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LINTERVISTA

FRANCESCO ROCCA

ABBIAMO RIPARATO IL MOTORE,


ORA UN NUOVO MODELLO

il magazine della
CROCE ROSSA ITALIANA

AMBASCIATORI DI PACE
VOLONTARIATO:
SEME DEL PRESENTE,
RADICE DEL FUTURO

di CLAUDIO BAGLIONI
COMITATO INTERNAZIONALE

Anno II ~ NUMERO 5
Settembre + Ottobre 2012

PETER MAURER

IL PRESIDENTE DEL CICR


IN VISITA A DAMASCO

EMERGENZE

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SOMMARIO

Croce Rossa Italiana


LINTERVISTA

FRANCESCO ROCCA

ABBIAMO RIPARATO IL MOTORE,


ORA UN NUOVO MODELLO

il magazine della
CROCE ROSSA ITALIANA

AMBASCIATORI DI PACE
VOLONTARIATO:
SEME DEL PRESENTE,
RADICE DEL FUTURO

di CLAUDIO BAGLIONI

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COMITATO INTERNAZIONALE
Anno II ~ NUMERO 6
Settembre + Ottobre 2012

PETER MAURER

IL PRESIDENTE DEL CICR


IN VISITA A DAMASCO

EMERGENZE
150+
Il Magazine della Croce Rossa Italiana

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Registrazione al Tribunale di Roma


n 359/2011 del 05/12/2011
Via Toscana, 12 00187 Roma
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Direttore responsabile:
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Redazione:
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Hanno collaborato:
Claudio Baglioni, Maria Rita Bianchetti, Matteo Cannonero, Matteo
De Vita, Ludovico Di Meo, Daria Longo, Paola Longobardi, Ibrahim
Malla, Sayaka Matsumoto, Alberto Monguzzi, Loretta Moriconi,
Michele Pacciano,Valeria Robecco, Monica Spada, Andrea
Niccol Strummiello, Giovanni Zambello.
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Segreteria di redazione:
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Credits Photo:
Marco Alpozzi, Laura Bastianetto, Contrasto, Croce Rossa
Colombiana, Croce Rossa Giapponese, Croce Rossa Messicana,
Tommaso Della Longa, Alessandro Dobici, Dipartimento della
Protezione Civile, Franoise Farano, IFRC, Francesco Longhitano,
Ibrahim Malla, Felicia Mammone, Oliver Matthys/IFRC/PRCS,
Alessandro Serran/Comitato Locale CRI Roma, Ufficio Stampa
CRI Firenze, Giovanni Zambello.
@pressCROCEROSSA
Ufficio Stampa - Croce Rossa Italiana

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LINTERVISTA
Abbiamo riparato il motore di una macchina importante,
ora bisogna disegnare un nuovo modello
Intervista a Francesco Rocca, Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana
Il pianeta cambia, lItalia sempre pi punto di riferimento
Intervista a Claus Sorensen, Direttore di ECHO (European Community Humanitarian Office)

PRIMO PIANO
Rimane il dolore ma tornano i sorrisi a 18 mesi dallo Tsunami
Il processo di ritorno alla normalit nei paesi colpiti dallo Tsunami

LINTERVISTA
Croce Rossa Italiana, una macchina perfetta in emergenza
Intervista a Leonardo Carmenati, Capo Dipartimento CRI dellattivit socio sanitarie e delle
operazioni in emergenza e volontariato
Un modello di risposta alle emergenze, invidiato da tutto il mondo
Intervista allIng. Fabrizio Curcio, Direttore Ufficio Gestione Emergenze Protezione Civile
Ove tutti fuggono, io vado
Intervista a Pippo Sergio Mistretta,
Direttore Centrale per lEmergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco

ZOOM
Una visita da ricordare
La visita di Ibrahim Malla e Francesco Rocca in Siria

TESTIMONIANZE
Professione emergenza
Intervista ad Alberto Monguzzi, Coordinatore di Gestione Disastri, Uff. zona Eu
della Federazione Internazionale delle societ di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa
Eccellenza italiana per la Croce Rossa Cilena
Intervista a Michele Detomaso, Coordinatore Operazione Terremoto Cile della FICR

AMBASCIATORI DI PACE
Volontariato: seme del presente, radice del futuro
Intervento di Claudio Baglioni sullimportanza del volontariato

IN MEDIA CRI
Si scrive notizia, si legge Emergenza
Come i media ci raccontano le Emergenze

STORIE DI VOLONTARI
Ernesto Sieyes
Uno spirito da imprenditore al servizio della CRI
Solidariet, una lingua universale
Antonio Zhou Yimin ci racconta la sua esperienza di volontario cinese a Prato

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE
Dal locale al globale: lapproccio del Movimento Internazionale di
Croce Rossa e Mezzaluna Rossa alla gestione di disastri e crisi
Erna: essenziale investire sul volontariato per unefficace risposta ad HIV e
tubercolosi in Europa e Asia Centrale
Immigrazione: guerre e disastri, 72 milioni di esuli forzati.

IL COMITATO INTERNAZIONALE
Siria, la visita del Presidente del Comitato Internazionale Croce Rossa a Damasco

CONOSCIAMO I COMITATI
Le attivit della CRI in Basilicata, nelle Marche, in Veneto e a Firenze

ATTIVIT
Le ambulanze fluviali della Croce Rossa Italiana
Caravaggio (BG): lazione umanitaria della Croce Rossa in zone di guerra
Libano, storia di un territorio dove essere un volontario necessit
Professione reporter, tra notizia e sicurezza
Il ragazzo scalzo: un fumetto che parla ai giovani di migrazione e integrazione
Assistenza e gestione dei flussi di migranti
News dal territorio

DIU
Diritto Internazionale Umanitario: Goya, il primo fotoreporter

Tommaso Della Longa

ABBIAMO RIPARATO
IL MOTORE DI UNA
MACCHINA IMPORTANTE,
ORA BISOGNA DISEGNARE
UN NUOVO MODELLO
INTERVISTA A FRANCESCO ROCCA
COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA
CROCE ROSSA ITALIANA

LINTERVISTA

UNA NOTIZIA MOLTO IMPORTANTE, UN MOMENTO STORICO COME LO HA DEFINITO IL COMMISSARIO


STRAORDINARIO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, FRANCESCO ROCCA. PROPRIO PER QUESTO, OLTRE
AL CONSUETO MACROTEMA CHE IN QUESTO NUMERO RIGUARDA LE EMERGENZE, ABBIAMO VOLUTO INCONTRARE ROCCA E PRESENTARE AL NOSTRO PUBBLICO, AI VOLONTARI, AGLI OPERATORI E A CHI LEGGE
IL NOSTRO BIMESTRALE PUR NON ESSENDO DI CROCE ROSSA, UNINTERVISTA A TUTTO TONDO, SULLA
RIFORMA E SU QUESTI ANNI DI COMMISSARIAMENTO. PERCH TANTO STATO DETTO, E TROPPE VOLTE
SONO CIRCOLATE VOCI E NOTIZIE NON VERE CHE HANNO AUMENTATO IL CLIMA DI PREOCCUPAZIONE SOPRATTUTTO FRA I DIPENDENTI. E ALLORA, ECCOCI QUI, A TU PER TU CON IL COMMISSARIO STRAORDINARIO, CERCANDO DI RISPONDERE ALLE TANTE DOMANDE DELLE DONNE E DEGLI UOMINI DI CROCE
ROSSA, RIPARTENDO DALLA SUA PRIMA DICHIARAZIONE.
di Tommaso Della Longa

Commissario, lei ha definito lapprovazione del riordino


dellAssociazione un momento storico. Ci spieghi perch.
Per prima cosa siamo davanti a un momento storico perch con
lapprovazione della riforma nasce la Croce Rossa Italiana del futuro. E perch, prima fra tutti gli elementi storici, vengono sanciti
alcuni principi fondamentali come lautonomia dellAssociazione,
luscita dalla sfera pubblica, mantenendo tutta una serie di rapporti
con le Amministrazioni centrali dello Stato, assicurando cos il principio di ausiliariet, ma nella piena ortodossia del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Cos si esce dalla
possibilit, attraverso il commissariamento, di condizionare le attivit della Croce Rossa da parte dello Stato. Perch se pur vero
che in questo caso cerano delle criticit di carattere economicofinanziario che avevano reso chiara la necessit del Commissariamento, era anche sempre possibile lintervento da parte dello Stato
per orientare le politiche della CRI. Fuoriuscire dallorbita statuale
rafforza il principio di indipendenza e il ruolo del volontariato, inteso come migliore espressione della societ civile e come ruolo
di guida e di leadership e di indirizzo delle strategie.

E un altro passo fondamentale: lo statuto della CRI verr scritto


e deciso direttamente dai volontari che diventeranno cos protagonisti di questo processo di rinnovamento. Sar formata unAssemblea costituente, dopo le elezioni, composta da tutti i presidenti
eletti a ogni livello dai volontari, che sar lespressione diretta della
base e che funzioner come un vero e proprio pensatoio dove far
confluire tutte le migliori proposte, energie e istanze che derivano
da tutti i comitati della Croce Rossa. Tutto questo servir per creare
una nuova architettura dellAssociazione per farla diventare maggiormente funzionale ai nuovi bisogni. Se lo Statuto verr ben costruito, si potranno sfruttare le deleghe che il nuovo decreto
legislativo riconosce alla Croce Rossa, dandole cos spazi enormi
di manovra. Penso per esempio allambito della formazione, quindi
non solo gli ambiti tradizionali come lemergenza sanitaria e lemergenza tout court o lausiliariet delle forze armate dove sicuramente
la Croce Rossa non ha da imparare nulla e ha sempre avuto un
ruolo importante. Penso invece a nuovi ambiti e anche a un nuovo
rapporto con il Terzo settore e con gli enti locali dove oggi la CRI
era penalizzata in maniera eccessiva dalla natura pubblica. Ovvero,
la Croce Rossa in molti casi non poteva partecipare a bandi e servizi messi in gara dagli enti locali perch laddove erano previste figure professionali, quindi non solo figure preziose del volontariato
ma anche figure professionali per accreditamento, i nostri costi
erano sempre decisamente molto elevati. Sicuramente cambiare il
contratto collettivo nazionale ci dar maggiore flessibilit e capacit di essere pi vicini e pronti a dare risposte alle esigenze dei
territori in cui la CRI opera.

Come stata accolta la riforma dalla Federazione Internazionale e dal Comitato Internazionale?
Entrambi hanno salutato positivamente lapprovazione del decreto.
Il Comitato Internazionale e la Federazione Internazionale da anni
sottolineavano la necessit di uscire da un controllo cos penetrante della sfera pubblica. Oggi serve ancora pi trasparenza per
avere sempre pi fiducia da parte della popolazione e della societ
tutta. I nostri colleghi di Ginevra avevano sempre espresso preoccupazione per leccessiva ingerenza statuale e per la sostanziale violazione del principio di indipendenza da parte dello Stato nei
confronti di CRI. Ecco perch oggi c grande soddisfazione per
la riforma.

E per quanto riguarda le elezioni, quale sar il prossimo


passo?
Si arriver alle elezioni tramite un regolamento elettorale che in
fase di predisposizione e che stiamo condividendo con le componenti non ausiliarie e ausiliarie e con i Commissari di Croce Rossa
a ogni livello. Il regolamento elettorale verr approvato ai primi di
novembre e a quel punto emetter unordinanza. Subito dopo si

Una delle grandi novit della riforma il nuovo statuto.


Quale sar liter?
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LINTERVISTA

Laura Bastianetto
andr al voto e ai volontari verr restituita la parola e io credo che
entro la fine di gennaio dovremmo aver terminato il nostro processo elettorale.

recepito le istanze che provenivano da tutta la base, da cui si chiedeva il mantenimento di uno zoccolo duro di personale da dedicare allausiliariet e questo stato fatto. Ma con una
smilitarizzazione a partire dal 31 dicembre 2015, quindi non rispondendo in pieno a quelle che erano le attese della Croce
Rossa, intesa come espressione dei vertici che si erano riuniti a luglio e che avevano chiesto questa modifica. Per nel decreto
prevista unaliquota di personale che anche dopo il 31 dicembre
2015 si preoccupi di garantire efficienza, mantenimento mezzi e
strutture che continuamente impieghiamo nelle situazioni dove viene
richiesto personale ausiliario: questa era la grande preoccupazione,
cio per far funzionare una macchina comunque necessaria la
manutenzione. Il personale volontario risponde sempre con grande

Da pi parti si evoca la possibile cancellazione delle


Componenti ausiliarie, qual il suo commento?
una barzelletta: una storia infondata, basta leggere con attenzione il decreto. Addirittura, per quanto riguarda le Infermiere Volontarie nulla viene innovato. Per il Corpo Militare, invece, c un
cambiamento non relativo al personale volontario, ma che riguarda
soprattutto la parte del personale dipendente appartenente al
Corpo. Probabilmente tra le tante novit introdotte dal decreto
quella che ha fatto pi discutere: come Croce Rossa, io avevo
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LINTERVISTA

entusiasmo, ma per fare certe attivit c sempre bisogno di una


presenza quotidiana e di professionalit specifiche che il volontariato non sempre in condizione di dare. Su questo ritenevamo che
qualcosa in pi potesse venire fuori dal decreto, cos non stato,
per questo non significa che non possa essere migliorato.

tivit istituzionali, visto che si tratta di una legge scritta nel 36 in


cui la Croce Rossa aveva ben altre funzioni: basti pensare che fino
a prima della nascita delle Regioni la nostra Associazione era lattuale 118 ed era anche la parte pi importante della sanit militare.
Oggi invece abbiamo una sanit militare perfettamente integrata
nei ruoli del ministero della Difesa. Quindi quella dizione su cui si
continuato a speculare ha consentito di assumere personale per
attivit che di ausiliario non avevano nulla, leggasi convenzioni 118
o altro. Era solamente un modo per assumere personale, formalmente legale, ma che ha gonfiato di unit un Corpo che invece doveva rimanere un corpo scelto con personale logistico e
amministrativo legato a quella minima presenza idonea a farlo funzionare e quel minimo numero era abbondantemente al di sotto di

E per quanto riguarda la risposta nelle emergenze? Con


la riforma del Corpo militare cambier qualcosa?
Il Corpo Militare e lattivit ausiliaria hanno pagato un prezzo molto
alto per colpa delle politiche del passato che hanno abusato del
potere che veniva dato alla CRI di assumere personale attraverso
il Corpo Militare, ma per fini che nulla avevano a che vedere con
lausiliariet . E troppo facile dire s ma si prevede anche per at5

LINTERVISTA

quel 1200 che avevamo raggiunto. Tutti gli altri dovevano essere
civili. Non dovevamo mai farli diventare militari.

Siamo negli ultimi mesi del Commissariamento. Quali


sono i traguardi raggiunti di cui maggiormente orgoglioso?
Sicuramente, prima fra tutti, quello di aver riportato un po di ordine amministrativo e di aver rimesso a posto i bilanci che erano
fuori controllo: questo laspetto che mi da pi soddisfazione. E
laspetto per il quale anche tecnicamente viene dato atto del lavoro in maniera chiara dalla Corte dei Conti. Ovviamente, anche
in questo caso, si cercato di strumentalizzare, quando nel comunicato stampa si leggeva permangono criticit. Si doveva per
leggere lintero documento per capire che la Corte dei conti diceva che si poteva sanare soltanto attraverso la via legislativa e che
non sono criticit che erano sanabili da una migliore opera del
Commissario. Linesistenza della pianta organica del Corpo Militare colpa del Commissario? No, serve un provvedimento legislativo e cos via. Il fatto che la maggior parte del bilancio venga
occupato da spese del personale e quindi non si siano potuti fare
accantonamenti per pagare i debiti pregressi uno dei problemi
che andava risolto attraverso una fonte legislativa, quindi ci sono
una serie di aspetti che dovevano essere sanati. Attraverso questo
decreto possono esserlo, la parola quindi torna ai volontari che dovranno dimostrare di esserne allaltezza e di saper gestire questa
fase cos delicata.
Oltre la parte amministrativa, sicuramente sono orgoglioso del riconoscimento internazionale delle capacit della Croce Rossa e
del legame che si creato con il Movimento. Prima avevamo una
CRI individuata allestero soltanto in una persona sola, oggi invece
abbiamo unAssociazione conosciuta per le sue qualit tecniche, la
sua capacit di esser presente quando c unemergenza di carattere internazionale, dando risposte a coloro che hanno bisogno.
Prima cera soltanto la vetrina per qualcuno, che girava il mondo,
si faceva conoscere, ma era soltanto una vetrina. Oggi noi abbiamo
una Croce Rossa che ha un ruolo importante allinterno del sistema
del Movimento Internazionale.
Poi, oltre ai tanti regolamenti approvati visto che le attivit non
erano normate a sufficienza, mi piace ricordare il rapporto straordinariamente stretto con il sistema di Protezione Civile che ha dato
ottima prova sia in Abruzzo che in Emilia Romagna e in tante altre
occasioni. Prima eravamo una monade allesterno del sistema, oggi
abbiamo una CRI perfettamente inserita nel sistema integrato del
Servizio Nazionale di Protezione Civile. Questo un altro grandissimo passo in avanti: si superata la cultura dellautoreferenzialit, capendo che le sfide nuove impongono invece la capacit di
lavorare in squadra e di non perdere tempo a compiacerci di un
passato importante ma che se non si ha la capacit di attualizzare
rimane soltanto una glorificazione che per col tempo si annebbier
sempre di pi. Invece questo bagaglio enorme va sempre attualizzato perch il mondo cambia, le sfide cambiano e uno deve esserne

E invece per quanto riguarda i dipendenti civili, c molta


preoccupazione. Cosa pu dire sul loro futuro?
Il decreto offre numerose garanzie di tenuta: da un lato verso la
mobilit verso altre pubbliche amministrazioni, dallaltro nellassorbimento della struttura che nascer di diritto privato il primo gennaio 2014, perch quella struttura funzioner, i servizi 118, i servizi
sul territorio, la grande mole di attivit si continuer a fare. Quindi
questa preoccupazione infondata.
Una Croce Rossa cos organizzata ha possibilit di crescere e quindi di aumentare le attivit?
Sicuramente s, primi fra tutti nei settori sociale e sanitario, anche
grazie a contratti collettivi molto pi al passo con i tempi. Il paradosso della Croce Rossa era che questo ente pubblico veniva alimentato dallo Stato a fondo perduto e in realt, poi, una buona
parte dei suoi servizi li andava a vendere e quindi aveva introiti da
parte dello Stato stesso attraverso le sue articolazioni territoriali,
come gli enti locali o le Asl. Il fatto che poi ci si ritrovava con
costi che non erano sostenibili, quindi i servizi man mano negli anni
si sono persi, ma il personale rimaneva in carico alla Croce Rossa
con tutta una serie di conseguenze che abbiamo cercato di rimediare nel corso di questo commissariamento. Se la CRI avesse avuto
un contratto collettivo di carattere diverso, avremmo avuto una
possibilit di intervento diversa, quindi secondo me se la Croce
Rossa del futuro verr gestita adeguatamente i posti di lavoro e i
servizi aumenteranno, chi dice il contrario mente sapendo di mentire.
Unaltra voce su cui ci sono tante polemiche quella del
patrimonio: che fine far con la riforma?
Bisogna dirlo senza se e senza ma: il patrimonio viene salvaguardato
tutto e passa interamente nelle mani dei volontari. E ovvio che i
volontari, presidente e assemblea, dovranno fare delle scelte, perch una piccola parte di questo patrimonio dovr essere alienata
per sanare i debiti che si sono creati nei periodi antecedenti questo commissariamento e che per vanno pagati e quindi questo
fuor di dubbio. Quindi non ci sar speculazione immobiliare perch le sedi dei volontari nessuno le andr a toccare: ovvio che
ci dovr essere un analisi di un patrimonio comunque importante
e i volontari, attraverso i propri rappresentanti eletti, dovranno
fare delle scelte. Questa una cosa che dovr avvenire, con la
massima trasparenza, con la massima lucidit, senza dare seguito a
queste voci infondate che parlano di speculazioni immobiliari e di
altre buffonate di questo tipo.

LINTERVISTA

allaltezza. Una volta non esisteva la Protezione Civile, oggi esiste.


Una volta le emergenze le facevano Vigili del Fuoco e Croce Rossa,
oggi c una struttura importante dello Stato allinterno della quale
CRI ha il suo ruolo che sa portare avanti bene, integrata con gli
altri.

stato molto criticato e non compreso quando ho posto laccento


sulleccesso di ambulanza, ma la mia non era solo una critica, ma
un modo di dire che dovevamo aprirci ad altri bisogni della societ.
E quindi aprire le porte anche ad altre generosit, non soltanto a
chi aveva interesse a quel servizio, che pure un servizio per la comunit assolutamente prezioso, ma invece rafforzare altre aree come
mi sembra stia avvenendo: i senza fissa dimora, i rom, tanti altri servizi, tante altre vulnerabilit rispetto alle quali Croce Rossa deve
aprire le sue porte.

Quali sono le prime urgenze a cui dovrebbe mettere


mano il prossimo presidente di CRI?
Sicuramente lavorare tanto sui bilanci e sulle politiche per il personale: questo decreto offre tutti gli strumenti, ma il lavoro duro
comincia ora. Paradossalmente per me era un po come riparare
un motore di una macchina importante, qui invece si tratta proprio
di disegnare un nuovo modello e quindi chi assumer la guida della
CRI deve prepararsi per guidare una macchina che abbia una visione e una strategia, che abbia a cuore il benessere dei suoi volontari e del suo personale e che sappia dialogare con la societ.
Inoltre non dovrebbe trascinarsi indietro sui servizi: allinizio sono

Commissario lei ha utilizzato molto facebook come un


modo per abbattere le mura del suo ufficio e avere un
rapporto costante con i volontari. Quanto stato importante?
E stato molto importante, un modo per arrivare a tutti, un nuovo
modo di comunicare. Si trattava di raggiungere il maggior numero
di persone possibile, sapendo soprattutto fin dallinizio che tanti

Francesco Rocca con Giovanni Floris a Solferino


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LINTERVISTA

Marco Alpozzi

erano gli ostacoli, tante erano le difficolt e tante sarebbero state


le resistenze a un cambiamento. Fino a prima del mio arrivo si
sempre detto che si doveva cambiare tutto per poi non cambiare
nulla. Ora questa riforma diventata realt e ci sar anche la riforma delle componenti che un altro aspetto importante. Molto
spesso non venivano aperti gli occhi ai volontari, perch il volontario chiede soltanto di poter far bene il suo servizio, ma nessuno
ha mai spiegato loro perch avvenivano certe cose, di cui alle volte
quegli stessi volontari erano costretti a vergognarsi, quando invece
la CRI nel quotidiano fa unenormit di cose belle. E allora uno
degli aspetti pi importanti era parlare con loro e spiegare il pi
possibile cosa si stava facendo, perch si prendevano certe decisioni, perch si allontanavano certe persone: aspetti fondamentali
da far arrivare anche nel punto pi lontano del Paese dove pre-

sente Croce Rossa e un Commissario non ha la possibilit di parlare con tutti. In qualche ora magari libera, della notte o della sera,
avere invece una possibilit di poter ascoltare quella voce e ascoltare suggerimenti critiche e proposte era ed stata una cosa molto
importante. Io vedo molti preoccupati per il cambiamento, volontari che dicono molti presidenti che non andavano bene verranno
rieletti: questo purtroppo un aspetto della democrazia che per
tutti quanti devono accettare, cio se la maggioranza dei soci elegger dei presidenti che non sono allaltezza, vuol dire che si meritano quei presidenti. Il discorso della responsabilit individuale, e
anche in questo facebook mi ha aiutato molto, il richiamare ciascuno alla sua responsabilit nel momento in cui si fanno le scelte.
Nel momento in cui si pretende democrazia, perch a questa
viene accompagnata la parola responsabilit.
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IL PIANETA CAMBIA,
LITALIA SEMPRE PI
PUNTO DI RIFERIMENTO

GLI EQUILIBRI GEOPOLITICI, LAUMENTO


DELLA POPOLAZIONE MONDIALE,
I CAMBIAMENTI CLIMATICI.
IL SISTEMA ITALIANO DI PROTEZIONE
CIVILE UN ESEMPIO PER LA FAMIGLIA
UMANITARIA INTERNAZIONALE
INTERVISTA A CLAUS SORENSEN, DIRETTORE DI ECHO
(EUROPEAN COMMUNITY HUMANITARIAN OFFICE)
di Lucio Palazzo

Claus Sorensen insieme a Leonardo Carmenati,Capo


Dipartimento Emergenze CRI
Francesco Longhitano

LINTERVISTA

zione ai disastri naturali. La CRI benvenuta, nel caso avesse ulteriori progetti noi siamo disposti a lavoraci insieme.

