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Sete di Parola

a cura di www.qumran2.net

Lampada per i miei passi la tua parola,
luce sul mio cammino
Salmo 118
11/5/2014 17/5/2014
IV Domenica di Pasqua
Anno A
an!elo del !iorno, commento e pre!"iera
Domenica 11 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 10,1-10
Io sono la porta delle pecore.
'n (uel tempo, %es) disse* 'n &erit+, in &erit+ io &i dico* c"i non entra nel recinto
delle pecore dalla porta, ma &i sale da un,altra parte, un ladro e un -ri!ante. /"i
in&ece entra dalla porta, pastore delle pecore.
'l !uardiano !li apre e le pecore ascoltano la sua &oce* e!li c"iama le sue pecore,
ciascuna per nome, e le conduce 0uori. 1 (uando "a spinto 0uori tutte le sue pecore,
cammina da&anti a esse, e le pecore lo se!uono perc"2 conoscono la sua &oce. 3n
estraneo in&ece non lo se!uiranno, ma 0u!!iranno &ia da lui, perc"2 non conoscono la
&oce de!li estranei. %es) disse loro (uesta similitudine, ma essi non capirono di c"e
cosa parla&a loro. Allora %es) disse loro di nuo&o* 'n &erit+, in &erit+ io &i dico* io
sono la porta delle pecore. 4utti coloro c"e sono &enuti prima di me, sono ladri e
-ri!anti5 ma le pecore non li "anno ascoltati. 'o sono la porta* se uno entra
attra&erso di me, sar+ sal&ato5 entrer+ e uscir+ e tro&er+ pascolo. 'l ladro non &iene
se non per ru-are, uccidere e distru!!ere5 io sono &enuto perc"2 a--iano la &ita e
l,a--iano in a--ondan6a.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 7don $aniele
8uraro
La similitudine delle pecore e del
pastore Ges la racconta dopo lo
scambio di battute con i Giudei i quali
pretendevano di vederci bene da soli,
senza bisogno della luce dei suoi
insegnamenti e della guida dei suoi
esempi. A questo punto il Signore
parla in maniera oscura anche
volutamente, per confondere la
pretesa autonomia ed egemonia di
coloro che si dichiaravano capi e
maestri. l risultato infatti ! che "Ges
disse loro questa similitudine, ma essi
non capirono di che cosa parlava
loro". #ppure Ges si stava riferendo
proprio alla differenza tra un
atteggiamento religioso genuino e
invece la presunzione di ergersi a
dottori e guide senza un previo
mandato da parte di $io. l popolo dei
fedeli, constata Ges, ! capace per
intuito di distinguere tra autentica
semplicit% e doppiezza fasulla, e
perci& i capi che aveva non li
gratificava n' di una spontanea
adesione n' di generosa
approvazione. La soluzione c(!, dice il
Signore, ed ! affidarsi a Lui stesso.
)ella condotta delle pecore che
conoscono la voce del pastore e lo
seguono, ma evitano di confondersi
con un estraneo, Ges traspone per
immagini la bont% della sua missione
salvifica. #gli possiede tutte le
caratteristiche del "pastore giusto"
che i profeti avevano preannunciato*
2
si interessa della felicit% del suo
gregge, conosce ciascuna pecore per
nome e soprattutto entra nel recinto
per la porta, ossia per la via diretta.
#ssa era stata tracciata da $io nella
rivelazione dell(Antico +estamento e
infatti la prima conoscenza che noi
abbiamo della nostra salvezza viene
proprio di l,. #siste una
corrispondenza tra la persona di
Ges e la sua anticipazione nelle
Scritture sacre. Ges accetta di
passare per esse, cio! recupera
quanto avevano detto i profeti e lo
rende concreto. n questo senso #gli
stesso diventa la porta, perch'
attraversando quanto le Scritture
avevano inquadrato, lo realizza al
completo. Si entra nella salvezza solo
attraverso la verit%. Le Scritture sono
una porta verso -risto e -risto ! la
porta verso la beatitudine. Le Scritture
svolgono anche la funzione di
guardiano, interrogando chi ambisce
al ruolo di pastore se ne ! degno e
invitandolo a mostrare le sue
credenziali prima di permetterne
l(accesso. l portinaio ! preposto a
custodire la porta, come le Scritture a
custodire le verit% di fede che in Ges
aspettano il suo autore pratico. .a
siccome la Scrittura ! ispirata da $io,
potremmo dire che il /ortinaio ! lo
stesso Spirito santo0 ! Lui infatti che
ispira per il meglio le scelte dei fedeli
e ne anima l(adesione incondizionata
al Signore. #gli secondo
l(insegnamento di Ges introduce alla
verit% tutta intera. -hi vuole entrare
nel recinto delle pecore, cio! vuole
avere l(approvazione del popolo di
$io, a prescindere da -risto, !
necessario che eluda il passaggio
attraverso la porta, ossia che eviti il
confronto con le Scritture e ignori
l(azione dello Spirito santo.
-onsiderate le qualit% di Ges in se
stesso e anche in rapporto alle
Scritture e allo Spirito santo, ci
restano da approfondire le
caratteristiche delle pecore. -ome
mai il Signore ha scelto proprio
questo animale per rappresentare i
suoi fedeli discepoli1 La similitudine !
radicata nella storia del popolo di
sraele, a lungo dedito principalmente
all(allevamento ovino. Le pecore sono
animali sociali, pi facili da trattare di
cavalli muli o asini, prive della
superbia dei primi, dell(ostinazione dei
secondi e dell(ottusit% degli ultimi.
