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Fisica atomica

In alcune meduse, ad esempio nella


Aequorea victoria mostrata nella
fotografia, presente una particolare
proteina, la GFP, dallinglese Green
Fluorescent Protein, che consente
loro di emettere luce nellintervallo
del visibile. Questa proteina ha una
notevole importanza in campo
medico, perch pu essere
utilizzata come marcatore, ed
essendo una proteina naturale
totalmente biocompatibile,
non tossica ed facilmente
smaltibile dallorganismo.
In questo capitolo esamineremo
le conoscenze attuali sulla struttura
dellatomo, grazie alle quali siamo in grado
di spiegare non solo il fenomeno
della fluorescenza, ma anche le propriet
chimiche degli elementi
e la generazione della luce laser.

O ggi si d per scontato che


siamo fatti di atomi, e come
noi anche ogni altra cosa
sulla Terra. Anche se a prima vista pu
sembrare sorprendente, la fede negli
In questo capitolo analizzeremo
anzitutto il modello quantistico del pi
semplice degli atomi, latomo di
idrogeno. In seguito mostreremo come
le propriet fondamentali dellidrogeno
Contenuti
1. I primi modelli di atomo
2. Lo spettro dellatomo
di idrogeno
1081

1082
atomi non stata sempre cos salda. valgano anche per atomi pi complessi, 3. Il modello di Bohr
Agli inizi del ventesimo secolo, quindi e come ci ci consenta di capire in dellatomo di idrogeno 1085
in unepoca relativamente recente, la maniera dettagliata la disposizione degli 4. Le onde di de Broglie
controversia sulla natura microscopica elementi nella tavola periodica. e il modello di Bohr 1092
della materia era ancora molto accesa. La capacit della meccanica
Con lavvento della nascita della quantistica di descrivere la struttura 5. Latomo di idrogeno
fisica quantistica, tuttavia, e con la di un atomo e di spiegare le quantistico 1094
conoscenza sempre pi approfondita caratteristiche dei vari elementi 6. Gli atomi con pi elettroni
della struttura atomica, il dibattito volse uno dei pi grandi successi della e la Tavola Periodica 1097
rapidamente al termine. scienza moderna. 7. La radiazione atomica 1102

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1 . I p r i m i m o d e l l i d i a t o m o 1081

1. I primi modelli di atomo


Le ipotesi sulla struttura microscopica della materia hanno affascinato il genere
umano per migliaia di anni. I filosofi greci dellantichit, come Leucippo e Demo-
crito, si erano chiesti che cosa sarebbe successo se si fosse preso un oggetto di pic-
cole dimensioni, come un blocco di rame, e lo si fosse diviso a met, poi ancora a
met, e ancora a met per tante volte di seguito. La loro conclusione fu che alla fi-
ne il blocco si sarebbe ridotto a un pezzettino di rame indivisibile. Questa unit
fondamentale di elemento fu chiamata atomo, che significa letteralmente non di-
visibile.
Fu solo alla fine del diciannovesimo secolo, tuttavia, che la questione degli atomi
divenne oggetto di ricerche scientifiche. Analizzeremo ora lo sviluppo dei primi
modelli atomici, evidenziando limportanza che ebbero per raggiungere la cono-
scenza che oggi abbiamo sullargomento.

Il modello di Thomson: il panettone


Nel 1897 il fisico inglese J.J. Thomson (1856-1940) scopr una particella pi piccola
e migliaia di volte pi leggera dellatomo pi leggero. Si scopr anche che lelettro- Carica positiva
ne, cos fu battezzata la particella, aveva una carica negativa, a differenza degli ato-
mi che sono elettricamente neutri. Perci Thomson ipotizz che gli atomi avessero
una struttura interna e che questa comprendesse, oltre agli elettroni, una certa Carica negativa
quantit di materia carica positivamente. Questultima avrebbe rappresentato la
maggior parte della massa dellatomo e avrebbe dovuto possedere una carica
uguale in valore assoluto alla carica degli elettroni.
Lidea di atomo elaborata da Thomson quella che lui stesso chiam modello a F I G U RA 1 Il modello atomico
plum-cake (o a panettone). In questo modello gli elettroni sono dispersi in una a panettone
distribuzione pi o meno uniforme di carica positiva, come luvetta nel panettone. Il modello di atomo proposto da
Il modello illustrato nella figura 1. Sebbene fosse in accordo con tutto ci che a J.J.Thomson consiste di una carica positiva
quel tempo Thomson conosceva sugli atomi, il suo modello fu messo ben presto in uniforme, responsabile della maggior parte
della massa dellatomo, allinterno della
difficolt da nuovi esperimenti e fu sostituito con un altro che somigliava pi al si- quale gli elettroni, piccoli e carichi
stema solare che a un panettone. negativamente, sono distribuiti come
luvetta nel panettone.

Il modello di Rutherford: un sistema solare in miniatura


Ispirati dalle scoperte e dalle ipotesi di Thomson, altri fisici iniziarono a studiare la
struttura atomica. Ernest Rutherford (1871-1937) e i suoi collaboratori Hans Geiger
(1882-1945) e Ernest Marsden (1889-1970) (questultimo, allepoca, ventenne e non
ancora laureato) decisero di effettuare un test sul modello di Thomson, inviando
un fascio di particelle cariche positivamente, note come particelle alfa, su un sot-
tile foglio doro. Le particelle alfa, che in seguito furono identificate come nuclei di
atomi di elio, sono cariche positivamente e quindi dovrebbero essere deflesse nel-
lattraversare il panettone positivo costituito dagli atomi del foglio doro. Questa
deflessione dovrebbe avere le propriet seguenti:
essere relativamente piccola, poich le particelle alfa posseggono una massa non
indifferente e la carica allinterno degli atomi distribuita in modo omogeneo;
tutte le particelle alfa dovrebbero essere deflesse pi o meno allo stesso modo,
poich il panettone positivo riempie virtualmente tutto lo spazio.
Quando Geiger e Marsden effettuarono lesperimento si accorsero che i loro ri-
sultati non erano in accordo con le previsioni: la maggior parte delle particelle at-
traversavano il foglio doro come se questo non ci fosse stato. Era come se gli ato-
mi nel foglio fossero costituiti per lo pi da spazio vuoto. Dato che i risultati
erano piuttosto sorprendenti, Rutherford sugger di modificare lesperimento
per cercare non solo le particelle alfa con piccoli angoli di deflessione, come ci si
aspettava inizialmente che fossero, ma anche quelle con grandi angoli di defles-
sione.
Il suggerimento si rivel unintuizione felice. Non solo si osservarono grandi ango-
li di deflessione, ma si scopr addirittura che alcune particelle alfa venivano prati-
camente rimandate indietro. Rutherford rimase sbalordito e comment: Fu incre-

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dibile, quasi come se avessi sparato una granata contro un foglio di carta e questa fosse tor-
Elettrone nata indietro, colpendomi.
Per tener conto dei risultati di questi esperimenti, Rutherford propose che latomo
Nucleo avesse una struttura simile a un sistema solare, come illustrato nella figura 2. In
particolare, egli immagin che gli elettroni, leggeri e negativi, orbitassero intorno a
+ un piccolo nucleo positivo nel quale fosse concentrata quasi tutta la massa della-
tomo. In questo modello nucleare, latomo costituito quasi interamente da spazio
vuoto e ci permette alla maggior parte delle particelle alfa di passare indisturba-
te. Inoltre la carica positiva dellatomo concentrata in un piccolo nucleo, anzich
essere distribuita in tutto latomo. Ci significa che una particella alfa che urta

frontalmente con un nucleo pu realmente essere respinta nella direzione inciden-
FIGURA 2 Il modello dellatomo te, come era stato osservato negli esperimenti.
a sistema solare
Per calcolare quanto dovesse essere piccolo il nucleo del suo modello, Rutherford
Ernest Rutherford propose un modello
atomico simile a un sistema solare, con un combin i dati sperimentali con calcoli teorici dettagliati. Il risultato fu che il raggio
nucleo pesante carico positivamente intorno del nucleo doveva essere inferiore al raggio dellatomo di un fattore 10 000. Per
al quale orbitano gli elettroni, leggeri e comprendere meglio le proporzioni, immaginiamo di ingrandire un atomo in mo-
carichi negativamente. do che il suo nucleo sia grande come il Sole. A quale distanza orbiterebbe un elet-
trone in questo sistema solare atomico? Utilizzando il fattore dato da Rutherford,
si trova che lorbita dellelettrone dovrebbe avere un raggio simile a quello dellor-
bita di Plutone; allinterno di questorbita ci sarebbero solo il nucleo e lo spazio
vuoto. Perci la frazione di spazio vuoto in un atomo persino pi grande di quel-
la del sistema solare!
Per quanto verosimile, il modello di atomo nucleare di Rutherford presenta dei
gravi difetti. In primo luogo, un elettrone che orbita soggetto a unaccelerazione
centripeta verso il nucleo: come sappiamo dal capitolo 29, qualsiasi carica elettrica
accelerata emette energia sotto forma di radiazione elettromagnetica. Un elettrone
che irraggia energia mentre percorre unorbita simile a un satellite che perde
energia a causa della resistenza dellaria quando la sua orbita troppo vicina allat-
mosfera terrestre. Come nel caso del satellite, anche lelettrone dovrebbe percorre-
re una spirale e finire per cadere sul nucleo. Dato che lintero processo di collasso
dovrebbe avvenire in una frazione di secondo (circa 109 s), gli atomi del modello
atomico di Rutherford non dovrebbero essere stabili, in aperto contrasto con la sta-
bilit degli atomi che si osserva in natura.
Anche ignorando per un momento il problema della stabilit, c unaltra impor-
tante discrepanza tra il modello di Rutherford e le evidenze sperimentali. Le equa-
zioni di Maxwell stabiliscono che la frequenza della radiazione di un elettrone
orbitante deve essere uguale alla frequenza della sua orbita. Nel caso di un elet-
trone che cade a spirale, la frequenza dovrebbe aumentare continuamente: osser-
vando la luce emessa da un atomo, quindi, secondo il modello di Rutherford do-
vremmo vedere uno spettro continuo di frequenze. La previsione in forte
contrasto con gli esperimenti, in cui si vede che la luce proveniente da un atomo ha
soltanto determinate frequenze e lunghezze donda discrete, come vedremo nel
prossimo paragrafo.

2. Lo spettro dellatomo di idrogeno


Le nebulose a emissione, come la Un pezzo di metallo incandescente brilla di una luce rossastra che rappresenta so-
Nebulosa Laguna nella costellazione del lo una piccola frazione di tutta la radiazione emessa. Come abbiamo visto nel capi-
Sagittario qui raffigurata, sono masse tolo 30, il metallo emette una radiazione di corpo nero che si estende con una di-
luminose di gas interstellare. Il gas
eccitato dalla radiazione di alta energia stribuzione continua su tutte le frequenze possibili. La distribuzione, o spettro, di
proveniente dalle stelle vicine ed emette corpo nero di tale radiazione caratteristica dellinsieme di atomi di cui fatto il
luce con una lunghezza donda tipica degli metallo, ma non dello spettro emesso da un singolo atomo di metallo.
atomi presenti, primo fra tutti lidrogeno. Per vedere la luce prodotta da un atomo isolato, spostiamo la nostra attenzione da
Molta della luce visibile proveniente da un solido, dove gli atomi sono vicini e interagiscono fortemente, a un gas a bassa
queste nebulose formata dalla riga rossa
di Balmer dellidrogeno, nota anche come pressione, dove gli atomi sono distanti e interagiscono debolmente. Consideriamo
H-alfa, con una lunghezza donda quindi un esperimento in cui un gas a bassa pressione viene chiuso in un tubo. Se
di 656,3 nm. applichiamo agli estremi di questultimo una tensione elevata, il gas emetter una

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2 . L o s p e t t r o d e l l a t o m o d i i d r o g e n o 1083

Differenza di
potenziale elevata
Reticolo di
diffrazione

Spettro a righe

F I G U RA 3 Lo spettro a righe di un atomo


La luce emessa dai singoli atomi, come
nel caso di un gas a bassa pressione,
consiste di una serie di lunghezze donda
Gas a bassa pressione discrete corrispondenti a colori diversi.

radiazione elettromagnetica caratteristica dei singoli atomi di quel gas. Facendo


passare tale radiazione attraverso un reticolo di diffrazione se ne ottiene la scom-
posizione nelle sue diverse lunghezze donda, come indicato nella figura 3.
Il risultato dellesperimento una serie di righe luminose, che ricordano i codi- n=5 n=4 n=3
ci a barre utilizzati nei supermercati. Le lunghezze donda esatte associate a ognu-
na di queste righe costituiscono una sorta di impronta digitale che identifica un
particolare tipo di atomo, proprio come ciascun prodotto in un supermercato ha
(nm)
un suo codice a barre univoco.
Questo tipo di spettro, con le sue righe luminose di diversi colori, detto spettro a 400 500 600 700
righe. La figura 4a ci mostra lesempio della parte visibile dello spettro a righe del- a) Spettro di emissione dellidrogeno
lidrogeno atomico. Lidrogeno produce ulteriori righe nelle parti infrarossa e ul- n=5 n=4 n=3
travioletta dello spettro elettromagnetico.
Lo spettro a righe mostrato della figura 4a uno spettro di emissione poich mostra
le righe che sono emesse dagli atomi di idrogeno. Analogamente, se una luce con-
tenente tutti i colori dello spettro visibile attraversa un tubo di idrogeno gassoso, (nm)
alcune lunghezze donda vengono assorbite dagli atomi, dando origine a uno spet- 400 500 600 700
tro di assorbimento formato da righe nere (l dove gli atomi assorbono la radiazione) b) Spettro di assorbimento dellidrogeno
su uno sfondo luminoso. Le righe di assorbimento corrispondono esattamente al- FIGURA 4 Lo spettro a righe dellidrogeno
le lunghezze donda delle righe di emissione. La figura 4b mostra lo spettro di as- Gli spettri di emissione (a) e assorbimento
sorbimento dellidrogeno. (b) dellidrogeno. Si noti che le lunghezze
Il primo passo verso linterpretazione quantitativa dello spettro dellidrogeno ven- donda assorbite dallidrogeno (righe nere)
ne compiuto nel 1885, quando Johann Jakob Balmer (1825-1898), un insegnante coincidono con quelle emesse (righe
colorate). La posizione delle righe quella
svizzero, giunse per tentativi alla semplice formula che fornisce la lunghezza don- prevista dalla formula di Balmer con i
da delle righe visibili dello spettro: valori appropriati di n.

b
1 1 1
= Ra - n = 3, 4, 5, (serie di Balmer) [1]
2
l 2 n2
La costante R presente in questa espressione detta costante di Rydberg. Il suo va- L A B OR ATOR IO
lore : Laboratorio 61
7 1 Spettro dellatomo di idrogeno
R 1,097 10 m
Ogni valore intero di n (3, 4, 5, ) nella formula di Balmer corrisponde alla lun-
ghezza donda l di una riga spettrale ben precisa. Ad esempio, se poniamo n 5
nellequazione [1] otteniamo:

= 11,097 107 m-12 a b


1 1 1
-
2
l 2 52
Risolvendo in funzione della lunghezza donda abbiamo: AT TE N Z ION E
l = 4,341 10 -7
m = 434,1 nm Calcolare le lunghezze donda
delle serie di Balmer
che corrisponde alla riga bluastra (la seconda da sinistra) nella figura 4a. La formula delle serie di Balmer fornisce
Linsieme di tutte le righe previste dalla formula di Balmer chiamato serie di Balmer. linverso della lunghezza donda e non la
Nellesempio svolto seguente analizziamo in dettaglio la serie di Balmer. lunghezza donda.

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1084 F i s i c a a t o m i c a

1 . E S E M P I O S V O LT O La serie di Balmer
Determina la lunghezza donda massima e quella minima nella serie delle righe spettrali di Balmer.

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA


La figura rappresenta le prime righe della serie di Balmer con i loro n n=5 n=4 n=3
colori, utilizzando come riferimento i risultati riportati nella figura 4.
La serie di Balmer contiene un numero infinito di righe, indicate dai
puntini di sospensione a destra della riga corrispondente a n : q.


S T R AT E G I A
Sostituendo i valori n 3, n 4 ed n 5 nella formula di Balmer, tro-
viamo che la lunghezza donda diminuisce al crescere di n. Perci la
lunghezza donda massima corrisponde a n 3 e quella minima a
n : q.

364,6 434,1 486,2 656,3


Lunghezza donda, (nm)

SOLUZIONE
= R a 2 - 2 b = (1,097 107 m-1)a b
1 1 1 5
Per determinare la lunghezza donda massima nella serie di Balmer
l 2 3 36
sostituiamo n 3 nellequazione [1]:

36
Invertendo il risultato si ottiene la lunghezza donda l corrispondente: l = = 656,3 nm
5(1,097 107 m-1)

= R a 2 - 0b = (1,097 107 m-1)a b


La lunghezza donda minima si ottiene facendo tendere n a infinito 1 1 1
o, in modo equivalente, a 2 b : 0. Operando questa sostituzione nel-
1 l 2 4
lequazione [1] si ha: n
4
Invertendo il risultato si ottiene la lunghezza donda l corrispondente: l = = 364,6 nm
(1,097 107 m-1)
O S S E R VA Z I O N I
La lunghezza donda massima corrisponde a una luce visibile rossastra, mentre la lunghezza donda minima decisamente nel-
la zona ultravioletta dello spettro elettromagnetico ed quindi invisibile ai nostri occhi.

P R O VA T U
Quale valore di n corrisponde a una lunghezza donda di 377,1 nm nella serie di Balmer? [n 11]
Problemi simili: 5 e 6.

TABELLA 1 Le principali serie spettrali Dalla figura 5 a pagina seguente si vede che la serie di Balmer non lunica serie
dellidrogeno di righe prodotta dallatomo di idrogeno. La serie con le lunghezze donda pi
n Nome della serie corte la serie di Lyman, nella quale tutte le righe sono nellultravioletto. Analo-
gamente, la serie con le lunghezze donda appena maggiori di quelle della serie di
1 Lyman
Balmer la serie di Paschen. Le righe di questa serie sono tutte nellinfrarosso.
2 Balmer La formula che fornisce la lunghezza donda per tutte le serie dellidrogeno :
3 Paschen

b
4 Brackett 1 1 1
= Ra - n = 1, 2, 3,
2
5 Pfund l n n2
n = n + 1, n + 2, n + 3, [2]

AT TEN Z IO N E Facendo riferimento allequazione [1], vediamo che la serie di Balmer corrisponde
Applichiamo correttamente alla scelta n 2. Analogamente, la serie di Lyman data dalla scelta n 1 e quel-
lequazione [2] la di Paschen corrisponde a n 3. Come vedremo nel corso del capitolo, le serie di
Osserviamo che nellequazione [2] n ed n so- linee dellidrogeno sono infinite, e ognuna di queste corrisponde a una diversa
no interi e che lintero n deve essere sempre scelta di n. I nomi delle pi comuni serie spettrali dellidrogeno sono elencati nel-
maggiore di n. la tabella 1.

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3 . I l m o d e l l o d i B o h r d e l l a t o m o d i i d r o g e n o 1085

Serie di Serie di Serie di


Lyman Balmer Paschen

F I G U RA 5 Serie di righe spettrali


di Lyman, Balmer e Paschen
Le prime tre serie di righe spettrali nello
spettro dellidrogeno. Le lunghezze donda
100 400 1000 (nm) pi corte sono nella serie di Lyman. Non c
un limite superiore al numero di serie
Ultravioletto Luce Infrarosso dellidrogeno o al numero di lunghezze
visibile donda che possono essere emesse.

