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I

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normative scenario

Una ricerca comincia sempre con la fortuna del Principiante. E finisce sempre con la Prova del Conquistatore

II

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al mio collega mancato

IV

Luomo un animale sociale, le persone non sono fatte per stare da sole
Seneca

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

il concetto normative di diritto allo studio stato scenario definito dalla Costituzione

repubblicana nel 1947. Larticolo 3 stabilisce il principio fondamentale di uguaglianza dei cittadini e larticolo 34 rende effettivo il diritto alluguaglianza | nel caso specifico uguaglianza di raggiungere i pi alti gradi degli studi | fornendo le provvidenze necessarie.

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignit sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni pubbliche, di condizioni personali e sociali. E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 34. La scuola aperta a tutti. ...I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie, altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

VI

mappa titolo progettuale sdfsf


progetto masterplan aree residenziali a nord residenza universitaria a su

architettura sintetica | vortice | spazi comuni per gli utenti e attivit aperte aperte agli esterni | relazione con la citt livello -1 | PARCHEGGIO livello 0 HALL AUDITORIUM livello +1 | HOUSING livello +2 AUDITORIUM SALA PC livello +3 | HOUSING livello +4 campo basket sala musica livello +5 | HOUSING livello +6 GIARDINO ATTREZZATO SALA STUDIO_MODELLI livello +7 | HOUSING LIVELLO +8 PALESTRA SALA PING PONG livello +9 | HOUSING livello +10 EMEROTECA SALA TV livello +11 | HOUSING livello +12 RISTORANTE SALA GIOCHI livello +13 | HOUSING livello +14 | PISTA ATLETICA architettura analitica | macromodulo_cellula | settore abitativo macromodulo assemblaggio in stecche | matrice combinatoria spazio collettivo per piccoli gruppi sala studio sala stendini sala lavanderia cucina giardino interno cellule private singole pertinenti singole pertinenti con terrazzo

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

VII

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

normative scenario
matrimoniale matrimoniale con terrazzo doppia doppia con terrazzo suite fascia living zona bedroom letto bagno zona relax salotto fascia service|working armadio|guardoroba libreria|storage studio|lavoro suite con terrazzo fascia living zona bedroom letto bagno zona relax salotto terrazzo fascia service|working armadio|guardaroba libreria|storage studio|lavoro terrazzo al chiuso

VIII

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titolo sdfsf
1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

Politecnico di Milano Facolt di Disegno Industriale Corso di Laurea Magistrale in Design degli Interni reg.Classe di appartenenza 42 Anno Accademico 2008|2009 sessione di luglio

C 07
TEMATICA ANALISI
la cultura del progetto quale utente vivere da studente abitare da studente legiferazioni imprenditoriali il mercato abitativo offerta abitativa pubblica e privata definizione della domanda offerta abitativa pubblica tipologie delle residenze universitarie offerta abitativa privata il caso lombardia costo economico e costo sociale normative e standard francia germania italia modelli insediativi tipologie quantificazione e qualificazione degli spazi per una residenza universitaria organizzazione distributiva modelli di aggregazione delle unit abitative diffusione negli altri paesi gerarchizzazione dello spazio la tipologia delledificio la forma delledificazione la tipologia distributiva gli spazi collettivi definizioni e tipologia degli elementi componenti le unit abitative la stanza la cucina il soggiorno il bagno significati ed aspettative

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normative scenario

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010 011 011 012 013 014 014 014 015 016 017 020 020 021 021 021 022 024 024 025 025 025 025 027 027 028 028 030 030 030 030 030 031 032

CONCEPT
lo stato di mobilit dalla citt compatta alla citt dispersa dal privato al pubblico morfologia urbana e tipologia edilizia attivit organizzate, attrezzature, tipi edilizi la casa economica i nuovi condensatori sociali

033
034 037 038 039 041 044 046

tematica

la cellula alloggio come elemento tipologico la trasformazione del modo di vita aberrazioni digitali la tesi in termini di contraddizione

048 052 055 058

PROGETTO
la proposta metaprogettuale la struttura universitaria di progetto istituzione ufficiale il polo bicocca il polo di monza il contenitore sociale il contesto dellintervento la tipologia dellintervento la forma delledificazione la tipologia delledificio lo spazio aggregativo funzioni e tipologie modelli combinatori di aggregazione la dimensione degli interventi existenz-minimum la cellula per studenti abitare, lavorare, coltivare il corpo e lo spirito, circolare unit funzionali unit service|working i prolungamenti dellalloggio la casa attrezzata

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060 062 062 062 062 064 064 068 074 075 115 115 119 129 147 148 151 168 196 216

BIBLIOGRAFIA
monografie website tesi periodici

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222 224 225 226

INDICE ANALITICO
figure tabelle grafici tavole

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TEMATICA

normative scenario

tematica

il titolo tempo delliperspazio la sdfsf citt periferia di s stessa


Il tema della fluidit e in una accezione pi ampia il carattere liquido della nostra societ, diventato un argomento ricorrente nella critica al design degli ultimi anni. Quei modelli di cultura che trovavano il loro fondamento nella ricerca di soluzioni immutabili nel tempo, hanno invece lasciato spazio allo smarrimento.

Per molte fasce di popolazione dimenticate dalla cultura del design oggettuale, (perch meno convenzionali di quelle a cui forse siamo soliti), labitare urbano diventato sempre pi difcile; peraltro la loro diversa origine e let sempre diversicata ne aggrava la condizione. Non si sta parlando solo delle punte pi eclatanti dellimmigrazione clandestina, ma anche di situazioni di disagio (peraltro ben pi nascoste) che vanno dallabbandono degli anziani in strutture spersonalizzate, alla snervante ricerca di posti letto in aftto per studenti pendolari o fuori sede. Laccoglienza abitativa degli universitari nelle citt sede di ateneo, rappresenta una grave questione irrisolta nella gi pesante situazione del mercato generale dellaftto. Lo studente risulta cos essere il destinatario di strutture fornite in locazione privata, altrimenti escluse dal mercato immobiliare. quindi evidente che, solo il concorso tra operatori, sia pubblici che privati, e non lofferta puntuale di proprietari privati, potr presentare soluzioni soddisfacenti, sotto laspetto architettonico e gestionale, nonch quantitativo. I temi che un tale abitare pone, si correlano inoltre a questioni essenziali: integrazione con la vita della citt modelli architettonici adattabili alla rapida trasformazione dei modi di vita controllo dei costi di realizzazione e di gestione Ci sono poi delle variabili derivate difcilmente rapportabili a dati statistici o numerici. Labitare per uno studente

la prima occasione di autogestione, di autorealizzazione, di indipendenza dalla famiglia, ed anche un abitare nel quale si socializza. Questa confusionaria fase della vita particolarmente ricca di signicati: un momento di crescita culturale, formativa e psicologica; unoccasione di scambi, incontri e confronti; una fase importante nello studio e nella formazione professionale. Ne deriva che lutente dispone del suo abitare su tre livelli fruitivi: |sfera della collettivit|lambiente urbano, del tempo libero e del rapporto con il quartiere e luniversit |sfera della socialit|lambiente dello spazio privato allinterno del nucleo abitativo e gli spazi di relazione con gli altri studenti |sfera dellindividualit|lambient e delle esigenze abitative personali Labitare da studente al conne tra due mondi |dellUrbano e dello Studio|, ma soltanto lidea di due sistemi non chiusi ne impermeabili, sono un terreno fertile per le nuove condizioni abitative e dello studio. La rilevazione annuale degli iscritti e dei laureati nelle universit italiane, pubblicata dal Ministero dellUniversit, dimostra che nel 2008 sono diminuiti i laureati e sono aumentati gli studenti fuori corso. Secondo le statistiche, infatti, il numero degli studenti che non riescono a terminare gli studi in tempo non aveva mai raggiunto una percentuale cos alta negli ultimi 30 anni. Per quanto riguarda poi i laureati, se negli ultimi