CLAUS SORENSEN, DANESE, SOCIEVOLE AL PUNTO


DA IMMERGERSI TOTALMENTE NELLATMOSFERA
ENERGICA E FESTOSA DI SOLFERINO 2012
(ACCENN ADDIRITTURA UN IMPROBABILE PASSO
DI DANZA PRIMA DELLA SUA PRESENTAZIONE) IL
DIRETTORE GENERALE DI ECHO (EUROPEAN
COMMUNITY
HUMANITARIAN
OFFICE),
LORGANISMO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

In Italia Croce Rossa, Protezione Civile, Vigili del Fuoco


e molte associazioni di volontariato formano il cosiddetto
sistema di Protezione Civile. Cosa pensa della macchina
che il nostro Paese mette in moto ad ogni emergenza?
Sono rimasto impressionato dalla velocit, dallefficienza e dal volume degli aiuti che in Italia si sviluppano ogni volta che ce n bisogno. Il motivo per cui lItalia cos preparata , purtroppo,
dovuto al fatto che il vostro territorio esposto a numerosi rischi
per sua natura: terremoti, frane, alluvioni. Io sono danese e la nostra protezione civile non ha gli stimoli che purtroppo ha la protezione civile dovuti alla natura del vostro territorio. Il sistema
italiano di risposta ai disastri un esempio per il resto dellEuropa
soprattutto da un punto di vista: la collaborazione fra pubblico e
societ civile. Lo straordinario numero e capacit dei vostri volontari un altro punto di grande forza. A Bruxelles riceviamo moltissimo supporto da parte dei nostri amici italiani prima di tutto
nel capire che se bisogna essere efficienti e efficaci bisogna mettere in campo risorse, provenienti non solo dallo stato o dalle regioni ma anche dagli stati vicini. Questo un principio che IItalia
ha pi volte argomentato ed ecco perche ora in Europa stiamo
cercando di costruire un sistema comune per aiutarci a vicenda. In
questa nuova sfida lItalia, vista la sua esperienza di risposta alle
emergenze, deve essere un punto di riferimento importante. Un sistema quello che stiamo andando a ultimare, che va coordinato a
livello europeo. Non abbiamo bisogno di grande burocrazia ma di
azione.

CHE SOVRAINTENDE ALLE QUESTIONI UMANITARIE


DELLUNIONE. IL SUO UNO SGUARDO GLOBALE
SULLE QUESTIONI RELATIVE ALLA RISPOSTA ALLE
EMERGENZE, IN EUROPA E NEL MONDO. LUNIONE
EUROPEA IL PRINCIPALE SOGGETTO DONATORE
AL MONDO, CON PI DELLA MET DEGLI
INTERVENTI. IN 20 ANNI, DAL 1992, HA
IMPIEGATO PI DI 14 MILIARDI DI EURO PER
SOCCORRERE VITTIME DI CONFLITTI O DI DISASTRI
NATURALI IN 140 PAESI NEL MONDO. LO
ABBIAMO INCONTRATO PER APPROFONDIRE CON
LUI LE PROSPETTIVE DELLA RISPOSTA ALLE
EMERGENZE NON SOLO FRA GLI STATI
DELLUNIONE.

Quali sono le prossime sfide mondiali nella risposta alle


emergenze?
Negli ultimi anni ci dice Sorensen stiamo affrontando nuove
e numerose sfide umanitarie tra cui il cambiamento climatico, le
conseguenze della crescita esponenziale della popolazione, i grandi
cambiamenti dal punto di vista della situazione geopolitica come
lesplosione di conflitti che creano grossa insicurezza nei territori
colpiti. Per questi motivi, con queste premesse, i disastri umanitari
possono aumentare in maniera esponenziale. Per fortuna insieme a
questo aumentare delle possibilit di situazioni gravi c anche un
fenomeno che se gestito bene, pu essere molto positivo. In questi anni molti nuovi attori vogliono entrare nella grande famiglia
umanitaria, penso a Cina, Brasile o India, non solo attori europei
quindi. Questa una grande occasione per tutti. Speriamo che la
grande famiglia mondiale riesca a far fronte alle nuove sfide sempre seguendo principi fondamentali. La presenza di questi paesi
nel sistema mondiale umanitario essenziale ad aumentare la forza
di risposta alle emergenze.

Claus Sorensen durante la sua visita


al campo CRI di Concordia
Ibrahim Malla

Come si svilupperanno le partnership che riguardano la


Comunit Europea nel futuro?
Come ECHO abbiamo numerose partnership in tutta Europa che
includono anche la Croce Rossa Italiana, ma anche la Croce Rossa
francese e spagnola. A partire dal 2000 la CRI ha in corso 14 progetti finanziati da ECHO in tutto il mondo, America Latina e Asia,
che si incentrano sulla formazione della popolazione in prepara11

PRIMO

PIANO

RIMANE IL DOLORE
MA TORNANO I SORRISI
A 18 MESI DALLO TSUNAMI
di Sayaka Matsumoto,
Ufficio Relazioni Pubbliche Croce Rossa Giapponese

Man mano che il processo di recupero continua, la comunit si sviluppa e le persone che vivono sole si supportano a vicenda, continua Keiko.
I residenti locali affermano che il periodo peggiore stato quello
dellAnno Nuovo; molti dei sopravvissuti erano cos demoralizzati
che non riuscivano neppure a guardare la televisione o acquisire
alcun tipo di informazione. Ora, invece, stanno iniziando gradualmente a lasciare le abitazioni e a trasferirsi in appartamenti in affitto o presso le proprie famiglie. Ma per la maggior parte di loro,
il trasferimento nelle abitazioni permanenti non avverr prima del
prossimo anno, e molte case non saranno pronte per i prossimi
quattro anni.
Gli operatori sociali affermano, tuttavia, che il transito dalle abitazioni temporanee a quelle definitive non rappresenta necessariamente la ricetta per la felicit e una salute psicologica ottimale.
Keiko commenta come alcune delle persone che se ne sono andate
stanno ora facendo ritorno, non essendo riuscite ad adattarsi al
nuovo contesto e avendo visto il proprio equilibrio psico-fisico
deteriorarsi progressivamente.
A Miyako, una piccola citt costiera nella Prefettura di Iwate che
stata parzialmente distrutta dallo tsunami, le attivit psico-sociali si

DICIOTTO MESI DOPO IL TERREMOTO E LO TSUNAMI CHE NEL MARZO


2011 COLPIRONO LA PARTE NORD-ORIENTALE DEL GIAPPONE,
CONTINUA IL PROCESSO DI RIPRESA DELLE COMUNIT LUNGO LA
COSTA.

NONOSTANTE LE EMOZIONI RIMANGANO FORTI PER LE FAMIGLIE DELLE OLTRE 20.000 PERSONE CHE HANNO PERSO LA VITA,
GLI OPERATORI DI SUPPORTO PSICO-SOCIALE DELLA CROCE ROSSA
GIAPPONESE RIFERISCONO CHE, IN GENERALE, LE PERSONE CON CUI
LAVORANO SEMBRANO ESSERE ORA PI FELICI E PI ATTIVE.
OSPEDALI E CLINICHE SONO STATE RICOSTRUITE, NUMEROSE CON IL
SUPPORTO DELLA SOCIET NAZIONALE. SE DA UN LATO HA AVUTO
INIZIO LA RICOSTRUZIONE DI ABITAZIONI STABILI, DALLALTRO SI
CERCA DI RENDERE IL PI CONFORTEVOLE POSSIBILE LA PERMANENZA
DI COLORO CHE SI TRATTENGONO IN ALLOGGI TEMPORANEI.

La vita procede nel suo rientro alla normalit, e vediamo sempre


pi sorrisi sui volti delle persone. Li vediamo pi attivi nel giardinaggio, nella coltivazione delle verdure in altre nuove attivit, commenta Keiko Shimomoto, che gestisce il programma di supporto
psico-sociale a Miyoko, nella prefettura di Miyagi, il quale si concentra in modo particolare sugli anziani sopravvissuti al doppio disastro.

Barbecue allaperto organizzato per i residenti delle abitazioni prefabbricate


Croce Rossa Giapponese
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Attivit organizzate per i residenti delle abitazioni prefabbricate


Croce Rossa Giapponese

sono concluse alla fine del mese di Agosto, dal momento che i residenti locali, forti del senso di comunit che sono riusciti a cementare negli ultimi mesi, sono pronti a provvedere autonomamente
al supporto alle persone pi vulnerabili.
Nel frattempo, gli operatori attivi a Tagajo, una citt nella Prefettura di Miyagi dove il programma attivo sin dallo scorso anno, notano come la Croce Rossa sia stata progressivamente accolta dalla
comunit.
Le persone residenti nelle abitazioni prefabbricate hanno iniziato
a chiederci di organizzare alcune attivit o eventi, tra cui feste a
base di ramen o barbecue dice Takeshi Inoue, direttore delle operazioni presso il comitato della Croce Rossa di Miyagi. Allinizio,
la Croce Rossa si occupava di tutta lorganizzazione, ma le cose
stanno gradualmente cambiando.
Ora lorganizzazione fornisce gli ingredienti, ma i residenti stessi si
stanno facendo progressivamente carico degli eventi, per esempio
organizzando gruppi per la preparazione dei piatti.
A volte, quando qualcuno decide di uscire dalla propria comunit,
chiede ai volontari i loro contatti, vogliono rimanere in contatto con
loro, anche se se ne vanno dice Takeshi.
Nella Prefettura di Fukushima, tuttavia, la situazione rimane complessa dopo il collasso della centrale nucleare in seguito al terremoto e allo tsunami.
Continuiamo a svolgere le stesse attivit, dal momento che i bisogni non sono cambiati e le persone sono preoccupate per la

loro salute e il loro futuro dice Reiko Takeda, uninfermiera che


lavora come parte del team di supporto psico-sociale del comitato
di Fukushima della Croce Rossa Giapponese. Reiko spiega come,
anche se molti degli anziani residenti sono grati per il supporto
che ricevono, si stiano sviluppando nuove fonti di frizione allinterno
delle comunit.
Nella citt di Iwaki sulla costa di Fukushima, per esempio, alcuni
dei sopravvissuti hanno perso le loro case a causa dello tsunami e
del terremoto, mentre altri sono stati spostati dalla zona di esclusione intorno alla centrale nucleare, e hanno pertanto diritto a un
risarcimento da parte della TEPCO, la Tokyo Electric Power Company.
Il primo gruppo di persone invidia il secondo, e lo manifesta con
frasi del tipo loro possono comprare un intero carrello al supermercato, mentre noi no- afferma Reiko - anche se il livello di contaminazione da radiazioni sta diminuendo col passare del tempo, la
questione non limitata al problema in quanto tale.
Di fronte alle ansie e alle divisioni generali, la Croce Rossa Giapponese continua a lavorare per supportare le comunit. Molte delle
principali attivit offerte proseguono senza sostanziali modifiche, ma
vi sono alcuni elementi aggiuntivi, tra cui serate al cinema, attivit
di camminata nordica ed escursioni presso citt vicine.
Attraverso queste attivit, dipendenti e volontari sperano che gli
abitanti di Fukushima possano superare questi difficili momenti prendendosi cura gli uni degli altri.
13

CROCE ROSSA ITALIANA,


UNA MACCHINA PERFETTA
IN EMERGENZA

INTERVISTA A LEONARDO CARMENATI,


CAPO DIPARTIMENTO CRI DELLA ATTIVIT
SOCIO SANITARIE E DELLE OPERAZIONI IN
EMERGENZA E VOLONTARIATO
di Felicia Mammone

Nella foto il team CRI al lavoro ad Haiti


Tommaso Della Longa

LINTERVISTA

Come funziona il sistema delle emergenze nazionali in


Croce Rossa Italiana?
Una volta che si riunito il Comitato Operativo di Protezione Civile, dove la Croce Rossa Italiana rappresentata dal Commissario Straordinario e dal Capo Dipartimento delle emergenze, si
provvede a dichiarare lo stato emergenziale e, per la CRI, si allertano la Sala Operativa Nazionale, i delegati demergenza territoriali
e i cinque Centri dIntervento in Emergenza. Successivamente si mobilitano le strutture permanenti dotate di mezzi e materiali: la SON,
i CIE di Settimo Torinese (To), Verona, Roma, Palermo e Potenza,
pi il Centro Polifunzionale di Emergenza di Bresso (Mi), tutte dotate di personale altamente formato e qualificato nella gestione
delle catastrofi.
Contemporaneamente, sul luogo del disastro, la Sala Operativa
Regionale della CRI provvede a dare informazioni precise relativamente allevento e quindi le giuste indicazioni per la gestione
dellintervento. Croce Rossa riceve aggiornamenti sugli avvenimenti
anche dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento di PC dove ha
i propri rappresenti. Lintervento in emergenza della CRI riesce
particolarmente bene per via del suo radicamento sul territorio: i
volontari presenti nei comitati di tutta Italia sono una forza che
contraddistingue lAssociazione e le permette di conoscere bene
esigenze e necessit della popolazione.

immediatamente. Basti considerare che il terremoto si verificato


alle 3.32 e gi alle 7.00 della mattina il Commissario Rocca era
in viaggio verso lAbruzzo insieme al Capo del Dipartimento di Protezione Civile. Successivamente si sono seguite tutte le procedure
per la mobilitazione delle strutture della CRI con volontari e dipendenti.
Il terremoto in Abruzzo ci ha dato prova del funzionamento della
Sala Operativa Nazionale; si visto come un sistema di coordinamento centralizzato sia fondamentale per unottima gestione dellemergenza. La SON ha provveduto a mobilitare circa 12 mila
volontari in tutto il periodo dellemergenza e, considerando la complessit dellevento, veramente un esempio positivo di organizzazione. La Croce Rossa intervenuta in loco anche tramite la
presenza in Di.Coma.C, la Direzione di Comando e controllo del
Dipartimento di Protezione Civile, struttura importantissima per
supportare il coordinamento dellintervento per lemergenza.
La Croce Rossa Italiana ha fatto bene anche nella logistica avendo
gestito lInterporto di Avezzano, nevralgico punto di snodo e smistamento per materiali e mezzi. Altro buon esempio di attivit della
CRI stato il Base Camp, ovvero la cittadella della Croce Rossa,
che ospitava i volontari provenienti da tutte le regioni dItalia.
Certo, per lemergenza de LAquila tutti i gruppi, tutti i comitati,
tutte le regioni hanno dato il massimo e fatto benissimo. La macchina della CRI ha funzionato rendendo in concreto il senso di solidariet e di professionalit dellintervento.
La lesson learned per un ambito amministrativo, i rimborsi per i
volontari delle spese sostenute sia per il trasporto sia per i benefici di legge. Dopo lemergenza abbiamo migliorato le procedure
e nelle mobilitazioni successive il sistema ha funzionato bene.
LAbruzzo lesempio di un sinergia positiva tra volontari e dipendenti della CRI che, grazie alla SON, hanno lavorato insieme, fianco
a fianco, con una collaborazione veramente produttiva e bella.
Anche con la Protezione Civile si instauro un ottimo rapporto,
non solo lavorativo ma anche umano, che ha cambiato in meglio la
nostra collaborazione, tanto che da riconoscere un prima e un
dopo lAquila tra CRI e DPC.

La Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna


Rossa ha recentemente identificato una serie di priorit
umanitarie e anche emergenziali riassunte nella Strategia
2020. La CRI come si sta muovendo per applicare i suoi
obbiettivi?
La Croce Rossa Italiana ha nominato un delegato per la diffusione
della Strategia che provvede a sviluppare, promuovere e attivare
progetti di formazione capillare sul territorio indirizzati a volontari
e dipendenti. Inoltre sul sito istituzionale, cri.it, sono presenti tutte
le informazioni sulla Strategia e i sei obbiettivi che essa si prefigge.
Il principio cardine che guida tutta lattivit quello di superare le
necessit e le vulnerabilit delle comunit in cui la Croce Rossa
opera: importante fare di pi, fare di meglio ottenendo un maggiore impatto.

Pochi mesi fa il terremoto dellEmilia. Come intervenuta


la Croce Rossa? Quali sono stati i punti di forza dellattivit della CRI e quali i problemi?
Il sisma in Emilia si articolato in due forti scosse. Sin dal primo
evento del 20 maggio la CRI si attivata tramite il Comitato Operativo e la risposta a livello locale e regionale stata ottima per il
superamento delle criticit del territorio. I volontari della CRI
hanno lavorato molto per il censimento dei danni agli edifici e il
censimento delle persone ma si sono particolarmente impegnati
nellattivit sanitaria e per soddisfare le richieste dei terremotati. La
Croce Rossa ha mobilitato i Centri dIntervento in Emergenza di

Il 6 aprile 2009 il terremoto a LAquila. Come si attivata la CRI? Cosa ha funzionato nellintervento dellAssociazione e quali sono state, invece, le difficolt?
stato veramente un evento tragico il terremoto in Abruzzo. I morti
sotto le macerie, i feriti, gli sfollati e i danni agli edifici storici de
LAquila, veramente un triste avvenimento che ha messo a dura
prova tutto il Paese.
Per quellemergenza la Croce Rossa Italiana stata allertata dal
Comitato Operativo di Protezione Civile. Lintervento scattato
15

LINTERVISTA

Settimo Torinese, Verona, Roma e Palermo che hanno impiegato dipendenti e volontari anche nei Campi di accoglienza per gli sfollati: basti considerare che ogni giorno sono stati mobilitati 150
volontari. Molto importante stata lattivazione dei volontari della
stessa regione colpita. Proprio gli emiliani hanno svolto e continuano a svolgere un lavoro impeccabile che stato e continua a
essere cruciale per un intervento mirato e risolutivo nella gestione
dellemergenza.
Anche con lEmilia ha funzionato tutta la macchina CRI, lintervento
stato impeccabile. Lattivazione delle Sale Operative locali, provinciali e regionale coordinate dalla Nazionale ha confermato positivamente il sistema di allerta e la modalit dintervento. C stata
una grande solidariet da parte di tutti i volontari dItalia e anche
per il fundraising la CRI ha fatto la sua parte.
Quindi, pochi mesi fa, abbiamo potuto constatare in maniera concreta quanto importante avere un metodo standardizzato di lavoro in emergenza che rende efficace ed efficiente tutto loperato.

sposta ai disastri. Dal 2009 a oggi la CRI stata impegnata anche


in missioni allestero, ad esempio Haiti, e lAssociazione sempre pi
spesso si relaziona con strutture nazionali e internazionali incaricate
di gestire le emergenze. Il nuovo regolamento nasce dalla consultazione tra coloro i quali hanno lavorato sul campo, nelle sale operative o supportato le operazioni dagli uffici amministrativi centrali.
Ad esempio il documento introduce loperativit h24 della SON,
la nomina di un Delegato alle Attivit di Emergenza ad ogni livello
territoriale, individua nellUnit di Crisi e nel team di valutazione e
coordinamento gli organi centrali per la gestione dellemergenza, il
tutto con al centro sempre il concetto di advocacy, cio di applicazione delle norme della Convenzione di Ginevra verso i governi.
Per quanto riguarda il settore Sanitario nelle emergenze
come lavora Croce Rossa?
La Croce Rossa ha introdotto nell'organizzazione la direzione sanitaria nazionale e le direzioni sanitarie regionali con il compito di monitoraggio e formazione per rispondere alle esigenze sul territorio.
La CRI ha il volontariato pi formato nel settore e pronto a intervenire nel miglior modo in caso di emergenza: infatti, il corso per
entrare nellAssociazione si basa in gran parte sulle nozioni di primo
soccorso e attivit sanitaria. Inoltre, in quanto parte del sistema di
Protezione Civile, Croce Rossa allinterno della Funzione Sanit
del metodo Augustus. Il grande lavoro che gli uomini e le donne
CRI svolgono in questo ambito e le grandi risorse che si hanno a
disposizione emerso pienamente con lemergenza Abruzzo: le ambulanze della Croce Rossa di Teramo sono state tra le prime ad ar-

Se dovesse fare un raffronto tra lintervento CRI in


Abruzzo e quello recente in Emilia, cosa ci potrebbe dire?
Come cambiato il metodo dazione?
Il metodo dazione cambiato relativamente allordinamento interno ed esterno dellemergenza. Nel 2010 stato redatto un
nuovo Regolamento per lorganizzazione delle attivit nel Settore
Emergenza: uno strumento normativo interno della Croce Rossa
Italiana che disciplina l'organizzazione di tutta la struttura nazionale
e territoriale per quanto riguarda le attivit di preparazione e ri-

Haiti 2010 - Leonardo Carmenati,il capo missione e responsabile emergenze CRI,e


Emerico Laccetti,emergency manager,accolgono la first lady haitiana Madame Preval
Tommaso Della Longa
16

LINTERVISTA

rivare sul luogo del disastro per soccorrere le persone estratte


dalle macerie. Certamente la presenza capillare dei comitati CRI
permette di svolgere un importante ruolo in soccorso e sanit.

pronte a risollevarsi. Non dimenticher per la felicit provata un


anno e mezzo dopo quando, tornato ad Haiti, ho incontrato le famiglie riunite e tutte le persone conosciute in emergenza si ricordavano ancora di noi con affetto.
Poi, nel 2008, durante uno dei primi sbarchi a Lampedusa, ho
visto un padre con in braccio il suo piccolo disperarsi perch quel
viaggio gli aveva portato via la moglie, annegata tra le acque del
Mediterraneo. In quel momento ho capito che ci sono casi in cui
lintervento in emergenza non pu trovare una soluzione, davanti allineluttabilit degli avvenimenti si inermi.
Indelebile lo straordinario lavoro svolto, insieme a Roberto Antonini, in occasione di Solferino 150. Secondo me il posizionamento e la percezione della Croce Rossa Italiana allinterno del
Movimento Internazionale di Croce Rossa ha un prima e un dopo
questo evento. Nella settimana delle celebrazioni a Solferino (Mantova) sono arrivati da tutto il mondo 150 delegazioni di Croce
Rossa, cerano persone di ogni et, di ogni razza e di ogni luogo.
E stato unico ed entusiasmante vedere 13 mila persone insieme
per una fiaccolata sui luoghi dove 150 anni prima era nata lidea
di Croce Rossa. E poi, pi 4 mila persone alloggiate al campo,
nelle tende, la visita dei rappresentanti della Federazione e del Comitato Internazionale e la raccolta fondi per lAbruzzo. Nella Conferenza di Nairobi, tenutasi pochi mesi dopo, e in quella di Ginevra
del 2011 levento stato citato per la sua ottima riuscita e io sono
assolutamente orgoglioso di aver curato il coordinamento del progetto.

Lei, umanamente, cosa si porta dentro dalle tante esperienze fatte in emergenza?
Come uomo mi porto dentro la voglia di fare di pi per aiutare
gli altri ma anche una maggiore consapevolezza di quanto sia importante la preparazione per affrontare una catastrofe. Sul campo
ho imparato che pure un piccolo aiuto determinante e che la
gestione di unemergenza non si improvvisa. necessario lavorare
ancora, prevedere sempre nuovi scenari e pianificare nuove soluzioni. Lattivit in CRI mi ha sempre concesso il grande privilegio
di poter stare a contatto con i volontari. Incontrare chi, quotidianamente, sacrifica il proprio tempo a favore dei bisognosi, degli indigenti e dei vulnerabili unesperienza straordinaria. In tutti questi
anni passati a stretto contatto con i volontari ho potuto capire che
luomo come singolo non vale nulla e che la vita migliora se ci si
dona agli altri, soprattutto se sofferenti e bisognosi di aiuto.
C un aneddoto o una storia vissuta in emergenza che
per lei indelebile?
Ce ne sono diversi, ogni emergenza mi ha segnato. stata straziante, sotto il profilo umano, lesperienza ad Haiti nel 2010. Mi ha
colpito la dignit degli haitiani, persone gi in difficolt perch povere venivano messe ancora di pi in ginocchio da un evento cos
tragico e nonostante ci avevano la forza di reagire e di essere

17

PROTEZIONE CIVILE

UN MODELLO DI RISPOSTA
ALLE EMERGENZE,
INVIDIATO DA TUTTO
IL MONDO
di F.M.

INTERVISTA ALL ING. FABRIZIO CURCIO, DIRETTORE


UFFICIO GESTIONE EMERGENZE PROTEZIONE CIVILE
Come funziona il sistema di Protezione Civile per lintervento nelle emergenze?
Il sistema di intervento del Servizio Nazionale della Protezione Civile si basa su differenti livelli di responsabilit e sul principio della
sussidiariet: quando un livello territoriale non riesce a fronteggiare con i propri strumenti e le proprie risorse gli eventi calamitosi, interviene il livello immediatamente superiore, fino ad arrivare
alla mobilitazione di quello nazionale. Tramite il sistema di protezione civile europeo e gli accordi internazionali bilaterali inoltre
prevista la possibilit del supporto di uomini e mezzi del sistema internazionale. Fondamentale per una efficace ed efficiente gestione
dellemergenza, a ogni livello, il coordinamento delle componenti e strutture operative che concorrono, ognuna per quanto di
propria competenza, alle attivit di soccorso e assistenza alla popolazione in senso lato.

