Xviii Secolo
Xviii Secolo
XVIII siècle: 1715 (morte di Louis XIV) - 1799. Conflitti. Guerra dei sette anni tra Francia e
Inghilterra, vince l’Inghilterra. La Francia deve consegnare tutte le colonie. C’è grande instabilità
dal 1789 al 1799: rivoluzione, prima repubblica, terrore, Napoleone. Secolo della rivoluzione e
della nascita del concetto di opinione pubblica e dei grandi filosofi.
Siècle des lumieres. Romanzo, teatro, encyclopédie. Secolo travagliato: due re, Luigi XV e XVI.
Madame de Pompadour, Marie Antoinette.
Il secolo si apre col regno di Luigi XV, essendo troppo giovane, il potere va al duca di Philip
D’Orléans. Luigi XIV lega la sua fortuna al pouvoir absolu. Getta le basi per la fine della monarchia.
Luigi XV e XVI non hanno avuto grande personalità, faible de caractère.
Luigi XV: gode di una certa fortuna, bien aimé, inizialmente riesce a ingraziarsi il popolo, fa cose
proficue, soprattutto durante la reggenza di Philip D’Orléans. Il re lascia la reggia di Versailles,
come a voler chiudere il potere assoluto, liberà alla sua corte, importanza che Louis XIV aveva
tolto. Problemi economici perché Louis XIV aveva finanziato delle guerre. Cerca di risollevare
l’economia affidandosi allo scozzese John Law, stampando carta moneta. Risolleva le sorti
economiche del regno. Purtroppo, la sua politica, si rivela fallimentare perché la Compagnia delle
Indie prestava oro allo Stato, che stampava carta moneta e dunque pagava i debiti, ma si diffonde
l’idea che lo sfruttamento delle colonie è fallimentare, dunque c’è un momento di panico che
porta al fallimento della banca. Riforma di Law aveva comunque risollevato i debiti dello stato.
Politica espansionistica coloniale. “Commercio nero” – commercio triangolare - (Code noir in
vigore fino al 1848): tanti africani venivano portati in Francia sfruttati, smistati anche in Brasile. Lo
Stato gestiva le piantagioni di zucchero. Circa 7/8 milioni di schiavi soni venduti alle Antille, in
Brasile, si sono arricchiti grazie a questa sorta di commercio. Questa tratta degli schiavi che era
cominciata sotto Louis XIV, comincia a interessare i filosofi, che cominciano a denunciare questa
immoralità. Con Luigi XV nominiamo Madame de Pompadour, la favorita del re, universalmente
riconosciuta l’amante preferita del re. Ha avuto un’influenza sulla società e sull’economia al pari di
alcuni ministri dell’epoca. Ha influenzato lo stile delle porcellane, ad esempio, ha finanziato
l’encyclopédie. Il regno di Louis XV non sarà ricordato come il migliore.
Louis XVI: faible de caractère. Sale nel 1774, l’economia francese è ancora in una situazione critica.
Sposa Marie Antoinette, non ha avuto un peso sulla società, sulla cultura, era malvista dal popolo,
forse anche perché non era francese, apparteneva alla corona austriaca, è comunque un
personaggio iconico. Era una spendacciona, a lei si attribuiva la causa della crisi economica. Louis
XVI mandava soldi per la rivoluzione americana, non assicurava più un tenore di vita adeguato al
popolo. Era comunque riuscito a ridurre le spese della corte, aveva praticato la beneficenza, aveva
istituito il Ponte di pietà, si era circondato di filosofi, imposta uguale per tutti, comunque
scontentava il popolo, né accontentava il clero e la nobiltà. Tutti e tre gli ordini della società nion
erano soddisfatti di questo regno. Clero, nobiltà, tiers état (la maggior parte), si mantenevano e
mantenevano anche la noblesse. Clero e nobiltà non erano compatti. Il clero era diviso il alto clero
(alta aristocrazia) e basso clero (categorie più povere e umili della popolazione); nobiltà di corte e
nobiltà di nuova generazione, quest’ultima era aperta alle idee delle grandi filosofi, che erano
contrari alla monarchia assoluta, al diritto divino. Si arriva alla rivoluzione contro Louis XVI.
Cominciano le idee sul principio dell’uguaglianza, la disuguaglianza legata alla nascita è messa in
discussione; imposte. Nonostante il re volesse diminuire le disuguaglianze, non riusciva perché era
contrastato dalla nobiltà. Gli Stati generali convocati il 5 maggio 1789 sono un fallimento: i tre
ordini non sono d’accordo sulle modalità di scrutinio, perché il terzo stato, essendo il più
numeroso, vuole esprimere il diritto di voto in base ai singoli, non per ordine. Non riuscendo a
trovare soluzioni, proclamano l’Assemblea nazionale, che sancisce la sovranità del popolo di
fronte al re. Salle du jeu de pomme, giurano di non separarsi finché non danno una costituzione, il
9 luglio hanno l’incarico di scrivere la constitution. Il re, temendo gli esiti dell’assemblea,
concentra delle truppe intorno a Parigi, per cui il popolo si impadronisce della Bastiglia, simbolo
dell’assolutismo. Anche nelle campagne c’è un moto portato avanti da delle donne, che
conducono la famiglia reale a Parigi, il popolo insorge, e questa sarà la famosa battaglia dei sans
culottes. Ormai il re è sotto il controllo del popolo, finisce l’Ancien régime e tutto il regno. Mentre
sembra accettare la costituzione, trama per espatriare in Austria ma viene sorpreso, viene
ricondotto a Parigi. Nel 1792 la monarchia è abolita e si proclama la Prima Repubblica. Continuano
le rivoluzioni nell’ambito dei rivoluzionari: montagnards et girondins. Montagnards sono più
intransigenti, si impossessano del potere e instaurano un regime del Terrore, a cui capo c’è
Robespierre, che istituisce il Comitato di salute pubblica. Fino al 1794 farà almeno 17000
esecuzioni. Robespierre aveva imposto il regime del terrore, se qualcuno veniva sospettato subito
veniva decapitato. Si elabora una nuova Costituzione - > Direttorio. Il 2 dicembre 1804 Napoleone
si incorona imperatore. In un primo momento sembrava democratico, ma presto si rivela un
tiranno, sempre più opprimente sarà la conduzione del potere, libertà di stampa limitata, a lui si
deve l’istituzione del Baccalaureat e la divisione della Francia in dipartimenti, il codice civile. Se
Carlo Magno è stato incoronato in Chiesa da una figura religiosa, Napoleone si incorona lui stesso,
non riconosce alcuna autorità alla Chiesa.
Vita culturale. Nel 600 i salons erano centri di cultura, mito dell’honnet homme, poteva parlare di
tutto tranne che di politica. Ora i saloni non sono più preziosi, diventano i saloni della filosofia.
Non ci sono più maniere preziose, l‘artificiosità e l’eccesso vengono soppiantate dalla cultura, dalle
idee dei filosofi, che invitano l’uomo a interessarsi di tutto, anche di politica. Al salone vengono
affiancati i cafè: la bevanda è nuova, importata nel XVIII secolo da Costantinopoli, ci si riunisce
anche per leggere i giornali, parlare di cultura, attualità, politica, scienza. Quindi i cafè diventano
centri culturali, ad es. il Cafè Procop a Parigi del 1686. E’ quindi il secolo dei saloni, dei cafè, dei
club. Cafè 1654 primo a Marsiglia. Verve Laurent frequentato da Rousseau, Cafè de la Regeance
dove Diderot aveva ambientato un romanzo. Aprono i club, imitazione inglese. Se il cafè e i saloni
sono frequentati da intellettuali, i club sono più chiusi, più ristretti, si parla sempre di cultura e
attualità. I club sono anche più rivoluzionari. Affrontano temi progressisti, talmente che nel 1731
furono chiusi. I saloni con la rivoluzione francese saranno chiusi. Il salone cambia: non c’è più
l’honnet homme, ma quello che oggi chiamamo filosofo, cioè ai tempi l’intellettuale. Da salone
prezioso abbiamo un salone intellettuale. Da cosa è ispirato il filosofo? Come avviene questo
cambiamento da honnet homme a intellettuale? Con un percorso di tre principi:
1) culto della ragione. Descartes invitata a ragionare, l’uomo ha imparato a ragionare, a scoprire la
ragione. Grazie alla ragione, gli intellettuali conoscono il concetto di spirito critico, che influenza i
filosofi;
2) il libero esame, connesso alla ragione: se so ragionare, ho senso critico;
3) spirito di riforma. Gli intellettuali sono animati da questo spirito. Questi punti fanno parte
dell’iter dell’intellettuale. Le dispute religiose del secolo precedente fanno risvegliare le coscienze,
giansenismo, pietismo, persecuzione dei protestanti, momenti che hanno originato il discredito
verso la religione.
Encyclopédie. E’ un’opera che aveva lo scopo di raccogliere tutte le conoscenze di tutti i campi
perché si voleva dare le bonnheur, la felicità all’uomo su come combattere la superstizione,
l’ignoranza, l’oscurantismo, che limitavano il libero pensare. Comprende 28 volumi, 17 tomi, 200
collaboratori.
Letteratura: genere del romanzo e del teatro.
Marivau, Prévau. Il romanzo e il teatro sono le forme più in auge, entrambi gli autori scrivono in
queste forme. Nel XVII secolo abbiamo forme di romanzo che non avevano mai toccato il successo,
non eccelleva perché nel Classicismo ci si ispirava ai grandi classici greci e latini. Adesso il romanzo
è nuovo, perché è nuovo lo spirito del secolo. Sia il romanzo che il teatro sono una sorta di pittura
sociale, una letteratura del sentimento, esprimono quell’esprit nouveau che caratterizza il secolo.