.ancano anche dello slancio
aggressivo del cane e sono pi pulite
di altri animali. noltre abbisognano di
essere portate al pascolo e difese nei
pericoli, ma sono utili al loro padrone.
n questo senso il Signore mette in
guardia i suoi discepoli, alieni per
definizione da ogni pensiero offensivo
e propensi a dare credito al prossimo,
a non fidarsi di chiunque, ma ad
esaminare bene a chi ascoltare come
maestro e seguire come guida.
Sarebbe meglio evitare le brutte
sorprese. 2uando ! il danno ricevuto
a marcare la differenza tra la via
d(uscita e trappola, ! gi% tardi. /er
sapere a chi aderire, oltre alla
traiettoria di ingresso del pastore, che
deve essere la pi diretta e
trasparente possibile, il Signore
fornisce un altro criterio, quello della
libert% interiore. La fede ! un dono
che ! sempre possibile rifiutare,
essere cristiani comporta assumere
atteggiamenti che di proposito e
anche se imprudentemente si
possono lasciare cadere. )on c(!
nessuna costrizione nell(appartenere
al gregge del Signore, perch' il
3
legame che tiene uniti i fedeli con il
divino pastore e tra loro ! solo
l(amore. # infatti a contatto con il
Signore si esperimenta una pace e
una realizzazione interiore che non si
pu& trovare altrove. "Se uno entra
attraverso di me... entrer% e uscir% e
trover% pascolo." Ges ! veramente
la possibilit% di vita e di benessere per
chi si affida a Lui. l suo modo di
proporsi corrisponde alle esigenze pi
autentiche dell(animo umano. /erci&
alla fine o si decide di essere pecore
o si diventa lupi, perch' come dice il
proverbio "chi va col lupo impara a
ululare", chi invece resta col Signore
si dimostra mite, capace di perdono e
sempre pronto a ricominciare nei
rapporti sociali e di fede.
PER LA PREGHIERA 79elder /amara:
Si!nore, iscri&i il nostro nome alla tua scuola d;amore*
inse!naci ad amare, a essere amati in piena trasparen6a*
trasparen6a c"e risc"iari o!ni om-ra 0ra (uanti amiamo*
carit+ c"e dissol&a anc"e i piccoli resti di amore non &ero 0ra noi. Amore
c"e da te non !ermini, c"e di te e in te non &i&a
e a te non ritorni, amore non < 'nse!naci ad amare o!nuno e o!nuna di unico
amore.
Luned 12 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 10,1-10
Io sono la porta delle pecore.

'n (uel tempo, %es) disse* 'n &erit+, in &erit+ io &i dico* c"i non entra nel recinto
delle pecore dalla porta, ma &i sale da un,altra parte, un ladro e un -ri!ante. /"i
in&ece entra dalla porta, pastore delle pecore. 'l !uardiano !li apre e le pecore
ascoltano la sua &oce* e!li c"iama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce
0uori. 1 (uando "a spinto 0uori tutte le sue pecore, cammina da&anti a esse, e le
pecore lo se!uono perc"2 conoscono la sua &oce. 3n estraneo in&ece non lo
se!uiranno, ma 0u!!iranno &ia da lui, perc"2 non conoscono la &oce de!li estranei.
%es) disse loro (uesta similitudine, ma essi non capirono di c"e cosa parla&a loro.
Allora %es) disse loro di nuo&o* 'n &erit+, in &erit+ io &i dico* io sono la porta delle
pecore. 4utti coloro c"e sono &enuti prima di me, sono ladri e -ri!anti5 ma le pecore
4
non li "anno ascoltati. 'o sono la porta* se uno entra attra&erso di me, sar+ sal&ato5
entrer+ e uscir+ e tro&er+ pascolo. 'l ladro non &iene se non per ru-are, uccidere e
distru!!ere5 io sono &enuto perc"2 a--iano la &ita e l,a--iano in a--ondan6a.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 7don =o-erto Sere!ni:
l Signore lo sa, stiamo tranquilli. Lo
sa che abbiamo bisogno di tempo per
convincerci seriamente che Lui ! vivo.
Lo sa che i discepoli di #mmaus sono
il prototipo di molti cristiani che si
sono fermati al 5enerd, Santo e
hanno ancora gli occhi tappati dal
dolore. Lo sa che abbiamo bisogno di
quel pane spezzato per riconoscerLo
risorto e vivente. /roprio a partire da
questo riconoscimento i discepoli
rileggono e riascoltano la parola del
loro 6abb, che assume un significato
nuovo, inatteso e luminoso. Lui, il
6isorto, si presenta come il buon
pastore che conosce e ama le sue
pecorelle. Anche se non la sai, anche
se non te ne sei mai accorto o dubiti
che sia cos,, c(! 2ualcuno che veglia
su di te, che segue il tuo cammino,
che ti conosce per nome e ti difende
dai ladri e dai briganti. )on ! un
"grande fratello" invadente e pettegolo
o un controllore celeste che giudica e
condanna, ma un pastore.
Anzi* il buon pastore. $ovremmo
prendere un po( pi seriamente
questa /arola di Ges e chiederci
onestamente chi 7o che cosa...8 ! il
pastore della mia vita e dove la
conduce. Lasciamoci scavare da
questa /arola e diamo un nome ai
modelli, agli ideali o ai progetti
ispiratori delle nostre scelte.
