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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIAN0 IL TRIBUNALE DI ROMA TERZA SEZIONE CIVILE

in composizione collegiale, nelle persone dei sigg.ri Magistrati Dott.ssa Elena RAGANELLI Dott. Marco VANNUCCI Presidente Giudice Giudice - relatore

Dott.ssa Margherita LlBRI ha emesso la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 35695 di R.G.A.C. dell'anno 2006;


TRA

AMURRI ROBERTA, elettivamente domiciliata in Roma, Via Giovanni Antonelli

1. 1

29,

presso lo studio dell'Avvocato Gianluca Fontanella, che la rappresenta e difende, congiuntamente e disgiuntamente all'Avvocato Arianna Panzetta, come da procura a margine dell'atto di citazione;
Attrice

UNICREDIT S.p.A. (succeduta a BANCO DI SICILIA S.p.A.), in persona del legale

rappresentante pro-tempore, rappresentata e difesa, giusta procura in calce alla comparsa di costituzione, dall'Avv. Danilo Lombardo, presso il cui studio in Roma, Via Guido Reni, n. 2, e elettivamente domiciliata;

Convenuta OGGETTO: intermediazione mobiliare, azione di nullita, di annullamento del contratto e di inadempimento contrattuale. All'udienza de11'8 giugno 201 1, le parti si sono riportate ai rispettivi atti difensivi, insistendo nelle domande ed eccezioni ivi formulate. I1 procuratore di parte attrice ha prodotto la proposta transattiva non accettata dalla controparte; i l procuratore della banca convenuta ha formulato una ulteriore proposta di transazione avente ad oggetto la somma complessiva di 25.000,OO con diritto alla restituzione dei titoli attualmente nel portafoglio dell'attrice. SVOLGIMENTO DEL PROCESS0 Con atto di citazione ritualmente notificato, Amurri Roberta ha adito questo Tribunale chiedendo: 1. in via principale, di accertare e dichiarare la nullita del contratto di vendita negoziato dalla convenuta in favore dell'attrice ed avente ad oggetto obbligazioni acquisite in data 8.5.1998 con valuta 13.5.1998 "ARGENTINA FRN 2007" per un controvalore complessivo di 28.215,91; 2. in via subordinata, di accertare e dichiarare I'annullamento per dolo ai sensi dell'art.1439 C.C. o, in ulteriore subordine, per errore essenziale e riconoscibile ai sensi degli artt. 1427 - 1429 C.C.o, comunque, perch6 concluso dalla banca in palese conflitto di interessi ....; 3. In via ulteriormente subordinata, di accertare e dichiarare la risoluzione del contratto quadro di negoziazione, ricezione e trasmissione degli ordini di acquisto concluso i l 26.1.1995 tra le parti in causa e/o del contratto di acquisto delle suddette obbligazioni, per grave inadempimento contrattuale da parte della banca convenuta." Ha chiesto, per I'effetto, in tutti i casi, la condanna del Banco di Sicilia s.p.a. a

fl

corrispondere all'attrice la somma complessiva di 28.215,91, o la diversa somma risultante nel corso del giudizio, a titolo di restituzione per i motivi suddetti, nonchC al risarcimento dei danni, patrimoniali e non, da liquidarsi in via equitativa, tenuto conto della mancata percezione degli interessi sulla sorte capitale, del mancato guadagno per non aver diversamente impiegato le somme investite in mod0 maggiormente remunerativo, con interessi legali e rivalutazione monetaria. In via di ulteriore subordine, accertare e dichiarare la responsabilita contrattuale, precontrattuale ovvero extracontrattuale, ai sensi degli articoli 1218, 1337 e 2043 cod. civ., per violazione degli obblighi nascenti dal contratto quadro e/o dal contratto di acquisto e per I'effetto condannare il Banco di Sicilia a corrispondere all'attrice la somma di 28.215,91 o la diversa somma ritenuta di giustizia, a titolo di risarcimento del danno, oltre interessi sino al pagamento definitivo. A fondamento delle domande, I'attrice ha dedotto che I'acquisto di obbligazioni della Repubblica Argentina era avvenuto malgrado non fosse stato da parte sua in tal senso impartito alcun ordine scritto; che la banca aveva violato i doveri di correttezza, di diligenza e di informazione prescritti dagli articoli 21 del T.U. n. 5811998 e 28 del Regolamento Consob n. 1 152211998; che I'operazione era stata compiuta dalla banca in conflitto di interessi senza ottenere previamente alcuna autorizzazione. Radicatosi il contraddittorio, si 6 costituita in giudizio la banca convenuta, che ha dedotto: I'infondatezza delle domande svolte da parte attrice, contestandole in mod0 specific0 ed in relazione a ciascuno dei presupposti; che I'ordine di acquisto era stato impartito telefonicamente dall'attrice e compiuto dal preposto alla filiale della banca su espressa richiesta e indicazione della cliente; clie nessuno dei fatti costitutivi posti a base dell'azione