Quando parliamo di teatro, abbiamo la commedia, propone lo studio dei costumi, caratteri, si
interessa all’attualità, soprattutto quella sociale. Marivaudage: nasce con un’accezione
dispregiativa per criticare Marivau, che inizialmente non ha successo, non era amato dai filosofi e
dai romantici. Sarà scoperto nel XX secolo. Marivauder: significa scambiarsi proposte amorose
galanti e raffinate, marivaudage nasce da questo verbo. Vediamo un critico che ci parla di
marivaudage nel 1739. Tema dell’amore, presentato attraverso dialoghi e conversazioni galanti,
cortesi.
Il romanzo di questo secolo è nuovo. Il romanzo del 700 trae spunto dal romanzo tipico inglese. E’
un romanzo essenzialmente realista, che ci propone la borghesia, la natura, il male, l’io. La
narrazione è sempre in prima persona e l’autore compare dietro la figura del narratore. Si vuole
creare un universo reale. Per sembrare più reale possibile, i romanzieri fanno finta di prendere
spunto da lettere o manoscritti perché vogliono essere il più realistici possibili. La realtà del
momento è essenzialmente filosofica, anche se Marivau ci parla di amore, ma il romanzo è
essenzialmente realista, improntato al pensiero filosofico. Quali sono le caratteristiche di questo
romanzo? Il realismo, la critica sociale, gli autori mettono in luce le ingiustizie, la disuguaglianza
sociale, cercano di sensibilizzare i lettori per un cambiamento sociale. Altra caratteristica è lo
spirito illuministico, che vuole un progresso sociale. La critica sociale deve essere fatta mediante
l’ironia per non essere censurati, anche per creare distanza emotiva rispetto ai personaggi e agli
eventi. Altra caratteristica è la trama intricata, con numerosi intrecci e svolte narrative. Altra
caratteristica è la forma, spesso è un romanzo epistolare, ad es. Les lettres persannes di
Montesquieu. Rispetto alle epistole di Mme de Sévigné, adesso si scrive sapendo e volendo di
essere letti. Nei saloni si leggono le lettere, si bada alla forma, la lettera non è soltanto fonte di
piacere affettivo, ma anche estetico. Non è più tanto sincera perché sa che sarà letta. Nascono i
cabinet di lettura: si mettono a disposizione, oltre ai giornali, anche opere letterarie. Film “Illusioni
perdute”, Illusions perdues. Idea che i giornali condizionavano la fortuna di un’opera, erano
corrotti.
Ci sono altre forme di romanzo, come il romanzo libertino. Si tratta di una letteratura che ci parla
del piacere carnale e sessuale. Abbiamo anche il romanzo esotico. Si viene a conoscenza di questi
mondi diversi e si scrive di questi paesi lontani, l’iniziatore è Bernardin de Saint Pierre, evoca le
Mauricious. Altro genere è le comte philosophique, un romanzo breve che ha all’interno un
insegnamento filosofico, ci dà un insegnamento. Ci sono anche i pamphlets, brevi scritti a
carattere saggistico, polemico e satirico.
Nel teatro si denuncia la crisi finanziaria, si parla dell’amore, conflitto tra amor proprio e passione.
Montesquieu. Lettres persannes et Esprit de lois. E’ il primo di questi intellettuali. Non arriva
neanche a Louis XVI e alla Rivoluzione. Ha un grandissimo peso nel creare le coscienze.
Filosofo, giurista. Eredita il titolo nobiliare, viaggia tanto. Contribuì all’Encyclopédie con un
articolo, pur essendo una generazione precedente rispetto a Rousseau, Diderot, ecc. Scrive Les
lettres persannes, Considération sur les causes de la grandeur des romains et de leur décadence,
L’esprit de lois, Défense de l’esprit de loi. Muore nel 1755. Non si può considerare un
rivoluzionario, ma ha avuto un peso importante nella formazione delle coscienze, critica la
monarchia assoluta e il diritto divino.
Lettres persannes (1721). Romanzo epistolare, tendenza all’esotismo, i protagonisti sono due
giovani persiani. Opera ironica. Immagina che questi due giovani persiani avrebbero viaggiato in
Francia e da lì avrebbero iniziato una corrispondenza epistolare con i genitori e le mogli lasciati in
Persia. Attraverso queste lettere, falsamente ingenui, criticano tutta la società francese. Si
meravigliano come gli occidentali possano ubbidire a una sola persona e anche la Chiesa (il Papa).
Lettera “Ce roi est un grand magicien”. Il Papa e il re sarebbero due grandi maghi, a detta di
Usbek. Li meraviglia il traffico di Parigi, del popolo imbonito dal Papa e il re. Le lettere parlano dei
mollat (?) a cui vengono affidate le mogli. Criticano il dogmatismo religioso degli occidentali e dei
francesi.
Esprit de lois (1748). Capolavoro, definisce la legge come il rapporto necessario che deriva dalla
natura delle cose, e ritiene che ogni essere ha la sua legge, anche l’uomo deve avere le sue leggi,
ma devono essere giuste, crede nella loro utilità ma devono essere giuste. L’uomo ha bisogno
delle leggi, e nella storia dell’uomo è un concetto indissolubile. Frutto di 14 anni di lavoro, scrive
mentre era in Svizzera. Due volumi, 31 libri, opera importante nel pensiero politico, infatti si studia
anche in diritto. E’ una enciclopedia del sapere politico del 700. Analizza 3 forme di governo: la
repubblica, la monarchia, il dispotismo. Ciascuna di queste forme ha propri principi e regole. Il
principio alla base della repubblica è la virtù, amor di patria, uguaglianza. Quello della monarchia è
l’onore, cioè l’ambizione personale. Quello del dispotismo è la paura, il despota incute paura e
riesce a governare. La repubblica e il dispotismo sono opposti. Lascia trasparire la sua avversione
verso il dispotismo, sono le leggi a doversi conformare alla vita, non il contrario. Per la monarchia,
non esprime disappunto, descrive disappunto verso la monarchia assoluta, il diritto divino. I tre
poteri fondamentali devono essere separati: potere esecutivo, legislativo, giudiziario, non deve
essere accentrato, “il potere deve arrestare il potere”, in modo che ciascuno possa impedire
all’altro di degenerare nella tirannia. Non perdiamo di vista che NON è stato un rivoluzionario.
Condanna verso l’assolutismo monarchico, i privilegi della nobiltà che poi hanno portato la Francia
verso la rivoluzione. Principio di legalità: separazione di 3 poteri. Montesquieu aveva viaggiato,
conosciuto il modello di monarchia inglese, aveva conosciuto Locke. Molti intellettuali affrontano
il tema della tratta degli schiavi, tra cui Montesquieu. Parla anche della religione, del fanatismo
religioso, che aveva procurato malesseri nel popolo francese. E’ il primo in ordine cronologico che
comincia a influenzare i primi rivoluzionari, contribuisce alla formazione delle coscienze, non
direttamente. Vive nel periodo della rivoluzione americana, secondo alcuni si rifà alla rivoluzione
americana, influenza anche la stesura della Costituzione americana.
Consideration sur la cause de la grandeur des romains et de leur decadence (1734). I romani,
com’è che poi decadono se ancora oggi molte cose sopravvivono, tipo diritto, costruzioni, ecc…
Perché l’impero romano è stato teatro di corruzione morale, e Montesquieu ne parla. Venendo
meno le doti e le virtù dell’impero, questo cade.
1750, Défense de l’esprit de lois. Leggere altri estratti delle lettres persannes.
15 novembre 2023
Il romanzo del Settecento.
Prima metà del secolo.
Marivaux. Giornalista, drammaturgo e romanziere. Della sua vita sappiamo poco, non ha avuto un
percorso di studi regolari, non aveva una gran cultura. Non conosceva i classici, infatti nella
querelle si colloca con i modernes perché non conosce i classici. Rimane coinvolto nella crisi
finanziaria di Law, fu costretto a cercare un guadagno stabile col giornalismo, in cui importa un
notevole contributo. Col teatro ha grande successo, è vicino agli ambienti della commedia
francese ma anche alle troupes italiane. Frequenta i salotti mondani ed eletto alla Académie
française, “soffiando” il posto a Voltaire, il quale non perde occasione per criticarlo come frivolo
(marivaudage), disprezzato anche da altri contemporanei. Sarà apprezzato nel Novecento per la
sua sensibilità, influenza la letteratura del ‘900.
Le opere. Ile des esclaves (dove parla della schiavitù), Les jeux d’amour d’azard, La vie de
Marianne, altri due romanzi. E’ uno dei maggiori commediografi del 700. Il teatro del 700 è un
teatro rinnovato. Il tema ricorrente è l’innamoramento, sia nel romanzo che nel teatro, presta
attenzione all’analisi dei sentimenti più intimi e privati. Non è attratto dalla storia d’amore, ma
dalla psicologia amorosa, soprattutto lo stato nascente, iniziale. Marivauder: dialogare in maniera
raffinata, dissertare su fini piccolezze, cioè affrontare con serietà discorsi sciocchi, frivoli, forma
troppo raffinata di analisi morale e psicologica. Si costruisce uno stile particolare tanto da dargli il
nome, cioè maurivauder. Fu accusato di non parlare un francese corrente, di peccare contro il
buon gusto, addirittura di “imbastardire” la lingua francese. Il linguaggio è ricercato, nitido e
inafferrabile, preciso e allusivo, intriso di sfumature, espresso dagli attori che dovevano recitare
sembrando estranei alla realtà, ma allo stesso tempo assolti nel loro mondo. Ama la recitazione
degli attori italiani. Compare l’influenza del teatro italiano. Un aspetto tipico del suo teatro è il
divario tra il volto della maschera, c’è un divario tra ciò che l’autore dice e ciò che il personaggio
recita. Tutti questi aspetti denotano la sua capacità espressiva. Marivaux non ha una cultura
classica, fa la sua poetica in maniera autonoma e indipendente, non conosce il teatro classico.
Cura molto di più l’elemento psicologico e il linguaggio, che riflette appunto la psicologia dei
personaggi, addirittura il linguaggio dice di più della maschera che viene portata in scena. Il suo
entusiasmo creativo lo portava a lasciare delle opere incompiute, a volte sembra che lo lascia
aperto a qualsiasi conclusione. Le Télémaque travesti (1717), L'Iliade travestie (1718), qui prende
in giro le opere di Omero perché non le conosceva.
