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Il Mondo

Segreto di Duvbo

Questa storia magica dedicata a tutte le piccole persone che agitano il mondo degli adulti con i loro sogni e la loro spensieratezza.

Il Mondo Segreto di Duvbo

Piccolo o piccola mia Ho voluto scriverti una storia che fosse il pi possibile perfetta, con la stessa eccitazione che provo nellattesa che tu possa unirti a noi. Sono andato in giro per settimane con un quaderno in mano, cercando di buttar gi la prima riga perfetta per la storia perfetta. Finalmente, visto che non stavo cavando un ragno dal buco, ho provato a concentrarmi sullo stendere la seconda riga perfetta, e cos ho provato con tutte le altre righe dalla prima allultima, senza nessun successo. E poi zac! mi illuminai: avevo gi scritto una storia perfetta, dopo tutto, ma siccome questo non un mondo perfetto, non avrei potuto comprenderla mi attendeva in un altro universo, quello dove tutto perfetto, me compreso. Per risolvere questo problema, Mi sono seduto e ho scritto per te una storia imperfetta, cosi male che vada avrai qualcosa da leggere. Se non altro, penso di aver scritto una bella storia fintanto che riuscirai a leggerla, e potrebbero passare anni. Ma se ora hai in mano questo libricino non poi tanto tardi benvenuto e benvenuta!

Una storia magica su un mondo perfettamente ordinario

Con affetto, B.

I.

Fip Milano 2013

uvbo era un paese dormiente come lo il nostro mondo sotto ogni aspetto, con l'eccezione di essere il classico posto dove possono succedere storie come questa. Non era particolarmente ne troppo vicino ne troppo lontano da qualsiasi altro paese, tant' che la gente va e viene di volta in volta, e la vita a Duvbo era centrata particolarmente su quello che succedeva a Duvbo, che di solito non proprio quello che accade oggi nei nostri paesi. I residenti non sembravano pensarci molto, ma se qualcuno glielo chiedesse, probabilmente direbbero che questo ci che preferiscono.
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Se avessi fatto una passeggiata a Duvbo in un pomeriggio di sole, avresti camminato tra quartieri fatti di case modeste, alcune delle quali danno sulla strada, alberi che fanno ombra ai prati con l'erba ben falciata dietro recinti fatti di picchetti bianchi. Qualsiasi strada avessi preso, saresti finito prima o poi nel centro del paese, dove c'erano strade con negozi, una via di edifici pubblici, e una piazza centrale dove tutte queste cose si incrociano. Era un paese abbastanza grande per cui un bambino o una bambina avrebbe potuto perdersi ma non cosi grande da non poter riuscire a ritrovare velocemente la strada di casa.

In questo paese vivevano un sindaco, quattro poliziotti, sei pompieri, tre postini, quattro cento venti persone assortite tra lavoratori, alcuni pensionati, e i loro cento diciannove tra figli e figlie, che frequentano per la maggior parte le scuole elementari dove insegnano nove insegnanti, una delle quali era la signorina Darroway, che insegnava matematica. In aggiunta a tutti questi abitanti, c'e erano due vecchi ufficiali dell'esercito molto scontrosi, che non entreranno nella storia soltanto alla fine, e un bambino timido e particolarmente sensibile, Titus, che sar invece il nostro protagonista.

Tutti insieme quindi, a Duvbo c'erano cinque-cento-cinquantasette residenti; cerca di ricordare questo numero perch potrebbe rivelarsi importante pi avanti nella storia. Partiamo con Titus: era un tizio scapigliato, forse un po pi basso dei sui compagni e compagne di classe, che si dedicava principalmente a sognare ad occhi aperti e a distrarsi, ma non molto pi preoccupato di altri bambini e altre bambine della sua et. Non era un ragazzo che si distingueva tra la folla, anzi, guardandolo un po pi da vicino, nel gruppo sarebbe stato uno di quelli pi ai margini, guardando in una direzione mentre tutti gli altri guardavano
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dallaltra. Ad essere sinceri, poneva pi attenzione su ci che lo circonda pi di quanto facevano gli adulti, e a volte notava cose che nessun altro notava. Il sindaco era un uomo appariscente che si dedicava allo sfoggio di cravatte stravaganti e facendo lunghi e ampi discorsi su niente in particolare, e Titus laveva visto solamente nelle occasioni speciali come le feste provinciali e la processione di Natale di fine autunno. Vedeva di rado anche i poliziotti, e mentre in altri paesi questi ultimi sono conosciuti specialmente per le cose orribili che combinano, questi quattro non erano poi neanche cos male. I pompieri venivano

una volta allanno a scuola a sproloquiare su sicurezza e prevenzione, ma per quel che potessero ricordare, non ci fu mai un incendio a Duvbo da poter raccontare. I postini e le postine erano molto pi interessanti agli occhi del ragazzo, o quanto meno una di loro. Ogni giorno tornando da scuola, la vedeva riscendere il vialetto di casa sua dopo aver lasciato le lettere nella casella della posta. Appena andata via, quel tanto che bastava per non essere notato, si precipitava a controllare cosa fosse arrivato. Niente di che, ovviamente, a parte bollette e varie cose monotone che facevano tanto borbottare i sui genitori. Ma ad ogni

modo, sembrava che Titus aspettasse da questa postina una consegna importante, un invito magico, pacchi che gli avrebbero aperto porte nascoste verso altri mondi o quantomeno mappe di tesori nascosti. Cos ogni pomeriggio, fosse stato il caso, lui era li, dita incrociate, ad aspettare la posta e ogni pomeriggio la solita solfa: bollette e pubblicit. Come avrai gi potuto immaginare, la signora Darroway era linsegnante di matematica di Titus, e durante le lunghe ore delle sue interminabili lezioni settimanali, sognava ad occhi aperti contando i minuti che lo separavano dal suo controllo

giornaliero della posta. Lei era una donna rigida, severa e che non sorrideva mai, e lo beccava sempre mentre era con la testa tra le nuvole e lo castigava sempre di fronte ai suoi compagni e alle sue compagne di classe. Malgrado ci, la sua mente vagava, e di certo non lo aiutava la vista al di fuori delle finestre, che correva oltre i campi tranquilli di Duvbo verso le colline e ancora pi lontano, nella giungle selvaggia dove donne e uomini con la pelle dipinta cavalcavano pesci con le ali solcando fiumi neri che scorrevano dalle citt abbandonate fino ai piedi di montagne colossali... Qualche volta quando la campanella suonava a fine della giornata scolastica, era quasi dispiaciuto di
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non poter rimanere seduto su quella sedia malgrado sapesse che era tempo di correre a casa per vedere se il pacco tanto atteso fosse finalmente arrivato. A volte, nel corso di questa storia, potrai chiederti dove siano i genitori di Titus; la risposta , ovviamente, che sono li, a volte di sfondo, come lo sono molti genitori di questi giorni. Titus non aveva la fortuna di avere genitori che sapessero quanto erano fortunati nel poter condividere la loro vita con lui, e ha dovuto creare le sue situazioni tutte per conto suo. Questa la storia di come lha fatto, e di come questo abbia fatto la differenza per lui e per tutte le altre

persone. Passarono settimane e settimane di pomeriggi speranzosi che si aggiungevano a mesi con niente di speciale a riempire la casella della posta. Alla giovane et di Titus, sembrava veramente un periodo fin troppo lungo pieno di cose per niente speciali, e cominci ad aver paura che il mondo avesse qualcosa di sbagliato in se. Chiunque attorno a lui continuava la propria vita come se niente fosse, e apparente, dimostrando di non avere nessun desiderio perch Qualcosa di Speciale accadesse, nella posta come da qualsiasi altra direzione, cosicch cominci a pensare di aver qualcosa che non andava

in se stesso, nel volere questo genere di cose. Se fosse stato un ragazzo pi coraggioso, avrebbe avuto un po meno scrupoli con se stesso, e avrebbe chiesto alla postina se non avesse mai consegnato qualche strano pacco proveniente da qualche strana terra esotica; ma era in un et dove si diventa troppo auto consapevoli per chiedere una cosa del genere a voce alta, anche se dentro si continua silenziosamente a gridarla. Non sarebbe dovuto essere cosi frettoloso nel criticare se stesso, tant che quando le cose sarebbero cambiate avrebbe dimostrato grande coraggio e spirito di iniziativa. Ma non aveva modo di saperlo per ora, e
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continuava a pensare a se stesso come ad un codardo, sperando in unopportunit futura per provare il suo coraggio con la stessa impazienza con la quale aspettava larrivo di qualcosa di magico per posta. Questa impazienza lo port a fare quel qualcosa che i genitori dicono sempre, rivolgendosi ai propri figli e alle proprie figlie, di Non Fare Mai Per Nessun Motivo, quel genere di cose che sicuramente i genitori non vogliono che i ragazzi facciano nelle storie che i loro figli e le loro figlie leggono. Quindi se sei arrivato cos lontano, gi da considerarsi una fortuna.