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1 Francesca pianta Silveri aaaaa Entropia 1_aaaa III 2_aaaaaaaaaaaaa Acrilico su tela cm 80 x 80 Collezione privata

normative scenario
anni c stato un aumento notevole, nel corso del 2008 si registrata una forte frenata rispetto agli anni precedenti. Occorrer costruire residenze universitarie non destinate al generico bisogno di casa dei pi giovani, ma atte a favorire lo studio e la socializzazione di chi vi abita. In Italia, il modello storico di localizzazione centralizzata delle universit, che il modello urbano, da un lato ragione di pendolarismo di massa (sia giornaliero che settimanale), dallaltro causa di un aumento sempre costante della domanda di alloggi. Peraltro, la parcellizzazione delle sedi distaccate in citt pi decentrate, cagione di una richiesta sempre pi delineata ed esigente di residenze speciali. sufciente allontanarsi di poco, dalla realt italiana, per scoprire ricerche ordinariamente condotte sia in Gran Bretagna che Scandinavia. Esse spaziano dalle casealbergo per immigrati, ai collegi per studenti e dottorandi, no alle residenze per anziani. In esse si portano allevidenza innovazioni tipologiche e tecnologie sperimentali tali da contraddistinguere una Societ sensibile allinteresse comune|collettivo e alla qualit generale degli spazi abitati. Probabilmente, sul piano politico risolvere tali esigenze, comporter un carico di una pi severa selezione delle aree di intervento pubblico e incider sul livello generale dei consumi; ma soprattutto incider sul mercato privato che ad oggi, risulta essere lunico mezzo con cui gli studenti si arrangiano nel trovare una precaria sistemazione fuori casa. Le citt sede di Ateneo dovrebbero tener conto di queste esigenze con una congrua offerta bipolare, valida sia sul fronte didattico-culturale, sia sul fronte residenziale. Cos come gli ambienti di studio dovrebbero

tematica

titolo sdfsf

essere al contempo tranquilli, stimolanti e brulicanti di attivit e di iniziative. Ne consegue la necessit di dotarsi di strutture di servizio che siano integrazione delle classiche attivit di studio. Soltanto se si riscopre il valore collettivo di settori nora inesistenti, si potr avviare un rinnovamento del senso civile che larchitettura e il design hanno. Per senso civile si intende propriamente il signicato attribuito al progetto, nel momento in cui salvaguarda valori di aggregazione sociale e professionale. Tale senso permette di creare le proprie radici a chi lontano dalla propria citt, e vuole ricostruire un nuovo gruppo, denominato da alcuni non-famiglia. Si evince che i bisogni espressi dallutenza, deniscono un ambiente che non qualicabile nei termini di casa, almeno non di una casa tradizionale. Non unabitazione, perch lo studente ne

usufruisce solo per i bisogni di prima necessit; un riparo. Non una dimora, perch lo studente vi risiede per un arco di tempo limitato; un rifugio. Non una casa, perch lo studente non ha il senso di propriet ne di appartenenza; un nascondiglio. Universit citt servizi ricettivit per un abitare che sia totale integrazione allinterno dei tessuti urbani. Soggetto destinatario ideatore fruitore per unutente temporaneo di nuovi spazi abitativi, provvisori e transitori. Il lavoro che segue, vuole essere una proposta che si aggancia ad una complessa elaborazione storica di studio, che trova le sue radici nel secolo Illuminista. Sperimentazioni, utopie, attese, e anche aberrazioni, hanno messo in evidenza quelle che oggi ci sembrano ovvie implicazioni socio-culturali. Cos, attraverso un

ragionamento sul senso e signicato degli spazi, e sulle relazioni da questi interposte, si ricavano indicazioni generali di progetto, in una situazione di quasi totale assenza di normative ufciali. Ci che contraddistingue la situazione italiana una assenza di un piano operativo generale, di strumenti di censimento, di associazioni che conducano tali studi e di un sistema di controllo sulle condizioni del mercato privato; il quale del tutto avvallato a presentare un livello qualitativo assai carente, a fronte di alti protti e interessi privati.

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1 2 Giacomo pianta aaaaa Balla Velocit dautomobile (Velocit 1_aaaa n. 1) China acquarellata 2_aaaaaaaaaaaaa su carta foderata, cm 46,5 x 60 Mart, Deposito Collezione L.F., Rovereto 1913

normative scenario
Lattuale economia politica dellincertezza non si limita a rendere poco pi che formale il diritto di autoaffermazione: essa mira a rendere da subito il disagio del singolo non cumulabile in una causa comune. In questo modo scongiura la costruzione di alternative a se stessa, spingendo lautonomia sul binario morto del fai da te.

8 analisi

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ANALISI

normative scenario

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la cultura del progetto

analisi

quale utente

la cultura del progetto titolo disattenzione ed interessi sdfsf

Allefficienza del sistema universitario generale di un paese, concorrono sia i fattori politici, sia quelli amministrativi, e nondimeno quelli relativi alle residenze universitarie, le quali sono oggetto di confronto in ambito europeo e mondiale. Se poi consideriamo il fattore sempre crescente dei programmi di scambio culturali e formativi internazionali, ma anche il nuovo assetto organizzativo imposto dalla riforma ministeriale, vediamo come aumentino vertiginosamente: la frequenza degli studenti, il numero delle mobilit, le iscrizioni di chi sceglie di spezzare il percorso formativo tra due atenei diversi. E di conseguenza aumenta anche il numero delle domande per posti letto.

Eppure, nonostante tutte queste occasioni, il tutto rimane potenziale anzich sfruttato: a fronte di unofferta nazionale di circa 33.000 posti letto (in grado di soddisfare la domanda del 5% degli universitari italiani), in Francia i posti disponibili coprono il 10% degli iscritti, in Germania il 12%, in Gran Bretagna i valori variano dal 17,7% per i politecnici, al 40% per le universit; in Svezia gli studenti che usufruiscono di una casa dello studente sono il 40% degli iscritti. Si evince per cui, il totale disinteresse nei confronti di questo settore da parte delle politiche nazionali per i diritto allo studio, e quindi uno stato di inefcienza del sistema residenziale italiano. Prediamo in analisi due fattori: Le gi scarse risorse a disposizione

degli Enti regionali per il diritto allo studio sono state indirizzate nella messa a norma delle strutture in genere (L.818|84, 46|90, 626|96) e nella manutenzione dellesistenza, (in considerazione del fatto che il bisogno di qualit richiesta si molto innalzato) La domanda di residenza da parte di studenti universitari svolge un ruolo economicamente consistente allinterno del mercato immobiliare privato, sul quale gravano interessi tali da lasciare le strutture pubbliche in uno stato di carenza generalizzata Le vicende del Design Italiano negli anni Settanta, hanno portato il suo senso sociale ad un denitivo disinganno nel decennio successivo. La cattiva gestione della cosa

pubblica ai vari livelli, commistionata a ignoranza e improduttivit, ha esercitato per lungo tempo un taglio costante sulla spesa per le forniture. La cieca burocrazia delle Amministrazioni Pubbliche in materia di qualit del disegno, esauriva il tutto a livello di esercitazione accademica in alcune scuole di design. Cos, in questi ultimi due decenni, vediamo riemergere un riusso del ritorno al privato e un accumulo di disponibilit economica allinterno delle famiglie. Ma questa quantit sempre crescente di beni privati ha portato anche ad un degrado dei beni collettivi, siano essi spazi urbani o aperti oppure infrastrutture pubbliche o servizi sociali.

