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LA CENSURA

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Capitolo omavo

molto vicina agli awenimenti descritti, I'Universit di


Colonia (roccaforte dei filosofi scolastici) aveva ottenuto dal papa un privilegio in *ljJ suo diritto di censura veniva espressamente esteso ai libri a stampa. La censura ecclesiastica, comunque, si era guasi esclusivamente interessata fin allora - e su questa via doveva continuare per molto tempo ancora - a combattere e reprimere la pubblicistica eretica, dimostrandosi molto tollerante verso l'osceniti e la pornografia: tant' vero che il primo editto emesso dal cnsore-di Francoforre conro i libri a stampa mirava a sopprimere le naduzioni della Bibbia nella lingua parlata; e che i primi passi compiuti in questo senso dalla Cura romana erano diretti principalmente contro pubblicazioni eretiche e scismatiche. Innocenzo VIII nel 1488 e Alessandro VI nel r5or tentarono di estendere la censura a tutta la Cristianiti, la imposero come un dovere a tutti coloro che si ovavano in posti di tesponsabiliti, introdussero la censura preventiva e sottoposero a controllo ecclesiastico anche i libri di argomento non teologico. Va ascritta a merito degli stampatori di Colonia l'immediata protesta ch'essi

La censura

9:nj'?ni do.po l'invenzione di Gutenberg tutte le au. torit laiche ed ecclesiastiche europee .r..ct"urno sulla stampa il-diritto di censura, che rt*. poi abolito verso Ia fine del settec_eto in Inghilte*", F ini-s-u.zia, Da. nimarca e Stati uniti, menire in tutti gli aliri paesi ve. tiy. sempre pi frequentemente conffashto. Magonza, culla dell'arte della srampa, vide nascere anche la censura sui lib infatti, I'elettorto di Magonza e la citti. imperiale di Francofoite - in risport. .i. ri. chiesta, rivolta al consiglio municipale di Francoforte dalI'arcivescovo Berthold von Henniberg tr++-iir+1, A esaininare con cura i libri a srampa "oeuaio vni esposti alla fiera quaresimale (r+g) ". e di collaborare con le autoriti ecclesiastiche nellbpea di repressione delle edizioni pericolose - si accordarono per i'istituzione in comune d3l primo uficio laico di censra (r+36).
scovo Berthold era I'atribuzione allo stato del diritto di esercitare Ia censura, atto che ebbe conseguenze di cui egli non previde - n desider - la portata,"perch il suo scopo ;-da pelsonaliti_pr_ettamente medievaG, che s,oppo-

Quel ch'era nuovo nella procedura seguita dall'arcive-

versiti--in_ particolare, avevano sempre esercitato sug

nev alla diffusione delle nuove idee introdotte daifu. manesimo e dell'isuuzione impartita dai laici era di te. nere sotto stretta sorveglianza ecclesiastica il nuovo mezzo d'espressione della cultura. Le autoriti ecclesiastiche, e nel tardo Medioevo le uni.

scritti

il diritto di censura

e anche

nI479,cio in dite

fn esso venivano banditi, tra gli alri, g scritti di vari cardinali, le poesie del Della Casa, e un libro anonimo,

elevarono contro il tentativo papale di estendere I'ingerenza clericale al di del controllo sulle opere eretiche, ma la loro coraggiosa azione non ebbe alcun seguito. La Chiesa romana, scossa alle fondamenta dalla Riforma luterana e allarmata per i poteri sempre pi grandi che si va lo stato laico, continub la politica delineata da ^ttog Leone X in due bolle del r5r5 e del rr2o.Il cardinal Caraf.a, restauratore dell'Inquisizione, decret nel 1543 che nessun libro - nuovo o vecchio, e quale che ne fosse il contenuto - potesse venir stampato o venduto d'allora in poi senza l' autonzzazione dell'Inquisizione. Giovanni della Casa, uno degli assistenti del Carafa, fece stamparc a Venezia il primo elenco di libri proibiti, comprendente settanta tito. Almi elenchi, pi ampi, vennero pubblicati a Firenze e a Milano (tjrz e r5j4), e finalmente, nel r 159, venne promulgato dal Cam.a, on papa Paolo IV, il primo Index librorum probibitorum.

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De Beneficio Christi, di cui sopravvissuta miracolosamente un'unica copia. Esso difendeva la dottrina luterana.della <<giustificazione per fede> ed era pubblicato con il patrocinio dei cardinali Pole e contarini. Venne tradotto in francese (1552) e due volte in inglese (rj4g, r173).
doveva uniformarsi nelle sue letture, ma eii al tbmoo della sua prima edizione la censura era cadua nelle tn^r'i .i poteri secolari ed era diventata un'arma di governo volta a salvaguardare determinati interessi politi.pi.i che a salvare le anime.

tino e 7 in francese

tedesca ammontava a circa r31.o

e ci quando la produzione annua

-^ L'Index, continuamente aggiornato, rimase fino al ry66 I'autoritariq suida cui--ogni-attolico. romano praticnte

Contemporaneamente la Repubblica olandese dimosuava quali favorevoli risultati si potessero ottenere esercitando con intendimenti liberali una censura simbolica. Le misure prese contro Spinoza, che sembrano indicare il contrario, furono dovute alle pressioni esercitate da certi gruppi come i rabbini ebrei, i radicali calvinisti, i monarchici orangisti. Ma I'aristocrazia mercantile delle

titoli.

citt olandesi, lungimirante e mentalmente aperta, offrl rifugio ai perseguitati ebrei della Spagna e del Portogallo, agli ugonotti francesi, ai calvinisti tedeschi, ai sociniani polacchi; e I'afflusso di abili artigiani e versatili uomini d'afiari assicur all'Olanda l'egemonia economica, mentre lo spirito liberale delle sue universit e la liberti accordata alla stampa ne fecero il centro cultrale e giornalistico dell'Europa seicentesca. Nel fatto che gli editori olandesi, e soprattutto la dinastia degli Elzevir, pubblicassero libri in latino, francese, inglese, tedesco, olandese, si riflette la posizione di <<punto focale> della letteratura europea cui l'Olanda era assurta. L'eludere la sorveglianza della censura diventb quindi un'<<arte>>. Il sotterfugio pi comune fu I'impiego di una soscrizione falsa, che poteva essere falsa del tutto oppure adottare l'indkizzo <<di comodo>> d'un editore straniero o semplicemente omettere qualunque indicazione circa il nome dello stampatore e il luogo d'edizione. Gli stampatori olandesi che pubblicarono saggi protestanti negli anni r5zo celarono a volte il luogo d'edizione sotto il nome di <Utopia>>, mostrando, incidentalmenche era stato stampato nel 15 t6 alnvanio.

ling"ti libri vennero proibiti per ragioni politicrre da vari principi tedeschi e da numLrose utoriii cittadine tanto in rtalia quanto in Germania. Il primo monarca che_p_ubbli.g elenco di libri proibiti itrp) fu Enri" VIII d'Inghiltena, il quale |roib .n.h.i nel 1538, f.g
I'importazione

glqe. Insieme_4tenore-del privilegio concesso ne"l :':,4, a Grafton e \Thitchuch (cf}. p. id, queste ordinanze reali dimostrano quale curiosa mercnra di moventi religiosi, p.olitlci e-d economici caratterizzasse i principr teorici e gli atti pratici di tutti gli statisti europei el ciirquecento.

di libri

stampati all'estero

ngu

in-

periale per la censura, poich Francoforte era una libera citti imperiale. La rismettezz^ mentale e la cavillositi dei commissari, diretti dai Gesuiti, soflocb in un primo tem. po il suo fiorente commercio e infine lo rovin del tutto; verso la meti del settecento il mercato librario di Francoforte si eraspento: l'ultimo catalogo della fiera, apparso nel t75o, elencava soltanro 4z libri in tedesco,'z)inla.

intellettuale e commerciale. Fin dalla fine del euatuocento.Francoforte era stata il centro del mercatolibrario tedesco e aveva perfino attratto un gran numero editori e librai stranieri ( noto che vi iurono attivi agenti di Aldo Manuzio); ma nel 1579 il suo mercato libiario venne posto sotto la sorveglianza della commissione im-

La storia della fiera del libro di Francoforte un esem. pio de'efretto prodotto d_alle ingerenze statali nel campo

te, quanto fosse popolare

il libro di Tommaso Moro,


Altri

fecero

comparire in frontespizio citti come Wittenberg, Marburgo o Smasburgo, da cui avrebbero potuto benissimo provenire questi scritti luterani; o, viceversa, la pi che improbabile dizione <<Roma, alla corte di San Pietro>>. Almi ancora unirono al nome autentico di uno stampa' tore quello enato del luogo d'edizione, come nel caso della soscrizione <<Hans Lufft, Marburgo> quando Lufit aveva sempre lavorato a \ittenberg (in realti Johann Hooch-

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r,jo).Nessuno di quelli che usarono false soscrizioni venne mai scoperto, mentre un certo numero d'alffi stampatori olandesi and al rogo per aver pubblicato libri protestanti.

smaten di Anversa, stampatore del Pentateuco di Tyndale,

L'editore londinese J. Chatlesworth ebbe il coraggio di pubblicare i saggi rivoluzionari dell'esule filosofo italiano Giordano Bruno, ma prese la precauzione di far apparire stampato a <<Venezia> il De la causa, principio e uno (1184), e dalla stamperia <<A. Baio, Paris> iLDe gli eroici furori (r:88). Sembra che gli Elzevir siano ricorsi a questa frode pi per ingannare i censori stranieri - perch all'estero i libri connoversi stampati in Olanda venivano guardati con sospetto, a causa della tolTennza della censura olandese - che per timore di guai in casa loro; essi furono certamente gli editori dei Capricciosi e piaceuoli ragionaruenti (66o) di Pietro Aretino (usciti a <Cosmopoli>> senza indicazione di stampatore) e delle Proainciales di Pascal
(stampate a <<Colonia, presso Pierre de Valle>) e probabilmente anche del Leuiatban (165r) di Hobbes (rcante la soscrizione <<Londra, per Andrew Crooke>).

Olanda, La Nouaelle Hloise (176r) e il Contrat social Gl6z) a Amsterdam,l'Emile (ry62\ all'Aia. La prima edizione della Henridde di Voltaire venne stampata di nascosto a Rouen nel r72g, con il titolo di La ligue, ed uscl con la soscrizion e fittizia << Ginevra, presso Jean Mokpap>; la seconda edizione dal titolo L Henriade usc a Londra nel 1728, con una dedica in inglese alla regina Carolina.Il Sicle de Louis XIV uscl a Berlino nel 17;.r.

