villanova in provincia di
Pescara con larea montenegrina di Tivat-Ko-
tor. Il cavo lungo 415 chilometri, 390 pas-
sano sotto il mare, 15 nella terraferma italiana
e 10 in Montenegro. Sul versante montene-
grino i lavori sono in fase preparatoria, in
Italia invece procedono spediti. Come se quel
collegamento fosse ancora una priorit e un
investimento vantaggioso e non indifferibile
per gli italiani.
In realt c' chi ci guadagna con l'elettrodotto
italo-balcanico: il gruppo Seci-Maccaferri di
Bologna che con sorprendente tempismo
andato a costruire una decina di centrali
idroelettriche proprio nei Balcani, in Serbia, a
ridosso del Montenegro. L'intervento di Mac-
caferri gigantesco: 800 milioni di euro per
tre centrali idroelettriche lungo la Drina e altri
300 milioni per altre piccole centrali sullIbar.
Il costo per il 51 per cento a carico del
gruppo bolognese e per il 49 per cento dalla
societ Eps (Elektroprivreda Srbije).
Quando anni fa apparvero sui giornali le no-
tizie che davano conto dell'operazione Mac-
caferri, il significato di quell'investimento non
fu capito. Il gruppo bolognese, invece, sapeva
ci che stava facendo, avendo probabilmente
avuto fin da allora l'assicurazione da chi po-
teva darla che l'Italia avrebbe sicuramente
comprato quell'elettricit prodotta cos lon-
tano dai confini nazionali. Il
calcolo si rivelato esatto. In
forza di accordi internaziona-
li con la Serbia, il cavo tra-
sporter in Italia l'elettricit
serba di Maccaferri a 155 eu-
ro al Megawatt, pi del dop-
pio rispetto ai 63 euro del co-
sto medio rilevato alla Borsa
elettrica italiana nel 2013.
Quelle intese portano le firme
di due ministri di governi di
centrodestra, entrambi assai
vicini a Silvio Berlusconi:
Claudio Scajola nel 2009 e
Paolo Romani nel 2011.
Dopo aver riposato nel
cassetto di qualche ufficio,
forse anche a causa dei nu-
merosi cambi di governo,
quei trattati vengono ripe-
scati proprio nel momen-
to in cui partono i lavori
del cavo sottomarino e ora
si trovano in Senato per la
ratifica. La discussione ri-
prende a settembre. Una
volta approvate, quelle in-
tese diventano operative e
vincolanti. E il grande af-
fare dell'elettricit balcanica inarrestabile.
LA STORIA DEL CAVOMontenegro-Italia era
cominciata in un'altra stagione politica: 2007,
secondo governo Prodi, ministro dello Svi-
luppo Pier Luigi Bersani che nel dicembre di
quell'anno vol in Montenegro a firmare un
accordo per l'elettrodotto. Di cui allora forse
c'era davvero bisogno. A Terna, la societ
pubblica per la trasmissione dell'elettricit
che materialmente sta realizzando l'opera,
spiegano che il cavo serve per magliare il
Centro e soprattutto il Sud. Per evitare cio
che quelle zone d'Italia restino svantaggiate,
meno sicure e rifornite di elettricit rispetto al
resto del Paese. L'ok alla co-
struzione del cavo stato dato
dal ministero dello Sviluppo
per tre anni di fila (2009, 2010
e 2011).
Anche l'Autorit per l'energia
ha detto s, anche se ora sono
diventati assai titubanti. Fino
al punto di chiedere al Con-
siglio di Stato perch mai l'I-
talia si debba svenare pagan-
do perfino la parte di cavo che
si trova in territorio monte-
negrino.
E C ONO M I A
ECO S O ST E N I B I L I
Leconomia
molto positiva
di lady Moratti
LEX SINDACO ORA LOTTA CONTRO
IL PIL ASSIEME A SAN PATRIGNANO
di Carlo Di Foggia
D
ismessi da tempo i panni del sindaco (di
Milano), e prima ancora di ministro
dellIstruzione, Letizia Moratti ha un nuovo
pallino: rendere leconomia pi sociale e po-
sitiva. Domenica scorsa, lady Moratti, ha
scritto al Co rs e ra unallarmata lettera sui ri -
schi di conteggiare leconomia illegale nel Pil.
Da settembre, infatti, traffico di droga, pro-
stituzione e contrabbando (di sigarette e alcol)
entreranno nel principale indicatore della ric-
chezza nazionale: Oggi questo, domani ma-
gari tratta delle donne, contrabbando di or-
gani e sfruttamento minorile, si indigna lex
ministro. Che oltre al metodo contesta anche
il principio: ormai assodato che n il Pil n
la sua crescita valutano il benessere.
Per questo entrata nel movimento per leco -
nomia positiva fondato dalleconomista fran-
cese Jacques Attali, portando con s la comu-
nit di famiglia: San Patrignano, fondata da
Vincenzo Muccioli per curare i tossicodipen-
denti, e finanziata per oltre trentanni dal ma-
rito petroliere di Letizia, Gianmarco. Proprio
San Patrignano, nel giugno
scorso, ha ospitato il primo
forumdel movimento. Pre-
senti, oltre allamica Diana
Bracco - numero uno di
Expo 2015 e vicepresidente
di Confindustria - diversi
imprenditori e uomini daf -
fari, da Andrea Illy, ad del
colosso italiano del caff, ed
Enzo Manes, generoso fi-
nanziatore del premier Mat-
teo Renzi e presidente di In-
tek Group, azienda quotata
in Borsa che di fatto control-
la attraverso la Quattroduedue, una holding
con sede in Olanda e propaggini alle Isole Ber-
muda. Per permettere alleconomia positiva
di contribuire al Pil, il movimento propone di
archiviarlo, e sostituirlo con lindice di eco-
nomia positiva, composto da 29 voci diffe-
renti, dallambiente alle imprese sociali. LIta -
lia dove si piazzerebbe? Al trentaduesimo po-
sto, davanti solo a Grecia e Turchia nellarea
Ocse. Per entrare in questottica, il Forum ha
ipotizzato dieci azioni da attuare subito, a par-
tire dal potenziamento dei social bond. Di cui
San Patrignano stata una delle prime bene-
ficiarie (15 milioni di importo, con unaliquo -
ta dello 0,6 per cento, per una cedola totale di
90mila euro).
AUTORIT SCETTICA
Senato pronto al voto
sugli accordi per
importare energia:
ma al doppio del prezzo
italiano, il costo dei lavori
pagato dalle bollette
Luxottica, ipotesi
di un triumvirato
per il vertice
LEORNARDO DEL VECCHIOnon
sembra particolarmente affranto
per limminente uscita della m m i-
nistratore delegato Andrea Guerra
dalla sua Luxottica. Stiamo cer-
cando un nuovo capo azienda, non
siamo stressati ha detto ieri inau-
gurando degli uffici a Milano. E per
dare un segnale di fiducia al mer-
cato, con la sua holding Delfin, nei
giorni scorsi ha comprato azioni
Luxottica per 533 mila euro. Il con-
siglio di amministrazione che san-
cir le dimissioni di Guerra dopo
un decennio al vertice dellazienda
degli occhiali si terr il primo set-
tembre. Ma gi circolano ipotesi
sulla nuova struttura di comando.
Secondo le indiscrezioni rilanciate
ieri dallagenzia Ansa, dovrebbe
insediarsi al vertice un triumvirato
guidato da Enrico Cavatorta, at-
tuale direttore finanziario, che sar
affiancato da un responsabile
mercato e da uno per i servizi. La
Borsa, dopo aver spinto gi il titolo
sulle notizie delladdio di Guerra,
ora punta sul rialzo. Ieri le azioni
del gruppo sono salite dell1,21 per
cento ormai ampiamente sopra la
soglia psicologica dei 39 euro (so-
no a 39,28).
Linutile cavo
col Montenegro
da 1 miliardo
ELETTRICIT
TROPPA
OFFERTA Per rin-
novabili e crisi non c
mai stata tanta offerta
di energia La Pre ss e
12 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
di Caterina Soffici
Londra
L
ondra scopre la pre -
sunzione di colpevo-
lezza. Il sindaco di
Londra lha proposta
ieri, scrivendo nella sua rubrica
settimanale sul Daily Telegraph
che contro la minaccia jihadista
necessario prevedere larresto
automatico di chi si reca in Iraq
o in Siria. Il sindaco Boris John-
son, che anche il responsabile
della Metropolitan Police (i bobby
per intenderci) della capitale
britannica, punta al colpo gros-
so, appoggiando le crescenti ri-
chieste di chi vuole anche revo-
care la cittadinanza a quanti
vanno a combattere allestero o
predicano violenza o divulgano
idee radicali. Dimostrare di
non essere colpevole una no-
vit assoluta per la legislazione
inglese e per tutte le democrazie
che si basano sullHabeas Corpus.
Ed sintomatico che la propo-
sta venga proprio dalla Gran
Bretagna, da quasi un millennio
patria dei diritti civili e dove fu
emessa la Magna Charta Liberta-
tum: uno dei suoi principi fon-
damentali era proprio il divieto
di privare qualcuno della pro-
pria libert senza un processo.
ORA JOHNSON lancia lidea
della presunzione di colpevolez-
za per tutti i britannici che viag-
giano da e per la Siria e lIraq:
chiunque visiti questi Paesi do-
vrebbe essere considerato un
potenziale terrorista, a meno
che non dia una buona ragione
per il viaggio e avvisi la polizia.
una chiara provocazione, ma il
fatto stesso che il sindaco della
Capitale (in corsa lanno pros-
simo per un seggio come parla-
mentare dei conservatori) possa
farla la dice lunga sul malcon-
tento verso il governo Cameron.
Il primo ministro ha annunciato
di aver spedito le squadre spe-
ciali della Sas in Siria, attrezzate
con equipaggiamenti di alta tec-
nologia per individuare e cattu-
rare John il jihadista, il boia
del giornalista Foley che appare
nel video.
I servizi segreti e le autorit
avrebbero gi individuato
lidentit del cittadino britanni-
co che si cela sotto il cappuccio
nero dellIsis. Anche se ufficial-
mente il nome non stato fatto,
la cerchia si restringe a tre per-
sone: un medico tornato dalla
Siria lanno scorso, un pusher ri-
cercato per spaccio a Londra che
ha fatto perdere le proprie tracce
e un rapper, che si fa chiamare L
Jinny. Sarebbe lui il principale
indiziato: si chiama Abdel Ma-
jed Abdel Bary, 23 anni, figlio di
Adel Abdul Bary, stretto colla-
boratore di Osama bin Laden.
Anche lui ha postato su Twitter
foto che inneggiano allIsis: in
una tiene in mano una testa
mozzata. Ieri il G u a rd i a n ha
mandato in Rete un video che
spiega molte cose. Protagonista
Reyaad Khan, di Cardiff, in
due versioni. La prima del
2010: a 16 anni vuole diventare
primo ministro inglese per cam-
biare la condizione dei giovani
migranti delle periferie. La se-
conda di oggi: un jihadista
che dalla Siria fa propaganda di
arruolamento. Il governo Ca-
meron di fronte a unimpasse:
un anno fa il Parlamento non
aveva ratificato la decisione del
gabinetto di mandare truppe in
Siria. Una bocciatura compren-
sibile, perch un intervento in
Iraq era molto impopolare: lini -
zio della fine per Blair.
Nessuno vuole mandare soldati
sul campo, ma tutti sono con-
vinti che qualcosa va fatta dur -
genza, perch il via-vai da e per
la Siria e lIraq di cittadini con
passaporto britannico una mi-
naccia per la sicurezza. Gli
esperti di radicalismo islamico, i
servizi e le forze dellordine san-
no chi sono gli elementi perico-
losi, quali sono i centri islamici
dove si indottrinano i giovani, i
predicatori radicali, ma non
possono intervenire. Per questo
le sparate di Johnson sono po-
polari e mettono nellangolo il
ministro degli Interni Theresa
May, la quale per il momento
ha proposto solo di inasprire
gli avvisi di pericolosit sociale a
chi predica odio e sta vagliando
lipotesi di ripristinare i control
orders introdotti da Blair e poi
aboliti perch giudicati troppo
illiberali: prevedevano il cam-
bio coatto di residenza di un so-
spetto e il bando di ogni comu-
nicazione via cellulare o web.
