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(Sopra, unillustrazione che ritrae la Piramide Bosniaca del Sole , evidenziando il presunto fascio di onde radio che fuoriesce

da sottoterra. Tratta dal sito-web: www.piramidasunca.ba su gentile concessione del Dr. Sam Semir Osmanagich)

Scrivo questo pezzo su invito del buon Flavio, essenzialmente per dire la mia sulla questione delle Piramidi di Bosnia. Tuttavia, prima di esprimere il mio personale punto di vista, intendo fare un sunto su ci che stato finora assodato riguardo queste strutture (e su due di esse in particolare): lo ritengo necessario, visto che ancora adesso c qualcuno che ritiene che tali strutture non esistano. Le cosiddette "Piramidi Bosniache" sono situate vicino alla citt di Visoko, che, a sua volta, non dista molto da Sarajevo. Si tratta di un complesso di strutture che, secondo il Dr. Sam Semir Osmanagich (Foreign Member della Russian Academy of Natural Sciences e Anthropology Professor presso lAmerican University in Bosnia-Herzegovina), il principale artefice del successo mediatico dell'intera questione relativa alla loro esistenza, ma anche secondo diversi altri studiosi, costituito da ben quattro "piramidi" (utilizzo le virgolette perch, in realt, non sono esattamente delle piramidi nel senso tradizionale del termine), un tempio, diversi tunnel sotterranei ed un'area di tumulazione. Nello specifico, lo stesso Osmanagich si riferisce alle quattro strutture principali del complesso con i termini di "Piramide Bosniaca del Sole", "Piramide Bosniaca della Luna", "Piramide del Drago Bosniaco" e "Piramide Bosniaca dell'Amore"; oltre ad esse, troviamo sempre in zona il cosiddetto Tempio di Madre Terra, i Tunnel di Ravne, il Tunnel KTK ed anche i Tumuli di Vratnica.

(Qui sopra, una foto che ritrae il complesso delle strutture di Visoko dallalto. Tratta dal sito-web: www.piramidasunca.ba su gentile concessione del Dr. Sam Semir Osmanagich)

Prima di tutto opportuno chiarire la questione piramidi-non piramidi. Il motivo per cui il termine piramidi va preso con le molle dipende dal fatto che, in realt, non ci troviamo di fronte a costruzioni monumentali paragonabili a quelle dellantico Egitto o a quelle Maya, quanto piuttosto a strutture naturali, nella fattispecie alcune colline, rimodellate da unazione artificiale. La cosa risulta piuttosto evidente per quel che riguarda la cosiddetta Piramide Bosniaca del Sole, una delle due strutture di cui parleremo pi diffusamente (la nostra rimanente attenzione si focalizzer, poi, anche sui misteriosi Tunnel di Ravne). Tra i fautori di questa di teoria manipolativa (o delle strutture naturali rimodellate), troviamo Riccardo Brett, ricercatore formatosi a Ca Foscari, ultimo supervisore degli scavi a Visoko per conto della Bosnian Pyramid of the Sun Foundation (la Fondazione diretta da Osmanagich, che presiede al controllo dellintera area archeologica delle Piramidi Bosniache). Per evitare di storpiare il pensiero del Brett con mie deviazioni personali, preferisco riportarvi per intero una breve intervista che mi ha concesso. Va premesso che per molte delle domande da me poste, Brett avrebbe voluto fornire una spiegazione molto pi dettagliata; per motivi di tempo/praticit si per limitato a rispondere nel modo pi conciso possibile. Le teorie da lui avanzate, cos come alcune conclusioni, sono naturalmente avvalorate da molti pi particolari di quanti non siano elencabili nel breve dialogo qui di seguito trascritto. In alcuni punti ho inserito mie note personali per facilitare la comprensione del testo, ma sono facilmente distinguibili (le ho trascritte tra parentesi quadre). Intervistatore: Quali sono le tue qualifiche e in che veste ti sei occupato delle piramidi bosniache? Riccardo Brett: Ho una laurea in Conservazione dei Beni Culturali conseguita a Venezia, sotto il corso di studi di Archeologia del Vicino Oriente. Ho partecipato in un paio di scavi in Italia e a diverse ricognizioni in Irlanda, Malta, Spagna e Francia. Presso gli scavi di Visoko, alla terza stagione della mia presenza come volontario, mi stata offerta la posizione di "archeologo della fondazione", in altre parole di supervisore degli scavi e guida delle squadre di volontari. Attualmente sto avviando uno scavo a Visoko separatamente dalla Fondazione presso un sito medievale: abbiamo ottenuto i permessi per l'anno passato e ora speriamo di continuare nel 2013.