ESERCIZIO

1 Calcola:
a) la lunghezza donda pi corta nella serie di Lyman;
b) la lunghezza donda pi lunga nella serie di Paschen.
[a) sostituiamo n 1 e n 0 : q nellequazione [2]:

- 0b = 11,097 107 m-12 : l = 91,16 nm


1 1
= Ra
l 12
b) sostituiamo n 3 e n 4 nellequazione [2]:

b = 11,097 107 m-12 a b


1 1 1 7
= Ra - : l 1875 nm]
l 32 42 144

Per quanto lequazione [2] riesca a fornire con successo le varie lunghezze donda
della radiazione prodotta dallidrogeno, essa ancora una formula empirica e
quindi non fornisce alcuna informazione sul perch siano prodotte tali lunghezze
donda e non altre. I fisici atomici del primo periodo del secolo scorso cercarono
proprio di derivare lequazione [2] dai principi fisici fondamentali. Il primo passo
significativo in questa direzione costituir largomento principale del prossimo
paragrafo.

3. Il modello di Bohr dellatomo di idrogeno


Le conoscenze scientifiche sullatomo di idrogeno fecero un gigantesco salto in
avanti nel 1913, quando Niels Bohr (1885-1962), un fisico danese che aveva conse-
guito il dottorato appena due anni prima, elabor un modello che gli permetteva
di ottenere lequazione [2]. Il modello di Bohr coniugava elementi di fisica classica
con le idee della fisica quantistica introdotte da Planck e da Einstein circa dieci
anni prima. Si trattava, di fatto, di un modello ibrido che consent di passare dalla
fisica classica di Newton e Maxwell alla nascente fisica quantistica.

Le ipotesi di partenza del modello di Bohr


Il modello di Bohr dellatomo di idrogeno si basa su quattro ipotesi. Due sono spe-
cifiche del suo modello e non si applicano alla visione totalmente quantistica del-
lidrogeno che verr presentata nel paragrafo 5. Le altre due ipotesi sono del tutto
generali e non si applicano solo allidrogeno ma a tutti gli atomi.
Le due ipotesi specifiche del modello di Bohr sono le seguenti:
In un atomo di idrogeno lelettrone si muove su unorbita circolare intorno al Niels Bohr insieme ad Albert Einstein,
nucleo. in una foto del 1930.

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1086 F i s i c a a t o m i c a

Sono permesse solo determinate orbite circolari. Il momento angolare di un elet-


trone che percorre una di tali orbite uguale al prodotto di un numero intero
per la costante di Planck diviso 2p. In altre parole il momento angolare di un
elettrone sulla n-esima orbita permessa :
Ln nh/2p n 1, 2, 3,
Le altre due ipotesi sono pi generali:
Quando si trovano in unorbita permessa, gli elettroni non emettono radiazione
elettromagnetica. Perci le orbite sono stabili.
Viene emessa o assorbita radiazione elettromagnetica solo quando un elettro-
ne passa da unorbita permessa a unaltra. Se la differenza di energia fra due
orbite permesse E, la frequenza f del fotone emesso o assorbito data dal-
la relazione:
E = hf

Osserviamo come il modello di Bohr mantenga la concezione classica dellelettro-


ne che orbita intorno al nucleo come nel modello di Rutherford. Vi per un vin-
colo aggiuntivo: sono permesse soltanto determinate orbite e su queste non viene
emessa alcuna radiazione. Questultima viene emessa solo quando un elettrone
passa da unorbita a unaltra; lemissione avviene sotto forma di un fotone che ob-
bedisce alla relazione di Einstein E hf. Come si detto prima, quindi, il modello
di Bohr un ibrido che contiene idee di fisica classica e di fisica quantistica. Ora ce
ne serviremo per determinare il comportamento dellidrogeno.

Le orbite di Bohr
Iniziamo con il calcolo del raggio delle orbite permesse nel modello di Bohr e del-
v la velocit dellelettrone su queste orbite. Dobbiamo applicare due condizioni. La
prima che affinch lelettrone si muova su unorbita circolare di raggio r con una
e m velocit v, come illustrato nella figura 6, la forza di attrazione elettrostatica fra le-
F lettrone e il nucleo deve essere uguale in intensit al prodotto della massa dellelet-
trone per laccelerazione centripeta, mv2/r. Dalla legge di Coulomb sappiamo che
+e
la forza elettrostatica fra lelettrone (con carica e) e il nucleo (con carica e) ha
unintensit pari a ke2/r 2. Dunque mv2/r ke2/r 2 ovvero, semplificando:
r
e2
mv2 = k [3]
r
Osserviamo che questa relazione analoga a quella utilizzata per ottenere la terza
legge di Keplero (capitolo 12), salvo il fatto che in quel caso la forza era dovuta al-
FIGURA 6 Unorbita di Bohr
la gravit.
Nel modello di Bohr dellatomo di idrogeno La seconda condizione cui deve soddisfare unorbita permessa che il momen-
gli elettroni si muovono intorno al nucleo to angolare dellelettrone deve essere uguale a un numero intero diverso da zero
su orbite circolari. Laccelerazione moltiplicato per h/2p. Dato che lelettrone si muove con una velocit v su una
centripeta dellelettrone, v2/r, dovuta traiettoria circolare di raggio r, il suo momento angolare L mvr. Quindi, la
allattrazione coulombiana tra lelettrone condizione per ln-esima orbita permessa Ln rnmvn nh/2p, cio, risolvendo
e il nucleo.
in funzione di vn:
nh
vn = n = 1, 2, 3, [4]
2pmrn
La combinazione delle equazioni [3] e [4] ci permette di determinare le due inco-
gnite rn e vn.
Ad esempio, possiamo ricavare rn sostituendo nellequazione [3] lespressione di
vn ottenuta dallequazione [4]. Pi precisamente, abbiamo:
2
e2
b = k
nh
ma
2pmrn rn
Risolvendo questultima relazione in funzione di rn, otteniamo:
h2
rn = a bn2 n = 1, 2, 3, [5]
4p2mke2

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3 . I l m o d e l l o d i B o h r d e l l a t o m o d i i d r o g e n o 1087

La quantit allinterno della parentesi il raggio dellorbita pi piccola (n 1). La


sostituzione dei valori numerici di h, e, m e k fornisce per r1 il seguente valore:
n=3
h2
r1 = =
4p2mke2 n=2
16,626 10-34 J s22 n=1

4p 19,109 10 kg218,988 10 N m >C 211,602 10
=
2 9 2 2 2
-31 -19
C2 +
r1
5,29 10 -11
m r2 = 4r1

Il valore di questo raggio, detto raggio di Bohr, di circa mezzo angstrom ed in


perfetto accordo con le dimensioni osservate dellatomo di idrogeno. Osserviamo la r3 = 9r1
dipendenza da n2 del raggio delle orbite permesse: rn r1n2 (5,29 1011 m)n2,
rappresentata anche nella figura 7.
Per completare la soluzione, possiamo sostituire nellequazione [4] lespressione F I G U RA 7 Le prime tre orbite di Bohr
di rn ottenuta nellequazione [5]. Otteniamo cos: La prima orbita di Bohr ha un raggio
r1 5,29 1011 m. Per la seconda
nh 4p2mke2 2pke2
a b =
e la terza orbita di Bohr abbiamo,
vn = n = 1, 2, 3, [6] rispettivamente, r2 22r1 4r1
2pm n2h2 nh
ed r3 32r1 9r1.
Notiamo che la velocit dellelettrone diminuisce man mano che ci si sposta sulle
orbite pi lontane dal nucleo.

2 . E S E M P I O S V O LT O La prima e la seconda orbita di Bohr


Calcola la velocit e lenergia cinetica dellelettrone:
a) nella prima orbita di Bohr (n 1);
b) nella seconda orbita di Bohr (n 2).

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA


Nel la figura sono rappresentate le prime due orbite del modello di Bohr. Os- n=2
serviamo che la seconda orbita ha un raggio quattro volte maggiore del rag-
gio della prima orbita. Inoltre la velocit dellelettrone nella seconda orbita
la met di quella nella prima orbita.

S T R AT E G I A n=1 v1
La velocit dellelettrone pu essere determinata con una sostituzione diret- v2
ta nellequazione vn 2pke2/nh. Una volta determinata v, lenergia cinetica + r
m
m
1
semplicemente K 21 mv2.
Osserviamo che dal momento che la velocit nella seconda orbita la met di
quella nella prima, lenergia cinetica sar quattro volte pi piccola.
r2

SOLUZIONE
2pke2
a) Sostituiamo n 1 nellequazione [6]: v1 = =
h
2p18,99 109 N m2>C2211,60 10-19 C22
16,63 10-34 J s2
= =

= 2,18 106 m/s

Lenergia cinetica corrispondente K1 12 mv12: K1 = 12 mv1 2 = 1219,11 10-31 kg212,18 106 m/s22 =
= 2,16 10-18 J

b) Dividiamo per due la velocit ottenuta in a): v2 = 12 v1 = 1212,18 106 m>s2 = 1,09 106 m/s

Analogamente, dividiamo per quattro lenergia cinetica K2 = 12 mv2 2 = 12 m1v1>222 =


ottenuta in a):
= 14 K1 = 1412,16 10-18 J2 = 5,40 10-19 J

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1088 F i s i c a a t o m i c a

O S S E R VA Z I O N I
La velocit dellelettrone nella prima orbita di Bohr allincirca 137 volte pi piccola della velocit della luce. Significa che nella-
tomo di idrogeno gli effetti relativistici sono piccoli.
Osserviamo inoltre che lenergia cinetica dellelettrone nella prima orbita di Bohr vale approssimativamente 13,6 eV. Incontrere-
mo ancora questo particolare valore di energia nel seguito di questo paragrafo.

P R O VA T U
Un elettrone occupa unorbita di Bohr; la sua energia cinetica di 8,64 1020 J. Calcola il raggio dellorbita.
[r 1,32 109 m]
Problemi simili: 12, 16 e 17.

Il modello di Bohr funziona bene anche con lelio ionizzato una volta, il litio ioniz-
zato due volte e altri ioni con un solo elettrone. Nel caso dellelio ionizzato una
volta (un elettrone rimosso) la carica del nucleo 2e, per il litio ionizzato due volte
(due elettroni rimossi) 3e, e cos via. Pi generalmente, possiamo considerare
un nucleo che contiene Z protoni e ha una carica Ze, dove Z il numero atomico
associato al nucleo. Lidrogeno, il cui nucleo possiede soltanto un protone, corri-
sponde a Z 1.
Per rendere pi esplicita la dipendenza da Z, osserviamo che la forza elettrostatica
tra un elettrone e un nucleo con Z protoni ha unintensit pari a k(e)(Ze)/r2 kZe2/r2.
Perci i risultati ottenuti allinizio di questo paragrafo possono essere applicati sen-
za problemi al caso pi generale, a condizione di sostituire e2 con Ze2. Lequazione
[3], ad esempio, diventa mv2 kZe2/r. Analogamente, il raggio di unorbita per-
messa diventa:
h2
rn = a bn2 n = 1, 2, 3, [7]
2 2
4p mkZe
Ad esempio, il raggio che corrisponde a n 1 per lelio ionizzato una volta la
met del raggio che corrisponde a n 1 per lidrogeno.

Lenergia di unorbita di Bohr


Per determinare lenergia di un elettrone in unorbita di Bohr basta osservare che la
sua energia meccanica totale E la somma della sua energia cinetica pi lenergia
potenziale:
E K U 12 mv2 U
Sapendo che per un atomo idrogenoide con numero atomico Z si ha mv2 kZe2/r
(equazione [3]) e che lenergia potenziale elettrostatica di un sistema formato da
una carica e e da una carica Ze separate da una distanza r U kZe2/r, tro-
viamo che lenergia meccanica totale :
kZe2 kZe2 kZe2
E = 12 a b - = -
r r 2r
Infine, sostituendo il raggio di unorbita di Bohr (equazione [7]), otteniamo lener-
gia corrispondente alln-esima orbita:
kZe2 kZe2 4p2mkZe2 1
En = - = -a ba b
2rn 2 h2 n2
2p2mk2e4 Z2
= -a b n = 1, 2, 3, [8]
h2 n2
Sostituendo i valori numerici di m, e, k e h, come abbiamo gi fatto per calcolare il
raggio di Bohr, abbiamo:
Z2
En = -113,6 eV2 n = 1, 2, 3, [9]
AT T E N Z IO N E n2
Dipendenza da Z degli ioni idrogenoidi Consideriamo dapprima il caso particolare dellidrogeno (Z 1). Lenergia delle
Osserviamo che lenergia di uno ione idro- orbite dellidrogeno data dalla relazione En (13,6 eV)/n2. La figura 8 mostra
genoide dipende da Z2, cio dal quadrato graficamente le energie associate a diversi valori di n. Questo tipo di grafico det-
del numero atomico. to diagramma dei livelli energetici.

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3 . I l m o d e l l o d i B o h r d e l l a t o m o d i i d r o g e n o 1089

Lo stato fondamentale (n 1) corrisponde alla minore energia possibile del siste- 0 n=


ma. I livelli energetici pi alti sono chiamati stati eccitati. Per n che tende allinfini-
(13,6 eV)/9 n=3 Stati
to lenergia degli stati eccitati tende a zero, cio allenergia che avrebbero un elet- eccitati
trone e un protone se fossero fermi a distanza infinita luno dallaltro. Perci per
(13,6 eV)/4 n=2
ionizzare lidrogeno (cio per rimuovere lelettrone dallatomo) occorre unenergia
non inferiore a 13,6 eV. Tale valore, che una previsione specifica del modello di
Bohr, in completo accordo con i dati sperimentali.

ESERCIZIO

2 Nel litio ionizzato due volte, un singolo elettrone orbita intorno al nucleo. Calcola
lenergia minima necessaria per rimuovere questo elettrone.
[il nucleo del litio ha una carica 3e. La sostituzione di Z 3 e n 1
32
nellequazione [9] ci porta a: E1 = -113,6 eV2 a b = -122 eV.
12
Per rimuovere lelettrone, dunque, si devono fornire 122 eV] 13,6 eV n=1 Stato
fondamentale
F I G U RA 8 Diagramma dei livelli
Nel litio ionizzato due volte lelettrone risente di una forza tre volte pi intensa ri- energetici del modello di Bohr dellatomo
spetto al singolo elettrone dellatomo di idrogeno. Inoltre nellatomo di litio ioniz- di idrogeno
zato due volte lorbita corrispondente a n 1 ha un raggio che un terzo del raggio Lenergia dello stato fondamentale
dellidrogeno 13,6 eV. Gli stati eccitati
dellorbita corrispondente nellatomo di idrogeno. Il risultato che per rimuovere si avvicinano al valore zero dellenergia.
lelettrone occorre unenergia nove volte maggiore rispetto allidrogeno. Osserviamo che la differenza di energia
A temperatura ambiente, la maggior parte degli atomi di idrogeno sono allo sta- fra lo stato fondamentale e il primo stato
to fondamentale. Ci accade perch la normale energia termica di tali atomi eccitato 34 (13,6 eV) mentre la differenza
troppo bassa per causare anche la minima eccitazione dallo stato fondamentale. di energia fra il primo stato eccitato
e il livello zero solo 14 (13,6 eV).
Pi precisamente, lenergia termica kBT corrispondente alla temperatura ambiente
1
(T 300 K) vale solo 40 eV. A titolo di paragone, lenergia richiesta per portare un
elettrone dallo stato fondamentale dellidrogeno al suo primo stato eccitato di
circa 10 eV, cio E E2 E1 (3,40 eV) (13,6 eV) 10,2 eV. Eccitazioni
verso stati eccitati pi alti richiedono quantit di energia ancora maggiori. Perci
i normali urti fra molecole non forniscono energia sufficiente per produrre stati
eccitati negli atomi di idrogeno.

Lo spettro dellidrogeno
Per determinare lo spettro dellatomo di idrogeno utilizziamo una delle ipotesi di
Bohr, ovvero che la frequenza della radiazione emessa in corrispondenza a una va-
riazione di energia E data da |E| hf.
Sapendo che per la radiazione elettromagnetica vale la relazione lf c, possiamo
riscrivere questa relazione in funzione della lunghezza donda come |E| hc/l.
Per calcolare |E| ricordiamo che per lidrogeno lenergia data dallequazione
[9] con Z 1. Pertanto, la variazione di energia quando un elettrone passa da unor-
bita eccitata esterna con n ni a unorbita inferiore con n nf ni :

2p2mk2e4
|E| = a ba b
1 1
-
2 2
h nf ni 2
Utilizzando |E| hc/l possiamo risolvere la precedente equazione in funzione
di 1/l:

2p2mk2e4
= a ba b
1 1 1
- [10]
3 2
l hc nf ni 2
Confrontando lequazione [10] con lequazione [2] vediamo che le due espressioni
hanno esattamente la stessa forma, a patto di identificare nf con n ed ni con n. Os-
serviamo poi che la costante di Rydberg dellequazione [2], R 1,097 107 m1,
stata sostituita nellequazione [10] da una costante un po strana, 2p2mk2e4/h3c. La
cosa notevole che quando in questa espressione si sostituiscono i valori noti del-
le costanti fondamentali m, k, e, h e c il risultato precisamente 1,097 107 m1. Sia-
mo cos riusciti a derivare lequazione [2]: si tratta di uno dei risultati pi significa-
tivi del modello di Bohr.

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1090 F i s i c a a t o m i c a

0
0,85 eV
1,51 eV n=3

3,40 eV n=2

Serie di Lyman Serie di Balmer Serie di Paschen


Gli elettroni saltano Gli elettroni saltano Gli elettroni saltano
allo stato fondamentale al primo stato eccitato al secondo stato eccitato

13,6 eV n=1
F I G U RA 9 Lorigine delle serie spettrali dellatomo di idrogeno
Ogni serie di righe spettrali dellatomo di idrogeno il risultato della transizione degli elettroni
da uno stato eccitato a un livello inferiore ben definito. Per la serie di Lyman il livello pi basso
lo stato fondamentale. Il livello pi basso per la serie di Balmer il primo stato eccitato (n 2)
mentre per la serie di Paschen il secondo stato eccitato (n 3).

La figura 9 illustra graficamente lorigine dello spettro a righe dellidrogeno. Osser-


viamo che le transizioni in cui un elettrone passa da uno stato eccitato (ni n 1)
allo stato fondamentale (nf n 1), corrispondono alla serie di righe ultraviolette
di Lyman. Salti corrispondenti allo stato finale n 2 danno origine alla serie di Bal-
mer e salti aventi come stato finale n 3 danno la serie di Paschen. In ogni serie il
salto di energia massimo si ha quando un elettrone cade da n q al livello finale.
Perci ogni serie di righe spettrali ha una ben definita lunghezza donda minima.

