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Editoriale

Voglia di infinito? Guarda la terra
Voglia
di
infinito?
Guarda
la
terra
Editoriale Voglia di infinito? Guarda la terra Provate a guardare le stelle. Sarà come intraprendere la

Provate a guardare le stelle. Sarà come intraprendere la risalita del tempo. Per- ché gettare uno sguardo allo spazio si- gnifica aprire il proprio orizzonte al pas- sato e percepirlo in tutta la sua smarrita estensione. Eppure quelle stesse stelle, apparendoci non come sono al presente, ma com’erano migliaia e migliaia di anni fa, perché la luce per darcene un’imma-

gine dovrà percorrere miliardi di chilo- metri trafiggendo di raggi una tenebra totale e totalizzante, loro stesse, le stelle, con questa loro illusoria vicinanza ci di- sorienteranno. Ci renderanno tutt’a un tratto pericolosamente consapevoli della nostra solitudine. Del nostro anonima- to senza menzione e senza singolarità, perpetueremo un disperato tentativo di guadagnare una centralità e ci troveremo semplicemente altri, espressione di ulte- riori diversità. Ed ecco che non ci sentire- mo più uomini, ma soltanto abitanti della terra. Terra. Un pungo di roccia costretto nella sua lenta fluttuazione, imprigionato

ad un’orbita di inerzia e di luce,un mez-

zo sospiro in un urlo di oblio, sospeso

tra il nulla e l’addio. Allora ridurremo i nostri sogni alla luna e le nostre speranze ad un sole già troppo lontano. Ci senti- remo svuotati del senso di tutta una vita e ci vedremo d’improvviso ancorati ad un’assenza di sogni svuotata del suo fu- turo e smarrita. Sentiremo il mondo come un limite e questo limite ci condannerà ad una angosciosa insofferenza. Ma for-

se avremo soltanto sbagliato a guardare.

Forse dovremmo cambiare prospetti- va. Saliremo, allora, per un istante, sulla luna. E poi ci affacceremo su quel gran- de nulla che sarà divenuto Universo.

Davanti a noi sorgerà un grande oc-

chio azzurro, misto di mare e di cielo,

ci inonderà della luce riflessa dal sole

ConTinUA A pagina 2

LO Spleen

IlgiOrnalinOdeltitOliviO

n° 2, novembre 2010 - Liceo Classico Tito Livio Milano - anno V

In In questo questo numero: numero:
In In questo questo numero: numero:
Livio Milano - anno V In In questo questo numero: numero: "Cosavuoledavveroilpubblico" pag 4 Manifestiamo!
"Cosavuoledavveroilpubblico" pag 4 Manifestiamo! Ma perche'? pag 9
"Cosavuoledavveroilpubblico"
pag 4
Manifestiamo! Ma perche'?
pag 9

La Cina vissuta da un italiano pag 10

Expo 2015

pag 7

Harry Potter. Il nuovo film e' nelle sale - pag 2

Quando una casa diventa il pomo della discordia - pag 3

Non buttiamoci giu'- pag 5

I giovani in giappone - pag 6

I benefici della lettura - pag 9

rubrica "the wall" - pag 11

eventi - pag 12

5 I giovani in giappone - pag 6 I benefici della lettura - pag 9 rubrica

Direttore: Martina Botti Vice-direttore: Valeria Pagani e Martina Ghiringhelli art director: Alessandro ‘alexeidos’ Bogliari Mail: lospleen@gmail.com Blog: http://spleentitolivio.blogspot.com/

Il giOrnalinO de LO Spleen

che sembrerà un po’ più vicino; emer- gerà dal buio come una trascendente elevazione, ci toglierà il respiro e ci sof- focherà d’emozione. immensa, assoluta, allora avremo guardato la terra. Avre- mo un nuovo volto in ascolto per cui sognare e cui sussurrare il nostro desti- no. Allora, avremo compreso l’infinito. Avremo pensato che, in fondo, il mondo ha la sua eternità, che è un pianeta un po’ assurdo, dalla desolazione gridata e dalla silenziosa grandiosità. E trovere- mo negli oceani un’opportunità, e nelle nuvole che li circondano tutta la nostra perduta libertà. In quel momento, di nuovo, guarderemo le stelle. Aggrappati alla luna, trascinati dall’universo e dalla

sua espansione, finalmente saremo parte di loro. E ci libereremo dal tempo, per- ché non avremo confini. Acquisteremo

la consapevolezza di non avere soltanto

realtà, ma anche infiniti possibili. L’eter-

no ci sovrasterà e ci incastonerà in una pausa di esistenza, in cui ci sarà posto per ogni nostra fantasia e tutti i sussulti della nostra incoscienza. E il mondo sarà là, a compiere la sua traiettoria, come un mo- nito dell’ultima ora, una presenza a tratti assente e tuttavia consistente, pronto a riempire, giro dopo giro, un’altra pagina

di storia. E quando cercheremo risposte

nel cielo, sprofondando laiche preghie-

re in una notte estrema, non avremo più

nessuna luna. Ma solo terra. Terra piena.