GUERRE E PACE
LONDRA CONTRO JOHN
TRA MINORITY REPORT
E TRUPPE SPECIALI
NELLA CACCIA AL DJ-BOIA DELLISIS, LONDRA PENSA DI CAMBIARE
LA LEGGE INTRODUCENDO LA PRESUNZIONE DI COLPEVOLEZZA
MENTRE LE SQUADRE SAS SONO GI A CACCIA TRA IRAQ E SIRIA
di Luana De Micco
Parigi
S
otto la pioggia battente dellisola
di Sein, in Bretagna, per ricordare
i primi atti della Liberazione di Parigi
dal giogo nazista, 70 anni fa esatti,
limmagine di Franois Hollande con
gli abiti zuppi e gli occhiali appannati,
reminiscenza del giorno della sua ele-
zione, sembra la metafora
stessa della tempesta po-
litica che ha investito
lesecutivo francese nelle
ultime ore. Per molti
lennesimo errore di co-
municazione dellEliseo
che ha ordinato alle guar-
die del corpo del presi-
dente di non aprire lom-
brello nonostante il mal-
tempo. Dallisola breto-
ne, dove andato in tra-
sferta senza cambiare i
programmi di una giornata piena di
celebrazioni, Hollande non ha fatto
neanche cenno alla crisi di governo
che, appena alcune ore prima, lo ave-
va costretto ad accettare le dimissioni
del premier Manuel Valls e a inca-
ricarlo di costituire un nuovo gover-
no in 24 ore. Un governo in coerenza
con gli orientamenti gi definiti per il
nostro paese. Perch il presidente,
come ribadito alcuni giorni fa, non
intende cambiare rotta. A scatenare
la crisi sono state le dichiarazioni con-
tro la politica di austerity del governo
mosse dal responsabile dellEcono-
mia, Arnaud Montebourg.
UNA VALANGA negli ultimi giorni in
un momento di crescita zero e disoc-
cupazione che esplode. Prima sulle
pagine di Le Monde, poi nel suo
feudo elettorale di Fran-
gy-en-Bresse, in Borgogna, quin-
di dal ministero di Bercy, ieri, in
diretta tv. Lenfant terrible della
sinistra francese, il paladino del
made in France, per molti gi in
marcia verso le presidenziali del
2017, chiede un nuovo orienta-
mento della politica economica
del governo e dellUe, e non ri-
sparmia critiche alla Germania,
mettendo in discussione losses -
sione tedesca per il rigore di bi-
lancio. Montebourg ha passato il li-
mite, aveva tuonato furioso, dome-
nica sera, il premier francese col san-
gue catalano. Ieri mattina, Valls, che
Hollande sta trascinando con s nel
vortice dellimpopolarit, si presen-
tato allEliseo a rassegnare le dimis-
sioni, e secondo alcuni suoi collabo-
ratori, avrebbe messo il presidente
con le spalle al muro: O Montebourg,
o me. La composizione del nuovo go-
verno sar resa nota domani. Mon-
tebourg, pronto ormai a prendere la
testa di una fronda che sta spaccando
una maggioranza sempre pi fragile,
si porta via anche il ministro dellEdu -
cazione, Benot Hamon, suo princi-
pale alleato, la ministra della Cultura,
Aurlie Filippetti, che preferisce es-
sere leale ai suoi ideali piuttosto che
restare al governo, e probabilmente
anche la Guardasigilli, Christiane
Taubira, che ha manifestato a sua vol-
ta la sua solidariet a Montebourg.
A MUSO DURO
Il sindaco di Londra
Johnson propone
larresto automatico
di chi si reca nel Califfato:
dovr dimostrare
di non essere un miliziano
Francia, crisi di governo in salsa italiana
IL PRESIDENTE HOLLANDE ACCETTA LE DIMISSIONI DEL PREMIER VALLS E GLI ASSEGNA SUBITO LINCARICO PER IL RIMPASTO
Lesecuzione del giornalista Foley: gli inglesi ritengono di aver identificato il boia dallaccento britannico Ansa
MALEDETTA CRISI
Il ministro dellEco n o m i a
Montebourg tuona
contro la u s te r i ty,
spacca la maggioranza
e si mette a capo
di una fronda
Stefano Citati
A
desso che anche A ss a d torna utile si pu
ammirare la (voluta?) lungimiranza
dellAmministrazione Obama che in tre anni di
conflitto (200 mila morti, 8 milioni di sfolla-
ti/profughi) non ha fatto quasi nulla per slog-
giare loculista siriano Assad. Mentre attorno
a lui il vento (divenuto maleodorante gi da
tempo) delle primavere arabe spazza ras di
lunghissimo corso (come M u b a ra k , Ben Al),
infondendo speranze nelle giovani popolazioni
mediorientali, riscuotendo plausi incondizio-
nati nellopinione pubblica occidentale, il figlio
di Hafez al Assad da mite condottiero rifor-
mista si trasformava in sanguinario tritacarne
del proprio popolo, favorendo cos li n f i l t ra z i o-
ne dei nuovi mujaheddin della Guerra Santa
2.0 (riedizione di quella anti-so-
vietica in Afghanistan). Le milizie
islamiche si sono propagate in di-
versi paesi dellarea ma in nessu-
no - per ora - come in Siria si sono
trasformate in un potere cos potente e asso-
luto da reclamare e conquistare uno Stato: il
califfato dellIsis. Altrove - vedi Egitto, dove
linconcludenza occidentale ha permesso la ri-
mozione del leader dei Fratelli musulmani
eletto con il generale al Sisi, emulo di Muba-
rak s te r m i n a to re di estremisti islamici negli
anni 90 - si tornati alla feroce sicurezza di
una guida ferrea che reprime le forme pi
estreme dellislamismo. Adesso gli Usa sono
disposti ad accordarsi in qualche modo con
Damasco per colpire lIsis in Siria, e cerca, con
difficolt, un a l t ro Gheddafi che metta la
sordina ai miliziani del nascente emirato libi-
co.
Dalle primavere alla
nostalgia per il dittatore
Pianeta terra
LIBERIA EBOLA: PER SCONFIGGERLA ALTRI SEI MESI
Il coordinatore Onu contro il virus Ebola, David Nabarro, ha affer-
mato che la g u e r ra non ancora vinta: per sconfiggere la malattia
ci vorranno almeno sei mesi. Intanto ha perso la vita il medico li-
beriano Abraham Borbor, curato con il siero americano Zmapp. Ansa
USA SOLDATESSA TENTA IL SUICIDIO
Allarme ieri per colpi darma da fuoco nella ba-
se militare di Fort Lee, in Virginia. In realt si
trattato di una soldatessa che intendeva suici-
darsi. La donna si sparata un colpo di pistola
ed stata portata al Virginia Commonwealth
University Medical Center. La Pre ss e
DIECI ANNI Enzo Baldoni
ucciso il 26 agosto 2004 in Iraq
Manuel Valls Ansa
13 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
di Roberta Zunini
S
i aperto un nuovo fronte di guerra in Ucrai-
na, a sud-est, nei pressi del cruciale polo si-
derurgico di Mariupol. E questa volta gli autori
sarebbero i soldati russi, entrati dalla vicina fron-
tiera con un convoglio di mezzi militari. Un fatto
grave, se non dirimente, avvenuto, e forse la tem-
pistica non un caso, proprio a poche ore dal pri-
mo faccia a faccia tra il presidente russo Putin e
quello ucraino Poroshenko in
Bielorussia. Ma Mosca ha nega-
to il suo coinvolgimento diretto,
e i separatisti filo russi hanno su-
bito fatto sapere dal loro porta-
voce che gli uomini e i mezzi so-
no i loro. Kiev, confortata dalle
testimonianze di giornalisti in-
ternazionali, ha confermato an-
che se ha precisato che i mezzi
sono stati bloccati. Per quanto
ancora ? Dovrebbero discuterne
oggi a Minsk i due presidenti,
forse addirittura in un incontro
bilaterale, nell'ambito di un vertice dell'Unione
doganale eurasiatica alla presenza dei rappresen-
tanti dell'Unione europea e, per l'appunto dell'U-
craina. Che, nei piani di Putin sarebbe dovuta es-
sere il tassello pi importante.
IL PROGETTO, per ora, sfumato con la firma del-
l'accordo di associazione all'Europa siglato da Po-
roshenko il 27 giugno. Nel Donbass intanto si con-
tinua a combattere: il portavoce del Consiglio na-
zionale di sicurezza ucraino,
Andriy Lysenko, ha annunciato
che intorno alla citt di Oleniv-
ka, vicino a Donetsk, sono stati
uccisi almeno 250 miliziani. Ieri,
il loro leader Alexander Zakhar-
chenko aveva dichiarato che due
terzi della citt erano stati strap-
pati al controllo ucraino. Nella
zona di Luhansk, i filo russi han-
no bombardato una fabbrica di
materiali esplosivi. L'incendio
divampato potrebbe fare ulte-
riori vittime a causa delle esala-
zioni tossiche: inoltre mancano elettricit e acqua.
Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, a
due giorni dal ritorno in territorio russo del con-
troverso convoglio umanitario entrato nel Don-
bass senza l'autorizzazione di Kiev, ha detto che ne
verr mandato un secondo. La maggior parte degli
ucraini teme che i separatisti conquistino il fronte
sud orientale. Secondo molti analisti, il vero pro-
getto dello zar Putin ora la destabilizzazione di
tutta la fascia orientale e meridionale del Paese (gi
conquistate agli ottomani da Caterina la Grande )
dove c' l'importante porto russofono di Odessa,
fino alla Transnistria, l'enclave separatista russa in
Moldavia. Questa operazione, gi iniziata con
l'annessione della Crimea, di fatto creerebbe la co-
siddetta Novorossiya (Nuova Russia), renden-
do ingovernabile il Paese. La Novorossia stata
invocata nella controparata di domenica dei se-
paratisti a Donetsk, con sfoggio di soldati ucraini
ammanettati. Iniziativa configurabile come cri-
mine di guerra perch viola il diritto internazio-
nale. E la guerra fredda tra Occidente e Russia si
definitivamente conclamata: la Nato non ha in-
vitato Mosca al vertice del 4 settembre in Galles.
GUERRE E PACE
Quello che successo spiega Lom-
bardi che hanno affinato le pro-
prie capacit tecniche. Ventanni fa
usavano materiali rudimentali e im-
magini grezze. Ma le competenze so-
no cresciute rapidamente. Ora i vi-
deo che mettono in circolazione
hanno un montaggio e una post-pro-
duzione eccellenti. E sono passati alla
comunicazione 2.0 con estrema na-
turalezza. Limmagine del jihadista
sul cammello appartiene a uno ste-
reotipo del passato.
STATA sostituita rapidamente da
uniconografia molto pi vicina a
quella del nemico. Le fotografie dei
ragazzi dellIsis su Facebook paiono
rubate allimmaginario dei rapper
americani, ma al posto dei gioielli e
delle donne ci sono fucili, passamon-
tagna e bandiere nere. Alcuni dei vi-
deo pi violenti che fanno circolare
sui social network sembrano ispirate
a unestetica splatter stile Grand theft
a u to , uno dei videogiochi (dai con-
tenuti espliciti) pi venduti di tutti
i tempi negli Stati Uniti. Lombardi
riconosce il salto di qualit, che per
stato tuttaltro che improvviso:
Gi nel 2004 il jihad aveva un suo
inno rap: Dirty Kuffar, Sporco infede-
le. Era cantato in inglese e distribuito
in dvd. La comunicazione cambiava,
ma noi ce ne siamo accorti tardi.
Chi sono i destinatari, a chi parlano i
jihadisti? Sia al nemico, per spaven-
tarlo, che al mercato interno, per ac-
crescere lemulazione. I foreign fi-
g h te rs , i miliziani che arrivano
dallestero, sono trattati come eroi:
hanno le loro pagine facebook per-
sonali, che alternano e m o t i co n e omi-
cidi. Poi ci sono campagne assurde
ed estranianti, come quella lanciata
su Twitter sotto lhashtag #catsof -
jihad (I gatti del jihad). Gli stessi gat -
tini che spopolano sui social net-
work occidentali, sono fotografati in
pose buffe o tenere accanto alle armi
dei miliziani: una forma di contro
narrativa conclude Lombardi
mostra un aspetto rassicurante dei
combattenti, il lato umano dellIs, a
beneficio dei sostenitori.
di Tommaso Rodano
L
ultima cartolina dalla
Guerra santa digitale
mostra un bambino in-
cappucciato che tiene
per i capelli un bambolotto biondo
in tuta arancione, come quella dei
prigionieri di Guantanamo. Nellal -
tra mano ha un coltello, sullo sfondo
c la bandiera nera dello Stato Isla-
mico. Nellimmagine successiva il
bambolotto decapitato e ha un ri-
volo rosso attorno al collo, in una re-
plica dellassassinio del giornalista
americano James Foley. Il rituale
stato messo in circolo prima dalla tv
satellitare al Arabiya e poi in Rete
sullaccount twitter di un sedicente
militante dellIs che si fa chiamare
Tempi del Califfato e si firma
@Zklafa. Il suo profilo pieno di ar-
mi da guerra, giovani miliziani in
mimetica, sangue e cadaveri, a co-
minciare dalle teste dei nemici
messe in fila sulle punte di un can-
cello di al-Raqqa, la capitale siria -
na dello Stato Islamico.
