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Le trincee distruggono lEuropa

di Guido Viale 09 Dicembre 2015


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La Seconda guerra mondiale non finita se l deologia e la prassi d ispirazione na
zista agiscono ancora. Aveva ragione Bertold Brecht: il ventre da cui nacque anco
ra fecondo. Il manifesto, 9 dicembre 2015
Decreto di espulsione differita. un foglio che le autorit mettono in mano ai prof
ughi appena sbarcati In Italia, con cui viene ingiunto di abbandonare il paese d
allaeroporto di Fiumicino entro sette giorni. Cos, persone appena uscite dallincubo
di un viaggio atroce e disperato, senza denaro, biglietto aereo, documenti, con
oscenza della lingua, parenti, amici o strutture di sostegno, vengono abbandonat
e alla clandestinit e allarte di arrangiarsi, in territori infestati da mafia e cr
iminalit pronte a reclutarle.
Difficile da credere, ma cos. Per ora ha riguardato un numero ristretto di profug
hi ai quali stata negata la richiesta di asilo: in base alla nazionalit o al paes
e di provenienza, considerato non in guerra; o anche senza aver nemmeno accertat
o questo dato. il risvolto locale della decisione di Bruxelles di distinguere tr
a profughi di guerra e migranti economici: i primi meritevoli di protezione, i s
econdi da respingere.
Una selezione da affidare agli Hot spot di Italia e Grecia, che per non sono anco
ra in funzione e che rischiano di trasformare entrambi i paesi in depositi incontr
ollati dei profughi che gli altri Stati non vogliono. Non ci sono soldi per paga
re i voli di ritorno, n accordi con i paesi in cui rimpatriare i migranti economi
ci, perch silenziosamente fallito il vertice di La Valletta, il cui obiettivo era
lo scambio di un miliardo e otto di aiuti soprattutto per organizzare campi in
cui internare profughi in fuga o rimpatriati con la disponibilit dei paesi africa
ni a bloccare quei flussi per conto dellEuropa. Per questo si ricorre ai decreti
di espulsione differita.
Quanto questa misura sia non solo cinica e criminale, ma anche miope e stupida,
tanto da mettere in pericolo sicurezza e incolumit dei cittadini italiani, soltan
to il silenzio complice dei media riesce a nasconderlo.
Con essa lUnione europea conta di sbarazzarsi, senza sapere come, di almeno la me
t dei profughi che hanno raggiunto il suo territorio questanno (pi o meno un milion
e; quanti i migranti richiamati ogni anno dallEuropa prima della crisi del 2008 e
delle politiche di austerity; e meno di un terzo del necessario per mantenere i
n equilibrio il saldo demografico dellUnione, in caduta verticale, e la sua vacil
lante economia).
Ma ci che non andato in porto con i paesi africani sembra invece riuscito con la
Turchia: in cambio di tre miliardi tutti ancora da stanziare, in gran parte a va
lere sui bilanci di renitenti Stati membri Erdogan si impegna a trattenere in Tu
rchia (o in unenclave da ricavare manu militari in territorio siriano) due milion
i e mezzo di profughi, in gran parte siriani, iracheni e afghani (ma molti anche
subsahariani, senza contare quelli nuovi, che le guerre continueranno a creare)
.
Questo accordo fortemente voluto dalla Merkel per bilanciare limpopolarit creatale
, non tanto tra i cittadini tedeschi, quanto in seno allestablishment della Grand
e coalizione, dallavventata promessa di accogliere tutti i profughi siriani stato
fatto nel momento in cui di Erdogan venivano finalmente messi in chiaro i crimi
ni politici, le misure antidemocratiche, i finanziamenti, le armi e laddestrament
o offerti allIsis.
Pur di sbarazzarsi dei profughi lUnione europea, proprio mentre comincia a bombar

