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Corrado de Francesco 20/02/2005 - Testi e nuovi media (TNM) > Introduzione - p.

1
Introduzione
Scrivere per i nuovi media richiede competenze
diverse. Ho cercato di trasmetterle pagina dopo
pagina in un testo scritto con un layout nuovo che
permetta una lettura a pi livelli.
Capitoli corti, facili da leggere e da assimilare.
Pagine a layout fisso: ogni pagina un argomento
con testo, elementi visuali, punti essenziali e
spunti di approfondimento. Nel testo, colore e
grassetto mettono in evidenza le parole chiave e i
punti importanti.
Tutti i capitoli si concludono con indicazioni di
lettura (su carta e web) e con esercizi per mettersi
alla prova. Glossario con centinaia di termini,
sitografia e bibliografia con commenti per ogni
voce.
Ti consiglio la lettura a video: solo cos puoi
seguire i collegamenti interni al testo (segnalati
da una cornice tratteggiata) e quelli esterni con i
siti web citati (sono sempre preceduti da una
freccia ).
E solo la lettura a video ti permette di cercare nel
testo con la funzione Ricerca di Acrobat.
NB: ho impostato le modalit di apertura in modo
da avere solo la mappa del testo (Segnalibri a
sinistra) e il testo della pagina (a destra) senza
barre delle icone e dei men. Se vuoi attivarle ti
basta premere F8 (icone) e F9 (men). Il file
protetto: puoi stamparlo su carta e, se disponi di
Acrobat (Professional o Standard), puoi inserire
note e richiami visuali ma non puoi modificare il
testo n usare le funzioni di copia e incolla.
Ho ideato la struttura di questo testo pensando
alla necessit di aggiornamento continuo: questa
la seconda edizione (chiusa al 20 febbraio 2005).
Ti sar quindi grato per i suggerimenti che mi
vorrai inviare per la terza edizione prevista per il
febbraio 2006.
I capitoli sono organizzati in quattro parti:
Dai libri al web Qui vediamo come molti dei problemi dei nuovi media fossero gi presenti
secoli fa. Vedremo anche come la produzione di informazioni si sia accelerata
con la diffusione di personal computer e Internet. Il sovraccarico informativo
caratterizza vecchie e nuove professioni e rende sempre pi preziose le
capacit proprie del lavoro intellettuale. Dalla comparazione internazionale
emergono poi alcuni tratti caratteristici del caso italiano.
Usare il web Qui ho un obiettivo di tipo pratico: metterti in grado di cercare (e trovare) i
diversi tipi di informazioni esistenti oggi sul web e di gestire in maniera
efficiente le informazioni che trovi on-line.
Elementi del testo I capitoli di questa parte possono essere utilizzati in modo autonomo da quelli
delle due parti precedenti. Lobiettivo di questa parte infatti fornire il
quadro di riferimento per la progettazione e redazione di testi.
Testi per i nuovi media I capitoli di questa parte hanno un obiettivo pratico: dare indicazioni e consigli
su come organizzare testi per i nuovi media. I capitoli che seguono danno per
scontato lutilizzo di Word e la capacit di trattare caratteri, parole, paragrafi
e pagine.
Corrado de Francesco
Nuovi media e Editoria multimediale
Facolt di Scienze della comunicazione e delleconomia
Universit di Modena e Reggio Emilia
http://dolly.cei.unimo.it Nuovi media
defrancesco.corrado@unimore.it
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 4
Forma e struttura dei primi libri
Uso del colore, immagine contornata da parole,
evidenzazione di parti di testo: 1000 anni fa
esisteva gi la capacit di usare colore, testo e
immagini per facilitare la lettura e la ricerca delle
informazioni. Gli amanuensi sapevano definire
bene il layout (disegno della pagina con
indicazione della posizione del testo e delle
immagini nella pagina). Oggi come allora il layout
di pagina, limmagine e il colore sono importanti
per rendere la lettura gradevole e pi facile.
Tuttavia la scrittura a mano e luso della
pergamena si riflettevano sul costo dei codici.
Niente di strano se il numero dei codici cresceva
lentamente: si stima oggi che nel 1450 vi fossero
in Europa tra i 200.000 e i 300.000 codici (Braida
2000, p. 21).
Dopo due anni di lavoro, Gutenberg realizza nel
1456 a Magonza (Germania) il primo libro
stampato su carta a caratteri mobili: la Bibbia. Ne
stampa 180 copie: un numero enorme per lepoca.
Grazie alla stampa i libri si diffondono: tra il 1456
ed il 1500 ne sarebbero stati stampati tra 10 e 20
milioni (Braida 2000, p. 21).
Nella seconda met del 1400 la stampa abbatte il
costo della produzione dei testi ma non risolve il
problema del colore: lunica soluzione colorare a
mano il testo stampato. In compenso si guadagna
in portabilit: le dimensioni dei libri a stampa
sono ben pi ridotte rispetto a quelle dei codici
manoscritti.
Con litaliano Aldo Manuzio (1450-1514) la stampa
fa un salto di qualit: grazie a lui, a partire dal
1501, vengono introdotti luso del corsivo (italic), il
formato in 8 (tascabili di 9 x 15 cm), la
numerazione delle pagine e i primi cataloghi
editoriali (Lowry 2000).
Gi allinizio del 1500 ci si rende conto che luso
coerente della grafica (forma e colore del testo)
non basta a facilitare la ricerca delle informazioni
nel testo. Soprattutto in libri di piccolo formato
(l8 di cm 9 x 15) che hanno sempre pi pagine.
Malgrado lassenza di dispositivi che facilitino il
lavoro redazionale (tutto va fatto a mano) si
incomincia a fare di pi. Quasi come se si volesse
compensare la perdita del colore con laumento
della strutturazione logica. In realt si cerca gi di
rendere gestibile una massa crescente di
informazioni.
E cos gli stampatori incominciano una
ininterrotta serie di esperimenti per trovare i
modi di comunicare meglio e facilitare laccesso
alle informazioni. Nel corso del 1500 si diffondono
gli elementi di navigazione di base del libro
moderno:
colophon
intestazioni di pagina
numerazione delle pagine
indici per argomenti
parole chiave
e nascono i primi strumenti per la ricerca dei testi:
i cataloghi editoriali.
Prerequisiti In questo capitolo
Disponibilit di connessione Internet, utilizzo di
browser.
vediamo come alcuni dei problemi attuali nella
produzione dei testi con i nuovi media fossero gi
emersi secoli fa agli albori della stampa.
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Colore e immagine
Sino alla met del 1400 le informazioni venivano
trasmesse in forma di codice (manoscritto) copiati
a mano dagli amanuensi. Il codice (codex) era
stato una grande innovazione rispetto ai testi
scritti su rotoli (papiri) e su tavolette: si poteva
scrivere anche sul retro, era pi semplice da
sfogliare, occupava meno spazio.
Se i codici pi antichi risalgono al 2 secolo erano
prodotti su fogli di una carta rudimentale
realizzata con il papiro, a partire dal 4 secolo si
diffonde luso della pergamena (prodotta dalla
pelle di capre e pecore). Un materiale pi costoso
ma pi resistente e che poteva essere scritto su
entrambe i versi.
I codici di 1000 anni fa mostrano un uso sapiente
del colore, la scelta di contornare le immagini con
parole e di evidenziare parti di testo. 1000 anni fa
chi produceva a mano un codice aveva la capacit
di usare colore, testo e immagini.
Ci si dimentica spesso della ricchezza visiva e
comunicativa dei codici medievali. Il codice del
1100 riprodotto nella figura sottostante ha un
layout moderno che non sfigurerebbe tra i titoli
editoriali di oggi.
Codice manoscritto del 1100: bestiario
Codice del 1100
conservato alla
Bodleian Library,
University of Oxford.
Come vedi, luso del
colore e delle
immagini rendevano
la lettura facile e
gradevole.
Fonte: Bodley Library (Oxford, UK)
http://www.odl.ox.ac.uk/collections/ browse images of manuscripts.
Colore e immagine... I templi dei manoscritti
i codici di 1000 anni fa usavano:
testo su due colonne
immagini nel testo
colore per parole e parti importanti
armonia di pagina
messaggi visuali
cosa sarebbero queste immagini in bianco e nero?
tra le maggiori raccolte di codici:

Bodleian Library: fondata nel 1602 incorporando


varie biblioteche costituite alla met del 15 secolo
presso luniversit di Oxford, ha digitalizzato codici
che risalgono al 1100 http://www.bodley.ox.ac.uk

Biblioteca Vaticana: ha collezioni di codici uniche al


mondo http://www.vatican.va biblioteca.
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Codici manoscritti
I codici erano scritti e decorati a mano dagli
amanuensi. Puoi quindi immaginare come la
produzione dei testi fosse lenta e il loro valore
elevato: un codice costava come un cavallo da
guerra sia per per il costo di carta e pergamena
ma soprattutto per il lavoro umano necessario a
produrlo.
Certo, un codice veniva conservato con cura e non
distrutto dopo luso come avviene oggi con molti
libri. Tuttavia il numero dei codici cresceva
lentamente: si stima che nel 1450 vi fossero in
tutta lEuropa tra i 200.000 e i 300.000 codici.
Codice manoscritto del 1100: erbario
Codice (erbario) del
1100 conservato alla
Bodleian Library,
University of Oxford.
Come vedi, nei codici
non esistono
intestazioni e pi di
pagina che
permettano di sapere
il punto e la pagina in
cui ci si trova (come
invece avviene nei
libri).
Fonte: Bodley Library (Oxford, UK)
http://www.odl.ox.ac.uk/collections/ browse images of manuscripts.
Il testo dei codici Cercare informazioni sui codici
era:
in latino
molto fitto (costo carta)
senza numeri di pagina
senza intestazioni
ma spesso aveva gi un layout moderno.
Le enciclopedie on-line sono una prima risorsa per
cercare immagini e informazioni sui codici medioevali:

Encyclopdia Britannica
http://www.britannica.com uneccellente fonte di
informazioni (in inglese e a pagamento): se la usi
cerca codex

Encarta http://www.encarta.msn.it (di Microsoft) in


italiano: se la usi cerca manoscritto

Wikipedia http://en.wikipedia.org non contiene


immagini ma le voci (in inglese e in parte anche in
italiano) sono da vedere (e gratis): se la usi cerca
codex.
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Nasce il libro
La nascita della stampa alla met del 1400 ha
implicato la soluzione di vari problemi tecnici.
Uno riguardava il supporto, un altro problema era
la modalit di trasferimento del testo. Si trattava
di sostituire alla pergamena un materiale meno
costoso e di realizzare con una macchina ci che
gli amanuensi facevano a mano. Al di fuori
dellEuropa, gi da tempo, si erano esplorate
nuove strade in questa direzione.
La carta veniva utilizzata in Cina gi intorno al 100
d.C. e sempre in Cina, intorno al 600 d.C., si
utilizzava la stampa a blocchi: il testo era inciso su
un blocco di legno che veniva poi passato su un
tampone inchiostrato. Intorno al 1000 d.C. in Cina
si incomincia a utilizzare la stampa a
caratteri mobili ma la diffusione scarsa forse a
causa dellelevato numero di caratteri della
scrittura cinese.
Carta e caratteri mobili vengono introdotti in
Europa dagli Arabi. Gutenberg non inventa
dunque la stampa a caratteri mobili. Risolve per
vari problemi: utilizza per la prima volta il torchio
e trova la soluzione al problema
dellinchiostratura tramite una particolare lega di
metallo utilizzata per la fusione dei caratteri.
La fusione e la composizione degli oltre 100.000
caratteri occupa due anni di lavoro: nel 1456
Gutenberg stampa a Magonza (Germania) il
primo libro a caratteri mobili (la Bibbia).
Pagina della Bibbia di Gutenberg: 1456
Pagina della Bibbia di
Gutenberg conservata
alla Huntington
Library di Pasadena
(California, USA).
Limmagine non
rende lidea della
dimensione del
volume: ben 36 cm di
altezza per 29 di
larghezza.
Fonte: Huntington Library (Pasadena CA, USA)
http://www.huntington.org Treasures of the Huntington Library The Gutenberg Bible.
1456: il primo libro stampato Dopo 500 anni
dopo 2 anni di lavoro Gutenberg pubblica a
Magonza la Bibbia:
caratteri utilizzati = 100.000
copie stampate = 180
pagine = 1.282 di 42 linee
passaggi al torchio = 230.000
formato pagina = 21 x 31 cm
dimensioni volume = 29 x 36 cm
per un libro da leggere senza occhiali.
delle 180 copie ne rimangono 48. Per eccellenti
immagini digitali (formato JPG) di 2 bibbie:

British Library (London)


http://www.bl.uk treasures in full.
Sulle origini del libro e della stampa consulta queste
voci di enciclopedie on-line:

Encyclopdia Britannica
http://www.britannica.com search publishing, history

Encarta http://www.encarta.msn.it search libro

Wikipedia http://en.wikipedia.org search book.


Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 8
Diffusione della stampa nel 1400
Nel 1450 vi erano in Europa tra i 200.000 e i
300.000 codici manoscritti. In meno di 50 anni
dalla comparsa della Bibbia di Gutenberg
sarebbero stati messi in circolazione tra 10 e 20
milioni di libri (Braida 2000, p. 21).
In complesso, sarebbero state tra 27.000 e 35.000
le edizioni di incunaboli (cos si chiamano i libri
pubblicati sino al 31 dicembre 1500). La risposta
del mercato era stata dunque molto positiva: e
non poteva essere altrimenti visto che gli
incunaboli costavano molto meno rispetto ai
codici manoscritti.
La produzione editoriale di questo primo periodo
vede in testa lItalia con il 40% delle
edizioni, seguita da Germania (31%) e Francia
con il 16% (Braida 2000, p. 22).
E allinterno del paese leader c una citt leader:
Venezia. Alla fine del 1400 Venezia
rappresentava il 50% della produzione italiana
(Braida 2000, p. 23) e entro la fine del secolo, circa
150 torchi veneziani avevano prodotto oltre
4.000 edizioni, pari a quasi il doppio della
produzione di Parigi, la pi immediata rivale di
Venezia in questo campo (Lowry 2000, p. 14).
Il predominio di Venezia dura diversi decenni: la
citt lagunare rimarr sino quasi alla met del
1500 il principale centro europeo del libro (Braida
2000, p. 28).
Libro del 1491
Pagina iniziale
dellInferno di Dante
in unedizione del
1491.
Questa e altre
immagini di edizioni
delle opere di Dante
sono reperibili sul sito
della University of
Notre Dame (USA)
dedicato ad
unesposizione sulle
edizioni di Dante nel
periodo 1472-1629.
Fonte: University of Notre Dame (Notre Dame, Indiana, USA)
http://www.nd.edu library OnLine Exhibits and Digital Collections Renaissance
Dante in Print.
La diffusione della stampa Il ruolo di Venezia
in 50 anni enorme:
1450 = 200.000 codici
1500 = 10-20 milioni di libri
1456-1500 = 30.000 edizioni
1500-1600 = 300.000 edizioni
ma non paragonabile a quanto avvenuto negli
ultimi 10 anni del secolo scorso (1990-1999).
Alla fine del 1400 Venezia la capitale mondiale della
stampa: pi di 100 stampatori e un terzo della
produzione globale. una sorta di Silicon Valley ante
litteram. Come nella Silicon Valley californiana degli
anni 80 anche nella Venezia del 1500 cerano, insieme:

capitale di rischio

forza lavoro istruita

vie di comunicazione

mercato (mercanti e altre fasce di popolazione con


reddito elevato).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 9
Manuzio
Dopo Gutenberg passano quasi 50 anni prima di
arrivare alla qualit di stampa di Aldo Manuzio.
Manuzio nasce a Bassiano (presso Roma) nel
1450. Tutore dei principi di Carpi nel 1480, e
docente alluniversit di Ferrara negli anni
seguenti, allinizio degli anni 90 si trasferisce a
Venezia.
La scelta non casuale: gi alla fine del 1400
Venezia la capitale europea (e allepoca,
mondiale) della stampa. L operano stampatori
famosi come Nicholas Jenson (1420-1480). Puoi
avere unidea dellimportanza di Venezia per la
storia della stampa cercando Venice printing con
A9 http://a9.com books.
La seconda parte della sua vita (sino alla morte
avvenuta nel 1514) vede la prevalenza dellattivit
di editore. Aldo diventa ben presto famoso per la
sua capacit di curare sia la qualit del contenuto
che lestetica.
Pagina di volume di Aldo Manuzio: 1499
Una pagina di quello
che molti collezionisti
considerano il pi bel
libro del
rinascimento:
lHypnerotomachia
Poliphili. Lautore
per alcuni tale
Francesco Colonna e
per altri Leon Battista
Alberti.
Lopera stampata
da Aldo Manuzio nel
1499.
Fonte: MIT Press (Cambridge Mass., USA)
http://mitpress.mit.edu/e-books/HP/
Aldo Manuzio Immagini delle aldine
era un letterato che credeva
nella necessit di diffondere la cultura
nella tecnologia
nelliniziativa privata
questa lidea che io mi sono fatto di lui...
Le edizioni di Aldo Manuzio (le aldine) rappresentano
un mito per qualsiasi bibliofilo. Ben presenti nelle
biblioteche italiane (ad esempio alla Biblioteca
Ambrosiana di Milano o alla Biblioteca Marciana a
Venezia) per difficile vederle. Immagini delle aldine
sono oggi disponibili grazie al web. Ad esempio, la
riproduzione digitale dellintera opera
Hypnerotomachia Poliphili di Manuzio (ben 467
immagini di altrettante pagine) disponibile presso la
casa editrice del Massachusetts Institute of Technology
(MIT) http://mitpress.mit.edu/e-books/HP/
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 10
Manuzio e il corsivo
Agli inizi del 1500, Aldo rivoluziona la stampa
introducendo un carattere di piccole dimensioni
e di grande eleganza: il corsivo o italico o anche
Aldino. Manuzio fa incidere i caratteri in corsivo
a Francesco Griffo e ottiene un diritto di esclusiva
sia dal Doge che dal Papa (Lowry 2000, p. 202-203). Il
corsivo la versione a stampa della calligrafia
cancelleresca (scrittura in uso negli uffici del
governo di Venezia) e permette di diminuire le
dimensioni del libro.
Aldo decide di pubblicare testi classici greci e
latini senza note: scelta che, insieme alluso del
corsivo, permette lutilizzo di un formato piccolo:
lottavo (8 = cm 15 x 9)(Lowry 2000, p. 188-189).
Manuzio noto anche per essere stato il primo
editore a pubblicare un catalogo dei suoi libri:
I primi cataloghi di una casa editrice recanti il
prezzo di ciascun volume furono quelli pubblicati
da Aldo Manuzio nel 1498... (Steinberg 1982, p. 100).
Il suo logo (ancora e delfino) e il motto festina
lente (affrettati lentamente) diventano ben
presto famosi in tutta Europa (Lowry arriva a dire
che Manuzio stato uno dei fondatori della
pubblicit...)(Lowry 2000, p. 405).
Infine, Manuzio sembra essere il primo editore a
numerare le pagine: la numerazione delle pagine
...impiegata forse per la prima volta da Aldo
Manuzio nel 1499 nelle Cornucopiae di Niccol
Perotto... divent duso corrente ... nel secondo
quarto del secolo XVI (Febvre & Martin 1988, p. 97-98).
Corsivo di volume di Aldo Manuzio: 1501
Testo in corsivo in un
volume di Aldo
Manuzio del 1501.
Come puoi notare, il
tipografo otteneva la
giustificazione
(allineamento a
destra) del testo
inserendo spazi qua e
l, anche prima della
punteggiatura.
Fonte: University of Notre Dame (Notre Dame, Indiana, USA)
http:/www.nd.edu/~dharley/HistIdeas/Aldus.html Ideas in Society (corso universitario di
David Harley).
Cosa cambia con Manuzio Carattere piccolo = libri piccoli...
Le innovazioni di Manuzio sono notevoli:
corsivo
formato 8 (mm 154 x 94)
testi senza note
numerazione pagine
cataloghi editoriali
ma come mai in Italia non lo conosciamo?
Luso del corsivo e del formato 8 permetteva la
produzione di libri pi piccoli e quindi tascabili e
portatili. Tutto ci, unito ad una riduzione di costo,
portava ad un aumento della diffusione del libro. Ma su
questo punto non esiste concordanza di opinioni tra gli
storici (Lowry 2000, p. 413-414). Daltronde, gi prima
dellintroduzione del corsivo, si pubblicavano libri di
formato minore dellottavo.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 11
Produzione di Manuzio
Agli inizi del 1500 Manuzio riusciva a produrre e
vendere un migliaio di copie per ogni edizione
(Lowry 2000, p. 335): un numero enorme se pensi che
nelleuropa del 1500 la stragrande maggioranza
della popolazione era analfabeta e tra chi era in
grado di leggere pochi avevano reddito
sufficiente per comprare libri.
Il successo dellimpresa editoriale di Manuzio
dipendeva dalla qualit dei suo testi sia sotto
laspetto redazionale che tipografico. E le
contraffazioni non mancavano malgrado le bolle
papali con le quali Aldo si era assicurato il diritto
di esclusiva nellutilizzo del corsivo (oggi avrebbe
cercato di difendersi brevettando il suo carattere).
Logo di Aldo Manuzio
Lancora e il delfino:
il logo di Manuzio in
un volume stampato
da Aldo nel 1507.
Come vedi, un bel
logo rimane bello
anche a 500 anni di
distanza e unito al
motto Festina lente
fa di Manuzio uno
dei fondatori della
moderna pubblicit
(Lowry 2000, p. 405).
Fonte: MIT Press (Cambridge Mass., USA) http://mitpress.mit.edu/e-books/HP/
La produzione di Manuzio Ricerche on-line su Manuzio
dal 1494 al 1515

134 edizioni
68 latino
58 in greco
8 in italiano
e 1.000 copie per ogni edizione.
Se ti interessa trovare sul web qualcosa su Manuzio non
limitarti a cercare Manuzio ma cerca anche il suo nome
in inglese (Manutius) o cerca Aldine (come venivano
chiamate le edizioni di Aldo Manuzio). Ad esempio:

Encyclopdia Britannica
http://www.britannica.com search manutius

Wikipedia
http://en.wikipedia.org search manutius.
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Lunghezza della riga
Nessuno si mai sognato di pubblicare un
giornale in cui ogni articolo corresse in
orizzontale da un bordo allaltro del foglio. Chi
fa i quotidiani o i periodici conosce bene
limportanza della lunghezza della riga
(giustezza) sia su carta che a video. E daltronde,
da tempo si sa che locchio legge senza
movimenti testi non pi larghi di 8 cm.
La soluzione per garantire la leggibilit consiste
allora nel ridurre le dimensioni del foglio o nel
ripartire il testo su colonne.
Del resto, gi nei codici medievali la leggibilit
veniva ottenuta con il testo su due colonne. Agli
inizi del 1500 Manuzio assicura la leggibilit
dimezzando la dimensione della pagina (formato
in 8 = pagina di 9 cm).
Oggi, la possibilit di stampare i testi prodotti
con il computer si accompagna con la tendenza
ad occupare tutta la larghezza del foglio (A4 = 21
cm) senza alcuna preoccupazione per la
leggibilit del testo. Tu evita di fare cos e
abituati a usare le colonne di testo.
Testo fitto in un libro del 1484
Una pagina
dellInferno di Dante
in unedizione del
1484.
Nota il commento a
lato delle terzine:
locchio tende a
fuggire da linee
lunghe e fitte come
quelle nella parte
bassa della pagina.
Fonte: Notre Dame University (Notre Dame, Indiana, USA)
http://www.nd.edu library OnLine Exhibits and Digital Collections Renaissance
Dante in Print.
Righe lunghe Attenzione alle righe lunghe...
rendono difficile la lettura...
Soluzione:
2 colonne di testo (codici, Gutenberg)
oppure
1 pagina stretta (Manuzio)
capisci adesso perch certe relazioni e tesine sono
cos poco leggibili?
Sul web facile incontrare testi che passano da un
eccesso allaltro: si va da righe di 3-4 parole a righe
dilatate da unestremit allaltra dello schermo. Come
mai molti, soprattutto nelle universit, non fanno
tesoro dellesperienza fatta in 500 anni di stampa? E s
che con Word facile ripartire il testo su colonne
affiancate. E d'altronde moltissime riviste scientifiche
impostano il testo su due colonne: ad esempio Public
Library of Science (PLOS) http://plos.org.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 13
Lunghezza del paragrafo
Nel 1500 il costo della carta incideva molto pi di
oggi sul costo finale del libro: sembra addirittura
per il 50%. Gli editori dellepoca avevano quindi
tutte le ragioni per non lasciare nessuno spazio
tra un paragrafo (o capoverso) e laltro. Ma
alcuni si rendevano conto che occorreva
segnalare i paragrafi (anche se questo
comportava uno spreco di carta).
Manuzio usava un sistema che sarebbe poi
arrivato sino a noi. Per segnalare linizio dei
paragrafi andava a capo e rientrava la prima riga
di qualche spazio. La sua superiorit come
editore risalta anche in questa sua capacit di
coniugare estetica e struttura.
Aldo non si sarebbe mai sognato di attaccare
insieme pi paragrafi per risparmiare qualche
soldo di carta. Capiva che la lunghezza del
paragrafo era un fattore importante di
leggibilit. Non tutti gli stampatori dellepoca
erano come Aldo Manuzio. I pi avrebbero fatto
i salti mortali per risparmiare sulla carta.
Questa abitudine a non lasciare spazio tra i
paragrafi per risparmiare carta rimane viva anche
tra chi oggi scrive non per la carta ma per il
video. E cos la tendenza a paragrafi lunghi
unintera pagina o pi. Ma tu evita di fare cos e
segui la regola: un paragrafo = unidea.
Pagina di volume di Aldo Manuzio: 1499
Una pagina di
Hypnerotomachia
Poliphili stampato da
Aldo Manuzio nel
1499.
Come vedi, linizio di
ciascuno dei tre
paragrafi segnalato
dal rientro della
prima riga.
Fonte: MIT Press (Cambridge Mass., USA) http://mitpress.mit.edu/e-books/HP/
Paragrafi lunghi E oggi?
rendono difficile la lettura... Soluzione al
problema:
capilettera (codici, Gutenberg)
rientri di inizio riga (Manuzio)
e lo spazio tra i paragrafi?
Come hai visto, Manuzio nel 1499 segnalava la fine di
un paragrafo andando a capo e rientrando la prima riga
di alcune battute. il sistema che si trova tuttora nei
libri a stampa per unatavica tendenza degli editori a
risparmiare sulla carta. Come mai spesso sul web non ci
si preoccupa di segnalare in modo chiaro la fine del
paragrafo? E s che a video lo spazio non costa nulla.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 14
Formati nel testo
Gi al tempo degli incunaboli si era posto il
problema dellutilizzo di formati diversi nel
testo. Unesposizione della University of Notre
Dame sulle edizioni di Dante (Renaissance Dante
in Print: 1472-1629) permette di vedere come era
stato risolto il problema gi nella seconda met
del 1400:
il testo di commento contornava a lato e in
basso le terzine,
il commento era stampato tutto di seguito per
sfruttare al massimo lo spazio disponibile,
il carattere usato per il commento era
nettamente pi piccolo.
Pochi anni dopo la Bibbia di Gutenberg (1456) gli
stampatori avevano capito la necessit di definire
un layout e una gabbia di stampa entro cui
collocare e distinguere visivamente gli elementi
del testo.
Su questi temi ritorneremo parlando degli
standard del testo. Qui ti basti immaginare la
complessit di definire e mantenere gli standard
nella composizione tipografica a caratteri mobili:
per alcune edizioni in greco (ricche di accenti)
Manuzio aveva pi di 1.200 caratteri diversi.
Testo e commento in un libro del 1491
Una pagina della
Divina Commedia di
Dante Alighieri in
unedizione del 1491.
Anche in questa
pagina puoi notare la
differenza tra il testo
ed il commento.
Come vedi, il lettore
dellepoca non aveva
paura di usare il libro
con note e margine.
Fonte: University of Notre Dame (USA) http://www.italnet.nd.edu/Dante.
La forma del testo Quanti elementi testuali nel 1491...
vuol dire qualcosa:
formato grafico diverso

diverso significato logico
titoli e parti di testo hanno formati diversi ma
costanti.
Malgrado i problemi della composizione tipografica con
caratteri mobili il testo del 1491 che vedi nellimmagine
di questa pagina evidenzia in modo chiaro lesistenza di
elementi testuali indipendenti:

intestazione

inizio terzina

terzina

testo critico.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 15
Colophon
Al tempo dei codici manoscritti il colophon era
un messaggio che lo scriba poneva al termine del
manoscritto indicando il suo nome, il titolo, la
data. Il colophon scomparve nei primi libri per
poi riapparire successivamente.
Oggi il termine indica una serie di dati riportati
allinizio o alla fine del libro: titolo (per le
traduzioni: titolo e editore originale, traduttore),
copyright, editore, luogo e data di
pubblicazione, nome dello stampatore, codice
ISBN ( International Standard Book Number)
ecc.
Nei testi stampati negli Stati Uniti il colophon
comprende spesso anche altri dati:
data di nascita (e di morte) dellautore
software e hardware utilizzati
caratteri (font) impiegati
citazione consigliata
classificazione (subjects) adottata dalla Library
of Congress http://catalog.loc.gov basic search.
Le ultime due informazioni (citazione e soggetti
di classificazione) sono un ausilio notevole per
chiunque debba lavorare con quel testo: autore,
bibliotecario, studente, ricercatore, ecc.
Colophon in un libro del 1538
Prima pagina
(colophon) di un
manuale di retorica
del 1538.
Dallalto, puoi notare,
nellordine:
autore
Trapezuntius
titolo
rhetoricorum
luogo di stampa
Parisiis
stampatore
Wecheli
anno
1538.
Il logo di questo
editore non pu certo
competere con quello
di Manuzio...
Fonte: testo di propriet dellautore, 2000 Corrado de Francesco.
Cos questo libro? Colophon nei libri USA oggi
Nei primi libri non erano indicati:
titolo
autore
editore (stampatore)
anno
luogo
tutti dati necessari per classificare e trovare i libri.
Nei testi stampati negli USA compaiono i nomi
dellquipe che, insieme con lautore, ha prodotto il
testo. Alla realizzazione di un libro collaborano infatti
figure professionali diverse: responsabile editoriale e
redattore capo (publisher e editor), grafico della
copertina (cover design), progettista grafico (interior
design e interior layout), indicizzatore (indexer),
correttore di bozze (proofreader), coordinatore di
produzione (production coordinator).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 16
Estetica
Al tempo dei codici tutto doveva essere
realizzato a mano. I testi erano per pochi (ricchi)
e venivano miniati e colorati a mano.
Con lavvento della stampa il colore rimane
unattivit manuale costosa e riservata a poche
copie per i VIP. Cos avviene per una delle 180
bibbie di Gutenberg riservata al re dInghilterra e
ora visibile pagina per pagina sul web della
storica Bodleian Library di Oxford (UK)
http://www.bodley.ox.ac.uk.
Negli ultimi 20 anni il colore e la grafica sono
tornate alla grande nelleditoria: penso a come
sono diverse le guide turistiche, i manuali di
informatica e i testi scolastici di oggi rispetto a
quelli dei primi anni 80.
Solo nelleditoria universitaria il colore e la
grafica rimangono ancora oggi un tab: i libri
sembrano fatti per respingere il lettore. Come
mai?
Forse la risposta sta nelle dimensioni del mercato:
la bassa diffusione dellistruzione superiore nel
nostro paese non ha permesso di affrontare gli
investimenti necessari per la produzione di testi
didattici di maggiore qualit grafica, come, ad
esempio, quelli di Dorling Kindersley
http://www.dk.com.
Per fortuna, nelleditoria elettronica (on-line e
off-line) il colore non costa pi del bianco e nero.
Ecco perch ho deciso di pubblicare questo testo
solo in formato elettronico.
Pagine di un libro del 1538
La pagina a lato
tratta da un manuale
di retorica del 1538:
gli editori e autori
dellepoca non
avevano Word,
Pagemaker o Xpress
ma riuscivano
comunque a produrre
a mano dei bei testi.
Pensa alla fatica e alla
pazienza necessarie al
tipografo dellepoca
per comporre il testo
centrato della pagina
di sinistra.
Nelle pagine di
questo libro
compaiono gli
elementi di
navigazione dei libri
moderni: intestazione
con nome del volume
e numero di pagina.
Fonte: testo di propriet dellautore, 2000 Corrado de Francesco.
Rendere gradevole la lettura Produrre testi con il PC
era lobiettivo degli editori del Rinascimento
armonia
forma della pagina
titoli
capilettera
il contatto con il testo facile se laspetto bello.
Il personal computer ha rivoluzionato la produzione dei
testi: oggi, una sola persona (lautore) pu disporre
degli strumenti di produzione e pubblicazione del testo
che prima erano competenza esclusiva di figure
separate: autore, grafico, editor, tipografo, editore.
Colore e grafica entrano a far parte della fase di
creazione del testo. Ci vale in particolare per i testi
pubblicati in forma esclusivamente elettronica. A questo
aggiungo un aspetto straordinario: il testo elettronico
(come questo e-book) continuamente aggiornabile dal
suo autore.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 17
Indice
Toh, un manuale di retorica di 500 anni
disponeva di un indice per argomenti fatto a
mano con pazienza certosina. Oggi fare un indice
con Word molto pi semplice: sufficiente
inserire nel testo un codice con lindicazione
dellargomento. Ci pensa poi il software a
mettere gli argomenti in ordine alfabetico
indicando a lato di ciascuno la pagina
corrispondente.
Ma non pensare che lindice per argomenti sia
stato scoperto dalla Microsoft. I programmatori
hanno solo trovato il modo di accelerare funzioni
che prima erano svolte a mano.
Molti testi accademici scritti in Italia sono fatti
con Word. E Word permette di fare ottimi indici
degli argomenti. Tuttavia, nella maggior parte
dei testi accademici italiani lindice degli
argomenti non c. Peccato.
La frequente assenza degli indici dipende dalla
scarsa abitudine a classificare le informazioni:
difficile (se non impossibile) usare la funzione
campi soggetto di Word se non hai provato
prima a classificare le informazioni di cui fai uso.
Per imparare a fare gli indici imponiti di
classificare le informazioni cui accedi man mano.
Indice in un libro del 1538
La pagina a lato
lindice del manuale
di retorica del 1538
che hai gi visto nelle
pagine precedenti.
Puoi immaginare cosa
voleva dire fare a
mano un lavoro del
genere: occorreva
applicare la parola
chiave al testo,
prendere nota della
pagina in cui
compariva, riportarla
nellelenco alfabetico
delle voci e passare
alla pagina
successiva...
Fonte: testo di propriet dellautore, 2000 Corrado de Francesco.
Cosa c in questo testo? Indici
a questa domanda gi nel 1500 rispondevano:
tavola dei contenuti (sommario)
indice dei soggetti (argomenti)
intestazioni
numerazione pagine
parole chiave (keyword)
tutti dati necessari per cercare velocemente.
La definizione e attribuzione delle parole chiave non
facile: negli Stati Uniti esistono professionisti (indexer)
che si occupano proprio di questo compito al posto
dellautore. Gli indicizzatori statunitensi hanno anche
una loro associazione di categoria: lAmerican Society of
Indexers http://www.asindexing.org. L puoi trovare
indicazioni sui software specialistici per la gestione delle
parole chiave nei testi.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 18
Glosse
Gi nel 1500 si erano accorti che la lettura era
facilitata se oltre allindice per argomenti si
inserivano nel testo le glosse: ovvero mettendo a
margine la keyword (parola chiave) riportata poi
nellindice. 500 anni i primi editori si ponevano
lobiettivo di far risparmiare tempo (e fatica) al
lettore. E oggi?
Pensa a quando navighi in Internet e fai una
ricerca con un motore. Il motore di ricerca ti
segnala le pagine web che contengono la parola
che stai cercando ma non ti fanno vedere il
punto esatto dove compare (a meno che
compaia nel titolo della pagina o nella
descrizione).
Diciamo meglio: la ricerca con i motori
funzionerebbe meglio se chi fa una pagina web
si prendesse la briga di definire gli argomenti
proprio come si faceva nel nostro manuale del
1538.
Il fatto che ci vuole tempo per capire quali
keyword vanno definite e usate per quella
pagina web. D la verit: tu definisci le parole
chiave nelle propriet di tutti i file che crei?
Glosse in un manuale di retorica del 1538
Le glosse a margine
sono preziose per
trovare il punto di un
testo: nella pagina di
sinistra si parla di
allegoria, termine
riportato nellindice dei
soggetti che hai visto
nella figura precedente
Indice in un libro del
1538.
Invece delle glosse a
margine si poteva usare
il colore per evidenziare
le parole chiave: in un
codice manoscritto
sarebbe stata la
soluzione pi ovvia e
gradevole. Ma nel 1538
stampare in rosso una
parola era un problema
tecnico non risolvibile: si
sarebbe dovuto inserire
due volte nel torchio lo
stesso foglio.
Fonte: testo di propriet dellautore, 2000 Corrado de Francesco.
Dove si parla di? E oggi?
lindice dei soggetti non basta, occorrono:
glosse
evidenzazioni
nel 1500 lautore e leditore si preoccupavano di
far risparmiare tempo al lettore.
Ci sono editori universitari che negli ultimi anni hanno
incominciato a utilizzare costantemente le glosse nei
propri manuali universitari: il Mulino uno di questi
editori http://www.mulino.it (ma qui non trovi testi
elettronici). Puoi osservare luso (e lutilit) delle glosse
in un annuario statistico elettronico (formato PDF):
OECD, Education at a Glance 2004 http://www.oecd.org
online bookshop education at a glance browse it.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 19
Riferimenti
Termini Web e libri

codice (codex)

incunabolo

corsivo

formato dei libri

copyright

lunghezza del paragrafo

giustezza

colophon

numerazione pagine

intestazione pagine

parola chiave (keyword)

indicizzatore (indexer)

glossa

indice degli argomenti


Le enciclopedie on-line sono una prima risorsa:

Britannica http://www.britannica.com
uneccellente fonte di informazioni (in inglese):
sui codici cerca codex
sulle origini della stampa cerca publishing, history of

Encarta http://www.encarta.msn.it (di Microsoft) in italiano:


sui codici cerca manoscritto
sulle origini della stampa cerca libro

Wikipedia http://en.wikipedia.org
unenciclopedia gratuita e in continuo aggiornamento grazie allo sforzo
collettivo di tutti:
sui codici cerca codex
sulle origini della stampa cerca book, history
Ecco poi alcuni testi sulle origini della stampa:



Blasselle Bruno, Il libro dal papiro a Gutenberg, Milano, Electa-Gallimard,
1997.



Braida Lodovica, Stampa e cultura in Europa, Bari-Roma, Laterza, 2000.



Lowry Martin, Il mondo di Aldo Manuzio: affari e cultura nella Venezia del
Rinascimento, Roma, Il Veltro, 2000.
Da segnalare un testo ricco di splendide immagini a colori che mostrano, tra
laltro, come laspetto della bibbia di Gutenberg fosse pressoch identico a
quello delle bibbie manoscritte dellepoca:



Fssel Stephan, Gutenberg. Il mondo cambiato, Milano, Sylvestre Bonnard,
2001.
Se invece sei incuriosito da Manuzio e vuoi una copia (su carta) del suo
celebre volume Hypnerotomachia Poliphili sappi che leditore Adelphi ti offre
questa possibilit:
Colonna Francesco, Hypnerotomachia Poliphili, Milano, Adelphi, 2004 (2
volumi a cura di Marco Ariani e Mino Gabriele).
E infine ti segnalo due classici sulla storia della stampa che trovi in qualsiasi
buona biblioteca:
Febvre Lucien & Martin Henry-Jean, La nascita del libro, Bari-Roma,
Laterza, 1988.
Steinberg Sigfried, Cinque secoli di stampa, Torino, Einaudi, 1982.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 20
Esercizi
Forma e struttura dei primi libri
esempi di immagini
esempi di informazioni
raccolte di immagini
un fantastico progetto
Vuoi esempi di codici? Bene cerca immagini. Come? Semplice, fai cos:
con Google http://www.google.com vai in ricerca immagini e cerca codex
In modo analogo puoi reperire immagini di incunaboli e di testi antichi:
con Google http://www.google.com vai in ricerca immagini e cerca
"gutenberg bible", quindi incunabula e poi Manutius.
Vuoi informazioni pi complete su Manuzio? Prova a cercare con un motore
di ricerca:
con Google http://www.google.com cerca intitle:manutius: tra i vari
risultati troverai pagine web di alcune mostre dedicate a Manuzio negli
USA e la voce Manutius dellenciclopedia Wikipedia.
Per immagini JPG di codici medievali ti consiglio il sito della Bodley Library di
Oxford http://www.bodley.ox.ac.uk
Delle 180 copie originali della Bibbia di Gutenberg due sono state
digitalizzate dalla British Library di Londra e sono sfogliabili, pagina per
pagina http://prodigi.bl.uk/gutenbg
Sugli incunaboli ti consiglio lesposizione dedicata dalla University of Notre
Dame alle edizioni di Dante a partire dal 1472:
http://www.italnet.nd.edu/Dante
Su Manuzio ti consiglio i materiali di due esposizioni del 1995:
la prima tenuta alla biblioteca di Brigham Young University
http://www.lib.byu.edu events and exibits in aedibus Aldi
la seconda alla biblioteca di Simon Fraser University
http://www.lib.sfu.ca search manutius
Infine, se vuoi avere unidea dello stato dellarte circa i progetti di
digitalizzazione di testi antichi ti consiglio di vedere il progetto Turning the
pages della British Library
http://www.bl.uk collections treasures turning the pages, oppure
http://www.bl.uk/collections/treasures/digitisation2.html
hai quasi la sensazione di sfogliare preziosi manoscritti.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Forma e struttura dei primi libri - p. 21
Domande
Prova a rispondere Se non riesci, torna qui
Prima della scoperta della stampa in che
forma venivano trasmesse le
informazioni?
Colore e immagine
A chi e a quando viene fatta risalire la
nascita del libro?
Nasce il libro
Perch il corsivo si chiama Italic? Manuzio e il corsivo
Cosa significa giustezza? Lunghezza della riga
Quali dati contiene il colophon? Colophon
Come si fa a sapere cosa c in un libro?
In altre parole, quali sono gli strumenti di
navigazione da sempre esistenti nei libri?
Indice
Cosa sono le glosse? Glosse
Caratteristiche di Wikipedia Codici manoscritti + Nasce il libro
Quali sono le principali differenze tra
queste tre enciclopedie on-line:
Britannica, Encarta e Wikipedia?
Codici manoscritti + Nasce il libro
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 22
Diffusione di PC e Internet
Alla met del 1400 lutilizzo del torchio e dei
caratteri mobili permise la rapida diffusione della
stampa in Europa. I costi di produzione e
duplicazione dei testi si abbassarono
permettendo a molti laccesso alle informazioni.
E da allora? Senza entrare qui nel merito delle
modifiche intercorse nelle tecniche di stampa dal
1500 al 1900, palese che nel 1900 lintroduzione
della radio prima e della televisione poi hanno
avuto un impatto ancora maggiore: alla forma di
trasmissione scritta si affiancata quella audio e
quindi quella visuale. Ma la produzione
dellinformazione rimaneva costosa e riservata a
chi disponeva dei capitali necessari.
solo a partire dagli anni 80 che un
investimento di alcune migliaia di dollari
diventato sufficiente per permettere a chiunque
di produrre testi. Non stupisce, quindi, che molti
abbiano incominciato a sfruttare le potenzialit
del PC come strumento di diffusione dei testi in
forma digitale.
Negli anni 90 lespansione di Internet e
lintroduzione del world wide web hanno
segnato una drastica accelerazione del processo
di diffusione delle informazioni. Con il web
chiunque pu pubblicare i propri testi a costi
quasi inesistenti.
Da allora sono passati pochi anni: nel 1980 il PC
era una novit per pochi e nel 1995 Internet era
agli inizi della sua travolgente diffusione. Eppure
entrambi i fenomeni hanno aumentato in misura
imprevedibile la produzione di testi: se un PC e
una stampante avevano gi fatto s che ognuno
di noi potesse sentirsi (ed essere) non solo autore
ma anche editore, Internet ha accentuato ancora
di pi questa possibilit.
Vediamo allora le tappe principali della nascita e
diffusione del PC e di Internet:
1977 Nasce lApple II considerato il primo PC.
Linterfaccia grafica ancora di l da venire: il
video mostra caratteri a fosfori verdi.
1981 In novembre esce il PC IBM.
1981-1989 Anni dominati dal sistema operativo
MS-DOS di Microsoft da una totale assenza di
grafica e di colore.
1984 MacIntosh Apple il primo PC con
interfaccia grafica (icone). Hewlett Packard
mette sul mercato la prima stampante laser (HP
Laserjet).
1985 Adobe rilascia il primo programma di
impaginazione (desktop publishing). Appare il
primo prototipo di CD-ROM: passeranno quasi
10 anni prima che i lettori di CD si diffondano
commercialmente.
1987 Apple lancia Hypercard: il primo programma
di ipertesti.
1990 Microsoft presenta Windows: icone e
interfaccia grafica anche per i PC IBM (e
compatibili).
1990 La prima rete Internet (NSF, USA) collega 8
paesi (soprattutto universit e centri di
ricerca).
1990 Tim Berners Lee (CERN, Genve, CH) pone le
basi del web definendo il protocollo HTTP, lo
standard di URL e il linguaggio HTML.
1993 Viene realizzato il primo browser (Mosaic)
con interfaccia grafica.
1994 Netscape il browser leader di mercato.
1995 Microsoft corre ai ripari con il browser
Internet Explorer. Amazon la prima libreria
on-line.
1995 Altavista il primo motore di ricerca.
2003 Amazon ad ottobre lancia il servizio search
inside books: ricerca full-text nei libri.
2004 Google, ricca di 1,6 miliardi di $ raccolti ad
agosto con unofferta di azioni, avvia a
dicembre la digitalizzazione di milioni di
volumi di alcune grandi biblioteche
universitarie (Stanford, Michigan, Oxford,
ecc.).
E adesso qualche dato relativo al 2003 (ITU 2004
http://www.itu.int/ITU-D/ict/statistics/)
personal computer: 650 milioni
utenti Internet: 665 milioni
host (i computer collegati alla rete): 215 milioni
documenti web: da 4 miliardi a met 2002 a 8
miliardi a gennaio 2005 (Google).
Ma attenzione, gli oltre 8 miliardi di documenti
web scandagliati dai motori come Google
http://www.google.com sono solo una frazione del
cosiddetto deep web ovvero degli oltre 500
miliardi di pagine veicolate da Internet: The
deep Web is the information architecture that
produces what we read on the surface; the
surface itself exists only as long as a reader is
using it (Lyman 2002).
Prerequisiti In questo capitolo
Conoscenza elementare di Internet e delluso del
browser.
vediamo alcuni dati e date essenziali sulla diffusione di
PC e internet. Consideriamo termini quali:

dimensione e diffusione

differenze tra paesi

differenza tra gruppi sociali


prendiamo confidenza con le fonti dei dati sui nuovi
media.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 23
PC, telefoni e Internet
A chi fare riferimento per dati sulla diffusione di
personal computer e Internet a livello mondiale? La
fonte pi attendibile e accessibile sembra essere la
International Telecommunications Union di Gneve
(CH) (ITU http://www.itu.int). Dai tempi del telegrafo
ITU la fonte di dati internazionali sulle
telecomunicazioni. Secondo ITU questa sarebbe
stata la crescita di PC, utenti Internet e telefoni
cellulari tra il 1991 e il 2003:
PC: da 130 milioni a 650
utenti Internet: da 4 milioni a 665
cellulari: da 16 milioni a 1.329 (ITU 2004
http://www.itu.int.ITU-D/ict/statistics).
Altra organizzazione internazionale lOECD di
Paris (Organisation for Economic Cooperation and
Development http://www.oecd.org) che raggruppa i
principali paesi industrializzati.
A parte le organizzazioni internazionali come ITU e
OECD, esistono poi istituti di ricerca e societ di
consulenza che raccolgono (e vendono) dati sul
mercato dellinformatica. La societ Gartner, ad
esempio, stima che nel corso del 2004 siano stati
immessi sul mercato mondiale (shipments) 185
milioni di PC http://www4.gartner.com news press
releases quick statistics.
Ma oltre allaumento numerico va segnalato
lincremento di potenza: i PC di oggi sono pi
potenti dei grandi computer (i cosiddetti
mainframe) di 20 anni fa. Con laumento dei PC si
verificato un aumento straordinario del numero di
persone che sono in grado di svolgere compiti
complessi: acquisire, gestire e produrre
informazioni.
Infine, una nota sul significato diverso che pu
assumere il termine PC: pu trattarsi di un portatile
con Windows XP e connessione Internet a banda
larga, ma pu anche essere un computer di 10 anni
fa privo di modem e dotato di Windows 3.1. Due
strumenti assai diversi con i quali non certo
possibile fare le stesse cose.
Tel. fisso = linee;
tel. mobile = abbonati.
I dati per il 2003 sono
previsioni.
Un po diversi i dati 2003
della tavola Internet
indicators: l i PC sono 593
milioni, gli utenti Internet
687 milioni. Ma perch ITU
non ha standardizzato i
dati?
Personal computer, telefoni e utenti Internet (milioni)
1991 2001 2003
telefoni fissi 546 1.053 1.210
telefoni mobili 16 955 1.329
personal computer 130 555 650
utenti Internet 4 502 665
Fonte: ITU 2004, Key Indicators of World Telecommunications
http://www.itu.int.ITU-D/ict/statistics (dati aggiornati il 16.9.2004, scaricati il
5.1.2005).

