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in BUR SorenKierkesaard

Diario Diario del seduttore Don Giovanni Prefaziorri La ripetizione Stadi sul camminodellavita Sul concettodi ironia

)oren l\lerKegaarq

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TIMORE E TREMORE
AUT-AUT (DIAPSALMATA)
A curadi CornelioFabro

Br&
C LA S S IC I DEL P E N S IE R O

INTRODUZIONE

letterariariservata ProprietL RCS Rizzoli Libri S.P.A.,Milano O 1972,1986 @ 1994R.C.S.Libri & Grandi OpereS.p.A', Milano @ 1998RCS Libri S'P.A.,Milano rsBN 978- 88' 17- 16562-4 Titolo originale dellbPera: Ftlgt ogBaeven,Dialektskl4rik oJ Johanes de Silentio

pseudonima Nel labirinto dellaproduzione kierkegaardiail primo punto fermo per na Timoree Tremorecostituisce letteraria una corettainterpretazione di un'avventura che produzionedel turbolentoed non ha riscontroin nessuna irrequieto Ottocento europeo,per l'intensit tematicae Mentre il monume taleAut-Aul la densitaermeneutica. percorso le due tappepiemiche di Victor Eremi[a aveva esterica ed erica con le Canedei duesoidell'immanenza di Johannes d topseudonimi A e B. Timoree Tremoret SilgtLo_SSL Lo ripresa di Costantino lt.9_oq19mp9"-r31eo Constantius intendemettrea fuoco I'orizzontereligioso l4gglt tb {lqgaone realepropostae vissutadall'autorg cheil pubblicodei lettori, ammaliatodallo scintilliostilistico di AulAut, non avevaawertito'?:la priorit assoluta del rapporto a Dio e perci il distaccodello stadio religioso supr emovertice dell'esistnza e fondamento come
dell etrca.

Prima edizioneBUR gennaio1986 maggio2010 del Pensiero edizioneBUR Classici Undicesima

tmaticadi fondo la giustificazione d9l!qfollufa Olsen(11ottobre1841) che d9l fidanzamento con Regina avevamessoin subbugliogli ambienti letterari di CopeIlltitolopresodaS.P^olo:.llCor.,7,16. ll motto preso da Hamann: (Ci che Tarquinio il Superbointesecon il taglio dei papaveri nel-suogiardino, Io comprese suo figlio ma non il messaggero). 2 Malgradoi richiamorcligioso dell'Ultimdlum,cioil discorso conclusivointesoa dimostrare chel'uomo (ha sempre torto davantia Dio)t (S.V. t. II, p. 368sgg.)con la conclusione che(solo la verircheedifi ca, vertper te))(Op. cit., t.II, p. 381).

--La

Per conoscereil rnondo BUR virira il sito wvw,buneu

naghen, rimastiancorpiil perplessi dalledivagaz ioni estetico-eriche di Aur-Aur.il nododctla,iruazione eraessenzialmente religioso, cioe quello dell'obbedienza ad un precisoordinedivino comeprova supremadella fede che in Timoree Tremoreha per protagonistail patriarca Abramo il quale,in obbedienza a Dio, dispostoa sacrificare Isacco, il figlio <iella Promessa. CosinellaRlpresala situazione si ripete:Giobbe,il giusto, privato dei figli e di tutti i suoi beni e colpito anche nel suo corpo e languisce piagato su di un letamaio, contraddettodagli amici chelo considerano oggettodellagiustiziadivina. Due testimonianze assolute di fede di sesno opposto, Abramo manriene il silenzio assoluto e Giobbe invece si sfogain fierapolemica con i tre amici interlocutori. L'ermeneutica di Timore e Tremoresi profila su di uno sfondo ambiguo o pir esattamente ambivalentenel rapporto antiteticodi Kierkegaardal padre ed a Reginach'egli considera i suoi maestrinella dialetticadell'esistenza3: il primo col suo crislianesimo cupo, dominatodal senso di colpach'eglidovette subire;il secndo represso con la qg4aqngsferaspensierara di eioia delltviia citgli non poteaccet:rre per non tradirela suavocazione essenziale come di uno ch"era stato<segregator da un <pungolo nella carne>) come Paoloa.Uno scritto quindi doppiamente allusivo e capacedi fornire la chiave dell'enigma dell'esistenza del suo autoreche lo collocheral verticedella sua attivit di scrittore: (Dopo la mia morte si vedr che basernmore e Tremore per rendereimmortale un nome
3 Alle paroledi Regina:(Dopo tutto, tu non puor sapere selbrse no sarebbe un beneancheper te che mi fosseconcesso di manerti vic! (Ecco, questo timore e tremore) (Diarrb, 1g49,XJ no), egli osserva: A l50i t r. it.J, .3 79 6, t. X, p. 7l) . a II Cor. 12,7. Il <pungoo nella carne> jl tma costantedel Diario fin-sul leuo di morte (Vedi: Dr',4rjo, AppendiceA, tr. it.3, t. XII, pag.98).Per.itesri fondamenlali. ibid. p. t42 s. e Dia o,ed.B.U.R. Mjtano 1979r, p. 7 sge. 6

di sctittore. Sar letto ed anchetradotto all,esteroe s,i_ norrider per il tremendopathosche contiene.Ma ouando esso statoscritto.quandocolui cheeracreduto l,au_ tore sene andavasotto I'incognito del bighelloneed ave_ va I'aria di un petulante, di motteggiatore e di leggero nessunopot capirnela profonda seriet>. Ma era un insan_ no, un truccolererario: <Oh, gli stoltil Eppuremai un libro fu cos serio!>> nella sua diaetticaesiitenziale: <Se l'autore avesse avuto un,aria seria,I'orrore sarebbe stato minore. La reduplicaziones - realizzata dallo pseudoni_ mo - il massimo percideplor dell'orrore>. aonunu lucidapreveggenza: <<Ma quandosarmort si avr di me un'idea fantastica,come di una figura tetra: allora il libro riuscir tremendo) per la nuova rotta, quella decisi_ va, nel camminodello spirito. E vieneindicatoil momen_ to critico nel superamento irreversibile di direzione:<Una parola veravi gi detta, l dovemetto in risalto la diffe_ renzafra un poetaed un eroe>> _ il poeta lui, nascosto nello pseudonimo, e I'eroe Abramo, chiamato<eroedel_ la fede>e modellodel cristianesimo straordinario.Di oui apparerivelarrice la cadenza autobiografica: <Vi in me un lato poeticopreponderante e la mistificazione aonun_ to nel fatto che Timore e Tremore riprodtceva in iondo la mi vita6>>. Eis perci dav la hiaveerm;;l* J; dellavita personale comedi tutta l,attiyit letterada,quasi un compendio profeticodi quantoseguir nelvolteggiare del giocodialetticodeglipseudonimi nei sette anni seeuenti cheavrannoil loro fulcro nel problema sul senso u-ltimo
r esrnziale della-dialelrrca qualitaLiva., proDria . il momento del cnsnanertmo.ctoe di ecrre e vi^vere ci che si crede,ci ceii scrive e si predica {C[r.: Dia o, tr. i:.3,Indicedei rermini,t. Xii. p. i8i.o.Diotiot849.IBSO, -lo X2 A t5: rr. il.r nr. 2530. *f. vf, p. i+i. sembrapercjesattoapplicare a quesroscritto la regoladeili alrri oieoontmli ossta dfhat-in genctul he lKietkegaatd) does nor himsetl shore ThePandox in feat and Trcmbting.KerkegaatO:-r. X 1rf ij. p. ii11

l;..,nHffili:t] '{{fi; : tri ::,ixl1ii;..,.,,#ffi :trl il:,i

si fa a divendellavita, polarizzatonel problema:<<Come ClimaIoannes da reso esplicito sarr tare cristiani?>,che fotma in 1846) del scientifica (Postilla non conclusiva cts di distaccodalla sferapoeticacon la denun'problematica di Lesiia del tradimentoda partedellaragionespinoziana (salto> della il mediante conclusione e di Hegel sing ed fed con Anti-Clim acs(La malatia mordle, 1848iL'e. sercizio del Cristianesimo, 1850\1 Mentre .La ripresd tematizza in filigrana il rapporto a Reginamoslrando l'impossibilit di ritornare sulla pro(n-el rapporto Timoree Tremorenasconde pria decisione, al padre)il misteroiremndodel rapportodel credente comesi rilevada un testocontemporaneo aliAssoluto, KierkegaalQ 49114 aA bii aiwite rimanda lo stesso. del testoora citato comealla chiaveermeneuconclusione testo- con il i"u'oiiu,,u'ru suaattivit{ di sc-ritrore. -ll del suo allusione evidente tito\o Shizzo- capovolge,con per emer: far Abramo di Ia situazione iappon a Regina, abfaniulla alla rapporto profondo suo del geieil senso la decisione' dall'inattesa Qui sie sconvolta bandonata che irreparabile confiirio di un tragedia la rasenta luazione poteva immagiKierkegaard di creatrice solo la fantasia saputocheil panare: <Supponiamo...che Isaccoavesse per sacrificarlo>' Moria monte portava al con s dre lo esporre oggiun poeta,eglici potrebbe seavessimo Ebbene, I'argomentodei colloqui fra padre e figlio lungo la strada. In un prirno momento la scenapatetica: (Anzitutto nelsuosguardo cheAbramoabbiaconcentrato immagino
' Diario 184244,IV A 76i nr.474. l. lll. p 74 sgg' La siluazjone _)adledes rellgloso: elicoma con fondamento di Abramo di caraltcre ',,arAbruham Of ng a Isoak en eligieus Akt, selvom Abraham ellers etiskeKtuv" l'Del resrol'olferla di Isacco !il dastil tevede e[k; bistemte anche seAbramovlrevaquoeraun allo religioso da oaL di Abrarno I nd!rc|t ii'^n."nt. .on unu ptecisa[otzaiLica.-] {C . \1a:lanrschuk' 195I p 48).LopseLrfo{attertkab, Copenaghen s?i SorcnKietkeEaardi donimo religiososar Anli Climacu\ (La mdlaltia motlale L eserctzlo del Cristiaesimo).
I

tutto il suo amore di padre; il suo volto venerandoed il cuorestraziatodavanorisalto alle sueparole; esortil figlio a sopportareil destino con pazienza facendocapire con parole velateche anch'egli,comepadre, ne soffriva ancorpir>. Ed ora la,finzionepocticadellatrasposizione del raccontobiblico alla sua situazione esistenziale lella Gnsione doppia,ciodel padreve-rso di lui e dellasuaverso Regina:<Davantial suoinsucceii.Abram dovetteprobabilmente scostarsi un momentoe, quandotom a guardarlo, per Isaccoegli era irriconoscibile:I'occhio selvaggio, l'aspetto glacialee la venerandacanize dizzata come una furia sulla fronte. Egli afferr Isaccoper lo stomaco, tir fuori il coltello e I'apostrof: "Credi tu ch'io volessi compiere tutto questoper lddio? Ti inganni.Io sono un idolatra: questodesideriosi risvegliatoin me, io voglio ammazzarti,io sono peggiodi un cannibale.Non lusingarti,sciocchino di ragazzo, al pensiero chesonotuo padre; io sono e voglig essere il tuo assassino". Ed ora il nocciolo dell'allusionedel dramma: <Ed Isaccos'inginocchi gridando al cielo: "O Dio misericordioso., abbi pietdi me!" Ma alloraeccoAbramomormorare fra s e s: "Bisogna proprio chela cosavadacos;alla fin fine per meglioch'eglimi credaun mostro, chemi maledica ch sono stato suo padre e prighi ancoraDio, piuttosto di sapereche stato Dio a impormi la tentazione,altr! menti perderebbe la ragionee forsemaledirebbe Iddio!"> - <Me {Sy: ar 4_os!ri lempi - q chiedeKierkegaard il poen capace di immaginare iifliiti simiti?E ruravia la condotta di Abramo riuscirebbedi un'autenticapoesia, di una rnagnanimita che sorpassa tutto ci ch'io ho letto nelle tragedie). Ed ora la chiaveermeneutica: <<Colui cheriuscira soiegarequest'enigma avr spiegato ia mia vjta. Maioanche ve trovare tra i contemporanei chi possacomprendere un tale enigma?>

strepitosodi AutAut' Timore A diferenzadel successo ' ma al temadi Abraii"*orc p^ta quasiinosservato: Kierkereligioso' intimo ."" tieluO.i suorappoflo della Diario nel testi rre in con insistenia -.. ;;;i;-;l';;";

e sul lerteraria iiii*ria i.ttr". a.riqp,opti"attivit piir sono Non religiosa .rp.ii.n'u *"rru a.il" eslstenzlall ".ii.. ma variaTioni dellopseudonimo, esoressioni
biblico nellavidell'eveno ',tutflgrturion. tpirituale8 nella inosservate l, ai-rii..t.guuta passat del tutto steJallo e tle appartengono-tutte Xteita*ra-t'oornlmg: progressrone' loro nella socictriflessivoe le riportiamo

di sacrie Tremore: Abramoe la decisione A. <<.Timore ficare Isacco>>. il rogo:trasse Iegl\acco'e accese la legna' ... Ed eglitagli
il collello e lo vibro su lsaccol^

lj[r*i=".1,rfi ffi'#r:,!"ixis:ii*n{$ji$:
co-sa simile! Tu eri il mio amico, ed ";h" all'ultimo momento ti ho sridato: 'Abramo' ;;i;;;. Abramo,frmati!' ". sodebolezza Allora Abramo risposecon una vocech'era della debolezza della ste'so Lempo at e ii"i" "lor"'a"ii:aoiazione,

l ;:"Ti;;:::'j4il;3 itlx;;;: ffiff il*if;:"J:x hiitrTii'i:'l|;J"ii1",il;'ll! r:kfinis:x":' t":::r:u*i,;iii:$H"""i::'J':'""".:"""$t ii+fl


r,,* pii.,,i.. lrll;;;-i ii i,, f '^ixt?"1' ::1""J,;,f"i:::fr?T,oi |;i;',r
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r erastatotoccalo D.2I sss.Ilproblema

fossela Tua? Quando Tu mi ordini di sacrificaremio figlio, e all'ultimomomentosi sente una vocechedice:'Frmati!'dovetti credere evidentemente ch'eradel tentatorechevolevatrattenermi dall'adempiere la Tua volont. Una delle due: o avrei do\uto pensare chequellavocechemi diceva di sacrificale lsacco fossedel tentatore;e alora non mi sareimesso in cammino.Ma siccomemi assicuraiche quella era la Tua voce, allora dovetti concludereche l'altra era del tentatore". Poi Abramo feceritorno a casa,e il Signoregli diedeun secondo lsacco.Ma Abramo, guardandolo,non si mostravamai conento. Quando lo guardava,scuotevala testa e diceva: "Non quell'Isacco!". era questo Ma a Saraegli disse:"Fu per una cosastranachesia stato Iddio a volere ch'io sacrificassi Isacco:questoera certo, eternamentecerto, Dio stesso non lo pu voler negare,E quandopoi io lo feci per dawero ecco che era uno sbaglioda parte mia: non era pi volontdi Dio...". Ma non coscon il padre della Fede,Abramo! Proprio in questo consiste I'ubbidienza,nell'ubbidiresubito e incondizionatamenteall'ultimo momento. Oh, quando si andati tanto oltre piuttosto disposia dire ancol dire A, si allora umanamente che B e a colpire. Pi difficile che salire al Moria e sacrificare Isacco quando gi si tirato fuod il coltelo, poter allora e voler capire,in obbedienza assoluta, checi non si esige da me. Quando si ratta di decisionisimili, come quella di sacrificare poter consenareancoraall'ultiil proprio figlio o di tenerselo, prontezzaubbidientee, seoso dire, agile mo momentola stessa di un servitorechedeverassegnarsi - quando quasial termiIIe - a tomare indietro e dunquead aver fatto quasiinvano la per fu grandecome cona. Oh, qugsto grande."Ma nessuno Abramo: chi pu capirlo?"e>. B. <<Timoree Tremore: la fidlcia in Dio di Abramo>.

8 La criticadeirra accomuna'-malerad:;X,'l*X1::'"J;t; invece

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t,lr;:n^:'r^:;:::j',".,""fl il;il,Sii::::ii;{J;ii'i#i l:ii, jf j{,',:'ffi ,':",-,',"w;:;;1t3:;t;y;1;;1;;, ; pp. 577'600. i7,,e67,


5-li#ffrif;:'t{;ii{ji'J:"'i,:"
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... Abramo sacrific I'ariete e torn a casacon Isaccoche gli era nmasto. Ma, dicevaAbramo a se stesso, io per con questastoda sono diventatoper sempreeterogeneo dall'umanit- Seti lossepiapur restandouomo, in forma ciuto, o Signore,farmi nascere, di cavallo, non sarei pi eerogeneo dal'umanit, di quel che non sia diventatocon questo fatto, La diflerenzadi non aver e Diatio l85l-52,Xa A 338;tr. it.3 n. 3529, i. lX, p. 47 sgg.

It,:x?Jlilxi?*?:i'::fixi"l;#"Ti:'6?li'?,T$iiX'$ opposticon saranonposso -..iti".' infinitamene


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Ed alloradovrrinmi perdoner ii .aft.ra' d essa conIsacco: anche cos "of"f.." amoroso' perdono iir-rl iJi'"..i"

u,i*i**il:'l;I",?,ll,''llnl'?1i""'Ti'l$:lh*i,1i'111; :l:;t.tlig::::xilill?,ili'li;lilltJ.tt:i:"i i,'i-i'"iu" F* t"


:li,l"'ilJ',,iii"J,5:1:i: "i.1. !.: rano aa li,i ;; ipenaeua iif"lill'rif :"JiTiff:;3 resopir)eterogei",[Jr" iii"i. mi sarei a Te, conquesr

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la Fede, per non valicarecon.le-nl

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Dio pqq C, <<Iluovo!iyt91qe-If.el4:-o.te;lL rytlplqqtdiCdi

Per perchtu sai dare la cosamigliore e la sai anchesigere, e nella gioia il mio dolore fu mitigato perchIsaccocomptese di essere d'accordocon lui, non ho affatto sentitola tua voce. il coltelpersuaso di fare I'ubbidienza,checaccia Fui io stesso, lo nella vittima ubbidiente". Ma, chiusoin un muto dolore,AbnAllora Dio dsuscitIsacco. E mo rimuginava fra se s:"Per non eraquestoquell'Isacco!" neppurelo era, perchper avercompresoci che in un certo senso cio statosceltoda lsaccocomprese sul Monte Moria, di esserc diveltato un vecchio, Dio per vittima, era egli in un certosenso e soltanto vecchiocomeAbramo,non era del tutto quell'Isacco, per ltternit essieranofatti veramente I'uno per l'altrc. Dio lo previde,ed ebbemisericordiadi Abramo e fece, come sempre, andaretutto bene,infinitamentemegliochesenon fosquell'errore.C', diss'Egliad Abramo, un'eteldta; sesuccesso congiuntoa lsaccodovein eterlo tra poco tu saraieternamente sentitola mia voce, voi sarete fatti l'uno per l'altro, Setu avessi se ti fossi fermato: avrestiallora avuto Isaccoper questavita divntatochiaro. Tu - ma I'affare dell'eternitanon ti sarebbe seiandatotroppo in la, mi hai guastatotutto,..: per io faccio che la cosavada ancorameglio chesetu non fossiandatotant'oltre, C' un'eternit! Secondo e Crislianesimo. tra Ciudaismo Ouesto il raDDorto mpr I'eIerii-Cristianeiimo Isco immlato vramente..., tutnorii rrarta ctre cfiunaprova,e nir.SecondofGiudaisnio -to I'a[Tarerimane esselziqlniglledelrro cuesta vitalr))'. per questo che Abramo stato chiamato il <padre della fede> e Isacco il <figlio della promessa>: non a caso Kierkegaard nel nostro testo accosta ad Abramo la Vergine Maria, la "piena di grazia" la quale, al pari di Abramo, viene assoggettata, con l'annuncio dell'Angelo, alla prova suprema della fede: qui la radice, per Kierkegaard, come per la spiritualit cattolica, della grandezzadella Madre di Dio, della Piena di Graziat2: nella sofferenza, nellt Diario 1853, t. x, p. 44 sgg. XJ A 132:tr. cit.3nr. 3585, che l'Abramo di Ti_ variazioni hanno suggerito l'osservazione Queste piir debole di quellostorico dellibro di ln <<uorno moree Tremorc (Hanstro er ma piil o menotentata> Mos,la suafdenon assoluta F,l. Billeskov Jansen, anlaeSteta fien mercellermindrc ikkeabsolut, Bd. lV, p. 132). Copenaghen 1950, Kie*egaardVae*eri Udvqlg, tr cfr. c. Fabro,Kierkegaard poetaleologo dell'Anunciazione, p. 1025 lll (1948), sgg. Humanitas

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Tagli la legna,leg Isacco

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r u,o uppu-" ;1"" :f,i'il1"':3:ili*, icn:'#,lLtl;l'*; " fatto? cheiai-tu mio' veccnio vechio, 'tdt*;";li;i;i'
quel ch'io gridahai sentilo iinlui ,.nti-rot".ie parole'no.n frmati'?" Abramo, ' 'Abramo, vo? l'accento ,,,,u uo"e.chein parte aveYa InIuab."-o iirpora "on
ro Diatio l85l-52, x4 A 357; tr' it'3 nr' 3537' t IX' p' 54 sgg'

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del: mula: <Agisciin modo che il pringlpio determinante HeIn ersale'r. norma unir possa la dir entare la tua azione unj la Ragione al Singolo: gelscornpale ogniril'eiinrento versaleo Spirito assolutoche regolail corso della storia mediantegli spiriti nazionalinellevarie civilta universale e culure. L'altro versante,quelto di opposizionee rifiuto della fede che salva, per Kierkegaardil demoniacoch'egli ildi Agnesee il Trtone' leggenda lustra qui con la deliziosa I'ingenuafanciulsedurre Il mostro marino, cheintendeva dal suo propositoalla vista della suadisarmanIa, desiste il Tritone sarebbe te innocenza:"Grazie al demoniacol5, jl piu quale alto del generae' comeSingolo il Sineolo, proprieta divino.cioche del ha a stessa ll deoniaco con esso assoluto rapporlo pu cntrare in un il Singolo sar concenAgnese pi di la formazione "e pertanto"... autoillusione' la sua pirt sar sorprendente trata sull'Io e il rappcrto a Regina- non imAnzi - e qui evidente demoniaca, con la stlaastuzia Trilone, pcnsabilc un che nelnon solo a salvarla(Agnese possariuscirenella realtr Agneda a cavare ma anche vita), rteta Regina la fiaba e come E qui s'inserisce, di straordinariot6. se qualcosa contropafiita del mito'fiaba di Agnesee il Tritone, \l Iaca sposare conto biblico del giovaneTobia, chesi appresta Sara, vedovadi ben settemariti, uccisiuno dopo I'altro mola sapere si riesce dal demoneinvidioso: <ln generale l'afferrato poco sul demoniaco...e quelli cheveramente no si trovano nell'alternativao di perdersinel demoniaco
15Il <demoniaco> l'angosciadi fronte al benee costi rappresenta comeeffetto dello (scandatuiscea forma Diacutadella disperazione teologicodel rilulo di Dio e di Cristo essoviene lo). Sotlo l'asp""1to (La malania mortale con rara profondit da Anti-Climac:us analizzafo 1848e L'esercziode! Cri\lianesmo,1850,spec.p lI: (Beato chi non in me!). si scandalizzera 16La leggen<a (cfr' di Agnesesembrasuggelitadai poetaBaggesen lx [1982]' Kierkegaardiana, Biblotheca BdgS?ser, F.L Bilesk;v Jansen, D. 86).

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14,

o di salvarsinel divino). E vieneevocato' comeprospetFaust tiva dell'uomo moderno,l-'incontrofra il dxbitanJe du un Faust Goether?' e Margherita nella versionedi queper la realt: in lui bitantee il dubbio ha annientato egli parla del suo dubbio, n a Margherita sto a nessuno del suo amore.Faust una figura troppo idealeper camdel siminarein ciabatte,comefanno i dubitanti seguaci passioha una non chi ideale Non (hegeliano)r8. stema infinita ha da molto temne infinita e chi ha una passione po salvatola sua anima da questechiacchiere'Egli tace che - oppureparla, consapevole per sacrificare sestesso tutto). scompiglier Abramo restacos il paradigmadel Singolo davanti a Dio, cio di ogni vero credntei': da lui sappiamoche
canat'Nel Diatio Coelhe.a.sieme ad Hegele Mlnsler l quesle {xl A dell el moclcrna comcuno dei mi\rificalori glier. e presentalo 4 35,rr. il.J, !ol. Xl. P.66 1 li Sulladialertica del fidel dubbio moderno,come cominciamento stesso n queslo col Cogi!oeryosum-Kierlegaard e. in polemica lo.ofar Cli Ioannes aulobiograticoreorelrco: pioao,ra un tagio omnibus dubitu;dum est,lasciato incompiuto nelle carle iacus o ile ""tit.noo (lV B 1). Secondo Kierkegaard,quindi: non (Cogilo, erSosum>' rfla dunquesono" ma Sono' dunquepen_ ,,Sun ereococito" lNon " enso. Cd8'Io ti. cir' 412b). Anzi e credopiu preciqamenle: soutcfrlPosril/4, qul quod sum coram m.unclo ensuia sum in mundo, cioapprchendo me in quanlufi appreh?nao me ess? ett colle,lio en!um el apprchendo I lo penso enle percne ensint?r enlial4 mundum aorumm? esse. etse apprendoche sonodi fronte al mondo, che una io n.t .onao, "ioe di e'sere^!n chesonoin quanloapprendo apprndo di enti,e iccolta lca enre fra sli enlie cheil mondo di fronlea me."l e quelcordn srgnll co'lilutivo' e\i\ten/iale ma anTirutlo rpaziale non )ot;nto un rapporto quod es es' quod sunt enlia n munclo'erSoap' PercliApprche1(lo quodsf nundus el quod ipsesum n corporeel in mun' orehendo'simul 2o: erNt inrellipoquod ipsume$c est imulundamentum mundi et me ioiius'nuntlu conriderantis inleltigo ipsum Lsels?uactumettendi)' l enle cheesi'tocheesi\re iirnrip,r^ orniu. Pr1lxm. ["Apprendo il mondo e che no enti nel mondo; dunqueapprendoinsiemecheesiste sono nel co.po_enel mondo; dunque conprendo che I'essere io stesso stesso insiemefondamentodel mondo e di me slessoche considero comeprincipio di tutti gli enti )l Essere to stesso iirnnao; 19C.E."o.p..noo Arbaugh _ Ceorge B. Arbagh, Kierkegaard'sAuthosirp, London 1968, P. 114.

ogni uomo deverimanerefedelealla sceltadel suo amore, e l'uomo che ama Dio non ha bisognodi lagrime n della Il gestodi Abramo rivela I'essenza di ammirazione. la relireligiosit eiipbna allasoglia dellafedecristiana: gione (la fede) il fondamentodella morale, non la moLa fedeesige il <sallo"che raleil fondamento dellal'ede. porta il credente nellebracciadi Dio, I'Oinipotente: cos viene-troncata ogniinsidiadel dubbio.tI vero sul nascere credentedimenticala sofferenzanell'amore: questoil mpito dell fede di fronte a Dio, che vedenel segreto, conosce la sofferenza e conta le lacrime.Il vero credente, a Dio, Abramo, cammina aLbuio:eglisi abbandona come saltata e pu t urlo. La figuradi Abramoviene chevede statod'animo,panellaparteintroduttiva:(Preparazione, La sua <<prova> scandagliata in negiricodi Abramo>>. una seriedi problemi checonfrontano lo stadio religioso per chiarire il conflitto di Abramo con lo stadio etico2o e la grandezza spiritualedel suo gesto: l. Si d una sospensioneteleologicodell'eticu? - 2. Esisteun doveresssoluto versoDio? - 3. Dal punto di vista etico si pu scusareil silenzio di Abrsmo con Sora, Eliezer e Isacco con rara fi espone sul suoprogetto?- Qui Kierkegaard relisioso nellevarie del silenzio nezza un'analisiesistenziale sferedellavita dello spirito". per il suocontenuto e per lo stilein masTimoree Tiemore sima tensione,benchappartengaall'arco esteticodegli pseudonimi, e adombrail rapportoper r'!,libro religioso sonaledell'uomo a Dio nella fede ed in questoanticipa inla iradizione cristiana, la dialertica delCrisrianesimo: per fatri, considera Isacco una figuradi Crisro.lsacco ma Abramo.il padredei crenon il vero protagonisra, denti: (A lui era riservatauna pi dura prova e il destino di Isaccoera il coltello in rnanoad Abramo>, cheera so]0 N. Tbulstrup, Introduzione all'edizionecritica, p. l? sgg. '' Perci K. afferma: (lo sono e sono stato uno scrittorereligioso) (Il punto di \iistadella mia attirt di scritlorc, S.V. XIII, p. 559; tr. 1. in Sc tti sulla comunicazione, Roma l9?9, t. I, p. l2'7).

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l7

Isaclo davsnti a Dio conil comandodivino di sacrificare dunon Abramo divina ;;. ;Jii iigtio o"tlu promessa per trovasinistra e a destra a bii: nonsi misea sbirciare scappatoia.Egli sapevache era Dio' I'onni;.';;;;h. che si poteva ooi.nr., attalo merteraalla prova: sapeva che anche sapeva ma piu duro: 5i-.r. " irr il sacrificio velo che Dio quando duro troppo i.rn.u.rifi.io il <secondo Fadredel ge eutu.o diuentato .r. f "oti la lede' la leoerlL'oggetto(argomento) nefeumano))' dell'uomo a l)lo": la qavelaracomerappono personale di tutte' essa letticadella fe la pir fine e straordinaria radied implicaia rrasformazione I'assurd ;;i;;;;;

:il ;:ii; ;.';#;;

; fondo le tappe di questatrasformazioneinil;;;;; fede della religiosit B' ossia nella nuova icunao ""ttu rivelazionedell'uomo-Dio' la tappa conclu;;;i.ii" Anti-Climacus sJa'ella ulta aelo spirito di cui il dittico di decristianesimo\ morraie, L'eserciziodel f i"iil"lii, <salto"decisiil per realizzare ff;;ii;il; orofondo e Tre' uo "ftu f"a" aft" talva. In quest'orizzole Timore fiammegluce la anticipa upp"n" il prologo che ioiii per ogni credente' niurrt. A"i ...iggi'o della salvezza scanche avevano Aut-Aut' di Sesuitoai due voumi un con terminando etico ed aunii?i" if momenloestetico approTremore re e religioso' all'edificanre acc-enno -Timo dell'edificantecon I'analisi della tentar;;r" ;;;i;:; il modello religioso in contrasto lin 4i Atryqrg-che asar:tri'r?i:"""fi'f.':';'i identiJi?d *at i.t..k xontiii'ii, " rrre
\ viewof e ethicalappea$ 2 Alfermare perciche u...Kierkeeaard

crimacui tirii ii i, ' i' o di roannes

con I'eroetragico:qui, spiega K., (... I'etica la tentad Dlo scomparso; I'immairenzadela 4o!9,_!t lqppo4o disperazione elica rottai I'assurdo costituisce Ia notificazioni>>. E pertanto nella fede I'interiorit al massimo: il modello religioso,di cui Abramo il prototipo, chelo mostranell'abbandono incondizionato a Dio. Diamoin appndice la versione degliscintillanti Dlapsalmad, come sfondo di contrasto esteticoal dramma etico-religioso del <saltor> della fede con Abramo: sono scintilledi fuoco fatuo ma cherivelanoanch'esse dall'altra parte, da quella dell'illusioneestetica,il dramma della libert personale in cui si specchia e si realizzail destino dell'uomo.
CORNELIO FABRO

k(La visionecheK. ha dell'eticaappare {G'E Arbaugh-G-B' univelsale * ptin.ipio slrelramente i,"il." "l

il'J"".:'iTi'f,$:#":i1ff': i:: ;:i'" *jj'*j ^".*,rl*i"i';,',i ;!":f;:ff


questo l'opera' in el.uno. nelsuo rappoo con Dio "l Per agli scrilriedificanti' "iiinu pt."o.ti.r' appaniene ..|r't l8

:"'"',:;"':tr;::'::r:!:*ru6:::4;l';'ft'!:Y-;i

23 Cr, Sguordo di uno sforzo contemporaneo nella letteruturo dofiese.Appendicealla Posilla conclusya non scientlica, P. , aap. Il (tr. it. cit., t. ll, p. 7t sqg; Operc,Firenze1912,p. 401).- Nel Punto d yista della mia atlivit lellerariaK. prcclsa che in Tmorc e Tremore (...si trattava di una produzioneestetica di una natura per del tutto particolare>(Scn?/isrl/a comunicazone a cra di C. Fabro, Roma, Logos 1979t ,. I., p. 131).

NOTABIBLIOGRAFICA

A) TEsro SqnledeVaarker, udgivneaf A.B. Drachmann, J.L. Heibergog H.O.Lange, AndenUdgave, Copenaghen 1921, Bd. IIl, pp.63'187. S. Kierkegaards Vaerkeri Udt,algved. F.l. Billeskov lansen,4voll.,Copenaghen 1950. Frygt og Baeven,lndledning og Noterved NielsThulstrup, Gyldendals Ugleb6ger, Copenaghen 1961. Per il testodella traduzione italiana, vedi:Kicrkagaurtl, Opere a c:rtra di C. Fabro(Le vocidel nrondo), Sansoni, Firerze1972, pp.41-100. Per i Diupsulmata, cheapronoil I vol. di Aut Aut, vedred. clt. Bd. I: tr. it. cit. pp.7-21. S6renKierkegaard Papirerz.Inde.r, ved.N.J.Cappel6rn, Copenaghen 1975-1918,3 voll.: Bd. XIV, A-F,Frygt og Baeven, p. 60sgg. Papirer,tr. it. a cula di C. Flbro, III ed. in t2 voll., Morcelliana, Brescia1979-1983. Diario, edizioneridona.a curadi C. Fabro,ed. BUR, Riz zoli, Milano 1979l2004tt)). Diario.lll ed.riveduta e aumentatx in l2 voll.,Morcelliana,Brescia 1980-. B) STUDI G. Malantschuk, lnrlqrelse i SprenKierkegaards Forfatlersta,EinarMunksgaard, Copenaghen 1953. 2t

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TTMORE E TREMORE Lirica dialettica di Johannesde Silentio


Ci che Tarquinio il Superbo intesecol taglio dei papaveri ne suo giardino, lo cap suo figlio ma non il rnessaggeroi. Hamann

' .-.i

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I Da'.Hamann's Schtfter, ed. Fr. Roth, Berin 1821-43, Bd. IU, p. 190.lI teslo citato anchenei P.rpirel di quest'anno1843:I A 122,p. 48. Le operedi Hamann,nell'ediione competa del Roth, figranonella bibioteca di Kierkegaard (Sren Kierkegaards Bibliotek, En Blbliogtafi ved Niels Thulstrup, Copenaghen 1957,n.ri 536-44,p.49).

PREFAZIONE

ti! z'slTc4.!I9!tr9!9 " t;lr'1<sla!!.4_!19ri{4the

Non solo nel_mondo $egli affar! lqq44qhelqquello delle idee, il nostro tempo sta attuando un'autenticaliquida-

da chiedersi seallafineci saranc-ol3_-qUg]9!!g _diqpC!!g_ chel'impordella speculazione a offrlre Ognimercante in ev!@gt' ogttt. !lgj9l1q moderna_mette !e$_9_ggqqqqlq qi s!t494l9,ll9t_st ec!orl!g!]t4 h_qir.g.,qgc9!l9'3ssis!9U-!q, Forse sarebbe qqqbllery,,q! tu!1g:.m_a. fg4lqlfl Y?,g_ltrer. loro dovein fondose chiedere awentatoe nopportuno
I il primo spuntopolemicocontro H.L. Marlensn e J.L. Heiberg danese - di un teologico-filosofica delladestrahegeliana - capiscuola e di l'obiettivo domnantedi questaprefazione attaccoche costituisce sopratin questa criticaavevapresent tutto questoscritto.Kierkegaard tutto i saggiapparsisulla rivista (Perseus.Journal for den specualive dell'Heil'ampia recensione ldeeD,diretta da Heiberg,e specialmente Forsonngs[aer berg stesso:Orel,I+. Dt. ll. H, Rolhes TrceniShedsag (nr. I, 1837,pp. I sgg.)e. Det logiskeStstem,FNte Alhandling (r. dell'hegea Rothein reat un compendio II, p. 3 sgg.).La recensione lismo in sei paragrafi: l. lntroduzione, 2. L'Infinito e il finito, 3. Filosofiae sistema,4.Idealiteldea,5. Spiritoe immortalita,6. La F.C. realistica tradizionale rivelazione. - Reagsubitoper la posizione nellarivista:(Maaal'universit, di Kierkegaard Sibbern, chefu maestro 424-582; XX, 1839, nedsskriftfor Literatur) (XIX, 1838,pp. 283-360, pp. 20-6, 103-36,193-308). In aperturadellasuacritica Sibberndichiara che Heiberg venuto meno al compito che si era prefisso(.trldeheinsime chenon dmasto prigionierodel sistema /rrit), dichiarando gelianoe che (... quando vengonoi giusti impulsi egli pu comunque ad andareal di l di He' sia anchecominciare siamuoversiliberamente gel(at gaaeud overHege)t (corsivodi Sihbern,/oc. cit., pp,29l sgg.l. sul distacco L'ampia disaminadel vecchioaestro influ notevolmente qualesi annuncia con Kierkegaard, dello stesso completo dall'hegelismo del 1843. la produzipnepseudonima

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il consideandando, ma coesia e modestia ne stanro abbiacomc una cosatroppo risolutail fatto ch'essi rare ancheun di tutto, poichaltrimentisarebbe no dubitato oltre>. Tutti allora strano quello ch'essi<<vanno discorso Iannofatto quel movimentoprecedentde probabilmente di spendere contanta facilit da non sentirela necessit neppurecolui che con angoscia unaparola sul <<come>>3: trocercasse una piccola spiegazione, e preoccupazione guida, piccola prescriziouna verebbe un similecennodi ne dieteticasulaloro manieradi comportarsicon questo Crtesio,quecompitoenorme.(Ma I'ha fatto Cartesio?> sto pensatore venerabile umile onestoi cui scritti nessuno lq nig profonda commozione,egli a legsereg9n1q 14gge ha fatto ci cheha detto e ha detto ci che ha fatto. Ahiraritai nsiiitemunagrande m!AhimlAhim!ecco p!] qql!"!!o, com'egispesso ancheripete,non ha dubtalg riqpello all4 fde: Memores amen, ul iom dicum es, huc lumini ncltursli tamdiu lonum esse credendum, quamdiunihil conrarium a Deo ipso revelstur-.,Proeler (aeteraoutem, memoridenostroepro summa regula est inJigendum, ea quoe nobis a Deo revelata sunl, ui essecredendo gmnium.c?4!ssama;!|qryqmvlf or!L!!4me4 rotionis, quam maxime clarum e evidens, qliud quid nobis suggererevidereur, soli amen auctoritati divinae poadhibenrlam tiusquamproprio nostrojudicio lidem esse pars prima. J 2S (cr. Principiaphilosophiae, i6f. gridato: <<Fuoco>, n impose a ognuno il doEgli non ha -j
2 Il movimento cio del <dubbio unve$aleD, 3 Sul ucome, cioessiI'abbianotatto. a l(Memori tutaavia,come gi stato detto, che a questolume nari\elaLo rurale bi.ogn.r cr(derefino a quandonienl( di conrario \ien'e da Dio stesso. Oltre a tutto il reslopoi bisognaporre nella nostramente comesommalegola che-Ie colqche ci sono rivelateda Dio debbonoesserecredute comele Di certedi tritte: e forseanchesei lume della qualgione,quanio pi si pu chiaro eclevldente,sembrasse suggerirci lultavia prestarfedeaua solaautoritdirlra piuF chealtra cosa,bisogna toslo che al nostro proprio giudizo.)l

tranvere di dubitare, poich Cartesioera un pensatore quillo e solitario, non uno strillone di guardia notturna; che il suo metodo avevairnha confessatoonestamente polanza per lui soltanto e che avevain pa e la sua raprecedenti: gionenelletraballanti sueconoscenze i/e 4als igitur putel, me hic tradiurum sliqusm methodum, quam unusquisquesequi debeatad rece regendainroionem; ilIam enim tantum, quam ipsemesecuussum, exponere deciiL.. Sedsimul i itula sudorumcurriculum absolllTi. juventutis), qudecursomos es in eruditorum numerum cooptari,plane aliud coepicogilare. Tot enim me dubiis oque erroribus implicatum esseonimadveri,ut omnesdiscendiconotusnihil aliud mihi profuisseiudicaderem, quam quod ignorsniam meammagismagisque texissem(cfr. Disserctio de methodo, pp. 2 sgg.)5.per anches'intendeCi chequegli antichi greg!,! q-uali vano un.po' di filosofia, assunlerocomeun compito per tutta la vita - poichla praticadel dubitarenon si acquist in pochigiorni pochesettimane - ci cheil recchio I'eex lottatore riuscivaa otteneredopo aver conservato quilibrio del dubbio attraversotutte le seduzioni,dopo dellasensazione e la ceraver negatoimpavido la certezza pensiero, riguardi I'andopo aver sfidato senza tezzadel gosciadell'amor proprio e le suggestioni dellasimpatiaai nostri giorni invecequesto diventato il punto di parfenza, * Nel nostro tempo nessuno9i felma plir alla fede, ma passa sarebbe fordovearrivanoostoro, oiire. Chiedere
5 il metodoche ciadevepensare che io voglia insegnare [<Nessuno scuno deve seguireper condurre rttamenle1apropria ragione,io ho ho seguto...Quaodo io dcisodi espcrre soltanlo quelio che io stesso qel corsodi s1udi,al cui terminesi era accoltinel numeebbi conclusc in modo del tutto oppofo. Comprero de dotti, io cominciaia pensare si infatti di trovarmi avviluppatoin tanti dubbi e tanti errod da arrivare dato af a credere che lutto il mio impegnoper istruirmi non mi avesse tro vantaggioche quelo di falmi scopriresemprepiil profondamente la mia ignoranza.rl

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2'.1

un segnodi corteseuna stupidit,mentre certamente sia e di cultura ammettereche ognunoha la fede, poich altrimenti sarebbeun discorsostrano il dire: andareoleradirersa: allorali rre.Nei tempiantichila rituazione per poich tutta la vita, si era conun compito fede era uilri 6-i[iarica del Crdei non si acquistava in pochi il vecchio esperto si gio141eqlpoghq settimane. Quando avvicinavaalla suafine, dopo avercombattutola suabatla suafede,il suocuore raglia( Tim.,4,7) e conservato giovaneda non dimenticareI'anera ancora abbastanza gosciae il timore chel'avevanoformato da giovanee douomo riesce con minaronellavirilil,ma di cui nesrun - a meno che non gli riescaquanto l'et a sbarazzarsi prima di andare oltre! Dal punto al quale quelle venerabili figure riuscironoad avvicinarsi,ai nostri tempi inveper andareoltre. comincia ce ciascuno non affatto un filosofo; eglinon ha comIl sottoscritto presoil 'isrema, non sa se elso e!!s!e.sg cgqrplq1g; !l preoccupato di quell'esuo deboe capo gi abbastanza che tocca avere ai nostri giorni quando norme cervello pensieri hain resra cosienormi.Anchesesi fosse ognuno grado trasferiie in frmi di concriod turto il conin di renuto della fede.non segurebbe da ci chesi compresa Ia lde, ches compreso comesi giunti a essa o com'essa entriin qualcuno. Il sottoscrittonon affatto un ffosolo: egli, poticeet eleganter, uno scrittoreuori ruolochenon scriveil sistema n fa promessddi dare un per il sistema. si.tema, chenon si d al sistema n scrive perch queso Scrive, un lussochegli procuratanto pi quanto son pochi coloro che compepiacere ed evidenza
j Secondo la concezione hegeliana. Nielsen ancoraa Martensen e anche,sembra,a Rasmus ' Allusione chenel 1838avevaottenuto una cattedradi filosofia all'Universit di Piir tardi R. Nielsensi avvicineraa Kierkegaard il quale Copenaghen. penser a un cerlo punto di associarlo al suo pensiero: ma ne avr un'amaradelusione, corneattcstail ,idrlo, 28

rano e leggonoci ch'egli scrive.Egli facile profeta del proprio destinoin un tempo quando si tirato un frego per servirela scienza; sulla passione in tempo quando 'ln uno scrittorechevuol procurarsidei lettori deveadattarsi in modo da costituire a scrivere una comodaletturada pennichella pomeridiana, conformareil portamento esterno a quello del cortesegiardiniere3 che si vedenel giornaledegliAwisi economiciil quale,col cappelloin mano e le buoneraccomandazioni avutedall'ultimo posto dove ha prestatoservizioI'ultima volta, si raccomanda al ri pubblico. Il sottoscrittoprevede spettabile il proprio destino,Ji rimanere compleiamenle ignor4lolha il presengli far sentirespestimento orrendo chela critica gelosa so la frusta; egli temeancoraqualcosa di pii spaventoso ciochequalche scribazelante o qualchedivoratoredi paragrafi (il quale, per salvarela scienza, semprepronto a fare con gli scritti degli altri ci che Trope<per salvare la scienza> faceva coraggiosamente con (la distruzione del genere umano>)lo taglierin JJ:lo far con l'inflessibilit di quell'uomoche,per obbedirealla scienza della punteggiatura, dividevail suodiscorsocontandole parole,50 fino al punto fermo e 35 fino al punto e virgola. - Io piu profondadavanLi m'inchinocon la sottomissione a gni cavillatore sistemiico:.,quesi non sistema, non ha assolutamente nulla a che fare col sistema),Ausuro ogni bene al sistema e a tutti i danesi interessati a qsro poich poco probabile omnibusr0; chediventiuna rorre. Auguroa I utti insieme e a ciarcuno in paiticolare ogni founa e benedizione con osni risDetto Johannesde Siientio
8 Era una figura cheapparivaspesso neglianni 1840-43 sul (Berlingske Tidende) di CoDenaahen. 9 il nomedi un persoaggio dellacommedia di Heiberg:necerrer, rcn.ogDtret (,,II recensore e a be\lia-. 1826). conquesl'espre,\ione ironica il 5islema hegeliano in au'" F indcaro ee nella cultura danese,

STATO D'ANIMO'

da qqrltbillq Ctra una volta un .upmqcbe 4I9y.4seq!i!o, quellabella storiadt A\r3mo (G9n.,2?,,I sgg.):comeDio tnt Abramo e comeAbramo resistetlenellatentazione, volta il figlio conla fedee riebbeper la seconda conserv Ormai avantineglianni,egliIeggeva tro ogniaspettativa. storia con una ammirazioneancorapir) grande, la stessa ci chela pia semplicitdelpoichla vita avevaseparato I'infanzia avevaunito. Pir ava ava negli anni e pir spesso egli volgevail suo pensieroa quel racconto, il suo entusemprepi1,ma tanto rnenoegli riusciva siasmocresceva Alla fine diF94!9q 9gll alqa a capireil raccontostesso. di un solo del fatto; la sua anima spasimava spiegazione e desiderio,quello di vedergAt{4!qS' 4q44.Sqle 4osl?!La di quell'evento. gia, qutadi essere statoreslimonio quella regioni d'Ole belle vedere di sua bramnon era n quei riente n la magnificenzadella Terra Promessa, Dio, n da fu benedetta pii vecchiaia la cui coniugi due n I'esuberante Patriarca, decrepito figura del la venerabile giovinezza d'Isaccodonatogli da Dio - per lui era indifferenteche l'evento fosseaccadutoin una landa deserta. al viaggjo di tre era di accompagnarsi La suaaspirazione gorni quandoAbJaryq cqmqiqqvl precedutodal dolore e avendo al fanco Isacco. Il suo desiderioera di essere stai prente nell'ora quando Abramo alzgli occhi e
Le note contrassegnate con * sono d Sren Kierkegaard. 1 Stemning(ted: Stimmung). Nell'abbozzoc' il termine greco: IV B 60e 81,1 (pp.229e 236) neoolps (prologo,preludio).Cfr. Pdpirer

vide in lontananzail monte Moria, l'ora in cui rimand indietro gli asini e solo con Isaccosal sulla montagna: poichci chel'interessava, non erano gli artificiosi tremori della filosofia ma il brivido del pensiero. Quell'uomonon era un pensatore,non sentivanessun impulsodi oltrepassare la fede; per lui la cosapiir splenricordatocomequel Padredella fede dida era di essere quella e unasorte invidiabile di averla anche se nersuno lo sapesse. erudito, non sapeva legQuell'uomonon era un esegeta gereI'elraico. Sel'avesse saputo, avrebbeforse compreso facilmentee il racconto e Abramo.