I.: Quelle di Visoko sono proprio piramidi? Come sono state realizzate e quale pensi sia la loro funzione? R.B.: Ovviamente rispondere non semplic; personalmente io mi accosto all'idea che siano di fatto colline e che siano in parte state rimodellate da popolazioni affiancabili cronologicamente a quella cultura Neolitica Europea di cui ancora poco si sa veramente per quest'area in particolare. L'opera umana particolarmente evidente nell'angolo N-E della Piramide Bosniaca del Sole che abbiamo scavato quest'anno: la datazione di questa zona non completa, per ceramiche assimilabili alla cultura Butmir sono state trovate in gran quantit, anche se ci non ancora sufficiente. Per quel che riguarda la funzione, la spiegazione pi logica quella strategica. Non entro in merito nell'argomento energie ed ultrasuoni in quanto non il mio campo [n.d.r. ne parleremo estesamente nella successiva parte dellarticolo]. Sicuramente stata evidenziata la connessione con altri siti: le cime di queste colline erano allineate senza dubbio da una logica che rispecchiava sia motivazione di controllo del territorio, sia in relazione al calendario lunare per quel che riguarda solstizi ed equinozi. In altre parole, credo avessero una funzione molto pratica. Altre strutture simili sono presenti quasi ovunque sul pianeta ed ormai indiscutibile il fatto che questi tumuli e colline piramidali non avessero solamente una funzione sepolcrale. Le strutture megalitiche in Francia, Irlanda, Malta e via dicendo hanno gi messo in luce da anni questi fattori: se consideriamo elementi simili a quelli osservati in questi siti con i dati ora disponibili a Visoko, vediamo che le differenze sono minime in termini di organizzazione delle zone che furono occupate da questi insediamenti. I.: Cosa mi puoi dire riguardo la loro datazione? E nel caso, come ci sei arrivato? R.B.: Personalmente ho consegnato al Dr. Osmanagich due campioni di materiale organico, il primo nel 2010 ed il secondo nel 2012. Il campione del 2010 fu esaminato in Polonia, proveniva dal sito n.20 sulla "Piramide Bosniaca della Luna" e il risultato ottenuto al C14 ci diede una data approssimativamente relativa a 12340 BP [n.d.r. la dicitura BP significa Before Present, una sigla comunemente adottata per le datazioni al radiocarbonio: in questo specifico caso, essenzialmente significa 12340 anni prima del 1950, anno convenzionalmente scelto come anno zero dalla comunit scientifica internazionale, poich durante lo stesso vennero definite le curve di calibratura per la datazione con il radiocarbonio; inoltre, il 1950 risulta particolarmente adatto a fungere da spartiacque temporale, dato che precede la sperimentazione su larga scala a livello atmosferico delle armi nucleari, le quali posseggono la capacit di alterare il rapporto globale tra il carbonio 14 e il carbonio 12, la cui corretta misurazione risulta determinante per il processo di datazione al radiocarbonio]. Il secondo campione, estratto quest'anno dallo strato appena superiore ai blocchi di conglomerato stato esaminato a Kiev: il risultato al C14 stato attorno al 24000 BP. Questi sono i dati che mi sono stati forniti dalla Fondazione e dai Laboratori. Sono ad ogni modo ovviamente d'accordo che questi dati non siano sufficienti a datare ne il deposito nel suo complesso ne relative possibili strutture. I dati sono relativi solamente allo strato in cui sono stati rinvenuti i campioni e di conseguenza sono solo sufficienti a delineare un limite per gli strati inferiori. I.: Qualcuno ritiene che il materiale di rivestimento della Piramide Bosniaca del Sole sia costituito da geopolimeri, cio materiali sintetici ottenuti combinando chimicamente materiali naturali. I geopolimeri sarebbero, in diversi casi, proprio difficilmente distinguibili da materiali naturali. C qualche laboratorio che ha effettuato delle analisi su campioni prelevati dal rivestimento della Piramide Bosniaca del Sole per stabilire se si tratti di geopolimeri? R.B.: Conta che le analisi di Davidovits [n.d.r.: Joseph Davidovits un noto chimico francese, esperto in geopolimeri] danno come risultato geopolimeri artificiali [n.d.r. Davidovits ha dichiarato pubblicamente di aver effettuato unanalisi al microscopio elettronico di materiale proveniente dagli scavi nel complesso della Piramidi Bosniache fornitogli da Osmanagich. Tale analisi avrebbe rivelato che il materiale in questione non altro che un antico geopolimero cementizio artificiale basato sulla chimica del calcio/potassio; documentazione digitale a riguardo facilmente reperibile sul suo sito-web]. D'altronde, non sono geologo e

non proprio il mio campo, anzi quasi un aspetto della faccenda che - ti sembrer strano - non mi interessa un granch... trovo pi affascinanti le ricerche sugli allineamenti, sulle decine di siti sparsi in un' area cos piccola (si parla di circa trenta siti degni di nota per le varie epoche...). Chiss, sarei tentato anch'io a prendere un campione e portarlo ad un laboratorio...

