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“HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE”

Le tematiche

Una delle principali tematiche che emergono nel romanzo e dunque dalla storia di Harry Potter e dei
suoi colleghi maghi, è il valore dell’umiltà. Il primo capitolo della saga, infatti, mostra la
straordinaria modestia del suo eroe principale, dando a questa umiltà un ruolo molto importante nel
successo dello stregone nell’ottenimento della pietra filosofale. Questo tratto distintivo del
personaggio di Harry Potter deriva dall’aver vissuto un’infanzia non propriamente felice a casa
della sua famiglia affidataria, i Dursley. Costretto a vivere recluso in soffitta, Harry ha subito dieci
anni di crudeltà ed ingiustizie da parte dei due zii e del cugino Dudley, che hanno però contribuito a
temperare l’atteggiamento del ragazzo e a fortificarlo, rendendolo pronto ad affrontare qualsiasi
difficoltà. Questo abbandono vissuto sin da piccolo, ha fatto sì che Harry crescesse sentendosi
tutt’altro che speciale, comprendendo così che il rispetto, nella vita, deve essere guadagnato.
Quando il preside della scuola di Hogwarts, il professor Silente, decise di affidare Harry alla
famiglia Dursley a seguito della prematura scomparsa dei suoi genitori, il grande mago sapeva
benissimo che con molta probabilità egli sarebbe stato in qualche modo maltrattato. Ma ciò che
Silente sapeva, anche, era che quegli anni lo avrebbero forgiato e che quella vita umile, lontana dal
mondo dei maghi, lo avrebbe fatto crescere lontano dall’orgoglio e dall’arroganza. L’umiltà di
Harry traspare in diversi episodi, come ad esempio quello ambientato nel treno partito dal binario 9
e tre quarti e diretto ad Hogwarts, durante il primo viaggio del ragazzo verso la scuola di magia cui
si recava per frequentare il primo anno. Harry, nonostante la sua fama e popolarità e la sua
ricchezza, ha una reazione modesta quando si accorge che tra i vagoni tutti conoscono il suo nome e
lo riconoscono; egli spera solo di riuscire a sopravvivere a quella sua stessa importante reputazione.
L'umiltà di Harry diventa particolarmente significativa come tematica principale del libro quando
egli affronta l’acerrimo nemico Voldemort, “Colui che non deve essere nominato”, nei sotterranei
del castello di Hogwarts. Né Voldemort né il professor Raptor sono in grado di recuperare la Pietra
Filosofale dallo Specchio magico in cui ne vedono il riflesso, poiché lo stesso specchio riconosce
gli intenti malevoli ed egoistici di entrambi. Harry, d'altra parte, pensa solo a recuperare la Pietra
per riuscire a salvare altre persone dalla tirannia di Voldemort: è con la sua natura umiltà, dunque,
che riesce a recuperare la Pietra.

Anche l’amore, che potrebbe essere considerata una tematica classica, gioca un ruolo molto
importante nel romanzo. L’autrice J. K. Rowling dimostra il potere dell'amore fin dall'inizio della
storia, spiegando che la capacità di Harry di sopravvivere alla maledizione di Voldemort è il
risultato diretto dell'amore di sua madre. Sacrificando la propria vita per salvare quella di suo figlio,
Lily Potter diede a Harry una forma magica di protezione che lo protesse dalla maledizione di
Voldemort scagliata contro di lui quando era ancora in fasce, e che in quell’episodio quasi distrusse
il mago oscuro. Come asserisce il professor Silente, Voldemort è incapace di comprendere l'amore,
in particolare in confronto alla forza del suo potere oscuro, e così fu preso completamente di
sorpresa quando si trovò dinanzi il sacrificio compiuto da Lily. La capacità di Harry di amare e di
essere amato sono i tratti chiave che lo distinguono da Voldemort e assicurano la forza di Harry di
non venire mai sedotto dalle Arti Oscure. L'amore di Harry per i suoi genitori gli infonde una seria
determinazione a sconfiggere Voldemort e ribellarsi contro qualsiasi cosa associata alle Arti Oscure
(così, il rifiuto di Harry di essere classificato in Casa Serpeverde). L'abilità di Harry di amare fa sì
che intorno a lui ci sia un gruppo di amici che lo supportano in ogni circostanza, cosa che
Voldemort non potrà mai sperare di eguagliare.