(E Dio tentAbramo e gli disse: Prendi Isacco,il tuo unico figlio chetu ami. e va nellalerradi Moria e sacrificalo ivi in olocaustosul monte ch'io ti mostrer) (Gen., 22, I sgg.). Era di prima mattina, Abramo si alz per tempo, fece gli asini, lascila suatenda e preseIsaccocon s; sellare dalla finestraSarali segucon lo sguardoches'inoltravano nellavalle finch non li perdettedi vista. Camminarono tre giorni senz'aprirbocca;la mattina del quarto giorno Abramo non disseparola ma, alzandogli occhi, vide in lontananzail monte Moria. Rimandindietro i servi e solo, tenendIsccper mano, salil monte. Ma Abraposso nascondere mo dicevaa se stesso:<<Non a Isacco dove porta questocammino>. Si ferm, posela sua mano sul capodi Isaccoin segno di benedizione e Isaccos'inchin per riceverla.Il volto di Abramo era soffusodi patqgil, il suo sguardomite, il suo discoisoincoraggiante. Ma lsacconon riuscivaa capirlo,la sua anima non poteva elelarsilegliabbracci leginocchia di Abramo,si gettai suoi piedi, suppicper la sua giovanevita, per le suebelle speranze; ricord la gioia della casadi Abramo, ricord la tristezzae la solitudine. Allora Abramo

per mano si rimisejn camr).alz rl ngazzo e prendendolo mino, le sueparoleriboccavano di consola4ione e di esortazione,Ma Isacco non potevacomprenderlo. Alramo sal il Moria, ma Isacco non lo comprese. Abramo volt da lui per un momentolo sguardo,ma quando Isaccorivide il volto di Abramo, essoera mutato: il suo sguardoera selvaggio, la suafigura un orrore. Prese Isaccoper lo stomaco, lo gett a terra dicendogli:<Sciocchino, credi tu ch'io siatuo padre? lo sonoun idolatra. Crediru chequeqld{_rg di Dio? No, un mio capriccio>2. Isac!!9 ! a 'l! e gridava co rrasali nella suaangoscia: Dio del cielo ab" bi pier di me,Dio di Abramoabbipiet di me;seio non ho un padresullaterra,sii tu mio padre!>. Ma Abramo parlottando diceva consesiesso: del "Signore cielo, meglio ch'eglimi credaun mosrropiurtosro cheperdala fede in te>>.

dev'essere svezzato, la madresi tinge Quandoil barnbino di neroil seno,perch riprovevole sarebbe ch'esso appaquandoil bambinonon 1odeveaverisseancoradelizioso re. Cos il bambinocredecheil seno mutato, ma la madre la medesima, il suo sguardo amorosoe tenerocome sempre.Beata.colei che non ha bisognodi mezzipi terribili per svezzare il bambino! II Era di prima mattina, Abramo si alz per tempo, abbracci Sara,la moglie della suavecchiaia; e SarabaciIsacpreserva(a co. cheI'aveva dal disonore, suoorgoglio e sua per tutte le generazioni. speranza Cos essicamminavano
2 Nulla di questonel raccontobiblico. trasfigurazioQui I'evidente ne della suarottura di fidanzamento con Rgna davantiala qualeegli - per facilitarle il distacco- volle presentarsi come una (canaglia) (cr. Diario, tr. it.: (Curriculum), t. XII, p. 144).

lungo la via e lo sguardodi Abramo stavafisso silenziosi in terra fino al quarto giorno quando, alzandogli occhi' vide in lontananzala vetta del monte Moria, ma il suo versola terra' In silenziq torn ad abbandonarsi sguardo il colestrasse in silenzio p-repar leglsacco, I'olocausro' L-o gli indicato' aveva Dio che il capro iell:allorascorse drgiorno Abramo que Da e torn a casa.sacrific gli avequel Dio che pot dimenticare non vecchio, venne comeprima: ma va riihito.tsaccocontinuavaa crescere non riusc ad egli appnnato' si eia Abram ai t ocCtri gioia. pi la avere sYezzalo Quando il bambino grandicelloe dev'essere ' per pudore il seno:cosil bamilora la madre nasconde bino non ha pir) la madre. Bealo il bambino che non ha perduto la sua madre in altro modo. III Era di prima mallina' Abramo si alz per tempo,baci Sara, la giovane madre, e Sara baci Isacco, gioia sua, pensoso lunE Abramo cavalcava suafelicii per sempre. cacciaaveva ch'egli figlio ad gar e al go la via, pensava io nel deserto(Gen., 16 e 18, 9-15).Eqi-il monte Morll il coltello. ed estrasse soloed ecEra una seratranquilla.Abramo cavalcava a terla faccia con si butt Moria; co chearrival moni quello di aver pi" peccato. perdonargli il suo Oi r".lt*t, doveii suo dimenticato avei di lsaCco, utr-uo crlricai

qllqr3 qomplgldgle ch'esso.gli potesse perdonato. essere Quale peccatoinfatti mai era pir orribile? il bambino, anchela madresofQuando si devesvezzare fre che lei e il bambino sono semprepiir separati;che il bambino cheprima stavasul suo cuoree poi riposavasul suo petto non le starpir cosvicino. Soffrono cosinsieme quel brevedolore. Beatalei, che ha tenuto tanto vicino il bimbo da non addolorarsi pir! IV Era di prima mattina,nelacasa di Abramo tutto erapronto per il viaggio.Egli si conged da Saraed Eliezer,il servo fedele,lo seguper un tratto e poi sene torn a casa. Abramo e Isaccocamminaronoinsiemefino a chearrivarono al monte Moria. Abramo prepartutto per il sacrificio, calmo e tranquillo; ma quando si volse ed estrasse il coltello,lsacco videchela sinisLia di Abramosi contorevaper disperazione e un brivido percorse if suo corpo il coltelo. - ma Abramo estrasse Allora feceroritorno a casae Saracorseloro incontro. perduto ma lsacco aveva la fede.Di tutto questo nel mondo non si rnai fatto parola: Isacconon parl mai con nessuno di quel chgafgva vedulo e Alramo non sospett

c!9 o!t4c!t49 ay9qry. yplo. _ll

i-pJ;-y;'*-iirisli;.Esiiitttlcavimltospessola pace.Egli n-91riusciva

suavi stitaria, ma senzatrovar a Dio peccato l'aver voluto sacrificare a capireche fosse dalo ior. ch'egli aueva,ci per cui avrebbe lu-.qq41nigf e !9 qlgsto eJaq4 Peglalol l4 propria vita !nSI19.I9l19i questomodg' nonpoleaa. !3g!! ngll aveuaa44to Isaccoa
?lL

la madre gli porge Quando il banbino si devesvezzare, un cibo pir forte perchil bambinonon muoia. Beatocolui che ha a portata di mano un cibo pi forte. Questee molte altre simili riflessioni su quell'eventorimuginavaI'uomo di cui parliamo. Ogni volta ch'egli, dopo un viaggio sulmonteMoria, tornava aia,allrasrre-

(Nesl1lelo 4e!tqllqlhezza 9 gl}lceldo!e manidiceva: suno stato come Abramo, e chi in grado di corngrande
prenderlo?>.

PANEGIRICO DI ABRAMO

Senon ci fossenell'uomo una coscienza eterna,seal folldo di tutto non ci fossecheuna forza selvaggia ribollente pasiini.tutto produce, la quale. torcndosi in oscure sia cich'grande come ci h'nsignificanrei sesorro ogni cosa si nascondesse un vuorosenzifndo.mai colmo.che altrosarebbe la r ila seron disperazione? fosse Sequesta la situazione, senon ci fosse nessun sacrovincolocheunissel'umanit, sele generazioni si susseguissero I'una dopo I'allracomele fogliedei boschir. seunagenerazione succedesse all'altra come nel bosco il canto degli uccelli; se l'umanit attraversasse il mondo comela naveattraversa il mare. come il vento il deserto.come un'azione vuota e sterile:se un oblio eterno, semprefamelico, spiasse la suapredae non ci fosseforza alcunaper strapparnelo comela vita non sarebbe allora vuota e sconsolata! Ma percinon cos.Quel Dio cheha creatol'uomo e la donna(Gen.,1, 26),cosha formatoI'eroee il poetao I'oratore. quesio nn pr. fqlg g99fqhgfa quello;egli pu soltantoammirare,amare,rallegrarsi con I'eroe.Tuttaviaanch'egli felice,non meno di quello. lnfatti l'eroe la sua migliore essenza, ci di cui innamorato, felice di non esserlo lui stesso. Cos che il suo amore nu manifestarsi conl'ammirazione. Egli il geniodel ricrdochenon pu quelch' statofalto, nulla fare far nullasenza rcordare senz'ammirare ci ch'e statofatto; nulla prenAe Atsu, ma gelosodi ci che gli stato affidato. Egli segue la scelta del suocuore,ma quando ha trovato ci che cerca,
t cft. Itiade, yI, 146-9. 36

allora va di porta in porta coi suoi canti e i suoi discorsi proclamandochetutti devonoammirarel'eroe comelui, essere fieri dell'eroecomelo lui. Questo il suo mestiere, I'umile suaazione,questo il suo fedeleservizionella casadell'eroe.Seil suo amorerimanefedelea questomodo, segiornoe norre eglilottacontroI'asruzia dell'oblio che vuot rapiigli il suo eroe.allora egli ha compiurola 9!a gpgra, allora unito con l'eroe che l'ha amato con poicheii poeta comeI'essenza altrertanra edelr: migliore dell'eroe, certamente privo di forza come lo un ricordo, ma ancheilluminato com' un ricordo. Perci ngqsq]|lo ch' statograndepu essere dimenticato. E sepassaun tempopiil lungo, sela nubedell'incomprensione offusca l'eroe, vieneper anchequalcunoche I'ama e pir stato lungo il tempo ch' passatonell'oblio pi gli rimarr fedele. Nol Nessuno, chesiastatogrande nel mondo,sardimenticato;ma ognuno statograndea suo modo, ed egll anzdciascuno secondo la suagrandezza. Poichcolui che ha amalo se stesso. di\entatogrnde con se slesso. L. coluicheha amatogli altri uomini direnrato grande con la sua dedizione. Ma colui cheha amato Dio, diventato pi grande di tutti. Ognunodev'essere ricordato, ma ciajn rapportoallasuaaltesa. grande scuno diventato Uno grande divenrato coll'arrendere il possibile; un alrrol'al[endere l'eterno: ma coluichearrese I'impossibile, divgnnepir grandedi tutti. Ognuno dev'essere ricordato. Ma ognuno slalogrande in rapponoallagrandeiia onto cuicombdte. Poichcolui checombatt controil mon-I do, divennegrandevincendoil mondo, e colui checombattcontro sestesso piir grandevincendosestesdivenne so, ma colui checombattcon Dio divennepirr grandedi tuttia. Cos si combattuto sulla terra: c'era chi ha vinto tutti con la sua forza e c'era chi ha vinto Dio con la
a ComeappuntoAbramo: ancheGiacobbe secondo Gen..32,24-32.

suaimpotenza. C'era chi facevaaffidamento su sestesso e ottenne tutto e c'era chi, sicuro della sua forza, ha sacdficatotutto: ma chi ha ffeduto in Dio statoil pi grande di tutti" C' stato chi era grandecon la sua forza e chi era grande con la sua sapienza,e chi era grande con la suasperanza, e chi era grandecol suo amore, ma Abramo erajl piu grandedi tutti. grandecon la sua forza, la cupotenza impotenza(I Cor., 3, l9), grandeper la sua grandepei la iua spesaggezza il cui segreto stolrezza, grandeper il suo amorech' ranza la cui forma pazzia. odiodi se stesso. Grazlqqtla f9de, Al1q4qo qbbqdoq la terra dei suoi padrie divennestranieronellaTerra Promessa (Hebr., 11, prele s sgC.l. lrio inaietrounacosae golr!9 !!nacg:ql lascila sua intelligenza terrenae presecon sla fede: alpentrimentinon sarebbe ceaaamente mai partito, seavesse satoche questoera una cosacosi assurda.Graziealla fede, egliera uno stranieronella Terra Promessa: non c'era nulla che gli ricordasse ci che avevacaro, ma tutto con la suanovit non facevache tentare la sua anima di una nostalgiamalinconica.Eppure, egli era I'eletto di Dio in cui Dio avevaposto la sua compiacenza!Certo, se fosse stato uno spostato, respinto dalla grazia divina, allora avrebbe capito meglio la situazioneche ora era comeuno scherno su di lui e sulla sua fede. C' stato al mondo anchechi vissutoesiliatodalla terra dei pa-drich'egli amava. Egli non dimenticato,neppureil suo lamento quando con malinconiaha cercatoe trovato ci cheavevaperduto.Di Abramonon esiste nessuna lamenlazione. urnano lamentarsi, umanopiangere con chi piang; ma piir grandeil credere,pir beato il conteqlplareil credente. Graziealla fede, Alrqmo ottenne la promessache nel suoseme tutte le generazini dE irra sarebbero beneqelte(Ge!.,22, 18). Il tempo passava, c'era la possibilit, Abramo credette.Ci fu nel mondo chi anche aveva un'attesa.Il tempo passava, la seraincombeva,egli non 38

fu cosmiserabileda dimenticarela suapromessa, perci non dev'essere neppuredimenticato.Allora egli siddo_ lor, ma il dolorenon lo deluse comeavevafatto la vita: per lui rurto ci chepot,nellad.olcezza ma fece del dolo_ re eg ottenneta suaa esaingannata. E umanoaddolo_ rarsi, umano soffrire c Ctrisoffre,ma piir grande il credere, una maggiorbearitudine osservar lr te. Di Abramo non abbiarno "ieoin_ nessuna lamentazione. Esli non ha numeratocon rristezza i giorni menrreil temJo passava, non ha guardato Sara consguardo per sospetoso vedere seinvecchiava, non ha fermatoil cammino delio_ le (Ios., 10, l2-13) perchSaranon invecchiasse e con es_ sa non invecchiasse anchela sua attesa,non ha cantato a Saraper ca.lmarsi la suaneniamalinconica.Abramo di_ vent vecchioe Sara la burla del pq9se,eppureegli era ltetio ai Oio l'eieiie della promessa, nel suo semesa_ rebberostatebenedette tutte le nazioraelErra. eltr non sarebbe statomegli ch'eglinon fosse l.eletto di Dio? Che significa essere l,eletto di Dio? Significa vedersine_ gato in giovent il desideriodella giovinezza per trovarsi esaudiri con grandefaricanella veccNaia? Ma Abramo credette e mantenne la promessa, SeAbramo avesse oscil_ lato, l'avrebbe allora lasciata.Egli avrebbedetto a Dio: <Forsenon la tua volont che questoawenga, cos rinuncio al rnio desiderio;era questoI'unico ch facevala mia beatitudine.La mia anma semplice e non nascon_ de nessunsegretorancoreperchtu me I'hai rifiutato>. Egli non sarebbe stato dimenticato,avrebbesalvatomolti col suo esempio, ma non sarebbe diventatoil padredella fede(Rom.,4, t 6); poich una cosagrandeil rinunciare al propriodesiderio ma e pi grandeil mantenerlo doDo averloabbandonato: unacosa grande afferrare i.eterni_ t, ma pir gr,ande mantenere la realtT ernporaledopo 3verlaabbandoni.-- attoia venneta pienziadeitm_ pi (Gal., 4, 4). Se Abramo non avesse creduto, Sara sarebbecertamente moria di dol,orii e Abra-o, inetii dal 39

dolore,non avrebbecomplgqo-.!p1g'm9sga.pq1g,q119!; b soiriso iri-illn sgn di ivent. Ma Abramo crepoichcolui che sperasemperciegli giovn; dette, pre la cosamigliore, costui invecchiaperchdelusodalla pronto al peggio,costuiinvecchia vita; chi si tienesempre l!:glg!!ggioprecocemente; conserv_q m-acolui che-cr-ede, vinezza, Sia percilodata questastoria. Infatti Sara,malper desiderare grado la sua eta, era giovaneabbastanza di diventar madre; e Abramo, malgrado la canizie, era anper desiderare di diventar padre. cor giovaneabbastanza esterioreil miracolo consistenel fatto A un osservatore chela cosaawenga secondola propria attesa;in un senso pir profondo, il miracolo della fede che Abramo e che la fede Sarafosserocosgiovani da poter desiderare, il loro desiderioe con essola loro gioconservato avesse la vinezza.F'gli ricevetteil compimentodella promessa, promessa questo la awenne secondo ricevetteil credente,e Mos colp la rocciacon la fede;poich(anche) e secondo (Exod,, 16, I sgg.). non credeva il suo bastone,ma egli giorno che Saracegioia il di Abramo, nella casa Ci fu nozze d'oro. lebr le sue Eppurela situazionenon dovevarestarecos;Abramo tentato ancorauna volta. Egli avevalottadovevaessere to contro quella potenzaastutachetutto scova,con quel contro quel vecnemicotutt'orecchi che mai sonnecchia, chio che soprawive a tutto - avevalottato col tempo e conservato la fede.Ora tutto I'orrore dellalotta si eraconcentratoin un momento: (E Dio tent Abramo dicendogli: Prendi Isacco,il tuo unico figlio che tu ami, va nella terra di Moria e offrilo ivi in olocaustosul monte ch'io ti mostrer). Ecco che costutto perduto, in un modo piir orribile avuto il figlio5! Cos il Signoche seAbramo non avesse
5Il testo ha: <..: che se ci non fosseaccaduto>t. evidentel'allu_ sione aIIa nascita miracolosa di Isacco.

giocodi Abramo! Con un mire non facevacheprendersi racoloavevarealizzato I'assurdo; e ora volevavederloannientato.Era una pazzia.Ma Abramo non risecomefece (Gen., 17, l7). Saraquandole fu annunziata la promessa f"dele la breve auesa, Tutto Cl4 pplq!!q[9{q4len"i_ 4r gioia del compimenroottaiimesia. tri colui che strappail basone dallemani del vei-fi? chi colui ch'esigeche sia il vecchiostesso a spezzarlo? chi colui che fa incanutirei capellidi un uomo scosolato?chi colui che esigeche sia l'uomo stesso a farlo? Non c' compassionealcunaversoun vecchiovenerando, per un bambino innocente? EppureAbramo era I'eletto di Dio ed era il Signore chedisponeua ia prova.Tut.to ora itauaperesiie peiiiuro: Ii rib;do aenifico della posrerit,Ia promessa nel seme di Abramo, tutto questonon eta statoche un capriccio,un pensierofuggevole cheIddio avevaavuto e cheora Abramo dovevacancellare. Quellosplendido tesoro, ch'era antico comela fede nel cuore di Abramo. molti anni pir vecchiodi Isaccoil frutto della vita di Abramo, santificatodalle preghieree maturato nella lotta la benedizione sulle labbra di Abramo, questofrutto dovevaora essere strappatoprima del tempoe diventare inpoichqualesignificatoavrebbe significante: seIsacco dev'essere sacrificato! Quell'ora malinconica,epperbeata, quandoAbramo avrebbedovuto congedarsi da tutto ci cheavevacaro, quandoancorauna volta avrebbe dovuto sollevare il suocapovenerando, quandoancorauna volta il suo volto avrebbesfolgoratocomeil volto del Signore, quando egli avrebbeconcentrato tutta la sua anima in una benedizione chesarebbe statacapace di colmare Isaccodi benedizioni per tutta la vita - quest'oranon sarebbe venuta! PoichAbramo awebbedovuto certamente congedarsi da Isacco,ma in modo ch'egli dovevasoprawivere;la mone Ii avrebbe separati, ma coscheIsacco sarebbe diventatoil sostituto.Il vecchionon giacerebbe lieto sul letto di morte alzandosu lsaccola suamano
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a Isacassestato ma stancodellavita avrebbe benedicente, co un ceffone.Ma era Dio cheg[ mandavala prova! Guai, guai aI messaggero chesi fosserecatoda Abramo con una similenotizia! Chi avrebbeosato portare questomessaggio di dolore? Ma era Dio che gli mandava la prova! per questa vita. Cere credette Abramo tuttavia credette per futuuna realta soltanto fede fsi stata to, ie iisua per di tutto lui facile sbarazzarsi stato ra, allora sarebbe per affrettarsi a uscireda questomondo al quale non apparteneva. Ma tale non era la fede di Abramo, semai esiste una fede simile; poich in fondo ci non fede, ma il suo la possibilitpi remota della fede che presentisce per oggettoagli estremiconfini dell'orizzonte,separata dentro la quale la disperazioda una profondit abissale ne fa il suo gioco. Ma Abramo credetteproprio per queinvecchiatoin quella terra, onorato sta vita, che sarebbe dal popolo, benedettonella sua posterit,indimenticabile in Isacco,la cosapit cara della suavita, ch'egli abbracciavacon un amore di cui non era cheuna poveraesprespaternodi amare il dovere sioneil fatto ch'eglicompisse (il il figlio, ch' ci Clre lsr,ronqrylf laqostrofe: figlio che (Gen.,22,2). Giacobbe ebbe12 figli 9 uno ne arn f) ami>> (Gen., 37, 3), Abramo ne ebbeuno solo e l'am. Ma Abramo credettee non dubit, egli credettel'asdubitato - allora avrebbefatsurdo. SeAbramo avesse Inqualoia d'al_t_ro, qlal_c.gq t-o {i qrqndge di sp-endido. qualcosa potuto che non fare Abramo fatti comeavrebbe fossegrandee splendido!Egli si era recatosul monte Mola catasta,estratto il ria, avevatagliato la legna, acceso questo coltello - avevagridato a Dio: <Non disdegnare sauificio, non ci che ho di meglio, lo so di certo. Poich cos' un povero vecchio rispetto al figlio della prodarti' Fa cheIsacmessa? per la cosamigliorechepossa co non venga a saperlo, che egli si possaconsolarecon piantatoil coltellonel petE si sarebbe la suagiovinezza>>. stato ammiralo nel mondo e il suo nome non to. Sarebbe sarebbe statodimenticato;ma una cosa essere ammirati e un'altra essere una stella che guida, che salvachi angosclato. Ma Abramo credette. Egli non pregper scosda commuovereil Signore;questolo fece soltanto per stornare la giusta punizione su Sodoma e Gomorra, solo allora Abramo si present (Gez., 18, a Dio con le suepreghiere 23 sgg.). Noi leggiam_o nella SacraS,ffittura:(E Dio tent Abramo, dicendo: Abramo, dovesei?A6ramo rispose: Eccomi qui>.Tu, a cui si rivolge quesr mio discorso, ri comporti allo stesso modo? Quandohai vedutoavvicinarsi da lungi i duri colpi del desrino, hai forseerroail gne:copriremi. -onrae allecolline: cadcte su di me?(Lc., 23, 30). O seu fossipiir forre, il ruo piedenon avanzerebbe lentamenteper la via, non desideresti far ritorno alle antiche orme? Quando ti fu rivolta la chiamata,hai o non hai risposto, oppureti seimesso a brontolare? Non cos Abramo checontento,franco, fiduciosorispose: Eccomi! Noi leggiamoancora: <E Abramo si lev di buon matt! no)>.Egli si affretrcomesesi trartasse di iecarsia una festa, e di buon mattino era al posto stabilito, sul monte Moria. Non dissenulla a Sara,nulla a Eliezer:chi avrebbe potuto comprenderlo? Non gli avevala tentazione, con la sua propria natura, imposto il silenzio?(Abramo taglila legna,leg Isacco,accese la catasta,estrasse il co! tello>. - Mio uditore! Ci furono molti uadri checredettero di perdere nel loro figlio la cosapiu caraal mondo, di perdere per l'avvenire, cosogni speranza ma non ci fu nessuno chefosse il figlio dellapromessa nel senso che Isacco lo era per Abramo. Molti padri perdettero il loro bambino;ma fu Iddio, l'immutabile e insondabile volont dell'Onnipotente, fu la suamanoa toglierlolNon cos con Abramo. A lui era riservata una piu dura pora e il destino ciliacco era il coltello in mano ad Abramo. Ed gii rimasel, il vegliardocon Ia sua unica speranzal 43

e a sinia destra Ma non dubit, non si misea sbirciare sueprele con il cielo importun non stra con angoscia, ch'era Dio, l'Onnipotente,che lo metteva ghie.e.sapva da lui il sacrificio che si potevaesigere Iiiu ptotu, sapeva troppo sacrificio nessun che anche oiJ uto, ma sapeua il coltello' fuod cav e lo vuoleche r]lo e *o o,luttoo forza al braccio di Abramo, chi tennesollei"u. impotente?A convata la sua destraperchnon cadesse foifitemplareuna rcensimile, si restaparalizzati'Chi abbassi non iiutti*u di Abramo, perchi suoi occhi una "J vedere Al Isaccoe l'ariete? ,uraaroa non vedessero qualche raro .o.u ri-if", si diventaciechi. - Eppure paralitico o cieco,ancor piir raro che cuno fott" Oluenti (ad quat"uno racconti degnamentequanto accaduto una di soltanto tratta eUtu-o;. Tutti lo sappiamo- si Drova. dubi- SeAbramo, quando fu sul monte Moria' avesse il nell'alzare se attorno' guardato tuio, .. i"O.aito uuesse gli avesse Dio se I'ariete, per scorto colt[o avesse caso egli o.i."tto di sairificarlo al posto di Isacco- allora pridi (lo stesso) era Tutto a casi. ;;;;il; "it" ritorno quanl-era Isacco,epper egli avevaSara,conservava ma, -.-uiU"tol Perchii suo ritorno era una fuga' la sua salfuturo vezzail cas, la sua mercedela vergogna' il suo testimoniato avrebbe non egli p"tOrion". Allora forre tu di rJp"t fi sua fede n per la graz\adi Dio ma soltanto Abraoun,'"ru orribile salire sul monte Moria Allora lo non sarebbestato dimenticato, n il monte Moria' I'Araral su cui u.rio rur.uu. r,uto nominalonon come poich i;At." loen.,8.4) ma comeun orrore' i;;;; stito qui che Abramo dubit' dal monte PadreAbramo! Quandotu scendesti Venerabile potesche panegirico Moria, non avevibisognodi nessun tutto ottenuto avevi tu seconiolarti per la perdita; infatti
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Isacco- non era cos?Il Signorenon te lo e conservato lo ioir" piu e tu fosti felicecon lui nella tua tenda' come Padre Venerabile per I'eternit tutta ,"i trtt'utttu vita non Abramo! Son passatimillenni da quel giorno' ma tu rlil tuo strappi amantfche tardo hai bisognodi nessun ricorti lingua poich ogni cordo al'iaviolenzadell'oblio, piir du - . t,.tp.r ,i.umbi il tuo ammiratorenella forma sultuo seriposante tu lo fai beatonell'aldil solendida: la meravicon il cuore e vista la qti ne imprigioni .';, t SeconAbramol Padre Venerabile azione' tua sI; deila primo per comprenche geneie! Tu dell'umano o Padre chedisdepr quell'enormepassione esii e testimoniasti e le forze elementi conla furiadegli enala lottaspaventosa primo coper per lottarecon Dio' Tu che ellacreazione pura e umlle la sacra quellasublimepassione, noscesl.i dai .rpr.rtion" per la follia divina'. che fosti ammirato -paani loparlare in tua - prdonacolui che ha voluto parlato Ha eianchesenon l'ha fatto comesi conveniva' del suo cuore;ha parlato il desiderio umilmente,secondo Ma eglinon dimentichecom'eraconveniente' brevemente passare cent'anniprima di otr mai cheper te dovettero contro ogni aspettativa'che tenereun figlio di vecchiaia lsacprima chetu conseNassl il coltello tu dovestiestrarre ser non vita di anni 130 in mai che co: non dimenticher fede8. andato al di l della

\ecchio amanle))del6 Allusioneala poesia Den SamleEtsket(<<ll I'amico e maestroPoul Mler ch' citalo ancheneacontemporanea lioi* ts.v.,Ilt, 198,cfr. il ricordo frelDiafio l84l-42, Ll A95:'tr' n r . 7 14,t. lll, P.26). i" t.3. i it *.- turore (pova) di cui parla Pllone nel Fedro(244D e tr' it 3 897,nr' 717't l' p- 383) zssl.it.- iiorio l84r-44,lv A 109; ---s polemica atlalilo\ofia modernae in particolare ancr" atturion" e aJ ifi,;i; [on'iaira ta fitosoia''rperiorealla religione prefazione gi della "il';;;. all'inilo c' f'aiutin. r" f.i.

rylLBLqMATA
ESPETTORAZIONE PRELIMINARE

U_n vecchioproverbio, ispirato dal mondo esternog visi!!!9-diq9: <1!qloqhi lav,ora,trorr'a 44 m4lgiare> (II Thess., 3, 10).1q449 a,lb4stanza,perchil proverbio non s'adat!4 q! rnqqdgclrg plq 4i qtqapropria; poichil mondo esteralla legge dell'imperfezion-Quisi vededi 19,_sqcgetto continuo che anchechi non lavora, trova da mangiaree chi dorme ne trova ancor pir) lautamentedi chi lavora. Nel mondo esterng t!!to qip4g44 portatore;esso schiavo della leggedell'indifferenzae colui che ha I'anello, a lui obbedisce lo spirito dell'anello, sia egli un Nourredin o un Aladino, E colui che ha il tesorodel mondo. il teso!L e s99r q!4unque sia il modo col quale-lla ottenuto. Nel mondo dello spirito la-situazione,ediyqrtl. Qq rggna qn q1Q!49. divino, qLli llor ligye egualmente sul giusto e sqll lnlqqo, il lgle Llflgigierf almentesui buoni e sui caitivi tlzr., 5, 4si: quiiolo c t,avor+iiva da mangiade nell'oltretomba, salvaI'amatae;solo chi estraeil co|G, oltienJ Iidc. Clui hnn vuol lavorare,non trova da mangiarema ingannato,come gli dei ingannarono Orfeo con una figura evanescente invecedell'amataI'ingannaronoperchera un rammollito e non un coraggioso, perchera un citarista e non un uomo. Qui non serveavereAbramo per padre (Mt., 3, 9) o 17 antenati: a colui che non vuol lavoraresi applicanole parole della
e Il mito di Orfeo che discendenell'Ade per riprendere Euddice (cfi. Platorl.e, Symposion 179 D).

rq solg 9hi s1q1o !q_q"gqs_c'a, lfqfq-p3!9;rol- 9!! s!qq:

geneScritturasullevergini di Israele('Is', 26, l8), ch'egli proil mondo al mette egli lavora, iu u""tot rnu "ot"iche padre. orio nel '' 'iun tup"t" attevuole introdurre spudoratamente sotto leggedell'indifferenza mondo del spiriio la slessa chebasta iu ouui. to,piiu il mondoesterno Essopensa lavoaltro dt bisogno c' grande, non ci ch' conoscere per lameno vien ma mangiare da ro. Percinon trova sa? cosa E allora oroto' in si trasforma tutto rie, nentre e innumerevolimolin iecla rnigtialadi contemporanei ma ilt"airi Ol psteri conobberoi trionfi di Milziade"' furono questo' ci per insonne aivenne iiiu uno tro pa"n" e"na;ioni lnn"aerevoli che conobberoa memoria' quanti tolse essa a ma Abramo: di p"i p-ofu, fu ttoria ioiu mai il sonno? ---la quella storiadi Abramo ha una propriet singolare' pursi capisca' poco la per che magnifica sempre di essere lavoravuol si non Ma .tre ti uogtiuiauoture affaticarsi' la quellastoria' Si esalta .1.'t"ri . *.r comprendere un'ela faccenda a tutta d Si rna come? Ab;;"' ;;;r'J; <'Lacosagrandefu ch'egli oi.tiio"" a.r ulto generica: .jmDio in modo dJvoler sacrificarglila cosamigliore>' indenfa cosamigliore> un'espressione u"ti-o; pennel sia svelta, alla tutto del -u .-iouta. 'identificano nel discorso,Isaccoe la cosamigliore: il me;i;;;;;-" la a-i'tt" poJ u otu a suo agio fumare la pipa durante gambe comole rn"aiurione t'uaitore pu ben stendere per damente.Se"quel giovanericco che Cristo incontr e li beni i suoi tutti venduto avesse via(Mr., 1g,26sgg.) ch' ci lutto come loderemmo povei, lo noi u".ri.J*l ai senzail lavoro: lranoe, anctrse non lo comprendiamo non etu p"r diventatoun Abramo' benchavesiiu nella "gli r.uEiifi"uto la cosa migliore' Ci che si trasc{ra io il denaro poich verso ,,-iu Ai ,q,U.u-o I'angoscia; il pafielio il verso ma etic, ;il;;ffi;;bbjieane
ro Allsioneal mito del re Mida (ovidio, Metamorph'xl'85 sgE')' tt-CiJii giovaneMitziade (cfr' Plutarco tll' 3)' 48

dre ha il doverepiri alto e pitr sacro.L'angoscia una facper gli smidollati, percila si dimentica cendapericolosa e ciononostante si vuol parlare di Abramo. Allora se ne parla e nell'incalzaredel discorso si scambianole due Isaccoe la cosamigliore, (e cos)tutto proeespressioni: de a meraviglia.Tuttavia seputacaso ci fossefra gli uditori qualcunoche soffrissed'insonnia,allora c' pericolo del pi spaventoso, del piii profondo, tragico e comico malinteso.Anche costui sene torn a casa,volle fare come Abramo; poichil figlio era la cosamigliore. Sequelda lui a I'oratore riuscisse a saperlo,forse si recherebbe quagridargli: uomo abbominevole, rifiuto della societ, possa impossessato di te in modo che tu le diavolo si assassinare tuo figlio? E il pastore,il quale non si era n accaldato n avevasudatopredicando su Abramo, erastupito di se stesso,della serietr della collera con la quale avevatuonato contro quel pover'uomo; egli era contento perchnon avevamai parlato con tanta forza di sestesso e unzione.Egli andavadicendoa sestesso e a suamoglie: (SoI1oun oratore,ci chefinora mi mancato stataI'ocpoiche quandodomenica ho parlatodi Abramo, casione, preso>). non mi sentivoaffatto completamente Se un simile oratoreavesse un pizzicod'intelligenza in pir da perdere,pensochela perderebbe seil peccatore con tranquilgli questo lit e dignit rispondesse: proprio quel chetu stessohai detto domenica in predica! Del resto come avrebbepotuto il pastorepensare una conclusione simile? Eppureera cosie I'erroreera sollanto ch'eglinon sapeyqi!e!4 parlava. Magari ci fossequalchepoeta che potesse decidersia preferiresimili situazioniinvecedelle bubbole che riempiono le commediee i romanzi! Qui il tragico e il comico si toccanoa vicendain un'infinit assoluta. Il discorsodel pastoreera forse in se per sabbastanzaridicolo, ma divent infinitamenteridicolo col suo effetto, un effetto del restodel tutto naturale.Oppure se il peccatore,senzasollevareobbiezioni, fosseconpenitenziale vertito dal discorso del pastore,sequestopa49

in store zelantese ne fossetornato allegro a casa,lieto sopratpulpito, ma dal operava solo non che coscienza poiforza irresistibiiecome pastore di anime:ir* lune""t mentre la comunit, chla domenicaentusiasmava (Gen" 3 24) Ji"o.. ,n ctt.totino con la spadadi fttoco ' azionirorsue quale le con il a colui poneva fronle di si proverbiochee cose ,.b. rn.,t"r. in berlinail vecchio pastole* ' ntuunoo n"t aondo nel modo comepredicail non fosseconvinto, la sua srtuaSeinveceil peccatore tragica. Allora probabilmenteegli sazioe abbastnza r giustiziatoo chiuso in un manicomio: insomma' egll in Jdventato infelice rispetto a quella cosiddettarealta' reso I'ha Abramo - p.nr io - dul un altro senso "ome felice;poichecolui che lavora' non perisce' la contraddizionedi quell'oratoCome si pu spiegare perch Abramo ha acquisitoil diritto di prere? forse grand'uomo e, se qualchealtro un i"iirion" al -fa "t."ta quest un peccatoche grida al cielo? In i" ,t.rru "oru, uilot io nott dsiderocondividereun elogio o"tto luao s vacuo. Se la fede non trasforma in un'azione santa il voler uccideril propri figlio, allora vale per Abramo il eiudiziocomeper qualsiasialtro uomo' Seforse manca pensiero il ioiaggio di wolgre fino in fondo il proprio allora meglioproe di dire cheAbramo era un assassino' il tempo in discorcurarsiquestocoraggiosenzasprecare di Abramo ch'eper I'azione etica sinutili. t'espressine ch'egli religiosa ljespressioge lsacco. uccdere si troquesta ontraddizione in ma -i"1.", *..iti.at. tsucco: uot un tendere pu certamenle che l'angoscia va orecisamente queha non - Abamo pernon lo . egli uoilo insonne rorseegli non ha fatto per nienteci che ;,;;;;;;;i;:' qualcosa iu iuiutu..on,u, *i a .urro di queitempiun poF Abramo; dimentichiamo per genere. cosi di tutr'altro
chenel mondole co'e non dotoroso ' Nei remoianlichisi diceva: il lempo'specialmen,,"a^no - tor'e ora viene ctJpifai.u ir pcslore

lT l:l"i'::l:1ru1i";l'f;,i::.:,?:."^:'[;:'i'T:i:xlil;#;"" nessuno. nellaPredica di senso,


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che non pu ch non vale la pena ricordarequel passato O forse quell'oratore ha dimenticato diventarepresente. eticaossiache qualcosa alla dimenticanza checorrisponde Isaccoera il figlio. Seinfatti si sopprimela fede riducendola a zero o al nulla, non resta pit che il fatto crudo, cheAbramo volevauccidereIsacco- ci ch' abbastanza facile a intuire per chiunque non abbia la fede, vale a dire quella fede che lo rende duro per lui' Per parte mia confessoche non mi mancail coraggio di portare un pensierofino in fondo; finora non mi sono pensierodi quelli che fanno paura e imbattuto in nessun se m'imbattessiin qualcuno di questi, spero di averealpe4siero-mj fa paura, esrnenola sinceritdi dire: que_slg e perci non voglio pensarcie secosfaso mi sconvolge alla puniziocendo avr torto, non sfuggir certamente giudizio della veil tie sCondo conoscii ne. Se avessi non so sesareistatocaparita Abramo era un assassino, la mia pietper lui. Tr.rttavia sotto silenzio ce di passare se I'avessipensato,probabilmenleavrei taciuto, poich Ma Abramo non non si deveiniziarealtri a simili pensieri. un'illusione, egli non si acquistatola sua fama dormendo, non la deve al capriccio del destino' cordi Abramo senza $i pu allora parlarefrancamente rere il pericolo che qualcuno si smarriscae faccia altretianto? Se non oso farlo, manterr il silenziosu Abramo al punto ch'egli diventi una e soprattuttonon I'abbasser trappola per i deboli. Infatti sequalcunoriducetutto alla , pensoallora che sene pu parfede ossiaa ci ch'essa lare senzapericolo nel nostro tempo che mette in piazza sulla fede; solo con la fede chesi ottante stravaganze tiene la somiglianzacon Abramo, non con l'assassinio' fugace,a una comSeI'amore ridotto a un'impressione cheI'uomo prova,atioii- qunao mozionevoluttuosa - non si fa altro dell'amore si vuol parlaredelleimprese per i accalappiare deboli. Un molo che tenderetrappole transitorio tutti ce I'hanno, ma se ognuno volessecomcome pierela cosaspavenlosa chel'amreha santificato

impresaimmortale: eccochetutto perduto, sia l'impresa come lo smarrito protagonista, Si pu certamente allora parlare di Abramo; infatti la grandenon pu mai nuocere quando concepita cosa nella sua grandezza, come la spadaa due tagli che uccidee salva.Sela sortecadesse su di me per parlarne,comincerei col mostrare quale uomo pio e timoroso di Dio era Abramo, degnodi essere chiamato l'eletto di Dio. Solo un uomo similepu sottoporsia una prova simile: ma chi simile ad Abramo? Poi vorrei mostrarequanto Abramo amavaIsacco.Infine vorrei pregaretutti i buoni spiperchil mio discorsofiammeggiasse riti di assistermi come I'amore paterno, Speropertanto di riuscirea raccontare la cosain modo che non sarannomolti padri nella terra e nei regni del (nostro)re che osino attestare di avere un eguale amore.Ma senon si amacomeAbramo, ogni pensierodi sacrificareIsaccodiventa uno scrupolo12. Di questosi potrebbeparlaregi per diversedomeniche, non c' fretta. L'effetto sar, se si parler come si deve,che buona parte di quei padri non vorranno pir ascoltare altro perch sarebbero contentiseper proprio conto riuscisseroad amarecomeAbramo. Sepoi ci fossequalcuno che, dopo averascoltat o la grandezza, ma anche l'orroredell'imp19s4di Abramo, osasse mettersituttavia in cammino, io sellereiil mio cavallo e viaggereicon lui. A ogni stazionefino al monte Moria, gli spiegherei ch'egli in tempoper tornare indietro, chepotrebbepentirsi del malintesodi credersichiamato per essere tentato in una simile lotta, che potrebbeconfessare di non avereil coraggio: cos Dio stesso avrebbepotuto prendersiIsacco, se voluto averlo. mia convinzioneche un siffatto avesse uomo non maledetto,ch'egli pu diventarefelice con
t2 Anfaegletse (ted. Anfechtung\: il termine stato messoin circolazionenellateologiada Lutero e indica uno stato complesso dello spirjto, un misto di dubbio, incerezza, tentazione... che appuntolo scrupoo comerilassamento della fede e della liberta.

tutti gli altri, ma non nel tempo. Un uomo di questotaglio non sarebbe giudicatoa questomodo anchenei tempi di maggiorfede?Ho conosciutoun uomo cheuna volta avrebbepotuto salvarmila vita, sefossestato magna(Vedo beneciche potrei nirno. Egli disseapertamente: fare; ma non l'oso, ho paura che dopo mi manchinole forze e debbapentirmene>. Non era magnanimo,ma chi vorrebbeper questo non volergli piir bene? Una volta che avessiparlato a questo modo e avessi commosso i miei uditori cos da far loro sentirele battagliedialettiche gigantesca, dellafedee la suapassione starei benein guardiadi non farli cadere nell'erroredi pensare: (Costui ora ha la fede a un livello cos alto che per noi bastatoccare (Mt.,9,2l).Ln' un lembodellasuaveste> fatti io aggiungerei: <Io non ho affatto la fede. Io sono per natura una testascaltrae ogni tipo simileprova sempre grandi difficolt a compiereil movimentodella fede. Non nascondoper ch'io non attribuisco in s e per s nessunvalore a questadifficolt secondola qusle la ess scaltra andrebbeoltre superondola,(cio)sl di l del punto al quale pu giungerepi facilmente I'uomo pi semplice e ingenuo>>. L'amore ha nei poeti i suoi sacerdotie spesso si sente una vocechesamantenerne il prestigio;ma sullafedenon si sente una parola. Chi parla mai a lode di questapassione? La filosofia va al di l. La teologiasta imbellettata alla finestra e mendicandoper avernei favori offre alla filosofia le suegrazie.Sar. difficile capireHegel,ma capire Abramo una via sfretta(Mt.,7, l4). Andare al di h di Hegel, operaprodigiosa; ma andareal di l.di Abramo la cosapiir faciledi tutte. Per partemia io ho impiegato diversotempo a comprendere la filosofia hegeliana e credo anchedi averlacompresa in qualchemodori; so13Ora Kierkegaard attacca direttament a concezione hegeliana della superiorit delaspeculazione sullafede- ch' il temateoretico del pre-

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temerariodi credereche, malgrado no ancheabbastanza imiei sforzi, io non riescoa capirei singoli testi, tuttavia egli per suo conto perfettamentechiaro. Tutto questo lo compio con facilita, non mi d mal di capo. Quando su Abramo, allora mi sentocomeaninvecedevopensare nintato. L'occhio a ogni momento si posa nell'enorme paradosso, ch' il contenutodella vita di Abramo, a ogni malmomentomi sentorespintoindietro e il mio pensiero, neppure non riescead andareoltre grado la suapassione, di un pelo. Tendo ogni muscolo per trovare la visualee momenloreslo comeparalizzato. neflostesso di ci cheil mondoammiracome Non sonoal correnre I'alfinit.son grande la mia animanr sente e magnartimo, per la mia causache anche cnvlnt in tutta umilt che grido me stessot a sopra, I'eroeha lottatoe, meditandoci posso non penso I'etoe' dentro Io mr ism tuo res agitur, pensarmidentro Abramo, poich ci che mi iferto il paradosso.Perci io non credo affatto che la fede sia ouaicosadi umile, inveceessa la cosa suprema,a preda parte della filosofia sostituirla ch' disonesto scindere con qualcos'altroe mettersia deriderla. La filosofia non puQe lo_n{eyg dqrq !4 fede, ma essaha da comprendere offre e non devetogliere cich'essa devesapere sestessa, nulla all'uomo e tanto meno stordirlo su qualcosacome sefossenulla. Sono al correntedelle difficolt e dei pericoli dellavita, non li temo e li affronto con coraggio-Non la mia memoria sono all'oscuro di ci ch' spaventoso; dili una sposafedelee la mia filosofia una ragazzetta giorno al suo genteche attendetranquillamentetutto il grazia rni troche con tanta lavoro e la serasaparlarmene vo obbligato a dare uno sguardoai suoi quadri, anchese paesaggi o fiori o idilli pastorali.Ho visto non sonosempre
deglihegelasaggio,corneanchedl La rprcsa- ela presunzione sente Hegel. Sullo studio diretto cheKierkegaardfecedi ni di <oitiepassare> Hegel, vedi il nostro saEgioi Kie rkegaard critico di Hegel' el / 01.iInci' deilzadi Hegel, Napoli 1970,pp. 497 sgg.