Il valore della pianificazione diminuisce con l'aumentare


della complessit degli eventi diceva Augusto, limperatore dal quale ha preso il nome il metodo di coordinamento tra le funzioni delle varie componenti del sistema
di PC. Quanto importante lattivit di previsione e di
prevenzione nellemergenza? Nel concreto il Metodo Augustus quali riscontri ha avuto nelle recenti calamit che
hanno colpito lItalia?
Le attivit di previsione e prevenzione sono fondamentali e seppur
strettamente connesse, vanno adeguatamente distinte. La nuova
formulazione dellarticolo 3 della legge n. 225 del 1992 modificata dalla legge 100/2012 stabilisce che sono attivit di protezione civile quelle volte alla previsione e alla prevenzione dei
rischi, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed ad ogni altra attivit necessaria ed indifferibile, diretta al contrasto e al supera18

LINTERVISTA

Terremoto dellAquila, 6 aprile 2009. Come si attivata la Protezione Civile? Quali sono stati i punti di forza
nellintervento del Dipartimento e quali i problemi?
Il terremoto dellAquila stato un evento emergenziale di tipo nazionale, che ha richiesto limmediata convocazione del Comitato
Operativo della Protezione Civile, lorgano centrale che assicura
la direzione unitaria e il coordinamento delle attivit di emergenza,
stabilendo gli interventi di tutte le Amministrazioni, Enti ed organizzazioni interessati al soccorso e allassistenza alla popolazione.
Sin dai primi momenti, il Dipartimento ha provveduto a inviare in
loco team di valutazione che si sono coordinati con le forze territoriali gi presenti in loco e con le numerose risorse che ogni organizzazione ha inviato sui luoghi dellemergenza. Con immediatezza
stata inoltre istituita la Di.Coma.C -Direzione di Comando e
Controllo- cio il centro di coordinamento nazionale delle Componenti e Strutture Operative di protezione civile, attivato sul territorio interessato dallevento (nel caso specifico nella caserma di
Coppito).
Lo scenario, particolarmente severo in termini di perdita di vite
umane e di edifici crollati e danneggiati, ha evidentemente portato
il sistema ad affrontare numerose criticit che si sono succedute
nel tempo della gestione emergenziale: dalliniziale necessit di favorire lassistenza della popolazione in loco (nelle aree di accoglienza costituite) e sulla costa, alle successive problematiche
connesse al ripristino, ove possibile, dei servizi essenziali per il miglioramento delle condizioni delle persone ospitate. Tutto ci con
le strutture ordinariamente competenti, in molti casi, completamente compromesse nella loro funzionalit base (basti pensare alle
numerose inagibilit delle strutture amministrative locali, provinciali

mento dellemergenza e alla mitigazione del rischio. La previsione


consiste nelle attivit che hanno come obiettivo lidentificazione
degli scenari di rischio e, laddove ci sia possibile, anche nella sorveglianza, nella vigilanza in tempo reale degli eventi e dei conseguenti livelli di rischio attesi. La prevenzione consiste nelle attivit
volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilit che a seguito di
eventi calamitosi si verifichino danni; il concetto di fondamentale importanza ribadito dalla recente normativa che la prevenzione di
protezione civile di tipo non strutturale e che la pianificazione
rientra tra queste azioni.
Da diversi anni la pianificazione di protezione civile, e di conseguenza anche la gestione dellemergenza, viene effettuata attraverso lapplicazione del Metodo Augustus. Questo uno strumento
flessibile, ma decisivo, di indirizzo applicabile ai diversi livelli territoriali di competenza, per definire lo scenario di riferimento e,
sulla base di questultimo, individuare chi fa che cosa attraverso
una organizzazione delle attivit di coordinamento e operative strutturate in funzioni di supporto, competenti e specifiche per ogni
settore di intervento. Con questo metodo possibile coordinare
al meglio le componenti e le strutture operative che fanno parte
del Servizio Nazionale della Protezione Civile: far sedere intorno
allo stesso tavolo ciascun soggetto coinvolto in azioni condivise e
coordinate, con un comune obiettivo.
Da quando questo metodo stato introdotto si modificato in
base alle novit tecnologiche che, negli anni, hanno migliorato la
comunicazione e lintervento, arricchendosi delle esperienze operative fatte su ogni evento emergenziale. Il metodo consente e favorisce il dialogo tra le amministrazioni per affrontare problematiche
in maniera uniforme e articolata.
PROTEZIONE CIVILE

19

FOCUS

istituire una struttura di coordinamento in loco e la gestione dellemergenza stata affidata ai direttori regionali di Protezione civile, adeguatamente supportati. La scossa del 29 maggio ha
purtroppo aggravato lo scenario precedente e il Capo del Dipartimento ha ritenuto necessario listituzione della Di.Coma.C in loco
(presso la sede dellAgenzia di Protezione civile della Regione Emilia Romagna) per supportare direttamente i territori interessati dallevento ed effettuare un coordinamento in loco del livello
nazionale.
Questo evento ha interessato sia le abitazioni sia e questa una
peculiarit uno dei tessuti economici pi produttivi del Paese.

e regionali). stata la prima volta che il sistema di protezione civile si confrontava con un evento che ha colpito in maniera importante una citt capoluogo di regione (tra laltro di grande
interesse storico, artistico e culturale).
Terremoto dellEmilia, maggio 2012. Come intervenuta
la Protezione Civile? Quali sono stati i punti di forza dellattivit della PC e quali i problemi?
Per il terremoto in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto le attivit
nella prima fase di gestione dellemergenza sono state simili a
quanto fatto a LAquila, tenendo, per, ben presente il diverso
contesto in cui ci siamo trovati e le specificit del territorio colpito.
Immediatamente dopo la prima scossa del 20 maggio, stato convocato il Comitato Operativo, e sono state attivate le funzioni di
supporto, provvedendo alla mobilitazione delle strutture e componenti operative e allinvio in loco dei team di valutazione in coordinamento con il livello regionale. In questa prima fase il
Dipartimento non ha ritenuto necessario, per lo scenario presente,

Da LAquila a lEmilia passando per le diverse alluvioni ed


emergenze che hanno investito lItalia negli ultimi anni,
come cambiato il sistema di intervento della Protezione
Civile?
Il sistema si andato nel tempo arricchendosi delle esperienze, facendo tesoro anche degli errori del passato. Il nostro sistema di

20

FOCUS

monizzato con le risorse che, per ogni singola emergenza, vengono


di volta in volta stanziate.
Oggi lo sforzo importante del sistema di protezione civile si concentra sulla necessit di condividere a monte (pertanto in fase di
pianificazione) protocolli operativi che definiscano procedure immediatamente applicabili, sebbene il sistema di prima risposta sia
collaudato e gi testato dalle varie emergenze gestite nel Paese.

protezione civile sicuramente allavanguardia in Europa e nel


mondo e come tale oggetto di studi e approfondimenti da parte
di molte realt internazionali. Ovviamente, ha seguito le modifiche
normative che nel tempo si sono succedute e che, in particolare
nellultimo periodo, hanno ridefinito lambito di operativit.
Proprio durante il sisma di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto si
andato a precisare il campo di azione del sistema di protezione
civile nazionale: il terremoto, infatti, avvenuto a cavallo tra lemanazione del decreto legge 59 e la sua conversione in legge del 12
luglio di questanno (legge 100).
Oggi, al di l di quanto previsto in materia di previsione e prevenzione, il Dipartimento della Protezione Civile pu attivarsi per
il soccorso e lassistenza alla popolazione interessata dallevento,
per la messa in sicurezza di edifici pubblici e privati e per beni culturali danneggiati o che costituiscono minaccia per la pubblica e privata incolumit, intervenendo per il ripristino delle reti e delle
strutture per le attivit economiche e sociali. Lo spettro di attivit
in emergenza , pertanto, molto vasto e deve essere ovviamente ar-

Per quanto riguarda il settore Sanitario nelle emergenze


come si attiva il Dipartimento?
Il settore sanitario uno dei settori presenti nel citato Metodo Augustus. Nella funzione Sanit, vengono definite le politiche operative di intervento in materia sanitaria partendo dalla capacit di
reazione da parte della struttura territoriale colpita che viene, a
seconda dei casi, integrata con le risorse nazionali che vanno dal
contributo delle sanit del sistema delle regioni, alla CRI e alle organizzazioni di volontariato di tipo sanitario. Il Ministero della Salute siede nel Comitato Operativo di protezione civile e pertanto,
sin dai primi momenti, si definisce anche lattivazione del livello nazionale in materia sanitaria.
Lei, personalmente, che cosa ha imparato dalle emergenze coordinate in PC?
La capacit di confrontarsi con i problemi degli altri, che siano
enti, istituzioni, organizzazioni o privati cittadini la chiave di lettura della risoluzione dei problemi complessi.
Il sistema di protezione civile, con la sua impostazione di sussidiariet e concorrenza delle forze, rappresenta una soluzione ottimale
per la gestione delle emergenze complesse che consente, anche in
periodi di risorse limitate, di poter comunque utilizzare al meglio
quanto disponibile per il soccorso e lassistenza di chi colpito da
una calamit.
C un episodio o una storia vissuta in emergenza che
lha particolarmente colpita?
A ogni emergenza riesco a collegare uno o pi episodi che mi
hanno colpito personalmente e che mantengo come ricordo di
quella vicenda. Tutte queste situazioni hanno comunque un denominatore comune che legato alla capacit straordinaria del nostro popolo di donarsi in caso di difficolt ed emergenza e di
trovare la capacit di reagire in ogni situazione; queste caratteristiche non hanno confini territoriali ma valgono su tutto il territorio nazionale.

PROTEZIONE CIVILE
21

OVE TUTTI FUGGONO,


IO VADO
di Andrea Niccol Strummiello

INTERVISTA A
PIPPO SERGIO MISTRETTA,
DIRETTORE CENTRALE
PER LEMERGENZA
DEL CORPO NAZIONALE
DEI VIGILI DEL FUOCO

LINTERVISTA

Italia, chiedendo loro di intervenire rapidamente in zone che non


conoscono. Questuniformit significa massimizzazione delle risorse
e rapidit. Soprattutto, ci consente in ogni momento di spostare
mezzi e capacit tecniche nei vari scenari, secondo le diverse criticit, senza alcun problema di interoperabilit e di integrazione tra
le forze in campo.

Pippo Sergio Mistretta, 62 anni, nel Corpo dei Vigili del Fuoco
dal 1976 (in prima assegnazione al Comando Provinciale VV.FF. di
Venezia, gi comandante provinciale a Nuoro ed a Sassari nonch
direttore regionale per la Sardegna e poi per il Piemonte) oggi
il Direttore centrale per lEmergenza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. esperto in contrasto del rischio industriale e radiologico e si interessa di ingegneria legale (con Dario Flaccovio
Editore ha pubblicato Principi di Ingegneria Forense - Palermo,
2011). Ci accoglie nel suo ufficio al Viminale nella classica tenuta
operativa dei Vigili del Fuoco, cos come tutti gli altri membri del
Corpo che incontriamo.

Il Corpo in grado di rispondere con immediatezza in


qualunque calamit. veramente cos?
Il dispositivo di soccorso nazionale opera 365 giorni lanno e 24
ore al giorno, ovviamente. Nel caso specifico, il Centro Operativo
Nazionale del Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Viminale
una centrale operativa pulsante, che non si ferma mai. Sotto la
guida del funzionario di turno, infatti, la struttura in grado di rispondere - in ogni momento - a qualunque criticit, di qualunque
entit. Questo grazie al fatto che il funzionario in quel momento
in servizio dotato dei poteri necessari per dar corso alle operazioni di soccorso su tutto il territorio nazionale. Ogni giorno, stiliamo un notiziario interno - una sorta di mattinale - che evidenzia
il quadro degli eventi, le eventuali code della giornata precedente; dal Centro Operativo Nazionale siamo in contatto diretto
con tutto il territorio, attraverso le Direzioni regionali ed i Comandi provinciali del Corpo.

Tutti conosciamo la professionalit e lalto livello di preparazione dei nostri Vigili del Fuoco. Ma qual la forza
del Corpo dei Vigili del Fuoco?
Sicuramente, a differenza di altri paesi, la nostra forza sta anzitutto
nel nostro carattere nazionale. Altrove lorganizzazione dei vigili del
fuoco su base locale. LItalia , infatti, uno dei pochissimi paesi
ad avere questo tipo di struttura. Struttura che non ha solo un significato nominale o formale. Proprio per questo tutto il Corpo,
sullintero territorio nazionale, parla la stessa lingua, utilizza le
stesse dotazioni, addestrato allo stesso modo e con lo stesso
grado di professionalit secondo standard rigorosi. Non una questione secondaria quando si tratta di far convergere unit da tutta

Il grado di professionalit del Corpo elevato. Esistono,


in particolare, delle eccellenze allinterno dei VV.FF.?
Parlare di singole eccellenze farebbe torto al livello generale di
competenza e professionalit dellintero Corpo. Sicuramente, abbiamo degli ambiti in cui deteniamo dei veri e propri primati. A livello internazionale potrei citare il settore N.B.C.R.
(Nucleare-Chimico-Batteriologico-Radiologico), riconosciuto anche
a livello europeo per la sua eccellenza. Cos come i moduli U.S.A.R.
per la Ricerca e Salvataggio di dispersi sotto macerie in ambiente
urbano, che oltre alla preziosa attivit svolta in ambito nazionale
hanno avuto modo di distinguersi anche allestero nelle missioni internazionali cui lItalia ha partecipato.
Quanto conta, per una professione cos delicata come la
vostra, laddestramento e la capacit di stare al passo coi
tempi?
Moltissimo. Da un lato, infatti, laddestramento garantisce standard
elevati ed omogenei di professionalit e competenze, stimolando
la capacit reattiva e la prontezza dellintero Corpo; dallaltro, le
esigenze e le emergenze del nostro tempo, ci impongono una costante attenzione alle problematiche delloggi e del domani. Ad
esempio, dopo lattacco alle Torri Gemelle di New York abbiamo
dovuto sviluppare, in brevissimo tempo, una capacit reattiva a
fronte di possibili attacchi terroristici, anche con sostanze aggres23

LINTERVISTA

LINTERVISTA

Parlando del recente sisma in Emilia ci pu fare un esempio di come questa interazione con la popolazione si
fattivamente realizzata?
Tra i tanti interventi che si potrebbero citare, ricorderei sicuramente la nostra attivit rivolta alle verifiche di agibilit delle abitazioni interessate dal sisma, mediante operazioni di verifica
speditivi. Operazione fondamentale per garantire il rientro a casa
di migliaia di persone che, altrimenti, non sarebbe stato possibile
gestire in quella prima fase dellemergenza. Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile ci chiese di mettere a disposizione i
nostri ingegneri: in pochi giorni, duecento tecnici del Corpo eseguirono circa seimila sopralluoghi, assicurando cos il rientro a casa
in condizioni di sicurezza a migliaia di persone. Molte di queste
persone, avevano in realt bisogno solo di una conferma del mantenimento delle originarie condizioni di stabilit della loro abitazione, ma tante altre verifiche, condotte con rapidit non hanno
avuto esiti altrettanto favorevoli. In ogni caso, i cittadini colpiti dal
sisma hanno potuto trovare un costante punto di contatto e riferimento presso i nostri U.C.L. sparsi su tutto il territorio interessato
dal terremoto.

sive non convenzionali.


Per quanto riguarda la formazione e laddestramento, oltre ai molteplici poli didattici territoriali, a Roma troviamo tre delle principali scuole del Corpo: le Scuole Centrali Antincendi di Capannelle,
la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti e lIstituto Superiore Antincendi di Roma-Ostiense.
Un addestramento allavanguardia, se pensiamo allesercitazione dello scorso ottobre allaeroporto di Fiumicino,
in cui avete simulato un intervento per un incidente
aereo.
In quel caso, anche i media hanno sottolineato lelevatissimo livello
di realismo dellesercitazione. A parte questo singolo particolare,
riteniamo per questo sia emblematico di quanta cura e risorse
destiniamo alle nostre professionalit: in due minuti siamo stati in
grado di intervenire su un aereo in fiamme. Nel caso specifico,
lesercitazione si svolta su un simulacro, unico al mondo, che riproduce un aeroplano BOEING 737, in dotazione al Corpo e facilmente trasportabile. Unaltra delle nostre eccellenze che ha
suscitato anche la curiosit e lattenzione della stampa.

Tra i tantissimi interventi, il Corpo dei Vigili del Fuoco


stato, inoltre, impegnato nelle operazioni intorno alla
Costa Concordia.
Del nostro intervento sullIsola del Giglio voglio soprattutto ricordare che lattivit svolta dai Vigili del Fuoco ha visto impegnati nuclei specialistici e reparti altamente qualificati, (Sommozzatori, S.A.F.,
Elicotteristi e Portuali) che lavorando in modo coordinato ed integrato hanno condotto una rischiosissima attivit di recupero e ricerca. Unaltra delle nostre eccellenze.
Di quel periodo, non posso dimenticare lassistenza delle donne del
Giglio che ci hanno supportato logisticamente e si sono prese cura
di noi al punto da farci sentire praticamente a casa.

E proprio per la sicurezza degli aeroporti italiani, i VV.FF.


svolgono un ruolo fondamentale.
Proprio cos, perch a differenza degli altri paesi, ove la sicurezza
ed il pronto intervento negli aeroporti affidata a privati, lItalia
affida questa mansione al Corpo, potendo cos garantire elevati
standard di professionalit, ma, soprattutto, tempi di intervento rapidissimi.
Emergenze ed interventi catastrofici colpiscono anzitutto
la popolazione. Ma cosa pu fare la popolazione di
fronte ad un'emergenza per contribuire alle operazioni
dei VV.FF.?
Lautoprotezione fondamentale, ma la popolazione non in generale sufficientemente preparata ad agire in contesti demergenza.
Tuttavia, ci non significa che la popolazione, ed in particolare le
amministrazioni locali, non possano dare il loro contributo che,
anzi, importantissimo.
Le informazioni che provengono dalla stessa popolazione sono fondamentali per intervenire dove serve. Ed proprio per questo che
dal sisma dellAquila in poi, il Corpo si dotato di automezzi attrezzati con sistemi di telecomunicazione, autonomi rispetto agli ordinari sistemi di comunicazione, denominati UCL (Unit di Comando
Locale), i quali, raggiunti i luoghi colpiti dallemergenza, fungono da
posto di comando avanzato dei reparti Vigili del Fuoco e costituiscono il punto di riferimento per la popolazione e le istituzioni locali.

E allestero?
Il nostro Corpo in grado di intervenire anche allestero, e non
soltanto in Europa ove gi vige un particolare sistema dintervento
basato sul M.I.C., il Meccanismo Europeo di Protezione Civile. Se
autorizzati dal Governo, siamo in grado di intervenire in qualunque
scenario, come ad esempio ad Haiti dove, tra laltro, abbiamo operato fianco a fianco proprio con la Croce Rossa Italiana.
Al momento, il Corpo impegnato in un progetto in Libia, chiamato Libia- Bengasi, che mira a ricostruire il locale corpo dei vigili del fuoco, smembrato e disperso dai recenti eventi militari che
hanno interessato quel Paese. Un compito non facile, visto il processo di normalizzazione ancora in corso in Libia.

25

UNA VISITA
DA RICORDARE

IBRAHIM MALLA

LAVISITA DI IBRAHIM MALLA E FRANCESCO ROCCA IN SIRIA


La nostra visita in Siria iniziata in realt da Beirut, laeroporto di Damasco infatti chiuso da molti mesi
e chi vuole recarsi nella capitale siriana deve entrare nel paese via terra attraversando la frontiera con il
Libano. A Beirut abbiamo incontrato i responsabili dellufficio della Federazione Internazionale di Croce
Rossa e Mezzaluna Rossa per il Medio Oriente e Nord Africa, che ci hanno anche fornito i mezzi per attraversare il confine e recarci a Damasco.
Limpatto con la realt siriana stato subito forte: nel momento in cui abbiamo intravisto Damasco tra
le colline, la prima cosa che ha attratto la nostra attenzione stato il fumo delle bombe e dellartiglieria pesante. Questo ci ha dato la sensazione che la missione non sarebbe stata facile e ci ha messi subito
davanti al pericolo che stavamo correndo.
La visita ufficiale di benvenuto nellufficio del Presidente della Mezzaluna Rossa Araba Siriana Abdulrahman Attar stata molto concisa, per lasciare spazio alle visite sul campo. La prima, in cui il Dr. Attar ci
ha accompagnati, stata al centro di distribuzione di aiuti umanitari per sfollati a Damasco.
Nelle stesso giorno ci siamo recati al centro di emergenza della Mezzaluna Rossa Araba Siriana nel quartiere di Zahira, sempre a Damasco. I volontari siriani sono stati molto lieti di accogliere il Commissario
Rocca, il primo Presidente di unaltra Societ Nazionale che venuto a visitare la Siria dallinizio della
crisi, che li ha incontrati, incoraggiati, che ha portato aiuto, apprezzato il loro coraggioso lavoro anche
a nome di tutti i volontari italiani, e che ha espresso preoccupazione per tutte le perdite che ci sono state.
Il Commissario Rocca stato sorpreso di vedere cos tanti giovani ragazzi e ragazze tra i volontari, da parte
mia invece sono stato felice di ritrovare i miei amici di sempre.
La visita successiva stata ad una scuola, chiusa per le vacanze estive e ora usata come centro di accoglienza per gli sfollati. Le aule, dove fino a pochi mesi fa i bambini studiavano, sono ora utilizzate come
abitazione per chi ha perso la propria casa o stato costretto a fuggire dalle zone dove gli scontri sono
pi intensi. Questo stato per me il momento pi toccante, sono stato orgoglioso di vedere e fotografare il Commissario Rocca tra i volontari del centro e tra i bambini, a cui ha regalato dei momenti di gioia
seppur in una situazione cos difficile.
Siamo poi andati a visitare la sede della Mezzaluna Rossa Araba Siriana a Jaramana, nel governatorato di
Rural Damascus, e il vicino centro di distribuzione dove le famiglie fanno la fila per ricevere le scorte alimentari. Abbiamo poi visitato il sottocomitato di Harasta, sempre nel governatorato di Rural Damascus,
dove le persone si registrano per ricevere aiuto e il Commissario Rocca ha parlato con dei giovani medici che subito dopo la laurea hanno iniziato a lavorare al centro, dove hanno fatto in breve tempo una
grande esperienza.
La notte passata a Damasco stata segnata dai rumori incessanti dei colpi di artiglieria e dei bombardamenti, che sono continuati anche per tutta la mattinata successiva, durante i saluti alle autorit della Mezzaluna Rossa Araba Siriana, e che abbiamo continuato a sentire fino a che abbiamo lascitato la citt.
Solo quando abbiamo passato nuovamente la frontiera con il Libano mi sono sentito sollevato: la missione
andata per il meglio e il Commissario Rocca tornato sano e salvo. Sono stato davvero orgoglioso di
visitare il mio Paese con il Commissario e di portare aiuto dalla mia seconda patria: lItalia.
Per questo devo ringraziare tutti i volontari e tutti gli italiani che hanno a cuore la difficile situazione che
la Siria sta vivendo, il mio Comitato di Busto Arsizio per laccoglienza e per il sostegno che mi hanno dato,
e soprattutto voglio ringraziare il Commissario Rocca per la sua grande umanit e per il coraggio che ha
dimostrato durante quella che posso davvero chiamare una missione storica in Siria.
Di Ibrahim Malla

IBRAHIM MALLA

TESTIMONIANZE

PROFESSIONE
EMERGENZA

ITALIANA IN ALBANIA NEL 1999 PASSANDO PER LE OPERAZIONI UMANITARIE IN IRAQ E AFGHANISTAN, NEL 2004 DIVENTATO CAPO
DELEGAZIONE CRI PER IL CENTRO AMERICA; DAL 2006 LAVORA
CON LA FEDERAZIONE COME DISASTER MANAGER PER L'AMERICA
LATINA E ATTUALMENTE PER LA ZONA EUROPA CON SEDE A BUDAPEST.
, INSOMMA, LUOMO DELLEMERGENZA IN CASO DI DISASTRI, IN
GRADO DI PIANIFICARE IN UNA MANCIATA DI MINUTI UNOPERAZIONE
DI SOCCORSO IMMEDIATA E MIRATA, FOTOGRAFANDO CON PRECISIONE LA SITUAZIONE E LE NECESSIT PRIMARIE DELLE PERSONE COLPITE E VULNERABILI.

