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Sant'Agostino IL POTERE DIVINATORIO DEI DEMONI Occasione del presente libro. 1. 1.

In uno dei giorni santi dell'ottava di Pasqua, al mattino, mentre stavano con me molti fratelli, laici cristiani, ed eravamo seduti insieme nel solito posto, si avvi un discorso intorno alla religione cristiana contro i pregiudizi e la presunta mirabile grandezza del sapere dei pagani. Ho ritenuto di dover affidare ad uno scritto quel discorso, dopo averlo rievocato e completato, senza nominare quanti mi contestavano, pur essendo cristiani e, contestandomi, sembravano cercare soprattutto le risposte giuste da dare ai pagani. La nostra ricerca verteva dunque sulla capacit divinatoria dei demoni. Si diceva che era stata predetta, non so da chi, la distruzione del tempio di Serapide, effettivamente avvenuta ad Alessandria. Io risposi che non c'era da stupirsi se i demoni avessero potuto conoscere e predire quella imminente distruzione del tempio e del suo idolo, cos come molte altre cose, nei limiti in cui loro permesso di conoscere e preannunziare. Dio pu permettere anche le cose ingiuste, secondo i suoi disegni. 1. 2. Ed ecco la questione che mi venne sottoposta: dunque divinazioni siffatte non sono cattive, n sgradite a Dio; altrimenti Egli, nella sua onnipotenza e giustizia, non le permetterebbe, se fossero cattive e ingiuste. Risposi che non debbono sembrarci giuste per il fatto che Dio, infinitamente onnipotente e infinitamente giusto, le permette: sono molte altre, infatti, le cose che avvengono di cui assolutamente evidente l'ingiustizia, come omicidi, adultri, furti, rapine e simili. Sebbene tutto ci, proprio in quanto ingiusto, risulti senza dubbio sgradito al Dio giusto, l'Onnipotente nondimeno lo permette secondo una ragione certa alla base del suo giudizio, beninteso non impunemente, ma per la condanna di quanti attuano quel che sgradito alla sua giustizia. Dio pu permettere anche le pratiche religiose a lui sgradite. 1. 3. A questo punto mi fu contestato che non erano minimamente in dubbio l'onnipotenza e la giustizia di Dio; tuttavia Egli non si cura di

questi peccati degli uomini, che attentano alla loro vita sociale, mentre avvengono: per questo sono possibili, mentre sarebbero certamente impossibili, se l'Onnipotente non li avesse consentiti. Invece non si deve assolutamente credere che Egli sia indifferente a tutto ci che riguarda le stesse pratiche religiose; di conseguenza queste non sarebbero state possibili se non gli fossero state gradite: dunque non il caso di considerarle un male. Anche a questo risposi cos: tali pratiche sono perci sgradite a Dio ora, mentre si distruggono templi ed idoli e sono puniti i sacrifici pagani, eventualmente offerti. Se infatti si afferma che tutto ci non sarebbe stato possibile senza essere gradito a Dio, e per questo lo si deve considerare buono, in quanto gradito alla sua giustizia, allo stesso modo si pu ugualmente affermare che non sarebbe stato possibile proibirlo, distruggerlo, punirlo senza che fosse sgradito a Lui: se quindi tali pratiche avvenivano giustamente allora, poich per un verso risultavano gradite al Dio giusto, in quanto Egli consentiva che avvenissero, avvengono ingiustamente ora, poich per un altro verso risultano sgradite a Dio, in quanto Egli ne comanda o permette la distruzione. I mali non si debbono considerare beni solo perch Dio lo permette. 2. 4. Ed ecco l'obiezione: ora queste pratiche sono sicuramente illegittime, non per cattive; illegittime in quanto avvengono contro le leggi che le proibiscono, ma non cattive, poich, se lo fossero, certamente mai sarebbero state gradite a Dio; in quanto non gradite, infatti, mai si sarebbero verificate senza il consenso di colui che pu tutto e che non sarebbe indifferente a simili atti, atti talmente importanti che, se cattivi, sarebbero esercitati contro la stessa religione grazie alla quale si venera Dio. Ed io allora: se essi, dico, non sono cattivi, in quanto risultano graditi a Dio per il fatto che Egli, nella sua onnipotenza, li permette, come potr essere cosa buona il proibirli e distruggerli? Ma se la distruzione di ci che gradito a Dio non cosa buona, l'Onnipotente non l'avrebbe consentito, dal momento che contrario alla religione, grazie alla quale si venera Dio, anche il fatto che gli uomini distruggano le cose a Lui gradite. Se perci l'Onnipotente permette che ci avvenga come un male, quegli atti non si debbono considerare beni per il fatto che l'Onnipotente li ha permessi. Non tutti i riti sacri, raccolti nei libri pontificali, sono graditi a Dio.