A chi andiamo dietro1 Al buon
pastore che ci tratta da pecorelle o ai
falsi pastori che ci trattano da
pecoroni1 Ges ci ha messo in
guardia* i falsi pastori vengono per
uccidere, per rubare. Smascheriamoli9
-(! un particolare di questo testo che
attira sempre la mia attenzione. l
buon pastore ripete per due volte che
conduce le pecore "fuori" dal recinto.
stintivamente mi verrebbe da
pensare che il pastore voglia
soprattutto chiudere al sicuro le sue
pecore dentro un recinto ben protetto.
nvece no. Ges ci conduce "fuori".
:uori dalla chiusura del peccato.
:uori dai pettegolezzi e dalle
piccolezze dei nostri giudizi.
:uori dai nostri egoismi e dalle nostre
presunzioni. :uori dalle secche di una
religiosit% fatta di pratiche sterili. Ges
ci conduce "fuori" e si mette davanti a
noi. 2uesto ci fa capire che
l(esperienza cristiana autentica non si
fonda su un intruppamento dentro i
recinti dell(osservanza, ma su un
cammino serio e sereno sui passi di
Ges. l cristianesimo ! troppo
spesso ridotto ad un ricettario di
comportamenti morali e la stragrande
maggioranza dei cristiani vive la sua
fede come una ;cosa da fare<, come
un adempimento di precetti. La /arola
di oggi dice una cosa ben diversa 7per
fortuna98* il cristiano ! chi segue
Ges, ! chi sceglie Lui come suo
unico pastore9 La fede allora non !
semplicemente fare o non fare
qualcosa, rispettare una regola in pi
o in meno, ma ! incontrare 2ualcuno
che ti ribalta la vita e te la riempie di
gioia9 -hiedete ai discepoli di
#mmaus... = un dialogo fra sordi
quello di Ges con la folla, piuttosto
>
offesa, che lo ha cercato. .a come,
hanno appena cercato di farlo re e
questi ! fuggito1 -he strano
personaggio9 Ges, in effetti, appare
profondamente turbato da ci& che !
accaduto. )on si aspettava una
reazione del genere* sperava che
quel gesto inaugurasse il tempo
messianico, che la folla capisse il
vero volto di $io che non risolve i
problemi ma che chiede a noi di
condividere le soluzioni... # invece.
Ancora una volta l(uomo si dimostra
impreparato, ancorato alle proprie
ristrette visioni, abitato da
un(insuperabile grettezza d(animo.
Sono offesi i suoi partigiani e Ges
tenta un ultimo, disperato tentativo*
chiede loro di riflettere sull(accaduto0
la fame del corpo ! solo una
dimensione dell(esistenza, la fame del
cuore ! pi importante, ed egli !
venuto a donare un pane che pu&
saziare per l(eternit%. La folla !
incuriosita e chiede cosa deve fare
per avere questo pane. La logica !
sempre la stessa* cosa bisogna "fare"
per aggiudicarsi $io1 )o, risponde
Ges, non bisogna "fare" ma
"credere". La religiosit%, ribadisce,
non consiste nel mettere in opera dei
fatti, ma nel vivere una profonda
dimensione della fede.
PER LA PREGHIERA 78ic"el >uoist:
Si!nore, "o tempo, "o tutto il tempo mio, tutto il tempo c"e 4u mi dai* !li
anni della mia &ita,le !iornate dei miei anni,
le ore delle mie !iornate, sono tutti miei. A me spetta riempirli,
serenamente, con calma,ma riempirli tutti, 0ino all;orlo,per o00rir4eli, in
modo c"e della loro ac(ua insipida
4u 0accia un &ino !eneroso, come 0acesti un tempo a /ana
per le no66e umane. ?on 4i c"iedo, o!!i, o Si!nore,
il tempo di 0are (uesto e poi ancora (uello5 4i c"iedo la !ra6ia di 0are
coscien6iosamente nel tempo c"e 4u mi dai,
(uello c"e 4u &uoi c"e io 0accia.
Marted 13 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 10,22-30
Io e il Padre siamo una cosa sola.

=icorre&a, in (uei !iorni, a %erusalemme la 0esta della $edica6ione. 1ra in&erno.
%es) cammina&a nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i %iudei !li si 0ecero
?
attorno e !li dice&ano* @ino a (uando ci terrai nell,incerte66aA Se tu sei il /risto,
dillo a noi apertamente.%es) rispose loro* e l,"o detto, e non credete5 le opere
c"e io compio nel nome del Badre mio, (ueste danno testimonian6a di me. 8a &oi non
credete perc"2 non 0ate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia &oce
e io le conosco ed esse mi se!uono. 'o do loro la &ita eterna e non andranno perdute
in eterno e nessuno le strapper+ dalla mia mano. 'l Badre mio, c"e me le "a date,
pi) !rande di tutti e nessuno puC strapparle dalla mano del Badre. 'o e il Badre siamo
una cosa sola.

SPUNTI DI RIFLESSIONE 7padre Lino Bedron:
La festa della dedicazione del tempio
di Gerusalemme ricorreva a met%
dicembre. -on tale solennit% i giudei
celebravano l(anniversario della
purificazione del tempio operata da
Giuda .accabeo. giudei
mascherano la loro intenzione
ipocrita, dichiarando di avere l(animo
sospeso0 fingono di avere il desiderio
sincero di conoscere la verit%. Ges
risponde richiamando le sue
precedenti dichiarazioni, dalle quali
potevano dedurre facilmente la sua
messianicit%. #gli, per invitare ancora
una volta i suoi avversari alla fede, fa
appello alla testimonianza delle sue
opere straordinarie compiute nel
nome del /adre* esse sono la
garanzia divina della sua
messianicit%. giudei non accettano la
testimonianza divina delle opere
compiute da Ges perch' non sono
pecore di -risto* le pecore di -risto
ascoltano la sua voce, i giudei invece
non credono Le pecore di Ges si
trovano in mani sicure, perch' sono
custodite con cura dal /adre e dal
:iglio, queste due persone che vivono
in comunione e in intimit% perfetta,
come dice Ges* "o e il /adre siamo
una cosa sola" 7v. 3@8. Le parole di
Ges, di essere una cosa sola con
$io, si rivelano scandalose agli
orecchi degli increduli giudei. n
questo testo Giovanni pone sulla
bocca di Ges tre affermazioni che
mettono in risalto l(identit% delle
pecore e le loro caratteristiche in
rapporto a -risto* ascoltano la sua
voce, lo seguono e non periranno
mai. La qualit% fondamentale di chi !
