Sei sulla pagina 1di 1

8

ANNIVERSARI ILLUSTRI

SECOLO DITALIA

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012

SECOLO DITALIA

APPENA USCITI

Limmagine del Che su una maglietta

FIGURA ANOMALA DI RIVOLUZIONARIO, SI MERIT


PER LE SUE IMPRESE LAPPELLATIVO DI URAGANO, CONIATO PER LUI DALLO STESSO GUEVARA
Camilo Cienfuegos, di cui ricorre lottantesimo anniversario della nascita

ADDIO LEGGENDA NERA: BABILONIA ERA PERLA DEI REGNI


Mario Bernardi Guardi
abilonia? Il nome, come quello di Babele, evoca disordine, confusione, caos. Non basta: la grandiosa citt mesopotamica anche emblema di corruzione ed empiet, di vizio e scelleratezza, di sfarzo e sfrenata volutt. Ne exemplum, nel canto V dellInferno, Semiramide, sposa di Nino, fondatore dellimpero assiro-babilonese. Di lei Dante dice che libido f licito in sua legge, per trre il biasimo in che era condotta, e cio fece diventare legge ci che le piaceva amori extraconiugali ed incestuosi compresi per cancellare la fama negativa che la circondava. Nel VI secolo a.C. il popolo di Israele, dopo la distruzione di Gerusalemme e del suo tempio ad opera del re Nabucodonosor, fu costretto alla spietata cattivit babiN SAGGIO FA RIVIVERE lonese. Ragion per cui, da allora, uscire da BaIN UNA SEQUENZA DI bilonia significa liberarsi da una condizione SPLENDORI LA CITT spiacevole e amara. PROTAGONISTA Quanto allicona della perdizione, ne hanno fatDI STRAORDINARIE to tesoro in tanti. Ad CONQUISTE esempio, Kenneth Anger, raccontando in Hol-

CAMILO CIENFUEGOS, L ALTRO CHE ALIENO DAI DOGMI MARXISTI


Fidel Castro

Alberto Samon
occidente, attuale crogiuolo di valori fondanti dellumanit contemporanea con in testa pubblicit e consumismo ha trasformato nei decenni Ernesto Che Guevara da guerrigliero rivoluzionario a emblema per poster e magliette. Il successo planetario rivestito dal giovane combattente argentino ucciso in Bolivia, ha prima reso Guevara modello per migliaia di rivoluzionari da operetta di casa nostra e poi lo ha consacrato quale bene di consumo da esibire, nel migliore dei casi, durante concerti o partite di calcio. Il frullatore culturale ha invece risparmiato Camilo Cienfuegos, pure lui leader emblematico della rivoluzione cubana, rimasto praticamente semisconosciuto nel mondo, eccezion fatta per lisola caraibica, dove tuttora ricordato come un eroe e un martire. Cienfuegos, insieme a Fidel Castro, al fratello Ral Castro e a Guevara, stato, infatti, uno degli arteci della rivoluzione, sfociata nel gennaio del 1959 nella cacciata del dittatore Fulgencio Batista e nellingresso trionfale delle truppe ribelli nella capitale LAvana. Pochi giorni fa a Cuba stato celebrato lottantesimo anniversario della sua nascita ed stata anche loccasione per ricordare una gura anomala fra i rivoluzionari castristi. Camilo (come lo chiamano affettuosamente i cubani) in patria praticamente un mito. Nellimmaginario collettivo del popolo di Cuba la sua gura ancora pi popolare di quella di Che Guevara, per le umili origini, per il sorriso con cui affrontava tutte le situazioni, per il suo inseparabile cappello da cow-boy e per la sua fama di persona semplice, che lo ha trasformato in eroe amato da tutti. Uno dei fattori principali che ne ha fortemen-

te incrementato la popolarit fra i cubani, anche la sua morte prematura, avvenuta in circostanze misteriose il 28 ottobre del 1959, mentre a bordo di un cessna faceva ritorno a LAvana dalla citt di Camaguey, dove si era recato per sedare una protesta guidata dal guerrigliero dissidente Hubert Matos. La sua scomparsa avvenuta poco dopo la rivoluzione ha, infatti, contribuito a non far associare nellimmaginario collettivo il ricordo di questuomo a ci che avvenuto a Cuba negli oltre cinquantanni di regime castrista, rendendolo in questo modo indenne rispetto alle critiche dei dissidenti e alle vicende politiche interne.