Stanco di una vita nella quale niente era permesso, Titus comincia a star sveglio segretamente fino a che tutti quanti in casa sono andati a dormire, e poi questa la parte pi controversa uscire di soppiatto da casa a camminare durante le ore delle streghe nel mezzo della notte. Ogni notte aspettava fino a quando cominciava a sentire suo padre russare, quindi lacquietarsi del respiro dalle labbra di sua madre, e, contando fino a cento, avvolgeva il cuscino sulla serratura della finestra per attutirne il rumore mentre lapriva. Quindi apriva la finestra quel tanto che bastava per far scivolare fuori il suo corpo, e si abbassava con cautela verso terra pochi passi pi in

basso, tremando nelleccitazione di aver fatto qualcosa di spaventoso e proibito. Alcune notti gli capitava di schiacciare qualche rametto una volta saltato a terra, raggelandosi nel terrore di aver svegliato i suoi genitori; cominci a cercare bastoncini nellarea sotto la sua finestra nel pomeriggio, dopo la consegna dellennesima deludente bolletta. Nelle sue prime uscite, non si allontan molto da casa, era gi abbastanza stare sotto le tenui luci stradali nel giardino di fronte, guardando le forme oscure degli alberi che si stagliavano in cielo e assaporare laria gelida sul suo viso. Dopo una settimana di
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ci, aveva accumulato abbastanza coraggio per piccole spedizione per delle stradine, e poi pian piano per delle altre e cos via. Lintero mondo sembrava cos diverso di notte tutto ci che era famigliare di giorno diventava, sotto la luce delle stelle e nella vacuit della Duvbo dormiente, spettrale e magico. Strizzando gli occhi alle silhouette dei cartelli stradali resi vuoti dalloscurit, quasi inghiottito dal silenzio nel quale i suoi passi esplodevano, Titus si sentiva come lultimo essere umano sulla terra o il primo. I genitori e gli altri adulti dimenticano questa sensazione man mano che gli anni

passano, ma tu lo sai bene, ne sono sicuro: La vita delle piccole persone elettrificata da avventure segrete come questa, che prendono la loro vera forma e il loro proprio significato in quei momenti dove nessunaltra persona ne testimone. Cos Titus cominci a fantasticare meno sulla posta pomeridiana e pi su cosa averebbe fatto pi tardi in serata mentre la citt dormiva; e ogni giorno una taciturna, stanca signorina Darroway lavrebbe fatto riprendere dalle sue fantasticherie con una parola tagliente o un colpetto sulla spalla. Una notte, carico di una crescente confidenza di settimane di queste spedizioni,

Titus varc la linea. Quella sera, quando arriv ai bordi del quartiere che conosceva, non torn indietro, ma fece una pausa e quindi, mettendo insieme tutta la sua piccola spavalderia, cammin oltre, per una via che non riusciva a riconoscere nelloscurit. Allinizio ogni movimento era terrorizzante: pos i piedi come se lasfalto potesse cedere sotto i suoi passi, o come se lintero paese si trasformasse di colpo in una giungla impenetrabile. Come passo successivo cap che questa paura era infondata, si scosse un pochino e cerc di rilassarsi, tornando alla sua usuale pace. Era un po come camminare con gli occhi chiusi, che, se non lo hai mai fatto, una
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cosa che dovresti provare a fare qualche volta. Si aspettava di imbattersi in qualcosa di disastroso in ogni momento, fremendo di tanto in tanto malgrado la sua calma, ma i disastri non arrivavano, e se riusciva a non pensarci molto, diventava facile quanto il continuare a muoversi. In breve tempo, cominci a sentirsi libero e sicuro di se stesso in un modo che non aveva mai provato prima nei pochi anni della sua giovane vita. Era l, nel paese delle fate che nessun altro poteva vedere, navigandoci con il coraggio e leleganza di un vero esploratore; se solo quei civili dormienti sapessero! Varcava angoli e partiva per

nuovi viottoli con la spavalderia di un capitano pirata allarrembaggio di una isola appena scoperta. Finalmente, decise che era tempo di tornare nel suo letto. E quindi, con un misto esasperato e altalenante di paura ed esultanza, realizz che si era perso. Non ricordava a quale incrocio aveva girato, e nella fioca luce dei lampioni, tutti i riferimenti che riconosceva vagamente durante il giorno sembravano essere tutti uguali. Prese una strada che sembrava famigliare, ma lo port in un posto a lui sconosciuto; torn indietro, e ne prov unaltra, solo per avere una seconda scelta, cercando di rintracciare le

sue impronte, e allo stesso tempo la strada perduta. Guardandolo dallalto, da dove siamo noi, possiamo vedere che Titus non era distante da casa se non di un paio di strade; ma da dove stava lui, nel buio di una notte senza luna, sembrava che casa sua fosse lontana chilometri e chilometri. Avrebbe voluto sedersi e piangere, ma sapeva che trovandosi in guai talmente seri non avrebbe potuto perdere nemmeno un momento. Con audacia, continu a camminare, sempre pi in profondit dentro il labirinto della sua confusione, sperando ora nellimprobabile caso di poter inciampare in qualcosa che
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avrebbe riconosciuto Duvbo non era una citt tanto grande dopotutto. Di nuovo, niente che apparisse allorizzonte, durante quelle che sembravano ore e ore e chilometri e chilometri, e si trovava ormai allultimo stadio del panico quando fu sopraffatto da qualcosa di altrettanto straordinario e inaspettato. In lontananza, alla fine della strada che passava alla sua sinistra, distinse un barlume nettamente diverso dalla luce che i lampioni gettavano in modo sparso sulla strada. Brillava, rossa e dorata, formando spazi di luce tra movimenti e ombre. Questo fu uno sviluppo al quanto selvaggio e inaspettato,

e per un attimo Titus si dimentic della situazione difficile nella quale si trovava: doveva scoprire di cosa si trattava, a qualsiasi costo. Unintera vita di fantasie segrete laveva preparato a questo momento, e sebbene la sua immaginazione evocasse alla stessa maniera incubi e stupore, cominci a saltellare e ad avvicinarsi silenziosamente. Man mano che procedeva, la strada diventava pi larga, e si rese conto che davanti ai suoi occhi si stagliava uno spazio aperto, nel quale poteva scorgere le silhouette degli alberi in alto e la consistenza dellerba a terra. Vide anche dellaltro: delle persone, che roteavano e giravano intorno ad un

grande fuoco. La luce imponente allungava e ingrandiva le loro proporzioni, facendole apparire irreali ed enormi. Questo era al di l dellordinario decisamente al di l delle normali credenze, e un turbino interno colse Titus, nello shock e nello stupore del vedere con i propri occhi, nella monotona Duvbo, una scena come quelle che aveva soltanto immaginato nella sua mente. Si raggel, stordito, combattuto tra il voler correre verso tutto ci e scappar via ma era una scelta che non gli era dato fare. Nellistante successivo, il grande fal si spense tra un fruscio di scintille, e tutte quelle persone sparirono in ogni direzione,

fondendosi nelloscurit. Titus balz dentro un cespuglio dietro di lui, ma non era necessario, niente e nessuno riappar, e presto la calma si ristabil riempendo laria in un senso di permanenza. Accadde anche qualcosaltro: Titus distinse i primi bagliori di rosa nel cielo sopra di lui il sole si preparava a sorgere. Come divenne pi chiaro, le strade apparivano pi nitidamente, e Titus di colpo realizz dove si trovava: era nella piazza centrale di Duvbo! Da qui poteva quindi ritrovare facilmente la strada verso casa, bastava seguire la via che passava dalla centrale dei pompieri. Non cera
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alcun segno del fuoco e delle danzatrici selvagge, e pian piano strisci fuori dal suo nascondiglio e cominci a tornare indietro, tra lerba fresca e la rugiada del mattino che bagnava dolcemente le sue scarpe. Si affrett tra le vie dei quartieri che di nuovo recitavano una parte completamente diversa, la luce rosea colorava i tetti e le siepi mentre i sogni delle famiglie addormentate volgevano a termine. Gli mancava il fiato, ancora agitato dalladrenalina e dallo stupore della sua scoperta, quando scivol di nuovo attraverso la finestra della sua cameretta, che si richiudeva alle sue spalle senza far neanche troppo caso ad attutire

pi di tanto il rumore del chiavistello. Pochi minuti dopo, mentre era disteso nel letto, col cuore ancora che gli batteva nel tentativo di fingere di dormire, sua madre entr a svegliarlo per andare a scuola. Fu sorprendente, dopo tutto quello che era successo la notte prima, che lei non notasse niente di inusuale. Titus pass il giorno successivo in una confusa combinazione di sfinimento ed euforia. Era impossibile pensare a nient altro se non a quello che aveva visto, quello che aveva vissuto, a quello che avrebbe fatto nella notte che si avvicinava,

e allo stesso tempo la sua mente era cos annebbiata, le sue palpebre cos pesanti, il suo corpo cos spossato che fece tutto ci che era possibile per restar sveglio in classe. Anche la signorina Darroway sembrava particolarmente irascibile e logorata, e non gli diede tregua ogni qual volta la sua testa penzolava da un qualche lato. Il povero Titus si pizzicava e scalciava i suoi piedi luno contro laltro, cercando di mantenere almeno una parvenza di attenzione, e lo fece abbastanza bene nonostante la sua mente roteava tra danzatori mendicanti e privazione di sonno. Finalmente dopo cinquecento anni di matematica e quindici minuti di ramanzina, la lezione fin.