I'orrore davanti a me, non l'ho sfuggitoper paura ma so benissimo che,ancheseavanzoper affrontarlo, il mio coraggio non il coraggiodella fede n qualcosache possa paragonarsi a essa.Io non sono in grado di fare il movimentodellafede:non posso gli occhie precipichiudere tarmi fiducioso nellebraccia que:to per me dell'assuido, impossibile - ma non me ne \ anro. Sonoconvinoche Dio amorell Jo.,4,8): quesro pensiero ha per me un valorelirico originariora. mi presente, mi Quandoesso sentoindicibilmentefelice; quand' assente ne sentouna piu veemente nosralgia per I'oggtdi quelladell'amante to del suo amore;ma io non credo,questocoraggio mi manca,Per me I'amoredi Dio, sia in senso dirello come in senso inverso. incommensurabile con tutra la realta. Non sonoanlo vile da mettermia gemere e lamentarmi per questo,ma neppurecosisornioneda negare chela fede ancora qualcosadi molto pi alto. posso ben sopportare di vivere a modo mio, sono allegro e contento; ma la mia gioia non quella della fede e al confronto di questa infelice. Non importuno Djo con i miei piccoli guai, le cose singole non mi preoicupano, ma fisso lo sguardo soltanro sulmio amoree mantengo purae chiara la sua fiamma verginale. La fede convintache Dio si proccupa piir piccole. dellecose Sonocontento di trovarmi in questa\ita sposato con la mano sinistrar'. la fede per richiederela desira- che quesio -umileabbastanza sia umilt, io non lo nego n mai lo negher. Forse che ognuno dei miei contemporanei in grado di fare i movimenri detlafede?A menochenon mi sbasli sul loro conlo. sonconvintopiuttostoch'essi hannoI'o--rgogliodi fareci cheanch'essi non ctdonoch'io siacapaedi farei la cosaiprfeta. Ripugnaalla mia anima
Ia Si tengapresente che Tfiore e tremoreba per sottotitolo: <Una Lirica dialetrica". 15 Allusiole alla celebre tesidi Lessing ch,discusada Johannes Climacus nele t/rc?o/e e specialmentenlla PostTl4.

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di parlare in modo ditanto spesso, fare ci che succede sumanodella cosagrande,come se la distanzadi alcune rnigliaiadi anni fosseuna distanzaenorme.Mi piaceinveceparlare da uomo di quelle cosegrandi, comese fosa di' ieri, lasciandosoltanto la grandezza sero accadute la qualen esaltan condanna.Sedunque(iz 4zastanza poichepiu in alt non posso andare) lit di eroerragico, regale straordiviaggio fossi stato incaricatodi un simile nario comequello del monte Moria, so beneci cheavrei fatto. Non sareistato tanto vile da starmenea casa,n o a gironzolareper la strada,non mi sareimesso a sedere esil coltellocoscheci potesse neppure dimenticato avrei convintoche sonoassolutamente sere una piccolalentezza, sareistatosul posto al suonodellacampana,chetutto sarebbestatoin ordine - forse sareigiunto perfino in antiNello stesso momento cipo per poter prestosbrigarmela. in cui montavoa cavallo,mi sareidetto: (Ora tutto perduto, Dio vuole lsacco,io lo sacrifico, e con lui tutta la per mia gioia - tuttavia Dio amoree continua a esserlo me; poichnel tempo Dio e io non possiamoparlare innon abbiamouna lingua comune>.Forseai nostri sieme, invigiorni c' qualcunoabbastanza sciocco,abbastanza che e farmi credere da voler credere diosodellagrandezza seio avessirealmentefatto questo, avrei fatto una cosa la mia ancorpi grandedi quellachefeceAbramo, perch pi poetica della idealee era molto enormerassegnazione per pi grande falsit, grettezza la di Abramo. Questa poichla mia enormerassegnazione era il surrogatodella potrei il movimento infinito fare altro che fede. Io non per trovare me stessoe di nuovo riposarein me stesso. comeI'aamalo lsacco casonon avreineppure ln questo m Abramb. Il fatto ch'io ero decisoa fare il movimenparto, potrebbedimostrareil mio coraggioumanamente lando: ch'io I'amassicon tutta la mia anima un presupposto senza diventaun crimine, il qualeI'intera faccenda ma io non l'amavo come Abramo; infatti in questocaso 56

avrei resistitofino all'ultimo minuto senza per questoarrivarein rilardosulmonreMoria. Avreiinoltre conla mia condotta guastatotutt la stoii poichseavessi riavuto Isacco, mi sareitrovatoin imbarazzo. Perme sarebbe stato difficile, ci cheinvecead Abramo riuscla cosapiir facile, cioritornare a viverecon gioia con Isacco.Infatti colui il qualecon tutta I'infinit della suaanima,motu proprio et propriis auspicds e i pro[<conla propria decisione pri auspici>],ha fatto il movimento infinito e non pu fare di pitr, costui conservaIsaccosoltanto nel dolore. Ma cosaha fatto Abramo? Egli non arriv n troppo presto, n troppo tardi. Mont sull'asinoe si miselentamentein cammino.In tutto il tempoegli credette, credette che Dio non esigeva da lui Isacco,ancheseegli era dispostoa sacrificarloquandoci fosserichiesto.Egli credevain virtfi dell'assurdo, poichqui non ci potrebbeesserqueslione di calcoloumano,e I'assurdo era che Dio, quesro il qualeesigeva da lui, un istanre dopoavrebbe revocatola richiesta. Abramo salil monte,persinonel momento in cui il coltello luccicava,egli credeva - che Dio non avrebbe voluto Isacco. Egli fu sorpreso dall'esitodella faccenda,medianteun movimento doppior6avevaraggiunto la prima posizionee cos egli ricevetteIsaccocon gioia maggioredella prima volta. Andiamo avanti. Supponiamoche Isaccosia statorealmente sacrificato. Abramo credette. Egli non credettecheun giorno sarebbe stato beato lass,ma che sarebbe stato felice qui nel mondo. Dio avrebbepotuto dargli un nuovo Isacco,richiamare in v!!a qurllo sacrificato.Egli credettein virtir delI'assurdo,poichogni calcoloumano era statoda tempo abbandonato. Accadeanchedi vedere chealle volte il dolore fa impazzire ed una cosaabbaslanza dura. Si pu anchvedere cheta forzadi volontpuergersi con tanta
16ll <movimento quello della fedechesi atdoppio)) precisamente tua con I'interventodlla libert.

la ragione:anche da salvare contro la tempesta energia me il voler ;. ;;;*; * restaun po' intonrito' Lungi da proprla raglone questo.Ma potel perderela disprezzare essa cui di Oi aonr.go"tttu t'intera sfera della finitezza' otte" I iun.nt."Oi cambio'e allora in forza dell'assurdo una cosache l'inilezza' n.r"ir..irurn.n,. la medesima dico che coquesto non per la mia anima; ma snaventa elsn prodigio'!1p.vero , au po.o, poich anzi l'unico d'arte' opera non presenla chela fede a rotito "tt..io e grosiolano'adarrosolo per le nali:J"" r.""r" e periliametralmente ".zzo la situazione iur. pit s..ptiiiolte: la piu line e straorol fede della oooosta.La dialettica appena di cui po5so la una.sublimit nuiiu di tu,,.; essa fare I dl Posso nien( ma neppule Er' it-f ;ta;i, nell'infitrpasso cui con ii-t"t. ."r,; dal trarn'polin comequella di un saltimbancosnoniio, la mia schiena facile ua tin Outt'infunzia:perci il salto per me Ma non nell'esistenza' posso tuffarmi io e uo, Ou", ".... e lo stranonon ch'io non il sallo seguente ooiso fure seAbrami spaventaCert-o' oo,iu lutfo, ma soloperche folsse-detto: ilo rr.l aoa"nto in iui mont sull'asino, si sacrifi perduto,io potrei anchebenissimo ora Isacco monal viaggio fareil lungo ;J;, oiurtosto'di il;;i; ora.lo mentre t Moiia - non avrei bisognodi Abramo' m'inchino settevolte davanti al suo nome e settantaolte a quel modavanti al suo gesto.Ch'egli non si comporti ricevere nel tutlo . to a.au.o ot tatto ch'eglisi allegr di nesbisogno i*""o, pt"pti" O'lntimaallegriasenz'avere sul per concentrarsi di nessuntempo ,unu l..put-io"", questq la si stata fosse non iiriio . r.rr" sua gioia. Se Dio' amato forse avrebbe iuurion" i eu.u-o-' allora gli fede' egli poichcolui cheama Dio senza *"."t egfiri"i.ara, ciedendo' u--oi .t," ;in#';

';;;q";.Jui flette --Su su Dio. qu.uu vetta sta Abramo L'ultimo-stadio'ch'egli inl'inita'Egiva realmenperde i vista, la rassegnazione
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te oltre e giungealla f!4e: poich tutte questecaricature della fede, la miseramiope indolenzache pensa:non c' pericolo,non val la penaaffliggersiprima del temnessun po - quellameschina chedice:chi pu sapere speranza possibile. caricaper . - queste cosaaciadr?sarebbe la ias!qglazioe dell,vit iure appaiingnalle miiil ne infinita le ha g1agopgtlgdi disprezzoinfinito. in un certo senAbramojo non lo possocomprendere, senza restarestupeq1 lui posso imnararq g]f1 so io non sull'esitdi iifltiendo h stimmagina fatto. Quando ci ci s'insen"'altrospinti a credere, questastoria, si sarebbe ganna da s e si vuol ingannareDio per il primo movidellavila la saggezze mento della fede; si vuole succhiare potrebbe riuqualcuno l'implesa paradosso. a Forse dal scire, poich il nostro tempo non si arrestaalla fede, a l'acquain vno (Jo.' 2' I sgg'), suomiracolodi trasformare ma trasforma il vino in acqua. meglio fermarsialla fedee non rivoltanNon sarebbe te cheognunovoglia andareoltre?Quando al nostrotemin molti modi, non ci si vuol fermaoo. e lo si va dicendo i utlu f.a; aou. ulli si va a finiie? Alla prudenia tere alla miserabilit' iena, 'alcllgretto,'ltarnesChinit a tutto ci che pu renderedubbia I'origine divina clelI'uomo. Non sa-reble Ia cosqmigliore quella di lermarsi alla fe{e e qhe colqi che sta in piedi badi di non cadere (I.Cgy. lQ, l2)2 Il movimento {9!q fede iniatti 9i devg per in modo. si badi fareiemprein forza dell'assurdo tutma perdere la finitezza di guadagnarla !eng. di non i mopotrei descrivere parte benissimo mia i'intera. Per di eseguirli. Qualvimenti dellafede,ma non sonocapace per ci si pu ben nuotare, i movimenti imparare do sivuol far penzolarelegqti con cinghiedal soffitto e descrivere nhei vimenii, ma questonon nuotare:cosio possonogetfede,ma quando i movimentidella sodescrivere (poiche io non nuolo io certamente allora in acqua taro ma faccio altri movimenti sorrodi quelli che sg)azzano)i
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dell'infinir- mentrela fede fa I'oppo!!g' Essa,docompiequelli delliinfiniLa. i movimenti oo avercompiuto questimfare di capace ch' colui Bearo iJr. iin,"2". mi stanchenon io e miracolosa la cosa fa virnenti,-egli schiauno o di Abramo di si tratti di ammirarlo mai r vo della casadi Abramo, di un professoredi filosofia o indiffeper me assolutamente di una poveradomestica, rente, io bado soltantoai movimenti. Ma fo ancheattenn da nesn da me stesso zionee non mi lascioingannare si conoinfinita sun altro. I caralieri della rassegnazione Coloi e.ardito' elastico il loro passo- r.1".ir.."", facilingannano che portanok perladella fede, invece somiha un'impressionante menteperci il loro esterno cmla glianza con ci chetanrol'infinita rassegnazione I boil'ilisteria la con profondamente iede disprezzano shese. non ho trochenellamia pratica sinceramente Conlesso della fede, di cavaliere autentico esemplare v?to nessun qualsiasi uolo sia non questo che negare volei senza Der le tracijnvacercato per he ho anni molti mo. Tttaua si usa girare per il mondo per vederefiuno. In generale nuove,uccellidai colori smaglianti'pestelle mi e mon1i, sci mostruosi,razzeumaneridicole; ci si abbandonaallo perdavantiall'esistenza' stuporeanimale,chesi spalanca m'inchecosa.Questoa m non sua;i di avervisto chiss invecedove vive un simile cavalieredella teressa,Sesapessi fede, andreisubito in cercadi lui, poichquestomiracolo sfuggireun Non me lo lascerei assolutamente. m'interessa a come si comportanei momento;ogni minuro baderei benproweduto movimentitdilla fede);e. considerandomi lui e I'el'osservare per la vita, dividereiil mio tempo fra ammirarad tempo tutto il mio iercitarmi e cospasserei lo. Ma anchese non ho trovato un tipo simile lo posso gli perpensare. Eccoloqui. Abbiamofatto conoscenza' lui i miei posato di su ho ,ono tuto presentato.Appena istantel'ho spinto via da me, ho fatto occhi, nello stesso 60 ancheun salto indietro, ho congiuntole rnani esclamando ad alta voce: <<Signore Dio! questol'uomo, realmentelui, ha l'aria d un esattore delleimposte)). Eppure lui. Mi awicino un po' di pir a lui, spio ogni suo miniqualche picmo movimentoper scorgere senon si presenti cola frazionedi messaggio telegraficoeterogeneo dall'Infinito: uno sguardo,un cenno,un gesto,una malinconia, un sorrisochetradiscal'Infinito nellasuaeterogeneita dal finito. No! Io squadrola sua figura dal capo ai piedi per vederese non ci sia una fessuraattraversola quale non sbuchifuori I'Infinito. No! Egli si presenta solido come una quercia.Il suo passo? vigoroso,appartiene completamentealla finitezza;nessun borghese attillato, cheil pomeriggiodella domenicaescaper la passeggiata a Fredspi sicurodel suo,egli appaftiene berg,ha un passo completamente Nulla che al mondo pi di qualsiasi borghese. faccia trapelarequella natura speciale e distinta da cui si conosce il cavaliere dell'Infinito. Si rallegradi tutto, partecipa a tutto e ogni volta che lo si vedepartecipare nei piccoli eventi,lo fa con la disinvolturacheindica I'uomo terreno la cui anima solidamente attaccata a queste cose.Egli cura la suaazione.Quando allora lo si vede,verrebbeda credere chesia uno scrivanocheha persola sua anima nella contabilita in partita doppiar?, tanto meticoloso.Egli va in chiesa. Nessuno sguardoceleste o quallo tradisce;senon lo si che segnodell'incommensurabile impossibile distinguerlo conoscesse, sarebbe dallafolla orpoich il suocantodei Salmisanoe vigoroso modinaria; stra al massimocheha un petto robusto. Nel pomeriggio va a passeggio nel bosco.Gode di tutto quelchevede,del brusio degli uomini, degli omnibus, del Sund - quando per un lo s'incontra sulla Strandvej,lo si scambierebbe mercantein vacanza,tanto riboccantedi allegria;poi ch egli non un poeta e io ho cercatoinvano di carpire
t1 ll da'i,ese ha itolekske Bogholde.

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in lui l'incommensurabiledella poesia;verso sera fa ritorno a casa,il suo passo frescocome quello di un fattorino. Stradafacendopensachesuamoglie gli ha preparato un buon piatto caldo per quando ritorna a casa'una novit: per esempiouna testa di abbacchiocon verdura. Seincontra un suo simile, allora potrebbeaccompagnarsi insiemefino a sterport per parlargli di quel piatto con passione degnadi un gestoredi ristorante. Fra parentesi non ha neppureun baioccoin tasca,ma credefermamente che la moglie gli ha preparato quel piatto succulento. uno fatto, vederloa tavola sarebbe E sela mogliel'avesse spettacoloda far venire 'acquolina in bocca alla gente da mandarli in visibilio poichmostra un appesemplice, tito pir gagliardo di quello di Esar (Gen., 25' 29 sgg.). Ma sela rnoglienon I'ha preparato- stranoper! - non fa niente.Per la stradapassadavanti a un terreno da coParlano un momentoinincontra un passante. struzione, sieme:lui in un momento tira su una casa,ha a sua dilo lascia,conquanto occorre.Lo sconosciuto sposizione mentre un capitalista, vinto di aver avuto a che fare con si pensa: l'occasione certo, se il mio ammirato cavaliere finestra alla Si ferma presentasse, lo troverei! il denaro a guardarela piazzasotto la sua abitazioneosservando in una un topo corre a nascondersi tutto quel che accade: con giocando, lo interessa tutto stanno i bambini fogna, quasi fosseuna ragazzadl una tranquillit nell'esistenza 16anni. Eppure non un genio;invano ho cercatodi carpire in lui, spiandolo di nascosto,I'incornmensurabilit del genio. La sera fuma la sua pipa; a vederlo, si giurerebbech' un salumiereche vegetanel crepuscolo.Vive senzqprq9919qq{qni_:comg !r4 fqnnullgnli gP_!u!e laca al pi! garo plezzo ggni mC449 q9!!Sq!LviB' q !!9=!u91 tempo, poichegli non fa la minima cosasenon in forza Eppure- uiracosada montarsuliefrlri{ dell;assurdo. da crepard'invidia sepr untltra ragionenon venisse quest'uomocompiea ogni istanteil movimento dell'infi62

saltareportandosiin un posto precisocoschenon c, secondo che non trovi la sua posizionemantenendo anche nel saltola iua posizione.Forsenessun ballerino pu far_ lo - ci riesce quel cavaliere. La massa degliuominivive perduta nelle cule e gioie mondane,quesii sno gti sptiatori che non panecipano mai al ballo. t cavalieri delI'lnfinito son ballerinie hannoelevazione. Essisi muovono alzandosi questo e ricadendo e anche nori oerilia di tgmpone sgradevol a vedersi. M; dgni ulta;he ip"ssono tldde; sutito psizione,vactt.jt 9-o.S; "ti lanoun momento, e questo vaciliar mosra cheessi sono degieslranei in questomondo(Hebr.,I l, 37).euel vacrllare e pi o menoevidente, secondo la loro abilita,ma anche i piu espertifra quesri cavalieri non riescono a naquestooscillare. scondere Non necessario vederliin aria. bastavederli nel momenro quandoessitoccano o hanno toccatoterra - per conoscerli. Ma poter cadere in modo da sembrarenello stesso secondodritti e il mvidnto, traiForriie il Cat nella vita in un caririn-aie, esirrimei assolinieil suElimcl peditie, ueit io puo st: tant.oquel cavaliere: eccol'unico miracoo.

ottEnei! hdesideri llapre !! rjaltqerolr gltGond ggq!cg9lq!1ro. il compito pia;du;pa;laildht di

nit. Egli svuotanel-la rassegnazione infinita la profonda malinconia delltesisrenza, conosce la bearirudine dell,infinit. ha provaroil doloredinunziare a rutto ciche si ha nel mondo- eppure gustail finito tanroquanloco_ lui chenon ha conosciutonulla di pi elevato:poichnel suo permanerenella finitezza non si vedetraccia alcuna dell'angosciadi un addestramento, tanta la sicurezza ch'egli mostra come se questomondo fossela cosa oir cenadi rurre. Eppure I'interafiguradelmondoch'egl.i poduce una nuva creaZn in viri delltssurd. Siias_ selnatoinliniramenle a rulto ed ecco cheha riavuroturro in virt dell'assurdo.Compie di continuo il movimento dell'infnit, ma con una il oiieitez-za e lcfreiia da

Poich questomiracolo pu per facilmenteingannapu re, io desciiveri movimenti in un casoprecisoche della nodo poich il chiarire il loro rapporto alla realta: questione tutto qui. Un giovanotto s'innamora di una dellasuavita in quell'airi*io.t,u. tu,,o il conteruto realizzarl' irt., ,*i" tir"-ione talech'impossibile *' Cli schiavi realta alla tradurlodall'idalit impossibile immerii nel pantanodellavila' i ranocchi dellamiseria. gridano naturalmente:un amore simile una follia, la ricca iedova del birraio un partito perfettamenteeccellente gracidare nel pantano'Non & cosi e solido.Ma lasciamoli egli non abbaninfinita: il cavalieredella rassegnazione del mondo' pertutto lo splenilre ;tpre dont i%;ore quell'amore che anzitutto aislcura Si Non uno scioCcii. contnutdttasuavita e la suaanima ii.i t*i.*" ana casacc.i perch egline sprechi fiera . li;;;;;* paura I acne ha non vigliacco: un Non un briciolo. che penemieTlnsinui nei pi segretie remoti pensieri,che dela tri con innumerevlidiramazioniin ogni legamento pit mai - seI'amore diventainfelice,non suacoscienza Prova un piaceredi beatitxdinenl di staccarsene. capace og{sto lervo 19ltalasciarche I'arnore facciavr,lTare que13 via la suaanima iiennecome !! 9o!9ich9!a ry9sla penetranveleno ch il tatala coppadel veicroe sente qul momehto poiche do ogni gcciadel suo r:!'rgue tutto iucchiati ha os gli vitie orte. Quando allora il gli manchera non in esso, llamore e si sprofondato con abbraccia Egli tutto. coraggiodi tentare e rischiare della vita' chiamaa raccoltaI ralo sguardola situazione
con_ * Vienda scheogniahroinleresse. nelqualeun individuo.vede pu, quandosi mosrllrreall/za' dell esisten/a, lutla la reah centrarsi bile, pro\ocareilmovimenlo dellafassegnaioneTutlavlaho sceltocome queslo. i movimenli'perche per moslrare l innamoramenlo esemDio da e cosimi dispensa .i i.p..'ia. molro racilmenre ;'i;;;.;;;;;; plu o meno possono inleressare preliminari,che tuttequelleriflessioni solo Pochi slngon. Profondameote 64

pidi pensieriche, simili a colombe,son docili a ogni cenno, gita su loro la sua bacchettae quelli si lancianoin tutte le direzioni.Ma ora quandotutti fanno ritorno' tutchela cosalme gli spiegano di tristezza, li messaggeri .poqqbile, gcli Iit4qle qa4qu!!g' ]l rincra?!1'.qiIiqlelte qtiieJoe aiioia intraprendeil suo movimento.Sequel che ii"o hu un t.ns, questovaie seil movimentosi svol*. II cavaliere allora avr anzituttola forge normalmente trtto il contenuto in un unico desiderio za di concentrare un uomo manca Se a realt. dellavita e il significatodella questa I'anima fn da chiusura, qudstaconeniizione, arrtva mat a non allora nel molteplice' principio dispersa vita con I'anell si comportr egli iare ii movimento: sivii capiile il loro collocano che siuzia dei finanzieri perdoquando poter sull'uno per vincere valori di borsa il cavaPoi un cavaliere. nn -lnsomma, no iull'itro I'odi tutta il risultato di concentrare la forza avr liere qe perazionedel pensieroin un unico atto di coscienza' fin da gli mancaquestachiusura,la suaanima dispersa piin.ipio nl molteplice,non avr mai il tempo di fare il movimento, correr sempredietro agli affari della vita, non entrermai nell'eternit:poicheanchenel momento improwisain ui sar piir viin 'qusto,si accorger mentedi aver dimenticatoqualcosaper cui devetornare
+ Per fiuscirc a qeslo, ecessario la passione Ogni fiomento del' riles\ionepu pro'lu e un mo' ? ncrsuna conpassion? I'inlini! avviane (he spiega il movimento' it shocontinuonell'esivenzo viriento-(tesro mentre la-mecliazione una chimera che in Hegel de'ie spiegare tulfo tempo I'unica cosach'egli non ha cercatodi spiegarc' e nello stesso Anche per fare li nota distinzionesocraticafra ci che si comprencle e tatto pi naturalmen,ron .i .o-p..nde, ci vuolela passione eii "hi fare il vero e propdo movimentosocratico'quello dll'ignoranie ber ma la passione za. Ci chemancaal nostrotemponon la riflessione' gode in un certo sensodi lroppa saluteda Perci il tempo veramente semoli e-mi unodeisahipi note\ il morireco.trtuisce morire.poich oopo) o o vefsl ll quale. un bre\evcrlo d un Poela Dremoko oiaciuto 5?/ coli: ei'? i benidella! ila. lermina e bellineiquali.i auguta iemplici g SprunB n ctienigkPit['un telice.altonell'elelnrl']'
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indietro. Penserche entrare nell'eternita possibilenel verissimo,ma con simili consideramomento seguente: lo ma queste zioni non arrivermai a fareil movimento, pantano' pi nel faranno sprofondaresempre ailora fa il movimento, ma quale?dimentiIl cavaliere di perch non c' anchein questouna specie chertutto? ed si contraddice non No! Il cavaliere concentrazione? la tutta di il contenuto dimenticare una contraddizione pipria vita e tuttavia rimanereil medesimo.Di diventare un altro, egli non sninessunimpulso e non lo consideraaffatto la cosagrande.Solo le natureinferiori dimeno diventan qualcosadi nuovo. Cos la ticano se stesse stalaun brucotantocomdi essere farfallaha dimenticato pletamente che pu anchediventareun pesce.Le nature e non divenmai sestesse pi profondenon dimenticano di altro da quel ch'erano.[l cavaliere ian mai qualcosa allora ricoidera tutto; ma questoricordo appunto il doegli riconlore, eppurenella sua infinita rassegnazione principessa diquella per L'amore ciliato con l'esistenza. un assunse di un eternoamore' venneper lui I'espressione per I'essenza amore religioso,s trasfigur in un carattere negavail compimento' ma a sua eterna.Essocertamente eternadel suo valore volta lo riconciliavanella coscienza realta gli pu strapnessuna in una forma di eternitche

iommozini del deiiderio, cherisveglianoi ricordi, a vola svegliarlo;poichegli troppo orgoglioso te lui stesso 66

da volerecheci cheformava I'intero contenutodellasua vita, debba essere stato I'affare di un momento fugace. giovale ed essocresce Egli mantienequest'amore con lui in eta e bellezza. lnveceegli non ha bisognodi nessuna per Ia suacrescila. occasione dellafinitezza Dal momento ch'egli ha fatto il movimentola principessa perduta. Eglinon ha bisogno dell'erorismo di questi brividi nervosi per vedere I'amataecc.;non ha bisognoneppure in senso finito di prenderecontinuamente congedoda lei, poich egli ricorda in senso eternoe samolto benechegli amanti chesonocossmaniosi di vedersi ancoraI'ultima volta per congedohanno il diritto di essere smaniosi,il diritto di pensare che sia I'ultima volta: poichsi dimenticheranno quanto prima I'uno dell'altro. Egli ha capito il profondo segreto che anchenell'amareun altro uomo bisognaessere cnamente sestessi. Egli non da piu ut sguaiA !nito a ci che la principessa fa e prolrlo pel queqlo{!mostra ch'egli ha compiuto il movimento.infi4itamente, Qui si pu trovare I'occasionedi vederese il movimento del Singolo vero o falso.Ciera anche colui checredeva di aver fatto il movimento,ma col passare del tempola principessafece qualcos'altro, si sposper esempiocon un principe:allora la suaanimaperdettel'elasticitdellarassegnazione infinita. Egli mostr con questodi non aver fatto il movimento in modo giusto; poich colui che si rassegnato infinitamente, ancheabbastanza Il sestesso. cava.liere non toglie la sua rassegnazione, egli conservaancora la giovinezza del suo amore com'era nei primo moperchegli ha fatto il mento, non se lo lascia scappare, movimento infinitamente. Ci che fa la principessa non lo pudisturbare; ci soltaniodll! natureinferioriche hanno in un altro uomo la leggedelle proprie azion,che prendonole premesse propri atti dal-di_fuori.Seinvede_i ce la principessa ha gli stessisentimenti,allora sboccera la bellzza. Essavorr alli introdurre sesresa nlltidinedei cavalieri nel qualenon si vieneaccoltiper ballot67

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ma di cui membro chiunque ha il coraggio tazioners chedimostraIa suaimil'iiitrodursi: l'ordine dei cavalieri, fra uomo e donnon c' differenza che morlittdaTftato il suo amoregiovanee frevuol conservare na. Anch'essa il suo tormenlo,anchese, avr superato i; anch'essa come dice il proverbio, non stia ogni notte a fianco del suosignore. Questidueallora andrannod'accordoper tut, talmenle ta l'eternit, con una hormoniopraestabilitate il momento che solida che se qualchemomento venisse, finito, poichalloraessisarebnon in senso li occupasse quel momentoche permettesbero invecchiati:sevenisse in nel tempo, allora sarebbero seall'amore di esprimersi punto avrebprecisamente da dove dal gradodi cominciare bero cominciatosefosserostati uniti fin da principio. Coquesto,sia egli uomo o donna, non salui checomprende r mai ingannato: sono soltanto le nature inferiori che ngaLta che Nessuna ingannate. di essere s'immaginano ha seessa propriamente ma amare: non sia cosfiera,sa questa l'astuziae la furberiadel mondo intero fierezza, non la potr ingannare. infinita c' pacee riposo;ogni uoNellarassegnazione - una colo voglia, chenon ha awilito sestesso m Che troppo orgogliosi- con saancorapir orrendadell'essere per compiepu fareI'allenamento sestesso, lo schernire re quel movimentochenel dolore riconcilia con l'esistendi cui si parla infinita quellacamicia za. La rassegnazione Il filo tessutocon le lagrime,imnelleanticheleggende. biancato con le lagrime, la camicia cucita con le lagriprotegge anchemeglio del ferro e delme, ma allora essa che un altro putesI'acciaio. Il difetto della leggenda pu della vita checiascuno serequestastoffa. Il segreto
t8 Ballotation il lerminespregiativo per n_ coniatoda Kierkegaard del nurnero(cfr' DiQdi prevalere dicareil sufragio popolqrenel senso t 4, p. 165) . 1725, IX A 4; tr. it.' /io 1848, 19 I'espressione con la qualeLeibniz indica I'accordodispostofin (Cer_ da principio fra l'anima e il corpo, comedue orologi sincronizzati hardt IV, 500 ssg). 68

cucirsida sla camicia,e lo strano che I'uomo pu cucirsela altrettantobenecomela donna.Nell4rassegnazione nel dolore, cio infinita c' pacee riposo e consolazione quandoil movlmento fatto-in modo normaie.Tuttavia un intero libro sedovessi non mi sarebbe difficile scrivere passare in rivista i diversierrori, le situazionicapovolte, i movimentiabortiti in cui mi sonoimbattutosoitantonella mia pocaesperienza. Si credeben poco allo spirito e benquesto ch il fare movimento dipendadallo spirito, esso o non un risultato unilaterale dipendedal fatto seesso tanto magdi tna dira necessilas e pi questa presente giore il dubbio seil movimento normale. Se a questo demodo s vuol pensareche la fredda sterilenecessit questoequivalea dire chenessuno pu presente, v'essere la morte prima di morire realmente, e quesperimentare sto a me sembraun crassomaterialismo.Per ai nostri giorni ci si preoccupa meno di fare i movimenti puri. Se ormai da molti secolile geneun allievoballerinodicesse: razioni, una dopo I'altra, hanno imparato le varie posizioni; finalmente venutoil tempocheio mi appropriquecere comincisenz'altrocon i balli francesi, sto vantaggio tamentecostui farebberidere; ma nel mondo dello spiriplausibile. Cosa dunquela culto questo estremamente tura? Io credevoche fossel cursuschel'individuo pere colui che non vuol corre al fine di afferrare se stesso; percorrerequestocursus,gli giova ben poco l'essernato nell'et la pi illuminata. La rassegnazione infinita I'ultimo stadioche precede la fede, cosche chiunquenon abbia fatto questomoviinmento, non ha la fede; anzitutto nella rassegnazione finita chemi diventachiaro.ilmio valoreeternoe chesolquesiion l'esistenOi afferrare tanlo alloraci puesser za in forza della fede. Noi vogliamo ora incontrareil cavaliere della fede nel le stesse coseche caso ora indicato. Egli fa esattamente fa I'altro cavaliere; egli fa una rinunciainfinita all'amore,
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ch' il contenutodella sua vita, riconciliato nel dolore; ma allora si compieil prodigio' egli [a ancoraun movdi turti. poichedicc: io percremenropiir meraviglioso i! virtr cio dell'assurdo,in virad averla iiuscir do che qui L'assurdo iJ del nrincipioctrea Dio tutto possibile. la sfechesi trovanodentro alJe clifferenze non appaniene ra prpria dell'intelletto. Non identico all'inverosimile, alliinatteso, all'imprevisto. Nelomento in cui il cavae convhi-delf impossibilitchquei.r" ri tur..enu, eg:li parlando, il risuitato dell'intelligensto sia, umanamente ia e i avereenergiasufficienteper pensarlo' InvecenelI'intelletto infinito possibile,cio mediantela rassegnapeun abbandonare, insieme zione;ma questopossedere pi per un'a;surdit; I'intelletto q.,"tto port.O"ie non chI'inteiigenza continua a mantenieil diritto che, nel mondo della finitezza dov'essaesercitail suo dominio' questo e resia irnpossibile Di quest'impossibilitail caaltrettanto chiara; l'uvalieredella fde ha una coscienza e questo salr I'as'urdo ptt are' quindi lo che nicacosa quindi l'impossibiEgli conosce l'ede eglil'afferracon la seegli Poich ctedei assurdo' momenro lii e nelloslesso tutcon riconoscere {ede, senza la aver s'immaginadi cuore il suo con tutto e anima passionc sua della ta la la sua.testimoe se stesso inganna allora I'impossjbilita, fuori poslo,poichegli non giunto alla rassenianza gnazioneinfinita- L4 fedg toJl qellig lglu .l-'1.9d9119s19tr9a+1qualha la rasperche essa di molto piu alto, precisamenle cos4 p.ima di s,non I'impulsoimmediatodel cuoiegnazine dll'esistenza. Quando a questomodo reia il oaradosso ina iovale ragazzasi tiene sicura,malgradotutte le difadempiuto' sarcertamente ficolt,che il srrodesiderio della fede, anchese essae stata ouestanon la cet.ezza da genitori cristiani e forse ha frequentatoper un educata anno intero la scuoladel pastore.Essa certa in tutta la suaingenuite innocenzainfantile, anchequestacertez10

souna grandezza za nobilita la suanatura conferendole come un taumaturgopu scongiuvrumana cos ch'essa e far piangerele stesse rare le forze finite dell'esistenza pu anpietre;mentred'altra parte, nella suaperplessita, il mondare sia da Erode come da Pilato e commuovere molto amabile do con le suepreghiere.La sua certezza e si DotrebbeimDarareanchemolto da lei: soltanto una - poia farei movimenti non si pu d lei imparare: cosa dollllpossibilit qel ch la sua certezza lon 9s4 flqgqre lore della rassegnazione. Allora io possovedereche occorrono forza, energiae libert di spirito per compiereil movimentoinfinito della possoinsiemevederech' possibilefarlo' rassegnazione; mi fa girare il cervelloin mi sbalordisce, Quel che segue testa;poich,dopo aver fatto il movimentoinfinito della ora, in forza dell'assurdo,riuscirea otterassegnazione, completamenil compimento dei desided, ner tutto, vedere questosupera le forze umane, un prote, integralmente, digio. Ma possoanchecapireche la cetezza {elll ejgva; a confronto dell'incrolne ragazza solo una leggerezza I'imposessa labilit della fede,bench 4bia ricono-sciuto questo movimento, voglio fare volta ch'io sibilit. Ogni momentol'ammiro asmi prendela vertigine,nello stesso la mia anima prenelo momento e stesso solutamente, poiche cos'mai tentareDirc? angoscia, sada un'enorme pdi il movimento della fedee divenlatalean questo farci chesela filosofia, per confonderei concetti,volesse crederech'essaha la fede, e anchese Ia teologiavolesse vendercela a bassoprezzo, Infatti ci ch'io la fede,. non necessaria Per rassegnarsi eterna e que la mia coscienza ottengonellarassegnazione sto un movimeto puramentefilosofico ch'io possofaquand'richiesto e per mia discire per mia consoiazione plina, poichogni volta chequalcosa di finito tenta d'impadronirsi di me, io mi meltoa digiunofino a chefaccio eterna il mio amoil movimento:infatti la mia coscienza
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re di Dio e qresto per me slqeJior! e 1ut1o.Infatti per rassegnarsi non occorrela fede, ma per ottenereanchela rt9144,! pe.qes,minima cosa,al di lrdella mia cosclgqza il pqla4osso.Spesso si scamsariala fede,poichqggqta biano fra loro i (diversi)movimenti. Si dice che occorre la fede per rinunziare a tutto; si sentonodiscorsianche pi strani: che un uomo si lamentadi aver perduto la fede e, quando si guarda a quale grado della scalaegli si trova, si vedecon stuporech'egli giunto soltantoal punto ch'egli devecompiereil movimento infinito della rassegnazione. io rinunzio a tutto: queCon la rassegnazione lo faccio da me stesso e, quando non lo sto movimento e un rammollito.senfaccio, perche sonoun vigliacco z'entusiasmo; perch4on sento'irnportanza dell'alta il proprio cendignitch' propostaa ogni uomo di essere dell'essere il censore sore,la quale molto piir eminente generale di tutta larepubblica romana. Questomovimene ci che ottengo il mio io to io lo faccio da me stesso nellasuacoscienza eterna,nellabeataintesacol mio amore per un'essenza eterna,Con la fedeio non rinunzio a qualin cui stascritcosama con la fedeottengotutto, nel senso pu imuodi senape ro cbechi ha fedecomeuq granello (ut ., tj, ZOi. verefe monlagne Bastail semplice coraggio umanoper rinunziarea tutta la realttemporaleper otteper tutta insieme nereI'eternit:ma cheio I'ottengae possa l'eternit rinunciarvi,questo contraddittorio. Occorre per poterora afinvece umilee paradossale un coraggio e quferrare temporale in virtu dell'assuid lutta la reah della tede.Con la fedeAbramo non risto il coraggio nunzi a Isaccoma con la fede Abramo ottenneIsacco, quel giovane ricco (Mt., 18, In virt della rassegnazione lasciare tutto, ma quandol'aves18sgg.)avrebbedovuto fede avrebbe dovuto dirgli: (In sefatto il cavalieredella virtr dell'assurdotu riavrai tutto il tuo denaro - puoi E questodiscorsonon dev'essere affatto intu crederlo?> ladifferenteper quel giovanericco, poichseegli avesse 12

sciatoi suoi beni perchsi era stancato,la sua rassegnazione lascerebbe molto a desiderare. Tutto fa capo alla temporalit,alla finitezza.Io posso con le mie proprieforzerinunziare a tutro e alloratrovo pacee quietenel dolore, Possoadattarmi a tutto: anche se quell'orrendo demone,piir spaventoso del mostro di Knokke che spaventava gli uomini: anchese la follia mi mostrasse il suo abito di pagliaccio e mi facesse capireche lo devoindossare io - io possoancorasalvare l.anima mia sedel restola cosaper me piit importante far s che in me vinca l'amore di Dio piuttosto chela felicita terrena. In quest'ultimomomento l,uomo pu ancoraraccogliere tutta la sua anima in un unico sguardorivolto al cielo, dal quale ogni buon dono discende (-/ac.,1, lZ), e questosguardodev'essere per lui e da Co_ comprensibile lui ch'egli cercacomela prova ch,eglisi mantenutofedeleal suoamore.Allora potr indossare tranquillola sua veste.Colui chenon ha un'anima cosromantica,ha yen_ duto la suaanima, poco importa seci gli abbia ora procuratoun regnoo una semplice monetad'argento.Ma con le mie proprie forze io non riescoad avereneppurela minima cosadel mondo della finitezza,poichio devo impiegaresemprela mta forza per rinunziarea tutto. Con le mie forze io possorinunziarealla principessa e, senon mi mettoa brontolare ma trovogioiae riposo nel mio dolore.con la mia forzaporrriotrenerla poich impiegq]4 mia forza appuntoper rassegnalmi. Ma con la fede,dice quel malinconicocavaliere,con la fede tu riavrai la tuJ principessa in forza dell'assurdo, Ecco, questomovimentoio non lo possofare, Appena mi accingoa farlo, tutto si capovolge e io mi rifugio nel doloredella rassegnazione, Io possonuotarenellalita, ma per questonuoto misricoio mi senrorropporigido. Esistere in modo che la mia opposizione all'esistenza si esprimaa ogni momentocomela pil bellae sicuraarmonia, io non posso.Eppure dev,essere magnifico ottenere '13

lo dico ogni momento e il cavalieredella la principessa, un impostore: costui non lo dicesse ii"gtt-ion"."tt" ha mantenutoil denon e desiderio nn iu uuu,o un ,olo dolore' Forse c' suo nel baldanza giovanile siderio con si spenil desiderio che comodo anche nure chi troverebbe un canon ma costui si smussi, dolore del sa. la freccia questi senin sorprendesse si che [ibera iaiiere.Un'anima da caricomincerebbe e stessa se timenti disprezzerebbe di ingannarsi da sestespo, soprattutto non permetterebbe la prinuna cosamagnificaottenere dev'essere sa.'Eppure I'efelice' dellafede I'unico .io.rsa. epput" il cavaliere