aperto alla fede ! anzitutto l(ascolto*
"-hi ascolta la mia parola e crede in
colui che mi ha mandato ha la vita
eterna". -hi ascolta il .aestro ha la
vita e diventa suo confidente. # a sua
volta ! conosciuto da lui con una
unione personale e profonda che si
concretizza nell(amore. .a l(ascolto
implica il seguire Ges, ed ! azione e
impegno. -hi si fida di Ges, che "ha
parole di vita eterna", gode dei beni
messianici e porta frutti di vita
duratura. noltre chi lo segue sar%
custodito da lui , nessun ladro lo potr%
rapire e nessuna prova o
persecuzione lo vincer% perch' Ges,
cosciente della sua missione, lo
custodisce e lo preserva dai pericoli
nella sicurezza e nella pace. Solo chi
appartiene al gregge di -risto
riconosce nella sua parola la qualit%
di .essia e di buon /astore, che
agisce a nome del /adre, in unit% di
A
azione e di amore. l credente, a
differenza di colui che non ! delle
pecore di -risto, sente vicino nella
sua vita il Signore che gli d%
sicurezza, perch' in lui vede il /adre
che gli dona la vita eterna, che !
conoscenza del /adre e del :iglio .
PER LA PREGHIERA 7An!elus Silesius:
9o cercato $io con la mia lampada cosD -rillante
c"e tutti me la in&idia&ano. 9o cercato $io ne!li altri.
9o cercato $io nelle piccolissime tane dei topi.
9o cercato $io nelle -i-liotec"e.
9o cercato $io nelle uni&ersit+.
9o cercato $io col telescopio e con microscopio.
@inc"2 mi accorsi c"e a&e&o dimenticato (uello c"e cerca&o.
Allora, spe!nendo la mia lampada,
!ettai le c"ia&i, e mi misi a pian!ere...
e su-ito, la sua Luce 0u in me...
San 8attia
Mercoled 14 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 15, 9-17
Non vi chiamo pi servi, ma vi ho chiamato amici.

'n (uel tempo, %es) disse ai suoi discepoli* /ome il Badre "a amato me, anc"e io "o
amato &oi. =imanete nel mio amore. Se osser&erete i miei comandamenti, rimarrete
nel mio amore, come io "o osser&ato i comandamenti del Badre mio e riman!o nel suo
amore. i "o detto (ueste cose perc"2 la mia !ioia sia in &oi e la &ostra !ioia sia
piena. >uesto il mio comandamento* c"e &i amiate !li uni !li altri come io "o amato
&oi. ?essuno "a un amore pi) !rande di (uesto* dare la sua &ita per i propri amici. oi
siete miei amici, se 0ate ciC c"e io &i comando. ?on &i c"iamo pi) ser&i, perc"2 il
ser&o non sa (uello c"e 0a il suo padrone5 ma &i "o c"iamato amici, perc"2 tutto ciC
c"e "o udito dal Badre mio l,"o 0atto conoscere a &oi. ?on &oi a&ete scelto me, ma io
B
"o scelto &oi e &i "o costituiti perc"2 andiate e portiate 0rutto e il &ostro 0rutto
riman!a5 perc"2 tutto (uello c"e c"iederete al Badre nel mio nome, &e lo conceda.
>uesto &i comando* c"e &i amiate !li uni !li altri.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 7don /ristiano 8auri:
Spunta sempre fuori a un certo punto
il credente "felice e vincente". #( il
"paralitico del sorriso", quello che ha il
sorriso piazzato in viso come in un
fermo immagine in qualsiasi
situazione si trovi, qualunque cosa
capiti, con chiunque si trovi ad avere
a che fare. ;.a che avr% da ridere
questo191< ! il minimo che viene da
chiedersi. /er carit%, gli venisse
naturale e spontaneo, deo gratias. #(
che, invece, lo noti subito quel pizzico
di forzatura nella piega del sorriso e
capisci che ha fatto della felicit% un
dovere, come un abito da indossare
nell(esercizio della funzione. l
"credente felice e vincente", appunto.