1. VERIFICA DEI CONCETTI Confrontare le lunghezze donda


In un atomo di idrogeno, la lunghezza donda del fotone emesso quando un elettro-
ne passa dallo stato ni 100 allo stato nf 2, :
A maggiore della lunghezza donda del fotone quando lelettrone salta dallo stato
ni 2 allo stato nf 1.
B minore della lunghezza donda del fotone quando lelettrone salta dallo stato
ni 2 allo stato nf 1.
C uguale alla lunghezza donda del fotone quando lelettrone salta dallo stato
ni 2 allo stato nf 1.
RAGIONAMENTO E DISCUSSIONE
Iniziamo osservando che la lunghezza donda inversamente proporzionale alla dif-
ferenza di energia tra i livelli (|E| hc/l); perci al diminuire della differenza di
energia aumenta la lunghezza donda.
Notiamo poi che lintero intervallo di energie dellatomo di idrogeno va da 13,6 eV
a 0, e che la differenza di energia fra ni 2 ed nf 1 pari a tre quarti di questo inter-
vallo. Ne consegue che la differenza di energia fra ni 2 ed nf 1 maggiore di quel-
la fra qualsiasi stato ni 2 e lo stato nf 2. Infatti la massima differenza di energia as-
sociata allo stato finale 2 14(13,6 eV), corrispondente alla transizione da ni q a nf 2.
Dato che la differenza di energia fra gli stati ni 100 ed nf 2 minore della diffe-
renza di energia fra ni 2 ed nf 1, la lunghezza donda associata alla transizione
da ni 100 a nf 2 maggiore di quella associata alla transizione da ni 2 ed
nf 1.
R I S P O S TA :
La risposta corretta la A: la lunghezza donda corrispondente alla transizione da
ni 100 a nf 2 maggiore di quella corrispondente alla transizione da ni 2 a nf 1.

Nel prossimo esempio guidato calcoleremo alcuni valori particolari di lunghezza


donda.

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3 . I l m o d e l l o d i B o h r d e l l a t o m o d i i d r o g e n o 1091

AT TE N Z ION E
3 . E S E M P I O G U I D AT O Calcolare le lunghezze donda
La frequenza e la lunghezza donda
In un atomo di idrogeno un elettrone si trova inizialmente nello stato ni 4. di un fotone
Calcola la lunghezza donda del fotone emesso dallelettrone quando salta allo stato Ricorda che la frequenza di un fotone data
finale: da hf |E| e la sua lunghezza donda
a) nf 3 b) nf 2 c) nf 1 data da hc/l |E|.
(Per semplificare i calcoli sostituisci la costante 2P2mk2e4/h3c nellequazione [10]
con il suo equivalente numerico, la costante di Rydberg R 1,097 107 m1).

S O L U Z I O N E (Per verificare se hai capito esegui i calcoli indicati in ogni passo)


a) Sostituisci ni 4 ed nf 3 nellequazione [10]:
l 1875 nm

b) Ripeti con nf 2:
l 486,2 nm

c) Ripeti con nf 1:
l 97,23 nm

O S S E R VA Z I O N I
Quando un elettrone nello stato ni 4 salta in uno stato inferiore, si possono avere
anche altre lunghezze donda. Dopo essere passato dallo stato n 4 allo stato n 3,
infatti, lelettrone pu ancora passare dallo stato n 3 allo stato n 2 e da questul-
timo a n 1. Quindi un elettrone in uno stato eccitato pu emettere radiazioni con
molte lunghezze donda diverse.

P R O VA T U
Un atomo di idrogeno con il suo elettrone nello stato iniziale ni 5 emette un fotone
con una lunghezza donda di 434 nm. A quale livello saltato lelettrone? [nf 2]

Cos come pu emettere un fotone quando salta a un livello pi basso, lelettrone


pu anche assorbire un fotone e passare a un livello pi alto. Questo processo, per,
avviene solo se il fotone ha lenergia giusta. In particolare, il fotone deve avere
unenergia esattamente uguale alla differenza fra lenergia dellelettrone nel livel-
lo pi basso e quella nel livello pi alto che gli si vuole far raggiungere.
Nel prossimo esempio guidato analizzeremo in dettaglio una situazione di questo
tipo.

4 . E S E M P I O G U I D AT O Assorbimento di un fotone
Calcola la frequenza che deve avere un fotone per spostare un elettrone di un ato-
mo di idrogeno dallo stato n 3 allo stato n 5.

S O L U Z I O N E (Per verificare se hai capito esegui i calcoli indicati in ogni passo)


Calcola lenergia dello stato n 5 in joule:
8,70 1020 J

Calcola lenergia dello stato n 3 in joule:


2,42 1019 J

Calcola la differenza di energia tra i due stati:


1,55 1019 J

Imponi che lenergia del fotone sia uguale a questa differenza di energia:
hf 1,55 1019 J

Ricava la frequenza del fotone:


f 2,34 1014 Hz

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1092 F i s i c a a t o m i c a

O S S E R VA Z I O N I
Naturalmente tale frequenza corrisponde a una delle righe dello spettro di assorbi-
mento dellidrogeno. In questo caso, la riga si trova nellinfrarosso.

P R O VA T U
Supponi che in un atomo di elio ionizzato una volta un elettrone passi dallo stato
n 5 allo stato n 3. La frequenza che deve avere il fotone assorbito aumenta o di-
minuisce? Di quale fattore?
[nellelio ionizzato una volta la carica del nucleo Ze 2e;
perci Z 2. Dallequazione [9] vediamo che lenergia di qualsiasi
livello dipende da Z2. Perci lenergia del fotone assorbito aumenta
di un fattore 22 4, e altrettanto fa la frequenza]

4. Le onde di de Broglie e il modello di Bohr


Il fatto che lidrogeno emetta radiazione solo a lunghezze donda ben definite ci
ricorda le armoniche delle onde stazionarie in una corda. Ricordiamo che facen-
do vibrare una corda fissata a entrambi gli estremi si ottiene unonda stazionaria
solo se la sua lunghezza pu contenere un numero intero di mezze lunghezze
donda. Possiamo provare a comprendere il comportamento dellidrogeno in ma-
niera analoga.
Nel 1923 de Broglie utilizz la sua idea sulle onde di materia (capitolo 30) per mo-
strare che una delle ipotesi di Bohr, in realt, poteva essere interpretata come una
condizione per avere onde stazionarie. Come abbiamo visto allinizio di questo ca-
pitolo, Bohr aveva postulato che il momento angolare di un elettrone su unorbita
permessa dovesse essere uguale a un multiplo intero di h/2p. Pi precisamente:
h
rmv = n n = 1, 2, 3,
2p
Nel modello di Bohr non c alcuna ragione che imponga questa condizione, salvo
il fatto che essa produce risultati in accordo con lesperienza.
De Broglie immagin che le sue onde di materia assomigliassero alle vibrazioni di
una corda, con leccezione che in questo caso la corda non fissata a entrambi gli
estremi ma ha la forma di una circonferenza di raggio r. La circonferenza rappre-
r7
senta lorbita di un elettrone intorno al nucleo, com mostrato nella figura 10. La
r8
condizione per avere unonda stazionaria che la circonferenza dellorbita possa
+ accogliere un numero intero di lunghezze donda, ovvero, nl 2pr, com mo-
strato nella figura 10a per il caso di n 7 ed n 8. Altre lunghezze donda produr-
rebbero uninterferenza distruttiva, come illustra la figura 10b.
Infine de Broglie combin la condizione per avere onde stazionarie con la sua rela-
zione p h/l che stabilisce il legame tra le onde e la materia. Il risultato fu il se-
guente:
h h nh
12pr>n2
a) p = mv = = = n = 1, 2, 3,
l 2pr
Moltiplicando entrambi i membri di questa equazione per r otteniamo unespres-
sione per il momento angolare:
nh
L = rmv = n = 1, 2, 3,
2p
Interferenza
distruttiva Questa non altro che la condizione di Bohr sulle orbite, che ora riusciamo a inter-
pretare come una conseguenza della natura ondulatoria della materia.
+

F I G U RA 10 Lunghezze donda di de Broglie e orbite di Bohr


La condizione di Bohr per cui il momento angolare di unorbita permessa deve essere un multiplo
intero di h/2p equivalente alla condizione che n lunghezze donda di de Broglie debbano essere
contenute esattamente nella circonferenza di unorbita.
a) Le onde di de Broglie per le orbite corrispondenti a n 7 ed n 8.
b) Se nella circonferenza di unorbita non possibile accomodare un numero intero di lunghezze
b) donda, si ha uninterferenza distruttiva.

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4 . L e o n d e d i d e B r o g l i e e i l m o d e l l o d i B o h r 1093

5 . E S E M P I O S V O LT O La lunghezza donda di un elettrone


Calcola la lunghezza donda associata allelettrone di un atomo di idrogeno nello stato n 4.

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA FI G U R A I N T ER AT T I VA


La figura mostra che la circonferenza dellorbita corrispondente al livello
n 4 contiene esattamente quattro lunghezze donda. Ricordiamo che il
raggio di questorbita 42 16 volte il raggio dellorbita dello stato fon-
damentale.

S T R AT E G I A
r4 = 16r1
Per calcolare la lunghezza donda di questonda di materia calcoliamo
semplicemente la circonferenza dellorbita per n 4 e poi dividiamo per 4. +

SOLUZIONE
Calcoliamo il raggio dellorbita per n 4: r4 = 42r1 = 1615,29 10-11 m2 = 8,46 10-10 m

Utilizziamo questo risultato per determinare la circonferenza dellorbita: 2pr4 = 2p18,46 10-10 m2 = 5,32 10-9 m

Per ottenere la lunghezza donda, dividiamo per quattro la circonferenza: l4 = 1412pr42 = 1415,32 10-9 m2 = 1,33 10-9 m

O S S E R VA Z I O N I
Un modo equivalente per determinare la lunghezza donda consiste nellutilizzare la relazione di de Broglie, p mv h/l.
Ricavando la lunghezza donda, otteniamo l h/mv e sostituendo v4 dallequazione [6] otteniamo lo stesso risultato.

P R O VA T U
In quale stato dellidrogeno lelettrone ha una lunghezza donda pari 2,66 109 m? [n 8]
Problemi simili: 31 e 32.

Lo straordinario successo ottenuto dalle onde di materia di de Broglie nel dedurre


le condizioni di Bohr sul momento angolare incoraggi i fisici a prendere in seria
considerazione lidea delle onde di materia.
Accettando la realt delle onde di materia, per, ci si trova a dover rispondere a un
gran numero di nuovi interrogativi. Se le particelle (ad esempio gli elettroni) pos-
sono essere descritte in termini di onde di materia, come si comportano queste ul-
time? Che cosa determina il valore dellonda di materia in una determinata posi-
zione? Qual il significato fisico di unonda di materia che ha un valore grande in
una posizione e un valore piccolo in unaltra posizione?
A queste domande risposero Erwin Schrdinger (1887-1961), Max Born (1882-1970)
e altri. In particolare, Schrdinger propose unequazione, simile per molti aspetti
allequazione che descrive le onde sonore, per descrivere il comportamento delle
onde di materia. Oggi questa equazione nota come equazione di Schrdinger e
costituisce la base della meccanica quantistica, cio della versione quantistica della
meccanica classica. Infatti lequazione di Schrdinger gioca nella meccanica quan-
tistica lo stesso ruolo delle leggi di Newton nella meccanica classica e delle equa-
zioni di Maxwell nellelettromagnetismo.

Anche se non riusciamo a vedere le onde di de Broglie associate agli elettroni, le onde
stazionarie prodotte da questi ultimi sono estremamente importanti poich corrispondono agli
stati permessi negli atomi e nelle molecole. possibile visualizzare le onde di de Broglie ricorrendo
a unanalogia con le onde meccaniche stazionarie. Nelle fotografie a fianco, un sottile anello di filo
metallico viene fatto oscillare verticalmente intorno al punto di sostegno situato al fondo
dellanello. Le oscillazioni generano una serie di onde che si propagano lungo la circonferenza
dellanello, come se fossero onde di de Broglie su unorbita di Bohr in un atomo di idrogeno.
Regolando la frequenza delloscillatore in modo da avere unonda meccanica con la giusta
lunghezza donda, si possono ottenere vari tipi di onde stazionarie, analoghi ai vari livelli
di energia delle onde di de Broglie del modello di Bohr.

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1094 F i s i c a a t o m i c a

Poco tempo dopo, Born svilupp uninterpretazione delle onde di materia piutto-
sto diversa da quella delle onde meccaniche. Nel caso della vibrazione di una cor-
da, ad esempio, lampiezza dellonda rappresenta semplicemente lo spostamento
della corda dalla sua posizione di equilibrio; per unonda di materia, invece, lam-
piezza legata alla probabilit di trovare una particella in una particolare posizione.
Quindi le onde di materia non ci danno la posizione esatta di una particella, ma ci
danno la probabilit di trovare la particella in un certo luogo, come vedremo in
maggior dettaglio nel prossimo paragrafo.

5. Latomo di idrogeno quantistico


Anche se lequazione di Schrdinger e la sua soluzione per latomo di idrogeno
esulano dagli obiettivi di questo testo, vogliamo presentare alcune delle conse-
guenze pi importanti che si ottengono dalla sua analisi. Se si escludono gli effetti
relativistici, lequazione di Schrdinger rappresenta il massimo livello delle nostre
conoscenze sullatomo di idrogeno e sul comportamento degli atomi in generale.
Come vedremo, lanalisi incorpora molti aspetti del modello di Bohr, sebbene ci
siano anche differenze significative.
Osserviamo anzitutto che mentre il modello di Bohr era caratterizzato da un singo-
lo numero quantico, n, nella descrizione quantistica dellatomo di idrogeno i nu-
meri quantici necessari diventano quattro, ovvero:
Il numero quantico principale, n. Il numero quantico n 1, 2, 3, svolge nel-
la meccanica quantistica un ruolo simile a quello svolto nel modello di Bohr.
Nel modello di Bohr n lunico numero quantico e determina il raggio di
unorbita, il suo momento angolare e la sua energia. In particolare, nel model-
lo di Bohr lenergia E (13,6 eV)/n2.
Lenergia che si ottiene dallequazione di Schrdinger esattamente la stessa, a
meno di piccoli effetti relativistici e se si trascurano le deboli interazioni magne-
tiche allinterno dellatomo.
Il numero quantico del momento angolare orbitale, O. Nel modello di Bohr il
momento angolare di un elettrone determinato dal numero quantico n. Per la
precisione, Ln nh/2p, dove n 1, 2, 3, La soluzione quantistica prevede un
numero quantico separato, /, per il momento angolare. Per un dato valore del
numero quantico principale, n, / pu assumere i valori seguenti:
/ = 0, 1, 2, . . . , 1n - 12 [11]
Per un dato valore di /, il modulo del momento angolare dato dalla seguente
relazione:
h
L = 2/1/ + 12 [12]
2p
Osserviamo che per un dato valore di n il momento angolare dellelettrone pu
assumere un intervallo di valori: nel modello di Bohr, invece, il momento ango-
lare pu avere solo un valore. In particolare, in un atomo di idrogeno lelettrone
orbitante pu avere un momento angolare nullo, mentre nel modello di Bohr ha
sempre un momento angolare diverso da zero.
Infine, sebbene lenergia dellatomo di idrogeno non dipenda da /, lenergia di
atomi pi complessi mostra una dipendenza da /, come vedremo nel prossimo
paragrafo.
Il numero quantico magnetico, mO. Se un atomo di idrogeno posto in un cam-
po magnetico esterno, la sua energia mostra una dipendenza non solo da n, ma
anche da un ulteriore numero quantico. Tale numero quantico, m/, detto nu-
mero quantico magnetico. I valori consentiti di m/ sono:
m/ = -/, -/ + 1, -/ + 2, . . . , -1, 0, 1, . . . , / - 2, / - 1, / [13]
Questo numero quantico fornisce la componente del vettore momento angolare
in una particolare direzione, che comunemente viene identificata con lasse z.
Con questa scelta, Lz assume i valori seguenti:
h
Lz = m/
2p

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5 . L a t o m o d i i d r o g e n o q u a n t i s t i c o 1095

possibile conoscere con precisione solo una singola componente del momen- =0 =1 =2
to angolare orbitale; il principio di indeterminazione di Heisenberg impedisce
di conoscere simultaneamente tutte e tre le componenti del momento angolare.
Il numero quantico di spin dellelettrone, ms. Lultimo numero quantico neces- 2e 6e 10e n=3
sario per descrivere latomo di idrogeno legato al momento angolare intrinse-
co dellelettrone. Proprio come la Terra gira intorno al suo asse e contempora- 2e 6e
n=2
neamente orbita intorno al Sole, cos si pu pensare che lelettrone possieda
contemporaneamente un momento angolare orbitale e un momento angolare
dovuto alla rotazione su se stesso, cio dovuto al suo spin. Il numero quantico
di spin di un elettrone pu assumere solo due valori:
ms = - 12, 12
Questi due valori corrispondono a unorientazione dello spin dellelettrone ri-
spettivamente verso lalto (ms 12 ) o verso il basso (ms 12 ) rispetto al-
lasse z.
Il momento angolare di spin una propriet intrinseca di un elettrone, come la
sua massa e la sua carica; tutti gli elettroni hanno esattamente la stessa massa, la 2e
n=1
stessa carica e lo stesso momento angolare di spin. Perci non dobbiamo immagi-
nare lelettrone come una piccola sfera che ruota, come un microscopico piane- F I G U RA 11 La struttura dei livelli
ta. Non possiamo aumentare o diminuire lo spin di un elettrone: lo spin sem- energetici dellidrogeno
plicemente una delle propriet che definiscono un elettrone. I valori dei livelli energetici del modello
quantistico dellidrogeno sono in perfetto
La struttura dei livelli energetici dellidrogeno in assenza di campo magnetico il- accordo con quelli del modello di Bohr. Nel
lustrata nella figura 11 insieme ai corrispondenti numeri quantici. Dato che le ener- modello quantistico, tuttavia, ogni livello
gie sono le stesse del modello di Bohr, lo spettro sar lo stesso del modello di Bohr energetico associato a un numero ben
preciso di stati quantici determinati dai
e dei dati sperimentali. valori dei quattro numeri quantici, come
Uno stato dellidrogeno definito come una particolare quaterna di valori asse- si vede nella tabella 2. Negli atomi a pi
gnati ai quattro numeri quantici. La figura 11 mostra che a ogni livello energetico elettroni questi stati portano alla
associato un certo numero di stati. Ad esempio, al livello energetico pi basso del- formazione della tavola periodica degli
lidrogeno corrispondono due stati distinti: quello con n 1, / 0, m/ 0, ms 21 elementi, come vedremo nel paragrafo 6.

e quello con n 1, / 0, m/ 0, ms 12. Analogamente, al livello energetico n 2,


/ 0 corrispondono due stati, mentre sono sei quelli associati al livello n 2, / 1.
Tutti questi stati sono elencati nella tabella 2; la figura 11 associa loro il numero di
elettroni che possono accogliere.

TABELLA 2 Stati dellidrogeno per n 1 e n 2

n 1, O 0 Due stati

n1 /0 m/ 0 ms 21
n1 /0 m/ 0 ms 12

n 2, O 0 Due stati

n2 /0 m/ 0 ms 21
n2 /0 m/ 0 ms 12

n 2, O 1 Sei stati

n2 /1 m/ 1 ms 21
n2 /1 m/ 1 ms 12
n2 /1 m/ 0 ms 21
n2 /1 m/ 0 ms 12
n2 /1 m/ 1 ms 21
n2 /1 m/ 1 ms 12

Nel prossimo paragrafo esamineremo gli atomi a pi elettroni e vedremo che il


numero di stati associati a un certo livello energetico determina il numero di elet-
troni (e) che possono trovarvi posto. Quando un livello energetico pieno, gli
elettroni in eccesso devono trovare un posto a energie pi elevate. da questo
riempimento progressivo dei livelli energetici che ha origine la Tavola Periodica
degli elementi.