;eiililili;;',

mooo a questo Ottenere e uno straniero. ne un estraneo giorno.con giorno dopo viverelieti fiici' la principessa, dlla pensare cheil cavaliere i.iiol.tte ti po,t.bbeanche la sua ma principessa' la potesse oltenere ,asgnarion lodella I'impossibilit avrebbeafferrato d'intuito anirn-a momgntg ogni felici e lieti ro felicita futura), ma vivere ogni momentola spadasovedere in forzadell'assurdo, trovar la quietenel e tuttavia ro"* ,"f-*oo dell'amata gioia forza dell'assurdo in ta ;i,;;;;;;;';;e"Lio1", -"u*to grande, I'unico gran t, Io p-oigioro' hi i pur non ha che anima la mia de: il pensaivicmrnuou. grandi' per le cose ammirazione la sua mai lesinato no-nvuole che coemporanei, dei Seora ognuno 14iei I'orrore ha compreso che uomo un fede, fermarsi alla parquando Daub quel dice che ha compreso e della vita ia di un soldatochi, con un fucilecarico,se ne sta solo di guardiavicino a una polveriera,in una notte tempeslosajawerte strani pensieri;se ognuno che non vuol ferla foiza ittnim capacedi comrnarsi atta fede, avesse e quindi prendesse era impossibile prendere cheil desiderio seognuno pensiero; solo con questo iarnoooa. starsene capace uomo un cheon vuolefermarsialla fede.fsse poi fosse e costui di riconciliarsi nel dolore e col dolore non sr sopra' quel detto ch' uno (e senon ha fatto tutto
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rassegnazidella m"nt."il cavaliere

deveincomodarequando si tratta della fede)cheha compiuto la cosaprodigiosa,egli ha afferrato I'intera esistenza in forza dell'assurdo- allora quel ch'io scrivo l'eloda parte dell'ultimo di esgio pir alto dei contemporanei si, di colui che pu fare soltanto il movimento della rasMa perchnon ci si vuol fermare alla fede e segnazione. di confesalle volte si sentedire checelta gentearrossisce sarechecrede? Questonon lo possocapire' Semai potessi arrivarea poter fare questomovimento' da allora in poi voglio sempre girare in carrozzaa quattro cavalli. ch'io coscheogni filisteismoborghese mai realmente parole i fatti, ma con giudico a vedo nella vita, che non prodila cosa mai esso realmente ci chesembra, esso giosa?Si potrebbeanchepensarlo;poichquell'eroedelcon lui: infatti impressionante la fede ha una somiglianza ironista o un un semplicemente non l'eroe della fede Ai nstri iempi qualcosa superiore. di ben umorista ma tra la specialmente o'trimoui iionia e parla ai molto si genteche non ne ha fatto mai pratica ma che pretende tutto. Io non sono del tutto all'oscututtavia di spiegare passioni, ne so un po'di pi di quanto queste due di ro So perciche e tedesco-danesi' hanno i compenditedeschi dalla pasdiverse queste sonoessenzialmente due passioni sionedella fede. L'ironia e I'humour riflettono anchesu se stessie perci appafengono alla sfera della rassegnaattivit nel fatto chel'indiviiione infinita, hannola loro -pei la realt. duo inmnsurabiie paradossale delJa il moviment L'ultimo movimenro, dovesia un fede,io non lo possofare, sia essoora o non chelo vorrei fare pi chevolentieri' re, ancheseconfesso dire questo,sia egli a deciderlo; Sea un uomo permesso ch' eterna2o tra lui e I'essenza questorestauna faccenda questo si riguardo se a l;oggettodella fede, cio di sapere
4 L'espressione erige /aesen, sta in boccadel filosofo - ch' il cavalieredella fede - per indlcare I'Assoluto' Dio.

accordo. nella capacipu addivenirea un amichevole infinilo della rassemovimento ia Oi ogni uomo di fare il esiter a trattare da vlparte non per mia gnazionee io capace' non esserne di testa in metta gliaccochiunquesi permese a nessuno Ma faccenda. Con la fede un'altra so di metterein testaagli altri chela fede cosadappoco oppure ch' una cosafacile, mentre essa la pir grande e difficile di tutte. Si raccontala storia di Abramo in un altro Inodo,'!i chenon di Dio chegli ha ridonatoIsacco, la grazia esalta parola cne si tratratochadi una prova.Una prova,una come pu dire mlto o poco e il tutto sfuma in un baleno ia parola. Si cavalcaI'lppogrifo e in un batter d'occhio istantesi scorgel'ariesi sul monte Moria, nello stesso te; si dimenticache Abramo ha cavalcatoI'asino ch' un lento' cLeilviaggio dur tr gioiuii*ui. Ai putto pel -olto certotempo per allestircla catasta, ni, cheimpiegun legareIsaccoe per affilare il coltello' "Eppure L'iatore pu bendorsi fa l'ilogio di Ab1qr4o.. della predica,gli quart O oiaprlma iino ati',rttimo la predica:da durante -ir ben addormentarsi uditori possono mconvemenquesto nessun in infatti ambele pafi non c' allora d'insonnia, qualcuno sofferente te. Ma s; ci fosse un cantucin metterebbe si a casa, forsesene tornerebbe tutto si risolvein un momento, aspettaun cio pensando: I'ariete, la prova finita. Se I'oratore lo ecco minuto ed questa situazione,pensoche facendosfoggio in cogliesse <Miserabile,che I'apostroferebbe: dignit la s,.ra iutta di non sciocchezze; in simili anima la tua sprofondare lasci miracolo, tutta la vita ch' una prova>>' accadenessun Man mano che I'oratore procedecon questasfuriata, il pi sempre piu e si compiace sempre suoanimosi scalda nessuno e mentrequando parlava di Abramo di seslesso ora egli ionasse' si congesl cheil suosangue si eraaccorto Fors-e fronte gli in che una vena scoppi ha l'impressione gi e dignit, con calma farebbun colpo seil peccatore,

<Ma hai gia predicatosu questoI'ultima dorispondesse: memca)). Allora o facciamo piazzapulita di questastoria di Abradell'eno!d'impararea spaventarci mo, oppurecerchiamo ch' il significatodellasuavita cosda comme paradosso ogni tempo,solose prendere cheil nostrotempo,-come felice.SeAbramo non era una nulliha la fedepu essere I'ert. un fantasma,un lussochesi usaper passatempo, vonel fatto cheil peccatore rore non pu mai consistere della grandezza glia fare comelui, ma si tratta di vedere la sua condotta perchI'uomo possagiudicaresestesso, a una se abbia la vocazionee il coraggiodi sobbarcarsi delnella condotta comica simileprova.La contraddizione realt insi a una l'oratore era ch'egli riducevaAbramo di poi I'altro a seguire l'esempio gnificante ed esortava Abramo. Non si dovrebbeallora parlaredi Abramo? Io dico di pilai clilui, lorrefanzitutto niraie il dos. Sedovessi prova. A questoscopovorrel comunqsansua lore della e la pena la sofferenza guisuga tutla I'angoscia, succhiare Abraper poter ci che paterna descrivere passione della mo soffr mentr'egli, oppressoda tutto questo,tuttavra credette.Vorrei ricordareche il viaggio dur tre giorni e buona partedel quarto, e questiquattro giorni dovrebbeda Abraro durarepir dei duemilaanni chemi separano mo. Allora ricordereiche, a mio awiso, ogni uomo pu un'impresa ancoratornareindietroprima di cominciare simile, pu a ogni momento pentirsi e tornare indietro. pericolo, n temo questo,io non temo nessun Se si farr provati a sonella genteil desideriodi essere di suscitare miglianzadi Abramo. Ma sesi vuol metteresul mercato un'edizionedi Abramo a prezzipopolari e insiemeesortare ognunoa fare comelui, allora si finiscenel ridicolo. ora di estrarredalla storia 4i Abramo mia intenzione conproblema ch'essa il momentodialettico sottofoma di paradosso fede, un la quale per enorme vedere tien,

in,un'aun omicidio di trasformare paradosso ch'capace pio, iesrituis ne paradoslo lt il;; t;:r; e sraita puimpdi; ai *i n.ttun pesiero il;;;A;;;. il pensiero la dove appunto comincia poich fede la nirsi finisce.

PROBLEMA I st DA uNA sospENSIoNETELEoLocIcA DELL'ETICA?

L'etica2r come tale il generaleze, cornetale, valido per ognuno: ci che in un altro modo si pu esprimere dicendochevale a ogni momento. Essorifigg4!4rn1angnte in sestesso, non ha nulla fuori di sche siail suot,oc, ma esso stesso il rrioE. di tutto cich'fuori di see quando ha assuntoquestoin s, non si va pir oltre. Ll -l'eti_ca Singolo,concepitoimmediatamente comerealt, sensibile e plichica. il Singolo che ha il suor},oE neil'un;uisate; il suo compito qtlco di elpll4qrg J9 J19!qo--!9L!9C!!Cre la suasingolaritper diventareil generale. Appela il Sin; golo vuol farsi valereq9l!4suas14gq!qqr_1a-di Jrqnre all'universale,egli allora pecca,e soltantoricoiosqendoqesto (suo_ errore) pu riconciliarsi con il generale.Og4u1o!4 che il Singolo, dopo essere entrato nel generale,sentel'impulso di farsi vlre cme Sinei, gli a? 1eU9 scrupolo23 dal quale riescea liberarsi soltanto pentendosi e abbandonando seslesso comeil Singolonell'universale. Se questa la cosapiir alta chsi pu diredelt'uomo e dellasuaesistenza, qualitadelallorai'eticaha la stessa la beatitudine eterna dell'uomo,la qualeper rutta I'eternit e in ogni.momento il suor),og: sarebbe infattiuna
al solito usa il neutro astrattoi de Ethiske, ]] t<iert<egaarO " Altro trmineastratto:det Almene, Irel senso di (universale)), com^lubito spiegaiI contesto. proprio di Luferc (Anechtung), come si _ ' Anjaegtelse tl termine e detto sopra.

essere abbandonata(cio ch'essapotesse contraddizione poich essa,appena sospesospesa teleologicamente); perduta. non perduloma menlreci ch' sospeso sa. pi ch' il suo r1,o3. in ci ch' alto, anzi conservato quandodeHegel allora ha ragione Standocosle cose, (Il unie la coscienza> nel bene capitolo termina I'uomo questa determinatezza il e considera come Singolo camente morale del male> (cfr. specialmente come una <<forma tolta nella teleola qualedev'essere Rechtsphilosophida), logia della realtmorale coscheil Singoloche rimanein quello stadio o peccao sta nello scrupolo.Hegelha iweha torto !!!!h n94 ce torto quando parla della fede25; protestacon altee chiareparoleperch Abramo godaonori e gloria comeun Padredella fede, mentredovrebbeescomeun assassino. sereadditatoe caccialo che il Singolo pir Infatti la fede questoparadosso per,si badi bene,in modoaheil moviallo del generale statonel mentosi riprende;!l Singoloqi-rildi, dopo essere generale, ora come il Singolo essosi isola come pi alto del generale. Se la fede non consistein questo,Abramo perduto, la fede allora non mai esistitain questomonperchessa esistitada sempre.Infatti do: precisamente pi alta e senullad'inla morale, la cosa seI'etica,cio nell'uomo in altro modo,senon ritorna cmmensurabile ch' il male,cioil Sincomequestoincommensurabile golochedev'essre - non c' bisonel generale espresso gno pi di altre categorie oltre quelledella filosofia greca o quelle che un pensierocoerentepu derivareda essa. poichegli era al QuestoHegelnon dovevanasconderlo, correntecon gli studi greci26.
24Nella sezione <DasCute und das Cewissen)III benee la coscien' . za|. \\ 129-41 LnUklop d. phitos. ,iss. 564. specialmenre: liilr. rLa conoscenza del penda parledi Hegel diretlae approfondila sierogrecosi vedesoprattuttonelleoperedela matrit (specialmene Vor[es. ber die Geschichteder Phitosophie, Votles. ber die Aesthe' tik) ILezioni di stofia de a fibsofa, Lezioni di Esletical. 80

Non di rado si sentonouomini i quali, per mancanza di studi seri, si smarrisconoin frasi, raccotano . ,opra-il mondo cristianosplende "tpaga_ una luce,mentresul nesimole tenebreincombono.euesto discorsomi sem_ pre sembratostrano quando ancora oggi ogni pensatore nrito1O9, ogni arrisrapiu seriosi rlngiouanisce con 311 r ererna glovinezza del popologreco.Una simileespres_ sione si spiega col fatrochenon si sa.quel chesi deveiire, ma si parla solo per dire qualcosa. esattosesi dice che il Pagalesimonon avevala fede;ma sequest,espressione deve_dire qualcosa, bisogna essere un po,pi irecisi su ci ches'interde per fede poichaltrimenti ii riiade nelle solite frasi. facile comprendere tutta I'esistenza con la fede senz'averI'idea di ci ch' la fede, e colui poi che fa assegnamento sull,arnmirazione quandoha un siffat_ ta spiegazione, non fa poi il peggioredei.calcoli poich secondoBoileau:un so! trouve toujours un plus iot qui I'admirdj . La ferle appuntoquestoparadosso, ciocheil Singo_ . lo comeSingolo piralrodelgnerale; esso giusrificito ql rrontea questo.non subordinato ma sopraordinato. Questoler va inteso a questomodo: ch, il Singoloil quale,dopo esser stalosubordinato comeSingolo al se_ nerale, ora mediante il generale divenra if Sing-oto it q,;a_ le,-comeSingolo, sopraordinato;il Singol-come Sin_ golostain un rapporto assoluro all'Assoluioeuestopun_ to di vista non si lasciatrattare cn la mediazonr*, poi_ ch ogni.rnediazione avvieneappuntoin tirt detg;rale; essoe e resta per tutta l,eternit un paradosso, inac_ per il pensiero.O Ia fede questopaiadosi cessibile op_ pqre (queste sonole conseguenze chepregoi lettoresi de_ gni in mentein ogni punto, poich sarebbe troppo -avere prolisso per me scriverledappertutto)anchela fede nn jJ l:Yl9 ::'1..glroya s:mplg nopiusciocco che t.ammira. -- ( l oe con ta dl al e i ca hegel i ana -l del r'5uperanenton.
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da sempre' proprio perchessa esistita mai esistita, perduto' Cio, in alrreparole,Abrarno puIac menleorvenchequestoparadosso verissimo questanon e una rama tare ner il Singolo tfto scrupolo, vero chel'intera struttu anche gioneper nasionderlo. questoparadosso che tale pu essere ia ai motti uornini la fea trasformare autorizza li respinge,ma questonon ma grado di averla' in per essere " i" q.iur"o.u d'altro ch coloro mentre averla; non di "uapi'uuotroao"fessare porre alcuru hann la fede, devono riflettere che occorre uno scrupoda paradosso il criteri per poter distinguere lo. La storia di Abramo conlieneora una similesospenacurr dllietica.Non sonomancatlcerveul sioneteleologica ' con analogre trovato hanno profondl che investiaiori principio procededal bel questasria. Laloro saggezza Se si guarda per un cosa' la stessa tutto cne in fonOo il monoo: ou au ui.ino, uienmolto da dubitaresein tutto seguenuna di - a eccezione o. troui unasolaanalogia cheAbrasaldo quando sta nulla alrnottra non i.. espressa normamente la fede:ch'essa rappresenta mo"t. che si paradossale pir soltanto la uitu ii toi,-t "on aflascia ""i si non che oa"tu.., ma cosparadossale poich ".ti" in forza dell'assurdo; utto J*.ut.. Agfi agisce generapir) del alto sla o.oorio un assurdoche il Singolo p"i"a"sso non si lsciamediare;poichappei.. i*. comincia col mediare,deve.alloraconnu ti (.q,utumo) cosi' non di trovarsiin uno scrupolo- q-uand' fessa-re esaqualora arr'es oppure, riiva mai a sacrificareIsacco indievolgersi pentimenlo col Iru."o, dovrebbe iiacco' ".iii.uto eeliriottiene In forzadell'assurdo ;;;;j;;".rt". tragreloe un momento in nessun Abramo non iirci un credeno assassino o un ao, rnu q.tul"oti oi tutt'altro: salvaI'eroe tragi i".tiu ot".-in-ione intrmedia2eche xlv' (Jubilumsaussabe i Hesel t" v"it^'titiial ei"trer,k 82
a29ThulstruplKomzeflrdr,p l?0) rimandaper quesloconcelto sss') 525

co, mancain Abramo. Perci si ha ch'io possocomprenderel'eroe tragico, ma non possocomprendere Abramo, pazzoio l'ammiri pil di tutti gli benchin un certo senso altri. Il rapporto di Abramo a Isacco, sotto il profilo etico, questo:che il padre deveamareil figlio semplicemente piir dis itesso.Per I'eticaha dentrola suapropriasfer_a diversi gradi; vedremo sein quei racont si trov qualpi alta per I'etica la qualepossaspiegare che espressione dal punto di yista etico la suacondottae possagiustificaper lui la sospensione re eticamente del dovereetico verso il figlio senzache per questoescadalla teleologiadel dovere etico, Quando un progetto, in cui impegnatoun popolo intero, impedito; quando una simile impresa bloccata dallo sfavoredel cielo, quando l'ira divina manda la calma di marechesfida tutti gli sforzi; quandoI'aruspiceassolve il suo duro compito e annunziache il dio vuole in sacrificio una giovaneragazza- il padre allora offrir con anirnoeroicoquestosacrificio.Con magnanimit nasconder il suo dolore, malgradopotesse desiderare di essere<<l'uomo sempliceche pu sfogareil pianto>> e non il re che deveagire da re. E benchil dolore solitario si agiti nel suo petto, ed egli abbia solo tre confidenti nel popolo, tutto il popolo saraprestoal correntedel suo dolore; ma sar ancheal corrente del suo gesto che per il bene di tutti egli sacrificherebbe lei, ia figlia, la giovane deliziosaragazza. <<Oh senoincantevole, oh belleguance, o capelli d'oro!>>3o. La figlia lo commuovercon le sue lagrime, il padre volger altrove il suo volto, ma l'eroe alzeril coltello.
dove Hegel parla del <... sentimentodella riconciliazone Gehl der Vershnungl che la tragediaconserva mediantelo sguardodIl'etema siustizia>. - 30 Euipde, Irtgena ir Aulide, v- 681

paallacasa di questolatto giunger la norizia Ouando di arrosriranno Grecia della t.u. i*,"i. uArefanciulle amato il suo tidanzata' era quella figlia .niuiiutrno e se all'a*fr furie ma sarfiero di partecipare r"r ..t*a magcon g\ appartenga ragazza la zionedel padrebench che al Padre' sior tenerezza nell'ora "'uunao Ii",r.pido giudice' chesalvIsraele ln stesso in un solo respirolegaDio e se deliadistretra, giubilo della il allora cambiereroicamente ""r., in doloree tutto figlia' "lt"f" dell'amata rug-ru,lugioia iloiun" (Jud'' zza versinate lei la sua giovine ?;;;;;i"""g# ""i donna e ogni js;*.r, capir ,"" ogniuomobennalo i. desidered'Israele Jefte,ogni vergine r.ti*ta che servirebbe ".".*ti a che ;"*. sua figlia' Infatti ;;;i;";. 'rlrii La mantenesse? 1o non voio, seegli popoal "in"..t..or.uo strappata volta ancorauna vittoria non sarebbe lo? '' il suo dovere'quandolo Ouandoun figlio dimenrica quandole l.eggi giustiziera' uitiau al pdrela spada s,u.-o del padre3r mano dalla inflitta ;r"t" .ft" f" i,*a sia il colpeche dimenticare iiit" p"0." "te eroicamente il suo donascondere ! ,rl' ittrr"' deveeroicamente il fipopolo' neppure ""i. nel nessuno lore: ma non ci sar si comnio..r l. non ammirii l padre- e ognivoltache chemolti le ricordaro sar oma' di il;;,;;;;i;cgi plu mahanno interpretalepir dottamentema nessuno gnificamentedi Bruto. favorevole Se invece Agamennone,mentre un vento obiettivo' suo la flotta versoit spiegate .ondu."uu a ve-le Ifigeprendere a ch'era andato u".tr" .ong"auto ii msso da vincolato stato niu o., ,u.iifi"uttu; se Jefte non fosse aldetto popolo e avesse uriio-.rl" a".it" il destinodel grovrnezza' breve la figlia: <piangi ora due mesi la tua
Allusione alla congiura )' v' 8' 1; lI' 4sgs p'"i'-i tr'"i 'rzo" .n'.rriLlJiJ"iii'-n 'i' 3l dei figli del consoleLucio Guno Bruto

poichti sacrificher));seBruto avesse a\uto un figlio onesto e avesse chiamato i littori per giustiziarlo - chi li avrebbecompresi?Se questi tre uomini, in rispostaalla risposto: una domanda: perchfate questo?avessero prova a cui siamo stati sottoposti - li avrebberoforse compresimeglio? Jefte e Bruto nel momentodeQuando Agamennone, cisivo eroicamente superanoil proprio dolore, perdono la personaamatae devonocompieresoltaneroicamente to I'azione esterna,ci sar mai nel mondo un'anima noper il loro dodi compassione bile chenon versilagrime per il loro gesto? loree di ammirazione Seinvece, nelmoil lomentodecisivo dell'eroismo,col qualesopportavano ro dolore, questi tre uomini avessero detto: (non accaaggiundra> - chi li avrebbecompresi? Seessiavessero lo crediamoin virt dell'assurdo, chi to per spiegazione: li avrebbe capiti meglio?chi non avrebbe facilmente compreso che ci era assurdo,ma chi avrebbecapito che si potrebbecredereI'assurdo? La differenzafra l'eroe tragicoe Abramo balzaagli ocL'eroe tragicorimaneancoradentrola sfechi facilmente. Per lui gni espressione dell'eticaha il suor),oE; Lqetica. in un'espressione etica superiore;egli riduce il rappgrto etico fra padree figlio o fra padre e figlia a un sentimenh lasu dialetticanel suo rapporto all'idea di moto Che questione ralit. Non ci pu essere di una sospensione tellglggi"u dell'etica. Diversa la situazionedi Abramo. Egli ha cancellato supecon la suaazionetutta I'eticaottenendoil suot1.og questa. riore fuori di essa, rispettoal qualeha sospeso Infatti mi piacerebbe saperecome si pu mettereI'azione scopridi Abramo in rapporto al generale e se possibile re un punto di contatto qualsiasifra ci che Abramo ha fatto e il generale, che Abrasenon quella trasgressione mo ha compiuta. Non per salvareil popolo, non per affermarel'idea dello Stato, non per placarel'ira degli dei

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Abramo lo fa, Se fossein ballo l'ira della divinit' Dio solo con Abramo, I'azione-nol sta dovrebbeprendersela ma un'impresapuramenrapportocol generale in nessun per la i; ;;i;;i". i'ercio, mentre l'eroe ragico giande puraper virt una sua virt morale, Abramo grande espressioc' non Nella vita di Abramo mentepersonale. n*dc; it alta che questa:il padre deveamareil figlio' i;.i.u tiJtigniri.ato di moraltqui non enlra assolutapresente' esso fosse in quesiione. menre Qualorail generale per olre' cosl nascosto, celato in Isaccoe come sarebbe Si dovrebbe allora gridare con.la nei lombi d'Isacco32. bocca d'Isacco: non lo fare, tu distruggi tutto! E allora perchAbramo lo fa? In nome di Dio ed del tutto identico, in questocaso,in nome proprio' Lo fa q nome di Dic, p"."h Dio esigequestaprova della sua fede; lo fa in noine proprio per poter portare questaplova' con cul semdall'espressione benissimo L'umilt espressa una prova' una tentazioquesta situazione: pre s'indica ione, ma cosaquestovuol dire? Vuol dire ne. Una tentaz vuol distogliereI'uomo dal compiereil che ci di solito ericache la stessa ma qui la tenlazione Drooriodovere: Ma coDio' I'uomodal farela votontdi vuol distogliere dels' allora il dovere?Il dovere-appuntol'espr-essone di Djo. la volont' per di una nuovacategorla la necessit mostra Qiri-si la diviveiso copiendereAbramo' Un simile rapporto L'eroe tragico non si al Paganesimo. nii sconosciuto divinita, ma l'eti' privato alla presenta con un rapporto

nelsidiis-tve perci il pardosso i"iu iaria ai"m":'qui


la mediazionedell'universale' mediazione'e questosr Per Abramo non ci pu essere non pu parlare' Abramo puancheesprimerediiendo: generale e se non lo faccio il purl, esprimo io Lpp"nu vuoleespriAbramo a.llora Appena nesrrnornicapirebb.
32Espressione biblica (cfu. Hebr,,1' 5 e l0)' 86

mersi in termini generali,devedire che la sua situazione poicheglinon ha un'spiessione una tentazione'r. piir alta del generale che stia al di sopra del generale ch'egli trasgredisce. PercimentreAbramo suscita la mia ammirazione, nello stesso tempo mi spaventa.Colui che rinnegase stesso e si sacrificaper il dovere,rinunzia al finito per afferrare l'Infinito, ne abbastanza sicuro; I'eroe tragico lasciail certo per ci ch' ancor pir certo e I'occhio dell'osservatore riposa tranquillo su di lui. Ma colui che lasciail generaleper afferrare qualcosa di ancorpir alto del generale, che fa? possibileche questanon sia altro che una tentazione? Se questo possibile,il Singoloche sbagliasse, che salvezza ci sarebbemai per lui? Egli soffre tutto il dolore dell'eroetragico annientandola sua gioia mondala, rinunzia a tutto e forse nello stesso momento si sbarra la via per la gioia superioreche gli era cara e ch'egli vorrebbecomperare a ogni prezzo.L'osseryatore non lo pucomprendere, n posare sului l'occhiotranquillo.Forseneppure possibile fare ci cheil credente intende,poich questo impensabile. questo,se Oppure sesi facesse il Singoloavesse fraintesola divinit, qualesalvezza ci sarebbeper lui? L'eroe tragico ha bisognodi lagrime e reclamale lagrime,e dov' l'occhio invidiosoche fossecos sterileda non piangerecon Agamennone, ma dov' colui dall'animocostraviato da osarpiangere suAbramo?L'eroe tragico compiela suaazionein un momentodi tempo determinalo; ma nello scorrere del rempo.egli compie qualcosa chenon da meno, egli visita colui la cui anima stretta dal dolore, il cui petto soffocato dai singulti, i cui pensierisi librano pregnanti sopra di lui, fecondati dalle lagrirne;egli si presenta a lui, gli toglie la fattura del dolore, gli sciogliei lacci dal busto, gli asciuga le lagrime
33Ancora il termine,4naegfelse, che qni si rendeforse megliocon (aentaaonet.

in affinch il sofferentedimentichi le proprie sofferenze luici:i pangere' pu non si Abramo quelle lui. Su di I awicina con un ftorror religiosuscontIsraelesi awicin al montSinai(Exod.,20, l8 sgg.).- Seallora l'uomo solitario chesaleil monte Moria, il quale con la suacima svettacom' alto il cielo soprala pianura di Aulide; s'egli non un sonnambuloche cammina sicuro sull'abisso' trema chi staai piedidel montee lo staa guardare mentre chiamardi senz'osare e spavento di rispetto -di angoscia, sequell'uomonon sl conchiss lo una volta pensando: unosbasenonstacommettendo chiss fondein se.tesso, porgesse grazie che a colui glio! - Grazietante! ancora i chi stato sopraffatto dai dolori della vita e abbandocotl. nato nudo, la frase,la foglia d ellaparol^ (Gen , 3 grazte rese Siano miseria sua la nascondere "1) cui potesse di dire tutto' tu cheseicapace a te, grandeShakespeare, urroltu."nt. tutto com' - e per perchnon hai raccontatoquestotormento?I'hai forseriservatoper te sLespuo so, come si serbail nome dell'amata che neppurest toilerarecheil mondo lo nomini? lnfatti il poetaacquista i pesantisegretl questopotere delle parole per esprimere ch'egli non pu iegli aliri al prezzodi un piccolo segreto esfrimere - e un poeta non un apostolo, egli scaccia i iiavoli soltanto in virtit del diavolo (Mc', 3' 15 e 22)' coteleologicamente' sospesa Ma cuandoora t'etica Egli esiste me esiseil Singolo nel quale essa sospesa? egli allocome il Singoloin contrastoal generale'Pe99a nell'Idea; peccato, visto ra? Infatti [uesta la forma del proprio comeil bambino, anchesenon pecca(poichegli cometale), la suaesidellasuaesistenza non ha coscienza la suaestreclama peccato I'etica e vista nel'ldea stenza srpuo questa lorma che nega Se si genza a ogni momento. allora peccato, Abramo non sia in modo che iperere parail e 4, 3). credetie tRorn. Queslo fgli cndannaro. sullacima,ch'eglinon pu spiecol qualeegliresta dosso consisteinfatti ch'egli paradosso il altro: gur" u ,r"riun 88

si pone, come Singolo,in un rapporto assolutoall'Assoluto. E egli arlorizzato? La sua autonzzazione costituiscea sua volta il paradosso;poich se lo , non lo in ma in virt della suacondivirtir di qualcosa di generale, zione di Singolo. Comepu allora il Singolocertificarech'egli autorizalzato? abbastanza comodo livellaretutta l'esistenza Facendoquesto, anche I'idea di Stato o di comunit34. poich allora non si giungeaffacile fare la mediazione fatto al paradosso, cheil SingolocomeSingolo pi alto anche con del generale: un principioch'io possoesprimere di Pitagorache il numerodispari pitt una proposizione perfetto del numero pari. La rispostaal paradosso, che eventualmente si potrebbesentireai nostri giorni, suona press'apoco cos:dipendedal risultato! Un eroech' diperche per isuoi contcmporanei, \entatouno oXvctlov paradosso pu non si renha la coscienza di essere un che grida i contemporanei: dereintelligibile, costui sfidando ch'io ero a\lorzzalo! il risultato dimostrerr certamente grido si sente molto di rado, poiAi nostri tempiquesto non produconoeroi, hanno ch seessia loro svantaggio il vantaggiodi produrre anchepochecaricature.Quando sargiudiallora nel nostro tempo si sentel'espressione: cato secondo il risultato, anchesubito chiaro con chi si ha I'onore di parlare. Coloro che parlano a quel modo chechiamer,con un nosonouna marmaglianumerosa me comune,i docenti. Costoro vivono nei loro pensieri hanno una posizione solida e ben assicurati all'esistenza, pinioni srcurein uno Stato ben organizzato;hanno sedallescosse dell'esistencoli, anzimillenni,cheli separano ripetano: cosadinon temono che cose simili si essi _za; rebbero la poliziae giornali?La loro attivirnellavita quelladi giudicarei grandi uomini e di giudicarliseconsimileversola grandezdo il risultato. Un atteggiamento
34Come fa Hegel nella suaFilosofia del diritlo, secondola qale lo Stato a fonte di tutti i doveri giridici, tici e religiosi.

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za tradisceun misto di orgoglio e di miseria: di orgoglio, perchci si credechiamati a giudicare,di miseriaperch non si sentela propria neppurenella piir lontanta affinit con quella dei grandi. Chiunque sia un po' ereciorisingentfs, si guarda beneda diventareun freddo e flaccido mollusco.E quando si awicina alle cosegrandi, egli non si lasciamai sfuggiredi mentequestoche, a partire dalla creazione del mondo, stato uso e costumeche il risultato vieneper ultimo e che, sesi vuol imparare in veritp qualprestareattenzio' cosadai grandi, bisognaprecisamente sestesne all'inizio. Secolui chedeveagire,vuol giudicare so dal risultato, non arrivera mai a cominciare. Se il riallieroe non pu rallegrare il mondointero,questo sultato risultato soltanto poich del serve egli vienea conoscenza quando tutto passato- e non per questoch'egli divenneun eroe, ma lo fu per questo: perch cominci. Inoltre (in quanto la rispostadella finitezza alla domairdainfinita; il risultato nella sua dialetticadel tutto dell'eroe. Oppure il fatto che con l'esistenza eterogeneo Abramo ottennecdn un milaclo lsacco, dovr dimostrare cheAbramo era autorizzatoa rapportarsi come il Singorealmente sacrificatoIsacSeAbramo avesse lo al genere? co, sarebbeper questo stato meno autorizzato? Ma si curiosidel risultato, come si curiosidella conclusionedi un libro; dell'angoscia,della miseria, del paSi civetta da esteticol risulradosso,non si vuol saperne. tj!t-o;essogungealtrettanto inattesoma ancheatrettanto facilmentecome un terno al lotto e, quando si sente il risultato, si restaedificati. Eppure non c' ladrolacriiego, condannatoa lavorarenelle miniere, che sia un criil sacome colui che saccheggia minale tanto spregevole il suo Si queslo che vendette mondo: Giuda stesso, cro a gnoreper 30 denari(Mt.,26, 15), non piir spregevole di colui che traffica cos con la grandezza.
35oDi levatura superiore>si dtebbe oggi n italiano.

Ripugna alla mia anima it parlare in modo cos disumano della grandezza,lasciarlafluttuare a una distanza enormein una forma indefinita, far s cherestigrandetra_ scurandoil lato umano senzail quale essa cessa di essere grande.Infatti non ci che mi capita che mi fa grande, ma e ci ch'io faccioche mi fa grande:nessuno penser mai che qualcunodiventagrandeperchha imbroccaro una grossa vincilaal lolto. Ancheseun uomo aosse nato di umile condizione,esigoper da lui chenon sia cosdisumanoversosestesso quasinon fossecapace di rappresentarsiil palazzodel re senon a distanza,sognando va_ gamente la suagrandezza, e in una volta elevandolo e in_ siemedistruggendolo poichl,avevaesaltatoin un modo meschino- esigo da lui che sia abbastanza uomo. Der farsi avanticon fiduciae dignitanche qui. Egli non ev'essere disumanoal punto da voler sfasciare tutto Drecipitandosi dalla stradanell'apparramenro del re: coi egli perdepir del re. Inveceegli deveprovaregioia nell,osservare ogni regoladel galateocon allegroe fiducioso entusiasmochegli dar appunto franchezza. euesta soltanto un'immagine,poichquella dilferenzanon cheun'espressione molto imperfetta della distanzadello soirito. Esigoda ogni uomo cheallonrani da sogni pensiro indegnodell'uomo chelo trattenesse dall'entrarein queipalazzi dovenon entra la memoriadegli eletti ma vi abitano essistessi.Egli non deveentrare con arroganzarivendicando una parentela,egli deveritenersifelice osni volta ches'inchina davanti a loro, ma insieme rocca essire franchi e fiduciosi: esserlo semprepi di una servetta- Doich se non lo sara un po'di pi, non riuscirmai a entrani. E ci che I'aiuter, sarannoprecisamente I'angosciae le tribolazioni in cui i grandi sono stati tentati Doichallrimenticostoro,selui ha almenoun po' di miollo, non faranno che eccitarela sua giusta invidia. E ci grandesoltantoa distanza, chesem_bra ci diventagraniG erAe frtsi votei ivuotte, lo si anninia da sesiesi. 91

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Chi mai al mondo fu grandecome [a Piena di Grazia? la Madre di Dio, la Vergine Maria? E pertanto come se non viene dal fatto di essere ne parla? La sua grandezza (Zc 1, 28 sgg.).Perch,senon fra le donne la benedetta siano cololo cheascoltano questo che caso strano ci fosse quelli come disumano cos pensare in un modo di capaci che scrivono, allora certamenteogni ragazzapotrebbe chiedere: - Perchnon sono diventataanch'io la Piena altro, non redi Grazia?- E senon dovessiaggiungere spingereicome stupida una simile questione;perchin matria di favori, considerandola situazionein astratto, ogni diritti. Si dimenticainvecela sofferenuomo ha gli stessi Il mio pensiero puro come za, l'angoscia,il paradosso. cose quello di qualsiasialtro; e chi in grado di pensare puro, alsiffatte, avra anch'egli un pensieroaltrettanto pi tremenda. trimenti si aspettisenz'altroanchela cosa Perchcolui che abbia suscitatouna volta questeimmapi disfarsene: e s'egli peccacontro di esgini, non potrr se, questeallora con ira tranquilla si prendonouna vendi dieci censori.Cerdettapir tremendadello schiamazzo in modo mirail Bambino mondo tamenteMaria miseal in lei al modo delle awenne tuttavia coloso; ma la cosa di soffeangoscia, quello di fu un tempo altre donne, e uno spirito era certamente paradosso. L'angelo di renza, siasi che servile, spirito uno fu affatto ma non servizievole, portato dalle altre donzelled'Israele per dir loro: <<Non Maria, quel chein lei si compie la cosastraordisprezzate dinaria!>>36. la InveceI'angelo sene vennesolo a Maria, e nessuno pit di Maria: offesa donna potrebbecomprendere. Quale col medesie non vero qui che colui che Dio benedice,
36Kierkegaard su questoparallelofra Altramo e M^aritorna spesso ed erolsmocleualecomemodellodi grandezza ria vergine. presenlala de (cfr. C. Fabro, Rierkegaard, poeta'teologo dell'Annunciqzioe' in (Humanitas), III, 1948,pp. 1025seg.).

mo respiro Egli anchemaledice? Questa la interpretazione spiritualedella situazionedi Maria. Ella non affatto - mi ripugna a dirlo, ma ancor pi il pensare alla sfordrlezza e alla civetteriadi quanti I'hanno cos interpretata- una gran dama che si mettein mostra per ttastullarsicon un Dio Bambino.Non pertantoquandoMa(Ic., l, 38), ria dice:<<Ecco, io sonoI'ancelladel Signore> ella grande,e non dovrebbeessere difficile spiegare corne sia divenutaMadre di Dio. Maria non abbisogna delI'ammirazionedel mondo, coscomeAlr4mq 4o.plra .b-i,sogno di lagrime: perchella n_on era un'eroina, n egli u-neroe. Ma ambeduedivenneroancor pi grandi degli eroi non col fuggire la sofferenza,le pene,il paldq1so, bensper via di essi. una cosagrande,quandoil poetanel presentare il suo eroetragicoall'ammirazionedegli uomini osadire: pangetesu di lui, egli ne degno.Poich una cosagrande meritare le lagrime di colorochemeritano di versarle. una cosagrandecheil poeta osi tenerein scacco la folla, osi mortificare gli uomini esigendo che ognuno provi se stesso se degnodi piangere sull'eroe,poichil lagrimare dei piagnucoloni una degradazione del sacro. - Pit grandeper di turo questo che il cavaliere dellafede piangere osi dire perfinoall'uomonobile-che volesse su (Lc., di lui: lon piangere su di me, ma piangi su te stesso 23,28). Ci prendela commozione,si cercadi ritornare a quei tempi beati, una dolce nostalgiaci porta al termine del per vedere desiderio Cristochesi aggirava nellaTerraPromessa. Si dimenticaI'angoscia, le tribolazioni,il paradosso. Non forse molto facile sbagliarsi? Non era una cosa pensare da metter spavento che quest'Uomo,che si aggirava fra gli altri uomini, ch'egli fosseDio? non era una cosada far spavento il mettersia tavola con lui? era una cosatanto facile diventareun Apostolo? ma, e il risultato, e i diciotto secoli?essiaiutano ceo, aiutano a pro-

gli altri durre quel loscoingannoche pona a ingannare essere di desiderare di il coraggio mi snto Non . ii st.isi. grudlquesto per non ma di similieventi, contemporaneo dlmlnuF ne sbagliato' hanno che coloro co con severit che hanno visto giusto' ico -- il merito di coloro g ora ritorno aa Abramo. O prima del risultato Abraoppurenoi ci romo staloa ogni minuroun assassino, le mediazioni' tute piir di alto putaotso ch' .oi uirn teallora la sospensione La storidi Abramo contiene pru divenrato Singolo il come Egli dell'etica. leolosica chenon si lascia utio-ii g.n..ut.' queito il paradosso sia comeegli vi entri ahretta;toinesplicabile -.alu..] ti-"ngu in esso' Se non questa.lasituazione ,iu "o-" egli non neppureun eroetragrcom1q13sdi Abramo, .usl"o. N" u t.nso voiei continuarea chiamarloil Pasoltanto ai. oitur"a. p-larne a gentechesi preoccupa " con re tragrco eroe un pu rimanere L'uomo di narole, della fede' Quando.un iu.'oioptl. tott., non un cavaliere deluonio iiiiup*na. il camminoasproin un certo senso che colui possono consigliarlo; molti allora i.io" ttugio, lo pu consigliao"t-iu"Uu.tt.tra della tde,nessuno "u a capirlo.La fede un prodigio'eppuriesce re, nessuno poichc in cul ognl vlta ne uomo escluso: re nessun * umana si unisce ia passione e la fede una passone'
qualchecoqadi simile claun * Lessinq in qualchepa-rte ha espresso ln quel n fondomoslrare vuole Fgli purmente estelico. tiita ountodi di spiriuna battuta con pu mnifestare anche ;i i.;h; i;;il;; re d'lnshilterdelto sventuraro tcopo una risposra i;: ;i;;;;;;;;;'i" a que' .ilaoJrao i i:n' unu a"lerminatasi(uazionePerconlrapposizione a" oiaerol l raccontodi una contadinae una suabaltu,r ""riiio*,i ,.AnchequesLa era una batrutadi spiriroe' qul ;:dill.lr;;";";;;a: inevitabile' la rendevano le circostanze ma ;;;;;;;Jina; ;";;; spirirosedel le rasioni delle espressioni ; il;;noIi;id;";;iercare persola aelt arflizio"e nel fatto che la penona che le dice sia lior'. poich Iepassioni ui" .a*ata e per di pi anihe spirito<ai ma in questo'che prooaolF ""iit.i, lulli zli uomini all'eguqglianzat riDortano oer_ avreDbe crcoslanze menteoeni uo;o senzadislinzionenelleslesse potufo e dovulo della conEdina avrebbe i Ia steia cosa.Quel pensiero "-.tt"." "ei"ai cosi comeci che il re dice in quel caso'avreb' derro' (cfr dubbio I'avrebbe "".tr" ;n conladinoe senza il;;-,;;;lrl.;;h-. cita I'ed di Berlino-stelino la"-,ii;. w. ro, g. p. :zs; Kierkegaard tr it voll.,'che figura ne[ cataloso della sua biblioteca) iiii-itji

PROBLEMA II
ESISTE UN DOVERE ASSOLUTO I'ERSO DIO?37

e come tale esprimea sua Il momento etico il generale Perci si ha ragionedi dire che ogni dovolta il divino38. vere in fondo un dovereverso Dio; ma se non si pu lempo che in fondo non dire di pir, si dice nello stesso c' nessun dovereverso Dio, Il doverediventa doverese riferito a Dio, ma nel dovereio non entro in rapporto con Dio ma col prossimoche amo. Se a questoriguardo io dico che il mio dovere di amare Dio, io non dico in fondo che una tautologia, in quanto <Dio> qui preso in sensodel tutto astratto come la (divinit), cio il gedell'umanitaallonerale,cio il dovere.Tutta I'esistenza ra si arrotonda e prende la forma di una sfera pefetta dove il monento etico insiemeil limite e il contenuto. un penDio dive ta un punto invisibile ed evanescente, soltantonella sfera sieroimpotentela cui forza si esercita Sequindi qualcunopensadi eticacheriempiel'sistnza.
3?n titolo polemico contro la posizione detla filosofia moderrache ha finito per eliminaredall'eticai doveri religiosi,come fa per esempio Kajit lJel],a Ehische Etemenla ehrc,la qale -a diferenza della Metaphlsk der Sitten che include nella morale i doveri verso Dio (Pchten desMenschengegenbemenschliche Wesen,Cassfer VIl,223) - tratta soltantodi dovericheha l'uomo versodi se versogli altri e considera la <... religionecomedottrina dei doveri versoDio luori dei limiti dela Vll, 302).Hegepoi con la suaFilorofilosofia moralepura) (Cassirer tica, come insistera Kierkea del dilb finisce per eliminare la stessa gaard specialmente ifl Johannesclimacus (1846)e el Bog om Adler 0847\. 38 sempre il neutro: det Ethiske, det Ahnene, det Guddomelge-

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da quello indicato, egli un senamareDio in altro senso parlapotesse dmentale,egli ama un fantasmail quale se pure resta amore' il tuo desidero non re. eli direbbe:<<Io altrimenti' Dio pensa amare di qualcuno . tuufr. Se "u'* come quello di cui parla luest'amore divnta sospetto invecedi iourr.uu ,."ondo il quale un uomo ama i cafri prosslmo. amare il Se il fin qui detto esatto, se non c' nulla d'incomnellavita dell'uomo e seI'incommensurabile mensurabile dal casoda cui niente dipendeunicamente trova chevi si sottoI'idea' al considerata r.nu" in ouun,oi'esisren,a di parlaredi i"i" l.tr ha ragione;ma non ha ragione padre della il i;; ; autoriz;are a vederein Abramo giudicato-tanto cosaegli ha iede, perchcon la seconda c' il printu f.de' Nella filosofia hgeliana eUruo "o-" piir dell'inalto (l'estrinsecazione) .i"i" lrt. <<l'sierno esemplo:.ll seguente col t.ino,". ci si spiegaspesso (da-s l'adultol'esterno no" ldosI nnere\, ,,1'inter bambino determibambino il he da ci che segue iiitirrl*: I'adulto comeI'esternuto p., uia d.ll'.sterno; viceversa, invece il parafede La no t .t.trninuto dall'interno' owero (per ' Jossoctret'interiorit pi alta dell'estedorita, (il dtsparl numero surriportata), ricordarela espressione piu alto del Pari". - 'r.r.t.n."rion. dellavitailcompito di spogliarsi etica e di esprimerlaneldell'interiorit della determinazione rlpugnanza' mostra il Singolo che volta I'esterno.Ogni
Kierkegaardaf_ 39Veramenteil principio di Hegel, come lo stesso 'c. labto' Kier'kclaatd citico di Heg?l' vol ' cit'' r..ru iti" r.r derLo'

int"no"t wissenschot lee.l iii"r"l i"Jl'si ' i't"'noi ve{r140-I) "l'. ll. o 'Est Enlyklop'' cr Lason L x"p.. !t. ri. e,?li.

