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Lezione del 14 ottobre

La filologia una disciplina che si occupa dello studio dei testi ed unita
allaggettivo germanica in quanto si occupa dei CORPORA, cio delle
documentazioni e che vengono dalle letterature antiche di quellambito
linguistico letterario che noi chiamiamo germanico. La nozione di filologia
germanica nasce allinterno del pensiero linguistico romantico e poi si afferma
in quello positivista. Vengono definite come germaniche un gruppo di lingue
moderne e tra quelle moderne consideriamo soprattutto linglese, il tedesco, il
danese, lo svedese, il norvegese, lislandese. Quindi una serie di lingue che noi
chiamiamo germaniche perch hanno delle affinit strutturali, delle affinit
profonde e sono state spiegate tradizionalmente dalla linguistica storica come
esito di una comune origine di queste lingue. Per esempio, linglese e il tedesco
hanno delle comunit strutturali molto forti che sono state spiegate come
derivazione da unorigine comune. Origine comune che il romanticismo spieg
come una PROTOLINGUA, cio una lingua originaria perduta da cui si sarebbero
sviluppate le varianti linguistiche successive.
Quindi germaniche indica il contesto di una serie di lingue del nord Europa
che hanno gi molto forti tra di loro e sono state spiegate in chiave diacronica.
Nellambito di questo complesso di corpora linguistico letterario germanico,
uno dei pi importanti il cosiddetto AMBITO NORRENO, la cosiddetta
letteratura norrena. Questa letteratura una tradizione letteraria di cui si
hanno documenti scritti a partire dal 12 secolo e pi o meno questa
letteratura si esaurisce intorno alla 15 secolo quindi parliamo di medioevo.
Infatti la filologia germanica, la filologia romanza, la filologia italiana si occupa
delle origini letteraria, delle origini delle letterature europee) e, per quanto
riguarda le origini, il periodo il Medioevo. NORRENA un nome che noi diamo
alla tradizione, per esempio viene anche finita talvolta, come antico
islandese, riguarda quindi lIslanda.
LIslanda una zona piuttosto remota, isolata che per, nei secoli in cui stiamo
parlando, ha una produzione letteraria vernacolare (o volgare): volgare viene
dal latino VULGARIS che vuol dire che proprio del VULGUS (ossia il popolo).
Queste quindi sono le varianti linguistiche originarie a monte delle moderne
lingue dEuropa, sono quelle varianti linguistiche che si sviluppano dal
disfacimento del sistema culturale dellimpero romano. Quindi volgare vuol
dire sguaiato, maleducato, osceno ma, significa anche, qualcosa che si riferisce
a realt linguistiche popolari che danno vita, nel momento del disfacimento
dellimpero romano alle moderne nazioni europee. Una di queste realt ,
appunto, quelle islandese.
LIslanda, stata disabitata, fino alla fine del nono secolo per, a partire da
quellepoca, incomincia ad essere meta di migrazioni, di trasferimenti di gruppi
etnici, di piccole comunit, provenienti dalla Norvegia. Erano popolazioni che
abbandonavano la Norvegia perch in Norvegia un sovrano, ARALDO, detto
bella chioma, il quale si ispira ad un modello assolutistico della monarchia

carolingia. E quindi, chi non accetta questa situazione, abbandona la


madrepatria e raggiunge lIslanda. Quindi lIslanda una colonia norvegese e
sar indipendente solo nel 1944. In questa terra questi coloni si insediano in un
territorio piuttosto basso e, cosa del tutto unica, questi islandesi dellalto
medioevo non si danno un re, non hanno un capo assoluto. LIslanda quindi
una specie di proto democrazia parlamentare nel senso che i vari coloni che si
insediano nel territorio, invece che nominare un re, stabiliscono che ogni anno
tutti i rappresentanti del paese si riuniranno in una grande assemblea annuale
che fungeva da Parlamento e da corte di giustizia. Quindi assommava i tre
poteri che il costituzionalismo moderno individua: potere esecutivo, legislativo
e giudiziario. Questa colonizzazione dellIslanda fa parte in realt di un grande
movimento economico, politico, militare e culturale che riguarda lEuropa
settentrionale che noi chiamiamo MOVIMENTO VICHINGO. I vichinghi non erano
un popolo, il nome vichingo indica dei gruppi che si costituivano per compiere
imprese di pirateria ma anche per svolgere attivit commerciali dapprima solo
nei paesi scandinavi ma poi questa loro attivit li porter a sconfinare di molto.
Questo fu movimento di grandissimo impatto per la formazione dellEuropa
stessa, per esempio, molto importante per alcune vicende che riguardavano sia
in Inghilterra che la Francia del medioevo. Come abbiamo detto, vichinghi non
era un nome di popolo e nella lingua originaria non stato spiegato
etimologicamente in maniera del tutto soddisfacente per si indicava il pirata
che lanciava le proprie scorrerie dal fiordo (vik). Comunque sia un movimento
che lascer unimpronta fortissima sullEuropa nascente. Per esempio la
nazione russa si coagula attorno dei principati vichinghi costituiti da vichinghi
svedesi nellattuale Ucraina.
Oppure, per esempio, un gruppo di vichinghi provenienti dalla Norvegia, dopo
che era per molto tempo minacciato, sottoposto a scorrerie alla Francia degli
ultimi imperatori carolingi, ottiene da questultimi una specie di feudo, un
pizzo. Questi vichinghi apportavano le loro aggressioni contro i paesi pi ricchi
ed, oltre a vivere di bottino, imponevano anche una specie di pizzo, cio un
riscatto, una condizione monetaria. Dicevano i re inglesi ai re carolingi i quali
minacciavano Parigi risalendo il corso della Senna, volete che lasciamo stare
Parigi?, bene allora ci date un pezzo di terra. Il pezzo di terra che fu dato
quello che dal nome latino dei vichinghi che attaccavano la Francia e che si
chiamavano, con il termine latino NORTMANNI: una parola di origine
germanica e vuol dire uomini del Nord. Gli danno quella penisola che oggi si
chiama Normandia. Questi normanni francesizzati in Normandia sono decisivi
per la storia successiva dellInghilterra perch nel 1066 l Inghilterra che era
allora un paese in cui avevano il controllo alcune popolazioni sempre
germaniche che erano gli
anglosassoni che avevano avuto una loro
tradizione letteraria molto cospicua, questi anglosassoni vennero sconfitti dai
normanni nel 1066, inizia cos il periodo normanno della monarchia inglese.
Questo ha avuto un effetto rivoluzionario: con la conquista normanna, questi ex
vichinghi che arrivano in Inghilterra si erano intanto francesizzati nella lingua e

quindi portano in Inghilterra il francese antico concordando quella fortissima


presenza di elementi lessicali francesi che noi abbiamo in inglese, nel lessico,
nel vocabolario della lingua inglese. Si dice che una lingua strutturalmente
germanica ma con un lessico che ha una grande presenza di lessico neolatino,
cio di provenienza francese. In Inghilterra quindi, venendo meno gli
anglosassoni, si smise di scrivere e nei dialetti anglosassoni ma lInghilterra
sinizia ad usare come lingua di cultura, assieme al latino, il francese antico.
I normanni, avranno unimportanza decisiva anche per le vicende dellItalia,
dellimpero germanico, dellItalia meridionale. Per esempio, limperatore
Federico II di Svevia, famosissimo perch anche legato alle origini della scuola
siciliana e quindi alle origini della poesia italiana era un tedesco, di una famiglia
sveva. Ma sua madre era Costanza dAltavilla ed era la figlia di una famiglia
di normanni che si erano insediati anche nellItalia meridionale. Quindi questi
normanni lasciano unimpronta fortissima su quella che lEuropa.
Torniamo cos lIslanda: qui siamo una realt isolata, unisola lontana,
inaccessibile, caratterizzata da un clima da un paesaggio particolari e questi
vichinghi norvegesi vi si insediano per sfuggire alle mire purificatrici del nuovo
monarca assolutistico che si chiamava Arald. Dal punto di vista sociopolitico
la nuova novit di questa realt islandese che si forma una specie di
democrazia parlamentare primitiva: primitiva in quanto diversa dalle
nostre, molto diversa era anche la composizione della societ che stava a
monte. Pi che democrazie potremmo definirle oligarchie, cio in questo
Parlamento sedevano i grandi coloni in quanto la civilt islandese, tra le altre
cose, come tutte le civilt medievali conoscevano la schiavit. Quindi era s
una democrazia, per parte della popolazione che viveva in Islanda non era in
realt di condizione libera. Non nomina quindi un re ma si vedono annualmente
in una grande assemblea che chiamata ALFINGHI (ho scritto come si
pronuncia: in realt si scrive alingi)prende le decisioni pi importanti per il
paese e riassume in questo specie di parlamento i tre poteri che oggi noi
distinguiamo tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Quando avviene la colonizzazione dellIslanda, i gruppi che arrivano in Islanda
non sono ancora convertiti al cristianesimo. LIslanda infatti decider
liberamente in questo suo Parlamento nella riunione dellanno 1000, di
accettare la religione cristiana. Prima di allora, come tutte le altre popolazioni
germaniche, prima di essere convertito al cristianesimo, seguivano un sistema
religioso di cui parleremo molto, un sistema religioso politeistico, comune a
tutte le popolazioni germaniche (chiamiamo lingue germaniche: linglese, il
tedesco, le lingue dei paesi baschi ossia il fiammingo e lolandese, il danese, lo
svedese, il norvegese, e altre lingue minori: tutte queste lingue risalgono a
lingue antiche parlate da gruppi etnici che chiamiamo germani. La
denominazione di queste popolazioni come germani risale a due autori
dellantichit: a Giulio Cesare nella met del primo secolo avanti Cristo, e a
Publio Cornelio Tacito nel primo secolo d.C. e questi due chiamano germani

delle popolazioni che cominciano ad essere minacciose nei confronti


dellimpero romano. Saranno infatti una delle cause della caduta dellimpero
romano a causa delle invasioni barbariche, quindi questi germani erano dei
barbari. Queste realt barbariche incontrandosi con il mondo romano, danno
vita, attraverso lalto medioevo, ad una serie di realt politiche che furono
dette regni romano barbarici che fanno da ponte tra lantichit romana e il
medioevo. Uno dei regni romano barbarici pi importante quello dei franchi,
una popolazione germanica molto potente a cui si devono le origini di due tra le
pi importanti nazioni europee: la Francia da una parte e la Germania dallaltra.
I franchi esprimeranno listituzione caratteristica del medioevo che limpero
cristiano medievale. I franchi danno il nome alla Francia, la Francia ha una
realt linguistica non germanica, in Francia si parla una lingua neolatina o
romanza ma, lorigine della nazione francese, dovuta ad una popolazione
germanica, i franchi che ne lasciano anche il nome. Anche, una regione come
quella della Borgogna, prende il suo nome dai burgundi che erano unaltra
popolazione barbarica germanica.
LInghilterra unaltra realt romano barbarica: ha una storia un po
particolare, al giorno doggi il nome con cui preferisce chiamarsi Gran
Bretagna e questo perch in et romana, quando che arriva Giulio Cesare,
questi, in Italia incontra i galli, una popolazione celtica e in Inghilterra ci sono i
britanni unaltra popolazione celtica insediata nellisola che da loro prende il
nome di Britannia, mentre al Nord ci sono gli scoti, unaltra popolazione
celtica che d il nome alla Scozia. Tutte queste popolazioni vengono
romanizzate, sotto Claudio, lInghilterra diventa una provincia romana, come lo
la Gallia che poi diventer la Francia. E il cristianesimo quindi arriva in tutto
limpero. Nei primi secoli dopo Cristo il cristianesimo si impiantato in
Bretagna tant che San Patrizio che il santo nazionale dIrlanda era un
britanno, un signore convertitosi al cristianesimo in Inghilterra era andato in
Irlanda per convertirla. Nella met del quinto secolo, in questa Inghilterra
arrivano delle invasioni barbariche, invasioni di popolazioni provenienti dalla
Germania settentrionale dalla Danimarca, popolazioni che si chiamano
ANGLISASSONI che danno vita allInghilterra anglosassone, cio alla prima
fase dellInghilterra germanica che successivamente verr travolta dai
normanni nel 1066. Quindi lInghilterra tra il sesto secolo e l11 un regno
romano barbarico con elementi etnici germanici.
Tutte queste popolazioni barbariche che comportano il tracollo dellimpero
romano, comportano anche una grande trasformazione dal punto di vista
culturale su cui si insedier poi la Chiesa. Queste popolazioni barbariche non
possedevano la scrittura, o meglio aveva un tipo di scrittura che era di uso
magico, erano popolazioni orali, avevano una cultura che si trasmette
attraverso le tecniche della memoria e viene diffusa attraverso la voce. Questi
erano, come abbiamo detto, politeistico, di un tipo di politeismo che ha dei
tratti germanici comuni.

Questo loro prevalere sul territorio europeo comporta due fenomeni culturali
importanti: una oralizzazione della civilt medievale(La civilt romana era stata
profondamente alfabetizzata, ma noi abbiamo prove anche di un uso diffuso
della scrittura del mondo romano anche a livello popolare. Per esempio
abbiamo i graffiti. Quindi larrivo di questi barbari porta ad unoralizzazione
della civilt. Questi germani si mescolano al mondo romano in una maniera
molto singolare: questi barbari si insidiano nellesercito romano quando ancora
lesercito romano era forte ed entrano perlopi come mercenarie quindi si pu
dire che lelemento germanico diventa sempre pi forte allinterno dellesercito
romano. Quindi nel momento delle crisi politiche dellimpero romano fino ad
arrivare al quinto secolo, nel 476 d.C., ufficialmente finisce limpero romano
dOccidente, e finisce per colpa di un generale germano che si chiamava
Odoacre che destituisce lultimo imperatore e decide di governare senza per
nominarsi imperatore. Quindi queste popolazioni barbariche erano diventate
fortissima allinterno dellesercito romano. Alla fine questi regni romani
barbarici nascono dalla coesistenza di elementi che si chiameranno non pi
romani ma romanici che erano comandati da unaristocrazia militare
germanica. Per esempio, abbiamo una famoso re barbarico di un famoso regno
romano barbarico che ebbe sede in Italia e fu il regno ostrogoto dItalia attivo
tra il 493 e il 550 circa con un famoso re che si chiamava Teodorico che regna
con il capo dellesercito su un paese, lItalia, che era ancora caratterizzata dalle
strutture dellimpero romano, comandata quindi da unaristocrazia militare
barbarica. Questo ha a che vedere con loralizzazione perch questi grandi
generali che diventano re, principi degli Stati che poi saranno il nucleo delle
moderne nazioni europee, erano analfabeti perch la loro civilt era
analfabeta).
Dallaltra parte, cera una pulsione opposta che proviene dalla chiesa cristiana,
si era ingrandita sempre di pi allinterno dellimpero romano. Alla fine di un
periodo di persecuzioni, intorno al 300 dopo Cristo, limperatore Costantino il
grande lascia libert di culto ai cristiani e, alla fine dello stesso secolo, un altro
grande imperatore Teodosio il grande proclama il cristianesimo religione di
Stato. Nel frattempo cera stato un grande concilio a Nicea, voluto da
Costantino e quindi limperatore si rende conto dellimportanza di questa
religione. Questa religione la religione della scrittura: una caratteristica che
accomuna le tre grandi monoteistiche che caratterizzano la storia dellumanit
(religione ebraica, cristiana, islamica): si riconoscono tutte tre nel patriarca
Abramo (per gli ebraici per gli islamici Cristo non il Messia ma un profeta) e
tutte tre sono religione del libro: si immagina unentit divina che da Le sue
leggi per iscritto. Quindi le tavole della legge di Mos e poi i libri per
antonomasia (la Bibbia). Quindi la civilt dellalto medioevo in questa doppia
polarit: una classe dominante profana che poteva essere analfabeta ed era di
origine barbarica ed era una classe impegnata prevalentemente nellattivit
militare, dallaltra parte una istituzione religiosa, la Chiesa, che invece pratica
la scrittura, ha bisogno della scrittura, fonda se stessa sui testi scritti. Ecco

quindi che la Chiesa diventa depositaria della scrittura. I documenti scritti


vengono quindi i prodotti conservati presso le istituzioni religiose che nella
prima fase del medioevo sono soprattutto i monasteri. Fondamentale quindi
era il monasticismo: la creazione di una sorta di societ parallela, i monaci
sono degli individui che si si includono dal resto della societ e creano civilt
virtuali, isolate dove vengono svolte tutte le funzioni che alla societ al di fuori
del monastero. Il monastero ha unattivit economica, a un suo esercito, ha i
propri contadini, i propri artigiani. Ma ovviamente il suo scopo principale la
conservazione, la divulgazione delle sacre scritture. E, per fare questo, il
monastero ha bisogno di libri che sono in primo luogo i testi sacri. Questa
societ caratterizzato da un particolare tipo di scrittura che la scrittura a
mano, la scrittura a mano di unepoca in cui non esiste ancora la stampa. I
testi scritti vengono realizzati a mano e vengono realizzati negli SCRIPTORIA,
delle specie di case editrici che si trovano nei monasteri, un luogo in cui si
scrive. Qui si realizzano i libri manoscritti, il libro medievale detto anche
"codex, viene realizzato, appunto, negli scriptoria monastici medievali. Nei
monasteri medioevali esisteva anche la biblioteca, che il luogo in cui il
libro, una volta realizzato, viene conservato e dal quale si possono anche
ottenere i libri in prestito come in una biblioteca moderna. Quindi le biblioteche
sono luoghi di conservazione e anche di trasmissione e divulgazione della
cultura scritta.
Tutto questo per tornare al Islanda e dire che: quando nellanno 1000 avviene
questa conversione dellIslanda con una decisione politica apparentemente
molto moderna: loro dicono poich questa religione a grande successo noi
decidiamo di aderire a questa religione ma, stesso tempo lasciano una specie
di deroga: le famiglie, privatamente, possono continuare a celebrare i loro culti,
ma noi ufficialmente diventiamo una religione cristiana. Dopo questa scelta
dell Islanda nel giro di un secolo incominciano ad essere fondati monasteri e
quindi inizia una fissazione dei documenti scritti anche in Islanda.
Che cosa si scrive nei monasteri? Nei monasteri si scrive in primo luogo il testo
sacro, si realizzano quindi varie copie dei libri della Bibbia. Poi si scrivono i testi
cosiddetti patristici, dei padri della Chiesa che sviluppavano la dottrina. E poi
tutti testi che servono al commento, allinterpretazione dei testi sacri. La
cultura cristiana ha una strana, ambigua relazione con tutto quello che la
precede. Di per s il messaggio cristiano, e, qualsiasi messaggio di ogni
monoteismo, era fortemente esclusivo: ogni monoteismo alla tendenza dire io
sono la dottrina, tutto il resto va eliminato perch contrasta con lortodossia.
Quindi il rapporto con il paganesimo allinizio di rifiuto. (ebraico, greco e
latino sono le lingue del cristianesimo. Questo molto importante perch
quando i volgari inizieranno ad affermarsi, c una specie di resistenza perch,
per la religione, le uniche lingue che potevano essere scritte erano, appunto,
ebraico greco latino). Invece i politeismi, sono inclusivi quindi, il cristianesimo
pu entrare a Roma perch latteggiamento iniziale delle religioni che gli

cerano, che erano religione politeistico che, lo accettavano, non era di rifiuto,
sar poi il cristianesimo ad avere invece un atteggiamento di rifiuto, a
provocare quelle persecuzioni che sappiamo. Quindi, latteggiamento iniziale
del cristianesimo anche della societ classica di rifiuto. San Girolamo che
stato il grande traduttore di tutta la Bibbia, dallebraico dellantico testamento,
dal greco dellantico del nuovo testamento in latino: era un romano e un giorno
ebbe un incubo in cui una voce divina gli disse ma tu 6+ ciceroniano, ossia pi
seguaci della retorica classica o pi cristiano. Lui era tutti e due: se non fosse
stato ciceroniano, se non avesse conosciuto le scritture della lingua latina non
avrebbe potuto fare quello che aveva fatto ma c sempre un atteggiamento di
rifiuto rispetto a questo dicendo io sono cristiano. Quindi questo
atteggiamento ambiguo nei confronti della cultura classica per via via viene
riassorbita. Il cristianesimo religione di un piccolo gruppo palestinese piano
piano diventa la religione pi emergente nel mondo. Per fare questo questa
religione si afferma presso quelle aristocrazie culturali romanizzate. C quindi
un continuo venire a patti tra la religione cristiana e la cultura precedente,
quella difficolt che questa cultura precedente era politeista. Per, nei
monasteri, cominciano ad essere trascritti anche i testi dellantichit classica. Il
libro antico di et romana si chiamava rotulus, era realizzato da degli operai
specializzati, mentre nel medioevo chi scriveva erano i monaci, persone
separate dalla societ, monaci che scrivevano non per attivit professionale ma
per attivit devozionale.
Questi rotulus erano fatti di papiro: una fibra vegetale, duttile, poco costosa,
veniva dal Nilo in un momento in cui il nord Africa faceva parte dellimpero
romano. Ero materiale e con grandi qualit, con grandi pregi. Nel medioevo
invece il papiro non si usa pi, soprattutto per il distacco del Nord Africa e il
resto dEuropa determinato da fare vicissitudini che culminano con
lespansione dellIslanda e allora prende piede un altro materiale che era molto
costoso che comportava tutta una serie di problematiche che fu anche usato
dal quinto sesto secolo in Occidente fino alle soglie della modernit e della
pergamena: pelle di animali, soprattutto di pecora, preparate e conciate per
preparare un libro che non si chiama pi rotulus, ma CODEX.