Ritrae fedelmente la vita della gente di campagna, borghesi, società contemporanea (realismo).
Caratteristiche dei suoi romanzi. La recitazione, cioè i personaggi recitano come se fossero attori
sul palcoscenico, esprimono le emozioni attraverso pensieri articolati (marivauder). Attenzione per
la psicologia dei personaggi, analisi delle emozioni, dei desideri, delle motivazioni dei suoi
personaggi, cerca di rappresentare realisticamente la complessità umana. Propone intrighi
amorosi ambigui, i personaggi si innamorano, si tradiscono, cercano di decifrare i loro sentimenti.
Critica sociale, utilizza le storie d’amore come metafora per criticare la società del suo tempo. Lo
stile è elaborato, ricco di dettagli, si preoccupa della forma, linguaggio figurato ricco di metafore e
perifrasi. La finezza e la sottigliezza (marivauder), descrive anche i rapporti di potere fra i
personaggi, richiedono attenzione per essere compresi a pieno. La vie de Marianne, Le paysan
parvenu (romanzi). Entrambe rimaste incompiute, analizzano i sentimenti dei protagonisti, vena
introspettiva, bisogno di conoscersi. Narrano l’interiorità, l’aspetto psicologico e poetico.
La vie de Marianne è un romanzo epistolare. Rimane incompiuto. Lo strumento epistolare aiuta
Marivaux a condurre questo scavo interiore, Marianne tiene una corrispondenza con un’amica in
cui parla di sé, l’amore, l’aspetto sociale, le sue avventure. Inizia quando viene abbandonata dai
suoi genitori, cresce con la nutrice, si innamora poi di un uomo che la abbandona. Poi due fratelli si
innamorano di lei, poi ci sarà un tradimento, coinvolta in un triangolo amoroso (libertinaggio trova
spazio nella narrazione perché esiste nella realtà), mentre cerca di scoprire la sua identità.
Indagine psicologica dei personaggi, temi della moralità della fede, dell’ambiguità delle relazioni
umane. Lascia il libro incompiuto. Genre romanesque moraliste.
Le paysan pervenu. Il protagonista è Jacob, viene da un rango inferiore e si vuole elevare
socialmente, usa l’amore come escamotage. E’ astuto nell’usare il suo fascino, l’autore vuole
mostrare come la società parigina corrompe chi appartiene ad una vita più semplice, campestre.
Ciò ci rimanda al romanzo pastorale e a Rousseau, era convinto che la società corrompe l’uomo,
l’uomo nasce buono ma la società lo corrompe col diritto di proprietà. Il teatro: ritiene che il
teatro corrompe, che sia fonte di degrado. Il percorso di Jacob può essere paragonato a quello di
Julien Sorel (Stendhal).
Abbé Prévost (1697 – 1763).
Lascia la vita religiosa per dedicarsi alla carriera militare. Va in Inghilterra, Olanda, dove conduce
una vita rocambolesca. Prende il nome di Abbé Prévost, si dedica alla scrittura e soprattutto al
romanzo: Manon Lescaut è stata musicata, ha avuto tanto successo, introduce nuove tecniche
narrative parlando di nuovi temi universali. Prévost apre la via al romanzo moderno con la sintesi
tra romanzo barocco (roman fleuve) e romanzo sentimentale di Richardson. E’ un romanzo di
devastazione della passione, ci fa vedere quali sono gli effetti negativi della passione amorosa, può
portare all’annientamento dello stesso personaggio. Manon Lescaut è un personaggio vittima
dell’amore. Le opere suscitano scandalo per il comportamento dei suoi personaggi, condotti alla
rovina dal sentimento amoroso. Sensibilità nuova che si esprime con la confessione e con l’analisi
del sé. Manon Lescaut. Passione tra un giovane di buona famiglia e Manon Lescaut, di bassa
estrazione sociale. Racconta l’amore, gli scandali, i tormenti, passione fatale che porta alla
devastazione. Il cavaliere riferisce le ragioni che fanno condurre la sua donna in Louisiana e le
circostanze in cui è morta. Esempio terribile della forza delle passioni. Romanzo giudicato
immorale e addirittura censurato. Messo in musica da Puccini, melodramma. Vuole dare un
insegnamento morale con l’immoralità degli innamorati. La passione del romanzo non porta alla
virtù, Prévost vuole illustrare una sorta di decadimento morale, denaro e piacere nella società
dell’epoca giocano un ruolo capitale.
Contribuisce allo sviluppo del genere del romanzo, dandogli una luce diversa, con l’introspezione
psicologica. Utilizza la voce narrante in prima persona, stile di scrittura dettagliato, romanzo
essenzialmente realista perché presenta la società con i suoi vizi e debolezze, temi della lussuria,
corruzione, avidità. Il suo lavoro influenza anche Flaubert e Proust.
Claude Crébillon fils (1707 – 1777).
C’è anche Crébillon père. Noi vedremo Crébillon fils. Scrittore e drammaturgo. Noto per le opere
teatrali, in particolare il dramma. Propone un dramma che si distacca dal teatro classico. I
personaggi sono più complessi e i temi più audaci. Sfida le convenzioni sociali del tempo. La sua
scrittura è innovativa, influenza Diderot e Marivaux. Membro dell’Académie française. Les
égarements du coeur et de l'esprit (1738), Le Sofa, opera satirica, racconto morale, erotica,
ambientata in un harem orientale dove un divano racconta le storie dei suoi occupanti. Prima
pubblicato in un’edizione clandestina. Ambientato in una cornice orientale, si ispira a Le Mille e
una notte. Il narratore si trasforma in un divano e ha di nuovo le sembianze umane quando due
umani si uniranno a vicenda, quando la storia d’amore ha determinate caratteristiche. Su questo
divano si avvicendano sette coppie. L’ultima storia è quella che fa tornare il divano essere umano,
soddisfa determinate aspettative. Mise en abime della finzione del linguaggio. Vuol dire
letteralmente “messa nell’abisso”, storia nella storia, quando un racconto contiene un altro
racconto al suo interno. Quando ad es. un personaggio in un libro sta raccontando un’altra storia,
l’obiettivo è quello di dare profondità alla narrazione. Le Sofa circolava di nascosto, dopo la sua
pubblicazione l’autore fu esiliato a causa del cinismo dell’opera e del suo libertinaggio, anche per i
toni eccessivi. Va in Inghilterra senza neanche informare il padre. Riesce a sostenere che l’opera
sarebbe stata richiesta da Federico II di Prussia, o dal Sultano. Riesce a dimostrare che non
c’entrava con la ridicolizzazione di Louis XV.
Jacques Cazotte (1719 – 1792).
Muore ghigliottinato durante il periodo del terrore. Ordine dei gesuiti, cacciati e si rifugiano in
Russia. I bollandisti sono dei gesuiti che devono il loro nome a Bolland, che vivevano in Belgio. Nel
1788 il governo dei Paesi Bassi sopprime anche il loro ordine. La soppressione dei gesuiti in Francia
comincia da Martinica, dove la compagnia di Gesù aveva molti interessi economici. Tra i nemici dei
gesuiti vi erano i calvinisti, quelli della Sorbonne e i gallicani, un altro ordine religioso, era una
dottrina che rivendicava l’indipendenza della Chiesa francese rispetto al papato. Il gallicanesimo si
sviluppa in Francia a partire dal XIV secolo e dura fino alla presa di posizione dei philosophes e
degli enciclopedisti. Assiste allo scandalo di La Valette. Mémoires sur les demandes formées
contre le général et la société des jésuites, ne parla qui. I gesuiti, che erano diventati importanti a
livello politico ed economico, furono soppressi. Luigi XV era debole, la moglie e i figli erano
favorevoli dei gesuiti. Cazotte si inserisce nel dibattito intorno alla musica francese, a cui si
interessa anche Rousseau, che contribuisce all’enciclopedia con un articolo sulla musica. Cazotte
scrive un testo “Observation sur la lettre de Jean Jacques Rousseau”. Scrive altre opere, nel 1772
scrive Le diable amoureux. Romanzo gotico, nero, in cui il protagonista è un diavolo, ebbe
successo nel primo romanticismo. Cercare la trama per dare una lettura. Passione per le scienze
occulte, storia in cui compare un’atmosfera magica, diabolica. Nouvelle Raméide è una parodia,
racconti cavallereschi di rifacimento medievale. Racconti di novelle orientali. Cazotte è apprezzato
dai romantici per il suo horror gotico, per le sue narrazioni favolose e diaboliche. Mémoires sur les
demandes formées contre le général et la société des jésuites più importante.
De Sade.
Marquis de Sade. Durante la rivoluzione abbandona il suo titolo nobiliare di marchese, filosofo,
scrittore, poeta, drammaturgo, noto per le opere letterarie a tema libertino e gotico horror. Opere
incentrare su violenza estrema, stupri, horror, orge, anche torture con esiti a volte grotteschi e
surreali. Origine del termine sadismo=provare piacere nel causare dolore, sentimento che emerge
nei suoi romanzi. Tema della ricerca del piacere. Difesa dell’ateismo, illuminista per il rifiuto di ogni
forma di autorità costituita. Fu autore di letteratura erotica, drammi teatrali, saggi filosofici scritti
mentre si trovava in prigione alla Bastiglia. Fu accusato, con l’assenso della suocera, di violenze
sessuali, torture, tentativi di avvelenamento. Fu considerato colpevole, al termine di processi, solo
di libertinaggio=condotta sessuale sconveniente. Epoca in cui Louis XIV controllava tutto. Fu quindi
perseguitato dal regime monarchico, ma anche dal governo napoleonico. Nel XX secolo viene
rivalutato dal Surrealismo, dalla psicanalisi e dall’Esistenzialismo. Opere: Les 120 journées de
Sodome, Justine ou les malheur de la vertu, Juliette, romanzo che segue la vita di una giovane
donna alla ricerca del piacere sessuale che sfrutta gli altri per raggiungerlo.