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1 pianta aaaaa Stool Nomade 1_aaaa Design 2_aaaaaaaaaaaaa 2 Cassa punk Giorgio Seletti

normative quale utente scenario una categoria confusionaria

Vivere da studente
In Italia, con un ritardo di almeno 40 anni rispetto agli altri stati europei, sono state recentemente condotte delle indagini, da parte del CENSIS, dal CNR e dal Ministero dellUniversit. Il focus di tali studi era diretto sulle condizioni di vita degli studenti, rilevando bisogni, attese e problemi, al ne di tracciare il prolo generale dello studente universitario medio. necessario prendere atto, prima di procedere alla descrizione, che quella dello studente una categoria eterogenea e complessa, tanto abbastanza da essere in mutazione costante nel tempo; e volere tracciare un prolo preciso e a fuoco sarebbe soltanto pretenzioso. Dai risultati tratti si evince che egli un individuo di et compresa tra i 18 e i 24 anni per il 60%, tra i 25 e i 29 per il 26%, oltre i 30 per l8% dei casi. Il 50,9% di sesso femminile, contro il 49,1% di sesso maschile. In genere non coniugato (93,4%), anche se negli ultimi anni si sono vericati frequenti ritorni allo studio. Nella maggior parte dei casi (54%) non svolge attivit lavorativa a tempo pieno, praticata per lo pi dagli studenti pi anziani. Le occupazioni sono volentieri saltuarie (28%) e part-time (6,9%). Dipende economicamente dalla famiglia, che spesso ne indirizza le scelte, infatti solo il 3,6% completamente indipendente. Il 20% proviene da un nucleo familiare di reddito e di livello culturale medio-alto, il 35,6% da famiglie con reddito medio, il 42% con reddito medio-basso. Gli interessi variano e spaziano nei settori pi diversi; dalla cultura

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quale utente

analisi

legiferazioni imprenditoriali

allo sport, dalla politica al teatro; svolge attivit associative, ricreative e sociali. La partecipazione alla vita universitaria si differenzia a seconda della citt e della facolt; solo il 42,2% frequenta regolarmente i corsi universitari, il 32% ha una frequenza non regolare, il 24,2% si reca alluniversit solo saltuariamente. Sul piano psicologico e sociale il carattere dello studente si connota per unalta instabilit, data dalle trasformazioni caratteriali ed emotive che lo accompagnano per tutta questa fase di vita e di crescita. Due sono i principali atteggiamenti che si tracciano nella convivenza e nella socialit: da un parte il senso di solidariet con il gruppo, dallaltra quello di competitivit con i componenti dello stesso o di altri gruppi. I coetanei diventano il riferimento per atteggiamenti, comportamenti e scelte, la cui collaborazione e partecipazione in gruppo

genera una famiglia anomala, arrivando cos, in tante occasioni a supplire quella di origine laddove questa non arriva a insegnare e far crescere.

frequenza e alla disponibilit dei mezzi di trasporto, vincolato dagli orari e dai tempi morti degli spostamenti. Il 32,8% degli studenti residente nella citt in cui studia, il 25,2% proviene dalla provincia, il 26,4% abita in altre province, il 15,6% risiede in unaltra regione. Il 67,3% risiede con la famiglia dorigine, e il rimanente 32,7% si trasferisce nella citt sede di studi.

Abitare da studente
Lattuazione della politica di decentramento delle sedi universitarie sul territorio, ha moltiplicato il numero degli atenei; ma se questo ha ridotto le distanze dalle sedi universitarie, ha daltro canto accentuato il fenomeno del pendolarismo, con diverse forme di mobilit, sia settimanali, mensili, che quotidiane, arrivando a toccare punte del 20% su tutta la popolazione studentesca. La condizione di pendolare non si pone solo come un accidente logistico, ma in realt vincola la gestione del tempo e del rendimento nella partecipazione alla vita universitaria: ci comporta un coinvolgimento sempre e comunque parziale, legato alla

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legiferazioni imprenditoriali normative scenario lo scenario attuale


La prima legge in questione risalente al 63, istituisce lassegno di studio per garantire agli studenti capaci e meritevoli, privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi pi alti degli studi; ma lattribuzione dellassegno escludeva il diritto al posto letto. Se lopzione per la residenza collettiva diventava facoltativa, nei fatti allontanava molti degli universitari che vedevano questa soluzione come dormitorio economicamente vantaggioso. Poi, a partire dagli anni 80, quando il Diritto allo Studio rientra nelle competenze delle regioni, si registra un aumento dei posti alloggio disponibili; ciononostante non si pu avviare una radicale politica dei mutamenti gestionali. Mancavano, ancor prima dei nanziamenti, delle leggi che questi nanziamenti li assicurassero, fatta eccezione per la L. 50|76, che riservava una modesta quota dei fondi per ledilizia universitaria alla realizzazione di strutture e servizi. Lintervento delle regioni da considerare anche nellerogazione di contributi monetari e convenzioni per il reperimento di ulteriori posto-letto oltre a quelli pubblici, spesso in alberghi o pensioni. Dallinizio degli anni 90, sono state intraprese nuove strade di nanziamento sia sul fronte privato che su quello pubblico, per ci che concerne la costruzione di residenze universitarie. Con la L.179|92, legge di nanziamento del piano quadriennale 92-95 dellERP si permette di afdare parte delle stesse risorse ERP alle residenze universitarie, riconoscendo il fabbisogno abitativo degli studenti assimilabile a quello delle utenze protette. A distanza di 40 anni dal primo intervento in materia di legge, il collegio di nuovo considerato s luogo di formazione personale, ma anche di supporto nella socializzazione, se alla normale attivit di studio si afancano servizi come tutoraggio, conferenze, incontri, attivit ricreative.

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il mercato abitativo

analisi

il mercato abitativo un fai da te solo italiano


Se in Germania vengono svolte con periodicit triennale indagini sulle condizioni abitative degli studenti dal 1951; se in Francia esiste un Osservatorio Nazionale che fa il punto della situazione per nuove prospettive future; nel nostro paese totalmente assente una base di dati sulla quale studiare condizioni di vita e attese degli studenti. Gli unici studi in merito sono stati condotti dal CENSIS nel 1989|90 e nel 1996|97 da Euro Student.

RESIDENZE, COLLEGI, CASE DELLO STUDENTE

24.000

Offerta abitativa pubblica e privata


La situazione attuale del mercato degli alloggi per studenti, presenta una grave e netta carenza in termini di quantit e standard qualitativi, specie se poniamo il nostro paese al confronto con le altre nazioni europee. La tradizione italiana delle residenze per studenti risale soltanto a pochi decenni fa e tale decit si tradotto in diretto appannaggio delle iniziative private altamente creative, dai caratteri improponibili in qualsiasi altra realt straniera. Anche laddove lofferta di collegi o case dello studente fosse istituzionalizzata da interventi pubblici o parastatali, ci non costituisce una valida soluzione al fenomeno del pendolarismo. Non solo i privati hanno letteralmente monopolizzato il mercato, ma tale operazione si potuta svolgere nella totale assenza di vincoli che imponessero opere di adeguamento spaziale, strutturale, impiantistico. Il tutto a prezzi esosi, tra i pi alti dEuropa e a fronte di uninvasione nella sfera privata degli studenti: si dettano regole di orari di accesso per ospiti negli appartamenti; si pongono vincoli discriminatori rispetto ai sessi; si limita la gestione e fruizione di spazi e attrezzature.

OFFERTA PUBBLICA

ALLOGGI E MONOLOCALI IN AFFITTO POSTI CONVENZIONATI IN ALBERGHI E PENSIONI

3.000

800

DOMANDA DI RESIDENZA PROVENIENTE DAGLI STUDENTI

250.000 COLLEGI RICONOSCIUTI DAL 2.500 MINISTERO

PENSIONATI E COLLEGI GESTITI DA 10.000 RELIGIOSI OFFERTA PRIVATA ALLOGGI IN AFFITTO 200.000

Denizione della domanda Secondo le indagini, il fabbisogno di residenza degli studenti universitari non corrisponde affatto allammontare delle domande ogni anno presentate agli enti per il diritto allo studio. Rispetto alla totalit, questa parte della domanda solo quella espressa agli enti preposti. Invero in due casi lo studente neanche presenta la richiesta: quantitativamente laddove il numero di posti-alloggio veramente esiguo; qualitativamente dove gli standard dellofferta sono veramente alla soglia della

POSTI LETTO PRESSO AFFITTACAMERE

10.000

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grafico 1 Distribuzione dellofferta di residenzialit per gli studenti univeristari

