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Ulisse, in greco Odisseo, re di Itaca e figlio di Laerte e di

Anticlea, l'eroe pi famoso di tutta l'antichit. La sua


leggenda stata oggetto di rimaneggiamenti, di aggiunte
fin dall'antichit e, pi ancora di quella di Achille, si
prestata ad interpretazioni simboliche e mistiche.
Nell'Iliade egli il fedele collaboratore di Agamennone e
degli altri eroi, guerriero prode quanto sagace e scaltro.
Nell'Odissea, della quale il protagonista, appare animato
da sincera nostalgia della patria e della famiglia, a
escogitare vie di scampo per s e i suoi, protetti guidato
dalla dea Atena nelle avventure, che lo portano ad
affrontare strani popoli, mostri paurosi e la furia terribile
del mare, scatenatogli contro da Poseidone.

Ulisse aveva guidato a Troia un contingente di dodici navi,


ma tutte le perse durante il lungo viaggio di ritorno ad
Itaca, dove giunse finalmente dopo dieci anni su una nave
messagli a disposizione dal re dei Feaci, Alcinoo.

Le tappe del viaggio:

1 Troia
citt dell'Asia minore, dove ha inizio il viaggio di Ulisse.
2 Paese dei Ciconi (Tracia)
che uccidono gran parte dei compagni di Ulisse.
3 Paese dei Latofagi (Libia)
ovvero mangiatori di loto, frutto che faceva dimenticare la patria
lontana.
4 Terra dei Ciclopi (Cuma)
i greci s'imbattono nel gigante Polifemo, cui solo con l'astuzia
riescono a sfuggire.
5 Reggia di Eolo (isola di Stromboli)
Il dio dei venti aiuta Ulisse, consegnandogli, racchiusi in un
otre, i venti sfavorevoli al suo viaggio; ma ... i compagni di Ulisse,
sperando in un tesoro aprono l'otre ed i venti li sospingono sulle coste
sarde.
6 Terra dei Lestrigoni (Bocche di Bonifacio)
antropofagi a cui riesce a sfuggire una nave solamente, con pochi uomini.
7 Grotta della maga Circe (Capo Circeo)
la maga trasforma i superstiti in maiali; solo Ulisse resiste e li libera.

8 Isola delle Sirene (Capri)


il loro canto richiama i naviganti, ma chi si ferma diviene loro prigioniero;
Ulisse sfugge turando con cera le orecchie dei compagni e facendosi
legare all'albero della nave.
9 Scilla e Cariddi (Stretto di Messina)
due orribili mostri che creavano gorghi ingoiando l'acqua di mare.
10 Isola del Sole (Sicilia)
solo Ulisse sfugge indenne alle ire del dio Apollo a cui i compagni avevano
ucciso alcuni animali delle mandrie sacre.
11 Isola della ninfa Calipso (isola di Perejil, vicino a Gibilterra)
Ulisse viene tenuto prigioniero dalla ninfa per sette anni, finch gli dei
stessi non le ordinano di liberarlo.
12 Isola dei Feaci (Corf)
una violenta tempesta causata da Nettuno fa naufragare la zattera di
Ulisse; sull'isola raccolto da Nausicaa, figlia del re. Il re gli offre una
nave per tornare in patria.
13 Finalmente Itaca
qui un'ultima battaglia con i nobili che si erano stabiliti in casa sua,
insediando la fedele Penelope che intanto tesseva, e ... vissero tutti
felici e contenti. In fondo se lo meritava. Aveva impiegato ben dieci
anni.

Ulisse e Polifemo nella


Terra dei Ciclopi

Ulisse e le sirene...

Ulisse nella Terra dei Feaci

Nel frattempo Penelope contesa


dai nobili

L'ULISSE DI DANTE

La scelta della pena


Nell'ottava bolgia, dell'ottavo cerchio del suo Inferno, Dante condanna
senza mezzi termini i consiglieri fraudolenti della sua Firenze. Li
paragona a "lingue di fuoco", perch ha voluto creare un contrappasso
adeguato alla complessit della colpa di questi "ladron", che ingannarono
le loro vittime (soprattutto con l'arte oratoria), nascondendo dietro
false intenzioni il loro vero scopo, per cui adesso sono costretti a
restare nascosti per sempre da un fuoco che li brucia dolorosamente,
rubando limmagine della loro forma fisica, cos come nella loro vita essi
furono ladri della buona fede altrui.
La fiamma che li avvolge assume addirittura i connotati fisici delle anime
in pena, al punto d'assomigliare a una lingua che, guizzando, emette suoni
articolati.

I motivi della condanna

Ulisse viene condannato per motivi sia politici che morali:


perch, insieme a Diomede, con l'inganno convinse Achille a guerreggiare
contro i troiani, inducendolo ad abbandonare la sposa Deidamia, che mor
di crepacuore;
perch escogit l'inganno del cavallo per conquistare Troia (Dante accetta
la leggenda di Virgilio secondo cui i romani sono discendenti di Enea
profugo di Troia);
perch Ulisse e Diomede rubarono alla citt sconfitta il Palladio (statua di
Atena), mostrando cos il loro disprezzo per le cose sacre;
perch rinunci all'affetto paterno per il figlio, alla piet filiale per il padre,
all'amore doveroso per la moglie, semplicemente per inseguire sogni di
avventura, al fine di "divenir del mondo esperto / e de li vizi umani e del
valore"(XXVI, 97-99);
perch convinse i suoi compagni marinai a tentare una folle impresa, che
mai nessuno aveva rischiato: quella di costeggiare l'Africa sino alla punta
estrema. In tal senso la condanna sfiora l'accusa di empiet, cio di
ateismo, in quanto il limite delle colonne d'Ercole (presso lo stretto di
Gibilterra) era stato posto dagli stessi di (sulle colonne, secondo i latini,
era scritto: Non plus ultra).

