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Home > Chiesa > notizia del 13/06/2012 16.57.42

Padre Lombardi sulle novit della Radio Vaticana: le tecnologie tramontano, la missione resta
Ha suscitato interesse e numerosi commenti da parte dei media lannuncio dato ieri dalla Radio Vaticana sulla cessazione delle proprie trasmissioni in onda media e corta, a partire dal prossimo primo luglio, per ci che riguarda le Americhe e la maggioranza dellEuropa. Il direttore generale dellemittente, padre Federico Lombardi, chiarisce le ragioni di questa scelta al microfono di Alessandro De Carolis: R. Anzitutto, vorrei precisare che la Radio Vaticana vive sin dalla sua origine laspetto dellinnovazione tecnologica, grazie a Guglielmo Marconi che lha costruita. Sempre quindi, in questi 80 anni, i nostri tecnici hanno seguito con grande attenzione e intelligenza tutti gli sviluppi delle telecomunicazioni, specie della comunicazione radio, per rendere la Radio Vaticana uno strumento allavanguardia in ogni epoca. Ora, ci cui noi assistiamo in questi anni unaccelerazione delle trasformazioni tecnologiche e questo ha sempre trovato molto attenta la Radio Vaticana. Io sono qui da 22 anni: nei primi anni Novanta abbiamo cominciato a trasmettere via satellite e dalla fine degli anni Novanta anche luso di Internet diventato per noi abituale. Tutto questo si sviluppato gradualmente e ci ha permesso di essere presenti nel mondo delle comunicazioni con il nostro messaggio e la nostra missione sulle diverse piattaforme via via in evoluzione. Facendo un bilancio della situazione, noi vediamo che certe tecnologie per decenni un punto di forza della nostra attivit diventano adesso meno essenziali, o perlomeno raggiungono una parte pi marginale del nostro pubblico. Viceversa, la grande parte dellascolto si spostata o stata raggiunta con il tempo da altre vie, due in particolare. Una riguarda la ritrasmissione dei programmi radio: questi non vengono pi ascoltati perch trasmessi direttamente da Roma, ma perch per lappunto ritrasmessi da moltissime radio locali o regionali, che utilizzano in diverse lingue e ricevono i nostri programmi dal satellite o via Internet. Ed cos che la gran parte dei nostri ascoltatori in varie regioni del mondo ci ascolta attualmente. Inoltre, con lavvento di Internet lascolto pu avvenire non solo nel momento in cui noi trasmettiamo il programma originale, ma anche on demand, cio a richiesta sul sito web, oppure con il podcast. Tutti percorsi che si moltiplicano. Questo allora lo sfondo su cui tale decisione va compresa. Lo sviluppo di altre vie di comunicazione, le ritrasmissioni da parte di un migliaio di radio locali nei cinque continenti e lo sviluppo di Internet, che raggiunge lo scopo di diffondere il nostro messaggio e il nostro servizio, hanno gradualmente preso sempre pi posto rispetto alla trasmissione basata sulle onde elettromagnetiche, emesse dai centri ubicati a Roma. Possiamo dire che il peso della nostra attivit si spostato da una tecnologia allaltra, soprattutto per alcune aree del mondo che com noto sono pi servite da queste tecnologie come lo sono lEuropa e le Americhe rispetto, ad esempio, allAfrica. La nostra decisione attuale quella di lasciar cadere un servizio che tradizionalmente abbiamo svolto con le onde corte, e per lEuropa anche con le onde medie perch non pi necessario. Ed bene quindi risparmiare risorse e orientarle diversamente. D. In pratica, questo cambiamento come incider sul lavoro giornalistico e tecnico dellemittente? R. Per noi sempre stato un punto chiarissimo quello di non licenziare personale e, tanto pi in un momento come questo, una cosa che prendiamo in considerazione. Tutti i nostri impiegati, operai, tecnici, giornalisti sono tranquilli da questo punto di vista. Noi non andiamo avanti per tagli come hanno fatto tante altre emittenti anche importanti a livello internazionale ma andiamo avanti cercando di implementare il nostro servizio e di utilizzare le nostre risorse in modo ragionevole. Anzitutto, puntando sulla missione che dobbiamo realizzare e sullaggiornamento professionale delle persone che lavorano con noi, e comunque tenendo conto di coloro che lasciano il posto di lavoro per motivi