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grafico 1 2 Distribuzione degli studenti pianta e dei aaaaa posti letto per grandi ripartizioni geografiche 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa sud centro nord

normative scenario

31.8 %

40.0%

33.2%

38.7%

28.2%

28.1%

sufcienza. In questi casi scatta la ricerca sul mercato privato, avulso da ogni forma di adeguamento agli standard previsti dalle leggi. Quello che si innesca una ricerca fai da te dove ci si arrangia nel trovare una stanza presso una famiglia, una camera in condivisione con altri studenti e in pochissimi casi un appartamento monolocale per laccesso solo a pochi agiati. La domanda abitativa proviene prevalentemente da: studenti fuori sede, iscritti ad una sede universitaria diversa dal luogo di residenza: si tratta in realt di una mobilit a diverse scale, da quella provinciale, a quella regionale o inne interregionale; studenti stranieri, iscritti ad universit o a corsi di specializzazione: data la distanza dai luoghi di provenienza, sono circa 28.000 gli studenti che hanno bisogno di una sistemazione abitativa; studenti stranieri, che soggiornano in Italia per un periodo circoscritto: nellanno accademico 2000/01 il numero degli studenti Erasmus, in costante aumento dallinizio del programma nel 1987, ha continuato a crescere. Dal 1987/88 al 2000/01, ha studiato allestero sotto gli auspici del programma Erasmus un

totale di 851.415 studenti (3.200 nel 1987/88, 111.100 nel 2000/01). Nellanno accademico 2002/03 il totale degli studenti che hanno beneciato dellazione Erasmus ha superato il milione.

soluzioni di tipo collettivo | 24.000 posti in oltre 160 strutture: residenze, pensionati, collegi, case dello studente soluzioni di tipo individuale | circa 3000 posti-letto in appartamenti e minialloggi soluzioni per convenzione statale | 800 posti convenzionati con privati presso appartamenti in aftto, alberghi e pensioni

Offerta abitativa pubblica Fatta eccezione per lUniversit della Calabria presso Arcavacata (CS), che nasce gi in origine come universit residenziale, lofferta del mercato abitativo non riesce a saturare la domanda di posti letto, se non per il 10 % delle domande degli studenti regolarmente iscritti. Ecco in quali termini. Le residenze collettive pubbliche offrono prezzi vantaggiosi e condizioni ragionevoli, rispetto alle offerte del mercato privato; ma molte di esse hanno il decit di essere dislocate in periferia cittadina e, ancor pi grave, sono mal collegate dai mezzi pubblici. Senza considerare il fatto che, lutenza studentesca per il 90% non automunita, quindi sottoposta a orari e frequenze dei trasporti urbani. Da quei pochi studi condotti si evince che nel 2002, a fronte di 1.400.000 studenti iscritti alle Universit, erano disponibili solo 22.000 posti-letto pubblici; un letto ogni 55,6 studenti suddivisi in:

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il mercato abitativo

analisi

titolo sdfsf
sedi universitarie ancona bari bergamo bologna brescia cagliari camerino campobasso cassino castellanza catania chieti cosenza ferrara firenze genova lacquila lecce macerata messina milano modena napoli padova palermo parmo pavia perugia pisa potenza reggio calabria roma salerno sassari siena teramo torino trento trieste udne urbino venezia verona viterbo totale numeri posti letto 381 1120 0 1439 100 829 468 0 45 150 858 0 3000 170 746 496 144 163 1432 329 154 1793 950 1793 950 708 1110 1155 648 24 70 1770 121 220 647 0 428 337 338 227 1160 175 233 38 25011 di cui riservati stranieri 20 30 0 250 25 10 55 0 10 0 65 0 0 29 35 0 11 0 10 10 25 27 12 140 0 50 40 90 18 0 10 60 0 0 15 0 0 10 100 10 50 18 20 4 1259 Tipologie delle residenze universitarie Allinterno del patrimonio residenziale universitario, esistono diverse tipologie organizzative e di servizi, dalle quali si possono ricavare alcuni modelli residenziali: soluzioni residenziali di emergenza | sia la stanza convenzionata in albergo o pensione, che gli alloggi acquisiti sul libero mercato sono dettate evidentemente dallemergenza nella locazione degli alloggi. Manca la conformit a criteri di qualicazione che una residenza universitaria pubblica dovrebbe garantire soluzioni residenziali con strutture ad alloggi | questa una tipologia che, nella maggior parte dei casi mutua un tipo residenziale non destinato di norma agli studenti Esso deriva dallutilizzo occasionale di un patrimonio che altrimenti non troverebbe una sua giusta collocazione sul libero mercato; questa soluzione permette una socialit tale da favorire una buona integrazione, ma allo stesso tempo un elevato grado di privacy soluzioni residenziali di tipo collettivo | case dello studente e collegi | forse la forma pi tradizionale per servizi e organizzazione spaziale, improntata su un modello assistenziale sviluppatosi essenzialmente nel dopoguerra; il nome di

Casa dello Studente e del Lavoratore ci fa capire quali emergenze allepoca colpivano queste categorie protette nella difcile integrazione sociale e culturale; la dotazione di spazi scandisce un passaggio pi o meno risolto da progetto a progetto: spazi duso privati | camere per 1 0 2 letti con servizi riservati o comuni ad un gruppo limitato di posti letto spazi duso collettivo | locali destinati a biblioteche, sale studio, sale riunioni, sala computer per lintegrazione culturale e spazi adibiti a palestra, sala musica, sala tv, spazi allaperto per assicurare quelle attivit propedeutiche alla ricreazione e allo sport spazi destinati alla gestione e al funzionamento della struttura | portineria, direzione, depositi, locali per il personale spazi per i servizi tecnici

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Tabella 1 1 pianta Posti letto aaaaa disponibili da parte degli 1_aaaa enti pubblici per il diritto allo studio nel 2_aaaaaaaaaaaaa 2004|05

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa Offerta abitativa privata

normative scenario
Prescindendo il lato meramente economico, la coabitazione (che pi delle altre agevola lammortamento delle spese) la soluzione|arrangiamento che incentiva alla maturazione individuale e crescita collettiva nel condividere le esperienze. Coloro che invece cercano una sistemazione indipendente, sono per lo pi gli studenti pi anziani che, avendo gi acquisito una propria maturit, hanno una pi profonda coscienza dei propri bisogni culturali, sociali nonch spaziali. Lofferta nel privato cos distribuita: residenze e collegi universitari riconosciuti dal Ministero | si tratta di collegi storici come il Ghisleri di Pavia, il collegio Einaudi di Torino, il Segesta di Palermo, che possono godere di contributi da parte del Ministero e delle regioni; essi si qualicano per unorganizzazione delle attivit che sono tutte nalizzate alla formazione culturale, professionale e religiosa degli studenti; il loro contributo in termini quantitativi di 2.500 posti letto pensionati universitari | sono convitti, pensionati di iniziativa privata gestiti per la maggior parte da ordini religiosi. Nel censimento svoltosi nellanno 1989|90, si sono rivelate quasi 150 strutture residenziali, con una disponibilit posti-alloggio di circa 9.500|10.000 unit. alloggi in aftto | nonostante si tratti di alloggi destinati stabilmente agli universitari, il reperimento comunque difcile e articolato; vuoi per i collegamenti con i mezzi pubblici, o per la zona della citt dove labitazione situata, vuoi per i costi e rette sempre troppo alti, o per la durata stessa della locazione; la legge 392|78 sullequo canone nella totalit dei casi trascurata camere presso afttacamere | dal momento che in Italia questa tipologia di offerta regolamentata dalla legislazione inerente il settore turistico risulta del tutto incongrua con le problematiche che una locazione per la popolazione studentesca apporterebbero sul piano di analisi.