Il pi eficace antidoto conuo le intenzioni della censura sta forse nel fatto che il pubblico bando o la condanna al rogo di un libro sono il modo pi sicuro per attrarre su di esso I'attenzione del pubblico. Un gesuita rilevb una volta scherzosamente: <<Notabitur Romae, legetur ergo)>, owero, mettetelo all'Indice e tutti vomanno leggerlo. Ltntervento delle Cortes spagnole, che nel r5r8 diressero il loro zelo puritano contr il pericolo che sarebbe potuto derivare alla pubblica morale dalla lettura del romanzo cavalleresco Amads (stampato per la prima volta nel r5o8), contribul forse parecchio alf immensa popolarit della storia originale e di tutti i suoi innumerevoli adattamenti, continuazioni e imitazioni: non fu quindi l'esecrazione delle autorit, ma I'implacabile satira del Don Quiiote di Cervantes a darc il colpo di graza a quest'epidemia che aveva contagiato tutt'Europa. Quando venne proibito il Leuiatban di Hobbes, Samuel Pepys lo compr immediatamente, dovette pagare enta scellini una copia di seconda mano che ne costava originatiamente soltanto otto, perch allora (nel 1668) il Iibro era <<fortemente richiesto>>. Un editore di Amsterdam si rivel acuto conoscitore della natura umana nel suo tentativo di far proibire dalla censura la Bibliotheca era stata quella ch'egli s'aspettavai m^ and comunque deluso nella sua speranza di ricavare pen mezzo della curiositi quel che il libro non aveva potuto dargli a causa della marrc nza d'un qualsiasi vero richiamo. I1 primo colpo eficace contro le resmizioni venne vibrato in Inghilterra. Conto un'ordinanza parlamentare del 6 sull'attiviti degli stampatori e dei librai insorse

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Quasi tutte le grandi opere della letteratura francese


del Settecento dovettero venir stampate all'estero, oppure sotto falsa soscrizione. Le Lettrei percanes di Mntesquieu (t7zt) uscirono in Olanda con la soscrizione <<Colonia, presso Pierre Marteau>> (tale indirizzo di comodo, inventato forse dagli Elzevir e che essi usarono comunque per primi nel 166o, copr tutta una varieti di libri e d'editori ansiosi di sfuggire alla censuta, e apparve tanto su frontespizi di scitti religiosi quanto su qelli di libri pornografici; lo adottb anche, nella versione tedesca <bei Peter Hammer in Kln>>, F. A. Brockhaus agli inizi dell'Ottocento per quelle opere di carattere politico e militare su cui, con ogni probabilit, si sarebbero indirizzati gli strali della potenre censura prussiana); le Considrtions sur la cause de la grandeur des Romains et de leur
dcadence GZz+) e L'Esprit des lois GZ+8) dello stesso Montesquieu apparvero rispettivamente ad Amsterdam e Ginevra; e i libri rivoluzionari di Rousseau uscirono in

,,

patrun Polonorun G6), la cui vendita iniziale non

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CENSURA

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John Milton nella sua Areopagitica, pubblicata nel t644, che nella forma di un indirizzo al Parlamento raccliudc la pi eloquente perorazione in favore della <bertl della stampa senza autorizzazione>. La libera critica, so stiene Milton, un privilegio del cittadino e un bene per lo stato: (Chi uccide un libro ha quasi ucciso un uomo, Chi uccide un uomo uccide una creatura ragionevole; mr chi distrugge un libro uccide la ragione stessa, immaginc di Dio>. E continua demolendo I'argomentazione - scrD. pre riconente nei campioni della censura - che si debbe distinguere ffa libri buoni e libri cattivi; perch tale qualit) non altro che <(una virt fugace e chiusa, chc non esce mai fuori a vedere il suo awersario>; e ancora: <<La veriti non ha bisogno di autorizzazioneper trionfate. Si mai visto la verit avet la peggio in uno scontro . bero e aperto? >

Per ironia del fato furono perb il plagio compiuto da un autore poco scrupoloso ai danni del pamphlet di Mil. ton, e una causa indegna, a condune all'abrogazione dcl Licensing Act. Uno scibacchino ubig di nessuna impor. tanza, Charles Blount, attacc nel 1693 il censore fory in carica con due saggetti anoimi - A Just Vindication ol Learning and

che non provocb manifestazioni di gioia e passb inosservato agli occhi di compendiosi annalisti, di cui negli archivi del Parlamento si pub rifare la storia solo imperfettamente, ma che per la liberti e la civilti ha fatto di pi della Magna Charta e della Dichiarazione dei diritti>. Un passo ulteriore, decisivo per la liberti di stampa, venne compiuto da John \ilkes, uno dei grandi campioni della libertd e della democrazia inglesi, i cui successi sono stati a lungo celati dalla pruderie vittoriana, ostile alla di lui privata moralit. La coraggiosa presa di posizione di Wilkes conmo il re, il governo, il Parlamento e i magisrati condusse all'abolizione del <<mandato generico>> d'arresto contro <<autori, stampatori ed editori> non meglio specificati. D'allora in poi si pot agire legalmente soltanto nei confronti di individui ben determinati e imputati di uno specifico reato. Val la pena osservare che nel lungo elenco di lagnan-

ze contro

il

governo britannico incorporato dai coloni

americani nella loro Dichiaraziqne d'indipendenza non si fa cenno alcuno ad interferenza, con la libertl di autori, stampatori ed editori: il grande autore-editore-stampa-

copiato quasi interamente dall'Areopagitica di Milton. L'insolente plagio non venne scoperto e I'appassionat perorazione di Milton dimosu tutta la sua forza anche sotto queste false spoglie. Librai, legatori e stampatod presentarono petizioni al Parlamento e il Licensing Act venne rinnovato per de anni soltanto, scaduti i quali I Comuni decisero all'unanimit di sospendere la legge <(per la prevenzione degli abusi nella stampa di opuscoli sediziosi, tendenziosi e non autorizzati, e per la regoh. mentazione della stampa e delle stamperie>>. La Cam+ ra dei Lord non fu d'accordo, ma infine s'arrese (r8 aprii

ol tbe Liberty of the Press e Reasons lot tbe Liberty o Unlicensed Printing- il cui testo era stato

tore Benjamin Franklin, uno dei firmatari della Dichiatazione, si sarebbe senz'alffo preoccupato d'inserirvi un
brano in materia se ce ne fosse stato un motivo o un pretesto. Cosl la costituzione degli Usa non prevede alcuna speciale salvaguardia della libert} di stampa e - come in tutti i paesi di lingua inglese ne lascia il controllo alla procedura legislativa normale sotto la giurisdizione delle

corti ordinarie. Fu per poco felice I'approvazione concessa dal Congresso americano nel r79o a uno statuto in cui era mantenuta una delle peggiori caratteristiche del primitivo Licensing Act inglese, owero Ia concessione del copyright

a una ristretta classe privilegiata

di stampatori. E vero

le 69).
Cosl, disse Macaulay in un brano famoso, <<la lettete. tura inglese fu emancipata, ed emancipata per sempre, dd conffollo governativo>, e ci awenne, riprende, in gm. zia d'un <(voto che destb sul momento poca attenzione,

che le limitazioni previste in questo statuto non erano a vantaggio di un numero sffettamente circoscritto di stam-

,l

patori e di luoghi, ma di tutti <<i cittadini degli Stati Uniti e coloro che vi risiedono>: tuttavia esso rappresent comunque il passo decisivo verso la negazione agli editori non americani di quella protezione loro accordata in

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seguito in tutto il mondo civile. Una legge votata dal Con gresso nel 1949 ne mitigb un poco la severit e la firma

apposta dagli Usa alla Convenzione internazionale del copyright del ry57 ha finalmente eliminato i cattivi efiet.

ti di quella soprawivenza d'autocrazia Stewart. In Europa la situazione era diversa. Con lo sviluppo

dell'assolutismo nel Settecento, la censura divenne pi severa, almeno per quel che riguarda gli scritri politici: I'ordine del giorno era <<Non licet de illis scribere, qui possunt proscribere>. I,e rivoluzioni francese e america. na accrebbero naturalmente I'inquietudine dei governan. ti e libri e pamphlet che trattavano di quei movimenti ri. voluzionari vennero di solito proibiti, senza discrimina. zione per I'atteggiamento politico dell'autore: la condan. na della Rivoluzione francese pronunciata daBurke venne messa al bando insieme agli scritti di Helvtius, Montes. quieu, Rousseau e Voltaire che le avevano aperto le porte, bench essi,fossero profondamente discordi fra loro sul. le cause del male, sui rimedi e sulla meta ultima. La cen. sura bavarese, per essere ben sicura di sradicare tutte quelle che essa doveva considerare le radici delle idee del 1789, aggiunse agli autori su elencati Federico il Grande di Prussia, Spinoza, Kant, Erasmo da Rotterdam, Swift, Schiller, \ieland, Ovidio, Virgilio, Tommaso Moro, Platone e l'Iliade di Omero: perch abbiarisparmiatol'Odissea non sfortunatamente possibile accertare.

La svolta decisiva si ebbe con la Rivoluzione francese, che incorpor in leggi cosdnzionali le idee Milton. Alla vigilia della rivoluzione Mirabeau aveva pubblicato il suo opuscolo Sur la libert de la presse: imit de l'an' glais (I-ondres 1778), che era di fatto una parafrasi delAreopagitica. Eiso ebbe importanza determinante nel provocar la dichiarazione, formulata il z6 agosto t?!-g iall'Assemblea nazionde nell'undiccsimo articolo della Dicjriarazione dei diritti: <<La libera comunicazione del pensiero e delle opinioni uno dei diritti pi preziosi dell'uomo; ogni cittadino pub dunque parlare, scrivere, stampare liberamente>.

Un simile articolo diventato da allora obbligatorio in tutte le cosfituzioni scritte, spesso integrato da una frase come quella apparsa per la prima volta nelle Carta del r83o: <La cenzura non ponlmai essere ristabilita>. Sebbene questo principio sia stato continuamente sfidato e denunciato da reazionari e dittatori, esso avri sempre per I'editoria un significato particolarmente importante. Tre fattori militano tndenzialmente conmo I'effcacia di qualsiasi censura, perfino in regime autocratico: il tempo intercorrente fra-pubblicazione e messa al bando, la Lenevolenza dei censori stessi, e la resisterv del pubblico. TIDe Ciae Hobbes, pubbcato nel r64z,venne messo all'Indice dalla Chies romana nel 1654, quando ne erano uscite gii quattro edizioni; e I'Universiti di Oxford ne ordinb il iogo nel 1683, quando ne erano state ormai
messe

D'altro canto il Hannover, il cui elettore dal r74 en


anche re d'Inghilterra, era famoso per la liberalit dells sua censura: i giornali politici diretti a Gottinga dal professor Schlzer godettero di diffusione e prestigio in tutta Eu. ropa. La Svezia fu il primo paese del continente ad abo-

lire la censura (ry66), seguita dalla Danimarca (r77o\,

Che cosa significasse per I'editore una censura appcata con liberalit si pu arguire dallo sviluppo assunto dal commercio austriaco d'esportazione: nel ry73 esso am. montava a un numero di volumi pari al valore di r35 ooo fiorini; vent'anni dopo, in conseguenza della completa ri. forma atfi;rrta dall'imperatore Giuseppe II, era salito a un valore 3 z6o ooo fiorini.

in commercio sei edizioni. Tale intervallo di tempo non pub spiegarsi interamente con la maggior lentezza-dei mezzi di comunicazione del' I'epoca: in part. lo si deve atmibuire anche alla buona e alla cattiva iolonti deg esseri umani che btandivano la spada della censura. Si porebbe dire che quanto pi scrupolott era la coscienza del censore tanto F-aggiore fosse l" roa riluttanza a mettersi in azione: qualche volta certi censori coscienziosi hanno perfino assistito attivamente gli rutori. Il tanto calunniatq ufcio del Lord Ciambellrno per l'autotizzazione dei lavori teamali diede impor' tanti esempi di censura utile e amichevole, anche secon'

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mori come Alan Herbert.

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LA CENSURA

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r,.rJ..55o a q.tsta misura. formati pi picco'

ffecentoventi pagine. stampatori ed editori contrappose-

Tutto sommato, comunque, nella storia della si trovano pi esempi d'emori dovuti a ottusiti che non {'ilii' d'errori derivanti da eccessiva influenzabiliti dall'esterno. ,1
,

;;molto
..rgi..nti

Ii e caratteri quanio pi'gr4n4 potribile,-e tutti


va loro insegnato.

quegli

cire un scol di lotta contro la censura ave'

La censura politica e morale si resa probabilmente pi odiosa e ridicola di quea ideologica: dopo tutto, un tet>; logo loso esperto esDerto pub decidere senza molta molta difficolti ti se certb proposizioni rienuano o meno nei limiti dell'insegnamen to della propria Chiesa; nel campo della politica e delle morale, invece, i posteri movano molto difficile, di solito, rendersi ragione della complqta mancanza di discrimine. i, zione ua scittori buoni, mediocri e cattivi, e anche no I sostenitori e g oppositori di una data causa. La censura solo uno degli aspetti assunti da quel desiderio di controllo e di conormismo c}re non maca mei (o meglio, quasi mai) negli ufrci governativi. Essa trov un inaspettato sostenitore in Gottfried \ilhelm von Leib. niz, uno dei pi illuminati filosofi e cultori di scienze po tiche del suo tempo. Egli concepf una <riformar dell'editoria tedesca che avrebbe, in efietti, uasformto t' tori editori e librai in impiegati dello stato (1668-69); i pringipl che dovevano guidare la letteratura avrebbero dov,rt essere ora norme e regolamenti - e non tentativl ed errori -, e disposizioni ddl'alto - e non l'ispirazione. <<Non si deve strimpare nulla - diceva in un brano - sen za che nella prefazione venga stabilita con qude nuor conoscenza l'utore abbia conribuito al bene dell'Um.
r

n piano analogo lo studi il cancelliere austriaco Metternich, protettore e promotore di tutti i movimenti reazionari d'Europa nella prima met dell'Ottocento. Egll vagheggib un'organizz azione centtalizzata, sotto strtto connollo governativo, di tutta I'editoria tedesca, in rno do da <<infrangere I'illimitato poter dei librai, che guidrno I'opinione pubblica tedesca>. Il piano di Metternich venne varato nello stesso r8r9, quando gli editti della censura di Karlsbad tentarono sofiocare il movimento berale tedesco imponendo l cnsura preventiva su tutti gli opuscoli plitici di meno di