(Nella foto appena sopra, scavi in corso a Visoko. Si possono notare alcuni blocchi di materiale roccioso, esposti dallo scavo, che sembrano disposti a costituire una specie di copertura esterna per la struttura della Piramide di Visoko. Limmagine ci stata gentil mente fornita da Riccardo Brett)

I.: Cosa pensi della civilt che ha modellato le Piramidi Bosniache? R.B.: Personalmente credo che venga di molto sottovalutata l'importanza di questo bacino balcanico per quello che fu poi la diffusione della cultura neolitica mediterranea in Europa. Se si analizza la mitologia, il simbolismo presente nelle ceramiche, sugli Steak - i monumenti in pietra presenti in molti siti nell'exJugoslavia e non solo [n.d.r. gli Steak sono prevalentemente ritenuti dallarcheologia moderna delle strutture ornamentali in pietra per antiche tombe di realizzazione medievale; recentemente tuttavia si sta ripensando questa attribuzione temporale, dato che, per molti degli Steak stessi - soprattutto quelli che appaiono pi antichi - essa non risulta supportata da sufficienti e concrete evidenze scientifiche. Lorigine architettonica di alcuni di questi artefatti, nonch il significato religioso della simbologia sacra che possibile riscontrare su di essi, sembra provenire da radici molto pi antiche che probabilmente retrodatano al neolitico, quindi non certamente medievali] - e nei reperti in rame rinvenuti quest'anno, possiamo individuare molti caratteri interessanti per comprendere l'origine e lo sviluppo degli insediamenti durante le varie epoche in quest'area. La similitudine con molti aspetti della cultura Induista - suggerita in particolare dai lavori del ricercatore indipendente Nenad M. Djurdjevic - ci porta a porci la domanda se non furono proprio i Balcani il ponte fra l'oriente e, ad esempio, la cultura Norrena. Certamente, ad ogni modo, siamo

ancora nell'ambito delle teorie: le certezze sono poche, ma quelle poche direi solide. Due esempi. Innanzitutto, la chiesa Bogumila nel XII secolo ritenne particolarmente importante far sopravvivere le tradizioni pagane nascondendole sotto nomi di santi e rivisitazioni di miti paleo-cristiani: questo ci ha aiutato a procedere a ritroso e ad avvicinarci a quella che era la spiritualit di questa zona, elementi della quale sono cos radicati da sopravvivere ancora oggi giorno. In parole povere, possiamo affermare che molto di quel che abbiamo sotto agli occhi a Visoko pu essere assimilato al culto della Madre Terra e a credenze vicine all'animismo e ad alcune forme della cultura Vedica. Secondo punto importante, date le dimensioni dei siti scavati quest'anno, in particolare sulla collina Kstac (quella che viene anche definita come Tempio di Madre Terra), la quantit enorme di frammenti di ceramiche e le evidenti mura megalitiche ancora da dissotterrare completamente, possiamo affermare che l'occupazione di quest'area era interessata da una comunit molto ampia. Credo si possa parlare approssimativamente di 10-15,000 abitanti divisa in villaggi in tutta l'area. una cifra che oggi giorno pu sembrare esigua ma che in tempi remoti, specialmente nel Neolitico, significava una societ estremamente organizzata e possibilmente strutturata su una centralizzazione del potere. Queste sono caratteristiche particolarmente incompatibili con l'idea generale che si ha degli insediamenti Neolitici. A farla breve, ritengo che a Visoko ci siano gli elementi per prendere in considerazione la possibilit che la societ come noi la conosciamo possa avere origini pi complesse di quanto venga normalmente teorizzato: basti prendere Gbekli Tepe per avere un altro esempio di insediamento "anomalo". Apparizioni di gruppi pi organizzati in societ pi numerose oltre i 7000 anni BP sono caso di studio da decenni. Un ultima puntualizzazione: quando si parla di "civilt" bisogna stare attendi a non fraintendere questo concetto con l'idea di una "societ urbanizzata": in effetti sarebbe pi preciso parlare di "cultura neolitica". I.: Come mai i Tunnel di Ravne sono stati sigillati internamente con dei muri di pietre disposte a secco? Ho sentito dire che ci sarebbe avvenuto in tempi molto antichi, vero? R.B.: I Tunnel di Ravne, originalmente chiamati Trivunova Vrela (Sorgente di Trivun), sono un aspetto decisamente intrigante quando si vede nel complesso la questione delle Piramidi Bosniache. Vorrei una volta per tutte sfatare il mito che sia la Fondazione a creare i tunnel mano a mano che si va avanti: 1) Le sezioni sono si allargate, ma questo per seguire le direttive riguardo la sicurezza dettate dal Federal Ministry of Mining bosniaco, il quale fornisce precise indicazioni relativamente al fatto che il soffitto dei tunnel debba mantenere unaltezza minima di 2 metri dal piano di calpestio. Anche se talvolta non necessario allargare: in certi tratti la struttura stata confermata essere auto-portante e sicura anche senza impalcature. 2) L'ultimo tunnel scoperto questa estate si estende per 150 metri orizzontalmente dentro la collina: sono entrato per primo e posso assicurarvi che non lo abbiamo scavato noi! A parte questo, riguardo ai muri a secco le teorie sono molte. Io di mio preferisco le spiegazioni semplici. Diciamo che, per motivi strutturali, la direzione scelta escludeva vie secondarie oppure zone che non venivamo pi utilizzate: di conseguenza, (ed prassi anche oggigiorno nelle miniere) chiunque abbia creato questi tunnel, mentre avanzava chiudeva sezioni inutilizzate con le stesse pietre che si trovava davanti. Oggi abbiamo diverse prove di segni di attrezzi e la presenza di pietre annerite dalla combustione di candele/lampade ad olio ed, inoltre, penso che siamo vicini a rispondere alla domanda riguardante la direzione da cui siano entrati i creatori di Ravne e se abbiano sigillato i tunnel da fuori o se si siano "chiusi dentro". La verit sta in mezzo come sempre: infatti, avendo individuato altre sezioni e possibili aperture secondarie non da escludere che entrambi i procedimenti siano avvenuti. Per quel che riguarda la datazione, il C14 eseguito anni orsono parla di 6000 anni fa se non ricordo male, ma secondo me i periodi di occupazione sono stati molti e anche recenti. Per quel che riguarda i monoliti in sandstone sono invece ancora molto perplesso. Posso assicurare che tracce di segni di scanalature sono