poteva reputarsi integrato; che aveva comunque adempiuto a tutti gli obblighi a suo carico derivanti dal D. Lgs. n. 5812008. T.U.F.; che i l default della Repubblica Argentina non era prevedibile all'epoca dell'acquisto per cui k causa; che I'operazione era da considerarsi adeguata al profilo di rischio dell'attrice, sia sotto i l profilo qualitativo del titolo negoziato, sia avuto riguardo all'aspetto quantitativo; che il diritto al risarcimento dei danni, con riferimento alle ipotesi di responsabilita precontrattuale ed extracontrattuale, era da considerare comunque estinto per intervenuta prescrizione. Scambiate le memorie di cui agli articoli 6 e 7 D. Lgs. n. 512003, ritenute non necessarie ai fini della decisione le istanze istruttorie avanzate da parte attrice, disposto lo stralcio della memoria ex articolo 7, terzo comma, D. Lgs. n. 512003 prodotta da parte convenuta e del documento alla stessa allegato, all'udienza de11'8 giugno 201 1, dopo un rinvio motivato dall'esistenza di trattative di bonario componimento su una proposta di pagamento di 18.000,OO da parte della banca, il Tribunale ha rimesso la causa in decisione.
MOTIVI DELLA DECISIONE

1 .L'azione di nullita dell'ordine di acquisto delle obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina, 6 stata innanzitutto correlata all'assenza di un corrispondente specific0 ordine scritto da parte dell'attrice, e al fatto che la banca avrebbe proceduto all'operazione di propria esclusiva iniziativa. La relativa prospettazione non pub condividersi. Pur prescindendo dal fatto che la societa convenuta abbia omesso di fornire adeguata dimostrazione dell'assunto relativo

all'effettuazione di un ordine impartito telefonicamente dalla Amurri, occorre tuttavia osservare che, second0 la giurisprudenza elaborata da questo Tribunale e dalla quale non vi

Pub dirsi pacifico, nel caso in esame, che I'attrice sia venuta tempestivamente a conoscenza dell'impiego, da parte della banca convenuta, di somme depositate sul conto corrente di competenza per I'acquisto delle obbligazioni in questione, avendo la stessa Amurri fatto riferimento all'addebito della somma corrispondente all'acquisto effettuato (v. citazione, pag. 2). La stessa era quindi consapevole del fatto che la convenuta avesse prelevato una somma (peraltro non modesta) dal suo conto corrente ed avesse acquistato i titoli di cui t: causa. L'attrice, peraltro, era titolare fino all'acquisto delle obbligazioni della Repubblica Argentina di un deposit0 titoli diversificato (come si conviene) e non certamente modesto (per oltre &. 310.000.000), espressione di una certa propensione ed attenzione agli investimenti. Ed allora t: inconcepibile ritenere che essa non si sia avveduta dell'investimento effettuato dalla Banca ovvero che non abbia reagito ad un. acquisto effettuato a sua insaputa. La Amurri non ha inoltre contestato I'avvenuto incasso nel corso degli anni delle cedole, che, second0 quanto dedotto dalla banca, sono state di importo pari a alla somma di (allora) &. 7.710.941 (v. comparsa di costituzione, pag. 8, doc. n. 7); tali elementi manifestano in mod0 in equivoco I'esistenza dell'ordine per cui t: causa. 2. Del pari infondata deve reputarsi la domanda di nullita fondata sulla violazione delle disposizioni di cui all'articolo 21 T.U. n. 5811998 e dell'articolo 29 del Regolamento Consob 11522 del 1998, regolanti i doveri informativi, attivi e passivi, della banca nella prestazione di servizi di investimento. Va invero osservato che della tesi della nullita per inadempimento, sia pure di norme imperative, t: stata ormai fatta giustizia, sia da sentenze di merito (giurisprudenza consolidata di questo Ufficio), sia dalla Corte Suprema a Sezioni Unite (n. 26725 del 2007).