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Durante il secolo xrx si ebbero graduali cambiamenti nelle tecniche di stampa. In un primo tempo, i miglioramenti non vennero adottati su vasta scala, perch i consodati metdi in uso da molto tempo erano in grado di far fronte alla crescente domanda di stampati. Solo in campi molto specializzati, come la produzione di grandi giornali, le nuove tecniche s'imposero decisamente. Nel contesto dell'intera industria tipografica lo sviluppo fu ineguale. Alcrrni aspetti, come il passaggio in macchina del foglio di carta, progredirono pi rapidamente di dmi. Le ragioni di queste ineguaganze sono complesse, ma ue sono i fattoti da prendere in considerazione: la spesso deliberata volonti politica dei tipogtafi (datori di lavoro e prestatori d'opera ad un tempo) di limitare la meccanizzazione; la maggior facilit con cui si poteva mer;caninzare un torchio rispetto al procedimento di composizione; e la presenza di un esercito di compositori che per un tempo considerevole furono in grado di far fronte alla domanda crescente di composizione. I1 concetto di meccanizzazione comincib a farsi srada nella fondita dei caratteri, nea composizione, nella legatura, soltanto negli anni r86o, e la macchina capac di fondere e compome da sola i caratteri non divenne una realtl commerciale prima della fine degli anni 88o. Cib nonostante, come conseguenza di una serie di atti politici, stampatori ed etori, librai e lettori adottarono - o furono obbligati ad accettare - nuovi modi di produzione e di consumo. L'abolizione delle (tasse sulla cultura D - la tassa sulla pubbliciti ( 8,: I ), il bollo per i gior-

2r8

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

219

nali (r855) e la tassa sulla carta (r86o) - provocarono in Inghilterra I'aumento del numero dei giornali e la conseguente sostituzione, in molti stabilimenti, del torchio azionato a mano con la macchina pianocilindrica. I ue Education Acts del r87o, 1876 e r88o diedero vita in Inghiltema a un'intera nuova classe di lettori afiamata di giornali popolari e di riviste, che uomini come Lord Northclifie furono in grado di soddisfare costruendo giganteschi stabilimenti, in cui il procedimento di stampa era basato sulla stampa in rotativa e sulla composizione
meccanica.

plig i poteri costituiti a giustificare la loro politica e le loro azioni (o, almeno, reJe consigliabile queito comportamento), poich era necessario confutare le critiche. In
essa venne raccolta da

breve, si ebbe una sfida all'opinione pubblic, - poich scrittori d'ambo le parti - i tipografi dovettero soddisfare una richiesta di edizioni fino
allora sconosciuta.

Il progresso tecnico, un'organizzazione pi razionde e I'istruzione obbligatoria s'influenzarono quindi a vicenda. Nuove invenzioni diminuirono i costi di produzione; la difiusione della capaciti di leggere e scrivere ceb un'ulte. riore domanda; e una migliore otganizzazione favorl il flusso dei libri dal magazeino dell'editore agli scafiali dci rivenditori. Gli efietti combinati della grafluale meccanizzazione, della cauta adozione delle nuove tecniche e dellr grande espansione della domanda significarono che non ci fu disoccupazione su latga scala nell'industria grafica e che il pubblico pot beneficiare di giornali, periodici e li-

bri a basso

Il clima intellettuale
e

prezho.

del tempo favorl alcuni cambir.

I'indusmia tipografica si sforzb di far fronte alle richieste. I risultati raggiunti dai pensatori r. zionalisti nel campo dell'istruzione avevano moltiplicato il numero delle persone capaci di leggere e scrivere, pG. riodici, almanacchi, giornali penerarono in classi cui erl fino allora mancato qualsiasi contatto con la cata stct!. pata. La rivoluzione industriale aveva creato un nuovo pubblico fornito di grandi possibilit) finanziarie che - net la seconda genetazione era avido di colmare le lactnc della sua istruzione ed educazione. Le rivoluzioni amerl. cana e francese suscitarono un grande interesse per le con uoversie potiche, economiche e sociali. Iocke e Hume, gli enciclopedisti francesi e Kant avevano insegnato alh gente a ragionare, a intemogare, a discutere i problerni c le istituzioni che fino allora aveva supinamente accettato, Lamarcanascente del.liberalesimo e della democrazia ob.

menti fondamentali

IL
Capitolo primo

PROGRESSO TECNICO

22r

dalla mentalit) pi aperta verso la meccanica perch la


macchina da stampa venisse infine accettata, ma

Il

loro

progresso tecnico

colleghi compositori avrebbero combattuto per molti anni ancora una battaglia di reuoguardia conro la composizione meccanica. La prima invenzione rivoluzionaria riguardb la fabbricazione meccanica della carta. Nicolas-Louis Robert inventb nel 1798, nella cartiera di Essonnes propriet} dei Didot (la famosa famiglia di fonditori di caratteri, stampatori ed editori), una macchina che doveva soppiantare la lenta e costosa produzione manuale. Robert portb

il rSoo anche la stampa, insieme ad altre attivi. umane, inizi il lento processo di trasformazione in m. dusmia, favorito dai progressi della meccanica. Le brecce aperte nel sistema delle corporazioni, ilgenerale fermento nella societ seguito alla fine delle guerre napoleoniche 9 I'accresciuta ceichia dei potenziali lettori crearono final. mente un clima favorevole all'accettazione della macchina. Tutto questo non avvenne dalla sera alla mattina. Nel r72r un tipografo di Jena, facendosi portavoce di un et. teggiamento del settore che sarebbe rimasto tale fino ad epoca recente, si eta scagliato conffo <<quel maledetto demonio infernale> che tentava di disturbare <<la raggiun. ta ranquillit dei tipografi> suggerendo ogni genere d'in novazioni.
Dopo
)

suo brevetto in Inghilterra e qui furono impiantate (r8ol) le prime macchine efficienti: a Frogmore, nello Hertfordshire, dai fratelli Henry e Sealy Fourdrinier, cartolai e fabbricanti di carta di Londra; e a St Neots,

il

L'atteggiamento delle corporazioni

fu subito chiaro,
t--

quando qelle di Basilea , nel-x772, proibirono I'impiego di un torchio perfezionato perch I'inventore era un fbn, ditore di caraiteri e non un torcoliere. La macchina d stampa di Koenig dovette essere installata e usata in so'

nello Huntingdonshire, da un cognato di Pierre e Firmin Didot, John Gamble. La produzione di cattavenne decuplicata: mentre nelle vecchie cartiere si potevano fabbri care a mano da 6o a roo libbre di carta aI giorno, la nuova macchina ne poteva produrre rooo. Intorno al 24 il prezzo di certi tipi di carta era diminuito di un quarto, e perfino di un terzo; verso il 1843 di circa la meti. Nel r74o la catta rappresentava circa iI zo,5 per cento del costo di produzione di un libro; nel rgro la percentuale era scesa al7,t per cento soltanto. La produzione annua di carta nel Regno Unito era, nel r8oo, di rr ooo tonnellate (tutte prodotte a mano); essa sal a roo ooo tonnellate nel 86o (di cui 96 ooo a macchina) e a 652 ooo (di cui solo 4ooo a mano) nel r9oo. Alle stesse date iLprezzo della catta scese da r scellino e 6 pence a 6t/z scellini e r scellino per libbra

greto al

nel r8r4 nel timore che provoca$se i reazioni violente fra i torcolieri. I padroni non dovevano essere divetsi dai loro operai se i fonditori inglesi, nel ', 1827, comprarono e distrusseto la fonditrice meccanicr di Louis Pbuche che avrebbe minacciato i loro metodl
<<Times>>
I
,

(r759-r8\ riuscf a far adottare due invenzioni che avrebbero permesso di sfruttate commercialmente il potenziale incremento nella produzione di carta reso possibile dalla macchina continua: la prima fu il procedimento noto con il nome di stereotipia, e la seconda un torchio interamente in ferro. La stereotipia era gi stata <<inventata> parecchie volte; uno dei primi pretendenti al titolo di inventore del

Quasi nello stesso periodo

il

terzo conte Stanhope

anigianali, Alcuni anni dopo, nel r83o, i torcolieri pari. gini, sfruttando i disordini creati dal colpo di stato, sfesciarono le odiate macchine da stampa d'impomazione. Ci sarebbe voluta una nuova generazione di stampabrl , j

222

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

IL

PROGRESSO TECNICO

223

procedimento Johann Muller della Chiesa tdesca dl Leida, nel rToo; \illiam Ged, un orefice di Edimburgor v lavorb nel 1725. Si trattava di un metodo per conscf. vare le pagine di caratteri per future ristampe, evitando cosl la ricomposizione del testo. Ged prese un'improntl in gesso della pagina e da questa impronta ottenne una l. sra metallica nuova tutte le volte che gli occorreva. Fu sconfitto dalla gelosia dei compositori che temevano l
disoccupazione.

in Francia da Firmin Didot, lo rovescib, ottenendo la lasra metalca da caratteri incisi in incavo (matrici) e dmezzando cosf il lavoro di rl. produzione. Lord Stanhope, perb, acquist un procedi. mento inventato nel 1784 da Andrcw Foulis e Alexander Tilloch, stampatori Glasgow, fondato sul principio pi antico. Stanhope aflermb di aver perfezionato il procedi. mento e il primo libro stampato a partire da lasme stereo. tipiche apparve nel r8o4. Il suo agente, Andrew \7ilson, offrl il <(segreto> della stereotipia a enuambe le stamperie universitarie inglesi di Oxford e Cambridge. La Cam. bridge U. P. I'abbandon verso il 8r, dichiarando che non era un segreto, e la Oxford U. P. nel 1829, epoca in cui - sembra indipendentmente - in Francia, in Italia e in Inghilterra la tecnica del gesso fu abbandonata in favo.
che re del papiel rncb che ridusse nello stesso tempo I'impie.

Il procedimento fu ripreso

leva fulcata sia di vari sistemi di leve a ginocchiera. Le prestazioni di questi torchi non erano tuttavia molto superiori a quelle del torchio in legno, bench rappresentassero un passo avanti per la maggiore facit,d'impiego e la maggiore efficienza. L'invenzione del rullo inchiosuatore e l'abbandono del tampone ebbero anch'essi l'effetto di accelerarcla produzione. Il grande passo avanti perb venne compiuto con I'adozione di un nuovo principio per ottenere la prcssione: il cilindro e il <<carro> a moto alternativo su cui viene adagiata la forma. Tale principio fu adottato da Friedrich Koenig, il quale applicb anche I'energia termica, prima a una macchina basata sul vecchio torchio e poi alla macchina a cindro, che rappresentb una piera miliare nella sto-

ria della stampa. La combinazione del cilindro di pressione e dell'energia termica - scrisse John \flalter sul <<Times> del 29 novembre r8r4 - fu <il pi importante perfezionamento intervenuto nella tecnica della stampa
dai tempi della scoperta dell'arte stessa>. Le prime macchine di Koenig vennero usate dal tipografo Thomas Bensley, ma fu Ia loro installazione al <<Times>> che condusse al pi grande cambiamento mai avvenuto fino allora nella storia della stampa. Il lavoro che potev.a eseguire un torchio era circa di z5o ogli all'ota; con la macchina di Koenig se ne potevano fare rroo. La macchina a quattro cilindri inventata per il <<Times>> nel r8z8 da Augustus Applegath ed Edward Cooper consendva la stampa di 4ooo fogli all'ora; e un'alffa macchina, a forma rotante, costruita dagli stessi inventori consentl di arrivare alle 8ooo copie/ora. Nel r9j9, dopo mezzo secolo d'impiego della rotativa, un numero del <Times>> di 3z pagine poteva essere stampato alla velociti di 4o ooo copie/ora. L'invenzione di Koenig ridusse subito i costi di stampa del z5 per cento e rese possibili tirature maggiori aptezzoinferiore. Prima d'allora i tipogtafi erano sfavorevo alle grandi tirature, poich essi guadagnavano di pi sulla composizione che non sulla stampa. Al alcuni tipografi, perb, il progresso economico dell'arte importava meno dell'arte stessa: Gdschen, il famoso stampatore ed editore di Lipsia, cui

go di manodopera, il peso e I'ingombro. Cib nonostan. te fu merito di Lord stanhope, attravefso il suo stereotipista Christopher Matthews, la diffusione della stereotipia (e gtazie ad essa dei libri inferiore) in Inghil^ptez.zo terra prima e in seguito in America. Il torchio di Stanhope, costruito interamente in metal. lo, non era basato su principl radicalmente nuovi, in quanto adottava anch'esso la vite, comandata daunabana, del torchio in legno. Un sistema di leve fissato alla barra stessa aumentava tuttavia notevolmente la pressione e poteva cosl essere stampato in una sola volta, e con maggiore facilit che sul vecchio torchio, un foglio tutto intero. I torchi in fero che seguirono - Columbian, Albion, \ashington e detivati - abbandonarono Ia vite come mezzo per esercitare la pressione in favore si di un sistema a