Non cera niente di speciale nella casella della posta, ovviamente, cos Titus si prepar ad affrontare le ore che lo separavano dal momento in cui i suoi genitori sarebbero andati a dormire. A cosa aveva assistito, si chiedeva? Le streghe erano venute in visita a Duvbo? Era stata infestata dai fantasmi? Aveva quasi interrotto un incontro di banditi? Cerano ancora streghe o fantasmi o banditi da qualche parte in questepoca? Lunica conclusione a cui arriv fu che, qualsiasi cosa fosse, malgrado il grande pericolo e nonostante la sua grande paura, avrebbe dovuto investigare ulteriormente quella stessa notte. Ma quando venne il momento, e sua madre spense la luce della
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sua camera, cadde istantaneamente in un sonno pro-fondo, ancora prima che i suoi genitori si ritirassero per andare a dormire. Era semplicemente troppo esausto per star sveglio ulteriormente. La sera dopo, ovviamente, era ben sveglio ed entusiasmato in largo anticipo. Dopo aver udito il primo ronfo di sua madre, riusci a malapena a contare fino a cento pi veloce che poteva. Allo scoccare del cento, si catapult fuori dalla finestra senza neanche preoccuparsi di coprire il rumore del chiavistello, e saltell gi a terra, la quale era stata pulita ben bene da ogni ramoscello durante il pomeriggio.

Una volta in strada, torn lapprensione. Cosa sarebbe successo se lavessero scoperto, chiunque o qualsiasi cosa erano? Se fossero poco amichevoli? Erano di sicuro ultraterreni, quantomeno di un mondo diverso da Duvbo. Non sapeva cosa aspettarsi da loro, e nemmeno immaginarlo. Ma non cera verso, sarebbe dovuto essere molto cauto, e cercare di scoprire quello che poteva. Prima di partire, avvolse la sciarpa coprendosi la bocca e il naso e sembrava una maschera improvvisata usata come un amuleto per proteggersi dalla sua stessa paura pi che per altri motivi.

Aveva delineato la strada da casa sua alla piazza centrale quel pomeriggio cos che non ci fossero possibilit di perdersi unaltra volta; come sempre nelloscurit, fu una passeggiata totalmente differente. Lincertezza di quello che lo attendeva si associ alle tenebre che avvolgevano le strade attorno a lui rendendo lescursione davvero paurosa. Sarebbe dovuto essere pi vecchio e quello che gli adulti chiamano maturo, avrebbe potuto pensarci bene, o al massimo aspettare di tornare con un reporter e delle telecamere; ma era giovane, innocente e impetuoso, e pronto per la magia.

E la magia lo stava aspettando. Quasi arrivato alla piazza centrale, scorse di nuovo tra gli alberi, una luce nel centro. Era meno intensa, e luccicava meno; presto vide che le silhouette delle persone li attorno non stavano ballando ora, ma si riunivano seduti in un grande cerchio. Nel mezzo, prima del fal, una di queste persone svettava tra le altre, muovendo le sue braccia con vigore e ampi gesti. Visto che erano tutte di schiena rispetto a lui, si avvicin. La persona in piedi era drappeggiata da un mantello dorso, il pelo copriva le sue braccia con delle strisce, lombra delle mandibole oscurava il viso sottostante. E
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parlava: quando Titus ud le sue parole riconobbe la voce di una donna, una che suonava al quanto familiare e nuova allo stesso tempo, non assomigliava a nulla che avesse sentito prima dora. Il tono della voce era cos chiaro e forte da percorrere tutta la piazza e risuonare nel suo petto, ma aveva una tenerezza e un calore che aumentavano ancor di pi la sua intensit e la sua forza. Era una storia quella che stava raccontando, che assomigliava a quelle che si inventava durante le lezioni di matematica, ma arricchita con ancora pi dettagli e fantasie rispetto alle sue: uomini che tatuavano mappe misteriose sui petti dei propri figli, donne che viaggiano in ruscelli sotterranei

verso lo spazio interno nel centro della terra, volando fin li in assenza di gravit fino ad una luna nascosta che galleggiava allinterno. Ascolt, affascinato, strisciando sempre pi vicino, suo malgrado. Loratrice concluse la sua storia con un verso di una poesia inquietante, e poi si gir improvvisamente nella direzione di Titus: E ora, disse, tempo di ascoltare la storia che ci racconter il nostro nuovo arrivato. Titus sobbalz su i suoi piedi e inciamp allindietro, ma prima che potesse cadere chiss dove un paio di mani lo afferrarono
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da entrambe le parti catapultandolo nel centro del cerchio. Il piccolo Titus stava in piedi di fronte al grande fuoco, circondato da oscure figure che indossavano costumi bizzarri, e raggelava come un animale sotto la luce di una torcia. Impulsivamente, strinse la sciarpa intorno al volto, ma non cera via duscita, era stato preso. Avanti, insistette unaltra persona, con un tono di voce che non riusci a decifrare: una storia. Titus apr la bocca, e cominci a parlare: allinizio a scatti, ma poi, scoprendo una voce che non aveva mai avuto prima, raccont, con una sempre maggior confidenza, una delle storie dei suoi sogni ad occhi aperti.

Parl, narrando la sua storia a tutta forza, aggiungendo intelligenti digressioni e descrizioni stravaganti, sperando che lombroso cerchio non fosse contrariato e che non lo scorticassero o bruciassero vivo. Alla fine della storia, ci fu il silenzio. Guard, impaurito, attorno al cerchio, ma non potendo vedere gli occhi delle altre persone attorno a lui, non riusciva ad immaginare cosa sarebbe successo ora e quindi, tutto in una volta, eruppe da tutte le mani un grande applauso, e da ogni gola un grido di incoraggiamento, e nellistante successivo, come era successo due notti prima, il fuoco si estinse in unesplosione di scintille e

tutte le persone sparirono repentinamente nelloscurit. Il giorno seguente Titus era esausto come lo era stato due giorni prima, tanto perplesso quanto eccitato. Stava seduto in classe nellora di matematica, gli occhi puntati sulla lavagna anche se completamente fuori fuoco, e rifletteva sulla sua scoperta. Aveva svelato un favoloso mistero, un lato segreto di Duvbo che nessuno a parte lui conosceva; era sorprendente che una compagnia tanto insolita si radunasse nel cuore di un posto tanto ordinario e noioso. Da dove venivano? Cosa li portava qui? Aveva lo

strano presentimento che i pezzi del puzzle fossero li davanti a lui, ma non riusciva a metterli insieme. Aveva risolto, con la testa offuscata dalla fatica, che avrebbe rimesso i pezzi al loro posto quella notte, cos pens che sarebbe dovuto essere al meglio della sua condizione per investigare ulteriormente la sera seguente. In quel momento, la signora Dorroway lo distolse dalle sue fantasticherie con una parola tagliente. Sembrava tanto stanca quanto lo era lui. La notte successiva, era di nuovo li, percorrendo la strada verso la piazza centrale nel bel mezzo della notte, sciarpa intorno al viso e cuore palpitante nel petto.
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E di nuovo una situazione diversa: ora non cera un fuoco centrale ma larea era illuminata da torce appese sugli alberi; alcune di quelle strane figure suonavano degli strumenti musicali, dolci voci dargento e strumenti a fiato, percussioni belligeranti e strane cose a corda suonate da due archi biforcuti, mentre le altre figure giravano e piroettavano arricciandosi in abiti scarlatti, vestaglie elaborate e eleganti mantelli neri. Era un ballo in maschera. Ancora con apprensione, Titus attese al bordo delle torce, ma una delle danzatrici lo vide e, come gli pass vicino, gli afferr la mano e lo tir in mezzo nel fragore

della danza. Non aveva mai ballato in questa maniera prima dora, cresciuto a Duvbo, probabilmente non aveva mai neanche ballato. Ora stavano formando dei cerchi concentrici. Correvano al di sopra del terreno, con i piedi che appena lo sfioravano, tenendo le mani strette per paura di volar via, slanciandosi sempre di pi e allargando sempre maggiormente il cerchio per poter andare sempre pi veloci. Nel centro dellazione, Titus vide ora la figura imponente della donna della sua visita precedente: Il mantello da orso era sparito, rimpiazzato da uno scialle fatto da una dozzina di sciarpe colorate, ma nonostante ci era in modo inequivocabile

lei. Non teneva per mano nessuno ma si accingeva in una sua danza particolare, scalciando le sue gambe oltre le teste di ognuno e roteando le sue braccia come delle ali di un feroce uccello predatore. Le sciarpe ripercorrevano i suoi movimenti in aria dietro di lei al rallentatore, seguendola come un danzatore ombra. Tutto dun tratto, la danza cambi ritmo, e ogni partecipante scelse una controparte. Titus fu scelto da una giovane donna con la faccia pittata briosamente, che lo sollev in aria sopra di lei. Quindi la musica si ferm per un istante e le controparti si scambiarono. Ora Titus era passato nella

mani di un uomo estremamente alto e dalle gambe lunghissime no, doveva per forza indossare dei trampoli! e di nuovo, ad unaltra repentina pausa, ad una coppia con costumi identici, e quindi ad un altro partner e poi ancora un altro. La canzone crebbe rumorosamente, diventando pi veloce, pi impetuosa e irresistibile; sembrava essere emanata dal suo stesso cuore pulsante. Improvvisamente, Titus si trovava tra le braccia della donna con le sciarpe. Il resto del mondo pareva svanire e andare lontanissimo, e pure lassordante musica divent distante, manifestando se stessa al
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posto dellinesorabile ritmo dei loro corpi. Lei era sicuramente posseduta da una forza sovrumana, poteva comunicare con il suo compagno: Titus scopr di poter saltar per aria, girare in torno, lasciarsi andare in movimenti che non aveva mai sperimentato prima. I musicisti scoccarono una nota alta, una nota prolungata la quale riport per un secondo lepicentro del mondo al suo posto tanto da poter girar la testa per vedere la faccia della sua partner, e quindi ancora un seconda pausa di un secondo: e in quellistante, guardandola negli occhi, riconobbe esattamente chi era quella donna era la signorina Dorroway!

