Sei sulla pagina 1di 20

Onde Classiche

Un esempio semplice di onda in movimento è fornito dallo


schiocco di una frusta.
Un impulso di energia viene impartito alla frusta da una singola
oscillazione del manico. Il risultato è un’onda che viaggia lungo
la frusta trasportando l’energia all’estremità opposta della
stessa.
Onde Classiche

La forma della perturbazione sulla frusta è solitamente chiamata


“profilo d’onda” ed indicata con  (x). (si legge psi di x)
Nella fisica classica, la caratteristica comune a tutte le onde in
movimento è che l’energia viene trasmessa attraverso un
mezzo. Il mezzo non dà luogo a spostamenti permanenti: esso dà
semplicemente luogo a oscillazioni locali mentre è attraversato
dalle perturbazioni.

Uno dei tipi di onda più importanti in fisica è l’onda armonica, il


cui profilo d’onda è una funzione sinusoidale.
Vediamo come può nascere un’onda armonica.
Onda Armonica

Un’onda armonica può essere esemplificata da una pallina


vincolata, mediante una molla, a una parete rigida.

Posizione di equilibrio

Compressione: la pallina è più


vicina alla parete

Estensione: la pallina è più


lontana dalla parete
Onda Armonica

La forza di richiamo cui è sottoposta la pallina è proporzionale al


suo spostamento dalla posizione di equilibrio (il segno
negativo sta ad indicare che la forza ha direzione opposta allo
spostamento):
F  K  x (S4-1)
F = forza di richiamo;
K = costante di forza;
x = spostamento dalla posizione di equilibrio.

Se diagrammiamo lo spostamento della pallina dalla sua


posizione di equilibrio in funzione del tempo, otteniamo
evidentemente una funzione sinusoidale:
Onda Armonica


x

A t

Se indichiamo con  la velocità angolare (espressa in radiantis1),


l’equazione analitica della curva mostrata in figura è:

x  A  sin   t  (S4-2)
Profilo d’onda per un’onda armonica

Immaginiamo ora di trasmettere a una corda un’onda armonica.


Il profilo d’onda [ (x) contro x, cioè forma della perturbazione
in funzione della distanza x lungo la corda] può essere ottenuto
dalla (S4-2) sostituendo a x, (x) e considerando che:
  2 (S4-3)
 = frequenza
x  V t (S4-4)
V = velocità di propagazione dell’onda;
t = tempo;
V    (S4-5)
Profilo d’onda per un’onda armonica

Dalle (S4-2), (S4-3), (S4-4) e (S4-5):


 2  x 
  x   A  sin   t   A  sin  2   t   A  sin   (S4-6)
  

La (S4-6) fornisce il profilo d’onda a un determinato valore del


tempo t.
Poniamo che sia t = 0 in corrispondenza del profilo giallo della
figura che segue. Poiché l’onda è in movimento, al tempo t  0
l’intero profilo d’onda si sarà spostato verso destra di un tratto
pari a Vt.
Profilo d’onda per un’onda armonica

X*

t=o
t = t’
t = t’’
Profilo d’onda per un’onda armonica

Si può dimostrare che:

 2 
  x , t   A  sin    x  V  t   (S4-7)
  

La (S4-7) fornisce il profilo d’onda in funzione del tempo.


Essa fornisce cioè l’ampiezza dell’onda a qualunque
distanza x lungo la corda in funzione del tempo.
Onde stazionarie

Nei problemi di interesse fisico, il mezzo è solitamente


soggetto a vincoli. Per esempio, le estremità di una corda
possono essere bloccate come nel caso di un violino, così
che non possono oscillare quando la perturbazione le raggiunge.
In queste condizioni, l’impulso di energia non può avanzare
ulteriormente né può essere assorbito dal meccanismo di
bloccaggio se questo è perfettamente rigido. La perturbazione
non può far altro che viaggiare lungo la corda in direzione
opposta. L’onda riflessa viene così a muoversi verso il fronte
dell’onda primaria e il movimento della corda risulta regolato
dal movimento delle due onde simultanee:
Onde stazionarie

  x ,t     x ,t  primaria    x ,t  riflessa (S4-8)


 2   2  (S4-10)
  x , t   A  sin    x  V  t    A sin    x  V  t  
   
La (S4-10), con semplici passaggi di trigonometria elementare può
essere scritta:
 2  x   2  V  t 
  x , t   2 A sin   cos   (S4-11)
     