Laclos.
Les liaisons dangereuses. Trama. Critica alla società aristocratica del tempo, romanzo epistolare.
Riflessione su come erano maltrattate le donne e sulle conseguenze sulla morale della Francia nel
XVIII secolo.
Le relazioni pericolose (Les Liaisons dangereuses) è un romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-
François Choderlos de Laclos del 1782. Il romanzo narra le avventure di due libertini appartenenti
alla nobiltà francese del diciottesimo secolo.
Trama. Il visconte di Valmont, cinico seduttore, ha deciso di conquistare la castissima Madame de Tourvel.
Confida il suo progetto alla marchesa de Merteuil, sua ex amante e sfrenata libertina. Sarà lei a guidare a
distanza le avventure di Valmont, imponendogli di rispettare il codice libertino. Gli consiglia innanzitutto di
conquistare la timida Cécile de Volanges, appena uscita di convento e promessa a un uomo di cui la
marchesa si vuole vendicare.
Cécile si innamora del giovane Danceny, e Valmont riesce a sedurla ponendosi come intermediario
tra lei ed il giovane.
Grazie ad alcuni stratagemmi il visconte vince anche le resistenze di [Link] de Tourvel riuscendo a
possederla anche carnalmente; ciò nonostante la marchesa lo obbliga a rompere quest'ultima
relazione. Valmont scrive una lettera di rottura a [Link] de Tourvel nella speranza, che risulterà
vana, di riottenere i favori della sua ex amante. La lotta fra i due libertini è ormai inevitabile e la
marchesa rivela a Danceny la relazione fra Valmont e Cécile. I due si battono in duello e Valmont
muore, ma non prima di aver consegnato al giovane le lettere che smascherano le trame della
marchesa di Merteuil. La marchesa, sfigurata dal vaiolo e conosciuta finalmente nella sua reale
natura, si isola dalla società, mentre [Link] de Tourvel e Cécile si ritirano in convento dove la prima
morirà poco dopo.
21 novembre 2023
Laclos. Lettre II testo in aula. Les liaisons dangereuses (1750). Le relazioni pericolose. Romanzo
epistolare, caratteristico del ‘700. Attraverso 125 epistole, Laclos ci presenta la critica alla società
contemporanea. Sembra un’esaltazione al libertinaggio, ma in realtà lo vuole criticare. Non
condivide gli atteggiamenti della marchesa e del visconte.
Seconda lettera: c’è la presentazione dei personaggi e della storia: la marquise de Marteuil e le
Vicomte, personaggi libertini. La marchesa vuole vendicarsi del fatto che sia stata lasciata, e vuole
ferire chi l’ha lasciata. La lettera non si scaglia direttamente verso il conte di Gercourt ->
macchinazione della vendetta. La lettera è divisa in cinque paragrafi, capiamo che è una lettera
dalla data alla fine, ma anche all’inizio (au chateau de…), compare il luogo. Laclos sceglie la lettera
per rendere il romanzo più realistico ed attendibile, omette il nome del castello quasi a non voler
farci rintracciare i veri personaggi e protagonisti della storia, omette dei particolari sottintendendo
che siano veri. Nella II lettera viene presentata tutta l’opera. In questa lettera c’è la voglia di
vendicarsi, la presentazione di tutto il romanzo, il clima e l’atmosfera. Gercourt la abbandona e si
sposa con un’altra, lei si vuole vendicare. I personaggi sono la marquise, le vicomte, la petite de
Mme de Volanges (la figlia), le comte Gercourt. Si tratta di vendicare questo tradimento che porta
Gercourt ad abbandonarla.
1° paragrafo: La présentation. La marquise s’adresse au vicomte. Qual è il rapporto tra la
marchesa e il visconte? La marchesa prevale (imperativi nel primo paragrafo). Il tono è imperioso,
di dominazione. C’è anche un rapporto di confidenza e di fiducia (je veux vous bien confier ecc…).
Anche lui è stato tradito. Il trionfo del male il tutto il romanzo si evince già da questa lettera. La
marchesa adotta anche un tono adulatorio, lo vuole anche convincere a prendere questa iniziativa.
Chevalier, aventure, héros: termini della tradizione cavalleresca medievale (valori dell’epopea
classica). Dominazione: la marquise manipola, domina (manipolazione in senso negativo). Com’è il
visconte di Valmont? Si lascia manipolare, è un burattino nelle mai della marchesa. Attraverso la
lettera, la marquise si vuole vendicare di Gercourt attraverso la macchinazione della ragazza. Invita
a cena a casa sua le vicomte insieme alla figlia quindicenne di Mme de Vaulange (per sedurla ->
ultimo paragrafo). Quindi chiede al visconte di sedurre la ragazza (le bel objet). E’ un tramite
attraverso il quale ferire Gercourt. E’ un progetto machiavellico, molto elaborato, in cui prevale la
malvagità. Progetto libertino. La marquise de M, che è stata tradita, a sua volta ha già tradito, si
vendica del tradimento per il piacere di fare del male. Exécution: parola presa dal campo lessicale
della guerra, intende dare un carattere punitivo alla “spedizione”. Vous devriez venir… à genoux.
Ma bonté m’emporte: tono ironico.
2° paragrafo: tono ironico, è un segreto, ma lei lo racconta subito (cioè che Mme de Volanges fa
sposare sua figlia). Il tono è ironico, trapela la sua rabbia, l’idea di volersi vendicare la fa calmare.
3° paragrafo: reputa stupida la sua presunzione di Gercourt di farla franca. Lo prende in giro
perché sposa una ragazza educata in collegio, e lo ridicolizza perché preferisce le bionde. Non
avrebbe acconsentito se la ragazza fosse stata bruna, si beffa delle idee del suo ex amante. Si
prende scherno di lui (ironia). Vuole dimostrare che non è altro che uno stolto. La marchesa non lo
vuole attaccare direttamente, ma attaccare la ragazza ingenua (Cécile), quindi anche lei è una
marionetta. Se attaccasse solo l’ex amante, non ci sarebbe la dimensione machiavellica. Non solo
lo vuole punire e ferire, seducendo la ragazzina, ma lo vuole ridicolizzare (la fable de Paris).
4° paragrafo: la marchesa descrive Cécile l’eroina di questo nuovo romanzo, questa vicenda la
vede come una storia, un romanzo (mise en abime); cela: è sprezzante anche verso la ragazzina
perché è sicura che cadrà nelle mani del Visconte. Ragazzina=bouton de rose.
5° paragrafo: non è un invito, esige proprio (j’exige). Dice che non è accecata dal tradimento, ma
dall’amore. La ragazza è spersonalizzata, trattata come un oggetto (le bel objet).
L’intero romanzo è una critica all’immoralità del tempo. Il libertinaggio è dilagante, soprattutto
dopo Louis XIV, e Laclos lo critica. La marchesa prende in giro anche l’amore romantico, rifiuta
l’amore tipico delle donne nella letteratura, non è una figura sconfitta, ferita, ma sfrutta il potere
maschile di Valmont per vendicarsi. Il romanzo è scritto nel siècle des lumières (enciclopédie,
concetto di opinione pubblica, ecc…), in un’ottica di positivismo, ma qui domina il male, converte
l’idea di libertà e di emancipazione per fare del male, ma gli illuministi fanno lo stesso per fare del
bene. Gli intellettuali spingono verso il bene, Laclos dipinge anche quest’altro volto del secolo. I
personaggi approfittano della libertà guadagnata con Louis XV e XVI per fare del male: la libertà è
rivolta verso il male. La lettera serve per dimostrare la veridicità della storia, questa in particolare
serve ad esporre l’intera storia. Non sappiamo se Valmont accetterà in questa avventura, si scopre
nelle altre lettere.
Come ci vuole convincere Laclos che è un’opera realistica? Con l’uso del futuro indicativo,
utilizzando le date, con la vicinanza del visconte e la marchesa, mise en abime. L’autore critica
l’immoralità e l’ipocrisia della sua società. Gercourt è ipocrita, lo ridicolizza per criticare l’ipocrisia
dell’intera società contemporanea. La figlia di Volanges ci fa capire tanto sull’educazione
femminile dei tempi. Nella lettera ci sono anche delle iperboli. Ridicolizza Gercourt che crede nella
educazione claustrale (=convento), ne ridicolizza l’ipocrisia. La lettera è piena di connettivi logici,
dimostrano la padronanza, la sicurezza, la superiorità della marchesa che riesce a manipolare
Gercourt. Verbo former: nel senso di sedurre/sverginare. Attraverso la presentazione della giovane
Cécile, fa una riflessione sull’educazione femminile. Il concetto della manipolazione è immorale, i
personaggi si ingannano a vicenda, cercano di ottenere il controllo e il potere sull’altro. Il romanzo
è della seconda metà del secolo, dopo il 1750. Perché dopo il 1750? Cosa avviene? La Rivoluzione,
proprio per l’impulso che la società ottiene. Con Marivaux, Prévaux, nella prima metà del secolo,
abbiamo la galanteria, l’amore, qui invece è il libertinismo che trionfa, dopo il 1750, che contrasta
e sembra stridere con i grandi ideali che porteranno alla Rivoluzione Francese.
*Domanda d’esame: romanzo epistolare. Partire da Montesquieu e Laclos. Fare paragone co le
lettere di Mme de Sèvigné.
Intervista impossibile a Diderot di Umberto Eco (ascoltare a casa).*
Diderot (1713 – 1784).