Un altro danzatore lo afferr, e lei spar dietro di lui nel mezzo della folla prima che potesse reagire in qualsivoglia maniera. Ora, guardando attorno, vide altre persone che poteva riconoscere alla luce delle torce, malgrado le loro maschere: in cima ai trampoli cera il pompiere che faceva lannuale presentazione anti-incendio, e l dietro un velo cera un vecchio studente della scuola, e la la cera perfino la donna che portava la posta al suo uscio ogni pomeriggio! Questo era il pi strano di qualsiasi strano carnevale al quale era mai stato. E di nuovo, nel momento in cui stava realizzando tutto questo, le torce si spensero, la piazza cadde nelloscurit, e

Titus si trov completamente solo nellora prima dellalba. Il giorno successivo era Sabato, cos che Titus ebbe la possibilit di poter dormire una volta rientrato a letto, e dorm fino a tardi pi tardi di quanto avesse mai fatto prima. I suoi genitori non se ne accorsero; uscirono presto per fare qualcosa, cos che quando si svegli muscoli indolenziti e piedi infiammati per le danze, testa ancora intontita da una settimana con poco sonno si trov da solo a casa. Si vest lentamente e fece un salto fuori nel portico. Era quasi mezzogiorno. Duvbo sembrava

esattamente la stessa di ogni Sabato pomeriggio da quando la poteva ricordare, ma questa volta la vide con occhi differenti. Dagli uomini che passeggiavano con i cani alle madri con i loro figli, si domandava chi di loro era stato con lui nelle danze la notte prima, chi di loro condivideva il segreto che anche lui ora possedeva. Ora ogni passante era un potenziale cospiratore, un potenziale perditempo inaffidabile o un agitatrice di storie; era come se delle botole stessero in agguato dietro ogni angolo e dietro ogni cespuglio, per portarti fuori dalla realt conosciuta fino a quel momento. Il mondo di Titus, una volta non pi grande di una cittadina dalla quale non vedeva lora di
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liberarsene, si espandeva ora attorno a lui in ogni direzione. Quando Luned si ritrov alla lezione di matematica, si concentr e riusc a stare attento per la prima volta, fissando gli occhi sulla signorina Darroway. Erano davvero gli occhi di quella donna che raccont quella storia abbagliante, e ball quella danza magnifica, sebbene qui erano alquanto stanchi e distanti. Gli strizz locchio, come aveva desiderato fare camminando sulle nuvole della sua nuova scoperta a tutte le persone che aveva incontrato nella sua ultima avventura, in caso fossero anchesse dentro quel mistero. Lei non diede segno

di aver visto nulla: sia che non lavesse riconosciuto o che fosse un segreto da non trapelare al di fuori del raduno, Titus si sentiva a suo agio. Avrebbe visto lei e le altre persone compagne di quelle furtive avventure pi tardi, di notte, nella piazza, dopo che tutte le altre, di persone, erano andate a dormire.

II.
Passarono i mesi. Per uno strano processo di attrazione, un magnetismo invisibile, o forse semplicemente come risultato inevitabile di vivere in un paese nel quale non succede mai niente, ogni settimana sempre pi vagabondi si unirono agli incontri notturni. Erano tutti e tutte stupite, nello scoprire che non erano i soli e le sole a nutrire desideri celati verso quel sentimento che ci sospira da dentro che Qualcosa Deve Succedere, quei sognatori e quelle sognatrici che stavano in agguato in mezzo ai ranghi dei cittadini per bene intorno a loro.

Quelle assemblee notturne, che ognuno di questi inconfessati estraniati aveva sognato, erano lesatto opposto della vita a Duvbo: sabba delle streghe dove tutto era selvaggio e bellissimo, dove ogni impulso primitivo, soffocato nella vita di tutti i giorni, aveva libero sfogo in una sinfonia di creativit e abbandono. I cospiratori e le cospiratrici facevano giocolieria, camminavano sul fuoco e lo mangiavano, erigevano fantastici palchi dove inscenavano spettacoli di marionette a grandezza naturale, si sdraiavano nudi e nude con le loro maschere sotto i raggi di luna a comporre le loro personali costellazioni giocando con le stelle in cielo. Vivevano per queste ore,
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contavano i minuti che separavano le loro logoranti mattinate, i noiosi pomeriggi e le tranquille serate casalinghe dalle notti nelle quali potevano esprimere le loro parti pi segrete, ed essere posseduti e possedute dagli spiriti nuovamente. Come il piccolo Titus aveva scoperto anzitempo, nessuno parlava mai apertamente di questi incontri, o nemmeno vi alludeva con gesti o segni di fatti, come risult, era lunico tanto perspicace ad aver riconosciuto i suoi compagni e le sue compagne perditempo per quello che erano durante il giorno. Per tutte le persone che vi partecipavano, quelle notti dominavano

qualsiasi cosa, invisibilmente. E poi accadde qualcosaltro, in una citt dove niente cambiava mai. Una cosa davvero sottile, qualcosa che qualsiasi di queste persone, fuoriuscite dalla realt quotidiana avrebbe evitato fortemente e che tutti gli altri residenti non avevano notato perch successo gradualmente, tuttavia, era vero: un aria di mistero avvolgeva le strade, e se in qualche modo tutto quello che accadeva a Duvbo appariva sempre calmo e tranquillo, cera sempre qualcosa dietro lapparenza, come un trambusto appena fuori dal proprio campo visivo. E non era tutto: tutte queste notti insonne cominciavano

a mostrarsi su certi volti. In ogni ufficio e in classe, al supermercato e in chiesa, alla stazione di polizia e allufficio postale, lattento osservatore e lacuta osservatrice poteva notare le occhiaie sotto gli occhi, la palpebre calanti, la pigrizia sonnolenta di corpi che non dormivano abbastanza. Niente del genere era apparso a Duvbo prima dora, in ogni caso, nessun cittadino riusciva a formularsi domande appropriate a riguardo, tantomeno pubblicamente; ma lo scenario era stato allestito. Furbo o furba come sei, immaginerai sicuramente che una tensione del genere non pu rimanere irrisolta per sempre.

Ma non cera ancora niente che avesse fatto traboccare il vaso; quindi le cose continuarono cos ancora per alcuni mesi, e in tutto questo tempo, ogni settimana sempre pi gente si aggregava agli incontri. Lestate era venuta se nera andata, arriv Halloween. Ormai, sembrava che quasi tutta la popolazione di Duvbo si incontrasse nella piazza centrale tutte le notti. Le previsioni tra i cospiratori e le cospiratrici erano alle stelle, e i preparativi durante le nottate erano stati intensi. Quella sera, dopo una cena un po anticipata, i genitori vestirono i propri figli e le proprie figlie con vestiti in plastica raffiguranti vari
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personaggi televisivi Titus era stato vestito, su insistenza della madre, come un personaggio di un cartone animato di una trasmissione del sabato mattina e li portavano nei vari isolati a raccogliere i dolcetti dai cestini di quelle case che li avevano coscienziosamente riempiti. Quindi gli adulti riportavano la loro prole a casa in tutta fretta, ritirandogli tutti i dolci per razionarli poi nei giorni successivi, e affrettandosi nel gesto amoroso di metterli a letto prima di ritirarsi anchessi. Appena constatato che le rispettive controparti si erano dolcemente addormentate, le finestre si aprirono, i vestiti rapidamente indossati, e padri, figlie, madri e figli, sgusciati fuori

nella notte verso lassemblea della piazza centrale, mascherati con i propri poteri di irriconoscibilit. Fu il pi selvaggio, il pi magico di tutti i carnevali mai capitati prima. Diavoli dalla pelle rossa roteavano le loro code, flettevano i propri muscoli, aggirandosi tra le gambe di enormi draghi e cavalli di Troia stracolmi di soldati greci; zombi vampiri e scheletri danzavano un ritmo dettato da ossa di fantasmi; le aquile volavano sopra le loro teste. Fu come se la terra stessa si aprisse rivelando al suo interno un regno magico; la folla si distendeva in ogni direzione fino a dove gli occhi potevano vedere, nel buio