Harry Potter. Il nuovo film e' nelle sale

I tre protagoni- sti: Harry, Ron e Hermione

Alessia StriginI - IA

La saga del maghetto è quasi giunta al termi- ne: dopo l’uscita del romanzo, a cavallo tra il 2007 e il 2008, il 19 novembre 2010 è arrivata al cinema la prima parte di “Harry Potter e

i Doni della Morte”, del regista David Yates.

La trama è più o meno nota: Harry Potter deve portare a termine il compito affidatogli da Si-

lente, cioè distruggere gli Horcrux (un oggetto

o un essere vivente che contiene parte dell’ani-

ma di un mago) di Voldemort, per sconfiggere definitivamente quest’ultimo. Ron e Hermio- ne si uniscono all’amico nella sua ricerca, che li porterà ad affrontare forze oscure inimma- ginabili e metterà alla prova la loro amicizia. A differenza degli altri film, in cui molte parti dovevano essere necessariamente ta- gliate, in questo penultimo episodio non è stato tralasciato nulla. I personaggi che tutti amiamo sono descritti nella loro complessi-

tà; i dettagli acquistano una loro importanza,

complessi- tà; i dettagli acquistano una loro importanza, perchè tutti tasselli di un puzzle che, altri-

perchè tutti tasselli di un puzzle che, altri- menti, risulterebbe incompleto e poco com-

prensibile per chi non avesse letto il libro. Sotto una storia fatta di sortilegi e oggetti dai poteri sbalorditivi si nasconde un mondo non tanto diverso dal nostro: con il ritorno di Vol- demort incominciano le persecuzioni ai dan-

ni dei cosiddetti “mezzosangue”, cioè maghi

nati da famiglie Babbane. Razzismo, dunque.

Commovente è la scena in cui il Signore Oscu-

ro uccide senza alcuna pietà l’insegnante di

Babbanologia di Hogwarts, la cui unica colpa è quella di essere aperta all’integrazione con i non-maghi. Il sangue puro è esaltato da Volde- mort e i suoi seguaci in maniera tale da richia-

mare nello spettatore ideali oserei dire nazisti. Molto ben resa è infatti l’atmosfera cupa che J.K. Rowling trasmette attraverso le pagine del suo romanzo: l’intero contesto è molto più adulto e maturo rispetto al resto della saga,

di pari passo con la crescita dei protagonisti.

Il prodotto risulta quasi horror: negli USA,

la pellicola è stata etichettata come VM13.

Ciò che invece lascia un po’ di stucco è la freddezza nelle relazioni sentimentali: il massimo di intimità tra Ginny e Harry con-

siste nell’aiuto che lui le dà ad allacciar-

si la zip del vestito, che le lascia scoperta

la schiena. Ron e Hermione si concedono solo casti abbracci e strette di mano quasi invisibili. La eccessiva riservatezza di que- sti maghi adolescenti è forse la nota stonata all’interno di un film dall’impatto così forte.

OttObre 2010 - pag 3

Quando una casa diventa il pomo della discordia

marco lenzi - III F

Come rimangiarsi la parola data. O meglio, come creare equivoci e problemi dove non dovrebbero esistere. Spieghiamo la situa- zione. La prefettura quest’estate ha stabili- to che venticinque famiglie rom dovessero essere spostate dal campo di via Triboniano in venticinque case popolari gestite dalla società immobiliare Aler. Motivo: il comu- ne ha deciso di sgomberare il campo per fare posto a una bretella autostradale che si colleghi alla A8, la Milano-Laghi, in vista dell’Expo 2015. Il 5 agosto la giunta del comune di Milano ha deciso, con il prefet- to Lombardi, di assegnare undici delle sud- dette case a undici famiglie del campo, uno dei campi rom più importanti della città. I contratti erano già stati consegnati e firmati dalle famiglie, pronte ad entrare nelle loro nuove case, quando una riunione tra il sin- daco Moratti, il Ministro dell’Interno Ma- roni e il presidente della Provincia Podestà ha decretato che queste non dovessero più essere assegnate ai rom. Questa decisione ha creato un’enorme polemica all’inter- no del centrodestra, che è stato accusato dall’opposizione di mancanza di serietà e di discriminazione razziale verso le comunità rom. Dunque le famiglie rom destinate alle case popolari non possono più prenderne possesso e verranno sistemate in altre solu- zioni abitative, non pubbliche. Ma quali? E inoltre, perchè il Ministro Maroni ha deci- so di andare contro una decisione presa dal prefetto? Il prefetto ha disobbedito a degli ordini o c’è stato un ripensamento del co- mune riguardo alla questione, che ha por- tato alla decisione di Maroni? Secondo il Ministro questa decisione salvaguarda e protegge i milanesi, che così possono avere le case popolari e non vedono lesi i porpri diritti. Come ragionamento, può sembrare corretto. Alcuni rom, però, vivono in Italia da molti anni e hanno acquisito la cittadi- nanza italiana o hanno i requisiti necessari per ottenere degli alloggi popolari; inoltre lavorano. Perchè, quindi devono essere po- sti un gradino al di sotto dei milanesi? Se sono onesti, fanno il proprio lavoro e rispet- tano la legge, perchè devono essere trattati