Ha studiato presso i gesuiti, fu precettore, apprendista in uno studio legale, importante per la
divulgazione della cultura inglese traducendo libri di medicina. Pensée philosophiques, Lettres sur
les aveugles, Jacques le fataliste et son maitre sono alcune delle opere più importanti. Diderot è i
importante per aver redatto l’Encyclopédie. Come nasce questa idea? Partendo dalla volontà di un
libraio parigino, Le Breton, di tradurre la Cyclopedia dell’inglese Chambers. Il libraio si associa nel
1745 con tre dei suoi colleghi che prepararono un’edizione del Dictionnaire de médecine
dell’inglese James, tradotta da Diderot. Con D’Alembert, accedono alla direzione dell’opera,
cominciando a tradurre degli articoli. Dopo gli viene in mente di redigere l’Encyclopédie. E’
un’opera che vuole avere la sua valenza politica, le prime opere e i primi articoli presentano una
morale laica, materialista, una critica il cristianesimo. Critica i deisti inglesi, interesse per le
scienze.
Diderot avrà una formazione cristiana, ma poi giunge ad un’interpretazione della natura
materialista e atea. Ha due visioni del mondo e della natura: da un lato crede alle teorie
dell’atomismo (l’universo è formato da atomi che si combinano in maniera causale), dall’altro,
crede nel progresso della biologia e della chimica. L’universo è in continua evoluzione, è in
movimento continuo. Giunge alla negazione dell’esistenza di Dio, secondo lui è completamente
da escludere, crede in una morale universale, che non si fonda su Dio, ma che si fonda sui
sentimenti dell’uomo e della natura, a prescindere dal fatto che si sia cristiani o meno. Dio non
può esistere perché la presenza del male nel mondo esclude l’esistenza di Dio. Non può credere
che Dio consentirebbe il male. All’epoca c’era stato anche un terribile terremoto a Lisbona. Inoltre,
credere in Dio sarebbe un ostacolo alla felicità degli uomini: i lumières ci vogliono portare alla
ricerca della felicità: se l’uomo vuole essere felice, non può credere in Dio, perché vivrebbe nel
timore di quest’entità sovrannaturale. Quindi Diderot non è credente, è ateo e materialista. La sua
attività di traduttore lo mette in contatto con i francesi che avevano ideato l’edizione francese
della Cyclopedia di Chambers. Comincia a lavorare all’Encyclopedie dal 1777, imprimendo un
preciso carattere politico. La pubblicazione fu interrotta e interdetta. Le sue opere offrono
testimonianze dell’ambiente culturale dei philosophes. Gli scritti e i dialoghi hanno valenza
politica. L’importanza di Diderot è legata all’Encyclopédie. Compone anche per il teatro.
Encyclopédie. Partendo dalla volontà di un libraio parigino, Le Breton, di tradurre la Cyclopedia
dell’inglese Chambers, il libraio si associa nel 1745 con tre dei suoi colleghi che prepararono
un’edizione del Dictionnaire de médecine dell’inglese James, tradotta da Diderot. Con D’Alembert,
accedono alla direzione dell’opera, cominciando a tradurre degli articoli. Dopo gli viene in mente
di redigere l’Encyclopédie. E’ un’opera che vuole avere la sua valenza politica, le prime opere e i
primi articoli presentano una morale laica, materialista, una critica il cristianesimo. Critica i deisti
inglesi, interesse per le scienze.
Inizialmente pensata come opera da tradurre, riassume lo spirito del XVIII secolo, consacra il
trionfo dei filosofi, è definita come un dizionario, opera politica e ottimista. E’ un’opera di
volgarizzazione dei saperi in tutti i campi. Nonostante affronti tanti campi, gli articoli hanno tutti
lo scopo di far cadere i pregiudizi, fare trionfare la ragione, contribuire alla felicità dell’uomo. Il
tono è critico, polemico, mascherato dall’ironia, attaccano deliberatamente l’Ancien Régime.
Attaccano il principio dell’ineguaglianza sociale e l’autorità della chiesa, cioè tende a far liberare
l’uomo da questo giogo (lotta contro le superstizioni). Società fondata sul progresso sociale,
uguaglianza tra i cittadini. L’Encyclopédie non dà risposte univoche a tutti gli interrogativi,
soprattutto per quanto riguarda il problema della religione (abbiamo intellettuali che credono a
cose diverse). E’ composta di 28 volumi, 17 tomi, 11 tavole, 60.000 articoli, quindi è impossibile
avere un’unità di pensiero. Quest’opera fu sostenuta da gente illuminata, pagavano prima gli
articoli, li finanziavano. Lo scopo è la conquista della felicità, la critica verso la società
contemporanea. Opera pensata per toccare tutti i campi, ha stravolto le conoscenze.
Altre opere di Diderot.
Jacques le fataliste et son maitre (1796), romanzo filosofico;
Le neveu de Rameau (post. 1891), dialogo satirico in cui vengono discusse questioni di etica ed
estetica;
Pensées philosophiques;
Lettre sur les aveugles.
Altre opere teatrali.
Voltaire (1694 – 1778). Anche lui non arriva alla Rivoluzione, ma ne prepara il terreno, come altri
intellettuali. E’ lo pseudonimo di François-Marie Arouet. Filosofo, drammaturgo, autore di fiabe,
saggista, romanziere, ecc… Appartiene alla borghesia agiata, frequenta i saloni, anche lui educato
presso i gesuiti, ma è anche libertino. Scrive anche opere teatrali. Appartenente all’alta borghesia,
è costretto a esiliare in Inghilterra quando offende un nobile. Il viaggio in Inghilterra ha una
grande importanza, gli apre un nuovo mondo. Il suo pensiero viene condizionato dalla catastrofe
del terremoto di Lisbona, lo spinge a scrivere un’opera pessimista. Imprigionato due volte alla
Bastiglia, collabora all’enciclopedia con articoli contro il fanatismo religioso. Si ispira alla Cina di
Confucio, considerandola un modello di tolleranza. Macchia, un critico, dice che il ‘700 non ha
bisogno di un poeta, ma un saggista, un filosofo, e questo è stato proprio Voltaire, dal mondo
classico traghetta la società verso il XVIII secolo. Perché proprio Voltaire? Perché fa della
divulgazione letteraria, pubblicizza, rende possibile il massimo della diffusione della filosofia
dell’epoca. Questo ruolo di letterato era stato dei troubadours, dei letterati umanisti, del libertino
erudito, adesso è Voltaire, con la letteratura entra a far parte dei meccanismi dell’opinione
pubblica (concetto nuovo). Voltaire è un saggista, un filosofo (Macchia), dà origine un nuovo
genere letterario: i comtes philosophiques, dei brevi scritti o romanzi che hanno un significato,
una lezione, un messaggio filosofico (Candide, L’Ingenu, Zadig ou le destiné, Micromégas). Scrive
tantissime opere, pamphlets, opere teatrali, ma la sua opera per eccellenza è il comte
philosophique, racconto o romanzo breve intriso di filosofia.
Per quanto riguarda la religione, è deista, si rifà al deismo in Inghilterra, ammette l’esistenza di
una divinità che ha creato il mondo, ma rifiuta i dogmi, considera Dio come un orologiaio, ha
creato l’uomo, il mondo, e poi se ne disinteressa. Quindi Dio esiste ma si disinteressa, ecco perché
esiste tanto male. Il punto di ogni sua opera è combattere l’oscurantismo, le superstizioni,
l’intolleranza.
Lettres anglaises (1733). Scritte durante l’esilio in Inghilterra, fa un elogio della civiltà inglese,
come John Locke, Newton, i quaccheri (religione tipica dei paesi anglofoni), anche alla borsa di
Londra, non solo per l’importanza economica, ma anche come massimo esempio di tolleranza,
perché in Inghilterra convivono tante religioni diverse, e alla borsa lavorano con lo scopo di
produrre, uscendo ognuno riprende il proprio culto religioso. Alla morte di Newton, assiste ai
funerali, ne rimane impressionato per la partecipazione. E’ impressionato dalla figura di Newton in
quanto fisico, gli sembra più concreto rispetto a Descartes.
Querelle con Rousseau: Rousseau è un intellettuale che va controcorrente rispetto agli ideali degli
altri intellettuali contemporanei. E’ contro il teatro, per esempio, perché ritiene che la recita sia
falsa e ingannevole, ed è contro il progresso perché la società corrompe l’uomo che nasce buono.
E’ anche contro il principio dell’appartenenza perché sta alla base delle disuguaglianze della
società. Voltaire è impressionato dalla catastrofe di Lisbona. Rousseau dice che non è colpa della
natura, dice che se l’uomo non avesse concentrato in così poco spazio palazzi e uomini, non ci
sarebbero state tutte quelle vittime.
Comtes philosophiques: Micromégas, Candide, L’ingenu, Zadig ou le destiné.
Micromégas (1752): ispirato a Gullivers Travels di Swift. Due alieni, decidono di intraprendere un
viaggio insieme e così facendo giungono sulla Terra. Il pianeta inizialmente sembra
completamente disabitato in quanto tutte le forme di vita presenti risultano microscopiche ai loro
occhi. Casualmente si imbattono in una spedizione di scienziati e filosofi di ritorno dal circolo
polare artico su una grande nave. Utilizzando un diamante come lente di ingrandimento riescono a
distinguere la sagoma dei terrestri e si stupiscono dell'esistenza di creature così piccole. Restano
addirittura sbigottiti nel constatare che creature ai loro occhi tanto insignificanti sono in grado di
comunicare e di effettuare calcoli matematici. Il libretto si chiude con la consegna ai terrestri di un
libro contenente il senso della vita. Insegnamento: nulla è predestinato, la vita è tutta da scrivere,
critica l’antropocentrismo filosofico della sua epoca.
Candide, ou l’optimisme (1759): scrive in reazione alla profonda crisi in cui il disastro di Lisbona lo
aveva gettato. Era stato un evento sconvolgente. Entra in un profondo pessimismo. Critica alla
filosofia ottimista di Leibniz, secondo cui viviamo nel migliore dei mondi possibili (filosofia
provvidenzialista) perché Dio non avrebbe potuto fare un mondo migliore. Il male esiste solo per
potere realizzare il piano di Dio. Scagliandosi contro l’ottimismo di Leibniz, narra la storia di un
ingenuo che vive in un castello convinto di vivere nel migliore dei mondi possibili. Quando sta per
baciare la figlia del barone, viene cacciato via e cominciano le sue disavventure, attraversando vari
paesi, continenti, disgrazie, guerre, terremoti, persecuzioni dell’inquisizione. Ciò dimostra che il
mondo non è come gli ha insegnato il suo precettore. Critica alla società contemporanea, le
disavventure di Candide sottintendono la Guerra dei Sette anni (vinta dagli inglesi). “Il faut cultiver
notre jardin”: epifonema, esclamazione che conclude enfaticamente un discorso.