della luce puntiforme delle torce. Malgrado ci fosse cosi tanta gente, da sembrare che praticamente lintera popolazione fosse presente, ogni individuo continuava a sentire che lui o lei si stesse coinvolgendo in qualcosa che Duvbo non poteva tollerare. In fatti, se un osservatore esterno fosse stato l ad osservare le stranezze di quella notte, e avesse premurosamente contato tutte le presenze, sarebbe arrivato a contare la cifra esatta di cinquecento-cinquantacinque. Chi era li e chi non era li divent il punto cruciale della storia, e sebbene le due persone non presenti sapevano che qualcosa stava succedendo, erano anche quelle che

conoscevano di meno cosa realmente stava accadendo. Il giorno successivo Titus, come chiunque, era esausto senza mezzi termini. In ogni classe, studentesse, studenti e insegnanti erano totalmente afflosciati. La signorina Darroway svolgeva in modo monotono e apatico le proprie lezioni, dando poco fastidio e senza rimproverare chi aveva la testa penzolante sulla propria spalla o ritirata verso il proprio petto. Dopo la scuola, il giovane, propriamente rincasato, trov ad attenderlo una nuova e inaspettata sorpresa.
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In quei giorni, aveva controllato la posta in maniera solamente abitudinaria, senza una reale speranza ottimistica di trovarci alcun che di interessante visto che il suo desiderio verso qualcosa di interessante, era ben soddisfatto dalle attivit notturne. Ma l, tra il mucchio di lettere appena consegnato dalla postina, ce nera una che non somigliava a nessunaltra che fosse mai giunta fino a quelluscio. Non era una bolletta, e non era pubblicit, o quanto meno questo quello che sembr a Titus. Sembrava essere un annuncio: era un foglio singolo su carta leggera, piegato a met e chiuso con dello scotch, con sopra

scritto, con caratteri alquanto infausti: Concittadini di Duvbo Di colpo Titus era di nuovo pienamente sveglio, stracolmo di curiosit. Questa era la cosa pi inaspettata capitatagli di giorno era possibile che il mondo segreto stava per erompere nel mondo abitudinario? Curioso comera, ma rispettando le regole di sicurezza diurne, sapeva che era meglio attendere che i suoi genitori fossero tornati a casa, per scoprire cosa questo messaggio poteva mai contenere, facendolo aprire dalle loro mani. Sembr uneternit quellattesa, da che i suoi genitori tornassero entrambi a casa

passando dalla usuale cena silenziosa. Finalmente, al culmine della sua sopportazione, il padre estrasse le lettere per iniziare la sua triste routine fatta di bollette da pagare e bilanci domestici. Pass ogni conto sotto la lente dingrandimento, leggendo ogni piccola clausola due volte per esser sicuro di non dimenticarsi nulla, prendendo appunti sul suo taccuino come di consueto, prima di arrivare finalmente allannuncio. Titus trattenne il fiato. Oh, leggilo tu, tesoro, disse suo padre sospirando, passandola alla madre, non niente di importante.
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Cos fece, e la scrut per qualche momento, fino a che Titus non riusciva pi aspettare. Cosa dice, mamma? si azzard, con fare quasi disinteressato. una specie di annuncio pubblico, penso, disse sua madre con perplessit. Richiede la nostra presenza ad un incontro questa sera, rivolto a Tutti i preoccupati cittadini di Duvbo, presso il municipio. E non dice nulla di pi. Suo padre borbott che era sempre a fare riunioni e di come lultima cosa della quale avesse bisogno era unaltra riunione, ma che comunque era meglio andarci per non sfigurare agli occhi della comunit, e che tuttavia era una una palla assurda. Posso

venire anchio? disse Titus, con tutta la dovuta cortesia. Non credo che questa sia una situazione adatta per un giovane ragazzo come te, disse la madre con tono sbrigativo, e quella fu lultima parola sulla faccenda. Cos, ovviamente, da bravo bricconcello qualera diventato, Titus sgusci fuori come routine e segu i suoi genitori, con le dovute precauzioni, una volta usciti di casa unora e mezza pi tardi per andare alla riunione. Il Municipio, era uno degli edifici pi vecchi di Duvbo, e di conseguenza, severo e retrogrado come un arcigno anziano

attaccato fortemente alle tradizioni. Dentro, gli adulti sedevano rigidi su scomode sedie poste rigorosamente in file, schiena dritta e dolorante, mani appoggiate sul proprio grembo, in quella maniera giusta e retta, che avevano imparato in quei dieci anni e mezzo di scuola quando erano pi giovani. Virtualmente ogni persona ben cresciuta del paese era li: i pompieri di fronte, la postina di Titus giusto dietro di loro, e al centro cerano tutte le nove insegnanti, tra le quali la signorina Darroway taciturna come lo era in classe con ancora addosso gli stessi abiti grigi. Nella stanza, regnava un silenzio gelido e imbarazzate, di tanto in tanto interrotto dal sibilo nervoso dei respiri
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o dallo stridio di sedie spostate in maniera grezza e imbarazzata dagli ultimi arrivati. Nascosto fuori in un cespuglio per non destare attenzioni, Titus osservava il tutto attraverso una finestra. Alle otto in punto, due lugubri e austeri uomini di mezza et si alzarono in piedi e si avvicinarono a due podi posti ad un lato della stanza. Uno di loro prese il proprio posto su uno di questi podi mentre laltro rimaneva in piedi dietro di lui gettando occhiate intrise di vaghe minacce e sguardi grondanti giudizio verso laudience in maniera totalmente casuale.

Inizi il primo di questi due ufficiali dellesercito in pensione che quello che erano questi due uomini, come tu ben ricorderai dallinizio della storia Ci giunta attenzione, da alcune fonti che non vogliamo svelare, che Duvbo diventato un paese decadente, un covo di iniquit, un posto dove il male ha preso il sopravvento. Vi abbiamo convocato a questa riunione perch, come voi ben sapete, vostro dovere in quanto Cittadini Responsabili sradicare dal prezioso suolo della nostra comunit ogni imperfezione, ogni macchia, tutti quei Comportamenti Inaccettabili, e saranno prese misure per risolvere questa situazione prima che il nostro tanto amato patrimonio

di Onore e Moralit sia perso per sempre. Il secondo uomo sal sul podio al posto del primo, che torn al suo ruolo di truce scrutatore. Ai nostri tempi, quando eravamo in servizio, dirigevamo un organizzazione perfetta, come ci venne riconosciuto, quindi credo che tutti voi sarete daccordo che siamo gli uomini giusti per loperazione di pulizia di Duvbo. Quello che voi dovrete fare sar riportare a noi ogni assurdit, qualsiasi disgustosa Deviazione che vi spaventa, iniziando da sta sera, da questo momento. Bene allora, chi il primo? e torn a

scrutare anchesso vicino allaltro. Titus allung il collo per vedere le facce degli adulti dentro la sala. Davano tutti occhiate furtive in giro, il senso di colpa si erigeva su ogni viso, ogni persona chiedendo ad alta voce chi fossero questi malfattori, ma ognuna lo faceva in maniera molto servile, per evitare che anche la propria colpa fraudolenta fosse stata scoperta. Mesi di vita in segreto avevano inconsciamente e inesorabilmente fatto crescere quella sensazione di avere qualcosa da nascondere, e ora che la questione del male era stata sollevata, quei sentimenti vennero in superficie. Ogni cittadino aveva
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il presentimento che gli ufficiali stessero parlando di lui o di lei, e si guardavano attorno per vedere cosa sarebbe successo se ci fosse stato vero. Di chi si poteva fidare qui? Chi era parte di questo intrigo segreto e chi era una spia pronta a smascherarlo in ogni momento? Ci si poteva fidare degli altri compagni e delle altre compagne cospiratrici, ora che la pressione saliva alle stelle? Nessuno aveva ancora pensato ad uneventualit simile. Gli ufficiali forse stavano bleffando, si stavano riferendo a qualche ragazzo che aveva copiato i compiti dal compagno oppure ad unautista che non aveva rispettato i segnali stradali; ma il modo con cui questi richiami erano

stati accolti come se chiunque sapesse esattamente di cosa si stesse parlando era talmente sospetto che non rimaneva, ora, pi via duscita. Nessuno parl, e nemmeno ammicc un colpo di tosse; la tensione divenne insopportabile. Finalmente il sindaco si fece avanti con una celata esitazione. Buon uomini, inizi, con fare rispettoso, di sicuro siamo tutti molto onorati e allo stesso tempo fortunati nel sapere che vi metterete al nostro servizio nel tentativo di smascherare ed eliminare questo umm... contagio che si trova tra di noi. Io propongo che ogni cittadino torni a casa
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e faccia un resoconto preciso di tutte le attivit sospette e i comportamenti criminali che destano loro timore, cos che quando ci rincontreremo tra una settimana per riprendere la questione, avremo materiale sul quale lavorare, ehmm, riferimenti da poter, rhmm, seguire. Si strinse la cravatta, un paio di volte, nel tentativo di far trasparire sulla sua faccia unespressione servile e allo stesso tempo mantenere quella dignit degna di una persona importante. Daccordo, quindi, ringhi il secondo ufficiale, con uno sguardo per far intendere di Considerarsi Fortunati, ci incontreremo ancora fra una settimana, e tutti quanti

