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R . G . n.

3609/13
REPUBBLICA ITALIANA

IL

TRIBUNALE DI PESCARA

in composizione monocratica in persona del giudice unico


dott. Angelo Bozza ex artt. 50 ter. e 281 sexies c.p.c.
ha pronunciato la seguente
sentenza

nella causa in primo grado iscritta al nc 3609 del R.G.A.C.C.


dell'anno 2013 vertente
tra
Di Nisio Fausto (DNSFST62S12G482B), rappresentato e difeso
dall'Avv. Luca De Felice come da procura a margine dell'atto
di citazione ed elettivamente domiciliato presso il suo
studio in Pescara alla Via Lago di Bracciano n. 16

Contro
Di Francesco Francesco (C.F. :DFRFNC50B28L103V} , in persona
del legale rappresentante pr-tempore, rappresentato
e
difeso dagli Avv.ti Carlo Natali e Carla Poliandri ed
elettivamente
domiciliato presso
lo
studio
dell'Avv.
Stefano .tepore alla Via Catania n. 12
Parte convenuta
Nerone Walter
(C.F.:NRNWTR52M16G482F),
rappresentato
e
difeso dall'Avv. Pierluigi Vasile come da procura in calce
alla comparsa di costituzione e risposta ed elettivamente
domiciliato presso il suo studio in Pescara alla via G.
Misticoni n. 3
Parte convenuta

Firmato Da: DI BALDASSARRE LORELLA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 28eb8

Parte attrice

verificata la regolarit del contraddittorio;


esaminati 1'atto introduttivo, gli scritti difensivi ed i
verbali;
lette le conclusioni istruttorie e di merito;
sentiti ali'odierna udienza i procuratori delle parti a
seguito di discussione orale ex artt. 6 D.Lgs. 150/11, 437
e segg. c.p.c.;
ha pronunciato la seguente

Con atto di citazione notificato il 7/13.6.2013, Di Nisio


Fausto
conveniva
in
giudizio
dinanzi
ali' intestato
Tribunale Di Francesco Francesco e Nerone Walter, chiedendo
dichiararsi la natura diffamatoria delle dichiarazioni rese
nel corso della trasmissione ".Replay" andata in onda in
data 2.12.2012
sull'emittente televisiva
Rete
8 dai
convenuti e per 1'effetto condannarli al risarcimento del
danno patrimoniale subito dall'attore da liquidarsi nei
confronti del Di Francesco in euro 150.000,00 e del Nerone
di euro 100.000,00 ovvero nella somma maggiore o minore di
giustizia, altrimenti in via equitativa ex art. 1226 e. e. ;
con vittoria delle spese di lite.
A loro volta, i convenuti D Francesco e Nerone,
costituitisi in giudizio, nel contestare la fondatezza
delle pretese di controparte chiedevano, la dichiarazione
di inammissibilit e comunque il rigetto della domanda;
spese vinte.
Ci premesso -all'esito delle acquisizioni documentali e
della prova testimoniale- ritiene il decidente che le
domande vadano rigettate.
Occorre, innanzitutto, fornire un quadro fattuale e
giuridico del contesto in cui venivano dai convenuti
pronunciate le frasi ritenute diffamatorie dall'attore
perch lesive della sua reputazione, tenendo presente che,
secondo consolidata giurisprudenza, pu il giudice civile
procedere,
ai
fini
del
risarcimento
dei
danni,
all'accertamento della sussistenza di un reato anche non
accertato in sede penale; del resto, costituendo l'onore e
la reputazione diritti della persona
costituzionalmente
garantiti la loro lesione legittima sempre la persona
offesa a domandare il ristoro del danno non patrimoniale,

Firmato Da: DI BALDASSARRE LORELLA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 28eb8