state trovate in pi reperti durante gli ultimi mesi: l'unica interpretazione che sono riuscito a darvi finora che siano dei marcatori di punti di particolare importanza all'interno dei tunnel. Forse un modo per contare le distanze o per segnalare intersezioni. I.: vero che allinterno dei Tunnel di Ravne sono stati rinvenuti oggetti prodotti solamente qualche secolo fa (ad es. una lampada a olio se non erro), segno che i tunnel stessi erano gi conosciuti in passato, e non sono una scoperta solo recente? Inoltre, come si concilia la presenza di questi oggetti con lipotesi che i tunnel siano stati sigillati in un periodo remoto della storia umana? R.B.: Ero presente quando la lampada ad olio fu trovata (l'abbiamo datata per confronto e livello di erosione/ruggine attorno al XVIII secolo). Questa in particolare stata trovata in un area non sigillata completamente, anzi, direi che pareva piuttosto crollata, sul tunnel vuoto di destra il quale finisce sul bordo della collina. In altre parole: basterebbe che qualcuno avesse individuato una delle aperture secondarie e, con un po di fatica e magari con in testa l'idea di trovare un qualche "tesoro" si fosse poi infilato dentro e avesse percorso quei 100/120 metri... quindi niente di che purtroppo per sfasare le datazioni. Piuttosto, escludendo le teorie relative alla funzione di semplice miniera, non credo sia da escludere la possibilit che effettivamente questi tunnel siano stati esplorati, riempiti parzialmente e poi ri-svuotati anche negli ultimi 2000/3000 anni. Dico questo perch una miniera non la si chiude se non esaurita e soprattutto non la si riapre a distanza di secoli! Credo sia molto pi realistico un utilizzo militare (vedi leggende medievali locali) o di rifugio/culto in tempi pi remoti. Riassumendo, l'intera sezione fino a dove la Fondazione e i volontari hanno lavorato fino ad adesso sono convinto anch'io che fosse stata chiusa in tempi pi remoti, mentre la sezione attualmente scoperta e trovata vuota - nonostante la sua prima creazione sia sicuramente contemporanea al resto della struttura precedentemente scavata dai volontari - parrebbe essere stata esplorata anche recentemente. L'utilizzo e la funzione di questi tunnel, escludendo la miniera per le sue caratteristiche e fasi di occupazione, non ancora del tutto chiara.

(Nellimmagine sopra, la lampada ad olio ritrovata allinterno dei Tunnel di Ravne e datata intorno al XVIII secolo. Fornit aci gentilmente da Riccardo Brett)

Ringraziando ancora il Brett per la sua cortesia nel rispondere alle mie domande, cerco di riassumere il succo del discorso: le Piramidi Bosniache esistono realmente, anche se dovremmo pi propriamente chiamarle Colline Bosniache rimodellate artificialmente; sono realizzazioni databili perlomeno al neolitico, forse anche pi antiche (questo in base agli ultimi rinvenimenti archeologici); successivamente sono state vissute ed utilizzate dalluomo in diversi altri contesti storici (quasi sicuramente in epoca romana e nel periodo medievale), ogni volta con scopi probabilmente differenti; allinterno dei Tunnel di Ravne sono stati anche scoperti dei muretti a secco che fanno propendere per lautenticit ed antichit dellintera struttura; almeno una parte di queste strutture (mi riferisco, ad esempio, proprio ai Tunnel di Ravne) era libera da detriti ed esplorabile ancora nel XVIII secolo; in particolare, per quel che riguarda i Tunnel di Ravne, ne la prova il reperto costituito da unantica lampada ad olio del XVIII secolo, ritrovato allinterno dei tunnel stessi, e, di conseguenza, corrisponde a falsit laffermazione che sia la Fondazione di Osmanagich, attraverso lopera degli scavatori volontari, a realizzare oggigiorno i tunnel, spacciandoli poi furbescamente per strutture antiche; alcuni campioni di materiale prelevato dagli scavi sono stati analizzati da un noto esperto internazionale che afferma trattarsi di geopolimero cementizio artificiale;

alla luce delle ultime scoperte archeologiche effettuate in loco (anche dal Brett), chi insiste nel dire che le Piramidi Bosniache e le strutture sotterranee ad esse connesse non esistono, oppure che si tratta solamente di formazioni geologiche naturali quanto meno in errore o, al peggio, in malafede.