INTERVISTA AD

ALBERTO MONGUZZI
COORDINATORE DI GESTIONE
DISASTRI, UFFICIO DELLA ZONA
EUROPA DELLA FEDERAZIONE
INTERNAZIONALE DELLE
SOCIET DI CROCE ROSSA
E MEZZALUNA ROSSA

Raccontaci la tua esperienza personale. Dopo tanti disastri e calamit naturali, cosa rimane di ogni evento a distanza di tempo?
Rimane il ricordo delle persone. Le persone devono sempre essere
al centro di ogni risposta al disastro: hanno sofferto, magari perdendo casa, famigliari e amici. Larrivo degli aiuti e degli operatori
umanitari forniscono il segnale che le loro necessit saranno presto soddisfatte. Loperatore umanitario deve, soprattutto, essere in
grado di ascoltare le persone. Personalmente, anche nei momenti
pi critici, non considero una perdita di tempo scambiare due parole con una persona colpita dal disastro: il report da inviare pu

di Lucrezia Martinelli

MESSICO, PER, CILE, CUBA, COLOMBIA, HAITI: SONO SOLO ALCUNI DEI NUMEROSI SCENARI IN CUI - TRA TERREMOTI, ALLUVIONI ED
URAGANI - INTERVENUTO IN PRIMA LINEA ALBERTO MONGUZZI, COORDINATORE DI GESTIONE DISASTRI, UFFICIO DELLA ZONA EUROPA
DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE SOCIET DI CROCE
ROSSA E MEZZALUNA ROSSA. TRENTASETTE ANNI, ORIGINARIO DI
MONZA, DOPO AVER INIZIATO A LAVORARE CON LA CROCE ROSSA

Colombia inondazioni 2009


Croce Rossa Colombiana
30

TESTIMONIANZE

aspettare, ma dare un sorriso, un abbraccio o semplicemente ascoltare una persona in condizioni di vulnerabilit, no.

disastri hanno legiferato per avere dei quadri legali che permettano di avere una risposta pi efficace ed efficiente. A livello
di Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa,
non bisogna ovviamente dimenticare laumento della preparazione
dei volontari e il grandissimo lavoro di prevenzione che stato
fatto finora e che si continua a fare quotidianamente in tutti i Paesi.

Le numerose operazioni di cui sei stato protagonista


hanno rappresentato anche unoccasione di confronto sui
sistemi di risposta ai disastri. Rispetto alla tua esperienza,
cosa cambiato in questi anni?
Per rispondere a questa domanda probabilmente un intero numero
di 150+ non sarebbe sufficiente. Cercher di sintetizzare: in questi anni tantissimo cambiato, specialmente dopo lo Tsunami del
2004. I cambiamenti possono essere divisi in tre macro aree: Coordinamento internazionale, livello comunitario e livello statale. A
livello di coordinamento umanitario attualmente vi pi chiarezza,
si evitano la duplicazione degli sforzi e lo sperpero di fondi. I progetti vengono coordinati tra tutti gli attori umanitari, sempre nel rispetto del mandato e delle specificit di ogni organizzazione.
Con gli investimenti di questi anni a livello comunitario, le comunit soggette a disastri hanno aumentato la loro resilienza: soprattutto grazie al lavoro dei volontari delle varie Societ Nazionali,
ora anche le pi piccole e remote comunit hanno aquisito capacit di risposta, in particolare ai disastri medio piccoli. Non da ultimo, i governi i primi ad essere responsabili della risposta ai

A livello internazionale la Croce Rossa Italiana rappresenta una realt deccellenza nella capacit di gestire
lemergenza con professionalit ed efficienza. Qual secondo te il segreto di questo risultato?
Lumanit di noi italiani rappresentata anche dalla capacit di
adattarci ad ogni situazione, anche a quelle pi traumatiche che il
nostro paese ha dovuto affrontare negli anni, tra cui, ad esempio,
il terremoto di Messina del 1908 e non ultimo il terremoto in Emilia di questanno. necessario, per, mantenere questa professionalit ed efficienza assicurando una formazione continua del
personale sia volontario che stipendiato senza distinzione alcuna,
sempre nel rispetto dei differenti ruoli.
Ad Haiti per la prima volta la Croce Rossa Italiana intervenuta nel sistema delle Emergency Response Unit

Messico 2007 alluvioni


Croce Rossa Messicana
31

TESTIMONIANZE

Per 2007 terremoto


IFRC

TESTIMONIANZE

(ERU), unit di risposta specializzate, impiegando la propria ERU base camp. Puoi spiegarci come funziona questo sistema?
Considero lintervento ad Haiti un grandissimo successo personale
perch nel 2006 quando con Francesco Rocca (allora Capo Dipartimento) e Roberto Antonini iniziammo questo progetto, tutti ci
presero come dei pazzi visionari, ma alla fine i fatti ci hanno dato
ragione.
Le ERU rappresentano un elemento essenziale nella strategia di risposta ai disastri della Federazione Internazionale e permettono allorganizzazione di reagire rapidamente e efficacemente alle
situazioni di emergenza. Create nel 1992 al fine di rendere possibile una risposta alle emergenze standard, rapida e di alta qualit,
le ERU reppresentano unevoluzione della risposta umanitaria e una
professionalizzazione della stessa. Sono formate da volontari e finanziate dalla Societ Nazionali che le ospitano. Il loro coordinamento nelle mani della FICR e linvio avviene in risposta alla
richiesta di una Societ Nazionale colpita dal disastro. Essendo uno
strumento di risposta molto costoso, esistono ovviamente una serie
di criteri per il loro invio in una zona colpita da una catastrofe:
lampiezza del disastro (e la sua evoluzione), il numero di persone
colpite, la capacit di risposta della Societ Nazionale e del Paese
colpito e non da ultime le risorse finanziare della FICR. Lintervento avviene in tempi molto rapidi: massimo 48 ore dallordine
di partenza da parte dellufficio di Ginevra.

Come ci si prepara emotivamente ad affrontare una catastrofe?


Ognuno reagisce diversamente alle emozioni effetto di una catastrofe. La mia valvola di sfogo in queste situazioni di fortissimo
stress sono i libri. Ad Haiti (o in altre emergenze) tutti mi prendevano in giro perch avevo sempre un libro con me e spesso,
quando sentivo londa emozionale, aprivo il mio libro al punto in
cui ero arrivato e ne leggevo qualche pagina, che mi aiutava a limitare lo stress.
Anche la formazione rappresenta un supporto determinante, soprattutto a livello di emergenze internazionali che, dato forza, sono
completamente diverse da quelle da gestire sul territorio italiano
partendo dalle difficolt linguistiche, alimentari e non ultimo operative perch la risposta internazionale ad un disastro completamente differente da quella sul territorio italiano.
Qual la fase pi difficile da gestire in una operazione
di soccorso?
Ogni singolo disastro ha una storia a s stante. La fase pi difficile
sicuramente quella delle prime 72 ore, quando le informazioni
sono spesso contraddittorie tra loro, non si ha un panorama chiaro
di quelle che sono le necessit e non si in grado di pianificare
una operazione di soccorso. Con laumento delluso delle moderne
tecnologie, questa fase di incertezza si ridurr sempre di pi. Daltro canto, per, che affidabilit pu avere un twitter o un messagio facebook che proviene da una persona che non un esperto
del settore della gestione alle emergenze? Sicuramente nel futuro
immediato dovremmo dedicarci, come IFRC a capire meglio anche
quali informazioni si possono trarre o richiedere dai social media.

I moduli attualmente in stand by possono essere divisi in 2 grandi


categorie: quelli di servizio (It/telecom, logistica e base camp) e
quelli operativi (igiene e potabilizzazione delle acque, sanitario con
differenti tipologie di ospedali e la distribuzione degli aiuti umanitari). Ad Haiti la CRI ha messo in campo la ERU campo base e il nostro servizio (apprezzatissimo da tutti i delegati delle 120 Societ
Nazionali presenti ad Haiti) ha permesso agli altri operatori di concentrarsi 24 ore al giorno sullassistenza delle persone colpite dal
disastro senza dover perdere tempo a cercare dove dormire, mangiare e dove farsi una doccia. Credo che con il suo campo base,
la CRI si sia ritagliata uno spazio che, anche se magari indirettamente e senza fornirle un contatto diretto con le persone colpite
del disastro, sia stato di enorme aiuto. Personalmente, anche se di
parte, mi definisco orgogliosissimo del lavoro svolto da tutti gli
amici e colleghi che, in diversi momenti, si sono succeduti ad Haiti.

C una storia particolarmente significativa che ti ha colpito?


Storie tantissime, ognuna diversa e ognuna a suo modo particolare. Forse ti direi la nascita di Italo, se non ricordo male il nome,
il primo bambino nato nel campo organizzato dalla CRI a Kavaje,
Albania. Un mare di tende, una umanit strappata dalle proprie
case e nel mezzo di questa tragedia umanitaria la nascita di un bambino. Insomma lho vissuto come un segno di speranza per la popolazione rifugiata nel Paese.

33

TESTIMONIANZE

ECCELLENZA ITALIANA
PER LA CROCE ROSSA CILENA
INTERVISTA A

MICHELE DETOMASO
COORDINATORE OPERAZIONE TERREMOTO CILE DELLA FICR
di Luc. Mart.

Quali sono le operazioni di emergenza che dal punto di


vista personale ti hanno coinvolto maggiormente?
Indubbiamente Haiti ha marcato la mia storia e la mia coscienza in
termini emozionali, immagino anche per molti che come me erano
l i primi giorni. La guerra del Kosovo con i conflitti armati e sociali e le tensioni etniche mi ha reso molto meno eroico e pi normale, abbandonando il mito delleroe. LAfrica, il mal dAfrica e
tutte le sue bellezze e contraddizioni. Gli uragani in Centro America e Caraibi mi hanno rinforzato lo spirito dumilt davanti alla manifesta forza esplosiva della natura che pi visibile quando
distruttiva ma che in maggioranza costruttiva, rigogliosa e incessante.

OPERATORE UMANITARIO, FUNZIONARIO E DELEGATO DI LUNGO CORSO


DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, MICHELE DETOMASO, 43 ANNI, ORIGINARIO DI ROMA, ATTUALMENTE LAVORA IN CILE PER LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLE SOCIET DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA
ROSSA DOVE VIVE CON LA FAMIGLIA. HA SVOLTO LUNGHE MISSIONI IN
ETIOPIA, ALBANIA, KOSOVO, PANAMA, AFRICA E HA PARTECIPATO A
NUMEROSE EMERGENZE NAZIONALI E INTERNAZIONALI (VARI URAGANI IN
CENTRO AMERICA, INFLUENZA H1N1 IN MESSICO, ABRUZZO, HAITI,
CILE) CHE LO HANNO VISTO IN PRIMA LINEA NELLORGANIZZAZIONE
DEGLI INTERVENTI DI SOCCORSO E DI RICOSTRUZIONE.
Michele Detomaso ad Haiti nel 2010
Tommaso Della Longa

Eri ad Haiti gi il giorno successivo al terremoto devastante del 2010, con il team italiano di valutazione e soccorso. Qual lo scenario che ti sei trovato davanti giunto
a Port-au-Prince?
Distruzione e morte... voglia di sopravvivere e reagire. Le immagini,
gli odori, le emozioni e le sensazioni dei primi giorni sono ancora
l e ogni tanto tornano... mi ricordano quanto siamo fortunati e la
grande responsabilit che questo significa davanti al prossimo vicino
e lontano. La grande capacit di risposta della CRI, con una proiezione internazionale affiancata a una multidisciplinariet e specificit tutta italiana, permette di adattare le soluzioni al contesto
locale senza abbassare gli standard di dignit prefissati. Essere parte
di questa squadra un onore e una responsabilit che obbliga a
essere sempre pronti.
Di fronte a disastri tanto gravi, come nel caso di Haiti,
che cosa ti d la forza di andare avanti?
Lo spirito umanitario e lumanit che si incontra e si vive dove tutto
sembra perso. Alla fine sono sempre le persone che fanno la differenza. Questo vale sia per gli operatori che per le vittime dei disastri. Sono loro che in un modo o nellaltro ti tirano fuori quel che
sai e quel che sei. Ho imparato che davanti a loro non si mente,
non serve e non ci si riesce. Esiste un linguaggio dellumanit ver34

TESTIMONIANZE

bale e non verbale che cammina da solo attraverso le emozioni


della gente.
La Croce Rossa Italiana considerata nel panorama internazionale un esempio di eccellenza nella capacit di risposta ai disastri, tanto che con il tuo coordinamento la
Croce Rossa Cilena sta istituendo il proprio dipartimento
emergenze. Ci puoi spiegare come state lavorando a questo progetto?
Grazie alloperazione Terremoto Cile della Federazione, dopo
una prima risposta alla popolazione e una fase di recupero ora si
sta consolidando quanto costruito con la Societ Nazionale cilena.
Fin dal primo giorno si pensato di rafforzare le Societ Nazionali
che non avevano avuto esperienze di questo tipo. Ha accettato
con umilt laiuto e la formazione aprendo le porte, la Federazione
in cambio ha offerto e implementato un nuovo paradigma operativo dove la gestione lasciata alla Societ (contrariamente a
quanto fatto finora, Haiti inclusa). I circa 40 delegati della prima
fase (3 mesi) si sono ridotti a 12 e poi a 5 a soli 4 mesi dal sisma,
cambiando il modo dagire: diventano assistenti, esperti e consulenti a 360 oltre le loro specificit e ruoli, eseguendo il loro compito con un approccio di coaching. Questo cambia tutto: dalle
regole del gioco alle dinamiche personali, dai rapporti con la gente
alle responsabilit dirette. I cambiamenti nella Societ Nazionale
sono stati epocali: da 16 persone a part time a 70 persone a
tempo indeterminato nella sola sede centrale; da un budget di
250.000 dollari lanno a una media di 5 milioni lanno; la nascita
dei dipartimenti di emergenza, logistica, risorse umane, finanza, ITTel, comunicazione e marketing con quello che significa in risorse
materiali e umane, norme, processi e sistemi; decentralizzare le risorse tutte, le capacit di risposta e la visione del Paese per avvicinarlo alla gente e ai volontari dei comitati pi lontani dandogli
responsabilit, mezzi, formazione e autonomia (quasi una scelta obbligata in un paese di 4.500 km ma politicamente, amministrativamente e culturalmente centralizzato nella capitale). In pratica da
una struttura semplice, piccola e lineare si passati a una complessa, articolata e interdipendente con ruoli e responsabilit ripartite e una divisione chiara tra Governo e Gestione (questa la
parte pi difficile e lunga da raggiungere). Oggi la Societ Nazionale cilena gestisce mezzi, sistemi e processi davanguardia e sta imparando a sfruttarli e metterli a disposizione del suo Paese. La
formazione in CRI, le esperienze nelle attivit internazionali e
demergenza, la peculiarit italiana di fare squadra, sommate a
quanto il Movimento mette a disposizione in termini di conoscenza
e formazione, hanno permesso a un team di 5 persone di 5 Paesi
diversi di stimolare la crescita dei volontari e del personale locale

Tommaso Della Longa


per avere questo risultato in due anni.
Che tipo di formazione state predisponendo?
Il fattore umano fondamentale e linvestimento in formazione
stato altissimo (diverse centinaia di persone formate in vari settori
in tutto il Paese: salute, soccorsi, acqua, igiene, emergenze, psicologia, ricostruzione e laccettazione di standard e codici etici internazionali). Anche il posizionamento nella societ attraverso
lappropriazione del concetto di ausiliariet dei pubblici poteri che
comporta oneri e onori stato fondamentale. La cultura del lavoro,
la meritocrazia, la professionalit, lo spirito di servizio messi al centro della propria crescita personale cos come la materializzazione
giornaliera dei Sette Principi sono stati sempre il faro verso il futuro obiettivo, evidenziando la differenza quando un volontario
della Croce Rossa opera: laiuto umanitario se non di eccellente
qualit umana non umanitario.
C un aneddoto, una storia emblematica che ricordi in
maniera particolare?
Gli aneddoti e le storie personali sono molte e a volte neanche ricordo quante ne ho raccontate agli amici e ai miei figli. Sicuramente limpressione dincredulit e stupore dei nostri colleghi
stranieri nel vedere e utilizzare il Campo Italia messo su in meno di
una settimana ad Haiti valgono il lavoro e lesperienza di una vita
di molti colleghi ai quali va solo il mio grande grazie per essere
una squadra. Il sorriso di un bambino che gioca con te dopo un
intervento, lo sguardo dignitoso delle persone, lascolto, il silenzio
nel caos, la stanchezza a fine giornata e la voglia di ricominciare presto il giorno dopo, tutto questo e molto di pi particolare e
non si dimentica.
35

FOTO DI ALESSANDRO DOBICI

VOLONTARIATO:
SEME DEL PRESENTE,
RADICE DEL FUTURO
di Claudio Baglioni

AMBASCIATORI

DI

PACE

una colpa e tenere alle proprie cose giusto e saggio, perch significa conoscerne e rispettarne il valore. Ma quando la parola
mio si trasforma in un muro invalicabile, che ci impedisce di pensare, vedere ed accogliere laltro e, soprattutto, di riconoscere a
lui quegli stessi diritti che, per noi, consideriamo indispensabili e inalienabili, allora c qualcosa che non va, perch quel pronome
diventato un idolo e noi i suoi idolatri. E la storia dimostra che
servire un idolo questo il senso della parola non mai una
scelta illuminata.

SIAMO LIETI DI OSPITARE, IN QUESTO NUMERO DI


150+ UN PEZZO SCRITTO APPOSTA PER NOI DA
CLAUDIO BAGLIONI, CANTAUTORE FRA I PI AMATI,
DA TEMPO IMPEGNATO IN CAMPO UMANITARIO E PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE OSCI, ORGANIZZAZIONE CHE SOSTIENE IL DIALOGO INTERCULTURALE.
un pronome possessivo e si espande ovunque come un gas. Un
gas velenoso, che inquina aria e pensieri e, prima o poi, soffoca.
la parola mio. Fateci caso: ogni cosa sempre e solo mia. La
mia vita, la mia casa, la mia famiglia; mia moglie, i miei figli, i miei
amici. E, naturalmente, i miei soldi, i miei beni, le mie cose. Tutto
mio. Un atteggiamento che spesso si traduce nella stessa ossessione che travolge Mazzar - il protagonista de La roba di
Verga - che, quando scopre di dover morire (fatto n insolito, n
inaspettato per noi esseri umani), essendo incapace di separarsi
dei beni e delle ricchezze che lavidit gli ha fatto accumulare, comincia ad andare in giro ad ammazzare a legnate anatre e tacchini,
gridando Roba, vieni via con me!

In quel momento, la mia terra, la mia lingua, le mie tradizioni, la mia


storia, la mia fede e persino il mio lavoro smettono di essere valori alti e nobili e diventano armi infide e mortali, in nome delle
quali e con le quali combattere laltro, che non pi uno come me,
ma un ingombro, una minaccia, un nemico. Un impedimento, un
ostacolo da eliminare.
Ha ragione Erri de Luca quando scrive che Il nostro mondo poggia sulle spalle dell'altro, aggiungendo che spalle di sconosciuti
reggono il nostro peso, obeso in sproporzione di ricchezze. Ma
un problema che non riguarda unicamente gli squilibri, dramma-

Intendiamoci: possedere legittimo. Avere tanto non di per s


FOTO DI ALESSANDRO DOBICI

37

PRIMO

PIANO

tici, tra Nord e Sud del pianeta. Riguarda tutti noi. Ogni giorno
ogni volta che ci relazioniamo con gli altri. Troppo spesso laltro
sud; un sud che il nord del nostro io vuole condizionare, prevaricare, sottomettere. E, se potesse, addirittura annientare. Non serve
citare esempi alti, basta pensare alle liti nel traffico, alla fila alla
posta o in un ufficio pubblico, alle rivalit da stadio o da campanile. la natura, si dice. Vero. Ma non tutto ci che naturale
anche bello o giusto. Mille sono le ingiustizie perpetrate dalla natura. Madre, ma spesso anche matrigna. Provate un po a chiedere
cosa ne pensa il pesce piccolo! Spetta alla cultura compensare,
ridurre e chiss forse un giorno eliminare gli squilibri, le distorsioni
e gli errori della natura.

FOTO DI ALESSANDRO DOBICI

Il volontariato esattamente questo, una grande forza riequilibratrice. Una delle pi grandi: la cultura dellaltro. Il tentativo di rimettere in equilibrio lasse del nostro rapporto con lui - sia esso
vicino (familiare, amico, collega di lavoro, ecc.), sia esso lontano
(povero, malato, solo, straniero...) compiuto da chi sa che non
solo la vita una strada quasi impossibile da affrontare da soli, ma
che infinitamente pi bella da percorrere insieme. Perch, dunque, non provare a viverla da compagni di viaggio, facendo riflettere sul fatto che, se anche se il finale gi scritto, vale sempre la
pena viaggiare.
Volontariato una parola fondamentale per questo tempo e per
quello che verr, perch mette in gioco un elemento senza il quale
impossibile operare e diffondere la cultura dellaltro: la volont.
Se la coscienza, infatti, che ci fa capire che lio importante ma
pi importante ancora il noi, la volont che fa in modo che quel
noi, tolga il veleno a quel gas e lo renda alito di vita e vento in
grado di sospingere la vela dellumanit verso nuove conquiste.
Questi dieci anni di musica e incontri a Lampedusa nel segno di
Oscia (che significa, appunto, fiato mio, mio respiro), come
pure la straordinaria giornata di Italia Loves Emilia ci hanno fatto
capire che il prossimo non soltanto laltra persona, quello che
avverr, il futuro. la chiave dellesistenza di ciascuno di noi, ma,
soprattutto, quella di una societ che vuole vivere e non solo sopravvivere. Non si scrive una bella canzone con una sola nota, n
una poesia con ununica lettera. Laltro colui che porta in s e
con s note e lettere fondamentali per la ricchezza del nostro pensiero e della nostra lingua comuni e chiunque metta in gioco se
stesso, il proprio tempo e i propri talenti per aiutarlo ad avere
fiato e voce d spazio e dignit alla sua vita e aggiunge senso e valore alla nostra.
38

O Sci2012,Lampedusa - In alto da sinis


Negramaro,con Pino Daniele e con Lucian

stra in senso orario:Baglioni con Alessandra Amoroso,Giuliano Sangiorgi dei


no Ligabue.

PRIMO

PIANO

IN MEDIA

IN MEDIA

SI SCRIVE NOTIZIA, SI LEGGE

EMERGENZA
a cura di Ludovico Di Meo - Vicedirettore di RaiUno

IN MEDIA

EMERGENZE. UNA PAROLA, UNA SERIE


ESTREME, AL LIMITE, DOVE LE STRUTTURE

DI SITUAZIONI

che proprio nella gestione delle emergenze e della loro rappre-

DI SICUREZZA E

sentazione d il meglio di s. Parliamo, come sempre in queste

CONTROLLO DI UNA SOCIET PUR ESTREMAMENTE EVOLUTA

righe, della Tv, medium rapido ed adrenalinico per eccellenza, ma

COME LA NOSTRA VENGONO MESSE A DURA PROVA, RI-

anche della radio, forse pi immediata ma giocoforza meno com-

SCHIANDO ADDIRITTURA DI COLLASSARE.

pleta.
Ricordo quando la CNN assurse a fama planetaria: erano i tempi

TERREMOTI, TSUNAMI, ALLUVIONI, MA ANCHE TERRORISMO, CRIMINALIT, IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA,


EMERGENZE NATURALI E SOCIALI, CON DIVERSI GRADI DI
PERICOLOSIT ED IMPATTO NEGATIVO SULLE NOSTRE VITE.
ULTIMAMENTE SI SONO AGGIUNTE EMERGENZE NUOVE,
QUELLE LEGATE ALLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA,

della prima guerra del Golfo, quando questo semisconosciuto canale all news irruppe nelle case di tutto il mondo, portando la
guerra in casa e facendo invecchiare di colpo tutte le altre reti televisive mondiali. Ma poi la guerra fin e la CNN torn ad essere un
canale come gli altri: niente emergenza, niente audience. Poi tornarono altre guerre, altre emergenze da mettere in pagina e gli

CHE HA CREATO UN FALLOUT DI CRITICIT SOCIALI QUASI

ascolti risalirono. E cos via: attentati, terremoti, rivoluzioni? Share

SCONOSCIUTO PRIMA.

alle stelle. Placida e tranquilla routine? Laudience boccheggia.