SENTENZA

Firmato Da: DI BALDASSARRE LORELLA Emesso Da: POSTECOM CA3 Serial#: 28eb8

quand'anche il fatto illecito non integri gli estremi di


alcun reato (Cass. Sez. Ili 14.10.2008, n. 25157, Rv.
605478) .
Le espressioni ritenute offensive venivano pronunciate
dai due giornalisti in data 2.12.2012 nel corso di un
dibattito televisivo sportivo della trasmissione Replay su
Rete 8 che aveva come argomento d partenza il sopralluogo
effettuato dai consiglieri comunali Di Nisio, Del Vecchio e
Ranieri presso lo stadio di calcio Cornacchia di Pescara,
rilevando la presunta abusiva occupazione di un magazzino
di propriet comunale; sopralluogo documentato da una
riproduzione
audiotelevisiva
pubblicata
sul
web
ed
originato da una precedente ordine del giorno con cui il
Consiglio Comunale, con voto favorevole anche del Di Nisio,
chiedeva il rispetto nel pagamento dei canoni di affitto da
parte della societ Delfino Pescara 1936 di alcuni locali
sottostanti la Curva Sud.
In realt, come evidenziato pi avanti dal conduttore
della trasmissione, introducendo l'argomento espressamente
nel dibattito/ tali episodi erano da collegarsi a quanto
accaduto in precedenza, a partire da11'agosto del 2012,
allorquando la societ sportiva, per il prossimo campionato
di calcio di serie "A" che la squadra del Pescara, salendo
dalla serie "B", avrebbe giocato, decideva di eliminare i
biglietti
gratis
per
consiglieri
comunali
ed
amministratori,
cui
seguiva
una
polemica
politica
sollevata,
tra
i consiglieri,
anche
dal
Di Nisio,
sull'occupazione abusiva di spazi comunali nello stadio;
polemica seguita, nel novembre del 2012, dalla delibera del
Consiglio Comunale citata in precedenza, in cui, tra
1'altro,
si
evidenziava il
diritto
dei
consiglieri
comunali, in base all'ar_t. 26 del regolamento comunale, di
accedere liberamente in ogni settore degli impianti dello
stadio anche durante le manifestazioni sportive e quindi
dal sopralluogo pubblicizzato presso detta struttura dei
tre consiglieri (vedasi deposizione del presidente della
Delfino Pescara 1936 Sebastiani Daniele).
Gli accadimenti
riportati
erano
oggetto di ampio
dibattito sulla stampa anche nazionale, sui siti web
sportivi e nel mondo politico locale, tanto che lo stesso
attore a riconoscere la natura politica del suo operato e

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della
querelle
che ne
scaturiva;
dibattito
che
si
sviluppava non solo ad agosto, ma specie nei giorni
immediatamente successivi al sopralluogo presso lo stadio:
periodo in cui, per 1'appunto, si colloca temporalmente la
trasmissione incriminata
(vedasi i numerosi articoli di
giornale e di siti web prodotti dai convenuti) . N pu
essere messo in dubbio che larga parte dei commentatori
sportivi
professionali
o
semplici
tifosi
avevano
inevitabilmente operato il collegamento tra i due fatti -la
eliminazione dei privilegi a favore dei politici/I'abusiva
occupazione di spazi comunali da parte della
societ
calcistica
(che ne contestava la fondatezza
facendo
osservare che la societ aveva speso ingenti somme per il
miglioramento della struttura sportiva compensando i canoni
di occupazione: vedasi deposizione
Sebastiani
e del
rappresentante della societ nel corso della trasmissione
televisiva)- anche perch la rivendicazione di libero
accesso allo stadio per i consiglieri, ex art. 26 del
regolamento, era stata sollevata per la prima volta solo
dopo essere stati negati i biglietti e non veniva pi
sollevata 1'anno successivo tornata la squadra di calcio in
serie "B" (sempre deposizione Sebastiani).
Pu anche darsi che il Di Nisio abbia agito, come
sostiene,
nell'esclusivo
interesse
della
pubblica
amministrazione avendo egli rifiutato
in passato gli
abbonamenti della Delfino Pescara 1936 (vedasi missiva 2009
e comunicato stampa 2010 prodotte dall'attore : doc. a e b) ,
nessun collegamento essendovi tra i due accadimenti posti
in relazione dalla stampa, ma ci non toglie che era
pienamente legittimo e logico accostarli e renderli oggetto
di una pi che fondata discussione politico/sportiva, tanto
pi che i soggetti politici coinvolti, magari con finalit
ed intendimenti diversi, erano numerosi non essendo certo
parte della querelle il solo l'attore.
Va altres aggiunto, per sgombrare il campo da opposte
deduzioni dei due convenuti, che ben difficile mettere in
dubbio, anche per riferimenti, come vedremo, assolutamente
specifici,
la
riferibilit
delle
affermazioni
rese
nell' occasione dal Di Francesco e dal Nerone ai tre
consiglieri comunali, e tra questi il Di Nisio, ed il loro
operato, visto che 1'argomento era stato
chiaramente