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il mercato abitativo

analisi

titolo sdfsf
collegi convenzionati letti collegi convenzionati letti hotel convenzionati letti gestiti convenzionati appartamenti letti appartamenti letti comparti letti gestiti direttamente letti collegi comparti

bergamo brescia milano pavia totale

0 0 7 8 15

0 0 1.204 1.124 6

0 1 5 0 329

0 40 289 0 0

0 0 0 0 0

0 0 0 0 0

0 0 0 0 0

0 0 0 0 0

0 0 50 0 50

0 0 1.204 1.124 2.328

0 40 339 0 379

0 40 1.543 1.124 2.707

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Tabella 2 1 pianta aaaaa Numero e tipo di posti-letto disponibili 1_aaaa per citt (A.A. 1988|89) 2_aaaaaaaaaaaaa

letti totale

collegi

citt

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Tabella 3 1 Numero di iscritti (A.A.1988|89) pianta aaaaa per citt e posti letto disponibili 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

normative scenario
facolt 2 3 20 9 34 iscrtti 4.043 5.359 94.572 17.572 121.506 fuori corso 866 1.603 51.721 8.538 62.509 in corso 3.157 3.766 43.000 9.213 59.136 letti in 0 0 1.204 1.124 2.328 letti out 0 40 339 0 370 letti totale 0 40 1.543 1.124 2.707

citt bergamo brescia milano pavia totale

atenei 1 1 5 1 8

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il caso lombardia c. econ. e c. sociale

analisi

normative e standard

titolo sdfsf
Il caso Lombardia
Dei 7 Atenei che sono in Lombardia, 4 si trovano a Milano; gli studenti risultano complessivamente 145.679, per i quali sono assicurati solo 2.707 posti letto, con un rapporto di 53,8 studenti per posto-letto. Se Pavia la citt universitaria del nord con 1 posto-letto ogni 13 studenti iscritti, a Milano, al contrario troviamo 1 posto-letto ogni 77 studenti. Offerta in realt ancora pi carente, e cio 1 posto-letto ogni 124 studenti, perch 868 posti sono messi a disposizione dalle universit private (Bocconi e Cattolica) e dunque riservati ai propri 34.422 studenti. Inne, Bergamo e Brescia non dispongono praticamente di servizi, fatta eccezione per una convenzione nella seconda, con unOpera Pia che garantisce 40 posti-letto. A Bergamo invece, si rilascia agli studenti un contributo monetario con il quale si cerca di venire incontro allonere dei costi daftto nel mercato privato.

Costo economico e Costo sociale


Nel bilancio familiare, il mantenimento dello studente universitario fuori sede, grava con un peso non indifferente. A fronte della dipendenza economica, quello che ne consegue, un indirizzamento delle scelte residenziali, dove si prediligono soluzioni pi protettive e organizzate. Laddove invece, esattamente al contrario, i ragazzi preferiscono soluzioni pi indipendenti per sottolineare ed esprimere la propria maturit ed indipendenza dal guscio familiare. Inne, il caso pi economicamente svantaggioso si rivela la residenza presso istituti religiosi, soluzione adottata per motivi di controllo e di supervisione, che non assicurano i normali vantaggi di un collegio pubblico. Tali vincoli, in termini di indipendenza di orari e utilizzo dei servizi, gravano sulla famiglia con una retta che oscilla tra 400 e 600 mensili. Cos la soluzione pi adottata rimane lalloggio privato, che nel caso di semplice posto-letto comporta un costo mensile tra 200 e 350 ; nel caso di camera singola e appartamento indipendente le somme lievitano no a 400|600 mensili.

Il costo sociale composto da una serie di voci che comprendono impegni di responsabilit individuale e prove di maturit collettiva: distacco dalla famiglia, aumento delle pressioni emotive. Nuove condizioni sociali e ambientali si sommano a difficolt di inserimento e adattamento.

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

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1 3 Andrea pianta Amadio aaaaa Casa dello Studente 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa Ponte Delgada Portogallo

normative e standard scenario a confronto situazioni

Francia
Alcune iniziative messe a punto negli ultimi anni hanno cercato di innalzare il livello qualitativo dellabitare studentesco. Le indagini sono state condotte dai due centri studi HLM e CROUS1 e il risultato stilato ha prodotto una Carta delle Prestazioni Minime.E possibile denire, pur nella diversicazione delle tipologie disperse su tutto il territorio nazionale, alcuni criteri di priorit per assicurare un livello minimo di qualit nelle realizzazioni di residenze per studenti. La Carta riguarda aspetti di rilevante importanza: le prestazioni di qualit, in termini di isolamento acustico, controllo del consumo energetico, comfort estivo, qualit degli impianti; un livello di comfort elevato, in termini di tutela della privacy, condizioni di sicurezza e attrezzature adeguate ai bisogni; la dotazione di servizi aggiuntivi e spazi comuni, gratuitamente o a costi contenuti; l accessibilit a persone a mobilit ridotta; lofferta di soluzioni abitative adatte alla variabilit dellutenza e quindi della domanda; la nalit sociale. Per il dimensionamento, la Carta sostituisce le normative degli anni Sessanta e Settanta, con le indicazioni per gli alloggi di edilizia sociale nanziata da fondi statali. Cos si

La Carta delle Prestazioni Minime definisce alcuni criteri di priorit, per assicurare un livello minimo di qualit nelle realizzazioni di residenze per studenti.
potuto passare dai 9, 10 mq dei decenni passati ad una supercie minima di 18 mq; tale metratura comprende una stanza principale, un locale da bagno, un wc interno2, un punto cottura attrezzato e larredo completo. Lalloggio di taglio pi grande, ha invece una supercie minima di 30 mq, in quanto comprende un disimpegno e spazi di deposito. Le dimensioni raggiungono i 46 mq nel caso ci siano due stanze da letto. dei vecchi alloggi ristrutturati nel centro citt, laumento dei single, la recente composizione di nuclei familiari composti da due persone. Lassociazione nazionale cui compete la crescita economica, sociale, sanitaria, e culturale degli studenti, la Deutsches Studentenwerk, ente di pubblica utilit no prot, alla quale fanno capo poi i dipartimenti regionali dei Lnder3 . Il suo intervento reso fattibile da una commistione di contributi dati dallo Stato centrale per il 7%, dai Lnder per il 23% e dagli studenti per il 10%. Tuttavia, non riesce a soddisfare la crescente domanda abitativa: gli studenti che usufruiscono delle mense sono il 43%, e solo il 12% sfrutta gli alloggi organizzati dalle Studentenwerk.

Germania
Negli anni Ottanta, lofferta degli alloggi sul libero mercato andata sempre pi impoverendosi, a causa di alcuni fattori socioeconomici. Tra di essi si citano: il costo alto

Gli organismi HLM, Habitationis Loyer Moder (Abitazioni ad Affitto Sociale), sono il corrispondente francese degli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari dellItalia). Le normative francesi contemplano wc e toilette in due spazi contigui e separati 3 I Lnder sono le 16 regioni confederate da cui composta la Germania inseguito allunificazione della Repubblica Federale Tedesca e della Repubblica Democratica Tedesca nel 1990.
1 2

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normative e standard

analisi

titolo sdfsf
Dal 1989 il Bund-Lnder-Programm zur Frderung des Studentischen Wohnraumsi stabilisce le linee guida tecniche per garantire uno standard minimo per: le dotazioni impiantistiche, la grandezza delle stanze, il dimensionamento delle aree di circolazione e un limite calmierato per i costi di costruzione.

dintervento atta a denire criteri e standard qualitativi e dimensionali; non esistono cio criteri metodologici a guida della progettazione della residenza universitaria e studentesca.

