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April is the cruellest month, breeding

Lilacs out of the dead land, mixing


Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

Aprile il pi crudele dei mesi, genera


Lill da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L'inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutr
Con secchi tuberi una vita misera.

Unreal City,
Under the brown fog of a winter dawn,
A crowd flowed over London Bridge, so many,
I had not thought death had undone so many.
Sighs, short and infrequent, were exhaled,
And each man fixed his eyes before his feet.
Flowed up the hill and down King William Street,
To where Saint Mary Woolnoth kept the hours
With a dead sound on the final stroke of nine.
There I saw one I knew, and stopped him, crying:
Stetson!
You who were with me in the ships at Mylae!
That corpse you planted last year in your garden,
Has it begun to sprout? Will it bloom this year?
Or has the sudden frost disturbed its bed?
Oh keep the Dog far hence, thats friend to men,
Or with his nails hell dig it up again!
You! hypocrite lecteur!mon semblable,mon
frre!

Citt irreale, Sotto la nebbia bruna di un'alba


d'inverno,
Una gran folla fluiva sopra il London Bridge, cos
tanta,
Ch'io non avrei mai creduto che morte tanta
n'avesse disfatta.
Sospiri, brevi e infrequenti, se ne esalavano,
E ognuno procedeva con gli occhi fissi ai piedi.
Affluivano
Su per il colle e gi per la King William Street,
Fino a dove Saint Mary Woolnoth segnava le ore
Con morto suono sull'ultimo tocco delle nove.
L vidi uno che conoscevo, e lo fermai, gridando:
Stetson!
Tu che eri con me , sulle navi a Milazzo!
Quel cadavere che l'anno scorso piantasti nel
giardino,
Ha cominciato a germogliare? Fiorir quest'anno?
Oppure il gelo improvviso ne ha danneggiato
l'aiola?
Oh, tieni il Cane a distanza, che amico
dell'uomo,
Se non vuoi che con l'unghie, di nuovo, lo metta
allo scoperto!
Tu, hypocrite lecteur! - mon semblable, - mon
frre!

At the violet hour, when the eyes and back


Turn upward from the desk, when the human
engine waits
Like a taxi throbbing waiting,
I Tiresias, though blind, throbbing between two
lives,
Old man with wrinkled female breasts, can see
At the violet hour, the evening hour that strives
Homeward, and brings the sailor home from sea,
The typist home at teatime, clears her breakfast,
lights
Her stove, and lays out food; in tins.
Out of the window perilously spread
Her drying combinations touched by the sun's last
rays,
On the divan are piled (at night her bed)
Stockings, slippers, camisoles, and stays.
I Tiresias, old man with wrinkled dugs
Perceived the scene, and foretold the rest I too awaited the expected guest.
He, the young man carbuncular, arrives,
A small house agent's clerk, with one bold stare,
One of the low on whom assurance sits
As a silk hat on a Bradford millionaire.
The time is now propitious, as he guesses,
The meal is ended, she is bored and tired,
Endeavours to engage her in caresses
Which are still unreproved, if undesired.
Flushed and decided, he assaults at one;
Exploring hands rencounter no defence;
His vanity requires no response,
And makes a welcome of indifference.
(And I Tiresias have foresuffered all
Enacted on this same divan or bed;
I who have sat by Thebes below the wall
And walked amongh the lowest of the dead.)
Bestows one final patronising kiss,
And gropes his way, finding the stairs unlit...
She turns and looks a moment in the glass,
Hardly aware of her departed love;
Her brain allows one-half formed thought to pass:
'Well now that's done: and I'm glad it's over.'
When lovely woman stoops to folly and
Paces about her room again, alone,
She smooths her hair with automatic hand,
And puts a record on the gramaphone.

Nell'ora violetta, quando gli occhi e la schiena


Si levano dallo scrittoio, quando il motore umano
attende
Come un tass che pulsa nell'attesa,
Io Tiresia, bench cieco, pulsando fra due vite,
Vecchio con avvizzite mammelle di donna, posso vedere
Nell'ora violetta, nell'ora della sera che contende
Il ritorno, e il navigante dal mare riconduce al porto,
La dattilografa a casa all'ora dei t, mentre sparecchia la
colazione, accende
La stufa, mette a posto barattoli di cibo conservato.
Pericolosamente stese fuori dalla fnestra
Le sue combinazioni che s'asciugano toccate dagli ultimi
raggi del sole,
Sopra il divano (che di notte il suo letto)
Sono ammucchiate calze, pantofole, fascette e
camiciole.
Io Tiresia, vecchio con le mammelle raggrnzite,
Osservai la scena, e ne predissi il resto -

Anch'io ero in attesa dell'ospite atteso.


Ed ecco apriva il giovanotto foruncoloso,
Impiegato d'una piccola agenzia di locazione,
sguardo ardito,
Uno di bassa estrazione a cui la sicurezza
S'addice come un cilindro a un cafone rifatto.
Ora il momento favorevole, come bene
indovina,
Il pasto ormai finito, e lei annoiata e stanca,
Lui cerca d'impegnarla alle carezze
Che non sono respinte, anche se non desiderate.
Eccitato e deciso, ecco immediatamente l'assale;
Le sue mani esploranti non incontrano difesa;
La sua vanit non pretende che vi sia un'intesa,
ritiene
L'indifferenza gradita accettazione.
(E io Tiresia ho presofferto tutto
Ci che si compie su questo stesso divano o
questo letto;
lo che sedei presso Tebe sotto le mura
E camminai fra i morti che pi stanno in basso.)
Accorda un bacio finale di protezione,
E brancola verso l'uscita, trovando le scale non
illuminate...
Lei si volta e si guarda allo specchio un momento,
Si rende conto appena che l'amante uscito;
il suo cervello permette che un pensiero solo a
met formato
Trascorra: " Bene, ora anche questo fatto: lieta
che sia finito. "
Quando una donna leggiadra si piega a far follie
E percorre di nuovo la sua stanza, sola,
Con una mano meccanica i suoi capelli ravvia,
E mette un disco a suonare sul grammofono.