-onvinto che ogni forma di tristezza o
di turbamento sia una cattiva
testimonianza di fede e che la perfetta
fiducia in $io consista nel decimare lo
spettro dei sentimenti e delle
emozioni umane da condividere con il
prossimo. S, perch', in realt%, ne
prova di tristezza e di malinconia,
eccome9 .a* ;)on si fa(, non si deve,
non si pu&...<. /erch' qualora
qualcuno lo vedesse triste C pensa lui
C, potrebbe sospettare che il 5angelo
non renda felici o, peggio ancora, che
non sia in grado di dare una risposta
efficace e vincente a tutte le situazioni
faticose e dolorose della vita. /erci&,
avanti "felice e vincente", sempre sul
pezzo e col vento in poppa a gonfiar
le vele della sua ostentata letizia. -he
sia forzata e che mascheri in una
sorta di ipocrisia il loro volto che
importa1 -i& che conta ! testimoniare
la propria fiducia nella "gioia che
viene dal 5angelo". /eccato che
quella sia solo allegria frutto di uno
sforzo umano che con la ;gioia
evangelica< autentica ha ben poco a
che vedere. Ges -risto ha percorso
tutta la gamma dei sentimenti e delle
emozioni umane senza mascherare
alcunch' e senza che questo
intaccasse minimamente la sua fede
nel /adre e tantomeno la missione di
Salvatore. La rabbia, l(indignazione, la
paura, l(angoscia, il turbamento, lo
strazio, la solitudine, la nostalgia*
nulla si ! risparmiato di tutto questo.
Ges -risto, inoltre, non ha neppure
avuto la preoccupazione di apparire
vincente, convincente e indistruttibile
agli occhi degli uomini e secondo le
loro logiche, semmai il contrario* #gli
! stato il debole e lo sconfitto per
eccellenza. #ppure tutto ci& non gli ha
impedito di proporsi come .aestro
della Gioia, anzi, bisognerebbe dire
che proprio per aver vissuto in quel
modo #gli ha potuto insegnare ai suoi
la sorgente della vera felicit%. "Se
osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore, come io ho
osservato i comandamenti del /adre
mio e rimango nel suo amore. 5i ho
detto queste cose perch' la mia gioia
sia in voi e la vostra gioia sia piena.
2uesto ! il mio comandamento* che
vi amiate gli uni gli altri come io ho
amato voi." /ensare che la ;gioia
evangelica< sia non perdere mai il
D
sorriso e avere la prontezza di spirito
di un vincente in ogni situazione !
una grossa semplificazione, se non
addirittura un fallimento evangelico,
nel senso letterale del mancare il
bersaglio. Ancor meno evangelico !
crederla un prodotto dei nostri sforzi e
del nostro impegno o come una
credenziale da esibire come pretesa
di credibilit%. $(altra parte, se fosse
solo questo, avremmo bisogno del
5angelo1 Avremmo bisogno di $io1
La ;gioia evangelica< ! invece dono
di un Altro e i cristiani non sono coloro
che ;si accontentano< da s', bens,
coloro che ;si fanno contentare< da
$io. -ome fu per il loro .aestro.
/erch' anche Ges ricevette dal
/adre la gioia di cui ci ha voluto
rendere partecipi. )el 5angelo di
Giovanni la ;gioia evangelica< !
associata al compiersi del disegno di
$io, cio! della Sua volont% di amare
gli uomini senza misura. n Ges
questa volont% si realizza
perfettamente. #gli accoglie anzitutto
in s' l(amore del /adre e lo fa in
un(esistenza vissuta a Sua immagine*
ama gli uomini allo stesso modo, fino
alla fine e senza limite. -on questa
scelta d(amore, Ges decide di
spossessarsi di s' per appartenere al
/adre e all(umanit%. n questo modo
#gli rimane nella volont% di $io. /er
quella duplice appartenenza avviene
in Lui il dono della ;gioia evangelica<
che potremmo descrivere come la
grazia di vedere la storia con lo
sguardo penetrante e comprensivo
dell(Amore del /adre. #( la stessa
gioia del .agnificat. /erci& ! ben di
pi di una forzata allegria che
mascheri un qualsiasi turbamento. n
questo senso si comprende l(invito di
Ges* ;6imanete nel mio amore< e la
raccomandazione* ;Se osserverete i
miei comandamenti rimarrete nel mio
amore... Amatevi... )on c(! amore pi
grande di chi d% la vita<. La
condizione per ricevere dalle mani di
Ges la ;gioia evangelica< ! la
disponibilit% ad un amore radicale,
fino alla -roce. -ome ! avvenuto in
Lui, cos, in noi. /erch' non va
dimenticato, alla fine, che l(estremo
dell(appartenenza al /adre e agli
uomini per Ges ! stato il -alvario e
questo non ci deve affatto stupire.
L(amore limpido, infatti, ! un(estrema
forma di debolezza, una consegna di
s' all(altro senza difese, senza attese,
senza pretese, una dedizione cos,
definitiva da lasciarsi ferire e rifiutare.
L(amore, checch' se ne dica, nei
rapporti di forza ! una vera sconfitta.
Egni scelta di totale appartenenza
all(altro ! una perdita, un perdersi,
comunque la si guardi. La ;gioia
evangelica<, dunque, si riceve in
dono amando fino a perdersi. Altro
che paralisi del sorriso. -he beffa(, in
fondo, per i credenti "felici e vincenti".
/erch' cristiani si sta cos,, perdenti
come chi ama e fatti contenti da -olui
che ama.
PER LA PREGHIERA 78onastero di Eptina:
Si!nore l;al-a. @a; c"e io &ada incontro nella pace
a tutto ciC c"e mi porter+ (uesto !iorno.
@a; c"e io mi conse!ni totalmente
F@
alla tua santa &olont+. $onami in o!ni momento la tua luce e la tua 0or6a.
>ualun(ue noti6ia io rice&a o!!i,
inse!nami ad accettarla nella (uiete,
e nella 0ede salda c"e nulla puC accadere
se tu non lo permetti. 'n o!ni mia a6ione e parola
diri!i i miei pensieri e i miei sentimenti.