NEL RAPPORTO tra i jihadisti e la co-
municazione sul web non c nulla di
istintivo o naif. La professionalit
della propaganda in rete dellIs ha
poco da invidiare a quella occiden-
tale: C un incremento della qualit
e della quantit delle loro comunica-
zioni conferma al Fa t to Marco
Lombardi, docente della Cattolica di
Milano e direttore del centro di ri-
cerca Itstime, che studia da anni le at-
tivit del terrorismo mediorientale .
Sono assassini brutali, ma non signi-
fica certo che siano dei barbari pri -
mitivi. Al contrario, hanno anticipa-
to alcune idee, come quella della com -
bat camera: sono stati i primi a far la-
vorare insieme un unit di fuoco e un
cameraman che riprendesse le ope-
razioni militari.
Mezzo mondo stato traumatizzato
dalle immagini quasi cinematogra -
fiche dellesecuzione di Foley.
SALTO DI QUALIT
Montaggi professionali
e comunicazione efficace
Gi nel 2004 i miliziani
avevano linno rap in inglese
Sporco infedele. Ora
il messaggio : unitevi a noi
Emulazione e video-splatter
la Guerra santa spopola sul web
SI MOLTIPLICANO LE IMMAGINI POSTATE DA VERI O PRESUNTI JIHADISTI, SEMPRE PI SIMILI A VIDEOGIOCHI
UCRAINA IN FIAMME
Kiev-Mosca, battaglia di frontiera
di Angela Vitaliano
New York
U
na bara nera e dorata con sopra il cap-
pellino della squadra dei St. Louis Cardi-
nal, lo stesso che Michael indossava il giorno
della sua uccisione e migliaia di persone a can-
tare gospel e brani che raccontano la storia per
la lotta dei diritti civili degli afro americani co-
me We shall overcome. Quei diritti che il 9 ago-
sto, il giorno in cui Darren Wilson ha sparato al
18enne disarmato, sembrano essersi smarriti di
nuovo. E lo ricordano, come un pugno nello
stomaco, in quella chiesa di Ferguson, di fianco
alla mamma di Michael, altri due genitori do -
lenti: Sybrina e Tracy Martin, padre e madre di
Trayvon, il 17enne ucciso in Florida mentre
tornava a casa che, da giorni sono al fianco dei
signori Brown. Ieri Michael Brown, stato
onorato da migliaia di persone, nel corso di un
funerale intriso di commozione: nessuno spa-
zio alla violenza. Durante la cerimonia, alla
quale hanno partecipato, fa gli altri, anche Mar-
tin Luther King III, il reverendo Jesse Jackson,
Spike Lee, Diddy, Snoop Lion e rappresentanti
della Casa Bianca, il reverendo Al Sharpton ha
preso la parola per sottolineare l'impatto na -
zionale che ha avuto la morte di Brown. I fu-
nerali si sono svolti dopo un fine settimana in
cui le proteste, di minore portata ma ancora
vive in citt, hanno mostrato pi il segno del
dolore che quello della rabbia. In particolare,
nella giornata di domenica, il padre di Michael,
era intervenuto a una manifestazione pacifica
chiedendo: Ci sia pace mentre mio figlio viene
seppellito. In citt sono state anche riaperte le
scuole il cui inizio, previsto per il 14 agosto, era
stato posticipato per via dei disordini che ave-
vano richiesto anche l'intervento della Guardia
Nazionale.
GIORNO DI LUTTO A FERGUSON
Ai funerali
di Brown il dolore
batte la rabbia
IL MESSAGGIOTUTTO Su Twitter un bambino
ha ricreato la decapitazione di Foley, tagliando la testa a
una bambola in tuta arancione. In basso, miliziani e gatti-
ni, immagine diffusa con lhashtag #catsforjihad

domenica mattina
quando i Guardiani
della rivoluzione, meglio noti
come Pasdaran, rilasciano
una dichiarazione ufficiale:
un drone stato abbattuto nei
pressi di Natanz, nella regione
di Esfahan, Iran centrale. La
citt ospita una delle pi im-
portanti installazioni nucleari
del Paese, e sarebbe il princi-
pale centro di arricchimento
delluranio iraniano. I primi dettagli riportati dai
Pasdaran sono scarni. Sul sito internet Sepah News,
organo di stampa dei Guardiani della Rivoluzione,
si legge: Un aereo spia senza pilota del Regime
Sionista (Israele, ndr) stato abbattuto da un mis-
sile terra-aria. Sempre secondo i Pasdaran, si trat-
terebbe di un velivolo di tipo s te a l t h invisibile ai
radar e sarebbe stato intercettato nei
pressi di Natanz prima di penetrare il pe-
rimetro dellaerea nucleare. Ieri nuovo e
pi preciso comunicato; bench le analisi
dellesercito siano ancora in corso, il dro-
ne avrebbe un nome: si tratterebbe di un
Hermes prodotto, stando a Bbc Farsi,
dalla Elbit Systems: compagnia impegna-
ta nella ricerca militare, con base ad Haifa
, con unautonomia di circa 1600 km. Vi
sono anche foto che ritrarrebbero i rot-
tami del velivolo. Eppure, secondo il ge-
nerale Amir Ali Hajjizadeh, qualcosa non
torna: Il drone israeliano partito da
uno dei Paesi della Regione. Israele de-
cisamente fuori dagli 800 km del raggio
dazione del velivolo Hermes e la Repub-
blica Islamica, si sa, ha parecchi motivi per dubi-
tare della buona fede dei Paesi limitrofi, in par-
ticolar modo di quelli del Golfo. Dato che questo
tipo di dinamiche continuano a ripetersi, i nostri
aggressori si troveranno a far i conti con una ri-
sposta devastante, ha concluso Hajjizadeh.
Michele Marelli
IRAN Il mistero del drone
I Pasdaran: israeliano
BRASILE DECAPITATI DUE DETENUTI
Da oltre 24 ore in corso una rivolta provocata
dai prigionieri nel penitenziario Estadual de Ca-
scavel del Paran, uno Stato nel sud del Brasile,
dove ci sono circa 1200 detenuti: quattro sono
stati uccisi (tra loro due decapitati) e due guar-
die sono state prese in ostaggio. Ansa
USA TERREMOTO, STATO DI EMERGENZA
Rimane in vigore nella Napa Valley, in California lo
stato di emergenza dichiarato dal governatore Jer-
ry Brown dopo il terremoto. I danni ammontano a
un miliardo di dollari. La scossa, di magnitudo 6.0,
verificatasi domenica prima dellalba, ha provoca-
to il ferimento di oltre 100 persone. Ansa
Soldato ucraino al confine Ansa
14 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
SECONDO TEMPO
S P E T TAC O L I . S P ORT. I DE E
R i ch a rd
Attenborough
avrebbe compiuto
91 anni il 29
agosto. Dal 2013
era ricoverato con
la moglie in una
casa di cura
londinese, in
seguito a un ictus
La Pre ss e
NAZIONALE, LEX AZZURRO ORIALI
NUOVO TEAM MANAGER
Gabriele Oriali sar il Team Manager della
Nazionale. Laccordo, raggiunto di concerto
con il ct Antonio Conte, stato ufficializzato
dal presidente federale Carlo Tavecchio
LA PROCURA ARCHIVIA TAVECCHIO
PER LA FRASE SUI MANGIA-BANANE
Il procuratore federale della Figc, Stefano
Palazzi, ha archiviato lindagine sulla frase
razzista del presidente neo eletto. Motivo: non
sono stati rilevati fatti di rilievo disciplinare
BALOTELLI FIRMA PER IL LIVERPOOL
TORNARE IN ITALIA, UN ERRORE
Lex attaccante del Milan ufficialmente un
giocatore dei Reds. Nelle prime dichiarazioni,
ha rinnegato gli anni in Serie A: Il calcio
inglese migliore, sono felice di essere tornato
Il Lord che i nve n t Gandhi
ADDIO AL 91ENNE RICHARD ATTENBOROUGH, ATTORE E REGISTA. FIRM LA PELLICOLA CHE VINSE OTTO PREMI OSCAR
di Federico Pontiggia
S
e n andato anche Richard Atten-
borough. Dopo Philip Seymour
Hoffman, Robin Williams e Lauren
Bacall, il 2014 si conferma annus
horribilis per il cinema, portando via
uno dei pi grandi attori inglesi,
nonch regista del film pluripre-
miato agli Oscar Gandhi (1983).
Lord Attenborough morto dome-
nica, pochi giorni prima di com-
piere 91 anni il 29 agosto: a darne la
notizia il figlio Michael. Dal 2013
era ricoverato con la moglie in una
casa di cura londinese, in seguito
allictus che laveva lasciato su una
sedia a rotelle cinque anni prima.
Un colpo da cui non si era pi com-
pletamente ripreso, ma che non in-
debolisce una figura tra le pi ca-
rismatiche del cinema mondiale,
capace di dettare legge sia davanti
che dietro la macchina da presa: se
da attore Dickie il nomignolo
che non amava ha messo in carnet
perle quali Brighton Rock (1947) e La
grande fuga (1963), Gandhi ha incas-
sato otto statuette, un record per il
Regno Unito, tra cui quella per la
miglior regia. A interpretare il
Mahatma fu Sir Ben Kingsley, che
ora commosso ripercorre la genesi
del progetto: Si fid di me per por-
tare alla luce un sogno che acca-
rezzava da 20 anni. Mi diede la par-
te di Gandhi con grazia e gioia: ri-
cambiai quella che riponeva in me,
e la mia fiducia crebbe a tal punto
da volergli bene.
Kingsley non lunico a ricordarlo
con stima e affetto, sui social net-
work i messaggi di cordoglio pi o
meno illustri non si contano: La
sua recitazione in B r i-
ghton Rock fu folgoran-
te, la sua regia di G a n-
dhi splendida: Richard
Attenborough stato
un grande del cinema,
ha twittato il primo
ministro David Came-
ron. Partecipazione
speciale quella di Ste-
ven Spielberg, che nel
1993 gli affid una par-
te importante in J u ra s-
sic Park: Ha fatto un
dono al mondo con
lepica emozionante di
Gandhi e fu la scelta perfetta per ri-
portare in vita i dinosauri nei panni
di John Hammond. Era un caro
amico e ora mi ritrovo nella serie
infinita di chi lo adorava.
NELLA LUNGA teoria trova spazio,
via Twitter, anche Mia Farrow, con
cui Attenborough divise il set di
Cannoni a Batasi 50 anni fa: stato
luomo pi gentile con cui abbia
mai avuto il privilegio di lavorare.
Un Principe. RIP Pa, e grazie.
Nato nel 1923 a Cambridge, 17 anni
pi tardi vinse una borsa di studio
alla Royal Academy of Dramatic
Arts (RADA), mentre risale al 1942
la sua prima prova. Ma con ladat -
tamento del romanzo di Graham
Greene Brighton Rock, per cui riprese
il ruolo di Pinkie Brown gi inter-
pretato a teatro a Londra, che At-
tenborough spicca il volo: gli anni
50 sono in ascesa, e la sua fama
travalica lOceano. Hollywood
chiama, e nel 1963 protagonista
con Steve McQueen e James Garner
de La grande fuga di John Sturges,
indimenticabile dramma su un ma-
nipolo di prigionieri di guerra spe -
ciali in mano ai nazisti, mentre i
premi due Golden Globes da at-
tore non protagonista arrivano
nel 1967 con Quelli della San Pablo e
lanno seguente con Il favoloso Dottor
Dolittle. Tra gli altri ruoli memora-
bili, appunto, quello del miliardario
creatore del parco fanta-preistorico
John Hammond in Jurassic Park e
nel sequel del 1997 Il mondo perduto
che lo riport sul grande schermo
dopo una pausa di 15 anni, mentre
sul versante registico il primo passo,
del 1969, antibellico: Oh che bella
g u e r ra ! , tratto dalla satira di Joan
Littlewood sul primo conflitto
mondiale.
SE GANDHI rimane indubbiamente
il suo capolavoro, tra le sue prove
dietro la camera da ricordare anche
Quellultimo ponte (1977), Chorus Line
(1985), il dramma anti-apartheid
Grido di libert con Denzel Washin-
gton del 1987 e, soprattutto, il bio-
grafico Charlot (Chaplin) del 1992,
con protagonista Robert Downy Jr.
Eppure, Attenborough faceva pro-
fessione di assoluta modestia: Ov -
viamente mi fa piacere che si scri-
vano bella cose sul mio conto, ma
non sono un autore, non sono un
grande regista. Solo un buon regi-
sta, abile a far analizzare dalla gente
certe circostanze. Grande tifoso,
nonch presidente onorario del
Chelsea, nominato Cavaliere nel
1976 e Lord nel 1993, Attenborou-
gh era sposato dal 1945 a Sheila Sim,
unattrice conosciuta alla Rada, da
cui aveva avuto un figlio e due figlie:
la pi grande, Jane Holland, insie-
me alla figlia e alla suocera, era mor-
ta nel disastroso tsunami del 26 di-
cembre 2004. Oggi Richard ha rag-
giunto figlia e nipote, e a noi rimane
la memoria di un uomo cos me-
raviglioso e talentuoso: lha detto
lex James Bond Roger Moore, lo po-
tremmo dire tutti.