L’ingénu (1767): mira a denunciare, attraverso lo sguardo estraniato del protagonista, la violenza
che la civiltà esercita sugli uomini. Il romanzo narra le vicende di un indigeno del nord America,
appartenente alla popolazione degli uroni, che verrà portato in Francia da un vascello inglese. Qui
si trova a contatto con una società colma di dogmi e fanatismi opposti allo stato di natura, nel
quale invece il «selvaggio» si identifica. Il tema del confronto tra natura e civiltà è un argomento
tipicamente trattato dagli illuministi ed in questo romanzo rappresenta una delle riflessioni
centrali di argomento morale e politico.
Zadig ou la destinée (1747): Il nome del protagonista, Zadig, viene dall'ebraico Zaddiq, a sua volta
imparentato con l'arabo "ṣādiq", che significa "giusto", "retto". Il riferimento alle qualità morali del
protagonista è evidente. Zadig è un giovane uomo ricco e pieno di qualità, che crede di avere tutto
ciò di cui ha bisogno per essere felice. Diventa invece vittima di una serie di disavventure, che lo
portano a credere che sia impossibile per l'uomo sfuggire alla sfortuna e alla malasorte, finché
incontra un eremita che gli rivela il segreto della felicità. Difatti, è solamente sottostando ai decreti
della Provvidenza che Zadig riesce infine ad ottenere ciò che più desidera, e ad essere felice.
Caratteristiche delle opere di Voltaire: l’uso dell’ironia, scrittura ricca di frasi retoriche, mescola
vari registri e toni. Nei comtes philosophiques c’è totale assenza di complessità psicologica, i
personaggi agiscono meccanicamente, sembrano poco realistici, sembrano delle maschere
tragicomiche.
28 novembre 2023
Rousseau. Critica il progresso, la civiltà, la cultura, rispetto ai suoi contemporanei. Querelle con
Voltaire. Ancora oggi non si riesce ad inquadrarlo: è un pensatore politico, un autore
autobiografico? Rousseau è un solitario, vive in solitudine, convinto di essere bersaglio dei suoi
oppositori. Uomo, letterato, vive nel Siècle des lumières, è anche considerato autore del pre-
Romanticismo per l’opera autobiografica. Nasce a Ginevra da genitori protestanti di origine
francese. Quando incontra Madame de Waren, dice che sarà il suo periodo più felice e si converte
al cattolicesimo. Poi lo abbandona e si converte al calvinismo. E’ un appassionato di musica.
Orfano di madre, il padre non riesce a dargli un’educazione classica. Avrà cinque figli, e tutti e
cinque saranno abbandonati negli orfanotrofi. Vive una vita fatta di sofferenza e di attacchi
continui con i suoi detrattori. E’ un solitario, non vive la socialità dell’epoca, non frequenta i saloni
e i caffè letterari. L’unico momento socialmente attivo è quello con Mme de Waren. Le sue opere
hanno rivoluzionato la filosofia politica e sociale del tempo. Quindi è un autodidatta, vive in
solitudine, passa dalla religione protestante a quella cattolica.
Una delle prime opere è Le discours sur l’origine et les fondaments de l’inégalité parmi les
hommes (1755), scritto per un concorso. L’inuguaglianza non è data dalla legge naturale.
Nel Discorso sull'ineguaglianza, Rousseau afferma con decisione che questa non abbia origine
nello stato di natura, ma che si sia generata assieme alla formazione della società, e che sia al
contempo illegittima e dannosa per la moralità e per il benessere dell'umanità. Rousseau
contrappone nettamente uno stato di natura in cui l'uomo, autosufficiente e isolato rispetto ai
suoi simili, è spontaneamente buono e in armonia con se stesso e con l’ambiente circostante, ad
uno stato civile dominato dalla competizione, dalla falsità, dall'oppressione e dai bisogni superflui,
a cui l'individuo si adatterà acquisendo tali fattori sociali. Auspica quindi, nella conclusione, che si
possa, senza dover necessariamente tornare allo stato di natura (anche perché non ne saremmo
più capaci), costruire uno stato civile giusto che emendi i danni morali e materiali in cui l'uomo si
dibatte. Fa quindi una distinzione tra inuguaglianza naturale e sociale: quest’ultima è dovuta alla
società, è generata dalla società. Ripercorre la storia dell’umanità che sarebbe stata corrotta dal
progresso tecnico e dalla cultura. L’uomo nasce buono, la natura umana è buona, ma l’uomo e la
società sono cattivi, rappresentano la fonte dell’ineguaglianza sociale. Il progresso ha corrotto
l’uomo, ha generato una società non buona. Immagina l’uomo allo stato iniziale, quando non
conosce né il bene né il male. Nella seconda parte risale alle origini delle varie società, e già lì trova
l’origine della diseguaglianza tra gli esseri umani. Rintraccia le origini della disuguaglianza, quando
le società si sono composte.
Altra opera è Du contrat social (Il contratto sociale) - 1762. Parte sempre dall’idea che gli esseri
umani sono buoni per natura, ma diventano cattivi perché la società è mal governata. Propone
una società fondata sulla sovranità del popolo e non sull’autorità di un solo. Tale società è quindi
democratica, garantirebbe la giustizia, l’uguaglianza tra i cittadini, però dice che bisognerebbe fare
un contratto in cui ciascun uomo rinuncerebbe a una parte della sua libertà per essere governato
in maniera democratica. Nell’insieme, la collettività guadagnerebbe in termini di giustizia. La
società che immagina concilierebbe la felicità individuale con l’interesse e la sottomissione
all’interesse generale. Fine del patto sociale è garantire la libertà a ognuno, a cui concorrono tutti i
contraenti, decidendo di rispettare la volontà generale. Non è la libertà naturale. Le leggi sono
espressione della volontà comune. Questo contratto sociale deve essere condiviso da tutti per il
bene di tutti. Gli esseri umani, essendo naturalmente egocentrici e crudeli, non sono in grado di
vivere in armonia tra di loro se non attraverso un insieme di regole. Il contratto sociale è
necessario per garantire la giustizia in una società civile. Ispira la dichiarazione dei diritti dell’uomo
e della rivoluzione.
L’Emile ou de l’education (1762). Un saggio sulle teorie educative, sull’ importanza di
un’educazione naturale e attenta all’individuo. Nella preface precisa che si tratta di un nuovo
sistema educativo destinato a tutti i saggi e non un metodo da adattarsi da parte dei genitori.
Emile è il nome del personaggio di fantasia che R. si propone di educare al di fuori della società,
nella campagna. Rabelais vuole un sapere enciclopedico e una conoscenza universale, Montaigne
diceva che voleva suscitare l’interesse nell’uomo, per abituarlo a pensare liberamente. Rousseau
invece pensa che l’educazione deve seguire i ritmi naturali del bambino e deve essere adattata
all’età e al sesso (anche se oggi non è più così).
Julie ou la nouvelle Eloise (1761). Romanzo epistolare. Presenta le caratteristiche della letteratura
del XVIII secolo. Racconta la relazione d’amore drammatica e romantica tra Julie e il suo
precettore, di origini umili. Perché immagina questa storia? Perché gli amanti immaginano una
società utopica, fondata sul rispetto della virtù e a contatto con la natura. Quest’opera fa di
Rousseau un pre-romantico. C’è il sentimento amoroso, ma non è una storia d’amore “normale”.
Ragionamento su due massimi sistemi del mondo. Critica Newton che sostiene le nuove teorie
sulla fisica e la forza di gravità.
Lettere a D’Alembert sulla musica. Crede nel potere educativo della musica. Rousseau si
guadagna da vivere con la musica, entra nella querelle des Bouffons, sostenitori della musica
italiana contro sostenitori della musica francese. Secondo lui, la musica francese in pratica non
esiste, a causa della lingua, del tutto antimusicale.
Dialogues ou Rousseau juge Jean-Jacques (1780-82, post.): opera autobiografica di carattere
filosofico dove presenta la sua visione filosofica e la difende dai suoi detrattori.
Reveries du promeneur solitaire (1782). Opera autobiografica. Riflessione sulla natura umana.
Opera pre-romantica perché è autobiografica. Adopera la prima persona singolare apportando per
mezzo di digressioni alcuni dettagli sulla sua vita. Il libro è costituito da dieci capitoli, o
passeggiate, che offrono riflessioni sulla natura dell'uomo e del suo spirito. Rousseau presenta la
filosofia della visione della felicità, vicina alla contemplazione dello stato di atarassia, attraverso un
relativo isolamento, una vita tranquilla e, soprattutto, un rapporto armonico con la natura,
sviluppato dalla passeggiata, dalla contemplazione e dalla fitoterapia.
Discours sur les sciences et les arts. Contrario alle scienze e all’arte, soprattutto il teatro perché
corrompe i costumi. Anche quest’opera la compone per partecipare a un concorso.
Les Confessions (1781-1788). Divisa in due parti: la prima va dal 1712 al 1740, la seconda dal 1741-
65. Il titolo: finora nessuno aveva mai parlato di sé, è un concetto totalmente nuovo. Confessa
tutto ciò che ha fatto nel passato. Necessità di doversi difendere dagli attacchi dei detrattori.
Probabilmente il titolo è ispirato alle confessioni di Sant’Agostino. L’opera narra la vita di
Rousseau, le sue esperienze personali, le sue opinioni politiche e filosofiche, i suoi tormenti
psicologici, solo 53 anni della sua vita. Ci permettono di conoscere Rousseau, parla dei suoi
successi, ma anche i suoi fallimenti e le sue debolezze.