Scomparso in circostanze misteriose nel 1959, non associato a ci che avvenne a Cuba con il regime castrista. Credeva nellautodeterminazione dei popoli e non nel comunismo
Sostanzialmente, quindi, il mito di Cienfuegos si mantenuto integro e anzi, la sua gura di rivoluzionario proveniente dal popolo, in tutti questi anni divenuta una sorta di icona laica, verso cui tributare rispetto e amore civico. Ogni anno in occasione dellanniversario della sua scomparsa, i bambini di Cuba gettano un ore in mare o nei umi per ricordare questo rivoluzionario. Un mito, alimentato ovviamente anche dal regime dei fratelli Castro, tanto che un paio di anni fa, sulla facciata di un edicio pubblico di Plaza de la Revolucin a LAvana stata collocata una gigantesca struttura in ferro con lefgie di Camilo, delle stesse dimensioni

di quella che, a poche decine di metri, ricorda Ernesto Guevara. Stando alle cronache ufciali il piccolo aereo di Cienfuegos sarebbe scomparso dai radar, ma n i rottami e nemmeno il suo cadavere sono stati mai ritrovati: particolare, che nei decenni ha alimentato decine di supposizioni sulla sorte del rivoluzionario, che dopo la vittoria delle truppe castriste, era stato nominato da Fidel comandante delle forze armate nazionali. Anche il dissidente Hubert Matos era stato un comandante fedele allesercito rivoluzionario, combattendo insieme a Castro sulla Sierra Maestra, ma poco tempo dopo era divenuto un traditore, perch aveva scritto due lettere a Fidel, nelle quali rinunciava allincarico di comandante militare della provincia di Camaguey, da lui rivestito no ad allora, motivando il proprio abbandono con la crescente inuenza comunista nella rivoluzione castrista. Per tutta risposta, Castro aveva incaricato il comandante Cienfuegos di recarsi a Camaguey e arrestare il dissidente. Camilo, nel portare a termine la missione, qualche giorno prima di imbarcarsi sullaereo che lo avrebbe dovuto riportare a LAvana, aveva tenuto un appassionato comizio, nel quale, fra laltro, aveva rivendicato con forza i principi della rivoluzione, negando che i comunisti stessero esercitando uninuenza eccessiva sul nuovo governo. Questo, a prima vista, sembrerebbe un particolare secondario, ma rivela come Camilo Cienfuegos non fosse affatto un fervente marxista e non considerasse lideologia comunista quale elemento fondante della nascente Cuba rivoluzionaria. Il suo sogno, infatti, era lautodeterminazione del proprio popolo e la nascita di una nazione libera dalla corruzione, in cui anche i contadini, i garzoni di bottega e la gente comune potessero vivere dignitosamente e orgogliosamente.