Partir in seguito da queste premesse per formulare un mio ragionamento, ma prima venuto il momento di parlare del mistero che sembra nascondersi sotto queste strane colline rimodellate di Bosnia. Passo perci a fornirvi qualche nota relativa al Prof. Paolo Debertolis e al SB Research Group. Il Prof. Paolo Debertolis, attualmente dipendente presso la Facolt di Medicina e Chirurgia dellUniversit degli Studi di Trieste in qualit di Ricercatore con incarico di docenza (Professore aggregato), Laureato in Medicina e Chirurgia (dal 1986), e ha ottenuto la specializzazione in Odontostomatologia (nel 1989), con perfezionamento in Odontoiatria Legale, Odontologia e Archeologia Odontoiatrica (nel 2006). Possiamo quindi pensare alla sua figura professionale come a quella di un medico (legale) che contemporaneamente anche archeologo. Durante lestate del 2010, per assecondare la propria passione per larcheologia (perch nel caso di Debertolis anche di passione si tratta, non solo di lavoro) e la propria curiosit, egli si recato in prima persona a Visoko per una ricognizione scientifica preliminare sui siti di scavo della Piramide Bosniaca del Sole e dei Tunnel di Ravne, per farsi unidea pi precisa sullautenticit delle strutture del complesso, ed, in seconda battuta, per effettuare alcune ricerche che potevano essere compiute solo in loco, attivandosi per dar vita ad un gruppo di ricerca (denominato SBRG) che, almeno inizialmente, si focalizzava proprio sullo studio di alcune particolarit riscontrate principalmente nellenigmatica location archeologica di Visoko. Utilizzando un estratto dalla presentazione sul loro sito-web ufficiale, lSB Research Group (o SBRG) un progetto universitario di ricerca multidisciplinare volto allo studio architettonico, della geometria, dei materiali e delle forme delle strutture antiche presenti in Europa ed allo sviluppo della conoscenza dal punto di vista antropologico e storico delle scoperte effettuate in questo contesto. SBRG coniuga alcuni elementi di due universit italiane, Universit degli Studi di Trieste e Politecnico di Milano. In particolare, ha manifestato preciso interesse in tal senso il Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute, sezione di Archeologia Odontoiatrica, Universit degli Studi di Trieste, che ha assunto definitivamente la direzione del progetto. SB Research Group collabora con istituzioni pubbliche e fondazioni private con impostazione multidisciplinare di studio, ossia secondo diversi punti di vista scientifici e specializzazioni: antropologico, architettonico, urbanistico, geologico, fisico, storico ed archeologico. Tra le varie ricerche condotte a Visoko dal SBRG (a partire dallestate 2010 il Prof. Debertolis e il suo team si sono recati sui siti sorvegliati dalla Fondazione di Osmanagich almeno diciassette volte), quelle che hanno prodotto i risultati pi strani lambiscono il campo dellarcheo-acustica, cio la scienza che studia le sonorit e le risonanze delle caverne, dei megaliti e di altri luoghi antichi, in modo da poter studiare il panorama uditivo dei nostri antenati. proprio effettuando rilevazioni strumentali che il Prof. Debertolis si accorto che, sulla cima della Piramide Bosniaca del Sole, su di una sonda laterale alla stessa struttura ed anche allinterno dei Tunnel di Ravne, presente un anomalo segnale ultrasonico la cui frequenza si aggira intorno ai 28KHz. Va utilizzato il termine intorno perch il valore misurabile sperimentalmente tende a slittare in un range che varia dai 26KHz ai 30KHz. La curva di forma gaussiana per cui il valore medio di 28KHz. In esso vi una portante costante ed una parte modulata incostante. Come afferma lo stesso Debertolis: Gli ultrasuoni li abbiamo rilevati principalmente con un registratore digitale Sound Devices mod.722 e microfoni Sennheiser MKH 800 TWIN. Abbiamo usato anche un Marantz PDM661 ed uno Zoom H4N, insieme con un analizzatore di spettro NTI XL2. In acqua e nella neve