'n tutti !li e&enti inattesi, non 0armi dimenticare c"e o!ni cosa pro&iene da
te< 'nse!nami ad a!ire con apertura e intelli!en6a &erso tutti i miei 0ratelli
e le mie sorelle
e &erso tutti !li uomini, sen6a morti0icare o contristare nessuno. Si!nore,
donami la 0or6a di portare
la 0atica del !iorno c"e si a&&icina,
e di tutti !li e&enti inclusi nel suo corso.
%uida la mia &olont+, inse!nami a pre!are, a credere,
a perse&erare, a so00rire, a perdonare... e ad amare<
Gioved 15 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 13, 16-20
Chi accoglie colui che mander, accoglie me.

F$opo c"e e--e la&ato i piedi ai discepoli, %es)G disse loro* 'n &erit+, in &erit+ io &i
dico* un ser&o non pi) !rande del suo padrone, n2 un in&iato pi) !rande di c"i lo
"a mandato. Sapendo (ueste cose, siete -eati se le mettete in pratica. ?on parlo di
tutti &oi5 io conosco (uelli c"e "o scelto5 ma de&e compiersi la Scrittura* H/olui c"e
man!ia il mio pane "a al6ato contro di me il suo calca!noI. e lo dico 0in d,ora, prima
c"e accada, perc"2, (uando sar+ a&&enuto, crediate c"e 'o sono. 'n &erit+, in &erit+
io &i dico* c"i acco!lie colui c"e io manderC, acco!lie me5 c"i acco!lie me, acco!lie
colui c"e mi "a mandato.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 7Baolo /urta6:
FF
Ges ! il rivelatore del /adre, perch'
lui e il /adre sono una cosa sola.
$opo la lavanda dei piedi, che nel
vangelo di Giovanni sostituisce
l(ultima cena, Ges cerca ancora,
inutilmente, di preparare i suoi a ci&
che sta per accadere e che essi
neppure lontanamente immaginano.
Ges ! "o sono", e per dimostrarlo
non propone pi grandi segni, non
chiama a testimone la Scrittura o la
profezia del Gattista, non pi. Era
Ges pone come segni della
rivelazione della sua identit% due fatti*
il servizio umile che ha appena reso
ai propri discepoli, lavando loro i
piedi, e il tradimento di Giuda che sta
per avvenire. $ue segni sconcertanti,
imbarazzanti, che quasi negano la
grandezza di $io e che, invece, se
letti bene, ne svelano l(inaudita
profondit%. l nostro $io ! il $io che
serve gli uomini, che si umilia, che si
consegna, che dona la propria vita
per amore a persone che non
capiscono il valore di questo dono
infinito. 2uanto ! distante questo
volto di $io da quello piccino che
portiamo nel cuore9 /aolo, avvinto
dallo Spirito, inizia il suo viaggio
missionario ad Antiochia, la sua prima
comunit%, dove, rileggendo la sua
esperienza, giunge a confessare la
fede nel Ges crocefisso e risorto. l
Signore manda ciascuno di noi a
raccontare la sua /arola l% dove
viviamo0 siamo abituati a immaginarci
i missionari come a delle persone
"speciali", particolari che compiono
scelte radicali per condividere la vita e
annunciare il 5angelo ai popoli
lontani. n realt% ciascuno di noi !
inviato dal Signore a raccontare con
la vita la sua esperienza di fede, l%
dove vive. Anzi, possiamo chiederci*
se non sono io a parlare del 5angelo
nel mio ufficio, chi ne parler%1 =
giunto il tempo, ed ! questo, in cui
ogni credente deve sentire forte la
spinta ad annunciare la presenza di
$io e la sua immensa tenerezza,
senza fanatismi, n' stranezze,
sempre pronti a rendere ragione della
speranza che ! in noi, come direbbe
san /ietro. .otore e benzina
dell(annuncio resta l(incontro intimo e
personale con $io* facciamo luce solo
se siamo accesi. -os,, oggi, siamo
invitati ad accogliere coloro che ci
annunciano la /arola, in particolare
coloro che hanno consacrato la loro
vita all(annuncio del 5angelo.
6ischiamo di avvicinarci alla -hiesa
con mentalit% mondana, giudicando
un predicatore dalla sua efficacia e
dalla sua originalit%0 certo* occorre
che noi pastori siamo sempre
autentici e pronti a mettere in
discussione le nostre abitudini, pi
attenti al vento dello Spirito che alle
nostre opinioni, ma occorre che tutti
nella -hiesa, fedeli laici e pastori,
riconosciamo l(aspetto misterico C cio!
impregnato di logica divina C del
nostro vivere in comunit%.
PER LA PREGHIERA 7Soren JierKe!aard:
Badre celeste< A te si &ol!e il nostro pensiero5 sei tu c";esso cerca di nuo&o
in (uest;ora, non col passo incerto del pelle!rino smarrito, ma col &olo
sicuro dell;uccello c"e conosce -ene il proprio nido. ?on permettere, o $io,
F2
c"e la nostra 0iducia in te si dile!ui come un;idea 0u!ace, come l;espediente
di un momento o le assicura6ioni 0allaci di (uesto cuore carnale. @a; c"e in
noi la nostal!ia del tuo re!no e le nostre speran6e del tuo splendore non
siano dolori in0econdi, n2 simili a nu-i sen6a pio!!ia. 8a come ru!iada c"e
disseta, esaudite, -a!nino le nostre la--ra, e come la tua manna celeste, ci
sa6ino per sempre<
enerd 16 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 14,1-6
Io sono la via, la verit e la vita.