Questa regola, neanche a dirlo, pi evidente in reti all news

Lunico soggetto che in questo scenario allarmante e complesso

come la CNN ma vale anche per le reti generaliste, dove una volta

si trova a proprio agio il mass medium, il comunicatore di massa,

guadagnata lattenzione di un distratto telespettatore bisogna con42

IN MEDIA

che colpisce poche centinaia di persone al mondo, ma che nessuna

servarla a tutti i costi. La Tv nostrana tiene botta egregiamente

casa farmaceutica si impegna a sconfiggere perch troppo poco

quando si va in straordinaria: le reti Rai RaiUno in particolare

remunerativa, e su questa malattia calerebbe loblio mediatico se

non temono rivali quando bisogna raccontare il grande avveni-

non ci fosse il faro di Telethon. Ci sono poi degli aneddoti che sa-

mento, la grande emergenza. Lelenco lungo: lemergenza mi-

rebbero anche simpatici se non avessero risvolti davvero tragici: io

granti fu raccontata bene e dallinizio (ricordate la nave albanese

le chiamo notizie di moda. Si tratta di quelle notizie tutte uguali che

a Bari, col primo carico di disperati?) cos come lincubo terrori-

per qualche settimana invadono le pagine dei giornali o le crona-

sta e quello mafioso, ma anche emergenze meno spettacolari ma

che televisive: ci fu il tempo dei cani che azzannavano i padroni,

non per questo meno gravi.

delle ragazze che sparivano di casa, degli incidenti in mare tra mo-

Certo non mancano le critiche, specie quando si accusano con-

toscafi. Per qualche giorno non sembrava che accadesse altro, poi

duttori e giornalisti di esagerare con lallarmismo o di procedere

di colpo pi nulla. I cani non mordevano pi i padroni, le ra-

con troppa morbosit in certi resoconti, come per mantenere a

gazze restavano in casa e le barche non si scontravano pi. In re-

tutti i costi, e artificialmente, accesa lattenzione del telespetta-

alt i fenomeni continuavano con le solite routine non troppo

tore il cui pollice, sul telecomando, vibra come quello di Clint Ea-

allarmanti ma non venivano pi segnalate con enfasi dagli zelanti

stwood sul cane della sua Colt Walker

reporter locali, in cerca di altre piccole emergenze che sostituissero

In realt, raccontano i vecchi giornalisti, le emergenze si raccon-

quelle, oramai forse troppo logore

tano da sole, basta accendere un microfono o una telecamera,

Come si intuisce agevolmente da queste righe, raccontare le emer-

o scrivere sul taccuino ci che si vede. Nientaltro.

genze la ciccia pi saporita di chi fa del raccontare il proprio

Certo, i nostri lettori sono abituati a farsi raccontare emergenze di

mestiere. Giornali e giornalisti, radio e Tv, danno il meglio di loro

un certo tipo: quelle dove la sofferenza e i danni inflitti sono pa-

stessi quanto pi la notizia grave, drammatica e inattesa. Il pro-

lesi, evidenti, e saltano subito agli occhi. Tsunami, sbarchi di mi-

fumo dello scoop fa il resto e la corsa ad informare diventa una fi-

granti, sismi disastrosi, fame, povert, emarginazione. Qui il

nale del 110 metri ad ostacoli adrenalinica e febbrile.

compito di raccontarli meno complicato: bastano gli occhi spau-

Ecco, queste sono le emergenze vissute da chi fa informazione: ben

riti sul visetto smunto di una bimba africana per dare il senso del-

diversa purtroppo la vita di chi le vive sulla propria pelle o

lemergenza fame nel mondo, la foto di una casa crollata dopo un

di coloro (come il personale della CRI) che sono chiamati ad alle-

terremoto, le urla e il pianto di chi ha perso un proprio caro sotto

viarle o risolverle. Per tutti questi non c forse il giusto riconosci-

un bombardamento o in un attentato. Limmediatezza gi noti-

mento mediatico, ma di certo c, e rimane, il sincero

zia e gi commento.

ringraziamento unanime della societ civile.

Poi ci sono emergenze meno vistose, pi striscianti: le migliaia di


lavori persi dopo la crisi economica, le banche che si prendono
le case le cui rate di mutuo non vengono pi pagate. E poi, ancora, il bullismo. O lemergenza ambientale, che dopo anni di
grande attenzione sembra esser scivolata nel binario morto della
nostra indifferenza: il buco dellozono, ad esempio, che fine ha
fatto? Sfido chiunque a sapere dati aggiornati a riguardo. E cos
per leffetto serra e lo scioglimento dei ghiacci artici ed antartici.
Per non parlare della foresta amazzonica, polmone del mondo.
Emergenze di serie B con poco appeal?
Nel gioco (?) disarmante e cinico su cosa faccia pi notizia ognuno
fa il suo ruolo: lemergenza pu essere anche una malattia rara
43

ERNESTO SIEYES
UNO SPIRITO DA
IMPRENDITORE
AL SERVIZIO DELLA CRI
di Matteo De Vita

STORIE

La storia di Ernesto Sieyes come volontario per


la Croce Rossa ha inizio nel lontano 1985,
quando dopo aver conseguito il diploma come
soccorritore a Bari, decide di entrare a far parte
del gruppo volontari a Napoli. In un primo momento per, nonostante Ernesto abbia una patente superiore di guida e una patente nautica,
gli dicono che deve aspettare. Il suo ingresso
nellAssociazione per solo rinviato e cos
dopo alcuni mesi supera lesame e si unisce al
gruppo di Napoli.

DI

VOLONTARI

poli della bont di questo progetto, gli fece questo discorso:


Noi siamo napoletani e da napoletani ci vantiamo di essere i migliori del mondo. E allora secondo voi non riusciamo con le nostre forze ad attivare un servizio di soccorso in ambulanza gestito
dai volontari?. Con queste parole Ernesto convinse un po tutti
e riusc cos a portare avanti un programma, allepoca molto
ambizioso ed innovativo.
Dopo 28 anni allinterno della CRI, con alle spalle circa 8000
uscite in ambulanza, di cui circa 1500 in rianimazione, non
poi cos semplice scegliere delle vicende singole da raccontare,
perch in fondo come ci racconta Ernesto ogni attivit di soc-

Uno degli episodi che hanno cambiato la vita di Ernesto e che

corso ha delle proprie peculiarit ed ognuna a modo suo ti re-

lo hanno spinto ad intraprendere questa fantastica avventura,

gala qualcosa di speciale. Va molto fiero dellelogio che ricevette

risale al 1970. Allora si trovava in Jugoslavia e fu testimone di

dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, in seguito ad un in-

un brutto incidente stradale. Unauto lo super ad alta velocit,

tervento di recupero molto complicato e ricorda con orgoglio

ma sfortunatamente il guidatore perse il controllo del veicolo ed

lintroduzione della barella a cucchiaio nel gruppo dei volontari

usc fuori strada. Ernesto non perse tempo e si precipit imme-

di Napoli.

diatamente a soccorrere una donna gravemente ferita in seguito

Un episodio particolare, che ancora oggi descrive con grande

al terribile impatto. Quel giorno cap che assolutamente do-

commozione, risale a diversi anni fa quando si trov a soccor-

veroso aiutare il prossimo in caso di necessit.

rere un operaio caduto da una impalcatura. Pasquale (nome im-

Negli anni ha messo a disposizione della CRI la sua enorme espe-

maginario) nellimpatto si era fratturato entrambe le gambe ed

rienza nel campo imprenditoriale, e questo gli ha permesso di

Ernesto si chin accanto a lui per tentare di tranquillizzarlo.

promuovere delle iniziative davvero interessanti come il corso di

Luomo gli strinse con forza la mano e la baci. Il calore di

Medicina delle catastrofi a Napoli o il servizio dei volontari

quelle labbra Ernesto lo sente tuttora, perch certe emozioni in

sulle ambulanze. Per convincere i suoi colleghi ed amici di Na-

fondo non si scordano mai.

45

STORIE

DI

VOLONTARI

di L. M.

SOLIDARIET,
UNA LINGUA
UNIVERSALE
Antonio, di origine cinese, un volontario della
CRI di Prato. Allanagrafe si chiama Zhou Yimin,
ma tutti lo chiamano affettuosamente Antonio.
Originario di Shangai, ha 61 anni ed il primo
volontario cinese della Croce Rossa del Comitato Provinciale di Prato, dove presente una
delle maggiori comunit cinesi dItalia. Laureato
in lingua e letteratura spagnola, Antonio parla
perfettamente litaliano e lavora da libero professionista come interprete e traduttore per alcuni enti ed istituzioni toscane. Ha lasciato la
Cina 22 anni fa, dopo la strage di piazza Tienanmen a Pechino, e da allora vive tra Firenze e
Prato, con sua moglie, mentre il loro figlio rimasto in Cina. A Prato portavoce dellassociazione buddhista della comunit cinese, che conta
oltre 500 iscritti, e tra i 400 volontari del Comitato Provinciale CRI lunico cinese, per ora,
ad indossare la divisa della Croce Rossa Italiana.
Lanno scorso - racconta Antonio - ho compiuto 60 anni e nella
cultura buddhista rappresenta una tappa molto importante: si completa un ciclo della vita e ne comincia uno nuovo. quindi necessario fare qualcosa che rappresenti linizio di una esistenza che deve
ricominciare, di un nuovo corso. E cos ho intrapreso con impegno
il mio percorso nella Croce Rossa, che ho conosciuto anche grazie
allassociazione buddhisti cinesi di Prato, legata alla Croce Rossa
46

STORIE

DI

VOLONTARI

provinciale da una collaborazione molto stretta e consolidata. In occasione del terremoto a LAquila nel 2009 i buddhisti cinesi donarono infatti 35mila euro alla citt colpita dal sisma e lassegno fu
consegnato dal Prefetto durante una cerimonia in cui mi occupai
di fare da interprete. Poich la CRI pratese collabora da lungo
tempo con la comunit cinese, che conta dai 30 ai 50 mila membri solo a Prato, sono diventato un punto di riferimento per entrambe le realt, soprattutto quando si tratta di organizzare
manifestazioni congiunte e altre iniziative locali, come la Sfilata della
Danza del Drago, che avviene in occasione del Capodanno Cinese. Abbiamo organizzato molte cerimonie insieme, come ad esempio la consegna delle cucine da campo per lemergenza migranti nel
2011, e in queste attivit mi interfaccio con le autorit.
LAssociazione Buddhista cinese ha sostenuto spesso il Comitato
della Croce Rossa di Prato, guidato da Maria Paola Bini, consentendogli di portare avanti numerose attivit di solidariet in favore
dei bisognosi. Capi di abbigliamento, generi di prima necessit,
cibi a lunga conservazione, la solidariet della comunit non mai
venuta meno. Proprio nel mese di giugno scorso sono stati inaugurati 4 nuovi mezzi di soccorso e tra questi unambulanza stata
acquistata grazie al contributo di 20mila euro donato dallAssociazione Buddhista. A benedire il mezzo, con una suggestiva cerimonia, prima il vescovo Gastone Simoni con laspersione dellacqua
santa, poi il rito buddhista del monaco Xi Xie Zhan.
Negli insegnamenti buddhisti - spiega Antonio - lidea della donazione viene rappresentata dal concetto di pi ampio di generosit ed uno dei principi fondamentali di questa cultura.
Racchiude tre aspetti principali: il primo quello materiale, della
donazione di carattere economico; il secondo spirituale, basato
sulla generosit nel donare e nellinfondere coraggio a chi ha bisogno; il terzo quello dellinsegnamento, importante aiutare il
prossimo come se aiutassimo noi stessi, anche perch crediamo
nella reincarnazione.
Dallincontro tra un cuore cos grande e la Croce Rossa non poteva che nascere unautentica e profonda passione. Ho partecipato
a tutto il corso, superando gli esami. Al momento - afferma con orgoglio Antonio - sono volontario soccorritore. Spesso sono impegnato al centro di divertimento Omnia Center di Prato, dove la
48

STORIE

DI

VOLONTARI

CRI il sabato e la domenica pomeriggio garantisce assistenza sani-

trato infatti riguardano proprio la terminologia medica, le parole

taria in caso di bisogno. Ricordo che la prima volta che ho indos-

in inglese, le abbreviazioni soprattutto, ma istruttori e compagni mi

sato la divisa la gente mi guardava con sorpresa, con curiosit, mi

hanno aiutato e continuano a farlo. Anche mia moglie mi sostiene

sentivo osservato. In realt durante le lezioni e nella pratica mi

parecchio.

sento ancora un principiante. Le principali difficolt che ho incon49

CRI

NEL MONDO

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12

LE ATTIVIT

INTERNAZIONALI

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11

n Attivit di emergenza in caso di catastrofe naturale, conflitto armato, tensione interna, grave situazione di crisi sanitaria o alimentare in ambito internazionale

n Progetti di soccorsi e sviluppo in collaborazione e a sostegno dello sviluppo istituzionale delle Societ di Croce Rossa degli altri Paesi,in favore delle popolazioni
svantaggiate e ad alta vulnerabilit sociale

Africa

mation, education and communication pour eliminer le paludisme


dans duex district della regione di
Atsimo Atsinanana
Il progetto si propone di contribuire alleliminazione progressiva a lungo termine della malaria,
secondo la politica del governo Malgascio in conformit con l'Obiettivo dello Sviluppo del Millennio. In particolare gli interventi previsti mirano
a ridurre la mortalit e la morbilit dovuta alla malaria nei distretti di Midongy del Sud e Befotaka
della regione di Atsimo Atsinanana.
Samar II Securit en mer
Il progetto prevede la formazione e sensibilizzazione dei volontari della CRM del distretto di
Nosy Be e della popolazione in generale, sulle
norme di base da adottare in materia di sicurezza
in mare. Considerata inoltre la fatiscenza delle
strutture portuali e dei mezzi utilizzati per il trasporto dei malati dalle isole circostanti Nosy Be
all'ospedale maggiore,il progetto prevede un intervento di ristrutturazione del porto di Nosy Be
e l'acquisto di nuovi mezzi di trasporto unitamente
a materiale di salvataggio.

Repubblica Democratica
del Congo
Ristrutturazione ed Equipaggiamento dell'Ospedale GILD
di Kinshasa
Il progetto mira ad aumentare e migliorare l'accessibilit alle cure mediche per la popolazione
a basso reddito del Comune di Mont Ngafula nella citt di Kinshasa.La Croce Rossa Italiana ha deciso di collaborare con l'Ong BUS - Bambini Uniti per la Solidariet,per portare a termine e rendere effettivo l'ospedale pediatrico "Gild" di Kinshasa.
Etiopia
Integrated and Community Based
Water-Sanitation in Saharti Samre
Woreda and ERCS Tigray Region
Adwa Sub Branch capacity building
I due progetti prevedono da un lato l'implementazione di un programma di Water and Sanitation presso la Saharti Samre Woreda (villaggi
di Samre e Mai Tekli), a 60 km a sud ovest di Makall, e dall'altro delle attivit di Capacity
Building nella Red Cross local Branch di Adwa,
150 km a nord.
Madagascar
Keep-up: moustiquaireset infor-

Mozambico
Riduzione del rischio disastri in 25
comunit distretti di Govuro e Vilankulo, Provincia di Inhambane
Il progetto propone di contribuire al rafforzamento
della prevenzione disastri in due distretti fre-

50

quentemente soggetti a gravi fenomeni atmosferici al fine di ridurre la vulnerabilit della popolazione locale.
5

Ruanda
Agazozi villaggio modello della Croce Rossa Ruandese a Nyamashek
Il progetto contribuisce a raggiungere gli Obiettivi del Millennio attraverso la realizzazione di due
villaggi pilota. Lo sviluppo di tali villaggi servir
a ridurre la soglia di povert raggiungendo gli
obiettivi posti in essere dalla Visione 2020. Il Progetto co-finanziato dalla Commissione Europea.
Progetto di riduzione dei rischi catastrofi
Obiettivo del programma garantire una risposta
efficace alle catastrofi e alla riduzione del rischio
disastri nelle province del Nord e dellOvest garantendo lintervento in otto distretti.Nelle zone in
cui il progetto sar operativo,i Comitati Locali della CR Ruandese verranno riorganizzati nel settore dellemergenza attraverso squadre di volontari pi efficaci in risposa alle catastrofi. I volontari
formati attraverso moduli standardizzati acquisiranno le capacit tecniche in attivit di riduzione
dei rischi.
Il programma prevede,inoltre,il potenziamento dei
materiali di primo soccorso presso i Comitati locali attraverso lacquisto degli equipaggiamenti necessari.
La realizzazione del programma,di durata triennale,

CRI

NEL MONDO

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29

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del progetto 500.000 dollari,di cui 250.000 a carico della CRI da suddividere in tre anni di attivit, con avvio nel 2011.
Progetto Preparazione delle comunit agli adattamenti dovuti ai
cambiamenti climatici e per fronteggiare i disastri in caso di inondazioni (PRACC)
progetto di rafforzamento della capacit comunitaria e istituzionale a far fronte ai disastri
causati dalle inondazioni,agli effetti collegati ai
cambiamenti climatici e alle conseguenze dei
disastri,con particolare attenzione ai gruppi di
vulnerabili perch affetti da HIV,nelle comunit
individuate come prioritarie, quali: Tela, La
Ceiba e Jutiapa nel Dipartimento di Atlntida,
Choloma e Chamalecn nel Dipartimento di
Cortes, in collaborazione con la CR Honduregna (2012-2013).1 annualit anno 2012.Costo
complessivo del progetto: Euro 260.000,00.

Gabon
Gestion de Catastrophe
Il progetto stato concepito sia per rinforzare
le capacit di risposta ai disastri dei volontari
della Croce Rossa del Gabon sia per migliorare
le condizioni di vita di tutta la popolazione del
Gabon.
Gambia
Changing Minds Saving Lives
Il progetto volto ad incrementare la formazione
dei volontari della Croce Rossa Giovanile del
Gambia per garantire una rapida ed efficace risposta alle esigenze della popolazione e nello specifico dei gruppi pi vulnerabili.

Americhe

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favorisce lo sviluppo di attivit prioritarie per


la Societ Nazionale Ruandese dandole la possibilit di accrescere le proprie competenze nel
campo inerente alla gestione catastrofi.

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Honduras
ProgettoAmpliando Opportunit
(PAO)
Progetto in consorzio con la CR Honduregna,la
CR Svizzera e il CICR per la riduzione dei fattori di rischio sociale e di emarginazione della popolazione giovanile (2011) del Barrio
S.Francisco - Tegucigalpa. Costo complessivo

Nicaragua
ProgettoMi Hogar Saludable
Miglioramento delle condizioni di salute, gestione rifiuti ed igiene nellIsola di Ometepe:
progetto in collaborazione con la CR Nicaraguense focalizzato nellampliamento delle conoscenze delle comunit sul tema specifico di
uso dellacqua,delle latrine,della gestione dei
rifiuti organici, igiene personale e domestica.
Le attivit vertono inoltre nella realizzazione del-

51

le infrastrutture necessarie (500 latrine) in quattro localit carenti,nel rafforzamento delloperativit del nuovo Posto di Soccorso e nella formazione dei nuovi volontari sul tema. Costo complessivo del progetto
Euro 145.000,00 con termine a maggio 2012. (avviato a Luglio 2011)
ProgettoHermano Sol
Promuovere il tema del Cambiamento Climatico allinterno ed allesterno della CRN in 6 Dipartimenti del Paese: Intervento finalizzato alla diffusione di nozioni
specifiche sul tema del Cambiamento Climatico nelle
Filiali della CR Nicaraguense per promuovere azioni utili alladattamento a livello locale attraverso programmi
e progetti specifici.Costo del progetto Euro 260.000,00.
Il progetto ha una durata di 18 mesi con avvio a febbraio
2012.
10

Haiti
Progetto La Sanit in Movimento
Gressier
In consorzio con CR Haitiana e Lussemburghese, si
ritenuto di fornire servizi socio-sanitari alla popolazione della citt di Gressier e delle comunit semirurali circostanti, attraverso il potenziamento delle
strutture e del personale del Centro Sanitario della
CR Lussemburghese e del Comitato Locale della
CRH a Gressier. Costo del progetto Euro 142.000,00,
1 anno di attivit (avviato a novembre 2011).
ProgettoVillaggio Haitien Solferino
Il progetto mira al miglioramento delle condizioni
di resilienza, salute, educazione ed economia di 53

CRI

NEL MONDO

famiglie haitiane colpite dal terremoto, attraverso attivit integrate. La principale prevede
la costruzione di un villaggio di 53 case, una
scuola, campi sportivi, un centro comunitario,
ed il rafforzamento di un centro sanitario. In
collaborazione con IFRC e Padri Scalabriniani
di Haiti per gli aspetti di progettazione, costruzione ed integrazione sociale (scuole, attivit
psicosociali, attivit produttrici di reddito), affiancandosi ed integrando il progetto Future4Haiti dellASCS nelle attivit generatrici
di reddito. Costo del progetto Euro
2.342.680,00 in 3 anni. 1 anno di attivit 2012.
ProgettoSupporto psicosociale
CRI ha aderito mediante Pledge al consorzio
con IFRC, ICRC, CR Haitiana, CR Islandese e CR
Norvegese, per la realizzazione del Programma Nazionale di Appoggio PsicoSociale
della CRH, al fine di fornire servizi di sostegno
psicosociale a lungo termine in qualsiasi circostanza, come anche in caso di crisi. CRI ha
messo a disposizione Euro 400.000,00 per i 4
anni di durata prevista. 2 anno di attivit 2012.
Progetto Risposta Appello FICR
MDRHT008 Haiti Hearthquake
Progetto 4 del Programma 2 - Attivit Psicosociali per Haiti, denominato Programma di
intervento integrato a sostegno della Croce
Rossa Haitiana - Risposta all'appello della
FICR nel quale stato previsto di fare seguito
agli accordi presi in occasione del Summit di
New York del mese di maggio 2010 con ladesione della CRI all'appello per Haiti indetto
dalla FICR. Firmato un Pledge Earmarked e impegnato limporto di CHF 1.412.000 (
1.000.000 circa), per lo sviluppo della CR Haitiana nel settore della Salute, in particolare per
primo soccorso, ambulanze e staff della Societ
Nazionale.

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11 Ecuador

Miglioramento delle condizioni di


salute della popolazione pi vulnerabile nella Comunit La Victoria
Provincia di Cotopaxi
Lobiettivo contribuire al miglioramento
della salute psico-fisica di 1336 bambini minori di 5 anni, anche diversamente abili, e di
donne in et fertile, attraverso la sensibilizzazione al problema della contaminazione da
piombo e limportanza dellassunzione di calcio come protettore dellorganismo dallintossicazione, in una comunit che fonda il suo
sostentamento sulla lavorazione della ceramica tradizionale. In collaborazione con CR
Ecuadoregna. Costo del progetto Euro
125.000,00 in 2 anni (iniziato a maggio 2011).
2 annualit anno 2012.

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12 Guatemala

Progetto Potenziamento dellIstituto di formazione Integrale della


Croce Rossa Guatemalteca (IFI)
in consorzio con le CR di Giappone, Spagna,
Canada e Norvegia, attraverso il potenziamento della struttura di formazione della Consorella e lo sviluppo di un programma di auto
finanziamento, si punta al progresso nella formazione sia del personale della SN, sia della
popolazione in generale, in un contesto dove
alleducazione conferita particolare attenzione sociale. Costo del progetto Euro
200.000,00 in 2 anni. 1 annualit anno 2012.

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El Salvador
Progetto Promuovendo Opportunit per la Inclusione sociale della
popolazione giovanile di Habitat
Confien - San Salvador
In consorzio con la CR Salvadoregna e il CICR,
il progetto si propone di diminuire i fattori di
esclusione e rischio sociale dei giovani e delle
loro famiglie, attraverso la lo sviluppo delle
proprie abilit individuali, favorendo la scelta
di alternative positive a quella prevalente di
adesione a gruppi criminali come forma di affermazione sociale. Costo del progetto Euro
240.000,00 in 3 anni (avviato ad aprile 2011).
2 annualit anno 2012.

e formativo per la salute mamma -bambino sieropositivi a Bangkok (800 beneficiari).


Programma per riduzione danno
HIV e rafforzamento sistema sanitario a Chang- Mai
Il Programma fornisce sostegno sanitario e formativo ai nonni di bambini sieropositivi rimasti orfani a causa dell'Aids a Chiang Mai (60 beneficari).
Cliniche mobili a Bangkok
rivolto a circa 8.400 beneficiari in strada per ridurre il rischio HIV.Circa 300 volontari guidati da
personale specializzato su due camper a turno danno assistenza diretta alle persone a rischio di contrarre la malattia.
una tua sceltaa Chiang-Mai
rivolto a circa 600 famiglie per lassistenza alle
minorenni in gravidanza. Con laiuto di personale specializzato e di volontari si vuole prevenire la
gravidanza non voluta nei minori, ridurre la percentuale di minori in gravidanza, coinvolgere
non solo i minori ma anche le loro famiglie.

Asia e Pacifico

Cambogia
Community based health care
Programma sanitario di formazione rivolto alle comunit pi vulnerabili per migliorare i servizi sanitari di base e per la prevenzione della tossicodipendenza.

Indonesia
Fornitura materiali di assistenza
per risposta ai disastri
Programma di prevenzione ai disastri con l'acquisto di materiale di assistenza (mascherine e
cucine comunitarie). Il progetto co-finanziato
dalla Regione Veneto ( 20.000).
Riduzione rischio nella preparazione ai disastri per la Comunit
della Provincia di Kalimantan
Si tratta di formare la popolazione locale ed i volontari di Croce Rossa attraverso corsi di formazione rivolti a dette categorie con la super-visione
della CR di Jakarta.Lo scopo di rafforzare la CR
Indonesiana,sia a livello centrale che periferico,
la Comunit locale di base con le Municipalit,
nel settore della ''preparazione ai disastri'' e
nell'adattamento ai cambiamenti climatici. I beneficiari sono 4.316 tra personale dipendente di
CR e volontari,160 persone di quattro villaggi e
50 scuole locali.
Korea Dem.Rep.
Capacity building for communication
Programma di rafforzamento della S.N. nell'ambito della comunicazione interna alla S.N.ma anche esterna con l'acquisto di materiale di diffusione (manuali,video etc) e di promozione. previsto uno scambio tra le due S.N. nel settore comunicazione.
Mongolia
Disaster preparedness
Definito accordo quadro di cooperazione sulla
preparazione ai disastri.In fase di stesura proposta
di progetto e budget dettagliati.
Vietnam
Health care for children (bambini
cardiopatici)
Programma di sostegno per intervento chirurgico
a bambini cardiopatici.
Thailandia
Programma per riduzione del danno HIV e rafforzamento sistema sanitario a Bangkok
Il Programma mira a fornire sostegno sanitario

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Laos
Programma di formazione e assistenza mamma-bambino rivolto a
circa 1400 donne con 800 bambini per
la cura e prevenzione malattie tra cui
la sindrome HIV.