fi

Non pub invero parlarsi di vizio genetic0 relativo alla conclusione del contratto, ma di mero inadempimento alle obbligazioni che accompagnano o seguono la conclusione del rapport0 contrattuale stesso: si e dunque fuori dall'ambito di operativita dell'istituto in questione.
3. Anche la domanda di annullamento non pub essere accolta.

A sostegno della pretesa, I'attrice ha allegato la violazione degli articoli 1439 e 1427 e seguenti cod. civ. Quanto al primo profilo, non risultano dedotti e acquisiti elementi di valutazione tali da far ritenere che la convenuta abbia artificiosamente indotto I'attrice ad acquistare i titoli obbligazionari in questione per arrecare ad essi un danno. Anche la domanda di annullamento per errore, che manca di qualsiasi deduzione adeguata a sostanziare i l dedotto vizio, deve essere disattesa: nessuna prova sussiste circa I'integrazione della fattispecie normativa, in particolare con riguardo all'oggetto dell'errore rilevante, trattandosi piuttosto di una questione afferente la maggiore o minore convenienza econornica dell'affare, ipotesi che certamente esula dalla previsione dell'articolo 1427 e ss. cod. civ. (Cass. 5 13912003; Cass. 590011997). 4. I1 profilo della domanda relativo al conflitto di interesse della banca nell'operazione de
qua 6 infondato.

La Consob, nella comunicazione n. DALl97006042 del 9 luglio 1997, ha infatti chiarito che "una ipotesi di conflitto di interessi non pub essere individuata a priori iri tutti i casi in cui I'intermediario negozia in contropartita diretta con la propria clientela strumenti finanziari", richiedendosi invece una approfondita valutazione delle peculiarita del caso concreto. In particolare I'ente di vigilanza ha precisato che nell'ipotesi di "ordine di acquisto dello
strumento jnanziario conferito spontaneamente dal cliente non B conjgurabile alcun

conflitto di interessi, posto che I'intermediario prowede ad eseguire l'ordine del cliente stesso, ponendosi in contropartita diretta nell 'operazione" mentre nel caso in cui I'acquisto

dello strumento finanziario sia stato in qualche misura "suggerito" al cliente dallo stesso intermediario occorre allora valutare "se il suggerimento non sia stato solo jnalizzato a
realizzare a1 meglio gli interessi dei clienti, ma anche (od unicamente) alla realizzazione di scopi ulteriori e diversi, propri dell'intermediario" (come ad esempio nel caso in cui

I'intermediario abbia inteso eliminare rapidamente dal proprio portafoglio titoli presenti in sovrabbondanza). La circostanza quindi che la Banca detenesse gia nel proprio portafoglio - in mancanza di qualsiasi allegazione in ordine ad un profilo di danno subito dal cliente
-

non 1 di per sC :

decisiva per ravvisare un conflitto di interessi, poichk, nelle negoziazioni eseguite per conto proprio, I'intermediario, agendo in qualita di dealer, pub "preleva(re) il titolo dal proprio portafoglio" ( v. Comunicazione Consob n. DIl9901408 1 dell' 1.3.1999). Orbene in assenza di allegazioni attoree in ordine agli elementi fattuali che in concreto avrebbero dato luogo a1 conflitto di interessi (la disciplina del riparto dell'onere probatorio non esonera la parte che agisce per i l risarcimento del danno dall'onere di specifics allegazione dei fatti idonei a sostenere la domanda), in difetto, pertanto, di evidenze istruttorie che consentano di pervenire in via indiziaria alla prova presuntiva del conflitto di interessi (dal mero prezzo di vendita dei titoli non possono desumersi elementi sufficienti per prospettare una "had execution" mediante occultamento di una situazione di conflitto di interessi) la domanda proposta in relazione alla asserita violazione degl/ obblighi di preavviso prescritti dall'art. 6 della legge n. 1/1991, applicabile al caso che occupa, appare