Lezione del 15 ottobre


La colonizzazione dell Islanda uno degli eventi del cosiddetto movimento di
espansione vichinga e cronologicamente il movimento vichingo viene
collocato tra il 9 e l11 secolo. La data iniziale e simbolica il 793 quando un
monastero dellInghilterra del Nord che era la regione abitata dagli angli, un
popolo germanico chi si insediato nellInghilterra del Nord, si era
cristianizzato ed era entrato pieno titolo nella parte pi importante della vita
del latino medioevale. LInghilterra medievale era anche un centro di
produzione di letteratura latina medievale, oltre che di letteratura antica
inglese. Un importante monastero si chiamava Lindersfar (o qualcosa di simile)
e si trovava nel nord dellisola. Nel 793 questo monastero fu distrutto dai
vichinghi danesi che distrussero anche la biblioteca. Questo uno gli eventi
simbolici perch vichinghi interferiscono con le nascenti nazioni europee, con
Inghilterra, con la Francia provocando degli effetti di vario tipo. Qui provocano
una decadenza dellInghilterra settentrionale, una sottomissione dellInghilterra
settentrionale ed un evento paradigmatico. La fine invece rappresentata
dal 1066, di cui abbiamo gi parlato, della battaglia di Hastings, dove il duca
normanno francesizzato che si chiamava Guglielmo sconfigge lultimo re
anglosassone e d vita allInghilterra normanna. Dopo questo periodo i
movimenti vichinghi si placano. Allinterno di questo grande fenomeno che
ebbe degli effetti incisivi sulla storia dEuropa (per esempio ai movimenti
vichinghi svedesi dobbiamo la nascita dei primi nuclei della monarchia russa,
Irlanda stessa fu spesso occupato dai vichinghi e, sono vichinghi, alcuni
importanti citt e porti irlandesi come per esempio Dublino, poi i vichinghi
minacciarono anche la Francia carolingia e ottennero il feudo della
Normandia.) quindi questo movimento che porta al fatto che dei norvegesi
che non vogliono sottostare ai tentativi di unificazione della Norvegia da parte
di un re che si chiamava Harald(Hrfaghi), detto dalla bella chioma: le sue
biografie leggendarie raccontano che avrebbe fatto voto di non tagliare mai le
chiome finch non avesse conquistato la Norvegia. Quindi che questa fuga che
prima di lui i Norvegia non cera una monarchia assoluta, ci sono dei piccoli
potentati regionali sottoposti a delle figure che in antico nordico si chiamano
jarl al singolare e jarlar al plurale che corrisponde al sostantivo inglese
earl, ossia conte per non esistono ancora delle gerarchie aristocratiche
ma sono dei personaggi che hanno una funzione politica sacrale nella
Scandinavia pagana e precristiana. Questi signori abbandonano la madrepatria
con tutto il loro gruppo che sono in genere clan gentilizi, addirittura si
racconta che questi signori smontano i loro templi di legno e li portano in
Islanda. In Islanda il territorio vasto e disabitato, salvo che, e questo ce lo
raccontano le fonti della colonizzazione dellIslanda (LAND-NMA: presa della
terra).

[Il particolare tipo di accento sembra acuto cio va da destra a sinistra, ma in


realt non propriamente un tipo di accento, lo si chiama tecnicamente
apice ed indica una vocale lunga. Ora, non qui, come tutte le lingue morte,
non sappiamo esattamente come si pronunciava lislandese antico, per
tendenzialmente gli studiosi ora si basano sulla pronuncia dell islandese
moderno anche perch lislandese fu una lingua che ebbe unevoluzione molto
lenta. Quindi, lislandese moderno apparentemente molto simile a quello
moderno].
Quando avviene questa appropriazione del territorio, lisola disabitata per
non completamente: le fonti infatti che trattano di questo evento, raccontano
che cerano delle piccole chiese in mano a dei monaci solitari celtici che
venivano dallIrlanda, dalla Scozia e dalle isole ed erano monaci che fondavano
delle chiese in cui vivevano da soli. Quindi qua, quando questi norvegesi
arrivano in Islanda vengono a contatto con degli individui che sono dei monaci
che parlano una lingua celtica, parlavano per anche latino perch erano
cristiani. Quindi possono essere stati un primo tramite, un primo impulso
frantumato per il fenomeno della conversione.
Abbiamo detto che si costituisce una specie di parlamento annuale che funge
da raccordo della politica ma anche delle attivit militari, commerciali
dellintera isola. Questo Parlamento viene chiamato con un termine islandese
AL-PINGI: questa lettera P si chiama tecnicamente Thorn ed indica il
suono th che noi oggi in inglese troviamo rappresentato con il ph. Questo
un segno che viene ricavato da un alfabeto runico proprio ad opera dei
grammatici inglesi, quei monaci che si erano occupati di scrivere il volgare
inglese con lalfabeto latino. Lalfabeto latino non ha un segno per
rappresentare th e si prende cos questo segno .che viene dallalfabeto
runico, che viene anche chiamato fupark, una specie di acronimo che mette
insieme le prime sei lettere. Era un alfabeto in uso presso le popolazioni
germaniche dal primo secolo avanti Cristo, in Svezia addirittura fino al 18
secolo. un alfabeto che i germani ricavano da una scrittura romano
provinciale che viene chiamata alfabeto venetico e poi lo adattano a vari
contesti. un tipo di scrittura che convive con la civilt orale dei germani,
una scrittura nata per rappresentare le lingue germaniche, una scrittura cio
fonologica, a differenza dellalfabeto latino che non lo era. Questalfabeto
runico aveva quindi dei suoni caratteristici di queste lingue germaniche e non
presenti in latino e che sono quei suoni che vengono al germanico da alcuni
fenomeni caratteristici della fonologia germanico che oppongono il germanico
alle altre lingue indoeuropee: un fenomeno importante, la cosiddetta prima
rotazione consonantica. un fenomeno che fa s che le lingue del gruppo
germanico abbiano tutta una serie di fricative (quali appunto th) che non
esistono nelle altre lingue indoeuropee e che quindi lingue come il latino non
avevano i grafemi per esprimerle. Quindi prima i grammatici antico inglesi, poi

quelli islandesi crearono delle aggiunte allalfabeto latino, adattando degli altri
segni o per esempio prendendoli dalle rune come per esempio questa p: che
la runa thorn che viene quindi alfabeto antico inglese e poi nellalfabeto
islandese.
Torniamo per alla parola di partenza: AL-PINGI, il secondo termine
etimologicamente legato a thing, ossia cosa. Ma per la sua etimologia noi
riconosciamo un nome germanico antico che pronunciamo thingas, una
forma non attestata ma ricostruita dai linguisti. Questo termine indica
lassemblea. Tacito che con la sua Germania nel 98 d.C. d le prime
informazioni sistematiche su quelle popolazioni linguisticamente indoeuropee
ma caratterizzati, appunto come Germania, ci dice che questi germani avevano
come massima espressione politica quello che lui, con termini romano chiama
CONCHILIUM. Tacito scrive nel 98 d.C. e a quellepoca tutte le popolazioni
germaniche erano analfabete e pagane. Noi infatti troviamo testimonianza
presso le varie popolazioni che ai loro primordi cera proprio questa grande
assemblea, unassemblea di guerrieri; assemblea che ritroviamo quindi anche
nel mondo islandese. Quindi questa parola AL-PINGI una parola della lingua
norrena (lingua norrena: lingua letteraria d Islanda e Norvegia attestata pi o
meno dal 12 alla 15 secolo) e, questa parola, significa assemblea, in cui il
primo elemento AL significa tutti e quindi, questo termine, significa
assemblea generale. Lassemblea generale dellanno 1000 accetta il
cristianesimo e, lintroduzione del cristianesimo porta la scrittura latino. Prima
cera una civilt orale tant che proprio in Islanda, c una figura, LOG-SOGUMR: era il dicitore della legge, si preoccupavano della divulgazione del sapere
giuridico della societ. Abbiamo detto che ora lanno 1000 volta, infatti, dopo
questa data, ma ci saranno dei preti che leggono dei codici il diritto canonico.
(guarda il foglio per i caratteri speciali).
Quindi dopo lanno 1000 comincia la conversione effettiva dellIslanda che
comporta la fondazione di istituzioni religiose, le scuole cattedrali. Quindi
lIslanda inizia presentare una serie di fenomeni innovativi che per non
porter avanti in quanto nel 1262 lIslanda viene dalla Norvegia, proprio
lIslanda che era nata con la volont di emanciparsi dalla Norvegia. Dal 1262 al
1944 lIslanda non pi indipendente. Poi, nel 14 secolo, anche la Norvegia
passo sotto il dominio danese e da allora lIslanda una colonia danese.
Questo comporter un impoverimento del paese e, da un lato mette fine alla
grande fioritura della letteratura norrena, ma dallaltro provoca una situazione
molto particolare: per esempio che vengano scritti a mano i libri fino quasi alle
soglie del 20 secolo. Esisteva gi la stampa, ma nelle realt locali islandesi chi
voleva fare un libro della mano. Quindi lattivit che possiamo anche
denominare chirografica continua, ha una grandissima longevit anche
perch una civilt arretrata e isolata.
Proprio dalla Danimarca che il paese che ha colonizzato lIslanda, dalla fine
del 17 secolo inizia la riscoperta della cultura islandese. Quindi si iniziano

stabilire delle istituzioni che sono dei centri religiosi e educazionali: hanno delle
scuole allinterno dei quali le persone venivano educate.
MONASTERI: sono di gruppi di monaci (monaci: individui, perlopi, dello stesso
sesso, che sotto la guida di un abate, e costituiscono una piccola societ
autosufficiente). La prima forma di monachesimo che ebbe successo in
Occidente, fin quasi al 1000 fu il monachesimo benedettino, ma il fenomeno
islandese e pi tardo dellanno 1000 infatti lIslanda prevalgono altri ordini
monastici. Per esempio ebbe un grande ruolo per la letteralizzazione (ossia il
passaggio dalloralit alla scrittura) fu lordine dei canonici agostiniani che si
rifacevano ad alcuni pronunciamenti del grande padre della Chiesa
SantAgostino. Il monastero ed una grande importanza in tutta lEuropa
medievale, anche in Italia, perch furono delle forme di organizzazione del
territorio rurale. I monasteri in genere sorgevano nelle campagne ed infatti
includevano anche la coltivazione dei terreni e quindi avevano soppiantato
precedenti forme di organizzazione nel territorio che per esempio cerano state
durante la vitalit dellimpero romano come per esempio i grandi latifondi. Ora
invece sui monasteri attorno cui gravita la vita rurale.
SCUOLE CATTEDRALI: sono una realt urbana, che riguarda le citt. Sono le
grandi chiese che sorgono allinterno di una citt. Uno dei fenomeni del
passaggio dal medioevo loralizzazione per un altro fenomeno la
ruralizzazione. Durante il medioevo la popolazione scappa dalla citt, si rifugia
sulle colline da dove si pu salvare dei barbari. Le scuole sorgevano presso le
grandi chiese quindi nelle citt si chiamavano scuole cattedrali. Non erano
sottomesse ad un abate come quelle dei monasteri ma ad un vescovo, i
vescovi promuovevano presso le loro sedi delle istituzioni scolastiche
permanenti che educavano il clero secolare. Mai lIslanda c qualcosa di
assolutamente nuovo: le scuole private, familiari. Quando questi coloni arrivano
sul territorio disabitato dellIslanda e sono ancora pagani, alcuni di loro si
portano addirittura ai pezzi di legno con cui erano montati i loro templi e i
centri in cui si insediano i grandi clan sono grandi fattorie tant che questi
grandi proprietari terrieri in antico islandese si chiamano con una parola che
letteralmente significa contadino. Dapprima questi si portano nei loro templi
pagani, quindi questi grandi latifondi diventano anche sedi di templi pagani,
queste grandi famiglie controllavano i santuari pagani. E, questi templi pagani,
dopo la conversione, diventano tempi cristiani e qui nascono delle scuole.
Questa una novit assoluta da un punto di vista cronologico: nel resto
dEuropa si scrive solo nei monasteri nelle cattedrali, in Islanda ci sono anche
queste scuole che sono in mano a questi grandi proprietari terrieri che sono
cristiani, che lo fanno attorno ad una chiesa che stata trasformata da un
precedente tempio pagano. Ci sono quindi queste scuole locali che saranno
importantissime.

Due sono le ondate evangelizzatrici verso lIslanda:


Re norvegese tra il 995 e il 1000, tra le proprie imprese missionarie
mand anche degli evangelizzatori in Islanda. Un movimento missionario
verso lIslanda muove, attraverso la Norvegia, dal monachesimo
anglosassone dellInghilterra. I rapporti tra lInghilterra e la Scandinavia
sono conflittuali ma fortissimi. Ancora prima della caduta del regno
anglosassone nel 1066, nei primi decenni dell11 secolo abbiamo un re
inglese, Canuto il Grande che era un danese, figlio di un vichingo
danese che riesce per un periodo alla essere ad essere re di Inghilterra,
della Norvegia, di parte della Svezia della Normandia. Quindi abbiamo
degli impulsi ad una sorta di imperialismo Atlantico, settentrionale, di
colonialismo di questi paesi che sar importantissima per la storia del
colonialismo inglese ma anche per la Svezia e per la Danimarca. Inizia
quindi la conversione dellIslanda, da un lato adopera dei norvegesi che
usano il clero inglese.

Muove dalla Germania settentrionale.

Altri rapporti internazionali da tenere presenti nella genesi della cultura


islandese sono quelli con la bassa Germania, La Germania settentrionale e,
soprattutto come le citt commerciali della Germania settentrionale che
costituiranno la cosiddetta hansa, (lega anseatica: confederazione di citt
commerciali che si legano tra di loro per praticare con un accordo il commercio
soprattutto sul Mar Baltico. Queste citt sono gi cristiane , mandano i loro
mercanti in Svezia, in Danimarca, in Norvegia e anche lIslanda e questi
mercanti tedeschi portano la loro cultura cristiana). La Germania si era
convertito al cristianesimo intorno al nono secolo, la Danimarca invece si
converte il cristianesimo circa un secolo dopo , e lInghilterra era gi tutta
convertita intorno al settimo ottavo secolo. Quindi i paesi scandinavi sono gli
ultimi in Europa a convertirsi al cristianesimo e subiscono gli influssi sia dalla
cristianit inglese che dalla cristianit tedesca.
Per quanto riguarda la cristianit tedesca fu molto importante una sede
episcopale attiva nell11 secolo che era la sede di Amburgo e Brema (erano
due citt distinte ma cera un unico vescovo). Questo vescovo promosse delle
spedizioni missionarie verso i paesi scandinavi e la prima a convertirsi, con il
fenomeno compiuto alla fine del 10 secolo la Danimarca. Infatti in
Danimarca, LUNT fu la sede del primo arcivescovado scandinavo ma era una
citt danese, sottoposto al controllo del re danese e da qui mosse una delle
ondate missionarie che convert lIslanda. Questo fa s che tra i materiali
narrativi che noi individueremo nella letteratura islandese, alcuni risalgono ad
un patrimonio leggendario danese: tramite questo arcivescovado c
uninterferenza di tradizioni leggendarie danesi sulla letteratura islandese (per

un certo periodo infatti lIslanda fa parte dellarcivescovado di Lunt e questo


quindi comporta tutta una serie di influenza).
Quindi, seguito di questi impulsi, avviene la letteralizzazione dellIslanda:
questo molto importante. un fenomeno molto tardivo e questo vuol dire che
il background culturale del latino religioso si evoluto (abbiamo parlato
dellatteggiamento ferocemente avverso a tutto quello che non cristiano del
cristianesimo delle origini. Questo cristianesimo controller la scrittura).
LIslanda che trasmette un patrimonio di informazioni sulla cultura precristiana
eccezionale che per ricchezza, variet e completezza paragonabile a quello
dellantichit classica. Questo possibile perch nel frattempo una maggiore
apertura alla cultura precristiana, considerato soprattutto nei suoi aspetti della
grande letteratura classica, servita al recupero di questo patrimonio. Per
esempio il 12 secolo stato chiamato La ETAS OVIDIANA: questo significa
che Ovidio, con le sue metamorfosi che una specie di compendio del mito
classico, un testo capitale per le nostre conoscenze dei miti, non accettabile
serenit dellalto medioevo ma, nel 12 secolo, tutto intorno Parigi si manifesta
quel fenomeno che si chiama rivoluzione del 12 secolo. Questo un grande
recupero della classicit e quindi questo periodo si chiama ETAS OVIDIANA
soprattutto per questo grande interesse nei confronti di Ovidio. Quindi quando
avviene la letteralizzazione dellIslanda alla cultura europea ha fatto un salto:
non ha +1 atteggiamento violentemente censorio nei confronti del passato pre
cristiano ma ha cominciato ad adottare il recupero attraverso linterpretazione
funzionale e di questo si giover la cultura islandese. Pi tardi, il patrimonio
della cultura cristiana verr fissato nella scrittura ma sempre attraverso
particolari chiave interpretative.