Un ideale che Camilo aveva maturato grazie allesperienza personale. Egli, infatti, da ragazzo aveva lavorato in una bottega de LAvana come apprendista sarto, ma lo stipendio da fame lo aveva costretto ad emigrare negli Stati Uniti, dove aveva fatto ogni tipo di lavoro, per poi tornare in patria e da qui recarsi in Messico per unirsi ai barbudos guidati da Castro, che preparavano il ritorno a Cuba e la rivoluzione per sovvertire il governo corrotto di Batista. Nel novembre del 1956, Cienfuegos era insieme a Fidel e agli altri ottanta rivoluzionari che a bordo del battello Granma avevano raggiunto dal Messico le coste cubane. Dopo lo sbarco nella parte meridionale dellisola, il giovane guerrigliero aveva fornito prove di grande coraggio e da soldato semplice in breve tempo era divenuto comandante di una delle pi ardite colonne rivoluzionarie, guidando in prima persona i suoi uomini sotto il fuoco dellartiglieria nemica e meritandosi per le sue gesta gli appellativi Uragano e signore dellavanguardia, coniati per lui da Guevara. Dopo due anni di combattimenti sulla Sierra Maestra lo stesso Camilo Cienfuegos, a capo di una colonna di settecento uomini aveva conquistato Yaguajay, contribuendo cos in modo determinante a spianare la strada per lingresso delle truppe castriste a LAvana. Cienfuegos, peraltro, oltre a dar prova di grandi doti militari, era noto per essere un tipo scanzonato e allegro, una sorta di bohemien della rivoluzione. Alcuni testimoni raccontano a questo proposito che al tempo della guerriglia avevano visto il comandante sulla spiaggia di Siboney, non lontano da Santiago de Cuba, mentre dormiva beato allombra di una palma, senza guardie del corpo, con la camicia delluniforme sbottonata, ma con in pugno linseparabile mitragliatrice Thompson.

lywood Babylon (tr. it. Hollywood Babilonia, Adelphi 1979) la scabrosa vita segreta delle star yankee, da Rodolfo Valentino a Sharon Tate. Insomma, di tutto e di pi contro Babilonia, meritevole del castigo di Dio come Sodoma e Gomorra. E destinata a entrare nellimmaginario collettivo con una sinistra aureola anche a causa della prostituta babilonese campeggiante nel fasto visionario dellApocalisse di San Giovanni. Di tutto questo Paolo Brusasco, docente di Archeologia e Storia dellArte del Vicino Oriente allUniversit di Genova, perfettamente consapevole: ce n di lavoro da fare per restaurare Babilonia nel suo antico splendore, prima che su di essa si abbattesse il fulmine della riprovazione biblica. Il corposo e argomentato saggio che ha scritto col dichiarato fine di riabilitarla (Babilonia. Allorigine del mito, prefazione di Giulio Giorello, Raffaello Cortina Editore, pp. 303, 26) vale dunque non per uscire da Babilonia, ma per entrare nella Citt e vedere comera. Pietra su pietra, in una sequenza di splendori. Giulio Giorello, nella prefazione, anticipa il senso di questa riscoperta, ricordando come gi Voltaire e gli illuministi avessero iniziato a smontare la leggenda nera di Babilonia, restituendo ad essa il suo volto: quello della pi incivilita citt delluniverso, di porta degli di cos suona letteralmente il suo nome di coppa doro in mano al Signore per esprimerci con le suggestive parole del profeta Geremia. Il quale, lanciando la sua maledizione, non pu fare a meno di mescolarvi una buona dose di ammirazione. E non potrebbe esser diversamente per questa perla dei regni (qui Isaia a parlare) la cui demonizzazione pu essere anche spiegata col contrasto che opponeva gli antichi Ebrei rigorosamente monoteisti alle grandi civilt cosmoteistiche. Come, appunto, Babilonia: in essa, infatti, la figura del dio Marduk, assimilato a Satana da Ebrei, Cristiani e Islamici, assorbiva in s le altre divinit, senza generare esclusioni. Relativismo paganeggiante? Certo, il saggio di Brusasco pu fornire in merito elementi di dibattito, per altro non inconsueti. Ma oltre a questo e prima di questo, vale la Babilonia ritrovata, la citt delle meraviglie i Giardini Pensili, le Mura, la Torre di Babele e delle straordinarie conquiste culturali in campo aritmetico, geometrico, algebrico, astronomico, fisico, urbanistico, tramandate sia a Oriente che a Occidente. Che cosa resta dopo gli eventi bellici della seconda guerra del Golfo? Il viaggio di Brusasco serve anche a interrogarci sul presente e il futuro di una Citt che doveva essere eterna.

Gi gli illuministi avevano parlato di Babilonia come della pi incivilita citt delluniverso