Rapporto di Rousseau con la religione. Sicuramente riconosce l’immortalità dell’anima, ma il suo
percorso è particolare. Parla della religione del singolo, non quella legata ai culti e ai dogmi, la
religione è diversa da paese a paese. Nota la differenza a seconda del posto in cui si trova. Parla di
fede civile, cioè la fede propria della società civile, fa riferimento alle convenzioni sociali legate alla
religione. Secondo Rousseau, ogni individuo deve essere libero di scegliere la propria religione o di
non sceglierla affatto, attenendosi alla fede razionale e naturale in una forma di deismo. Lo stato
non deve intervenire sulla religione. Non affronta la religione nella sua sfera puramente etica e
spirituale. E’ comunque un credente. La visione della religione di Rousseau, che si caratterizza per
una propensione per il deismo, è critica sia rispetto all'atteggiamento sensista e materialista tipico
dei philosophes dell'ambiente illuminista, in alcuni casi semplicemente atei e sempre critici verso
le religioni positive, sia rispetto alle chiese tradizionali, di cui attacca l'attitudine intollerante e
presuntuosa.
Le inuguaglianze nascono a partire dal concetto di proprietà, con la nascita delle prime comunità
patriarcali. Per Rousseau, il primo gruppo sociale è la famiglia, a questo gruppo sociale seguono
forme più strutturate per via dell’avvento della proprietà. Nello stato di natura non esiste
proprietà né sopraffazione e gli esseri umani si trovano praticamente in una condizione assoluta di
libertà ed eguaglianza. Il concetto di proprietà è quindi l’origine di tutti i mali.
Analisi preambolo alle Confessioni.
“Sto costituendo un’impresa”, ci introduce fin dall’inizio l’idea che sia la verità della sua storia.
(continua sul quaderno).
La parola autobiografia non esisteva perché non era concepita nel pensiero. Nasce questa parola
nel XIX secolo. Cosa deve avere un’opera autobiografica? L’autore, il narratore, il personaggio
principale. Se i tre coincidono nella stessa persona, allora è un’opera autobiografica. Cosa devono
narrane? Se stessi. In più, il narratore si impegna a raccontare la verità. Genere autobiografico e
memoires, il soggetto non è più il sé, ma la memoria, autore e narratore coincidono.
29 novembre 2023.
Candide – analisi 1er chapitre.
Voltaire: dramaturge, poète, polemiste. Scrive soprattutto comtes philosophiques, racconti brevi
che hanno uno scopo preciso, cioè dare un insegnamento filosofico. Il tono è essenzialmente
ironico. Candide è un comte philosophiques. Una volta cacciato dal castello, Candide incontra tutti i
mali del mondo. Cosa voleva criticare? La filosofia ottimista di Leibniz -> terremoto di Lisbona.
Il primo capitolo ci dice come è stato cresciuto nel castello e come è stato cacciato. Pangloss
impersona la filosofia ottimista. L’incipit che carattere ha? Il y avait = c’era una volta. Il comte
philosophique prende spunto dalle favole, e le favole cominciano con “c’era una volta”. (Continuare
sul quaderno).
Dramma borghese.
E’ un genere nuovo. XVIII secolo, romanzo, le caratteristiche (romanzo epistolare). Drammatizzare
vuol dire recitare, l’arte drammatica è l’arte del recitare. Il ‘600 è stato l’epoca del teatro, il ‘500
l’epoca della poesia. Il dramma borghese nasce tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 in Inghilterra e
in Francia. Le opere teatrali di questo momento sono legate alla vita borghese, ecco perché si
chiama così. C’è la borghesia nascente, ma c’era ancora la distinzione tra noblesse, clergé, tiers état.
E’ raccontata la vita della borghesia, l’amore, matrimoni, classi sociali. Le trame sono solitamente
realiste, gli autori si concentrano sullo sviluppo dei personaggi anziché l’intreccio, la trama. Con
queste opere si spiega il ruolo, in senso della borghesia; contribuiscono alla definizione del ruolo
della borghesia, l’interesse principale è rivolto verso tematiche sociali, politiche, filosofiche, ma
anche amorose. Il dramma borghese è considerato un nuovo genere e segna la transizione dal
teatro di corte verso il teatro moderno. Autori celebri sono Diderot, Voltaire, Beaumarchais.
Permette la descrizione degli interni e delle vicissitudini familiari, delle tragedie domestiche. Proprio
col teatro borghese, nasce il dramma propriamente detto. Una delle prime opere è “Le fils naturel”
di Diderot (1757). Ci riporta nella dimensione domestica, familiare, figlio nato fuori dal matrimonio,
ai tempi era un vero e proprio dramma. E’ un’opera in cinque atti. La storia: Clairville chiede al suo
amico Dorval, un giovane di origine sconosciuta ma ricco, bello, stimato e virtuoso, di perorare la
sua causa presso Rosalia che adora. Quando lo fa, Rosalia dice a Dorval che lui è quello che ama.
Accolto nella famiglia di Clairville, dove vive anche sua sorella vedova Costanza, Dorval è
combattuto tra i suoi sentimenti per Rosalia e il suo rispetto per Clairville. Quando il padre di
Rosalia, Lisimondo, arriva per benedire il matrimonio di Clairville e di sua figlia, riconosce che Dorval
è suo figlio illegittimo. Rosalia e Dorval si rendono quindi conto che la natura del loro amore è
familiare piuttosto che romantica. Rosalia poi si sposa con Clairville e Dorval con Costanza. Uno dei
temi più importanti del dramma è la riconoscenza dei figli dal padre e la consacrazione di una vera
virtù opposta quella che è stata difesa dalla Chiesa e dalla religione tradizionale. Il dramma tratta di
problematiche sociali e culturali importanti nel Settecento francese, come il disprezzo che la società
aveva verso qualcuno che non era nato nell'istituzione del matrimonio e quindi verso tutti i suoi
discendenti.
Un’altra opera è “Le père de famille”. Nell’ambito di questa opera Diderot scrive che “solo i
malvagi sono soli”. Rousseau, che è solitario per natura, legge questa frase come un’offesa, e nasce
un’altra querelle. In Italia in questo momento c’è Goldoni, che scrive il dramma borghese.
5 dicembre 2023.
Rousseau. Confessions, nessuno parla dei figli. Cinque figli che portò all’orfanotrofio, di questi solo
alcuni erano suoi, secondo altri nessuno era suo. Erano molto probabilmente figli della sua
compagna. Li avrebbe messi in orfanotrofio per assicurargli un ambiente più sereno perché aveva
condizioni di vita molto modeste. Ne parla ma non ci sono grandissimi capitoli o tante pagine. La
compagna gli è stata molto fedele. Perché Rousseau ha avuto una relazione con una donna
“ignorante”? Forse perché stanco di avere delle querelles con chiunque.
Teatro: declino della tragedia classica del XVII secolo, anche della commedia. Reggenza di Philippe
d’Orléans, concede tanta libertà. Cede il controllo a livello teatrale, si ritorna alla commedia
italiana che era stata cancellata da Luigi XIV. Arlecchino, Colombina, Pantalone, erano questi i
personaggi che ebbero successo. Marivaux, marivaudage. Commedia di costume che aveva
denunciato gli ambienti finanziari.
Nel XVIII secolo nasce nuovo genere, il dramma borghese, a metà tra la tragedia e la commedia.
Diderot ne è il precursore. Il dramma borghese segna la transizione tra il grande teatro di corte e
la commedia dell’arte. E’ in prosa, abbiamo un’emancipazione rispetto alle regole aristoteliche;
realismo, abbandono del carattere a favore delle condizioni generali, importanza della gestualità
dell’attore. Promotore dell’estétique du tableau, presenta le scene come se fossero dei singoli
quadri->dialogo con lo spazio. Rousseau ritiene che il teatro possa corrompere l’uomo. Redazione
dell’articolo Geneve di D’alambert, voleva aprire un teatro pubblico a Ginevra, Voltaire era lì, ma
aveva lottato invano per fare aprire questo teatro. Reazione di Rousseau: aumenta la distanza con
gli altri illuministi. Per il fatto che si recita, si finge, il teatro è negativo, perché dà spazio alla falsità,
alla menzogna. Cita Molière, secondo lui presenta una realtà distorta e ingannevole, e critica Le
Misantrope. Seconda metà del XVIII secolo trionfo del dramma borghese.
Sedaine. Nato a Parigi, figlio di architetto, lavora anche come muratore per mantenere la madre e
i fratelli. E’ una novità. Il suo capolavoro è Le philosophe sans le savoir, dove critica l’usanza del
duello. Opera appoggiata da Diderot perché combatte un’usanza sociale. Storia: Il ricco mercante,
Vanderk, sposa sua figlia. Lo stesso giorno, suo figlio deve combattere un duello contro un ufficiale
che ha chiamato tutti i commercianti mascalzoni. Considerando che suo padre è stato insultato, il
figlio sfida l'ufficiale a duello. Il clima di festa legato al matrimonio è offuscato dalla prospettiva di
questo duello. La scena centrale della commedia presenta lo scambio tra padre e figlio: il figlio si
chiede se suo padre sia stato davvero insultato e se non potesse rischiare di uccidere una persona
innocente. Il padre condanna il duello, "pregiudizio fatale" e "abuso crudele del punto d'onore",
ma non distoglie il figlio dal suo progetto di salvare il suo onore. Il gioco inizialmente ha avuto
difficoltà con la censura, che l'ha visto come una scusa per il duello. In realtà, il filosofo senza
saperlo, M. Vanderk, condanna questa pratica che qualifica come "pregiudizio fatale" e "abuso
crudele" e approva le leggi emanate contro di essa, che considera "sagge ma insufficienti" (atto III,
scena 12) mentre i due giovani duellanti si riconciliano alla fine misurando la follia del loro
comportamento. Ma è anche vero che il signor Vanderk crede, nella commedia, che una volta che
suo figlio si è impegnato a combattere, non è più possibile ritirarsi senza disonore, il che potrebbe
spiegare l'atteggiamento della censura.