2. 5. Allora si obiett: non giusto che avvengano tali cose ora, lo si deve ammettere; anzi ormai non avvengono affatto, poich ora sono sgradite all'Onnipotente. Tuttavia gli erano gradite quando avvenivano e noi non conosciamo i motivi per cui allora gli erano gradite mentre oggi non lo sono, restando certo, tuttavia, che allora sarebbero state impossibili se non fossero state gradite all'Onnipotente e che ora non sarebbero cessate se non gli fossero state sgradite. Ed io: perch mai, dunque, esse oggi avvengono furtivamente, destinate o a restare sempre clandestine o ad essere perseguite una volta scoperte, se l'Onnipotente non permette nulla all'infuori di quel che gradito alla sua giustizia, essendo impossibile che l'ingiusto risulti gradito a chi giusto? Si obiett quindi che tali cose non ci sono proprio pi. Non ci sono pi, infatti, uno mi dice, quei riti sacri registrati nei libri dei pontefici : cose che avvenivano giustamente in passato, quando risultavano gradite a Dio per il semplice fatto che erano consentite da colui che Onnipotente e giusto; se poi oggi in forma segreta e illegittima si compie qualcuno dei sacrifici proibiti, non paragonabile a quel genere di sacrifici propri dei pontefici, dovendosi annoverare piuttosto fra le pratiche che avvengono di notte, tutte pratiche illegittime, sicuramente proibite e condannate dagli stessi libri dei pontefici. Questa fu la mia risposta: perch allora Dio permette anche solo che avvengano cose del genere, se non indifferente a nessuno di questi malefici che avvengono contro la religione? A questo punto, infatti, quanti tengono in grande considerazione i libri dei pontefici, pronti a sostenere la sicura origine divina di tutti i divieti in essi contenuti, sono addirittura costretti ad ammettere che Dio si prende particolarmente cura di queste cose. Come si pu sostenere allora l'origine divina di tali divieti, se non perch riguardano cose sgradite a Dio, quando poi, vietandole, Egli mostra non solo di non gradirle, ma addirittura di prendersene cura, anzich esserne del tutto indifferente? Da questo si conclude che Dio, in quanto giusto, riprova qualcosa, che tuttavia in quanto onnipotente permette. Riassunto di quanto precede ed enunciazione della questione. 2. 6. Poste in chiaro queste cose, fu ammesso che un fatto non si deve ritenere giusto e buono solo perch l'Onnipotente, bench a Lui sgradito, consente che avvenga; si deve riconoscere che anche quei mali compiuti contro la religione, grazie alla quale si venera Dio, sono

sgraditi a Dio in quanto giusto e sono permessi da Lui secondo una ragione che alla base del suo giudizio. Ma la questione da affrontare, a questo punto, era un'altra: qual l'origine delle divinazioni dei demoni o comunque qual l'identit di quelli che i pagani chiamano di? C' da vedere infatti se per caso queste cose non si debbano ritenere sicuramente buone non per il fatto che l'Onnipotente permette che si compiano, bens perch sono talmente straordinarie, da sembrare attribuibili soltanto alla potenza divina. Io promisi che in seguito avrei risposto; era ormai ora infatti di presentarsi al popolo. Ebbene non ho tardato, appena mi stata data l'opportunit di scrivere, ad accludere quel che precede e includere quel che segue. Natura dei demoni e loro potere divinatorio. 3. 