naturali o contingenti: motivi di et, per altre ragioni o perch si trasferiscono altrove, poich tanti nostri redattori sono di altri Paesi. Ci tenevo poi a sviluppare anche un altro tema: evidentemente, in questa evoluzione tecnologica pu anche cambiare gradualmente il modo, il formato dei nostri prodotti. Come lavvento dellInternet ci ha fatto passare da radio che produceva fondamentalmente audio programmi audio nel senso classico a ente che produce informazione che viene pubblicata anche per iscritto sul sito web e arricchita da elementi multimediali quindi non solo audio, ma anche video, in collaborazione con il Ctv cos anche il modo di diffondere i programmi potr variare. Il fatto, per esempio, che adesso si segua un certo palinsesto con degli ordini temporali molto precisi di successione delle diverse trasmissioni potrebbe in seguito modificarsi e le trasmissioni, messe a disposizione via Internet, risulterebbero allora pi slegate da un tempo preciso di trasmissione; ci che non avviene per la trasmissione classica, che viaggia s onde elettromagnetiche o per il tramite di un canale satellitare. Dunque, lorganizzazione del lavoro professionale informativo pu anche evolvere in questo contesto, ma attualmente noi continuiamo a far giungere i nostri programmi come dicevo a un migliaio di radio che trasmettono attraverso canali satellitari precisi e quindi continuer ad esserci, almeno in questa fase, un sequenza temporale definita di messa in onda e di trasmissione di programmi. D. Uno degli aspetti che balza agli occhi certamente la trasformazione che, di qui in avanti, investir in modo particolare il Centro Trasmittente di Santa Maria di Galeria: a 55 anni dallinaugurazione, che cosa si profila per la struttura? R. Hai fatto bene a ricordare i 55 anni di Santa Maria di Galeria: uno strumento straordinario, io vorrei dire un vero gioiello dal punto di vista della tecnica, curato con estremo amore e intelligenza dalle persone che vi hanno lavorato in questi decenni, dalle origini fino ad oggi. E cos ben fatto e ben tenuto che spesso vengono anche tecnici dallestero per vederlo ed esprimono generalmente il loro apprezzamento. Questo strumento era stato voluto da Pio XII per servire gran parte del mondo, in particolare quelle regioni che erano in difficolt, dove mancava la libert religiosa, dove cerano pressioni di regimi dellest dellEuropa sotto il comunismo, ma anche per raggiungere Paesi pi lontani, come la Cina o il Vietnam, dominati dal comunismo, o Paesi controllati da regimi nei quali mancava la

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libert. E stato uno strumento preziosissimo, perch e questo bisogna ricordarlo molto bene solo con le onde corte, in gran parte della storia del secolo scorso, era possibile raggiungere, superando le frontiere, persone totalmente isolate dal punto di vista mediatico dal resto del mondo. Quindi, stata una vera epopea di servizio per tante persone: prima con le onde corte, dal Vaticano stesso, con strumenti ovviamente meno potenti, e poi da Santa Maria di Galeria. Anche adesso, nei decenni pi recenti, per tanti Paesi in via di sviluppo o poveri o in difficolt, noi trasmettiamo con questo strumento parole che sono di speranza per moltissime persone: penso al continente africano, al Medio Oriente, a tante persone che vivono in Paesi dove tuttora non c libert religiosa e dove non possibile ricevere alcun servizio spirituale o liturgico, per esempio in Arabia Saudita. Questi sono grandi servizi svolti con lo strumento radiofonico in senso classico. Adesso per come ho spiegato prima diventa meno necessario, soprattutto per certe aree del mondo e quindi si pu ridurre lattivit. E si pu anche prevedere, negli anni a venire, che tale riduzione continui gradualmente man mano che anche le altre parti del mondo diventino pi collegate ai sistemi digitali - come speriamo - e che quindi la storia, la grande epopea di questo Centro Trasmittente, con tutto il suo servizio, si avvii verso il tramonto. Questo fa parte della storia umana. Ci sono tecnologie che hanno un loro arco di vita: si sviluppano, raggiungono lapogeo e poi gradualmente sono sostituite da altre. Non c assolutamente nulla di drammatico in questo, anche