Personal computer, telefoni e utenti Internet I computer sono tutti uguali?
tra 1991 e 2003 (in milioni)
telefoni fissi da 546 a 1.210
telefoni mobili da 16 a 1.329
personal computer da 130 a 650
utenti Internet da 4 a 665
e la crescita non finita...
(Fonte: ITU 2004)
I dati sui PC disponibili nei vari paesi considerano lo
stock esistente senza alcun riferimento allet e
funzionalit dei computer: non fa differenza che il PC
sia tale da poter utilizzare solo il DOS, Windows 3 o una
versione recente (98, 2000 o XP). Basta questa sola
considerazione a farci riflettere sullutilit del dato in
questione e sulla necessit di definire delle soglie oltre
le quali il computer da considerarsi obsoleto.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 24
PC e internet: dimensioni
Nel corso del 2004 sono stati venduti in tutto il
mondo 185 milioni di PC: Stati Uniti da soli
rappresentano circa un terzo del mercato
mondiale (con 15 milioni di PC su 43 nel 2
trimestre 2004)(dati stimati da Gartner
http://www4.gartner.com news press releases quick
statistics).
I dati ITU danno un quadro della dimensione del
mercato legato al PC e a Internet:
PC: 13 milioni di PC in Italia, ovvero un terzo di
quelli presenti in Germania e un 15mo di quelli
negli USA (nel 2002)
utenti Internet: in Italia sono assai meno che in
paesi di dimensione analoga (come Francia e
Regno Unito)
host: il divario tra Italia e tutti gli altri paesi
ancora pi netto.
Come puoi rilevare dalla tabella sottostante nel
2003 il numero di PC, utenti e host esistenti negli
USA era assai superiore a quello complessivo degli
altri cinque paesi messi insieme.
I dati a lato sono espressi
in milioni: se li riportassi in
valori assoluti sino
allunit le differenze tra i
paesi non cambierebbero
ma la leggibilit ne
risentirebbe.
Nota come in Italia gli
utenti Internet siano di pi
dei PC mentre avviene
lopposto negli USA.
PC, utenti Internet e host: 2003 (in milioni)
paesi PC
(2002)
utenti
Internet
host
Italia 13 18 0,6
Francia 21 22 2,4
Germania 36 39 2,6
Regno Unito 24 25 3,2
Giappone 49 62 13,0
Stati Uniti 190 159 162,2
Fonte: ITU 2004, Internet Indicators
http://www.itu.int/ITU-D/ict/statistics (dati aggiornati il 16.9.2004,
scaricati il 5.1.2005).
La dimensione di Internet nel 2003 I paesi sono tutti uguali?
Personal computer (2002)
Italia 13
USA 190
Utenti internet
Italia 18
USA 159
Host
Italia 0,6
USA 162.
(Fonte: ITU 2004)
I paesi considerati nella tabella soprastante non hanno
tutti le stesse dimensioni demografiche: mentre lItalia
ha 58 milioni di abitanti, Francia e Regno Unito toccano
i 60 milioni, la Germania supera gli 82 milioni, il
Giappone arriva a 127 milioni e gli Stati Uniti sono a
quota 290 milioni (dati 2003 in US Census, Statistical
Abstract of the US 2004-2005, tab. 1321 p. 841-843). Ne
consegue che i dati della tabella danno unidea della
dimensione del fenomeno ma non certo della sua
diffusione.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 25
PC e Internet: diffusione
I dati sul numero di PC, host e utenti esprimono
la dimensione del fenomeno. Ma i valori assoluti
da soli non possono darci unidea della sua
diffusione e delle differenze esistenti tra paesi
con diversa dimensione demografica.
Per confrontare la situazione esistente in paesi
cos diversi, come ad esempio Italia e Stati Uniti,
potremmo calcolare i rispettivi tassi di variazione
percentuale da un anno allaltro. Ma anche cos
non potremmo dire nulla circa la diffusione del
fenomeno in questi paesi.
Per avere unidea della diffusione di un qualsiasi
fenomeno dobbiamo rapportare i valori assoluti
alla popolazione.
Questo vale sia che si analizzi la diffusione di PC e
Internet che quella di quotidiani, libri,
autovetture, incidenti stradali, titoli di studio,
ecc.
Il ritardo dellItalia emerge in modo netto dai
dati di ITU sulla diffusione (calcolata su 1.000
abitanti):
PC: la diffusione un terzo di quella negli USA
circa la met di quella in Regno Unito e
Germania
utenti Internet: Italia e Francia sono
nettamente inferiori rispetto agli altri paesi
host: il divario tra Italia e tutti gli altri paesi
ancora pi netto.
Le differenze tra i paesi
non si riducono agli
aspetti quantitativi che
vedi nella tabella a lato:
ad esempio probabile che
lutilizzo medio di Internet
sia tuttaltro che
omogeneo tra i paesi. E lo
stesso avviene per luso del
PC.
Personal computer, utenti Internet e host per 1.000
abitanti: 2003
paesi PC
(2002)
utenti
Internet
host
Italia 231 337 11
Francia 347 366 40
Germania 431 473 32
Regno Unito 406 423 54
Giappone 382 483 102
Stati Uniti 659 551 555
Fonte: ITU 2004, Internet Indicators
http://www.itu.int/ITU-D/ict/statistics (dati aggiornati il 16.9.2004,
scaricati il 5.1.2005).
La diffusione di PC e Internet nel 2003 Gli utenti sono tutti uguali?
PC ogni 1000 abitanti (2002)
Italia 231
USA 659
Utenti internet ogni 1000 abitanti
Italia 337
USA 551
Host ogni 1000 abitanti
Italia 11
USA 555
(Fonte: ITU 2004)
Al di l delle differenze gi viste per quanto riguarda
let e funzionalit dei PC ci sono anche differenze per
quanto riguarda lutilizzo che degli stessi viene fatto: la
scarsa diffusione di cultura informatica porta con s un
probabile sotto-utilizzo sia del PC che di Internet.
Indagini condotte negli USA mostrano con chiarezza
come esistano gruppi assai diversi sotto il profilo del
consumo di informazione (Pew Institute 2003,
Consumption of Information Goods and Services in the
US http://www.pewinternet.org).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 26
Diffusione di PC e Internet nelle famiglie
Due indagini nazionali effettuate nellottobre
2003 e pubblicate a fine 2004 hanno misurato la
diffusione di PC e Internet nelle famiglie in Italia
e Stati Uniti:
Italia: Istat 2004, Le tecnologie
dellinformazione e della comunicazione
http://www.istat.it. Indagine realizzata da Istat
nellottobre 2003 su un campione nazionale di
oltre 20.000 famiglie per complessivi 55.000
individui (3 anni e +).
Stati Uniti: NTIA 2004, A Nation Online
http://www.ntia.doc.gov. Indagine realizzata da
US Census Bureau (omologo USA dellIstat)
nellottobre 2003 su un campione nazionale di
57.000 famiglie per complessivi 134.000
individui (3 anni e +).
Famiglie con PC:
43% in Italia
62% negli Stati Uniti (37% nel 1997).
Famiglie con accesso a Internet:
31% in Italia
55% negli Stati Uniti (19% nel 1997).
Negli Stati Uniti a ottobre 2004 il 20% delle
famiglie disponeva gi di accesso Internet a
banda larga (ADSL o fibra ottica).
Ma luso di PC e Internet non avviene solo a casa:
negli Stati Uniti, tra quanti non dispongono a
casa di accesso a Internet il 38% usa Internet
ogni giorno (NTIA 2004, tab. 2). In complesso, il 58%
della popolazione USA (3 anni e +) usa Internet
(NTIA 2004, tab. 1 app.).
Ecco alcuni dati sulla
diffusione di computer,
Internet e cellulari nelle
famiglie italiane.
Diffusione di personal computer, Internet e cellulare in Italia nel 2003
(ottobre)
personal
computer

43% delle famiglie ha un PC (17% nel 1997)

forte relazione con istruzione e et del capofamiglia:


max 85% laurea > 35 anni
min 6% licenza elementare > 64 anni
Internet
31% delle famiglie pu accedere a Internet (2% nel 1997)

forte relazione con istruzione e et del capofamiglia:


max 74% laurea 45-64 anni
min 5% licenza elementare > 64 anni
cellulare
78% delle famiglie dispone di telefono cellulare (27% nel 1997)

relazione con istruzione e et del capofamiglia:


> 35 anni: laureati 96% - licenza elementare 83%
> 64 anni: laureati 82% - licenza elementare 40%
Fonte: Istat, Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione: disponibilit nelle famiglie e
utilizzo degli individui, 15.12.2004
http://www.istat.it/Comunicati/Fuori-cale/allegati/Tecnologie1/definitivoNuove-tecnologie-2003.pdf

Percentuale di famiglie con accesso a Internet E il reddito?
nel 2003 (giugno)
28% Francia
31% Italia
51% Germania
55% Regno Unito
55% Stati Uniti
e in Korea, nel 2002, si era al 51%...
(Fonte: OECD 2005, Key ICT Indicators).
Lindagine Istat non prende in considerazione il reddito
nellanalisi delluso di Internet, lindagine NTIA s.
Ebbene, negli USA luso di Internet aumenta
costantemente con laumento del reddito: dal minimo
di 31% tra chi vive in famiglie con un reddito annuo
inferiore a 15.000$ si sale via via sino a toccare un
massimo di 83% per la fascia di reddito famigliare
superiore a 75.000$ (NTIA 2004, tab. 2 app.).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 27
Utenti Internet
Nel mese di ottobre 2003, se consideriamo la
popolazione di 3 anni e oltre, il tasso di utilizzo di
Internet era 59% negli USA e 39% in Italia (Istat
2004, tab. 5; NTIA 2004, fig. 4). Una differenza di 20
punti percentuali.
Le percentuali di utenti si dimezzano se ci
limitiamo a quanti dichiarano di usare Internet
ogni giorno: 32% dei cittadini USA (NTIA 2004, p. 7)
contro 20% degli italiani (Istat 2004, tab. 5). E negli
Stati Uniti il 90% di questi utenti quotidiani
dispone di accesso Internet in casa.
Ma anche cos il significato di utente Internet
rimane variegato: posso usare la rete ogni giorno
per controllare la mia mailbox oppure posso
navigare in rete per ore e ore. Leggere una mail
al giorno equivale a passare mezza giornata
usando i motori per sofisticate ricerche sulla
letteratura scientifica? O a fare acquisti on-line di
azioni o di libri?
Ma utente Internet anche chi curiosa nei siti
pornografici e chi lo usa come strumento illecito
(penso al phishing e alle truffe on-line). Utente
Internet dunque un termine generico come
lettore o consumatore: unetichetta generica
apposta a realt molto diverse tra loro.
Lindagine NTIA fornisce un quadro delle attivit
svolte on-line dalla popolazione USA (15 anni o +):
e-mail e chat sono lattivit pi diffusa, seguono
la ricerca di prodotti e servizi, la lettura di notizie,
sport e meteo.
Come gi osservato, gli
intervistati possono aver
svolto le attivit on-line
che vedi nella tabella con
frequenze assai diverse.
Sarebbe stato interessante
limitare il dato alle attivit
svolte ogni giorno (o
quasi).
I dati sono stati rilevati
nellottobre 2003 e
pubblicati nel settembre
2004: anche negli Stati
Uniti la produzione dei
dati non molto rapida...
Attivit on-line svolte dagli utenti Internet: Stati Uniti,
ottobre 2003 (%)
attivit % di utenti Internet
di 15 o pi anni
e-mail o chat 88
ricerca di prodotti o servizi 76
notizie, sport, meteo 66
acquisto di prodotti o servizi 52
salute e medicina 42
giochi 38
servizi pubblici 36
banca on-line 28
radio, TV, film 22
ricerca lavoro 19
borsa on-line 7
e-learning 6
Fonte: NTIA 2004, A Nation Online, fig. 5
http://www.ntia.doc.gov
Le 5 principali attivit on-line Per una misura pi precisa
negli Stati Uniti tra utenti Internet di 15 anni o +
(%)
88 e-mail o chat
76 ricerca di prodotti o servizi
66 notizie, sport, meteo
52 acquisto di prodotti o servizi
(Fonte: NTIA 2004)
delle attivit on-line si potrebbe considerare il tempo
complessivo dedicato in un periodo di riferimento
(giorno, settimana, mese o anno). Anche se, come di
sicuro avrai avuto modo di sperimentare di persona, un
uso primitivo dei motori di ricerca porta a passare
on-line pi tempo del dovuto. Maggiore la qualit dei
siti e la nostra capacit di navigazione e minore il tempo
dedicato per ottenere lo stesso risultato.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 28
Misurare la diffusione di PC e Internet
Il termine PC nasconde realt diverse sia per
quanto riguarda lhardware che il software. Con
lo stesso nome ci si pu riferire a macchine
obsolete (ma funzionanti) cos come a modelli
dellultima generazione. La varianza di questo
bene quindi maggiore di quella che troviamo in
altri beni strumentali: lavatrici, televisori,
condizionatori e simili.
La funzionalit e utilit di un PC dipende infatti
dal software usabile e installato. Tenere conto di
questi aspetti nelle indagini possibile ma assai
costoso: si tratta infatti di aumentare le domande
e quindi i tempi dellintervista. Molto pi semplice
(ed economico) limitarsi a chiedere la sua
famiglia dispone di un PC? piuttosto che
prevedere varie domande relative a tipo di
microprocessore, capacit dellhard disk, sistema
operativo, tipo e versione dei vari software
applicativi.
E poi un conto avere ed un conto usare: secondo
i dati Istat nellottobre 2003 il 39% degli italiani
usava il PC ma solo il 20% dichiarava di farlo tutti i
giorni. In modo analogo, il 30% degli intervistati
dichiarava di usare Internet ma solo il 9% lo usava
tutti i giorni (Istat 2004, Le tecnologie dellinformazione e
della comunicazione).
Al di l della quantit di uso c poi il problema
del tipo di uso. Internet pu essere infatti cose
assai diverse:

luogo di contatto e comunicazione (e-mail,


chat, forum, esperti, lavoro)
canale informativo (portali, quotidiani, riviste)
strumento di autoformazione (e-learning,
knowledgebase, enciclopedie)
risorsa documentalistica (OPAC, librerie virtuali,
istituti di ricerca, enti)
luogo di divertimento e tempo libero (hobby,
sport, ecc.)
vetrina e negozio per lacquisto di beni e
servizi.
Le differenze nelluso di Internet possono
riguardare aspetti diversi:
tempo trascorso in rete: nel marzo 2001, le ore
trascorse in rete (da casa) erano 19 in Italia
contro le 42 degli USA (Federcomin 2001, tab. 10). Ma
tra gli utenti sul lavoro la distanza era assai pi
contenuta: 24 contro 30.
tipo di uso della rete: nel marzo 2001 i
navigatori acquirenti on-line (un acquisto nel
trimestre) erano 700.000 in Italia contro 14
milioni negli USA (Federcomin 2001, tab. 11). Tanti o
pochi? Per rispondere rapporta i due valori al
numero di utenti Internet nel 2001: 14,4 milioni
in Italia contro 144 milioni negli USA. Sulla base
di questo confronto puoi concludere che, nel
marzo 2001, gli acquirenti on-line italiani erano
assai pi rari che negli USA (avrebbero dovuto
essere 1,4 milioni e non 700.000).
A lato i dati rilevati e
rilevabili su PC e
Internet e i soggetti
su cui pu avvenire la
rilevazione.
Se il soggetto
osservato la persona
possiamo vedere se e
come luso del PC vari
in relazione a diverse
caratteristiche come
genere, istruzione,
professione, ecc.
dato rilevato

disponibilit di accesso a PC e/o Internet

possesso di PC (con accesso a Internet)

utilizzo di PC e Internet (s, no mai)

utilizzo di PC e Internet nellultimo mese,


settimana (s, no)

tempo di utilizzo di PC e Internet


nellultimo mese, settimana (minuti)

tempo dedicato a specifiche attivit con


PC e internet nellultimo mese, settimana
(minuti)

capacit di utilizzo di PC e web per


specifiche attivit: ricerca informazioni,
creazione di testi, presentazioni, ecc.
soggetto osservato

ambito istituzionale (ateneo, scuola,


ente, azienda, famiglia)

contesto fisico (classe o aula di scuola,


ufficio, abitazione, ecc.)

persona fisica.
La definizione di utente Diverse misure della diffusione di Internet
utente chi
ha fatto clic negli ultimi 3 mesi
ha fatto clic nellultimo mese
fa clic una volta alla settimana
ha un PC e un modem
paga un abbonamento internet
ha fatto acquisti on-line negli ultimi 3 mesi
o chi usa la rete ogni giorno?
Possiamo misurare la diffusione di Internet tra la
popolazione in modi molto diversi e con risultati diversi.
Ad esempio, nel settembre 2001 negli USA:
50% delle famiglie aveva un collegamento Internet
57% della popolazione aveva un collegamento a casa
44% della popolazione usava Internet da casa
54% della popolazione usava Internet
(NTIA 2002, p. 5). I dati cambiano in fretta: nel maggio
2004 il 50% delle abitazioni USA aveva una connessione
a banda larga (dati Nielsen/Net Ratings in Pc Magazine,
agosto 2004, p. 6).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 29
La lingua del web
Leffettivo utilizzo di Internet dipende anche
dalla conoscenza della lingua inglese. Usare il
web significa conoscere linglese. Limitarsi ai siti
e alle pagine in lingua italiana vuol dire
sotto-utilizzare il web. La quota maggiore della
popolazione on-line infatti di madre lingua
inglese. La predominanza dellinglese emerge dal
peso preponderante che le pagine web in lingua
inglese hanno sul totale delle pagine web.
Non ne sei convinto? Vai sulla finestra di ricerca
avanzata di Google http://www.google.com e cerca
un qualsiasi tema specificando la lingua nella
quale devono essere scritte le pagine web
trovate. Bene, osserva i risultati della ricerca a un
anno di distanza: il primo dato si riferisce al
numero di pagine web trovate da Google
l8.01.2004 e il secondo a quelle scovate un anno
dopo (6.01.2005). La differenza tra i due dati ti d
unidea della velocit con cui aumentano le
informazioni disponibili sul web. Prima ho fatto
la prova con la parola ski:
italiano: da 95.800 pagine (ricerca dell8.01.2004) a
506.000 (ricerca del 6.01.2005)
francese: da 1.330.000 a 5.990.000
tedesco: da 920.000 a 4.990.000
spagnolo: da 108.000 a 402.000
inglese: da 7.030.000 a 25.700.000
E poi con Gutenberg:
italiano: da 9.370 pagine a 48.800
francese: da 32.500 a 112.000
tedesco: da 221.000 a 779.000
spagnolo: da 14.300 a 74.500
inglese: da 705.000 a 2.840.000.
Bene, adesso sei convinto dellutilit dellinglese?
E magari incominci anche a intravvedere la
necessit di essere pi precisi nelle ricerche per
evitare di avere cos tanti risultati...
A settembre 2004 la
popolazione on-line a livello
mondiale ha toccato quota 801
milioni: il 35% di lingua madre
inglese. E a questi vanno
aggiunti quanti parlano linglese
come seconda lingua.
I dati di questa tabella non sono
comparabili con quelli di altre
tabelle sugli utenti Internet sia a
causa del diverso periodo di
riferimento (2004 invece di 2002
o 2003) sia perch si riferiscono
alla lingua parlata e non al
paese di residenza.
Dati sullimportanza delle
diverse lingue potrebbero essere
ricavati facendo ricerche su un
motore specificando di volta in
volta la lingua e quindi
calcolando il peso percentuale
dei risultati ottenuti per
ciascuna lingua sul totale dei
risultati.
Principali lingue della popolazione on-line: settembre
2004 (%)
lingua % tra
popolazione
on-line
milioni
popolazione
on-line
inglese 35 295
cinese 14 110
spagnolo 9 72
giapponese 8 67
tedesco 7 55
francese 4 34
coreano 4 31
italiano 3 30
portoghese 3 24
olandese 2 14
Fonte: Global Reach http://global-reach.biz/ global internet statistics (dati
aggiornati al settembre 2004, scaricati il 6.01.2005)
Il peso dellinglese... Linglese la lingua straniera pi studiata
oltre 400 milioni di abitanti in paesi di lingua
inglese (dati 2003)
4 Irlanda
4 Nuova Zelanda
20 Australia
32 Canada
60 Regno Unito
290 Stati Uniti.
(Fonte: US Census, Statistical Abstract 2004-2005, tab. 1321)
In tutti i paesi non anglofoni dellUnione Europea la
maggioranza degli studenti di scuola secondaria sceglie
linglese come lingua straniera: nel 1997 era cos per il
77% degli studenti in Italia, 95% in Francia e 94% in
Germania (Eurostat 2001, tab. 1.4 p. 8).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 30
Uso di Internet a scuola
Sulla diffusione di PC e Internet nelle scuole in
Italia e Stati Uniti disponiamo di due fonti recenti:
Italia: MIUR 2004, Indagine sulle risorse
tecnologiche per la didattica
http://www.miur.it. Indagine realizzata da MIUR
nel 1 semestre 2004 su tutte le scuole cuole
elementari, medie inferiori e medie superiori
statali: al questionario on-line hanno risposto
9.700 scuole pari al 89%del totale.
Stati Uniti: US Census 2004, Statistical Abstract
2004-2005 http://www.census.gov. Dati rilevati da
Market Data Retrieval relativi alla.s. 2003-2004.
Questi i dati per lItalia, nel 2004:
in tutte le scuole c almeno un PC
c 1 PC ogni 11 studenti (MIUR 2004, p. 33)
e 1 PC connesso a Internet ogni 16 iscritti (MIUR
2004, p. 62)
il 51% delle scuole statali ha un sito web: in
complesso si tratta di quasi 5.000 siti (MIUR 2004,
tab. 39)
Questi alcuni dati per gli USA, nel 2003-04:
l80% delle scuole ha una connessione Internet
a banda larga
c 1 PC ogni 4 iscritti (US Census 2004, tab. 243)
gi nel 2002 nel 92% delle aule di scuole
pubbliche esisteva un PC con accesso Internet:
in media il rapporto era di 5 studenti per PC con
accesso Internet (US Census 2004, tab. 242).
Il quadro che emerge quello di una forte
distanza tra i due paesi: i dati USA suggeriscono la
possibilit di un uso reale e quotidiano di Internet
nelle aule sia per la disponibilit di connessione,
sia grazie al numero ridotto di studenti per PC. Fa
infatti una bella differenza avere 3 studenti
invece di 13 davanti ad ogni PC.
In conclusione, lutilit di Internet a scuola
presuppone alcune condizioni:
connessione alla rete nellaula
con meno di 15 studenti sufficiente un PC
portatile collegato con un secondo video
con pi di 15 studenti necessario un proiettore
da collegare al PC.
capacit del docente di usare la rete.
Ora, il punto che questo requisito spesso
assente non tanto per la scarsa operativit
informatica quanto per la scarsa abitudine alluso
di informazioni aggiornate e variegate da parte di
molti docenti. Chi presenta bassi livelli di lettura e
aggiornamento su carta perch mai dovrebbe
cambiare comportamento on-line?
Pensa che gi nel 2001, tra
gli adolescenti di 15-17
anni, l84% usava il PC a
scuola e il 72% a casa (US
Census 2004, Statistical
Abstract 2004-2005, tab. 244).
Studenti per PC nelle scuole pubbliche: Italia e
Stati Uniti, 2004
ciclo Italia Stati Uniti
elementari 14 4
medie inferiori 13 4
medie superiori 8 3
Totale 11 4
Fonte: MIUR 2004, Indagine sulle risorse tecnologiche per la
didattica, Tab. 14
http://www.miur.it.
US Census 2004, Statistical Abstract 2004-2005, tab. 243
http://www.census.gov.