fareste bene ad avere una qualche prova su ci che sta succedendo e su chi sono i responsabili. Ricordate, cittadini, tuon talmente forte, tanto che la pelle di Titus si strinse, nella guerra del bene contro il male, del giusto contro lo sbagliato, della tradizione contro la corruzione, voi sarete tutti dalla nostra parte, o sarete contro di noi. Non c terra di mezzo o possibilit di confusione a riguardo. Ci vediamo tra una settimana, con i vostri resoconti, e che Dio vi benedica tutti. Oh, e ai poliziotti - disse improvvisamente, svegliandoli di colpo, tenete gli occhi aperti, specialmente questa settimana. Questo dovrebbe essere il vostro dipartimento. Si volt, e con laltro

ex ufficiale al seguito, uscirono con passi pesanti dalla porta. Ogni cittadino di Duvbo si svegli, in ognuno di quei giorni che seguirono, sentendosi impaurito, colpevole. Labitudine ormai tanto radicata del travisamento, lo sfinimento al quale portava questa doppia vita, pareva ora mettere i propri stessi corpi sotto accusa se non cera nulla di cui vergognarsi, perch nasconderlo? E se quello che stavano facendo era giusto e sano, perch erano tutto il tempo cosi esausti? Forzati a dover valutare le loro attivit notturne attraverso gli standard

quotidiani, scoprirono che non potevano semplicemente separarli in due contesti differenti, perch ci non li avrebbe giustificati. Ogni persona sentiva che non poteva sentirsi a proprio agio a parlare di quello che stava facendo a chi non ve ne faceva parte; nella sala riunioni del municipio, con quei due uomini che gli lanciavano occhiate, qualcuna di queste si sar persino domandata se erano dei veri mostri dietro una maschera, e se le loro attivit notturne provavano di fatto che loro stesse erano il male. Quindi, anche se potr sembrare strano, per unosservatore esterno, che i cittadini di questo paese si mettano tanto facilmente gli uni contro gli
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altri, c da dire che questa, purtroppo, non una cosa affatto inusuale, dopo tutto. Durante la settimana successiva, la vita diurna di Duvbo si riemp di sospetti e di pettegolezzi. Ognuno tir fuori la propria pantomima di indignati rispetto alla scoperta di possibili influenze illecite nella loro tanto amata comunit, e abbondavano i pettegolezzi su chi mai poteva essere il responsabile. Tutti questi onesti cittadini dalle buone maniere, adulti e vaccinati, si vedevano bene dal riferirsi a qualcuno con nomi, ovviamente, ma le insinuazioni proliferavano: i residenti di una certa via davano a quelli dellaltra via dei cattivi

vicini!, proprio come gli impiegati di ogni azienda parlano delle cattive condizioni di lavoro di altre aziende concorrenti, proprio come mariti e mogli parlano tra di loro in modo sommesso della cattiva influenza delle altre famiglie. Tutte le persone erano ansiose, soprattuto, nel dirottare lattenzione da loro stesse, visto che ogni persona era sicura che se le loro attivit notturne fossero state scoperte, i loro cari concittadini non gli avrebbero dato tregua e avrebbero fatto a gara ad attribuirgli ogni sorta di colpevolezza e giudizio. Di notte, i raduni continuavano, ma sempre in numero minore, e cera una tensione

nellaria mai respirata prima. Rifiutando le misure che erano state prese durante il giorno, impauriti di parlare ad alta voce della situazione e incapaci di scrollarsi dalla mente questo onere, i cospiratori cercavano di scaricare tutte queste ansie nelle loro cerimonie e nei loro voli magici, ma tutto appariva molto, molto gi di tono. Una nuvola oscura si stagliava sopra ogni momento di abbandono, sopra ogni singolo passo di danza. Quantomeno qui, in aperta anche se anonima ammissione di colpevolezza, le persone non si guardavano con occhi pieni di ostilit e giudizio; ma ogni mattina, quando si incrociavano per la strada, le cose erano decisamente

differenti. Mentre prima si osservavano i passanti, come fece Titus quel sabato mattina, con un senso di gioia e di amicizia, domandandosi se anche loro fossero dei perditempo o meno, ora tutte le persone guardavano le altre con il terrore negli occhi, con la paura di esser diventati giudici in attesa di sentenziare la colpa altrui, o bravi compagni che avrebbero aiutato altri a tornare sulla retta via. Arrivati alla successiva riunione di paese, ogni adulto port una completa documentazione. Alcuni avevano grandi fogli di carta sotto le loro braccia, altri grandi cartellette
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divise in sezioni secondo un rigido sistema di categorizzazione, altri piccoli taccuini con annotata ogni possibile infrazione di pubblica moralit e ogni singola cosa che destava loro attenzione. Si sederono, con grandi testimonianze in grembo, le schiene si rizzavano come spazzole per camini, le facce mascherate di bianco, cercando di non guardare ne a destra ne a sinistra attendendo che il tutto cominciasse. Nessuno arriv tardi questa volta, e allora prestabilita, il sindaco, ansioso nel mantenere la sua immagine di autorit responsabile, si apprest nei convenevoli. Dalle loro sedie sul palco i due ex ufficiali lo inquadravano con espressioni di acida

impazienza. Anche Titus fremeva, dal suo nascondiglio dentro il cespuglio. Cari concittadini premurosi, inizi il sindaco, sciogliendosi la gola quasi per cercar attenzione, in una stanza gi piena di qualsivoglia distrazione, siamo qui per dimostrare le nostre preoccupazioni, la nostra dedizione, il nostro ben radicato senso di comunit e delle tradizioni di grandezza e purezza di questo paese che tutti ben conosciamo e amiamo, il quale nome conoscete molto bene, la magica Duvbo. Spero vi unirete a me in questi tempi difficili per portare una luce di speranza per il futuro... e continu con

questo genere di cose ancora, e ancora, e ancora, prima che uno dei due ex ufficiali lo interruppe chiedendogli di entrare pi nella questione. Il sindaco convoc un primo cittadino sul podio per fare il proprio resoconto. La lista era stata fatta in ordine alfabetico, cos che la prima fu Anna Aberald, la fruttivendola in pensione. Lesse a caso da una montagna di fogli approssimativi, con gli occhi che guardavano a terra durante tutta la presentazione. Anna aveva un cuore gentile, e sapeva che cosa ci si aspettava da lei, e difatti, non riusci a specificare nessun nome senza mettere nei guai nessuno, cos tutta

la sua arringa fu una serie di astrazioni e riferimenti ambigui a persone ed eventi non specificati. Per gli scopi dellinquisizione degli ex ufficiali, era una testimonianza assolutamente inutile, ma la lasciarono comunque continuare per una buona mezzora, forse perch avevano realizzato che sarebbe stato molto pi mortificante per lei di quanto era esasperante per loro. Il tempo passava pi lento di quanto passasse nella pi pallosa delle ore di matematica. Quindi senza avvertimenti, senza chiedere permesso alcuno, qualcuno si alz dal pubblico. Era la signorina Dorroway. Il suo viso era segnato da anni di piccole
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dormite, il cerchio nero sotto agli occhi era pi marcato che mai, ma quellaria da vecchia irritabile che la affliggeva di giorno era svanita e il suo portamento ora era improvvisamente imponente come quando raccontava le storie in cerchio nelle ore stregate. Questa una stupidaggine, e voi lo sapete bene, disse chiaramente. Lasciate in pace Anna lei non ha ovviamente nulla da dirvi. Se siete cos certi che la malvagit si sia impadronita del paese, perch non ci dite chiaramente di cosa si tratta? Entrambi i militari batterono i piedi in

segno di indignazione. Tieni a bada la tua lingua, maestra! url il primo. Questa una riunione importante, che non va interrotta da inutili domande! Tu dovresti sapere meglio di chiunque altro data la tua professione che si parla quando il proprio turno!. Allora, ci dica di cosa si tratta, insistette tranquillamente. Te lo io dir di cosa si tratta, grid laltro, si tratta di insegnanti come te che danno il cattivo esempio! Come possono i nostri figli crescere con un forte senso di rispetto delle regole e dellautorit con insegnanti come te

come modello? Fece un passo indietro per rivolgersi a tutta la gente in generale. e si tratta di chiunque di voi cerchi di sfilacciare il tessuto morale di questo paese! scritto su ogni faccia in questa stanza, nella segretezza dei vostri movimenti, nei vostri occhi iniettati di sangue, nellindifferenza che mostrate ad una questione importante come questa! Forse non sappiamo ancora cosa sta succedendo, ma ricordate questo che vi sto dicendo lo scopriremo! E balz fuori dalla stanza con rabbia, con il suo scagnozzo alle spalle. Sentendo parlare di occhi iniettati di sangue, tutti quanti fecero uno scatto su se