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1096 F i s i c a a t o m i c a

Le nuvole di probabilit degli elettroni:


onde stazionarie tridimensionali
Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, la soluzione dellequazione di
Schrdinger fornisce unonda di materia (o funzione donda, come viene chiama-
ta di solito) associata a un particolare sistema fisico. La funzione donda dellidro-
geno fornisce la probabilit di trovare lelettrone in una particolare posizione. Il
modo migliore per visualizzare questa distribuzione di probabilit consiste nellu-
tilizzare una nuvola di probabilit, come nella figura 12. La probabilit di trova-
re lelettrone maggiore dove la nuvola pi densa. Nel caso mostrato nella figu-
ra 12, corrispondente allo stato fondamentale (n 1, / 0, m/ 0), la probabilit
di trovare lelettrone distribuita con una simmetria sferica e diminuisce rapida-
FIGURA 12 Nuvola di probabilit per mente allaumentare della distanza, come ci si pu aspettare.
lo stato fondamentale dellidrogeno La figura 13 rappresenta un modo diverso di visualizzare la distribuzione di pro-
Nel modello quantistico dellidrogeno babilit per lo stato fondamentale. Vi raffigurato il grafico della probabilit in
lelettrone pu trovarsi a qualsiasi distanza funzione della distanza dal nucleo. interessante osservare che la massima proba-
dal nucleo. La probabilit di trovare
bilit si ha a una distanza dal nucleo pari al raggio di Bohr. Certi aspetti del model-
lelettrone in una data posizione
proporzionale alla densit della nuvola lo di Bohr, quindi, trovano una loro collocazione nella soluzione finale dellatomo
di probabilit. di idrogeno. La differenza, tuttavia, che nel modello di Bohr lelettrone si trova
sempre a una distanza ben definita dal nucleo, visto che si muove su unorbita cir-
colare. Nella soluzione quantistica dellatomo di idrogeno lelettrone pu trovarsi
praticamente a qualsiasi distanza dal nucleo.
0,12 Gli stati con numeri quantici pi alti hanno distribuzioni di probabilit di comples-
0,10 sit crescente, come illustrato nella figura 14. Aumentando il numero quantico n,
Probabilit

0,08 ad esempio, laspetto fondamentale della distribuzione rimane lo stesso, ma ap-


0,06 paiono dei nodi aggiuntivi. Lo si vede nella figura 14a per il caso n 2, / 0: os-
0,04 serviamo che la distribuzione a simmetria sferica, come nel caso n 1, / 0, ma
0,02 c un nodo, dove la probabilit nulla, che separa la parte interna da quella ester-
0,5 1 1,5 2 2,5 3 na della distribuzione.
Raggio r Aumentando il numero quantico /, la distribuzione si complica ulteriormente. Se
(in raggi di Bohr)
ne pu vedere un esempio nella figura 14b per n 2, / 1 e m/ 0.
FIGURA 13 Andamento della probabilit
in funzione della distanza
Il grafico mostra come varia la probabilit
di trovare un elettrone in funzione della
distanza dal nucleo per lo stato fondamentale
dellidrogeno. Osserviamo che la probabilit
massima si ha a una distanza uguale
al raggio di Bohr, r1. Probabilit
zero

FIGURA 14 Nuvole di probabilit


per gli stati eccitati dellidrogeno
La nuvola di probabilit per un elettrone
dellidrogeno diventa sempre pi complessa
al crescere dei numeri quantici.
a) n 2, / 0;
b) n 2, / 1. a) n = 2, =0 b) n = 2, =1

2. VERIFICA DEI CONCETTI Trova lelettrone


La figura 14b rappresenta la nuvola di probabilit per lo stato n 2, / 1 dellidro-
geno. Osserviamo che la nuvola costituita da due lobi ad alta probabilit separati da
un piano a probabilit zero. Dato che un elettrone in questo stato non pu mai trovar-
si a met strada tra i due lobi, com possibile che lelettrone si possa trovare con la
stessa probabilit nel lobo superiore o in quello inferiore?
RAGIONAMENTO E DISCUSSIONE
I lobi di probabilit di un elettrone sono la conseguenza di una struttura di onda sta-
zionaria analoga quelle che si osservano in una corda fissata a entrambi gli estremi. In
entrambi i casi, sulla corda e nella regione di probabilit nulla di un elettrone, i nodi

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6 . G l i a t o m i c o n p i e l e t t r o n i e l a T a v o l a P e r i o d i c a 1097

sono il risultato di uninterferenza distruttiva. Ad esempio, lo spostamento di una


corda pu essere di uguale ampiezza da entrambi i lati del nodo, nel quale lo sposta-
mento sempre nullo, proprio come la probabilit dellelettrone pu essere alta da
entrambi i lati di un nodo di probabilit e nulla nel mezzo. In definitiva, un elettrone
non si limita a muoversi da una posizione allaltra allinterno di un atomo come se
fosse una pallina carica, ma forma unonda stazionaria i cui nodi si trovano in posi-
zioni ben precise.

6. Gli atomi con pi elettroni e la Tavola Periodica


In questo paragrafo estenderemo le nostre considerazioni di fisica atomica agli ato-
mi con pi di un elettrone. Come vedremo, le propriet di questi atomi manifesta-
no delle regolarit strettamente legate ai numeri quantici di cui si parlato nel pa-
ragrafo precedente.

Atomi con pi elettroni


Una delle caratteristiche che rendono latomo di idrogeno adatto allinvestigazione
scientifica che lunica forza fra il protone e lelettrone quella elettrostatica. Ne-
gli atomi con pi elettroni la situazione si complica: oltre alle interazioni con il nu-
cleo, infatti, gli elettroni sono soggetti anche alle interazioni elettrostatiche repulsi-
ve tra di loro. Perci la semplice espressione data nellequazione [9] per lenergia di
un atomo con un solo elettrone non pu essere applicata agli atomi con pi elettro-
ni, poich non include il contributo allenergia dovuto alle interazioni fra gli stessi
elettroni.
Sebbene non esista per gli atomi con pi elettroni una formula semplice come quel-
la dellequazione [9], possibile comprendere la struttura dei livelli energetici in
funzione dei quattro numeri quantici (n, /, m/, ms) utilizzati per descrivere lidro-
geno. Applicando lequazione di Schrdinger a questi atomi, infatti, si scopre che i
livelli energetici degli atomi con pi elettroni dipendono dal numero quantico
principale n e dal numero quantico orbitale /. Aumentando n e tenendo costante il
valore di /, ad esempio, si ottiene un aumento dellenergia. Questa relazione illu-
strata nella figura 15, dove si vede che lenergia per n 2 ed / 0 maggiore del-
lenergia per n 1 ed / 0. Analogamente, lenergia per n 3 ed / 1 maggiore
dellenergia per n 2 ed / 1.

Inversione
di livello
Energia

n=5
O

Inversione
n=4 di livello
N

n=3
M

F I G U RA 15 Livelli energetici
n=2 negli atomi con pi elettroni
L
Negli atomi con pi elettroni lenergia
n=1 aumenta con n a parit di / e aumenta con
K / a parit di n. Si noti la possibilit di
Livello s p d uninversione tra livelli energetici.
Ad esempio il livello energetico associato
=0 =1 =2 ai valori n 3, / 2 pi alto di quello
Sottolivello associato a n 4, / 0.

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1098 F i s i c a a t o m i c a

Si osserva anche che aumentando / e tenendo fisso n lenergia aumenta. Perci le-
nergia per n 2 ed / 1 maggiore di quella per n 2 ed / 0.
La figura 15 mostra anche che in alcuni casi i livelli energetici corrispondenti a di-
versi valori di n possono incrociarsi. Ad esempio, lenergia per n 3 ed / 2
maggiore dellenergia per n 4 ed / 0. Una simile inversione si ha tra lo stato
n 4, / 2 e lo stato n 5, / 0.
Osserviamo comunque che in ogni caso lenergia aumenta con n a parit di / e au-
menta con / a parit di n. Tra poco vedremo leffetto di questo mescolamento dei
livelli energetici dal punto di vista della Tavola Periodica.
Dato che i livelli energetici degli atomi con pi elettroni dipendono da n ed /, si
usa assegnare nomi particolari ai diversi valori di questi numeri quantici. Ad
esempio, di tutti gli elettroni che hanno lo stesso valore di n si dice che sono nello
stesso guscio o livello (spesso si usa direttamente il termine inglese, shell). Pi
precisamente, si dice che gli elettroni con n 1 si trovano tutti al livello K, quelli
con n 2 al livello L, quelli con n 3 al livello M, e cos via. La nomenclatura
riassunta nella tabella 3 ed illustrata nella figura 15.
Analogamente, si dice che gli elettroni di un certo livello che hanno lo stesso va-
lore di / appartengono allo stesso sottolivello; valori di / differenti sono designa-
ti con lettere diverse dellalfabeto. Ad esempio, si dice gli che elettroni con / 0
appartengono al sottolivello s, quelli con / 1 al sottolivello p e quelli con / 2
al sottolivello d. Questi nomi non sono stati attribuiti seguendo una logica e sono
utilizzati per ragioni storiche. Dopo il sottolivello f (/ 3), i nomi dei sottolivelli
successivi continuano in ordine alfabetico, come indicato nella tabella 3.
TABELLA 3 Nomi dei livelli e sottolivelli

n Livello O Sottolivello
1 K 0 s
2 L 1 p
3 M 2 d
4 N 3 f
4 g

Il principio di esclusione di Pauli


Come abbiamo detto nel paragrafo 3, a temperatura ambiente la maggior parte de-
gli atomi di idrogeno si trova nello stato fondamentale, poich le normali energie
termiche non sono abbastanza elevate da eccitare gli elettroni ai livelli di energia
superiori. Ci vero anche per gli atomi con pi elettroni: a temperatura ambien-
te si trovano solitamente nel loro stato fondamentale. Allora ci chiediamo: qual lo
stato fondamentale di un atomo con pi elettroni?
La risposta a questa domanda fa entrare in gioco un principio fisico fondamentale,
del tutto nuovo, enunciato dal fisico austriaco Wolfgang Pauli (1900-1958) nel 1925.
Il principio di esclusione di Pauli afferma che non possibile che in un atomo
due elettroni si trovino contemporaneamente nello stesso stato. Ci vuol dire che,
una volta che un elettrone occupa un dato stato, definito dai valori dei suoi nume-
ri quantici, gli altri elettroni sono esclusi da quello stato e non possono occuparlo:

Principio di esclusione di Pauli


Solo un elettrone alla volta pu avere un particolare insieme di numeri quantici
n, /, m/, ms. Una volta che un particolare stato viene occupato da un elettrone,
gli altri elettroni ne sono esclusi.

A causa del principio di esclusione, lo stato fondamentale di un atomo con pi


elettroni non si ottiene ponendo tutti gli elettroni nello stato di minore energia possi-
bile, come si potrebbe supporre in un primo momento. Una volta occupati gli stati
di minore energia, gli altri elettroni dellatomo debbono occupare livelli di energia
pi alta; laggiunta progressiva di elettroni porta al riempimento di un sottolivello
dopo laltro, finch tutti gli elettroni non sono sistemati.

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6 . G l i a t o m i c o n p i e l e t t r o n i e l a T a v o l a P e r i o d i c a 1099

Quando un livello pieno le biglie in pi vanno a occupare un livello superiore. F I G U RA 16 Riempire di biglie
un contenitore
Aggiungendo biglie al contenitore, queste
riempiono un livello, quindi un altro e poi
un altro ancora. Una volta che un dato
livello pieno di biglie non possibile
aggiungerne altre, proprio come avviene
nel riempimento dei livelli energetici
di un atomo con pi elettroni.

La situazione analoga quella delle biglie in un contenitore, illustrata nella figu-


ra 16. Le prime palline occupano il livello pi basso del contenitore; aggiungendo-
ne altre, queste debbono occupare livelli di energia potenziale gravitazionale
maggiore, semplicemente perch i livelli pi bassi sono gi occupati.
Nel caso degli atomi, il livello di energia minima corrisponde a n 1 ed / 0, cio
al sottolivello s del livello K. Per definire completamente uno stato, tuttavia, dob-
biamo specificare tutti e quattro i numeri quantici: n, /, m/ ed ms. Ricordiamo che
m/ 0, 1, 2, , / per qualunque valore di /. Quindi nello stato / 0 lunico
valore possibile di m/ 0. Il numero quantico ms, per, pu assumere due valori,
ms 12 ed ms 21 . Pertanto due elettroni possono occupare il livello energetico
n 1 e / 0, poich a tale livello corrispondono due stati distinti (n 1, / 0,
m/ 0, ms 21 e n 1, / 0, m/ 0, ms 12 ), come illustrato nella figura 17.
Il livello energetico successivo corrisponde a n 2, / 0. Anche a questo livello cor-
rispondono due stati distinti che gli consentono di contenere due elettroni. Prima di
affrettarci a concludere che tutti i livelli possono contenere due elettroni consideria-
mo il livello successivo: n 2 ed / 1. In questo caso m/ pu assumere tre valori:
m/ 0, 1. Per ciascuno di questi, ms pu assumere due valori. Pertanto il livello
energetico n 2, / 1 pu accogliere sei elettroni, come si vede nella figura 17.

Per qualsiasi valore di /, il numero di possibili valori di m/ (0, 1, 2, , /)


2/ 1. Se moltiplichiamo per 2 (il numero di valori di ms), troviamo un nume-
ro totale di stati uguale a 2(2/ 1).

Ad esempio, dalla figura 17 vediamo che il livello energetico n 3, / 2 pu ac-


cogliere 2(2 2 1) 10 elettroni.
Numero massimo di elettroni

10
Inversione
di livelli
Energia

n=5 2
O

10
Inversione
n=4 2 di livelli
N

n=3 2
M

n=2 2 F I G U RA 17 Il numero massimo di elettroni


L
in un livello energetico
n=1 2 Il numero massimo degli elettroni che
K possono occupare un dato livello energetico
Livello s p d in un atomo con pi elettroni 2(2/ 1).
La presenza contemporanea di un numero
=0 =1 =2 di elettroni maggiore violerebbe il principio
Sottolivello di esclusione di Pauli.

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1100 F i s i c a a t o m i c a

Inversione
di livelli

Energia
n=5
O

Inversione
n=4 di livelli
N

n=3
M
B C NO

Li Be
n=2
FIGURA 18 I primi otto elementi L
della Tavola Periodica
H He
Gli elementi idrogeno ed elio riempiono n=1
K
il livello n 1, / 0; gli elementi litio e
berillio riempiono il livello n 2, / 0; Livello s p d
gli elementi boro, carbonio, azoto e ossigeno
=0 =1 =2
riempiono quattro dei sei stati disponibili
del livello n 2, / 1. Sottolivello

La figura 18 illustra la disposizione degli elettroni nello stato fondamentale per i


seguenti elementi: idrogeno (1 elettrone), elio (2 elettroni), litio (3 elettroni), berillio
(4 elettroni), boro (5 elettroni), carbonio (6 elettroni), azoto (7 elettroni) e ossigeno
(8 elettroni). Osserviamo che i livelli energetici si riempiono dal basso verso lalto,
come le biglie in un contenitore, e che ciascun livello ha un numero massimo di
elettroni predeterminato.

Configurazioni elettroniche
Indicare la disposizione degli elettroni, come nella figura 18, istruttivo ma anche
Numero quantico Numero degli
principale elettroni nel
un po scomodo, specialmente se consideriamo elementi con un gran numero di
n=3 sottolivello = 6 elettroni. Per sveltire la scrittura si utilizza una notazione abbreviata che pu esse-
re applicata a tutti gli elementi.
Consideriamo ad esempio lelemento litio, che ha due elettroni nello stato n 1,
3p6 / 0 e un elettrone nello stato n 2, / 0. Tale disposizione, detta anche configu-
razione elettronica, pu essere abbreviata come segue:
Numero quantico del
momento angolare
1s22s1
= 1 (p)
In questa espressione la parte 1s2 indica n 1 (1s2), / 0 (1s2) e la presenza di
FIGURA 19 Il formalismo della due elettroni (1s2). Analogamente, la parte 2s1 indica un elettrone (2s1) nello stato
configurazione elettronica n 2 (2s1) e / 0 (2s1). La figura 19 illustra il funzionamento di questo metodo.
Lesempio qui rappresentato indica
la presenza di sei elettroni nel livello
energetico n 3, / 1 (p). ESERCIZIO

3 Utilizza la notazione abbreviata appena introdotta per descrivere la configurazione


elettronica:
a) dellazoto;
b) del sodio.
[a) i sottolivelli 1s e 2s dellazoto (Z 7) sono pieni; nel sottolivello 2p ci sono tre
elettroni: 1s22s22p3; b) nel sodio (Z 11), un elettrone si trova nel sottolivello 3s;
tutti gli altri sottolivelli interni sono occupati: 1s22s22p63s1]

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6 . G l i a t o m i c o n p i e l e t t r o n i e l a T a v o l a P e r i o d i c a 1101

La tabella 4 presenta lelenco di configurazioni elettroniche per gli elementi dalli-


drogeno (H) al potassio (K). Osserviamo che i livelli 3d del potassio non ospitano
elettroni, in accordo con linversione dei livelli che si pu vedere nella figura 18.

Numero atomico Elemento Configurazione elettronica TABELLA 4


Configurazione elettronica degli elementi
1 Idrogeno (H) 1s1 dallidrogeno al potassio
2 Elio (He) 1s 2
3 Litio (Li) 1s 22s 1
4 Berillio (Be) 1s 22s 2
5 Boro (B) 1s 22s 22p1
6 Carbonio (C) 1s 22s 22p2
7 Azoto (N) 1s 22s 22p3
8 Ossigeno (O) 1s 22s 22p4
9 Fluoro (F) 1s 22s 22p5
10 Neon (Ne) 1s 22s 22p6
11 Sodio (Na) 1s 22s 22p63s 1
12 Magnesio (Mg) 1s 22s 22p63s 2
13 Alluminio (Al) 1s 22s 22p63s 23p 1
14 Silicio (Si) 1s 22s 22p63s 23p 2
15 Fosforo (P) 1s 22s 22p63s 23p 3
16 Zolfo (S) 1s 22s 22p63s 23p 4
17 Cloro (Cl) 1s 22s 22p63s 23p 5
18 Argon (Ar) 1s 22s 22p63s 23p 6
19 Potassio (K) 1s 22s 22p63s 23p 64s 1

La Tavola Periodica
Guardando gli elementi elencati nella tabella 4, troviamo numerosi casi interessan-
ti. Gli elementi idrogeno, litio, sodio e potassio hanno tutti lo stesso tipo di confi-
gurazione elettronica per lultimo elettrone dellatomo, cio per il pi esterno. In
particolare, lelettrone pi esterno (e lunico) dellidrogeno lelettrone 1s1. Nel ca-
so del litio vediamo che lelettrone pi esterno 2s1, lelettrone pi esterno del so-
dio 3s1 e quello del potassio 4s1. Se continuassimo a scorrere lelenco degli ele-
menti, potremmo osservare che il rubidio ha un elettrone esterno 5s1, il cesio un
elettrone esterno 6s1 e il francio un elettrone esterno 7s1. In ciascun caso lelettrone
esterno un elettrone singolo e si trova in un sottolivello s che altrimenti sarebbe
vuoto.
Ci che rende particolarmente interessante le somiglianze nella configurazione elet-
tronica, il fatto che questi elementi hanno anche propriet chimiche simili. In par-
ticolare, i membri metallici di questo gruppo di elementi (litio, sodio, potassio, ru-
bidio, cesio e francio) sono chiamati metalli alcalini. In ciascuno di questi metalli
lelettrone pi esterno pu essere facilmente rimosso dallatomo, dando origine a
uno ione positivo stabile, come nel caso familiare dello ione sodio Na. Perci la
regolarit nel riempimento dei livelli conduce a una regolarit nelle propriet de-
gli elementi.
Raggruppare i vari elementi con propriet chimiche simili fu la motivazione che
spinse allo sviluppo della Tavola Periodica degli elementi da parte del chimico
russo Dmitri Mendeleev (1834-1907). La Tavola Periodica mostrata nellAppen-
dice a fine volume. Osserviamo che gli elementi di cui abbiamo appena parlato
formano il Gruppo I della Tavola, nella prima colonna a partire da sinistra. Men-
deleev aveva raggruppato gli elementi esclusivamente sulla base delle loro pro-
priet chimiche, ma ora sappiamo che tale raggruppamento corrisponde anche al
riempimento dei livelli in accordo con il principio di esclusione di Pauli.
La Tavola Periodica contiene vari gruppi di elementi; il Gruppo VII, ad esempio,
costituito dagli alogeni: fluoro, cloro, bromo e iodio. Anche questi elementi hanno
una configurazione simile nei loro elettroni esterni. In questo caso, gli elettroni
esterni sono 2p5, 3p5, e cos via. A questi elementi manca dunque solo un elettrone
per completare il riempimento del sottolivello p. Ci rende gli alogeni fortemente

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1102 F i s i c a a t o m i c a

reattivi: essi, infatti, possono acquistare prontamente un singolo elettrone da un al-


tro elemento per formare uno ione negativo stabile, come nel caso del cloro, che
forma lo ione cloro, Cl.
Il Gruppo VIII costituito dai gas nobili. Tutti questi elementi hanno i sottolivelli
completamente occupati, perci non acquistano n perdono facilmente elettroni.
per questa ragione che i gas nobili sono relativamente inerti.
Gli elementi di transizione, infine, rappresentano quei casi in cui avviene linversione
Il neon (numero atomico 10), il pi fra i livelli energetici. Nellelemento calcio (Z 20), ad esempio, si completa il sot-
conosciuto tra i gas nobili per il suo ruolo tolivello 4s. Lelettrone successivo, anzich andare nel sottolivello 4p, va in quello
nei tubi al neon. Gli elettroni degli atomi
di neon sono eccitati mediante scariche 3d. Effettivamente, i 10 elementi compresi tra lo scandio (Z 21) e lo zinco (Z 30)
elettriche attraverso il tubo. Quando corrispondono al riempimento del sottolivello 3d. Una volta riempito questo sotto-
ritornano allo stato fondamentale emettono livello, gli ulteriori elettroni vanno nel sottolivello 4p, dando origine agli elementi
radiazione elettromagnetica, molta della compresi tra il gallio (Z 31) e il kripton (Z 36).
quale nella zona rossa dello spettro visibile. La figura 20 mostra il significato dei vari simboli utilizzati nella Tavola Periodica:
Gli altri colori familiari nelle insegne al
neon o nelle luci al neon sono prodotti ciascun riquadro fornisce il simbolo dellelemento, la sua massa atomica e il suo
aggiungendo altri elementi della stessa numero atomico e include anche la configurazione degli elettroni esterni dellele-
famiglia chimica: argon, kripton o xenon. mento. Nellesempio mostrato nella figura 20, che corrisponde al ferro, tale confi-
gurazione 3d 64s2.