GENERI LETTERARI CARATTERISTICI DELLA LETTERATURA ISLANDESE


Le lingue germaniche odierne sono: inglese, tedesco, nederlandese, lingue
scandinave. Lalfabetizzazione dellinglese antico, del tedesco antico produsse
allinizio una letteratura prevalentemente incentrata sulla traduzione di testi di
forte orientamento cristiano. Mentre la letteratura inglese mostra delle
aperture pi originali e riesce a salvaguardare alcuni aspetti della poesia
cristiana, il tedesco desolante. In tutta la produzione letteraria del cosiddetto
alto tedesco antico noi abbiamo traduzioni di testi sacri latini. Abbiamo solo
un breve frammento di un poema epico tedesco, la storia di un famoso duello
tra un padre in figlio, per il resto tutta traduzione. LInghilterra un pochino pi
aperta.
In Islanda invece abbiamo il grandissimo esplu. La prima caratteristica della
letteratura antico islandese o norrena(La letteratura norrena pu comprendere
anche la letteratura dellantica Norvegia). Abbiamo due macro genere che si
affermano: uno prosastico, quindi una cospicua produzione narrativa in prosa

che sono le famose SAGHE ( una parola islandese e vuol dire storia, racconto,
ci che si dice. Nei manoscritti delle fan che noi troviamo opere prosastiche,
spesso di dimensioni cospicue, , lunghe e hanno un intreccio complicato
redatte in prosa, come la narrativa moderna). Contemporaneamente alle saghe
islandesi, fino al 13 secolo, la narrativa e in versi: il romanzo medievale
unopera narrativa in versi. Solo successivamente inizia la produzione dei
romanzi in prosa e poich la filologia studia molto levoluzione delle varie civilt
letteraria, c uninnovazione straordinaria che caratterizza il basso medioevo
che la diffusione della carta proveniente dalla Cina attraverso i paesi islamici.
Prima tutta la letteratura si scrive su codice pergamenaceo, un materiale
costosissimo e quindi i testi molto grandi e impossibile realizzarli. Per in
Islanda le saghe venivano realizzate: sono dei testi narrativi molto lunghi con
un intreccio narrativo molto complesso. Quindi le saghe sono questi testi in
prosa, dallintreccio molto complicato e scritti su manoscritti di pergamena in
prosa mentre nel resto dEuropa i romanzi sono in versi. Questo delle sale un
primo genere.
Saga unetichetta ampia che racchiude molti altri generi: che sono saghe
che sono quasi delle opere storiche, sono saghe che raccontano la vita dei
santi, dei vescovi, ossia opere storiche, altre saghe che sono dei veri propri
romanzi, primo dire di romanzi storici, ubbidiscono in qualche modo alle
caratteristiche del romanzo storico. Uno dei generi pi importanti sono le
saghe islandesi propriamente dette, e sono i racconti della colonizzazione
dellIslanda. Sono le cosiddette saghe leggendarie che raccontano antiche
leggende e miti in prosa.
Assieme alla produzione prosastico, la letteratura islandese conserva anche dei
generi poetici molto caratteristici che avranno un impatto straordinario sulla
nascente letteratura moderna europea.
In Irlanda abbiamo quindi due grossi blocchi di poesia: una produzione
lirica(lirica nel senso della lirica medievale: autoriale, una poesia in cui
lautore noto, in cui lautore parla di s. Per nella lirica antica, soprattutto
quella islandese parla di esperienze individuali facendo in qualche modo il
proprio nome ma gli argomenti non sono quelli della lirica moderna. La sua
caratteristica , come ho detto, l autorialit e loccasionalit, cio una poesia
che ha un autore preciso ed legata a momenti della vita di questautore.
questa produzione lirica dellantico islandese prende il nome da una parola che
oggi ancora in uso nel islandese moderno: SKLD e noi italiani chiamiamo
questo nome con il termine scaldi che una categoria di poeti dellIslanda e
della Scandinavia meridionale. Erano poeti di corte vichinga che ci hanno
lasciato una poesia di tipo encomiastico di celebrazione di s stessi e dei loro
sovrani) e una produzione epico narrativa che noi chiamiamo POESIA EDDICA
dal nome di unantologia di poesia narrativa epica e mitologica che va sotto il
nome di EDDA POETICA. una poesia che narra storie in versi, una
produzione narrativa preletterata, mentre le saghe sono legate alla
scritturalit.

I tre generi per cui la letteratura islandese famosa: saghe, poesia scaldi e
poesia eddica, poesia che narra miti e leggende in versi. La poesia eddica,
conseguentemente alle caratteristiche dellepica, ANONIMA. Della poesia
degli scaldi conosciamo i nomi degli autori, la poesia eddica anonima.

Lezione del 21 ottobre


POESIA SCALDICA: un tipo di poesia che ha molti tratti esoterici e Borgues da
molte informazioni riguardo questo tipo di poesia. Importante anche la
cosiddetta NJALS SAGA e si incentra su un personaggio che si chiama NJALL ed
una di quelle storie che descrivono la vita islandese a cavallo della
conversione. Poi c unaltra saga islandese che si intitola VOLSUNGA SAGA,
mentre la saga di prima un tipo di saga storica ed ha qualcosa in comune con
quello che sar romanzo storico moderno in quanto inserisce in una cornice
storica veritiera dei fatti di invenzione. La VOLSUNGA SAGA una saga ancora
diversa, una saga leggendaria, cio sono saghe che mettono in prosa un
antico patrimonio epico, poetico che noi riteniamo tramandato oralmente.
Questo genere molto importante perch ha un grande valore storico e
culturale. (in Islanda non ci sono i cognomi come nel resto dEuropa ma usano i
patronimici: quindi un individuo porta il nome di battesimo o primo nome
seguito dal patronimico). William Morris alla fine dellottocento ripropone
questa saga per il pubblico dei lettori inglesi, qualche decennio prima e, per la
precisione, tra il 1851 e 1856, questa saga era stata il soggetto della grande
tetralogia lanello del nibelungo di Richard Wagner: cio era stato uno dei
soggetti chi aveva fondato quella rivoluzione del melodramma che va imputata
al grande compositore tedesco. Wagner nel momento in cui si avvicina a questi
materiali scandinavi siamo poco dopo i grandi movimenti rivoluzionari del 48
sotto la cui influenza Wagner si trova ancora.
Della TRADIZIONE POETICA SCALDICA, Borgues ma anche altri poeti, ne
apprezzeranno dei caratteri che sembrano anticipare alcune caratteristiche del
barocco europeo. Questa, una poesia volutamente oscura, che include,
sottintende la conoscenza sia da parte del pubblico e degli autori di un
patrimonio mitologico, leggendario condiviso, un patrimonio mitologico
leggendario che non viene raccontato nei testi degli scaldi, ma a questo
patrimonio si allude. Quindi era un background di conoscenze che dovevano
possedere sia i lettori e gli autori di questo genere ma non che da questi
componimenti noi possiamo ricavarne i miti, non possibile ricostruire i miti,
ma, questa poesia, dei questi miti tende a dare soltanto delle immagini, dei
flash e lo fa attraverso particolari caratteristiche del linguaggio.

SCALDO un termine che viene da una parola islandese ancora oggi in uso che
SKALD e significa un particolare tipo di poeta. (nelle lingue germaniche
antiche si assiste a qualcosa di strano per la nostra percezione moderna,
contemporanea della poesia: non esiste una parola universale tra le diverse
lingue germaniche per poesia e per poeta. Ma, emergono varie figure
professionali di poeti che ubbidiscono a determinati aspetti della presenza della
poesia in questi civilt arcaiche). Il termine SKALD non ha neanche
unetimologia del tutto chiara per probabilmente legata ad una radice
germanica che vuol dire schermire, deridere. Questo ci metterebbe sulla
strada di una poesia di scherno che per esempio troviamo ossia nella lirica
italiana delle origini, nella lirica iberica delle origini. Quindi una poesia che
veniva usata per fare una critica di tipo sociale in termini censori, violenti,
sarcastici. Tant che noi abbiamo leggi molto pi tardi islandesi che
contengono degli articoli che condannano gli scaldi, ci sono delle pene per chi
componesse delle canzoni scaldiche dinfamia, canzoni usate per denigrare
qualcuno o anche per minacciare lonore delle donne. Quindi questa poesia era
quasi una pratica marginale e condannata.
Per abbiamo un altro punto di vista: della poesia degli scaldi, in italiano ce n
solo una piccola antologia tradotta da una studiosa LUDOVICA KOOCH e lei la
intitol gli scaldi- poesia cortese depoca vichinga. Quindi questa poesia pi
o meno dellepoca vichinga ed unepoca che va dal 9 all11 secolo che sono
i secoli di massima espansione del movimento vichingo al quale dobbiamo
anche la colonizzazione dellIslanda. Questi secoli sono anche i secoli in cui
queste popolazioni scandinave in parte sono ancora pagane quindi, si sono
pagane, non scrivono, non hanno ancora la scrittura latina. Quindi una poesia
che nasce in una civilt apre letterata di queste popolazioni nordiche e poi
continua, soprattutto in Islanda tant che la poesia scaldica una specie di
professione nazionale degli islandesi. Quindi gli islandesi dellalto medioevo
saranno noti e celebrati anche fuori dellIslanda, nelle altre corti scandinave e
per esempio anche in Inghilterra. ( abbiamo detto che al principio dell11
secolo, prima che nel 1066, Inghilterra cadesse sotto la dominazione dei
normanni, Inghilterra aveva avuto un grande re, CANUTO IL GRANDE, che era il
figlio di un vichingo danese che poi attraverso una politica matrimoniale era
riuscito a salire per via dinastica sul trono anglosassone e per un certo periodo,
tra il 1018 e il 1030 aveva tenuto insieme in Inghilterra, la Danimarca, la Svezia
e la Norvegia. Una specie di impero coloniale dei mari del Nord e sicuramente
presso la sua corte cerano anche scaldi islandesi. Allora poesia cortese perch
nella forma prevalente in cui questa poesia stata trasmessa, si tratta di
componimenti non di poesie di scherno come letimologia del nome sembra
indicare ma tutto il contrario: i testi che si sono salvati sono di poesia
encomiastica, di corte, poesia che potremmo definire eulogistica: un tipo di
poesia cio che dice bene di qualcuno, cio un tipo di poesia che celebra i re
vichinghi). Questa poesia scaldica fa parte di quello che noi chiamiamo poesia
lirica del medioevo europeo tenendo conto che nelle fasi antiche della

letteratura europea, prima dellet romantica, per lirica non si intende la


manifestazione dellio lirico, non intuizione lirica pura, ma qui siamo di fronte
al tipo di poesia professionale che definiamo lirica per due caratteristiche:
1. una poesia autoriale, cio abbiamo una poesia in cui determinati
componimenti sono associati al nome di determinati autori, conosciamo
questi poeti per nome. Questi autori sono personaggi che vivono nelle
corti dei re vichinghi i quali possono essere a loro volta poeti.
Nelle corti vichinghe vige unideologia che gli studiosi ottocenteschi hanno
ricondotto ad un particolare atteggiamento delle popolazioni germaniche ma
che di fatto proprio di tutte le popolazioni di tipo guerriero, unideologia che
viene ricondotta a qualcosa che aveva detto PUBLIO CORNELIO TACITO,
lautore romano che nel 98 d.C. aveva pubblicato unopera che noi oggi
conosciamo come la Germania che era una specie di trattato etnografico
sulle popolazioni germaniche. Dice che questi germani del primo secolo dopo
cristo avevano unistituzione che lui chiama COMITATUS: questi giovani
guerrieri avevano la tendenza ad aggregarsi intorno a capi particolarmente
valorosi e a stabilire rapporti di reciproca fedelt in unorganizzazione militare
che noi potremmo chiamare esercito privato. I guerrieri si riunivano quindi
liberamente attorno ad un capo, laddove la civilt germanica descritta da Tacito
da una grande rilevanza sociale del nucleo parentale chiamato clan, con il
termine tedesco spesso viene chiamato sippe, che lunione di individui che
si fanno derivare dallo stesso capostipite, quindi un clan, una famiglia allargata,
un gruppo di sangue. un elemento molto forte nella civilt germanica, tacito
lo sottolinea, la famiglia. quando parliamo di famiglia non facciamo
riferimento a pap mamma e bambini, non la famiglia mononucleare a cui
siamo abituati oggi, ma erano grandi nuclei parentali in cui esistevano pi
generazioni. Tacito che dice che un forte senso della famiglia tant che da
questo forte senso della famiglia deriva un istituto molto caratteristico che
quella che noi chiamiamo faida. (La faida tra due gruppi di malavitosi
lemergere di un pensiero arcaico che vedeva ancora la famiglia preponderante
sullindividuo.). un termine germanico, passato attraverso i longobardi e poi si
pu usare anche in italiano ed era un rapporto di inimicizia permanente tra due
clan in cui non contano gli individui ma conta il gruppo: ci si vendica non sul
singolo che ha fatto il torto, ma tutti i membri dello stesso clan potevano
essere puniti. Quindi cera questo forte senso della familiarit per questo
comitatus va oltre: una scelta libera di persone appartenenti anche a gruppi
famigliari diversi che si legavano indipendentemente dal proprio gruppo
familiare ad un capo particolarmente valoroso e compivano imprese di guerra e
tutto quello che guadagnavano con le loro imprese di guerra lo davano al capo
e poi lui lo distribuisce ai guerrieri. Questa lideologia che sta dietro alla
poesia encomiastica di: quindi la continua celebrazione sotto il profilo
ideologico di un rapporto molto forte nella continua esaltazione del rapporto

reciproco di fedelt, quindi il poeta si presenta come un guerriero e racconta le


imprese che ha compiuto a vantaggio del proprio signore.
Quindi in questo tipo di poesia il background questo: esaltazione della gloria
militare, esaltazione della fedelt reciproca tra capi e gregari, esaltazione della
generosit del principe.
Spesso abbiamo di componimenti che lattirano lunghissima per raccontarci per
esempio che il re ha donato al suo vichingo uno scudo. E proprio in questa
tipologia entra il componimento che noi leggiamo. DRAPA il termine che
definisce il genere pi apprezzato della canzone scaldica. La poesia scaldica:
struttura metrica chiusa, rigida, difficilissima. Il poeta deve avere una
grandissima maestria tecnica. Sono state fatte a volte delle associazioni tra le
arti della parola presso questi popoli e le arti figurative contemporanee. I popoli
germanici sono rappresentati in civilt che almeno al loro inizio sono civilt
seminomadi: non sono popoli che hanno unarte urbana come quella della
Mesopotamia, del bacino del Mediterraneo, dellantico Egitto: loro hanno forme
darte e di civilt urbanizzate. Nei popoli germanici fiorisce soprattutto invece
Le cosiddette arti minori, sono le arti come per esempio loreficeria, la
metallurgia, la tessitura; arti quindi di una popolazione che non ha una forte
arte urbana, almeno ai loro inizi. Quindi larte dellet vichinga presenta delle
forme di ornamentazione molto complicate, definite parabarocche, quindi
elementi decorativi e che si producono, si intrecciano tra di loro e formano delle
forme molto complicate. E questo tipo di arte stata paragonata alla poesia
scaldica, alla sua complessit formale e vediamo che la terminologia usata dai
poeti per definire la loro arte, spesso fa riferimento ai termini dellarte degli
artigiani, per esempio per comporre, si usa un verbo norreno YRKJA che
corrisponde a to work che inizialmente indicava lopera dellartigiano. Un
altro verbo che susava per la composizione dei poeti era SMIA che
corrisponde etimologicamente linglese smith: fabbro. Quindi larte del poeta
paragonata a quella dellorafo.
La poesia lirica degli scaldi islandesi innanzitutto una poesia dalle forme
metriche chiuse, che non si prestano a trasmettere contenuti narrativi. Per
trasmettere contenuti narrativi ci vuole una forma metrica pi libera. Questa
poesia lirica si pu definire come dei trovatori, delle cantigas del Portogallo
antico . Perch appunto una tradizione di poesia autoriale e di poesia dalle
forme chiuse secondo le caratteristiche della lirica medievale.
Tra le caratteristiche delle lingue germaniche c un fissarsi dellaccento sulla
sillaba radicale che si chiama accentazione radicale. In seguito questa
caratteristica prosodica delle lingue germaniche, la forma metrica pi arcaica
della metrica germanica non n un verso di metrica quantitativa comera la
metrica classica (metrica classica non considerando i timbri dei suoni dei suoni
inseriti nel metro, ma la lunghezza degli elementi costitutivi si chiamavano
piedi. Cio, allinterno di un verso, Le varie tipologie di versi, erano formate
da unorganizzazione armoniosa di vocali lunghe e brevi). Questa metrica
muore con la civilt classica perch poi nella metrica romanza da un particolare

tipo diverso tardo latino che chiamiamo esametro leonino si sviluppa il pi


caratteristico schema della metrica romanza ed la rima finale.
Allinizio per, le lingue germaniche, hanno una forma metrica propria,
interdipendente con il sistema prosodico di queste lingue che quello
caratterizzato dallaccentazione radicale. Sono le sillabe iniziali di parole ad
avere una forte enfasi nella pronuncia. Il verso tipico di questa poesia il
cosiddetto verso lungo allitterativo ed ha a che vedere con una figura che
lallitterazione (ripetizione degli stessi suoni iniziali di parola). (guarda sul
foglio). Di questa metrica germanica noi troviamo un patrimonio cospicuo nella
poesia antico inglese, ci sono alcuni pochi documenti nella prima fase del
tedesco, e questo verso lungo allitterativo viene usato in forme pi semplici
nella cosiddetta POESIA EDDICA che il genere dellepica nordica, ma viene
usato anche nella poesia scaldica ma in forma molto pi complicata.
Unaltra caratteristica che rende esclusiva la poesia degli scaldi, la
ADDICTION e possiede una tendenza molto spiccata alla variazione
sinonimica fatta in modo tale che non solo ci si limita alla variazione semplice
(in italiano possiamo dire RE-SOVRANO-MONARCA), invece la variazione nella
poesia antico islandese e soprattutto in quella degli scaldi si complica perch
determinati termini relativi a determinati campi semantici che sono poi quelli
pi significativi allinterno di questo patrimonio poetico, sono i campi semantici
che hanno a che vedere con la guerra, con il dominio, con la regalit, con la
ricchezza, loro e con alcuni valori morali come il coraggio e la lealt. Per questi
campi semantici oltre alla semplice variazione c anche una figura particolare
e si chiama KENNING (plurale: KENNINGAR: ken: denotare):questo un
composto che funziona come una sorta di metafora e un esempio: si chiama il
cammello La nave del deserto. sempre un composto nominale di due
termini che si fonda su due nozioni in antagonismo una con laltra servono a
definire un referente estraneo sia alluna che allaltra. Tutte queste immagini
danno vita ad una specie di repertorio codificato che per i poeti poi dovevano
continuamente variare.
Per esempio, una delle rappresentazioni del sovrano quella di frantuma
anelli: durante i banchetti i capi prendevano i pezzi doro, li spezzavano e li
distribuivano. Questa immagine rappresentava la generosit del sovrano.