in ogni caso infondata. Peraltro parte attrice non ha neppure allegato altri fatti specifici idonei a comprovare che la compravendita non sia stata stipulata alle "migliori condizioni" per I'investitore, essendosi limitata a contestare tale inadempimento esclusivamente in relazione all'inesistente conflitto di interessi insito nella negoziazione per conto proprio e in contropartita diretta. Sulla base di tali considerazioni la domanda proposta dall'attrice in relazione alla asserita violazione degli obblighi di preavviso prescritti dalla normativa applicabile al caso di specie deve essere, dunque, respinta. 5. In ordine alla dedotta responsabilita per inadempimento da parte della Banca agli obblighi informativi cui essa i: tenuta nell'attivita di negoziazione di strumenti finanziari, deve rilevarsi quanto segue. L'articolo 6 della legge 2 febbraio 1991 n.1, recante disciplina dell'attivita di intermediazione mobiliare e disposizioni sull'organizzazione dei mercati mobiliari, ed applicabile alla fattispecie in ragione dell'epoca di acquisto delle obbligazioni per cui i: causa, disponeva che nello svolgimento delle loro attivita le societa di interrnediazione mobiliare erano tenute: a) a comportarsi con diligenza, correttezza e professionalita nella cura dell'interesse del cliente;

b) a pubblicare e trasmettere ai singoli clienti un apposito documento informativo


contenente I'indicazione e la descrizione delle attivita svolte nonchi: I'elenco dei soggetti appartenenti al proprio gruppo quale indicato all'art. 4, comma 3; il documento di cui sopra, redatto second0 le disposizioni di carattere generale determinate dalla CONSOB

proprio regolamento, doveva in ogni caso indicare gli estremi dell'autorizzazione rilasciata ai sensi dell'art. 3, comma 2, e contenere per estratto I'indicazione delle norme di legge e di regolamento applicabili alle singole attivita svolte; c) a stabilire i rapporti con il cliente stipulando un contratto scritto nel quale erano indicati la natura dei servizi forniti, le modalita di svolgimento dei servizi stessi e I'entita e i criteri di calcolo della loro remunerazione, nonchk le altre condizioni particolari convenute con i l cliente; copia del contratto deve essere consegnata contestualmente al cliente; d) ad acquisire preventivamente le informazioni sulla situazione finanziaria del cliente rilevanti ai fini dello svolgimento delle attivita di intermediazione mobiliare; e) ad operare in mod0 che il cliente sia sempre adeguatamente informato sulla natura e sui rischi delle operazioni, sulle loro implicazioni e su qualsiasi atto, fatto o circostanza necessari per prendere consapevoli scelte di investimento o di disinvestimento;
f ) a non consigliare o effettuare operazioni con frequenza non necessaria o consigliare o

effettuare operazioni di dimensioni eccessive in rapport0 alla situazione finanziaria del cliente; g) a non effettuare operazioni con o per conto della propria clientela se hanno direttamente o indirettamente un interesse conflittuale nell'operazione, a meno che non abbiano comunicato per iscritto a1 cliente la natura e I'estensione del loro interesse nell'operazione, e
il cliente non abbia preventivamente ed espressamente acconsentito per iscritto alla

effettuazione dell'operazione; h) a predisporre ed osservare procedure organizzative idonee ad assicurare i l controllo interno sulla propria attivita e su quella dei propri dipendenti; nella definizione di tali

procedure le societa di intermediazione mobiliare devono tener conto del tipo e della frequenza dei reclami presentati dai clienti mantenendone evidenza in apposito registro; in ogni caso devono garantire un'adeguata formazione del personale impiegato. Cio premesso, deve poi rilevarsi che I'operazione finanziaria di cui si discute rientra a pieno titolo tra quelle disciplinate dalla suddetta normativa e dai regolamenti attuativi Consob, con le conseguenti prescrizioni, a carico della banca convenuta, degli obblighi di cui all'articolo 6 della legge n. 111991.
I1 regolamento Consob n. 10943 del 30 settembre 1997, applicabile all'acquisto in

questione, imponeva inoltre, all'articolo 5, prestazione dei servizi di investimento:

all'intermediario, prima di iniziare la

di chiedere all'investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento, nonchl: circa la sua propensione al rischio, stabilendo che I'eventuale rifiuto di fornire le notizie richieste dovesse risultare dal contratto di cui a1 successivo art. 7, ovvero da apposita dichiarazione sottoscritta dall'investitore; di consegnare agli investitori il documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari di cui all'Allegato n. 1; di non effettuare operazioni o prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento o disinvestimento;