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IL

PROGRESSO TECNICO

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per primo Koenig aveva ofieno la sua invenzione, declinb i'offrta: <<La mcchina, disse, produmi molto, ml non produrr nulla di bello>. La macchina a vaPore dl Koenig venne comunque impiegata per la prima volta nel' la stampa dei libri (826) da un altro editore di Lipsia, F. A. Brockhaus. pi antiche invenzioni aventi come obiettivo un macchina per fondere i caratteri risalgono al 18o6, ma le

prima fontrice funzionante fu quella di David Brrrce di New York (rSf 8); tuttavia la fusione dei caratteri, nei

maggiori stabilimenti inglesi, venne efiettuata a macchin sol-dopo la meti del seiolo. Alla grande esposizione dcl r85r vnnero esposti solo spositivi manuali; ma I'an no seguente dopo le citiche-rivolte ai tipografi perdr I'Inghiltetta era, sotto quest'aspetto, in ritardo rispetto ail'merica - si ebbe I'installazione della prima fondirict meccanica. A mano potevano essere fusi fra i tremila e i settemila pezzi al giorno, la macchina fece crescere tall

Pickering furono il primo tentativo su vasta scala di legatura in tela lr}zz3zf), e verso il r83o la legatura meccanica cominci a sostituire quella a mano. Veramente il libro legato a macchina non <<legato >> afratto, ma dovrebbe essere chiamato pi propriamente <<incassato>, perch i fogli stampati non sono realmente incorporati (come vien fatto legando a mano), bens soltanto incollati alla copertina, che viene prefabbricata con cartone rivestito di un sottile strato di tela. Con la sola eccezione della Francia, il libro rilegato dall'editore ha conquistato il mondo intero. Come risultato si avuto un declino universale nell'arte della legatura, ancora con l'eccezione della Francia dove editori, legatori e clienti continuano a preferire i vecchi sistemi. In compenso si sono rcalizzati una notevole riduzione del costo del libro <<legato>>, e un miglioramento nella perfezione tecnica ed estetica delle copertine. La legatura meccanica moderna costa probabilmente di meno negli Usa,

cifre a rz-zo ooo pezzi; e la fonditrice rotativa \iclcs, inventata nel 1878 che era dotata di un centinaio di for' me, si dice che fosse in grado di consegnare 6o ooo pezzi
all'ora. La rivoluzione tecnica influenzb anche i sistemi di co pertinatura e legatura dei fogli stampati. Fin verso il rSzo i tiUri stampati raggiungevano il pubblico nello stesso stato in cui i llbri mnoscitti avevano lasciato gli scriptoria medievali, cio in fogli sciolti o cuciti insieme alla me' glio; il compito di far legare questi fogli in-una copertina i cartone rivestita di pelle era lasciato al libraio oppule al privato stesso. Il cso dell'editore che distribuiva i r,.roi libri gi legati era eccezionale e limitato alle edi' zioni a poco ptezzo destinate ai compratori pi PoYgrir quelli ctre non potevano permettersi di affidare i loro libri a un legatore di professione. Aldo Manuzio per _primo vendett i suoi clssici popolari in copertine standard, e le semplici legature aldine, oggi cosl ammirate, furono probabilmente giudicate indegne della biblioteca di un gentiluomo dai suoi contemPoranei pi pretenziosi. Verso il rSzo la tela, meno costosa, comincib a sosti' tuire gradualmente la pelle (i <Diamond Classics> di

pi solida

in Inghiltena, artisticamente pi atraente in Svizzera e Germania. La legatura eseguita dall'editore porta di solito con s un interessante complemento: la sopracoperta. I pi antichi esemplari inglesi sono quelli che avvolgevano un Keepsake del r833, un'edizione del Pilgrim's Progress del 186o, e il romanzo postumo di Dickens Edwin Drood (r8Zo). L'impiego della sopracoperta si genemlizzb negli anni r89o e ha stimolato da allora f inventiva dei disegnatori grafici e degli artisti. I1 suo possibile impiego a scopo pubblicitario venne invece scoperto sorprendentemente tardi: il primo <<risvolto>> apparve nel 19o6. Nel settore della fabbricazione della carta I'introduzione della pasta di legno a fianco - e qualche volta in sostituzione - della pasta di stracci provoc una vera rivoluzione sia nell'aspetto fisico esteriore della carta stessa, sia

nella disponibiliti (che diventava praticamente illimitata), sia nel ptezzo,particolarmente basso. Il grande fisico francese Raumur fu il primo (r7r9) a raccomandare la fabbricazione della carta dalla pasta legno, ma dei suoi suggerimenti non si fece nulla. Anche gli <<esperimenti... per fabbricare la carta senza strac-

226
ci>>

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IL

PROGRESSO TECNICO

227

non ebbero seguito, anche se il suo libro - uscito a Regensburg neI ry65 - ebbe una seconda edizione e una traduzione in olandese: la difidenza verso la noviti e, con qualche giustificazione, verso la possibiliti tecnica di realiz. zazione - egli impiegava muschio, pagliae nidi di vespe impedirono al suo rimovato d'andar oltre lo stadio del.

condotti dal naturalista Jacob Christian Schaefier

l'esperimento di laboratorio. L'onore d'aver per primo fabbricato la cana dalla pasta di legno toccb al tessitore sassone Friedrich Gottlob Keller (r84o), e nel corso d'un decennio il procedimento si diffuse ovrnque. Esso dove. va diventare una delle indusmie principali in Canada, in Svezia e specialmente in Finlandia, la cui economia n. zionale stata definita come <<fondata sulla cafta>. Lo sparto, la cui introduzione fu promossa dal <Ti. mes)> nel 1854, rese possibile un grande miglioramento nella carta prodotta da materiali diversi dagli stracci, ed enr nell'uso corrente fin dat r86r. Da allora, manifesti, circolari, cataloghi, giornali e riviste popolari - e, in breve, tutti quegli stampati commerciali destinati a un'efr. mera ourau durata ner nel tempo - vengono stampatl stampati su carta cartfi pfO. dotta con pasta di legno; ed anche diventato possibilc produrre economicamente i libri delle collezioni popolari. Gli Usa sono oggi i principali produttori e consumator di questo tipo di cafta; in Europa il maggiore il Regno Unito, seguito da vicino dalla Germania. I pi danneggiati da questa svolta nei sistemi di fab bricazione dell1arta sono coloro che, per dovere o per piacere, hanno il compito di conservare gli stampati per i posteri. Bibliotecari, archivisti, conservatori e collezio. nisti vedono i libri disintegrarsi davanti ai loro occhi: probabilmente sono oggi pi rari i primi cataloghi di Macmillan o un orario ferroviario della Napoli-Portici de. gli anni r84o che non un cartellone di Anton Kobetger o unarclazione d'affari dei Fugger. Le invenzioni che resero possibile e poi aumentarono sempre pi la produzione di massa degli stampati furono accompagnate da alme invenzioni che facilitarono e ridussero il costo delle illustrazioni a stampa. E vero che la rinascita e il perfezionamento della tecnica dell'incisione in

legno (in opposizione alf intaglio), iniziatasi con l'opera di Thomas Bewick (1753-1828) nell'ultima decade del Settecento, andb a beneficio della stampa di qualiti piuttosto che di quella popolare; ma fu ugualmente un passo nella direzione giusta, poich Bewick reshurb il senso delI'armonia tipografica che si era in gran parte perduto ai tempi dell'inquieto convivere della stampa tipografica con le incisioni in rnme. Il Cattle stampato da Clowes nel t83z fu il primo libro illusrato prodotto con una macchina da stampa a vapore. Ma fu il giornalismo popolare a provocare la rapida difiusione delle illusnazioni come regolare complemento alle norizie strimpate: il <<Penny Magazine>, stampato da Clowes a partire dal 1832, e l'<<Illustrated LondonNews> (1842) ne furono i pionieri, rispettivamente con illustrazioni a carattere istnrttivo e di trattenimento. Pi generale applicazione movb l'invenzione della stampa dalla superficie di una piema porosa - procedimento basato sull'incompatibiliti fra grasso e acqua, e divenuto noto pi tardi con il nome di litografia - che Alois Senefelder comp a Monaco fra il 1796 e il 7gg e per cui ottenne un brevetto in Inghilterra nel r8oo. L'impiego della fotografra a panire dal r84o e la sostituzione della pietra litografica con sottili lasue metalliche facilitarono la diffusione di questo nuovo sistema di stampa. La litografia divenne il procedimento principale per eseguire riproduzioni a colori di opere d'arte, e lo ancor oggi nella sua versione pi moderna. Il torchio litografico a mano fu poi sostituito dalla macchina rotativa, in cui fu adottato l'accorgimento di trasferire l'immagine (to ofsel in insostantivo offset di uso internazionale con il processo) su un cilindro rivestito con un tessuto gommato elastico prima di stamparla sulla carta. Quando queste macchine sono alimentate con bobine di carta invece che con singoli fogli, il procedimento prende il norne di ofiset da bobina (ueb ofrset\. Questo sistema si considerevolmente ffuso negli ultimi anni, particolarmente per la stampa dei giornali, e se ne prevede
glese, da cti

il

cui si designa oggi

un'ulteriore espansione. La masformazione dell'incisione

in

rame

in

procedi-

228

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTR

menti del tardo secolo xrx. Poco dopo la sua scoperta, l fotografia venne applicata alla produzione di lstre'dl stampa in cui I'immagine era incisa in incavo piuttosto che in rievo. Le scoperte di Il. Fox Talbot, Paul Pretsch e J.\tr. Swan nel periodo 185o-64, e la settecentesca te{. nica della stampa rotativa dei tessuti da una mauice in incavo, furono impiegate insieme da Karl Kll a Vienn nel r89o, ronendo cos le basi alla moderna rotocalco. grafia. In questo sistema di stampa I'immagine viene trs. sferita su un cilindro di rame per mezzo di una specialc catta rivestita di gelatina (la cosiddetta carta al pigmen to) su cui sono stati copiati in precedenza il retino e I'im. magine stessa. Dopo iluasporto l'immagine viene incis nel cilindro formando, scopo per cui stato usato il tEtino, tante piccole cellule che riterranno I'inchiosmo. L chine rotative da bobina, nelle quali il cindro <(pescaD in una vaschetta contenente un inchiostro liquido moltO volatile il cui eccesso viene raschiato via da una specialc lama (la racla), lasciando piene d'inchiosro solo le cel.
stampa viene oggi eseguita quasi esclusivamente con mec-

mento industriale

fu

IL

PROGRESSO TECNICO

anch'essa uno

dei grandi cambie'

229

'

grande pubblico, con la produzione di riviste a colori. L'impiego del sistema vedrh probabilmente un'ulteriore espansione quando il metodo manuale d'incisione serl potuto essere sostituito dai sistemi laser a conrollo calcolatonzzato ora in avanzata fase di stuo. Ultime, ma non meno importanti in questo breve pa-

voro, e la sua Rembrandt Intaglio Printing Company stamp illustrazioni a colori per il mercato. Ma si attri. buisce generalmente a Eduard Mertens f idea di usare l rotocalcografia per Ia stampa nei periodici, idea rcalinz* tasi a Pasqua, nel r9ro, con la stampa in rotocalco d parte della <Freiburger Zeitung>. Proprio in questo cr[. po la rotocalcognfra ha avuto il maggiore impatto sul

lette che costituiscono I'immagine. Kll svolse in Inghiltera la maggior parte del suo la.