Lezione del 22 ottobre


La poesia scaldica: nel modo in cui arriva fino a noi si basa principalmente in
componimenti encomiastici dedicati ai potenti, ai principi guerrieri. Abbiamo
anche parlato delle difficolt stilistiche di questa poesia, dal punto di vista dello

stile si caratterizza per forme metriche chiuse, soprattutto la forma scaldica par
excellance, quella che verr proprio celebrata nei testi che parleranno degli
scaldi, e si chiama DRAPA ed una canzone, quindi un componimento metrico
chiuso con determinate strofe.
Abbiamo anche detto che dal punto di vista metrico, caratteristica di questo
tipo di poesia e di associare alla misura base di tutta la metrica germanica che
il verso lungo allitterativo (noi vedremo un breve componimento che si
chiama volu/sp, il primo elemento la forma flessa di un sostantivo che vuol
dire indovina; invece secondo termine significa visione.quindi tutto questo
titolo visione dellindovinaquesto un carme etico, non scaldico ed apre la
cosiddetta EDDA POETICA). Questa forma metrica del verso lungo allitterativo
si complica poi con il calcolo sillabico (mentre nel verso lungo allitterativo
germanico il numero delle sillabe libero), invece la poesia scaldica applica il
calcolo sillabico e inserisce, insieme allallitterazione anche le rime e assonanze
e quindi dal punto di vista stilistico una cosa molto complessa.
Poi per dicevamo che il contrassegno pi caratteristico di questa poesia la
cosiddetta kenning (plurale: kenningar) e questi due termini derivano da un
verbo norreno Kenna che etimologicamente collegato a know quindi a
sapere. Quindi la kenning a qualcosa che fa conoscere qualcosaltro, denota
qualcosaltro. Questo termine attestato allinterno della stessa tradizione
letteraria islandese, sono tutti fattori che anticipano fenomeni moderni di altri
letteratura per poi a causa della progressiva decadenza dellIslanda una
diffusione che poi avrebbero meritato. Unaltra peculiarit del patrimonio antico
islandese che in questo abbiamo i trattati di retorica su quella stessa poesia e
questo una grande novit perch nellalto medioevo, in Europa, non esiste
ancora la teoria della critica della letteratura come genere indipendente. Le
poche cose che sappiamo sui poeti li sappiamo dai testi narrativi stessi.
La kenning quindi un composto e per capire come funziona possiamo far
riferimento a cammello una nave del deserto. Questo tipo di metafore si
basavano sulla condivisione di conoscenze sul patrimonio di credenze
mitologiche ed epiche che dovevano essere condivise tra il poeta in pubblico
perch la kenning venisse capita. Questo genere stato considerato come
unornamentazione del linguaggio fine a se stessa, una grande ricerca
delloriginalit stilistica; presente in tutto il patrimonio germanico. Per
esempio, di kenningar ce ne sono nel BEOWULF, poema che gli studiosi
collocano tra lottavo e l11 secolo, nel senso che tramandato da un
manoscritto dell11 secolo ma secondo alcuni molto pi vecchio. Questo
poema il capolavoro della letteratura OLD ENGLISH. Per esempio anche il
signore degli anelli viene da una kenning che si trovava in questo poema, viene
particolar modo da una metafora che definisce il re come frantuma anelli. La
kenning non l apposizione di un sostantivo, ma lo sostituisce proprio. In
questo poema, vediamo lorrore che libera il territorio da un mostro e lo rende
fruibile per gli uomini. Beowulf ammazza tre mostri nel corso del poema e
lazione si svolge presso unantica corte scandinava di un passato leggendario.

anche presente la figura femminile per esempio, una metafora per le regine
tessitrice di pace: una metafora con una sorta di retropensiero ironico, le
donne sono tutte tessitrici e si chiamano di pace perch stessi matrimoni,
quindi luso strumentale di una donna che veniva usata, erano usati per
rendere fine a certe guerre sociali.
(Borgues, pagina 117 traduce uno scaldo islandese, EGILL. coloro che tingono
i denti del lupo sparsero il sangue del cigno rosso. Coloro che tingono i denti
del lupo sono: i GUERRIERI: tradizionalmente il lupo con i corvi e gli avvoltoi
un animale che si pasce di cadaveri quindi il guerriero che uccide altri guerrieri
tinge di sangue le zanne del lupo; parla di cigno rosso( unaltra kenning che
indica un uccello rapace). Anche questa concepita quasi come un ossimoro: il
cigno un bellanimale bianco, non aggressivo, candido, con immagine di
purezza, invece il cigno rosso un animale sporco di sangue. Quindi i due versi
citati vogliono dire i guerrieri uccisero, i guerrieri fecero una carneficina. Poi
continua il Falcone della rugiada della spada si nutr di eroi sulla pianura,
serpenti della luna dei pirati colpirono la volont delle potenze. Il Falcone della
RUGIADA DELLA SPADA: sangue; il Falcone della rugiada della spada ancora
un rapace. serpenti della luna dei pirati colpirono la volont delle potenze. I
serpenti della luna dei pirati compivano la volont degli dei: la luna dei pirati
lo scudo rotondo e durante la traversata gli scudi dei guerrieri venivano appesi
lungo la fiancata della nave. I serpenti della luna dei pirati sono le lance. Quindi
quello che qui si dice che: luccello rapace si nutr del sangue degli eroi caduti
sulla pianura e le lance realizzarono la volont degli dei, cio ottennero
successo in battaglia). Gran parte di quello che noi sappiamo in maniera
sistematica sul mito nordico (quindi miti conosciuti allIslanda) un patrimonio
mitico che la filologia ottocentesca ha esteso meccanicamente a tutte le
popolazioni germaniche quasi che dato un determinato mito attestato in
Islanda nel 12 secolo, si presupponesse che i germani del primo secolo
descritti da tacito, conoscessero lo stesso mito. Questo noi oggi non lo
crediamo. Sappiamo che cera una civilt che chiamiamo germanica anche
con un patrimonio mitologico comune perch una divinit che noi chiamiamo
con il nome nordico di ODINO, una figura centrale nella sistematizzazione del
mito che ci viene dalle fonti islandesi e questa figura divina stessa con i nomi
etimologicamente cambiati ( OINN, questa la variante nordica di Odino, ma,
anche noto con il nome anglosassone di WODEN, in tedesco antico invece era
WUOTAN). Quindi questo nome c per non detto che tutti germani abbiano
conosciuto gli stessi miti.
Cerchiamo ora di definire due importanti aspetti della poesia scaldica: da un
lato il ruolo dei poeti della civilt preletterata e dallaltra come il corpus di
questi poeti che vivono nella civilt preletterata, come questo loro corpus
poetico verr fissato nella scrittura. Questi poeti dovevano essere nati anche
prima della colonizzazione dellIslanda tant che ci che definito come
primo scaldo era un signore che si chiamava BRAGI ed era un norvegese del

nono secolo. Quindi possibilmente questo tipo di poesia esoterica che era
anche un elemento di costituzione dellidentit di gruppi guerrieri vichinghi, in
quanto era un tipo di poesia che celebrava la grandezza di questi capi, veniva
praticata nei momenti di vita sociale pi solenne di queste societ e quindi
possiamo immaginare che la civilt vichinga avesse sviluppato un po ovunque
dei poeti che erano gli scaldi. Ma nel momento in cui cominciano ad essere
fissate per iscritto, la professione degli scaldi diventa un po un mestiere degli
islandesi. Egill il grande scaldo islandese dell11 secolo. Quindi erano figure
professionali estremamente apprezzate. Tra il nono e l11 secolo, in et
vichinga abbiamo la fioritura di questa poesia tanto che c una denominazione
di questi poeti era, in un islandese pi tardo, HOFUSKALD (La prima O ha il
trattino sotto) e questo termine significa capi scaldi. Questo tipo di poesia
continu poi nell11 secolo, secolo in cui si verifica la conversione, continu
poi anche dopo la conversione, avremo addirittura degli scaldi i cristiani.
Comunque, tornando a noi, OINN la forma norrena, questo nome attestato
per anche in altre aree del mondo germanico, per ci sono i longobardi che lo
chiamano GODAN, in quanto la W non presente nelle lingue romanze e
allora, molto spesso, diventava G.
Nella civilt vichinga quindi la pratica di questa poesia doveva essere una
pratica molto apprezzata. Questi scaldi sono dei guerrieri, sono anche poeti,
sono i sapienti di questa civilt e conoscono anche i miti. Noi non sappiamo
come venisse appresa larte scaldica nella civilt orale. Prima della conversione
i componimenti del nono e del 10 secolo che sono stati fissati dal 13 secolo
sono stati tramandati oralmente per tre o quattro secoli. Questo avr
comportato qualche forma di apprendistato scolastico per la memorizzazione
ma non abbiamo informazioni su tutto questo, non sappiamo come questarte
si tramandasse per probabilmente si tramandava livello familiare. Noi
sappiamo che cerano delle famiglie aristocratiche particolarmente eccellenti
nellarte scaldica. (un tratto tipico della civilt orale la grande attenzione alla
genealogia). Dopo loccupazione e la conversione dellIslanda, il mestiere degli
scaldi sembra diventare un mestiere nazionale degli islandesi tanto che noi
sappiamo di poeti islandesi che sono attivi presso altre corti scandinave (in
Danimarca, in Norvegia, in Svezia ma anche in Inghilterra. Ricordiamo che in
Inghilterra dal 1018 al 1030, con un re che si chiamava Canuto il grande, figlio
di un vichingo danese che riusc in via pacifica a salire sul trono inglese,
chiamava alla sua corte sia i normanni ma cerano sicuramente anche degli
scaldi islandesi). Quindi questi scaldi giravano tra le varie corti, in Islanda erano
particolarmente fiorenti presso determinate famiglie. Queste famiglie dove
fiorivano i poeti erano anche famiglia di grandi personaggi politici: per esempio
erano famiglie che esprimevano quei dicitori della legge, quei personaggi che
detenevano la memoria del patrimonio giuridico tradizionale orale della
tradizione islandese.

La fonte principale dei miti islandesi, ma anche della poesia e della retorica
islandese (ci d una lettura sistematica di tutto questo corpus culturale) e
questo signore si chiamava SNORRI STURLUSON, faceva parte di una famiglia
molto importante della fase finale dellIslanda e si chiamava STURLUNGAR
(quando si pronuncia in islandese tra RL si tende ad inserire una T e quindi la
pronuncia finale sar RTL). Era una famiglia di grandissimi proprietari terrieri,
era una famiglia di giureconsulti che quindi ha espresso pi di uno di questi
dicitori della legge. Snorri vive dal 1179 al 1241, siamo ben oltre la conversione
e quindi i libri delle leggi erano gi stati scritti.
Erano anche dei poeti implicati sia nella produzione scaldica, sia Snorri
compone unopera che si intitola Edda in prosa, impropriamente detta Edda
recente. Questa Edda forse significa ars poetica. C un termine in norreno
da cui Edda sarebbe potuto derivare, ed OR che anche collegato
etimologicamente con odino e vuol dire poesia. Quindi Edda, forse vuol dire
poesia, un trattato di poetica che ha la sua parte centrale che si intitola
dialogo sullarte poetica ed un repertorio delle kenningar degli scaldi che
vengono inserite in questo trattato suddivise per campi semantici: si parte
dalle kenningar per Odino e per la poesia perch come vedremo nel mito
nordico(solo nel mito nordico), Odino il Dio della poesia. Proprio Snorri nella
sua Edda tramanda un mito per cui la poesia, la facolt poetica deriva
dallassunzione di una magica bevanda nella cui elargizione agli uomini
implicato il dio odino. Quindi poesia come assunzione di una droga, come
assunzione di una bevanda capacit di sviluppare unattitudine poetica. Quindi
questa parte centrale dellEdda un repertorio in ordine tematico di kenningar
suddivise per campi semantici in ordine gerarchico. Si passa dei pi importanti
a in meno importanti.
Edda di Snorri: prima parte: INGANNO DI GYLFI ( una specie di trattatello
sistematico della mitologia nordica e questo sar uno dei motivi non solo della
grande notoriet del testo ma della grandissima fortuna che il testo avr anche
nella modernit. Si chiama cos perch questo trattato della mitologia nordica
che riguarda il sistema divino nordico dalle origini alla distruzione. Con il mito
nordico siamo di fronte ad un mondo divino destinato a crollare. il crepuscolo
degli dei di cui poi si ricorder Wagner, lui si ispira alle fonti nordiche. Quindi il
mondo divino nordico, come ce lo racconta Snorri destinato ad avere una
fine. Tutto questo ciclo di vino viene raccontato nella cornice di un dialogo
fittizio tra un re leggendario della Svezia e una triade divina, tre figure divine
che hanno tre pseudonimi, si chiamano: LALTO, LUGUALMENTE ALTO, TERZO.
Nel corso di questo dialogo viene trattata tutta la storia del mondo divino, dal
principio alla fine. Per, questo, non lunico testo sui miti nordici, abbiamo
anche delle fonti poetiche. Da un lato quindi Snorri importante per questo,
dallaltra un autore cristiano e quindi sottopone i miti, per poterli trasmettere
ad un processo interpretativo. Un filtro molto forte: c un prologo)

la parte centrale si intitola dialogo sullarte poetica: REPERTORIO


DI KENNINGAR,
terza parte: REPERTORIO DEI METRI della poesia scaldica.
Prologo: si cercano di spiegare le origini del mito nordico e spiegare anche la
ricchezza lessicale che nel mito nordico si era incrostata sugli dei, oltre alle
kenningar, unaltra caratteristica luso di sinonimi per definire gli dei. Per
esempio odino, non viene quasi mai chiamato con il suo nome, ma sempre con
dei soprannomi che alludono ad aspetti particolari del dio. Per esempio uno dei
suoi soprannomi pi frequenti : YGGR che vuol dire il terribile. Per fare
questo, adatta un mito culturale della storiografia medievale che circola in
tutta Europa e che ha unorigine antica. un mito che alla sua fondazione
ufficiale nella leggenda di Enea e Virgilio. Virgilio collega allantica stirpe
romana al mondo epico che era ormai il pi importante, quello di Omero, quello
dei poemi omerici e ci dice che Enea e i suoi, transfughi da Troia in fiamme,
sbarca nel Lazio e recuperer la gens julia, la pi importante famiglia romana.
Quindi c unidea genealogica e unidea di nobilitare la stirpe inventando un
pedigree epico.
Questo modello della migrazioni di Enea, viene ripreso dal pensiero
storeografico medievale e si parla di un mito culturale che viene chiamato
translatio imperii et artium, [visione mondo piccolo dominato dal dogmatismo
del pensiero cristiano ed immagina la storia da unorigine alla fine del mondo
sempre secondo pensiero cristino: creazione partendo da adamo ed eva ed un
apocalisse finale. visione come se ci fosse un unico centro nella storia del
mondo, immagine lineare e provvenzionalistica della storia. Questa migratio
idea che la civilt abbia avuto un principio e sia destinata a morire e che la
civilt sia insieme imperium e artium: limperium il potere, le artium la
cultura. Quindi idea che dominio e la cultura si siano spostati nella storia del
mondo che si immaginava come un qualcosa che aveva inizio e fine. La civilt
nata in oriente, in mesopotamia e poi, con moto analogo al corso del sole, la
civilt sarebbe migrata verso occidente romano che punto terminale della
storia] .che vuol dire migrazione del potere e dellarte che un adattamento
al pensiero storiografico cristiano medievale. Nelle civilt precristiane La
percezione dellavvicendarsi del tempo era immaginata come un ritorno ciclico
degli stessi momenti di ascesa e discesa, come il corso del sole, come le
stagioni.
Questo ciclo della natura si rinnovava continuamente nel pensiero politeistico
pagano: ecco queste figure di divinit come La figura di Proserpina. Questa
nuova visione da unidea pessimistica della storia, quello che passato sulla
terra passato per sempre. Tuttavia in questa visione che si definisce
TELEOLOGICA, che tende a un fine, una visione della storia non pi
circolare, fatta di cicli di morte e rinascita ma semplicemente di nascita e
morte e quindi pessimismo universale. Tutta la storia umana concepita come
un percorso che va da oriente a occidente in cui la cultura e il potere siano nate

ad oriente presso gli assiri e i babilonesi e poi, seguendo il corso del sole, si
muove verso occidente.
Frutto di tutto questo tipo di speculazione un mito che sta nel prologo
dellEdda di Snorri in cui si racconta che gli dei di cui si racconta in questo
trattato mitologico, erano transfughi anche loro da Troia, fanno parte di quel
gruppo di eroi scappati da Troia. I testi di questi autori che parlano di questi bei
nordici spesso confondono il piano umano e il piano divino. Quindi si pensa che
questo gruppo di transfughi da Troia avesse poi colonizzato tutta lEuropa del
Nord fino ad arrivare in Svezia e qui avrebbero portato i loro stessi culti, i culti
di se stessi che gli avrebbero preso piede. E questo Gylfi era infatti un re
svedese che essendo stato spodestato da Odino e dai suoi, vuole scoprire il
segreto della loro potenza divina. Quindi intrattiene con loro un dialogo si fa
cos raccontare la storia. Si dice anche che visto che queste divinit migrano, e
si ricevano i nomi diversi ed per questo che le divinit nordiche hanno molti
soprannomi diversi. Quindi nellEdda di Snorri la descrizione del mito nordico
spiegata nei termini della filosofia del linguaggio dellepoca. Si cerca per
esempio di spiegare le varie lingue volgari secondo la chiave della genesi, del
pensiero cristiano. Per il pensiero cristiano medievale le uniche lingue degne di
una letteratura il latino. I volgari non hanno motivo dessere, invece del
prologo di Snorri si dice una cosa molto importante: la focalizzazione retorica
mitologica di questopera come se lelemento retorico, linguistico, mitologico
fossero coesi in questa civilt in cui Snorri testimone perch ci dice che i
nomi degli dei sono nomi che gli uomini dopo il Diluvio (quando Adamo viene
creato parla la stessa lingua di Dio, parla spontaneamente. Ma poi uomini
peccano e uno dei peccati punito con il diluvio e uno con abbattimento torre
di babele; peccato punito con la distruzione della lingua adamitica). Pero nel
prologo di Snorri si dice chi i volgari non vanno rigettati perch sono soltanto
percezioni sbagliate che gli uomini potevano avere prima dellavvento di Cristo.
Quindi c apprezzamento per una religione naturale.
[Edda di Snorri: fa parte del genere della letteratura grammaticale islandese,
genere prosastico con citazioni in versi. altro testo, assieme a saghe,
modalit conservazione genere scaldico. Opera, detta Edda, titolo dato da un
manoscritto. (titolo redazionale: titolo dato da editori moderni ad un opera che
secondo le convenzioni della scrittura medievale, opere per lo pi trasmesse in
forma anonima; titolo tradizionale: quello che occasionalmente pu apparire
nei manoscritti]. Edda tramandata da 4 manoscritti completi(tramanda tutta
opera) e da alcuni frammenti(solo parte opera). Uno dei 4 manoscritti, codex
upsaliensis, pi antico, del 1325, ha una rubrica di apertura (parti che
evidenziano con colori diversi la successione dei vari testi nei manoscritti) che
dice questo libro si chiama Edda, qui il titolo tradizionale. (edda poetica
titolo redazionale: quando fu scoperto codex regius si not aveva stessi
contenuti edda di snorri e si ritenne che tutte e due le edda avessero a monte
unopera ancora pi antica scritta in rune e che avrebbe conservato sapere pi

arcaico delle popolazioni nordiche e questa idea falsa che circolava tra 17 e
18 secolo)