Inoltre, in base all'articolo 6 dello stesso regolarnento, gli intermediari autorizzati dovevano astenersi dall'effettuare per conto degli investitori operazioni non adeguate per tipologia, oggetto, frequenza o dimensioni ed a tal fine dovevano tenere conto delle informazioni di cui all'art. 5 e di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati. Quando ricevevano da un investitore disposizioni relative ad una operazione non adeguata, erano tenuti ad informarlo di tale circostanza e delle ragioni per cui non era opportuno procedere alla sua esecuzione. Qualora I'investitore intendesse comunque dare corso all'operazione, gli intermediari autorizzati potevano eseguire I'operazione stessa solo sulla base di un ordine impartito per iscritto ovvero, nel caso di ordini telefonici, registrato su nastro magnetico, in cui veniva fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. Posti tali obblighi, giova poi evidenziare che I'onere di provare di aver agito con la diligenza richiesta dalla natura dell'operazione conclusa, grava sul soggetto abilitato, convenuto in giudizio dal cliente per la risoluzione e le pronunzie consequenziali. E va rimarcato che in tale fattispecie, I'intermediario non deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per adempiere I'obbligazione, ma i: tenuto a dare la prova di aver agito con la specifica diligenza, da valutarsi avuto riguardo all'attivita professionale esercitata, in base al disposto dell'articolo 1 176, I1 comma, cod. civ. Richiamando i doveri imposti alla banca, ed esaminandoli in ordine temporale, essi si sostanziano, come sopra detto, nel dovere di informarsi e di informare il cliente, nonchC nel dovere di non procedere all'investimento se questo si rivela inadeguato alla situazione finanziaria dell'investitore e nel non effettuare operazioni prima di avere assolto

prontamente agli oneri di informazione sulla natura dei rischi e sulle implicazioni della specifica operazione. Cib premesso, nel caso di specie I'istituto di credit0 convenuto non ha provato, come era suo specific0 onere, di avere fornito alla cliente adeguate informazioni sull'operazione posta in essere e sui rischi alla stessa connessi, precedentemente all'acquisto dei suddetti titoli. Relativamente all'esecuzione dell'ordine impartito per conto dell'attrice, I'intermediario finanziario era tenuto a dimostrare di aver fornito "informazioni adeguate" sulla natura, rischi ed implicazioni della specifica operazione, cosi da consentire alla propria cliente di effettuare una scelta consapevole (art. 5 comma 3 reg. Consob.), di aver valutato

1'"adeguatezza" dell'operazione (per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione: art. 6 reg. Consob) al profilo ed agli obiettivi di investimento della cliente e, dopo averla eventualmente informata della inopportunita di procedere alla operazione, di averne acquisito il relativo assenso scritto (art. 6 reg. Consob). Gli elementi forniti dalla Banca al fine di dimostrare I'esatto adempimento degli obblighi in questione sono da considerare del tutto insufficienti a ritenere esattamente adempiuti i doveri informativi e di segnalazione dell'inadeguatezza dell'operazione. Premesso che anche un'eventuale esperienza maturata dall'investitore non esonera comunque la Banca dall'adempimento dei predetti obblighi (non potendo qualificarsi I'investitore esperto per cib stesso come "operatore qualificato": art. 31 commi I e 2 reg. interm.) ma le consente soltanto di conformare diversamente il contenuto dell'obbligo informativo, anche in caso di richiesta di acquisto di titoli proveniente dallo stesso cliente
a