abbiamo usato dei microfoni Aquarian Hydrophones H2a XLR. I dati rilevati tramite tale strumentazione sono stati poi analizzati grazie al prezioso contributo di un referenziato tecnico del suono, il finlandese Heikki Savolainen. Va specificato che il segnale stato registrato in diverse occasioni (quindi non si tratta di un fenomeno sporadico) e che, con le necessarie strumentazioni ed autorizzazioni, possibile ripetere la rilevazione sperimentale in qualsiasi momento, ottenendo i medesimi risultati conseguiti dal SBRG. Che cosa genera questo anomalo segnale ultrasonico? Qualche risposta ha cominciato a saltar fuori dopo che il Prof. Debertolis, al termine dell'ICBP2011 (ossia dellInternational Conference of the Bosnian Pyramids tenutasi nel settembre 2011), ha conosciuto personalmente il fisico croato Slobodan Mizdrak, instaurando con questultimo un rapporto di collaborazione che prosegue tuttora. Mizdrak e lSBRG si sono infatti accorti che il complesso della Piramide Bosniaca del Sole, oltre al segnale ultrasonico, emette anche un secondo segnale elettromagnetico consistente questultimo di onde radio, le quali manifestano le stesse caratteristiche di frequenza del segnale ultrasonico. Il segnale elettromagnetico possiede anchesso caratteristiche di costanza, ossia non si interrompe mai. Lipotesi di lavoro che sia proprio il segnale elettromagnetico a generare, come effetto spurio, gli ultrasuoni rilevati nei pressi della Piramide Bosniaca del Sole: potrebbero, in effetti, essere presenti in loco strati profondi di quarzo che, attraversati dal fascio elettromagnetico, entrerebbero in risonanza, producendo gli ultrasuoni captati strumentalmente. Ci spiegherebbe, in parte, anche lincostanza di intensit della parte modulata del segnale ultrasonico. Altre ragioni che possano spiegare tale incostanza le si possono ricavare dai dati ambientali. Lincostanza della parte modulata del segnale ultrasonico sembra poter essere messa in relazione con le variazioni del tempo atmosferico, dell'ora della giornata e della stagione. Probabilmente, ci da porre in relazione all'energia statica presente nell'ambiente (posto che il segnale ultrasonico provenga dagli strati profondi di quarzo attraversati dalle onde radio, la differenza di potenziale tra ambiente esterno ed interno della struttura pu influenzare di molto il segnale). Presumendo, dunque, che il segnale ultrasonico derivi da quello elettromagnetico, il problema diventa quello di dare una spiegazione a questultimo. Quale fonte lo origina, e, soprattutto, di che tipo di segnale si tratta? Sicuramente le risposte pi interessanti a questi ultimi quesiti sono quelle che sono pervenute agli studiosi attraverso i risultati di un esperimento condotto nel corso del mese di aprile 2012 sulla Piramide Bosniaca del Sole. Tale esperimento stato operato al fine di stabilire la posizione della sorgente delle onde radio di cui si parlava in precedenza, attraverso la tecnica della triangolazione, e di inferire le caratteristiche fisiche salienti della sorgente stessa. Lesperimento stato condotto dal fisico Mizdrak e dai suoi assistenti, in collaborazione con Debertolis e lSBRG. Lo stesso Riccardo Brett vi ha partecipato, con lingrato compito di fungere per tre notti da guardiano notturno delle attrezzature di rilevazione posizionate in loco. Per lo pi si trattava di sensori per le VLF (avvolgimenti in rame calibrati) connessi a vari analizzatori di spettro di diverse marche, collegati a diversi computer (ad es. un Aaronia NF-3010). I dati ottenuti hanno richiesto quasi tre mesi di analisi e conferme da parte di tre istituti indipendenti e affidabili (Istituto di Statistica di Belgrado, Istituto di Statistica di Zagabria, Istituto di Matematica Avanzata di Vienna).

(Diapositiva relativa ai risultati dellesperimento di triangolazione effettuato ad aprile 2012. LSBRG detiene il copyright per questimmagine, concessa al solo scopo di pubblicazione a corredo di questarticolo. pertanto vietato qualsiasi altro utili zzo della stessa.)

I tre istituti hanno svolto lanalisi secondo le loro proprie metodiche, ma raggiungendo risultati coincidenti. Secondo tali analisi dei dati a disposizione, il segnale esiste, riconducibile allo spettro delle VLF (Very Low Frequencies, la gamma di onde radio impiegate oggigiorno per le comunicazioni con i sottomarini), sempre presente e dispone delle seguenti peculiarit: innanzitutto il fascio di onde radio obliquo, cio il punto di origine non ubicato esattamente sotto la Piramide Bosniaca del Sole, ma spostato di circa 410 metri verso ovest e ad una profondit di 2,44 km nel sottosuolo. La potenza di trasmissione del segnale maggiore di 10 kW (simile a quella di una emittente televisiva). Lorigine non puntiforme, ma deriva da un ampio riflettore orientato verso lapice virtuale della Piramide Bosniaca del Sole. Parliamo di apice virtuale poich la cosiddetta Piramide Bosniaca del Sole non ha un vero e proprio vertice, dato che la sommit della stessa tronca e consiste di un piccolo plateau. Il segnale elettromagnetico convergente, con un fuoco ben determinato, esattamente come quello generato da unantenna parabolica. Questo spiega perch, allontanandosi dalla sommit della Piramide Bosniaca del Sole verso lalto, aumenti proporzionalmente la potenza del segnale, fino a raggiungere il suo acme, appunto, nel fuoco, che si trova a circa 15 metri sopra il plateau alla sommit della struttura. Non ancora ben chiaro se sia la forma del riflettore alla sorgente del segnale (diametro calcolato di circa 800 metri, con un dislivello tra il bordo ed il centro di circa 15 metri, quasi proprio come un gigantesco paraboloide) a determinare in maniera diretta la convergenza del fascio o se, piuttosto, sia la conformazione piramidale della struttura della Piramide Bosniaca del Sole a concentrare lampio fascio di onde radio (oppure ancora, se entrambe le suddette circostanze contribuiscano al verificarsi del fenomeno). Il segnale radio, proseguendo dal punto di convergenza del fascio, si proietta poi verso lalto, probabilmente a raggiungere lo spazio extra-atmosferico.