Lezione del 28 ottobre


Noi non sappiamo bene come questarte degli scaldi venisse trasmessa,
esisteva sicuramente qualche forma di scuola per sicuramente avevano
modalit diverse rispetto alle scuole dei monasteri cristiani. Sappiamo anche
che forse cera una specie di educazione familiare, la pratica di questa poesia
appannaggio soprattutto di alcune famiglie aristocratiche che sono poi famiglie

che hanno un coinvolgimento nella vita politica dei paesi relativi. Abbiamo
anche accennato a Snorri e abbiamo detto che questopera era ripartita ed
un trattato destinato a trasmettere larte degli scaldi nel nuovo contesto
cristiano e contiene dei trattati mitologici, soprattutto quello che abbiamo
chiamato come linganno di Gylfi, che una vera e propria storia del mito
nordico, contiene quindi delle parti mitologiche che, da un lato hanno attirato
gli interessi pi accesi verso lopera nel momento del recupero di questi
materiali che parte alla fine del 17 secolo in Scandinavia e poi attraverso la
Scandinavia e attraverso una serie di traduzioni che furono realizzate in
Scandinavia (traduzioni che furono allinizio in latino e nelle lingue scandinave
moderne e poi cominciano ad avere una traduzione in francese, in inglese, in
tedesco e poi da l parte soprattutto nel mondo culturale anglofono e
germanofono la diffusione di questo contenuto culturale). Quindi, questopera
di Snorri la sistematizzazione del patrimonio scaldico da parte di un
intellettuale, di un uomo politico e un uomo daffari, era un grande possidente
e quindi era anche uno dei grandi personaggi detentore del potere economico.
Sappiamo che nella sua famiglia, vari personaggi racchiudono in s queste
diverse mansioni: sono importanti capi politici, sono giureconsulti, sono poeti.
Sono scaldi, non solo Snorri ma anche alcuni dei suoi nipoti e scrivono altri testi
di retorica, si teorizza quindi sulle forme sui contenuti della letteratura, e
questa riflessione non esiste in altri paesi di in quel periodo.
Questo tipo di produzione, il primo protagonista di cui si fa il nome si chiamava
BRAGI /braghi/ ed descritto come un norvegese. Quindi era unarte che era
gi vitale prima della colonizzazione dellIslanda. Di fatto, quando avviene la
colonizzazione dellIslanda, per come se lIslanda prendesse il testimone di
questa produzione poetica e ne facesse un prestigioso mestiere nazionale: c
una specializzazione delle competenze tant che poi questi scaldi islandesi
giravano le varie corti scandinave, anche quelle inglesi per produrre la loro
opera.
In cui questi testi degli scaldi, che risalgono ad unet preletterata (cio ad
unet orale), non c nessun libro che sia stato fatto destinato a trasmettere
specificatamente questo tipo di poesia, non abbiamo dei canzonieri (mentre
invece ne abbiamo per la lirica delle origini). La trasmissione sempre in
qualche modo in diretta. Una grandissima fonte appunto, lEdda di Snorri che
nelle sue varie parti, per esemplificare le varie figure del discorso, le forme
metriche o i miti, cita dei componimenti degli scaldi. E questo, lo fa, come se
fosse un manuale: cio, non interessato a citare linterezza dei
componimenti, talora sono citazioni per parti che servono allindagine del
critico per dire come figura una determinata kenning, piuttosto che come si
realizza un determinato metro.
Allora, c un altro canale che ci d informazioni molto interessanti, anche
soprattutto sul contesto di questa produzione e sono le cosiddette saghe degli
islandesi. Le saghe, abbiamo detto, sono come dei romanzi in prosa e quindi

rappresentano anche in questo un fattore di grande novit, una produzione


davanguardia. Quindi, le saghe degli islandesi, sono le saghe con la maggiore
attendibilit storica nel complesso del genere delle saghe (nel complesso del
genere delle saghe gli studiosi hanno individuato vari sottogeneri: uno il
cosiddetto sottogenere delle saghe degli islandesi: sono dei testi che
raccontano la storia di quel fenomeno che con termine islandese si chiam
colonizzazione, presa della terra. Le saghe degli islandesi sono quelle saghe
valutate meglio anche per quanto riguarda lo stile, uno stile impersonale,
asciutto, lo psicologismo c ma tutto filtrato attraverso lazione, un genere
realistico con le migliori qualit della narrativa realistica. Allinterno di queste
saghe degli islandesi c poi un sottogenere che si chiama saghe degli scaldi,
cio sono biografie di questi poeti preletterati che raccontano la loro vita. Le
saghe, hanno un impianto di romanzi storici con una struttura narrativa molto
complicata, ci sono dei rami principali dei rami secondari che poi si
riconducono alla storia principale: sono opere di ideazione da un punto di vista
narratologico molto complesse. Inserendole nel complesso di storie familiari,
queste saghe degli scaldi per raccontano proprio la vita degli scaldi, la vita di
questi personaggi. Forse la pi bella delle saghe degli islandesi la Egill
saga, Egill il pi grande poeta islandese del 10 secolo. Questa saga quindi
racconta la storia di questo poeta islandese che, nella teorizzazione degli
eruditi come Snorri del 13 secolo, vengono chiamati i capi degli scaldi, sono
quelli che hanno fissato la norma, sono le autorit del genere.
E quindi, questa saga di Egill considerata uno dei capolavori delle saghe
islandesi. Parte dalla genealogia di questo signore e ce ne descrive la vita: un
personaggio islandese che ha vari contatti con re degli altri paesi scandinavi,
un personaggio che vive negli anni che precedono immediatamente la
cristianizzazione, in quella situazione che fanno da cerniera tra il vecchio
lantico.
(che tipi di libri tramandano Le poesie degli scaldi? La risposta che nessun
libro veniva scritto era tramandare esclusivamente la poesia degli scaldi e
veniva tramandato o allinterno dei trattati di retorica, e di drammatica come l
Edda di Snorri dove per il componimento scaldico che abbiamo detto essere
caratterizzato da forme estremamente chiuse, venivano citate soltanto delle
parti che servivano per il discorso critico oppure venivano tramandate in
queste saghe degli islandese e si occupano degli scaldi. Queste saghe
evidentemente non hanno una finalit di descrizione retorica, sono testi
narrativi ma tuttavia tramandano i componimenti degli scaldi raccontando le
situazioni in cui questi componimenti vennero composti allinterno dellattivit
orale, in una tradizione ancora non scritta. Un tratto caratteristico delle saghe
lanonimato, sono testi che non ci vengono male trasmessi con il nome
dellautore, sono sempre trasmessi in forma anonima per, proprio per la Egill
saga si ipotizzato in base a talune analogie di stile che sia opera addirittura

di Snorri. Quindi Snorri, avrebbe, in forma anonima, scritto anche la biografia di


questo grande poeta).
Come veniva descritto uno scaldo?
Innanzitutto era descritto come un
guerriero, vichingo, un vichingo legato alle corti vichinghe da rapporti di
affiliazione. Anche dietro le corti vichinghe c listituto che viene individuato
dagli storici dellantichit germaniche con il tratto caratteristico delle civilt
arcaiche germaniche che per un tratto che troviamo anche in altre civilt
arcaiche. Ci che succedeva che guerrieri particolarmente valorosi,
attiravano attorno a s altri guerrieri, si formavano cio degli eserciti privati.
Questi eserciti privati poi finiranno anche per dar vita alle monarchie
altomedievali. Dietro a queste societ vichinghe in cui partecipano gli scaldi,
c un istituto arcaico che pu essere presente in varie societ guerriere: quello
della formazione di eserciti privati e sar poi, nel mondo germanico,
denominato con il termine di comitatus : listituzione formata dai comites
(com deriva dalla preposizione latina CUM che vuol dire con e la seconda
parte della parola significa mangiare. Allinizio quindi questa parola significa
commensale, quindi sono descritti come quelli che mangiano insieme, che
viaggiano insieme). Questo istituto avr un nome anche nelle lingue
germaniche e in norreno si chiamer DRTT. Sono quindi questi guerrieri che
si uniscono attorno ad un capo vichingo; unistituzione in cui vigono rapporti
di reciprocit, di fedelt, di reciproca solidariet e di reciproca dipendenza.
Nella formulazione che ne da Snorri la forma metrica in cui sono redatte le
canzoni scaldiche chiamata: DRTT-KRAETT. Quindi questa forma metrica si
chiama metrica della schiera dei guerrieri, il tipo di metro con cui venivano
realizzate queste DRUPUR (o DRAUPU al sing: nome in islandese di queste
poesie) che erano componimenti encomiastici in cui un poeta guerriero
membro della DRTT celebrava il capo della DRTT, spesso celebrando quelle
virt di lealt, generosit perch abbiamo detto che i guerrieri sono fedeli al
capo e il capo generoso verso i guerrieri. Quindi gran parte di questa poesia
degli scaldi riferisce in varie occasioni che un guerriero ha combattuto per il re
fedelmente e ha avuto in cambio ricchezze. Quindi si gioca molto sul valore e
sulla generosit.
una poesia che appartiene al genere della lirica, una poesia che non ha
intenzione di raccontare storia, leggende o miti, quel mito o quella storia li si
deve gi conoscere preventivamente per capire la poesia. Abbiamo quindi
alcuni componimenti che ci vengono raccontati nelle saghe allinterno di
situazioni della vita del poeta: per esempio noi, alla saga di Egill apprendiamo
come si desse un valore enorme alle qualit stilistiche di questo tipo di canzoni
perch ci viene raccontato un episodio: si narra di una rivalit tra Egill e il re di
Norvegia. Ad un certo punto, il re di Norvegia lo imprigiona e lo condanna a
morte dandogli per una possibilit di riscatto se nel corso di una notte fosse
riuscito a comporre una canzone scaldica in onore di quello stesso re. Egill e ci
riesce e questa tipologia di componimento che conosciamo anche grazie la vita

di altri poeti, chiamata HOFUS-LAUSN (guarda foglio per una corretta


scrittura) che vuol dire liberazione della testa. Ci viene raccontato nella saga
che il poeta, nel corso della notte, compone questo testo di grandissima
complessit metrica e stilistica. Poi questa poesia viene sottoposta al re e il re,
approvandola, salva la testa del suo sottoposto.
C un altro episodio pi recente, ma dello stesso ambito culturale, che si
riferisce ad un altro re di Norvegia (siamo ormai in pieno 11 secolo) e questo
re si chiama HARALD HARFRATI (guarda foglio per giusta scrittura) che in
italiano vuol dire Arald dal duro consiglio; colui il cui parere tosto, duro, un
re che cerca di conquistare lInghilterra dal Nord mentre i normanni la
conquisteranno proprio in quello stesso anno dal sud. Questo re il sta per
morire sul suolo inglese e prima di morire vuole comporre una canzone scaldica
che celebra limpresa di lui e dei suoi che si avvia verso una perdita scontata
perch le forze anglosassoni sono maggiori. Improvvisa quindi questi versi con
le frecce anglosassoni che gi gli sibilano attorno alle orecchie e dopo aver
creato questi versi dice Ah no, qui non ho seguito le regole della metrica
scaldica e rif tutto da capo. Quindi capiamo che la forma, che aveva un
valore fondamentale, era il tratto speciale che solo una comunit di re poteva
padroneggiare.
Abbiamo detto, che le kenningar si fondano un patrimonio di conoscenze
mitiche e leggendarie. Da qui il rapporto di questa poesia con i miti e da qui la
necessit che Snorri sent nella propria Edda di dare una descrizione
sistematica dei pi importanti di cui i miti a cui alludevano le kenningar degli
scaldi. E vediamo quindi che tipo di discorso viene fuori sugli gli dei. Abbiamo
gi accennato che da un lato le fonti antico islandese, forse proprio per la
rilevanza di queste figure poetiche del passato preletterato e per come queste
figure poetiche fossero diventate figure dominanti anche dellIslanda
convertita, per tutto questo si creano in Islanda delle condizioni tali da
permettere nel mezzo della civilt cristiana medievale che questi patrimoni
siano fissati nella scrittura e arrivino ad ottenere lapprezzamento che ora
hanno.
Queste divinit possono essere raccontate da un cristiano solo a patto di essere
interpretate umanamente, si parla di razionalizzazione, cio si raccontano i miti
per non incorrere nella censura e quindi si descrivono gli dei come dei grandi
uomini del passato.
Da ricordare il mito della TRANSLATIO IMPERII ET ARTIUM che impronta la
storiografia alto medievale. un mito che nasce nellambito del pensiero
cristiano, che una concezione teleologistica, cio che mira ad uno fine della
storia, la storia non un casuale gli avvicendarsi degli stessi cicli di nascita e di
morte come nel mondo naturale, che invece impronta il pensiero ciclico, la
percezione ciclica della storia. Ma non puntuale la storia, c un inizio, la

creazione, e ci sar una fine, il giudizio universale come linclusione del


pensiero pessimistico che ne deriva. Tutto questo fa s che i miti precedenti
vengano spiegate in chiave razionalizzata.. un aspetto importante di questo il
cosiddetto EVEMERISMO che uninterpretazione del paganesimo che di per
s non centra niente con i germani ma che nasce nella civilt ellenistica,
grazie a EVEMERO DI MESSANA che uno scettico. Dice che i vari dei non sono
altro che grandi uomini del passato che in seguito alle loro grandi qualit e
soprattutto grazie al possesso di qualit magiche avevano sfruttato lingenuit
popolare facendosi passare per dei. Tutto questo nasce allinterno di una civilt
pagana, prima dellavvento del cristianesimo. Questo un tentativo di
interpretare la razionalmente gli dei, non credendo pi alla loro sostanza
soprannaturale.
Questa chiave viene ripresa allinterno del pensiero cristiano che si va a legare
con la DEMONOLOGIA CRISTIANA. Nella religione cristiana, una figura che
presente, quella del demonio, che una figura in progress. Allinizio del
cristianesimo uninterpretazione demonologica degli dei va imputata ad uno
dei grandi padri della Chiesa cristiana che AGOSTINO DI IPPONA, lautore
delle confessioni. SantAgostino interpreta le divinit pagane, lui vive nel
quinto secolo, quando le civilt pagane erano ancora ben presenti, e lidea
che gli dei pagani altro non siano che un inganno diabolico per fregare
lumanit. Quindi gli dei erano esseri umani il demonio in qualche modo ha
sfruttato per indurre lumanit nel peccato. Quindi sanAgostino collega demoni
e divinit pagane.
ASI: il nome della principale categoria divina nordica cos come ce la
descrivono le fonti. Infatti questi dei hanno prevalenti tratti guerrieri, sono
prevalentemente divinit maschili. A capo di questa categoria divina nordica
viene posto il Dio ODINO: si sceglie quindi un nome nordico perch le
manifestazioni pi interessanti vengono dalle fonti nordiche.
Etimologia scientifica: tentativo fare una ricostruzione artificiale degli elementi
costitutivi di un determinato nome e poich si tratta di forme ricostruite e non
attestate (vedi Silvia)

Lezione 11 novembre (fotocopie)


Con questo caso della RAGNARSDRAPA vediamo caso pi tecnico di
problematicit dellinterpretazione: cosa vuol dire passare da supporto
manoscritto alla stampa un testo medievale. operazione che comporta
problemi interpretativi. Queste strofe sono 5, nel metro scaldico caratteristico
delle canzoni scaldiche di genere considerato pi alto: DROTT KRAETT che
significa metro dellesercito privato. Il nome di questo verso indica quindi
come questo tipo di poesia fosse legato ideologicamente a questo tipo di
societ guerriera tanto che le forme metriche proprio quella destinata a
questo tipo di istituzione. Allinterno di questa istituzione questa poesia
fungeva da elemento identitario, poesia era portatrice di valori guerrieri. Era
forma metrica pi complessa degli scaldi, praticata per redigere canzoni che si
chiamano DRAPUR (pl) e DRAPA (sg). La drapa la canzone scaldica. Le strofe
qui sono state assegnate a un poeta che fonti chiamano BRAGI BODASSON (nei
nomi islandesi, questo Boddason non il cognome, ma il patronimico. Il signore
si chiamava BRAGI ed era figli di altro signore che si chiamava BOGI. BODDA
una forma di genitivo, poi si unisce SON).

Bragi noto alle fonti islandesi come il protoscaldo, il primo poeta in ordine di
tempo a praticare questo genere poetico. Egli viene attribuito al nono secolo,
quindi ad unepoca che precede colonizzazione Islanda tant che questo
signore presentato dalle fonti per essere norvegese. Rappresenta quindi i
primordi di questarte che poi si specializzer in Islanda.
Lui tanto importante, Snorri, nella sua Edda( del 13 secolo, scritta intorno
1225), allinterno della prima parte che descrive gli dei (enumera dei, per
ognuno attribuisce i propri attributi, funzioni, rapporti famigliari: funziona come
una specie di dizionario) e dentro questo elenco compare il nome di un dio che
si chiama BRAGI ed presentato come il dio della poesia e quindi si spartisce la
funzione poetica con Odino. Quindi questo poeta, BRAGI BODASSON, che era
stato un poeta del 9 secolo, viene assunto in cielo, viene deificato in qualche
modo e c una figura divina che ha il suo nome. un nome parlante perch
collegato con il termine islandese BRAGR che uno dei sinonimi di poesia.
Quindi il nome gi di per s EZIOLOGICO (eziologia: procedimento narrativo
che molto produttivo nelle letterature antiche e medievali: tentativo di
spiegare nomi o circostanze poco noti creando spiegazioni, cercando
rintracciare cause di det. fenomeni).
Qui abbiamo 5 strofe di questo poeta che non ha nessun manoscritto dedicato
alla sua opera, come tutti gli altri scaldi. Uno degli aspetti problematici di
questa produzione che viene tramandata sempre solo come citazione
allinterno di altre opere. Questo uno dei modi con cui noi possediamo questi
componimenti oppure li possediamo nellEdda di Snorri (qui per il modo di
citare diverso perch la parte centrale, quello che il centro ideale
dellopera, che si chiama dialogo sullarte poetica (SKL), in questa parte
dellEdda, Snorri descrive le kenningar, descrive queste tipologie di figure che
compaiono in questi poeti e che sono importanti x noi perch vediamo come
queste kenningar avessero suscitato la necessit di riraccontare i miti perch
queste si basano sui miti. Nelledda di Snorri, in questa parte centrale, vengono
elencate le kenningar per campi semantici: si parte da quelle per Odino e la
poesia, poi quelle per altri dei. Per esempio, il mito di Phor, il dio tuono, il figlio
di Odino e della Terra, famoso per essere un ammazza giganti che ha come sua
arma un martello, che martello che serve x tirarlo sulla capa dei nemici con
cui uccide i giganti. Il contesto mitico di Phor che figura in queste note molto
semplice: uno episodi che ci viene presentato da alcuni testi anche con un
registro comico: scena di Phor che si fa accompagnare da un gigante che si
chiama HYMIR; prendono una barca e se ne vanno a pescare il serpente della
terra di mezzo, uno dei tre mostri primordiali generato da Loki, nemico cosmico
di Phor. Questo episodio intermedio nella storia degli dei in cui i due vanno
sulla barca per pescare serpente e poich si tratta di una creatura gigante,
come esca si usa una testa di bovino. Alla fine il serpente prende lesca ma
mentre Phor sta x tirare sulla barca il serpente, Hymir taglia la lenza e Phor non
riesce ad ucciderlo ma dovr combattere ancora contro di lui. Questa storia
raccontata anche in un componimento delledda poetica( componimento di

argomento epico conservati nel codex regius) che si chiama HYMIR-KVIA che
poi questo gigante. Quindi noi abbiamo lo stesso mito che possiamo vedere
come viene ripreso in un testo delledda poetica e come utilizzato dagli
scaldi.
In questi versi(foglio) il contenuto narrativo scarso, si dice che Phor cerca di
catturare il serpente nella terra di mezzo e non ci riesce, che gigante taglia la
lenza.
Queste strofe, a sinistra indicazione luogo e a destra la traduzione. (nel dialogo
sullarte poetica di Snorri, prima vengono date le kenningar sugli dei, poi quelle
per esseri umani considerati como maschio o femmina o come rango sociale e
poi ci sono quelli per esseri inanimati, soptto quelle per loro e per il mare).
Per esempio, la n1: come la introduce Snorri? In lui contenuta in un
repertorio delle kenningar per Odino e Snorri introduce tutte queste strofe con
lindicazione come ha detto. Nel nostro caso, dice cos disse BRAGI e cita
una delle nostre strofe senza per dire dove Bragi ha detto questa strofa.
Quindi lui da un elenco di strofe tratte da vari poeti tutte mescolate tra di loro,
quindi da un lato conserva il testo ma non ci da la struttura originaria. Quindi
leditore deve ricostruire.
Questo testo intitolato RAGNARSDRAPA, una canzone scaldica, dedicata ad
un certo DRAGNAR. Ora, di un componimento di Bragi intitolato
RAGNARSDRAPA, il titolo stesso ci viene da Snorri, ma non da parti citate fino a
qui che contengono le strofe da noi indicate, ma da altre strofe. Ci sono altre
strofe di un componimento che Snorri cita come RAGNARSDRAPA in cui lui dice
cos Bragi dice nella RAGNARSDRAPA. Nelle strofe di cui ci occupiamo noi il
riferimento al titolo non c per cui alcuni editori considerano queste strofe
come appartenenti a questa draupa per Draganar, altri editori no. Quindi
queste strofe vengono o meno attribuite a questo componimento di Bragi che
si chiama RAGNARSDRAPA.
un genere particolare delle canzoni scaldiche che si chiama SKJALDAR-DRAPA
che vuol dire canzone per lo scudo ed genere interessante della poesia
norrena e scaldica. poesia che descrive raffigurazioni, non si sa se reali o
immaginarie, di determinati oggetti. Tutta una serie di canzoni scaldiche
attribuite a scaldi antichi, infatti, descrivono le raffigurazioni presenti su uno
scudo ideale, evidentemente uno scudo da parata (nellalto medioevo molte
armi pregiate con raffigurazioni preziose che erano soptto armi da parata). Gli
scudi hanno intelaiatura di legno con elementi metallici e ricoperti di pelli tirate
e possono essere disegnati. Noi abbiamo componimenti che ci dicono che su
questi scudi erano rappresentate scene mitiche. una convenzione dellepica,
scudi degli eroi con scene eroiche rappresentate sopra sono note nei poemi
omerici (scudo di Achille). Nel mondo nordico, per esempio, abbiamo testo
scritto in latino, GESTA DOMORUM che racconta molte leggende. In questo