se naturalmente per chi ci ha lavorato tanto e ci si appassionato, vive questa fase con una certa sofferenza, con un certo dispiacere: sono sensibilit che vanno assolutamente rispettate, ma non c in s nulla di problematico. Piuttosto, soffrirei molto se fosse un servizio che cessasse per alcune aree del mondo, che venisse abbandonato o che non servisse pi. Ma ci non quello che stiamo facendo ora, n quello che abbiamo intenzione di fare per il futuro. Quindi, conserviamo la nostra gratitudine e la nostra stima per questo lavoro, che stato fatto e che era assolutamente insostituibile per tutti gli anni in cui il Centro di Santa Maria di Galeria ha funzionato a pieno ritmo. Con la riduzione dellattivit del Centro cos come lo abbiamo normalmente conosciuto un centro fondamentalmente di trasmissioni a onde medie e a onde corte si sta gi pensando a una ristrutturazione che, anche se ovviamente con strumentazioni diverse, renda Santa Maria di Galeria un centro utile per le telecomunicazioni della Santa Sede e del Vaticano, ad esempio nella forma del teleporto, quindi con antenne che usano maggiormente i satelliti. Oppure con delle basi utili per il servizio in rete. E una cosa ancora da formulare con precisione, ma pensiamo che anche se con una veste piuttosto diversa una realt di telecomunicazioni a servizio della Chiesa e della Santa Sede a Santa Maria continuer a esistere anche in futuro. D. Alcuni commenti sui media hanno fatto un collegamento tra la decisione di ridurre i tempi di uso dellonda media e corta e la questione dellelettrosmog, come pure hanno parlato dei risparmi sui quali la Radio Vaticana pu contare con questo cambiamento. Come considera queste interpretazioni? R. Cominciamo da quella del risparmio. Questa certamente fondata, nel senso che come tutti sappiamo si vive unepoca di difficolt dal punto di vista economico, quindi di razionalizzazione delluso delle risorse, di risparmio per quanto queste sono possibili. In questa operazione della riduzione delluso delle onde corte e delle onde medie, laspetto economico gioca un suo fattore, perch fa maturare definitivamente una decisione a cui noi, per, ci eravamo in certo senso preparati nellarco di 15 o 20 anni, gradualmente, in modo tale da arrivarvi senza particolari traumi. Un risparmio, in effetti, lo si pu considerare anche piuttosto consistente sia dal punto di vista energetico perch le trasmissioni di questo genere consumano molta energia sia dal punto di vista degli investimenti nelle strutture, nelle apparecchiature necessarie per queste trasmissioni. C una serie di risparmi a catena, connessa alla diminuzione di unattivit che comportava strumentazioni potenti, di grandi dimensioni e piuttosto complessa anche dal punto di vista organizzativo. Non bisogna illudersi che le nuove tecnologie non costino: questa spesso unutopia, si fanno cambiare i computer ogni due o tre anni perch ne hanno trovati dei migliori. Tuttavia, vero che vi un minor consumo di energia con le nuove tecnologie. Di conseguenza, pensiamo di poter contare su un risparmio globale significativo gi sul bilancio in corso e poi anche sui bilanci degli anni a venire. Il taglio o meglio, il risparmio avviene dunque pi sulle tipologie di comunicazione che non sul personale e sui suoi emolumenti. D. E sulla questione dellelettrosmog? R. Per quanto riguarda la questione dellelettrosmog, evidente che se uno trasmette di meno o per un tempo minore e noi calcoliamo che quasi il 50 per cento dei tempi di trasmissione verr ridotto dal Centro di Santa Maria di Galeria dal 1 luglio evidente che ci sono anche meno campi elettromagnetici nel Centro stesso e attorno a esso. Questo, per, non il motivo della decisione di ridurre, perch eravamo gi tranquilli di non causare danni a nessuno anche in precedenza, avendo sempre seguito cosa che ho dovuto ripetere innumerevoli volte sia le raccomandazioni internazionali fino allanno 2000 sia poi le indicazioni italiane molto pi restrittive, le pi restrittive del mondo dallanno 2001 in poi. Le abbiamo sempre scrupolosamente osservate, come hanno dimostrato le misurazioni fatte a tempi determinati, daccordo con le autorit italiane. Non cera e non c un rischio di danno, per quanto ragionevolmente