norama delle invenzioni che permisero lo sviluppo economico e sociale della stampa, vengono le macchine pet comporre. Il lungo elenco di coloro che si adoperarono per risolvere questo problema comincia con l'economista

de anche Mazzni cle ottenne un brevetto nel re43. Pi di duecento macchine per comporre vennero invntate dal]lzz in poi. Le prime, a cominciare da quella di Young e di Delcambre (r84o), accostavano semplicemente per formare delle linee cararteri mobili fusi a parte in precedenza. N la pi progredita Hookeq, comandatJ eletnicamente, n la Mackie, comandata a nastro perforato, tentarono di fondere carafteri. La macchina di Robert Hattersley (1866) venne usara principalmente nelle citti inglesi di provincia; quella- di Charles Kastenbein (r869) _venne installata al <<Times>> nel tBTz e vi rimase in uso fino al r9o8. Il principale svantaggio di tutte quesre macchine enla necessiti di giustificare le linee a mano e di scompome e rimettere in macchina i caratteri dopo I'uso. Siccome erano_ spsso sporchi, essi tendevano ad appiccicarsi nei canali della macchina e quindi a provocai perdite di tempo. Inoltre si tattava di un lavoro cos cstoso che solo personale giovane e di basso costo poteva eseguirlo economicamente. I.'opposizione della London Society of Compositors all'assunzione di operai non specializzati spiega perch la macchina di Hattersley rimas confinara in provincia e perch quella di Kastenbein fu usata quasi esclusivamente al <<Times >>, un'azienda i cui operai non aderivano al sindacato. Il problema della giustificazione venne gradualmente risolto con f inserzione meccanica degli spazf.rale parole; e quello della scomposizione con trtta na serie i itrgegnosi dispositivi di disribuzione" Ma fu il <<Tirnes> acl rrivare alla soluzione finale di questo problema, che consistette semplicemente nell'abolire del tutto la scornrosi'zione, fondendo giornalmente srlla fonditrice rot;tiva $icks nuovi caratteri, che dnpo l'uso venivano un'altra r1o-lta rifusi. Questa soluzione era gi srata suggerita sin dal rSzz da \ill.iam Church, all'atto di brevitare una sua compositrice nneccanica che non risulta sia mai stata costruita. Quello che occorreva era una macclna che fondesse e componesse caratteri nuovi nella giusta sequenza e dopo

e scienziato Johann Joachim Becher nel 168z e compren-

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DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRT

IL PROGRESSO
'non

TECNICO

23I

molti tentativi compiuti da molti inventori finalmente emersero le due macchine fondamentali: la linotype c la monotype. Il loro immediato successo fu tuttavia do vuto in gran parte a un'altra invenzione compiuta a Mil.
waukee nel 1885 da Linn Boyd Benton, quella della macchina per incidere i punzoni. Essa rese possibile quella produzione di punzoni dre era f inspensabile premessa della composizione mecc anica. La prima macchina linotype venne installata alla <New York Tribune> nel r886, ma non era ancora una macchi. na riconoscibile come la progeniuice quella moderna, il cui progetto del 1888. Il suo inventore, Ottmar Mer.

portante meccanismo

di gigstificazione, che tigng conto soltanto deg spazi fr le parole ma anche dello spessore di ciascun arattere nella nea. I1 sistema monotype consiste di due macchine, la tastiera e la fonditrice. Alla un nastro di carta per mezzo di tastiera viene perforato -ad aacompressa. Il nastro pgrfo1to viene un dispositivo inseri nella fondimice, in cui sistemato il telaio porta' matrici, e i caratteri vengono fusi ed espulsi a uno a uno, dopo di che vengono raciolti in un apposito 91nde fino a .tt ta linea non completa. Come nel caso della linotype, anche la monotype yidp nascere altre macchine andoghe, ma nessuna soprawisse commercialmente.

genthaler (r8+-gg), era

Dopo dieci anni di lavoro Mergenthaler costrul la mac. china linotype (line o' type - nea di caratteri). L'innovazione fondamentale era quella delle matrici circolanti,

berg e unl la sua abiliti di orologiaio all'instancabile inventiva d un meccanico di Baltimora, James O. Clephane.

un immigrato \frttem.

L'impatto de[a meccatzzazione sulla produzione fu molto grande. Menme un abile compositore- a-mano era stato fro a[ora in grado di comporr duemila lettere I'ota,laproduzione nredia di un operatore alla monotyPe o
alla linotype sall ad almeno seimila lettere. Negli anni 196o diventataabbastanza comune la composizine con mezzi fotografici. L'idea di fare a meno delTaLega tipografica risale a[, 76 e da allora in poi vennero inveniat varie macchine, tanto che la fotocomposizione sarebbe stata commercialmente possibile negli anni rg3o. L'indusuia grafrca non era-perb pronta Per questa inovazione e il sislema non si afirmb se non dopo la seconda guerra mondiale, quando divennero evidenti i vantaggidi,rn leggero pezz pellicola rispetto ale pesanti forme tipogr;che.-L'espansione del sistema di stamp-a ofiset, basalo su tecnidre fotografic}e e q"iqdi naturale alleato dea fotocomposizione, costitul un ulteriore incentivo a far a meno del carattere. Alla fine deg anni '6o comparveto sul mercato foto'

matrici consistenti in pezzi d'ottone punzonati con lettere e segni. Richiamate da un operatore che aziona una tastiera, le mamici vengono raccolte a formare una linea, spaziate automaticrimente e presentate poi a un getto di lega tipogmfica fusa che ne modella fedelmente tutti i particolari producendo un blocchetto con le varie lettere e segni in rilievo. f,e matrici vengono poi rimandate meccanicamente,nei canaletti di un magazzino da cui posso. no ritornare in ciclo quando occorra. Vennero costnrite - e lo sono tuttora - anche altre macchine andoghe alla linotype, la'pi ,nota delle queli probabilmente I'Intertype, il cui primo rnodello fu installato al <Journal of Commerce> di New Yotk nel r9r3. Tolbert Lanston (r844-r9r3) fu il primo ad adottate il nastto perforato pe.r controllare rna sracchina in grado di comporre e fondere caratteri, bencH alui prima di lui
avessero impiegato questc, sistema per fondere meccanicemente caratteri. La macdrina di Lanston venne chiamat monotype. Il prirno rnodello fu costruito nel 1889, ma non si affennb commercisftnente se non nel t897, gtazie principalmente all'aggiunta di un telaio portamatrici chc non fu inventato da Lanston. Questi inventb invece f im-

compositrici a alta velociti, contollate dai-programmi di uir elaboratore elet6onico, che hanno rivoluzionato la produzione di guide telefoniche, enciclopedie, bibliografie i simili. La coposizione calcolatorazitaha anche modi' ficato profondamente la produzione ,{ei giornafi. In un primoiempo i programmi per gli elaboratori elettronici -.tuno modisti imiiavano a risolvere piccoli problemi come la divisione delle parole; ma in seguito si svilup-paro' no fino a conpollare fintera esecuzione tipografica del la'

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DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTB

IL

PROGRESSO TECNICO

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voro: non solo la scelta del carattere, del corpo, della giustezz ,delf interlineatura, ma anche il modo in cui il testo deve essere impaginato. Per gli annunci economici dei giornali I'elaboratore pub essere programmato non solo
per ordinare gli annunci secondo la sequenza al.abettca, ma anche per collocarli sotto la testata appropriata, rip+ terli a data fissa, ecc.; ed possibile ottenere anche in pari tempo la fattura per l'inserzionista. Un ultetiore sviluppo rappresentato dai dispositivi per la lettura ottica dei caratteri (ocn), nei quali le lettere di un dattiloscritto vengono esplorate e convertite in impulsi da inviare in un sistema di composizione calcolatozzta. La composizione avviene a velociti che posso' no raggiungere i mille caratteri al secondo.
Se tali apparecchi elettronici sembrano segnare la fine dei cinque secoli di dominio del tipografo compositore, l'era del piombo non peraho ancora finita perch le composizione tradizionale dureri fino a quando poui essere pi economica di quella ottenibile con i sistemi pi

piatrice da ufrcio. Quando ci accadri, allora Gutenberg vri davvero fatto il suo tempo: le sue principali inven' zioni, caratteri mobili in rilievo e stampa per Pressione, saranno diventate un ricordo del passato.

quindi, per un po'di tempo, il compositore con^vanz^tii tinueri a trovar lavoro, anche se in stabilirnenti pi pic. coli. Si pub comunque prevedere che nel giro di venticinque o trent'anni la composizione a caldo sar) privilegio d'una cerchia ristretta di antiquari e di amatori. Le possibiliti dell'elaboratore elettronico non sono ristrette al settore composizione; esso trover applicazione in tutti i settori della stampa, che tender sempre di pi alla completa meccanizzazione dei principali cicli di lavoro. E possibile immaginare sin d'ora la produzione un libro senza I'intervento dell'uomo (ma con la sua supervisione), dal manoscritto dell'autore alla consegna del prodotto finito al libraio, con la relativa fattura. La mpida adozione dell'ofiset da bobina non uovb i tipografi a .arc da spettatori, e verso la fine degli anni '6o, usando sottili lastre flessibi di plastica, la tipografia cerc di raccogliere la sficla dell'ofiset. Ma in lontananza si afiaccia la possibiliti che tutti e ue i sistemi attuali stampa vengano un giorno sopraffatti da una qualche versione della stampa eletuostatica o senza contatto, che per ora ferma allo stadio della co-

L'AFFERMAZIONE DELL'ALFABETO LATINO

235

Capitolo secondo L'alfabeto latino nella scrittura e nella stampa


a

gherese

mano

tato

il

db a Costantinopoli la prima stamperia turca. Alla sua morte, e dopo aver pubblicato diciassette libri (in ventitre volumi) fra cui un dizionario arabo e una grammatica turco-francese compilata dal gesuita tedesco . n. Holdermann, la stamperia dovette chiudere i battenti e solo nel 1784 il sultano AMul Hamid I ne fondb un'alua, ufficiale questa volta, che perb non si distinse mai in modo
particolare.

- che dopo la conversione all'Islam aveva adotnome di Ibrahim Mteferrika ft674-r74r\ - fon-

Una delle conseguenze remote dell'invenzione di Gu' tenbetg fu I'irrimdiabile difierenziazione avvenuta fra la calligrafia informale usata nei rapporti commerciali e
quella formale impiegata nei libri: assorbita questa dal ca. rattere da stampa, la prima degener nelle nostre ileggibili calligrafie odierne, una peggiore dell'altra. A tale in'

conveniJnte si owiato con iiitemi che sottolineano il completo assoggettmento della scrittura al punzonista: da una parte, il grosso della cosiddetta scrittura a mano I
passato alle macchine da scrivere, che sono essenzialmenie piccole macchine da stampa azionate da una sola per'

La scomparsa del Fraktur dal mondo di lingua tedesca avvenne invece assai pi gradualmente. I primi a ribellarsi contro il monopolio del gotico futono scienziati, dottori, economisti e tecnici tedeschi. La natura stessa dei loro studi li spingeva alla collaborazione internazionale e per tutto l'Ottocento essi fecero stampare in caratteri latini tutti i loro libri e periodici, in modo da renderli accessibili a un pubblico non tedesco.

soria; dall'alua, la massima fonte d'ispirazione dei mo' derni riformatori sono oggi soprattutto le calligrafie de' gli scivani romani e fiorntini del Rinascimento, che so'
no diventate il modello delle nuove serie di tondo e di cor' sivo. Questo ritorno conservatore agli inizi del disegno di c.r"tt.r. evidente - come si vedr in un capitolo successivo - nei caratteri pi in uso, sia in campo commerciale,