7. La natura dei demoni tale che essi, data la sensibilit del loro corpo aereo, oltrepassano agevolmente la sensibilit propria dei corpi terreni e, anche per la superiore agilit di questo corpo aereo, per rapidit hanno la meglio, senza possibilit di confronto, non solo sulla corsa di qualsiasi uomo o animale, ma anche sul volo degli uccelli. Dotati di queste due qualit relative al loro corpo aereo, vale a dire l'acutezza della sensibilit e la rapidit del movimento, preannunziano o annunziano molti fatti conosciuti prima, fonte di meraviglia per gli uomini a causa della lentezza della propria sensibilit terrena. Nei demoni s' aggiunta, per di pi, durante tutto il lungo arco di tempo in cui si sviluppa la loro vita, un'esperienza della realt di gran lunga superiore a quella che pu provenire agli uomini per la brevit della loro vita. Grazie a queste propriet, che sono toccate alla natura di un corpo aereo, i demoni non solo predicono molti fatti futuri, ma ne compiono addirittura molti di stupefacenti. Ora, dal momento che gli uomini non possono dire o compiere questi fatti, alcuni, stuzzicati soprattutto dal vizio della curiosit, amando una falsa felicit terrena e un prestigio effimero, ritengono i demoni degni d'essere serviti e fatti oggetto di onori divini. Quanti invece si liberano da tali passioni non si lasciano ingannare o catturare da loro, ma ricercano e amano quel che sempre immutabile, e partecipandone sono felici; anzitutto osservano che i demoni non debbono esser posti al di sopra di s in quanto prevalgono per la sensibilit pi acuta del loro corpo, che aereo, fatto di un elemento pi leggero. Del resto non ritengono al di sopra di s, nei loro stessi corpi terreni, nemmeno gli animali, che pure hanno sentore di molte cose in modo pi acuto: non il cane con il suo

fiuto, capace di snidare con un olfatto affinatissimo un animale nascosto, guidando l'uomo fino alla sua cattura, evidentemente non per una pi avveduta intelligenza spirituale, ma per una pi penetrante sensibilit del corpo; non l'avvoltoio, capace di piombare da una distanza insospettata su un cadavere abbandonato; nemmeno l'aquila, di cui si dice che, volando alta, riesca a distinguere da tale altezza un pesce che guizza sotto le onde e, avventatasi violentemente sulle acque, lo ghermisce dopo aver sfoderato gli artigli; e nemmeno molti altri generi di esseri animati, che vagano in cerca di pascolo fra piante velenose, senza mai mangiarne una nociva, mentre l'uomo ha imparato a malapena a guardarsene dopo averne fatto esperienza e resta diffidente verso molte innocue, non avendone fatto esperienza. Da qui facile arguire in quale misura la sensibilit possa essere pi acuta nei corpi aerei: non per questo, per, chiunque sia avveduto potrebbe pensare che i demoni, che ne sono dotati, sono da porre al di sopra di uomini buoni. Questo potrei dirlo anche della rapidit dei corpi: riguardo a questo tipo di superiorit, infatti, gli uomini sono vinti non solo dai volatili, ma anche da molti quadrupedi, tanto da dover essere considerati, al confronto, pesanti come piombo; non per questo, per, essi pensano che debbano essere poste al di sopra di s queste specie di animali, sui quali dominano, non con la forza fisica, ma con quella della ragione, per catturarli, addomesticarli e porli a servizio e profitto della propria volont. 4. 7. Quanto poi a quella terza facolt dei demoni, in base alla quale, grazie ad una lunga esperienza della realt, essi hanno imparato il modo di conoscere prima e di predire molti fatti, coloro che si preoccupano di distinguere questi fenomeni dalla verit della luce pienamente vera se ne disinteressano, al punto tale che i giovani onesti non si ritengono per questo inferiori nemmeno ai vecchi malvagi, che hanno moltissima esperienza e perci sono in un certo senso pi istruiti; allo stesso modo non per questo pensano che siano da preferire loro i medici, n i navigatori, n gli agricoltori, di cui sia stata rilevata la volont perversa e i costumi iniqui, solo perch capaci di molte predizioni: i primi intorno alle malattie, i secondi intorno alle tempeste, i terzi intorno agli alberi e ai frutti, tanto da sembrare, a chi inesperto di queste cose, una forma di divinazione. Le opere di vera piet valgono di pi degli eventi meravigliosi dei demoni.