IL DERBY DI VENEZIA
TITOLI DI CODA
Celebri le sue
interpretazioni
in Brighton Rock
eLa grande fuga
Ma fu anche il creatore
del Dottor Dolittle
di Nanni Delbecchi
D
ice Mario Martone che tra Gia-
como Leopardi e Pier Paolo Pa-
solini ci sono vicinanze inequivo-
cabili, dunque e non c da stupirsi
della loro presenza in contempora-
nea alla Mostra del cinema di Ve-
nezia con i due biopic in lizza per il
Leone doro: Il giovane favoloso, sulla
vita di Leopardi, di Martone stesso, e
Pa s o l i n i diretto da Abel Ferrara.
Ora, va bene che siamo in tempi di
larghe intese, ma quella tra Leopardi
e Pasolini proprio no. Non ci sono
due poeti, e due uomini, pi agli an-
tipodi. Piuttosto, quello tra Leopardi
e Pasolini un derby perfetto, allul-
timo sangue. LOttocento contro il
Novecento. Lidillio contro la nevro-
si. Il pessimismo della ragione con-
tro limpegno della volont. Il soli-
tario contro lincantatore. Il meta-
fisico contro il politico.
Certo, essendo due grandi, entrambi
autorizzano alle interpretazioni pi
diverse, e non da oggi. Fin dal liceo
abbiamo imparato a conoscere due
Leopardi, quello nichilista del Dia-
logo di Tristano e di un amico e quello
quasi progressista della G i n e s t ra .
Quanto a Pasolini, proverbiale il
suo essere terra di conquista; padre
nobile della sinistra (per le sinistre);
anzi no, della destra (per le destre).
Quasi come Mastella; sempre a sua
insaputa, per. Forse allora pi utile
chiedersi quale Leopardi e quale
Pasolini ci aspettano; perch quanto
a libere interpretazioni tutto pos-
sibile, nel Paese in cui Silvio Berlu-
sconi riuscito a farsi passare come
lerede di De Gasperi.
Per il filmsu Leopardi, oltre a qual-
che frammento caramellato, da fic-
tion in cofanetto regalo, ci aiutano le
dichiarazioni di Martone al Venerd
di Repubblica. Quel che lo ha folgo-
rato il pensatore ribelle, ironico,
socialmente spregiudicato. Un mo-
dernista che anticipa addirittura
Kurt Cobain: Giovane soprattutto.
Sembra quasi il ritratto di un rotta-
matore nato, uno che non si spento
a 39 anni stremato dalla malattia e
dallinfelicit, ma che poteva diven-
tare presidente del Consiglio (o al-
meno il suo spin doctor), se solo ci
fosse stata lItalia.
IL PASOLINI isolato da Ferrara in-
vece lultimo, ma forse sarebbe me-
glio dire lestremo. Quello degli Scritti
co rs a r i sul Co r r i e re , dellintervista a
Furio Colombo Siamo tutti in pe-
ricolo, di Pe t ro l i o , dellabiura dalla
trilogia della vita. Lintellettuale or-
mai certo che dalla met degli anni
Cinquanta allinizio dei Settanta il
suo Paese ha visto recise in modo ir-
reversibile le radici e lidentit. Una
voce radicale che vede nel fascismo il
vero volto dellitalianit e nella cre-
scita del capitalismo avanzato la fine
di ogni umanesimo. Un negatore del
mondo moderno a cinque stelle, ver-
rebbe da dire.
Se le cose stanno cos,
evidente che nel derby di
Venezia il Leopardi ren-
ziano dovrebbe straccia-
re il Pasolini grillino. Ve-
dremo. I film passano, la
poesia resta. Ma se do-
vessimo augurarci qual-
cosa da comuni mortali,
ci accontenteremmo di
vedere in Renzi un po
della profondit leopar-
diana, in Grillo un po
della lucidit pasolinia-
na. Entrambi ne avreb-
bero bisogno; molto pi
di quanto Leopardi e Pa-
solini non abbiano biso-
gno di loro.
Leopardi-Renzi contro Pasolini-Grillo
LA SFI-
DA Willem
Dafoe contro
Elio Germano
La Pre ss e
15 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
no per incrementare le dona-
zioni di sangue. Poi nel 2012
tornato a far discutere per
unaltra scelta di campo dopo
la strage di Port Said, nella
quale si contarono 72 tifosi
dellAl-Ahly morti e oltre
mille feriti in seguito agli
scontri con i rivali dellAl
Masry.
Rimasto intrappolato allin -
terno dellimpianto, dove
soccorse e vide morire tra le
sue braccia un uomo, Abou-
treika spos la tesi dei Fratelli
musulmani che bollarono gli
scontri come una rappresa-
glia dei fedeli di Hosni Mu-
barak per lattivismo in piazza
Tahrir della frangia pi estre-
ma della tifoseria
dellAl-Ahly.
Scosso dalla vicenda medit
anche il ritiro, per poi fare
marcia indietro e accettare il
trasferimento al Baniyas,
squadra degli Emirati Arabi.
L indoss la maglia numero
72 per non spegnere leco del-
la tragedia di Port Said.
ALLA MAGLIA della Partita
per la pace, sul terreno
dellOlimpico, ha invece detto
no. Non calcer accanto a
Baggio, Messi e Shevchenko
per la presenza di Benayoun,
Aouate e Hemed. E potrebbe
seguirlo anche il connaziona-
le Wael Gomaa, il cui invito
rimasto ancora senza rispo-
sta. Una scelta dallalto valore
simbolico, pi pesante di
qualsiasi gol.
di Oliviero Beha
M
entre in Spagna il
tecnico dellAtle-
tico di Madrid,
campione nazio-
nale e secondo in Europa,
Diego Simeone, si becca otto
turni di squalifica per aver da-
to un buffetto al quarto uomo
( un arbitro, non una para-
frasi di Orson Welles...),
nellultimo match con il Real,
in Italia il superprocuratore
Palazzi, deus ex macchinetta
della giustizia sportiva, archi-
via la questione delle banane.
Avr attinenza con il differen-
te status del calcio iberico e di
quello nostrano questo oppo-
sto atteggiamento da parte di
chi deve giudicare i compor-
tamenti dei tesserati rotondo-
cratici? Temo di s.
Non sono notoriamente tra
quelli che hanno pi sbertuc-
ciato Tavecchio per le sue ma-
croscopiche gaffe, al punto
che una trasmissione tv mi ha
disdetto linvito in extremis
temendo che fossi troppo te-
nero con il bananiere. Come
al solito, come nel caso del
Calcioscommesse, non si vuol
capire: se uno condanna lin-
tiero sistema e per esempio
sostiene che questa mappa
(trattasi di espressione cino-
fila) tra organi giudiziari e po-
tere politico esecutivo da
sempre una cancrena, invece
che gridare al Moggi o al Ta-
vecchio, ne diventa un difen-
sore dufficio. Follia. Non mi
piacciono i capri espiatori
nellipocrisia dilagante, non
mi convince scambiare il sin-
golo per il sistema. Con Al-
bertini e con chiunque altro
permanendo il sistema guasto
sarebbe stato lo stesso, e non
credo quindi per questo che
Tavecchio sia peggiore dei
suoi omologhi.
HA SCELTO CONTE Ct della
Nazionale (almeno un Com-
missario ci voleva, nellam -
biente) per tacitare i rumors
post-banane e per scaricare
una pesante responsabilit su
spalle mediaticamente robu-
ste. Come si dice, lintendenza
seguir. Ma eravamo partiti
dalla Spagna.
Facciamolo anche per il cal-
ciomercato, che in Italia av-
volto nella nebbia degli ultimi
giorni, alla vigilia del campio-
nato, anzi di un campionato
che come sempre in quelli se-
guiti a un Mondiale sar pi
di Andrea Tundo
D
allo stuolo di campioni
del calcio in campo per
la Partita della pace voluta
da Papa Francesco e Javier
Zanetti si stacca legiziano
Mohamed Aboutreika. La
motivazione chiara, politi-
ca. Il calciatore lha espressa
via Twitter lo scorso 17 ago-
sto: Ho rifiutato linvito per
la partecipazione dei sionisti.
Stiamo dando un messaggio
alle nuove generazioni. Tra-
dotto: lex centrocampista
della Nazionale egiziana e
dellAl-Ahly non vuole con-
dividere il campo con gli
israeliani Yossi Benayoun,
Dudu Aouate e Tomer He-
med che luned prossimo sa-
ranno tra i protagonisti del
match-evento dellOlimpico.
UNENTRATA in tackle sullo
spirito delliniziativa, orga-
nizzata per promuovere il
dialogo tra le religioni e lan-
ciare un messaggio di pace.
Quella che manca tra Israele e
Palestina, motivo scatenante
della reazione di Aboutreika,
il cui curriculum parla chiaro.
La stella del calcio egiziano,
laureato in Filosofia, non ha
mai nascosto la propria po-
sizione filo-palestinese. Anzi,
ne ha fatto una bandiera nel
corso della carriera, chiusa a
inizio anno dopo 22 trofei
conquistati con lAl-Ahly la
pi prestigiosa societ del
Cairo e tre titoli continen-
tali con la Nazionale tra il
2006 e 2008. Proprio con la
maglia dellEgitto, il centro-
campista prese la sua posizio-
ne pi forte nel corso del se-
condo trionfo in Coppa
dAfrica. Dopo un gol al Su-
dan, Aboutreika alz la divisa
mostrando una t-shirt con la
scritta Sympathize with Gaza,
per protestare contro lisola -
mento della Striscia voluto da
Israele. Il gesto cost un ri-
chiamo ufficiale della Caf, la
federazione africana, ma non
ha fatto arretrare di un passo
il calciatore egiziano.
Ogni atleta ha un ruolo uma-
nitario nella societ disse
qualche tempo fa Non vive
solamente per se stesso, ma
anche per gli altri. E negli an-
ni lo ha dimostrato con i fatti.
Nel 2006 stato testimonial
per il World Food Programme
delle Nazioni Unite e ha pre-
stato la propria immagine alla
campagna del governo egizia-
Il Totti dEgitto dice no al Papa
ABOUTREIKA, IDOLO DEL CAIRO, NON GIOCHER LA PARTITA DELLA PACE CON I CALCIATORI ISRAELIANI
PALLONE E POLITICA
Laureato in Filosofia,
in passato si schier
con i Fratelli musulmani
e con il popolo di Gaza
Ora non vuole scendere
in campo con i sionisti
DUE MISURE
In Spagna, Simeone
si beccato otto
giornate per un buffetto
In Italia tutto lecito,
anche gli sketch
su africani e banane
OGNI MALEDETTA DOMENICA
strambo, bizzarro e aperto di
quelli precedenti, parola di
statistico.
Dunque, il Real Madrid cede
per unottantina di milioni al
Manchester United da rico-
struire un eccellente giocatore
come Di Maria, argentino vi-
cecampione del mondo, di
partenza esterno, darrivo tat-
ticamente un factotum ricco
di corsa e tecnica. Ma non un
fuoriclasse, alla lettera. E va
tutto di conseguenza.
Giocatori medi assumono va-
lori assai sproporzionati, e se
c chi vende volentieri per-
ch c chi compra a queste
cifre. In Italia i due finora ce-
duti con grande soddisfazio-
ne, sia pure in contesti am-
bientali affatto diversi, sono
stati prima Immobile da Cairo
e poi Balotelli da Berlusco-
ni/Galliani, almeno a oggi. Per
Benatia e Cuadrado si atten-
dono le ultimissime.
Linsieme fa s che mai come
in questa stagione il mercato
sia chiuso e aperto insieme:
non una contraddizione in
termini, nel livellamento me-
dio generale. che i soldi veri
non ce li ha nessuno, da noi, e
si aspetta di vendere per com-
prare. Potrebbe rimanere
dunque pi o meno tutto
com, oppure svilupparsi un
ambaradam destinato a cam-
biare volto a parecchie squa-
dre negli ultimi giorni di com-
mercio.
Per valutare le condizioni del-
le rose attuali parto dunque da
un punto di vista differente:
quello del rapporto tra cam-
pionato e impegni europei,
punto di vista che ovviamente
riguarda in primis il Napoli.
Se esce subito a Bilbao nei pre-
liminari di Champions, po-
trebbe restare com, cio
quello dello scorso anno con
un buon portiere in meno e un
paio di discreti giocatori in
panchina in pi.