Merita d'essere ricordato un ridicolo tentativo di fondere il Fraktur con I'antiqua promosso nel r8j3 dalla fonderia berlinese C. G. Schoppe. Essa mise in commercio un carattere chiamato Cenmalschrift, asserendo orgogliosamente di aver finalmente tisolto la secolare lotta fra caratteri latini e caratteri gotici: in realt non aveva fatto altro che combinare meccanicamente la parte superiore dei caratteri latini con l'inferiore di quelli gotci, attuando la pi grande follia mai escogitata nella storia del disegno di carattere.

che

guono in questo modo l'esempio dato dagli umanisti ita' liani e fracesi si recentemente arricchito di due nuovi aderenti, la Turchia e la Germania. L'adozione dei caratteri latini - e il divieto di pubbli' care libri in caratteri arabi - in Turchia (r928) fu un evento molto importante per la storia della civilt. La resisten' za egli sciivani prfessionisti e L'elevata quallq de[e loro sirittura avevno ritardato I'introduzione della stam' pa in Turchia fino al r7zg, anno in cui un rinnegato un'

in campo artislico. I1 gruppo delle nazioni che se'

Alla conversione finale della stampa tedesca all'alfabeto latino non condussero per n la crescente popolariti dell'antiqua n un cambiamento di gusti come fu il caso dell'Europa occidentale nel Quattro-Cinquecento, dell'America e dell'Inghilterra nel Seicento, dell'Europa set-

tentrionale nell'Ottocento: essa venne imposta dall'alto su un popolo riluthnte o indifierente. I nazisti furono per qualche tempo in dubbio fra le due possibiliti: fin quando il loro credo era destinato ad uso interno essi furono inclini a impone il gotico, genuina espressione tipografica dello spirito nordico; ma quando cominciarono a balenar loro in mente l'Ordine Nuovo d'Europa e l'am-

46
bizione di dominare
genza
avesse

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

L'AFFERMAZIONE DELL'ALFABETO LATINO

237

il

mondo, Hitler valutb con intelli, vantaggio che gli sarebbe poruto derivare se eg

il

vietica. All'inizio degli anni 'zo Lenin aveva insediato una cqq{nissione incaricata di studiare una semplifica.
zione dell'ortografia russa e di raccomandare delle ttorme

non tedeschi. Cosf, il 3 gennaio ryJl, un decreto stabill che <<il cosiddetto carattere gotico> era stato inventato da un ebreo (Scbuabacber-llrdenlettern) e che d'ora in poi l'alfabeto normale del popolo tedesco doveva essere quello latino: nonosrante finiens atezza della motivazione,.q!9st-'ordinanza fu uno dei pochi atti positivi compiuti da Hider negli interessi della civilti te.sca. Tale diffusione dell'alfabeto e dei caratteri latini si ] sfortunatamente anestata alle frontiere dell'Unione So.

ste tipografica pi adatta a farla apprezz^te dai popoli

presentato la causa della Germania nazistanella ve-

mente capire come i caratteri disegnati per la prima volta dai fenici uemila anni f.a non servano che molto imperfettamente a riprodurre le parole di un europeo del seco-

lo xx. Tali difficolti intrinseche appaiono chiaramente nei differenti tentativi compiuti dalle nazioni occidentali per trovare un segno soddisfacente per le sibilanti, di cui l'alfabeto latino notoriamente deficiente. L,o stesso segno .t deve esprimere due suoni del tutto diversi, uno dei quali per di pi pu esser sostituito in inglese dalla c (come in cent) o da sc (come in scent), e I'aluo dalla z (come in size\.Il suono sc (come in scena),viene reso con sb in inglese, cb in francese, scb in tedesco, sz in polacco, i in ceco, e nel raslitterare la semplice consonante russa uI il compositore tedesco deve usare sette lettere (scbtscb), quattro il suo collega inglese (sbch) e due perfino

per la trascizione del cirillico in caratteri latini: la rina. scita e I'intensificazione del nazionalismo russo sotto Sta. lin hanno per fatto fallire quesro progetro e il cirillico, fungi dall'essere abbandonato, stato invece imposto alle minora nze nazionali dei territori asia tici dell'Unione . L'atteggiamento- negativo dell'Unione Sovietica po. uebbe venir pi che conrobilanciato se il Consiglio di Stato cinese attuasse praticamente la sua risoluzione del dicembre r9j1, in cui era stata decisa la sostituzione dei trentamila caratteri cinesi con una versione in trenta segni dell'alfabeto latino, adatta alla trascrizione fonetica del cinese e delle lingue collaterali. Il possibile incemen. to di seicento milioni di uniti che in questo modo verrebbe a subire la comunii dei popoli prsso i quali in uso

il

ceco

(ii).

Nell'alfabeto a stampa si sono conservate soltanto tre aggiunte tardo-romane (r, !, z) e ue lettere inventate alla fine del Medioevo (f, , w)i un peccato che \illiam Caxton e i suoi discepoli non abbiano conservato una delle pi utili ceazioni degli scrivani tedeschi, la p, a denotare il suono dentale fricativo. Essa era diventata nel Quattrocento quasi indistinguibile dalla !, e i primi stampatori inglesi usarono quest'ultima stampando y" e y' pet tbe e that: semplicemente per risparmiare spazio, e non
perch queste parole venissero pronunciate ye e yat: <<ye olde English tea-shoppe>> uno pseudoarcaismo caro ai

pi degna di nota se si considera che esso non assolu. tamente adatto, in teoria, alle necessit di una qualsiasi lingua moderna. Le sue venti lettere originarie - desti. nate a riprodurre i suoni di un antico dialetto italico non erano neppur state inventate dai latini, bensl adat. tate-da una lingua del rurto diversa, il greco coloniale; e perfino questo alfabeto greco era, in origine, destinato a esprimere i suoni di una lingua semitica. Si pub cosl facil.

I'alfabeto latino, apre prospettive impressionanti. La progressiva difiusione dell'alfabeto latino ancora

semiletterati. Un piccolo numero di politipi e di combinazioni di lettere preesistenti stato tuttavia adottato dagli stampatori e si cos natwalizzato in varie letterature nazionali: G: o + e in francese, : d + o nelle lingue scandinave, i, i, (ancora stampate qualche volta ,6, ) e fi, ch in tedesco. Ulteriori tentativi di avvicinare la parola stampata al suo suono fonetico si sono limitati ad impiegare alcuni segni diacritici: ne furono all'avanguardia i francesi quando, nel t77o, rcgolatizzarono l'uso dell'accento, della cediglia, della dieresi, ecc., facendo compiere ad esempio alla lettera e cinque funzioni (e, , , , ). Tale pro-

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cesso stato forse

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

portato al suo massimo sviluppo nel. le lingue baltiche e slave, ma dubbio se le vari-l, r, !, i, , Q, q, ecc. degli alfabetipolacco e lituano non abbiano impedito, pi che favorito,l'accostamento a queste lingue e letterature. Nel r9z8 sfortunatamente i turchi non accettarono alcuno degli alfabeti occidentali - sebbene I'ortograa ceca fosse quasi ideale per i loro scopi -, D4 mesclarono le ortografie inglese, francese, tedesca e rumena, pi qual. che segno di loro invenzione. Questo nuovo alfabeto

Capitolo terzo

L'industria editoriale

turco rende la lettura inutilmente difrcile: per esempio la c corrisponde all'inglese i,la Q all'inglese cb,la i al francese i,la all'inglese s, ecc.; un'ulteriore complica. zione la distinzione f:a la i con il punto (l francese) e quella senza punto t (e f.rancese non accentata).
Un problema afine che interessa ugualmente lo stampatore, il filologo e il pubblico dei lettori, quello de{a trastterazione in caratteri latini degli alfabeti non latini. Bisogna trovarsi alle prese con un caso concreto per credere

Agli inizi dell'Ottocento I'editoria si era ormai stabilizzata diventando una professione vera e propria e non solo un'attiviti secondria: sarebbe quasi giustificato
chiamarla una vocazione, perch I'idealismo - anche nelle condizioni dell'editoria odierna, sempre pi <<commerciale>> - rimasto ancora la caratteristica di maggior rilievo del vero editore. Librai ed editori hanno sempre messo a disposizione della collettivit - per il bene di tutti e di ciascuno - la loro esperienza e autorit in campo commerciale, e alcuni di esii hanno avuto anche una parte rilevante negli afiari di stato. Benjamin Franklin - il versatile autore, edite' re, stampatore e inventore del parafulmine - servl la nati' va Pennsylvania come rappresentante diplomatico a Lon&a (1757-7 j\, fu uno dei firmatari della Dichiarazione d'Indipndet:zia (tzl6\, si adoperb per I'alleattza conla Franci-a, coronb la sua attivit diplomatica con la pace di Parigi GlSg) che segnb il riconscimento internazionale degllstaii niti, ed elbe in ultimo una parte decisiva nella stesura della costituzione del 1787. L'editore Friedrich Christoph Perthes (r772-t843) ebbe una parte di primo piano al Congresso di Vienna (r8r3-rj) nell'assicurare alle antiche citti anseatiche di Amburgo, Brema e Lubecca la restaurazione dell'indipendenzai opposizione alle mire espansionistiche della Prussia, della banimarca e del Hannover. I1 libraio di Stoccarda Johann Friedich Cotta (1764-1832), I'editore di Goethe e Schiller, fu uno dei campioni della democrazia costituzionale alla Dieta del \rttemberg e indefesso so'

quale confusione regni oggi, non solo fra le raslitterache

zioninglese, francese e tedesca della stessa parola, ma anra le diflerenti tendenze nell'orbita di ciascuna lingua. La mezza dozzina e pi di uavestimenti d'una figura della

letteratura mondiale come Chekhov, Tchekhov, Tschekhow, Tchkoff, Cekof, Cecov, Ccov, Cechov, ecc. dimo. sra quanto sia desiderabile un qualche sistema standard accettabile al maggior numero possibile di nazioni occidentali.

240

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRT

gore alcuni mesi dopo

stenitore dell'unione doganale tedesca entrata poi in vi.

L' INDUSTRIA EDITORIALE

24r

delle sua azienda con Ia pi alta carica che potesse ofirirgli ii suo paese. E, quest il cas<l di Harold^Macmilla"
rappre-senta-la terua generazione d'una famiglia di edito. ri -, il quale venne letto alla Camera r92o, resse successivamente vari dicasteri (fu tra I'altto cancelliere dello scacchiere e ministro degli brt.ril e infi. ne, nominato primo minisuo, fece il r,ro lt grerro l tt. to

un editore ha prfino <<barattato>> la direzione

lalua morte.

verso le fortune di quelle case che si siano identificate con una particolare sctrola scientifica o letteraria, o un deter-

-".. deito*""inJ

I vantaggi amulativi recati dalle numerose invenzioni e innovazioni tecniche furono fiancheggiati dal concomitante progresso compiuto dall'intero settore, che si diede una migore organizzazione e una maggiore sicurezza legale.

minato gruppo di scrittori.

di _Downing- Street nel ry57.

era accentuata la tendenza verso la specializzazione, e gicamente un cambiamento nei moviinenti intellettuali o nella moda letreraria tenderi ad influenzarc in modo av.

tero ottocento avevano goduto di reput azioneintlrnazio. nale: Vandenhoeck & Ruprecht di i;ttin ern (rziii;. H. Beck di Monaco (tz6i), Karl Baedeker" trer? 'Li. psia (_o,ra Amburgo)r_F.-4. Brockhaus (r8o5) di'tipsia (ora \iesbaden) e Herder (r8or) di Fribugo ,oro ua le poche case editrici soprawissute. ,.L^,y^qg.ior capaciti di sopravvivenza e di recupero de. gli editori inglesi rispetto ai loro colleghi tedeschi e fran cesi possono essere spiegate in parte con la diversita delle loro politiche editoriali-: u.rt h meti dell,Ottocento, mentre in America e in Inghilterra continuava r prede. minio dell'editore generico, in Germania e in Fracia si

frrlrto; ghilte*a g la scozia occorie-aggi.tniet. .-.to,* (r8o4), Chambers, Nelson, ,Vr.rlrnl gt.cLie,- Bhc[ (r8o7) e Cassell (1848); per gli Usa Harp., a grothirs (r8r7), Appleton, Little Brown & Co.; in Francia, Gar. 3ie{ l1) e Plon (r8+) risalgono ad ltrer.rr,,..lo i.. rn Germa9i1, il collasso'frnanzlao subito dar paese d"p" la gue*a dgl Kaiser e.quello mo!.-l-e pro.,i?ri-r.gi; nazista e dalla sovietizlazione della^parte orienra dJ paese hanno spazzato via quasi tutte le case .. p.t t{n.