dr nota sg. (L'eslerno 'interno ['is-'4e!s_ 4 La ;itica al principio hegeliano dell opetadi Kierkecenttale ,"r" il"ai, iru"i" z tt motivpolemico ad '4'rAut \s v ' apreta cririia nellaprerazione ;;;,;. ;;;;;;; t, Pref., p. lll). 96

ogni volta ch'egli ritorna o scivola nelle determinazioni del sentimento, dell'emozione ecc.,eglipecdell'inreriorit della fede consiste ca, cadenello scrupolo. Il paradosso con l'estein questochel'interiorit incommensurabile riorit, un'interiorit (si noti bene!)chenon identicaalla precedente ma un'interiorit nuova. Quest'osseNazione non va trascurata.La filosofia moderna si perdi (fede) e immemessa di fare senz'altroI'equivalenza chela fede diatezza. Standocosle cose, ridicolo negare ita. La fede modoenrra a far pne siasempre esist a questo della compagniavolgare del sentimento,dell'emozione, la filodell'idiosincrasia, dei vapeursecc.In questosenso pu pu non rimanere nello aver ragione di dire che si sofia stadio della fede. Ma non c' nulla che autorizzala filoun sofia a questaterminologia.Prima della fede precede movimentodell'infinit, e poi intervienela fede,necopinale ma \n forza dell'assurdo. Questoio lo possoceftadi averela mente comprendele,senzaperci pretendere per fede. Se la fede non fossese non ci ch' spaccato fededalla tilosofia,allora Socrate andatpiravanti, mentresi sa cheSocrare non arrivatoalla fede.Egli ha farroii movimento dell'infinit dal puntodivistaintelletper le forzeumatuale. Questocompitoeragi sufficiente ne, anchese al giorno d'oggi lo si disdegna;ma quando lo si fatto per prima cosa,quandoil Singolosi esauridell'ln finito,quando si giuniia punro nelmovimento to, allora che sorgela fede. Il paradosso della fede quindi questo,che il Singolo pi generale, alto del in modo cheil Singolo(perripren dere una distinzionedogmaticaora raramenteusata)demedianteil suo raptermina il suo rapporto al generale porto all',Assoluto e non il suorapporto all'AssolutomeII paradosso si pu andianteil suo rapporto al generale. che esprimeredicendoche c' un dovereassolutoverso Dio, perch in questorapportodi dovereil Singolosi rapport comeSingoloassolutamente all'Assoluto.Quando,
o?

di amareDio' proposito, si dicechec' il dovere a questo ordinaconcezione dalla altro qalcosa di ben si sprime il momento assoluto, Dio verso il dovere ria: poich se seetic ridotto a qualcosadi relativo' Da questonon una ottiene essa ma distrutta essere debba suecheI'erica del paradosso' Per I'espressione iott'ult.u espressione, esempioI'amore verso Dio pu portare il cavalieredella il dopu suggerire oppostui i." u "he "i "tpt."io"" punto di vista dell'etica' vere dal ha Se le csenon stnno questomodo, la fede non scrupolo uno la fede diventa il suo posto nell'esistenza, perduto perchvi ha ceduto' Abramo e alla mediazione' non si assoggetta "tio oaradosso p..h ri rpot" sul fatto che il Singolo soltantoil Sinil suo dovereasiolo. Appena il Singolovuole esprimere suprende coscienza' generale e ne ioluto nella sfera del se e anche di scrupolo bito si riconoscenella situazione assodovere il cosiddetto non riescea compiere vi resiste luto; e senon lo fa, pecca,ancheseil suo atto corrlsponil suo dovereassoluto'Che de rialiter a ci checostituisce detto a un altro: Se avesse dovevaallora fare Abrarno? e per quemondo al qualsiasi cosa pi di <<Io amo Isacco I'altro avrebbeposto mi riescecosduro il sacrificarlo>>, perchlo tuto risponderescrollandole spalle: <E allora un cerfosse non costui che meno A vuoi sacrificare?>. in piazmettere voleva Abramo che scoprisse e vello astuto con Ia suaconcontrasto in stridente za i suoi sentimenti dotta. sifNella storia di Abramo noi troviamo un paradosso il etica: fatto. Il suo rapporto a Isaccoha come formula a abbassato padre ama il figlio. Questorapporto etico a assoluto ioal"osu di reltivo in contrasto al rapporto altra ha non io. antu domanda del <perch>,Abramo rispostasenon che si tratta di una prova, di una tntazioc' la sintesidi ci che ne dove (come si gi osservato) per i' Anche il linguaggio si fa per iddio e di ci chesi fa

ordinario rileva la corrispondenzadei due membri. Quando cos si vedequalcunoche fa qualcosache non rientra nel generale, ecco subito a dire che non I'ha fatto per Iddio, Il intendendocon ci di dire che ha agito per se stesso. paradosso della fede ha perduto il momento intermediario, cio il generaleDa una parte la fede ltspressione farla per del supremoegoismo(fare la cosa spaventosa, proprio conto); - dall'altra I'espressione della devoziocio farlo per Iddio. La fedenon pucon ne pir assoluta, percha qrrestg qlodp entrarenel generale, la mediazione questo paradosso i Singolo e viene eliminata. La fede da qualcuno.Ci s'imiion pu del tutto farsi comprendere possa farsi capireda qualche il Singolo magina,certo,che situazione. trova nella stessa altro che si Questaconsidetempi non si cercasse se ai nostri inconcepibile, razione nelle cosegrandi. in tanti modi d'insinuarsiastutamente Soltanto il cavalieredella fede non pu venire in aiuto di della fede diventail cavaliere un altro. O il Singolostesso per suo conto il paradosso, oppurenon lo di. assumendo in questesfere del tutto inverra mai. Il cameratismo ogni concepibileCiascunonon pu averecheda sestesso pir accurataspiegazione di ci che si deveintendereper determinare Isacco.E se,parlando in generalgsi potesse con precisionesufficiente ci che si deveintendereper Isacla pi ri una contraddizione co (ci che del restosarebbe dicola, quella di riportare il Singolq che si defilisce in congenerali;mentredeve trasto al generalgsotto le categorie il Singolonon agirecomeSingolo,cio fuori del generale), parte potr mai averne di altri, ma soltanto cetezzada come Singolo.Percianchese un uomo fossecos vile e sgSggyglgd4 yS!9rediventarc cavaliere4ella fede sotto la responsabilit e garanziaaltrui, tuttavia non ci riuscireb-te. grandezza della fedech'io posdel cavaliere Quic e b perchmi raggiungerla, senza qg44lqglrlg cqmprendere !g questa tremenda, la cosa ma anche cgraggio; man94il ancor meglio. ci ch'io posso comprendere 99

clrprecetto di Lucasi trovaun imponane Nel Vangeo m.e a viene qualcuno <Se .u il dou"ri urrolutoversoDio: tratelli i figli' i molie, la madre, ii p"a.e' la .-;;o" dip.rfino la suaanima'non pu essere.mio i" cnl arduo' " discorso un -t.lf". (lc', 14, 26). Questo sceDolor raur"ortutiof Per questoanchelo si ascoltamolto bo1'.a non che sotterfugio un che non qu"rto ,llenzio iu"nt"' Pertanto lo studentedi teologiavienea sat.in. u ma "oitu. questotesto si trova nel Nuovo Testamento pereche che trova la spiegazione il di esegesi manuale ir "*i.rt e in un paio di altri le5i'sta per in questo uero ur,oeiuTf noncolo'niurirou. urt. u di.. minusdiligo'posthqbeo' quesla tli iir:io. tt contestonon sembraper appoggiare (v' seguente Infatti nel versetto eialiosa interpretazione. covolendo l ,u..onto di quell'uomoche i8t l.eeiarno se in torre fa anziuttoi calcoliper sapere ;""ifi;" por essere per non grado di portare a termine I'irnpresa racconto il cui in Lo slretlorapporto ee"ttoOischerno. indicare quel verselto sembraprecisamente ri "u.on devonoessere per tremenpresi stanno' come chei termini perchognunoprovi a sestesso sembrare, di chepossano se pu condurre a termine I'edificio' con quella-sua Nel casoche quel pio e garbatoesegeta' cristianesimo il contrabbando di p". it tiodurre tanto con che qualcuno' convincere a -unoura nel mondo riuscisse xdr - lvo(^oTldv e linguistica la quanto con la erammatica, del velsettoera quello deli."."". f'"""l"gia>) il senso egli anchedimostremomento stesso nello 'altro testo, ch'esi piri miseranda la cosa iebbe che il cristianesimo sue delle una in che la dottrina Perch sie al mondo. lermenpir liriche - in cui pir intensamente espressioni del suo valore eterno - si riduce a una ta la coscienza che non significanulla e in,ttt po' chiassosa "rpr"rsione

;::1il5:.ii; ii,i::;;.+.:;!i':. ,,i,"#::; "+:i:::;:"i];tr' p .8 7 .


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meno benevoli,menoridica soltantochebisognaessere chenel momentoin la dottrina guardosi,pir indifferenti; in balbettamenti' finisce spaventare, di ui d I'impressione pena di seguire. la non vale una dottrina che per beneche si posio credo parole terribili, sono Le questo le ha capiteabper che colui che sonocapiresenza per averel'onesla dovrebbe farlo' Si di bia il coraggio ch' ci che ivi sta scritto e di ammettere di confessare per queuna cosagrandeanchese non si ha il coraggio sto. Colui che si comporta a questomodo non escluder alla bellastoria, poich da quellapartecipazione sestesso per colui essainclude in un certo modo la consolazione che non ha il coraggiodi cominciarecon la costruzione nSli{l1glq della torre. Ma bisognaesser.e 4C!11!Ct,9 coraggioper um4!!. q!?-lqo !*9re questamancanza.di q l gpjc-o orgoglio, mentreil coraggiodglp l9d-e, ce essa umile coraggio. Si vedoiiicilmente cheseil testocitato ha un senso' am-ol!e,as-. essova intesoalla lettera.Dio colui cheesig-e di una perl'amore nell'esigere soluto. Ma colui ora che il conleg-no con questo moslra si amore che sonapensa gli piu iaro. costui ci ched'altronde ;Jr"oia" verso e chi vouno sciocco anche ma un egoista non ioltanto la suaconsottoscriverebbe siffatto amore un lesse esigere per passa gli per pertanto uomini che Ci a morte. anna una conlo considera esegeta il nostro e stupidit, egoismo cezionedegnadella divinit! Ma come allora odiare i nostri cari! Non voglio ricordare qui Ia distinzionecomunefra amaree odiare, non perchio abbia delle riserveda fare in quanto quella die qui non cone egoista ma perche passionale, stinzione il compitocomeun paradosio consdero Seinvece viene. ciocomesi pu comptendere so. alloralo comprendo, a co.ndurre un paradosso.Il dovereassoluto,pu. -allora pu canessun in fare ci chel'etica proibirebbe,ma non di amare so portareil cialieredellafdea smettere
l0l

ci chemostra Abramo. Nel momento in cui vuole sacridire che lo ficare Isacco,secondola morale bisognerebbe veramenteIsacco,egli potrebbestar odia. Ma seodiasse sicuro che Dio non esigeda lui questo sacrificio, perch Caino e Abramo non sono identici. Abramo ama Isacco con tutta I'anima, e quando Dio glielo domanda egli lo ama, sefossepossibile,ancora di pi e solo cos egli pu farneil sacrificio; perch questoamore per Isacco,per paradossale all'amore cheporta a Dio, la suaopposizione e l'af questaI'angoscia fa suo atto un sacrificio. che del fanno del paradossoper cui Abramo umanamenteparlando non riescea farsi comprendere.Soltanto nel moContraddiziosi trova in assoluta mentoin cui il suogesto soltantoalloraeglipu sacrificare necol suosentimento, lsacqg; Fenantol41q{1 !q19{ore}delsuo gestoapparsferaegli e rimatienealla sfera del ggqgl4g.e..!S.qle!ta ne un assassino, tliiir tiio di Luca (rc., 14, 26 ) si pu intendere in modo da vedereche il cavalieredella fede non riesce pi alta dell'univerad averecomunqueuna espressione (cioil momentoetico)in crdeglipossa salvarsi. sale Quan' do cosper esempionoi supponiamoche la Chiesaesige questosacrificioda un suo membro, noi abbiamoin molti casisoltantoun eroetragico. Infatti I'idea di Chiesanon da quelladi Statoin quanroil diversa qualitativamente E Singolopu entrare in essacon semplicernediazione. paradosso, non enegli entratonel r1 qqqry-o-i!.!!ngolo egli deve tra nell'ideadi Chiesa;ma in qle:to paradqsso perdizione Un simile la sua salvezza. o trovare o la sua generae iJ e non nell-su zione esprime eroe ecclesiasrico padre mae sua neppure suo nessuno nella Chiesa c' non un cavaInvece egli non lo comprenda. dre che lieredella fede e la sua risposta anchediversada quella di Abramo: egli non dice che nel casosuo si tratta di una prova o di una tentazione. In generale ci si guardabenedal citare simili testi come t02

quello di Luca. Si teme di lasciareagli uomini la briglia sciolta, che accadail peggio, appenail Singolo volse comportarsicomeSingolo.Inoltre si credecheesistere come Singolosiala cosapir faciledel mondo e percisi debba costringere per parre la genre a divenrare il generale. mia non mi sentodi condividere ne quel timore n que_ st'opinione per la medesima e quesro ragione. Chi ha im_ parato che l'esisterecome Singolo la cosapi terribile di tutte, non deveaver paura di dire che questa anche la cosapir grandema deveanchedirlo in modo che le sueparole non diventino una trappola per chi traviato ma piuttosto I'aiutino a entrarenel generale anchese le sue parole s'impegnassero un poco a raccomandare la grandezza. Chi non osa citare questitesti, non deveneo_ pur osare di nominare Abramoe il pensare cheI'esisreie comeSingolo abbastanza comodocontiene una conces_ sioneindiretta a proprio riguardo molto sospetta. Infatti colui che ha veramente riguardoper seslesso e preoccu_ pazione per Ia propriaanima. certochecoluiihe vive sotio la sua propria sorveglianza, solo in tutto il mondo, egfi vivecon maggiore auslerit e riratezza di una fan_ ciulla nella sua stanza.Che ci siano alcuni che hanno bi_ sogno di costrizionecome quelli i quali, lasciati a niede lbero,si avvoltolerebbero nelpiacere egoisra comebeslie scatenate, e certamente vero; ma si tratta appunto di mostrarechenon si comeloro, proprio per questochesap_ piamo parlarecon angoscia e timore. Si deveparlarecn rispeltodellagrandezza affincheessa non vaain oblo per timore di qualchedannocheci saracertamente ouando sene parlain modocheuno conosca ch' la cosa sran_ de. conosca il suoorrorepoichsenza questo napp*a ra ne avvertela grandezza. Vediamoun po'piir da vicino I'affanno e I'angoscia che si trovano nel paradosso della fede. L'eroe tragico rinun_, zia a sestesso per esprimere il generae; il cavaliere dell federinunziaal generale per diventare il Singolo.Come 103

ho detto, tutto dipendedal modo in cui si prospettala situazione.Chi pensache sia una cosa piacevoleessere il mai, perSingolo,costui pu star sicuro che non lo sarr chgli uccelliin libert e i genivagabondinon sonocavalieri della fede. Il cavaliere della fede sa. invece.ch' magnifico appartenere al generale. Egli sa ch' bello e benefico essere il Singolo che traducese stesso nel generale e per puche, cosdire, cura di daredi sestesso un'edizione ra, elegante e per quanto possibile,perfetta, accessibile Egli a tutti. sa ch' confortante diventarecomprensibile a tutti nella sferadel generale in modo ch'egli comprende questoe che ogni Singolo, che comprendelui, comprende a suavolta in lui il generale, cosche ambedue si rallegrano della sicurezza ch' data dal generale. Essosa ch' la sua bello nascere come il Singolo che ha nel generale patria, il suo amichevole soggiornoche l'accettasubito a bracciaaperteogni volta ch'egli lo desidera.Ma egli anchesache al di sopradi questosi snodauna via solitaria, strettae dirupata; egli sacom' terribile esser nati solitari e messi fuori del generale, dovercamminare senza incontrarenessun compagno di viaggio.Egli sa benissimo dove si trova e comedevecomportarsicon gli uomini, Umanamenteparlando egli pazzoe non pu farsi comprmdereda alcuno. Senon lo si considerasotto questopunto ai Gta, egli e un ipocrita e lo in un modo tanto pir tremendoquanto piu avanzanel suo cammino. rinunciare Il cavaliere della fede sa ch' entusiasmante per il generale, a sstesso che per questoci vuol coraggio, ma conosceanchela sicurezza che questocontiene perch per generale. appunto il Egli sa ch' una cosa splendida essere compresoda ogni spirito nobile e in modo chelo stesso osservatore ne sia nobilitato. Questoegli quasiawinto, potrebbedesiderare lo sae si sente chequesto gli fosseassegnato come il suo compito. Cos anche potuto desiderare Abramoavrebbe cheil suocompitofossedi amareIsaccocome devee convienea un padre, in 104

modo comprensibile a tutti, indimenticabilenel temDo. Egli poreva desiderare cheil suocompirofosse quelldi sacrificareIsacco (nell'interesse) per il generalee cos avrebbepotuto entusiasmare i padri per le gestafamose - ed egli era quasi atterrito al pensieroche siffatti desideri non fosseroche scrupolia2 i quali vanno trattati come tali. Egli sa di battereuna via solitaria, di non compierenulla per il generale ma chesi tratta di una tentazio_ ne e di una prova. Che cosaha mai fatto Abramo Deril generale? Lasciare ch'io ne parli dal punrodi vistaumano, solo umano. Egli impiega70 anni per avereun figlio dt vecchiezza (Gen.,21, 5). per ci chegli altri ottengono ben prestoe ne godonoa lungo, egli impiegaben 70 anni - e perch? Perch eglidev,essere tentatoe provato.eue_ sto non pazzia? Ma Abramocredelte: sojoSaravaCill e lo spinse a prendere Agar per concubina ma proprio per questo egidovette anche cacciarla via (Gen.,l6 ,l sgg.). Egli ottiene Isacco - ed eccoch,egli di nuovodev,essere sottoposto alla prova.Sapeva benech' unacosa masni_ fica esprimere il generale, ch' splendidoviverecon Iiaco. Ma non e quesro il suocompiro. Egli saper a ch.un gesto regale sacrificare il propriofigliperilgenerale, ch.e_ gli avrebbedovuto trovar riposo in questoe comela vo_ caletrova riposo nella consonante costutti avrebbero riposatocelebrando il suogesto - ma non questo il suo compito: egli provato. Quel generale rornano, ch' fa_ moso per il suo soprannome di Temporeggiatore (Cunc_ tator)43,fem il nemico col temporeggiare * ma quel temporeggiare non al suo confronto quello di Abramo - ma egli non salva lo Stato. euesto il contenutodi quei 130anni. Chi potesse sopportare questo,i suoi con_ temporaneipotrebberodire di tui: <euello di Abramo un temporeggiare eterno;alla fine egli ottenneun figlio;
42Anfae7telser, come sopra e nel sensogia indicato_ '- Quinlo labio Ma*imo. il lemporeggiatore.

del tempo, ed eccoche ora lo ne era passatoabbastanza almeno vuol sacrificare- ma pzza?E magarine desse ma lui va sempredicendoch' una prouna spiegazione, va!>. Ma Abramo non polevaneppurdare una spiegazione; infatti la sua vita come un libro ch' posto sotto sisillo divino e non diventa pul'lic iuris. Chi non lo vede,pu esse questala cosaspaventosa. un cavalieredella fede; ma chi lo re sicuro di non essere vede,non potr negarecheperfino l'eroe tragico pir tentato ii trova come a una festa da ballo in confronto delE e arrancando' l'eroedella fedecheavanzalntamente quandosi risto questoe ci si convintidi non avereil senz'altroil proraggio per capirlo, allora si sospetter ha compiuto di diventareil conficavaliere digio he-quel di Dio, l'amico del Signorecosch'egli - per espridelnte mermi in modo umano - d del <tu> a Dio nei cieli, mentre I'eroe tragico lo invoca soltanto in terza persona' L'eroe trasico ha subito finito. il suo combattimenlo prest:ha compiulo il movimentodell'infinirae finisce ora si riposatranquit[nl generale de invece insonneperchper lui-l -prova ontinua e a ogni momentoc' la possibilitdi pentirsi e di far ritorpu essere tanto uno e questapossibilit no al generale comela verit.Su questopuno egllnon puo cruescrupolo alcuna a nessuno,perchallora egli abderespiegazion bandona il paradosso' della fede ha quindi anzitutto e soprattutto Il cavaliere l'intera sfera etica per concentrare passione necessaria la chiegli spzza,in un unico momento, cio nell'avie la cer*. tezzl ch'egliama I!4qco con tutta I'anima Senon pu
t Vo ei ancorauna volta spiegare la dilferenzatra la collisionedeldella fede.L'eroe tragicoha la certezzalhe I'eroetragicoe del cavaliere in lui per il fatto ch'egli Ia l'obbliga;ionemorale totalmentepresente pu djre: la prota ch'io Cosi Agamennone i; un deliderio. i;rf";;; non venqomenoal mio do\eredi padre che que(omlo dolre e ll l-uno ol e desiderlo Abbiamoquind;qui dovere mio uni desiderio. di in questacoincidenza iont. Jfattto. n fo.luna nella vita consiste precisamen_ e il compito dei pi consste e viceversa, e alovere desiderio 106

fare questo,eglicadenello scrupolo.Poi egliha abbastanper esprimere za passione in un batter d'occhio tutta questa cefezzae in modo checonservi il pienovalorecheaveva nel suo primo momento, Se non lo pu, rimane fermo: poichalloragli toccacominciare sempre da quelpunto, L'eroetragicoconcentra dunque l'eticain un momento, egliteleologicamente andatooltre, ma sottoquesto aspettoha un appoggionel generale. II cavaliere della fede disponesolamente e unicamente di sestesso ed in questo checonsiste la cosaspaventosa. I piu vivonol'obbligazione eticain mododa lasciare a ogni giornola suapena, ma essicos non arrivano mai a questaconcentrazione infinita, a questa quecoscienza energica, Perottenere sto, pu essere utile in un certo senso all'eroetragicoil ricorsoal generale, ma il cavaliere della fede solo in tutto. L'eroe tragiccompieil suo atto e trova riposonel generale, il cavaiiere della fedesi mantienecontinuamente in tensione. Agamennone rinunciaa Ifigeniae con questo ha trovato riposo nel generale,lotta ora per sacrificarla,SeAgamennone non compisse il movirnento, sela sua anima nel momento decisivo,invecedella concentrazioneappassionata, si perdesse in chiacchiere: ch'egliha molte figlie, che potrebbeancorachissaccadere la cosa straordinariaa - egli non pi un eroe, ma un tipo da manicomio. AncheAbramo ha la concentrazione dell'eroc, anchese essa per lui pir difficile poich egli non
te nel rimanerenel Ioro doverecosda trasforarlo col ioro entusiasmo nel loro desiderio. L'eroe tragicorinunciaal suo desiderio per compiere il so dovere.Anche per I'eroe della fede il desiderioe il doveresono identici,ma egli deverinunciarea entrambi.Quandoallora vuol rassegnarsirinnciandoal suo desiderio, eglinon trova paceprch c' il dovere. Se vuol restarenel doveree nel suo desiderio.non diventaDiil i ca!aliere delldfede:poich il do!erea.,oluLo e,igeI' c. i.amenle ch egli v rnunci. L'eroe tragicoha raggiuntoun'espressione piil alta del dovere, ma non un dovereassolulo. { Kierkegaard usa qui, per dare risalto al concetto,due ternini tedeschi:yielleicht(<\forse>, e dqsAeussercrderlllcle((la cosastraordinanar).

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ma egli compieancora ha nessun appoggionel generale, un movimento con cui concentrala sua anima sul mirafatto, egli si ridurrebbea colo. Se Abramo non I'avesse essere soltantoun Agamennone; secomunque possibile possa giustificato nel volersacrispiegare com'egli essere non ne ha tralficareIsaccoquandoco4questoil generale vantaggio. to alcun Solo il Singolo pu deciderese ora si trova realmente in uno scrupolo o se il cavalieredella fede. Tuttavia il paradosso permettedi costruirealcuni criteri chepu capire anchechi non implicato nel paradosso.Il vero cavalieredella fede semprel'isolamento assoluto,quello un tentativoper salfalso settario.Questo(settarismo) e diventarel'eroe tratare dalla via strettadel paradosso gico a buon mercato. L'eroe tragico esprimeil generale e si sacrificaper questo. Il pucinellasettario, invecedi (far) questo,ha un teatroprivato, ciouna squadra di amiil generale ci e compari buontemponiche rappresentano press'a poco come gli assessori della Tabacchiera dbroas delin Gulddaasen rappresentano la giustizia.Il cavaliere la fede inveceil paradosso, il Singolo, assolutamente soltanto il Singolo senza connessioni o prolissit. Questa la cosa spaventosa cheI'omiciattolosettadonon pu soppoftare. Infatti, inveced'imparare da questoch'egli non sin in gradodi compierela cosagrandee di confessarlo (cosa posso naturalmente non che approceramente che vare,perch ci che faccioanch'io),il poverodiavolo crededi riuscirea farcelaunendosicon quattro altri poveri diavoli come lui. Ma la cosanon riesceaffatto: nel mondo dello spirito non si riescea farla franca. Una dozzina di settarisi prendonosottobraccio; costoronon comprendono il un'acca degliscrupoli solitaricheattendono cavalieredella fede, ch'egli non osa sfuggirepoich sarebbe ancor pi spaventoso l'impudenzadi s'egli avesse
45L'autore chr. olufsen11793).

sfondare. I settarisi allenano insieme con un chiasso e bac_ cano del diavolo, con i loro strilli tengonolontana l,an_ goscia.E questamasnada di bestieurlanti crededi far la scalataal cielo6 e di entrarvi per la stessa stradadel ca_ valiere della fede che nella solitudine dell'universonon ascoltamai nessuna voce umana, ma se ne va solo con la sua spaventosa responsabilit. Il cavalieredella fede ha per appoggiounicamente se sresso e soffre il dolore di non poter farsi comprendere dagli altri, ma non ha la vuota smaniadi guidaregli altri. Il dolore la suagaranzia;egli non conosce la smaniava_ na e ia sua anima troppo seriaper una cosasimile.ll falso cavaliere si tradiscefacilmenrecon questamaestria ch'egli ha acquistata in un morento.Eglinon compren_ de affatto cidi cui si parla senon quandoun altro Sin_ golo devefare la suastessa strada,quandodevediventare il Singoloesattamente allo stesso modo comelui sen_ z'averequindi bisognodella guida di nessuno, e menodi tutto di chi volesse costringerlo.eui si salta ancorauna volta, non si pu sopportareil martirio dell,incomoren_ sionee si preferisce l'ammirazione del mondoDerla nro_ pria abilita. II vero cavaliere dellafede un tstimonio, mai un maestroe in ci sta il profondo senso umanoch, qlalcosa di ben piir impegnativodella scipitapartecipazone per i guaideglialtri uomini, partecipazione ch,ono_ rata col nome di <simpatia>,mentrenon si tratta che di vanit. Chi vuol essere unicamente testimonio,lo confes_ sa mostrando chenessun uomo, neppure il pi misero,ab_ bisogna dellapartecipazione di un a.ltrouomo, oppureche dev'essere umiliato perchun altro sia esaltato.Ma Doichegli ha comperalo prezro,non uende a ca-ro cenamnre prezzo,non cosspregevole a basso d'accettare l,ammi_ razionedegli uomini per ricambiarlacon segreto disprez_ zo. Egl sachela grandezza in veritaccessibile a turri.
tr Come i ciganti nella mitologia greco.

versoDio e alloraesassoluto Quindi, o c' un dovere cocheil Singolo ora descritto col paradosso so coincide e si trova perciin un me Singolo pi alto del generale rapporto assolutoall'Assoluto: o altrimenti la fede non slata.e Abramo perduto sempre maj stata.perchd e il testo di L]uca 14, e i testi similari vanno interpretati esegesi' di quelJ'etegante alla stregua

PROBLEMA III
DAL PUNIO DI VIS]A I,TICO5I PUO SCUSARE II SIL TN ZIO DI ABfu\MO C]ONSARA, ELIEZER, TSACCO SLL SUO PROCi,TIO

L'etica come tale il generale, come il generale a sua volta ci ch' manifesto. Determinato comeimmediatamentesensibile e psichico,-il Singolo il nascosto. Il suocompito erico alloraquello di voleruscire dalsuo nascondimento e diventaremanifestonel generale. Ogni volta allora che rimanenel nascondimento, egli penae si trova nello scrupolo da cui pu uscire soltanto col manifestarsi. puno.Senon c, Qui ci troviamodi nuovoallo stesso un'inleriorjt cheha la suaragione in quesro cheil Singolo come Singolo piir alto del generale,la condottidi Abramononsi puscusare. poich egliha saltaro leistanze etiche illrermcdie. Seinvece si d unasiffatta inreriorit. allola abbiamo il parado\5o chenon si lascia mediare poich_esso riposaappuntosu questo cheil Singolo pir al_ to del generale,ma il generale precisamente la media-

fatti non la prima immedialezza, ma una ulteriore. La prima immediatezza quella estetica,qui la filosofia he_
a?Per it prncpio soprariportatoche (l,esterno l,interno). lnfatri-per Hegel (l,essenza deveapparre) (t)os Wesenmuss er,48 .chelhen. Ch. W,.5.d. LoglA, . Buclr.2. nU,cln.: I_as.on ii,-fOi, Cfr. EnUklop.. \ 383). 1ll

gelianapu aver ragione. Ma la fede non il momento perch la fedenon mai esistila esterico oppureanche esistita. I'intera faccendada un Qui il meglio di considerare puntodi vi5la puramente estetico e allafined'impegnarri nella qualevoglio pregareil letin una riflessione estetica tore di abbandonarsiper un momento competamente, mentreio per portareil mio contributomodificherla mia cheprendeglioggetti.La categoria esposizione a seconda considerazione I'irteressdne:una cateder in speciale goria la quale,specialmente nel nostrotempo - appunto perchil tempo vive in discriminererum - ha ottenuto grandeimportanzapoichessa in fondo la categoriadel percicomeallevolte acpunto di volta. Non si dovrebbe pro virll/, schernirlaperch dopo averla ammirata cade, troppo avidi nel noi siamo cresciuti,ma neppureessere cercarla; certo infatti che otteneredi diventareinteresnon un compisanti o di condurreuna vita interessante to di impegnoaistico, ma un privilegio del destinoche si pagacon profondo dolore comeogm altro privilegium era I'uomo pi inCos Socrate nel mondo dello spirito4e. chesia mai stato, la suavita la pi interessanteressante gli fu assegnata dal dio te Otta stii, ma questaesistenza da s: egli ha anche e in quanto ha dovuto acquistarsela prende penee dolori. Chiunque la vita sul seconosciuto rio - e non mancanooggi esempidi una simile aspirazione* non prenderuna siffatta vita invano. L'interessante del resto una categoria-limite,v\ confinium ra la riflessione deve conlnuaI'eslelica Perqueslo e I'elica. mentesbirciare nel campodell'etica:mentre,per poter ottenereimportanza,deveafferrare il problemacon la conNel nostro tempo l'eticupiscenza e I'interiorit estetica. queste La ragionepotrebsi raramente di cose. ca occupa
49 la tesi che svolgonoi Dapsalmalain aperturadi Aul-Aut.

be essere che per questonon c' posto nel sistema5o. Al_ lora.sipotrebbefarlo in monograliee inoltre, per evitare prolissit,si pu farlo brevemente e con lo stesso risulta_ to: qualora si tengaowiamente in proprio potere pre_ il dicato, poich uno o due predicati pojsono manitesiaie un intero mondo. Ci sarebbe posto s o no, nel sistema, per simili parolette? Aristoteledicenellasuaimmortalepoellca: opv ov ro prlou gipr1. nep tar'orl, nepurerera xar dvcr_ Tv(,)plot6(ctr. c. ll). Naturalmenie a m e interessa soltanto &vc1vproq, il secondo momento, i .i;o;;: scimenro. ovunquesi parladi un ,i.onos.irn.nro, iiiiu_ ta eo ipso di un precedente occultamento.Come il riconoscimento diventaal momeniodiitenriuo,,itus-i., cori I'occultamento il momentodi tensione della vita ara_ matica..Non possoqui indugiaresugli sviluppi che Aresposro prima net capirotoriguardoai meriti :1o,.1:ll olversl dellatragedia secondo chereprnrera e civalvptor6 operano insieme, e sul riconoscimento semplicee doppio,anchese questocon la interiorite Ia sua tran_ quilla perdizionemettein tentazione specialmente chi or_ maj arcistufodella superficialitdei volgarizzatori. eui pu bastare.un'osservazione pir generale. Nella trageia greca l'occullamento (e perci,comesuaconseguen-za, il nconosclmenlo) e un resto epicocheha il suo fondamen_ to nel faro nel qualeI'azione drammarica svanisce e dal ha la suaoscura enigmatica origine. qui Ol Je_ lTI.,*:i nva.cne t'eltetto,cheuna tragedia greca produce, ha una somiglianza con l,impressione di una statuachemancadel_ la potenzadegli occhi. La tragediagreca cieca.perci occorre unacertaastrazione per lasciarsi influenzare con_ veruentemente da essa.Un figlio uccideil padre,ma solo
50Cio nelta filosofia hegeliana. [.Due infalli sonole partidellafarolaa queslo rigardo: Ia peri_ pez,a ---)r e tt flconoscimento,I

ll3

ch':1".:;*:.H,X,TJ:*1":TI sapere riesce-a egli dopo fratello, ma solo n

sairificare suo pu interessa' di tragedia i'r.1.. tup"tro Queslotipo tt dramriflessione' atta " ;:;Hr";'",;; -tt" oca aedna. drammallca si il destino' i" *".." "ub-andonato

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mi cost,azione er colui chegiocaa nascondlno abnonsenso'-noi qual che drammatica nel pezzonasconoe sta in egli invece se biamo per risultatouna -commedia; a diventareurt .uooorto aff ia.a, pu allora awicinarsi di comicita'

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52Nellarrisl. anim',!,4' 114

egli re- L'occultamento una sualibera dzionedi cui aminon scienza Questa ,o-ruUit" Oi fronte all'estetica. ridicolo' al Quec deua calvizieipocrita e l'abbandona puo non il comico sto pu bastareper farmi intendere: rrcerca' qusta nostra interessa essere ='iui" I'oggetto che no aa percorrere d spril'cuitamento poi""rt:lo diaietticamente,ai confini dell'esteticae dell'etica; paradsso si e il esletico .il ri iiut," .rt r'occultamnto assoluta' diversitr rnostranonella loro innamoratasegreta. l)na ragazza Un oaio di esempi mai dichiaraabbiano p"t che un uo*o,..ntu genirori la costringoI amore. -.-nr."J il reciproco to l'un I'altra per pletatipu anche (ella fare lo ahro un no a soosare ai genitori, cela il s{o segreto<per liale); ella obbedisce quel a sapere riuscirr non endereinfelicel'altro' e nessuno una potrebbe con ch'ella soffre>. - Oppure un giovane asptsue dell'oggettodelle sola oarola venirein possesso razioni e dei suoi sogni inquieti' Questapaloletta comun'intedistrugger promettertuttavia, e forse (chiss!) il mantenere di ia famiglia: egli decidecon magnanimit sapere a mai riuscira ragazzanon sro ,agi"to e <<quella la mano di .hl"ttu'fott" pn8 diu"tttut" felice accettando amanti'.di di questa coppia uft.on. un pec"uto che siaper "n il rispettivo' nascostg cui ognuno in paiticolare potrebbe altriqui si per I'altra: no ui.tt" nascstiI'uno superioreunit' Il loro ocun'eccellente menti realizzare sonorespondi cui essistessi libera un'azione cultamento senscienza una L'estetica l'estetica. sabili ancheverso geun di pir soluzioni molte conosce sibilee cordialeche a rente del monte di pieta. A ora cosafa? Essasi-melteper caso fare tutto il possibileper gli amanti' Ecco che riesce matrimonio al candidati rispenivi due ognunodei dell'altraparte' ;-";;;;. ;; ;.e". ellanobile-decisione la e fanno insieme si sposano funVa ; ";aipiegzine, nepnonabbiano ii*t" o.gri"*.",ic eroi;infani' bench risoluzioire auuioil tempodi dormiresullaloro eroica I l5

questocomeseavessero ne, I'estetica considera combattuto coraggiosamente il loro anni e anni per mantenere proposito. L'esteticainfatti non si preoccupa del tempo, sia che si tratti di una cosaseriao di uno scherzo: oer lei veloce. esso scorreegualmente Ma l'etica non conosce n quei casi, n quel sentimentalismo, n ha un concettocossbrigativodel tempo. Qui prendeun altro aspetto.L'etica non si presta la faccenda poichessa pure. L'etica non alle discussioni, ha categorie si richiama all'esperienza ch' anche fra le coseridicole la pi ridicola e tanto lontana dal rendereun uomo saggio chepiuttostoIo fa impazzire secostuinon conosce nulla di piu aho. L'erica non conosce ilcaso,quindinon viepone a una spiegazione, non scherza con le dignit; essa ne una responsabilit enormesullemagrespalledell'eroe, condannacomepresunzione il voler fare da provvidenza con le proprie azioni ma condannaancheil volerlo fare conla propriasofferenza. Essa invitaa credere allarealt e ad avereil coraggiodi lottare contro tutte le tribolazioni della realt, soprattutto contro questesofferenzeincruente metchesi assumono con la propriaresponsabilit; te in guardiacontro il credere agli astuti calcolidell'intelligenzache sono pir bugiardi degli oracoli antichi. Essa mettein guardia contro ogni magnanimitintempestiva, lasciafare alla realt: c' tempo per mostrareil coraggio, possibile. ma poi I'eticastessa offre tutta I'assistenza Tutquei qualcosa tavia se due fosserotoccati da di piir profondo, sevedessero con serietil loro compito, seavessequalcherisultato ro Ia serietdi cominciare,certamente ci sarebbe,ma l'etica non li pu aiutare, eqsa offesa: poichhannoun segreto per lei, ch'essi mantengono a tutto loro rischioe pericolo. L'esteticaquindi esigeoccultamento e lo premia, I'etica esigemanifestazione e punisce la segretezza. Trtta.,7ia alle volte anchel'esteticaesigemanifestazione. Quandol'eroe,intrappolato in un'illusione estetica, n6

scondere il pi possibile la cosa.D,altra partel,eroe,se vuol proprio essere tale, dev'essere tentatonello scruDolo orrendo chegli prepareranno Ie lagrime di Clirennesira e d'Ifigenia.Che fa I'estetica? Essaoffre una scappatoia, ha pronto un vecchioservitoreil quaerivela tuti a CL_ tennestra. Ora tutto a posto. L'eticapernon ha a portatadi manonessuna casualita e nessun vecchio servo. L,ideaestetica si autocontrad_ dice appenadev'essere tradotta ng]la 1eat1a.1*icasige perci manifestazione. L'eroe ragrco mostra appuntoil suocoraggio etico perche. senz'essere inr ischiato da nes_ sunaillusioneestetica, annunziaa Ifigenia il suo destino. Se fa questo,egli allora il figlio pieaileito dell,eticanel quale essa ha la sua compiacenza (Mt , 17.5).Setace,al_ lora pu essere perchegli credecon questodi alleviare la prova agli altri ma pu ancheessere perchcosfacenper egli sa di essere do I'allevia a sestesso. libero a que_ slo riguardo. Setace,si assume comeil Singolo Ia respon_ sabilitin quanto egli trascuraun argomentochepu venireda fuori, Questonon lo pu fare comeeroetragico; porcne appuntoper quesol,eticalo ama,poicheglisempre esprimeil generale. La suaazioneeroicaesige coraggro,ma questo coraggio esige anche ch.egli nonsi sottrag_ ga nessuna argomeltg4ong,Ora certoihele lagrimesono un tremendoorgumentumad hominem e le lasrime possono bencommuovere anche chi impassibile per t ur_ to iI resto. Nella tragediaifigenia ottiene il permissodi
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uomo, anche per riguardo verso la donna egli deve na_

credecol suo silenziodi salvareun altro uomo essa esige silenzio e lo premia.euando invece l,eroecon la suaazioie si meuea lareconfusione nella viradi un altr ouomo.es_ saallora esige manifes1.44ioq9. Eccomiqui con I'erotrgico. Voglio considerare pe. un momentol,Ifigeniain Au_ lde di Euripide. Agamennonedevesacrificarelfieenia. L'estetica per questo esige ora da Agamennone silnzio: sarebbe indegnoper un eroecercare conforto da un altro

du".1":l' per piangerg in realtale si concedono Diansere: rn llud" ll' 37)' non solrluqrcomoer la iglia di Jel're tutta la suaarte n", .u A pi.aia.f padre e facendouso di le ginocchiainiiiuttu tor di lagrime>e abbracciandogli (cfr' v' supplici il ramo di ulivo dei i;;;";i;;;"sr rz24). '-il'a.tatl"u *anifestazione, ma si aiuta con ilcaso' "rig" e trova nell'eroetragicola sua manifestazione L'etica esige sdciisfazine. la manifestacon cui I'eticaesige -1.i"""0" i" severit e il sileruio il segreto che ,i p"t per negare ,i""",i"" poichsouomo un di gtandezza te la i"i"" o.oti"t* lascia Amore Quando dell'interiorit' n'J*J*inurioni 'pri.rt se dio un sar che bambino un i. ii.", partorirai L'eroe segreto53' il tradisci tu se tu tacerai, ma un uomo l'uomo lallo statolpuit.", .rt'Crr favoritodell'etica' e tutta la suaimpresa comprendere anche ;;:i; l;;"*" Sevadopiu avanti'allora ch' manifsto' ;;;;;;t e.desemprenel paradosso'in quello djvino i"l;;i;;;. ancheIa mutuarntesa venlalerribile,ma il silenzio la diviniiq e l Singolo. alla qtoriadi Abramo' vorrei iutruuiu pri*a d-inassare poetiche' Con il potere ,i.uo.ur" ,tt puio d'individualit poichagito su.diloaii" at"l*i r. ,err sulla cima e, loro di starimpedir io'iu ait.ipfmu O.lla disperazione' fare possano angoscia ,.* ,"-qtiiir cos che nella loro * I'una o l'altra scoperta '

storiasulf inquieAristotelenellasuaPoliica narral.J'na tudine politica in Delfi ch'era sta!4 proyqcitll.qa g!!4: sticcio matrimoniale.Il idanzato, cui gli Auguri aveta' seguita'alsuo mao preetto una dis[razia che sarebbe i! ryq pig4o 491mot4e119 trimonio, cdmbia-d'improvviso decisivoquando va per prendere Ia fidanzao - rifiuta le nozze*. Non ho bisognodi altro. A cio di celebrare non passsenzalagrime; seun poeta Delfi quest'evento preso lo spunto per un dramma, potrebbefare ne avesse Non forse.spasicurosullapaecipazione. assegnamento quale volentieri nellavita spesso e l'amore, il veltoso che privato del cieproscritto, anche dell'assistenza ora sia in proverbio <il contratto matrimonio che lo? L'antico Di solito sonole tribolazioni cielo>, non qui schernito?
Dramaturge.TutIalia egli ha rivolto lo sguardosoprail lato puramente divino di questavita (la vittoria completa)e perciegli ha disperato; giudicatodiversamente seavesse badatodi piil al lato forseegli avrebbe dellecosedivine ch' posrmano (Theologia viatorum lE la conoscenza sibileal credente col lume dellafedein questavita, a differenzadei beati che godono della visionedi Diol). ci ch'egli dice innegabilmente ma poichio sono moho flce,quando molto breve,in parte evasivo; non era con Lessing,ci sto subito. Lessng ho I'occasione di starmene Ia Germania,non era sosolo uno dei cervellipiii intelligenicheavess di attingere chepermette di una cultura di rara precisione lo in Dossesso ingannatimore di essere da lui e dalla suaautopsiasenza con sicurezza parte, da fras com_ da nessuna che non esistono ti da citazionisballate disorienprese a mete preseda compcndipoco attendibili,n di essere espo_ di novit chegli antichi avevano tati da uno stupidostrombazzare tempoun dono altamensto molto meglio- ma egli avevanello stesso per spiegare ci che avevacapito. E si ferm a qesto, te eccezionale di pi di quelchesi capito. si va oltre e si spiega nel nostrotempoinvece + La catastrofestoricafu secondo per vendiAristotelela seguente: carsi,la famiglia (dellafidanzata)si procuraun vasosacro(del tempio) comeladro e I'introducefra i beni del fidanzatoche cos condannato non sela sacrilego. Questotuttavia non ha importanza:la questione famiglia fosseastuta o stupida nel prendersila vendetta.La famiglia dentro era trascinata a significatoidealesoltantoin quantoessa assurge fatalechecostui,perch la dialetticadell'eroe.Per il resto abbastanza vi si precipitidentro e insieme vuol sfuggireal pericolonon sposandosi, in contattocon la divinit: prima con che la sravita entri doppiamente condannato comeladro sala predizione degli Augur, poi con l'essere .crilego. ll9

l'unoe I'altro tt q!!91.2i9.! silenzio ;;il;';;t.ht:i d! e piuil demone e piirsi race i"l.J"r-i"* i.r diavolo lra