FIGURA 20 Rappresentazione degli


elementi nella Tavola Periodica
Numero
atomico
26
Fe Simbolo
dellelemento
Una spiegazione delle varie voci che 55.85 Massa
si trovano per ciascun elemento della Tavola atomica
Periodica dellAppendice a fine volume. Configurazione 3d64s2
Lesempio raffigurato si riferisce allelemento elettronica esterna
ferro (Fe).

3. VERIFICA DEI CONCETTI Confronta lenergia


Lenergia necessaria per rimuovere dal sodio il suo elettrone pi esterno 5,1 eV. Le-
nergia necessaria per rimuovere lelettrone pi esterno del potassio :
A maggiore di 5,1 eV.
B minore di 5,1 eV.
C uguale a 5,1 eV.

RAGIONAMENTO E DISCUSSIONE
Facendo riferimento alla Tavola Periodica, vediamo che il potassio ha un elettrone
nel suo livello pi esterno, proprio come il sodio. Da questo punto di vista i due ele-
menti sono simili. Ci che li distingue il fatto che lelettrone esterno del potassio in
uno stato di energia pi alta: infatti il suo elettrone in uno stato n 4 contro lo sta-
to n 3 dellelettrone del sodio. Per rimuovere un elettrone da un livello energetico
pi elevato necessaria meno energia; quindi lelettrone esterno del potassio pu es-
sere rimosso con meno di 5,1 eV: bastano infatti 4,3 eV.
R I S P O S TA
La risposta corretta la B: per rimuovere dal potassio lelettrone esterno necessaria
meno energia.

7. La radiazione atomica
Concludiamo questo capitolo con una breve analisi dei vari tipi di radiazione asso-
ciata agli atomi con pi elettroni. Gli esempi vanno dai raggi X, che sono abbastan-
za energetici da attraversare il corpo umano, alla debole luce bianca di una lampa-
da a fluorescenza.

I raggi X
I raggi X furono scoperti quasi per caso dal fisico tedesco Wilhelm Roentgen
(1845-1923) l8 novembre 1895. Gi pochi mesi dopo la loro scoperta erano utiliz-
zati in applicazioni mediche e da allora hanno giocato un ruolo di primaria im-
FIS I CA IN TO R NO A NOI portanza in medicina. Oggi i raggi X utilizzati per ottenere immagini diagnostiche
Utilizzo dei raggi X nella medicina negli ospedali e dai dentisti, sono prodotti da un tubo simile a quello mostrato

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7 . L a r a d i a z i o n e a t o m i c a 1103

Tensione applicata F I G U RA 2 1 Tubo a raggi X


al filamento Un tubo a raggi X accelera gli elettroni
Pellicola nel vuoto mediante una differenza di
Filamento fotografica potenziale per poi dirigerli contro un
riscaldato bersaglio di metallo. La decelerazione degli
elettroni nel metallo e leccitazione indotta
Elettroni negli atomi di metallo del bersaglio sono
alorigine dei raggi X.
Bersaglio
di metallo


Alimentazione
V
ad alta tensione Raggi X
+
3
K1

intensit relativa
2
K1
nella figura 21. Il principio di funzionamento di questo dispositivo il seguente:
un fascio di elettroni ad alta energia viene diretto contro un bersaglio metallico; i 1 Radiazione di
raggi X sono emessi in seguito allurto degli elettroni contro gli atomi del bersa- frenamento
continua
glio. La figura 22 mostra il tipico andamento dellintensit dei raggi X in funzione
della lunghezza donda.
La radiazione prodotta da un tubo a raggi X deriva da due meccanismi completa- 0 0,02 0,04 0,06 0,08 0,10 0,12
mente diversi. Il primo meccanismo chiamato bremsstrahlung, che in tedesco lunghezza donda (nm)
vuol dire radiazione di frenamento. Lespressione significa che quando un elet- F I G U RA 22 Lo spettro dei raggi X
trone energetico colpisce un bersaglio subisce una brusca decelerazione. Questo fe- Spettro prodotto da un tubo a raggi X nel
nomeno il cosiddetto frenamento. Come sappiamo dal capitolo 29, una carica quale gli elettroni, inizialmente in quiete,
soggetta a unaccelerazione emette radiazione elettromagnetica: perci gli elettroni sono accelerati da una differenza di
che si arrestano repentinamente contro il bersaglio emettono radiazione di alta potenziale di 35 000 V e diretti contro
un bersaglio di molibdeno.
energia sotto forma di raggi X. Questi raggi X coprono un vasto intervallo di lun-
ghezze donda e formano la parte continua dello spettro mostrato nella figura 22.
Gli stretti picchi che si vedono nel grafico 22 sono prodotti da un altro effetto fisico.
Per comprendere la loro origine, immaginiamo che cosa accade se uno degli elettro-
ni del fascio incidente abbastanza energetico da espellere un elettrone da un ato-
mo del bersaglio. Supponiamo inoltre che lelettrone espulso provenga dal livello
energetico pi basso dellatomo, cio, dal livello K. Questo vuoto riempito qua-
si immediatamente da un elettrone che dai livelli pi esterni cade nel livello K,
emettendo la differenza di energia sotto forma di un fotone. In un atomo con gran- K1
de numero atomico (spesso si utilizza come bersaglio il molibdeno (Z 42) o il
tungsteno (Z 74)), il fotone che emerge un raggio X. Se un elettrone cade dal li-
+
vello n 2 al livello K, lo stretto picco di radiazione che ne risulta detto riga Ka.
Analogamente, se un elettrone cade al livello K dal livello n 3, il picco risultante n=1 K1
detto riga Kb. La figura 22 mostra i due picchi in questione; i corrispondenti salti
effettuati dagli elettroni sono mostrati nella figura 23.
Dato che le lunghezze donda di queste righe variano da elemento a elemento (cio n=2
sono caratteristiche di ogni elemento) si parla di raggi X caratteristici. Raggi X di
questo tipo possono essere emessi se gli elettroni perdono energia per riempire un n=3
vuoto nel livello L, nel livello M, e cos via. F I G U RA 23 Produzione di raggi X
Lenergia che deve possedere un elettrone incidente per espellere da un atomo un caratteristici
elettrone del livello K pu essere calcolata utilizzando i risultati del modello di Quando un elettrone colpisce un atomo
Bohr. Lidea che lenergia di un elettrone del guscio K in un atomo con numero di metallo nel bersaglio di un tubo a raggi X,
atomico Z data approssimativamente dallequazione [9], En (13,6 eV)Z2/n2, pu espellere dallatomo uno dei due elettroni
del livello K (n 1). Il vuoto risultante sar
con una piccola modifica: dato che nel livello K ci sono due elettroni, ciascuno di riempito da un elettrone che cade da un livello
essi scherma laltro dal nucleo. In altre parole, la carica negativa e di un elettrone, pi esterno. Se un elettrone cade dal livello
neutralizza in parte la carica positiva Ze del nucleo, facendo s che il secondo n 2 al livello n 1 diciamo che il fotone
elettrone senta una carica effettiva (Z 1)e. Perci sostituendo Z con (Z 1) nel- risultante un raggio X-Ka. Analogamente,
lequazione [9] e ponendo n 1 otteniamo una stima ragionevole dellenergia del- se un elettrone cade dal livello n 3 al livello
n 1, il risultato un raggio X-Kb.
lelettrone nel livello K: Ovviamente il raggio X-Kb ha energia
1Z - 122 maggiore e minore lunghezza donda,
EK = -113,6 eV2 [14] come possiamo vedere nella figura 22.
12
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1104 F i s i c a a t o m i c a

Applicheremo questo risultato nel seguente esempio guidato.

6 . E S E M P I O G U I D AT O Calcola la tensione di un tubo


a raggi X
Fornisci una stima dellenergia minima che deve avere un elettrone incidente per
espellere un elettrone del livello K da un atomo di tungsteno (Z 74).

S O L U Z I O N E (Per verificare se hai capito esegui i calcoli indicati in ogni passo)


Calcola (Z 1)2:
5329

Moltiplica 13,6 eV per (Z 1)2:


72 500 eV

O S S E R VA Z I O N I
Un elettrone in quiete a distanza infinita dallatomo di tungsteno ha unenergia ugua-
le a zero. Quindi, per espellere un elettrone dal livello K dellatomo di tungsteno bi-
sogna fornirgli unenergia minima di 72 500 eV.
Ricorda che un elettrone acquista unenergia di 1 eV quando accelerato da una diffe-
renza di potenziale di 1 V; per produrre raggi X caratteristici con un bersaglio di tung-
steno, quindi, necessaria una differenza di potenziale di almeno 72 500 V 72,5 kV.
I tubi a raggi X di uso pi comune, ad esempio quelli utilizzati dai dentisti, funziona-
no con differenze di potenziale dellordine di 100 kV.

P R O VA T U
Immagina di avere un tubo a raggi X che opera con una tensione di soli 35 kV.
Qual il massimo valore di Z per cui il tubo in grado di espellere un elettrone dal
livello K?
[sostituendo direttamente nellequazione [14] vediamo che il massimo valore
di Z compatibile con una tensione di accelerazione inferiore a 35 kV Z 51]

Lequazione [14] pu essere utilizzata anche per effettuare una stima della lun-
ghezza donda Ka di un dato elemento. Nel prossimo esempio svolto vedremo co-
me sia possibile.

7. E S E M P I O S V O LT O K A nel caso del molibdeno


Fornisci una stima della lunghezza donda KA per il molibdeno (Z 42).

DESCRIZIONE DEL PROBLEMA


La figura mostra la transizione dellelettrone che responsabile del
raggio X Ka. Si noti che la carica netta vista dallesterno del livello K
(Z 1)e.

S T R AT E G I A
Per determinare la lunghezza donda di un raggio X-Ka consideriamo an-
zitutto la relazione fra la variazione di energia di un elettrone e la lun- Un elettrone
ghezza donda del fotone corrispondente, |E| hf hc/l. Una volta nel livello K
e
calcolato E possiamo ricavare la lunghezza donda come l hc/|E|.
Per ottenere E, calcoliamo lenergia di un elettrone nel livello K del mo- n=1
libdeno, utilizzando EK (13,6 eV)(Z 1)2/12, con Z 42.
Dopo di che calcoliamo lenergia di un elettrone nel livello L (n 2) del +Ze K1
molibdeno, dato che un elettrone del livello L che va a riempire il vuo- n=2
to nel livello K ed emette il raggio X-Ka. Osserviamo che un elettrone
del livello K vede un nucleo con una carica effettiva di (Z 1)e, poich
nel livello K c un elettrone che lo scherma parzialmente. Perci lener-
gia di un elettrone del livello L data dalla seguente espressione: n=3
EL (13,6 eV)(Z 1)2/22.
Infine, avendo determinato queste due energie, la variazione data sem-
plicemente da E EK EL.

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7 . L a r a d i a z i o n e a t o m i c a 1105

SOLUZIONE 1Z - 122 142 - 122


Calcoliamo lenergia di un elettrone nel livello K, EK: EK = -113,6 eV2 = -113,6 eV2 =
12 12
= -22 900 eV

1Z - 122 142 - 122


Calcoliamo lenergia di un elettrone nel livello L, EL: EL = -113,6 eV2 = -113,6 eV2 =
22 22
= -5720 eV

Determiniamo la variazione di energia E di un elettrone E = EK - EL = -22 900 eV - 1-5720 eV2 = -17 200 eV
che salta dal livello L al livello K:
hc 16,63 10-34 J s213,00 108 m/s2
Calcoliamo la lunghezza donda corrispondente a E:
117 200 eV211,60 10-19 J/eV2
l = = =
|E|
= 7,23 10-11 m = 0,0723 nm

O S S E R VA Z I O N I
Confrontando il nostro risultato con il grafico della figura 22, vediamo che la nostra stima approssimata della lunghezza donda
in buon accordo con i dati sperimentali.

P R O VA T U
Quale elemento ha un picco Ka a una lunghezza donda di circa 0,155 nm? [il rame, Z 29]
Problemi simili: 53, 54 e 73.

Come abbiamo detto allinizio di questo paragrafo, i raggi X furono utilizzati in


medicina non appena se ne scoprirono le propriet e il modo per produrli. Lo stes-
so Roentgen, il cui primo articolo sui raggi X fu pubblicato alla fine di dicembre del
1895, produsse unimmagine a raggi X della mano sinistra di sua moglie, in cui si
vedevano chiaramente le ossa delle dita e lanello nuziale. Nel giro di due mesi, nel
febbraio del 1896, i fisici americani iniziarono i primi test sui pazienti. Uno dei pri-
mi fu un ragazzo di nome Eddie McCarthy, al quale venne fatta una radiografia
dellavambraccio che si era fratturato; a un newyorkese di nome Tolson Cunnin-
gham fu tolto un proiettile dalla gamba dopo averlo localizzato con unesposizio-
ne di 45 minuti ai raggi X.
I normali raggi X, per, possono essere difficili da interpretare, poich proiettano
lombra di tutti i corpi che attraversano su ununica pellicola piana. come porre
una serie di diapositive una sopra allaltra e cercare di decifrare il contenuto di
ognuna di esse.
Con lo sviluppo di computer sempre pi potenti diventato possibile realizzare F IS ICA IN TOR N O A N O I
un nuovo tipo di immagini a raggi X. In una tomografia assiale computerizzata Tomografia assiale computerizzata
(TAC), un sottile fascio di raggi X attraversa il corpo da varie direzioni. Per ogni di-
rezione viene misurata lintensit del fascio trasmesso, e i dati sono inviati a un
computer per essere analizzati. Il risultato unimmagine che mostra al medico
una sezione del corpo. In questo modo si pu vedere ogni parte del corpo singo-
larmente e con chiarezza. Servendosi del computer per incolonnare una sullaltra
una serie di queste sezioni si pu ottenere unimmagine tridimensionale dellin-
terno del corpo.

La TAC a falsi colori a sinistra


rappresenta una sezione orizzontale
del cervello che mette in evidenza
un grande tumore benigno (la zona bianca
e arancione in alto). Pi TAC possono
essere combinate per creare unimmagine
tridimensionale come quella a destra.

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1106 F i s i c a a t o m i c a

Il laser

La produzione di luce da parte degli esseri umani ha fatto grandi progressi quan-
E2
do il fuoco stato sostituito dalla lampadina, ma un passo avanti ancora pi gran-
de fu fatto nel 1960 con la realizzazione del primo laser. I laser producono una lu-
ce intensa, fortemente collimata (unidirezionale) e di un colore purissimo. Per
queste loro propriet i laser trovano numerose applicazioni tecnologiche, dai letto-
Fotone ri ottici dei supermercati ai CD, dai puntatori laser alla chirurgia oftalmica. Possia-
incidente mo dire che i laser sono ormai comuni quasi come le lampadine.
E1 Per comprendere che cosa sia effettivamente un laser e che cosa lo rende cos spe-
ciale, partiamo dal suo nome. La parola laser lacronimo di Light Amplification by
FIGURA 24 Emissione stimolata the Stimulated Emission of Radiation, che vuol dire: amplificazione della luce mediante
Un fotone con unenergia uguale a E2 E1 lemissione stimolata di radiazione. Come vedremo, le propriet dellemissione stimo-
pu aumentare la probabilit che un lata portano direttamente allamplificazione della luce.
elettrone nello stato E2 cada nello stato E1
ed emetta un fotone. Quando un fotone Per iniziare, consideriamo due livelli energetici in un atomo e supponiamo che un
stimola lemissione di un secondo fotone in elettrone occupi il pi alto dei due livelli. Se lelettrone lasciato a se stesso, alla fi-
questo modo, il nuovo fotone ha la stessa ne cadr al livello pi basso in un tempo dellordine di 108 s; in questo processo,
frequenza, direzione e fase del fotone chiamato emissione spontanea, verr emesso un fotone che si pu propagare in
incidente. Se ciascuno dei due fotoni qualsiasi direzione.
uscenti da questo processo a sua volta
produce due fotoni, il numero totale di
Supponiamo invece che lelettrone nello stato eccitato appena descritto non sia la-
fotoni pu aumentare esponenzialmente, sciato solo. Ad esempio, un fotone con unenergia uguale alla differenza di energia
producendo un fascio di luce intenso. fra i due livelli pu passare vicino allelettrone, innalzando cos la probabilit che le-
lettrone cada al livello pi basso. In altre parole, il fotone incidente pu stimolare le-
missione di un secondo fotone da parte dellelettrone. Il fotone emesso in questo pro-
cesso di emissione stimolata ha la stessa energia del fotone incidente, la stessa fase
e si propaga nella stessa direzione, come indicato nella figura 24. Questo il moti-
vo per cui la luce laser fortemente concentrata e di un solo colore (monocromatica).
Per quanto riguarda lamplificazione della luce, osserviamo che un singolo fotone
che entra in un atomo eccitato pu far s che dallatomo escano due fotoni identici.
Se ognuno di questi due fotoni incontra un altro atomo eccitato e subisce lo stesso
processo, i fotoni diventano quattro. Continuando in questo modo, i fotoni subi-
scono una sorta di reazione a catena che raddoppia il numero di fotoni a ogni ge-
nerazione. questa propriet dellemissione stimolata che provoca lamplificazio-
ne della luce.
Affinch si verifichi il processo di amplificazione della luce, necessario che i foto-
ni continuino a incontrare atomi con elettroni negli stati eccitati. In condizioni nor-
mali questo non avviene, poich la maggior parte degli elettroni si trova nel pi
basso livello energetico possibile; perch il processo di amplificazione possa aver
luogo, quindi, necessario preparare gli atomi in uno stato eccitato. Il processo di
emissione stimolata pu quindi essere attivato prima che gli elettroni abbiano occa-
sione di cadere a un livello pi basso attraverso lemissione spontanea.
Si rende necessaria uninversione di popolazione: si tratta di un meccanismo per
cui ci sono pi elettroni nello stato eccitato che nello stato fondamentale. Inoltre lo
stato eccitato deve durare abbastanza da consentire ai fotoni di incontrare altri ato-
mi eccitati. Uno stato eccitato di cos lunga durata chiamato stato metastabile.
Per produrre un laser, quindi, necessario uno stato metastabile con uninversione
di popolazione.
FIS I CA IN TO R NO A NOI Un particolare esempio di laser il laser a elio-neon, rappresentato schematica-
Laser a elio-neon mente nella figura 25a, in cui la luce laser prodotta da atomi di neon. La figura
25b mostra il diagramma dei livelli energetici del neon. Lo stato eccitato E3 meta-
stabile: gli elettroni portati su quel livello vi rimangono per un tempo relativamen-
te lungo. Gli elettroni vengono eccitati al livello E3 da un generatore di tensione
collegato al tubo contenente la miscela di elio-neon. Gli elettroni della corrente pro-
dotta dal generatore si muovono lungo il tubo, urtando gli atomi di neon e provo-
candone leccitazione al livello E3.
Trattandosi di un livello metastabile, il processo di eccitazione pu provocare
uninversione di popolazione, indispensabile al funzionamento del laser. A questo
punto entra in gioco lemissione stimolata, che consente agli elettroni di cadere al
livello inferiore, E2. Gli elettroni procedono quindi per gradi intermedi fino allo
stato fondamentale. lemissione di luce fra i livelli E3 ed E2 che produce la luce la-
ser. Poich la differenza di energia fra questi due livelli di 1,96 eV, la luce laser
emessa rossa, con una lunghezza donda di 633 nm.