si pu sapere, in base alle conoscenze scientifiche e alla correttezza di comportamento, e quindi noi abbiamo proseguito nel nostro lavoro finch il servizio sembrato essenziale per il compito che avevamo da svolgere. Adesso, se non pi strettamente necessario, vi rinunciamo. Se altri sono contenti che questo comporti una diminuzione dei campi, ci rallegriamo con loro. A noi fa piacere che ci sia della gente contenta. Ribadisco, per, per chiarezza, che il motivo della riduzione che non pi necessario per il servizio. Per quanto riguarda il rispetto della popolazione, noi abbiamo sempre ritenuto che fosse estremamente importante per noi attuarlo in termini oggettivamente verificabili, in base al rispetto delle norme e della nostra coscienza professionale. Unattivit in onde corte continuer comunque anche dopo il primo luglio e quindi altri campi continueranno a essere generati. Questi, per, saranno forse minori dei primi e sempre compatibili con le norme che sono richieste. D. In oltre 20 anni di responsabilit ai vertici dellemittente, lei ha visto la Radio del Papa letteralmente rivoluzionata dallavvento della comunicazione digitale, al punto come lei da tempo sottolinea, e lo ha ricordato anche poco fa da essere trasformata in qualcosaltro rispetto a una radio comunemente intesa. Quale strada intravede per il suo futuro? R. La strada si percorre giorno per giorno. E difficile, dunque, per noi, prevedere cosa sar fra dieci anni la Radio Vaticana o un ente di comunicazione simile alla Radio Vaticana. Come io ricordo spesso, 15 anni fa nessuno sapeva cosa potesse essere Internet e oggi la nostra vita profondamente segnata da questo. Cosa sar fra 15 anni, io onestamente non lo so. Noi, per, cerchiamo di seguire questa evoluzione e labbiamo fatto con molta consapevolezza, proprio prevedendo che un certo tipo di tecnologia poteva tramontare o perlomeno essere meno necessaria e che quindi dovevamo concentrare lattenzione sul centro della nostra missione, che comunicare il Vangelo, il messaggio della Chiesa nel mondo di oggi, il servizio che il Papa svolge al mondo di oggi e comunicarlo il pi diffusamente possibile con lingue diverse, ai diversi popoli del mondo. Questo il nucleo della nostra missione, ma con quali tecniche, attraverso quali vie questa missione debba realizzarsi aspetto che naturalmente pu cambiare. Noi ogni giorno dobbiamo essere attenti alle nuove possibilit e cercare di sfruttarle nel modo migliore per realizzare questa missione. Nei 20 anni in cui sono stato qui, ho visto veramente

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cambiare il mondo attorno a me: gli studi in cui stiamo lavorando sono stati tutti rinnovati e anche il modo di lavorare da parte dei redattori e dei tecnici si trasformato. Continuer a essere cos, necessariamente, nel Rapido sviluppo, cos come recitava il titolo dellultima lettera di Giovanni Paolo II sugli strumenti della comunicazione sociale. Io non ho unimmagine precisa di che cosa sar, si pu fare futurologia o esercitare la fantasia. Io cammino giorno per giorno, cercando di capire cosa accade e quali sono le nuove possibilit che si schiudono. Per me, sempre stato importante non giocare tutto su una strada sola, che magari poi non sar quella che si svilupper meglio nel futuro, ma essere presenti su una certa gamma di vie, naturalmente in base alle risorse e alle persone disponibili, in modo tale da poter gradualmente aggiustare il tiro e offrire diverse possibilit allo sviluppo della nostra missione. Certamente Internet funziona. Ma certamente noi vediamo che la radio in FM pu diventare digitale, Dab, che ci possono essere nuove piattaforme e applicazioni attraverso cui il nostro servizio messo su web viene diffuso sui telefoni mobili o su altre cose. Tante vie. Limportante che noi sappiamo bene cosa dire, che abbiamo chiaro il nucleo della nostra missione, che siamo convinti di essa, che abbiamo delle buone notizie da dare per lumanit il Vangelo, appunto, la Buona Notizia e che la nostra preoccupazione cristiana per il bene di tutti ci motivi a farla arrivare con telefonino, il computer, londa hertziana a chi pu desiderare di ascoltarle.

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