testo c un personaggio, HAMLETUS che nucleo dellAmleto di Shakespeare e


si fa realizzare uno scudo dove vengono riprese tutte le scene della sua vita.
Questi oggetti servivano ad una MISANABIN, il racconto nel racconto. Nella
poesia scaldica abbiamo questi scudi decorati: questi potevano far parte dei
doni che il re faceva ai proprio subalterni tra cui anche gli scaldi. Uno dei tratti
semantici pi importanti della poesia scaldica quello per loro: si parla sempre
delloro che il re dona ai suoi guerrieri, o si parla delle armi che il re dona ai
suoi guerrieri.
Quindi laspetto convenzionale della SKJALDAR-DRAPA uno scudo che il capo
ha regalato al poeta il quale come ricompensa descrive nei versi di una
canzone scaldica come ringraziamento della sua generosit.
Sono quindi componimenti scaldici che dicono di riraccontare delle scene di un
documento figurativo che a sua volta rappresentava miti: come passaggio tra
mito che elemento verbale che diventa icona e poi un poeta che ritrasforma il
discorso verbale in discorso iconico: la descrizione delloggetto.
Ora, per altre strofe attribuite a Bragi, Snorri dice che sono della
RAGNARSDRAPA, ma queste qui no per sono state da alcuni editori attribuite a
questo componimento perch il componimento come diviso in quattro blocchi
narrativi, come se lo scudo fosse stato diviso in 4 parti ed in ognuna di queste
parti ci fosse stato descritto un particolare contesto narrativo che poi il poeta
rimette in versi. La rescrizione di raffigurazioni iconiche conosce altre prove in
un componimento di un poeta che si chiama HULDRUM che si intitola HUSDRAPA che vuol dire draupa della casa perch descrive degli arazzi molto
belli che un capo aveva fatto realizzare per addobbare la sala del banchetto.
Quindi il principio lo stesso: per invece di rappresentare uno scudo, ma un
arazzo.
1 Ora la prof inizia a leggere strofe, queste strofe rappresenterebbero un
quarto di questo scudo descritto dal poeta che raccontano la sfortunata pesca
da parte di Phor.
Ora le prof legge la traduzione della prima. Questa strofa conservata nel
repertorio delle kenningar per Odino ed infatti un nome per Odino
ALDAFORS (vedi testo). [traduzione: vedo il figlio di Odino sfidare affrontare
il serpe di Milgard]. Il figlio di Odino Phor. Odino rappresenta la funzione
sovrana, ,mentre suo figlio la funzione della forza. Phor collegato ad i nomi
indoeuropei e germanici del tuono ed il dio tuono, la sua arma simboleggia lo
scatenarsi dei fenomeni atmosferici che si immagina che vengano scatenati dal
dio che lancia il suo martello nel cielo. Infatti quando Phor viene rappresentato
alla romana, per esempio nei giorni della settimana, corrisponde a Giove
perch anche lui scaglia nel cielo la sua lancia e provoca i fulmini e i temporali.
Odino qui chiamato ALDAFORS, uno dei soprannomi poetici di Odino. FOR
significa padre, ALDA il genitivo di un nome che significa essere viventi,
ruolo. Quindi, almeno nella sistematizzazione del mito nordico che noi

abbiamo nelle fonti norrene che sono tutte fonti che nascono in ambiente
cristiano, Odino viene un po identificato con il dio padre cristiano.
Quindi ALDAFORS una kenning che vuol dire Odino: la kenning sostituisce
totalmente il nome di riferimento, Thor viene sempre chiamato con queste
perifrasi che si riferiscono ad aspetti del suo mito e ce per essere capite
richiedono la conoscenza di questo patrimonio mitico, in particolare che Thor
figlio di Odino.
Anche lantagonista definito con una lunga kenning, come la biscia che il
mare sciacqua e si attorcigli tutto attorno alla terra, tutta questa perifrasi indica
la serpe di Milgard. La kenning sostituisce tutto il termine a cui fa riferimento.
2. [tradurre in prosa: Thor afferr il proprio martello con la destra rendendosi
conto che il serpente stava emergendo dallacqua]. OFLUGBARDI il nome di
un gigante e la perifrasi colui che terrorizza i giganti Thor. Quindi
OFLUGBARDI una kenning per Thor.
3. [tradurre in prosa: la lenza di Thor era tirata mentre il serpente si arrotolava
nelle acque del mare]. VIRIS ARFA: lerede di Vidris. VIRIS uno dei
soprannomi di Odino, questa una variazione della kenning di prima. Odino
non viene mai chiamato con il proprio nome, lui la figura divina pi
importante che viene per lo pi chiamato con i soprannomi. Nel prologo
delledda di Snorri, quando si parla della perdita della lingua primordiale, si dice
che i vari soprannomi che prende Odino erano vari nomi dati nel corso della
storia da molti popoli con lingue diverse che hanno celebrato gli stessi dei.
Quindi questo viene spiegato in termini linguistici.
(Odino, tra tutti i vari soprannomi ce ne ha anche uno che significa il
mascherato, non si presenta mai come Odino, ma sempre con uno
pseudonimo. Quindi camuffa dietro pseudonimi la proprio identit divina.
EYNAEFIS il nome di un capo vichingo. Qui vediamo altra caratteristica della
kenning che quella di unire termini che appartengono nel loro significato
lessicale a campi diversi. Qui si parla dello sci di un capo vichingo, questo
indica quindi la nave del capo vichingo. Si associa un mazzo di locomozione di
terra, al nome di un personaggio marino x indicare che il mezzo di locomozione
la nave. Quindi qui si dice, in sostanza, che il serpente attorciglia le proprie
spine alla nave. JORMUNGANDR: lenorme bastone ed uno degli pseudonimi
del serpe della terra di mezzo; stato immaginato che nella cosmogonia
precristiana rappresentasse come il perno del mondo: il serpente non poteva
essere tirato fuori dal mare perch rappresentava il perno.
4. [fiss allora dal basso uno sguardo arrogante il nodo ripugnante del sentiero
delle navi : serpente]. Fissa lo sguardo arrogante allo spaccatore del cranio di
HRUNGNIS, un famoso gagante a cui Thor aveva fracassato il capo con un
colpo di martello. Questo mito molto noto della forza di Thor e per questo viene
definito con una kenningar spaccatore del cranio di HRUNGNIS.

5. allusione sempre con kenningar a altro complesso di miti e leggende.


VELSUNGA DREKKU vuol dire la bevanda dei volsunghi. Si allude qui al
complesso leggendario pi famoso dellepica nordica e anche nella modernit
ed la storia che fornir il plot alla tetralogia del ring di Wagner che una delle
opere pi importante di questo autore. il ciclo della cosiddetta leggenda dei
volsunghi: leggenda che si incentra attorno a SIGURDUR (Sigfrid nella versione
tedesca), un giovane eroe senza paura che in seguito a una serie di
vicissitudini giovanili, affronta un drago, lo ammazza rimanendo immune dal
veleno di questo drago e conquista il tesoro che questo drago proteggeva, un
tesoro maledetto che poi trascina con s tutte le fasi successive di questa
tragica vicenda che fa anche da soggetto ad un importante documento della
poesia tedesca medievale del 200 che si chiama NIBELUNGEN LIEB che nei
temi corrisponde a queste leggenda nordica che Wagner riprende (lui riprende
la versione islandese e non quella tedesca). Questo Sigurdur sconfigge drago,
prende il tesoro. Altri personaggi dello stesso clan a cui viene fatto appartenere
questo eroe, subiscono varie aggressioni di avvelenamento e con questa
locuzione bevanda dei volsunghi, per le molte implicazioni che questa
leggenda ha, rappresenta il veleno. Quindi in queste strofe si parla del veleno
del serpente di Mildgar citato in campo un altro complesso leggendario. Per
designare Thor, si usa una perifrasi che dice che Thor ammazza questo o quel
gigante. Qui il serpente sarebbe stato catturata allamo.
6. si riferisce allintervento del gigante Ymir che taglia la lenza di Thor. Qui il
gigante chiamato forse con ironia come lo spartifuoco dellonda, il fuoco
dellonda una caratteristica kenning per definire loro; quindi una kenning
che potrebbe essere usata per definire il re (anche definito frantuma anelli),
quindi lo spartifuoco dellonda colui che spartisce loro e questa perifrasi
anche utilizzata x indicare il gigante che accompagna Thor nellimpresa. Invece
la corda sottile della terra dei gabbiani sempre la lenza che trascina il
serpente.
Alcuni documenti iconografici
Pietra di Ardreotto: documento di et protovichinga che viene dallisola di
Gotland che appartiene alla Svezia. Qui ci sono documenti figurativi (in altri
casi questi possono essere accompagnati da scritture runiche). Queste erano
steli commemorative come le lapidi nei nostri cimiteri. Qui ci sono elementi che
richiamano ai miti di queste religioni. Anche elementi compositivi di un
documento iconico possono essere scomposti in elementi minimi iconici che
possiamo paragonare alle parole che a loro volta si combinano tra di loro dando
vita ad una sintassi che la scena complessiva. Qui c concomitanza di scene
mitiche. Queste pietre iniziano ad essere utilizzate dai vichinghi e cominciano
ad esserci messe delle iscrizioni in rune che diventano pi lunghe dei vecchi

documenti runici quando entrano in contatto con il mondo latino cristiano. Qui
c tutto un motivo iconico astratto, una specie di bordo intrecciato che
percorre tutta la bordatura e varie scene in forma caotica e certe scene non
chiaramente decodificabili.
Una nella parte pi alta, a destra e una in basso a sinistra: quelle che ci
interessano.
Quella in alto a dx una rappresentazione convenzionale di Odino: lo capiamo
dal cavallo a cui si trova in groppa, un cavallo ad otto zampe. Per raccontare
come esista questo cavallo ad otto zampe, Snorri racconta uno strano mito in
cui ad un certo punto succede che Loki ha messo nei guai gli dei con un
gigante: un gigante che sta facendo un certo lavoro per gli dei con uno stallone
e gli dei con lui hanno fatto una scommessa: se il gigante vincer gli dei
dovranno dargli la dea Freia, che simboleggia lamore, la luce, la forza vitale.
Quindi bisogna impedire che questo gigante porti a termine il suo lavoro:
bisogna neutralizzare lo stallone del gigante, allora Loki prende la forma di una
giumenta e seduce il cavallo che abbandona il lavoro. Dopo alcuni mesi, Loki
diede al mondo un cavallo. (spesso si parla di parti maschili, come una specie
invidia per il parto. Quindi si dice che anche gli dei siano in grado, con artifizi
magici, di generare la vita). Nasce il cavallo a 8 zampe, cavallo velocissimo.
Odino porta il cappuccio.
La scena in basso la pesca di Thor. Poi ci sono altri motivi iconici, una classica
nave vichinga. Ed anche rappresentata lofficina del fabbro: leggenda di un
fabbro magico che un analogo di Dedalo e di Vulcano del mito classico e si
racconta che essendo stato fatto prigioniero da un perfido re che lo voleva
sfruttare, uccise i suoi figli usando le teste e gli occhi x farne gioielli macabri e
ha stuprato la figlia del re, riuscendo poi a scappare dalla prigionia usando
delle finte ali come Dedalo.

12 novembre
Il metodo lachmaniano accomunato alle ricerche della linguistica storica
contemporanea dal fatto di concepire gli oggetti reali che esamina (linguistica
storica esamina le lingue attestate, la filologia testuale esamina i manoscritti)
come stadi che riproducono imperfettamente unorigine perduta. Dal punto di
vista delle lingue, le lingue storiche riproducono imperfettamente, variandoli i
tratti di una protolingua, che una lingue ricostruita. Lo stesso tipo di filologia
si applica in filologia testuale: la filologia testuale lachmaniana, attraverso
metodologie complicate, mira a tracciare un grafico della tradizione
manoscritta dei testi (effettivi manoscritti che tramandano questi testi). Il
complesso di tutte le testimonianze manoscritte di un testo, noi la chiamiamo
TRADIZIONE MANOSCRITTA. Quindi il metodo di Lachman studia la tradizione
manoscritta dei testi e poi mette in grafico i manoscritti importanti esistenti o
anche perduti, in un grafico chiamato STEMMA CODICUM che albero
genealogico: qui il capostipite quella nozione molto aleatoria che viene
chiamato ORIGINALE. Lachman anche un filologo classico, tant che una
cosa di cui non si tenuto conto se non fino ad anni recenti. Unanalisi critica
del suo metodo fatta da uno studioso italiano, SEBASTIANO TIMPANARO che ha
scritto la genesi del metodo di Lachman e spiega come si elabora questo
metodo, cosa c a monte ecc e poi perch nasce. Lachman aveva elaborato
una forma pi compiuta di questo metodo nelledizione del poeta romano
classico latino, il de rerum natura di Lucrezio, un testo che era autoriale, un
testo che ricondotto ad un autore preciso. Cosa che non sempre vera per la
comunicazione letteraria antica e medievale. Soprattutto i testi latini, passati
attraverso il medioevo, sulla loro edizione si erano formati dei canoni antichi:

gi qualcuno nel medioevo ne aveva fatto la edizione e quindi aveva sistemato


tutte le varianti dei manoscritti in una forma unica.
Il metodo di Lachman pretende, con il suo albero genealogico, risalire o
alloriginale di un testo o a quello che prende il nome di ARCHETIPO (nella
filologia testuale di L., larchetipo un manoscritto perduto che sarebbe stata
la fonte di tutti i manoscritti conservati. Non loriginale perch L. e i suoi
seguaci dicono impossibile per noi ricostruire la forma originale di un testo,
quindi noi massimo possiamo risalire allarchetipo, ad una fonte delloriginale
che quindi avr posseduto un numero n di errori che non noi possiamo
nemmeno individuare e da qui derivano tutti i manoscritti). Quindi tutto il
metodo di L. si basa sullidea di una ricostruzione di origini cos come la
linguistica storica si muove allo scopo di ricostruire delle origini, intese come
un capostipite, un padre. Ora come altri studiosi hanno stabilito (Timpanaro,
Pasquali), quello che si comincia ad evidenziare come tradizione dei testi
vernacolari medievali
che per queste tradizioni vernacolari medievali
(complesso di testi in una determinata variante linguistica)da cui nascono le
letterature europee, sono diverse da quelle degli autori classici. [pubblicazione
opere in et latina: riunire nel cenacolo tutti gli amici, leggere la versione
definitiva e poi pubblicazione dei libri. Quindi era una performance orale
dellautore che leggeva la propria opera. Le opere classiche per arrivare fino a
noi passano attraverso il medioevo: testi di un autore del I secolo, quando
vengono ripresi nel medioevo, vengono trascritti in varie scritture circolanti nel
medioevo. Nel 9 secolo, in concomitanza con limpero carolingio di Carlo
Magno, viene in uso un tipo scritture promossa da Carla, che la minuscola
carolina, scrittura chiara, leggibile, capita da tutti. A questet, per esempio, i
manoscritti di Lucrezio arrivano a questet in vari esemplari manoscritti redatti
in modo diverso secondo il paese, varie forme scrittorie spesso incomprensibili
tra di loro. In et carolingia, se viene copiato un manoscritto in ortografia
carolina, questo comporta che poi questo manoscritto in ortografia carolina sia
uninnovazione tecnologica capace di avere grande diffusione. Quindi,
lobiezione che fa Pasquali si, larchetipo interessante che per ha vita
storica solo in particolari circostanze. Queste particolari circostanze nella
tradizione latina medievale possono essere lintroduzione della scrittura
carolina per cui quando di un autore classico vengono fatte 2-3- copie in
minuscola carolina, poi tutte quelle precedenti redatte in scritture diverse sono
condannate allobsolescenza, non vengono pi riprese per essere copiate. Ecco
che cos nascono gli archetipi: da minuscola carolina si forma larchetipo e poi
questo si diffonde]. Tutto il metodo di L. comincia a traballare.
Un altro metodo di L, il principio cardine che permette di stilare lo stemma
codicum, che mappa genetica di un testo: per poterlo tracciare si elabora un
sistema per stabilire le parentele tra i manoscritti per poi poter tracciare dei
rami e poi operare con questi rami e risalire sempre pi indietro verso lunit,
verso loriginale. Per stabilire la parentela dei manoscritti, L. elabora il
criterio degli errori congiuntivi: presenza o assenza di det. errori che per

sono quelli che L. chiama gli errori significativi, cio non errori banali,
meccanici dellattivit di copia; ma variazioni pi significative del testo. Questi
errori, alcuni sono congiuntivi: se noi troviamo stessi errori nel manoscritto A e
nel manoscritto B, allora la presenza di questo stesso errore dimostra la
parentela tra A e B e che quindi i due manoscritti appartengono allo stesso
ramo dellalbero.
Oppure abbiamo gli errori DISGIUNTIVI, errori tali che se un manoscritto A ce li
ha e un manoscritto B non ce li ha, significa che A e B non hanno stessa origine
perch lerrore era tale che non poteva essere corretto volontariamente
dallamanuense.
Oggi questi criteri sono molto discussi perch la nozione di errore si confonde
con una nozione continua che quella delle VARIANTI. (vedi appunti silvia
sottolineati in matita).
Potrebbe sembrare un errore di copiatura: se noi diciamo che la Voluspa un
componimento redatto nellera precristiana, entrato poi nellepoca cristiana,
quindi questa la versione giusta, quello di Snorri un errore. Ma in realt altro
non che una variante funzionale al testo che la contiene.
Bragi, poeta del nono secolo, forse ha composto questo componimento che
per abbiamo solo in Snorri un titolo citato in alcune occasioni in alcune strofe
date separatamente in un contesto diverso. Loperazione di ricostruzione
delleditore altamente speculativa: leditore, in base ai dati in suo possesso
pretende di poter ricostruire loriginalit di un testo di cui non abbiamo prove.
Quindi loperazione di ricostruzione del critico moderno sul criterio della
filologia di L. molto speculativa, arbitraria nel senso che poi lapplicazione
rigida della sua metodologia ha comportato la creazione di edizioni mostruose,
si costruivano anche testi che non sono mai esistiti, testi che esistono nelle
edizioni moderne ma che nessun manoscritto ci consegna. Per esempio, ledda
di Snorri divisa in tre parti e a queste parti premesso un prologo che cita la
LEGGENDA DELLA MIGRATIO, in cui dice che questi dei Aesir venivano dallAsia
e altro non erano che gli eroi troiani. Questo prologo spiega poi, in una
prospettiva chiaramente cristiana, i volgari come effetto di un peccato umano,
quello che il testo sacro descrive nei termini di un diluvio universale e poi della
torre di babele: gli uomini peccano e Dio li punisce togliendo loro la lingua
sacra (identificata con ebreo) e nascono tante lingue diverse e si danno nomi
diversi agli dei e lautore del prologo delledda di Snorri ci dice che per questo
che Odino ha tutti soprannomi diversi. C volont da parte di un pensatore
cristiano che si occupa del linguaggio volgare della propria nazione, di
spiegarlo nei termini della filologia del linguaggio cristiano dove la lingua nasce
da Dio, la insegna al primo uomo, Adamo e che poi x punizione la lingua sacra
si perde. Quindi il prologo ha pensiero cristiano che ci permette capire tutte
altre parti dellopera.