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7 . L a r a d i a z i o n e a t o m i c a 1107
8000 V DC

Specchio
semitrasparente

a)

Stato metastabile Emissione


E3 stimolata

E2 633 nm
Eccitazione Trasferimento
dovuta di energia
20,61 alla scarica 20,66
eV elettrica per eV
18,70
collisione eV
F I G U RA 2 5 Il laser a elio-neon
a) Una rappresentazione schematica
delle caratteristiche fondamentali di un
Stato

fondamentale
E1 laser elio-neon.
Elio Neon b) I livelli energetici dellelio e del neon
b) coinvolti nel funzionamento del laser.

Per aumentare il rendimento di un laser la luce viene riflessa avanti e indietro fra
specchi: la riflessione, infatti, provoca nella luce una condizione di risonanza molto
simile a quella delle onde stazionarie in una canna dorgano. La figura 25a illustra lo
schema di funzionamento di un laser.
Una nuova applicazione medica dei laser riguarda la chirurgia oftalmica. In questo
tipo di interventi si utilizza un laser che emette fotoni ultravioletti di alta energia
(tipicamente con lunghezze donda di 193 nm) per rimodellare la cornea e correg-
gere la miopia. Nella chirurgia LASIK (Laser in Situ Keratomileusis) la procedura ini-
zia con una piccola lama meccanica, chiamata microkeratoma, che incide la cornea
sollevandone un lembo di cui viene lasciata intatta una porzione che funziona da
cerniera. Dopo aver eseguito il taglio, il lembo corneale piegato allindietro, espo-
nendo la parte centrale della cornea (figura 26a). A questo punto un laser a eccimeri
invia impulsi di luce UV sulla cornea, vaporizzando a ogni impulso una piccola
quantit di materiale corneale (da 0,1 a 0,5 mm) senza riscaldare. Il processo conti-
nua finch la cornea non stata appiattita abbastanza da correggere la miopia; in-
fine il lembo corneale rimesso al suo posto.
La cheratectomia fotorifrattiva (PRK) simile alla chirurgia LASIK, con la differenza
che il materiale viene rimosso direttamente dalla superficie della cornea senza uti-
lizzare il lembo corneale, come mostrato nella figura 26b. Per correggere la mio-
pia, il fascio laser diretto sulla porzione centrale della cornea (a sinistra nella fi-
gura), provocandone lappiattimento. Per correggere invece lipermetropia, Un dottore utilizza un microscopio
necessario aumentare la curvatura della cornea. A tale scopo si maschera la parte e un monitor per assicurare un taglio
centrale della cornea, in modo che il laser rimuova solo la parte periferica (a destra preciso del lembo corneale in una procedura
LASIK. Un laser UV rimuover quindi
nella figura). In entrambi i casi necessario mantenere il fascio focalizzato sulla una parte del materiale sottostante,
posizione desiderata dellocchio; si tratta di unoperazione difficile, perch loc- appiattendo la cornea e correggendo
chio compie continuamente piccoli movimenti, circa ogni 15 ms. Nelle applicazioni la miopia del paziente.

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1108 F i s i c a a t o m i c a

FIS I CA IN TO R NO A NOI Cornea centrale


appiattita
Chirurgia laser oftalmica Impulsi laser

Lembo
Lembo corneale
FIGURA 26 Correzione della vista
corneale Cerniera
con il laser a) LASIK Cerniera
a) Nella chirurgia LASIK, un lembo della
cornea viene tagliato e piegato allindietro.
Successivamente si utilizza un laser
a eccimeri UV per vaporizzare una parte Materiale Materiale
del materiale corneale sottostante. rimosso rimosso
Quando il lembo rimesso al suo posto Impulsi laser
la cornea pi piatta di prima e la miopia Impulsi laser
del paziente stata ridotta.
b) Nella procedura PRK il laser rimuove Aumento
il materiale direttamente dalla superficie di curvatura
della cornea. Se la cornea troppo curva della cornea
( il caso della miopia) il fascio laser viene
Diminuzione
diretto sul centro della cornea, appiattendola. di curvatura Maschera Materiale
Se la cornea troppo piatta (ipermetropia) della cornea rimosso
la parte centrale viene mascherata e si
rimuove il materiale corneale periferico, Correzione Correzione della
aumentando la curvatura. b) PRK della miopia ipermetropia

pi sofisticate della PRK i movimenti dellocchio possono essere seguiti e il punta-


mento del laser corretto di conseguenza.
FIS I CA IN TO R NO A NOI Unaltra applicazione medica dei laser la cosiddetta terapia fotodinamica o PDT. In
Terapia fotodinamica questo tipo di terapia si iniettano nel sangue sostanze chimiche fotosensibili (come
la porfirina) che sono assorbite dalle cellule del corpo. Si scoperto che queste so-
stanze rimangono nelle cellule cancerose per pi tempo che nelle cellule normali.
Dopo un intervallo di tempo appropriato, quindi, queste sostanze sono concentra-
te di preferenza nelle cellule cancerose. Se si illuminano queste ultime con un fascio
laser di lunghezza donda pari a quella assorbita dalle sostanze fotosensibili, la rea-
zione chimica che ne risulta uccide le cellule cancerose senza danneggiare le cellule
normali circostanti. Il fascio laser pu essere diretto sulla posizione desiderata uti-
lizzando una fibra ottica flessibile insieme a un broncoscopio (per il trattamento del
cancro ai polmoni) o a un endoscopio (per il trattamento del cancro allesofago).
La tecnica PDT utilizzata anche per trattare alcuni tipi di degenerazione maculare
legata allet (AMD). Per la maggior parte dei casi, si presenta una degenerazione ma-
culare quando i vasi sanguigni dietro la retina fanno filtrare sangue e altri fluidi nella
regione centrale della retina (la macula), causandone la degenerazione. In questo ca-
so le sostanze fotosensibili vengono assorbite preferenzialmente dai vasi sanguigni
danneggiati, e con un fascio di luce laser dellappropriata lunghezza donda si posso-
no distruggere questi vasi senza danneggiare le strutture normali della retina.
I laser, infine, possono essere utilizzati anche per eseguire fotografie tridimensio-
nali, gli ologrammi. La figura 27 mostra un apparato per eseguire un ologramma.

Separatore Pellicola
di fascio Figura di
riferimento

FIGURA 27 Lolografia Laser Fascio di


riferimento
Per creare un ologramma, si divide una
luce laser in due fasci. Uno, il fascio di
riferimento, diretto sulla pellicola Fascio
fotografica. Laltro riflesso dalla superficie oggetto
di un oggetto sulla pellicola, dove si
combina con il fascio di riferimento per
creare una figura di interferenza. Quando
questultima viene illuminata con una luce Oggetto
laser della stessa lunghezza donda, si
ottiene unimmagine tridimensionale
delloggetto originale.

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7 . L a r a d i a z i o n e a t o m i c a 1109

Osserviamo che per produrre un ologramma non c bisogno di lenti, diversamen- F IS ICA IN TOR N O A N O I
te dalla normale fotografia. Il procedimento di base dellolografia inizia con la divi- Ologrammi
sione di un fascio laser in due fasci separati: uno, il fascio di riferimento, diretto
sulla pellicola fotografica; laltro, il fascio oggetto, diretto sulloggetto da registra-
re nellologramma. Il fascio oggetto viene riflesso dalle varie parti delloggetto e si
ricombina con il fascio di riferimento sulla pellicola. Dato che la luce laser coeren-
te e che i due fasci percorrono cammini diversi, la luce che si ottiene combinando i
due fasci forma una figura di interferenza.
Se osserviamo un ologramma alla luce normale, ci appare semplicemente come
una massa confusa di spirali e righe. Se invece lo illuminiamo con un laser, la figu-
ra di interferenza fa s che la luce laser si propaghi dallologramma esattamente nel-
lo stesso modo della luce che inizialmente ha prodotto la figura di interferenza.
Perci una persona che guarda un ologramma vede esattamente la stessa immagi-
ne che avrebbe potuto osservare quando stato registrato lologramma.
Gli ologrammi forniscono veramente unimmagine tridimensionale. Quando guar-
di un ologramma puoi cambiare punto di vista e vedere parti diverse della scena
che stata registrata. In particolare, se osservato da un punto di vista particolare,
lologramma pu oscurare un oggetto in secondo piano, ma se muoviamo la testa
possiamo girare intorno agli oggetti in primo piano e ottenere una visione chiara
degli oggetti che prima risultavano nascosti. Losservazione di un ologramma,
inoltre, richiede che gli occhi debbano regolare la messa a fuoco come si fa per pas-
sare da un oggetto in primo piano a un oggetto sullo sfondo, proprio come nel
mondo reale.
Un ologramma crea unimmagine
Infine, anche se tagliamo un ologramma a pezzetti, ogni pezzo mostrer ancora
tridimensionale nello spazio vuoto.
lintera scena! come guardare cosa succede nel prato davanti a casa nostra attra- Limmagine pu essere vista da punti di
verso una finestra piccola o attraverso una finestra grande: entrambe mostrano la vista differenti, rivelando cos parti diverse
stessa scena. del soggetto originale. Qui un architetto
Gli ologrammi sulle carte di credito sono detti ologrammi arcobaleno, perch sono mostra attraverso un ologramma
un progetto edilizio.
progettati per essere visti con la luce bianca, che contiene tutti i colori dellarcoba-
leno. Sebbene questi ologrammi diano limpressione di tridimensionalit, non so-
no confrontabili per qualit a un ologramma visto con un laser.

Fluorescenza e fosforescenza
Nelle osservazioni dellesempio guidato 3 si detto che quando un elettrone in
uno stato eccitato ritorna allo stato fondamentale pu emettere fotoni di varie ener-
gie. Questo tipo di comportamento alla base dei fenomeni della fluorescenza e
della fosforescenza.
Consideriamo i livelli energetici mostrati nella figura 28. Se un atomo che possiede
questi livelli energetici assorbe un fotone di energia E3 E1, pu eccitare un elettro-
ne facendolo passare dallo stato E1 allo stato E3. In alcuni atomi il modo pi proba-
bile, per un elettrone, di tornare allo stato fondamentale quello di saltare prima al E3
livello E2 e di qui al livello E1. I fotoni emessi in questi salti hanno meno energia del Salto energetico
a bassa frequenza
fotone che ha causato leccitazione allinizio. In un sistema del genere, quindi, un E2
atomo illuminato con un fotone di una frequenza e successivamente emette fotoni
di energia minore e frequenza pi bassa. Lemissione di luce di frequenza pi bassa
dopo lilluminazione ad alta frequenza, detta fluorescenza. In pratica la fluorescen-
za pu essere pensata come un processo di conversione nel quale fotoni di alta fre- Fotone incidente
quenza sono convertiti in fotoni di bassa frequenza. ad alta frequenza Fotone
fluorescente a
Lesempio pi comune di fluorescenza forse quello della lampada a fluorescenza. Si bassa frequenza
tratta di un dispositivo che utilizza la fluorescenza per convertire luce ultraviolet- E1
ta ad alta frequenza in luce visibile a frequenza minore. In particolare, le lampade
a fluorescenza sono formate da tubi che contengono vapori di mercurio. Quando a F I G U RA 2 8 Il meccanismo
uno di questi tubi viene applicata corrente, un filamento si scalda e produce elet- della fluorescenza
troni che sono accelerati da una differenza di potenziale. Gli elettroni colpiscono Nella fluorescenza un fotone ad alta
gli atomi di mercurio che si trovano nel tubo; questi si eccitano ed emettono luce frequenza porta un elettrone in uno stato
ultravioletta nel tornare al loro stato fondamentale. Questo processo non partico- eccitato. Quando lelettrone torna allo stato
larmente utile di per s, poich la luce ultravioletta ci risulta invisibile; linterno fondamentale, pu farlo attraverso vari
stati intermedi. I salti fra gli stati intermedi
del tubo, per, rivestito di un fosforo che assorbe la luce ultravioletta e la riemet- producono fotoni di frequenza pi bassa,
te a una frequenza pi bassa, visibile. Prima che una lampada a fluorescenza pro- che costituiscono il fenomeno della
duca luce visibile, quindi, possono avvenire molti processi fisici differenti. fluorescenza.

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1110 F i s i c a a t o m i c a

FIS I CA IN TO R NO A NOI La fluorescenza trova anche molte altre applicazioni di uso un po meno comune.
Applicazione della fluorescenza Nelle scienze forensi, lanalisi della scena di un crimine aiutata dal fatto che le os-
nelle scienze forensi sa umane e i denti sono fluorescenti: illuminando una scena del crimine con luce
ultravioletta si possono rendere visibili particolari utili alle indagini. Inoltre luti-
lizzo di un colorante fluorescente pu rendere visibili con grande chiarezza le im-
pronte digitali.
I corpi di molte creature sono fluorescenti. Molti tipi di corallo brillano quando
vengono illuminati con luce ultravioletta; gli scorpioni sono fortemente fluorescen-
ti, ed emettono una caratteristica luce verde. Quando osserviamo uno scorpione
alla luce del Sole, infatti, si distingue spesso un riflesso verdognolo. Di notte, nel
deserto, se si illumina una porzione di terreno con una lampada portatile a ultra-
violetti, gli scorpioni risaltano con un alone verde brillante. Questa propriet di
aiuto ai ricercatori, che cercano determinati scorpioni per motivi di studio, e ai
campeggiatori, che ovviamente cercano di evitarli.
La fluorescenza verde prodotta dalla medusa Aequorea victoria, con la quale abbia-
mo aperto questo capitolo, trova molte applicazioni negli esperimenti biologici. Il
gene che produce la proteina verde fluorescente (GFP) pu servire come marcato-
re per identificare se un organismo ha incorporato un nuovo segmento di DNA nel
proprio genoma. Ad esempio, le colonie batteriche che incorporano il gene GFP
possono essere esaminate a occhio nudosemplicemente osservando la colonia sot-
to una luce ultravioletta.
Recentemente la GFP stata inserita nel genoma di un coniglio bianco, ottenendo
cos il Coniglietto GFP (GFP Bunny). Il coniglietto appare normale alla luce bian-
ca, ma quando osservato con una luce di lunghezza donda pari a 392 nm si ac-
cende di una luce verde brillante a 509 nm. Lo spettro di fluorescenza della GFP
mostrato nella figura 29.
La fosforescenza, infine, simile alla fluorescenza, con la differenza che i materia-
Le impronte digitali su questo bicchiere
diventano chiaramente visibili dopo essere li fosforescenti continuano a emettere una luce secondaria per lungo tempo dopo
state trattate con un colorante fluorescente lilluminazione iniziale che ha eccitato gli atomi. Infatti la fosforescenza pu persi-
e illuminate con luce ultravioletta. stere per periodi di tempo che vanno da pochi secondi a molte ore.

In una tecnica conosciuta


come immunofluorescenza, una molecola di Molte creature (come lo scorpione, nella foto a sinistra) sono naturalmente fluorescenti
anticorpo legata a una molecola di colorante quando sono illuminate con luce ultravioletta. Lo stesso vale per alcuni minerali, come quello
fluorescente, rendendo possibile visualizzare mostrato nella foto a destra.
le strutture cellulari e le componenti che
altrimenti risulterebbero invisibili. Questa 1400
fotografia utilizza anticorpi che si attaccano
a una proteina presente in filamenti
Intensit relativa (unit arbitraria)

1200
intermedi. Questi filamenti (che qui appaiono
come un fine intreccio simile alla tela di un
1000
ragno) fanno parte del citoscheletro, Luce Luce
limpalcatura cellulare che consente alle cellule assorbita emessa
di mantenere o cambiare il loro aspetto e di 800
trasportare le sostanze di cui hanno bisogno.
600
FIGURA 29 Lo spettro di fluorescenza
400
del GFP
La proteina fluorescente verde (GFP)
200
assorbe fortemente la luce con una lunghezza
donda di circa 400 nm (violetto). 0
Essa emette luce verde con una lunghezza 300 350 400 450 500 550 600
donda di 509 nm. Lunghezza donda (nm)

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SINTESI DEL CAPITOLO 1111

SINTESI DEL CAPITOLO


1. I primi modelli di atomo Ipotesi di partenza del modello di Bohr
Il modello di Bohr si basa sulle seguenti ipotesi:
Gli atomi sono i componenti fondamentali di ogni elemento. Se
gli elettroni si muovono intorno al nucleo su orbite circolari;
un atomo viene spezzato in pezzi pi piccoli, perde le propriet
che caratterizzavano lelemento. le orbite permesse devono avere un momento angolare pari a
Ln nh/2p, con n 1, 2, 3, ;
Modello di Thomson: il panettone
un elettrone su unorbita permessa non emette radiazione
Nel modello di Thomson latomo visto come un panettone ca- elettromagnetica;
rico positivamente con gli elettroni negativi distribuiti al suo in-
viene emessa radiazione solo quando gli elettroni saltano da
terno come luvetta.
unorbita a unaltra.
Modello di Rutherford: un sistema solare in miniatura
Rutherford scopr che un atomo assomiglia a un sistema solare n=3
su scala atomica: per lo pi vuoto, con la maggior parte della
massa concentrata nel nucleo. Rutherford ipotizz che gli elet- n=2
troni orbitassero intorno al nucleo. n=1
+
r1
Elettrone r2 = 4r1


r3 = 9r1
Nucleo

+
Orbite di Bohr

Il raggio delle orbite permesse nel modello di Bohr dato dalla
relazione:

h2
rn = a bn2 = (5,29 10 - 11 m)n2 n 1, 2, 3,
4p2mkZe2
2. Lo spettro dellatomo di idrogeno
Energia di unorbita di Bohr
Atomi di idrogeno eccitati in un gas a bassa pressione emettono Lenergia di unorbita permessa nel modello di Bohr
luce con particolari lunghezze donda. Questa emissione detta
spettro dellidrogeno. Z2
En = -113,6 eV2 n 1, 2, 3,
n2
Spettri a righe
Tali espressioni corrispondono allidrogeno quando Z 1.
Lo spettro dellidrogeno costituito da una serie di righe bril-
lanti caratterizzate da lunghezze donda ben definite.

n=5 n=4 n=3 4. Le onde di de Broglie e il modello di Bohr


De Broglie riusc a dimostrare che le orbite permesse del model-
lo di Bohr corrispondono a onde stazionarie di materia associa-
(nm) te agli elettroni. In particolare, unorbita permessa nel modello
di Bohr ha una circonferenza uguale a un multiplo intero della
400 500 600 700 lunghezza donda dellelettrone su quellorbita.