Usare il PC per linsegnamento E alluniversit
significa usare il PC
a casa per scrivere
a casa per tenersi aggiornati grazie al web
a scuola come quaderno degli appunti
in classe come gobbo
in aula come lavagna luminosa
in aula collegato a Internet.
il divario tra Italia e Stati Uniti probabilmente ancora
maggiore. Nei dorms (case dello studente) dei campus
statunitensi molto comune disporre di connessioni
Internet a banda larga. Cos come normale vedere
studenti con portatili nelle biblioteche e nelle aule. Il
divario tra Italia e Stati Uniti si riflette anche nel diverso
spazio che le risorse informatiche (tutorials, counselling,
link, ecc.) hanno nei siti web universitari. Sei scettico?
Fai una visita virtuale di qualche campus e capirai.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 31
Internet e struttura demografica
La diffusione di Internet varia tra le classi di et:
minima tra la popolazione anziana e massima
tra i giovani. Ne consegue che i tassi di
penetrazione in paesi dove gli anziani hanno pesi
diversi possono dare una visione distorta della
reale diffusione di Internet tra le classi non
anziane. Le differenze nella diffusione del web
nei paesi sono in parte associate anche alle
differenze nella struttura demografica dei paesi
stessi.
Giovani e anziani non hanno lo stesso peso
ovunque. Nel 2003 i giovani di et inferiore a 15
anni erano il 14% della popolazione in Italia
contro il 21% negli USA. Queste differenze sono
previste in aumento nei prossimi anni: nel 2010 i
giovani di 0-14 anni saranno il 13% in Italia
contro il 20% negli USA (US Census 2004, Statistical
Abstract 2004-2005, tab. 1322).
E assai pi forti saranno le differenze per quanto
riguarda il peso degli anziani: nel 2010 gli ultra
64enni saranno il 20% in Italia contro il 13% negli
USA.
LItalia un paese a crescente concentrazione di
anziani. Se gi oggi gli anziani non sono
consumatori paragonabili ai giovani, cosa avverr
nei prossimi anni con laumento della crisi
previdenziale e la conseguente riduzione dei
trattamenti pensionistici?
Si aggiunga a ci anche la considerazione gi
fatta sul basso livello di istruzione della
popolazione adulta italiana. Fra 10 anni lItalia
avr un ulteriore freno alla diffusione del web
nel peso anomalo degli anziani (e nella loro
bassa scolarit).
La stima della popolazione
oltre 64 anni al 2010 da
considerare altamente
probabile: si tratta di soggetti
gi nati. Non altrettanto si
pu dire per la popolazione
di et inferiore ai 15 anni.
Giovani e anziani nel 2003 e 2010 (come % della popolazione in
complesso)
paesi < 15
2003
< 15
2010
> 64
2003
> 64
2010
Italia 14 13 19 20
Francia 19 18 16 17
Germania 15 14 18 20
Regno Unito 18 16 16 16
Giappone 14 14 19 22
Stati Uniti 21 20 12 13
Fonte: US Census, Statistical Abstract of the US 2004-2005, tab. 1322.
http://www.census.gov Statistical Abstract.

Giovani e anziani E i 20-29enni?
nel 2003 non hanno lo stesso peso ovunque:
< 15 anni = 14% Italia vs. 21% USA
> 64 anni = 19% Italia vs. 12% USA
e nel 2010 la distanza sar maggiore:
< 15 anni = 13% Italia vs. 20% USA
> 64 anni = 20% Italia vs. 13% USA
che implicazioni ci saranno per il web?
(Fonte: US Census, Statistical Abstract 2004-2005, tab. 1322).
La popolazione di 20-29 anni rappresenta il bacino di
utenza dellistruzione terziaria (universit). Ebbene, in
Italia questa classe di et, fatto uguale a 100 il valore
nel 2000, arriver a 74 nel 2010: un calo di oltre il 25%
(OECD, Education at a Glance 2001, tab. A1.1). Un netto
aumento (+13%) invece atteso per gli Stati Uniti.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 32
Riferimenti
Termini Web e libri

ITU (International
Telecommunications Union)

utente Internet (Internet user)

dimensione

diffusione

uso di Internet

lingue del web

struttura demografica
Per informazioni di base sulla diffusione delle nuove tecnologie a livello
mondiale:

ITU, Key Global Telecom Indicators http://www.itu.int.


Per dati e indicatori aggiornati su PC e Internet nei maggiori paesi
industrializzati:

OECD, Key ICT Indicators http://www.oecd.org find statistics Information


and Communication Technologies Statistics.
Per dati a livello dellUnione Europea:

Eurostat 2001, Information Society Statistics Pocketbook.


Sulla struttura e gli andamenti demografici nei paesi dellUnione Europea:

Eurostat 2002, Eurostat Yearbook 2002.


Un quadro sintetico di problemi, dati e indicatori relativi alla diffusione
delleconomia dellinformazione conviene partire da una pubblicazione
OECD:

OECD 2002, Measuring the Information Economy.


Per un quadro di sintesi sul digital divide tra i paesi OECD:

OECD 2001, Understanding the Digital Divide.


Per dati comparativi su consumi (istruzione, informazione e beni durevoli) nei
principali paesi cfr. il capitolo Comparative International Statistics in:

US Census Bureau 2004, Statistical Abstract of the United States 2004-2005


http://www.census.gov Statistical Abstract.
Per una cronologia della diffusione del PC e di Internet:

http://graphicdesign.about.com/library/misc/bltime.htm.
Sulla diffusione dellinformatica in Italia:

Federcomin 2004, Osservatorio della societ dellinformazione


http://www.federcomin.it da segnalare per linteressante comparazione
di dati e indicatori provenienti da fonti diverse (Assinform, Sirmi, Eito,
IDC).

Istat 2004, Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione:


disponibilit nelle famiglie e utilizzo degli individui
http://www.istat.it.
Sulla diffusione di PC e Internet negli USA e sulle differenze di uso associate a
et, istruzione e reddito:

NTIA 2004, A Nation Online: Entering the Broadband Age


http://www.ntia.doc.gov.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 33
Esercizi
Diffusione di PC e Internet
dati per lItalia
dati USA
dati internazionali
LIstat il punto di riferimento per i dati sullItalia. Bene vai sul sito e verifica
quali dati aggiornati sono disponibili sulla diffusione del PC e di Internet.
Come? Semplice, fai cos:

Istat http://www.istat.it cerca pc, internet

Istat http://www.istat.it Annuario statistico italiano indice analitico cerca le


voci pc, internet ecc.
Confronta i risultati della tua ricerca con quelli che trovi cercando sul sito del
governo Italiano:

Governo italiano http://www.governo.it cerca pc, internet.


Vuoi informazioni per gli USA? OK, lequivalente dellIstat negli USA si
chiama Census Bureau (Ufficio del censimento):

Census Bureau http://www.census.gov search "internet statistics" o


"computer use" arriverai sulla pagina web Computer Use and Ownership
http://www.census.gov/population/www/socdemo/computer.html
che riassume le informazioni disponibili (anche se non compare lindagine
cui fa riferimento il rapporto NTIA 2004).

Census Bureau http://www.census.gov Statistical Abstract index.


Per dati internazionali vai sul sito dellInternational Telecommunication
Union:

ITU http://www.itu.int newsroom free statistics.


Oppure, se vuoi limitarti ai maggiori paesi industrializzati, vai sul sito
dellOrganisation for Economic Cooperation and Development

OECD http://www.oecd.org find statistics information and communication


technologies statistics
http://www.oecd.org/document/23/0,2340,en_2825_495656_33987543_1_1_1_1,00.html
qui trovi grafici e tabelle in formato Excel sui principali dati e indicatori
ICT.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 34
Domande
Prova a rispondere Se non riesci, torna qui
Quali sono le tappe principali (cosa e
quando) della diffusione di PC e
Internet?
Diffusione di PC e Internet
A quali fonti puoi fare riferimento per
dati sulla diffusione di PC e Internet a
livello internazionale?
PC, telefoni e Internet
A livello mondiale quanti sono i telefoni
mobili e i personal computer?
Pc, telefoni e Internet
Quali dati e indicatori danno unidea
della diffusione di PC e Internet?
PC e Internet: diffusione
Come puoi misurare la dimensione e la
crescita di Internet?
PC e Internet: diffusione
A quali fonti puoi fare riferimento per
avere unidea della diffusione di PC e
Internet nelle famiglie italiane?
PC e Internet nelle famiglie
Quali sono gli indicatori di diffusione di
ICT nelle famiglie?
PC e Internet nelle famiglie
In quali diversi modi si pu misurare la
diffusione di Internet in un gruppo di
individui?
Misurare la diffusione di PC e Internet
Come posso avere unidea
dellimportanza delle diverse lingue sul
web?
La lingua del web
Con quali indicatori posso misurare la
diffusione di Internet a scuola?
Internet a scuola
Con quali indicatori misureresti luso dei
nuovi media in universit?
Internet a scuola
Di qui al 2010 la struttura demografica
italiana come si caratterizzer rispetto
agli altri maggiori paesi industrializzati?
Internet e struttura demografica
Assinform, ITU e OECD: che differenze ci Sono citate pi volte in questo capitolo: se no
Corrado de Francesco 22/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Diffusione di PC e Internet - p. 35
Assinform, ITU e OECD: che differenze ci
sono tra queste tre organizzazioni?
Sono citate pi volte in questo capitolo:
se non sai rispondere vai sui rispettivi siti.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 36
Dati, informazioni e conoscenza
Ogni giorno abbiamo a che fare con dati,
informazioni e conoscenza. I tre termini vengono
spesso scambiati e usati come se fossero sinonimi.
Non lo sono.
Come vedremo in questo capitolo, tra dati e
informazioni esistono differenze quantitative e
qualitative. Siamo infatti sommersi da una marea
di dati: ogni giorno ce ne vengono richiesti di
nuovi (interviste, questionari, cookies, ecc.). Ma
solo una piccola parte dei dati che, volenti o
nolenti, forniamo ci vengono restitituiti come
informazioni, ovvero in forme utili e comprensibili
come tabelle e grafici.
Navigando in Internet ogni nostro passaggio da
un sito allaltro produce dati. Facendo la spesa al
supermercato o usando una carta di credito
forniamo dati sui nostri consumi e stili di vita.
Usando il telefono e inviando SMS creiamo altri
dati ancora. E cos via.
In genere, per i dati che forniamo non ci
vengono mai restituiti sotto forma di
informazioni. Al contrario, le informazioni che
abbiamo contribuito a produrre diventano
propriet privata di altri che cercheranno di
trarne tutti i benefici possibili.
Qualcosa di simile avviene anche in universit con
i dati amministrativi e con i questionari di
valutazione della didattica: le informazioni che ne
scaturiscono rimangono spesso nascoste e
inaccessibili a chi ha contribuito a produrle
(studenti) e a chi dovrebbe usarle per migliorare
la didattica (docenti).
Certo, Internet ha aumentato in misura enorme la
quantit di informazioni cui possiamo accedere.
Pensa alle centinaia di migliaia di tabelle messe
on-line dagli istituti di statistica e
ai milioni di articoli e documenti disponibili sui siti
pi diversi.
Diciamo allora che le informazioni potrebbero
essere ancora pi abbondanti se i soggetti che
raccolgono dati individuali fossero tenuti per
legge a socializzare almeno in parte le
informazioni cos prodotte. Sarebbe certamente
un grosso passo avanti nella democrazia
dellinformazione ma non si tradurrebbe di per s
in un aumento della conoscenza ovvero della
capacit di trovare, usare e produrre
informazioni.
Non ne sei convinto? Prova a chiedere ai tuoi
colleghi se sono in grado di trovare facilmente sul
web informazioni su un certo argomento. Scegli
pure largomento tra quelli su cui dovrebbero
essere competenti. Se sono sinceri ti
confesseranno che trovano troppi risultati nelle
loro ricerche e che fanno fatica a trovare risultati
davvero utili.
Laumento delle informazioni non si traduce di
per s in un corrispondente aumento del saper
fare, ovvero delle conoscenze. un po cos anche
con i surgelati nei supermercati: aumentano i
piatti pronti ma diminuisce la capacit di cucinare
con gli ingredienti disponibili. E la perdita di
conoscenza porta con s un abbassamento del
gusto ovvero della capacit di distinguere la
qualit delle informazioni che abbiamo a
disposizione.
Pi in generale si diffonde tra tutti noi la
percezione crescente di sapere di non sapere:
malgrado tutte le tecniche di lettura rapida si
allarga la forbice tra quante informazioni
riusciamo a processare e quante si accumulano
sulla scrivania in pile sempre pi alte o si perdono
nelle cartelle pi remote del nostro hard disk.
Prerequisiti In questo capitolo
Conoscenza elementare di Internet e delluso del
browser.
introduciamo termini importanti:

dato

informazione

conoscenza
incominciamo ad esplorare le possibilit di
trasferimento della conoscenza offerte da Internet e dai
nuovi media.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 37
Caso
Il caso il singolo soggetto osservato: in una
bibliografia il caso costituito dal testo (articolo o
libro), in una ricerca sullusabilit dei siti web il
caso il sito web, in una ricerca sulla didattica in
universit il caso pu essere la singola lezione o il
singolo esame sostenuto e cos via. Parlando della
diffusione di Internet i casi erano i paesi: Italia,
Francia, ecc.
Il caso pu dunque essere costituito da unentit
fisica (come una persona o un oggetto, ad
esempio il tuo cellulare) ma pu anche consistere
in un file o in evento: pensa allultima festa cui
hai partecipato o allultimo esame sostenuto.
I database e i fogli elettronici sono usati per
gestire tanti casi: persone, fatture, prodotti, esami
e cos via. Quando, ad esempio, firmi un verbale
di esame fai s che quel caso (il tuo esame) venga
poi processato e inserito nel database della
segreteria di facolt.
Se eri presente alle prime lezioni del corso di
Nuovi media hai compilato un questionario di
ingresso che ho distribuito per sapere chi ho di
fronte in aula. Ebbene, ciascun questionario
compilato e raccolto rappresenta un caso.
Va da s che quando i casi sono tanti
conveniente usare ununit di analisi superiore.
Pensa ai voti di esame: per confrontare i metri di
valutazione pu essere bene lavorare a livello di
corso/insegnamento confrontando ad esempio i
voti medi e mediani.
A prima vista un testo rappresenta un unico caso,
in realt, se ci pensi, il testo fatto di pagine: la
singola pagina pu quindi essere considerata
come ununit di analisi pi bassa rispetto al testo
cui appartiene. Che la pagina possa costituire un
singolo caso chiaro in questo e-book in cui ad
ogni argomento corrisponde una singola pagina.
Casi
Caso lintervistato:
Stefano, Maria Pia o
Giorgio. In un foglio
elettronico, di solito, i
casi sono disposti per
riga.
Fonte: file NM_2004_dati.xls in Excel.
Caso anche il titolo
azionario:
nellimmagine a lato
vedi landamento del
volume di azioni
Amazon scambiate
sul Nasdaq (mercato
azionario USA dei
titoli tecnologici).
Fonte: http://www.nasdaq.com search AMZN.
Caso Caso e unit di analisi
un singolo soggetto osservato:
file
titolo azionario
testo (libro, articolo, ecc.)
soggetto intervistato
bene fisico (auto, computer, videocamera, ecc.).
sono le prime domande cui rispondere in un progetto di
ricerca: qual il caso rilevato? A quali unit di analisi si
pu arrivare partendo da quella rilevata? Se pensi ad
una ricerca sugli studenti della facolt i livelli di analisi
successivi a quello della persona fisica sono
insegnamento, corso di laurea, anno di corso, facolt. Il
numero di casi da rilevare ha evidenti implicazioni sulla
scelta del tipo di software: per pochi casi va bene anche
una tabella in Word, per decine o centinaia occorre un
foglio elettronico, per migliaia o pi serve un database.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 38
Variabile
La variabile la caratteristica o propriet di un
caso. Va da s che ogni caso ha diverse
caratteristiche o variabili: per il caso studente le
variabili sono, ad esempio, anno di corso, facolt,
ateneo, numero di crediti conseguiti, media dei
voti di esame, ecc. E il dato il valore che assume
ciascuna variabile per quel singolo caso.
Se usi fogli elettronici o database hai gi avuto a
che fare con le variabili. Ma i nomi erano diversi:
nei database magari si parlava di campi (in inglese
field) per indicare le caselle in cui inserire i singoli
dati per ciascun caso. Se invece hai usato un foglio
elettronico per gestire dati relativi a pi casi
probabile che tu abbia organizzato le variabili per
colonna (e i casi per riga). Dunque, la variabile il
nome del campo e il dato il valore che assume la
variabile per quel dato caso.
Se osservi questa pagina puoi vedere diverse
variabili:
argomento (titolo)
parola chiave o keyword (in blu scuro e
grassetto)
testo importante (in blu chiaro e grassetto)
numero di pagina, ecc.
e queste stesse variabili si presentano (con valori
diversi) in ciascuna altra pagina di questo e-book.
Ma allora perch non stato usato un database
per scrivere questo testo? proprio quello che ho
fatto: ho infatti realizzato questo e-book con
Folio Views http://www.fastsearch.com, un software
che permette di strutturare il testo in campi
ricercabili e collegabili a piacere (ma questo lo
vedremo a lezione).
Dati
Una variabile , ad
esempio, il nome
dellintervistato. I
nomi delle variabile
possono essere
espresse in codici per
risparmiare spazio:
STILW la domanda
Sai usare gli stili (di
carattere e paragrafo)
in Word?.
Fonte: file NM_2004_dati.xls in Excel.
Nella figura a lato le
variabili sono: ultima
quotazione (last sale),
variazione % (net
change), quantit
scambiata (share
volume).
Fonte: http://www.nasdaq.com search AMZN.
Variabile Caso, variabile e dato
la caratteristica o propriet di un caso. Per un
testo:
autore
titolo
data
soggetto (argomento)
dimensione (pagine), ecc.
sono tre concetti chiave in qualsiasi progetto di ricerca
empirica: il processo di raccolta dei dati si articola in tre
fasi: 1 definizione dei casi 2 individuazione delle
variabili 3 definizione dei dati da raccogliere.
Ti ricordi quando abbiamo parlato della misurazione
della diffusione di Internet? Torna a Misurare la
diffusione di PC e Internet e rifletti: quali sono i casi, le
variabili e i dati necessari per misurare la diffusione
delle nuove tecnologie nella scuola e universit?
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 39
Dato
Il dato il singolo elemento informativo: in un
foglio elettronico il dato il contenuto della
singola cella. In un database il dato il contenuto
del singolo campo.
Dato fa pensare a numero: molto spesso i dati
sono in effetti numeri. Pensa alla data di edizione
di un volume, al numero di pagine di un libro, o
alla dimensione di un file. Ma i dati possono
anche essere parole. Parole o numeri che siano, i
dati sono sempre elementi accertati e verificati.
Il nome di un autore e il titolo di un libro sono
dati costituiti da parole. Cos come largomento
(soggetto di un libro) o il nome di un editore o il
formato di un file (DOC, XLS, TXT, ecc.).
Sia che si tratti di parole o numeri i dati possono
essere espressi in cifre binarie (0 e 1) detti bit
(abbreviazione di binary digit) e manipolati con i
computer. La conversione di un qualsiasi dato o
elemento informativo in bit ci che chiamiamo
digitalizzazione: ovvero traduzione in numeri
(digit in inglese significa numero).
Parlando di testi e di libri ogni singola parola
rappresenta un dato ricercabile e manipolabile. La
digitalizzazione, permettendo la gestione delle
parole con i computer, le rende accumulabili ed
utilizzabili ad una velocit che cresce giorno dopo
giorno (a differenza della velocit di lettura
delluomo).
Dati
Dati sono i nomi degli
intervistati e le
risposte alle singole
domande. Al caso
della riga 5
corrisponde il dato
MariaPia (variabile
nome) e il dato 0
nella variabile LIVEW
Sai usare i livelli in
Word?.
Fonte: file NM_2004_dati.xls in Excel.
Dati: 49,60$
lultimo valore di
scambio delle azioni
Amazon, 1.12% la
variazione
percentuale, e
4.909.792 il numero
di azioni scambiate.
Fonte: http://www.nasdaq.com search AMZN.
Dato Dato grezzo e dato derivato
un singolo elemento informativo:
prezzo di unazione
nome di un file
dimensione di un libro
soggetto di un fotogramma
cella in Excel.
Dato derivato quello ottenuto da trattamenti dei dati
caricati. Ad esempio, conoscendo il numero di PC
presenti in un paese e il numero degli abitanti posso
derivare il numero di PC per 1.000 abitanti. Ancora, il
numero di azioni scambiate in un giorno la
sommatoria delle singole transazioni. I fogli elettronici e
i database permettono di definire che il contenuto delle
singole celle sia il risultato automatico di operazioni
effettuate su dati presenti in altre celle.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 40
Informazione
Informazione un insieme di dati (parole, numeri,
immagini, ecc.) collocato in un quadro di
riferimento con rilevanza e obiettivo. Pensa, ad
esempio, ai dati anagrafici (data di nascita, sesso,
nome e cognome, ecc.) dei componenti di un
nucleo famigliare riassunti in un certificato di
stato di famiglia.
Una tabella di dati, o un grafico, sono un chiaro
esempio di informazione: per fare una tabella (o
un grafico) mi pongo un obiettivo e in base a ci
scelgo i dati rilevanti e significativi. La stessa cosa
avviene quando scrivo un articolo (su carta o
on-line non fa differenza): le singole parole che
utilizzo sono come i dati contenuti nelle celle di
una tabella.
Linformazione esiste a livello collettivo: sempre
prodotta per essere condivisa con altri. Non
scriviamo articoli e meno che mai produciamo
tabelle e grafici solo per il nostro piacere:
abbiamo sempre in mente un lettore a cui il
nostro lavoro possa risultare interessante e,
perch no, utile.
I secoli dopo la scoperta della stampa (1456) si
sono caratterizzati per la continua crescita delle
informazioni disponibili: pensa allaumento dei
libri nelle biblioteche e al continuo lievitare delle
pagine web censite dai motori di ricerca. Quantit
crescente dunque.
Ma c di pi. Gli ultimi ventanni hanno visto non
solo la quantit crescente di informazioni ma
anche la variet crescente delle informazioni.
Mentre i nostri nonni e padri avevano a che fare
con poche informazioni su carta, oggi noi usiamo
sempre pi informazioni digitali. Se usi un PC
pensa al numero di e-mail che ricevi ogni giorno e
ai file che usi: audio (musica), immagini e video,
testi, fogli elettronici, ecc.
Anche se non usi un PC devi fare i conti con
informazioni sempre pi numerose e varie: come
tutti, infatti, hai pi appartenenze di gruppo in
base alle attivit svolte come lavoratore,
cittadino, consumatore, sportivo, genitore, ecc. E
ad ogni gruppo di appartenenza corrispondono
informazioni diverse: testi di legge, circolari,
estratti conto, rapporti, articoli, manuali, ecc.
Un esempio di
informazione il grafico
dellandamento del valore
del titolo Amazon (AMZN)
dal giugno 1998 al luglio
2004: il dato della
quotazione in una certa
data assume un significato
pi chiaro se letto nel
quadro dellandamento
del titolo.
Come vedi il valore del
titolo riportato su scala
logaritmica: sai perch
stata usata invece della
solita scala decimale?
Fonte: http://www.nasdaq.com search AMZN (23.07.2004).
Informazione Parole o numeri? Parole e numeri...
un insieme di dati con rilevanza e obiettivo:
certificato anagrafico
grafico di unazione
foto + notizia
tabella di dati
riferimento bibliografico
voce di un glossario
esiste a livello collettivo: prodotta per essere
condivisa con altri.
il termine informazione non ha a che fare solo con
parole: informazione anche una foto con didascalia,
data, autore e copyright. Oppure un testo: articolo di
quotidiano, capitolo di libro, e-mail, ecc. In molti casi un
testo contiene in realt pi di una sola informazione:
pensa ad un articolo che contenga foto, tabelle e
grafici. Testo, foto, tabelle e grafici sono singole
informazioni espresse in forma digitale (bit).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 41
Aumento dei libri
Inflazione informativa il fenomeno di aumento
crescente dellinformazione. Gi nel secolo scorso
il fenomeno era evidente nella forma, misurabile
e documentabile, di aumento dei libri. I libri
vengono infatti da sempre conservati nelle
biblioteche:
la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
http://www.bncf.firenze.sbn.it passata in meno di
30 anni da 1,6 milioni di volumi (1970) a 5,4
milioni nel 1999 su 121 kilometri di scaffali (Istat,
Annuario statistico italiano 1971, p. 92; Istat, Statistiche
culturali anni 1999-2000, file biblioteche.xls);
la maggiore biblioteca mondiale la Library of
Congress di Washington: 29 milioni di libri e
800 kilometri di scaffali ( http://www.loc.gov
about.
A livello mondiale si stima che i titoli di libri
pubblicati dallinvenzione della stampa siano in
complesso oltre 65 milioni (Lyman & Varian 2003, How
Much Information? http://www.sims.berkeley.edu research
projects how much information 2003).
Secondo Bowker tra il 1980 e il 2001 negli USA
sono stati pubblicati pi di 2 milioni di titoli: un
numero enorme se pensi che tra il 1880 ed il 1979
ne sarebbero stati pubblicati 1,3 milioni (
http://www.booksinprint.com press releases 2002 US
books production statistics). E il processo continua: se
nel 1993 erano stati pubblicati negli USA 104.000
titoli, nel 2003 sono stati 175.000 (Bowker 2005
http://www.bowker.com/news/statistics.htm).
In Italia come altrove, il fenomeno dellaumento
di libri appare non solo dai dati sulle biblioteche
ma anche dai dati su nuovi titoli pubblicati, libri in
commercio e editori:
nuovi titoli: le prime edizioni erano 26.241 nel
1992 e 34.544 nel 2000 per poi scendere a 32.781
nel 2002 (Istat, Annuario statistico italiano 1998 tab. 8.4,
2002 tab. 8.2, 2004 tab. 8.2);
libri in commercio: per lItalia laumento stato
del 50% in meno di 10 anni: da 254.000 titoli
nel 1991 a 359.000 nel 1999 (Peresson 2000);
editori: in Italia gli editori erano 2.540 nel 1990,
2.956 nel 1995 e 3.918 nel 1999 (Peresson 2000).
A lato la consistenza in milioni
di volumi di alcune tra le
principali 60 biblioteche
universitarie degli Stati Uniti: la
maggiore la biblioteca
dellUniversit di Harvard,
segue al 5 posto la biblioteca
dellUniversit della California
a Berkeley e cos via. Al 60
posto figura la biblioteca della
Auburn University.
Nel 1998 negli USA 60
biblioteche universitarie
avevano pi di 2,5 milioni di
volumi ciascuna. In Italia nel
2003 solo 9 biblioteche (statali,
comunali o universitarie)
disponevano di pi di un
milione di volumi (Istat, Annuario
statistico italiano 2004, tab. 8.4).
Alcune biblioteche universitarie USA: 1996 e 1998, milioni di
volumi
rank biblioteche 1996 1998
1 Harvard University 13,4 14,0
5 University of California, Berkeley 7,0 7,3
10 University of Chicago 5,9 6,3
20 University of Pennsylvania 4,4 4,7
30 University of Pittsburgh 3,4 3,6
40 Wayne State University 3,0 3,0
50 University of North Carolina, Raleigh 2,5 2,7
60 Auburn University 2,4 2,5
Fonte: US Department of Education, Digest of Education Statistics 2000, tab. 420 e ediz.
2001 tab. 423. Vedi anche ledizione 2003 (solo on-line)
http://www.nces.ed.gov/programs/digest/d03/tables/dt423.asp
Aumento dei libri Le biblioteche fanno fatica
rilevabile dal numero di:
libri (titoli) pubblicati ogni anno
libri in commercio
libri nelle biblioteche nazionali
libri nelle biblioteche universitarie
misurati in due diversi periodi
a gestire questa marea di volumi. Non solo un
problema di spazio (scaffalature) ma soprattutto di
schedatura e classificazione. Te ne rendi conto se vai sul
sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
http://www.bncf.firenze.sbn.it e osservi i ritmi di
inserimento delle nuove accessioni: ad esempio, al 12
luglio 2004 il suo catalogo on-line (o OPAC: on-line
public access catalogue) conteneva 1.740.000 record,
passati a 1.797.000 l8.01.2005 (a fronte degli oltre 5
milioni di volumi posseduti).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 42
Aumento degli articoli
Laumento dei libri conservati nelle biblioteche
solo un aspetto dellinflazione informativa. I libri
sono infatti solo uno dei modi con cui la
conoscenza viene trasmessa: in ambito scientifico
la diffusione della conoscenza avviene sopratutto
in forma di articoli la cui qualit viene controllata
da esperti (peer review).
La comunit scientifica globale e fa riferimento
quindi a riviste pubblicate ovunque: nel 2001 le
riviste scientifiche pubblicate al mondo erano
38.000 (Lyman & Varian 2003, How Much Information?).
Oltre alle riviste scientifiche, nel 2001, in tutto il
mondo, cerano:

25.000 giornali

80.000 periodici non scientifici

950.000 nuovi libri (Lyman & Varian 2003).


Libri, riviste scientifiche, periodici non scientifici,
quotidiani: insieme rappresentano una massa
crescente di carta cui le biblioteche cercano di
fare fronte.
Ai problemi di archiviazione e conservazione
rispondono sempre pi societ private
(infomediary) che, agendo come intermediarie
tra editori e lettori, garantiscono laccumulazione
in forma digitale di questi diversi materiali:
Dialog http://www.dialog.com
Ebsco http://www.ebsco.com
Infotrieve http://www.infotrieve.com
Ingenta http://www.ingenta.com
ISI http://www.isinet.com.
La tabella a lato non tiene
ovviamente conto dei testi che
esistono solo in forma digitale
sul web e neppure dei testi
cartacei a diffusione interna a
enti e organizzazioni,
pubbliche (la cosiddetta
letteratura grigia).
Variet dei materiali informativi su carta: Italia e USA, 2002
materiali Italia USA
libri 54.624 147.120
quotidiani 126 1.507
settimanali 482 393
quindicinali 384 150
mensili 2.148 3.605
bimestrali
5.404
2.328
trimestrali 3.826
= 1998
Fonte: Istat, Annuario statistico italiano 2001 tab. 8.4 [periodici e quotidiani nel 1998] e
ediz. 2004 tab. 8.2 [libri];
US Census Bureau, Statistical Abstract of the United States 2004-2005, tab. 1122
[periodici e quotidiani]; Bowker, US Book Production
http://www.bowker.com/news/statistics.htm [libri].
Informazioni su carta In un unico luogo
prendono vesti diverse:
libri
enciclopedie
riviste scientifiche
periodici
quotidiani
e per la letteratura scientifica occorre fare
riferimento a quanto pubblicato in tutto il
mondo.
Prima di Internet, informazioni diverse avevano media
diversi: giornali = informazione immediata, periodici =
informazione analitica, libri = informazione strutturata.
Grazie ad Internet queste diverse tipologie di
informazioni incominciano ad essere reperibili nello
stesso luogo (il web) e nella stessa forma (digitale). Si
stima che ogni anno, nel mondo, linformazione
prodotta sia pari a 800 mb per persona con un aumento
del 30% allanno tra 1999 e 2002 (Lyman & Varian 2003).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 43
Variet informativa
Linflazione informativa aumentata con la
diffusione del personal computer: basti pensare
alla rapidit con cui qualsiasi ricercatore ha
potuto incominciare a produrre e diffondere i
propri paper. cresciuta sempre di pi la
cosiddetta letteratura grigia (testi non pubblicati
a stampa frutto di lavori di tesi, progetti di
ricerca e delle occasioni di incontro e scambio
scientifico: incontri, convegni, seminari, ecc.).
Unulteriore accelerazione dellinflazione
informativa si avuta negli ultimi anni con
Internet e lo sviluppo del web. Oggi quindi, a
differenza di una generazione fa non ci troviamo
di fronte solo un aumento delle informazioni in
forma cartacea ma una crescente variet
informativa: a libri, articoli si infatti aggiunta
una mole di letteratura grigia e negli ultimi anni,
grazie al web, una massa di informazioni che
esiste solo in formato elettronico e che non
coincide pi con il tradizionale testo: file di dati,
presentazioni, pagine HTML, ecc.
Internet un veicolo di informazioni diverse, in
parte esistenti anche in versione cartacea, in
parte solo in versione elettronica:
libri: trovi informazioni su tutti i libri ma non il
testo di tutti i libri
articoli: trovi anche il testo (PDF, HTML)
paper, rapporti di ricerca, annuari statistici:
trovi anche il testo (PDF).
Esiste poi la massa enorme delle pagine web che
non hanno un corrispettivo cartaceo (non sono
cio state pubblicate su carta come articoli). Sono
soprattutto queste ultime le informazioni trovate
dai motori di ricerca.
La tabella seguente
presenta le diverse
fonti informative che
hai a disposizione
oggi per qualsiasi
tema. I siti web
riportati a lato di
ciascuna sono solo
indicativi.
Il formato di file
indicato quello
prevalente.
Qualunque tema fa riferimento a fonti informative diverse
fonte informativa formato sito web (esempio)
voce di enciclopedia
PDF - HTML
http://www.wikipedia.org
libro
carta, PDF
http://www.amazon.com
articolo scientifico
PDF - HTML
http://www.ingenta.com
articolo di periodico
PDF - HTML
http://www.ft.com
articolo di quotidiano
HTML
http://www.ft.com
paper, rapporto
PDF - RTF
http://www.cdlib.org
tabella di dati
XLS
http://www.istat.it
pagina web
HTML
http://www.alltheweb.com
presentazione
PPT
http://www.google.com
immagine
JPG
http://www.google.com
video, audio
MP3 - RP
http://www.ixquick.com
Informazioni sempre pi varie Siti diversi per informazioni diverse
Ogni giorno usiamo informazioni diverse:
libri
articoli
relazioni e rapporti
interviste
immagini
schede (libri, prodotti, aziende, ecc.)
tabelle, grafici ecc.
contenute in file di formati diversi.
Il web un unico contenitore per informazioni diverse
ma ci non significa che oggi esista un unico motore di
ricerca per trovare informazioni diverse sullo stesso
argomento. Il problema che le informazioni relative
ad articoli e libri sono contenute in aree private del web
che i motori di ricerca non possono scandagliare: archivi
di quotidiani, basi bibliografiche private, ecc. E poi ci
sono i libri che oggi incominciano ad essere accessibili in
forma digitale grazie a Amazon (libri in commercio
negli USA) e a Google (libri conservati in grandi
biblioteche).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 44
Web e deep web
Il web ovvero linsieme dei documenti tra loro
collegati accessibili via Internet era costituito a
met 2002 da oltre 4 miliardi di pagine
liberamente accessibili. E a gennaio 2005 Google
permetteva di accedere a oltre 8 miliardi di
pagine: un numero enorme ma che costituisce
comunque solo una frazione del cosiddetto deep
web (web profondo o web sommerso) ovvero
degli oltre 500 miliardi di pagine veicolate da
Internet (Lyman 2002) ma conservate in reti ad
accesso riservato (Intranet) o costituite da pagine
web dinamiche prodotte da database in seguito
alla ricerca effettuata dallutente.
La maggior parte dei documenti presenti sul web
in lingua inglese. Con il motore Yahoo
http://www.yahoo.com) ho fatto una ricerca delle
pagine web che contengono la parola Internet
nel testo, questi i risultati:
italiano 12 milioni
francese 24 milioni
spagnolo 20 milioni
tedesco 74 milioni
inglese 269 milioni
(ricerca del 10.01.2005: Yahoo trova 456 milioni di documenti
con la parola Internet).
La quantit dei documenti reperibili on-line
enorme anche se la ricerca mirata, ad esempio
se limiti la ricerca al titolo e ad una lingua:
Yahoo trova pur sempre 13 milioni di pagine web
in inglese che contengono la parola Internet nel
titolo (10.01.2005).
In teoria, la ricerca avanzata su un buon motore
dovrebbe permettere di arrivare a tutte le
informazioni desiderate. In realt, le
informazioni reperite sono solo una parte di
quelle esistenti: rappresentano il cosiddetto
surface web (per contrapposizione al deep web).
Ma anche cos i risultati di una ricerca fatta con
un motore sono spesso decine di migliaia: troppi
anche per un lettore di buona volont.
Il risultato di tutto ci una sensazione dilagante
di sovraccarico informativo (information
overload) e una conseguente ansia per
lincapacit di gestire la marea informativa:
troppe informazioni, e non che linizio visto che
il web esiste solo dalla met degli anni 90!
La ricerca dei testi on-line Documento web e utente Internet
fa riferimento a tipi diversi:
libri
articoli scientifici
articoli di periodici e giornali
letteratura grigia
pagine web
per ogni tipo ci sono siti e motori diversi.
sono due realt molto variegate. Considerare utente
Internet chi ha navigato in rete poco significativo: un
po come se considerassi lettore chiunque ha letto
almeno una pagina di qualsivoglia testo. E in modo
analogo, documento web (web page) pu essere un file
PDF di 200 pagine (come questo) o una pagina HTML
con 20 parole.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 45
Conoscenza
Laumento delle informazioni e la loro crescente
variet accentuano il ruolo della conoscenza
intesa come capacit di trovare informazioni,
capirne lorigine e le implicazioni, valutarle in
base alla qualit e utilit, selezionarle e gestirle in
modo efficiente, collegarle ad altre per produrne
di nuove.
Pensa ad unindagine sugli studenti in cui i dati
raccolti siano gestiti con un foglio elettronico:
il foglio di Excel rappresenta i dati
le tabelle di sintesi e i grafici sono le
informazioni
la capacit di utilizzo di questi dati e
informazioni costituisce la conoscenza.
La conoscenza una capacit individuale cui si
arriva solo grazie allutilizzo individuale delle
informazioni (Devlin 1999). La pura disseminazione
di informazioni non produce di per s alcuna
conoscenza. Infatti, ci che spesso manca
proprio come utilizzare queste informazioni.
Molti manuali e corsi trasferiscono solo
informazioni ma non conoscenza: partecipanti e
lettori avrebbero voluto imparare anche loro
come si fa, ma alla fine hanno assimilato solo il
cosa ma non il come. Fai gli esercizi a fine capitolo
e usa i siti e software indicati!
La diffusione delle informazioni prodotta dal web
non crea quindi di per s maggiore conoscenza.
Ma Internet comunque un mezzo straordinario
per diffondere immediatamente e
economicamente informazioni relative alla
capacit di utilizzo delle informazioni. Questo
testo un piccolo esempio. Un esempio di ampia
portata il progetto OpenCourseWare del MIT
http://ocw.mit.edu con cui quella celebre universit
mette on-line i propri materiali didattici (sillabi,
bibliografie, ecc.).
Conoscenza: per i
principali software
esistono vere e
proprie basi di
conoscenza
(knowledgebase) che
rispondono alle
domande cosa e
come?
Qui a lato vedi il
risultato della ricerca
"indice analitico" sul
knowledgebase (KB)
di Microsoft. Per
inciso, se non sai
come si crea un indice
analitico con Word
vale la pena che tu
vada a dare
unocchiata...
Fonte: http://support.microsoft.com/ knowledgebase
Conoscenza Le risposte del mercato
la capacit di trovare, usare e produrre
informazioni:
scelte di investimento
progetti di ricerca
analisi di dati
lezione in aula
redazione di un articolo
orientamento scolastico
sono tutte attivit che richiedono conoscenza.
ai bisogni individuali e sociali di conoscenza sono:

libri (manuali)

corsi di formazione

e-learning.
Nelle societ agricole la conoscenza era acquisita e
trasmessa con lesperienza pratica. Ancora oggi in molte
professioni (avvocati, farmacisti, ecc.) lapprendistato
rimane una forma essenziale di trasmissione della
conoscenza professionale.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 46
Trasferire conoscenza
Trasferire informazioni pi semplice e pi veloce
che trasferire conoscenza. Trasferire conoscenza
significa selezionare le informazioni e spiegare i
processi tecnici e intellettuali che hanno portato a
produrre quelle informazioni. Si deve capire come
si arrivati a quel risultato. La conoscenza non
un problema di quantit ma di trasferimento del
metodo.
In una tesi grandi quantit di tabelle, grafici,
pagine e riferimenti bibliografici non sono di per
s garanzia di conoscenza. E, in modo analogo, gli
infiniti risultati di una ricerca sul web non portano
da soli alla conoscenza.
Nei corsi universitari molti studenti non si
pongono lobiettivo di acquisire conoscenza, ma
cercano solo di memorizzare informazioni. Spesso,
questo comportamento indotto da lezioni
caratterizzate da scarsa attenzione per il metodo
ed il saper fare. Chi studia cos non si rende conto
che la semplice memorizzazione di
testo, tabelle, grafici e note porta solo a
possedere informazioni destinate
allobsolescenza.
Internet mette a disposizione di chiunque una
massa enorme di informazioni ma non aumenta
di per s la conoscenza. Grazie al web posso
sapere quali testi ci sono in biblioteca su un certo
tema. Ma il web non mi dice quali siano i testi di
migliore qualit e neppure quali siano quelli da
cui mi converrebbe partire.
Eppure il bisogno di conoscenza esiste.
riconoscendo lesistenza di questo bisogno
crescente che la maggiore libreria virtuale
(Amazon) ha incominciato a fornire il parere dei
lettori e indicazioni sui testi associati a quello che
stiamo sfogliando. Il lettore sente infatti il
bisogno di sapere cosa c dentro e dietro quel
libro dal titolo accattivante. Internet dunque
uno strumento fantastico per la socializzazione
della conoscenza.
Troppi libri?
Il 23.7.2004, la ricerca
di testi pubblicati nel
2004 e in cui la parola
internet compare
come keyword (nel
titolo, nel soggetto di
classificazione o nel
sommario) ha portato
a 958 risultati presso
la Library of Congress
di Washington (USA).
La stessa ricerca
ripetuta il 10.1.2005
ha individuato 1.551
libri...
Fonte: http://catalog.loc.gov (ricerca del 23.07.2004).
Conoscere La tesi richiede conoscenza...
significa trasferire la capacit di lavorare con le
informazioni:
capirne lorigine e le implicazioni
valutarne la qualit e lutilit
selezionarle
gestirle
collegarle
trattarle per produrne di nuove
solo luso costante affina il gusto e la capacit.
e cos molti studenti italiani si bloccano al momento
della tesi. Finch si trattato di assimilare informazioni
(sostenere esami) ce lhanno fatta. Ora che si tratta di
usare la conoscenza acquisita si bloccano. Un indicatore
immediato che nel processo di trasferimento della
conoscenza qualcosa non ha funzionato... Le lauree
triennali hanno risolto il problema eliminando la tesi di
laurea e spostandola alla conclusione della laurea
specialistica.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 47
Nuovi media e nuovi testi
I nuovi media permettono la produzione di testi
che facilitino il passaggio dallinformazione alla
conoscenza. Limitiamoci a considerare testi
elettronici in formato PDF: un formato standard
dalle ridotte funzionalit ipertestuali. Ebbene un
testo PDF pu avere caratteristiche impensabili per
un libro cartaceo:
struttura logica navigabile il sommario basato
su voci espandibili a piacere, sempre
disponibile nella finestra a sinistra del testo;
dimensione elevata un file PDF pu contenere
molte migliaia di pagine;
ricercabilit possibile una ricerca full-text
(immediata se nella creazione del file PDF con
Acrobat stata usata la funzione catalog);
collegabilit il testo pu contenere infiniti
collegamenti interni e esterni (con documenti
web);
aggiornabilit possibile fare modifiche al
testo senza dover ristampare tutte le pagine;
economicit nel caso della diffusione on-line il
costo copia inesistente;
cumulativit i file PDF (non protetti) possono
essere riuniti in un unico file creando cos una
sorta di digital library (biblioteca digitale)
personale;
leggibilit la funzione di zoom permette di
leggere senza fatica;
trasportabilit 100.000 pagine in formato PDF
occupano una frazione dellhard disk o un CD.
In un libro di carta ogni pagina di pi fa solo
aumentare il costo. In un CD da 650 mb 10 mb in
pi non fanno alcuna differenza. Il testo
elettronico permette quindi di diffondere non
solo i risultati del lavoro intellettuale
(informazioni) ma anche i metodi. In un libro
cartaceo non c la possibilit di contenere tutto
ci che i ricercatori hanno prodotto nel corso del
progetto. In un CD s.
Detto ci, come mai i testi elettronici si
diffondono poco? Una spiegazione anche
lassenza di autori capaci di sfruttarne le
potenzialit. E tu non puoi essere un autore?
Qui a lato alcune Caratteristiche di un testo PDF
caratteristiche che
trovi in qualsiasi
testo PDF e che sono
assenti in qualsiasi
libro.
struttura logica navigabile
anche molte migliaia di pagine
ricercabilit
collegamenti web immediati
aggiornabilit continua
costo copia trascurabile
cumulativit
leggibilit (zoom)
trasportabilit (un file = 1000 testi...).
Caratteristiche del testo elettronico I testi elettronici sono pi usabili
anche se di livello basso (PDF):
struttura logica navigabile
anche molte migliaia di pagine
ricercabilit
collegamenti immediati
aggiornabilit continua
leggibilit
spero che tu sia daccordo...
dei tradizionali libri. Non solo per la loro maggiore
capacit e ricercabilit ma anche per la loro portabilit e
leggibilit. Un libro di 1.000 pagine poco
maneggevole e spesso illeggibile. Lo stesso testo in
versione elettronica finalmente usabile. Se non sei
convinto vai in biblioteca e confronta la versione
cartacea di La comunicazione di Lever F. et al.
(Roma-Torino, LAS-ERI-Elledici, 2002) con la sua versione
in formato PDF (CD allegato al volume).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 48
Riferimenti
Termini Web e libri

dato

bit

file

formato (di file)

digitalizzazione

variabile

informazione

conoscenza

inflazione informativa

variet informativa

standard

nuovi testi
Sul significato e le implicazioni della digitalizzazione rimane sempre
interessante il testo di alcuni anni fa di Nicholas Negroponte (Media Lab del
Massachusetts Institute of Technology http://www.media.mit.edu

Negroponte Nicholas, Essere digitali, Milano, Sperling & Kupfer, 1995.