PER LE ALTRE, non avere
Coppe vedi la Roma dellan -
no passato potrebbe rivelarsi
il miglior acquisto: penso a La-
zio e Milan, malgrado tutte le
contraddizioni societarie di
questultimo. Si sono comun-
que rafforzati e il Milan ha il
denaro per completare il pri-
missimo organico. La Lazio
Lotito-dipendente, e nono-
stante le canzonature il neo-
latinista ha dimostrato di sa-
persi muovere nella savana fe-
derale meglio di chiunque al-
tro. Vuol dire anche per il
campo. La Juve, chiunque
compri in Zona Cesarini, in
ogni caso affidata al cambio di
allenatore: un mare tra i due, il
vecchio e il nuovo. Vediamo
come navigheranno. A oc-
chio, far meglio in Europa.
La Roma sia pure in sordina
favorita per lo scudetto, se
lincantesimo di societ-staff
tecnico-squadra continuer
anche in questa stagione. LIn -
ter davvero unincognita,
pu fare di tutto. La Fioren-
tina non ha gestito bene il po-
tenziale tesoretto rappresen-
tato da Cuadrado. O lo vendi,
o lo tieni, il tiramolla non ser-
ve a nessuno. Dalla sua il fatto
che la sfiga dellanno scorso in
dosi industriali pare inarriva-
bile, quindi pu solo miglio-
rare. Certo, qui si parr la no-
bilitate del premier, cio si ve-
dr se Renzi porta bene o ma-
le. Almeno in questo, faccio
tutti gli scongiuri del mon-
do...
www.olivierobeha.it
di Alessio Schiesari
N
ico Rosberg e Lewis Hamilton come Alain Prost e Ayr-
ton Senna, fratelli coltelli? Questa la cronaca degli ul-
timi Gp: a Monaco il tedesco si pianta (volontariamente?) al
Mirabeau, i commissari sventolano bandiere gialle, Lewis
perde il giro veloce. La pole rimane a Rosberg che domenica
vince agevolmente. Due mesi dopo, allHungaroing, arriva il
bis: dal muretto arriva lordine per Hamilton di lasciare stra-
da a Rosberg, che se ne frega e resta davanti. Finir con lin -
glese terzo e il tedesco quarto e furioso. Domenica accade
lincredibile: ricordate il film Giorni di tuono, quello degli in-
credibili sorpassi allesterno? Ieri Rosberg ha provato a emu-
larlo ai danni di Hamilton,ma la manovra non riesce. Quindi
il tedesco cambia strategia: buca con lala la ruota di Hamil-
ton, consentendo a Ricciardo di andare a vincere. Difficile
che la Red Bull dellaustraliano arrivi a giocarsi il titolo con le
Frecce dargento, ma un duello serrato tra i piloti Mercedes
potrebbe riservare scorrettezze epiche, come quelle della pi
grande rivalit della storia del Ci rc u s : Senna contro Prost.
S UZ U K A , 22 ottobre 1989. I due piloti McLaren partono dalla
prima fila, Senna deve vincere per riaprire la lotta mondiale,
mentre a Prost basta che il rivale non finisca la corsa. Il fran-
cese scatta avanti, ma il passo gara di Ayrton migliore. A
dieci giri dal termine il brasiliano tenta il sorpasso al Casio
Triangle, Prost gli chiude la strada e cerca il contatto. Lo trova,
ma Senna (con laiuto dei commissari e di una discesa) riesce
a ripartire. Passa dai box, sorpassa Nannini e vince una gara
commovente, oltre a riaprire il mondiale. Il presidente della
Fisa, Jean-Marie Balestre (a va sans dire francese) squalifica
Senna. Risultato: terzo mondiale a Prost. Dodici mesi dopo,
ancora in Giappone, Senna gli render pan per focaccia. C
un altro precedente recente di sfida fratricida, con esiti ma-
sochistici, e uno dei due protagonisti ancora Hamilton. Lal -
tro, Alonso. il 2007, lasturiano campione del mondo in
carica, Hamilton un esordiente che scalpita. Il fattaccio suc-
cede in Ungheria: Alonso ritarda luscita dai box per impedire
il giro veloce allinglese. Seguir un finale di stagione da se-
parati in casa. Alla fina la spunter la Ferrari di Kimi Ri-
kknen, pur con una monoposto chiaramente inferiore.
F1 Mercedes, nemici in casa
proprio come Senna e Prost
SECONDO TEMPO
Angel Di Maria, in predicato di passare al Manchester United La Pre ss e
Si cercano botti
ma non c un euro
A BREVE RIPARTE IL CAMPIONATO, MA PRIMA CACCIA
AGLI ULTIMI COLPI DI MERCATO. ROMA FAVORITA, LA JUVE HA PERSO CONTE
LAZIO E MILAN MIGLIORI, SUL NAPOLI PESA LINCOGNITA CHAMPIONS
Mohamed Aboutreika La Pre ss e
Lotta serrata tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton La Pre ss e
16 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
di Umberto Rapetto
L
o stop alla diffusione online del ri-
pugnante video sullesecuzione
capitale di James Foley arrivato dopo
una serie infinita di episodi sgradevoli,
che hanno tramutato i social network
nella fiera degli orrori. Doveva morire
Robin Williams e poi era necessario as-
sistere a una pioggia di cinguettii im -
pietosi per far capire a Twitter lindif -
feribile necessit di fissare nuove rego-
le in materia di abuso dello strumento
di comunicazione e di salvaguardia de-
gli utenti.
La decisione di Zelda Williams di la-
sciare il social network, disgustata
dallimpietosa aggressione alla memo-
ria del padre, non passata inosservata
ai media e ha sollecitato il gestore del
crocevia dei micro-messaggi ad adot-
tare provvedimenti per ripristinare un
minimo di rispetto in presenza di cir-
costanze dolorose. Il Vice President of
Trust and Safety, ovvero il numero uno
di Twitter in tema di sicurezza, Del
Harvey, ha dichiarato che la sua azien-
da sta predisponendo una serie di vin-
coli al servizio erogato. Harvey ha sot-
tolineato che episodi irrispettosi co -
me quelli che hanno avuto luogo a ri-
dosso della scomparsa del grande at-
tore e premio Oscar non saranno pi
tollerati.
NON SAR FACILE per Twitter man-
tenere il difficile equilibrio tra la pi as-
soluta libert di espressione e la ferrea
repressione degli abusi, ma pare che il
primo passo verso il contenimento di
manifestazioni inopportune si andr a
concretizzare in una nuova regolamen-
tazione cogente riguardante le infor-
mazioni di carattere pi privato e cor-
relate allincolumit personale e in una
serie di azioni volte a dare supporto ai
familiari di utenti deceduti tragica-
mente. Limpegno a disciplinare un
contesto cos magmatico era gi stato
manifestato a seguito di unaltra dolo-
rosa persecuzione telematica nei con-
fronti dellattivista Caroline Cria-
do-Perez, vicenda che ha indotto Twit-
ter a prevedere e inserire un pulsante di
emergenza per la segnalazione di abusi
e a fare affidamento anche sulla colla-
borazione degli stessi utenti.
In troppe occasioni stato
superato ogni limite e anche
i pi distratti hanno avuto
modo di percepire quanti
danni possa generare uno
strumento pervasivo come
Twitter. La capillare propa-
gazione di immagini violen-
te e le ramificate discussioni
folli su suicidio e autolesio-
nismo hanno debordato i
margini della libert di pen-
siero e di parola. Il clima di-
gitale si fa sempre pi torrido, le ten-
sioni si diffondono con estrema cele-
rit, listigazione a condotte illecite
costantemente dietro langolo, la pro-
paganda diseducativa non manca di
banda larga: evidente che occorra
un freno.
Le diatribe deliranti condensate nel
minuscolo spazio a disposizione sono
allordine del giorno e purtroppo la di-
sordinata comunit virtuale ha comin-
ciato a sopportare dinamiche e com-
portamenti che il semplice buon senso
non faticherebbe a considerare inade-
guati a qualsivoglia contesto reale o ci-
bernetico. La rapidit di redazione e in-
vio dei 140 caratteri e lefficace raggiun-
gimento di una platea sterminata han-
no avuto in questi anni un terribile ro-
vescio della medaglia, costituito
dallinoltro e dalla diffusione di mes-
saggi inquietanti anche da parte di per-
sonaggi politici e campioni sportivi che
sono riusciti a dare il peggio di s e an-
che qualcosa in pi.
Inseguendo forse il sogno di dichiarare
un novello immortale veni, vidi, vici, per-
sonaggi su cui gravano le responsabilit
del Paese sfogano velleit populistiche
lanciando telegrafici programmi di
azione che poi manifestano lo stesso
peso ed effetto dellinconsistenza del
messaggio. Probabilmente bisogner
suggerire a Twitter di metter al bando
anche certi proclami dalle inevitabili
conseguenze sociali. Oppure c da au-
spicare un bizzarro intervento dellAu -
thority per la concorrenza e il libero
mercato che inaspettatamente intrave-
de in certi twe e t la peggiore delle pub-
blicit ingannevoli.
Twitter @Umberto_Rapetto
TWITTER DIXIT
Meeting CL, minislot al posto dei tabernacoli
SECONDO TEMPO
IL DOVEREDI TACERE La figlia di Robin
Williams, Zelda, ha deciso di lasciare il social network,
disgustata dallimpietosa aggressione alla memoria
del padre La Pre ss e
A Rimini il Meeting di Comu-
nione e Liberazione 2014.
Tra lassenza di Renzi e i guai
giudiziari di alcuni membri,
si scatena lironia in Rete.
#MEETING14, m e ss a g -
gio del Presidente Repub-
blica, ministri in passerella
e diretta Rai per messa
d'apertura. E menomale
che #CL era in crisi!
@ S te fa n i a Ve n t ra
MEETING CL, # Pa p a Fra n -
cesco e #Renzi declinano
l'invito. Almeno a Rimini
una liberazione c' stata.
#Meeting14
@ e l m o r i s co
@ Pa o l o Co r n e t t i
#MEETING14 di CL: Co-
munione e Liberazione di
tutti gli indagati?
@ La C ra n c h i
L'UNICO CL che conosco
quello sulla tavola perio-
dica. E in chimica sono
una chiavica #Comunio-
neeLiberazione #mee-
ting14
@ d ave l a n i s te r
AL #MEETING14 co n t i -
nuano a battere cassa per
la scuola cattolica. Ma
non dicono una parola su
#doninzoli e la corruzione
diffusa in #CL
@ B r u n o m g i o rd a n o
LUNED, piove e devo
andare a lavoro. Ma se
penso che c' chi si al-
zato per andare al #mee-
ting14, va tutto bene. #CL
@ Ce n t O t ta n ta d u e
CI SONO 3 tipi di persone
in CL: l'affarista. Il teocra-
tico. Lo sfigato #mee-
ting14
@gfrison
SCUSA MA gli altarini di
CL hanno minislot al po-
sto dei tabernacoli?
#Meeting14
@GCDileo
INIZIA il #meeting14 di
#CL. Insegnano ai giovani
come perdere gli scontrini.
SE FOSSIMO veloci con la testa, come lo siamo
con i pollici sullo smartphone, saremmo tutti dei
ge n i
@Francesco Facchinetti
PER LA STRADA la gente mi chiede sempre di fa-
re una foto con il telefono. Dico quasi sempre di si
ma... poi se vedo quelle fatte anni fa mi pento... e
sai perch? Perch noto come si invecchia nel tem-
po. E mi dispiace... molto
@Massimo Boldi
UNO SPECCHIO a cui non chiedere perdono/per
quella strana voglia di essere migliore/di come so-
no! #logicoalbum
@Cesare Cremonini
tematica, chimica, e italiano. E partecipavano
solo le prime due classi di istituti superiori e
licei. A partire da questanno, invece, aderisco-
no al progetto anche una ventina di scuole tra
elementari e medie e sono disponibili testi di
chimica, matematica, filosofia e italiano anche
per gli ultimi tre anni delle scuole superiori.
A livello nazionale si creano delle commissioni
redazionali formate da 15/20 professori che
hanno il compito di mettere a punto i manuali.
Ogni istituto pu nominare al massimo due
insegnanti.
Oltre al risparmio economico, book in progress
introduce unaltra rivoluzione, che riguarda la
didattica. I manuali sono riscritti con un lin-
guaggio pi comprensibile, quello che utiliz-
zerebbero gli insegnanti a lezione. Anche i con-
cetti sono illustrati in modo pi semplice e sche-
matico, cos gli studenti sono facilitati nello stu-
dio. Il successo, per adesso, assicurato. Alle
prove Invalsi gli studenti di Brindisi, per esem-
pio aggiunge il preside si sono distinti ot-
tenendo dieci punti in pi rispetto alla media
nazionale.