'n (uel tempo, disse %es) ai suoi discepoli* ?on sia tur-ato il &ostro cuore. A--iate
0ede in $io e a--iate 0ede anc"e in me. ?ella casa del Badre mio &i sono molte
dimore. Se no, &i a&rei mai detto* Hado a preparar&i un postoIA >uando sarC andato
e &i a&rC preparato un posto, &errC di nuo&o e &i prenderC con me, perc"2 do&e sono
io siate anc"e &oi. 1 del luo!o do&e io &ado, conoscete la &ia. %li disse 4ommaso*
Si!nore, non sappiamo do&e &ai5 come possiamo conoscere la &iaA. %li disse %es)*
'o sono la &ia, la &erit+ e la &ita. ?essuno &iene al Badre se non per me66o di me.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 78onaci Lenedettini Sil&estrini:
$ai versetti del vangelo di oggi
traspare con forza il sentimento di
profonda tenerezza del nostro
6edentore0 la sua sollecitudine piena
di amore per coloro che #gli lascer% e
che forse saranno in bal,a del dubbio
e del turbamento. #gli vuole
consolarci. .olte volte #gli ci ha
ripetuto* non abbiate timore, non
temete... Sempre la sua presenza
comunica ai nostri cuori pace
profonda. #gli ci dice* abbiate fede in
me, e pi avanti ci ripeter% ;o ho
vinto il mondo 7Gv F?,338<. La fede !
la nostra forza, ! il dono di $io ai suoi
figli, ! la vita di grazia innestata in noi
dal battesimo. La virt della fede in
-risto ha la capacit% di spostare le
montagne dell(orgoglio e della
sufficienza umana per far posto alla
consapevolezza del nostro essere figli
di $io, ad un dialogo continuato di
amore fiducioso con Lui, nostro
/adre. Su questa terra, il nostro vero
luogo di pace e completezza umana !
nella fede in Ges -risto nostro tutto,
cio! nostra 5ia, 5erit% e 5ita. Se ora
ci lasciamo trasformare da questa
;logica< divina, saremo
conseguentemente accolti nella Luce
F3
e nella 5ita eterna. l nostro ;posto<
sar% stato preparato da -hi ;tutto
guarda e tutto prende nelle sue
mani<, da chi indicandoci la via, l(ha
vissuta e mirabilmente e ampiamente
aperta per ciascuno di noi. l discorso
della vita oltre la vita ha incuriosito ed
affascinato da sempre la nostra
umanit%0 in qualche modo l(uomo ha
cercato continuamente di immergersi
in un mondo futuro e diverso da
quello che vive sulla terra. -i& !
indice di un innato desiderio di
immortalit% o almeno la non passiva
rassegnazione a finire i suoi giorni
immerso nella terra, in preda alla
corruzione0 ! il desiderio di
sopravvivere dopo la morte, di trovare
una quiete, un riposo, una
dimensione definitiva, che
l(esperienza della vita terrena non pu&
dare. Sono nate cos, tante religioni,
che incentrano quasi tutto nel culto
dei morti. -risto ! venuto a darci la
certezza della risurrezione, egli ha
davvero squarciato i cieli e li ha
riaperti all(uomo. )on ha solo indicato
la meta ultima della vita, ma egli
stesso ha sperimentato la morte per
poi mostrarsi vivo e risorto e salire al
cielo sotto gli occhi dei suoi discepoli.
Ha indicato la via e la percorsa lui
stesso di persona. Eggi ci da ulteriori
rassicurazioni, dice esplicitamente ai
suoi* ;o vado a prepararvi un posto<.
l posto, di cui parla Ges e che egli
promette, non ! visibile con gli occhi
della carne, ma solo con quelli della
fede, per cui ci esorta* ;Abbiate fede
in $io e abbiate fede anche in me<.
5uole cos, immergerci nei pensieri
dello spirito, farci salire in alto, oltre i
confini del mondo e del tempo, vuole
aprirci gli occhi dell(anima. #gli ci
precede, egli ci prepara il ;posto<,
egli stesso poi torner% a prenderci.
#gli quindi, non solo ci indica la
strada del cielo, ma ci si propone
come la ;via, la verit% e la vita<.
5uole dirci che praticando i suoi
insegnamenti, seguendolo nei suoi
percorsi, affidandoci alla sua
misericordiosa bont%, potremmo
anche noi salire, ascendere,
raggiungerlo, godere con lui.
$obbiamo perci& seguirlo, ascoltarlo,
lasciarci vivificare da Lui nell(intimit%
della comunione, senza mai perdere
di vista l(approdo finale, quel posto da
lui preparato, per l(eternit%.
PER LA PREGHIERA 7@r. 8aurice $i 4ami2:
Belle!rino sulla terra, o!ni !iorno ti cerco,ma do&e tro&arti, Si!noreA
=acco!li il tuo s!uardo
&erso il 0ondo del tuo cuore* sono lD c"e ti cerco. A00amato di !iusti6ia, al
mattino spero in te, come placare la mia 0ameA
Acco!li l;eucaristia e la mia &ita condi&isa*
il tuo desiderio la mia speran6a. An!osciato dal silen6io, la sera ti in&oco,
il mio !rido, lo senti salireA 'mpara ad ascoltare, esorci66a la paura* il mio
silen6io ti c"iama. Attratto dal Badre, appostato ti attendo la notte,
F4
%es), &errai prestoA 'o -usso alla tua porta
e mi pon!o in attesa* aprimi, sono impa6iente di essere accolto. Belle!rino
sulla terra, o!ni !iorno ti cerco,
ma tu mi "ai tro&ato, Si!nore.
!a"ato 17 maggio 2014
# $al an!elo secondo %io&anni 14,7-14
Chi ha visto me, ha visto il Padre.