:i!f"Tii: :il;irl:K:lll;lt':'"'"','];:',u"':il: lu"":,*'i::


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53 cfr. Diapsalmata.ln questo volume' a p' 176' non possono certamente * OueslimovlmenLi e quesliatleggiamenti 'v.gJiosoltanto 'emprepef me unagrora - poich

'lfit:';;il:l"il; :;:.''"E*""'Jff :fi,':.'lT'tH.;;:il'li;:


ll8

e difficolt della initezzache, come spiriti maligni, vogli amanti, ma I'amore ha il cielo dalla gliono separare questasantaalleanzatrionfa di tutti i perci iru pu.t. e ci cheil cielo chesepara suoi nemici. Qui il cielo stesso unacosasimai sospetlato avrebbe ha unjto.E chi stesso Angiovane fidanzata' Ia certamente di tutt mile? meno tutln casa nella sua prima sedeva ella cora un momento adornata I'avevano ancelle e le amabili ta la suabellezza gloriare di fronte con ogni attenzionecos da potersene gioia ma anche di riboccanti non solo il mondo, tutto a colmed'invidia - s, colmedi gioia per l'impossibilitdi perchera impossibilech'ella diventareancorapi gelose fosseancora pir) bella. EIla sedevasola nella sua casae poichtutto ci di cui in bel\ezza; si tramutavadi bellezza l'arte femminile era stato impiegatoad abbelera capace la degnafanciulla. Mancavaperancora lire degnamente pensato: il non avevano unacosaa cui le giovaniancelle nascondi e tuttaviacapace velo,piir sottile,piir leggero derla di piir di quello col qualele giovani ancellel'avevafanciulla no awolta - un abito da sposa,di cui nessuna anzi che nepin soccorso, nulla n potevavenirle sapeva una prowedere. Ed ecco poteva come capire pure la sposa gioia nella sua quella trova che potenzainvisibileamica, ch'elquel senza velo di I'avvolse i'adornarele fidanzate, alcunch,poich ella vide soltanto come il la ne sapesse pass via e sal al tempio. Vide la porta chiufidanzato a lui ed ella rimaseancor pir tranquilla e felidersidietro pi chenon mai' perch chele apparteneva sapeva ora ce ma lei abbass usc, ed egli apr porta si tempio del La sguardoera il suo perci vide che non e verginale l'occhio sconvolto;ma egli vide che il cielo era gelosodella delidella fidanzatae della suafelicit' La porta ziosabellezza uscire videroil giovane deltempiosi apr, le giovaniancelle ma non videro che il suo viso era sconvolto,poicherano tutte affaccendate nel prelevare la fid anzata. Ella avanz in tutta la sua umilt verginale,eppurecome una sovra-

na, circondatadallo statomaggioredellesueancelle, che s'inchinavanodavanti a lei come le ancelles'inchinano sempre davantiallefidanzate.Cosellarimasein cima alla bella schierae rest in attesa- fu solo un momento, poichil tempio era a due passi.E il fidanzatovennema, giunto davanti alla sua porta, passoltre. Ma qui smetto.Non sonoun poetae non so muovermi chedialetticamente. Anzitutto da osservare che nel momentodecisivo quesla cheI'eroericeve spiegazione: cii egli puro e senzabiasimo, !9n q! leea1q alla leggera con l'amata. Poi egli ha un prnuncimnro divino per sT o piuttosto contro di s owero non si lascia guidare dalla propria abilit come quei fidanzati leggeri. Segue ancheda schequell'oracolo lo rendeinfelicealtrettantocome la fanciulla. anzi un po' di piu prctr eiui l'occasione. fnfarti anche verochehannoprederto soltanto a lui una disgrazi, ma la quesrione squesta disgrazia non colpiraoltre lui anche la Ioro felicitacniugal.'osa dovra aflora fare? - l) Deve tatere e clebrarele nozzepensandoche la disgraziaforsc ngl .clpltela gq!i!-Si!l*.rCrt casoio ho mantenutoI'amore e non temo di rendermiinpoich felice; ma devoracere altrimni ii breve momento di felicit perduto. Questosembraplausibile,ma non lo affatto. Poichin ogni casoegli ha offeso la ragazza. Con il suo silenzioegli la rendein un certo modo colpevole poichseella fossestatamessa al correntedellacosa non avrebbecefto dato mai il suo consenso a quell'unione. Egli non avr allora da sopportaresoltantola disgrazia, ma porteranihe ia responsabiiita di averlaciuto,la sua giustaira per avereegli taciutb.- 2) iera egli e contrarrle nozze? In questocasoegli deveentrare in una mistificazione con cui annienta sestesso nei ranoortoai'La cataI'amata.Questo forseI'esretica l'approvereblie. strofesi potrebbe alloradelineare in modosimiie a quella reale,salvoa far intervenire all'ultimo momentouna spiegazione,per dopo chetutto fossefinito, poichdal punt2l

tm

ch'egli muoia: a meno che necessario to di vista estetico in non veda se grado di eliminarela fucotestascienza profezia. Tuttavia questacondotta, benchmagnanesta nima, contieneun disprezzodella ragazzae della realt del suo amore. - 3) Parler egli? Naturalmentenon si evedimeniicarecheil nostro eroe un po' troppo poeta perchil rinunciareal suo amore significhi soltantoil fallimento di un'operazionecommerciale.Separla, tutta la si risolvein una storiadi amoreinfelicedello stesfaccenda so stile di -4tel e Valborg *. Ecco qui una coppia che il nel casopresepara.Per questaseparazione cielo stesso poich essa insieun po' diveisamni senteva compresa liberadegtiindividui.II punto pi me risultadall'azione difficile in questadialettica che Ia sventuracolpir soltanto lui. Qui i due amanti non hanno come d-rel e Val* Del resro fdre i movimenti da que.(opuntodi !ista si potrebbero a causadel dialetticiin allra direzione.ll cielo gli prediceuna disgrazia le nozzema sen_ di celebrare suo matrimonio; egli potrebbetralascjare za dnunciarealla fanciullae vivendoin un'unioneromanticacon lei che contieneper pii cherassicuranle. per gli amantisarebbe Quest'unione poch,nel suo amoreper lei, egli non esprime un'ffesaper la ragazza Tuttavia questo un compito tanto per un poetacomeper I'universale. la poesia, un moralistache vol difendereil matrimonio. ln generale quando prestasse all'eementoreligosoe all'intriorid delattenzione dei compiti molto piir importanti di quelli in cui l;individ;alit, avrebbe storiai la medesima semple pasticcia non fa cheraccontare ocgi.La poesia ch'egli ha amata una volta e forsemai un uo*o lagutoa ,,na ragazza perchora ha visto un'altra cheper lui I'ideale. I'ha amatavciamente, Un omo sbaglianella vita, a stradaera giustama si sbagliatodi capiano - ecco,si pensa,perchil suo idealeabila di f.onte al secondo sa, un bel tema per la poesia.Un innamorato si sbagliatorha visto i capelli neri, ma l'amata alla luce della lampadae credevache avesse meglio trova ch' bionda - sua sorellainvece eccoche osservandola l'ideale. Si pensache anchequestosia un tema adatto per la poesia. La mia opinione cheogni tipo sinile n cialtronechesarinsoppor_ tabile nella vita realee che va preso subito a fischi, se pretendedarsi crea una collicontro passione importanzanella poesia.Soo passione sionepoetica,non il frastuonodi questiparticolari dentro la medesima passione. Quando per esempionel Medoevona ragazzalnnamolata quello celesi convinceche il suo amore tereno peccatoe prferisce passa nella poesiapoi_ ste,qui s, c' una collisionepoeticae la ragazza ch la sua vita nll'idea. 122

borg un'espressione in comuneper la loro sofferenza men_ tre il cielo separaegualmente Axel e Valborg, poichessi sono egualmente vicini. Se fossecos, si potrebbeanche pensarea una via di scampo.Infatti poich il cielo non fa uso per separarlidi una poteua visibie,ma lasciaquesto decidere a loro, si porrebbe pensare ch'essi clecideisero di comuneaccordodi sfidareil cielo e la suascias,Jra. TutaviaI'eticaesiger da lui di parlare. ll ,uo.roirrno sarallora essenzialmenle in questo, ch'egiirinunia at_ I'eroismo esterico, che jn casr porebbe facilmente oresentarsi con qupizzico di vanir portacon cheil segreto s,poichegli devevedere chesta per rendere infelice ia ragazza. Larcaltr di quest'eroismo riposatuttaviasul fatto ch'egli ha avuto e poi tolto il suo presupposto: altrimenti avremo eroi a bizzeffe nella nostra epocache ha spinto a un virtuosismo incomparabileI'arte della falsificazio_ ne, la qualecompiecoseeccelse saltandoi momentiintermedi. Ma a che serveora questoschizzo,dato cheio mi limito all'eroerragico?Potrebbe servire a questo,a getrare un po' di luce sul paradosso.Tutto dipendeda come si Oegna*;-.1$ tettono per lui le cosecon la predZione essasainqualchmod dcisiva pila savita. e[esta prdalztoi epittici ulrs o qualcosadi privaiissimu? La scena e ln Urecra; la predilione di un augure comprensi_ periut ri, penso bile. cheil Singolo pu alferrarne non soro ll senso tesstcale ma anche che un augureannunzia al detl?ugure $qgolq@dgcqion dei cielo. La lirclizine non allora comprensibile soltantoper I'eroema per tutti ed essa non cosriruisce un rapporro privatoallidivini_ t. Egli pu fare ci che vuole: ci ch' predetto, acca_ dra. Sa cheagisca siachenon agisca, per questo non en_ trerin un rapportosrretto con la div;ir, nh diventer n I'oggeto dellasuagrazian dllasuaiollera. Ciascrr_ no p-otr benissimo comprendere il risultaro comel,eroe, poich non c' stato nessuno sciitto segretoriservatoal_ 123

poich l'eroe. Se vuol parlare, lo pu fare egregiamente pu farsi capirebenissimo.Sevuol tacere,sta bene;poichin forza ch'egli il Singolosarpi alto del generale, si riempir la testa di idee fantastichesul come l'amata prestoquestodoloreecc.Seinvece la volont dimenticher del cielo non gli fossestata annunziatadalla predizione in una forma avuto conoscenza di un augure,seneave-sse del tutto privata 9 si fo9s9messoin rapporto con lei del !!4g p4ya!449n1e,eccociallora di fronte al paradosso: ne un dilemIqa {ttqCqio, sequiocunqne estsfe Cta ma) - egli non potrebbepir parlare, ancheselo volesse. Il silenzionon gli de!9bbjC-i94L_4!!!44, !q4 lelqlg, I qqg: della legittimitr della sua causto gli darebbela certezza gllfpato q4!a!q qlle'esa. Il soiilen?i nn sarebbe gli come il Singolo dovrebbemettersiin un rapporto asma pglc! gqqq il Si4golosi era posto sgltsto 4!9949ryt1e, in ur rappgrtg asqolutoal!'Assoluto. Allora potrebbe,a mio awiso, anchetrovare riposo in questo,mentreil suo turbato dalle continuamente magnanimosarebbe silenzio chel'eauspicabile sarebbe dell'etica.In generale esigenze di cominciaredal punto steticauna buona volta tentasse in cui si esauritain tanti anni, dalla magnanimitillusoquesto,gf tryverebbga l4vorareper ria. Appena facesse la sferareligiosa,poichquestapotenza l'unica chepu l'esteticanella quaLott?con I'etica. La reginaElisalvare sabettasacrificallo Stato il suo amore per Essexsottoscrivendola suacondannaa morte. Fu un gestoda eroe, anchese fu in gioco un pizzico di risentimentopersonale perch I'anello.Com'noto, egli non le aveva rimandato l'avevarimandatoma I'anello era statotrattenuto da una perfida dama di corte. Elisabettalo ebbe e si racconta, per dieci giorni non fece che mordersi ni sllor, ch'essa un dito senzadire una sola parola e poi mor. Ecco un la bocper un poetachesapesse cometenere buon soggetto ca aperta, altrimenti sarebbequanto mai adatto per un ai nostri tempi si scammaestrodi ballo col quale spesso bia il poeta. 124

E ora uno schizzo sul demoniaco. A questoscopoDos_ so servirmideflaleggenda di Agnese e il Triron^. ll'Tri_ tone un seduttore chespunra dal suonascondiglio abis_ sate, conI uroreselvaggio srrappa e fa a petzi il fiore innocente chesedeva rutto leggiadro sullarivae Densieroso chilava il capoallo sciabordiodell,ondadel mre. cos ch-finora i peti'hannointeipriato. fu..iu.ob* unu piccolamodifica.Il Tritone un seduttore: egli chiama Agnese,con le parolepi gentili risvegliain lei il suo se_ greto, ella trova nel Tritone ci che cercava e a cui il suo sguardo si volgeva scrutando I'abisso del mare. Asnese vuole seguirlo.Il Trirone la prendefra le sue braccia, Agnese si afferra al suocollo, fiduciosasi abbandona con tutta I'animaal pi forte. Egli gi sulla riva, si china sul mare per imrnergersi con la sua preda _ ed eccoche Agnese lo guarda ancora unavolta,ma senza Daura. sen_ z'incertezza, senz'orgoglio per la suaforruna.senza [re_ nesia di piacere, ma in assolura umihcome il povero fiore ch'ellapensa di essere e con questo sguardo con assoluta fiducia gli affida utto il suo destino.- Ed ecco,meravi_ glia! Il marenon muggisce pi, tacela suavoceselvas_ gia, la vocedellanaturach' la forza del Trironesi fei_ ma, segue un momentodi calma _ e Agnesecontinuaa guardaro a quelmodo.Allora il Tritonesi accascia, non pucontrastare la forza dell'innocenza, il suo elemento gli diventainfedele,non pu sedurreAgnese.La riporta indietro, le spiegache volevasoltantomostrarlequant, bello il marequand,tranquillo e Agnese gli crede._ poi torna indietro solo e il mares,infuria, ma la disperazione
Questadel j cal a l eggendae ri cordara da K i erl egaard nel l a l el rera ^'a aK egi na ctet9 dtcembre 1840che comi ncracon una strofa del l a bal l aLa del poeta J. Baqgesen,Agnete fta Hotm?gaord. C lt . Brevc op Akltvk. ker vedrcrcnde S. Krcrkegaard, ed. N. Thulslrup. Copenagtren lsS:. bA. l , p. 56 e B d. f t. pp. J5 sgg. S econdoThul ,trup (K ommen l at. D . l j |l r accennoar ,.poeti " (D tqt?ner Menl gt pu i ndl carei l po ema: tpre, oe H vmanden {,,A gne,e e i l fri roner. t8l 4) di H .C . A nderren.'

t25

Ag:rcdel Tritone infuria ancor di pir. lgli pu sgdurre ragazogmpu affascinare Agnesi, se.pu sedurrecento

;;:;;

su,egtinon p" tiTutanto comepredapuo orventare percb soltanto un Tritoragazza ner fedelea nessuna * riguardo piccola alterazione pat-esso una n". Ul tono al Tritone; in fondo ho cambiato un po' ancheAgnese' poich nella leggendanon del.tutto senzacolpa come una civetteriae un'offesa alla un nonsenso, in generale feminilit, immaginareuna seduzionedo'te la ragazza colpa' L'Agnese nessunissima non abbia assolutamente un po' il mio stito aico per modernizzare e[a teggenaa, questo tipo possono di ele ragazze le, cercaI'interessanfe Tritone; po! qualche sicuredi aver nellevicinanze essere e si buttaper scop-rirle chai Tritoni bastaaprir I'occhio perci molto preda' no uaao"o come lo iqualo sulla
* Si potrebbe trattare questa leggeridaanchen un altro modo. Il Tri_ moh Non Agnese'ancheseprima ne ha sedotte tone non vuolesetlurre

il;;;u

So[.'iito . ii r'itonel;haperduta

in giro apposta dal Tristupidoo ancheuna balla, messa preserva le ratone, cheuna cosiddetta buonaeducazione gazze No, l'esistenza molto giustae imdalla seduzione. parziale: contro la seduzionecle 1!4lfnlSq IngZZo,Lli!!!p: cenza. Vogliamoora dareal Tritone una coscienza umanae con il fatto ch'egli un Tritone indicarela suapreesistenza in conseguenza dellaqualela suavita stataimpastoiata. Nulla impedisce ch'egli diventi un eroe,poichil pasEgli salvatoda Agneso cheora fa gli porta la salvezza. se, il seduttore infranto, si piegatosotto il poteredelI'innocenza:non potr mai pi sedurre.Ma nello stesso momento due forze lottano in lui: il pentimentoda una parte e Agnesee il pentimentodall'altra. Selo prendesoe lo il pentimento, egli nascosto; se lg prendeAgnese

rl pfqlql)4o, 41o.a9C-!! _!!B!1&C!9.

In quanto ora il Tritone presodal pentimentoe rima-

i';;;i;;;;;;;;oi-eri.secospiace'un%""1"-i:"!'Jfl ii,tl,:::
r'ii,i"iit.

re3!gAgalse qllglqcert41e4t! !4!9li9i; 9_g_l! 4g_!glc_Oto, pq!9-!,$_ggpsgl'aqqvtg_e]!e!,uej!U_ote_!2j._ell9,_g qdg-ye


che nel momento in cui le apparvemutato, per quanto egli voesse lavessenascosto, mosgq{q goltanto-la betlatiangllUjF ddll4le. Pertanto il Tritone diventa ancor pir infelicenella suapassione: egli amavaAgnesecon una rnolteplicita di passionie avevainoltre da sopportareil peso di una nuova colpa. Il demoniaconel pentimentol'uole ora certamente spiegargliche questa la sua punizionee che pi lo tormenta e meglio . S'egli si abbandona a questodemoniaco,fara forseancora un tentativo per salvareAgnesecoscomein un certo sensosi pu salvareun uomo medianteil male. Egli sa_ cheAgnese_l'amq. Sleql_i pg1gsq{lloglierla da quesr'amore. ettatlrasaiebb salv.M cm?Che una polsaeciitarein lei il disgusto, il suaconGssione sincera Tritone non cosgonzo da crederci.Egli c919,hq.{ -fq199 di eccitarein lei tutte le oscurepassioni,di odiarla e di sprezzarla, di ridicoliZZf lI suo amoi e pSsibilmihle 127

al Jji'"-"* :il:'":,''J,X';&:;:r"'"11?'il?#$;:;","i" alle riguardo coscienza rffiitla- vi.gil tta un" cartiua
;i;.;;;;;;16;;cal-a dil suo l'arfascinadi lei; "ompo'tamento'

li!*:ii:ii:".rill'"'::*,""'q*:"",:i'"*:"'::'*'ilg!:"';l?*"'i3 trr*::x'"1:'*1":;s11$ilf liH.,h':#ffi


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del.maJe' il iriron auuinghiagnesee si preciptain lei negli abissi

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'*'.l"uli,xi:l; 'f#f'."'"J:i!;$ lli"l"f ;m,;";#"li;"liiX elladitrovatoperch i t.i-none ;;ji;J;;i. ilffi;,
'rato 'ai canto' col suo chelentacli uomini ventunasirena 126

;Yill *.'r**:*'T"i:J'x'""''*:ili''',""';ll'"""$i-+"d.".:i; ffil;{,lll!: **un:'Jli';::;'J'i,!,:::",'""."#i :r*,u"-,

4r ":gtul9_4_$g_Slg9g!!q. Non si risparmier nessuntormento,poich questa la profonda contraddizione del demoniacoe in un certo senso si trova infinitamentemeglio nel demoniacoche non negli uomini triviali. 4u {g.tle9g q gggqtg g lrr fqcilqe1tg sgLngqnngla (poich solo la gentesenza pensachesia facile ingannareI'inesperienza nocenza;I'esistenza molto profonda ed pi facile al furbo canzonare i furbi), ma tanto pir spaventose diventano le sofferenzedel Tritone. Pi la trama del suo ingannosaraastutae tanto menoAgnesesarabile nel nala sua sofferenza;ella impiegheraogni mezzo scondergli il cui unico effetto sar,per cosdire, non quello di smuoverlo ma di tormentarlo.

il coraggio di sbarazzarsidi ogni autoillusione di poter far feliceAgnesecon la suaarte, avr il coraggiodi stritolare Agnese.Del restoio mi contenterqui di una sola osservazione psicologica. Piu Ia formazione di Agnese sarstaa concentrara sull'io e pi sorffidenre sar la sua ai:rilusione:anzi non impenibiGfiEiiTiiion{onasua astuziademoniaca, possariuscirenella realt non solo a salvarlama anchea cavareda Agnesequalcosa di straordinario. Un demone infatti capace di spremere forzedal pi deboleuomo e pu a suo modo averele mieliori intenzioni verso un essere umano.

gal oemonlaco cot pentlmentoj sonoalloraposribilidue srraoe:puo nmanereriservato,manlenersi nellasesretez_ j1gg-o; Grazie{{9g93j99o=qgr4diilE!19-1919ry=bp:,!. za senza rar at lrdamento sullasua furberia. Comeil Sin_ lo il qualecome Singolo pir) alto del generale, Il demogolo non si trovapertanro in un rapportassoluto al deit Sing_olo .S9_be]a!Le!Epj9rpiii!Td80,t.EqT moniaco,ma trova riposo nel controparadosso chela dip! 94!I4le_l!_ff!I4ppqto 4$9lS1o _cn esso. Questa vinit salverAgnese(il Medioevo avrebbedato questa di cui stiamo I'analogia,la contropartedi quel paradosso piega al movimento, poich secondo il suoconcetto il luopu parlando. Essoh prci untcerta somigiin;aFe go adatto al Tritone il chiostro).Oppuresi pu salvare prova la che ing;arin-a-. Cos il Tritone ha apparentemente graztead Agnese.Questoora non si fluiapi-re in modo il suo silenzio giustificatoe chein esso soffre tutto i[ suo comeseI'amorediAgnese lo potesse salvare dal diventadolore. Tuttavia non c' dubbio ch'egli non possaparlare in awenire un seduttore (questo un tentaivoestetico re. & .p_e1lglqe-,,p9!Lebp9-q!,ve.nlel9-,qLefgr.lleclca,-442i di salvataggio che elude sempre il nocciolodellacosa.cio a mio avviso un eroegrandioso. Pochiforsepotrebbero la continuita nella vita del Tritone): sotto questoaspetto *. plr 0vsila Gua)gran0iaita Egli avrpertanto egli salvo, egli si salva in quanto diventa manifesto. Esli sposa Agnese.Penanto egli deverifugiars nel parado-s t L'esteticatratta alle volte qualcosa di similecon la suaabitualeciso. Quando infalfi il SDgoto_ Tritone vien salvatoda Agnesee il tutto finiscecon uri maper,p,rgqri.11olpg vetteria,11 :_.gq91t9 facile. Se tlimonio felice. Un matrimonio felice! Questo abbastanza oar generale, non putarvi ritorno senon comeil Singo_ nuziale,io penso inveceI'etica devetenereil discorsoalla benedizione lo ch.'entra in un rappondasbolto ltAssolut.Vo!io cheallora saraun'atra cosa.L'esteticagettail manto dell'amoresopra ora fare qui untosseivazibne pensa Nello tempo essa ch' il Tritone e costutto dimenticato. stesso che aggiungera qualcosaa
una leggerezza credere che nel matrimonio le cosevadanocomei4 una vetrditaall'asta dove ogni cosa comperatanello stato in cui si trova aI colpo del martello. Essa non si preoccupa che di far incotrtrare gli aanti, per il resto poco importa. Essa dovrebb solo vedere quel che accade dopo, ma non neha il tempoperchsi slanciasubito di gran calriera a sposare una nuova coppia di amanti. L'estetica la pi infida di tutte le scienze. Chinquel'abbia amatasul se o, dive[tato in un crto sensoinfelice; ma colui che non l'ha mai amata, costui e resta un pecus. 128

slasopr.a unaverta diatetrica. r4y4 !,Sgli_!i . X Jtttol.C

quantoho dettofinora *. Il peccato lon b plrylq im_

*- Nelle pagine precedenti ho cercato di eliminare con ogni riguardo ogni questionesul peccatoe sulla sa realta. T[to concentAto sAbra_ posso mo ch'o ancoraawicinarecon calegorie immediate cioin quan_ lo ro Io possocapire.Appena spun il peccatq eccoche Ia morte va a.fondoappuntocol penlimenro: il penlimento infatti I'espressione etica pi alta, ma proprio comelale lutocontraddiloneeticapiu profonda.

t29

possapensare.Infatti soltanto I'esteticapu con leggerezza *.'-1'-1':ii, pensare di lodarela potenzadell'amorein modo cheI'uoilli::::""";il'ffiiitl111:i:.o':ftT';.1::1 mo perduto sia amato da na agazzainnocente,la quale p9!T-:
usr Pd .uvJ peccato il Singolo si trova gia nella olrezlous

enerale' i."'"0*0" pll "ltodel n::::'i1; dachi ste-sso se ,Jlil;.p'i,."*;;ig"n'" *r.' 'iiere potesse Sela filosofia

con questolo salva: solo I'estejlgt-s-b3Clil9llqeld9 glIJ

iind qltanon' il-** a.rr decidersi "-on441q cheun uomodovesse pensare anche iia t'attro una la suadotrrina'avremmo blla **tio l""r# il-peccaloli' .Yt1:::iLi.i"."tri. "'"rca cheigno-ra il peccato' valere fa essa ie inutile: ,u'oa.f*"t"*ra ,.,1.! chel'iminsegna t; ,ffi .i;it; campo'a til'oso-ria ctocn ma vero: anche tolto' Questo au'attat. tlt'f,:9'11',."1' e il peccat -"i"t ;ii i lia.s!T'14t19
rrm"-.- "r,. non v:r chela-fede-sia-senz'altlo air*-,o "orn. mediato. tt in questesfere' tutto va a meravipi"nu io jplgeg-+gg:: t^i|| -i -uovo gri","i" s'gdoro-qgn

I'er_o_ina,_ryq!I+ slala ragazza IlE49ll f4!gl_g_!!Lo!:

I"tg:r*:i,r,,tlxfi:|,:ii*''ffiH#iil?; l singolo quando :ilil;ffi;;i;i-o!i';a


- ed eccoche il generale -'ii*t; ,-a in gruOoi poter cornpiere ora si riPete il Paradosso' -'i possoc-omprendeloui-"nti el Tritone perci io ti

"-ctt"!q.

[brar;roi iirritone in*, ;;;U9i';'-P9s9lg!I9lde;e a v"t:t *"ti:i:19"; col paraoosso appunto f4!ti glgnge eo e nel suosegreto nascosto resta eg s inf", un diventa egli "l;ai. i toimentidel pentimento' ffi;;;;*ri non ma nascosto' Seresta ed comeannienlato' emone delpennellaschiavitr il tormentarsi *uegio tiu JoJi"u .it. la pace certamente trova Agnese, ffi;;;;"t'ltberare manifesto' diventa rnu e p"aoio per questomondo' Se grand'uomo ch'io egli il pi ." .iiarcia sau*e aaAgnese,
55 l'etica hegeliana quale si presenta nelle Grundtinien der Philo-

4lAgnese senzach'egli, dopo aver !e non pr ap_p44qqerq dl peniimnto,-fn facc-i-ninrmiti iatto i mvlmenti in virt dell'assri[o. movimento il movimento, cora un Egl pu fare con la suafoiz il muimlnto i piniimnfondo a tutte le sue to, ma allora d ancheassolutamente forze e perci non pu riprenderleper fare dietrofront e sufficiente afferrarela realta. Quandomancala passione per fare sia I'uno comel'altro movimento,sesi gironzola abbaun po' e si pensadi cavarsela nella vita pentendosi allora si rinunciatouna volta per Iutte a vivere stanza, per I'Idea, si pu molto facilmenteriusciread aiutaregli altri per la cosa supremacio a ingannarese stessie gli chele cosenel mondo dello spirito vadano altii pensando come nel gioco del cucr dove tutto va a gonfie vele. Ci riflettendoquantonon stranoche si pu allora rallegrare nel nostro tempo, dove ognuno in grado di fare la cosa sia tanpir alta, il dubbio sull'immortalit dell'anima57 il mov! ha fatto poich realmente colui che to diffuso, Le conclusione dubita. difficilmente mento dell'infinita sono le uniche convincenti,cio le unini della passione plLa.Egq& e p!r persuasive. Pe1 fg4u1q l'9sis1enz?! che poich non escluessa af.fgrmi, qapie4le di fgdele Elanloil pir alcun ingq4na il umile, neppure nessun umo, de solo chi no, poichnel mond dello spiriio ingannato di tutti, e per quano.poslo E opinione sestesso. inganna mia, chela cosaplu alta permetterlni qiudicare_anche t
57Kierkegaard alla morte di Hegel che segu alludealla contoversia ber Tod und su questopblema capitale;iniziatasicon i Gedanken soprattuttola destraheinteress Unielichkeit 0839\ di Feuerbach, geliana (cfr. J.E. Erdman, Grundrks der Geschichteder Philosophie' j336; Berln1878, Bd. II, pp.64? ssg.;J338,pp.658 seg.). l3l

""t* ifiji"rltl;,t
qri "ifriip,,:t. 130

anticdstiano' ta suocarttere

3) ch' (crr't/t?* top-\ 2A'ztsarz diHesel one

non pnma perquesto in un chiostro: non rinchiudersi p-lusl so affatto che nel nosrrotempo,quandonessuno

atume pitrranil=e di qel1e un'anima i; rr;;l;c;iliia chiostro' pac1n un Quanti la trovano .rte r.i.p.i4.

a questo di pensare passione mai hano ogeilbbstanza Soltantoliqg4-4iaqconsincerita? . qui"ai ai gi"Oi"ursi del lempg: la responsabilit coscienza sulla cosi sumere di il insonne compito a Jt" uii.rnpo.on instanc-abilita
mo,".utur" ogni p*tiero segre in modo che' sea ogni I'uoche cosa della tn virtir mentonon si fa Il movlmenlo scprire* con angoft" oil noUif. scr,si possano " g!1o eyglare t'oj::-o no1 sciae orrre-e-se I'incolcl? 9-9n menuomo ogni vita di ra mmozione ch iiEi nella oimentica ii i aliri di ire qunaoi ilve in magnia lo si scansafacilmente,ci si tiene a galla in i""ii-"tt", molti modi, si trova I'occasionedi cominciareda capo' molti - toto qo.t 'lO"u potrebbe a mio awiso disciplinare la cosa raggiunto gia avere di cheai nstri giorni credono qe,.n questo.ci siqreocgqn$. Co9o. piir alra. Ma di .nje+_ -:itro tempo che ha ragiuntola cosapi alta' ':ltl:-T: sun'altraepoca tano cadutanel comicocomela nostra'

ii;;;;;il;

che cii ,:na genemtioaequivocail suo eroe, il demone al provocare da dramma terribile t"iit.* rii"tutu.""tel se stescheride di dimenticare facendole riso tutta-l'epoca pi del riso, quanqualcosa di merita I'eiistenza sa. O che quale o ni u u"nt'untti si raggiuntala cosapir alta? E quanda tuperiore ha il tempo scoperto ui nel chiostro?Non una saggezza -ouitn.ttto di andare smesso si do
* A questola noslraepocacoslserianon ci credepiir' Eppure stra- cheper suanaturaera piir leggero ch. nel pa;anesimo n., ^tb"'rtanra due rappresentanti della concezione i Ji"A;sioni i""r"il-itiiti""irii ogn.no a suo te stessol' yv,;rt otourv [cnosci i-.." .:i.t,""-c.l) anzitulsi scopre in seslesso ",,,"ii" ua""nnuto sprofondandosi "ome al male' Non c' bisosro chedica ch'io aiip..ilone ii?,"""i"iiiiJ'i" pensoqui a Socratee a Pitagora.

*"iir

panoriio ormai i..p nonubbia

che siede miserabile,una gherminella,una vigliaccheria agli uomini di avercoma tavola, chevilmentefa credere piuto la cosapil alta e perfidamente li trattienedal fare perfino la pir piccola? Chi ha'fatto il movimento del chiostro, non gli restapiir che un movimento:quello dell'ascos' surdo. Ma quanti mai nel nostro tempo capiscono l'assurdo e quanti vivono in modo d'aver rinunciato a tutto e d'aver ottenutotutto? quanti sonocosonestida sapere E non vero che, e cichenon possono? ci chepossono quando ci sono, si trovano piuttosto fra la gentemeno colta e in parte fra le donne?Il tempo manifestain una speciedi clairvoyarice i suoi difetti, cos come un demopoicomprendersi, niacosempre manifesta sestesso senza il comico. Se fosserealmentequestoil ch esigesernpre bisognodel tempo, si dovrebbeallestireper il teatro una nuova cornmediadove si mette in berlina un Tizio che di pi alla salvezza muore d'amore. Ma non gioverebbe questo fra noi, seil nostro del nostro tempo se accadesse per poter avere un evento tempo fossetestimone di simile potenza dello spiri il di credere nella una volta coraggio il meglio di noi stessi e il di non soffocare to, coraggio di non soffocarlo, per invidia, negli altri - col riso? Un abbozzocondotto in questostile il quale,mancandel pentimentosarebbe do del movimentodella passione lo si putrovare nella storia del ancor pi commovente, libro di Tobia (Zo., .-8). Il giovaneTobia vuole-sposare Ed1q Ma la asazza yive in fjCE al]le!_ed !efq, lu Ella statasposa di setteuomini che una tristesituazione. Riguardoal'riiio ptutti morirononellacasanuziale. gerroque5ro pafiicolaficoslituisieun neodellasroria,poiil pensesi stuzzica chI'effetto comico quasiinevitabile una ragazza ch' sierodei settesterili tentativi di sposare stata ben settevolte sul punto di farcela, come uno studenteche ha tentato settevolte la licenzaliceale!Nel lisu un altro punto e perci bro di Tobia I'accento messo I'alto numero (degli sposi) importante e in cefto senso

vi produceun effetto tragico; poich la magnanimitdi Tobia tanto maggioresia perch figlio unico (ZoA', 6, 15),sia perchlo spingequel fatto terrificante. Questo che allora mettiamoloda parte. Allora Sara una ragazza non ha mai amato, che nascondein s la felicit di una signorina,il suo immensoobbligo di priorita nel'esisten- di amaza, la sua (Lettera di credito per la felicit)58 pire un uomo con tutto il cuore. Eppure-e tlliS&9-,41 chiunque,poichella sa cheun demonemaligno, cheI'aHo len miilto sppsfln[anoLledelle'nozze. a, ucciaei una tristezza te storie tristi ma-dubitllipossa-tiiivari profonda comequella dellavita di questaragazza.Quansi pu trovarequalche vienedall'esterno, do la diserazia Sun uomrin ha vuroial'eiistenzici consolazLne. di penhdvvdinderlo felicec' per la consolazlone sareche avrebbepotuto averlo. Ma l'insondabiletristeztemporiusciramai dlisifdre, che-nessqn za chenessun

vuole sposarla! nuziali, qualepreparazio_ Quali cerimonie ne! Nessuna ragazza stataingannatacomeSara:poich ella fu ingannatain i ch' la cosapi felice di ttte, la ricchezza assolutache possiede anchela r agazzapi po_ vera, con la perdita dell,abbandonosicuro, illimitato. li_ bero, sfrenato;perchprima si dovevafare la fumisazione mettendo il cuoree il fegatodel pesce soprai caiboni accesi. E qualemai dev'essere stato il congedofra madre e figlia, lei che, delusain tutto, avrebbecontinuatoa deluderla nella cosapi bella! Limitiamoci a leggere la storia. Edna prel:arla camera, v.inrrodusse Sarapiangen_ do e riceveue le lagrime de!g.figlE. E Ie dissei rs,-co_ raggio,figlia mia! Il Signore del cielo e della rerramuri in gioia questodolore! Figlia, sii di buon anirno! E ora

i!qi!]@: i.-p.ppof

tutto! Un autore greco vare anche se I'esistenzafacesse _clfTose quando dice: irascondend qriilA-ffifita 1qp 9r1e!g 4cyr<os llEp<1q igu1ev 1 ge(erar.g1pt &v x).Io< i r"i ,pr9"luo Btrnc,orv tii Lnii Pastoralia|i. Ci furono moiie ,agazzeche divennero infelici in amore: per lo divennero.Saralo lu, prima di d! ventarlo. duro non trovare colui al qualepotersiabbandonare,ma duro in modo indicibile non potersiabbandonare.Ecco che una giovaneragazzasi abbandonae alIora si dice: ora costei non pi libera - ma Sala ng1 fu mai libera e oer lei non si era mai abbandonata E e fosseingannata, si abbanOonass duro se una ragazza prima di abbandonarsi. ingannata ma Sarafu Qualemonquando Tobia alla fine nel seguito, non c' do di tristezza
58In tedesco nel testo: Vollmachtbriezum C/rcke (da Schiller). 5e k<Infatti nessuno sfuggito n sfuggira all'amore fin quando ci saranno e occhi che vedono,>l bellezza 134

I enasr sutglovalqJobia. euest.eroismo di volerrischiare la propria vita in un pericolo coJlampinte, di cui anche il racconto fa menzione,poich il giorno dopo il matri_ monio Ragueldice a Edna: manda una delleancelle a ve_ dere seegli vive: ma senon ( vivo), che io lo Dossa seopelfiree chenessuno (cf- Tob., S, f3t _ quelo sappia sl'eroismo divenne il compiro.Io mi permetto di orooor_ re un ahro. Tobia agi con coraggio, intrepidelza e caval_ leria; ma ogni uomo che non ha il coraggioper questo un rammollitochenon sacos, l,amore,n cos, I'essere uomo, ne per quale cosavalga la pena di vivere: non ha neppurecompreso il piccolo misteroch,megliodareche ricevere (Act,,20, 35)- costuinon ha alcunsospetto della grand.ezza di quesro ch'e molto piu difficile riievereche dare,,valea dire quaiidoi hIaut"ii Craggio di arne a meno senz a diventarevili nell,ora della sventura.No.
tJ )

Mi avvicinera lei comenon ml sono lara 9ra gnl91q!1a. ragazzao come non sono mar mai avvicinatoa nessuna pensiero di avvicinarmi a quelle inconstato tentato col quale amore di Dio non Poich trate nelle mie letture. quando fin da pringurire per lasciarij iorr. n""."utio quandofn dall'ipropria colpa-' senza cipiosi sconvolti uomo!Qualemadi malconcio cosi niziosi un esemplare di la rspnsabilit per assumere vuole nn ci turit etica gesto audacial di simile Quale un all'amata Dermettere i-iiia Jr fronte a un altro uom! Qualefedein Dio' di l'uomo al qualeelladonon odiarenel momentoseguente vevatuttol Mettiamo che Sarasia un uomo e che il demoniacosia pu sopa portatadi mano. La natura nobile e orgoglosa pu sopportare:la comtortare tutto, ma una cosanon inflitt solun'offesa chepu essere iurrion". C'i in essa egli poich stesso da se into du unu potenzasuperiore, pu peccaro, sopha Se l'oggetto. non pu mai diventarne suacolpaessema senza disperafe: portarela penasenza fin re votato al sacrificio della compassione dal senomaha La compassione non lo pu sopportare. terno,questo la momento un certo in esige una.dialetticastrana, essa pcrci l'ese non averla vuole dopo essa colpa,nell'istante divnia un situazioserpredstilto aompiaine pi quanto la disgraziadeiltindipiir spaventosa ne tanto Ma Sara non sni{tya!e,' realta dglla vlduo ln direzione e sofferenze preda tutte di ella eppure ha colpa alcuna, degli compassione dalla tormentata ancora e dev'ssere quanpir di anche l'ammiro che poich anch'io, uomini il suo no' Tobia, non possopronunciare ro non l'amasse un uomo al Supponiamo dire: poveraragazzal me senza una cheseamera sappia ch'egli posto rupponiamo di Sara. I adall'inlernouno splrltoe uccldera sbucher ragazza ch'egl darsi allorapolrebbe nottedellenozze, mita ne'lla e dicesse, in se stesso il demoniaco;si chiudsse scegliesse sono io non con piglio demoniaco,id segreto:<Grazie, 136

arnicodi cerimonie e lungaggini, non voglioper nullaaffatto i piaceri posso dell'amore, res!41-e q! !e1@!tu e divertirminel vedere le ragazze tirar le cuoiaa notte_ delle nozze>. In generale si riesce a sapermolto poco sul demoniaco, anche snel nostrotempoquesto campomeriti di essere indagato purch e anche sel'osservatore, siaun tipo capace di mettersi poun po' in rapportoal demone, qualsiasi trebbequasimpiegare uomo per qualche momento.Shakespeare e rimane a questo riguardo un eroe. demone crudele, la figura piir demoniaca che ShaQuel kespeare abbiadescritto e l'ha descritta stupendamente: Gloster (poi Riccardo III). cos' chel'ha rrsformaro in un demone? manifesto ch'eglinon potevasopportare la compassione cui era stato ?ssqegellqle !1Il qg bambino. Il suo monologo nel I arto aetniCioralli\ate pitt di tutti i sistemi di morale chenon hannosospetto alcuno degli orrori dell'esistenza o dellaloro spiegazione:
Io che, uscito da un rude stampo, manco della maestdell'amore per pavoneggiarmidinanzi a una molleggianteninfa; io, che sono privato di questa bella simmetria, irustrato di sembianza dalla Natura che s mi dispaia, deforme, incompiuto, anzi tempo inviato n questo spirante mondo, appena plasmato a mez zo, e pur questo in modo cos monco e contrafatto che i cani lalrano contro di me quand'io zoppico accanro a loroao.

Tipi come Gloster non possonoessere salvati con la medi azonei ngabbi andol inel l ' i deadi soci et.In f ondo I 'etica si beffa di costoro, come essaschernirebbe ancheSara se le dicesse:perche non esprimi il generalee non ti sposi? Questi tipi sono radicati nel paradossoe non sono affatto piu imperfetti degli altri uomini, ma soltanto si trovano nell'alternativao di perdersinel demoniacoo di salvarsi nel divino. Di tempo in tempo la gentesi divertita
fl Shakespeare,Riccdrdo 1/1, alto I, scenal, 16-23; !r. ir. di M. Praz, S ansoni , Fi renze 195, t. I, p- 291.

t31

che elfi, streghe'gnomi ecc' erano mostn eo col pensare qualchemo innegabileche ogni uomo, quando vede moin ci una depravazione itruosi, inclinatoa vedere piutva poichla situazione rale.Qualeenormeingiustizia, stessiastataI'esistenza non se chiedendosi Japovolta tosto dei pu snaturare sa a coiromperli come una matrigna sltuazloo per bambini.Tror arsioriginariamente natura dl l'inizio del demoniaco ne naluraleuori del generale cumberland' r'.uteo'di t'i cotpu'. ;;ii;i;;ld";;.n Cos il bene' se compie un demonedi questafaita, anche rl {9rqo!,i49o-p qq elp4qrJrq!3ng-cqqs dlqp.19 'ao-peletl umini, un oilpJezzo pqlO , S!qlqi-!-engl -- qhenon"spm-

vita! il."toii" ti*., Dio sa qual il loro significatonella servizio altro rendano se so io non in ouar,o momento per chequellodi portareuna parolaedilicante l'immorpotrebbe applis per consolarsi perch ialit del'anima, sul poetadella nostracltcale loro la battuta di Baggesen t Kildevalle: se diventa immortale lui, lo diventeremo iuttiut. - Quel che qui stato detto a proposto di Sara' poeticae perclo con soprattutto riguardo all'esposizione un p."ruppotio fantastico, ha il suo pieno significato inta."ssepsicologicoci si mettead approfonouundo "n dire il significatodel vecchioproverbio: nullum unquam

qesta, dementid la sofferenzadel genio dell'esistenza, per cosdire. deil'in_vidia dlvina. rnrre | espressione, it qgioll lrprylqi: qe {e!91ry!!le4qo19, Cos fin da prined porcipio il genio disorientatorispetto al generale tato in rapporto al paradosso,sia che nella disperazione per il suo limite - che ai suoi occhi trasforma la suaonnipotenzain impotenza- cerchi una calma demoniaca e per questonon lo confessin a Dio n agli uomini, sia nell'amorea Dio. Abbiachetrovi la pacereligiosamente psicologici mo qui, mi sembra, argomenti ai quali con gioia parla cos di rado. dedicareuna vita intera: eppuresene In quale rapporto stannopazziae genio?si pu derivare l-unadall5ltro?ln Qua[:sensEfino tiepunto il genio E ovvio che lo fino a un padronedella sua demenza? pazzo. veramente certo punto, poichaltrimenti sarebbe Per questericercheoccorronotuttavia abilit consumata e amore, poich molto difficile fare indagini soprauna qualchegenialescrittore mente superiore.Se si leggesse per possibile, prestando attenzione a questo,forsesarebbe qualchevolta almeno - anchese con pena- fare qualche piccola scoperta. Voglio esaminare ancoraun caso,quello di un Singolo vuolelalraie e col suo slenzo checn Ia lua segreLezza il generae. Mi servirdella storia OiFaasr. usi un dello spirito cheva per le vie deldubitante*, un apostata
* Senon si vuol ricorrerea un dubitante,si pu scegliere una figura analoga,per esempio un ironista il cui sguardoacuto ha scopertofonintesacon damentalmente il ridicolo dell'esistenza che, per una segreta desidera. Egli conosce d avere le forze dellavita, sachecosail paziente la potenzadel ddicolo e se vuole usara sicuro di vinceree, quel che pi conta, a suo vantaggio.Egli sa che si alzerauna voce isolata per trattnerlo,ma sa d'essere il pi forte, sa che ancoraper un momento p riuscirea far apparirserigli uomin, ma sa anchech'essisegretamenfesmanianodi riderecon lui; sacheancoraper un momentosi pu gli occhi con il ventaglioma sache dielasciare cheIa donna nasconda opaco; tro il ventagloella ride, sa cheil ventaglionon assoltamente e sachequandounadonna sachee si pu scrivere una scri{lura'ilvisibile gI da un colpo di ventaglio segnoche lo ha capito; sa seozapaura

)rl,ii ;iity

qlisrq,qeieitie'nra{ti aeerytry4jy;,

6r R. cumberland (l?32-1811) I'autore del dtamfia L'ebreo' Ea' pilvolte al Teatro Realedi Co_ (l?96) e rappresentato dotto in danese Denashen, ' 2\ella ooesiaKieegaoen i sobradise' un pilTicodi paz' t i.Ni.'..ru. senza grandeingegno ""tun dove5l legge ttne di Seneca' un po' ritoccala zia.n una cirazione

iiii'
138

aniua ati'rcte \De!ranquittitate iiriiitili, ,a c uiuiuuira


l82,p l96) Lipsiae ro, ed Fr' Haate.