Sempre dai dati in possesso di Mizdrak, il riflettore alla sorgente del segnale risulta costituito di materiale metallico (lui ipotizza argento) e sembra presentare un assetto obliquo.

(Diapositiva che, tramite un modello schemati co, riassume i dati dellesperimento di triangolazione effettuato ad aprile 2012. LSBRG detiene il copyright per questimmagine, concessa al solo scopo di pubblicazione a corredo di questarticolo. pertanto viet ato qualsiasi altro utilizzo della stessa.)

possibile che questo segnale sia di origine naturale, ma va, per forza di cose, contemplata anche la possibilit opposta, e cio che il segnale sia di origine artificiale. In effetti, le caratteristiche di costanza e di periodo sembrano quelle di un segnale artificiale. Poi va tenuto presente il fatto che, se davvero esiste un reale paraboloide nel sottosuolo capace di produrre integralmente lemissione di raggi che poi si concentrano 15 metri sopra la cima della Piramide Bosniaca del Sole, ci si troverebbe di fronte ad un evento con caratteri di precisa artificialit. Il problema che, anche volendo, risulta al momento impossibile dissotterrare la struttura in questione, per venire a capo del mistero. O meglio, assolutamente impossibile per la nostra tecnologia. A quella profondit il calore eccessivo e nessuno potrebbe sopravvivere pi di qualche minuto. Inoltre, nessuna miniera arriva a quella profondit. Neppure quelle a cielo aperto. Una tra le pi profonde miniere del mondo si trova nello Utah: aumenta costantemente la sua larghezza e profondit, tanto che allo stato attuale, misura ben quattro chilometri di diametro ed profonda 1.200 metri ma la stanno scavando continuativamente sin dal 1863! chiaro che, con i mezzi attuali delluomo, scavare per raggiungere il presunto paraboloide sarebbe quindi improponibile.

(Diapositiva che riassume schematicamente i dati salienti relativi alla BPS, cio la Bosnian Pyramid of the Sun, messi in r elazione con ci che si scoperto riguardo il fascio di onde radio proveniente dal sottosuolo nei pressi della stessa struttura. LSBRG detie ne il copyright per questimmagine, concessa al solo scopo di pubblicazione a corredo di questarticolo. pertanto vietato qualsia si altro utilizzo della stessa.)

Fin qui siamo rimasti nel campo delle certezze e dei dati assodati (e visto che abbiamo parlato di seri ricercatori non poteva essere altrimenti), ma ora venuto il momento di illustrare ci che non affatto certo e che deriva pi dalle sensazioni personali dellautore di questo articolo (condivisibili o meno) che dalle risultanze strumentali. Ricapitolando e riassumendo ancora una volta il nostro discorso, stata rilevata nei pressi della Piramide Bosniaca del Sole una potente emissione di onde radio, proveniente dal sottosuolo e tendente verso lo spazio, che presenta caratteri di artificialit. Se il segnale di origine artificiale, di che tipo di segnale si tratta? E soprattutto, cosa o chi direttamente responsabile della sua esistenza? Certamente non luomo moderno, visto che la nostra tecnologia non ci consente di piazzare un trasmettitore a 2,44 km di profondit. Innanzitutto, non parliamo di una trasmissione codificata (almeno ci non risulta dai dati in possesso dei ricercatori). Per cui non si tratta di un trasmettitore con la funzione di inviare informazioni complesse. La costanza del segnale lo fa pi assomigliare a quello di un radiofaro (cio di uno strumento atto ad assistere la navigazione aerea o marina). Il problema che, pur essendo il segnale riconducibile allo spettro delle VLF (come gi accennato, di sovente utilizzate per le comunicazioni con i sottomarini), il trasmettitore si trova posizionato lontano da qualsiasi costa. N risulta che in loco sia mai esistito un radiofaro aereo. Il segnale stesso, oltretutto, si proietta verso lo spazio infinito. Non risulta direzionato verso un punto particolare della volta celeste, e la cosa, comunque, non avrebbe senso, visto che la naturale rotazione terrestre produrrebbe, nellarco di ventiquattro ore, un ampio slittamento delleventuale zona-bersaglio del segnale (non traspare, in effetti, che ci sia qualche tipo di compensazione del segnale commisurata alla rotazione terrestre). Lintero fenomeno, se di origine artificiale, potrebbe essere quindi assimilabile al concetto di spazio-faro locale. Cio di un segnale con funzione di assistenza alla navigazione locale di veicoli extra-atmosferici transitanti in orbita circum-terrestre, in particolare sopra le coordinate delle strutture di Visoko. Certo che se si trattasse di una struttura artificiale, un trasmettitore con una simile funzione e dotato di una simile potenza dovrebbe oltretutto venire continuamente ed adeguatamente alimentato da una fonte di