e rispet- tano la legge, perchè devono essere trattati diversamente? Questa disparità di tratta- mento non
e rispet- tano la legge, perchè devono essere trattati diversamente? Questa disparità di tratta- mento non

diversamente? Questa disparità di tratta-

mento non dovrebbe esistere, mai. L’Italia

è un paese multietnico: da anni molti stra-

nieri vengono a lavorare e a vivere da noi, si stabiliscono e mettono su famiglia; mettono

le radici nel nostro Paese, diventano italiani

a tutti gli effetti. Perchè dovrebbero essere

considerati diversi da un italiano autoctono? Dovremmo essere tutti uguali, rispettando la legge, i costumi e la libertà altrui. Spe- riamo solo che questo equivoco politico- burocratico non abbia gravi ripercussioni sulla vita di queste persone e che sia anzi un insegnamento per il futuro. Viva il futuro!!

L’entrata di una sede A.L.E.R.

QUesto spazio potresti riempirlo tu!

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Il giOrnalinO de LO Spleen

la manipolazione che c'e', ma non si vede

Aldo Grasso, giornalista e cri- tico televisivo

non si vede Aldo Grasso, giornalista e cri- tico televisivo di Martina Ghiringhelli - IA Che

di Martina Ghiringhelli - IA

Che cosa vuole davvero il pubblico? Che

cosa vuole sentirsi dire dai giornalisti, cro- nisti, criminologi e psichiatri che, come

sono d’accordo con Aldo Grasso quando

parla di debolezza dei familiari delle vitti-

me che accettano di apparire in televisione.

fastidiose zanzare, stanno succhiando tut-

Loro sono persone come noi, curiose e allo

i giornalisti. Queste apparizioni in TV sono

to

il sangue della storia di Sarah Scazzi?

stesso tempo spaventate dalla morte, che li

Forse non ce ne accorgiamo, ma giorno dopo giorno il circolo vizioso in cui siamo

interessa ancora più da vicino: ambrosia per

rinchiusi ci opprime sempre di più. I pro-

un

grottesco esempio di ciò che succede,

grammi di attualità, da ormai tre mesi, ci

sempre citando Grasso, quando si assorbo-

bombardano di immagini e video sulla po-

no

per anni gli stili di vita che certi program-

vera Sarah, che spesso e volentieri violano

mi

televisivi ci offrono quotidianamente.

la

sua privacy in modo disumano; in que-

Inoltre, condivido pienamente il pensiero

sto modo riescono ad accrescere il nostro sadico, ma più che

che ha espresso Dacia Maraini, secondo il quale c’è la ne-

umano interesse per

la morte, sfruttando

i nostri cuori im-

pietositi per trasfor-

marci in sciacalli affamati di notizie. Ed ecco che arriva- no telegiornali che, come una manna dal cielo, ci sfama- no senza saziarci:

riescono sempre a

lasciarci sulle spine,

a farci desiderare di

più, a farci diventare dipendenti da loro. L’aspetto più triste

di questa vicenda è che quella di Sarah

Scazzi non è la prima tragedia ingiganti-

ta e portata ai limiti dell’assurdo, e non

sarà certo l’ultima; ma soprattutto è pron-

ta a finire nel dimenticatoio con la stessa

velocità con cui è prepotentemente di- ventata la protagonista delle nostre vite.

Ciò che alimenta il nostro macabro voyeuri- smo è, paradossalmente, la paura della mor-

te, così forte e radicata da essere esorcizzata

si

trasformano

le persone in immagini

e accuse

cessità di porsi domande sul mi- stero della vita. Il pubblico, distrat-

to dalle vicende

criminali e legali,

dimentica troppo spesso di consi-

derare la (perdu- ta) umanità dei protagonisti dei casi mediatici.

Ci si sofferma di

più sul “come”

che sul “per-

chè”, si trasfor- mano le persone in immagini e accuse. A nessuno viene mai in mente di immaginare, ad esem- pio, lo strazio di una madre o, soprattutto, la fine di una vita che meritava di conti- nuare; ci si ferma alla terribile teatralità dell’involucro che raccoglie tutto questo. Tuttavia, la mia attenzione si è soffermata molto sull’espressione “circo mediatico”

usata da Grasso. Il circo, nel suo significato

più semplice, è una grottesca ostentazione

proprio con l’interesse morboso per i suoi

di

abilità che hanno come unico scopo quel-

aspetti più nascosti: vogliamo sapere le di-

lo

di essere dimostrate. Possono i media di-

namiche, i colpevoli, i particolari più cruen-

ventare i domatori e noi i leoni da tenere a

ti

e sanguinosi, tutto quello che è “proibito”.

bada? A quanto pare sì, ma spero proprio

Vorrei citare due giornalisti che in ottobre

che

questo sia uno di quei fortunati casi in

hanno espresso il loro parere su questa fac-

cui,

a lungo andare, i leoni si ribellano al do-

cenda sul Corriere della Sera; ad esempio,

matore, senza frustino o sedia che tengano.