La (S4-11) descrive un’onda stazionaria. Come si può vedere, la
prima parte della funzione dipende solo dalla variabile x:
quando la funzione seno si annulla,   x, t  diventa nulla
indipendentemente dal valore di t.
Onde stazionarie
È facile verificare che:
2  x per 2  x
sin 0  n
 
n   
cioè x  n
2 2
In altri termini, in un’onda stazionaria ci sono punti in cui il
mezzo non vibra affatto. Tali punti sono chiamati nodi.
2  x
Tra i nodi, la funzione sin è finita.

Al trascorrere del tempo, la funzione coseno oscilla tra i valori  1.
2  x
Di conseguenza,   x, t  oscilla tra  2 A sin

Onde stazionarie

Possiamo dire che la parte della funzione che dipende da x


fornisce il massimo spostamento dell’onda stazionaria, mentre
la parte dipendente da t governa il movimento avanti-indietro del
mezzo tra questi estremi di massimo spostamento.
L’equazione (S4-11) viene spesso scritta:
  x , t     x   cos   t  (S4-12)
2  V
  2 (S4-13)

La funzione   x  è in genere chiamata funzione ampiezza e
 è il fattore di frequenza.
Onde stazionarie

 x  1 NODO

Onda stazionaria in una corda bloccata alle estremità x = 0 e x =


L. La lunghezza d’onda è  = L.
1: profilo per cos 2  v  t  1
L
2: profilo per cos 2  v  t  1
L
Onde stazionarie

Può essere utile riflettere su come è immagazzinata l’energia


nella corda vibrante rappresentata nella figura precedente.
I segmenti di corda in corrispondenza del nodo e delle estremità
fisse della corda non si muovono. Le loro energie cinetiche sono
dunque nulle per tutti i valori del tempo.
Inoltre, poiché detti segmenti non si spostano mai dalla loro
posizione di equilibrio, anche le loro energie potenziali sono nulle.
Ne consegue che l’energia totale immagazzinata in
corrispondenza di questi segmenti è nulla.
Onde stazionarie

I massimi valori delle energie cinetica e potenziale sono


associati ai segmenti di corda in corrispondenza dei picchi e
delle valli (antinodi) perché questi segmenti hanno le maggiori
velocità medie di spostamento e i maggiori spostamenti dalle
posizioni di equilibrio.
Si può peraltro dimostrare per via matematica che l’energia totale
associata ad ogni segmento di corda è proporzionale a  2  x  .
Equazione d’onda per Onde stazionarie

Si può dimostrare che l’equazione d’onda per onde stazionarie


tridimensionali è:
 2  2
 2
 4  2
     x , y , z      x , y , z  (S4-27)
  x 2  y 2 z 2   2
 
La somma di derivate parziali al primo membro della (S4-27) si
chiama Laplaciano e si indica con  2 . Utilizzando questo
simbolismo:
4 2
 2  x , y , z      x , y , z  (S4-28)
2
Equazione d’onda per Onde stazionarie

È bene osservare che non tutte le soluzioni dell’equazione (S4-


28) sono fisicamente accettabili.
Le soluzioni accettabili devono soddisfare le condizioni di
continuità e le condizioni al contorno.

Le prime sono di ordine matematico e impongono che la


  x  sia continua, finita e univoca nell’intervallo dato.

Le seconde sono imposte dai vincoli fisici che agiscono sul


sistema considerato. Ce ne possiamo rendere conto studiando la
natura delle onde stazionarie possibili in una corda bloccata ad
entrambe le estremità.
Soluzioni accettabili

n = 1

n = 3 n = 2

Soluzioni per l’equazione d’onda monodimensionale, indipendente


dal tempo, con le condizioni al contorno
 0   L   0
Soluzioni accettabili
È evidente che esiste un numero infinito di soluzioni accettabili,
ognuna delle quali prevede un numero intero di mezze onde tra
x = 0 e x = L.

Tuttavia, le condizioni al contorno ci hanno consentito di escludere


un numero infinito di soluzioni, cioè tutte le onde la cui lunghezza
d’onda non soddisfa la relazione
n
L
2
Questo comportamento è strettamente legato alla quantizzazione
dell’energia in meccanica quantistica.