non viene meno il dovere per la Banca di informare sulla tipologia e rischiositi dell'investimento al fine di consentire a1 cliente di valutare se assumersi I'ulteriore rischio che effettivamente si it assunto. Qualsiasi propensione a1 rischio dell'investitore non esime infatti I'intermediario dal fornire un'informazione precisa sulle caratteristiche delle singole operazioni compiute, avendo ogni investitore diritto ad un'informazione puntuale e specifica e riferita a quel singolo tipo di investimento del quale si propone la sottoscrizione. Cib che pub mutare i: dunque soltanto il quomodo dell'assolvimento dei suddetti obblighi informativi: le modalita di acquisizione dal cliente delle informazioni relative alla sua situazione finanziaria od ai suoi obiettivi di investimento nonche le modalita di esplicitazione delle informazioni sull'esistenza di interessi in conflitto, sulle caratteristiche e sull'adeguatezza della specifica operazione richiesta ben possono infatti variare a seconda che I'intermediario abbia a che fare con un investitore occasionale ovvero con un risparmiatore aduso all'impiego del denaro in valori mobiliari oppure ancora con un esperto speculatore.

E' significativo inoltre che I'obbligo degli intermediari di valutare I'adeguatezza


dell'operazione non i: escluso nemmeno nel caso, in cui il cliente abbia rifiutato di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale o finanziaria, sugli obiettivi di investimento e sulla propensione a1 rischio (v. Comunicazione Consob n. DIl30396 del 21.4.2000), come awenuto nella fattispecie (doc. n. 1 fascicolo parte convenuta). Neppure gioverebbe obiettare che parte attrice abbia preso visione, prima della stipulazione del contratto, del documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari, trattandosi di informativa inidonea, a causa del suo contenuto altamente generico, a

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garantire quella conoscenza concreta ed effettiva del titolo negoziato che I'intermediario deve assicurare in mod0 da rendere il cliente capace di tutelare il proprio interesse e di assumere consapevolmente i rischi dello specific0 investimento (gia in tal senso, tra le molte, T. Genova, 18.04.2005; T. Mantova, 1.12.2004; T. Roma, 8.10.2004). La banca era tenuta a dimostrare di aver fornito "informazioni adeguate" su natura, rischi ed implicazioni della specifica operazione, cosi da consentire alla propria cliente di effettuare una scelta consapevole. Inoltre la valutazione di "adeguatezza" dell'operazione (per tipologia, oggetto, frequenza o dimensione: art. 6 reg. Consob) al profilo ed agli obiettivi di investimento della cliente, come gia rilevato, doveva essere compiuta anche in caso di rifiuto di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale o finanziaria, sugli obiettivi di investimento e sulla propensione a1 rischio, come avvenuto nella fattispecie (doc. n. 1 fascicolo parte convenuta). La stessa valutazione di inadeguatezza non pub dunque discendere dalla mera constatazione del rifiuto della cliente di fornire le suddette informazioni. Avuto poi riguardo a1 profilo di rischio del titoIo, It fatto notorio che, alla data dell'investimento eseguito dall'attrice (maggio 1998) la valutazione del rating dei bond argentini era quella di BB per Standard's & Poor's e di BI per Moody's, corrispondente rispettivamente ad affidabilita "insuficiente" e "bassa". Le principali agenzie

internazionali avevano nel corso del tempo attribuito alle obbligazioni di cui si discute

ratings con andamento progressivamente negativo, sin dal maggio 1997.

I bond argentini, al momento dell'acquisto da parte dell'attrice, erano gia considerati in


mod0 negativo, quanto a1 giudizio sull'affidabilita ad onorare gli impegni da parte dello

Stato argentino: costituiva un dato acquisito per il mercato quello secondo cui i titoli del debito pubblico argentino erano considerati di problematico rimborso. Dalla copia dell'ordine di acquisto, in atti, non risultano indicazioni particolari sugli avvisi della banca al cliente e nessuna informazione in ordine alle specifiche caratteristiche dei titoli ed ai rischi connessi ai relativi acquisti risulta esserle stata data. La banca doveva, quindi, fornire una completa informazione circa i rischi connessi a quella specifica operazione che il cliente intendeva porre in essere, informazione che, trattandosi di soggetto tenuto ad agire con la diligenza dell 'operatore particolarmente qualificato (cfr. articolo 1176, 2" comma, cod. civ.) nell'ambito di un rapport0 in cui gli & imposto di tutelare I'interesse dei clienti, necessariamente comprendeva I'indicazione, non generica, della natura altamente rischiosa dell'investimento operata dalle maggiori agenzie specializzate in materia, dovendosi ritenere, sotto tale profilo, che la banca fosse obbligata a conoscere tali dati e, conseguentemente, a riferirli al cliente. Nessuna awertenza risulta in tal senso fornita alla Amurri: laddove la banca avrebbe dovuto espressamente informare la cliente del rischio elevato di perdita del capitale. Manca quindi la prova di un'attivita informativa corretta e piena da parte della convenuta in ordine alle specifiche caratteristiche dell'operazione (affidabilita dei titoli secondo le agenzie di rating e sua eventuale mancanza) e all'eventuale non adeguatezza delle operazioni. Deve dunque reputarsi dimostrato I'inadempimento della banca ai richiamati obblighi stabiliti dalla normativa in vigore all'epoca dell'operazione negoziale per cui t: causa.