Strettamente legata alla tematica dell’amore, è quella dell’amicizia. In tutto il libro, Rowling
esprime l'importanza dell'amicizia, in particolare quando si tratta di superare sfide e compiti
difficili. Prima di frequentare Hogwarts, Harry era completamente solo. Non solo non aveva un
ambiente familiare amorevole, ma neppure degli amici al suo fianco. Dopo essere diventato uno
studente di Hogwarts, tuttavia, Harry riesce a creare rapidamente una grande cerchia di amici, ma,
cosa più importante, una stretta relazione con i compagni Ron e Hermione. Per la maggior parte
degli studenti di Hogwarts, gli amici sono fondamentali per superare la nostalgia di casa, le lezioni e
gli esami più difficili. Tuttavia, nel caso di Harry, la Rowling disegna un parallelo più evidente tra
l'amicizia e le difficili sfide della vita: l'unico modo in cui Harry è in grado di raggiungere lo
Specchio nelle segrete di Hogwarts è con l'aiuto di Ron ed Hermione. Hermione e Ron affrontano
inoltre entrambe sfide specifiche che Harry non sarebbe stato in grado di affrontare da solo, come la
sfida ideata dalla professoressa McGranitt, che prevede una partita a scacchi tra veri maghi giganti,
e l’indovinello delle pozioni del professor Piton. In questo caso, l'amicizia di Harry con Ron ed
Hermione gli salva la vita e gli permette di impedire a Voldemort di trovare la Pietra Filosofale.
L'amicizia di Harry con i due ragazzi è significativa anche nella modalità in cui distingue
ulteriormente Harry da Voldemort. Anche se Voldemort è molto più potente di Harry, preferisce
essere isolato e indipendente da chi lo circonda. Anche il professor Raptor, che beve sangue di
unicorno per lui, non è altro che un servo di Voldemort ma di certo non gli è amico. Poiché
Voldemort non ha la capacità di formare amicizie durature, è sempre da solo e può contare solo su
di sé. Harry, d'altra parte, è in grado di fare affidamento su sé stesso pur potendo attingere dal
sistema di supporto e di eccezionali talenti magici formato dai suoi amici intimi.

Un’altra tematica rilevante contenuta nel romanzo è il concetto di scelta e di libero arbitrio. Fin
dall'inizio del libro, Rowling descrive molte somiglianze misteriose tra Harry e Voldemort: le loro
bacchette sono gemelle, infatti il nucleo di entrambe è formato da piume della stessa fenice; la loro
connessione con i serpenti, cioè la capacità di comprendere ed esprimersi in “serpentese”. Sotto
alcuni aspetti, Harry sembra destinato a seguire le orme di Voldemort, un destino che è dimostrato
nell'intenzione iniziale del Cappello Parlante di voler inserire Harry nella Casa dei Serpeverde.
Tuttavia, Harry si rifiuta di assumere un ruolo passivo quando si tratta del proprio futuro, in
particolare quando si tratta di seguire il percorso segnato dal mago oscuro che ha ucciso i suoi
genitori. Così, invece di accettare la decisione del Cappello, Harry si rifiuta di essere messo nei
Serpeverde e la sua forte volontà riesce a portarlo dai Grifondoro. Come il professor Silente in
seguito spiega a Harry, sono le scelte fatte da un individuo che determinano la propria persona e
quella che sarà in futuro. Nulla è scolpito nella pietra quando si tratta del futuro di un individuo, ma,
come dimostra Harry, ogni individuo ha l'opportunità di cambiare la direzione della propria vita
attraverso le proprie scelte, dalle più insignificanti a quelle più significative.