OttObre 2010 - pag 5

Non buttiamoci giU'

Laura Somaini - IIG

La vita di un liceale com’è? Carica di fa- tiche scolastiche, piena di aspettative. Ma

veramente, vi chiedo, la state vivendo appieno? Voi, ragazzi, che vi dite sempre pronti a tutto. Rifletteteci. Tutti ci dicono che gli anni del liceo non li scorderemo mai, gli anni a cui i nostri genitori vorreb- bero tornare. Forse perchè sono gli anni in cui si comprende chi siamo o chi voglia- mo diventare; forse perchè si stringono dei rapporti duraturi: un’amicizia, un amore. Ma in balìa dei nostri ormoni, della nostra inesperienza e goffaggine, alcuni di noi perdono di vista l’obiettivo, dimenticano quanto valgono. Allora, li state vivendo questi anni? Sentite la vita, la giovinezza scorrervi nelle vene? Vi meravigliate di ciò che avete intorno? Sentite qualcosa dentro

di voi quando vedete i colori del tramonto,

quando sentite il fragore di un tuono, quan-

do incontrate qualcuno, quando qualcuno

vi sorride? Sentite un brivido attraversarvi,

una scarica di adrenalina, una sensazione

a cui non siete capaci di dare un nome,

come dei bambini che abbiano appena vi- sto qualcosa per la prima volta? E davvero

questa volta sono loro a insegnarci la lezio- ne: i bambini vedono il mondo attraverso degli occhi che non conoscono ancora il male, tutto è nuovo. Ecco, seppure ci con- sideriamo degli adulti, siamo in realtà dei bambini (e più cresceremo, più ce ne ac- corgeremo), dobbiamo assolutamente apri-

re gli occhi e il cuore per non lasciare che

i giorni ci sfiorino senza lasciare un segno. Alla nostra età la vita va vissuta intensa- mente, perchè se non cominciamo adesso non lo faremo mai più. Vivere intensamen-

te significa conoscere come per la prima

volta, vedere ogni cosa come un dono e ogni dono come meraviglioso. Sì perchè la vita è un dono, che ogni giorno ci viene concesso e per cui dovremmo essere grati sempre, ma per esserlo, dobbiamo assicu- rarci che ogni giorno sia stato speso bene, vissuto interamente. Stupire e lasciarsi stupire dell’immensità e sacralità della

vita; ringraziare di tutto perchè solo così si scopre quanto si è fortunati. Stupirsi di ciò che accade: del bene, del male. Viviamo in un’epoca in cui la disillusione è all’ordine del giorno: si insegna a non avere sogni per evitare che vengano infranti dalla realtà. E’ vero la realtà è crudele ma è necessa- rio avere dei sogni: solo così il mondo può progredire. Forse è proprio questo di cui ha bisogno il nostro tempo: sogni e persone coraggiose. Un sogno nasce quando ci si spinge oltre la limitatezza della realtà. Rea- lizzarlo significa non solo creare un mondo migliore, ma anche dare un senso alla pro- pria vita. In fondo non è per questo che vi- viamo? Vivete intensamente, valorizzando sempre ciò che avete, soprattutto quando si tratta di persone: loro ci rendono chi sia- mo; catturate ogni istante, ogni emozione, perchè vi aiuteranno nei momenti difficili. Vivete intensamente, con il sorriso, perchè niente è così terribile da togliere la gioia di vivere: davvero, niente lo è. Vivete intensa- mente: nessuno è solo e tutti abbiamo una ragione per trovarci qui. Vivete intensamen- te, perchè questi anni non torneranno. Non per rimpiangerli ma perchè siano solide fondamenta della felicità futura. Risveglia- tevi dal sopore della disillusione e affron- tate il mondo con entusiasmo. Vivete in- tensamente, perchè solo così potete vivere.

della disillusione e affron- tate il mondo con entusiasmo. Vivete in- tensamente, perchè solo così potete
della disillusione e affron- tate il mondo con entusiasmo. Vivete in- tensamente, perchè solo così potete

Il giOrnalinO de LO Spleen

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>>vieni alle riunioni del giornalino << I giovani in giappone Centro di Tokyo Claudia Campana -

I giovani in giappone

Centro di Tokyo

Claudia Campana - VF

i giovani italiani hanno una vita molto

intensa. Vanno a scuola, sono impegnati

nello studio, si dedicano ad attività extra- scolastiche. E poi ovviamente escono con gli amici, i fidanzati, vanno per negozi o

a spasso insieme. noi ci divertiamo così.

E i giapponesi? Di loro non sappiamo quasi nulla tranne che studiano molto e che ogni tanto qualcuno si suicida, vinto

dal troppo peso. E per il resto? Beh, fan-

no come noi

l’anno scolastico comincia a marzo e fi-

nisce ad aprile e la giornata è di sette ore

e mezza (8.50-16.30) e comprende anche

dei club di attività pomeridiane, che si tengono a scuola e spaziano dai corsi di strumento, allo sport ad argomenti cultu- rali. Insomma tra lezioni e club la scuola è senza dubbio il centro della vita giova- nile. Ma quando si svagano, i giapponesi decisamente si sbizzarriscono. Oltre allo shopping e ai pomeriggi con il fidanza- to o gli amici, gli abitanti del sol levante hanno un’istituzione tutta loro: il karao- ke. Affittano una stanza e ci si stabilisco-