I'industria editorialJsono testimoni t. n"tr.tr. Jir,. ,o. pravvis,s-ute fino ai.nosri giorni e rirnaste in molti casi per. fino nell'ambito della mdesima f;ig;. i-i_o"g**, Rivington, Constable. e Mu*ay gi,i 5 p.i t'il

Della stabilit raggiunia' all'inizio de['ottocento dal.

Nel campo della otganizzazione dell'editoria merita un posto speciale la Brsenverein der deutschen Buchhndler, che - fondata a Lipsia nel 9zj - riunl presto in se stessa editori, rivenditori all'ingrosso e librai di tutto iI mondo di ngua tedesca. In nessun altro paese sorta un'organizzazione di analoga completezza, ed eficienza, bench le associazioni di editori e librai si siano moltiplicate ovunque nell'Ottocento, portando in alcuni casi alla fondazione di organizzazioni internazionali come la International Publishers' Association. L'operato di tali organizzazioni non ha giovato soltanto all'editoria stessa, ma anche al pubblico e ag autori. Tra i loro maggiori successi si devono annoverare la lotta contro il plagio e il principio dell'uniformiti del prezzo di
copertina. La regolamentazione internazionale del copyright ha

lv

posto fine al secolare scandalo delle edizioni privilegiate - che arricchivano a spese del pubblico I'autore e I'editore - e delle edizioni plagiate - che provocavano la rovina degli editori e degli autori onesti con scarso beneficio per il pubbco. Il plagio antico come la stampa stessa: invano Lutero, gii nel r52j, si era scagato contro questi <<briganti e ladri>>, perch il sicuro guadagno ricavabile dalla ristampa di un libro molto richiesto era assai pi forte di qualsiasi scrupolo d'ordine morale. La Repubblica di Venezia fu la prima ft492) a proteggere gli stampatori contro la ristampa non autorzzata dei loro libri da parte di terzi: la dificolti stava nell'impossibiliti - comune a tutti i governi - di far rispettare i loro decreti o1tre frontiera e nella mancanza di un qualsiasi accordo ua i vari governi. La prima diga eficace contro i plagi venne eretta con il Copyright Act inglese del r7o9: esso non

242 era per vado

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

L' INDUSTRIA EDITORIALE

24t

in Irlanda e gli stampatori di quel paese continuarono imperteriti a derubare stampatori e autori

inglesi, mascherando il loro disonesto guadagno col dolce profumo del patriottismo; essi godettero del risoluto appoggio delle autoriti irlandesi, fin quando I'Unione (r8or) non pose termine a questa vergogna. Accadde cos che tre edizioni non autotizzate del Sir Charles Grandison Richardson GZl) uscirono a Dublino prima delI'edizione londinese autentica: operai disonesti avevano portato dandestinamente lebozze impaginate del volume al di li del canale di San Giorgio. Gli Usa restarono fermamente radicati a questo sorpas. sato credo dell'era mercantilistica per tutto I'Ottocento. La casa edirice Harper & Brothers di New York merits una onorevole citazione per aver pagato di sua spontanea volonti a Dickens, Macaulay, e alri autori non protetti

no cari>. Gli accordi sul ptzo netto, come guelli intervenuti per opera della Bisenverein nel 1887 e-della Publisheri' Association nel 1899, hanno messo al sicuro il libraio dal pericolo della concotrefiza slealedi profittatori poco scrupblosi (e quindi di fallimento), Cato una certa ii*r.zza ['editor.-onesto, e assicurato all'autore la sua siusta Darte del profitto. e Si dve d'altr parte ammettere che il plagio recb qualche vantaggio al lettore, perch I prazo relativamente basso di quste edizioni invoglib molta gente ad acquistare libri ce in edizione originale sarebbero stati al di l delle loro possibiliti finanziariet l'edizione origin4e delle CEaares iu Pbilosopbe de Sans-souci (cto Federico il Grande di Pnrssia) ostava ad esempio ventisette fiorini, mentre quella plagiata uscita pressoch simultaneamente si poteva acquiitare per dodiCi. Gli editori desideravano
natrralment conservae sine die
dall'<<originale>> dell'autore, menue il pubblico premeva per aver libri a basso prczzo.In Gran Bretagna la questio ire u.nn. risolta principdmente per iniziativa uno scozzese, Alexandet'Dott^idton

il

dalla legge, delle sostanziose indenniti. Le prime disposizioni di legge con cui venne garantito

il

<<diritto>

stampare

stato furono il Copyright Act inglese del r7o9 e la corti. (in cui era prevista la spondente legge francese del protezione per un periodo di due anni dopo la morte del. I'autore). In Germania la prima legge di questo genere fu quella emanat^ nel 1839 dal granducato di Sassonia'$leimar, che fu anche la prima a prevedere il prolungamento della protezione per trent'anni dopo la morte del-

buon diritto degli autori e degli editori in un grande

ryy

l'autore. Ci vollero per altri cinquant'anni prima c}e nella Convenzione di Berna del 1886 venisse finalmenrc stabilito il principio della reciprociti internazionale di diritti. La convenzione universale del 1955, promossa dall'Unesco, ha infine stabilito un sistema di protezione del copyright su basi sopranazionali (cui non aderiscono i soll paesi comunisti), senza tuttavia intaccare l'autoriti dellg convenzione di Berna, aggiornata da quella di Bruxelle del 1948 (cui non aderiscono per n l'Urss n gli Usa). La scomparsa dal mercato della piaga costituita dallc 'uioru plagiate edizioni conte!olasiate esercit una grande erande influenza sul conteg. gio del prezzo dei bri, perch 6no a quel momento :nto gli editori avevano sempre asserito che <<i libri costano cari perch vengono plagiati, e vengono plagiati perch cost-

di di-btttgo, c.he-fu il prichiusa dei btai londinesi, seguito immediatamente da John Bell della British Li!1V. innovazioni tecniche soprawenute ua la fine del Set' tecento e il primo Ottocento e lo spettacolar-e incremento subito dallimassa dei lettori durante tutto I'Ottocento e il Novecento, resero possibile la stampa di un maggior numero di copie per edizione e il ribasso- 4? ptgrri. Questa tendenza continu fino allo scoppio della ptima gueqa mondiale; da allora in poi le tasse e I'inflazion - l nella loro scia, i costi cesceti delle materie prime e della manodopera - l'hanno praticamente rovesciata.
mo

a spezz,arc la cerchia

La stabiti e la tispettabiliti raggiunte negli ultimi centocinquant'anni dai-singo editori e dall'editoria nel suo complesso hanno avuto notevoli riperorssioni sui rapporti tri autori ed editori. Gli autori s'identificano semlre pi frequentemente con una determinata casa,per cui rappresentano a loro volta una parte intEgrante del giro d'afiari. E vero che anche ptima si erano avuti casi d'autori che preferivano un editre piuttosto che un aho - fre-

244

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRI

glalchg volta anche scopertor i moderni rapporti di fidu. e d'amictzia possono essere consideraii r.nr. tema d'e*ori una conquista recente. Faceva sul serio Thomas pampbell quando una volta brind a Napoleon. p.o.h I'imperatore aveva ordinato che un editoie veniss deferito alla corre marziale e fucilato? Byron fece ammend (se ammenda occorreva) per aver donato a John Muray una Bibbia con la scherzoia altenziott. ..ori Barabba er un editore> (Giovanni, XVIII, +o) dedicandog i versi

quentemente per amicizia personale (come Erasmo e Fro" En) - e di editori che aiuravano i loro autori in periodo di magra; ma iI sentimento che intercomeva le duc parll era pi sovente di antagonismo,latente di solito ma

L' INDUSTRIA EDITORIALE

245

fti

cia

seguenti:

A te, con

sperariza e

mio Murray.

vengono gli imberbi autori coi loro manoscritti. Ty li stampi tutti - e ne vendi qualcuno

muti di temore,

essi non dimostrarono alcun interesse per quel che dovevano probabilmente considerate - loro, figli dell'eti della ragione, - un'inudle sopravvivenza di tempi meno illuminati; e le cooperative erano moppo instabili per poter dar vita a un marchio comune A Charles \hittingham il Giovane, nipote del fondatore della Chiswick Press, viene attribuito il merito di aver reinmodotto - verso il r85o - il marchio dello stampatore. La sua idea venne ripresa da R. & R. Clark di Edimburgo, T. & A" Constable, e \illiam Morris, la cui prima pubblicazione venne di fatto stampata per lui alla Chiswick Press nel 1889. Le ragioni che avevano riportato in auge I'antica usanza erano sia artistiche che economiche, in quanto il mardrio sarebbe servito tanto a scopi pubblicitari che di disegno grafico del volume. Anche gli

editori adottarono pfesto un loro marchio particolare

Verso Ia meti dell'Ottocento, con feliie connubio di afran, iorn"rorro in voga i marchi d9s! stampatori. fU simboli, orgogliosa*.rii inven tati da Peter schfier a garanzia deil qualiti e della pre venienza delle edizioni che ne erano contraddistinte, erano caduti in disuso:_ in Inghilrema, per esempio, il Copygh! Act-del \zog li avev resi superflui, in^qunto esso tutelava il diritto di propriet dell'editore arti meglio qua-nlg non potessg fare un semplice marchio non protet. to dalla legge. Inoltre Ia maggioi importanza assunta dal. I'editore nei confronti dello iirmprtore stava contro qualsiasi richiamo particolare alla parle che quest'ultimo ave. va avuto nella produzione del libro. Qunto ag editori,

. .Il *pti,.Sioso genio di \tr7alter Savage Landor sembra abbia stabilito un record assoluto p"rtndo it izgs il r863.a non meno di ventotto ediiori a".tri. s"n" rb " assai pi frequenti non solo il caso dell'autore rimasto sempre- fedele al suo editore, ma anche quello dell'evolu. zione dei semplici rapporti d'affari ma ed editore in durevo amicizie personali: Ia storia"-utor. di qualsiasi case edit_rice pomebbe fornirne numerosi esempi.'

f*

la nave a vele spiegate della Insel-Verlag,laBelle Sauvage della Cassell, la fontana di Collins, il pinguino, il pellicano e il puttino della Penguin Books si sono indubbiamente impressi nella memoria di milioni di lettori. Sorprende un poco il fatto che ancora tanti editori inglesi si astengano dall'usare questo semplice e cos facilmente ricordabile mezzo commerciale, e che alcuni di essi - come le stamperie universitarie e Macmillan - 1o usino solo di quando in quando, menue quasi tutti gli editori tedeschi <(espongono la bandiera>> su ogni loro libro.

byg gusto e senso degli

E difficile, se non impossibile, stimare con buona

ap-

prossimazione f impofianz^ economica delf industria della stampa nel suo complesso, perch le professioni di stampatore vero e proprio, compositore, fonditore di carattri, correttore, editore, libraio, cartolaio, agente letterario, legatore, ecc. ecc. sono diventate quasi indipendenti I'una dall'altra; e perch - per poter avere un quadro pi o meno completo di tutti coloro che gravitano nelI'orbita di tale indusuia - bisognerebbe anche tener conto dell'esercito di autori (dall'infaticabile creatore tbllers dauno scellino a colui che scrive di tanto in tanto una lettera al direttore d'un giornale provincia), dei redattori delle agenzie di pubblicit e di parecchie alue professioni, fra cui non bisogna dimenticare i commercianti in

;q
246
ga-t-l DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRT

L' INDUSTRIA EDITORIALE

247

Biblioplae (ry28)

sraccia, ori John Dunton

sme di libri che i dere>. Le statistiche sulla produzione arinua di libri non han. no qas! alcun valore, perch il computo basato su sistemi di rilevazione variabili, non solo da paese a paese ma

vendette <<parecchie cenrinaia di-rimiei amici s'ran dimenticati di drio

I'autore della Religio

perfing nqll'ambito di uno sresso stard. Nel 1937, pct


p.rodgzrgng in 31 76r <<unii>, menffe la bibliografia na. zionale la faceva ammo_ntarc a Ggooz. Il dubbio sulla pos.