Un’altra importante tematica inserita nel testo è l’importanza della ribellione, infatti Harry e i suoi
amici spesso sono costretti ad infrangere delle regole imposte dalla scuola di Hogwarts per
raggiungere i loro scopi, che comunque non sono mai per beneficio per personale ma sempre per
aiutare gli altri, se non l’intera comunità di maghi. Quindi non si tratta di un’infrazione delle regole
nata dal puro gusto di farlo, per sfacciataggine o maleducazione, ma per delle ragioni molto più
profonde: il fine giustifica i mezzi.

Onnipresente in tutto il romanzo è anche il tema della morte. Nelle ultime pagine del libro, il
professor Silente dice a Harry: "La morte non è che la prossima grande avventura." Rowling non
descrive la morte come qualcosa di cui avere paura, ma piuttosto come una parte del ciclo naturale
della vita che dovrebbe essere abbracciata come parte dell'umanità di un individuo. La morte può
anche essere vista come qualcosa di bello. Per esempio, sacrificando la propria vita per Harry, Lily
Potter gli diede la meravigliosa protezione del suo amore e la possibilità di una vita libera dalla
tirannia di Voldemort. La sua morte fornì anche a Harry uno scopo nella sua vita e la
determinazione di impedire a Voldemort di fare del male ad altre persone innocenti.

Il protagonista

Il protagonista indiscusso del romanzo il giovane mago Harry Potter, l’eroe della storia. Magro,
sciatto, isolato dalla sua famiglia, vittima costante del bullismo di suo cugino, e segnato da una
cicatrice a forma di fulmine sulla fronte (il risultato del fallito tentativo di Voldemort di ucciderlo
durante la sua infanzia). Dopo la sua scoperta delle sue abilità magiche e la sua introduzione al
mondo dei maghi a Hogwarts, Harry inizia a coltivare la fiducia in se stesso, forza e coraggio fino a
diventare un degno protagonista, capace di affrontare lo stesso Signore Oscuro entro la fine del
libro. Harry è particolarmente colpito dalla morte dei suoi genitori e gran parte del suo
comportamento è influenzato dalla sua solitudine e dal desiderio di vendicare le loro morti ingiuste.
La sua improvvisa fama di mago a Hogwarts non è solo in totale contrasto con la sua precedente
miseria dimenticata, ma appare come un destino meritato dopo la sua sofferenza giovanile. Eppure,
anche dopo essere diventato famoso, Harry non perde mai la sua modestia e umiltà. Anche alla fine
della storia, quando ha ottenuto la Pietra Filosofale e salvato Hogwarts (e forse il mondo intero) da
Voldemort, Harry non si vanta mai del suo successo. Egli semplicemente pone a Silente alcune
domande concrete ed è soddisfatto delle risposte, senza mai aspettarsi alcuna lode. Inoltre, non
vuole usare i suoi poteri per soddisfare desideri grandiosi. Egli non brama ricchezze o potere, né
nasconde alcuna segreta ambizione selvaggia; vuole solo assicurarsi che la Pietra e il suo potere non
cadano nelle mani sbagliate. La semplicità del suo desiderio è parte di ciò che lo rende un eroe.

La capacità di Harry di avere un'amicizia leale è un altro dei suoi tratti attraenti. È anche simbolo
del cambiamento che avviene a Hogwarts, dove egli arriva come individuo solitario all'inizio della
storia e arriva ad avere una cerchia di amici e ammiratori fedeli alla fine. La sua fedele
appartenenza ai Grifondoro è simbolo del suo nuovo spirito di squadra. Preferisce mantenere buoni
rapporti con i suoi compagni di scuola che crogiolarsi nella gloria individuale. Allo stesso modo,
piuttosto che vantarsi del suo immenso talento a Quidditch, si rallegra della vittoria comune per la
sua casa e non si ferma per gli applausi neanche quando riesce a battere il record a Quidditch. È
disposto a rischiare la vita per il bene di uno dei suoi amici, a volte ingenuamente, come
nell’episodio in cui combatte un troll per salvare Hermione, o quello in cui si fa punire severamente
per aver aiutato Hagrid con il suo drago. Il successo di Harry nel forgiare vere amicizie e superare
la sua iniziale solitudine è di grande ispirazione quasi tanto quanto la sua sconfitta del malvagio e
potente Voldemort.