L'incontro con Ulisse


Quando viene a sapere che tra i dannati vi pure Ulisse
(in compagnia dell'amico Diomede), l'atteggiamento di
Dante cambia completamente.
Al pari degli altri dannati, Ulisse viene presentato come un
uomo chiuso in se stesso, anche se in quel momento
desideroso di parlare coi due inaspettati ospiti (Dante e
Virgilio). Di fronte alla grandezza d'un personaggio del
genere, osannato da tutta la letteratura greca e latina,
Dante si sente piccolo e avverte di dover fare molta
attenzione a misurarsi con lui. Anzi, temendo troppo il
confronto con un personaggio del genere, il poeta non
s'arrischia neppure d'interrogarlo e lascia che al suo
posto lo faccia Virgilio.
Siccome ha deciso di metterlo all'Inferno, deve poter
dimostrare questa sua scelta in maniera "oggettiva" o, se
vogliamo, "etica", senza indulgere troppo nell'artificio
letterario e senza lasciarsi dominare dalla passione
politica.

Daltra parte, nonostante lammirazione, Ulisse non pu non essere


condannato, troppo grande la sua sfida diretta a Dio stesso. Nella
condanna Dante rammenta lUlisse dellEneide, il personaggio descritto da
Virgilio (dalla prospettiva di un troiano ingannato) cio il consigliere
fraudolento, il tessitore di raffinati inganni. Il peccato di Ulisse non la
sua sfrenata sete di conoscenza (che Dante forse condivide) n il suo
illimitato orgoglio (che Dante teme) la sua colpa il non aver accettato il
vivere quotidiano, non aver apprezzato la ricchezza di una vita serena con
la propria famiglia. Orazio scrisse che nellunire la sete di conoscenza alla
sopportazione dei perigli del viaggio, Ulisse approda alla virt, ma Dante ci
mostra che essa non lo ha saziato, voluto ripartire, inoltre con la sua
orazion picciola Ulisse convince i compagni di non commettere peccato e
dunque dellinutilit dl pentimento, la ragione delleroe varca i limiti
dellonnipotenza di Dio, la natura stessa spinge luomo oltre il limite, dunque
ci non pu essere peccato.

Ulisse una specie di specchio negativo di Dante. Dal punto di vista della
conoscenza, entrambi sono degli eroi, degli scopritori. Tuttavia Dante , per
cos dire, un esploratore approvato da dio, mentre Ulisse un ribelle, un
temerario che osa imporre la propria volont agli di. La presunzione
umana rappresenta un inconcepibile sovvertimento dell'ordine dell'universo,
e come tale una forma di "follia". Infatti, l'aggettivo folle, come segnale
preciso di questa volont assurda per chi sostenuto dalla fede e dalla
grazia, compare al v. 125, a definire la natura insana dell'impresa di Ulisse.

Ulisse nella battaglia di Troia


Nella mitologia greca, la guerra di Troia narrata come una
guerra combattuta tra gli achei e la potente citt di Troia.

Secondo la tradizione della mitologia greca, il conflitto ebbe


inizio a causa del rapimento di Elena, la regina di Sparta, ritenuta
la donna pi bella del mondo, da parte di Paride, principe troiano.
Il marito di Elena, Menelao, grazie all'aiuto del fratello
Agamennone radun un incredibile esercito, formato dai maggiori
comandanti dei regni greci e dai loro sudditi, muovendo cos
guerra contro Troia. Il conflitto dur all'incirca 10 anni, con
gravi perdite da ambo i lati. Fra le vittime pi celebri l'invincibile
Achille, principe di Ftia, ed Ettore, figlio del re Priamo e
campione della resistenza troiana.

Dopo dieci anni di inutile assedio i greci, seguendo un piano ideato da


Ulisse, finsero di rinunciare alla conquista della citt e di tornare alle
proprie sedi, lasciando sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, per
placare gli dei e propiziare il viaggio di ritorno in patria. All'interno del
cavallo erano per nascosti i pi valorosi guerrieri greci, guidati da
Ulisse. I troiani, felici per lo scampato pericolo, trascinarono il cavallo
all'interno delle mura, nonostante Laocoonte e la profetessa Cassandra,
assieme ad alcuni presagi, avessero sconsigliato di farlo.
Di notte, mentre i troiani dormivano, i greci uscirono dal cavallo ed
aprirono le porte della citt ai propri compagni. Questi, dopo essersi
nascosti con le loro navi dietro un'isoletta vicina di nome Tenedo, erano
di nuovo sbarcati sulla spiaggia di Troia. Penetrati nella citt, i greci
colsero di sorpresa i troiani, che furono facilmente sopraffatti. La citt

venne infine conquistata e distrutta; ma l'Iliade finisce in verit con la


cerimonia funebre per Ettore figlio di Priamo e con la cremazione del
corpo e la raccolta delle ossa in un'urna d'oro.

L entrata del cavallo


nella citt di Troia