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introdotto dal conduttore, cui seguivano immediatamente le


affermazioni
ritenute
diffamatorie
ripetute
(dal
DI
Francesco) con altri termini successivamente anche se con
portata pi generale.
Questo essendo il quadro fattuale, va tenuto presente,
sotto il profilo giuridico che, fermo il principio generale
della verit, pertinenza, e continenza delle affermazioni
rese in pubblico (da ultimo: Cass. Sez. Ili 4.9.2012,
14822, Rv. 623667}, deve per considerarsi come, in tema di
azione di risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo
della stampa, qualora la narrazione di determinati fatti
sia esposta insieme alle opinioni dell'autore in modo da
costituire nel contempo esercizio di cronaca e di critica,
la valutazione della continenza non pu essere condotta
sulla base di criteri solo formali, richiedendosi, invece,
un
.bilanciamento
dell'interesse
individuale
alla
reputazione con quello alla. libera manifestazione del
pensiero, costituzionalmente garantita (art. 21 Cost.);
bilanciamento ravvisabile nella pertinenza della critica
ali'interesse dell'opinione pubblica alla conoscenza non
del fatto oggetto di critica, ma di quella interpretazione
del fatto, che costituisce, assieme alla continenza,
requisito per l'esimente dell'esercizio del diritto di
critica: Cass. Sez. Ili 7.1.2009, n. 25, Rv. 606355).
La critica politica, infatti, pu assumere toni pi
pungenti rispetto a quelli interpersonali tra privati,
potendo essere di parte e non dovendo necessariamente
essere
obiettiva senza
per
trasmodare
nell'attacco
personale o nella pura contumelia e nella lesione del
diritto altrui
ali'integrit morale
(Cass. Sez.
Ili
17.10.2013 n. 23576, Rv, 628625); pur potendo contemplare
toni aspri e di disapprovazione pi pungenti ed incisivi
rispetto a quelli comunemente adoperati nei rapporti
interpersonali fra privati cittadini, non deve, per,
palesemente travalicare i limiti della convivenza civile,
mediante offese gratuite, come tali prive della finalit di
pubblico interesse, e con 1'uso di argomenti che
mirino
soltanto ad insultarlo o ad evocarne una pretesa indegnit
personale (Cass. Sez. Ili 23.2.2010, n. 4325, Rv. 611525).
In tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto di
critica -i cui limiti scriminanti sono pi ampi di quelli

questo/ pu darsi che li scuote, ma questi non li scuote. A


me mi verrebbe quasi di pensare che siccome stiamo parlando
di consiglieri comunali, quindi di politici, ci si sporca
perch la politica una cosa sporca.... allora sti tre
consiglieri comunali fanno quello che fanno perch lo fanno?
Per
dare
fastidio
al
Sindaco
Mas eia?
Perch
sono
-ubriachi?. . . .sono persone poco serie.... tra lfa.ltro sporcando
il nome di Pescara" e pi avanti, dopo l'introduzione
esplicita del fatto relativo ai biglietti grati: "Parliamo
di amministratori incapaci che per fanno parte del mondo
della politica dove diciamo, allora, che ci sono troppi
personaggi poco puliti...anche perch rorse non si lavano
bene "