energia altrettanto potente. Debertolis ci ha confidato che nei tunnel di Ravne, oltre al segnale ultrasonico, stata registrata unaltra sonorit non ben definita che sembra prodotta da un qualcosa che ruota, un rumore che somiglia vagamente a quello di una turbina (il generatore di potenza che alimenta il trasmettitore?). Ma anche ammettendo che si tratti di una turbina, il sottoscritto si chiede chi lavrebbe posizionata in quel luogo e con quale tecnologia. Qui ci ritorna alla mente qualcosa di cui abbiamo parlato in precedenza, quando abbiamo affrontato lintervista con il Brett. Il complesso delle strutture di Visoko databile perlomeno al neolitico, e forse addirittura pi antico. Inoltre, sempre come abbiamo gi detto, alcuni campioni di materiale prelevato dagli scavi sono stati analizzati da un noto esperto internazionale che afferma trattarsi di geopolimero cementizio artificiale. Ipotizzando che il presunto trasmettitore sia, in qualche maniera, collegato al complesso di Visoko, e che sia quindi contemporaneo a tali strutture, chi avrebbe avuto, durante il neolitico, le possibilit tecnologiche per dar vita a simili realizzazioni? Tendo ad escludere lidea delluomo primitivo, o almeno lidea che di quelluomo ci viene comunemente dipinta dai testi storici, anche se possibile che la proto-umanit abbia ri-utilizzato quelle strutture, se gi esistenti, per propri scopi precipui. La risposta che mi vien pi naturale dare e che non si tratti di unopera umana, anche se molto antica; probabilmente contemporanea o addirittura precedente alluomo del neolitico, che ne ha solamente invaso ed utilizzato le parti pi esposte per i propri scopi. E se non unopera umana (il condizionale dobbligo), rimangono ben poche scelte riguardo i possibili realizzatori. Da tenere presente anche il fatto che, chiunque abbia collocato un ipotetico trasmettitore a 2,44 km di profondit, intendesse evitare una sua facile localizzazione, e di conseguenza, una sua eventuale manomissione/disattivazione. In effetti, se nel neolitico io mi fossi dato tanta briga per costruire un simile capolavoro tecnologico, non mi sarebbe andato gi di vederlo finire tra le mani inesperte di ignari primitivi, e avrei cercato di proteggerlo conferendogli caratteristiche di elusivit e di autoprotezione. Caratteristiche che sembrano perdurare tuttora, e non mi riferisco solo allinacessibilit della location in cui ubicato lipotetico trasmettitore. Voglio infatti raccontarvi una circostanza di cui pochi sono a conoscenza, confermatami da chi ha preso parte in prima persona allesperimento di triangolazione del segnale radio. Durante una delle tre nottate in cui si stavano effettuando le misurazioni strumentali, il presunto trasmettitore di Visoko sembra aver, in qualche modo, avvertito la presenza della strumentazione atta a rilevarlo, attivando qualcosa di simile ad un protocollo difensivo. Si sono cominciate a vedere scintille su tutti gli apparati, mentre i rilevatori hanno cominciato a registrare tensioni di rimando intorno ai 3 volt, con il rischio effettivo che i sensori si guastassero (anche se, fortunatamente, ci non successo). In pratica, il macchinario sotterraneo avrebbe cercato di sovraccaricare la strumentazione che lo stava analizzando, forse con il fine di danneggiarla (e ci non era mai successo durante le rilevazioni strumentali precedenti, ma si ripetuto diverse volte durante lesperimento di triangolazione). Ci non mi sembra affatto un fenomeno naturale, e, anche se lo fosse, sarebbe di difficile spiegazione. In sintesi, molti aspetti riguardanti il complesso delle strutture di Visoko fanno pensare ad un intervento con caratteri di palese artificialit. Molte circostanze che riguardano il complesso stesso andrebbero sicuramente indagate parecchio pi a fondo (anche volendo propendere per lipotesi di fenomenologia naturale, che, comunque, presenterebbe caratteri di estrema peculiarit). Ma con i dati che sono gi in nostro possesso possiamo tranquillamente affermare che esiste la concreta possibilit che ci trovi di fronte a qualcosa di innaturale (nel senso lato del termine), che non sia il prodotto di mani umane. E tale possibilit andrebbe in qualche modo verificata. Il Brett mi ha raccontato che sulla terrazza dove si trovano ogni giorno i volontari degli scavi di Visoko campeggia la scritta: Why are you here? (trad. Perch ti trovi qui?). La risposta, forse, consiste nel

cercare di capire chi ha realizzato il complesso di quelle strutture e tutto ci che sta nascosto a 2.44 km nel sottosuolo. Visoko non appare certamente come un posto normale e qualunque cosa stia accadendo l non facilmente spiegabile a chi non c mai stato. Ma arrivato il momento di provarci con un po pi di impegno, vista la possibile rilevanza della posta in gioco. Questo anche il motivo per cui ho scritto questo articolo, che, oltre che a fornire qualche risposta, spero serva a ingenerare diversi interessanti interrogativi in chi lo legger. Per chi volesse approfondire autonomamente la questione, o volesse contattare i ricercatori citati nellarticolo, posso fornire, le seguenti e-mail: Riccardo Brett => rickybrett@hotmail.it; Paolo Debertolis => paolo.debertolis@sbresearchgroup.eu; Sam Semir Osmanagich => osmanagic@msn.com.