dare lIsis senza intervenire sui flussi da cui provengano i soldi, le armi e gli
appoggi di cui gode, disposta a passare sopra a tutte queste cose; e persino a r
iaprire le procedure di ingresso della Turchia nellUnione.
Con questo accordo i governi dellUnione si sono per consegnati in mano a un feroce
dittatore, che ora ha a disposizione una bomba umana (a questo servono i due mi
lioni di profughi) da scagliare contro lUnione appena si dimostrer poco accondisce
ndente con le sue richieste. I primi a farne le spese sono i Kurdi, che non otte
rranno pi asilo in Europa non potendo pi sostenere di essere discriminati, persegu
itati e massacrati in Turchia.
Cos i capi di Stato di tutto il mondo, e soprattutto quelli europei, accorsi a Pa
rigi (con puntate a Bruxelles) per lanciare una battaglia che non faranno mai co
ntro i cambiamenti climatici, ne hanno approfittato per decidere invece una guer
ra; che oltre a creare migliaia di vittime e milioni di nuovi profughi , di tutte
le attivit umane, quella che pi contribuisce alla produzione di gas di serra; anc
he se nel computo delle emissioni climalteranti questa minuzia non viene mai cal
colata.
Renzi se ne per ora chiamato fuori, riscuotendo le lodi di sostenitori e avversa
ri; ma solo per tenersi mani e truppe libere per la guerra in Libia che la Nato
sta preparando. Non bisogna rifare il disastro della guerra contro Gheddafi, rip
ete; ma non si vede dove stia la differenza con quella in programma.
Se mettiamo in fila questi episodi grandi e piccoli ne esce il quadro di una gov
ernance dellUnione europea totalmente allo sbando: quasi una banda di ubriachi ch
e non sa pi dove andare.
Quanto basta per ridicolizzare Stefano Manservisi (una specie di badante dellAlto
Rappresentante Federica Mogherini), che concludendo gioved scorso a Milano un co
nvegno sul XXI rapporto dellIsmu sulle migrazioni, aveva sostenuto che, se le pol
itiche economiche hanno contribuito a mettere in crisi lUnione europea, la condiv
isione delle misure sui migranti ne sta invece ricomponendo lunit; aprendo la stra
da allagognata unione politicaPeccato che quelle misure, oltre a essere criminali,
sono inattuabili e, in alcuni casi, come laccordo con la Turchia o lentrata in gu
erra, suicide.
LEuropa allargata ai profughi e ai loro paesi di provenienza un progetto che deve
essere ripensato dalle fondamenta, costruendo innanzitutto un fronte di coloro
che non vogliono rinchiudersi in una fortezza dominata dal cinismo, dal nazional
ismo e dal razzismo.
Questo modo di governare, che spinge lUnione europea verso linsignificanza e la di
ssoluzione e spiana la strada alle forze antieuropeiste e razziste delle destre,
evidenzia lincapacit di misurarsi con le sfide che il pianeta e la popolazione mo
ndiale si trovano di fronte.
Governano come se tutto dovesse continuare a scorrere come prima. La crisi clima
tica alle porte, e in molte regioni gi in pieno corso, solo una, e non certo la m
aggiore, delle questioni sul tappeto, su cui nessun uomo o donna di governo disp
osto a giocarsi il proprio ruolo, e meno che mai a mettere in relazione i cambia
menti climatici con i profughi che sta cercando di tenere lontani. La guerra unal
tra quisquilia, affrontata con leggerezza e senza il minimo progetto per il dopo
, per far salire di qualche punto la propria popolarit ormai irrimediabilmente a
terra (come aveva fatto Blair a suo tempo; e sappiamo come poi andata). Tutto vi
ene deciso nella convinzione che, vinta la guerra che in Afghanistan e in Iraq d
ura da anni e non si sa quando e come possa finire governi finanza e imprese pot
ranno continuare o riprendere gli affari di sempre.
Lo stesso vale per leconomia: la crisi sarebbe dietro le spalle perch il Pil di al

cuni paesi registra un mezzo punto in pi, senza considerare la scia di disoccupat
i, generazioni perdute, devastazioni ambientali, disperazione, miseria e rancori
che lausterity ha creato e a cui la ripresa non apporta alcun rimedio.
Peggio ancora per lo spirito pubblico: il pensiero unico, che una rappresentazio
ne vuota e falsa della realt, ha lasciato dietro di s, a destra, al centro e a sin
istra, il deserto: una totale incapacit di raccogliere i fili di un progetto di s
alvaguardia del pianeta, delle vite e dei rapporti sociali tra le persone.
Siamo ormai in trincea, avendo allegramente dilapidato tutto quello di buono che
avremmo potuto salvare di unepoca ormai trascorsa. Dobbiamo prepararci a un lung
o periodo di ricostruzione di una prospettiva pi umana. Che il papa e la sua enci
clica siano diventati un punto di riferimento non un buon segno: perch il risulta
to della miseria altrui.