esempio, I'associazione degli editori tedeschi ritA

Iare, come manifesti teatralif orari ferroviari, ttirpr . cg-lori, bri di legge, ecc. (specializ.zazione che permise qlle piccole stamperie di rimanere in una specifiia sfers d'attiviti). Dall'alt ra, la gigantesca espansione dell'industria editoriale favorf lafornazione di grandi ditte clre di. sponevano dei capitali necessari per installare macchinari complessi, e cosl il maestro stampatore di un tempo in certo qual modo entrato a far parte dei quadri <direttivie
dell'economia moderna. L'influenza delle associazioni e dei sindacati d.glt stam. patori sempre stata assai superiore all'effettivaforzanumerica dei loro componenti, in quanto gli stampatori sono sempre stati - necessariamente - il gruppo di artigiani pi istruito ed intelligente. Gii nel rySt i maestri stampatori londinesi concordarono con un sindacato dei compositori

rTSr Ionda contava r24 stamperie, che nel r8o8 erano salite a zt6z da questo momento in poi ulteriori statistiche sarebbero fallci. Da una parte, gii stampatori cominciarono a sryializzarsi come precedentemente non avevano mai {attp; i compositqri dei giornali, per primi, si sepa. rarono drylt stampatori di libri e lavori mmerciali, e nu. merose ditte si dedicarono a qualch e lavomzione partico.

sibiliti 9h9 i-7Q11 titoli vantati dalla Romania e i ro 64o calcolati dagli Usa (1939) si riferiscano a <<unitl> .tt hc solo lontanamente paragonabi quindi pi che legit. timo. Nel 1724, una generazione dopo la scadenza del Li. cgnsing Act, i maestri stampatori inglesi erano complessivamente -ro3, di s 7, a iondra .g in provincia. NA

una tbella dei salari in cui era aluesl prevista la fine del conuollo esercitato fino allora dalla Stationers' Compan); e fu ancora in Inghiltena che venne per la prima volta reso obbligatorio il collaudo degli stabilimenti (r86+). A partire dal r89o le varie corporazioni inglesi legate all'industria della stampa e afini si orientarono verso la formazione di una federazione a carattere nazionale, fondata infine nel rgoz con il nome di Printing and Kindred Trades Federation. G aderenti furono agli inizi meno di cinquantamila, ma oggi sono saliti a trecentoventimila e si pub dire che essa rappresenti l'intero settore. L'importanzarclativa di ciascun sindacato non pub essere valutata in base al numero dei membri - perch anche le pi piccole, come ad esempio la Map and Chart Engravers' Association e la Society of Music Engravers che contano insieme 8z soci, svolgono una funzione unica nella loro specializzazione -, tuttavia si pub asserire che I'aristocrazia rappresentata daicompositori, fra cui prevalgono a loro vol-

ta i londinesi. La London Society of Compositors (conosciuta dat, ry55, dopo la fusione con un altro sindacato, come London Typographical Society) contava 722 membri nel r8o9, rTrr nel 1845, 42oo nel r87;i, rr 3rj nel r9oo, 20 or4 nel ry57. Prima del rgoo vi erano perb a Londra parecchie migliaia di compositori che non facevano parte di alcuna organizzazione, mentre oggi sono pochissimi. Con I'introduzione della composizione meccanica la stessa forza-lavoro pu oggi produrre assai pi di quanto non le fosse possibile fare cinquant'anni addietro. La seconda guerra mondiale promosse nuove iniziative (e ne favorl il successo) su una scala senza precedenti. Le incursioni aeree tedesche su Londra disuussero quasi tutte le case editrici raccolte intorno alla Stationers'Hall (che fu gravemente danneggiata) e con esse venti milio-

ni di volumi. Ma chi semina vento raccoglie

tempesta: alcuni bornbardamenti alleati ridussero a un flrmulo di rovine I'interb cenuo dell'editoria tedesca, Lipsia; e quando quest'ultima venne inclusa nella zona svietica 'occupazione le antiche case editrici furono obbligate a rico' struire dal nulla, sparse per tu-tta la- Germania occiden.tale. Durante la guena la richiesta di stampati superb tutti

248

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTRT

i precedenti record. La noia delle lunghe ore d'attesa G


d'inattiviti fra le battaglie, in alto mare, nei rifugi anti. aerei e negli ospedali accebbe il valore del libro guale amico fedele di milioni di persone, e inculc I'abitudinc della lettura in milioni di nuovi venuti nel regno delle let

Capitolo quarto
La censura

tere: la dura prova, che secondo la stampa nazista avreb. be dovuto estinguere I'editoria inglese, le diede invece nuove energie. La crescente richiesta di libri da parte del grosso pubblico - pi libri e a prezzo inferiore - fornf agli editori, ai librai e agli autori un argomento in pirl
per parare il colpo della <tassa sulla cultura>> che uD con celliere dello scacchiere minacci d'istituire nel r94o. Ersendo incapace a distinguere - come egli stesso dichie- li rb - fra libri e stivali', egli avrebbe voluto che ambedue ,,# questi beni fossero soggetti alla medesima tassa. Le gene r';'i rali proteste contro quisto tentativo oscurantistico, gui- ' date da Geoflrey Faber, obbligarono il cancelliere ad ab. 'i' | bandonare il suo progetto prima d'incorrere in una sicur sconfitta in Parlamento. Tale vittoria - che proclamb ufficialmente il libro bene di prima necessit, come il pene - un riconoscimento senza uguali del cambiamento awenuto, .lopo cinquecento anni d'attiviti, nelle prospet. tive dell'editoria. I [Gioco di parole intraducibile fra le parole books (lib) e boots (ttl. vali), le fui pronuncia praticamente identica: un ro' come il nosto rc! pir toma per Romael.

da sfuggir.

ni i associ aziottt nacquero sempre in base ad accordi volontari intercorsi fra gl'interessati e non Pe! imposizione superiore: non ci fu lraticamente mai un limite all'ampiizzae al vigore delli difiusione della stampa. Il lavoro

e brai furono fortunati abbastanza rigida regolamentazione- che governava ,p.r'rofiocava Ie arti pi antiche. Le lorg corporazio-

stampatori, etori

ril"

.h.

utro rt".f,"tote aveva considerato pericoloso assumere, o non redditizio, poteva essere Pleso {a un altro senza .he per questo veniiie infranto il codice d'onore dell'arte; e qki"ti venditore ambulante poteva vender libri e port.r" itt tal modo istruzione e svgo in luoghi remod, mai raeeiunti da qualsiasi libraio. Questo perch, dichiararoiratori della Brsenverein dei brai tedeschi nel "r"i ii5,oi;iditotia il territorio della Rgggbbc.a delle leta11a professione di libraio si addice soltanto uno

t. statuto liberale>. -e sulla i;; r.o*p"tr" della- censura sui bri incoraggi dell'Ottocento .otto ttil ,t"*oi in senere ;;funt; le vedute liberali latenti in tutto il settore:
.tti.ol.r. 'Germa.ria

;ili;;

influenza ebbe l'abolizione della censura in (rS+s) e in Francia (definitivamente nel r87z),

.iC ioto eminente occupato dai-due paesi nelir-n.p"UUlica delle lettere. I <idiritti fondamentali>> scrittiielle costituzioni hanno perb sempre espresso i nobif, ideali dei redattori delle costituzioni stesse senza i.rr., nel dovuto conto I'apparato amminis6ativo: in un ,oo o nell'altro, con I'ato di leggi speciali e decreti
d,emergenza,

governi hanno continuamente tentato

250

DALL'OTTOCENTO AI GIORNI NOSTR

olandesi.

Autori, editori e_librai vennero ;ri;;; in or"uulig.ti controllate .U. ri"t" ; ;J;;;. ?i:*?Ti"ni.rigidamenre trto' e l'inevitabile risultato fu che per tutta la d,rrata'del <Regno Millenario> la letter.turr'. l;;;tr;;;;;r.h; si ffovarono avvolte nell'oscurantismo . La.rigida censura imposta fra il rg4o e il 1945 dai te. deschi ai pa39i conquisiati provoc "'rin"t ilii qi stratagemmi in cui.precedenti generazioni di stamiatri avevano trovato sollievo e diletto. Ren Billoux, n.iia sue Encyclopdie chronologique. des arts gr;iblq;;i(parii rg43), ristamp sul re*o del front.rfirio i priuiietio .o,"::t:p nel r58z da Enrico III a r.rrr.ditor. f.r.igin c salutd il censore tedesco come ripristinatore di .rna"tradi. zione consacrata dai <<bons vieui temps>. ll g"ir"t eJi. tore olandese G. J.va! der \oude (mrto lgij-prb blic un innocenre Librc suila fibb*iir'i ".t inr JlJtleght r94r) in cui.spie gavalarlvisione iipogt"fi." d.i. l'originale me?,?o di un-testo, Olenda, irliT-)osno ^ cilore, comprendente un commovente inno patriotticq dava come.esemp_io di eficace accostamento i silografi e stampa tipografica un disegno dei Geusen r.icenieschi con accanto il rigidamente proibito inno nazionale'vil. belmus aan Nassouue-; riproduceva un magnifico rabbi. no ebreo di Rembrandt cme esempio di ttZ*p-al mat. to; e usava Ie norme per correzio-ne delle bo)r.p., ,1. lt tre pi.uanquille burle alle spalle dei nazisti tedeschi I

quel nome odioso. All'alba del secolo xrx la lotta contro le eresie sembre. va ormai relegat-a agli sforzi dell'Indice della Chi.r. ..t tolica romana, che del resto i laici non tenevan pratica. mente pi in conto alcuno: essa venne invece inispetta. tamente resuscitata nel secolo xx sotto le vesti di censura ideologica per motivi politici. cominciato"o i-t.J.r.t nel 1933 bruciando simbolicamente i ribri di autori .brii, marxisti, pacifisti e <<decadenti> jn g.g.r., l. *i opere vennero anche eliminate dalle bibliotch.. ru.ibri*

di solito con successo - di introdurre una qualche spe. cie di censura pur vergognandosene ed eviiai" i ,.rrire

LA CENSURA

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dall'assumere direttamente la gestione delle case editrici e delle stamperie (perfino laEnnz Eher Verlag di Monaco, proprieti personale di Hitler, non tentb mai monopolizzate neppure gli scritti nazisti), menme I'Unione Sovietica e i suoi satelliti hanno imposto alla stampa una uniformiti tale, che nessuna socie pi o meno colta ne ha mai sperimentata una pi rigida e completa. Siccome i governi sovietici controllano strettamente tutti mezzi di produzione e disribuzione, non possono esistete stamperie private ed lecito stampare, pubblicare, importare, vendere e leggere solo i libri approvati dal governo: il che b proprio I'antitesi di quel che stampatori e scittori hanno sperato per secoli di ottenere. Vi almeno un caso autentico in cui la censura politica ricorsa alla contrafrazione piuttosto che alla soppressione di un'opera.L'ednione <<definitiva> di Cechov, pubblicata sotto gli auspici dell'Accademia sovietica, si propone di stampare le opere cosl com'egli le scrisse, m in realti i curatori hanno alterato il testo, omettendo completamente intere sezioni, come la sua corrispondenza

con rivoluzionai che oggi (vivi o mort) non sono pi accetti ai governanti del Cremlino. Tutti i riferimenti occasionali - che sono, si noti bene, anteriori aL r9o4, anno della morte del poeta - alla superiorit delle istituzioni, del tenore di vita o delle abitudini europee (e specialmente britanniche) sono stati radicalmente eliminati. N.p.l . r pure il pi piccolo indizio rivela la metamorfosi dal Cechov patriota russo progressista al Cechov araldo dello
sciovinismo sovietico. D'alro canto vi sono esempi

di censura da| basso

aL

trettanto intollerabili e ottusi.La lotta sostenuta da Gerhart'Hauptmann conuo la proibizione di quasi tutti i suoi lavori teatrali fra il 1889 e il rgrt ce ne fornisce una prova documentata. Le autoriti tedesche, francesi,
austriache, ungheresi, italiane, russe e statunitensi ven-

nero di solito costrette a intenenire dalle ptessioni di gruppi privati accorsi a difesa della moralitl, della lotta

Ma nazisti, fascisti e falangisti si astennero almeno

conto I'alcolismo, del militarismo, della regione, dell'inf.anzia,del nazionalismo e delle autorit) costituite, gi gi fino all'ultimo poliziotto.