4. 8. Quanto poi al fatto che i demoni non solo predicono alcuni fatti futuri, ma addirittura ne compiono di stupefacenti, evidentemente grazie alla superiorit del proprio corpo, perch mai le persone avvedute non dovrebbero restare indifferenti? Oltre tutto spessissimo gli uomini ingiusti e corrotti addestrano il proprio fisico e acquistano abilit tali in varie arti, che chi non ne sa nulla n li ha mai visti stenta addirittura a credervi quando lo sente raccontare. Quante sono le cose stupefacenti compiute dai funamboli e da tutti gli altri artisti che danno spettacolo? Quante sono quelle compiute dagli artigiani e soprattutto dagli ingegneri? Ebbene, sono forse per questo migliori degli uomini buoni e dotati di santa piet ? Se ho ricordato tali cose, perch chi le considera senza pervicacia e senza sterile e pretestuoso spirito di contraddizione, pensi, nello stesso tempo, a questo: se alcuni uomini, per la conformazione fisica pi rozza o del proprio corpo, o della terra e dell'acqua, di varie pietre, legni e metalli, sono capaci di risultati tali, che quanti non vi riescono, per lo pi presi da meraviglia, a confronto con se stessi li chiamano divini, mentre alcuni di quelli sono solo pi capaci nelle arti e alcuni di questi migliori nei costumi, quanto pi grandi e pi sorprendenti sono le cose di cui i demoni sono capaci in proporzione alla potenzialit e all'agilit di un corpo leggerissimo, cio aereo, pur essendo tuttavia spiriti immondi e perversi per la depravazione della volont, e soprattutto per l'altezzosit della superbia e la malizia dell'invidia? Per il resto, sarebbe troppo lungo ora mostrare di che cosa sia capace l'elemento aereo, al quale quei corpi debbono la loro superiorit, nel costruire, smuovere, spostare e rivoltare in modo invisibile molti oggetti visibili; penso che ci si potrebbe mostrare facilmente a chi vi presti anche una modesta attenzione. L'origine delle predizioni dei demoni. 5. 9. Stando cos le cose, in primo luogo si deve sapere, dal momento che in questione la divinazione dei demoni, che questi il pi delle volte predicono le cose che essi stessi stanno per compiere. Spesso infatti ricevono il potere di provocare malattie e di viziare persino l'aria, rendendola malsana; di incitare gli uomini perversi e amanti dei privilegi terreni ad azioni malvagie; e da questi costumi traggono la certezza che costoro finiranno per intendersela con chi li incita a tali azioni. Quindi incitano, in forme stupefacenti e invisibili, grazie alla

leggerezza dei propri corpi, insinuandosi nei corpi degli uomini a loro insaputa e intrufolandosi nei loro pensieri attraverso alcune visioni fantastiche, sia da desti che da dormienti. Talvolta poi predicono in anticipo non le proprie azioni, ma eventi futuri, conosciuti in anticipo sulla base di segni naturali, che gli uomini non sono in condizione di percepire. Se infatti il medico formula previsioni di cui non capace chi ignora la sua arte, non per questo lo si deve ritenere divino. Perch stupirsi allora se, come egli prevede malattie future pi o meno infauste a seconda di sbalzi o modificazioni di temperatura del corpo umano, allo stesso modo i demoni prevedono tempeste future a seconda dello stato o dell'evoluzione atmosferica, a loro ben nota, ma ignota a noi ? Talvolta apprendono alla perfezione anche i disegni degli uomini, non solo quelli dichiarati verbalmente, ma anche concepiti soltanto con il pensiero, quando l'anima riesce ad esprimere taluni segni nel corpo; a partire da questi preannunziano anche molti eventi futuri, che stupiscono evidentemente gli altri, che non conoscono tali disegni. Come, ad esempio, un'emozione pi intensa appare sul viso, in modo che anche gli uomini riconoscano esteriormente qualcosa che si compie interiormente, cos non deve essere incredibile se dei pensieri pi miti vengono in qualche modo significati attraverso il corpo, risultando inconoscibili alla rozza sensibilit degli uomini, ma conoscibili alla sensibilit penetrante dei demoni. Ben distante la divinazione dei demoni dalla profondit delle profezie.Il pi delle volte i demoni sono ingannati e ingannano. 