,niivi,

r39

la carne.Cos I'intendono i poeti e mentresi ripetecontinuamente cheogni epocaha il suoFaust,tutlavia un poeta la via gi infaticabilmente dopo l'altro non fa che seguire battuta. Facciamoun piccolo mutamento.lellljft 4!ma unalq!]g-slT bitante1ar'eEoxv lper.eccellenza], patetica.Anche nella concezione del Faust di Goethesi psicoloedlf?ssenza di una pir profonda osservazione gica sui segreticolloqui del dubbio con se stesso. Ai noil dubstri tempi quandotutti ormai hanno sperimentato passo questo fine' poeta a ha fatto ancoraun bio, nessun poter di obbligavolentieri carte offrire Pensoanchedi zioni reali perchessine scrivano, perchscrivanotutto in questocampo- essiper ci che hanno sperimentato riempiranno a stento il margine del primo foglio. Soltanto quando a questomodo Faust si ripiega in se stesso, solo allora il dubbio pu apparirepoetico,solo allora egli si scopreveramenteanchein tutte le sofferenze della realt. Egli sach-'lo spirilo_4e p-9!q_119gsl9l_41; e la gioia in cui gli uomini sa per ancheche la sicurezza ga-iacilmenteco-e "na beatitudinepiiva di riflessione.

l'

vlono-iin6ndata[!-alqIZta4Fqp!,se'[ipiqnel'uomo e, una volta d'inganno come il riso s'insinuae si nasconde Immaginiamociquesto chevi abbiapresopied,sene sta ad attendere. Aristofane, questoVoltaire un po' ritoccato; dato ch'egli ancheuna ama gli uomini e sachesela condannaturasimpalica,ama l'sistenza, potrebbe una giovanegenerazione, na del riso pu forse anchesalvare per far affondareuna folla di contemporanei. Allora tacee, per quanto pu, si dimenticaanchedi ridre. Forseparecchinon comprendono machesarebbe ammrevole aflatto la difficolt di cui parlo e pensano gnanimitil tacere.Ma io non pensocos.Credo cheogni tipo siffatto, lo esidi tacere, un traditoredell'esistenza. senon ha la magnanimit go alloraquesta L'etica una da ui , sel'ha, devetacere. rnagnanimit pericolosa e potrebbedarsi che Aristofane, sotto il profilo puscienza le aberrazionidel suo tem_ ramenteetico, si fossedecisoa condannare non ser_ po coll'eccitare la magnanimit al riso. Sotto il profilo estetico non si corrono simili rischi. Setace_ ve, pich sul creditodell'estetica per esempio un uora, deveentrarenel paradosso. - Un altro schizzo: dolorosa,della vita di un la spiegazione, una spiegazione mo possiede riposaassolutamente sicumsu que_ etoe,e tuttaviaun'interagenerazione alcunchdi simile. st'eroesenzasospttare 140

Mnchhau_ sll Ci ctre tmerlaii ii",e .ohpie* a"t' ,""i tartarie, Faust sa di poterlo fare col suo dubbio _ ter_ rorzzae gli uomini, far tremare I'esistenza softo i loro pied,disgregare gli uomini, far risuonare dovunque il gri_ do dell'angoscia, E selo fa, egli non affatto un farnir_ lano, egli in un certosenso autorizzato e autorizzato dal_ I'autorizzazione del pensiero. Ma Faust una naturasi_ paletica, ama I'esistenza e la suaanimanon conosce ,in_ vidia, vedebeneche non potrebbefermareil furore che potrebbecertamente scatenare, non brama affatto la fama di Erostrato - egli tace,nasconde nella sua anima il dubbio con pi cura di quanto una ragazzanasconda il frutto del suo amore peccaminoso; cercadi camninare quanto meglio pu con gli altri uomini: ma quel che gli capita,lo consuma in sestesso e cosoffre sesiesso in crificio per I'umanit. Si sentonoalle volte alcuni i quali si lamentano,quan_ . oo una testaeccentrica sollevail dubbio e dicono; magari fossestatozitto! questal,idea realizzata da Faust.o_ lui cheha un'idea di ci chesignificala fame del dubbio, costui sa anchebenissimoche il dubitante tanto affa_ mato del panequotidianocomedel nutrimentodello spi_ rito- Benchtxuo ,! Oo_lq,S_gtS Faustsoffre porru .r".r. un tuon argomento per dimoiiiar che on eia l.r!-ul p-clo glio a dorn@lo;iorrdtt a mezr;otruff*

@,;-.friq.; un uomo spenmenato oppureun barone di

mnndo d-ell iltiii rq qunatunmovffientoltfui-pu

Ca.q q!{e4", il dubirante superiorea tutto questo. es- quatcu no voi-Ingannarld iaiendogt i .r.d.r.; ;;;: re ql.rqversaro anche egli il.dub6il dubitantl ved_reboeIacllmente; poiche coluicheha fat[o un movimento nel

cEunaiffi
e Kierkegaardscrive Unni.

zione dei teneri bambln1 gqsio potrei avergla tentazione di chiamarmi/o1tq ley9yryrp9lchi soqomo[o !ry94torturaregli eroi. FaustvedeMartlyo_qUeq&ri!$ta _di gherita, ma non dopo aver sceltoil piacere;perchil mio nello Fausl. non sceglie affatto, eglinon vedeMargherita ma in tutra la suaamconcavo di Mefistofele. specchio bile innocenzae poich la sua anima ha conservatoI'adi more per gli uomini, gif pu'biiisalmo--lhriainorarsi h anniniaro lei. M egli un dubiante,ll iuo OuUUio it lui la realt; poich il mio Faust tanto idealeche sta agli antipodi di codestidubitanti scientifici che dubitano una volta al semestre sulla cattedrae per il resto possono dello spirito sia fare qualsiasicosa sia senzal'assistenza in virtir dello spirito. Egli un dubitante, e il dubitante ha fame del pane quotidiano della gioia come del nutrimento dello spirito. Per egli rimane fedelealla suarisoparla del suo dubbio n a Marluzionee tace, a nessuno gherita del suo amore. Vien da sche Faust una figura troppo idealeper acdi quellabubbola cheseFaustparlasse causecontentarsi genericaoppure tutto finirebbe in rebbeuna discussione il comico,comeogni fumo: forse,forse... (qui sonnecchia poetafacilmentes'accorge, nel mettereFaustin rapporto a questi sciocchibuffoni che oggi corrono dietro al dubper proestrinseco bio: portano un argomentopuramente vare il loro dubbio, per esempioun certificato medico,o imprecando che hanno dubitato di tutto, oppurelo dimostranodal fatto di aver incontrato nel loro viaggio un dubitante. Mettono Faust in rapporto a questi messaggeri e centometristidel mondo dello spirito che in gran fretta trovano da qualcuno qualchepiccola novit sul dubbio, da un altro qualcuna sulla fede e ora arrangiano i loro che la comunita vuole affari alla buona di Dio a seconda sabbiafina o ghiaia).Faust una figura troppo idealeper poter camminarein ciabatte.Non -ideale chi non ha una passione infinita ha da molinfinita e chi ha una passione 142

to tempo salvatola suaanima da questlchiacchiere. Egli t9p9i !!9I1f"igare sestesso - ppurepail, consape_ le che scompiglier tutto. 5etace,alloral'erica lo condanna. Essa diceinfatri:.Tu _ deviriconoscere il gencralc e Io riconosci appunro farlan_ qo. Iu.nonosrarer compassione per il generale>. Non si aeve otmcnttcare que\ta con5iderazione quando allevolte si giudica severarnente un dubitanteperchparla. Io non sonoinclineall,indulgenza con un simile..po.tu-.n_ to. ma qui come dappcn utto imporrante chei morimeni accadanonormalmente.per male che possaandare, an_ che seun dubitante scatenasse sul mondo ogni possibile infelicit, sarebbeda preferire a questi miserabili buon_ gustaicheassaggiano tutto, pretendono guarire il dubbio senza conoscerlo e sonoperciin genere l,occasione pros_ srma per scatenare il dubbio selvaggioe irresistibile._ Se parla, sconvolge tutto; poich,seci non avvieneegli lo saprsoltantodopo e il risultatonon gli serve n al m-o_ mento di agire n riguardo alla sua responsabilit. Setacea.suo rischio e pericolo. potrebbe agire certocon rna al.suoprecedenre doloreaggiungereb_ lYul.1*'ju. Deun prccoto scrupolo poiche il generale conrinur a tor_ mentarlo dicendo: tu doveiiparlare. doretroverai la cer_ lezza chela tua risoluzione non erasuggerila da un orgo_ glio nascosto? Se invece.ildubitantepr diventarei Singoloil quale come Singolo sta in rappori assoiutoatt,Aisot.'o,lj otlenere cos un'autorizzazione a tacere. In questocaso oeve constderare il suodubbiounacolpa.In questo caso eg e netparado,so ma il suodubbio guariro benche possa ayerneun altroAnche. il NuovoTeslamenro approverebbe un simile si_ , renzto, 5r lrovanonel Nuovo le5tamento perfinolestiche IodanoI'ironia65, purch la si usi per nascondere qualco_
j"1:]: .ylr.] ref e.empjo to.Lite. per lreqenri parador5i, di rurLo rr rrscorso dc]la moogna lML, 5-7).

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sadi meglio.Pe anto questomovimento,cioquello dell'ironia, come qualsiasialtro che ha il suo fondamento in questochela soggettivita pi alta della realt.Ma oggi non se ne vuol sapere,e in generale sull,ironia non si vuol sapere nulla di pi di quanto ha detto Hegelil quale - per stranoche sia - 4on ne capivamolto e le portava rancore,la qual cosail nostrotempoha buoneragioni per non ricordarepurchesso stiain guardiacon l,ironia. Nel Discorso dellamontagnasi legge:<(Quando tu digiuni, ungiti il capoe lavati il viso, affinchgli mini nn vedano (Mr., 5. I ?). Quiroresto chetu digiun,i affermadiretlamenre chela soggetivit incommensurabile con la realt e che le anchpermsso d'ingannare.Sela gntihe ai nosrri giorni si sbraccia in discorsi sull'idea di comunit66, si mettesse a leggereil Nuovo Testamento, penserebbe forse in altro modo. Ma ora Abramo, come ha agito? Poich io non l,ho dimenticato, e il lettoreforsesi compiacer di ricordare,ch' stato.con I'intenzionedi raggiungere questopunto chemi sonoimpegnatoin tutte le discussioni precedenti, non come seAbramo diventasse pir intelligibilema percon esse ch I'intelligibile potesse diventarepiil stridente;poich, comeho detto, Abramo io nol lo posso lo _comprendere, pgsqqsC!-o elq]lllqry. E stato ancheosservato che nulla deglistadidescrirri coniiene un'anaiogia con Abramoed essifurono eiposti unicameni att scopche,mentle venivano svolti dentro la loro propria sfera, nel momento della deviazione comunqueindi[da Abramo], potessero carei confini della terra sconosciuta della fede. Se si poparlaredi qualcheanalogia,questodovrebbeessere tesse nella sfera del paradosso del peccato;ma questosi trova a sua volta in un'altra sfera e non pu spiegare Abramo ed essostesso pi facile da spiegare che non Abramo.
6 Accennopolemicoa Grundtvig e alla catervadei grundtvigiani.

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_,Dunque

Abramo non parl,

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Il vero eroe

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salvareIsacco;in generale tutto il ,"" .;;i,", sacrificare Isacco,ha il motivo i. q".f""ai

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d Fccociallo-ra col paradosso

npetere chechi di questa opinionenon il Cavaliere della lede;poichela sofferenza e I'angoscia e l,unicagiustti_ clre si osa_ pensare,anch-e se non si pu pensare lfl3n9 ln generale poichallora si roglieil paradoiso. ADramoface_ ma egli nonpu parlare, in quesro

j,H:#:::l':ff ,":i"';:l: ,T,i:":T3i1;l';.,,1

la sofferen4a e_l'anggsci4. Seinfatti, quanqcl checonsiste p!tl9.l,o-.!S! Iiqs!9 Lt_4g1i. go4qpre4{ere, allora io no parlo anchesepqllary! llinterrottamente giorno e notte. Questo il casodi Abramo. Egli pu dire tutto, ma una cosanon pu dire e quando non pu dirla, cio non pu dirla in modo heun altro la comprenda,egli non parla. mi trasferisce nel geLa parola porta sollievopoich essa nerale.Abramo pu dire le cosepir belle che una lingua possaescogitare sul modo col quale egli ama Isacco.Ma non questoch'egli ha nel cuore, una cosapit profonda ossiach'egli vuole sacrificareIsaccoperch questa una prova lda parte di Dio]. Quest'ultima cosanessuno la pu capire e cos ognuno non potra che fraintendere all'eroe anchela prima. Questasofferenza sconosciuta di poter tragico. Per la prima cosaegli ha la consolazione dbattereogni controargomento:di poter offrire a Clitennestra,ad Achille, al coro, a ogni creaturavivente,a ogni voceuscitadal cuoredell'umanit, a ogni pensieroastuto I'occasione di di protestao di compassione, o angosciato sicuro chetutto quel ergersicontro di lui. Egli pu essere che si pu dire contro di lui, stato detto, senzariguardi e senzamisericordia- e selottare contro il mondo intelottare contro se stessi terribiro una consolazione, le -; egli non devetemeredi aver trascuratoqualcosae di dover forse pi tardi mettersi a gridare come il re Edoardf Clarence: do IV dopo la notizia dell'assassinio s' in suofavore? Chi, nellamiacollera, Chi m'hasupplicato Chi inginocchiato di essflcauto? ai mieipiedie mi haammonito ha parlatodi fratellanza? Chi ha parlatod'amore?6? relpo,nsabili L'eroe tragico non coqoqge13 qp4yqqtqsa ta della solitu4lne. Poi egli ha la consolazionedi poter piangeree lamentarsicon Clitennestrae Ifigenia - e le
67Shakespeare, III, arto ll, scenal, 106-8;tr. cit., t. l, p. -Rccardo 146

lagrimee le grida sollevano, ma i sospiriindicibili tormen_ tano. Agamennonepu subito raccoglere la sua anima nella certezza ch,egliagira, e alora ha ancoratemDoDer consolare e confortare. euesto,Abramonon pu. quan_ do il suo cuore commosso, quandole suepaiole vorebbero contenere una beataconsolazione per tutto il mondo, eglinon osaconsolare poichallora Sara,Eliezer.Isac_ co potrebberodirgli: <Allora perch lo fai? tu puoi Iascar perdere!>.E senella suatristezzavolesse prenere un po, d'aria e abbracciare tutto ciche gli caro prima di fare I'ultimo passo,forse scatenerebbe la cosatrmenda.cio cheSara,Eliezer. Isacco si scandalizzerebbero di lui e lo prenderebbero per un ipocrita. Egli non parla, non parla nessun linguaggio umano.Anchese comprendesse tutte le lingue della r_erra, chlgllqm? lo_g_qqr_ 3.nc[qse_golqIo prendessero, egtj non pu parlare _ egli parla nella lin_ gua divina, parla in li4gu_e (I Cqr,,_13,t). Questasoffererzaio la possoben capir.possoammi_ rare-Abramoe non temo che qualcuno,leggendoquesta storia, possaaverela tentazionedi volere con leggrezza essere il Singolo; ma confessoanchedi non au"." il raggio per questoe che con gioia rinuncio a osni inten_ "ozionedi andare oltre,qualorafosse posibileche soltanro un giorno - per tardi che fosse- vi giungissi. A ogni Abramopusmettere, pu pentirsi di tutto colno_mnto me di uno scrupol:allora pu pariare,allora trti lo oos_ sglq_comprendere - rna ttiagiin bi eurirna -Abramo cq_9-lgllrlav_e dl tutto (ciodirlo in m_odo comprensib_i!e), ossla cnesl trattadi una ptovadoveil momenro eicoco_ stituisce la tentazin. eni ii trva in quesia sirua2ione, costui un emigrantedalla sferadell'etica.Ma ci chesel gue egli pu dirlo ancor di meno. Abramo infatti, I'ab_ biamo.gi svolto ampiamente, fa due movimenti. Egli fa iI movimento infinito della rassegnazione e rinuncia a-Isac_ co: questonessuno lo pu capire, perch un affare pri_

nn.pra p-arlg:;_noic{ esrt L;i ;" dj;;;:;

vato; ma poi fa in ogni momento il movimento della feInfatti egli dice: questo de. Questa la suaconsolazione. Dio allorami darun nuopernon accadr; o seaccadr, vo Isaccoin forza appunto dell'assurdo.L'eroe tragico riescead averela fine della storia. Ifigenia si piegasotto la risoluzionedel padre, ella compieil movimentoinfinied essiora sono d'accordo' Ifigeto della rassegnazione perchil suo gestoesprime nia pu capireAgamennone, Dio <Bench le dicesse: Agamennone il generale. Seinvece ti voglia come vittima, potrebbedarsi che non ti voglia - eccochein quelriedesimoistante in forza dell'assurdo) per Ifigenia. Sesi potesse dir incomprensibile egli sarebbe lo comquestoper un calcoloumano, Ifigenia certamente dedurrecheAgamenprenderebbe, ma allora si dovrebbe none non aveva fatto il movimento infinito della rassegnazione: cosegli non un eroe,la predizionedell'auguuna farsa. re un raccontoda marinai e l'intera faccenda parl. conservata lui ci stata Di Abramo allora non la qualeanche a Isacco una solaparola,l'unica risposta parlato' prima aveva non ch'egli ampiamentedimostra per I'olocausto: l'agnello Abramo dov' ad Isacco chiede (E Abramo dsse:Dio proweder un agnelloper I'oloun figlio miol) (Ger., 22, 8). Voglioconsiderare causto, paroledi Abramo' Semancassepo'pi da vicinoqueste di qualcoparole, I'intero eventomancherebbe ro queste in una confusione. sa e forse tutto si risolverebbe ho riflettuto a che punto un eroe tragico, se Spesso oppure dell'azionech'egli deal culminedella sofferenza ve pronunciarela sua ultima battuta. La rispostadipende, a mio awiso, dalla sfera di vita alla qualeegli appartiene, fino a che punto la suavita ha un significatointelfino a che punto il suo soflrire o la sua azione lettuale, sta in rappofto ailo spirito. Vien da schel'eroe tragico nel momentoculminante, altro uomo chenon sia privo della parola, cgmgqualsiasi pu dire un paio di parole, forse un paio di parole a prot4 8

posito; ma la questione fino a che punto gli convenga il dirle. Seil significatodella suavita sta nelliazionees_ riore, egliallora non ha nulla da dire poichtutto ci ch,e_ gli dice essenzialmente chiacchiera cheha I'effetto di indebolire I'impressione di se stesso: inveceil cerimoniale tragico gli ordina di assolvere il suo compito in silenzio siachequesto consista nell'agire o nel soffrire.per non andaretroppo per le lunghe mi limiter a prenderequel cheho a portatadi mano.SeAgamennone stesso, e non Calcante,avesse dovuto alzareil coltello contro Ifigenia, si sarebbesoltanto abbassato a pronunciarenell,ultimo momentoun paio di parole:poichil significatodellasua azioneeralampante per tutti, la procedura deilapiet,del_ la compassione, dellacommozione, dellelagrimera iom_ piuta e per il restonon avevala sua vrra nessun rapporto allo spirito, cioegli non era n un testimonion un maestro nel campodello spirito. Seinveceil significatodella vita dell'eroe in direzione delospirito,la mancanza di ura barrura indebolirebbe l'impre,sione da parlesua.Ci cneoeve altora direnon un paiodi parole di circostan_ za, o un piccolosaggio di declamazione: ma I'importan_ za dellasuabattuta ch'eglinelmomento decisivo realiz_ zr sestesso. Un simileeroeintellettualetragicodeveavere - ci a cui abbastanza spesso si aspira in modi ridicoli - deveaveree serbarel,ultima parola. Si esigeda lui il medesimo atteggiamento trasfiguratocheincombeaogni eroetragico.ma si esige in piu ancorauna parola.C-osi quando un simile eroe intellc Lrleculmina n un soffrire (nellamorte), egli diventaimmonai;n Ie arirjiaime proleprimadi morire.menlre l'eroe rragico comune ditenra immortale soltanto dopo Ia morte, Si puprendere comeesempio Socrate. Egli eraun eroe tragico intellettuale.Gli vieneannunziata la suacondan_ !e a lqorte. In qustomomentoegli muore; poichclui chenon comprende chesi esige tutta la forza dello snirito per moriree che sempre l,eroemuoreprima d mrire,
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costui non andr molto lontano nella sua considerazione della vita. Come eroe si esigeora da Socrateche riposi ma come eroetragico intellettuale irnqilto in sestesso, quest'ultimo momento abbia la forza in lui che esige da si per compiere Egli allora non sestesso. di spirito sufficiente pucome l'eroe tragico comuneconcentrarsiper tenersi movito dellamorte,ma devefareprestoquesto al cospet egli la sua coscienza con momento mentoche nello stesso queSe a se stesso. questa afferma lotta e di sta al di sopra sto modo Socratenella crisi della morte si fosseammutol'effetlodellasuavita,provocando indebolito lito, avrebbe il malintesoche I'elasticitdella ironia non era in lui una di gioco, la cui agilit doveforza cosmica,ma una specie inversa a quella richiesta in misura va enlrare in azione *. in elevazione per mantenersipateticamente Questebrevi indicazioninon si possonoevidentemente applicaread Abramo, sesi credecon qualcheanalogiadi poter trovare una parola che convengaad Abramo come cheAbrain quanto si vedela necessit finale; certamente, non se stesso, debba compiere momento mo nell'ultimo deveestrarreil coltello in silenzioma avereuna parola da dire: poichcornePadre della Fedeegli ha un'importanza assolutanella vita dello spirito. Su ci ch'egli devedire, non possofarmi ideaalcuna;dopo chel'ha detto' posso Abramo ben capirlo e in certo sensopossocomprendere in quel che ha detto senzaper questoawicinarlo pi di nessuna quanto non l'avessifatto prima. Senon esistesse ultirna battuta di Socrprc;pqtf ei l pE!i!9i-o-lq"l!9@-qt s oosto e frmularne un , sea m nn riscelotrbperasi aicostaad Abram. be farl un ioera. Ma nessun
* PoichPlatone ha in molti modi volatilizzatopoeticamente la fi_ ga di Socrate,le opinioni sono divise circa la battuta ahSocrateche gli vienean' Io propongola seguenle: deciriva. consideraia ev'e'sere egllmuore.nel momento a morte,nel medesimo nunciata Ia condanna nlla famedesimo momentoegli trionfa sullamorte e compiesestesso mosa risposta: che si meravigliava d'essrestato condannato con la magsioranzi di tre voti. Nessundiscorsovuoto o stlipido sulla piazzadel come cretinadi un idiota potevaessere, osseazione irercato, nessuna la sua condannaa morte, ridicolizzalacon pari irotua. 150

sanocon ci di essere auramo-eannulian;;il;;i"';tuaziog plecedente. se ii 6iano net momentodeci_ sivo dicesse a Isacco;(Si tratta di te>, parole siffatte so_ no soltantouna debolezza. lnfatti sein generale egli cos potesse parlare,avrebbe dovuto farlo molto prima la de_ bolezzadovrebbeallora consistere nel fatt ch,eeli non aveva avutola maturir e concenrrazione di spirilopir pen_ sarein anticipo tutto quel suo dolore, ma egli si sbaraz_ zato di qualcosacos che il suo dolore reae maggiore di quello pensato.Inoltre simili parole lo metterebbero fuori del paradosso trasformandola suasituazione in uno scrupolo:.poichaltrimenti egli non potrebbedire nulla -' e, se lo dicesse. non sarebbe n.ppur un .ro. trugi.o. I uuavtale ullrmeparoledi Abramoci sonostate con_

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di piir da vicino le ultime parole di __Prima considerare Abramo, bisogna cheio anzituttorichiarnit,attenzione sutle difficolt che in generale Abramo pu incontrareper poter riuscirea dire qualcosa.La sofferenza e I,angoscia del paradosso stanno,comesopraho suotto,p.op.iairn.ni" nel silenzio:.Abramo non pu partare. Se.si'nuot poriafq qualche analogia, la si pu trovarenellasiru;io;e de a mone di piragora;p-ictr it sinzio,.h;.rl; ;;;;;;_ dovevamanrenerlo tino a .ulrimomomenloe Lermato, percro drsse-. e meglioessere ucciso cheparlare (cfr. Dio_ gene,lib. VIll, j 39).In quesro sens e un'aoconrdddi_

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che sa non lo pu dire. Egli allora risponde:<Dio provvederaun agnellopel l'olocausto, figlio mio> (Gen., 22, 8). Di qui si vedeil doppiomovimentonell'animadi Abrasemmo, com' stato descrittosopra. SeAbrarno avesse plicemente rinunciatoa Isaccosenzafare nulla di piu. mentito, perchegli sache il SignoreesigeIsacco avrebbe per olocausto in questomomento prone sachelui stesso to a sacrificallo. Pertanto in ogni momento,ch' seguito a questomovimento, egli fa il movimento della fede in forza dell'assurdo.In questo sensoegli non dice falsit possibile che sempre alcuna,poichin forza dell'assurdo diverso.Abramo Dio faccia qualcosadi completamente qualcosa, falsit,ma non diceneppure non dicenessuna poich ei divent tafegliparlain una lingustranir. Abramo to pi evidentesesi riflette che tocca allo stesso sacrificareIsacco. Se il compito fossestato un altro, se Dio avesse ordinato ad Abramo di conduffe Isaccosul I'avrebbecolpito con la folmonte Moria e ivi lui stesso goreper prenderlocosin sacrificio,allora Abramo in senso diretto avrebberagione di parlare in quel modo cos con cui parla, poichneppurelui pottebbesaenigmatico perequel che accadr.Ma Abramo deveagire nel modo come il compito gli stato affidato: egli devequindi sapere nel momento decisivoche Isaccodev'essere sacrifisaputoqueslocon precisiocato.SeAbramonon avesse ne, non avrebbepotuto fare il movimento infinito della le sue parole allora ceamente non sono rassegnazione; Abramo: false, ma cos egli molto lontano dall'essere dell'eroetragico- anzi un uomo menoimportante qualsiasi a prendere unadecisione indeciso chenon riesce e percise la cava sempreparlando con indovinelli. Ma la parodiadel Cavaiiere esattamenle un simileesitante della fede. Allora questomostra ancorauna volta che certamente Abramn, ma unicamentenel modo si pu cornprendere il paradosso. Per parte mia possoben comesi comprend 152

comprendere Abramo ma insiemecapiscoche non ho il coraggiodi parlare a questomodo, cos come non ho il coraggiodi agirecomeAbramo: senza per questodire af_ fatto che ci sia cosadappoco,anzi l;uniia cosaproi_ gtosa. F cosa pensaronoi contemporanei dell,eroetragico? , ch'eragrandee I'ammirarono. E quellavenerabile accol_ ta di.nobili. il giudizio cheognigenerazione cosrituisce per gruorcare la generazione passata ha giudicato anche illo stessomodo. Ma per Abramo non ci fu nessuno che lo potesse comprendere. E cosa mai egli riusci a ottenere? di rimanerefedeleal suo amore.Ma l,uomo che ama Dio nonha bisognodi lagrimen di ammirazione; egtiaimentica la sofferenza nell,amore:anzi l,ha costotairnnt di_ menticara chenonci sarebbe la minimarraccia di queld;lore se non fosseDio stesso a riCrdarglielo, poih-; n9l seerero (Mr.,6,6t, conosce y1f; Iaiofl'eri-u, .on, le lagrimee dimentica tutto. All.ora au!-au::o esiste il paradosso cheil Singoto co_ , me srngoto 5ta.rn un rapporto assoluto all.Assoluto, op_ pure Abramo Derduto_

EPILOGO

aveva dellespezie Quandouna volta in Olandail mercato fecero affondaimercanti norevole. subitouna flessione re in maie'rin paio di carichi per rialzarnei prezzi. QueNon sto era un imbroglio perdonabile,forse necessario. nel cambisogno noi abbiamo di una mossasimile che p deilospirito?Siamonoi certidi avereraggiunlola cosapir alta cosche non ci resti altro piamenteda immagigiunti tant'oltre cos da averequalcosa nare di non essere di una simile illusione che la il tempo? iiempire di che generazione presente ha bisogno? questoil virtuosismo educata,oppure essanon si perfezioin cui dev'essere Ci di cui nell'arted'ingannaresestessa? nata abbastanza essaabbisognanon piuttosto inveceuna onestaseriet o corrompereindichi i comlasciarsi spaventare chesenza chenon metta in angopiti difendendoliamorevolmenle, scia gli uomini spaventandolicon la cosa suprema,ma i compiti giovani e belli e deliziosida vedere mantenendo e affascinantiper tutti e insiemedifficili ed entusiasmanti per le anime nobili, dato che le anime nobili si entusiapossauna genesmanosolo per le cosedifficili? Checch propriamente quel umach' razione imparareda un'altra, precedente. Riguargenerazione I'impara dalla no nessuna cominciain modo originado a questoogni generazione n va olrio, non ha un compito diversodalla precedente precedente non abbia tradito questa, Ia a meno che tre di propriamente Ci ch' se stessa. il compito e ingannato con la qualeancheuna generazione umano la passione 154

comprende I'altra e se stessa. Cos nessuna generazione insegna a un'alra ad amare,nessuna comrncra da un pun_ principio: sia.il nessuna generazione posrerio_ l::f: "-compilopiu re ha un breve dellaprecedenre e seon uuo_ le, come le prececlenti, fermarsi al traguardo d.Uu;;;. ma andareoltre, quesonon sarche un Oiscorso filvoio e sciocco. Ma la passione suprema dell,uomo la fed,e. Nessuna generazione cominciaqui da un punto diveis dalla precedente e ogni generazione comincia aa .upo; tu g.n!.u_ zroneseguente non va pi in l della precedente sequesta rimasra fedete al suocompiro e non I'hapian,u,o"ui_ so. La generazione non pu dire ctrequesi(co_piroil affaticante, poich la generazion. la il iuo comp;to'e-non ha niente a che fare col fatto che la generazione prece_ denteha avuto.lo stesso compio_ a menochela singola generazione o- Singolinellagenerazione non pr"rurnno dl occupare slacciatamente il posro chesolocmpete allo iprnto chegoverna il mondoe cheha la pazienza di non sancarsi. Seuna generazione vuol farlo segno ch,tra_ ata: chemeraviglia allora chetutta l,esistenza sembritraviatal Infatti non c,nessuno cheabbiatrovatol,esistentrSviaj? di quel sarroil quale, secondo la favolaii, :: !i entrato in cielo ancorvivo, contemplava da quel punto di osservazione l,universo. Appena una generazione si p:eoccupa soltantodel suo compito,chrItobiettvo pi alto, n^on pudavverostancarsi, poiih il Compt sempre sufficienteper la vita di un uomo. euand; i bambi; un siorno di vacanzaprima che il campanilesuoni ie 11 l2 hanno giesauriro turti i loro giochi. oi, griauno irn_ patzlenr: non c' nessuno chepossa inventare quaJche nuovo-gioco? - questodimostraforsechecoteiti marmoc_ chi sono pi evoluti e progrediti dei bambini d.U; ;;;; ," ^11,}:,': lll:ll tt.: ianrr)) der frarelli Crimm o inpaadiso delle ;n. \..ravote ^tndermorchcn
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o di quella passatache passavarazionecontemporanea giornata con i giochi soliti? O ci non dimono tutta la quei primi bambini mancaqodi quella stra piuttosto che la ch'io vorrei chiamare serietamorosacon cui bisogna sempregiocare? in ogni di un uomo.Forse suprema Ia fede la passione generazione molti non ci arrivano neppure,ma nessuno seancheai nostri giorni va oltre.Non toccaa me decidere a me io oso sollanlorichiamarmi molti non la scoprono; chei suoi progettisono comea chi non si nasconde stesso d'ingannare senzaper questoauspicare a lunga scadenza, o il grandeidealeriducendoloa qualcosad'insi sestesso al gnificante,a un gioco infantile di cui uno si sbarazza piu presto. Ma ancheper colui che non ancoragiunto alla fedela vita pone compiti sufficienti e, quando li. ama anche se sprecata: la vila non certamente onestamente, e ci non comparabilealla vita di coloro che accolsero giunto alla feafferraronoI'idealepiil alto. Ma colui ch' de (non fa differenza,a questoproposito,seegli sia di taseegli non si fermasse lenti notevolio un uomo semplice), alla fede,certamentesi ribellerebbesequalcuno glielo rimse qualcuno lo proverasse: come l'amantes'indignerebbe perch fermato all'amore si - egli infatti rimproverasse polcl in mi son fermato io non risponderebbe: 4!!411q' questoche consisteIa mia vita. E neppureegli va oltre, qualconon pqsa a qualcosad'altro: poich sescoprisse spiegazione. ha un'altra allora egli sa di altro, <Bisognaandareoltre, bisognaandareoltre>' Questo bisognodi andareoltre anticonel mondo. L'oscuro Eranei suoiscrittie i suoiscritti i suoipensieri clito, chedepose nel tempio di Diana (poich quei pensierierano stati la nel tempio della suaarmaturanellavita e percili appese duevolte nellostesso dea)ha detto:<Non ci si pu bagnare fiumer>*. L'oscuro Eraclito avevaun discepoloche non
' Kai rordso oi <intLxdc,v td U,ra ).i1eL q Di< q rv dv tt ot c gv oi x v i g p a i 4 t f . l a5 .o m ig lia n d o le co :e u n ive r \e a lla co fl ente

volle fermarsi a questo, ma and oltre e aggiunse: <non ci si pu bagnare neppure una volta> *. povero Eraclito: avereun di scepol o si mi l el l l pri nci pi odi E raclit ocon ouesto mi gl i oramentosi mi gl i or al punro da divenlar euna proposizione elasticache nega il movimento: eppure quello voleva essere soltanto un discepolodi Eraclito che intendeva andareoltre, non tornare indietro a ciheEraclito aveva abbandonato.

di un liumeduerolre.dice,in un mede,rmo fiumenon ri porrebbe di. .cenorre.l {ptafo.('rurltus 402Ai DielcI. 145. 28-9). ' Cli. Tenemann, Gesch. d. phtto:., I Bd., p. 220.

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AUr-4ur
Dalle carte di A

Ad se ipsum Grandeur, sayoir, renommc Amiti, poiririt'ii _ out n.est que vent. que fume: ^r rour mteux dire, lout n'est rient.

,,;,f;i''::;: l::[::x'",if:1"i ix?ilJ,,&fl[,:t,fti,:1,


(crr. Lessing, ces. #i{'"':'1jJx'ft'"'. "trx", ;#'1,'r ramrna

DIAPSALMATA

pogta?Un uomo infelicechenasconde gra-Ch-g.gg!-'-!ln vr penenel suo cuore,ma le cui labbra sono conformate in lal modo che il sospiroe il grido all.uscirne le renJe squlllantl comeuna bellamusica. La suasorte similea quetladi quegli sciaguratiche nel toro di Falarider furo_ no tormentati a fuoco lento, e le cui grida non potevano giungere all'orecchio del rirannoper turbarlo. gicch per lur avevano ll suonodi unadolcemusica. Ora gli uomini si affollano rorno al poelae gli dicono:nCantapresro .in di nuovo, cio che nuovesofferenze torturino Dresto la lua anima,e chele rue labbraseguirino a esseri confor_ mate come prima, poichle grida non farebberoche in_ quietarci,ma la musica soave>r. E i critici si accostano dicendo:<Va bene,cosdev,essere secondo le regoledel_ I'estetica). Si capisce: un critico somigliaa un poeta come una goccia d,acqua a una goccia d'acqua, soltanto ch'egli non ha le penedel cuoren la musicasuilelabbra. Ed eccoperch io vorreipiul.tosto porcaro essere ad Ana_ gerroe farmi capiredai porci, che essere poetae venir rarnteso dagi uomini. La prima questione chela pedagogia pi semplice ed ele_ mentaresi pone , com' noto, la seguente: cosaavr il

j,:'ifi l;"l':f{!,: [:f:::Tti:.;:i";:ff ,ff.""T ;:ir:Jn ::: r,r iri i-".i*" t,tT,i'ii1:'.iltl"ili1ril','*?:i: ;:',"r"rj.*"o't'
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bambino?La risposta: chi lo sa?E con simili riflessioni cominciala vita, e tuttavia si negail peccatooriginale. E per i primi sganaschi deveallora il bambinorngraziare soni se non i suoi genitori? parlarecoi bambini: con essisi pu almenospePreferisco rare che possanodivenire in seguito esseriragionevoli; mentre quelli che 1o sono gi divenuti - Dio mio! Gli uomini come sono incoerenti! Non approfittano mai quellechenon handellelibert chehanno, ma reclamano di pardi pqrsarg,chfg{ono la libertL no: hannola lib,ert lare. Non mi va di far nulla. Non mi va d'andare a cavallo, troppo violento; non mi va di camminare, un esercizio mi stancatroppo; non mi va di sdraiarmi, perch,o bisogna restaresdraiato,e questonon mi va, o bisognerebbe questomi va. Summasummarum:non alzarsi, e nemmeno mi va di far nulla'?. Come noto vi sono degli insetti che muoiono nel momento della fecondazione:Io stessoawiene per tutte Ie pi alto e sfolgorante delgioie:il momento del godimento dalla morte. la vita accompagnato

si mandanoin tipografia: eccocheun po, alla volta, cor_ reggendo le bozze,comincianoa spuntareun mucchiodi pensieri.perci fatevi coraggio,voi cheancora eccellenti non osavatemandarequalcosaalle stampe:anchegli er_ rori di stampanon sono da disprezzare e il diventar-e spi_ ntosi, a causadegli errori di srampa,dev'essere ancora consideratoun modo decenteper diventarlo. In generale-l'irnperfezione di tutte le coseumane chesol_ tanto mediante il contrasto si possiede ci chesi desidera. Non parler di quellamolteplicit di formazionechepu dar assaida fare allo psicologo(il malinconicooossiide soprattuttoil senso del comico,il sensua.le ha spesso e prin_ cipalmente quelloidillico, il debosciato ,p"rrol ,"nro rale, e lo scetticospesso il senso religios);a me basta -o_ so_ lo osservare chela brcatitudine non siintravvede cheattra_ ' vcrso.il peccato. Fuori del mio solito ambientenumeroso,io ho ancora un intimo confidente- la mia malinconia;in mezzoalla mia gioia, in mezzoal mio lavoro, essomi fa un cenno, mi tirada parte-anche seil mio corpo restasul posto.-Lamia .D{ali.ncc$ie pi fedetech'io abbia consciuto: l'4rna41e che meraviglia allora ch'io roini -mrlZ E un ragionamentobalordo quello che nella sua infinit sta nello stesso rapporto al risultato comel,infinita serie dei re egizianial loro prodotto storico. I a vecchiaiarealizzai sognidella giovent: lo si vedein Swiftr checostruin gioventun manicomio e nellasua vecchiaia vi fu ricoverato. angosciante il vedere con qualeprofonda ipocondriagli
Swift. celebre 5ariricoingesee aurcre deryiagei di Gul_ ,,..3_Jonathan /rver, mon ln marcomionel 1745_

C-ONSIGLIOEFFICACE PER GLI SCRITTORI

Si buttano gir alla buona di Dio le proprie riflessioni e


2 Un testo precdente del Diao (20lt)glio 1839)parla dello spleer sotto il nome di momenti di torpore e (che) che (...i mistici conoscono la citazione il Medioevoavevaconosciutocol nome di acedio). Segue di s. GregorioMagno daiMorctiq n Job, Xlll: (Virum solitariumubique comiatur acedia...ut animi remissio,mentis enervato,neglectus odium professionis,laudatrix rerum saeculareligiosae exercitationis, ovunqueI'uomo solitado... come torrium)) k(L'accidia accompagna pore dell'animo,ianguoredellamente,abbandonodella praticareligio(II A 484; celebrazone della vita secolare.))l sa, odio della professione, tr. it., nr. 383,r. I, p.293). 162

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I
antichi inglesihanno scopertoI'ambiguit che sta a fonche se damentodel ridicolo. Il Dr. Hartle/ ha osservato: pianun cos c' il ridere si mostta arzituttonei bambini, un sntimenowero dal dolore to inizialech' stimolato impedito e ripetuto con into del doloreirnprowisamente (cfr. der comischen Geschiche Flgel, tervallimolto brevi un map. nel mondo Come tutto Bd., 50). Literutur,l. pianto! un non che il riso in fondo come linteso, Ci sono certeoccasioninelle quali si pu provare un dosolore infinito nel vedereun uomo ch' completamente lo al mondo. Cos ieri ho visto una bambina povera redellaconil sacramento carsisolaalla Chiesaper ricevere fermazione. chefu rinchiudi un generale', Nepoteracconra Cornelio so in una fotezz con una notevolecavalleria,il quale la troppa inai cavallituili i giorni, perch sferzare faceva zionenon fosseloro nociva- cosanch'io vivo in questo questa inateccessiva ma perch tempocomeun assediato; tivita non mi porti danno, io piango fino a stancarmi. plco del mio dolore ggmeI'inglesei4la sla-casa:il mio il patir dodoloreis my castle.Molti uomini considerano vita. della lore come una delle comodit Io mi sentocome dovrebbesentirsiun pezzodel gioco di quandoI'awersario dice:questopezzonon si pu scacchi toccare, <Aladino> un raccontocos fortificante, perchha un ardimentogenialee infantile nei desideripi strampalati. in verita desiderare, Quanti nel nostro tempo oserebbero prego>di <<prego, n col aspirare,apostrofarela natura
a David Hartley (1705-57), medico e filosofo inglese. t Si tratta del generale macedone Eurnene(c. 5, 4 sgg.).

un bambinoeducato, n con la rabbiadi un individuotra_ viato? Quanti hanno il sentimentodi ci di cui tanto si chiacchiera ai nostri giorni, ciochel,uomo creatoa immagine di Do loen., 1,26)? A quanrihannoIa veravoce oet comandamento? Oppurenon siamonoi comeNou_ reddin, checi sbracciamo in inchini e riverenze, con l,an_ gosciadi esigere troppo o troppo poco? Oppureogni esigenzagrandiosanon stata ridotta a poco a poco a un rifleltere morboso sul proprioio, a spostare i.esigenza su dr se, comeI'esige anchela nostraeducazione e forma_ zione? Spaurito come un Scheva,debolee rrascuratocome un Dageschlene6,io mi trovo come una letterastampata a rovescionella riga e tuttavia fiero come un pascidi tre code,gelosodi me stesso e dei miei pensiericomela Ban_ ca dei suoi biglietti, soprattuttocosi ripiegatoin me stes_ so comeun pronomen reflexivum. S, vale per le disgrazie e le peneci che vale per le azioni fatte n buonalo_ scienza: checoloro che le fanno, hannoil loro premio _ se questovale per le pene,io sar I'uomo piu felice del mondo, poichio anticipo tutte le preoccupazioni e per_ ci esserestanodietro. Ci che mostra fra l,altro l,immensaforza poeticadella letteratura popolare questo,cheessa ha un fotere di bra_ ma.re. A confrontodi essa la concupiscenza dei nostrigiorni peccaminosa a un tempo e noiosa,perchessa esi_ deraquello cheappartiene al prossimo.euella sabenissi_ mo che il prossimo,al pari di lei, non possiede quel che essa cerca.E'se cedea qualchebrama peccaminosa lo fa ln manleratanto ributtante da far tremarel,uomo. I freddi calcolidi probabilit di una intelligenza sobria
6,scheva sonosegniper la letruractelle lelreredell.aifabe. ebraico e Dagesch lo