Mercier. Amato e apprezzato nel XIX secolo, diede un grande contributo alla letteratura gotica. E’
famoso per aver aiutato a diffondere gli ideali della rivoluzione francese. Teatro: conosce e
apprezza Shakespeare. Montesquieu à Marseille. Il protagonista è un dono, il regalo, che cela
l’identità del donatore. Tableau de Paris. Ritratto di Parigi dell’epoca, è un’opera realistica perché
c’è un’accurata descrizione della gente alla vigilia della Rivoluzione Francese. Ci descrive quei
fermenti che porteranno alla rivoluzione francese. E’ un’opera lunga divisa in 12 volumi. L’an
2440. Capolavoro di fantascienza e uno dei primi di letteratura utopica. Descrive la Francia come
lui la vorrebbe, aveva il sentore della rivoluzione. Descrive la Francia del futuro legata agli ideali di
libertà, uguaglianza, progresso. Mercier, nella sua opera, immagina di rimanere addormentato per
lungo tempo per poi risvegliarsi nel 2440, all'età di 700 anni. Da qui inizia la descrizione della
nuova Parigi futuribile, fondata su un modello sociale utopico. Il protagonista si risveglia nell'anno
2440 in uno scenario futuro realizzato attraverso una rivoluzione pacifica e vi è un'accurata
descrizione della società secondo i principi illuministici e dopo questi accorgimenti, il protagonista
visita un castello in rovina, dove vede un vecchio piangente. Costui è il re, che piange per tutti i
mali commessi durante il suo regno. Dopo il protagonista viene morso da un serpente e torna alla
realtà.
Beaumarchais. Autore per eccellenza del teatro pre-rivoluzionario. Figlio di un orologiaio, ebbe
una vita avventurosa tra scandali, processi, viaggi, missioni segrete e affari di vario genere. Si
distingue per la scrittura vivace e l’umorismo. Le sue opere più importanti sono costituite dalla
Trilogia Figaro: “Il barbiere di Siviglia” (1775), “Il matrimonio di Figaro” (1783), “La madre
colpevole” (1792). Queste opere furono definite dall’autore il romanzo della famiglia Almaviva, del
conte Almaviva. Hanno un aspetto comico ma ci danno anche il doppio volto dell’ideologia
borghese alla vigilia della rivoluzione.
Trama del Barbiere di Siviglia: La storia segue una struttura tradizionale della commedia dell'arte,
con molti personaggi apparentemente basati su personaggi famosi. La trama coinvolge un conte
spagnolo, chiamato semplicemente Conte, sebbene Almaviva appaia come un nome aggiuntivo,
che si è innamorato a prima vista di una ragazza di nome Rosina. Per assicurarsi che lei ami
davvero lui e non solo i suoi soldi, il Conte si traveste da povero studente universitario di nome
Lindoro e cerca di corteggiarla. I suoi piani sono vanificati dal guardiano di Rosina, il dottor Bartolo,
che la tiene rinchiusa in casa e sogna di sposarla in futuro. L'incontro fortuito con un suo ex
servitore, Figaro, può cambiare il destino della coppia. Figaro lavora come barbiere e quindi ha
accesso alla casa del dottore. Dopo aver avuto promesse di denaro e temendo che il Conte
cercherà vendetta su di lui se rifiuta, Figaro escogita una varietà di modi in cui il Conte e Rosina
possono incontrarsi e parlare, prima come Lindoro, poi come Alonzo, un compagno di studi dello
stesso maestro di musica, Basilio. La storia culmina nel matrimonio del Conte con Rosina.
Trama Il matrimonio di Figaro: l matrimonio di Figaro riprende tre anni dopo la fine di Il barbiere
di Siviglia quando Figaro è promesso sposo di Susanna; entrambi i personaggi fanno parte della
servitù del Conte nella sua dimora. Nei tre anni trascorsi da quando Figaro ha contribuito a
forgiare il matrimonio del Conte e di Rosina, il Conte si è già annoiato del suo matrimonio, ma si è
accorto della bellezza di Susanna. Il Conte cerca di far valere lo ius primae noctis, prima della luna
di miele di Figaro.
Trama La madre colpevole: l'azione si svolge venti anni dopo la precedente commedia della
trilogia (Il matrimonio di Figaro). La premessa della storia è che diversi anni addietro, mentre il
Conte era via per un lungo viaggio d'affari, la Contessa e Cherubino hanno trascorso una notte
insieme. Quando la contessa disse a Cherubino che ciò che avevano fatto era sbagliato e che non
avrebbe mai più potuto vederlo, questi andò in guerra e si lasciò intenzionalmente ferire
mortalmente sul campo. Mentre giaceva morente, scrisse un'ultima lettera alla contessa,
dichiarando il suo amore e i suoi rimpianti e facendo menzione di tutte le cose che avevano fatto.
La contessa non aveva il coraggio di buttare via la lettera, e la conservava in una scatola speciale
fornita da un irlandese chiamato Bégearss, con un compartimento segreto in cui conservare la
lettera incriminante, dove il Conte non l'avrebbe mai trovata. Poco dopo, con suo sgomento, la
contessa si scoprì incinta del figlio di Cherubino. Il Conte è stato sospettoso in tutti questi anni di
non essere il padre di Leone, il figlio della contessa, e quindi ha rapidamente cercato di spendere
la sua fortuna per assicurarsi che il ragazzo non ereditasse nulla, fino a spingersi al punto di
rinunciare al titolo nobiliare e spostare la famiglia a Parigi. Pur nutrendo alcuni dubbi, non ha mai
rinnegato ufficialmente il ragazzo né ha mai sollevato i suoi sospetti con la contessa. Nel
frattempo, il Conte ha un figlio illegittimo, una figlia di nome Florestina. Bégearss vuole sposarla, e
per assicurarsi che sia l'unica erede del Conte, inizia a sollevare dubbi sul segreto della Contessa.
Figaro e Suzanne, che sono ancora sposati, devono ancora una volta venire in soccorso del Conte e
della Contessa; e dei loro figli illegittimi Leone e Florestina, segretamente innamorati l'uno
dell'altro.
Il personaggio di Figaro: è ispirato al personaggio della commedia dell'arte di Brighella e, come il
suo predecessore, è un bugiardo intelligente con una morale molto personale, di buon umore,
disponibile e coraggioso, anche se un po' cinico. Come dice nell'opera: «Devo costringermi a ridere
di tutto per non essere obbligato a piangere». Sebbene sia normalmente calmo, pacato e
intelligente, può assumere atteggiamenti irrazionali quando è arrabbiato. Il nome Figaro sarebbe
stato inventato da Beaumarchais per questo personaggio e sarebbe nato da una trascrizione
fonetica delle parole "fils" e "Caron" (quest'ultima cognome del drammaturgo). Secondo le
informazioni che Figaro fornisce in vari punti delle commedie, si può dedurre che era il figlio
illegittimo del dottor Bartolo e della domestica Marceline, e presumibilmente quindi gli venne
dato il cognome della madre. Fu rapito da bambino e cresciuto dagli zingari. Dopo esser stato
"disgustato dai loro modi", partì per diventare un chirurgo, e, durante questo periodo, assunse un
lavoro a breve termine nella casa del conte Almaviva per sostenersi. Sebbene il Conte si riferisse a
lui come "un servitore piuttosto cattivo", era abbastanza contento di Figaro da scrivergli una
raccomandazione all'Ufficio di presidenza di Madrid, dove gli fu dato un posto di assistente
veterinario, con sua grande delusione. Mentre lavorava lì, iniziò a dilettarsi in una carriera
letteraria, apparentemente con grande successo. Fu licenziato dall'Ufficio di presidenza ma rimase
a Madrid per un po' cercando di lavorare come editore e drammaturgo. Fece arrabbiare i censori
con molte delle sue opere e fu brevemente imprigionato. Alla fine rinunciò a scrivere si impose
come cerusico (chirurgo). Dopodiché aprì un negozio a Siviglia, dove ritornò in contatto con il
Conte Almaviva, e dopo averlo aiutato con alcuni problemi romantici, fu assunto come cameriere
personale del Conte. È dopo che torna a lavorare per il Conte e sposa Susanna. Dato che lo zio di
Susanna, Antonio, lavora per il Conte, sembra probabile che sia stata assunta su sua
raccomandazione quando la Contessa si trasferì nel palazzo e aveva bisogno di una cameriera; in
tal caso Susanna e Figaro si sarebbero incontrati dopo gli eventi del Barbiere di Siviglia. Figaro è un
emergente del tiers état che critica la società. Beaumarchais dà un ruolo molto importante al
decor, alla scena, scena del bancone (?). Figaro ha una serie di peripezie. Critica all’aristocrazia
spagnola, che influenza lo sviluppo del dramma borghese.
La borghesia diventa importante, ciò diventa tangibile nel genere teatrale. I drammi sono
ambientati nella borghesia.
Condorcet. Nobile, matematico, economista, rivoluzionario. Noto per la teoria della probabilità.
Noto soprattutto come filosofo. Sostenitore della rivoluzione francese. “Equisses d’un tableau
historique des progrès de l’esprit humain”. Espone la sua visione ottimistica della storia umana.
Filosofia influenzata dall’illuminismo. Credeva nella capacità dell’educazione e della conoscenza di
trasformare la società.
Chenier. 1762-1794. Poeta francese, soprattutto giornalista, esponente del neoclassicismo e del
pre-romanticismo. Giustiziato a 31 anni durante la rivoluzione francese. E’ l’unico poeta più noto
del Settecento. Eredita la passione per la poesia dalla madre. Grand Tour. Solo due poesie, altre
pubblicate dopo la morte della sorella. Temi: amore in tutte le sue sfaccettature (anche amore per
la patria). Libertà, è un rivoluzionario morto giovanissimo. Natura, vista come rifugio. Morte, si
accosta alla morte per parlare della mortalità dell’essere umano. Non chiede le singole poesie, ma
la caratteristica perché rispecchia l’epoca.