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GIOCHI DI PAROLE

La storia della civilt ripete sempre se stessa, adattando il proprio agire al variare della concezione
morale che essa stessa crea progressivamente, al fine di giustificare la propria esistenza e la
propria legittimit. Un esempio attuale sono i CIE (centri di identificazione e di espulsione) che, se
per la maggior parte delle persone appaiono come una risposta dello stato alla soluzione del
problema dell'immigrazione, rispecchiano in realt un disegno ormai noto, utile ad uno scopo ben
preciso. Per accorgersi di questi trucchi, che il potere utilizza per continuare il suo controllo sulle
persone, utile a volte rileggersi qualche testo del passato che cercava di riflettere e analizzare
situazioni terrificanti che ormai quasi la maggioranza della gente condanna come orrori
immaginabili ormai nella nostra societ moderna.
Rileggiamo quindi questo riassunto trovato in rete dell'analisi fatta da Hannah Arendt, filosofa e
storica tedesca emigrata poi negli Stati Uniti per fuggire ai nazisti.
Provate a sostituire la parola lager con la parola CIE e scoprirete delle verit altrettanto terrificanti.
Nella sua opera "Le origini del totalitarismo" la Arendt spiega che i lager servono al regime totalitario come
laboratori per la verifica della sua pretesa di dominio assoluto sull'uomo. Il dominio totale, che mira a
cancellare l'individualit del singolo per andare a costituire un individuo unico costituito dalle infinite pluralit e
diversit dei singoli, possibile solo se ogni persona ridotta ad un'immutabile identit di reazioni, in modo
che ciascuno di questi fasci di reazioni possa essere scambiato con qualsiasi altro.
I lager servono, oltre che a sterminare ed a degradare gli individui, a compiere l'orrendo esperimento di
eliminare, in condizioni scientificamente controllate e controllabili, la spontaneit stessa come espressione del
comportamento umano e di trasformare l'uomo in oggetto.
I lager sono, oltre che "la socit la plus totalitaire encore ralis" , l'ideale sociale che guida il potere
totalitario. Come la stabilit del regime dipende dall'isolamento del suo mondo fittizio dall'esterno, cos
l'esperimento di dominio totale nei lager richiede che questi siano ermeticamente chiusi agli sguardi del
mondo di tutti gli altri, del mondo dei vivi in genere. Quindi, le sorti del dominio totalitario sono legate
all'esistenza dei lager, perch questi sono la vera istituzione centrale del potere totalitario. Eppure, nella storia
ci sono state quasi sempre guerre di aggressione; il massacro delle popolazioni nemiche dopo la vittoria
continu inesorabile finch venne un po' frenato dal romano "parcere subiectis"; per secoli lo sterminio dei
popoli indigeni and di pari passo con la colonizzazione delle Americhe, dell'Australia e dell'Africa; la schiavit
una delle pi antiche istituzioni dell'umanit e tutti gli imperi antichi erano basati sul lavoro degli schiavi
statali che erigevano i loro edifici pubblici. Neppure i lager sono un'invenzione originale, poich essi apparvero
per la prima volta durante la Guerra boera, all'inizio del secolo, e continuarono ad essere usati in Sudafrica
come in India per gli "elementi indesiderabili".
Questi campi corrispondevano per molti aspetti a quelli del regime totalitario; essi accoglievano i "sospetti" che
non si potevano condannare con un processo normale mancando il reato.
Volendo possiamo sostituire anche la parola regime totalitario, se qualcuno ancora non crede che la
nostra societ moderna lo sia, con stato o civilt o societ capitalista secondo le riflessioni
individuali differenti di persone con un po di spirito e approccio critico dell'esistente.
Notiamo da questo testo le profonde analogie tra i lager nazisti e sovietici che la Arendt analizza
con i moderni centri di detenzione per immigrati. Oggi non sterminano pi le persone, o
quantomeno non lo fanno di statuto, le morti, ora, sono semplicemente incidentali sono cio cose
che succedono, come se tutte le persone che si sono suicidate o sono morte per i pestaggi delle
guardie all'interno dei CIE (o all'interno di carceri tradizionali) siano normali incidenti, come se il
ruolo del luogo nel quale queste persone si trovano non conti nulla, come se fosse neutrale. Ma
aim, siamo nella societ della statistica, e abbiamo a che fare ormai con dei numeri e non pi con
persone in carne ed ossa.
Un altra analogia interessante la si legge nella frase: la schiavit una delle pi antiche

istituzioni dell'umanit e tutti gli imperi antichi erano basati sul lavoro degli schiavi statali che
erigevano i loro edifici pubblici.. Anche qui troviamo un altro termine ormai bandito dalla nostra
societ delle belle parole, la schiavit, riadattato agli usi e costumi attuali e ai bisogni moderni di
crescita e sviluppo. Provate a fare un giro nei vari cantieri edili che ormai popolano qualsiasi citt,
chi sono le persone che maggiormente lavorano spesso sfruttate e con paghe indegne? Ovviamente
gli immigrati.
Si potrebbero trovare nel dettaglio tante altre analogie ma per concludere guardiamo da vicino
quest'ultima che molto significativa per quel che riguarda i CIE soprattutto dal punto di vista
tecnico. Riguarda l'analisi dei lager boeri e quelli sudafricani e indiani che: accoglievano i
-sospetti- che non si potevano condannare con un processo normale mancando il reato. Questo
uno dei motivi che giustificano i CIE. Siccome, in teoria, nel nostro stato di diritto attuale, per finire
in detenzione devi aver commesso qualche reato punibile dalla legge, e per esempio, in Italia, non
prevista la detenzione in carcere per il mancato possesso di un documento, ecco che si creano delle
strutture apposite per mascherare un centro di detenzione in centro di identificazione o come i
vecchi CPT in centro di permanenza temporanea.
Insomma cambia la forma ma non la sostanza, come sempre, e i trucchi del potere rimangono
sempre gli stessi, si adattano le parole utilizzate a secondo del significato storico delle parole stesse.
Quando una parola non pi socialmente accettata la si cambia per mantenere gli stessi scopi.
Voil, il gioco fatto. Ma noi abbiamo altri giochetti per smascherare queste menzogne, basta
essere attenti e svegli di fronte all'evoluzione storica degli eventi.
Se cancelli la cultura della parole, puoi vedere oltre il filo spinato.