Unindagine svolta nel 1992 ha fatto emergere alcuni dati: il 36% degli studenti ospitato presso strutture statali; il 28,5% vive in un appartamento da solo; il 12% condivide lappartamento con altri studenti; il 6% ha un posto-letto presso un afttacamere; inne il 18,5% rimane nella casa di famiglia. Una serie di condizioni talmente diversicate a cui lo Stato non riesce a tenere dietro, data anche la scarsit dei fondi. La considerazione di partenza nella realizzazione di alloggi studenteschi, che la permanenza degli studenti stessi non si protrae per tantissimo tempo. Anche per questo motivo si cerca di contenere costi e dimensionamenti: le metrature sono minori degli alloggi di edilizia pubblica, i comfort sono pi esigui, i costi relativamente pi bassi. Per quanto riguarda linee guida e riferimenti, dal 1989 si fa capo al Bund-LnderProgramm zur Frderung des Studentischen Wohnraumsi, il Programma Statale Regionale per il Finanziamento delle Residenze Universitarie. Le linee guida tecniche stabiliscono uno standard minimo sia per le dotazioni impiantistiche, sia per gli spazi e servizi comuni; inoltre stabiliscono la grandezza delle stanze, il dimensionamento delle aree di circolazione e inne un limite calmierato per i costi di costruzione. Premesso che nel corso degli anni i requisiti di existenz-minimum si sono adeguati alle normali abitudini degli studenti (quali ad esempio avere un laptop per studiare) oggi abbiamo una soglia minima di 15 mq per la supercie di una stanza singola. Sono state ricavate dunque delle proporzioni ottimali che vedono una camera di 3,5 m di ampiezza, 3,75 m di lunghezza, una stanza da bagno ivi computata di m 1x2, un armadio posto dietro la porta, un angolo cottura davanti la stanza

da bagno. Per gli spazi comuni, si stabilisce un minimo calcolato di 1,5 mq per ogni posto-letto, separati dalle aree residenziali per problemi di isolamento acustico. Tutte le aree di passaggio e distribuzione possono essere al massimo 5 mq per posto-letto, esclusi i corridoi interni tra gli alloggi stessi. A macro-scala invece, si prescrivono edici con unaltezza non superiore ai 6 piani e un disponibilit di numeri posti letto tra le 100 e le 400 unit.

In tale direzione si distingue la sola Regione Toscana, la cui normativa delinea le caratteristiche di varie soluzioni di alloggio, con i relativi requisiti minimi di supercie: in tutti i tipi di residenze vengono richiesti 12 mq di supercie minima per le camere singole, 18 mq per le camere invece doppie o comunque a due letti; servizi igienici possibilmente privati o al massimo nel rapporto di uno ogni quattro posti letto, camere arredate e complete di spazi ed attrezzature per lo studio; spazi comuni di soggiorno e sale di ritrovo, di dimensioni non inferiori a 1,5 mq per studente alloggiato; una cucina per ciascuna residenza, con saletta per la consumazione dei pasti. Nella tipologia del minialloggio, la normativa prevede una cucina, o angolo cottura con tavolo da pranzo ed una stanza di soggiorno di dimensioni non inferiori a 14 mq.

Italia
Linefcienza degli elementi dindagine, ostacolano lindividuazione delle reali problematiche, per poi avanzare proposte che siano congrue alle speciche esigenze degli

Da circa 40 anni in Italia non si tengono incontri ne vengono pubblicati studi di spessore sugli alloggi universitari; non esiste un Osservatorio nazionale sulla vita studentesca e si registra una sorta di rimozione collettiva del problema che per resta in tutta la sua gravit.

studenti. Vedere come i vari ambiti ricadano luno sullaltro, fa capire come il tutto sfoci in una qualit abitativa dagli alti handicap, agganciata ad una scarsa qualit insediativa in termini di ambiente, attrezzature e trasporti. Ma la situazione molto peggiore di quello che sembra nora, dal momento che non esiste in Italia una normativa nazionale

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1 pianta aaaaa 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa

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1 4 Giancarlo pianta Deaaaaa Carlo Collegi Universitari di 1_aaaa Urbino 4|a_Collegio 2_aaaaaaaaaaaaa del Colle Cellule: pianta Inchiostro di china e retino su carta da lucido 1964 4|b_Il Magistero 1967

4|a

4|b

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modelli insediativi

analisi

quantificazionee e qualificazioe

modelli titolo insediativi pertinenza sdfsf e territorio


Tipologie
Nellorganizzazione a campus, gli edici sono a bassa densit e immersi in vasti parchi, le strutture isolate dal contesto cittadino, afancate ad edici per la didattica e a quelli per la residenza di studenti e docenti. Nel modello urbano la residenza universitaria si snoda per strutture indipendenti dalla sede universitaria ed destinata alle sole funzioni abitative. Una nota di merito va espressa per, nei confronti del modello integrato, il quale, secondo recenti studi considerato il pi valido e meritevole di mantenimento. Ma dal momento che ognuna delle tipologie deve essere necessariamente dotata di strutture e servizi collettivi, accade che in alcuni casi si preferisce smistare i servizi tra pi residenze vicine, per avvantaggiare la mobilit e la socializzazione; in altri casi invece, avviene la costruzione di un edicio adiacente alla struttura abitativa (destinato allo studio e al riposo individuale), rendendo per questultimo un dormitorio. La tipologia di edici multipiano la pi diffusa sia nei Paesi europei che extraeuropei. Sono costruzioni a sviluppo orizzontale ma volumetricamente compatte e sono in linea con il modello urbano. Nei paesi anglosassoni e nordamericani, invece il modello a campus che prevale e le residenze risultano compattate in alloggi strutturalmente indipendenti.

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5 1 pianta aaaaa Dimensionamento e distribuzione 1_aaaa di un alloggio per studenti ottimale 2_aaaaaaaaaaaaa secondo le linee guida della Studentwerk

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Tabella 4 Tipologie di alloggio previste

quantificazione e qualificazione normative spazi a scenario rotazione


c c c c k s c c b c c k c c b

ad albergo Serie di camere servite da un sistema di distribuzione, un corridoio interno che in qualche caso si traduce in ballatoio Comuni a pi stanze distribuiti a gruppi per ogni piano Solo in pochi casi Non molto tutelata la privacy, ma in compenso si favorisce la socializzazione, perch si ha la necessit di condividere con altri spazi comuni e attrezzature che ricoprono il corrispettivo sociale dello spazio privato

ad alloggio Camere collegate tra di loro dotate di soggiorno comune

a maisonnette Stanze raggruppate attorno ad un nucleo di servizi comuni, eccetto il soggiorno e servite da un sistema di distribuzione che le collega anche alle attrezzature collettive Riservato al gruppo si stanze raggruppate Riservato al gruppo si stanze raggruppate sacrificata parzialmente la privacy, in quanto il numero rilevante (anche 8 studenti per maisonnette), ma favorisce i rapporti sociali tra i piccoli gruppi, rivelandosi la pi idonea a mediare i bisogni dellutenza tra necessit di privacy e spirito di comunit. Favorisce anche i rapporti con gli altri residenti in quanto lassenza di soggiorni ad eccezione della cucina, spinge gli utenti allutilizzo degli spazi collettivi

Costituzione

Servizi igienici

Riservato al gruppo si stanze collegate Riservato al gruppo si stanze collegate Si assicura una maggiore privacy, ma di contro si pi generare la formazione di piccoli gruppi, costituiti dagli inquilini del medesimo alloggio, che sono indotti ad estranearsi dalle attivit negli spazi comuni a tutti gli alloggi

Angolo cottura Pubblico|privato

Gli utenti di una residenza studentesca, non essendo i proprietari dellarredo, usano questo a rotazione, e a volte cambiano tipo di camera nello stesso edicio. opportuno allora distinguere, ci che arredo sso da quello che arredo mobile; se il primo connesso alla struttura architettonica stessa, il secondo pu essere cambiato e modicato. A volte si introducono elementi estranei alla dotazione standard per sottolineare il carattere di singolarit della propria camera. Se nella maggioranza dei casi si tende a fornire un arredo minimo, funzionale allo studio e al riposo, la possibilit di permettere un intervento personale da parte degli utenti, riservato ai pochi casi sperimentali. Daltro canto, bisognerebbe comunque stimare quanto una personalizzazione comporterebbe a livello manutentivo del passaggio da un utente ad un altro. Lequilibrio si garantisce mantenendo la ssit degli elementi adibiti ad esigenze obiettive, e consentendo invece lintroduzione

di oggetti personali entro limiti deniti.

camera singola | con angolo cottura e bagno indipendente; alloggio a maisonnette | costituito da un nucleo di stanze singole con bagno, non pi di 8 unit, disposte attorno ad una cucina comune mini-alloggio | composto da due stanze individuali che condividono bagno e angolo cottura, dotato di accesso indipendente per mezzo di un corridoio o di un disimpegno. Capire le caratteristiche fondamentali di ognuna delle tipologie ci aiuta a individuare quale rapporto ci sia tra vita individuale e la vita collettiva nella transizione tra le due congurazioni. Il giusto equilibrio tra spazi comuni e semi-privati equamente dimensionati, lo si ritrova in Italia soltanto dal 1980 in poi. Diffusione negli altri paesi Tenendo presente le gi dette esigenze di