6. 10. Con un potere come questo e di questa portata, sono molte le cose che i demoni preannunziano, restando tuttavia ben distante da loro la profondit di quella profezia che Dio compie per mezzo dei suoi santi angeli e dei Profeti. Se questi infatti preannunziano qualcosa a partire da quel disegno divino, per preannunziare ascoltano; e quando predicono cose che hanno ascoltato da quella fonte, non ingannano e non sono ingannati: sono oracoli assolutamente veritieri di angeli e di profeti. Cos quindi viene ritenuto deplorevole che i demoni possano ascoltare e predire anche qualcosa di simile; quasi che ci sia qualcosa di deplorevole nel fatto che tutto quel che si dice per farlo conoscere agli uomini non sia taciuto solo dai buoni, ma anche dai malvagi, quando si pu rilevare che, sempre fra gli uomini, gli insegnamenti di vita buona sono ugualmente decantati dai giusti e dai perversi; e non in qualche modo di ostacolo, ma a vantaggio di una maggiore

conoscenza e diffusione della verit, il fatto che di essa dicono quel che sanno anche coloro che poi la contraddicono con i loro costumi corrotti. In altre predizioni, invece, i demoni il pi delle volte sono ingannati e ingannano. Sicuramente sono ingannati perch, mentre preannunziano i propri disegni, improvvisamente giunge qualche comando dall'alto, che sconvolge tutte le loro decisioni. come se alcune persone, sottomesse ad altre, decidano qualcosa, pensando che i loro superiori non lo proibiranno, e promettano di farlo, ma coloro che dispongono di un'autorit pi grande improvvisamente proibiscono tutto questo progetto premeditato in virt di un'altra decisione superiore. Sono anche ingannati quando conoscono in anticipo alcuni fenomeni che hanno una causa naturale, come li conoscono i medici, o i navigatori, o gli agricoltori, ma in una forma di gran lunga pi penetrante ed eccellente, grazie alla sensibilit pi lesta e pi versatile di un corpo aereo; ci avviene perch anche questi fenomeni, in modo inaspettato e improvviso, dagli angeli, devoti servitori del sommo Dio, sono modificati secondo un altro disegno sconosciuto ai demoni. come se ad un malato sopraggiunga qualcosa dall'esterno, che lo porter alla morte, mentre il medico aveva promesso che l'avrebbe scampata, sulla base di precedenti sintomi autentici di guarigione; oppure se un navigatore, sulla base di una previsione atmosferica, avesse predetto che avrebbe soffiato a lungo quel vento al quale Cristo Signore, mentre era in barca con i discepoli, comand di cessare, e si fece una grande bonaccia 1; o ancora se un agricoltore, ben pratico della natura del terreno e dell'entit delle gemme, assicuri che una vite dar frutto proprio in quell'anno in cui invece un improvviso turbamento atmosferico la far seccare o un ordine superiore la far sradicare: cos molti fenomeni che rientrano nella prescienza e nella predizione dei demoni, dei quali si prevede il futuro sulla base di cause minori e pi a portata di mano, risultano ostacolati da cause maggiori e pi nascoste, e quindi modificati. Tuttavia costoro ingannano anche per il gusto di ingannare e con una perfida volont, che li fa rallegrare quando gli uomini errano. Ma per non perdere il peso dell'autorit sui loro seguaci s'adoperano in modo da far ricadere la colpa sui loro intermediari e su quelli che indovinano i loro segni, nel caso in cui siano stati ingannati o abbiano mentito. 6. 11. Perch stupirsi, allora, se quand'era ormai imminente la distruzione di templi o idoli, predetta dai profeti del sommo Dio con