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relativi al diritto di cronaca- riveste necessariamente


connotazioni soggettive ed opinabili quando si svolga in
ambito politico, in cui risulta preminente 1'interesse
generale al libero svolgimento della vita democratica; ne
consegue che, una volta riconosciuta la ricorrenza della
polemica politica ed esclusa la sussistenza di ostilit e
malanimo personale, necessario valutare la condotta
dell'imputato alla luce della scriminante del diritto di
critica di cui ali'art. 51 cod. pen.
(Cass. Sez. V
28.1.2005, n. 15236, Rv. 232125; Sez. V 26.11.1998, n.
12013, Rv. 214870) .
In particolare, il reato di diffamazione oggettivamente
configurabile nel fatto di definire taluno come "furfante"
o "responsabile di furfanterie" pu ritenersi scriminato in
virt dell'art. 51 cod. pen. quando detta definizione si
collochi in un contesto di polemica politica, significando
il ritenuto disvalore di scelte che si assumano compiute in
contrasto con 1'interesse collettivo (Cass. Pen. Sez. V
13.3.2008, 13565, Rv. 214870.
Tutto ci premesso, il Di Francesco
affermava
in
relazione
diretta
ali'operato
dei
tre
consiglieri
(evidenziazione in neretto dell'attore): "Per far sentire
pi a proprio agio i tre consiglieri comunali mi verrebbe da
fare teatrino come a volte fa Sgarbif allora dire a questi
tre per almeno quindici volte Vergogna ! Vergogna ! Vi dovete
vergognarei Se siete degli uomini vi dovete vergognare! Ef
una vergogna, uno schifo quello che avete fatto ! Detto

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Ebbene, fuori discussione che nei casi in esame non si


discute d verit dei fatti riferiti e neppure di pertinenza
delle critiche che ali'operato dei tre consiglieri comunali
viene mossa dai giornalisti convenuti, punto centrale la
continenza, delle loro dichiarazioni.
Con
riguardo
alla
posizione,
in
trasmissione,
cronologicamente precedente, del Nerone Walter, questi ha
affermato nel corso del dibattito: "La. vedo come una povera
storia oli Provincia...tina storia o!a quattro soldi o gi di 13.f
con personaggi che non conosco bene ma che evidentemente
hanno scelto il sipario sbagliato per motivi che mi sembrano
abbastanza piccoli" e pi tardi dopo l'espressa introduzione
della vicenda dei biglietti gratis: "Questa vicenda gua non
neanche cattiva politica, sa tanto di ripiccne di
cortile".
Come semplice osservare, dal complessivo contesto sopra
descritto,
il
commento
a
contenuto
politico
del
giornalista, di sicuro profondamente critico nei confronti
dei tre consiglieri comunali, pacato, teso a svalutare
eticamente il loro comportamento e ricondurlo nell'ambito
della bega locale, espressione pienamente legittima di
contestazione
ali'operato di personaggi che
ricoprono
cariche pubbliche nell'ambito di vicende pubbliche e di
pubblico dominio.
E'f in definitiva, un intervento televisivo pienamente
continente e rientra nel legittimo diritto costituzionale
comunque discriminante del diritto di manifestazione del
pensiero e nuli'altro merita di essere aggiunto
in
proposito.
Pi
delicato, ma
comunque
da
ritenere
anch'esso
continente l'intervento del Di Francesco.
Ribadito che si verte in tema di critica politica,
nell'ambito d un
(implicito prima ed esplicito poi)
legittimo
collegamento
tra
negazione
biglietti
gratis/richiesta canone di occupazione spazi/ in primo luogo
bene evidenziare come lo stesso convenuto faccia precedere
le proprie affermazioni di merito da una sorta di avvertenza
("mi verreixbe di r"are qui un teatrino come a volte r"a
littorio Sgarbi..."} , che indubbiamente caratterizza il suo
intervento
in
forma,
potremmo
dire,
sostanzialmente
provocatoria e parodistica (il teatrino).