I libri interattivi salvano
la Scuola e i portafogli
Facebook aiuta
i meno ironici
IN MOLTI hanno provato di-
sgusto per quella foto su Face-
book che ritraeva un uomo che
posava sadicamente insieme a
un animale morto. E in molti
avrebbero evitato la figuraccia,
se avessero osservato che si
trattava di Steven Spielberg sul
set di Jurassic Park, con un finto
triceratopo alle sue spalle. Per-
ci Facebook ha deciso di cor-
rere in soccorso degli utenti pi
i n ge n u i e di inserire letichet-
ta s a t i ra accanto ai post dei
siti che fanno informazio-
ne-parodia. Negli Usa la cate-
gorizzazione si sperimenta
sulla pagina di The Onion, tg sa-
tirico di grandissimo successo
e altrettanti equivoci. In Italia,
letichetta potrebbe essere
presto applicata ai post del sa-
tirico Le rc i o. i t o del Co r r i e re d e l -
co rs a ro. a l te r v i s ta .o rg .
PIANETA SOCIAL
N
egli Stati Uniti c un macabro sito che sta
facendo molto parlare di s: si chiama diedi -
n h o u s e .co m . Traduzione letterale: Morto in casa.
Il servizio offerto si intuisce dal nome: prima di
sborsare una fortuna per comprare unabitazione,
meglio essere informati su tutto. E in particolare,
meglio sapere se qualcuno ha perso la vita tra quelle
quattro mura. Non bisogna scavare a fondo nella
letteratura e nel cinema statunitense in effetti
per rendersi conto dellossessione per le case in -
festate. Di qui lidea del fondatore del sito, Roy
Condrey, che sta avendo un successo straordina-
rio: gli utenti registrati sono quasi 120 milioni.
Condrey non batte ciglio: A volte le storie di fan-
tasmi sono esagerate, ma mi pare naturale che tutti
abbiano il diritto di sapere se c stato un omicidio
o un suicidio dove hanno deciso di abitare.
MACUMBE 2.0 Lo sai chi
morto in casa tua?
STOP AGLI INSULTI
Lazienda predisporr
una serie di vincoli
al servizio. Il responsabile
della sicurezza:
Non saranno pi tollerati
episodi irrispettosi
Cinguettare senza abusare
DOPO IL SUICIDIO DI ROBIN WILLIAMS E LA TESTA DECAPITATA
TWITTER METTE UN FRENO AI MESSAGGI INOPPORTUNI
Il progetto Book in progress mette a disposizione per pochi euro libri scolastici scritti da 800 docenti A n s a / La Pre ss e
sibilit agli studenti di scaricare la versione di-
gitale del manuale. Si tratta di un formato in-
terattivo - spiega il preside -, con video, fo-
tografie, audio, videolezioni, schede per veri-
ficare lapprendimento. Per usufruire anche
della versione digitale, completamente gratuita,
lalunno deve dotarsi di un tablet, che per a
carico della famiglia. Noi stringiamo conven-
zioni con alcuni fornitori - continua Giuliano -.
I genitori possono decidere di usare il nostro
servizio, con la possibilit di rateizzare la spesa
(un euro al giorno per 320). Oppure di gestirsi
autonomamente. Lidea del book in progress
venuta a lui nel 2005, dopo un corso di ag-
giornamento a Boston sulla tecnologia appli-
cata alla didattica. Nel corso degli anni la rete ha
coinvolto un numero sempre maggiore di in-
segnanti, materie e gradi di scuole. Nella fase
iniziale sono stati scritti contenuti per quattro
discipline soltanto: diritto ed economia, ma-
di Chiara Daina
A
lla vigilia del nuovo anno scolastico le fa-
miglie italiane si trovano alle prese con il
caro-libri. Uno dei peggiori di sempre. In soc-
corso dei portafogli c il Book in progress, un
progetto che mette a disposizione per 150 isti-
tuti libri scolastici scritti da una rete nazionale
di oltre 800 docenti che garantisce una spesa
fino a sette volte inferiore. Un manuale costa
circa sei euro - dichiara Salvatore Giuliano,
preside dellItis Ettore Majorana di Brindisi
(capofila del progetto) -. Alla fine la somma
totale da versare per circa 12 volumi, si aggira
intorno ai 50/60 euro, anzich 350/400 euro.
INTERNET COSA centra? Sul sito B o o k i n p ro -
g re ss .o rg gli insegnanti nominati per la stesura
dei testi si confrontano sul lavoro in corso e
scambiano idee. Inoltre, il portale d la pos-
17 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4 SECONDO TEMPO
FOX
Crisis: lultima serie Usa
un po s py, un po soap
IL PEGGIO DELLA DIRETTA
E poi c ancora C a t te l a n
(e quasi quasi ci piace)
ALESSANDROCATTELAN Ex VJ
di Mtv, conduce su Sky E poi c Cattelan La Pre ss e
di Patrizia Simonetti
I
figli so piezze core: mettine in-
sieme un bel po, per sicurezza
infilaci pure quello del presidente
degli Stati Uniti, minaccia di farli
fuori e stai certo che dai loro ge-
nitori otterrai ci che vuoi. Ma non
cos semplice, almeno non in Cri-
sis, da luned su Fox, nuova serie
americana un po action un po
soap dove nulla ci che sembra e
nessuno in realt chi tutti credo-
no che sia e che, nonostante la pen-
na di Rand Ravich (L i fe ) e la regia di
Phillip Noyce (Il collezionista di os-
sa), in patria non stata proprio un
successone.
TUTTO INIZIA con la gita scolastica
del liceo pi prestigioso di Washin-
gton dove vanno gli eredi della gen-
te che conta, come Kyle, rampollo
della Casa Bianca cui i compagni
cantano beato chi i suoi bisogni fa
sullAir Force One e Amber, la bel-
la della classe che ovviamente se la
tira, figlia (ma ne siamo certi?) di
Meg Fitch (Gillian Anderson), ca-
po di una multinazionale informa-
tica che tra i suoi clienti annovera
governi e forze armate. C pure Be-
th Ann, figlia non proprio amore-
vole, e ci sar un motivo, di Francis
Gibson (Dermot Mulroney), ex
analista frustrato della Cia che per
un attimo si crede Rambo ma fa la
fine di Fantozzi e gli tagliano un di-
to (davvero va cos?). Ma andiamo
con ordine. Il pullman carico degli
adolescenti e dei loro ormoni in
subbuglio bloccato da finti poli-
ziotti, poi uomini armati e masche-
rati (terroristi, mercenari?) porta-
no i ragazzi in un lussuoso edificio
dove scoprono pure di essere stati
microchippati dai genitori come si
fa con i cani, ma tanto quelli i gps
sottopelle e nei denti glieli hanno
gi levati. Il capo scorta di Kyle, una
leggenda dei servizi segreti di nome
Albert, sembra daccordo coi rapi-
tori (abbiamo detto sembra) e in-
fatti spara al sottoposto Marcus al
suo primo giorno di lavoro opera-
tivo, pensa che sfiga. Quello per si
rialza e salva il cicciottello Anton
che lo incoraggia con frasi tipo sei
un novellino, moriremo vero?, ma
intanto suo padre il primo a ce-
dere al ricatto e ad abbattere un
drone premendo enter sul compu-
ter. A cercare di risolvere la faccen-
da lagente dellFbi Susie che,
guarda un po, la sorella di Meg e
quindi la zia di Amber (oppure
no?). Poi in un flashback di Francis
spunta una misteriosa operazione
Lenox che ha fatto strage di donne
e bambini: Tu hai dato lordine
gli dice il suo migliore amico e tie -
ni docchio Beth Ann aggiunge
un cecchino la tiene sotto tiro
(avevamo detto amico?).
di Fulvio Abbate
A
lessandro Cattelan una faccina
di successo della televisione, pec-
cato che quando ne vedo scritto il no-
me o sento lannuncio, il promo, la
sirena del suo imminente arrivo sullo
schermo per ragazzi in procinto dape-
ricena, distinto, penso a quellaltro, s,
allartista Maurizio, esatto, lo stesso
che ha piazzato un dito medio di mar-
mo davanti al palazzo degli Affari di
Milano.
Poco male, non mi sembra che lomo-
nimia abbia nociuto allavanzata, alla
carriera, al carisma del Cattelan di-
schettaro, allex vj di MTV, anzi. E tut-
tavia, giusto per non farsi mancare
nulla e confondere ulteriormente le
acque, nel 2013, Cattelan bis stato
pure protagonista di una dedicata
allarte contemporanea insieme al cri-
tico darte internazionale Francesco
Bonami, dal titolo esemplare Potevo
farlo anchio su Sky Arte HD, questo
per dire che al dischettaro piace fare
slalom tra i generi, sebbene il mondo
dellarte ormai assomigli sempre pi a
una vetrina, a uno show room Prada o,
perch no, DKNY, altro che eversio-
ne.
E ancora, gi che cera, Cattelan il di-
schettaro si messo a scrivere libri che
sembrano tallonare lex collega Fabio
Volo, insomma siamo sempre l, dalle
parti del marketing giovanile elabo-
rato in funzione hipster. Buon per lui.
Alessandro Cattelan, se non lho detto,
ha un curriculum da ragazzo della te-
levisione destinata ad altrettanti ra-
gazzi, poco importa se zappe o aspi-
ranti nudisti presso le strade di Bar-
celoneta, resta il fatto che sto Cattelan
piace.
DEVO CONFESSARE che, proprio lui,
sempre in clima da conduttore in odo-
re di post-festival bar cui affidare a un
certo punto perfino la telecronaca,
metti, dallUcraina in fiamme o dal Pa-
lio di Siena o magari dal Consiglio dei
ministri con Renzi in shorts, devo pro-
prio confessare che sto Cattelan un
suo talento lo deve senza dubbio avere,
meglio, possiede una prontezza rara.
Perfino a dispetto della subcultura di-
schettata di Mtv e mutazioni geneti-
co-spettacolari successive che lhanno
visto venire alla ribalta come reginet-
to.
E adesso procediamo con ordine verso
le conclusioni. A Cattelan Alessandro
non avevo mai fatto caso, salvo stu-
pirmi ogni volta che mi giungeva il
claim di Sky E poi c Cattelan, nel
senso dellequivoco con laltro, finch
laltro giorno, per puro caso, sar pure
stata una replica, lho beccato mentre
intervistava la spigliata Vanessa Incon-
trada. Non so dire di cosa parlassero,
quali le solite stronzate tipiche della
televisione dintrattenimento della gi
menzionata dischetteria o gi di l, tut-
tavia, nonostante si trattasse di una ro-
ba banalissima, ugualmente il ragazzo
riuscito a contraddire il format, a
ciancicarlo con la sua ironia, o forse si
tratta, come si gi detto, di un dono
della sua prontezza, e perfino quellin -
cedere veloce, sebbene risponda a una
strategia tipica della dittatura degli
spot, ci apparsa combustibile ulte-
riore della sua propensione al sarca-
smo, al salvare la faccia rispetto
allestetica giovanile dominante. O
magari no, questo solo un mio trip.
@fulvioabbate
Gli ascolti
di domenica
IL RESTAURATORE
Spettatori 2,6 mln Share 14,8%
CHIEDIMI SE SONO FELICE
Spettatori 1,9 mln Share 1 0, 8 %
GP DI F1 DEL BELGIO
Spettatori 1,9 mln Share 1 0, 5 %
SA N CT U M
Spettatori 1,2 mln Share 6,8%
18 MARTED 26 AGOSTO 2014 il Fatto Quotidiano
di Luca Tescaroli*
P
ur essendo lItalia la terza
economia dEuropa e la se-
conda industria dopo la Ger-
mania, nessuno appare dispo-
nibile a investire e ad assumere
nelle Regioni del Sud e in par-
ticolare in Sicilia. La perduran-
te crisi economica un terreno
fertile per il proliferare delle
strutture mafiose, e di Cosa
Nostra in particolare. La dispo-
nibilit di risorse economiche a
costo zero derivanti dai traf-
fici e dalle attivit illecite, e la
conseguente capacit di scala -
re aziende in difficolt, la ca-
pacit intimidatoria di assog-
gettamento anche nei confron-
ti degli imprenditori, lattitudi -
ne a offrire protezione e oppor-
tunit di crescita agli esponenti
pi spregiudicati del mondo
imprenditoriale, la possibilit
di offrire una giustizia sostitu-
tiva rispetto a quella statuale,
la forza di condizionamento
della cosa pubblica attraverso
la corruzione associata allinti -
midazione, lomert diffusa co-
stituiscono per i mafiosi, in
questo contesto storico, i fatto-
ri idonei a coltivare il fertile ter-
reno per implementare linfil -
trazione nelleconomia legale,
nellassegnazione e nella ge-
stione degli appalti.