Europa e Asia Centrale


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Bielorussia
Migliorare laccesso di donne tossicodipendenti ai servizi di prevenzione HIV e di riduzione del danno
Il Progetto contribuisce a mitigare la diffusione della epidemia HIV attraverso il miglioramento della fruibilit dei servizi a favore delle persone tossicodipendenti di sesso femminile nella Regione
di Grodno.
Humanitarian Assistance Programme to the Vulnerable in Belarus
Il Programma - svolto in collaborazione con CR Bielorussa, CR Svizzera e IFRC - assicura supporto alle
fasce della popolazione bielorussa maggiormente colpite dalla grave crisi economica che il
paese sta attraversando. Obiettivi principali: garantire adeguati livelli nutrizionali ai gruppi pi vulnerabili, migliorare il loro accesso a sevizi sociali di qualit, sensibilizzare la pi ampia comunit
locale e mobilitare risorse in loco da destinare allassistenza.

Bosnia-Herzegovina
Organizational Development of Red
Cross of Bosnia-Herzegovina
Il Progetto, di particolare rilevanza dati i delicati
equilibri geo-politici dellarea, mira al rafforzamento istituzionale e allo sviluppo organizzativo
della RC BiH,con lintento di contribuire al processo
diunificazionedelle due Societ di CR afferenti alle due Entit politiche del paese (Repubblica
Srpska e Federazione Bosniaca),avviato nel 2006
e per il momento realizzata attraverso lelezione
di un unico Presidente della CR di BiH, due vicepresidenti ed un unico Segretario Generale.Il Progetto CRI originario stato ampliato e rafforzato
dalla partecipazione,anche finanziaria,di ICRC e
IFRC discussa ed elaborata congiuntamente a CR
BiH.
First Aid Training and Advocacy Programme in Bosnia-Herzegovina (First
Aid at Work)
Il Progetto intende contribuire ad una delle prio-

CRI
rit strategiche definite dalla CR Bosniaca:essere riconosciuta dalle autorit governative del
paese quale organizzazione di riferimento in tutto il territorio della BiH nel fornire corsi di formazione in primo soccorso di elevata qualit,
in base ai requisiti richiesti dal First Aid Certificate dellUnione Europea,anche in vista del
necessario allineamento della Bosnia-Herzegovina alle normative europee nel processo di
integrazione nellUE attualmente in corso.
Home Care Programme 2006-2010
Review in Bosnia-Herzegovina
Sin dal 2006, la Croce Rossa Italiana supporta,
in partnership con CR Bosniaca e IFRC, il Programma Home Care che garantisce assistenza
domiciliare socio-sanitaria a migliaia di persone
non autosufficienti nel paese, principalmente
anziani. Lidea di una valutazione del Programma pluriennale fin qui svolto con il supporto della CRI legata non solo a ragioni di
accountability, ma anche per sostenere la CR
Bosniaca nella individuazione di punti di forza
e debolezza nellattuale gestione del Programma e nella definizione un piano dazione
che ne assicuri la sostenibilit a lungo termine.
Social Inclusion and Income Generating Activities for Roma Communities
Il Progetto intende dare continuit e rafforzare
ulteriormente le attivit della Croce Rossa Bosniaca a favore dellintegrazione sociale della
popolazione Rom nel paese,attraverso:a) promozione di una cultura di pace,solidariet e inclusione mediante scambi (youth camp) tra giovani Rom e giovani di Croce Rossa; b) formazione professionale che faciliti linserimento lavorativo dei Rom,in coordinamento con ufficio
di collocamento nel paese.
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Bulgaria
Support to Home Care Centers Programme
Dal 2004 la Croce Rossa Italiana e la Croce Rossa Bulgara promuovono un programma di assistenza agli anziani isolati in Bulgaria,che ha permesso, nel corso degli anni,lapertura di 3 centri
di assistenza domiciliare nelle citt di Plovdiv,Montana e Blagoevgrad. In ogni Centro attiva una
squadra di infermieri professionali/infermieri
generici e promotori sociali che hanno effettuato mediamente 18.000 visite domiciliari all'anno.
I tre Centri lavorano in collegamento con il network
dei medici di famiglia,con i Municipi e le autorit provinciali.
Georgia
Combattere la diffusione
dellHIV/AIDS e la stigmatizzazione attraverso attivit di prevenzione e riduzione del danno
Prosecuzione di Progetto per limitare la diffusione della epidemia HIV attraverso attivit di
prevenzione fra i giovani e riduzione del danno fra i tossicodipendenti in Rustavi,Gori e Tbilisi.
Supporto alla ristrutturazione del
Centro Sociale per Anziani di Bolnisi
Il Progetto contribuisce al rafforzamento della attivit svolte dalla Croce Rossa Georgiana a favore degli anziani,attraverso la ristrutturazione
del Centro Sociale di Bolnisi gestito dalla Consorella in coordinamento con le autorit locali.

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Montenegro
Accesso all'istruzione e inclusione
sociale per bambini e giovani Rom
dei Campi Konik di Podgorica
Il progetto in partnership con Croce Rossa
Montenegrina, promuove l'inclusione sociale
di bambini Rom (3-6 anni) dei Campi Konik
a Podgorica, facilitando il loro accesso all'istruzione e contrastando il fenomeno della
dispersione scolastica; facilita, inoltre, l'accesso
di adolescenti e giovani Rom (15-20 anni) a
corsi di formazione professionale, contribuendo al reinserimento e finalizzazione del
ciclo scolastico di base e ottenimento di diplomi necessari per l'iscrizione ad istituti
pubblici professionali; contribuisce a migliorare la prevenzione sanitaria presso i
campi Konik, attraverso iniziative di sensibilizzazione.
Tajikistan
Community Development
Sostegno alla Comunit di Sagirdasht finalizzato allacquisto di medicinali e piccole attrezzature per l'Ospedale e per adattare uno
spazio ad attivit fisico-riabilitative.
Ucraina
Riduzione del danno: HIV/AIDS e
droga per vie iniettiva in Ucraina
Prosecuzione di Progetto per limitare la diffusione dell epidemia HIV e migliorare i servizi per le persone tossicodipendenti e per le
persone affette da HIV a Kiev, Zaporizhzhya,
Melitopol a Chernivtsy.
Europa e altre aree geografiche
Supporto alla Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa per il funzionamento
del Network Europeo su HIV,AIDS e
Tubercolosi ERNA e per il Programma di rafforzamento delle SN
nellambito dei progetti contro le
tossicodipendenze e di harm reduction
Il coordinamento tenuto da IFRC Ginevra in
collegamento con le diverse Zone e CRI. Attivit in corso di svolgimento in Argentina,
Azerbaijan, Cambogia, Kazakstan, Uganda e
Kenia. Il contributo sostiene anche le attivit
del Network Europeo della Federazione
ERNA, la cui Presidenza retta dalla CRI.

Medio Oriente

Libia
Supporto psicosociale a bambini,
genitori e insegnanti
La CRI, dal 1 ottobre 2011, in consorzio con la
Croce Rossa Danese ( CRD) e la Mazzaluna
Rossa Palestinese (PRCS) ha deciso, sfruttando le competenze acquisite con il programma psicosociale in Palestina, di allestire
un centro psicosociale nella citt di Ajdabiya
al sud di Bengazi, dove il conflitto armato ha
lasciato segni profondi nella popolazione locale e nella popolazione di sfollati, trovando
nella Libyan Red Crescent (LRC) un partner
interessato e motivato.
A breve e medio termine, il PSP in Libia ha
come target principale i bambini e l'assistenza agli ex detenuti e agli ex combattenti.
A lungo termine, il PSP prevede di ampliare

53

NEL MONDO

l'ambito di intervento alla comunit in generale e di


coprire tutta l'area nord del paese, da Bengazi a
Tripoli.
30

31

Siria
Programma di reclutamento e formazione di volontari siriani
Il progetto si propone di aiutare la Mezzaluna Rossa
Siriana a reclutare e formare giovani volontari. La
SARC, la pi grande organizzazione umanitaria in Siria, negli ultimi anni ha visto aumentare il volume
delle attivit svolte, contro un diminuire della base
di volontariato. Inoltre, non stata sviluppata
unadeguata struttura dellorganizzazione, che si
trova ora a dover fronteggiare attivit troppo ampie
per le sue capacit. Per questo motivo la CRI si propone di dare assistenza per migliorare la loro abilit nel coinvolgere nuovi giovani volontari e migliorare la qualit dei loro servizi alle comunit.
Palestina
Supporto psicosociale a bambini,genitori e insegnanti
Il programma psicosociale messo in atto dal consorzio PSP riscuote ogni anno grandi successi ed sempre pi visto come un progetto capace di effettuare
eccellenti interventi ed arrivare ad ottimi risultati.Pertanto viene rinnovato ogni anno con forte consenso
da parte della popolazione palestinese.
Supporto psicosociale a bambini,genitori e insegnanti a Jenin
Questo progetto,non coperto da ECHO,sar attuato a
Jenin, una zona particolarmente vulnerabile nel nord
della West Bank.
Organizational Development / Disaster
Management
Il progetto prevede la preparazione della popolazione
locale al pronto intervento in caso di disastri di origine naturale, cui il territorio palestinese soggetto,
come terremoti, inondazioni, carestie, o di origine
umana, come guerre, data la precaria e instabile situazione politica. Il programma composto di due
parti: Capacity Building e Disaster Risk Reduction.

LAPPROCCIO DEL MOVIMENTO


INTERNAZIONALE DI CROCE ROSSA
E MEZZALUNA ROSSA ALLA
GESTIONE DI DISASTRI E CRISI:

DAL LOCALE AL GLOBALE


di Alberto Monguzzi

Coordinatore di Gestione Disastri, Ufficio della Zona Europa della


Federazione Internazionale delle Societ di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa

Operatore della Croce Rossa Olandese insieme ad alcune persone colpite dal
terremoto del Per del 2007 durante la fase di valutazione
IFRC

NEGLI ULTIMI DECENNI, IL MONDO HA ASSISTITO AD UN SIGNIFICATIVO AUMENTO DEL NUMERO DI DISASTRI E CRISI UMANITARIE, CHE SONO CRESCIUTI DAI MENO DI 100 ALL'ANNO DEL
1975 A PI DI 400 DEL 2010. PARALLELAMENTE, SONO
AUMENTATI ANCHE IL NUMERO DI PERSONE COLPITE E LENTIT
DEI DANNI ECONOMICI CAUSATI DAI DISASTRI E DALLE CRISI.

di eventi meteorologici estremi, al degrado ambientale e allinsicurezza alimentare: quasi la met (48%) dei disastri riportati attraverso il Disaster Management Information System (DMIS) nel periodo
2004-2011 sono stati disastri idro-meteorologici.
La crescita della popolazione e l'urbanizzazione non pianificata portano e porteranno ad una parallela crescita del numero delle persone vulnerabili. La scarsit di risorse - tra cui risorse naturali quali
l'acqua - contribuisce a crescenti tensioni all'interno e tra le comunit, il che potrebbe essere alla base di nuovi conflitti.
Simili sfide attuali e future impongono alle comunit di essere maggiormente resilienti, pi preparate ad affrontare disastri e catastrofi
e le conseguenze umanitarie che questi portano con s.

In tale contesto, il Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa continua ad affrontare sfide significative con vulnerabilit sempre crescenti e legate a minacce globali come, ad
esempio, il cambiamento climatico. In quanto parte di tale Movimento, dobbiamo, pertanto, essere preparati al possibile aumento
54

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

che, invece di fornire un aiuto di tipo standard, adattiamo lassistenza alle diverse esigenze di singoli e delle comunit colpite, con
un approccio olistico e complementare agli sforzi di autorit locali,
agenzie internazionali e locali e organizzazioni della societ civile.
grazie alla nostra rete di Societ Nazionali e al sistema di risposta globale che siamo in grado di mobilitare risorse e competenze
in tutto il mondo per integrare la risposta locale laddove richiesto.
La Federazione Internazionale delle Societ di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa si avvale di una serie di strumenti di risposta di pronta
attivazione, che includono squadre di valutazione e di coordina-

Con 187 Societ Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la


Federazione Internazionale delle Societ di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa rappresenta la pi grande rete umanitaria al mondo,
pronta a fornire assistenza alle persone vulnerabili, colpite da disastri e crisi. Ci fondiamo su una tradizione quasi centenaria di aiuto
alle persone in situazioni di disastri e crisi e ci siamo assunti un
fermo impegno nel salvare vite, proteggere mezzi di sostentamento
e facilitare il processo di recupero da disastri e crisi nellimmediato
futuro, come indicato nella nostra Strategia 2020.
La nostra presenza sul territorio si basa su una rete di oltre 13 milioni di volontari attivi che lavorano allinterno delle comunit nella
risposta ai disastri, cos come nella riduzione del rischio e di recupero da situazioni di crisi. Questa presenza cos capillare ci permette di rispondere in modo efficiente ed efficace e di disporre
di risorse e competenze per sostenere le persone colpite da disastri o crisi. Nel caso di catastrofi di grandi dimensioni, come ad
esempio il terremoto di Haiti del 2010, pi di 120 Societ Nazionali di tutti i continenti hanno contribuito alla risposta del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa con fondi,
risorse umane o beni di prima necessit.
Il nostro lavoro di gestione delle catastrofi inizia spesso molto prima
della comparsa di un disastro. I volontari e il personale delle Societ Nazionali lavorano allinterno delle comunit per identificare
i principali rischi e le vulnerabilit esistenti, nonch le capacit locali e i meccanismi di risposta. Sulla base dell'analisi dei dati, incentiviamo e supportiamo - anche finanziariamente - le comunit a
sviluppare iniziative per affrontare i rischi, garantire una buona preparazione locale, sviluppare piani di risposta e migliorare sistemi di
allerta rapida.
Dopo un disastro, larrivo del personale e dei volontari di Croce
Rossa e Mezzaluna Rossa spesso il primo segnale per le persone
colpite che il loro grido di aiuto stato ascoltato e che lassistenza
in arrivo. Le squadre di soccorso delle Societ Nazionali svolgono un ruolo cruciale nelle prime fasi di intervento, grazie alla
loro capacit di comprendere esigenze locali, capacit e vulnerabilit, e fornendo assistenza tempestiva per mezzo di soluzioni sostenibili. I volontari possono fornire immediatamente azioni salvavita
quali ricerca e salvataggio, pronto soccorso, attivit di evacuazione.
Tali azioni sono integrate dalla fornitura di aiuti tra cui cibo, assistenza sanitaria, alloggio, acqua pulita e condizioni igienico-sanitarie compatibili con quelle precedenti il disastro. Lassistenza, infatti,
non termina con la conclusione della fase di emergenza, ma continua fino al ripristino delle condizioni pre-disastro.
Il nostro approccio integrato alla gestione delle catastrofi significa

Volontari della
Croce Rossa
Peruviana
impegnati in attivit
di ricerca e
salvataggio in
seguito al terremoto
del Per del 2007
FICR

mento (FACT), squadre di risposta ai disastri a livello regionale


(RDRTs) e le unit di risposta di emergenza (ERU). Con queste risorse formiamo un sistema unico a disposizione di tutte le Societ
Nazionali che collega capacit globali, regionali, nazionali e locali.
Le principali sfide che ci attendono negli anni a venire in termini
di risposta ai disastri sono legate allaumento della quantit e della
qualit delle nostre azioni per soddisfare al massimo le esigenze
delle persone vulnerabili.
In un contesto di crescente complessit dei disastri e di sfide per
il coordinamento della risposta umanitaria - determinate dallemergere e dal proliferare di nuovi attori quali organizzazioni private e militari - continueremo a promuovere i principi fondamentali
e la pratica del buon coordinamento dellazione umanitaria. Provvederemo ad adeguare i nostri sistemi di prevenzione, preparazione e risposta in modo che siano adeguati al contesto urbano e
non limitati ai paesi in via di sviluppo. Presteremo particolare attenzione alle vulnerabilit di determinati gruppi, tra cui le donne,
i giovani, gli anziani e le persone in condizioni di esclusione sociale.
Collettivamente e individualmente, lavoreremo per salvare vite
umane e mezzi di sostentamento rispondendo a calamit e crisi in
modo efficace, coerente e tempestivo.
55

Fabio Patruno,neo-rieletto Presidente di ERNA


Giovanni Zambello,IFRC

ERNA:

ESSENZIALE INVESTIRE SUL


VOLONTARIATO PER UNEFFICACE
RISPOSTA AD HIV E TUBERCOLOSI
IN EUROPA E ASIA CENTRALE
di Giovanni Zambello

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

SI SVOLTO A MET SETTEMBRE IL XVI INCONTRO ANNUALE DI


ERNA - IL NETWORK EUROPEO DI CROCE ROSSA E MEZZALUNA ROSSA SU HIV, AIDS E TUBERCOLOSI - OSPITATO DALLA
CROCE ROSSA GEORGIANA NEI PRESSI DELLA CAPITALE TBILISI, IL QUALE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI 67 PARTECIPANTI DA 26 SOCIET NAZIONALI DI EUROPA E ASIA
CENTRALE, PI LE SOCIET NAZIONALI DI CAMBOGIA, TAILANDIA, GIAPPONE E STATI UNITI.

capitale Tbilisi, il quale ha visto la partecipazione di 67 partecipanti da 26 Societ Nazionali di Europa e Asia Centrale, pi le Societ Nazionali di Cambogia, Tailandia, Giappone e Stati Uniti.
Alla luce anche della recente approvazione delle nuove Politiche di
Volontariato e Giovent in occasione dellultima Assemblea Generale della Federazione nel 2011, la conferenza si focalizzata sul
tema Volontariato, HIV e Tubercolosi.
Anche in un contesto preoccupante come quello odierno, credo

Limpatto di HIV e TB in Europa e Asia Centrale

vi sia spazio non soltanto per sperare, ma per compiere unazione

Nel 2001, lOrganizzazione Mondiale della Sanit (OMS) calcolava

concreta, ha commentato Massimo Barra, ex Presidente di ERNA

circa un milione di casi di sieropositivit in Europa. Stime relative

e fondatore di Villa Maraini durante il suo intervento. Cerchiamo

al 2011 rivelano come, a dieci anni di distanza, il numero di adulti

solo di immaginare la differenza che anche mentre parliamo

e bambini che vivono con lHIV nella nostra regione sia pi che

ognuno degli oltre 13 milioni di volontari di Croce Rossa e Mez-

raddoppiato, soprattutto in Europa Orientale e Asia Centrale, re-

zaluna Rossa nel mondo sta facendo nella lotta globale allHIV e alla

gioni che presentano il pi alto tasso di crescita dellepidemia di

Tubercolosi. grazie allimpareggiabile rete di volontari che le com-

HIV al mondo, principalmente legato alluso di droghe iniettive.

pongono che le Societ Nazionali possono colmare il divario tra le

La regione europea dellOMS contribuisce anche per il 6% al nu-

comunit da un lato, e sanit pubblica e vita politica dallaltro, rag-

mero globale di casi di tubercolosi, con un tasso di infezione che

giungendo le persone pi vulnerabili ed emarginate allinterno delle

varia da 11 a 72 su 100.000 persone in 18 paesi dEuropa.

loro comunit come, ad esempio, le persone che vivono con lHIV

In base a dati OMS/UNAIDS/UNICEF del 2011, meno di un quarto

o la tubercolosi, o le persone che fanno uso di droghe.

delle persone che necessitano di terapie antiretrovirali in Europa ed


Asia Centrale ha effettivo accesso alle cure (129.000/570.000),

Investire nel volontariato

cifre che posizionano la nostra regione tra le ultimissime in termini

Al termine dei quattro giorni di incontro, i partecipanti hanno pro-

di accesso alle cure, dopo Africa, America Latina, Caraibi e Sud-

dotto una dichiarazione finale che guider limpegno delle 40 So-

est asiatico.

ciet Nazionali membre di ERNA per i prossimi due anni. In linea con

Leggi repressive sulluso delle droghe, discriminazione e limitazioni

il piano dazione del network per il periodo 2012-2013, la di-

nellaccesso a diagnosi e cura rappresentano fattori che contribui-

chiarazione riassume lintento di tutte le Societ Nazionali presenti

scono fortemente al diffondersi di queste due epidemie, che se-

di assicurare linclusione di volontari e persone vulnerabili nei pro-

condo gli esperti non potranno arrestarsi fino a che i governi non

cessi decisionali e in tutte le fasi dei programmi relativi a HIV e TB;

inizieranno a modificare le proprie politiche nei confronti di HIV e

di promuovere le capacit di giovani e volontari in base alle loro

tubercolosi.

necessit e il loro ruolo come agenti di cambiamento nella lotta a


stigma e discriminazione; di rafforzare il ruolo di ERNA nel costruire

La Croce Rossa Georgiana ospita la XVI conferenza an-

e mantenere partenariati strategici.

nuale di ERNA
Si svolto a met settembre il XVI incontro annuale di ERNA - il net-

Linclusione nei processi decisionali delle persone vulnerabili e dei

work europeo di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa su HIV, AIDS e

volontari rimane una delle azioni chiave che abbiamo intrapreso e

tubercolosi - ospitato dalla Croce Rossa Georgiana nei pressi della

su cui continuiamo a lavorare giorno dopo giorno, commenta


57

Partecipanti alla XVI edizione dellincontro annuale di ERNA,tenutosi dal 15 al 18


Settembre nei pressi diTbilisi,Georgia,ospitato dalla Croce Rossa Georgiana/
Giovanni Zambello,IFRC

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

Fabio Patruno, neo-rieletto Presidente di ERNA durante lapertura


dellincontro. Il nostro obiettivo assicurarci che chi protagonista della lotta alla malattia o chi porta il proprio supporto a coloro che ne sono colpiti chi, cio, meglio conosce le necessit
di chi vive con o affetto da HIV e TB - abbia una voce diretta
nella pianificazione e nella gestione dei programmi.
I giovani, ad esempio, i quali continuano a rappresentare uno dei
gruppi pi vulnerabili allHIV, ora hanno un rappresentante permanente allinterno del consiglio esecutivo di ERNA, mentre un membro della comunit delle persone che vivono con lHIV stato
invitato a prendere parte agli incontri del consiglio.

Il tema di questa conferenza il volontariato, aggiunge Heather


Fitzke, Presidente del Comitato di Coordinamento Europeo dei
Giovani di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (EYCC), che ha preso
parte allincontro in rappresentanza del Network Europeo dei Giovani di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Come sappiamo, le nostra forza viene dai volontari, che rappresentano una parte
integrante delle comunit in cui portano la propria azione. A volte,
tuttavia, ci dimentichiamo del fatto che tale vicinanza pu esporli
a certe vulnerabilit. Una delle priorit delle Societ Nazionali rimane, pertanto, quella di prendersi cura dei propri volontari, e
fare in modo che siano protetti e preparati al meglio quando donano il proprio tempo ed energie alle persone pi vulnerabili.

Lincontro annuale ha anche visto la partecipazione di altri network


regionali, tra cui lART (Network Asiatico di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa su HIV e AIDS), cos come di organizzazioni partner che
operano su tematiche comuni, come la Comunit Bielorussa di
persone che vivono con lHIV, Harm Reduction International, la
ONG New Vector, il Network Eurasiatico sulla riduzione del danno
(EHRN), e lUnione dellEuropa Orientale e Asia Centrale di persone che vivono con lHIV.

59

Pakistan,donne colpite dalle inondazioni dei Monsoni nella provincia del Sindh
trasportano acqua potabile in un campo in Mirpurkhas
Foto di Olivier Matthys/IFRC/PRCS

IMMIGRAZIONE:

GUERRE E DISASTRI, 72 MILIONI DI


ESULI FORZATI. ALLARME LANCIATO
NEL RAPPORTO CROCE ROSSA E
MEZZALUNA ROSSA
di Valeria Robecco

LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE

(ANSA) NEW YORK - IN

TUTTO IL PIANETA UNA PERSONA SU

CENTO COSTRETTA A LASCIARE LA PROPRIA CASA.

NEL-

L'ULTIMO ANNO I MIGRANTI FORZATI HANNO RAGGIUNTO QUOTA

72

MILIONI.