Organizzazione distributiva
Modelli di aggregazione delle unit abitative Lo spazio residenziale destinato agli studenti si connota per tipologia, dimensione, prestazioni e servizi; la sua peculiarit contemplata nellequilibrata integrazione di unit abitative e spazi ad uso collettivo, separati da quelli pubblici, quando questi ci sono. Ancora, in unabitazione per studenti la modalit di fruizione pu essere assolta dallutente singolo cos come da utenti in gruppo; il tempo di utilizzo pu oscillare da alcune settimane a diversi anni. Per quanto concerne lorganizzazione distributiva si distinguono tre modelli di residenza universitaria: ad albergo, ad alloggio, a maisonnette. Le tipologie di alloggio previste sono:

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gerarchizzazione

analisi

titolo sdfsf

Tabella 6 Funzioni di vita Tabella 7 Scansione dal privato al pubblico

Tipologia ad alloggio

In Gran Bretagna e Stati Uniti la pi diffusa, perch la pi semplice ed economica per messa in opera e realizzazione, data la serialit degli elementi In Italia e Stati Uniti la pi comune

In Germania non si riesce a sfruttare molto data la cospicua domanda di studenti sposati, con un proprio nucleo familiare, non si riesce a garantire un adeguato livello di privacy In Germania, Inghilterra, Francia e Spagna ridotta a pochi casi

Unit abitativa ad alloggio

Spesso comunque, prevista una compresenza di diverse tipologie di stanze, per evitare problemi di isolamento e al contempo venire incontro alle esigenze di privacy che maturano con lanzianit dello studente. Il bagno In Germania e in Italia quasi sempre pertinente alla stanza Negli Stati Uniti pi della met dei collegi prevede bagni in comune

In Inghilterra e Spagna si limita la condivisione del servizio a due o tre stanze, con una disposizione separata dagli spazi comuni

funzioni base svolgimento in spazi privati studiare dormire lavarsi camera

funzioni di modo di vita svolgimento in spazi privati riflessione sogno immaginazione preghiera conoscenza meditazione creativit ricerca di s espressione benessere sport lavoro esposizione incontro memoria camera

bagno

svolgimento riservato a piccoli gruppi

cucinare mangiare

cucina sale studio speciali sale computer sale tecnigrafi modelli

spazi collettivi

sala lettura sala giornali sala giochi

spazio privato

spazio comune in uso a piccoli gruppi 60 mq

spazio comune in spazi di servizio uso alla totalit degli utenti 285 mq 164 mq

spazi per locali tecnici

spazi per disimpegni e collegamenti

superficie necessaria per utente | da 35 a 45

18 mq

spazi, pensati sia per attivit di gruppo che private, non bisogna escludere il fatto che quelle che rientrano per denizione in una sfera, non possano essere svolte anche in ambiti diversi (la riessione privata il pi delle volte, ma non si pu escludere il fatto di pensarla in gruppo); la camera, oltre che per lo studio e il riposo, utilizzata anche

per ricevere amici. La complessit dellagire delluomo, viene qui amplicata dal fattore giovanile degli utenti. Si deduce per cui che non giova attribuire ad alcune voci gli spazi privati ed alle altre rimanenti gli spazi collettivi. bene invece dividere tutte le attivit in due grandi famiglie: funzioni base e funzioni di modo di vita.

Avendo una tendenza da parte dellutente a territorializzare il proprio ambito privato, lo spazio della camera deve assicurare pi attivit diverse e fruibile in modo tale da permetterne uno svolgimento opportuno, quindi dovr assomigliare pi ad una camerastudio di un comune appartamento che di una struttura alberghiera.

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Tabella 5 La tipologia ad alloggio nei vari Paesi

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1 6 Lundgaard pianta & Tranberg aaaaa Residenza per studenti 1_aaaa Copenaghen|Danimarca 2_aaaaaaaaaaaaa

gerarchizzazione dello spazio di fronte a attraverso

Per quel riguarda lindagine circa le necessit e le modalit duso, si sono stimati dei valori numerici come punto di partenza per una riessione progettuale: a seguito delle considerazioni n qui esposte, si deduce che la dotazione media di un posto-letto, pu variare dai 35 ai 45 mq lordi a seconda della conformazione e del tipo di intervento strutturale. Per la valutazione invece del parametro ambientale in termini qualitativi, si deve tenere conto sia di alcuni indicatori oggettivi |caratteristiche, siche, caratteristiche formali, caratteristiche volumetriche|, sia di indicatori immateriali |orientamento, sicurezza, direzionalit, gurabilit, visibilit.

La Tipologia Delledificio
A scala urbanistica e tecnologica, la forma del costruito pu determinare il tipo edilizio, in base al suo sviluppo spaziale: tipologia multipiano | si tratta di edici che hanno uno sviluppo preponderante

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gerarchizzazione

analisi

titolo sdfsf

nel senso dellaltezza, con 6 o pi piani, chiamati anche (nellambito degli studi storici e tecnologici) edici a torre; sono presenti pi negli Stati Uniti, in quasi un terzo dei collegi, che nei paesi europei, dove non superano il 20%. edici a sviluppo orizzontale | sono quegli edici che non superano i sei piani daltezza e che hanno uno sviluppo della lunghezza rispetto alla profondit i blocchi o houses | edici di non rilevante altezza, ma che si costituiscono come sommatoria di volumi, sia dimensionalmente che formalmente, secondo la disposizione e i collegamenti allinterno del lotto tipologia puntiforme o a villette | costruzioni di piccole dimensioni, con una corrispondenza diretta tra interno ed esterno per il ridotto numero di alloggi, in genere uno o due.

sempre ad impianto quadrato o circolare; pi di tutti gli altri, tali modelli permettono una maggiore appropriazione da parte degli studenti perch offrono un maggiore senso di enclosure nei confronti dellesterno stecca a corte | edici che, pur corrispondendo alla tipologia di cui sopra, sono disposti sul sito in modo che una corte interna si crei fra di essi edicio in linea | sono intesi gli edici che hanno una pianta per lo pi rettangolare, isolata su tutti i lati edicio a L | indica quelle costruzioni che delimitano volumetricamente una corte senza che questa sia delineata sicamente sul costruito

La tipologia distributiva
Questo parametro serve a individuare le disposizioni dei percorsi verticali e orizzontali e sullorganizzazione spaziale del progetto tipologie a corridoio interno e a ballatoio esterno | sono peculiari di edici nei quali il connettivo orizzontale, lungo il quale si hanno gli accessi degli alloggi e delle stanze, collegato a percorsi centralizzati e localizzati in punti cardine della struttura tipologia a nucleo centrale | si

La forma delledificazione
edicio a corte | sono quelle costruzioni che si sviluppano per tre lati, delegando al quarto lato, laccesso per la corte interna, centrale alla pianta, quasi

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7 1 pianta KK architetti aaaaaassociati 1_aaaa Insediamento residenziale 2_aaaaaaaaaaaaa Bornalet Sud Commugny Svizzera dicembre 2008

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1 8 Anselmipianta & Associati, aaaaa Edificio residenziale 1_aaaa 2_aaaaaaaaaaaaa Velletri Italia gennaio 2006 8|a_Pianta generale 8|b_Vista prospettica facciata

tratta di edici privi di percorsi orizzontali; gli alloggi trovano il loro ingresso disposto in corrispondenza di quello verticale, il quale molto pi numeroso rispetto alla tipologia precedente e inoltre distribuito in modo uniforme

8|a

8|b

30

gli spazi collettivi

analisi

gli spazi collettivi centralizzati e localizzati


spazio collettivo centralizzato | lo spazio adibito allo svolgimento delle attivit di servizio a cose e a persone, per la totalit dei residenti spazi collettivi localizzati | sono spazi in prossimit degli alloggi, allo scopo di svolgere attivit siologiche (igiene e alimentazione) e intellettuale (socializzazione e studio) il cui svolgimento non contemplato alla singola stanza. In genere i primi sono ubicati al piano terra, e hanno una posizione centrale per essere facilmente riconoscibili e accessibili; i secondi sono dislocati vicino le stanze, essendo posti uno o pi per piano. spazi di gestione | in realt non esiste una linea di rilevamento unicativa per quanto concerne questo tipo di spazi, in quanto si tende ad accorpare in un unico volume, le diverse voci di segretaria, direzione, tutor, portierato.