stessi. Si guardarono attorno, ed era vero: praticamente su ogni volto cerano segni di colpevolezza, levidenza intangibile di una doppia vita. Ma il gioco era stato svelato: I due auto-incaricati detective non sapevano ancora nulla, ma sapevano dove cominciare a guardare, e sarebbe stata solo una questione di tempo prima che scoprissero e svelassero la verit su Duvbo. Tutti gli abitanti tremarono, fissandosi con gli occhi di paura e siccome molti di loro erano coinvolti, sarebbe stato molto rischioso non potersi fidare degli altri e velocemente iniziarono a riprendere la strada verso le proprie case. Solo il sindaco si attard di pi, sbattendo le mani scosso da quello
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che i suoi cittadini avevano combinato, rimpiangendo quei giorni migliori dove le pi grandi preoccupazioni erano sui vestiti da indossare per la processione di Natale. Quella notte, cinquecento-cinquantacinque cospiratori e cospiratrici sgattaiolarono dalle finestre delle loro camere da letto, una per uno, cercando pi che mai di non destare nessuno dal proprio sonno. Strisciarono attraverso loscurit delle strade con le ombre delle proprie sorelle, fratelli, padri, madri, vicini e colleghe facendo in modo da non dettar sospetto fino al loro arrivo, travisati, nella piazza centrale. Qui bruciava un grosso fal, e

la signorina Dorroway, vestita con il suo magnifico mantello da orso, era pronta per iniziare una discussione sul da farsi. Si respirava un aria di tensione e accusa. Qualcuna di queste persone diceva che bisognava interrompere il raduno fintanto che i tempi non sarebbero migliorati; altre persuase dalla libert che sentivano in questi momenti che bisognava continuare ad incontrarsi, ma farlo ad intervalli per essere pi prudenti; altre ancora argomentavano che era stupido e irresponsabile continuare ad incontrarsi in questa maniera, che metteva sempre pi persone in pericolo. Se non altro, erano tutti daccordo che i bei

vecchi tempi stavano per finire per essere rimpiazzati da tempi ben pi bui. Ma cosa dovremmo fare, se non possiamo venir pi qui? chiese una giovane donna spassionata che nessuno riconosceva per essere lagente immobiliare del paese, vestita in una scintillante veste di lustrini verdi e penne selvagge. Tutte noi abbiamo scoperto e frequentato questo carnevale di mezza notte perch ci siamo accorte che la vita senza di esso era troppo vuota, impossibile da sopportare! Non possiamo semplicemente tornare a quelle brulle vite? Mi sento quasi di dire che altrimenti, preferirei morire!

Mi piacerebbe poterti dire che ci sarebbe unaltra possibilit, tesoro disse tristemente Anna, la fruttivendola in pensione dietro il suo velo dargento. Ma penso che dobbiamo lasciar perdere. Cos la vita. Per me ce stata un vita, che ho trascorso qui, e ci sar una vita dopo, per tutti e tutte noi, che probabilmente non sar ci che ci piace di pi. Non dobbiamo lasciar perdere fino a che non decideremo di fare cos, replic decisamente la signorina Dorroway. Noi decidiamo che rischi meglio prendere, noi decidiamo a cosa rinunciamo e a cosa
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vogliamo. Cos come abbiamo creato questa societ segreta per noi stessi, e se la sospenderemo o se la dissolveremo sar solo perch crediamo che vada fatto, non perch pensiamo di essere le vittime del destino. Che ognuno prenda le proprie decisioni. Forse facile per te dire queste cose! Era il padre di Titus. Lo stesso Titus osserv con uninavvertita mortificazione, con la faccia nascosta come di consueto dalla sua fedele sciarpa. Alcuni di noi hanno dei figli. Dobbiamo pensare al loro futuro, a fare in modo che questo diventi un ambiente sano per i giovani! Non abbiamo tutti la libert che hai tu di poter prendere decisioni

solamente per noi stessi. Di fatti, quando tu prendi le tue decisioni, queste riguardano anche il resto di noi! Cosa succederebbe se persone come te continuassero a venir qui, causando guai per tutti noi? Come pensiamo di poter far crescere i nostri figli in un paese dove succedono cose del genere? Il piccolo Titus avrebbe voluto chiedere come i bambini come lui potevano crescere in un mondo senza magia, senza danze, costumi e favole, ma aveva paura a parlare, era troppo impaurito che i propri genitori lo scoprissero.

Tu vorresti che rinunciassimo alla nostra vita per sempre? Grid una figura arrabbiata nelle ombre, un pompiere nella luce del giorno. Perch allora hai cominciato a venir qui? Chi sei tu per rischiare la nostra vita, e quella dei nostri figli? rispose unaltro genitore inferocito, ed esplosero da li in poi continui battibecchi. Ognuno provava a parlare pi forte, e per molti minuti la spirale di caos and fuori controllo fino a che una improvvisa realizzazione tolse le parole da ogni singola gola. La folla aveva perso il senso del tempo e lalba era gi spuntata. Nel panico, scattarono in ogni direzione,

lasciando la piazza talmente velocemente tanto da dimenticarsi di prendersi cura di ci di cui si eran sempre presi cura: di non lasciare sul posto nessuna traccia o prova di questo raduno. Il mattino seguente, mentre faceva il suo giro, uno dei poliziotti giunse a quellammasso di ceneri che erano ci che rimaneva del grande fal. Cerc di passar via in non-chalants, soffocando un brivido di paura quando realizz quanto incauti erano stati la notte prima, ma poi si accorse della presenza di un altro cittadino dallaltra parte della strada. Se fosse stato scoperto ignorare deliberatamente una prova tanto
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evidente di attivit inusuale, sarebbe stato preso come un segno di complicit; si mise le dita in bocca e cominci a fischiare dando lallarme. Il risultato di questa scoperta si diffuse come le fiamme, e il grido di protesta che ne consegu fu immediato ed intenso. Le voci volarono di bocca in orecchio per tutto il paese in poche ore, e fu convocato quella stessa sera una riunione di emergenza rivolta a Tutti i Rispettosi Cittadini di Duvbo. Per tutto il pomeriggio, circolavano ogni tipo di speculazioni su quale fuorilegge o demone avesse mai potuto girovagare la notte precedente nel cuore di Duvbo e su

come lavrebbero catturato e consegnato alla giustizia. Tutti quanti fecero a gara a chi si indignava di pi. Questa volta il sindaco non fece nessuno spettacolo di introduzione. I due ex-ufficiali si misero direttamente sul palco, dal quale guardavano biecamente una ad una, tutte le persone nelle rispettive file. E questa non era ancora la pi inquietante delle atmosfere: Lostilit aleggiava nellaria come fosse una carica elettrica, e malgrado nessuna persona osava avere contatti visivi con nessuno altra, le frecciatine con gli occhi si lanciavano ovunque dentro quella stanza.

Come portavoce di questo dibattito di emergenza che stato chiamato per risolvere questa situazione, chiamo questassemblea allordine, inizi il primo ex-ufficiale. Ovviamente siete tutti a conoscenza ora, di quanto reale la minaccia che ci attanaglia, cos credo che non sopporteremo interruzioni stasera e diede uno sguardo fulminante alla signorina Dorroway e saremo liberi di occuparci di come ripulire questa citt. Chiaramente, gli elementi indesiderabili, i sovvertiti, si incontrano di notte, cospirando Dio solo sa quale nauseante disgrazia o crimine, continu laltro uomo sul palco.

Capo delle polizia... Si, signore, rispose il capo della polizia con gli occhi smunti. Devi aumentare il pattugliamento e coprire ogni ora della notte in aggiunta a quello ordinario diurno, partendo da questa sera, cos che i mostri possano venir condotti dinnanzi alla legge distruggendo i loro piani. Ci fu una lunga e disagevole pausa. Ho paura di non poterlo fare, signore, rispose il capo della polizia, e uno dei suoi uomini annu. I miei uomini hanno bisogno
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almeno di una notte di sonno prima di poter affrontare un cambio turno come questo. Potremo rendere operativo il pattugliamento da domani notte, e non prima, mi dispiace. Bene, chiudete bene le vostre porte stasera quindi, cari concittadini! ringhio il primo ex-ufficiale, e sembr pi una minaccia che un avvertimento. Questa sar lultima notte in questo paese in cui avr luogo ogni strano tipo di sporco affare! E domani ci incontreremo qui, alla stessa ora, per discutere su altri Grandi Cambiamenti che ci saranno in questo posto.

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Passata la mezzanotte, solo le pi coraggiose e i pi coraggiosi sfidarono la sorte per un raduno finale. La signorina Darroway era li, e con lei la postina, la giovane donna vestita di lustrini e con loro altre persone tra le quali, il capo della polizia che gli aveva concesso una notte in pi per offrire un melanconico addio ad ognuno e al mondo che avevano creato. Anche Titus era li, ovviamente; i suoi genitori avevano preventivamente barricato tutte le porte di casa ma non avevano fatto altrettanto con le finestre. Gli animi erano talmente bassi

quanto non lo erano mai stati in precedenza a Duvbo, di giorno o di notte che sia. Nessuno parl; sedevano semplicemente in cerchio intorno ad un fuoco in difficolt, dove le fiamme si assottigliavano, perse nei propri pensieri. Finalmente la donna in verde ruppe il silenzio. cos triste, cos intollerabilmente triste, cominci singhiozzando, scoprire che quello che hai bramato per tutta la tua vita era presente dentro di te per tutto il tempo, a tutto quello che abbiamo esplorato, e scoprire quanto grande e selvaggio questo sentimento sia tanto da non poterlo neanche immaginare fino in

fondo, e di poterlo condividere, scoprire tutto questo, solamente per perderlo, per colpa delle loro paure. Delle nostre paure, puntualizz laddolorato capo della polizia. Per colpa delle nostre paure. E non c niente che possiamo fare, nonostante quello che vogliamo, nonostante questo spezzi i nostri cuori. La signorina Darroway, ancora nella sua forma orgogliosa e imponente anche se nella sua fase pi cupa, rimase in silenzio. Titus la guardava con orrore e sconcerto: era impensabile che questa donna cosi potente, che ai suoi occhi era praticamente
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un essere sovrannaturale, potesse diventare, di nuovo, una semplice insegnante di matematica, una donna che teneva lezioni e riprendeva a caso studenti e studentesse per tutto il giorno come, appunto, lavoro abitudinario pi che per alibi. Proprio come aveva gi fatto in passato, dalla sua prima notte in poi nella quale si avventur al di fuori del suo quartiere, Titus prese coraggio e parl. Non c proprio niente che possiamo fare? Chiese il ragazzo. Non stiamo rinunciando un po troppo facilmente? Siete sicuri che non ci sia qualcosa alla quale non abbiamo ancora pensato?