no a volte per interi pomeriggi, che pas-

o meno. in Giappone

più

per interi pomeriggi, che pas- o meno. in Giappone più sano cantando, mangiando e bevendo. Gli
per interi pomeriggi, che pas- o meno. in Giappone più sano cantando, mangiando e bevendo. Gli

sano cantando, mangiando e bevendo. Gli altri passatempi giovanili sono in realtà simbolo di un disagio sociale più profondo e complesso. il Giappone è una società estremamente gerarchizzata e la “trasgressione” consiste non tanto nel manifestare o nel mostrarsi bellicosi, quanto “nell’offendere il senso estetico” comune. E per criticare una società trop- po rigida e onerosa i giovani giapponesi hanno creato delle vere e proprie mode, che mettono in campo tutta la fantasia di cui dispongono e dando spesso vita a dei look per noi a dir poco ridicoli. Per citar- ne alcuni, non è raro imbattersi per le vie di Tokyo in gruppi di “lolita” ovvero ra- gazze che si vestono con abiti vaporosi e pieni di pizzi e merletti e che giocano sul contrasto erotico donna-bambina. Le lo- lita si dividono in due sottogruppi: pink e gothic. Le pink lolita si vestono esclu- sivamente di bianco e rosa, con accessori come peluches o ombrellini da damina del settecento; nei vestiti vistosi e pro- vocanti delle gothic dominano invece il viola e il nero e un atteggiamento più da femme fatale. oppure, capita di avvistare in mezzo alla folla la figura di una “gan- guro”, una ragazza che imita le caratteri- stiche delle occidentali portandole all’ec- cesso. Le ganguro si vedono spessissimo aggirarsi per i quartieri commerciali con un’abbronzatura scurissima e un trucco bianco e pesante che copre loro quasi mezza faccia. E questo è nulla. nei week- end interi quartieri si riempiono di adole- scenti che esagerano la moda emo, punk, dark e la reinterpretano dando il via a nuove mode, e a nuovi tentativi di farsi ascoltare. Per ora, senza molti risultati.

OttObre 2010 - pag 7

Expo 2015: speculazioni e incertezze

filippo fiore - IA

Fin dal 2008, da quando Milano è stata designata come sede dell’Expo 2015, non

si

fa che parlare di questo evento e del-

le

sue implicazioni. Certamente questa è

una grande occasione per migliorare la città, la sua struttura urbana, anche per modernizzarla, ma le critiche sul modo in cui l’evento è gestito, sui progetti, sui rischi di speculazione edilizia che per alcuni comporta, non sono mancate

già dai primi giorni. Il celebre architetto Renzo Piano, per esempio, ha espresso preoccupazione per la “corsa all’oro”,

o meglio ai terreni e alla speculazione,

che si potrebbe innescare, notando come alcune aree adiacenti all’expo hanno avuto una rivalutazione del 300% pochi giorni dopo l’assegnazione dell’espo- sizione universale alla nostra città.

Oltre ai problemi riguardanti la possibile speculazione edilizia, ne sono sorti alcu-

ni di tipo gestionale che hanno rallentato

notevolmente il procedere dei lavori. Tra questi spiccano due, tra cui la lunghissi-

ma bagarre durata ben un anno riguar- do la nomina ad amministratore dele- gato della So. Ge. Expo 2015 S.p.A., la società di gestione dell’evento, di Lucio Stanca, deputato ed ex-ministro, candi- datura sostenuta moltissimo dal sindaco Brichetto Arnaboldi, malgrado la fortis-

sima opposizione di quasi tutti le perso- ne e gli enti coinvolti nell’esposizione. Comunque sia Lucio Stanca si è dimesso poco più di un anno dopo dal consiglio di amministrazione di Expo 2015 S.p.A Il secondo problema che ha tenuto ban- co negli ultimi tempi gira intorno alla trattativa per ottenere l’uso dei terreni previsti dal progetto per l’edificazio- ne dei padiglioni dell’expo, proget- to che, contravvenendo a qualunque principio del buonsenso, è stato fatto prima di un qualsiasi accordo per l’uti- lizzo dei terreni previsti dallo stesso. Questo contenzioso tra il comune da una parte e il gruppo Cabassi e la Fondazio- ne Fiera dall’altra, che ha visto anche

la partecipazione della regione, che si è

opposta al comodato d’uso (formula per la quale i terreni tornerebbero ai privati dopo il 2015), si è concluso solo poche settimane fa proprio con la formula del comodato, tanto osteggiata dalla Re-

con la formula del comodato, tanto osteggiata dalla Re- gione e dal suo presidente Formigoni. Ora
con la formula del comodato, tanto osteggiata dalla Re- gione e dal suo presidente Formigoni. Ora

gione e dal suo presidente Formigoni. Ora finalmente sembra che tutto sia pronto per iniziare i lavori: la società di gestione ha i suoi dirigenti, i terreni sono a disposizione; e visto che l’expo è sicura- mente per molti prima di tutto un gigan- tesco affare che vede spesi in appalti di ogni tipo miliardi di euro, per un totale di venti, c’è solo da sperare che il senso civi- co ed anche l’orgoglio nazionale abbiano il sopravvento sull’interessi dei singoli e che veramente l’expo sia l’expo di tutti e non dei pochi che lo organizzano e lo fi- nanziano o che ne gestiscono gli appalti.