Serie spettrali
Lo spettro a righe dellidrogeno formato da una serie di righe r7
r8
ravvicinate. Le lunghezze donda di tali serie sono date dalla re- +
lazione:

= Ra 2 - 2 b
1 1 1
n = 1, 2, 3,
l n n
n = n + 1, n + 2, n + 3,
Ogni riga di una serie corrisponde a un diverso valore di n. Le va- 5. Latomo di idrogeno quantistico
rie serie corrispondono a valori distinti di n. Ad esempio, n 1
corrisponde alla serie di Lyman, n 2 alla serie di Balmer e La descrizione corretta dellatomo di idrogeno si ottiene dalle-
n 3 alla serie di Paschen. quazione di Schrdinger. Essa concorda per molti aspetti cruciali
con il modello di Bohr, ma presenta anche differenze significative.
Numeri quantici
3. Il modello di Bohr dellatomo di idrogeno
Latomo di idrogeno quantistico descritto da quattro numeri
Il modello di Bohr dellidrogeno fondamentalmente un model- quantici:
lo a sistema solare, con lelettrone che orbita intorno al nucleo. il numero quantico principale, n, analogo al numero n del
Nel modello di Bohr, tuttavia, sono permesse solo alcune orbite. modello di Bohr;

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1112 F i s i c a a t o m i c a

il numero quantico del momento angolare orbitale, /, che pu Principio di esclusione di Pauli
assumere i valori / 0, 1, 2, 3, , (n 1); il modulo del mo- Il principio di esclusione di Pauli afferma che solo un elettrone
mento angolare orbitale dato da L = 2/1/ + 121h>2p2; pu avere un particolare insieme di numeri quantici. Questo si-
il numero quantico magnetico, m/, che pu assumere i valori gnifica che non possibile che tutti gli elettroni di un atomo con
m/ /, / 1, / 2, , 1, 0, 1, , / 2, / 1, /; la pi elettroni occupino il livello energetico pi basso.
componente z del momento angolare orbitale Lz m/(h/2p); Configurazioni elettroniche
il numero quantico dello spin dellelettrone, ms, che pu La disposizione degli elettroni indicata dalla configurazione
assumere i valori ms 12 , 21 . elettronica. Ad esempio, la configurazione 1s2 indica che nello
Nuvole di probabilit degli elettroni: stato n 1 (1s2), / 0 (1s2) ci sono 2 elettroni (1s2).
onde stazionarie tridimensionali Tavola Periodica
Nellatomo di idrogeno quantistico lelettrone non orbita a una Man mano che gli elettroni riempiono i sottolivelli di energia
distanza precisa dal nucleo. La sua distribuzione, invece, rap- crescente, si ottengono gli elementi della Tavola Periodica. Gli
presentata da una nuvola di probabilit: le regioni pi dense elementi che hanno la stessa configurazione degli elettroni pi
della nuvola rappresentano le zone in cui maggiore la probabi- esterni tendono ad avere propriet chimiche simili.
lit di trovare lelettrone.

7. La radiazione atomica
Gli atomi possono emettere vari tipi di radiazione, dai raggi X,
alla luce visibile, ai raggi infrarossi
Raggi X
Quando un elettrone di uno dei
livelli energetici pi interni vie-
ne espulso dallatomo di un ele-
6. Gli atomi con pi elettroni mento e il suo posto preso da K1
e la Tavola Periodica un elettrone proveniente da un

+
livello esterno, si ha la produzio-
Se si aggiungono elettroni agli atomi le propriet di questi ulti- ne di raggi X caratteristici delle- K1
n=1
mi cambiano in modo regolare e prevedibile. lemento in questione.
Atomi con pi elettroni n=2
I livelli energetici in un atomo con pi elettroni dipendono da n
e da /. A parit di /, lenergia aumenta allaumentare di n; a pa- n=3
rit di n, lenergia aumenta allaumentare di /.
Laser
Livelli e sottolivelli
Un laser un dispositivo che amplifica la luce mediante lemis-
Si dice che gli elettroni con lo stesso valore di n appartengono al-
sione stimolata di radiazione.
lo stesso livello. Allinterno di un livello, di dice che gli elettroni
con uno stesso valore di / appartengono allo stesso sottolivello. Fluorescenza e fosforescenza
Quando un elettrone in un atomo viene eccitato a un alto livello
B CNO energetico, pu ritornare allo stato fondamentale attraverso una
Energia

serie di salti di energia pi bassa. Tali salti comportano lemis-


Li Be
n=2 sione di radiazione di lunghezze donda pi lunghe della radia-
L

n=1
H He zione che ha causato leccitazione originale. Quando questa ra-
K
diazione viene emessa immediatamente, abbiamo il fenomeno
Livello s p
=0 =1 della fluorescenza; quando lemissione avviene in un tempo
Sottolivello lungo, osserviamo il fenomeno della fosforescenza.

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ESERCIZI E PROBLEMI 1113

VERIFICA DELLE COMPETENZE


Conoscere i primi modelli atomici e saper determinare quali fotoni 10 Un elettrone in un atomo di idrogeno ha una lunghezza don-
si trovano nello spettro di emissione dellidrogeno da di 1,99 109 m. A quale stato dellatomo di idrogeno ap-
partiene questo elettrone?
1 Qual la lunghezza donda pi lunga della serie di Balmer? A n1
A 240 nm
B n3
B 328 nm
C n4
C 365 nm
D n6
D 656 nm
2 Il valore di una lunghezza donda della serie di Balmer
410,2 nm. A quale valore di n corrisponde? Saper specificare gli stati di atomi con pi elettroni in funzione dei
A 4
quattro numeri quantici e saper scrivere la struttura elettronica
B 5 utilizzando il principio di esclusione di Pauli
C 6 11 Quanti valori del numero quantico magnetico m/ corrispondo-
D 7 no al valore 2 del numero quantico del momento angolare or-
3 Qual la lunghezza donda pi corta nella serie di Lyman? bitale /?
A 91,20 nm A 2
B 45,60 nm B 3
C 121,5 nm C 4
D 204,1 nm D 5

4 A quale valore di n corrisponde la lunghezza donda di 957,7 nm 12 Quanti stati, in funzione di assegnati valori dei quattro nume-
nella serie di Paschen? ri quantici, corrispondono al livello fondamentale dellatomo
A 3 di idrogeno?
B 5 A 3
C 8 B 0
D 11 C 4
D 2
Comprendere il modello di Bohr dellatomo di idrogeno 13 Quanti stati elettronici sono permessi nel quarto livello della-
e la sua relazione con le onde di de Broglie tomo di idrogeno?
A 11
5 Un elettrone in una certa orbita di Bohr ha unenergia cinetica
B 14
di 5,42 1019 J. In quale orbita si trova questo elettrone?
C 17
A Prima
D 20
B Seconda
C Terza 14 Quale delle seguenti la corretta configurazione elettronica
D Quarta dellatomo di carbonio?
A 1s22s22p2
6 Qual la velocit di un elettrone nella quarta orbita di Bohr?
B 1s12p1
A 5,45 105 m/s
C 1s12s22p1
B 310 105 m/s
D 1s22s22p4
C 10,9 105 m/s
D 1,78 105 m/s
7 Qual la lunghezza donda del fotone emesso quando un elet- Conoscere i meccanismi di base della produzione dei raggi X
trone in un atomo di idrogeno salta da uno stato iniziale n 6 e della luce laser
a uno stato finale n 2? 15 Qual la minima energia che deve avere un elettrone per
A 205,1 nm
espellere un elettrone del livello K da un atomo di molibdeno?
B 104,0 nm
A 10,1 103 eV
C 410,2 nm
B 11,3 103 eV
D 610,0 nm
C 22,9 103 eV
8 Quale frequenza deve avere un fotone per far passare un elet- D 44,0 103 eV
trone in un atomo di idrogeno dallo stato n 2 allo stato n 4? 16 Quale delle seguenti propriet di un fascio di luce vale per un
A 3,6 1014 Hz
fascio laser?
B 6,17 1014 Hz
A coerente.
C 4,11 1014 Hz
B divergente.
D 5,20 1014 Hz
C convergente.
9 Qual la lunghezza donda associata allelettrone nello stato D Nessuna delle precedenti risposte corretta.
n 2 dellidrogeno?
A 3,32 1010 m
B 2,03 1010 m
C 6,65 1010 m
D 8,17 1010 m

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1114 F i s i c a a t o m i c a

QUESITI
1 Fornisci una ragione per cui il modello a panettone di Thom- 9 Nellatomo di idrogeno il numero quantico principale n pu
son non concorda con le osservazioni sperimentali. aumentare indefinitamente. Significa che anche lenergia del-
latomo di idrogeno pu aumentare senza limiti? Giustifica la
2 Fornisci una ragione per cui il modello di Rutherford a sistema
tua risposta.
solare non concorda con le osservazioni sperimentali.
10 Indica quali delle seguenti configurazioni degli elettroni ester-
3 Fai un esempio di discrepanza tra il modello di Bohr dellato- ni permessa dalle regole della meccanica quantistica. Se si
mo di idrogeno e quello quantistico.
tratta di una configurazione proibita, indica qual la regola
4 Quale osservazione port Rutherford a ipotizzare che latomo violata.
avesse un nucleo contenente la maggior parte della massa? a) 2d1
5 Ti aspetti che la luce emessa: b) 1p7
c) 3p5
a) da uninsegna al neon
d) 4g6
b) da una lampada a incandescenza
abbia una distribuzione continua o abbia la forma di uno spet- 11 a) Nel modello quantistico dellatomo di idrogeno esiste un va-
tro a righe? lore di n per cui il momento angolare dellelettrone deve esse-
re nullo. Qual tale valore di n?
6 In linea di principio, quante righe ci sono in una serie spettra- b) Il momento angolare dellelettrone pu essere nullo in stati
le dellidrogeno? Giustifica la tua risposta. con altri valori di n? Giustifica la tua risposta.
7 Esiste un limite superiore al raggio di unorbita permessa di 12 Ti aspetti che si possa avere lemissione di raggi X caratteristi-
Bohr? Giustifica la tua risposta. ci da parte di atomi di elio o atomi di litio nello stato fonda-
8 a) Esiste un limite superiore alla lunghezza donda delle righe mentale? Giustifica la tua risposta.
nello spettro dellidrogeno? 13 Si scoperto che gli elementi fluoro, cloro e bromo evidenzia-
b) Esiste un limite inferiore? Giustifica la tua risposta. no propriet chimiche simili. Come mai?

PROBLEMI
1. I primi modelli di atomo 8 Calcola il valore delle tre massime lunghezze donda della se-

rie di Paschen.
1 In un atomo di idrogeno lelettrone si trova tipicamente a una

distanza di circa 5,3 1011 m dal nucleo; questultimo ha un 9 Calcola:

diametro di circa 1,0 1015 m. Considerando latomo di idro- a) la lunghezza donda massima nella serie di Lyman;
geno come una sfera di raggio pari a 5,3 1011 m, qual la b) la lunghezza donda minima nella serie di Paschen.
frazione del suo volume occupata dal nucleo? 10 Nella tabella 1 vediamo che la serie di Paschen corrisponde a

2 Con riferimento al problema 1, immagina di ingrandire il nu- n 3 nellequazione [2] e che la serie di Brackett corrisponde

cleo dellatomo di idrogeno fino a farlo diventare grande co- a n 4.
a) Dimostra che gli intervalli contenenti le lunghezze donda
me una palla da baseball (diametro 7,3 cm). A quale distan-
delle due serie si sovrappongono.
za dal centro della palla ti aspetteresti di trovare lelettrone?
b) Esiste una sovrapposizione simile tra la serie di Balmer e la
3 Nel nucleo di un atomo di rame ci sono 29 protoni. Immagi- serie di Paschen? Verifica la tua risposta.

nando il nucleo di rame come una sfera di diametro pari a
4,8 1015 m, calcola il lavoro necessario per portare una parti- 3. Il modello di Bohr dellatomo
cella alfa (carica 2e) dalla posizione di quiete allinfinito fi-
di idrogeno
no alla superficie del nucleo.
11 Prevedi/Spiega a) Se per magia la massa dellelettrone rad-
4 Nellesperimento di diffusione di Rutherford furono lanciate
doppiasse, lenergia di ionizzazione dellidrogeno aumente-
delle particelle alfa (carica 2e) contro una lamina doro. rebbe, diminuirebbe o resterebbe invariata?
Considera una particella alfa diretta contro il nucleo di un ato- b) Quale fra le seguenti la spiegazione migliore per la risposta?
mo doro (carica 79e), con unenergia cinetica iniziale K. Le 1) Lenergia di ionizzazione aumenterebbe perch laumento
particella alfa si fermer quando tutta la sua energia cinetica della massa porterebbe lelettrone a muoversi su orbite
iniziale sar stata trasformata in energia potenziale elettrica. pi vicine al nucleo, il che farebbe aumentare lenergia ne-
Calcola la minima distanza dal nucleo alla quale pu arrivare cessaria per portarlo a distanza infinita da questultimo.
una particella alfa nel caso in cui K 3,0 MeV. 2) Lenergia di ionizzazione diminuirebbe perch pi diffi-
cile mantenere in orbita un elettrone di massa pi elevata;
2. Lo spettro dellatomo di idrogeno perci rimuoverlo (e ionizzare latomo di idrogeno) di-
venterebbe pi facile.
5 Calcola la lunghezza donda della riga spettrale della serie di 3) Lenergia di ionizzazione resterebbe la stessa perch lor-
bita dellelettrone non dipende dalla sua massa, proprio
Balmer corrispondente a n 15.
come nel caso della gravit. Quindi lenergia necessaria
6 Qual il pi piccolo valore di n per cui la lunghezza donda di per portarlo a distanza infinita dal nucleo resterebbe la

una riga della serie di Balmer minore di 400 nm? stessa.
7 Calcola il valore delle tre massime lunghezze donda della se- 12 Determina il rapporto v/c per un elettrone che si trova nel pri-

rie di Lyman. mo stato eccitato dellidrogeno (n 2).

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ESERCIZI E PROBLEMI 1115

13 Calcola il modulo della forza esercitata su un elettrone che si 24 Applicando il modello di Bohr a un atomo di berillio tripla-

trova sullorbita associata allo stato fondamentale del modello mente ionizzato (Be3, Z 4), calcola:
atomico di Bohr. a) la lunghezza donda minima della sua serie di Lyman;
b) lenergia di ionizzazione necessaria per rimuovere lelettro-
14 Quanta energia necessaria per ionizzare un atomo di idroge- ne rimanente del Be3.

no nello stato n 4?
25 a) Calcola il tempo necessario perch un elettrone nello stato
15 Calcola lenergia che deve avere un fotone per eccitare un ato-
n 2 dellatomo di idrogeno completi unorbita intorno al

mo di idrogeno dallo stato n 2 allo stato n 5. suo nucleo.
16 Un atomo di idrogeno si trova nel suo secondo stato eccitato, b) La vita media tipica di un elettrone nello stato n 2 del-

n 3. Usando il modello di Bohr dellidrogeno, calcola: lordine di 108 s: dopo questo intervallo di tempo lelettro-
a) la quantit di moto dellelettrone in questo atomo; ne torna allo stato n 1. Calcola il numero di orbite percor-
b) il suo momento angolare. se da elettrone nello stato n 2 prima di tornare allo stato
fondamentale.
17 Con riferimento al problema 16, calcola:
26 Lenergia cinetica di un elettrone su una certa orbita di Bohr
a) lenergia cinetica dellelettrone;
b) lenergia potenziale dellatomo; dellidrogeno vale 1,35 1019 J.
c) lenergia totale dellatomo. a) Qual lorbita di Bohr occupata dallelettrone?
Esprimi i tuoi risultati in eV. b) Supponi che lelettrone si allontani dal nucleo collocandosi
sullorbita di Bohr immediatamente superiore. La sua ener-
18 Lelettrone di un atomo di idrogeno si trova inizialmente nel- gia cinetica aumenta, diminuisce o resta la stessa? Giustifica

lo stato corrispondente a n 3. Se questo elettrone acquista la tua risposta.
1,23 eV di energia, qual il valore di n del suo stato finale? c) Calcola lenergia cinetica dellelettrone sullorbita menziona-
19 Identifica lo stato iniziale e lo stato finale di un elettrone delli- ta nel punto b).

drogeno che emette un fotone con una lunghezza donda di 27 Lenergia potenziale di un atomo di idrogeno con lelettrone su

656 nm. una certa orbita di Bohr vale 1,20 1019 J.
a) Qual lorbita di Bohr occupata dallelettrone?
20 Lelettrone di un atomo di idrogeno assorbe un fotone e salta
b) Supponi che lelettrone si allontani dal nucleo collocandosi
in unorbita pi alta.
sullorbita di Bohr immediatamente superiore. Lenergia po-
a) Calcola lenergia che deve possedere il fotone se lo stato ini-
tenziale dellatomo aumenta, diminuisce o resta la stessa?
ziale n 3 e lo stato finale n 5.
Giustifica la tua risposta.
b) Se lo stato iniziale fosse stato n 5 e lo stato finale n 7,
c) Calcola lenergia potenziale dellatomo per lorbita menzio-
lenergia del fotone avrebbe dovuto essere maggiore, mino-
nata nel punto b).
re o la stessa di quella trovata nel punto a)? Giustifica la tua
risposta. 28 Considera un urto frontale tra due atomi di idrogeno che ini-

c) Calcola lenergia del fotone del punto b). zialmente si trovano nel loro stato fondamentale e che si muo-
vono con la stessa velocit. Calcola la minima velocit necessa-
21 Considera le seguenti quattro transizioni in un atomo di idro- ria affinch dopo la collisione entrambi gli atomi si trovino

geno: nello stato n 2.
1) ni 2, nf 6
2) ni 2, nf 8 29 Un atomo di idrogeno nello stato iniziale ni n, dove n 1.