IL CONTESTO impone una ri-
flessione per verificare quali an-
tidoti impiegare, a livello giudi-
ziario e legislativo, per impedire
o comunque ostacolare sul pia-
no repressivo lavanzata silente
dellazione mafiosa, solo in par-
te individuata dal contrasto
giudiziario. Lesigenza , sul
piano della giustizia, quella di
poter disporre di riti penale, pe-
nitenziario e civile celeri ed ef-
ficienti, capaci di garantire che i
colpevoli paghino fino in fondo
per le proprie responsabilit e
per i propri errori, perch las -
senza di una pronuncia sulla re-
sponsabilit, della certezza
dellespiazione della pena, della
possibilit di conoscere chi ha
torto o ragione nelle controver-
sie spalancano alla criminalit
organizzata ampi spazi di inter-
vento. poi necessario rimodu-
lare la strategia di aggressione
da parte della magistratura e
delle forze dellordine per im-
poverire sempre pi il mafioso,
potenziando le misure di pre-
venzione patrimoniali per con-
fiscare i beni, parallelamente al
procedimento penale. Un mas-
siccio, efficace e sistematico im-
piego di questo strumento po-
trebbe far fronte alle risorse fi-
nanziarie necessarie al funzio-
namento della giustizia, dre-
nando potentemente gli eva -
sori totali, quali sono i mafiosi.
Occorre poi, con opportuni in-
terventi normativi, accelerare la
tempistica del procedimento di
prevenzione, limitando i casi in
cui possibile lappello (ad
esempio, solo dinanzi a nuove
acquisizioni decisive e successi-
ve al primo grado) e introdu-
cendo strumenti celeri di desti-
nazione dei beni agli uffici giu-
diziari. Il conseguente affievo-
limento delle garanzie pu es-
sere bilanciato dalla specializ-
zazione dei magistrati destinati
a occuparsi della materia, tenu-
to conto che non si incide di-
rettamente sulla libert perso-
nale.
Una seconda direttrice di inter-
venti dovrebbe riguardare le fi-
gure degli imprenditori, crean-
do incentivi concreti che renda-
no conveniente la collaborazio-
ne con la giustizia, sia per chi
colluso, sia per chi vittima del
sistema mafioso, disegnando
uno status per il collaboratore
imprenditore. Penso a diritti
di prelazione nellaggiudicazio -
ne degli appalti pubblici e a for-
me di finanziamento agevolato,
correlati allentit del contribu-
to offerto.
Una terza linea dazione do-
vrebbe offrire strumenti ade-
guati per reprimere la corruzio-
ne, limitando la prescrizione al-
la fase dellindagine, in modo
che, una volta esercitata lazio -
ne penale, si debba giungere alla
pronuncia sulla responsabilit,
consentendo la punibilit di
questo reato ogniqualvolta il
funzionario o il politico riceva-
no denaro, a prescindere dalla
correlazione con un atto duf -
ficio: cos identificando il delit-
to con il sentire comune che
correla la corruttela alla dazio-
ne di denaro al pubblico ufficia-
le. Inoltre auspicabile reintro-
durre il falso in bilancio e assi-
curare la punibilit dellautori -
ciclaggio. Spero che le iniziative
appena citate siano oggetto di
riflessione e fungano da stimolo
per la nuova classe politica do-
minante. Lo stato di cose che
oggi viviamo ha compromesso
lautorevolezza delle precedenti
classi politiche italiane, incapa-
ci di risolvere, dallUnit dIta -
lia a oggi, i problemi fondamen-
tali creati dalla presenza del cri-
mine mafioso che ha, senza
possibilit di smentita, impedi-
to lo sviluppo nelle Regioni del
Sud.
*sostituto procuratore Dda Roma
riva Khomeini. Ecco gli ultimi
mesi: Kiev, Gerusalemme,
Iraq. Insomma, quasi il film del
Secondo Novecento. Algeria e
Vietnam hanno lasciato una
nostalgia profonda: guerra
vissuta non solo fra combric-
cole di giornalisti o cocktail
da m b a s c i a te .
n A SS I E M E alla gente senza
nome. Viaggiando con Valli si
impara ad ascoltare ogni voce,
non importa da che parte rac-
conta. Stabilisce rapporti che
non si rompono mai. E non re-
siste allironia. Nella Beirut
1982 arrivano le truppe di pa-
ce: marines, legione francese,
bersaglieri. Sbarcano corren-
do, piume al vento. Il colonnel-
lo della Legione vuol sapere
se si tratta di un nuovo corpo
di Daniela Ranieri
A
vremmo dovuto ca-
pirlo subito quando,
allinizio dellestate,
abbiamo riesumato
Pantani, morto 10 anni fa. Cen -
tra davvero la coca? E non
strano che il concierge non ab-
bia chiamato la polizia? Il no -
nstranismo dei non-misteri
dItalia ci ha evitato per un po
di pensare a quello che stava
succedendo al Senato. La die-
trologia cazzara surclassa il
principio di realt, nostro ne-
mico da sempre, finch possia-
mo comprare, pure a rate,
liPhone 5. La pioggia ha co-
stretto le redazioni a riporre i
servizi sul bere molta acqua e
non uscire nelle ore pi calde.
Lieve flessione del gelato che
pu sostituire un pasto. Il delit-
to destate s fatto attendere,
poi dopo ferragosto, quando
ormai non serviva pi, s ma-
terializzata una manciata di as-
sassini i cui gesti si elidono a vi-
cenda e di cui non sapremmo
dire se siano uxoricidi o femmi-
nicidi, squilibrati o depressi, di-
soccupati o esodati. Liquidiamo
la sociologia telefonando a un
criminologo. Diamo unoc -
chiata in casa Bossetti, Ignoto 1.
Escono corna. Non c qualcosa
di pi croccante? Il PC, le ricer-
che su Google. La parola tre -
dicenni ci allarga le pupille. Si
ritirano fuori le baby squillo.
A L LAPICE della disperazione,
commentiamo la gita della Ma-
dia a Medjugorje. Sempre def -
fetto rappresentare il M5S come
la Family di Charles Manson.
Un post di Di Battista ce ne d
lagio. Forzando un po, si pu
dire che sta coi terroristi islami-
ci. Ma s. Riduzione della com-
plessit al fine della massima ca-
ciara. Troppa fatica spiegare che
lIS non una formazione resi-
stenziale e dialogica ma un mo-
vimento pre-coloniale,
pan-islamista e totalitario. Chi,
con la sua iconografia da sala
dattesa, rimpolpa un immagi-
nario estenuato: le carni delle
ministre al mare offrono una
buona superficie di rimbalzo al
puro vuoto ideologico e politico
di cui sono portatrici.
I capisaldi della riforma del Se-
nato riposano al buio delle com-
missioni nel palazzo evacuato
per ferie, come bombe nel cave-
au; tanto vale andare sulle tracce
dei nuovi vip: ripudiato il mo-
ralismo di sinistra, politici cafo-
nal galleggiano felici sullincre -
spatura dellonda; il jet set
sbianca davanti allirrilevanza
sostanziale, ma pericolosa in se-
de decisionale, dei nuovi padri
della Patria. Immagini rapide,
brucia-palpebre: Renzi che gio-
ca a tennis, Renzi che d il 5 ai
bambini iracheni, Renzi che ri-
de, Renzi che si doccia per la
SLA. Calderoli firma la sua legge
con la merda (ipse dixit). B., ta-
citurno come un Duca di Kent,
si contraddistingue per sobriet.
Disoccupati, cassintegrati, re-
clusi nei CIE, poveri senza pane
n denti nonostante gli 80 euro
(vera manna per i palinsesti in-
vernali) sono respinti in una
inerzia rassegnata dal nulla spa-
rato sui media, e di fatto niente
accade nelle loro vite. Ma un
nulla che produce un ronzio,
una radiazione di fondo: come
staremmo bene, se fossimo la
Norvegia! Il Papa paventa la ter-
za guerra mondiale. Parte la si-
gla di Paperissima Sprint.
Il sollievo di essere scuolaesenti
surclassa il panico da rientro: la
Tasi, la Tares. Roma affoga nella
monnezza, e c tutta una reto-
rica nuova da inventare: i maiali,
i sorci, i Fori pieni di buste. Il
fantasma della manovra atterri-
sce le nostre notti, ma manco
tanto. Meglio ammortizzare gli
ultimi giorni di vacanza, ruban-
do qualcosa dai buffet all-inclu -
s i ve .
QUELLO CHE accade di serio nel
mondo avviene al di l delle no-
stre frontiere pure psichiche. Si
afferma una dialettica annichi-
lente tra eventi tragici e sangui-
nosi da una parte, e provincia
miserrima, politica due camere
e cucina, economia da numeret-
to eliminacoda allalimentari
sotto casa dallaltra. Pi che glo -
ca l (pensiero globale per realt
locali), la nostra una sindrome
lobal, una logica di quartiere ap-
plicata ai grandi temi. LEuropa
ci sopporta. Siamo lEs del Con-
tintente: sbarazzini, amorali,
specialisti del trattare tutto col
tono con cui commentiamo il
tanga di Belen, una lezione di
Schettino, un tweet di Alfano.
Economisti seri ci presentano
ogni tanto conti incontroverti-
bili che non si prestano a nes-
suna propaganda; schiere di es-
seri umani malati, perseguitati,
affamati dalle nostre irrespon-
sabili brame bussano alla nostra
coscienza, ma piano; volano te-
ste, e le immagini sono talmente
insostenibili che le sosteniamo
benissimo. Qui tutto un guar-
dare il nulla, uno scattare selfie,
un tirarsi secchiate dacqua in
testa, un armeggiare con la de-
mocrazia per costringerla a fare
il suo contrario. Siamo depressi
e deflazionati, stagniamo e de-
cresciamo infelicemente, ma la
nostra pesante fatuit ci tiene al
riparo come un sipario da ci
che non vogliamo vedere.
SOTTO IL SOLLEONE
SECONDO TEMPO
IDEE PER LA GIUSTIZIA
Il m o m e n to di Valli,
viaggiatore nella Storia
NOI E LORO
MEGLIO TACERE
La dietrologia cazzara
di agosto ha surclassato
il principio di realt:
cos la riforma del
Senato stata superata
dalla morte di Pantani
IN LIBRERIA
Esce il Meridiano
dedicato al giornalista
che da mezzo secolo
attraversa guerre
e rivoluzioni, fissando
lattimo fuggente
di Maurizio Chierici
n IL TITOLO del Meridiano
Mondadori, La verit del mo-
m e n to, in libreria domani, fa
capire in quale modo Bernan-
do Valli racconta la realt che
da mezzo secolo continua ad
attraversare. Chi accompagna
guerre, rivoluzioni, restaura-
zioni fissa lattimo fuggente.
Domani pu cambiare, oggi
cos. Testimonianze provviso-
rie che gli storici elaborano per
spiegare fortune e disastri
nellequilibrio della lontanan-
za. Ma lantologia dei reporta-
ge di Valli insinua il dubbio:
qualcuno aveva subito capito
dove andavamo a finire. Vale-
va la pena aspettare mezzo se-
colo? 1956, aerei a pistone,
primo volo di Bernardo nel Ve-
nezuela del colpo di Stato.
Scappa il generale Perez Jime-
nez. A Caracas ospitava Peron
in esilio e Peron lo segue a San-
to Domingo accolti da Trujillo
presidente a vita. Tre dittatori
che rispondono a un ragazzo
con ambizioni letterarie na-
scoste nella semplicit delle
cronache. Comincia cos la se-
conda vita dopo lav ve n t u ra
nella Legione Straniera. Anda-
te e ritorni rapidissimi, giorna-
lismo senza teleselezione, fax,
telefonini, stampelle internet.
Guardare, cercare e scrivere.
In viaggio con Nehru e la figlia
Indira Ghandi, elezioni india-
ne; cronache della decoloniz-
zazione africana. Poi le batta-
glie di Algeri, comincia il Viet-
nam, finisce in Cambogia, abi-
ta a Singapore in un quartiere
su palafitte. Va e viene dalle
guerre di Israele: Sei giorni,
Beirut, Kippur. Corre nella Ber-
lino del Muro che cresce e
crolla, a Cuba da Castro, nel
Cile di Pinochet, Cina del vec-
chio Mao. Addio allo Sci, ar-
i t a l i a n o, N u ov i ss i m o ri -
sponde Bernardo. Ha com-
battuto con voi a Sebastopoli
nel 1854 . Il colonnello gira i
tacchi e se ne va.
Il Meridiano raccoglie repor-
tage che raccontano il 900
fuori dalle biblioteche, sulla li-
nea di ogni fronte, con lo scru-
polo di una narrazione non in-
differente alla sofferenza delle
comparse senza speranza.
Lequilibrio non pu essere
f re d d o, nota Scalfari nella
prefazione. Ma lequilibrio non
impedisce a Valli di guardare
lucidamente ci che avviene.
Lontano dal salgarismo dei re-
portage di chi vive la guerra
con lambizione del protagoni-
smo; lontano dagli abbandoni
dei viaggiatori che lo avevano
preceduto nella convinzione di
appartenere a una casta privi-
legiata: distribuivano meravi-
glie per incantare i lettori.