Modellino di Milano *EXPO 2015* in 3D

tutti a raccolta!

Torna al Tito Livio la raccolta differenzia- ta! Il progetto, avviato l’anno scorso e so- speso temporaneamente per via dei lavori, riparte, anche se con modalità un pochino diverse. Per il momento non coinvolgerà tutte le classi per questioni organizzative, ma l’idea è di cercare la collaborazione attiva di tutti gli studenti. Perché tutto funzioni basta poco: due responsabili per ogni classe, con il compito di controllare che tutto proceda per il meglio, un gruppo (aperto a nuovi membri!) di studenti refe- renti del progetto, e soprattutto due bidoni, uno per la carta e uno per plastica e lattine che attendono di essere riempiti. E, la cosa più importante, la vostra partecipazione!

Il giOrnalinO de LO Spleen

I benefici della lettura

Alessia Strigini - IA

Leggere è un ottimo svago, che rilassa e diverte

È

inutile negarlo, leggere è importan-

dei mille interrogativi che possono sca-

te. Da un punto di vista puramente

turire dalla lettura di un buon libro.

pratico, leggere permette lo sviluppo

Leggere esige una partecipazione atti-

e

il perfezionamento del linguaggio,

va

e un’attenzione dinamica da parte

rendendo più fluida l’espressione e

lingua materna e le sue strutture, per

del lettore, le cui facoltà mentali, du-

più ricco il vocabolario. Durante l’in- fanzia, la lettura ad alta voce è fonda- mentale per il bambino, dal momento che non solo gli permette di trattenere con sé l’adulto nel modo in cui prefe- risce, cioè in atteggiamento di dedi-

rante la lettura, sono tutte impegnate. Perciò, la lettura rende più agile l’intel- ligenza, affina le capacità di osserva- zione, di attenzione e di concentrazio- ne; facilita lo sviluppo della fantasia e della creatività, permettendo al letto-

zione e partecipazione, ma anche gli fornisce le basi per rendere proprie la

capire i rapporti (io e gli altri, io e le cose) e le distanze spazio-temporali. Leggere nuoce gravemente all’igno- ranza: la lettura stimola lo sviluppo della capacità di giudizio, di analisi e

di ricostruire con l’immaginazione

quel mondo che l’autore ha creato per lui; infine, la lettura favorisce lo svi- luppo delle virtù morali, proponendo modelli su cui riflettere, nel bene o nel male, per diventare persone migliori.

re

di

spirito critico, così da portare chi leg-

Molti sbagliano nel considerare la let- tura un momento serio e noioso; legge-

ge a sempre nuove riflessioni. Mette in

re

infatti è un ottimo svago, che rilas-

contatto l’individuo con luoghi e usan-

sa

e diverte. Come disse Montesquieu

ze a lui molto lontane sia nel tempo che nello spazio, fornendogli conoscenze

“Amare la lettura è cambiare ore di noia in ore di delizia”. È un hobby che

anche superiori rispetto a quelle che

dura una vita, un interesse alla portata

avrebbe potuto realizzare con un’espe-

di

tutti e adatto in ogni situazione. È

rienza diretta. Permette dunque al let-

una passione che coinvolge la persona

tore di soddisfare la propria curiosità e

insieme di cercare sempre nuove rispo-

intera, un’attività unicamente uma- na e perciò irripetibile, che insegna

ste alle sue numerose domande: chi sia- mo, da dove veniamo, che cosa è giusto

stare bene con se stessi e a apprez- zare anche i momenti di solitudine.

a

e che cosa è sbagliato sono solo alcuni

Infine, lo scopo ultimo della lettura

sono solo alcuni Infine, lo scopo ultimo della lettura è la libertà. Leggo per essere consa
sono solo alcuni Infine, lo scopo ultimo della lettura è la libertà. Leggo per essere consa

è la libertà. Leggo per essere consa-

pevole, per essere libero. Perché leg- gere vuol dire comandare sul testo; essere in accordo o in disaccordo con quello che l’autore ha scritto; non perdersi una sola parola della storia

oppure saltare direttamente all’ulti- ma pagina; interrompere la lettura e riprenderla mesi dopo oppure leg-

gere per una notte intera, per sapere

come va a finire la storia

C’è anche

una libertà più profonda: se le letture sono buone, allora saremo veramente liberi, perché non saremo condiziona- ti da nient’altro che non sia la verità.

OttObre 2010 - pag 9

Manifestiamo! Ma perche'?