Su dati, informazione e conoscenza:

Devlin Keith, InfoSense: Turning Information into Knowledge, New York,


Freeman, 1999.
Sulla produzione editoriale in Italia:



Peresson 2000, Rapporto 2001 http://www.alice.it/statist



Istat 2004, La produzione libraria nel 2003 http://www.istat.it
Sulla diffusione della lettura in Italia:



Istat 2002, Letture e linguaggio.



Istat 2004, Annuario statistico italiano 2004 tab. 8.16 (dati 2003 sulla
diffusione di TV, radio e lettura tra la popolazione).
Sullinflazione informativa:

Lyman Peter & Varian Hal R. 2003, How Much Information?,


http://www.sims.berkeley.edu research projects how much information
2003.
Sul problema dellarchiviazione dei documenti Web:

Lyman Peter 2002, Archiving the World Wide Web,


http://www.digitalpreservation.gov
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 49
Esercizi
Dati, informazioni e conoscenza
esempi di dati
esempi di informazioni
esempi di conoscenza
leditoria libraria in Italia
Vuoi esempi di dati? Bene cerca file in formato XLS (Excel) o MDB (Access).
Come? Semplice, fai cos:

con Google http://www.google.com vai in ricerca avanzata e specifica il


formato XLS o MDB nel formato di file. Nelle finestre relative ai termini
indica un termine che faccia riferimento allarea di cui ti occupi.

con Istat http://www.istat.it trovi file XLS (Excel) a bizzeffe

con Regione Lombardia http://www.ring.lombardia.it Annuario statistico


regionale trovi dati (formato HTML) e grafici su qualsiasi area tematica a
livello comunale, provinciale e regionale e puoi scaricare gratis le ultime
edizioni dellAnnuario in formato PDF.
Vuoi informazioni? Tra gli infiniti siti a disposizione te ne indico tre:

informazioni economiche e di borsa http://www.nasdaq.com

informazioni statistiche http://www.census.gov

informazioni (articoli) su temi economici e sociali http://www.lavoce.info


Pi complesso trovare conoscenza rispetto al nostro tema (testi e nuovi
media) ovvero elementi che ti spieghino come cercare, usare e produrre
informazioni. Dovrebbe essere il compito delle universit ma non tutto
quanto viene fatto arriva ad essere davvero accessibile sul web a chiunque. E
lo stesso si pu dire per le iniziative di e-learning. Tra i vari siti di formazione
on-line:

Open University http://www.ou.ac.uk la prima universit a distanza


fondata in europa (Regno Unito) oltre 30 anni fa;

OCW OpenCourseWare http://ocw.mit.edu il progetto del MIT


(Massachusetts Institute of Technology) avviato nel settembre 2002 per
mettere on-line i propri materiali didattici: due anni dopo (settembre
2004), erano disponibili materiali per oltre 900 corsi. Sul progetto OCW ti
segnalo: Davide Paterlini 2004, Socializzare la conoscenza: il progetto
OpenCourseWare del MIT (tesi di laurea discussa nel giugno 2004 alla
Facolt di Scienze della comunicazione e delleconomia, Universit di
Modena e Reggio Emilia) disponibile in formato PDF
http://www.tesionline.it http://tesionline.corriere.it/default/tesi.asp?idt=9565
Parlando di aumento dei libri (titoli pubblicati) forse ti sarai domandato
quanto pesa in termini economici il settore delleditoria libraria in Italia:

nel 2003 il fatturato degli editori di libri stato di 3,6 miliardi di


(Associazione Italiana Editori - AIE http://www.aie.it ufficio stampa).

nel 1998 il maggiore editore italiano di libri era Mondadori (fatturato di


102 milioni di ). Molto pi basso il fatturato degli editori di testi
universitari: 15 milioni di fatturava Laterza, circa 10 Il Mulino (G. Peresson
Alice http://www.alice.it statistiche);

gli editori erano 3.500 ma solo 10 fatturavano pi di 50 milioni di ;

nel 1998 la tiratura media per opera stata di 5.756 copie: ma si scende a
circa 3.000 copie nei settori informatica e editoria professionale (Peresson
2000).
Vai su questi due siti

Alice http://www.alice.it e

AIE http://www.aie.it
e prova ad aggiornare i dati relativi al mercato editoriale.
Corrado de Francesco 21/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Dati, informazioni e conoscenza - p. 50
Domande
Prova a rispondere Se non riesci, torna qui
Cosa intendi per dato? Puoi fornire degli
esempi?
Dato
Cosa significa digitalizzazione? Dato
Dai una definizione di caso e di variabile.
Fornisci degli esempi.
Caso + Variabile
Cosa si intende per informazione? E per
conoscenza?
Informazione
Come si manifesta ed misurabile
linflazione informativa?
Aumento dei libri + Aumento degli articoli +
Variet informativa
Cosa significa deep web? Web e deep web
Come si pu definire la conoscenza nella
societ dellinformazione?
Conoscenza
Il trasferimento di informazioni permette
di trasferire conoscenza?
Trasferire conoscenza
Caratteristiche positive dei testi
elettronici (PDF).
Nuovi media e nuovi testi
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 51
Lavorare con la conoscenza
Un tempo non lontano lavorare con la
conoscenza era compito di pochi. I lavoratori
della conoscenza (knowledge worker) erano
categorie sociali numericamente esigue come i
ricercatori e i docenti universitari. La produzione
di conoscenza era riservata a loro e a pochi altri
(giornalisti, esperti non accademici, ecc.).
A quellepoca (e stiamo parlando di una decina
di anni fa) scrivere significava per lautore
concentrarsi sul contenuto del testo. Cera
qualcun altro che si occupava della trascrizione
(dattilografo), revisione (editor e correttore),
forma (grafico e editor), composizione
tipografica (tipografo), diffusione (editore).
Oggi lavorare con la conoscenza significa
padroneggiare saperi diversi. Un programma di
videoscrittura e una stampante laser permettono
allautore di prendersi cura direttamente di
aspetti che solo una generazione fa venivano
delegati ad altri. Lautore pu dunque procedere
da solo alla produzione del testo curando non
solo la redazione ma anche la grafica e
limpaginazione e persino la pubblicazione
(on-line) di quanto ha scritto.
Ma chiunque abbia fatto esperienze in questa
direzione sa che per realizzare un vero testo non
basta avere i software relativi (di redazione,
impaginazione, editing, ecc.) ma anche i saperi
relativi. E ci richiede tempo, molto tempo.
Proprio come non basta una cucina in acciaio
inox per diventare uno chef.
Come se non bastasse, i nuovi media richiedono
nuovi testi o meglio testi che possano avere
caratteristiche diverse. Le forme tradizionali
dellarticolo e del libro possono essere subito
convertite in file PDF ma poi risultano poco
adatte ad essere lette su uno schermo. Si richiede
allautore la capacit di produrre testi diversi per
medium diversi.
E non finita. Nel bilancio del tempo di un
autore una quota rilevante assorbita da una
voce un tempo inesistente: rimanere aggiornati
circa levoluzione dei software applicativi con cui
lavorare. Una bella differenza rispetto a quando
lo strumento di lavoro era costituito da una
macchina per scrivere e lunico problema era
cambiare il nastro. Capisci adesso perch molti
intellettuali rimpiangono la macchina per
scrivere?
Infine, va ricordato il tempo crescente assorbito
dallaggiornamento su fonti informative in
continuo aumento. In una situazione in cui nuovi
libri, articoli, notizie e dati sono subito disponibili
on-line, anzi, ci vengono addirittura segnalati
ogni giorno tramite la posta elettronica, come si
fa a non tenerne conto?
Lultima osservazione circa i cambiamenti nel
modo di lavorare con la conoscenza riguarda il
dove si lavora rispetto a un tempo. Ancora negli
anni 80 rimanere aggiornati significava andare
in biblioteca. Per un italiano ci voleva dire
andare allestero: Parigi, Londra o una delle
grandi cattedrali universitarie del sapere (Oxford,
Cambridge o le grandi universit degli Stati
Uniti). Oggi no. Basta una connessione telefonica
per essere virtualmente ovunque grazie agli
OPAC (cataloghi bibliografici on-line), alle banche
dati e alle nuove funzioni dei motori.
Prerequisiti In questo capitolo
conoscenza dei siti:

Google
http://www.google.com ricerca avanzata (advanced
search)

MIT Progetto Open CourseWare


http://ocw.mit.edu
vedremo la categoria dei knowledge worker e la sua
articolazione in figure professionali diverse. Lobiettivo
riflettere sui mutamenti di figure tradizionali (editor,
bibliotecario, autore) e lemergere di figure nuove
(webmaster, cybrarian, information broker, ecc.).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 52
I saperi nella societ dellinformazione
Da sempre la capacit di uso delle informazioni
stata alla base della conoscenza. Ed era un sapere
complesso che richiedeva tempo: ti ricordi la
biblioteca de Il nome della rosa di Umberto Eco?
La diffusione dellinformatica e di Internet ha
aumentato la complessit di questo sapere:
lobsolescenza degli strumenti (software e siti)
molto rapida. Pensa a come cambiano i sistemi
operativi e i programmi applicativi: videoscrittura,
foglio elettronico, browser, ecc. E al tempo di
autoformazione che devi dedicare ogni volta che
compri un nuovo computer. La conoscenza oggi
un insieme di saperi in continua evoluzione.
Ma levoluzione del software non produce
unobsolescenza completa delle capacit prima
possedute. La padronanza reale nelluso di un
software porta infatti con s delle capacit
trasversali (metacapacit) durature. Se hai avuto
pi di un PC ti sei accorto che quando devi usare
un programma nuovo non ti occorrono pi tanti
giorni come qualche anno fa. Luso continuo e
intensivo delle informazioni riduce il tempo
necessario per apprendere nuove informazioni.
Pi in generale, luso di informazioni porta con s
varie metacapacit sempre pi articolate e
complesse.
Ci sono anche altri
effetti indotti da un
uso intensivo di
strumenti informatici:
la capacit di
concentrazione,
lautocontrollo, la
velocit nella lettura,
la precisione, ecc.
Metacapacit tradizionali sono la padronanza della comunicazione
verbale e scritta. A questi saperi trasversali se ne aggiungono di nuovi,
ovvero le metacapacit relative a:

utilizzo di elementi grafici e visuali nella comunicazione scritta

ricerca, reperimento e selezione di informazioni on-line

gestione e trattamento di informazioni digitali diverse (dati,


immagini, testi, audio, ecc.)

progettazione e realizzazione di testi e strutture informative


complesse.
E ci sono anche altre capacit tradizionali ma catalizzate dalluso
quotidiano di strumenti informatici e poi interiorizzate:

la capacit di classificazione (indotta dalla necessit di gestire


informazioni sempre pi numerose)

la capacit di definire e applicare degli standard

la capacit di razionalizzare qualsiasi processo (ovvero di minimizzare


i costi nel raggiungimento di un obiettivo).
La societ dellinformazione Misurare i nuovi saperi
richiede saperi e capacit diversi e crescenti:
comunicazione verbale e scritta
uso di elementi grafici e visuali
efficienza ed efficacia in ricerca e gestione
capacit di classificazione
definizione e applicazione di standard
capacit di razionalizzazione
design e realizzazione di testi complessi
oltre a flessibilit e cambiamento continuo.
unesigenza sempre pi sentita. ETS (Educational
Testing Service) http://www.ets.org ha annunciato a
novembre 2004 The ICT literacy assessment, un test
on-line per misurare le abilit degli studenti universitari
nel definire, trovare, gestire, integrare, valutare, creare
e comunicare informazioni in forme diverse
http://www.ets.org/news/04110801.html. ETS la maggiore
organizzazione al mondo di test in campo educativo:
nel 2004 ha amministrato 25 milioni di test in tutto il
mondo, con un fatturato di 825 milioni di $ e 2.600
dipendenti.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 53
Vecchie e nuove figure professionali
Autore, bibliotecario, redattore, grafico, editore,
libraio: sono le figure professionali tradizionali
nella produzione dei testi. Linformatica ha
aumentato la produttivit di ciascuna di queste
figure ed ha accelerato il passaggio delle
informazioni da una allaltra:
il bibliotecario scarica da una biblioteca
nazionale i record dei nuovi testi
lautore, specie se ricercatore, si tiene
aggiornato tramite la consultazione on-line di
cataloghi di biblioteche e librerie
il file del testo pu riflettere gi allorigine le
richieste di stile e layout definite dal grafico
leditor riceve via e-mail il file dallautore e
pu intervenire direttamente su di esso
leditore cura la commercializzazione del testo
(anche in formato elettronico) e la diffusione
on-line di materiali collaterali
il libraio da persona fisica diventa un luogo
virtuale in cui si riuniscono informazioni:
pareri, comportamenti di acquisto dei lettori
(altri libri acquistati), segnalazioni
personalizzate di novit, possibilit di sfogliare
i testi on-line, ecc.
Ma a queste figure professionali se ne
aggiungono di nuove create dallaumento di
informazioni e dalla crescente complessit del
gestirle. Penso a figure totalmente nuove come il
webmaster, ma anche a figure che costituiscono
levoluzione di figure tradizionali:
cybrarian o information broker: specialista
nella ricerca di informazioni on-line per conto
terzi
information architect: rende chiara e
accessibile linformazione
indexer: classifica e rende reperibili le idee
contenute in un testo
visual journalist: migliora la capacit
comunicativa di un articolo grazie alluso di
immagini complesse e didascalie.
E a queste figure se ne potranno aggiungere
altre, oggi esistenti in forma volontaria e
gratuita: penso al weblogger, che seleziona e
segnala ad altri informazioni nuove e utili e le
pubblica su un weblog..
A lato un quadro
sintetico e un po
provocatorio di dove
e come si lavorava
con le informazioni e
i testi 20 anni fa e
oggi.
E c unaltra enorme
differenza tra ieri ed
oggi: oggi le
informazioni sono
molto pi numerose
di un tempo.
nel 1980 si lavorava

in biblioteca e in un luogo fisico (casa o


studio)

con cataloghi e schede

su carta

con la macchina per scrivere

per produrre testi di carta

copiando e ricopiando lo stesso testo

spendendo in fotocopie

inserendo nuovi errori in ogni nuova


versione (il testo veniva ribattuto)

con lansia di perdere il manoscritto


oggi si lavora

ovunque con un PC portatile

via Internet

con OPAC e database

su file

con il computer

per produrre testi su file e su carta

senza mai dover ricopiare

facendo copie a costo zero

eliminando man mano gli errori

con la sicurezza delle copie di backup


Nuove figure professionali Cos quel lavoro?
usano e producono informazioni di tipi e formati
diversi:
cybrarian
information broker
information architect
indexer
visual journalist
e poi ci sono i ricercatori.
Tutto cambiato in soli 20 anni...
per sapere cosa vuol dire lavorare come editor o
webmaster c lOccupational Outlook Handbook del
Department of Labor (Ministero del lavoro USA)
http://stats.bls.gov/oco/. Se scorri lindice alfabetico sarai
stupito dalla quantit di lavori e professioni e dalle
informazioni fornite per ciascuna. In Italia qualcosa di
analogo lo fa ISFOL (ente del nostro Ministero del
lavoro) http://www.isfol.it/orientaonline.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 54
Knowledge worker
Chi lavora con le informazioni acquisisce e
interiorizza conoscenza. Da qui il termine
knowledge worker = lavoratore della conoscenza.
Sono quelli pagati per pensare.
Si tratta di figure professionali nuove e meno
nuove: ricercatori, professionisti, giornalisti,
autori, editor e documentalisti cerano gi prima
della rete, webmaster e programmatori HTML no.
E totalmente nuove sono le professioni di
information broker, visual journalist e
information architect. Sono questi i soggetti nuovi
dei nuovi media sia come lettori che come autori.
Nel loro insieme i knowledge worker
rappresentano una categoria sociale assai
variegata ma caratterizzata da un uso elevato e
crescente di informazione e di strumenti
informatici (hardware e software). Sono loro i veri
professionisti della societ digitale.
Negli USA molti knowledge worker sono SOHO
(Small Office Home Office): lavorano cio da casa.
In Italia c chi li chiama cognitari: neologismo che
indica i cosiddetti proletari della conoscenza,
termine che si addice bene, ad esempio, alla
categoria dei docenti universitari a contratto visti
i livelli retributivi (6.000 lordi per un corso con
anche centinaia di iscritti) e le condizioni
contrattuali (pagamento a fine lavoro...).
Rispetto ad un tempo non molto lontano, oggi il
knowledge worker si trova a dover affrontare
quotidianamente il problema di acquisire, gestire
e elaborare elementi informativi sempre pi
numerosi e diversi tra loro.
Se cerchi knowledge
worker sul web trovi
una marea di
informazioni.
La ricerca della frase knowledge worker (13.01.2005) con il motore Yahoo
http://www.yahoo.com ha prodotto 82.400 risultati; con Google
http://www.google.com i risultati sono stati 145.000. Ma attenzione, i
risultati calano se la frase knowledge worker compare nel titolo del
documento: con Google i risultati scendono a 1.550 cos distribuiti:

693 in siti di aziende (.com)

32 in siti di universit e college USA (.edu)

78 in siti di organizzazioni (.org)

16 in siti di enti italiani (.it).