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Di qui 1'incipit con 1'uso ripetuto della parola


"vergogna" pi volte pronunciata a stigmatizzare la ritenuta
inaccettabilit morale e politica di quanto dagli stessi
compiuto ed il successivo "schifo" che ne deriverebbe per
lui dall'accaduto, in un crescendo teatrale di manifesto
disgusto e vis polemica, anche nella forma concitata e nel
volume vocale alto dell'intervento, che se appaiono comunque
eccessivi, rimangono, assolutamente entro i limiti della
legittima critica all'operato dei tre consiglieri.
Il discorso viene poi ampliato da Di Francesco, come si
spesso soliti fare quando si affrontano discorsi di questo
genere, parlando pi genericamente di politici: cos
definendo cosa sporca, la politica, anche qui affermazione,
che
se
nella
sua
generalizzazione
giornalistica

inaccettabile, riferita al caso concreto e per quanto di


interesse, conserva la natura di giudizio morale e politico
sulla vicenda oggetto di commento, senza trasmodare nella
contumelia e nell'offesa gratuita.
Discorso non dissimile per le espressioni ubriachi,
persone poco serie, sporcando il nome di Pescar a.: la prima,
apparentemente collegata a quello che dovrebbe essere la
verifica di un dato di fatto (persona non pi compus sui per
l'assunzione smodata di alcol) , in realt, per la sua
assoluta lontananza dal significato letterale, si risolve,
anche qui, attraverso un paragone paradossale, in un
giudizio
di
inaffidabilit
politica
del
pubblico
rappresentante locale, la seconda mettendo lecitamente in
dubbio la seriet del comportamento degli stessi, la terza
dando risalto alla negativa risonanza a livello nazionale
avuta dalla vicenda che scredita la citt di appartenenza.
Sono, dunque, tutte frasi di legittima critica.
Non resta che l'ultima uscita successiva del convenuto,
in cui il giornalista parla (ammesso e non concesso che tale
espressione
possa
essere,
in
questo
unico
caso,
effettivamente riferita ai tre consiglieri ed al Di Nisio in
particolare) di amministratori incapaci,
anche questa
affermazione rientrante nella corretta critica politicoamministrativa, e conclude accennando a personaggi poco
puliti.... anche perch forse non si lavano bene, che ancora
una
volta
mostra,
nella
conseguenzialit
delle
due
espressioni, 1'aspetto irridente e se si vuole irrispettoso

Definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Di


Nisio Fausto nei confronti di Di Francesco Francesco e Nerone
Walter, cos provvede:
- rigetta le domande;
condanna il Di Nisio Fausto al pagamento delle spese
processuali a favore del Di Francesco Francesco e Nerone
Walter che liquida, per ciascun convenuto, in complessivi
Euro 4.500,00 per compenso, oltre spese forfettarie al 15%,
CPA e IVA.
Sentenza immediatamente esecutiva come per legge.
Cos decso nella camera di consiglio del Tribunale di
Pescara il 27.1.2015
II Giudice Unico
dott. Angelo Bozza

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dell'intervento, ma sostanzialmente conforme ai canoni del


libero diritto di manifestazione del pensiero, come oggi,
tra l'altro, si manifesta in tali tipi di programmi
televisivi: non intendendo il giornalista dubitare della
liceit dei comportamenti tenuti, quanto mettere, a suo
modo,
in discussione
le motivazioni
di
fondo
dei
comportamenti dei tre consiglieri quali oggettivamente
emergevano
ed
emergono
dalla
conseguenzialit
degli
accadimenti di quei mesi.
Le spese seguono la soccombenza liquidate come da
dispositivo, tenuto presente che, per quanto il quantum
preteso sia stato molto elevato, lo sviluppo processuale
della causa, la portata assolutamente contenuta della
gravita
del fatto
e la limitata
diffusivit
della
trasmissione su rete locale nell'ambito di dibattito
destinato ad utenti sportivi, porta il decidente a
contenere le liquidazioni nell'ambito dello
scaglione
5.200,00/26.000,00.
P.Q.M.