LO

FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA E DELLA MEZZALUNA ROSSA, SOTTOLINEANDO COME CIRCA 20 MILIONI DI
QUESTE SONO PROFUGHI A LUNGO TERMINE.
RIVELA IL RAPPORTO ANNUALE DELLA

Secondo il 2012 World Disaster Reportle cause principali sono


rappresentate da conflitti, disastri naturali e sconvolgimenti politici. E la crescente resistenza dei politici a sostenere i profughi si
legge nello studio probabilmente il principale ostacolo a fornire un sostegno adeguato a questa fascia di popolazione altamente vulnerabile.
La migrazione forzata infatti il prezzo che molti governi accettano
di pagare per evitare di confrontarsi con problemi politici interni
di carattere strutturale. Il punto per gli esperti non tanto la mancanza di soluzioni innovative per risolvere la piaga dell'esilio prolungato, ma piuttosto superare le strategie adottate in passato. Il
segretario generale della Mezzaluna Rossa, Bekele Geleta, ritiene
che lo studio fornisca un aiuto concreto, ricordando i continui appelli rivolti ai governi perch assicurino che i migranti, a prescindere
dal loro status giuridico, possano avere il sostegno di cui necessitano e vengano trattati in ogni momento con rispetto e dignit.
Lo scorso novembre, 164 Paesi hanno dichiarato di essere d'accordo con questo principio ha aggiunto Geleta stato un
passo importante, anche se solo un passo. Per il segretario generale i governi devono adottare nuove politiche che riconoscano i
diritti dei profughi, e li aiutino a diventare parte integrante della societ. Il rapporto analizza una serie di strategie che gli Stati possono intraprendere per ridurre la sofferenza delle persone costrette
ad abbandonare la propria casa, comprese forme di cittadinanza
pi flessibile che assicurino la loro integrazione e rappresentino un
migliore deterrente contro criminalit e violenza.
Tra i fattori che incidono sul fenomeno della migrazione forzata, la
Croce Rossa analizza in particolare quello dei disastri naturali: nel
2011, i 336 episodi che hanno riguardato l'intero pianeta sono
costati ai governi 365,5 miliardi di dollari. La quota prevalente riguarda il Giappone, con 210 miliardi di aggravio sul bilancio causati dal terremoto, dallo tsunami, e i conseguenti danni alla centrale
nucleare di Fukushima.
61

SIRIA, LA VISITA DEL


PRESIDENTE DEL
COMITATO INTERNAZIONALE
CROCE ROSSA A DAMASCO
di Fel. Mam.

IBRAHIM MALLA/ICRC

COMITATO INTERNAZIONALE

IL PRESIDENTE DEL COMITATO INTERNAZIONALE DELLA CROCE

svolgimento delle loro funzioni. Molti uomini, donne e bambini che

ROSSA (CICR), PETER MAURER, ALLINIZIO DI SETTEMBRE HA

potrebbero essere salvati muoiono ogni giorno perch non hanno

COMPIUTO UNA VISITA DI TRE GIORNI IN


QUANDO HA ASSUNTO L'INCARICO DI
GLIO.

DURANTE

DENTE SIRIANO,

ESTERI,

LA VISITA

MAURER

SIRIA,

accesso alle cure mediche. I volontari della Mezzaluna Rossa Siriana

LA PRIMA DA

PRESIDENTE,

IL

1 LU-

continuano a mostrare un coraggio ammirabile nello svolgere il loro

HA INCONTRATO IL

PRESI-

mestiere salva-vita in condizioni di estrema difficolt. Le strutture

BASHAR AL-ASSAD, E I MINISTRI DEGLI AFFARI

DELL'INTERNO, DELLA

RICONCILIA-

Da quando il conflitto scoppiato ci sono state molte vittime e

MAURER HA INOLTRE VISITATO LE AREE COL-

ora la situazione si sta ancora rapidamente deteriorando, ha detto

DAMASCO,

Maurer. Il Presidente al-Assad stato concorde sulla necessit di

CONSTATANDO IN PRIMA PERSONA COME I CIVILI STANNO AF-

rafforzare con urgenza gli aiuti umanitari rendendo pi facile l'ac-

FRONTANDO UN CONTESTO DI ESTREMA VIOLENZA.

cesso ai beni che ci permettono di intensificare le nostre attivit e

ZIONE NAZIONALE.

SALUTE

sanitarie e gli operatori devono essere protetti.

E DELLA

PITE DAGLI SCONTRI NELLA ZONA RURALE DI

di rispondere adeguatamente alle esigenze che sono aumentate con


Sono rimasto scioccato - ha detto Maurer - dall'immensa distru-

crescente velocit.

zione di strutture e case in diverse zone che ho visitato a Mu'dha-

Ho parlato inoltre con il Presidente al-Assad della nostra richie-

miya, Qaboun e Harasta. Mi sono profondamente commosso con

sta eccezionale di visitare tutte le persone detenute in Siria in con-

le storie di bambini disperati che hanno perso i loro genitori du-

comitanza con gli eventi attuali, persone trattenute di tutte le

rante i combattimenti, ha detto Maurer. Ho visitato diversi posti

condizioni, compresi coloro che sono gestiti dalle autorit di sicu-

medici nelle zona rurale di Damasco e mi sono allarmato per la si-

rezza e coloro che sono usati per gli interrogatori. Il Presidente al-

tuazione. Gli operatori sanitari affrontano grandi difficolt nello

Assad si detto disponibile ad affrontare la questione, ha detto

IBRAHIM MALLA/ICRC
63

COMITATO INTERNAZIONALE

il Presidente del CICR. Da marzo 2011, decine di migliaia di per-

e sofferenze umane. Mi occuper personalmente di prestare la mas-

sone sono state arrestate nel paese. I loro diritti fondamentali de-

sima attenzione a come il risultato delle nostre discussioni si con-

vono essere accolti e loro devono essere in grado di mettersi in

cretizza sul campo. Le regole del diritto internazionale umanitario

contatto con le loro famiglie.

devono essere rispettate da tutte le parti in conflitto per evitare

Gli impegni positivi che ho ricevuto durante i miei incontri do-

la perdita di vite di civili. responsabilit delle parti proteggere i

vranno certamente essere seguiti e attestati nelle prossime setti-

civili durante le ostilit, ha detto Maurer. Il CICR in costante

mane, ha detto Maurer. Ogni giorno che passa porta pi vittime

contatto con i gruppi di opposizione in Siria e all'estero per con-

IBRAHIM MALLA/ICRC
64

COMITATO INTERNAZIONALE

dividere le sue preoccupazioni e discutere le questioni riguardanti

stante le difficili condizioni di lavoro, il CICR e la Mezzaluna Rossa

il rispetto del diritto internazionale umanitario e la protezione dei

Siriana, da met luglio, hanno rifornito circa 180.000 persone di

civili e dei detenuti. Il CICR e la Mezzaluna Rossa Siriana hanno la-

cibo e altri beni essenziali intorno a Damasco, ad Aleppo, Homs e

vorato insieme per soddisfare le esigenze pi urgenti. Entrambe le

in altre parti del Paese. Dall'inizio dell'anno, le due organizzazioni

organizzazioni devono cercare di trovare il modo per migliorare il

hanno distribuito beni di prima necessit a pi di 800.000 per-

loro lavoro sul campo. Il CICR e la SARC continueranno a com-

sone, la maggior parte sfollati, e garantito che pi di un milione di

piere ogni sforzo per portare aiuto a chi ne ha bisogno. Nono-

persone avessero abbastanza acqua potabile.

65

SAN FELE (PZ),

LE GARE REGIONALI
DI PRIMO SOCCORSO
di Michele Pacciano

CONOSCIAMO I COMITATI

namaria Scalise, pu salvare una vita. Ogni volontario deve avere


subito il quadro chiaro delle situazioni e sapere cosa fare. La formazione continua uno dei capisaldi dellazione della Croce
Rossa. A questo scopo, la manifestazione ha previsto gare, simulazioni e strategie dintervento. Un appuntamento corale, quello di
San Fele, tra formazione e solidariet stato coinvolto anche un
gruppo sportivo dilettantistico (Soft - Air Ghost Soldairs) che
in uniforme militare ha inscenato esempi di violazione del Diritto Internazionale Umanitario perpetrate ai danni di prigionieri di guerra.
La diffusione del Diritto Internazionale Umanitario infatti una delle
priorit della Croce Rossa Italiana. La squadra vincente delle gare
di San Fele ha rappresentato la Basilicata nelle finali nazionali ad
Ortona, il 29 settembre.

Come si gestisce unemergenza? Come si salva una vita? Quali sono


i primi interventi? Lo scorso 15 settembre si svolto in agro di
San Fele (PZ), una delle localit maggiormente colpite dallemergenza neve dellinverno scorso, la gara regionale di primo soccorso,
riservata a tutti i volontari lucani impegnati nella Croce Rossa di Basilicata e in altre associazioni impegnate a vario titolo in operazioni
di emergenza e di protezione civile. Lappuntamento, fortemente
voluto dalla Croce Rossa lucana, coordinato dal responsabile regionale dei Volontari del Soccorso Michele Quagliano, ha rappresentato un momento di alta formazione nel percorso di ogni
volontario che deve essere sempre in grado di monitorare e gestire
tempestivamente le varie situazioni e criticit che via si presenta in
un determinato contesto e territorio. Un intervento tempestivo
ha puntualizzato il Commissario Regionale della CRI Basilicata, An67

di Loretta Moriconi

EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE


LIMPEGNO DEI GIOVANI DELLA
CROCE ROSSA ITALIANA DELLE MARCHE
LENTUSIASMO DEI GIOVANI ANIMATORI DI EDUCAZIONE ALLA SICUREZZA STRADALE COINVOLGE
LA POPOLAZIONE NELLA PREVENZIONE DEI COMPORTAMENTI A RISCHIO SU STRADA
Accendi prima la testa poi il motore!. Non un semplice
motto. la mission dei Giovani CRI delle Marche impegnati nella
campagna di Educazione alla Sicurezza Stradale, finalizzata a sensibilizzare la popolazione in merito ai rischi associati ad un errato
comportamento in strada.
In linea con gli Obiettivi Strategici 2020 ed incoraggiati dal protocollo dintesa che la Croce Rossa ha siglato con il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, gli animatori di Educazione alla Sicurezza Stradale si sono attivati nel loro territorio per diffondere tra

i giovani, e non solo, la conoscenza dei pericoli legati alla circolazione stradale, con lobiettivo di incentivare un positivo cambiamento di mentalit.
Eccesso di velocit, guida distratta o stanchezza, uso di sostanze alcoliche, scarso rispetto del codice della strada: sono queste le tematiche su cui necessario far riflettere. I Giovani CRI ne sono
consapevoli e le loro attivit lo testimoniano.
Nello specifico della realt marchigiana, dopo una serie di incontri informativi realizzati sia a livello locale che regionale, gli anima68

CONOSCIAMO I COMITATI

quiz sulla sicurezza stradale al fine di riflettere sui vari comportamenti da adottare alla guida. Per loccasione, grazie ad una semplice consolle, i partecipanti hanno avuto la possibilit di cimentarsi
in un piccolo test di guida distratta virtuale: scopo dellattivit
stato quello di rendere consapevoli gli utenti di quanto sia rischioso
per s e per gli altri un tale stile di guida.
I risultati non hanno tardato ad arrivare: pi di 200 contatti e tanta
voglia di continuare a diffondere i principi ed i valori di questa
campagna nelle piazze, nelle scuole ed ovunque se ne senta la necessit.
Sulla scia positiva dei Giovani CRI di Loreto e di chi ha collaborato con loro, le Marche intendono proseguire lungo tale direzione
attraverso incontri e seminari informativi da tenersi nei vari istituti
scolastici del territorio.
il momento di cambiare. Guardando dallo specchietto retrovisore
le nostre cattive abitudini, diamo ora lacceleratore alla nostra consapevolezza e mettiamoci in marcia su una strada pi sicura.
Saving lives, changing minds.

tori di Educazione alla Sicurezza Stradale hanno subito messo in


pratica quanto appreso al campo di formazione, dando cos vita a
numerose attivit, promosse poi in diversi contesti.
Uno dei primi appuntamenti stato il Campo Giovani 2012 delle
Marche dove, accanto ad altre tematiche inerenti larea salute, i
Giovani CRI sono stati in grado di trasmettere a tutti i partecipanti
i valori di una corretta educazione alla sicurezza stradale, aiutandoli
ad identificarsi nei vari utenti della strada e riflettendo insieme a
loro sulle conseguenze che uno scorretto atteggiamento alla guida
pu comportare.
Poi stata la volta di un progetto pi impegnativo, pi ambizioso:
Accendi prima la testa poi il motore!. Nel nome vi racchiusa
tutta la mission di questi giovani: cambiare le mentalit, per salvare
vite. Il progetto stato realizzato in tempi brevissimi, complice il
grande entusiasmo dei ragazzi e la valida collaborazione con le istituzioni pubbliche; fondamentale infatti stato il grande contributo
sia della Polizia Municipale, che ha affiancato e sostenuto i ragazzi
durante unattenta analisi dei bisogni del territorio, sia del Comune
di Loreto, in particolare lAssessorato alle Politiche Giovanili, che
si reso disponibile per patrocinare e finanziare il progetto.
Levento si svolto a Loreto durante la prima settimana del mese
di settembre, nella splendida location della piazza della Madonna.
Nel gazebo allestito ad hoc, i ragazzi, oltre a distribuire materiale
informativo e brochure, hanno coinvolto i presenti in un semplice
69

104 ANNI DI IMPEGNO E


VOLONTARIATO DELLE DONNE
MOSTRA SULLE INFERMIERE VOLONTARIE
DELLA CROCE ROSSA ITALIANA
di Sorella Monica Spada

CONOSCIAMO I COMITATI

Ama, conforta, lavora, salva, questo il motto che contraddistingue l'opera delle Infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana.
Le Infermiere volontarie dell'Ispettorato CRI di Padova, hanno organizzato sabato 8 settembre 2012 ad Abano Terme (Padova) una
mostra dedicata al Corpo, ausiliario delle Forze Armate. Si intitola:
"104 anni di impegno e volontariato delle donne.
L'iniziativa resa possibile grazie alla collaborazione della municipalit di Abano terme che ha patrocinato l'evento.
Lesposizione all'interno della prestigiosa sala Kursaal nel cuore
della zona pedonale del capoluogo termale ed stata visitabile
gratuitamente dalle ore 11 alle ore 23. L'iniziativa si colloca nell'ambito dell'evento Notte Rosa alle Terme (8 e 9 settembre 2012)
programmato dalle amministrazioni comunali di Abano e Monte-

grotto, che vede impegnata la Croce Rossa in molteplici attivit.


I visitatori hanno potuto apprezzare il ricco materiale fotografico,
accuratamente selezionato, riguardante l'operato delle Infermiere
volontarie, dai grandi conflitti ai giorni nostri. Sono state inoltre
proiettate immagini di Infermiere volontarie impegnate in attivit
umanitarie e nelle attivit di addestramento, emergenza ed assistenza. Sono state esposte e illustrate diverse divise, sia quelle storiche sia quelle attualmente adoperate per i vari servizi cui si
dedicano le volontarie del Corpo.
stata unottima occasione per conoscere il laborioso spirito di
queste donne speciali che, sempre fedeli al proprio motto, tanto
hanno fatto e continuano a fare gratuitamente per chi ha bisogno,
con disponibilit umana e professionalit.

71

CONOSCIAMO I COMITATI

RIUNITI A FIRENZE

200 ESPERTI DIU


PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA

a cura dellVIII Centro di Mobilitazione CRI di Firenze

di Michele Novaga

Per la Croce Rossa erano presenti il Commissario straordinario,


Francesco Rocca, che ha tenuto un interessante intervento dal titolo "La Conferenza internazionale, la struttura del Movimento e la
partecipazione italiana alla XXXI Conferenza internazionale, e il
Commissario del Comitato regionale della Toscana, Francesco Caponi, che ha portato il saluto di tutta la CRI Toscana.
L'impegno della Croce Rossa - ha sottolineato l'assessore Di Giorgi
- lo faremo conoscere anche agli studenti delle scuole fiorentine.
Nel programma de "Le chiavi della citt" previsto un apposito
progetto sviluppato con il Comitato provinciale di Firenze. Questi
volontari sono un esempio di impegno sociale e civile al quale si
devono ispirare i nostri giovani. Il progetto ha non solo l'obiettivo
di far conoscere la Croce Rossa e la sua storia, ma anche quello

Oltre duecento esperti della Croce Rossa Italiana provenienti da


tutta Italia si sono riuniti dal 21 al 23 settembre scorsi a Firenze,
per partecipare alle Giornate nazionali di aggiornamento per gli
istruttori di Diritto Internazionale Umanitario che avevano come
oggetto quanto prodotto dalla 31 Conferenza Internazionale di
Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: Le sfide del Diritto Internazionale
Umanitario.
All'inaugurazione della tre giorni di studi, che si si svolta a Palazzo
Vecchio erano presenti, tra gli altri, l'assessore all'Educazione Rosa
Maria Di Giorgi, che ha portato il saluto dell'Amministrazione comunale e il professor Paolo Benvenuti, docente all'Universit Roma
Tre e delegato, nel 1998, alla Conferenza diplomatica per l'istituzione della Corte Penale Internazionale.
72

CONOSCIAMO I COMITATI

giornate ci sar un tema fondamentale come quello del supporto


umanitario nelle situazioni pi drammatiche di guerra e conflitto, per
alleviare le sofferenze alle popolazioni coinvolte.
Saranno tre giorni importanti - ha concluso Rosa Maria Di Giorgi
- nella citt di La Pira che dellimpegno umanitario ha fatto una
delle sue caratteristiche fondanti.
Alla cerimonia inaugurale dellevento di formazione e aggiornamento organizzato dal Comitato della Toscana e dallVIII Centro di
Mobilitazione hanno preso parte numerose autorit civili e militari
e ben 217 Istruttori di Diritto Umanitario: davvero un bel risultato
anche alla luce delle prestigiose presenze dei relatori tra i quali
anche la dott.ssa Gloria Gaggioli del CICR.

di avvicinare i ragazzi al volontariato ed alla solidariet e di fornire


loro nozioni di primo soccorso.
Il Diritto Internazionale Umanitario comprende quelle norme di Diritto Internazionale che riguardano la protezione delle cosiddette
vittime di guerra, o vittime dei conflitti armati ed indica i doveri ai
quali si devono attenere i combattenti in un conflitto.
La Croce Rossa ha tra i suoi compiti quello di diffondere il Diritto
Internazionale Umanitario anche in tempo di pace tra la popolazione civile, oltre che formare membri delle Forze Armate che partono in missioni di pace allestero (sancito nelle 4 convenzioni di
Ginevra del 1949).
Si tratta di un evento significativo, peraltro mai ospitato a Firenze
- ha aggiunto l'assessore all'Educazione - Al centro di queste tre
73

ATTIVIT

LE AMBULANZE FLUVIALI
DELLA CROCE ROSSA ITALIANA
di Matteo Cannonero

In passato la CRI aveva instaurato un servizio di vigilanza e soc-

gio ed ufficio del cappellano e di un medico assistente;

corso su fiumi, quello che oggi definibile come attivit di soccorsi

Sette barconi erano attrezzati ad uso infermeria di truppa e

speciali praticato dagli Operatori Polivalenti per il Soccorso in

per lalloggio ed ufficio di un altro medico assistente o di chi

Acqua (OPSA). Infatti, sui bollettini n. 10 e 11 dellAssociazione per

ne faceva le veci;
Un barcone era infine utilizzato ad uso cucina e magazzino vi-

il Soccorso ai malati e feriti in guerra - Comitato Centrale della CRI

veri, sala per la mensa, sala da bagno, ecc.

del 1893 e 1894, si apprezza proprio una parte dedicata a questattivit, assolutamente allavanguardia per lepoca.

Ciascuna ambulanza era composta di dieci barconi, destinati ai

Ogni barcone era distinto con un numero progressivo. Le co-

seguenti servizi:

perture complete dellAmbulanza, le pareti, i pavimenti, ecc.,


comprendevano 1550 pezzi. Lambulanza poteva trasportare n.

Un barcone serviva per gli alloggi ed uffici di parte del Pre-

214 infermi coricati, dei quali due possono essere ufficiali ge-

sidente Direttivo, per la farmacia e per lufficio contabilit

nerali e sedici ufficiali di altro grado. Il personale occorrente

e posta;

per il servizio di ambulanza fluviale (circa 100 persone) era composto di nove appartenenti al Personale Direttivo e di quaran-

Un barcone era adibito ad infermeria ufficiali e per lallog-

totto inscritti nel Personale di Assistenza. A tale organico,

ESEMPIO DI
DISTINTIVO
INDIVIDUALE
PER CANOTTIERI
Croce con 2 stelle
Capo squadra
Croce con 1 stella
Vice capo squadra
Croce sola
Canottiere semplice

74

ATTIVIT

DISTINTIVI PER
IMBARCAZIONI
Croce con 4 stelle
Capo stazione
Croce con 3 stelle
Vice capo stazione
Croce con 2 stelle
Capo squadra
Croce con 1 stella
Vice capo squadra

comera stabilito per i treni ospedale, era aggregato un ufficiale

degli ordini ecc, quando i vari barconi erano costretti a navigare

del R. Esercito per curare la disciplina nei ricoverati. Il personale

distanti luno dallaltro; lopportunit infine di far convergere al

di assistenza era cos formato: 1 assistente amministrativo, da un

miglior andamento del nuovo servizio tutte le risorse sulle quali

Capo sorvegliante di 1 classe per la disciplina, da 1 Capo sor-

era possibile di fare assegnamento, avevano consigliato alla Pre-

vegliante di 1 classe per la contabilit: da 4 Capi sorveglianti

sidenza di aprire trattative con la Societ Canottieri dellAlta

di 2 classe per il servizio sanitario (a questi posti erano desti-

Italia per ottenere da esse la maggiore cooperazione. Gli accordi

nati gli studenti del 5 e 6 anno di Medicina e Chirurgia); da

corsi fra il Presidente della Croce Rossa e quello del R. Rowing

4 Sorveglianti di 1 e 4 di 2 classe, da 20 infermieri, da 1

Club, portarono alla pubblicazione di uno speciale Statuto e di

cuoco, da 1 aiutante di cucina e da 11 inservienti. Ai 48 uomini

un Regolamento. Di particolare nota di merito sono da riscon-

del nostro personale erano aggregati anche una ventina di bar-

trare i distintivi adottati per contraddistinguere sia le imbarca-

caioli, i quali erano prescelti dalle Autorit militari, fra i soldati

zioni sia il personale impiegato.

di milizia territoriale, pratici del servizio, pi alcuni inservienti.


Stabilita la composizione delle Ambulanze fluviali, tanto nella

Lattivit era tuttaltro che improvvisata. Era un servizio artico-

parte concernente il materiale, quanto in quella riflettente il per-

lato con grande scrupolosit alla quale si dava la massima im-

sonale, la Presidenza dellAssociazione si sarebbe preoccupata

portanza anche ai minimi dettagli; fu questa la chiave del successo

del servizio complementare, indispensabile, acch le ambulanze

di questa inedita attivit della Croce Rossa Italiana.

stesse potessero funzionare con maggiore sollecitudine ed esattezza. La necessit di appositi scali, quella di avere un servizio di
piccole barche per le provviste dei viveri, per la trasmissione
75

ATTIVIT

CARAVAGGIO (BG): LAZIONE UMANITARIA


DELLA CROCE ROSSA IN ZONE DI GUERRA
NELLA XV GIORNATA DI STUDIO SUL
DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO
ORGANIZZATA DALLA CRI
Guerra, diritti e Croce Rossa. Sono i temi affrontati a Caravaggio
(Bg) durante la Giornata di Studio sul Diritto Internazionale Umanitario promossa dal Comitato Locale della Croce Rossa Italiana di
Caravaggio, giunta alla quindicesima edizione. Il titolo di quest'anno
stato "It's a matter of life & death: il rispetto dell'emblema di
Croce Rossa nelle zone di guerra.
Un'occasione unica a livello nazionale - ha detto Gianfranco Donati, Commissario del Comitato CRI di Caravaggio - per affrontare
temi di drammatica attualit con relatori qualificati provenienti dalle
pi prestigiose Universit. Numerosi gli ospiti intervenuti, con relazioni sui temi del rispetto, degli scenari di guerra, dei diritti civili,

della popolazione colpita e degli operatori sanitari che vanno in


soccorso dei feriti su ogni fronte. Raffaella Nigro, ricercatrice della
Facolt di Giurisprudenza della Luiss "Guido Carli" di Roma, si
soffermata sulle norme il cui rispetto considerato fondamentale
dalla comunit internazionale, come il divieto di riduzione in schiavit, della tortura e del genocidio. Carlo Focarelli, Ordinario alla
Facolt di Giurisprudenza della Luiss, ha focalizzato il proprio intervento sulla Libia, il prof. Tullio Scorazzi dell'Universit di Milano
Bicocca sui bombardamenti contro i civili, il Col. Carlo Stracquadaneo dell'Aeronautica Militare sul codice dei conflitti armati e l'impiego delle Forze Armate all'estero.
76

ATTIVIT

Franoise Farano

LIBANO
STORIA DI UN TERRITORIO
DOVE ESSERE UN VOLONTARIO
DIVENTATO NECESSIT
di Paola Longobardi

Quando si arriva davanti alla sede della Croce Rossa di Tiro, locchio viene subito catturato. Ad accoglierti c quello che rimane di
unambulanza distrutta dalla guerra. Uno scheletro senzanima che
il simbolo dellultimo conflitto avvenuto in Libano, nel 2006.
Lemblema di protezione e distinzione, violentato da una granata.
Questa ambulanza sta qui per ricordare a tutti quello che la guerra
comporta. Il nostro ruolo quello di soccorrere e proteggere i bisognosi e nonostante le bombe, nonostante lessere stati colpiti in
prima persona, abbiamo continuato la nostra opera di soccorso.
Sono le parole di uno dei giovani volontari della Croce Rossa Libanese, che si esprime con cordoglio su un passato recente e ancora da superare. Qui la Croce Rossa davvero importante per
la popolazione. Il servizio sanitario nazionale carente e a pagamento, non tutti possono permettersi le cure, cos i volontari si

adoperano in supporto ai cittadini. In tutto 119 volontari che hanno


acquisito fiducia soprattutto durante gli eventi dellultimo conflitto,
dove si sono dimostrati necessari al benessere generale. Attualmente sono molto impegnati nellaccoglienza e nellassistenza dei
profughi siriani, al confine nord del Libano, in supporto dei colleghi della Mezzaluna Rossa siriana, ma la loro principale attivit
quella del soccorso in emergenza, molto complicato nella parte pi
a sud del paese, ai confini con Israele, a causa soprattutto della difficolt di percorrenza e dei mezzi a disposizione. Trovano supporto
nelle donazioni che spesso arrivano dal contingente italiano della
missione ONU, nel rispetto di quello che il mandato di protezione
e assistenza di Unifil. La stessa protezione e assistenza che la Croce
Rossa di Tiro ha prestato in aiuto dei militari italiani rimasti vittime
di un attentato. Il 27 maggio del 2011, infatti, lungo la strada tra
77

Franoise Farano

ATTIVIT

Beirut e Sidone, un ordigno ha colpito un convoglio italiano e sei


militari sono rimasti feriti. I primi soccorsi sono stati garantiti proprio grazie al personale della Croce Rossa Libanese che in quel momento si trovava in prossimit dellattentato. Nei mesi successivi il
tragico evento, il comandante del settore ovest di Unifil, ha ringraziato i volontari libanesi inaugurando la Banca del Sangue di
Tiro. Una struttura dove possibile donare e conservare il sangue.