'n (uel tempo, disse %es) ai suoi discepoli* Se a&ete conosciuto me, conoscerete
anc"e il Badre mio* 0in da ora lo conoscete e lo a&ete &eduto.
%li disse @ilippo* Si!nore, mostraci il Badre e ci -asta. %li rispose %es)* $a tanto
tempo sono con &oi e tu non mi "ai conosciuto, @ilippoA /"i "a &isto me, "a &isto il
Badre. /ome puoi tu dire* H8ostraci il BadreIA ?on credi c"e io sono nel Badre e il
Badre in meA Le parole c"e io &i dico, non le dico da me stesso5 ma il Badre, c"e
rimane in me, compie le sue opere. /redete a me* io sono nel Badre e il Badre in me.
Se non altro, credetelo per le opere stesse.
'n &erit+, in &erit+ io &i dico* c"i crede in me, anc",e!li compir+ le opere c"e io
compio e ne compir+ di pi) !randi di (ueste, perc"2 io &ado al Badre. 1 (ualun(ue
cosa c"iederete nel mio nome, la 0arC, perc"2 il Badre sia !lori0icato nel @i!lio. Se
mi c"iederete (ualc"e cosa nel mio nome, io la 0arC.
SPUNTI DI RIFLESSIONE 7a cura dei /armelitani:
-onoscere Ges ! conoscere il
/adre. l testo del vangelo di oggi ! la
continuazione di quello di ieri.
+ommaso aveva chiesto* "Signore,
non sappiamo dove vai. -ome
possiamo conoscere la via1" Ges
risponde* "Io sono la via, la verit e la
vita! Nessuno viene al Padre se non
per mezzo di me". #d aggiunse* "Se
conoscete me, conoscete anche il
Padre. Fin da ora lo conoscete e lo
avete veduto". 2uesta ! la prima
frase del vangelo di oggi. Ges parla
sempre del /adre, perch' era la vita
del /adre che appariva in tutto ci&
che diceva e faceva. 2uesto
riferimento costante al /adre provoca
la domanda di :ilippo. :ilippo chiede*
".ostraci il /adre e ci basta9" #ra il
desiderio dei discepoli, il desiderio di
molte persone delle comunit% del
$iscepolo Amato ed ! il desiderio di
F>
molta gente oggi* come fa la gente
per vedere il /adre di cui tanto parla
Ges1 La risposta di Ges ! molto
bella ed ! valida fino ad oggi* "Filippo,
da tanto tempo sono con voi e tu non
mi hai conosciuto! Chi ha visto me ha
visto il Padre!" La gente non deve
pensare che $io ! lontano da noi,
distante e sconosciuto. -hi vuole
sapere come e chi ! $io /adre, basta
che guardi Ges. Lui lo ha rivelato
nelle parole e nei gesti della sua vita9
"l /adre ! in me ed io sono nel
/adre9" Attraverso la sua obbedienza,
Ges si ! identificato totalmente con il
/adre. Lui faceva ogni momento ci&
che il /adre gli mostrava di fare 7Gv
>,3@0 B,2BC2D.3B8. /er questo, in
Ges tutto ! rivelazione del /adre9 #d
i segni o le opere sono le opere del
/adre9 -ome dice la gente* "l figlio !
il volto del padre9" /er questo in Ges
e per Ges, $io sta in mezzo a noi.
Ges fa una promessa per dire che la
sua intimit% con il /adre non ! un
privilegio solo suo, ma ! possibile per
tutti coloro che credono in lui. Anche
noi, mediante Ges, possiamo
giungere a fare cose belle per gli altri
come faceva Ges per la gente del
suo tempo. Lui intercede per noi.
+utto ci& che la gente chiede a lui, lui
lo chiede al /adre e lo ottiene,
sempre che sia per servire. Ges ! il
nostro difensore. Se ne va ma non ci
lascia senza difesa. /romette che
chieder% al /adre e il /adre mander%
un altro difensore o consolatore, lo
Spirito Santo. Ges giunse a dire che
! necessario che lui vada via, perch'
altrimenti lo Spirito Santo non potr%
venire 7Gv F?,A8. # lo Spirito Santo
compir% le cose di Ges in noi, se
agiamo a nome di Ges ed
osserviamo il grande comandamento
della pratica dell(amore.
PER LA PREGHIERA 7Sant, A!ostino:
9o interro!ato la terra e mi "a risposto* M?on sono io il tuo $ioM.
4utto ciC c"e &i&e sulla sua super0icie mi "a dato la medesima
risposta. 9o interro!ato il mare e !li esseri c"e lo popolano e mi
"anno risposto*
M?on siamo noi il tuo $io, cerca pi) in altoM.
9o interro!ato il cielo, il sole, la luna, le stelle*
M?eppure noi siamo il $io c"e tu cerc"iM.
Allora "o detto a tutti !li esseri c"e io conosco attra&erso i miei
sensi* MBarlatemi del mio $io, dal momento c"e &oi non lo siete,
ditemi (ualcosa di luiM. 1d essi "anno !ridato con la loro &oce
possente*
M1; Lui c"e ci "a 0atto<M. Ber interro!arli, io do&e&o solo
contemplarli, e la loro -elle66a era la loro risposta. Ettienici,
8adre, la !ioia di !ridare
con tutta la nostra &ita* Mieni, Si!nore %es), &ieni, Si!nore c"e
F?
sei risorto, &ieni nel tuo !iorno sen6a tramonto per mostrarci
0inalmente e per sempre il tuo &oltoM.
FA