Capisci la necessit di essere precisi nelle ricerche?
Knowledge worker I siti di esperti
o lavoratore della conoscenza
usa informazioni
produce informazioni
utilizza strumenti informatici
mobile
usa un notebook
spesso un free lance
obbligato a rimanere sempre aggiornato.
sono un fenomeno notevole, impensabile senza la rete.
Grazie a Internet nascono e crescono comunit di
persone che per il semplice gusto di essere utili agli altri
mettono a disposizione la loro conoscenza senza alcuna
paura di perderla... I forum sono un esempio di questo
fenomeno. Un altro esempio sono i siti di esperti:
Epinions http://www.epinions.com o
Experts http://experts.com
prova a sottoporre un quesito (in inglese) vedrai che ci
sar qualcuno che ti aiuta. E poi c Wikipedia...
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 55
Knowledge worker in Italia
Ma alla fine quanti sono i lavoratori della
conoscenza in Italia? La loro quantit ha riflessi
su vari aspetti: peso politico, mercato,
associazioni, formazione, aggiornamento,
identit sociale, status, vendibilit di servizi e
beni rivolti a loro, ecc. Vediamo allora a quali
fonti possiamo fare riferimento per misurarne il
numero.
Il Censimento 2001 pu essere una fonte per
cercare di avere unidea precisa sulle diverse
figure professionali dei knowledge worker, la
loro distribuzione per et e quindi le prevedibili
richieste del mercato del lavoro (dovute a
rimpiazzi per pensionamento).
Unaltra fonte di dati offerta dagli ordini
professionali e dalle associazioni di categoria: a
questa fonte fanno riferimento i dati riportati
nella tabella. Al CUP (Comitato unitario delle
professioni, ad esempio, aderiscono 28 ordini
professionali tradizionali). Al COLAP fanno
invece capo 127 associazioni delle nuove
professioni.
Ma non tutti i lavoratori della conoscenza
compaiono nella tabella seguente. Il fatto che,
se da un lato gli iscritti agli ordini professionali
possono essere considerati come appartenenti
allampia categoria dei lavoratori della
conoscenza, non tutti i knowledge worker hanno
ordini professionali: pensa a insegnanti e a
docenti universitari, ricercatori, documentalisti e
bibliotecari, senza ovviamente dimenticare le
professioni del web e dellICT come
programmatori, analisti, web master, ecc.
proprio in virt dellassenza di ordini
professionali che i sindacati hanno rilevato la
necessit di attivare forme di rappresentanza per
le miriadi di free lance che ormai operano nella
societ dellinformazione: la CGIL ha dato vita
alla FLC (Federazione dei lavoratori della
conoscenza) http://www.snur-cgil.org/
Sarebbe interessante
analizzare la distribuzione
per et degli iscritti a
ciascun ordine
professionale:
apparirebbero cos i
fenomeni di rapido
aumento dei nuovi iscritti
vissuti da talune
professioni (penso a
medici, giornalisti e
psicologi).
Iscritti ad ordini professionali nel 2004 (migliaia)
professioni professioni
medici 338 biologi 40
infermieri 236 ragionieri 40
ingegneri 153 assistenti sociali 30
avvocati 151 veterinari 22
architetti 100 tecnici radiologia 21
geometri 96 periti agrari 21
giornalisti 69 agrotecnici 15
farmacisti 63 ostetriche 15
commercialisti (dottori) 51 geologi 14
periti industriali 47 chimici 10
odontoiatri 42 notai 5
psicologi 40 spedizionieri doganali 2
Fonte: Corriere Economia, 24 maggio 2004, p. 3.
Le professioni pi numerose E negli USA quanti sono?
in Italia (2004)
medici 338.000
infermieri 236.000
ingegneri 153.000
avvocati 151.000
architetti 100.000
quanti erano 10 anni fa? e 20 anni fa?
(Fonte: ordini professionali)
In base a US Census Bureau, Statistical Abstract of the
US 2004-2005 http://www.census.gov nel 2002 i medici
(doctors) negli Stati Uniti erano 853.000 (tab. 149). Un
numero certo rilevante ma che pu essere raffrontato a
quello italiano (338.000 nel 2004) solo tenendo conto
diversa dimensione demografica dei due paesi. Per la
consistenza numerica di altre professioni negli USA cfr.
US Census Bureau, Statistical Abstract of the US
2004-2005 tab. 597.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 56
Bibliotecario
Bibliotecario (in inglese librarian) chi si occupa
della selezione, acquisizione e catalogazione dei
testi (libri e periodici). Oggi un bibliotecario ha a
che fare non solo con testi cartacei ma anche con
opere di vario supporto e genere (audio, video e
multimediali): da qui il neologismo cybrarian per
indicare un bibliotecario che lavora con testi e
risorse digitali.
Il bibliotecario usa molti strumenti informatici:
database locali, OPAC (cataloghi di libri on-line),
librerie on-line, repertori bibliografici on-line,
e-mail (per raccogliere proposte di acquisto,
segnalare le nuove acquisizioni).
Cos molti bibliotecari sviluppano competenze in
uno o pi ambiti tematici: sono cio in grado di
indicare una bibliografia selezionata e gli
strumenti bibliografici essenziali (reference,
cataloghi on-line, siti web).
La professione implica oggi un mix di
competenze intellettuali e tecniche in continuo
divenire. Per essere ben veicolato, questo sapere
richiede un medium dinamico come il web: in
questa direzione il cosiddetto progetto 247
http://www.247ref.org con cui un network di
biblioteche USA mette a disposizione lexpertise
dei propri bibliotecari 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Bibliotecario
quanti sono Per sapere quanti sono i bibliotecari in Italia occorrono i dati sulle professioni
raccolti in occasione del censimento 2001 http://www.istat.it (e ad oggi,
13.01.2005, non disponibili). Sapendo quanti sono posso avere unidea
approssimativa della domanda annuale dividendo il loro numero complessivo per 40
(ipotizzando che si inizi a lavorare a 25 anni e si termini a 65).
quali prospettive La professione destinata a un utilizzo sempre pi spinto delle tecnologie
informatiche. Il bibliotecario classico evolve in direzione del cybrarian e come tale
acquisisce maggiori opportunit professionali.
dove si lavora Biblioteche statali, comunali, scolastiche e universitarie. Biblioteche e centri di
documentazione esistono anche presso istituti di ricerca (come il Consiglio
nazionale delle ricerche http://www.cnr.it e altre organizzazioni pubbliche e
private.
quanto si guadagna Come dipendenti di enti pubblici gli stipendi non sono elevati (VII livello come
dipendenti statali = circa 20.000 lordi allanno): in compenso la stabilit del posto
garantita http://www.isfol.it/orientaonline
come si diventa Possesso di laurea e eventuale diploma di specializzazione post-laurea. Esistono
numerosi corsi di laurea finalizzati a questa professione (ad es. Conservazione dei
beni culturali con indirizzo bibliotecario). Per un quadro completo
http://www.miur.it offerta formativa cerca le stringhe biblio, cultural e libra.
dove saperne di pi Il sito dellAIB (Associazione italiana biblioteche) http://www.aib.it una fonte
completa di informazioni su questa figura professionale: incontri, opportunit di
aggiornamento, novit, ecc. Nellaprile 2004, gli iscritti allalbo dellAIB erano 720.
Lavorare come bibliotecario Bibliotecario negli USA
vuol dire:
avere accesso ai libri
essere a contatto con il pubblico
esaltare la propria precisione
lavorare secondo standard consolidati
fare un uso integrato di fonti informative
essere aggiornati su media e computer
e avere un posto sicuro.
in inglese il termine bibliotecario si traduce con
librarian. Negli USA la biblioteca americana in genere
a scaffali aperti: i libri sono a portata di mano del
lettore e il bibliotecario lavora a contatto con i lettori.
Lequivalente USA dellAIB lALA (American Library
Association) http://www.ala.org. Per un quadro di
insieme sulla professione vedi lOccupational Outlook
Handbook del Department of Labor USA
http://stats.bls.gov/oco/ search librarians.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 57
Ricercatore
Ricercatore (in inglese researcher) chi svolge
attivit di ricerca alle dipendenze di enti pubblici
o privati: universit, aziende, istituti di ricerca,
fondazioni, ecc. Il ricercatore crea conoscenze,
metodi, processi, prodotti.
Il ricercatore utilizza vari software per le diverse
fasi del suo lavoro:
documentazione e aggiornamento: database
locali, OPAC (cataloghi on-line), librerie on-line,
repertori bibliografici on-line
analisi di dati: software di analisi statistica
gestione di informazioni: database (personal
information manager, information retrieval)
produzione di testi: videoscrittura
presentazione di risultati: slide, Acrobat.
La specializzazione fa s che i ricercatori che
lavorano sugli stessi temi siano spesso sparsi per il
mondo: la posta elettronica quindi oggi uno
strumento fondamentale di comunicazione per la
comunit scientifica internazionale.
In genere oggi, in tutti i paesi, i ricercatori hanno
una formazione di istruzione superiore di terzo
livello: oltre ad una laurea specialistica
posseggono un dottorato (in inglese Ph.D).
Nelle universit di tutto il mondo, i docenti
svolgono insieme lattivit di ricerca e di
didattica. La ricerca invece attivit esclusiva per
chi opera in istituti o centri di ricerca
extra-universitari: ad esempio, in Italia, presso il
CNR (Centro nazionale delle ricerche).
A un ricercatore si deve lidea del web: Tim
Berners-Lee del CERN (Gnve, CH) ha per primo
intuito le enorme potenzialit che Internet
avrebbe avuto per la ricerca se si fosse definito
uno standard nel formato dei testi elettronici. A
lui si deve la definizione del formato HTML.
Ricercatore
quanti sono In base ai dati Istat, nel 2001 le imprese italiane occupavano 26.500 ricercatori, le
amministrazioni pubbliche 13.000 e le universit 27.100 (i dati si riferiscono a
ricercatori equivalenti a tempo pieno: Istat, Annuario statistico italiano 2004, tav. 21.5 p.
515). Al 31 dicembre 2003 i docenti di ruolo nelle universit italiane erano 56.480
(17.958 professori ordinari, 18.096 professori associati e 20.426 ricercatori, a
tempo pieno o definito)(MIUR http://www.miur.it/ustat/ banca dati dei docenti di
ruolo). Nel 2002 hanno conseguito il dottorato di ricerca in Italia 4.800 laureati (ADI
2004).
che prospettive ci
sono
LItalia dedica alla ricerca una quota del proprio PIL inferiore rispetto ad altri paesi
della UE: in teoria, quindi, la ricerca dovrebbe svilupparsi nei prossimi anni con
ritmi maggiori del passato.
dove si lavora Universit, istituti del Consiglio nazionale delle ricerche, centri di ricerca di grandi
aziende.
quanto si guadagna Un ricercatore universitario allinizio della carriera ha uno stipendio netto mensile
di circa 1.150 che passano a circa 1.600 allatto della conferma (3 anni sino al
2004, 1 anno dal 2005). Tabelle stipendiali aggiornate dei docenti e ricercatori
universitari sono fornite da Alberto Pagliarini http://xoomer.virgilio.it/alpagli e
CGIL http://www.snur-cgil.org universit docenza (la fonte Pagliarini).
come si diventa Possesso di laurea e di dottorato di ricerca. Ogni anno vengono ammessi ai corsi di
dottorato circa 4.000 laureati. Per un quadro delle lauree specialistiche finalizzate
alla ricerca (nei diversi settori disciplinari) rimando al MIUR http://www.miur.it
universit offerta formativa cerca ricerca.
dove saperne di pi ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani) http://www.dottorato.it
una fonte di informazioni sui ricercatori in formazione: incontri, opportunit di
aggiornamento, novit, ecc.
Lavorare come ricercatore Ricercatori negli USA
vuol dire:
una lunga formazione universitaria
lavorare come dipendente
diventare esperto di un campo specifico
seguire standard nella produzione dei testi
utilizzare software diversi
imporsi un continuo aggiornamento
e guadagnare poco, ma almeno non timbrare il
cartellino...
In inglese il termine ricercatore si traduce con researcher
ma anche con scientist. Per un quadro di insieme sulla
professione vedi lOccupational Outlook Handbook del
Department of Labor USA http://stats.bls.gov/oco/
search researcher. In base a US Census Bureau, Statistical
Abstract of the US 2004-2005 http://www.census.gov,
nel 2003 i ricercatori in senso stretto (scientists) negli
Stati Uniti erano 999.000 (tab. 779).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 58
Nuovi e vecchi mestieri della comunicazione
Se sei iscritto ad una facolt di Scienze della
comunicazione hai davanti a te tante possibilit.
Se non hai ancora le idee chiare domandati quale
sia il tipo di comunicazione su cui ti senti pi
forte. Preferisci parlare o scrivere? Oppure ti senti
pi portato per la comunicazione visuale?
Certo, molte professioni intellettuali implicano un
mix di forme di comunicazione. Ma anche vero
che in ogni professione c una forma di
comunicazione prevalente rispetto ad altre. Cos,
un formatore deve essere portato per la
comunicazione verbale, un redattore ha come
tratto caratteristico la padronanza della
comunicazione scritta, e cos via.
Senza nessuna pretesa di completezza, la tabella
che trovi in questa pagina ripartisce alcune
professioni cui pu portare una laurea di Scienze
della comunicazione ripartite a seconda del tipo
di comunicazione prevalente.
Per informazioni dettagliate su queste
professioni:
Isfol http://www.orientaonline.isfol.it
Department of Labor http://www.dol.gov
Occupational Outlook Handbook.
AllOccupational Outlook Handbook consiglio di
fare riferimento per avere unidea sulle
caratteristiche di qualsiasi professione o mestiere:
se trovi una fonte migliore segnalamela.
la tua capacit di comunicazione prevalente :
comunicazione verbale comunicazione scritta comunicazione visuale
p
r
o
f
e
s
s
i
o
n
e
formatore webmaster art director
account information broker grafico
giornalista TV radio ricercatore visual journalist
pubbliche relazioni tutor on-line
copy writer
giornalista
redattore
formatore e-learning
Le forme di comunicazione La comunicazione non verbale
in cui ti senti pi portato
verbale
scritta
visuale
sono quelle su cui vale la pena che tu investa di
pi.
una risorsa fondamentale per qualsiasi professione e
per la vita di chiunque. Ma assume unimportanza
strategica per professioni in cui la presentazione di s
avviene ogni giorno: formatore, account, giornalista TV.
Purtroppo, la comunicazione non verbale unarea
quasi totalmente trascurata nella formazione
universitaria in Italia: eppure non sarebbe complicato
riprendere con una videocamera uno studente (o un
docente) mentre parla in pubblico e rivedere poi
insieme la sua comunicazione.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 59
Chi fa un sito web
La realizzazione di un sito web coinvolge figure
diverse (nella figura le celle scure indicano la
responsabilit principale di ciascun membro
dellquipe; le celle chiare mostrano dove i
membri del gruppo svolgono un ruolo di
consulenza). Un membro dellquipe pu ricoprire
pi ruoli.
Naturalmente non tutti i siti web richiedono tutte
queste figure. In molti casi le pagine sono scritte e
gestite dalla stessa persona: un webmaster
tuttofare. Talvolta il webmaster pi attento alla
grafica che al contenuto: siti ricchi di immagini e
di animazione ma con pochi contenuti.
Nota la figura di information architect: qualcosa
che non esiste in Italia e che puoi tradurre come
architetto dellinformazione. chi si occupa di
facilitare laccesso alle informazioni tramite il
disegno e la struttura (del testo o del sito web).
Una figura che diventa strategica quando il sito
un serbatoio di contenuti complessi e in continua
crescita.
Questo libro un tentativo di realizzare un
progetto di architettura dellinformazione
pensando alle esigenze e caratteristiche degli
studenti universitari italiani: che frequentano
poco e che usano poco biblioteche e rete.
Figure professionali nelle diverse fasi di realizzazione di un sito web
Design Produzione Distribuzione
defini-
zione
obiettivi
architet-
tura
informa-
mazioni
disegno
inter-
faccia
creazione
dei conte-
nuti
program-
mazione
test pubblica-
zione
pubbli-
cizzazio-
ne
cliente
vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv
producer
vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv
information architect
vvvv vvvv vvvv
designer interfaccia
vvvv vvvv
grafico (designer)
vvvv vvvv
editor, autore
vvvv vvvv
programmatore
vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv
production manager
vvvv vvvv vvvv vvvv vvvv
IS manager
vvvv vvvv
Fonte: DiNucci Darcy et al., Elements of Web Design, Berkeley, PeachPit, 1998, p. 39.
I nuovi lavori del web Tutti editori?
editor
designer
information architect
webmaster
content manager
devono gestire e produrre informazione.
con Internet chiunque pu essere editore di se stesso a
costo zero (o quasi). Questa libert di diffusione
dellinformazione totalmente nuova nella storia. I
vantaggi teorici sono evidenti. Altrettanto evidente la
incredibile variet di qualit di ci che trovi on-line. Se
leditore era un filtro e una garanzia di standard nei
confronti di autori e lettori, con Internet tutto ci
venuto meno.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 60
PC e Internet e lavoro
PC e Internet sono lo strumento di lavoro in
moltissime professioni. Per gli Stati Uniti
disponiamo di dati rilevati nel settembre 2001 dal
Census Bureau per conto del Bureau of Labor
Statistics su un campione di 60.000 famiglie. Tra
gli occupati il 54% usava un PC sul lavoro e il 38%
usava Internet (Bureau of Labor Statistics 2002, Computer
and Internet Use at Work
http://www.bls.gov/news.release/ciuaw.nr0.htm).
Nelle occupazioni non manuali luso di PC
superava il 70%. I tassi di utilizzo erano
fortemente correlati con il titolo di studio: da un
minimo del 16% tra gli occupati privi di diploma
(di scuola secondaria), al 40% tra i diplomati, sino
all82% tra i laureati (ibidem). Secondo la stessa
indagine nel 2001 l81% dei giovani (5-17 anni)
usava un computer a scuola (Census Bureau 2004,
Statistical Abstract of the US 2004-2005 tab. 244).
In Italia, secondo dati Istat rilevati nellottobre
2003, oltre il 70% dei lavoratori intellettuali
(dirigenti, imprenditori, liberi professionisti,
quadri e impiegati) utilizza il PC e pi del 60% fa
uso di Internet. Le percentuali di utilizzo sono
circa un terzo tra gli operai: il 28% usa il PC e il
20% usa Internet (Istat 2004, Le tecnologie
dellinformazione e della comunicazione, tab. 7).
NB: i dati presentati si riferiscono a occupati di tutte le et.
ragionevole attendersi che i livelli di utilizzo di PC e Internet
siano maggiori tra gli occupati giovani e decrescano con let. Si
pu quindi ipotizzare che PC e Internet siano usati dalla quasi
totalit dei lavoratori intellettuali giovani.
Alla luce di ci posso darti un solo consiglio: non
perdere tempo e impara a usare PC e Internet nel
modo migliore! Se farai un lavoro non manuale
questo sapere ti sar prezioso.
I dati riportati esprimono
la percentuale degli
intervistati di ciascuna
categoria professionale
che dichiara di usare il PC
o Internet.
Indagine multiscopo
realizzata da Istat
nellottobre 2003 su un
campione nazionale di
oltre 20.000 famiglie per
complessivi 55.000
individui.
Uso di PC e Internet per professione: Italia, 2003 (%)
professione uso di PC uso di Internet
dirigenti, imprenditori, liberi professionisti 72 64
quadri, impiegati 77 64
operai 28 20
lavoratori in proprio 40 31
studenti 85 75
disoccupati 32 27
ritirati dal lavoro 7 5
Fonte: Istat, Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione: disponibilit nelle famiglie e
utilizzo degli individui, 15 dicembre 2004
http://www.istat.it/Comunicati/Fuori-cale/allegati/Tecnologie1/definitivoNuove-tecnologie-2003.pdf
Utilizzo di PC Lavorare con il PC significa...
tra gli occupati (Italia, 2003, %)
77% di quadri e impiegati
70% di dirigenti, imprenditori, professionisti
40% di lavoratori in proprio
28% degli operai
e le % sono di sicuro maggiori tra i giovani...
(Fonte: Istat 2004)
tante cose diverse. C chi usa il PC per leggere la posta
elettronica e basta, c chi lo usa per caricare dati, ma
c anche chi usa il PC per snellire e migliorare il proprio
lavoro: crea applicazioni di foglio elettronico e di
database, realizza documenti complessi, si tiene
aggiornato, e cos via. Per questultima categoria il PC
lo strumento per aumentare la propria produttivit
giorno per giorno. Misurare luso importante ma
ancora pi importante incominciare a misurare il saper
fare...
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 61
Riferimenti
Termini Web e libri

lavoratore della conoscenza


(knowledge worker)

metacapacit

cybrarian

ricercatore

Isfol

US Department of Labor
Per avere unidea su cosa significano le diverse figure professionali (incluse le
varie categorie di knowledge worker):

US Department of Labor http://stats.bls.gov/oco/ Occupational Outlook


Handbook

Isfol http://www.isfol.it/orientaonline
Per dati sulle diverse figure professionali negli USA:

US Census Bureau http://www.census.gov Statistical Abstract of the US


2004-2005 cap. 12 Labor Force, Employment, and Earnings.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 62
Esercizi
Lavorare con la conoscenza
una scheda sintetica su una
professione
cerca nelle universit
e presso enti pubblici
usa i motori
una specificit italiana
questo s che utile...
Tra i tanti lavori che hanno a che fare con la conoscenza non abbiamo
indicato i giornalisti. Sarebbe allora utile allora che tu provassi a realizzare
una scheda sintetica su questa professione in Italia analoga a quelle che hai
trovato in questo capitolo per bibliotecari e ricercatori. Come fare per trovare
le informazioni necessarie? A ben vedere si tratta di informazioni che dovresti
trovare sui siti delle facolt di Scienze della comunicazione.
Vai allora sul sito della maggiore facolt italiana di Scienze della
comunicazione:

Universit di Roma 1 - La Sapienza http://www.uniroma1.it Facolt di


Scienze della comunicazione cerca tra le informazioni relative agli sbocchi
professionali.
Sul sito delluniversit non trovi dati? Hai provato a fare una ricerca su quel
sito usando la finestra di ricerca avanzata di un buon motore di ricerca? S e
non hai trovato nulla? Male: vuol proprio dire che dovrai raccoglierli tu.
Prova a vedere se queste informazioni non siano gi disponibili sul sito
dellIsfol:

Isfol http://www.isfol.it/orientaonline
Prova a cercare con un motore di ricerca:

con Google http://www.google.it ricerca avanzata indica "giornalist" nel


titolo.
Tra i risultati dovrebbero comparire i siti dellOrdine dei giornalisti, incluso il
sito nazionale:

Ordine dei giornalisti http://www.odg.it


Eh s perch in Italia si giornalisti solo se si iscritti allalbo professionale.
A questo punto ti sarai fatto unidea di quanto tempo ho dovuto dedicare
per redigere le due schede (bibliotecario e ricercatore) che hai trovato in
questo capitolo. Ma avrai anche capito che se le schede sono redatte con una
chiara indicazione delle fonti poi laggiornamento facilitato.
Infine, se non lhai gi fatto, vale davvero la pena che tu conosca una fonte
eccellente di informazioni sulle diverse figure professionali:

Occupational Outlook Handbook http://stats.bls.gov/oco/ dove trovi


informazioni analitiche su molte figure professionali di knowledge worker,
ad esempio:



editor e writer (autore)



news analyst



librarian.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Lavorare con la conoscenza - p. 63
Domande
Prova a rispondere Se non riesci, torna qui
Cosa significa metacapacit? Fornisci
degli esempi.
I saperi nella societ dellinformazione
Figure professionali nella produzione dei
testi.
Vecchie e nuove figure professionali
Dai esempi di nuove professioni nella
produzione dei testi
Vecchie e nuove figure professionali
Chi sono i knowledge worker in Italia? Knowledge worker
Quali informazioni dovrebbero
comparire in una scheda su una
professione?
Bibliotecario
Quali fonti danno informazioni sulle
professioni?
Nuovi e vecchi mestieri della comunicazione
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 64
Istruzione, lettura e Internet
Spesso ce ne dimentichiamo: nel 1980 il PC non
esisteva e nel 1995 Internet era agli inizi della sua
travolgente diffusione. Entrambi i fenomeni
hanno aumentato in misura imprevedibile la
produzione di testi: se un PC e una stampante
avevano gi fatto s che ognuno di noi potesse
sentirsi (ed essere) non solo autore ma anche
editore, Internet ha accentuato ancora di pi
questa possibilit.
A ci aggiungiamo lobsolescenza di molte
informazioni e conoscenze indotta dal progresso
tecnologico e scientifico. Il risultato stata
unaccelerazione di un processo gi in corso. Mi
riferisco alla proliferazione editoriale ovvero
allaumento della produzione di titoli.
Come vedremo ci ha riguardato (e riguarda)
non solo la produzione di titoli (libri) ma anche
laumento delle testate periodiche.
Eppure, a lato di questo fenomeno di vera e
propria inflazione informativa, coesiste un
fenomeno di povert informativa: tra la
popolazione italiana di et superiore ai 6 anni il
59% non legge neanche un libro allanno, in
compenso il 95% guarda la TV (Istat 2004, Annuario
statistico italiano 2004, tab. 8.16 p. 209).
Pi in generale si diffonde tra tutti noi la
percezione crescente di sapere di non sapere:
malgrado tutte le tecniche di lettura rapida si
allarga la forbice tra quante informazioni
riusciamo a processare e quante si accumulano
sulla scrivania in pile sempre pi alte o si
perdono nei meandri del nostro hard disk.
A livello internazionale si allarga anche il divario
tra i paesi: da un lato paesi esportatori di
informazione e dallaltro paesi importatori. E
proprio come avviene nel mondo delle merci i
paesi che esportano sono anche quelli in cui pi
alto il consumo dei prodotti, in questo caso
delle informazioni.
Prerequisiti In questo capitolo
Coscienza della differenza esistente tra dimensione e
diffusione di un fenomeno. Normale capacit di lettura
di semplici tabelle di dati.
parleremo di istruzione, lettura e Internet:

diffusione dellistruzione in Italia

consumo di informazione

lettura di libri

uso di Internet tra i giovani e nelle famiglie


emerger come lItalia sia un paese a bassa scolarit. Ci
porta a consumi di informazione contenuti e limita la
diffusione di Internet sia in termini di qualit che di
quantit.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 65
Popolazione e istruzione in Italia
Parlando dei knowledge worker hai visto come sia
difficile sapere con esattezza quanti siano. In
assenza di dati analitici puoi considerare la
variabile titolo di studio: la quantit di laureati e
diplomati d unidea approssimativa del numero
di lavoratori della conoscenza. E anche, per inciso,
del bacino di utenza di servizi Internet che
prevedano la vendita di informazioni.
La fonte dei dati sul livello di istruzione della
popolazione in Italia sono le rilevazioni trimestrali
Istat (Istat, Forze di lavoro: media 2003 http://www.istat.it).
Sono indagini trimestrali su un campione
nazionale di 80.000 famiglie e 200.000 individui:
su questa base Istat calcola i valori medi annuali
cui faccio adesso riferimento.
Laureati e diplomati sono (2003) 16,7 milioni: un
numero superiore agli adulti privi di licenza media
(13,7 milioni). Questo un dato positivo ma
anche un fenomeno recente.
Infatti, tra i 70-74enni i laureati e diplomati sono
una minoranza: 309.000 a fronte di quasi 2
milioni di coetanei privi di licenza media. E tra i
50-54enni i diplomati e laureati sono 1.304.000 a
fronte di 1.094.000 privi di licenza media. tra i
30-34enni che diplomi e lauree sono ormai
appannaggio di una maggioranza (2.317.000
laureati o diplomati) contro 234.000 coetanei
senza licenza media (Istat, Forze di lavoro: media 2003,
tab. 1.4).
In complesso, secondo Istat (cit.) nel 2003 in Italia i
laureati erano 3.786.000 (3.010.000 occupati): di
questi, pi di un terzo lavorava o aveva lavorato
(pensionati) nella scuola. Daltronde, in Italia sono
rare le grandi aziende dove allestero trovano
occupazione grandi numeri di laureati: tra le 500
maggiori (per fatturato 2003) aziende a livello
mondiale compaiono solo 8 societ italiane
contro 36 britanniche, 37 francesi e 34 tedesche
(Fortune http://www.fortune.com global 500).
Popolazione per classe di et e titolo di studio: Italia, 2003 (migliaia)
I colori scelti danno
un tono patriottico a
questo grafico: ho
usato il bianco per la
parte centrale delle
barre per aumentare
il contrasto. Se
stampato in bianco e
nero il grafico rimane
leggibile.
0 1.000 2.000 3.000 4.000 5.000
75 e oltre
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
15-19
Laurea o diploma Licenza media Licenza elementare o meno
Note: laurea comprende diplomi universitari e dottorati; licenza media comprende i diplomi che non
danno accesso alluniversit; licenza elementare comprende anche i senza titolo.
Fonte: nostra elaborazione grafica di dati Istat ripresi in Istat, Forze di lavoro: medie 2003, Roma, Istat,
2004, file 010042.xls.
Fasce di mercato ben diverse In attesa del censimento 2001...
con licenza elementare (o meno) (in milioni):
7,5 > 64 anni
5,8 30-64enni
0,4 < 30 anni
con diploma o laurea:
1,1 > 64 anni
10,4 30-64enni
5,2 < 30 anni
una massa di anziani poco scolarizzati...
possiamo usare i dati delle Rilevazioni sulle forze di
lavoro Istat http://www.istat.it. Purtroppo questa fonte
fornisce dati sul livello di istruzione della popolazione
ma non sullattivit professionale. Dati sulle professioni
degli italiani sono raccolti solo in occasione del
Censimento: il volume delle professioni ad oggi
(febbraio 2005) non ancora stato pubblicato.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 66
Inflazione educativa
Per misurare la diffusione dellistruzione occorre
non fermarsi ai valori assoluti e calcolare invece il
peso percentuale che i vari titoli di studio hanno
tra le varie classi di et.
Laumento della percentuale di laureati o
diplomati tra le diverse generazioni d unidea
dellinflazione educativa: i titoli perdono valore di
scambio a causa della loro minore rarit. A rarit
cos diverse del titolo di studio sono associate
concezioni del lavoro adeguato ben diverse: il
lavoro da diplomato dei nonni non pu essere lo
stesso per i loro figli o nipoti.
Le classi 20-24, 45-49 e 70-74 rappresentano la
situazione dei figli, dei padri e dei nonni. Le
differenze sono abissali: la percentuale di
diplomati o laureati dell11% tra i nonni, del
39% tra i padri e del 65% tra i figli.
Il quadro di svalutazione dei titoli espresso
anche dai dati in valore assoluto: 2,6 milioni di
25-29enni sono in attesa di prendere i posti (da
laureati o diplomati) oggi occupati da 1.5 milioni
di 45-49enni.
Ma per la societ e leconomia i vantaggi della
diffusione dei titoli di strudio sono maggiori degli
svantaggi: listruzione una risorsa con ricadute
sociali rilevanti. E anche per i singoli il valore
duso del titolo pu controbilanciare il basso
valore di scambio: listruzione vale in quanto tale
e d gratificazioni intrinseche.
Popolazione per classe di et e titolo di studio: Italia, 2003 (in %)
Perch non ho
riportato le
percentuali con anche
i decimali (magari
doppi)? Semplice:
perch avresti avuto
bisogno di pi tempo
per leggere il grafico
e capirlo.
E perch non ho
riportato anche le
percentuali per gli
altri due livelli di
sitruzione? Ancora
per lo stesso motivo:
facilitare la
comunicazione di
quanto volevo dire.
11
13
20
25
33
39
42
44
50
59
65
0% 20% 40% 60% 80% 100%
70-74
65-69
60-64
55-59
50-54
45-49
40-44
35-39
30-34
25-29
20-24
Laurea o diploma Licenza media Licenza elementare o meno
Note: laurea comprende diplomi universitari e dottorati; licenza media comprende i diplomi che non
danno accesso alluniversit; licenza elementare comprende anche i senza titolo.
Fonte: nostra elaborazione grafica di dati Istat ripresi in Istat, Forze di lavoro: medie 2003, Roma, Istat,
2004, file 010042.xls.
Linflazione educativa La rarit del 110
la % di laureati o diplomati aumenta nelle classi di
et pi giovani:
20-24enni = 65%
45-49enni = 39%
70-74enni = 11%
i titoli perdono valore di scambio a causa della
loro minore rarit.
In una situazione di inflazione educativa la capacit
distintiva prima associata al possesso del titolo si sposta
in alto: si richiede allora un voto di laurea elevato (110 e
lode). Si innesca cos un meccanismo di rincorsa che
porta poi allinflazione (e svalutazione) del voto: il
22,5% dei laureati del 1995 ha conseguito la laurea con
110 e lode e la percentuale arriva al 47% per il gruppo
letterario (Istat, Inserimento professionale dei laureati.
Indagine 1998, Roma, Istat, 2000, p. 25-26).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 67
La lettura in Italia
A lato dei fenomeni di inflazione educativa, e di
inflazione informativa, coesiste in Italia un
fenomeno di povert informativa: se escludiamo
la lettura per motivi professionali o scolastici, nel
2003 il 41% della popolazione (di 6 anni o pi)
dichiarava di aver letto almeno un libro negli
ultimi 12 mesi (escludendo la lettura imposta da
motivi scolastici o professionali)(Istat 2004, Annuario
statistico italiano 2004, tab. 8.16). Dato un po inferiore
al 43% rilevato nel 2000 (Istat 2002, Letture e linguaggio,
tab. 1.1).
Vediamo come varia la lettura (nel tempo libero):
et adulti e anziani leggono meno dei giovani:
50% di lettori per le classi di et tra gli 11 e i 44
anni, 28% tra i 65-74enni (Istat 2004, tab. 1.1).
Sesso le donne leggono di pi degli uomini
(48% contro 37%) in tutte le classi di et. Nelle
classi 20-24 e 25-34 la differenza di 20 punti
percentuali (Istat 2004, tab. 1.1).
Professione tra i dirigenti, imprenditori e liberi
professionisti 60% di lettori, 62% tra gli
studenti e 66% per quadri e impiegati; 33% tra
gli operai (Istat 2002, tab. 1.16 file 9.2000.2.1.16.txt).
Istruzione influisce decisamente: dal 79% di
lettori tra i laureati al 24% tra chi possiede la
licenza elementare (Istat 2002, tab. 1.17 file
9.2000.2.1.17.txt).
Lettori forti sono quelli che, nel tempo libero,
leggono pi di 12 libri allanno: nel 2000 erano 3,5
milioni ovvero il 7% della popolazione di 6 anni e
pi (Istat 2004, tab. 1.4). A titolo di raffronto,
unindagine internazionale della seconda met
degli anni 90, oltre il 60% della popolazione di
16-65 anni di Germania, Regno Unito e Stati Uniti
dichiarava di leggere almeno un libro al mese
(OECD & Statistics Canada 2000, p. 48)
Dati raccolti con lindagine
campionaria multiscopo
realizzata da Istat nel
dicembre 2000 su 20.000
famiglie e 54.000
individui.
Se hai pazienza vai a
vedere le tabelle originali
da cui sono stati tratti
questi dati: dei veri e
propri lenzuoli, assai poco
leggibili.
Lettori di libri per titolo di studio: Italia, 2000 (%)
titolo di studio almeno 1 libro pi di 12 libri
allanno
laurea 79 23
diploma 64 12
licenza media 40 5
licenza elementare 24 2
TOTALE 43 7
Note: i dati si riferiscono alla lettura di libri nel tempo libero tra la
popolazione di 6 anni o pi. La categoria licenza elementare
comprende anche i senza titolo.
Fonte: nostre elaborazioni di dati Istat ripresi in Istat 2002, Letture e
linguaggio, tab. 1.4 file 9.2000.2.1.04.txt e tab. 1.22 file
9.2000.2.1.22.txt
http://www.istat.it/Societ-/Istruzione/Storico/index.htm
Lettori per titolo di studio nel 2000 Libro significa testi diversi
legge almeno 1 libro allanno (%)
79% dei laureati
64% dei diplomati
40% dei licenziati di scuola media
24% dei licenziati di scuola elementare
1 laureato su 5 non legge neanche un libro
allanno...
(Fonte: Istat 2002, Letture e linguaggio)
I dati sulla lettura considerano insieme libri diversi:
narrativa, manuali, testi di evasione, saggi, ecc. Sarebbe
interessante sapere se e quanto vari la lettura di
determinati testi tra le varie categorie della
popolazione. E poi quanto incide oggi la lettura a
video? La lettura di un libro di barzellette sufficiente
per collocarmi tra i lettori di libri, ma la lettura di
migliaia di pagine web non conta... Mah.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 68
Istruzione, lettura e Internet
La lettura non appare molto diffusa in Italia. E
altrettanto si pu dire dellistruzione: la
diffusione di diplomi e lauree riguarda una
minoranza della popolazione. Stando cos le cose
come si pu pensare che Internet sia davvero un
fenomeno di massa? E che luso di Internet abbia
lo stesso significato che ha altrove?
Internet uno strumento per diffondere
informazioni. Ma questa sua potenzialit
presuppone che i suoi utenti siano consumatori
di informazione. Come indicatori del potenziale
di consumo di informazione possiamo
considerare tre indicatori di diffusione:
lauree molto meno diffuse in Italia che
altrove;
copie di quotidiani nel 1997 il valore
registrato per lItalia era la met o un terzo di
quello rilevato negli altri paesi;
PC nel 2002 il divario tra Italia e altri paesi
era ancora assai marcato.
Il basso consumo di informazione riconducibile
a divari nel tenore di vita? No: i dati disponibili
sulla diffusione di altri consumi (autovetture,
telefonia, televisione) non mostrano differenze
dello stesso tipo tra Italia e altri paesi:

telefoni cellulari pi diffusi in Italia che in


qualsiasi altro paese: 51 milioni di utenze attive
a fine 2003 (dati IDC per Federcomin 2004);
autovetture pi diffuse in Italia che in
qualsiasi altro paese.
Si pu tuttavia obiettare che il tenore di vita nel
nostro paese inferiore a quello degli altri paesi
qui considerati. Per un confronto dei salari e dei
prezzi in 70 citt del mondo UBS, Prezzi e salari nel
mondo http://www.ubs.com search prices and
earnings.
Diffusione di alcuni consumi: per 100 abitanti
I dati della tabella
sono ordinati in
ordine ascendente in
base alla variabile
della prima colonna
(lauree). Va da s che
la lettura sarebbe
facilitata se fosse
possibile per il lettore
riordinare i dati a suo
piacimento (come fai
con i file in Esplora).
paesi lauree
2001
PC
2002
giornali
1996
auto
2000
TV
1997
cellulari
2002
Italia 10 23 10 57 53 94
Francia 12 35 22 47 60 65
Germania 14 43 31 51 57 73
Regno Unito 18 41 33 37 52 84
Giappone 19 38 58 41 69 64
Stati Uniti 28 66 21 48 81 49
Fonte: Census Bureau, Statistical Abstract of the US 2004-2005, tab. 1334 (lauree), ediz. 2003 tab.
1370 (auto 2000), tab. 1373 (PC 2002 e cellulari 2002), ediz. 2002 tab. 1359 (TV 1997 e giornali
1996). Il dato sulla diffusione di auto in Italia (2001) calcolato dividendo il numero di
autoveicoli (33.239.000) per gli abitanti (57.844.000): Istat, Annuario statistico italiano 2002,
tab. 2.2 e 19.5. La diffusione di lauree (istruzione terziaria) calcolata sulla popolazione di
25-64 anni.
Consumi e informazione Budget di cellulari e SMS
rendono lItalia un caso a s
poche lauree
pochi PC
pochi giornali
il record dei cellulari e delle auto
e una lingua nazionale che fa da barriera...
Tra settembre 2003 e agosto 2004 gli italiani hanno
inviato 25 miliardi di SMS. A 0,15 luno si arriva ad una
cifra daffari di oltre 3,5 miliardi di (Corriere Lavoro,
20 settembre 2004, p. 21) con margini di profitto enormi
visto che per il gestore ogni SMS costa 0,01 . Leditoria
libraria nel 2003 ha avuto un giro daffari di 3,6 miliardi
di cui si aggiungono circa 300 milioni di per le
vendite di libri abbinati ai quotidiani
(AIE http://www.aie.it news lo stato delleditoria in
Italia, 22 luglio 2004).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 69
Istruzione in Italia e allestero
I dati OCSE permettono di misurare la diversa
diffusione della scolarit secondaria e terziaria
nei principali paesi rapportando il numero di
diplomati (o laureati) alla popolazione in
complesso o (meglio) di una popolazione di una
certa fascia di et.
Prendiamo in considerazione la popolazione di
25-34 anni e di 55-64 cos da avere un quadro
degli effetti della diffusione della scolarit
nellarco di una generazione. Sulla base dei dati
possiamo dire che:
lItalia era e rimane indietro rispetto ad altri
paesi,
la crescita dellistruzione stata molto pi
rapida in Italia che altrove.
NB: entrambe le due affermazioni precedenti sono vere ma
limpressione che se ne ricava per ben diversa...
LItalia era e rimane un caso atipico: presenta il
valore pi basso sia tra i 55-64 che tra i 25-34enni.
Mentre allestero la maggioranza degli attuali
padri di studenti (universitari o di scuola
secondaria) ha sperimentato di persona la stessa
situazione di prolungata scolarit dei figli, in Italia
ci vale per una minoranza.
In Italia la percentuale di diplomati triplicata
nellarco di una generazione. E tuttavia il possesso
di un diploma (o di una laurea) rimane assai meno
comune di quanto avvenisse gi ventanni fa negli
altri paesi. Nel 2001, tra gli italiani di 25-34 anni il
55% aveva almeno un diploma: una percentuale
ben superiore a quella dei loro padri ma pur
sempre inferiore di circa 30 punti a quella dei loro
coetanei tedeschi o americani.
A lato la percentuale
di popolazione di
25-34 in possesso di
un diploma di scuola
secondaria superiore
(o di un titolo di
istruzione terziaria).
Si noti come la
diseguaglianza di
genere sia oggi a
favore delle donne in
diversi paesi e in
particolare in Italia.
Popolazione di 25-34 e 55-64 anni con diploma di scuola
secondaria superiore, per sesso: 2001 (%)
paesi maschi
25-34
maschi
55-64
femmine
25-34
femmine
55-64
Italia 55 26 60 18
Regno Unito 70 63 65 42
Francia 78 52 78 40
Germania 87 85 84 67
Giappone 92 65 95 61
Stati Uniti 87 83 89 82
Fonte: OECD, Education at a Glance 2002, tab. A3.1c.
Diplomi e laurea in Italia e allestero OCSE
% di laureati o diplomati in 2 classi di et
(maschi, 2001)
25-34 55-64
Italia 55 26
Regno Unito 70 63
Francia 78 52
Germania 87 85
Giappone 92 65
Stati Uniti 87 83
Fonte: OECD, Education at a Glance 2002, tab. A3.1c.
OCSE lacronimo di Organizzazione di Cooperazione e
lo Sviluppo Economico (in inglese OECD = Organisation
for Economic Cooperation and Development):
unorganizzazione internazionale con sede a Parigi e
della quale fa parte lItalia insieme con i maggiori paesi
industrializzati. I dati citati sono tratti dallannuario
Education at a Glance 2001 e 2002: i file (formato XLS)
sono scaricabili gratis http://www.oecd.org find
statistics education.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 70
Pochi giovani e tanti vecchi
A conclusione di questo capitolo vale la pena
soffermarci su un fenomeno che abbiano
intravisto parlando della distribuzione della
popolazione per et e titolo di studio. Mi riferisco
agli squilibri demografici della popolazione
italiana. La struttura per et della popolazione
dovrebbe avere il profilo di una piramide: una
base larga costituita da giovanissimi che man
mano si restringe sino a toccare un vertice di
pochi individui ultracentenari.
La struttura della popolazione italiana assomiglia
ad una piramide solo per le et comprese tra il
vertice e i 35-36 anni (nel 2001). A partire dai
35-36enni le coorti si restringono sempre di pi.
Il grafico riflette il calo delle nascite degli ultimi
decenni: nel 2003 i nati sono stati 544.000 (Istat
2004, Bilancio demografico nazionale anno 2003
http://demo.istat.it) ovvero un 5% in pi rispetto al
minimo storico di 526.000 registrato nel 1995. Dal
1984 ad oggi i nati sono stati ogni anno meno di
600.000: un dato che va valutato considerando
che le leve dei nati negli anni 1920-1940 erano di
circa un milione (Istat 2000, Popolazione e movimento
anagrafico dei comuni anno 1998, tav. 2.1 p. 204-205).
Hai capito adesso il problema delle pensioni? E la
necessit per il nostro paese di avere un forte
flusso di immigrazione (di giovani)?
Popolazione per et: Italia, 2001 (migliaia)
A lato puoi notare
che le barre non
seguono un
andamento costante
ma presentano
talvolta dei bruschi
cali: ne puoi rilevare
uno in
corrispondenza degli
ultraottuagenari ed
un altro in
corrispondenza dei
55-60enni. In
entrambi i casi si
vedono i cali delle
nascite intervenuti in
periodo di guerra (1^
e 2^ guerra
mondiale).
Note: dati del Censimento generale della popolazione (ottobre 2001).
Fonte: nostra elaborazione grafica di dati Istat ripresi in Istat 2004, 14 Censimento generale della
popolazione
http://dawinci.istat.it.
Pochi giovani ma tanti anziani Per fortuna ci sono gli immigrati...
nel 2001 c'erano:
950.000 35enni
600.000 70enni
nel 2036 ci saranno:
circa 500.000 35enni
circa 900.000 70enni
I dati che hai visto si riferiscono alla popolazione
residente censita nel 2001: come sai negli anni seguenti
ci sono state diverse sanatorie che hanno permesso la
regolarizzazione di molte centinaia di migliaia di
immigrati. Si tratta di persone giovani la cui presenza
stabile in Italia contribuir a contenere (almeno in
parte) gli squilibri demografici del nostro paese.
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 71
Riferimenti
Termini Web e libri

popolazione per titolo di studio

inflazione educativa

indagini sulla lettura

lettori e lettori forti

consumi di informazione

Istat

OECD
Tra i siti pi ricchi di dati statistici te ne segnalo tre:

Italia: Istat (Istituto Nazionale di Statistica) http://www.istat.it

Stati Uniti: Census Bureau (ufficio del censimento) lequivalente dellIstat


negli USA http://www.census.gov

paesi industrializzati: OECD (Organisation for Economic Cooperation and


Development) http://www.oecd.org find statistics
molti dati sono in formato XLS: unottima occasione per imparare a usare
bene Excel per produrre grafici.
Puoi per trovare dei dati internazionali (anche di fonte OECD) in Census
Bureau http://www.census.gov Statistical Abstract of the United States capitolo
International comparisons. a questa fonte che ho fatto riferimento per dati
comparativi su consumi (istruzione, informazione e beni durevoli).
Sulla diffusione della lettura in Italia la fonte dei dati costituita dalle
indagini multiscopo dellIstat:



Istat 1998, I lettori di libri in Italia.



Istat 2002, Letture e linguaggio.
Sulla diffusione dellistruzione nei paesi industrializzati la fonte pi completa
e attendibile OECD http://www.oecd.org search Education at a Glance
(on-line trovi tutti i file XLS degli indicatori presentati nel volume PDF (in
vendita).
Corrado de Francesco 20/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 72
Esercizi
Istruzione, lettura e Internet
presentare i dati
annuari sullistruzione
annuari generali
dati internazionali
Presentare i dati in modo che la lettura sia facile e chiara richiede lavoro. Non
ne sei convinto? Ti consiglio di andare a dare unocchiata a tabelle di dati sui
temi trattati in questo capitolo preparate da soggetti diversi.
Puoi incominciare con gli uffici statistici di due ministeri dellistruzione:



per lItalia MIUR http://www.miur.it universit ufficio di statistica o
direttamente http://www.miur.it/ustat/ qui trovi varie banche dati.



per gli Stati Uniti NCES http://www.nces.ed.gov Condition of Education o
direttamente http://www.nces.ed.gov/programs/coe/list/index.asp qui trovi
brevi testi in PDF sui diversi indicatori; se vuoi puoi scaricare lintero
annuario PDF http://www.nces.ed.gov/pubsearch/pubsinfo.asp?pubid=2004077.
Poi puoi proseguire scaricando due annuari statistici di base:

per lItalia Istat http://www.istat.it annuario statistico italiano o anche


http://catalogo.istat.it/asi2004/ dove trovi questo annuario in formato PDF
integrato con tabelle in formato XLS.



per gli Stati Uniti Census Bureau http://www.census.gov statistical
abstract o anche http://www.census.gov/statab/www/ di questo annuario ti
consiglio di vedere lindex (indice analitico)
Si tratta in entrambi i casi di due strumenti di lavoro utili in tante professioni.
Infine, ti consiglio di vedere il lavoro di presentazione di dati (in aree diverse)
che fa unorganizzazione internazionale come lOECD:



OECD http://www.oecd.org find statistics. I dati che trovi qui sono perlopi
in formato XLS mentre gli annuari (in formato PDF) sono in genere a
pagamento.
Corrado de Francesco 21/02/2005 - TNM > Dai libri al web > Istruzione, lettura e Internet - p. 73
Domande
Prova a rispondere Se non riesci, torna qui
Se consideri il titolo di studio come
criterio di stima, quanti sono i potenziali
knowledge worker in Italia?
Popolazione e istruzione in Italia
Inflazione educativa: cos? Inflazione educativa
Inflazione educativa: che intensit ha in
Italia?
Inflazione educativa
Che diffusione ha la lettura in Italia? La lettura in Italia
Come puoi misurare il consumo
(potenziale o reale) di informazione?
Istruzione, lettura e Internet
Il basso consumo di informazione
esistente in Italia rispetto ad altri paesi
associato a differenze su altri tipi di
consumi?
Istruzione, lettura e Internet
A quale fonte posso fare riferimento per
dati sulla diffusione dellistruzione nei
paesi industrializzati?
Istruzione in Italia e allestero