Ma cosa potrebbe essere? chiese la postina, che ancora non sapeva di essere stata per lui, colei che avrebbe potuto consegnarli linvito per un altro mondo. Bene, pensiamo! disse Titus corrucciando il proprio sopracciglio. Se questa la nostra ultima notte insieme, e domani non saremo pi capaci di riunirci nuovamente, bene, quantomeno siamo ancora insieme e liberi ora. Questo gi qualcosa. Si, continua, lo incoraggi sommessamente la signorina Dorroway. Cosa ci facciamo con questo? Se ora siamo ancora liberi, e non vogliamo perdere questa libert sapendo che

la perderemo domani Titus faceva questa riflessione, e non sembrava potesse essercene altra dunque penso che la nostra unica speranza che domani non arrivi mai. Questo impossibile, disse il capo della polizia. Il sole sorger tra poche ore, e dopo di che sar semplicemente un poliziotto, niente pi, per il resto della mia vita. Titus era molto pi giovane di tutti gli altri, e quindi, non cos rassegnato allinevitabile come lo erano loro. Chi dice che impossibile? replic, sorpreso da la sua nuova voce. Ho pensato che era

impossibile che tu potessi essere nientaltro che un poliziotto, prima di capitare qui per la prima volta quella notte. Quello di cui abbiamo bisogno un po di magia per fermare larrivo dellalba, e questo mondo sar nostro per sempre, come lo stato per poche ore per volta fino ad ora. Magia? Si, abbiamo bisogno di magia, singhiozz la donna in verde. Che non rimanga solo nelle nostre storie. Possiamo usarla nella vita reale stanotte! Forse possiamo disse Titus Dobbiamo fare una danza magica, una cerimonia per fermare il sole. Vi unirete a me per
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formarne una? Le altre persone rimasero in silenzio; la speranza nella voce di quel piccolo ragazzo le faceva rattristare ancora di pi. Ma finalmente la signorina Darroway prese parola e inizi. vero che quando venni qui per la prima volta, anni fa, quando cerano molte meno persone che si radunavano qui di quante ce ne sono ora, sentivo anchio di aver trovato qualcosa di magico. Fu come un miracolo, qualcosa di totalmente diverso rispetto a tutto quello che sapevo potessero essere le vere regole di natura. Se questo quello che abbiamo bisogno di riscoprire, stanotte, per far si che questa storia abbia

un lieto fine, forse non dovremmo ancora disperare, visto che quella magia labbiamo gi scoperta, una volta. Si guard attorno, i suoi occhi brillavano nella luce del fuoco. Sono pronta per danzare con il giovane ragazzo, a meno che venga fuori unidea migliore. Anche se sar la nostra ultima notte qui, sar meglio passarla come se potessimo ancora camminare piuttosto che come se fosse il nostro funerale. Tutte le altre persone si alzarono lentamente e si unirono al ballo di Titus. Titus spezz un grosso ceppo dal fuoco e lo alz sopra la sua testa ondeggiandolo con fare ribelle verso est. La signorina Darroway fece lo

stesso, e gli altri a ruota. Uno dei pompieri cominci a battere un ritmo lento su uno dei tamburi che rimanevano, e i danzatori e le danzatrici cominciarono a battere i loro piedi prima a sinistra, poi a destra. Titus prese lenorme mano della donna e cominciarono a ruotare. Come avevano gi fatto in passato, lasciarono il mondo della gravit e degli oggetti solidi, e entrarono nel mondo dellenergia e del movimento. Le stelle si stagliavano in cielo, il bagliore rosso delle torce sugli alberi, lerba e le ombre sotto i loro piedi diventarono uno sfondo sfuocato sopra il quale i loro corpi veleggiavano,

incrociandosi in aria con le scie di luce del fal. Il ritmo acceler intensificandosi. I loro piedi volavano, appoggiandosi di tanto in tanto al suolo quel poco che bastava per spingersi nuovamente in alto, il battito del cuore scandiva il ritmo dei tamburi come un istinto urgente da dentro di loro. Anche gli altri ora roteavano, facendo dentro e fuori dai loro sogni come comete, trascinati dallimmagine residua delle torce come animali selvaggi, lasciando da parte per un momento la loro paura e la loro inerzia. Ma sapevano che dovevano rompere con tutto quanto, e lasciare interamente il mondo che avevano sempre conosciuto, e
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cos cominciarono a danzare sempre pi forte e sempre pi veloce. Cos forte tanto che il percussionista temette per le propria dita; veloce, fino a sentire le proprie mani, i piedi e i muscoli stessi diventare fiamme, cosi da poter danzare come un solo fuoco che brucia tra le foglie. Danzarono fino alla follia, come se fossero animati da demoni o da angeli; scagliandosi in cielo talmente in alto, che ogni volta che rimbalzavano a Terra, questa sembrava fermare il suo moto, arrestandosi nello spazio vuoto. Erano talmente coinvolti nelle loro danze, cos posseduti da questa trance, che non si accorsero che il cielo si

stava riempendo di una luce proveniente da est. Non si resero conto del primo uccellino che cinguett, di come la brezza mattutina alzava i rami appesantiti di rugiada. Non notarono la nuvola rossa che cominciava a bruciare loscurit per far posto ai primi raggi di luce che apparivano allorizzonte. Non si accorsero neppure che ad un certo punto il sole era spuntato da dietro le colline e la mattina stava per iniziare. L continuavano a girare e a volare, con le torce che ancora scoppiettavano scintille dagli alberi, una dolce pioggia scendeva dai loro corpi a bagnare lerba, gli occhi che roteavano anchessi fra le loro teste. Non erano piombati nelloblio, ma nel magico
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mondo della danza. Fu cos che vennero trovati, quella mattina, dai loro concittadini. E l successe una cosa strana. Le persone pi mattiniere che balzarono fuori di casa e arrivarono nella piazza, trovarono i propri compagni e le proprie compagne alla luce del sole ancora in abbandono dalla notte prima, che balzavano di qua e di la senza vergogna in quella magnifica maniera che anche loro avevano assaporato, e uno per uno, una per una arrivarono tutti e tutte unendosi anche loro alla danza. Anche le nuove persone arrivate cominciarono a danzare come se fosse ancora notte, come se stessero ancora indossando le loro maschere

per nascondere la propria identit, come se nessuno le stesse guardando come se fosse la cosa pi naturale del mondo. Presto tutta Duvbo era assemblata nella piazza, come era stato alcune mezzanotti prima, ma questa volta senza nessun sotterfugio o camuffamento, tutti, ovviamente, eccetto i due ex-ufficiali, che capirono che avrebbero fatto meglio ad abbandonare il paese e non tornare mai pi.

Le scuole e gli uffici rimasero vuoti quel giorno, e cos il giorno successivo; e nessuno a Duvbo a mai pi dovuto star ben ritto e muto sullattenti, o struggersi silenziosamente nella noia, o lanciare occhiate sospette ai vicini. Qualche persona dice che puoi ancora trovarli l, che la vita nel villaggio una festa continua che non conosce inizio o fine; qualcunaltra dice addirittura che ora queste feste prendano tante forme diverse quante sono le esperienze, il cibo, o i giochi, dalle quali qualsiasi persona del paese pu trovare ispirazione per crearne di nuove.
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Altre ancora dicono che Duvbo un paese errante, che apparso inaspettatamente e imprevedibilmente per alcuni momenti o per alcune ore in ogni citt in giro per il mondo, e un giorno emerger dappertutto. Qualche altra ancora insiste che tutta la faccenda solo un mito, o una storiella della buona notte da raccontare ai bambini e alle bambine senza pensare che sia troppo vera. Ma alla tua saggia et, piccolo o piccola mia, sono sicuro che sai bene che non bisogna credere a chi dice queste cose.

Una storia magica su un mondo perfettamente ordinario...

come ogni piccola persona nata per contrabbandare la fine del mondo, senza nessuno che le possa arginare...

Composta tempo fa, nelloscurit dellinverno svedese, ha viaggiato per vari continenti per essere pubblicata la prima volta dal collettivo Crimethinc.
www.crimethinc.com
Titolo originale: The Secret World of Duvbo

Se ora siamo ancora liberi, e non vogliamo perdere questa libert sapendo che la perderemo domani ... dunque penso che la nostra unica speranza che domani non arrivi mai.

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