tanto anticipo, il demone Serapide ne svel l'approssimarsi a qualcuno dei suoi seguaci, come per raccomandare la sua divinit nel momento in cui si ritirava o fuggiva? Perch i demoni hanno taciuto volontariamente le loro prossime sventure. 7. 11. In effetti questi demoni sono proprio messi in fuga, o addirittura strappati e allontanati dai loro posti in catene per ordini superiori, in modo che anche riguardo alle cose sulle quali essi dominavano e per le quali venivano venerati sia fatta la volont di Dio. Egli predisse molto prima che ci sarebbe avvenuto in tutte le nazioni e comand che avvenisse grazie ai suoi fedeli. Perch mai allora non dovrebbe essere consentito ad un demone di predirlo, dal momento che questi lo sapeva come gi imminente? Del resto questa predizione attestata anche dai profeti, che hanno scritto tali cose, e alle persone avvedute data l'opportunit di comprendere con quanta circospezione ci si dovesse guardare dall'ipocrisia dei demoni e fuggire il loro culto. Avendo questi ultimi, per un tempo cos lungo, taciuto nei loro templi di tali eventi futuri, di cui non potevano ignorare le predizioni attraverso i profeti, in un certo senso vollero predirli, dopo che cominciarono ad avvicinarsi, per non esser ritenuti ignari e sconfitti. stato dunque predetto e scritto tanto tempo prima, per non dire altro, ci di cui parla il profeta Sofonia: Il Signore prevarr contro di loro e annienter tutti gli di delle nazioni della terra e lo adoreranno, ognuno sul proprio suolo, tutte le isole delle nazioni 2. Oppure costoro, venerati nei templi delle nazioni, non credevano che ci sarebbe capitato loro e perci non vollero ripeterlo attraverso i loro vati e seguaci deliranti: come quando il loro poeta presenta Giunone assolutamente incredula intorno alla morte di Turno, annunziata da Giove. Eppure Giunone viene esaltata da questi come potenza dell'aria e Virgilio ne parla in questi termini: Una dura fine sovrasta adesso un innocente, oppure io m'inganno: oh, che possa essere ingannata da una falsa paura e tu, che puoi, cambiare in meglio le tue imprese! 3 Oppure i demoni, cio le potenze dell'aria, erano incerti sulla possibilit che accadessero loro queste cose, che avevano conosciuto in quanto predette attraverso i profeti, e per tale motivo non vollero

divulgarne la predizione: e questo basta per farci comprendere come son fatti. O ancora, pur sapendo con assoluta certezza che ci sarebbe accaduto, tacquero fra i loro templi, per evitare che sin da allora gli uomini cominciassero ad abbandonarli e a disinteressarsene, in quanto avrebbero reso testimonianza, riguardo alla futura distruzione di templi ed idoli, proprio a quei profeti, che proibivano il loro culto. Ed una volta giunto il tempo in cui si compiono gli oracoli dei Profeti del Dio unico, che dichiara falsi questi di e prescrive con la massima fermezza di non venerarli, perch non sarebbe consentito anche a loro di predire ci di cui hanno avuto notizia? Risulterebbe ancor pi evidente, di conseguenza, che essi prima o non vi avevano minimamente creduto, o avevano temuto di annunziarlo ai propri seguaci. In fin dei conti, insomma, come se per loro non ci fosse pi nulla da fare, hanno voluto ostentare anche in questo caso la propria capacit divinatoria, quando ormai viene messo a nudo che per tanto tempo avevano simulato una natura divina. I demoni mai hanno osato negare come vero Dio il nostro Dio. 8. 