Fin dalle prime edizioni delledda di snorri, questo prologo che non neanche
troppo variabile nei vari manoscritti, gli editori dicono che questo prologo
falso e quindi lo togliamo (editori 800-900).
Per questo e con il contatto con lo studio delle letterature vernacolari europee
che negli anni 90 nato movimento revisione della filologia di L. chiamata NEW
PHILOLOGY, nel 1989 uno studioso francese BERNARD CENQUIGLIMI, scrive un
testo pubblicato nell89 Eloge de la variante. Se la variante era stata la bestia
nera per L, qui un elogio: Bernard proponeva un riavvicinamento della
filologia al messaggio che effettivamente i libri manoscritti medievali
trasmettono. Un anno dopo, esce un numero speciale delle rivista SPECULUM
della Hopkings University che si intitola, appunto, New Philolgy e contiene
interventi ancora in questo senso che soprtto per il patrimonio volagre delle
letterature europee non pi possibile applicare il metodo di L, non si pu pi
lavorare con una nozione come quella di errore. Quindi noi abbiamo la
Voluspa che vari manoscritti ci tramandano secondo quelle che oggi la filologia
definisce redazioni o recensioni differenti: un testo poteva avere varie
versioni circolanti, ma al suo interno avere delle varianti e non si pu dire che
la variante A sia giusta e la B no. Questi testi non erano autoriali ed avevano
una vita in pi versioni parallele. Questa una costante nella testualit
medievale.
Nella Voluspa, dopo che si parlato della creazione, c una sezione in cui
strofe elencano i nomi nordici nani (sottocategoria divina) e qui la narrazione
che si conduce attraverso questa veggente che chiamata da Odino si ferma e
inizia a dire i nomi dei nani. Questo un tipo di poesia che noi abbiamo nelle
letteratura nordica, genere che si chiama PULA /fula/: cataloghi di sinonimi
poetici, dei nomi, cio appartenenti alle stesse categorie di esseri (nomi x gli
dei, nomi x i nani ecc) che vengono elencati nella struttura dei versi lunghi
allitterativi e servono a conservare nella memoria orale determinati contenuti
utilizzati in poesia. La presente di questa Pula dei nani nella Voluspa era stata
giudicata da alcuni editori, una interpolazione: parte di un testo, tramandata
allinterno di questo testo ma tale che i critici dicono che impossibile che sia
prodotta dallautore che ha redatto la parte principale del testo, quindi
aggiunga secondaria. Andrebbe quindi rimossa. Editori 800eschi dicono che
questa Pula interpolazione lo dicono sulla base ad unidea di coerenza
strutturale del testo che essi danno in base a categorie estetiche, logiche.
Quindi, nel testo della Voluspa non solo c questa pula dei nani, quindi editori
moderni ricorrono alla dislocazione delle strofe: ricostruiscono lordine logico
del componimento. Sono tutte comunque operazioni arbitrarie.
I componimenti degli scaldi furono fatti oggetto di operazioni ricostruttive. Un
famoso editore islandese, FINNUN JOSSON che pubblica 4 volumi inizio 900 che
intitola poesia scaldica e qui prende tutti i componimenti sparsi in snorri,
nelle saghe islandesi e altre saghe, li mette in ordine cronologico e ricostruisce

anche quei componimenti che erano dati nei manoscritti medioevali in forma
sparsa.
Scaldi scrivevano quindi le draupur con verso lungo allitterativo, rivolte soptto
ai sovrani per anche poesie damore. Questattivit diventa attivit
professionali islandesi che mantengono dal 10 secolo al 1262 indipendenza
politica ed unico stato epoca con sistema parlamentare senza monarca. In
questa civilt c classe sociale molto potente costituita da grandi proprietari
terrieri (anche famiglia di Snorri) che sono anche le autorit della vita giuridica
del paese. Nelle societ preletterate, chi detiene la tecnica della scrittura,
detiene anche la tecnica della scrittura poetica. Chi detiene mnemotecniche
per funzioni giuridiche, detiene anche mnemotecniche avanzate x coprire la
funzione poetica: la funzione poetica e giuridica in queste civilt arcaiche sono
un concorso, sono entrambi strumento di nutrimento del potere costituito.
Quando poi lIslanda si mantiene come repubblica autonoma, gli islandesi
fanno questo mestiere professionale e lo portano in giro per le altre corti
scandinave.
La produzione scaldica si pone tra il nono e 11 secolo ma poi continua nel 1213 secolo. Quindi lattivit scaldica sopravvive allavvenuta del cristianesimo.
Le figure che mettono in campo figure pagane vengono usate per indicare
anche divinit cristiane. una cosa che avrebbe fatto orridire il cristianesimo
delle origini ma non una cosa tanto rara nel medioevo (Dante nella
commedia, chiama Dio o sommo Giove. Per un cristiano delle origini sempre
cosa blasfema ma non lo pi per cristiano del 12-13 secolo che sa che le
figure divine del passato precristiano possono essere usate in modo allegorico,
simbolico x rappresentare entit divine mondo cristiano).

LEZIONE DEL 3 DICEMBRE


Momenti principali ricezione materiali nordici?
-GOTICISMO: divulgazione attraverso traduzioni trilingue del testo letterario;
-ETA PREROMANTICA: circolo di Copenaghen, divulgazione in solo lingue di
cultura: inglese, francese, tedesco; ETA ROMANTICA
Sottogeneri saga?
Saga degli islandesi che hanno un tono realistico, linguaggio scarno,
raccontano nelle modalit di un romanzo storico fatti e personaggi romanzati
che per riprendono nomi di figure
Saghe del tempo antico: saghe leggendarie e noi abbiamo parlato della
velsunga saga. Saghe che rielaborano i materiali della poesia epica.
Cosa significa che le saghe sono scritte inprosimetro? in un testo
prevalentemente prosastico vengono inserite sottoforma di citazioni o che
appartengono al corpus eddico o al corpus scaldico
Caratteristiche del codex regius delledda poetica?
Data di presumibile composizione manoscritto 1270, costituzione di una parte
mitografica. Si sa che un codice islandese conservato in Islanda fino al 17
secolo e poi donato al re di Danimarca e qui inizia la sua storia editoriale
moderna: i primi due carmi, la veluspa e la njall saga saranno pubblicati nella
prima edizione delledda di snorri.
Verso lungo allitterativo: struttura costituita da due emistichi separati da una
cesura e uniti da una allitterazione, allitterano i 4 accenti forti che sono posti
due in un emistichio e due in un altro emistichio. Allitterazione: ripetizione dei
suoni iniziali di parola: le consonanti allitterano con se stesse, mentre vocali e
dittonghi allitterano liberamente
Posizione scaldi nella societ islandese: posizione eminente perch in questa
societ senza re acquisiscono una specializzazione professionale legata alla
conservazione dei contenuti culturali che creano lidentit della nazione
islandese. Quindi il patrimonio poetico e i sapere giuridico associati (snorri
copre entrambe le funzioni)
Riflessi nel mito : c mito della creazione di una bevanda inebriante e della sua
distribuzione agli uomini da parte di Odino ed un mito che sta in una

posizione centrale delledda di snorri ed uninvenzione degli scaldi della


civilt islandese. Odino una figura divina che con nomi simili nota da altre
civilt mondo germanico, ma la sua associazione con la poesia emerge solo in
Islanda ed in particolare con lassociazione con larte degli scaldi, quindi gli
scaldi spesso parlano della loro arte come di una bevanda magica elargita da
Odino ed un mito che nasce come autocelebrazione di questo gruppo sociale,
specificando altri motivi mitici che parlano di altre sostanze immortalanti di cui
si parla anche in un altro miti vicino a quello dellidromele
Mito creazione secondo le due edda?si immagina creazione della materia
primordiale dal gigante Ymir da cui si crea il mondo
Chi sono gli Aesir?
Come funziona la assegnatura di un codice nella biblioteca? Si indica prima la
citt, poi la biblioteca, poi il fondo e poi il numero dordine, formato (il formato
tipico del patrimonio norreno. In altre tradizioni non c)
Perch due opere con titolo di edda? Nelletimologia pi plausibile Edda dal
norreno odr:poesia, quindi edda:ars poetica. un titolo tradizionale per ledda
di snorri (perch tramandato nel codex upsalienses da snorri) e quando viene
scoperto il codice regius delledda poetica si identificano questi contenuti con
quelli delledda di snorri e si ritiene che edda poetica fosse stata la fonte
delledda di snorri e quindi questo titolo passa dalluna allaltra opera
Perch possiamo definire la produzione scaldi allinterno della lirica medievale?
Per le forme chiuse, che sono tipiche della lirica, perch si tratta di poesia
autoriale e di occasione. Poesia che non narra miti o leggende ma che prevede
questi miti e leggende come background condiviso tra un pubblico e autori.
un insieme di competenze necessario per produrre questa poesia
Criteri interpretativi della letteratura cristiana norrena: erano mito translatio
imperi et artium, interpretazione razionalizzata degli dei come uomini notevoli
del passato che poi, intrecciati allinterpretazione demonologica di
santagostino che aveva detto che gli dei del paganesimo facevano parte di
mille artifici escogitati dal diavolo nel corso della storia sacra per perdere il
genere umano
Come sono tramandati testi scaldi:
non sono tramandati in manoscritti appositamente redatti x lo scopo ma
tramandati sottoforma di citazioni o nelle saghe, soptto quelle degli islandesi o
nella letteratura grammaticale islandese della quale edda snorri
rappresentante pi significativo.

(prosegui silvia)

Lezione del 10 dicembre


Ricezione materiali nordici, dalla realizzazione dei manoscritti medioevali fino
alle interpretazioni moderne e che sia quella pragmatica che quella metafisica
sono entrambe presenti nellEdda di Snorri. /wulstan e efrich/ sono due
importanti pensatori del tardo periodo anglosassone (quando Inghilterra
cristiana da secoli; si era convertita tra fine 6 e principio 7 secolo, qui siamo nel
secolo 10), entrambi monaci, maestri di scuole. In questo periodo lInghilterra
anglosassone minacciata dai vichinghi pagani e quindi scrivono unomelia
intitolata /ghefalsis diis/ che affronta problema dellorigine del paganesimo e la
collegano al diluvio e alla dispersione delle lingue cos come abbiamo visto nel
prologo delledda di snorri. Tracce delle cultura antico-inglese ci sono anche
nelle genealogie contenute nel prologo.
[da lettura delledda 1], nella nota 4: cito un titolo norreno Hauk sb k che si
riferisce alla versione norrena di queste stesse righe, la nota 5: cita le
Elucidarium che una enciclopedia medievale con impronta cristiana e c
un passo tratto da questa in cui c un passo analogo da quella della riflessione
fatta alla fine della parte introduttiva del prologo sullintelligenza degli uomini
primitivi, quindi analogo al testo delledda di snorri.
Nota 6: i h f u s k e p n u r : si riferisce al nome nordico dei 4 elementi; la nota
7: epistola di San Paolo perch anche qui ci sono implicazioni dottrinali nel
rapporto tra conoscenza e modo sensibile che stanno dietro il prologo delledda
di snorri; nota8: le fonti dotte della descrizione geografica che si da qui nel
testo.
Le note successive note relative al mito della translatio e delle origini troiane
degli aesir. La nota 12: considerazioni sulle sibille di cui si parlava sempre nel
prologo. Nota 14: genealogie anglosassoni e analogie con il prologo con ledda
di snorri. C un personaggio che si chiama S c e a f nelle genealogie
anglossassoni, nel Beowlf, figura come padre di Sc y l d che il capostipite
della casa regnante danese. Interessante vedere come questo personaggio che
viene introdotto nelle genealogie regali e bibliche, invenzione dotta
anglossassone che serviva per collegare il sapere genealogico biblico con il
sapere genealogico tribale. Questo personaggio fu inventato dagli eruditi

cristiani anglosassoni detto come il quarto figlio di No nato durante la


permanenza sullarca, quindi si inventano un quarto figlio che poi viene
funzionalizzato allinterno delle genealogie anglosassoni (i figli di No, quelli
realmente esistiti, sono solo tre che sono i capostipiti della civilt rigenerata
dopo il diluvio). E questo, viene spiegato, sia nel prologo delledda di snorri che
nel Bewolf.
Citazione nota 17: (seconda parte edda di snorri) riferimento a Fr i g g e delle
sue qualit profetiche; nota 18: paragone tra il mito della migrazione descritta
nelledda di snorri. (queste genealogie fittizie delle case regnanti del presente
che vengono collegate agli eroi dellepos classico sono un fenomeno tipico del
12 secolo e anche prima che serve x legittimare le case regnanti).
Nella cultura Inghilterra normanna, una serie di testi inventano una genealogia
leggendaria della monarchia inglese e dellInghilterra come nazione che
immaginava che il balcani (popolo celtico che prima dellarrivo dei romani
aveva occupato lattuale Inghilterra), che questi discendevano da Brutus: nome
romano, uccide Tarquinio il superbo, ultimo re di Roma. In realt qui ci si
inventa un altro Brutus, come personaggio della leggenda Troiana che sarebbe
stato un nipote di Enea che dopo la diaspora dei troiani sarebbe approdato in
Bretagna dandole il nome. Anche qui c una falsa etimologia tra Brutus e
Britannia (come quella che abbiamo visto tra Aesir e Asia). Quindi questo
Brutus viene presentato come leroe dellisola. Questa vicenda viene
raccontata per la prima volta in un testo historia regnum britanniae: storia
dei re di bretagna, di un chierico di Oxford che si chiamava Goffredo che
scrive questa storia leggendaria del re del suo paese; era a servizio dei re
normanni della dinastia dei Plantageneti che fiorisce con Enrico II che ha
sposato Eleonora dAquitania: sono tra i pi grandi patroni di letteratura anticofrancese che vuol dire che sono ispiratori di gran parte della narrativa
medievale. In questa historia troviamo un prototipo narrativo del personaggio
di Re Art e troviamo questa leggenda eziologico-genealogica per cui i britanni
sarebbero discesi dai troiani. Quindi questo testo, o testi affini, dovevano
essere anche noti al redattore del prologo dellEdda di Snorri. Ed il testo andava
a spiegare il motivo della migratio: nel prologo dellEda si dice che Odino che
era un discendente di Thor che a sua volta era discendente di Priamo a Troia,
avrebbe deciso di migrare al nord, non per scappare da Troia a causa
dellincendio, ma per la preveggenza di Odino. Lui sapeva che il suo nome
sarebbe stato esaltato nellimpero settentrionale e onorato sopra quello di tutti
gli dei e per questo decide di emigrare. Quindi in questa nota, analogamente
nellhistoria, Brutus, il fondatore di questa leggendaria nazione britannica
inglese si muove grazie ad un sogno profetico che gli dice di andare verso nord
e di conquistare quelle terre in cui avr fortuna.
Nota 19: riferimento a quello che pu essere stato lo stimolo a tutta questa
affabulazione, pseudo storiografia e leggendaria che c nella historia, in questi
miti dinastici caratteristici del 12 secolo. in una notizia di uno storico di et
romana, che si chiamava VIANO MARCELLINO (?) che per primo aveva

ipotizzato che la Gallia fosse stata abitata da transfughi troiani e da qui questa
idea ripresa ed elaborata fino agli esiti che ci sono nel prologo delledda di
Snorri
Altre note, testi genealogici, nota 25: riproduce dei testi, ossia il terzo trattato
grammaticale, un testo volgare che raccontano della migratio delle arti, ossia
dal mondo classico alla Scandinavia, sostenendo quindi lo stesso mito che
viene presentato nel mito delledda di snorri.

SECONDA PARTE TESTO DI SNORRI


Aspetto pragmatico e metafisico coesistono in Snorri allinizio della parte
centrale, della parte pi importante (trattato di retorica che descrive luso delle
kenningar negli scaldi che si chiama skakaparmal e che tradotto si chiama
dialogo sullarte poetica). Questa parte si apre con due miti.
1. Mito del rapimento della dea IDUM
2. Mito della creazione dellidromele poetico.
Questi due miti ancorano il dialogo sullarte poetica di Snorri. Quindi un
testo tecnico, tuttavia introdotto da due miti molto significativi e che vengono
presentati x spiegare il tipo particolare di variazione sinonimica attraverso le
kenningar caratteristico della poesia scaldica.
Anche il dialogo sullarte poetica di SNorri, come dice il titolo stesso, ha la
struttura della finzione di un dialogo scientifico (la finzione di un dialogo, il
cossiddetto dialogo scientifico, una forma usata fin dalla antichit x
veicolare i contenuti scientifici. Per esempio i dialoghi Platonici mettono in
scena della finzioni che riportano in vita il filosofo Socrate, gli mettono attorno
un gruppo di allievi e ogni dialogo si occupa di un diverso argomento
socratico).
Anche questa parte ha forma di dialogo (prima parte Edda: Gylfaginni,
trattatello di retorito e visto come dialogo fittizio tra Guilfy re di Svezia e Odino
che si presenza sotto tre pseudonimi come fosse una specie di divinit
pagano); qui invece il dialogo si svolge tra il visitatore, quello che va ad
interrogare che si chiama AGHIR, ed un personaggio noto come un
personaggio che la rappresentazione del male. Questo si reca dagli Aesir
(situazione simile a quella della Guylfa Ginning: uomo, conoscitore di magie,
fece un viaggio verso gli Aesir.) Il suo interlocutore Braghi; lui una figura
che diventato dio, lui noto nei vari repertori degli scaldi antichi nominato
come protoscaldo [nel codice di upsala], nel primo componimento del genere
degli scaldi e sarebbe stato un norvegese del ) secolo. Per Bragi, gi nella
guylfaginning di Snorri, cio nella prima parte delledda, lui gi stato
presentato tra gli dei Aesir come uno degli dei e come il dio che presiede alla
poesia. In effetti, Bragi viene etimologicamente collegato al termine norreno
BRAGR che significa poesia e, nel suo inganno di G, quando ne parla, Snorri