3) ni 7, nf 8 a) Calcola la frequenza del fotone che viene emesso quando
4) ni 6, nf 2 lelettrone salta allo stato nf n 1.
Determina: b) Calcola la frequenza del moto orbitale dellelettrone nello
a) il fotone con la lunghezza donda pi lunga che pu essere stato n.
emesso o assorbito da queste transizioni; c) Confronta le tue risposte ai punti a) e b) per grandi valori di n.
b) il fotone con la lunghezza donda pi corta;
Fornisci i valori delle lunghezze donda in ogni caso. 4. Le onde di de Broglie e il modello di Bohr
c) Per quale di queste transizioni latomo perde energia? Giu-
30 Prevedi/Spiega a) La lunghezza donda di de Broglie di un elet-
stifica la tua risposta.
trone che occupa lorbita di Bohr n 2 di un atomo di idrogeno
22 Il muonio un atomo simile allidrogeno ma nel quale lelettro- maggiore, minore o uguale alla lunghezza donda di de Bro-
glie dellorbita di Bohr n 1?
ne sostituito da un muone, una particella fondamentale con
carica e e massa pari a 207me. (Qualche volta ci si riferisce al b) Quale fra le seguenti la spiegazione migliore per la risposta?
muone come a un elettrone pesante). 1) La lunghezza donda di de Broglie nello stato n-esimo
a) Qual il raggio di Bohr del muonio? 2r/n, dove r proporzionale a n2; quindi aumenta al-
b) Le lunghezze donda nella serie di Balmer del muonio sa- laumentare di n e per n 2 maggiore di quella asso-
ranno maggiori, minori o uguali a quelle della serie di Bal- ciata a n 1.
mer dellidrogeno? Giustifica la tua risposta. 2) La lunghezza donda di de Broglie di un elettrone nel-
c) Calcola la massima lunghezza donda della serie di Balmer ln-esimo stato tale da poter accomodare esattamente
del muonio. n lunghezze donda sulla circonferenza dellorbita. Perci
l 2r/n e la lunghezza associata a n 2 maggiore di
23 a) Calcola il raggio dellorbita di Bohr con n 4 per un atomo quella associata a n 1.

di litio doppiamente ionizzato (Li2, Z 3). 3) La lunghezza donda di de Broglie dipende dalla massa
b) Lenergia richiesta per far saltare un elettrone dallo stato dellelettrone ed la stessa a prescindere dallo stato della-
n 4 allo stato n 5 nel Li2 maggiore, minore o uguale tomo di idrogeno occupato dallelettrone.
allenergia necessaria per far saltare un elettrone dellidro-
geno dallo stato n 4 allo stato n 5? Giustifica la tua 31 Calcola la lunghezza donda di de Broglie di un elettrone nello

stato fondamentale dellatomo di idrogeno.
risposta.
c) Verifica la tua risposta al punto b) calcolando le energie in 32 Determina unespressione per la lunghezza donda di de Bro-
gioco.
glie di un elettrone nelln-esimo stato dellatomo di idrogeno.

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1116 F i s i c a a t o m i c a

33 Qual il raggio dellorbita di Bohr dellatomo di idrogeno mo- 44 Fornisci un elenco di tutti i possibili gruppi dei quattro nume-

strato nella figura seguente? ri quantici (n, /, m/, ms) per gli elettroni nel livello 3s.
45 Fornisci un elenco di tutti i possibili gruppi dei quattro nume-

ri quantici (n, /, m/, ms) per gli elettroni nel livello 3p.
46 Elenca i valori dei quattro numeri quantici (n, /, m/, ms) per

ogni elettrone nello stato fondamentale del magnesio.
47 La configurazione degli elettroni esterni nel nichel (Ni)

3d84s2. Scrivi la configurazione elettronica completa.
48 Determina il numero dei differenti gruppi di numeri quantici

possibili per ognuno dei seguenti livelli:
a) n 2
b) n 3
34 a) Calcola lenergia cinetica (in eV) di un elettrone la cui lun-
c) n 4
ghezza donda di de Broglie uguale a 0,5 , una tipica di-
mensione atomica. 49 Supponi che in un certo atomo il livello 5d sia pieno. Scrivi i 10
b) Ripeti il punto a) per un elettrone con una lunghezza donda
gruppi di numeri quantici (n, /, m/, ms) per gli elettroni appar-
uguale a 1015 m, una tipica dimensione nucleare. tenenti a tale livello.
50 Generalizza i risultati del problema 48 e dimostra che il nume-
5. Latomo di idrogeno quantistico
ro di differenti gruppi di numeri quantici per il livello n-esimo
35 Quali sono i valori di / consentiti quando il numero quantico 2n2.

principale n 5?
36 Quanti valori distinti di m/ sono possibili quando il numero 7. La radiazione atomica

quantico principale n 4? 51 Prevedi/Spiega a) In un tubo a raggi X ti aspetti che la lun-

37 Latomo di idrogeno 1 si trova nello stato 4f. ghezza donda dei raggi X caratteristici aumenti, diminuisca o
resti la stessa aumentando lenergia degli elettroni che colpi-
a) Qual la sua energia?
b) Quanto vale il modulo del suo momento angolare orbitale? scono il bersaglio?
c) Latomo di idrogeno 2 si trova nello stato 5d. La sua energia b) Quale fra le seguenti la spiegazione migliore per la risposta?
maggiore, minore o uguale a quella dellatomo 1? Giustifi- 1) Aumentando lenergia degli elettroni incidenti la lun-
ca la tua risposta. ghezza donda dei raggi X emessi aumenta.
d) Il modulo del momento angolare orbitale dellatomo 1 2) Aumentando lenergia degli elettroni incidenti aumenta
maggiore, minore o uguale a quello dellatomo 2? Giustifica anche lenergia dei raggi X emessi e quindi la loro lun-
la tua risposta. ghezza donda diminuisce.
3) La lunghezza donda dei raggi X caratteristici dipende so-
38 Lelettrone di un atomo di idrogeno con un energia di 0,544 eV lo dal materiale di cui composto il bersaglio e non cam-

si trova in un sottolivello con 18 stati.
bia al variare dellenergia degli elettroni incidenti.
a) Qual il numero quantico principale n dellatomo?
b) Qual il massimo momento angolare orbitale che latomo 52 La lunghezza donda della radiazione che eccita un materiale

pu avere? fluorescente maggiore, minore o uguale alla lunghezza don-
c) Il numero degli stati del sottolivello con il valore di / imme- da della radiazione emessa dal materiale? Giustifica la tua ri-
diatamente inferiore uguale a 16, 14 o 12? Giustifica la tua sposta.
risposta.
53 Utilizzando il modello di Bohr determina la lunghezza donda

39 Considera due stati distinti dellatomo di idrogeno. Nello stato del raggio X-Ka nel nichel (Z 28).

I il massimo valore nel numero quantico magnetico m/ 3;
nello stato II il corrispondete valore massimo m/ 2. 54 Utilizzando il modello di Bohr determina lenergia di un rag-

Siano LI e LII i moduli del momento angolare orbitale di un gio X-Ka emesso dal piombo (Z 82).
elettrone rispettivamente nello stato I e nello stato II. 55 Lenergia di ionizzazione per il livello K del ferro di 8500 eV,
a) LI maggiore, minore o uguale a LII? Giustifica la tua risposta.
e la sua energia di ionizzazione per il livello L di 2125 eV.
b) Calcola il rapporto LI/LII. Qual la lunghezza donda dei raggi X-Ka emessi dal ferro?
56 Un elettrone passa dal livello L al livello K ed emette un raggio
6. Gli atomi con pi elettroni
X con una lunghezza donda di 0,0205 nm. Qual il numero
e la Tavola Periodica atomico di questo atomo?
40 a) Quanti elettroni possono occupare il sottolivello 3d? 57 Considera un tubo a raggi X che usa il platino (Z 78) come

b) Quanti elettroni possono occupare il livello n 2?
bersaglio.
41 Specifica la configurazione elettronica per lo stato fondamen- a) Utilizza il modello di Bohr per determinare lenergia cineti-
ca minima che devono possedere gli elettroni affinch i rag-
tale del carbonio.
gi X-Ka comincino a essere visibili nello spettro a raggi X del
42 Elenca i valori dei quattro numeri quantici (n, /, m/, ms) per tubo.

tutti gli elettroni dello stato fondamentale del neon. b) Assumendo che gli elettroni siano accelerati da fermi con
43 Specifica la configurazione elettronica dello stato fondamenta- una tensione V, determina la minima tensione necessaria
per produrre raggi X-Ka.
le dellazoto.

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ESERCIZI E PROBLEMI 1117

58 La vista di una persona pu migliorare in maniera significativa 59 Una retina distaccata pu essere rimessa a posto nella sua

rimodellando la cornea con un raggio laser in una procedura posizione originale utilizzando un raggio laser che emette fo-
nota come cheratectomia fotorefrattiva. Il laser utilizzato per que- toni con una lunghezza donda di 514 nm.
sti interventi produce una luce ultravioletta con lunghezza a) Se un laser di questo tipo emette 1,36 1019 fotoni per secon-
donda di 193 nm. do, qual la potenza liberata (in watt)?
a) Qual la differenza di energia tra i due livelli che partecipa- b) Supponi che un secondo laser emetta lo stesso numero di fo-
no allemissione stimolata del laser? toni per secondo. Se la lunghezza donda di questi fotoni di
b) Quanti fotoni sono necessari perch venga depositata sulla 414 nm, la potenza liberata maggiore, minore o la stessa ri-
cornea unenergia di 1,88 1013 J? spetto a quella trovata nel punto a)? Giustifica la tua risposta.
c) Calcola la potenza liberata dal secondo laser.

PROBLEMI DI RIEPILOGO
60 Considera le tre transizioni seguenti in un atomo di idrogeno: 66 Con riferimento al problema precedente, calcola:

A) ni 5, nf 2 a) lenergia del fotone emesso;
B) ni 7, nf 2 b) lenergia cinetica dellatomo di idrogeno dopo lemissione
C) ni 7, nf 6 del fotone.
Ordina le transizioni per valori crescenti di: c) Ti aspetti che la somma delle energie calcolate nei punti a) e b)
a) lunghezza donda del fotone emesso; sia maggiore, minore o uguale alla differenza di energia tra gli
b) frequenza del fotone emesso. stati n 4 ed n 2 dellidrogeno? Giustifica la tua risposta.
Indica, ove necessario, i casi di uguaglianza.
67 Si visto nel paragrafo 3 che le collisioni intermolecolari a

61 Supponi che lelettrone di un atomo di idrogeno si trovi nello temperatura ambiente non hanno abbastanza energia per cau-

stato fondamentale. sare uneccitazione nellatomo di idrogeno dallo stato n 1 al-
a) Qual lenergia massima del fotone che pu essere assorbi- lo stato n 2. Sapendo che lenergia cinetica media di un ato-
to dal sistema senza causare la dissociazione dellelettrone mo di idrogeno in un gas ad alta temperatura 32 kT (dove k la
dal protone? Giustifica la tua risposta. costante di Boltzmann), calcola la temperatura minima neces-
b) Qual lenergia minima che deve avere un fotone per essere saria perch gli atomi abbiano abbastanza energia termica per
assorbito dal sistema? Giustifica la tua risposta. eccitare gli elettroni dallo stato fondamentale allo stato n 2.
62 Un atomo di carbonio ha la seguente configurazione elettronica: 68 In un intervento di chirurgia ottica con il laser, questultimo

1s22s2 2p13s1. Latomo in questione nello stato fondamentale emette un impulso di 1,45 ns concentrato su un punto di dia-
o in uno stato eccitato? Giustifica la tua risposta. metro pari a 34,0 mm.
a) Se lenergia contenuta nellimpulso di 2,75 mJ, qual la po-
63 Ti aspetti che lenergia di ionizzazione del sodio (Na) sia mag- tenza per metro quadro (irradianza) associata al laser?

giore, minore o uguale a quella del litio (Li)? Giustifica la tua
b) Supponi che una molecola di diametro 0,650 nm venga irra-
risposta.
diata dal raggio laser. Quanta energia riceve una molecola
64 Trova la minima frequenza che deve avere un fotone per ioniz- da un singolo impulso laser? ( probabile che si tratti di una

zare un atomo di idrogeno nello stato fondamentale. quantit di energia capace di dissociare la molecola.)
65 Lelettrone di un atomo di idrogeno compie una transizione 69 Considera un elettrone nello stato fondamentale del modello

dallo stato n 4 allo stato n 2, come indicato nella figura di Bohr dellatomo di idrogeno.
seguente. a) Determina il tempo necessario perch lelettrone completi
a) Determina la quantit di moto del fotone emesso nella tran- unorbita intorno al nucleo.
sizione. b) Calcola la corrente (in ampre) corrispondente al moto del-
b) Utilizzando il risultato del punto precedente, calcola la velo- lelettrone.
cit di rinculo dellatomo di idrogeno, assumendo che fosse
in quiete prima dellemissione del fotone.
70 Una particolare orbita di Bohr dellatomo di idrogeno ha une-

nergia totale di 0,85 eV. Calcola:
a) lenergia cinetica dellelettrone in questa orbita;
Salto b) lenergia potenziale elettrica del sistema.
dellelettrone
71 Lelemento elio chiamato con il nome del Sole perch nel

Sole che fu osservato per la prima volta.
a) Qual la minima lunghezza donda che ci si aspetterebbe di
osservare da un atomo di elio ionizzato una volta nellatmo-
sfera del Sole?
Quantit di moto Quantit di moto
b) Supponi di osservare una luce con lunghezza donda di
dellatomo del fotone
388,9 nm proveniente da elio ionizzato una volta. Quali sono
i valori iniziale e finale del numero quantico n corrisponden-
te a questa lunghezza donda?
72 Un atomo ionizzato ha un solo elettrone. Lorbita di Bohr n 6

di questo elettrone ha un raggio di 2,72 1010 m. Calcola:
a) il numero atomico Z dellatomo;
b) lenergia totale E della sua orbita di Bohr per n 3.

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1118 F i s i c a a t o m i c a

73 Calcola la lunghezza donda approssimativa dei raggi X-Ka Supponi che il momento angolare della particella intorno
al centro della sua orbita sia quantizzato nel modo seguente:
emessi dal molibdeno e confronta il tuo risultato con la figura
22 della teoria. (Suggerimento: un elettrone nel livello M pro- mvr nU, dove n 1, 2, 3, , e U h/2p.
tetto dal nucleo dal singolo elettrone del livello K e da tutti gli a) Dimostra che i raggi delle sue orbite permesse hanno i
elettroni del livello L.) nU
seguenti valori: rn =
A qB .
74 Servendoti del suggerimento dato nel problema precedente
b) Calcola la velocit della particella in ogni orbita consentita.
determina la lunghezza donda dei raggi X-La nel molibdeno.
75 Le dimensioni di un atomo di idrogeno possono aumentare in 77 Considera una particella di massa m confinata in una scatola

unidimensionale di lunghezza L. Supponi inoltre che londa di
maniera indefinita: lunico limite costituito dallinfluenza di
materia associata a questa particella sia analoga a unonda che
perturbazioni esterne. Ne la prova la radiazione che i radioa-
si propaga su una cordicella di lunghezza L fissata a entrambe
stronomi hanno captato dai cosiddetti atomi di Rydberg del-
le estremit. Usando la relazione di de Broglie, dimostra che:
lidrogeno gassoso rarefatto presente nello spazio interstellare.
a) i valori quantizzati della quantit di moto della particella
a) Calcola il minimo valore di n per cui il raggio di Bohr di un
sono:
atomo di idrogeno maggiore di 8,0 micron, ovvero delle di-
nh
mensioni tipiche di un organismo unicellulare. pn n 1, 2, 3,
b) Calcola la lunghezza donda della radiazione emessa da un 2L
atomo del genere quando lelettrone salta dal livello n al li- b) le energie consentite alla particella sono:
h2
vello n 1. En n2 a b n 1, 2, 3,
c) Se lelettrone scende ancora di un livello, da n 1 a n 2, la 8mL2
lunghezza donda della radiazione emessa maggiore o mi- 78 Dimostra che il tempo necessario affinch un elettrone nel-
nore di quella calcolata nel punto b)? Giustifica la tua risposta.
ln-esima orbita di Bohr dellidrogeno giri intorno al nucleo
76 Considera una particella di una volta dato da

massa m, carica q e velocit T T1n3 n 1, 2, 3,
costante v che si muove per-
pendicolarmente a un campo dove T1 h /4p2mk2e4.
3
rn
magnetico uniforme di mo- B
dulo B, come mostrato nella +
q, m
figura a lato. La particella se-
gue una traiettoria circolare.

FOCUS SU Come si cura il distacco della retina

Un effetto normale del processo di invecchiamento di una persona la diminuzione di volume dellumor vitreo, la sostanza gelatinosa
che riempie linterno dellocchio.
Di solito lumor vitreo si separa dalla retina in maniera netta, senza particolari effetti negativi sulla vista. In tal caso si parla di distacco
vitreo posteriore.
In altri casi, invece, la contrazione dellumor vitreo fa s che la membrana che lo circonda eserciti una tensione sulla retina, finendo per
crearvi un buco o una lacerazione. Questultima permette il travaso di liquidi che portano alla separazione della retina dalle cellule che
le forniscono il nutrimento (lepitelio pigmentato retinico).
Il processo, noto come distacco retinico regmatogeno, provoca la comparsa di unombra nera nel campo visivo. Senza un trattamento
immediato, il distacco della retina pu condurre alla perdita permanente della vista.
Un modo per curare il distacco della retina consiste nel saldarla alla sua posizione con un laser. Per operazioni del genere si utilizza
il laser ad argon, perch la sua luce blu-verde attraversa lumor vitreo senza venir assorbita e senza danneggiarlo, mentre lassorbimen-
to forte da parte dei pigmenti rossi della retina e dellepitelio retinico.
Un laser ad argon emette luce principalmente su due lunghezze donda, 488,0 nm (blu-verde) e 514,5 nm (verde) con una potenza com-
presa tra 1 W e 20 W.

79 Supponi che un laser ad argon emetta 1,49 1019 fotoni al se- 81 Qual la potenza sviluppata dal laser del problema precedente?

1,23 W
condo, met dei quali con una lunghezza donda di 488,0 nm e A
laltra met con 514,5 nm. Qual la potenza generata dal laser, B 2,39 W
espressa in watt? C 4,80 W
A 1,49 W D 7,16 W
B 5,76 W
82 Qual la differenza di energia (in eV) tra gli stati di un atomo
C 5,92 W
di argon responsabili dellemissione di un fotone con una lun-
D 6,07 W
ghezza donda di 514,5 nm?
80 Un altro tipo di laser emette ugualmente 1,49 1019 fotoni al se- A 2,13 eV
B 2,42 eV
condo.
Se tutti i suoi fotoni hanno una lunghezza donda di 414,0 nm, la C 3,87 eV
potenza sviluppata maggiore, minore o uguale alla potenza D 6,40 eV
sviluppata dal laser del problema precedente?

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ESERCIZI E PROBLEMI 1119

In English
83 Consider the Bohr model as applied to the following three 85 A hydrogen atom has an orbital angular momentum with a

atoms: magnitude of 10257(h>2p).
a) neutral hydrogen in the state n 2; a) Determine the value of the quantum number / for this atom.
b) singly ionized helium in the state n 1; b) What is the minimum possible value of this atoms princi-
c) doubly ionized lithium in the state n 3. pal quantum number, n? Explain.
Rank these three atoms in order of increasing Bohr radius. In- c) If 10 257(h>2p) is the maximum orbital angular momentum
dicate ties where appropriate. this atom can have, what is its energy?
84 An electron in the n 1 Bohr orbit has the kinetic energy K1. In 86 The electronic configuration of a particular potassium atom is

terms of K1, what is the kinetic energy of an electron in the 1s 22s 22p63s 23p63d 1. Is this atom in its ground state or in an ex-
n 2 Bohr orbit? cited state? Explain.

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