Quello stesso sangue che ha salvato i militari italiani. Da allora, la


collaborazione tra il contingente italiano di Unifil e la Croce Rossa
locale, sempre pi assidua e profonda, diverse sono state le donazioni e le raccolte fondi avvenute anche allinterno delle basi militari di stanza nel sud del Libano. Il tutto in favore della crescita di
una Societ Nazionale di Croce Rossa dove essere volontario significa davvero amare il prossimo indistintamente.

Franoise Farano
79

ATTIVIT

PROFESSIONE REPORTER,
TRA NOTIZIA E SICUREZZA
di Daria Longo

Croce Rossa Italiana e Fondazione Cutuli, insieme alla V edizione del corso
per giornalisti in aree di crisi

zione tra la Fondazione Cutuli e Croce Rossa Italiana, contribuisce alla preparazione di quanti opereranno sul campo. Inaugurato il 6 settembre passato, il corso in fase di svolgimento

Svolgere il mestiere dellinviato ed operare sul campo. questo

ed ha gi visto impegnati allestero i giornalisti che lo frequen-

lobiettivo dei 21 partecipanti alla V edizione del Corso per

tano. Dopo un primo modulo teorico svolto dallo Stato Mag-

giornalisti in aree di crisi, intitolato a Maria Grazia Cutuli, inviata

giore della Difesa e dopo aver illustrato il funzionamento delle

del Corriere della Sera uccisa in Afghanistan il 19 novembre del

operazioni di pace allestero e delle norme di sicurezza da adot-

2001. Il corso, promosso dalla Fondazione Cutuli, vede Croce

tare in aree di crisi, dalla teoria si passati alla pratica. Il Libano

Rossa Italiana in prima linea, con lezioni frontali sui temi che toc-

stato lo scenario che ha visto impiegati gli studenti per circa

cano la cooperazione, la comunicazione in emergenza, il Diritto

dieci giorni, presso la base militare italiana a Shama. Intense le

Internazionale Umanitario e la storia e principi del Movimento In-

attivit, tutte mirate alla comprensione delle dinamiche geopo-

ternazionale. Ormai consolidata da diversi anni, la collabora-

litiche e militari, nonch della cooperazione internazionale al

80

ATTIVIT

fine di costruire il quadro completo degli attori protagonisti

mente lieto dellattivazione di questa quinta edizione del corso

nelle missioni di pace. Lobiettivo ultimo quello di dare una

di perfezionamento in Giornalismo per inviati in aree di crisi. Il

formazione specifica, che miri allazione cosciente in aree di crisi.

primo motivo di compiacimento e di orgoglio che lattivit

Un vero e proprio addestramento militare e umanitario, che pro-

svolta da Maria Grazia Cutuli continuer a essere di esempio

seguir con altrettante attivit in collaborazione con lo Stato

anche con questo corso a lei dedicato. Il secondo motivo il

Maggiore della Difesa, la Croce Rossa Italiana, il Ministero degli

gradimento avuto nelle precedenti edizioni che conferma la vo-

Affari Esteri e la Direzione Generale Cooperazione allo Svi-

lont dei giornalisti di specializzarsi in questo difficile e delicato

luppo. Della durata di circa tre mesi, il corso stato inaugurato

settore. E il pensiero di quanti partecipano alla formazione va

alla presenza del direttore del Corriere della Sera e Presidente

proprio a lei, a Maria Grazia, donna, giornalista e cooperante

della Fondazione Cutuli onlus, Ferruccio De Bortoli, del Ten.

che grazie al suo coraggio e alla sua professionalit riuscita a

Col. Roberto Lanni dello Stato Maggiore della Difesa, della

dare voce a chi in difficolt, alla ricerca di una verit e di una

dr.ssa Guendalina Conte in rappresentanza della Croce Rossa

giustizia che fosse tale per tutti, alla ricerca di quel qualcosa che

Italiana, della dr.ssa Donata Cutuli e del professore Renato

non dato conoscere.

Lauro, rettore dellUniversit di Roma Tor Vergata, che cura lo


svolgimento del corso di perfezionamento. Nella soddisfazione
generale, importanti le parole del rettore: Sono particolar-

Franoise Farano
81

ATTIVIT

IL RAGAZZO SCALZO
PARLARE AI GIOVANI DI MIGRAZIONE E
INTEGRAZIONE ATTRAVERSO UN FUMETTO
di Fe. Ma.

DAL NORD AFRICA A BORDO DI UN BARCONE DELLA

Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce

SPERANZA VERSO LAMPEDUSA PER POI ESSER TRASFE-

Rossa e Mezzaluna Rossa. La storia di Amir ispirata a uno

RITO IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA E INIZIARE UN

sbarco avvenuto a Lampedusa nell' ottobre 2010: i migranti che

LUNGO CAMMINO VERSO LINTEGRAZIONE. LA STO-

viaggiavano a bordo di un barcone sono stati tratti in salvo ''dalla

RIA DI AMIR RACCONTATA IN IL RAGAZZO SCALZO,

catena umana dei volontari'' dopo che il fortuito mezzo si era in-

FUMETTO IDEATO DAI VOLONTARI DELLA CROCE

cagliato tra gli scogli dell' isola. Amir - hanno spiegato le idea-

ROSSA ITALIANA CHE IL 24 SETTEMBRE STATO PRE-

trici del fumetto, le volontarie Elisabetta Gualdi e Sandra

SENTATO A ROMA, PRESSO IL COMITATO CENTRALE

Caterini - un ragazzo scalzo perch come tanti altri ha perso

DELLA CRI.

le scarpe durante la traversata in mare. Ne trover un paio solo

Obbiettivo dellopera, realizzata in collaborazione con la Scuola

grazie alla generosit dei lampedusani. linizio di un percorso

Romana Fumetti, sensibilizzare i giovani sui fenomeni della mi-

di integrazione. Lopera verr diffusa nelle scuole per far ca-

grazione e dellintegrazione sociale diffondendo lo spirito dei 7

pire ai giovani quanto importante linclusione dei migranti e per

Felicia Mammone

82

ATTIVIT

dare un esempio concreto anche del rispetto delle regole del

Abbiamo scelto il mezzo del fumetto perch a volte le parole

diritto internazionale umanitario. La storia di Amir ha detto

non vengono recepite, mentre attraverso le immagini riusciamo

Elisabetta Gualdi - una storia vera perch racconta un po tutti

a esprimere le emozioni - ha concluso lo scenografo, Leonardo

i ragazzi che vediamo quotidianamente ai semafori o per strada

Papagno -. L' immagine fruibile e immediata. Il fumetto vuole

e verso i quali siamo peni di pregiudizi.

quindi ricordare agli studenti come gli stranieri che sbarcano in

Dobbiamo lanciare questa sfida, comunicare con le nuove ge-

Italia sono persone prima che clandestini. La mia storia inizia e

nerazioni e lanciare messaggi positivi - ha affermato il Commis-

finisce qui dice Amir seduto su uno scoglio di Lampedusa -

sario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca

quando tu capirai le ragioni che mi hanno spinto a fare questo

- sulla parola ospitalit c un clima che tende ad alimentare la

viaggio. Allora io non sar pi solo un clandestino. Alla pre-

paura. Questo fumetto con poche pagine e un linguaggio sem-

sentazione dellopera, moderata dal giornalista Tommaso Della

plice un nuovo modo di comunicare ai giovani la cultura del-

Longa, Portavoce del Commissario Straordinario, erano presenti

lintegrazione. Il Ragazzo Scalzo intende quindi far superare la

i ragazzi della scuola Romana Fumetti che hanno realizzato i di-

paura verso i migranti, che spesso sono visti come criminali, spie-

segni, il Direttore Generale della CRI, Patrizia Ravaioli, lIspet-

gando ai ragazzi che dietro a questi giovani che arrivano in Ita-

trice nazionale delle Infermiere Volontarie CRI, S.lla Mila

lia ci sono storie di bisogni, di violenza e di conflitti armati.

Brachetti Peretti, Massimo Barra, membro Standing Commission,

Per Rocca necessario Lavorare per una societ che sappia

il Presidente della Commissione Nazionale Diu CRI, colonnello

leggere i bisogni.

Piero Ridolfi, e la Vicepresidente, S.lla Anastasia Siena.


Felicia Mammone

83

ATTIVIT

ASSISTENZA E GESTIONE
DEI FLUSSI DI MIGRANTI
CROCE ROSSA ITALIANA E LATTIVIT
DEL PROGETTO PRAESIDIUM VII
di Pa. Long.

Durante gli sbarchi vedi tanti giovani, forti e sani. Ma vedi anche

care loro maggiore attenzione e cura. In uno degli ultimi sbar-

tante vite spezzate. Spezzate dalle tragedie dei conflitti, dalla

chi, sono arrivate 41 persone, di cui 36 bengalesi, 4 arabi e un

sofferenza che hanno visto e subito, da quella vita che non gli

libico. Tra di loro cerano anche tre minorenni - a parlare Fi-

appartiene pi.

kadu, mediatore culturale della Croce Rossa che descrive lat-

Sono le parole di uno dei mediatori culturali che lavorano per

tivit svolta attraverso la sua esperienza - mi sono trovato ad

Croce Rossa Italiana al Progetto Praesidium VII, dedicato alla ge-

accoglierli ed stata una situazione particolare perch eravamo

stione e allaccoglienza dei flussi di migranti. Finanziato per que-

in attesa che arrivasse il medico incaricato alle visite, ma loro san-

sta edizione con fondi del Ministero dellInterno, lazione di

guinavano, avevano graffi ed escoriazioni, cos ho cominciato

Praesidium VII si estende ai centri governativi di tutto il territo-

insieme ai volontari CRI a medicare quelle ferite. Una volta ar-

rio nazionale con particolare riferimento alle regioni Sicilia, Pu-

rivato anche il medico, abbiamo continuato insieme a lui a cu-

glia e Calabria le cui coste sono tra quelle pi soggette al

rare queste persone. La cosa pi bella? Il loro grazie ad ogni

fenomeno degli sbarchi. Sulla base di un modello multi agenzia,

medicazione. Non c niente di pi appagante nel riceverlo e nel

la Croce Rossa Italiana opera al fianco di altre organizzazioni

dare un po del tuo aiuto a chi ne ha bisogno. Ma oltre allas-

quali Save the Children, UNHCR e IOM. Limpegno specifico

sistenza sanitaria, il ruolo di Croce Rossa anche quello di for-

assunto dalla Croce Rossa Italiana quello di fornire informa-

nire informazioni legate alle procedure per accedere alle

zioni ed assistenza in ambito socio-sanitario, cercando di assicu-

strutture sanitarie noi li seguiamo anche nei trasferimenti nei

rare ad ogni persona lacceso ai servizi di cui necessitano,

centri di accoglienza, diamo loro le indicazioni sui servizi allin-

individuando allo stesso tempo i soggetti vulnerabili per dedi-

terno dei centri, dove troveranno assistenti sociali e verranno ef-

84

ATTIVIT

fettuati altri controlli sanitari. Se avranno bisogno di cure, ver-

Sono solo stralci di storie, momenti di vita vissuta sul campo

ranno date loro, se necessario verranno trasportati anche in

dove gli operatori della Croce Rossa agiscono sulla base dei

ospedale.

principi di umanit e imparzialit, per prestare soccorso a chi ne


ha bisogno. Ed davvero difficile immaginare la paura di que-

Le attivit svolte dagli operatori sono sul campo, a diretto con-

gli attimi vissuti da queste persone che arrivano sul nostro ter-

tatto con la realt degli sbarchi, ma quando capitano giornate

ritorio nazionale, ma allo stesso tempo, altrettanto facile

in cui fortunatamente non ci sono arrivi, i team di Praesidium non

leggerla nei loro occhi.

restano inattivi. Pianificano la loro attivit basata, oltre che sullaccoglienza, anche sul monitoraggio dei centri. Quando vedono la Croce Rossa veniamo quasi assaliti. Tutti ci parlano dei
loro problemi di salute. In questo caso il nostro compito
quello di segnalare al direttore della struttura le particolari esigenze che ci hanno manifestato gli ospiti e collaborare nella risoluzione dei loro problemi.
Limmigrazione via mare e molto complessa e la gestione dei cosiddetti flussi migratori misti richiede un delicato approccio di intervento. In particolare la CRI intende garantire una maggiore
consapevolezza da parte degli stranieri dei propri diritti e opportunit nellambito della tutela della salute e della vita. Di
quella vita che troppe volte stata messa a rischio.
Azar, anche lei mediatrice culturale della CRI allinterno di Praesidium VII, racconta cosa accade prima dellarrivo sulla terraferma: Di solito funziona che lo scafista, una volta arrivato in
mare aperto, abbandona limbarcazione con un gommone, lasciando i passeggeri allo sbando. Alcuni ragazzi afgani mi hanno
raccontato che nel loro caso sono rimasti senza cibo e n acqua
per ore ma che cera la chiave della barca inserita nel meccanismo di accensione. La paura era talmente tanta che non hanno
avuto il coraggio di girare quella chiave, fino al momento in cui
uno di loro decide di farlo. Questo ragazzo gira la chiave e accende il motore. Tra lo stupore di tutti e il terrore di non farcela, puntando le luci della terra in lontananza, sono arrivati sulla
costa. Ma in prossimit non riuscivano a fermare la barca, convinti che doveva esserci un freno da qualche parte. Hanno
spento il motore, il mezzo finito sugli scogli e loro tutti in
acqua, ma ormai ce lavevano fatta. Loro sono riusciti a salvarsi.
85

ATTIVIT

NEWS DAL TERRITORIO


a cura di Lucrezia Martinelli

ALESSANDRO SERRAN/COMITATO LOCALE CRI ROMA

ROMA

Roma,unasettimanaconlaCroceRossaal
centro commerciale EUROMA2
"Abbiamo un sogno: sempre pi persone al nostro fianco". questo
lo slogan che a Roma ha accompagnato dal 6 al 14 ottobre 2012
l'iniziativa della CRI presso il centro commerciale EUROMA2. La manifestazione stata organizzata da Croce Rossa Italiana - Comitato Locale di Roma e EUROMA2, con il patrocinio di Roma Capitale Assessorato alle Attivit Produttive al Lavoro e al Litorale e del Municipio Roma XII EUR.
Nel corso della manifestazione a EUROMA2, uno dei maggiori centri commerciali d'Italia, sono state presentate le numerose attivit che giornalmente la Croce Rossa porta avanti nella citt di Roma. Donazione del sangue, screening della pressione e della glicemia, esposizione di
mezzi, corsi informativi di primo soccorso, di rianimazione cardiopolmonare e di diritto internazionale umanitario, attivit formative per i giovani e ludiche per i bambini, simulazioni di emergenza con soccorsi speciali e salvataggio in acqua, arrampicata su parete attrezzata artificiale,
raccolta alimentare a favore dei vulnerabili sono alcune delle attivit presentate ai visitatori, che hanno anche potuto donare il sangue e usufruire di uno screening gratuito di pressione arteriosa e glicemia. Non sono mancati poi corsi di primo soccorso, disostruzione pediatrica e
BLS.

UFFICIO STAMPA CRI FIRENZE

FIRENZE, MILANO, ROMA

"RI-SCALDA LA NOTTE":DA IKEA A FIRENZE,MILANO E


ROMA LA CRI HA RACCOLTO COPERTE PER I SENZA
FISSA DIMORA
Anche questanno dal 1 al 21 ottobre si svolta con successo a Milano, Firenze e
Roma "Ri-Scalda la Notte", iniziativa promossa da Ikea in collaborazione con CRI e altre
associazioni per la raccolta di coperte usate da destinare ai senza fissa dimora. Nei punti
vendita Ikea delle 3 citt i visitatori hanno potuto consegnare ai volontari della Croce
Rossa presenti una coperta usata, un piumino, un sacco a pelo o una trapunta, puliti
e imbustati, offrendo cos un aiuto alle persone in difficolt. I materiali raccolti saranno
utilizzati per lassistenza ai senza fissa dimora, soprattutto durante la stagione invernale.
In cambio di ogni vecchia coperta i donatori hanno ricevuto da IKEA, a titolo di ringraziamento, un buono acquisto del valore di 10 (fino ad un massimo di cinque buoni), spendibile dal 21 ottobre al 31 dicembre 2012
nei negozi IKEA.
A Firenze a raccogliere le coperte erano presenti i volontari dell'Unit di Strada del Comitato Locale della Croce Rossa Italiana di Firenze,
a Milano gli operatori del progetto metropolitano "La CRI per i clochard" del Comitato Provinciale CRI di Milano, nella Capitale i volontari del Comitato Locale CRI di Roma. Lo scorso anno liniziativa ha permesso di raccogliere 13.195 coperte in tutta Italia.

86

ATTIVIT

ORTONA (CH)

La squadra CRI dellEmilia Romagna vince la XIX Gara Nazionale di Primo Soccorso
La squadra di Croce Rossa dell'Emilia Romagna si aggiudicata la XIX Gara Nazionale di Primo Soccorso, svoltasi ad Ortona (CH) dal 28 al
30 settembre. La seconda classificata della competizione nazionale con valenza europea nell'ambito dell'educazione al primo soccorso stata
il Piemonte e terza l'Umbria. Il Veneto ha vinto il trofeo Monti per le attivit socio assistenziali e di supporto psicologico, mentre Lazio e Piemonte hanno portato a casa quello per le maxi emergenze. Al team dell'Emilia Romagna anche il trofeo DIU. La manifestazione ha visto impegnati circa 500 volontari CRI in rappresentanza di tutte le Regioni dItalia. Le 20 squadre partecipanti si sono cimentate in 12 scene
operative, 8 sanitarie pi una di Attivit Socio Assistenziale (ASA), una di Maxiemergenza (PC), una di Diritto Internazionale Umanitario (DIU)
e una di Supporto Psicologico in Emergenza (SEP). All'evento, organizzato come ogni anno dall'Ispettorato Nazionale dei Volontari del Soccorso CRI, erano presenti il Commissario Straordinario CRI, Francesco Rocca, il Commissario Regionale CRI Abruzzo, Maria Teresa Letta, il
Commissario Nazionale dei VdS, Roberto Antonini e il Commissario Regionale Abruzzo dei VdS, che ha coordinato la gara, Marianna Lamonica. La squadra vincitrice rappresenter lItalia all'edizione 2013 di FACE (First Aid Convention in Europe), la gara europea di primo soccorso in programma a Salisburgo.

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LA CROCE ROSSA ITALIANA


RINGRAZIA COLORO CHE
HANNO CONTRIBUITO A SOSTENERE
LE INIZIATIVE A FAVORE
DELLE POPOLAZIONI COLPITE
DAL SISMA DELL'EMILIA:

DIRITTO
INTERNAZIONALE
UMANITARIO
GOYA:
IL PRIMO FOTOREPORTER
a cura di Maria Rita Bianchetti

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Riprendendo idealmente la riflessione di Fausto Biloslavo, No-

dellallora sovrano spagnolo che portarono a tali disastri, le in-

tizie dalla zona di conflitto (150 + n.1 genn./febb.2012) in

tenzioni di Goya non erano certamente politiche. Qui preme

cui lautore, celebre fotoreporter, utilizza lopera fotografica per

porre in evidenza, tramite la mostra, lidea di rifiuto di ogni

disvelare la nuda verita di ogni conflitto armato scopriamo che

forma di violenza gratuita e di sopraffazione dellaltro, anche se

uno dei grandi dellarte spagnola, Francisco de Goya stato un

laltro un nemico da parte di Goya, il quale proprio tramite

antesignano del fotogiornalismo di guerra. Titolo della mostra,

questa serie dincisioni denunci i crimini di guerra (anche se

aperta il 23 settembre nella sala delle Esposizioni dellIstituto

tale termine allora non esisteva) da parte di entrambi gli eser-

Cervantes in p.za Navona Goya: cronista de todas las guer-

citi. Lartista realizz le incisioni su lastre di rame in seguito alla

ras. Los desastres y la fotografia de guerra. Grazie a questo

visita di quanto rimaneva della sua citt natale, Zaragoza, che

evento potranno essere ammirate le 82 incisioni che il pittore

aveva subito ingenti danni a causa dellassedio delle truppe fran-

realizz tra il 1810 e il 1815 poste a confronto con quattordici

cesi che non si fecero scrupolo dincendiare lospedale, come

fotografie scattate da autori anonimi durante la Guerra Civile

testimoniato dalla lastra n. 41. Goya si rec a Zaragoza su invito

spagnola. La Spagna tra il 1807 e il 1813 venne invasa dalle

del generale Palafox per dare testimonianza (quando ancora la

truppe napoleoniche, le conseguenze furono rovinose per en-

fotografia non era stata inventata) della disperata difesa della

trambi gli schieramenti ma in particolare per la popolazione ci-

citt dei crimini che vi si commisero. Ma lartista and oltre que-

vile. Qui non interessano le immoralit del Bonaparte o

sto, che uno dei tanti episodi della Guerra di Indipendenza

91

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

spagnola contro loccupazione francese. Goya prese la deci-

forma di trattato multilaterale, di antiche leggi di guerra (fram-

sione, tramite la sua opera, di rendere senza tempo le atrocit

mentarie e sparse) che proteggevano i feriti e coloro che li cu-

commesse soprattutto nei confronti dei civili e rendendo uni-

ravano. Nelle incisioni esposte allIstituo Cervantes, possono

versale la sua idea di pittura, considerata da sempre uno dei

essere capiti attraverso le immagini, quelli che sono i Principi

primi esempi di arte pacifista. Grazie alla tecnica dellincisione

cardine del Diritto Umanitario e che possono essere riassunti in

che rimane di forte impatto emotivo, Goya anticipa quel lin-

tre parole: rispetto, protezione, umanit. Per la protezione e il

guaggio tipico del fotogiornalismo di guerra. Lartista non ri-

rispetto dei fotoreporter in zona di conflitto, e Goya fu un an-

sparmia nulla a colui che guarda la sua opera: rappresaglie,

ticipatore di questa categoria, dovremmo per ancora aspettare

esecuzioni sommarie, torture, aggressioni contro la popolazione

molto tempo. Sar lart. 79, contenuto nel Primo Prot. Agg.

civile costretta a esodi di massa, saccheggio e distruzione di

alle Convenzioni di Ginevra del 1949, a garantire la protezione

chiese. Lartista spagnolo fu diretto spettatore di questi eventi

dei giornalisti che svolgono missioni pericolose nelle zone di

rischiando anche la vita pur di raccontare, attraverso le imma-

conflitto armato garantendo loro la protezione prevista per la

gini, le atrocit commesse sulla popolazione civile e sui militari

popolazione civile. A patto che, essi si astengano da qualsiasi

feriti. Attraverso Goya e le sue incisioni, dunque, riusciamo a

azione ledente il loro status di persone civili. Di strada ne

capire quale fu il grande impatto, sulla societ della seconda

stata fatta molta e questo grazie anche ad artisti come Goya che

met dell 800, dellideale umanitario di Henry Dunant. Biso-

ebbero il coraggio di raccontare anche attraverso la pittura e il

gner attendere Solferino e la prima Convenzione di Ginevra del

disegno, la mancanza di ogni genere di rispetto, protezione e

1864 per segnare il processo di codifica e rafforzamento, sotto

umanit nei confronti delluomo che generano i conflitti armati.


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