dice dal nome di Bragi la poesia viene chiamata Bragr, per probabilmente
avvenuto il contrario: da questa denominazione della poesia un grande poeta
prende questo soprannome e che questo soprannome viene poi trasformato in
un teonimo (?): si immagina un dio detentore della funzione poetica che porta
questo nome. Braghi ha una sposa che si chiama IDUM, che ha una funzione
particolare, ha un cofanetto in cui custodisce magiche frutti, delle mele, che
sono in grado di donare agli dei la giovinezza. Questo elemento mitico molto
importante.
Quindi il trattato di retorica, che chiamiamo dialogo sullarte poetica
presentato come un dialogo fittizio tra Eghir e Bragi: Eghil va da Bragi e gli
chiede info sulla poesia e Bragi per spiegargli lorigine della poesia gli introduce
due miti:
il primo dei due il rapimento di IDUM e delle sue mele che danno la
giovinezza. Se guardiamo agli elementi mitologici basici di questo mito,
troviamo corrispondenza tra le mele di Idum e il nettare e lambrosia che sono
il nutrimento degli dei secondo il mito classico. Ancora sono state trovate
analogie tra questo mito ed il mito indiano del SOMA: miti che raccontano di
sostanze magiche vivificanti da cui gli dei derivano la loro superiorit, la loro
immortalit. Tra laltro, questo stesso elemento mitico di base (mitologhemi:
elementi minimi costitutivi del mito), il mitologhema della sostanza da cui gli
dei traggono immortalit (anche si pu parlare di universali mitici). Inoltre
questo stesso mitologhema c anche nel mito medievale dei GRAL che fa
parte di una filiazione della materia bretone in cui questo Grall, tra le altre
cose, nella versione di un poeta tedesco del 13 secolo, la capacit di
mantenere giovani i templari che lo hanno avuto in custodia.
Eghir e Bragi conversano: il primo pone domande e il secondo risponde;
domande sulle origini e sulla forma della poesia. Per primo la poesia si apre sul
racconto di un mito: si dice che un giorno, tre Aesir, tra cui Odino, Loki (padre 3
mostri cosmici che distruggeranno mondo alla fine dei tempi), fossero in
viaggio e durante il viaggio patiscono la fame per ad un tratto vedono un
pascolo di buoi che pascolano e ne rubano uno.(Anche qui cogliamo elementi
mitici che troviamo nellepica classica). Lo mettono a cuocere con una modalit
di cottura che consisteva in una cottura in una buca con lastre di pietra
arroventate ma ripetutamente aprono questo forno rudimentale e trovano
sempre il bue crudo fino a che sentono una voce sopra di s e vedono su una
quercia unaquila parlante e dice loro che se le daranno una parte dellanimale
che stanno cucinando, avrebbe fatto andare avanti la cottura. [in questi miti
molti aspetti comici]. Gli Aesir gli dicono di si, per quando alla fine la cottura
fatta, laquila piomba sul bue arrostiro e prende le parti migliori. Gli dei si
arrabbiamo, Loki da una forte botta con un bastono allaquila. Il bastone rimane
incastrato nel corpo dellaquila che vola via, Loki tiene il bastone mentre
laquila lo solleva in volo e lui tocca con i piedi le cime degli alberi e sente che
le braccia gli si stanno staccando e quindi chiede piet allaquila. Laquila
accetta a patto che lui le portasse la dei IDUM con le sue mele. Questa aquila in

realt un gigante, FIASI. Loki torna a casa ed inganna la dea per portarla nella
foresta dallaquila: le die di aver visto nel bosco delle mele pi belle, le dice di
portare le sue mele x confrontarle con le altre. La dea ci casca e viene
catturata dal gigante che viene portata nella terra dei giganti (loro abitano o
estremo nord o estremo oriente, due zone liminali del mondo conosciuto,
immaginati come luoghi di passaggio verso loltremondo). Una volta la dea e le
sue mele sono lontane, gli dei iniziano ad invecchiare quindi ci si interroga
quale sia la causa della sparizione della dea, gli dei fanno uninchiesta, si
scopre che lultimo, si dice che lultimo ad essere stato visto con la dea stato
Loki, lo minacciano di tortura e lui parla. (relazione tra giganti e dee che
presentano funzione vivificante. Spesso ci troviamo di fronte a miti che ci
raccontano di esseri giganteschi presi da una vogli immonda dalla dee, le
voglio possedere carnalmente e unaltra vittima dei giganti la dea FREIA,
appartiene alla famiglia dei VANI detentrice di magia che i vani avrebbero
insegnato agli Aesir, magia che era in grado di esercitare un controllo sulla
morte, la sapere fermare o far tornare dalla morte. Quindi la voglia dei giganti
nei confronti delle dee era sempre legato anche al possesso delle loro magie.
Quindi il confronto tra dee e giganti il confronto tra il caos, tra le forze divine
primordiali che sono i giganti e le forze cosmiche degli dei antropomorfi, cio
Odino e tutti i suoi compagni. Quello che i giganti vogliono togliere agli dei la
possibilit di sopravvivenza)
Loki poi promette che avrebbe riportato IDUM, se la dea FRIG prendesse le
vesti di falco, prese queste vesti, arriva a casa del gigante che assente.
Trasforma Idum in una noce, la prende tra i suoi artigli e la riporta, intanto
anche il gigante si trasforma in aquila e la insegue, la dea salva e gli dei
riescono a dar fuoco alle penne del gigante e lo uccidono. Gli dei conquistano la
giovinezza.
Dopo aver raccontato questo testo, lo skapasmal diche che la famiglia del
gigante Fiosi molto potente e ricca e che quando era morto il padre, i giganti
avevano dovuto spartire questoro in boccate, se ne erano riempiti la bocca e
quindi noi abbiamo ora il modo di chiamare loro boccata di questi giganti,
quindi questo mito introduce la prima spiegazione di kenningar. Introduce ad
un gruppo di kenningar importanti che chiamano loro in vari modi, loro uno
dei motivi frequenti nella poesia scaldica che descrive in modo ossessivo
sempre la stessa situazione di un re generoso che ha premiato il poeta che
anche un guerriero donandogli delloro. Su questa situazione cos banale
vengono elaborati tanti verso poetici e loro non chiamato cos ma attraverso
kenningar. Questa modalit di far intendere al lettore in cui dai miti si
ricavano le kenningar.
Dopo questo primo racconto, Eghir fa una domanda: da dove ha avuto origine
quellarte che voi chiamate poesia?
Ed ecco qui introdotto il mito della creazione dellidromele poetico (interessante
che questo mito posto subito dopo quello di Idum e dei suoi pomi. Uno studioso

delle attivit germaniche, sostiene che questo mito idromele invenzione degli
scaldi, cio uninvenzione recente che nasce nel momento i cui una classe
sociale, detentrice della facolt poetica assume allinterno di questa civilt
islandese il ruolo sociale rilevante che abbiamo detto. un mito che vuole
nobilitare questa classe sociale, stabilendo unorigine divina della sua arte. La
sua relazione con il mito precedente interessante perch i due miti sono uno
la rielaborazione dellaltro. Quindi il mito dellidromele poetico una variazione
del mito di Isum; la rielaborazione di quel mito che vuole ci siano delle sostanze
magiche che assunte dagli dei, fanno assumere aspetti particolari, come quello
dellimmortalit).
Bragi, alla domanda di Eghir, risponde che linizio di ci deriva da un conflitto
che gli dei ebbero con i Vani: questo rappresenta una delle fonti x quel conflitto
degli Aesir e Vani di cui abbiamo parlato, la prima guerra cosmica che viene
raccontata nel mito nordico. Di questa guerra qui viene raccontata una
particolare riappacificazione: si dice che quando gli Aesir e i Vani fanno la pace
stabiliscono un trattato di pace che consiste nellandare ad un recipiente e
sputare in cui sputano tutte e due le categorie divine. Ma nel momento di
separarsi gli dei (qui abbiamo tutta una serie di problemi terminologici, gli dei
sono chiamati in vari modi; gli Aesir sono chiamati in un modo diverso o i Vani
non sono chiamati vani, ma si parla del popolo dei Vani. Sputano in un
recipiente tutti e due i gruppi quindi sono gli umori di entrambe queste famiglie
divine: gli Aesier detentori del principio della guerra, i Vanir del principio di
fertilit ma anche della magia. Da questa sputazzata comune ricavano un
essere: KVASIR che il depositario di ogni sapienza (che i liquidi organici siano
detentori di poteri intellettuali chiarissimo: pensare al sangue nella civilt
cristiana e precristiana). Questo essere dice che era un essere sapientissimo
tanto che lui conosceva le risposte a tutte le domande e lui se ne va in giro x il
mondo (dei nordici sono spesso divinit in viaggio, dei itineranti) ed incappa in
una casa dove abita una coppia di nani (nani, in norreno si chiamano dvedlar e
sono creature strane. Nella veluspa c sezione in cui si parla della creazione
dei nani: i nani sono i vermi del cadavere di Ymir: sono esseri che pullulano
nella terra come vermi e sono depositari dei poteri della terra e x questo della
metallurgia). Questi due nani si chiamano FIALLAR (=MOLTO SAPIENTE) e
GALLAR (= colui che intona incantesimi). Sono due personaggi negativi (le
figure divine minori, come i nani, posso avere connotazioni ambigue a seconda
dei contesti; qui sono malvagi e negativi). Per pure invidia convocano KVASIR
presso di loro e lo ammazzano e qui abbiamo rituali che possono essere definiti
come cannibalici (cannibalismo per civilt arcaiche, non cannibalismo che
deve sopperire alla mancanza di cibo, ma cannibalismo rituale: si lavora con
parte del corpo del nemico ucciso x appropriarsi dei poteri). I due ammazzano
quindi Kvasir e fanno scorrere il suo sangue in tre recipienti e questo sangue
viene mescolato al miele. Quindi lidromele era una di quelle bevande
inebrianti che viene associato a potenze divine, anche la bevuta assieme di
questa bevanda viene visto come un grande momento di coesione sociale.

una specie di grappa fatta o dalla fermentazione del miele o dalla


fermentazione di bacche, frutti. Era il superalcolico di queste popolazioni
nordiche. liquore a cui si da grande valore simbolico per la vita dei guerrieri
che gli aiuta a compiere gesta superiori e quindi lidromele diventa lelemento
emblematico della funzione poetica. Quindi una funzione poetica che nasce
dalla forze delle due principali famiglie divine da cui deriva un essere sapiente,
il cui sangue mescolato con il miele e fatto fermentare dai nani.
MA PERCHE I NANI?
I nani sono presentati in molti contesti narrativi del mito nordico come delle
divinit minori che sono artefici, inventori. Qui quindi inventano questa
bevanda.
Snorri ci dice che chi beveva questa sostanza diventava poeta o sapiente:
sostanza che riesce a dare agli uomini delle facolt sovrumane.
Poi questi nani uccidono altri personaggi, un altro gigante che si chiama
BILLING e il nipote di questo Billing che si chiamava SUTTUNG, per vendicare
suo zio cattura i due nani e dice se voi volete avere salva la vita, come
GUILDRIGILDO mi dovete dare lidromele poetico. (Il GUILDRIGILDO termino
longobardo di un istituto caratteristico di molte civilt germaniche. In italiano
significa denaro per luomo, denaro che doveva essere dato per pagare la
vittima di un proprio assassinio per evitare la vendetta). Quindi come
GUILDRIGILDO, Suttung ottiene questo idromele e lo naconde in un posto
segreto e lo mette sotto la custodia della proprio figlia, una gigantessa che
diventa vittima delle mire di Odino. Lui si reca da lei, la seduce, giace con lei
per tre notti e alla fine delle tre notti le chiede di poter bere tre sorsi
dellidromele.
Lui fa questa richiesta che per ha una forma ingannevole, questo un
mitologhema che ritroviamo in altri miti, sono richieste che celano un tranello.
In realt i tre sorsi di Odino svuotano tutti e tre i recipienti: Odino dopo
limpresa la abbandona e riprende le sembianze di aquila e vola verso la sua
citt.
Suttung lo insegue sempre come aquila: gli Aesir vedono Odino in spoglie
dquila, capiscono la situazione e mettono nel cortile tanti recipienti, Odino
spunta lidromele nei recipienti che viene recuperato dagli Aesir per solo una
piccola parte poich unaltra parte la butta fuori dalle mura: una piccola parte
della facondi poetica pu essere di tutti gli uomini ma solo quelli che hanno
bevuto il verso idromele poetico possono diventare grandi poeti: scaldi. Il passo
cos si conclude: perci noi chiamiamo larte poetica bottino di Odino o sua
scoperta, sua bevanda o suo dono o bevanda degli Aesir. Quindi la poesia
chiamata in questo modo, sono tutte kenningar che figurano nel patrimonio
lessicale degli scaldi antichi.
Quindi questo testo ha fornito la causa di alcune denominazioni presenti
nelledda di snorri.

Lanalisi delle kenningar nelledda fatta x campi semantici in base alla loro
importanza. (edizione 1660 tratta per primo le kenningar della poesia).
Sunito dopo questo brano inizia la parte tecnica, Egir sempre fa domande e
Bragi risponde e gli chiede quali sono le forme del linguaggio poetico: gli dice
che ci sono tre tipi do forme del linguaggio poetico:
1. Chiamare una cosa cos come si chiama,
2. Usare un soprannome semplice
3. Usare una kenning, un soprannome composto.
Viene anche spiegato come funzione una kenning. Per esempio si diche che
quando tu, x definire un dio usi il nome di altra divinit con gli attributi proprio
di quel dio (uno dei miti tipici di Odino per sacrificare una vittima quella di
impiccarla e di trafiggerla con la lancia: quindi Odino detto dio degli
impiccati. FIR (?) altra divinit nordica allora Odino spesso definito il TIR degli
impiccati: si prende nome di un dio con attributo altra divinit che poi il
referente della kenning).
Altro passo interessante: INTENTIO SCRIPTORIS: brano che da chiave
interpretativa che serve a stabilire agli scaldi cristiani il rapporto tra mito e
poesia e si conclude cos: ma ora si deve questo dire ai giovani scaldi, a coloro
che amano apprendere larte poetica conservando le antiche denominazioni
che gli antichi scaldi hanno amato usare. A questo poeti dedicato questo libro
e loro devono prendere questo libro x diletto e per ammaestramento e devono
ricavare tutte le antiche denominazioni poetiche legate al mito. I giovani poeti
devono considerare queste kenningar che gli antichi poeti hanno amato usare
anche sono implicate con il mito. Ma i cristiani non devono credere agli dei
antichi in altro modo se non in quello che si detto allinizio di questo libro
quando si raccontato degli eventi che hanno distorto uomini da retta fede e di
come quegli asiani che venivano dalla turchia (aesir).terre del nord (leggi):
c in questo passo degli skascaparmal un riferimento al prologo delledda.
Prologo delledda che inizia citando Dio onnipotente, quindi un testo cristiano,
proprio x la sua patente veste cristiana stata allinizio della ricezione
delledda di snorri, ritenuto spurio, come unaggiunta secondaria proprio
perch contrastava quellatteggiamento di simpatia nei confronti dei miti che
c in tutto il testo.
Questo discorso serve a legittimare, in prospettiva cristiana, le forme dellarte
tradizionale.
Queste kenningar scaldiche saranno la causa per cui edda snorri avr sua
continuit, allinterno cultura norrena e produrr recupero moderno che ci ha
consentito laccesso a questi testi.
Quindi interpretazione linguaggio legata a interpretazione religiosa, come
prospettiva cristiana e pagana siano coesistenti su piani diversi. Con
cristianizzazione islanda, anno 1000 e dopo questo le forme scaldiche non
vengono abbandonate. In una prima fase c maggiore cautela ad usare i miti
delle divinit pagane.

17 DICEMBRE
Il sistema credenze mitologiche ed epiche entra nel sistema della kenningar,
cio del linguaggio figurato che tratto pi caratteristico della poesia scaldica.
Nel 700 inglese, questi erano tratti meno apprezzati e si pensava alla poesia
scaldica come semplice ed immediata e questo linguaggio figurato si faceva
fatica da capire. Inoltre questi manoscritti retorici grammaticali del 1300
continuano ad essere copiati nellIslanda moderna perch servono come base
per redigere un nuovo centro poetico che rimpiazza in Islanda, dopo perdita di
indipendenza questa tipo di poesia con le RIMUR: ballate che per continuano a
studiare la poesia scaldica perch ne ripetono le kenningar. Questo garantisce
continuit nella tradizione scolastica islandese prima che vengano riscoperte
fuori dallIslanda.
UMANESIMO: porta riscoperta di due importanti testi latini, uno latino ed uno
medievale che sono fondamentali per la riscoperta dei testi nordici: CODICE
DELLA GERMANIA /ghermania/ di Tacito, manoscritto perduto, ritrovato nel
1995, finisce nelle mani di Piccoboni che sar poi papa che lo studia e lo
interpreta secondo la controversia culturale cattolica. Questo testo dellet
romana veniva impiegato per spiegare il carattere dei tedeschi (nemici dei
luterani).
50 anni dopo viene pubblicato a Parigi linizio princeps dei TEXTI ADANORUM di
SAXUS GRAMMATICUS, testo latino che tramite, per i paesi Europa
meridionale per avvicinarsi alla Scandinavia. un testo che racconta molti miti.
La prima derivazione dei materiali nordici in ambito europeo tra il XV e XVI
secolo la DERIVAZIONE AMLETICA: Amleto un personaggio che troviamo nei
libri terzo e quarto dei TEXTI ADANORUM con una trama simile, con qualche

riaggiustamento a quella di Shakespeare. Questa materia amletica si diffusa


tramite Francia ed Inghilterra.
La tematica dellAmleto arriva in Inghilterra elisabettiana tramite un
POLIGRAFO FRANCESE: Belleforest che scrive histoires tragiques e in queste
c la storia di Amleto.
Siamo nella prima rivoluzione borghese: si ha senso superiorit, di grande
distanza dagli antichi perch si intende la storia come progresso.
II PARTE LEZIONE
Difficolt a distinguere il testo originale dalla traduzione. La filologia moderna
che poi si avvale del metodo di Lachman, stato scoperto dagli studi di
Timpanaro, che le origini di questo metodo stanno nella filologia biblica del 18
secolo. La filologia biblica si era voluta confrontare con i problemi del testo: ha
dovuto capire la non identit tra testo e manoscritto, cosa che x le altre
tradizioni non era ancora ben chiaro: quando si trovava un manoscritto lo si
evitava e questo manoscritto veniva scambiato x essere loriginale. (prima
filologia biblica, poi quella moderna con Lachman e poi la filologia romanza,
germanica, slava quindi le filologie nazionali che tutte vengono rinnovate
dalle scoperte della filologia biblica).
C questa tendenza a scambiare i manoscritti per gli originali e non si
capiscono ancora i problemi della tradizione manoscritta dei testi. Questa
supervalutazione del valore testimoniale del singolo manoscritto da luogo a
delle contraffazioni: redatti dei falsi manoscritti che poi erano venduti. Ancora
non chiara la distinzione tra anglosassone e inglese medio. Quando Persi
pubblica queste reliquie della antica letteratura inglese (1765), una tradizione
pi moderna che scambia per antichissima: non c senso profondit storica.
PAUL HENRY MALLET
Lui ha scritto su commissione del re danese una storia di danimarca e poi
aveva attinto alla tradizione dei poeti islandesi per illustrare la preistoria di
questa storia danese. Cos nel secondo volume della sua storia aveva
pubblicato ledda di snorri. Quindi abbiamo detto che lui attualizza il mito della
translatio, della migratio, due miti caratteristici della storia medievale che sono
illustrati del prologo delledda con idea che gli scandinavi provenivano dal
medio oriente, da troia e quindi ribadisce le origini alte di questa poesia nordica
paragonabile alla dignit della tradizione classica. Questa idea che estremo
nord Europa fosse FONS ET ORIGO EUROPAE: apprezzamento delle
interferenze delle popolazioni germaniche sulla vita politica perch avevano
avuto influenza sulla nascita della vita giuridica europea, il diritto moderno si
fondava anche sul diritto di queste popolazioni germaniche e quindi la materia
giuridica europea nasceva dal contatto tra queste popolazioni nordiche. Questa
non solo una scoperta degli intellettuali danesi, islandesi ecc ma anche

Scipione Maffei, erudito del 600 veronese, il quale ha tutta una apertura agli
elementi germanici in Italia che ritiene la matrice della storia del diritto italiano.
VOLUSPA
Carme, profezia della veggente che racconta un rituale con cui Odine risveglia
una veggente morta per farsi spiegare della fine del mondo divino ed il carme
che apriva il codex regius delledda poetica che nel 1643 era finito nella
biblioteca di copenaghen. Nel 1665 era stato pubblicato nella edition princeps
con la traduzione latina e danese. Abbiamo anche parlato della opera di
Bartholin, della storia culturale dei danesi e del loro carattere eroico e lui
grande collettore di testi danesi: lui cerca estratti testi danesi, li cita, li traduce,
ci fonda il suo discorso.
Poi pubblicata la traduzione di Hikens nel suo tesaurus