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I
non approdanoa nulla. Ancora oggi Don Giovanni traversala scenacolle sue 1003amanti. Nessunoosa sorriderea causadel rispetto per la venerabilitdella tradizione. Se un poeta al giorno d'oggi l'avesseosato, sarebbe stato deriso. di strana rnalinconianon ho avuto nel Che impressione vedere trascinarsiper la via un pover'uomo coperto di un frac verde chiaro tendenteal giallo. Mi facevapena; ma ci che mi ha commossodi piii era il colore del suo frac i primi prodotchemi ricordavain modo impressionante ti della mia infanzia nella nobile arte della pittura. Questo colore era infatti uno dei miei preferiti. Non per triste che questoimpasto di colori, ch'io ancora ricordo con tanta gioia, non si trovi in nessunluogo della vita? Tutto il mondo li trova crudi, eccentrici,buoni soltanto per le figurine di Norimberga.Secapitad'incontrarli qualche volta, I'incontro sar penosocome questavolta. Si tratter sempredi un pazzo o di un povero disgraziato, alla vita e che in brevesempredi uno chesi senteestraneo E io che sempredipingevo i miei il mondo sconfesser. eroi con quella tinta di un giallo-verdeindimenticabile! Non succede cos con tutti gli impasti cromatici dell'infanzia?Lo splendoreche allora avevala vita, un po' alla volta diventa forte, troppo crudo per i nostri occhi. Ahim, la porta della felicit non si apre verso l'interno cosche a slanciarsicontro di essanon servea nulla; ma da fare. e percinon c' nulLa essa si aprer ersoI'csterno Io ho il coraggio,credo, di dubitare di tutto; ho il coraggio, credo,di loirarecontrotutto; ma non ho il coraggio di ionoscerqi'ilcsa, n il coraggiodi avere,n di posqualcosa.I pi si lamentanoche il mondo sia tansedere to prosaico,chenella vita le cosenon vanno comenel ro sempre tanto favorevole;io mi manzo,doveI'occasione 166 lamento,perchnellavita le cosenon vanno comenel romanzo, dovesi ha da lottare contro i padri dal cuor duro, i coboldi e i nani, e da liberarele prin-ipesse st.egate. Co_ sa sono tutti i nemici di questogenerein confionto dei fantasmi norturnipallidi,esangui, allampanat, coi quali ro combattoe a cui io stesso do vita ed esistenza? Perchla mia anima e i miei pensierisono cos sterili, e tutlavia sempre torturati da dolori senza contenuto, vo_ luttuosi e penosi?La lingua del mio spirito non si scio_ gtera mai in me, dovr sempre balbettire? Io ho bisolno di una vocepenetrante comelo sguardodi una lince,ier_ rjficanlecomeil sospirodi un giganre, persisrente come u suonode a natura,mordente comeil sibilodel vento gelido,sinistrocomelo scherno impietosodell'eco.di una gammacheva dal basso pi profondofino ai roni pi te_ neri, modulati a parte dal bisbiglio sacro fino ali,energia frenetica. di questoch'io h bisognoper respirare, per esprimere ci chetengonell.anima, per icuotere le vi_ sceresia dell'ira come della simpatia. Ma la mia voce rauca come il grido del gabbianoo spentacomela benedizione sulle labbra di un muto. Cos'accadr? Cosaporter il futuro? Non lo so, non ne ho presentimento acuno. euando il ragno da un punto fissosi lanciaprecipitandosi in basso con le sueconseeuen_ ze, alloraessovedesempre uno spaziovuoto davinti a s nel quale non pu rovare un appoggioper quanto si lanci. Cos con me; davanti a me c' smpieuno spazio vuoto; ci che mi spingefuori una conseguenza che sta dietro a me. Questavita va a rovescio: tremendo. insopportabile. Il primo periodo dell'innamcramento sempre il pi bello, poich a ogni incontro ogni sguardosi porti a casa qualcosadi nuovo per allegrarsi.
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La mia concezione della vita comoletamente senza senso. lo penso cheuno spiritomalignmi ha messo sul naso un paio di occhialidi cui una lenteingrandisce a dismisura mentreI'altra rimpicciolisceanch'essa a dismisura. Il dubitante un pep|ao.rr,1<opvog'; comeuna trottola sotto i colpj della frusta egli per un tempo pir o menolungo si mantienein piedi, tanto poco come la trottola. Di tutte le coseridicole che mi capitanola pi ridicola di essere indaffarato in questomondo, di essere un uomo che si affretta ad andare a mangiare,a compiereil suo lavoro. Quandoperciio vedouna moscaposarsinel momento decisivosul nasodi un simile uomo d'affari o una vettura sorpassarlo a una velocit pir grande,inzaccherandolo, o il ponte di Knippel sollevarsidavanti a lui o una tegolacadergliin testae ucciderlo,io rido con tutto il cuore. E chi non scoppierebbe a ridere?Cosa possono combinaredi buono questi esagitati?Non succede a costoro comea quelladonnala qualenel trambustoper l'incendiodella suacasa,posein salvole molle per attizzare il fuoco?Cosasalvanodi pi costorodal grandeincendio della vita? A me mancan tutto e per tutto la pazienza di vivere.Non posso vedere l'erba crescere, e poichnon lo posso, non ho voglia di guardarla. Le mie idee sono considerazioni fugaci di uno (scolasticovagabondo)3 che percorrela vita precipitosamente. Un proverbio dice: Il Nostro Signore fa chelo slomacosia ripienoprima degliocchi.A me non pare: i miei occhi sono sazie stufi di tutto e tuttavia !o hq fame.
8 kierkegaard usaI'espressione tedesca di Goethe: Schoahrender 168
l ( Pr e s o a tru sl a fe . rl

Mi. interroghino pure su qualsiasi cosa,a patroche non m rnterrogtuno sulleragioni.Si perdonaa unagiovane ra_ gazza ch'essa non possadare ragioni, etfa ui si 1coe dice)di sentimento. Diversamente net _io o g.n._ rale io di ragioni ne ho cos tante e fra "aro. loro stanti cheper questaragionemi impossiUite "ori "oiliii_ portare ragoni.Ancheper it rapporro di causa ed efferro a mesem_ ora cnela sltuaz ionenon quadri.Alle volteda cause enor_ nn e podetosee vieneun effettominuscolo e senza impor_ tanza, alle volte addirittura nulla;_al.le-voite pi;;;l" causaproduce un effetto colossale, "* E ora Ie gioie innocenti della vita! Bisogna ammettere ch'esse hannosolo un difetto,quellodi eslsere innoceni. devonoessere godurecon misura. l,r:l:...::" euando r mto medlco mi prescrive unadieta,quesro si pu capi_ re; io po_sso astenermi per un certo tempo da certi deter_ minati cibi;.ma-es.se,re dietetici nell,ossrvare ta Aieta_ questo e veramente esigere troppo. L_a-vita diventala per me una pozione amarae tuttavia essava presacome le gocce,lentamente, contando. Nessunoritorna dai morti, nessuno entrato in questo mondo senzapiangere;nessuno ci domandaq;;;;;: gliamoentrare,nersuno quandovogliamo il;;;." Il tempo passa,la vita un fiume, dice la gente ecc. Io av:erlire quesro,it tempo (per .1 ,ta fe._o :::-1"-r:" e ro con esso. Tutri i pianich'io progerro, ripiombano catu di me; quandovogliosputare, io mi sputo in l_.n9o laccra. Quando mi alzo al mattino, io torno subito a mettermi
I Gewaltige(iD tedesco nel testo).

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a letto. alla sera ch'io mi sento meglio, nel momento che spengola luce e mi tiro su il piumino sulla testa.Ancora una volta mi rialzo, con una gioia indescrivibiledo uno sguardod'insiemealla stanzae poi, buona notte! e giir sotto le coperte. Di nessuna cosae di nessungenere. Di cosason capace? nellavita? Dio sesaraapprezzata un'abilit rara; chiss checercanoun impiego sasetrovano un posto le ragazze come donne tuttofare o in mancanzadi questoper fare qualsiasicosa. Non lecito essere enigmaticocon gli altri, ma neppure quandosono stanco Io studio me stesso; con se stesso, di questo,per passare il tempo accendoun sigaroe penso. Dio sa ci che in fondo Nostro Signoreha voluto da me oppure ci ch'egli vuole cavareda me. partorienteha voglie pi stranee pit impazienti Nessuna riguardanoa volte le cosepi insignificanti, dellemie. Esse a volte le piir sublimi, ma tutte contengonoin egual grain quedo la passione momentanea dell'anima.Io desidero piatto polenta granturco. Ricordo di di sto momento un che quando andavo a scuola, ogni mercoledmangiavamo sempre la polenta di granturco. Ricordo chela polenta di granturcoera lisciae bianca: quanto il burro mi sorrideva appetitoso,quanto la polenta sembravacalda da vedere,quanto io ero affamato e impazientedi cominciare! Un piatto di polenta di granturco! per averla, darei subito il mio diritto di primogenituraro. II mago Virgiliort si fece tagliare a pezzi e introdurre in
!0 Allusione a Esau che vendetteal fratelo Giacobbeil suo diritto per un piattodi ienticche (Gen.,25,29 see.). di pdmogenifura " Virgilio ebbenel Mcdioevo anchefama di mago. Per questastoriella gli editori danesidanno a citazion:Zauberer yirgilius, in <<Die ges.von Simrock,VI, p.363. deutschen Volksbcher), 110

una marmitta per farsi cuocereduranteotto giorni e poter con questoprocedimentoringiovanire. ngli incarc qualcunoperch sorvegliasse a chenes.unogru;Ourra n" marmitta. Tuttavia il sorvegliante " non pot resistere alla tentazjone;era troppo presto, Virgilio ;van in figura di bambino con un grido. Anch,io h senzadubbio lettato lo troppo presto nella marmitta, nella marmitta _sguardo della vita e dello sviluppodella stona, e non arriver mai a diventare pi di un bambino. <<Non bisognamai perdersidi coraggio,quandole disgrazie s'ammucchiano su qualcuno,rilnojo pii rpuuriio_ so, allora chesi vedenellenubi una mano soccorritrice.r - cosl parlava il rev. JesperMortenr2ai secondivespri. Io sono abituato a camminaresotto il cielo aperto e non ho mai osservato nulla di sirnile.Alcuni giorni fa durante una passeggiata ho osseryatoun fenomenosimile. Non era propnamente una mano,ma comeun bracciochespor_ gevafuori dallenubi. Mi sprofondainellariflessione. ensai: (Magari ci fosseora qui JesperMorten per decidere seera questoil fenomenoch'egliintendeva!>. Mentrestavo immersoin questipensieri,un passante mostrandomi le nubi mi dice: (Vedete quella tromba d,acqua?si vede molto di rado da questeparti; essaalle volt spazza via caseintere). Buon Dio, pensai, una tromba d,accua. e me la diedi a gambecome meglioporei_Chissa cosa avrebbefatto il signor pastoreJesperMorten al mio posto? Lasciamochegli altri si lamentinochei tempi sonocatti_ vi; io mi lamentocheil nostro tempo miseiabile,poich passioni. senza I pensieri degliuminisonosorriti e fra_ gili come merletti, essistessimiseri come le ragazze che fanno.i merletti. I pensieridelle loro menti so troppo meschiniper essere peccaminosi. In un vennesi potrie
12Secondo gli editori danesi un personaggio del poetaBaggesen.

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forse considerare corneun peccatol'avere tali pensieri,non in un uomo, creatoa immaginedi Dio. I loro desiderisono compassati e torpidi, le loro passionisonnolente. Fanno il loro dovere,queste animeda bottegai;ma si permettono per come gli ebrei di grattare un poco le monete credendoche, per quanto il Signoresa esatto nella sua contabilit., si possasempreriuscirea truffarlo un tantino. Puah! Ed per questochela mia animatorna sempre all'Antico Testamentoe a Shakespeare. L si senteche quei cheparlano sonouomini; la si odia, l si ama, si ammazzail nemico,si maledicela sua stirpe per tutte le generazioni, l si pecca. Io divido il mio tempo coq:mg1dormo e I'altra met sogno. Quando dorrno 4o-nsoglo, ed un peccatopoich sognare la slprema genialit. L'ideale pir alto di essere un uomo perfetto. In questo -per mment io h i ati ai p'Grii:quesro sempredi aruto. Il risultato dellamia vita sfumain un nulla, in un'impressione,lnriri siocire.ii mio risiilrao ha unasomiglianza con la pittuiaii quelltartistache dovevadipingereil passaggiodegli ebreidel Mar Rossoe a questoscopodipinse tutta la paretein rosso spiegando che gli ebrei erano gia passati e che gli egiziani erano tutti annegati. La dignita umana riconosciuta ancoradalla natura:poigli uccelli dagli alberi, si ch quando si vogliono cacciare metteun fantoccio che assomiglia a un uomo e anchese si tratta di una somiglianzalontana con I'uomo, qual lo spaventapasseri, essa sufficientea incuteredspetto. Quandol'amore devesignificarequalcosa,nell'ora della sua nascitadev'essere illuminato dalla luna. come il bue t12

Api per essere un vero Api dovevaessere illuminato dalla luna. La vaccache partor Api dovettenel momento del coDceplmento essere illuminata dalla luna. La miglior prova della miseriadell,esistenza ouella che si ottiene dalla considerazione della sua rnugn-iG-i. I pir corrono con tanta foga alla ricercadel piacere che passano oltre. Capita a essicomea quel nano che custo_ diva nel suocastello unaprincipessa ch,egli aveva rapita. un glornoegli faceva Ia siesta. Dopo un,orasi risveglia, ma la.principessa era fuggita.Subitos'infila le scu.p"ai'. setteleghe- con un solo passo egli I'ha oltrepassata di un Detpezzo.

Quanto la vita vuota e insulsa! _ Si fa il funeraledi un uomo; lo si accompagna al cimitero, si gettanosu di lui tre palatedi terra; si torna a casain carrozza; ci si con_ sola col pensierocheci restaancora una lunga viia. euanti anni fanno 7xl0? perchnon finire unu u-oltuper-tuite, perch non rimanere laggie discendere nel sepoicro? percl non tirare a sortea chi toccherla disgraiia di essere I'ultimo viventechegetterle ultime tre paltedi terra sugli ultimi morti?

t73

09119!qp!i pgl!! q lqf qgqllle fedele e allora io sar vittima del mio zelo di sperimglr-r*q. pSig dovr attenelql al.g!; 9pp_!lle_l-9-{l'U.l,mofnento quando ell4 mi piantere io avr la vecchia storia. Destinomiserabile! inutile che t'impiastricci il viso avvizzito come una vecchiabattona, inutile che ti metta a suonare i tuoi ciondolida pagliaccio: tu mi annoi: sempre la stessa minesla, e idemper iden. Nessuna novit, sempre la stessa minestrariscaldata. Venite,sonnoe mor!e: .yerlgn llqlngttete nulla, voi chiedetetutto. Questi due familiari colpi d'archetto di violino! Questi duecolpi familiari d'archettodi violino, qui in questomomento, in mezzo alla strada! Ho forse perduto la ragione, il mio orecchiocheper amore alla musicadi Mozart ha cessato di udire, una ricompensache gli dei offrono a me, l'infelice, che siedecome un pitocco alla porta del tempio, quelladi darmi un orecchiocheeseguisce per suo conto ci che ascolta?Solo questi due colpi d'archetto, poichora non sentopir nulla. om nita Ouvenure immortalersirrompono gli accordi profondi, cos quei due colpi qui si aprono un passaggio attraversoil brusio e il chiasso della via con tutta la sorpresa di una rivelazione. Dev'essere qui nella vicinanza,poichio sentoi suoni leggeridi danza.* dunque a voi, coppia infelice d,arte, cheio devoquesta gioia.- L'uno di essi potevaavere 17 anni e indossava un soprabitoverdedi Kalmonk, con grandi bottoni di osso.Il frac era troppo grandeper lui. Egli tenevail violino stretto sotto il mento, il berretto gli coprivagli occhi, la mano era copertada un guanto senza dita, le dita erano rossee blu per il freddo. L,altro era
13Si tralta dela Ouverture del Don Gior,annidi Mozart, 174

trovassi unacheroCCC nl&13gi qgggqb,p9 la p91 1e4919, su4jeqti4lng! mt_Ci_u!".t9!b" e "uqrq{elb !U"*rpe

con collerto: erano tur_ lr:c.uye lnita.noj.pglava un mantello cr:c.n r..lJ na ra+az/ela.cheprobabilmenre faceva ir. rorodaguid, li precedeva cacciand le manii" ;;";.; pa. A poco a poco avevanofatto un capannello di ammi_ rato_r di questamusica,un postino col suo pacco al teiie_ re, un ragazzo, domestica,un paio di vagabondi. _una Le carrozze signorili.passar ano fragoroser r carrertr soverchia_ vare n \uonoder. dueviolinichesi sentivano a intervalli. ,urcrcecoppla 0r arlisti.non saDete voi chequesti suoni nascondono in set utreIe magnificenze _ Non delmono? era questo comeun convegno d.amore?

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Dregiato del mondo, lo ticenzierei art,isiane;;;#;

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defia r iranon puessere que o diavorare

Qualepu ejsereil significaro di quesra rira? Se si djvi_

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in ci cheio godo, non consiste cheil verogodimento sce propria vlont ma nel riuscira fare Ia dellamia vita: io sonoun Quindinon sonoio il padrone nella tramadellavira! Bene, intessuto filo chedev'issere di lagliarequesto capace qgnoalmeno se non so tessere filo. Con la tranquillit si ottienetutto e si divinizzanel silenzio. Non valesoltantodellanascitadel figlio di Psicheche tutto dipendedal silenziodi lei: selu laceraj. dvino, un bambino Nascera il segretor' uomoserivelerai ma sarun semplice le sofferendestinatoa4 attraversare Mi sembradi essere in tutte ze di tutti gli stati d'animo pql f4lnq esperienza le direzioni.A ogni momentomi trovo comeun bamt'lno iv mparare a nuotare, fuori nel mare aperto' Io mi metto a gridare (l'ho imparato dai greci dai quali si seio porto pu imparare ci ch' umano):poichanche pertica per che m dela una cintura alla vita, non vedo esperienza' fare un modo orrendo di ve sostenere. strano che ci si faccia un'idea dell'eternita abbastanza Sepensoa quel digrazieai due contrastipi spaventosi. peraver per cheimpazz disperazione: contabile, sgraziaro Cameuna rovinato calcolatoche 7 + 6 fanno 14, aveva giorno' giorno dopo ra di commercio;seme I'immagino 7 indifferentea qualsiasialtra cosa,ripeterea se stesso:

+ 6 = 14, eccoche allora ho l,immaginedell'eternit. Sem'immaginoin un haremuna voluttuosabellezza fem_ minile adagiatacon tutta la sua grazia sopra un divano preoccuparsi senza di nulla al mondo, eccoch,io ho un'al_ tra immagine dell'eternitr5. Ci chei filosofi dicono della realt, cosdeludente co_ me la scritta che si leggeda un antiquario: qui si stira _ e sesi ritorna col proprio vestitoper farlo stirare,si resta buggerati.Era una scritta in vendita! Perme non c' nulladi piu pericoloso del ricordare. Appena io ricordo una cosadella vita, la cosastsa cessa. Si dice che la separazione aiuta a rinfrescareI'amore. verissimo, ma lo rinfresca in modopuramente poetico. Vi_ verenel ricordo il modo pi perfetto di vita chesi possa immaginare. tl ricordosazia piu di qualunque realra, e ha una sicurezza chenessuna realrpossiede. Una situaziJ_ ne dellavita ch' stataricordata gi entratanell'eternit e non ha pir nessninteresse terreno. Sequalcunodevetenere un diario per venireun po, in soccorsodellasuamemoria,costuidovreiessere io. Dopo un po' di tempo mi accade spesso di aver dimenticatocom_ pletamente le ragionichemi hannospintoa questa o quella cosa,non soltantoquando si tratta d'ineziema anchedei passipir importanti. Quandopoi le ragioni mi ritornano alla memoria, mi sembranospesso cosi stranech,io non riescoa credereche fosseroragioni. euesto dubbio sva_ nirebbe,seavessi qualcosa di scritto a cui attenermi.Una ragione in generale una cosastrana:seio l,osservocon tutta la mia passione, essd si gonfia fino a diventare un,e_ norme necessit ch' capace di muoverecielo e terra: se
15Altri eseTpidi_lla (immagine etrna) sl trovano nel rrarro (cfr. _ trad. it,, t. XII, p. 178).

14In ledesconel testo: (Mit enem Kind' das gtllich' wenn Du schwiiil - Doch menschlich, utennDu das Geheimniss zeiesttt Kier' (e' Ia Lradulione di Apuleiosecondo kesaa ' isoiraalle Veramorlosi lclf s KierkCie'sen1832 r?li Uio? ,ra prt"rPr di i. Kehrein' gaardsBibtiolhek, nr. 1216,p. 75)

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io sono senzapassione,allora la guardo con sdegno.A lungo !o riflettuto sulla causache m'ha spinto a rinunQuando ci penso,capisco ciale q! psio dli4sgnamento. qualcosa(di solido). Oggi per me posizione era cequtta la ragione stata ch'io luce: di barlume un mi venuto posto. Se fossi rimasto quel per tagliato mi sentivo non perderee nulla da guada tutto posto, avuto quel avrei a giudicato di rinunziareal pobene qo"sto ho fe. dignat. in una comitiva di attori ambusto e di farmi assumere lanti per la ragioneche, sprowisto come sono di ogni talnto artistico, ho percitutto da guadagnare. una grandeingenuitil credereche lo strillare o il gridare nel mondo possanogiovare, come se con ci si potessecambiareil proprio destino' Tocca prenderlocome vieneed evitaretutte le lungaggini.Nella mia giovenltl daquandoentravoin un ristorante,dicevoal cameriere: non pezzo e di spalla temi un buon pezzo di filetto, tn troppo grasso.Il mio grido il camerierelo sentivaappena, egli vi prestavaancor meno attenzlone;meno ancora il cuola mia vocepotevagiungerein cucinae sollecitare forse un non c'era allora accadesse, co e quand'ancheci piit' grido io non Ora I'arrosto. pezzo buono in tutto Le aspirazionisociali e la bella simpatiache le accompagna si diffondono sempredi pi' A Lipsia si fondato un comitato il quale per simpatiaper la dolorosafine dei cavalli vecchi ha decisodi mangiarli. Io ho solo un amico, I'eco: e perqh qrlq amlqo?percli io amo il mio dolore e I'eco non me lo toglie' Io ho ul il,o coniirlente, il silenziodella nott. E perch il mio confidente?Perchil silenzio tace. Parmeniscopersele facolta Corne,secondola leggendet, del riso nell'antro trofonico ma la riebbea Delo vedendo 178

un massoinforme, che gli fu mostrato comeI'immasine delladea Lero, cosi av\enutoa mer".euando ero piu giovane,dimenticaiil riso nell,antrotrofonico; pi tardi, allorch aprii gli occhie considerai la reah.risi, e dopo queltemponon ho piu smesso. Vidi cheI'imporranza della vita stavanel trovare un impiego, il suo scoponel diven_ tare consigliere di giustizia; che il desideriopotente del_ I'amore era di trovare una ragazza ricca; chela beatitudine dell'amicizia sta\a nell'aiurarsi scambievolmente nei guaieconomicil chela sapienza non senon ci che oiu credonochesia; cheI'enrusasmo consisteva nej fare un discorso;che il coraggio risiedevanell,osaredi beccarsi una multa di_10 scudi;chela cordialit appariva nel dire: pro) dopo un pranzo; cheil timor di Dio consiste_ <(bu_on va nel fare la comunioneuna volta all'anno. Vidi questo e risi. Cos' che mi lega?Di cos,erafatta la catenache teneva legatoil lupo di Fenris?'? Del rumore dellezampedi gatto quanto toccanoterra, dellabarba delledonne,dellera_ dici dellerocce,dell'erbadell'orsot8, del respirodei oescie dellospiritodegliuccelli. Anch'iosonoiegato da una catenach' formata d'immaginazionitenebrose, di sogni angosciosi, di pensieriinquieti, di presentimenti timoro_ si, di oscure angosce. Questacatena (tanto sottilee morbida comeun filo di seta,essa si prestaalla massima tenslone, ma non si spezza). abbastanza stranoche sianosempre le stesse cosea occuparcjin tutte le et della vita: non si fa un pasi avanti,
Parmenisco eraun filosofopiragorico e Ia leggenda citata,econ_ do AIeneo(Dipnotoph. XlV. 614).I anlro ofonico in Beo,,ia. La dea_Leto la madre di Giove. " Il-lupo di fenris nellami ologia.candinava nemrco degliclei. ' L e.prer,rone.i troyanella\,l ologa norrlfua pre,a di Crnd(vig . daglifddoi ma si atrerebbe poiche di un errore vi ii parlaoer"iendini dell'orso).

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anzi si torna indietro. Quandoavevo 15anni e frequentavo le scuolemedie,scrivevocon molta unzionesulleprodi Dio e dell'immortalit dell'anima, sul ve dell'esistenza concettodi fede, sull'importanzadel miracolo. Per I'esasull'immortalit scrissiuna dissertazione me di licenzale dell'animacheottennepieni voti e lode; pil tardi ottenni materia.Chi sulla stessa un premio con una dissertazione promettente, e solido che, dopo un inizio cos crederebbe pi caall'et di 25 anni io mi trovo ridotto a non essere pacedi portare una sola prova dell'immortalit dell'anidella mia carriera di studente ma? Ricordo specialmente dell'animaavesull'immortalit cheuna mia dissertazione sia per il contenutocomeper va ottenuto lodi sperticate, chel'avevaanla proprict del linguaggio,dal professore Ahim, ahim, ahim! Io ho smarrito cheletta in classe. Che disgrazial In da molto tempo questadissertazione' essaforse la mia anima dubitante avrebbepotuto essere imbrigliata,sia dallo stilecomedal contenuto.Allora non mi restache dare un consiglio ai genitori, ai superiori e ai ragazziche sono loro ai professori,di raccomandare chescrivononel le dissertazioni conservino affidati perch quindicesimo anno. E questo il solo consiglioch'io possa dare per il bene dell'umanit. ci sono fose a vato (II Tim., della veritL Alla conoscenza Che cosadebbofanon alla beatitudine. 2, 4); certamente re? Agire ni mondo, rispondereagli uomini? Dovrei alil mio dolore al mondo, contribuirea dilora comunicare quanto tutto triste e rneschino,forse scoprire mostrare una nuova macchianella vita umana cheprima era rimameraCos polrei ottenerela ricompensa stainossrvata? che scopri l'astonomo come celebre, di diventar vigliosa Preferiscotacere. le macchiedi Giovezo.
19Examen artum, 20Le macchiedi Giove furono scoperte dall'astronomoCassininel r665. 180

Come la natura umana sempreugualea sestessa! Con qualegenialit innataspesso un piccolobambinonon ci mostra un'immagineviventedelle cosepi grandi! Oggi mi sono divertito molto col piccolo Luigi. Stavasedut-o sul suo seggiolino; guardavaattorno a scon visibilesod_ disfazione.Quand,ecco Maria, la bambinaia,attraversa_ re la stanza.Maria! grid il piccolo. S, Luigino, rispose lei con la sua affabilit consuera e si awicin a lui. eli piegla suagrandetesrada una parrefissando su dj lei con una certacivetteria i suoigrandiocchie disse con mol_ ta flemma: non questaMaria, quell'altra. Cosafacciamo noi adulti?Noi invochiamotutto il mondo,e quandoque_ sto ci vieneaffabilmente incontro,noi diciamo:non que_ sta Maria. La mia vista comeuna eternanotte; quandouna buona yolla !nor!r, allora porr dire cgn Achille; (O tu, veglia dellamia sistelza, seifinital>2r. La mavira completamente senza senso. euandoconsi_ derote suevarieepoche, la mia vira alloraassomielia alla parola: il dizionario cheha pei primo "Schnur>secondo sgnificato(cordone>e per secondo <.nuora>, Mancasol_ tanto che (Schnur) abbia per terzo significato<cammel_ Io> e per quarto (spolveraccio> Io sonocomeilporco di Lneburg. Il mio pensiero una passione. Possobenissimo scovare i rartuii per gli altri, lo stessonon ne cavo nessunpiacere.Tengo i problemi in bilico sul mio naso;ma non possofarne altro che but_ tarmeli dietro la testa.

2r In tedesco nel testo:(Du bistyollbracht, Nachttltoche meines Da_

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un'eIo lotto invano.Il mio piedescivola'La mia vita sar pir infelice? qualcosadi Si pu pensare di poe1a. sistenza destinosi ride di me, quandod'imio sonoprectestinatojil faccio per nrowis essomi mostra cometutto quel ch'io Io posso esistenza' diventaun momentodi siffatta resistere indiviogni che vivacit con lanra le speranza descrivere descriziomia nella duo colmo di iperanzasi riconoscer den.. e,uttuulu qu.sto non che falsit,poichmenrre ricordo' penso a io scrivola speranza, di Dio ch' stata fi C' ancorauna prova per l'esistenza nei notu'tt^"otutu. nssa portata da uno dei domestici Csvalieri di Aristofane, w. 32 sgg': Dimmi, pensitu ch'esistano Altare?qualealtare? Demostene. dei? Nicia: Si. ragioni Porti? Demoslenet Quat ingiuslamente' mi perseguiLano Nicia:Perch con te' mi trovo d'accordo Volentieri )emostene', noiosa:non coCom'orrendala noia - orrendamente poichilsipir vera' pi n forte not"o-uit.u .rpt.rsione un'espressiofosse ci Magari simile2' col miie si conosc ancoraun (nuone piu aha e piu forle, aloraci sarebbe Io mi trovo distratto,inattivo; I'unica cono; -ouim.nio' vedo il vuoto, I'unica cosadi cui vivo il vuoto' sa che ";uo t uuoto. N sfiro alcun dolore' ;iJi;.ri;i ai attaccarea colpi di boil ;il"il;;;"ttuu posa sopra fegato di Prometeo; il veleno stillava senza
)2 l. an l i c o p r i n c i p i o d e l co n o - ce r cco m e a stim ila /io n c. L a - fo rmxl a ' iip o to v t il' im ilc' co n o sce m e o r anl eII 0 " , i a p r . o irt t* . 1'^, (p' arpre\ocralici i' ; " r ' t * nriiLotee e'pressameqre applicata lii."i "li,i"' p r in clp r u u ( r ' del pc n. ier o e s i a i f c r m a n e l l' e p o ia ' n o d e r n a co n ' l

Loke23; anchesemonotono, era comunqueun diversivo, Lo stesso dolore ha persoper me ogni sollievo.Semi offrissero tutti gli splendori o tutti i tormenti del mondo, essinon mi comrnuoverebbero molto, non mi voltereidall'altro lato n per prenderli n per fuggirli. Io muoio la morte (cfr. Gen.,2, 1'1).E cosapotrebbedistrarmi? S, se potessiavereuna costanzacapacedi resistere a tutte le prove,un entusiasmo capace di sopportare tutto, una reoecne sposlasse te montagne; se potessi concepire un pensieroche unissei finito e I'infinito. Ma ii dubbi venficodetlamia animadislrugge tutto. La mia anima comeil Mar Mono sul quaenessun pu volare: uccello appena arrivatoa mercammino,esauitos,inabissa nella morte e nella fine. Strano! Con quale angoscia ambigua,di perderlae conservarla,l'uomo si attaccaa questavita. Alle volte io ho pensatodi fare un passodecisivo,rispetto al quale tutti i rniei passiprecedentinon erano che fanciulaggini - d'intraprendereil grandeviaggio della scoperta.Come una nave al varo salutatacon colpi di cannonequando lascia il cantiere,cosvorrei salutare me stesso. Eppure! il coraggio che mi manca?Se una pietra mi cadesse addosso e mi ammazzasse, sarebbeuna soluzione, La tatologia e rimaneil principio supremo,il principio sugrqmodel pensierou. Che meravigliaallora chela maggior parte degli uomini la usino?Essapoi non cospovera e pu ben riempire tutta la vita" Essaha una forza scherzosa. brillanie,diverrenre ch' il giudizioinfinito. Questaforma di tautologia quellaparadossae e trascen23 n gigantesemi._ Loke era un mostro della mitologia scandinava, clro. 2aSecondo gli editori Kierkegaard ne suo eseplare fanda al f.losofo Stilponeil qua.le avrebbetregatoche (si possaptedicarequalcosa di qualcosa).

'l.l':")'"1 ioir, zu " ii. ii,aDh. tlob 6. r'.c w Miiuer.Gteichet I urlaastoa at(r p. I )O M3 il pnncpio ["]"ll?, wi.trr""" 1965, 'versa du'v-

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dente.Essaha forma seria, scientificaed edificante.La sono ciase due grandezze formula perci la seguente: sonoegualiI'una con scunauguali a una terza,allora esse quantitativa. una conclusione Questa I'altra25. Questa in uso sulle cattedre forma di tautologia specialmente e sui pulpiti, dove si deve parlare di molte cose. La sproporzionedel mio corpo che le mie gallbe anteriori sonotroppo corte. Come ia lepredella Nuova Olanda io ho le gambeanteriori troppo corte, ma infinitamenio me ne sto completate lungheIe posteriori. In generale eccoch'esun movimento mentetranquillo; ma sefaccio coloro ai tutti spaventa enorme che so diventa un salto quali io sono attaccatocon i teneri legami dl sanguee dell'amicizia.

AUT.AUT.
UN'ESPOSIZIONE ECSTATICA

gqaJev]i qp. ve ne pentirete.Non sposarevr: ve ne pentlrete ancora.O chevi sposiate, o chenon vi sposiate, ve ne pentirete in ogni caso.Ridetepure dellesciocchezze del rnondo: ve ne pentirete,pingtesu di esse e ve ne pentirete ancora- o cheridiate dellesciocchezze del mondo o che piangiatesu di esse, ve ne pentiretein ogni caso.Fidatevi dr una ragazza:ve ne pentirete.Non fidatevi di essa, v ne pentirete.Non fidatevi di essa,ve ne pentireteancora -- o clie vi fidiate di una ragazza o chenon vi fidiate. ve ne pentirete in ognicaso.lmpiccari: te ne penrirai! Non impiccarti. te ne penrirai ancora - o cher.impicchi o che non t'impicchi, te ne pentirai in ogni caso. euesto, miei signori, il succodi tultala saggezza di vivere.Non sol_ lanto in un singolomomenro cheio, comediceSpinoza, consideroturo aekrno modo. ma io sono remDre aeler_ no !94o,u. Molti pensanoanchedi esserlpochssi. dopo averfatro l'una o l'altra cosa,unifcano ossia me_ d!49_o qgeq1i opposti. Ma quii e un lntinis-oich la veraeternit non segue questo aut-aut,ma Io precede. La Ioroerernt sarperciunadoiois succes:ione tem_ porale. poich essi r oglionoeliminare il doppiopenrimen_ to. La mra saggezza allora facileda capire.Doiche io ho un soloprincipio fondamenrale chenoncosrirri...o"p_ pure il mio punro di partenza. Si dere dirtinguere ra a r dralelrica seguente di aut-aut e quella ch qui indicara co_
26Espressione spinoziana:cf. Ethica. V, 40 Scolion.

25 un principio della geometriadi Euclide.

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me eterna. Quando cos io dico qui ch'io non parto dal mi piilcipio fondamentale,il contrario di questonon che si parte da esso,ma si tratta soltanto dell'espressione si comprenper indicare la mia tesi,con cui essa negativa partire posizione come con di con la in contrasto sia de quella di non partire da esso.Io-no4 p,!e-4qo 1l plrnto.4i non me ne dal mio principio:sepanissida esso oanenza m ne pentireiancora.Perentirei.senon oanissida esso qui in ii se qualcunociimiei pregiatiuditori trovasse quel che ho detto, qualcosache non va, questodimostra soltanto che la sua testa non fatta per la filosofia. Se chec' del movimentoin quel cheho avesse l'impressione questo la stessa cosa.Per gli uditodimostra allora detto, io non facri invecechesonoin grado di seguirrni,bench cia movimento alcuno, svilupperora questaverita etere non la cede na con cui questafilosofia restain sestessa a nessun'altrapi alta. Se io partissi dal mio principio, non potrei pi fermarrni: poich semi fermassi,me ne penecc. tirei e senon mi fermassime ne pentirei egualmente Ora invecepoich io non parto mai' possosemprefermarmi. noich la riria panenza eterna la mia fermata eterchenon atfato difficile ha dimostrato na. i-'esnerienza er la filosofi il cminciar. Tu:atalir: eiia comincia con Ci hinvece sempre. il nulla e pu quindi cominciare riesce ifficile ai fil,osofie alla filoioli di fermarsi.Anpoichsequalcuno che questadifficoha io I'ho eyr!!tat; doveiie credereche io, piih ora mi fermo. mi feimo speil concetto di non avere realmnte, loraiimostra cularivo.lnfatii io ra mi term: ma io ho fermato il cammin che avevocominciato.La mia filosofia ha perci la prgpj$A jgl.vgtlaggio di.esser_e. brev diilere irrfuallora potabile;polchese qualcunoml contraoolcesse, tlqiiqlo q4-pg41qIl filosofo quindi semtrei certamqnlq pre aeterno modo e non ha vissuto, come il venerando Sintenis2T, soltanto alcune ore per l'eternita.
27chr, Fr. Sintenis.scrittoreedificantetedesco,autore di un noto hbro dt pieti Stundenlib die Ew?ket 7eleb1[<Ore vissut per I'etemi1arl, Brlin 1791. 186

Perchio non sono nato a Nyboder28, perchnon sono morto quand'erobambino?Allora mio padremi avrebbe messoin una piccolabara, mi avrebbe presosottoi brac_ cio, mi avrebbeportato la domenicamattina al seDolcro e avrebbe gettatole palatedi terra sulla tombadicendo a mezzavoceun paio di parole chelui solo potevacapire. Solo l'antichit felicepotevapensare di far piangere ipiccoli bambini nei Campi Elisirepercherano mrti troopo presto.

mai di fare torto a nessuno, ma ho sempre dato l,impres_ sionecheogni uorno chemi s'allicinassefosseda mi of_ feso e danneggiato.Quando allora sentolodare sli altri per la loro fedelr e reItitudine, io rido: poich io disprez_ zo gli uomini e mi vendico.Mai il mio cuoresi indurito contro chicchessia; ma sempie,e pipri nelmmntoin cr.ri mi sentivo pi commosso. ho dato l.impressione che u fiuo cuore tossectuusoed estraneo a ogni sentimenlo. Quand llia sentsaltdiefltri p;if f"- Uro, "ro... li vedo amariper i loro senrimenri ricch.i e profondi. i rido: poichio disprezzo gli uomini e mi vendico.euan_ do io mi vedomale\erto, aborriro, odiato_per la miaied_ dezzae mancanza di cuore, i iido, allora la mia collera ,iit$!a*. Seinfatti la genteperbeneriuscisse realmente a dimostrare ch'io ho torto, che ho realmente fa o del tono - cerro, alJira io avrei perdutjl rylO"-q:r popotare di Copenaghen. i unquarriere -- Lrr. vrrgrLro,
Aen- Vl,426 sg9.

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un anQuesta la mia disgrazia:accantoa me c' sempre gelo sterminatore(Exod,, 12,23) e non la porta degli perchnessuno possapassaEletti ch'io segno col sangue re, no - ma per la porta di costoroch'egli appunto entra - poich soltanto l'amore del ricordo felice. Il vino non scald4 pir il mio cuofgi C4 ogq 4i virlg._!q! rende triste ::: !rolt!, r44lil!9-S!ic-o..-. La mia anima spossata e priva di forze: invano io conficco nel suo fianco lo speronedel desiderio- essa non pu pi, essa non si ergepir) nel suo balzo regale.Io ho persotutte le mie illusioni. Invano cerco di abbandonarmi all'infinit della gioia, essanon pu sollevarmio piuttosto io non posso mi facevasoltanto sollevareme stesso.Prima, quando essa un cenno, allora mi ergevo leggero, sano e intrepido. lento nella foresta,era come sevolasQuandocavacavo si; quandoora il cavalloschiumae sta quasiper abbattersi, sembraallora ch'io non mi muova di un passo.Io sono solo, lo sono stato sempre;abbaldorato, non dagli - ma dai felici uomini - questonon mi addolorerebbe genideiagiiliquali in numrosa schiera mi circondarqgo.,_qq!g1q!!9 t4eollfa]o 4!qt9r,!4pp-eJtu1t9 4i gf frivano l'occasione. Come un uomo sbronzoraccoglie attorn ii-v-aloii-allegridella gioventi.r, cosessifacevano ressaattorno a me, i geni della gioia, e il mio sorriso Se era per loro.-La mia anima ha pelduto la possibihta30. doleqqi delrqglarx plr ge _qq4lco,!q: _no9,y,o_rr9i 49g!94a d.epo pgtery, p4 la pgq,qtql9-{e-ng_posjrbiti!4JCSc!.9 9_tt9 pgltgtto etgll44q4!9 glg.l rqgr et!!44llreqte brlcianltgr vede la possibilit.Il godimenlo delgd,e, .n1r4lapossibilit. E quale vino cos frizzante, cos profumato, cos inebriante!?

qoy"j raggi del.sole.non arrivanopiir, gi.qggo1o pe1 ! l suoru. La mia anima buia e retra, un alto muio iiene quaslonana la luce del giorno. Ci dev'essere nel cortile vicino unmusicante ambulante. Chestrumento suona? La zampogna?... cosasento.io? Il minuetfo delDon Gioyan_ ni. Ma allora, voi suoni ricchi e gagliardi,tornatea Dortarmi via al cerchio delleragazze, al piacere delladanza. - Il farmacistapestanel suo mortaio,la ragazzalavala sua pentola,il cavallarostrigliail cavalloe sbattela stri_ glia sul selciato:questi suoni suonanosolo per me, essi chiamanosolo me. Grazie a te, chiunquetu sia, grazie! La mia anima cosricca, cossana,cosebbradi gioia! Il salmone in s un piatto molto delicato:ma quando sene mangiatroppo, dannoso poich alla salute, un cibo indigesto. Una volta ad Amburgo in occasione di un'abbondantepescadi salmoni,la polizia proib ai padroni di dare il salmoneai domesticipir di una vota alla settimana. auspicabile che la polizia prenda lo stesso prowedimento riguardo al sentimentalismo. La mia pena il mio castellosignorilechesta assr come un nido d'aquila sulla cima dei monti, fra le nubii nessu_ no pu assalirlo. Di ta io prendoil volo per dscendere versola realtae ghermirela mia preda;ma non mi fermo glu, lo porto con me la mia preda_ questa preda un,im_ magineche io vado intessendo nelletappezzerie del mio castello. L iogivo comeun morto. Tutto ci ch'io ho vissuto, l'immergo nel battesimodell,oblioper I'eternitdel ricordo. Tutto ci ch' finito e casuale, dimenticatoe c4!p!!letS. Allora come un vegtiara aai cpiii Urizzoa_ ti me nesropensieroso e spiego le immagini a voce bassa. quasisussurrando; a fianco siedeun bambinoin ascolto. bench - primaancora cheglieloracconti - egliricordi tutto.
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Il solepenetrabello e vivacenella mia camra.la finestra pi vicina aperta;sulla via tutto tranquillo, il pomeriggio della domenica. Sentodistintamenteun,allodola che lanciai suoi trilli davanti a una finestradi una casavicina doveabita una bella ragazza;molto pi in l da un strada lontano sentole grida di un venditoredi granchiolini; I'aria molto calda e tutta la citt come morta. - Allora mi viene in mente la mia giovinezzae il mio primo amore, quando ero pieno di nostalgia e ora ho soltanto nostalgiadellamia prima nostalgia.Cos' la gioviuezza? Un sogno. Cos' l'amore? Il contenuto del sogno. Oggi mi capitatauna cosameravigliosa.Sono stato sol.. levatoal setimocielo.Ivi sedevano tutri gl'deiin assemgizia essimi concessero blea. Pei speiale il favore di (Vuoi tu - disse esprimere un desiderio, Mercurio - avere govinezza o bellezzao poGnza o una Iunga vltlrr o 14 pj bel!4 lqgajzlq ,o, gq4lqhe q.ltra magnificenza che noi teniamo nelJa dispensa: alJoraiegli, ma_una cosasola>.Rimasi un momento sconcertato,poi mi rivolsi agli dei dicendo: (Egregi contemporanei,io scelgouna cosa,di avere il riso al mio fianco>.Nessuno degfidi rispose, invece iutti scffirno a 4d9I9.. Nq{{SrltgtrS t4nia prgrrie ttqrq! 9h9-gJi lSi sry.eyqnq_eqprr!a ela $4a eJqr,rSi!4 melq! con gusto. Non sarebbestato fuori posto semi aves sero risposto con seriet:sei stato esaudito?

SoMMARTo

5 Introduzione di Cornelio Fabro 21 Nota bibliografica TIMoREE TREMoRE 25 Prelazione 31 Stato d'animo 36 Panegiricod'Abramo 47 Problemata, espettorazione preliminare 79 Problema I - Si d una sospensione teleologica del_ l'etica? 95 Problema II - Esisteun dovereassolutoversoDio? I I I ProblemaIII - Dal punto di vista eticosi pu scusare il silenzio di Abramo con Sara,Eliezer,Isacco su.l suo progetto? 154Epiloeo Appendice 161 AUr-AUT 161 Diapsalmata 162 Consiglio efficace per gli scrittori 185 Aut-Aut - Un'esposizione ecstatica