12. Gli ultimi seguaci dei demoni dicono poi che questi eventi conosciuti in anticipo erano addirittura contenuti in alcuni loro libri, anche se si deve pensare che tali annunzi siano stati escogitati a cose fatte, mentre avrebbero dovuto farli conoscere molto tempo prima nei propri templi ai loro popoli, se fossero stati veri, cos come le nostre profezie pi antiche e conosciutissime sono declamate non solo nelle nostre chiese, ma anche nelle sinagoghe dei Giudei, e questo rende la testimonianza ancor pi autorevole contro tutti i nemici. Tuttavia non ci debbono colpire neppure tali profezie, che quelli a malapena riescono raramente e furtivamente a formulare, se qualcuno dei demoni ha dovuto svelare per forza ai propri seguaci quanto aveva appreso dalle parole dei Profeti o dagli oracoli degli angeli. Perch mai questo sarebbe stato impossibile, trattandosi non di un affronto, ma di una testimonianza alla verit? Essi comunque ( questa la sola cosa che dobbiamo reclamare da loro) non hanno mai dimostrato prima, n tenteranno mai di dimostrare dopo, se non inventando, che i loro di, tramite i propri vati, abbiano osato predire o dire qualcosa contro il Dio d'Israele. Riguardo a questo Dio i loro autori pi istruiti, che sono riusciti a leggere e conoscere tutte quelle cose, si sono interrogati intorno alla sua natura, piuttosto che riuscire a negarlo. Ebbene questo Dio, che nessuno di loro ha osato negare come vero Dio (andando

incontro altrimenti non solo a castighi meritati, ma anche ad una sicura confutazione); questo Dio dunque, che nessuno di loro, come ho detto, ha osato negare come vero Dio, tramite i propri vati, cio i Profeti, ha predetto con un monito evidente, ha comandato con un potere evidente, ha portato a termine con verit evidente il fatto che quei falsi di dovevano essere completamente abbandonati e i loro templi, i loro idoli e oggetti sacri distrutti. Chi pu essere tanto stolto perci da non votarsi al culto di quel Dio al quale non s'oppongono nemmeno quelle divinit che egli venera? D'altra parte non c' dubbio che chi ha incominciato a venerarlo, certamente non potr pi venerare quelle divinit, alle quali s'oppone il Dio che egli venera. I Profeti hanno predetto lo sterminio dei falsi di. 9. 13. I suoi Profeti poi hanno predetto che le nazioni, una volta sterminati i falsi di che un tempo veneravano, venereranno proprio Dio; l'ho appena ricordato ed ora lo ripeto: Il Signore prevarr contro di loro e annienter tutti gli di delle nazioni della terra e lo adoreranno, ognuno sul proprio suolo, tutte le isole delle nazioni 4. E non solo le isole, ma tutte le nazioni, proprio come tutte le isole delle nazioni, visto che in altri passi non si nominano le isole, ma l'intero globo terrestre, quando si dice: Ricorderanno e si convertiranno al Signore tutti quanti i confini della terra, l'adoreranno al suo cospetto tutte quante la famiglie delle nazioni. Poich il regno del Signore ed Egli dominer le nazioni 5. Che questo doveva essere portato a compimento per mezzo di Cristo abbastanza evidente anche in molte altre testimonianze e proprio nel medesimo Salmo da cui ho tratto la citazione; parlando infatti, un po' prima, per bocca del Profeta della propria futura passione, il Signore stesso dice: Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa; mi hanno guardato ed osservato, si sono divise le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte 6. Poco pi avanti poi si aggiunge il testo citato: Ricorderanno e si convertiranno al Signore tutti quanti i confini della terra, con quel che segue. D'altro canto, anche nell'altra testimonianza, cui ho fatto ricorso prima, in cui si dice: Il Signore prevarr contro di loro e annienter tutti gli di delle nazioni della terra, nell'espressione prevarr preannunziato in modo abbastanza chiaro che i pagani anzitutto avrebbero combattuto la Chiesa e perseguitato con tutte le loro forze il nome cristiano, in modo da cancellarlo del tutto, se possibile, dalla faccia della terra; ed stato