Lavanderia Cucina Refettorio Ca

Sala_comune Sala_giochi Sala_ Cappella Caffetteria

(per le coppie con figli) Palestra

questultima funzione non avvenga nello stesso ambito, si ha un angolo cottura; esso preclude per, ogni forma di socializzazione per ovvia mancanza di spazio atto a condividere il pasto: difatti, in questo caso, si mutua parte dell ambito individuale in angolo soggiorno. Una valutazione qualitativa e quantitativa anche della cucina consente perci, di vericare il suo grado di integrazione sociale. Il soggiorno Per salotto si considera quellambiente a diretto contatto spaziale e funzionale con le stanze, opportunamente attrezzato e di supercie superiore adeguata ad ospitare le riunioni conviviali e la socializzazione degli studenti anche riuniti in piccoli gruppi4.

Definizioni e tipologia degli elementi componenti le unit abitative


La stanza La camera individuale denita come lo spazio di uso esclusivo di uno o pi residenti, pu generare differenti modalit di aggregazione a seconda del tipo di connessione con bagno, cucina, salotto. Laffaccio verso lesterno e la mediazione tra interno ed esterno determina le differenze pi consistenti tra i doversi modelli europei: una nestra, un balcone, un ballatoio o un bow-window, sono tutti prolungamenti dellalloggio, ma inuiscono diversamente su livello abitativo e fruibilit dello spazio. Oltre alle stanze singole, doppie e triple, in molti collegi sono presenti alcune camere dotate o in grado di ospitare il letto matrimoniale per giovani coppie di studenti (come spesso accade in Germania). Il tetto minimo di postiletto per stanza pari a tre; tale caso lo si ritrova in un solo collegio in Giappone. La cucina La cucina il locale adibito alla preparazione, cottura e consumo dei pasti. Nel caso in cui

Belforte, Abitare i collegi: attivit e spazi di relazione nelle residenze universitarie, 1991, pag. 94

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Il bagno

Per bagno di denisce lo spazio destinato ad ospitare tutte le funzioni connesse alligiene personale. Rispetto agli altri ambienti che compongono le residenze universitarie, il bagno ha il maggior numero di varianti possibili: pu essere un bagno completo pertinente allunit abitativa; di uso individuale localizzato in batteria; o in comune. Nella tipologia a stanze raggruppate e ad alloggi, accade (sovente nei collegi inglesi) che toilette e wc sono due locali contigui, ma separati luno dallaltro, in modo che si riducano i tempi di attesa (con il bagno completo non si avrebbe tale rotazione di utilizzo). Nel caso di bagno in batteria, e di bagno comune, di solito il lavabo fornito allinterno della camera.

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significati ed aspettative analisi

significati ed aspettative
Il dott. Ewald Berning dellIstituto per la pianicazione universitaria di Monaco di Baviera scrive per la Comunit Europea: In Italia la mancanza di alloggi universitari immensa. Fino a pochi anni fa, si registrava uno stato di stallo e di interventi sporadici afdati a iniziative puntuali. I ritardi nella elaborazione di idee e proposte, sia da parte della compagine lavorativa, che dellassetto burocratico e politico, hanno fatto s che si accumulassero anno dopo anno problemi su vari fronti: anzitutto, mancanza di conoscenza del settore; appannamento delle funzioni di natura giuridica delle residenze, problemi inerenti il personale addetto; standard qualitativi riguardo la tipologia di spazi, individuali e collettivi; interventi di privati; normativa per gli alloggi. I progetti che davano respiro e potenzialit alla tematica, si sono fermati agli anni Settanta; i Collegi di Urbino e il programma per lUniversit della Calabria ne sono un esempio. Nellintervento che il professor Vittorio Mignani ha tenuto allinterno di un seminario nazionale tenutosi a Pisa il 9 maggio 1991, si evidenziano alcuni punti di focale importanza: sotto laspetto conoscitivo, bisogna avere un apparato di informazioni tali da consentire un quadro sullevoluzione futura della popolazione studentesca; bisogna comprendere i caratteri della mobilit, quella che viene chiamata dagli esperti sociologi migrazione anticipata (ovviamente dal Sud verso il Centro-Nord); bisogna stabilire quali funzioni siano vitali in una tale struttura residenziale, a livello di attivit pubbliche, collettive e private. sotto il prolo formativo delle residenze universitarie, c bisogno di favorire lintegrazione degli studenti, portatori di ricchezza reciproca per eccellenza. La provenienza geograca, sociale e culturale, e ancora la nazionalit, il sesso, i corsi di laurea da frequentare, sono solo alcuni parametri che si potrebbero analizzare. C bisogno sia di spazi individuali per garantire privacy ed autonomia da un lato, sia di ambienti confacenti ad incontri tra piccoli e grandi gruppi dallaltro. Inne, la socialit va progettata anche a scala urbana, il che comporta la localizzazione delle residenze in contesti cittadini idonei a favorire opportunit culturali, sportive, aggregative. sotto laspetto del personale delle residenze, nel nostro Paese non esiste una tradizione formativa in tale senso. Non si apprezza tale risorsa, che invece apporterebbe miglioramenti nella gestione amministrativa e culturale delle residenze. Bisognerebbe impostare un programma di corsi daggiornamento, dalla direzione amministrativa alla gure tutoriali, al custode della residenza stessa. Sotto laspetto legiferativo5 , la legge quadro per il diritto allo studio prevede gi un maggior impegno da parte delle regioni, che devono predisporre interventi pluriennali per ledilizia residenziale universitaria nalizzati alla costruzione, allampliamento, alla ristrutturazione e allammodernamento delle suddette strutture, nellambito delle competenze loro attribuite dalla legge n.457|78. Alcuni principi di programmazione generale potrebbero tracciare la strada per nuovi sviluppi: considerare anche la domanda di residenze universitarie nella denizione del fabbisogno abitativo regionale vincolare le regioni ad una programmazione pluriennale coinvolgere gli enti locali ad un impegno diretto La complessit che si presenta tanto pi ingente se si comprende lesigenza di equilibrare attentamente gli spazi di autonomia con gli spazi di ricreazione. Al momento della progettazione della struttura, si dovrebbero tenere presente le esigenze studentesche, cos come le funzioni della gestione. Si dovrebbero fornire attrezzature e servizi comuni necessari, senza i quali lo studente, nell arrangiamento delle varie attivit potrebbe anche deteriorare la struttura stessa. Dalle analisi condotte si ricavano per cui alcune tendenze per una progettazione sistematica e qualitativamente competitiva sul fronte internazionale: abbandono della tipologia casa dello studente intesa come struttura dormitorio senza alcuna dotazione di servizi; inserimento, ove possibile, di sale comuni,

anche con il sacricio di alcuni posti letto; avvicinamento delle residenza collettive al modello collegiale

apprezzamento di tipi residenziali organizzati in alloggi e monolocali, progettati appositamente per gli studenti e dotati di spazi comuni abbandono dei complessi spersonalizzati di grande dimensione a favore di organismi residenziali a scala minore recupero di edici esistenti localizzati nelle aree centrali delle citt aumento della dotazione di supercie e servizi negli spazi privati potenziamento dellintegrazione residenza-studio con la possibilit di spazi per attivit legate alla formazione culturale (sale computer, conferenze, corsi di lingua, ) 6

Da parte degli stessi studenti proviene una ingente domanda di servizi pi qualificati. Succede infatti, che se la residenza solo residenza, non si utilizza al pieno delle potenzialit; viceversa, dove sono presenti attrezzature qualificate, gli studenti richiedono il loro ampliamento e arricchimento, e assumono un pi maturo atteggiamento nellutilizzo stesso degli arredi e delle infrastrutture.

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Residenze universitarie: atti del Seminario nazionale, 1993 Idem

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