L'inadempimento della Banca ha quindi concorso in mod0 determinante alla perdita del capitale investit0 che I'attrice avrebbe potuto evitare qualora fosse stata adeguatamente informata delle caratteristiche specifiche dell'investimento, si da poter consapevolmente valutare I'opportunita I'effettuazione. Ritiene tuttavia il Collegio che I'inadempimento della Banca ai predetti obblighi di informativa e di agire con trasparenza non sia stato di gravita tale da giustificare la risoluzione dell'ordine in argomento stabilendo l'articolo 1455 C.C. la non scarsa importanza della condotta inadempiente, con riguardo all'interesse dell'altra parte, per fondare la risoluzione. Tale conclusione e avvalorata dal fatto che I'ordine ha avuto oltre che regolare esecuzione anche un reciproca soddisfazione delle parti per un certo lasso di tempo, dell'ordine di circa due anni. La valutazione dell'inadempimento ai fini della risoluzione non puo dunque prescindere da tale dato di fatto, risultando evidente la mancata perdita patrimoniale dell'attrice nel predetto period0 nel quale ha ottenuto il rendimento promesso senza ravvisare o lamentare alcuna mancanza di informazione o di trasparenza nell'operato dell'intermediario. Le anzidette considerazioni valgono altresi ad escludere che I'inadempimento contrattuale nella specie riscontrato possa reputarsi tale da giustificare la risoluzione del contratto del relativo acquisto, autorizzandone in mod0 cosciente

La violazione dei predetti obblighi assume tuttavia rilievo nella misura in cui abbia prodotto un danno. L'inadempimento della banca, effettivamente produttivo di danni, concerne la mancanza di informazioni sulla tipologia dei titoli e sui possibili specifici rischi correlati a1 loro acquisto. Tale inadempimento ha determinato un acquisto inconsapevole e non ritualmente autorizzato cagionando la perdita del capitale investito da parte dell'attrice. Alla Amurri non solo non sono stati pih corrisposti gli interessi maturati ma neppure e stato restituito il capitale investito al suo valore nominale. La banca convenuta ha poi indicato anche se a1 fine di pervenire a una soluzione bonaria della controversia, all'udienza del 13.4.201 1, il valore residuo dei titoli sottoscritti dall'attrice, pari a . 9.400,OO. Tale importo non risulta oggetto di contestazione da parte dell'attrice. L'istante, per non essere stata in alcun mod0 informata circa la natura e i rischi connessi all'acquisto, non ha potuto dunque in alcun mod0 orientarsi e scegliere consapevolmente i l suo investimento, in tal mod0 subendo le conseguenze pregiudizievoli del tracollo dei soggetti che avevano emesso i titoli in questione. Pertanto, per I'ordine in oggetto, il danno lamentato t: pari al valore dello stesso all'atto del suo acquisto, detratti gli importi relativi alle cedole incassate che risultano dagli estratti conto prodotti dalla Banca e al valore residuo dei titoli. La domanda attrice deve essere dunque accolta nella parte in cui I'istante ha chiesto "comunque" il risarcimento del danno, ravvisabile nel capitale nominale investito, pari ad 28.215'91 sulla base della documentazione prodotta dall'Amurri e di provenienza della stessa Banca convenuta, dal quale devono essere sottratti gli importi di 3.855,47