detto: Il Signore prevarr contro di loro, proprio perch Egli avrebbe avuto il sopravvento su di loro, grazie alla perseveranza dei martiri e alla grandezza dei miracoli, e di conseguenza alla fede dei popoli. Non si sarebbe detto infatti: Prevarr contro di loro, se quelli non avessero opposto una pugnace resistenza. Di qui la profezia che si trova anche nel Salmo: Perch le nazioni hanno congiurato e i popoli hanno cospirato invano? Sono insorti i re della terra e i principi hanno tramato insieme contro il Signore e contro il suo Cristo 7. E un po' pi avanti: Il Signore mi ha detto: Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato; rivolgiti a me, ti dar in eredit le nazioni e in tuo possesso i confini della terra 8. Ecco da dove sono tratte le parole sopra citate anche da un altro Salmo: Ricorderanno e si convertiranno al Signore tutti quanti i confini della terra 9. Con dichiarazioni profetiche come queste e di questo tenore si rende manifesta una predizione, che vediamo portata a compimento per mezzo di Cristo: avverr che il Dio d'Israele, che noi riconosciamo come unico vero Dio, sar venerato non nell'unica nazione chiamata Israele, ma in tutte le nazioni ed estirper tutti i falsi di delle nazioni dai loro templi e dai cuori di quanti li venerano. I pochi pagani rimasti a difesa delle proprie dottrine contro i cristiani. 10. 14. Ora costoro si facciano avanti ed abbiano il coraggio di prendere le difese di antiche fisime contro la religione cristiana e il vero culto di Dio, se vogliono clamorosamente crollare. Anche questo infatti stato predetto a loro riguardo nel Salmo, con le parole del Profeta: Ti sei seduto sul trono come giudice giusto. Hai minacciato le nazioni e l'empio crollato, hai cancellato il loro nome in eterno, per tutti i secoli. Le spade del nemico sono venute meno per sempre, hai distrutto le loro citt. La loro memoria crollata clamorosamente e il Signore sussiste in eterno 10. dunque necessario che tutte queste cose si compiano e non ci deve colpire il fatto che i pochi sopravvissuti osano ancora ostentare le proprie dottrine mistificatrici e deridere i cristiani come se fossero completamente ignoranti, mentre noi vediamo che in loro si realizza quel che stato predetto. La stessa ignoranza e stoltezza dei cristiani agli umili e ai santi, che la coltivano con passione, appare come sublime e unica vera sapienza; questa presunta stoltezza dei cristiani, quindi, li ha ridotti cos in pochi, perch, come dice l'Apostolo, Dio ha dimostrato stolta la sapienza di questo mondo. Ha quindi aggiunto una cosa stupenda, per chi riesce a comprenderla, che la seguente: Poich infatti nel disegno sapiente di

Dio, il mondo, con la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. E mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, Giudei e Greci, noi predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. Poich ci che stoltezza di Dio pi sapiente degli uomini, e ci che debolezza di Dio pi forte degli uomini 11. Che deridano dunque come possono questa presunta nostra ignoranza e stoltezza, e sventolino la loro dottrina e sapienza: io so che questi nostri detrattori quest'anno sono meno numerosi dell'anno scorso. Da quando le nazioni hanno congiurato e i popoli hanno cospirato invano contro il Signore e contro il suo Cristo, poich facevano spargere il sangue dei santi e perseguitare la Chiesa, fino ad oggi e con continuit costante essi diminuiscono. Quanto a noi, invece, una forza grandissima contro i loro insulti e le loro arroganti derisioni ci viene dagli oracoli del nostro Dio, che con gioia vediamo realizzarsi anche su questo punto. Tramite il Profeta infatti ci vengono rivolte le seguenti parole: Ascoltatemi, voi che conoscete la giustizia, popolo mio, che porti nel cuore la mia legge. Non temete l'insulto degli uomini, non vi spaventate per i loro scherni, non sopravvalutate il fatto che ora vi disprezzano. Con il tempo saranno corrosi come una veste e saranno consumati come la lana dal tarlo, ma la mia giustizia dura in eterno 12. Leggano per lo meno queste nostre profezie, se si degneranno, e quando le loro contestazioni saranno giunte fino a noi, con l'aiuto che il Signore ci dar, risponderemo.