Montanelli intervista Arafat
nel deserto, tenda nera da be-
duino. Arafat risponde mentre
smembra lagnello con le mani
e lo distribuisce agli ospiti ac-
cucciati sui tappeti. Peccato
che in quegli anni li n ge g n e re
Arafat costruiva scuole nel
Kuwait. Piccolo ufficio, ordine
maniacale. Vittorio Sereni il
poeta che ha inventato i Me-
ridiani: primo omaggio a Giu-
seppe Ungaretti. Galleria per
immortali da Shakespeare a
Calvino. La dirige Renata Co-
lorni che un po rompe la tra-
dizione. Non solo i giornalisti
del 900. Per Scalfari, diretto-
re, scrittore, inventore di gior-
nali, privilegio di un volume
che i viaggiatori Terzani e Ka-
puscinsky conquistano dopo
la morte. Adesso Valli raccon-
ta col s u o libro sottobraccio.
A ogni viaggio allunga la sto-
ria.
mchierici2@libero.it
Cari politici, la vera spending
review togliere i soldi ai criminali
Riaperto il caso Pantani Ansa
La Pre ss e
Il ministro
della Giustizia,
Andrea Orlando
Dlm
Gelide secchiate
di nulla sottovuoto
DOVE INTERVENIRE
Rafforzare le misure
di prevenzione,
premiare gli imprenditori
pentiti,
bloccare la prescrizione
a fine indagini
19 il Fatto Quotidiano MARTED 26 AGOSTO 2 01 4
A DOMANDA RISPONDO
Furio Colombo
SECONDO TEMPO
Non solo Frecce: pi
soldi ai treni regionali
Linefficienza delle Ferro-
vie dello Stato era conse-
guenza di una politica
aziendale ancorata ai cri-
teri del carrozzone pub-
blico monopolista. Oggi
le cose sono cambiate.
Trenitalia unazienda
costretta a confrontarsi
con la concorrenza priva-
ta e, anche per questo, ge-
stita secondo criteri ma-
nageriali. Sull'Alta veloci-
t e sui collegamenti me-
dio-lunghi, in particola-
re, ha fatto notevoli passi
avanti, migliorando ser-
vizi e velocit, fino a di-
ventare su alcuni percorsi
(Milano-Roma) pi con-
veniente dell'aereo. Per
dovrebbe anche miglio-
rare di pi la qualit dei
trasporti locali, non sem-
pre ottima, perch in que-
sti casi si tratta di servizi
meno redditizi dell'Alta
velocit e con meno con-
correnza.
Mario Pulimanti
Andare oltreoceano
per capire la beffa
Dal 1999 ho deciso di se-
guire le orme di mio padre
e affiancarlo nella gestio-
ne della nostra piccola at-
tivit familiare. Nel di-
cembre del 2012, sono
stato costretto a chiudere
la saracinesca del mio ne-
gozio e a non aprirla pi.
Nessun debito, nessun
fallimento, nessun conto
lasciato in sospeso. Solo
l'Iva da pagare. Migliaia di
euro dati allo Stato, che
tuttora a due anni dalla
chiusura mi chiede anco-
ra. Non mi sono perso d'a-
nimo e sono partito sei
mesi oltreoceano, con vi-
sto studente, perch a 36
anni non potevo fare al-
trimenti. Ho avuto modo
di fare paragoni con il no-
stro Belpaese. Laggi, se
non hai un livello di ingle-
se medio-alto, non puoi
far domanda per un visto
lavoro. Qualora avessi il
requisito della lingua, il
tuo datore di lavoro deve
dimostrare al governo
che non ha trovato nessun
cittadino residente con le
tue stesse qualit. Non
esiste eludere i controlli
nei mezzi pubblici. Nes-
suna cartaccia o manifesti
pubblicitari e politici a
imbrattare muri. Qui in
Italia non c' piu speranza
per un giovane, dove chi
esce dall'universit viene
reinserito in famiglia, do-
ve almeno ha un pranzo e
un letto dove dormire.
Perch, se per fame rubi
due carciofi, vieni arresta-
to, mentre se sei un dipen-
dente pubblico e ti appro-
pri del denaro di tutti ne
esci indenne? Ci sono pe-
r persone diverse da me.
Che non lavorano onesta-
mente, che girano in auto
non loro, che hanno prez-
zi ai ristoranti agevolati,
che si possono permettere
le ferie negli yacht che pa-
ghiamo noi contribuenti.
E noi, al massimo, una do-
menica al mare vicino ca-
sa, un pranzo al sacco, li-
tigando col vicino dom-
brellone per contenderci
un metro di spiaggia. Tut-
ti insieme non potremo
far capire che la classe
operaia, siamo noi che
mandiamo avanti l'Ita-
lia?
Fabrizio Liggi
Il compenso di Conte,
metafora di un Paese
Lenorme (e indecente)
stipendio che percepir
Conte, in qualit di Ct
della Nazionale di calcio,
gli stato accordato dal
munifico (di soldi non
suoi) Tavecchio, proprio
nei giorni in cui il mini-
stro del Lavoro dichiara-
va che, per superare la cri-
si economica che attana-
glia il Paese da anni, biso-
gna diminuire stipendi e
salari. A volte le coinci-
denze non capitano a ca-
so, questa volta ci hanno
fatto capire che ad un al-
lenatore di calcio si pos-
sono dare otto milioni di
euro lanno, senza scan-
dalizzare nessuno e che
prendere la bellezza di
1.200 euro al mese per la-
vorare in fabbrica o in mi-
niera la causa della man-
cata ripresa della nostra
economia.
Mauro Chiostri
Democrazia partecipata,
diritto inalienabile
C ancora un presidente
della Repubblica garante
della Costituzione in vi-
gore? questo lango-
sciante interrogativo po-
sto da Gustavo Zagrebel-
sky, che attende una ri-
sposta rassicurante anche
per quella moltitudine di
cittadini di cui mi onoro
di far parte. Lex presi-
dente della Corte costitu-
zionale, tuttaltro che un
estremista, con toni paca-
ti ma preoccupati e preoc-
cupanti, pone una serie di
argomenti di estrema im-
portanza per lequilibrio
democratico dellItalia
che vanno ribaditi e sotto-
lineati. Linquietante
coincidenza tra lingeren-
za di una banca finanzia-
ria, la JP Morgan, con nu-
merosi parti del progetto
di riforme di Renzi; il pe-
ricolo di estinzione dei
punti fondanti della Co-
stituzione che pongono
in primo piano luomo, il
lavoro e il rispetto della
loro dignit, per dare il via
alla finanziarizzazione
delleconomia; linarre-
stabile prevalenza di que-
stultima sulla politica; la
crescente convinzione
che non debbano esserci
ostacoli al potere auto-
A L LIMPROVVISO, tra le notizie sulla
guerra in Iraq di domenica (24 agosto,
ndr) compare la vicenda nuova e scono-
sciuta: la citt di Amerlin (comunit di
sciiti) di cui non avevamo mai sentito
parlare prima, assediata da settimane
dallesercito sunnita di Al Baghdadi, priva
di ogni soccorso, circondata da un mare
di petrolio in fiamme. Ma quanti sono i
protagonisti e i luoghi di questa guerra?
S a l va to re
NEL NOSTRO PAESE gli esperti sul Me-
dio Oriente sono pochi, e vengono accura-
tamente tenuti a distanza, per ragioni mai
spiegate ma certo sbagliate. Quando ero
parlamentare e come presidente del Co-
mitato per i diritti umani venivo raggiun-
to da richieste di aiuto per il primo episodio
esemplare di questa guerra (il campo profu-
ghi iraniani di Ashraf, dove migliaia di fa-
miglie di credo islamico sciita venivano
perseguitati e tormentati, e anche uccisi da
continue incursioni della polizia e dell'eser-
cito iracheno di credo sunnita) e potevo
parlarne con Emma Bonino. Era il mini-
stro degli Esteri che, insieme ai colleghi ra-
dicali della commissione Esteri, sapeva e
agiva con tutto l'impegno possibile, fino a
ottenere la garanzia di vigilanza dell'Am-
basciatore italiano a protezione di quel pic-
colo nucleo di profughi perseguitati. Oggi si
capisce che Camp Ashraf stato il prean-
nuncio della spaventosa guerra, apparen-
temente di religione, in corso. Adesso la po-
litica estera italiana resta una barca legata
a riva, con un comandante che sta altrove,
non ha idee, non ha equipaggio, ogni tanto
recita alcuni luoghi comuni e aspetta di
esordire in un altro lavoro, forse in Europa.
A Renzi devono avere detto che occuparsi
del mondo, persino se in fiamme, non por-
ta voti. Si occupa di secchi di acqua gelata
che non portano soldi, passa mesi a lottare
ostinatamente contro il proprio Senato per
chiuderlo, e mostra di avere una particola-
re predilezione per chi competente di nul-
la. Cos nessuno gli fa ombra. Ci che colpi-
sce la sua determinazione di non volere
rapporti, neppure di consultazione, con
gente che sa e capisce. Per lui il nuovo
(salvo qualche tassello mal sopportato in
economia) o tabula rasa o non nuovo.
Ma Renzi, al momento, pur sempre il capo
del governo italiano e il presidente pro tem-
pore del Consiglio d'Europa. Due preghiere:
incontrare quei Radicali che sono stati tan-
te volte nei Paesi e tra le minoranze adesso
travolte da questa catena di conflitti che
forse sono un solo conflitto (a cominciare
da Emma Bonino che ha vissuto al Cairo e
parla arabo). Ed esaminare attentamente il
documento dello studioso israeliano Sergio
Della Pergola (pubblicato da Pagine
Ebraiche il 22 agosto). Spiega che le guerre
islamiche in corso sono almeno quattro di-
verse guerre, con feroci divisioni e un nemi-
co comune. Ma dimostra anche che il ne-
mico comune di queste guerre non , come
si dice e si pensa, uno solo, Israele. La lista
pi lunga e fa luce. Nemici che devono esse-
re distrutti sono gli ebrei, sono i cristiani di
tutte le denominazioni, sono i curdi, sono
gli yazidi. Sono le altre minoranze che, tut-
te, hanno abitato queste terre per secoli pri-
ma dell'islamismo. Vorr Renzi, mentre
simbolo di tutta l'Unione europea, cercare
di sapere e di far sapere di pi?
Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano
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Il chi chi
della guerra
in Iraq e dintorni
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cratico; il comporta-
mento dei partiti che
considerano la legge
elettorale come fosse cosa
loro e gli elettori materia
inerte nelle loro mani;
lassenza della voce del
garante della Costituzio-
ne, il presidente della Re-
pubblica, e la sua fretta
di andarsene, gi modifi-
cando di fatto egli stesso la
norma sulla durata dell
incarico. Incredibile, ma
vero, Calderoli, orbo in
terra di ciechi, conferma
la gravit della situazione
quando riferisce: Per il
Senato non c mai stato
un interlocutore allaltez-
za. Boschi zero. Siamo in
queste mani, ma anche
solo allinizio di una lunga
battaglia che impedir, io
spero e far tutto quanto
nelle mie possibilit, la
cancellazione della de-
mocrazia partecipata, di-
ritto inalienabile di cia-
scuno di noi, anche per gli
inconsapevoli che si fan-
no affascinare dalla poli-
tica delle secchiate, l
dove viene furbescamen-
te chiamata la beneficen-
za a sostituirsi alle man-
canze del governo presie-
duto proprio da Renzi.
Giampiero Buccianti
Messico: se rubi
e lo ammetti sei eletto
Sulle pagine di un noto
settimanale stata pub-
blicata una notizia curio-
sa alquanto sorprenden-
te. Il sindaco di uno sper-
duto comune del Messico
stato rieletto a furor di
popolo, malgrado avesse
ammesso pubblicamente,
senza vergogna, di aver
rubato solo un po, ma
sempre a favore dei pove-
ri. Con questa originale
auto-assoluzione alla Ro-
bin Hood, questo perso-
naggio stato riconfer-
mato sindaco acclamato
dalla sua gente festante.
Non che sia proprio un
concetto da porre come
esempio di legalit, ma
certamente pi apprezza-
bile di quello che succede
abitualmente qui in Italia.
Da noi chi ruba lo fa esclu-
sivamente a proprio favo-
re, naturalmente negan-
do il male fatto. Nono-
stante ci, si pu tranquil-
lamente essere rieletti,
magari passando come
vittime di una ingiustizia.
Nulla di strano, siamo il
Bel Paese della fantasia,
culla di artisti e poeti, la
creativit sta nel nostro
Dna. Ma un dubbio sta
tormentando il nostro
falso perbenismo: aleggia
la vaga sensazione che da
un po di tempo (forse
troppo), siamo diventati
il Belpaese dei fessi.
Silvano Lorenzon
DIRITTO DI REPLICA
In merito all'articolo La
grande bellezza sempre
di moda, pubblicato lu-
ned 25 agosto a firma di
Elisabetta Ambrosi, se-
gnaliamo che l'azienda
Raffaele Caruso Spa ha
realizzato capi a marchio
Sergere, solamente nella
stagione A/I 2012 e da al-
lora non pi legata al
marchio Sergere.
Simona Orsini
Negri Firman
& Communication