Sara Castiglioni - IIG e Valeria Pagani - VF

nuovo anno scolastico, nuove manife- stazioni. Abbiamo sempre manifestato contro le riforme della scuola, quest’an- no è la volta della riforma GELMINI. Ma sappiamo contro cosa manifestiamo? Se credete di sapere la risposta vi sba- gliate. È facile seguire la massa e credere a tutto ciò che ci viene detto, ma pochi co- noscono davvero i punti della riforma. La scuola primaria è quella più in- teressata e i cambiamenti che la ri- guardano sono molto chiari, dal maestro unico ai voti in decimi. Per quanto ri- guarda i licei e i tecnici la situa- zione è molto più confusa. Da una possibili- tà di scelta tra 750 indirizzi di scuola superio- re si passa a 20; all’interno di ogni istituto le sperimentazioni vengono elimi- nate; viene inve- ce introdotto il liceo coreutico; le ore di 55 minuti diventano di 60; l’ammontare delle ore settimanali non supererà le 30 nei licei classici e scientifici, e le 35 nel liceo ar- tistico; le ore di storia e geografia da 4 diventano 3; le ore di latino diminui- scono ma il programma rimane inva- riato; il numero degli alunni per classe aumenterà quest’anno dello 0,20%, e i successivi due anni dello 0,10%; scien- ze viene introdotta a partire dal primo anno anche nel liceo classico e ingle- se è presente per tutti gli anni; massi- mo di assenze consentite: 50 giorni. Un’altra parte della riforma, poi, in- teressa i professori. noi alunni non

li abbiamo mai amati, per le veri-

fiche, le interrogazioni e I compi- ti che sembrano sempre eccessivi. Molte volte ci è capitato di deside- rare di non vederli più. Perfetto, la signora Gelmini ha pensato come sempre al nostro bene e infatti mol- ti professori non ci sono più. Solo alle superiori c’è stato un taglio di 25.600 insegnanti, sembra che il totale sia di 67.700 e si attendono altri tagli. Chi ne ha risentito di più sono stati i precari, che non hanno una cattedra fissa e un con- tratto a tempo determinato. Un docente è obbligato a fare 18 ore set- timanali di in- segnamento, un precario è talvolta co- stretto a gio- strarsi tra una scuola e l’altra accorpando le ore. Con il fat- to che però da quest’anno le classi devono avere un tetto di 27 alunni, una classe che non raggiunge il numero previsto non può essere formata e i professori che vi avrebbero insegnato si ritrovano senza lavoro. Attenendosi al decreto pubblicato dal Ministero dell’Istruzio- ne, questi dovrebbero essere i fatti sen- za deformazione di parte. Che ognuno abbia le proprie idee, è indubbio; ciò che

dovrebbe essere palese a tutti è la disor- ganizzazione generale della scuola ita- liana. Per ora nessuna riforma è davve-

ro riuscita a risolvere problemi. Sarà la

volta buona o l’ennesimo insuccesso? Ciascuno tragga le proprie conclusioni.

insuccesso? Ciascuno tragga le proprie conclusioni. Ragazzi foto- grafati durante il corteo del 17 novembre

Ragazzi foto- grafati durante il corteo del 17 novembre (foto alexeidos.net)

Il giOrnalinO de LO Spleen

La Cina vissuta da un italiano

Valeria Pagani - VF

immaginate di vivere nel- la seconda metà del 1500. immaginate di avere 25 anni, di es- sere un gesuita, e con un vostro con- fratello, Michele Ruggeri, di essere inviato in Cina dai vostri superiori. Immaginate che vi venga affidato un

compito: diffondere la fede cristiana in Cina. E’ un compito quasi impossibile , altri uomini di fede erano stati invia- ti dalla chiesa in Cina nei secoli prece- denti ma avevano fallito la missione. Il vostro viaggio inizia a Lisbona nel 1577 la prima tappa è Goa in india la seconda nel 1580 è Macao qui studia- te la lingua e la cultura della Cina . Macao è il luogo in cui soggiorna- te in attesa di poter entrare nel ter- ritorio cinese , perché agli stranie- ri non è permesso entrare in Cina . Finalmente nel 1583 ottenete il permes- so di entrare e vi stabilite nella città di Zhaoqing, dove fate costruire una casa /chiesa tipica delle missioni dei gesuiti . Da adesso in poi il vostro motto diventa “farsi cinese con i cinesi” perché l’unico modo per allacciare rapporti con questa popolazione è diventare come loro, ve- stirsi, comportarsi e pensare come loro. il vostro viaggio attraverso la Cina è appena iniziato, vi spostate varie vol- te, e tramite il dialogo e le amicizie che riuscite a costruire, riuscite man mano

a fare crescere la vostra credibilità fra i

letterati e i mandarini della corte impe- riale, cambiate ancora città, fate costrui- re altre case/chiese, questa volta non in stile occidentale, ma in stile orientale. Il vostro modo di vestire cambia per- ché avete capito che il ruolo più adat- to al compito affidatovi è quello del

letterato, dell’uomo dotto e saggio.

ora indossate la tunica usata dai lettera-

ti cinesi , vi fate crescere barba e capelli

come loro , vi muovete per la città in por-

tantina come loro e cambiate il vostro nome, vi fate chiamare “Li Ma Dou”. Sono passati 18 anni dal vostro arrivo in Cina e finalmente arrivate a Pechino, siete ricevuti a corte e vi viene conces-

a Pechino, siete ricevuti a corte e vi viene conces- so l’onore di trasferirvi nella capitale.
a Pechino, siete ricevuti a corte e vi viene conces- so l’onore di trasferirvi nella capitale.

so l’onore di trasferirvi nella capitale. iniziate a condividere con i sa- pienti cinesi dell’epoca tutto il vo- stro sapere occidentale insegnate i principi della geometria euclidea, della geografia, dell’astronomia, di- vulgate le idee della filosofia gre- ca , così facendo costruite un ponte tra cultura orientale ed occidentale. Arrivate alla fine della vostra vita e guardandovi indietro capirete di aver portato a termine il vostro compito di aver convertito più di duemila persone direttamente o tramite i vostri confra- telli. insieme a Marco Polo siete l’uni- co straniero che è riuscito ad entrare nella storia della Cina. Pensate, sono passati 400 anni dalla vostra morte e ancora oggi siete ricordati, merito di una grande personalità. La personali- tà di Li Ma Dou, ovvero, Matteo Ricci.