(.7.710.941), pari a1 totale delle cedole maturate e riscosse (v. estratti conto prodotti in giudizio dalla Banca), e di . 9.400,OO pari a1 valore residuo dei titoli, cosi determinando la somma dovuta in 14.960,44. Trattandosi di debito di valore, esso deve essere rivalutato second0 gli indici del costo della vita periodicamente rilevati dall'lstati ed aggiornato in base agli indici del costo della vita pubblicati dall'ISTAT per I'anno 2001. A1 valore attuale, l'importo k dunque pari a . 18.550,95. Alla luce dei principi di diritto affermati, in tema di rivalutazione ed interessi compensativi sulle somme di danaro liquidate per debiti di valore, da Cass. S.U. 17 febbraio 1995, n. 1712, i: da precisare: che a1 creditore di un debito di valore k dovuto il risarcimento del danno derivante dal lucro cessante, conseguente al ritardo nel pagamento della somma liquidata e rivalutata; che nel liquidare detta parte di danno, anche attraverso I'utilizzazione di presunzioni e mediante il ricorso al fatto notorio, il Giudice puo anche ricorrere alla liquidazione di interessi, che possono essere inferiori a1 tasso legale; che k da escludere la liquidazione automatica degli interessi in misura legale sulla somma rivalutata, perchd, in contrast0 col principio nominalistico, si finirebbe altrimenti per rivalutare gli interessi stessi; che gli interessi da liquidare eventualmente debbono riferirsi alla somma originaria del debito di valore, prima dell'operazione di rivalutazione della stessa. In quest'ordine di concetti (conformemente a quanto deciso in argomento da questo Tribunale in sentenze successive alla sopra richiamata pronuncia della Suprema Corte), i l lucro cessante k costituito dalla differenza fra I'ammontare del debito di valore rivalutato

second0 gli indici ISTAT e la somma che sarebbe risultata da un impiego presumibile della somma originariamente dovuta. In mancanza di specifiche allegazioni sul punto da parte dell'attrice, e da presumere che la somma sopra indicata (non rivalutata ad oggi), ove tempestivamente restituita dalla convenuta, sarebbe stata reimpiegata nell'acquisto di titoli di Stato che, notoriamente, hanno'reso, nel period0 trascorso dall'insorgere del credito, il2% annuo in media. La Banca convenuta deve, in conclusione, essere condannata a pagare all'attrice a titolo di risarcimento del danno da inadempimento contrattuale, la somma pari ad . 18.550,95, a1 valore attuale, aumentata di interessi in misura pari a1 2% annuo calcolati sulla somma di 14.960,44 via via annualmente rivalutata dalla data del 3 1.12.2001 (di verificazione del danno, coincidente con il default della Repubblica Argentina) fino al giorno della pubblicazione della presente sentenza. Dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulle somme di danaro cosi complessivamente liquidate sono, inoltre, dovuti interessi determinati ai sensi dell'art. 1284 C.C.fino al giorno dell'effettivo pagamento del debito. 7. Sussistono giusti motivi, ravvisabili nella ritenuta infondatezza delle azioni di nullita, di annullamento e di risoluzione del contratto, nonchC nell'accoglimento della domanda di responsabilita contrattuale e risarcimento del danno in misura di poco superiore all'importo offerto in via transattiva dalla banca all'udienza del 13.4.201 1, per dichiarare interamente compensate tra le parti le spese del giudizio. P.Q.M.

I1 Tribunale di Roma, definitivamente pronunziando sulle domande in epigrafe, disattesa


ogni altra istanza, eccezione e difesa, cosi provvede:

- rigetta le domande di nullith, di annullamento dell'ordine di acquisto per cui e causa, e


di risoluzione dell'ordine di acquisto e del contratto quadro di negoziazione, ricezione e trasmissione degli ordini di acquisto, avanzate da Amurri Roberta;

- accoglie la domanda di risarcimento del danno per inadempimento contrattuale proposta


da Amurri Roberta nei confronti del Banco di Sicilia, oggi Unicredit s.p.a., e per I'effetto condanna quest'ultima al pagamento, in favore dell'attrice, della complessiva somma di 18.550,95, oltre interessi come da motivazione;

dichiara interamente compensate tra le parti le spese del giudizio.

Cosi deciso in Roma, nella camera di consiglio del 13.3.2012. IL GIU ICE RELATORE

IL PRESIDENTE

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- 2 APR 2012

ParrPtia Catfllo