Cortile della Città Proibita a Pechino

Pencil Sketch - Keeping Me- mory of Beijing’s Hutong (Kuang Han)

Matteo Ricci. Cortile della Città Proibita a Pechino Pencil Sketch - Keeping Me- mory of Beijing’s
Matteo Ricci. Cortile della Città Proibita a Pechino Pencil Sketch - Keeping Me- mory of Beijing’s

OttObre 2010 - pag 11

the wall

OttObre 2010 - pag 11 the wall VOGLIAMO POESIE, FOTO, DISEGNI E TUTTO CIò DI ARTISTICO

VOGLIAMO POESIE, FOTO, DISEGNI E TUTTO CIò DI ARTISTICO CHE LA VO- STRA MENTE PARTORISCE! RICORDATE CHE ‘THE WALL’ VIENE STAMPATA IN BIAN- CO E NERO, QUINDI I DISEGNI A COLORI O LE IMMAGINI INCENTRATE SUL COLO- RE PERDERANNO TUTTO IL LORO FASCINO inviate a: lospleen@gmail.com

I DISEGNI A COLORI O LE IMMAGINI INCENTRATE SUL COLO- RE PERDERANNO TUTTO IL LORO FASCINO

Gloria a chiunque crede ancora Gloria ad ogni strada trafficata Gloria alle auto che a milioni sfrecciano via

Gloria a chi rimane

Gloria al fiore che interrompe il viaggio Gloria a chi sorride e riparte,

a chi si ferma, anche solo un istante ma un istante è per sempre

e non corre mai via

La vita è una strada incerta

non sa quando finisce, tantomeno quando inizia è tanto fine a se stessa, quanto serve a tutti

ci passano in molti,

ma pochi hanno ancora la speranza per fermarsi

e come stelle cadenti illuminano il cammino

Gloria a chi si accontenta della parte del bersaglio Gloria a chi arriva alla fine ancora uguale a se stesso Gloria a chi non si ferma, ma lascia una scia

Gloria a tutti quelli che viaggiano senza meta per il solo umore del sangue per una foto lasciata indietro per scoprire un mondo dentro un mondo per trovare in un bosco la verità nella finzione per seguire la storia con gli occhi di Dio

Vedo persone dirette al tramonto persone perdute nella notte più scura ma mai nessuno mi ha detto “è complicato,

è doloroso anzi è bello non dover più dormire per sognare”

Gloria ad ogni soldato ritornato alla famiglia che sulla strada, ci ha visto la vita

Gloria a chi, nonostante la paura, non scambia l’illusione per una dracma e poco più

Autostrade - Nicolas campagnoli (VF)

Non conosco il colore del cielo Non alzo il mio sguardo

Odio il pensiero

E cammino

seguendo una meta che non ho mai avuto

vado alla cieca

e non mi stupisco

della morte

dell’orrore

della passione

dell’amore

io non provo sentimenti,

non mi stupisco

ascolto sempre il solito disco

non voglio conoscere non voglio vedere

è tutto normale

nel mio mondo che sarà sempre uguale

Disillusione - Valeria Pagani (VA)

Il giOrnalinO de LO Spleen

Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11
Il giOrnalinO de LO Spleen Julie Doiron @La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139 30/11

Julie Doiron

@La Casa 139 - Via Ri- pamonti, 139

30/11

(+tess arci)

• 21:30

10

Crookers

@Bolgia - Via Vaccarez- za, 8 - Osio Sopra (BG)

27/10 • 22:00 • € 16

Bamboooz!

@The Frame - Piazzale Cantore, 3

30/11 • 22:30 • GRATIS

a-Cross

- Monte Penice, 9 (Roz- zano)

@Arci Groove

Via

27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci)

Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro
Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro
Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro
Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro
Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro
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Groove Via 27/11 • 22:00 • € 3 (+ tess arci) eventi a cura di alessandro

eventi

a cura di alessandro bogliari

Rebel Motel

@Tunnel

Club

-

Via

Sammartini, 30

26/11 • 22:00 • € 10

Woven Hand

@Magnolia - Via Cir-

convalazione Idroscalo,

41

29/11 • 22:00 (+tess arci)

10

pekoz (outta villa ada crew)

@Leoncavallo - Via Wat- teau, 7

2/12 • 23:00 • € 5

Lapsus Raggae night

@Torchiera

Piazzale

- Cimitero Maggiore, 18

26/11 • 23:30 • sottoscri-

zione